DEI RICCHI

2007 - Luglio - Settimana 1

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Indice dei giorni


01/07/2007 * 03/07/2007 * 04/07/2007 * 05/07/2007 *

Domenica 1 Luglio 2007

Israele sblocca il denaro, soldi al governo Fayyad

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/07/2007

di Aldo Baquis

TEL AVIV - Il congelamento di fondi da Israele all'Anp (Autorità nazionale palestinese) è terminato. Era stato deciso un anno e mezzo fa per evitare che fondi derivanti da dazi doganali e da tasse raccolte per l'Anp da Israele giungessero ai dirigenti di Hamas, ossia a un movimento votato alla distruzione dello stato ebraico. Ma adesso la costituzione a Ramallah di un governo di emergenza guidato dall'economista Salam Fayyad (dove Hamas non é rappresentato) ha sbloccato la situazione. Già al recente vertice di Sharm el-Sheikh (Egitto) Olmert aveva informato il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) che avrebbe dato istruzione di inoltrare gradualmente a Ramallah i fondi bloccati.

Durante la seduta di governo, Olmert ha confermato che il governo Fayyad, agli occhi di Israele, rappresenta una "opportunità " per rilanciare il dialogo con i palestinesi. Dopo aver approvato il trasferimento in Giordania di quattro cittadini giordani colpevoli di aver ucciso israeliani (un gesto di buona volontà nei confronti di re Abdallah), il governo Olmert ha confermato il trasferimento immediato di una prima tranche di fondi al governo di Ramallah. Secondo la radio militare, si tratta di un versamento mensile di 60 milioni di dollari, per i prossimi sei mesi. La cifra complessiva è dunque di circa 360 milioni di dollari, che richiede ha precisato la emittente la costituzione di un "meccanismo" incaricato di seguire l'utilizzo dei fondi. Israele evidentemente si riserva il diritto di bloccare i versamenti.

L'amicizia fra Olmert e il governo Fayyad è peraltro molto malvista dai dirigenti di Hamas a Gaza dove il primo ministro di Abu Mazen viene chiamato con disprezzo "l'americano" per la sua linea politica filo-Occidentale. In particolare non è piaciuta a Hamas l'iniziativa di Fayyad di esigere dai predicatori nelle moschee di astenersi dall'entrare in questioni squisitamente politiche nei loro sermoni ("Ma chi crede di essere, forse Kamal Ataturk?", ha detto un commentatore islamico paragonandolo al fondatore della Turchia laica). Hamas critica inoltre il divieto imposto da Abu Mazen ai miliziani di girare armati.

A GAZA RAID E MORTI - Nel frattempo la lotta armata prosegue nella striscia di Gaza. Resta drammatica la situazione anche al valico di Rafah, fra l'Egitto e Gaza. Secondo l'agenzia di stampa Maan è chiuso ormai da 20 giorni, e sul versante egiziano migliaia di persone attendono di essere riammesse nella Striscia. L'agenzia precisa che una donna di 30 anni, malata di cancro, è deceduta. I suoi congiunti cercano adesso di ottenere una breve apertura del valico per poterne portare a Gaza il corpo.

Martedì 3 Luglio 2007

Usa: Cia-gate; Bush interviene, Libby non va in carcere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/07/2007

di Alessandra Baldini

WASHINGTON - Convinto che la pena nei confronti dell'alto funzionario della Casa Bianca I. Lewis Scoter Libby sia stata troppo severa, il presidente George W. Bush l'ha commutata a sorpresa, evitando all'ex braccio destro del suo vice Dick Cheney l'umiliante spettacolo di un soggiorno in prigione e provocando un torrente di proteste tra i democratici di Washington. "Ho profondo rispeto per il verdetto della giuria, ma la pena nei confronti di Libby era troppo severa", ha detto Bush annunciando di aver passato un colpo di spugna sulla parte della sentenza relativa al carcere, lasciando invece immutata la multa di 250 mila dollari e i due anni di libertà condizionata a cui Libby si dovrà sottoporre. L'ex capo di gabinetto del vice-presidente Dick Cheney era stato condannato in marzo a due anni e mezzo di prigione e oggi una Corte di Appello si era rifiutata di accogliere la sua richiesta di sospendere l'applicazione della pena fintanto che era in corso il processo di appello. L'annuncio dei magistrati, che avevano raggiunto all'unanimità la decisione, aveva alzato la pressione su Bush.

