DEI RICCHI

2011 - Marzo - Settimana 3

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Indice dei giorni


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Martedì 15 Marzo 2011

Bersani: governo si fermi e rifletta. Prestigiacomo: salute è più importante

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2011

Ministro Ambiente: 'Su Tokyo ne' ciechi ne' sordi'

ROMA - ''Dal Governo mai decisioni che possano mettere a rischio salute e sicurezza dei cittadini. A noi sta a cuore l'indipendenza energetica dell'Italia, ma prima e di piu' sta a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini e non sara' mai assunta alcuna decisione che la possa mettere a rischio''. Lo afferma il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo sottolineando che ''il governo non e' ne' cieco ne' sordo rispetto alle notizie che giungono da Tokio, ed e' evidente che la nostra scelta di rientrare nel nucleare ci induce ulteriore attenzione, assieme all'esigenza di una piena trasparenza su quanto sta accadendo''.

BERSANI,GOVERNO INSENSATO,SI FERMI E RIFLETTA - "Mi pare un atteggiamento insensato. Noi abbiamo delle buone ragioni per dire no al piano del governo sul nucleare che è totalmente sbagliato e al governo, di fronte al dramma giapponese, diciamo: 'Fermatevi e riflettere' ed invece non c'é neanche un accesso sulla necessità di riflessione". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani attacca il governo e ribadisce il sostegno del Pd al referendum sul nucleare.

BERSANI: ''RICORSO AL NUCLEARE E' SBAGLIATO'' Il Pd sosterrà il referendum per abrogare la legge sul ritorno al nucleare. Lo annuncia in un' intervista all'Unità il leader democratico Pier Luigi Bersani, secondo il quale il ricorso al nucleare è "sbagliato" e non si tratta di reazioni emotive sulla scia di Fukushima, ma di considerazioni su una "tecnologia ancora molto giovane", che secondo il leader Pd presenta "seri problemi, sia per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie, che per le conseguenze di eventuali incidenti". "Non è la probabilità degli incidenti che suscita allarme - spiega Bersani -, ma quanto siano tremende le potenziali conseguenze". A "preoccupare" il segretario del Partito democratico è "il modo in cui il governo sta affrontando la questione". Il "fantapiano" del nucleare, così lo definisce Bersani, "non ha nessuna fattibilità", è "economicamente svantaggioso" e "prevedendo l'impiego di tecnologie non nostre ci renderebbe totalmente dipendenti da altri". Quel che fa il governo, secondo il segretario del Pd, è "deviare" l'attenzione dalle priorità, "cioé efficienza energetica, rinnovabili, un'operazione di investimenti nella ricerca anche delle tecnologie nucleari". "Non stanno lavorando all'Agenzia di sicurezza - prosegue -, non hanno risolto il problema delle scorie già esistenti, non hanno smantellato le vecchie centrali". "E' da 24 consultazioni che il quorum non viene raggiunto - spiega a proposito del referendum - e spesso si strumentalizza il risultato. Noi ci impegneremo comunque per fermare questo piano che poggia sulla sabbia ed è totalmente sbagliato". Il leader del Partito democratico interviene anche sul tema della giustizia, respingendo le accuse di volersi trincerare sull'Aventino: "Siamo gli unici che stanno in Parlamento, anche se il governo l'ha ridotto uno straccio". In merito alla riforma, Bersani è convinto che sia "sbagliato affrontare la questione con legge costituzionale e poi rinviare le decisioni alla politica, cioé alla maggioranza e al governo". Le urgenze da affrontare nel settore giustizia, dice, "sono affrontabili con legge ordinaria". "Non siamo il partito dei giudici, io sono pronto a disturbare la magistratura. Ma lo voglio fare per l'efficienza per i cittadini, non per esigenze di Berlusconi".

Bertone: Chiesa contribuì a Unità

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/03/2011

18.16 Domani,alla vigilia dello storico anniversario, proprio Bertone consegnerà a Napolitano il messaggio di augurio di Papa Benedetto XVI per i 150 anni dell' Unità d'Italia. Nel messaggio, dicono fonti vaticane, Bertone "evidenzierà come il contributo di pensiero e di azione dei cattolici fu di grande rilievo, basti pensare a figure come Rosmini e Gioberti. Così come fu determinante la spinta riformatrice della Dottrina Sociale della Chiesa".

Radioattivita' nella capitale oltre la norma. Ambasciata: chi puo' stia lontano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2011

Dal corrispondente: incubo nucleare

TOKYO - Un'esplosione nel reattore 2 della centrale nucleare di Fukushima, nel nord del Giappone, e un incendio nel n.4, hanno aggravato oggi la crisi provocata nell'impianto dal doppio disastro del terremoto e dello tsunami della settimana scorsa. In una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva, il primo ministro Naoto Kan, indossando una tuta da lavoro, come sempre in questi giorni e come tutti i funzionari governativi, ha chiesto a tutti coloro che vivono ad una distanza di 20-30 chilometri dalla centrale di rimanere al chiuso. Il premier ha chiesto ai cittadini giapponesi di mantenere la calma e ha ricordato i tecnici e i soldati delle Forze di Autodifesa, l' esercito giapponese che, ha sottolineato, "continuano a pompare acqua nei reattori mettendosi in una situazione estremamente pericolosa". L' esplosione di oggi (avvenuta alle 6 del mattino, le 22 di ieri sera in Italia), è stata la terza ad essersi verificata nell' impianto di Fukushima, che ospita dieci reattori. Il successivo incendio si è verificato nel reattore n.4, uno di quelli che si riteneva non fosse stato danneggiato dal disastro di venerdì scorso. L' Ambasciata italiana ha affermato in un comunicato che dopo l' esplosione di oggi "le condizioni sono gravemente peggiorate" e, pur invitando alla calma, ha diffuso un avviso affermando che "quanti ritengono di poter lasciare il Giappone nelle prossime ore, possono al momento farlo con i mezzi ordinari", e "chi non abbia necessità di recarsi in Giappone nei prossimi giorni dovrà astenersi dal farlo".

AIEA: FUGA RADIOATTIVA DOPO INCENDIO FUKUSHIMA - Le autorità giapponesi hanno dichiarato che l'incendio al reattore numero 4 della centrale nucleare di Fukushima ha provocato una fuga di radioattività nell'atmosfera: lo ha detto l'Aiea, l'agenzia atomica dell'Onu.

Le autorità nipponiche hanno riferito all'Aiea che la fuga dalla centrale di Fukushima ha fatto registrare livelli di radioattività nell'aria di 400 millisiviert per ora.

MARTEDI' NERO, BORSA TOKYO CHIUDE A -10,55% - La Borsa di Tokyo ha chiuso con un ribasso del 10,55% dell'indice Nikkei, che è riuscito a fine contrattazioni a contenere il ribasso, spinto in corso di seduta fino a -14, provocato dal panico diffuso tra gli investitori per l'aggravarsi della crisi nucleare. In chiusura, l'indice Nikkei 225 dei valori principali è crollato da quota 1.015,34 punti a 8.605,15 punti. L'attività ha raggiunto il livello record di 5,78 miliardi di azioni scambiate sul primo mercato. L'indice allargato Topix ha segnato una caduta di 80,23 punti a 766,73, con un calo del 9,47%. Per l'indice Topix è il ribasso maggiore registrato dall'ottobre 2008. Per entrambi gli indici è, in termini percentuali, il terzo peggiore di tutti i tempi.

DUE REATTORI FUORI PERICOLO, TEPCO - L'emergenza è finita per due dei reattori della centrale nucleare di Fukushima danneggiati dal terremoto. Lo afferma l' agenzia Kyodo citando la Tepco, la società che gestisce gli impianti.

BASSO LIVELLO ACQUA IN REATTORE FUKUSHIMA - Il livello dell' acqua nel rettore n.2 della centrale nucleare giapponese di Fukushima sta scendendo e le barre di uranio che contiene potrebbero presto essere scoperte. Lo ha affermato oggi in una conferenza stampa il portavoce del governo di Tokyo, Yukio Edano. Il portavoce ha aggiunto che i tecnici dell' impianto sono pronti a iniettare acqua marina nel sistema di raffreddamento del reattore.

AIEA, NON DANNI GABBIA CONTENIMENTO FUKUSHIMA - L'Aiea, l'agenzia dell'Onu per l'energia nucleare, ha fatto sapere di essere stata informata dalle autorità giapponesi che la gabbia di contenimento del reattore n.3 nella centrale di Fukushima non è stato danneggiato nell'ultima esplosione. Lo riferisce la Bbc sul suo sito.

RIPRESO RAFFREDDAMENTO REATTORE TOKAI - Il sistema di raffreddamento del reattore n.2 della centrale nucleare di Tokai, 120 chilometri a nord di Tokyo, e' in funzione secondo la Japan Atomic Power, che gestisce l'impianto. La Jpa ha precisato che due dei tre generatori usati per il raffreddamento sono in avaria ma che il terzo e' in funzione. Il reattore si e' spento automaticamente venerdi' scorso dopo il terremoto e il devastante tsunami che ne e' seguito.

Nucleare: Bersani, il Pd in campo per il referendum

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2011

Il piano e' sbagliato, altro che reazione emotiva

ROMA - Il Pd sosterrà il referendum per abrogare la legge sul ritorno al nucleare. Lo annuncia in un' intervista all'Unità il leader democratico Pier Luigi Bersani, secondo il quale il ricorso al nucleare è "sbagliato" e non si tratta di reazioni emotive sulla scia di Fukushima, ma di considerazioni su una "tecnologia ancora molto giovane", che secondo il leader Pd presenta "seri problemi, sia per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie, che per le conseguenze di eventuali incidenti". "Non è la probabilità degli incidenti che suscita allarme - spiega Bersani -, ma quanto siano tremende le potenziali conseguenze". A "preoccupare" il segretario del Partito democratico è "il modo in cui il governo sta affrontando la questione". Il "fantapiano" del nucleare, così lo definisce Bersani, "non ha nessuna fattibilità", è "economicamente svantaggioso" e "prevedendo l'impiego di tecnologie non nostre ci renderebbe totalmente dipendenti da altri". Quel che fa il governo, secondo il segretario del Pd, è "deviare" l'attenzione dalle priorità, "cioé efficienza energetica, rinnovabili, un'operazione di investimenti nella ricerca anche delle tecnologie nucleari".

Non stanno lavorando all'Agenzia di sicurezza - prosegue -, non hanno risolto il problema delle scorie già esistenti, non hanno smantellato le vecchie centrali. "E' da 24 consultazioni che il quorum non viene raggiunto - spiega a proposito del referendum - e spesso si strumentalizza il risultato. Noi ci impegneremo comunque per fermare questo piano che poggia sulla sabbia ed è totalmente sbagliato". Il leader del Partito democratico interviene anche sul tema della giustizia, respingendo le accuse di volersi trincerare sull'Aventino: "Siamo gli unici che stanno in Parlamento, anche se il governo l'ha ridotto uno straccio". In merito alla riforma, Bersani è convinto che sia "sbagliato affrontare la questione con legge costituzionale e poi rinviare le decisioni alla politica, cioé alla maggioranza e al governo". Le urgenze da affrontare nel settore giustizia, dice, "sono affrontabili con legge ordinaria". "Non siamo il partito dei giudici, io sono pronto a disturbare la magistratura. Ma lo voglio fare per l'efficienza per i cittadini, non per esigenze di Berlusconi".

Fukushima, evacuati nel raggio di 30 Km

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/03/2011

11.36 Il Premier giapponese, Naoto Kan, ha annunciato che la zona di evacuzione attorno alla centrale nucleare di Fukushima è stata ampliata a 30 chilometri. L'evacuazione di tutti i residenti nella zona dell'impianto atomico è stata completata nel raggio di 20 chilometri. Il governo invita gli abitanti tra i 20 e i 30 chilometri a rimanere al chiuso. Vicino al reattore 3 è stata accertata una radiazione di 400 volte superiore a quella a cui si può essere esposti in modo sicuro in un anno.

Milano, suona l'inno,leghisti a buvette

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/03/2011

10.52 I consiglieri regionali lombardi della Lega Nord, come annunciato, non hanno partecipato all'esecuzione dell'inno di Mameli che ha aperto la seduta dell'assemblea al Pirellone, a Milano. Solo il presidente Davide Boni ha assicurato la presenza per il ruolo istituzionale. Tutti gli altri leghisti si sono fermati alla buvette per prendere un caffè. Mentre risuonava l'inno, come imposto da una legge per i 150 anni dell'Unità, che solo il Carroccio non ha votato, tutti gli altri consiglieri sono stati in piedi. Presente anche Formigoni.

Fukushima, vento porta nube su Oceano

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/03/2011

12.20 I venti stanno ora spingendo la nube radioattiva, fuoriuscita dalla centrale di Fukushima nel nordest del Giappone, verso l'Oceano Pacifico. Lo ha detto a Ginevra l'Organizzazione meteorologica mondiale. La portavoce dell'Omm, Clara Nullis, ha spiegato che tuttavia i venti sono in continuo cambiamento. Il pericolo di contaminazione nella regione giapponese si starebbe comunque riducendo. La nube radioattiva si sta spostando dalla terraferma verso l'acqua.

Mercoledì 16 Marzo 2011

Election day, no mozione Pd per un voto

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2011

18.35 E' stata respinta per un solo voto, alla Camera, la mozione del Pd sull'election day (per accorpare il voto amministrativo e i referendum). I no sono stati 276e i sì 275. Il Radicale Beltrandi, appartenente al gruppo del Pd, ha votato no. Bocciate anche le mozioni, sempre sull'election day, presentate da IdV e Udc per due voti. "Il comportamento di Beltrandi è gravissimo, ci sono momenti in cui la disciplina di gruppo è una cosa importante, da rispettare", ha commentato il presidente del Pd, Bindi.

Libia: onoreremo contratti petroliferi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2011

7.47 Il governo libico onorerà i contratti esistenti con le compagnia petrolifere straniere nonostante la crisi, che però potrebbe avere conseguenze sulla cooperazione futura. Lo ha detto il viceministro degli Esteri libico, Khaled Kaim.

Gheddafi: l'Occidente mira al petrolio

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2011

23.36 Gheddafi, in un discorso televisivo al Paese, ha nuovamente accusato l'Occidente di mirare al petrolio libico e di voler tornare "ai tempi in cui l'Italia chiamava la Libia la spiaggia di Roma". Il colonnello ha accusato gli insorti di essere "cani infiltrati nella società che non riusciranno a dividere il Paese" e ha additato i media stranieri di "aver propagato una falsa immagine della Libia". Intanto, a Bengasi gli insorti manifestano e urlano slogan contro il raìs.

