DEI RICCHI

2010 - Settembre - Settimana 2

Indice dei giorni


11/09/2010 * 12/09/2010 * 13/09/2010 * 14/09/2010 *

Sabato 11 Settembre 2010

11/9: gli Usa si fermano. Obama: non dividiamoci

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2010

11/9: gli Usa si fermano. Obama: non dividiamoci

''Attacco compiuto da al Qaida: non saremo mai in guerra con l'Islam'' dice il presidente

WASHINGTON - Nel nono anniversario dell'11 settembre 2001 - quando al Qaida fece schiantare a New York due aerei civili contro le Torri Gemelle e altri due caddero contro il Pentagono e in Pennsylvania (tremila furono i morti) - il presidente Barack

Obama ha esortato gli americani a non lasciarsi andare alle divisioni alla paura: onoriamo la memoria di chi e' sacrificato, facendo del nostro meglio per essere all'altezza dei valori che condividiamo.

Obama e il ministro della difesa Robert Gates hanno tenuto un minuto di silenzio in una cerimonia al Pentagono.

''L'attacco non e' stato compiuto da una religione ma da Al Qaida: non saremo mai in guerra con l'Islam'' spiega Obama che aggiunge che non bisogna permettere ai terroristi di rinnegare i nostri valori.

NOVE ANNI FA ATTACCO ALL'AMERICA

Ecco la successione, minuto per minuto, della tragedia che nove anni fa, l'11 settembre 2001, ha cambiato il corso della storia. L'ora indicata è quella di New York e Washington, indietro di sei ore rispetto a quella italiana.

7.59 - Il volo American Airlines 11 decolla dal Logan International Airport di Boston. Sul Boeing 767, diretto a Los Angeles, vi sono 95 persone.

8.14 - Il volo United Airlines 175 decolla dallo stesso aeroporto con 65 persone a bordo. Anche questo è un Boeing 767 e anche questo è diretto a Los Angeles.

8.15 - Primo segnale di allarme. Il volo AA11 non rispetta le disposizioni dei controllori di volo.

8.15 - Il volo American Airlines 77 decolla dal Dulles Airport di Washington. E' un Boeing 757 con 64 persone a bordo, diretto a Los Angeles.

8.40 - Boston informa il Norad (North American Aerospace Defense Command) che il volo AA11 è stato probabilmente dirottato.

8.42 - Il volo UA93 decolla da Newark (New Jersey) alla volta di San Francisco. E' un Boeing 757, con a bordo 44 persone.

8.43 - La Faa (Federal Aviation Administration) notifica al Norad che anche il volo UA175 è stato dirottato.

8.46 - Il volo AA11 si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center di New York. Il Norad ordina il decollo immediato di due caccia F-15 dalla base di Falmouth (Massachusetts).

8.49 - La Cnn interrompe le trasmissioni. "Un aereo ha colpito una delle torri del World Trade Center".

8.50 - La prima autopompa dei vigili del fuoco giunge al Wtc.

9.00 - Il presidente George W. Bush, in visita a una scuola elementare a Sarasota (Florida), viene informato dal consigliere per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice che un aereo ha colpito un grattacielo del Wtc.

9.03 - Il volo UA175 colpisce la Torre Sud.

9.07 - Bush è informato dal capo di gabinetto Andrew Card che "un secondo aereo ha colpito la seconda torre".

9.16 - La Faa informa il Norad che anche il volo UA93 è stato dirottato.

9.21 - Le autorità di New York chiudono i ponti e i tunnel di accesso a Manhattan.

9.24 - Il Norad apprende che anche il volo AA77 è stato dirottato.

9.26 - La Faa ordina il blocco di tutti i decolli negli aeroporti Usa.

9.30 - Bush in Florida: "L'America è sotto attacco".

9.32 - Wall Street interrompe le operazioni.

9.37 - I controllori di volo di Washington avvertono che un aereo non identificato è diretto verso la capitale.

9.43 - Il Volo AA77 colpisce il Pentagono.

9.45 - La Casa Bianca viene evacuata. Il vicepresidente Dick Cheney è portato nel bunker blindato sotto la residenza. La Faa blocca il traffico aereo sugli Usa.

9.55 - L'Air Force One con a bordo Bush decolla dalla Florida. Bush telefona a Cheney e ordina l'allerta delle forze militari Usa nel mondo.

9.58 - I passeggeri del volo UA93, informati di quanto accaduto agli altri velivoli, si scagliano contro i dirottatori per prendere il controllo dell'aereo.

9.59 - Crolla la Torre Sud.

10.03 - Il volo UA93 precipita in un campo della Pennsylvania, nei pressi di Shanksville.

10.28 - Crolla anche la Torre Nord.

10.45 - Le autorità ordinano l'evacuazione di tutti gli edifici federali di Washington.

12.36 - Bush parla alla nazione da Barksdale, Indiana. "La nostra libertà è stata attaccata da un codardo senza volto. La determinazione della nostra grande nazione è stata messa alla prova. Supereremo questa prova".

