DEI RICCHI

2010 - Marzo - Settimana 3

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Indice dei giorni


15/03/2010 * 16/03/2010 * 17/03/2010 * 18/03/2010 * 19/03/2010 * 20/03/2010 * 21/03/2010 *

Lunedì 15 Marzo 2010

Redditi,per Berlusconi 9 milioni in più

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/03/2010

11.14 Il premier Berlusconi è più ricco: in base alla dichiarazione dei redditi consultabile alla Camera, guadagna 23 milioni, quasi nove milioni in più rispetto al 2008. Tra i leader di partito il secondo è Di Pietro (IdV) con 193mila euro, 25mila in meno. Al terzo posto Bossi (Lega) con 156mila euro. Segue il leader Pd Bersani con 150mila. A guadagnare meno di tutti il leader Udc Casini con 123mila euro.

Il reddito di Berlusconi cresce di quasi 10 milioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2010

In un anno passa da 14,5 a 23 milioni

ROMA - Il reddito di Silvio Berlusconi del 2009 è di 23.057.981. L'anno precedente era invece di 14.532.538. Il presidente del Consiglio si conferma così il più ricco tra i parlamentari della Repubblica. Tra i beni immobili a lui intestati risultano anche 5 appartamenti a Milano, 2 box sempre a Milano, e un terreno ad Antigua. Alla voce "variazioni in aumento" compare l'acquisto di un immobile a Lesa (Novara) e la costruzione di un immobile sul terreno di Antigua.

FINI A 141 MILA EURO, 35MILA IN PIU' - Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha un reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi 2009 di 141.176 euro. L'anno precedente aveva denunciato al fisco 105.633 euro. Da quando è diventato presidente della Camera, insomma, Fini avrebbe guadagnato circa 35 mila euro in più.

PER SCHIFANI + 30 MILA EURO 2008 RISPETTO A 2007 - Il reddito del presidente del Senato, Renato Schifani, è stato di 190.643 euro nel 2008. E' quanto risulta dal bollettino con la dichiarazione dei redditi dei parlamentari reso pubblioo stamattina. Rispetto all'anno precedente il reddito di Schifani è aumentato di circa 31 mila euro.

TRA LEADER, DOPO BERLUSCONI, IL PIU' RICCO E' DI PIETRO - A parte Silvio Berlusconi, che denuncia al fisco circa 23 milioni di euro, il leader più ricco risulta Antonio Di Pietro con 193.211 euro. Anche se, rispetto all'anno precedente ne ha persi circa 25 mila. Nel 2008, infatti, ne denunciava 218.080. Al terzo posto, dopo Di Pietro, si posiziona Umberto Bossi con 156.405 euro. Lui invece ne guadagna circa 22 mila. Nella precedente dichiarazione dei redditi, infatti, ne risultavano 134.450. Segue a ruota il leader del Pd Pier Luigi Bersani con 150.450 contro i 163.551 dell'anno precedente. Quello che guadagnerebbe meno di tutti sembra che sia il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini anche lui in perdita rispetto al 2008. Questa volta ne denuncia 123.005. In quella precedente 142.130.

FINI A 142 MILA EURO, + 34MILA IN 2008

Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha un reddito imponibile nella dichiarazione dei redditi 2009 di 142.243 euro. L'anno precedente aveva denunciato al fisco 105.633 euro. Da quando è diventato presidente della Camera Fini ha dichiarato circa 34 mila euro in più.

TREMONTI A 40 MILA EURO, ERANO 4,5 MILIONI NEL 2007

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si è fortemente impoverito rispetto alla precedente dichiarazione dei redditi. Nella dichiarazione 2009 relativa ai redditi del 2008 dichiara infatti soltanto 39.672 euro rispetto ai 4,5 milioni dell'anno precedente. Per il ministro dell'Economia un credito d'imposta di 70.376 euro.

PER BERTOLASO IN 2008 613 MILA EURO CONTRO 1 MLN '07

Il reddito imponibile del sottosegretario di Stato e capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è "crollato" nel 2008. Secondo la dichiarazione dei redditi, infatti, Bertolaso ha avuto un imponibile di 613.403 euro nel 2008 rispetto a 1.013.822 di euro del 2007, subendo così una flessione di circa il 40%.

G. LETTA 1,3 MLN, PRIMO TRA NON PARLAMENTARI

E' del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta il record di ricchezza tra i non parlamentari membri del governo. Nel 2008 ha infatti denunciato un imponibile di 1.315.186, registrando un incremento di quasi il 13% sull'anno precedente. E' quanto emerge dal bollettino con le dichiarazione dei redditi reso pubblica oggi. Sempre tra i non parlamentari membri del governo, decisamente staccato rispetto a Letta è l'imponibile del ministro della Salute, Ferruccio Fazio: per lui il reddito 2008 é stato comunque cospicuo avendo denunciato 634.968 euro, più alto rispetto al reddito di Bertolaso (613.403 euro). Nettamente inferiori i redditi degli altri non parlamentari membri del governo. Il minitro delle politiche Agricole, Luca Zaia, ha un imponibile di 161.440; per il sottosegretario alle Infrastrutture Mino Giachino l'imponibile è stato di 239.868 euro. Per Giuseppe Pizza, sottosegretario all'Istruzione, l'imponibile è stato di 131.836 euro. Chiude la lista il sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, con un imponibile di 115.133.

TRA I MINISTRI DEPUTATI IL PIU' RICCO E' LA RUSSA

Il ministro deputato più ricco è Ignazio La Russa. Il responsabile della Difesa, Ignazio La Russa, denuncia al fisco poco più di 517.000 euro. Quasi 27 mila euro in più rispetto all'anno precedente: 490.188 euro. Al secondo posto c'é Michela Vittoria Brambilla, con 312.389 euro. Segue Claudio Scajola con 217.863 euro. Gli altri sono quasi tutti a pari merito intorno ai 150.000 euro. Fanno eccezione Renato Brunetta con 182.451 euro e Giorgia Meloni con 169.240 euro. Il più povero di tutti, invece, risulta il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che al fisco, quest'anno, ha dichiarato appena 39.672 euro. In particolare Elio Vito dichiara 153.247 euro; Umberto Bossi 156.405 euro; Mariastella Gelmini 150.487 euro; Raffaele Fitto 162.144 euro; Stefania Prestigiacomo 152.903 euro; Angelino Alfano 124.338 euro; Gianfranco Rotondi 155.048 euro; Andrea Ronchi 153.072 euro.

DI GIROLAMO, 187 MILA EURO IMPONIBILE 2008

Il reddito denunciato nel 2008 da Nicola Di Girolamo, dimessosi come senatore il 3 marzo e ora in carcere a causa della maxi inchiesta sul riciclaggio, è stato pari a 187.039 euro.

CALDEROLI PIU' RICCO TRA I MINISTRI SENATORI

Il ministro per la Semplificazione normativa, il leghista Roberto Calderoli, risulta essere il più ricco tra i ministri eletti al Senato. Nel 2008 ha infatti dichiarato un reddito imponibile di 183.299 euro, seguito dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli con 167.784 euro. Di poco inferiore il reddito del ministro della Cultura, Sandro Bondi, con un imponibile di 160.779 euro. Decisamente più staccato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: per lui l'imponibile lordo è stato nel 2008 di 115.915 euro.

PER BONINO IMPONIBILE 2008 DI 194.312 EURO

Il reddito imponibile della voce presidente del Senato ora candidata alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino, nel 2008 è stato pari a 194.312 euro.

Regionali in Francia, sorpasso dei socialisti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/03/2010

Astensione record, non vota oltre il 50%

PARIGI - Dura batosta per la destra del presidente Nicolas Sarkozy al primo turno del voto regionale che si e' tenuto in Francia, mentre volano il partito socialista (Ps) di Martine Aubry e il Fronte Nazionale di estrema destra di Jean Marie Le Pen, in uno scrutinio che segna livelli record di astensionismo.

I socialisti incassano tra il 29,1% e il 30% dei voti mentre il partito presidenziale dell'Ump si deve rassegnare ad un risultato che oscilla tra il 26,7% e il 27,3%, secondo le stime degli istituti TNS-Sofres e OpinionWay. Al secondo turno del voto, domenica prossima, il Ps potra' contare anche sui voti degli ambientalisti e della sinistra radicale, contro una destra che corre da sola. La sinistra, che dal 2004 guida 24 delle 26 regioni francesi (compresi i dipartimenti d'oltre mare), spera di realizzare il 'grande slam' e vincere nelle uniche regioni ancora in mano a Sarkozy - Corsica e Alsazia - un modo per riguadagnare credibilita' di fronte a una destra vittima del calo di popolarita' di Sarkozy, che in questi ultimi mesi i minimi storici (60% di opinioni negative secondo l'ultimo barometro). Importante rimonta, invece, per il Fronte Nazionale di estrema destra di Jean Marie Le Pen, che si impone come quarta forza politica nazionale, con uno score che vola oltre il 10% (tra l'11,2 e il 12% delle preferenze), ben al di sopra dei risultati ottenuti alle scorse elezioni legislative ed europee. Per il sito Internet del quotidiano Le Figaro, il Fronte Nazionale si impone come il vero ''guasta feste'' di questo scrutinio. Anche il MoDem, il partito centrista di Francois Bayrou, si trova a dover riconoscere la disfatta, uscendo fortemente ridimensionato dal primo turno, con meno del 5% dei voti. Calano di quasi 5 punti rispetto alle europee dello scorso giugno anche gli ambientalisti di Europe Ecologie, guidati da Daniel Cohn-Bendit, che totalizzano circa l'11,4% dei suffragi. Altro dato fondamentale che emerge da questo primo scrutinio e' l'astensionismo, che ha raggiunto livelli record. Piu' di un elettore su due ha boicottato il voto: secondo gli ultimi dati, il 53% degli aventi diritto hanno disertato le urne. Al primo turno delle ultime regionali, nel 2004, l'astensione era stata del 39,16%. ''La scarsa partecipazione non consente di trarre da questo scrutinio una lezione nazionale'', ha detto il premier francese Francois Fillon. ''Contrariamente a tutte le previsioni - ha proseguito il braccio destro di Sarkozy - nulla e' dunque deciso per il secondo turno in numerose regioni. Tutto resta aperto''. ''I francesi hanno posto il Partito socialista largamente in testa, siamo di fronte a un risultato storico, e dico grazie ai milioni di elettrici ed elettori che ci hanno dato il voto'', ha detto la leader socialista Martine Aubry. Sarkozy, che dopo i primi risultati ha convocato una riunione d'emergenza all'Eliseo, ha ribadito piu' volte che queste elezioni non possono avere conseguenze nazionali. Anche se e' stato proprio lui stesso a convincere ben 20 dei suoi ministri a candidarsi al voto, il che ha dato una dimensione di test a questo scrutinio, l'ultimo grande appuntamento elettorale prima del voto presidenziale del 2012.

(di Tullio Giannotti)

PARIGI - Temuto o invocato, il grande ''no'' alla politica di Nicolas Sarkozy e' arrivato come una valanga in questo primo turno di regionali, tradizionalmente ''punitivo'' per chi governa. Guida la Francia il rinato Partito socialista, unito dietro Martine Aubry, che si posiziona per le presidenziali del 2012. Ma e' l'astensionismo a stravincere e il fantasma di Jean-Marie Le Pen a riproporsi inaspettato.

Domina la sinistra in un elettorato che da' l'impressione di aver smobilitato ma che, al tempo stesso, sembra godere di uno straordinario dinamismo: soltanto nove mesi fa, alle europee, i socialisti reduci da una impressionante serie di rovesci elettorali, era ridotto al minimo storico del 16%, mortificato anche dal neonato Europe Ecologie di Daniel Cohn-Bendit, che lo aveva raggiunto al secondo posto. Accantonate per il momento le rivalita' interne che ne avevano minato l'esistenza, il maggior partito della gauche - riunito finalmente dietro una Martine Aubry dal nuovo piglio vincente - ha saputo riproporsi come alternativa e addirittura superare l'Ump di Sarkozy. Ora i socialisti sono il primo partito di Francia e soltanto un harakiri susseguente al trionfo dell'ex pretendente Segolene Royal nella sua regione rischia di riaprirne le ferite. Ma per il 2012, la grande corsa all'Eliseo e' gia' partita stasera, con un fronte delle sinistre unite che sfiora il 50. Altra conseguenza della disfatta governativa, e in questo caso inattesa, la resurrezione del Fronte nazionale, il partito xenofobo di estrema destra dell'ottantaduenne Jean-Marie Le Pen. E' arrivato al 12%, con punte del 20 nel sud, dopo il 6,34% che alle europee lo aveva fatto dichiarare, frettolosamente, defunto. L'erede del ''capo'', Marine Le Pen, e' piu' battagliera che mai e si lancia, anche lei, nella corsa del 2012. A penalizzare il partito di Sarkozy, che ha preso atto alcuni giorni fa della situazione dichiarando una ''pausa'' nella sua campagna di riforme per ''modernizzare'' la Francia, e' stata pero' senza dubbio un'astensione che non si era mai vista prima, oltre il 52%. Piu' di un elettore su due non ha esercitato il diritto alle urne, in un Paese che la crisi ha penalizzato sul piano occupazionale, delle risorse da dedicare ai servizi pubblici e delle prospettive per il futuro. ''Nulla e' ancora deciso'', ha detto Francois Fillon, uscendo dalla riunione straordinaria convocata all'Eliseo da Sarkozy, che ha ripetuto negli ultimi giorni di non voler procedere a rimpasti di governo ne' a tagli di teste eccellenti. Ma il sorpasso non c'era ancora stato e - in una settimana che si annuncia bollente per alleanze e voltafaccia, veleni e rese dei conti - tutto diventa possibile.

