DEI RICCHI

2010 - Febbraio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/02/2010 * 09/02/2010 * 10/02/2010 * 11/02/2010 * 12/02/2010 * 13/02/2010 * 14/02/2010 *

Lunedì 8 Febbraio 2010

Serve una legge bipartisan per i malati in stato vegetativo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/02/2010

Il ministro della Salute a Rainews24

Roma, 08-02-2010

Pensare a una legge bipartisan, frutto di un accordo fra maggioranza e opposizione, con l'obiettivo di "mettere a sistema le Unita' per l'assistenza ai pazienti in stato vegetativo persistente". E' l'auspicio del ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenuto oggi alla trasmissione di Rai News 24 'Il caffe' di Corradino Mineo', insieme al senatore Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta

sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale.

Invitato a un commento su temi bioetici, alla vigilia del primo anniversario della morte di Eluana Englaro, il ministro pone l'accento sul problema dell'assistenza ai pazienti che vivono nelle stesse condizioni della donna di Lecco morta per la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali, dopo 17 anni di stato vegetativo permanente. "Abbiamo di fatto il problema dei pazienti in stato vegetativo persistente, che sono circa 2.800 nel nostro Paese - sottolinea Fazio - Il nostro Governo, per la prima volta, nel 2009 ha finanziato negli obiettivi di piano e nei fondi vincolati del Fondo

sanitario nazionale delle speciali unita' di assistenza per questi pazienti, per cui le Regioni hanno gia' fatto nel 2009 progetti per 70 milioni di euro", ricorda.

E' la prima volta che questo avviene - ripete il ministro - e mi auguro, dice rivolgendosi al senatore-chirurgo Marino, "che questo possa diventare oggetto di una legge nazionale per cui, con accordo di maggioranza e opposizione, si possa pensare di mettere a sistema queste Unita' in modo che le famiglie non debbano piu' farsi carico del problema" dell'assistenza complessa a questi malati. "Noi siamo comunque a favore della vita - tiene a puntualizzare Fazio - ma mantenere la vita significa anche mantenerla come qualita' di vita, anche per i parenti degli ammalati. Questa e' una priorita' assoluta", assicura.

Secondo Marino, pero', "il punto e' davvero un altro". Infatti "in questo momento abbiamo in discussione alla Camera dei deputati una legge nel cui articolo 3 e' scritto che tutte le persone che si troveranno in stato vegetativo persistente saranno obbligatoriamente

sottoposte alla nutrizione e all'idratazione artificiali". Ma "c'e' una bella differenza fra chi sceglie una terapia e chi invece viene obbligato a quella terapia", evidenzia il senatore Pd. Una differenza sottolineata anche da "un giovanissimo Aldo Moro", all'epoca "aveva 29 anni, quando ha voluto aggiungere all'articolo 32 della Costituzione un secondo paragrafo, in cui si dice che nessuno puo' essere sottoposto a una cura contro la sua volonta'".

Per il senatore-medico bisogna "rianimare tutti, e poi decidere se e' importante o no proseguire le terapie". Sul temaconclude cosi' il ministro Fazio: "Non dimentichiamoci l'autonomia dei medici", dice, riaffermando "l'importanza di dare sempre e comunque grande autonomia al medico che e' il punto centrale di tutto l'atto sanitario".

Papa: anche Chiesa ha violato infanzia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2010

13.39 "La Chiesa lungo i secoli ha promosso la tutela e la dignità dei minori e si è presa cura di loro. Purtroppo, in diversi casi, alcuni dei suoi membri,hanno violato tali diritti". E' questa la forte dichiarazione di Benedetto XVI, all'Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia. La Chiesa -ha proseguito- condanna tutti gli abusi sui minori, anche quelli compiuti al suo interno, perseguendoli. La famiglia, unita e stabile, ha concluso, "è l'aiuto più grande che si possa offrire ai bambini".

Nucleare, Teheran 'pronta a cooperare'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2010

11.53 Il presidente iraniano Ahmadinejad che ieri ha ordinato l'avvio dell'arricchimento dell'uranio al 20%, afferma oggi che "Teheran è pronta a cooperare" con la comunità internazionale nel campo dell'arricchimento dell'uranio. Citato dalla tv di Stato, Ahmadinejad aggiunge che "l'occidente deve mettere fine alle sue politiche coloniali". Eventuali sanzioni "non serviranno a niente". Salehi,capo del piano atomico iraniano, precisa che la produzione di uranio che domani inizierà nell'impianto di Natanz sarà sospesa se si arriverà all'accordo

Al Qaeda lancia Jihad in Arabia Saudita

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2010

14.40 La cellula di Al Qaeda nello Yemen lancia una Jihad contro cristiani e ebrei nella penisola arabica. In un messaggio audio sul web,il numero due del gruppo terroristico nel Paese arabo,Al Shahri, afferma che Al Qaeda vuole prendere il controllo strategico del Golfo di Aden, chiedendo ai sostenitori di attaccare "interessi degli Usa e dei crociati". "Informiamo i nostri fratelli in Afghanistan che siamo ancora vivi",dice Shahri, dato per morto a gennaio dal governo yemenita dopo i raid aerei contro le basi dei terroristi nel Paese.

Crisi,2009 sfratti e ingiunzioni record

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2010

10.41 Il 2009 ha fatto registrare il record di sfratti e ingiunzioni,secondo un'indagine de Il sole 24 ore. La crisi economica ha portato banche, imprenditori, lavoratori e proprietari di case al ricorso all'avvocato per il recupero di denaro. L'aumento dei provvedimenti giudiziari investe tutto il Paese. Pignoramenti +18,9%,sfratti per morosità +14,6%,istanze di fallimento +23,5%. Incrementi che segnalano lo stato di difficoltà economica e che sovraccaricano la macchina giudiziaria, creando una situazione di difficile gestione.

Crisi economica,Obama:siamo alla svolta

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2010

5.30 La crisi economica negli Usa è al giro di boa secondo il presidente americano Barack Obama. "Stiamo vedendo il punto di svolta e l'economia ha ripreso a crescere", ha detto alla rete televisiva Cbs. Obama annuncia che il 25 febbraio terrà un summit bipartisan, in diretta tv, sulla riforma sanitaria."Voglio consultarmi strettamente con i colleghi repubblicani" e "voglio che mettano le loro idee sul tavolo. Voglio esaminare tutti assieme, sistematicamente, le migliori idee che sono a disposizione".

Ciancimino:dietro FI intesa Stato-mafia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2010

11.39 Pesanti rivelazioni di Massimo Ciancimino al processo Mori. Il figlio dell'ex sindaco di Palermo ha detto in aula di avere saputo dal padre che "Forza Italia era frutto della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia". Ciancimino jr. ha spiegato un pizzino, a suo dire inviato a Berlusconi e Dell' Utri in cui Provenzano paventa un "triste evento" forse contro il figlio di Berlusconi. Il boss "voleva richiamare Forza Italia,nato grazie alla trattativa,a non scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell'accordo".

Ghedini: parole Ciancimino inverosimili

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2010

13.53 "Sembra che si voglia delegittimare proprio il governo Berlusconi che sta conducendo la più severa e forte offensiva del dopo guerra contro la mafia. Ciancimino dovrà rispondere di fronte all'autorità giudiziaria anche di tali diffamazioni". Lo dichiara Ghedini, deputato PdL e avvocato del premier. "Le dichiarazioni di Ciancimino - prosegue - non sono soltanto destituite di ogni fondamento, ma sono anche totalmente inverosimili e prive di ogni dignità logica. Spiace che qualcuno possa dargli anche un minimo credito".

Energia pulita, 2,3 trilioni dlr investimenti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/12/2010

I nuovi scenari in occasione del summit di Cancun

E' boom per il potenziale economico generato dall'energia pulita Con politiche più forti in 10 anni si prevede un investimento di 2,3 trilioni di dollari fornendo ai Paesi grandi opportunità per competere su investimenti, lavoro e mercati internazionali. Questa la fotografia scattata dal rapporto del Pew Charitable Trusts, organizzazione non governativa, che, in occasione del summit Onu sui cambiamenti climatici in corso a Cancun, in Messico, ha analizzato scenari di sviluppo dinamico di energia elettrica da fonti rinnovabili per i prossimi dieci anni. In tutti gli scenari gli investimenti nell'energia pulita si spostano verso l'Asia, sospinti dalla consistente crescita in India e in Cina. "Tuttavia, tutti i Paesi - dice il rapporto - possono trarre profitto dall'adozione di politiche forti di energia pulita".

Per quanto riguarda l'Europa il settore potrebbe attrarre 705 miliardi di dollari entro il 2020. Con le attuali politiche, invece, mette in evidenza il rapporto, gli investimenti complessivi raggiungerebbero nel prossimo decennio solo 1.7 trilioni di dollari. In altre parole, politiche forti produrrebbero un valore supplementare di investimenti pari a 546 miliardi di dollari. "Il messaggio di questo rapporto è chiaro: i Paesi che vogliono ottimizzare gli investimenti, stimolare la creazione di posti di lavoro, dare vigore alla produzione e cogliere le opportunità per l'esportazione dovrebbero rafforzare le politiche di energia pulita," ha dichiarato Phyllis Cuttino, direttore del Programma sull'Energia e sul Clima del Pew.

Wikileaks, Sydney accusa: colpa degli Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/12/2010

Australia: 'signor Assange' non è responsabile Stati Uniti e Svezia valutano la sua consegna

BRISBANE - Il governo australiano, accusa gli Stati Uniti di essere responsabili della fuga di notizie di Wikileaks, e non "il signor Assange". "I responsabili sono gli Stati Uniti", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Kevin Rudd.

La fuga di notizie solleva questioni sull'adeguatezza della sicurezza Usa sui cablogrammi, ha detto Rudd. "Il signor Assange non è responsabile della diffusione non autorizzata di 250 mila documenti dalla rete Usa di comunicazioni diplomatiche. I responsabili sono gli Stati Uniti", ha aggiunto. Il ministro degli esteri australiano ha assicurato che qualsiasi azione legale intrapresa in Australia contro Assange non sarà guidata da motivazioni politiche. "Siamo una nazione fondata sulla legge e come tale dobbiamo aspettare i rapporti della polizia federale australiana...le decisioni saranno prese dai tribunali australiani.. Queste sono decisioni legali e giudiziarie, non politiche, e così dovrebbe essere in qualsiasi altro Paese".

USA E SVEZIA VALUTANO CONSEGNA - Con Julian Assange in prigione, discussioni informali sono cominciate tra Stati Uniti e Svezia sulla possibilità di consegnare il fondatore di Wikileaks alla giustizia americana. Lo scrive il quotidiano Independent citando fonti diplomatiche. Assange, ricercato dalla magistratura svedese per reati sessuali, ieri si è consegnato a Scotland Yard ed è detenuto in un carcere di Londra dopo che la magistratura britannica gli ha rifiutato la libertà su cauzione. Ieri il suo avvocato, Mark Stephens, aveva prospettato il rischio di "forze occulte in azione" nel caso in cui il suo cliente sia estradato in Svezia e evocato il ruolo avuto dalla Svezia nelle "rendition" e nei voli della Cia per i sospetti terroristi. Negli Stati Uniti il ministero della Giustizia sta valutando se incriminare Assange per spionaggio dopo la pubblicazione dei documenti riservati del Dipartimento di Stato.

FOLLA DAVANTI CASA FIGLIO ASSANGE A MELBOURNE - La polizia di Melbourne ha allontanato una folla che si era raccolta davanti a una casa dove si crede abiti Daniel Assange, figlio ventenne del fondatore di Wikileaks Julian, e la tiene sotto sorveglianza. Daniel Assange, designer di software e studente universitario, ha ricevuto minacce di morte negli ultimi giorni e una dei legali britannici che difendono il padre ha chiesto alle autorità australiane di indagare su queste minacce. Daniel Assange aveva recentemente difeso il padre nel suo blog: "Ho molto rispetto per mio padre e per la sua causa, e queste ridicole e maldestre accuse di abusi sessuali servono solo a distrarre dall'impressionante audacia di ciò che ha fatto". E sull'operato del padre sostiene che "considerarlo un ladro di notizie quando in realtà ha fatto un lavoro da giornalista, non crea solo confusioni morali ma è pericoloso in generale per tutti i giornalisti" Secondo la stampa australiana Daniel, che negli ultimi tre anni ha avuto contatti solo minimi con il padre, è nato da una madre di 16 anni mai identificata pubblicamente, quando Julian Assange ne aveva 19. E ha vissuto a lungo con la nonna materna Christine, che ora vive in Queensland dove gestisce un teatro di burattini.

In un messaggio a mezzo Twitter, Daniel Assange ha prontamente fatto sapere che non abita più da anni nella casa nel sobborgo di Carlton a Melbourne, dove oggi si era raccolta una folla, poi allontanata dalla polizia. L'indirizzo è inoltre differente da quello dichiarato dal padre Julian quando è comparso davanti ad un tribunale di Londra, riferisce la radio australiana Abc.

Azioni legali a favore di WikiLeaks

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/12/2010

17.16 Nella guerra tra WikiLeaks e le piattaforme sulle quali si regge la vita del sito di Julian Assange, è entrato anche Datacell. Il sito svizzero-islandese, che canalizza le donazioni per WikiLeaks con carte di credito e bonifici bancari, annuncia "immediate" azioni legali contro Visa e Mastercard che rifiutano dedenaro a favore del sito "spia". Hacker a difesa di Assange hanno attaccato i siti di Mastercard, una banca svizzera e la Procura svedese.

Anna, accusatrice di Assange, 'spia della Cia'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/12/2010

Le tracce della donna portano a Cuba

Anna Ardin, una delle due donne svedesi le cui accuse sono alla base dell'arresto di Julian Assange, sarebbe una spia.

Le 'tracce' della sua attivita' sono emerse in America Latina, all'Avana in particolare dove viene associata a dissidenti e addirittura alla Cia, scrive tra gli altri il quotidiano Granma. "Anna la cubana" la chiama l'organo di stampa del Partito Comunista cubano: "Dietro lo scandalo sessuale che punta a screditare Assange c'e' una collaboratrice" della Cia, "e' nota per i suoi articoli al vetriolo su siti web finanziati dall'Usaid (l'agenzia Usa di aiuti all'estero ndr)".

E intanto la tv dell'Avana promette altre rivelazioni sul suo conto in uno dei programmi tra i piu' seguiti che sara' dedicato interamente a Wikileaks.

Il quotidiano Miami Herald mette in evidenza i rapporti della Ardin con i dissidenti cubani, "ha visitato Cuba in quattro occasioni quale rappresentante dei socialdemocratici svedesi", scrive, poi cita Manuel Cuesta Morua, uno dei piu' noti dissidenti dell'Avana, leader del gruppo 'Arco Progresista', di tendenza socialdemocratica, il quale - precisa il quotidiano - "ha detto di aver sentito che la Ardin fosse nata a Cuba, senza aver mai avuto conferme al riguardo dalla stessa Ardin".

Secondo altri siti online la donna sarebbe in contatto con l'esule cubano a Miami Carlos Alberto Montaner e con le 'Damas de blanco', il gruppo delle mogli e familiari dei prigionieri politici cubani. E inoltre "sarebbe vincolata a gruppi finanziati dagli Usa contro Fidel Castro e a gruppi anticomunisti".

Di certo si sa che Anna Ardin proprio su Cuba ha scritto la sua tesi per il Master conseguito presso l'Universita' di Uppsala, in particolare sul 'sistema multipartitico cubano'.

Martedì 9 Febbraio 2010

Eluana, un anno dopo Il dolore del premier

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2010

Rammarico per non avere evitato la morte'

ROMA - "Vorrei ricordarla e condividere il rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte". E' il messaggio che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fatto pervenire alle suore misericordine della clinica Beato Luigi Talamoni, dove Eluana Englaro restò ricoverata per 14 anni, ad un anno dalla sua morte. Il messaggio é stato portato alle suore dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi che oggi è stato in visita alla clinica lecchese.Questo è il testo del messaggio: "Carissime sorelle, è trascorso ormai un anno dalla scomparsa di Eluana Englaro. Vorrei ricordarla con voi e condividere il rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte". "Vorrei soprattutto ringraziare tutte voi per la discreta e tenace testimonianza di bene e di amore che avete dato in questi anni - continua il messaggio -, i gesti di cura che avete avuto per Eluana e per tutte le persone che assistete lontano dai riflettori e dal clamore in cui invece sono immerse le nostre giornate, sono un segno di carità, un esempio da seguire per me e per tutti noi che abbiamo la responsabilità di governare il nostro amato Paese". "Vi prego di pregare per l'Italia - conclude il messaggio del presidente Berlusconi - perché ritrovi pace e serenità nella vita pubblica e in quella privata di ciascuno di noi, cordialmente Silvio Berlusconi".

BEPPINO, UN ANNO DOPO MIA BATTAGLIA NON E' FINITA - Eluana un anno dopo "é come un anno fa, come diciotto anni fa: un simbolo pulito della libertà individuale". Lo scrive in una lettera a Repubblica il padre della ragazza, Beppino Englaro che a un anno dalla morte della figlia continua la sua battaglia convinto che "il miglior modo per tutelare la vita in tutte le situazioni sia affidarne le decisioni a chi la vive". Mentre Eluana moriva, ricorda, "c'era un giudicato" della Corte di Cassazione e "una corsa" della politica "che voleva sovvertirlo". Ma dopo un anno, sottolinea "la legge non c'é". Dov'é finita, si chiede Englaro "quella forza d'urto lanciata contro una ragazza che moriva?". La legge "così come viene formulata - secondo Englaro - non tiene e non terrà". Anche perché i cittadini "vogliono essere messi in grado di prendersi le loro responsabilità, non essere trattati come se non fossero responsabili delle loro scelte di coscienza". Sul quotidiano parla anche l'anestesista che ha assistito Eluana nella casa di cura 'La Quiete', Amato De Monte, che racconta come gli sia "cambiata la vita". Due mesi "sotto scorta", con quell'indagine e "quell'accusa" (di omicidio, poi archiviata, ndr) che proprio non gli è "andata giù per aver fatto una cosa che era 'passata in Cassazione'". Nonostante tutto però, conclude, "ero e resto convinto, come medico, che in quella stanza ho assistito a un processo di morte naturale".

MINISTRO SACCONI IN VISITA A SUORE LECCO - Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi è in visita alla casa di cura di Lecco Beato Luigi Talamoni, dove Eluana Englaro, la donna morta il 9 febbraio 2009 dopo essere rimasta in stato vegetativo per oltre 17 anni, rimase ricoverata per più di un decennio. La casa di cura è gestita dalle suore Misericordine, la cui superiora Suor Aldina Corti ha ricevuto il ministro. Ad attenderlo anche l'assessore regionale Boscagli. All'istituto Beato Luigi Talamoni, Eluana venne a metà degli anni Novanta in stato vegetativo permanente, a causa delle lesioni riportate in un incidente stradale nel 1992. Da quel momento le suore Misericordine si occuparono di lei, fino a quando un anno fa, dopo una lunga battaglia, il padre Beppino Englaro ottenne che venisse interrotta l'alimentazione e l'idratazione artificiale. All'inizio di febbraio del 2009 Eluana venne portata in ambulanza nella clinica 'La Quiete' di Udine, dove morì una settimana dopo, il 9 febbraio all'età di 37 anni. Nella clinica Beato Luigi Talamoni, la giovane donna, che viveva a Lecco, era nata.

A PALUZZA MESSA IN RICORDO - Una santa messa è stata officiata questa mattina, nel duomo di Paluzza (Udine), per ricordare Eluana Englaro a un anno esatto dalla morte avvenuta nella casa di riposo 'La Quiete' di Udine. Il rito - voluto espressamente dallo zio di Eluana, Armando Englaro - è stato celebrato da don Tarcisio Puntel, parroco di Paluzza, che aveva anche officiato il rito funebre per Eluana il 9 febbraio 2009. Alla funzione religiosa hanno assistito circa cinquanta fedeli con in testa lo zio e un cugino di Eluana. Il papà Beppino Englaro non ha preso parte al rito. Don Puntel non ha fatto l'omelia. "Non vogliamo altro clamore - ha spiegato - perché spesso le parole vengono travisate. Abbiamo optato per un rito intimistico, come si fa nei giorni feriali. E' anche il nostro carattere". Significativo il passo del Vangelo scelto da don Puntel: 'Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi, vi daro' ristoro".

VATICANO, CUSTODIRE VITA ANCHE SE C'E' COMA

CITTA' DEL VATICANO - "La vita è sacra dal concepimento al tramonto naturale" e "va custodita fino alla fine anche nei casi di coma lungo e profondo". Lo afferma all'ANSA mons. Zygmunt Zimowski, presidente del pontificio consiglio per gli Operatori sanitari, interpellato ad un anno di distanza dalla morte di Eluana Englaro. "Dobbiamo forse fare anche uno studio su questa vicenda - osserva il 'ministro' della Salute vaticano a proposito della donna che ha vissuto per 17 anni in stato vegetativo permanente - perché ci sono purtroppo tanti incidenti stradali e in conseguenza di questi, sono molti i giovani che vivono a lungo in questo coma profondo. Noi dobbiamo aiutare fino alla fine queste persone". Alla domanda se si stia affermando nella società italiana una cultura della morte, mons. Zimowski replica: "Io direi che dobbiamo sensibilizzare anche i medici nei confronti dei nostri fratelli e sorelle che sono nel dolore e nella sofferenza e dobbiamo imparare, soprattutto, che loro devono accettare la loro sofferenza". "Noi cristiani - aggiunge il presidente del pontificio consiglio per la Pastorale degli Operatori sanitari -uniamo le nostre sofferenze alla sofferenza del Signore, a Gesù Cristo che è morto per noi, per la nostra salvezza.

Netanyahu: sanzioni paralizzanti a Iran

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/02/2010

14.49 Il premier israeliano Netanyahu ha chiesto che vengano subito imposte "sanzioni paralizzanti" all'Iran per il suo programma nucleare. "L'Iran sta accelerando per produrre armi nucleari in una chiara sfida alla comunità internazionale e la comunità internazionale deve decidere se fa sul serio per contrastare questa minaccia a Israele, alla regione e al mondo", ha aggiunto. "Servono non sanzioni annacquate ma paralizzanti da applicare subito".

Iran protestò per frasi Berlusconi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/02/2010

19.09 L'ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Brandanini, è stato convocato due giorni fa dal governo iraniano, che ha protestato per "le parole del presidente del Consiglio in Israele". Lo conferma il ministro degli Esteri, Franco Frattini. "Noi - spiega il capo della Farnesina ci siamo limitati a dire che quelle sono frasi in cui tutta l'Italia crede profondamente; la garanzia della sicurezza dell'esistenza di Israele è un principio assolutamente indiscutibile".

Tv Teheran: 'Frattini offende iraniani'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/02/2010

19.26 Cresce ancora la tensione tra Iran e Italia, dopo il tentato assalto all'ambasciata a Teheran. La tv di Stato iraniana contesta la versione dei fatti data dal ministro Frattini: a radunarsi davanti alla sede diplomatica non sono stati paramilitari basiji ma studenti che chiedevano di frenare le "ingerenze estere" nel Paese Accusando i basiji, Frattini ha,secondo l'emittente,"mancato di rispetto al più importante corpo di difesa popolare" e "offeso tutti i cittadini iraniani".

