DEI RICCHI

2008 - Febbraio - Settimana 3

Indice dei giorni


15/02/2008 * 16/02/2008 * 17/02/2008 * 18/02/2008 * 19/02/2008 * 20/02/2008 * 21/02/2008 *

Venerdì 15 Febbraio 2008

L'Ubs prevede svalutazioni aggiuntive per 203 miliardi di dollari per il sistema bancario

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/02/2008

Una tempesta da oltre 200 miliardi di dollari incombe sul sistema bancario globale. Queste le buie previsioni dell'Ubs.

Le banche "rischiano" di soffrire svalutazioni aggiuntive per un valore di 203 miliardi di dollari, causa il peggioramento nella crisi che ha colpito il comparto delle compagnie di assicurazione sui bond.

E' quanto ha reso noto Ubs. "Le banche hanno fatto progressi nelle svalutazioni degli strumenti legati al credito - ha detto Philip Finch, analista di Ubs - Ma ne sono attese altre".

Finch ha sottolineato come le svalutazioni siano arrivate gia' a un totale di 150 miliardi di dollari, ma che "i rischi stanno aumentando e le condizioni di liquidita' sono ancora lontane dal normale".

Tumori: studio, il telefonino aumenta quelli alle ghiandole salivari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2008

ROMA - Un uso eccessivo del cellulare aumenta il rischio di tumori alle ghiandole salivari. Lo ha scoperto una ricerca israeliana pubblicata dall'American Journal of Epidemiology, secondo cui il rischio aumenta del 50%. I ricercatori hanno esaminato 500 pazienti affetti da tumori benigni e maligni delle ghiandole salivari, facendo loro compilare un questionario sulle abitudini nell'uso del telefonino. Le risposte sono state confrontate con quelle di 1300 individui sani di controllo. Quelli che hanno dichiarato di usare molto il telefonino hanno mostrato un rischio doppio di sviluppare il tumore di quelli che non lo usano affatto. A conferma dei risultati, i tumori si sviluppano proprio dal lato dove si usa di più l'apparecchio, e sono più frequenti in campagna dove la scarsità di ripetitori dà vita a radiazioni più intense. "Questo risultato non dice che il telefonino non va usato - spiega Siegal Sadetki, autrice dello studio - ma che vanno usate delle precauzioni, soprattutto da parte di chi lo usa molto e dei bambini".

Il numero uno delle Poste tedesche indagato per evasione fiscale. I giornali: come lui centinaia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/02/2008

Tremano industriali, uomini d'affari, banchieri. La stampa tedesca, oggi, non ha dubbi: a centinaia nei prossimi giorni riceveranno la visita della polizia. Ma il protagonista della vicenda per ora è Klaus Zumwinkel, presidente della Deutsche Post: il sospetto è che abbia trasferito oltre 1 milione di euro in Lichtenstein eludendo il fisco federale. Per Spiegel i milioni evasi attraverso una fondazione sarebbero 10. Ma soprattutto, Zumwinkel non sarebbe il solo. Prima conseguenza, le dimissioni dello stesso Zumwinkel, questa matttina, sul tavolo del ministro delle Finanze. Immediata la reazione della Borsa di Francoforte, dove il titolo di Deutsche Post ha guadagnato il 2,5%.

L'indagine è condotta dalla procura di Bochum, che ha fatto eseguire perquisizioni di oltre 5 ore nella villa di Zumwinkel a Colonia e nel suo ufficio a Bonn. Ieri il titolo Deutsche Post ha guadagnato il 4,2% a 22,65 euro alla Borsa di Francoforte perché, dicono alcuni analisti, un'uscita di scena di Zumwinkel, 64 anni, uno dei veterani della finanza tedesca, potrebbe accelerare il processo di vendita di Postbank, la filiale bancaria del gruppo. Per il Financial Times Deutschland Klaus Zumwinkel sarà sostituito da Frank Appel, 46 anni, responsabile della logistica.

Per il quotidiano Handelsblatt l'inchiesta della Procura di Bochum ha portato alla luce una corsia preferenziale per l'evasione fiscale, quella del gruppo bancario LGT in Liechtenstein. Anche la tv tedesca ZDF sposa questa tesi.

Abbiamo appreso dell'attenzione crescente dei media tedeschi, la LGT-Treuhand sta procedendo a verifiche, ha fatto sapere il gruppo bancario legato alla famiglia reale. LGT-Treuhand è una filiale del gruppo LGT, specializzato nella creazione di fondazioni

Per Handelsblatt sono proprio le fondazioni lo strumento che si è rivelato ideale per l'evasione fiscale in Germania. "Abbiamo messo sotto indagine la banca", avrebbe detto uno degli inquirenti tedeschi.

Il ministro delle Finanze Peer Steinbrueck ha dichiarato che l'inchiesta ha arrecato un serio danno d'immagine al sistema industriale e finanziario tedesco. Nelle ultime ore è dovuta intervenire anche la portavoce del Cancelliere Anglea Merkel, a ricordare che in Germania "la stragrande maggioranza dei dirigenti 'impresa lavorano seriamente".

Prostituzione: sindaco abruzzese, se in appartamento viola il prg

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2008

SILVI (TERAMO) - Rischiano la denuncia penale le prostitute che a Silvi esercitano il mestiere in appartamento, dopo l'approvazione in consiglio comunale dell'articolo 28 bis delle norme tecniche di attuazione del Prg, presentato dal sindaco, Gaetano Vallescura, che ha lanciato l'iniziativa per combattere il fenomeno della prostituzione. Secondo quanto previsto dalla norma l'utilizzo di un'abitazione privata per l'esercizio di una professione atipica quale quella della prostituzione, viene considerato cambiamento di destinazione d'uso, diversa da quella residenziale. L'iniziativa che il Comune adotterà nei confronti delle prostitute che dovessero essere sorprese durante i controlli in incontri con clienti sarà inizialmente una multa: la reiterazione provocherà una denuncia penale per i trasgressori, per violazione del regolamento urbanistico.

La mia proposta - ha spiegato il sindaco - nasce da un'idea singolare elaborata da esperti in materia urbanistica ascoltando anche i pareri di istituzioni e forze dell'ordine. Per individuare gli appartamenti - ha aggiunto - utilizzeremo qualsiasi mezzo; d'altronde non mancano elementi indicativi che ci vedranno in prima linea in questa battaglia: ascolteremo i residenti di quei complessi abitativi che soffrono il disagio di convivere con questa situazione, attiveremo più controlli da parte delle forze dell'ordine, faremo una battaglia nei confronti di quei giornali che spudoratamente pubblicano i numeri di riferimento delle prostitute. Silvi è una città affacciata sull'Adriatico ad alta densità turistica in estate, con quartieri residenziali che d'inverno si svuotano e diventano l'area ideale per l'insediamento di centinaia di prostitute di ogni nazionalità.

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Talebani scatenati, stop dei camionisti pakistani ai rifornimenti per l'Afghanistan. Passaggio a nord per la Nato

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/12/2008

I tir pachistani di tirano indietro. I proprietari dei camion diretti in Afghanistan con i rifornimenti per le forze militari della Nato e americane hanno deciso di cessare il loro servizio, in seguito ai numerosi attacchi di cui sono stati obiettivo i loro mezzi e autisti lungo il Kyber Pass, il passo di montagna che attraversa la frontiera fra Pakistan e Afghanistan, o nei depositi vicino a Peshawar.

Attacchi che negli ultimi sei anni hanno provocato la perdita di 70 persone e 400 camion.

La decisione è stata presa ieri in una riunione della Khyber Transport Association (Kta), l'associazione a cui fanno capo 4mila 'padroncini' dei camion e tir impiegata dai militari occidentali.

Riteniamo che i nostri autisti e i nostri mezzi non siano più al sicuro, ha dichiarato il capo della Kta, Shakir Afridi, citato dal quotidiano pachistano in lingua inglese The News.

Solo la scorsa settimana, un commando di diverse decine di talebani aveva dato fuoco a circa 300 camion in risposta, come ha precisato un portavoce dei talebani pachistani di Tehrik-e-Taliban, ai raid aerei americani in territorio pachistano.

La Nato ha "avviato contatti politici" con l'Uzbekistan e il Turkenistan per aprire vie di rifornimento alternative al Pakistan, come ha ammesso il generale americano David McKiernan, comandante di Isaf e delle forze americane in Afghanistan.

Il generale David McKierman, a capo delle truppe sotto comando Nato in Afghanistan, ha detto che gia' la maggior parte del carburante per la forza militare straniera arriva passando dall'Uzbekistan e Turkmenistan.

Il video delle scarpe contro Bush spopola su You Tube

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/12/2008

Ritrasmesso su Youtube in oltre 70 video e visto gia' 600.000 volte, il lancio delle scarpe contro Bush e' gia' un 'cult' della rete. Le immagini sono state filmate da piu' catene tv e si sono diffuse molto rapidamente sul web, con alcuni internauti che hanno sottolineato i 'buoni riflessi' di Bush, mentre altri hanno fatto del giornalista iracheno autore del gesto 'un eroe'. Sulla piattaforma francese di condivisione video Dailymotion, i fotogrammi sono stati visti piu' di 200.000 volte.

Rischia sette anni di carcere

Sette anni di carcere rischia il giornalista iracheno che ha lanciato le sue scarpe contro il presidente Usa George W. Bush. A riferirlo e' Tariq Harb, avvocato penalista iracheno, che ha confermato l'apertura di un'inchiesta dalle autorita' giudiziarie di Baghdad sull'accaduto. Se il gesto di Muntazer al-Zaidi fosse considerato come un'aggressione, e quindi senza premeditazione, la condanna massima per il reporter sarebbe di 2 anni o, addirittura, solo il pagamento di una multa.

200 avvocati pronti a difenderlo

Piu' di 200 avvocati iracheni e di altri Paesi sono pronti a difendere, a titolo gratuito, il giornalista Muntazer al-Zaidi. Lo ha affermato Khalil al-Dulaymi, ex avvocato del defunto presidente iracheno Saddam Hussein. Al-Zaidi e' in carcere. 'La nostra linea difensiva - ha detto al-Dulaymi - si basera' sul principio che gli Usa occupano l'Iraq e che quindi ogni forma di resistenza e' legittima'.

In Iraq in piazza per il reporter

Migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere la liberazione del giornalista Muntazer al-Zaidi. Lo rende noto la Bbc on line. La folla - riferisce l'emittente - si e' riunita nel quartiere di Sadr City, roccaforte della corrente radicale sciita ostile agli americani e alla loro presenza nel paese - acclamando al-Zaidi come "eroe" e chiedendone la scarcerazione. La protesta si va ad aggiungere alla richiesta fatta dalla rete televisiva al-Baghdadia per il rilascio del proprio giornalista. Al-Baghdadia sostiene che al-Zaidi stava esercitando soltanto il diritto alla liberta' d'espressione, mentre per gli alti funzionari iracheni si tratta di incidente vergognoso.

La figlia di Gheddafi propone una medaglia

Un'associazione benefica presieduta dalla figlia del leader libico Muammar Gheddafi, Aicha, dedichera' una onorificenza al giornalista iracheno che ieri ha lanciato le sue scarpe contro il presidente americano Bush. In un comunicato distribuito ai giornalisti, l'associazione annuncia di aver deciso di attribuire "l'ordine del coraggio" a Muntazer Al-Zaidi, che "lanciando le sue scarpe in faccia al presidente americano ha detto chiaramente no alla violazione dei diritti dell'uomo".

Iraq: scarpe contro Bush, migliaia in piazza per il reporter

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2008

ROMA - Migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere la liberazione del giornalista Muntazer al-Zaidi, che ieri durante una conferenza stampa aveva contestato il presidente George Bush lanciandogli contro due scarpe. Lo rende noto la Bbc on line. La folla - riferisce l'emittente - si è riunita nel quartiere di Sadr City, roccaforte della corrente radicale sciita ostile agli americani e alla loro presenza nel paese - acclamando al-Zaidi come "eroe" e chiedendone la scarcerazione. La protesta si va ad aggiungere alla richiesta fatta dalla rete televisiva al-Baghdadia per il rilascio del proprio giornalista. Al-Baghdadia sostiene che al-Zaidi stava esercitando soltanto il diritto alla libertà d'espressione, mentre per gli alti funzionari iracheni si tratta di incidente vergognoso.

BUSH, VISITA A SORPRESA A KABUL

''Il livello di difficolta' in Afghanistan e' elevato'', ma ''tuttavia, questa missione e' essenziale'': lo ha detto il presidente uscente degli Stati Uniti George W. Bush, giunto in nottata in Afghanistan per una visita non annunciata, come aveva gia' fatto questa mattina in Iraq. Alla base aerea di Bagram, vicino alla capitale Kabul, Bush e' stato accolto dal generale David McKiernan, il comandante delle forze internazionali in Afghanistan. ''Queste nazioni devono sapere che gli Stati Uniti sono stati, sono e saranno al loro fianco'', ha dichiarato

Bush . E ha poi aggiunto che ''il livello di difficolta' in Afghanistan e' elevato, il Paese e' ben piu' vasto e piu' povero dell'Iraq''. Tuttavia - ha concluso - questa missione e' essenziale''. Poco prima, a bordo dell'aereo presidenziale, aveva spiegato di voler andare in Afghanistan ''per dire grazie al presidente Karzai, e per far sapere al popolo afghano che gli Stati Uniti sono con loro e ci resteranno''.

AFGHANISTAN: BUSH, MISSIONE DIFFICILE MA ESSENZIALE

''Il livello di difficolta' in Afghanistan e' elevato'', ma ''tuttavia, questa missione e' essenziale'': lo ha detto il presidente uscente degli Stati Uniti George W. Bush , giunto in nottata in Afghanistan per una visita non annunciata, come aveva gia' fatto questa mattina in Iraq. Alla base aerea di Bagram, vicino alla capitale Kabul, Bush e' stato accolto dal generale David McKiernan, il comandante delle forze internazionali in Afghanistan. ''Queste nazioni devono sapere che gli Stati Uniti sono stati, sono e saranno al loro fianco'', ha dichiarato Bush . E ha poi aggiunto che ''il livello di difficolta' in Afghanistan e' elevato, il Paese e' ben piu' vasto e piu' povero dell'Iraq''. Tuttavia - ha concluso - questa missione e' essenziale''. Poco prima, a bordo dell'aereo presidenziale, aveva spiegato di voler andare in Afghanistan ''per dire grazie al presidente Karzai, e per far sapere al popolo afghano che gli Stati Uniti sono con loro e ci resteranno''.

AFGHANISTAN: BUSH A KARZAI, CHIESTI RINFORZI ANCHE AD ALLEATI

Il presidente americano George W. Bush ha incontrato il presidente afghano Hamid Karzai, al quale ha assicurato che gli Stati Uniti rafforzeranno la loro presenza militare in Afghanistan, nonostante la transizione in atto alla Casa Bianca, e hanno chiesto agli alleati della Nato di fare altrettanto. Bush , giunto a sorpresa in piena notte alla base aerea di Bagram dopo una visita in Iraq, e' sceso dal suo aereo, ha attraversato la pista e si e' infilato sotto un grande tendone dove lo attendevano centinaia di soldati, che il presidente ha ringraziato per il loro servizio. ''Confido che in Afghanistan avremo successo - ha detto ai militari - perche' la nostra causa e' giusta''. Poi, ha passato in rivista una guardia d'onore insieme al presidente Karzai, con il quale si e' recato, successivamente, al palazzo presidenziale, strettamente sorvegliato, per un breve colloquio. Bush, che ha gia' ordinato l'aumento delle truppe in Afghanistan, e' parso concedere un tacito sostegno al presidente eletto Barack Obama el suo intento di innalzare il livello militare nel Paese dopo il suo insediamento, il 20 gennaio. ''Riconosco che abbiamo bisogno di piu' truppe, e su questo il presidente Obama fara' le sue scelte. E stiamo chiedendo anche agli alleati della Nato di destinare altri soldati in Afghanistan''.Bush ha anche auspicato la prosecuzione della collaborazione con il Pakistan, affinche' sorvegli con la massima attenzione il suo confine con l'Afghanistan.

Israele rilascia 227 prigionieri palestinesi. Hamas pronta a rompere la tregua

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/12/2008

Il teatro dell'orrore, titolano Yediot Ahronot e Israel ha-Yom, che aggiunge: "La crudeltà non ha limiti". La stampa israeliana, oggi, riflette lo sdegno dell'opinione pubblica per l'ultima iniziativa propagandistica di Hamas: rappresentare con toni di scherno il rapimento del soldato Ghilad Shalit, che da oltre due anni è tenuto prigioniero a Gaza. Hamas, intanto, fa sapere che la tregua con Israele in scadenza il 19 dicembre non verrà prorogata.

Hamas si dice pronta allo scontro finale con lo Stato ebraico. Uno dei dirigenti del movimento estremista, Khaled Mashaal, ha annunciato di non voler sottoscrivere nuovamente la tregua con Israele e il governo guidato da Ismayl Haniye prevede che dopo il 19 l'esercito israeliano lanci un'offensiva su vasta scala con l'invasione della striscia di Gaza.

La sceneggiata di Hamas

Ieri, in una manifestazione di massa organizzata in occasione del 21esimo anniversario della fondazione di Hamas, sul palco eretto in una piazza di Gaza è stato mostrato un giovane

vestito con la divisa israeliana che esprimendosi in ebraico invocava l'aiuto dei genitori e del primo ministro Ehud Olmert. La folla ha applaudito e si è abbandonata a scrosci di risa.

Le immagini della piece teatrale hanno conquistato le prime pagine dei giornali israeliani. Su alcuni media e' stato anche avviato un dibattito se non sia più giusto ignorare quella che viene descritta come "guerra psicologica" di Hamas verso l'opinione pubblica israeliana. Per questa ragione, ieri, una tv israeliana si è astenuta dal mostrare ieri le immagini giunte da Gaza.

Segnale di distenzione con Abu Mazen

La Suprema Corte di Israele ha dato il via libera oggi al rilascio di 227 detenuti palestinesi. Un gesto distensivo di Israele nei confronti del presidente palestinese Abu Mazen in occasione

della Festa islamica del Sacrificio. La decisione è arrivta alcune ore dopo che il giudice della Suprema Corte Elyakim Rubinstein aveva ritardato il rilascio, in seguito a una petizione presentata ieri contro la misura che, secondo i firmatari, metterebbe a rischio la sicurezza degli israeliani. Il procuratore di Stato ha risposto alla petizione, Rubinstein ha dato il

via libera per il rilascio del prigionieri, specificando alla Radio dell'Esercito che nessuno di loro ha agito contro cittadini israeliani. Il rilascio, previsto per metà giornata, è un gesto di riconciliazione nei confronti dell'Anp e allo stesso tempo di presa di distanza dal movimento

radicale di Hamas. La maggior parte dei prigionieri che torneranno in libertà proviene dal carcere di Ofer, fuori Gerusalemme. Molti di loro saranno trasferiti in Cisgiordania, dove ha sede il governo di Abu Mazen. Dieci di loro andranno invece nella Striscia di Gaza, controllata da Hamas dal giugno 2007. Si tratta di una piccola parte rispetto agli 11mila palestinesi

detenuti nelle prigioni israeliane.

Sabato 16 Febbraio 2008

Rifiuti: stop a due impianti in Campania

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2008

NAPOLI - Non riaprono le vecchie discariche, pericolose e inutilizzabili, si punta sui nuovi siti, già individuati nel decreto del luglio scorso a Savignano Irpino (Avellino), Sant'Arcangelo Trimonte (Benevento) e Terzigno (Napoli) ma i tempi per attrezzarli non sono brevi e si studia l'ipotesi, già emersa ieri, di portare i rifiuti in Germania per compiere un'operazione di liberazione delle strade della Campania dalla spazzatura, con oltre 200 mila tonnellate da rimuovere.

Il commissario di governo, Gianni De Gennaro, rivede il piano e esclude la possibilità di riaprire le vecchie discariche di Difesa Grande in Irpinia e di Villaricca, nel Napoletano, per le quali è necessaria invece un'operazione di bonifica.

La gente - dice De Gennaro - aveva ragione. Si esprime così dopo aver chiesto ai tecnici del Genio militare di controllare tutte le discariche sulle quali vi sono inchieste in corso da parte delle Procure. Infiltrazioni di percolato, discariche abusive sottostanti, gravi rischi di crolli sono alcuni degli elementi che rendono impossibile la riapertura dei siti. Non riaprirà nemmeno Lo Uttaro, nel Casertano perche', spiega il commissario, "sono stati avviati accertamenti per conto dell'autorità giudiziaria, cui spetta il compito di valutarne l'esito al termine dei relativi esami".

Di sicuro, De Gennaro intende raggiungere l'obiettivo che è quello di ripulire le strade entro la metà di aprile per evitare conseguenze negative dall'arrivo del caldo. "Prosegue con determinazione - è il suo messaggio - l'azione per raggiungere gli obiettivi fissati dal Governo". Ma la strada non sarà facile, come finora sono state tante le difficoltà.

A Savignano Irpino, ad esempio, in 3.000 hanno manifestato contro la decisione di realizzare la discarica provinciale in contrada Pustarza e destinata ad accogliere 700 mila tonnellate di rifiuti. In piazza sono scesi i sindaci di diversi comuni dell'Irpinia ma anche della vicina provincia di Foggia. Non sono mancate le tensioni. I tecnici dell'Arpa che si erano recati sul sito per cominciare i carotaggi sono stati messi in fuga dai manifestanti. Domani, comunque, torneranno sul sito. La prossima settimana saranno effettuati i carotaggi nel Sannio a Sant'Arcangelo Trimonte.

