DEI RICCHI

2010 - Gennaio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/01/2010 * 09/01/2010 * 10/01/2010 * 11/01/2010 * 12/01/2010 * 13/01/2010 * 14/01/2010 *

Venerdì 8 Gennaio 2010

Egitto: aggressione cristiani,9 morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/01/2010

Uscivano dalla messa della vigilia del Natale ortodosso in un villaggio dell'Alto Egitto

IL CAIRO - E' salito a nove il bilancio delle vittime dell'aggressione ai cristiani copti che uscivano dalla messa della vigilia del Natale ortodosso ieri sera a Nagaa Hamadi, un villaggio dell'Alto Egitto. Secondo fonti di polizia, infatti, oltre ai sei cristiani copti e un agente di polizia uccisi nella sparatoria di ieri sera, altre due persone sono morte in seguito alla ferite riportate.

La dinamica dei fatti della scorsa notte ha diverse ricostruzioni, ma secondo un comunicato ufficiale a sparare contro due gruppi di fedeli diversi, nel villaggio di Nagaa Hamadi, sarebbe stato un gruppo di tre persone a bordo di un'auto. Nel secondo dei due casi l'aggressione è avvenuta davanti al convento di Badaba, in una zona agricola vicino al villaggio. Secondo fonti di sicurezza, uno dei responsabili è già stato identificato in un uomo, dal nome musulmano, con altri precedenti penali. L'attentato ha fatto seguito allo spargersi di voci secondo cui un giovano copto aveva rapito, se non violentato, una ragazza musulmana di un villaggio vicino, sempre nel governatorato di Qena. Secondo l'Afp, si tratterebbe di un episodio avvenuto a novembre ai danni di una dodicenne, che aveva già scatenato in un villaggio vicino la collera dei musulmani. La prima sparatoria è avvenuta intorno alle 11.30, precisa la nota ufficiale, contro alcuni copti raccolti per le celebrazioni, la secondo appunto davanti al convento.

Le forze dell'ordine hanno stretto le maglie dei controlli per fermare gli aggressori e hanno imposto il coprifuoco nella zona. L'episodio di ieri è solo l'ultimo di una serie di scontri in cui sono sfociate in questi ultimi anni le crescenti tensioni tra i due gruppi religiosi, soprattutto nell'area povera dell'Alto Egitto, cioé nel Sud del Paese. L'arcivescovo della chiesa di Nagaa Hamadi ha detto che i copti accusano la polizia di non aver preso abbastanza sul serio le minacce giunte a più riprese da criminali ed integralisti. La minoranza cristiana in Egitto, prevalentemente copta ortodossa, costituisce il 10% circa della popolazione, anche se eé difficile una quantificazione certa, e lamenta di subire molte discriminazioni sia da parte dei musulmani estremisti che nella vita civile e amministrativa. Più difficile inoltre per loro, come evidenziato di recente anche dal Consiglio nazionale per i diritti umani, anche la costruzione di luoghi di culto. Le tensioni sono particolarmente forti proprio al sud, dove sono spesso sfociate in scontri tra le due parti, uccisioni e danneggiamenti. Ed in più occasioni a far scattare le violenze sono state vicende legate al pudore di giovani donne musulmane. Nell'autunno scorso, per esempio, ad Assiut, il video girato con il telefonino di una giovane musulmana in atteggiamenti troppo affettuosi con il fidanzato ha scatenato la rabbia di centinaia di musulmani, che avevano attaccato con lanci di pietre case e negozi dei cristiani, e dato fuoco alle loro vetture. In quegli scontri rimasero uccise tre persone.

A novembre, sempre nel governatorato di Qena, un'altra folla di musulmani aveva lanciato sassi contro la stazione di polizia di Farshout, dove era stato portato per essere interrogato un cristiano accusato di aver molestato una ragazza musulmana, per poi saccheggiare e distruggere i negozi alcuni negozi di cristiani. Altri scontri anche nel Delta, nel luglio scorso, dopo una lite in cui un commerciante cristiano aveva ucciso un adolescente musulmano.

Scuola, 30% stranieri. Tetto dal prossimo anno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/01/2010

Gelmini: si evita la formazione di 'classi ghetto'

ROMA - Dal prossimo anno scolastico scatterà il tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi. Lo prevede una nota inviata dal ministero dell'Istruzione a tutte le scuole. Il limite previsto entrerà in vigore in modo graduale: verrà infatti introdotto a partire dalle classi prime sia della scuola primaria sia della scuola secondaria, di primo e di secondo grado. "Stabilire un tetto - ha spiegato Mariastella Gelmini - è un modo utile per favorire l'integrazione, perché grazie a questo limite si evita la formazione di 'classi ghetto' con soli alunni stranieri".

La presenza di alunni stranieri nella scuola italiana ''non e' certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico'' sottolinea il ministro, aggiungendo come spesso nel dibattito sul tema ci si e' divisi ''agitando una ingiustificata polemica di tipo ideologico''.

''La scuola deve essere il luogo dell'integrazione. I nostri istituti - assicura il ministro - sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Alla stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese. L'inserimento, ad esempio, dell' educazione alla cittadinanza va proprio in questa direzione: insegnare il rispetto per le altre culture e affermare contemporaneamente l'importanza delle regole civili, della storia, delle leggi e della lingua italiana. Una indispensabile condizione questa per realizzare una vera integrazione''. La presenza di stranieri in classe ha risvolti prevalentemente didattici.

''Lo sanno - osserva Mariastella Gelmini - le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocita', con alcuni studenti che rimangono indietro e altri che riescono ad andare avanti meglio''. ''I bambini stranieri devono essere inseriti nelle classi con i bambini italiani per evitare, come accade in molte citta' - prosegue - che si formino scuole e classi composte solo da stranieri. Gli alunni non italiani hanno bisogno di stare con quelli italiani per potersi integrare al meglio. Credo che su questo punto sia destra che sinistra siano d'accordo, come dimostrano le esperienze di tante amministrazioni locali''.

Oltre al tetto, secondo il ministro, e' fondamentale prevedere ''classi di inserimento'' di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi e' appena arrivato in Italia. ''Questi momenti di inserimento - spiega il ministro - si svolgeranno sia la mattina sia il pomeriggio, mentre nella scuola media una parte di ore della seconda lingua potra' essere usata per lo studio dell'italiano''. ''E' necessario aiutare gli studenti stranieri a imparare bene la nostra lingua, perche' questa - conclude Mariastella Gelmini - e' l'elemento fondamentale che consente ai ragazzi stranieri di non sentirsi in difficolta' e in imbarazzo con i compagni e di realizzare un primo importante passo verso la completa integrazione''.

Il sistema ha fallito, me ne assumo la responsabilita'''

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/01/2010

Obama: l'attacco di Natale ''si poteva prevenire''

WASHINGTON - Il presidente Barack Obama si e' assunto oggi piena responsabilita' per i fallimenti del sistema di sicurezza emersi nella mancata strage di Natale e ha ordinato una profonda revisione dei meccanismi che non hanno funzionato. ''L'intelligence Usa aveva tutte le informazioni necessarie per prevenire l'attentato - ha detto Obama dopo avere ricevuto un primo rapporto sul tentato attacco terroristico - ma e' mancato il coordinamento dell'intelligence: non siamo stati in gradi di comprendere e utilizzare i dati in nostro possesso''.

Il presidente Usa ha detto di non essere interessato in questo momento ad assegnare colpe: ''E' stato un fallimento dell'intero sistema - ha detto - la cosa piu' importante e' adesso correggere immediatamente le disfunzioni per rendere tutti piu' sicuri. La responsabilita' finale e' solo mia. Come presidente ho la solenne responsabilita' di proteggere la nostra nazione e il nostro popolo e quando il sistema fallisce la responsabilita' e' tutta mia''. Il presidente Obama, che ha stanziato un miliardo di dollari per migliorare la sicurezza, ha sottolineato che l'America e' in guerra: ''siamo in guerra con Al Qaida'', ha detto rispolverando una espressione raramente usata in passato. Il presidente Usa ha invitato pero' nello stesso tempo gli americani ad andare avanti con la loro vita evitando di ''cadere in una mentalita' da paese assediato''. ''E' proprio quello che vogliono i terroristi'', ha aggiunto. Il rapporto ricevuto da Obama, reso pubblico in versione non classificata, ha raggiunto la conclusione che ''il governo Usa aveva sufficienti informazioni per prevenire l'attacco del 25 dicembre da parte di Al Qaida, per identificare Umar Farouk Abdulmutallab cone membro di Al Qaida e per impedirgli di salire a bordo dell'aereo diretto negli Usa''. Il rapporto afferma anche che il sistema di compilazione delle liste di sospetti terroristi e di 'non volo' ''non e' un fallimento ma deve essere migliorato e rafforzato'' come dimostra la ''omissione dell'inserimento di Abdulmutallab nella lista di non volo''. Il documento afferma anche che non e' necessaria comunque ''una riorganizzazione della comunita' di intelligence e di contro-terrorismo''.

Le informazioni utili sono state raccolte ma non sono state utilizzate in modo corretto. Il presidente Obama ha elencato una serie di misure. Ha chiesto al Dipartimento di Stato una revisione del sistema di concessione e revoca dei visti. Ha chiesto al Dipartimento per la sicurezza nazionale di migliorare la tecnologia usata ai punti di controllo (salvaguardando la privacy). Il presidente ha ordinato inoltre una revisione dei metodi per la compilazione delle liste dei sospetti terroristi. Ed una rafforzamento della cooperazione con i paesi alleati per rendere piu' stringenti e omogenei i controlli. Obama ha inoltre chiesto al ministro per la sicurezza interna Janet Napolitano di recarsi la prossima settimana in Europa per discutere queste misure con i paesi alleati. L'intelligence Usa dovra' poi stabilire un sistema per indagare in modo sistematico sulle informazioni di grave minacce terroristiche disponibili: ''L'intelligence dovra; assegnare specifiche responsabilita' per indagare su tutte le possibili minacce intercettate. Chi sbagliera' sara' chiamato a pagare''. Funzionari Usa avevano rivelato in precedenza che i legami pericolosi dello studente nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab, imbarcatosi su un aereo Usa diretto da Amsterdam a Detroit con una carica esplosiva nascosta nelle mutande, erano stati scoperti mentre l'aereo era ancora in volo verso il Michigan e gli addetti alla sicurezza avevano deciso di interrogare il passeggero sospetto non appena giunto a Detroit. Ma il nigeriano aveva tentato di innescare l'esplosivo poco prima dell'atterraggio mettendo a nudo un complotto che poteva concludersi con la morte delle quasi 300 persone a bordo del volo Delta. Nel mirino delle revisioni e' anche il modo in cui sono compilate le liste di sospetti terroristi consegnate dagli Usa alle compagnie aeree.

Nel caso dello studente nigeriano il suo nome era finito in una lista di sospetti (che contiene quasi mezzo milione di nomi) dopo che il padre aveva manifestato alla ambasciata Usa in Nigeria la sua preoccupazione per i contatti del figlio con gruppi estremisti nello Yemen. Il nigeriano non era pero' stato inserito nella lista di 'non volo' con i nomi delle persone giudicate dagli Usa troppo pericolose per essere imbarcati sui voli destinati a raggiungere gli Stati Uniti. Nel frattempo funzionari yemeniti hanno rivelato che lo studente era stato reclutato da Al Qaida mentre si trovava a Londra. Successivamente aveva incontrato nello Yemen un religioso musulmano, Anwar al-Awlaki, lo stesso che era stato in contatto con l'autore della strage nella base militare di Fort Hood, in Texas, costata la vita a tredici persone. Un giornale del New Jersey ha rivelato oggi che l'allarme scattato domenica all'aeroporto di Newark, dopo che una videocamera aveva mostrato un uomo entrare in un'area proibita varcando una porta non custodita, e' stato causato da un passeggero che desiderava dare un bacio di addio in piu' alla donna che aveva accompagnato all'aeroporto. L'allarme aveva provocato la chiusura per sei ore dell'importante nodo aereo.

Paura e caos a Rosarno. Arriva una task force

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/01/2010

Scontri tra abitanti e carabinieri e poliziotti

ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Dopo i fatti di Rosarno è stata costituita una task force del ministero dell'Interno, di quello del Welfare e della Regione Calabria. E' stato deciso al termine di una riunione convocata al Viminale dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni.

Stamani di nuovo caos nel paese. Ci sono stati scontri tra un gruppo di abitanti di Rosarno e alcuni carabinieri e poliziotti. L'episodio si e' verificato mentre gli immigrati facevano rientro nei centri di ricovero in cui sono ospitati. Alcune persone di Rosarno hanno tentato di raggiungere alcuni degli immigrati, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine.

La reazione degli abitanti, anche in previsione di qualche fermo che poteva essere disposto dalle forze dell'ordine, e' stata immediata con grida e insulti verso le forze dell'ordine.

''Dovete picchiare loro - ha detto un giovane - e non noi, perche' sono loro i veri criminali''. La situazione si e' poi risolta senza ulteriori conseguenze. In paese, comunque, resta un clima di intolleranza da parte degli abitanti nei confronti degli immigrati che suscita preoccupazioni tra le forze dell'ordine. In particolare le situazioni di maggiore pericolo riguardano gli immigrati che vengono sorpresi da soli nelle vie del paese.

Gia' da stamattina era ripresa la protesta degli immigrati africani dopo che ieri c'erano stati scontri con le forze dell'ordine, con ferimento di alcune persone e danneggiamento di centinaia di auto. Anche stamani nuovi atti di vandalismo. Sono state danneggiate le vetrine di alcuni negozi e rovesciati molti cassonetti della spazzatura. La situazione viene tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine, presenti con decine di agenti di polizia e carabinieri.

Intanto circa duemila immigrati, secondo la stima della Polizia di Stato, sono concentrati davanti all'ingresso del Comune di Rosarno. L'iniziativa si collega alla protesta in atto da ieri dopo che due immigrati sono stati feriti con alcuni colpi di fucile ad aria compressa. Gli immigrati stanno scandendo slogan di protesta e hanno chiesto che una loro delegazione incontri il commissario prefettizio del Comune, Francesco Bagnato.

I negozi e le scuole di Rosarno sono rimasti chiusi, stamattina. La decisione di non aprire negozi e scuole è stata presa dopo che stamattina gli immigrati hanno ripreso la protesta, abbandonandosi ad atti di vandalismo. Nel paese, la situazione resta tesa, sotto il massiccio controllo di carabinieri, polizia e guardia di finanza. Gli immigrati innalzano alcuni cartelli in cui sono tracciate scritte di protesta in inglese per il ferimento ieri di due loro connazionali.

ABITANTE SPARA IN ARIA PER DISPERDERE IMMIGRATI - Un cittadino di Rosarno stamattina ha sparato due colpi di fucile in aria a scopo intimidatorio per disperdere un gruppo di immigrati che si era concentrato davanti la sua abitazione. L'uomo ha sparato i colpi dopo essere salito sulla terrazza della casa. Gli immigrati successivamente sono entrati nell'abitazione dove c'erano la moglie e i due figli dell'uomo, dove però si sono limitati ad urlare e protestare, inveendo contro l'uomo e i suoi familiari, e si sono poi allontanati. L'episodio si è risolto così senza feriti e senza incidenti.

IERI.Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e svuotati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. Scene di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata.

A fare scoppiare la protesta e' stato il ferimento da parte di persone non identificate di alcuni extracomunitari con un'arma ad aria compressa. I feriti, tra i quali c'e' anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno, non destano particolari preoccupazioni, ma la volonta' di reagire che, probabilmente, covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell'Ex Opera Sila, non ci ha messo molto ad esplodere.

Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari, in larga parte provenienti dall'Africa, hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali della cittadina. Gli episodi di violenza non hanno risparmiato nulla: tutto cio' che si trovasse alla portata dei manifestanti, dalle auto, in qualche caso anche con delle persone a bordo, alle abitazioni, a vasi e cassonetti dell'immondizia che sono stati svuotati sull'asfalto.

A nulla e' valso l'intervento di polizia e carabinieri schierati in assetto antisommossa davanti ai piu' agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo. Nel corso della serata sono arrivati rinforzi e, in un clima di palpabile tensione, si e' intavolata una trattativa nel tentativo di fare rientrare la protesta. Nonostante questo non sono mancati i contatti, quando dal gruppo e' partita una sassaiola verso le forze dell'ordine che hanno risposto. Nel parapiglia che ne e' seguito alcuni immigrati sono rimasti contusi e sono stati portati nell'ospedale di Polistena.

La protesta di Rosarno si e' conclusa dopo le 23, ma in precedenza, un secondo fronte si e' aperto nel territorio del comune di Gioia Tauro, dove la strada statale 18 e' stata bloccata. I manifestanti, nel corso della serata, proprio sulla statale 18, hanno danneggiato decine e decine di auto ed hanno bloccato una vettura con a bordo una donna e due figli. La donna e' stata colpita alla testa ed ha riportato una ferita lacero contusa ed e' stata costretta a scendere insieme ai figli. Quindi la vettura e' stata incendiata.

Tra Rosarno, l'ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro in un immobile dell'ex Opera Sila sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell'agricoltura.

Il presidente della Regione, Agazio Loiero, in serata ha sostenuto di essere molto preoccupato per cio' che e' avvenuto. ''E' il frutto - ha detto - di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa che non riguarda ovviamente la popolazione di Rosarno, giustamente allarmata per la situazione di tensione che si e' determinata con la rivolta degli extracomunitari sfruttati, derisi, insultati e ora, due di loro, feriti con un'arma ad aria compressa''. ''Auspico - ha aggiunto Loiero - che dal ministero dell'Interno arrivi una forte iniziativa che tutelando i cittadini di Rosarno, perche' sono intollerabili gli atti di vandalismo, tuteli anche quei tanti disperati contro cui per la seconda volta si e' indirizzata la violenza criminale''.