Inchiesta su traffico illecito di rifiuti, indagato Steno Marcegaglia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2010

E' il padre della presidente di Confindustria, Emma

FIRENZE - Hanno 'ripulito' rifiuti speciali e pericolosi con false certificazioni sversandoli in discariche e siti non attrezzati in mezza Italia. Tra i clienti avevano nomi grossi: Lucchini, Marcegaglia, Procter & Gamble. In due diverse operazioni condotte dai carabinieri del Noe, i militari sono risaliti a due società, autonome l'una dall'altra, che muovevano i fili: una con sede a Scarlino (Grosseto), l'altra nella zona industriale di Lanciano (Chieti). Complessivamente sono state arrestate 23 persone. Altre 61 sono indagate, tra cui il patron del gruppo Marcegaglia, Steno in quanto presidente del gruppo.

Tra le accuse agli arrestati c'é anche l'associazione per delinquere. Il sistema era lo stesso: attraverso l'illecita miscelazione dei rifiuti, simulando operazioni di selezione, trattamento e recupero con la falsificazione dei documenti analitici e di trasporto, per anni sarebbero stati illecitamente smaltiti rifiuti in siti gestiti da titolari compiacenti. In Toscana, l'operazione (denominata 'Golden Rubbish', immondizia d'oro) ha portato a 15 arresti. Tutto è partito indagando su un incidente sul lavoro in cui, a Scarlino, il 26 giugno 2009, morì un operaio e un altro rimase gravemente ustionato. L'incidente avvenne nell'impianto dell'Agrideco, una società di intermediazione. A Scarlino l'impianto era autorizzato per il trattamento di rifiuti non pericolosi ma dall'indagine è emerso che la società nel proprio impianto gestiva illecitamente anche rifiuti pericolosi, tra i quali grossi quantitativi di bombolette spray che risultarono rifiuti della Procter & Gamble.

L'incidente avvenne a causa della triturazione non corretta di circa 100 tonnellate di bombolette che provocò la fuoriuscita dei gas e una forte deflagrazione. Indagando sull'Agrideco i militari del Noe sono risaliti ai suoi clienti e in particolare alla Lucchini e al gruppo Marcegaglia per conto dei quali smaltiva rifiuti di vario genere. Il loro sistema permetteva di smaltire fino a 500 mila tonnellate di rifiuti l'anno. Per i maremmani, il giro d'affari era di 30 milioni di euro l'anno. Sei degli arrestati e finiti in carcere sono i vertici dell'Agrideco tra cui il presidente del cda Stefano Rosi e il suo vice Luca Tronconi.

Dovranno rispondere anche di omicidio colposo per la morte dell'operaio a Scarlino. Gli altri arrestati, tutti ai domiciliari, sono quattro riconducibili al gruppo Marcegaglia tra cui l'ex direttore di un'industria siderurgica di Ravenna, Mauro Bragagni, tre della Lucchini tra cui il direttore dello stabilimento siderugico di Servola, Francesco Rosato, due responsabili di un sito di smaltimento finale di Sativa di Sardagna a Trento e un tecnico di un laboratorio di Bergamo. Per il gruppo Marcegaglia, in particolare, l'Agrideco smaltiva terriccio industriale contaminato, secondo le accuse, da mercurio proveniente dallo stabilimento di Ravenna attraverso false certificazioni realizzate in un laboratorio di Mantova, il Made Hse, appartenente allo stesso gruppo Marcegaglia. Il laboratorio è stato posto sotto sequestro. Per gestire il sistema di trasporto dei rifiuti, alcuni dei quali scaricati anche in un sito nel paese di Arrigo Sacchi, Fusignano, l'Agrideco si serviva di una serie di ditte campane che mettevano a disposizione fino a 800 grossi camion capaci di trasportare fino a 100 tonnellate al giorno in due viaggi.

In Abruzzo l'operazione è stata denominata 'Spiderman'. Otto le persone arrestate. Fulcro delle attività illecite era un impianto di stoccaggio e selezione rifiuti operante nella zona industriale di Lanciano, regolarmente autorizzato alla gestione rifiuti dove, dichiarando che i rifiuti da loro gestiti e trattati provenivano da attività di selezione automatica, tecnologia di cui la ditta non dispone, ottenevano un forte sconto sull'applicazione dell'ecotassa regionale, per 500.000 euro circa. In Abruzzo è stata inoltre riscontrata la complicità di appartenenti alla polizia provinciale che rilasciavano attestazioni di comodo. Il traffico accertato è stato stimato in circa 80.000 tonnellate nei soli conferimenti verso le due discariche, con un lucro per l'organizzazione non inferiore ai tre milioni di euro. Elogio per l'operazione è stato espresso dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha sottolineato quanto ora sia "opportuno" il varo del sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, Sistri, "per combattere le ecomafie".

Caso Boffo: campagna contro il Pontefice

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2010

Nota della Santa Sede, attacchi ingiusti e ingiuriosi

CITTA' DEL VATICANO - .E' in corso ''una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice''. Lo afferma la Segreteria di Stato vaticana in una nota in cui smentisce le ricostruzioni di stampa sul coinvolgimento del direttore dell'Osservatore Romano nel caso Boffo

BOFFO: S.SEDE,NESSUN COINVOLGIMENTO DIRETTORE O.ROMANO

CITTA' DEL VATICANO - Le "notizie e ricostruzioni" apparse sulla stampa a proposito del coinvolgimento del direttore dell'Osservatore Romano Giovanni Maria Vian nel caso dell'ex direttore di Avvenire Dino Boffo "non hanno alcun fondamento". Lo dice un comunicato della sala stampa della Santa Sede.

Benedetto XVI "che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia". Lo afferma un comunicato della segreteria di stato diffuSo dalla sala stampa vaticana dopo le ricostruzioni giornalistiche sul caso Boffo. Il comunicato della Segreteria di Stato, diffuso dalla sala stampa vaticana, rompe il silenzio della Santa Sede sulla vicenda e ricorda che "dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano 'Avvenire', con l'evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de 'L'Osservatore Romanò, arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato".

Queste notizie e ricostruzioni - recita la nota - non hanno alcun fondamento. In particolare, viene aggiunto -, "é falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de 'L'Osservatore Romanò abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di 'Avvenire'; é falso che il direttore de 'L'Osservatore Romanò abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate". Secondo la Segreteria di Stato, "appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l'intento di attribuire al direttore de 'L'Osservatore Romanò, in modo gratuito e calunnioso, un'azione immotivata, irragionevole e malvagia". "Ciò - aggiunge il comunicato - sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice". "Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato - è la conclusione -, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia".

BOFFO: PAPA DEPLORA ATTACCHI INGIURIOSI E INGIUSTI

CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI ''che e' sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perche' chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perche' si affermino la verita' e la giustizia''. Lo afferma un comunicato della segreteria di stato diffuSo dalla sala stampa vaticana dopo le ricostruzioni giornalistiche sul caso Boffo.

Piombo fuso, sì a inchiesta Israele

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/02/2010

4.10 La presidente della Corte Suprema israeliana, Dorit Beinish, si è detta favorevole all'istituzione nello Stato ebraico di una commissione d'inchiesta sull'operazione "Piombo fuso" contro la Striscia di Gaza, come chiede l'Onu nel rapporto Goldstone. La commissione Goldstone accusa Israele e alcuni gruppi palestinesi di crimini di guerra e ipotizza una denuncia presso la Corte Penale Internazionale (Cpi) se lo Stato ebraico si rifiuterà di avviare un'inchiesta "credibile".

Complotto o errori politici, la Spagna affonda nei debiti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/02/2010

Preoccupa l'indebitamento privato

Madrid, 09-02-2010

E' la sintesi della "schizofrenia del Governo", denuncia El Mundo. Ieri il ministro dell'Economia Elena Salgado è volata a Londra per incontrare la direzione del Financial Times, molto critico nei giorni scorsi con il governo socialista, e convincere la City che della solidità dell'economia e delle misure di controllo del deficit annunciate da Zapatero. Ma nelle stesse ore a Madrid il ministro delle Infrastrutture José Blanco, numero 2 del Psoe di Zapatero, rilanciava la teoria del 'complotto' degli speculatori contro la Spagna, parlando di "manovre torbide".

Vedono che usciamo dalla crisi - ha detto - e vogliono continuare a fare ciò che vogliono: niente di ciò che sta accadendo, inclusi gli editoriali di alcuni organi di stampa stranieri, con i loro commenti apocalittici, è frutto del caso o innocente, ma risponde a interessi politici. Insomma, titola El Mundo, Salgado chiede aiuto a quelli che Blanco chiama speculatori: "Purtroppo per Zapatero - scrive il quotidiano conservatore - non è la mano invisibile dei mercati malvagi che ha portato al disastro ma la sua errata politica economica, che ha condotto la Spagna verso un debito pubblico e privato senza precedenti (...) La Spagna è il Paese Ue dove il debito pubblico è cresciuto più rapideamente negli ultimi 2 anni. Ed è l'unico Paese europeo da sette trimestri consecutivi in recessione".

Per Abc "il Governo evde una cospirazione nelle critiche alla sua gestione economica", e ora arriva il sostanziale congelamento dei salari, con l'accordo fra datori e di lavoro e sindacati per aumenti delle retribuzioni contentuti all'1% nei prossimi 3 anni. Molto critico con il premier Zapatero, a picco nei sondaggi, anche El Pais, tradizionalmente molto vicino al governo socialista: ""Tessere e disfare" è il titolo dell'editoriale di oggi, nel quale il quotidiano denuncia la retromarcia del Governo sulla riforma delle pensioni annunciata appena due settimane fa. Nessun complotto della stampa internazionale, scrive El Pais, per spiegare il comportamento degli investitori non serve un plot complesso: "il debito pubblico spagnolo perde credibilità ogni volta che un politico responsabile smentisce quello che aveva detto poco prima. E soffre quando si dice che il deficit tornerà al 3% del Pil entro 3 anni senza che il piano di austerità elimini uyna singola Direzione generale nella folta selva amministrativa". Quando alle denunce dell'opposizione, El Pais non salva neppure i Popolari: "Rajoy non dispone di una politica economica articolata ma solo di quattro idee banali e generiche".

Dall'economia reale continuano ad arrivare segnali preoccupanti. L'istituto di statistiche Ine ha reso noto che nel 2009 c'è stato un aumento dell'80% del numero delle famiglie e delle imprese insolventi. I dati Ocse confermano il tasso record di disoccupazione (19,5%), il doppio della media dei Paesi industrializzati. Per alcuni economisti il costo degli oltre 4,3 milioni di disoccupati contribuira' a rendere difficile il rientro di Madrid sotto il 3% nel 2013. E c'è anche la crescita del 'rischio Paese': nonostante il rating Moody's ancora buono (Aaa), il debito spagnolo (171 punti Cds) è visto "piu' a rischio" di quello di Polonia (157) e Messico (152): è stato calcolato che l'aumento della spesa per interessi sul debito dovuto al calo della fiducia nella Spagna costa circa ulteriori 500 euro l'anno per ogni spagnolo.

Da qui la caduta libera di Zapatero nei sondaggi: il 55,5% degli spagnoli non vuole che si ripresenti alle politiche del 2012.

Emozioni a colori, umore depressi grigio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2010

Studio eseguito da scienziati britannici

ROMA - Le nostre emozioni 'sono colorate', e quelle dei depressi sono a tinte spente: il loro umore è grigio, perché questo è il colore con cui identificano il proprio stato mentale, mentre gli individui normali lo associano a scale cromatiche più vivaci. Pubblicato sulla rivista BMC Medical Research Methodology, lo studio prova indirettamente il fatto che i colori degli abiti che indossiamo possono essere uno specchio del nostro umore.

L'indagine è stata condotta da Peter Whorwell della University Hospital South Manchester. Aneddoticamente per riferirsi ai nosti stati emotivi spesso usiamo i colori, per esempio si dice essere verde dall'invidia o essere nero dalla rabbia; però finora un vero e proprio studio scientifico sull'associazione tra stati emotivi e colori mancava all'appello. Gli esperti britannici lo hanno eseguito su individui in parte sani, in parte depressi o con disturbi d'ansia.

Quando è stato chiesto loro, presentandogli una scala cromatica, di che colore vedessero il proprio stato mentale del momento, i depressi hanno scelto una scala di grigi, le persone sane invece una scala di gialli. Nella seconda parte dello studio è stato chiesto ai partecipanti di dividere i colori in positivi, negativi e neutrali, poi di scegliere i propri colori preferiti. I depressi sembrano preferire sempre i colori classificati come negativi. Anche i 'colori del nostro guardaroba', quindi, potrebbero essere lo specchio del nostro umore.

Scandalo valvole cardiache. In Appello a Padova tutti assolti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2010

L'ex primario Casarotto assolto con formula piena

PADOVA - L'ex primario di cardiochirurgia di Padova Dino Casarotto è stato assolto con formula piena dalla Corte d'appello di Venezia dall'ipotesi di omicidio colposo per le morti di pazienti dovute alle cosiddette valvole killer.

In primo grado Casarotto era stato condannato a 5 anni e 9 mesi. I giudici del secondo grado hanno inoltre stabilito il non luogo a procedere per i reati di corruzione, andati in prescrizione per tutti i sette imputati, inclusi l'imprenditore padovano Vittorio Sartori e il suo braccio destro Giovanni Albertin, che commercializzavano le valvole brasiliane "Tri technologies". La sentenza è stata emessa dopo 9 ore di camera di consiglio. Per i familiari delle vittime non è stato previsto inoltre alcun risarcimento su provvisionale come invece aveva stabilito in primo grado il Tribunale di Padova (4 milioni e mezzo di euro).

Nella sentenza del maggio 2008, il prof. Casarotto, ex responsabile del centro Gallucci di Padova, era stato condannato per corruzione, omicidio colposo e lesioni colpose. Per gli stessi reati erano stati giudicati colpevoli anche Sartori (aveva avuto 5 anni e 4 mesi) e Albertin (4 anni e 10 mesi). Con altri otto imputati, i tre erano accusati a vario titolo della morte di Antonio Benvegnù ed Enzo Barbetta e delle lesioni riportate, in seguito all'impianto di protesi difettose, da altri pazienti poi fatti rioperare. Sia per Benvegnù che per Barbetta, l'autopsia aveva rivelato che il decesso era avvenuto per la rottura delle valvole cardiache. Secondo l'impianto accusatorio, Sartori e Albertin avrebbero offerto tangenti ai primari di Padova e Torino in cambio dell'acquisto delle valvole 'Tri technologies' prodotte in Brasile: a Torino l'allora primario delle Molinette Michele Di Summa venne assolto dall'accusa di omicidio colposo. Lì i morti furono 7, mentre altre 21 persone si fecero rioperare.

Vigilanza: stop alle trasmissioni di approfondimento

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/02/2010

Verso le elezioni regionali

Roma, 09-02-2010

Via libera dalla Commissione di Vigilanza Rai al regolamento per l'applicazione della par condicio in tv in vista delle regionali del 28 e 29 marzo. Tra le novita' piu' importanti contenute nel testo approvato questa sera dalla commissione, una norma che assimila alle regole della comunicazione politica nell'ultimo mese prima del voto anche le trasmissioni di approfondimento, passata con i voti del centrodestra e del relatore, il radicale Marco Beltrandi, e con la netta opposizione del Pd, che ha abbandonato i lavori.

Quello che e' accaduto - accusa il capogruppo del Pd in vigilanza, Fabrizio Morri - e' molto grave: il centrodestra, complice Beltrandi, ha votato la soppressione delle trasmissioni di approfondimento giornalistico nell'ultimo mese di campagna elettorale: dunque 'Porta a Porta', 'Ballaro, 'Annozero' salteranno, cosa mai accaduta prima e che la legge non chiede, e per estensione due terzi del palinsesto di Raitre rischiano la cancellazione. La norma approvata, infatti, prevede che al posto di queste trasmissioni si facciano tribune elettorali, sottoposte alle regole rigide della ripartizione paritaria fra tutti i soggetti politici".

Secondo Morri, questa novita' apre anche un problema relativo alla tv commerciale: "dubito molto - sottolinea - che l'Autorita' per le comunicazioni si senta di cancellare 'Matrix' o gli altri approfondimenti di Mediaset".

Le nuove disposizioni - replica Beltrandi - stabiliscono che i programmi di approfondimento possano scegliere: o devono ospitare nei loro spazi le tribune politiche, oppure possono andare in onda in orari e fasce diverse. Dipendera' da Vespa, da Floris, da Santoro, cioe' dai responsabili delle trasmissioni. E in ogni caso, se decideranno di andare in onda in altre fasce orarie e si occuperanno di politica, dovranno obbedire alle regole della comunicazione politica e cioe' delle tribune.

Acat denucia tortura in tutto il mondo

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/12/2010

15.58 La tortura è consuetudine "endemica e regolare" in tutto il mondo. Lo afferma l'ong Acat (Azione dei cristiani per l'abolizione della tortura) nel suo primo rapporto annuale sulla questione. Secondo una "stima ragionevole",l'Acat constata che oltre la metà dei Paesi membri dell'Onu ricorre alla tortura. L'Acat punta il dito contro i regimi dittatoriali ma avverte che anche la diffusione di nuove legislazioni per la lotta al terrorismo serve a nascondere la recrudescenza della tortura.

Guantanamo, la Camera Usa ne blocca la chiusura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2010

Duro colpo alla politica di Obama. Ora la parola passa al Senato

WASHINGTON - La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha di fatto bloccato la chiusura del carcere di Guantanamo, infliggendo cosi' un duro colpo ad una delle politiche piu' fortemente volute dal presidente Barack Obama.

Con 212 voti a favore e 206 contrari, la Camera ha adottato un disegno di legge sui capitoli di spesa per il 2011, destinata a permettere che i finanziamenti per il governo proseguano fino al settembre del prossimo anno. Un paragrafo del testo vieta espressamente l'utilizzo di fondi pubblici per l'eventuale trasferimento sul suolo americano dei 174 sospettati di terrorismo attualmente reclusi nel centro di detenzione allestito all'interno della base americana di Gantanamo, a Cuba. Se anche il Senato fara' una scelta analoga, sara' impossibile portare i detenuti di Guantanamo davanti a un tribunale sul territorio statunitense. All'indomani del suo insediamento, Obama aveva firmato un decreto che disponeva la chiusura del carcere speciale entro il 22 gennaio 2010. A causa dell'opposizione incontrata nel Congresso, il presidente non ha potuto tener fede al suo impegno.

Usa-Afganistan,'Karzai grande statista'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/12/2010

6.17 I documenti rivelati da Wikileaks sono "molto imbarazzanti per Washington", ma "non danneggeranno le relazioni con Kabul". Lo ha detto il segretario alla Difesa degli Usa, Robert Gates, al termine della sua visita in Afghanistan, aggiungendo che il presidente Karzai "è un grande statista". In alcuni cablogrammi resi noti,l'ambasciatore americano formulava pesanti critiche contro Karzai. Gates ha invitato a "relativizzare il loro impatto" e ha affermato che "la transizione in Afghanistan è sulla buona strada".

Wikileaks,primo documento su Santa Sede

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/12/2010

0.03 Il "Papa verde sostiene la linea americana dopo il vertice di Copenaghen". E' il titolo del primo documento dall'ambasciata Usa presso la Santa Sede, reso noto da Wikileaks. Il documento, del 21/1/2010, sottolinea il sostegno vaticano per raccogliere adesioni di altri Paesi alla posizione Usa per raggiungere l'accordo di Copenaghen. Da un altro documento emergono invece le pressioni Usa sulla Germania per evitare l'arresto di agenti Cia coinvolti nel sequestro di un cittadino tedesco ritenuto per errore terrorista.

Sanità: a Brindisi sospesi dipendenti Asl

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2010

Truffa aggravata e continuata in danno del Servizio Sanitario Nazionale l'accusa

BRINDISI - Otto misure interdittive della sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio nei confronti di infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia, impiegati amministrativi, tutti dipendenti della Asl di Brindisi, responsabili di truffa aggravata e continuata in danno del Servizio Sanitario Nazionale, sono state emesse dal gip del Tribunale di Brindisi Eva Toscani. Il provvedimento è stato deciso, nel corso di indagini, a seguito degli interrogatori di garanzia, condividendo in pieno le risultanze dell'attività svolta dai Carabinieri del Nas di Taranto e su richiesta del Procuratore Capo Marco Di Napoli e del Sostituto procuratore Adele Ferraro.

Il 15 novembre scorso i militari del Nas hanno notificato 24 misure cautelari degli arresti domiciliari, compiendo due arresti in flagranza di reato nei confronti di due medici che dopo aver timbrato il cartellino sono usciti e tornati a casa. Durante le indagini è stato infatti accertato che i destinatari delle misure cautelari, dipendenti del distretto socio-sanitario di Brindisi - via Dalmazia -, si facevano timbrare da persone compiacenti il badge marcatempo attestante l'arrivo in servizio, allontanandosi successivamente dal luogo di lavoro per ragioni personali (shopping, accompagnare i propri figli a scuola, ritorno semplicemente a casa propria), ed in alcuni casi per svolgere attività sanitaria privata, causando fra l'altro inaccettabili tempi di attesa per effettuare esami diagnostici presso la Asl.

Wikileaks: uomini di Shell infiltrati nel governo nigeriano

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/12/2010

Rivelazione del Guardian

Il gigante petrolifero anglo-olandese Shell ha affermato di aver introdotto persone del suo staff in tutti i principali ministeri del governo nigeriano ottenendo cosi' accesso ad ogni mossa del politici del Paese nella ricca regione del Delta. E' quanto emerge da rivelazioni diffuse da Wikileaks citate dal Guardian.

Dai dispacci resi noti risulta inoltre, riferisce il Guardian, che la societa' petrolifera ha "scambiato" informazioni di intelligence con gli Stati Uniti, in un caso fornendo ai diplomatici americani nomi di politici nigeriani sospettati di sostenere le attivita' di guerriglia nel Pese e chiedendo agli Usa, per contro, informazioni sulla possibilita' che i guerriglieri si fossero muniti di missili antiaerei.

Voglia di stellette: 20mila per 112 posti maresciallo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2010

Pienone di domande alla scuola di Viterbo

ROMA - La crisi economica incalza ed i giovani italiani scoprono il fascino della divisa. Nonché di uno stipendio sicuro. Sono infatti arrivate oltre ventimila domande per il concorso pubblico che formerà 112 marescialli dell'Esercito. In pratica, per ogni posto a disposizione ci sono quasi 200 candidati.

Chi entra si porta a casa uno stipendio di circa 900 euro netti al mese, che diventeranno 1.400 alla fine del secondo anno del corso triennale. Storicamente il concorso per marescialli è il più gettonato della forza armata, ma ce ne sono anche altri che 'tirano'. Per i 120 posti di ufficiale dell'Esercito, quest'anno sono arrivate oltre 7mila domande di iscrizione alle due scuole che sfornano i soldati con le stellette: l'Accademia militare di Modena e la Scuola d'applicazione di Torino. Circa 60mila, poi, le richieste per i 12mila ruoli di volontari in ferma prefissata di un anno, praticamente i militari che sostituiscono i vecchi soldati di leva. Infine, c'é voglia di divisa anche tra gli adolescenti: sono infatti giunte circa 1.100 domande per i 144 posti disponibili nelle scuole militari Nunziatella di Napoli e Teulié di Milano. L'anno accademico 2010-2011 della Scuola sottufficiali dell'esercito di Viterbo, che accoglie i futuri 112 marescialli (solo tre le donne), sarà inaugurato domani alla presenza del capo di Stato Maggiore della forza armata, generale Giuseppe Valotto.