I conservatori da mesi chiedevano al presidente la grazia per Libby, considerato il capro espiatorio di un procuratore troppo zelante, il magistrato Parick Fitzgerald, che dalla fine del 2003 aveva indagato sul Cia-gate, arrivando però soltanto alla sua incriminazione. Bush non ha graziato Libby, un segnale che il processo giudiziario che riguarda l'ex alto funzionario non h ancora esaurito il suo corso. L'annuncio, all'inizio del fine settimana per il ponte del 4 luglio quando il Congresso è in vacanza per l festa dell'Indipendence Day, è stato forse studiato dalla Casa Bianca per smorzare il megafono delle proteste democratiche. Ma le polemiche sono scoppiate ugualmente: "Uno dei principi del nostro sistema è che la legge è uguale per tutti: Bush l'ha calpestato", è stato pronto a reagire il senatore democratico Charles Schumer. "La storia giudicherà Bush imparzialmente per come ha usato i poteri che gli ha dato la Costituzione", ha detto il capo dei democratici al Senato Harry Reid. Libby era stato condannato dopo che la giuria lo aveva riconosciuto colpevole di ostruzione della giustizia e spergiuro nel caso nato dallo smascheramento nel luglio 2003 della spia della Cia Valerie Plame, moglie dell'ambasciatore Joseph Wilson che aveva criticato la guerra in Iraq, in una 'column' del'opinonista conservatore Robert Novak. In marzo il giudice aveva stabilito che Libby avrebbe dovuto presentarsi in carcere tra sei e otto settimane dall'atto della condanna. "Libby resterà sotto libertà condizionata. La significativa multa ordinata dal giudice resterà in effetto", ha deciso invece Bush: "Le consegunze della sua condanna sulla sua vita precedente da avvocato, funzionario dello stato e privato cittadino saranno comunque durature".

I' Lewis Scooter Libby ha navigato per un quarto di secolo nei circoli del potere, da giovane al fianco di Paul Wolfowitz, suo mentore a Yale. Durante l'amministrazione Clinton, quando era tornato a fare l'avvocato, uno dei suoi clienti era stato Marc Rich, il finanziere latitante perdonato tra mille polemiche dall'ex presidente democratico nel suo ultimo giorno prima di lasciare la Casa Bianca. Ieri è stato Libby a beneficiare dell'atto di clemenza presidenziale: e anche questa è una piccola ironia della storia. Dal 2001 al 2005, rientrato al governo come capo di gabinetto e alter ego di Cheney, era stato al centro di ogni importante decisione dell'amministrazione, soprattutto sul fronte della sicurezza nazionale. In questa veste, nelle settimane che precedettero lo smascheramento della spia della Cia Valerie Plame, si era mostrato "ossessionato" almeno quanto Cheney che le rivelazioni dell'ex ambasciatore suo marito, potessero mettere in crisi il teorema costruito sulle armi di Saddam.

Catricala': difetto di concorrenza per la Rc auto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/07/2007

ROMA - Nel mondo dell'Rc Auto "c'é un difetto della concorrenza", anche perché "c'é il problema dell'obbligatorietà di contrarre". E' quanto ha affermato il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, intervistato a "Vivavoce" su Radio24. "Si tratta - ha aggiunto Catricalà - di una costrizione giusta, ma se tutte le assicurazioni fanno le stesse polizze anche per legami e intrecci tra compagnie e assicurazioni" la libertà di scegliere per il cittadino viene meno. Quanto all'aumento dei profitti e al mancato calo dei premi da parte delle compagnie assicurative, Catricalà ha spiegato che "l'Antitrust non è contro i profitti, ma non può sottacere che se aumentano i costi non dovrebbero aumentare anche i profitti". Catricalà, infine, ha sottolineato l'urgenza di "accelerare il risarcimento del danno".

INDAGINE BANCHE-ASSICURAZIONI NON SU UNICREDIT

ROMA - L'oggetto dell'indagine sugli intrecci in banche e assicurazioni avviata dall'Antitrust non si riferisce alla fusione Unicredit-Capitalia, e alle conseguenze che essa ha su Mediobanca e Generali, operazione "che deve ancora essere esaminata". Lo ha affermato il presidente dell'Autorità garante Antonio Catricalà nel corso della trasmissione 'Vivavoce' su Radio24. "L'oggetto delle indagine - ha spiegato Catricalà - non sono gli intrecci tra banche e assicurazioni in quanto tali. Banche e assicurazioni sono realtà industriali che messe insieme danno sinergie". L'obiettivo, quindi, è "mettere sotto indagine gli intrecci tra le banche, tra le assicurazioni e quindi gli intrecci strutturali, le partecipazioni, le interessenze, i conflitti di ruolo", che "non sono evidenti". Per fare un esempio, Catricalà ha citato il caso teorico del "presidente di una banca che è anche nel consiglio di vigilanza di un'altra o nel cda di un'altra ancora, oppure delle partecipazioni tra le varie banche: quando si faranno mai concorrenza tra di loro?". Senza anticipare nulla sulle possibili conclusioni, Catricalà ha tuttavia sottolineato: "Il fumus di un eccesso di interessenze c'é, altrimenti non avremmo aperto l'indagine".

