DEI RICCHI

2011 - Gennaio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/01/2011 * 09/01/2011 * 10/01/2011 * 11/01/2011 * 12/01/2011 * 13/01/2011 * 14/01/2011 *

Sabato 8 Gennaio 2011

Usa chiedono a Twitter dati su Assange

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/01/2011

14.37 Una corte federale della Virginia ha chiesto al colosso di San Francisco i dati personali di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, e di altre tre persone legate al sito web, che ha diffuso la notizia. Nell'ingiunzione legale si chiedono informazioni personali,indirizzi di posta e messaggi privati a partire dal 2009. Ad annunciare battaglia, oltre a Wikileaks, anche la deputata islandese Jonsdottir, che ha denunciato di essere una delle tre persone indagate.

Frattini: violenze Algeria preoccupanti

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/01/2011

19.28 Le violente proteste in Algeria e in Tunisia preoccupano il ministro degli Esteri, Frattini, che promette il sostegno dell'Italia ai due governi nordafricani "per riportare la calma". I rincari dei prezzi dei generi alimentari, afferma Frattini, sono "una questione globale" che va affrontata "con molta forza" dal G8 e dal G20. E sulle violenze contro i cristiani: i musulmani egiziani si sono dimostrati "più sensibili delle burocrazie di Bruxelles". Poi: Mosca entri nella Nato.

Casa:250mila famiglie a rischio sfratto

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/01/2011

18.35 Quasi una famiglia su due fa fatica a pagare il mutuo di casa, e nei prossimi 5 anni il numero degli sfratti per morosità potrebbe aumentare da 200mila, dell'ultimo quinquennio, a 250mila.Questo secondo le stime elaborate dall'ufficio politiche abitative della Cgil. Per lo studio,ad aggravare la situazione, è anche il mancato inserimento nel "milleproroghe" della sospensione degli sfratti per le "fasce deboli di popolazione". La città col maggior numero di sfratti è Roma. Per la Cgil, si rischia così un aumento delle famiglie povere.

Chi è Gabrielle Giffords, democratica moderata

Ansa, http://www.ansa.it, 08/01/2011

Voleva stop a immigrati illegali e a fondi per compagnie petrolifere

ROMA - Gabrielle Giffords è nata a Tucson nel 1970. Fa parte dell'ala moderata del partito democratico. Da un lato è favorevole alla libera scelta in tema di aborto e alla ricerca sulle cellule staminali. Dall'altro ha posizioni rigide in materia di immigrazione.

Nel suo discorso di insediamento, poco più di due anni fa, ha presentato un pacchetto di riforme che prevedono la pesante repressione dell'immigrazione illegale attraverso l'utilizzo alle frontiere di uomini e delle tecnologie più moderne, e pesanti sanzioni per chi assume consapevolmente immigrati irregolari. Gabrielle Giffords però ha votato a favore dell'aumento dei fondi federali da destinare alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, ed è schierata a favore dell'aumento del salario minimo.

Durissima la sua posizione contro i sussidi alle grandi compagnie petrolifere: la deputata dell'Arizona, strenua sostenitrice dell'energia rinnovabile, ha votato per abrogare ogni tipo di sussidio. "Affidandoci alle risorse provenienti da Medio Oriente e America Latina - ha detto in un suo intervento alla Camera - abbiamo messo la nostra sicurezza nazionale a rischio". Gli stanziamenti federali in tal senso ammontano a 14 miliardi di dollari.

Contraria alla vendita di parti di aerei F-14, la Giffords è stata invece favorevole al rifinanziamento della missione in Iraq del 2007: "Non posso, in coscienza, consentire di tagliare fondi ai militari sapendo che ogni giorno vengono attaccati".

Nelle ultime elezioni di metà mandato, lo scorso novembre, la Giffords ha vinto di misura contro il candidato repubblicano ultraconservatore Jesse Kelly, sostenuto dai Tea Parety. La Giffords ha giurato come nuovo deputato tre giorni fa. E' la prima deputata ebrea dell'Arizona. E' sposata con l'astronauta Mark Kelly, comandante della missione dello shuttle Sts 134 il cui lancio è previsto in aprile.

Domenica 9 Gennaio 2011

Sudan, seggi aperti per referendum

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/01/2011

7.52 Si è cominciato a votare in Sudan per il referendum sulla secessione. Secondo gli analisti,la consultazione stabilirà probabilmente la divisione in due del Paese. Migliaia le persone in coda ai seggi. Salva Kiir Mayardit, probabile futuro presidente del nuovo stato del Sud, ora regione semi-autonoma, ha già votato. "E'il momento storico che tutti i sudanesi attendevano", ha detto. Ma per il presidente sudanese, Omar alBashir, il Sud "non ha la capacità di badare ai propri cittadini o di creare uno stato autorevole".

Musica scarica di piacere per cervello

Ansa, http://www.ansa.it, 09/01/2011

Come il cibo, il sesso o le droghe, ma deve essere di nostro gradimento

La musica dà piacere al cervello: come il cibo, il sesso o le droghe, induce una scarica di dopamina, il 'neurotrasmettitore del piacere', nelle aree neurali che elaborano le sensazioni di piacere e appagamento. Per produrre questo effetto, ha scoperto l'equipe di Valorie Salimpoor della McGill University di Montreal in una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, la musica deve essere di nostro gradimento; quella che 'non ci dice niente', che non ci piace, infatti, non è capace di smuoverci e non determina il rilascio di dopamina.

Gli esperti hanno visto inoltre che la propria musica preferita scatena una serie di sensazioni fisiche che solitamente vengono indotte da sostanze o stimoli piacevoli: l'ascolto della musica di proprio gusto, infatti, modifica il battito cardiaco, il ritmo del respiro, la temperatura corporea e dà letteralmente i brividi. Infine è emerso che persino il sapere che si ascolterà il proprio brano preferito fa 'ribollire' le meningi di piacere inducendo una 'scarica' di dopamina prima ancora dell'ascolto, quasi come se ci pregustassimo le note che ascolteremo.

Demolito hotel-simbolo a Gerusalemme

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/01/2011

21.00 Forte protesta palestinese per la demolizione, a Gerusalemme, dell'ex hotel Shepherd, appartenuto alla famiglia del Gran mufti Amin Al Husseini. "Qualsiasi possibilità di ripresa del negoziato di pace è svanita", afferma una nota dell'Autorità nazionale palestinese firmata dal negoziatore Erekat. L'hotel, disabitato da anni, sorge nel quartiere palestinese di Jarrah. La sua demolizione, per costruire case per i coloni ebrei, è considerata un affronto dagli abitanti arabi.

Scritte contro Marchionne, stella 5 punte

Ansa, http://www.ansa.it, 09/01/2011

A Torino su alcuni manifesti. Condanna di Cgil e Fiom: non si cada in trappole mediatiche

TORINO - Una scritta contro Marchionne con la stella a cinque punte è stata tracciata, con vernice rossa, oggi, a Torino su un grande manifesto pubblicitario nel centro cittadino, sul cavalcavia di corso Sommellier. Altre scritte sono state tracciate, sempre con vernice rossa e sempre con la stella a cinque punte, su due manifesti pubblicitari vicini al primo. "Marchionne fottiti", c'é scritto sul primo manifesto, mentre sugli altri due ci sono le scritte "Non siamo noi a dover diventare cinesi" e "ma i lavoratori cinesi a diventare come noi". Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Digos che hanno avviato indagini.

Secondo gli investigatori della Digos della Questura di Torino la stella a cinque punte non può essere tradotta immediatamente con collegamenti, più o meno diretti, con presunte o sedicenti Brigate Rosse. A parere degli investigatori, si tratta di "una simbologia forte", non così "inedita" neppure negli ultimi tempi, usata comunque per "alzare il tono" e per attirare la massima attenzione. D'altronde - rilevano gli stessi investigatori - il dibattito sulla questione Fiat-Marchionne è a tinte forti anche a livello istituzionale, politico e televisivo, da non far meravigliare se alcune persone, magari anche tra i più giovani e comunque tra i cosiddetti antagonisti, cerchi di "calcare la mano". Il livello di attenzione da parte della Digos e delle forze dell'ordine nel loro complesso - hanno riferito fonti investigative - è comunque alto, soprattutto in considerazione del fatto che siamo a pochi giorni dal referendum di giovedì e venerdì prossimi sull'accordo su Mirafiori.

NETTA CONDANNA CGIL E FIOM - Cgil e Fiom esprimono "la loro netta disapprovazione" per le scritte anti-Marchionne con la stella a cinque punte comparse a Torino e ribadiscono "la loro netta condanna di ogni forma di violenza e di ogni forma di critica e di battaglia politica antidemocratica". Secondo i sindacati, riuniti nella sede della Cgil per l'incontro tra le due segreterie, con le scritte sui manifesti si ripete "un antico copione, come in un brutto deja vu". "Il momento - affermano - è troppo delicato per dare spazio a provocazioni di qualsiasi natura e da qualsiasi parte provengano", continuano i sindacati. Alla vigilia del referendum di Mirafiori, Cgil e Fiom invitano quindi tutti i lavoratori che saranno coinvolti nella scelta e l'opinione pubblica in generale "a non cadere in trappole mediatiche o peggio folcloristiche".

Papa:famiglia minacciata,serve sostegno

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/01/2011

10.39 "L'istituto familiare è minacciato da più parti" e "si trova a far fronte a non poche difficoltà nella sua missione di educare alla fede", per questo "la collaborazione tra comunità cristiana e famiglia è quanto mai necessaria". Lo ha detto il Pontefice nella messa celebrata nella Cappella Sistina durante la quale amministrerà il battesimo a 21 neonati.

