Share with:


Il credente normalmente non legge i “testi sacri” su cui si basa la sua religione. Si limita a partecipare alle funzioni religiose e si ricorda qualcosa degli insegnamenti ricevuti, magari tanti anni prima dell’età che ha attualmente. Questo significa che rimane pervaso dalla sua fede solo perché quello che ricorda e segue è consono alle sue aspettative riguardo alla divinità che adora. Tutto è bello e buono. Effettivamente, leggendo o ascoltando i discorsi dei predicatori, l’affermazione “Dio è amore”, è spesso ricorrente. Ma è quello che effettivamente si desume dalla storia e dalla pratica delle religioni? La risposta è no e gli esempi che abbiamo raccolto smentiscono categoricamente quell’affermazione. Si può al più ritenere che “Dio è amore” ma solo per quelli che se la spassano bene. Quelli che continuano, anche nei periodi meno felici, a sostenere ancora tale convinzione, lo fanno o in malafede oppure per ignoranza e spesso con giustificazioni che in quanto a logica lasciano molto a desiderare. Ma anche a questi difensori della fede ad ogni costo dedicheremo le pagine che meritano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *