DEI RICCHI

2007 - Giugno - Settimana 3

« Precedente

» Notizie » 2007 » Giugno | Commenti: Scrivi

Successiva »

Indice dei giorni


17/06/2007 * 18/06/2007 * 19/06/2007 * 20/06/2007 * 21/06/2007 *

Domenica 17 Giugno 2007

Primo registro mondiale per le staminali embrionali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/06/2007

(ANSA) - ROMA, 17 GIU - E' stato creato il primo registro mondiale delle cellule staminali embrionali umane: 59 sono le linee cellulari finora presenti nei diversi laboratori del mondo, in America, Europa, Israele, Giappone ed Australia. Il registro, realizzato da un gruppo di oltre 80 ricercatori di fama mondiale nell'ambito del progetto 'International Stem Cell Initiative' (ISCI), ha permesso di individuare i 'segni particolari' di ciascun gruppo di cellule classificato, fornendo i criteri chiave per identificare le linee di staminali embrionali umane. Come annunciato dalla rivista Nature Biotechnology, il registro è un modo per condividere le conoscenze di tutti i gruppi di ricerca che studiano queste cellule e accelerare la scoperta di potenziali nuove terapie. Diretto da Peter Andrews dell'Università di Sheffield in Gran Bretagna, il progetto ISCI è stato voluto dal Forum Internazionale sulle Cellule Staminali (ISCF), una rete di agenzie che in tutto il mondo contribuisce ai finanziamenti per la ricerca sulle cellule staminali e di cui fa parte, per l'Italia, l'Istituto Superiore di Sanità. (ANSA).

Etruschi venuti dalla Turchia, lo dice il dna dei toscani

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/06/2007

ROMA - 'Tracce turche' nel Dna dei Toscani sciolgono un rebus rimasto irrisolto da tempo immemore: gli Etruschi venivano dalla Turchia del Sud, ovvero dall'Anatolia. La loro origine, tanto a lungo dibattuta tra diverse teorie, potrebbe dunque aver trovato una collocazione definitiva grazie allo studio presentato alla conferenza annuale della Società Europea di Genetica Umana in corso a Nizza dal Professor Alberto Piazza dell'Università di Torino che ha dedicato anni a questa ricostruzione storica mediante gli strumenti della genetica. La cultura Etrusca, che dominò i territori dell'attuale Toscana a partire dal 1000 AC circa, era piuttosto dissimile dalle civiltà che nello stesso periodo abitavano il resto d' Italia. E' quindi fin dall'antichità che si susseguono teorie sull'origine del popolo etrusco. Tra queste, tre erano le più accreditate: che gli Etruschi venissero dall'Anatolia come voleva lo storico greco Erodoto, che fossero autoctoni della regione, infine che provenissero dal Nord Europa. Piazza ha usato il suo strumento principe per rispondere all'annoso quesito: l'analisi del Dna, prendendo campioni di individui abitanti a Murlo e Volterra, due dei più importanti siti archeologici della civiltà etrusca, e Casentino, al confine con un'area dove questa civiltà è stata ben preservata.

Sapevamo che gli abitanti di queste aree - spiega Piazza - sono geneticamente differenti da quelli delle regioni limitrofe, probabilmente perché portatori di antiche origini etrusche. Su questa base l'equipe di Piazza ha scelto un campione ad hoc, di persone abitanti in quei luoghi da diverse generazioni. In particolare lo studio si è basato su un campione maschile di individui il cui Dna è stato confrontato con quello di maschi dell'isola greca Lemnos, di Sicilia, Sardegna, Italia del Nord, Medio Oriente, Turchia. Da questo confronto è emerso che gli abitanti della Toscana, ovvero coloro che sono considerati i discendenti degli Etruschi, somigliano più di tutti ai Turchi. "In particolare - spiega Piazza - una precisa variante genetica trovata nel campione di Murlo era condivisa unicamente da persone provenienti dalla Turchia". Questo studio conferma i risultati di precedenti analisi del Dna compiute su un campione di donne per ricostruire il ramo filogenetico femminile, e conferma la teoria di Erodoto secondo cui gli Etruschi sbarcarono dall'Anatolia e approdarono sulle coste italiane per sfuggire ad una lunga carestia.

Lunedì 18 Giugno 2007

Elettrosmog, appello dell'Oms

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2007

TOKYO - L'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un appello alle nazioni che vi aderiscono affinché adottino misure contro l'elettrosmog, sempre più sospettato di causare leucemia nei bambini. Nel suo primo rapporto sul problema, citato dall'agenzia giapponese Kyodo, l'Oms raccomanda l'adozione di misure preventive contro le emissioni elettromagnetiche a bassa frequenza come quelle delle linee elettriche ad alta tensione.

Il documento presenta a modello alcune iniziative prese in paesi come Italia e Olanda per una distanza di sicurezza fra le linee elettriche ad alta tensione e le abitazioni. Sono citati in proposito anche alcuni studi epidemiologici giapponesi e americani secondo cui il rischio di leucemia raddoppia nei bambini esposti costantemente a elettrosmog di oltre 0,3-0,4 microtesla.

Il rapporto non fornisce altre cifre sui livelli nocivi di esposizione a queste onde elettromagnetiche, ma rileva che fra gli elettrodomestici che ne emettono maggiormente figurano gli asciugacapelli, i rasoi elettrici e i forni a microonde.

Rice: finisce l'embargo all'Anp

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/06/2007

Gli Stati Uniti hanno deciso la fine dell'embargo politico ed economico nei confronti dell'Autorita' nazionale palestinese (Anp). Lo ha annunciato oggi a Washington il segretario di Stato Condoleezza Rice, aprendo cosi' la via alla ripresa degli aiuti Usa all'Anp, dopo lo scioglimento del governo guidato da Hamas e la formazione di un governo di emergenza. In una conferenza stampa al Dipartimento di Stato, a Washington, la Rice ha confermato che gli Usa hanno offerto "il loro appoggio totale" al nuovo governo del premier Salam Fayyad, a cui la stessa Rice in una telefonata ha oggi garantito "piena assistenza". Secondo il segretario di Stato appoggiare l'Anp "e' un

dovere per la comunita' internazionale", visto che "Hamas ha fatto le proprie scelte, adottando una agenda estremista a Gaza". "C'e' solo un popolo palestinese, ci dovra' essere un solo stato palestinese" ha detto la Rice, confermando gli obiettivi della "road map", cioe' una soluzione con due stati.