Papa: Cristianesimo contribuì a Unità

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2011

12.42 "Il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell'identità italiana",scrive Benedetto XVI nel messaggio a Napolitano per il 150° dell'Unità d'Italia. "Il Risorgimento è passato come un moto contrario alla Chiesa", ma "non si può sottacere l'apporto di pensiero e anche di azione dei cattolici", dice il Papa. Accanto ai grandi artisti, musicisti e letterati che hanno dato "apporto fondamentale alla formazione dell'identità italiana", cita le "esperienze di santità" di San Francesco e Santa Caterina

Italia 150: Papa, cattolicesimo solida base unità Stato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2011

Messaggio di Benedetto XVI consegnato da card. Bertone a Napolitano

CITTA' DEL VATICANO - La "costruzione politico-istituzionale" dello Stato unitario, in quanto "dovette inevitabilmente misurarsi col problema della sovranità temporale dei Papi", ebbe "effetti dilaceranti nella coscienza individuale e collettiva dei cattolici italiani, divisi tra gli opposti sentimenti di fedeltà nascenti dalla cittadinanza da un lato e dall'appartenenza ecclesiale dall'altro". Lo scrive Benedetto XVI nel messaggio consegnato oggi al presidente Giorgio Napolitano dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone in occasione del 150/o anniverario dell'Unità d'Italia". "Ma si deve riconoscere - prosegue il Papa - che, se fu il processo di unificazione politico-istituzionale a produrre quel conflitto tra Stato e Chiesa che è passato alla storia col nome di 'Questione Romana', suscitando di conseguenza l'aspettativa di una formale 'Conciliazione', nessun conflitto si verificò nel corpo sociale, segnato da una profonda amicizia tra comunità civile e comunità ecclesiale".

BERSANI, SE LEGA ASSENTE,MAGGIORANZA FINITA - ''Berlusconi ha giurato sulla Costituzione e sulla bandiera. Se domani un partito della sua maggioranza non viene in Parlamento, lui deve dire che la sua maggioranza non c'e' piu' perche' su questo non si puo' scherzare''. Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, attacca il Carroccio in vista delle celebrazioni in Parlamento per centocinquanta anni dell'unita' d'Italia.

PAPA, CATTOLICESIMO SOLIDA BASE UNITA' STATO - "L'identità nazionale degli italiani, così fortemente radicata nelle tradizioni cattoliche, costituì in verità la base più solida della conquistata unità politica", scrive Benedetto XVI nel messaggio.

PAPA, FINE STATO PONTIFICIO RAFFORZO' PAPATO - A proposito della fine degli Stati pontifici, "nel ricordo del beato papa Pio IX e dei successori", Benedetto XVI riprende nel suo messaggio le parole del cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, nel discorso tenuto in Campidoglio il 10 ottobre 1962: "Il papato riprese con inusitato vigore le sue funzioni di maestro di vita e di testimonio del Vangelo, così da salire a tanta altezza nel governo spirituale della Chiesa e nell'irradiazione sul mondo, come prima non mai".

PAPA, RISORGIMENTO LACERANTE MA NON NELLA SOCIETA' - "In definitiva - aggiunge il Pontefice -, la Conciliazione doveva avvenire fra le Istituzioni, non nel corpo sociale, dove fede e cittadinanza non erano in conflitto. Anche negli anni della dilacerazione i cattolici hanno lavorato all'unità del Paese".

PAPA, CENTRALE L'APPORTO CATTOLICI A COSTITUZIONE - L'apporto dei cattolici fu centrale nella stesura della Carta Costituzionale. Lo scrive il Papa. "L'apporto fondamentale dei cattolici italiani alla elaborazione della Costituzione repubblicana del 1947 - si legge nel testo - è ben noto. Se il testo costituzionale fu il positivo frutto di un incontro e di una collaborazione tra diverse tradizioni di pensiero, non c'é alcun dubbio che solo i costituenti cattolici si presentarono allo storico appuntamento con un preciso progetto sulla legge fondamentale del nuovo Stato italiano; un progetto maturato all'interno dell'Azione Cattolica, in particolare della Fuci e del Movimento Laureati, e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ed oggetto di riflessione e di elaborazione nel Codice di Camaldoli del 1945 e nella XIX Settimana Sociale dei Cattolici Italiani dello stesso anno, dedicata al tema 'Costituzione e Costituente'. Da lì - rimarca Benedetto XVI - prese l'avvio un impegno molto significativo dei cattolici italiani nella politica, nell'attività sindacale, nelle istituzioni pubbliche, nelle realtà economiche, nelle espressioni della società civile, offrendo così un contributo assai rilevante alla crescita del Paese, con dimostrazione di assoluta fedeltà allo Stato e di dedizione al bene comune e collocando l'Italia in proiezione europea".

PAPA, IMPORTANTE APPORTO CATTOLICI A RISORGIMENTO - "Per ragioni storiche, culturali e politiche complesse, il Risorgimento è passato come un moto contrario alla Chiesa, al Cattolicesimo, talora anche alla religione in generalé, ma "senza negare il ruolo di tradizioni di pensiero diverse, alcune marcate da venature giurisdizionaliste o laiciste, non si può sottacere l'apporto di pensiero - e talora di azione - dei cattolici alla formazione dello Stato unitario". Lo scrive Benedetto XVI.

PAPA, RICORDA MORO E BACHELET VITTIME TERRORISMO - Nel messaggio per i 150 anni dell'Unità d'Italia il Papa ricorda gli anni di piombo e fa i nomi di Aldo Moro e Vittorio Bachelet, uccisi dalle Brigate Rosse. "Negli anni dolorosi ed oscuri del terrorismo - sottolinea il Papa - i cattolici hanno dato la loro testimonianza di sangue: come non ricordare - afferma in proposito Benedetto XVI - tra le varie figure, quelle dell'On. Aldo Moro e del Prof. Vittorio Bachelet?".

PAPA, UNITA' NON E' ARTIFICIOSO MOSAICO IDENTITA' - Il processo di unificazione nazionale non è stato il frutto di un artificiosa giustapposizione di identità diverse, ma l'esito "naturale" di una "identità nazionale forte e radicata", scrive il Papa. "L'unità d'Italia, realizzatasi nella seconda metà dell'Ottocento - afferma Benedetto XVI - ha potuto aver luogo non come artificiosa costruzione politica di identità diverse, ma come naturale sbocco politico di una identità nazionale forte e radicata, sussistente da tempo. La comunità politica unitaria nascente a conclusione del ciclo risorgimentale ha avuto, in definitiva, come collante che teneva unite le pur sussistenti diversità locali, proprio la preesistente identità nazionale, al cui modellamento il Cristianesimo e la Chiesa hanno dato un contributo fondamentale".

PAPA, S.SEDE GRATA COLLABORAZIONE PREZIOSA STATO - "Passate le turbolenze causate dalla 'questione romana', giunti all'auspicata Conciliazione, anche lo Stato Italiano ha offerto e continua ad offrire una collaborazione preziosa, di cui la Santa Sede fruisce e di cui è consapevolmente grata". E' quanto scrive Benedetto XVI a conclusione del suo messaggio per i 150 anni dell'Unità d'Italia. "Nel guardare al lungo divenire della storia - afferma il Papa -, bisogna riconoscere che la nazione italiana ha sempre avvertito l'onere ma al tempo stesso il singolare privilegio dato dalla situazione peculiare per la quale è in Italia, a Roma, la sede del successore di Pietro e quindi il centro della cattolicità". "E la comunità nazionale - aggiunge - ha sempre risposto a questa consapevolezza esprimendo vicinanza affettiva, solidarietà, aiuto alla Sede Apostolica per la sua libertà e per assecondare la realizzazione delle condizioni favorevoli all'esercizio del ministero spirituale nel mondo da parte del successore di Pietro, che è Vescovo di Roma e Primate d'Italia".

F. CRISTIANA, LEGA? NO INNO, SI' A POLTRONE ITALIANE - I leghisti "non cantano l'inno nazionale e nemmeno vogliono ascoltarlo", ma "per il resto vanno a caccia di poltrone e presidenze... nazionali". Lo scrive Famiglia Cristiana in un editoriale pubblicato on line che commenta la decisione dei consiglieri regionali lombardi della Lega Nord di lasciare l'aula, ieri, quando è stato intonato l'inno di Mameli. "Furbacchiona questa Lega", osserva il settimanale dei Paolini, perché "rifiutarsi di cantare l'inno di Mameli, anzi rimpiazzarlo al bar con brioche e cappuccino, è uno di quei giochetti che danno ai protagonisti un brivido gladiatorio, non comportano rischio alcuno, procurano titoli sui giornali e spazi in tv". Ma quando si tratta di "contenuti, stavolta poco padani e molto concreti, - si legge su Famiglia Cristiana - eccome se i leghisti se ne interessano. Non cantano l'inno nazionale e nemmeno vogliono ascoltarlo: ma se vengono in ballo presidenze di banche e direzioni di enti, anch'essi nazionali come Mameli; se oltre alle manovre romane c'é da occupare poltrone regionali, provinciali, comunali e rionali; se insomma si tratta di distribuire posti e prebende ad ogni livello, la Lega è già piazzata in prima linea".

Crisi:Portogallo,tassi bond impossibili

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2011

14.42 Le attuali condizioni di finanziamento del Portogallo sono "insostenibili" nel lungo termine. Lo ha detto il ministro delle Finanze portoghese Josè Socrates dopo il forte rialzo dei tassi nell'asta dei titoli di stato a 12 mesi di stamani, che ha visto un balzo dei rendimenti. Moody's, in nottata, ha tagliato di due livelli il merito di credito del Paese.

Prot.civile: Roma più radiottiva Tokyo

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2011

13.38 Roma è radioattiva. Tokyo lo è molto meno. E' questo il risultato di un controllo effettuato dalla Protezione civile italiana e pubblicato sul sito del Maggio musicale fiorentino. La misurazione, fatta dal tetto della nostra ambasciata a Tokyo, dà un valore della radioattività di fondo pari a 0.04 microsievert/ora. "Il valore ambientale di Roma -spiega il bollettinoè di 0.25 micorsievert/ora. E' evidente che queste misure portano a escludere rischi di contaminazione a Tokyo (almeno nelle vicinanze dell'ambasciata)".

Giovedì 17 Marzo 2011

Libia,Usa:'Misure oltre la no-fly zone'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

5.10 "Spero che riusciremo ad approvare una risoluzione già oggi, stiamo lavorando duro per farlo",ha detto l'ambasciatore degli Usa all'Onu, Susan Rice, dopo una lunga maratona negoziale diplomatica. Scambiando alcune battute con i giornalisti, la Rice ha sottolineato che gli Stati Uniti sono pronti ad appoggiare misure che "vadano oltre alla no fly zone", perché "la situazione sul terreno è cambiata e potrebbe essere necessario" agire per la protezione della popolazione civile.

Cambi, yen vola ai massimi sul dollaro

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

2.40 Lo yen è salito fino a 79,73 dollari. A spingere al rialzo la divisa nipponica è la convinzione che le società giapponesi, soprattutto banche e assicurazioni, incominceranno a rimpatriare asset denominati in yen per contribuire alla ricostruzione delle zone devastate dal terremoto e dallo tsunami. Era dalla Seconda Guerra mondiale che la valuta giapponese non si apprezzava così, salendo ai massimi nei confronti del biglietto verde americano.

Bengasi,militari a cittadini:andate via

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

23.07 Le forze armate libiche hanno lanciato dalla tv Al-Libya un ultimatum alla popolazione civile di Bengasi:"Entro mezzanotte (le 23 in Italia) si allontani da dove ci sono gli insorti e dai depositi di armi". Il testo apparso sull'emittente libica di Stato avvisa, inoltre, i cittadini di Bengasi che "l'esercito sta arrivando per aiutarvi e per ripulire la vostra città dalle bande armate". Intanto Gheddafi ha ribadito di non voler trattare coi ribelli.

Pakistan, liberato agente Cia: proteste

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

9.56 Proteste in diverse città del Pakistan a seguito del rilascio dell'agente segreto americano,Raymond Davis, avvenuto ieri dopo il pagamento di un "risarcimento" per l'uccisione di 2 pachistani. Secondo Geo tv,sono almeno 10 le persone ferite in scontri con la polizia a Lahore. I manifestanti hanno tentato di marciare verso il consolato Usa di Lahore urlando slogan contro il governo e bruciando foto di Davis. Alcuni veicoli della polizia sono stati bruciati. Analoghe proteste a Karachi, Rawalpindi, Islamabad e Peshawar.

Pakistan, attacco drone Usa: 80 morti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

14.56 E' di 80 morti il bilancio di un attacco di un drone statunitense avvenuto stamane nel Nord Waziristan (Nord-ovest del Pakistan). Due missili hanno colpito e distrutto un presunto nascondiglio talebano nell'area di Dattakhel, a una quarantina di km dal capoluogo di Miranshah, controllata dai militanti fondamentalisti.

Canada, guasto a centrale nucleare

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

17.52 Guasto alla centrale nucleare di Pickering, a 35 km da Toronto. Lo comunica la Ontario Power, la società che gestisce l'impianto. L'azienda ha spiegato che 75.000 litri di acqua contaminata sono stati riverstati "non intenzionalmente" nel lago Ontario, a causa di un "malfunzionamento del sistema di scarico", che nel frattempo è stato riparato. Per la Commissione canadese sulla sicurezza nucleare il rischio per la salute umana e l'ambiente è "trascurabile".

Napolitano: rapporto con Chiesa unisce

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

17.46 Il rapporto con la Chiesa cattolica rappresenta "uno dei punti di forza su cui possiamo far leva per il consolidamento della coesione e unità nazionale" Un forte applauso parte dal Parlamento in seduta comune a Montecitorio, quando Napolitano fa questo passaggio nel suo discorso per festeggiare i 150 anni dell'unità nazionale. Il presidente della Repubblica parla anche del tema della crisi sociale: va vista "innanzitutto come drammatica carenza di prospettive di occupazione per una parte rilevante dei giovani".

Ministro Romani: fermarsi e riflettere. Nucleare, Bossi: decide il territorio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2011

Convocati per lunedì i ministri dell'Energia europei

Quello che e ' successo in Giappone, un momento di riflessione lo deve dare''. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, parlando della scelta nucleare e invitando il sistema Paese, il governo, i tecnici a fermarsi un attimo e capire cosa sia meglio fare".

Sarkozy chiede una riunione del G20 sulle opzioni energetiche dopo il disastro in Giappone. H.Clinton: tragedia Giappone solleva dubbi sui rischi legati all'energia nucleare. Sì delle commissioni della Camera al decreto legislativo sulle centrali nucleari con voto di Udc e Fli, contrario Idv, Pd non vota. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. Sottosegretario Sviluppo Economico Saglia: non si può costruire una centrale senza il parere positivo della Regione, individuazione siti nel 2012.

BOSSI, E' IL TERRITORIO CHE DECIDE - Umberto Bossi non si sbilancia sulla questione nucleare e ribadisce il concetto che "é il territorio a decidere" sulla costruzione delle centrali nucleari. "Il Veneto non lo vuole ed è autosufficiente per l'energia", afferma il leader leghista conversando con i cronisti a Montecitorio. "E' il territorio che decide", aggiunge il senatur a chi insiste chiedendogli quale sia la posizione del Carroccio.

VERONESI,DECISIONE CON COSCIENZA SENZA FRETTA - "Noi abbiamo il vantaggio di ripartire da zero e di poter fare scelte libere da vincoli e siamo quindi nelle condizioni migliori per decidere con coscienza, prudenza, intelligenza, e senza fretta": lo afferma Umberto Veronesi, presidente dell'agenzia per la sicurezza nucleare, commentando le "gravi vicende dei quattro reattori giapponesi". Quanto accaduto, spiega l'oncologo "impone inevitabilmente a chi, come me, ha deciso di occuparsi di sicurezza degli impianti nucleari e di salvaguardia della popolazione, di mettere da parte lo sgomento e prendersi una pausa di riflessione profonda".

