DEI RICCHI

2010 - Dicembre - Settimana 1

Indice dei giorni


01/12/2010 * 02/12/2010 * 03/12/2010 * 04/12/2010 * 05/12/2010 * 06/12/2010 * 07/12/2010 *

Mercoledì 1 Dicembre 2010

Non puo' diventare prete, diacono suicida

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2010

Vescovo: per Santa Sede non maturo

ORVIETO (TERNI) - Ha spiegato di essersi suicidato per il diniego a diventare sacerdote il diacono Luca Seidita, trovato morto ieri sera ad Orvieto. Lo ha lasciato scritto lui stesso in una lettera lasciata nella sua camera presso la curia orvietana. A renderlo noto e' stato il procuratore di Orvieto Francesco Novarese. La lettera e' stata scritta al computer, ma secondo gli inquirenti non ci sono dubbi che l'autore sia stato il diacono. Nessuna incertezza - ha confermato il procuratore - anche sul fatto che Seidita si sia suicidato. ''Volevo diventare sacerdote e tutta la mia vita e' stata dedicata a questo, ma mi e' stato negato'', cosi' il diacono ha sintetizzato il motivo che lo ha indotto a togliersi la vita. Sottolinea di essere ''fragile'' e chiede che le persone in terra preghino per lui e che il Signore lo perdoni il diacono Luca Seidita che si e' suicidato ieri ad Orvieto. Lo scrive nella lettera lasciata per spiegare il suo gesto. Seidita - secondo quanto si e' appreso stamani - ringrazia il vescovo di Orvieto chiamandolo ''padre Giovanni'' e chiede di essere sepolto a Matino, dove vuole essere portato dai genitori. Questi sono arrivati stamani ad Orvieto ed hanno subito incontrato il vescovo, mons. Giovanni Scanavino. Nella lettera Seidita fa anche riferimenti - sempre secondo quanto si e' appreso - a una distinzione tra Chiesa e istituzioni, tra uomini e religione. E' comunque cosciente - emerge dalle sue parole - che il Vangelo non giustifica il suicidio.

IL VESCOVO: PER LA SANTA SEDE NON ERA MATURO - Secondo la Santa Sede il diacono Luca Seidita ''non era maturo'' per diventare sacerdote. Lo ha detto stamani il vescovo di Orvieto, mons. Giovanni Scanavino, parlando di ''divergenze di valutazione'' con i dicasteri romani. ''Per me era pronto a diventare prete'', ha sottolineato mons. Scanavino.

VESCOVO, PROBLEMI AMICIZIE, NON RISULTA GAY - Ci sarebbero stati problemi legati alle sue amicizie alla base dell'esclusione di Luca Seidita da alcuni seminari. Lo ha detto stamani il vescovo di Orvieto, mons. Giovanni Scanavino, escludendo di essere mai stato a conoscenza che il diacono fosse omosessuale. Ne' un tale aspetto - ha aggiunto il vescovo - emerge dai documenti in possesso dei seminari che Seidita ha frequentato. ''Nel periodo trascorso a San Venanzo - ha spiegato il presule - il diacono aveva recuperato voglia nello studio e di fare''. Il vescovo ha quindi nuovamente escluso di avere notato qualcosa di insolito nel comportamento del giovane nel periodo trascorso con lui. Il procuratore della Repubblica di Orvieto, Francesco Novarese, ha riferito che Seidita non ha mai avuto problemi con la giustizia.

VESCOVO, RINVIO PER LUI UN DRAMMA ASSOLUTO - Per Luca Seidita la notizia che la sua ordinazione sacerdotale prevista per il 7 dicembre era stata rinviata per intervento della Santa Sede e' stata ''un dramma assoluto''. Lo ha spiegato oggi il vescovo di Orvieto, mons. Giovanni Scanavino, sottolineando di avere cercato di rassicurare il giovane. Al diacono la notizia e' stata notificata lunedi' pomeriggio con un fax della Nunziatura. Ieri quindi insieme al vescovo - secondo quanto riferito da quest' ultimo - si e' quindi recato alla congregazione dei vescovi ricevendo pero' una nuova risposta negativa. ''Cosa ho fatto? Ditemi che cosa ho fatto...'', sono state le parole con le quali Seidita ha accolto la prima notizia della sospensione della sua nomina a sacerdote. Mons. Scanavino ha parlato del diacono come di un ''ragazzo gioviale, aperto ed estremamente sensibile''. ''Voleva fare il prete a tutti i costi - ha sottolineato il vescovo - perche' e' l'ideale che aveva sempre perseguito''. Seidita, che ha altri tre fratelli, due settimane fa aveva perso il padre, morto al termine di una lunga malattia. Stamani a Orvieto si e' recata quindi la madre insieme ad alcuni familiari. Il feretro dovrebbe lasciare Orvieto per la Puglia domani dopo una breve cerimonia religiosa.

Obama chiama l'antiterrorismo contro WikiLeaks

Rainews24, http://www.rainews24.it, 01/12/2010

Task force per ristrutturare la condivisione di informazioni

Si chiama Russell Travers l'uomo che dovra' impedire un nuovo caso WikiLeaks e ridurre il danno provocato dalle ultime rivelazioni.

Travers e' attualmente vice direttore del centro informativo dell'antiterrorismo. Secondo quanto comunicato dalla Casa Bianca, "preparerà ed applicherà le riforme strutturali la cui necessità è stata messa in luce dalle fughe di notizie di Wikileaks".

Un sistema di condivisione delle informazioni creato fra vari Dipartimenti statunitensi all'indomani degli attentati dell'11 settembre viene ritenuto parzialmente responsabile dell'accaduto: secondo gli esperti del Pentagono avrebbe infatti facilitato la fuga di notizie.

Masdar City, ad Abu Dhabi la citta' del futuro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2010

Masdar City, ad Abu Dhabi la citta' del futuro 01 dicembre, 22:49 L'arrivo a Masdar City e' un tuffo nel futuro

Masdar City, ad Abu Dhabi la citta' del futuro

L'arrivo a Masdar City è già un tuffo nel futuro. Off limits per le vecchie auto a benzina, la cittadella ecosostenibile in mezzo al deserto di Abu Dhabi si raggiunge a bordo di piccole capsule elettriche senza conducente e senza rotaie: basta premere il tasto play sul monitor e si arriva, quattro persone alla volta, nei sotterranei dell'innovativo centro urbano e di ricerca per le energie rinnovabili.

La città copre un'area di 6 km quadrati, di cui 210 mila metri quadrati destinati al più grande impianto fotovoltaico della regione con una capacità 10 megawatt, anche se Masdar City ne consuma al momento solo la metà. L'eccedenza di energia elettrica viene dirottata verso Abu Dhabi, immersa nell'aria condizionata, anche quando non serve, e nel lusso sfrenato.

Quella di Abu Dhabi è una società che consuma moltissimo, ma è anche lungimirante, visto che prima o poi il petrolio finirà, e per questo punta su Masdar per assicurarsi in futuro l'energia rinnovabile, spiega Erik Casagrande, di Godaga Sant'Urbano (Treviso), unico ricercatore italiano del Masdar Institute, l'università che, in collaborazione con il Mit di Boston, si propone di diventare centro di avanguardia nel mondo per le tecnologie sostenibili. Qui si sfruttano il sole e il vento del deserto, i rifiuti vengono riciclati, mentre l'architettura della cittadella riprende l'antica saggezza delle medine mediorientali per ripararsi dal caldo.

Una gigantesca torre del vento spinge un costante flusso d'aria fresca all'interno degli edifici, anche quando d'estate la temperatura supera i 50 gradi, mentre giochi di specchi e vetrate consentono di avere ovunque luce naturale. Gli Emirati arabi vogliono "andare oltre la dipendenza dal petrolio e fare la propria parte nel ridurre le emissioni inquinanti", dichiara Mohammed al Fardan, Department Manager del progetto finanziato dal fondo sovrano Mubadala di Abu Dhabi. Ma dietro le sue parole non c'é alcuna ideologia ambientalista: la ricca e spendacciona Abu Dhabi ha soltanto capito che la ricerca e l'energia pulita rappresentano, al pari del petrolio, un'opportunità di grande business nel mondo.

Stiamo guardando molto ad alcune aziende italiane per possibili investimenti, dice Erik C. Martel, Investment manager di Masdar Venture Capital. "Ci sono dei contatti, non posso dire con chi, ma - avverte, o forse lancia un messaggio - siamo interessati alle bioenergie e, soprattutto, ai rifiuti".

A Masdar City il sogno di un mondo ecosostenibile è già realtà, e la città ha già un cuore che batte. Nei sei edifici del Masdar Institute studiano 88 giovani di 22 Paesi diversi (c'é anche uno studente trentino) e nei prossimi 5 anni diventeranno 500. Nella piazzetta alberata, tra palazzi rossi, fontane e strutture ipermoderne, bevono caffé e chiacchierano. Prima di rituffarsi nel loro investimento, il futuro.

Wikileaks, mandato d'arresto internazionale per Assange

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2010

Il fondadote del sito web annuncia nuovi documenti sulle banche Usa. E attacca la Clinton: 'dovrebbe dimettersi'

LIONE (FRANCIA) - L'Interpol ha annunciato di aver emesso un mandato d'arresto internazionale per Julian Assange, fondatore di Wikileaks, ricercato dalla Svezia nel quadro di un'inchiesta per "stupro ed aggressione sessuale".

L'Interpol ha reso noto di aver emesso un "avviso rosso" (red notice, mandato di cattura internazionale) per Assange, su richiesta della Svezia. La notizia è stata anche confermata alla France Presse da un portavoce dell'organizzazione internazionale di polizia. La "richiesta di arresto ai fini dell'estradizione" era stata ricevuta il 20 novembre, inviata dalla Svezia. Gli 'avvisi rossi' vanno ai 188 paesi che aderiscono all'Interpol, tra cui la Gran Bretagna, dove si ritiene risieda il 39enne australiano. Il 18 novembre, la giustizia svedese aveva emesso un mandato di cattura per Assange, che voleva interrogare, "sulla base di ragionevoli sospetti di stupro, aggressione sessuale e coercizione". I fatti contestati risalirebbero allo scorso agosto. Assange aveva fatto ricorso, ma il mandato era stato confermato da una corte d'appello. Oggi i suoi legali avevano portato l'appello alla Corte suprema di Stoccolma. L'indagine nasce da due incontri avuto con altrettante donne durante la sua visita in agosto in Svezia, dove l'ex avvocato aveva intenzione di far richiesta di residenza, con l'obiettivo di avere la tutela delle leggi svedesi sulla libertà di stampa per il suo sito Wikileaks. Secondo informazioni emerse in Svezia, le donne avrebbero raccontato che gli incontri sessuali, iniziati come consensuali, si erano trasformati in violenza. Assange ha respinto le accuse, lasciando intendere che le denunce sono il risultato di una campagna di fango orchestrata dagli Usa contro Wikileaks.

ROMA - Non si ferma il terremoto Wikileaks, con il creatore del sito Julian Assange che ora promette rivelazioni scottanti sulle banche e attacca il segretario di Stato Hillary Clinton sulla presunta attività spionistica contro funzionari stranieri all'Onu: se sarà dimostrato che è stata lei a dare l'ordine - dice - si dovrebbe dimettere.

''Ho i file riservati di una grande banca americana, li pubblico all'inizio dell'anno'', ha detto Assange al mensile americano Forbes, in un'intervista realizzata a Londra l'11 novembre scorso. Assange rivela di avere pronti altri documenti scottanti: ''Ho anche file della Russia, ma per ora non li pubblico'' ha detto. Intende pubblicare invece quelli di ''una grande banca americana''. Media americani hanno precisato che nel 2009 lo stesso Assange aveva dichiarato in un'altra intervista di essere in possesso di un hard drive di un manager della Bank of America. La Banca ha gia' smentito, precisando di non avere ''alcuna prova'' che Wikileaks sia in possesso dell'hard drive in questione.

Tuttavia Assange l'11 novembre scorso aveva detto a Forbes: ''All'inizio del prossimo anno una grande banca si trovera' rivoltata come un calzino. Decine di migliaia di suoi documenti verranno pubblicati su Wikileaks, al di la' delle richieste dei manager o altri avvertimenti''. "E' una grande banca americana?", ha chiesto Forbes ad Assange. ''Si'. Non vi diro' di piu'''. Ha aggiunto solo che la nuova pubblicazione ''esporra' i livelli esecutivi in un modo tale da stimolare indagini e riforme. Immagino''

Assange ha detto di volerlo fare per motivi etici. ''Non sono uno anti-sistema. Incasellarmi in una categoria economica o filosofica non sarebbe corretto...Ho abbastanza conoscenza della politica e della storia per sapere che il libero mercato rischia di finire in una situazione di monopolio se non si lavora per mantenerlo libero. Wikileaks e' nato con lo scopo di rendere il capitalismo piu' libero e etico''.

Assange ha parlato anche con la rivista Time: il fondatore di Wikileaks sostiene che alla luce degli ultimi documenti emersi il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, dovrebbe dimettersi. "Se può essere dimostrato che lei è responsabile dell'ordine dato a funzionari diplomatici americani di spiare all'interno delle Nazioni Unite, in violazione dei patti internazionali firmati anche dagli Stati Uniti, allora sì, lei dovrebbe dimettersi".

Dall'altra parte dell'oceano, intanto, Le Monde ha passato al setaccio documenti di interesse francese, da cui emerge l'ammirazione di Nicolas Sarkozy per l'ex presidente George W.Bush. Sedici mesi prima del voto presidenziale, il primo agosto del 2005, Sarko incontra l'ambasciatore Usa Craig Stapleton e il consigliere economico di Bush, Allan Hubbard, esprimendo ''la sua ammirazione per il presidente Bush''. L'allora ministro dell'Interno francese non esita a criticare la posizione diplomatica della Francia sull'Iraq. ''Sarkozy si e' lamentato delle controverse relazioni tra gli Usa e la Francia in questi ultimi anni - scrive il diplomatico - affermando che il ricorso di Chirac e Villepin al veto della Francia al consiglio di sicurezza (dell'Onu,ndr) contro gli Usa nel febbraio 2002 (sull'invasione in Iraq,ndr) e' qualcosa che lui non avrebbe mai fatto, una reazione ingiustificata ed eccessiva''.

Giovedì 2 Dicembre 2010

Gli alieni sono qui, in California

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/12/2010

La Nasa annuncia scoperta di microorganismo che si nutre di arsenico

L'alieno sulla Terra è un batterio, non viene dallo spazio, ma da uno degli ambienti più inospitali del nostro Pianeta, il Mono Lake, un lago dalle acque ricche di arsenico e sale, che si trova in California.

La scoperta, pubblicata su "Science", è stata annunciata dalla Nasa,dopo che era circolata la notizia dell'esistenza di forme di vita aliena sulla Terra.

Un gruppo di astrobiologi della Nasa ha coltivato in laboratorio alcuni batteri pescati nel lago. Li hanno "nutriti" aumentando la quantità di arsenico, fino a trasformarli in microorganismi.

Alieni tra noi

Il microorganismo ha la straordinaria capacità di sopravvivere all'arsenico, un elemento considerato incompatibile con la sopravvivenza di qualsiasi forma di vita sulla Terra.

L'incredibile scoperta - dicono i media britannici - concretizza la prospettiva che la vita possa esistere su altri pianeti dove non c'è fosforo nell'atmosfera. La scoperta, ovviamente, è tanto clamorosa quanto deludente.

Per i cacciatori di marziani, infatti, sapere che gli alieni sono già tra noi, già sulla terra ma sotto la misera forma di invisibili microbi rischia di essere poco eccitante. Eppure il timore, il clamore e l'ansia prendono corpo ugualmente, tra gli ufologi.

Ragionevole, del resto: i piccoli microbi potrebbero essere un'avanguardia aliena, i primi esploratori extraterrestri sulla superficie del pianeta verde. Il batterio resistente all'arsenico e capace di vivere senza fosforo è stato ritrovato nel Mono Lake, uno dei laghi del parco nazionale Yosemite in California.

Camusso:subito manovra con patrimoniale

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 02/12/2010

22.16 Sarà un bene, secondo la leader della Cgil Camusso,se il 14 ci sarà la sfiducia, così "finalmente l'esecutivo smetterà di fare danni". "Il varo di una manovra economica che consolidi il debito pubblico attraverso l'istituzione di una patrimoniale alla francese sulle grandi ricchezze, per mettere il Paese al riparo dalla speculazione finanziaria" è la richiesta che la Cgil ha avanzato al governo, insieme all'"avvio di una discussione pubblica, prima del Consiglio Europeo del 16 dicembre" sul patto di stabilità.

Berlusconi:'Curo solo interesse Italia'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 02/12/2010

8.15 "Gli Usa hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro Paese,che non ci sono assolutamente interessi personali e che io curo solo l'interesse degli italiani e del mio Paese". Sono parole del presidente del Consiglio, Berlusconi, durante una pausa del vertice Osce di Astana, in Kazakhstan. Parole che si riferiscono chiaramente alle rivelazioni di Wikileaks e precisamente al report segreto di Spogli, l'ex ambasciatore degli Usa in Italia, su "affari sospetti" con la Russia.

Nobel: dopo premio a Liu Xiaobo. Cina: difficili relazioni con Norvegia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2010

Pechino ha reagito con durezza all'assegnazione del premio a Liu Xiaobo, che definisce "un criminale". Fra otto giorni cerimonia nella quale, a Oslo, verrà onorato il dissidente cinese

PECHINO - Per la Cina è difficile mantenere relazioni con la Norvegia. Lo ha affermato oggi una portavoce del governo di Pechino a otto giorni dalla cerimonia nella quale, a Oslo, verrà onorato il dissidente cinese Liu Xiaobo, vincitore del Nobel per la pace 2010. Liu, 54 anni, sta scontando una condanna a 11 anni di prigione.

Pechino ha reagito con durezza all' assegnazione del premio a Liu Xiaobo, che definisce "un criminale". Il dissidente è stato condannato per "istigazione alla sovversione" per aver redatto e diffuso il documento Carta08 che chiede l' instaurazione in Cina di un sistema politico democratico. Decine di dissidenti tra cui la moglie del premio Nobel, Liu Xia, sono da quasi due mesi agli arresti domiciliari e non potranno recarsi a Oslo il 10 dicembre per ricevere il premio per conto del vincitore. Il comitato del Nobel ha annunciato che la cerimonia si terrà in ogni caso. La Cina ha chiesto ai governi degli altri Paesi di non partecipare alla cerimonia in onore di Liu, ottenendo una risposta positiva da Russia, Cuba, Iraq, Marocco e Khazakstan. I Paesi che hanno confermato la partecipazione dei loro Ambasciatori sono 36 tra cui l' Italia, ha aggiunto il comitato.

Prigionieri nel deserto, il dramma ignorato degli eritrei

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/12/2010

Mantica: il Governo interverrà su Gheddafi

Chiederò al ministro Frattini e al ministro Maroni di intervenire sul governo libico e su quello egiziano, per vedere se è possibile trovare una conclusione positiva a questa drammatica vicenda, "si tratta di compiere un urgente intervento umanitario, non di infrangere patti o trattati internazionali". Così il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, in una intervista ad Avvenire assicura il suo impegno a favore degli ostaggi eritrei finiti in mano dei predoni.

Credo - dice Mantica - che sia venuto il momento che il governo italiano chieda al Colonnello Gheddafi di riservare un trattamento diverso a quei profughi che vengono dall'Eritrea e che hanno diritto all'asilo politico.

Una vicenda di violenza e disperazione

Un'ottantina di profughi eritrei da un mese è sequestrata al confine tra Egitto ed Israele dai trafficanti di esseri umani, gli stessi che per portarli dalla Libia in Israele hanno chiesto loro 2mila dollari a testa salvo poi aumentare 'il prezzo' fino a 8mila dollari. Unica concessione, una telefonata con il satellitare alle famiglie per farsi inviare i risparmi di una vita.

L'allarme

Molti hanno ceduto, disperati. Ma qualcuno ha chiamato l’Agenzia Habeshia per la cooperazione e lo sviluppo e ha raccontato di minacce e di una situazione insostenibile: “Sono armati fino ai denti ed entrano in contatto con i sequestrati solo bastonandoli a sangue”. I profughi sono bloccati nel deserto del Sinai da un mese: nel frattempo, sei di loro sono stati ammazzati dai trafficanti. Qualcuno perché si rifiutava di pagare, qualcun altro perché cercava di scappare.

Neppure l'UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite per i profughi, ha contatti diretti con i prigionieri o con qualcuno che può raggiungerli. E per l’Agenzia Habeshia i profughi non sono 80 ma molti di più, forse 600

Stop ai sacchetti di plastica, arriva divieto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2010

Dal 2011 consentiti solo 'shopper' biodegradabili

ROMA - Addio alle buste di plastica per la spesa in due mosse: dal primo gennaio non potranno più essere prodotti o messi in commercio gli 'shopper' non biodegradabili, mentre una norma transitoria - su cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo Economico e che dovrebbe essere inserita nel Milleproroghe - dara' la possibilita' ai supermercati e ai negozi di smaltire le scorte.