Istat: deficit-pil primo trimestre al 6,1%

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/07/2007

ROMA - Il deficit pubblico nel primo trimestre si è attestato al 6,1% del pil. Lo rende noto l'Istat precisando che lo scorso anno il rapporto nello stesso trimestre era stato del 5,9%. Nel primo trimestre dell'anno il saldo primario, cioé l'indebitamento al netto degli interessi passivi, è risultato negativo e pari a 5.384 milioni di euro (-5.301 mln nello stesso trimestre 2006) con un'incidenza negativa sul Pil dell'1,5% a quella registrata nel corrispondente trimestre del 2006. Il saldo corrente, cioé il risparmio, è risultato negativo e pari a 12.376 milioni di euro, contro il valore negativo di 10.771 mln dello stesso periodo 2006, con un'incidenza negativa sul Pil pari al 3,4% (-3,1 nel 2006). Le entrate totali sono aumentate, in termini tendenziali, del 2,9% con un'incidenza sul Pil del 39,4% (40,3 nello stesso periodo 2006). Le entrate correnti sono aumentate invece del 2,9% e le entrate in conto capitale hanno registrato una diminuzione tendenziale dello 0,1%. Le uscite totali sono cresciute del 3,7% e il loro valore in rapporto al Pil è stato del 45,5% (46,2 nel 2006). Le uscite correnti hanno registrato un aumento tendenziale del 3,8% e quelle in conto capitale sono aumentate del 3,2%.

+2,9% ENTRATE TRE MESI, +12,4% INTERESSI

Le entrate correnti nel primo trimestre dell'anno mostrano un aumento tendenziale del 2,9% dovuto alla crescita delle imposte dirette (+6,3%) di quelle indirette (+2,7%) dei contributi sociali (+1,2%). Lo annuncia l'Istat precisando che a questi aumenti corrisponde però una diminuzione delle altre entrate correnti (-0,06%) e soprattutto per quanto riguarda le spese correnti un forte aumento del costo degli interessi passivi sul debito che sono aumentati rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno del 12,4%. Si tratta di 2 miliardi di maggiori spese. L'aumento delle uscite correnti è invece dovuto alla crescita dei redditi da lavoro dipendente (+1,4%) dei consumi intermedi (+3,5%) delle prestazioni sociali in denaro (+3,8%) delle altre uscite correnti (+1,8%) e, appunto degli interessi passivi (+12,4%) che sono passati dai 15,292 miliardi del primo trimestre 2006 a 17,184 miliardi dei primi tre mesi di quest'anno. Si precisa, poi, che la diminuzione delle 'altre entrate correnti' è stata dello 0,6% e non, come scritto in precedenza, dello 0,06%.

Giappone, si dimette il ministro della difesa Kyuma

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/07/2007

TOKYO - Dopo avere perso il loro primo ministro a pieno titolo nel dopoguerra, l'ultraconservatore Fumio Kyuma, le Forze armate giapponesi saranno ora dirette da una donna. La nomina senza precedenti è stata decisa oggi dal premier Shinzo Abe per tentare di risollevare in extremis le sorti del governo a meno di un mese dal suo primo appuntamento di rilievo con l'elettorato. Già messo alla prova da una serie di scandali e dal recente suicidio del ministro dell'Agricoltura Toshiokatsu Matsuoka, l'esecutivo nipponico aveva finito per traballare nei giorni scorsi sotto una raffica di polemiche scatenata da un'ennesima gaffe di Kyuma. Noto per controverse esternazioni che lo avevano esposto in passato anche a ire cinesi e americane, il ministro aveva parlato sabato dell'olocausto nucleare nipponico come di un prezzo inevitabile per concludere subito la Seconda guerra mondiale e prevenire un'invasione sovietica dell'arcipelago.

Le dimissioni di Kyuma, che ha 67 anni, erano state immediatamente reclamate tanto dall'opposizione quanto dalle organizzazioni dei famigliari delle vittime dei bombardamenti atomici americani dell'agosto 1945 contro le città meridionali di Hiroshima e Nagasaki. Pur essendo egli stesso originario di Nagasaki, il ministro aveva cercato in un primo momento di ritrattare e di scusarsi, e Abe aveva totalmente escluso le sue dimissioni: l'infuriare delle polemiche, tuttavia, aveva poi costretto il premier a formulare un "severo richiamo" nei confronti di Kyuma, uno dei 'falchi' di governo considerati a lui più vicini. Con tutta evidenza, però, anche questo non è stato giudicato sufficiente dai maggiorenti dell'alleanza di governo e il ministro ha dovuto rassegnarsi a uscire da una scena politica su cui il premier ha deciso di tentare ormai il tutto per tutto, scegliendo come successore la giovane Yuriko Koike.