13.02 - Il sindaco di New York Rudolph Giuliani ordina l' evacuazione di Manhattan a sud di Canal Street.

13.27 - Dichiarato lo stato di emergenza a Washington.

14.50 - Bush si sposta in aereo al quartier generale del Comando Strategico Usa nella base aerea Offut (Nebraska) dove presiede una video-conferenza con i membri del Consiglio per la Sicurezza Nazionale a Washington.

17.20 - Crolla anche il Seven World Trade Center, un edificio di 47 piani.

18.45 - Bush rientra alla Casa Bianca.

20.30 - Il presidente parla a reti unificate alla nazione. "I responsabili la pagheranno. L'America non farà distinzioni tra i terroristi e coloro che li ospitano".

21.00 - Bush torna a riunirsi con il Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Viene discusso anche un primo piano di rappresaglia militare contro i terroristi.

Obama, non saremo mai in guerra con l'Islam

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/09/2010

11 Settembre

Washington, Stati Uniti, 11-09-2010

Il presidente Barack Obama ha detto oggi, in una cerimonia al Pentagono in memoria delle vittime dell'11/9, che "l'attacco non e' stato compiuto da una religione ma da Al Qaida: non saremo mai in guerra con l'Islam".

Barack Obama ha scelto di commemorare le vittime degli attentati dell'11 settembre 2001 con una cerimonia al Pentagono, come aveva fatto anche l'anno scorso,

per evitare un'eccessiva strumentalizzazione politica di un giorno che, come ha detto il presidente americano, deve essere dedicato "al servizio e alla memoria" e deve ricordare agli americani che sono un solo popolo e una sola nazione.

Obama, accompagnato dal capo di stato maggiore Michael Mullen e dal segretario alla Difesa Robert Gates, ha deposto una corona di fiori bianchi al Pentagon. Dopo l'inno nazionale, Mullen ha introdotto un minuto di silenzio, con Obama e Gates a capo chino davanti alle bandiere americane. "Nove anni fa, in un giorno

quieto e soleggiato come oggi, migliaia di persone hanno perso la vita e le loro famiglie sono rimaste segnate da una cicatrice profonda. Oggi ricordiamo quelle persone", ha detto Gates.

11 settembre, nessun rogo del Corano

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/09/2010

Il reverendo Jones a New York forse per incontrare l'imam che, però, smentisce

New York, 11-09-2010

L'America commemora oggi il nono anniversario dell'11 settembre, il primo con una forte carica politica e polemica dopo il minacciato falo' di Corani del pastore Terry Jones. Barack Obama, che oggi assistera' a una cerimonia al Pentagono, alla vigilia ha inviato al Paese un messaggio di pacificazione, avvertendo che il nemico non e' l'Islam ma Al Qaeda.

Siamo una nazione unita, composta da persone che danno a Dio nomi diversi, ma nessuno riuscira' a farci del male con divisioni basate su differenze religiose o etniche, ha assicurato il presidente. Intanto il pastore Jones si e' trasferito dalla Florida a New York, dove intende incontrare l'imam che ha promosso la costruzione di una moschea vicino a Ground Zero.

Il religioso di Gainesville, che sara' ospite della trasmissione della Nbc "Today", punta a ottenere un impegno a spostare il luogo in cui sorgera' la moschea. Ai giornalisti che lo attendevano all'aeroporto La Guardia, non ha rilasciato dichiarazioni.

Ma il suo portavoce K.A. Paul, ha deto di poter "garantire" che non brucera' le 200 copie del libro sacro dell'Islam, anche se non c'e' ancora un'intesa sullo spostamento del Centro islamico che dovrebbe sorgere a due isolati da dove si trovavano le Torri gemelle.

Jones aveva dato all'imam un ultimatum di due ore perche' si mettesse in contatto con lui, ma quando e' scaduto invano ha fatto sapere che non avrebbe dato fuoco al Corano, almeno non l'11 settembre.

L'imam Feisal Abdul Rauf, da parte sua, ha fatto sapere che non ha in programma incontri con il pastore, ma si e' detto disposto a vedere chiunque abbia "un serio impegno per la ricerca della pace".

La contro protesta

Nuove manifestazioni contro il falo' dei Corani si sono svolte in due province dell'Afghanisan. Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a Pul-e-Alam, nella provincia di Logar a sud di Kabul, e ci sono stati scontri con le forze di sicurezza afghane. Nella provincia nord-orientale di Badakhshan, dove venerdi' un manifestante era stato ucciso davanti a una base Nato, migliaia di persone hanno protestato per strada in tre distretti.

Intanto un tribunale sudafricano ha bloccato l'iniziativa di un uomo d'affari musulmano che intendeva bruciare pubblicamente alcune Bibbie in risposta al falo' di Corani.

L'Alta Corte di Johannesburg ha diffidato Mohammed Vawda dal procedere al "Burn the Bible Day", come l'aveva ribattezzato, perche' la legge proibisce di bruciare libri sacri. Era stata un'organizzazione musulmana, gli Studiosi della Verita', a ricorrere alla magistratura per fermare Vawda.