Anche qui, però, il clima non é affatto positivo. Secondo il sindaco Aldo Giangregorio sul territorio del comune non ci sono aree idonee per ospitare discariche. La situazione resta molto difficile. Scenario drammatico in diverse zone della province dove, in alcuni casi, non si raccolgono rifiuti da terra addirittura da Natale. Ma anche a Napoli crescono le giacenze. I siti di stoccaggio si stanno esaurendo ed occorre trovare nuovi sbocchi ma bisogna farlo al più presto. Continuano i roghi di spazzatura. In questo scenario, gli albergatori della Campania scrivono una lettera all'assessore regionale al Turismo, Domenico De Masi. "Bisogna fare presto", altrimenti c'é il rischio che si arrivi ad una "gran parte di alberghi chiusi o con grosse difficoltà di sopravvivenza".

I 12 punti di Veltroni, taglio Irpef per tutti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2008

di Chiara Scalise

Cambiare l'Italia si può. Walter Veltroni lancia il programma del Partito democratico: dodici punti, dalle infrastrutture alla riforma Tv, passando per la lotta al precariato, e tre stelle polari, più crescita, più uguaglianza e più libertà. Le carte, dice Goffredo Bettini, ancora non sono state tirate fuori tutte, ma la linea è chiara: coniugare principi con esempi concreti "per dare l'idea che sappiamo cosa fare", spiega il braccio destro del segretario. Un'ora e mezzo di discorso, che raccoglie molti applausi tra i delegati all'Assemblea costituente, e che 'svela' il cuore dell'azione del Pd. Innanzitutto, la promessa delle promesse: meno tasse per tutti. Certo, si procederà passo dopo passo ma la direzione e questa. Poi, salari minimi per i precari, doti fiscali per i figli, più asili nido, ma anche un grande piano per aiutare chi è in affitto. Non mancano infine i tempi classici, dalle infrastrutture alla giustizia e alla sicurezza.

INFRASTRUTTURE E ENERGIA - Basta con l'ambientalismo Nimby (Not In My Back Yard, ndr), che cavalca "ogni protesta". Sì all'ambientalismo "del fare". Ai termovalorizzatori per trattare i rifiuti, anche alla Tav. Per il Pd suona poì l'ora delle energie alternative: con il 20% di energia solare e eolica si risparmiano - fa i conti Veltroni - 20 miliardi di euro. "Per anni abbiamo incentivato la rottamazione delle auto. Ora incentiviamo - rilancia Veltroni - la rottamazione del petrolio".

SUD - Al secondo posto del programma c'é il Mezzogiorno. Quel mezzogiorno che vive grazie alle risorse di Bruxelles, ma che troppo spesso le usa male. Qui, bacchetta il segretario del Pd, bisogna cambiare velocità. E lo stesso bisogna fare per i trasporti. Entro il 2013 il passo deve essere quello del resto dell'Europa sviluppata.

SPESA PUBBLICA - Spendere meglio, spendere meno. Uno slogan ce riassume bene gli obiettivi che vuole centrare il Pd. La spesa pubblica "é il banco di prova decisivo" del nuovo governo. Fissati gli step: mezzo punto di Pil in meno entro il primo anno, un punto all'anno nei due successivi. Solo così si restituisce ai cittadini fino all'ultimo euro che arriva dalla lotta all'evasione.

MENO TASSE - Fisco più leggero per tutti, ovviamente tutti i contribuenti 'leali'. Meno tasse quindi per famiglie, imprese e lavoratori: dal 2009 Veltroni promette un taglio delle aliquote Irpef di un punto l'anno per tre anni. Da qualche parte bisogna però partire e si parte dai redditi più bassi. Così come da subito il Pd dice sì agli sconti Irpef sul salario di produttività. In programma anche interventi sul cosiddetto forfettone per gli autonomi e sugli studi di settore, la cui revisione - è la assicurazione - non sarà mai retroattiva.

DONNE - Parola d'ordine: investire sul lavoro femminile. Il Pd lancia un credito d'imposta rosa per le donne che lavorano, adeguato a sostenere le spese di cura. Si inizierà con le donne del Sud. Non solo. Tra le misure poi, via libera ai congedi parentali al 100% per 12 mesi. Idee chiare su nodi delicati come la 194. "E' una buona legge, che va difesa".

AFFITTI PIU' FACILI - Il Pd sceglie chi una casa una ce l'ha. Nessun riferimento al'Ici, non nei 12 punti elencati dal segretario, ma una serie di interventi diversi per chi paga la 'pigione'. Un grande piano di 'social housing' per aumentare l'offerta di case in affitto e un fisco più amico con la possibilità, tra l'altro, di sgravi fino a 250 euro al mese. BAMBINI - Dote fiscale per i figli da 2.500 euro annui e più asili nido: raddoppiare il numero nei prossimi 5 anni. Non solo lotta alle violenze contro i più piccoli, in primis contro la pedofilia.

SCUOLA E UNIVERSITA' - Creare 100 campus entro il 2010; poi, test periodici per valutare gli studenti. Parola d'ordine: favorire e premiare il merito.

LOTTA ALLA PRECARIETA' - Il Pd di Veltroni ci prova: salario minimo di 1.000 euro per i precari e poi percorsi per rendere stabile il lavoro, anche attraverso incentivi alle imprese.

SICUREZZA - E' uno dei primi, forse il primo diritto di ciascuno, dice il segretario. E allora, il futuro prevede più agenti per le strade e nuove tecnologie. Non solo. "La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena", dice Veltroni.

GIUSTIZIA E LEGALITA' - Il Pd chiede trasparenza per le nomine, interne e esterne. Niente candidature in Parlamento poi per chi è stato condannato per reati "gravissimi", dalla mafia alla concussione. Non manca poi un impegno sui tempi della giustizia, ovviamente per accelerarli.

RIFORMA TV - Doppia ricetta del Pd. Superare il duopolio Rai-Mediaset. Poi per la tv di Stato, via libera a una fondazione titolare delle azioni che nomini un amministratore unico del servizio.

Nel 2007 scovate oltre 22.000 aziende in nero

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2008

VENEZIA - Sono 22.478 imprese, delle quali 4.212 sono in Campania, circa 2.500 in Lombardia, e quasi 2.400 in Sicilia, le aziende completamente in nero 'scovate' nel 2007(dal primo gennaio sino al 30 novembre) dagli organi ispettivi del ministero del lavoro, dell'Inps e dell'Inail. Il dato emerge da una analisi dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, in cui compare anche l'indotto di questa economia sommersa.

Ben 55.864 sono infatti i lavoratori in nero individuati l'anno scorso in Italia. Altrettanto interessante - secondo la Cgia - è poi il dato rilevato relativo alle irregolarità riscontrate dagli organi ispettivi che si traduce in un miliardo 254 milioni 502 mila euro di somme accertate a fronte di contributi evasi e relative sanzioni applicate. La media nazionale a carico di ciascuna azienda è di 242,4 euro che diventano 786,9 per quelle presenti in Basilicata, 503 per quelle della Campania, 442,3 per le pugliesi, 369,3 per le siciliane, 341,8 per le calabresi. Il sommerso sebbene sia più 'stanziale' in Campania, Lombardia e Sicilia, riguarda anche altre aree. Quasi 2000 aziende totalmente sconosciute al Ministero del lavoro, all'Inail e all'Inps si trovano in Emilia Romagna,(1.860), 1.780 in Toscana, 1.625 in Piemonte, 1.681 in Lazio, 1.157 in Veneto e 1.006 in Calabria.

Gli esperti della Cgia di Mestre si sono soffermati ad analizzare anche l'incidenza delle aziende in nero sul totale di quelle registrate. Ebbene a 'trionfare' è la Campania dove, alla luce dei risultati ispettivi, 9,2 imprese su mille lavorano completamente nel buio dell'irregolarità. In Calabria si arriva a quota 6,5 su mille e in Sicilia a 6 su mille. In Sardegna invece le aziende che operano in nero sono 5,7 su mille, in Toscana 5, nelle Marche e in Abruzzo 4,6 su mille. "Forse è stata intrapresa la strada giusta - commenta il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi -. L'economia sommersa va contrastata in maniera capillare perché chi è completamente in nero fa concorrenza sleale a chi opera nel rispetto della legge. Nel sommerso è più elevato il rischio di incidenti mortali nei luoghi di lavoro. Ma l'azione ispettiva non basta. In questo paese dobbiamo diminuire il livello di tassazione che, oggi, costringe troppe aziende a nascondersi nell'illegalità e nel sommerso".

Casini a Berlusconi, non tutti sono in vendita

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2008

MESTRE (VENEZIA) - "Dopo 14 anni di collaborazione, dico all'amico Silvio Berlusconi una cosa chiara e semplice: non tutti in Italia sono in vendita". Pier Ferdinando Casini scioglie la riserva sul rapporto con il Pdl e, dalla sala Dogi del centro congressi del Russopp Hotel di Mestre, annuncia: l'Udc si presenterà da solo alle elezioni di aprile e lui sarà il candidato premier dei centristi. IOn campagna elettorale, aggiunge l'ex presidente della Camera, "parlerò un linguaggio di verità e responsabilità". Casini non si nasconde la "difficoltà dell'impresa", ma tira dritto: "Ci sono tanti italiani - dice - che non si sentono di delegare il proprio futuro a chi è in campo. Non a Bertinotti o Veltroni, che sono simboli di una coalizione che ha fallito nella storia". Ma nemmeno, è l'attacco di Casini al partito di Berlusconi e Fini, "a una nuova formazione populista e demagogica, una grande arca di Noé che può comprare i marchi ma non gli uomini e le idee".

Faremo, come stabilito dalla direzione, una campagna elettorale con il nostro simbolo e le nostre bandiere. E io ho deciso di accettare la proposta di candidarmi alla presidenza del Consiglio, ha spiegato il leader dell'Udc.

Il Kosovo verso l'indipendenza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2008

dell'inviato Alessandro Logroscino

PRISTINA - Il cavallo del principe Scanderbeg, eroe di tutti gli albanesi, sembra volere rialzare dalla pietra le zampe posteriori per partecipare anche lui alla parata, nel cuore di Pristina. Ai piedi del monumento una corona di fiori annuncia la celebrazione dell'indipendenza che il Kosovo si accinge domani a proclamare dopo le rivolte, la guerra e i profughi del passato. E un limbo durato otto anni.

Un'indipendenza che per Belgrado e per i serbi superstiti di questa regione rappresenta un'offesa, prima ancora che una strappo al diritto. E che per la gente albanese è invece una rivincita contro tutte le frustrazioni della storia e le incognite del presente. "Gëzuar Pavarësia" (Auguri, indipendenza!) si legge come un sospiro su decine di cartelloni.

Da domani, con un solenne atto unilaterale del suo parlamento e il sostegno dell'occidente, questa terra non sarà più provincia serba, ma uno Stato sovrano. Ma la festa - ancorché macchiata da qualche ansia - è cominciata già stasera: al suono dei clacson dei caroselli di auto e in un tripudio di bandiere rosse con l'aquila nera al centro, di omaggi alla memoria dei "martiri" e d'entusiasmo patriottico. La data tanto attesa, chiara fin dai ieri, è domenica 17: un numero che da queste parti non ha alcuna connotazione scaramantica. Hashim Thaci, l'aitante ex guerrigliero dell'Uck assurto un mese fa al rango di primo ministro, ha evitato fino all'ultimo qualsiasi proclama ufficiale, ma con un giro di parole ha confermato alla fine tutto.

Domani, ha detto ai giornalisti che gli facevano la posta all'uscita di un incontro di dialogo con esponenti della Chiesa ortodossa serba, non sarà una domenica come le altre: sarà "un giorno di calma, di comprensione e di impegno dello Stato per il compimento della volontà dei cittadini del Kosovo". Poi, a sera, l'annuncio pubblico degli schermi della televisione. Per Thaci, passato con disinvoltura dalla mimetica alla grisaglia, si è trattato d'altronde di restare fedele sino in fondo alla consegna della prudenza ricevuta dai grandi sponsor della "giornata storica del Kosovo": gli Stati Uniti e l'Unione Europea, decisi a limitare al massimo il pericolo di incidenti o provocazioni, mentre nella provincia (nella ex provincia) si affacciavano i primi funzionari della missione civile Eulex inviata da Bruxelles per affiancare l'amministrazione Onu dell'Unmik e il contingente Nato della Kfor, accompagnando i primi passi di una sovranità destinata, al di là di ogni retorica, a restare a lungo sotto tutela. Che sia indipendenza "sorvegliata", secondo il testo del piano del mediatore finlandese Martti Ahtisaari recepito da Pristina e sempre respinto da Belgrado, nessuno lo nega. Ma poco importa, dopo gli otto anni di protettorato Onu seguito ai bombardamenti della Nato del 1999, alla sconfitta del regime di Slobodan Milosevic, alla fine delle repressioni anti-separatiste. "Quasi non ci credo, sto per avere anch'io uno Stato", dice all'ANSA Durim Hasaj, 25 anni, uno dei tanti disoccupati di questa terra povera che per anni si è aggrappata all'idea della sovranità come a una grande speranza, se non a una panacea. "Credo che mi porterà un futuro migliore", aggiunge fiducioso.

La stessa fiducia di migliaia di giovani e meno giovani che sciamano in queste ore lungo il boulevard dedicato a Madre Teresa, tirato a lucido e pronto alle festa - dignitosa, ma entusiasta - che Thaci promette. I nuovi simboli nazionali restano di là da venire: la bandiera della futura identità kosovara, come l'ha chiamata il premier, esiste, ma diverrà pubblica solo fra tre settimane, insieme con la prima Costituzione del Kosovo e (forse) con un inno che per nessuno conosce. Non fa nulla: lo stendardo di questa celebrazione - muleta da toro per l'irritazione dei serbo-kosovari rinchiusi nelle loro residue enclave - è quello dell'aquila d'Albania, che tappezza case e negozi, colora indumenti e poster e sventola, nel gelo di una limpida giornata invernale, quasi ovunque. Accanto ad esso molte bandiere europee e moltissime americane, enormemente popolari in un lembo del vecchio continente che ama lo zio Sam come sarebbe impossibile immaginare altrove. Qualcuno va in giro avvolto in un drappo albanese, qualche altro in una sorta di mantello a stelle e strisce, combinato approssimativamente col tradizionale copricapo bianco a cono dei Balcani del sud. Tutti i monumenti dell'orgoglio nazionale sono già cosparsi di fiori, in attesa che domani - chiusa la sessione straordinaria del parlamento convocata nel pomeriggio per formalizzare la secessione - venga inaugurato nel panorama architettonico non proprio esaltante di Pristina anche il nuovo obelisco dell'indipendenza: un colosso da 9 tonnellate. Dalle finestre e sui muri spuntano gli slogan della festa: dalle esibizioni più comuni di patriottismo, all'insolito "Zio, è fatta!" iscritto sotto l'immagine dell'eroe Adem Jashari, vittima simbolica, con tutta la famiglia, delle repressioni dell'era Milosevic.

E' una grande giornata per tutti - sorride per strada Adelina Morina, 34 anni, insegnante, il volto sferzato dal vento - abbiamo sognato questo momento per secoli. Non credo che l'indipendenza produrrà miracoli, ma sarebbe già bello se portasse un po' di benessere. E un futuro senza guerra e violenze.

Antitrust: sospesi distacchi della linea telefonica

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2008

ROMA - "Centinaia di denunce" hanno spinto l'Antitrust a ordinare a Telecom Italia di sospendere il distacco della linea telefonica di utenti che non hanno pagato la bolletta perché si sono visti addebitare telefonate fantasma: chiamate satellitari che gli utenti sostengono di non aver mai fatto.

L'Autorità lo ha deciso, in una riunione straordinaria convocata di sabato, come "misura cautelare" nell'ambito di una istruttoria avviata lo scorso febbraio nei confronti Telecom Italia (che fattura le telefonate contestate per conto di altre società che forniscono il servizio), di Elsacom (società di Finmeccanica che, tra l'altro, offre i servizi di telefonia mobile satellitare Globalstar) e di altre sette società: Globalstar Europe, Csinfo, Eutelia, Karupa, 10993 srl, Teleunit e Voiceplus.

Sotto accusa i cosiddetti dialers, i "compositori di numeri telefonici", una sorta di virus informatici, programmi che si installano sui computer all'insaputa degli utenti, durante la navigazione internet: l'Antitrust spiega che alterano "i parametri della connessione a internet impostati sul computer dell'utente, agendo sul numero telefonico del collegamento e sostituendolo con un numero a pagamento maggiorato su prefissi internazionali satellitari o speciali".

E questo senza che l'utente se ne renda conto se non al momento di pagare la bolletta. Dalle prime ispezioni, spiega inoltre l'Antitrust, "sembra" anche emergere che "la società Elsacom in molti casi abbia chiesto a Telecom Italia la fatturazione come satellitari di normali telefonate terrestri". I distacchi di linea "sospesi" riguardano bollette di Telecom, non pagate perché contestate dagli utenti, che su richiesta di Elsacom prevedono l'addebito di telefonate satellitari. E' una prima misura cautelare, giustificata da "esigenze di estrema gravità, urgenza, indifferibilità", che l'Autorità ha deciso "con riserva di adottare ulteriori misure".

Centinaia di denunce sono arrivate all'Autorità tra novembre/dicembre 2007 e gennaio 2008, e "continuano ad arrivare": e dalle segnalazioni l'Antitrust ha rilevato come possibile "profilo di scorrettezza la circostanza che Telecom Italia, consapevole da tempo del fenomeno, non avrebbe fatto nulla per evitare il reiterarsi di tali condotte e, anzi, sostenendo la correttezza della fatturazione addebitata, pretenderebbe l'immediato ed integrale pagamento delle somme", e questo "paventando agli utenti, in caso contrario, il distacco della linea telefonica".

Diversa la posizione di Elsacom e delle altre sette società coinvolte: in questo l'Antitrust ha spiegato che "i comportamenti oggetto di contestazione" riguardano la "fornitura di servizi di comunicazione non richiesti". Per le associazioni di consumatori sono "almeno tre anni" che si assiste alla fatturazione di "telefonate fantasma a milioni di consumatori". Per Adusbef e Federconsumatori l'intervento dell'Antitrust "potrebbe mettere la parola fine ad una ben congegnata truffa". Anche per l'Aduc finalmente "qualcosa si muove nel marasma delle bollette gonfiate dai numeri satellitari: una delle tipologie, insieme agli 899, che comportano addebiti da 15 euro a minuto".

Domenica 17 Febbraio 2008

Papa: appello per la pacificazione del Libano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il Papa incoraggia i libanesi "e in particolare i politici, a lavorare con tenacia a favore della riconciliazione, di un dialogo veramente sincero, della pacifica convivenza e del bene di una Patria profondamente sentita come comune". Lo ha detto dopo l'Angelus, ricordando che "da quasi 3 mesi il Libano non riesce a darsi un Capo dello Stato", si manifestano "divisioni","inconsueta violenza verbale" e "fiducia nella forza delle armi o nella eliminazione fisica degli avversari".

Seguo con preoccupazione - ha detto il Papa dopo l'Angelus recitato in piazza San Pietro davanti ad alcune migliaia di fedeli - le persistenti manifestazioni di tensione in Libano. Da quasi tre mesi - ha osservato Benedetto XVI - il Paese non riesce a darsi un Capo dello Stato. Gli sforzi per comporre la crisi e il sostegno offerto da numerosi esponenti di rilievo della Comunità internazionale, anche se non hanno ancora raggiunto un risultato, dimostrano - ha aggiunto - l'intenzione di individuare un Presidente che sia tale per tutti i libanesi e porre così le basi per superare le divisioni esistenti.

Purtroppo, - ha rimarcato papa Ratzinger - non mancano anche i motivi di preoccupazione, soprattutto a causa di una inconsueta violenza verbale o di quanti addirittura pongono la loro fiducia nella forza delle armi e nella eliminazione fisica degli avversari. "Assieme al Patriarca maronita e a tutti i Vescovi libanesi, - ha concluso il Papa - vi chiedo di unirvi alla mia supplica a Nostra Signora del Libano, perché incoraggi i cittadini di quella cara Nazione, ed in particolare i politici, a lavorare con tenacia in favore della riconciliazione, di un dialogo veramente sincero, della pacifica convivenza e del bene di una Patria profondamente sentita come comune".

Afghanistan: le stragi piu' gravi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2008

ROMA- La strage di Kandahar - tra i 65 e gli oltre 80 morti, secondo le fonti, e decine di feriti - é uno dei due più gravi attentati compiuti in Afghanistan dalla fine del regime taleban, nel 2001. Ecco un riepilogo di alcuni dei più sanguinosi attacchi che hanno colpito l'Afghanistan da allora:

2002

9 AGO - Jalalabad (Est), 30 morti e 80 feriti, tutti civili, in esplosione nella sede di un'organizzazione non governativa afghana. Ma non è esclusa l'ipotesi di un incidente.

2005

6 GEN - Kandahar (Sud), esplosione in una moschea, 14 morti, 21 feriti.

2 LUG - Provincia di Paktika (Est), quattro poliziotti e due soldati afghani uccisi da esplosione ordigno al passaggio di un convoglio di veicoli Onu e truppe Isaf.

28 SET - Kabul: 12 morti e 27 feriti in un attentato rivendicato dai taleban contro pullman che trasportano militari afghani.

2006

1 MAG - Provincia di Oruzgan (Sud), 10 uccisi da esplosione autobomba contro un edificio amministrativo.

2 LUG - Kandahar, 13 morti e 11 feriti in maggioranza poliziotti in esplosione bomba davanti al quartier generale della polizia provinciale.

28 AGO - Laskhar Gah (Helmand, Sud), 17 morti e 47 feriti, tra cui molti bambini, in attacco kamikaze contro un ex capo della polizia in un bazar gremito di gente.

2007

27 FEB - Base di Baghram (Nord di Kabul), almeno 20 morti, fra cui un soldato usa e un sudcoreano, in attacco kamikaze a quartier generale forze coalizione internazionale durante visita vicepresidente Usa Dick Cheney.

17 GIU - Kabul, 35 persone, in maggioranza agenti e cadetti di polizia, uccise in attentato suicida contro un bus della polizia.

10 SET - Provincia di Helmand, almeno 27 morti e oltre 50 feriti, in gran parte civili, in attacco kamikaze contro un comandante di polizia, che resta illeso.