UE, LUNEDI' CONSIGLIO ENERGIA STRAORDINARIO - Lunedì prossimo a Bruxelles si svolgerà una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell'Energia Ue. Lo si è appreso da fonti della presidenza di turno ungherese dell'Ue.

GERMANIA; IN PROSSIMI 3 MESI ATTIVI SOLO 9 IMPIANTI - Oltre la metà degli impianti nucleari tedeschi sarà fuori uso nei prossimi tre mesi in seguito alla decisione della cancelliera Angela Merkel di 'spegnere' temporaneamente tutte le centrali messe in servizio in Germania prima del 1980. Questa decisione, infatti, riguarda sette impianti su 17, ma un impianto - quello di Kruemmel, nello Schleswig-Holstein (nord), inaugurato nel 1983 - è già chiuso dal 2009 a causa di problemi tecnici. Il settore nucleare tedesco, quindi, opererà solo con nove impianti nei prossimi tre mesi, durante i quali verranno eseguiti i controlli sulla sicurezza dei reattori annunciati dalla stessa Merkel. Controlli, questi, che verranno estesi comunque anche alle centrali che rimarranno in attività. I sette impianti che verranno disattivati sono quelli di Neckarwestheim I e Philippsburg I nel Baden-Wuerttemberg, di Isar I in Baviera, di Biblis A e Biblis B in Assia, di Unterweser nella Bassa Sassonia e di Brunsbuettel nello Schleswig-Holstein. Nel complesso, i 17 impianti tedeschi forniscono il 23% del fabbisogno energetico del Paese.

FRANCIA; MINISTRO,CONTROLLEREMO CENTRALI UNA A UNA - Dopo quanto successo alla centrale giapponese di Fukushima, il governo francese ha deciso di controllare ''tutte le centrali'' nucleari del Paese, ''una a una''. Lo ha dichiarato il ministro dell'Ambiente, Nathalie Kosciusko-Morizet. ''Una riunione di crisi su questo tema avra' luogo appena possibile, il Primo ministro me l'ha confermato'' ha spiegato stamattina la Kosciusko-Morizet, ai microfoni della radio Rmc Info. La Francia, ha confermato davanti all'Assemblea nazionale il Premier Francois Fillon, non eludera' ''nessuna delle domande sollevate'' dalla catastrofe in Giappone. ''Ogni crisi, ogni incidente e' l'occasione per rivedere la sicurezza delle nostre centrali'' ha spiegato la Kosciusko-Morizet, durante un question-time all'Assemblea nazionale. Gli impianti francesi, ha aggiunto, sono ''dimensionati per resistere a certi tipi di rischio ai quali possono essere esposti in funzione della storia delle regioni'', e ''la trasparenza e' organizzata dalla legge del 2006 intorno a un'autorita' di sicurezza nucleare'', che puo' arrivare fino alla decisione di chiudere un sito, se lo ritiene necessario. ''Ogni minima anomalia, ogni minimo incidente - ha concluso - in questo contesto, in Francia, dev'essere segnalato''.

Bce:ancora rischio crisi debito sovrano

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

18.34 Il rischio di una crisi del debito sovrano nell'Eurozona continua a essere "rilevante". Lo scrive la Bce nel suo parere sulle modifiche che il Consiglio europeo sta apportando ai trattati per riformare il fondo di salvataggio. La Bce "accoglie con favore" la bozza di riforma del meccanismo di stabilità europeo che fornisce aiuti d'emergenza ai Paesi in difficoltà. Esorta gli Stati membri a una veloce approvazione e ribadisce "la sua richiesta per un ulteriore rafforzamento della sorveglianza fiscale e macroeconomica".

Francia: possibili raid aerei su Libia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2011

20.16 Potrebbero partire già da questa notte raid aerei contro l'esercito del regime libico, non appena ottenuto il via libera dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo sostengono fonti diplomatiche francesi a Palazzo di Vetro, dove si vota la risoluzione contro La Libia. Il documento, secondo indiscrezioni, prevede il ricorso a "ogni mezzo" per proteggere i civili.

Basta notizie gratis, NYT su web si paga

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2011

La scommessa del New York Times dopo 15 anni di consultazioni gratuite

NEW YORK - Il New York Times online diventa a pagamento dal 28 marzo (da oggi in Canada), in quella che e' considerata una scommessa per l'intera industria mediatica, con molti editori che ne attendevano l'esordio per valutare la reazione dei lettori. Il New York Times sara' infatti il maggiore quotidiano generalista a chiedere ai suoi lettori di pagare per l'accesso alle notizie, rompendo cosi' 15 anni di consultazioni gratis e scontrandosi con la mentalita' dell'internet gratis dei consumatori. ''E' un giorno importante nei nostri 159 anni di storia di evoluzione e reinvenzione. la decisione si tradurra' - afferma il presidente di The New York Times Company, Arthur Sulzerberg - in un'altra risorsa di ricavi e rafforzera' la nostra capacita' di continuare a investire nel giornalismo e nell'innovazione digitale''. Il New York Times propone un modello di abbonamenti simile a quello del Financial Times. I lettori potranno consultare in via gratuita 20 articoli al mese, solo dopo verra' chiesto loro di pagare. Per l'accesso al sito dal computer e dal cellulare l'abbonamento sara' di 15 dollari al mese, per quello da computer ed e-reader 20 dollari. I lettori che vorranno accedere al New York Times in tutte le sue forme digitali dovranno versare 35 dollari al mese. Ai titolari di un abbonamento cartaceo non sara' richiesta nessun'altra sottoscrizione. Per tutelare il traffico sul proprio sito web, circa 30 milioni di lettori al mese, oltre ai 20 articoli consultabili gratuitamente, il New York Times offrira' accesso gratuito per un numero illimitato di contenuti a chi vi accedera' da motori di ricerca, blog e social media come Twitter e Facebook. Per chi vi accedera' attraverso Google ci sara' un tetto di 5 articoli al giorno.

Venerdì 18 Marzo 2011

Crocefisso in aule, Italia assolta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2011

Vinta la battaglia a Strasburgo con l'assoluzuie dall'accusa di violazione dei diritti umani

STRASBURGO - L'Italia ha vinto la sua battaglia a Strasburgo: la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo l'ha assolta dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche.

La decisione della Corte è stata approvata con 15 voti favorevoli e due contrari. I giudici hanno accettato la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l'eventuale influenza sugli alunni dell'esposizione del crocefisso nella aule scolastiche.

Libia, La Russa: 'Possibili raid Italia' H.Clinton: 'Via Gheddafi subito'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2011

Frattini: Chiudiamo ambasciata. Napolitano: ore difficili. Sette basi italiane pronte

LA RUSSA,7 BASI AEREE ITALIANE DISPONIBILI - Sono sette le basi aeree che l'Italia può mettere a disposizione in relazione alla situazione in Libia. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in Parlamento. Le basi sono Amendola, Gioia del Colle, Sigonella, Aviano, Trapani, Decimomannu e Pantelleria.

LA RUSSA, ADERIREMO A COALIZIONE VOLENTEROSI - Il governo chiederà "l'autorizzazione" al Parlamento di "aderire alla coalizione di volenterosi" cui spetterà far rispettare la risuluzione Onu sulla Libia. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa sottolineando che l'Italia interverrà con gli altri paesi disponibili e con le organizzazioni internazionali, "offrendo le basi, ma senza nessun limite restrittivo all'intervento, quando si ritenesse necessario per far rispettare la risoluzione Onu" e garantire la tutela dei cittadini.

HILLARY CLINTON, DUBBI SU CESSATE IL FUOCO - Gli Stati Uniti hanno "molti dubbi" sul fatto che in Libia sia in atto un cessate il fuoco da parte delle autorità libiche. Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

FRATTINI: DA ITALIA BASI E NON SOLO - L'Italia partecipera' ''attivamente'' all'attuazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla Libia garantendo ''l'uso delle basi e non solo''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini in audizione presso le commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

FRATTINI, ASSOLUTA LEALTA' ITALIA A NATO E UE - La partecipazione ''attiva'' dell'Italia alla risoluzione dell'Onu, ha poi detto Frattini, ha anche l'obiettivo di ''marcare l'assoluta lealta' dell'Italia alla prospettiva atlantica e dell'Unione Europea''.

FRATTINI,CHIUSURA AMBASCIATA COERENTE RIS.ONU - La chiusura dell'ambasciata a Tripoli, ha spiegato Frattini, e' una ''misura coerente con l' attuazione della risoluzione dell'Onu''. Il ministro ha aggiunto - riferendo in Senato - che l'Italia ha chiesto, ''alla Turchia, secondo le convenzioni internazionali, di curare gli interessi dell'Italia in territorio libico''. La Turchia ha accettato la richiesta italiana.

BAN KI-MOON, 'RISOLUZIONE STORICA' - Il segretario dell'Onu Ban Ki-Moon ha definito questo pomeriggio di portata "storica" la risoluzione sulla Libia adottata ieri dal Consiglio di Sicurezza, perché sancisce il principio della protezione internazionale della popolazione civile. In una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo José Luis Zapatero, Ban Ki-Moon ha detto che "tutti gli stati membri dell'Onu" devono contribuire alla sua applicazione e che "le autorità libiche devono cessare immediatamente ogni ostilità contro la popolazione civile". Ban Ki Monn. parteciperà domani al vertice Unione Europea, Unione Africana e Lega Araba sulla Libia indetto a Parigi dal presidente francese Nicolas Sarkozy.

COMANDANTE INSORTI, CESSATE FUOCO PER NOI E'BLUFF- Il comandante degli insorti libici, Khalifa Heftir, ha dichiarato che il cessate-il-fuoco annunciato poco fa dal ministro degli esteri di Gheddafi "non é importante" per l'opposizione, definendolo un "bluff".

MISURATA BOMBARDATA: 25 MORTI, FONTI SANITARIE - Almeno 25 persone - tra cui dei bambini - sono morte durante pesanti bombardamenti delle forze leali a Gheddafi sulla città di Misurata. Lo rendono noto fonti sanitarie della città libica e la notizia è stata confermata dalla tv al Arabiya.

MARONI CONVOCA COMITATO NAZIONALE SICUREZZA - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha convocato per il pomeriggio al Viminale il Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. La decisione del ministro, secondo quanto si apprende, fa seguito alla riunione del Comitato Permanente dei Ministri sulla crisi libica che si è tenuta questa mattina a palazzo Chigi.

MINISTRO ESTERI LIBICO: CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO - Il ministro degli Esteri libico ha detto oggi che la Libia ha deciso un cessate il fuoco immediato per proteggere i civili in linea con la risoluzione dell'Onu sulla no fly zone. La Libia, ha detto il ministro, si impegna a proteggere gli stranieri nel paese e i loro beni

FRANCIA CAUTA SU CESSATE IL FUOCO, MINACCIA RESTA - La Francia rimane "cauta" dopo l'annuncio del cessate il fuoco in Libia. "La minaccia sul terreno non è cambiata", hanno affermato le autorità di Parigi. "Dobbiamo essere molto cauti. (Gheddafi,ndr.) sta adesso cominciando ad avere paura, ma sul terreno la minaccia non è cambiata", ha detto a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri francese Bernard Valero, parlando alla tv dell'agenzia Reuters.

GHEDDAFI PROMETTE 'INFERNO' A CHI ATTACCHERA' - Il rais libico, Muammar Gheddafi, ha lanciato un avvertimento contro ogni attacco alla Libia, promettendo di "trasformare in un inferno la vita" di coloro che oseranno compierlo. "Se il mondo è impazzito, diventeremo matti anche noi. Risponderemo. Trasformeremo la loro vita in un inferno", ha dichiarato Gheddafi in un'intervista concessa alla tv portoghese Rtp qualche ora prima che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu approvasse la risoluzione che autorizza l'uso della forza in Libia. "Cos'é questo razzismo, questo odio? Cos'é questa pazzia?" si è chiesto il Colonnello.

NAPOLITANO, PROSSIME ORE DECISIONI DIFFICILI - "Nelle prossime ore dovremo prendere decisioni difficili, impegnative, rispetto a ciò che sta accadendo in Libia", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel discorso al Teatro Regio di Torino. "Viviamo - ha aggiunto - in un mondo ricco di promesse per il futuro e gravido di incognite. Se pensiamo a ciò che è stato il nostro Risorgimento, innanzitutto come movimento liberatore, non possiamo rimanere indifferenti rispetto alla sistematica repressione di fondamentali libertà e diritti". Parole scandite da un lungo applauso.

NAPOLITANO,NON INDIFFERENTI A DIRITTI CALPESTATI - Non si può "rimanere indifferenti alla sistematica violazione dei diritti umani" che si sta verificando in Libia. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante le celebrazioni a Torino per l'anniversario dell'Unità d'Italia.

Parlando della Libia, Napolitano ha sottolineato che "ci attendono decisioni difficili". "Proprio se pensiamo a quello che è stato il Risorgimento come grande movimento liberale e rinnovatore, non possiamo rimanere indifferenti alla sistematica violazione dei diritti umani in qualsiasi paese, non possiamo lasciare - ha aggiunto - che vengano distrutte e calpestate le speranze di un risorgimento anche nel mondo arabo".

Nelle prossime ore dovremo prendere decisioni difficili, impegnative, rispetto a ciò che sta accadendo in Libia. "Viviamo - ha aggiunto - in un mondo ricco di promesse per il futuro e gravido di incognite. Se pensiamo a ciò che è stato il nostro Risorgimento, innanzitutto come movimento liberatore, non possiamo rimanere indifferenti rispetto alla sistematica repressione di fondamentali libertà e diritti". Parole scandite da un lungo applauso.

VERTICE A PALAZZO CHIGI CON BERLUSCONI - E'iniziata da pochi minuti a palazzo Chigi la riunione del comitato interministeriale sulla Libia per fare il punto della situazione dopo la risoluzione dell'Onu sulla no fly zone. All'incontro presieduto dal premier Silvio Berlusconi partecipano il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il titolare della Farnesina Franco Frattini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro della Salute Ferruccio Fazio, Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture Giulio Tremonti, titolare del Tesoro e i vertici dei servizi di sicurezza. Alla riunione sono presenti anche i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti.

I ministri degli Esteri Franco Frattini e della Difesa Ignazio La Russa saranno ascoltati alle 14 dalle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato a Palazzo Madama. Lo si apprende da fonti parlamentari. Al centro della riunione la crisi libica dopo la decisione dell'Onu.

EUROCONTROL, TRIPOLI HA CHIUSO LO SPAZIO AEREO - La Libia ha chiuso il suo spazio aereo. Lo si apprende da Eurocontrol, l'organizzazione europea per il controllo aereo. Eurocontrol, si legge da Twitter, ha ricevuto informazioni da Malta che il controllo del traffico aereo di Tripoli ha reso noto che non accetterà gli aeromobili nello spazio aereo libico fino a "ulteriore avviso".