Il 2011, dunque, dovrebbe essere finalmente l'anno buono finalmente per mettere ko i sacchetti di plastica, la cui vita utile è di breve durata a fronte di una vita dannosa quasi eterna. Basti pensare che un sacchetto resta nell'ambiente da un minimo di 15 ad un massimo di mille. Inquina aria, mari, fiumi e boschi. Notevoli i danni collaterali: agli animali se malauguratamente il loro destino si incrocia con un sacchetto di plastica o all'agricoltura e, infine, alla pesca. Si e' calcolato che ogni italiano, neonati compresi, consumi circa 300 sacchetti di plastica l'anno per un totale di 20 miliardi all'anno.

L'iter per mettere al bando il sacchetto di plastica e' stato lungo. Comincia nel 2007 con la legge Finanziaria. Si prevede un programma sperimentale condiviso tra il ministero dello Sviluppo e quello dell'Ambiente e per l'avvio del quale venne stanziato un milione di euro sul Fondo unico investimenti per la difesa del suolo e la tutela ambientale. La data fissata per l'eliminazione viene fissata dal primo gennaio 2010. Ma poi prorogata di un anno.

Da sempre sono critici i produttori delle buste di plastiche. Ancora oggi l'Unionplast, che raggruppa le aziende del comparto, va all'attacco. La tesi degli industriali e' che il divieto non sia nemmeno previsto da una direttiva europea. E poi: ''Il sacchetto di plastica non e' un problema per l'ambiente - afferma il direttore dell'associazione che aderisce a Confindustria, Enrico Chialchia - perche' puo' essere riutilizzabile. Il divieto, invece, obbliga il consumatore ad acquistare i sacchi neri per la raccolta dei rifiuti per la quale spesso si usa lo stesso sacchetto per l'asporto di merci. C'e' poi anche da considerare che il sacchetto di plastica, una volta giunto in discarica, spesso viene separato dal contenuto e recuperato o in energia o riciclato. Le bioshopper - dice ancora - hanno poi performance inferiori perche' si rompono piu' facilmente e costano tre volte di piu'''. L'associazione ricorda anche che un imballaggio puo' ssere messo al bando - in base ad una direttiva europea - se non soddisfa nessuno dei 4 requisiti essenziali e cioe': se non e' riutilizzabile; non recuperabile per via energetica; non e' reciclabile; e non e' biodegradabile. Il sacchetto di plastica i primi tre requisiti li soddisfa. Quindi, rileva, l'Italia corre anche il rischio di andare incontro ad una procedura d'infrazione da parte di Bruxelles. L'Unionplast lancia anche l'allarme occupazionale per il comparto, che ha un fatturato medio di 800 milioni l'euro e 4 mila dipendenti.

Ribatte Legambiente: le aziende sono state avvertire da tempo che il divieto sarebbe scattato dal 2011. ''E' fondamentale - sostiene il responsabile scientifico, Stefano Ciafani - che i ministri Romani e Prestigiacomo abbiano detto che la scadenza non sara' prorogata. La norma transitoria servira' a smaltire le scorte''.

A parlare, invece, di situazione un ''po' confusa'' e' la Federdistribuzione, l'associazione che raggruppa la maggioranza delle imprese della Grande distribuzione organizzata, disponibile a partecipare a tavoli ministeriali ''per individuare i principi attuativi che possano rendere concretamente praticabile la norma''. ''Parlare di gradualita' - sostiene - e' fondamentale perche' oltre a dover consentire l'esaurimento delle scorte, occorre sapere che le quantita' attualmente prodotte di sacchetti ecologici non sono sufficienti per gestire un passaggio in una data unica: occorre dare il tempo ai produttori di adeguare le produzioni ai nuovi standard''. Federdistribuzione mette anche in guardia dal rischio di manovre speculative sul mercato che, ''sulla base della legge della domanda e dell'offerta, potrebbero portare ad un ulteriore aumento del costo dei sacchetti biodegradabili (il cui prezzo oggi e' 4 0 5 volte superiore gli altri) e ad una distorsione della concorrenza perche' alcuni avranno le forniture ed altri no''. Allo stato attuale, informa Federdistribuzione, qualche azienda si e' gia' mossa inserendo nei propri punti vendita sacchetti ecocompatibili, le altre si stanno preparando. ''Anche se la mancanza di un quadro certo - osserva - ha rallentato questa attivita'''.

Inchiesta vip: ridotta la condanna a Corona

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2010

I giudici della terza Corte d'appello di Milano hanno condannato a 1 anno e 5 mesi di reclusione Fabrizio Corona nel processo sui fotoricatti ai danni di alcuni vip. In primo grado era stato condannato a 3 anni e 8 mesi

MILANO - I giudici della terza Corte d'appello di Milano hanno condannato a 1 anno e 5 mesi di reclusione Fabrizio Corona nel processo sui fotoricatti ai danni di alcuni vip. In primo grado era stato condannato a 3 anni e 8 mesi.

Corona era imputato per estorsione e tentata estorsione. In particolare, i giudici, riducendo la pena di oltre la meta' rispetto al primo grado, lo hanno assolto per un capo d'imputazione che riguardava una presunta estorsione ai danni del calciatore Francesco Coco, dal quale, secondo l'accusa, Corona si sarebbe fatto consegnare 6 mila euro per ritirare dal mercato del gossip foto che lo ritraevano fuori da una discoteca. Il fotografo dei vip e' stato assolto anche dalla tentata estorsione ai danni del motociclista Marco Melandri.

Corona e' stato condannato per due episodi: una tentata estorsione ai danni sempre di Francesco Coco, in relazione ad altre fotografie che lo ritraevano in compagnia di amici a torso nudo e per una tentata estorsione ai danni dell'ex attaccante dell'Inter Adriano, in merito a fotografie scattate ad una sua festa privata. La condanna in primo grado a 3 anni e 8 mesi era stata emessa nel dicembre del 2009, a seguito dell'inchiesta coordinata dal pm di Milano, Frank Di Maio.

Anche in primo grado i giudici avevano assolto Corona da tre episodi di tentata estorsione ai danni di Lapo Elkann, del calciatore Alberto Gilardino e dell'imprenditore Gianluca Vacchi. Con la sentenza di oggi, dunque, 'restano in piedi' soltanto due episodi. Il sostituto pg Carmen Manfredda aveva chiesto invece la conferma della condanna di primo grado.

Berlusconi rovinato dalle feste

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/12/2010

Nuove rivelazioni da Wikileaks

La passione di Silvio Berlusconi per le feste ha minato la sua salute. In un dispaccio dell'ambasciata Usa a Roma dell'ottobre del 2009, viene riportata una confidenza di un personaggio politico del suo schieramento: "I risultati dei test medici su Silvio Berlusconi hanno rivelato un vero disastro. Siamo tutti preoccupati della sua salute". Lo riporta il Guardian online.

Gianni Letta: "Ho sempre detto che il premier è in forma"

E' vero esattamente il contrario di quanto si legge sui siti che raccolgono le presunte rivelazioni di Wikileaks, dove peraltro il mio nome non compare. Di fronte alle voci ed alle insinuazioni che volevano un Berlusconi depresso e senza energia, ho sempre smentito - in ogni sede, pubblica e riservata - tale circostanza e affermato la pura verità. E cioè, che il Presidente del Consiglio era ed è in piena forma, con la vitalità che tutti gli riconoscono e ha sempre affrontato ogni situazione con l'abituale determinazione e la grinta" di sempre". Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta riferendosi alle ultime notizie riportate da organi di stampa sulle 'rivelazioni' rilanciate da Wikileaks.

Fmi: 'Alcuni Paesi europei sull'orlo del baratro'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/12/2010

Il Fmi sui rischi di una ricaduta nella recessione

Alcuni paesi europei "non sono lontani dall' orlo del precipizio". Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss Kahn a una conferenza a Nuova Delhi. Strauss Kahn - riferisce Bloomberg - ha aggiunto che lo scenario di un "double dip", ossia di una ricaduta in recessione "non e' impossibile" e ha sottolineato come la Bce stia svolgendo un lavoro "perfetto" nel gestire la crisi del debito europeo.

India crescita al 9%

Il ritmo di crescita dell' India di quasi il 9% nel 2010 "e' stupefacente" e "coincide con le previsioni da noi fatte". Lo ha dichiarato oggi a New Delhi il direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi) Dominique Strauss-Kahn.

Al termine di un incontro con il ministro delle Finanze indiano Pranab Mukherjee, il responsabile del Fondo ha sottolineato che "in termini di crescita economica e di crescita inclusiva, quello che sta realizzando l'India e' stupefacente". "Tale crescita - ha aggiunto - avanza esattamente in linea con le nostre previsioni".

Nel secondo trimestre 2010 l'economia indiana e' cresciuta dell'8,9%, superando le previsioni del governo che erano dell'8,5%. "State correndo alla velocita' massima a vostra disposizione - ha concluso il titolare dell'Fmi guardando i suoi interlocutori indiani. Di piu' sarebbe probabilmente troppo. Finora tutto e' controllato davvero bene".

Venerdì 3 Dicembre 2010

Siamo stati minacciati di morte' Assange parla nel blog del Guardian

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2010

Il dominio è rimasto oscurato e non era possibile collegarsi. Denuncia su twitter

ROMA - Sul suo sito web il Guardian ha annunciato un intervento del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, per rispondere in diretta alle domande sulla pubblicazione dei cables diplomatici. Risulta tuttavia al momento inaccessibile la pagina del blog che dovrebbe ospitare l'intervento di Assange il cui inizio era stato segnalato per le 13 ora di Londra (le 14 in Italia).

WikiLeaks ha reso di nuovo accessibile il suo sito con un dominio svizzero, wikileaks.ch. Lo ha annunciato con un tweet su Twitter: "WikiLeaks si sposta in Svizzera http://wikileaks.ch/".

In precedenza Wikileaks attraverso twitter aveva accusato gli Usa di aver oscurato il suo dominio. "Il dominio Wikileaks.org è stato ucciso dagli Usa ", si leggeva sulla pagina Wikileaks di Twitter e questa mattina non era possibile collegarsi al sito. Secondo il sito della tv americana Cnbc, il provider che forniva il dominio wikileaks.org, EveryDNS.net, ha reso noto in una dichiarazione di aver interrotto la fornitura del dominio a Wikileaks.org alle 22 di ieri (ora della costa orientale americana). "Il servizio è stato interrotto per violazione della clausola che afferma 'il membro non deve interferire con l'utilizzo o la fruizione del servizio da parte di un altro membro o con l'utilizzo e la fruizione di servizi simili da parte di un altro soggettò". "L'interferenza - prosegue la nota - sorge dal fatto che wikileaks.org è diventato l'obiettivo di numerosi e diffusi attacchi di rifiuto di servizio (DDOS). Questi attacchi hanno minacciato (e quelli futuri potrebbero minacciare) la stabilità dell'infrastruttura di EveryDNS.net, che premette l'accesso a quasi 500.000 altri siti web". Il provider ha detto di aver mandato un messaggio 24 ore prima della sospensione del servizio, affermando che "ogni inattività del sito wikileaks.org deriva dalla sua incapacità di usare un altro provider di servizi DNS (Domain Name System)".

