DEI RICCHI

2007 - Ottobre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/10/2007 * 09/10/2007 * 10/10/2007 * 12/10/2007 *

Lunedì 8 Ottobre 2007

Studio svedese: con i cellulari aumenta del 20% il rischio di tumore al cervello

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2007

Viene dalla Svezia l'ultimo allarme sull'uso dei telefonini. Secondo uno studio di due ricercatori, Lennart Hardell dell'università di Orebro e Kjell Hansson Mild di quella di Umea, usare il cellulare per più di 10 anni aumenta il rischio di sviluppare due tumori, il glioma e il neuroma acustico, nel lato del cervello dove si tiene l'apparecchio.

La ricerca, pubblicata dalla rivista Occupational Environmental Medicine, ha analizzato e unito i risultati di undici studi effettuati in tutto il mondo sull'insorgenza di tumori in persone che usano telefoni mobili (cellulari ma anche cordless) da più di dieci anni.

Il risultato è stato che l'uso prolungato aumenta del 20% la probabilità di contrarre un neuroma acustico, una formazione benigna che colpisce un nervo dell'orecchio, e del 30% quella di sviluppare un glioma, un tumore maligno che colpisce il tessuto nervoso del cervello.

Secondo lo studio è sufficiente un'esposizione di duemila ore, circa un'ora al giorno per dieci anni, per aumentare il rischio.

Ma il rischio potrebbe essere ancora maggiore - avvertono gli autori intervistati dal quotidiano inglese The Independent - perché dieci anni è il minimo periodo necessario a sviluppare un tumore. Non si può dire nulla sulle cifre che troveremo fra altri dieci anni, potrebbe esserci un aumento esponenziale dei casi, soprattutto fra i più giovani.

Secondo i ricercatori bisognerebbe rivedere gli standard di emissione per i telefonini, definiti "inappropriati e insicuri", e studiare i possibili legami delle radiazioni con altre malattie, come l'Alzheimer e diversi tipi di tumori.

Fantasmi alla casa bianca', Jenna Bush ha paura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2007

WASHINGTON - La Casa Bianca è piena di fantasmi. Lo sostiene Jenna Bush, figlia del presidente americano, che ha rivelato in una intervista di avere paura a dormire nella più famosa residenza degli Stati Uniti. Jenna Bush, che quando dorme alla Casa Bianca usa la stessa camera da letto a suo tempo abitata da Chelsea Clinton (situata non lontano da quella dei genitori), ha detto che la storica abitazione contiene "milioni di fantasmi" e di avere preso "più di uno spavento" nelle notti trascorse nella residenza della prima famiglia d'America.

"Ho sentito più volte i fantasmi. Non sto scherzando - ha detto in una intervista - Ho sentito musica d'opera provenire dal mio caminetto. Quando l'ho detto a mia sorella non mi ha voluto credere. Ma la settimana dopo la cosa si è ripetuta e stavolta c'era anche lei in camera con me. Ma stavolta si trattava di musica degli anni '50''. "Non mi piace parlare di queste cose - ha aggiunto Jenna, che è impegnata nel tour promozionale del suo primo libro - perché non voglio che la gente pensi che sono pazza".

La ragazza, che è fidanzata, ha inoltre rivelato che George W. Bush è un padre all'antica. "Quando sono andata in campeggio con il mio fidanzato mi ha chiesto se avevamo due tende separate - ha detto - E quando il mio fidanzato è ospite alla Casa Bianca dobbiamo dormire in camere separate".

Rimosso don Sante , il parroco 'ribelle'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2007

PADOVA - Il vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo ha emesso il decreto di rimozione di don Sante Sguotti dall'ufficio di parroco di Monterosso. Il provvedimento arriva dopo mesi di polemiche sul caso di don Sante che aveva dichiarato il proprio amore per una donna. Il provvedimento è stato consegnato in mattinata al sacerdote dal notaio di Curia, don Luciano Barin.

Il decreto ha effetto immediato e pertanto don Sante Sguotti ha l'obbligo di lasciare quanto prima (non oltre il 13 ottobre) la parrocchia e non può più esercitare le funzioni di parroco.Al sacerdote è stata inoltre revocata la facoltà di udire le confessioni e pertanto non può impartire validamente l'assoluzione sacramentale. Amministratore parrocchiale della parrocchia di San Bartolomeo di Monterosso è stato nominato don Giovanni Brusegan, delegato vescovile per l'ecumenismo e la cultura.

Afghanistan, giustiziati i killer della Cutuli e il rapitore della Cantoni

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2007

Fra i condannati alla pena capitale messi a morte oggi in Afghanistan ci sono anche Reza Khan, l'assassino della giornalista Maria Grazia Cutuli, e il rapitore della dipendente dell'Organizzazione non governativa Care International, Clementina Cantoni. Lo riferisce la televisione afghana.

La televisione di Stato afghana ha riferito che oggi sono stati messi a morte 15 detenuti (e non 18 cone detto in precedenza da altre fonti).

L'assassino della Cutuli è stato riconosciuto colpevole anche della morte dell'australiano Harry Burton, dello spagnolo Julio Fuentes e di un fotografo afghano Azizullah Haidari.

Il presidente iracheno alla Cnn: 100mila soldati USA a casa entro fine anno

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2007

Oltre 100.000 soldati americani potrebbero tornare in patria entro la fine del prossimo anno. Il presidente iracheno Jalal Talabani si trova da questa mattina alla Mayo Clinic di Rochester, negli Stati Uniti, dove sarà sottoposto ad accertamenti clinici. Ma prima, davanti alle telecamere della Cnn, ha provato ad azzardare un calendario molto più rapido per il ritiro delle truppe americane rispetto a quello in programma a Washington. Anche se, ha ripetuto, gli Usa potranno conservare alcune basi in Iraq, "almeno per un po' ".

