DEI RICCHI

2010 - Ottobre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/10/2010 * 09/10/2010 * 10/10/2010 * 11/10/2010 * 12/10/2010 * 13/10/2010 * 14/10/2010 *

Venerdì 8 Ottobre 2010

Il senso dell'umorismo muore a 52 anni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2010

Ricerca scozzese, si smette di prenderla sul ridere e si diventa sempre più scontrosi

LONDRA - Il senso dell'umorismo muore al compimento dei 52 anni. E' quanto afferma una ricerca scozzese secondo la quale intorno a quell'eta' sia gli uomini e che le donne smettono di prenderla sul ridere e diventano sempre piu' irritabili e scontrosi. I peggiori sarebbero pero' gli uomini che dai 60 anni in su sono ben quattro volte piu' brontoloni delle donne.

Gli scienziati dell'universita' di Glamorgan hanno messo in relazione quanto si ride nelle diverse fasi della vita ed hanno scoperto che le risate sono purtroppo inversamente proporzionali all'eta'. ''Prima dei 20 anni ridiamo il doppio rispetto a dopo i 50. I nostri risultati indicano che dai 52 in poi e' tutta una discesa''.

Dallo studio e' emerso che sebbene un bebe' arrivi a ridere fino a 300 volte al giorno, la vita diventa presto meno divertente: dai 20 ai 30 anni si ride in media solo quattro volte al giorno, mentre dai 30 ai 40 si ride fino a cinque volte al giorno, forse proprio perche' si hanno intorno dei bambini. ''E' importante ricordare che ridete fa bene: rilascia endorfine e una risata tutti i giorni e' utile a combattere lo stress'', ha detto Lesley Harbridge dell'universita' di Glamorgan.

Fisco: contribuente vince 1 causa su 3, 1 mln arretrate

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2010

ROMA - In tribunale il contribuente ha la meglio sul fisco una volta su tre in primo grado e oltre il 44% delle volte in secondo. Sono quasi un milione le liti pendenti in materia tributaria nonostante in media basti solo un'udienza, o poco piu', per definire il ricorso sia in primo grado che in secondo. Resta poi il 'caso' della Commissione Tributaria Centrale. Abolita 14 anni fa, di fatto sopravvivere per smaltire le liti di terzo grado arretrate. Nonostante la devoluzione dei contenziosi in attesa di giudizio alle competenti sede regionali, a seguito di una norma inserita nella Finanziaria 2008, restano ancora da trasferire dalla Commissione Centrale alle sedi regionali oltre 76.000 fascicoli. Non solo: nel 2009 ne sono arrivati alla 'soppressa' Commissione centrale 54 ricorsi ex novo. Sono alcuni dei dati contenuti nella ''Relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull'attivita' delle Commissioni Tributarie'', aggiornata al 2009 e messa a punto dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia. Sono dunque 945.295 le cause pendenti presso le Commissioni tributarie. Rispetto all'anno precedente le cause in attesa di giudizio sono aumentate (+9.246). La maggior parte dei giudizi pendenti e' in primo grado: 578.653. Per quanto riguarda gli esiti dei ricorsi definiti nel 2009 presso le Commissioni Tributarie provinciali, le pronunce favorevoli al contribuente e all'Ufficio raggiungono rispettivamente il 35,63% e il 39,17% del totale. ''Limitando, tuttavia, l'analisi ai ricorsi definiti con una decisione di merito, il contribuente registra una percentuale di successo - si legge nel documento - superiore a quella degli uffici: 48,45% conto il 38,65%''. Presso le Commissioni Tributarie regionali gli esiti risultano per il 44,21% favorevoli al contribuente e per il 42,08 favorevoli all'ufficio. ''Nel secondo grado di giudizio, si evidenzia una percentuale di successo per il contribuente superiore a quella degli enti impositori, sia in generale che nei giudizi di merito'', rileva il dossier delle Finanze. Le percentuali piu' elevate di esito favorevole al contribuente si realizzano nelle Ctp della Puglia (45,57%), della Sicilia (45,90%) e della Campania (41,14%). Nel secondo grado di giudizio, le percentuali maggiori di esito favorevole al contribuente si realizzano presso la Ctr del Molise (53,47%), la Ct di 2/o grado di Bolzano (50,93%) e la Ctr della Campania (49,20%). Analizzando i ricorsi nel 2009 per tipologia di tributi, emergono al primo posto i contenziosi sull'Irpef e le addizionali (17,98%), al secondo l'Irap (15,15%), seguita dall'imposta di Registro (8,06%). Per quanto riguarda lo svolgimento del contenziosi, nel primo grado di giudizio sono necessarie 1,56 udienze per definire ogni singolo ricorso e in secondo grado 1,20 udienze. Infine, per quanto riguarda i tempi di attesa per avere un giudizio, in media il tempo medio di un processo e' di 928 giorni in primo grado e 630 in secondo.

Obama, quasi come Bush

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2010

Sondaggi sconfortanti per il presidente

Washington, 08-10-2010

Solo il 47% degli americani pensa che Obama sia un presidente migliore del suo predecessore George W. Bush,rivela un sondaggio della CNN.

Il 45% ritiene invece Bush un presidente migliore.

I risultati del sondaggio, fatto nella imminenza delle elezioni di midterm, sono ancora piu' sconfortanti per l'attuale presidente statunitense se si considera che un anno fa, a una analoga domanda, il gap a favore di Obama su Bush era di 23 punti invece dei due attuali.

Israele compra 20 caccia F35 dagli Usa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/10/2010

6.20 Israele ha firmato un contratto con gli Stati Uniti per l'acquisto dii 20 aerei caccia F35. Lo si è appreso da fonti ufficiali. L'acquisto di 20 caccia "Joint strike fighters", costruiti negli Usa, doterà Israele degli aerei da combattimento più sofisticati della regione, mentre sale la tensione con l'Iran e dopo una massiccia vendita di armi da parte degli Stati Uniti all'Arabia Saudita.

Cia:2010 sarà anno nero per agricoltura

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/10/2010

2.20 Anche il 2010 sarà "un anno nero" per l'agricoltura italiana. Dopo i dati fortemente negativi registrati nel 2009 si annuncia infatti un calo della produzione (-2,1%) e del valore aggiunto in flessione (-2,5%), con prezzi all'origine in frenata (-4/5%) e costi in ulteriore frescita (-4,5%). Sono queste alcune stime della Cia presentate alla quarta Conferenza economica di Lecce. I redditi degli agricoltori dovrebbero subire un nuovo taglio, ma certamente meno drastico (6/7%) del 21% registrato lo scorso anno.

Ex detenuto Guantanamo fa causa a Gates

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/10/2010

1.01 Un siriano di 32 anni,detenuto 9 anni a Guantanamo, ha fatto causa al ministro della Difesa Usa Robert Gates, chiedendo un risarcimento per gli anni di prigione fatti e le torture subite. L'uomo era stato scarcerato ad ottobre per ordine di un giudice americano dopo una lunga battaglia. L'azione legale e' stata avviata contro Gates ed il suo predecessore alla testa del Pentagono, Donald Rumsfeld. Il siriano sostiene di avere subito numerose torture, comprese percosse e privazione del sonno, durante gli anni della prigionia.

Premier:processo breve, intercettazioni

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/10/2010

22.15 "Ora portiamo avanti l'idea di un processo in tempi certi che hanno chiamato breve anche se dura sei anni e mezzo". Così Berlusconi intervenuto al telefono alla festa del PdL di Busto Arsizio. "Anche qui però -dice il premier- serve una riforma: dobbiamo assolutamente intervenire così come dobbiamo intervenire sulle intercettazioni". "Un paese in cui non c'è l'inviolabilità di ciò che si dice al telefono -nota- non è un paese civile". E ribadisce: "L'inviolabilità delle comunicazioni è una cosa fondamentale per la democrazia".

Fini si accorge che i partiti sono in Rai, 'meglio privatizzarla'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2010

Guerra di nervi con Berlusconi

Roma, 08-10-2010

I partiti devono uscire dalla tv pubblica. L'invito ad accomodarsi fuori è di Gianfranco Fini, che dopo il Tg di Mentana a La 7 sceglie un'altra location scomoda per il premier, Anno zero, per dissotterrare il conflitto di interessi e scoprire la presenza ingombrante dei partiti in Rai.

CompreRai

E' arrivato il tempo di liberalizzarla, questa Rai, dice Fini, anche perché "vendendola potrebbero entrare denari freschi nelle casse del Paese". "Certo poi bisogna vedere chi acquista - aggiunge Fini - perché altrimenti il conflitto di interessi potrebbe diventare ancor più manifesto".

Aids in vista

A introdurre Fini, ieri sera, Michele Santoro, per il quale "c'è una malattia che si diffonde come l'Aids e che si chiama conflitto di interesse" e che bisogna dimostrare di essere "liberi non solo dentro, ma anche fuori".

Tessera del tifoso per i talk show politici

Nell'intervista Fini ha anche parlato dell'ultima circolare emanata dal direttore generale Rai, Mauro Masi, sostenendo che "impedire gli applausi in trasmissione è come impedire ai cittadini di parlare. Piuttosto la questione è come organizzare gli applausi perché è come se a uno stadio si consentisse l'accesso ad una sola tifoseria".

Basta con Minzolini

Fini ha annunciato una iniziativa parlamentare di Futuro e Liberta' per la privatizzazione della Rai nel corso di questa legislatura. Iniziativa che si aggiungerebbe alla mozione per il pluralismo nell'azienda pubblica, presentata dal gruppo guidato da Fini, che dovrebbe essere discussa a novembre. Nel mirino di Italo Bocchino e compagni, oltre al dg Mauro Masi, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, accusato di faziosità.

Il buon esempio

Le parole di Fini suscitano poco entusiasmo sia nella maggioranza che nell'opposizione. "La privatizzazione è già prevista dalla legge Gasparri", fa sapere il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. "Le norme ci sono, occorre la volontà politica di venderla", gli fa eco il capogruppo dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. Piu' dura la reazione di Alessio Butti, capogruppo del PdL in Commissione di Vigilanza, che, pur condividendo la necessità dell'indipendenza dai partiti, invita "a dare il buon esempio non solo Fini ma anche gli accoliti di Futuro e Libertà che, direttamente o indirettamente, beneficiano largamente della 'magnanimità produttiva' di mamma Rai". E qui ogni riferimento non è puramente casuale.

Parenti serpenti

Fuori i partiti, anche i cognati, replica più esplicitamente il segretario de La Destra, Francesco Storace. "I cognati e le suocere", rincara la dose il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. L'allusione, chiara è ai rapporti di Francesca Frau, madre di Elisabetta Tulliani, compagna di Fini, e di suo fratello Giancarlo, attraverso società a loro riconducibili, con la Rai. Oltre che al contratto per la fiction 'Anita', prodotta da Gabriella Buontempo, moglie di Bocchino, che ieri ha avuto il via libera dal cda.

AAA cercasi editori illuminati

L'opposizione boccia la proposta di privatizzare l'azienda pubblica e rilancia il ddl sulla riforma della governance presentato all'inizio dell'estate dal Pd."Occorre calendarizzare quella proposta che mette in campo un amministratore delegato e ridimensiona drasticamente il peso dei partiti", propone Carlo Rognoni, presidente del Forum per la riforma del sistema radiotelevisivo del Pd. "La privatizzazione suppone un capitalismo illuminato che in Italia non c'è", aggiunge il senatore Vincenzo Vita. Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, invita invece Fini "a cominciare mettere fuori dalla Rai tutti coloro che sono di nomina politica, anche quelli a lui vicini".

Non, non è la Rai...

Ma la tv pubblica sembra solo uno dei temi sui quali Fini sfida Silvio Berlusconi: gli altri, che arrivano a ruota, sono giustizia e legge elettorale.

Di tutto, di più

A parole entrambi vogliono la stessa cosa: mandare avanti la legislatura, rispettare l'impegno con gli elettori, mettere al riparo il presidente del Consiglio dall'azione dei pm. Nei fatti, la strada per evitare il ritorno anticipato alle urne resta in salita, perche' nessuno dei due si fida ed anzi entrambi puntano a sopraffare l'altro, come dimostrano le continue stoccate, ma soprattutto le posizioni diametralmente opposte sui delicatissimi temi del processo breve e delle intercettazioni. La guerra di nervi prosegue, chi la dura la vince, sembra la convinzione comune dei due leader.

Certo, Fini conferma di non aver "nulla da obiettare" ad un Lodo costituzionale che salvaguardi le alte cariche, premier incluso, ma ribadisce che sarebbero "inaccettabili norme retroattive che cancellino i processi". Come dire: va bene il Lodo Alfano bis, ma niente processo breve.

Dal predellino al treppiede

Il resto dell'intervista sono note dolenti. A cominciare dalla rivendicazione del ruolo di Fli: "La famosa terza gamba e' costituita" e ora nella maggioranza tutto si dovra' "concordare". Come a dire: l'accelerazione impressa dal Cavaliere di 5 cdm per i 5 punti programmatici dovra' fare i conti con i numeri in Aula. Fini tocca quindi un altro tema particolarmente inviso a Berlusconi: la riforma della legge elettorale. "Non penso che sia una provocazione, ma un elemento di discussione", dice. Quanto alle dimissioni, ribadisce di non ritenerle necessarie nemmeno quando Fli sara' a tutti gli effetti un partito.