Jones a New York

Il pastore evangelico Terry Jones, che ha attirato l'attenzione di tutto il mondo minacciando di bruciare una copia del Corano, e' arrivato a New York durante la notte. Lo ha confermato la Cnn.

Non ho nulla da dire per il momento, ha dichiarato ai giornalisti mentre saliva su un taxi all'aeroporto LaGuardia. K.A. Paul, un evangelista in contatto con Jones, aveva assicurato ieri che oggi non ci sara' nessun rogo del Corano.

Terry Jones sarebbe arrivato a New York per un incontro con l'imam che vuole far costruire una moschea e un centro islamico vicino a Ground Zero. E' stato proprio l'appuntamento con l'imam, sostiene Jones, a farlo desistere dal progetto di bruciare il Corano. Ma l'imam di New York Feisal Abdul Rauf ha sempre smentito di aver accettato un incontro con Jones e di essere pronto a rinunciare al suo centro islamico.

Per tutta la giornata di ieri il pastore evangelico, alla guida di una minuscola congregazione in Florida, ha rilasciato dichiarazioni ambigue e constrastanti sul rogo del Corano, anche se alla fine sembra avervi rinunciato.

Domenica 12 Settembre 2010

N.York, centinaia in piazza per moschea

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/09/2010

23.30 Diverse centinaia di attivisti sostenitori della costruzione di un centro islamico vicino a Ground Zero sono scesi nelle strade di New York, gridando slogan come "L'attacco all'Islam è razzismo". Il corteo,che ha avuto inizio presso il municipio, dovrebbe concludersi proprio nelle vicinanze di Ground Zero. Nella zona è stata programmata un'altra manifestazione contro la realizzazione della moschea.

Cile, disordini per anniversario golpe

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/09/2010

21.53 Tredici feriti e 251 fermi rappresentano il bilancio dei disordini scoppiati tra sabato e domenica in Cile per l'anniversario del golpe Pinochet del 1972. Dei feriti,9 sono poliziotti,intervenuti per sedare i disordini a Santiago, dove sono state erette barricate e assaltato negozi.Gli incidenti hanno provocato alcuni blackout.E'la prima volta che l'anniversario viene celebrato con al potere un governo di centrodestra. Lucia, figlia del defunto dittatore, ha assistito a una cerimonia organizzata da ex generali in onore di Pinochet.

Lunedì 13 Settembre 2010

Amnesty: 30.000 detenuti senza processo e torturati in Iraq

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/09/2010

Parte della responsabilità è anche delle forze americane

Roma, 13-09-2010

Circa 30.000 persone sono detenute senza processo nelle prigioni irachene, dove le confessioni vengono estorte sotto tortura. Lo denuncia Amnesty International, sottolineando che parte della responsabilità è anche delle forze americane.

"Le forze di sicurezza irachene sono responsabili di violazioni sistematiche dei diritti dei prigionieri, e ciò avviene (...) in tutta impunità", afferma in un comunicato Malcolm Smart, direttore per il Medio Oriente dell'organizzazione di difesa dei diritti dell'Uomo con sede a Londra.

Nel rapporto di 56 pagine dal titolo "Nuovo ordine, stesse sevizie: detenzioni illegali e tortura in Iraq", Amnesty descrive centinaia di casi di detenzione arbitraria, a volte da molti anni, di torture e di scomparsa di prigionieri.

Tra le tante storie raccolte, l'organizzazione racconta la vicenda di Riad Mohammed Saleh al-Ouqabi, fermato nel settembre 2009. "Nel corso del suo interrogatorio, è stato colpito con tale violenza che gli hanno rotto le costole e spappolato il fegato", sottolinea il rapporto.

L'uomo "è morto tra il 12 e il 13 febbraio a causa di un'emorragia interna. Il suo corpo è stato restituito alla famiglia alcune settimane più tardi. Sul certificato di morte si parlava di arresto cardiaco". Violenze, minacce di violenze, colpi inferti con cavi o aste di ferro, detenuti appesi per gli arti per ore, scariche elettriche, mutilazioni con il trapano, sono alcuni esempi di forme di tortura usate nelle prigioni irachene per estorcere confessioni, secondo Amnesty.

L'organizzazione a difesa dei diritti dell'Uomo punta il dito anche contro le forze americane, che, in vista del loro ritiro totale alla fine del 2011, ha trasferito migliaia di prigionieri agli iracheni "senza ottenere garanzie" sulle condizioni di vita all'intero delle carceri. "Le autorità americane, il cui bilancio in materia di rispetto dei diritti dei prigionieri si è rivelato negativo, hanno appena consegnato migliaia di prigionieri" destinati "all'illegalità, alle violenze e agli abusi, rinunciando alle loro responsabilità sui diritti dell'Uomo", sottolinea Smart.