Ex ministro dell'Ambiente, Koike ha 55 anni ed era già consigliere per la sicurezza nazionale, un incarico cui Abe aveva mostrato di voler attribuire crescente importanza sul modello americano: se la nomina a ministro non appare destinata a suscitare troppi entusiasmi in un apparato burocratico poco ricettivo verso le pari opportunità, nell'imminente partita elettorale potrebbe trattarsi invece di un buon atout. Infatti la perdita di Kyuma - primo titolare della Difesa da quando, lo scorso gennaio, era stata elevata dal rango di ente dicasteriale a quello di vero e proprio ministero - ha rappresentato un grave colpo per il premier e per tutta la schiera degli ultraconservatori. In base a una serie di sondaggi di opinione dei giorni scorsi, la popolarità del Capo dell'esecutivo si aggira ormai sotto la 'soglia di allarme' del 30%, mentre il Partito liberaldemocratico di cui egli è presidente rischia di perdere la maggioranza al senato nelle elezioni del 29 luglio per il rinnovo di metà dei seggi. Nel caso di una sconfitta dei conservatori Abe non sarebbe istituzionalmente tenuto a dimettersi, ma dovrebbe rinunciare a diversi dei suoi ambiziosi programmi di ispirazione nazionalista e sarebbe costretto ad affrontare forti critiche anche all'interno della maggioranza. Di recente hanno cominciato a essere fatti diversi nomi come suoi possibili successori: dal moderato Sadakazu Tanigaki, ex titolare del dicastero delle Finanze, a 'falchi' come il ministro degli Esteri Taro Aso e l'ex ministro del Commercio e Industria Takeo Hiranuma. C'é inoltre chi ritiene che in una 'lotta per la successione' possa svolgere un ruolo di rilievo anche un'altra 'colomba', l'attuale 'numero due' del governo Yasuhisa Shiozaki.

Mercoledì 4 Luglio 2007

Pakistan: moschea rossa, in centinaia si arrendono

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2007

ISLAMABAD - Il governo pakistano ha esteso ancora l'ultimatum agli studenti islamici per arrendersi fino alle 14:00 ora locale, le 11:00 italiane, poiché è arrivato a 600 il numero degli studenti che sono usciti dall'università di Jamia Hafsa, nei pressi della moschea rossa, dove si erano asserragliati centinaia di giovani. Lo annuncia la televisione pakistana Geo News spiegando che il governo intende comunque preferire un atteggiamento attendista, avendo ordinato ai militari, alla polizia e ai rangers di non intervenire ma di seguire lo sviluppo degli eventi.

PAKISTAN: ATTACCO SUICIDA NEL NORD OVEST, UCCISI SOLDATI

Un kamikaze si è lanciato con la sua auto contro un convoglio di militari pachistani vicino alla città di Bannu, nord ovest del Pakistan, uccidendo quattro militari e un bambino e ferendone altri due. Lo stesso attentatore è morto. Il convoglio militare stava andando dalla regione tribale del Nord Waziristan a Bannu quando è stato attaccato vicino alla zona di Gurbaz, secondo fonti del luogo."Nell'attacco sono stati uccisi quattro soldati e un bambino" ha dichiarato una fonte dei servizi di intelligence. Un'altra fonte ha detto che nell'attacco sono rimasti feriti gravemente altri due soldati.

Costi politica: via 1/3 deputati, -25% consiglieri comuni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2007

ROMA - Quattrocento deputati invece degli attuali 630, 200 senatori invece dei 315; riduzione del numero dei ministeri il 25% in meno di consiglieri regionali, provinciali e comunali. Non più di 15 assessori regionali, e non più di 14 assessori per Province e Comuni. Sono alcuni dei principi ispiratori - secondo quanto apprende l'Ansa - alla base del ddl per il contenimento dei costi della rappresentanza e degli apparati amministrativi. Il testo, non ancora l'articolato del ddl, è stato messo a punto, qualche giorno fa, dal capo di gabinetto del ministro Giulio Santagata, il consigliere Michele Corradino intorno, d'intesa con i tecnici del ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta.