Alla fine del corso gli allievi conseguiranno anche una laurea in scienze organizzative e gestionali (presso l'Università Tuscia di Viterbo) o in infermieristica (presso l'Università Tor Vergata di Roma). Hanno partecipato al concorso giovani tra i 17 ed i 26 anni, che hanno dovuto superare prove culturali (serie di test a risposta multipla volti ad accertare il grado di conoscenza della lingua italiana, di argomenti di attualità, educazione civica, storia, geografia e matematica) e di educazione fisica (obbligatorie: corsa piana di 1.000 metri e piegamenti sulle braccia; facoltative: salto in alto e salita alla fune di 4 metri). Naturalmente, le prove fisiche sono differenziate a seconda del sesso, ma ugualmente impegnative: mentre gli uomini devono fare 1.000 metri di corsa in meno di 4 minuti, per le donne il limite è spostato a 4 minuti e 40 secondi; così per le flessioni: 30 per i maschi, contro le 12 delle aspiranti 'marescialle'. Anche per questo, alla fine, sono poche - è tutte vere atlete - le donne che riescono ad entrare nella Scuola di Viterbo. Al termine dei tre anni di iter formativo che prevede, oltre allo studio delle materie prettamente militari, anche corsi di lingua, attività sportive ed il conseguimento della laurea, i giovani sottufficiali verranno assegnati alle unità operative dell'esercito, dove comanderanno un plotone di circa 20 militari.

WikiLeaks, hacker minorenne fermato in Olanda

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/12/2010

Attacchi ai siti delle carte di credito

La polizia olandese ha fermato un ragazzo di 16 anni in relazione agli attacchi hacker contro i siti Internet di Mastercard, Visa e Paypal. Lo ha riferito la Cnn.

Gli attacchi informatici hanno preso di mira le aziende di carte di credito per solidarieta' nei confronti del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, arrestato a Londra. Secondo la stampa olandese, il giovane e' sotto interrogatorio degli agenti del reparto crimini informatici della polizia olandese. Le autorita' avrebbero inoltre sequestrato alcuni computer.

Facebook e Twitter contro gli hacker, chiusi gli account

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/12/2010

Petizione in difesa di WikiLeaks: "Stop al giro di vite"

Controffensiva cibernetica di Facebook e Twitter che si mobilitano per far fronte all'attacco degli hacker "Anonymous". I due social network hanno chiuso gli account utilizzati dal gruppo per lanciare l'operazione 'Payback' che, nelle ultime ore, ha attaccato i siti di Mastercard, Visa, della procura svedese, Paypal, Poste svizzere e dei politici Usa Lieberman e Palin.

In una nota Facebook ha spiegato che i contenuti circolati sul suo network "promuovono attività illegali". Poche ore dopo anche Twitter ha chiuso l'account 'Anon--Operation" utilizzato dai pirati informatici.

La guerra cibernetica fa proseliti

I pirati informatici filo-Assange vanno alla guerra. Nel giorno in cui è finito oscurato per diverse ore persino il sito web del governo svedese, gli hacker promettono di intensificare la battaglia cibernetica e annunciano di aver reclutato truppe sempre più massicce.

I membri di Anonymous hanno lanciato il primo attacco DDoS sabato, mettendo fuori uso il blog di PayPal per almeno otto ore; e da allora è stato un crescendo: sono stati oscurati nell'ordine i siti di Visa, Mastercard e della banca svizzera Swiss Post Office che avevano tutti reciso i legami con Wikileaks; poi il sito della procura svedese che vuole interrogare Assange per l'accusa di molestia sessuale.

L'ultima vittima, il governo svedese, almeno a leggere il più importante quotidiano del Paese: secondo il quotidiano Aftonbladet, gli hacker hanno attaccato il sito web (http://www.regeringen.se/), che è rimasto per diverse ore fuori uso, durante la notte, e solo nella mattinata è tornato attivo.

La guerra informatica degli hacker filo-Assange ha preso di mira anche il ministro della Giustizia svedese, Beatrice Ask: i pirati hanno creato un sito con il nome del Guardasigilli, che però reindirizza gli utenti su Wikileaks.

E non è finita, perché oltre-Atlantico i sostenitori di Wikileaks hanno colpito il sito web della paladina conservatrice del Tea Party, Sarah Palin, disabilitando le sue carte di credito e quel del marito Todd. Colpito anche il sito del senatore, Joe Lieberman, il primo a chiedere alle aziende Usa di ritirare il sostegno tecnico a Wikileaks.

Petizione in difesa di WikiLeaks: "Stop al giro di vite"

Una petizione per bloccare il "giro di vite" dei governi sul sito Wikileaks. A lanciarla sono i promotori del sito fondato da Julian Assange. L'iniziativa, annunciata tramite Twitter e sul sito www.avaaz.org, è intitolata: 'Fermiamo il giro di vite'.

Governi e grandi compagnie - si legge sul sito che lancia la petizione - hanno preso di mira Wikileaks, cercando di soffocare il suo impegno nell'esporre gli atti illeciti ufficiali. Opponiamoci a questa repressione della libertà di parola. Firma la petizione per fermare il giro di vite!.

Al momento, il sito segnala che oltre 197.000 persone hanno aderito firmando la petizione pro-Wikileaks.

Via libera alle colonie, l'Anp non cede. Negoziato ad un punto morto

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/12/2010

Palestinesi e israeliani negli USA

Dopo aver definito ieri "in crisi" i colloqui di pace con Israele, il presidente palestinese Mahmoud Abbas alias Abu Mazen oggi ha escluso qualsiasi ripresa dei negoziati fino a quando lo Stato ebraico non avrà detto sì allo stop degli insediamenti.

Non accetteremo negoziati finché gli insediamenti proseguiranno, ha tagliato corto il leader dell'Autorita' Nazionale Palestinese, reduce da oltre un'ora di faccia a faccia al Cairo con il presidente egiziano Hosni Mubarak. Abu Mazen ha precisato che con quest'ultimo si è parlato soprattutto di "che cosa succederà adesso" che sembrano definitivamente falliti gli sforzi, anche americani, per convincere gli israeliani a bloccare un'ulteriore espansione dei contestati insediamenti.

Tutto in fumo?

Abu Mazen ha lasciato aperto uno spiraglio alla ripresa del dialogo, quando ha dichiarato che intende avere ulteriori consultazioni sia ai vertici dell'Anp sia con gli altri Stati arabi: "Debbono esservi consultazioni trasparenti sulla pace", ha osservato, "e solo dopo prenderemo una decisione".

Arrivi

In giornata arriveranno a Washington il premier palestinese Salam Fayyad e il capo-negoziatore, il veterano Saeb Erekat: saranno ricevuti dal segretario di Stato Usa, Hillary Rodham Clinton, che gia' aveva incontrato il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak e l'omologo di Erekat, Isaac Molho. Il capo-negoziatore dell'Anp ha tra l'altro annunciato un imminente colloquio tra Abu Mazen e l'inviato speciale americano per il Medio Oriente, George Mitchell.

USA sempre vicini a Israele

Per finanziare il sistema di difesa antimissile israeliano Iron Dome (Cupola d'acciaio) gli Stati Uniti hanno intanto stanziato aiuti per 205 milioni di dollari. La decisione è passata alla Camera dei Rappresentanti con 212 voti a favore e 206 contrari. "Era una priorità del Congresso e del presidente Obama ed e' il primo finanziamento di questo genere per questo importante sistema di difesa - ha commentato il democratico Steve Rothman, citato dal quotidiano israeliano 'Ha'aretz' - Questi aiuti inviano un segnale forte, sia ai nostri nemici che ai nostri alleati". "Si tratta solo dell'ultimo esempio - ha proseguito - del fatto che sul fronte della difesa, della cooperazione militare e a livello d'intelligence, le relazioni tra Stati Uniti e Israele non sono mai state tanto forti".

Il sofisticato sistema Iron Dome, concepito per intercettare razzi a corto e medio raggio, serve a Israele come deterrente contro le minacce rappresentante dal movimento sciita libanese Hezbollah e dal gruppo di resistenza islamico Hamas nella Striscia di Gaza. I 205 milioni di dollari concessi dagli Usa serviranno allo Stato ebraico per acquistare le batterie necessarie per il funzionamento del sistema di difesa. Ad oggi Israele ne possiede due, mentre per proteggere il Negev e la Galilea da attacchi di razzi a corto e medio raggio ne servirebbero una ventina.

Bersani: 'Compravendita di deputati scandalo o reato?'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/12/2010

Non credo che i radicali voteranno la fiducia

Pier Luigi Bersani non crede che i deputati radicali possano votare la fiducia al Governo: "Quello - dice il segretario del Pd a Otto e mezzo su La7 - è un partito che non si vende e neanche aduso a trattative di basso livello. A me han posto problemi politici, non ho ragione di credere che i radicali abbiano la prospettiva di cambiare posizione. Non ho titolo per parlare delle sceltre dei radicali ma non mi pare probabile".

Bersani ha criticato con durezza le voci di compravendita di deputati in vista del voto di fiducia, martedì prossimo. "Leggo i giornali e mi sorge spontanea una domanda: se ci si rivolge a parlamentari facendo opera di convinzione non solo sotto il profilo politico e culturale, ma anche a quello materiale siamo di fronte a uno scandalo o a un reato di corruzione?", ha detto il segretario del Pd nel corso di una conferenza stampa a Roma sul federalismo fiscale.

Questo lo vorrei chiedere ai commentatori e agli esperti, ha insistito, "ho sentito voci che mi auguro infondato e che mi preoccupano per la salute della democrazia. C'è un'aria che suscita qualche inquietudine".

Dunque, ha aggiunto, "vorrei che ci si occupasse di questa cosa".

Fiducia, Berlusconi conquista 1 voto: Razzi lascia l'Idv

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/12/2010

Aderisce a Noi Sud

Antonio Razzi lascia l'Italia dei Valori e aderisce alla componente del gruppo misto Noisud-Popolari per l'Italia di domani che voterà no alla sfiducia al governo Berlusconi. "Dopo una sofferta decisione - ha spiegato l'ormai ex dipietrista in una conferenza stampa alla Camera - non mi sento più di appartenere al partito che ho servito ed onorato per circa sedici anni".

Eletto all'estero nella circoscrizione Europa con l'Idv, Razzi ringrazia Antonio Di Pietro per averlo candidato e l'ex Ministro Mirko Tremaglia, autore della legge che dà il voto agli italiani residenti all'estero: "Grazie a loro due, la mia vita è cambiata - racconta - da operaio in Svizzera sono diventato deputato". Ma ora, spiega, "venuto meno il rapporto di fiducia sul quale avevo basato tutta la mia attività politica di questi anni, si rende indispensabile la separazione".

Mercoledì 10 Febbraio 2010

Google sperimenta banda larga superveloce

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2010

Nuova rete da un gigabit al secondo, 100 volte superiore all'attuale

NEW YORK - Google ha avviato una serie di test in vista di collegare alcune città americane ad una nuova rete internet da un gigabit al secondo, cioé 100 volte superiore alla banda larga attuale. Lo scrive il Wall Street Journal online.

Secondo un blog del colosso di Mountain View, le città interessate devono segnalarlo a Google entro il 26 marzo. L'obiettivo del gruppo californiano è di raggiungere a breve tra 50mila e 500mila utenti con il nuovo servizio, che cambierà il mondo della medicina a distanza e quello dell'alta definizione televisiva.

Sul blog di Google, i product manager Minny Ingersoll e James Kelly scrivono che l'idea è di offrire una rete aperta accessibile a diversi provider, garantendo un servizio ad un non meglio precisato "prezzo competitivo".

Par condicio,premier: stop pollai in Tv

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/02/2010

19.06 La decisione di fermare quelli che ormai sono "pollai televisivi" non è né "scandalosa" né "preoccupante", anche perché queste trasmissioni potrebbero essere sostituite da tribune politiche. Così il premier Berlusconi, interpellato da Vespa, difende la decisione della commissione di Vigilanza sulla Rai per l'applicazione della par condicio. Nella decisione che,afferma,si deve comunque rispettare, "ha pesato il fatto che la classe politica si proponga in trasmissioni pollaio e che queste risse abbassino il livello" della politica.

Premier:è sport colpire chi fa del bene

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/02/2010

18.51 "Pare ci sia uno sport nazionale di andare a deprimere coloro che operano per il bene del Paese. Questo è da denunciare". Lo afferma il premier Berlusconi, alla presentazione del libro di Vespa, rispondendo ad una domanda sulle dimissioni di Bertolaso. E parla di un "male italiano": "Una categoria di persone pagata con i soldi dei contribuenti che si esercita a perseguitare con processi sempre e comunque infondati". Poi riferisce di aver sentito per telefono Bertolaso dopo il CdM e dice: "Lui mi è parso voler continuare".

La Terra italiana è arida

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2010

Rapporto Ispra sulla qualità del suolo, siamo tra i peggiori in Europa

Roma, 10/02/2010

Pur essendo tra i Paesi piu' ricchi di biodiversita' in Europa, l'Italia e' tra gli ultimi

nella protezione della vita del suolo". Ad affermarlo e' l'Ispra in una nota.

Le scarse conoscenze sulla risorsa e le tante pressioni a cui e' sottoposto, fanno oggi del suolo la 'cenerentola' della biodiversita' Nell'Anno Internazionale

della Biodiversita', l'Ispra "vuole offrire una panoramica completa delle criticita' e formulare nuove proposte per la tutela. Nonostante possa vantare il primato in Europa quanto a varieta' di superfici agricole e naturali, gli ultimi dati disponibili, elaborati dall'Ispra, dicono che la situazione dei suoli italiani e' preoccupante: circa l'80 per cento e' povero di carbonio organico e, quindi, non puo' essere definito "di qualita'" a causa della scarsa presenza di sostanza organica e di un elevato rischio di erosione.

L'Italia, Paese europeo con la piu' grande biodiversita' del suolo, attualmente dieci volte superiore a quella del Regno Unito e doppia rispetto a Francia o Spagna, rischia anche di perdere gran parte di questo patrimonio.

Infatti, e' in calo il numero di specie di microrganismi che popolano il terreno

e ne determinano fertilita' e stabilita'. Moltissime specie sono poi endemiche, vivono cioe' esclusivamente nel nostro Paese, spesso limitate in ambienti fragili e minacciati".

Nucleare, primi cantieri dal 2013. Formigoni: non in Lombardia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2010

L'opposizione: Regioni tagliate fuori

Roma, 10-02-2010

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari. I primi lavori nei cantieri dal 2013 e la produzione di energia elettrica dal 2020, ha annunciato in una nota il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. La decisione del Governo incontra immediatamente forti resistenze anche nel centrodestra, con molti il 'no' deciso di Roberto Formigoni (presidente della Lombardia) e di Rocco Palese (candidato del PdL per la presidenza della Puglia)

Formigoni: non in Lombardia

La Regione Lombardia è vicina all'autosufficienza, quindi non abbiamo bisogno di centrali in questo momento, ha dichiarato il presidente della regione

Lombardia, Roberto Formigoni, a margine dell'inaugurazione di

42 alloggi in via Amadeo 33. Formigoni si è peraltro detto d'accordo con le scelte dell'esecutivo: "Condivido la scelta del governo a favore del nucleare e quindi l'idea che nei prossimi anni in Italia possano sorgere una o più centrali". Purché non in Lombardia...

Palese: la Puglia ha già dato

Sono favorevole al ritorno dell'Italia al nucleare, ma dico no ad una centrale e ad eventuali parchi tecnologici di stoccaggio di rifiuti radioattivi in Puglia, fa eco dalal Puglia il candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione, Rocco Palese. "Il nucleare di nuova generazione è sicuro, lo dicono tutti i maggiori scienziati

del mondo ed è l'unica via per contrastare il riscaldamento globale della Terra, lo dice persino uno dei fondatori Greenpeace. Peraltro sono gli italiani che vogliono il ritorno

al nucleare, come hanno deciso loro stessi nel 2008, dando fiducia a stragrande maggioranza al programma elettorale del Pdl e del Governo Berlusconi. Detto questo, la Puglia ha già dato".

Preparato il terreno per chi costruirà le centrali

Con l'approvazione del decreto, il Governo ha definito il quadro normativo di riferimento per i soggetti che intenderanno realizzare i nuovi impianti nucleari. Con la prossima nascita dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e la predisposizione

della strategia nucleare, gli operatori potranno proporre i siti per la realizzazione degli impianti e presentare i progetti per le relative autorizzazioni. Il decreto definisce criteri generali, procedure, vincoli e benefici per la realizzazione di impianti nucleari.

Per quanto riguarda i siti, il decreto individua i criteri generali per l'idoneità dei territori ad ospitare un impianto. Saranno le imprese interessate ad indicare i siti, che dovranno rispettare le caratteristiche previste dalla normativa.

Il peso delle Regioni

Sul fronte delle procedure autorizzative, il processo si basa sull'autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio di ogni singolo impianto che prevede un massiccio coinvolgimento delle Regioni interessate. Il decreto, inoltre, prevede la piu' ampia partecipazioni delle Regioni, degli enti locali e delle popolazioni, anche attraverso

consultazioni, sulle procedure autorizzative, sulla realizzazione, sull'esercizio e sulla disattivazione degli impianti nucleari, così come sulle misure di protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell'ambiente.

Meno tasse per chi è vicino alla centrale

Il decreto stabilisce che vengano riconosciuti benefici economici per le popolazioni, le imprese e gli enti locali dei territori interessati dalla realizzazione di impianti nucleari.

Tali benefici sono a carico dei soggetti coinvolti nella costruzione e nell'esercizio degli impianti. Concretamente i benefici consentiranno la riduzione della spesa energetica dei consumatori finali del territorio interessato, della Tarsu, dell'addizionale Irpef,

dell'Irpeg e dell'Ici.

Il problema scorie

Per quanto riguarda lo smantellamento degli impianti e del deposito, i costi relativi allo smantellamento degli impianti a termine esercizio sono a carico degli stessi operatori che hanno realizzati le stesse installazione per il tramite di un apposito fondo. Lo smantellamento è affidato a Sogin. Il decreto, inoltre, prevede la creazione di un deposito nazionale realizzato in un più ampio parco tecnologico che conterra' anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari.

Le prime reazioni

Il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri conferma la scelta del Governo di operare sul nucleare puntando sulla massima sicurezza e sulle più attente tutele dell'ambiente - afferma il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo - Ed in questo ambito esprimo soddisfazione per la decisione di confermare la previsione di sottoporre gli impianti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) e a Valutazione di Impatto Ambientale (Via). "La volontà del Governo in questo delicato passaggio del ritorno del paese all'energia nucleare - aggiunge - è stata sempre quella di procedere con chiarezza nelle scelte di fondo, inserendo nel decreto legislativo tutti gli strumenti di protezione del territorio in grado di assicurare trasparenza e completa informazione dell'opinione e delle popolazioni interessate".

Ma dall'opposizione si leva un coro di voci critiche e contrarie. "Continua l'inganno del Governo Berlusconi sull'energia nucleare nel nostro Paese", denuncia il responsabile nazionale campagne referendarie di Sinistra ecologia Libertà, Paolo Cento. "Con la scelta compiuta stamani -prosegue l'esponente ambientalista di Sel- si calpestano i poteri e le prerogative delle regioni, non si danno ai cittadini informazioni corrette, il Paese si espone a rischi seri e a costi insopportabili".

Il Governo con il suo decreto sul nucleare decapita le Regioni, la trasparenza, il mercato, il buon senso e la sicurezza degli italiani, dice Paolo Brutti, Responsabile nazionale Ambiente per l'Italia dei valori, che continua: "Il decreto stabilisce il principio, del tutto inaccettabile, che la localizzazione delle centrali sarà decisa dai privati, che i privati non saranno scelti con gare pubbliche, che le Regioni sono sostituite dal

Consiglio dei Ministri e che le scorie radioattive non saranno stoccate in un deposito nazionale, che non c'è, ma presso le centrali nucleari. Peggio di cosi' - aggiunge

ancora Brutti - non era nemmeno immaginabile. Si preannuncia il colossale affare delle "centrali dell'oro" dove tra le varie tangenti ci saranno anche quelle per comprare le

amministrazioni locali compiacenti e l'opinione pubblica, aggredita da una campagna pubblicitaria a favore dei costruttori delle centrali pagata dai contribuenti. Siamo

alla vergogna, il decreto è chiaramente incostituzionale. Siamo - conclude l'esponente Idv - al colpo di mano".

Governo,sì ai criteri per siti nucleari

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/02/2010

10.12 Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Lo si apprende da fonti di Governo. Il decreto disciplina sulla localizzazione,la realizzazione e l'esercizio di impianti per energia elettrica nucleare, su impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, stoccaggio del combustibile e rifiuti radioattivi.Dopo il decreto, il Consiglio è stato sospeso per riprendere alle 13 per esame Dl del ministro Alfano.

Honda richiama 437.763 auto nel mondo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2010

Per la maggior parte in Nordamerica, a causa di un difetto negli airbag del conducente

TOKYO - La casa automobilistica giapponese Honda ha annunciato che richiamerà complessivamente 437.763 veicoli in tutto il mondo, per la maggior parte in Nordamerica, a causa di un difetto negli airbag del conducente.

Honda, in una nota, spiega che gli airbag difettosi possono aprirsi con eccessiva forza e che in febbraio sono stati riportati 12 incidenti legati a questo tipo di problema. Honda ha segnalato il problema all'agenzia federale di sicurezza stradale americana, che è stata messa al corrente del richiamo supplementare. Il primo richiamo Honda per problemi agli airbag risale al 2008, quando vennero richiamati alcuni modelli 2001 di Accord e Civic. Successivamente, a causa di un incidente mortale, Honda era stata costretta a richiamare nel luglio 2009, per lo stesso problema, 440.000 fra Accord, Civic e alcuni modelli Acura 2002.

La decisione odierna è stata presa perché la società "non é completamente sicura che gli airbag del sedile del guidatore nei veicoli richiamati funzionino come dovrebbero. Per questo abbiamo deciso di aggiungere al richiamo alcuni alcuni veicoli 2001 e 2002 dei modelli Accord, Civic, Odyssey, CR-V e alcune Acura Tl 2002".

RITIRATE 950.000 AUTO PER DIFETTI AIRBAG DA FINE 2008 - Honda porta a poco più di 950.000 unità le auto richiamate per difetti al sistema airbag, a partire da novembre del 2008. Con l'ultima iniziativa che coinvolge 437.763 unità in tutto il mondo (dopo le 510.150 unità di giugno/luglio 2009), la seconda casa automobilistica del Sol Levante spiega, "anche se non ci sono stati incidenti" segnalati, di voler risolvere il problema dell'airbag del conducente che potrebbe gonfiarsi con troppa forza, causando il ferimento. Oggetto del richiamo ('recall') sono i veicoli prodotti nel 2001 e nel 2002, e in particolare i modelli Accord, Civic, TL, CR-V e Odyssey negli Stati Uniti e in Canada; i modelli Pilot e CL soltanto negli Usa; i modelli Inspire, Saber e Lagreat in Giappone. Quanto alla suddivisione per Paesi, si legge in una nota del gruppo, 378.758 unità sono relative agli Usa, 41.685 al Canada, 4.042 al Giappone e 9.227 al Messico. Coinvolti, tra gli altri. anche se con quote minime, Taiwan e Australia.