Berlusconi risponde

A stretto giro, in collegamento telefonico con Busto Arsizio, il premier replica ai 'paletti' del leader di Fli. La sua premessa sembra andargli incontro: "Noi andiamo avanti", sono altri che "vogliono un governo tecnico per fare una legge elettorale che tolga il premio di maggioranza", tornando cosi' ad avere "moltissimi partiti" e una situazione "ingovernabile". Poi, anche lui si toglie i sassolini dalle scarpe, cavalcando non solo il processo breve appena bocciato da Fini, ma riproponendo quel giro di vite sulle intercettazioni che proprio le truppe 'futuriste' hanno contribuito ad affossare. "Adesso portiamo avanti l'idea di un processo in tempi certi: l'hanno chiamato subito 'processo breve' anche se dura sei anni e mezzo e anche qui, pero', serve una riforma: dobbiamo assolutamente intervenire, cosi' come dobbiamo intervenire sulle intercettazioni", dice Berlusconi al telefono con una festa provinciale del Pdl.

Dai contractors ai Talebani, il contribuente americano paga chi spara ai suoi soldati

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2010

Afghanistan, il lato oscuro della guerra

Washington, 08-10-2010

Fondi americani per pagare le agenzie private di sicurezza in Afghanistan sono finiti nelle mani di signori della guerra e ribelli talebani, alimentando la diffusa corruzione nel paese asiatico. E' quanto emerge da una relazione della Commissione Difesa del Senato degli Stati Uniti.

Secondo il rapporto, il governo americano si sarebbe mostrato incapace di verificare le assunzioni di contractor privati che lavorano per le autorità statunitensi in Afghanistan, nonostante i contratti firmati avessero un valore di svariati miliardi di dollari: un mancato controllo, si aggiunge nella relazione, che ha generato risultati catastrofici.

La nostra dipendenza dalle agenzie di sicurezza private in Afghanistan è troppo spesso andata a vantaggio dei signori della guerra locali e degli agenti che agiscono fuori da ogni controllo governativo, e contro gli interessi della coalizione internazionale, ha dichiarato Carl Levin, il presidente della Commissione. "Questa situazione minaccia la sicurezza delle nostre truppe e mette a rischio il successo della nostra missione", ha aggiunto.

La relazione della Commissione Difesa del Senato Usa rivela in particolare che la società

ArmorGroup, una filiale della britannica G4S, ha fatto appello a signori della guerra afgani, tra cui alcuni che "sostengono i talebani", per reclutare guardie di sicurezza private. Mentre il contratto stipulato con l'Esercito dell'Aria Usa era in corso,

uno di questi signori della guerra è stato ucciso in un'incursione militare "americano-afgana, compiuta durante una riunione dei talebani proprio nel suo domicilio".

La commissione, che ha studiato più di 125 contratti di sicurezza passati per il Pentagono tra il 2007 e il 2009, ha scoperto "difetti sistematici, anche nella verifica da parte delle società di sicurezza della qualità dell'addestramento ricevuto dal loro personale armato". D'altra parte, nella relazione viene accolta con soddisfazione la posizione espressa dal comandante delle truppe Usa e della Nato in Afghanistan,

David Petraeus, che ha ordinato una riforma dei contratti con le agenzie di sicurezza private ed ha avvertito che spese elevate, senza un accurato ed adeguato controllo, possono alimentare la corruzione e l'attività degli insorti.

Emirati arabi, niente più stop al Blackberry: ora conforme alla legge

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2010

Dubai aveva minacciato il blocco del cellulare dall'11 ottobre se non si fosse trovato un accordo sull'accesso ai dati trasmessi dagli utenti tramite sms, email e internet

DUBAI - Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che non sospenderanno i servizi del Blackberry nel paese a partire dall'11 ottobre, come annunciato in precedenza.

Gli Eau avevano minacciato in agosto di bloccare i servizi del popolare cellulare l'11 ottobre se non fosse stato trovato un accordo con i costruttori del Blackberry, i canadesi della Research in Motion (Rim), sull'accesso ai dati trasmessi dagli utenti tramite messaggeria istantanea, email e internet. Le autorità degli Emirati affermavano che l'impossibilità di controllare questi dati rappresentava una minaccia alla sicurezza nazionale. Secondo la locale autorità delle telecomunicazioni, che diffuso un comunicato, "i servizi del Blackberry sono ormai conformi alle norme degli Eau", aggiungendo che la Rim "ha dato prova di cooperazione per giungere a questa soluzione". Il Blackberry, che viene utilizzato da circa mezzo milione di persone negli Emirati, ha secondo gli esperti un livello di criptaggio dei dati difficile da aggirare. La Rim ha avuto problemi simili in India e in Arabia Saudita.

Sistemi di sicurezza Nato, '100 attacchi al giorno'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2010

Il segretario Rasmussen: la difesa contro i cyber attacchi è la nuova sfida dell'Alleanza atlantica

BRUXELLES - I sistemi di sicurezza della Nato sono "già attaccati un centinaio di volte al giorno" e la difesa contro i cyber attacchi è la nuova sfida dell'Alleanza atlantica. Lo ha detto il segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen, in un discorso sul "nuovo concetto strategico" dell'organizzazione, pronunciato oggi a Bruxelles

Prezzi case alle stelle, cinesi si organizzano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2010

Si vive in container con aria condizionata, o in barche e gabbie

SHANGHAI - A causa del sempre crescente costo delle case in Cina, sono moltissime le persone nel paese che, non potendo permettersi di pagare un affitto o ancor meno di acquistare una appartamento, stanno escogitando e sperimentando nuove e spesso bizzarre forme di alloggio. Tra le più comuni quelle che si possono trovare soprattutto a Foshan, nella provincia meridionale del Guangdong, che consistono in container di metallo, come quelli usati per trasportare le merci sulle navi.

A Foshan alcune aziende hanno cominciato a sviluppare proprio il business dell'affitto dei container a fini abitativi. Lunghi approssimativamente sei metri, profondi tre metri e alti 2 metri mezzo circa, i container, trasformati in mini appartamenti, sono equipaggiati con piastrelle che foderano il pavimento. Nel centro della 'stanza' letti a castello con struttura di metallo e un condizionatore per far fronte ai mesi troppo caldi. Il tutto per circa 180 yuan al mese (19 euro). C'é poi chi al container preferisce una barca. Nella provincia dell'Anhui, nella Cina orientale, alcune famiglie hanno optato per una sistemazione sull'acqua, a bordo di battelli comprati o noleggiati. Diverse persone comprano, per prezzi piuttosto bassi, intorno agli 8.000 yuan (circa 800 euro), barche vecchie e in disarmo per poi risistemarle e farne poi la propria abitazione. Altra casa alternativa per i cinesi sta diventando l'automobile. Non è raro, specie in alcune zone del paese, vedere dei vecchi minibus o minivan trasformati in abitazioni. I sedili vengono rimossi e al loro posto viene sistemato un letto, alla testa del quale viene posizionata una luce e spesso un ventilatore. Qualcuno prova anche ad andare oltre.

Nel distretto di Yuzhou, nella provincia del Guangxi, uno studente, rimasto senza casa dopo che la sua abitazione (una baracca di fango e paglia) era stata totalmente distrutta da una tempesta, insieme al fratello ha costruito una casa sull'albero. Dopo aver raccolto qua e là scarti di altre case, pezzi di legno, materiali plastici ed altro, i due ragazzi si sono creati una sorta di nido nel quale hanno vissuto. Anche se solo per 20 giorni. Dopo il vento e la pioggia li hanno costretti ad andare di nuovo via. A Shenzhen un uomo ha invece costruito un mini appartamento sfruttando la tromba delle scale non più utilizzate. Oggetti collocati sui gradini e persino un computer trovano posto nel piccolissimo spazio, totalmente decorato e reso quanto più possibile confortevole. A Hong Kong ci sono invece le cosiddette 'case gabbia'. Sono soprattutto gli anziani, i malati e i poveri ad usarle. Si tratta di vere e proprie gabbiette metalliche collocate in affollatissimi condomini popolari, separate l'una dall'altra solo da una fitta rete. Ogni persona vive nella propria gabbia, su brandine improvvisate, senza nessuna altra comodità. Le persone poi condividono di solito un piccolo bagno e una cucina.

Sabato 9 Ottobre 2010

Ahmadinejad al Papa, difendiamo religione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2010

Messaggio a Benedetto XVI per cooperazione Rep. Islamica-Vaticano

TEHERAN - L'esigenza di ''una stretta cooperazione'' tra la Repubblica islamica dell'Iran e il Vaticano in difesa delle religioni monoteistiche contro il secolarismo che si diffonde nel mondo e' stata sottolineata in un messaggio del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, al Papa. Lo riferisce il sito ufficiale della presidenza iraniana. Il messaggio e' stato consegnato in Vaticano mercoledi' dal vice presidente iraniano Mohammad Reza Mirtajoddini a Benedetto XVI.

Zaia: no a Afghanistan nostro Vietnam

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/10/2010

17.22 La missione di pace in Afghanistan "si sta trasformando per il nostro Paese in un nuovo, tragico Vietnam". E' quanto sostiene il presidente della Regione Veneto, Zaia, dopo l'uccisione dei 4 soldati italiani. Il governatore leghista parla di "scelta di priorità" perché "una missione di pace sia per la costruzione di un Paese e non per il sacrificio dei nostri giovani".Parlamento e governo "senza divisioni di parte o nominalistiche" devono tornare "a ragionare sulla necessità di riportare a casa i nostri ragazzi".

Afghanistan,uccisa operatrice Gb rapita

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/10/2010

13.51 L'operatrice umanitaria britannica, rapita lo scorso 26 settembre assieme a tre colleghi afghani, è stata uccisa in un blitz armato per liberarla. Lo ha affermato il ministro degli Esteri britannico, Hague, specificando che la donna, Linda Norgrove, "è stata uccisa dai suoi rapitori" nella provincia orientale di Konar. Il rapimento era stato rivendicato dai talebani che chiedevano agli Usa, in cambio della Norgrove, la liberazione di Aafia Siddiqi,detta "Lady Al Qaeda".

Tremonti, i bankers sono tornati: speculazione è a piede libero

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2010

I debiti pubblici sono saliti per salvare le banche, ha detto il ministro dell'Economia da Washington

WASHINGTON - "I debiti pubblici sono saliti anche perché è stata fatta la scelta di salvare le banche nel loro insieme": è quanto ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sottolineando tuttavia che "per fortuna questo non è accaduto in Italia".

I bankers sono tornati: "la speculazione è a piede libero". Ha detto il ministro dell'Economia. I bankers - ha ribadito Tremonti - sono tornati, due anni fa non c'erano, a Istanbul erano low profile, ora sono tornati: occupano gli hotel più costosi, organizzano feste e ricevimenti". Questo dimostra, a quindi precisato Tremonti che "la speculazione è a piede libero".

I bonus dei banchieri internazionali sono superiori ai livelli di prima della crisi. "I bonus, i derivati e tutto è agli stessi livelli di prima della crisi - ha detto Tremonti - forse i bonus sono più alti".

Il tasso di disoccupazione in Italia "è inferiore alla media europea". Secondo il ministro dell'Economia "in Italia la disoccupazione non è un problema grave, ma questo non vuol dire che non ci dobbiamo impegnare sull'occupazione", gli ha fatto eco il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, secondo il quale la disoccupazione in Italia non è stato uno dei fattori aggravanti della crisi.

Domenica 10 Ottobre 2010

Pontefice apre Sinodo per Medio Oriente

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/10/2010

10.11 Con una processione solenne di 180 vescovi e patriarchi cattolici provenienti da tutta l'area della Bibbia,dall'Iran all'Egitto, è iniziata a San Pietro la Messa presieduta dal Papa che apre il Sinodo speciale per il Medio Oriente Fino al 24 ottobre, l'Assemblea affronterà il problema dei circa 6 milioni di cattolici su 20 mln di cristiani e una popolazione di 356mln di persone, che vivono nei luoghi dell'Antico e Nuovo Testamento.Il rito della liturgia sarà in greco e latino mentre le preghiere saranno lette anche in arabo e turco.

Fmi: rafforzare la sorveglianza

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/10/2010

0.00 "La sorveglianza bilaterale e multilaterale dovrebbe essere rafforzata,prendendo lezioni dalla crisi". E' quanto si legge nel comunicato finale dell' Impc, il braccio operativo del Fondo monetario internazionale. I Paesi membri del Fmi ribadiscono che "la riforma delle quote e della governance sono critiche per la legittimità ed efficacia dell'istituto". Il Fondo, si precisa nel comunicato, "è e dovrebbe rimanere un'istituzione basata sulle quote".

Israele, sì a fedeltà a 'Stato ebraico'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/10/2010

Via libera del governo israeliano al disegno di legge che impone il giuramento di fedeltà "allo Stato ebraico e democratico" per chi chiede la cittadinanza. Il controverso progetto di legge, voluto dalla destra nazionalista del ministro degli Esteri, Lieberman, dovrà ora essere approvato dal Parlamento. La formula sarà richiesta solo ai non ebrei, che finora giuravano esclusivamente sul rispetto delle leggi dello Stato di Israele.