AUTO BLU COLLETTIVE, CELLULARI CON CONTAGOCCE

Auto blu in numero ridotto e, ove possibile, ricorso a mezzi alternativi di trasporto, anche cumulativo. Cellulari con il contagocce al personale che ha l'obbligo della reperibilità e limitatamente al periodo necessario a svolgere il servizio. Non solo: l'amministrazione pubblica, nel rispetto delle norme sulla privacy, adotterà forme di verifica "anche a campione, sull'uso corretto di auto e cellulari. E' quanto prevede l'articolo 11, dei 37 che compongono il ddl del governo sulla riduzione dei costi politico-amministrativi. Il disegno di legge prevede, entro 12 mesi dalla sua approvazione in Parlamento, l'emanazione di decreti e regolamenti da parte del presidenza del Consiglio e dei ministeri interessati.

VIA CIRCOSCRIZIONI SOTTO 250 MILA ABITANTI

Via le circoscrizioni nelle città con meno di 250 mila abitanti. Ma soprattutto, la carica di consigliere circoscrizionale "é gratuita". Lo prevede l'art. 16 del ddl del governo sui contenimento dei costi della politica. Ogni circoscrizione non può avere meno di 50 mila abitanti. Ridotti i componenti delle Comunità montane, ma cambia anche l'ambito di definizione. Per essere considerato montano un Comune deve avere almeno l'80% della propria superficie al di sopra di 600 metri di altitudine. I rappresentanti dell'assemblea sono 1 per ciascun Comune (attualmente sono 3).

CAMBIA GESTIONE ACQUA E RIFIUTI

E' nutrito l'elenco degli enti soppressi: via i consorzi dei bacini imbriferi montani, vengono soppresse le agenzie per la mobilità a livello locale (trasporto pubblico), spariscono gli Ambiti territoriali ottimali (Ato) per la gestione dei rifiuti e dell'acqua. Lo prevede il ddl del governo (gli articoli da 12 a 15) che sarà portato all'esame del prossimo Consiglio dei ministri. Le Regioni dovranno organizzare la gestione integrata dei rifiuti. Spetterà a loro disciplinare le forme e i modi della cooperazione fra gli enti locali che ricadono nel medesimo Ato. Gli Enti locali organizzano il servizio e determinano gli obiettivi da perseguire "per garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia, di economicità e trasparenza". Gli enti locali, singoli o associati, devono stipulare un contratto di servizio con i soggetti affidatari del servizio. Il comma 2 dell'art. 4 riapre il capitolo controverso sulla gestione del servizio idrico, su cui la sinistra radicale aveva puntato i piedi per difenderne la pubblicità. Il ddl prevede che gli Enti locali aggiudicano la gestione del servizio idrico integrato "mediante gara disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie" secondo modalità e termini stabiliti con decreto dal ministero dell'Ambiente.

Spogli,piu'spazio investimenti Usa in Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2007

ROMA - Le condizioni per gli investimenti di impresa americane nell'economia italiana non sono state favorevoli. L'evidenza ci viene dai numeri ed è incontrovertibile. Senza cercare di negarla o di darne la colpa a qualcuno, dovremmo piuttosto trovare insieme il modo per migliorare questa situazione e porre fine a questo triste capitolo della nostra storia". Lo ha detto l'ambasciatore Usa in Italia, Ronald G. Spogli, nel discorso durante la celebrazione della Festa dell'Indipendenza americana nei giardini di Villa Taverna.

L'ambasciatore ha quindi sottolineato che "gli investimenti italiani negli Stati Uniti sono cresciuti molto lo scorso anno" e si è detto "fiducioso che sia possibile allo stesso modo far aumentare gli investimenti americani in Italia, portandoli a livello degli altri paesi europei paragonabili all'Italia. Gli investimenti reciproci, e non solo le vendite - ha detto Spogli - sono il collante che terrà insieme le nostre economie e ne determinerà il successo. Le relazioni fra gli Stati Uniti e l'Italia sono sempre state molto buone. Buone non vuol dire sempre facili. Ci sono, come già è avvenuto in passato, dei temi su cui non siamo d'accordo. E come nel passato, i nostri leader si trovano ad affrontare scelte impegnative. Insomma, abbiamo moltissime cose da fare". Tra queste l'ambasciatore Spogli ha ricordato il programma Fulbright: "Dall'epoca del Piano Marshall ha promosso in maniera eccellente le relazioni internazionali. Per questo motivo il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha accettato di guidare, con me, il comitato per il 60/mo anniversario che celebreremo l'anno prossimo".

D'ALEMA: FAREMO PASSI AVANTI

"Sappiamo benissimo che il nostro Paese ha il problema di ricevere e attrarre di più e meglio investimenti stranieri. E' un problema che ci portiamo dietro da una ventina d'anni e faremo dei passi in avanti". Questo il commento del vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema al discorso pronunciato dall'ambasciatore americano Ronald G. Spogli alla festa per il 231/o anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti al ricevimento in corso a Villa Taverna.