Abu Omar, processo sospeso

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2007

MILANO - E' stato sospeso fino alla decisione della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione tra poteri il processo per il sequestro di Abu Omar. Il giudice Oscar Magi della quarta sezione penale del tribunale di Milano, davanti al quale è in corso il processo per il sequestro dell'ex imam Abu Omar, ha sospeso il dibattimento per una serie di ragioni di opportunità e non, come sostenuto nella loro richiesta dai difensori del generale Nicolò Pollari, ex direttore del Sismi, perché la legge prevede l'obbligatorietà della sospensione in attesa del pronunciamento della consulta. Tesi, questa, che Magi ha definito "forzata e non condivisibile". Tuttavia il processo va sospeso per le conseguenze di tipo processuale che la decisione della Corte Costituzionale potrebbe avere in seguito al conflitto di attribuzione tra poteri dello stato sollevato dalla Presidenza del consiglio contro la magistratura milanese.

DIFESA MANCINI, DECISIONE CORRETTA

E' "ragionevole e corretta", secondo i legali dell'ex numero due del Sismi Marco Mancini, uno degli imputati, la decisione del giudice Oscar Magi di sospendere il processo a carico di 33 persone, tra cui l'ex direttore del servizio segreto militare, Nicolò Pollari, per il sequestro di Abu Omar. Lo ha detto uno dei legali di Mancini, Luigi Panella, mentre l'altro difensore dell'ex 007 ha detto che riteneva la decisione "scontata, perché ispirata a prudenza e buon senso".

Aeroflot: 'Alitalia, il prezzo e' alto'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2007

MOSCA - La compagnia aerea russa Aeroflot sarebbe ad un passo dal ritiro dall'asta su Alitalia, secondo fonti della compagnia citate dall'agenzia Interfax. Ma successivamente il portavoce della compagnia corregge: "Nessuna rinuncia, ma il prezzo e' troppo alto". Fonti nel consiglio di amministrazione avevano in precedenza detto a Interfax che "ad Aeroflot non convengono le condizioni della gara".

"Il governo italiano - hanno affermato le fonti - non vuole sviluppare la compagnia nazionale, ma ottenere solo la massima quantità di soldi". L'annuncio ufficiale di ritiro dall'asta, avevano detto le fonti, verrà dato il 23 giugno, "alla prima riunione del consiglio, dopo l'assemblea annuale degli azionisti".

Un indizio della mutata posizione di Aeroflot era stato dato anche la settimana scorsa dal direttore Valeri Okulov, recentemente riconfermato alla carica: "Dopo che il governo italiano ha mostrato di voler ottimizzare i profitti della vendita di Alitalia - aveva detto ai giornalisti - noi saremo molto più cauti nell'esame delle condizioni della gara".

Aeroflot aveva annunciato in aprile la partecipazione all'asta per asset pari al 49,9% della compagnia italiana in mano al Tesoro, in cordata con Unicredit. L'unico concorrente al momento rimasto per Alitalia è quindi Air One con Intesa SanPaolo, dopo che una cordata messa in piedi da Tpg e Mediobanca ha annunciato la sua rinuncia il 29 maggio.

AEROFLOT CORREGGE: NESSUNA RINUNCIA, MA PREZZO TROPPO ALTO

Aeroflot non si è ritirata dalla corsa per rilevare Alitalia, ma non ha al tempo stesso alcuna intenzione di comprare a "qualsiasi prezzo". La precisazione è venuta dal portavoce della compagnia russa, Irina Dannenberg, secondo cui "tutto dipende dalle condizioni. Noi non siamo soddisfatti delle condizioni relative al prezzo e non vogliamo comprare Alitalia a qualsiasi prezzo".

AIR ONE: ANDIAMO AVANTI

Continuiamo a lavorare come prima al nostro programma. Così un portavoce di Air One conferma l'intenzione della compagnia che fa capo a Carlo Toto di procedere nella gara per la privatizzazione di Alitalia, alla luce di una possibile uscita del concorrente russo Aeroflot.

ALITALIA PERDE L'1,7% IN AVVIO DI SEDUTA

Partenza in rosso per Alitalia sulle indiscrezioni, riportate dall'agenzia russa Interfax, che Aeroflot sia uscita definitivamente dalla gara per la compagnia di bandiera italiana. Le azioni di via della Magliana perdono l'1,79% a 0,76 euro.

Ricucci: Berlusconi attacca, solo veleni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2007

ROMA - "Sciocchezze, solo sciocchezze". Davanti alla pubblicazione degli interrogatori di Stefano Ricucci, che lo chiamano pesantemente in causa per grandi manovre finanziarie dell'estate del 2005, Silvio Berlusconi reagisce con un attacco in grande stile alla carta stampata. Corriere, Repubblica e Stampa, secondo il Cavaliere, "a furia di esercitarsi nel gossip si spingono ormai fino alla spazzatura". Annuncia querele, il leader di Forza Italia, che mette la mano sul fuoco anche per il suo braccio destro Gianni Letta. "Saranno i legali a occuparsi di chi maliziosamente cerca di travestire il nulla assoluto come fosse una notizia, la cui pubblicazione è comunque vietata per legge".

Berlusconi denuncia "il grave rischio" rappresentato dal "malvagio circuito di veleni" e dal "perverso intreccio tra certa magistratura e certi settori della grande stampa". E termina con un appello bipartisan, nel nome dell'interesse comune: "''Abbiamo il dovere di fermare questo degrado nel Parlamento sovrano, con l'accordo di tutti, nell'interesse degli italiani e dell'Italia". Nel frattempo Gianni Letta nega di aver mai incontrato Ricucci e di aver "benedetto" la sua scalata alla Rcs per il controllo del "Corriere della Sera". Anzi, sostiene l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, "ho fatto di tutto perché rimanesse estraneo e distante anche il presidente Berlusconi, come in effetti è stato". La dettagliatissima ricostruzione di Ricucci delle scalate alla Bnl, all'Antonveneta e alla Rcs ha provocato un mezzo terremoto politico, a destra come a sinistra. Il timore comune, a questo punto, è che il diluvio di verbali e intercettazioni colpisca in blocco tutto il mondo politico. Ipotesi che agita i sonni dei leader di entrambi gli schieramenti. Non a caso il coordinatore di forza Italia Sandro Bondi nega con tutta l'anima che nella vicenda della triplice scalata finanziaria di due estati fa ci sia "un coinvolgimento bipartisan".