Lunedì 11 Ottobre 2010

Un pacchetto di sigarette costa fino a 107 euro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/10/2010

Prezzo calcolato contando il costo per morte prematura da fumo

ROMA - Tre o quattro euro? Meglio rifarsi i conti quando andate dal tabaccaio a comprare un pacchetto di sigarette; infatti il vero prezzo da pagare e' molto piu' salato, 107 euro se il fumatore e' maschio, 75 euro per la donna. Sono questi i costi reali di un pacchetto di sigarette contando anche il prezzo stimato per la morte prematura legata al fumo. La stima e' stata fatta da ricercatori spagnoli dell'Universita' Politecnico Cartagena (UPCT) diretti da Angel Lopez Nicolas. Il vero prezzo che i fumatori pagano per il loro vizio e' stato reso noto sulla 'Revista Espanola de Salud Publica'.

Per fare la stima gli esperti si sono avvalsi del database chiamato 'stima del valore della vita', in cui ci sono i costi medi che le persone sarebbero disposte a spendere per ridurre il proprio rischio di morte. Da questo database emerge che in media il prezzo che una persona e' disposta a sborsare e' pari a 2,91 milioni di euro ma che per i fumatori questo prezzo e' addirittura piu' alto, 3,78 milioni. Partendo da queste stime Lpez Nicols ha ricalcolato il prezzo di un pacchetto di sigarette aggiungendo al prezzo reale, 3-4 euro, quello per la vita del fumatore. Ma non bisogna confondere il costo della morte prematura con quello delle spese sanitarie, precisa Lopez. Infatti il costo per la morte prematura e' sostenuto dai fumatori stessi. Questo studio scardina un po' il cosiddetto assioma della 'sovranita' del consumatore', conclude Lpez sostenendo che i fumatori non fumano perche' il piacere di fumare supera il costo delle sigarette, ma lo fanno a causa del potere della nicotina di dare dipendenza e della loro incapacita' di capire il costo reale del fumo.

Benedetto XVI all'attacco del radicalismo islamico

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/10/2010

Sinodo sul Medio Oriente

Roma, 11-10-2010

I "capitali anonimi" che "schiavizzano" gli uomini e il terrorismo ideologico sono solo alcune delle "false divinità che distruggono il mondo". E' un Papa deciso, netto, quasi aggressivo nella critica agli aspetti più disumani del capitalismo e del radicalismo islamico quello che apre a Roma il Sinodo sul Medio Oriente.

In un discorso a braccio, pronunciato con la voce leggermente arrochita, il pontefice si è soffermato sul libro dell'Apocalisse, evocando la "sofferenza dei testimoni del Cristo" e "il sangue dei martiri, il dolore del grido della Madre Chiesa che fa cadere, trasforma il mondo" e "non assorbe i falsi idoli".

Pensiamo - ha detto Benedetto XVI - alle grandi potenze della storia di oggi, pensiamo ai capitali anonimi che schiavizzano l'uomo, che non sono più cose degli uomini ma un potere anonimo al quale gli uomini sono asserviti, per cui soffrono e sono persino disposti a morire. Secondo il pontefice, "si tratta di un potere distruttore che minaccia il mondo". Il Papa ha poi citato le "ideologie terroristiche" che sostengono con la loro "violenza" di agire "in nome di Dio": "Non è Dio - ha osservato - sono false divinità che devono essere smascherate perché non sono Dio".

Il Sinodo vaticano per il Medio Oriente, presieduto da papa Benedetto XVI, ha denunciato l'avanzata nella regione dell"'Islam politico" che "colpisce la situazione dei cristiani, sopratutto nel mondo arabo". "Vuole imporre un modello di vita islamico a tutti i cittadini, a volte con la violenza. Costituisce dunque una minaccia per tutti, e noi dobbiamo, insieme, affrontare queste correnti estremiste", ha detto stamane il relatore generale dell'Assemblea, il patriarca copto cattolico di Alessandria Antonios Naguib. All'assemblea, che si concluderà il 24 ottobre, partecipano tutti i vescovi e i patriarchi della regione. Alla minaccia fondamentalista, si aggiugnono anche le difficolta' di vita quotidiana dei cristiani, che si sentono "nella condizione di non-cittadini" nei paesi musulmani a motivo che spesso i musulmani "non fanno distinzione tra religione e politica".

Fedeltà allo stato ebraico, il Vaticano denuncia le contraddizioni di Israele

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/10/2010

Polemiche sul giuramento dei nuovi cittadini

Tel Aviv, 11-10-2010

Non diventa cittadino israeliano chi non è ebreo. Una "flagrante contraddizione, una cosa non logica, contraria ai principi democratici che si dice di voler affermare". Mons. Antonio Naguib, patriarca della Chiesa copto-cattolica d'Egitto e relatore generale del sinodo speciale sul Medio Oriente indetto da Benedetto XVI, esprime l'incredulità e il disagio della Chiesa cattolica per la recente legge approvata dal governo israeliano in forza della quale i nuovi cittadini non ebrei dovranno giurare fedeltà allo "Stato ebraico e democratico d'Israele" e non più solamente allo Stato d'Israele.

Nel gabinetto

A Tel Aviv contro l'emendamento proposto hanno votato 8 ministri; i voti favorevoli sono stati 22. Secondo quanto ha riferito la radio pubblica, il premier Netanyahu ha stabilito che una commissione di ministri studiera' la proposta del ministro della Giustizia Neeman di estendere l'emendamento anche agli ebrei che si avvarranno della Legge del Ritorno.

Questa decisione dello Stato d'Israele di far giurare fedeltà allo Stato ebraico personalmente credo sia una forte contraddizione ha detto il patriarca. "Non si può - ha aggiunto - affermare e annunciare pubblicamente di essere uno Stato democratico, uno Stato civile e allo stesso tempo dire che in questa democrazia s'impone una cosa di questo genere".

Verso un referendum

Eventuali ritiri territoriali di Israele dalle alture del Golan o da Gerusalemme est - da aree cioè occupate militarmente nel 1967, sulle quali è stata estesa la legislazione israeliana - dovranno essere convalidati da un referendum nazionale, in assenza di una forte maggioranza in parlamento. Questa la posizione espressa oggi da una commissione ministeriale, secondo cui il governo dovrà adesso sostenere una bozza di legge in merito presentata tre anni fa in parlamento dal deputato Yariv Levin (Likud). In base a quella iniziativa per essere convalidati eventuali ritiri dal Golan o da Gerusalemme est dovranno essere approvati da almeno 80 deputati dei 120 della Knesset. Qualora nella Knesset non ci fosse questa maggioranza, allora - secondo Levin - occorrerà tenere un referendum popolare.

Pillole di ottimismo

Vertice ad Amman tra il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e il suo omologo spagnolo Miguel Angel Moratinos con il presidente dell'Anp Mahmoud Abbas nel tentativo di contribuire per evitare il fallimento dei colloqui di pace con Israele, messi a repentaglio dalla mancata proroga della moratoria sulle costruzioni degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

I colloqui si terranno nella residenza dell'ambasciatore palestinese nella capitale giordana, con l'obiettivo di riaffermare il ruolo dell'Unione europea in seno ai negoziati e incoraggiare la rapida creazione di uno Stato palestinese.

Prima di Abbas, Kouchner e Moratinos vedranno il re giordano Abdallah II, sempre nel quadro degli sforzi per la ripresa delle trattative dirette tra palestinesi ed israeliani, mentre ieri il capo della diplomazia francese ha avuto un incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Sono ottimista" sul fatto che si possa trovare un compromesso sulla questione delle colonie, ha detto Kouchner, prima di incotrare Abbas.

Pillole di realismo

Israele ha seppellito l'accordo di Oslo e gli altri firmati con l'Olp, denuncia Abu Mazen secondo quanto riferisce il capodelegazione palestinese Saeb Erakat. L'intesa di Oslo, firmata nel 1993, prevedeva l'autonomia palestinese ed e'la base di tutti i passi successivi verso la pace. Abbas ha acusato Israele di spogliato l'Autorità palestinese di molti dei suoi limitati poteri nei territori occupati con "intrusioni quotidiane" nelle aree governate dai palestinesi.

Rivolta degli immigrati a Cagliari, 10 arresti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/10/2010

Tutti i fuggitivi sono stati riportati nel Cpa

CAGLIARI - Una nuova rivolta degli ospiti del centro di prima accoglienza per immigrati clandestini, la terza in appena 11 giorni, ha questa volta bloccato per oltre tre ore l'aeroporto cagliaritano di Cagliari-Elmas, che ha vissuto una delle sue giornate più nere. Gli immigrati hanno preso il controllo della palazzina del Cpa, inserita nell'area militare dello scalo aereo, e un gruppo ha raggiunto la pista. Già in altre sei occasioni, negli ultimi due anni, rivolte scoppiate nel Cpa avevano provocato l'interruzione dei voli, ma era sempre accaduto di notte, provocando minori disagi e meno paura tra i passeggeri in attesa di partire. Il bilancio finale di un pomeriggio che ha vissuto momenti di estrema tensione, è di 11 voli cancellati, quattro dirottati e 10 clandestini arrestati, con l'accusa di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Mentre un ventina di clandestini fuggivano verso la pista, una ottantina ha completamente distrutto la palazzina che ospita il centro, già danneggiata gravemente il primo e il 5 ottobre.

Li abbiamo presi, ma non è stato facile - racconta uno degli agenti che ha partecipato all'irruzione che alle 17 ha riconquistato il Cpa - dentro è tutto devastato, come se ci fosse passato un ciclone. Hanno rotto tutto o quasi. A guidare le operazioni il questore vicario di Cagliari, Giuseppe Gargiulo, che si limita a confermare il numero degli arrestati. La rivolta è scoppiata poco prima delle 15: gli immigrati, apparsi molto determinati e in grado di mettere in atto un'azione coordinata e mirata, hanno fatto irruzione nel centro di controllo e sono riusciti ad aprire le porte e a sfondare il cordone di sicurezza esterna. Solo una ventina è riuscita però a passare, mentre la maggioranza è rimasta all'interno. Dalla torre di controllo, distante 150 metri dal Cpa, è scattato l'allarme e l'Enac ha chiuso lo scalo, diffondendo un 'notam' nel quale si comunicava la chiusura del "Mario Mameli" fino alle 22. All'interno dell'aerostazione i passeggeri che stavano già imbarcandosi sono stati bloccati, mentre un aereo che aveva ottenuto l'autorizzazione a prendere posizione in pista è stato fermato dalla torre. Dalle vetrate dell'aerostazione e dai finestrini dell'aereo i passeggeri hanno assistito, come in un film, alle evoluzioni delle auto di polizia e carabinieri che inseguivano i fuggitivi. Una volta presi tutti e riconquistata la palazzina del Cpa, la situazione nell'aeroporto è tornata lentamente alla normalità.

Il via libera alla ripresa dei voli é stato comunicato dalla Sogaer, la società di gestione dello scalo, alle 17:15, ma il primo velivolo, volo Meridiana diretto a Fiumicino, ha lasciato la pista di Elmas alle 18:15, per le operazioni di bonifica della pista. Alle biglietterie delle compagnie aeree alcune centinaia di persone che cercavano di cambiare prenotazione, sperando di partire in serata hanno avuto una reazione stizzita quando quattro manifestanti dell'associazione "No border Sardegna" hanno dispiegato uno striscione con la scritta "libertà ai migranti, liberi tutti", scandendo slogan a favore dell'azione di protesta degli immigrati. Una ventina di passeggeri si sono slanciati per aggredirli e solo l'intervento di agenti di polizia, che hanno portato via i quattro manifestanti, ha evitato conseguenze più gravi.

Ungheria: fango tossico, 8 morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/10/2010

Arrestato capo ditta responsabile disastro. Le case di Kolontar fuori del nuovo argine, fortemente lesionate e inagibili, saranno demolite

VIENNA - E' stato fermato e torchiato per diverse ore Zoltan Bakonyi, amministratore delegato della Mal S.A., la societa' proprietaria dell'impianto di produzione dell' alluminio ad Ajka, nell'ovest dell'Ungheria, da cui il 4 ottobre e' fuoriuscito quasi un milione di metri cubi di fango tossico, provocando la morte di almeno otto persone e il peggiore disastro ambientale della storia del Paese. La societa' stessa e' stata commissariata e probabilmente sara' rinazionalizzata, come annunciato oggi dal premier Viktor Orban. In serata il Parlamento a Budapest votera' un disegno di legge per l'istituzione di un commissario per le catastrofi. Sempre per stasera dovrebbe essere ultimata la costruzione di un gigantesco argine per proteggere il villaggio di Kolontar, quello piu' colpito, da eventuali nuove esondazioni. Una diga ciclopica di 1.500 metri di lunghezza, 30 di larghezza a 4-5 di altezza. Squadre della protezione civile lavorano senza sosta da sabato in una corsa contro il tempo per completare l'opera col bel tempo. La pioggia infatti puo' provocare altre infiltrazioni negli argini con conseguente nuova esondazione del veleno.