Maroni: entro 3 mesi body scanner in tre scali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/01/2010

Negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa, Venezia

ROMA - Al massimo entro tre mesi sarà avviata la sperimentazione dei body scanner in tre aeroporti italiani: Fiumicino, Malpensa e Venezia. Lo hanno annunciato i ministri dell'Interno Roberto Maroni e delle Infrastrutture e trasporti Altero Matteoli al termine di un vertice all'Enac.

La linea condivisa da tutto il governo - ha spiegato Maroni - è che prima di qualunque altra cosa deve venire la sicurezza per chi vola. Il diritto alla vita é prioritario rispetto a qualsiasi altra questione. Il titolare del Viminale ha comunque ribadito che la sicurezza negli aeroporti italiani è "già stata rafforzata ed é ai massimi livelli". Quanto alla decisione di mettere il body scanner entro 2-3 mesi negli aeroporti di Malpensa, Fiumicino e Venezia è dipesa da fatto che, ha aggiunto Maroni "ci sono tratte che destano maggiore preoccupazione". "Se poi - ha concluso - valuteremo che vi siano altri problemi su linee diverse, approfondiremo le questioni".

L'Italia chiederà formalmente all'UE che tutti i paesi europei si dotino dei body scanner negli aeroporti. E' quanto ha detto, al termine del vertice all'Enac, il ministro degli Interni Roberto Maroni annunciando che il prossimo 21 gennaio, in occasione della riunione informale dei ministri dell'Interno europei a Toledo, lui stesso avanzerà la richiesta. "Pur trattandosi di un consiglio informale - dice il titolare del Viminale - porterò la forte determinazione del governo italiano affinché, anche se non vi fosse una decisione della Commissione europea di rendere obbligatori i body scanner, vi sia la condivisione da parte di tutti i paesi della linea italiana".

Sempre il 21 gennaio sarà deciso il modello di 'full body scanner' che l'Italia acquisterà, ha reso noto il presidente dell'Enac, Vito Riggio spiegando che é stato istituito un "comitato sperimentale ad alto livello" che il 21 gennaio riferirà al Cisa (comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti) sulla garanzia della privacy e della salute. "La decisione dell'Italia è già assunta - ha ribadito Riggio in un incontro con i giornalisti - bisogna vedere quale modello e tipo acquistare". L'Enac (ente nazionale aviazione civile) ha " disposizione un fondo di due milioni di euro ed il costo degli scanner è fra 100 e 200 mila euro" quindi, al momento in attesa della scelta del modello, non è stata quantificata la spesa complessiva.

Fini:famiglia al centro dell'attenzione

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/11/2010

11.53 Il Presidente della Camera Fini afferma che è necessario che"la famiglia sia al centro dell'attenzione di politica e istituzioni attraverso misure e provvedimenti mirati che ne supportino efficacemente l'assolvimento dei molteplici e talora gravosi compiti". Lo si legge nel messaggio inviato alla II Confeenza Nazionale sulla Famiglia. E aggiunge che"la famiglia deve proporsi sempre più come soggetto capace di promuovere la solidarietà e rafforzare la coesione civica."

Famiglia,Giovanardi:polemiche da ridere

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/11/2010

11.25 "Davanti a certi moralismi mi scappa da ridere". Così il sottosegretario alla Famiglia Giovanardi ha commentato le polemiche che hanno causato il forfait del premier Berlusconi alla "Conferenza della famiglia". "Polemiche fuori luogo - dice Giovanardi - perché se dovessi pensare ai leader della politica italiana che stanno nell'ortodossia familiare, mi vengono in mente pochi nomi". Polemiche scatenate da chi "voleva utilizzare questa grande conferenza solo per piccole polemiche strumentali".

Medioriente: schiaffo a Usa da Israele

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2010

Piano per 1.300 case a Gerusalemme

GERUSALEMME - La pubblicazione di un nuovo piano di edilizia ebraica, per più di 1.300 nuovi alloggi, a Gerusalemme est, rischia di causare serio imbarazzo al premier Benyamin Netanyahu in visita negli Usa, in un momento delicato nelle relazioni dello stato ebraico con la superpotenza americana impegnata a rilanciare i negoziati di pace israelo-palestinesi. Immediata la reazione dei palestinesi, che, per bocca del negoziatore Saeb Erekat, hanno accusato Netanyahu di voler "distruggere" i colloqui.

A pubblicare il piano è stata la commissione per l'edilizia e la programmazione del ministero dell'interno, la stessa che lo scorso febbraio aveva pubblicata un altro ambizioso piano di 1.600 nuovi alloggi a Ramat Rahel, un insediamento ebraico nel settore est di Gerusalemme, proprio mentre era in città il vice presidente Usa Joe Biden in visita di buona volontà a Netanyahu per rompere il ghiaccio nelle relazioni tra Israele e Usa. La pubblicazione del piano aprì allora una nuova grave crisi nei rapporti con gli Usa, poi ricomposta, ma a fatica. Anche questa volta, dopo l'incontro di Netanyahu con Biden ieri a New Orleans, è giunta la notizia del nuovo piano.

Il momento scelto appare a non pochi osservatori deliberato: un segnale rivolto dall'estrema destra a un premier preoccupato per il futuro del suo governo e una risposta alle forti pressioni internazionali per un nuovo congelamento degli insediamenti. Condizione quest'ultima che i palestinesi pongono per riprendere i negoziati diretti di pace con Israele. "Speravamo che Netanyahu andasse negli Stati Uniti per fermare la colonizzazione e riprendere i negoziati, ma è chiaro per noi che Netanyahu è determinato a distruggere i negoziati. Ha chiuso tutte le porte dei negoziati e noi lo consideriamo responsabile della loro distruzione", ha detto Erekat dopo l'annuncio del nuovo piano. Dura anche la reazione dell'ong israeliana 'Peace Now', che ha definito l'iniziativa "una grande provocazione". Titolare del ministero dell'interno è Eli Ishai, leader del partito ultraortodosso Shas che si oppone a ogni concessione su Gerusalemme. Il piano ora pubblicato prevede la costruzione di 930 alloggi nell'area C di Har Homa, di 48 nell'area B e di altri 320 a Ramot, pure a Gerusalemme est. Har Homa, che si trova a sud del centro cittadino, vicino a Betlemme, è da anni causa di tensioni: già nel 1997, durante il primo governo Netanyahu, l'approvazione di un piano di 6500 alloggi riservati agli ebrei provocò un'ondata di proteste internazionali e l'infuriata reazione dei palestinesi. La pubblicazione di piani edilizi da parte della commissione rientra in un iter procedurale previsto dalle leggi vigenti, la cui conclusione può richiedere anche anni e non ha perciò riflessi immediati sul terreno. Di fatto, dopo la crisi con gli Usa causata dalla pubblicazione dell'altro piano lo scorso febbraio, gli imprenditori immobiliari denunciano un pressoché totale congelamento nella concessione di licenze edilizie in aree contestate della città. Israele considera l'intera Gerusalemme, annessa nel 1980, sua eterna e indivisibile capitale - status non riconosciuto dalla comunità internazionale - e afferma perciò che, a differenza della Cisgiordania occupata, la città è territorio israeliano a tutti gli effetti.

Pioggia da Nord a Sud, preoccupazione in Veneto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2010

Forte mareggiate a Napoli, Capri isolata.

ROMA - E' stato solo un'illusione il sole che oggi si e' rivisto brevemente in Veneto. Il maltempo e' gia' tornato all'assalto della Penisola, al Sud con venti fortissimi e mare forza 7, e domani spazzera' nuovamente i territori alluvionati del Nordest. Mentre le regioni del Settentrione si consolavano con il calo del livello dei fiumi, Po compreso, quelle Tirreniche, dalla Liguria alla Campania, iniziavano a lottare con il Libeccio fino a 70-90 km/h, che ha fatto dirottare voli aerei e messo in difficolta' per le potenti onde traghetti e yacht.

La Protezione Civile ha emesso un avviso di avverse condizioni meteo. Per le prossime ore si prevedono ancora temporali sull'Italia, con possibili nevicate sulle Alpi. Alle piogge che hanno caratterizzato la giornata odierna, seguiranno domani fenomeni piu' intensi sulle regioni tirreniche. Migliorera' a partire da giovedi'. Consola il fatto che nelle province di Vicenza, Padova e Verona - le piu' disastrate dall'alluvione - i fiumi sono in calo, e oggi per qualche ora e' spuntato persino il sole. Ma e' stata una beffa, perche' dal pomeriggio nel vicentino sono scoppiati dei temporali, con grandinate fuori stagione ed una mini-tromba d'aria. L'attenzione di sindaci e' rivolta al peggioramento di domani. ''Abbiamo pronte le scorte dei sacchi di sabbia, se sara' necessario. Speriamo che le previsioni meteo si sbaglino'', fa gli scongiuri Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego (Padova). In Veneto sono ancora molti i territori allagati, migliaia le persone sfollate, ed il rumore di fondo e' quello delle idrovore che pompano acqua fuori da aziende e scantinati. Intanto fa discutere la proposta dello stop alle tasse, come chiesto da alcuni imprenditori, o meglio - come suggerito dal governatore Luca Zaia - di trattenere l'acconto Irpef sul territorio facendo confluire le entrate in un fondo per gli alluvionati. Fondo che potrebbe essere gestito dallo stesso Zaia, nominato commissario straordinario. ''La Lega governa in regione e a Roma. Se non e' in grado di ottenere risorse per il Veneto dovra' renderne conto ai cittadini di questa regione'', ha commentato Enrico Letta, vice segretario del Pd. Oggi il presidente Zaia ha sorvolato le aree della provincia berica colpite dall'alluvione e poi si e' sentito al telefono con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il quale gli ha confermato che giovedi', quando sara' a Padova, incontrera' i sindaci dei comuni disastrati. Il Veneto al centro dell'agenda istituzionale e politica, perche' gia' domani arriverano qui per fare il punto sul maltempo il premier Silvio Berlusconi e il leader della Lega Umberto Bossi.

Ma l'allerta maltempo si e' spostata ora sulle regioni occidentali. La notte scorsa si e' sfiorata la tragedia a Camerota, nel Cilento, dove una tromba d'aria ha sradicato il tetto di un deposito dismesso e scaraventato lamiere e travi su tre abitazioni, rimaste danneggiate. Nel napoletano, uno yacht con 9 turisti tedeschi a bordo e' stato per ore in balia delle onde al largo di Nisida, venendo infine portato in salvo da un rimorchiatore. A causa della cattive condizioni meteo, cinque voli diretti all'aeroporto Capodichino di Napoli sono stati dirottati verso il 'Leonardo Da Vinci' di Fiumicino. I traghetti in navigazione nel Golfo di Napoli hanno rischiato grosso con vento e potenti onde.

Un aliscafo di linea della Neapolis, il Salerno Jet, ha visto finire in frantumi un oblo' a causa di un'ondata che ha colpito lo scafo. Panico fra i 20 passeggeri, ma nessun ferito. Grande paura anche per 200 persone a bordo del maxi-traghetto Naiade, partito da Calata di Massa: uscito dal porto, si e' trovato in un mare forza 6 ed ha iniziato a rollare paurosamente. Nel garage della nave, un camion pieno di materiale edile si e' abbattuto su un fianco, nonostante fosse imbragato da funi d'acciaio. Mareggiate interessano anche la Liguria, dove e' previsto che in serata la burrasca cresca in mare aperto fino a forza 9. Chiusi per il forte vento i parchi pubblici di Genova. Stato di allerta per maltempo anche per la Toscana, fino a mercoledi' notte. La protezione civile ha emesso un avviso di criticita' elevata per la Versilia e il Basso Serchio, dove sono attese pioggia e temporali forti.

Sabato 9 Gennaio 2010

Berlusconi, due aliquote per riforma fisco

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/01/2010

Il premier al lavoro con Tremonti. Da lunedi' il ritorno a Palazzo Chigi

ROMA - Una riforma tributaria, come quella immaginata nel '94 con due sole aliquote. E' il progetto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al quale sta lavorando insieme al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e di cui parla in un colloquio con Repubblica. Da lunedì il premier sarà a Palazzo Chigi, "per riannodare tutti i fili - dice - . Ho intenzione, in primo luogo, di incontrare il presidente della Repubblica". Berlusconi minimizza sulle voci di incomprensioni esistenti con il presidente della Camera, Fini.

Non c'é alcun problema, assicura. Ci sono, invece, delle "emergenze" che vanno affrontate: la riforma tributaria, la riforma della giustizia e quella istituzionale. Rispetto alla riforma tributaria, Berlusconi spiega: "noi vogliamo un sistema che dia ordine, che sia meno confuso. Che non obblighi i contribuenti a rivolgersi al commercialista per pagare le tasse, serve una semplificazione complessiva". Nel '94 la proposta riguardava l'istituzione di due sole aliquote, al 23% e al 33%. Con il ministro dell'Economia si stanno studiando tutte le possibilità, spiega il premier, per arrivare alla fine a questo sistema: "Sarebbe più razionale - osserva Berlusconi nel colloquio con Repubblica - Di certo non abbiamo alcuna intenzione di aumentare le tasse. Ecco, questa è l'unica cosa impossibile".

Quanto alla giustizia e alle altre riforme, e se sia ancora possibile coltivare il dialogo con l'opposizione, il premier osserva che "il problema non è il dialogo, il problema non è questo". Piuttosto sono le riforme che interessano il Paese: "Noi stiamo uscendo da una crisi economica che ci è venuta addosso - osserva - Una crisi davvero straordinaria che non ha colpito solo noi. Un crollo da cui ci stiamo risollevando, anche prima degli altri. E dobbiamo fare in modo che tutti escano da questa situazione. Il 2010 è l'anno in cui possiamo uscire definitivamente dalla crisi".

Grillo e Di Pietro dicono no a via Craxi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/01/2010

Manifestazione a Milamo

MILANO - A dare manforte al centinaio di cittadini che questo pomeriggio, a dispetto della pioggia, ha manifestato a Milano contro la proposta del sindaco Letizia Moratti di intitolare una via a Bettino Craxi sono arrivati anche il leader dell'Idv Antonio Di Pietro e il comico Beppe Grillo. In una piazza Cordusio tappezzata di ombrelli lo striscione a caratteri cubitali 'No una via a Craxi' ha fatto da coreografia ai numerosi cittadini e esponenti politici di Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani (ma non del Pd) che si sono alternati su un piccolo palco per spiegare perché sia inopportuno che Milano tributi all'ex leader del Psi l'onore di una strada.

Riteniamo che si stia facendo una violenza alla storia - ha riassunto per tutti Di Pietro - nel far credere che debba essere riabilitata una persona senza informare i cittadini che questa, sul piano politico, ha indebitato il Paese, su quello giudiziario ha fatto il latitante, e che ha usato le istituzioni per fregare i soldi ai cittadini. A rincarare la dose ci ha pensato il comico Beppe Grillo, impegnato a Milano anche per lanciare la campagna elettorale in Lombardia del suo Movimento cinque stelle. "Sono d'accordo a una vietta a Craxi - ha affermato sarcastico Grillo - purché corso Buenos Aires diventi corso Dell'Utri. E perché no un largo Mangano?". Di Pietro e Grillo si sono ritrovati a Milano a poche centinaia di metri da quella piazza Duomo dove il 13 dicembre scorso il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è stato ferito e hanno sfruttato l'occasione per inscenare, all'uso delle telecamere, un siparietto sull'aggressione al premier. Grillo ha avvicinato Di Pietro e gli ha lanciato al volto un foglio di carta appallottolato. "Ecco - ha scherzato il comico, prima di abbracciare il leader dell'Idv - vedi che ti ho tirato anch'io qualcosa...".

All'happening contro una via a Craxi, organizzato a Milano dall'associazione Qui Milano Libera di Piero Ricca, il blogger che diede del buffone a Berlusconi, hanno preso parte anche il regista Moni Ovadia, l'attore Giulio Cavalli, il giornalista Gianni Barbacetto. "Intitolare una via a Craxi non è come portare una corona di fiori al cimitero - ha osservato Basilio Rizzo, consigliere a Milano per la Lista Fo - ma significa riabilitare un modo di fare politica che i milanesi non accetteranno". Contro l'iniziativa milanese per dire no a una via a Craxi si é subito schierato, da Hammamet, il figlio Bobo. "Di Pietro e Grillo sono un po' patetici - ha detto in una nota il leader dei Socialisti Uniti - fanno una manifestazione contro un uomo politico che non c'é più, un caso unico al mondo: c'é di che riflettere". Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone ha invece preferito sottolineare la scarsa partecipazione alla manifestazione, giudicandola un "flop". "E' l'ennesima conferma - ha osservato - della differente statura tra un gigante politico come Craxi e due gnomi come Grillo e Di Pietro".