Lunedì 10 Gennaio 2011

Tunisia, chiuse scuole e università

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/01/2011

19.20 Il governo ha chiuso "fino a nuovo ordine" tutte le scuole e università della Tunisia, in seguito alle proteste contro il carovita che non accennano a placarsi. Il presidente, Ben Ali, ha accusato le persone coinvolte negli scontri di piazza degli ultimi giorni di "aver commesso atti di terrorismo" e ha denunciato "le ingerenze" straniere. Ben Ali ha anche promesso di creare 300mila posti di lavoro entro il 2012.

Rivolta del pane in Tunisia, 50 morti

Ansa, http://www.ansa.it, 10/01/2011

La polizia ha sparato contro i manifestanti, appello dell'opposizione: cessate il fuoco

TUNISI - Le notizie che dalle regioni centrali del Paese giungono fino a Tunisi sono drammatiche, con scontri nelle strade che hanno causato tra sabato e domenica 14 morti secondo fonti governative, 28 secondo altre testimonianze, fino a 50 stando al sito online della radio tunisina Kalima. Ma la capitale sembra registrarle con ostentata indifferenza.

La domenica scorre tranquilla nel centro, con i negozi chiusi, il vuoto lasciato dalla partita che si gioca allo stadio e tanti agenti in borghese a tenere d'occhio la situazione. Eppure, informa appunto lo stesso governo in un comunicato diffuso nel pomeriggio, 14 persone sono morte nelle ultime 24 ore nelle località del nord-ovest, Thala e Kasserine. E anche la tv di stato ha trasmesso per la prima volta un'edizione straordinaria con un servizio sugli scontri nell'interno del Paese. Ma un leader dell'opposizione Ahmed Nejib Chebbi, capo del Pdp (Partito democratico progressista) e candidato alle ultime presidenziali, aveva già lanciato l'allarme parlando di almeno 20 morti nelle due località, rivolgendo un appello al presidente Zine Abidine Ben Ali affinché dia alla polizia l'ordine di non sparare più. Deve "far cessare il fuoco", ha detto, per risparmiare la vita di persone innocenti e rispettare il loro diritto a manifestare. Appelli analoghi giungono anche dall'Udu (Unione democxratica unionista), un altro partito d'opposizione che ha otto seggi in Parlamento, dal Movimento Ettajdid (un seggio in Parlamento) e dalla Lega per la difesa dei diritti umani (Ltdh). Quest'ultima ha chiesto di "rimandare l'esercito nelle caserme". Ancora più grave il bilancio che trae nel pomeriggio il giornalista e blogger Zied el-Heni, una lunga storia anche per lui all'opposizione se è vero che il suo blog è stato censurato, dice, ben 180 volte. I morti nelle ultime 24 ore sono almeno 28, precisa, 17 a Kasserine, 3 a Rgeb e 8 a Thala, "due dei quali oggi mentre partecipavano ai funerali di altre vittime". Fra i morti di Rgeb, aggiunge, anche una bambina che stava tentando di soccorrere un ferito. Quanto a coloro che hanno perso la vita dandosi fuoco, sono quattro finora, e fra questi anche un diciassettenne di una scuola ad Ariana, sulla costa orientale. Aveva partecipato ad una manifestazione con gli studenti del suo liceo e sarebbe stato punito. "E' morto venerdì - dice il blogger - due giorni dopo essersi immolato".

Mentre in serata secondo il sito di radio Kalima i morti sarebbero fino a 50. E la gente continua a manifestare - aggiunge el-Heni - o almeno tenta di farlo. "Ma la gente va in strada non soltanto per protestare contro la disoccupazione e chiedere misure di sviluppo - aggiunge - Ora lo fa anche contro la corruzione". Ormai la rabbia della gente ha superato il livello di guardia, dice ancora el-Heni, "anche se non è ancora arrivata al punto di non ritorno". Insomma, il governo può fare ancora qualcosa per fermare l'ondata di proteste che da settimane continua in Tunisia: può por fine alla "confisca dei diritti civili", spiega, e può "cercare un dialogo con tutti i soggetti del Paese e con la vera opposizione", non limitandosi ad un "monologo con partiti che non rappresentano nessuno", ma confrontandosi con chi ha idee diverse.

A partire dal Pdp - spiega - e dai sindacati che ieri hanno portato a Tunisi la protesta. Di un potere che, anche quando sta all'opposizione, non è più in grado di trovare ascolto tra la gente parla anche Moktar Tlili, giornalista e membro del PSl (Partito social liberale), che divide in due anche geograficamente il Paese. "Ci sono due Tunisie, dice, quella più ricca della conta e "tutto un altro mondo, la Tunisia interna: qui mancano le infrastrutture, l'agricoltura è ridotta a zero dal clima arido e domina la disoccupazione". Ma qui arrivano anche i canali satellitari del Golfo, aggiunge, impregnati di immagini di guerra e di politica mediorientale. "Per la prima volta vediamo la gente che si dà fuoco, un fenomeno estraneo al nostro Paese, che viene dalla televisione". Insomma, conclude, il gesto di chi si immola cospargendosi di benzina non è troppo lontano da quello di chi si fa esplodere negli attacchi suicidi in altre parti del mondo arabo.

Referendum Sudan, Obama:sostegno da Usa

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/01/2011

23.00 Il presidente degli Stati Uniti Obama ha promesso "il pieno sostegno" degli Usa al Sudan per il dopo-referendum sull'autodeterminazione del sud del Paese. Obama ha anche lanciato un appello a tutte le parti perché non cedano alla tentazione di provocazioni. "Questo- ha rilevato Obama- è un passo storico nel lungo processo per rendere effettivo l'accordo comprensivo di pace che ha posto fine alla guerra civile tra nord e sud" del Paese.

Papa,appello sulla scuola no al monopolio statale

Ansa, http://www.ansa.it, 10/01/2011

I corsi di educazione sessuale non siano contrari a visione della fede, rispettare simboli

CITTA' DEL VATICANO - Le autorità dei Paesi dell'area mediorientale, tra cui l'Iraq, e i "capi religiosi musulmani" devono "operare affinché i loro concittadini cristiani possano vivere in sicurezza". E' l'appello lanciato durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede da Benedetto XVI, che ha parlato "dell'urgente necessità per i governi della regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose".

Guardando verso l'Oriente - ha detto il Papa -, gli attentati che hanno seminato morte, dolore e smarrimento tra i cristiani dell'Iraq, al punto da spingerli a lasciare la terra dove i loro padri hanno vissuto lungo i secoli, ci hanno profondamente addolorato. "Rinnovo alle Autorità di quel Paese e ai capi religiosi musulmani - ha proseguito - il mio preoccupato appello ad operare affinché i loro concittadini cristiani possano vivere in sicurezza e continuare ad apportare il loro contributo alla società di cui sono membri a pieno titolo". "Anche in Egitto, ad Alessandria - ha aggiunto il Pontefice -, il terrorismo ha colpito brutalmente dei fedeli in preghiera in una chiesa". Secondo papa Ratzinger, "questa successione di attacchi è un segno ulteriore dell'urgente necessità per i Governi della Regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose".

BENE RICHIESTA A UE DI DIFENDERE CRISTIANI MO- "Apprezzo l' attenzione per i diritti dei più deboli e la lungimiranza politica di cui hanno dato prova alcuni Paesi d'Europa negli ultimi giorni, domandando una risposta concertata dell'Unione Europea affinché i cristiani siano difesi nel Medio Oriente". Lo ha affermato Benedetto XVI durante l'udienza al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

NO BANDO FESTE E SIMBOLI PER RISPETTO ALTRE FEDI - Benedetto XVI ha definito oggi come una "manifestazione dell'emarginazione della religione e, in particolare, del cristianesimo" il fatto di "bandire dalla vita pubblica feste e simboli religiosi, in nome del rispetto nei confronti di quanti appartengono ad altre religioni o di coloro che non credono". "Agendo così - ha detto il Papa durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede -, non soltanto si limita il diritto dei credenti all'espressione pubblica della loro fede, ma si tagliano anche radici culturali che alimentano l'identità profonda e la coesione sociale di numerose nazioni"

CROCIFISSO: GRAZIE A PAESI CHE APPOGGIATO RICORSO ITALIA - Benedetto XVI ha ringraziato oggi i Paesi e le istituzioni che hanno dato appoggio al ricorso del governo italiano contro la sentenza europea che bandiva il crocifisso dai luoghi pubblici. "L'anno scorso, alcuni Paesi europei si sono associati al ricorso del Governo italiano nella ben nota causa concernente l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici", ha detto il Papa durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, dedicando in gran parte il suo discorso al tema della libertà religiosa. "Desidero esprimere la mia gratitudine alle Autorità di queste nazioni, come pure a tutti coloro che si sono impegnati in tal senso, Episcopati, Organizzazioni e Associazioni civili o religiose, in particolare il Patriarcato di Mosca e gli altri rappresentanti della gerarchia ortodossa, come tutte le persone - credenti ma anche non credenti - che hanno tenuto a manifestare il loro attaccamento a questo simbolo portatore di valori universali", ha aggiunto.

NO A LEGGI PER ISTITUIRE MONOPOLIO STATALE SU SCUOLA - Per Benedetto XVI è "preoccupante" che il "servizio che le comunità religiose offrono a tutta la società, in particolare per l'educazione delle giovani generazioni, sia compromesso o ostacolato da progetti di legge che rischiano di creare una sorta di monopolio statale in materia scolastica, come si constata ad esempio in certi Paesi dell'America Latina". "Riconoscere la libertà religiosa - ha detto il Papa durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede - significa anche garantire che le comunità religiose possano operare liberamente nella società, con iniziative nei settori sociale, caritativo od educativo. In ogni parte del mondo, d'altronde, si può constatare la fecondità delle opere della Chiesa cattolica in questi campi". "Esorto tutti i governi - ha aggiunto - a promuovere sistemi educativi che rispettino il diritto primordiale delle famiglie a decidere circa l'educazione dei figli e che si ispirino al principio di sussidiarietà, fondamentale per organizzare una società giusta".