AVVOCATO ASSANGE, UNO STATO DIETRO ATTACCHI A SITO - Uno stato e' ''probabilmente'' all'origine degli attacchi informatici contro il sito di Wikileaks. Lo ha detto Mark Stephens, l'avvocato londinese di Julian Assange. Secondo Stephens sono in corso tentativi ''sofisticati'' per mettere fuori uso il sito Internet e ridurre al silenzio il suo fondatore contro cui la Svezia ha spiccato un mandato di arresto internazionale per stupro. ''Qualcuno, probabilmente uno stato, ha preso il controllo di centinaia di milioni di computer vulnerabili nel mondo e li ha fatti collegare contemporaneamente a Wikileaks'', ha detto il legale secondo cui ''milioni di richieste fantasma per secondo'' finiscono per mettere il sito in panne.

SVEZIA HA INVIATO NUOVA RICHIESTA ARRESTO - La Svezia ha completato la procedura e rinviato la richiesta di arresto internazionale per Julian Assange in relazione a una inchiesta per stupro, molestie e coercizione. Lo annuncia la Procura svedese, precisando che la nuova richiesta ha tenuto conto dei cavilli che impedivano l'arresto dell'australiano in Gran Bretagna.

Intanto, continuano a venir fuori nuove pubblicazioni di documenti Usa.

BROWN VISTO DA USA, DISASTRO POLITICO DOPO L'ALTRO - Il partito laburista sotto la guida di Gordon Brown era una nave che stava per affondare, secondo la diplomazia americana a Londra, e l'allora premier collezionava un "disastro politico dopo l'altro". E' quanto emerge da uno degli ultimi documenti pubblicati da Wikileaks risalente al luglio 2008. Disastri, quelli di Brown, che indussero l'allora ambasciatore americano a Londra, Robert Tuttle, a riferire alla Casa Bianca dei dubbi che circolavano a Westminster "se Brown dovesse essere sostituito come primo ministro e leader del partito laburista e se così, da chi". Nei suoi dispacci a Washington, Tuttle riferì anche delle regole del partito riguardo a un'eventuale elezione di un nuovo leader e stilò profili dei possibili candidati, tra cui l'allora ministro degli esteri David Miliband. Le quotazioni di Brown presso gli americani risalirono solo nell'autunno del 2008, dolo il fallimento di Lehman Brothers e in seguito all'intervento di Brown in seguito all'esplosione della crisi. "Dopo un anno di sondaggi in discesa e dubbi sulla sua capacità di guidare il partito - scriveva Kathleen Doherty, consigliere dell'ambasciata - Gordon Brown sta improvvisamente risalendo". Fu tuttavia solo una breve parentesi, poiché già nell'aprile 2009 il partito laburista veniva di nuovo definito dagli americani come "una nave che affonda". Tanto che, valutarono i diplomatici, sarebbe stato difficile trovare un altro politico laburista che si assumesse il fardello di guidare il partito in rovina.

VOLI SPIA USA SUL LIBANO DA BASE GB A CIPRO - Gli Stati Uniti hanno condotto voli segreti spia sul Libano, con l'obiettivo di rintracciare ''terroristi'', usando una delle basi militari britanniche a Cipro. Lo rivela un cablogramma diplomatico americano diffuso da Wikileaks e ripreso oggi dal quotidiano libanese The Daily Star. Nel dispaccio datato 18 aprile 2008 e proveniente da Londra si affermava che la direzione dell'ufficio antiterrorismo del ministero della difesa britannico aveva chiesto spiegazioni ai colleghi statunitensi circa l'operazione segreta condotta da veivoli Usa nei cieli del Libano a partire da una base britannica a Cipro e denominata ''Cedar Sweep''. Dal ministero della difesa di Londra si domandavano se l'intero governo libanese aveva effettivamente richiesto i voli di ricognizione agli Stati Uniti, come asserito da Washington. Da quanto si legge nel messaggio diplomatico, l'allora consigliere politico presso l'ambasciata Usa a Londra, Maura Connelly, da due mesi ambasciatore americano proprio in Libano, aveva definito la richiesta di Londra ''piuttosto onerosa'' e ''un inutile strato di burocrazia''.

DA LIBANO ISTRUZIONI A ISRAELE CONTRO HEZBOLLAH - Suggerimenti a Israele su come concentrare i suoi colpi contro le milizie sciite filo-iraniane di Hezbollah nel caso di un nuovo conflitto con il Libano sarebbero stati trasmessi poco più di un anno fa dal ministro della Difesa libanese, Elias Murr, attraverso la diplomazia Usa. Lo rivela un documento riservato americano - che riferisce di un colloquio con Murr avvenuto nell'ambasciata di Washington a Beirut - divulgato da Wikileaks e ripreso oggi con evidenza da Haaretz online. Stando al rapporto Usa, Murr avrebbe sottolineato l'atteggiamento inizialmente favorevole della popolazione cristiano-maronita libanese all'attacco sferrato dai Israele contro Hezbollah nell'estate del 2006. Atteggiamento svanito tuttavia a causa dei bombardamenti indiscriminati anche in aree del Paese popolate non da sciiti. ''Israele - afferma Murr secondo il documento - non puo' bombardare ponti e infrastrutture in aree cristiane''. Il ministro parla anche del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, sostenendo che, malgrado i suoi proclami di vittoria, egli sia rimasto scosso dalla guerra del 2006 e tema ''una lezione severa'' la prossima volta. Nello stesso tempo dice che Hezbollah aspiri a colpire ancora obiettivi in Israele, ma esita a farlo sperando di poter coinvolgere la Siria in modo da ''dirottare parte dell'inevitabile rappresaglia''. Sottolinea inoltre che, in caso di una nuova azione militare israeliana in Libano, le forze con la Stella di Davide dovrebbero concentrare con cura le loro incursioni nelle zone dominate da Hezbollah, evitando di sconfinare altrove, inclusi quei settori vicini al confine presidiati direttamente dal contingente internazionale dell'Onu (Unifil). A queste condizioni, l'esercito libanese potrebbe rimanere fuori da ogni vero coinvolgimento, prosegue Murr, assicurando di non considerare una guerra contro Hezbollah come una guerra contro il Libano, anche perche' ''Siria e Libano non chiedono certo il permesso allo Stato libanese per fornire missili a Hezbollah''.

Sabato 4 Dicembre 2010

Fini: 'Non credo al rischio default per l'Italia'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/12/2010

In risposta all'allarme di Luttwaks

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, non crede al rischio default per l'Italia perche', ha spiegato all'Universita' di Chieti, "siamo troppo grandi per fallire e, al tempo stesso, troppo grandi per essere salvati dalla Banca Europea". Per Fini, pero', "questo ci deve caricare di responsabilita', perche' non c'e' una mamma Ue che provvede a tutto".

Il politologo Edward Luttwaks, invece, poco prima aveva lanciato l'allarme sulla scarsa crescita italiana e l'enorme debito pubblico del nostro Paese, ritenendo che l'unica strada e' quella di un taglio draconiano per evitare il collasso. "Eliminare le spese inutili e gli sprechi e' inutile e doveroso - ha detto Fini - ma non si puo' equiparare gli Stati Uniti all'Italia, perche' da noi andremmo ad intaccare anche il Welfare. Io credo che la strada da percorrere sia quella di Cameron e della Merkel, che hanno individuato nel sapere, nella ricerca e nella qualita' gli asset strategici per guadagnare in competitivita'.

Il tessuto produttivo italiano e' composto in prevalenza di piccole e medie imprese, e quindi non possiamo mettere in capo a queste lo sviluppo tecnologico e gli investimenti per la competitivita'. L'Italia - ha aggiunto Fini - e' vittima del paradosso di una buona politica per la riduzione della spesa e del freno al debito, ma non aumenta la crescita nei settori strategici, cioe' l'eccellenza e la qualita'".

Nel 2010 un milione di italiani in più si è avvicinato ai libri

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/12/2010

Il 46,8% legge almeno un libro l'anno: indagine Istat

Quasi la metà della popolazione italiana il 46,8% legge "almeno un libro" l'anno. Quasi due punti percentuali in più rispetto allo scorso anno, secondo quanto emerge dall`indagine Istat 2010 presentata oggi a Roma nella giornata di apertura della Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi. Rispetto al 1995 si registra un aumento di 7,7 punti percentuali.

Il lettore è giovane, per lo più donna, risiede al Nord, ha alti titoli di studio, ricopre alti incarichi o è studente.

Nel 2010 sono oltre 26,4 milioni gli italiani con più di 6 anni che hanno dichiarato di leggere nel tempo libero (+1,7% sul 2009). Rispetto al 1995 si registra un aumento di 7,7 punti percentuali: qualcosa come oltre 5 milioni di italiani (5.500.000 per la precisione) che in questo arco di tempo hanno cominciato a leggere e il trend si conferma in questi ultimi anni in crescita.

Complessivamente, però, il rapporto tra gli italiani e il libro è ancora debole e occasionale.

Degli oltre 26,4 milioni di italiani che leggono, i lettori forti (che leggono più di 12 libri l`anno) sono solo 4 milioni, il 15,1% dei lettori e il 7,1% della popolazione con più di 6 anni. Sono i lettori deboli la maggioranza (oltre 11,7 milioni), e sono quelli

che hanno letto al massimo 3 libri in un anno (in media 1 libro ogni 4 mesi). E questo resta il limite strutturale della crescita: nuovi lettori, ma lettori soprattutto deboli. Restano ancora ampie differenze territoriali: guida la classifica il Trentino Alto Adige con il 57,9% della popolazione che legge almeno un libro all`anno. Agli ultimi posti invece la Basilicata (31,4%), la Sicilia (32,8%) e la Campania (33.3%). Anche nel lungo periodo (se si considera il trend dal 1995) rimane inalterato il differenziale tra Nord e Sud.

Agricoltura, Ue proroga aiuti di Stato

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 04/12/2010

17.57 La Commissione europea ha prorogato al 31 dicembre 2011 il regime di aiuto temporaneo di importo limitato fino a 15mila euro, erogabile alle imprese che operano nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli. Proroga concessa a causa delle incertezze sulle prospettive economiche dei Paesi membri Lo comunica una nota del ministero delle Politiche agricole, precisando che l'attuale regime prevedeva la scadenza di tale aiuto al 31 dicembre 2010. Le domande dovranno essere inoltrate entro il 31 marzo del 2011.