Bush: con waterboarding ho salvato Londra

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2010

Esce il libro di memorie dell'ex presidente Usa 'Decision Points': con la tortura - afferma Bush - evitati gli attacchi all'aeroporto di Heathrow e a Canary Wharf

LONDRA - Con il waterboarding ho salvato Londra: l'ex presidente americano George W. Bush ha detto che informazioni strappate a terroristi con il metodo di tortura che simula l'annegamento hanno permesso di sventare attacchi all'aeroporto di Heathrow e a Canary Wharf, il moderno centro degli affari della capitale britannica che rivaleggia con la storica City. "Tre persone sono state sottoposte al waterboarding e io credo che quella decisione abbia salvato vite umane", ha detto l'ex capo della Casa Bianca nel presentare il suo libro di memorie Decision Points di cui il quotidiano britannico pubblica estratti. Bush ha negato che l'annegamento simulato sia una forma di tortura come ritiene il suo successore Barack Obama. E quando gli è stato chiesto se avesse personalmente autorizzato l'uso della tecnica sul cervello delle stragi dell'11 settembre Khalid Sheikh Mohammed, l'ex presidente è stato categorico: "Dannazione, si". Nel libro Bush scrive che, oltre a Heathrow e a Canary Wharf, gli interrogatori con le maniere forti hanno risparmiato attacchi contro "sedi diplomatiche all'estero e obiettivi multipli negli Stati Uniti".

2020, un bambino su due avrà la rinite allergica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/11/2010

In aumento le malattie allergiche

Nel 2020, "un bambino su due soffrira' di rinite allergica, anticamera dell'asma". Lo afferma Giorgio Walter Canonica, direttore della Clinica di Malattie dell'Apparato Respiratorio e Allergologia dell'Universita' degli Studi di Genova, a margine di un incontro promosso a Roma per aprire un focus sulla 'nuova generazione' di asmatici.

Colpa dello 'stile di vita occidentale', spiega l'esperto, sottolineando i fattori di rischio: l'inquinamento esterno e interno, "l'umidita' che non esce dalle case grazie ai nostri moderni infissi creando le condizioni ottimali per lo sviluppo di acari e muffa; il fatto che i nostri ragazzi passano sempre piu' tempo in casa tra tv e videogiochi e la presenza di animali domestici".

Altro fattore che puo' contribuire negativamente allo sviluppo della patologia, a sorpresa, l'obesita'. "Si' - conferma il professore - recenti studi dimostrano come le cellule grasse inducono la produzione di sostanze che favoriscono l'infiammazione; e' un effetto additivo", spiega Canonica.

Le malattie allergiche sono in costante aumento, ma "mentre per l'asma il 5-7% di pazienti nella popolazione italiana risponde alle attese della letteratura, per la rinite allergica contiamo soltanto un 4.5 - 5% rispetto al 20% atteso", afferma Germano Bettoncelli, Medico di Medicina Generale di Brescia. Un dato che attesta un sommerso importante.

Spot Tv shock:'Babbo Natale non esiste'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/11/2010

14.51 Una pubblicità televisiva di una banca francese ha messo in crisi migliaia di famiglie. Nello spot, mandato in onda durante il cartone 'Ratatouille' sulla rete privata TF1, un padre dice al figlio: "Ho una brutta notizia da annunciarti, Babbo Natale non esiste". Migliaia di bambini in lacrime. Furibondi i genitori che hanno protestato scrivendo all'istituto di credito. E la frase shock è stata censurata. E' accaduto la sera di domenica 31 ottobre in piene vacanze scolastiche.

Berlusconi contestato a Padova

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/11/2010

14.18 Contestazione dei centri sociali e delle scuole superiori a Padova, di fronte alla sede della prefettura,in occasione della visita del premier Berlusconi e del ministro Bossi in Veneto. Tra gli slogan: "Dimissioni" e "bunga bunga".Le forze dell'ordine, in assetto antisommossa, controllano la situazione e hanno sequestrato alcuni striscioni. I dimostranti avrebbero anche lanciato un fumogeno.

La pentita, 150 mila euro per una candidatura

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/11/2010

Perla Genovesi, l'Agenzia è di Dell'Utri figlio

Non solo presunti festini a luci rosse col presidente del Consiglio. Perla Genovesi, l'ex assistente del senatore del Pdl Enrico Pianetta, che ha fatto ai magistrati il nome di Nadia Macri', la escort che avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con il premier, nel suo lunghissimo interrogatorio ai magistrati di Palermo ha raccontato anche del "mercato" delle candidature elettorali: una sorta di compravendita che sarebbe ruotata attorno a un'agenzia pubblicitaria in cui lavorava il figlio del senatore Marcello dell'Utri.

Da cui e' arrivata un'immediata smentita. "Resto allibito, ma purtroppo - ha dichiarato il senatore Dell'Utri - non mi stupisco data la fonte, nel leggere dalle agenzie di stampa questa nuova propalazione di veleni attraverso la pubblicazione di verbali nei quali sono raccontate delle assolute falsita', delle quali dovranno rispondere non solo gli autori ma anche coloro che le diffondono impunemente". Secondo la donna, arrestata a luglio nell'ambito di un'inchiesta sul narcotraffico, l'agenzia avrebbe gestito il commercio delle candidature.

Perla sostiene di averlo saputo da una persona, di cui non ricorda il nome, il cui figlio avrebbe lavorato con il rampollo del senatore. "Mi riferi' praticamente - dice la collaboratrice di giustizia - che quelli che volevano una candidatura buona pagavano dai 150mila euro piu' o meno". "Mi sfugge il nome dell'agenzia che e' sicuramente conosciuta. - prosegue - E' un'agenzia pubblicitaria dove praticamente facevano risultare questi soldi come una campagna elettorale per il politico. Sui soldi si poteva trattare, si poteva scendere anche a 100 dipendeva dalla candidatura, da quanto poteva essere buona".

Secondo la Genovesi, il denaro di volta in volta sborsato dall'aspirante parlamentare, veniva in minima parte impiegato lecitamente, per la campagna elettorale: ad esempio per l'allestimento dei cartelloni. Il resto, sarebbe stato, invece, il corrispettivo versato in cambio dell'inserimento nella lista. "Il figlio di Dell'Utri lavorava in questa agenzia, pero' comunque c'erano molti ragazzi che lavoravano per dell'Utri - racconta - e allora dissi al senatore (Pianetta - ndr) che c'era questa possibilita', che avrebbe dovuto pagare sui 100-150mila euro. Lui era un taccagno. Non lo vidi interessato.

Aveva l'atteggiamento di chi non ha nessuna intenzione di spendere quei soldi, ma come se sapesse che lui non ne aveva bisogno, come se fosse abbastanza ammanicato per avere un'altra candidatura senza pagare". Sulla destinazione del denaro la donna non ha dubbi: "I soldi - dice - andavano al partito. Alla fine veniva pagata la candidatura. Era un'agenzia che faceva capo comunque a Dell'Utri o a Forza Italia". E anche sull'illiceita' dell'operazione la Genovesi sembra avere le idee chiare: "Sarebbe stato legittimo - spiega - se uno decideva di investire questi soldi per una campagna elettorale. E invece era per avere la candidatura principalmente".

L'investimento, sempre a dire dell'ex assistente parlamentare, che ben conosce i meccanismi della legge elettorale in vigore che "premia" i primi in lista, andava sempre a buon fine. "La campagna pubblicitaria era una conseguenza, - conclude - anche perche' se loro mi davano una candidatura in una buona posizione non servivano i voti perche' entravano comunque poi a far parte dei senatori. Insomma per come e' la legge elettorale non e piu' tanto in base ai voti ma in base alla posizione nella lista".

Domenica 10 Gennaio 2010

Papa: 'Nel battesimo la fede e la luce'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/01/2010

11.10 Il "nostro mondo brancola spesso nelle tenebre del dubbio, il lume divino della fede lo illumina". Questo è uno dei passaggi dell'omelia pronunciata dal Pontefice durante la messa del Battesimo del Signore, celebrata nella Cappella Sistina. Rivolgendosi ai genitori dei 14 neonati battezzati oggi, il Santo Padre ha ricordato che con il Battesimo il Signore "concede a ciascuno di noi la gioia di essere cristiani e di appartenere alla Chiesa" e, da adulti, "di alimentare la fiaccola della fede dei bambini"

Michael Jackson, fu omicidio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/01/2010

Lo riporta il certificato di morte della popstar

LONDRA - Il certificato di morte di Michael Jackson afferma che la popstar fu vittima di un omicidio: lo rivela il domenicale britannico News of the World, pubblicando il documento e una rettifica allo stesso, nella quale c'é scritto esplicitamente che si trattò di omicidio.

Nel certificato originale, datato 7 luglio 2009 e mai reso pubblico, il vice coroner Cheryl MacWillie non indicò la causa della morte. Ma dopo ulteriori indagini, il 31 agosto il documento fu emendato dal medico legale Christopher Rogers, che scrisse chiaramente "omicidio".

Rogers conclude infatti che Jackson morì a causa di una "forte intossicazione da Propofol" causato da "un'iniezione endovenosa fatta da un'altra persona". Il presunto colpevole sarebbe il medico Conrad Murray, che rischia l'incriminazione, e che nel frattempo ha ingaggiato l'avvocato Michael Flanagan, che salvò un'infermiera dall'accusa di aver causato erroneamente la morte di un paziente proprio con l'antidolorifico Propofol. (ANSA).

Israele: via a barriera confine Egitto

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/01/2010

22.06 Il primo ministro israeliano Netanyahu ha dato il via ai piani per la costruzione di una barriera lungo il confine con l'Egitto per impedire l'ingresso di immigrati clandestini provenienti dall' Africa e ad attivisti politici. "E'una decisione strategica per garantire il carattere democratico ed ebraico di Israele", ha rilevato il premier. Negli ultimi anni migliaia di africani sono entrati in Israele attraversando il confine, poco sorvegliato, con l'Egitto.La costruzione della barriera costerà circa 270 milioni di dollari.

Haiti,colera si diffonde nella capitale

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2010

5.45 L'epidemia di colera che ha ucciso quasi 600 persone in tre settimane ad Haiti si estende a Port-au-Prince e ora si teme una rapida diffusione nella città. Si contano 73 casi accertati e un decesso. Lo riferisce Jon Andrus,direttore aggiunto dell'Ops (Organizzazione panamericana della sanità) che fa capo all'Oms. La malattia minaccia le affollate baraccopoli della capitale che ospitano 1,3 milion di sopravvissuti al terremoto del 12 gennaio.

Antitrust avvia una istruttoria su Sky

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2010

23.05 L'Antitrust ha avviato un'istruttoria "per verificare se Sky abbia abusato della propria posizione dominante nell' acquisizione dei diritti di trasmissione dei Mondiali di calcio 2010 e 2014, in modalità a pagamento per tutte le piattaforme televisive". Secondo l'Antitrust, la decisione della società di acquistare dalla Rai nel 2008 la titolarità dei diritti pay sui Mondiali di calcio,in esclusiva su tutte le piattaforme trasmissive, "potrebbe configurare un abuso anticoncorrenziale di natura escludente".

Israele: no a moratoria insediamenti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2010

10.02 Israele rigetta apertamente gli inviti della comunità internazionale, che aveva chiesto una moratoria dell'edificazione di insediamenti di coloni israeliani a Gerusalemme est. La comunità internazionale chiedeva la moratoria come gesto di disponibilità che potesse riaprire i negoziati diretti israelo-palestinesi. "Non c'è nessun blocco delle costruzioni a Gerusalemme e non ci sarà mai, questa è la politica dei governi israeliani da 40 anni".Così M. Hauser, membro della delegazione che accompagna il premier Netanyahu in Usa.

Energia, Ue vara piano da 3 miliardi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2010

13.33 La Commissione europea ha varato un piano da 3 miliardi di euro per aumentare l'efficienza energetica e ridurre l'inquinamento nei paesi membri. La strategia, che si chiama "Energia 2020",punta tra l'altro sui settori dei trasporti e delle costruzioni. Grazie al piano potrebbero arrivare incentivi per i proprietari di case e i governi in modo da favorire il risparmio energetico. Arrivare ad un sistema sostenibile, ha spiegato il commissario all'Energia, Oettinger, "potrebbe richiedere tempo", le decisioni "vanno prese ora".

Pontefice invia messaggio a Ahmadinejad

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2010

14.20 "Una collaborazione più stretta tra membri del clero musulmano e cristiano per realizzare la giustizia e la pace nel mondo". E' l'auspicio del presidente iraniano Ahmadinejad che ha ricevuto il cardinale Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, in visita a Teheran. Il cardinale ha consegnato al presidente un messaggio di Benedetto XVI, in occasione della sessione biennale dei colloqui interreligiosi con la Repubblica islamica.

Londra: esplode protesta studenti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/11/2010

Oltre 50.000 in piazza contro l'aumento delle rette, scontri

LONDRA - Guerra all'aumento delle rette, guerra contro i conservatori. I cinquantamila studenti che oggi hanno manifestato il loro malcontento a Westminster e lungo il Tamigi, devastando il quartier generale dei Tory a Millbank Tower, sono stati i primi a portare la loro rabbia nelle strade contro i tagli imposti dal governo di David Cameron. Nessuno se lo aspettava, nemmeno la polizia, che prevedeva una marcia pacifica con circa 15.000 partecipanti. Ma in una Gran Bretagna che finora sembrava aver accettato con rassegnazione il piano di austerity, gli studenti hanno stupito tutti, mettendo a ferro e fuoco i centri del potere. Persino l'edificio che ospita l'MI5, i servizi segreti interni, e' stato costretto a barricarsi chiudendo il proprio ingresso con pesanti portoni in metallo e facendo piantonare dalla polizia le entrate sul retro.

A Westminster in 200 hanno tenuto un sit-in di protesta dinanzi alla camera dei Comuni. Ma e' stato al quartier generale dei conservatori, responsabili dei piani che triplicherebbero in alcuni casi le tasse universitarie, che la situazione e' degenerata. In circa 200 hanno fatto irruzione tra i fumogeni, facendo a pezzi la reception e distruggendone addirittura il soffitto, per poi salire in cima al grattacielo, dal quale gruppi di facinorosi hanno lanciato pezzi di cemento e persino un estintore. Nessun incidente serio, per fortuna, solo sette ragazzi in ospedale e tre agenti feriti, dei quali una poliziotta colpita alla testa. Il numero di arresti non e' ancora stato reso noto. Dal tetto con gli striscioni appesi al parapetto, uno degli studenti ha detto al Guardian: ''Siamo contro i tagli, in solidarieta' con i poveri, gli anziani, i disabili e i lavoratori che ne verranno colpiti. Siamo contro tutti i tagli e la commercializzazione dell'istruzione. Occupiamo il tetto del quartier generale dei Tory per dimostrare che siamo contro il loro sistema, che attacca i poveri e aiuta i ricchi. Questo e' solo l'inizio''. Fuori dal grattacielo, i ragazzi hanno bruciato in un grande falo' decine dei cartelli che avevano portato con se' per la marcia. Il presidente del sindacato degli studenti Nus, Aaron Porter, si e' detto felice dell'esito della manifestazione, cui hanno partecipato anche numerosi docenti, ma ha condannato le violenze. In un post su Twitter ha affermato: ''Sono orgoglioso dei 50.000 venuti a manifestare in pacificamente. Si vergognino quelli venuti a causare problemi''.

Anche Scotland Yard ha attribuito i disordini a un gruppo ridotto: ''La polizia si era preparata per una protesta pacifica, purtroppo una piccola minoranza di manifestanti ha causato danni''. Per il sindaco della citta' Boris Johnson, si e' trattato di una ''minoranza che ha abusato vergognosamente del proprio diritto a protestare''. Il nuovo piano per i finanziamenti all'istruzione superiore prevede un aumento del limite massimo delle rette annuali da 3.290 sterline a 6.000 sterline, arrivando a 9.000 solo in ''circostanze eccezionali''. Nel primo pomeriggio, proprio mentre gli studenti si preparavano alla marcia, alla camera dei Comuni il vicepremier liberaldemocratico Nick Clegg veniva messo con le spalle al muro dalla vice leader dell'opposizione Harriet Harman, che ha accusato i libdem di ''essersi fatti traviare'' dai conservatori sul tema delle rette universitarie. I libdem durante la campagna elettorale avevano infatti promesso che si sarebbero opposti all'aumento. Ora il sindacato degli studenti ha giurato di dare loro battaglia, con una campagna mirata a cacciare i deputati 'traditori' da Westminster.

Lunedì 11 Gennaio 2010

Crisi, Brunetta: nel 2010 coda peggiore

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/01/2010

15.55 "Nel 2010 tutti gli indicatori economici avranno segno positivo ma paradossalmente la crisi vivrà la sua coda peggiore, perché dovremo scontare la negatività dell'ultimo trimestre 2009". Così il ministro per la Funzione pubblica Brunetta in un incontro con i giovani imprenditori a Mestre. Brunetta ha detto di ritenere utile l'introduzione di incentivi, in particolare ai consumi, per cercare di dominare la coda della crisi. Poi saranno necessari nuovi stimoli e ricette per rilanciare l'economia.

G20 Seul, donna tenta di darsi fuoco

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/11/2010

7.19 Una donna ha tentato di darsi fuoco nei pressi del Coex, l'edificio che ospita il vertice del G20. La donna,trentenne, è stata fermata dalla poliziia prima di incendiare il liquido con il quale si era cosparsa. Un altro giovane che protestava contro un contrastato progetto ambientale coreano è stato portato via di peso dagli agenti. Nella capitale blindata nel pomeriggio è prevista una manifestazione contro il vertice del G20.

Papa: mai violenza e guerre in nome di Dio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/11/2010

Sì al dialogo con l'Islam ma bisogna includere la reciprocità'

CITTA' DEL VATICANO - "Ancora una volta desidero ribadire che la religione non può mai giustificare intolleranza e guerre. Non si può usare la violenza in nome di Dio!". Lo afferma Benedetto XVI nell'esortazione post-sinodale "Verbum Domini", pubblicata oggi, che raccoglie le riflessioni e le proposte del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio svoltosi in Vaticano nell'ottobre 2008. La parola di Dio è anche "fonte di riconciliazione e di pace", scrive il Papa.