Gli Usa hanno al momento 165.000 soldati in Iraq che dopo le pressioni della maggioranza democratica al Congresso il presidente Bush ha acconsentito a ridurre di 30.000 unità il contingente entro metà 2008. A questi tagli il segretario alla Difesa Robert Gates vorrebbe aggiungerne altri 20.000 entro gennaio del 2009.

Nell'intervista Talabani, curdo, si è espresso contro l'idea di un Kurdistan iracheno indipendente nel nord del Paese, perché i vicini non lo consentirebbero. Talabani si è detto invece a favore del piano, già esaminato dal Congresso americano, volto a dividere l'Iraq in tre regioni separate su base etnica e che rispondano tutte al potere del governo centrale. Per Talabani una divisione "morbida" dell'Iraq potrebbe prevenire la guerra tra sciiti, sunniti e curdi.

A "Late Edition" della Cnn Talabani, riferendosi al passaggio della risoluzione non vincolante da parte del Senato, che auspica per l'appunto l'avvio di un sistema federale in Iraq, ha aggiunto: "Ritengo che la risoluzione approvata dal Senato sia davvero molto buona. La risoluzione insiste sull'unita' dell'Iraq, sulla sicurezza dell'Iraq, sulla prosperità dell'Iraq e della riconciliazione nazionale e chiede ai nostri paesi di non intervenire negli affari interni dell'Iraq".

Il piano approvato dal Congresso chiede in definitiva che il governo centrale gestisca la sicurezza nazionale e la distribuzione dei proventi del petrolio tra le tre regioni.

Talabani ha confermato fiducia al premier, lo sciita Nuri al-Maliki, definito "un uomo pulito".

Morte al dittatore', tafferugli a Teheran

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2007

TEHERAN - Studenti che gridavano 'morte al dittatore!' prima di un discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad nel campus dell'università di Teheran si sono scontrati oggi con studenti sostenitori di quest'ultimo. "Presidente rivoluzionario, noi ti appoggiamo", hanno risposto i filo-Ahmadinejad, che hanno cominciato a spingere e contrastare gli oppositori, secondo quanto riportano giornalisti della Reuters presenti.

Ahmadinejad si trova all'Università di Teheran per parlare alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico, che è poi cominciata regolarmente, secondo quanto riferisce l'agenzia Isna. I tafferugli sono avvenuti prima dell'inizio dell'evento, quando, all'esterno, si sono fronteggiati giovani Basiji, cioé volontari delle milizie islamiche che sostengono il presidente, e i suoi contestatori.

I primi innalzavano cartelli su cui era scritto, tra l'altro: "Mettiamo al bando il Tahkim americano". Cioé il Tahkim Vahdat, che è la maggiore organizzazione riformista studentesca.

Dall'altra parte vi erano striscioni in cui si leggeva tra l'altro "Perché solo alla Columbia? Anche noi abbiamo domande da fare". Con riferimento ad una sessione di domande e risposte avuta da Ahmadinejad alla Columbia University di New York il mese scorso. Gli studenti riformisti hanno anche chiesto il rilascio di tre loro colleghi del politecnico Amir Kabir di Teheran, in carcere per il contenuto di pubblicazioni studentesche di cui erano direttori, e il ritorno di alcuni docenti allontanati negli ultimi anni.

Nei giorni scorsi in un comunicato il Tahkim Vahdat ha sottolineato le cifre di quelli che ha chiamato "i diritti calpestati degli studenti" nei due anni da quando Ahmadinejad é presidente: 43 organizzazioni e centri culturali studenteschi chiusi, 70 giovani attivisti arrestati e altri 550 convocati davanti ai comitati disciplinari delle Università. "Molti - aggiunge l'organizzazione - sono stati privati delle possibilità di istruzione".

Caso Dida, ora l'UEFA indaga anche sul Milan: perche' sostitui' il portiere?

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2007

Non solo Dida. Anche il Milan è coinvolto nell'inchiesta Uefa sul comportamento del numero 1 rossonero nella partita di Champions' League contro gli scozzesi del Celtic, quando il brasiliano sembrò esagerare la portata di un'invasione di campo con 'contatto' con un tifoso.

E' la stessa Uefa, attraverso l'ufficio stampa, a precisare che il club rossonero è finito nell'indagine perché ha sostituito il portiere, uscito dal campo in barella dopo essere stato toccato da un tifoso scozzese entrato sul terreno di gioco al gol-vittoria del Celtic.

L'inchiesta ha per obiettivo di stabilire - ha spiegato l'Uefa - se il fatto di sostituire Dida è contrario all'articolo 5 del nostro regolamento disciplinare. Il Milan avrebbe potuto osservare un comportamento non conforme alla lealtà sportiva.

L'articolo 5 del regolamento disciplinare stabilisce che "le associazioni affiliate, i club e i loro giocatori, funzionari e tesserati, devono comportarsi secondo i principi di lealtà, integrità e sportività". L'Organo di Controllo e Disciplina Uefa si occuperà del caso l'11 ottobre.

Venerdì scorso la Uefa aveva annunciato di aver aperto un procedimento disciplinare contro il Celtic per mancanza di organizzazione e condotta impropria dei propri tifosi durante la stessa gara.

Uefa apre procedimento disciplinare su Dida

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2007

NYON - La Uefa ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del portiere brasiliano del Milan Nelson Dida, dopo la sua uscita dal campo in barella al termine di Celtic Glasgow-Milan di Champions League di mercoledì scorso. La confederazione europea del calcio aveva già chiesto chiarimenti al Milan sul comportamento del portiere, crollato a terra al 93' dopo esser stato lievemente toccato da un tifoso scozzese entrato in campo al gol vittoria del Celtic.