Martedì 16 Marzo 2010

No agli attacchi alla Chiesa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/03/2010

Pedofilia

Città del Vaticano, 16-03-2010

Mentre le diocesi travolte dagli scandali dei preti pedofili abbracciano con sempre maggior decisione l"'operazione trasparenza" chiesta da papa Ratzinger, il segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, denuncia il tentativo di "qualcuno" di "minare la fiducia" nella Chiesa, tentativo destinato a fallire - dice - perche' "la Chiesa ha con se' un aiuto speciale dall'alto". Un pericolo, quello di un tentativo di discredito che vada al di la' dei casi accertati, gia' segnalato nei giorni scorsi, fra gli altri, da vari vescovi e dalla stessa agenzia della Cei, che, in un commento sul sito, parla della "tragica questione degli abusi sessuali usata come ricatto" "per chiudere la bocca alla Chiesa". Concetto ribadito anche questa mattina dall'ex presidente della Cei, card. Camillo Ruini, in una intervista a un quotidiano. Cosi', mentre qualcuno ipotizza che la ricorrenza di San Patrizio, patrono d'Irlanda, possa portare con se' l'attesa lettera pastorale del Papa, la Santa Sede, seppure con discrezione, mette in guardia contro attacchi strumentali. "La Chiesa ha ancora una grande fiducia da parte dei fedeli - ha detto oggi Bertone a margine di un suo intervento alla Confindustria - solo che qualcuno cerca di minare questa fiducia". Un effetto collaterale - ha spiegato - di "un evidente calo di fiducia nei confronti delle istituzioni" che non ha risparmiato neanche la Chiesa e che, pedofilia a parte, tutti dovrebbero cercare di "recuperare con un senso alto di moralita', ognuno secondo le proprie responsabilita"'. Intanto, la sala stampa della Santa Sede, dopo essersi affrettata a smentire la falsa notizia dell'espulsione di due vescovi brasiliani per un caso di pedofilia (precisando, puntualmente, che la vicenda ha riguardato un 'monsignore'), ha diffuso, non a caso, il testo integrale di un intervento sul tema svolto nei giorni scorsi a Ginevra da mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore della Santa Sede all'Onu. Un testo di cui la Radio Vaticana aveva diffuso cinque giorni fa poche righe e oggi svelato in tutta la sua durezza. Non c'e' "nessuna scusa" per l'abuso di minori, che e' un "grave tradimento di fiducia" - ha detto Tomasi all'incontro annuale sui Diritti del Fanciullo, nella sessione del Consiglio dei Diritti dell'uomo sulla lotta contro la violenza sessuale sui bambini - e "la protezione dalle aggressioni sessuali e' una priorita' per tutte le istituzioni ecclesiastiche che stanno lottando per porre fine a questo serio problema". "La comunita' cattolica continua nel suo sforzo di affrontare con decisione il problema", ha aggiunto, sottolineando la netta ed "inequivocabile" condanna del Papa. Ha poi chiesto collaborazione all'organismo internazionale, perche' si possano condividere "buone pratiche" per condurre le vittime a denunciare i fatti. Una alleanza con le istituzioni in funzione antiabusi e' stata auspicata oggi anche dal cardinale di Vienna Christoph Schoenborn, che ha plaudito alla 'tavola rotonda' istituita per iniziativa della ministra della Giustizia Claudia Bandion-Ortner e della segretaria di Stato per la famiglia Christine Marek. Procede, insomma, il repulisti della "sporcizia nella Chiesa" denunciata dall'allora cardinal Ratzinger poco prima della sua salita al soglio pontificio. Un'urgenza - sembra aver voluto dire il card. Bertone - che non e' solo della Chiesa.

Pedofilia: vescovo di Treviri, la Chiesa ha insabbiato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2010

Ne dobbiamo prendere atto con dolore

ROMA - L'incaricato speciale della Conferenza episcopale tedesca per tutte le questioni inerenti agli abusi sessuali, il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, in un'intervista ad un giornale ha ammesso che la Chiesa cattolica si è resa colpevole di "insabbiamento" o "occultamento" di crimini pedofili commessi in istituzioni religiose.

In base alle conoscenze che abbiamo attualmente c'é stato un insabbiamento, ha dichiarato Ackermann in un'intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Rhein Zeitung sul suo sito internet. Nel rispondere alla domanda se "la Chiesa cattolica" si sia "resa colpevole di occultamento", il vescovo ha aggiunto: "ne dobbiamo prendere atto con dolore. Dove non c'è stata reale volontà di far luce e i rei sono stati semplicemente trasferiti, dobbiamo ammettere che in tutta una serie di casi c'è stato occultamento".

Stephan Ackermann, il vescovo di Treviri responsabile centrale per gli accertamenti sui casi di abusi sessuali compiuti da religiosi cattolici su bambini e adolescenti in Germania, ha detto che - sebbene la questione non sia centrale - si sta valutando come risarcire le vittime di preti pedofili. "Ho ricevuto molte chiamate il cui senso è che il denaro non sia in primo piano", ha riferito Ackermann in un'intervista alla Rhein Zeitung. "Ma la questione dei risarcimenti è ovviamente nell'aria". Nel ricordare che è stato promesso "sostegno economico" a persone abusate che necessitano di "terapie" psicologiche, il capo-inquisitore tedesco ha aggiunto che "bisogna discutere se per le vittime vi debba essere una forma di riconoscimento materiale o immateriale". Ackermann fra l'altro si è detto "ottimista che verrà fatta luce su tutti casi che ci sono stati segnalati".

Unicredit: Banca Unica slitta al Cda del 13 aprile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2010

Savona, marchio Banco di Roma non va sprecato

MILANO - Il Comitato Permanente Strategico di Unicredit, nel considerare favorevolmente il progetto Banca Unica, di concerto con il management raccomanderà tuttavia al consiglio di amministrazione di convocare una seduta straordinaria il prossimo 13 aprile dedicata interamente all'approfondimento e alla decisione finale sul progetto.

SAVONA, MARCHIO BANCO DI ROMA NON VA SPRECATO - "Non so nulla ma credo che i marchi non vadano sprecati e questo riguarda Banca di Roma ma anche il Banco di Sicilia". E' quanto afferma il presidente di Unicredit Banca di Roma, Paolo Savona, a chi gli chiede del progetto del gruppo Unicredit, oggi al vaglio del cda, di trasformazione in una 'banca unica' accorpando le banche retail sul territorio nazionale.

Monito dell'Ue al governo italiano Applicare piano di rientro dal deficit

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2010

L'Unione europea ne chiede una ''rigorosa applicazione''

BRUXELLES - L'Unione europea da' una valutazione complessivamente positiva del piano di rientro dei conti pubblici presentato dall'Italia e ne chiede una ''rigorosa applicazione''. Ma invita anche le autorita' italiane ad essere pronte ad adottare ''ulteriori misure'' nel caso in cui lo scenario macroeconomico dovesse rivelarsi meno favorevole di quanto previsto dal piano stesso. E' quanto si legge nella valutazione dell'aggiornamento del programma di stabilita' dell'Italia per il periodo 2009-2012 che sara' adottata domani dalla Commissione europea. Nel documento - di cui l'Ansa e' in grado di anticipare i contenuti - Bruxelles invita anche l'Italia a ''cogliere ogni ulteriore opportunita' per accelerare'' la riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil.

Calderoli: urne vuote, ma non per Lega

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2010

23.21 "L'ennesima indagine su Berlusconi è il sintomo evidente di un avvitamento del sistema che deve far preoccupare tutti quelli che hanno a cuore la democrazia" Così il ministro Calderoli. Il problema -aggiunge- è che le quotidiane battaglie, senza esclusioni di colpi bassi che godono del palcoscenico mediatico "rischiano di disamorare alla politica i cittadini. Il rischio sarà non solo urne più vuote per tutti,tranne che per la Lega, ma anche una difficoltà enorme per ridare credibilità alla nostra democrazia".

Olanda,si scioglie partito pro-pedofili

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2010

23.36 E' naufragato in Olanda il tentativo di creare il partito "Amore del prossimo, libertà e diversità" (Pnvd), meglio noto come il partito pro-pedofili, Nato 4 anni fa, il Pnvd non è riuscito a raccogliere le 570 firme necessarie per potersi presentare alle elezioni politiche del 9 giugno prossimo. Il fondatore del partito, Ad van den Berg, proponeva di rendere libera la pornografia infantile e di non punire i rapporti sessuali fra adulti e bambini dai 12 anni in poi.

Roma, stuprava bimbe Arrestato un 'guru'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2010

Stuprava bambine e madri, preso dalla polizia municipale della Capitale

ROMA - Abusava sessualmente di bimbe di 10-12 anni e le loro madri e otteneva denaro con l'inganno. Per questo Danilo Speranza, 62 anni, romano, 'guru' indiscusso della setta Maya, con mille adepti, è stato arrestato dagli agenti della polizia municipale di Roma dell'VIII Gruppo diretto dal comandante Antonio Di Maggio. Deve rispondere di violenza sessuale e truffa aggravata.

Dalle indagini è emerso anche il tentativo di Speranza di accreditarsi tra associazioni islamiche di musulmani con sedi prima Napoli poi a Roma. L'uomo convinceva anche le madri ad affidare ad altre famiglie i propri figli e si faceva intestare contratti di negozi grazie alla copertura della comunità new age Re Maya da lui fondata negli anni '80 per disintossicazione da droga, corsi di yoga e filosofia. La sede principale e' a san Lorenzo, a Roma. Danilo Speranza, 62 anni, è stato arrestato in zona Montesacro in uno dei luoghi di sua frequentazione: è accusato di violenza sessuale anche su minori, truffa aggravata e false dichiarazioni all'autorità giudiziaria ma rischia anche l'accusa di riduzione in schiavitù.

'HAI KARMA NEGATIVO', E POI GLI STUPRI - La violenza sessuale che Danilo Speranza ripeteva periodicamente sulle bambine, figlie di adepte della sua setta, veniva giustificata dalla "necessità di modificare il karma delle bambine e trasmetterle a tale scopo il suo Dna sano e curativo che avrebbe impedito il compimento del suo negativo destino e risparmiato alla madre le sofferenze altrimenti inevitabili". E' quanto si legge dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Speranza.

Il Guru aveva la capacità di condizionare psicologicamente le persone. Un condizionamento che passava - si legge nell'ordinanza- attraverso minacce e arrivando a "terrorizzare le ragazzine facendo temere che lui avesse poteri sovrannaturali". Tra le intimidazioni quella di "escluderle dall'associazione Maya" dentro la quale sono cresciute fin dai primi mesi o anni di vita, quindi "dall'unico mondo che conoscono" e di "privarle della considerazione e della benevolenza delle loro madri e degli altri adulti che frequentano". Le due piccole vittime, nel 2007 secondo quanto emerge dai racconti, si alleano, mentre il "Settimo saggio", anche così si faceva chiamare Speranza, le costringe a giochi sessuali cercando anche di indurle a rapporti a tre.

Berlusconi indagato per concussione e minacce

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2010

Innocenzi per favoreggiamento, Minzolini per rivelazione di segreto. A Trani gli ispettori

TRANI - Silvio Berlusconi è indagato. Non solo per concussione, come si ipotizzava nei giorni scorsi, ma anche per 'violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario', reati compiuti ai danni dell'ufficio del Garante per le Comunicazioni. Nel registro degli indagati c'é anche il nome del commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, accusato di favoreggiamento personale in relazione alle dichiarazioni fatte nel corso di un'audizione dinanzi agli investigatori tranesi in cui avrebbe negato di aver ricevuto pressioni dal premier per chiudere Annozero. Ed è indagato anche il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per aver rivelato il contenuto dell'audizione a cui era stato sottoposto a Trani come testimone, violando l'obbligo alla riservatezza impostogli dal pm per la vicenda delle carte di credito American Express sulla quale la procura stavo svolgendo accertamenti.

La posizione più grave sembra quella del premier a cui vengono contestati reati gravi, ma tutti da verificare, puniti con pena compresa tra quattro e 12 anni la concussione, da uno a sette anni la violazione dell'articolo 338 del Codice penale, che riguarda le minacce. A Berlusconi la procura ha comunicato formalmente, quasi in tempo reale, i reati per i quali è indagato.

Lo ha fatto rispondendo ai legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolò Ghedini, che avevano chiesto notizie ufficiali sul coinvolgimento del capo del governo nell'indagine, dopo giorni di indiscrezioni pubblicate dai giornali. E in serata Ghedini è sceso in campo in difesa del premier: "Se davvero a Trani si prospetta nei confronti del Presidente Berlusconi la concussione e la violenza o minaccia a corpo politico, amministrativo o giudiziario - ha detto - si è fuori da ogni logica e in una situazione giuridicamente inconcepibile e intollerabile". Ed ha aggiunto: "La tesi non è soltanto destituita di ogni fondamento in fatto ma è contraria al buon senso e a ogni possibile ipotesi contenuta nel codice. Che una simile contestazione sortisca proprio a pochi giorni dalle elezioni e con continue fughe di notizie, che non possono che provenire dall'interno, non sorprende ma vi dovrebbe essere un limite alla fantasia giuridica della magistratura. E' evidente che la competenza territoriale non puòche essere della Procura di Roma ed è ovvio che tutti gli atti di indagini in corso sono in violazione di legge, così come è altrettanto evidente che se non si trattasse del Presidente Berlusconi si sarebbe già addivenuti ad una immediata archiviazione".

Le ipotesi di reato contestate a Berlusconi ai danni dell'Ufficio del Garante delle Comunicazioni sono legate alle pressioni esercitate dal premier per fermare Annozero. Proprio domani il presunto pressing esercitato per stoppare il programma della Rai sarà al centro dell'audizione di Michele Santoro, convocato in procura per essere ascoltato come testimone. Il conduttore consegnerà ai magistrati tranesi una serie di lettere aziendali e, probabilmente, annuncerà che intende costituirsi parte civile.

Sempre oggi comincia nella procura di Trani l'ispezione ordinata dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha denunciato "gravi patologie" nella conduzione dell'inchiesta Rai-Agcom: la competenza territoriale, l'abuso delle intercettazioni e la rilevazione del segreto istruttorio. I quattro pm del pool che indaga sulla vicenda ostentano serenità, così come il loro capo, Carlo Maria Capristo. Ai giornalisti il procuratore assicura che "l'arrivo degli ispettori non turba la nostra serenità", giura che nel pool "non c'é nessuna frattura" e promette che troverà la talpa che ha rivelato le notizie ai giornalisti.

Sembra così rispondere a distanza al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che prima, dalla vicina Bari, aveva assicurato che "gli ispettori non interferiranno" con l'inchiesta che, "deve andare avanti", avvertendo però che sulle fughe di notizie ci vuole maggiore "serietà" e che devono essere gli stessi magistrati a cercare le talpe responsabili della pubblicazione di notizie segrete.

FERRI (CSM), SONO SERENISSIMO - ''Sono serenissimo'': cosi' il consigliere del Csm Cosimo Ferri risponde a chi gli chiede conto del suo stato d'animo dopo essere stato chiamato in causa nell'ambito dell'inchiesta di Trani. ''Spero che siano pubblicate tutte le intercettazioni delle mie telefonate con Innocenzi perche' non ho nulla da nascondere'', aggiunge Ferri. Secondo quanto riportato ieri dal Fatto, Ferri avrebbe dato consulenze legali al commissario di Agcom Giancarlo Innocenzi per intervenire su Annozero. Oggi Ferri si e' presentato regolarmente a mezzogiorno al Csm per presiedere una riunione della settima Commissione del Csm, che ha ascoltato il presidente del tribunale di Parma.

MINZOLINI: NON CAMBIO VADO AVANTI, GUARDO AD ASCOLTI - ''Non cambio, vado avanti sia per la linea sia per i cambiamenti che ho apportato al Tg. Preferisco essere cacciato per la linea ma non perche' gli ascolti vanno male o perche' il prodotto non e' all'altezza''. Intervistato da Enrico Mentana per 'Par condicio' su Corriere.it, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ricorda che il suo Tg deve stare sul mercato e dice: ''Penso di essere equilibrato, lo penso sul serio, lo vedo dagli ascolti''. E respinge l'accusa di sudditanza nei confronti di Berlusconi (''Non c'e' assolutamente un filo diretto, dal mio insediamento l'avro' sentito 5 o 6 volte''), sottolinea di non sapere ancora se e' indagato e denuncia: ''Contro di me atteggiamento pretestuoso''. Con Berlusconi, ribadisce, ''non c'e' un filo diretto'' tutti i politici ''chiedono - sottolinea - c'e' chi telefona e chi mi fa telefonare, ma lo fanno tutti. Sono tutte cose banali che avvengono per i direttori Rai e per tutti i direttori forse anche al Corriere della Sera''. Il direttore del Tg1 giudica ''ignobile'' l'articolo de Il fatto quotidiano che lo ha tirato in ballo ma sottolinea di non leggere mai quella testata cosi' come, dice, ''non guardo quasi mai nemmeno Annozero''. Poi tornando su Berlusconi: ''Non mi scandalizza che esprima giudizi su Santoro, lo ha sempre fatto'' quello che conta, dice, ''sono i fatti: quelle trasmissioni non sono mai state chiuse''.