Mosca: più probabili sanzioni all'Iran

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/02/2010

17.22 Dopo l'avvio dell'arricchimento dell' uranio da parte di Teheran, l'eventualità di inasprire le sanzioni si fa più realistica. Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo, Ryabkov. Il numero due della diplomazia di Mosca ha precisato che l'Occidente sta facendo pressioni sulla Russia per ottenere il suo sostegno a una nuova tornata di sanzioni per il dossier nucleare. Mosca, ha concluso il viceministro, non ritiene tuttavia che "le sanzioni risolveranno il problema".

Usa annunciano sanzioni a pasdaran Iran

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/02/2010

17.46 Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato sanzioni nei confronti di quattro compagnie legate alle Guardie rivoluzionarie, i pasdaran iraniani. In attesa di ottenere l'unanimità del Consiglio di sicurezza Onu, gli Usa hanno iniziato a penalizzare le organizzazioni di vertice iraniane.

E' tempo di sanzioni. E l'Europa su questo è compatta

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2010

Teheran ritira il passaporto del figlio di Karroubi

Roma, 10-02-2010

L'Iran deve comprendere che non può neanche immaginare di dividerci, l'Europa resterà unita. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, dopo le manifestazioni ostili di ieri davanti all'ambasciata italiana a Teheran e altre sedi diplomatiche europee, rimarca la compattezza europea nel braccio di ferro con l'Iran, anche in vista delle manifestazioni dell'opposizione di domani. Nei confronti dell'Iran "credo che sia

il tempo delle sanzioni". Frattini ha ricordato che "la nostra ambasciata rimane aperta e ovviamente insisteremo perché vi sia una garanzia assoluta di sicurezza

per il personale italiano dell'ambasciata".

Fortunatamente, abbiamo chiesto e ottenuto che vi fosse una sola voce dell'Europa per condannare le violenze e condannare le provocazioni ha detto il ministro degli Esteri prima di entrare a un convegno organizzato dalla Confcommercio di Roma e del Lazio.

Siamo preoccupati per il pericolo che le manifestazioni di domani a Teheran possano degenerare, ha detto Frattini. "Facciamo l'ennesimo appello alle autorita' iraniane perché evitino qualsiasi ricorso alla violenza, alla forza nelle piazze contro manifestanti pacifici", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Giro di vite

Le autorità iraniane hanno sequestrato il passaporto di Hussein Karroubi, figlio di Mehdi Karroubi, uno dei principali leader riformisti iraniani. Lo riferisce il sito d'opposizione 'Saham News', secondo cui il passaporto di Hussein Karroubi è stato sequestrato ieri sera

dagli agenti dell'aereoporto Imam Khomeini di Teheran dove il figlio del leader dell'opposizione era arrivato, di rientro da un viaggio a Dubai.

Secondo 'Saham News', gli agenti avrebbero intimato a Hussein Karroubi di presentarsi entro 48 ore al ministero dell'Informazione per rientrare in possesso del documento. Per l'opposizione, il sequestro del passaporto del figlio di Karroubi è l'ennesimo atto intimidatorio del governo in vista delle manifestazioni antigovernative annunciate per domani, quando in Iran si celebrerà il 31esimo anniversario della rivoluzione islamica.

Fiat: 'Senza incentivi -350.000 auto'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/02/2010

16.14 "Condividiamo la scelta.Capiamo le ragioni per cui è stata fatta". Così l'Ad della Fiat, Marchionne,sulla decisione del ministro Scajola di limitare all'innovazione e alla ricerca gli incentivi al settore auto. Sulle offerte di cui ha parlato il ministro su Termini Imerese ha rimarcato:"Non abbiamo chiuso le porte a nessuno, ma fino ad ora non abbiamo visto nulla". "Nessun altro stabilimento italiano ha aggiunto - è in pericolo. Senza gli incentivi, comunque, saranno vendute 350mila auto in meno rispetto a 2009".

Produzione industriale 2009 -17,4%, Istat: diminuzione più forte dal '91

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2010

La produzione industriale di autoveicoli a dicembre e' aumentata del 75,4% rispetto a dicembre 2008

ROMA - La produzione industriale nel 2009 e' diminuita del 17,4% rispetto al 2008. Lo comunica l'Istat precisando che il calo corretto per gli effetti di calendario è stato del 17,5%. Si tratta della diminuzione più forte dal '91, primo anno di confronto delle serie storiche.

Nel 2009 considerando i dati corretti per gli effetti di calendario il calo della produzione piu' consistente si è avuto sui beni intermedi (-24,9%) e nei beni strumentali (-21,2%). Per i beni di consumo il calo della produzione è stato più contenuto (-6,9%) grazie a un calo della produzione dei beni non durevoli del 4,3% e di un calo per i beni durevoli del 17,8%. La produzione di energia ha registrato una diminuzione dell'8,9% sul 2008. Tra i settori la diminuzione più forte l'ha registrata la produzione di metallurgia (-28,1%) e la fabbricazione di macchinari (-28,7%) ma anche la fabbricazione di mezzi di trasporto (-25,2%). La diminuzione più contenuta è stata registrata dagli alimentari (-1,6%), mentre l'unico settore che ha registrato un aumento della produzione è la farmaceutica con un +2,8%.

La produzione industriale a dicembre é diminuita dello 0,7% rispetto a novembre e del 2,3% rispetto a dicembre 2008. Lo comunica l'Istat precisando che il calo tendenziale corretto per gli effetti di calendario è del 5,6%.

L'Istat segnala un aumento della produzione dei beni di consumo rispetto a novembre dell'1,7% (-0,3% tendenziale secondo i dati corretti per gli effetti di calendario) dovuta a un andamento invariato dei beni durevoli e a un +2,2% per i beni non durevoli. Rispetto a novembre la produzione dei beni strumentali è diminuita dell'1,6% (-10% su dicembre). Per i beni intermedi si è registrato un aumento dell'1,2% su novembre e un calo dell'8,3% su dicembre 2008. Per l'energia si è registrato un calo congiunturale dello 0,2% e una diminuzione tendenziale del 3,8%.

AUTO: ISTAT, PRODUZIONE DICEMBRE +85,1% SU ANNO - La produzione industriale di autoveicoli a dicembre è aumentata dell'85,1% rispetto a dicembre 2008. Lo comunica l'Istat precisando che l'aumento corretto per gli effetti di calendario è stato del 59,1%. Nella media annua 2009 - precisa l'Istat - si è registrato un calo della produzione auto rispetto al 2008 del 20,5% in termini grezzi e del 21,3% secondo il dato corretto per gli effetti di calendario.

Nelle mani del 10% metà della ricchezza italiana

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2010

In due anni perso il 4% del reddito medio

Roma, 10-02-2010

Il 10% delle famiglie possiede quasi il 45% dell'intera ricchezza netta delle famiglie italiane. Lo rileva l'indagine di Bankitalia sulle famiglie italiane. Un livello di concentrazione peraltro sostanzialmente invariato negli ultimi quindici anni. Gli italiani con reddito al di sotto della soglia di povertà sono il 13,4%, valore in linea con quello rilevato nel 2006.

Nel 2008 il reddito familiare medio, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato di 2.679 euro al mese. Il 20% delle famiglie ha un reddito mensile inferiore a circa 1.281 euro, il 10% superiore a 4.860 euro. Nel biennio 2006-2008, rileva Palazzo Koch, il reddito medio delle famiglie si è contratto in termini reali di circa il 4%; tenendo conto dei cambiamenti nell'ampiezza e nella composizione della famiglia il reddito equivalente è caduto circa del 2,6%. La riduzione è sostanzialmente simile a quella osservata nel corso della precedente recessione, tra il 1991 e il 1993.

Soffre il popolo delle partite Iva

La riduzione dei redditi ha riguardato in misura maggiore i lavoratori indipendenti rispetto ai dipendenti e agli individui in condizione non professionale. Inoltre, la contrazione è stata maggiore per gli individui di età inferiore ai 55 anni e in particolare per quelli con meno di 45 anni.

Il tesoro di famiglia

Nel 2008 la ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti), presenta un valore mediano di 153mila euro. In termini reali, dopo essere cresciuto di circa il 44% dal 1993 al 2006 soprattutto grazie all'aumento del valore degli immobili, questo importo è diminuito di circa l'1% nel biennio successivo.

G8, Bertolaso indagato, si dimette dall'incarico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2010

Quattro gli arresti per gli appalti alla Maddalena in vista del vertice poi dirottato sull'Aquila

BERTOLASO, RIMETTO INCARICO - "Per non intralciare l'operato degli organi inquirenti, ho immediatamente messo a disposizione del presidente del Consiglio tutti i miei incarichi". Lo dice il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso in una nota in merito all'inchiesta sugli appalti del G8 a La Maddalena.

Mi sono sempre definito un servitore dello Stato e, come sempre, rimango a disposizione del mio paese. Lo afferma il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso nella nota in cui annuncia di aver messo il suo mandato a disposizione del premier Silvio Berlusconi.

Angelo Balducci, incaricato dell'attuazione delle opere per il G8 alla Maddalena, è stato arrestato dai carabinieri del Ros nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti per i lavori in Sardegna. Balducci è attualmente presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Oltre a Balducci sarebbero state arrestate anche altre persone.

L'inchiesta è condotta dalla procura di Firenze e dai carabinieri del Ros fiorentino.

Sono quattro - Angelo Balducci ed altre tre - le persone nei riguardi delle quali è stata emessa ordinanza di custodia cautelare dalla magistratura di Firenze per gli appalti del G8 alla Maddalena. Secondo quanto si è appreso, tra i reati contestati agli arrestati e ad alcuni indagati a piede libero vi è la corruzione. I carabinieri del Ros di Firenze - che hanno eseguito gli arresti - sono tuttora impegnati in attività investigative.

BALDUCCI ERA STATO SOSTITUITO - Angelo Balducci è stato nominato soggetto attuatore delle opere per il G8 alla Maddalena con ordinanza della Protezione civile del 2008; successivamente è stato sostituito nell'incarico. Non è mai stato un dirigente della protezione civile. In passato aveva avuto incarichi per gli interventi legati al 150/o anniversario dell'Unità d'Italia e per la ricostruzione del teatro Petruzzelli di Bari. E' stato, inoltre, provveditore alle opere pubbliche di Lazio e Sardegna.

Parentopoli, Alemanno: 'Se ho colpe pagherò'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2010

Al vaglio dei magistrati le assunzioni a chiamata diretta dell'Ama

ROMA - "Se ci saranno mie responsabilità pagherò. Tutti quelli che hanno responsabilità dovranno pagare". Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno risponde a chi gli domanda se si dimetterà nel caso in cui la magistratura che indaga su assunzioni 'facili' nelle aziende capitoline accerterà un suo coinvolgimento.

Vorrei capire perché si è creato un caso Roma, che non esiste. Siamo di fronte ad una montatura mediatica sproporzionata, eccessiva, per vicende che sono gravi, ma non meritavano le prime pagine dei giornali nazionali. Non so se queste attenzioni siano legate a voci su miei impegni di carattere nazionale che smentisco ancora una volta ha poi detto Alemanno, nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio sulle assunzioni in Atac e Ama. "Io smentisco categoricamente: non ho alcuna intenzione di rientrare sulla scena nazionale, voglio fare il sindaco fino a quando lo vorranno i cittadini", aggiunge Alemanno. "Non c'é un caso Roma - ribadisce più volte il sindaco - ma le notizie appartengono purtroppo alla fisiologia del meccanismo delle assunzioni nel pubblico impiego, perché c'é la brutta abitudine nella pubblica amministrazione italiana di lasciare troppi spazi aperti ad assunzioni in qualche modo orientate o sospette. Ecco perché noi dobbiamo cambiare passo e trarre spunto da questa vicenda per diventare i primi della classe a livello nazionale, sulla base delle norme europee".

Le assunzioni a chiamata diretta dell'Ama, la municipalizzata che si occupa della raccolta di rifiuti, finiscono al vaglio della procura di Roma. Un fascicolo processuale è stato aperto oggi sulla base di notizie di stampa. Abuso d'ufficio il reato ipotizzato, per il momento contro ignoti.

Il fascicolo è affidato al pool di magistrati, coordinato dal procuratore aggiunto Alberto Caperna, specializzato in reati contro la pubblica amministrazione. Come già avvenuto per la cosiddetta 'parentopoli' all'Atac, anche per il caso delle circa 1400 assunzioni tramite chiamata diretta sarà acquisita dalla magistratura tutta la documentazione relativa. La questione Ama è stata al centro, ieri, di una serie di roventi polemiche da parte dell'opposizione in Campidoglio. Il tutto ha avuto origine dalla remissione dell'incarico da parte di Giancarlo Marinelli, capo della scorta del sindaco Gianni Alemanno, dopo la pubblicazione di notizie riguardanti, tra l'altro, l'assunzione del figlio Giorgio all'Atac, e della figlia Ilaria all'Ama. Polemiche a cui Alemanno ha risposto sostenendo: "non mi occupo di assunzioni". Intanto, in procura, è attesa la documentazione relativa alle 850 assunzioni, con chiamata diretta, fatte dall'Atac. Anche in questo caso il fascicolo, sempre per abuso d'ufficio, é contro ignoti.

PER PRAXI EX CUBISTA 'SUFFICIENTE' - ''Sufficiente per posizione operativa''. Questa la valutazione che l'agenzia di consulenza Praxi aveva fatto di Giulia Pellegrino, l'ex cubista ora dipendente Atac, finita nella bufera parentopoli. A quanto si apprende, tra i circa centro curricula di candidati, che arrivarono sui tavoli della societa' nella seconda meta' del 2009 c'era anche quello dell'ex cubista ritratta in una foto accanto al coordinatore romano del Pdl Gianni Sammarco. ''Sufficiente - spiegano dalla Praxi -, secondo i nostri parametri, non equivale al voto 6, ma sicuramente significa che in una scala da 6 a 10 si e' piu' vicino al 6 che al 10. Quanto alla voce 'posizione operativa' indica un ruolo non dirigenziale, come ad esempio segretaria, impiegata amministrativa''. Giulia Pellegrino fu assunta all' Atac come segretaria del direttore industriale Marco Coletti.

Famiglia Cristiana: 'Vendita di deputati peggio di Tangentopoli'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2010

Dura presa di posizione del settimanale cattolico

I quotidiani sono pieni di dettagli su questo tariffario, rispetto al quale le mazzette di Tangentopoli sono acqua fresca. E' la dura presa di posizione contenuta in un articolo sul sito di Famiglia Cristiana dedicato alle presunte compravendite di parlamentari in vista della fiducia. "La sensazione - rileva il settimanale - è che, se non tutto, quasi tutto sia vero. E che i trenta denari abbiamo assunto forme più moderne, ma senza cambiare significato".

Tangentopoli, si legge ancora nel testo, "doveva essere un momento di rinascita civile, di giustizia contro corrotti e corruttori. Ma si sa come è finita. Una volta assodato che volavano soltanto quattro stracci, troppo carcere preventivo con le tragedie che conosciamo ma sentenze definitive del tutto marginali, il mondo politico si e' sentito libero di reiterare. Peggio ancora, di fare apertamente ciò che allora si faceva di nascosto. I risultati li vediamo ogni giorno".

Ancora Kyoto? Anche dalla Russia un 'no, grazie'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2010

Il summit sull'Ambiente a Cancun

Dopo il Giappone, anche la Russia ha detto chiaramente ieri a Cancun

che non aderirà ad una estensione dei vincoli del protocollo di kyoto, una delle questioni più spinose dei negoziati sul clima, entrati nel rettilineo finale.

La Russia non parteciperà a un secondo periodo di impegno del protocollo di Kyoto, ha detto durante una riunione plenaria, l'inviato speciale per il clima russo, Alexander Bedritsky. "Tuttavia, crediamo che sarebbe saggio continuare ad utilizzare i meccanismi di mercato del protocollo di Kyoto", ha aggiunto.

La Russia "conferma il proprio impegno a ridurre le emissioni tra il 15 e il 25% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990", ha affermato Bedritsky. Il protocollo di Kyoto, firmato nel 1997 tra i paesi industrializzati - ma gli Stati uniti non lo hanno mai ratificato - impone una riduzione delle emissioni di gas serra, principali responsabili del cambiamento climatico. Fin dall'inizio della conferenza, il 29 novembre, il Giappone aveva dato fuoco alle polveri affermando che non avrebbe firmato un secondo periodo di impegno del trattato, in scadenza a fine 2012.

La mancanza di accordo sul futuro di questo protocollo rischia di compromettere i progressi su altre questioni discusse a cancun come la lotta contro la

deforestazione e il trasferimento di tecnologia.

Wikileaks: Birmania prepara nucleare

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/12/2010

4.32 Nuove rivelazioni dal sito Wikileaks. Dffuso un cablogramma dell'ambasciata Usa in Birmania, ripreso anche dal Guardian, nel quale si farebbe riferimento ad "operai nordcoreani impegnati nell'assemblaggio di missili Sam e nella costruzione di strutture sotterranee presso un sito militare a 315dalla capitale birmana di Rangoon". Nel documento si precisa comunque che le informazioni, fornite da "una fonte birmana", proprio per questo non devono essere considerate autorevoli, pur essendo "univoche rispetto ad altre".

Giovedì 11 Febbraio 2010

Vaticano: Bertone, nella Chiesa il potere non e' divisibile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2010

Ne' decisioni possono essere prese a maggioranza

CITTA' DEL VATICANO - Nella Chiesa cattolica il potere non può essere "divisibile" né le decisioni possono serre prese a maggioranza: è quanto ha affermato oggi il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, volato - dopo le settimane di veleni del 'Boffo-bis' - a Wroclaw, in Polonia, dove ha tenuto una "lectio" alla locale università ed ha ricevuto un dottorato honoris causa. Stralci del discorso sono stati riportati oggi dal Sir, il servizio informazioni religiose promosso dalla Cei.

''La democrazia, come ogni sistema costituzionale, e' una struttura di potere, che si pone percio', al pari di ogni sistema di governo, essenzialmente in termini di ripartizione di potere'', ha spiegato il porporato. Tuttavia, ha ammonito, tale ''dinamica di potere'' ''se trasportata nell'ambito ecclesiale, non puo' non diventare radicalmente equivoca, perche' nella Chiesa il rapporto strutturale, anche al livello decisionale-operativo, tra la gerarchia e il resto del popolo di Dio, non puo' mai ultimamente essere posto in termini di ripartizione di potere''.

''All'interno della Chiesa - ha chiosato il cardinale - il problema di una necessaria e ordinata ripartizione delle competenze non puo' mai coincidere, come ultimamente avviene all'interno dell'ambito statale, con il problema del possesso di una porzione piu' o meno grande del potere, perche' il potere - se per potere si intende la responsabilita' ultima e percio' il servizio specifico dei Vescovi di fronte alla vita della Chiesa - non e' divisibile''.

Se in una democrazia politica, inoltre, si procede ''con il sistema della rappresentanza'', in base al quale ''la minoranza deve inchinarsi alla maggioranza'', una Chiesa ''che riposi solamente sulle decisioni di una maggioranza diventa una Chiesa puramente umana, dove l'opinione sostituisce la fede'', ha concluso Bertone

Il cardinale, insieme al direttore dell'Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, era stato chiamato in causa nelle scorse settimane da alcune ricostruzioni giornalistiche che, senza citare alcuna fonte, lo indicavano come l'ispiratore ultimo dell'informativa usata dal 'Giornale' di Feltri per la campagna di stampa contro l'allora direttore di Avvenire, Dino Boffo. Alla base del siluramento dello storico timoniere del quotidiano dei vescovi ci sarebbe stata - secondo tali congetture - una rivalita' di potere tra la Segreteria di Stato vaticana e la presidenza passata e presente della Conferenza episcopale italiana.

La Corte dei Conti: riforma degli ammortizzatori o salta l'Inps

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/02/2010

L'allarme dei magistrati contabili

Roma, 11-02-2010

I conti torneranno ancora per poco. Per questo, è "centrale" una riforma degli ammortizzatori sociali per la tenuta dell'Inps.

La relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria dell'istituto, oltre a richiamare "l'esigenza di una riflessione sulla sostenibilità della spesa previdenziale obbligatoria, indebolita dalla caduta del Pil e sui tempi di revisione del sistema", evidenzia anche come la tenuta del bilancio dell'istituto previdenziale "nel breve e medio periodo, rimane esposta alla rallentata dinamica delle entrate contributive, alla marcata dilatazione strutturale delle pensioni e alla forte pressione delle prestazioni a sostegno del reddito, almeno sino all'auspicabile miglioramento del quadro macroeconomico".

In questo contesto, "la più volte preannunciata riforma organica degli ammortizzatori sociali può rivestire un ruolo centrale nell'attuale congiuntura economica, sia per superare il frammentato quadro normativo, caratterizzato dalla estrema disomogeneità delle aliquote e dalla tutela prevalente dei rapporti a tempo indeterminato, sia per ricalibrare sull'effettiva natura degli interventi il peso a

carico della fiscalità generale, non trascurando innovazioni normative mirate a una più adeguata rappresentazione in bilancio".

Un persistente fattore di criticità, osserva la magistratura contabile, "è inoltre costituito dalla crescente mole di crediti contributivi - caratterizzati da un modesto tasso di realizzazione e assoggettati ad elevate aliquote di svalutazione - che incidono sulla attendibilità dei dati di bilancio e influenzano la situazione patrimoniale e il conto economico".

Nel processo di riorganizzazione dell'Inps, tuttora in corso, merita poi "una riconsiderazione l'allineamento ai criteri legislativi di concentrazione sulle principali missioni istituzionali delle direzioni centrali e degli uffici periferici, da articolare in base agli effettivi e misurati fabbisogni del territorio".

Il fattore strategico del mantenimento di elevati livelli di produttivita' del lavoro, che "unitamente allo sviluppo telematico ha arginato il massiccio deflusso annuale del personale di ruolo", osserva ancora la Corte dei Conti, "rischia una compromissione in

esito alle generalizzate misure di riduzione degli organici, di blocco delle assunzioni e di taglio ai trattamenti accessori, che comprimono i margini della politica retributiva premiale".

Bertolaso non si tocca' Premier a pm, vergogna

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2010

Berlusconi da Bruxelles: 'sono assolutamente accuse infondate, non vere, come al solito'

ROMA - L'imprenditore romano Diego Anemone, finito in manette per essere ritenuto il presunto corruttore del sottosegretario Guido Bertolaso e altri pubblici ufficiali per favoritismi negli appalti di alcune grandi opere, tra cui il G8 alla Maddalena, si era dato da fare per "organizzare una 'cosa megagalattica' in favore del Bertolaso" a base di sesso. Lo scrive il gip nella sua ordinanza. Secondo quanto si legge nel provvedimento, infatti, "il tenore delle conversazioni intercettate non pare consentire interpretazioni diverse da quella che trattasi di prestazioni sessuali di cui il Bertolaso dovrebbe usufruire presso il centro benessere riconducibile all'Anemone; peraltro, l'occasione verrà sfruttata dal Bertolaso solo in un momento successivo". In altra parte dell'ordinanza si ribadisce che nel "centro benessere Salaria sport village, riconducibile alla stessa famiglia Anemone", Bertolaso "usufruisce non solo di 'massaggi', ma anche di vere e proprie prestazioni sessuali", come proverebbero diverse conversazioni intercettate.