Il procedimento, si legge sul sito dell'Uefa, è stato aperto sulla base dell'articolo 5 comma 1 del codice di disciplina, che obbliga "le sue federazioni affiliate, i club, giocatori e dirigenti ad attenersi ai principi di lealtà, integrità e sportività". Il caso Dida sarà esaminato dalla Disciplinare Uefa giovedì prossimo, 11 ottobre. Nello stesso giorno sarà esaminato il procedimento nei confronti del Celtic: il club scozzese è accusato di mancanze nell'organizzazione e di cattiva condotta dei suoi tifosi.

DEL PIERO: MI SPIACE PER L'ESCLUSIONE

Mi dispiace di non fare parte del gruppo azzurro per Italia-Georgia. Alessandro Del Piero ammette sul suo sito la delusione per non essere stato convocato in Nazionale. Comunque, sportivamente, aggiunge: "In bocca al lupo Italia!". Il fantasista juventino parla poi del pareggio di ieri con la Fiorentina: "Torniamo con un pareggio da Firenze, piazza storicamente difficile per la Juventus, con un pizzico di rammarico visto che eravamo ad un passo dal bottino pieno". "Avevamo approfittato della poca lucidità e stanchezza della Fiorentina (é dura giocare le Coppe) - sottolinea - disputando una gara attenta e volenterosa. Una volta in vantaggio non siamo riusciti a sferrare il colpo del ko ed al penultimo assalto viola abbiamo subito il pareggio".

ROSSI, ORA NON PRENDETEVELA CON MUSLERA - ''Ora non prendetevela con Muslera, sarebbe ingiusto...''. Sembra quasi un accorato appello quello di Delio Rossi dopo la bruciante sconfitta rimediata con il Milan. E pensare che la Lazio tre giorni fa aveva bloccato il Real Madrid, invece adesso si sta parlando di una disfatta che potrebbe fare molto male ai biancocelesti. ''Non mi deprimo - ha detto Rossi -, sono uno che e' abituato a combattere e lo faro' anche questa volta. Quindi non sto qui a deprimermi, come non mi sono esaltato quando abbiamo bloccato il Real''.

Prova a spiegare i motivi di una batosta cosi clamorosa il tecnico laziale, ma le parole non gli vengono facilmente. ''E' una brutta sconfitta dalla quale pero' possiamo subito ripartire'', e' il suo pensiero. ''Abbiamo fatto fatica ad accorciare - ha puntualizzato - perche' arrivavamo quasi sempre secondi sul pallone, nel primo tempo abbiamo fatto degli errori che abbiamo pagato a caro prezzo, poi nella ripresa non c'e' stata partita''. ''Forse non siamo abituati a giocare ogni tre giorni - ha aggiunto -, il Milan invece si'. Peruzzi al Milan? Angelo fa parte di noi ma ha deciso di smettere. Per noi e' stata una grossa perdita''. Una cosa che ha dato fastidio ai tifosi e' stata l'uscita di Lotito dopo il gol del 4-1.

Qualcuno dalla tribuna gli ha detto di tutto, ma il presidente stava male per un attacco di broncopolmonite e ha deciso di andare via. Muslera, protagonista in negativo della serata si e' fermato a parlare, spiegando il proprio punto di vista: ''Non sono responsabile - dice il portiere uruguayano -. O meglio, ho sbagliato ma come ha fatto tutta la squadra. Sono uno forte che riparte subito senza problemi, anche perche' non e' la prima volta che subisco cinque gol''. Dalla delusione di casa Lazio si passa all'euforia del Milan tornato alla vittoria in modo roboante proprio contro la Lazio. ''Era una partita molto delicata e difficile - ha detto Carlo Ancelotti -, la vittoria modifica la serenita' dell'ambiente e dopo la sosta ci presenteremo con un nuovo spirito''. Dalle parole si capisce chiaramente che e' piuttosto soddisfatto il tecnico del Milan. ''L'inizio e' stato un po' timoroso da parte nostra - ha detto l'allenatore dei rossoneri -, poi abbiamo segnato ed e' andato tutto bene. Abbiamo avuto un'ottima gestione del vantaggio, alternando possesso palla e gioco in profondita'. E' stata una settimana delicata, ma non impossibile da vivere. Dida? Non abbiamo mai pensato ad un avvicendamento, resta un grande portiere''.

Sulla stessa lunghezza d'onda Adriano Galliani che afferma: ''Chi pensava che sostituiremo Dida, ci rimarra' male perche', nella buona e cattiva sorte, il ragazzo restera' al Milan. E non ci sara' nessun avvicendamento''. Per l'amministratore delegato del Milan pero' non e' questo l'argomento che gli sta piu' a cuore. ''Al telefono ero con mio figlio - ha detto - che mi spiegava che i due rigori erano netti. Purtroppo ci sono stati tanti errori e sempre contro di noi. Non capisco, sono cose strane che stanno accadendo da un po' di tempo, ma noi siamo pronti a ripartire e a lottare per lo scudetto. Ci vuole rispetto per una squadra come il Milan''.

Prodi in Kazakistan: su Eni si trovera' accordo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2007

ASTANA - L'impostazione con la quale le autorità del Kazakistan stanno portando avanti la trattativa con l'Eni sono "estremamente positive e sono uno strumento per trovare in futuro un accordo".

Lo ha detto il premier Romano Prodi, oggi ad Astana al termine di un lungo colloquio con il presidente Nursultan Nazarbayev. "Credo ci sia un quando di riferimento costruttivo e utile", ha aggiunto il premier mostrando un cauto ottimismo".