Frattini: su energia decidiamo da soli

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 04/12/2010

16.25 "L'Italia ha interesse nazionale all' indipendenza e sicurezza energetica". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Frattini, nella trasmissione "In mezz' ora" di Lucia Annunziata su Raitre. "La nostra strada è quella della differenziazione: Russia, Libia, Algeria, Paesi del Golfo. Su questo decide l'Italia e nessuno altro", ha spiegato Frattini, ribadendo che "non vi sono frizioni con gli Usa". Il ministro ha sottolineato la sintonia tra Farnesina e governo sui rapporti con Mosca,"strategia condivisa da Europa e da Obama".

Due arresti per l'incendio al Monte Carmelo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/12/2010

Al Qaeda rivendica l'incendio del Monte Carmelo

La polizia israeliana annuncia di aver arrestato due persone sospettate di avere appiccato il fuoco al Monte Carmelo, un incendio fuori controllo da tre giorni che ha gia' ucciso 41 persone.

Il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, non ha aggiunto dettagli sull'identita' dei sospetti ma ha detto che la polizia ritiene che abbiano innescato le fiamme piu' per negligenza che per dolo.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato il presidente palestinese Mahmoud Abbas per l'aiuto prestato da vigili del fuoco palestinesi contro il gigantesco rogo al Monte del Carmelo, nei pressi di Haifa. Lo si legge in un comunicato del governo israeliano.

Al Qaeda rivendica l'incendio del Monte Carmelo

L'incendio in corso in Israele nella zona del Monte Carmelo, il più grave disastro ambientale della storia del paese, non sarebbe di origine dolosa ma sarebbe stato causato da negligenza: lo ha dichiarato il portavoce della polizia israeliana. Nel corso della notte sono stati scoperti nuovi focolai. Si spera che due giganteschi aerei russi, con una capacita' di 42 tonnellate d'acqua, possano dare un contributo decisivo al suo spegnimento ma il forte vento sta ostacolando l'operazione. Finora il bilancio e' di 42 persone morti.

Domenica 5 Dicembre 2010

Sito, ci volete spegnere? Saremo più forti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2010

Il ministro Frattini risponde alle rivelazioni del sito: sulla politica energetica l'Italia decide da sola

ROMA - Infuria sul web la corsa al sostegno a Wikileaks, con decine di siti 'mirror' (specchio) di quello fondato da Julian Assange che garantiscono accesso ai file della diplomazia Usa al centro di un caso internazionale. "Wikileaks 'colpisce ancora'. Spegneteci e più forti diventiamo", si legge in un twit di Wikileaks che rimanda a una chiave di ricerca #imwikileaks per trovare gli 'specchi', e che chiaramente evoca la terminologia cara ai Jedi di "Guerre Stellari", la celebre saga di Steven Spielberg e George Lucas. Il "codice Jedi" ha ispirato anche decine di comunità hacker, i cosiddetti "buoni", che rivendicano di rivelare buchi nei sistemi di sicurezza informatici perché questi siano riparati, e non per trarne vantaggi personali.

L'Impero Colpisce Ancora (The Empire strikes back, il twit del sito di Assange è: "Wikileaks strikes back") è uno tra i più popolari tra i sei film della serie Guerre Stellari. La pellicola è la seconda della serie di sei film, uscita nel 1980. In un sondaggio del 2005, realizzato da Zogby, risultò essere il più amato della saga. Al secondo posto il primo film della serie ("Una Nuova Speranza"), poi la "La Vendetta dei Sith", "Il Ritorno dello Jedi", "La Minaccia Fantasma" e "L'Attacco dei Cloni". I 'mirror' (specchi) del sito diffondono l'accesso ai file di Wikileaks a livello mondiale, con una propagazione tale da rendere molto difficili gli attacchi di tipo informatico tesi a "oscurare" il sito, almeno di quelli conosciuti fino a ora.

FRATTINI, SU ENERGIA ITALIA DECIDE SOLA

di Chiara De Felice

Niente e nessuno può influenzare la politica energetica dell'Italia, che rivendica l'ultima parola in fatto di approvvigionamento mentre nuovi documenti di Wikileaks tirano in ballo le frequenti vacanze di Putin a villa Certosa, una prova del "rapporto personale" con Berlusconi, che gli Usa definiscono un "elemento chiave" delle relazioni tra Italia e Russia. E' il ministro degli Esteri Franco Frattini a spiegare oggi (ieri, ndr) come dalla settimana più dura per la diplomazia internazionale, l'Italia non abbia nulla da temere: ha dimostrato che gli Usa di Bush si sbagliavano sulla Russia e che le amicizie del premier Berlusconi con diversi leader mondiali hanno aiutato la politica estera italiana. E anche sulla politica energetica l'Italia non deve dare alcuna spiegazione, anzi, rivendica l'ultima parola: "Abbiamo un interesse nazionale all'indipendenza e alla sicurezza energetica. Su questo nessuno può decidere per nostro conto. Ma non ci sono frizioni tra Italia e Usa", ha spiegato Frattini intervenendo dal Bahrein alla trasmissione di Lucia Annunziata, 'In mezz'ora'. Il ministro ha precisato che la politica energetica italiana é sempre stata improntata alla massima trasparenza, e ha raccontato che quando "la Clinton mi chiese informazioni sulle mosse dell'Eni su Southstream, io organizzai un incontro negli Stati Uniti con Scaroni per spiegare tutto il progetto. In seguito, per questo, siamo stati ringraziati per la nostra trasparenza dall'inviato di Obama per l'energia". E sulla Russia, non solo non c'é nessun antagonismo Governo-Farnesina, ma la linea italiana nei confronti di Mosca é quella vincente, tanto che è poi stata adottata sia dalla Ue che dalla Nato: "La strategia dell'Italia era di riavvicinare Usa e Russia come poi è accaduto con Obama con cui ora c'é piena sintonia", ha detto Frattini. L'Italia - ha proseguito il ministro - ha sempre ritenuto che l'amministrazione Bush facesse un errore nell'isolare la Russia: "Noi ritenevamo che l'azione sostenuta da Dick Cheney non corrispondesse alla nostra, ritenevamo che isolare la Russia fosse un errore". Nemmeno i rapporti personali tra Berlusconi e i vari leader sono mai stati un affare oscuro, anzi, Frattini ha spiegato come abbiano dato una mano alla politica estera di Roma: l'amicizia personale con Putin ha aiutato ad avvicinare la Russia alla Nato e quella con Gheddafi a fare della Libia un partner affidabile nel Mediterraneo. Ma assieme alle precisazioni di Frattini arrivano i nuovi file di Wikileaks sulle relazioni Roma-Mosca, una connessione economica talmente forte che ha un prezzo, quello di 'glissare' sulla democrazia: "Sebbene il Governo italiano abbia compreso le manchevolezze del Governo russo (leggi: rispetto dei valori e delle libertà democratiche) non può permettersi di essere troppo duro nelle sue critiche", si legge nel nuovo documento che spiega come "il rappresentante dell'Eni viene spesso chiamato il secondo ambasciatore d'Italia in Russia". E mentre Frattini precisa che "l'amicizia personale tra Berlusconi, Putin e Medvedev ha un impatto che va al di là dei rapporti Gazprom-Eni", i nuovi cablogrammi riportano la relazione del responsabile dell'ambasciata Usa a Mosca che dà conto delle "lunghe visite di Putin e famiglia a Berlusconi nella sua residenza di famiglia in Sardegna, a spese del premier".

Clinton, i sauditi più grandi finanziatori del terrorismo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 05/12/2010

Nuove rivelazioni di Wikileaks

Si trovano in Arabia Saudita i "bancomat" del terrorismo: e' la valutazione espressa dal segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in una comunicazione segreta pubblicata da Wikileaks e rilanciata dal Guardian.

Ancora molto deve essere fatto: l'Arabia Saudita resta una base per il sostegno finanziario di al Qaeda, dei talebani, di Lashkar-e-Taiba (gruppo terroristico pachistano; ndr) e di altri gruppi terroristici, si legge nel cablogramma del dicembre 2009, firmato dal segretario di Stato americano.

I donatori in Arabia Saudita rappresentano la piu' significativa fonte di finanziamento per gruppi terroristici sunniti in tutto il mondo, sostiene ancora il capo della diplomazia Usa, lamentando che le autorita' di Riad non fanno abbastanza per fermare questi flussi.

La Clinton indica altri tre Paesi come fonte di risorse finanziarie per i terroristi: Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi.

Nel rapporto, il segretario di Stato americano chiede ai diplomatici americani di raddoppiare i loro sforzi per fermare i trasferimenti di denaro dai Paesi del Golfo alle

organizzazioni terroristiche in Pakistan e Afghanistan.

Alfano:6 milioni cause civili arretrate

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 05/12/2010

16.21 "Il tema dell'arretrato è gravissimo. La cause civili pendenti sono 6 milioni. Ma bisogna ancora verificare gli effetti delle riforme sull'informatizzazione dell'ufficio civile". Lo ha detto il Guardasigilli Alfano, in visita al Salone della Giustizia di Rimini. Il ministro ha evidenziato quanto fatto dal governo per il settore. "E' sembrato che si parlasse solo di processo breve e intercettazioni. La Giustizia è andata avanti. Non abbiamo risolto tutto, ma abbiamo fatto il massimo".

Papa: 'Basta violenze contro religioni'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 05/12/2010

12.23 Un nuovo appello alla preghiera "per tutte le situazioni di violenza, intolleranza, sofferenza che ci sono nel mondo" è stato lanciato dal Papa dopo l'Angelus a San Pietro, "affinché la venuta di Gesù porti consolazione, riconciliazione e pace". "Penso ai continui attentatri che si verificano in Iraq contro cristiani e musulmani, agli scontri in Egitto, al dramma degli ostaggi eritrei nel Sinai" dice Benedetto XVI, sottolineando che "il rispetto dei diritti di tutti è il presupposto per la civile convivenza".

Lunedì 6 Dicembre 2010

Per l'Argentina la Palestina esiste, Israele: deplorevole

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/12/2010

L'America latina riconosce lo stato palestinese

Israele considera "deplorevole" il riconoscimento dello Stato palestinese da parte del governo argentino, all'indomani dello stesso passo compiuto dal Brasile e che dovrebbe essere seguito a breve dall'Uruguay.

Questa decisione non aiuta in alcun modo il cambiamento della situazione tra israeliani e palestinesi, ha osservato il portavoce del ministero degli Esteri Yigal Palmor, che ha bollato l'iniziativa come "una dichiarazione deludente che va contro lo spirito degli accordi tra Israele e i palestinesi e contro i negoziati per la pace".