Il suo Vice Fabrizio Cicchitto vede colpe solo a sinistra: "Berlusconi e Letta non hanno progettato di scalare la Rcs, mentre l'Unipol voleva scalare la Bnl", osserva. La teoria del complotto contro la politica, declinata con varie sfumature, trova sostenitori in entrambi i poli. Gianfranco Fini reputa "lecito" domandarsi perché "a distanza di due anni si sia aperta una stagione di veleni, calunnie e falsità " : la sua tesi è che la situazione avvantaggi "chi persegue interessi in conflitto con quelli nazionali". Il segretario di Rifondazione Franco Giordano divide il giudizio: da una parte sostiene che a sinistra "c'é una questione morale", nel senso che i partiti progressisti hanno dimenticato l'ammonimento di Enrico Berlinguer a "non occupare l'economia e la finanza" e si sono spinti a "identificarsi" con determinati gruppi finanziari; ma dall'altra denuncia il tentativo dei "poteri forti" (citando per nome e cognome il presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo) di colpire e "cancellare" la politica.

La politica italiana è scesa a un livello così basso che non era mai stato toccato, ritiene l'europarlamentare del Pdci Marco Rizzo. Mentre il dipietrista Nello Formisano si raccomanda di non attaccare i magistrati, come invece ha fatto Massimo D'Alema (bacchettato anche da Franco Giordano). L'Udc difende il suo leader Pier Ferdinando Casini dai sospetti: il senatore Francesco Pionati denuncia l'uso delle intercettazioni sui giornali per colpire i politici coinvolti e reclama l'approvazione di una legge che metta fine al fenomeno. Difende Casini anche l'ex Marco Follini: "Il ritratto che ne fa Ricucci - sostiene - è inverosimile."

Finanziamenti pubblici, truffe e massoneria

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2007

CATANZARO - Ruota attorno al ruolo della Loggia di San Marino, una loggia massonica coperta della quale avrebbe fatto parte la maggiore parte degli indagati, un'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro sul gruppo di potere trasversale che avrebbe gestito truffe utilizzando finanziamenti pubblici. Sono 26 le perquisizioni fatte dai carabinieri in Calabria, a Roma, Padova e Milano.

La loggia di San Marino ha rappresentato il collante che avrebbe unito gli indagati creando tra loro un vincolo che era la premessa per l' attuazione del disegno criminoso su cui avrebbe fatto luce l' inchiesta. Il ruolo svolto dalla loggia, costituita in violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete, sarebbe stato quello di una vera e propria lobby che ha influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l'utilizzo di finanziamenti e l' assegnazione di appalti. Della Loggia di San Marino avrebbero fatto parte anche massoni in sonno che avrebbero mantenuto, grazie alla loro appartenenza al gruppo, il vincolo massonico con altri associati finalizzato alla gestione di affari basati sull' utilizzo di finanziamenti pubblici.

A venti delle persone che hanno subito le perquisizioni i carabinieri hanno notificato contestualmente informazioni di garanzia, emesse dal sostituto procuratore Luigi De Magistris, in cui si ipotizzano, a vario titolo, reati che vanno dall' associazione per delinquere, alla truffa, alla corruzione, alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete al finanziamento illecito dei partiti.

PERQUISIZIONI IN UFFICI CONSIGLIO REGIONE CALABRIA

Perquisizione dei carabinieri negli uffici del Consiglio Regionale della Calabria effettuata in alcuni degli uffici privati dei consiglieri e degli assessori regionali, disposta dalla Procura di Catanzaro.

INDAGATO ANCHE GEN. POLETTI (GDF)

Nell'inchiesta della Procura di Catanzaro ha subito una perquisizione anche il generale Paolo Poletti, della Guardia di Finanza, di 51 anni, attuale capo di Stato Maggiore delle Fiamme Gialle. Poletti è accusato di avere fatto parte all'epoca dei fatti in questione (cioé dal 2001 in avanti) di un presunto gruppo di potere che avrebbe gestito affari con truffe basate sull'utilizzo di finanziamenti pubblici, statali e comunitari. Secondo l'accusa sarebbe stato il punto di riferimento dell' imprenditore calabrese Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, le cui attività rappresentano uno dei filoni principali dell'inchiesta.

LE INFORMAZIONI DI GARANZIA

Le persone che hanno ricevuto le informazioni di garanzia sono Franco Bonferroni, consigliere d' amministrazione di Finmeccanica e con cariche in diverse società e con collegamenti con esponenti del mondo bancario ed imprenditoriale; Pietro Macrì, presidente della società Met Sviluppo e del settore terziario della Confindustria di Vibo Valentia; Luigi Filippo Mamone, dirigente della Regione Calabria; Francesco De Grano, dirigente della Regione Calabria e responsabile del settore finanziamenti Por 2007-2013; Maria Angela De Grano, sorella di Francesco, con cariche in diverse società; Paolo Poletti, capo di stato maggiore della Guardia di finanza; Valerio Carducci, punto di riferimento di Antonio Saladino (ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria) per i contatti con gli ambienti parlamentari; Gianfranco Luzzo, ex assessore alla Sanità della Regione Calabria, anch' egli legato a Saladino; Mario Pirillo, attuale assessore all' Agricoltura della Regione Calabria; Massimo Stellato, capocentro del Sismi di Padova, ed il fratello Gianmario; Vincenzo Bifano, persona che insieme a Saladino avrebbe avuto un ruolo di rilievo nell' attuazione del presunto disegno criminoso; Gerardo Carnevale, componente dello staff del consigliere regionale della Calabria dei Ds Antonio Acri; Nicola Adamo, vicepresidente della Regione Calabria ed assessore al Turismo; Antonio Acri, consigliere regionale della Calabria; Brunella Bruno, in servizio al Cesis, indicata come persona legata ai generali della Guardia di finanza Cretella e Poletti; Armando Zuliani, imprenditore; Francesco Indrieri, commercialista, persona vicina all' imprenditore del settore della grande distribuzione commerciale Antonio Gatto; Salvatore Domenico Galati, componente dello staff del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli, coordinatore regionale del partito, e Piero Scarpellini, imprenditore emiliano.

Priebke, magistrato sorveglianza sospende permesso lavoro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2007

ROMA - E' durata poco l'esperienza lavorativa di Erich Priebke. Stamani all'età di 93 anni è arrivato sul posto di lavoro in sella ad uno scooter. Ma nel pomeriggio il permesso di lavoro, che gli era stato concesso lo scorso 12 giugno, è stato sospeso con un decreto firmato dal magistrato militare di sorveglianza di turno. Alla base del provvedimento del giudice Isacco Giorgio Giustiniani, la mancata comunicazione alle autorità da parte di Priebke dei suoi spostamenti (orari e modalità) per recarsi a lavorare nello studio del suo avvocato. "E' mortificante quanto accaduto. Mi pare un pretesto sul quale i magistrati si sono gettati con un tempismo e un senso di opportunità eccezionali", è stato il commento dell'avvocato Giosué Bruno Naso, legale di Erich Priebke, l'ex capitano delle SS condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine. "Credo che l'unica cosa giusta sia che Priebke torni agli arresti, anche se solo domiciliari", ha detto, invece, il presidente della Comunità ebraica romana Leone Paserman.