NOSTRO INTERVENTO SARA' SOLO DI BENEDIZIONE - La trattativa è in corso, la si sta portando avanti a livello tecnico, e "credo che il nostro intervento sarà solo di benedizione e approvazione". Ha sostenuto il premier ad Astana parlando del duro contenzioso in atto tra l'Eni e le autorità Kazake. "Quando e se sarà necessario potremo intervenire, ma perora c'é proficuo spazio" di trattativa. Ciò detto, il presidente del Consiglio ha sottolineato dinon poter dare una tempistica per il raggiungimento dell'accordo: "E' chiaro che i tempi e le condizioni sonosoprattutto nelle mani del Kazakistan". Le autorità kazake hanno ribadito punto per punto le loro condizioni ma l'Eni, ha sottolineato Prodi, "é pronta ad interagire e a prendere in considerazione queste condizioni per continuare così una lunghissima e proficua collaborazione in Kazakistan".

NAZARBAYEV, PROBLEMI MA CONTINUEREMO A LAVORARE - Esistono "dei problemi, delle domande" sul contratto dell'Eni in Kazakistan, problemi che l'Eni "capisce" per cui "continueremo a lavorare insieme". Lo ha assicurato oggi ad Astana il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev al termine di un lungo colloquio con Romano Prodi nel quale si è parlato del contenzioso con il governo kazako.

Si continuerà a trattare sino alla fine, ma non vedo dei problemi perché penso che lo stato deve rispettare le proprie regole ed ogni impresa privata i propri contratti. Ha detto Nazarbayev, sottolineando che l'Eni prese il contratto del gigantesco giacimento di Kashgan dieci anni fa "con l'appoggio del governo kazako" godendo di stima e conoscenza. Ma da allora sono sorti "problemi e domande" e l'Eni ha presentato un nuovo budget rimandando l'avvio dell'estrazione. "Quindi noi abbiamo perso molti dei soldi previsti", ha detto ancora il presidente. "Se gli amministratori violano il contratto firmato la parte kazaka ha il diritto di agire secondo la legge kazaka e penso che l'Eni ciò lo capisce", ha spiegato rispondendo alle domande dei giornalisti".

SCARONI, SPERO CHIUSURA TRATTATIVE ENTRO 2007 - "Daremo un budget a fine anno, ma non è mio: è del consorzio e potrebbe essere diverso". Così l'Ad di Eni, Paolo Scaroni, sul budget riferito ai campi petroliferi kazaki di Kashagan. Interrogato sui tempi della trattativa in corso con il governo di Astana, Scaroni che precedentemente aveva detto di attendersi una trattativa non breve, si è augurato di poter chiudere "entro la fine dell'anno", un tempo che definisce "ragionevole".

Rimosso don Sante , il parroco 'ribelle' (seconda versione)

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/10/2007

PADOVA - Finora l'ha chiamata pubblicamente Laura, come l'ispiratrice del Petrarca che nel padovano aveva casa, ma il nome della donna di cui don Sante Sguotti, ex parroco della chiesa di San Bartolomeo di Monterosso (Padova), non ha rinnegato l'amore - dichiarandolo anzi ai parrocchiani che tuttora gli sono vicini - è un altro. Quel nome fa parte del privato di questa coppia, nella quale don Sante Sguotti non si comporta farisaicamente come il Mastroianni de "La moglie del prete", interpretata da Sophia Loren. Il suo amore per Laura, anzi, sarebbe coronato dalla presenza di un bambino, che oggi ha un anno.

L'"outing" che gli è costato la rimozione con effetto immediato dall'ufficio di parroco ha motivi che per il momento il sacerdote non ha spiegato compiutamente. Don Sante ha annunciato però che parlerà nel corso di una conferenza stampa indetta per mercoledì prossimo, a mezzogiorno, in una casa di Lovertino (Vicenza). Un'abitazione di sua proprietà, nella quale Laura vivrebbe da tempo, assieme al figlioletto. Per lasciare la casa parrocchiale di Monterosso, dove ha finora vissuto, don Sante ha tempo fino a sabato prossimo. Al sacerdote rimosso è stata anche revocata la facoltà di udire le confessioni, pertanto non può impartire validamente l'assoluzione sacramentale.

Nel frattempo c'è stata una stretta di mano tra il parroco uscente, che ha passato la giornata in parrocchia a riordinare gli effetti per il passaggio di consegne, e il nuovo amministratore parrocchiale di San Bartolomeo, don Giovanni Brusegan, delegato vescovile per l'ecumenismo e la cultura, che ha celebrato la sua prima messa in una chiesa quasi deserta. Nominato dal vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo, don Brusegan ha reso noto che non si trasferirà a Monterosso, ma cercherà di conciliare gli impegni presso la Diocesi di Padova con quelli della nuova parrocchia. "Cercherò di valorizzare al massimo il lavoro che ha fatto fin qui chi mi ha preceduto", ha detto. Da parte sua, don Sante ha scritto una lettera ai parrocchiani, che incontrerà stasera a cena in un ristorante della zona. Fa appello alla loro coscienza per decidere in modo collegiale, con tutta la comunità religiosa di Monterosso, l'eventuale ricorso al decreto di rimozione da presentarsi entro dieci giorni alla Congregazione del Clero.

Almeno 65 morti in scontri sul confine tra Pakistan e Afghanistan

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2007

Violenti combattimenti sono in corso al confine tra Pakistan e Afghanistan gli scontri sono concentrati nella zona del Waziristan del Nord, una delle aree tribali semi-autonome del Pakistan nord-occidentale.

Negli scontri tra truppe regolari e milizie dei clan locali, alleati dei Talebani afghani e di 'al-Qaeda', hanno infatti perso la vita almeno 65 guerriglieri,

falcidiati dai bombardamenti aerei, dalle cannonate degli elicotteri d'assalto e dal martellamento delle artiglierie pesanti, che hanno appoggiato la controffensiva della fanteria.