'FORZE ANTI-TERRORISMO ENTRERANNO A BENGASI' - Il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Seif al Islam, ha detto che forze "anti-terrorismo" saranno mandate a Bengasi per disarmare gli insorti. Lo riferisce la televisione satellitare al Jazira.

INSORTI, FORZE GHEDDAFI BOMBARDANO MISURATA - Le forze fedeli al colonnello Gheddafi stanno martellando Misurata, città 200 chilometri ad est di Tripoli in mano agli insorti, dopo una notte di spari con armi pesanti. Lo ha riferito un portavoce degli antigovernativi. Secondo la tv satellitare al Jazira in lingua inglese, combattimenti fra 'lealisti' e insorti sono in corso a Misurata e ad Ajdabiya, 200 chilometri a sud di Bengasi, la principale roccaforte degli antigovernativi. La notizia dei nuovi attacchi delle forze di Gheddafi a Misurata giunge dopo l'imposizione di una no fly zone sulla Libia da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, la scorsa notte. "Decine di bombe di tutti i tipi si abbattono da ieri sera sulla città ", ha detto il portavoce degli insorti alla France Presse. "Ci sono ancora intensi tiri di artiglieria", ha aggiunto, precisando di ignorare se ci sono vittime. Ieri il regime aveva detto che i lealisti avevano ripreso Misurata, ma un portavoce degli antigovernativi aveva smentito.

QATAR, PARTECIPEREMO A NO FLY ZONE - Il Qatar ha annunciato che parteciperà alla no fly zone sulla Libia. E' il primo paese arabo a dichiarare la sua partecipazione dopo l'approvazione ieri da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu di una risoluzione sulla Libai e l'ok della Lega Araba. "Alla luce della risoluzione votata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, il Qatar ha deciso di contribuire agli sforzi destinati a far cessare il bagno di sangue e a proteggere i civili in Libia", ha dichiarato un funzionario del ministero degli esteri del Qatar.

FRANCIA E GB PRONTE A RAID, OBAMA CHIAMA CAMERON E SARKOZY - La Francia ha auspicato immediati raid aerei dopo l'adozione della risoluzione 1973, e anche le forze britanniche potrebbero entrare in azione già oggi. La Germania, astenutasi in Consiglio di sicurezza a causa "dei considerevoli pericoli e rischi", ha invece annunciato che non parteciperà ad azioni militari. In nottata il presidente Obama ha chiamato il premier britannico Cameron e il presidente francese Sarkozy per coordinare una strategia comune.

FIGLIO GHEDDAFI, NON ABBIAMO PAURA - La Libia non ha paura. Lo ha detto Seif al-Islam, figlio del leader libico Muammar Gheddafi a proposito della risoluzione sulla no fly zone approvata ieri dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Siamo nel nostro paese e con la nostra gente. E non abbiamo paura", ha detto il figlio del leader libico in un'intervista al canale televisivo americano Abc. "Non abbiamo paura. Non avremo paura. Non aiuterete la gente se bombarderete la Libia per uccidere i libici. Voi distruggete il nostro paese. Nessuno è contento di questo", ha dichiarato Seif al-Islam Gheddafi.

VICE-MINISTRO, SPERIAMO ITALIA STIA FUORI - "Speriamo che l'Italia si tenga fuori da questa iniziativa": lo ha detto all'ANSA il vice-ministro degli esteri libico Khaled Kaaim, commentando la disponibilità del governo italiano a consentire l'utilizzo delle basi sul territorio italiano per la no-fly zone.

'TRIPOLI PRONTA A CESSATE FUOCO' - Il vice-ministro degli esteri libico Khaled Kaaim ha detto in una conferenza stampa a Tripoli che il suo governo è pronto a osservare un cessate il fuoco ma che resta in attesa di dettagli tecnici dopo la risoluzione sul cessate il fuoco approvata ieri sera dal Consiglio di sicurezza del'Onu.

UE, PRONTI A METTERE IN PRATICA RISOLUZIONE ONU - L'Unione europea, con un comunicato congiunto della rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton e del presidente permanente, Herman Van Rompuy, si dice pronta "a mettere in pratica" la risoluzione dell'Onu sulla Libia.

VERTICE NAPOLITANO, BERLUSCONI, LA RUSSA, LETTA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è riunito con il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta per discutere sulla situazione in Libia alla luce della risoluzione Onu sulla 'No fly zone'. Alla riunione si è unito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A quanto si apprende in ambienti governativi. Al'incontro partecipano alcuni alti gradi delle forze armate.

PORTAVOCE ITALIA, NATO ESAMINA RISOLUZIONE ONU - "La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu andrà esaminata attentamente". Lo ha detto il col. Massimo Panizzi, portavoce della delegazione militare italiana presso la Nato, intervistato da Sky Tg24. "La Nato agirà su un mandato chiarissimo e con il supporto regionale" ha aggiunto Panizzi ricordando che l'Alleanza Atlantica "sta seguendo con grande attenzione" la situazione in Libia sin dalla prima risoluzione 1970 dell'Onu. "Ora la Nato - ha concluso Panizzi - esaminerà questa risoluzione ed esaminerà se ci sono i presupposti per agire".

RISOLUZIONE ONU, FOLLA FESTANTE IN PIAZZA BENGASI - Una folla di sostenitori degli insorti sta festeggiando con canti e grida di giubilo in piazza a Bengasi, accogliendo la notizia dell'approvazione della risoluzione sulla no fly zone in Consiglio di sicurezza dell' Onu. Le immagini in diretta sono state trasmesse dall'emittente Al Jazira, che ha mostrato anche fuochi d'artificio.

FORTI ESPLOSIONI A BENGASI, ANTIAEREA IN AZIONE - Forti esplosioni sono state udite nella città libica di Bangasi, seguiti dai tiri della contraerea.

Yemen, spari su corteo. A Sanaa, 30 morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2011

Dimostranti uccisi dai colpi d'ara da fuoco sparati dalla polizia sulla manifestazione di prototesta nella capitale

SANAA - Oltre 40 persone sono morte e più di cento sono rimaste ferite alla manifestazione di protesta contro il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh a Sanaa. In Arabia Saudita, dove centinaia di sciiti sono scesi in strada in solidarieta' con il Bahrein, re Abdallah ha annunciato una serie di iniziative che riguardano l'aumento dei salari minimi per i dipendenti statali, sussidi ai disoccupati e borse di studio mensili per gli studenti. In Siria proseguono le proteste anti-regime.

PROCLAMATO STATO DI EMERGENZA - Il presidente dello Yemen, Ali Abdallah Saleh, ha proclamato lo stato di emergenza nel paese in seguito ai sanguinosi scontri nei quali sono morte oltre 40 persone.

Oltre ai 30 morti, dicono le fonti ospedaliere, vi sono anche almeno 100 feriti. Secondo testimoni, i sostenitori del regime di Saleh hanno aperto il fuoco sui manifestanti dell'opposizione dai tetti degli edifici attorno alla piazza dell'Università, dove dal 21 febbraio gli oppositori tengono un sit-in permanente chiedendo l'uscita di scena del presidente, al potere da 32 anni. La polizia da parte sua ha lanciato granate lacrimogene contro i manifestanti ed avrebbe usato, dicono i testimoni, anche proiettili veri. "La maggior parte dei feriti sono stati colpiti da proiettili alla testa, al collo o al petto", dice un medico. La manifestazione contro il regime di Saleh è stata indetta sotto il nome di "Venerdì dell'avvertimento", mentre i lealisti hanno risposto convocando una contro-manifestazione detta del "Venerdì della Concordia".

Ban: risoluzione Onu su Libia è storica

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

15.44 Il Segretario dell'Onu Ban Ki-moon ha definito "storica" la risoluzione sulla Libia adottata ieri dal Consiglio di Sicurezza, perchè sancisce il principio della protezione internazionale della popolazione civile. In una conferenza stampa congiunta con il premier spagnolo Zapatero, il Segretario delle Nazioni Unite ha detto che "tutti gli Stati membri dell'Onu devono contribuire alla sua applicazione e che le autorità libiche devono cessare immediatamente ogni ostilità contro la popolazione civile".

Crocefisso,Corte europea assolve Italia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

15.27 La Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo, di Strasburgo, ha assolto l'Italia dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. Era stata una cittadina italiana di origine finlandese a ricorrere alla Corte, ritenendo la presenza del crocefisso contraria al diritto all'istruzione, in particolare al diritto dei genitori di garantire ai loro figli un insegnamento conforme alle loro convinzioni religiose e filosofiche.

Libia, Londra e Madrid preparano azioni

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

13.27 Il Regno Unito è pronto a partecipare alle operazioni militari in Libia. Lo ha detto il primo ministro David Cameron. La decisione spetta però al Parlamento, che si pronuncerà lunedì. Il governo spagnolo potrebbe varare già oggi un testo da sottoporre con urgenza al Parlamento per intervenire al fianco di altri Paesi in Libia. Nonostante la smentita della chiusura dello spazio aereo da parte libica, Eurocontrol ha sospeso tutti i voli civili da e per il Paese.

Bocchino: Libia? Nostre basi ed aerei

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

13.20 Cosa fare con Gheddafi? "L'Italia dovrebbe dire all'Onu 'Noi siamo pronti'. Non dovrebbe mettere a disposizioni le basi ma anche gli aerei. Sarebbe un errore se l'Italia avesse un atteggiamento ipocrita o pavido", dice Italo Bocchino a 'Omnibus' su La7. "Noi siamo i dirimpettai e il primo partner economico della Libia e non ho capito perché -sostiene il vice presidente di Fli- debbano intervenire Francia e Inghilterra e diventare poi loro il primo partner".

Re saudita: ci difenderemo in ogni modo

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

13.03 Le forze di sicurezza saudite sono "pronte ad affrontare ogni forma di pericolo da parte di chiunque ci voglia attaccare". Lo ha detto il re Abdallah, parlando alla tv di Stato. Il sovrano si è rivolto "al popolo e agli ulema" del Paese, dove le autorità hanno vietato ogni forma di protesta. Abdallah ha poi annunciato l'aumento dei salari minimi dei dipendenti pubblici, sussidi per i disoccupati, un piano con investimenti nell'edilizia popolare e assegni per gli studenti.

Crocifisso, sentenza soddisfa governo

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

16.53 Accolta dal governo italiano con"grande soddisfazione" la sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo ha assolto l'Italia dall'accusa di "violazione di pensiero"per l'esposizione del crocifisso nelle aule,"Oggi-dice il ministro degli Esteri Frattini- ha vinto il sentimento popolare dell'Europa". Questa è una "grande vittoria",ha detto il ministro dell'Istruzione Gelmini. Delusione per questa decisione è stata espressa dalla famiglia Albertin che 8 anni fa iniziò la causa contro il crocifisso nelle scuole.

S.Sede:sentenza su crocifisso fa storia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

17.12 La Santa Sede esprime "soddisfazione" per la sentenza della Corte europea sull'esposizione del crocifisso nelle scuole. Si tratta di una sentenza "assai impegnativa che fa storia", afferma il direttore della sala stampa vaticana padre Lombardi in una dichiarazione scritta.

Idv: Libia? Sì a basi aeree a alleati

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

16.31 Donadi e Belisario condividono "pienamente la decisione dell'Onu che vuole evitare il massacro di civili inermi" in Libia da parte di Gheddafi. "Il dittatore Gheddafi", sostengono i capigruppo parlamentari dell'Idv, pur di recuperare il potere "non esita a bombardare il proprio popolo". A questo punto l'Italia "deve consentire immediatamente -precisano- l'uso delle basi per i nostri alleati e con un provvedimento di legge sospendere il trattato bilaterale" con la Libia.Così si eviteranno "incalcolabili" perdite umane.

Mills, Berlusconi non sarà in tribunale

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

19.33 Silvio Berlusconi non sarà presente all'udienza del processo Mills in programma lunedì prossimo a Milano, perchè impegnato nella riunione del Consiglio dei ministri. Lo hanno riferito i legali del premier, precisando che non sarà sollevato il legittimo impedimento. All'udienza di lunedì è prevista la deposizione del consulente del pm sui conti di Mills e Silvio Berlusconi. Attraverso i suoi legali, aveva annunciato che si sarebbe presentato in aula.

Governo a Parigi: difendiamo imprese

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

18.34 L'ambasciatore francese in Italia De La Sabliere è stato ricevuto dal ministro dell'Economia Tremonti e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Letta. A quanto si apprende, il diplomatico è stato informato del fatto che il governo vorrebbe adottare provvedimenti legislativi per meglio difendere le imprese italiane dall'offensiva francese. In modo particolare, il riferimento è alla presenza di Lactalis in Parmalat e del ruolo di Edf in Edison.

Tripoli: 'Rispettiamo cessate il fuoco'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

17.57 Il governo libico afferma di attenersi al cessate il fuoco proclamato unilateralmente in seguito alla risoluzione Onu che impone una zona di interdizione al volo per proteggere i civili. Un portavoce di Tripoli sostiene che nessuna azione militare sia in corso a Misurata né altrove, e chiede a Turchia e a Malta di controllare l'applicazione della tregua. Gli insorti hanno parlato di un "bluff" del regime. Anche Stati Uniti e Unione europea hanno espresso dubbi in merito.