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Kabul,soldati Londra accusati per droga

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/09/2010

2.05 Alcuni uomini del contingente britannico in Afghanistan sono sospettati di traffico di eroina. La polizia militare ha aperto un'inchiesta. Lo riferisce la Bbc online, citando il ministero della Difesa di Londra per il quale, anche se le accuse sono "tutte da dimostrare", vengono prese "molto sul serio". L'inchiesta riguarda soldati in servizio presso basi aeree nell'Afghanistan del Sud. Anche alcuni militari canadesi sarebbero coinvolti. L'eroina sarebbe stata portata fuori dal Paese nascosta a bordo di aerei militari.

Premier: situazione sotto controllo, avanti per tre anni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/09/2010

Berlusconi ribadisce la solidità del governo e annuncia: fra poco il nome del ministro dello Sviluppo economico

ROMA - "La maggioranza resterà quella che gli italiani hanno votato". Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente a 'Mattino Cinque' su Canale 5. Dicendosi "assolutamente tranquillo" il premier ha quindi aggiunto che "con Bossi c'é rapporto solido e amicizia personale vera, basata sulla lealtà reciproca".

SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO,AVANTI PER 3 ANNI - "La situazione è sotto controllo e in Parlamento ci sono le condizioni per andare avanti fino al 2013". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che ha anzi escluso categoricamente "che si debba andare a votare" anticipatamente. "Gli italiani - ha sottolineato - vogliono che andiamo avanti e che continuiamo a fare le riforme". Riforme che saranno portate avanti anche con l'apporto dei finiani. Loro, ha osservato Berlusconi, "hanno dichiarato a più riprese di volere essere leali con gli italiani e rispettare il programma, e su questo punto sono assolutamente sicuro".

L.ELETTORALE NON CAMBIA,CI HA DATO GOVERNABILITA' - La legge elettorale non cambia. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berluscon spiegando che una riforma in tal senso "non è prevista perchè proprio questa legge ha tolto il Paese dalla ingovernabilità".

TRA POCO CI SARA' MINISTRO SVILUPPO ECONOMICO - Per avere il nuovo ministro dello Sviluppo Economico è questione "di poco tempo". Lo ha detto il presidente del Consiglio e ministro ad interim del dicastero di via Veneto, Silvio Berlusconi che comunque ha rivendicato l'attività svolta in questi mesi alla guida dello sviluppo economico che conta "oltre 300 decisioni tra cui la legge Berlusconi sulla libertà di impresa che è la vera rivoluzione liberale".

CRISI AFFRONTATA BENE, NON CREDO CI SARA'RICADUTA - "Abbiamo affrontato bene la crisi" economica e "l'Ue e l'Ocse lo confermano". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi aggiungendo di non credere "che ci possa essere una nuova ricaduta". L'impatto della crisi internazionale sul nostro paese, ha quindi proseguito, è stato bene assorbito grazie "alla solidità delle imprese, ai risparmi delle famiglie ma anche alle politiche di rigore e di sviluppo" del governo.

PER STAMPA IO IMPRESENTABILE, ALL'ESTERO STATISTA - Ci sono due Berlusconi: uno cattivo e impresentabile che si trova sui giornali italiani, che sono quasi tutti di sinistra, e un altro apprezzato statista che viene elogiato nei vertici internazionali, per il suo passato da tycoon, per i suoi 16 anni di esperienza in politica e per i contenuti delle sue proposte". E' quanto ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cogliendo l'occasione anche di ringraziare l'ex primo ministro britannico, Tony Blair, che nella sua biografia ha elogiato il premier italiano. "Ho un ottimo rapporto con tutti i leader internazionali", ha aggiunto Berlusconi osservando che "Blair ha scritto su di me ciò che tutti mi riconoscono, dopo avermi conosciuto"

Vaticano: riapre biblioteca dopo tre anni di restauri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/09/2010

Lavori per 9 milioni. Dal 20/9 saloni di nuovo aperti per studiosi e ricercatori

Dopo tre anni di chiusura, riapre i battenti la Biblioteca Apostolica Vaticana (tutte le foto di Giglia) Dopo tre anni di chiusura, riapre i battenti la Biblioteca Apostolica Vaticana (tutte le foto di Giglia)

(di Fausto Gasparroni)

Riapre i battenti, dopo tre anni di chiusura forzata, una delle più insigni raccolte di manoscritti, codici e stampati esistenti al mondo. Da lunedì prossimo, 20 settembre, ricercatori e studiosi avranno nuovamente a loro disposizione il ricchissimo patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana, che riapre i suoi saloni dopo i lavori di restauro e ristrutturazione. La Biblioteca Vaticana, forte dei suoi circa 150 mila volumi manoscritti, di un milione di libri stampati, di cui 8.400 incunaboli, e di centinaia di migliaia tra monete, medaglie, stampe e incisioni, si ripresenta ora rinnovata nelle strutture e nelle tecnologie, risanata e "a norma" nelle parti che erano ormai fatiscenti, ma sempre fedele al suo "spirito di servizio, umanistico e di universalità" - così l'ha definito oggi in una conferenza stampa nel mirabile Salone Sistino il prefetto mons. Cesare Pasini - con cui svolge la sua missione da oltre cinque secoli, essendo stata voluta da papa Sisto IV nel 1475.