BERLUSCONI CITATO IN GIUDIZIO A VITERBO, DIFFAMO'DI PIETRO - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso, è stato citato a giudizio di fronte al giudice di pace di Viterbo per il 23 marzo prossimo. Il premier dovrà rispondere del reato di diffamazione nei confronti del leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Quest'ultimo aveva querelato il Cavaliere per le offese che gli erano state rivolte durante un comizio elettorale nel marzo del 2008, quando ancora non era premier. Berlusconi aveva detto, tra l'altro, che il leader dell'Idv aveva preso la laurea in giurisprudenza grazie ai servizi segreti. Della vicenda dovrà occuparsi il giudice di pace visto che la diffamazione non è avvenuta a mezzo stampa ( reato più grave), ma durante un comizio. E' possibile che il giudizio venga però sospeso visto che il premier potrebbe chiedere l'insindacabilità sul presupposto che si sia trattato di opinioni espresse da un parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni. "Ma non finisce qui - spiega il leader dell'Idv Antonio Di Pietro nel confermare la notizia - perché siccome Berlusconi ha ripetuto le stesse offese anche a 'Porta a Porta', è stato rinviato a giudizio, sempre per diffamazione, anche dai magistrati di Bergamo". In questo caso, sottolinea ancora Di Pietro, se ne dovrà occupare il tribunale di Bergamo perché la diffamazione è avvenuta attraverso un mezzo di informazione

Mercoledì 17 Marzo 2010

Abusi, Merkel:problema di tutta società

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2010

11.26 La pedofilia è un problema "abominevole" che tocca tutta la società e non solo la Chiesa cattolica. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Angela Merkel,in un discorso al Bundestag, nel pieno delle polemiche sullo scandalo degli abusi sessuali commessi da sacerdoti tedeschi su minori. "Anche se i primi casi di abusi sono emersi nella Chiesa cattolica, non ha senso concentrarsi su un gruppo. Questo è qualcosa che è accaduto in molte altre aree della società", ha affermato.

Le scuse del Primate d'Irlanda Ho taciuto su sacerdote pedofilo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2010

Venerdi' il Papa firmera' la lettera ai fedeli irlandesi

Il capo della Chiesa cattolica irlandese, cardinale Sean Brady, ha fatto le sue scuse dopo che e' emerso che egli non avverti' la polizia dei comportamenti di un sacerdote pedofilo a meta' anni Settanta. Brady, rivolgendosi ai fedeli nel giorno di San Patrizio, ha anche detto che ''riflettera''' sul suo futuro ruolo.

Benedetto XVI firmera' questo venerdi', festa di San Giuseppe, la lettera ai fedeli irlandesi sui casi degli abusi sui minori. Lo ha annunciato lo stesso Benedetto XVI, rivolgendosi in inglese ai pellegrini di quella lingua durante l'udienza generale.

''Come sapete - ha detto il Papa salutando i pellegrini irlandesi nella festa di San Patrizio -, negli ultimi mesi la Chiesa in Irlanda e' stata severamente scossa in conseguenza della crisi degli abusi sui minori''. ''Come segno della mia profonda preoccupazione - ha aggiunto - ho scritto una Lettera pastorale che tratta di questa dolorosa situazione. La firmero' nella solennita' di San Giuseppe, il Guardiano della Sacra Famiglia e patrono della Chiesa universale, e la mandero' presto''. ''Vi chiedo - ha concluso il Pontefice - di leggerla voi stessi, con cuore aperto e spirito di fede. La mia speranza e' che aiuti nel processo di pentimento, guarigione e rinnovamento''.

Israele toglie blocco, ma resta allerta

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2010

10.26 Israele ha tolto durante la notte il blocco alla Cisgiordania, ma la polizia resta in allerta nel timore di nuove violenze dopo gli scontri di ieri per la giornata della collera palestinese contro lo stato ebraico. La chiusura era in vigore dal 13 marzo scorso. Si tratta della prima volta in un anno che la chiusura dei valichi è stata ordinata per "motivi di sicurezza" e non in occasione di una festività ebraica. Riaperta al pubblico la Spianata delle moschee.

Amnesty: business sulle torture

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2010

Coinvolte anche alcune aziende italiane

ROMA - Alcune aziende di paesi europei, in particolare Germania e Repubblica ceca ma anche Italia, traggono profitto da un cono d'ombra giuridico che consente loro di vendere strumenti utilizzati per infliggere torture in almeno nove stati del mondo che utilizzano disumani metodi d'interrogatorio. Lo denuncia un rapporto di Amnesty International, l'organizzazione per la difesa dei diritti dell'Uomo con sede a Londra. Fra questi "strumenti di tortura" figurano manette per appendere persone al muro, blocca-caviglie, batterie per somministrare scariche elettriche e "aerosol di prodotti chimici", viene precisato in un'anticipazione del rapporto che sarà discusso dalla sottocommissione per i diritti dell'Uomo del Parlamento europeo. "Fornitori di attrezzature per l'applicazione della legge in Italia e Spagna" - afferma Amnesty senza indicare nomi almeno in nel testo di sintesi pubblicato sul suo sito internet - hanno promosso la vendita di "'manette' o 'manicotti'" da elettroshock per tormentare detenuti con scariche anche da 50 mila volt. Questi scambi illeciti sono proseguiti anche dopo il varo, nel 2006, di un bando europeo del commercio internazionale di attrezzature progettate per la tortura e i maltrattamenti.

In Italia come in altri paesi il traffico avviene, almeno ufficialmente, all'insaputa del governo che, riferisce Amnesty, ha "dichiarato di non essere a conoscenza" di alcun produttore o esportatore attivo in questo campo. In Italia, Finlandia e Belgio però - sempre secondo l'organizzazione per la tutela dei diritti umani - alcune società hanno dichiarato apertamente in interviste sui media o attraverso i propri siti web di fornire articoli messi al bando ma spesso prodotti in altri paesi.

Derivati: 4 grandi banche a processo per truffa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2010

Rinvio a giudizio per quattro banche e 13 persone. L'accusa e' di truffa aggravata

MILANO - Il gup di Milano Simone Luerti ha rinviato a giudizio quattro banche e tredici persone, imputati per truffa aggravata per la vicenda dei derivati del Comune di Milano. Il giudice, nel disporre il giudizio per i quattro istituti di credito e 13 persone, tra cui undici banchieri e Giorgio Porta, l'ex city manager, e Mauro Mauri, esperto della ristrutturazione del debito comunale, ha fissato il processo, definito pilota, per il prossimo 6 maggio davanti ai giudici della quarta sezione penale.

L'inchiesta, che e' la prima in Italia che riguarda una presunta truffa ai danni di enti pubblici commessa da banche, e' stata condotta dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. Secondo l'accusa dall'operazione dei derivati del Comune di Milano le banche Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank avrebbero guadagnato illecitamente circa 100 milioni di euro.

PROCESSO A BANCHE E' TAPPA DI PERCORSO - "Questa è la tappa di un percorso, è un passaggio delicato": è quanto si è limitato a dire il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, titolare dell'inchiesta con al centro una presunta truffa per la vicenda dei derivati del Comune di Milano e per la quale oggi sono stati mandati a processo quattro banche con undici loro dirigenti, l'ex city manager e un consulente di Palazzo Marino. Come è stato fatto notare il processo, che si aprirà a Milano a maggio, sarà il primo caso a livello internazionale di processo penale agli istituti di credito. L'unico precedente riguarda una sentenza amministrativa pronunciata in Inghilterra negli anni Novanta e che invitava i comuni a non sottoscrivere contratti derivati con le banche.

UBS, NESSUNA TRUFFA NE' ILLECITO PROFITTO - "Nessuna truffa è stata perpetrata da parte di Ubs, né da alcuni dai propri esponenti, ai danni del Comune di Milano e non c'é stato "alcun illecito profitto". E' quanto ribadisce in una nota l'istituto di credito, uno dei quattro che saranno processati a Milano insieme ad alcuni funzionari il prossimo 6 maggio per la vicenda con al centro presunte irregolarità legate all'emissione di un bond da 1.685 milioni di euro sottoscritti da Palazzo Marino tra il 2005 e il 2008. Quello che si aprirà a primavera inoltrata davanti ai giudici della quarta sezione penale sarà un processo pilota. Nella nota l'istituto di credito ha fatto sapere di essere fiducioso "di poter dimostrare nel corso del dibattimento che non c'é alcun accordo truffaldino tra esponenti di Ubs ed esponenti del Comune" né alcun inganno in quanto "le operazioni finanziarie oggetto dell'imputazione sono sempre state linearmente comunicate" dalle banche a Palazzo Marino il quale a sua volta le ha "autonomamente valutate". Infine Ubs ha sottolineato che "non vi è stato alcun illecito profitto in quanto i costi di intermediazione praticati erano pienamente legittimi".

JP MORGAN, CI DIFENDEREMO CON FORZA - "Ci difenderemo con forza dalle accuse avanzate e siamo certi che la solidità della nostra posizione in relazione agli addebiti contestati verrà dimostrata nel corso del dibattimento". Così la banca d'affari Jp Morgan commenta la decisione del Gup di Milano Simone Luerti di rinviare a a giudizio quattro banche e tredici persone nell'ambito dell'inchiesta sui derivati del Comune di Milano. "Riteniamo che i dipendenti di Jp Morgan coinvolti abbiano agito con professionalità e in modo appropriato", aggiunge il gruppo statunitense.

No ad azione legale Margherita Agnelli

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2010

15.26 Respinta dal tribunale di Torino l'azione legale intentata da Margherita Agnelli contro la mamma Marella, Gianluigi Gabetti e Siegfried Maron, per l'eredità dell'Avvocato. Il giudice ha inoltre condannato Margherita Agnelli a pagare in toto le spese legali: 32.000 euro.

Spazio: scoperti filamenti di polvere fredda nella Via Lattea

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2010

Li ha individuati il satellite Planck, il primo ad osservare l'universo giovanissimo

ROMA - Ci sono filamenti di polvere fredda che attraversano la nostra galassia: li ha scoperti il satellite europeo Planck, il primo ad osservare l'universo giovanissimo, com'era 380.000 anni dopo il Big Bang. Per i ricercatori dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che li stanno studiando, la natura dei filamenti è ancora misteriosa ma è già chiaro che si tratta di oggetti interessanti, capaci di rivelare le forze che danno forma alle galassie e che determinano la nascita delle stelle.

I filamenti di polvere si trovano non lontani dal Sole, alla distanza di circa 500 anni luce, e attraversano la Via Lattea, che nelle immagini (in colori artificiali) inviate da Planck appare come una striscia rosa luminescente. I toni più chiari corrispondono a poche decine di gradi sopra lo zero assoluto (-273 gradi centigradi), mentre i più scuri corrispondono a zone nelle quali la temperatura è a 261 gradi centigradi sotto zero, ossia soltanto 12 gradi sopra lo zero assoluto. La polvere più calda è concentrata in corrispondenza del piano della galassia, mentre la più fredda si trova nella fascia più esterna.

I ricercatori hanno già dato un nome alle diverse forme dei filamenti di polvere: hanno chiamato nubi molecolari le zone più dense e cirri le più rarefatte. "Non sappiamo perché queste strutture abbiano questa particolare forma", ha detto il responsabile scientifico dell'Esa per il satellite Planck, Jan Tauber. Le possibili cause capaci di modellare la polvere sono numerose, come gravità, campi magnetici, radiazioni e getti di particelle emessi dalle stelle. Il compagno di lavoro di Planck, Herschel, potrà aiutare a capire qualcosa di più, con la sua capacità di studiare in dettaglio le regioni scoperte da Planck. I due satelliti sono stati lanciati insieme nel maggio 2009 ed entrambi sono destinati a registrare segnali estremamente deboli, tanto da poter essere intercettati solo da strumenti che funzionano a temperature molto vicine allo zero assoluto.

Scontro Alfano-Csm 'Violata Costituzione'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2010

Guardasigilli replica all'iniziativa dell'organo dei giudici di aprire una pratica su ispezione a Trani

ALFANO ATTACCA CSM, VIOLA COSTITUZIONE - Diventa sempre più aspro lo scontro tra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il Consiglio superiore della magistratura sull'ispezione alla procura di Trani, che ha messo sotto inchiesta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il Comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera alla pratica chiesta dalla maggioranza dei consiglieri per verificare se il mandato degli ispettori, da ieri al lavoro, possa interferire nell'inchiesta della procura pugliese. Durissima la reazione del ministro, che già in mattinata aveva ammonito il Csm ("non faccia politica ma risolva i problemi della giustizia") e che parla di un'"ovvia valenza politica" dell'inchiesta di Trani: "l'iniziativa del Csm di è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri". Una presa di posizione giunta dopo che il vice presidente del Csm, aveva avvertito: "L'indagine giudiziaria non può essere compressa dall'ispezione".

E' il pomeriggio di ieri quando Mancino e i vertici della Cassazione danno il proprio "ok" alla pratica sull'ispezione di Alfano, rinviando invece la decisione sul caso del consigliere Cosimo Ferri, finito nelle intercettazioni agli atti della procura di Trani, per le sue conversazioni con Giancarlo Innocenzi sulla trasmissione "Annozero". E ai giornalisti il vice presidente spiega: "la pratica é stata affidata alla Sesta Commissione perché ribadisca i confini tra l'ispezione e l'indagine giudiziaria, che non può essere compressa dall'ispezione stessa; bisogna rispettare l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati requirenti". La risposta di Alfano arriva in tarda serata ed è molto più che aspra: "anziché aprire una pratica per controllare perché presso un ufficio giudiziario vi sia stata una gravissima violazione del segreto d'indagine, anziché verificare come e perché il Presidente del Consiglio, ministri e parlamentari siano stati intercettati e le telefonate anziché distrutte siano state messe a disposizione dei giornalisti, anziché investigare su come sia possibile che la competenza territoriale di questi fatti sia ancora mantenuta a Trani in palese violazione di legge, anziché verificare come sia possibile che un'accusa sortisca contro il Presidente del Consiglio a pochi giorni dalle elezioni, il CSM, travalicando i propri poteri apre una pratica che, all'evidenza, tende a comprimere l'attività degli ispettori". Un comportamento "a dir poco preoccupante" e che "dimostra la volontà di certa magistratura di voler evitare che si faccia luce sulle patologie di inchieste che hanno una chiara ed ovvia valenza politica". Ma dal Csm continuano ad arrivare critiche all'iniziativa di Alfano:""L'ispezione sembra un atto improprio per i tempi con cui è stata disposta e che fanno pensare a una reazione nei confronti dell'indagine di Trani", sostiene il consigliere Vincenzo Siniscalchi, componente della Sesta Commissione, che ritiene necessario perciò ascoltare gli ispettori del ministro Alfano e il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo.