Proteste in Siria, tre morti a Deraa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

18.05 Tre morti e decine di feriti sono il bilancio provvisorio di scontri tra forze dell'ordine e manifestanti antiregime nella cittadina di Deraa, a sud di Damasco, in prossimità del confine con la Giordania. I manifestanti chiedono libertà politica e uno stop alla corruzione, di cui accusano la famiglia del presidente, Bashar Al Hassad. Migliaia di persone stavano sfilando in corteo quando la polizia, supportata anche da elicotteri, ha aperto il fuoco

Parmalat: Ferrero pronta, asse dell'Italia contro Lactalis

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2011

Il Governo avverte: pronti a difendere con una legge le imprese italiane

MILANO - La Ferrero e' pronta a scendere in campo per Parmalat se matureranno le condizioni per farlo. All'indomani del blitz della francese Lactalis nel capitale dell'azienda di Collecchio, l'interesse del gruppo della Nutella segna una svolta nella corsa contro il tempo per il controllo dell'azienda alimentare, mentre il governo corre ai ripari e si leva un coro di voci a difesa dell'italianita' del gruppo. Per la societa' di Alba Parmalat e' sicuramente un'impresa di rilevanza strategica per l'economia italiana, e Ferrero guarda con interesse a possibili soluzioni a rilevanza industriale di lungo periodo e di matrice italiana, ha appreso l'ANSA in ambienti vicini al gruppo. Una presa di posizione importante, alla quale tuttavia occorrera' dare seguito con un progetto industriale cui Intesa Sanpaolo sta lavorando. Proprio la banca guidata da Corrado Passera, azionista col 2,15%, nell'ultimo giorno utile per presentare le liste per il rinnovo del board di Parmalat ha messo sul tavolo un elenco di big: dietro all'attuale a.d. Enrico Bondi, i cui poteri potrebbero tuttavia venir ridimensionati (si parla di una presidenza esecutiva), compaiono tra gli altri Luigi Gubitosi (amministratore delegato di Wind), Roberto Meneguzzo (a.d. di Palladio), Patrizia Grieco (a.d. di Olivetti), Elio Catania (numero uno di Atm), Giuseppe Recchi (presidente GE Italia). I fondi esteri Mackenzie, Skagen e Zenit (soci al 15,3%), scesi in campo per mandare a casa Bondi, hanno confermato la candidatura di Rainer Masera alla presidenza e di Massimo Rossi come vicepresidente in attesa di individuare un a.d. di peso. Quest'ultimo, preso in contropiede dall'irruzione di Lactalis, diventata in pochi giorni primo azionista di Parmalat con una partecipazione potenziale del 14,28% e pronta a salire ancora, ha teso la mano a Intesa per unire le forze ed evitare che l'azienda ''diventi una filiale di Lactalis''. E, da quanto si e' appreso, c'e' attenzione della banca verso la proposta. I francesi, presenti in Italia con marchi come Galbani, Mio e Invernizzi, hanno schierato per il nuovo board i loro manager: capofila e' il presidente di Lactalis Italia, Antonio Sala, e nella lista in cui compare anche il nome di peso come Franco Tato', oggi alla guida della Treccani, figurano il presidente del direttivo del gruppo transalpino Daniel Jaouen, il direttore finanziario Olivier Savary e l'ex numero uno di Galbani Marco Jesi. Assogestioni (2,28%) ha puntato invece sull'a.d di Lavazza Gaetano Mele. Intanto, in vista dell'assemblea del 14 aprile, prosegue il rastrellamento in Borsa del titolo (+4%), con altro 6% passato di mano che porta a oltre il 25% la quota scambiata in quattro sedute. E la reazione all'assalto di Lactalis e' unanime: ''ci stanno portando via l'industria nazionale'', ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. ''Non possiamo essere solo prede'', ha commentato la presidente di Confindustria, Emma Marcecaglia, mentre il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, ha detto di vedere ''rischi per i lavoratori e per il Paese'', e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha sottolineato che '' bisognerebbe avere un'idea di politica industriale di intervento e di finanziamento''.

Truppe Gheddafi avanzano verso Bengasi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

22.20 In violazione del cessate il fuoco offerto dal governo libico, le truppe di Gheddafi avanzano verso Bengasi. Lo dice la tv Al Arabiya, citando il Consiglio nazionale transitorio degli insorti. La tv Al Jazira afferma che i lealisti di Gheddafi stanno combattendo contro i ribelli alle porte della città Una forte esplosione, seguita da tiri di contraerea, è stata sentita a Bengasi. Lo dice la France Presse. Il governo libico assicura che le truppe non entreranno a Bengasi e che la tregua non è mai stata e non verrà violata.

Frattini: pronti,se violata no fly zone

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

22.01 "Le basi militari italiane saranno la chiave" per il successo dell'intervento della coalizione internazionale in Libia mirato a salvaguardare "vite innocenti". Così il ministro degli Esteri, Frattini a Sky Tg24. "Senza l'Italia l'intervento non si sarebbe potuto compiere". I caccia italiani parteciperanno come quelli dei partner, dice Frattini. Se la no-fly zone fosse violata, l'Italia è pronta a scattare. Al Qaeda è nemico di tutti, aggiunge,non è interlocutore.

Onu approva la risoluzione sulla No-Fly zone Francia e Gb pronte ad attaccare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2011

Figlio Gheddafi : non abbiamo paura. Vice-ministro esteri: Speriamo Italia resti fuori

Onu approva la risoluzione sulla No-Fly zone Francia e Gb pronte ad attaccare

Il consiglio di sicurezza dell'Onu ha imposto alla Libia una no-fly zone e autorizzato il ricorso alla forza contro le truppe di Muammar Gheddafi per proteggere i civili, spianando la via ad attacchi aerei nel Paese. Alla notizia, è esplosa la gioia a Bengasi, roccaforte degli insorti, minacciata in precedenza da Gheddafi: 'Stiamo arrivando e non avremo pieta'', aveva detto. La risoluzione 1973 è una minaccia all'unità della Libia, ha denunciato il viceministro degli esteri Kaaim, aggiungendo che Tripoli è pronta a un cessate il fuoco. "Speriamo che l'Italia si tenga fuori da questa iniziativa", ha detto fra l'altro.

FRANCIA E GB PRONTE A RAID, OBAMA CHIAMA CAMERON E SARKOZY - La Francia ha auspicato immediati raid aerei dopo l'adozione della risoluzione 1973, e anche le forze britanniche potrebbero entrare in azione già oggi. La Germania, astenutasi in Consiglio di sicurezza a causa "dei considerevoli pericoli e rischi", ha invece annunciato che non parteciperà ad azioni militari. In nottata il presidente Obama ha chiamato il premier britannico Cameron e il presidente francese Sarkozy per coordinare una strategia comune.

BASI E AEREI, SI PREPARA IL CONTRIBUTO DELL'ITALIA - L'Italia è pronta a mettere a disposizione basi e aerei per contribuire ad attuare la no fly zone autorizzata dall'Onu: lo si apprende da fonti qualificate, che sottolineano che sono già state pianificate diverse opzioni che saranno ora valutate con gli altri partner internazionali. "Non ci sottrarremo ai nostri doveri", ha detto il ministro della Difesa La Russa. Il premier Berlusconi ha tenuto una riunione informale al teatro dell'Opera a Roma, dove ha assistito al Nabucco, con La Russa e Gianni Letta. Al vertice si è unito anche il presidente Napolitano.

Dieci voti a favore, le astensioni di Russia, India, Cina, Germania e Brasile, nessun voto contrario: il consiglio disicurezza dell'Onu ha approvato così la risoluzione 1973 che autorizza ad usare ogni mezzo per difendere i civili in Libia, tranne un'invasione di terra. Dopo il via libera delle Nazioni Unite, la Francia si è detta pronta ad un attacco alle forze del regime anche nella notte. Una folla festante ha accolto la decisione dell'Onu in piazza a Bengasi, la città ancora in mano a ribelli che Gheddafi ha annunciato di voler riconquistare nelle prossime ore e dove poco prima si erano udite tre forti esplosioni e la contraerea era entrata in azione.

ASTENSIONE GERMANIA DOVUTA A 'RISCHI' - Il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle ha detto che la Germania si è astenuta sul voto all'Onu sulla Libia per i "considerevoli pericoli e i rischi" comportati da un un intervento militare contro Muammar Gheddafi.

VICE-MINISTRO, SPERIAMO ITALIA STIA FUORI - "Speriamo che l'Italia si tenga fuori da questa iniziativa": lo ha detto all'ANSA il vice-ministro degli esteri libico Khaled Kaaim, commentando la disponibilità del governo italiano a consentire l'utilizzo delle basi sul territorio italiano per la no-fly zone.

VICE-MINISTRO, TRIPOLI PRONTA A CESSATE FUOCO - Il vice-ministro degli esteri libico Khaled Kaaim ha detto in una conferenza stampa a Tripoli che il suo governo è pronto a osservare un cessate il fuoco ma che resta in attesa di dettagli tecnici dopo la risoluzione sul cessate il fuoco approvata ieri sera dal Consiglio di sicurezza del'Onu.

UE, PRONTI A METTERE IN PRATICA RISOLUZIONE ONU - L'Unione europea, con un comunicato congiunto della rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton e del presidente permanente, Herman Van Rompuy, si dice pronta "a mettere in pratica" la risoluzione dell'Onu sulla Libia.

VERTICE NAPOLITANO, BERLUSCONI, LA RUSSA, LETTA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è riunito con il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta per discutere sulla situazione in Libia alla luce della risoluzione Onu sulla 'No fly zone'. Alla riunione si è unito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A quanto si apprende in ambienti governativi. Al'incontro partecipano alcuni alti gradi delle forze armate.

PORTAVOCE ITALIA, NATO ESAMINA RISOLUZIONE ONU - "La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu andrà esaminata attentamente". Lo ha detto il col. Massimo Panizzi, portavoce della delegazione militare italiana presso la Nato, intervistato da Sky Tg24. "La Nato agirà su un mandato chiarissimo e con il supporto regionale" ha aggiunto Panizzi ricordando che l'Alleanza Atlantica "sta seguendo con grande attenzione" la situazione in Libia sin dalla prima risoluzione 1970 dell'Onu. "Ora la Nato - ha concluso Panizzi - esaminerà questa risoluzione ed esaminerà se ci sono i presupposti per agire".

NO FLY ZONE, 10 SI',CINA E RUSSIA ASTENUTE - La risoluzione che autorizza la 'No fly zone' sulla Libia e ulteriori misure per proteggere la popolazione civile (la numero 1973) è stata approvata con il voto favorevole di 10 Paesi: Francia, Gran Bretagna, Usa, Bosnia, Gabon, Nigeria, Sudafrica, Portogallo, Colombia e Libano. Si sono astenute Russia, Cina, Germania, Brasile e India.

RISOLUZIONE ONU,FOLLA FESTANTE IN PIAZZA BENGASI - Una folla di sostenitori degli insorti sta festeggiando con canti e grida di giubilo in piazza a Bengasi, accogliendo la notizia dell'approvazione della risoluzione sulla no fly zone in Consiglio di sicurezza dell' Onu. Le immagini in diretta sono state trasmesse dall'emittente Al Jazira, che ha mostrato anche fuochi d'artificio.

FORTI ESPLOSIONI A BENGASI, ANTIAEREA IN AZIONE - Forti esplosioni sono state udite nella città libica di Bangasi, seguiti dai tiri della contraerea.

FORZE GB POTREBBERO INTERVENIRE ENTRO DOMANI - Le forze britanniche potrebbero entrare in azione ''entro venerdi'' se il Consiglio di sicurezza dell'Onu approvera' la risoluzione che autorizza l'imposizione sulla Libia di una 'non fly zone'. Lo riferisce sul suo sito web la BBC, citando fonti governative a Londra. Le discussioni in seno al Consiglio stanno andando avanti e, stando alle fonti della BBC, non e' escluso che si protraggano. La risoluzione dovrebbe comunque essere approvata nel giro di pochi giorni.

FRANCIA, POSSIBILI RAID AEREI GIA' STANOTTE - Raid aerei mirati contro le posizioni dell'esercito del regime libico di Muhammar Gheddafi potrebbero avvenire gia' questa notte, non appena ottenuto il via libera dell'Onu per un ricorso alla forza. Lo dicono fonti diplomatiche francesi. I raid potrebbero intervenire nel quadro di un'operazione condotta da Francia, Gran Bretagna e Emirati Arabi Uniti, ha precisato la stessa fonte. Un'informazione che per il momento non e' stata confermata da altre fonti.

LA RUSSA, SE ONU PER NO FLY ZONE NON CI SOTTRARREMO - Se il Consiglio di Sicurezza dell'Onu dovesse decidere per l'imposizione di una no fly zone sulla Libia ''noi non ci sottrarremo ai nostri doveri, anche se la nostra linea e' sempre stata all'insegna dell'equilibrio e della moderazione''. Lo ha detto all'ANSA il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

GHEDDAFI A INSORTI BENGASI, STIAMO ARRIVANDO - "Stiamo arrivando questa sera e non avremo pietà", lo ha detto il leader libico Muammar Gheddafi in un messaggio alla tv di stato rivolto agli abitanti di Bengasi, roccaforte degli insorti. "Le persone disarmate non hanno niente da temere ma ogni casa sarà perquisita", ha aggiunto.

TRIPOLI MINACCIA NAVI E AEREI NEL MEDITERRANEO - Il ministro della Difesa libico ha detto che in caso di un intervento militare straniero la Libia potrebbe attaccare il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo. Lo rivela l'agenzia libica Jana.

LEGA ARABA CONFERMA PARTECIPAZIONE MILITARE - La Lega Araba ha confermato che Paesi arabi parteciperanno militarmente per imporre una no fly zone sulla Libia, se questa verra' approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha riferito Yahya Mahmassani, osservatore per la Lega Araba al Palazzo di Vetro.

EGITTO, NON PARTECIPEREMO A INTERVENTO MILITARE - L'Egitto non interverrà militarmente in Libia e l'atteggiamento del Cairo in questo senso non è cambiato. Lo ha detto una fonte del ministero degli esteri egiziano all'ANSA. Da Tunisi il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, che ieri è stata in visita al Cairo, ha affermato che un coinvolgimento arabo in una eventuale azione militare decisa dall'Onu è attualmente in discussione.

Facebook: azioni a ruba, valutazione schizza a 75 mld

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2011

Investitori in fila per i titoli del social network. Da gennaio vale 25 mld in più

NEW YORK - La marcia di Facebook non si ferma. Gli investitori istituzionali si accodano per accedere alle azioni del social network, la cui valutazione è balzata a 75 miliardi di dollari dai 50 miliardi di dollari stimati a gennaio con l'accordo con Goldman Sachs. Alla metà del 2009 Facebook era valutata circa 10 miliardi di dollari. E la corsa non sembra fermarsi sulla scia delle indiscrezioni che Facebook possa concedere ai propri dipendenti la possibilità di vendere azioni per 1 miliardo di dollari così da aumentare la loro liquidità. Le azioni in vendita sarebbero ordinarie e con un unico diritto di trasferimento, ovvero i possessori non possono rivenderle a meno che la società non sia quotata. La nuova ondata di società web - riporta il Wall Street Journal - attira milioni di utilizzatori, a differenza del boom delle dot-com di un decennio fa. E questo si traduce in ricavi dalla pubblicità online e in un aumento sostenuto delle loro valutazioni pur non trattandosi di società quotate.

Il boom attira gli investitori, che vogliono spartirsi una fetta della torta prima dell'ipo, e desta l'attenzione delle autorità sul mercato delle azioni delle società non quotate. La Sec negli ultimi mesi ha avviato un'indagine per chiarire il funzionamento del settore e rintracciare eventuali punti di criticità, come la possibilità di un conflitto di interesse. Pur trattandosi di aziende private, queste società hanno azioni che dipendenti e investitori ricevono in premio e che vogliono scambiare con contanti. Le esigenze di venditori e acquirenti vengono conciliate attraverso accordi privati o scambi. La legge federale impone che un'azienda con 500 o più azionisti o investitori si registri presso la Sec e renda pubblico il proprio bilancio. Secondo indiscrezioni Facebook alla fine dello scorso anno aveva meno di 500 azionisti e quest'anno dovrebbe superarli per sbarcare in Borsa nell'aprile 2012. Le norme attuali per le società non quotate, che fissano a 499 il numero massimo di investitori per evitare la quotazione in Borsa e la comunicazione del bilancio, risalgono al 1964 e sono il motivo per cui Google è stata costretta all'initial public offering nel 2004, avendo superato il numero dei 500 azionisti.

Alzato livello allarme a Fukushima

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

10.53 Il Giappone ha alzato il livello d'allarme del disastro nucleare alla centrale nucleare di Fukushima, da "4" a "5". Lo riferisce l'Aiea, l'agenzia Onu per l'energia nucleare. La scala internazionale, dal punto di vista della sicurezza, va dal livello "1" (anomalia) al livello "7" (incidente gravissimo). Ogni livello della scala prevede una gravità 10 volte maggiore del precedente. Cernobyl, nel 1986, fu classificato "7".