PAKISTAN ABROGHI LEGGE SULLA BLASFEMIA - Benedetto XVI ha "incoraggiato" oggi le "autorità" del Pakistan "a compiere gli sforzi necessari per abrogare" la legge sulla blasfemia, "tanto più che è evidente - ha detto durante l'udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede - che essa serve da pretesto per provocare ingiustizie e violenze contro le minoranze religiose". Secondo il Pontefice, "il tragico assassinio del Governatore del Punjab mostra quanto sia urgente procedere in tal senso".

Papa: educazione sessuale minaccia fede

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/01/2011

12.35 "Non può passare in silenzio la minaccia alla libertà religiosa in alcuni Paesi europei dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale e civile che trasmettono concezioni contrarie alla fede". Lo ha detto il Papa che ha incontrato i diplomatici accreditati presso la Santa Sede, chiedendo ovunque la libertà religiosa e l' abolizione della legge sulla blasfemia in Pakistan. Il Papa ha poi definito manifestazione dell'emarginazione della religione il bandire feste e siboli religiosi.

Martedì 11 Gennaio 2011

Non ci sarà seconda edizione reality show di Sarah Palin

Ansa, http://www.ansa.it, 11/01/2011

Gli ascolti sono alti ma potrebbe intralciare nuova candidatura 2012

LOS ANGELES - L'ex candidata repubblicana alla vicepresidenza, Sarah Palin, molto probabilmente sospendera' negli Stati Uniti la fortunata serie del suo reality show televisivo ''Sarah Palin's Alaska''. Lo riportano oggi molti siti americani, precisando che, pur non essendo ancora stata presa una decisione finale, la Palin non dovrebbe riprendere la prossima serie, prevista per il prossimo anno.

La decisione sarebbe legata alle polemiche seguite alla sparatoria di Tucson, in Arizona. In molti hanno accusato l'esponente repubblicana di usare un linguaggio politico troppo violento, che e' all'origine del clima di tensione e di odio che ha portato alla strage.

La Palin per la prima volta da quando e' stata messa sotto accusa ha risposto ieri pubblicamente con una email inviata al commentatore televisivo ultraconservatore Glenn Beck, che l'ha letta alla radio: ''Odio la violenza, odio la guerra - ha detto Sarah Palin -. I nostri ragazzi non avranno pace se i politici sfrutteranno questo fatto, rappresentando qualcuno come uno capace di incitare al terrore e alla violenza''

Michael Douglas: ho sconfitto il tumore

Ansa, http://www.ansa.it, 11/01/2011

WASHINGTON - L'attore americano Michael Douglas ha sconfitto il cancro che lo ha colpito alla gola, grazie a una serie di trattamenti chemioterapici e a base di radiazioni durata oltre sei mesi. Lo ha reso noto lo stesso attore, 66 anni, durante un'intervista televisiva. ''Il tumore e' andato via. Ora devo sottopormi a controlli mensili'', ha detto Douglas che in questo periodo ha perso circa 16 chili di peso.

La resa di Assange? Sito non sopravviverà

Ansa, http://www.ansa.it, 11/01/2011

Il fondatore di Wikileaks in una intervista ammette: ci sono grosse difficoltà finanziarie

LONDRA - Il giudice Nicholas Edge ha aggiornato l'udienza sul caso di estrazione in Svezia di Julian Assange alle 10 del prossimo 7 febbraio, dando al capo di Wikileaks il permesso di risiedere alla vigilia al Frontline Club di Londra. L'udienza e' durata in tutto 10 minuti.

Assange ha parlato solo per confermare i suoi dati personali. Il giudice ha modificato i termini della liberta' su cauzione consentendogli di prendere domicilio a Londra nei due giorni di febbraio in cui verra' discussa nuovamente la richiesta di estradizione in Svezia. Gli avvocati dell'australiano avevano fatto presente le difficolta' di arrivare in tempo per l'inizio dei lavori dalla villa del Suffolk dove Assange si trova agli arresti domiciliari.

Wikileaks "non potrà sopravvivere", ha dichiarato stamani Assange in una intervista alla radio francese Europe 1. "Non potremo sopravvivere per come vanno le cose - ha detto Assange nell'intervista -. Il denaro dei donatori stenta ad arrivare, perché tutti i nostri conti sono bloccati. Valuto che perdiamo 500.000 euro alla settimana". Ma, ha aggiunto Assange, "cercheremo di controbattere".

Il fondatore di Wikileaks, australiano, si trova oggi in gran Bretagna in regime di libertà condizionata, in attesa che venga valutata la richiesta di estradizione presentata dalla Svezia nei suoi confronti per presunte violenze sessuali. La data del processo deve essere fissata nel corso di una udienza prevista per oggi a Londra.

ASSANGE: CON MINACCE RISCHI ALTRA STRAGE TUCSON - Gli Usa devono perseguire chi incita alla violenza contro Wikileaks "o ci saranno altre stragi" come quella di Tucson. Lo scrive Assange in un comunicato pubblicato stamani da Wikileaks via Twitter, in cui si esprimono le condoglianze alle vittime della sparatoria in Arizona, e si auspica una pronta guarigione della deputata Gabrielle Giffords.

Nessuna altra organizzazione al mondo e' piu' devota di noi alla liberta' di parola, ma quando politici e commentatori fanno appello perche' specifici gruppi o individui vengano uccisi dovrebbero essere perseguiti e accusati di incitamento all'omicidio, si legge nella dichiarazione di Assange nel comunicato di Wikileaks.

Chi fa appello alla violenza condivide la colpa con chi poi preme il grilletto, aggiunge, riferendosi alle polemiche scoppiate in Usa dopo la strage in Arizona, in particolare contro Sarah Palin che aveva inserito in una mappa su Facebook la Gliffords come uno dei "bersagli" da eliminare politicamente. "Wikileaks - prosegue Assange - ha uno staff di giovani, volontari e sostenitori anche nelle vicinanze dei luoghi da cui partono questi incitamenti. Abbiamo poi visto molte persone mentalmente instabili spostarsi dagli Usa e altri Paesi. Quindi dobbiamo mettere in piedi estreme misure di sicurezza".

Assange, infine, fa appello alle autorita' americane perche' perseguano questi incitamenti alla violenza, "una nazione civile non puo' avere figure importanti che chiedono l'omicidio", come nel caso di Sarah Palin ("Assange va braccato come i talebani"), Mike Hu (su Fox News ha chiesto "l'esecuzione" di Assange), il columnist del Time, Jeffrey Kuhner, (ha titolato un pezzo "Assassinate Assange").

Mercoledì 12 Gennaio 2011

Tra Wikipedia e Twitter il futuro è Quora

Ansa, http://www.ansa.it, 12/01/2011

Il nuovo social network promette risposte di esperti ad ogni domanda

LONDRA - Oltre Wikipedia, arriva Quora: e' ancora in fase sperimentale, ma ha gia' raggiunto i 500.000 utenti il nuovo social network che promette la risposta di un esperto a qualsiasi domanda. Lo hanno creato due transfughi di Facebook e c'e' gia' chi scrive che per tanti buoni motivi Quora sara' la star del 2011. E' un vero e proprio mercato delle conoscenze globali: attraverso il meccanismo delle domande e risposte (Q&A), il sito punta ad essere ''un insieme in continuo miglioramento creato, curato ed organizzato dai suoi stessi utilizzatori'': un po' come l'enciclopedia libera della rete fondata da Jimmy Wales che sabato 15 gennaio arrivera' al giro di boa delle prime dieci candeline, anche Quora vive e cresce grazie a un esercito di collaboratori esperti su base volontaria.

La startup e' nata nel dicembre 2009 per opera di Adam D' Angelo e Charlie Cheever, due ex Facebook, e oggi e' candidata ai Crunchies Awards 2010, i premi dell'innovazione tecnologica assegnati negli Stati Uniti per le categorie miglior sito e migliore idea dell'anno. Quora e' una Wikipedia in continuo movimento che punta sul crowdsourcing e sullo spirito di Twitter (soprattutto) o di Facebook: il suo valore sta nella comunita' di utenti esperti che, attraverso lo scambio di conoscenze, producono un archivio di domande e risposte su qualsiasi argomento dello scibile umano.

Le discussioni sono divise per tema e per valutazione ed e' possibile seguirle sia per argomento che per esperto. Partecipare e' facile: una volta connessi, via Twitter o Facebook, si possono aggiungere ed invitare gli amici, organizzare il proprio profilo, inserire argomenti di interesse comune e sopratutto fare una richiesta diretta ad un utente. ''L'idea non e' nuova e gia' si era vista con Yahoo Answers - ha scritto l'Independent - ma quel servizio e' rimasto una babele anonima e ingovernabile e ha impedito alle persone di connettersi mentre Quora puo' essere usato da chiunque voglia contribuire a trovare risposte''. Alcuni commentatori, tuttavia, sono perplessi. La qualita' dei contenuti riuscira' a sostenere l'impatto quando il fenomeno Quora esplodera' a livello globale? La risposta, secondo D'Angelo, e' nella sconfinata fiducia nel genere umano. La forza della comunita' supera qualsiasi contributo negativo: ''E se si osservano gli ultimi dieci anni della comunicazione si intravede un un filo conduttore: il desiderio latente delle persone di condividere cio' che conoscono''.