GELO PROCURA-ISPETTORI, NON VEDRANNO ATTI - E' gelo. Tra la procura di Trani e gli ispettori del ministro della giustizia i rapporti si fanno subito tesi. La dichiarazione di guerra la consegna alla stampa il pubblico ministero di Trani, Michele Ruggiero. Il pm e' nei corridoi della procura generale di Bari in attesa di essere ascoltato, assieme al procuratore Carlo Maria Capristo, dai due ispettori del ministero della Giustizia guidati da Arcibaldo Miller. L'indagine e' sotto ''segreto istruttorio'' - spiega Ruggiero - quindi ''tutto quello che non e' stato reso noto agli indagati non sara' reso noto agli ispettori''. Tradotto per i non addetti ai lavori significa: agli ispettori non sara' dato nulla. Questo perche' gli indagati non hanno ricevuto alcun atto d'indagine, neppure un avviso di garanzia.

Fino ad oggi l'unico a sapere formalmente di essere indagato a Trani e' il premier Silvio Berlusconi, per concussione e minacce all'Agcom. Lunedì i legali del premier, Filiberto Palumbo e Niccolo' Ghedini, hanno chiesto e ottenuto dalla procura di sapere se il loro assistito e' realmente sotto indagine, cosi' come riferivano da giorni i media. E i pm hanno subito risposto con un'attestazione nella quale e' scritto che Berlusconi e' sottoposto ad indagini per concussione e minacce all'ufficio dell'Autorita' garante delle Comunicazioni (Agcom). Quasi certamente in relazione a questo Ghedini e Palumbo saranno oggi in procura a Trani: non e' escluso che vi si rechino per depositare una memoria ai pubblici ministeri. Nessun atto e' stato finora notificato al commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, indagato per favoreggiamento per non aver ammesso durante l'interrogatorio del 17 dicembre scorso, a Trani, di aver subito pressioni da Berlusconi per fermare Annozero; e neppure al direttore del TG1, Augusto Minzolini, accusato di 'rivelazione di segreti su un procedimento penale' per aver rivelato al telefono, subito dopo essere stato ascoltato dal pm Ruggiero, il contenuto dell'interrogatorio durante il quale era stato sentito sui tassi usurari applicati su alcune carte di credito American Express. Il mandato che avrebbero ricevuto gli ispettori inviati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, riguarderebbe la competenza territoriale dell'inchiesta, un eventuale abuso delle intercettazioni e la violazione del segreto d'ufficio. Domande che sarebbero state poste ripetutamente nel corso delle audizioni, durate ciascuna oltre due ore, prima al procuratore Capristo, poi al pm Ruggiero. Intanto l'inchiesta sembra aver subito un'accelerazione. Stamani i pm hanno ascoltato come testimone Michele Santoro sulle pressioni esercitate dalla politica per fermare Annozero. Il giornalista ha consegnato ai magistrati le lettere aziendali dell'autunno scorso che riguardavano Annozero e avrebbe tirato in ballo il direttore generale della Rai, Mauro Masi. Proprio del manager Rai e' la firma che compare nel parere chiesto dalla Rai all'Agcom sulla vicenda del contratto che ha poi legato Marco Travaglio alla trasmissione di Raidue. Pare che la 'vicenda Masi' abbia incuriosito i magistrati. Forse anche per questo i quattro pm del caso Rai-Agcom avrebbero delegato alla Guardia di finanza di acquisire all'Agcom alcuni atti: lettere e delibere sugli interventi dell'Autorita' su Annozero. L'acquisizione servirebbe ad incrociare il contenuto dei colloqui intercettati con gli atti. Il fine e' di provare la presunta concussione compiuta dal premier sulla quale poggia l'indagine che presto potrebbe essere inviata per competenza a piazzale Clodio.

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Scontro Alfano-Csm "Violata Costituzione" 17 marzo, 07:58

Ritorna alla news

Trani, Mancino: 'Ispezione legittima'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2010

11.03 "Il comitato di presidenza del Csm non ha messo in discussione le legittima facoltà del ministro di inviare ispettori" alla procura di Trani, ma ha "anche precisato che nessuna ispezione può interferire nelle indagini giudiziarie" Il vicepresidente del Csm Mancino replica così al ministro della Giustizia Alfano,secondo il quale il Csm viola la Costituzione aprendo una pratica sull' ispezione a Trani. "Non siamo di fronte -precisa Mancino- a una pratica a tutela aperta in seguito a una presunta ma inesistente lite contro gli ispettori".

Pirateria, meno 186mila posti in Europa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/03/2010

12.41 Le industrie creative europee hanno perso 9,9 miliardi di ricavi e 186.400 posti di lavoro nel 2008 a causa della pirateria, soprattutto quella digitale. La pirateria ha colpito duro anche in Italia, dove le industrie che producono e distribuiscono film, serie tv, musica registrata e software hanno visto sfumare nel 2008 1,4 miliardi di euro di ricavi e svanire 22.400 posti di lavoro. L'allarme è stato lanciato a Bruxelles dai sindacati europei delle industrie creative, incluso Uni Mei e Fia.

Giovedì 18 Marzo 2010

L'Aquila,al via rimozione macerie sisma

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2010

15.05 E'cominciata, a opera dei vigili del fuoco, la rimozione delle macerie dal centro storico dell'Aquila, colpita dal sisma del 6 aprile scorso. Entro 24 mesi, tutto dovrebbe essere sgomberato. "L'operazione è partita da Piazza Palazzo perché è il simbolo della città dell'Aquila ed è il luogo che al più presto deve tornare nella disponibilità degli aquilani", ha spiegato il commissario per la ricostruzione, Chiodi. "La vera novità - ha aggiunto- è che la rimozione delle macerie è ora partita in maniera sistematica".

Svelato il mistero degli anelli di Saturno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2010

Sono di ghiaccio e acqua, risultato di una ricerca Nasa con collaborazione italiana / FOTO

ROMA - Gli spettacolari anelli di Saturno sono composti soprattutto da acqua ghiacciata. Lo dimostra uno studio pubblicato su Science al quale ha partecipato anche l'Italia con Gianrico Filacchione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). La ricerca, coordinata dal Centro Ames della Nasa, si basa sui dati inviati dalla sonda Cassini, frutto della collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Grazie a queste informazioni è stato possibile ricostruire per la prima volta struttura, composizione, evoluzione e dinamica degli anelli di Saturno. E' emerso, per esempio, che le particelle degli anelli principali (chiamati A e B) sono costituite per il 90%-95% di ghiaccio d'acqua, mentre quelle dell'anello C e della Divisione di Cassini sono contaminate probabilmente da carbonio e silicati di origine meteoritica.

Uno dei principali misteri degli anelli di Saturno, spiegano Asi e Inaf, è che le analisi agli infrarossi indicano che gli anelli sono composti di ghiaccio d'acqua puro, senza tracce di altri componenti, come anidride carbonica, ammoniaca o metano (osservati invece in piccole percentuali sulle lune ghiacciate di Saturno). Le analisi condotte nella luce visibile, invece, mostrano degli anelli "arrossati", diversi dal colore blu-bianco tipico del ghiaccio d'acqua. Dall'analisi condotta da Filacchione risulta che il grado di arrossamento degli anelli è strettamente legato con l'intensità delle bande del ghiaccio d'acqua osservate nell'infrarosso. Poiché entrambi questi parametri aumentano con lo stesso andamento nelle regioni degli anelli più dense, si può dedurre che la natura del materiale che assorbe la radiazione ultravioletta, e responsabile dell'arrossamento, sia legata al ghiaccio d'acqua presente nelle particelle.

Questi importanti risultati indicano che anche gli anelli di Saturno possono contenere particelle di elementi contaminanti, spiegando in modo naturale un effetto altrimenti misterioso, ha osservato Angioletta Coradini, direttrice dell'Istituto di fisica dello Spazio Interplanetario dell'Inaf a Roma e membro del gruppo scientifico dello spettrometro Vims, uno dei principali strumenti a bordo di Cassini realizzato dall'Asi in collaborazione con la Nasa. Si deve soprattutto al Vims la scoperta pubblicata oggi e lo strumento, ha osservato Enrico Flamini, responsabile per l'Asi della missione Cassini, " continua a lavorare perfettamente. Questo dimostra sia la qualità costruttiva degli strumenti che il livello di innovazione dei loro progetti".

Haiti: riuniti a famiglie 'bimbi rubati'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2010

Operatori Usa avavano cercato di portarli via dopo sisma

Haiti: riuniti a famiglie 'bimbi rubati' (ANSA-AFP) - PORT-AU-PRINCE, 18 MAR - I 33 bambini e ragazzi che 10 operatori umanitari Usa cercarono di portare via da Haiti hanno riabbracciato le loro famiglie. L'episodio risale ai giorni immediatamente dopo il terremoto del 12 gennaio. Una portavoce di una Ong per l'infanzia, la Sos Village, ha sottolineato come i ricongiungimenti dimostrano in modo definitivo che, contrariamente a quanto detto inizialmente, nessuno dei 'bambini rubati' e' orfano. La leader del gruppo dei 10 americani e' tutt'ora in carcere.

Dirigente Al Qaeda ucciso con drone Usa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2010

5.00 Un dirigente di Al Qaeda,coinvolto nell'attentato dello scorso dicembre contro gli agenti della Cia in Afganistan, è stato ucciso con un attacco sferrato da un drone Usa la scorsa settimana. Lo ha detto un responsabile Usa che ha mantenuto l'anonimato. Hussein Al-Yemenia è stato ucciso a Mrima Shah, principale città del Nord Waziristan, regione tribale pachistana, al confine con l'Afghanistan.Al-Yemenia è considerato una delle menti di Al Qaeda ed era un esperto di esplosivi.

Inchiesta Rai-Agcom Interviene Napolitano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/03/2010

Monito di Napolitano: rispettare ispezioni e indagini. Anm contraria: l'ispezione interferisce

NAPOLITANO: RISPETTARE INDAGINI E INCHIESTE -Vanno ''rispettate (in tutti i casi, compreso quello oggi all'attenzione dell'opinione pubblica) l'autonomia delle indagini e l'autonomia degli interventi ispettivi disposti dal Ministro della Giustizia nei limiti dei suoi poteri'': lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una dichiarazione sulla inchiesta di Trani e sulla ispezione disposta dal ministro della Giustizia, Alfano. ''E' altamente auspicabile - continua Napolitano - che in un periodo di particolari tensioni politiche qual è quello della campagna per le elezioni regionali, si evitino drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti, sul piano istituzionale''.

''Come recita lo stesso regolamento del CSM, quest'ultimo puo' prendere in esame 'le relazioni conclusive delle inchieste amministrative eseguite dall'Ispettorato generale presso il Ministero della Giustizia', e non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste'', sottolinea ancora Napolitano nella sua dichiarazione. A loro volta, aggiunge il capo dello Stato, le ispezioni del ministero ''non possono interferire nell'attivita' di indagine di qualsiasi Procura, esistendo nell'ordinamento i rimedi opportuni nei confronti di eventuali violazioni compiute dai magistrati titolari dei procedimenti''.

GARIMBERTI: SI FACCIA SUBITO CHIAREZZA - "Si faccia subito chiarezza". Lo dice il presidente della Rai Paolo Garimberti a proposito della vicenda dell'inchiesta di Trani, con la pubblicazione delle intercettazioni che oggi hanno fatto saltare il Cda per le parole del dg Mauro Masi. "In queste situazioni la bussola, la priorità, è sempre l'azienda e il suo corretto funzionamento. E' evidente che c'é un impatto negativo sull'immagine della Rai da tutta questa vicenda. Personalmente, per il ruolo che ricopro, non voglio esprimere giudizi in questo momento e non intendo farmi tirare per la giacca da nessuno. La fretta è cattiva consigliera. Auspico però che si faccia il più rapidamente possibile chiarezza su tutto ricorrendo agli strumenti previsti dallo Statuto e dai regolamenti della Rai", e qui il presidente sembra riferirsi all'audit interna. "Il Consiglio di Amministrazione è il luogo deputato per esaminare, insieme con il Direttore Generale, questa delicata vicenda", conclude.

BERLUSCONI: INIZIATIVA CSM SCONFESSATA DA NAPOLITANO - "L'iniziativa del Csm, sconfessata dall'intervento del presidente Napolitano, è l'ennesima dimostrazione di un uso intollerabile della giustizia per fini di lotta politica contro di noi". E' un passaggio dell'intervista rilasciata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi "Invece di parlare dei risultati del governo in questi due anni è scesa in campo la magistratura politicizzata che ha dettato i temi della campagna elettorale" ha detto ancora il premier.

ANNOZERO? DOVEVO DENUNCIARNE FAZIOSITA' - Annozero è una trasmissione che non permette ai nostri politici di intervenire e non garantisce un confronto bilanciato: per questo avevo tutto il diritto di denunciare il fatto che una trasmissione della Rai fosse faziosa e denigratoria. Con queste parole il premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da alcuni presenti, è tornato sui resoconti delle intercettazioni pubblicate da alcuni quotidiani a proposito dell'inchiesta avviata a Trani, nel corso di una cena con i deputati del PdL.

INCHIESTA DI TRANI E' RISIBILE - Quella di Trani è una inchiesta "risibile" con la quale la "magistratura che fa politica" tenta di "dettare" temi e tempi della campagna elettorale, ha detto ancora al telefono Berlusconi.

ALFANO, NAPOLITANO PRESIDIO BUON SENSO - ''Il presidente della Repubblica si e' ancora una volta confermato il piu' alto presidio di equilibrio e di buon senso''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in merito all'intervento del Capo dello stato sulla vicenda dell'inchiesta in corso a Trani. Secondo il Guardasigilli, l'intervento del Csm sull'invio degli ispettori ministeriali ''e' stato veramente un fuor d'opera'' che ''viola gravemente il principio di leale collaborazione''.

L'ANM, L'ISPEZIONE A TRANI INTERFERISCE - L'ispezione a Trani ''interferisce sulle indagini'' Lo sostiene l'Associazione nazionale magistrati che definisce anche ''intollerabili''gli ''insulti rivolti dal premier alla magistratura in questa occasione''. La Giunta dell'Anm esprime in una nota ''preoccupazione'' per l'iniziativa del Ministro della giustizia di disporre l'ispezione a Trani che, ''per le modalita' e i tempi in cui e' stata avviata e per l'oggetto della stessa, rischia di alterare il corretto rapporto tra le attivita' di indagine degli uffici di procura e i poteri ispettivi del Ministro''. L'Anm ha ''piu' volte sottolineato - ricordano i vertici del sindacato delle toghe - come l'inizio di attivita' ispettive e soprattutto il loro annuncio a mezzo stampa, per ogni indagine che assuma rilevanza esterna, secondo una prassi purtroppo consolidata e che risale anche ai precedenti Ministri, rappresenta oggettivamente un'interferenza sulle indagini in corso e rischia spesso di suonare come un'intimidazione nei confronti dei magistrati interessati dall'ispezione''. In questo contesto, ''appaiono particolarmente gravi le dichiarazioni del Ministro della giustizia che, di fronte alla ineccepibile iniziativa del Csm di aprire una pratica relativa all'ispezione, trattandosi di questione "connessa a rapporti istituzionali", ha accusato l'organo di governo autonomo di violare la Costituzione. Nel mirino dell'Anm ci sono anche le parole del premier. Sono ''gravi e intollerabili gli insulti che, anche in questa occasione, il Presidente del Consiglio ha rivolto alla magistratura''.