30 SET - Kabul, almeno 30 uccisi, in maggioranza militari,m in attentato suicida.

6 NOV - Provincia di Baghlan (Nord), almeno 75 morti, fra cui 59 bambini, cinque insegnanti, sei parlamentari, in attentato suicida - seguito da una sparatoria alla cieca di poliziotti - durante una cerimonia per la riapertura di uno zuccherificio.

2008

14 GEN - Kabul, attacco al superprotetto Hotel Serena, dove è in visita il ministro degli Esteri norvegese: otto morti fra cui un americano, un giornalista norvegese e uno filippino.

Evasione: 20 milioni di multa per Del Vecchio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2008

di Manuela Tulli

ROMA - Condannato a pagare più di 20 milioni di euro per frode fiscale: questa volta la rete del fisco ha pescato un big dell'imprenditoria, Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica e tra gli italiani con la dichiarazione dei redditi 'pesante', con svariati zeri. La condanna, per essere precisi, riguarda una sua società costituita in Germania. I fatti risalgono a oltre dieci anni fa ma l'accertamento fiscale è stato notificato a fine 2006; la società in questione, la tedesca Leofin che gravita nella costellazione dell'imprenditore che esporta occhiali in tutto il mondo, ha fatto ricorso e nel 2007 si è svolto il processo in primo grado davanti alla Commissione Tributaria di Belluno.

Qualche giorno fa infine le due sentenze, praticamente uguali, che danno ragione all'amministrazione fiscale e chiedono complessivamente alla società coinvolta il pagamento di 20.434.000 euro tra imposte evase e sanzioni. La fattispecie contestata, in termini tecnici, si chiama esterovestizione' che è la costituzione di società all'estero non per operare ma per gestire operazioni che in Italia sono tassate e in un altro Paese invece no.

Nel caso specifico la società era stata costituita in Germania e lì, esentasse, transitavano pacchetti azionari (sia Luxottica che Gelati Sanson), plusvalenze e dividendi. Dalle indagini, condotte in collaborazione anche con l'amministrazione fiscale tedesca, è risultata 'una totale inoperativita' della società - come si legge nella sentenza - in Germania".

Nessun dipendente, nessun affitto da pagare per la sede indicata e neanche compensi per gli amministratori. In pratica , sottolineano giudici tributari, non risulta che in quegli anni 'la Leofin abbia svolto altra attivita' se non quella della gestione del pacchetto azionario Luxottica e Gelati Sanson".

Inoltre figura che la società abbia un unico socio, la Leonardo Finanziaria, costituita da diversi membri tutti della famiglia Del Vecchio. A dare il colpo di grazia è poi anche una 'lettera confidenziale'', citata nella sentenza perché tra gli atti del corposo fascicolo messo a punto dagli ispettori fiscali, che la società di consulenza Artur Andersen aveva inviato, all'epoca dei fatti contestati, presso la Luxottica di Agordo: nel documento si suggerisce di tenere le assemblee degli azionisti della Leofin in Germania 'al fine di ridurre il rischio - cosi' si legge nella nota riservata citata dalla sentenza - che l'autorità fiscale tedesca possa considerare la società Leofin soggetto residente in Italia ai fini fiscali".

La Commissione tributaria provinciale ha deciso dunque che l'accertamento emesso dagli uffici delle Entrate 'deve ritenersi legittimo e fondato essendo del tutto provata la circostanza che la sede effettiva della Leofin negli anni 1997 e 1998 va individuata nella sede della controllante Leonardo Finanziaria e quindi assoggettata agli obblighi inerenti il pagamento'' delle tasse italiane. Il conto finale è di 7,5 milioni di euro ai fini Irpeg, 2 mln ai fini Ilor e oltre 11 milioni di sanzioni per un totale di quasi 20,5 milioni. Agli imprenditori bellunesi ora non resta che il ricorso in secondo grado.

Dai single record sprechi per alimenti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2008

ROMA - Non solo spendono fino al 60 per cento in più rispetto alla media delle famiglie italiane, ma sprecano anche molto di più. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai consumi delle famiglie. "Le famiglie con un singolo componente - sottolinea la Coldiretti - spendono in media 299 euro al mese per l'alimentazione a fronte dei 187 euro al mese destinati da ogni singola persona di una famiglia tipo italiana formata da 2,5 componenti in media". Secondo l'Istat le famiglie italiane con un singolo componente sono 5.977mila, oltre un quarto del totale (26,1 per cento), e negli ultimi anni tendono ad aumentare con tassi superiori al 5 per cento. I motivi della maggiore incidenza della spesa sono da ricercare nella necessità per i single di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati che comunque, anche quando sono disponibili, risultano molto più cari di quelli tradizionali. "Ad incrementare la spesa alimentare è quindi anche l'elevata presenza di sprechi perché è facile dimenticare in fondo al frigorifero la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni iniziati, tutto inesorabilmente destinato a finire nella pattumiera". I single (che sono quasi 7 milioni) sono però anche un segmento di popolazione - sostiene la Coldiretti - con uno stile di vita attento a risparmiare tempo a favore del lavoro e soprattutto dello svago, cosa che privilegia il consumo di piatti pronti a più elevato valore aggiunto che incidono maggiormente sulla busta della spesa. E' grazie a loro che le mini porzioni, i piatti pronti e le verdure in sacchetto hanno fatto registrare un aumento negli acquisti familiari del 4,2 per cento nel 2007, in netta controtendenza rispetto al consumo di verdure in generale (-2,6 per cento). Nel caso della verdura in sacchetto pronta per l'uso, ad esempio, il costo è mediamente di poco superiore a 8 euro al chilo, quasi sei volte di più rispetto a quello dello stesso prodotto venduto sfuso. Si moltiplicano inoltre, segnala ancora la Coldiretti, anche i piatti pronti come la pasta precotta con condimento aggiunto per microonde o i sughi monoporzione da 80 grammi. E c'è il boom dei salumi già affettati, i cubetti di pancetta e il formaggio grattugiato, le carote julienne e la pizza surgelata. (ANSA).

Sunday Telegraph: l'Italia e gli altri alleati in Afghanistan si comportano come parassiti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/02/2008

Duro attacco del Sunday Telegraph contro l'Italia e gli altri alleati della Nato accusati di comportarsi da parassiti in Afghanistan, dove si rifiutano di schierare truppe nelle zone piu' calde.

Mentre in Gran Bretagna infuria la polemica sull'inadeguatezza degli armamenti e dell'equipaggiamento dei soldati di Sua maesta' impegnati in Afghanistan, il settimanale mette sotto accusa anche "Spagna, Italia e Germania" che "fanno affidamento sugli sforzi britannici e statunitensi nella speranza di beneficiare dei frutti di una maggiore sicurezza, ma senza fornire un contributo significativo".

La scelta di alcuni alleati di "non contribuire in modo equo alle operazioni di combattimento ha reso quanto mai pesante il carico che devono sopportare le truppe britanniche", sostiene il Sunday Telegraph, che chiede al governo di Londra di far notare "in modo inequivocabile" agli alleati "l'ingiustizia e l'immoralita'" del loro atteggiamento.

Incursione israeliana nella notte nella Striscia di Gaza

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/02/2008

Incursione israeliana ieri notto a est di Khan Younes, nel sud della Striscia di Gaza, nel combattimento sono morti quattro palestinesi: tre militanti di Hamas e un civile, riferiscono fonti mediche palestinesi. Un portavoce dell'esercito israeliano ha detto che il soldato di un'unita' speciale e' stato gravemente ferito durante l'attacco.

Il soldato israeliano e' stato portato in elicottero verso l'ospedale di Beersheva, nel sud di Israele. "Ventiquattro palestinesi sono stati arrestati e portati in territorio israeliano per essere interrogati", ha detto il portavoce.

Le Forze armate di Israele hanno effettuato oggi un'incursione nel sud della Striscia di Gaza impiegando carri armati e unita' dell'aviazione contro uomini armati palestinesi.

L'esercito israeliano ha fatto sapere che l'operazione militare di oggi aveva come bersaglio i militanti palestinesi che lanciano regolarmente razzi nel sud di Israele. Ha confermato l'attacco ma non ha riferito dettagli.

La battaglia e' iniziata attorno all'una di notte, fa sapere Hamas, dopo che unita' israeliane travestite si sono infiltrate in alcune case a est di Rafah. Carri armati e bulldozer hanno attraversato il confine israeliano verso Gaza per respingere le truppe e l'aviazione israeliana ha colpito due volte, riferisce Hamas.

Paesi occidentali all'Onu: indipendenza Kosovo e' la fine di un processo senza uscita

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/02/2008

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non trova accordo sul Kosovo e le potenze occidentali constatano che la dichiarazione di indipendenza segna la fine di un processo che "aveva esaurito tutte le vie di uscita". La convocazione era stata chiesta dalla Russia, contraria alla secessione della ex provincia serba.

Gli eventi di oggi rappresentano la conclusione di un processo che ha esaurito tutte le possibilità nella ricerca di una soluzione negoziata, ce ne rammarichiamo, ma lo status quo era diventato insostenibile, hanno dichiarato con un documento comune i membri europei del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Belgio, Croazia, Francia, Gran Bretagna e Italia) assieme alla Germania, alla presidenza dell'Unione europea e agli Stati Uniti.

Ci rammarichiamo che il Consiglio di Sicurezza non riesca a trovare accordo sulla soluzione, ma lo stallo è stato chiaro per diversi mesi. Non cambierà. Abbiamo intenzione di assumerci la nostra responsabilità, come Stati e attraverso l'Unione europea e la Nato, per assicurare stabilità e sicurezza nella regione.

I processi in corso sono in pieno rispetto delle leggi internazionali, compresa la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu 1244, che offre una cornice per una transizione ad un nuovo status del Kosovo.

I membri europei hanno dichiarato di "continuare a credere nel piano dell'inviato speciale per un'indipendenza del Kosovo Marti Athisaaari sostenuta dalla comunità internazionale" osservando che quello del Kosovo, essendo "un caso sui generis per una serie di circostanze uniche, non segna un precedente più ampio".

E' boom per i 'ripulitori' della reputazione online

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/02/2008

Su Internet vengono fuori cose antipatiche, offensive, calunniose su di voi se fate una ricerca con Google o con altri 'motori'? Nessun problema: a Londra operano almeno due società specializzate in "ripulitura online". Mettete mano al portafoglio e la vostra reputazione risplenderà di nuovo immacolata.

Le due società - Tiger Two e Distilled – si occupano di tutto: fotografie compromettenti, denunce infamanti, basse insinuazioni sulla moralità, sulle capacità amatorie o professionali di una persona. Qualcuno, pur essendo ancora vivo e vegeto, ha ritrovato addirittura su Internet il proprio necrologio condito da accuse inverosimili.

I "reputation cleaners" (ripulitori di reputazione) non possono cancellare 'tout court' i siti che vi trattano da criminale incallito o vi danno dell'impotente ma una cosa importante possono farla: indirizzare i motori di ricerca verso le pagine online dove di voi dicono (a torto o a ragione) un gran bene. Quest'operazione è praticabile moltiplicando i 'link' (rimandi) ai siti 'friendly', positivi.

A quanto sostiene il 'Sunday Times', una celebrità che sembra aver già fatto ricorso ai ripulitori online è Kate Moss: della famosa supermodella britannica i motori di ricerca mettono innanzitutto in evidenza profili edificanti e il sito dove lei vende la sua collezione di abiti mentre passano in cavalleria gli 'scandali' per le sbandate con la droga.

Addomesticare i motori di ricerca (oltre ai singoli individui possono ovviamente farlo le compagnie, a difesa del loro buon nome) non è però un servizio a buon mercato. Non si sa quanto chiedano Tiger Two e Distilled ma secondo il 'Sunday Times' la società leader in California – Reputation Defender - chiede un minimo di 25.000 dollari (17.000 euro) all'anno per garantirvi una reputazione impeccabile. E la parcella arriva fino a 300.000 dollari se si tratta di condurre quotidianamente una battaglia campale contro i 'surfers' che continuano a infangarvi.

Iervolino: 'Non mi dimetto'. Idv fuori dalle giunte campane

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/12/2008

Rosa Russo Iervolino prosegue il suo lavoro, il sindaco di Napoli. Dopo aver incontrato il segretario del Pd Walter Veltroni spiega ai giornalisti che ha intenzione di "andare avanti" sia pure attuando "il massimo di rinnovamento". Insomma, la giunta sarà profondamente rimaneggiata anche se "non è detto" che si vada ad un totale azzeramento.

Ho comunicato con orgoglio al segretario che io ho intenzione di andare avanti e gli ho detto che sono pronta a segnali forti di rinnovamento. E lui mi ha detto: 'Auguri, buon lavoro' .

Alla domanda dei giornalisti se pensa ad un azzeramento della giunta, il sindaco partenopeo ha risposto: "Non è detto, ci saranno segnali forti di rinnovamento che possono coesistere con alcune presenze che io ritengo assolutamente indispensabili".

L'Idv fuori da tutte le giunte campane

L'Italia dei Valori lascerà tutte le giunte di cui fa parte in Campania "finchè la questione morale non sarà risolta". Lo ha annunciato Antonio Di Pietro parlando all'esecutivo nazionale del partito. "Lunedì - ha detto Di Pietro - invieremo in Campania esponenti del costituendo esecutivo nazionale del partito.Usciremo da tutte le giunte in Campania finchè non si risolve la questione morale".

Per quanto riguarda l'intenzione annunciata da Antonio di Pietro di uscire da tutte le amministrazioni locali in Campania, Iervolino commenta: "Benissimo, uno di meno. Noi andiamo avanti affrontando in pieno tutti i nodi che possono esserci".

Sacconi: conseguenze immaginabili per Casa di cura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2008

BRUXELLES - "Certi comportamenti difformi da quei principi determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili": così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha risposto ai giornalisti che a Bruxelles gli chiedevano se la Casa di cura Città Udine rischia di perdere la convenzione con il servizio sanitario nazionale se esegue la sentenza della Cassazione per Eluana.

Eluana, giudice Lamanna: il decreto e' definitivo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2008

MILANO - ''Il decreto non ha bisogno di alcuna ulteriore certificazione di esecutivita' perche' la legge dice che tutte le volte che un provvedimento giudiziario non e' piu' soggetto a impugnazione diventa definitivamente esecutivo''. Lo ha detto il giudice della prima sezione civile della corte d'appello di Milano, Filippo Lamanna, estensore del decreto con cui, lo scorso luglio, Beppino Englaro era stato autorizzato a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali che da quasi 17 anni tengono in vita la figlia Eluana, in stato vegetativo permanente.

Il giudice ha spiegato che, nel caso specifico, il decreto del 9 luglio era già esecutivo e che, dopo il provvedimento dello scorso 11 novembre della Cassazione, che ha dichiarato inammissibile l'impugnazione della Procura Generale, è diventato definitivamente esecutivo. Comunque i legali di Englaro, ha precisato il magistrato, eventualmente possono chiedere alla cancelleria della Corte d'appello una attestazione che il provvedimento non è più soggetto a impugnazione e, di conseguenza, è esecutivo.

Eluana Englaro morirà a Udine. Lo ha detto l'amministratore delegato della casa di cura 'Citta' di Udine', Claudio Riccobon, struttura che era pronta ad accogliere la donna in stato vegetativo permanente già ieri sera. Ma il tarsferimento e' stato sospeso dopo il provvedimento del ministro Sacconi che dichiara illegale lo stop dell'alimentazione nelle strutture del Sistema sanitario nazionale.

Avevamo indetto la conferenza stampa - ha detto Riccobon - perché a quest'ora, secondo quanto programmato, avrei confermato che la signora Englaro, su richiesta del padre, in forma gratuita e con l'assistenza prestata da una equipe di volontari, era ricoverata da stamattina in una stanza privata della casa di cura 'Citta' di Udiné affinché quanto stabilito dal decreto della Corte d'appello di Milano fosse messo in atto. Come sapete, così non é avvenuto. Riccobon ha confermato che "ora la questione è legale, o meglio giuridica. Noi confermiamo la nostra disponibilità ma in un percorso chiaro dal punto di vista legale. Saranno i legali della famiglia a decidere quando. Noi siamo pronti".

Non appena il provvedimento del ministro Maurizio Sacconi si rivelerà inefficace, come i legali della famiglia Englaro ritengono, Eluana sarà trasferita a Udine. Nella struttura convenzionata con il servizio sanitario regionale, "saranno quindi prestate le cure richieste per quell'accompagnamento decoroso - ha aggiunto Riccobon - stabilito dalla Corte d'Appello di Milano".

Eluana - secondo quanto si è appreso a Udine - potrebbe lasciare la clinica di Lecco già domani. Il decorso alla casa di cura di Udine - secondo alcune previsioni - potrebbe durare circa quindici giorni.

Per Claudio Riccobon "l'atto di indirizzo del ministro Maurizio Sacconi è arrivato con una tempestività quantomeno sospetta". "L'incursione del ministro non intacca la validità del decreto della Corte d'Appello di Milano". Il manager ha anche ribadito che "saranno i legali della famiglia Englaro a dimostrarlo. Noi - ha concluso - vogliamo operare nel totale rispetto delle leggi e dei regolamenti".

CURATRICE, RICORREREMO ALLA FORMULA ESECUTIVA DEL DECRETO

L'unica strada che al momento riesco a intravedere è quella di chiedere alla cancelleria della corte d'appello di emettere una formula esecutiva del decreto. Lo ha detto la curatrice speciale di Eluana, l'avvocato Franca Alessio, rispondendo ad una domanda su quale strada potrebbero percorrere i legali dopo la presa di posizione della clinica Città di Udine. L'amministratore delegato della struttura sanitaria ha infatti dichiarato la disponibilità dopo che sarà chiarito il percorso dal punto di vista legale. "Capisco perfettamente la posizione della clinica che deve tutelarsi e non può certo mettere a repentaglio la propria attività - ha detto il legale - ma non riesco a capire che cos' altro potremmo fare dal momento che esiste una sentenza definitiva". "Vorrei ricordare che stiamo parlando di un caso che ha concluso tutto il suo iter giudiziario - ha detto ancora la curatrice - e che c'é una sentenza emessa nel nome del popolo italiano, dopo quello che è successo ieri mi verrebbe da dire che l'autorità giudiziaria non esiste più".

Lanciate milioni di scarpe a Bush, on line

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/12/2008

Prendere a scarpate l'uomo più potente del mondo, per poco più di un mese, è una tentazione troppo grossa ed è diventato un videogioco programmato in flash. Mundader al Zaidi, il giornalista lanciatore, ha mancato il bersaglio, grazie ai riflessi di Bush, ma sul sito www.sockandawe.com (che rimanda ironicamente all'operazione "Shock and awe" - colpisci e spaventa -, lanciata dal Pentagono sull'Iraq) è possibile imitarlo e migliorare la sua performance.

Il gioco è semplice: occorre colpire con un click del mouse il volto del presidente americano che spunta dietro un podio griffato con l'effigie del governo iracheno e sotto gli occhi del primo ministro di Baghdad Nouri al Maliki.

Il sito tiene conto del numero di scarpe che sono già state tirate a Bush, oltre 21 milioni. Indica anche il Paese dal quale si collegano i giocatori. Al primo posto tra i tiratori di scarpe ci sono gli americani, seguiti da francesi e australiani. Quindi Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Turchia. Chiudono la classifica l'Italia, al ventiquattresimo posto, e il Venezuela.

Brown: via dall'Iraq in 6 mesi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2008

BAGHDAD - Le forze britanniche concluderanno la loro missione in Iraq e lasceranno il Paese del Golfo entro la prima metà del 2009, secondo quanto annunciato in un comunicato congiunto dal premier iracheno, Nuri al-Maliki, e dal suo omologo britannico, Gordon Brown, che stamani è in visita a sorpresa a Baghdad.

"Il ruolo giocato dalle forze di combattimento britanniche giunge alla sua conclusione. Queste forze avranno raggiunto il loro compito nella prima metà del 2009 e quindi lasceranno l' Iraq", si legge nel comunicato dei due premier.

Cellule hanno gps, guidano guarigione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2008

ROMA - Le nostre cellule sono dotate di un sistema GPS naturale che le orienta nella direzione giusta e dà loro la giusta velocità: le ciglia primarie che, poste alla superficie cellulare, si orientano nella direzione in cui deve migrare la cellula guidate sulla via giusta da una traccia chimica. La dimostrazione è arrivata al Meeting Annuale dell'American Society for Cell Biology in corso a San Francisco, con lo studio di Soren Tvorup Christensen dell'Università della Copenhagen, su fibroblasti di topo, ovvero quelle cellule che contribuiscono a dar forma al corpo facendo parte del tessuto connettivo.

Le cellule portano in superficie delle ciglia microscopiche, alcune di queste sono le cosiddette ciglia primarie, sorta di antenne che recepiscono e rispondono a segnali chimici. Gli esperti hanno visto che nei fibroblasti questo sistema serve a guidare le cellule nel sito in cui bisogna chiudere una ferita, infatti in topolini privi delle antenne 'GPS' le ferite guariscono più lentamente. Le antenne sono guidate e direzionate da segnalai chimici, ovvero dalla molecola. Se il segnale viene meno la cellula non sa più dove andare, come quando il tom tom perde la bussola. "E' come un GPS accoppiato a un pilota automatico per guidare aerei o petroliere", ha detto Christensen, il meccanismo è importante non solo per le ferite ma anche per la migrazione delle cellule in generale, come avviene durante lo sviluppo fetale o nelle metastasi.

Falla su Explorer, la Microsoft corre ai ripari

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/12/2008

La Microsoft ha annunciato che diffonderà oggi una "patch" d'emergenza per correggere un difetto nel sistema di sicurezza del suo software di navigazione Internet Explorer, il più usato al mondo. La modifica del software verrà trasmessa, attraverso un aggiornamento automatico, a partire dalle 18,00, secondo quanto ha precisato la compagnia in un comunicato. L'azienda si è felicitata del fatto che ai tecnici della Microsoft sono state necessarie solo otto ore per trovare una soluzione al problema, a partire dal momento in cui e' stato identificato.