BERLUSCONI, PM SI VERGOGNINO, LUI NON SI TOCCA - "I Pm si vergognino e Bertolaso non si tocca" . Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti per le vie della capitale belga, e rispondendo a chi gli chiede un commento sull'inchiesta che ha coinvolto il capo della protezione civile. "Queste cose sono assolutamente accuse infondate, non vere, come al solito. Ho parlato con Bertolaso, so che aveva mal di schiena ed andava da una fisioterapista, una signora di mezza età che tra l'altro oggi é in ospedale a farsi operare per un problema alla schiena", aggiunge il premier parlando dell'intercettazione in cui si parla di favori sessuali per il capo della protezione civile. E sul decreto che istituisce la Protezione civile Spa il premier assicura: "andremo avanti".

DOMANI INTERROGATORI DI GARANZIA PER GLI ARRESTATI - Sono fissati per domani, a Roma e Milano, gli interrogatori di garanzia per le quattro persone arrestate ieri con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, dal G8 alla Maddalena alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, condotta dalla procura e dai carabinieri del Ros di Firenze. Nel carcere romano di Regina Coeli saranno interrogati dal gip fiorentino Rosario Lupo (che ha firmato le misure cautelari) il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, già soggetto attuatore per le opere alla Maddalena, l'ingegner Mauro Della Giovampaola, che ha lavorato nella struttura di missione per il G8 in Sardegna ed è coordinatore dell'unità tecnica di missione per la realizzazione delle infrastrutture per i 150 anni dell'Unità d'Italia e l'imprenditore romano Diego Anemone. Per il quarto arrestato, l'ingegnere Fabio De Santis, attuale provveditore alle opere pubbliche della Toscana, successore di Balducci come soggetto attuatore per le opere del G8 alla Maddalena, l'interrogatorio si terrà a Milano per rogatoria.

IL PROCURATORE ACHILLE TORO, MAI CONOSCIUTO BALDUCCI - La tentazione è quella di lasciare la magistratura, ma non se la sente "perché c'é di mezzo mio figlio". All'indomani della diffusione della notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati per il caso G8, il procuratore aggiunto Achille Toro è nel suo ufficio. Un via vai di colleghi ed amici ha scandito le sue prime ore a piazzale Clodio. Prima di uno sfogo, con le lacrime agli occhi, con i giornalisti, Toro ha restituito al procuratore Giovanni Ferrara la delega di coordinamento delle inchieste sulla pubblica amministrazione. "Non avevo segreti da rivelare - ha detto - io e mio figlio non abbiamo mai conosciuto Angelo Balducci e Diego Anemone; tantomeno abbiamo avuto contatti con loro tramite altre persone. Bertolaso l'ho visto solo una volta in una occasione ufficiale". "Posso dire - ha aggiunto - che la sola persona che conosce mio figlio è l'avvocato Edgardo Azzopardi (il cui colloquio con uno degli indagati ha determinato il coinvolgimento di Toro e del figlio Camillo nell'inchiesta di Firenze ndr) sul quale non voglio dire nulla". Il magistrato romano ed il figlio sono indagati per rivelazione del segreto d'ufficio. A Camillo Toro è contestato anche il favoreggiamento personale. Intanto entrambi hanno nominato i difensori: Achille Toro sarà assistito dall'avvocato Roberto Rampioni, il figlio Camillo da Salvatore Sciullo.

FRANCESCHINI, CONFERMI LE DIMISSIONI E STOP ALLA SPA - Bertolaso dovrebbe mostrare la sensibilità istituzionale, confermando le dimissioni respinte ieri da Berlusconi, sostiene Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera. "In un paese non anomalo come in Italia - afferma Franceschini - una persona in quella situazione rassegna le dimissioni, e noi abbiamo apprezzato la sensibilità mostrata ieri da Bertolaso. Sta ora a Bertolaso confermare quella sensibilità istituzionale o ricondurla a una rappresentazione". Franceschini chiede anche che il governo ritiri il decreto che trasforma il Dipartimento della protezione civile in una spa. Questa vicenda, spiega, mette maggiormente in risalto la criticità del decreto, già approvato al Senato, che trasforma la Protezione civile in Spa, e che sarà votato dalla Camera la prossima settimana. "Quel decreto - afferma il capogruppo del Pd - contiene cose inaccettabili: la maggioranza rinunci a quel decreto. la trasformazione della Protezione civile in spa, enfatizza il criterio dell'emergenza, che diventa uno strumento che giustifica il superamento dei controlli; così diventa un abuso". "Inoltre c'é l' articolo 5 che grida vendetta - insiste Franceschini - va oltre il Lodo Alfano. Dice che fino a novembre 2011 non possono essere fatti processi verso i commissari della Protezioni civile, non si possono nemmeno iniziare le indagini e questo è palesemente incostituzionale".

IDV PRESENTA MOZIONE SFIDUCIA PER BERTOLASO - "L'Italia dei Valori presenta una mozione di sfiducia nei confronti di Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del Consiglio". Lo annunciano il presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro ed il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, primi firmatari della mozione. "Sta emergendo - proseguono Di Pietro e Donadi - un quadro sempre più preoccupante sul sistema di potere della Protezione Civile, dove emergono chiaramente le pesanti responsabilità politiche di Guido Bertolaso. Il sistema di potere di Bertolaso e degli imprenditori a lui vicini operava al di fuori di ogni controllo. Una rete che, da quanto si legge sui giornali, ha ingegnerizzato l'illegalità ed il malaffare nella gestione delle emergenze, vere o presunte". "L'Italia dei Valori - concludono Di Pietro e Donadi - chiede anche che sia immediatamente bloccata Protezione Civile Spa, e che questo corpo dello Stato rientri sotto il controllo del Parlamento".

GASPARRI, SINGOLARE TEMPISTICA INCHIESTA - Il presidente dei senatori del PdL Maurizio Gasparri trova invece "singolare" la tempistica che ha portato all'avviso di garanzia a Guido Bertolaso. Gasparri sottolinea che Bertolaso è conosciuto "per l'efficienza dei suoi interventi" e cita il caso dell'Abruzzo dove "senza mettere tasse, le case, case vere, sono state consegnate alla popolazione. Ed anche in tutte le altre vicende in cui Bertolaso é intervenuto ci sono stati sempre risultati efficienti". Gasparri poi osserva che Bertolaso si è messo a disposizione della magistratura, alla quale ha fornito ogni documentazione. "Ora, però, credo che si debba fare un accertamento rapido, che sia compatibile - aggiunge l'esponente PdL - anche con le necessità della nostra Protezione civile, che non può rimanere sulla graticola a lungo. Si farebbe un danno alla sicurezza del Paese".

BERSANI, DIMISSIONI? DIPENDE DA SUA SENSIBILITA' - "Franceschini ha detto che lascia la decisione alla sensibilità di Bertolaso: sono d'accordo con lui". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha risposto ai cronisti che gli domandavano se Bertolaso si debba dimettere. "La magistratura deve fare il suo mestiere e lo farà - ha proseguito parlando nella sede del Pd - però per la politica c'é un altro problema: il G8 è una emergenza? i mondiali di nuoto sono una emergenza? Se tutto diventa una emergenza vengono meno i meccanismi normali di trasparenza. La risposta a queste domande è 'no'; dobbiamo tornare alla normalità, e questo è un problema che riguarda la politica". Ai cronisti che insistevano sulle eventuali dimissioni di BErtolaso, Bersani ha replicato: "Bertolaso non è stato condannato, e quindi è una questione di sensibilità istituzionale; certamente è stato investito di un potere personale che nessuno ha; per questo ha ragione Franceschini". "L'aspetto preoccupante però - ha sottolineato - è un altro: vogliamo andare avanti su questa strada e chiamare emergenza ogni cosa, per derogare a tutte le norme di controllo e trasparenza? Su questo il centrodestra deve riflettere".

CAPEZZONE, INDECENTE LINGUAGGIO MEDIATICO - "Sulla vicenda relativa alla protezione civile, vanno sottolineati almeno due aspetti. Il primo: è indecente il linciaggio mediatico e politico in corso, con il solito diluvio di intercettazioni date in pasto alla stampa. Il secondo: la gente non dimentica le cose concrete, le realizzazioni vere, ben più importanti delle chiacchiere dei politici. Auguro ai politici che in queste ore insultano Bertolaso di poter realizzare in tutta la loro vita un decimo delle cose concrete condotte in porto anche da lui negli ultimi diciotto mesi". Lo afferma il portavoce del Pdl Daniele Capezzone.

Bertolaso: no sesso, solo fisioterapia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/02/2010

19.33 Nessun incontro sessuale, ma sedute di fisioterapia. Il capo della Protezione Civile Bertolaso spiega così uno dei passaggi dell'ordinanza del Gip, nell' ambito dell'inchiesta fiorentina nella quale risulta indagato. Il centro sportivo presso il quale, secondo l'accusa, ci sarebbero state prestazioni sessuali, "è uno dei più grossi di Roma, al cui interno c'è una struttura per fisioterapia", dice Bertolaso, e la donna di cui si parla nell'intercettazione "è una persona perbene, a cui ricorrevo per lo stress".

Haiti: ladri bambini, americani saranno rilasciati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2010

La decisione è di un giudice haitiano

WASHINGTON - Un giudice haitiano ha deciso la liberazione dei 10 cittadini americani arrestati il 29 gennaio scorso al confine tra Haiti e Santo Domingo con l'accusa di aver rapito 33 bambini. Lo rende noto una fonte giudiziaria. I 10, cinque uomini e cinque donne, potrebbero tornare liberi già nella giornata di giovedi.

Il giudice haitiano che ha deciso la liberazione dei 10 americani accusati di aver rapito un gruppo di bambini vittime del terremoto del mese scorso ad Haiti martedi aveva ascoltato alcuni parenti dei piccoli e interrogato diversi imputati. Il genitore di uno dei 33 bambini e ragazzi che il gruppo di americani aveva cercato di far espatriare spacciandoli come orfani aveva riferito di aver affidato a loro suo figlio di 15 anni perché aveva il piede fratturato e voleva farlo curare.

Ieri, prima della decisione del giudice, hanno fatto sapere gli avvocati haitiani degli imputati, i 10, che appartengono a una Ong che opera nello stato dell'Idaho, sono stati messi a confronto con le famiglie dei bambini. Stando alla fonte, il giudice avrebbe deciso per il loro rilascio perché convinto delle loro buone intenzioni.

Il magistrato inquirente in questo tipo di indagine cerca di accertare le intenzioni criminali delle persone indagate e in questo caso non sembranbo esserci stati intenti criminali da parte di questi americani, ha detto. Lo scorso 6 febbraio il loro legale aveva presentato richiesta di libertà provvisoria ma era stata respinta. I cinque uomini e le cinque donne, tutti di fede battista, sono stati accusati di sequestro di minori e associazione per delinquere. Il ministro della giustizia Paul Denis aveva detto che dovevano essere processati a Haiti. I 10 attivisti, sospettati di appartenere a qualche circuito per le adozioni clandestine, hanno sempre proclamato la loro innocenza affermando di avere agito per il bene dei piccoli che volevano portare in un orfanatrofio nella Repubblica dominicana.

Per Tanzi il conto di 32mila obbligazionisti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/02/2010

Processo d'appello del crack Parmalat

Milano, 11-02-2010

Calisto Tanzi non andrà mai in prigione, ma deve risarcire subito, a titolo di provvisionale, oltre 140 milioni di euro ai risparmiatori danneggiati dal crac Parmalat. E' la richiesta, presentata nel processo d'appello milanese nei confronti dell'ex patron del gruppo e di altre 8 persone, dall'avvocato Carlo Federico Grosso, che rappresenta un comitato costituito da oltre 32mila obbligazionisti. Che dopo il fallimento si trovarono in mano titoli senza valore.

L'avvocato ha chiesto che gli oltre 32mila risparmiatori, che subirono complessivamente un danno di "oltre 350 milioni di euro", vengano risarciti singolarmente con una provvisionale per un totale di oltre 140 milioni di euro, ovvero il 40% del danno. Ai giudici di secondo grado l'avvocato ha chiesto inoltre il riconoscimento del danno complessivo, da stabilire in un separato giudizio civile.

Grosso aveva richiesto una provvisionale dello stesso valore anche ai giudici di primo grado, che non l' avevano concessa, pur riconoscendo il danno da quantificare in un giudizio civile. L'avvocato Grosso ha criticato le valutazioni fatte dal collegio di primo grado sulla qualficazione del danno e sulla mancata provvisionale. "Il tribunale nelle sue motivazioni - ha spiegato Grosso - ci ha detto che non è stata acquisita prova del nesso causale tra il danno per il singolo risparmiatore e la singola condotta incriminata". Per Grosso però "ciò che deve rilevare è il fatto che le dichiarazioni false fatte da Tanzi e dagli altri hanno presentato agli obbligazionisti una situazione normale, che funzionava, ma che in realtà normale non era".

L'avvocato ha spiegato, inoltre, che oltre 31mila risparmiatori nei prossimi giorni revocheranno la costituzione di parte civile nei confronti di Bank of America, perché stanno per andare in porto gli accordi di transazione raggiunti con l'istituto di credito statunitense. I risparmiatori, finora, hanno recuperato dalle banche coinvolte nel crac Parmalat circa 90-95 milioni di euro.

Wikileaks: resistenze S.Sede su pedofili

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/12/2010

Padre Lombardi: cable riflettono opinioni di chi li ha redatti

Wikileaks: resistenze S.Sede su pedofili (ANSA) - ROMA, 10 DIC - Il Vaticano non ha permesso a suoi rappresentanti di testimoniare nell'inchiesta della commissione irlandese sullo scandalo dei preti pedofili, mostrandosi poco collaborativo con Dublino. E' quanto si afferma in un 'cable' diffuso da Wikileaks e citato dal Guardian che riporta informazioni provenienti da diplomatici Usa e irlandesi. Il contenuto dei documenti 'riflette le opinioni di chi li ha redatti e non possono essere considerati espressione della S.

Sede', ha detto padre Lombardi.

Nuovi file sul Vaticano: resistenze nell'inchiesta pedofilia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/12/2010

Assange in isolamento, ma avrà un pc. Nasce Openleaks, scissione dal sito originale. Accuse a Eni sull'Uganda

ROMA - La valanga di informazioni riservate messe in circolazione da Wikileaks ha raggiunto il Vaticano. Un 'pacchetto' di cablogrammi riguardanti la Santa Sede in cui si riportano umori e posizioni su più questioni - alcune ancora aperte e spinose come lo scandalo sulla pedofilia - è stato anticipato dal quotidiano britannico Guardian. Così, stando alle informazioni raccolte dai rappresentanti diplomatici Usa presso la Santa Sede e comunicate a Washington, il Vaticano è stato giudicato poco disponibile a collaborare nell'ambito dell'inchiesta irlandese sugli abusi sessuali da parte di religiosi e ha manifestato resistenza non permettendo a suoi rappresentanti di testimoniare.

La Santa Sede, poi, risulta seccata dal comportamento dell'Irlanda: "Le richieste della commissione Murphy hanno offeso molti in Vaticano (...) perché sono state interpretate come un affronto alla sovranità della Santa Sede. I responsabili vaticani sono rimasti seccati dal fatto che il governo irlandese non si sia impegnato perché la commissione seguisse le procedure standard nelle comunicazioni con la Città del Vaticano", si legge nel dispaccio del 26 febbraio 2010 siglato dall'ambasciatore americano presso la Santa Sede Miguel H. Diaz. Le informative indirizzate a Washington parlano anche di una profonda frattura tra il Vaticano e la Chiesa anglicana, un crisi che ha raggiunto il suo livello più profondo da 150 anni in seguito all'apertura del Papa alla conversione per gli anglicani che si oppongono al sacerdozio femminile. Un 'apertura pericolosa che, a giudizio dell'ambasciatore britannico presso la Santa Sede citato nel cable, è talmente 'inflammatory' (provocatoria, ndr) "che potrebbe portare a discriminazioni e anche la violenza contro i cattolici in Gran Bretagna". Dai documenti diffusi emerge inoltre un giudizio sulla poca dimestichezza dei vertici del Vaticano con la tecnologia, una "technofobia" viene definita a causa della quale "la Santa Sede soffre una muddled messaging (confusione nella comunicazione, ndr).

Solo il portavoce Federico Lombardi ha un blackberry e pochi una email", scrive il numero due dell'ambasciata Usa in Vaticano nel gennaio 200. In uno dei cable anticipati dal Guardian si fa inoltre riferimento allo scetticismo mostrato da Joseph Ratzingera ancora cardinale, nel 2004, verso l'adesione della Turchia islamica all'Unione europea, a differenza della mposizione di neutralità assunta dal Vaticano sulla questione. Viene poi rivelato il ruolo di Benedetto XVI che contribuì alla liberazione dei 15 marinai britannici catturati in Iran tre anni fane. Immediata la reazione della Santa Sede: il contenuto dei documenti diffusi da Wikileaks riguardanti il Vaticano "riflettono le percezioni e le opinioni di coloro che li hanno redatti ", ha il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi che ha definito grave la pubblicazione di documenti riservati e confidenziali.

VATICANO, MOLTO GRAVE PUBBLICAZIONE FILE - "Estrema gravità". Sono queste le parole usate in una nota della Sala Stampa vaticana, a seguito della diffusione di una serie di files di Wikileaks che riguardano la Santa Sede. Il Vaticano precisa di non volere "entrare nella valutazione dell'estrema gravità della pubblicazione" dei documenti e ribadisce che i files "riflettono le opinioni di coloro che li hanno redatti".

ASSANGE IN ISOLAMENTO, MA AVRA' COMPUTER

di Patrizio Nissirio

ROMA - Julian Assange è in cella a Londra, in isolamento per garantire la sua sicurezza. Presto avrà un computer, e aspetta solo questo strumento per iniziare a preparare la propria difesa contro le accuse di stupro e la richiesta di estradizione della Svezia. Lo dicono i suoi avvocati, i quali si stanno preparando anche a un'accusa di spionaggio da parte degli Usa, che già definiscono "incostituzionale". Secondo il Guardian, che cita l'avvocato Mark Stephens, gli è "tornato il buon umore" alla notizia che "potrà avere in carcere un computer con accesso, seppur limitato, ad internet".

Per Stephens il padre di Wikileaks, in cella "si sta facendo forza". L'hacker australiano, che appena entrato in cella aveva chiesto, ricevendo un rifiuto, un computer portatile, potrà ora avere, nell'ambito di un programma intitolato "accesso alla giustizia" un pc per poter lavorare sul suo caso. Per l'altro suo legale, Jennifer Robinson, Assange è stato messo in cella di isolamento nel carcere di Wandsworth a Londra "per garantire la sicurezza". "Abbiamo reso nota la nostra preoccupazione per quanto riguarda eventuali problemi di sicurezza - ha detto Robinson - ma non abbiamo mai chiesto che venisse messo in isolamento". Robinson ha anche detto alla Abc americana che lei e il suo team legale sono pronti ad affrontare una eventuale "imminente" incriminazione negli Stati Uniti per spionaggio, e sottolineano fin d'ora di ritenerla "incostituzionale". "La nostra posizione è che l' accusa (di spionaggio, basata sull'Espionage Act del 1917, ndr) non rientri nel caso di Assange" ha detto la legale. Assange in quanto direttore ed editore di Wikileaks è a suo avviso protetto dal Primo Emendamento della Costituzione americana, che garantisce libertà di espressione e di stampa. Nel caso di Assange "dal mio punto di vista ogni incriminazione basata sull'Espionage Act dovrebbe essere considerata incostituzionale" ha aggiunto la legale, secondo la quale se mai dovesse passare la tesi dello spionaggio, "allora sarebbero a rischio tutti gli organismi d'informazione degli Stati Uniti". Intanto è emerso che non avrebbe trovato riparo in Cisgiordania - come pubblicato ieri da alcuni mezzi stampa - Anna Ardin, una delle due donne svedesi che accusano di molestie sessuali e di stupro Julien Assange. Il quotidiano israeliano Jerusalem Post aveva scritto che la donna aveva scelto come rifugio il villaggio cisgiordano di Yamun. Ma una organizzazione cristiana attiva nel dialogo israelo-palestinese con cui la Ardin sembra essere in contatto ha spiegato da Gerusalemme che la improvvida divulgazione delle notizie ha costretto la donna a restare per il momento in Svezia. "Ardin ha dovuto rinunciare ai propri progetti e non è più diretta in Palestina" ha detto oggi una portavoce della organizzazione coinvolta nella vicenda, la Ecumenical Accompaniment Programme in Palestine and Israel (Eappi).

E' SCISSIONE: OPENLEAKS CONTRO ASSANGE

di Eloisa Gallinaro

ROMA - 'Coming soon!': gli scissionisti di WikiLeaks fanno il loro ingresso in rete e firmano cosi' la home page del nuovo sito, OpenLeaks.org che, da lunedi', sara' il diretto concorrente dell'organizzazione di Julian Assange. Il logo, un doppio semicerchio verde e nero che si fonde con una freccia, e' una sorta di invitante 'enter' su imprevedibili nuove rivelazioni che, pero', non saranno diffuse direttamente sul web. I dissidenti, che hanno rotto con Wikileaks per contrasti editoriali e personali, intendono limitarsi a fare da ''intermediari'' tra le fonti, che resteranno anonime, in possesso di informazioni riservate e i media partner che vogliono pubblicarle. Il tutto attraverso una serie di link che metteranno in contatto tra loro le 'gole profonde' che hanno voglia di parlare e i siti di tv e giornali interessati. L'obiettivo di lungo termine, ha detto al giornale svedese 'Dagen Nyheter' uno dei fondatori del nuovo gruppo, e' ''costruire una piattaforma forte e trasparente per sostenere chi ci passa il materiale, sia in termini di tecnologia che di politica, e al tempo stesso incoraggiare altri ad avviare progetti analoghi''. Il contrasto tra Julian Assange e i promotori di OpenLeaks, come l'ex portavoce tedesco Daniel Domscheit-Berg e l'ex membro islandese Herbert Snorrason, si e' consumato sull' ''atteggiamento dittatoriale'' dell'australiano, come l'ha definito Snorrasson, e su una insoddisfatta voglia di trasparenza. ''Se volete la trasparenza per tutto il mondo, dovete essere trasparenti voi stessi. E dovete avere gli stessi standard che esigete dagli altri'', ha detto il tedesco in un'intervista alla televisione svedese Svt che andra' in onda domenica sera e che e' stata anticipata dall'Afp. OpenLeaks, affermano i suoi fondatori, dovra' essere ''democraticamente governata da tutti i suoi membri, piuttosto che da un solo gruppo o da un solo individuo''. Insomma, il protagonismo di Assange, voluto o subito, non piace ai dissidenti. E il quotidiano 'Dagen Nyheter' sostiene di essere in possesso di documenti che provano il malcontento all'interno di Wikileaks: i problemi di accessibilita' che hanno colpito il sito nei mesi scorsi quindi, non sarebbero dovuti a sabotaggi esterni , ma ad attacchi provenienti dall'interno per segnalare ad Assange un malcontento crescente. La cyber guerra si espande ancora. Oltre ai governi in fibrillazione per i 'cable' delle ambasciate Usa nel mondo, alla possibile e forse imminente incriminazione per spionaggio negli Stati Uniti, Assange deve temere da lunedi' attacchi da chi, di lui, sa davvero molto.