Il governo argentino ha riconosciuto la Palestina come stato indipendente, con le frontiere fissate nel 1967. La presidente Cristina Fernandez de Kirchner ha inviato una lettera in tal senso al collega palestinese Abu Mazen.

Lo scorso 3 dicembre anche il governo brasiliano del presidente Luiz Inacio Lula da Silva aveva annunciato una decisione analoga. Sono ormai otto i Paesi dell'America Latina che riconoscono lo Stato di Palestina: oltre ad Argentina e Brasile, in precedenza lo hanno fatto Bolivia, Costa Rica, Cuba, Nicaragua, Venezuela e Uruguay.

Le Poste svizzere chiudono il conto di Assange

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/12/2010

Il mandato d'arresto consegnato alla Gran Bretagna

Le autorita' britanniche hanno ricevuto questo pomeriggio il mandato di arresto europeo per Julian Assange, il fondatore di Wikileaks ricercato in tutto il mondo. Lo riferiscono fonti citate dalla Bbc.

I procuratori svedesi vogliono interrogare Assange in relazione alle accuse di stupro mosse nei suoi confronti e che il fondatore di Wikileaks ha respinto fin dall'inizio. Assange, secondo quanto trapelato sulla stampa la scorsa settimana, si nasconderebbe nell'inghilterra sudorientale: una volta localizzato dalla polizia dovrebbe essere condotto davanti ad un magistrato entro 24 ore, in attesa di una decisione sull'estradizione in Svezia.

Conto chiuso

Il conto svizzero - i cui dati compaiono sul sito di Wikileaks - era destinato agli aiuti diretti ad Assange e ad altri componenti del sito. PostFinance ha verificato se Assange avesse effettivamente un domicilio svizzero, come richiede la legge, senza trovare alcun riscontro: non è infatti risultato alcuna residenza a Ginevra, come invece indicato negli estremi del conto.

I conti vengono infatti aperti solo nel caso di persone residenti nella Confederazione o nei Paesi vicini; per i cittadini di nazioni come Australia o Stati Uniti servono delle particolari relazioni con la Svizzera, come rapporti di affari o il possesso di una casa; in base alla legge contro il riciclaggio di denaro sporco, Assange è tenuto a fornire il suo reale indirizzo di residenza.

Dopo PayPal

L'annuncio e' un altro colpo finanziario contro Wikileaks, dopo che il sistema Paypal ha bloccato le donazioni a suo favore, accusando Assange di 'violazione contrattuale'. Il sito di Wikileaks, che sta usando diversi domini su Internet per continuare a trasmettere, aveva allora invitato a versare donazioni sul conto postale svizzero.

Nord Corea indagata per crimini guerra

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 06/12/2010

19.47 La Corte penale internazionale ha aperto un'inchiesta su possibili crimini di guerra commessi dalla Corea del Nord dopo l'attacco nordcoreano del 23 novembre scorso contro l'isola sudcoreana di Yeonpyeong. La Corte indagherà anche sull'affondamento dell'unità della Marina sudcoreana "Cheonan", nel marzo scorso. La Corea del Sud è uno dei Paesi firmatari del Trattato internazionale che nel 2002 ha portato alla creazione della Corte dell'Aia.

Bankitalia: famiglie italiane solide

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 06/12/2010

19.39 La situazione delle famiglie italiane rimane "generalmente solida" grazie "al basso livello di debito e alla grande quota di attività a basso rischio in portafoglio", ma "una rapida crescita dei mutui a tasso variabile aumenta le ripercussioni potenziali di un aumento dei costi finanziari". Così Bankitalia nel primo Financial Stability Report. La concessione dei mutui, in Italia è una prerogativa per le famiglie ad alto reddito "ma prima della crisi c'è stato un aumento dei mutui per le famiglie a basso reddito".

E-book: 6 mila titoli italiani, 1 mln lettori

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2010

Negli Stati Uniti si prevede che le vendite supereranno a fine anno il 9% di quelle complessive di libri

di Mauretta Capuano

ROMA - I titoli di e-book disponibili sul mercato italiano sono piu' che triplicati nel 2010. Questo secondo i dati presentati dall'Ufficio studi dell'Associazione Italiana Editori (AIE), nell'ambito dell'incontro 'E-book: primi segnali dal mercato', oggi alla Fiera della piccola e media editoria Piu' libri piu' liberi, a Roma. E la lettura su ebook interessa gia' oltre 1 milione di italiani.

L'1,3% negli ultimi 12 mesi ha acquistato un libro in versione ebook. Secondo le elaborazioni su dati IE-Informazioni Editoriali, sono oggi 5.900 i titoli e-book in italiano disponibili (esclusi articoli di riviste scientifico-accademiche), e arrivano a coprire l'1,5% dei titoli ''commercialmente vivi''.

A gennaio 2010 erano 1.619, pari allo 0,4%. In base alle elaborazioni dell'Ufficio studi AIE su 5.135 campionamenti, il 70% dei titoli riguarda la narrativa adulti italiana, seguita a distanza dai classici (11,5% dei titoli), dai gialli (8,4% dei titoli), dalla fantascienza e fantasy (4,1%) e dalla narrativa rosa (3,7% dei titoli). Si confermano le stime presentate a meta' anno: oggi l'ebook vale in Italia lo 0,1% del mercato trade (3.440.000 euro).

Negli Stati Uniti, secondo l'Association of American Publishers, le vendite degli e-book si prevede supereranno a fine anno il 9% delle vendite complessive di libri. Nell'ultimo anno sono stati 665 mila gli acquirenti di ebook. L'1,3% degli italiani negli ultimi 12 mesi ha acquistato un ebook, come emerge dalle elaborazioni dall'Osservatorio permanente contenuti digitali. E' fra i cosiddetti Eclettici, cioe' degli italiani che abbinano spesso contenuti culturali e tecnologia, che si trova la maggior concentrazione di persone che dichiarano di ''aver acquistato'' file di e-book da piattaforme straniere e/o italiane: 238.000 individui, il 36% di chi li compra. Esistono forti correlazione con genere (1,7% uomini vs 0,9% donne) e titolo di studio (2,3% tra i laureati vs 0,7% licenza media).

Continua a crescere la lettura e l'abitudine a leggere su schermi digitali che e' piu' o meno triplicata rispetto al 2006 e riguarda oggi oltre 2 milioni di italiani con piu' di 14 anni, secondo le elaborazioni dell'Ufficio studi AIE sull'Osservatorio permanente contenuti digitali. Il 2,1%, oltre un milione di italiani (1.091.000 persone per la precisione) afferma invece di aver letto un ebook. I piccoli editori pubblicano gia' il 6% dei loro titoli in formato ebook. Sono 131, in base alle elaborazioni dell'Ufficio studi AIE, le case editrici italiane che hanno in catalogo ''almeno un titolo'' in formato e-book in lingua italiana. Di queste, 94 sono piccole case editrici, con un catalogo medio di e-book di 16 titoli. Complessivamente il catalogo che sviluppano e' di 1.472 e-book corrispondente al 6% di titoli che la piccola editoria ha proposto, tra novita' e ristampe, nel 2009.

Wikileaks:Usa 'spiavano' imprese Italia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 06/12/2010

7.05 "La lista della spesa dell'Impero Usa": è il titolo di un articolo di Wikileaks sulle attività informative richieste alle proprie ambasciate da Washington. Tratta delle "infrastrutture chiave e risorse critiche" nei paesi ospitanti. Per l'Italia, nella lista figurano Digibind,l'oleodotto Trans-Med e la Glaxo Smith Kline spa di Parma". Il dispaccio, inviato il 18 febbraio 2009 dal dipartimento di Stato,contiene la "prima versione" di una lista di "infrastrutture chiave considerate di importanza cruciale per l'America".

P.Chigi: premier mai parlato Medvedev

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 06/12/2010

13.09 "Il presidente del Consiglio Berlusconi non ha mai pronunciato le frasi sul presidente russo Medvedev che gli vengono attribuite dalle ultime rivelazioni di Wikileaks, nè ha mai tracciato paragoni, in pubblico o in privato tra il presidente Medvedev e il primo ministro Putin". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. "Niente di nuovo, quindi. Mentre continua a imperversare il gossip fine a se stesso parlano i fatti attraverso i tanti risultati concreti dei vertici italo-russi, compreso quello di Sochi".

Premier:'Medvedev apprendista di Putin'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 06/12/2010

9.25 Vladimir Putin è "il centro del potere in Russia" e Dmitri Medvedev un mero "apprendista" del premier russo. Altre indiscrezioni arrivano da Wikileaks,su un colloquio fra Berlusconi e David H.Thorne, ambasciatore Usa in Italia, nominato da Barack Obama. Al loro primo incontro, una lunga e familiare disquisizione "sulle qualità",a modo di vedere del premier,di Putin come leader. Nel resoconto del 21 settembre 2009,su El Paìs,il diplomatico parla di incontro incentrato su Russia, Iran,Afghanistan e candidatura Olimpiadi

Fini: nessun ribaltone. 'Coerenza? C'è un limite, è la dignità'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2010

Bocchino: possibile bis di Berlusconi, ma solo se il premier si dimette prima del 14

ROMA - Nessun ''ribaltone'', assicura Gianfranco Fini. ''Troviamo assieme un giovane, o lo indichi Berlusconi, e diamo finalmente a questo Paese un governo piu' giovane'', rilancia Pier Ferdinando Casini. I due leader di Fli e Udc continuano a marciare compatti sulla via tracciata la scorsa settimana con la presentazione della mozione di sfiducia alla Camera contro il governo Berlusconi. E rispediscono al mittente tutte le accuse che gli sono venute nel fine settimana dall'offensiva del Cavaliere. Inclusa quella di essere ''maneggioni della vecchia politica''.