BERSANI, PAESE SUBISCE DEFORMAZIONE DEMOCRATICA - ''Bisogna lasciare la tv agli spettatori. E' desolante vedere un capo del governo che passa il suo tempo attorno a trasmissioni piu' o meno fastidiose che per tutti i leader mondiali, naturalmente in paesi democratici, sono abituati a vedere''. Cosi' il leader Pd Pier Luigi Bersani attacca, parlando con i giornalisti a Montecitorio, il presidente del consiglio alla luce del contenuto delle intercettazioni dell'inchiesta di Trani.

''E' inutile - sostiene Bersani - che Berlusconi faccia la vittima, il problema e' come fa il capo del governo. Lui fa il capopopolo, il caporedattore, il capo azienda,...ogni giorno c'e' un episodio diverso ma gira intorno al problema di come il premier svolge il suo lavoro. Ma il paese non puo' essere governato cosi' da urla, dal frastuono e dalle promesse vacue che sentiremo nei prossimi giorni''.

''Il paese sta subendo una deformazione democratica che non aiuta la crescita del paese e non ci consente di ragionare sui grandi problemi. E' una deformazione negativa che alla lunga puo' diventare pericolosa per questo paese. Berlusconi non puo' andare avanti - afferma il leader democratico - a rispondere con urla, grida, promesse vacue che sentiremo nei prossimi giorni. Questo e' solo frastuono che non aiuta il paese''.

MANCINO: ISPEZIONE LEGITTIMA - "Il Comitato di presidenza del Csm non ha messo in discussione la legittima facoltà del ministro di inviare ispettori" alla procura di Trani; ma "ha anche precisato che nessuna ispezione può interferire nelle indagini giudiziarie". Così il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, replica al ministro della Giustizia, Angelino Alfano,che aveva accusato il Csm di violare la Costituzione per aver aperto una pratica sull'ispezione a Trani.

La risposta di Mancino è affidata ad una nota, in cui il vicepresidente spiega anche le ragioni per le quali la pratica sull'ispezione è stata affidata alla VI Commissione del Csm: "Abbiamo scelto la VI Commissione consiliare e non la I, come pure era stato richiesto, proprio per evitare di dare l'impressione di prendere posizione a tutela dei magistrati di Trani e contro gli ispettori ministeriali. Allo stato perciò - sottolinea Mancino - non siamo di fronte ad una pratica a tutela aperta in seguito ad una presunta ma inesistente lite contro gli ispettori".

MANCINO, ALFANO DIA ASCOLTO A NAPOLITANO - Rimesse dal capo dello Stato ''le questioni al loro posto'', chi ha ''responsabilità istituzionali e di governo, se davvero vuole accogliere l'auspicio del Capo dello Stato di evitare 'drammatizzazioni e contrapposizioni, come sempre fuorvianti', si comporti di conseguenza'': e' quanto dice il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, replicando (senza citarlo direttamente) al ministro della giustizia Angelino.

CAPRISTO,LEALE COLLABORAZIONE CON ISPETTORI - "Perché non si alimentino fantasie, tengo a precisare che l'audizione di ieri sera (dinanzi agli ispettori inviati dal Guardasigilli Ndr) si è svolta in un clima di grande serenità e di leale collaborazione: non c'é nessuna contrapposizione". Lo ha detto al suo arrivo al palazzo di Giustizia di Trani il procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo. "Leale collaborazione - ha sottolineato Capristo rispondendo ad una domanda - significa rispetto delle regole da parte di tutti".

Intanto i legali del premier Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Filiberto Palumbo, saranno oggi in procura a Trani. I due penalisti incontreranno i magistrati che coordinano l'indagine Rai-Agcom nella quale il capo del governo è indagato per concussione e minacce all'Ufficio dell'Autorità garante nelle comunicazioni per le pressioni esercitate per far chiudere Annozero di Michele Santoro. Non è escluso che i difensori depositino una memoria ai pubblici ministeri.

PM RUGGIERO, SEGRETO ISTRUTTORIO VALE PER TUTTI - L'indagine Rai-Agcom e' coperta dal ''segreto investigativo che vale sia per gli indagati sia per gli ispettori''. Lo ha ribadito ai giornalisti uno dei quattro pm che coordinano le indagini nella quale e' indagato per concussione e minacce ai danni dell'Agcom anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ruggiero aveva preannunciato la decisione di opporre il segreto istruttorio agli ispettori conversando con i cronisti prima di essere ascoltato, ieri sera, dagli 007 di via Arenula, assieme al procuratore Carlo Maria Capristo.

Venerdì 19 Marzo 2010

Senz'acqua, 5 milioni di morti l'anno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2010

Dossier Cipsi, 12% popolazione consuma l'85% del risorse. Quattro miliardi a rischio

ROMA - Sono quasi 4 miliardi le persone a rischio per insufficienza d'acqua e 5 milioni i morti per malattie legate alla sua scarsità o per mancanza di servizi igienico-sanitari di base. Questo, mentre il 12% della popolazione mondiale usa l'85% delle risorse del Pianeta. A parlare di quello che viene definito da molti 'l'oro blù, l'acqua, è il dossier 'Acqua 2010' di Solidarietà e cooperazione Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) presentato oggi a Roma anche in occasione dell'approssimarsi della giornata mondiale dell'Acqua prevista per il 22 marzo. E proprio domani a Roma si svolgerà una manifestazione per protestare contro la privatizzazione delle reti idriche pubbliche con un corteo che nel pomeriggio si snoderà per le vie della capitale. Secondo lo studio la Terra ha sete: 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile, 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base, 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all'acqua e 1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza d'acqua potabile pari a 4.900 bambini al giorno.

Questa la situazione del Pianeta:

- AMERICA: Anche l'America soffre l'assenza d'acqua, manca quella per usi domestici perché viene utilizzata - al ritmo di 2.000 miliardi di litri - per coltivare cereali per l'allevamento.

- EUROPA: In Europa il 16% della popolazione non ha accesso all'acqua potabile. Un problema che in trent'anni è costato 100 miliardi di euro. In Europa il 44% dell'acqua estratta viene utilizzata per produrre energia, mentre nell'area Mediterranea, con la domanda che è raddoppiata negli ultimi 50 anni, si prevede un aumento dei consumi del 25% entro il 2025.

- SITUAZIONE ITALIA: Le condutture perdono 104 litri d'acqua per abitante al giorno (pari al 27% dell'acqua prelevata), un terzo degli italiani non ha un accesso regolare all'acqua potabile, ma ogni italiano consuma 237 litri di acqua al giorno: Salerno la città che ne consuma di più con una media di 264 litri a testa al giorno, mentre Agrigento quella che ne consuma di meno con 100 litri pro-capite al giorno. Il rubinetto dell'Italia perde il 30% dell'acqua immessa e deve fare con la gestione delle risorsa soprattutto nelle regioni meridionali e nei mesi estivi quando per il 15% della popolazione si scende al di sotto della soglia minima di fabbisogno giornaliero a persona (50 litri al giorno).

Il 30% non ha un accesso sufficiente e 8 milioni non hanno quella potabile mentre 18 milioni la bevono non depurata. In Italia c'é però anche il business dell'acqua minerale che vale 5,5 miliardi di euro all'anno (al terzo posto al mondo per consumi pro-capite dopo Emirati Arabi e Messico). Ma, l'acqua del rubinetto costa dalle 500 alle 1000 volte in più rispetto a quella in bottiglia. Per questo si tenta di riscoprire la bontà di quella che sgorga in casa. In Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Emilia-Romagna si è dato vita "al Manifesto dell'acqua del sindaco, un patto per bere a chilometro zero". In Lombardia ci sono le 'case dell'acqua: piccole strutture che erogano l'acqua dell'acquedotto sia naturale che gassata, mentre in Puglia, la regione "riconosce al servizio idrico un interesse regionale privo di rilevanza economica". A Roma, continua il dossier, l'acqua è ancora al 51% municipalizzata mentre a Napoli bere costa "caro".

- NUOVE GUERRE: L'acqua, spiega il dossier, è anche "un problema di democrazia" e soprattutto nelle regioni che già soffrono per mancanza di infrastrutture è "diventata il nuovo petrolio" e motivo per combattere "nuove guerre".

Pedofilia: Ratisbona, nuovo caso coinvolge fratello Papa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2010

Sospeso un parroco dalle sue funzioni poiché sospettato di aver commesso, all'inizio degli anni Settanta, abusi

BERLINO - Il parroco di Dietenhofen, in Baviera (Sud), è stato sospeso dalle sue funzioni poiché sospettato di aver commesso - all'inizio degli anni Settanta - abusi sessuali su un bambino del coro dei 'Passeri del Duomo di Ratisbona', che fu diretto dal fratello maggiore del Papa, Georg Ratzinger, dal 1964 al 1994. Secondo quanto scrive oggi il tabloid tedesco Bild, il religioso abusò "per mesi" di un bambino di 11 anni nel 1971. Il giornale riporta che alcuni giorni fa, il parroco aveva scritto sul sito Internet della sua parrocchia: "Il clero cattolico non è un'associazione di pedofili. L'abuso sessuale sui minori è grave e va condannato con la massima durezza".

Il parroco di Dietenhofen (Baviera, Sud) coinvolto in un caso di abusi sessuali su minori all'inizio degli anni Settanta, Sturmius W., ha rinunciato all'incarico. Lo ha detto all'ANSA un rappresentante della diocesi di Eichstaett (Baviera). Il religioso ha inoltre ammesso gli abusi, avvenuti nei confronti di un bambino che all'epoca aveva 11 anni ed era membro del coro dei 'Passeri del Duomo di Ratisbona'. Da parte sua, ha spiegato la diocesi di Eichstaett, la diocesi di Ratisbona ha già denunciato il religioso alle autorità. La vittima oggi ha 50 anni, secondo quanto scrive il settimanale tedesco Stern. Ha raccontato di essere stato abusato sessualmente "per mesi" da Sturmius W.,nel 1971. All'epoca, l'autore degli abusi studiava ancora teologia. Dopo la fine degli studi, nel 1974, W. ha lasciato Ratisbona e si è trasferito nella diocesi di Eichstaett, dove i suoi precedenti di abusi sessuali su minori non erano conosciuti e dove è diventato prete nel 1978.

Card.Bagnasco:no a cultura dei sospetti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/03/2010

22.50 "La cultura della contrapposizione e del sospetto fa male a tutti".Lo afferma l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Bagnasco. Per questo, aggiunge, è necessario "un colpo d'ala verso l'alto, verso la nobiltà della politica che vuol dire il bene comune". Questo atteggiamento,sottolinea, "non è riservato e doveroso a chi amministra la cosa pubblica, ma obbligo di tutti", e consiste tra le altre cose "nell'onestà", rispetto delle leggi, dovere e amore alla città.

Abu Omar: Sismi 'salvato' da due governi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2010

Segreto di Stato non giustifica rapimento, per Pollari una 'comoda scappatoia'

MILANO - Gli ex appartenenti del Sismi, tra i quali l'ex direttore Nicolò Pollari, imputati nella vicenda del sequestro di Abu Omar, "non sono stati neppure giudicati per scelta e decisione" dei due governi, Prodi e Berlusconi, che hanno apposto il segreto di Stato. Lo scrive il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, che ha presentato appello contro la sentenza di primo grado. Spataro scrive che in primo grado "gli imputati di nazionalità statunitense, non protetti da alcun segreto di Stato, sono stati giudicati e condannati", mentre "quelli italiani appartenenti al Sismi non sono stati neppure giudicati per scelta e decisione del presidente del Consiglio". Una conclusione, questa, che secondo Spataro "non appare accettabile in qualsiasi democrazia costituzionale" e che viola il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

L'errore-chiave della sentenza di primo grado sulla vicenda del sequestro di Abu Omar, con cui é stato dichiarato il 'non doversi procedere' nei confronti degli ex componenti del Sismi per l'esistenza del segreto di Stato, sta in una "ingiustificata interpretazione" della sentenza della Corte costituzionale che nel 2009 aveva fissato i paletti del segreto di Stato sulla questione, sottoliena Spataro che ha presentato appello.

Il pm, nei motivi d'appello, riporta la decisione della Consulta che spiegava che "sono coperti da segreto di Stato sia i rapporti con gli altri servizi informativi, sia le modalità organizzative ed operative del servizio, ancorché collegati o collegabili al fatto reato meglio noto come sequestro Abu Omar". Secondo il pm il giudice di primo grado ha dato "della congiunzione 'ancorche'" una "ingiustificata interpretazione estensiva (...) come se avesse la portata di includere qualsiasi attività sia lecita, che illecita collegata al sequestro di Abu Omar".

Cosa che, scrive Spataro, "non è in alcun modo asserito nella sentenza della corte costituzionale". Questo, spiega ancora Spataro, è "l'errore-chiave riscontrabile in sentenza", quello che ha poi portato alla sentenza di non doversi procedere" nei confronti degli ex appartenenti del Sismi, tra cui Niccolò Pollari.

SEGRETO DI STATO NON GIUSTIFICA RAPIMENTI - Il segreto di Stato opposto sulla vicenda del sequestro dell'ex imam di Milano ha minato il "principio fondamentale", secondo cui "la necessità di tutela della sicurezza dei cittadini" non può "giustificare in alcun modo rapimenti e torture", afferma ancora Spataro che parla di un segreto di stato 'ambiguo e dilatato' e 'tardivamente opposto da due governi'.

Il procuratore aggiunto ha presentato appello anche riguardo al 'non doversi procedere' per tre imputati in relazione all'immunità diplomatica e per tutti gli altri imputati condannati, tra cui appartenenti alla Cia, in relazione alla "eseguita" delle pene inflitte. Riguardo al segreto di Stato, il pm scrive che "sembra perfino superfluo dover ribadire dinnanzi alla Corte d'Appello che la necessità di tutela della sicurezza dei cittadini (...) non può giustificare in alcun modo rapimenti e torture delle persone sospettate di essere terroristi o condannate per tale ragione".

Eppure, scrive ancora il pm, "in questo processo, a causa di un ambiguo e dilatato segreto di Stato, tardivamente opposto da due governi (...) il suddetto principio fondamentale, certamente da collocarsi tra quelli su cui si fonda la nostra democrazia, rischia di essere in concreto disapplicato".