I tempi previsti della chiusura, decisa a malincuore tre anni or sono, sono stati rispettati e ora la Biblioteca offre nuovamente i suoi codici (i più preziosi sono conservati in un 'bunker' sotterraneo scavato trent'anni fa sotto il giardino interno) alla consultazione degli studiosi di tutto il mondo, ma con novità tecnologiche che rendono il servizio più rapido e sicuro. Le più visibili sono l'informatizzazione delle procedure di accesso, la possibilità di collegarsi alla rete della Biblioteca in modalità Wi-Fi con il proprio pc, ma anche un nuovo sistema di sicurezza che, grazie ai 'chip' applicati ai volumi - oltre a barriere, varchi telecamere - permette di seguirne eventuali spostamenti, legati sempre al singolo utente. I tre anni di chiusura sono serviti poi ai Servizi Tecnici del Governatorato e alle ditte incaricate per i non più rinviabili lavori di consolidamento, risanamento di laboratori e sale deposito, ampliamento e razionalizzazione di ambienti come il nuovo ingresso, insieme ai sistemi di climatizzazione, controllo dell'umidità, messa a norma di impianti, eliminazione di strutture diventate fatiscenti e addirittura fuorilegge. Lavori che, ha spiegato il cardinale bibliotecario Raffaele Farina, rientrano in un più ampio progetto di ammodernamento iniziato nel '97 e che proseguiranno, anche dopo la riapertura, per almeno due anni con la collaborazione dell'architetto Paolo Portoghesi, per adibire a ulteriore sala di consultazione lo splendido Salone Sistino, sede della Biblioteca tra fine del '500 e fine '800, poi in uso ai Musei Vaticani e solo dal 2009 tornato sotto la direzione della Biblioteca Vaticana.

Il costo complessivo degli interventi attuati va dagli otto ai nove milioni di euro, in parte sostenuti da donatori (Fondazione Italcementi, ditte Mapei, Pessina e Picalarga) e in parte - ha detto sempre Farina - accantonati dai sussidi concessi annualmente dai Musei Vaticani alla Biblioteca per l'uso di spazi come il Salone Sistino e la Galleria. Il cardinale bibliotecario ha ricordato come Benedetto XVI abbia seguito da vicino e si sia sempre informato in questi tre anni sull'andamento dei lavori di restauro. "Il 25 giugno 2007, visitando la Biblioteca nell'imminenza della chiusura - ha detto Farina -, si era ripromesso di farci visita a conclusione dei lavori. Lo attendiamo per ricevere la Sua benedizione". Alla riapertura, attesissima dagli studiosi (negli anni precedenti la chiusura la media era di circa ventimila visite l'anno, di studiosi da oltre 60 Paesi del mondo), si collegano altri eventi previsti per il prossimo novembre: una mostra nel Braccio di Carlo Magno, un convegno e l'uscita del primo volume della storia della Biblioteca.

Intanto, per quanto riguarda la conservazione dell'ingente patrimonio, va avanti il progetto "per la digitalizzazione dei 75 mila manoscritti della Biblioteca - ha spiegato mons. Pasini -, e si stanno cercando i fondi per la sua effettiva attuazione: è un progetto immenso che richiederà tempi ed energie non indifferenti. Ma anch'esso - ha concluso - fa parte del nostro futuro, non lontano".

Martedì 14 Settembre 2010

Corano: violenze nel Kashmir, 17 i morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/09/2010

Polizia spara contro manifestanti. Attacco anche a cristiani. Vaticano: violenza irragionevole