Istat, commercio estero: deficit record

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2011

10.37 A gennaio 2011,il disavanzo commerciale peggiora ulteriormente, raggiungendo quota 6,6 miliardi di euro. Lo comunica l'Istat precisando che si tratta del più alto deficit mensile a prezzi correnti che sia stato mai registrato.Sull'ampliamento pesa la parte energetica. L'export a gennaio è cresciuto del 4,3% (dato destagionalizzato) rispetto a dicembre e del 25,1% rispetto allo stesso mese del 2010.A livello congiunturale,"crescita significativa". A gennaio importazioni su base mensile a +2,8% e su piano tendenziale a +31,3%.

Sabato 19 Marzo 2011

Libia, Maroni: 'Rischio fuga di massa'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

4.20 La situazione libica genera "grande incertezza, grandi rischi, per quanto ci riguarda soprattutto la sicurezza e una fuga in massa di profughi che scappano dalle violenze e dalle bombe". Così il ministro dell'Interno, Maroni. "Com'è avvenuto in altri scenari di guerra, questi profughi arriveranno in Europa e probabilmente in Italia. I numeri non sono quantificabili.Il rischio di decine e decine di migliaia di arrivi lo valutiamo con grande preoccupazione e attenzione", ha aggiunto.

Giappone,opposizione presto nel governo

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

3.20 Il primo ministro giapponese,Naoto Kan, sarebbe intenzionato a far entrare nel governo una rappresentanza dell'opposizione per iniziare a pianificare la ricostruzione del Paese, dopo la catastrofe che l'ha sconvolto. Intanto, mentre il rischio di un disastro nucleare a Fukushima tiene con il fiato sospeso il mondo, una buona notizia arriva da Kesennuma, nella prefettura di Miyagi. A otto giorni dal terremoto, un uomo è stato ritrovato vivo sotto le macerie ed è stato tratto in salvo.

Brasile,scontri durante corteo anti-Usa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

6.42 A poche ore dall'arrivo di Obama in Brasile, un corteo di protesta a Rio de Janeiro contro la visita del presidente Usa è presto degenerato in uno scontro aperto con le forze dell'ordine. All'origine dei disordini una bottiglia molotov tirata contro il consolato Usa che ha preso in pieno una guardia di sicurezza, ferendola. La polizia ha risposto con proiettili di gomma e lacrimogeni, ferendo un reporter di una radio locale.

Gheddafi ai 'Grandi':Libia non è vostra

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

11.33 "Le risoluzioni Onu sono inaccettabili e avranno ripercussione sul Mediterraneo e in Europa". Così il leader libico Gheddafi in un messaggio inviato a Sarkozy, Cameron e Ban Ki-moon. "La Libia non è vostra. Il Consiglio Onu non può interferire negli affari interni di una nazione. E' un'ingiustizia e un'aggressione. Non spareremo mai contro il nostro popolo, noi siamo in guerra contro Al Qaeda nel Magreb". A Obama dice: "Che fareste voi se Al Qaeda attaccasse le città americane?"

Nucleare,Veronesi: 'Propongo moratoria'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

10.47 "Propongo la moratoria ma non rinnego l'atomo. Nessun dietrofont ma voglio impianti super sicuri". Così il presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare,Umberto Veronesi, su Repubblica. Fukushima è il"primo grave incidente di progettazione nucleare della storia, quindi di strategia.Gli altri due incidenti significativi, Chernobyl e Three Mile Island, sono stati infatti causati da un errore umano". Per Veronesi è quindi necessario "rivedere la strategia nella progettazione degli impianti nucleari".

Bombardamenti Bengasi, almeno 8 morti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

10.24 Secondo l'emittente Al Jazira, il bilancio dei bombardamenti delle forze lealiste su Bengasi è di almeno otto morti. Il numero dei feriti sarebbe altissimo. L'emittente cita un testimone, il quale sostiene che le vittime sono probabilmente guerriglieri ribelli che si trovavano nel quartiere di Dinar. Le forze fedeli a Gheddafi stanno utilizzando carri armati, lanciamissili e artiglieria pesante.

Berlusconi: la Libia non può colpirci

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

16.43 "Voglio tranquillizzare gli italiani.Le forze armate ieri hanno fatto un esame approfondito e la loro conclusione è che non ci sono armi libiche in grado di raggiungere il territorio italiano". Berlusconi fa il punto dopo il vertice di Parigi Ue,Usa,Lega araba sulla Libia Per ora l'Italia, precisa il presidente del Consiglio, metterà a disposizione solo basi ma "siamo disponibili a fornire mezzi"se richiesti.Il coordinamento della operazioni per fronteggiare la crisi libica "credo sarà fissato a Napoli", aggiunge.

Tomahawk su navi, scudi umani per il rais Gheddafi minaccia attacchi a obiettivi civili

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2011

Mediterraneo campo di battaglia, reagiremo'. Pioggia di fuoco sulla Libia

GHEDDAFI MINACCIA ATTACCHI OBIETTIVI CIVILI - Il colonnello libico Muammar Gheddafi minaccia di attaccare "obiettivi civili e militari" nel Mediterraneo divenuto, per il rais, "un vero campo di battaglia". Rivolgendosi ai libici, Gheddafi ha detto loro di armarsi per la "rivoluzione". Gheddafi ha poi lanciato un appello agli africani, arabi, latino-americani e asiatici perché rimangano a fianco del popolo libico contro il nemico.

FRANCIA SMENTISCE SUO AEREO ABBATTUTO - L'esercito francese smentisce la notizia diffusa dalla tv libica secondo cui un aereo francese è stato abbattuto nella regione di Tripoli. Lo riferisce la televisione francese.

TV STATO, GHEDDAFI PARLERA' SU "AGGRESSIONE" - La tv libica ha detto che Muammar Gheddafi parlerà sulla "aggressione dei crociati"

PARTE ATTACCO,PIOGGIA DI MISSILI CONTRO GHEDDAFI - Pioggia di missili sulla Libia dal cielo e dal mare. E' scattata l'operazione "Odissea all'alba", cui partecipano al momento Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Italia e Canada, gli altri due membri della coalizione internazionale, non hanno ancora preso parte attivamente ai raid.

Ma l'Italia sta fornendo un importante supporto logistico attraverso la messa a disposizione della coalizione di ben sette basi militari. Secondo fonti del Pentagono, sono almeno 110 i missili da crociera Tomahawk lanciati su una ventina di obiettivi sensibili del Colonnello.

I primi missili contro le forze governative li hanno lanciati i jet francesi alle 17:45: centrati in pieno i bersagli, quattro carri armati di Gheddafi. A Tobruk è esplosa la gioia incontrollata degli insorti che seguivano su un maxi-schermo la diretta della tv satellitare Al Jazira.

Il via libera all'attacco militare è giunto dal vertice di Parigi con Onu, Ue, Usa e Paesi arabi, che ha dato luce verde ai caccia della coalizione internazionale per imporre con la forza il rispetto della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che prevede una no-fly zone rafforzata contro le truppe di Gheddafi e l'immediato cessate il fuoco per proteggere la popolazione civile.

I primi aerei a raggiungere lo spazio aereo libico sono stati i caccia di Parigi, che hanno anticipato di qualche ora i Tomahawk americani e i jet britannici. Sarkozy aveva concesso un'ultima possibilità al Colonnello per evitare l'attacco militare. "Gheddafi è ancora in tempo per evitare il peggio, se rispetterà senza ritardi e senza riserve" la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, aveva detto il presidente francese. Per tutta risposta, il rais libico ha inviato una lettera di minacce a Sarkozy, Cameron e Ban ki-Moon. "Se interverrete nei nostri affari interni ve ne pentirete", ha scritto il Colonnello.

Da Brasilia, dove si trova in visita di stato, Barack Obama ha detto che "la popolazione civile libica deve essere protetta". "A Parigi c'é stato un forte consenso, siamo pronti ad agire con urgenza", ha detto il presidente americano.

Berlusconi ha annunciato che per il momento l'Italia mette a disposizione solo le basi militari ma ha aggiunto che se sarà necessario parteciperà anche ai raid aerei e assicurato che non esiste un pericolo di ritorsione missilistica verso l'Italia. "Il maggior coraggio è a volte la cautela". La linea di Umberto Bossi di fronte ai bombardamenti in Libia è racchiusa in queste parole, che servono anche a spiegare l'assenza della Lega Nord ieri in Parlamento.

I primi caccia sono decollati mentre era ancora in corso il vertice di Parigi e da Bengasi giungevano notizie drammatiche di bombardamenti contro molti quartieri della città e perfino contro l'ospedale. Testimoni parlano di decine di morti e di migliaia di civili terrorizzati in fuga con ogni mezzo verso il confine col l'Egitto.

L'attacco di Gheddafi contro Bengasi è stato rabbioso: la città è stata martellata per ore con lanci di razzi e colpi di artiglieria pesante. I tank hanno poi sferrato un attacco da terra cercando di rompere le sacche di resistenza nella parte orientale della città. La superiorità delle forze messe in campo da Gheddafi era talmente schiacciante che il leader degli insorti, Mustafa Abdul Jalil, ha invocato l'immediato aiuto della comunità internazionale.

Cameron: intervento necessario e giusto

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

22.01 "La coalizione internazionale coinvolta nelle operazioni in Libia è stata creata per applicare la risoluzione delle Nazioni Unite e proteggere il popolo libico". Così il premier britannico ha spiegato la partecipazione di Londra ai raid contro la Libia. "L'operazione è necessaria per evitare che Gheddafi uccida il suo popolo; legale perché ha avuto l'avvallo delle Nazioni Unite, e nell'interesse del Paese", ha aggiunto il premier Cameron.

Russia 'deplora' l'attacco alla Libia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

20.52 La Russia deplora l'attacco militare in Libia, attuato dall'aviazione francese. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri russo. Secondo Mosca, la risoluzione 1973 dell'Onu è stata "adottata in modo affrettato", ed affrettato viene giudicato anche l'intervento militare. "Siamo convinti", sostengono le autorità russe, "che il bagno di sangue vada fermato con un cessate il fuoco per permettere ai libici di riprendere il dialogo".

Libia,in piazza sostenitori di Gheddafi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2011

19.57 Migliaia di sostenitori di Gheddafi stanno manifestando fuori dalla base di Al Azizia, urlando slogan in favore del rais e dichiarandosi pronti a morire pur di difendere il presidio. Altri se ne stanno radunando nell'aeroporto di Tripoli, mentre un centinaio di persone si sono riunite presso lo scalo El Ghordabia di Sirte. La tv libica ha riferito che in precedenza una manifestazione analoga si era tenuta nei pressi dell'aeroporto militare di Sebah, nel centro del Paese,

Domenica 20 Marzo 2011

Giappone, 'Tepco voleva salvare asset'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2011

2.20 Secondo il Wall Street Journal, Tepco (la società che gestisce l'impianto nucleare di Fukushima),ha consapevolmente rallentato gli interventi per raffreddare i reattori per salvare il salvabile dell'impianto: "Tepco aveva già pensato all'uso dell'acqua marina almeno da sabato (all'indomani dello tsunami), ma non l'ha fatto fino alla sera, quando gli è stato ordinato dal premier". Tepco ha "esitato perché ha cercato di proteggere i suoi asset", spiega Akiera Omoto,ex dirigente Tepco e membro della Commissione Giapponese per l'Energia.

Libia, Africa: no intervento straniero

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2011

0.54 Il comitato dell'Unione africana sulla Libia rifiuta "ogni intervento militare straniero in Libia, quale che sia la forma ". Lo ha dichiarato il presidente mauritano Abdel Aziz, sottolineando che "la gravissima crisi che sta attraversando questo paese fratello esige una soluzione africana". Il presidente Aziz ha anche tenuto a precisare che "nessun rappresentante dell'Unione africana ha partecipato al vertice internazionale di Parigi sulla crisi libica". Intanto, oggi, i membri del Comitato si recheranno da Gheddafi.

Tripoli chiede Consiglio Sicurezza Onu

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2011

0.24 La Libia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri libico in un comunicato diffuso a Tripoli. Il governo libico considera nulla la risoluzione 1973 dell'Onu dopo gli attacchi sferrati dalla coalizione occidentale. La risoluzione prevede una no fly zone rafforzata contro le truppe di Gheddafi e l'immediato cessate il fuoco per proteggere la popolazione civile.

Libia,arrestati 4 cronisti di al Jazira

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2011

0.00 Quattro giornalisti della rete televisiva del Qatar,al Jazira,sono stati arrestati dalle forze di sicurezza libica nella Tripolitania, la parte occidentale del Paese. Lo riferisce la Bbc sul suo sito citando come fonte la stessa emittente qatariota e specificando che si tratta di un britannico, un norvegese, un tunisino e un mauritano.

Proseguono raid, forze Gheddafi a Misurata

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2011

Rimorchiatore italiano trasferito verso piattaforma. Napolitano: non siamo in guerra

Da oggi sono a disposizione del comando della Coalizione e compiranno azioni 8 aerei italiani: 4 caccia e 4 Tornado in grado di neutralizzare radar. Lo ha annunciato il ministro La Russa. Ancora nessuna notizia dei marinai, di cui otto italiani, a bordo del rimorchiatore italiano bloccato nel porto di Tripoli. 'Non possiamo escludere un sequestro' ha detto il ministro degli Esteri Frattini, 'il rimorchiatore era stato noleggiato dall'Eni e ora lo stanno portando a una raffineria della societa".La Russa: siamo pronti a intervenire. Sono ripresi intanto gli attacchi della coalizione: caccia Usa hanno effettuato operazioni contro le truppe di Gheddafi e le difese aeree libiche. Comandante americano Mullen:' la no-fly zone è stata definitivamente imposta, escludo l'uso, da parte del rais, di armi chimiche, ora puntiamo a tagliare i rifornimentì. Il governo libico ha iniziato la distribuzione di armi a più di un milione di persone. Le forze di Gheddafi sono entrate a Misurata e hanno bloccato il porto con le loro imbarcazioni, fermando gli approvvigionamenti. In Italia chiuso al traffico civile l'aeroporto di Trapani; sale livello attenzione a Fiumicino, rafforzata sorveglianza ambasciate e istituzioni.

LA RUSSA, PRONTI A INTERVENIRE - "Siamo a disposizione per un'evacuazione del personale del rimorchiatore bloccato in Libia con ogni strumento possibile". Lo ha detto il ministro della Difesa La Russa intervenendo a "In 1/2 h" su Rai 3. "Abbiamo saputo oggi del rimorchiatore - ha aggiunto -. E' rientrato volontariamente in porto per rifornimento e lì gli è stato impedito di ripartire. E' una situazione delicata che la Capitanerie e la Farnesina stanno seguendo. Quando e se ce lo chiederanno interverremo, ma non dipende solo dalla Difesa". "Ieri sera intorno alle ore 23 - ha detto il ministro - abbiamo avuto richiesta formale di assetti da parte di altri Paesi e dalle 23:59 abbiamo dato la disponibilità di 8 aerei: 4 caccia e 4 Tornado in grado di neutralizzare radar.Gli aerei italiani potranno essere impiegati dal comando della Coalizione in ogni momento". Gli otto aerei italiani messi a disposizione dall'Italia per le operazioni in Libia "si aggiungono agli altri assetti forniti da tutte le altre nazioni che partecipano e da oggi compiranno le oro azioni sotto un unico comando, che è a Napoli".