SEGRETO DI STATO 'COMODA SCAPPATOIA' - Il segreto di Stato è stato "una comoda scappatoia" per l'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari. "Mai come in questo caso - scrive Spataro - il segreto di Stato è apparso una comoda scappatoia per tutti gli imputati italiani del sequestro, ancor più che per Pollari, per evitare il confronto con la realtà processuale e la conseguente inevitabile condanna". Spataro parla di una "scelta" che "appare ancora più singolare ed utilitaristica", dato che in sede di indagini c'erano state ammissioni da parte degli imputati italiani "nonostante il governo, come afferma la Corte Costituzionale, avesse già apposto il segreto di Stato".

Berlusconi: questa giustizia mette in pericolo la democrazia in Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2010

Non sono indipendenti dalla politica. Penso a elezione diretta del presidente della Repubblica

ROMA - "Nell'autorità per le comunicazioni non vince il buon senso, ma l'appartenenza politica: esattamente come nei nostri tribunali in cui non si esaminano più meriti o demeriti di qualcuno, ma si danno dei giudizi in base all'appartenenza politica dei giudici e ciò che conviene alla sinistra politicizzata della magistratura". Nuovo affondo del premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa a palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio dei ministri. "Questa è una cosa di cui ci occuperemo nei prossimi tre anni - ha detto il permier - con una grande e radicale riforma della giustizia", giustizia che attualmente "mette in questo pericolo la nostra democrazia".

Noi continuiamo a lavorare nonostante i giornali e le televisioni siano stati riempiti da temi che la magistratura di sinistra ha abilmente messo in campo, ha ribadito ancora Berlusconi a proposito delle ultime inchieste avviate galla magistratura.

Sono esterrefatto che continuino ad arrivare sentenze di giudici che di fronte al diritto dei cittadini guardino alla burocrazia, ha aggiunto il presidente del Consiglio, riferendosi in particolare all'esclusione della lista del Pdl della provincia di Roma per le elezioni regionali del Lazio. "Non c'é colpa o responsabilità alcuna dei nostri delegati - ha aggiunto il premier -. Lo ribadisco perché ormai si è diffusa questa opinione" anche da parte di "organi di stampa vicini a noi". "Il giudice avrebbe dovuto con forza richiamare il nostro delegato alla presentazione", ha concluso Berlusconi.

PENSO A ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO - E' importante che le regionali vadano bene perche' con un ''mandato pieno'' potremo ''lavorare bene e con serenita': per esempio per modernizzare il Paese, magari introducendo l'elezione diretta del presidente della Repubblica o la riduzione del numero dei parlamentari''. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi.

INTERVENTO AGCOM DOVEROSO MA UDC DISSE NO - "Io ho solo cercato, in maniera corretta, di provocare un intervento doveroso della Autorità delle Comunicazioni. Mi è stato risposto che non era possibile. Perché, al di là di ogni ipocrisia per cui queste sono autorità indipendenti, un membro nominato da un partito e che rispondeva all'Udc non faceva maggioranza con gli altri. Quindi in queste autorità non vince il buon senso ma l'appartenenza politica", ha detto Berlusconi parlando delle intercettazioni nell'inchiesta di Trani che hanno coinvolto l'Agcom.

HO CHIAMATO CARABINIERI COME CITTADINO - ''Ho chiamato il comandante generale dei carabinieri come qualsiasi cittadino che vede un reato e chiama i carabinieri. Io sono il presidente del Consiglio e ho chiamato il comandante''. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ricostruisce cosi' le intercettazioni relative all'inchiesta di Trani Rai-Agcom nel corso della presentazione del libro 'L'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia' al Tempio di Adriano. ''E' inaccettabile che nella tv pubblica si possano fare processi come fiction con parole interpretate drammaticamente'' e ''senza diritto di partecipare alle trasmissioni'' da parte di chi e' intercettato.

BALDUCCI? SCELTO DA GOVERNO PRECEDENTE - "Ricordo che Balducci non l'abbiamo nominato noi, ma il precedente governo e dato che non facciamo piazza pulita degli uomini nominati lo abbiamo lasciato al suo posto", ha detto il premier a proposito dell'inchiesta sugli appalti per il G8.

DI PIETRO?EDUCAZIONE NON MI CONSENTE DI NOMINARLO - "Mi sembra di aver sentito dire da quel signore, che la mia personale educazione non mi consente di definire e che si chiama Di Pietro, che sono i magistrati che compiono queste operazioni e a loro va il merito della lotta alla criminalità organizzata". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, aggiungendo: "C'é da spiegare perché questi stessi magistrati non abbiamo fatto altrettanto con i precedenti governi: ricordo che Bertolaso era commissario in Campania anche prima. La differenza sta evidentemente nel manico: il manico di questo governo è un manico che si fa sentire giornalmente nella lotta alla criminalità organizzata".

BERSANI, SE RAPPORTO POLITICA-GIUSTIZIA PATOLOGICO,COLPA PREMIER - "Si è creato un rapporto patologico tra politica e giustizia derivante anche dal carattere del nostro premier che reagisce con frastuono alle inchieste e causa

una rissa tra istituzioni e Stato". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in un'intervista a Studio Aperto, risponde alla domanda se l'alto numero di inchieste a ridosso del voto sia dovuto ad un corto circuito tra politica e magistratura. "L'unica cura a questa situazione - sostiene Bersani - sarebbe che il governo fa il suo lavoro...così si sistemerebbero tante cose".

CASINI,SU VIETATO VIETARE PREMIER HA CAMBIATO IDEA - "Ricordo che Berlusconi scese in campo con lo slogan vietato vietare: condividevo quello spirito, poi si vede che col tempo ha cambiato idea". Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini interviene da Napoli nel dibattito legato alle pressioni che il premier Silvio Berlusconi avrebbe esercitato sull'Agcom per far sospendere la messa in onda di Anno Zero, dopo che lo stesso Berlusconi oggi ha rivelato che l'Autorità per le comunicazioni non intervenne a causa del mancato appoggio da parte di un suo componente indicato dall'Udc. "Voglio - ha sottolineato Casini - continuare a vedere Santoro in tv dissentendo da lui. Con Berlusconi condividiamo il giudizio negativo su Santoro e sulle sue trasmissioni ma la differenza tra me e lui è che io ritengo che sia importante per la mia libertà continuare a vedere in tv anche le persone che dicono cose a me sgradite e che non condivido. La censura - ha concluso Casini - non è una soluzione".

D'ALEMA: PREMIER PREPOTENTE, NON E' CITTADINO QUALSIASI - ''E' del tutto evidente che il Presidente del Consiglio, che non e' un qualsiasi cittadino, non dovrebbe chiamare le autorita' di garanzia o gli amministratori della Rai per cacciare un giornalista che non gli piace''. Lo ha detto il presidente del Pd Massimo D'Alema, nel pomeriggio a Siena per l'inaugurazione della nuova sede del partito. ''Questo comportamento - ha aggiunto riferendosi a quanto affermato stamani da Berlusconi - e' sintomo di prepotenza, di intolleranza verso la liberta' di espressione, ed e' motivo di seria preoccupazione quando queste caratteristiche sono proprie di un presidente del Consiglio. Non entro nel merito degli aspetti penali, spetta a magistratura e avvocati discuterne''. Berlusconi aveva dichiarato di aver svolto il suo ''dovere da cittadino-premier'' in riferimento alle telefonate fatte all'Agcom. ''Se un cittadino normale telefona al direttore generale della Rai, quello non gli risponde al telefono'', ha concluso D'Alema.

'FURTO' DI ATTI, INDAGATI DUE CRONISTI DI REPUBBLICA - L'ipotesi di reato per i giornalisti di Repubblica Francesco Viviano e Giuliano Foschini, indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Trani Rai-Agcom, è furto pluriaggravato e pubblicazione arbitraria di atti segreti. Lo si èappreso stamani da fonti giudiziarie. Dalle stesse si è saputo che quanto prima saranno ascoltati altri giornalisti. Sulla vicenda del furto di atti dall'ufficio del gip Roberto Olivieri Del Castillo la scorsa notte sono stati ascoltati dalla polizia alcuni impiegati e dipendenti del Tribunale di Trani.

PDL IN PIAZZA: BONAIUTI, DIFENDEREMO LIBERTA' E DEMOCRAZIA - Il Pdl, intanto, prepara la manifestazione di domani. "Non sarà una protesta ma una grande festa in piazza, una festa in difesa dei valori di libertà e di democrazia", precisa il sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Bonaiuti. E stamani, visita a sorpresa di Berlusconi a Piazza San Giovanni. Al termine del Consiglio dei Ministri, il presidente del Consiglio si è diretto in macchina sul luogo della manifestazione dove ha visitato il palco e si è informato dei dettagli tecnici in vista dell'evento. Il Cavaliere, secondo quanto riferito da alcuni presenti, si sarebbe molto complimentato con gli operai e gli organizzatori per il lavoro svolto. SACCONI, CI SARA' L'ITALIA CHE LAVORA E AMA - Quella di domani sarà "una piazza dell'Italia che produce e che lavora, dell'Italia pacifica, che ama e che non odia", aggiunge Maurizio Sacconi, ministro del Welfare. "Sarà una piazza che proprio vuole che questo paese esca dall'idea ricorrente di guelfi e ghibellini e di contrapposizioni radicali", ha aggiunto. Per Sacconi, inoltre, "davanti a noi ci sono tre anni senza elezioni e quindi come non sperare che siano tre anni di serenità per lavorare insieme e per costruire nuove condizioni di crescita nel momento in cui il mondo è cambiato?". CAPEZZONE, CI SARA'L'ITALIA CHE VUOLE RIFORME - "Domani, a fianco di Silvio Berlusconi, sarà in campo l'Italia per le riforme, l'Italia che vuole il cambiamento e la modernizzazione liberale del Paese, contro il conservatorismo e le chiusure di una sinistra troppo interessata a tentare di colpire il suo avversario per mettere in campo a sua volta proposte degne di questo nome", afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Da domani, inizia il cammino che porta non solo alle elezioni regionali, ma alla riforma del fisco, alla riforma della giustizia, al federalismo, all'ammodernamento delle nostre istituzioni, a governi più forti. C'é una sintonia profonda - conclude - tra lo spirito riformatore di Silvio Berlusconi e la voglia di cambiamento positivo che anima gli italiani".

PDL IN PIAZZA: TUTTI I NUMERI DELLA MANIFESTAZIONE - Ultimi ritocchi da parte della task force del Pdl per preparare la mega-manifestazione di domani a San Giovanni. I numeri dell'organizzazione sono esemplificativi dello sforzo in atto.

- MEZZO MILIONE DI PERSONE: E' l'obiettivo al quale, non ufficialmente, puntano gli organizzatori della manifestazione.

- TREMILA PULLMAN: Sono circa tremila i pullman messi a disposizione per portare a Roma i partecipanti alla manifestazione.

- TRE PUNTI DI RACCOLTA: I partecipanti alla manifestazione si raduneranno in 3 punti cardine della città di Roma. Le stazioni della metro Anagnina e Colli Albani e il Circo Massimo.

- DUE CORTEI: Attraverseranno tutta la città e convergeranno in piazza San Giovanni. A capo di quello che parte dalla stazione Colli Albani ci saranno i ragazzi di Giovane Italia

- 384 METRI QUADRI: Il palco sarà lungo 24 metri per 16 metri. E' più grande di quello allestito per la manifestazione della Casa delle Libertà il 2 dicembre 2006. Per realizzarlo sono stati impiegati 1500 quintali di tubi, 100 di alluminio. 1.200 i kw messi a disposizione dai generatori.

- DUE MEGA SCHERMI: Ai lati del palco saranno istallati due schermi giganti di 6 metri per 8. La regia prevede l'impiego di 12 telecamere, di cui due che potranno raggiungere i 40 metri d'altezza per le panoramiche.

- QUATTRO CHILOMETRI: L'area sarà interamente recintata. Le transenne messe in fila raggiungerebbero i 4 chilometri. 150 gli operai ed i tecnici al lavoro per allestire le strutture

- UN TRICOLORE DI 500 METRI: La piazza sarà in parte occupata da un mega tricolore lungo 500 metri e largo otto. L'iniziativa é del presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli. La bandiera sarà sollevata da 400 simpatizzanti e occuperà mezzo chilometro di strada.

- 14 GAZEBO: Ai piedi del palco saranno allestiti 13 spazi per le regioni nelle quali si vota ed uno a disposizione dei Promotori della Libertà. Due palchi minori saranno invece a disposizione di GIovane Italia e Club della Libertà.

- DUE SALE STAMPA: Due container alle spalle del palco saranno a disposizione dei giornalisti delle agenzie di stampa e delle radio. Nel prato allestito anche un ospedale da campo in supporto alle ambulanze.

PLD IN PIAZZA: LEADER VIOLA, INGAGGIATI DISOCCUPATI A 100EURO - Disoccupati ingaggiati a 100 euro per partecipare alla manifestazione di domani del Pdl a Roma: e' quanto denuncia sul proprio blog Gianfranco Mascia, uno dei leader del ''Popolo viola''. ''Cento euro per andare alla manifestazione di Roma - inizia il 'post' di Mascia - con la maglietta con la scritta 'Meno male che Silvio c'e''. ''Agenzie interinali specializzate - prosegue Mascia - stanno facendo chiamate a tappeto ai disoccupati offrendo il gruzzoletto a chi sara' presente con la maglietta, il tutto per tentare di riempire la piazza''. ''Sono alla frutta - commenta il post - ma hanno i soldi e ce la faranno''. Mascia conclude con ''un consiglio'': ''Se ricevete la telefonata dite di si' e poi andate fuori, non prima di essere stati alla manifestazione del Forum dell'acqua'', che si svolgera' domani anch'essa a Roma.

Google fuori dalla Cina il 10 aprile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/03/2010

Ma Mountain View non conferma. Annuncio atteso la prossima settimana, secondo giornale cinese

NEW YORK - I dubbi sono ormai pochi, anche se nessuno a Mountain View, nella Silicon Valley californiana a sud di San Francisco, vuole confermarlo. Google lascerà la Cina nei prossimi giorni al termine di una crisi iniziata nelle scorse settimane quando era stato sventato un mega attacco informatico proveniente proprio dal colosso emergente dell' economia mondiale. Secondo il giornale China Business News, l'annuncio verrà fatto la prossima settimana, forse già lunedì, e Google se ne andrà dalla Cina il 10 aprile. China Business News cita un funzionario di un'agenzia che raccoglie pubblicità sul web, ma non precisa se Google chiuderà soltanto il suo sito web in cinese (dai contenuti filtrati su richiesta esplicita di Pechino) o se la decisione riguarderà anche altre sue iniziative in Cina. Per il colosso di Mountain View si tratta di una decisione difficile e dolorosa. La Cina è un mercato in grande espansione e rinunciarvi significa ridimensionare la propria crescita, aprendo le porte ai concorrenti. Tra questi spicca la Microsoft, che con il suo motore Bing sta conquistando fette di mercato sempre più ampie. Non è chiaro da dove venissero esattamente gli attacchi informatici subiti da Google, ma in molto pensano ad un coinvolgimento, anche se indiretto, del governo di Pechino. Tra le vittime degli hacker emergono infatti diversi dissidenti (dei quali sono state aperte le caselle di posta elettronica), oltre a grandi multinazionali, molte delle quali statunitensi. Sostenendo che gli attacchi provenivano dalla Cina, la società americana aveva minacciato in un primo tempo di smettere di usare i 'filtri' richiesti dalla censura cinese oltre a voler chiudere il suo sito web in cinese se non fosse stata messa in grado di garantire la sicurezza ai suoi clienti. La scorsa settimana, il Financial Times aveva scritto che la decisione di chiudere Google.cn è stata presa al 99,9% e la compagnia sta ora studiando un modo per non danneggiare i suoi dipendenti cinesi, che sono alcune centinaia. Sempre la scorsa settimana il numero uno della Google Eric Schmidt si era dichiarato ottimista sul futuro del gruppo in Cina, senza dare però maggiori precisioni. Le autorità di Pechino esercitano uno stretto controllo su Internet e dalla Cina sono inaccessibili oltre ai siti politicamente sgraditi a Pechino anche i principali social network come YouTube (che appartiene a Google), Facebook e Twitter, il servizio di microblogging.