Ricordando che le situazioni di "ostilità" nel mondo spesso "sembrano assumere l'aspetto del conflitto interreligioso", Ratzinger fa appello al fatto che "ogni religione dovrebbe spingere verso un uso corretto della ragione e promuovere valori etici che edificano la convivenza civile".

PAPA: DIALOGO CON ISLAM MA SI AFFERMI RECIPROCITA' - Benedetto XVI auspica che "i rapporti di fiducia, instaurati da diversi anni, fra cristiani e musulmani, proseguano e si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso". Tuttavia, scrive il Papa nell'esortazione post-sinodale "Verbum Domini", "il dialogo non sarebbe fecondo se questo non includesse" la "reciprocità in tutti i campi" e il riconoscimento della "libertà di professare la propria religione in privato e in pubblico, nonché la libertà di coscienza".

Ribadendo che la Chiesa vede "con stima" i musulmani, il Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio, svoltosi in Vaticano nell'ottobre 2008, auspica lo sviluppo di un dialogo basato sull'approfondimento di valori come "il rispetto della vita", "i diritti inalienabili dell'uomo e della donna e la loro pari dignità", nonché l' apporto delle religioni al bene comune, tenendo conto "della distinzione tra l'ordine socio-politico e l'ordine religioso". E mentre promuove la collaborazione tra gli esponenti delle diverse religioni, ricorda ugualmente "la necessità che sia effettivamente assicurata a tutti i credenti la libertà di professare la propria religione in privato e in pubblico, nonché la libertà di coscienza": infatti, "il rispetto e il dialogo - scrive Benedetto XVI raccogliendo le proposte dell'assemblea - richiedono la reciprocità in tutti i campi, soprattutto per quanto concerne le libertà fondamentali e più particolarmente la libertà religiosa". "Essi - conclude - favoriscono la pace e l'intesa tra i popoli".

PAPA: DIALOGO CON EBREI PREZIOSO PER LA CHIESA - "Desidero riaffermare ancora un volta quanto prezioso sia per la Chiesa il dialogo con gli ebrei". Lo scrive Benedetto XVI nell'esortazione post-sinodale "Verbum Domini", pubblicata oggi, relativa al Sinodo dei Vescovi dell'ottobre 2008 sulla Parola di Dio.

E' bene - afferma il Papa - che dove se ne veda l'opportunità si creino possibilità anche pubbliche di incontro e confronto che favoriscano l'incremento della conoscenza reciproca, della stima vicendevole e della collaborazione anche nello studio stesso delle Sacre Scritture. Osservando che "la rivelazione dell'Antico Testamento continua a valere per noi cristiani", il Pontefice ribadisce che "la radice del Cristianesimo si trova nell'Antico Testamento e il Cristianesimo si nutre sempre a questa radice". Di qui deriva un "legame peculiare" tra "cristiani ed ebrei, un legame - dice il Papa - che non dovrebbe mai essere dimenticato".

PAPA:VICINO CRISTIANI AGGREDITI,TUTELARE LIBERTA' FEDE - "Ci stringiamo con profondo e solidale affetto ai fedeli di tutte quelle comunità cristiane, in Asia e in Africa in particolare, che in questo tempo rischiano la vita o l'emarginazione sociale a causa della fede". Lo scrive Benedetto XVI nell'esortazione past-sinodale 'Verbum Domini', pubblicata oggi, relativa al Sinodo dei vescovi dell'ottobre 2008 sulla Parola di Dio. "Nel contempo - afferma ancora il Papa - non cessiamo di alzare la nostra voce perché i governi della Nazioni garantiscano a tutti la libertà di coscienza e di religione, anche di poter testimoniare la propria fede pubblicamente".

La Chiesa - afferma papa Ratzinger - deve andare verso tutti con la forza dello Spirito e continuare profeticamente a difendere il diritto e la libertà delle persone di ascoltare la Parola di Dio, cercando i mezzi più efficaci per proclamarla, anche a rischio della persecuzione.

PAPA: ANNUNCIARE DIO, MONDO LO SENTE SUPERFLUO E ESTRANEO - "In un mondo che spesso sente Dio come superfluo ed estraneo", "non esiste priorità più grande di questa: riaprire all'uomo di oggi l'accesso a Dio, al Dio che parla e ci comunica il suo amore perché abbiamo vita in abbondanza". Lo scrive Benedetto XVI nell'esortazione post-sinodale "Verbum Domini", pubblicata oggi, relativa al Sinodo dei Vescovi dell'ottobre 2008 sulla Parola di Dio. Benedetto XVI sottolinea con forza che "Dio parla e interviene nella storia a favore dell'uomo". La Parola di Dio, infatti, "non si contrappone all'uomo, non mortifica i suoi desideri autentici, anzi li illumina, purificandoli e portandoli a compimento". Secondo Ratzinger, invece, nella nostra epoca purtroppo si è diffusa, soprattutto in Occidente, l'idea che Dio sia estraneo alla vita e ai problemi dell'uomo e che, anzi, la sua presenza possa essere una minaccia alla sua autonomia".

In realtà, per il Papa, "solo Dio risponde alla sete che sta nel cuore di ogni uomo!". Per questo, "riscoprire la centralità della Parola di Dio" nella vita personale e della Chiesa e "l'urgenza e la bellezza" di annunciarla per la salvezza dell'umanità come "testimoni convinti e credibili del Risorto" è, in sintesi, il messaggio centrale dell'esortazione apostolica che raccoglie le riflessioni e le proposte emerse dal Sinodo svoltosi in Vaticano nel 2008. Il documento, lungo quasi 200 pagine, è un appassionato appello rivolto dal Papa ai vescovi e ai sacerdoti, alle persone consacrate e ai laici a "diventare sempre più familiari con le Sacre Scritture", non dimenticando mai "che a fondamento di ogni autentica e viva spiritualità cristiana sta la Parola di Dio annunciata, accolta, celebrata e meditata nella Chiesa".

La Juve riabilita Moggi e Giraudo: basta querele

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/11/2010

Dopo i 2 scudetti revocati e rivendicati

La Juventus ha ritirato la querela che aveva presentato contro Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega nell'ambito del processo per i bilanci della vecchia gestione della società bianconera. E' l'ultimo atto della retromarcia del club bianconero sul 'passato scomodo' della gestione che assicurò scudetti e coppe ma portò alle condanne della giustizia sportiva per Calciopoli.

Il 24 novembre dello scorso anno i tre erano stati assolti in primo grado: la procura di Torino ha presentato un ricorso in appello.

Il ritiro della querela comporterà il decadimento automatico di buona parte delle accuse e, in particolare, quelle legate alla cosiddetta "infedelta' patrimoniale". I giudici, dunque, dovrebbero discutere solo degli altri reati societari.

L'Ordine riduce la sospensione a Feltri

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/11/2010

Caso Boffo: al direttore editoriale del Giornale sanzione dimezzata

Il Consiglio dell'Ordine nazionale dei giornalisti ha ridotto da sei a tre mesi la sospensione inflitta dall'Ordine della Lombardia a Vittorio Feltri per il caso Boffo. A quanto si apprende, nell'ultima votazione (la terza) il Consiglio si e' diviso a meta': 66 i voti favorevoli a confermare la sospensione di sei mesi, 66 quelli per la riduzione della sanzione a tre mesi. Come da regolamento, ha prevalso la soluzione piu' favorevole all"imputato'.

Non mi aspettavo niente di meglio: e' questa la prima reazione di Vittorio Feltri alla notizia della riduzione, da parte del Consiglio dell'Ordine nazionale dei giornalisti, da sei a tre mesi della sospensione inflitta dall'Ordine della Lombardia per il caso Boffo. "D'altronde - commenta Feltri - si era visto subito che la maggioranza era ostile, cosi' come peraltro accaduto a Milano".

Scorretto

Quella del Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti e' una decisione che ribadisce e sancisce, una volta per tutte, l'assoluta scorrettezza di chi, con l'alibi del diritto di cronaca, ha deliberatamente calpestato ogni regola deontologica del nostro mestiere. E' quanto si legge in una nota del Cdr di Tv 2000, diretta da Dino Boffo riguardo alla sanzione comminato a Vittorio Feltri.

E non puo', certo - continua -, la riduzione da sei a tre mesi della sospensione comminata cambiare la sostanza di quanto accaduto: l'aggressione mediatica a Dino Boffo, uno scoop tarocco messo a segno a colpi di false informative e illazioni infamanti, resta una delle pagine piu' vergognose nella storia dell'informazione italiana.

Iraq fuori dallo stallo: Talabani presidente, Maliki premier

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/11/2010

Accordo dopo 8 mesi

Dopo otto mesi di stallo, la vita istituzionale irachena ha oggi avuto una repentina accelerazione: in poche ore sono stati eletti il nuovo presidente del parlamento e il nuovo presidente della Repubblica, che nel giro di pochi minuti ha poi indicato chi sara' il prossimo premier.

In realta', 'nuovo' e' pero' solo lo 'speaker' dei deputati, il sunnita Osama al Nujaifi, poiche' alla presidenza e' stato rieletto il curdo Jalal Talabani, mentre alla guida del prossimo governo ci sara' ancora il premier uscente, lo sciita Nuri al Maliki, nonostante alle elezioni legislative dello scorso 7 marzo il suo partito sia stato sorpassato dalla lista laica al Iraqiya dell'ex premier Iyad Allawi.

La svolta e' giunta grazie ad un accordo tra i massimi leader politici siglata solo la notte scorsa. Ora al Maliki avra' come prevede la Costituzione un mese di tempo per presentare al Parlamento la lista dei ministri.

Non sara' un compito facile, come testimonia la clamorosa protesta messa in atto da una sessantina di deputati di Al Iraqiya che stasera sono usciti dall'aula prima del voto sul presidente della repubblica perche' l'accordo di ieri, hanno spiegato alcuni di loro, non e' stato formalizzato in Parlamento.

La futura compagine dovra' comprendere rappresentanti delle maggiori fazioni etniche e religiose, e anche tenere conto dei risultati delle elezioni di marzo, in cui la lista di Allawi ha ottenuto 91 seggi, mentre al Maliki ne ha avuti 89, su 325.

Il premier uscente in questi otto mesi e' pero' riuscito ad ottenere il sostegno dei partiti curdi e della lista sciita Allenaza Nazionale, di cui fa parte anche il leader radicale Moqtada Sadr, fino a poche settimane fa suo acerrimo rivale.

E persino quello della stessa lista Iraqiya che, secondo alcune indiscrezioni filtrate oggi, ha rinunciato alla premiership in cambio della presidenza per Allawi di un Comitato, da creare ex-novo, incaricato di supervisionare la sicurezza nazionale. E anche della guida del ministero degli esteri, che dovrebbe andare al sunnita Saleh al Mutlaq, e della riconferma del sunnita Tareq al Hashimi alla vice presidenza della Repubblica.

Secondo quanto riferisce il New York Times, la creazione di un Comitato per la sicurezza da affidare ad Allawi e' stata suggerita e fortemente caldeggiata dall'amministrazione Obama, per garantire ai sunniti una adeguata partecipazione nel processo decisionale.

La minoranza sunnita, che ai tempi di Saddam Hussein aveva di fatto in mano tutte le leve del potere, e' stata negli ultimi anni ampiamente sottorappresentata nelle istituzioni, anche a causa del suo boicottaggio delle precedenti elezioni legislative, nel 2005, ed ha covato un forte risentimento che ha finito per alimentare la rivolta armata e il terrorismo.

Terrorismo che negli ultimi tempi e' tornato a rialzare la testa, con attacchi indiscriminati alla maggioranza sciita e anche, nelle ultime settimane, alla ormai sparuta comunita' cristiana.

Un fenomeno che, oltre ad una grave carenza dei servizi di base, il nuovo governo dovra' affrontare con il massimo impegno, e che ha nuovamente creato allarme tra gli investitori, in particolare tra le compagnie petrolifere internazionali che nei mesi scorsi hanno firmato importanti accordi per lo sfruttamento dei giacimenti iracheni e per portare la produzione di greggio dagli attuali 2,5 milioni di barili al giorno a 12 milioni, nel giro di alcuni anni.

Martedì 12 Gennaio 2010

Consumi elettrici,mai così giù dal 1945

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/01/2010

12.32 Crollo dei consumi elettrici nel 2009. I primi dati diffusi da Terna indicano una flessione del 6,7% rispetto al 2008. Bisogna risalire fino al 1945 per trovare un dato analogo. L'Italia era appena uscita dalla Seconda guerra mondiale l'ultima volta che i consumi di energia elettrica hanno fatto segnare un calo identico a quello del 2009. La flessione è stata più forte nel primo semestre dell'anno (calo medio dell'8,7%), mentre nella seconda metà del 2009 si sono registrati timidi segnali di ripresa (-4,6).

Bomba a Teheran. Ucciso fisico nucleare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2010

Iran accusa: "Sono stati anti rivoluzionari"

TEHERAN - Una bomba ha ucciso un professore universitario a Teheran. Lo ha reso noto la tv di stato iraniana. Il docente secondo la tv si chiamava Massud Ali-Mohammadi ed è stato ucciso vicino alla sua abitazione nella capitale da una motobomba controllata a distanza.

Il docente universitario ucciso stamane a Teheran è stato vittima di "elementi antirivoluzionari e delle potenze arroganti", afferma l'agenzia filogovernativa Fars. "L'esplosione ha provocato anche due feriti, che ora sono curati in ospedale", ha detto l'agenzia citando un portavoce del ministero della Salute.

Ali-Mohammadi era un fisico nucleare. Lo scrive il sito filogovernativo Rajanews, sottolineando che ''alcune fonti hanno detto che il suo assassinio e' collegato al caso nucleare iraniano''.

Il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi, ha affermato che il corpo del docente è stato portato all'istituto di Medicina legale per l'autopsia, ma non ha indicato quale pista le indagini stiano seguendo per ora e ha sottolineato che nessun arresto è stato ancora effettuato. Il vice procuratore, Fakhreddin Jafarzadeh, ha precisato che l'esplosione è avvenuta mentre Ali-Mohammadi usciva a bordo della sua auto dal parcheggio di casa sua, a Pol-e-Rumi, vicino al quartiere di Qeitarieh. L'ordigno, ha aggiunto, era stato piazzato su una moto ed è stato probabilmente azionato a distanza.

Pdl, vertice su giustizia 'Leggi ad libertatem'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2010

Bersani: il governo va avanti a testa bassa

ROMA - Prima si incardina la riforma e la semplificazione della macchina fiscale, poi per gradi e non necessariamente nell'anno in corso, arriveranno i tagli alle tasse con la revisione delle aliquote. Un progetto cioé che, come da programma elettorale del centrodestra, troverà il suo compimento entro fine legislatura partendo dall'ipotesi delle due sole aliquote: 23 e 33%.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna a Roma dopo quasi un mese di stop forzato e riparte dal Fisco: fissa l'agenda ma spiega che quest'anno sarà difficile che arrivino tagli fiscali. Sul tema incalza anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, che chiede un intervento "più incisivo" sui redditi bassi, e prendono la parola molti i leader dell'opposizione.

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani si dice pronto ad aprire il confronto "ma - sottolinea - basta con gli annunci". Frena Antonio Di Pietro che ritiene che la riforma sia "inattuabile" almeno "fino a quando si fanno gli scudi fiscali per gli evasori". Mentre per Enrico Letta l'annuncio del premier ha un chiaro sapore elettorale. La priorità sarebbe invece abbassare l'aliquota del 23% fino al 20%.

Per Pier Ferdinando Casini guarda alle famiglie: "prima di fare la riforma fiscale bisogna dare loro ossigeno approvando una legge sul quoziente fiscale". "Due aliquote? Sarebbe ora", commenta anche Francesco Rutelli di Alleanza per l'Italia. A Berlusconi, poi, scrive il leader della Cgil Guglielmo Epifani che affida il suo messaggio ad una lettera: si parta subito e dai redditi più bassi - dice - e si organizzi con urgenza un tavolo di confronto. A rilanciare la palla della riforma è proprio proprio Berlusconi. Sui tempi in mattinata il premier spiega: "Non lo so, c'é da lavorare, penso però che si possa fare quest'anno. Soprattutto se ci sarà la volontà di tutte le parti penso che si possa fare". Poi su Tremonti e il ruolo dell'opposizione aggiunge: "credo sia indispensabile ammodernare il paese e quindi su questo credo che valga la pena di impegnarsi tutti". Anche con Tremonti? "Sì, sì, assolutamente, ho lavorato con lui e speriamo che anche l'opposizione su questo possa con noi convenire che si tratta di una cosa indispensabile". Tremonti però non è ancora a Roma, tornerà stasera e si potrà così avviare il dibattito nell'esecutivo.

Con un'avvertenza però ribadita dallo stesso Berlusconi: mantenere in equilibrio i conti pubblici 'provati' dalla recente crisi economica. E proprio sulla tenuta dei conti interviene anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini: la riforma è "imperativo morale" ma le coperture devono essere certe. Bersani si dice pronto a lavorare ma polemizza sui troppi annunci: "vogliano discutere di fisco? Pronti a farlo domani mattina. Discutiamo sulle detrazioni Irpef per il lavoro e le famiglie, sul superamento degli studi di settore, sugli equilibri tra imposte sul lavoro e rendite finanziarie, sulla lotta al nero e all'evasione. Su questi punti siamo pronti anche domani mattina". Epifani intanto invia una lettera al presidente del Consiglio in cui chiede di aprire "un confronto stringente" sulla riforma fiscale e di dare un altrettanto "rapido segnale" di "riduzione della pressione fiscale sui lavoratori dipendenti ed i pensionati".