Il bilancio delle vittime intanto e' ancora salito a otto dopo il ritrovamento oggi a Devecser del corpo di una donna data finora per dispersa. I feriti ancora ricoverati, dei 150 in tutto, sono ancora 45. La vittima e' una donna anziana ''portata via dalla marea rossa'', ha detto il portavoce della protezione civile, Tibor Dobson. Kolontar e' stato fatto evacuare d'urgenza sabato nel timore di una nuova valanga di fango. Bakonyi e' il figlio del fondatore della Mal, Arpad Bakonyi, al 28/mo posto fra i piu' ricchi in Ungheria con un patrimonio di 61 milioni di euro. Per l'ad, torchiato per ore, l'ipotesi di reato e' di pericolo pubblico e danni all'ambiente. Escludendo un'origine naturale del disastro, Orban ha detto stamane in Parlamento che chi e' responsabile deve pagare. E che la ''societa' responsabile deve essere messa sotto il controllo dello Stato''. Il sequestro dei beni della Mal e' gia' in corso, ha precisato. La societa' dovra' sostenere ingenti indennizzi e preme per una riapertura della produzione. Il sottosegretario all'ambiente Zoltan Illes stima sui 73 milioni di euro. La situazione sul Danubio intanto si e' normalizzata (con un pH normale sotto l'8), mentre nel Marcal, il fiume piu' inquinato, il pH era stamane di 8,13. La Mal S.A. e' di proprieta' di tre imprenditori ungheresi: Lajos Tolnay, che detiene il 40%, e Arpad Bakonyi (30%) e Zoltan Bakonyi (30%). L'acquisizione e' avvenuta con la privatizzazione nel 1995.Il deposito incriminato, progettato probabilmente male, fu costruito negli anni '80 ancora sotto il comunismo. Orban ha annunciato che le autorita' controlleranno tutti i depositi di fango rosso del Paese.

Oltre ad Ajka, c'e' n'e' uno simile a Mosonmagyarovar, e un altro a Almafuzito, sul Danubio. Il primo, non piu' attivo e il cui deposito era stato bonificato, e' dell' ex premier socialista Ferenc Gyurcsany.

Martedì 12 Ottobre 2010

Pisanu: le liste amministrative gremite di gente indegna

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2010

ROMA - Dal lavoro dell'Antimafia sulle liste delle ultime elezioni amministrative ''emergono candidati ed eletti diciamo 'irregolari' per reati diversi da quelli che il nostro Codice di autoregolamentazione prevedeva. Cosicche' l'immagine complessiva che se ne ricava e' che la disinvoltura nella formazione delle liste sia molto piu' allarmante di quella che noi abbiamo immaginato. Sono liste gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno''. E' questo l'amaro bilancio tracciato oggi dal Presidente dell'Antimafia durante la seduta dedicata anche ad affrontare la questione della mancata trasmissione alla commissione da parte dei Prefetti di molti dati necessari ad approntare un rapporto sulla attuazione de 'Codice' di autoregolamentazione per le elezioni.

''Tanto meglio il nostro rapporto sara' documentato, tanto piu' efficace sara' la nostra proposta finale'', ha aggiunto Pisanu.

L'Antimafia sollecita i Prefetti che, nonostante i reiterati richiami, non hanno ancora inviato a San Macuto i dati sulle candidature e gli eletti alle ultime amministrative al fine di stendere i risultati della applicazione del Codice di autoregolamentazione.

Una tirata di orecchie tanto forte e perentoria da far ipotizzare al Presidente, Beppe Pisanu, di convocare i Prefetti che non risponderanno entro una settimana all'ultimo sollecito con una ''convocazione forzata'' davanti alla commissione.

Pisanu, sostenuto dalle richieste di tutti i gruppi parlamentari ha detto che sara' inviata ''prefettura per prefettura totalmente o parzialmente inadempiente'' una scheda ''in cui sono indicate le caselle da riempire: le manderemo al ministro dell'Interno e alle Prefetture e noi vogliamo una risposta entro una settimana. Fine. Se non arrivano le risposte vorrà dire che arriverete voi, signori Prefetti a spiegarci in commissione che cosa e' successo''.

I patriarchi d'Oriente vogliono eleggere il Papa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/10/2010

Sinodo speciale a Roma

Città del Vaticano, 12-10-2010

Inizio "con tutti i crismi" per il Sinodo Speciale per i vescovi del Medio Oriente. Gli oltre 180 vescovi e patriarchi dell'area mediorentale si sono riuniti a Roma per discutere dei problemi e delle forme di evangelizzazione per la zona del mondo dove sono nate le religioni del libro.

I componenti del Sinodo fanno parte di quelle comunità cristiane, spesso eredi di quelle apostoliche, che nel corso dei secoli hanno sviluppato una liturgia propria e delle proprie strutture di direzioni, come i maroniti nel Libano o i caldei in Iraq. Alcune hanno mantenuto il legame con Roma, mentre altre si sono riconciliate con il papato negli ultimi secoli.

Vescovi, patriarchi ed esarchi hanno incominciato oggi i loro lavori mettendo subito in chiaro di non sentirsi periferici rispetto alla conduzione della Chiesa Cattolica. Le prime polemiche sono nate per la riduzione della durata del Sinodo, dalle canoniche tre settimane si è passati a soltanto due, con un intervento per ogni padre sinodale di ogni cinque minuti.

I patriarchi vogliono eleggere il Papa

La bomba però è stata lanciata stamane dall'esarca di San Gregorio di Narek in Argentina, il salesiano Vartan Waldir Boghossian, che presiede la cura pastorale di tutti i cattolici di rito armeno in Sudamerica e Messico. Il pastore ha chiesto esplicitamente che i patriarchi orientali siano ammessi di diritto a partecipare al conclave per l'elezione del Papa. ''I patriarchi delle Chiese cattoliche orientali - ha detto Boghossian - a causa della loro identità di padri e capi di Chiese 'sui iuris' che compongono l'universalità della Chiesa cattolica dovrebbero essere di fatto membri del collegio che elegge il papa senza il bisogno del titolo latino di cardinali. Per questo stesso motivo dovrebbero avere la precedenza su di loro''.

Se la richiesta venisse accolta da Benedetto XVI, sarebbe rivoluzionata tutta la pratica che porta all'elezione del papa. Nei primi secoli della cristianità il vescovo di Roma veniva deciso dall'interezza della comunità, nel 336 invece il pontefice Marco decise che potessero aspirare al titolo solo i sacerdoti di Roma. Il diritto di voto ai cardinali, titolo laico del mondo cattolico, risale all'undicesimo secolo. Nel 1059, qualche anno dopo lo scisma d'Oriente, Niccolò II affidò l'elezione ai soli cardinali vescovi mentre nel nel 1179 Alessandro III dichiarò elettori tutti i cardinali.

Un appello per l'Iraq e la pace in Terra Santa

Stamane è intervenuto al Sinodo il cardinale Angelo Sodano, ex segretario di Stato e decano del Collegio cardinalizio. "E' urgente operare affinchè terminino le correnti aggressive dell'Islam - ha detto Sodano - e favorire la conclusione del tragico conflitto israelo-palestinese". Il vescovo di Galilea, Elias Chacour, all'Adn-Kronos ha rivolto parole molto critiche nei confronti della richiesta di Benjamin Netanyahu ai palestinesi di riconoscere Israele come stato ebraico. "L'obbiettivo è di creare nell'area stati democratici laici - ha detto il prelato - se non sono laici mi chiedo cosa significhi la democrazia. Oggi la comunità internazionale è più consapevole delle giuste richieste dei palestinesi che hanno pagato il prezzo della coscienza sporca del mondo occidentale."

I padri sinodali hanno ribadito l'importanza della collaborazione tra le chiese mediorientali e quelle del Maghreb per portare la pace in un luogo attraversato da tensioni secolari, in questo processo è stata ribadita l'importanza data dai mass-media. Un appello anche alla difesa dei cristiani in Iraq è venuto da Shlemon Wardun, vicario patriarcale di Babilonia dei Caldei, con sede a Baghdad. "Sono vittime della guerra - ha detto - ma non tenuti in sufficiente considerazione dalla comunità internazionale. I cristiani vogliono vivere in pace e libert e l'esodo definito mortale è una sfida che va affrontata". L'ausiliare di Baghdad ha ricordato anche l'importanza del dialogo interreligioso nell'affrontare l'escalation di fanatismo nell'orbe islamico e l'importanza di pregare per i terroristi.

Solidarietà è stata espressa anche nei confronti dell'Afghanistan, non presente con nessun rappresentante all'incontro.

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Notizie collegate

180 vescovi discutono della pace

A Roma il sinodo speciale per il Medio Oriente

Con una solenne processione di circa 180 vescovi e patriarchi cattolici provenienti da tutta l'area della Bibbia, dall'Egitto all'Iran, ha avuto inizio alle 9:30 nella Basilica di San Pietro la messa presieduta da Benedetto XVI che apre il Sinodo speciale per il Medio Oriente.

La vignetta di Gianni Carino

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Allarme bilancia, oversize 50% bambini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2010

Obesità infantile cresce a ritmi vertiginosi, i Paesi in via di sviluppo i più colpiti

ROMA - L'obesità infantile sta diventando una sorta di "epidemia" che a livello globale cresce a ritmi vertiginosi, +50% negli ultimi vent'anni (dal 4% del 1990 al 6% del 2010), soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Ma anche l'Italia, complici stili di vita tutt'altro che salutari, caratterizzati da poco sport e molta tv, si trova costretta ad affrontare l'emergenza obesità, se è vero che in base agli ultimi dati che arrivano dall'Organizzazione Mondiale della Sanità più di 1 bambino su 5 tra gli 8 e i 9 anni è obeso (21%) e quasi 1 su 2 è in sovrappeso (45,6%), con una percentuale più elevata nei bambini (48,8%) che nelle bambine (42,2%).

Dati allarmanti, che sono stati presentati questa mattina da Francesco Branca, Regional Adviser in Nutrition per la Regione Europea dell'Oms, nel corso del Convegno di presentazione dei risultati del progetto "Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni", realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con i Miur, l'Inran, le Regioni e le aziende sanitarie.

Gli ultimi dati disponibili di uno studio multicentrico proposto dall'Oms ed eseguito in maniera omogenea da 13 paesi europei, in prevalenza del Nord - precisa Branca - ci dicono che in Italia c'é ancora molto da fare e che il Paese si trova in una situazione simile a Paesi come Grecia e Malta, che rappresentano gli estremi in negativo per quanto riguarda l'obesità in Europa. D'altronde basterebbe leggere i risultati dell'indagine che il ministero della Salute ha commissionato all'Iss per capire che il problema obesità è strettamente legato alle cattive abitudini alimentari e agli scorretti stili di vita dei nostri ragazzi. Secondo l'indagine, infatti, il 9% dei bambini italiani tra gli 8 e i 9 anni non fa colazione e ben il 30% non la fa adeguata. Inoltre 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura, mentre il 50% consuma bevande gassate o zuccherate nell'arco di una giornata. E brutte notizie arrivano anche sul versante dell'attività fisica.

Mentre 1 bambino su 2 ha l'adorata televisione in camera, solo il 20% dei bambini pratica sport più di una volta la settimana. Senza contare che circa il 70% dei bambini non ha l'abitudine di andare a scuola a piedi e solo 1 su 4 (26,8%) gioca più di 2 ore al giorno all'aria aperta nei giorni feriali.

In Italia si fanno già tante iniziative ma non si fa ancora abbastanza. Servono interventi non solo a livello locale ma a livello nazionale e in più settori, perché non è sufficiente intervenire sulla scuola o sull'educazione per risolvere il problema, spiega l'esperto dell'Oms, che prova ad indicare una serie di prorità: "intanto intervenire sulla disponibilità e sull'offerta di alimenti e anche sui prezzi, visto che i gruppi più colpiti sono quelli più vulnerabili a livello socio-economico. E poi - conclude Branca - credo che ci sia bisogno di intervenire anche sull'offerta e la pubblicità di alimenti rivolti ai bambini e, infine, sulla qualità dell'offerta della ristorazione privata, considerato che la maggior parte degli italiani mangiano spesso fuori casa".

La Carta non è un dogma può essere cambiata'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2010

Berlusconi ricorda Cossiga 'picconatore'

ROMA - "Da capo dello Stato Francesco Cossiga non esitò a picconare la Costituzione che non riteneva un dogma ma una carta delle regole democratiche che riconosce al suo stesso interno la possibilità di essere adattata" e riformata ai tempi". Silvio Berlusconi ricorda, in un messaggio letto nell'aula del Senato da Gianni Letta, il presidente emerito Francesco Cossiga sottolineando il suo impegno riformatore per "ammodernare lo Stato".

Sono sceso in campo per difendere la libertà da forze illiberali. Berlusconi sostiene nel messaggio che Cossiga ha il "posto d'onore nel pantheon dei liberali e democratici".

Aderisco alla solenne commemorazione, certo che tutti gli italiani che lo hanno rispettato non lo dimenticheranno. Ora e sempre per Cossiga ci sarà un posto nel Pantheon di tutti i liberali e i democratici, di tutti gli uomini di buona volontà che si sono battuti per la verità e libertà. E' quanto sostiene il presidente del Consiglio. "Cossiga - ricorda il presidente del Consiglio - mi ha concesso il privilegio della sua amicizia, del suo sostegno, della sua ironia. Si è sempre battuto per la legalità con coraggio, umiltà e capacità di autocritica anche in un momento drammatico quando lo Stato doveva trasmettere il senso della fermezza e della certezza del diritto di fronte al 'pericolo del terrorismo''. "Al Cossiga uomo di Stato tutte le forze nel tempo di qualsiasi orientamento, anche quelle che lo minacciarono addirittura di impeachment - sottolinea Berlusconi - hanno riconosciuto di aver introdotto uno stile nuovo fondato sul coraggio e sulla chiarezza nei rapporti politici".