Il merito, secondo il portavoce della Comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, va ai ragazzi che oggi hanno protestato. Priebke, insieme all'avvocato Paolo Giachini, era arrivato stamani al lavoro in motorino evitando i ragazzi della comunità ebraica che lo attendevano davanti alla sua abitazione per urlargli la loro rabbia, ma non chi lo aspettava davanti lo studio legale di via Panisperna. E proprio sulla concessione di poter lasciare gli arresti domiciliari per recarsi al lavoro, la procura di Roma ha aperto una inchiesta, mentre il ministro della Difesa Arturo Parisi ha convocato il pg militare presso la Corte di Cassazione per informazioni sul caso. "E' inverosimile che un essere umano che ha compiuto questi omicidi sia libero, ci siamo dimenticati di tutte le persone che ha ucciso?". L'ex deportato Giuseppe Di Porto, con ancora marchiato sul braccio il numero 167988, ha urlato così la sua rabbia questa mattina, mentre insieme a circa 100 giovani aspettava invano che Priebke uscisse di casa. Capito d'averlo perso i ragazzi l'hanno raggiunto allo studio legale per continuare la protesta. "Se è passato dal carcere ai domiciliari per problemi di salute - hanno detto - come è possibile che possa lavorare?". La stessa domanda è arrivata anche dal segretario romano del Pdci, Fabio Nobile."Se il carnefice delle Fosse Ardeatine gode di buona salute per potersi recare quotidianamente al lavoro - ha detto Nobile in una nota - non comprendiamo perché debba usufruire degli arresti domiciliari, e non del carcere, per ragioni di salute opposte".

Due ragazzi della comunità ebraica, nipoti di deportati, hanno incontrato l'avvocato Giachini all'interno dello studio. "Non si vergogna di quello che sta facendo?" gli hanno chiesto. "Stiamo in uno Stato di diritto - ha risposto lui - e il mio dovere è di difendere un perseguitato". "Ma i perseguitati - hanno ribattuto i ragazzi - sono i martiri delle Fosse Ardeatine". Priebke, ha riferito Giachini, si occuperà di traduzione e catalogazione di materiale giuridico. Mansioni che svolgerà 'compatibilmente alla sua eta'' e per le quali sarà retribuito. Quando l'ex capitano delle SS ha lasciato lo studio legale, ad urlare 'Vergogna!' al suo passaggio, c'erano anche gli abitanti del Rione Monti. E la solidarietà alle famiglie delle vittime, è arrivata anche dalle istituzioni locali: dal sindaco di Roma Walter Veltroni, dal presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra che ha giudicato anche "giusta" la decisione presa nel pomeriggio dal giudice, e dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Dopo l'esposto presentato dall'avvocato della Comunità ebraica di Roma, Oreste Bisazza Terracini, la procura ha aperto un fascicolo intestato 'atti relativi a', senza ipotesi di reato e senza formale iscrizione di persone.

Martedì 19 Giugno 2007

Benzina: nuovo rialzo a 1,369 euro, sfonda quota 2.650 lire

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/06/2007

ROMA - Nuovo rialzo dei prezzi della benzina che si spingono, in alcuni distributori italiani, ad un soffio da quota 1,37 euro, portandosi ad oltre 2.650 vecchie lire al litro.

Complice anche la nuova ondata di rialzi sui mercati internazionali del greggio e dei prodotti petroliferi, sono scattati nuovi rincari nei distributori di Api-Ip che hanno rialzato di 0,005 euro al litro, portando la verde a 1,369 euro. Rincari, nei listini degli stessi marchi, sono arrivati anche per il gasolio che passa a 1,177 euro (+0,006 euro), che sfiora così le 2.300 lire. L'ondata di aumenti ha riguardato anche la Shell (+0,003 euro al litro) con la verde passata a 1,367 euro.(ANSA).

Il Santo Graal e' a Roma, lo sostiene uno studioso

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/06/2007

ROMA - Il Santo Graal a Roma? L'antico calice cercato in lungo e in largo e che ha generato leggende di ogni sorta alimentando la fantasia di studiosi, appassionati del mistero, scrittori, registi e quant'altro sarebbe nascosto nientemeno che nella Capitale, e precisamente nella basilica di San Lorenzo Fuori Le Mura. E' quanto sostiene l'archeologo Alfredo M. Barbagallo. Dopo due anni di ricerche lo studioso ritiene infatti che vari elementi dimostrano chiaramente la presenza di "uno straordinario manufatto assolutamente compatibile con la reliquia millenariamente ricercata".

Segno Croce e prudenza, decalogo per chi guida

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/06/2007

(di Elisa Pinna)

CITTA' DEL VATICANO - Allacciatevi le cinture, fatevi il segno della Croce e, se siete in compagnia, cercate di dire anche un rosario. Di protezione divina, in auto o in moto, ne avrete bisogno. Sì, perché le strade del mondo si sono trasformate in un palcoscenico pericoloso di prepotenza, violenza, egoismo, omicidi, bestemmie. E, sopratutto, di morte e lutto. Il fenomeno preoccupa talmente la Chiesa cattolica che il Vaticano, attraverso il suo Pontificio Consiglio per la Pastorale dei migranti e gli itineranti, ha deciso di pubblicare oggi un decalogo per i potenziali viaggiatori "peccatori": automobilisti, camionisti, motociclisti, adolescenti in sella ai loro motorini o alla guida delle city-car.

Anche un sorpasso spericolato può essere un peccato e provocare del male, ha spiegato ai giornalisti il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Consiglio dei Migranti, snocciolando cifre da rabbrividire: 35 milioni di morti e un miliardo e mezzo di feriti nel ventesimo secolo in incidenti stradali; solo nel 2000 un milione e 600 mila di vittime, al 90% a causa di "errori umani", ovvero, per la Chiesa, peccati. Per tale motivo, il Vaticano, nel libretto di 56 pagine dal titolo "Orientamenti per la pastorale della strada", redige un manuale spirituale da affiancare ad una scuola-guida laica. In esso trova posto anche un vero e proprio decalogo per gli automobilisti che comincia dal precetto base delle Tavole della Legge consegnate da Dio a Mosé: "non uccidere", prosegue con un serie di richiami alle virtù evangeliche e si conclude con un "senti te stesso responsabile verso gli altri". Al decalogo si aggiungono poi le preghiere.