Secondo il segretario della Uil, Luigi Angeletti invece: "il problema delle aliquote é assolutamente secondario. Le dichiarazioni dei redditi dicono che i ricchi non ci sono. Quindi prima bisogna combattere l'evasione fiscale". Per Raffaele Bonanni bisogna invece "abbassare e ridurre di numero aliquote attuali sui redditi da bassi a medi e medio-alti, creandone una più alta e divaricata, per i redditi sopra i 200 mila euro, come hanno fatto in Francia".

Alfano, stato d'emergenza nelle carceri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2010

Franceschini, non si abusi dello strumento dell'ordinanza

ROMA - "Domani proporrò al Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato d' emergenza nelle carceri italiane": il ministro della Giustizia Alfano annuncia la sua mossa alla Camera, durante il dibattito sulle mozioni del sistema penitenziario, a riprova della consapevolezza del governo sulla gravità della crisi dovuta ad un sovraffollamento ormai fuori controllo. Alla riunione dell'esecutivo il Guardasigilli porterà anche il piano carceri, più volte annunciato, rinviato, e bersagliato dalle polemiche, con l' obiettivo primario di portare la capienza dagli attuali 63 mila posti a 80 mila.

Lo stato di emergenza "non è il preludio di un abuso, ma uno strumento di efficienza", ha chiarito Alfano replicando in aula alle obiezioni del capogruppo del Pd, Dario Franceschini. "Affiancheremo all'edilizia carceraria - ha spiegato - norme che deflazionino la presenza in carcere, ma non ci sarà nessun abuso". In sostanza, con la proclamazione dello stato di emergenza, darà più poteri al capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta (oltre a quelli che gli erano stati conferiti lo scorso anno quando fu nominato commissario straordinario per l'edilizia carceraria). Come Bertolaso alla Protezione civile, Ionta diventerebbe in sostanza commissario delegato: potrà avvalersi, in deroga alle norme, anche di consulenti esterni, e decidere la secretazione delle procedure di affidamento dei contratti pubblici. Le procedure per la costruzione delle nuove carceri saranno così semplificate e, sotto la responsabilità del presidente del Consiglio, la documentazione relativa agli appalti potrà essere classificata come "riservatissima": tale livello - si legge nella bozza di piano carceri - si presenta idoneo a selezionare gli operatori economici interessati agli appalti e a proteggere la documentazione relativa. Il piano carceri, ha detto il ministro, si fonda su "tre pilastri": gli interventi di edilizia che amplieranno la capienza (Alfano ha sottolineato che in 18 mesi di governo sono stati creati 1.800 posti in più, lo stesso numero a quello prodotto nei dieci anni precedenti; "ci saranno riforme di accompagnamento che atterranno il sistema sanzionatorio e che riguarderanno coloro che devono scontare un piccolo residuo di pena". In altre parole, si prevede la possibilità per i detenuti con un residuo di pena di un anno di andare agli arresti domiciliari. Il terzo punto è un aumento di organico di oltre duemila unità" della polizia penitenziaria. Se i sindacati degli agenti penitenziari commentano con toni diversi, cauti come la Uil o esplicitamente positivi come il Sappe, una pesante critica al ministro arriva dall' associazione Antigone, impegnata nella tutela dei diritti dei detenuti.

I numeri dei posti letto che il ministro ha preannunciato sono un bluff - dice il presidente Patrizio Gonnella - con 500 milioni in Finanziaria, infatti, non riuscirà mai ad arrivare agli 80 mila posti letto promessi. Ben vengano le misure deflattive, ma ci auguriamo che la dichiarazione di stato d'emergenza non significhi la secretazione di tutte le procedure di gara per gli appalti. Il piano predisposto dal Dap era sostanzialmente pronto da ottobre ma il suo iter è stato tormentato per la difficoltà di trovare i fondi: la previsione è di 1,4 miliardi di euro per la costruzione di 24 nuovi penitenziari, di cui 9 'flessibili', vale a dire di prima accoglienza o destinati a detenuti con pene lievi, con controlli sulle mura di cinta affidati alla sola videosorveglianza, da realizzare nelle grandi aree metropolitane (Milano, Napoli, Bologna, Torino, Firenze, Roma, Genova, Catania e Bari), a cui se ne aggiungeranno altri 8 in aree strategiche (Pordenone, Pinerolo, Paliano, Bolzano, Varese, Latina, Brescia e Marsala), anch'essi 'flessibili' e ciascuno da 450 posti, e da realizzare seguendo le procedure veloci utilizzate per le nuove case dell'Aquila. A questi vanno sommate altre 7 carceri 'tradizionali' previste a Roma, Milano, Nola, Sciacca, Sala Consilina, Venezia e Savona e 47 nuovi padiglioni in penitenziari già esistenti.

Dall'idea della 'Grande Riforma' ad 'abbaiare alla luna'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2010

A settembre 1979 lanciò sull'Avanti! la proposta presidenzialista

ROMA - "Ottava Legislatura" è il titolo dell'editoriale per l'Avanti del 25 settembre 1979 con il quale Bettino Craxi, segretario del Psi dal congresso dell'hotel Midas del 1976, lancia il suo progetto di 'Grande Riforma' dello Stato appunto per la legislatura cominciata con le elezioni di quella primavera.

Un progetto che, dice oggi Luciano Violante all'ANSA, è stato sottovalutato, a cominciare dall'allora Pci. La proposta di Craxi era, per la prima volta da un leader politico di primo piano dal 1948, quella di rivedere la Costituzione in senso presidenzialista, per affrontare il problema della "anomalia" italiana nella forma di governo. Il leader socialista sfidava gli altri partiti a saper "cogliere e interpretare in anticipo le esigenze che maturano nella società". A cominciare da quella di uno Stato capace di "funzionare" e di un governo in grado di "decidere". L'idea era di Grande Riforma che avrebbe dovuto abbracciare "insieme l'ambito istituzionale, amministrativo, economico-sociale e morale", per garantire "l'efficacia dell'esecutivo".

La Costituzione, scriveva Craxi, aveva ormai subito "il logorio del tempo" e, dunque, andava cambiata. Il segretario del Psi partiva da una radiografia dei mali della politica italiana, che individuava soprattutto nel consociativismo fra maggioranza e opposizione, nello statalismo, nell'inefficienza della burocrazia; sottolineava il forte rischio di ingovernabililà; e proponeva una serie di riforme costituzionali, fino al presidenzialismo. Era il primo invito a riformare il sistema di governo previsto dalla Costituzione del '48, un'anticipazione di quella che sarebbe diventata da allora una vera 'ossessione' per il mondo politico: la capacità di riformare le istituzioni con un accordo ampio delle forze parlamentari. Craxi ci aveva lavorato con la collaborazione di Giuliano Amato e riuscì all'inizio ad aggregare intellettuali e politologi, ma si scontrò con il secco no della potente sinistra Dc e del Pci di Enrico Berlinguer (fatta eccezione, riportano le cronache dell'epoca, per la minoranza migliorista guidata da Giorgio Napolitano).

Alla fine della Grande Riforma in senso presidenzialista non se ne fece niente. Rimase, come disse lo stesso Craxi anni dopo, "un inutile abbaiare alla luna". In Parlamento, non si arrivò mai alla maggioranza necessaria anche solo per avanzare l'ipotesi di approvare un testo. Tanto più che tra gli stessi socialisti non tutti la pensavono allo stesso modo, oscillando tra il presidenzialismo all'americana e il semipresidenzialismo alla francese. A Craxi, tuttavia, arrivò nel 1992 il riconoscimento di Norberto Bobbio, un'autorità nella scienza politica, che lo definì "un precursore" in tema di riforme costituzionali.

Statista o latitante? Internet si divide

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2010

Boom di pagine per l'ex leader del Psi, è anche su Facebook

ROMA - Grande statista o latitante? A dieci anni dalla morte, Bettino Craxi divide anche Internet: c'é chi rimpiange l'ex leader socialista e chi, invece, lo ricorda come uno dei protagonisti in negativo di Tangentopoli e della prima repubblica. La giustizia italiana si è già espressa su Craxi; gli storici lo faranno quando l'eco della sua azione politica sarà cessata; ma i frequentatori e animatori di Internet già esprimono le loro sentenze e senza mezze misure.

Le immagini che la rete fornisce a chi la interroga su Bettino Craxi non hanno sfumature: il lancio di monete all'uscita dell'hotel Raphael di Roma e l'inchiesta 'Mani pulite' da una parte, l'appello agli elettori del 1992 e un documentario 'amarcord' sull'esilio di Hammamet in Tunisia dall'altra. Sulla rete sono soprattutto i giovani a farsi sentire. Anche coloro che, data l'età, non hanno avuto mai la possibilità di votare per Craxi. L'ex premier è per molti internauti quel politico che entra velocemente in auto mentre una folla 'imbestialita' lancia di tutto e gli urla 'ladro, ladro'; in sintesi, è l'icona negativa di Tangentopoli. Per tanti altri, invece, Craxi è un uomo anziano, costretto all'esilio in Tunisia, che parla con nostalgia di quell'Italia che ha aiutato a rendere grande; è perciò l'unica vittima del sistema politico ad aver pagato per 'Mani pulite'. Ma sono i numeri a sorprendere. Quando l'ex leader del Psi ha lasciato l'Italia negli anni '90, il mondo della politica era praticamente assente dal web ma ora i link a lui dedicati sono quasi 500mila. E c'é ovviamente di tutto. C'é chi lo critica per aver portato l'Italia sull'orlo del fallimento, ma anche chi lo rimpiange per l'esatto contrario ovvero aver permesso all'Italia di entrare nel novero delle grandi democrazie occidentali.

Su Internet è pressoché impossibile non accostare il nome di Craxi a quello che in tanti definiscono, nel bene e nel male, il suo 'erede' politico: Silvio Berlusconi. Ai rapporti tra l'ex segretario socialista e all'attuale presidente del Consiglio è dedicata la maggior parte delle pagine web su Craxi. E non a caso, cercando tra le immagini in rete, Craxi appare spesso in compagnia di Berlusconi in incontri ufficiali ma anche durante un momento di relax al mare. Non mancano, però, anche le immagini che lo ritraggono insieme all'ex presidente dell'Olp, Yasser Arafat, o curiosamente in un raro incontro con un giovanissimo Gianfranco Fini.

Anche Facebook, una tra le ultime mode della rete, non resiste al richiamo di Craxi. Sul social network, frequentato soprattutto da adolescenti e giovani, il profilo 'Bettino Craxi' registra poco meno di seicento amici che si interrogano, litigano, fanno 'rivivere' l'icona del segretario del Psi e commentano l'attualità politica. La proposta fatta nei giorni scorsi dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, di intitolare a Craxi una strada della città ha animato una serie di polemiche e 'botta e risposta' sulla rete. Su Facebook sono nati gruppi contro l'iniziativa della Moratti, ma c'é anche il gruppo 'Compriamo Bettino Craxi' per acquistare la statua pubblica del leader socialista che il comune di Aulla (Massa-Carrara) ha messo in vendita.

Cifre e record della sua vita politica

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2010

ROMA - Il record piu' importante dell' ex segretario del Psi ed ex presidente del Consiglio Bettino Craxi e' quello dei 1058 giorni (quasi tre anni) passati a palazzo Chigi alla guida del governo piu' lungo della storia della Repubblica. Ma anche altri sono i numeri importanti della sua vita pubblica e privata, come i 16 anni passati alla segreteria del partito; i 26 anni trascorsi in Parlamento in 7 legislature; i 23 anni di eta' che aveva quando riusci' a entrare nel comitato centrale del Psi; i 23.788 voti di preferenza con cui venne eletto la prima volta alla Camera nella circoscrizione Milano-Pavia, diventati poi, nella stessa circoscrizione,186.676 alle elezioni del 1987; il 14,3% di voti, il massimo raggiunto dal Psi alle elezioni politiche del 1987 (erano il 9,6% nel 1976 quando Craxi sali' alla segreteria). Da ricordare ancora l'enorme numero di preferenze ottenute da Craxi alle elezioni europee del 1989: 641.467 nella circoscrizione Italia meridionale e 472.910 preferenze nella circoscrizione Italia nord-ovest, per un totale di oltre 1,1 milioni di voti.

Intini, pago' le scelte coraggiose in politica estera

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2010

Gli scontri con Spadolini, gli euromissili, gli aiuti all'Olp

ROMA - "Chiamò direttamente i 'dimafoni' de 'L'Avanti!'.Il Presidente del Consiglio dettò un corsivo, anonimo, a commento dell'attacco americano al quartier generale di Gheddafi. Era intitolato 'Quando muore un bambino', visto che in quell'attacco americano, era il 1986, era morta anche una figlia adottiva del leader libico. Era un piccolo segnale. Importante. Non so se a Tripoli fossero informati di chi avesse scritto quel corsivo".Ugo Intini, portavoce di Craxi, direttore de "L'Avanti!", autore di una bella biografia del leader socialista, sottosegretario agli Esteri nel governo Prodi, parla di uno degli aspetti oggi meno scandagliati di Craxi: la sua "politica estera" parallela, spesso umorale, con impennate, come la notte di Sigonella, quando ci fu uno scontro durissimo con gli Usa per le vicende successive al dirottamento della motonave 'Achille Lauro'. Una politica spesso controcorrente. C'erano scontri continui, anche duri, con Giovanni Spadolini, segretario del Pri, storico esponente filo israeliano. Quella di Craxi era una politica estera "parallela", fondata molto spesso su consolidati rapporti personali. "Ricordo ancora quello svenimento nel 1968 durante la campagna elettorale politica. In sua sostituzione, Craxi scoprì allora di avere il diabete, andai io a tenere un comizio in un piccolo paese dell'hinterland milanese. C'era anche un giovane spagnolo di nome Felipe Gonzales che viveva in esilio. Gonzales sarà poi leader a Madrid.

Nella direzione del Psi, ancora prima di Craxi, c'era una stanzetta per Panagulis, Mario Soares e proprio Gonzales. Era una politica estera schierata; dalla parte di chi si batteva per difendere principi di libertà. Craxi e il Psi finanziava partiti, sindacati, gente che si batteva contro regimi e dittature. "C'é - dice l'ex parlamentare - una frase del magistrato Borrelli che mi piace ricordare: 'C'é da dire che personalmente Craxi non si è arricchitò. Ho raccolto decine di testimonianze, di episodi di questa particolare 'politica estera'. I contatti e l'amicizia con Arafat, l'impegno per la pace di Medio Oriente non avendo come interlocutore solo Israele ma ricordando sempre 'che la pace si fa in due', i contatti con coloro che si battevano in Cile, in Argentina, oltre quella che era allora la linea di demarcazione tra Est ed Ovest. Questo si é voluto dimenticare." "Diedero il Nobel per la pace a Perez ed Arafat e, quando Craxi era già morto, all'Internazionale socialista, ad Oslo, salirono sul palco proprio quei due personaggi. Quello era un successo anche di Craxi". "Gli ostacoli interni venivano anche da larga parte della Dc. Non da Andreotti. Da larga parte dell'establishment economico, dalla imprenditoria pubblica ed anche dallo stesso Pci.Non si volevano pagare certi prezzi. L'Eni era interessato al gas sovietico, la Fiat aveva fatto Togliattigrad perché uomini del Pci erano più influenti degli omologhi d'Oltralpe. Così fu battuta la Renault.

L'Olivetti voleva informatizzare l'Urss, Agnelli voleva mandare tutti i sovietici in automobile". Come sintetizzare questa attività, centrale nella politica di Craxi?"I socialisti furono praticamente gli unici a tentare in Italia una politica estera autonoma, o addirittura una politica estera tout court". La politica degli anni Ottanta aveva alle spalle l'appoggio nel Terzo Mondo alle lotte di liberazione, lo scontro con i 'colonialisti' americani, francesi e portoghesi. Poi ci fu la scelta degli euromissili. Quando fu annunciata su 'La Stampa' Bobbio scrisse un articolo ambiguo. Anni dopo l'ex segretario di Stato Usa Zbigniev Brezinski, riconobbe pubblicamente che la scelta di Craxi dimostrava che un piccolo partito poteva fare scelte grandi, decisive. Come dimenticare poi l'immenso successo del vertice di Milano quando Craxi, e solo lui, fece sì che la Thatcher accettasse l'Europa. Ancora oggi l'Economist mostra un astio per Craxi frutto di quella affermazione. Mi sono stati raccontati decine di episodi di finanziamenti dati in Cile, in Spagna (Era Nerio Nesi ad andare in clandestinità a Madrid) in Portogallo e ancora prima in Grecia. E come dimenticare l'Est europeo. Craxi fece eleggere per due volte come europarlamentare Jiri Pelikan, già direttore della Tv cecoslovacca durante l'invasione.

Ho visto chiedere al generale Jaruzelski, ed ottenerla, la liberazione di intellettuali come Jeremek e Michnik. Ho visto portare soldi ai partiti democratici cileni dopo la lunga notte di Pinochet. Nel 1989 al segretario di Stato americano, Henry Schultz, che si lamentava della presunta corresponsabilità italiane nella nascita in Libia di una fabbrica in grado di realizzare armi chimiche, Craxi disse pari pari che per eliminare il problema c'era solo da dialogare direttamente con Arafat. Si offrì di fare da mediatore, offrì la sua casa, ad Hammamet, come punto di incontro tra Usa e 'il terrorista Arafat'. Non so se questo incontro ci fu. Fu però un socialista norvegese a mettere attorno al tavolo, ad Oslo, l'Olp ed Israele. Quel giorno a Washington, era l'89, Schultz scosse la testa. Andammo via. Nel lungo corridoio ci rincorse l'assistente. Il segretario di Stato americano ci aveva ripensato".