TULLOW ACCUSA ENI: MAZZETTE UGANDA; GRUPPO QUERELA- L'Eni avrebbe pagato mazzette in Uganda per aggiudicarsi la partita, poi persa, per acquisire i pozzi petroliferi della Heritage. L'accusa, riportata in un cable di Wikileaks, e' del vicepresidente della concorrente Tullow Oil, Tim O'Hanlon, che parla di corruzione nei confronti di due ministri ugandesi: ma il Cane a sei zampe smentisce e annuncia querela. La storia risale a un anno fa, quando l'Eni punto' sull'Uganda per allargare la propria presenza nell'Africa sub-sahariana, considerata una delle aree piu' promettenti del mondo. Del novembre 2009 e' infatti l'annuncio della firma dell'accordo preliminare per l'acquisto, dalla societa' canadese Heritage, del 50% di alcuni pozzi petroliferi per un ammontare pari a 1,35 miliardi di dollari. Il 18 dicembre, giorno dell'acquisto, sembrava fatta, ma non era cosi'. In attesa di avere l'ok definitivo da parte del governo ugandese, infatti, sulla strada dell'Eni si mise di traverso la Tullow Oil, societa' britannica che aveva in mano l'altro 50% dei pozzi e il relativo diritto di prelazione sulla quota d'interesse del gruppo italiano. Il diritto di prelazione fu infatti esercitato a gennaio e da li' comincio' un estenuante tira e molla per vincere la sfida e ottenere il via libera da parte dell'esecutivo, che si pronuncio' prima a favore degli italiani e poi degli inglesi. La battaglia si concluse il 5 febbraio, quando l'Eni decise di mollare l'osso e di uscire dalla contesa, risolvendo il preliminare del contratto d'acquisto: l'11 febbraio, l'ad Paolo Scaroni annuncio' pubblicamente che la partita era da considerarsi definitivamente chiusa. E' in questo contesto che, secondo le rivelazioni di Wikileaks, O'Hanlon parla di un accordo, presumibilmente quello originario, tra Heritage e Eni che ''e' frutto apparentemente di corruzione'' a favore di due ministri ugandesi. O'Hanlon lo rivela in un incontro con l'ambasciatore americano a Kampala, Jerry P. Lanier, del 14 dicembre 2009. ''La Tullow afferma che alti responsabili del governo dell'Uganda sono stati 'compensati' per sostenere la vendita alla rivale compagnia italiana Eni. O'Hanlon ha 'identificato' il ministro della sicurezza, Amama Mbabazi, e quello dell'energia, Hilary Onek, come quelli che hanno beneficiato dall'acquisto dei diritti della Heritage a Eni'', si legge nel cable pubblicato da Wikileaks. La risposta dell'Eni non si e' fatta attendere: fonti del Cane a sei zampe hanno infatti subito contestato ''le gravi affermazioni prive di ogni fondamento''. Il gruppo ha cosi' dato mandato ai propri legali ''di avviare le azioni a tutela della propria immagine e reputazione e per il doveroso risarcimento del danno arrecato''. Ma i dispacci di Wikileaks sulle attivita' dell'Eni non si limitano all'Uganda. Ce n'e' uno anche sul Venezuela: ''O accettate o prendo un aereo'', avrebbe detto Scaroni al governo di Caracas lo scorso gennaio. Frasi immediatamente smentite da Eni che, con il presidente Roberto Poli nega anche di aver mai pensato di far marcia indietro su South Stream. Mentre le cablogrammi si susseguono, il gruppo annuncia intanto lo sbarco su un nuovo settore per l'approvvigionamento energetico. Si tratta del gas non convenzionale europeo, dove, con l'acquisto di Minsk Energy Resources, diventa operatore di tre licenze nel bacino baltico in Polonia, area ad alto potenziale per lo shale gas.

Berlusconi : volete dare il governo alla sinistra e reintrodurre l'Ici?

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/12/2010

Messaggio ai gazebo del Pld

Vi chiedo, quindi: vogliamo mettere di nuovo il destino dell'Italia in mano ai reduci, ai faccendieri della vecchia politica, che sono gli stessi che hanno provocato l'enorme debito pubblico che è diventato la palla al piede dell'Italia?.

Silvio Berlusconi, in un audiomessaggio destinato ai gazebo dei Promotori della Liberta che saranno allestiti in diverse piazze italiane, torna ad utilizzare il suo 'cavallo di battaglia' elettorale: le domande retoriche. "Vogliamo affidare il futuro nostro e delle nostre famiglie ad una sinistra che reintrodurrebbe l'Ici, che introdurrebbe una imposta patrimoniale anche sui più piccoli appartamenti, che vorrebbe portare al 25 per cento l'imposta sui risparmi investiti nei Bot e nei Cct?", chiede il presidente del Consiglio.

Una sinistra - aggiunge - giustizialista che incentiverebbe le intercettazioni a gogò e che consentirebbe il pagamento in contanti solo fino a 100-200 euro? Ci troveremmo dentro uno stato di polizia tributaria! Possiamo fidarci di una sinistra e di questi suoi nuovi alleati, che potrebbero tradire il mandato elettorale, che vogliono spalancare le frontiere agli immigrati clandestini e dare loro il diritto di voto in pochi anni, per cambiare cos il peso dei moderati che sono oggi la maggioranza del Paese?

Dobbiamo accettare di conseguenza di consegnare le redini del governo a una ammucchiata di vecchi comprimari del vecchio, vecchio teatrino della politica, a dei politicanti che fanno politica da quasi 40 anni, che sono sempre stati figure di secondo piano nei vecchi partiti e che non hanno mai, mai dimostrato di sapere fare qualcosa di buono e di utile per il nostro Paese? Non è un rischio troppo grande affidarsi a questo carrozzone carico di politicanti e di opportunisti? Non è più sicuro - conclude -per il bene delle famiglie e delle imprese, in una parola per il bene dell'Italia, sostenere questo governo, il governo del fare, che ha lavorato, che lavora tanto, che ha fatto molte cose giuste e che vuole continuare a farle, completando la realizzazione del programma votato dagli elettori?.

Algeria, massiccio attacco ad Al Qaeda

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/12/2010

9.22 Una vasta operazione antiterrorismo è stata lanciata dall'esercito algerino sulle montagne della Cabilia, 70 km ad est della capitale Algeri. Migliaia di militari,appoggiati da elicotteri e pattuglie speciali,rastrellano da ieri la zona considerata rifugio di Al Qaeda per il Maghreb islamico nel nord dell'Algeria. Secondo fonti di stampa, sarebbe il più grande intervento dell'esercito degli ultimi anni; una decina di combattenti integralisti sarebbero rimasti uccisi.

Venerdì 12 Febbraio 2010

Berlusconi: interessati a centrali in Albania

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2010

Il premier incontra il premier Berisha a Roma

ROMA - L'Italia punta al nucleare ed è pronta anche a realizzare centrali in Albania da dove poi portare l'energia elettrica nella Penisola. A rilanciare il progetto di collaborazione sul nucleare tra i due Paesi sono stati il premier Silvio Berlusconi e il collega albanese Sali Berisha in un incontro a Palazzo Chigi.

L'Albania vuole diventare un "importantissimo polo energetico" nei Balcani, una "piccola superpotenza" - come l'ha definita Berisha - e l'Italia ha quindi tutta l'intenzione di sfruttare le ambizioni di Tirana. "Berisha - ha detto Berlusconi - mi ha illustrato tutta una serie di progetti che riguardano sia le energie tradizionali, sia la rigassificazione di gas liquido, le centrali termoelettriche e la possibilità

anche di centrali nucleari. L'Italia è molto interessata". E dal canto suo il primo ministro ed ex presidente albanese ha confermato: "Siamo aperti all'energia nucleare". Gli albanesi, ha aggiunto, non potranno non comprendere "i grandi benefici di questa forma di energia più pura e più costante".

Il progetto di una collaborazione tra le due sponde dell'Adriatico sul fronte del nucleare è un'idea che i due capi di governo coltivano da tempo. Già nella visita di Berlusconi a Tirana nel dicembre 2008, Berisha aveva auspicato che l'Italia diventasse "il primo partner dell'Albania in questo campo". E ancor di più oggi - dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che individua i criteri per la localizzazione dei siti nucleari in Italia - la possibilità di realizzare centrali di nuova generazione in Albania apre nuove opportunità per riavviare il nucleare italiano, rispondendo così all'esigenza di diversificare le fonti energetiche ed

abbattere i costi.

Dall'opposizione non si fa attendere la reazione dell'Italia dei Valori con Paolo Brutti, responsabile nazionale Ambiente ed Infrastrutture del partito, che ironizza: "Certo, se Berlusconi deve fuggire oltremare, dopo che Saia e Brunetta non vogliono le centrali nucleari in Veneto, Formigoni non le vuole in Lombardia, Cota non le vuole in Piemonte, Polverini non le vuole nel Lazio e Lombardo non le vuole in Sicilia, non ci resta che guardare Durazzo" e "di fare dell'Albania la pattumiera dell'Italia".

Berlusconi e Berisha hanno poi sottolineato che i rapporti tra i due Paesi sono "ottimi" in tutti i campi, rapporti sanciti dalla firma di un Accordo di partenariato strategico, con il premier albanese che ha invitato gli imprenditori italiani ad investire sempre di più in Albania "il Paese con il livello fiscale più basso d'Europa". Berisha poi ha ringraziato "l'amico Silvio" ("una personalità amata

da tutti gli albanesi") per il sostegno al cammino del Paese delle Aquile verso l'Unione europea e per il suo impegno a far ottenere ai cittadini albanesi la liberalizzazione dei visti Ue "entro ottobre 2010". Ma il grazie più sentito di Berisha è andato alla Protezione civile, alle forze militari italiane e a quei "bravi, bravissimi piloti che hanno salvato tante vite" in occasione delle inondazioni che hanno colpito il nord-ovest dell'Albania lo scorso gennaio.

ALEMANNO: LAZIO PUO' FARE A MENO DELLE DUE CENTRALI NUCLEARI

ROMA - "Dobbiamo fare un grande sforzo per trasformarci in esempio di risparmio energetico e uso delle fonti rinnovabili. Se il Lazio riesce a produrre queste forme di energia può fare a meno delle due centrali nucleari". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dal palco allestito di fronte ai Mercati di Traiano in occasione della VI edizione dell'iniziativa "M'illumino di meno".

Durante l'iniziativa organizzata dalla trasmissione Caterpillar in onda su Radiodue una grande lampadina è stata illuminata con la pedalata di 50 ciclisti tra i quali l'assessore comunale alla Cultura Umberto Croppi.

Mi sono fidato troppo ma non merito la berlina

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2010

Bertolaso: "Se qualcosa ho mancato me ne faccio una colpa e un rammarico"

ROMA - "Forse ho avuto eccessiva fiducia nei confronti di alcune persone, ma io purtroppo sono portato a fidarmi degli altri". Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. "Credo che la stima reciproca - ha spiegato Bertolaso - la fiducia e il rispetto anche dei valori e delle responsabilità debba riguardare tutti i cittadini e i funzionari dello Stato. Se qualcosa ho mancato, me ne faccio una colpa e un rammarico, ma non per questo devo esser messo alla berlina". "Il problema di Bertolaso è il problema di una persona: non deve in alcun modo inquinare un sistema che abbiamo contribuito a far crescere e che è diventato punto riferimento a livello mondiale". Bertolaso ha sottolineato: "Abbiamo contribuito a far crescere l'immagine e il prestigio del Dipartimento".

LETTA TRANQUILLIZZA L'ABRUZZO, NIENTE SCIACALLI

di Fabio Iuliano

L'AQUILA - "Francesca alle 3.32 non rideva". Dalle 22 di ieri sera, Francesca ha lasciato questa dicitura sulla prima riga del suo profilo personale su Facebook, invitando i suoi amici a fare altrettanto, per manifestare l'indignazione di fronte a quelle risate degli imprenditori nella notte del sisma.

Nel giro di poche ore, insieme a lei si sono mobilitati in migliaia, formando anche un gruppo tematico che a metà pomeriggio aveva raccolto quasi 7mila adesioni. Al loro sdegno Gianni Letta ha provato oggi a dare risposta. "Tutti abbiamo sentito un brivido di orrore - ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - rispetto a quelle brutte persone che stavano a lucrare qualcosa sulla disgrazia dell'Aquila. Nessuna di quelle persone, nessuna di quelle imprese, ha messo mai piede all'Aquila, né ha avuto un euro di lavori nella prima fase e né l'avrà nella seconda".

All'Aquila, per la consegna del premio Innovazione 2009, Letta si è rivolto alla platea di Finmeccanica, rinnovando la stima nei confronti del capo della Protezione civile. "Voi che l'avete visto non potete credere che abbia tradito la vostra fiducia come non ci credo io. A lui - ha spiegato - mi piace mandare un pensiero di solidarietà e di affetto". Pur rifiutandosi di entrare nel merito della vicenda giudiziaria perché "per il mio lavoro sono abituato a leggere i documenti prima di esporre la mia opinione", il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, non ha nascosto il suo "disgusto" nei confronti di chi ha riso nel letto all'ora della tragica scossa. Intanto, la Protezione civile fa sapere che la società dell'imprenditore Diego Anemone, arrestato nell'ambito dell'inchiesta fiorentina sui lavori per il G8 alla Maddalena, non ha ottenuto l'affidamento delle opere realizzate all'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile.

Sul fronte politico, l'Idv ha presentato una mozione di sfiducia alla Camera per chiedere le dimissioni di Bertolaso. "Dimettiti - è l'invito di Antonio Di Pietro - altrimenti ti sfiduciamo noi. Leggendo le vicende che coinvolgono il responsabile della Protezione Civile c'é da rabbrividire". Duro il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. "Eventuali responsabilità personali - osserva - saranno stabilite dalla magistratura, però esiste una responsabilità oggettiva. Qui c'é un andazzo che non è accettabile". Anche per il

presidente della Puglia, Nichi Vendola, "ci sono responsabilità politiche che prescindono dalle responsabilità penali. Credo che al di là della condizione personale di Bertolaso in questa inchiesta, la Protezione civile abbia subito un'onta che merita conseguenze politiche serie". La maggioranza fa invece quadrato attorno al sottosegretario. "Conosciamo Bertolaso - dice il ministro per l'Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi - e siamo convinti che saprà smontare il castello di accuse nei suoi confronti". "Bene ha fatto - gli fa eco il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi - Berlusconi a riconfermare la fiducia ad una persona che in questi dieci anni ha fatto delle cose straordinariamente valide per il nostro Paese". Più articolata la posizione del leader del'Udc, Pier Ferdinando Casini. "Non accettiamo - rileva - la decapitazione di Bertolaso come vorrebbe Di Pietro che ha presentato una mozione di sfiducia. Ma nel contempo riteniamo che la Protezione civile non possa essere al di sopra della legge ed abbia bisogno di regole certe". Romano Prodi, infine, sorvola su Bertolaso ma si dice preoccupato per la Protezione Civile che "é un nostro orgoglio nazionale, ma quando una cosa funziona bene e la si sovraccarica di compiti impropri solo perché si vogliono eludere i controlli burocratici, che pur sono pesanti e gravosi, una bellissima cosa finisce per soffrire e degradarsi".

Intanto nel carcere romano di Regina Coeli sono in corso gli interrogatori di garanzia per i quattro arrestati nell'inchiesta sui lavori pubblici alla Maddalena per il G8: il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola, l'impenditore Diego Anemone e Fabio De Santis. Quest'ultimo - sentito per rogatoria nel carcere di san Vittore a Milano - si e' avvalso della facoltà di non rispondere.

Balducci invece ha parlato davanti al Gip. Piena legittimità del proprio operato e regolarità delle gare di appalto che si sono svolte "non solo in modo legittimo, ma con il controllo di una molteplicità di persone e di comitati di esperti che ne hanno verificato la limpidezza". Con queste parole il presidente del Comitato superiore dei lavori pubblici si è difeso davanti al Gip di Firenze Rosario Lupo.

Farmaci scaduti smaltiti in terreni Sgominata banda nel nord-est

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2010

Operazione dei carabinieri, tra gli indagati figurano due funzionari dell'Arpa di Udine

UDINE - Una organizzazione per delinquere che disperdeva medicinali scaduti di ospedali in terreni è stata sgominata dai carabinieri del comando tutela Nucleo Ecologico di Udine, che ha eseguito provvedimenti restrittivi e perquisizioni tra Veneto e Friuli. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip di Udine Alessio Verni su richiesta del Pm Viviana Del Tedesco nell'ambito di una inchiesta su un traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e truffa ai danni della pubblica amministrazione.

Tra gli indagati figurano due funzionari dell'Arpa di Udine. L'operazione vede impegnati i carabinieri del gruppo tutela dell'ambiente di Treviso (Noe di Udine, Treviso e Venezia), con il supporto dei militari dell'arma dei comandi provinciali di Udine, Venezia e Treviso, che stanno sequestrando varie società e una decine di mezzi per il trasporto dei rifiuti.

L'indagine, denominata 'Parking Waste', è iniziata dal rinvenimento di una discarica abusiva di rifiuti speciali ospedalieri in un'area da adibire a parcheggio di pertinenza dell'ospedale civile di Latisana (Udine). Gli accertamenti dei militari del Noe di Udine, che si sono serviti di intercettazioni telefoniche e strumentazione tecnica, hanno permesso di scoprire l'esistenza di un sodalizio criminoso che aveva smaltito circa 600 mila chili di rifiuti speciali costituiti da terreno frammisto a rifiuti ospedalieri, sotterrati in una discarica di inerti della provincia di Treviso. Contemporaneamente i carabinieri hanno accertato anche una illecita gestione di rifiuti provenienti dalla bonifica di un deposito di carburante di Gorizia. Rifiuti di amianto frammisto a terreno sono stati scaricati illecitamente presso un centro di stoccaggio nella provincia di Trento, per essere poi inviati per il definitivo smaltimento presso impianti tedeschi. Gli indagati sono accusati di avere costituito una associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.

Khamenei: nemici rinuncino a dominarci

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/02/2010

11.06 All'indomani delle celebrazioni per il 31esimo anniversario della rivoluzione iraniana, la guida suprema, Khamenei,ha rilasciato dure dichiarazioni: "E' ora che i Paesi stranieri nostri nemici si sveglino e rinuncino a ogni tentativo di sottometterci". L'Iran "ha trovato la sua strada e ha deciso di raggiungere l'apice dello sviluppo, superando ogni ostacolo che troverà sul suo cammino", ha proseguito l'ayatollah, che ha anche espresso soddisfazione per la partecipazione degli iraniani alla giornata di ieri.

Iran,Frattini:niente guerra ma sanzioni

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/02/2010

10.17 "Niente guerra all'Iran, ma certamente sanzioni serie" perché "dobbiamo tranquillizzare Israele". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Franco Frattini, parlando del nucleare iraniano. "Dobbiamo accelerare sulla strategia delle sanzioni con una delibera delle Nazioni Unite -spiega Frattini- proprio per evitare che a qualcuno venga la tentazione (penso a Israele) di un attacco militare che sarebbe devastante, anzitutto per Israele,ma per tutto il Medio Oriente. I Paesi arabi del Golfo sono estremamente preoccupati".

Ciancimino, mio padre intervenne per non fare liberare Moro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2010

Rivelazioni ai Pm di Roma

Palermo, 12-02-2010

Nel 2000 mio padre mi disse che i cugini Salvo e l'on. Rosario Nicoletti, ex segretario della Dc siciliana, si erano rivolti a Salvo Lima dicendo di essere in grado di dare indicazioni sul luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro.

E' una delle ultime rivelazioni rese da Massimo Ciancimino ai pm di Roma confluite nel processo al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Le carte sono state inviate alla Dda di Palermo perche' contengono anche dichiarazioni su Dell'Utri e i pm del capoluogo le hanno inviate al pg che sostiene l'accusa nel processo al senatore.

In seguito - prosegue - a mio padre era stato chiesto di impedire la liberazione dello statista dal segretario della Dc Zaccagnini attraverso Attilio Ruffini. Analoga richiesta gli era giunta da appartenenti a Gladio, nella cui struttura mio padre era inserito, e dai servizi segreti.

Mio padre - conclude il testimone - mi ha detto di avere incontrato Pippo Calo' che gli disse che era stato interessato per individuare il covo di Moro, attivita' che aveva svolto servendosi dei suoi amici della banda della Magliana e che aveva consentito di stabilire che Moro era in via Gradoli. Disse a Calo' che non si sarebbe piu' dovuti intervenire per la liberazione.

Usa assunsero Gestapo Per spiare i sovietici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2010

La 'contro-storia' da documenti resi pubblici dall'Archivio americano di Stato

ROMA - Dopo la Secondo Guerra Mondiale il controspionaggio Usa reclutò in massa ufficiali della Gestapo, veterani delle SS e collaboratori dei nazisti e aiutò molti di loro ad evitare l'arresto. Perché la minaccia sovietica era più forte dell' 'imbarazzo' di arruolare criminali di guerra. E' quanto emerge dai documenti desecretati di recente dall'Archivio di Stato Usa, secondo quanto scrive oggi il New York Times.

Ma dalle migliaia di carte che gli storici hanno spulciato, non è solo una storia segreta dell'America che emerge. Anche tutti i libri del Medio Oriente andranno riscritti.

Secondo tali documenti infatti, vi era una strettissima connessione tra i gerarchi nazisti e il gran Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, che durante la guerra scappò in Germania per scampare - disse - all'arresto degli inglesi. Ma i rapporti emersi dall'Archivio di Stato Usa raccontano una storia diversa: ''Una fortuna enorme'' fu pagata al leader musulmano (50.000 marchi al mese, quando un maresciallo tedesco ne guadagnava 25.000).

Il motivo, spiegano gli storici, è che il gran muftì era al soldo dei tedeschi per reclutare musulmani nelle SS. I tedeschi gli avevano anche promesso che sarebbe diventato leader della Palestina una volta cacciati gli inglesi e fatti fuori gli oltre 350.000 ebrei.

Per quanto riguarda la più nota 'contro-storia' del reclutamento di nazisti da parte degli Usa, i nuovi documenti mettono in luce la ''sistematicità'' con cui l'operazione veniva effettuata. La minaccia sovietica, spiegano gli esperti che hanno studiato le carte, era ben più forte dell' 'imbarazzo' di arruolare criminali di guerra.

Nicolas Cage in rosso Teme la bancarotta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2010

ROMA - I guai di Nicolas Cage con il fisco sono tutt'altro che risolti: secondo il sito di gossip di Hollywood, Tmz, il suo debito con lo Stato e con vari istituti di credito - noto da tempo - ha superato i 14 milioni di dollari. E finora ne ha messi insieme soltanto 370mila circa.

L'attore 46enne, che cerca di non pubblicizzare la vicenda, ha accusato il suo commercialista dei guai finanziari. E sebbene abbia imposto il massimo riserbo a tutti i suoi coollaboratori, a parlare sono le banche a cui deve altro denaro.

Per togliersi dai guai, Cage sta cercando di vendere la sua bella villa acquistata a New Orleans, nel cuore del famoso French Quaert, valutata oltre 3,5 milioni di dollari. La villa e' famosa per essere infestata da una grandequantita' di fantasmi, anche se non e' chiaro se questo finira'con l'aumentare o diminuire il valore della proprieta'.