Il ricorso ai nostri intercessori celesti - avverte la Santa Sede - non deve far dimenticare l'importanza del segno della Croce, fatto prima di iniziare un viaggio. Ma anche recitare il rosario tutti insieme, durante le lunghe percorrenze, servirà a "sentirsi immersi nella presenza di Dio, a rimanere sotto la sua protezione". Ciò contribuirà ad allontanare le tentazioni peccaminose e le violazioni al codice della strada. I veicoli , ammonisce il Vaticano, "anziché servire in modo prudente ed etico per la convivenza, la solidarietà e il servizio degli altri", sono spesso trasformati in strumento di "abuso", di "dominio", di sfoggio di potere e denaro. "I comportamenti poco equilibrati variano a seconda delle persone e delle circostanze: mancanza di cortesia, gestacci, imprecazioni, bestemmie, perdita del senso di responsabilità, violazioni deliberate del codice della strada", si osserva in Vaticano.

Vi sono altresì i casi di guida senza abilità fisica o capacità mentale, per l'abuso di alcool e di altri stimolanti o droghe, per stati di spossatezza o sonnolenza, prosegue il manuale della Santa Sede . "Vi è il pericolo derivante dalle minimacchine (citycar) affidate a giovanissimi e adulti privi di patente, e quello dell'uso spericolato dei ciclomotori e delle moto", aggiunge. La Chiesa invita le autorità dello Stato a fare di più per prevenire gli incidenti e le inciviltà della strada. Ma promette che la struttura ecclesiale mobiliterà le sue truppe sul fronte caldo dell'asfalto: costruirà chiese e santuari lungo le autostrade, invierà preti negli autogrill e nelle aree di sosta, e consiglieri spirituali nei raduni di automobilisti e motociclisti.

Maxioperazione Usa contro al-Qaeda in Iraq, oltre 10mila soldati in azione

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/06/2007

Truppe americane e irachene hanno lanciato un attacco contro Baquba per colpire le cellule di al-Qaeda. Ad annunciarlo è il comando Usa.

All'operazione, denominata in codice 'Arrowhead Ripper', partecipano complessivamente circa diecimila uomini, appoggiati da elicotteri da combattimento e da blindati Bradley e Strykers, e dotati inoltre di copertura aerea.

L'assalto "è ancora nelle fasi iniziali". Almeno 22 integralisti sono comunque stati uccisi già nelle prime ore dell'offensiva. Baquba, situata una sessantina di chilometri a nord-est di Baghdad, è capoluogo della provincia di Diyala, una delle più instabili e pericolose dell'intero Iraq.

Mercoledì 20 Giugno 2007

Microsoft modifica' Windows Vista

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/06/2007

ROMA - Microsoft ha raggiunto un accordo con il dipartimento di Giustizia statunitense e con gli organi antitrust statali impegnandosi a modificare il suo sistema operativo Vista, mettendo al tempo stesso fine alla disputa con Google che accusava il colosso del software di violazione delle regole concorrenziali nella ricerca via Internet. Google aveva fatto presente che il proprio programma di ricerca non riusciva a funzionare in maniera ottimale su Vista. Lo stesso primo motore di ricerca Internet ha espresso soddisfazione per l' intesa raggiunta, in quanto - ha sottolineato il responsabile per gli affari legali del gruppo, David Drummond - i cambiamenti "vanno nella giusta direzione", anche se al tempo stesso "é necessario introdurre ulteriori miglioramenti per consentire ai clienti di avere accesso ad desktop di ricerca alternativo". La nuova versione di Vista con le modifiche previste dall' accordo sarà disponibile entro la fine dell' anno. Vista è l' ultima versione del sistema operativo Windows che attualmente è installato sulla quasi totalità dei personal computer di tutto il mondo. Google attualmente sopravanza di gran lunga Microsoft per numero di utilizzatori dei programmi di ricerca via Internet, con un rapporto di sei a uno. Nel 2001 una corte d' appello federale statunitense aveva sancito che Microsoft difendeva illegalmente il suo sistema operativo Windows dalla concorrenza.

Giovedì 21 Giugno 2007

Montezemolo, sindacato rappresenta P.a. e fannulloni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

REGGIO EMILIA - "Le nostre proposte sono più popolari fra i lavoratori che nel sindacato. Che è sempre più il sindacato della pubblica amministrazione e dei fannulloni". Con queste parole si è espresso il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo parlando alla platea degli industriali di Reggio Emilia. "Se la ripresa c'è stata questa dipende fondamentalmente, se non esclusivamente dalle imprese, eppure il paese fa fatica a fare il tifo per le imprese. C'é un'inaccettabile cultura anti industriale", afferma Montezemolo.

MONTEZEMOLO,MESTIERE GOVERNO CREARE PROBLEMI A IMPRESE

REGGIO EMILIA - ''C'e' una classe di Governo che ha come mestiere creare problemi agli imprenditori''. Cosi' il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha parlato agli industriali di Reggio Emilia commentando il peso della burocrazia. Montezemolo ha cercato di spiegare il malcontento che c'e' in Italia. ''La pubblica amministrazione - ha detto - ha piu' costi di struttura che di servizi; i costi e i tempi di percorrenza delle strade aumentano, e per la burocrazia, se la gente non ne puo' piu', gli imprenditori sono addirittura esasperati''.

MONTEZEMOLO, SERVE OPPOSIZIONE CHE FACCIA MENO PROPAGANDA

REGGIO EMILIA - ''In Italia serve un'opposizione che faccia meno propaganda e abbia un progetto politico. A noi non piace vedere show come quelli delle forze politiche che invadono i banchi del Governo''. Parlando all'assemblea degli industriali di Reggio Emilia, il presidente di Confindustria Luca Cordero di

Montezemolo, durante una relazione nella quale ha pesantemente criticato il Governo, non ha risparmiato critiche nemmeno alla minoranza. ''Quando il centrodestra era al governo - ha aggiunto - abbiamo sentito tante volte parlare i suoi esponenti del taglio dell'Irap. Non abbiamo visto un euro di Irap tolta. E' necessario tagliare la propaganda e avere un progetto politico''

DE GENNARO: MONTEZEMOLO, NON CI SONO PIACIUTI I MODI

Non ci sono piaciuti i tempi e i modi in cui si è affrontata la sostituzione dei vertici delle forze dell'ordine. Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Monterzemolo si è espresso durante l'assemblea degli industriali di Reggio Emilia. "C'é una classe di Governo che ha come mestiere creare problemi agli imprenditori". Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha parlato agli industriali di Reggio Emilia commentando il peso della burocrazia.

