Come direzionare l’attenzione. Il caso Massimo Mazzucco

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In un altro articolo ci eravamo occupati di Youtube e di come riesca a rendere non rintracciabili dei contenuti facendoli sparire dal suo motore di ricerca.

Effettivamente immaginiamo che qualsiasi portale abbia i suoi grattacapi nel gestire e pubblicare tutti i media che riceve, correndo ai ripari e stilando delle regole di utilizzo. Possiamo leggere quelle di Facebook nella pagina “Standards dalla Community“. Anche Youtube ne ha una propria.

Il fatto che però i contenuti non vengano cancellati quanto invece “oscurati” fa presumere che si sia trovato un modo subdolo per far sì che gli utenti non vengano influenzati da certe idee ritenute non ortodosse.

Una censura di fatto che esce dal confronto onesto basato su regole stabilite e accettate a priori ma basata sul potere in mano a chi gestisce la piattaforma. Un potere enorme dal punto di vista tecnologico, soprattutto per la capacità di direzionare l’attenzione degli utenti.

In tal modo piattaforme ormai indispensabili per la diffusione di informazioni usano il loro potere per formare le opinioni di miliardi di cittadini.

Oggi ne daremo un altro esempio prendendo come spunto Massimo Mazzucco e il suo Luogocomune.net che potete rintracciare anche nei principali social. Mazzucco è descritto in Wikipedia come un “sostenitore di diverse teorie del complotto” quindi è facile immaginare che le sue ricerche siano oggetto di un certo ostracismo da parte dell’informazione di massa.

Vediamo di dimostrare come si comporta Youtube nei suoi confronti iniziando col digitare il suo nome e cognome nel campo di ricerca del portale.

Nello screenshot si può notare che i video in testa alla ricerca sono quelli in cui le teorie di Mazzucco vengono descritte come “bufale”. Inoltre si noti che non compaiono i video del suo canale “Luogocomune” ma quelli di altri.

Quindi è già evidente che Youtube, pur permettendo che l’autore pubblichi nella sua piattaforma, siccome non desidera fornire massima visibilità alle sue idee, mette in prima fila quelli che le denigrano oppure che le riproducono di seconda mano.

Ma vi è anche un altro sistema per censurare l’autore e lo si scopre non appena ci si mette a guardare un suo video. Si sa infatti che Youtube propone assieme al video anche altri che, in teoria, dovrebbero esserne correlati. Invece ecco cosa compare in una qualsiasi delle schermate da noi viste.

Non vi è un solo video di Mazzucco, o di Luogocomune, che venga richiamato nella barra laterale dei suggerimenti. Il risultato è che quando avete terminato di vedere questo, Youtube passa a video che con quelli dell’autore non hanno nulla, o quasi, a vedere.

Tutto il contrario di quello che accade se, ad esempio, cercate qualcosa di tutt’altro tenore, ovvero non etichettata come “complottista” o “bufala” dagli “informatori ufficiali”.

Divertitevi a provare di persona quello che abbiamo trovato noi, e segnalateci situazioni simili.

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