Csm denuncia: il Sismi ha spiato i magistrati

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/07/2007

C'era il Sismi in quanto tale e non "settori deviati" del servizio dietro l'attività di spionaggio nei confronti magistrati, venuta alla luce con la scoperta dell'archivio di via Nazionale a Roma. La denuncia arriva dal Consiglio Superiore della Magistratura in una risoluzione approvata dal plenum all’unanimità.

Nel testo di sottolinea che è una attività "estranea" ai compiti del Sismi il cui scopo era "intimidire" e far "perdere credibilità" ai magistrati.

La presa di posizione del Csm arriva all'indomani delle dichiarazioni spontanee con cui l'ex funzionario del Sismi Pio Pompa ha voluto sminuire la vicenda davanti ai pm di Roma che lo indagano insieme con l'ex direttore del servizio Nicolò Pollari. E dopo un'attività istruttoria del Consiglio che ha acquisito documentazione e ha ascoltato i pm romani.

La documentazione acquisita evidenzia che a partire dall'inizio dell'estate del 2001 (e cioè subito dopo l'elezioni del maggio dello stesso anno) ebbe inizio nei confronti di alcuni magistrati italiani ed europei e delle associazioni di loro riferimento un'attività di intelligence da parte del Sismi, che si è protratta in modo capillare e continuativo, fino al settembre 2003 e in modo saltuario fino al maggio 2006.

Questa opera "fu oggetto di ripetute informazioni al direttore del servizio e sembra quindi riferibile al Sismi in quanto tale e non a suoi settori deviati, come conferma del resto nella memoria depositata alla procura di Milano il 7 luglio del 2006 il coordinatore di questa attività, Pio Pompa".

Csm: toghe spiate? fu proprio il Sismi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2007

ROMA - C'era il Sismi in quanto tale e non "settori deviati" del servizio dietro l'attività di spionaggio nei confronti magistrati, venuta alla luce con la scoperta dell'archivio di via Nazionale a Roma. Un'attività "estranea" ai compiti del Sismi il cui scopo era "intimidire" e far "perdere credibilità " ai magistrati. La sottolinea il Plenum del Csm in una risoluzione approvata all'unanimità.

Su riforma giustizia nuovo round Mastella-di Pietro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/07/2007

ROMA, - E' cominciato con un nuovo scambio di colpi tra i ministri Clemente Mastella e Antonio Di Pietro il cammino nell'aula del Senato del ddl di riforma dell'ordinamento giudiziario. Lo scenario - e i tempi stretti per la discussione in Senato e alla Camera da concludere entro il 31 luglio - continua a preoccupare l' Associazione Nazionale Magistrati che rinnova l' invito a "scongiurare l' entrata in vigore della legge Castelli e a ricercare soluzioni positive sui nodi ancora in discussione". Il ministro delle Infrastrutture - che ieri aveva gridato all' inciucio e annunciato che l' Italia dei valori non avrebbe votato l' ultima versione del provvedimento - oggi ha scritto al presidente del Consiglio, a Mastella e al ministro per i Rapporti per il Parlamento Vannino Chiti, chiedendo garanzie di "emendamenti correttivi" a quelle che considera gravi distorsioni ai danni della magistratura.

Il Guardasigilli non ha gradito e ha risposto per le rime: "Di Pietro non è il ministro della Giustizia. Se vogliono lui, si accomodino pure. Non c'é nessuna difficoltà, ma io resto sulla posizione della Commissione. Non cambio idea". L'ex pm del pool Mani Pulite è tornato ala carica con l'arma della lettera criticando tre aspetti del ddl all'esame del Senato: gli 'inopinati' vincoli ai passaggio di funzioni per i magistrati, la presenza degli avvocati nei consigli giudiziari che devono esprimersi sulle carriere delle toghe, e l'organizzazione degli uffici di procura sottratta di fatto alla valutazione degli organi di autogoverno. L'uscita del ministro ha provocato la reazione di Cesare Salvi, presidente della Commissione Giustizia del Senato: "Di Pietro non deve offendere il Parlamento e la sua maggioranza. Non c'é stato alcun inciucio, ma un confronto parlamentare molto serratò. Salvi bacchetta Di Pietro invitandolo a leggersi il ddl perché "nel chiedere tre modifiche ne sbaglia due": gli avvocati non sono più inseriti nei consigli giudiziari e la questione degli uffici di procura è stata stralciata.