Draghi: regole finanza diventino leggi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2010

11.07 Il presidente del Financial Stability Board (Fsb) e governatore di Bankitalia, Draghi, si è detto "orgoglioso" dell'approvazione da parte del G20 delle raccomandazioni fatte dall'Fsb. Ma, nonostante i progressi "sul fronte della riforma del sistema finanziario,siamo a metà strada". Ora, aggiunge Draghi, "bisogna tradurre le nuove regole in leggi". In merito alla crescita il governatore di Bankitalia ribadisce che "la ripresa c'è ma è ancora lenta ed esposta a fragilità".

G20,Irlanda:Ue assicura, rete anticrisi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2010

9.42 I ministri delle Finanze di Italia,Germania, Francia, Spagna e Regno Unito hanno stilato una dichiarazione congiunta per rassicurare i mercati sulla situazione finanziaria in alcuni Paesi della zona euro, in particolare quella dell'Irlanda. Nel documento non si cita esplicitamente nessun Paese,ma si precisa che in Ue si stia discutendo della creazione di un meccanismo anticrisi permanente, che però non arriverà prima della metà del 2013, e si sottolinea come già esista un fondo salva-Stati provvisorio.

Scuole private, fondi salgono a 245 mln

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2010

12.12 Scuole private, fondi salgono a 245mln Il governo riscrive il comma 47 del maxiemendamento che conteneva un fondo di 800 milioni per interventi vari.Presentato in Commissione Bilancio il testo prevede l'aumento dei fondi per le scuole paritarie a 245 milioni. Il governo destina,poi,100 milioni alla "proroga della liquidazione del 5 per mille" e 30 milioni (oltre i 60 già stanziati) per il sostegno all'editoria (carta). Poi 375 milioni vengono stanziati alla partecipazione dell'Italia agli organismi internazionali.Altri 50 ripartiti con un decreto ad hoc.

Mercoledì 13 Gennaio 2010

Procreazione, sentenza rivoluzionaria a Salerno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2010

Primo si' a test pre impianto in una coppia fertile portatrice di una malattia genetica ereditaria

ROMA - Il giudice Antonio Scarpa, del Tribunale di Salerno, ha autorizzato, per la prima volta in Italia, la diagnosi genetica preimpianto ad una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1 (SMA1). Questa malattia causa la paralisi e atrofia di tutta la muscolatura scheletrica e costituisce oggi la più comune causa genetica di morte dei bambini nel primo anno di vita, con una morte per asfissia.

La coppia non aveva potuto consentire l'accesso alle pratiche di procreazione medicalmente assistita perché la legge 40 del 2004 lo consente solo per casi di sterilità e di infertilità. Lo ha reso noto l'avvocato della coppia Filomena Gallo, docente di "Etica e legislazione nelle biotecnologie in campo umano" alla Facoltà di veterinaria dell' Università di Teramo.

Il diritto a procreare - si legge nelle motivazioni del giudice - e lo stesso diritto alla salute dei soggetti coinvolti, verrebbero irrimediabilmente lesi da una interpretazione delle norme in esame che impedissero il ricorso alle tecniche di pma da parte di coppie, pur non infertili o sterili, che però rischiano concretamente di procreare figli affetti da gravi malattie, a causa di patologie geneticamente trasmissibili; solo la pma, attraverso la diagnosi preimpianto, e quindi l'impianto solo degli embrioni sani, mediante una lettura costituzionalmente" orientata dell'art. 13 L.cit., consentono di scongiurare tale simile rischio".

Terremoto a Haiti, 'Enorme catastrofe'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2010

Si temono migliaia di morti

PORT-AU-PRINCE - Devastata da quattro scosse tremende - la prima, più forte, di 7,0-7,3 gradi Richter - nel pomeriggio di ieri (poco prima della mezzanotte italiana), la capitale di Haiti Port-Au-Prince, due milioni di abitanti, si è trasformata in un attimo in una distesa di rovine, un'enorme nube grigia di polvere con migliaia di persone inghiottite sotto le macerie. Con il calare della notte, mentre i soccorritori hanno cominciato a reagire in ordine sparso, la città è diventata una macchia di oscurità totale, popolata di spettri accasciati sulle strade senza sapere dove andare. L'ipocentro delle quattro scosse è stato ad appena 10 chilometri di profondità. Ravvicinati gli epicentri, tutti in terraferma e nelle vicinanze della capitale: a 15 km a sud-ovest la prima, a 25 km. a ovest-sud-ovest la seconda e la terza, a 30 km. a sud ovest la quarta. "Tutto ha ballato, la gente urla, le case hanno cominciato a crollare.

Il caos è totale" ha detto un giornalista della Reuters sul posto. Con il passare delle ore le dimensioni del disastro, subito definito da fonti americane "un'enorme catastrofe", assumono contorni sempre più tragici: i morti e dispersi nella sola Port-Au-Prince si conterebbero già a migliaia. Nulla si sa per ora del resto del paese: comunicazioni telefoniche interrotte, nessun straccio di notizia arriva dalle fonti ufficiali di un governo paralizzato e impotente. " Parlare di centinaia di vittime - ha commentato amaro il dirigente di un'organizzazione di volontariato - assomiglia ad una pietosa sottovalutazione". A seminare la morte gli edifici più alti e più, in teoria, moderni: crollati come cartapesta ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel cosiddetti di lusso nel paese più povero delle Americhe, edifici per uomini d'affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale della missione militare e civile dell'Onu, che nel paese disloca ben 9.000 uomini - 7.000 militari e 2.000 poliziotti - è stato quasi raso al suolo. " Siamo tremendamente preoccupati - ha detto un portavoce dell'Onu - Moltissimo il personale disperso, con cui non riusciamo a stabilire alcun contatto". L'enormità della catastrofe ha fatto scattare la solidarietà internazionale. A cominciare dagli Stati Uniti, il paese più coinvolto, nel bene e nel male, nella tragedia di un paese da decenni in preda alla povertà, alla dittatura e a governi eletti dal voto popolare spesso corrotti e incapaci: il presidente Barack Obama e la segretaria di stato Hillary Clinton hanno promesso aiuti immediati.

Anche l'Italia si è mobilitata. E la Banca mondiale ha promesso l'invio di una missione di esperti per valutare i danni e stilare piani per la ricostruzione del paese. La Farnesina sta verificando le condizioni dei circa 70 italiani che vivono ad Haiti. Non si sa al momento che cosa sia loro accaduto. Tra i 70 ci sono un certo numero di dipendenti della Ghella costruzioni di Roma. Secondo fonti diplomatiche si trovano nel nord del paese, in un'area lontana dall'epicentro del terribile sisma.

Afghanistan, 2009 anno nero. Morti oltre 2.400 civili

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2010

Lo dice un rapporto dell'Onu. Le persone decedute a causa di azioni dei talebani sono tre volte di più di quelle morte per mano dei militari

KABUL - Il 2009 è stato un anno nero per le vittime civili in Afghanistan, ed il più cruento dall'intervento della Coalizione internazionale nel 2001. E' quanto emerge da un rapporto diffuso a Kabul dalla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all'Afghanistan (Unama). Secondo le cifre offerte da questo organismo, i civili morti lo scorso anno sono stati oltre 2.412, un 14% in più rispetto all'anno precedente. Il rapporto sostiene che le persone decedute a causa di azioni dei talebani sono tre volte di più di quelle morte per mano dei militari stranieri o afghani.

In particolare i dati resi noti dall'Unama attribuiscono agli insorti la responsabilità della morte di 1.630 civili, oltre il 40% in più di quelli uccisi un anno prima. Le forze della Coalizione internazionale e l'esercito afghano, invece, sono responsabili di 596 decessi, il 28% in meno rispetto al 2008. Altri 136 civili, inoltre, sono morti per cause non attribuibili direttamente alle parti in conflitto. Sulla base di un altro criterio, l'Unama sottolinea che 359 civili sono morti in bombardamenti aerei, mentre oltre 1.000 per ordigni esplosivi e l'azione di autobomba o kamikaze. Si è trattato inoltre di un "anno nero" anche per le vittime della Coalizione militare intervenuta in Afghanistan nel 2001 che sono state 520 nel 2009, contro le 295 dell'anno precedente.

Scienziato ucciso, accuse a Usa. Larijani: Obama incoraggia terroristi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2010

Il fisico iraniano docente all'Università di Teheran Ali-Mohammadi è stato ucciso ieri in un attentato

TEHERAN - Il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, è tornato oggi ad accusare Israele e la Cia dell'attentato nel quale un professore universitario, Massud Ali-Mohammadi, è rimasto ucciso ieri a Teheran, affermando che il presidente Usa Barack Obama "ha incoraggiato i terroristi". Le parole di Larijani, pronunciate davanti all'assemblea, sono state riferite dall'agenzia Isna.

Ieri gli Stati Uniti avevano definito "assurde" e Israele aveva giudicato indegne di una risposta le accuse lanciate dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast, secondo il quale i due Paesi avevano progettato l'attentato per bloccare il programma nucleare iraniano. Per il momento, peraltro, non vi sono conferme che Ali-Mohammadi, che insegnava fisica all'università di Teheran, fosse coinvolto in questo programma e nemmeno che si occupasse di fisica nucleare. Larijani, tuttavia, ha affermato che gli Usa e Israele "vogliono eliminare fisicamente gli scienziati nucleari iraniani". Poi, rivolgendosi al presidente americano, ha aggiunto: "Signor Obama, ci dispiace per lei, perché di così alti proclami umanitari e di cambiamento oggi resta solo un'immagine di guerra e di atti terroristici".

di Alberto Zanconato

TEHERAN - Un fisico iraniano docente all'Università di Teheran, Massud Ali-Mohammadi, è stato ucciso in un attentato dinamitardo che ha scosso di primo mattino i quartieri residenziali nel nord della capitale. Il governo iraniano ha affermato che si trattava di uno scienziato nucleare ed ha accusato della sua uccisione gli Usa, Israele e "mercenari" all'interno del Paese. Mentre altre fonti hanno smentito che la vittima avesse un ruolo nel programma nucleare del Paese. Anche sulle tendenze politiche della vittima ci sono varie versioni. La televisione di Stato ha affermato che Ali-Mohammadi era "un fervente sostenitore della Repubblica islamica", lasciando intendere che si trattava di un fedelissimo del regime. Ma siti riformisti hanno detto che egli era un sostenitore del leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi. Ali-Mohammadi è rimasto ucciso mentre usciva a bordo della sua auto dal parcheggio di casa, nel quartiere di Qeitarieh, da una bomba sistemata su una moto parcheggiata accanto, che è stata fatta esplodere a distanza. La televisione ha mostrato immagini del suo corpo senza vita, steso in strada, coperto da un lenzuolo bianco, delle finestre degli edifici andati in frantumi e di detriti sparsi ovunque.

Non si ha notizia di altri morti nell'esplosione. L'attentato è avvenuto mentre perdura un teso confronto fra il governo del presidente Mahmud Ahmadinejad e l'opposizione, sette mesi dopo le elezioni di giugno, e mentre gli Usa e i Paesi europei parlano insistentemente della possibilità di adottare nuove sanzioni contro Teheran per il suo programma nucleare. L'agenzia filogovernativa Fars ha scritto che l'attentato è stato rivendicato da una 'Associazione monarchica iraniana'. Mentre il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehman-Parast, ha accusato dell'attentato "gli Usa, il regime sionista (Israele, ndr) e i loro mercenari" in Iran, che ha definito come i vertici di "un triangolo malefico". Il movente sarebbe stato quello di ostacolare il programma nucleare della Repubblica islamica. L'organizzazione dei miliziani islamici (Basiji) dell'Università di Teheran ha affermato anche che il fisico figurava in una lista di personaggi iraniani penalizzati da sanzioni internazionali. Ma il suo nome non figura nelle 'liste nere' delle Nazioni Unite. Gli Usa hanno definito "assurde" le accuse e Israele non le ha nemmeno ritenute degne di risposta. Mentre il portavoce dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Shirzadian, citato dall'agenzia Reuters, ha smentito che Ali-Mohammadi avesse "alcun ruolo" nel programma nucleare del Paese.

Anche secondo accademici britannici citati dalla Bbc la vittima dell'attentato "era un esperto di un'altra branca della fisica, la teoria quantistica, e non faceva ricerca nel campo nucleare". Il sito dell'opposizione Kaleme, di Mussavi, ha ripreso una notizia del sito Ayandeh, di tendenze moderate, secondo il quale Ali-Mohammadi aveva espresso il suo sostegno al candidato moderato in occasione delle elezioni presidenziali. Un suo studente, Mohammad-Kazem Manzur Al Ajdad, ha detto alla Fars che la vittima aveva servito nelle file dei Pasdaran per ben 23 anni, fino al 2003. Mentre il capo della facoltà di Scienze dell'Università di Teheran, Ali Maqari, citato dall'agenzia Mehr, ha sostenuto che Ali-Mohammadi "era una personalità scientifica a livello internazionale che non svolgeva attività politica".

Craxi, i suoi sfoghi ad Hammamet: 'L'Italia e' finita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2010

Chez Achour' tra scherzi e amarezza, magistratura mi ha sabotato

HAMMAMET (TUNISIA) - Arrivava quasi ogni sera 'Chez Achour', il ristorante a due passi dalla medina di Hammamet. Ferid, il proprietario amico dal '73, aspettava Bettino Craxi e insieme sedevano sotto l'eucalipto nel patio. Il leader socialista cominciava scherzando, si faceva raccontare novità e gossip del villaggio. Ma poi, come una fissazione che il tempo e la distanza ingigantiscono, finiva per parlare dell'Italia.

Un giorno mi disse: 'L'Italia è finita perché la magistratura ha messo il naso nel potere e nella politica. Ma la magistratura deve essere apolitica, ricorda a quasi 15 anni di distanza l'amico tunisino. Andare sulle tracce di Craxi ad Hammamet è un viaggio a tappe dove il passato vive nella memoria dei suoi abitanti: il bar nel centro storico dove la foto di Craxi è ancora appesa sopra il registratore di cassa, il giornalaio, dove l'ex presidente del consiglio comprava il Corriere della sera e la Gazzetta dello sport, qualche bottega nel bazar visitata più per passare il tempo che per fare acquisti. Craxi era gentile con tutti ma pochi erano gli amici fidati con i quali passare il tempo e anche sfogarsi. Uno di questi è Ferid, così vicino alla famiglia che al funerale del leader socialista, nel 2000, sedeva nelle prime file "proprio accanto - specifica il tunisino - a Silvio Berlusconi". Quasi fino alla fine, quando il diabete gli aveva attaccato i reni e indebolito il cuore, Craxi non perse l'abitudine di cenare 'Chez Azour' o da Eddie, l'altro amico proprietario del ristorante 'La Scala'. "Il vero Bettino - spiega Ferid, soprannominato da Craxi "il mafiosetto" per il suo spirito imprenditoriale - aveva grandi qualità ed era un politico che vedeva molto lontano. Dicono che ha rubato ma io son sicuro di no. Una cosa è il fatto che, se vuoi fare un partito, ci vogliono soldi ma questo è così in tutto il mondo, altra è che prendesse soldi per sé. Ma ha visto la casa ad Hammamet? E' semplicissima, non c'é niente di valore e qui, al ristorante, non faceva banchetti: un pesce con l'insalata, qualche volta la zuppa".

Nei racconti dei tunisini, è come se l'Italia per Craxi si dividesse in due parti, "chi lo amava e i sabotatori". E in due tempi, prima di Tangentopoli e dopo la bufera del '92. A chi lo ascoltava descriveva cosi' la sua parabola: "Noi politici facciamo la nostra partita. O vinci o perdi. Io ho fatto il mio gioco fino a quando la magistratura non mi ha fermato". Non c'era, nei suoi racconti, il pm Antonio Di Pietro o il pool di Mani Pulite, c'era solo la magistratura.

Non dava importanza alle persone o ai singoli - spiega Ferid - e questa era la sua forza. Anche il proprietario di 'Chez Achour' non si è sottratto al rito del ritratto. Un quadro che ritrae il 'Cinghialone', come Vittorio Feltri soprannominò Craxi, è appeso sopra al tavolo, sempre lo stesso, dove il presidente del Psi sedeva, con le spalle al muro nell'angolo della sala principale. Una prova di amicizia ma anche un omaggio ai consigli imprenditoriali, nei quali l'ex premier si cimentava con il ristoratore. "Era un nazionalista - spiega il tunisino - e, con il suo piglio deciso, mi convinse a comprare frigoriferi e forni non in Spagna o Francia ma in Italia perché era più vicina e economica. In ogni caso l'Italia ce l'aveva dentro".

Israele invia scuse formali a Turchia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/01/2010

22.00 Israele si scusa con la Turchia, disinnescando una grave crisi diplomatica: Ankara aveva minacciato di ritirare il proprio ambasciatore, in mancanza di "scuse formali" da parte del viceministro degli Esteri israeliano. Ayalon aveva convocato l'ambasciatore turco Celikkol per protestare contro le critiche del premier Erdogan a Israele su Gaza e Libano. Ma lo aveva ricevuto in condizioni "umilianti", facendolo sedere più in basso di lui davanti alle telecamere, senza stringergli la mano né esporre la bandiera turca.