''Se siamo vecchi noi, ed e' vero - risponde Casini - lui allora e' catacombale''. La sponda per replicare a Berlusconi la offre a Fini una contestatrice che lo accusa di ribaltonismo: ''Il ribaltone e' un sovvertimento della volonta' popolare. Non credo che ci saranno ribaltoni'', dice il leader di Fli. E rilancia: ''Cosa ne pensa lei di tante promesse non mantenute e di impegni disattesi da chi aveva promesso che la legge sarebbe stata uguale per tutti e poi si e' occupato solo degli affari suoi?''. ''Se qualcuno fosse piu' umile e pensasse di aver torto lui, invece di invocare sempre il complotto, le cose sarebbero migliori'', aggiunge, con chiara allusione al premier. Ma se Fini non cita mai il Cavaliere, Casini si rivolge esplicitamente a lui. ''Qui nessuno vuole escludere nessun altro, tutt'al piu' e' Berlusconi che si autoesclude''. E ancora: ''Noi non abbiamo bisogno di posti: se Berlusconi non continua con pervicacia a difendere la necessita' sua di rimanere li', facciamo una bella intesa e un bel governo con giovani, bravi e volenterosi''. Schermaglie polemiche a parte, il discorso dei terzopolisti e' chiaro: Berlusconi si dimetta e si potra' parlare di un nuovo governo da alleati. Chi farebbe il presidente del Consiglio? Nessuna ipotesi e' esclusa, neanche quella di un reincarico. Da un lato, infatti, si continuano a citare ipotesi alternative (da Letta a Tremonti, ad Alfano) e si risponde a muso duro all'offensiva del Cavaliere (''Eravamo disponibili a dialogare fino a ieri, ma purtroppo il premier utilizza una politica dell'insulto'', dice il segretario Udc Lorenzo Cesa). Dall'altro lato, pero', ''non c'e' nessuna preclusione'' su un Berlusconi-bis. Il premier si sieda con Fini e Casini ''attorno a un tavolo per ragionare'', dice il vicepresidente dei deputati fli Benedetto Della Vedova. E Italo Bocchino chiede che Berlusconi ''allarghi la coalizione all'Udc'' e rimoduli il programma di governo. La condizione invalicabile per tutti e' pero' che il premier non si presenti in Parlamento per la fiducia: ''Se si dimettesse prima - assicura il capogruppo di Fli - avrebbe la certezza di continuare per tutta la legislatura''. Di fronte a queste proposte, pero', non giungono grosse aperture. Il capogruppo della Lega Federico Bricolo rilancia l'accusa a Fini di ''realizzare ribaltoni'' e vede come unica alternativa alla fiducia le urne. E il portavoce del Pdl Daniele Capezzone sostiene che ''Fini e Casini si sono infilati in un vicolo cieco, finendo di fatto in una posizione di oggettiva convergenza con Bersani e Di Pietro''. Ma la convergenza con il leader Idv pare tutt'altro che reale, se lo stesso Di Pietro accusa gli esponenti del Terzo Polo di essere '''poltronisti' che vogliono rimanere seduti ancora tre anni senza presentarsi agli elettori''.

Anoressia maschile e suicidi di modelli

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2010

Ecco cosa sfila dietro le passerelle della moda: se ne parla su Current, Sky

ROMA - Anoressia, suicidi, depressione, sfruttamento del lavoro, traffici illegali di pellami e materiali preziosi: ecco cosa 'sfila' dietro le passerelle della moda. Ecco di cosa parla lo Speciale Moda ideato, prodotto e presentato da Davide Scalenghe per la serie Vanguard Internazionale targata Current, in onda dal 7 dicembre, ogni martedì alle ore 21.10 sul canale 130 Sky. Quattro puntate per mostrare al pubblico la faccia meno patinata e più nascosta del mondo fashion e per indagare tra gli addetti ai lavori su temi controversi quali: Anoressia maschile; Vittime della moda; Animali Fashion e fashion Gold.

In questo speciale, Davide Scalenghe si mette in gioco in prima persona. Nella prima puntata si sottopone a un casting negli uffici di Elite Model Management di Milano. E' qui che avvengono le selezioni dei volti-immagine d'intere collezioni. E' qui che Davide prova sulla sua pelle cosa significa essere rifiutati perché non idonei fisicamente a rappresentare tutti gli altri uomini. Un responso pesante che in molti giovani modelli ìstiga disturbi alimentari o addirittura istinti suicidi.

L'anoressia maschile colpisce fra i 19 e i 40 anni, in prevalenza nel ceto sociale medio. I disturbi del comportamento alimentare tra gli uomini sono un fenomeno che, a differenza dell'anoressia e della bulimia femminile, resta poco noto malgrado sia decuplicato nell'ultimo decennio. Fino al 2000, la componente maschile rappresentava infatti l'1% sul totale di chi soffriva di questo genere di disturbi; oggi quella percentuale è balzata a un 10% che raddoppia al 20% nella fascia d'età fra i 13 e i 17 anni. Il Vanguard sulla moda prosegue nelle puntate successive raccontando da vicino le storie di autentiche 'vittime della moda', modelle e modelli suicidi o addirittura assasinati, ma anche animali domestici, cani e gatti sacrificati illegalmente per i must delle nuove collezioni. Un lungo reportage che parte dalle capitali della moda per arrivare fino in Romania, nei laboratori dove i prodotti di bellezza vengono testati sugli animali e in Ghana dove l'oro si estrae in condizioni di vita estreme per minatori.

Martedì 7 Dicembre 2010

Julian Assange arrestato a Londra

ANSA.it, http://www.ansa.it, 07/12/2010

Respinta la richiesta di cauzione. Il portavoce: è un attacco alla libertà, Wikileaks va avanti

LONDRA - Julian Assange non esce su cauzione resta in custodia cautelare fino al 14 dicembre. Lo ha deciso il tribunale di Westminster.

Il giudice di Westminster ha fissato una nuova udienza per il 14 dicembre. Oggi il capo di Wikileaks aveva detto in aula che si sarebbe battuto contro la richiesta di estradizione, dopo che la magistratura svedese aveva emesso nei suoi confronti un mandato di arresto europeo per reati sessuali.

Sono molto sorpreso per questo verdetto, ho deciso di sostenere Assange perché sta fornendo un servizio pubblico, il suo è un lavoro importante. Lo ha detto il regista Ken Loach che aveva garantito in aula per Assange.

Alla fine il cerchio si è chiuso attorno a Julian Assange: l'uomo piu' ricercato del mondo si è consegnato in un commissariato di Londra dopo esser stato raggiunto da un mandato di arresto europeo per conto della Svezia. Assange è arrivato in tribunale accompagnato dai suoi avvocati Mark Stephens e Janet Robinson. "E' un attacco alla libertà dei media", ha detto il suo portavoce Kristinn Hrafnsson.

Wikileaks aveva minacciato di scatenare un 'giorno del giudizio sul Web' aprendo la cassaforte con i restanti documenti segreti se il suo capo fosse stato arrestato, ma Hrafnsson ha detto che per ora non si sta pensando di procedere in questo senso.

Un portavoce di Scotland Yard ha detto che la magistratura svedese vuole che Assange risponda di due accuse di molestie sessuali e una accusa di stupro, reati che sarebbero stati commessi tutti nell'agosto 2010. L'hacker intanto si è fatto sentire con un articolo pubblicato oggi online sulla pagina degli editoriali dell'Australian in cui cita un giovane Rupert Murdoch, suo connazionale, che scrive: "Nella gara tra segretezza e verità, é inevitabile che alla fine vinca la verita". Tra le prime reazioni quella del ministro Franco Frattini che ha detto: "Era ora, l'accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo".

PAESI GOLFO,RIUNIONE SU IRAN E TERRORISMO

di Stefano de Paolis

Dopo le rivelazioni apparse su Wikileaks, i leader delle monarchie petrolifere del Golfo, riuniti ad Abu Dhabi, hanno oggi dato apertamente voce alla loro apprensione per il programma nucleare iraniano, ma anche per il flusso apparentemente inarrestabile di finanziamenti al terrorismo islamico, che, sempre secondo i documenti diffusi da Julian Assange, ha origine in buona parte proprio dai loro Paesi. Il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg, che riunisce Arabia Saudita, Emirati Arabia Uniti, Kuwait, Qatar, Bahrain e Oman) "segue gli sviluppi del file nucleare iraniano con la massima preoccupazione e sottolinea di nuovo l'importanza dell'adesione ai principi della legittimità internazionale e alla risoluzione dei conflitti attraverso metodi pacifici", si dice nel comunicato finale della riunione annuale, di due giorni. I toni utilizzati in passato dagli stessi leader o dai loro ministri nelle conversazioni con i diplomatici Usa, secondo quanto si è appreso in questi giorni, erano invece ben diversi. In particolare, dall'Arabia Saudita, le cui "frequenti esortazioni agli Usa per un attacco all'Iran" hanno trovato una teatrale sintesi nell'affermazione di re Abdullah secondo cui "la testa del serpente deve essere tagliata". Anche re Hamad del Bahrein è stato esplicito nel dire che il nucleare iraniano "deve essere fermato. E' più pericoloso lasciarlo proseguire che fermarlo"; mentre gli Emirati hanno chiesto agli Usa forniture di armi, affermando con apprensione di averne bisogno al più presto, sperando che "che gli iraniani ci diano tempo. Loro si muovono in fretta". Ma oggi, il segretario generale Ccg, Abderrahaman al Attiya, ha però affermato che si tratta solo di "un malinteso", di parole "che non bisogna prendere sul serio". Ciò che conta è la posizione ufficiale del Consiglio, secondo cui "é importante che l'Iran si impegni alla base di rapporti di buon vicinato", ma che le le dispute vanno risolte "pacificamente, senza fare ricorso alla forza". Nel comunicato si afferma anche che è ancora assolutamente necessario intervenire per "bloccare le fonti di finanziamento ai gruppi terroristici", al Qaida compresa, ovvero "lavorare per prosciugare" le loro fonti di denaro. Un'affermazione che appare come una risposta diretta al segretario di Stato Usa Hillary Clinton, che in un documento di circa un anno fa, e ora rivelato, aveva affermato: "E' una sfida ancora in corso quella di convincere i funzionari sauditi a trattare il finanziamento ai terroristi proveniente dal loro Paese come una priorità strategica". In altri cablo si afferma invece che gli Emirati sono "un gap strategico" che i terroristi potrebbero sfruttare, che il Qatar è il "peggiore nella regione" in materia di anti-terrorismo, mentre il Kuwait è un "punto di transito chiave" per i terroristi. Secondo quanto ha detto Attiya, sono però parole che "non bisogna prendere sul serio".

Ecofin: evasori, cade segreto bancario

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 07/12/2010

15.43 I ministri delle Finanze dell'Ue hanno approvato all'unanimità una direttiva contro l'evasione fiscale: gli Stati Ue non potranno più porre il segreto bancario su un contribuente Ue detentore di un conto corrente estero. Austria e Lussemburgo hanno ottenuto che il provvedimento entri in vigore progressivamente.A partire dal 2015 sarà attivato uno scambio automatico di dati su alcune informazioni. Un provvedimento "importante" anche ai fini "del consolidamento dei bilanci",ha detto il presidente Ecofin, il belga Reynders.

Bloccare WikiLeaks? Non ha prezzo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/12/2010

Rimane la pagina su Facebook: "non viola alcuna regola"

Da oggi, per aiutare Wikileaks bisogna ricorrere a un trasferimento bancario, da destinare a un istituto di credito islandese o a una banca commerciale di Kassel, in Germania.