NEW DELHI - Il Kashmir indiano e' tornato oggi a ribollire di violenza dopo alcune notizie su episodi sporadici di profanazione del Corano negli Stati Uniti che hanno infiammato le tensioni separatiste anti-governative fin dagli inizi di giugno gia' alte nella Kashmir Valley, un'area dove il 95 per cento della popolazione e' musulmana. Almeno 18 persone, tra cui un agente, secondo la BBC sono state uccise negli scontri tra manifestanti e polizia. Ci sono stati anche oltre un centinaio i feriti e gravissimi danni a edifici e proprieta' governative. Una scuola privata appartenente a una chiesa missionaria protestante nel distretto di Baramulla e' stata data alle fiamme stamattina da una folla inferocita che ha ''impedito ai vigili del fuoco di raggiungere l'edificio di legno'' come ha riferito l'agenzia cattolica Asianews. L'attacco, avvenuto nella citta' di Tangmarg, a una quarantina di chilometri dal capoluogo di Srinagar, e' stato seguito da violentissimi scontri con la polizia. La folla ha assaltato anche edifici governativi, mezzi della polizia e altre proprieta' pubbliche. Per bocca del segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, Mons. Celata, il Vaticano ha stigmatizzato gli attacchi. ''Tornano in mente le parole di Benedetto XVI: la violenza non può essere giustificata come risposta alle offese'', ha detto il prelato, ribadendo che e' indispensabile ''promuovere una cultura del rispetto''. Il ministro degli esteri Franco Frattini ha detto dal canto suo che quanto accaduto in Kashmir''e' un'ulteriore triste conferma della persistenza del grave fenomeno dell'intolleranza religiosa e dell'ineludibile necessità che la comunità internazionale si faccia carico in maniera corale e senza esitazioni dell'obbligo di difendere, in ogni contesto, il principio della libertà di culto, che costituisce un diritto umano fondamentale". In altre proteste scoppiate nella regione himalayana nonostante il coprifuoco imposto dopo i disordini del fine settimana, migliaia di separatisti sono scesi in strada scandendo slogan anti-americani e anti-indiani. Per placare gli animi e' intervenuto anche l'ambasciatore americano a New Delhi che ha condannato gli episodi di dissacrazione del Corano negli Usa avvenuti a margine della clamorosa iniziativa, poi rientrata, promossa dal pastore della Florida Terry Jones. Il governo di Manmohan Singh oggi ha tenuto una riunione di emergenza con i ministri degli interni e della difesa che si e' protratta per tre ore, ma che non ha prodotto alcuna decisione di rilievo, a parte un generico appello al dialogo ai separatisi musulmani. Una nuova riunione, a cui sono invitati anche i partiti dell'opposizione, e' stata fissata per mercoledi'. Oggi e' stata la giornata piu' sanguinosa nel Kashmir indiano da quando tre mesi fa e' iniziata la rivolta anti indiana e separatista agli inizi di giugno in seguito all'uccisione di un giovane dimostrante. Da allora sono morti oltre 80 dimostranti, la maggior parte giovani uccisi dalla polizia che rispondeva alle sassaiole durante i cortei di protesta. E' una spirale di violenza che sta mettendo in seria difficolta' il governo di New Delhi, il quale starebbe pensando a una serie di misure ''distensive'', tra cui la revoca parziale di una legge che conferisce poteri speciali all'esercito schierato nella vallata. Incidenti anti-cristiani sono avvenuti anche in Pakistan. L'agenzia vaticana Fides ha riferito che la chiesa luterana di San Paolo nella città di Mardan, nella provincia di Khyber-Pakhtunkhwa è stata danneggiata da un'esplosione che ha causato due feriti. Entrambi si trovano in ospedale, uno di loro in condizioni piuttosto gravi. Uno dei due era il guardiano della chiesa. La scia di violenze seguita all'iniziativa di Terry Jones non si e' fermata nemmeno se il rogo del Corano da lui minacciato poi non c'e' stato. Due predicatori evangelici nel fine settimana hanno dato fuoco a due copie del corano nel Tennessee e ci sarebbero stati anche emuli a New York. Degli episodi, considerati del tutto marginali, avrebbe parlato una Tv satellitare iraniana che in India e' poi stata oscurata.

Hamas: colloqui con Israele 'umilianti'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/09/2010

2.10 Il movimento integralista Hamas ha definito "umilianti e degradanti" i colloqui diretti tra Israele e i palestinesi che riprendono oggi a Sharm el Sheikh alla presenza del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. "Abu Mazen-ha sostenuto il movimentonon è autorizzato a negoziare per i palestinesi e ogni accordo che verrà fuori da questi negoziati non apparterrà alla nostra gente". Abu Mazen vedrà sia il premier israeliano Netanyahu che il segretario di Stato Usa Clinton.

Iran, no a cauzione Usa per prigioniera

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/09/2010

0.22 "Il governo Usa non finanzierà la cauzione",per la liberazione della prigioniera americana Sarah Shourd, detenuta in Iran da mesi, accusata di spionaggio insieme a 2 amici. Così Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato. La famiglia della ragazza, afferma di non avere i soldi per pagare. Rispondendo a una domanda se sia legale o meno il pagamento di una cauzione, viste le sanzioni nei confronti di Teheran, Crowley dice:"In ogni istante avvengono transazioni tra Iran e resto del mondo. Alcune violano le sanzioni, altre no".

Kashmir,Vaticano:violenza irragionevole

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/09/2010

23.30 "Sono notizie che generano tanta pena". Così il Segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso è intervenuto sulle violenze nel Kashmir indiano e l'attacco ai cristiani dopo le profanazioni del Corano negli Usa. "Purtroppo a violenza è seguita violenza. Una violenza contro ogni ragionevolezza, perché contro la vita di persone innocenti, creature di quel Dio che si vorrebbe onorare e servire", ha detto monsignor Celata.

Kashmir, sospesi i voli per tre giorni

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/09/2010

6.55 Dopo gli incidenti che ieri hanno causato 17 morti,45 feriti e la distruzione di una chiesa cristiana,la valle del Kashmir indiano si è svegliata sotto un coprifuoco che implica -prima volta negli ultimi 11 anni- la sospensione totale del traffico aereo.Le autorità indiane hanno infatti disposto l'interruzione del traffico aereo per tre giorni Le notizie su sporadici episodi di profanazione del Corano hanno riacceso le tensioni separatiste antigovernative in un'area dove il 95% della popolazione è musulmano.