Google, via dalla Cina?

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2010

Il colosso del web, dopo attacchi informatici, ha deciso non filtrare più le informazioni sul suo sito cinese

HONOLULU - Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha espresso grave preoccupazione e chiesto spiegazioni a Pechino, dopo la denuncia di Google di aver subito attacchi informatici provenienti dal territorio cinese e la conseguente minaccia del colosso informatico di cessare le attività nella Repubblica popolare. "Google ci ha informato delle sue accuse - ha detto la Clinton a Honolulu - che sollevano domande e gravi preoccupazioni. Noi attendiamo una spiegazione dal governo cinese". "La capacità di poter operare con fiducia nello spazio virtuale è fondamentale in una società e un'economia moderne", ha aggiunto il segretario di Stato. Google ha minacciato chiudere le sue attività in Cina - rinunciando a filtrare le informazioni sul suo sito cinese - e denunciato massicci attacchi informatici "provenienti dal territorio cinese" contro militanti per i diritti umani e almeno "altre venti società".

NIENTE PIU' FILTRI IN CINA - Il colosso del web Google ha deciso che non filtrerà più le informazioni sul suo sito cinese, riconoscendo che ciò potrebbe significare di fatto la chiusura delle sue attività in Cina. Il gruppo di Mountain View, nella Silicon Vlley californiana, sostiene di essere stato l'oggetto di ripetuti attacchi di pirateria, provenienti dalla Cina e aventi come oggetto militanti cinesi per i diritti umani oltre ad alcune grandi società.

Secondo l'edizione online del New York Times, le caselle postali di attivisti all'opposizione sarebbero state violate da pirati informatici cinesi. "Uno degli obiettivi primari degli hackers era di accedere agli account Gmail degli attivisti di difesa dei diritti umani cinesi", scrive il gruppo di Mountain View, senza attaccare direttamente il governo di Pechino, ma precisando che "non abbiamo l'intenzione di continuare a censurare i nostri risultati" sul motore di ricerca cinese. La compagnia americana riconosce che la decisione presa potrebbe forzarla a chiudere il sito cinese ed i suoi uffici nel paese.

Trent'anni dopo, tra sprechi e mani dei clan

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2010

Quasi 3.000 morti, 60.000 miliardi lire per la ricostruzione / SPECIALE

di Patrizia Sessa e Davide De Paola

L'odore di morte si senti' subito. Le urla dei sepolti vivi, anche. Un minuto e venti secondi bastarono per uccidere 2735 persone e per ferirne 8848. La forza del terremoto del 23 novembre del 1980, che nell'epicentro raggiunse il nono-decimo grado della scala Mercalli, sconvolse l'Italia intera. Quasi settecento i comuni coinvolti, nel cuore della Campania, soprattutto, nell'Irpinia come nel Salernitano, ma anche della Basilicata e del Molise. Un dramma senza fine, che e' continuato: per decenni. Gli affari, i soldi della ricostruzione. E poi, i primi passi dell'ecomafia, gli arresti, le prescrizioni. E' lunga la storia del terremoto di quella domenica di novembre. E forse non e' stata neanche ancora del tutto raccontata. In 300mila rimasero senza tetto; 600mila gli edifici inagibili. Interi comuni rasi al suolo. L'Italia non era affatto pronta. E arrivo' in ritardo. Sandro Pertini, in quel 1980, era presidente della Repubblica. Ando' in quelle terre. E dopo aver visto, fu duro: ''A distanza di 48 ore non erano giunti in quei paesi gli aiuti necessari. Quello che ho constatato e' che non ci sono stati i soccorsi immediati che ci sarebbero dovuti essere''. Ando' proprio cosi'; del resto la Protezione Civile nacque proprio dopo quel giorno, ad opera dell'allora commissario per l'emergenza terremoto Giuseppe Zamberletti. Tanti, proprio per il ritardo dei soccorsi, furono condannati a morire. Da vivi. Molti fiutarono l'affare della ricostruzione. E molti, l'affare, lo fecero sul serio.

Dopo undici anni e i lavori di una Commissione parlamentare d'inchiesta, presieduta da Oscar Luigi Scalfaro, il quadro di quello che successe dopo, fu piu' chiaro. E brutto. Si parlo' di Terremotopoli e di un buco nero dove finirono miliardi e miliardi di vecchie lire. Per la ricostruzione, per gli investimenti pubblici, gli aiuti alle imprese furono stanziati oltre 60mila miliardi. Sul fronte della ricostruzione abitativa i 542 comuni della Campania hanno ricevuto finanziamenti per 14mila miliardi di lire; 6459 mila quelli per i 119 comuni dell'Irpinia, che registrarono la distruzione del patrimonio edilizio superiore all'80%; 1475 miliardi al Beneventano (78 comuni); 2095 alla provincia di Napoli (86 comuni); 3567 a quella di Salerno (157 comuni). Ricostruzione che ha superato l'80%. Ma, spesso, in un modo distorto. La Corte dei Conti lo disse chiaramente: costi lievitati fino a 27 volte; il 48,52% dei progetti finanziati mai portati a termine; irregolari gli interventi per le imprese. La criminalita' organizzata fece il resto, con le mani sugli appalti. Scrisse la Commissione parlamentare antimafia nel '93: ''L'attivita' che si e' svolta intorno all'utilizzo del fondi stanziata e' stata condizionata dalle organizzazioni camorristiche''. In Basilicata - sul territorio lucano il terremoto causo' 140 morti - la ricostruzione del patrimonio edilizio abitativo ha raggiunto l'80 per cento circa, con la ''punta'' del cento per cento a Balvano (Potenza), uno dei Comuni piu' colpiti dal sisma (dove morirono 77 persone), e la consegna di tutte le abitazioni agli sfollati o a chi aveva perso l'unica abitazione di proprieta'. Secondo i dati forniti dalla Regione, quindi, la ricostruzione e' terminata per tutti quei lucani costretti a lasciare le loro case per i danni del terremoto del 23 novembre 1980 (che causo' anche circa 300 feriti e oltre 40 mila senzatetto, su una popolazione inferiore ai 600 mila abitanti), e in un terzo dei nove comuni dichiarati ''disastrati'', dove le scosse resero inagibile il 60 per cento del patrimonio abitativo; otto case su dieci sono state invece ricostruite nei centri ''gravemente danneggiati''.

Dal 1980 la Basilicata ha ricevuto complessivamente 4.800 miliardi di lire (circa 2,4 miliardi di euro) per le abitazioni, e dal prossimo riparto di nuovi fondi dovrebbero arrivare altri 12 milioni di euro: una cifra, quest'ultima, ''nettamente inferiore al fabbisogno'' poiche', fanno sapere dalla Regione, c'e' da aggiungere al conto anche il meccanismo dell'aggiornamento dei costi dei materiali e delle attivita' edili per quelle opere non ancora completate. ''Occorre un colpo di reni - ha spiegato l'assessore regionale alle infrastrutture, Rosa Gentile - perche' molto e' stato fatto nell'azione di recupero del patrimonio abitativo, ma forse qualcosa si puo' ancora fare sia per la semplificazione burocratica, sia per il finanziamento della conclusione delle opere''. Accanto ai finanziamenti per le case, la Basilicata ha ottenuto circa 13 mila miliardi di lire (circa 6,7 miliardi di euro) per l'insediamento di nuove industrie, tra cui la Ferrero, che ha aperto uno stabilimento a Balvano (Potenza): ''Il terremoto - ha evidenziato l'assessore regionale alle attivita' produttive, Erminio Restaino - ha consentito alla Basilicata di vivere una stagione nuova in campo industriale. E' stata un'esperienza che presenta ancora luci ed ombre, che non deve essere considerata solo per i suoi aspetti negativi''

Internet: 25 anni fa nasceva Windows 1.0

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2010

ROMA - Lento, rudimentale e con un sacco di 'bug', tanto da venire accolto con sarcasmo dagli esperti. Venticinque anni fa in questi giorni veniva lanciato sul mercato Windows 1.0, il capostipite dei sistemi operativi che oggi dominano i computer di tutto il mondo.

''La cosa interessante pensandoci adesso e' che a quel tempo ne abbiamo riso - racconta alla rivista Networkworld, Nathaniel Borenstein, che all'epoca lavorava al Carnegie Mellon University IT Center - mi ricordo che vennero dei rappresentanti a mostrarci questo sistema ingenuo e patetico ma noi nel nostro laboratorio ne avevamo sviluppato uno molto migliore da soli''.

Il lancio di Windows 1.0, che costava 99 dollari, richiedeva appena 256 kb di memoria e non prevedeva ancora l'uso del mouse, avvenne ufficialmente il il 20 novembre 1985 e fu accolto tepidamente anche perche' il sistema, che era stato annunciato nel 1983, era gia' superato dal Macintosh, che permetteva per esempio la sovrapposizione delle finestre.

A promuovere il sistema fu lo stesso Steve Ballmer, l'attuale presidente di Microsoft, con uno spot in cui imitava un venditore di auto usate. I numerosi difetti del sistema operativo fecero nascere dopo pochi mesi la versione 1.01, nel maggio del 1986, mentre Windows 2.0 (Windows/286) nasce nel novembre 1987, anche se il primo sistema operativo viene supportato da Microsoft fino al 31 dicembre 2001.

Bisognera' pero' arrivare a Windows 3.0, nel 1990, per superare il milione di licenze vendute e dare l'avvio al predominio che dura ancora oggi, quando 9 computer su 10 nel mondo hanno un sistema operativo uscito dalla casa di Redmond.

Il Papa contro internet, aumenta la solitudine

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/11/2010

La comunicazione favorice la crescita umana?

Oggi non pochi giovani, storditi dalle infinite possibilita' offerte dalle reti informatiche o da altre tecnologie, stabiliscono forme di comunicazione che non contribuiscono alla crescita in umanita', ma rischiano anzi di aumentare il senso di solitudine e di spaesamento. Lo ha denunciato Benedetto XVI nel discorso al Pontificio Consiglio per la cultura riunito in Vaticano per l'Assemblea plenaria.

Dinanzi a tali fenomeni, ho parlato piu' volte - ha riocrdato - di emergenza educativa, una sfida a cui si puo' e si deve rispondere con intelligenza creativa, impegnandosi a promuovere una comunicazione umanizzante, che stimoli il senso critico e la capacita' di valutazione e di discernimento. Secondo il Papa, "nell'odierna cultura tecnologica", proprio il Vangelo - attraverso una sua nuova inculturazione - puo' "fare da guida, purificando, sanando ed elevando gli elementi migliori dei nuovi linguaggi e delle nuove forme di comunicazione".

Per questo compito, difficile e affascinante, la Chiesa - ha affermato - puo' attingere allo straordinario patrimonio di simboli, immagini, riti e gesti della sua tradizione. In particolare. ha auspicato il Pontefice teologo, "il ricco e denso simbolismo della liturgia deve splendere in tutta la sua forza come elemento comunicativo, fino a toccare profondamente la coscienza umana, il cuore e l'intelletto". Del resto, "la tradizione cristiana ha sempre strettamente collegato alla liturgia il linguaggio dell'arte, la cui bellezza ha una sua particolare forza comunicativa".

Un esempio significativo di questa capacita' e', a Barcellona, la Basilica della Sagrada Familia, opera di Antoni Gaudi', che Papa Ratzinger ha consacrato personalmente domenica scorsa a conclusione del suo secondo viaggio apostolico in Spagna. In quest'opera straordinaria, Gaudi', sono state le sue parole oggi, "ha coniugato genialmente il senso del sacro e della liturgia con forme artistiche tanto moderne quanto in sintonia con le migliori tradizioni architettoniche". Tuttavia, ha concluso, "piu' incisiva ancora dell'arte e dell'immagine nella comunicazione del messaggio evangelico e' la bellezza della vita cristiana".

Scontri a Brescia tra polizia e manifestanti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/11/2010

Corteo di solidarietà agli immigrati sulla gru per protesta

Incidenti sono in corso in via San Faustino a Brescia tra manifestanti e forze dell'ordine nei pressi della gru sulla quale dal 30 ottobre scorso sono saliti degli immigrati per protesta. Gia' lunedi' scorso, nei pressi della gru, vi erano state cariche della Polizia che intendeva sgomberare il presidio nei pressi del cantiere.

Gli incidenti sono accaduti mentre era in corso un corteo di solidarieta' verso gli immigrati e di protesta contro un appuntamento dell'organizzazione di estrema destra Forza Nuova che, invece, non c'e' stato. I manifestanti riferiscono che anche oggi ci sono state cariche.

Secondo una ricostruzione della Questura, da dietro la sede universitaria sono spuntati, all'improvviso, una trentina di ragazzi armati di sassi, bombe carta, bottiglie e mazze. Contro la polizia e' iniziata una vera e propria sassaiola. Il primo tentativo di sfondare la testa del corteo e' stato respinto dalle forze dell'ordine.

I manifestanti si sono ricompattati e hanno provato una seconda incursione contro agenti e militari. In questo momento la tensione e' ancora alta. Non si conosce il numero delle persone rimaste contuse tra i manifestanti. A quanto si e' appreso alcune persone sono state fermate. A Brescia oggi sono arrivate persone, per manifestare, da Parma, Bergamo, Verona, Milano.

Sauditi: stop a Facebook, è immorale

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/11/2010

18.16 I sauditi non possono più collegarsi a Facebook. Alcune ore fa, il social network più popolare al mondo è stato bloccato dalle autorità dell'Arabia saudita. Un responsabile saudita spiega che il sito Internet "ha oltrepassato il limite" rispetto ai tradizionali valori morali del Regno. Il blocco sarà però solo temporaneo, assicura. Quest'anno già il Pakistan e il Bangladesh avevano temporaneamente negato l'accesso a Facebook.

I sauditi tolgono il blocco a Facebook

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/11/2010

19.46 Retromarcia delle autorità saudite per le comunicazioni: dopo alcune ore di blocco, Facebook è tornato accessibile in tutto il regno. Un funzionario di Riad aveva spiegato che il sito era stato bloccato per aver "oltrepassato il limite" rispetto ai valori morali tradizionali. Non è chiaro cosa abbia portato alla decisione di riaprire l'accesso al social network più popolare del mondo.

Giovedì 14 Gennaio 2010

Ambasciatore Lewy: antisemitismo esiste

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2010

16.11 "L'antigiudaismo cattolico esiste ancora". Questa l'affermazione dell'ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Mordechai Lewy, a pochi giorni dalla visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma, il 17 gennaio. Secondo Lewy "non tutti sono d'accordo nel condannare l'antisemitismo", come fece, ha precisato, il Concilio Vaticano II, con la dichiarazione "Nostra Aetate". E all'annunciata assenza del presidente dell'Assemblea rabbinica Laras,risponde Riccardo Di Segni: "Sarà il tempo a dire chi è nel giusto".

Fmi: occupazione, il peggio deve venire

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2010

17.26 Per l'occupazione il peggio della crisi deve ancora arrivare. E' quanto sostiene il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Strauss-Kahn. L'economia globale, dice, è ancora a metà della crisi occupazionale e il 2010 dovrà essere l'anno della trasformazione che dovrà prevedere correttivi al sistema regolatorio che ha mostrato la sua debolezza nel corso della crisi. Strauss-Kahn esorta poi i governi a proseguire nelle "politiche di supporto fino a quando non ci saranno segnali chiari" di uscita dalla crisi.

Obama: 'Bush partecipi ad aiuti Haiti'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2010

22.42 Il presidente americano Obama ha chiesto al suo predecessore Bush di prendere parte agli sforzi di soccorso per Haiti. Lo ha confermato la Casa Bianca. "Haiti non deve restare nella disperazione. Questa tragedia potrà essere l' ultima se la comunità internazionale si mobilita per aiutare il Paese". Sono parole del presidente francese Sarkozy, che propone una conferenza internazionale per ricostruzione e sviluppo. Sospesi i voli con i soccorsi: chiuso perché saturo lo spazio aereo haitiano.

Religiosi islamici incitano alla guerra santa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/01/2010

Si' alla Jihad in caso di un intervento militare straniero

SANAA - Gli ulema (teologi islamici) dello Yemen hanno autorizzato la jihad in caso di intervento militare straniero nel Paese arabo. Lo afferma un comunicato degli stessi religiosi.

La jihad (guerra santa, ndr) sarebbe il dovere di tutti i musulmani se una qualunque parte straniera continuasse a voler aggredire o invadere militarmente il nostro paese, è scritto in un comunicato firmato da 150 ulema che rappresentano diverse regioni dello Yemen e presentato durante un incontro con la stampa a Sanaa.

Il testo, letto da un religioso membro del parlamento, sheikh Aref al-Sabri, proclama inoltre la contrarietà dei dignitari religiosi "a qualsiasi presenza straniera, qualsiasi accordo militare e qualsiasi cooperazione militare con l'esterno" e a "lo stabilimento di basi militari sul territorio yemenita". Sheikh Abdelmajid Zendani, un influente leader islamista yemenita sospettato da Washington di sostenere il terrorismo, è tra i firmatari del comunicato ed era presente all'incontro con la stampa.

Fed: c'è la ripresa, ma deficit aumenta

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2010

1.04 Lo stato di salute della congiuntura economica americana continua a migliorare, seppur lievemente, ma preoccupa il deficit che a dicembre ha raggiunto i 91,8 miliardi di dollari rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, un livello record mai registrato prima. E' il quadro dipinto nel Beige Book,il rapporto sull'economia Usa redatto dalla Federal Reserve che anticipa di due settimane la riunione del Federal open market.La Fed rileva che il mercato del lavoro resta "debole" e la domanda di prestiti peggiora.