Lo hanno riferito testimoni oculari, e il computo aggiornato delle vittime è stato poi confermato dalle forze di sicurezza pakistane. Il numero dei soldati uccisi rimane invece fermo a venti. La battaglia era iniziata nella tarda serata di sabato, quando i ribelli avevano assaltato un convoglio governativo nei

pressi della localita' di Mir Ali, per poi estendersi alle zone limitrofe.

Martedì 9 Ottobre 2007

Sono 50mila i sacerdoti sposati. Ogni anno 300 richieste di dispensa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2007

Il celibato non e' un dogma. E "la crisi delle vocazioni potrebbe indurre la Chiesa Cattolica ad aprire ai sacerdoti sposati" che sono oltre 50 mila nel mondo, di cui almeno 8 mila in Italia. Queste due ammissioni, fatte dal nuovo prefetto della Congregazione per il clero, il cardinale brasiliano Claudio Hummes, hanno suscitato recentemente grandi speranze circa una possibile "apertura" di Papa Ratzinger su questo tema.

Tanto che don Giuseppe Serrone, leader dell'Associazione dei preti sposati lavoratori e portavoce italiano di mons. Emanuel Milingo, si e' affrettato a indicare una una via di soluzione: "l'estensione delle stesse prerogative concesse dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1980 ai ministri sposati della Chiesa Episcopale degli Usa, accolti nella piena comunione della Chiesa cattolica e ammessi come sposati al ministero presbiterale". Ma lo spiraglio, se mai si era davvero aperto, si e' subito richiuso: in una riunione, appositamente convocata, Papa e capi dicastero hanno anzi "riaffermato il valore della scelta del celibato sacerdotale secondo la tradizione cattolica', cosi' come 'e' stata ribadita l'esigenza di una solida formazione umana e cristiana, sia per i seminaristi che per i sacerdoti gia' ordinati".

Intanto l'esodo continua: ogni anno le richieste di dispensa dagli obblighi sacerdotali sarebbero circa 300. Con la novita' di un aumento considerevole del numero delle richieste di ex sacerdoti rimasti vedovi che chiedono di rientrare: in 30 anni sono stati 11.213 ad essere riammessi, secondo uno studio pubblicato dalla Civilta' Cattolica. I dati della rivista dei Gesuiti, prendono in considerazione i 69 mila sacerdoti che dal 1964 al 2004, hanno lasciato il ministero. In media, l'abbandono avviene dopo 13 anni di sacerdozio e riguarda preti ordinati a 28 anni. "La maggior parte delle richieste di dispensa e' dovuta - scrive Civilta' Cattolica - a situazioni di instabilita' affettiva, insieme ad altri fattori che finiscono per rendere la situazione di molti sacerdoti quasi irreversibile, ma non mancano casi di crisi di fede, di conflittualita' con i superiori o di difficolta' con il Magistero, depressioni e gravi limiti caratteriali".

La legge del celibato (istituita nel secondo millennio e solo per la Chiesa di rito latino) e' stata intrepretata in modo particolarmente rigido da Papa Wojtyla, che ordino' dopo la sua elezione una "stretta" nella concessione delle dispense, necessarie agli ex sacerdoti per contrarre matrimonio senza essere in peccato mortale.

Deve essere evitata - aveva chiesto - ogni leggerezza che diminuendo il significato del sacerdozio, il carattere sacro dell'ordinazione e la gravita' degli obblighi precedentemente assunti, puo' certamente provocare un gravissimo danno e costituira' certamente anche una triste sorpresa e uno scandalo per molti fedeli'. In questa linea 'la causa della dispensa va dimostrata con argomenti efficaci per numero e solidita. Ed 'affinche' le cose procedano con serieta' e sia tutelato il bene dei fedeli, la stessa attenzione - aveva stabilito il Papa polacco - suggerira' che non vengano prese in considerazione quelle domande che si presentassero con sentimenti diversi dall'umilta".

Tutto questo, pero', doveva essere osservato da vescovi e Curia Romana "senza dimenticare i doveri della loro paternita' spirituale verso tutti i loro sacerdoti, specialmente verso quanti si trovano in gravi difficolta' spirituali". L'esortazione era in definitiva a "far tutto il possibile nel Signore per riportare il fratello vacillante alla tranquillita' dello spirito, alla fiducia, alla penitenza e a riprendere il primitivo fervore, offrendo aiuto, secondo i casi, con i confratelli, gli amici, i parenti, i medici e gli psicologi". Le norme decise da Giovanni Paolo II sono ancora pienamente in vigore, ma la Chiesa di Benedetto XVI le applica oggi con maggiore indulgenza.

Parisi: 255 militari all'estero ammalati di tumore, 37 i morti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2007

Secondo i dati della Direzione di sanita' militare, "sono in totale 255 i militari che hanno contratto malattie tumorali e che risultano essere stati impegnati all'estero nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq e in Libano nel periodo 1996-2006. Di questi militari, 37 sono morti". Si tratta di 161 militari dell'Esercito, 47 della Marina, 26 dell'Aeronautica, 21 dei Carabinieri. E' quanto ha riferito il ministro della Difesa, Arturo Parisi, alla commissione Uranio impoverito del Senato. Nello stesso periodo, ha detto Parisi, hanno riscontrato malattie tumorali 1.427 militari che non sono mai stati impiegati nelle missioni all'estero.