Sabato 20 Marzo 2010

Acqua, corteo per dire no alla privatizzazione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2010

A Roma manifestazione organizzata dal forum dei movimenti per l'acqua

ROMA - In migliaia in piazza per colorare Roma di blu e difendere l'acqua, "il bene più grande", contro "chi vuole ridurla a merce". Nel giorno della manifestazione del Pdl, i movimenti per l'acqua hanno invece sfilato nella Capitale in un altro corteo, per chiedere la "ripubblicizzazione del servizio idrico". Rappresentanti del mondo politico, dei sindacati e delle istituzioni locali, ma soprattutto dell'associazionismo, hanno preso parte all'iniziativa organizzata dal Forum dei movimenti per l'acqua, che ha visto sfilare da Piazza della Repubblica a Piazza Navona circa 200 mila persone, secondo gli organizzatori.

In testa al corteo, dietro lo striscione dalla scritta 'Ripubblicizzare l'acqua. Difendere i beni comunì, hanno sfilato diversi sindaci con la fascia tricolore, e rappresentanti di vari Comuni, tra cui quello di Napoli, portando i gonfaloni delle proprie città e aderendo alla protesta. Più volte, insieme, i sindaci hanno alternato un canto corale sulle note di 'Bella ciao' allo slogan 'Acqua libera'. Dietro un mappamondo gigante, con un rubinetto che spuntava dal globo, molti manifestanti hanno disegnata sul volto una goccia: una sorta di lacrima contro la privatizzazione dell'acqua. Altri hanno sfilato con damigiane contrassegnate da codici a barre.

Tanti gli slogan contro il decreto Ronchi "che prevede la cessazione delle società pubbliche per la gestione del servizio idrico entro la fine del 2011" e la diminuzione della quota di partecipazione pubblica, che passerà dall'attuale 51% al 30% entro il 2015". In piazza Navona è stata anche lanciata la campagna referendaria che partirà da aprile: tre referendum abrogativi che puntano a spianare la strada alla ripubblicizzazione dell'acqua e all'approvazione di una legge di iniziativa popolare, già consegnata in Parlamento nel 2007. Al corteo, cui hanno aderito tra gli altri Rifondazione comunista, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà e Verdi, non sono mancate polemiche nei confronti della manifestazione del Pdl, che si svolgeva contemporaneamente dalla parte opposta della capitale. "Qui ci sono i cittadini che protestano per un problema reale del Paese - ha detto Stefano Pedica dell'Idv - mentre chi é andato a piazza San Giovanni ascolterà di tutto tranne che i problemi reali dell'Italia". Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, ha invece commentato l'assenza del Pd dal corteo 'pro acqua pubblica', spiegando che "abbiamo un governo fascistoide e un'opposizione parlamentare liberale. In Parlamento manca la sinistra che è oggi in piazza".

Svizzera,diocesi esamina casi pedofilia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2010

2.50 Si allarga in Svizzera lo scandalo su sospetti preti pedofili dopo le recenti confessioni di un religioso a Svitto. La diocesi di Coira sta esaminando una decina di casi di sospetti abusi sessuali che riguardano i cantoni di Zurigo, Grigioni e Svitto. La diocesi ha ricevuto segnalazioni da vittime e parenti di vittime. Nessuno di questi casi riguarda il prete che nei giorni scorsi ha confessato di aver abusato sessualmente di minori in Germania e Austria negli anni '70.

Papa: preti pedofili riponderanno a Dio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2010

Lettera del papa ai cattolici d'Irlanda. 'La Chiesa non ha dato una risposta adeguata'

CITTA' DEL VATICANO - Alle vittime esprime "vergogna e rimorso", ai vescovi rimprovera di "aver mancato, a volte gravemente" tenendo nascosti gli abusi. Ai fedeli d'Irlanda raccomanda preghiere e uno sforzo congiunto per "rinnovare" la Chiesa e "raddrizzare gli errori del passatò. Ai colpevoli impartisce un preciso ordine: "Dovete rispondere di ciò che avete fatto davanti a Dio onnipotente, come davanti a tribunali debitamente costituiti". Preceduta da una trepida attesa durata oltre tre mesi, durante i quali il vaso di Pandora degli abusi sui minori scoperchiato da due commissioni irlandesi sembra aver riversato i suoi mali nell'Europa continentale, la Lettera del Papa ai cattolici d'Irlanda è stata pubblicata oggi con un eccezionale sforzo mediatico. Twitter, Youtube, i principali siti del mondo ne hanno diffuso in poche ore i contenuti 'urbi et orbi'. Una Lettera "senza precedenti per il suo coraggio", secondo la definizione del direttore dell'Osservatore Romano, una diagnosi "lucida e severa" della situazione di una Chiesa, quella irlandese, ferita essa stessa da errori ed orrori passati. Anche se alcune associazioni di vittime si sono dette "deluse" per quello che definiscono un "mero richiamo al rispetto del diritto canonico" che, a loro giudizio, "non riconosce che la responsabilità dell'insabbiamento della verità è di un meccanismo che arriva fino ai vertici del Vaticano".

Il Papa non può sempre parlare di tutto, ha risposto il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, a una domanda sugli interrogativi rimasti aperti, sottolineando che la Lettera è solo "una tappa di un lungo cammino". Del resto il documento rappresenta indiscutibilmente una svolta e indica una linea di condotta pensata, sì, per gli irlandesi, ma "che ognuno può utilizzare anche per se". Propone poi una "attenta analisi" delle cause della crisi irlandese, alcune di carattere locale, quali l'eccessiva preoccupazione di difendere "il buon nome della Chiesa" e una "inadeguata" selezione dei sacerdoti. Altre di respiro più ampio, come la "secolarizzazione della società" e un Concilio Vaticano II "a volte frainteso". Una situazione particolare, quella degli abusi in Irlanda, con due scottanti rapporti giudiziari a denunciare migliaia di episodi di abusi sessuali e maltrattamenti avvenuti lungo vari decenni, ma anche proprio la mancata applicazione delle norme canoniche. Norme che - è stato più volte spiegato in queste settimane - non sono alternative al ricorso alla giustizia civile, ma un percorso parallelo, in grado di infliggere a sua volta severe punizioni, almeno per un prete. Che però - afferma il Papa nella lettera - può sempre contare "sulla misericordia di Dio", pronto a "perdonare persino il più grave dei peccati" a chi sia pronto ad un "pentimento sincero".

Ai fedeli d'Irlanda papa Ratzinger, coerente - sottolinea l'Osservatore Romano - con il suo richiamo del 2005 a spazzare via la "sporcizia" dalla Chiesa, propone un cammino di "guarigione, di rinnovamento e di riparazione", mettendosi dalla parte dei fedeli "profondamente turbati" dagli scandali, e delle vittime che "hanno sofferto tremendamente", non sono state ascoltate, non potevano fuggire. Fedele all'insegnamento cristiano, Benedetto XVI chiede loro, però, "di non perdere la speranza", né la fede, avvicinando a Cristo e ad una "Chiesa purificata dalla penitenza e rinnovata nella carità pastorale". Una purificazione che passerà da un esame di coscienza, un'ammissione di colpa, la consegna alla giustizia civile, con la quale anche i vertici della Chiesa sono chiamati a cooperare. Ma anche dalla preghiera, perché tutto, secondo il Papa, deve cominciare da una purificazione interiore. In Irlanda, perciò - ha deciso il Papa - le penitenze del Venerdì santo dureranno un intero anno, fino alla Pasqua del 2011. Digiuni e opere di misericordia serviranno - ha detto, offrendo anche una sua preghiera per la Chiesa in Irlanda - a "ottenere la grazia della guarigione e del rinnovamento".

DECENNI ABUSI CON OMERTA' CAPI CHIESA - Decenni di abusi - sessuali e non solo - su minori, con l'omertà dei vertici ecclesiastici: è lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto la Chiesa in Irlanda, minandone la credibilità e rivelandone - come affermò un mese fa lo stesso Vaticano in una nota dopo il vertice con i vescovi irlandesi - il "fallimento" sul piano morale.

La crisi irlandese ricorda per molti versi quella che ha colpito la Chiesa cattolica statunitense, con due aggravanti: il coinvolgimento pervicace, in una struttura di copertura e di silenzi sui propri sacerdoti pervertiti, da parte dei responsabili diocesani e la durata delle violenze sui minori, una pratica consolidata dagli anni Trenta.

Due rapporti governativi, il Ryan Report e il Murphy Report (dal cognome dei due presidenti delle commissioni d'inchiesta) hanno rivelato - a partire dal 2009 - le dimensioni dello scandalo, davanti ad un'opinione pubblica incredula e sdegnata. Mentre il rapporto Ryan ha raccolto oltre 2500 testimonianze di violenze e abusi su minori nelle scuole, nei seminari, nelle parrocchie cattoliche tra il 1930 e la fine degli anni Settanta, il rapporto Murphy ha puntato lo zoom sulla diocesi di Dublino, inquadrata dal 1975 al 2004. Con risultati sconcertanti: davanti alle denunce di abusi presentate dalle vittime o dalle loro famiglie, i vertici della Chiesa cattolica, anziché intervenire contro i colpevoli, hanno alzato un muro di silenzio, preoccupati solo di proteggere la reputazione dell'istituzione ecclesiale e di evitare i risarcimenti. Quattro ex arcivescovi di Dublino, insieme ai loro ausiliari e sacerdoti di fiducia sono accusati, nel rapporto Murphy, di aver coperto gli abusi. Tra di loro uno è ancora in vita, il cardinale Desmond Connell, ora in pensione, che ha lasciato il suo posto all'attuale responsabile della diocesi, mons. Diarmuid Martin. Alcuni ex ausiliari considerati "omertosi" sono diventati intanto vescovi: mons. Donald Murray, vescovo di Limerick, Jim Moriarty, vescovo di Kildare, e i due attuali ausiliari della capitale irlandese, mons. Raymond Field e mons. Eamonn Walsh. Tutti e quattro, sotto la forte pressione popolare, hanno presentato le loro dimissioni, ma finora sono state accettate solo quelle di mons. Murray. Un altro presule, mons. Martin Drennan, vescovo di Galway, anche lui accusato dal rapporto Murphy, si è rifiutato finora di rassegnare le dimissioni. Nella Chiesa irlandese vi è forte tensione, tra chi, come l'attuale arcivescovo di Dublino, mons. Martin, vorrebbe una riforma radicale nella struttura ecclesiastica, per fare piazza pulita di tutti gli errori e i colpevoli del passato e chi invece cerca ancora di salvare le apparenze. Nel vertice in Vaticano, il Papa ha chiesto ai presuli d'Irlanda "coraggio" nell'affrontare e risolvere la crisi, ma anche "unità".

Lo scandalo, poi, negli ultimi giorni ha toccato anche il primate della Chiesa irlandese, card. Sean Brady, che ha ammesso, chiedendo perdono ed esprimendo la sua "vergogna", che non avvertì la polizia dei comportamenti di un sacerdote pedofilo recidivo a metà anni Settanta. Brady, parlando nella cattedrale di Armagh nel giorno di San Patrizio, ha anche detto che "rifletterà" sul suo futuro.

Sindaco del trevigiano vieta burqa, spaventa i bambini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2010

Accade a Cordognè, nel trevigiano. Per l'opposizione è propaganda elettorale

TREVISO - Il sindaco leghista di Codogné, piccolo Comune del trevigiano, ha firmato un'ordinanza che vieta il burqa in tutti i luoghi pubblici, scuole comprese, dove il velo potrebbe spaventare i bambini. E l'opposizione attacca: "E chi le ha mai viste a Codogné le donne col burqa? A una settimana dal voto per le regionali è solo propaganda elettorale".

L'ordinanza proibisce di indossare "qualsivoglia copricapo che renda difficoltoso il riconoscimento, in particolare burqa e niqab", anche perché il volto coperto o il velo potrebbero "ingenerare insicurezza tra i minori". Divieto esteso a tutti i luoghi privati aperti al pubblico, dunque anche bar, ristoranti e supermercati. "A chi è senza lavoro o in cassa integrazione di questi provvedimenti non interessa niente. Occupiamoci di argomenti seri",- polemizza sulla Tribuna di Treviso l'ex sindaco e attuale consigliere di opposizione Romolo Romano, che a Codogné donne in giro con il burqa non ne ha mai viste. "Qualche mese fa ne è stata vista una in un supermercato", gli replica oggi il sindaco Roberto Bet. Nel settembre scorso in un supermercato di Pieve di Soligo, distante una quindicina di chilometri da Codogné, una donna con il burqa che faceva la spesa insieme al marito suscitò le proteste di una cliente che al grido di "cacciatela" chiese l'intervento delle forze dell'ordine. Protesta che però non ebbe seguito: "Fare la spesa è un suo diritto - disse infatti il direttore del supermercato - Non siamo razzisti e non troviamo nulla di male se uno osserva le proprie tradizioni".

Raid aereo israeliano a Gaza, 11 feriti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 20/03/2010

0.00 Un raid aereo israeliano contro un aeroporto in disuso a Gaza ha provocato undici feriti,le cui condizioni non sono note. Lo riferiscono testimoni e fonti mediche palestinesi. Colpiti tre tunnel al confine con l'Egitto e un'officina di Gaza dove sono prodotti i razzi Qassam. Giovedì notte, nella rappresaglia per i cinque razzi Qassam lanciati contro Israele, uno dei quali ha ucciso un bracciante tailandese che lavorava in un kibbutz,gli aerei israeliani hanno provocato due feriti lievi.

Pdl in piazza a Roma. 'No a sinistra e a pm'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2010

Premier: per la democrazia e non essere spiati. Tre anni decisivi per 'rivoluzione liberale'

20 marzo, 23:18

Pdl in piazza a Roma. "No a sinistra e a pm"

(Di Milena Di Mauro)

Avrebbe potuto, Silvio Berlusconi, mettere altra benzina sul fuoco di fronte alla osannante piazza San Giovanni che si aspettava parole ulteriormente forti dal suo leader. Il premier ha ribadito invece ad una ad una, le cose dette dette nei passati giorni di campagna elettorale, senza ulteriormente alzare l'asticella dello scontro, ma senza neppure abbassarla.