Hezbollah via da governo Libano,è crisi

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/01/2011

17.30 Undici ministri del movimento integralista Hezbollah si sono dimessi, aprendo di fatto la crisi del governo di unità nazionale in Libano. Lo scontro con il premier Saad Hariri riguarda la richiesta di Hezbollah di non collaborare con il Tribunale speciale che indaga sull'omicidio del padre, l'ex premier Rafik Hariri, ucciso in un attentato a Beirut nel 2005. Tra gli indiziati per la strage, oltre ai servizi segreti di Damasco, ci sono membri del movimento filo-siriano.

Fiat spiega accordo, Fiom protesta

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/01/2011

13.04 La Fiat sta illustrando ai lavoratori dello stabilimento di Mirafiori i termini dell'intesa siglata con i sindacati metalmeccanici ad esclusione della Fiom. Il Lingotto ricorda di essere firmatario dell'accordo. E quindi spiega che si tratta di "un'attività che rientra nelle proprie prerogative". Protesta la Fiom. Il responsabile del settore auto, Airaudo, accusa la Fiat di fare sindacato svolgendo "le proprie assemblee". Intanto ai cancelli, striscione contro Marchionne firmato collettivo comunista piemontese.

Immigrazione da Afghanistan, 48 arresti

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/01/2011

8.00 L'Italia come ponte per trasferire i clandestini dall'Afghanistan ai Paesi del centro e nord Europa, dietro pagamento di grosse somme di denaro:è quanto emerso da un'indagine delle Squadre mobili delle questure di Roma e Bolzano e della Digos della questura di Frosinone. Quarantotto gli arresti. L'organizzazione,formata da afghani con base operativa anche a Roma, era affiliata a un più esteso gruppo criminale, con ramificazioni in diversi Stati tra cui Afghanistan, Pakistan,Iran,Turchia, Francia,Svezia,Norvegia, Gran Bretagna.

Usa:se voto regolare,riabilitiamo Sudan

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/01/2011

5.30 "Se il referendum in Sudan si svolgerà normalmente e il governo ne riconoscerà l'esito, il presidente Obama annuncerà la sua intenzione di avviare il processo che punta a togliere" quel paese dalla lista nera dei complici del terrorismo.Lo ha detto il principale negoziatore degli Usa con Khartoum, Lyman. I risultati della consultazione, che dovrebbe portare all'indipendenza del Sud-Sudan, sono attesi per la fine del mese. I cittadini hanno cominciato a votare domenica, ma le operazioni elettorali si svolgono in più giornate.

Fisco: lista Falciani, oltre 700 indagati

Ansa, http://www.ansa.it, 12/01/2011

Anche Bulgari, Balestra, Valentino e Sandrelli

ROMA - Spuntano i nomi dei primi indagati, oltre 700, iscritti nel registro dalla Procura di Roma nell'ambito delle indagini sulla cosiddetta ''lista Falciani'', un elenco di vip italiani con i capitali in Svizzera stilata dall'omonimo ex dipendente della banca Hsbc in possesso del file.

Tra gli indagati spiccano i nomi degli stilisti Valentino e Renato Balestra, dell'attrice Stefania Sandrelli e del gioielliere Gianni Bulgari, secondo quanto riferiscono questa mattina alcuni quotidiani, tra cui il Corriere della Sera, la Repubblica, il Messaggero e il Mattino.

E' folta, tra gli indagati, la schiera degli stilisti, in cui compaiono anche Giuseppe Lancetti e Sandro Ferrone, ma non mancano attrici e soubrette, come Stefania Sandrelli (che avendo usufruito dello 'scudo' fiscale non dovrebbe essere piu' perseguibile) o Elisabetta Gregoraci, imprenditori come il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi, o societa' come Telespazio, colosso specializzato in armamenti e sistemi di difesa. Moltissimi nomi pero', appartengono a perfetti sconosciuti ai piu': tra questi, i proprietari di alcuni negozi del centro della capitale con un cospicuo fatturato.

E ancora, la principessa Fabrizia Aragona Pignatelli, Francesco D'Ovidio Lefebvre, Camilla Crociani, imparentata con Carlo di Borbone e figlia del noto uomo d'affari coinvolto nello scandalo Loockeed, gia' presidente della Finmeccanica, morto in Messico nel 1980. Gli oltre 700 indagati dalla Procura della Repubblica di Roma hanno domicilio fiscale nel Lazio. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Paolo Ielo contestano a tutti le accuse di omesse o incomplete dichiarazioni dei redditi per qualche centinaia di milioni di euro.

Nelle prossime settimane sara' verificata la loro posizione, soprattutto per accertare se abbiano gia' usufruito, o meno, dello 'scudo' fiscale. Qualcuno, poi, come il regista Sergio Leone, anch' egli in elenco, potrebbe risultare nel frattempo deceduto. La ''lista Falciani'', trafugata da un ex funzionario alla Hsbc e consegnata alle autorita' francesi dopo alcuni vani tentativi di vendita al miglior offerente, comprende, oltre a molti soggetti esteri, 5.595 cittadini e 133 societa' italiane, ed e' aggiornata alla fine del 2006. Il totale dei depositi occultati al fisco ammonta a 5 miliardi e mezzo di euro, tutti depositati presso la filiale di Ginevra della banca inglese Hsbc.

Rehn: ''Fondo salva-stati va rafforzato''

Ansa, http://www.ansa.it, 12/01/2011

Pil 2010 Germania +3,6%

BRUXELLES - ''Rafforzare la capacita' di prestito'' del Fondo salva-Stati, nato per soccorrere i Paesi della zona euro in difficolta' a causa della crisi dei debiti sovrani, e ''ampliare il suo raggio di azione''. A chiederlo per per la prima volta e' il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, in un suo intervento sulle pagine del Financial Times. Fino ad oggi la Commissione Ue aveva sempre smentito le voci su un possibile aumento delle risorse dello European financial stability facility (Efs), attualmente dotato di 440 miliadi di euro, gia' attivato alla fine del 2010 per aiutare l'Irlanda.

''Dobbiamo assicurare che i meccanismi di sostegno finanziario messi in campo lo scorso maggio siano adeguati per raggiungere i loro obiettivi'', afferma Rehn, sottolineando come per questo motivo ''l'effettiva capacita' di prestito dell'attuale European financial stability facility dovrebbe essere rafforzata e il suo raggio di azione ampliato''. Per il guardiano dei conti pubblici europei e' quindi necessario ''rivedere tutte le opzioni per quel che riguarda la taglia e il campo d'azione dei nostri meccanismi di protezione, non solo per quelli attuali, ma anche per il meccanismo di stabilita' permanente'', al cui funzionamento si sta lavorando da tempo e che dovrebbe entrare in vigore a meta' del 2013. Negli ultimi giorni - con l'acuirsi della crisi dei debiti sovrani che mette a rischio Paesi come Portogallo, Spagna e Belgio - si erano nuovamente intensificati i rumors secondo cui la Ue starebbe lavorando ad un aumento delle risorse dell'attuale Fondo salva-Stati. Un rafforzamento fortemente richiesto negli ultimi mesi dall'Fmi e dalla Bce, ma che finora ha incontrato alcune resistenze, soprattutto da parte della Germania. Tra le ipotesi circolate nelle ultime ore, non solo un incremento della dotazione del Fondo (l'Fmi aveva proposto un raddoppio a 880 miliardi di euro, impegnandosi a sua volta ad un raddoppio del suo contributo al meccanismo, attualmente di 250 miliardi), ma anche una modifica delle regole per permettere tassi di interesse piu' bassi sui prestiti concessi ai Paesi in difficolta', ritenuti dai piu' troppo elevati. Per questo si starebbe pensando anche alla possibilita' che l'Efs possa acquistare direttamente titoli pubblici sul mercato secondario, come avviene per la Bce. A questo punto e' molto probabile che la questione venga affrontata nel corso della riunione dell'Eurogruppo in programma lunedi' sera, seguita martedi' mattina da quella dell'Ecofin.

GERMANIA: PIL 2010 +3,6%, IN LINEA CON STIME - Nel 2010 la Germania ha segnato una crescita del 3,6% contro il -4,7% dell'anno precedente. Lo ha comunicato l'ufficio di Statistica tedesco in una nota citata da Bloomberg. Si tratta della crescita economica piu' forte dall'unificazione tedesca. Il dato e' in linea con le previsioni degli economisti.

Il deficit di bilancio della Germania nel 2010 si e' attestato al 3,5% del Pil mentre le esportazioni hanno segnato un rialzo del 14,2%. Le importazioni sono cresciute del 13% e la disoccupazione e' calata di 262.000 unita'. Per il 2011 e il 2012 la Bundesbank stima una crescita rispettivamente del 2 e dell'1,5%, con l'export che continuera' ad ''essere il motore della crescita tedesca''.

Venduto ritratto Mao con 'spari' Warhol

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/01/2011

2.40 Il ritratto di Mao Tse-Dong dipinto da Andy Warhol è stato venduto all'asta a New York per 302 mila dollari. La tela apparteneva a Dennis Hopper, regista di "Easy Rider", e portava due fori provocati da proiettili sparati dallo stesso Hopper, che durante una "nottata selvaggia" aveva scambiato il quadro con il vero Mao. Hopper aveva poi mostrato il dipinto a Warhol, e i due avevano concordato di considerare l'opera una "collaborazione". Ignota l'identità del compratore.