L'errore permetteva ai ciber-criminali di prendere il controllo dei computer e di "indirizzare gli internauti a loro insaputa verso un sito falso" con lo scopo di "appropriarsi della loro password", ha detto Rick Ferguson, esperto della società di sicurezza informatica Trend Micro. Secondo Ferguson, "più di 10.000 siti internet sono stati infettati" da quando l'errore è stato reso pubblico ieri. Internet Explorer e' utilizzato da quasi tre quarti dei computer del mondo, secondo statistiche del mese scorso.

Lunedì 18 Febbraio 2008

Fini: gli elettori Udc resteranno nel PdL. Casini: meglio che non parli di lui

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/02/2008

L'Udc corre da sola? Il Popolo delle Libertà "non corre il rischio di perdere le elezioni" per la scelta di Casini, perché "gli elettori dell'Udc sono convinti sostenitori dell'unità del centrodestra" e voteranno di conseguenza. Gianfranco Fini, intervenuto a 'Panorama del giorno' su Canale 5, non dice esplicitamente come Silvio Berlusconi che l'Udc fuori dal PdL avrà "un risultato modesto", ma lo lascia intendere. Il mancato accordo con l'Udc è frutto di personalismi, del fatto che "Casini ormai non sopporta più Berlusconi" e "se veniva nel Pdl doveva mettere in pensione il suo simbolo". "E' ovvio che avevo capito da tempo che per me ci poteva essere spazio e grandi riconoscimenti - gli risponde indirettamente dalla pagine di Repubblica Casini - A condizione che si annullasse un'esperienza politica. E' quello che capiterà a Fini che avrà riconoscimenti, sarà presidente della Camera, ministro degli Esteri o quello che vuole. A patto che annulli la sua esperienza politica".

Casini allora deluso dall'amico Fini? "L'unica persona di cui non vorrei veramente non parlare in questa campagna elettorale è Fini, e credo che sia una grande vantaggio per tutti. Soprattutto per lui". Casini definisce "l'ultima cosa di cui mi preoccupo" il rischio che Berlusconi gli svuoti il partito: "La nostra è un'operazione politica. O scatta un consenso politico o non sarà un portatore di voti in più o in meno a determinare l'esito di questa campagna elettorale. Anzi... Suggerirò a qualcuno che non troverà spazio nelle nostre candidature di farsela dare da Berlusconi".

Sono convinto che gli elettori dell'Udc, non vogliono consegnare l'Italia a Veltroni - sostiene invece Fini in collegamento con Belpietro - che non è altro se non Prodi con un volto diverso, nel senso che nel PD ci sono sette, otto, non ricordo quanti ministri del governo Prodi, e quindi non è cambiato sostanzialmente nulla. Questi elettori non vogliono certo che l'Italia rimanga governata dalle sinistre, come è stata fino ad oggi, anche dopo il 13 di aprile.

Postilla per un altro ex alleato, ed ex compagno di partito. Si tratta ancora con Storace? "Non mi risulta", risponde asciutto Fini che aggiunge: "Vale per lui ciò che vale per tutti gli altri, cioè la condivisione del programma, dei valori del Popolo delle libertà che sono quelli del Ppe e Storace se ne è andato da AN perché non si riconosceva in quei valori. E poi per lui come per tutti gli altri vale quel che è stato deciso da Berlusconi e - sottolinea - da me, cioè un nuovo simbolo e una sola lista e non più simboli e più liste".

Personalmente ho molto dubbi sull'oportunità di una lista collegata ad una battaglia pur sacrosanta come quella per la vita e contro l'aborto. Ma quello che deciderà Ferrara ovviamente non dipende da me. Gianfranco Fini, intervistato da Maurizio Belpietro a 'Panorama del giorno', ribadisce le sue perplessità sull'iniziativa di Giuliano Ferrara. "Sono sonvintamente antiabortista - dice - ma sono altresì convinto che l'aborto sia un dramma che colpisce tutte le donne comprese quelle che decidono di abortire. La 194 è una legge equilibrata che va fatta rispettare anche nella parte relativa alla prevenzione".

Vaticano: in Spagna indottrinamento laico e statolatria

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2008

di Elisa Pinna

CITTA' DEL VATICANO - Nuovo affondo del Vaticano contro la Spagna di Zapatero. A dar fuoco alle polveri della polemica è stato un esponente di primo piano della Curia romana, mons. Angelo Amato, che - prendendo spunto dalla recente introduzione nelle scuole spagnole dell' "Educazione alla cittadinanza"- ha accusato il governo socialista madrileno di imporre su famiglie e giovani l'indottrinamento laico, la "statolatria". Dal ministero dell'Educazione spagnolo la replica non si è fatta attendere a lungo: "L'Educazione alla Cittadinanza è inclusa in una legge approvata dal parlamento spagnolo sovrano. Un fatto che monsignor Amato sembra disconoscere", ha detto un portavoce all'ANSA, senza però entrare nel merito delle critIche vaticane. Ad avviso della Chiesa cattolica, l'educazione alla cittadinanza non è una semplice educazione civica, in quanto vengono proposti come modelli, , con uguale dignità rispetto al matrimonio tradizionale, le coppie di fatto e le unioni gay.

Da qui le parole estremamente severe usate, in un'intervista al periodico 'Il Consulente Re', da mons. Amato, attuale prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, già ex segretario della Dottrina della Fede, amico personale di Papa Ratzinger, del segretario di Stato card. Bertone e anche del presidente dei vescovi italiani, card. Bagnasco. L'arcivescovo, destinato a diventare cardinale già nel prossimo Concistoro, ha per la verità allargato l'obiettivo delle sue rampogne anche all'Europa, rea di promuovere la nuova categoria della 'bio-politica', e all'Italia, colpevole di assistere passivamente, all'interno dei propri confini, a persecuzioni contro i cristiani fatte non con le armi ma a colpi di "norme di legge, sentenze della magistratura, comportamenti irridenti il Vangelo, il Santo Padre, la Chiesa, la dottrina cattolica". Non vi è dubbio tuttavia che il principale imputato della requisitoria di mons. Amato sia l'esecutivo spagnolo.

Ovviamente qui a Roma noi sappiamo bene di questo grave problema, ha osservato il presule nell'intervista, riferendosi all'avanzata del laicismo, anche nelle scuole di Spagna. "Fortunatamente - ha aggiunto - possiamo contare su una Chiesa spagnola che ha approfondito seriamente la materia e ha dato una risposta pubblica e chiara, in base al principio cattolico della difesa della libertà religiosa e dei diritti della dignità della vita e di ogni persona". "La questione - ha aggiunto - è che in tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica. Lo Stato cioé entra sempre più nella vita personale di ognuno: obbliga le famiglie a scegliere determinate scuole con determinate materie, non d'istruzione ma d'indottrinamento". "Avanza - ha incalzato con l'ultima stoccata - la statolatria, che, apparentemente eliminata, rientra dalla finestra. Certo la Chiesa in Spagna è molto reattiva, sta reagendo molto bene con grande dignità e grande fermezza a un'intrusione statale assolutamente illegittima sul tema dell'educazione dei propri giovani".

Apparentemente fatto 'a freddo', l'intervento di mons. Amato va letto in realtà nella grande preoccupazione con cui la Santa Sede segue ormai da anni ciò che appare ai suoi occhi la "deriva laicista" di una delle nazioni più cattoliche del mondo. Non si contano le scintille e gli incidenti di percorso avvenuti in questi mesi tra governo spagnolo da un lato, ed episcopato e Vaticano dall'altro. L'ultimo duello risale a circa tre settimane fa, quando i giudici di Valladolid decisero di rimuovere i crocefissi dalle aule di una scuola locale. "E' in atto una cristofobia", aveva tuonato l'arcivescovo di Toledo e primate di Spagna, card. Antonio Canizares Llovera, altro grande amico di Ratzinger, in procinto di trasferirsi a Roma come Prefetto del Dicastero per il Culto Divino.

Eluana, decreto definitivo ma e' muro contro muro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2008

MILANO - Muro contro muro. Quando il dramma di Eluana Englaro - la donna costretta da diciassette anni ad uno stato vegetativo permanente a causa di un incidente stradale - sembrava avviato verso la sua conclusione, riesplodono, in maniera dirompente, le contrapposizioni e i veti incrociati. Se da Milano il giudice di corte d'Appello, Filippo Lamanna, si dice certo che il decreto, con cui lo scorso luglio ha dato il via libera all'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana, "non abbia bisogno di alcuna ulteriore certificazione di esecutività", da Bruxelles il ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, mette in guardia la clinica 'Citta' di Udiné - dove la donna lecchese dovrebbe essere 'accompagnata' alla morte - adombrando la possibilità di conseguenze di tipo amministrativo qualora desse corso al disposto del decreto firmato da Lamanna e poi confermato da una decisione della Corte di Cassazione. "Certi comportamenti difformi da quei principi - ha osservato il ministro che, ieri, ha scritto un 'atto di indirizzo' per le regioni in riferimento al caso Englaro - determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili".

Tra queste, vi potrebbe anche essere l'ipotesi di un ritiro dell'accreditamento della struttura friulana presso il Servizio Sanitario Nazionale. "Riteniamo che il Servizio Sanitario Nazionale, in base ai principi dell'ordinamento, interpretati anche dal Comitato nazionale di bioetica, e in base al fatto che é ormai prossimo l'ingresso nel nostro ordinamento della convenzione Onu sulla disabilità - ha argomentato Sacconi - debba operare informandosi a quei principi omogenei su tutto il territorio nazionale. E' ovvio che noi solleciteremo l'applicazione di quei principi - ha proseguito -. Credo che comportamenti che segnalassero inadempienza porrebbero un problema al regolatore del servizio sanitario della Regione di appartenenza, a rapporti di tipo amministrativo". Parole nette, diverse dalle considerazioni del giudice Lamanna - estensore del decreto dello scorso luglio - secondo cui l'atto "non ha bisogno di alcuna ulteriore certificazione di esecutività perché la legge dice che tutte le volte che un provvedimento giudiziario non è più soggetto a impugnazione diventa definitivamente esecutivo". In attesa di una definizione delle schermaglie politiche e giudiziarie sulla vicenda Englaro, in Friuli, nella clinica 'Citta' di Udiné tutto è pronto per "attuare il protocollo assistenziale di distacco dell'alimentazione artificiale di Eluana" il cui trasporto, dalla clinica 'Beato Talamonti' di Lecco, sarebbe dovuto avvenire la scorsa notte ed è stato stoppato dai dubbi legati proprio a quell'atto di indirizzo di Sacconi. Così Eluana è rimasta in quella che da 14 anni è la sua casa.

Ci dobbiamo tutelare - ha spiegato Claudio Riccobon, amministratore delegato della clinica - perché ora il problema é eminentemente giuridico, legislativo e politico. Ma noi siamo pronti. Una equipe di medici esterni, composta da 20-25 professionisti, è già organizzata per accogliere Eluana e per assisterla, in modo gratuito e volontario, nel distacco dell'alimentazione artificiale. Dobbiamo essere molto sicuri di non incorrere in errori o, peggio, in violazioni di legge. Per questo - ha concluso - la questione ritorna ai legali della famiglia Englaro. Legali che non hanno mancato di stigmatizzare il comportamento del ministro Sacconi e, in particolare, la lettera inviata alle Regioni. Missiva - a giudizio dell'avvocato della famiglia Englaro, professor Vittorio Angiolini - che "non è atto amministrativo vincolante né ha contenuto prescrittivo".

Una lettera, insomma, che "non è idonea a produrre alcun effetto giuridico sull'attuazione dei pronunciamenti della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano concernenti l'interruzione dei trattamenti di Eluana". Atto, che "non abbisogna di alcuna impugnativa" e che non dovrebbe preoccupare chi abbia intenzione di dare corso alle disposizioni giuridiche della Corte d'Appello e della Cassazione perché non si può essere responsabili di comportamenti contro la legge "se si attua una sentenza di un giudice".

Roccella e Martini: Sacconi non ha intimidito nessuno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2008

ROMA - "Il Ministro Sacconi non ha intimidito nessuno, ma ha richiamato il Servizio Sanitario Nazionale alla sua funzione principale, che è quella di tutelare la salute di tutti i cittadini. Sono stupita e amareggiata". E' quanto afferma in una nota congiunta il Sottosegretario con delega alla Salute Eugenia Roccella in merito alle affermazioni dell'amministratore delegato della clinica 'Citta' di Udiné . Per il sottosegretario Francesca Martini non c'é nessuna intimidazione da parte del Ministro Sacconi. "Non è compito del Servizio Sanitario Nazionale quello di far morire le persone e una struttura che accettasse di farlo tradirebbe il suo mandato istituzionale. Con l'atto di indirizzo inviato alle Regioni abbiamo voluto chiarire il compito che siamo chiamati a rivestire e non mi stancherò mai di ringraziare il Ministro per questo lavoro".

Ragazza si risveglia da stato vegetativo permanente

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2008

TORINO - Un'equipe di neurochirurghi torinesi ha reso pubblico oggi di aver risvegliato una ragazza di 21 anni dallo stato vegetativo permanente in cui si trovava in seguito a un incidente d'auto, avvenuto nel dicembre 2005. Il caso è stato reso noto dopo che ieri la comunità scientifica internazionale lo ha pubblicato sul prossimo numero del "Journal of Neurology". Il metodo adottato - dicono i medici - è potenzialmente applicabile a tutti i pazienti in coma vegetativo permanente, ma, interpellati sul caso di Eluana Englaro, hanno invitato alla cautela. Il metodo è innovativo e senza rischi - hanno spiegato i neurochirurghi - ma ogni caso è caso a sé e comunque si tratta di un intervento che ha bisogno di essere confermato da altri pazienti.

La ragazza, abitante nel Torinese, dopo 3 anni dal trauma e a 20 mesi dall'intervento avvenuto a luglio 2007, é in stato minimamente conscio: è in grado di masticare, deglutire e se sostenuta mantiene la posizione eretta, e risponde a comandi semplici come alzare un braccio. L'equipe guidata dai neurochirurghi Sergio Canavero, delle Molinette, e Barbara Massa Micon, del Cto, ha operato una stimolazione corticale extradurale bifocale. Fra la calotta cranica e la meninge più esterna sono state introdotte due piastrine collegate a un pacemaker, che non sono a contatto con il cervello ma lo stimolano con campi elettromagnetici. "Non essendoci contatto col cervello - spiega Canavero - il rischio di mortalità è nullo: l'intervento, quindi, è indicato per tutti i pazienti in stato vegetativo permanente".

Difficile, però, per il medico, un parallelo col caso Englaro: "Non conosco la cartella clinica di Eluana - spiega - e in teoria questo intervento potrebbe giovarle. Ma è in coma da molto tempo, e le sue condizioni fisiche generali potrebbero non reggere un'anestesia. Questo esito, poi, dovrebbe essere confermato da altri pazienti, e stiamo lavorando solo ora su un secondo caso". Anche i genitori della ragazza rifiutano il collegamento con la vicenda di Eluana: "Noi abbiamo continuato a chiedere cure - ha dichiarato la madre - perché ci sembrava l'unica cosa da fare, e ora andremo anche in Cina per un trapianto di staminali, se sarà necessario. Ma in queste situazioni tremende un genitore deve agire come si sente, quindi capiamo anche la posizione diversa del padre di Eluana".

Istat: 1,5 milioni senza lavoro. Bankitalia: nelle mani del 10% metà ricchezza del Paese

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/12/2008

Aumentano i disoccupati in Italia per il terzo trimestre consecutivo. Secondo l'Istat sono 1.527.000 in cerca di lavoro. Il 9% in più rispetto al terzo trimestre 2007. Il tasso di disoccupazione e' aumentato di mezzo punto percentuale rispetto ad un anno prima, posizionandosi al 6,1%.

In confronto al secondo trimestre 2008, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione è diminuito di un decimo di punto.

Cala l'occupazione maschile, per la prima volta dal '97

Nel terzo trimestre dell'anno si e' registrato un calo dell'occupazione maschile pari allo 0,2%

(-27.000 unita') rispetto allo stesso trimestre dell'anno scorso: e' il primo dato con segno negativo per gli uomini dal quarto trimestre del 1997.

Al contrario, sale l'occupazione femminile: nello stesso trimestre dell'anno, ha segnato un

incremento dell'1,4% (pari a 127.000 unita'), sempre nel confronto con il medesimo periodo del 2007. E' quanto emerge dalla rilevazione Istat sulle forze di lavoro. Segno positivo anche per l'occupazione straniera che e' cresciuta di 285.000 unita' (+152.000 uomini e +133.000 donne).

I dati della Banca d'Italia

Ricchezza concentrata, in Italia, dove - a fronte di una media di 143mila euro pro capite - si

registra una distribuzione delle risorse fortemente sperequata. E' quanto rileva la Banca d'Italia nel suo bollettino statistico sulla ricchezza delle famiglie italiane. "Alla fine del 2007 - si legge nel bollettino - la ricchezza netta per famiglia ammontava complessivamente a circa 360 mila

euro: la distribuzione della ricchezza, però - viene sottolineato - è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione, e molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza mentre poche dispongono di una ricchezza elevata".

Nelle mani di pochi

Le informazioni sulla distribuzione della ricchezza - prosegue Bankitalia - desunte dall'indagine sui bilanci delle famiglie italiane, indicano che nel 2006 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva meno del 10% della ricchezza totale, mentre il 10% piu' ricco deteneva quasi la meta' della ricchezza complessiva.

Non siamo indebitati

Il numero delle famiglie con una "ricchezza negativa", vale

a dire con debiti superiori agli attivi, è invece pari a circa il 3%, "una quota - spiega Bankitalia - largamente inferiore a quella riscontrata per altri Paesi come Stati Uniti, Regno Unito

e Francia".

Cosa non si fa per la casa

I debiti delle famiglie nel 2007 si caratterizzavano per un'elevata incidenza dei mutui per l'acquisto dell'abitazione (circa il 40%), il cui valore è aumentato rispetto al 2006 di circa il 10%. I debiti commerciali e altri prestiti, principalmente legati alle esigenze di finanziamento delle famiglie produttrici, incidevano invece per circa il 30%. La quota di indebitamento legata ad esigenze di consumo (13%) e' aumentata, confermando le tendenze degli ultimi anni.

Abbiamo perso in borsa, ci salva il mattone

I dati, contenuti nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato agli indicatori monetari e finanziari, indicano che nel 2007 la ricchezza netta delle famiglie

italiane si è attestata a circa 8.512 miliardi di euro, crescendo rispetto al 2006 del 3,9%, "un valore - precisa il bollettino - inferiore al tasso medio di crescita annuale del

periodo 1995-2006". Un rallentamento "imputabile a una sostanziale stasi delle attivita' finanziarie (aumentate dello 0,6%) e - si legge - alla crescente incidenza dei debiti

(+8,2%)".

La variazione della ricchezza - spiega Bankitalia - può essere scomposta in generale in due componenti: i capital gain, che esprimono le variazioni dei prezzi delle attività, e il flusso di risparmio. Considerando l'intero periodo 1995-2007 il contributo dei capital gain alla crescita della ricchezza mostra una maggiore variabilita' rispetto a quello del flusso di risparmio che, a partire dal 2000, si attesta attorno all'1 per cento della ricchezza netta.

Nell'arco del periodo 1995-2000 il risparmio aveva contribuito al processo di accumulazione in misura quasi uguale ai capital gain; tra il 2001 e il 2005 i capital gain hanno invece assunto un ruolo preponderante. Negli ultimi due anni considerati si osserva una minore crescita della ricchezza netta, riconducibile a una riduzione del contributo dei capital gain.

Nel primo semestre del 2008 la ricchezza finanziaria delle famiglie, a prezzi correnti, si è ridotta di circa il 6%, soprattutto a causa del calo dei corsi azionari. La tendenza negativa è proseguita con maggior vigore nei mesi successivi, in corrispondenza della crisi finanziaria internazionale. Secondo la nota semestrale dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia del Territorio nella prima parte del 2008 si e' registrato un rallentamento della crescita nei prezzi degli immobili e un forte calo dei volumi di compravendita. Le componenti di cui sono gia' noti gli andamenti per il primo semestre 2008 rappresentano circa il 90% del complesso della ricchezza netta delle famiglie. Si può dunque ipotizzare che in questo periodo l'aggregato complessivo a prezzi correnti sia rimasto sostanzialmente stazionario, registrando un lieve calo in termini reali.

Il Senato approva il disegno di legge delega 'antifannulloni' firmato Brunetta

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/12/2008

Con 147 voti a favore, nove contrari e 104 astensioni l'aula del Senato ha approvato il

disegno di legge delega sulla produttivita' del lavoro pubblico (il cosiddetto 'antifannulloni').

Il provvedimento ora passa all'esame della Camera.

Ci vuole piu' coraggio per cambiare la pubblica amministrazione. Quello approvato oggi dal Senato e' un provvedimento che, pur con apprezzabili intenti, non ci dice cosa in concreto si vuole fare per eliminare i 'fannulloni'. Lo dichiara al termine del voto il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia. "Il ddl - ha aggiunto - non prevede un'autorita' indipendente con poteri forti di valutazione e di sanzione, ma un ufficio con poche competenze e molti

condizionamenti sindacali. Non si e' avuto nemmeno il coraggio di fare un taglio del personale interno ed esterno dei gabinetti di ministri e sottosegretari, cosi' come non si e' voluto sottrarre alle 'lobby' sindacali i quadri della pubblica amministrazione che si voleva valutare e

incentivare".

L'unico atto 'temerario' -ha detto ancora D'Alia - e' stato quello di limitare fortemente le funzioni di controllo della Corte dei Conti, pregiudicando l'imparzialita' della pubblica amministrazione garantita dall'articolo 97 dalla Costituzione. Speriamo nel buon senso del governo perche' alla Camera apporti sostanziali modifiche a un provvedimento troppo timido e prudente che rischia di gettare solo fumo negli occhi agli italiani.