Sull'argomento - ha aggiunto - non esiste alcun segreto di Stato, anche perche' il rapporto tra causa e effetto non e' stata dimostrata. In ogni caso la Difesa ha tutto l'interesse di giungere ad una limpida e certa' verita' Nell'impiego di militari in zone critiche", la Difesa "sta applicando ogni misura precauzionale". Lo ha sottolineato il ministro della Difesa, Arturto Parisi, intervenendo al Senato di fronte alla Commissione parlamentare che indaga sul fenomeno delle possibili contaminazioni da uranio impoverito. "La Difesa -ha assicurato- non intende in alcun modo sottovalutare il fenomeno e tantomeno dissimularlo".

Almunia: l'Italia rispetti gli impegni sul debito pubblico

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2007

L'Italia deve rispettare quanto concordato nell'Eurogruppo di Berlino dello scorso aprile soprattutto perché il suo debito pubblico è il più elevato

dell'Ue.

Lo ha ribadito il commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia entrando alla riunione dell'Ecofin in corso a Lussemburgo.

L'Italia ha "il livello di debito più alto d'Europa" e per questo "dobbiamo usare le entrate aggiuntive per un ulteriore consolidamento di bilancio". E'

quanto ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari europei Joaquin Almunia a margine della riunione dell'Ecofin, dopo che ieri sera ha definito poco ambiziosa la correzione prevista dall'Italia nella manovra 2008.

Questa è la mia posizione, questa è la posizione adottata nell'eurogruppo - ha aggiunto - non solo per l'Italia ma per tutti i Paesi membri dell'eurozona. Queste sono le regole del patto, siamo in una fase economica favorevole e dobbiamo usare le entrate aggiuntive per un ulteriore consolidamento del bilancio.

Rignano, la Cassazione conferma scarcerazioni. Bambini forse suggestionati

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2007

Pur rilevando qualche elemento a carico degli indagati, i giudici di merito non hanno ravvisato la necessaria, ragionevole probabilità di colpevolezza a causa della mancanza di riscontri.

Per questo motivo la Corte di Cassazione nell'udienza dello scorso 18 settembre ha confermato la scarcerazione nei confronti di cinque degli indagati per i presunti abusi nella Olga Rovere di Rignano. Restano quindi a piede libero Gianfranco Scancarello, il regista televisivo, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti, Marisa Pucci e il senegalese De Silva Weramuni Kelum.

A disporre in un primo momento la custodia cautelare in carcere era stato il Tribunale di Tivoli. Ma il Tribunale della libertà aveva liberato gli indagati proprio perché mancavano i riscontri delle "asserzioni delle persone informate sui fatti e della circostanza che alcune emergenze non erano conciliabili con l'ipotesi accusatoria".

I sintomi che hanno lamentato i bambini vittime dei presunti abusi che sarebbero avvenuti nella scuola Olga Rovere di Rignano non sono prova certa degli abusi, sostiene inoltre la Suprema Corte nelle motivazioni della sentenza 37147 depositata oggi.

E' vero che - si legge in fondo alla sentenza - i bambini lamentavano arrossamento ai genitali e due minori presentavano all'esame tricologico residui di un tranquillante, che non veniva loro somministrato, ma questi elementi non sono sufficienti a confortare la tesi che i piccoli fossero abusati o narcotizzati. Il disturbo nelle parti intime è frequente in età infantile e il test tricologico ha una valenza labile perché effettuato a distanza di molti mesi dai fatti.

E' apprezzabile la cautela usata dal Tribunale romano - spiega ancora la Cassazione - che non ha espressamente concluso sull'evidenza di un meccanismo di suggestione a catena dei genitori, ma ha rilevato che le loro denunce erano se non sospette, sicuramente particolari perché, prima di avvisare l'autorità, si erano più volte riuniti, confrontandosi a vicenda e scambiandosi informazioni, anche alla presenza dei figli.

La possibilità che gli adulti abbiano influito con domande suggestive sulla spontaneità del racconto dei bambini ha avuto conferma in almeno due casi nei quali i giudici del Tribunale hanno rilevato atteggiamenti prevaricotori (precisamente nelle videoregistrazioni) evidenziando una forte tenace pressione dei genitori sui minori e di una forte opera di induzione e di suggerimento nelle risposte.

Cercare abusi fuori dalla scuola

La Cassazione ricorda che i "sintomi di disagio si sono manifestati non durante l'anno scolastico, ma in epoca successiva" e che "non in armonia con quanto avviene normalmente per il danno post-traumatico" in alcuni dei piccoli "si sono manifestati dopo le prime denunce", e solo in un secondo momento i genitori "hanno fatto una lettura retroattiva di comportamenti già ritenuti nell'alveo della normalità mentre all'uscita "dalla scuola non hanno, inspiegabilmente riscontrato nei loro bambini (oggetto fino a poco tempo prima di atrocità di ogni tipo) alcun segnale di sofferenza e di disagio psichico".

Per questo, ad avviso della Cassazione, il Tribunale del riesame ha fatto bene a ventilare la possibilità che il "malessere dei bambini sia derivato, se non totalmente, almeno in parte dagli effetti della cosiddetta 'vittimizzazione secondaria' (cioè dallo stress cui sono stati sottoposti a causa delle reiterate e disturbanti interviste e visite mediche e dallo stato di ansia dei loro genitori che si è riverberato sulla serenità della famiglia ed ha inciso sul senso di sicurezza dei bambini)".

Infine Piazza Cavour non può fare a meno di rilevare che a fronte di presunte "violenze fisiche invasive" ci sono solo due certificati medici che inoltre non danno certezza che i bimbi abbiano subito atti sessuali. Queste le motivazioni per le quali la Cassazione non ha ritenuto ci fossero ne prove ne indizi che autorizzassero la misura cautelare nei confronti dei sospetti.