FINI A SCHIFANI, SERVE INTESA SU ITER - E' "opportuno che tra i due rami del Parlamento venga stabilita una intesa di metodo" sull'iter delle proposte di riforma della legge elettorale "al fine di consentire agli organi competenti nel merito di procedere in modo ordinato all'esame della materia". Lo scrive il presidente della Camera Gianfranco Fini in una lettera a quello del Senato Renato Schifani.

Appare opportuno che - scrive Fini - alla luce del significativo carico di lavoro che grava attualmente sulla commissiona Affari costituzionali del Senato e coerentemente con lo spirito dell'intesa già assunta all'inizio della legislatura, la priorità della trattazione della materia elettorale, non limitata alla sola legge per l'elezione del Parlammento Europeo, ma comprensiva anche delle iniziative riferite alla legge elettorale nazionale, possa essere riservata alla Camera.

Francia, pensioni: aumenta la protesta

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/10/2010

18.34 Circa 330.000 persone -secondo i sindacati- stanno manifestando a Parigi contro la riforma delle pensioni. Rispetto all'ultima giornata di mobilitazione, lo scorso 23 settembre, il numero dei manifestanti è in netto rialzo Adesione record anche a Marsiglia,dove, secondo i sindacati, le persone scese in piazza sono 230.000. A Tolosa, che stamane è stata tra le prime città a protestare,i sindacati hanno già annunciato una nuova manifestazione per giovedì.

Ultimo saluto agli alpini Commozione tra la folla

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2010

Rito alla Basilica S.Maria degli Angeli a Roma

ROMA - Si sono conclusi, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, i funerali solenni per i quattro alpini uccisi in Afghanistan. Il rito e' stato celebrato dall'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi. Le quattro bare, avvolte nel tricolore, stanno lasciando la basilica portate a spalla dai loro compagni. In precedenza mons. Pelvi aveva benedetto i feretri. ''Portiamo nel cuore - le parole dell'ordinario - il sorriso meraviglioso di questi giovani''.

Gremita la basilica. Presenti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e le piu' alte cariche dello stato ma anche tanta gente venuta a dare l'ultimo saluto ai militari. Intanto il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista ha annunciato che il ritiro delle truppe italiane comincera' dall'estate del prossimo anno.

Ieri l'omaggio, tra gli altri, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai caduti, al loro ritorno in patria all'aeroporto militare di Ciampino. ''Signor ministro, godetevi lo spettacolo'', e' stato lo sfogo dello zio di una delle vittime, rivolto a Ignazio La Russa. Il mondo politico resta diviso tra ritiro e cambio delle regole d'ingaggio.

BOMBE SU CACCIA, OK NATO - Armare i caccia italiani impiegati in Afghanistan con bombe "non è in contraddizione" con il mandato e la strategia militari della forza internazionale Isaf, ma la decisione va assunta dai singoli paesi a livello nazionale: dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, arriva luce verde ad un eventuale dotazione di bombe per i monoreattori Amx, ma nessuna interferenza sull'esito del dibattito aperto in Italia, dopo l'agguato dei talebani costato la vita ad altri quattro militari italiani. "In Afghanistan tutti i contingenti internazionali dotati di bombardieri hanno i loro aerei con l'armamento previsto, vale a dire le bombe. L'Italia no, per mia decisione. Ora, di fronte a quello che sta accadendo, non me la sento più di prendere questa decisione da solo e chiedo alle Camere di decidere", aveva detto ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Trovo del tutto naturale" il dibattito aperto in Italia sulla ricerca di mezzi e strumenti che possano contribuire a "difendere meglio le proprie truppe dispiegate sul terreno, impegnate nel controllo del territorio", commenta Rasmussen, interpellato dall'ANSA a Bruxelles.

Il come farlo deve essere, penso, una decisione nazionale, anche se ovviamente deve essere presa nella cornice del nostro mandato e dei nostri obiettivi comuni, precisa il capo dell'Alleanza. Ad una domanda se dotare di bombe i caccia italiani non possa essere in contraddizione con la nuova strategia del generale David Petraeus che punta ad evitare il più possibile attacchi aerei per limitare al massimo le vittime tra i civili, Rasmussen é molto chiaro: "Non vedo nessuna contraddizione tra questo tipo di intervento e la strategia che abbiamo adottato per le nostre operazioni in Afghanistan". La preoccupazione per le vittime civili, e l'obiettivo di limitarle al minimo, resta uno dei pilastri della nuova strategia dell'Isaf in Afghanistan. "Ma ciò non è in contraddizione con la necessità che ogni nazione faccia tutto il possibile - spiegano all'Alleanza - per garantire la migliore difesa dei propri soldati impegnati sul terreno. Ciascun paese ha questa responsabilita". Nell'ambito della cornice comune - definita dal mandato ricevuto dall'Onu e dalle direttive militari concordate - ciascun paese ha la responsabilità di decidere i mezzi e gli strumenti più adatti. "La maggioranza delle 46 nazioni che partecipano alla missione Isaf non dispongono di bombe sui propri aerei", riferiscono fonti dell'Alleanza. "Ma le bombe sui jets e sui caccia sono un obbligo per paesi come gli Usa, la Gran Bretagna e il Canada, che da anni sono impegnati nel sud dell'Afghanistan, la tradizionale roccaforte dei talebani e degli insorti".

L'Italia è impegnata nella regione occidentale di Herat, una volta considerata relativamente tranquilla. Ma da oltre un anno i soldati italiani sono costretti a fare fronte alle infiltrazioni crescenti di insorti dalle altre regioni, specie da sud, che hanno reso quest'area sempre più calda.

BOMBE A BORDO E RITIRO, POLITICA DIVISA

di Giovanni Innamorati

Bombe Italiane cadranno sul suolo dell'Afganistan, dopo quelle piovute sulla Serbia e l'Iraq? A decidere sulla proposta del ministro della Difesa Ignazio La Russa di dotare i nostri aerei di armi di attacco sara' il Parlamento, dove il governo si rechera' mercoledi' a riferire non solo sull'attentato costato la vita ai quattro alpini, ma anche sugli scenari futuri, compresa l'ipotesi di ritiro anticipato da Herat, preannunciato dallo stesso La Russa. Il passaggio parlamentare e' l'unica certezza in una situazione altrimenti segnata dalla confusione di voci. Oggi il ministro della Difesa ha rilanciato ancora la sua duplice proposta: armare gli aerei italiani di bombe ma prevedere anche una data di ritiro delle nostre truppe dall'Afghanistan occidentale (regione affidata all'Italia), o per lo meno togliere reparti operativi e lasciare solo quelli che addestreranno l'esercito afghano. Non si tratta di decisioni unilaterali, ha detto, ma da prendere con la Nato. Le parole di La Russa hanno un po' indispettito le opposizioni, non solo sul merito, quanto per la scelta di parlare sui media e non nelle sedi parlamentari. ''Se il governo vuole armare gli aerei con le bombe - ha detto il leader Udc Pier Ferdinando Casini - deve formulare una sua proposta in Parlamento, perche' questo significherebbe cambiare le nostre modalita' di impiego in Afghanistan. Saremo responsabili come sempre, ma ognuno si assuma le sue responsabilita'''.

E la richiesta di riferire alle Camere, affinche' queste decidano, e' stata avanzata anche da Piero Fassino, responsabile Esteri Pd. Quest'ultimo poi, dopo quella che domenica sembrava una apertura, ha chiarito che il Pd e' contrario all'uso di armi d'attacco. La precisazione e' avvenuta anche alla luce della poca chiarezza, al momento, della proposta di La Russa sugli aerei, visto che gli attacchi in cui sono morti i nostri soldati sono sempre avvenuti non in combattimenti, bensi' in attentati dinamitardi contro i convogli in spostamento. Fassino ha anche preannunciato la contrarieta' del Pd al ritiro anticipato dalle zone operative. E su questa linea, in contrasto con La Russa, si e' dichiarato anche l'ex titolare della Difesa, Antonio Martino: per lui una maggior sicurezza semmai si ottiene aumentando il numero dei soldati, da 3.500 a 4.500. Dove prenderli? dal Libano, operazione, spiega Martino, decisa dal governo Prodi-D'Alema. Anche per Giuseppe Moles (PDL), il ritiro sarebbe un ''atto scriteriato''.

Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, ha mediato: ha dato ragione a Martino sul ritiro (''sarebbe un gravissimo errore''), ma ha appoggiato Le Russa sugli aerei, nell'ottica di garantire piu' sicurezza ai soldati italiani. E anche il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni ha detto si' alle bombe sui nostri Amx. Contrari alle ipotesi di ritiro anche i finiani di Fli, per i quali e' si' giusto intensificare gli sforzi per la sicurezza dei soldati sul terreno; ma la ''riflessione'' sulla proposta La Russa deve comunque avvenire in Parlamento. Chiedono invece un ritiro immediato delle truppe e un no all'uso di armi di attacco, quanti sono sempre stati contrari alla missione, e cioe' le forze della sinistra che non siedono in Parlamento, come Sel e Prc-Pdci, nonche' Idv che, con Antonio Di Pietro afferma che l'uso di bombe viola la Costituzione.

OMAGGIO NAPOLITANO A CADUTI, RABBIA PARENTE

di Vincenzo Sinapi

Le mani appoggiate sulle bare, avvolte nel Tricolore. Quasi una carezza. Un gesto diventato ormai purtroppo consueto. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha reso omaggio così - stamani, all'aeroporto militare di Ciampino - alle salme dei quattro alpini uccisi sabato in un'imboscata in Afghanistan. Il C-130 dell'Aeronautica che ha riportato in Italia le salme dei primi caporal maggiori Francesco Vannozzi, 26 anni, di Pisa, Gianmarco Manca (32) di Alghero, Sebastiano Ville (27) di Francofonte, in provincia di Siracusa e del caporal maggiore salentino Marco Pedone, con 23 anni il più giovane di tutti, è atterrato alle 9. Le bare, portate a spalla dai commilitoni dei caduti, sotto la pioggia, sono state allineate sulla pista. Dietro a ciascuna, su un cuscino, il cappello alpino. Sulla pista, da una parte un picchetto del 7/o reggimento di Belluno, il reparto dove prestavano servizio i caduti, e una rappresentanza di tutte le forze armate. Dall'altra, i parenti - straziati dal dolore - e le autorità: con Napolitano, tra gli altri, il presidente della Camera Fini, il premier Berlusconi, il ministro della Difesa La Russa, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Letta e Bonaiuti, parlamentari di maggioranza e opposizione - immancabile l'ex parà Gianfranco Paglia, deputato del Pdl, costretto su una sedia a rotelle dopo la Somalia - i vertici di tutte le Forze armate. Il rituale è quello visto in altre occasioni: la benedizione, da parte dell'ordinario militare mons. Vincenzo Pelvi, il Silenzio intonato da un trombettiere. Il saluto commosso del presidente della Repubblica e poi il breve tragitto a piedi fino ai carri funebri. E' qui che, insieme al pianto, lo zio di uno dei caduti ha dato sfogo alla sua rabbia. "Signor ministro, godetevi lo spettacolo", ha detto rivolto a La Russa. Uno sfogo che, secondo quanto si è appreso, aveva avuto anche in precedenza nella sala vip dell'aeroporto, dove lo stesso Napolitano, Fini e Berlusconi hanno salutato e parlato brevemente con alcuni familiari delle vittime. In un'altra occasione, con chi gli faceva le condoglianze, l'uomo si è lamentato: "Al sud per i giovani ci sono poche alternative: fare il militare, se non vogliono fare i parassiti". Interpellato dai giornalisti, il ministro della Difesa ha commentato: "I parenti, in queste occasioni, hanno diritto a qualsiasi reazione emotiva. Sia quella di quello zio, sia quelle affettuose dimostrate da altri parenti anche oggi". Anche la madre di un altro dei militari coinvolti nell'esplosione - Luca Cornacchia, l'unico sopravvissuto del Lince perché si trovava sulla torretta, tuttora ricoverato in Afghanistan - ha fatto sentire la sua voce. "Non manderei nessuno laggiù, si risolvano da soli i problemi", ha detto la donna, che col marito domani sarà ai funerali. "Mio figlio è stato miracolato, voglio solo che rientri. Gli psicologi lo informeranno dei compagni che non ce l'hanno fatta". Anche se ormai hai capito. Infatti si chiede: "Perché solo io sono ricoverato?". Cornacchia è alla sua ottava missione, la terza in Afghanistan, "ma stavolta - ricorda la madre - era partito scontento, perché sapeva che andava in una zona più pericolosa. Mi diceva che i talebani sono sempre in agguato. Loro vogliono la guerra, ma 'dobbiamo andare la', mi ha sempre ripetuto, perché degli innocenti hanno bisogno di noì". Nel pomeriggio (dopo l'autopsia: "morti per lesioni da scoppio") è stata allestita la camera ardente, nella cappella dell'ospedale del Celio. Anche qui scene di un dolore grande ed inconsolabile. Come il pianto della sorella di Pedone, abbracciata alla bara con sopra un gattino di peluche. In varie parti d'Italia, pure oggi, manifestazioni in ricordo dei quattro alpini, ma a Torino sono apparse sui muri scritte ingiuriose ("Afghanistan 4, Italia 0"). Il giudice sportivo, poi, ha multato le società dell'Empoli e del Livorno per non aver rispettato ieri il minuto di cordoglio. Le esequie solenni si terranno oggi alle 10.30, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma. Poi, nei luoghi di residenza, i funerali in forma privata. A Belluno, sede del 7/o alpini, il sindaco ha invitato tutti ad esporre dalle finestre il Tricolore.