MONTEZEMOLO: CGIL IRRITATA, E' NUOVO CAPO POPULISTA

ROMA - Le parole del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, sul sindacato che rappresenterebbe i fannulloni hanno suscitato ''sorpresa e irritazione'' nella Cgil. Nel sindacato guidato da Guglielmo Epifani, si fa notare che Montezemolo si presenta come ''il nuovo capo populista del Paese. Evidentemente - si sottolinea - cerca l'avventura politica, provando a delegittimare il sindacato dopo aver tentato di farlo con il sistema politico''.

PENSIONI, DUELLO TRA EPIFANI E PADOA-SCHIOPPA

E' di nuovo scontro tra il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e i leader di Cgil, Cisl e Uil sulle risorse da destinare agli interventi sociali e al superamento dello scalone. Padoa-Schioppa all'incontro con le parti sociali ha sottolineato che da marzo le previsioni sui conti pubblici sono "peggiorate" e che i 2,5 miliardi di risorse stanziate per aumento delle pensioni basse, ammortizzatori sociali, mercato del lavoro e competitività sono il "limite" al di là del quale il Governo non può andare.

In pratica quindi il ministro ha ribadito che nell'extragettito non ci sono anche le risorse per il superamento dello scalone (il passaggio nel 2008 da 57 a 60 per l'età di accesso alla pensione di anzianità a fronte di 35 anni di contributi) ma che per questo fine non può neppure essere utilizzato l'aumento dello 0,3 dei contributi dei lavoratori dipendenti fissato a partire dal 2007 così come chiesto da Epifani. Dichiarazioni quelle di Padoa-Schioppa duramente criticate dal leader della Cgil. "Se si pensa di affrontare il tema della previdenza con la calcolatrice - ha detto Epifani dopo l'incontro - non va bene. Non trattiamo con la calcolatrice. Dietro i numeri ci sono persone e condizioni. Solo dopo c'é il problema della sostenibilità finanziaria. Non prima". Preoccupate anche le reazioni del numero uno della Uil, Luigi Angeletti che ha parlato di trattativa che "resta difficile" mentre Bonanni ha ribadito che sarebbe inaccettabile cercare le risorse per lo scalone all'interno del sistema previdenziale.

Se si cercano nell'evasione contributiva va bene - avverte - siamo contrari a ulteriori aumenti di contributi per i lavoratori dipendenti e a un ridimensionamento della spesa. Comunque l'oggetto della trattativa erano le misure per i giovani e la riforma degli ammortizzatori sociali mentre sul resto delle materie in agenda, a partire dalla modifica dello scalone, un nuovo incontro tra Governo e parti sociali è stato fissato per martedì 26 con l'intenzione di andare a una trattativa "no stop" e di chiudere entro il 28, data nella quale dovrebbe essere approvato il Dpef.

La riforma degli ammortizzatori dovrebbe prevedere secondo il Governo l'aumento della indennità di disoccupazione dal 50% al 60% e la riforma della cassa integrazione con un allargamento della platea dei lavoratori interessati. Per i giovani l'Esecutivo, ha spiegato il ministro del Lavoro Cesare Damiano, punta alla totalizzazione dei contributi versati in diverse gestioni, alle agevolazioni per il riscatto pensionistico della laurea e per il microcredito. Su questi argomenti come sugli aumenti per le pensioni basse i sindacati hanno parlato di misure "condivisibili" anche se chiedono che siano "strutturali". E dopo la riunione plenaria ce n'é stata un'altra tra Epifani, Bonanni e Angeletti con Letta, Damiano e Sartor per parlare delle modalità di rivalutazione delle pensioni basse sulla base dei contributi versati.

Il nodo principale quindi resta quello delle risorse e i sindacati sono apparsi meno fiduciosi rispetto ai giorni scorsi sulla possibilità di trovare un accordo la prossima settimana. Finora infatti al tavolo formale di palazzo Chigi non sono arrivate ancora proposte di merito sul superamento dello scalone e le uniche cifre che sono circolate sono apparse direttamente sui giornali. "C'é una manina per me abbastanza individuabile - ha detto Epifani - che ha fatto arrivare ai giornali quanto costa il superamento dello scalone. I conti vanno mostrati nella sede propria, nel corso di una trattativa. Altrimenti così diventa difficile trattare".

E se i sindacati chiedono al Governo di trovare al più presto le risorse per lo scalone perché i lavoratori non possono aspettare fino al 31 dicembre per avere risposte il ministro Damiano ha detto che per questo superamento vanno individuati risparmi "all'interno del sistema previdenziale". Non è escluso che al fine della "attenuazione" dello scalone confermata dal ministro sia utilizzato il nuovo aumento annunciato delle aliquote dei lavoratori parasubordinati (sono risorse a fini pensionistici, ha detto Damiano) mentre sembra tramontata l'ipotesi di un ulteriore aggravio per i contributi dei lavoratori dipendenti e degli autonomi. "E' stato comunque - ha concluso - un colloquio sereno".

Evasione a 100 mld, possibile azzerarla

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

(dell'inviato Andrea Linares)

ROMA - Ogni anno l'evasione fiscale sottrae alle casse dello Stato entrate per oltre 100 miliardi, cioé 7 punti di Pil. Una cifra equamente distribuita su tutto il territorio nazionale che, se venisse recuperata, consentirebbe all'economia di crescere molto di più e, al Governo, di abbassare in modo consistente le tasse a tutti i cittadini. Un traguardo "possibile", anzi "a portata di mano".

Non è un luogo qualsiasi quello scelto dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, per sottolineare la portata del fenomeno evasione fiscale e, soprattutto, per lanciare un messaggio di fiducia: è la festa per il 233esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, svoltasi oggi a L'Aquila, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e, ovviamente, di tutti i più alti gradi delle Fiamme Gialle, ad iniziare dal nuovo Comandante Generale Cosimo D'Arrigo. Ogni anno in Italia - ha detto infatti Padoa-Schioppa - ci sono "7 punti di Pil di mancate enrate per l'erario: oltre 100 miliardi, cioé il 15-20% di tutte le entrate fiscali raccolte".

Cento miliardi - ha spiegato il ministro - che se venissero pagati regolarmente "cambierebbero il volto dell'Italia", consentendo "all'economia di crescere di più, creando così piùposti di lavoro" e al Governo "di alleggerire i carichi fiscali a tutti i contribuenti, soprattutto a quelli che non evadono". Ma che potrebbero essere utilizzati anche per "più investimenti, più tutela del territorio, più sviluppo, più cultura, più assistenza alle famiglie e ai più bisognosi".

E che farebbero cessare, per imprese, commercianti ed artigiani onesti, la frustazione di "subire la concorrenza sleale di chi evade". Perché, quello dell'evasione, è un male che riguarda tutto il Paese, da nord a sud, senza distinzione e che "supera la base imponibile dichiarata". Un sogno? No, ha assicurato Padoa-Schioppa. Anzi, un obiettivo possibile, raggiungibile, addirittura vicino.