Allo stato delle investigazioni, è consentito rilevare che, se vi sono state violenze sessuali (ipotesi non scartata dal Tribunale), esse sono state perpetrate con modalità differenti da quelle riferite nelle denunce, sottolinea la Cassazione nella sentenza 37147, depositata oggi, che contiene le motivazioni a sostegno della scarcerazione delle maestre e dei due indagati per gli abusi sessuali sui bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. In pratica la Suprema Corte invita gli inquirenti che si stanno occupando del caso a seguire una pista diversa da quella in base alla quale i presunti abusi sarebbero avvenuti in ambito scolastico.

Un tennista alla Bbc: partite truccate, tutti lo sanno. Ed e' anche facile

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2007

E' spiacevole per noi giocatori, ma tutti sanno come vanno le cose. E' difficile provare se qualcuno ha truccato un incontro. Basta intervenire negli ultimi due giochi di un set e fare qualche errore, bastano un paio di doppi falli, e il risultato è fatto. Ai microfoni della Bbc il tennista scozzese Andy Murray, diciottesimo al mondo, sqaurcia il velo che copre l'esistenza di match truccati nel circuito Atp.

I sospetti nel circuito dei professionisti della racchetta sono circolati lo scorso agosto, quando l'agenzia di scommesse 'Betfair' aveva registrato puntate anomale sul match degli Open di Polonia tra l'argentino Martin Vassallo Arguello e il russo Nikolay Davydenko. Il russo, numero 4 del mondo e grande favorito, aveva vinto il primo set e perso il secondo prima di ritirarsi per infortunio: un comportamento che aveva destato forti sospetti, viste anche le numerose puntate effettuate sulla sua sconfitta.

L'Atp ha aperto un'inchiesta sulla vicenda, che secondo il presidente Etienne de Villiers potrebbe durare diversi mesi, anche se sia Davydenko che Vassallo Arguello si sono sempre dichiarati innocenti.

La meditazione abbassa lo stress

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2007

ROMA - Lo diceva anche un vecchio spot: 'meditate gente, meditate'. Adesso il consiglio ha l'avallo della scienza. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Proceedings of the National Academy of Science (Pnas), bastano cinque giorni di meditazione per abbassare lo stress, aumentare le difese immunitarie e combattere la depressione. Lo studio è stato condotto in Cina, coordinato da esperti dell'università di Dalian e dell'università dell'Oregon. Quaranta studenti universitari sono stati divisi in due gruppi, di cui uno ha seguito per cinque giorni (venti minuti al giorno) una tecnica chiamata 'Training integrale corpo-mente' (Ibmt) mentre l'altro una semplice tecnica di rilassamento. La Imbt, nata in Cina intorno agli anni '90, consiste in un estremo rilassamento, durante il quale comunque si e' vigili, che si raggiunge attraverso la postura, la respirazione bilanciata e la visualizzazione di immagini dettate da un istruttore. Dopo i cinque giorni di allenamento i soggetti sono stati sottoposti a questionari per valutare i livelli di attenzione e di ansia, ed è stata testata la presenza nella saliva del cortisolo e di un ormone associato alla risposta immunitaria, l'sIgA. Il gruppo che aveva frequentato le lezioni di Imbt ha mostrato una concentrazione di cortisolo più bassa del 30% rispetto agli altri, mentre la risposta immunitaria è risultata più alta del quasi del 50%. Dai questionari inoltre è risultato che la meditazione aveva abbassato i livelli di ansia, depressione, rabbia e persino di fatica. "Dal nostro studio - sostiene Yi-Yuan Tang, che ha coordinato la ricerca - emerge chiaramente che attenzione, processi mentali e consapevolezza di sé sono aspetti della vita che possono essere allenati come i muscoli". Lo studio proseguirà adesso negli Stati Uniti, dove ai test precedenti verrà aggiunta anche una scansione del cervello con la risonanza magnetica durante e dopo le meditazioni.

Mercoledì 10 Ottobre 2007

Argentina: ergastolo cappellano regime,sentenza storica

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/10/2007

(di Martino Rigacci)

BUENOS AIRES - Ergastolo nell'ambito di un "genocidio": è stata una sentenza storica quella inflitta ieri sera contro Christian Von Wernich, cappellano della polizia di Buenos Aires ai tempi dell'ultima dittatura (1973-83), al termine di un processo in cui il sacerdote è stato accusato di aver partecipato agli interrogatori dei desaparecidos, oltre che di sequestri, torture e sei omicidi. Il verdetto del tribunale federale di La Plata, letto dal giudice Carlos Rozansky alla presenza dell'imputato, è stato di ergastolo nell'ambito di un "genocidio", fatto dal punto di vista giuridico particolarmente rilevante nella revisione di quanto è successo negli anni del regime militare.

Una sentenza subito unanimemente definita "storica", che infatti è stata ricevuta con emozione, e con manifestazioni di giubilo, da parte dei familiari delle vittime, le madri di plaza de Mayo ed i militanti degli organismi dei diritti umani presenti nel tribunale. Il procedimento giudiziario contro Von Wernich, 69 anni, ha fatto riemergere nel paese la memoria della 'guerra sporca', ed é stato per settimane al centro dell'attenzione dei media. Non tutti i giorni si vede un rappresentante della chiesa cattolica seduto nel banco degli imputati per aver commesso crimini contro l'umanità, e successivamente condannato quale complice dell' apparato repressivo dei militari. La lista delle accuse contro Von Wernich è molto lunga: sei omicidi, 31 casi di tortura e 42 sequestri. L'ex cappellano della polizia 'bonaerense' ha assistito alle udienze, durante le quali sono stati ascoltati una cinquantina di testimonianze, mantenendo lo stesso atteggiamento avuto anche oggi: quasi immobile, sotto lo sguardo attento di quattro guardie, protetto da un giubbotto antiproiettili e da un vetro blindato. Poco prima della chiusura del processo, il religioso ha preso la parola, mettendo in dubbio alcune testimonianze "false", che ha definito "impregnate di malizia".