Appalti a Napoli, politica nel caos

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2008

di Giuseppe Cavalcanti

ROMA - L'altro ieri l'arresto di Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara nonché segretario regionale del Pd, ieri l'inchiesta sui petroli in Basilicata, oggi la bufera politico-giudiziaria che sta investendo sopratutto gli enti locali, colpisce Napoli e la sua amministrazione, nei prossimi giorni approderà in Calabria, dopo la chiusura, oggi, delle indagini nell'inchiesta "Why Not". Dopo settimane di indiscrezioni e "boatos" su coinvolgimenti di politici napoletani nell'inchiesta su "Global Service", questa mattina sono stati arrestati a Napoli l'imprenditore Alfredo Romeo, mentre altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli. Tutti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti, abuso d'ufficio e corruzione. Coinvolti i parlamentari Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Anche l'ex assessore Giorgio Nugnes, morto suicida alcune settimane fa, era coinvolto nella stessa inchiesta. Nei giorni scorsi il sindaco di Napoli, Jervolino, durante la verifica politica in consiglio comunale aveva ribadito che "ciò che ha sempre caratterizzato il mio lavoro é il rispetto della legalità, con le mani candide, con l'assenza di clientele, con la più ampia trasparenza".

Ed è sempre di oggi l'avviso di chiusura dell'inchiesta "Why Not", l'indagine ora al centro di clamorosi scontri anche all'interno della stessa magistratura. Ipotizzati numerosi reati: dall'associazione per delinquere all'abuso d'ufficio e alla turbata libertà degli incanti, dalla truffa alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Tra i destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini, anche il presidente della regione Agazio Loiero.

A Pescara l'accusa per il sindaco di centrosinistra D'Alfonso, arrestato lo stesso giorno della vittoria alle regionali del centrodestra, è di aver intascato tangenti in cambio di favori amministrativi. Una regione, quella abruzzese, che è stata tra le prime ad essere investita dalla nuova bufera politico giudiziaria. Le elezioni anticipate sono infatti conseguenza dell'arresto, lo scorso 14 luglio, dell'allora presidente Ottaviano Del Turco. L'accusa ? Tangenti per la sanità.

In pieno svolgimento a Firenze l'inchiesta sull'area di Castello di proprietà della Sai-Fondiaria. Tra gli altri indagati l'assessore comunale alla sicurezza, Graziano Cioni, uno dei candidati alle primarie nel Pd per le prossime elezioni comunali. E' connessa all'inchiesta Fondiaria-Sai anche la clamorosa protesta pubblica del sindaco di Firenze, Domenici, che si è incatenato ad un palo davanti la sede romana di Repubblica, per protestare contro una cattiva informazione, a suo dire, che lo vedeva coinvolto, falsamente, nell' indagine.

Ancora in Campania, la scorsa settimana, è stato rinviato a giudizio il sindaco Vincenzo De Luca. L'inchiesta riguarda la realizzazione del parco marino a tema, il cosiddetto Sea Park.

Indagato anche il presidente della Regione Basilicata, De Filippo, nell'ambito dell'inchiesta sui petroli che ieri ha portato all'arresto dell'amministratore delegato della Total Italia, Lionel Levha, e che vede coinvolto anche il deputato del Pd Salvatore Margiotta.

Si terrà invece solo nel marzo del prossimo anno l'udienza preliminare per il governatore del Molise Michele Iorio nel procedimento che lo vede indagato per il reato di concussione e abuso d'ufficio in un'inchiesta riguardante i rapporti tra la Regione e una società multinazionale di consulenza.

RUTELLI RENDE DICHIARAZIONI SPONTANEE

A quanto si apprende, a seguito della diffusione su internet dell'ordinanza della Procura di Napoli contenente stralci di verbali in cui alcune delle persone indagate farebbero a lui riferimento, Francesco Rutelli ha chiesto di essere immediatamente ascoltato dai magistrati della Procura di Napoli, dove si e' recato per rendere dichiarazioni spontanee e chiarire punto per punto la sua assoluta estraneita' alle vicende dell'inchiesta.

DI PIETRO: USCIREMO DA TUTTE GIUNTE CAMPANIA

L'Idv intende uscire da tutte le giunte della Campania per restare fuori "fino a quando non sarà risolta la questione morale". Lo ha detto Antonio Di Pietro intervenendo all'esecutivo nazionale dell'Italia dei Valori. Il leader dell'Idv ha annunciato che lunedì sarà a Napoli insieme all'ufficio di presidenza del partito per decidere le modalità di questa operazione insieme ai responsabili campani.

IERVOLINO: IDV LASCIA GIUNTA? UNO DI MENO

Mi sembra una decisione strana visto che l'assessore dell'Italia dei Valori è ottimo e fino alle 15 ha condiviso con me tutti i passaggi. Dopodiché benissimo, uno di meno e noi andiamo avanti. Così il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino reagisce, al termine dell'incontro a Roma con il segretario del Pd Walter Veltroni, all'annuncio di Di Pietro di lasciare le giunte campane. "Noi andiamo avanti affrontando in pieno i nodi - ha spiegato Iervolino - che possono esserci ma per ora non vedo. Come ho già detto leggeremo con la massima severità i documenti dei magistrati. Per quanto riguarda i provvedimenti amministrativi, non vi preoccupate, li prenderò da sola, visto che sono stata ministro dell'Interno". E tornando sulla decisione di Di Pietro aggiunge: "Rispetto tutti, anche Di Pietro, perché è mezzo paesano del mio povero marito".

Slitta di altri 6 mesi l'entrata in vigore della class action

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/12/2008

Slitta di altri 6 mesi l'entrata in vigore della class action. Lo ha deciso il Cdm. La norma per le azioni collettive doveva partire il primo gennaio, cosi' invece partirebbe a giugno. Lo slittamento e' contenuto nel decreto 'milleproroghe'.

Protestano le associazioni dei consumatori: 'siamo indignati' sottolineano in una nota i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Martedì 19 Febbraio 2008

L'Iraq acquista 40 aerei da Boeing e 6 da Bombardier

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2008

L'Iraq ha deciso di acquistare, per un totale di oltre 5 miliardi di dollari, 40 velivoli dall'americana Boeing e sei aerei della compagnia canadese Bombardier, per ricostituire la flotta della propria compagnia di bandiera, la Iraqi Airways. L'Iraq ha anche una opzione per acquistare altri 10 aerei.

L'annuncio dell'affare è stato fornito dal governo iracheno. Non sono ancora disponibili dettagli sul valore economico dell'operazione.

Castro, addio al potere dopo 49 anni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2008

L'AVANA - Il leader cubano Fidel Castro ha rinunciato alla presidenza. Lo hanno detto fonti ufficiali. Castro ha annunciato la propria decisione sull'edizione elettronica di Granma, organo ufficiale del regime cubano.

'Comunico ai miei compatrioti, che in questi giorni mi hanno fatto un grande onore eleggendomi a membro del parlamento, che io non aspirerò né accetterò - ripeto - non aspirerò né accetterò la carica di Presidente del Consiglio di Stato e di comandante in capo". Dopo 49 anni al potere, con queste parole scritte sulla edizione elettronica di Granma, il presidente cubano Fidel Castro ha annunciato ufficialmente oggi la sua rinuncia a presidente di Cuba, carica che ha esercitato finché la malattia non l'ha allontanato dal potere 19 mesi fa. Da diversi mesi Fidel Castro si esprime regolarmente dalle colonne della stampa ufficiale, fornendo il suo punto di vista su diversi argomenti internazionali. Due giorni fa aveva alimentato le attese sul suo futuro politico, suggerendo in un articolo pubblicato sulla stampa locale, di avere in preparazione un annuncio "di grande interesse". "Nella mia prossima riflessione - aveva scritto sul quotidiano Granma - affronterò un argomento di grande interesse per molti compatrioti, ma non voglio per ora anticiparne nulla". Il 24 febbraio è fissata la riunione del Parlamento cubano che dovrà designare i membri del Consiglio di stato, il più alto organismo esecutivo dell'isola, e il suo presidente. Cosi oggi Castro sottolinea che ora "é venuto il momento di eleggere il Consiglio di Stato, il suo presidente, il vicepresidente". Dalla rivoluzione del gennaio 1959 Castro è il numero uno a Cuba: "Ho avuto l'onore di questa carica - presidente del Consiglio di Stato - per molti anni" dopo la nuova costituzione del 1976, scrive ancora rivolgendosi ai suoi concittadini con toni affettuosi. "Conoscendo il mio stato di salute critico, molti pensavano all'estero che la rinuncia provvisoria alla carica di Presidente del Consiglio di Stato il 31 luglio 2006 che ho lasciato nelle mani del primo vicepresidente Raul Castro Ruz, fosse definitiva", aggiunge Castro spiegando che "fortunatamente, il nostro processo conta ancora su quadri della vecchia guardia, uniti ad altri che erano più giovani quando è cominciata la prima tappa della Rivoluzione". "Il cammino - prosegue - sarà difficile e richiederà lo sforzo intelligente di tutti". La lettera si chiude con la promessa che non si ritirerà a vita privata: "Non vi dico addio. Spero di combattere come un soldato delle idee. Continuerò a scrivere sotto il titolo "Riflessioni del compagno Fidel". Sarà un'arma su cui poter contare: "la mia voce forse verrà ascoltata, sarò prudente" Il messaggio è firmato di suo pugno e ha la data del 18 febbraio ore 17.30 (22.30 Gmt).

NEGROPONTE, USA NON REVOCHERANNO EMBARGO

Gli Stati Uniti non intendono revocare l'embargo nei confronti di Cuba in un futuro prossimo: lo ha indicato oggi a Washington il numero due del Dipartimento di Stato Usa John Negroponte.

BERTONE, PORTO BENEDIZIONE PAPA PER TUTTI CUBANI

Il Papa mi ha dato una benedizione speciale per tutti i cubani, dal "lider maximo" a tutta la popolazione: lo ha detto il card.Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano che si appresta a partire per l'Avana, al termine della presentazione a Roma dell' 'Enciclopedia della preghiera'.

LA LETTERA DI FIDEL, 'NON E' UN ADDIO'

Ecco alcuni estratti della lunga lettera al quotidiano 'Granma' in cui Fidel Castro ha oggi annunciato di voler lasciare il potere.

Lo scorso 15 febbraio vi avevo promesso che nelle mie riflessioni avrei affrontato un argomento di interesse per molti compatrioti. Questa volta le mie riflessioni assumono la forma di un messaggio (...). Ho detenuto la onorevole carica di presidente per molti anni (...). In precedenza ero stato primo ministro per 18 anni. Ho sempre esercitato la prerogativa di portare avanti l'opera rivoluzionaria con il sostegno di una immensa maggioranza della popolazione (...). Molte persone all'estero hanno pensato che la rinuncia provvisoria alla carica di presidente del Consiglio di stato che il 31 luglio 2006 ho lasciato nelle mami del primo vice-presidente, Raul Castro Cruz, era definitiva. Raul stesso (...) e altri compagni nella leadership del partito non erano propensi ad accettare che mi fossi privato delle mie funzioni (...). Preparare il popolo alla mia assenza psicologica e politica é stato il mio primo dovere dopo tanti anni di lotta (...). Il mio desiderio è sempre stato quello di fare il mio dovere fino all'ultimo respiro. Ai miei cari compatrioti che in giorni recenti mi hanno fatto l'immenso onore di eleggermi membro del parlamento, devo dire che non aspiro né intendo accettare - ripeto - che non aspiro né intendo accettare la carica di presidente del Consiglio di stato e comandante in capo (...) Ma questo non è un addio. Il mio unico desiderio è quello di combattere come un soldato delle idee. Continuerò a scrivere le mie 'Riflessioni del 'compadre Fidel'. Sarò un'altra arma dell'arsenale su cui sarete in grado di contare. Forse la mia voce sarà ascoltata. E io sarò attento.

Kosovo, Mosca avverte: stabilita' mondiale a rischio, conseguenze anche in relazioni con Ue

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2008

Kosovo indipendente: la reazione serba (corrispondenza di Ennio Remondino)

Vedi anche Kosovo, riconoscimento da Italia, maggioranza Paesi Ue e da Usa~ Kosovo, sul tavolo Ue il riconoscimento di Pristina. Mosca teme effetto domino e preme sull'Onu

Il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov ha ripetuto oggi nel corso di una telefonata al suo omologo americano Condoleezza Rice che la proclamazione d'indipendenza del Kosovo è " inammissibile" e che c'è un "pericolo" per la stabilità internazionale.

Di opinione contraria invece il ministro degli affari esteri britannico David Miliband. "Negare e aspirazioni d'indipendenza del popolo kosovaro sarebbe stato assai più pericoloso". Così in un'intervista odierna con la Radio BBC Four, nel corso della quale ha detto di considerare la secessione da Belgrado della ormai ex-regione serba a maggioranza albanese, una sorta di male minore: "Non dico che la situazione attuale sia priva di rischi. Ma penso che negare le aspirazioni dei kosovari avrebbe portato a una situazione assai più pericolosa".

L'Unione europea non ha espresso una posizione comune sul Kosovo, anche se quindici Paesi membri, tra cui i grandi - Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia - hanno dichiarato la loro volontà di riconoscere la nuova entità statale albanese. Al di là dei confini europei, gli USA hanno già riconosciuto il Kosovo, assolutamente contrarie Russia e Cina.

L'ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Wang Guangya, ha affermato che la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo può causare un conflitto e minare le stesse Nazioni Unite, e ha ribadito che il suo Paese è "profondamente preoccupato" della mossa unilaterale della provincia a maggioranza albanese.

Conseguenze anche in relazioni con Ue

Il rappresentante speciale del presidente russo Vladimir Putin per le relazioni con l'Unione europea, Sergei Yastrezhembsky ha affermato che il sostegno all'indipendenza col Kosovo porterà a "conseguenze" nelle relazioni tra Russia ed Europa.

Disordini ai confini. La polizia: grave escalation

Intanto aumenta la tensione nel Paese. I militari della Nato in Kosovo hanno ordinato la chiusura dei due varchi di confine con la Serbia nel nord e rafforzato la loro presenza nella zona, a causa della situazione di tensione "molto grave e in escalation" oltre la frontiera. A un posto di blocco è stato dato fuoco, nell'altro vi è stata un'esplosione.

I due varchi nel nord sono stati chiusi, a Janjine e a Leposavic, a causa della situazione molto grave che è in escalation in quei punti", ha spiegato all'Agenzia di stampa tedesca Dpa, Veton Elshani, portavoce della polizia.

La polizia si è completamente ritirata dalle postazioni, ha aggiunto Elshani. "Stiamo rafforzando nel nord del Kosovo dopo questi due incidenti. Abbiamo allestito posti di blocco nella zona e impiegheremo tutti i mezzi necessari per portare la situazione sotto controllo", ha confermato il portavoce della forza Nato, il colonnello Bertrand Bonneau.

Studenti serbi in piazza contro l'indipendenza

Oltre mille serbo-kosovari, per lo più studenti, sono scesi oggi in piazza a Mitrovica, una città maggioranza serba nel nord del Kosovo, per protestare contro la dichiarazione d'indipendenza proclamata due giorni fa.

Gli studenti, musica in testa, hanno sventolato bandiere serbe e anche qualche bandiera spagnola per sottolineare il rifiuto di Madrid di riconoscere il nuovo stato kosovaro.

Il Kosovo è la Serbia, dicevano i cartelli agitati dai manifestanti. I dimostranti potrebbero riunirsi ogni giorno da qui al 17 marzo, data delle violenze etniche anti-serbe del 2004, in cui morirono 19 morti e vi furono 900 feriti. "La lotta per la giustizia e la verità non è finita", dicevano altri manifesti.

Gli studenti hanno deciso che le dimostrazioni inizieranno alle 12.44 ogni giorno, a ricordare la risoluzione Onu 1244 che ha sancito la fine della guerra del 1998-1999, nella quale si prevedeva che il Kosovo sarebbe stato amministrata dall'Onu, ma sarebbe rimasta sotto la sovranita' serba.

Sarkozy insiste: via gli spot dalla tv pubblica, dallo Stato i soldi persi con la pubblicita'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2008

Ogni euro di pubblicità in meno per il servizio pubblico televisivo verrà compensato da un euro di fondi pubblici. E' la promessa di Nicolas Sarkozy per mantenere competitiva sul mercato la tv pubblica, espressa dal presidente all'Eliseo, nel corso della riunione di insediamento della "commissione per la nuova televisione pubblica".

Lo faremo nel 2009, ma anche a partire dal 2008, in funzione delle difficolta' che potra' incontrare France Televisions per raggiungere gli obiettivi pubblicitari in seguito alla riforma. "Ho chiesto al governo di valutare la possibilità di garantire a France Télévisions un aumento di capitale nel 2008", ha precisato il capo dello Stato.

Due le opzioni delineate da Sarkozy: "eliminare tutta la pubblicità fin dal primo gennaio 2009" o "prevedere una soppressione progressiva a cominciare dal 2009 eliminando la pubblicità dopo le 20". Il capo dello Stato ha chiesto ai membri della commissione di proporre nuovi finanziamenti per compensare la soppressione della pubblicità: "Esaminerete in particolare la messa in atto di una combinazione di risorse che include un contributo delle reti televisive private (...) e un contributo degli operatori di telecomunicazione".

La commissione voluta dal capo dello Stato sarà presieduta da Jean-Francois Cope', presidente del gruppo Ump all'Assemblea nazionale, e composta da parlamentari e professionisti del settore. Le conclusioni dei lavori sono attese per la fine del mese di maggio.

Ieri, il gruppo socialista all'Assemblea nazionale aveva fatto sapere attraverso il suo presidente che non avrebbe partecipato alla cerimonia di insediamento "della commissione Cope'" e che si "riserva la decisione sulla partecipazione ai lavori". "Non siamo stati consultati, né tantomeno informati della missione, della composizione e del perimetro di questa commissione", ha denunciato Jean-Marc Ayrault in un comunicato, in cui accusa l'Eliseo di aver improvvisato "in 48 ore la costituzione di un gruppo che ha il compito di definire il futuro del servizio pubblico audiovisivo". "Non accettiamo il modo in cui il Parlamento viene trattato", ha protestato Ayrault.

In realtà Sarkozy ha lanciato l'idea di una tv pubblica senza pubblicità già l'8 gennaio scorso: "Auspico che venga rivisto, profondamente, l'elenco dei compiti della televisione pubblica e che si rifletta sulla soppressione totale della pubblicità sulle reti pubbliche, che potrebbero essere finanziate da una tassa più alta sugli introiti pubblicitari sulle reti private e da una tassa infinitesimale sul volume d'affari dei nuovi mezzi di comunicazione, come l'accesso a internet o alla telefonia mobile", disse chiaro il capo di Stato.

Troppo violenza in tv: 37 violazioni, 42 sanzioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2008

C'é ancora troppa violenza in tv, specialmente nella cronaca nera dei tg e nei telefilm criminal-polizieschi, anche se migliora il sistema di avvertenze (bollini, farfalle, display) per le famiglie sull'idoneità dei programmi ai minori.

E' il bilancio a luci e ombre del Comitato per l'applicazione del Codice Tv e Minori (che diventerà presto Media e Minori) per il 2007, anno in cui sono state accertate 37 violazioni e adottate 42 sanzioni: 10 indirizzate alla Rai, 10 a Mediaset, 2 a La7, 12 alle tv satellitari, che compaiono per la prima volta nell'elenco dei 'cattivi', e 8 alle tv locali.

Tra i programmi finiti nel mirino del Comitato, Distraction e Dragon Ball di Italia 1, Buon pomeriggio di Canale 5, Domenica in (ma anche una replica di Rex in fascia protetta) su Raiuno, i telefilm di Raidue Ncis e Criminal Minds e, per Sky, diversi film vietati ai minori trasmessi in orario di 'televisione per tutti' (come The Eye e The Cell su Sky Cinema Max, Festen su Sky Cinema Mania, La coda dello scorpione su Raisat Cinema). "Nei confronti del satellite - sottolinea Emilio Rossi, presidente del Comitato - c'é ancora un difetto normativo. Ci sono infatti programmi che vanno in onda in chiaro e come tali sono da equiparare a tutte le altre trasmissioni; ci sono poi programmi ad accesso condizionato, per i quali sono previste forma normative più indulgenti a fronte di sistemi di parental control; infine ci sono i servizi on demand. E' necessario, quindi, un chiarimento di natura legislativa: il Testo Unico e la Gasparri rimandano a disposizioni particolari che però non ci sono, con tutto il rispetto per le delibere dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni" cui spetta irrogare le sanzioni in caso di violazione del Codice (nel 2007 sono arrivate a 200 mila euro).

Nel complesso, nel 2007 si è un po' attenuata "l'emergenza reality show" - sottolinea il Comitato nel consuntivo - ma si é accentuato il tema della violenza, al centro di almeno 23 delle 37 violazioni accertate. Una violenza fisica e psicologica, individuale o di branco, traumatizzante o cronicizzata, nella scuola, nei borghi come nelle metropoli, negli stadi, in famiglia, raccontata nei notiziari e nei programmi di approfondimento, nei quali il tasso di cronaca nera ha raggiunto livelli "che non possono essere trascurati", ma anche nei telefilm, in particolare statunitensi, dove spopolano camere per autopsie e assassini di bambini. Il Comitato plaude ai nuovi obblighi previsti dal Contratto di servizio Rai-ministero delle Comunicazioni (come l'estensione della fascia protetta dalle 16 alle 20 anziché fino alle 19, i limiti agli spot nei programmi per bambini, il divieto di diffondere trailer di film vietati in fascia protetta ma anche dalle 7 alle 9), ma sottolinea anche la necessità di promuovere ulteriormente la fascia protetta per assicurare "un'oasi a tutela dei ragazzi veramente garantita". All'inizio del suo sesto anno di attività, in vista della formalizzazione del nuovo Codice Media e Minori che dovrà dare omogeneità agli strumenti e alle regole di tutela dei minori anche nell'uso dei new media, il Comitato rivendica comunque di aver "contribuito ad accrescere la consapevolezza - sottolinea Rossi - dei problemi posti dalla tutela dei minori, svolgendo una meritevole azione di moral suasion. Prova ne sia il fatto che si è ormai radicato l'obbligo delle emittenti a dare notizia delle delibere a loro carico". Dal suo insediamento nel 2003, l'organismo ha preso in esame 1.881 casi di possibile violazione del Codice, instaurando 565 procedimenti e rilevando 200 violazioni. In via sperimentale, il Comitato avvierà presto una banca dati sul proprio sito (www.tveminori.it) con l'indicazione tematica di studi, ricerche, seminari, convegni, tesi di laurea sul rapporto ragazzi-media.