In alternativa, resta l'opzione piu' antica, ma dall'innegabile "old fashion" come scrive WikiLeaks sulla sua pagina web: infilare un mazzetto di contanti in una busta da lettere e inviarlo nella lontana Australia. "Il regolamento Mastercard impedisce ai clienti di impegnarsi o facilitare, direttamente o indirettamente, ogni tipo di azione illegale", e' stata la spiegazione fornita dalla statunitense Mastercard. Poche ore dopo Visa Europe ha seguito la sua concorrente, bloccando i finanziamenti di tutti i donatori europei.

Una mascherata

A Julian Assange restano gli attestati di stima che giungono dai quattro angoli del globo. "We love you", "una mascherata della giustizia" urlavano decine di manifestanti a Londra al di fuori del Palazzo di Giustizia dove Assange tentava di ottenere la liberta' provvisoria avvalendosi dell'aiuto di 'star' come Ken Loach, l'attivista per i diritti umani Jemima Kahn (ex fidanzata di Hugh Grant) e il giornalista australiano John Pilger.

Mentre gia' questa mattina, diversi intellettuali, tra cui l'americano Noam Chomsky, hanno firmato una lettera aperta inviata da un docente e da un avvocato australiani al loro premier Julia Gillard, perche' garantisca "un sostegno forte" ad Assange.

Teorie che fanno da contraltare a chi come il ministro della Difesa Eric Holder o la senatrice democratica Dianne Feinstein considerano quello di Wikileaks come un grave atto di spionaggio. Un atto illegale da contrastare.

Resta online, con un milione di sostenitori iscritti, la 'fan page' del sito su Facebook, uno degli ultimi a sostenere che Wikileaks non viola alcuna regola interna.

La verità vince sempre

Il capo di Wikileaks si e' consegnato alla polizia di Londra: il giudice del tribunale di Westminster ha respinto la richiesta di scarcerazione su cauzione. Assange rifiuta di essere estradato in Svezia e cita Rupert Murdoch: 'La verita' vincera". L'Australia, suo Paese natale, gli assicura assistenza consolare. Su WikiLeaks, intanto, si legge: l'arresto di Julian non ci ferma, in suo soccorso arriva un esercito di 'Jedi' contro siti nemici.

Wikileaks: Hezbollah ha 50mila missili. Traffico di armi dalla Corea del Nord

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/12/2010

Denaro da Chavez allo ''stato criminale'' del Nicaragua

Julian Assange potrebbe consegnarsi alla polizia di Londra nelle prossime 24 ore per poi presentarsi davanti al tribunale della City of Westminster. Lo scrive il Daily Telegraph sul suo sito online. Il capo di Wikileaks si trova nel sud est dell'Inghilterra e Scotland Yard ha le carte in regola per arrestarlo dopo la richiesta di estradizione da parte della Svezia per reati sessuali. Assange sta negoziando attraverso i suoi avvocati un incontro consensuale con la polizia.

Missili della Corea del Nord ad Hamas ed Hezbollah

La Corea del Nord vende missili e tecnologia militare a Iran e Siria, che finiscono nelle mani di Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e gruppi armati in Iraq.

A rivelarlo sono alcuni cablogrammi inviati dal Dipartimento di Stato e dalle ambasciate americane in diversi Stati del Medio Oriente riportati dai media partner di Wikileaks, tra cui lo spagnolo El Pais e l'americano New York Times.

Dai documenti - si legge sul giornale madrileno - si puo' evincere che alla radice del traffico di armi tra i Paesi arabi piu' radicali "c'e' il programma missilistico della Corea del Nord".

In un cablogramma del 6 ottobre 2009 inviato dal Dipartimento di Stato si evidenzia, ad esempio che "la Siria e' un altro dei clienti chiave della Corea del Nord, che ha fornito Damasco di missili Scud-C con un raggio di 500 chilometri e di tecnologia" per estendere il raggio d'azione a "700 chilometri".

Stesso discorso per l'Iran al quale Pyongyang "continua a fornire assistenza per i programmi missilistici". Un documento del 22 febbraio scorso inviato dall'ambasciata americana a Tel Aviv rivela invece "un imminente trasporto di missili Scud da Siria a Hezbollah in Libano", tracciando cosi' una delle vie principali del traffico di armi in Asia. E gli Usa non sembrano affatto contenti, tanto che il segretario di Stato Hillary Clinton, sempre nel febbraio scorso invia personalmente un cablogramma alla Siria per dire "basta" alla consegna di missili balistici.

"Siamo a conoscenza - scrive la Clinton - di tentativi in corso da parte siriana di dotare Hezbollah di missili balistici. Devo sottolineare che questa attivita' e' fonte di profonda preoccupazione per il mio governo, e vi diffidiamo con forza dal continuare con questa seria escalation".

L'arsenale nelle mani di Hezbollah, secondo i dispacci americani, annovera 50 mila razzi e missili, alcune decine dei quali in grado di colpire Israele. Secondo i documenti 'intercettati' da Wikileaks, nel corso del 2009 da Teheran arrivano armi a gruppi armati in Iraq, a Hamas a Gaza e a Hazbollah in Libano. E uno dei transiti piu' utilizzati e' il Sudan, tanto che nel gennaio del 2009 Washington esercita una forte pressione sul governo di Khartoum per impedire l'arrivo di armi provenienti dall'Iran e destinate a Gaza che, secondo l'intelligence statunitense, giungono a Khartoum in velivoli "della compagnia Al Badr". La risposta del Sudan, tuttavia, e' deludente: "Gli aerei trasportano solo 'attrezzature agricole'", viene comunicato agli Stati Uniti.

Hezbollah ha 50mila razzi e missili, almeno 40 possono colpire Israele

Secondo un ufficiale del Pentagono, l'arsenale di Hezbollah in Libano e' attualmente dotato di circa 50 mila razzi e missili, tra cui dai 40 ai 50 Fateh-110 (i missili terra-terra capaci di una gittata di almeno 200 km, dunque in grado di raggiungere Israele) e 10 Scud-D (l'evoluzione dei missili balistici SS-1 a corto raggio di produzione sovietica). Lo scrive oggi il New York Times.

Dai documenti emerge come la diplomazia Usa e' in uno sforzo costante per evitare che in una delle regioni a piu' alta tensione al mondo si accumulino armi e materiale bellico. Ma - scrive il New York Times basandosi sui documenti confidenziali dei diplomatici Usa - l'intera regione e' come circondata da un traffico di armi di livello internazionale. Il traffico coinvolge piu' Paesi e piu' entita': armi dal Sudan ad Hamas, a Gaza, armi dall'Iran a Hezbollah, in Libano, missili dalla Corea del Nord all'Iran e alla Siria.

Denaro da Chavez allo ''stato criminale'' del Nicaragua

Secondo dispacci dell'ambasciata Usa a Managua, resi noti dai media partner di Wikileaks, tra cui El Pais, il Nicaragua "Stato criminale" viene finanziato dalle reti internazionali del narcotraffico e, da qualche anno, anche grazie alle "valige piene di soldi" inviate del presidente venezuelano Hugo Chavez. "Il presidente e' completamente pazzo... e' diventato una minaccia per il Paese", afferma riferendosi a Daniel Ortega uno dei cable partiti nella primavera del 2009 dall'ambasciata di Managua e diretti a diversi uffici Usa. Altri quattro documenti citati dal quotidiano spagnolo, del 2008 e 2009 sempre dall'ambasciata in Nicaragua, sostengono che nella campagna elettorale del 2007 che porto' al potere Ortega, i sandinisti ottennero finanziamenti da narcotrafficanti internazionali, i quali a loro volta furono beneficiati da "giudici sandinisti per mettere in liberta' trafficanti che si trovavano in carcere".

Funzionari nicaraguensi hanno ricevuto "valige piene di soldi" nei viaggi fatti a Caracas, afferma un altro file pubblicato da El Pais, secondo il quale d'altro lato "nel 1984 Ortega negozio' un accordo con il 'narco' colombiano Pablo Escobar". La Dea - precisa un documento - "era riuscita a collocare una video-camera nascosta in un aereo che riprese Escobar e funzionari del ministero degli Interni che caricavano cocaina nell'aeroporto internazionale di Managua". In un documento molto piu' recente, dello scorso febbraio, l'attuale ambasciatore Usa a Managua Robert Callahan sottolinea di non credere ad un improvviso interesse di Ortega e dell'influente 'first lady' nicaraguense, Rosario Murillo, per riavvicinarsi a Washington: e' un atteggiamento - afferma il diplomatico - "a breve termine e poco sincero".

Alfa MiTo battuta, Fiat chiede i danni a Santoro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/12/2010

Anno Zero aveva citato un test comparato

Al momento non riteniamo opportuno commentare l'iniziativa della Fiat, dice Michele Santoro. Il Lingotto

ha dato mandato ai propri legali per "intraprendere un'azione giudiziaria nei confronti dei responsabili della trasmissione televisiva 'Annozero' per le affermazioni andate in onda nella puntata del 2 dicembre scorso fortemente denigratorie e lesive dell'immagine e dell'onorabilita' della società, dei suoi prodotti e dei suoi dipendenti fatte a commento di una pseudo-prova comparativa".

Il test

Fiat Group Automobiles - si legge in una nota del Lingotto - lamenta che in modo del tutto strumentale Annozero" abbia illustrato le prestazioni di tre autovetture, fra cui una Alfa Romeo MiTo, impegnate in un test apparentemente eseguito nella stagione autunnale, per concludere, sulla sola base dei dati relativi alla velocità, che i risultati di questa 'prova' avrebbero dimostrato una asserita inferiorità tecnica complessiva dell'Alfa Romeo MiTo. Si trattava di una ripresa televisiva che è stata artificialmente collegata ad una prova comparativa condotta nella stagione primaverile, non con le stesse vetture, dal mensile Quattroruote - prosegue il comunicato - e poi pubblicata nel numero dello scorso mese di giugno di questa rivista".

La prova di Quattroruote diceva il contrario

Quello che, incredibilmente, la trasmissione non ha raccontato è che la valutazione globale di Quattroruote, risultante dalla comparazione dei dati relativi alle prestazioni tecniche, alla sicurezza e al confort ha attribuito all'Alfa Romeo MiTo in versione Quadrifoglio (1.368 cc) una votazione superiore a quella della Citroen DS3 THP (1.598 cc) e della Mini Cooper S (1.598 cc). Fiat, anche a tutela delle migliaia di lavoratori che quotidianamente danno il loro contributo alla realizzazione di prodotti sicuri e tecnologicamente avanzati - concludono dalla casa automobilistica torinese -, intende pertanto intraprendere un'azione di risarcimento danni (il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficienza) come forma di difesa a fronte di una condotta tanto ingiustificata quanto lesiva della verità.