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Un credulone non necessariamente appartiene ad una religione specifica. E’ però molto facile che una religione che invita a credere a cose impossibili coltivi nelle menti dei suoi adepti la predisposizione ad accettare informazioni inverosimili. Da questo punto di vista chi vive nel mondo sotto l’egida del cristianesimo può collezionare esempi a iosa delle irrealtà accettate dai cittadini. Perciò non dobbiamo neanche meravigliarci se poi la disinformazione, da qualsiasi punto essa arrivi, trovi terreno fertile per diffondere le sue bufale. Tanto più efficaci quanto più provengono dalle cosiddette fonti ufficiali, perché l’utente dedica meno tempo ad approfondire quello che gli porge un giornale o la tv nazionale piuttosto che un gruppo di autonomi ricercatori.

Sicché non ci meravigliamo di come la gente di volta in volta cada ingenuamente davanti a quello che le passa il mainstream. Di esempi ne abbiamo proposti anche in tempi non recenti (“DEI RICCHI – Volume I) e, se volessimo pescare dalla cronaca di tutti i giorni, dovremmo dilungarci bruciando il tempo che invece preferiamo dedicare al nostro ben più ampio progetto.

Forse il togliere di mezzo certe credenze religiose è un buon passo avanti, ma non sufficiente visto che l’ingenuità, prima ancora della stupidità, è radicata in tutti noi. Né, come dimostrano sempre i tempi attuali tanto tecnologicamente evoluti ma intrisi di comportamenti sociali ben poco umani, sarà la scienza a sconfiggere la credulità, bensì il confronto continuo con la realtà.

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