Casini: 'Il Pdl e' alla frutta, e' solo una destra populista'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2008

Era la prima riunione dopo la decisione di non aderire al partito del Popolo della Libertà. Una ventina di esponenti dell'Udc, tutti riuniti come la settimana scorsa in un albergo della Capitale a discutere sulla prossima campagna elettorale. Pier Ferdinando Casini ha ascoltato tutti, ha preparato i prossimi manifesti, ha deciso i gruppi di lavoro sul programma e ha parlato di possibili alleanze: "Noi - questa la linea - non inseguiamo nessuno, chiunque voglia far parte del nostro progetto è benvenuto".

Mentre con la Rosa bianca ancora ci sono margini per un'intesa, la strada per un accordo con l'Uduer sembra essere più impervia.

Abbiamo fatto una scelta politica e la difenderemo fino alla fine - ha poi sottolineato il leader centrista -, il Pdl è solo una destra populista in mano alla Lega, non si rendono conto della perdita che hanno causato. E' la perdita di governabilità.

Tante volte l'ex presidente della Camera ha rivendicato il merito per il suo partito di portare avanti una linea nell'interesse del Paese: "Il Pdl - ha osservato Casini con i suoi - è solo un cartello elettorale, senza di noi non riusciranno a governare perché verrà a mancare la cultura di governo".

Casini nella sua analisi ha lasciato poco spazio alle mosse di chi "è ormai è alla frutta. Se vogliono rubarci i voti - è stato il suo ragionamento - si sbagliano di grosso".

Gay: Onu;O.Romano,documento Francia annulla differenza sessi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano, attraverso un editoriale non firmato dell'Osservatore Romano, è tornato oggi ad attaccare aspramente la mozione promossa dalla Francia, firmata da 66 paesi, Italia inclusa, e presentata ieri all'Assemblea generale dell'Onu per depenalizzare l'omosessualità. Nel motivare il "no" della Santa Sede all'iniziativa, il giornale del Papa rimprovera al documento di avere come ultima finalità quella di annullare le differenze tra uomo e donna, di legittimare le unioni gay e di mettere a rischio persino la "libertà religiosa" di quelle fedi che si opponessero a tale disegno.

Considerazioni già ripetute quasi quotidianamente dalla Santa Sede nelle ultime settimane: ciò che stupisce è il tono di estrema durezza usato dall'Osservatore Romano, quasi un contro-canto rispetto alle parole diplomatiche con cui ieri, nel dibattito dell'Assemblea dell'Onu, il nunzio mons. Celestino Migliore aveva motivato il rifiuto della Santa Sede a firmare il documento proposto dalla presidenza francese: il Vaticano apprezza - aveva detto - l'iniziativa contro le violenze e le pene (talvolta persino la morte) inflitte agli omosessuali in alcuni paesi del mondo, ma teme che il testo si spinga troppo in là. "Il documento francese proposto alle Nazioni Unite non è un documento finalizzato, in primis, alla depenalizzazione dell'omosessualità nei Paesi in cui è ancora perseguita..." ma vuole in realtà promuovere "una ideologia, quella dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale", sentenzia oggi, senza troppe sfumature, l'Osservatore Romano. Certo, puntualizza, la "Chiesa Cattolica, basandosi su una sana laicità dello Stato, ritiene che gli atti sessuali liberi tra persone adulte non debbano essere trattati come delitti da punire dall'Autorità civile".

Tuttavia -avverte - nel documento francese si vuole promuovere l' "ideologia" della " identità di genere" e dello "orientamento sessuale", categorie "che nel diritto internazionale non trovano alcuna chiara definizione" e che la Santa Sede non può accettare. La differenza tra uomo e donna - incalza il giornale della Santa Sede - "si recepisce soltanto come un limite, piuttosto che come fonte di significato" e "si dà impulso al falso convincimento che l'identità sessuale sia il prodotto di scelte individuali, insindacabili e, soprattutto, meritevoli in ogni circostanza di riconoscimento pubblico. Si promuove, di conseguenza, un'idea sbagliata di parità, che intende definire uomini e donne secondo un'idea astratta di individuo".

La preoccupazione ribadita dall'Osservatore Romano, ed espressa due settimane fa dallo stesso mons. Migliore in un'intervista, è che "il tentativo di introdurre le citate categorie di discriminazione" si saldi con quello di "ottenere l'equiparazione delle unioni dello stesso sesso al matrimonio e, per le coppie omosessuali, la possibilità di adottare o "procrearé bambini". Nella risoluzione, il Vaticano - afferma il giornale del Papa - vede messi a rischio molti altri diritti umani, come la "libertà di espressione, oppure quella di pensiero, di coscienza e di religione"; alle fedi religiose potrebbe infatti venir impedito di "trasmettere il proprio insegnamento, quando ritengono che il libero comportamento omosessuale dei fedeli non sia penalizzabile, tuttavia non lo considerano moralmente accettabile".

Fisco, nel 2008 oltre 6.400 evasori totali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2008

ROMA - Redditi non dichiarati per 27,5 miliardi di euro e oltre 6.400 evasori completamente sconosciuti al fisco. Questi alcuni dei dati principali contenuti nel Rapporto annuale 2008 della Guardia di Finanzia e illustrato oggi a Roma dal Comandante generale Cosimo D'Arrigo in occasione della presentazione del calendario storico 2009 e delle nuove uniformi del Corpo. All'incontro, oltre ai vertici delle Fiamme Gialle, sono presenti autorità civili, militari e religiose.

I redditi evasi dagli oltre 6.400 evasori totali scoperti quest'anno dalla Guardia di Finanza ammontano a 8,8 miliardi di euro.

TERRORISMO: 15 FILONI INVESTIGATIVI IN CORSO - Con riferimento all'attività di contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale sono in corso 15 filoni investigativi in cui risultano coinvolti 121 soggetti". E' quanto ha reso il generale della Guardia di Finanza Giuseppe Dicanolo nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno del Corpo, illustrando il più significativi risultati conseguiti dalle Fiamme Gialle nel 2008.

Dalle indagini in corso nei confronti di 13 società finanziarie e 2.150 sub-agenzie collegate che hanno complessivamente trasferito all'estero 2,5 miliardi di euro, sono stati segnalati all'autorità giudiziaria nel 2008 690 indagati, 636 per abusiva attività finanziaria e 41 per il riciclaggio di 110 milioni di euro frutto di frode fiscale, contraffazione o traffico di stupefacenti. Le cifre sull'attività operativa della Guardia di Finanza nel 2008 sono state presentate oggi nel corso del tradizionale incontro di fine anno del comandante generale, Cosimo D'Arrigo, e dal generale Giuseppe Vicanolo comandante del Terzo reparto del comando generale.

D'ARRIGO, DA EVASIONE POSSIBILE RECUPERO 90 MLD - Dalla lotta all'evasione fiscale si possono recuperare 80-90 miliardi di euro, "una cifra grazie alla quale si potrebbero tranquillamente superare tutte le finanziarie e consentirebbe, quindi, di guardare al futuro con ottimismo". Lo ha affermato il comandante generale della Guardia di finanza Cosimo D'Arrigo nel corso della consueta conferenza di fine anno del Corpo durante la quale sono stati resi noti i dati della lotta all'evasione fiscale nell'ultimo anno. D'Arrigo ha aggiunto che "grazie a questa cifra a disposizione, il governo potrebbe adottare provvedimenti forti molto più incisivi di quelli attuali e così venire incontro anche alle esigenze delle finanze e dei mercati". D'Arrigo ha quindi evidenziato che dai dati a disposizione del ministero dell'Economia si stima, grosso modo, un'evasione fiscale pari a circa a 220-250 milioni di euro: e la cifra che lo Stato potrebbe recuperare da questo imponibile che viene sottratto al fisco, è vicina agli 80-90 miliardi di euro.

DENUNCIATE PER FRODE 7.400 PERSONE, +45% - Sono state oltre 7.400 le persone denunciate all'autorità giudiziaria per frodi fiscali penalmente rilevanti e si è rilevato un aumento dell'Iva evasa mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, pari a 2,3 miliardi di euro, superiore del 45% rispetto a quella scoperta nel 2007. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto annuale 2008 della Guardia di Finanza, illustrato oggi nel corso della consueta conferenza di fine anno dal generale Giuseppe Vicanolo, capo del III reparto del comando generale. I sequestri patrimoniali eseguiti in vista della confisca per l'equivalente ai fini del recupero dell'imposta, sono quest'anno 60 milioni di euro, ossia più del triplo rispetto al 2007. "Ciò significa - ha rilevato Vicanolo - che sta aumentando la certezza di applicazione delle pene a carico degli evasori di maggior allarme sociale".

L'IDENTIKIT DELL'EVASORE,DALLA COLF AL SUPERVIP

Il peso dell'economia sommersa, ossia dei casi di completa inottemperanza agli obblighi di presentazione delle dichiarazioni annuali, risulta anche quest'anno, anche se in calo rispetto al 2007 considerato l'annus horribilis, molto consistente, come emerge dal rapporto annuale diffuso oggi dalla Guardia di Finanza, con 6.414 evasori totali verbalizzati per 8,8 miliardi di euro di basi imponibili sfuggiti a tassazione. Ma esiste un'identikit dell'evasore tipo, cosa fa, dove vive? in verità non è facile, proprio perché è molto variegato. In basso c'é la colf che non dichiara nulla, praticamente imprendibile, mentre al top ci sono vere aziende fantasma, spesso intestate a nullatenenti, vere bestie nere dell'amministrazione pubblica. Ma c'é anche chi dichiara zero euro e risultata proprietario di imbarcazioni e immobili extralusso.

Ma i settori più interessati, spiega il generale Giuseppe Vicanolo, capo del terzo reparto Operazioni del comando generale del Comando Generale sono l'edilizia (2.230 casi), il commercio all'ingrosso e al dettaglio (1.580), le attività manifatturiere (680) ed il comparto immobiliare (640). Guardando più da vicino i dati delle singole regioni e mettendoli a confronto con quelli dell'anno scorso, emerge una considerazione oggettiva: vi è un calo generale del numero degli evasori totali nelle varie aree, pari in media al 24%, però quelli sottoposti a verifica nel 2008 hanno una consistenza economica superiore al passato, tant'é che la resa dei rilievi di quest'anno è superiore del 30% rispetto al 2007. Ciò significa che i piani di contrasto hanno incominciato a intaccare lo zoccolo duro delle migliaia di evasori sommersi. Allo stesso tempo quelli che scelgono di correre il rischio di incappare in controlli, ora evadono cifre molto più consistenti Emblematico il caso di Treviso scoperto dalle Fiamme Gialle a giugno: 20 trevigiani sono risultati, proprietari di barche da 600 mila euro, terreni, auto di lusso, appartamenti e ville. Dei 111 controllati 20 erano sconosciuti al fisco: di questi 11 hanno dichiarato un valore pari a zero euro, 14 invece quelli che posseggono da 2 a 11 appartamenti, ma c'é anche chi è risultato proprietario di 50 immobili a fronte di una dichiarazione dei redditi di poco superiore ai 5 mila euro annui.

Tra le verifiche è infine emersa la posizione di una persona, residente nella marca trevigiana, che ha trasferito all'estero oltre 500 mila euro per motivi non commerciali, mentre, per il fisco italiano, risulta essere, da sempre, un evasore totale. Sono tanti poi i titolari di grandi società, imprese, spa, case di moda, ma anche artisti, sportivi e vip a vario titolo che pur non essendo evasori totali sono finite nel mirino del fisco: anche due case di moda del livello di Dolce e Gabbana e di Ferragamo, accusate entrambe di evasione. E lo stilista Gai Mattiolo, il 5 dicembre scorso è finito in manette: l'accusa, per lui e il suo consulente,l'avvocato Giancarlo Tabegna (anch'egli ai domiciliari), è quella di bancarotta fraudolenta da oltre 1,5 milioni di euro. E sono sette i milioni di redditi non dichiarati dallo scultore e pittore colombiano Fernando Botero,accertati la guardia di finanza durante una verifica fiscale sui conti dell' artista, residente nel principato di Monaco, ma che vive e lavora a Pietrasanta dove è domiciliato da circa 30 anni.

Casa Bianca, a GM e Chrysler prestito di 13,4 mld

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2008

NEW YORK - Un pacchetto da 17,4 miliardi di dollari per assicurare a General Motors e Chrysler la sopravvivenza fino al 31 marzo 2009, a condizione che le due case automobilistiche portino a termine una vasta e profonda ristrutturazione che consenta di dimostrare la loro sostenibilità nel lungo termine. Il presidente George W. Bush evita in extremis una "bancarotta disordinata" di Detroit ma mette in guardia: se i costruttori non effettueranno "ora scelte difficili per divenire sostenibili e vitali, l'unica altra soluzione sarà la bancarotta".

Pur individuando nel piano di salvataggio "un'azione necessaria" per evitare conseguenze pesanti sull'economia, il presidente eletto Barack Obama avverte: "La pazienza americana" nei confronti di Detroit "si sta esaurendo". "La crisi finanziaria degli ultimi mesi ha aggravato i problemi dell'industria automobilistica - constata Bush - Se avessimo lasciato al libero mercato la possibilità di fare il suo corso, questo avrebbe quasi sicuramente portato a una bancarotta disordinata. Ma - aggiunge - lasciare collassare l'industria dell'auto non sarebbe stato responsabile". Il salvataggio di Detroit, l'ennesimo nel corso dell'anno da parte del governo americano, conferma il 'voltafaccia' di Bush che, in seguito alla recessione e alla crisi finanziaria in atto, è stato costretto - come ha lui stesso ammesso - a mettere da parte i suoi cavalli di battaglia, quelli sventolati di fronte alla comunità internazionale agli albori della crisi subprime per opporsi a una totale rifondazione del sistema finanziario: la libertà d'impresa e limiti all'intervento pubblico. E se finora l'amministrazione si era limitata a intervenire sui mercati finanziari (salvando fra gli altri Fannie Mae, Freddie Mac, Aig e Citigroup), ora con Detroit è stata costretta a farlo sull'industria reale aprendo così, secondo alcuni analisti, una strada pericolosa. Il piano di salvataggio dell'industria automobilistica prevede lo stanziamento di 13,4 miliardi di dollari subito (9,4 miliardi a Gm e 4 a Chrysler) e di altri 4 in febbraio, se la seconda tranche del Tarp, il piano salva-finanza da 700 miliardi di dollari, sarà sbloccata. Il segretario al Tesoro Henry Paulson ha già invitato il Congresso ad agire, sbloccando gli ulteriori aiuti. Paulson supervisionerà, per l'amministrazione Bush, agli aiuti dell'auto.

Obama, invece, dovrà individuare chi svolgerà all'interno del suo staff governativo tale compito. E al presidente entrante spetterà anche assumere le decisioni più difficili per il destino dell'auto americana. Entro i primi 100 giorni dal suo insediamento si troverà infatti a valutare la sostenibilità di Gm e Chrysler: il piano di salvataggio fissa infatti al 31 marzo 2009 il termine per il raggiungimento di determinati obiettivi e Obama si insedia il 20 gennaio. Pur avendo dichiarato di "non voler lasciare la patata bollente a Obama", Bush lascia di fatto al suo successore le scelte più difficili, paventando la bancarotta per le case auto se non ci sarà la necessaria riorganizzazione. Pur essendo la misura odierna "necessaria" - osserva Obama - "la pazienza degli americani" nei confronti di Detroit "si sta esaurendo": Gm e Chrysler a sfruttare la chance offerta per "riformare le cattive pratiche di management e per portare a termine una ristrutturazione di lungo termine". Assicurando che farà il possibile per evitare che siano i lavoratori a pagare il prezzo più alto della ristrutturazione, Obama precisa che valuterà se è necessario o meno rivedere alcuni dei paletti fissati per la concessione del prestito. Proprio il sindacato Uaw ha già fatto sapere che chiederà a Obama alcune modifiche, per evitare che i lavoratori paghino con "ingiusti sacrifici".

Il piano di salvataggio, infatti, prevede che Gm e Chrysler riescano ad allineare le retribuzioni dei propri lavoratori con quelle delle case automobilistiche straniere entro la fine di marzo. Vengono inoltre imposti limiti ai compensi degli executive, l'eliminazione dei jet aziendali, la sospensione del dividendo fino a quando il prestito sarà in essere. Il prestito del governo, inoltre, ha la precedenza assoluta sugli altri e potrà essere ritirato, e quindi interamente ripagato, se al 31 marzo Gm e Chrysler non avranno dimostrato la loro sostenibilità. Il Governo, secondo quanto stabilito, ha l'accesso ai libri contabili delle società e può bloccare ogni transazione superiore ai 100 milioni di dollari. Gm e Chrysler si dichiarano soddisfatte. "L'azione del Governo consente di salvare molti posti di lavoro", sottolinea l'amministratore delegato Rick Wagoner. "Rispetteremo gli impegni", sottolinea Chrysler che, oltre ai soldi del governo, riceverà 2 miliardi dal fondo Cerberus. Plaude ai fondi anche Ford, visto che "l'industria automobilistica è interdipendente".

Gb: nascera' prima bimba senza gene cancro seno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2008

ROMA - Nascere senza il rischio di ammalarsi di tumore al seno: è con questa particolarità che nascerà la settimana prossima, se tutto va bene, la figlia di una coppia inglese, 'geneticamente modificata' appositamente con tale obiettivo. A parlare di quella che sarà la prima bambina inglese e nel mondo a nascere senza il gene del cancro alla mammella (il Brca1) è il quotidiano inglese 'Daily mail'.

Un team di medici dell'university College Hospital è riuscito infatti ad analizzare gli embrioni della donna di 27 anni e selezionare quelli privi del gene incriminato. La coppia di coniugi voleva infatti eliminare il gene del cancro dalla loro linea familiare, visto che il marito ne è portatore e tre generazioni di donne nella sua famiglia (nonna, madre, cugina e sorella) hanno avuto diagnosticato questo cancro a 20 anni.

Ogni figlia da loro nata, senza questa procedura, avrebbe avuto tra il 50 e l'80% di ammalarsi di questo tumore. Secondo i medici questa procedura apre nuove speranze a migliaia di altre famiglie con numerosi casi di malattie genetiche devastanti.

Circa 1000 bambini sono già nati in Inghilterra, usando questa metodica per liberarsi della fibrosi cistica e la malattia di Huntington. Otto centri offrono questa possibilità alle coppie che presentano casi di malattie che si trasmettono di generazione in generazione.

Argentina: desaparecidos, sospesa la sentenza sulla liberta' dei militari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2008

BUENOS AIRES - La Corte di Cassazione argentina ha sospeso l'esecuzione della sentenza di ieri con la quale era stata disposta la libertà su cauzione di 17 militari responsabili delle repressioni durante l'ultima dittatura (1976-1983), in attesa di giudizio. Lo hanno reso noto fonti giudiziarie a Buenos Aires.

Secondo l'agenzia di stampa statale Telam, la decisione è stata presa dalla seconda sezione della Cassazione dopo l'esame di una memoria presentata dal pm Raul Plee in cui si sollecitava questa misura per poter presentare un ricorso straordinario contro le liberazioni alla Corte suprema. Da parte sua l'agenzia di stampa Dyn precisa che in questo la Cassazione ha aperto la via all'intervento della Corte suprema. La sentenza, approvata ieri con due voti contro uno, sosteneva che gli imputati avevano trascorso in carcere un periodo troppo lungo in attesa del processo ed avevano quindi diritto alla libertà dietro cauzione. Fra gli ex ufficiali della Scuola di meccanica della marina (Esma) che avrebbero potuto riacquistare la libertà vi erano Alfredo Astiz, detto "angelo biondo" o "angelo della morte", Jorge Acosta, detto El Tigre, e l'ex generale Ramon Diaz Bessone.

La Guardia di Finanza: 27,5 miliardi non dichiarati e oltre 6.400 evasori totali nel 2008

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/12/2008

Redditi non dichiarati per 27,5 miliardi di euro e 6414 evasori completamente sconosciuti al fisco. Sono alcuni dei dati dell'attivita' operativa della Guardia di Finanza nel 2008 illustrati nella conferenza stampa al Comando generale.

Nello stesso periodo, le Fiamme Gialle hanno accertato anche evasioni all'Iva per 4,3 miliardi e violazioni all'Irap per 19,4 miliardi, il 30% in piu' di tutto il 2007. I redditi evasi constatati nei riguardi dei 6414 evasori totali ammontano a 8,8 mld, con un aumento della resa media di ogni intervento, rispetto all'anno scorso , pari al 30%.

Parmalat, dieci anni di reclusione a Tanzi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2008

MILANO - I giudici del tribunale di Milano hanno condannato a dieci anni di reclusione Calisto Tanzi per la vicenda del crac Parmalat. I giudici hanno ritenuto responsabile Tanzi dei reati di aggiotaggio, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza, concorso in falso con i revisori. Inoltre l'ex patron di Collecchio è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena e condannato a risarcire in via provvisionale le parti civili. E' stato assolto solo per un capo di imputazione relativo al concorso in aggiotaggio con gli ex funzionari di Bank of America che sono stati assolti.