Australia: Brisbane fantasma, piena devastante

Ansa, http://www.ansa.it, 12/01/2011

Sono ora almeno 22 le persone uccise dal maltempo dalla fine di novembre mentre circa 50 risultano ancora disperse

SYDNEY - La piena ha inondato Brisbane. "La città andrà a dormire stanotte e si risveglierà domattina davanti a uno scenario che molti non hanno mai visto in vita loro. Dobbiamo prepararci ad affrontare immagini di luoghi che conosciamo bene, completamente allagati", ha detto questa sera la premier del Queensland Anna Bligh nel fare il punto della devastante inondazione, che dopo aver sommerso gran parte del nordest del continente ha iniziato a ricoprire la capitale dello stato, terza città d'Australia con due milioni di abitanti. Il centro della città, sede degli affari, degli edifici pubblici e dei negozi, ha un aspetto spettrale. L'accesso è stato chiuso a tempo indefinito, è interrotta la trasmissione di elettricità e gli uffici sono chiusi, compreso il Consolato d'Italia. La maggior parte delle strade sono interrotte e i residenti circolano in kayak o barche a remi. Migliaia di persone sono state costrette ad evacuare dai sobborghi meno elevati, mentre la piena del fiume Brisbane raggiungeva i 4,5 metri. Il fiume è un enorme torrente vorticoso, con automobili, barche, pontoni e altri detriti spazzati via verso il mare, mentre le acque fangose inondano le aree pianeggianti. La corrente ha trascinato via per intero anche un popolare ristorante sul lungofiume. Il culmine della piena è previsto per l'alba di domani e l'ufficio meteorologico in serata ha ridotto il livello previsto dai temuti 5,5 metri a 5,2 metri, poco meno della storica alluvione del 1974 che mise in ginocchio la città. Per domattina si prevede che quasi 20 mila case saranno inondate a Brisbane e altre 3000 a Ipswich (170 mila abitanti), 40 km a ovest.

Il livello dell'acqua secondo le previsioni si manterrà alto fino a sabato, ma molti non potranno tornare alle loro case per diversi giorni ancora. Circa 3600 persone si sono rifugiate nei centri di evacuazione e il loro numero si prevede salirà fino a 6500. A Brisbane c'é una comunità italiana, ma al momento non risulta che ci siano vittime o feriti tra i nostri connazionali, secondo quanto ha reso noto la Farnesina. Il consolato, che è nella zona inondata, è chiuso, ma è stato attivato un numero telefonico di emergenza. Il bilancio delle vittime accertate degli ultimi giorni è salito a 12, dopo il rinvenimento di due corpi nella valle del Lockyer a monte di Brisbane, dove uno 'tsunami interno' aveva sommerso la cittadina di Toowoomba e centri isolati. Un bilancio destinato a salire con il procedere delle ricerche. Sono ora almeno 22 le persone uccise dal maltempo dalla fine di novembre mentre il numero dei dispersi è sceso a 43, fra cui nove per cui si nutrono gravi timori. Una pausa del maltempo ha permesso oggi di avviare le operazioni di ricerca e soccorso con il supporto di elicotteri militari nella valle del Lockyer, dove si prevede di trovare altre vittime.

La premier del Queensland Anna Bligh, in una conferenza stampa a fianco del primo ministro australiano Julia Gillard, ha promesso che il governo guiderà lo stato attraverso la crisi. "Sarà molto dura per la comunità. Ci spezza il cuore in questo momento, ma non spezzerà la nostra volontà. Il Queensland sarà capace di riprendersi dalla devastazione", ha assicurato. Si moltiplicano intanto le offerte di aiuto da ogni parte del mondo, dall'Indonesia agli Usa, dall'Europa ai Paesi africani. "Siamo inondati da espressioni di sostegno da tutto il mondo, di offerte di assistenza materiale", ha detto oggi il ministro degli Esteri Kevin Rudd.

FARNESINA, AL MOMENTO NO ITALIANI COINVOLTI - Al momento, né le Autorità australiane, che da giorni stanno attuando un programma di soccorso e assistenza a largo raggio, né le Rappresentanze diplomatiche italiane, hanno registrato vittime o feriti italiani. Lo riferisce la Farnesina che, attraverso l'Unità di Crisi, è rimasta in costante contatto con l'Ambasciata d'Italia a Canberra e con il Consolato a Brisbane per verificare l'eventuale coinvolgimento di connazionali a seguito delle inondazioni occorse in Australia nello stato del Queensland.

La Farnesina riferisce inoltre che non sono giunte alla Sala Operativa dell'Unità di Crisi segnalazioni di italiani in pericolo in Australia.

La Farnesina consiglia ai connazionali che si trovano in Australia di evitare, per il momento, di recarsi - se non necessario - nelle zone interessate dalle alluvioni, compresa Brisbane e le zone di Toowoomba e di Rockhampton. E' quanto si legge sul sito Viaggiare sicuri del ministero degli Esteri. A coloro che si trovano nello stato del Queensland - prosegue l'avviso pubblicato oggi - si raccomanda di tenersi informati sulla situazione meteorologica attraverso i mass media locali, e di attenersi alle indicazioni diramate delle Autorità locali attraverso il sito http://www.emergency.qld.gov.au/emq/css/flood.asp. La Protezione Civile Australiana ha istituito una linea telefonica per informazioni ai residenti delle zone colpite (+611300993191) e, per informazioni aggiornate sulla situazione, il sito www.emergency.qld.gov.au/ses/. Altri numeri di emergenza - per chi si trovasse già in Australia - sono: Disaster Recovery Hotline: 1800 173 349; 1800 173 34; State Emergency Service: 132 500.

Giovedì 13 Gennaio 2011

Wikileaks:ponte Stretto?Regalo a mafia

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/01/2011

2.40 "La maggiore sfida allo sviluppo economico (in Sicilia, ndr) rimane la mafia, che potrebbe essere il principale beneficiario se il ponte sullo Stretto, di cui si parla da secoli, venisse costruito". Lo scrive J.P.Truhn, console generale Usa a Napoli, in un cablo del giugno 2009 pubblicato da Wikileaks. In un altro cablo, il diplomatico critica il Vaticano "per non assumere una forte posizione pubblica contro il crimine organizzato" e invita gli Usa a "cercare più cooperazione" dalla Chiesa sul fronte della lotta al crimine.

Venerdì 14 Gennaio 2011

Caso Ruby, Berlusconi indagato a Milano

Ansa, http://www.ansa.it, 14/01/2011

Pm: il premier avrebbe avuto rapporti sessuali con la giovane dal febbraio al maggio 2010

MILANO - Il premier Silvio Berlusconi è indagato per prostituzione minorile per aver avuto rapporti sessuali in cambio di denaro con la giovane marocchina Ruby. Ed é anche accusato di concussione per aver esercitato pressioni nei confronti dei funzionari della Questura di Milano per ottenere il 'rilascio' della ragazza, trattenuta negli uffici di polizia nel maggio scorso perché accusata di furto, e il suo affidamento alla consigliere regionale lombarda Nicole Minetti, in modo che la vicenda dei rapporti con la minorenne non emergesse.

E' la svolta nel 'caso Ruby', che è stata ufficializzata stamani con un comunicato della Procura di Milano. Iscritto nel registro degli indagati "in data 21 dicembre 2010", i magistrati della Procura di Milano gli hanno notificato un invito a comparire. Nella stessa inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e dal pm Antonio Sangermano, sono indagati anche il direttore del Tg4 Emilio Fede, Nicole Minetti e l'agente di spettacolo Lele Mora. Tutti e tre sono accusati in concorso di aver indotto alla prostituzione Ruby (ovvero Karima El Mahroug) tra il febbraio e il maggio dello scorso anno.

Nell'arco dello stesso periodo di tempo, secondo le indagini, Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali con la giovane, all'epoca 17enne, nella residenza di Arcore. Mora, Fede (ai due stamani è stata notificata un' informazione di garanzia, come comunicato dalla Procura) e la Minetti, inoltre, stando alle accuse, avrebbero gestito anche un giro di prostitute maggiorenni:a loro, infatti, viene contestata anche la violazione di alcune disposizioni della legge Merlin e, in particolare, l'aver indotto, favorito e sfruttato la prostituzione reclutando più prostitute.

Anche Ruby, che ora risiede in una comunità in provincia di Genova, è stata perquisita stamani. A quanto si è appreso, inoltre, gli investigatori si sono presentati anche nell'ufficio di Giuseppe Spinelli, storico uomo di fiducia e amministratore del patrimonio del premier, per eseguire una perquisizione, rinunciando però poi, pare, quando gli è stato opposto il fatto che gli uffici sono di pertinenza della segreteria politica di Berlusconi.

IN PC DI RUBY FOTO E FILMATI FESTE SARDEGNA - Foto digitali e i filmati custoditi nel pc che venne sequestrato il 28 ottobre scorso nella comunità-alloggio di sant'Ilario (Genova) dove viveva l'allora minorenne Kharima el Marhoug, alias Ruby Rubacuori, riguardavano alcune feste in Sardegna e sarebbero, secondo alcune indiscrezioni, stati acquisiti al fascicolo numero 55781/2010 del registro generale delle notizie di reato aperto dalla procura di Milano.

INFORMAZIONE GARANZIA A EMILIO FEDE E LELE MORA - E' stata notificata oggi un'informazione di garanzia a Emilio Fede e a Lele Mora. Per entrambi l'accusa è di violazione della Legge Merlin sulla prostituzione e di induzione alla prostituzione minorile. Lo ha reso noto la Procura della repubblica di Milano.