NAPOLITANO,NON SIAMO IN GUERRA,E' OPERAZIONE ONU - "Non siamo entrati in guerra. Siamo impegnati in un operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu", ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, raggiungendo il Museo del Risorgimento di Milano.

ITALIA, CONGELATI A GHEDDAFI BENI PER 7 MILIARDI - L'Italia, in attuazione della risoluzione 1973 approvata il 17 marzo dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha congelato beni di Gheddafi o di entita' libiche per 6-7 miliardi di euro. Lo ha reso noto il rappresentante permanente italiano presso le Nazioni Unite, ambasciatore Cesare Maria Ragaglini.

FORZE GHEDDAFI ENTRANO A MISURATA,BLOCCANO PORTO - Le forze fedeli a Gheddafi sono entrate nella città insorta di Misurata, 200 km a est di Tripoli, dove sono incorso combattimenti, e hanno bloccato il porto cittadino con le loro imbarcazioni, fermando gli approvvigionamenti: lo dicono testimoni residenti.

GHEDDAFI, L'ITALIA CI HA TRADITO - L'Italia ha tradito la Libia e il suo popolo: lo ha detto oggi il colonnello Muammar Gheddafi durante il suo messaggio alla Tv di Stato libica. "Italia, sei traditrice", ha affermato Gheddafi che ha esplicitamente accusato di tradimento anche la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti.

Il governo libico ha cominciato a distribuire armi a più di un milione di persone e terminerà l'operazione entro poche ore, riferisce l'agenzia libica Jana citando fonti della Difesa di Tripoli.

CHIUDE AL TRAFFICO CIVILE AEROPORTO TRAPANI - L'aeroporto di Trapani Birgi entro poche ore verrà chiuso al traffico aereo civile a causa delle operazioni dell'aeronautica militare che riguardano la Libia. I voli saranno dirottati su altri aeroporti. Lo confermano all'ANSA fonti dell'Enac.

MIN. SALUTE, SALITO A 64 MORTI IN RAID ALLEATI - Il numero delle vittime dei raid aerei della coalizione è salito a 64, dopo il decesso di alcuni feriti: è quanto dichiara il bilancio ufficiale del ministero della salute libico.

GHEDDAFI: SARA'INFERNO, PENSATECI. NUOVI RAID - Muammar Gheddafi ha fatto sentire la sua voce, mentre stamani riprendevano i raid aerei contro la Libia e il capo dei militari Usa dichiarava che la no fly zone é stata "imposta". Nella sua prima manifestazione dall'inizio dell'attacco della coalizione il rais ha promesso ai nemici, paragonati ai nazisti, "l'inferno" di una "lunga guerra" che alla fine sarà vinta dalla Libia, perché la Libia è "alla testa dei popoli in rivolta". Dunque, occidentali, "pensateci". Breve, violento e infuocato il discorso del rais, un messaggio in audio in diretta dalla tv libica e ritrasmesso in tutto il mondo. Un messaggio che chiama i popoli alla rivolta e pieno di minacce per gli occidentali, definiti "barbari, terroristi, mostri, criminali", il cui unico scopo è di "appropriarsi del nostro petrolio". "Avete attaccato il civile popolo libico che non vi aveva fatto nulla", ha detto. Ma il terreno libico, ha detto il rais nella sua sfuriata audio, diventerà "l'inferno" per i suoi attaccanti.

Gheddafi ha detto che i depositi di armi sono aperti, che i libici si stanno armando. "Vi combatteremo", ha assicurato, e "sarà una guerra lunga", combattuta su "un fronte vasto, su un terreno troppo vasto" per gli attaccanti, da persone "pronte a morire da martiri". "Voi (occidentali) volete il nostro petrolio, ma la nostra terra ci è stata data da Dio. Noi non la lasceremo a voi francesi, americani o britannici e continueremo la guerra per liberarla...Noi siamo oppressi e colui che è oppresso vincerà, mentre coloro che opprimono saranno sconfitti", ha detto mentre la tv di stato libica mostrava un fermo immagine sul monumento del pugno che distrugge l'aereo americano, eretto nella casa di Gheddafi distrutta nel raid Usa del 1986. Gheddafi, ricordando che il popolo libico ha "già sconfitto gli italiani" colonizzatori, ha rimarcato che gli occidentali, non imparano mai le lezioni del passato: "L'attacco alla Libia è una nuova crociata contro l'Islam, ma sarete sconfitti, come già siete stati sconfitti in Iraq e in Somalia, come vi ha sconfitto Bin Laden" e come "siete stati sconfitti nel Vietnam". Quindi l'invito agli attaccanti: "Chiudetevi nelle vostre basi" e "pensateci bene". Poi il Colonnello ha chiamato a raccolta tutti i popoli "oppressi", rivendicando a sé la primogenitura, in largo anticipo, della rivoluzione dei popoli, delle ribellioni nel mondo arabo: "I popoli sono in ribellione dappertutto, anche nel Golfo Persico, e noi, il popolo libico della Jamahiriya, siamo alla testa della rivoluzione".

Stamani i raid, che erano cessati verso l'alba, sono ripresi intorno alle 11:00 italiani. Fra i vari attacchi, tre bombardieri 'invisibili' (stealth) hanno colpito con 40 bombe una base aera libica, secondo la tv americana Cbs. A mezzogiorno (in Italia) il capo di stato maggiore Usa, ammiraglio Mullen dichiarava: la no fly zone "é stata effettivamente imposta sui cieli libici" e che la contraerea libica è stata "resa inoffensiva".

FRANCIA: NESSUN CIVILE UCCISO IN NOSTRI RAID - I raid dell'aeronautica francese non hanno causato la morte di nessun civile libico: lo ha detto a Parigi il colonnello francese Thierry Bukhard, nel corso di una conferenza stampa a Parigi.

Referendum in Egitto, vincono i sì col 77%

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2011

Per il no si erano scgierati i giovani della rivoluzione e i candidati alla presidenza El Baradei e Mussa

IL CAIRO - I sì hanno vinto con il 77,2% dei voti mentre i no hanno incassato il 22,18% dei consensi nel referendum sulle modifiche alla Costituzione, che si è svolto ieri in Egitto.

Il referendum sulle modifiche alla Costituzione è stato il primo voto del dopo Mubarak. A sostegno del sì si sono schierati i Fratelli Musulmani e il partito dell'ex rais, il partito democratico nazionale. Per il no i giovani della rivoluzione e i partiti che li sostengono e i copti, oltre ai più gettonati candidati alla presidenza Mohamed El Baradei, oggetto ieri di un'aggressione al seggio, e Amr Mussa, attuale segretario generale della Lega araba.

Nucleare: Bagnasco, scienza a misura uomo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2011

Cosi' il presidente della Cei ha risposto a un parrocchiano sulla tragedia in Giappone

GENOVA - "La Chiesa ha fiducia nella scienza e nelle tecnologie, ma la tecnica deve avere una dimensione etica, umana, o rischia di prendere il sopravvento, di diventare una gabbia, non c'é progresso senza la dimensione etica della scienza".

Così l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha risposto alla domanda di un parrocchiano sulla tragedia nucleare in Giappone stamani a Genova durante una visita pastorale nella Chiesa di N.S. del Rimedio.

Usa a Lega Araba: raid giustificati

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2011

18.17 L'intervento militare in Libia è giustificato dalla risoluzione 1973 dell' Onu, che impone una no-fly zone nel Paese nordafricano. Così fonti governative Usa, al seguito del presidente Obama nella sua visita in Brasile. La Lega Araba ha criticato i bombardamenti che sarebbero in contrasto con la risoluzione Onu. Secondo gli Usa, il mandato delle Nazioni Unite prevede l'uso di "tutte le misure necessarie a proteggere i civili". La Francia ha risposto alla Lega Araba dicendo di applicare "solo la risoluzione Onu".

Italia congela a Gheddafi beni per 7mld

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2011

18.07 L'Italia, in attuazione della Risoluzione 1973 dell'Onu, ha congelato beni di Gheddafi o di persone libiche per 6-7 miliardi di euro. E' quanto ha riferito il rappresentante permanente italiano presso le Nazioni Unite, ambasciatore Ragaglini.

Lega Araba critica raid aerei in Libia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2011

15.08 La Lega Araba ha criticato i raid aerei della coalizione in Libia, che sono andati "oltre l'obiettivo di imporre una no-fly zone". Il segretario della Lega, Amr Mussa, ha detto che "quello che sta succedendo in Libia è diverso" da quanto prefissato nella risoluzione delle Nazioni Unite. "Quello che vogliamo è proteggere i civili, non bombardarne altri", e per fare questo "non servono operazioni militari", ha aggiunto.

Lunedì 21 Marzo 2011

Premier:non darò il Paese alla sinistra

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/03/2011

22.12 "Tutte le volte che mi viene la voglia di tornare a essere un cittadino normale c'è una vocina dentro che mi dice non puoi disertare e consegnare il Paese che ami alla sinistra che è ancora comunista,in tutte le sue espressioni,a partire da coloro che dovrebbero amministrare la giustizia nel nostro Paese".Così a Torino il premier Berlusconi Le forze dell'ordine hanno dovuto disperdere i manifestanti che, contestando il premier, avevano iniziato a saltare proprio di fronte al cordone della polizia urlando slogans.

Il Vaticano si schiera per la guerra in Libia

www.agerecontra.it, http://www.agerecontra.it/public/press/?p=9829, 21/03/2011

In Segreteria di Stato si riconosce l’urgenza di disarmare un dittatore che massacra e tiene in ostaggio i suoi cittadini. A differenza dell’esplicita condanna per la guerra in Iraq e in analogia al sostanziale sì all’intervento anti-talebani in Afghanistan, la Chiesa ufficiale riconosce “i motivi umanitari dei raid aerei contro Gheddafi”. In Vaticano, la posizione ufficiale è quella di Obama, di Francia e Gran Bretagna. Ancora una volta i conciliari si schierano con i poteri forti, con l’ONU. Il petrolio val bene una guerra? (n.d.r.)

di Giacomo Galeazzi

Finora, sebbene l’ipotesi di un intervento internazionale in Libia fosse in campo, i vertici della Chiesa non si erano ancora espressi in modo così diretto ed esplicito. Il Pontefice aveva già manifestato il 2 marzo la sua preoccupazione per gli scontri interni in Libia. Quest’apprensione si è tradotta ieri in un pressante appello a quanti hanno responsabilità politiche e militari, perché abbiano a cuore, anzitutto, l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e garantiscano l’accesso ai soccorsi umanitari. Benedetto XVI, quindi, non solo si è detto vicino alle popolazioni colpite e ha auspicato «un orizzonte di pace» per tutto il nord Africa, ma ha chiesto di fare tutto quanto è possibile e necessario sul piano politico-militare per evitare vittime civili.In qualche modo, da parte dei vertici della Chiesa sembra esserci una sorta di presa d’atto dell’azione militare scattata sotto l’egida dell’Onu, rispetto alla quale non vengono espressi giudizi, ma semmai auspici. «Speriamo che si svolga tutto rapidamente, in modo giusto ed equo, col rispetto e la salvezza di tanta povera gente che in questo momento è sotto gravi difficoltà e sventure. Preghiamo per la salvezza del popolo libico», sostiene Bagnasco. Una dichiarazione in cui riecheggia il tono di chi per vari anni sull’abito talare ha portato le stellette da ordinario militare. «Il Vangelo ci indica il dovere di intervenire per salvare chi è in difficoltà. Se qualcuno aggredisce mia mamma che è in carrozzella io ho il dovere di intervenire», evidenzia Bagnasco interpellato sulla questione libica. «Tutte le carte internazionali parlano di dignità della persona umana e di diritti. Diritti che non sempre sono rispettati e promossi nelle varie parti del mondo», precisa il leader dei vescovi. «Senza giustizia e pace nel mondo la vita è grama. La vita dei singoli, dei popoli, delle nazioni», osserva. Una linea che ieri traspariva chiaramente anche dall’editoriale di apertura di Avvenire che appunto ha parlato di guerra animata da motivi umanitari.«I raid aerei in Libia sono un vero e proprio atto di guerra, ma è la risposta alla guerra che un regime sanguinario ha scatenato contro il suo popolo- sottolinea Avvenire-.Quella iniziata alla porte di casa nostra è una guerra animata dal nobile motivo dell’ingerenza umanitaria, ma non esente da ombre e rischi».Diversa rispetto al vertice della piramide ecclesiastica la valutazione del vescovo di Tripoli, Innocenzo Martinelli, secondo il quale l’azione militare è stata fin troppo repentina e si sarebbero potuti fare ulteriori tentativi sul piano negoziale: «Gheddafi non cederà, anzi l’uso della forza ne accentuerà la reazione, quindi si è dato il via a un gioco sbagliato».Benedetto XVI invoca «incolumità per la popolazione e accesso agli aiuti umanitari». All’appello papale si unisce l’auspicio del presidente Cei Angelo Bagnasco per «un’azione rapida e allo stesso tempo equa, nel rispetto e a salvaguardia dei civili». Pur non entrando nelle valutazioni che hanno portato all’attacco aereo in Libia, il Pontefice all’Angelus si rivolge «a quanti hanno responsabilità politiche e militari» affinché «abbiano a cuore, anzitutto, l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e garantiscano l’accesso ai soccorsi umanitari». In Segreteria di Stato si riconosce l’urgenza di disarmare un dittatore che massacra e tiene in ostaggio i suoi cittadini. A differenza dell’esplicita condanna per la guerra in Iraq e in analogia al sostanziale sì all’intervento anti-talebani in Afghanistan, la Chiesa riconosce i motivi umanitari dei raid aerei contro Gheddafi.

Fonte: La Stampa, 21/03/2011

Sisma, Banca mondiale: Giappone -4% Pil

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/03/2011

5.20 La Banca mondiale, nel suo ultimo rapporto sull'economia dell'Asia orientale e del Pacifico sostiene che il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo scorso potrebbero costare all'economia giapponese, nella previsione più pessimistica, 235 miliardi di dollari (circa 165miliardi di euro), pari al 4% del Pil. Una stima più bassa suggerisce un costo di 122 miliardi di dollari (86 miliardi di euro), pari al 2,5% del Pil, anche se la ricostruzione potrebbe agevolare una rapida ripresa.

Sisma, Banca mondiale: Giappone -4% Pil

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/03/2011

5.20 La Banca mondiale, nel suo ultimo rapporto sull'economia dell'Asia orientale e del Pacifico sostiene che il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo scorso potrebbero costare all'economia giapponese, nella previsione più pessimistica, 235 miliardi di dollari (circa 165miliardi di euro), pari al 4% del Pil. Una stima più bassa suggerisce un costo di 122 miliardi di dollari (86 miliardi di euro), pari al 2,5% del Pil, anche se la ricostruzione potrebbe agevolare una rapida ripresa.