ASSOLTI ALTRI IMPUTATI TRANNE ITALAUDIT

Il tribunale di Milano ha assolto tutti gli altri imputati, tranne la società Italaudit, per il crac Parmalat. I giudici della prima sezione del Tribunale di Milano hanno condannato la società di revisione Italaudit (ex Grant Thornton) a una sanzione di 240 mila euro e hanno disposto la confisca di oltre 455 mila euro. Le persone assolte a vario titolo, o per prescrizione o perché il fatto non sussiste o perché non è previsto dalla legge come reato, sono tre ex funzionari di Bank of America, Luca Sala, Luis Moncada e Antonio Luzi, i tre ex consiglieri indipendenti Paolo Sciumé, Luciano Silingardi ed Enrico Barachini, e Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela.

RESPINTE DUE RICHIESTE DI PATTEGGIAMENTO

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano, prima di leggere la sentenza di condanna per Calisto Tanzi a dieci anni di reclusione per il crac Parmalat hanno respinto una richiesta di patteggiamento presentata da due imputati: Maurizio Bianchi e Lorenzo Penca ritenendo la pena patteggiata non congrua, disponendo quindi la separazione delle loro posizioni. Per un'altra decina di imputati è stata invece accolta la richiesta di patteggiamento a pene che vanno dai 5 mesi e 10 giorni ai 2 mesi.

BOFA: FRODE PERPETRATA DA DIPENDENTI SOCIETA'

Bank of America, con una nota, esprime la propria soddisfazione per la decisione del Tribunale di Milano di prosciogliere tre suoi ex dipendenti dall'accusa di aggiotaggio. "La decisione del Tribunale - spiega l'istituto di credito - stabilisce in modo inconfutabile che gli ex dipendenti della banca non hanno commesso il reato di aggiotaggio. Dopo oltre quattro anni di processo è emerso chiaramente che la frode Parmalat è stata perpetrata solo dai dipendenti della stessa società con l'assistenza di alcuni suoi revisori contabili". "Come le prove prodotte in giudizio hanno dimostrato - conclude la nota -, nessuno dei dipendenti di Bank of America sapeva, o era in condizione di sapere, della reale situazione finanziaria della Parmalat, che non fu rilevata neppure nel corso di indagini approfondite della Consob e di altre autorità pubbliche".

LEGALE LUZI: SENTENZA GIUSTA

Siamo molto felici e la consideriamo una sentenza giusta e rispettosa del diritto: lo ha affermato Jacopo Pensa, legale di Antonio Luzi, ex dipendente di Bank of America, assolto nel processo sul crac Parmalat. A un cronista che gli chiedeva se è possibile che Tanzi sia l'unico responsabile, l'avvocato ha risposto: "può essere così, ma certamente se l'ha fatto con altri, non l'ha fatto con chi è stato assolto questa sera".

PM GRECO: IMPIANTO RIMANE CONFERMATO

Non sembra turbato dalla sentenza di questa sera del Tribunale di Milano, che ha condannato il solo Calisto Tanzi e ha assolto gli altri imputati, il procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, il quale analizza la situazione nella sua complessità e ricorda come su 29 imputati complessivi almeno una ventina siano stati condannati o abbiano patteggiato. "Per quanto riguarda il capo d'imputazione riguardante Bank of America - spiega il procuratore aggiunto - è stata riconosciuta la prescrizione, peraltro modificata a seguito della legge Cirielli". Pertanto, per il magistrato, "l'impianto dell'inchiesta rimane confermato". Impugnerete la sentenza? "Vedremo le motivazioni e decideremo".

Fini: Villari si dimetta o va revocato

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/12/2008

E' opportuno e doveroso porre fine all'anomalia della presidenza di Riccardo Villari alla commissione di Vigilanza sulla Rai. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini durante la cerimonia per gli auguri di Natale con la stampa parlamentare. Fini ha aggiunto che la situazione va risolta "con le dimissioni di Villari o, se possibile, con la sua revoca".

Non vedo come non si possa prendere atto - spiega il presidente della Camera - di una situazione davvero anomala. La presidenza della Vigilanza per prassi va all'opposizione. Quando, per una scelta che non giudico, il presidente non esprime l'opposizione, ma viene dal gruppo misto, gia' questo dovrebbe indurre, come giustamente sta facendo il presidente Schifani, a trarre delle conseguenze. Da qui l'auspicio di Fini: "Si proceda in tempi solleciti con le dimissioni del senatore Villari. Oppure, se e' possibile, e il problema lo sta valutando il Senato, trovare una interpretazione per una revoca del mandato. Ma questa mi pare una strada abbastanza difficile. In ogni caso - ribadisce - e' opportuno e doveroso porre fine a questa anomalia".

La legge deve essere uguale per tutti

Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, di fronte alle inchieste giudiziarie di queste settimane "sono impropri i riferimenti a Tangentopoli". Spiega il presidente della Camera: "Oggi sono molti di piu' i cittadini che prima di dare per scontato quello che leggono dicono 'attendiamo'". Un atteggiamento che discende dal fatto che "oggi non c'e' una sola istituzione, fatto salvo il Quirinale, che non e' esposto al rischio della perdita della credibilita'. Il problema riguarda il Parlamento, riguarda la politica, ma anche la magistratura: oggi la credibilita' e' piu' bassa rispetto agli anni addietro".

E quindi, ragiona il presidente Fini, di fronte alle inchieste che coinvolgono la politica "la societa' italiana pretende da tutte le istituzioni che ci sia una serie di comportamenti volto a garantire il principio che la legge e' uguale per tutti".

Caso Englaro, il Parlamento deve legiferare

Il Parlamento non puo' sfuggire al dovere di legiferare su questi temi. Soprattutto quando la scienza sposta cosi' in avanti il proprio confine". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la cerimonia per gli auguri di Natale con la stampa parlamentare. "Il Parlamento - aggiunge - e' perfettamente conscio della difficolta' a cui va incontro, ma la legislazione va senz'altro aggiornata di fronte ai progressi della scienza". Alla domanda su cosa pensi della possibile ingerenza dello Stato nel caso di Eluana Englaro, Fini non risponde ma si limita a dire: "Ognuno poi, su questi temi, agisce secondo la propria coscienza".

Mercoledì 20 Febbraio 2008

Iran, dieci impiccagioni in un giorno. Dal 2008 sono 48 le esecuzioni capitali

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2008

Dieci persone sono state impiccate oggi in Iran per rapina a mano armata e omicidio, secondo quanto riferisce l'agenzia Fars. Sei uomini sono stati giustiziati nel carcere di Zanjan, nel nord-ovest del Paese, dopo essere stati condannati per una serie di rapine a gioiellerie nel bazar della città. Altri quattro, riconosciuti colpevoli di omicidio, sono saliti sul patibolo nel carcere di Evin a Teheran.

Le impiccagioni odierne portano ad almeno 48 il numero delle esecuzioni capitali dall'inizio dell'anno nella Repubblica islamica, dove la pena di morte è prevista per diversi reati, tra i quali l'omicidio, la rapina a mano armata, il traffico di droga, la violenza carnale, l'apostasia, l'adulterio e la 'sodomia'.

Nel 2007, secondo fonti di stampa, sono state 298 le esecuzioni capitali, un dato già in forte aumento rispetto alle 177 registrate da Amnesty International l'anno precedente. Molte sono state lo scorso anno le impiccagioni sulla pubblica piazza, ma con una decisione del 30 gennaio scorso il capo dell'apparato giudiziario, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, ha ordinato di procedere di regola con le esecuzioni in carcere, salvo casi espressamente autorizzati da lui stesso.

Cesa: Berlusconi capace di pugnalarti alle spalle

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2008

Il segretario dei centristi Lorenzo Cesa dice "Silvio Berlusconi e' una persona capace anche di gesti estremi, di darti magari una coltellata alle spalle, come dimostra l'esperienza di questi giorni". Lorenzo Cesa dice ancora del Cavaliere: "e' una persona su cui poter contare nel rapporto umano, meno in

politica". Il segretario dell'UDC prevede un buon risultato elettorale per il suo partito e non esita a dire "saremo determinanti in un futuro scenario, poi l'UDC parlera' con tutti e stipulera' accordi sulla base dei progetti che si intendono sviluppare". Le parole di Lorenzo Cesa non piacciono al coordinatore di FI Sandro Bondi che dice "da Cesa caduta di stile. UDC nel panico per scelta politica avventata".

Roma e la Sicilia agitano il centrodestra

Per la corsa al Campidoglio Giuliano Ferrara ha annunciato stamani che non accettera' la proposta di candidarsi a sindaco della Capitale. Il direttore del "Foglio" lo ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata a Gianfranco Fini ed a Gianni Alemanno in cui scrive: "Cari amici dal momento che siete orientati a non collaborare con la mia lista per la vita e contro l'aborto, vi prego di prendere nota della mia indisponibilita' ad accogliere la vostra offerta di candidarmi a sindaco di Roma". Il direttore del "Foglio" presenta anche la "lista dei magnifici dodici", la prima lista approntata per le elezioni politiche 2008. E' quella per il Senato a Roma e nel Lazio. "I primi sette candidati sono donne a vario titolo impegnate -dice Ferrara- nella battaglia per la tutela della vita", fra queste l'attrice Ilaria Occhini.

Acque agitate anche sulla Sicilia

Il PDL e' pronto a stringere un'alleanza con l'MPA di Raffaele Lombardo ed il leader degli autonomisti siciliani si e' detto pronto ad accettare il sostegno del PDL alla sua candidatura a Governatore dell'isola da contrapporre ad Anna Finocchiaro. La candidatura Lombardo non deve, pero', produrre 'divaricazioni' e quindi essere appoggiata anche dall'UDC. Ipotesi che fa arricciare il naso a Gianfranco Micciche' che dice: "La mia candidatura non e' ritirata -dice dopo aver incontrato Silvio Berlusconi- e le condizioni perche' cio' possa accadere non mi sembrano vicinissime. Non e' una questione che si risolvera' in giornata". Il sindaco dimissionario di Catania, Umberto Scapagnini, candidato a Palazzo Madama, dice che "l'accordo con il Movimento per l'autonomia sostanzialmente e' fatto" e prevede che "ci vorranno ancora un paio di giorni per mettere a posto tutti i pezzi del puzzle".

Ferrara non si candida a sindaco di Roma. De Mita lascia il Pd e contatta la Rosa bianca

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2008

Cari amici, dal momento che siete orientati a non collaborare con la mia lista per la vita e contro l'aborto, vi prego di prendere nota della mia indisponibilità ad accogliere la vostra offerta di candidarmi a sindaco di Roma. Con i migliori e pi- cordiali saluti, e con gli auguri per una buona e serena campagna elettorale. Ferrara dunque non si candida a Roma e lo fa scrivendo una lettera inviata a Gianfranco Fini e Gianni Alemanno.

Intanto Ciriaco De Mita annuncia di lasciare il Pd. "I criteri di selezione della classe dirigente del Pd fanno riferimento all'età e non all'intelligenza. Lo ritengo un insulto, quindi non vedo più le condizioni per parteciparvi". De Mita riferisce ai giornalisti il suo intervento al coordinamento nazionale del partito in cui ha annunciato di lasciare il progetto. "Io nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio", dice De Mita che aggiunge di aver parlato brevemente: "Il mio intervento è durato 27 secondi. Ho spiegato che la mia partecipazione alla costruzione del Pd è stata sempre accompagnata da preoccupazioni e dubbi".

E secondo fonti parlamentari, ci sono già stati contatti fra De Mita e i parlamentari de La Rosa Bianca, Bruno Tabacci e Mario Baccini, per valutare un possibile impegno e quindi la candidatura dell'ex segretario Dc nella neonata formazione di centro.

Il vice-ministro dell'Economia Vincenzo Visco rifiuta intanto la sua candidatura nel Pd e lo fa sempre con una lettera, inviata al segretario del Partito democratico Walter Veltroni. "La mia presenza in Parlamento non è decisiva", scrive il responsabile della politica fiscale che, dopo sette legislature passate in Parlamento, richiama invece l'attenzione su un gruppo di "giovani economisti interessati alla politica ed ai problemi del Paese". "Ritengo che la mia rinuncia alla candidatura - aggiunge Visco - possa (e debba) essere l'occasione per valorizzare e promuovere alcuni di questi giovani che gia' hanno dimostrato sul campo le proprie qualità".

Veltroni: i radicali decidano subito o sono fuori

Le condizioni restano le stesse: nessun altro apparentamento dopo quello con l'Idv. Dunque, se i Radicali accettano e sottoscrivono il programma del Pd ed entrano nelle liste bene, altrimenti non se ne fa nulla. Anche perche', il Pd non e' disposto ad attendere ancora. La campagna elettorale e' ufficialmente iniziata, chi c'e' c'e' chi non c'e' e' fuori.

Cesa: Berlusconi capace di pugnalarti alle spalle

Silvio Berlusconi? Una persona su cui poter contare nel rapporto umano, meno in politica. Come dimostra l'esperienza di questi giorni, e' capace anche di gesti estremi, di darti magari una coltellata alle spalle. Lo ha dichiarato questa mattina Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, in un'intervista a Klaus Davi che andra' in onda su Radio Monte Carlo.

La Germania riconosce il Kosovo, la Russia avverte l'Ue: illegale la missione a Pristina

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2008

Come ampiamente previsto, il governo di Berlino ha approvato il riconoscimento del Kosovo come stato indipendente. E così ha fatto anche l'Austria.

Aanche Italia e Gran Bretagna dovrebbero legittimare la nascita del nuovo Stato entro la settimana. Da Mosca, invece, nuova bocciatura: la missione civile dell'Unione europea in Kosovo - ha detto il portavoce del ministro degli Esteri russo, Mikhail Kamynin - è "priva di ogni fondamento legale".

Non sono entusiasta di quello che accade - ammette ai microfoni di Radio Rai, ospite di Radio Anch'io, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema - Tutto va governato con molta prudenza. Ma bisogna tenere conto che questa situazione non poteva durare per sempre: l'indipendenza del Kosovo è un esito inevitabile.

Il Kosovo -ricorda il ministro degli Esteri- non fa parte di fatto della Serbia sin dal '99, e' un protettorato internazionale, è l'unico territorio in Europa che sia sotto un protettorato delle Nazioni Unite. Fu deciso nel Consiglio di sicurezza che questa situazione non era sostenibile e si è trovata la strada di una indipendenza del Kosovo, però con limitazioni, con un controllo internazionale. Senza il veto russo, il Consiglio di sicurezza avrebbe approvato quel piano.

Poi, ricorda il vicepremier, "si è negoziato ancora per un anno, alla fine si è riscontrato che tutto il negoziato si era bloccato intorno a una questione di principio irrisolvibile": da una parte, la Serbia non era disposta a riconoscere l'indipendenza del Kosovo, dall'altra il Kosovo poteva fare concessioni solo sulla base dell'indipendenza.

D'Alema: 'Niente espropri tv, ma se il Pd vince cambieremo la legge elettorale'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2008

Il programma non prevede l'esproprio dei due reti a Berlusconi. A precisarlo è Massimo D'Alema ai microfoni di Radio Anch'io. "Nelle prossime ore - ha aggiunto - Veltroni presenterà il testo del programma sulla base del quale vuole governare il paese. Questo programma è stato sottoposto a Di Pietro che lo ha sottoscritto. La logica delle coalizioni rissose è alle nostre spalle, avremo un governo riformista che si muoverà sulla base di un programma agile, proprio perché non costruito su faticose mediazioni".

D'Alema torna anche su un altro argomento caldo, quello della legge elettorale. "Se il Pd vincerà, cambieremo questa legge orribile, voluta e difesa da Berlusconi". Il vicepremier definisce poi il possibile ritorno del Cavaliere al governo "un fatto di archeologia politica". Lo ha ribadito rispondendo ad un ascoltatore che si è definito berlusconiano, criticando chi lo accusa di essere un "sito archeologico".

Non è un fatto personale il mio - ha precisato D'Alema - io dico quello che dico in modo aperto. Fa parte della lotta politica poi ricevo insulti personali che sono quelli dei Gasparri, Bondi e compagnia."Ho parlato di archeologia politica - ha spiegato - perché Berlusconi è legato ad una stagione politica che è quella di Bush, dell'intervento unilaterale in Iraq. Oggi il mondo sta voltando pagina, si sta orientando verso una politica multilaterale e il ritorno al governo di chi è stato uno dei protagonisti di quella stagione è un fatto di archeologia politica".

Per il ministro degli esteri va fatta anche una legge per regolare il conflitto di interessi, "è nel programma, anche se le priorità sono altre, come il lavoro o il tema della sicurezza". All'obiezione che, pur con una maggioranza, il centrosinistra non ha fatto la legge, D'Alema ha poi detto: "E' difficilissimo fare una legge seria in questa materia, perché su questo punto c'è la massima opposizione di Berlusconi, che si occupa di tutto, ma di questo tema in modo particolare... In questa legislatura avevamo una maggioranza ristrettissima, completamente erosa al Senato". Quanto alla legge fatta dal centrodestra è "una finzione", "basti pensare - ha sottolinea il vicepremier - che mentre proibisce a Confalonieri di diventare presidente del Consiglio, lo consente al proprietario delle tv...".

Per 'errore' l'Fbi legge centinaia di mail

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2008

A causa di un banale problema tecnico, l'Fbi ha avuto accesso a centinaia di caselle di posta elettronica all'interno di una rete di computer, nonostante il giudice avesse dato il permesso di controllare solo un singolo indirizzo e-mail, nell'ambito di una indagine sulla la sicurezza nazionale.

I fatti risalgono al 2006. Funzionari dell'agenzia di intelligence si sono difesi incolpando il provider che, per errore, ha fornito loro le e-mail. Il materiale e' stato successivamente distrutto.

Come riportato dal New York Times, il caso e' un esempio di come funzionari del governo, nel raccogliere materiale confidenziale, spesso riescano ad aggirare i limiti loro imposti, violando la privacy dei cittadini americani. "E' inevitabile che cose come queste succedano, magari non tutte le settimane, ma e' comunque abbastanza comune" ha detto un funzionario di intelligence che ha chiesto di rimanere anonimo.

Il problema che non ha ricevuto alcuna attenzione nell'acceso dibattito al Congresso per il rinnovo della legge sulle intercettazioni di telefonate e e-mail dei sospettati di terrorismo. Un rapporto del 2006 stilato dal dipartimento di Giustizia ha rilevato oltre 100 violazioni della legge federale sulle intercettazioni nel corso dei due anni precedenti. Molte di queste sarebbero avvenute inavvertitamente e per motivi tecnici.

Benedetto XVI : è necessario il dialogo tra scienza e fede

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2008

E' necessario il dialogo fra scienza e fede. Ne è convinto il Papa che ritiene come sia

possibile "comprendere, spiegare e difendere le verità della fede alla luce della ragione umana" solo ricercando la "consonanza di tutte le verità, naturali e soprannaturali, che promanano da

un'unica e medesima fonte". Benedetto XVI lo scrive in una lettera per il settimo centenario della morte del grande filosofo e teologo francescano scozzese Giovanni Duns Scoto.

Dopo aver provato con vari argomenti, tratti dalla ragione teologica, il fatto stesso della preservazione della beata vergine Maria dal peccato originale - sottolinea Ratzinger - Duns Scoto era assolutamente pronto anche a rigettare questa persuasione, qualora fosse risultato che essa non fosse in sintonia con l'autorità della Chiesa. Per il Pontefice, Duns Scoto, ha saputo coniugare "la pietà con la ricerca scientifica" e cosi' "con il suo raffinato ingegno" è penetrato "nei segreti della verità naturale e rivelata e ne ha ricavato una dottrina

tale da essere chiamato 'Dottore Sottile', divenendo maestro e guida della scuola francescana, luce ed esempio a tutto il popolo cristiano".

Berlusconi: cittadini continuate a comprare. Veltroni: con che soldi?

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2008

Veltroni: "Solo Berlusconi può pensare che facendo degli spot si risolvono i problemi. Lui dice: "Consumate, consumate, consumate", ma le famiglie italiane non ha i soldi per comprare come dice il premier". Lo afferma il segretario del Pd Walter Veltroni, intervenendo

all'assemblea dei giovani democratici. Il leader del Pd cita l'esempio dei "precari che si

troveranno in mezzo ad una strada senza nessuna assistenza. In Italia - aggiunge - chi è precario e perde il lavoro infatti no ha nessuna garanzia da parte dello Stato. Quello che un tempo era lo sfruttamento del lavoro operaio, nella forma moderna è la persona di 35 anni che perde il lavoro e si ritrova per strada".

Chi ha un lavoro fisso - dice infine Veltroni - ha scritto tante cose sulla positività del lavoro flessibile che però può essere realizzato solo se tra un contratto ed un altro ci sono delle forme di garanzie chiare. Questo è un welfare moderno. Berlusconi: La crisi economica c'è ed è grave ma occorre reagire. Basta con questa canzone pessimistica" che arriva da piu' parti. "Questa crisi dipende anche da noi - ha detto Berlusconi - dobbiamo continuare con le nostre abitudini, continuare a fare acquisti". Silvio Berlusconi lancia il suo nuovo invito ai consumi dalla platea che si è riunita ieri a Fiera di Rho- Pero nel milanese per la cena natalizia organizzata dal Forza Italia. Agli italiani dice: continuate con le vostre abitudini di acquisto ed esorta gli imprenditori ad essere più coraggiosi, a rischiare, per aumentare le loro quote di mercato.

La Francia venderà armi al Brasile, tra cui un sottomarino nucleare

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2008

Il governo di Brasilia ha annunciato che il presidente francese Nicolas Sarkozy firmera' un accordo di vendita di armamenti nel corso della sua prossima visita in Brasile che prevede la costruzione di un sottomarino nucleare, il primo del Paese e dell'America Latina.

Sarkozy e' atteso a Rio de Janeiro lunedi' per partecipare al secondo summit Brasile-Unione europea. L'Agencia Brasil, l'agenzia di stampa governativa, ha riferito oggi che l'accordo prevede la costruzione di quattro sottomarini convenzionali e dello scafo del "primo sottomarino nucleare del Brasile".