Di Pietro ha rincarato la dose: "Il governo ha il dovere di lasciar lavorare i magistrati e mi dispiace, invece, di essere stato lasciato da solo nel difenderli", dice riferendosi alla presa di posizione del Csm sui magistrati spiati e sull'attività dei servizi segreti. Palazzo Madama oggi ha bocciato le pregiudiziali di incostituzionalità presentate dalla Cdl, ma la discussione non si annuncia facile. Mastella parla di "un buon inizio" e ricorda all'Anm che il suo testo - che aveva riscosso il parere complessivamente positivo della magistratura - ha subito modifiche passando al vaglio della Commissione del Senato. Il sindacato delle toghe riconosce che il progetto del ministro era "condivisibile ma non privo di criticità", ma sottolinea che la Commissione Giustizia lo ha "peggiorato su questioni decisive". Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia, ribadisce il voto contrario ma sottolinea che "quella dell'Anm é una ingerenza che va censurata con fermezza. Le prerogative e le competenze del Parlamento non possono essere messe in discussione". Altero Matteoli, capogruppo di An, stigmatizza "lo scontro al calor bianco che si rinnova tra i due ministri con visioni diverse e contrastanti" su una materia così delicata come la Giustizia ma chiede al Presidente del Consiglio di chiarire su quale testo il Senato è chiamato ad esprimersi: 'quello uscito dalla Commissione e fatto proprio da Mastella o ce n'é uno surrettizio pronto a uscire fuori all' ultimo momento utile?".

Giovedì 5 Luglio 2007

Cristiani: piazza bipartisan a manifestazione Magdi Allam

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/07/2007

CITTA' DEL VATICANO - Qualche migliaio di persone in piazza, uno schieramento di politici di entrambi gli schieramenti (ma con prevalenza del centrodestra), un forte grido per il rispetto della libertà religiosa nel mondo e contro la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, unito all'appello per la liberazione di padre Giancarlo Bossi, il missionario italiano rapito nel sud delle Filippine il 10 giugno scorso. La manifestazione "Salviamo i cristiani", promossa da Magdi Allam col suo appello pubblicato sul Corriere della sera il 15 giugno, ha raccolto in Piazza Santi Apostoli anche rappresentanti di altre religioni - ebrei e musulmani - ma soprattutto un pubblico orgoglioso nel rivendicare l'identità cristiana come valore da proteggere e tutelare.

Su questo ha fatto leva lo stesso Magdi Allam nel suo intervento dal palco, parlando ai presenti "uniti dall'imperativo di difendere la libertà religiosa di tutti, in tutti i paesi del mondo" e in particolare invitando a"elevare la nostra voce per denunciare la la discriminazione, la persecuzione e l'esodo forzato dei cristiani nei paesi del Medio Oriente". Il vice direttore del Corriere della Sera ha denunciato, in toni estremamente risentiti, "i sostenitori di un Dio trasformato in un simbolo di morte" e si è richiamato, tra gli applausi della folla ai "principi sostenuti da Benedetto XVI nel dialogo con le altre fedi".

Allam ha parlato anche contro "questa Europa ammalata di relativismo e accecata dall'ideologia del multiculturalismo, che tradisce i propri valori e rinnega la propria identità", un'Europa "lassista sul principio della libertà religiosa sia fuori che dentro i propri confini". In piazza, oltre a striscioni per la difesa dei cristiani e la liberazione di padre Bossi, anche una vicina all'altra le bandiere di Israele e del Libano. Molti i politici accorsi, con una parterre trasversale: in prima fila, per il centrodestra, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Rocco Buttiglione, Daniela Santanché, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni con il gonfalone della Regione, Luca Volonté, Roberto Castelli, Marcello Pera, Paolo Bonaiuti, Antonio Tajani, Valentina Aprea, Enrico La Loggia, Elisabetta Gardini, Sandro Giovanardi, Maurizio Lupi tra gli altri; per il centrosinistra i presidenti di commissione Umberto Ranieri ed Ermete Realacci, Pierluigi Castagnetti, Khaled Fouad Allam, Enzo Carra, Mauro Fabris, Roberto Villetti, Luigi Bobba. C'é anche Savino Pezzotta, c'é il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Parlando con i giornalisti, Berlusconi ha ricordato che negli anni del suo governo ha dato grande attenzione al tema della libertà religiosa.