Obama annuncia tasse per 50 banche

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2010

12.41 Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, renderà noto oggi un progetto di tassazione per una cinquantina di grandi banche. L'imposta colpirà quelle istituzioni con asset superiori a 50 miliardi di dollari, che sono state le maggiori beneficiarie dei salvataggi pubblici. L'amministrazione intende rastrellare fino a 120 miliardi per consentire ai contribuenti di essere ripagati dei soldi usati per il salvataggio delle banche da parte del governo.

Craxi, Hammamet pronta a anniversario

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/01/2010

In oltre 500 alle celebrazioni, anche i pescatori lo ricordano

HAMMAMET - Gli addetti del Comune sono venuti ad imbiancare la tomba e, per l'occasione importante, anche gli altri sepolcri del piccolo cimitero cristiano hanno beneficiato di una rinfrescata. Il presidente Ben Alì, amico di Bettino Craxi, ha inviato la polizia per un sopralluogo perché la cerimonia per i dieci anni dalla morte del leader socialista e la presenza di tre ministri italiani, è un evento nazionale. Ma, lontano dall'ufficialità di Hammamet, ricorderà a modo suo 'Monsieur le president' anche la famiglia di pescatori che offriva a Craxi del thé alla menta e l'acqua per lavarsi i piedi quando rientrava dal capanno sulla spiaggia, da lui costruito come rifugio segreto per scrivere e meditare. Arriveranno in più di 500, tra venerdì e sabato, ad Hammamet, alcuni sui voli charter organizzati, come ogni anno, dalla Fondazione, altri a titolo personale.

Ci sarà la famiglia: la moglie Anna, che ora vive sola nella grande casa bianca dopo che anche sua madre è morta due anni fa e i figli Stefania e Bobo, ognuno a suo modo custodi della memoria del padre. Non mancheranno i craxiani della prima ora, i 'quarantenni del nuovo corso' ormai non più giovani, Paolo Pillitteri e Carlo Tognoli, i sindaci della 'Milano da bere', i fedelissimi negli anni di governo a Roma, come Gianni De Michelis. Ma anche i socialisti che la diaspora degli anni '90 ha portato sulle sponde della sinistra senza rinnegare il passato. Volti noti ma anche piccoli amministratori e tanti militanti che gia' in questi giorni lasciano messaggi, sul librone al fianco della tomba, in cui si sprecano gli epiteti "statista" e "unico uomo di Stato che l'Italia abbia avuto".

Il premier Silvio Berlusconi, di cui Craxi fu amico e testimone di nozze, non verrà anche se sarà martedì, il giorno dell'anniversario, al Senato per la celebrazione promossa dalla Fondazione. Il governo, però, sarà rappresentato come mai si era visto in passato con ben tre ministri (Franco Frattini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta). Tutti si piegheranno al rito della memoria, che se nel caso del leader socialista non è mai privo di rancore e amarezza per come finì una parabola politica e di vita. "L'esilio" è il titolo, già eloquente, del documentario inedito che la Fondazione di Stefania Craxi proietterà sabato sera. Poi domenica mattina la celebrazione si farà meno politica con una commemorazione davanti alla tomba nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet.

Ma c'é anche chi nei prossimi giorni ricorderà Craxi lontano dall'ufficialità e dalle parole. E' la famiglia di pescatori di Salloum, che del leader socialista non conobbe né il decisionismo politico né il suo carattere spesso umorale. A fianco della piccola casa bianca ed azzurra, sulla spiaggia, l'ex presidente del consiglio costruì, con l'aiuto di Nicola, suo autista negli anni romani e alter ego, un capanno con foglie di palma, canne di bambù e legni. Dopo quasi 15 anni, il capanno è ancora lì, non piegato dal vento né dalle mareggiate.

Così come resiste al tempo anche il ricordo dei pescatori. "E' sempre stato gentile - racconta uno dei figli mostrando una fotografia con Craxi in mezzo alla famiglia - andava al capanno a scrivere o a leggere, poi, prima di andarsene, passava da noi, si fermava per un thé e qualche chiacchiera. Poi ci chiedeva se poteva usare l'acqua della pompa per sciacquarsi i piedi". La padrona di casa ancora conserva le ultime medicine che Craxi le consegnò per tenerle al riparo dal sole mentre lui stava sotto la capanna.

Pm come Tartaglia, il Csm interviene

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/01/2010

10.53 Il Csm si occuperà delle frasi di ieri del presidente del Consiglio che ha paragonato "l'aggressione" giudiziaria nei suoi confronti a quella fisica subita a Milano da parte di Tartaglia. La prima commissione di Palazzo dei Marescialli acquisirà i giornali che riportano le dichiarazioni di Berlusconi per inserirle nell'ampia pratica a tutela di magistrati, oggetto in passato di accuse rivolte dal premier. Questo fascicolo pende da tempo e riguarda i giudizi espressi da Berlusconi sui magistrati di Palermo e Milano.

Torino-Milano, parte il primo treno privato

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/11/2010

Viaggio di inaugurazione per Arenaways

Parte domani mattina alle 7,10 dalla stazione Torino Lingotto diretto a Milano Porta Garibaldi il primo treno passeggeri di Arenaways. E' la prima volta che sui binari delle ferrovie italiane presta servizio un operatore privato. "E' una giornata storica, siamo tutti molto emozionati, anche se purtroppo non sara' una partenza alla grande", dice l'amministratore delegato Giuseppe Arena, che faceva il capostazione e ha lavorato trent'anni in Trenitalia.

Arena e' agguerrito contro chi "impedisce la libera concorrenza" e gia' domani presentera' due ricorsi, uno all'Antitrust, l'altro all'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari (Ursf, organo del ministero delle Infrastrutture e trasporti) che ha limitato le corse per ora solo a Torino e Milano affinche' "non vi sia interferenza alcuna con i servizi per i quali e' previsto un contributo pubblico". "Questione piuttosto rilevante dal momento che si tratta di un treno per pendolari", spiega Arena che si e' rivolto anche all'Antitrust contro "la non separazione di Rfi e Trenitalia e la posizione dominante di Trenitalia" che impedisce la concorrenza.

Arena comunque e' fiducioso. "Non dovrebbero essere tempi lunghi. Con il nuovo orario ferroviario dall'11 dicembre - dice - dovremmo poter effettuare regolarmente il circuito previsto da Alessandria a Milano con le fermate intermedie e con tre viaggi di andata e tre di ritorno". I primi riscontri sono positivi: il dato sui biglietti venduti on line non e' stato reso noto, ma secondo Arena, "domani il treno sara' pieno. Ieri nelle prime tre ore dall'apertura delle vendite ne erano stati venduti gia' 50 (i posti sono 200)".

Arenaways e' stata costituita tre anni fa da una cordata di imprenditori piemontesi e bresciani, con un investimento iniziale di 50 milioni di euro. Il treno e' giallo e rosso e ha una classe unica. Il biglietto, che puo' essere comprato on line o a bordo senza sovrapprezzo, costa 17 euro e il tempo di percorrenza e' di un'ora e 35 (un Intercity impiega un'ora e 32 da Torino Porta Susa a Milano Centrale, il prezzo e' di 19,50 euro in prima classe, 14 in seconda). I treni di Arenaways sono due, realizzati in Romania, hanno prese di corrente e monitor, offrONO la macchina lucidascarpe e il servizio di lavanderia (come in albergo, ritiri la sera o il giorno dopo). C'e' una carrozza con snack bar e minimarket. I disabili possono salire da soli grazie a una pedana senza dovere prenotare prima il servizio.

Exit strategy e talebani irriducibili, Nato in Afghanistan per altri anni

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/11/2010

Verso il summit di Lisbona

A 5 giorni dall'avvio del summit Nato di Lisbona 5 soldati del contingente Isaf sono morti in Afghanistan. In totale dall'inizio dell anno si contano 641 vittime contro i 529 di tutto il 2009. Tre militari sono stati uccisi in un attacco nella parte orientale del Paese mentre altri due nell'esplosione di una bomba piazzata sul ciglio della strada a sud. A Lisbona, anticipa il Washington Post, la Nato affermerà la sua intenzione di mantenere truppe da combattimento nel Paese fino al 2014.

Fine della guerra lontana

La prossima settimana al summit Nato a Lisbona sarà annunciato l'avvio concreto della transizione dalle forze internazionali a quelle afghane, scrive il Washington Post, secondo il quale l'amministrazione Usa di Barack Obama e i suoi alleati Nato affermeranno che vi sono stati progressi sufficienti da poter cominciare a consegnare agli afghani, dalla prossima primavera, il controllo della sicurezza. Allo stesso tempo, però, la Nato affermerà l'intenzione di mantenere truppe

da combattimento fino al 2014.

I generali e la politica

Un messaggio doppio, spiega il Washington Post, che è destinato da un lato a rassicurare l' opinione pubblica di Usa ed Europa che è iniziato il processo di conclusione della guerra; dall'altro a mandare un segnale ai talebani, come del resto ai Repubblicani al Congresso Usa, ostili al ritiro dall'Afghanistan, che le truppe non se ne andranno tanto presto. A questo si aggiunge una "partnership duratura"

in fase di negoziato tra Nato e Afghanistan, che estendera' a tempo indefinito il sostegno alla sicurezza. Inoltre un accordo bilaterale Usa-Afghanistan, analogo a quello siglato con l'Iraq, prometterà una cooperazione di lungo termine sul piano economico, diplomatico e di sicurezza, in vista di una firma a gennaio.

Nodi irrisolti

Naturalmente le cose non sono cosi' semplici come potrebbe sembrare. Anzitutto, avverte il giornale dell'establishment politico Usa, ogni alleato Nato fara' le sue proprie valutazioni sui tempi e sui modi. Inoltre i giudizi sulla situazione sono discordanti anche a Washington, in vista della revisione prevista da Obama per dicembre sui risultati del recente incremento delle forze Usa in Afghanistan.

Poi c'è il giudizio non rassicurante delle agenzie d'intelligence Usa. Secondo gli 007 americani, è vero che molti comandanti talebani sono stati uccisi o catturati, ma questo non toglie che non si registra alcun cambiamento nelle capacità militari

dei ribelli. Petraeus ha gia' reagito seccato, affermando che l'intelligence e' troppo lenta per riflettere i progressi sul terreno. Rimane comunque per Obama e il suo vice Joe Biden un difficile compito, quello di stabilire quanti militari ritirare e da dove. Al

summit Nato, comunque, i vari paesi riceveranno da Petraeus un aggiornamento provincia per provincia. Come ha spiegato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, tuttavia, al summit Lisbona si avranno solo "decisioni politiche", quelle strategiche saranno prese "nel teatro di guerra".

Il Terzo Polo complice di chi uccide l'Italia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/11/2010

IdV punge il Pd: non si allei con chi vuol fare le stesse cose di Berlusconi

Si avvicina Natale e quest'anno non sarà tanto allegro per un sacco di gente. Soprattutto per i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o che sono in cassa integrazione e che a fine mese portano a casa uno stipendio decurtato. Lo scrive sul suo blog Antonio Di Pietro, prevedendo che "se la passeranno male anche quelli che il posto di lavoro ancora ce l'hanno".

Quest'anno riceveranno una tredicesima identica a quella dell'anno scorso: 8 euro in più per gli operai, 10 per gli impiegati. Una bella presa in giro. Sarebbe ora di detassare almeno le tredicesime, come chiedono i consumatori e come chiediamo da un pezzo noi dell'Italia dei valori a un governo che fa finta di non sentire.

In situazioni drammatiche come queste - prosegue il leader Idv - ci si chiede: ma il governo che fa? Racconta frottole affermando che la crisi e' quasi passata, ma non è vero per niente. La crescita non cresce. I dati Istat ci dicono che negli ultimi tre mesi, mentre Berlusconi si occupava come sempre degli affari suoi, il Pil è passato da un più 0,5% del trimestre precedente ad un aumento di appena lo 0,2%.

Di Pietro domanda "cosa fa la cricca che ci governa, oltre a preoccuparsi di far liberare le finte nipoti di Mubarak e raccontare bugie al Parlamento? Lo scopriamo leggendo i dati della finanziaria appena approvata alla Camera che taglia

orizzontalmente, senza curarsi cioe' di dove si abbatte la mannaia", e qui si rivolge a Udc e Fli perche' "quei tagli ciechi e quei regali alle scuole private li hanno votati anche" loro. "Quelli del 'terzo polo' - aggiunge - sono complici di chi sta uccidendo l'Italia. La verita', quindi, viene fuori. L'Italia dei valori lo ha sempre detto, ed ora si vede quanta ragione avevamo e abbiamo. Dalla crisi non usciremo finché questo governo non se ne tornera' a casa una volta per tutte. E non ne usciremo neppure se, invece di pensare a una politica economica diversa, il centrosinistra cerchera' di allearsi con chi magari non vuole piu' Berlusconi, pero' vuole continuare a

fare senza di lui le stesse identiche cose".

Peace now: come Israele ha recuperato 10 mesi di moratoria

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/11/2010

1650 alloggi più le fondamenta per altri 1100

E' stato un consiglio dei ministri decisamente teso quello che si e' tenuto questa mattina a Gerusalemme, in quello che in Israele e' il primo giorno della settimana, stando almeno alla stampa israeliana. Di ritorno da una visita di 5 giorni a Washington, dove ha incontrato il vicepresidente Usa Joe Biden e il segretario di Stato Hillary Clinton, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha infatti messo sul tavolo del governo di Gerusalemme la proposta di Washington sulla moratoria degli insediamentis ebraici nei Territori occupati, che, secondo indiscrezioni, prevede un gelo di 90 giorni di tutti gli insediamenti, ad esclusione di Gerusalemme Est, per poter far ripartire i negoziati con i palestinesi. Al termine della scadenza, in assenza di progressi, gli Usa si sono impegnati a non chiedere un rinnovo.

Inoltre Washington avrebbe promesso il veto su qualsiasi risoluzione anti-israeliana al Consiglio di sicurezza dell'Onu, nonche' un'ancor piu' stretta collaborazione in termine di sicurezza. Fonti israeliane affermano che l'amministrazione del presidente Usa Barack Obama ha promesso di chiedere al Congresso il via libera alla fornitura a Israele di 20 aerei da combattimento F-35 per il valore di tre miliardi di dollari. Secondo quanto riferito dal sito del quotidiano Haaretz, che cita fonti di governo, almeno cinque ministri del Likud, tra cui i due vicepremier Moshe Ya'alon e Silvan Shalon, questa mattina hanno espresso una netta opposizione alla proposta Usa. Netanyahu ha replicato che la proposta americana non e' ancora completa, e che sara' presentata al gabinetto di sicurezza non appena lo sara'.

I dati di Peace now

Su iniziativa del movimento dei coloni, in Cisgiordania e' stata avviata nelle ultime settimane la costruzione di 1.650 nuovi alloggi. Inoltre sono state scavate le fondamenta per la costruzione di altri 1.100. Lo sostiene il movimento Peace Now secondo cui in questo modo i coloni sono riusciti a recuperare "il terreno perduto" nei dieci mesi di moratoria imposti loro dal governo di Benyamin Netanyahu: una sospensione conclusasi il 26 settembre.

E' un piano americano in cinque punti che prevede tra l'altro un congelamento degli insediamenti ebraici in parte della Cisgiordania per tre mesi la base su cui potrebbero riprendere i negoziati di pace tra israeliani e palestinesi.

Lo si e' appreso in nottata da varie fonti dopo che due giorni fa un incontro-fiume tra il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ed il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, aveva prodotto l'impegno di Israele a riprendere i colloqui con i palestinesi, interrotti dopo l'annuncio da parte israeliana di nuovi insediamenti ebraici a Gerusalemme Est e in altri territori occupati.

Il piano americano punta a rilanciare i negoziati per la pace in Medio oriente. Lo riferisce una fonte diplomatica aggiungendo che nel piano ci si impegna a non chiedere un ulteriore congelamento dopo questi tre mesi di blocco.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha illustrato ai suoi ministri il piano di mediazione Usa per la pace in Medio Oriente. Lo ha riferito una fonte diplomatica.

Il piano statunitense contiene una serie di garanzie di sicurezza (tra cui l'offerta di caccia, missili da difesa e l'accesso ai sistemi satellitari), una volta che sara' eventualmente firmato un accordo di pace.

I negoziati di pace israelo-palestinese, ripresi sotto l'egida di Washington lo scorso 2 settembre, si sono arenati poche settimane piu' tardi di fronte al 'no' di Israele a rinnovare la moratoria sugli insediamenti.

L'amministrazione Usa "non aveva informato" Abu Mazen della proposta di mediazione offerta a Israele. Lo ha detto il portavoce del presidente palestinese, Nabil Abu Rudeina.

Il piano in 5 punti, riferito dal premier Benjamin Netanyahu ai ministri del suo governo, comprende un nuovo congelamento delle costruzioni di colonie in Cisgiordania, valido 90 giorni. Washington si impegna a non cercare un'ulteriore estensione della moratoria sugli insediamenti; e a una serie di garanzie di sicurezza (tra cui l'offerta di caccia, missili da difesa e l'accesso ai sistemi satellitari), una volta che sara' eventualmente firmato un accordo di pace.

Non abbiamo avuto alcuna informazione circa i congelamenti delle colonie -ha aggiunto il portavoce- l'Autorita' palestinese e' in attesa di una risposta chiarificatrice da parte degli Stati Uniti sui dettagli del pacchetto.