Per conoscere la verità è necessario "farlo con la pace", ha detto Von Wernich, che nel suo breve intervento ha ricordato alcune citazioni bibliche: "testimone falso è il demonio, perché vive nella menzogna", ha per esempio osservato, mentre fuori dal tribunale numerose persone attendevano la il verdetto del tribunale. Le sue dichiarazioni hanno però avuto scarso eco, visto che poco dopo i giudici lo hanno riconosciuto colpevole, condannandolo all'ergastolo. Sul fronte delle accuse, l'avvocato dei familiari di un noto giornalista, Jacobo Timerman (fondatore nei primi anni '70 del quotidiano La Opinion, sequestrato e torturato durante la dittatura), ha detto che con il suo operato Von Wernich ha avuto ''la tonaca macchiata di sangue". Così come aveva già fatto ieri il premio Nobel per la pace Perez Esquivel, l'avvocato ha chiesto alla chiesa cattolica di prendere posizione su Von Wernich, contro il quale sono giunte accuse anche da parte del governatore di Buenos Aires, Felipe Solà, che ha ricordato come sul "comportamento canaglia" del religioso ci siano ormai "prove sufficienti". Secondo la stampa locale, l'episcopato argentino potrebbe nelle prossime ore pronunciarsi sul 'caso Von Wernich' pubblicando una nota.

Oltre al caso Timerman, al centro delle accuse c'é stata anche la vicenda di un gruppo di sette guerriglieri 'montoneros', ai quali i loro aguzzini promisero l'espulsione all'estero e che vennero invece uccisi. "E' chiaro - ha commentato un altro dei legali dell'accusa - che Von Wernich non svolgeva una funzione pastorale" ma aveva un ruolo chiave nel cosidetto 'circuito Camps', i centri di detenzione disposti dall'allora capo della polizia di Buenos Aires, Ramon Camps, condannato a sua volta a 25 anni di carcere. Il difensore del religioso, Juan Martin Cerolini, ha da parte sua cercato di smontare le accuse, rilevando per esempio che Von Wernich "poteva entrare ed uscire liberamente da tali centri e dai commissariati, dove svolgeva servizi sacramentali proprio in quanto cappellano della polizia".

Prodi replica a Almunia: chiudere il debito in un anno sarebbe chiudere il Paese

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/10/2007

L'Italia "e' in regola", chiudere il debito pubblico in un anno vorrebbe dire chiudere il Paese. E non si puo' farlo. Il premier Romano Prodi non intende deviare dal cammino di risanamento dei conti intrapreso rinunciando allo sviluppo. E risponde cosi' al nuovo richiamo arrivato dal commissario europeo Joaquin Almunia sull'alto peso del debito italiano, a livello "insostenibile". "Siamo veramente in regola con il cammino che ci siamo posti: non ho nessuna intenzione di deviare, ma nemmeno di rinunciare alle linee di sviluppo ed equita' che ho scelto per l'Italia", ha detto il premier.

Le regole europee le seguo scrupolosamente, ma non faccio di piu' se penso che questo ponga un freno allo sviluppo dell'Italia", ha detto ancora Prodi. "La dialettica fra Commissione europea e singoli Paesi e' normale, ma noi non siamo fuori dal tracciato che ci siamo posti. Ma io mi devo porre il problema di una politica economica che aiuti la crescita nell'ambito dei limiti europei".

E i conti pubblici italiani sono "in regola col cammino che ci eravamo posti, non ho intenzione di deviare, ma nemmeno di rinunciare a linee di sviluppo ed equita' che ho scelto per l'Italia". E aggiunge: "Si potrebbe chiudere il debito in un anno, ma si chiuderebbe anche il Paese...".

Almunia e' tornato a parlare ieri mattina della situazione di bilancio dell'Italia che, ha detto, potra' "abbastanza facilmente" uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma al di la' di questo non puo' continuare a destinare "il 4,5% del Pil per far fronte al debito", poiche' "questo non e' sostenibile". Gia' due giorni fa Almunia aveva definito poco ambiziosa la correzione prevista dall'Italia nella manovra 2008.

La Finanziaria 2008 - ha spiegato ieri Almunia - prevede una correzione dello 0,2% ossia ben al di sotto dello 0,5% indicato nel patto e negli accordi di Berlino e ben al di sotto degli orientamenti". Subito e' arrivata la precisazione del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa : "Nella riunione Almunia non ha chiesto misure aggiuntive".

L'Italia, ha proseguito Almunia, ha "il livello di debito piu' alto d'Europa" e per questo "dobbiamo usare le entrate aggiuntive per un ulteriore consolidamento di bilancio". Questa e' la mia posizione, questa e' la posizione adottata nell'eurogruppo - ha aggiunto - non solo per l'Italia ma per tutti i Paesi membri dell'eurozona. Queste sono le regole del patto, siamo in una fase economica favorevole e dobbiamo usare le entrate aggiuntive per un ulteriore consolidamento del bilancio".

Venerdì 12 Ottobre 2007

Dividere l'Iraq in tre entità

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/10/2007

Dividere l'Iraq in tre entità - una kurda al nord , una sunnita al centro, ed una sciita al sud, e' la proposta che il 26 settembre il senato americano ha avanzato, con una larga maggioranza bipartisan al presidente Bush.

La formula secondo i senatori potrebbe essere al soluzione al conflitto interetnico che dilania il paese e dovrebbe soprattutto riportare i soldati americani in patria.

Una divisione quella proposta per l'Iraq che richiama gli accordi di Dayton per la Bosnia.