In tutti i colloqui che abbiamo avuto - ha spiegato -, abbiamo con forza affermato la necessità di garantirla a tutti: l'ho fatto in diversi paesi come la Cina e l'Arabia Saudita e i paesi del Nord Africa, quasi sempre avendo concordato con la Santa Sede l'intervento e avendo avuto dalla Santa Sede un input preciso in base alla situazione reale del paese. E sulla vicenda di padre Bossi, in polemica con l'attuale governo, rileva che "ci sono ostaggi di serie A e di serie B". Per lui, però - nonostante qualcuno dalla platea lo chieda - non c'é posto sul palco: la manifestazione, per scelta, non fa parlare politici ma solo testimoni sul problema delle persecuzioni per motivi religiosi. Parla Attilio Tamburrini, dell'Aiuto alla Chiesa che soffre, che ricorda come per Giovanni Paolo II "la libertà religiosa fosse il 'test' per il rispetto di tutti gli altri diritti". Parla Abraham Foxman, dell'Anti-Defamation League: "la nostra voce sarà sempre forte dove ci sono cristiani oppressi e intimiditi". Parla padre Bernardo Cervellera, direttore dell'agenzia missionaria AsiaNews, che elenca i paesi, come l'Iraq e gli altri del Medio Oriente dove i cristiani sono vilipesi e costretti a fuggire. Parla Souad Sbai, dell'associazione donne musulmane in Italia, che ha auspicato la caduta di "questo muro di odio che non ha niente a che vedere con l'Islam".

Per Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica romana, partecipare alla manifestazione significa "riaffermare valori che fanno parte della nostra Costituzione". Alla fine, Magdi Allam si è detto "molto soddisfatto", sottolineando l'importanza della "testimonianza politica trasversale". "E' la conferma - ha dichiarato - che da parte di tanti italiani c'é la condivisione dei valori di vita, dignità e libertà della persona, che sono alla base della libertà religiosa".

CRISTIANI: BERLUSCONI, NEGARE LIBERTA' RELIGIOSA E' BARBARIE

ROMA - Negare la liberta' religiosa ''e' una barbarie inaccettabile''. Cosi' Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, a margine della manifestazione organizzata a Roma in difesa della cristianita'. ''E' uno splendido segnale di civilta' - ha aggiunto l'ex premier - il fatto che questa sera ci sia una partecipazione trasversale, e cioe' anche di esponenti non cattolici, a questa manifestazione''. ''E' veramente assurdo - ha continuato - che nel mondo di oggi si debba assistere alla negazione della liberta' religiosa che e' la piu' alta forma di liberta' personale''.

BERLUSCONI, INPUT CHIESA PER LIBERTA' RELIGIONE IN CINA

ROMA- ''In tutti i colloqui che abbiamo avuto, abbiamo con forza affermato la necessita' di garantire a tutti la liberta' religiosa: l'ho fatto in diversi paesi come la Cina e l'Arabia Saudita e i paesi del Nord Africa, quasi sempre avendo concordato con la Santa Sede l'intervento e avendo avuto dalla Santa Sede un input preciso in base alla situazione reale del paese''. Lo ha detto Silvio Berlusconi , leader di Forza Italia, intervenendo alla manifestazione in difesa della cristianita'. Il leader dell'opposizione ha ricordato che negli anni di governo del centrodestra, da presidente del Consiglio, ha dato grande attenzione al tema della liberta' religiosa. Proprio ricordando gli anni a Palazzo Chigi, Berlusconi ha detto di aver sollevato la questione della liberta' religiosa in diversi paesi. Fra i quali, appunto, la Cina.

PADRE BOSSI: BERLUSCONI, CI SONO OSTAGGI DI SERIE 'A' E 'B'

ROMA - ''Ho sentito dal palco che ci sono ostaggi di serie A e di serie B. Effettivamente e' proprio cosi'...''. Silvio Berlusconi, al termine della manifestazione sulla difesa della cristianita', commenta quanto affermato da Magdi Allam sul palco che aveva fatto proprio riferimento al diverso impegno per la liberazione di ostaggi come Daniele Mastrogiacomo e ostaggi come padre Bossi.

Tutto il reddito delle famiglie sfuma in spese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/07/2007

ROMA - A fine mese resta niente del reddito guadagnato dalle famiglie italiane che, anzi, spendono anche di più di quanto guadagnano. Secondo i dati diffusi oggi dall'Istat, infatti, la spesa media mensile delle famiglie italiane è stata, lo scorso anno, di 2.461 euro, di poco superiore a quella registrata nei due anni precedenti: 2.398 euro nel 2005 e 2.381 nel 2004. Confrontando questi dati con il reddito medio netto guadagnato dalle famiglie italiane, emerge infatti che le famiglie spendono di più di quanto incassano. Il confronto con l'ultimo dato a disposizione dell'Istat, quello diffuso circa 6 mesi fa ma relativo al 2004, mostra infatti che il reddito netto medio delle famiglie in quell'anno è stato di 2.340 euro al mese: inferiore dunque rispetto alle spese medie realizzate nello stesso anno, e cioé di 2.381 euro e tanto più rispetto a quelle del 2006, pari a 2.461 euro.

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