Il dolore e l'orgoglio degli alpini, 'profeti del bene comune'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/10/2010

I funerali dei caduti in Afghanistan

Roma, 12-10-2010

Esequie solenni nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma per i quattro alpini rimasti uccisi sabato in un agguato talebano in Afghanistan: il caporalmaggiore Gianmarco Manca, 32 anni, di Alghero (Sassari); il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni di Gagliano del Capo (Lecce); il caporalmaggiore Sebastiano Ville, nato a Lentini (Siracusa) nel 1983; il caporalmaggiore Francesco Vannozzi, nato a Pisa nel 1984.

Numerosissimi, fra i presenti, i commilitoni del settimo reggimento della Brigata Julia, a cui appartenevano i militari caduti. Presenti tutte le più alte cariche dello stato e esponenti politici della maggioranza e dell'opposizione.

Per la pace e lo sviluppo di un Paese lontano

I nostri militari sono coinvolti nel grande compito di dare allo sviluppo e alla pace un senso pienamente umano - ha detto l'Ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, nella sua omelia durante la Messa - Dinanzi a tale responsabilità nessuno può restare neutrale o affidarsi a giochi di sensibilità variabili, che indeboliscono la tenuta di un impegno così delicato per la sicurezza dei popoli. I nostri militari si nutrono tutti della forza delle nostre convinzioni e della consapevolezza di una strategia chiara e armonica che le nazioni mettono in campo per un progetto di convivenza mondiale ordinata.

Profeti del bene

Mons. Pelvi ha definito gli alpini deceduti nell'attentato dinamitardo "profeti del bene comune", "decisi a pagare di persona ciò in cui hanno creduto e per cui hanno vissuto: erano in Afghanistan per difendere, aiutare, addestrare".

Secondo l'Ordinario militare, dunque, i quattro alpini uccisi "hanno testimoniato l'amore per il servizio ai piu' deboli ed emarginati, senza esigere ma sostenendo; senza pretendere ma prendendosi cura; non rivendicando diritti ma rispondendo ai bisogni".

Frattini delinea i tempi del ritiro

Il contingente italiano inizierà gradualmente a lasciare l'Afghanistan "nel 2011: il ritiro inizierà la prossima estate", con "l'intenzione di completarlo nel 2014", dice il ministro degli Esteri Franco Frattini in un' intervista a La Repubblica, sottolineando che il ritiro avverrà "al tempo giusto e in totale coordinamento con gli alleati".

Al vertice di Lisbona, a novembre, spiega il titolare della Farnesina, si cercherà di capire "quali criteri adottare per segnare la road map che ci porterà a trasferire il potere agli afgani". Ma c'è già, chiarisce, "un timing che inizia a essere definito".

Le ragioni della presenza italiana

I soldati italiani, dice ancora il ministro, "hanno tutto il diritto a essere stanchi", ma "noi del governo, noi della politica dobbiamo ripetere con chiarezza che i nostri militari sono li' innanzitutto per proteggere l'Italia, per evitare che i terroristi collegati ai gruppi presenti in Afghanistan e in Pakistan possano arrivare fin qui, in Europa, a casa nostra". E alle famiglie dei militari che hanno perso la vita, "che per me sono caduti da eroi", Frattini dice che "non sono morti perché spediti a giocare inutilmente alla guerra in un deserto sperduto. Difendono un'idea di civiltà e di politica che vuole rafforzare pace e democrazia".

Mons.Pelvi: alpini profeti bene comune

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/10/2010

11.25 "Marco,Francesco,Gianmarco, Sebastiano" "profeti del bene comune", "erano in "Afghanistan per difendere aiutare,addestrare", ha detto mons.Pelvi nell'omelia ai funerali dei 4 alpini uccisi sabato scorso in Afghanistan. "I nostri militari sono coinvolti nel grande compito di dare allo sviluppo e alla pace un senso pienamente umano",ha proseguito l'arcivescovo, sottolineando che "dinanzi a tale responsabilità nessuno può restare neutrale".Per costruire la pace servono, "impegni condivisi per scalzare tentazioni terroristiche".

Ocse: 45,5 mln disoccupati,13 in piu' da 2008

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2010

Disoccupazione agosto scende a 8,5%, Italia 8,2%

ROMA - Nei paesi Ocse sono senza lavoro 45,5 milioni di persone, 13,4 milioni in piu' rispetto a luglio 2008, ovvero prima della crisi economica. Lo rileva l'Ocse riferendosi ai dati di agosto 2010.

DISOCCUPAZIONE AGOSTO SCENDE A 8,5%,ITALIA 8,2% - Il tasso di disoccupazione nei paesi Ocse ad agosto era all'8,5% con un calo di 0,1 punti percentuali rispetto a luglio, e della stessa entita' rispetto ad agosto 2009. Lo fa sapere la stessa organizzazione. In Italia - secondo la rilevazione Ocse - si e' invece registrato un tasso di disoccupazione dell'8,2%, con aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ad agosto 2009.

La Carta non è un dogma può essere cambiata'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2010

Berlusconi ricorda Cossiga 'picconatore'

ROMA - Riformare la Costituzione per adattarle ai tempi attuali non solo è giusto ma necessario. Silvio Berlusconi torna ad auspicare un "ammodernamento" dello Stato e ad attaccare, forse con un riferimento alle ultime indiscrezioni giudiziarie su Denis Verdini, la "sinistra" che si "giova" di pm politicizzati per sovvertire il voto. Intanto, la tensione nel centrodestra non accenna a diminuire. Gianfranco Fini torna sulla riforma della legge elettorale e mette in dubbio la tenuta del governo proprio sul tema della giustizia, facendo prospettare ai fedelissimi l'ipotesi di un governo tecnico.

Il tutto mentre Luca Cordero di Montezemolo, tramite la sua fondazione, critica la politica di Giulio Tremonti. Su entrambi il Pdl evita di polemizzare, ma è chiaro che sono posizioni che confermano i timori del premier su un tentativo di disarcionarlo evitando le elezioni. "Cossiga non riteneva un dogma la Costituzione, ma una carta che riconosce essa stessa la possibilità di adattare ai tempi le istituzioni, lasciandone intatti i principi ispiratori", scrive il presidente del Consiglio nel messaggio per la commemorazione di Francesco Cossiga. "Un insegnamento - aggiunge - che abbiamo fatto nostro. Un messaggio riformatore che tuttavia si scontra con la realtà di una maggioranza in cui le polemiche non accennano a diminuire.

Forse anche per questo, mercoledì il Cavaliere si allontanerà dai 'palazzi' della politica per rifugiarsi nell'amata villa La Certosa, dove resterà fino al fine settimana, per riposare e fare la fisioterapia alla mano operata lunedì. Difficilmente però riuscirà a staccare completamente. Il rapporto con Gianfranco Fini e le sue truppe resta molto teso. Il presidente della Camera non perde occasione per pungolarlo. Le sue parole sul rischio di crisi sullo spinoso tema dalla giustizia, ma anche la richiesta di fissare un iter per al riforma della legge elettorale (argomento articolarmente inviso ai berlusconiani) dando priorità a Montecitorio, non devono essere piaciute per nulla a Berlusconi. Per non parlare delle affermazioni di Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera, che non solo anticipa il no dei futuristi all'ipotesi del voto in caso di crisi, ma ventila la candidatura di Luca Cordero di Montezemolo alla leadership del "vero centrodestra", composto da Udc, Fli e Mpa. Il premier conferma la linea della cautela, dando ordine ai suoi di non polemizzare direttamente con l'ex leader di An. "Ciha detto chiaramente che dobbiamo ignorare le sue provocazioni", spiega un dirigente del Pdl. E in effetti, a parte Fabrizio Cicchitto che lo invita a rispettare il programma elettorale e Osvaldo Napoli che lo punzecchia per aver stravolto le priorità del governo, nessuno attacca Fini. Meglio seguire la via del dialogo, spiega il portavoce Paolo Bonaiuti. Non a caso, nonostante le polemiche sul Copasir, i capigruppo del Pdl confermano l'intesa con i finiani sulle presidenze di commissione. Certo restano i dubbi del premier su quello che in passato ha definito un "accerchiamento" contro il governo. Da giorni ha avuto conferma che Montezemolo intende scendere in politica. Ma se continua a ritenere che ci siano troppi leader per impensierirlo in caso di voto, altro discorso sarebbe se le urne fossero sostituite da un governo tecnico. Timori accresciuti dalle parole di Giuseppe Pisanu sulle candidature alle amministrative.

Ma Fini e il presidente della Ferrari non sono i soli problemi di Berlusconi. Anche il partito è in fibrillazione e le nuove indiscrezioni di stampa sulle inchieste a carico del coordinatore nazionale Verdini, rischiano di dare armi a chi chiede una ricambio ai piani alti di via dell'Umiltà. Non é passato inosservato il fatto che, a parte Bonaiuti e Sandro Bondi, quasi nessuno nel partito abbia difeso il coordinatore nazionale. Difficile però che il Cavaliere lo 'molli'. "Al momento ci sono questioni più importanti", spiega Maurizio Lupi. E le parole del premier, in collegamento con una trasmissione dedicata a Emilio Fede su Rete4, contro la sinistra che "aggredisce gli avversari e si giova di magistrati politicizzati per ribaltare il consenso popolare", sembrano un riferimento alle ultime notizie sulle inchieste. Intanto, nel Pdl si registra un certo movimento.

A via dell'Umiltà si sono visti Ignazio La Russa e lo stesso Verdini. Mentre Mariastella Gelmini e Franco Frattini, ispiratori di 'Liberamente', si sono incontrati prima con Raffaele Fitto e poi con Angelino Alfano. Al momento però nessuno vuole alzare il livello dello scontro: "Il momento è delicato, è importante mantenere l'unita", fa sapere il ministro dell'Istruzione. In mezzo a tutte queste brutte notizie, l'unica consolazione per i berlusconiani è nelle parole del capo dello Stato: il richiamo sulla necessità che si accorci la durata del processo viene letta dal Pdl come un'implicito sostegno alle riforme.

Guerra di perizie sui documenti di Ciancimino, i pm replicano a Mori

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/10/2010

La perizia della polizia scientifica

Palermo, 12-10-2010

Sono originali. Alcuni dei documenti scritti e redatti da Vito Ciancimino, consegnati dal figlio Vito, sono “con certezza” da attribuire al sindaco di Palermo. A dirlo, il capo della polizia scientifica Pietro Angeloni, al processo contro il generale dei Ros dei Carabinieri Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, per la mancata cattura di Bernardo Provenzano.

Sui manoscritti e dattiloscritti attribuiti a Vito Ciancimino sono stati effettuati due tipi di analisi, una merceologica e una grafologica. La prima perizia, effettuata con il carbonio 14, è servita a stabilire che la carta è databile nel periodo in cui Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ha fatto risalire la loro redazione.

Secondo i periti del pubblico ministero Nino Di Matteo, i documenti non sono quindi frutto di manipolazioni o interpolazioni. La perizia contraddice la tesi portata avanti da Mario Mori. Il generale dei Ros aveva sostenuto il 28 settembre – tramite degli ausili visivi allegati alla sua dichiarazione spontanea - che le lettere sarebbero state manomesse ed alterate.

Secondo l’ex direttore del Sisde ci sarebbero state “incoerenze ortografiche ed evidenti manipolazioni”. L’accusa a Ciancimino da parte di Mori era quella di aver fatto un “copia e incolla” di diversi documenti, alterandone il senso.

Tuttavia, non è stato possibile attribuire la paternità del cosiddetto ‘papello’. A dirlo Maria Vincenza Caria e Marco Pagano, consulenti del gabinetto di polizia scientifica del Tribunale di Roma. Il ‘papello’ contiene la lista di presunte richiest e della mafia allo Stato per fermare le stragi. A elaborarlo sarebbe stato Totò Riina, nell’ambito della trattativa in cui sarebbe stato coinvolto come mediatore Vito Ciancimino.

Su 27 testi esaminati, per 8 si può escludere con quasi assoluta certezza che si tratti degli autori del papello. Sette invece i casi di testi di riferimento scritti in corsivo corrente, quando la lista di richieste di Totò Riina era stata scritta in stampatello. Per i consulenti, il ‘contropapello’ era stato scritto da Vito Ciancimino. In questo caso, è stato comunque possibile eseguire una perizia anche se si trattava di una fotocopia e non dell’originale.

Mercoledì 13 Ottobre 2010

Fed: 'Improbabile' nuova recessione

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/10/2010

23.22 Secondo la Fed, la banca centrale Usa, un nuovo piano di allentamento monetario negli Usa potrebbe essere appropriato nel breve termine. La maggior parte dei membri della Fed sono "d'accordo su un nuovo piano di allentamento monetario, nel caso di una crescita economica debole ed incapace di creare occupazione e con un'inflazione sotto controllo". Crescita Usa rivista al ribasso, per la terza volta nella seconda metà 2010, rispetto alle previsioni, ma, secondo la Fed, è "improbabile" una nuova recessione.