Un'Italia ad evasione zero - ha assicurato infatti il ministro - è possibile, è a portata di mano. Certo "serve un atto di fiducia, direi un patto di riconciliazione, oltre che tolleranza zero" verso gli evasori. In un Paese dove questo fenomeno "non é una malattia di alcuni, ma spesso una vera e propria pandemia", dove i livelli di frode sono "doppi rispetto a Francia, Germania e Regno Unito e addirittura quadrupli rispetto ad Austria, Olanda ed Irlanda", e dove "a reddito maggiore corrisponde evasione maggiore", i cittadini - secondo Padoa-Schioppa - devono capire che "le tasse servono per procuraci beni essenziali come le strade, la giustizia, le cure mediche, l'istruzione".

Devono pensare che "le tasse sono un modo civilissimo ed efficiente per far fronte alle spese comuni". Niente spirito di emulazione negativo dunque ("non pago perché molti non pagano") e "nessuna indulgenza" verso chi trasgredisce. Basta poi con le stagioni dei condoni come quelle del recente passato, "che hanno trasformato l'eccezione in quasi certezza" di impunità.

L'impegno assoluto nella lotta all'evasione, del resto, è un caposaldo del programma del Governo, come dimostrano anche dati sul contrasto messo in campo proprio dalla Guardia di Finanza nei primi 5 mesi dell'anno: 8,8 miliardi di ricchezza nascosta recuperata; 3.380 evasori smascherati che avevano occultato redditi per 4,8 miliardi, di cui 1,3 di Iva non pagata; 14.770 lavoratori in nero scoperti; 222.600 controlli su scontrini e ricevute fiscali, che hanno portato alla contestazione di 45.570 violazioni sostanziali. "Abbiamo il dovere - ha concluso Padoa-Schioppa - di portare l'evasione fiscale ai minimi fisiologici. E con la Finanziaria il Governo ha preso l'impegno di destinare i proventi della lotta all'evasione alla riduzione della pressione fiscale".

Inchiesta Asl: ex moglie di Fini indagata

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

ROMA - Daniela Di Sotto, che da pochi giorni ha annunciato la separazione da Gianfranco Fini, è indagata dalla procura di Roma nell'ambito della inchiesta sulle Asl e in particolare per le presunte irregolarità legate all' accreditamento della società Pangea con la Regione Lazio. La signora Fini questa sera è stata sentita dai pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri per poco meno di un'ora. L'accreditamento, avuto con la ex giunta Storace, poi revocato dalla giunta Marrazzo, riguardava convenzioni per la Tac e la Risonanza magnetica.

Daniela Fini era accompagnata dal suo legale, l'avvocato Giulia Bongiorno. "Ci siamo presentati per fornire alcuni chiarimenti - ha detto Bongiorno - la brevità della deposizione lo dimostra". Ufficialmente i magistrati non hanno rivolto alcuna contestazione a Daniela Fini. La sua deposizione è scaturita anche da un articolo di un settimanale relativo alla rapidità con cui la società Panigea (sette giorni) ottenne la convenzione dalla giunta regionale del Lazio retta dall'ex governatore Francesco Storace.

La convenzione riguardava Della società Panigea, vi era traccia nell'inchiesta di Potenza condotta dal pm Henry John Woodcock i cui atti sono poi stati trasferiti a Roma. Nelle carte dell'indagine vi è una intercettazione telefonica tra Daniela Fini e l'ex segretario di Gianfranco Fini, Francesco Proietti Cosimi anche lui, ai tempi dell'indagine di Potenza, socio della Panigea. Il reato per cui procedono i pm nell'ambito dell'ennesimo filone su tangenti e sanità, sarebbe anche di abuso d'ufficio. Ma secondo quanto si è appreso a Daniele Fini non è stato notificato alcun invito a comparire. L'interrogatorio di questa sera (avvenuto alla presenza del legale), era stato programmato nelle scorse settimane ma poi è slittato.

Demografia: maggioranza del pianeta vive in citta'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

PARIGI - Più del 50% della popolazione mondiale vive in città, secondo uno studio dell'Ined che mostra un'urbanizzazione in continua crescita e prevede che nel 2030 saranno sei persone su dieci a vivere in città. Se nel 1900 il tasso di urbanizzazione era del 10% e nel 1950 poco meno del 30%, si è arrivati nel 2007 a superare il 50%, secondo lo studio pubblicato oggi su "Population et sciences" che si basa su dati dell'ONU. Oggi la polazione dei cittadini è di 3,3 miliardi e, secondo lo studio, dovrebbe arrivare a 5 miliardi nel 2030. I continenti più urbanizzati sono i più sviluppati, con una media di urbanizzazione di tre abitanti su quattro in Europa e America del Nord. Un'eccezione è costituita dall'America latina, con un tasso di urbanizzazione del 78%. In Africa e in Asia, i continenti più popolati al mondo, i cittadini dovrebbero rappresentare la maggioranza degli abitanti nel 2030: allora le città più popolate al mondo si troverebbero in questi continenti.

Oggi sono venti le città che contano più di dieci milioni di abitanti, mentre nel 1975 erano solo tre. In testa sempre le stesse: Tokyo, che oggi conta 35,2 milioni di abitanti, Città del Messico, 19,4, e New York, 18,7. Ma la maggior parte della città con più di 10 milioni di abitanti si trovano nei continenti in via di sviluppo: due in Cina - Shangai, Pechino - e tre in India - Bombai New-Delhi e Calcutta. Chiedendosi se l'urbanizzazione costituisca un ostacolo per lo sviluppo, l'autore dello studio, Jacques Veron considera la "congestione" di numerose grandi città del Sud, l'inquinamento crescente e l'aumentare delle bidonvilles come "dei segni di un conflitto fra urbanizzazione e sviluppo". E' vero però che i problemi delle bidonvilles non coincidono sempre con quelli dell'urbanizzazione: è il caso delle banlieue francesi i cui problemi sarebbero di natura "sociale" più che "urbana".

Iraq: offensiva contro al Qaida, uccisi 41 insorti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

BAGHDAD - Almeno 41 ribelli sono stati uccisi dall'inizio della grande offensiva militare lanciata martedì contro delle roccaforti di al Qaida a nord est di Baghdad. Lo hanno annunciato fonti dell'esercito americano secondo le quali nell'operazione "Punta di freccia" lanciata in particolare nella provincia di Diyala, sono stati distrutti cinque depositi di armi e 25 ordigni esplosivi. Il generale di brigata Mick Bednarek ha aggiunto che "forze terrestri hanno scoperto anche una casa piena di esplosivi nel distretto di Baquba (il capoluogo del Diyala); l'edificio è stato distrutto con il lancio di un razzo da un elicottero". Secondo il responsabile militare "i cittadini di Diyala hanno espresso il desiderio di liberare la provincia e il paese da al Qaida".