Ok del parlamento a divieto totale del burqa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/09/2010

Con il sì del Senato diventa legge il bando di portare il burqa in tutti i luoghi pubblici

PARIGI - Via libero definitivo del Parlamento francese al progetto di legge che mette al bando l'uso del velo integrale islamico su tutto il territorio della Francia, incluse strade, piazze, e luoghi pubblici.

La Francia è il primo Paese europeo a imporre tale divieto generalizzato, ma l'applicazione della legge resta sottoposta a un ricorso presentato al Consiglio costituzionale. Il testo non menziona esplicitamente il velo integrale, bensì la "dissimulazione del volto nei luoghi pubblici", che includono strade e piazze e "i luoghi aperti al pubblico" (negozi, bar e ristoranti, parchi, trasporti...) o "destinati a un servizio pubblico" (scuole, ospedali, uffici...). Le donne che insisteranno a indossare il burqa o il niqab dovranno pagare una multa di 150 euro, o seguire uno stage di "educazione civica". Chiunque invece obblighi una donna a coprirsi completamente rischierà un anno di carcere e 30 mila euro di multa.

COSA PREVEDE LA LEGGE - La legge che mette al bando l'uso del burqa in Francia vieta la "dissimulazione del volto nei luoghi pubblici", ma non menziona esplicitamente il velo integrale islamico. In particolare, il primo dei sette articoli afferma che "nessuno può, nello spazio pubblico, indossare abiti destinati a nascondere il volto". Nel provvedimento si includono le strade e le piazze, "i luoghi aperti al pubblico" (negozi, bar e ristoranti, parchi, trasporti...) e quelli "destinati ad un servizio pubblico" (scuole, ospedali, uffici postali...). Il divieto e le sanzioni entrano in vigore sei mesi dopo la promulgazione della legge, nel corso quindi della primavera del 2011, a patto che la norma non venga bocciata dal consiglio costituzionale, chiamato ad esprimersi nelle prossime settimane. A partire da quel momento, le donne che indossano il burqa o il niqab dovranno pagare una multa di 150 euro, alla quale si può aggiungere anche uno stage di "educazione civica". La legge crea inoltre un nuovo delitto, la "dissimulazione forzata del viso". Chiunque cioé obblighi una donna a coprirsi completamente rischia un anno di carcere e 30 mila euro di multa. Se si tratta di una minorenne, la condanna è doppia (due anni di prigione e 60 mila euro di multa). La legge prende così di mira gli uomini che costringono la partner a indossare il velo integrale "con minacce, violenza (...) abuso di potere o autorità". Il provvedimento anti-burqa prevede tuttavia delle eccezioni. Esse riguardano quei casi particolari in cui coprire il volto è autorizzato dalla legge (casco obbligatorio per i motociclisti, ma anche l'uso di bende o mascherine durante le epidemie o motivi professionali, come l'uso della maschera per i saldatori o delle tenute antisommossa da parte della polizia). Fanno eccezione inoltre alcune feste comandate: non sarà multato chi si maschera per il Carnevale o chi si traveste da Babbo Natale.

Dottorando si suicida all'università, per me non c'è futuro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/09/2010

Cercava lavoro per sposarsi. I genitori, un omicidio di stato

ROMA - "La storia di questo ragazzo mi fa venire i brividi. E' presto per commentare questo gesto. Quando uno decide di togliersi la vita è possibile che ci siano un milione di cose in mezzo". Simone Canese ha 41 anni, è di La Spezia, nel curriculum una laurea in Scienze Biologiche e un dottorato in Scienze Ambientali a Genova. Così commenta la morte di Norman Zarcone, il dottorando siciliano di 27 anni che si è suicidato ieri gettandosi da un terrazzo della facoltà di Lettere di Palermo.

Canese è un ricercatore precario dell'Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), lo è da cinque anni, da 11 è a Roma, è uno dei 100 studiosi che un anno fa, sotto Natale, occuparono il tetto del loro Istituto per due mesi, protestando contro i tagli del Governo alla ricerca, che avrebbero significato l'addio a quei 1200-1300 euro al mese che costituiscono la busta paga. "Se quello che spende il Governo per la ricerca è sempre di meno - dice - poi ha poco da dire parole. Tutti noi ricercatori, noi precari passiamo attraverso questa esperienza per la quale é passato questo ragazzo siciliano. Molti di noi mettono tutto quello che loro hanno nello studio. Molti di noi ci si dedicano più che al 100%. Quando poi tutto questo 100% ti manca, è logico che vai in crisi". Ora, lui come altri, ha avuto il rinnovo di un contratto a tempo determinato per tutto il 2010. Ecco che quindi fra tre mesi si ritroverà nella stessa situazione di un anno fa.