Emilio Fede e Lele Mora, secondo la procura, rispondono in concorso con Nicole Minetti di violazione di alcune disposizioni della legge Merlin sulla prostituzione e, in particolare, gli vengono contestati l'induzione, il favoreggiamento, il reclutamento e lo sfruttamento di più prostitute maggiorenni nel 2010. Inoltre, tutti e tre rispondono in concorso di induzione alla prostituzione minorile in relazione alla giovane marocchina Ruby, dal febbraio al maggio dello scorso anno. Nello stesso periodo di tempo, secondo l'accusa, Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali in cambio di denaro con Ruby, all'epoca minorenne.

PM FIORILLO, EVIDENTE CHE QUALCOSA NON ANDAVA - "Era evidente che c'era qualcosa che non andava, ed è per questo che ho chiesto chiarimenti al Csm". Il pm dei minori Annamaria Fiorillo, che era di turno la notte in cui Karima El Mahroug, detta Ruby, fu portata in questura e poi rilasciata, parlando con l'ANSA non entra nel merito degli sviluppi dell'inchiesta milanese che ha portato all'invito a comparire del premier Silvio Berlusconi, ma sottolinea come la sua iniziativa di rivolgersi al Csm fosse finalizzata a "preservare il ruolo di garanzia dell'autorità giudiziaria". Il magistrato, infatti, ha sempre sostenuto di non aver mai acconsentito, quella notte, che la ragazza fosse affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti, come sostenuto nelle relazioni della Polizia e anche dal ministro dell'Interno Roberto Maroni in Parlamento.

PERQUISIZIONI IN UFFICIO E CASA MINETTI - Perquisizioni sono state eseguite questa mattina, nell'ambito dell'indagine sul caso Ruby, nell' abitazione e negli uffici del consigliere regionale Nicole Minetti, indagata nell'inchiesta della procura di Milano.

Sempre da quanto si è saputo negli ambienti del Consiglio regionale lombardo, Nicole Minetti è giunta intorno alle 9 nel suo ufficio di via Filzi a Milano in compagnia degli agenti incaricati delle indagini provenendo, sembra, dalla sua abitazione. Nel suo ufficio sono stati sequestrati due computer, dopodiché la consigliera, a cui Ruby fu affidata la notte tra il 27 e 29 maggio scorso, ha lasciato il Consiglio regionale.

Nicole Minetti, come si evince dal comunicato diffuso dalla procura di Milano, è indagata per violazione della legge Merlin sulla prostituzione e per aver indotto alla prostituzione la giovane marocchina Ruby: induzione che sarebbe avvenuta nel periodo compreso tra febbraio e maggio scorsi, cioé lo stesso per cui il premier Silvio Berlusconi è indagato per aver avuto rapporti sessuali con la minorenne.

LEGALE RAGAZZA, DA OTTOBRE MAI SENTITA DA PM - "Da ottobre, cioé da quando io l'assisto, Ruby non è mai stata sentita dalla Procura". Lo ha detto l'avvocato Massimo Dinoia, legale della ragazza, maggiorenne dallo scorso primo novembre, al centro dell' inchiesta nella quale è indagato anche il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Il legale oggi ha anche parlato al telefono con la giovane, la quale, prima di ottobre dovrebbe essere stata interrogata come parte offesa dai magistrati milanesi almeno un paio di volte se non di più.

PM BRUTI, SEMPRE RISPETTO PRINCIPIO NON COLPEVOLEZZA - Il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, che ha firmato la nota diffusa oggi sull'indagine a carico del premier Silvio Berlusconi per la vicenda Ruby, precisa nello stesso comunicato di aver ritenuto "necessario" fornire alcune indicazioni, "in relazione a parziali e frammentarie notizie che sono state diffuse, al fine di una puntuale informazione, nel rispetto del principio costituzionale di non colpevolezza".

NON INDAGATI FUNZIONARI QUESTURA MILANO - Non ci sono appartenenti alle forze dell'ordine tra gli indagati per la vicenda Ruby. A quanto si apprende, nell'indagine non sono coinvolti i funzionari della questura milanese che la notte in cui la giovane marocchina venne fermata ricevettero la telefonata del Premier e affidarono la ragazza alla consigliera Minetti.

Benzina: ancora rialzi, sfonda 1,5 euro al litro

Ansa, http://www.ansa.it, 14/01/2011

Lo rileva Quotidiano energia. Questa mattina a muoversi sono state IP e Q8

ROMA - Proseguono gli aumenti sulla rete carburanti, con la benzina che sfonda quota 1,50 euro al litro. Questa mattina a muoversi sono state IP e Q8. E' quanto emerge dal monitoraggio di Quotidiano energia, precisando che oggi la media nazionale dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall'1,488 euro/litro degli impianti Eni all'1,5 di Tamoil (no-logo a 1,419 euro/litro).

IP, rimasta ferma negli ultimi due giri di rialzi, ha recuperato il ritardo facendo salire i prezzi raccomandati della benzina di 3 centesimi, del diesel di 2 centesimi e del Gpl di 1 centesimo. Q8 è avanzata di 1 centesimo sul solo gasolio. Gli aumenti non sono ancora stati del tutto assorbiti sul territorio, dove tuttavia si registra lo sfondamento a livello medio nazionale della soglia di 1,5 euro/litro sulla benzina per Tamoil (soglia già ampiamente superata nelle punte massime in alcune aree del Paese) e di 1,4 euro/litro per il diesel per Q8 e Tamoil ma solo in alcuni impianti del Su, Per il diesel si passa dall'1,373 euro/litro di Eni all'1,382 di Q8 (no-logo a 1,301). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,778 euro/litro di Shell e TotalErg allo 0,785 degli impianti IP (0,755 euro/l le no-logo).

ISTAT, A DICEMBRE BENZINA +9,9%, GASOLIO +14,5% - A dicembre i prezzi della benzina sono saliti del 9,9% (6,1% novembre) su base annua e del 2,5% su base mensile. Lo comunica l'Istat diffondendo i dati sull'inflazione e rivedendo leggermente al rialzo il dato tendenziale per la verde (al 9,9% dal +9,8%). I prezzi del gasolio per auto sono cresciuti del 14,5% (+10% a novembre) in termini tendenziali e del 3% sul piano congiunturale. Per quanto riguarda il gpl l'indice ha registrato un rialzo del 21,3% (+20,2% novembre) su base annua e del 6,5% su base mensile. Quanto al gasolio da riscaldamento a dicembre ha segnato un aumento del 14,3% e del 3,2% sul piano congiunturale.

A Mirafiori vincerà il sì, appoggiamo Marchionne'

Ansa, http://www.ansa.it, 14/01/2011

Berlusconi: al referendum prevarrà buon senso. Seggi riaperti fino alle 17, l'esito in tarda serata

ROMA - "Penso che vinceranno i sì con una percentuale piuttosto elevata e che quindi vincerà il buonsenso". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in collegamento con 'Mattino Cinque', a proposito del referendum di Mirafiori.

L'Italia è ancora uno dei primi paesi al mondo come forza economica e noi lavoriamo tutti i giorni, come governo, perché continui ad esserlo a pieno titolo, nella democrazia e nella libertà. E per questo appoggiamo Sergio Marchionne e sindacati che hanno un forte senso di responsabilità nazionale.

BERSANI, PREMIER NON HA TITOLI PER PARLARE DI MERCATO - "Berlusconi è l'ultimo che può parlare di mercato sia come imprenditore sia come capo del governo. La nostra posizione è chiarissima e non accetto lezioni da Berlusconi perché il mercato per essere libero deve essere libero da conflitti di interesse e posizioni dominanti e lui non è certo il paradigma". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani replica al premier Silvio Berlusconi che difende la sua posizione sull'accordo di Mirafiori e definisce ideologica "quella della sinistra

SACCONI DA BERLUSCONI A PALAZZO GRAZIOLI - Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi è appena giunto a Palazzo Grazioli per un incontro con il premier Silvio Berlusconi. Questa sera alle 19 nello stabilimento Fiat di Mirafiori si concluderanno le votazioni sul referendum indetto dal Lingotto. I risultati sono attesi per la tarda serata

SACCONI, SE VINCE 'NO' SITUAZIONE IRREVERSIBILE - Se al referendum di Mirafiori vincesse il 'no' "non è difficile prevedere una situazione sostanzialmente irreversibile il giorno dopo". Lo afferma il ministro del lavoro Maurizio Sacconi intervenendo a Radio Anch'io. Se vincesse il 'no', ha detto Sacconi, "é evidente che non verrebbe sconfessato soltanto Marchionne, ma anche l'accordo e quindi tutti i sottoscrittori dell'accordo, che sono la maggioranza delle organizzazioni sindacali in Fiat. E ragionevolmente verrebbe bruciato il tavolo negoziale. Non è difficile prevedere una situazione sostanzialmente irreversibile il giorno dopo". "Non occorre molto - ha proseguito - per immaginare che bruciato quel tavolo negoziale e bruciati quei soggetti negoziali non è che si aprirà un tavolo capace di determinare ugualmente quell'investimento pur così decisivo per l'intera filiera dell'auto italiana che ha in Torino il suo cuore pulsante". Il ministro non si è comunque sbilanciato in previsioni: "Non lo so - ha detto - I voti si contano alla fine". "Condivido la fiducia - ha aggiunto a proposito delle parole espresse dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi - Ma anche per rito scaramantico non dico cosa sarà". Sacconi, dopo le 13,30 è giunto a Palazzo Grazioli per un incontro con il premier.