Ancora sbarchi a Lampedusa, altri 450

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/03/2011

8.25 Ancora sbarchi a Lampedusa, altri 450 Resta altissima la tensione sull'isola di Lampedusa, dove in nottata sono approdati, in cinque sbarchi, circa 450immigrati. Nelle ultime 24 ore sono stati una dozzina gli sbarchi, con 1.350 immigrati. Sull'isola sono ammassati oltre 5 mila migranti.

Lega: no neo-colonialismo. La Russa: avremmo fatto a meno del conflitto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2011

ROMA - Mentre i caccia italiani partecipano alla missione Odissey Dawn, il dibattito politico è aperto. E mentre il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli si dice contrario ad un'operazione neo-colonialista, quello della Difesa La Russa assicura che la Lega non ha posto alcun ostacolo all'intervento. Diplomazia e non bombe per il cessate il fuoco sollecita da Repubblica il governatore pugliese Nichi Vendola, che ipotizza una forza di interposizione di pace.

LA RUSSA, VOTO IN AULA? SI', NON CI SOTTRARREMO - ''Si', non e' ancora stato fissato ma non intendiamo sottrarci alla valutazione delle Camere. Dal punto di vista giuridico e' sufficiente il voto delle Commissioni, ma dal punto di vista politico riteniamo che il Parlamento non solo debba essere informato ma debba anche esprimersi''. Risponde cosi' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi rispondendo a chi gli chiede se ci sara' un voto parlamentare sulla missione in Libia.

LA RUSSA, DA LEGA NO OSTACOLI - ''La Lega non ha frapposto ostacoli'', ''non vedo grandi divisioni nella maggioranza''. Lo ha assicurato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, entrando a Palazzo Chigi per il Consiglio dei Ministri straordinario dedicato alla Libia.

LA RUSSA,RISCHI NON MINORI SE NON AVESSIMO PARTECIPATO - I rischi di possibili ritorsioni per l'Italia non sarebbero stati minori se non ci fosse stata una partecipazione attiva all'operazione, anche perche' - comunque - non sarebbe stato possibile non mettere a disposizione della coalizione internazionale le basi. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Mattino Cinque. ''Certo che il rischio e' stato messo in conto - ha detto La Russa - anche se noi abbiamo notizie, che io ritengo esatte, della inadeguatezza delle armi in dotazione all'esercito libico di colpire il territorio italiano. Ma ci possono essere altri modi, il rischio c'e': come c'e' in Afghanistan, come c'e' per quanto riguarda tutto cio' che si muove intorno all'oltranzismo islamico, cosi' ci puo' essere anche con la Libia, ma non sarebbe stato minore se non avessimo partecipato all'operazione''. ''Tranne immaginare - ha proseguito il ministro - che non avessimo messo a disposizione neanche le nostre basi, cioe' che ci fossimo schierati nettamente contro la comunita internazionale, contro l'Onu, contro l'America, contro l'Inghilterra, la Francia, la Spagna, la stessa Germania che si e' astenuta, contro la Russia e la Cina, che avrebbero potuto bloccare con un voto contrario la risoluzione Onu e non l'hanno fatto. Mi sembra - ha continuato La Russa - una visione assolutamente impossibile e quindi, poiche' in ogni caso le nostre basi sarebbero state messe a disposizione, avremmo avuto da un lato lo stesso rischio, forse maggiore, e dall'altro non avremmo partecipato, come conviene ad una nazione come l'Italia, ad un'opera umanitaria che e' quella di proteggere il popolo libico''. Riguardo al missile che venne lanciato contro Lampedusa, La Russa ha ricordato che ''non ci arrivo', arrivo' a poche centinaia di metri, e comunque non dovrebbe essere piu' nella disponibilita' di Gheddafi''.

MARONI,MONITORAGGIO SU FONDAMENTALISTI ISLAMICI - In seguito alla crisi libica, e' stato deciso di intensificare l'attivita' informativa e investigativa per proteggere gli obiettivi sensibili, e' stato convocato permanentemente il Comitato strategico di analisi antiterrorismo ed e' stato intensificato il monitoraggio di soggetti che in passato hanno evidenziato contatti con il fondamentalismo islamico. Lo ha detto il ministro del'Interno, Roberto Maroni, al termine del COnsiglio dei ministri.

Italiani solo di pattuglia Scudi umani a Misurata

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2011

Caccia francesi e spagnoli in volo. Ban Ki-Moon aggredito da pro-Gheddafi al Cairo

E' stato colpito anche un edificio del bunker del colonnello Gheddafi nel secondo giorno dell'offensiva internazionale contro Tripoli. E ieri sera è stata la volta dei primi Tornado italiani, che non hanno bombardato ma solo pattugliato. La Russa: la contraerea di Gheddafi è stata largamente neutralizzata. Oggi un sito d'opposizione riferisce che Khamis, uno dei figli del rais, sarebbe morto per le ferite in un attacco aereo dei giorni scorsi da parte dei ribelli. Il governo francese fa sapere di non avere notizia di vittime civili negli attacchi, quello britannico conferma che non vi saranno forze d'occupazione o invasione. Sulle minacce del leader libico all'Italia, 'non dobbiamo lasciarci intimidire', precisa il ministro degli Esteri Franco Frattini, che confida nelle prossime ore si ripristini un rapporto di collaborazione con la Lega Araba - dalla quale ieri sono arrivate critiche - e ritiene sia giunto il momento di passare sotto l'ombrello Nato. Oggi a Bruxelles, riunione dei ministri degli Esteri della Ue. Al Cairo,segretario generale Onu aggredito da manifestanti filo Gheddafi

DECIMOMANNU, DECOLLATI PER RAID 2 F18 SPAGNOLI - Sono decollati alle 12 da Decimomannu per la prima missione sulla Libia due cacciabombardieri F18 e un aero tanker dell'Aeronautica militare spagnola. Il 47/o Gruppo di Torrejon e' cosi' entrato in azione nell'operazione ''Odyssey Dawn''. Destinazione e ordini di missione top secret, ma sulla linea di volo fervono i preparativi intorno agli altri arei spagnoli.

LA RUSSA, INTERVENTO PASSI SOTTO COMANDO NATO - ''Noi riteniamo che il comando delle operazioni in Libia sia opportuno che passi alla Nato e altri la pensano come noi, perche' la linea di comando della Nato e' collaudata e perche' il controllo di qualita' degli interventi avverrebbe in modo piu' chiaro e trasparente''. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al termine del Consiglio dei ministri.

PILOTA TORNADO, SU BENGASI SOLO PATTUGLIATO - ''Ieri sera nella missione condotta in Libia abbiamo solo pattugliato la zona nei pressi di Bengasi ma non abbiamo ritenuto di lanciare i missili contro i radar''. Lo ha detto Nicola Scolari, 38 anni, uno dei tre piloti che ieri ha partecipato alla missione italiana contro la Libia.

PARTECIPIAMO A SCELTE INTERNAZIONALI - "La Comunità internazionale ha fatto le sue scelte e l'Italia partecipa a queste scelte". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, interpellato sulla partecipazione dell'Italia alla missione in Libia, al suo arrivo in visita a Varese.

FRANCIA, STAMANI RIPRESE OPERAZIONI AEREE - Le operazioni aeree francesi sulla Libia sono riprese questa mattina. Lo riferisce il ministero della Difesa francese.

FRANCIA, NESSUNA NOTIZIA VITTIME CIVILI - Un portavoce del governo francese ha detto di non avere informazioni sul fatto che civili siano rimasti uccisi negli attacchi sulla Libia.

BAN KI-MOON AGGREDITO AL CAIRO DA FILO-GHEDDAFI - Il segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon è stato aggredito in piazza Tahrir al Cairo da manifestanti filo Gheddafi. I manifestanti che si sono riuniti davanti alla sede della Lega araba prima dell'arrivo del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, contro l'intervento militare in Libia, hanno anche assaltato un paio di automobili mentre passavano davanti alla sede della Lega araba, in una strada che porta a piazza Tahrir.

FRATTINI; NON DEVE ESSERCI GUERRA,RISPETTO 1973 - In Libia non ci deve essere una "guerra" e l'Italia intende verificare "la coerenza" dell'azione della coalizione internazionale con il pieno rispetto della risoluzione 1973 dell'Onu. Lo ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, a Bruxelles. "In Libia non ci deve essere una guerra, ma la piena implementazione della risoluzione 1973. L'Italia ha accettato di fare parte della coalizione internazionale proprio per fare rispettare il cessate il fuoco, fare fermare le violenze e proteggere la popolazione", ha detto Frattini, parlando con i giornalisti. "Vogliamo verificare molto attentamente tutte le azioni che saranno prese per verificarne la loro coerenza con la risoluzione Onu. Ecco perché crediamo sia tempo di muovere da una coalizione dei volenterosi ad un approccio più coordinato sotto la Nato, perché la Nato ha l'esperienza e la capacitàper guidare un'azione meglio coordinata", ha aggiunto il capo della Farnesina. Rispondendo ad altre domande dei giornalisti, Frattini ha ribadito che l'Italia intende verificare l'implementazione del cessate il fuoco "e vuole continuare a lavorare molto da vicino con la Lega araba e vuole avere coerenza: non vogliano andare oltre la stretta applicazione della risoluzione Onu", ha rimarcato.

BAN KI-MOON, LEGA ARABA DECISIVA PER ONU - "Il forte impegno della Lega Araba" per proteggere i civili in Libia "ha reso possibile l'adozione della risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu".Lo ha affermato il segretario generale del Palazzo di vetro, Ban Ki-Moon, al termine del suo incontro con il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa. "Col forte impegno della LEga Araba - ha affermato Ban Ki-Moon - la comunità internazionale é stata in grado di prendere misure decisive per proteggere i civili che il colonnello Gheddafi sta uccidendo ed attaccando, una situazione considerata totalmente inaccettabile e condannata da tutto il mondo". Il segretario generale dell'Onu ha rinnovato il suo appello per un immediato cessate il fuoco in Libia l'impegno delle Nazioni Unite a mettere fine alle ostilità e a portare gli aiuti umanitari alla popolazione.

LA RUSSA: NON POSSO DIRE SE TORNADO HANNO BOMBARDATO - "Tocca al comando militare rilevare se effettivamente" i Tornado italiani "hanno colpito l'obiettivo, non tocca a me e comunque non lo direi". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, facendo capire che nel corso della missione potrebbe anche essere stato non necessario utilizzare l'armamento di cui i caccia sono dotati. Il ministro - intervenendo a La telefonata di Maurizio Belpietro, su Canale 5 - ha spiegato che i Tornado italiani intervenuti ieri sulla Libia "sono di una tipologia che consente di colpire i radar, non hanno bombe dirompenti: hanno operato contro i radar e colpendoli se li avessero trovati accesi o non già distrutti. Tocca al comando militare rilevare se poi hanno colpito o no: non tocca a me e non sono notizie che comunque darei". Il cessate il fuoco annunciato dal governo libico? "Quello che possiamo verificare è se si alzano in volo aerei e non ci risulta che questa mattina si siano alzati in volo aerei libici". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Comunque è "il comando alleato - ha aggiunto il ministro - che deve verificare se questa proclamazione di cessate il fuoco fatta da Gheddafi sia vera o se siano vere le affermazioni fatte qualche ora prima in cui si diceva 'combatteremo a lungo, sara' un'offensiva continua da parte di noi libicì".

Mills,fatti allontanare'fan'del premier

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/03/2011

12.49 Su disposizione del giudice Vitale, che presiede il collegio davanti al quale è imputato Berlusconi,i carabinieri del Palazzo di Giustizia di Milano hanno fatto allontanare le decine di "fan" del premier che si sono radunati da stamane davanti all'aula del processo. Nel frattempo ha lasciato il presidio tra gli applausi il coordinatore regionale del PdL lombardo,Mantovani. I sostenitori del capo del governo si sono allontanati senza particolari proteste.

Ue: 'Nuove sanzioni a Egitto e Libia'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/03/2011

15.55 I ministri degli Esteri dell'Ue hanno approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Tripoli e l'ex regime Mubarak Nel mirino, 11 persone del governo che si aggiungono alla lista delle altre 27 in cui figura anche Gheddafi. Colpite anche la Banca centrale, società di investimento, enti governativi e fondi. Slittano invece le sanzioni contro gas e petrolio. Congelati anche tutti i fondi e le proprietà di 19 personalità egiziane, incluso l'ex presidente Mubarak.

Petrolio sopra i 100 dlr, diesel verso 1,5 al litro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2011

I prezzi dei carburanti si infiammano, oltre alla Libia preoccupa il Medioriente

Quotazioni del petrolio sempre in fibrillazione, con la crisi in Libia e i prezzi dei carburanti si infiammano col diesel che vola verso gli 1,5 euro per litro. Con le operazioni militari nel Paese nordafricano il greggio é salito dell'1,3% a 102,40 dollari al barile al mercato di New York, mentre il Brent con consegna a maggio è schizzato a 115,75 dollari sulla piazza di Londra. E, secondo gli analisti, col protrarsi della guerra (si prevede un conflitto lungo) le quotazioni dell'oro nero sono destinate a salire ulteriormente, mettendo ancora più sotto pressione i prezzi dei carburanti. Il diesel si è avvicinato a quota 1,5 euro al litro, mentre la media dei prezzi praticati per il diesel - riferisce quotidianoenergia.it. - va dall'1,455 euro delle stazioni Esso all'1,470 rilevato negli impianti Eni (le no-logo a 1,385). Per la benzina (in modalità servito) si va dall'1,558 euro degli impianti Esso all'1,568 di Tamoil (le no-logo a 1,465 euro/l). Il Gpl, si posiziona tra lo 0,784 euro nelle stazioni Eni allo 0,797 euro di Q8 e Tamoil (0,773 euro/l le no-logo). Oltre alla Libia, la cui produzione petrolifera è crollata sotto i 400 mila barili al giorno, a destare ulteriore preoccupazione è l'escalation della violenza nel Bahrein e nello Yemen, violenza che potrebbe estendersi anche alla vicina Arabia Saudita, principale produttore di petrolio al mondo.

Gli Emirati Arabi Uniti (Eau) hanno inviato nel Bahrein forze della Marina militare per contenere, assieme ai Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Cgc), la protesta in atto dei dimostranti sciiti contro la Casa reale sunnita della penisola. Mentre l'Unione europea si è detta "estremamente preoccupata per la situazione seria e che si sta deteriorando" nel Paese, deplorando "la perdita di vite umane". Nello Yemen, dopo la carneficina di manifestanti compiuta dai cecchini del regime venerdì scorso a Sanaa (almeno 52 morti e oltre 200 feriti), è stato il giorno delle defezioni a catena. Capi tribù, ambasciatori, alti funzionari e soprattutto decine di ufficiali dell'esercito hanno abbandonato il presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, al suo destino. Il presidente, al potere da 32 anni, è stato invitato a "scegliere una uscita di scena con onore" per "evitare uno spargimento di sangue". Per i prossimi giorni e probabilmente settimane, dunque, "gli eventi in Libia e in Medio Oriente continueranno a guidare le quotazioni del greggio", sottolineano gli operatori.

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» Notizie » 2011 » Marzo | Commenti: Scrivi

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