Berlusconi: Israele pensa ad atomica. L'analisi durante l'incontro con Gates

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2010

Un attacco preventivo all'Iran anche con armi nucleari

ROMA - Se un giorno Israele dovesse capire che la sua stessa esistenza è messa irreparabilmente in pericolo dalla minaccia nucleare iraniana non esiterebbe a colpire per primo. E potrebbe farlo anche ricorrendo alla risorsa estrema, l'arma atomica. E' il 6 febbraio di quest'anno e il premier Silvio Berlusconi evoca in un colloquio con il segretario alla Difesa americano, Robert Gates, lo spettro dell'uso del nucleare in Medio Oriente. Sono le settimane in cui tra la comunità internazionale inizia a prevalere lo scetticismo sull'efficacia delle sanzioni per frenare l'escalation nucleare degli ayatollah. E il presidente del Consiglio è appena rientrato da una missione di tre giorni in Israele, dove ha incontrato i vertici dello stato ebraico con i quali il Cavaliere vanta una confidenza particolare (ricambiata) in qualità di "miglior amico di Israele in Europa". In Medio Oriente, Berlusconi ha sferrato un duro 'j'accusé contro il leader iraniano Mahmud Ahmadinejad, paragonato a Hitler, promettendo solennemente davanti alla Knesset (il parlamento israeliano) di impegnarsi per far comprendere anche agli altri leader europei la minaccia mortale che incombe su Israele. Dall'Iran piovono strali sul presidente del Consiglio e all'ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, viene trasmessa la protesta ufficiale del governo di Ahmadinejad per le parole del premier. Pochi giorni dopo il suo rientro in Italia comunque, a Roma arriva Gates. Berlusconi lo riceve a Palazzo Chigi. E al colloquio partecipa anche l'ambasciatore degli Stati Uniti, David Thorne.

Proprio dall'ambasciata americana di Via Veneto partirà di lì a breve per il Dipartimento di Stato di Washington un resoconto del colloquio, svelato dai file di WikiLeaks e riportato stanotte dal settimanale tedesco Der Spiegel. Secondo quanto emerge dal documento riservato, Berlusconi assicura al suo interlocutore che l'Italia è il "migliore amico degli Stati Uniti" e non nasconde il sospetto che il regime iraniano stia effettivamente lavorando in segreto alla bomba atomica. Ahmadinejad, avrebbe detto Berlusconi, "promette di annientare lo Stato israeliano" ed io sono preoccupato di un possibile attacco preventivo da parte del governo di Benyamin Netanyahu. E' a questo punto che il 'cable' diplomatico americano attribuisce al Cavaliere la seguente espressione: Israele "potrebbe attaccare, forse perfino con armi nucleari" (che Israele ufficialmente non possiede, ndr). "Nessuno - avrebbe aggiunto Berlusconi - nemmeno il presidente Obama, può fermare Israele se sente che la propria esistenza è minacciata". Non è una novità l'ipotesi di un attacco preventivo dello stato ebraico. Ma è la prima volta che viene evocata esplicitamente la possibilità di un ricorso all'arma nucleare.

Da parte sua comunque, Gates racconta a Berlusconi un aneddoto significativo su una missione aerea israeliana. Nel giugno 2008, i caccia con la stella di David sono arrivati fino alla Grecia, percorrendo 842 miglia. La distanza tra le basi aeree israeliane e il reattore nucleare iraniano, aggiunge senza fare commenti l'esponente Usa, è di 840 miglia. Nel documento, é lapidaria la descrizione della reazione del premier: "Berlusconi ha capito". Tutto questo avveniva otto mesi fa. La situazione, da allora, é cambiata poco. Ed oggi, in un'intervista alla Cnn, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ribadito la 'dottrina' dello stato ebraico: per ora "la parola resta alla diplomazia" ma "tutte le opzioni", compresa quindi quella militare, "restano sul tavolo".

Sabato 13 Febbraio 2010

Al via offensiva Nato contro i talebani

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/02/2010

23.37 In corso in Afghanistan la maxi-offensiva delle truppe Nato-Isaf guidata dagli Usa per assumere il controllo della provincia meridionale di Helmand, roccaforte dei talebani. L'attacco, il primo da quando Obama ha inviato 30.000 soldati di rinforzo a dicembre, segna l'inizio della campagna per imporre il controllo governativo nella turbolenta provincia meridionale. Il comandante talebano dell'area ha assicurato che il movimento è pronto a difendere le sue posizioni:"Combatteremo utilizzando attacchi a sorpresa".

Cisgiordania: tra foto e gas fiorisce il 'turismo della barriera'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/02/2010

I palestinesi chiedono attenzione, anche vestiti da Avatar

BILIN (CISGIORDANIA) - Gli ultimi scatti li hanno dedicati ai dimostranti che questa settimana si sono schierati sotto i reticolati della barriera che separa la Cisgiordania palestinese da Israele agghindati, per sberleffo, come i Nàvi, i personaggi blu di Avatar hit cinematografica del momento. Sono i 'turisti dell'occupazione', viaggiatori un po' più avventurosi della media che - fra impulsi di solidarietà politica, curiosità e un tocco di presenzialismo - si vedono sempre più spesso, camere digitali al collo, sullo sfondo delle ormai abituali 'proteste anti-muro' del venerdì.

Arrivano da mezzo mondo, Italia inclusa, per fotografare e fotografarsi. O girare video amatoriali. Ci sono i turisti per caso e quelli che mostrano di volersi documentare sulla storia della controversa genesi d'una cortina che, fra recinzioni e tratti di muro in cemento armato, corre per decine e decine di chilometri lungo questa eterna linea del fronte. Cortina voluta a suo tempo dal governo di Ariel Sharon per fermare le incursioni del terrorismo kamikaze e di cui Israele - dati sul calo degli attentati alla mano - difende la necessità. Ma che la Corte internazionale dell'Onu ha definito illegale e i palestinesi avvertono come una forma d'inaccettabile punizione collettiva, quando non come "un simbolo di apartheid". Per farsene un'idea, si possono scegliere diverse mete.

Quelle più battute dai turisti occidentali sono i villaggi cisgiordani di Nabi Selech, Naalin, al-Maasara e soprattutto Bilin: centro abitato tagliato in due dallo sbarramento nel quale il 19 febbraio sarà 'celebrato' il 5/o anniversario delle proteste. Proteste che sono il frutto della "resistenza pacifica" di migliaia di palestinesi e pacifisti israeliani e internazionali, affermano i promotori dei Comitati popolari locali. La loro linea, giurano, è la non violenza. Anche se proprio a Bilin - dove in questi anni si sono avuti contusi, feriti e qualche morto - sono più frequenti i tafferugli: le sassaiole di alcuni dimostranti, l'uso di proiettili di gomma e lacrimogeni (anche ieri) delle forze di sicurezza israeliane.

I visitatori occasionali, comunque, non paiono darsene per intesi. E d'altronde le regole d'ingaggio dei soldati sembrano più caute quando fra i manifestanti è segnalata una presenza significativa di stranieri. Ideatore "in chiave anticoloniale" della protesta modello Avatar, Mohammad al-Khatib, fermato e rilasciato a più riprese dai militari israeliani, si mostra compiaciuto. Tratteggia le sue iniziative come come uno sforzo "creativo" volto a richiamare un barlume d'attenzione dal mondo. E in questo senso, dice all'ANSA, tutto fa brodo: comprese le 'strategie di marketing' che favoriscono il coinvolgimento nei "venerdì di Bilin" di semplici curiosi e persino pellegrini, accanto ad attivisti, fotoreporter o giornalisti. Secondo Khatib, la partecipazione internazionale è importante per far conoscere all'estero la sorte dei contadini che hanno perso terra e lavoro a causa del grande steccato.

Condizione che potrà cambiare per qualcuno, dopo la recente sentenza dell'Alta Corte israeliana favorevole a un gruppo di palestinesi e l'annuncio delle autorità - formalizzato giusto ieri - dell'avvio di lavori per una deviazione parziale del tracciato che attraversa Bilin. Ma che resta gravosa e senza sbocchi per molti altri. Sia come sia, e malgrado gli incidenti, il numero dei visitatori che inseriscono una tappa da queste parti continua ad aumentare. Sono persone "stanche dei soliti viaggi", spiega all'ANSA Samer Kokali, dell'agenzia turistica non-profit Alternative Tourism Group di Betlemme, che dal 1996 organizza soggiorni in Cisgiordania.

Un tour operator sui generis che, oltre alle visite ai siti religiosi e artistici, propone incontri con esponenti politici palestinesi e israeliani o con i coloni, ma anche lezioni di cucina, lingua e cultura araba. E, con le cautele del caso, assiste chi desidera fare una puntata nelle 'zone calde'. Non ci interessa il business, sostiene Kokali, ma che "la gente venga qui e veda con i suoi occhi la situazione". Al di là della sfida al pericolo o del brivido del fuggi-fuggi d'occasione.

Cgia: in 10 anni +1500% comunale Irpef

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/02/2010

17.30 L'addizionale comunale Irpef ha registrato un aumento esponenziale del gettito, +1.566%, nei primi 10 anni di applicazione, passando dai 156 milioni di euro del 1999 ai 2,6 miliardi di euro del 2008. Lo afferma la Cgia di Mestre. In termini economici, sia a fronte dell'aumento dei comuni che hanno adottato l'imposta locale, sia per l'incremento delle aliquote, ciascun contribuente italiano ha dovuto corrispondere un importo medio passato in 10 anni da 26 a 104 euro. I comuni che applicano l'addizionale Irpef sono 6.132.

Poster e sms nelle strategie dei candidati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/02/2010

Regionali, si testano nuove tecniche di comunicazione in campagna elettorale

(ANSA) - Non rinunciano al manifesto, ma utilizzano sempre piu' socialnetwork, internet ed sms. E' la campagna elettorale dell'epoca digitale. Una carrellata su alcuni dei candidati presidente alle regionali, di centrodestra e centrosinistra, mostra come si affermino sempre piu' le strategie di comunicazione legate alle nuove tecnologie.

E cosi', pressoche' tutti i pretendenti alle poltrone di governatore sono su Facebook, Twitter e Youtube e puntano a instaurare un filo diretto coi 'supporter' via mail e cellulare. In Lombardia, la propaganda elettorale di Roberto Formigoni

ha come colonna sonora la musica leggera che fa da base a otto diversi messaggi registrati dallo stesso Governatore e che si possono scaricare sul cellulare gratuitamente dal suo portale. Le suonerie hanno anche un altro scopo, cioe' avvicinare alla politica chi adesso non ne vuole sapere. Cosa che Formigoni aveva gia' iniziato a fare nel 2006 creando una web radio, e poi una web tv.

Il poster elettorale, pero', resta ben saldo e utilizzato in maniera bipartisan. Se Emma Bonino sta facendo preparare manifestini alternativi, da attaccare a finestre e finestrini della auto con colla che non lascia segni, non ha rinunciato alle gigantografie: da pochi giorni sono comparsi in giro per Roma i manifesti che ritraggono l'esponente radicale, candidata nel Lazio per il centrosinistra, in primo piano, una giacca rossa che occhieggia. Quelli della sua avversaria, Renata Polverini, circolavano gia' da un po', alcuni con foto del suo volto, altri con inquadratura 'a piano americano', fino a meta' coscia, con l'ex leader Ugl in gessato e camicia bianca. Filippo Penati in Lombardia, Vasco Errani in Emilia Romagna, Luca Zaia in Veneto, Mario Spacca nelle Marche, Catiuscia Marini in Umbria, via via di candidato in candidato, il manifesto resta un must.

Accompagnato, pero', da altre iniziative. E con diversi esponenti che, soprattutto a sinistra - come Vendola e Burlando - mettono da parte la propria immagine e privilegiano le idee. Fa leva sul video, per esempio, Sandro Biasotti, in campo in Liguria per il centrodestra. Sui manifesti, dove e' in primo piano col motto 'La Liguria merita di piu'', sono segnalate mugugno.tv e biasotti.tv, due emittenti web: nella prima il cittadino puo' vuotare il sacco e dire le cose che non vanno, nella seconda il candidato, oltre a illustrare programma e ragioni della candidatura, risponde ai mugugni della gente. In Piemonte Mercedes Bresso, centrosinistra, propone manifesti su cui campeggiano il suo volto e lo slogan 'Avanti Piemonte'. E dal suo sito-community si accede al programma dei Magazzini Bresso, lo spazio-giovani inaugurato pochi giorni fa che ospita lezioni di danza, yoga e spettacoli. Il suo avversario Roberto Cota, candidato da Pdl e Lega, sul manifesto in cui appare in primo piano, la Mole Antonelliana accanto, niente giacca e cravatta (e' uno dei pochi), rimanda al proprio sito, al canale su Youtube, a Facebook e indica il numero di cellulare a cui i cittadini possono inviargli sms. Chi in Campania volesse restare informato sulle iniziative di Vincenzo De Luca, centrosinistra, puo' spedire il proprio numero di cellulare alla mail che si trova sul sito e sara' aggiornato. A Rocco Palese (Pdl), che nei manifesti gioca sul suo nome con lo slogan 'Basta bugie'. E' Palese', i pugliesi possono scrivere via mail connettendosi al suo sito. In Umbria, invece, Fiammetta Modena(centrodestra) propone ai cittadini un sondaggio on line su quello che ritengono il problema piu' grave della regione. Enrico Rossi, Toscana, centrosinistra, ha pubblicato sul sito il piano di comunicazione della campagna elettorale, con strategie e obiettivi. Quanto ai manifesti, Rossi e' tra quelli che hanno scelto di puntare non sulla sua immagine, ma su concetti come: 'Non basta un prodotto interno lordo, serve anche un prodotto interno bello'. Sui poster a sostengo di Claudio Burlando in Liguria (centrosinistra) a campeggiare sono Luigi il pendolare, Luca il disoccupato, Alice che cerca casa e altre persone prese dalla strada. E la biografia on line del presidente uscente la si trova cliccando sulla finestra 'Claudio'. Anche Nichi Vendola in Puglia mette da parte la sua faccia per dare spazio a una serie di messaggi relativi al suo programma: sull'onda dell'idea che 'la poesia e' nei fatti', i manifesti puntano sul no al nucleare e alle piattaforme petrolifere, sulla legge anti-diossina per Taranto, sull'acqua come bene pubblico, sul no al precariato.

Via dal Kosovo, l'ira di Obama su Zapatero

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/12/2010

Le rivelazioni di Wikileaks

A Washington non gradirono affatto. La decisione di ritirare il contingente dal Kosovo senza essersi prima consultato con gli alleati costò al primo ministro spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero una 'ripassata' dall'amministrazione Obama.

E' quanto emerge dalla divulgazione dell'ennesimo documento riservato americano da parte di WikiLeaks, il resoconto di un colloquio tra Zapatero e il vice presidente americano Joseph Biden avvenuto a marzo 2009 a Vina del Mar, in Cile, poco dopo l'annuncio del ministro della Difesa di Madrid, signora Carme Chacon, secondo cui la Spagna avrebbe richiamato i suoi soldati di stanza nella regione a maggioranza albanese. Biden "critico' la mancanza di consultazioni", si legge nel testo, pubblicato oggi sul quotidiano El Pais, "e sollecitò la Spagna a contattare gli Stati Uniti per il futuro e ad agire in maniera piu' trasparente".

Zapatero replicò difendendo la propria scelta, risulta dal memorandum, e tuttavia "riconobbe che avrebbe potuto consultare" Washington. Un mese prima il segretario di Stato Usa, Hillary Rodham Clinton, aveva espresso al ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos "l'irritazione" del suo Paese per "le divergenze sul Kosovo". La Spagna, insieme a Grecia, Romania, Slovacchia e Cipro, è tra l'altro uno dei soli cinque membri dell'Unione Europea a non aver ancora riconosciuto l'indipendenza di Pristina.

Domenica 14 Febbraio 2010

G8, L'Aquila protesta Protezione civile,no Spa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/02/2010

Il sottosegretario Gianni Letta: funzioni e strutture del Dipartimento resteranno pubbliche

ROMA - "Anche io mi arrabbierei se qualcuno pensasse di trasformare la protezione civile in società privata, ma non è così e chi lo dice non dice il vero. La protezione civile è e rimane un Dipartimento della presidenza del Consiglio con le sue strutture, le sue funzioni e le sue regole che restano pubbliche". Ad affermarlo é Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ribadendo che Bertolaso potrà continuare a lavorare con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e con lo stesso impegno. "Con il decreto si era solo pensato di dotare la protezione civile di uno strumento ulteriore, aggiuntivo, che le consentisse - ha spiegato Letta - di operare, in determinate circostanze, con maggiore flessibilità ed efficacia". " Sono personalmente convinto - ha aggiunto - che come in tutti questi anni nelle emergenze drammatiche e 'nei grandi eventi' ha operato con successo senza questo ulteriore strumento, la Protezione civile di Bertolaso potrà tranquillamente continuare a farlo con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e lo stesso impegno. Questi sì- ha concluso - sono i veri strumenti del successo".

'NOI NON RIDEVAMO: L'AQUILA PROTESTA - Gli aquilani si sono ritrovati in piazza con cartelli con scritto 'Io non ridevo' e 'Riprendiamoci la nostra città' in segno di protesta alla luce delle intercettazioni divulgate negli ultimi giorni relative all' inchiesta fiorentina sugli appalti del G8, ed hanno forzato un posto di blocco all'altezza dei Quattro cantoni, nel cuore della zona rossa, per entrare a Piazza Palazzo, considerata inaccessibile.

Le forze dell'ordine, dalla polizia all'Esercito, hanno provato a impedire ai manifestanti, circa 300, di varcare le barricate della zona rossa, ma è stato inutile: al primo tentativo di forzare i blocchi, le persone preposte al posto di guardia hanno preferito lasciar defluire la gente onde evitare disordini. Così i manifestanti hanno raggiunto piazza Palazzo, la stessa in cui un mese fa era stato celebrato un Consiglio comunale tra cumuli di macerie. Gli stessi cumuli su cui una decina di persone sono salite, rivendicando la propria rabbia per non avere più a disposizione la loro città. Simbolicamente ogni persona ha preso con sé una pietra da quelle macerie residue dai crolli del terremoto di Aprile. "Non possono portarci via 700 anni di storia - ha commentato Giusi Pitari, tra i manifestanti - è ora di riprenderci la nostra città, siamo indignati - ha proseguito - anche di fronte all'assenza dei nostri rappresentanti istituzionali".

E' stato tra i primi a salire sul cumulo di macerie in piazza Palazzo con indosso una maglietta bianca con scritto 'Alle 3:32 non ridevo' così, Stefano Cencioni, ha manifestato la sua personale rabbia che è diventata lo sfogo di una comunità sulle intercettazioni delle risate degli imprenditori la notte del sisma. "Non ridevamo, non ridevamo quella notte - ha urlato ai manifestanti - perché tra questi vicoli sono morte delle persone, e queste macerie ne sono la testimonianza". Cencioni, sulla quarantina, ha precisato che il suo "non è uno sfogo contro il sistema della Protezione Civile che tanto ha dato a questa città". "Ho conosciuto volontari - ha detto - che hanno lasciato le loro attività anche in Sicilia e in Valle d'Aosta per venire ad aiutarci e la persona a capo di questo sistema non può essere una persona da condannare", ha detto riferendosi a Guido Bertolaso. Molte sono state però le critiche rivolte al capo della Protezione Civile sollecitate da quei comitati cittadini vicini al Movimento '3e32' che fin da subito non hanno risparmiato critiche al sistema del Dipartimento.

Il tutto si è svolto comunque pacificamente e senza incidenti. Alla fine della manifestazione, i comitati cittadini hanno lasciato uno striscione su una delle fontane di piazza Duomo con scritto: "solo apparenza, poca sostanza".

BERTOLASO, PRONTO A LASCIARE SE BERLUSCONI ME LO CHIEDE - Intanto, in una intervista al Sole 24 Ore e in in un colloquio con il Giornale, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso punta il dito contro "il tritacarne" che si è messo in moto attorno all'inchiesta che lo coinvolge. E dice: "non permetterò a nessuno di trascinare nel fango me e con me le migliaia di uomini e donne della Protezione Civile". E aggiunge: le dimissioni sono "sul tavolo del presidente Berlusconi. Gli ho detto, presidente quando vuole, lei mi chiama e faccio le valigie in un minuto".

Contro di me non c'é nulla - afferma - nessuna prova, solo illazioni. Posso dimostrare anche ora, carte alla mano, che sono sempre stato corretto. "I successi che abbiamo avuto in questi anni - aggiunge - devono aver creato non poche invidie e gelosie. Quando qualche mese fa avevo pensato di lasciare, il motivo era anche questo". Invece domani tornerà al lavoro "per salvare con una ordinanza 2.300 posti di lavoro in Toscana". E al suo posto è rimasto perché "Berlusconi e Letta mi hanno sempre confermato la loro piena fiducia".

Anche se pensa che "molti abbiano stappato champagne" anche nella maggioranza. Bertolaso si dice "impressionato e addolorato" dalla richiesta di dimissioni arrivata dal leader del Pd, Pierluigi Bersani, che "probabilmente deve pagare una sorta di dazio per avere alle prossime regionali una coalizione più ampia del suo partito". Anche perché "moltissimi parlamentari del Pd" gli hanno mandato messaggi di solidarietà. Quanto alle polemiche sui poteri della Protezione civile, per Bertolaso "é pura demagogia" pensare che si debba occupare solo delle emergenze: "In un Paese come il nostro dove non ci sono regole funzionanti e procedure arrugginite, alla fine tutti chiamano noi, da destra a sinistra". Senza la Protezione civile "non ci sarebbero l'Expo e il passante di Mestre". E la Protezione civile Spa doveva servire proprio a "stare tranquilli" e ad "affidarle i lavori che oggi siamo costretti a dare all'esterno", oltre a "regolarizzare" chi ha lavorato nel dipartimento

BERSANI, PERSONA SERIA FA PASSO INDIETRO - "C'é un andazzo che non lascia tranquilli, un modello che riguarda le procedure in termini poco chiari. E' una situazione obbiettiva di cui una persona seria penso che debba farsi carico facendo un passo indietro". Lo ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani, oggi a Pisa al festival Manifutura, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla richiesta di dimissioni di Guido Bertolaso. "C'é un primo punto che ci interessa che riguarda le norme che arriveranno in Parlamento su cui noi faremo un'opposizione molto dura - ha aggiunto Bersani parlando della protezione civile spa - contro l'allargamento senza limiti in questa società di procedure che hanno dimostrato di essere molto rischiose". Per quanto riguarda l'inchiesta della magistratura, Bersani ha ribadito che "se ci sono dei reati lo vede la magistratura e - ha aggiunto - anche le questioni sessuali non ci interessano".

Missili Isaf su civili, e' strage

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/02/2010

Vittime colpite per errore da due razzi

KABUL - Strage di civili ''per errore'' nel secondo giorno della gigantesca offensiva congiunta di esercito afghano e coalizione internazionale contro i talebani nell'Afghanistan meridionale. Il bilancio degli Occidentali e' ottimistico ma non trionfalistico. Mentre i

talebani fanno controinformazione, affermando di non aver perso territorio e di aver ammazzato decine di nemici.

Le cifre relative alle perdite subite dalle parti in campo nei combattimenti sono contraddittorie e non possono essere controllate da fonti indipendenti. Sono un dato certo invece i primi ''danni collaterali'': dodici civili morti - ha ammesso la Nato - a causa di due missili che hanno mancato di qualche centinaio di metri il loro obiettivo. ''Due missili lanciati da un sistema d'artiglieria mobile installato su un camion - ha spiegato l'Isaf (Forza internazionale Nato) in un comunicato - avrebbero dovuto colpire un edificio da dove i miliziani sparavano con precisione contro militari afghani e della coalizione. Sono invece esplosi a circa 300 metri di distanza dall'obiettivo, uccidendo 12 civili nel distretto di Nad Ali''.