CAMUSSO, BERLUSCONI D'ACCORDO A DELOCALIZZARE MEDIASET? - "Non commento più le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Vorrei sapere se per caso fosse disponibile al fatto che noi delocalizzassimo Mediaset e decidessimo così dei suoi interessi imprenditoriali", ha detto il leader della Cgil Susanna Camusso, parlando a Catania durante un incontro organizzato dal sindacato sul futuro dei giovani

RIPRESE LE OPERAZIONI DI VOTO - Dopo il voto dei lavoratori del turno di notte si sono aperti alle 7.30 tutti e nove i seggi per il referendum interno alle carrozzerie di Mirafiori sull'accordo del 23 dicembre scorso, cruciale per il destino della fabbrica. I seggi rimarranno aperti fino alle 13, quando verranno chiusi brevemente. Riapriranno alle 14.30 per il turno del pomeriggio che completerà il voto dei 5.431 aventi diritto, dei quali 453 impiegati. I seggi si chiuderanno alle 19.30, quando cominceranno a venire compilati i verbali in ogni seggio. Dopodiché comincerà il conteggio delle schede. Per le scorse elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie lo spoglio ha richiesto alcune ore. In questo caso si dovrebbe trattare di un'operazione più semplice avendo da conteggiare solo i sì e i no e non le preferenze per i delegati.

SINDACATI, OLTRE 3 MILA VOTI, SUPERATO QUORUM - E' stato superato il quorum per la validità del referendum sull'accordo del 23 dicembre sul futuro di Mirafiori. Per il turno del mattino è stato finora registrato il voto di 2.675 dipendenti che, sommati ai 384 del turno di notte, fanno superare quota 3 mila voti validi. "L'affluenza è altissima - afferma Eros Panicali, della segreteria nazionale della Uilm - e con questo dato il quorum del 50% più un voto perché il referendum, sia valido è stato superato". Il dato dei votanti non è definitivo per il turno del mattino e le percentuali di affluenza devono essere ancora calcolate sulla base dei dati di presenza nei reparti che deve comunicare l'azienda

VOTA 97,7% LAVORATORI TURNO NOTTE - Nel turno di notte allo stabilimento di Mirafiori della Fiat hanno votato per il referendum per l'accordo sul rilancio dell'impianto il 97,7% dei lavoratori presenti. Secondo quanto si apprende sono andati alle urne 384 lavoratori su 393 presenti.

Nel turno di notte hanno lavorato più persone rispetto alle stime iniziali, in quanto la produzione leggermente aumentata ha richiesto un numero maggiore di addetti. Di fronte ai cancelli di Mirafiori con le prime luci del mattino il clima è del tutto tranquillo ed è ancora scarsa la presenza di delegati e attivisti sindacali a sostegno delle diverse posizioni nel referendum. Tra molte bandiere colorate dei diversi sindacati e striscioni tutti contrari all'accordo lavorano solo le truppe televisive per le dirette delle diverse reti. A metà giornata è previsto il cambio turno dei lavoratori del mattino che stanno votando nei nove seggi allestiti per loro.

COMINCIATA SUSPENSE VOTO - Il momento della verità è arrivato. Ventun giorni dopo l'accordo per il futuro di Mirafiori (firmato da Fismic, Fim, Uilm, Ugl e Associazione Quadri, ma non dalla Fiom), è scoccata l'ora X che chiama i 5.431 addetti delle Carrozzerie a esprimere il loro parere nel referendum in fabbrica. Sono in gioco investimenti per un miliardo di euro, la creazione della nuova società, la newco tra Fiat e Chrsyler che prevede la produzione di Suv di lusso che, a regime, dovrebbe raggiungere i 250-280 mila veicoli all'anno.

In un clima di forti tensioni e di estrema attenzione da parte di tutto il Paese, nelle Carrozzerie di Mirafiori le urne sono state aperte alle 22 di ieri sera, all'inizio dell'ultimo turno nel quale sono impegnati 180 lavoratori. La Commissione elettorale ha deciso di aprire una sola delle 9 urne allestite nello stabilimento. Oggi saranno aperte tutte e toccherà a tutti gli altri operai (in tutto 5.431); alle 17 si chiuderanno i seggi, nella tarda serata arriveranno i risultati. L'allestimento dei seggi è stato seguito con cura meticolosa, un centinaio di persone vigileranno affinché tutto si svolga regolarmente fino allo spoglio di questa sera e alla proclamazione dei risultati.

Il quesito referendario è molto semplice: "Approvi l'ipotesi di accordo del 23 dicembre?". In realtà, dietro quella semplice frase si nascondono tutti i punti dell'intesa, dai 18 turni di lavoro alle pause, dagli straordinari alla rappresentanza sindacale, dalla mensa ai provvedimenti in caso di assenza dal lavoro che in questi giorni sono stati oggetto di accesissime discussioni. Che per alcuni sono "il nuovo sistema di relazioni industriali" in linea con i tempi; per altri "il peggioramento delle condizioni di lavoro".

Un pube per ogni mese, è bufera su Toscani

Ansa, http://www.ansa.it, 14/01/2011

Ministero Pari opportunità contro calendario. Autore: era volgare quello della Carfagna

FIRENZE - Il calendario di Oliviero Toscani, con 12 scatti di pube femminile, non potra' essere ulteriormente pubblicizzato. E' questo, in estrema sintesi, il pronunciamento dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) che si e' espresso oggi, su istanza della commissione Pari opportuinita' del Comune di Firenze e al quale si e' rivolto anche il ministero per le Pari opportunita'. Il calendario di Toscani era stato commissionato a scopo pubblicitario dal Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale di Ponte a Egola e distribuito insieme al numero di gennaio della rivista Rolling Stone.

TOSCANI: CALENDARIO CARFAGNA ERA VOLGARE, NON IL MIO - ''Il calendario della Carfagna era proprio volgare, non il mio. Avrei dovuto farglielo io e allora sarebbe diventata piu' bella, sarebbe diventata primo ministro e non solo ministro delle Pari opportunita'...''. Oliviero Toscani, al culmine delle polemiche per il suo calendario con 12 scatti di un pube femminile, non sembra turbato, ne' indignato, ne' preoccupato. Parlando con i giornalisti prima del dibattito su 'Forza della Natura, incontro sulla Femmina', Toscani ha definito le critiche che sono state rivolte al suo calendario ''battaglie di retroguardia''. Il celebre fotografo e' intervenuto anche per contestare il pronunciamento di oggi dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria. ''Questo istituto e' una corporazione privata, come la mafia - ha detto Toscani -. Non mi interessa, e' un istituto che appartiene ad un gruppo di pubblicitari che vogliono che tutto sia piatto, cosi' almeno non si devono impegnare tanto. Io non ho niente a che fare con loro, io non sono un pubblicitario. Qui la giustizia ufficiale non c'e', non ci sono i carabinieri, non c'e' nulla''. Toscani ha aggiunto di non aver mai pensato ''all'accostamento tra il corpo femminile e ad un animale scuoiato''. ''E' trent'anni - ha detto - che voglio fare un calendario cosi' e finalmente ho trovato qualcuno che l'ha fatto. Non e' che la Fiat abbia bisogno della donna con i tacchi alti per la sua pubblicita'. Allora, in questo caso, perche' nessuno si lamenta? L'abbinamento con il prodotto non c'entra niente. Bisogna essere malati per dire una cosa cosi': che questi personaggi vadano dal dottore a farsi curare''. Toscani ribadisce di aver sempre provato ''fastidio'' per l'uso del corpo femminile nella pubblicita'. ''I corpi - ha concluso - li fanno diventare cosi' magri perche' i vestiti vadano bene. Quale associazione femminile si e' mai alzata contro gli stilisti e contro chi abusa del corpo femminile?''.

SGARBI: E' UN SOGGETTO CLASSICO - ''Il calendario di Oliviero Toscani e' all'antica, il soggetto che e' ha scelto e' classico. Non capisco perche' Mara Carfagna e le femministe si sono scandalizzate, si tratta di una parte comune del corpo, non ce l'hanno anche loro?''. Lo ha detto oggi Vittorio Sgarbi, intervenendo a Pitti Uomo e riferendosi alle polemiche di questi giorni sul calendario con dodici scatti di pube femminile.

Papa: 'Crisi terreno fertile per mafie'

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2011

13.13 "Le tensioni sociali provocate dalla crisi vengono sfruttate dalla criminalità organizzata, per proporre attività illecite". E' la denuncia del Papa, durante un incontro con gli amministratori del Lazio. "Si faccia ogni sforzo per promuovere l'occupazione dei giovani, indispensabile per dar vita a nuove famiglie", ha auspicato Benedetto XVI, che è tornato sul tema delle "unioni di fatto". "Penalizzano le coppie sposate, che invece -ha concluso- hanno bisogno di sostegno, anche per combattere l'aborto".

Sacconi:col no situazione irreversibile

Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2011

12.11 Se al referendum di Mirafiori vincesse il 'no' "non è difficile prevedere una situazione sostanzialmente irreversibile il giorno dopo". Così il ministro del Lavoro, Sacconi, a Radio Anch'io". Per Sacconi,"è evidente che non verrebbe sconfessato soltanto Marchionne, ma anche l'accordo e quindi tutti i sottoscrittori dell'accordo,che sono la maggioranza delle organizzazioni sindacali in Fiat" e "verrebbe bruciato il tavolo negoziale" che prevede "quell'investimento così decisivo per la filiera dell'auto che ha in Torino il suo cuore".

Premier: decisione non influisce su governo

Ansa, http://www.ansa.it, 14/01/2011

Berlusconi commenta la sentenza di ieri sul Legittimo impedimento: governo andrà avanti

ROMA - "Le decisioni della Consulta sono assolutamente ininfluenti, il governo andrà avanti perché l'Italia ha bisogno di tutto tranne che di elezioni anticipate". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in collegamento con 'Mattino Cinque'.

Devo dire che non mi aspettavo nulla di diverso, ricordo che il legittimo impedimento "non l'ho chiesto io: la sentenza non ha demolito l'impianto della legge, ha riconosciuto che il legittimo impedimento è giusto e necessario per chi svolge attività di governo".