Durissimo ma non nuovo l'attacco alla sinistra "ammanettata ad Antonio Di Pietro", che "non ha il senso dello Stato". Pesante, ma già sentita, l'accusa ai giudici di sinistra "che hanno dettato tempi e modi della campagna elettorale". Non inedita la richiesta di un "forte mandato per una vera rivoluzione liberale nei prossimi tre anni", con tanto di riforma presidenzialista, della giustizia, del fisco. La cosa più nuova è apparsa quindi l'esibito ottimo rapporto con Umberto Bossi, con il quale "l'alleanza terrà sempre, perché è un uomo di grande equilibrio, misura, lealtà. Uno come noi, del popolo, lontano dai salotti chic, con gli stessi valori e principi che abbiamo noi". Altro che 'competition' con la Lega: il messaggio del premier - che cavalca non a caso anche temi cari al Carroccio come la lotta all'immigrazione ed la velleità della sinistra di farne un nuovo bacino di voto - è che la lealtà in politica paga.

Tutti gli esponenti dell'ex An sono sul palco e Berlusconi li chiama "amici", ma a confronto con gli elogi a Bossi risalta il fatto che il Cavaliere neppure nomini il co-fondatore Gianfranco Fini, che dalla piazza si è tenuto distante per il suo ruolo istituzionale. Berlusconi lo dice subito: quella di San Giovanni è "una grande festa di libertà". "Siamo tantissimi - allunga lo sguardo sulla folla - uomini e donne che amano la libertà e vogliono restare liberi. La maggiore forza politica del paese, che oggi con compostezza manifesta, si prende la scena con determinazione ed orgoglio non per andare contro qualcuno o per accendere falò di invidia e di odio, ma per difendere "il diritto di voto e di non essere spiati". "Scendiamo raramente e con fatica in piazza - sottolinea il premier - ma quando ce vò ce vò...E questa volta è stato assolutamente necessario farlo".

L'amore vince sempre sull'odio, ribadisce Berlusconi prima di snocciolare la sua giaculatoria di accuse ai giudici e alla sinistra, che "é incapace di governare e sceglie avversari ancora peggiori, ammanettata com'é al giustizialista Di Pietro". Una sinistra che che, se dovesse vincere, "metterebbe la libertà rischio". Esattamente come nel '94 quando il Cavaliere decise di scendere in campo. Oggi Berlusconi chiama ad un'altra "scelta di campo". Il premier è duro anche con "quei magistrati politicizzati che portano avanti una giustizia ad orologeria e intercettazioni a tappeto per fare una politica contro di noi". "L'ultimo ridicolo atto" è l'inchiesta di Trani, ma prima c'era stato "il fango gettato addosso a Bertolaso, persona moralmente onesta che ha lavorato per il bene del paese". Dopo aver indicato l'obiettivo di "sconfiggere il cancro" nei prossimi tre anni di legislatura, il premier chiama quindi i 13 candidati governatori a recitare tutti insieme la 'promessa del buon governo'. "Vinceremo lo stesso nel Lazio", assicura il premier prima che lo raggiunga la doppia notizia del no del Consiglio di Stato alla riammissione delle liste Pdl e di quello della Regione al rinvio di quindici giorni delle elezioni chiesto da Sgarbi. Il premier lo apprende amareggiato, mentre nel cuore si sente contento della "straordinaria" piazza riunita a San Giovanni.

Domenica 21 Marzo 2010

Obama: riforma, poi limiti all'aborto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2010

Presidente incassa l'ok dei parlamentari democratici anti-abortisti. Stasera il voto alla Camera

NEW YORK - Grazie a un compromesso sull' aborto il sogno della riforma della sanità arriva in porto: dopo mesi di dibattito e polemiche, marce in avanti e battute di arresto, la Camera dei Rappresentanti Usa è arrivata oggi a votare una legge storica, sfuggita per oltre un secolo ai predecessori di Barack Obama, grazie al "sì" di un manipolo di deputati anti-abortisti che hanno strappato alla Casa Bianca un decreto in cui si ribadisce il bando all'uso di fondi pubblici per l'interruzione volontaria di gravidanza. La svolta è arrivata alle 16:00 di Washington, le 21:00 in Italia, dopo un paio d'ore di scontri verbali in aula e contestazioni fuori da Capitol Hill.

Un comunicato del direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Dan Pfeiffer, ha preceduto di pochi istanti l'annuncio di Bart Stupak, il deputato cattolico leader degli anti-abortisti della Camera, che si era spostato con i suoi alleati sul fronte del sì. L'accordo ha permesso di confermare l'ottimismo della Speaker della Camera, Nancy Pelosi, la madrina della legge quando tutto per Obama sembrava perduto. La Pelosi oggi è entrata in aula con in mano il "martello" usato nel 1965 dal collega Charles Dingell per sancire l'approvazione di Medicare, la mutua degli anziani, pronta a usarla al momento del voto. "Il presidente Roosevelt ha varato la Social Security; Lyndon Johnson, Medicare. Oggi Obama farà approvare la riforma della sanità", le ha fatto eco il capogruppo John Larson, sicuro di avere in tasca i 216 sì necessari per dare l'assicurazione a 32 milioni di americani che attualmente non l'hanno. Ma è un sì ad alto rischio, e che potrebbe costare il posto a molti democratici nelle elezioni di metà mandato di novembre.

I 'Blue Dogs' conservatori come Joe Tanner ne temono il costo, 940 miliardi di dollari in dieci anni, gli anti-abortisti come Stupak non volevano che i dollari del contribuente finissero per pagare interruzioni volontarie di gravidanza. "La riforma, per come è scritta, mantiene il bando, ma l'ordine esecutivo fornisce ulteriori salvaguardie per assicurare che lo status quo sia rispettato e che le restrizioni contro l'uso di fondi pubblici per l'aborto non siano aggirate", ha proclamato Pfeiffer. Aborto e spese federali erano i nodi che avevano frenato per mesi il cammino di una riforma che aiuterà le famiglie povere e middle class a comprare una mutua dai costi accessibili. La legge sulla sanità permetterà ai giovani fino a 26 anni di restare sotto la copertura assicurativa dei genitori e agli anziani a pagare le medicine senza interruzioni; garantirà una polizza ai malati cronici e a chi ha condizioni di salute preesistenti; impedirà infine alle mutue di scaricare chi si ammala.

Obama, che sulla riforma si gioca la presidenza, aveva atteso il voto attaccato al telefono per convincere gli ultimi indecisi. I sì, prima di quello di Stupak e del suo gruppo, erano arrivati con il contagocce: Dale Kildee, un collega del Michigan, aveva sdoganato il voto favorevole dopo aver parlato col parroco; lo hanno seguito a ruota i colleghi Brian Baird e Marcy Kaptur. Una vittoria annunciata, dunque, ma al cardiopalma e sul filo del rasoio al termine di un dibattito in cui Patrick Kennedy, deputato di Rhode Island, ha invocato la causa cara a suo padre Ted Kennedy. Il leader della maggioranza, Steny Hoyer, ha parlato di un "margine di pochissimi voti" mentre i repubblicani minacciavano l'uso di ogni arma parlamentare disponibile. "Aspettatevi una serata interessante", ha detto il deputato del Gop Mike Pence.

Ieri, poco prima della mezzanotte, la Commissione Procedure della Camera aveva stabilito le regole del gioco: un voto procedurale sull'agenda dei lavori, poi due ore di dibattito sulla legge del Senato e sul provvedimento di aggiustamento che tiene conto del testo della Camera (il testo elaborato proprio per permettere che l'iter della riforma continuasse), infine la coppia di votazioni sul testo del Senato e su quello di accompagnamento. Superato lo scoglio della Camera, il testo del Senato andrà alla firma di Obama, mentre la legge di accompagnamento passerà al Senato per essere votata a maggioranza semplice. Ci potrebbero volere giorni o settimane e il risultato non è scontato: se dovessero esserci emendamenti, quel testo tornerebbe alla Camera per un nuovo voto. Come dire che per Obama la battaglia per la riforma non è ancora finita.

Chiesa tedesca ammette. Abusi nascosti per anni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2010

L'arcivescovo di Friburgo Zollitsch svela che alcuni casi di pedofilia sono stati coperti

MONACO DI BAVIERA - Il 'mea culpa' di aver coperto e insabbiato lo scandalo dei preti pedofili alla fine è arrivato dal pulpito più alto della Chiesa cattolica tedesca: quello del presidente della Conferenza episcopale, Robert Zollitsch, in una domenica piovosa in cui un altro vescovo in prima linea, quello di Ratisbona, ha definito in sostanza 'nazista' la campagna mediatica che non sta risparmiando da sospetti di sottovalutazione neanche papa Benedetto XVI.

L'omelia più attesa oggi era quella del duomo di Monaco di Baviera, la regione meridionale patria del pontefice e crocevia di due dei casi più clamorosi emersi tra i circa 250 censiti a livello semi-ufficiale. Ma il circo dei media ha coperto gli inni sacri e le dense nuvole d'incenso che si alzavano nella cattedrale-simbolo della città (quella con le due cupole di ottone a forma di cipolla), attraverso il clamore di un'intervista ad un settimanale in cui Zollitsch ha ammesso che la Chiesa cattolica tedesca ha nascosto "per anni" i casi di abusi sessuali commessi da religiosi nei confronti di minori. "Sì, questo è successo - ha ammesso monsignor Zollitsch riferendosi agli episodi di abusi poi nascosti -. Da anni, tuttavia, seguiamo un corso opposto". La Chiesa, ha sostenuto, non è stata la sola a comportarsi in questo modo: gli abusi sessuali su minori "sono stati tenuti segreti nell'intera società per decenni". "Il fatto che abusi così numerosi abbiano avuto luogo anche nelle nostre istituzioni, mi fa vergognare e mi provoca enorme spavento. Ogni singolo caso oscura il volto di tutta la Chiesa", ha detto Zollitsch in un'ammissione che richiama quella fatta giorni fa dal capo-inquisitore sui casi di pedofilia in Germania, il giovane vescovo di Treviri Stephan Ackermann. Meno clamorosa in Germania, per via della tendenza a non calcare la mano sul tragico passato tedesco, è stata la predica in cui il vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller, ha accostato l'attuale copertura mediatica dello scandalo dei preti pedofilia alla persecuzione della Chiesa da parte del nazismo, "nemico del Cristianesimo" e dell'Umanità. Mueller ha denunciato una "campagna contro la Chiesa" che getta "fango" anche su un'istituzione come il coro delle voci bianche di Ratisbona, i celebri "Domspatzen" o "passerotti del duomo", nel cui nido sono stati accertati almeno due casi di abusi: uno di questi risale al periodo in cui il fratello maggiore del papa, mons. Georg Ratzinger, ne era storico direttore.

Diversi altri sono stati denunciati appunto sui media. Alla stazione di Monaco, tra i chioschi di salsicce e ciambelle salate, era già disponibile la versione cartacea di uno fra i più autorevoli di questi mezzi d'informazione tedeschi, il settimanale Der Spiegel, che cita l'esistenza di documenti e fornisce dettagli sul caso del prete pedofilo che papa Ratzinger - quando era arcivescovo - aveva accettato di far curare nella propria diocesi di Monaco di Baviera nel 1980 ma che poi era stato impiegato pericolosamente in attività pastorali a contatto con minori per dichiarata colpa del suo vicario, Gerhard Gruber.

In un sottotitolo, lo Spiegel sostiene che "proprio il papa, da arcivescovo di Monaco, non prese sul serio il problema di un violentatore di bambini". In sostanza, il settimanale pone la questione se Ratzinger abbia visto o meno una "nota" che il suo vice avrebbe fatto pervenire alla sua segreteria nel momento in cui consentì al sacerdote (il cosiddetto "padre H.") di tornare ad occuparsi anche di bambini finendo poi per abusare di alcuni di questi in maniera acclarata da un tribunale quando peraltro Ratzinger era già a Roma da Prefetto della Congregazione della fede.

Pakistan: drone Usa uccide otto ribelli

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2010

Attentato a Quetta, due morti e almeno 16 feriti

MIRANSHAH (PAKISTAN) - E' salito a otto militanti uccisi il bilancio dell'attacco di un drone Usa che oggi ha lanciato due missili contro un rifugio di ribelli nel Nord Waziristan, regione tribale del nord-ovest del Pakistan, presso il confine afghano. Lo hanno riferito funzionari dell'intelligence pachistana.

Gli Stati Uniti hanno intensificato i tentativi di colpire i capi ribelli nel Nord Waziristan dopo l'attentato suicida a una base fortificata americana oltre il confine afghano, nella provincia di Khost, in cui nello scorso dicembre sono rimasti uccisi sette agenti della Cia

Sempre oggi, un'esplosione di natura non precisata è avvenuta nella città pachistana di Quetta, non lontano dal confine con l'Afghanistan, causando la morte di almeno due persone ed il ferimento di molte altre. Lo riferisce GEO Tv. Secondo una prima ipotesi formulata dall'emittente, l'esplosivo era stato collocato sotto un'auto sulla Quwari Road. Oltre alle due vittime, i feriti sono almeno 16.

Neuroni 'rosa' o 'azzurri'? Gene decide sesso mente

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2010

Differenze strutturale e architettoniche del cervello maschile e femminile non c'entrano con l'intelligenza

ROMA - Il cervello è rosa o azzurro? E' un gene a deciderlo. Infatti è stato scoperto un gene chiave che aiuta a dare forma al 'sesso del cervello', determinando le differenze neurali caratteristiche dei due sessi. La scoperta, resa nota sulla rivista Nature Neuroscience da ricercatori delle Università di Glasgow e Oxford, è stata fatta sul moscerino della frutta ma il gene in questione, conosciuto come 'doublesex' (doppio sesso - dsx), è molto conservato in tutto il regno animale quindi potenzialmente importante anche per noi umani.

Gli esperti hanno scoperto che dsx, già noto perché importante nel dar forma ai tratti fisici maschili e a quelli femminili nel moscerino, nel cervello della femmina è fondamentale per lo sviluppo di un circuito completamente 'rosa', in quello del maschio aiuta un altro gene a formare i 'neuroni blu'. In precedenti studi, infatti, altri ricercatori avevano dimostrato che il gene 'fruitless' controlla i comportamenti sessuali del maschio del moscerino e che, se in una femmina viene attivato fruitless, questa inizia a comportarsi da maschio.

Si era dunque desunto che fruitless fosse fondamentale per lo sviluppo dell'identità maschile nel cervello, ma ora gli studiosi britannici, guidati da Stephen Goodwin, hanno dimostrato che fruitless e dsb lavorano insieme e che dsb è un gene chiave per decidere il sesso del cervello, colorando di rosa quello della moscerina e di azzurro quello del moscerino.

La scoperta completa le conoscenze che negli ultimi anni si sono accumulate sulle differenze strutturali e architettoniche del cervello maschile e femminile. In passato la mancanza di dati oggi resi oggettivi dalla diagnostica per immagini ha sollecitato un dibattito che spesso ha nutrito teorie sessiste. Oggi la scienza ha invece messo a fuoco come le differenze siano funzionali ma anche che questo non ha nulla a che vedere con l'intelligenza.

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