Il comandante dell'Isaf in persona, generale Stanley McChrystal, ha espresso costernazione e condoglianze al presidente afghano Hamid Karzai che due giorni fa, proprio alla vigilia dell'operazione Mushtarak (Insieme) aveva raccomandato di fare la massima attenzione per garantire l'incolumita' dei civili. E Karzai si e' detto ''rattristato''.

Ma i ''danni collaterali'' rischiano di moltiplicarsi. Migliaia di persone stanno cercando di allontanarsi dalle localita' al centro dei combattimenti, Marjah e Nad Ali, per raggiungere il capoluogo dell'Helmand, Lashkar Gah. Fornire loro assistenza e' prioritario secondo la stessa Missione dell'Onu in Afghanistan (Unama) ma senza un corridoio umanitario, denunciano i medici dell'organizzazione Emergency a Lashkar Gah, ''decine di feriti civili in gravi condizioni non possono essere portati negli ospedali. I posti di blocco militari della Coalizione impediscono alle auto di passare ... Questi sono crimini di guerra''.

Sul fronte delle operazioni militari, a Londra si dice che la prima fase dell'offensiva - la piu' massiccia dall'invasione dell'Afghanistan talebano nel 2001, con 15.000 militari impegnati - si e' svolta ''secondo i piani''. E il comandante dei marines, generale Larry Nicholson, definisce ''buone'' le prime 24 ore dell'offensiva che avrebbe portato a conquistare Marjah ma aggiunge che ''probabilmente ci vorranno 30 giorni per ripulire la zona''. Da Israele, dove si trova in visita, il capo dello stato maggiore interarmi americano, ammiraglio Mike Mullen, fa una dichiarazione fotocopia: ''Siamo partiti bene'' ma ''onestamente non so quanto durera' ... abbiamo parlato di alcune settimane''. A Marjah stamane e' stato sufficiente innalzare una bandiera afghana su un edificio ''conquistato'' per riaccendere la battaglia.

Dal canto loro i talebani hanno parlato di ''propaganda'' occidentale, di ''conquista di un piccolo villaggio ingigantita dai media e dalle televisioni'' e hanno assicurato di essere loro ad aver ammazzato ben 192 soldati afghani e della Coalizione. Quest'ultima ha ammesso un morto, ma senza dettagli. Secondo le autorita' locali, i talebani trincerati nella regione di Marjah possono essere ''centinaia'' e ben armati. E in ogni caso, nel sud dell'Afghanistan, Marjah e' solo uno dei bastioni degli integralisti islamici.

Hillary Clinton: ci sono prove che l'Iran sta costruendo bomba nucleare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/02/2010

Segretario di stato Usa: "Basta politica pericolosa"

NEW YORK - Basta con "le pericolose decisioni politiche", perché il tempo sta ormai quasi per scadere: l'Iran deve abbandonare le sue ambizioni nucleari militari se vuole evitare a breve nuove sanzioni, isolandosi ancora di più in seno alla comunità internazionale. In un suo atteso intervento a Doha, in Qatar, in occasione del foro Usa-Mondo islamico, il segretario di Stato americano Hillary Clinton chiede ancora una volta all'Iran, e lo fa con decisione, di "abbandonare le sue pericolose decisioni politiche". Teheran - aggiunge la Clinton - "lascia poca scelta alla comunità internazionale, se non quello di imporre nuove misure per i suoi passi provocatori".

La linea degli Stati Uniti rimane quella del bastone e della carota, precisa la Clinton, lasciando chiaramente intendere che la porta negoziale è ancora socchiusa: "stiamo lavorando attivamente con i nostri partner regionali ed internazionali, nell'ambito del nostro approccio a doppio binario, per preparare e fare entrare in vigore nuove misure per convincere l'Iran a cambiare idea".

Gli Stati Uniti vogliono una soluzione pacifica con l'Iran "ma non mentre stanno costruendo la bomba", ha detto la Clinton nel dichiarare che gli Usa stanno continuando ad accumulare prove sul carattere militare del programma di Teheran (insomma che voglia costruirsi la bomba), e punta il dito in particolare contro i pasdaran, i guardiani della rivoluzione, sempre più forti e minacciosi, contro i quali gli Usa hanno varato sanzioni ad hoc nei giorni scorsi.

A Washington, anche il consigliere per la sicurezza nazionale Jim Jones percorre il doppio binario, nei suoi interventi alla Cnn e a FoxNews. "La cosa giusta da fare è sperare che l'Iran' accetti le proposte, ha risposto Jones quando la giornalista della Cnn gli ha chiesto se il tempo fosse scaduto. Alla Fox, Jones, annuncia invece che "andremo all'Onu questo mese per presentare sanzioni ed ottenere solidarietà ", annunciando una mossa di Washington a breve ma riconoscendo che occorre "lavorare un po' di più sulla Cina, su questo argomento non possono non appoggiarcì, anche perché lo hanno fatto in passato per la Corea del Nord.

Ma nulla indica per il momento che la Cina, che all'Onu possiede il diritto di veto, sia pronta a farlo, viste anche le crescenti tensioni tra Pechino e Washington, che toccheranno il culmine il 18 febbraio con il Dalai Lama alla Casa Bianca. Ma il vicepresidente Usa Joe Biden rimane fiducioso: "abbiamo l'appoggio di tutti, dalla Russia all'Europa. E credo che otterremo l'appoggio della Cina per continuare ad imporre sanzioni all'Iran in modo da isolarli". E poi anche lui fedele al doppio binario, Biden aggiunge: "i progressi che l'Iran ha fatto sul fronte nucleare sono stati a mio avviso ampiamente gonfiati".

Di Iran si è parlato anche in Israele, dove si trovava il capo di Stato maggiore delle Forze Armate Usa, l'Ammiraglio Mike Mullen, mentre il premier israeliano Benyamin Netanyahu è in partenza per Mosca. Convinto dell'appoggio israeliano alla linea difesa dagli Usa, Mullen ha ricordato la posizione del presidente Usa Barack Obama: "l'Iran non può entrare in possesso di una capacità

nuclearé" aggiungendo che occorre concentrarsi ancora sulle sanzioni nei confronti dell'Iran, "anche se nessuna opzione può essere rimossa dal tavolo". Netanyahu, infine, ha fatto chiaramente sapere che è sua intenzione discutere "la minaccia iraniana" con il presidente russo Dmitri Medvedev e con il premier Vladimir Putin.

Trichet: non c'è rischio contagio dalla crisi greca

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/02/2010

Il presidente Bce

Roma, 14-02-2010

Non c'e' motivo per avere dubbi sugli altri paesi dell'euro dopo la crisi dei conti pubblici greci. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, durante un'intervista a un'emittente televisiva francese. Trichet ha aggiunto che l'impegno preso dal Consiglio europeo per aiutare la Grecia e' sufficiente, e ha lodato l'autonomia di Eurolandia ribadendo che non c'e' bisogno di aiuti da parte del FOndo monetario internazionale.

Quanto alle misure di risanamento, Trichet ha detto che e' preferibile tagliare la spesa piuttosto che aumentare le tasse.

Per Trichet la Grecia deve rimediare ai suoi errori, che non sono tollerabili per la stabilita' finanziaria dell'area euro.

La Grecia deve correggere quello che e' stato fatto nel passato e che era incompatibile con le regole dell'euro. La politica fiscale greca del passato "non era tollerabile e non avrebbe dovuto essere tollerata", ha aggiunto Trichet. Il presidente dell'Eurotower ha aggiunto che l'impegno a sostenere la Grecia, preso dai governi europei al COnsiglio Ue della scorsa settimana, e' "importante".

Secondo il giornale Handelsblatt, l'Ue e la Bce non sarebbero comunque d'accordo sui tagli al deficit che Atene deve realizzare: la Bce - scrive il giornale - chiede un impegno a tagliare il deficit con piu' decisione, e vorrebbe dalla Grecia un aumento delle tasse sul valore aggiunto, sull'energia e sui patrimoni piu' elevati.

Bankitalia: debito record, a ottobre 1.867 miliardi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2010

Entrate 10 mesia 294,307 miliardi di euro, riducendosi dell'1,8%

ROMA - Nuovo record per il debito pubblico italiano, che nel mese di ottobre ha raggiunto i 1.867,398 miliardi di euro, contro gli 1.844 miliardi del mese di settembre. E' quanto si legge nel supplemento al Bollettino di Finanza Pubblica di Bankitalia.

ENTRATE 10 MESI A 294 MLD (-1,8%) - Nei primi dieci mesi del 2010 le entrate tributarie del Bilancio dello Stato si sono attestate a 294,307 miliardi di euro, riducendosi dell'1,8% (-5,2 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto si legge nel supplemento al Bollettino di Finanza Pubblica di Bankitalia. Il confronto a distanza di un anno e' influenzato dal fatto che nel 2010 si e' notevolmente ridotto il gettito delle imposte sostitutive introdotte con il decreto anticrisi del novembre del 2008, che nel 2009 aveva in larga misura natura una tantum.

Assange: aula gremita. No a cauzione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2010

Braccialetto elettronico e niente passaporto

LONDRA - Il giudice ha accettato per Julian Assange una cauzione di 200 mila sterline. Il fondatore di Wikileaks dovrà presentarsi ogni giorno alla polizia per garantire che non ha lasciato il paese. Applausi dentro e fuori la corte hanno accolto la decisione del magistrato. Non è chiaro se la Procura, per conto della Svezia, farà ricorso contro la libertà su cauzione.

AVVOCATO OFFRE BRACCIALETTO ELETTRONICO - Jennifer Robertson, l'avvocato di Juilian Assange, ha detto al giudice che il capo di Wikileaks e' disposto a portare un braccialetto elettronico per essere messo in liberta' in attesa dell'udienza in cui sara' decisa la sua eventuale estradizione in Svezia per reati sessuali. La Robertson ha detto che Assange accetta di sottoporsi a restrizioni dei viaggi.

La Robertson ha detto anche che Assange e' pronto a restare ''agli arresti domiciliari'' a casa di Vaughan Smith, il fondatore del Frontline Club, il club per giornalisti dove il capo di Wikileaks ha risieduto a piu' riprese prima dell'arresto.

NO A CAUZIONE - Anche nel caso in cui il giudice di Westminster dovesse accogliere la richiesta dei legali di Julian Assange per la libertà su cauzione, il fondatore di Wikileaks potrebbe restare in cella,. Il Crown Prosecution Service (l'equivalente del pubblico ministero) che rappresenta la Svezia in tribunale potrebbe presentare appello e in tal caso Assange resterebbe sotto chiave in attesa della discussione del ricorso. L'udienza generalmente nel giro di 48 ore. La decisione se fare appello spetta unicamente alla Svezia, con la procura britannica che agisce solo in sua rappresentanza.

Sono arrivate in tribunale anche le celebrita' che una settimana fa avevano appoggiato la richiesta di cauzione di Assange: tra questi l'attivista per i diritti umani Jemima Kahn (ex fidanzata di Hugh Grant), il regista Ken Loach e il giornalista John Pilger. In aula anche Fatima Bhutto, la nipote dell'ex premier pakistana Benazir Buttho.

Anche Bianca Jagger, l'ex moglie di Mick Jagger, e' in aula. Loach ha ribadito di esser pronto, con altre sei o sette persone, a garantire con 20 mila sterline alla liberta' su cauzione di Assange. ''Le prove contro Assange sono deboli. La cosa piu' preoccupante e' l'intrigo politico dietro le quinte'', ha detto il regista.

Anche la madre di Julian Assange partecipa all'udienza di oggi in tribunale a Londra sull'estradizione del figlio. Christine Assange e' arrivata nel tribunale di Westminster dove oggi gli avvocati di Julian Mark Stephens e Jennifer Robinson chiedono al magistrato la liberta' su cauzione per Assange.

Barricata di fuoco a Roma, assaltati blindati. Scontri in via del Corso e a Montecitorio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2010

Black bloc in azione nella capitale: lanci di lacrimogeni, bottiglie e petardi

OLTRE 10 FERITI, MEDICATI SUL POSTO - Oltre dieci persone sono rimaste ferite, alcune anche seriamente, negli scontri avvenuti a Roma. Tutti sono stati medicati sul posto da personale del 118. Per ora nessuno è stato portato in ospedale anche perché le ambulanze con difficoltà riescono a raggiungere gli ospedali del centro.

ASSALTATI BLINDATI GDF, AGENTI PICCHIATI - Fumogeni, pietre, bastoni usati per assaltare tre blindati della Guardia di Finanza. Un gruppo di Black Blok sta assaltando in via del Corso i blindati con dentro i finanzieri che sono accerchiati e vengono picchiati dai teppisti con mazze. Oggetto della furia dei teppisti anche un camioncino dell'Ama, azienda che si occupa della nettezza urbana. Le camionette della Guardia di finanza sono riuscite a sfuggire all'assalto e sono state oggetto del lancio di pietre e bastoni. Contro i mezzi i teppisti hanno scagliato anche cassonetti. In aiuto dei finanzieri sono arrivati polizia e carabinieri che hanno lanciato lacrimogeni. Lungo il percorso i teppisti incendiano cassonetti.

BLINDATO GDF IN FIAMME IN VIA DEL BABUINO - Un blindato della Guardia di Finanza é stato dato alle fiamme in via del Babuino. I teppisti ritirandosi verso piazza del Popolo hanno incendiato il mezzo e alcune auto. Il mezzo è ormai completamente avvolto dal fuoco e si sprigiona un fumo nero.

GRAVI ATTI VANDALICI BLACK BLOK IN PIAZZA DEL POPOLO - Sanpietrini sollevati, cassonetti di ghisa divelti e rovesciati, coperchi dei tombini sollevati, colonnotti di ferro che delimitano la zona pedonale divelti. Piazza del Popolo è stata devastata dalla furia dei black blok che ora si trovano a piazzale Flaminio. Il gioiello architettonico di Valadier è segnato dai vandalismi. I teppisti hanno usato anche i tavolini e le sedie dei due famosi bar della piazza Canova e Rosati.

SUL LUNGOTEVERE INCENDIATA UNA MERCEDES - Una Mercedes e' stata data alle fiamme su Lungotevere Marzio, mentre sfila il corteo di protesta contro il governo a Roma. ''E' un'auto borghese!'', urla qualcuno dei manifestanti. L'auto si trova parcheggiata in piazza Porto di Ripetta. Le fiamme hanno distrutto i finestrini e l'incendio sta sprigionando molto fumo.

CARICHE E SCONTRI IN VIA DEL CORSO - Il gruppo di black block che sta devastando via del Corso e che aveva assaltato le tre camionette della Finanza è stato caricato dalla polizia. I teppisti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo. I teppisti stanno lanciando pietre, bottiglie e fumogeni contro gli agenti, dopo aver tentato di costruire una barricata con qualunque cosa alla loro portata, anche panchine e cassonetti di ghisa. Lungo il percorso molti atti di vandalismo, danneggiati anche alcuni motorini. Un teppista mostra anche lo scudo di un poliziotto come un trofeo.

BLACK BLOC DAL PINCIO LANCIANO PIETRE SU PASSANTI - Un pioggia di pietre dal Pincio su chiunque passi a Piazza del Popolo. Un centinaio di black blok si sono posizionati sulla celebre terrazza di Villa Borghese, sotto un albero di Natale, e lanciano pietre sotto piazza del Popolo colpendo chiunque: passanti, giornalisti oltre che forze dell'ordine.

MANIFESTANTI ASSALTANO SEDE PROTEZIONE CIVILE - Un gruppo di manifestanti staccatisi dal corteo in corso per le vie di Roma ha assaltato la sede del dipartimento della Protezione Civile, in via Ulpiano. I manifestanti hanno rotto alcune vetrate e lanciato all'interno uova, fumogeni e bombe carta. Nell'assalto, secondo quanto si apprende al Dipartimento, nessuno sarebbe rimasto ferito.

MANIFESTANTI CON PALE VICINO SENATO, BOMBE CARTA E PETARDI, CARICHE - Cariche della polizia vicino al Senato quando i manifestanti hanno tentato di assaltare alcuni blindati armati di pale e mattonelle, prese da un camioncino. Il furgoncino pieno di picconi, martelli e mattoni è parcheggiato in corso Rinascimento. Petardi, bombe carta, vernice colorata e fumogeni contro Palazzo Madama. Il corteo degli studenti ha avanzato gettando petardi e vernice contro la sede del Senato protetta dai blindati.

La polizia ha risposto con i lacrimogeni al lancio di petardi e vernice da parte degli studenti contro il Senato. I manifestanti sono arretrati. Il lancio dei fumogeni è avvenuto da dietro i blindati che sono stati colpiti da pietre e bottiglie. Palazzo Madama, il 24 novembre scorso, era stato invaso dagli studenti che erano riusciti ad entrare nel primo atrio sbarrato dalle vetrate.

STUDENTE FERITO AL VOLTO DA LANCIO BOTTIGLIE - Un giovane studente è stato ferito al volto probabilmente durante il lancio di bottiglie che i manifestanti hanno effettuato contro i mezzi blindati nei pressi di Palazzo Grazioli. Il ragazzo è stato soccorso da altri studenti e fatto allontanare dalla manifestazione.

MANIFESTANTI TENTANO ASSALTO A CARABINIERE - Un carabinieri che tentava di coprire un varco verso Palazzo Grazioli e' stato preso di mira da un gruppo di manifestanti che hanno tentato di colpirlo con delle mazze. A piu' riprese un gruppo di una ventina di manifestanti ha tentato di colpirlo poi gli hanno lanciato contro bottiglie di vetro e uova. Il militare si e' difeso con lo scudo ma non ha reagito.

LANCIO PETARDI AI FORI IMPERIALI - Al passaggio del corteo a Roma contro il Governo, all'altezza dei Fori Imperiali, alcuni manifestanti hanno lanciato dei petardi che sono finiti all'interno dei Mercati Traianei e nei Fori. I manifestanti, fra cui studenti, precari, esponenti dei centri sociali, aquilani e cittadini di Terzigno, hanno anche acceso fumogeni e intonato cori contro il Governo.

MANIFESTANTI TENTANO ALLONTANARE 'BLACK BLOK' - Tensione tra i manifestanti del corteo di Roma che sta sfilando in centro. Dal corteo a più riprese si sono staccati gruppetti di ragazzi col volto travisato da sciarpe nere e cappuccio nero della felpa che hanno lanciato bottiglie e petardi contro i blindati. Gli studenti hanno cercato di bloccare i Black Blok, li hanno inseguiti e allontanati.

'UNITI CONTRO LA CRISI', MANIFESTANTI AL COLOSSEO - Rosse, gialle, verdi e nere. Sono tanti i colori delle bandiere portate dai manifestanti che si sono radunati questa mattina davanti al Colosseo. Operai della Fiom, iscritti alla Cgil, tesserati di Rifondazione-Comunisti Italiani e Sinistra Critica, Action - Movimenti per la Casa, Unione Inquilini e studenti. Queste le persone scese in piazza oggi per protestare contro la crisi ed il Governo Berlusconi. Alcuni di loro hanno appeso sopra la ringhiera della stazione della metro uno striscione con su scritto: ''L'Italia che non si piega''. Via dei Fori Imperiali e' stata ora chiusa al traffico mentre i manifestanti si stanno preparando a partire in corteo.

TERREMOTATI A ROMA, 'L'AQUILA NON SI FIDA' - "L'Aquila non si fida". E' questo lo striscione esibito davanti al Colosseo a Roma dalla delegazione di aquilani terremotati giunti alla capitale con autobus e veicoli privati in occasione delle manifestazioni odierne in contemporanea con il voto di fiducia alle Camere. Dei manifestanti abruzzesi, qualche centinaio, fanno parte anche gruppi di studenti che contestano la Riforma Gelmini. I comitati aquilani fanno parte del cartello "Uniti contro la crisi" che porta in corteo le istanze locali. "Siamo qui per dire che non è giusto rinnovare la fiducia a un governo che dopo aver portato avanti operazioni di facciata ha abbandonato la nostra città", spiega Ilia Antenucci del Comitato aquilano "3e32". "Non è una questione politica - puntualizza - anche se dovesse cambiare governo, la nostra mobilitazione andrà avanti qualora la nuova coalizione tradisse la nostra fiducia come ha fatto quella attuale". Gli aquilani contestano "l'atteggiamento politico di chi ha negato una tassa di scopo per la ricostruzione ma non si fa scrupoli a far aumentare il prezzo della benzina per coprire altre spese come il deficit sanitario".

A Milano le vetrine della sede del Pdl in viale Monza sono state tempestate dal lancio di uova e vernice da parte di un gruppo di studenti mentre altri manifestanti hanno fatto un blitz a Piazza Affari nella sede della Borsa.

A Torino alcune migliaia di studenti delle scuole superiori e delle università hanno sfilato per le vie del centro e un presidio formato da ricercatori e professori dell'Università e del Politecnico si è formato davanti a palazzo Carignano, sede del primo Parlamento italiano.

A Genova un corteo di circa 500 studenti, dopo aver percorso le strade limitrofe agli scali dei traghetti, ha occupato il varco portuale di Ponte Etiopia al porto di Sampierdarena e viale Canepa mentre a Venezia la protesta è salita sul Ponte di Rialto.

Tre cortei di studenti a Palermo per il terzo "Blocchiamo tutto day". Paralizzato il capoluogo siciliano dove ricercatori e docenti ha bloccato il rettorato e gruppi di manifestanti hanno occupato i binari della stazione, la pista dell'aeroporto e il porto.

Iraq, governo media per salvare Aziz

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/12/2010

18.26 Il governo iracheno, guidato da Al-Maliki, starebbe cercando una mediazione con l'Alta corte penale di Bagdad, per ottenere un alleggerimento della pena inflitta a Tarek Aziz, ex-braccio dedestro di Saddam, condannato a morte. Il delegato del governo ha fatto presente ai giudici che l'esecutivo sta subendo forti pressioni internazionali in tal senso. "L'esecuzione di Aziz non farebbe gli interessi degli iracheni, considerato che si tratta di un uomo anziano e malato", ha detto una fonte del sito "Al-Sumaria news".

Assange libero. Svezia non fa appello

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/12/2010

18.06 I legali dell'accusa in rappresentanza di Stoccolma non hanno fatto appello contro il rilascio su cauzione concesso dal tribunale inglese a Julian Assange, il capo di WikiLeaks. Servono comunque 200mila sterline in contanti (250mila euro). Grazie alle donazioni di alcuni suoi sostenitori, tra cui i registi Moore e Loach, 40mila sono disponibili. L'udienza sull'estradizione è fissata già per l'11 gennaio. La Svezia vuole processarlo per violenza sessuale.

Nasce WikiLeaks versione europea

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/12/2010

16.57 Si chiama Brusselsleaks.com, segue le orme di WikiLeaks e promette di mettere "a nudo" le istituzioni europee. La versione europea del sito "spia" di Julian Assange è nata a Bruxelles. Per ora è una semplice pagina web in inglese. E' stata creata da giornalisti e da esperti di istituzioni dell'Unione Europea, tutti anonimi. Obiettivo: "Rendere più trasparenti le decisioni prese dietro le porte chiuse" della Commissione e del Consiglio Ue e dell'europarlamento.