Un secondo accordo prevede la costruzione di 50 elicotteri EC 725 da parte di Helibras Brasile, una controllata di Eurocopter, filiale del gruppo franco-tedesco Eads.

Berlusconi: questa non è democrazia. Troppe intercettazioni, riforma dopo Natale

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2008

Tutte le forze politiche, soprattutto dopo l'appello del capo dello Stato dei giorni scorsi, invocano

a gran voce la riforma della giustizia. Le differenze ci sono: c'è chi dice che prima si dovrebbe partire con norme per snellire il processo, come il presidente della Camera Gianfranco

Fini e chi, come il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, preferirebbe partire subito, invece, con la modifica costituzionale. Ma è innegabile che sul processo riformatore prospettato dai partiti giochi un ruolo anche il capitolo della questione morale, che si è aperto all'indomani dello tsunami giudiziario che ha coinvolto la giunta Jervolino a Napoli, tre parlamentari di Pd e Pdl, più giunte regionali e comunali abruzzesi.

E di questo sembra convinto anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che parla apertamente di un collegamento tra le due questioni. Secondo l'ex presidente della Camera, infatti, c'e' il rischio che "lo scatenamento" dell'azione giudiziaria che c'è stato contro il Pd sia forse dovuto "ad un tentativo di intimidazione che si fa contro questo partito rispetto ad una

possibile riforma della giustizia". Quindi aggiunge: "C'è un potere impazzito e davanti ad un problema come questo il tema della giustizia deve essere affrontato, non per fare un piacere

a Berlusconi".

Ma è proprio il premier che accelera e che ieri ha annunciato soddisfatto come il testo della riforma sia già pronto e che verrà presentato subito dopo Natale.

In collegamento telefonico con la cena di Natale di Fi a Rho il premier Silvio Berlusconi ha ricordato che la riforma della giustizia civile è stata già approvata dalla Camera e adesso si lavora alla riforma della giustizia penale.

Rivolgendosi ai presenti in sala, Berlusconi ha chiesto di alzare la mano a chi è sicuro di non avere il proprio telefono sotto controllo. "Questa non è democrazia - ha detto Berlusconi, - la prima cosa è la privacy, la riservatezza. Non è democrazia quando un cittadino teme di essere ascoltato. E ancora di più quando trova sui giornali le proprie dichiarazioni, anche quando non sono rilevanti". Il premier fa un riferimento, senza citarla direttamente, alla trasmissione di Santoro dove è andata in onda una l'interpretazione di una intercettazione.

Per Berlusconi la riforma della giustizia va fatta anche per fermare il corto circuito mediatico-giudiziario. Il presidente del Consiglio ha puntato il dito sui processi-fiction sul modello di quelli che vengono trasmessi ad Anno Zero. Il leader del Pdl ha definito una cosa assurda l'impostazione della trasmissione di Santoro.

Internet: Egitto, avaria per taglio cavi sottomarini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2008

IL CAIRO - Continua ormai da 24 ore il disservizio che crea l'impossibilità pressoché totale di comunicare via Internet tra Egitto, India, paesi del Golfo ed Europa, a causa dell'interruzione di 3 cavi sottomarini in fibra ottica che sarebbero stati tagliati per cause non ancora chiarite nel Mediterraneo, ad una decina di chilometri dal porto di Alessandria d'Egitto.

Secondo un comunicato del ministero delle comunicazioni e delle tecnologie informative, due dei tre cavi interrotti - Flag Global Network e Sea-Me-We4 - sono gli stessi che avevano avuto una avaria analoga nel gennaio scorso (non è mai stato accertato se per un incidente o un atto di sabotaggio), che provocò l'interruzione del servizio per diversi giorni. In quel caso la compagnia di gestione non chiese agli utenti il pagamento del canone di abbonamento per un mese. Una squadra di emergenza, rende noto il comunicato, è stata istituita dal ministro delle Comunicazioni, Tarek Kamel, che ha preso contatto con le società che gestiscono i cavi, per accertare quanto tempo sarà necessario per ripristinare il servizio.

Secondo una prima comunicazione, il problema doveva essere risolto, almeno parzialmente, per le 5 di stamani, ma il servizio via Internet continua ad essere sostanzialmente bloccato, con riflessi negativi anche su quello telefonico intercontinentale. Il ministero ha inoltre invitato gli utenti a non utilizzare Internet, fino a quando l'avaria non sarà stata riparata, per scaricare musica o video di intrattenimento, evitando in tal modo di ostacolare comunicazioni più urgenti e d'affari.

Giovedì 21 Febbraio 2008

Cuba: il Papa, la Chiesa operi per una riconciliazione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2008

di Fausto Gasparroni

L'AVANA - La Chiesa deve "seminare" nel tessuto asociale cubano "sentimenti di comprensione, misericordia e riconciliazione", contribuendo così a "migliorare l'uomo e la società". Il popolo di Cuba, però, come disse già dieci anni fa Giovanni Paolo II nel suo storico viaggio sull'isola, deve poter "spalancare la sua mente, il suo cuore e la sua vita a Cristo". A 48 ore dal ritiro di Fidel Castro - pur senza riferimenti diretti all'attualità politica - il messaggio inviato da Benedetto XVI ai vescovi cubani tramite il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone indica nei valori evangelici "un elemento vitale per la concordia e il futuro felice" di Cuba e sottolinea quanto la società locale abbia "bisogno" dell'azione della Chiesa, che "tende a fare il bene" e "a promuovere la dignità della persona".

La consegna ai vescovi cubani del messaggio del Papa ha caratterizzato la prima giornata della visita di Bertone a Cuba, nel decimo anniversario di quella di Wojtyla (21-26 gennaio 1998). Il Pontefice sottolinea che "l'annuncio del Vangelo di Cristo continua a trovare a Cuba cuori ben disposti ad accoglierlo", anche se "a volte, alcune comunità cristiane si sentono oppresse dalle difficoltà, dalla scarsità di risorse, dall'indifferenza o persino dalla diffidenza, che possono indurre allo sconforto". Dopo parole di incoraggiamento verso la comunità cattolica cubana, Benedetto XVI rimarca che "acquista grande importanza la missione che la Chiesa a Cuba svolge a favore dei più bisognosi", con "opere concrete di servizio e di attenzione agli uomini e alle donne di qualsiasi condizione, che meritano non solo di essere sostenuti nei loro bisogni materiali, ma anche di essere accolti con affetto e comprensione".

A proposito della visita di dieci anni fa di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI scrive che "ricordare dieci anni dopo quelle indimenticabili giornate per la Chiesa e il popolo cubano, vissute altresì sotto lo sguardo emozionato di tutto il mondo, é senza dubbio un dovere di gratitudine verso il mio venerato predecessore, e anche manifestazione di un ardente proposito di rinnovare l'autentico impulso evangelizzatore che egli ha lasciato profondamente impresso nel cuore di tutti". Il Papa, quindi, mutua le parole pronunciate proprio da Wojtyla il 24 gennaio '98 a Santiago de Cuba davanti alla Virgen de la Caridad del Cobre per auspicare che la nazione cubana sia ''una famiglia di fratelli e sorelle affinché questo popolo spalanchi la sua mente, il suo cuore e la sua vita a Cristo". La riunione di Bertone con i presuli all'Avana, presenti tra gli altri il cardinale arcivescovo della capitale, Jaime Lucas Ortega y Alamino, e il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici di Cuba (Cocc), mons. Juan Garcia Rodriguez, si è tenuta nella Casa sacerdotale San Juan Vianney, situata in una zona centrale del quartiere El Vedado che è stata chiusa al traffico dalle autorità. Il segretario di Stato ha auspicato che "la celebrazione dell'anniversario della visita di Giovanni Paolo II a Cuba, questa terra benedetta, contribuisca a dare un nuovo impulso alle relazioni fra lo Stato e la Chiesa cattolica a Cuba, affinché, in uno spirito di rispetto e di intesa reciproca, la Chiesa possa portare pienamente a termine la sua missione, strettamente pastorale e al servizio dei fedeli, con la necessaria libertà". Bertone ha anche assicurato ai vescovi che il Papa "conosce bene la situazione della Chiesa cubana, la conserva nel suo cuore e la tiene particolarmente presente nelle sue preghiere".

La giornata di Bertone a Cuba si concluderà con la celebrazione di una messa sulla piazza della cattedrale dell'Avana alle 19:30 locali (1:30 italiane di domani), a cui è prevista la partecipazione di migliaia di persone. La giornata di domani si aprirà con la messa nel Monastero delle Carmelitane, cui seguirà l'incontro con le claustrali, le monache carmelitane e domenicane, quindi l'incontro presso il Carmelo con la presidenza della Conferenza cubana dei religiosi e con i religiosi dell'Avana. Nel pomeriggio trasferimento a Santa Clara, dove sabato Bertone celebrerà la messa e inaugurerà il monumento dedicato a Giovanni Paolo II.

Papa, riceve il Rettore della Sapienza Guarini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il Papa riceve questa mattina il rettore dell'università La Sapienza Renato Guarini. Lo annuncia la sala stampa vaticana.

L'udienza avviene per la consegna a Benedetto XVI dei doni che l'ateneo gli avrebbe offerto se il Pontefice avesse partecipato all'inaugurazione dell'anno accademico, lo scorso 17 gennaio.

La visita del Papa fu annullata in seguito alle polemiche e le contestazioni suscitate dall'invito.

Attacco turco ai curdi lungo il confine con l'Iraq

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/02/2008

L'artiglieria turca ha aperto il fuoco questa mattina al confine turco iracheno menttre i jet di Ankara sorvolavano la zona.

L'attacco si e' concentrato nella zona di Sidakan, nella provincia di Ebril, ne da notizia l'Unione patriottica del Kurdistan, il partito del presidente iracheno Jalal Talabani.

Secondo la stessa fonte gli aerei militari turchi hanno anche sorvolato a bassa quota anche numerose altre localita', soprattutto nel Nord della vicina provincia di Suleimaniyah, spingendo numerose famiglie ad abbandonare le loro abitazioni per paura dell' imminenza di bombardamenti.

Al momento non si ha notizia di vittime. Una decina di giorni fa, il primo ministro turco Tayyip Erdogan si era impegnato a continuare a colpire in Iraq obiettivi del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan, indipendentisti curdi turchi). "Continueremo fino alla fine perche' la sicurezza del nostro popolo e' la nostra priorita' principale", aveva affermato.

Ankara ritiene che il Pkk sia responsabile della morte di circa 40.000 persone dal 1984, anno in cui ha cominciato la sua lotta armata per ottenere il riconoscimento di uno Stato curdo nel Sud-Est della Turchia.

Ue: crescita Italia quasi piatta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2008

La crescita dell'economia italiana sara "quasi piatta" nei primi tre mesi del 2008 (+0,1%) per poi riprendersi in maniera "graduale ma modesta" nei trimestri successivi (+0,2%, +0,3%, +0,3%), chiudendo l'anno con un +0,7%. E' quanto afferma la Commissione Ue nel rapporto in cui sono contenute le nuove stime sull'andamento del Pil dei principali Paesi dell'Ue.

L'attività economica in Italia - spiegano i servizi del commissario agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia - ha rallentato più che nel resto della zona euro nell'ultima parte del 2007, chiudendo l'anno all'1,8%, uno 0,1% in meno del previsto. Questo - si spiega - è dovuto anche a "fattori eccezionali, come gli scioperi di dicembre nel settore dei trasporti". Ma il dato 2007 avrà inevitabilmente ripercussioni sul 2008, "con le indicazioni disponibili per la prima parte dell'anno abbastanza negative". Anche l'inflazione resterà intorno al 3% nei primi mesi dell'anno, per poi attestarsi al 2,7% a fine 2008. Nel mirino di Bruxelles non solo il caro-benzina e gli elevati prezzi dei generi alimentari, ma anche "gli aumenti delle tariffe".

RIVISTA A RIBASSO CRESCITA ITALIA, +0,7% IN 2008

La Commissione Ue ha rivisto al ribasso la crescita dell'economia italiana nel 2008, portandola allo 0,7% dall'1,4% stimato nel novembre scorso. L'ultima previsione del governo, contenuta nel programma di stabilità, indica un +1,5%.

TAGLIATA STIMA PIL EUROLANDIA, +1,8% IN 2008

La Commissione Ue ha tagliato la stima di crescita di Eurolandia per il 2008, portandola dal precedente 2,2% all'1,8%. Rivista al ribasso anche la crescita del'Ue-27, che quest'anno sarà del 2% contro il 2,4% stimato lo scorso mese di novembre.

Secondo la Commissione Ue si sono dunque concretizzati i rischi già indicati nelle precedenti previsioni di novembre, legati alle turbolenze che ancora agitano i mercati finanziari, al timore di una recessione dell'economia statunitense e agli elevati prezzi dei beni. "L'Europa - spiega il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia - comincia chiaramente ad accusare l'impatto della crisi globale in termini di bassa crescita e di alta inflazione. Le capacità di resistenza sono per fortuna aumentate grazie alle riforme strutturali realizzate in questi anni e ai fondamentali solidi dell'economia europea. Ma nonostante ciò il modo migliore per fronteggiare le conseguenze della crisi è proseguire con le riforme e realizzare la mappa tracciata nell'Ecofin di ottobre", soprattutto sul fronte del rafforzamento delle finanze pubbliche.

INFLAZIONE ZONA EURO AL 2,6% IN 2008, ITALIA 2,7

L'inflazione di Eurolandia alla fine del 2008 si attesterà sul 2,6%. Lo prevede la Commissione Ue che ha cos' rivisto al rialzo la precedente stima del 2,1%. In Italia l'indice dei prezzi al consumo alla fine dell'anno sarà del 2,7%, contro il 2% stimato da Bruxelles nello scorso novembre e dal governo nel programma di stabilità. Nell'Ue-27 l'inflazione si attesterà al 2,9%, contro la precedente stima del 2,4%.

Bondi: 'Gli inquisiti fuori dalle liste' ma poi corregge il tiro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/02/2008

Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un'origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione dalle liste, soprattutto per un partito come il nostro dalla sua nascita ha sempre potuto vantare. E' una delle regole per la formazione delle liste elettorali contenuta in una lettera che Sandro Bondi, coordinatore di Fi, ha inviato ai coordinatori regionali del partito e ai membri del comitato candidature.

Nel corso del nostro primo incontro - scrive Bondi nella lettera - abbiamo delineato e concordato i criteri essenziali per la formazione delle liste elettorali. Fermo restando la decisione di riconfermare in linea di massima i parlamentari uscenti che abbiano lavorato con lealta' ed impegno in questa legislatura e riconfermando l'esclusione della candidatura per i consiglieri regionali e per i parlamentari europei, salvo per coloro che ricoprono responsabilita' politiche nazionali o svolgono rilevanti funzioni in questa campagna elettorale, ti invito - continua la lettera - a tenere in considerazione nella formulazione di nuove proposte del loro grado di rappresentativita' sul territorio locale di carattere locale o nazionale.

Per quanto riguarda la riconferma dei parlamentari uscenti e' necessario valutare il numero delle legislature ricoperte, il loro radicamento territoriale, l'impegno profuso a favore del partito specialmente in occasione delle grandi manifestazioni promosse in due anni di opposizione, con l'obiettivo - prosegue la missiva di Bondi - di favorire un necessario e naturale ricambio della nostra rappresentanza parlamentare, con particolare attenzione alle donne ed ai giovani.

Bondi: bozza non definitiva

Alcuni criteri per la formazione delle liste elettorali indirizzati ai coordinatori regionali di Forza Italia, e divulgati pubblicamente, sono in realta' contenuti in una bozza di lavoro provvisoria, elaborata come un contributo da presentare alla discussione con Alleanza Nazionale e gli altri partiti aderenti al Popolo delle Liberta', in occasione di un incontro fissato nei prossimi giorni, e quindi non hanno alcun carattere di definitivita'. Lo precisa il coordinatore di Fi, Sandro, Bondi.

Scoperta la piu' grande struttura di materia oscura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2008

ROMA - E' un'enorme ragnatela invisibile che si estende per circa 270 milioni di anni luce e che, se potesse essere vista ad occhio nudo, occuperebbe una parte di cielo grande quanto la luna piena: è la più grande struttura fatta di materia oscura mai scoperta, descritta sulla rivista Astronomy and Astrophysics da un gruppo di ricerca canadese e francese coordinato dall'Istituto di astrofisica di Parigi.

Il risultato è senza precedenti, una pietra miliare per l'astronomia, osserva uno degli autori dello studio, Ludovic Van Waerbeke, dell'università della British Columbia. Si tratta infatti di una conoscenza cruciale per comprendere la storia e il destino dell'universo, misurare tutte le sue componenti, sia la materia oscura che occupa il 20% del cosmo, sia quella visibile che occupa il 5% del cosmo.

Grazie alla fotocamera digitale più grande del mondo di cui é dotato il telescopio Canada-France-Hawaii Telescope (Cfht) sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, i ricercatori hanno analizzato migliaia di immagini per individuare gli effetti gravitazionali della materia oscura sulla materia visibile, chiamati effetti della "lente gravitazionale debole".

La luce che arriva sulla Terra da galassie lontane, mentre viaggia nello spazio, spiegano gli esperti, è deviata dalla materia oscura che, lasciando la sua impronta sulla luce delle galassie, si rivela attraverso la sua forza di gravità. L'elaborazione delle informazioni raccolte ha permesso di ricostruire la distribuzione della materia oscura in una porzione di universo larga 270 milioni di anni luce, ovvero 2.000 volte la Via Lattea, svelando una struttura filamentosa simile a un'immensa ragnatela e confermando così la recente teoria della "cosmic web", secondo cui tutta la materia dell'universo, visibile e oscura, è distribuita in modo da formare un'enorme ragnatela.

Il Csm: 'Il pm De Magistris ha violato le regole, con poco rispetto per le persone'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/02/2008

Ha violato "regole di particolare rilievo" e ha dimostrato "insufficienti diligenza, correttezza e rispetto della dignità delle persone". Per questo il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris è "incompatibile" con le sue funzioni, cioè non può più fare il Pm. E' quanto scritto nelle motivazioni con cui la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha trasferito il magistrato da Catanzaro e dalle sue funzioni.

Il trasferimento da Catanzaro, in particolare, è necessario - spiega la sezione disciplinare - per i rapporti che De Magistris ha con i colleghi della sede. Le sue "considerazioni hanno riguardato più magistrati in servizio a Catanzaro" e una testimone, nel corso del procedimento disciplinare, ha riferito che il pm "è stato un po' isolato dai suoi colleghi".

Ragioni che nell'insieme inducono a ritenere che la permanenza di De Magistris a Catanzaro "non favorisca il buon andamento dell'amministrazione della giustizia".

Il magistrato in particolare non ha rispettato la dignità della persone quando, nel decreto di perquisizione a carico del Pg di Potenza, Vincenzo Tufano e di altre persone, ha fatto riferimento a una relazione extraconiugale tra due magistrati lucani.

Iraq. Ex capo di Stato maggiore Jackson denuncia al Sunday Telegraph errori Usa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/12/2008

La violenza degli ultimi anni in Iraq e' stata "molto aggravata dal vuoto di sicurezza creato dalle decisioni raccapriccianti di Washington".

A sostenerlo e' il generale Mike Jackson, ex capo di Stato maggiore britannico, in un intervento sul Sunday Telegraph. Nel suo 'j'accuse' Jackson, che 2003 era capo dell'esercito, afferma che la strategia statunitense di eliminare in pratica tutti i membri del partito Baath di Saddam Hussein ha di fatto raddoppiato i tempi per arrivare al punto in cui la coalizione potesse cominciare a considerare l'ipotesi del ritiro. .

Secondo il generale, il sostegno iraniano ai combattenti sciiti ha "complicato ulteriormente lo scenario del dopo-guerra". Jackson ritiene che la campagna militare in Iraq abbia avuto

successo, ma e' molto critico nei confronti dei governi americano e britannico che, stando alla sua ricostruzione, non sono riusciti a "comprendere pienamente" la complessita' dell'Iraq e

creare un adeguato piano di ricostruzione.

L'euforia generata dalla caduta di Saddam, aggiunge Jackson, e' stata quasi subito

offuscata dall'uso della violenza da parte delle fazioni per obiettivi politici.

Sir Jackson descrive quello della coalizione come un "successo straordinario" che ha permesso anche il referendum sulla nuova costituzione irachena e le successive elezioni, e la creazione di

una nuova forza di sicurezza locale. I 136 britannici morti, conclude il generale, "non sono caduti invano perche' hanno sofferto per la nobile causa di un futuro migliore per l'Iraq e

per l'intera regione".

Recentemente il governo iracheno ha firmato un accordo con il governo di al Maliki secondo cui il ritiro dell'esercito statunitense alla fine del 2011

L'impegno di Tzipi Livni: ''Metteremo fine al predominio di Hamas a Gaza''

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/12/2008

Se Tzipi Livni sara' eletta nuovo primo ministro israeliano nelle elezioni anticipate del 10 febbraio prossimo, la fara' finita con il predominio di Hamas nella Striscia di Gaza, strappata con la forza un anno e mezzo fa dal gruppo radicale palestinese ai rivali nazionalisti di al-Fatah. E' l'impegno assunto oggi dall'interessata nel corso di una riunione con esponenti di Kadima, il partito centrista che lei stessa guida. "Lo Stato d'Israele, e un eventuale governo da me presieduto", ha affermato la signora Livni, attuale ministro degli Esteri, "faranno del rovesciamento del regime di Hamas a Gaza un obiettivo strategico. I mezzi per realizzare tale obiettivo", ha spiegato, "debbono essere militari, economici e diplomatici".

Due giorni dopo la fine ufficiale della tregua informale nella Striscia di Gaza, Israele si prepara a rispondere con un' offensiva ai lanci di razzi Qassam contro le comunita' israeliane nei pressi del confine. Stamattina altri cinque razzi sono caduti sul Negev occidentale e una persona e' rimasta ferita lievemente dalle schegge. E ancora, un jet israeliano ha colpito con un missile un lanciarazzi pronto a fare fuoco, senza fare vittime.