Olanda:'Wilders non ha insultato Islam'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/10/2010

22.20 Il deputato di estrema destra Geert Wilders, processato per "incitazione all'odio razziale e discriminazione dei musulmani" non è colpevole di "insulto ai musulmani". E' quanto ha stabilito il pubblico ministero che sta seguendo il caso. "Paragonare il Corano e l'Islam al Mein Kampf, al nazionalismo socialista, al fascismo e al comunismo può essere offensivo ma non è un oltraggio punibile dal codice penale", ha detto il pm. Ancora in piedi,invece,le accuse per incitazione all'odio contro i musulmani

Rai: per Santoro sospensione di 10 giorni a partire dal 18 ottobre

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/10/2010

Sarebbe questo il provvedimento preso dall'azienda dopo il richiamo della direzione generale per la puntata d'apertura di Anno Zero

ROMA - 'Dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione a partire da lunedi' 18 ottobre. Sarebbe questo, a quanto si apprende, il contenuto della lettera consegnata stamattina a Michele Santoro dall'azienda dopo il richiamo della direzione generale per la puntata d'apertura di Anno Zero.

MASI, PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE NON CENSURA - "Il provvedimento disciplinare adottato nei confronti di Michele Santoro non può essere in alcun modo considerato riconducibile ad iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica. Santoro si è reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise". A spiegarlo è il direttore generale della Rai Mauro Masi. Le violazioni, aggiunge Masi, sono " 1.l'uso del mezzo televisivo a fini personali; 2.un attacco diretto e gratuitamente offensivo al Direttore Generale, per una circolare a garanzia dell'equilibrio all'interno dei programmi di approfondimento informativo, che è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione". "Nessuna censura, ribadisco - aggiunge il dg -, nessun attentato alla libertà d'informazione. Le responsabilità di Michele Santoro sono esclusivamente di ordine disciplinare nell'ambito di precise disposizioni aziendali che tutti, all'interno della Rai, sono tenuti ad osservare. Non esistono dipendenti più uguali degli altri o zone franche all'interno delle quali sia possibile garantirsi il diritto all'impunità, tanto più quando si arriva ad insultare il Capoazienda in diretta televisiva con una modalità di contenuti ed espressioni che crea un caso che non ha precedenti al mondo".

SANTORO A CDA, REAGIRO' IN OGNI SEDE - Un provvedimento di ''gravita' inaudita'' al quale reagira' ''con tutte le forze e in ogni sede''. Cosi' Michele Santoro scrive in una lettera inviata al presidente e al Consiglio d'amministrazione di Viale Mazzini che e' in corso. ''Il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, e' di una gravita' inaudita e, contro di esso, reagiro' con tutte le mie forze in ogni sede. Ritengo, tuttavia - aggiunge Santoro nella lettera -, che il Consiglio, anche senza entrare nel merito di questa 'punizione esemplare', debba pronunciarsi sulla decisione assunta dal Direttore Generale di metterla in atto cancellando due puntate di Annozero. Una punizione nei miei confronti si trasforma cosi' in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai. E, in questo modo, si spezzano le gambe ad un programma di grandissimo successo, dopo averlo gia' sottoposto a una partenza ad ostacoli, dopo che ogni settimana deve andare in onda in un clima di tensione, dopo che Vauro e Travaglio - aggiunge Santoro - sono costretti a fornire gratuitamente le loro prestazioni senza che vengano fornite motivazioni di sorta. Considero tutto questo un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilita'''.

GARIMBERTI, E' MANIFESTAMENTE SPROPORZIONATO - Per il presidente della Rai Paolo Garimberti, quello su Annozero è "un provvedimento di esclusiva responsabilità del Direttore Generale che ho appreso come gli altri dalle agenzie. E' quasi superfluo dire che non lo condivido perché, al di là di altre considerazioni, lo trovo manifestamente sproporzionato".

LEGALE SANTORO, E' REPRESSIONE - Per l'avvocato Domenico D'Amati, legale di Michele Santoro, il provvedimento al programma rientra in "un uso abnorme del potere disciplinare con finalità repressive del diritto di informazione e di critica correttamente esercitato in Annozero". L'abnormità è resa evidente, tra l'altro, "dalla entità della sanzione, che, pur se risultante dal regolamento aziendale, è pari al doppio del massimo consentito dal CNLG per la sospensione, che è di cinque giorni, in considerazione della elementare esigenza di continuità del lavoro giornalistico". Il fatto è "molto grave - spiega D'Amati - perché si aggiunge ad altri precedenti comportamenti diretti ad ostacolare la messa in onda di Annozero e quindi a sottrarsi non solo ai doveri dell'azienda verso i telespettatori ma anche all'esecuzione di una sentenza del Tribunale di Roma confermata in appello". Per il legale, "questo modo di agire non è conforme ai doveri di un pubblico amministratore anche perché appare in linea con interessi extra aziendali, emersi tra l'altro da recenti indagini della Procura della Repubblica di Trani. Questi saranno i temi delle iniziative che promuoveremo in sede giudiziaria". D'Amati conclude sottolineando che "Il Consiglio di Amministrazione della Rai non può restare spettatore di questa vicenda in quanto ha precisi doveri di intervento a tutela del pubblico interesse. La sua inerzia comporterebbe una piena assunzione di responsabilità".

Antitrust: Rai ai privati? Sì con gara

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/10/2010

23.38 "Non penso di dire niente di nuovo se ricordo che l'Antitrust ha più volte detto che non ci sarebbe nulla di strano a bandire la gara per il servizio pubblico". Lo ha detto il presidente dell'Authority della concorrenza Catricalà in merito alla proposta di Fli per la privatizzazione della Rai. "Se invece si volesse privatizzare un solo canale, bisognerebbe distinguere il servizio pubblico dall'attività commerciale - ha spiegato -. Secondo noi molti servizi pubblici sarebbero da mettere a gara, ma ci sono resistenze".

Protesta pastori: trattori e manifestanti invadono Cagliari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/10/2010

Migliaia di allevatori e agricoltori hanno invaso le strade principali della citta'

CAGLIARI - E' partita da oggi a Cagliari la mobilitazione del mondo delle campagne che si e' ritrovato nel capoluogo con oltre un centinaia di trattori sotto le insegne di Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Migliaia di allevatori e agricoltori hanno invaso le strade principali. Al raduno nel piazzale dei centomila, tante bandiere fanno da contorno alla forte protesta per dire basta alle promesse di Regione e Governo. Il corteo dopo una sosta sotto la sede del Consiglio regionale si conclude davanti al Palazzo della Regione. ''Ognuno deve prendersi la propria responsabilita' - ha detto il presidente regionale Coldiretti, Marco Scalas - perche' non bisogna pensare che le risorse debbano arrivare solo dal Governo nazionale. Da oggi in poi parte la nostra mobilitazione, che non riguarda solo gli allevatori ma anche tutti gli altri comparti, e abbiamo programmato diverse forme di protesta in tutta la Sardegna da attuare nei vari comuni''. La piattaforma delle organizzazioni di categoria contiene proposte di intervento sui consorzi di bonifica, la ristrutturazione dei debiti, l'attuazione della continuita' territoriale, la semplificazione delle procedure burocratiche, il rimborso dei danni causati da calamita' naturali e interventi sui settori dell'ovi-caprino, cereagricolo, vitivinicolo, ortofrutticolo e zootecnico.

OCCUPATO ASSESSORATO REGIONALE AGRICOLTURA - Oltre una ventina di allevatori ed agricoltori hanno occupato, dopo le 13, l'Assessorato regionale dell'Agricoltura, in via Pessagno a Cagliari, in contemporanea con la manifestazione indetta da Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri. I manifestanti una volta all'interno della struttura hanno iniziato anche a distribuire fette di formaggio. Gli occupanti hanno preso possesso del secondo piano dell'Assessorato e sono intenzionati a rimanere ad oltranza nella sede regionale. Intanto dal palco, in viale Trento, davanti alla sede della Regione, dove si svolge la grande manifestazione con circa ventimila persone, i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno spronato i manifestanti ad iniziare un presidio davanti alla Presidenza della Giunta regionale. Prima degli interventi e' stato, inoltre, osservato un minuto di raccoglimento per il caporale Gianmarco Manca il cui funerale si svolgera' nel pomeriggio ad Alghero.

Sondaggio:Obama scontenta 53% americani

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/10/2010

21.56 Scendono negli Stati Uniti i consensi per i democratici e per il presidente Obama in vista delle elezioni del medio termine del 2 novembre. Secondo un sondaggio Reuters-Ipsos, il il 48% voterà per i repubblicani e il 44% per i democratici. Questo significa che i repubblicani conquisteranno la Camera dei Rappresentanti mentre il Senato resterà ai democratici. Ben il 53% dei cittadini americani si dice non contento delle scelte fatte dal presidente Barack Obama.

Giovedì 14 Ottobre 2010

Alberghi aquilani: costretti a sospendere i servizi per i terremotati

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/10/2010

Federalberghi minaccia di sospendere il servizio se non verrà saldato il debito

L'Aquila, 14-10-2010

Chiodi promette ora paghiamo

Parte degli 80,5 milioni disponibili per il pagamento delle spese per l`emergenza-Abruzzo saranno utilizzate anche per il pagamento degli hotel che hanno ospitato e che ospitano gli sfollati.

Lo garantisce il commissario straordinario per la Ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, dopo che la Federalberghi locale ha annunciato per domani il blocco dei servizi di "pulizia, cambio biancheria e ristorazione agli ospiti aquilani" perchè finora non è stato pagato quanto di loro spettanza.

La questione delle macerie

Chiodi, parlando alla riunione con i sindaci sulla questione delle macerie, ha spiegato che "è impossibile fare una stima esatta delle tempistiche di ultimazione delle operazioni di rimozione e trattamento complessivo delle macerie: oggi - ha concluso - si sta procedendo a rimuovere quelle derivanti dagli edifici crollati o demoliti in via d`urgenza.

Non è ancora definibile quindi il programma temporale delle demolizioni previste o prevedibili nell`ambito dei diversi piani di ricostruzione. La rimozione delle macerie è una problematica inserita nel più ampio ambito della ricostruzione".

Il comunicato di Federalberghi

Preso atto che, nonostante le rassicurazioni ricevute dal commissario Chiodi, a oggi non risultano ancora pervenuti i pagamenti delle nostre spettanze, ci vediamo costretti, nostro malgrado, a sospendere dalla giornata di domani, come concordato in assemblea, i servizi di pulizia, cambio biancheria e ristorazione agli ospiti aquilani.

Lo annuncia in una nota la vicepresidente di Federalberghi L'Aquila, Mara Quaianni. "Siamo dispiaciuti - scrive - del fatto che a subire le conseguenze di tale incresciosa situazione saranno i nostri concittadini gia' come noi fortemente colpiti dal terremoto, ma non abbiamo purtroppo altri mezzi per sostenere le nostre ragioni che sono evidenti. Ovviamente - conclude - appena riceveremo quanto dovuto, riattiveremo i servizi che abbiamo assicurato, con grandi sacrifici e difficolta' finanziarie, sin dall'inizio del post-sisma".

Fiom: Maroni, alto rischio infiltrazioni corteo Roma

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/10/2010

Cremaschi: nessun rischio scontri, provoca. Ci aiuterà a fare una manifestazione più pacifica

ROMA - Allarme del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ma anche dei Servizi in vista della manifestazione di sabato dei metalmeccanici a Roma. Ci sono, dice Maroni, ''elevati rischi di infiltrazioni'' di gruppi violenti, ''anche stranieri'', perche' e' un'occasione ''troppo ghiotta''. La grande maggioranza delle persone, aggiunge intervenendo a 'Porta a Porta', manifestera' pacificamente. Ma c'e' il rischio, insiste, che ''gruppetti, staccandosi dal corteo, vadano a spaccare le vetrine: la Fiom sono sicuro che sapra' controllare''.

Proprio per questo, annuncia, domani ci sara' un incontro con i vertici del sindacato. Preoccupazioni erano gia' state espresse in mattinata dal ministro al termine di una riunione in prefettura a Padova, il giorno dopo l'irruzione di un gruppo di giovani del centro sociale Pedro nella sede di Confindustria: ''Per la manifestazione della Fiom - aveva detto - sono stati invitati i centri sociali, compresi quelli di Padova. Non e' mai accaduto; e questo richiedera' un impegno straordinario alle forze dell'ordine''.

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, auspica che la manifestazione sia pacifica. Ma non c'e' dubbio che, con l'avvicinarsi dell'appuntamento di dopodomani, aumentino i timori per il corteo promosso dalle tute blu della Cgil. Gli stessi Servizi, d'altronde, confermano l'allarme del titolare del Viminale sul rischio di disordini e di infiltrazioni. A parlarne e' stato lo stesso direttore dell'Aisi (l'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna), Giorgio Piccirillo, ieri in un'audizione di fronte al Copasir., riferendo al comitato di una serie di sigle, sia italiane che straniere, che gli 007 stanno monitorando in previsione del corteo.

Attacca la Fiom: ''Sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificarne il senso e le ragioni della manifestazione del 16 ottobre'', afferma il leader delle tute blu della Cgil (Fiom), Maurizio Landini, ricordando che ''garantire la sicurezza e l'ordine pubblico nel Paese e' un compito e una responsabilita' istituzionale del ministero degli Interni''. Ancora piu' duro Giorgio Cremaschi: ''Maroni sta provocando, a noi non risulta nulla, un ministro non fa una dichiarazione cosi' poco seria, e' una dichiarazione provocatoria''. Mentre il numero due della Cgil, Susanna Camusso, prossima alla staffetta con Epifani alla guida di Corso d'Italia, dice rivolta a Maroni: ''se ha delle informazioni faccia il suo lavoro''.