Fra tre mesi - prosegue - si ripresenta il solito problema, e sicuramente in maniera più grave, perché di anno in anno i tagli che stanno facendo sulla ricerca sono sempre di più. Questo vuol dire che ci sono meno soldi per la ricerca, meno soldi per i contratti, soldi per le assunzioni non ce ne sono, la situazione è complicata. Adesso a dicembre si presenterà il nodo, penso, per un centinaio di persone, 100-150. Però molti sono quelli che sono andati a casa già nel giugno 2009 e non sono rientrati, dopo 10-15 anni di precariato. Molti dei miei colleghi, pur precari, hanno ruoli internazionali riconosciuti da varie parti. Questo perché il fatto di essere un precario, di avere un contratto a termine, non pregiudica la carriera. La cosa brutta è quando ti dicono che il lavoro che fai, che tutto l'impegno che tu hai messo per anni non serve a nulla. Anche noi sul tetto abbiamo avuto momenti molto duri. Dopo 60 giorni di tetto molti ragazzi erano stanchi e provati psicologicamente. Questo però è stato poco visibile

Shopping e saldi, eccitanti come il sesso

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/09/2010

Sarebbero coinvolte le stesse arere del cervello, anche se con diversa intensità

ROMA - Le offerte speciali e i saldi non gratificano solo il portafogli ma anche il cervello e acquistare qualcosa in promozione produce la stessa eccitazione di un rapporto sessuale. Si tratta un aspetto inedito del fare shopping emerso da una ricerca dell'università di Westminster a Londra che ha arruolato 50 volontari per testare le emozioni che si provano di fronte ad un 3x2 o a un film hard. Il sistema utilizzato dai ricercatori, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista The Grocer, si chiama 'iMotion' e misura le risposte emotive del corpo, attraverso l'attivazione delle aree cerebrali e i movimenti dei globi oculari. Queste reazioni, poi, vengono catalogate su una scala che va da 1 a 10, dove il valore più alto indica un trauma grave. Le misurazioni sono state fatte mentre i volontari andavano in giro a fare acquisti di beni di consumo quotidiano e durante la proiezione di un film erotico. Ebbene, trovarsi davanti alla promozione di un audiolibro della collana di 'Horrid Henry', personaggio dei cartoni animati noto tra i bambini del Regno Unito, ha fatto registrare un punteggio di 5,8. Un valore molto alto se si considera che i risultati compresi tra 5 e 7 sono paragonabili allo stato di eccitazione emotiva di un individuo che guarda immagini erotiche o pornografiche. Punteggi alti, nell'area dell'eccitazione, sono stati registrati anche per le offerte speciali del latte Cravendale o per il pane Kingsmill.

Avvicinare la misurazione dell'esperienza sessuale con quella di un acquisto d'occasione è eccessivo - replica all'ANSA Eugenio Auguglia, direttore della Clinica Psichiatrica dell'università di Catania e vicepresidente della Società italiana di neuro psicofarmacologia (SINPF) - è vero però che nel caso di un acquisto c'é una grande spinta nella valorizzazione del senso del piacere, per la possibilità di avere un vantaggio di tipo economico. Del resto, secondo Auguglia, le aree cerebrali interessate sono le stesse ma "con livelli diversi - precisa - anche perché differenti sono le energie profuse". In entrambi i casi si tratta di un processo in cui entrano in gioco le endorfine, sostanze chimiche rilasciate dal cervello con capacità analgesiche e eccitanti. "La secrezione delle endorfine ha quote diverse - prosegue Auguglia - . Possiamo dire che si tratta di una via comune ma con livelli di coinvolgimento differenti". La rivista 'The Grocer' ha pubblicato per ora solo i primi dati della ricerca ma già le prime evidenze hanno entusiasmato il committente dello studio: l'Institute of Promotional Marketing.

Cina chiede agopuntura patrimonio Unesco

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/09/2010

Nel 2003 era stato respinto il riconoscimento per tutta la medicina tradizionale

SHANGHAI - La Cina sta cercando di ottenere il riconoscimento di patrimonio culturale intangibile dell'umanità dell'Unesco, per l'agopuntura. Lo ha annunciato in conferenza stampa Wu Gang, vice direttore dell'amministrazione statale per la medicina tradizionale cinese.

Wu ha annunciato che la richiesta è stata avanzata l'anno scorso e si attende il riconoscimento che, una volta ottenuto, potrebbe aiutare la conoscenza dell'agopuntura e della medicina tradizionale cinese, proteggendola. Già nel 2003 la Cina aveva tentato il riconoscimento di tutta la medicina tradizionale, che fu respinto, per poi spingere i funzionari cinesi a chiedere il riconoscimento per la sola agopuntura. Normalmente ci vogliono due anni affinché l'Unesco si pronunci su una decisione, dal momento che bisogna esaminare anche un poderoso dossier. La Cina ha circa 600.000 dottori autorizzati che praticano la medicina tradizionale, compresa l'agopuntura.

La medicina tradizionale cinese, è stata ufficialmente riconosciuta anche in paesi stranieri, dal Giappone agli Stati Uniti alla Germania alla Corea.