Con la decisione della Consulta "sono state 'tipizzate'" alcune fattispecie "cioé si è indicato nella legge che per esempio presiedere il Consiglio dei ministri è un impedimento legittimo, così come presiedere una riunione internazionale è legittimo impedimento. E quindi da questo punto di vista la sentenza ha migliorato la situazione precedente". Ha spiegato il premier.

Dal gruppo dei 'responsabili' nascerà la 'terza gamba' della maggioranza che sosterrà l'azione del governo. Lo ha affermato Berlusconi ribadendo che il suo esecutivo non sarà influenzato dalla sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento.

Ci sono in formazione dei gruppi di deputati - ha detto Berlusconi - che hanno capito la situazione e che erano prima in altri partiti e che adesso hanno deciso di mettersi insieme dando vita a dei gruppi, uno alla Camera e uno al Senato, chiamati di 'responsabilità nazionale' con l'intenzione di diventare la 'terza gamba' del governo e quindi di far parte della maggioranza.

Lo sanno tutti che è in atto una persecuzione politica da parte dei magistrati di sinistra che si appoggiano sulla sinistra politica; i miei "sono processi assolutamente inventati, ridicoli, grotteschi", ma se "nei collegi giudicanti ci saranno soltanto giudici di sinistra andrò in televisione e sui giornali e spiegherò a tutti di cosa si tratta". Non credo, ha aggiunto Berlusconi, "che si possano trovare giudici così pregiudizialmente orientati dal punto di vista politico che oseranno dare una condanna su fatti che non esistono".

L.IMPEDIMENTO 'SVUOTATO' DA CONSULTA, DECIDE GIUDICE

di Silvia Barocci

Con un verdetto frutto di mediazione, la Corte costituzionale ha di fatto svuotato e indebolito il 'legittimo impedimento', la legge nata su idea dell'Udc per mettere al riparo il premier Berlusconi, almeno fino al prossimo ottobre, dalla ripresa dei tre processi a suo carico (Mills, Mediaset e Mediatrade). Senza arrivare a una bocciatura secca dello 'scudo' su cui, prima della sospensione per il pranzo, stavano per convergere 8 giudici contro 7, la Corte ha aggirato l'ostacolo ponendo un alto argine all'indeterminatezza e all'automatismo della legge e riaffermando che, come oggi già accade per gli imputati comuni, deve essere il giudice a "valutare in concreto" l'impedimento addotto dal premier prima di rinviare l'udienza. In altre parole, saranno gli stessi giudici di Milano da cui il premier si sente perseguitato a decidere se un consiglio dei ministri, una missione internazionale o qualsiasi altra attività governativa indicata dalla legge come impedimento (incluse quelle "preparatorie, consequenziali" e "coessenziali" alle funzioni di governo) sia realmente indifferibile nella sua concomitanza con l'udienza. Ciò su cui d'ora innanzi Berlusconi non potrà più contare è l'obbligo per il giudice di rinviare l'udienza fino a sei mesi nel caso in cui Palazzo Chigi certifichi che l'impedimento è continuativo. Tutta questa parte della legge - prevista dal comma 4 - è stata infatti cancellata dalla Corte per violazione degli articoli 3 (principio di uguaglianza di fronte alla legge) e 138 della Carta (necessita" di una norma costituzionale). Ma l'intervento della Consulta è stato un ampio lavoro di 'taglia e cuci'. La legge è stata infatti in parte bocciata (il comma 4, appunto), in parte interpretata (il comma 1) e in altra parte manipolata (il comma 3) con una sentenza additiva. Per comprendere il reale danneggiamento dello 'scudo' del premier toccherà attendere le motivazioni che il giudice relatore della causa, Sabino Cassese, dovrà mettere nero su bianco e far votare nuovamente al collegio in una delle prossime camere di consiglio (la prima è quella del 24 gennaio). E scrivere le motivazioni non sarà facile visto che, in ambienti di Palazzo della Consulta, c'é chi già definisce la decisione della Corte frutto di un compromesso tradotto in un bizantinismo. Il premier Berlusconi detta la linea nell'astenersi dall'attaccare - almeno stavolta - la Consulta e nel definire la decisione un "compromesso accettabilé: i suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo esprimono pertanto soddisfazione perché secondo la Corte è "valido ed efficace" l'impianto della legge, specie nella tipizzazione degli impedimenti; il Guardasigilli Angelino Alfano enfatizza il riconoscimento del principio secondo cui "l'esercizio della giurisdizione deve tenere conto della funzione di governo". Il pericolo però che i giudici di Milano, una volta lette le motivazioni della sentenza della Corte, possano non concedere i rinvii delle udienze chiesti da Berlusconi è concreto. In tal caso i suoi legali avrebbero comunque un'arma di riserva che sarebbe stata loro vanificata nel caso di bocciatura in toto della legge: far sì che il Parlamento sollevi conflitto tra poteri con la magistratura di Milano dinanzi alla Corte Costituzionale. Passerebbero altri mesi. E ai giudici della Consulta tornerebbe una 'palla avvelenata'. L'ennesima, in un collegio perennemente in bilico perché diviso. Il presidente Ugo De Siervo (eletto il mese scorso per un solo voto in più) avrebbe lavorato con il relatore Cassese alla mediazione che nel pomeriggio ha fatto virare l'orientamento del collegio da una bocciatura totale a una parziale. Da uno schieramento di 8 contro 7, i giudici sono passati a esaminare lo 'scudo' comma per comma, con votazioni che di volta in volta sono state di nove contro sei, dieci contro cinque e, infine, undici contro quattro.

Brasile: alluvioni e frane, oltre 500 morti

Ansa, http://www.ansa.it, 14/01/2011

RIO DE JANEIRO - Continua a piovere nel centro-sud del Brasile, gli smottamenti di terreno si moltiplicano e le inondazioni aumentano, mentre il conteggio delle vittime e' arrivato a 508 morti, secondo varie Tv, e gli sfollati, secondo i giornali on line, sono 13 mila. Isolati i circa 20 mila abitanti della cittadina di Sao Jose' di Vale do Rio Preto, a 40 km da Teresopolis

La zona piu' colpita e' quella della 'serra' dello stato di Rio de Janeiro, la zona montuosa tutt'attorno alla citta' del Pan di Zucchero, che gia' all'epoca coloniale era zona di villeggiatura per l'imperatore Don Pedro II e l'imperatrice Teresa Cristina di Borbone (nata a Napoli), che danno il nome alle due delle cittadine piu' colpite, Teresopolis e Petropolis. A Teresopolis le vittime confermate sono 223, a Petropolis 39, a Nova Friburgo 225: sono le localita' piu' colpite perche' situate in zone impervie, dove gli smottamenti di terreno si trasformano in valanghe di fango, rocce e detriti che seppelliscono tutto a valle, e perche' sono localita' di villeggiatura cresciute del 40% negli ultimi anni in modo selvaggio, senza un piano urbanistico e controlli adeguati.

Le precipitazioni di quest'anno sono particolarmente violente e soprattutto molto prolungate, giorni e giorni di seguito di piogge forti (che si protrarranno, secondo i metereologi, ancora per vari giorni): ma sono le stesse piogge d'estate (australe) che avvengono puntualmente tutti gli anni in questo periodo nel centro e sud del Brasile. Eppure tutti gli anni provocano catastrofi: l'anno scorso, a un centinaio di chilometri dalla zona colpita in questi giorni, proprio nella notte di Capodanno, vari smottamenti di terreno seppellirono 53 persone nell'area di Angra dos Reis, e in aprile una serie di frane provocarono la morte di oltre 300 persone a Niteroi e nel Morro do Bumba. ''Sembravano le immagini dello tsunami in Indonesia'', ha commentato in televisione un uomo che e' sopravissuto per miracolo a Teresopolis dopo aver visto a tempo l'onda di fango carica di case e alberi abbattuti venirgli addosso a 60 chilometri all'ora. Le Tv oggi hanno proposto anche il filmato di uno straordinario salvataggio di cui e' stata protagonista una donna che, con una corda, e' stata tirata via dal terrazzo della sua casa mentre una gigantesca frana stava per travolgerla. Una tragedia scampata a meta' perche' il cane della signora Ilair Pereira de Souza, Beethoven, invece e' stato travolto dalla massa di acqua e di fango. Il governatore dello stato di Rio, Sergio Cabral, ha chiesto l'intervento delle Forze armate dopo aver sorvolato assieme alla nuova presidente brasiliana, Dilma Rousseff, la zone piu' colpite. La Rousseff ha percorso le vie allagate di Nova Friburgo e si e' incontrato con i superstiti dell'inondazione. L'intervento delle forze dell'ordine sara' necessario non solo per coadiuvare gli sforzi dei soccorritori e della Croce Rossa, ma anche per evitare saccheggi nelle localita' e nei quartieri che le autorita' hanno fatto sfollare come misura preventiva.

Gli sfollati nello stato di Rio sono gia' 13 mila e il numero e' destinata a salire con i crolli e i nuovi smottamenti di terreno che i tecnici prevedono per le prossime ore.

Il salone della moda Fashion Rio, in corso a Rio de Janeiro, ha reso omaggio oggi alla stilista carioca Daniela Conolly, di 39 anni, morta con tutti i suoi cari nella casa di famiglia a Itaipava, sempre nella 'serra' di Rio. Tragedie analoghe, anche se in misura minore, hanno colpito anche gli stati di San Paolo e Minas Gerais, dove decine di comuni sono sommersi da inondazioni e hanno decretato lo stato d'emergenza.