A insorgere anche quella parte dell'opposizione che ha annunciato da tempo che sfilera' con i metalmeccanici: ''invece di creare allarmismi, il ministro dell'Interno garantisca la piena sicurezza della manifestazione'', dice il presidente dell'Idv Antonio Di Pietro, e di ''strategia della tensione'' parla il responsabile Giustizia, Luigi De Magistris; ''fa terrorismo psicologico'', afferma il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, chiedendo alla Rai di garantire la diretta della manifestazione.

Interviene anche l'ex parlamentare e leader dei NeoGlobal, Francesco Caruso, convinto che Maroni voglia ''alimentare tensioni e paure: se sono informative di intelligence, bisognerebbe agire, piuttosto che spiattellarle ai quattro venti''. Dopo le divisione dentro il Pd rispetto alla manifestazione emerse in questi giorni, ''Europa'', il quotidiano del partito, sostiene in un editoriale che e' giusto che alcuni dirigenti partecipino alla manifestazione della Fiom di sabato, per ''non regalare'' il sindacato di Landini ''alla sua stessa deriva'', ma occorre evitare il ''collateralismo'': per il partito sarebbe un ''colpo mortale''.

Papa: nuova generazione di cattolici in politica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/10/2010

Senza complessi di inferiorità

Roma, 14-10-2010

Il Papa 'benedice' l'avvento di una "nuova generazione di cattolici" che si misuri, "senza complessi d'inferiorità", nella scena politica italiana.

Il richiamo di Benedetto XVI, insieme a un vademecum quanto mai esplicito sui temi sociali e politici nazionali che richiedono l'impegno dei cattolici, e' contenuto nel messaggio inviato al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, per la 46esima Settimana sociale apertasi oggi a Reggio Calabria.

Col beneplacito diretto di Ratzinger, la Settimana sociale dei cattolici italiani segna cosi', nella visione della Santa Sede e della Cei, un vero punto di partenza, un 'nuovo inizio' nella partecipazione dei cristiani alla vita politica. "Rinnovo l'appello perche' sorga una nuova generazione di cattolici, persone interiormente rinnovate che si impegnino nell'attivita' politica senza complessi d'inferiorita"', ha detto il Papa in un passo del suo messaggio, letto nell'assise di Reggio Calabria dal nunzio in Italia, mons. Giuseppe Bertello.

Tale presenza, pero', "non s'improvvisa". Anzi, richiede da parte della Chiesa "un cammino di formazione intellettuale e morale" che "offra criteri di giudizio e principi etici per interpretare il bene di tutti e di ciascuno". Occorre formare, secondo il Pontefice, "coscienze cristiane mature, cioe' aliene dall'egoismo, dalla cupidigia dei beni e dalla bramosia di carriera e, invece, coerenti con la fede professata, conoscitrici delle dinamiche culturali e sociali di questo tempo e capaci di assumere responsabilita' pubbliche con competenza professionale e spirito di servizio". L'impegno socio-politico, insomma, per Ratzinger "rimane una vocazione alta, a cui la Chiesa invita a rispondere con umilta' e determinazione".

Ma il Papa, nel suo documento, prende di petto temi cruciali nell'attuale dibattito. Come quello dell'immigrazione, dicendosi in favore "di strategie e di regole che favoriscano l'inclusione delle nuove presenze", promuovendo "le condizioni di un inserimento nelle nostre terre di quanti intendono, con il loro lavoro e il patrimonio della loro tradizione contribuire alla costruzione di una societa' migliore di quella che hanno lasciato". O come quello della crisi economica, che ha diffuso "disoccupazione e precarieta"', e di fronte alla quale "i soggetti istituzionali e sociali" devono "assicurare alla famiglia efficaci misure di sostegno, dotandola di risorse adeguate e permettendo una giusta conciliazione con i tempi del lavoro". Riguardo poi alla difesa di valori come quelli della vita e della famiglia, come pure della dignita' della persona, dell'ambiente e della pace, tutti i cattolici devono "assumersi le proprie responsabilita"', senza "delegare la ricerca di soluzioni soltanto alle pubbliche autorita"'.

Non manca un richiamo a 150 anni dell'Unita' d'Italia, con l'auspicio che da Reggio Calabria emerga "un comune sentire, frutto di un'interpretazione credente della situazione del Paese". Ma il monito di fondo e' che i politici devono "uscire dalla ricerca del proprio interesse esclusivo, per perseguire insieme il bene del Paese e dell'intera famiglia umana".

Alla precisa agenda dettata da Ratzinger ha fatto eco, aprendo i quattro giorni di lavori a Reggio Calabria, il card. Bagnasco, secondo cui chiedere il silenzio dei cattolici in politica significherebbe "tradire il Vangelo e quindi Dio e l'uomo". Inoltre, per il presidente della Cei, vita, famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, liberta' religiosa, i cosiddetti valori "non negoziabili" per la Chiesa, "non sono divisivi, ma unitivi ed e' precisamente questo il terreno dell'unita' politica dei cattolici".

Sanzioni di 1,8 mln a 5 Big elettricità

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/10/2010

19.37 Bollette elettriche poco comprensibili e poco trasparenti.Questa la motivazione di sanzioni per comprensivi 1,8 milioni di euro che l'Autorità per l'energia ha comminato a 5 big del settore elettrico italiano. L'Autorità ha inflitto sanzioni a Edison Energia, Enel energia, Eni,Sorgenia e Hera Comm "per violazione di norme a tutela dei consumatori, al termine di istruttorie che hanno accertato l'inosservanza delle disposizioni a garanzia della trasparenza e comprensibilità delle bollette".

Ahmadinejad: 'I sionisti sono mortali'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/10/2010

18.23 Il presidente iraniano Ahmadinejad, in visita nella cittadina libanese di Bint Jbeil, semidistrutta nel conflitto del 2006 fra i miliziani Hezbollah e Israele, ha detto che "i sionisti sono mortali", e che "lo stato libanese è vivo ed è un modello per le nazioni del Medio Oriente". "I sionisti scompariranno. Non hanno altra scelta che arrendersi e tornare nei loro paesi di origine",ha aggiunto. Accolto dalla folla come un eroe, ha ribadito il sostegno iraniano al Libano

Usa: controproposta Anp è di buon senso

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/10/2010

6.05 "Nei negoziati tra Israele e Anp la controproposta palestinese va verso il buon senso". E' quanto ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Crowley La controproposta dell'Anp, sollecitata dagli Usa, prevede la disponibilità di riconoscere Israele dopo la presentazione da parte di Washington della mappa del costituendo Stato palestinese che include i territori occupati da Israele nel 1967,inclusa Gerusalemme Est

Giustizia: ipotesi 2/3 voti della Consulta per bocciare le leggi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/10/2010

E' in bozze riforma costituzionale giudici-pm separati e 2 csm

ROMA - La riforma della giustizia annunciata due settimane fa da Berlusconi in parlamento prevede numerose norme incisive. Le piu' rilevanti riguardano il potere della Consulta di abrogare le leggi (sara' necessario un quorum qualificato di due terzi, non bastera' quindi piu' la maggioranza assoluta), la nascita di un CSM separato per i pm (che non saranno piu' tenuti all'obbligo dell'azione penale per tutti i reati, ma dovranno rispettare priorita' fissate dal parlamento), la non appellabilita' delle sentenze di assoluzione. Non c'e' ancora un testo, ma le linee generali della riforma sono state fissate e il ministro della Giustizia Angelino Alfano le ha illustrate al Quirinale a Giorgio Napolitano.

E' stato un incontro di cortesia istituzionale in vista del consiglio dei ministri che la prossima settimana dovrebbe varare i primi provvedimenti. Il presidente della Repubblica si e' limitato ad ascoltare e a confermare la posizione che e' nota da tempo: il governo faccia la sua parte, il Parlamento approvi cio' che ritiene di approvare, il capo dello Stato valutera' i provvedimenti quando entrera' in gioco la sua competenza per promulgarle, ed esercitera' le sue prerogative costituzionali di garante della Costituzione. Il pacchetto comprendera' leggi costituzionali e ordinarie.

I testi saranno definiti nei prossimi giorni. Prima si devono sciogliere alcuni nodi di non poco conto che dividono la maggioranza. In base alle indiscrezioni circolate sembra comunque evidente che si va verso una attenuazione dei poteri attualmente conferiti alla magistratura e ad organi costituzionali quali la Corte Costituzionale e il CSM. Della Consulta si e' detto: per abrogare una legge per vizio di costituzionalita' non bastera' piu' il si' di meta' piu' uno dei suoi componenti. L'ordine giudiziario sara' diviso in due: giudici e pubblici ministeri, ognuno con un suo distinto CSM, nel quale i magistrati non saranno piu' la maggioranza dei consiglieri ma solo un terzo.

Al CSM dei giudici si vuole vietare espressamente di esprimere pareri su questioni di rilevanza politica (come ad esempio la pratica a tutela del pm de Pasquale pesantemente criticato dal premier Berlusconi, che sara' esaminata nei prossimi gironi a Palazzo dei Marescialli). Per i giudici e i pm sara' sancita la responsabilita' civile. Sara' riconosciuta maggiore autonomia alla polizia giudiziaria rispetto ai pubblici ministeri. E' scontato che le opposizioni daranno battaglia, ma e' incerto anche il pieno sostegno dei finiani a quella parte della riforma gia' battezzata ''colpo di spugna''. E la Lega? ''Quando verra' il momento opportuno ci giocheremo le nostre carte'', risponde enigmatico Umberto Bossi.

Miracolo Fenix, tutti salvi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/10/2010

Luis Urzua, l'ultimo minatore salvato Guarda le foto 1 di 30 Luis Urzua, l'ultimo minatore salvato

MINERA SAN JOSE' (CILE) - Il lungo incubo e' proprio finito: i 33 minatori intrappolati sottoterra in Cile per oltre due mesi sono stati tutti salvati dopo che il rischio di una loro morte nel buio delle viscere della terra ha suscitato preoccupazione e angoscia in tutto il mondo. Dopo 69 giorni dall'incidente, si e' conclusa durante l'operazione di salvataggio condotta nel deserto dell'Atacama. La capsula 'Fenix' ha fatto la spola per quasi un giorno con il punto a oltre 600 metri di profondità in cui i minatori erano rimasti intrappolati a causa di uno smottamento. Attraverso il cunicolo, sono stati riportati in superficie anche tutti i sei soccorritori calatisi nelle viscere della terra per organizzare la risalita dei minatori. L'ultimo minatore a uscire è stato il capo-turno e leader del gruppo fin dal giorno del crollo, Luis Urzua, di 54 anni: su di lui era gravato il compito di mantenere viva la speranza nei compagni durante i 17 giorni in cui non c'erano contatti con i soccorritori e che ha razionato gli alimenti dei quali disponevano (qualche lattina di tonno, latte e frutta in scatola). Appena uscito dalla capsula, il minatore è stato avvolto in una bandiera cilena e in tante città e paesi le campane delle chiese hanno suonato a distesa mentre la gente si è riversata per le strade, animandole con caroselli in auto.

''Le passo il turno e spero che questo non accada piu''', ha detto Urzua rivolto, con casco e occhiali scuri per proteggerlo dalla luce, al presidente cileno Sebastian Pinera che lo ha accolto tra l'esultanza generale. "Ho fatto un turno di 70 giorni, un po' troppo lungo", ha scherzato Urzua fra l'altro dicendosi ''orgoglioso di essere cileno". Tutti attorno a lui hanno applaudito intonando l'inno nazionale. "Mi congratulo con lei, è stato un ottimo capitano", gli ha detto il presidente Pinera che, al termine delle operazioni di soccorso, ha sigillato il pozzo ponendo metaforicamente fine alla vicenda seguita da settimane anche grazie a immagini e voci raccolte dal sottosuolo attraverso una sorta di cordone ombelicale che ha tenuto in vita i minatori con cibo e acqua. Prima di riemergere dalla piccola miniera di rame e oro nei pressi di Copiaco, circa 800 km a nord della capitale Santiago, i soccorritori hanno mostrato alla webcam sotterranea il cartello, in spagnolo, con l'annuncio ''missione compiuta'' registrato dai circa 1.500 giornalisti arrivati da tutto il mondo al ''campo Esperanza''. Protagonista delle immagini tv che hanno documentato l'operazione di salvataggio e' stata la capsula di metallo, poco piu' larga delle spalle di un uomo e dipinta coi colori della bandiera cilena. Questa sorta di Apollo 11 delle viscere della terra e' stata ridipinta piu' volte ma ha mostrato sempre piu' rigature causate delle rocce dello stretto pozzo scavato per calarla nel sottosuolo. Comunque ha tenuto, fino a riportare in superficie anche l'ultimo dei soccorritori scesi nella cavita' per aiutare i minatori ed entrare nella Fenix. L'uomo che idealmente ''ha spento la luce'' e' Manuel Gonzalez, un tecnico con 20 anni di esperienza in questo tipo di soccorsi. Nella sala mensa della base operativa da dove sono state coordinate le operazioni di soccorso - costate un equivalente tra i 7 e i 14 milioni euro secondo una stima di Pinera - alcuni familiari dei minatori hanno stappato bottiglie per suggellare con brindisi la fine dell'incubo.