UCCISI 2 SOLDATI USA

Due soldati americani sono stati uccisi e altri quattro feriti in un attacco al veicolo sul quale viaggiavano a sudovest di Baghdad mentre migliaia di militari sono impegnati in zone intorno alla capitale irachena in una vasta operazione contro militanti di al Qaida. Lo rende noto un comunicato militare.

CAMIONBOMBA ESPLOSO A SUD DI KIRKUK: ALEMNO 13 MORTI

Un camionbomba è esploso nei pressi dell'edificio che ospita il municipio di una cittadina a sud di Kirkuk, distruggendone parte, danneggiando abitazioni vicine e facendo numerose vittime. Secondo il primo bilancio sarebbero 13 i morti e decine i feriti nell'attacco suicida. Lo hanno comunicato fonti della polizia locale. Il capitano della polizia Farhad Shwani ha riferito che agenti sono al momento impegnati nelle operazioni di soccorso e stanno già estraendo corpi senza vita dalle macerie nella città di Sulaiman Pek, a sud di Kirkuk, nel nord del Paese.

Sangalli: pressione fiscale eccessiva, rischio chiusura o sommerso

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

ROMA - L'eccessiva pressione fiscale sta creando una "overdose tributaria" che costringe molte imprese a chiudere i battenti o a "ripiegare nel sommerso e nel nero". E' questo uno dei passaggi centrali della relazione del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, all'assemblea annuale dell'organizzazione. C'é un "cortocircuito" da sanare, ha detto Sangalli. "Rischiamo molte, troppe chiusure di imprese per 'overdose' tributaria e di burocrazia fiscale, e molti, troppi ripiegamenti nel sommerso e nel nero". "Il conto che stiamo pagando è salatissimo", ha rimarcato Sangalli, che ha poi quantificato il livello della pressione fiscale, confrontandolo con quello della spesa pubblica. "Questo - ha detto - è il quadro complessivo della situazione: spesa pubblica al 50,5% del Pil ed entrate totali, fiscali e contributive, al 42,8% del Pil. Se non si interrompe la spirale viziosa tra questi livelli di spesa e questi livelli di prelievo fiscale e contributivo, non si rimetteranno stabilmente in moto, nonostante qualche dato congiunturale incoraggiante, la domanda interna e i consumi delle famiglie, non si consoliderà la ripresa e non si riuscirà neppure a ridurre significativamente il livello del debito pubblico". "Nessuno sconto e nessuna scorciatoia", ha precisato però il numero uno di Confcommercio verso evasione ed elusione, che "vanno contrastate con determinazione e a 360 gradi. Senza la ricerca di capri espiatori, ma ovunque si annidino. Anche in casa nostra". La richiesta è quella di avere "equità e senso della misura".

PADOA-SCHIOPPA: EVASIONE ZERO A PORTATA DI MANO

L'AQUILA - "Un'Italia ad evasione zero è possibile, è a portata di mano". Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa intervenendo al 233/o anniversario della fondazione della Guardia di Finanza. "L'evasione fiscale, ogni anno, genera un mancato introito per le casse dell'erario "di oltre 100 mld l'anno, cioé il 15-20% di tutte le entrate fiscali raccolte". Ha aggiunto il Ministro dell'economia.

SENZA EVASIONE GIU' TASSE, ALTRO PAESE

Senza l'evasione fiscale "l'Italia cambierebbe voltò. Le imprese, i commercianti, gli artigiani cesserebbero di subire la concorrenza di chi evade", si potrebbero quindi attuare "alleggerimenti dei carichi fiscali per tutti i contribuenti, più investimenti, più tutela del territorio, più sviluppo del turismo, della cultura, della famiglia, dei più bisognosi". E' quanto ha affermato il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, intervenendo al 233/o anniversario della fondazione della Guardia di Finanza.

Cdl: governo riferisca al Senato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

ROMA - All'inizio dei lavori dell'aula del Senato, l'opposizione ha chiesto che il governo riferisca in aula sulla destituzione del capo della Polizia De Gennaro per le vicende del G8 di Genova. "Il Parlamento - ha detto Francesco Storace - ha il diritto di sapere le ragioni dell'annunciata destituzione del capo della Polizia". Oltre ad An, anche Forza Italia con il senatore Nitto Palma ha chiesto che il governo riferisca su un episodio definito "inquietante".

Capo polizia indagato in inchiesta G8 Genova

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

ROMA - Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell'ambito dell'inchiesta sul G8. A quanto si é appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l'iscrizione, alcuni giorni fa, sarebbe stata fatta per l'ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza. Non si e' appresa la data esatta dell'iscrizione nel registro degli indagati del prefetto De Gennaro, che sarebbe pero' di poco precedente o immediatamente successiva alla deposizione del numero due del reparto mobile di Roma, Fournier, sulla ''macelleria messicana'' alla scuola Diaz. La decisione della magistratura genovese, comunicata con avviso di garanzia al capo della Polizia, sarebbe stata motivo dell' accelerazione della volonta' politica di procedere a quell'avvicendamento alla guida del Dipartimento di pubblica sicurezza che era stato ipotizzato da tempo.

G8: CAPO POLIZIA INDAGATO, GLI SVILUPPI DEL PROCESSO DIAZ

GENOVA - La svolta nel processo per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz, durante il G8, che procedeva sonnacchioso e senza colpi di scena, si e' avuta il 13 giugno con le dichiarazioni del vicequestore romano, Michelangelo Fournier, uno dei 29 poliziotti imputati. Fournier, all'epoca del G8, era il vice di Vincenzo Canterini, comandante del Settimo Nucleo antisommossa del primo Reparto mobile di Roma, a sua volta imputato di lesioni a carico dei manifestanti insieme a otto capi squadra dello stesso reparto. ''Fu un intervento alla cieca - racconto' Fournier - e quello che vidi sembrava una macelleria messicana''. E per la prima volta, dopo sei anni, Fournier confesso' davanti ai giudici del tribunale di aver visto ''agenti di polizia, non pero' del mio reparto, che picchiavano manifestanti inermi''. Le dichiarazioni di Fournier contro i ''picchiatori della polizia'', e prima ancora di Francesco Colucci, all'epoca questore di Genova il quale disse come teste di essersi sentito un ''convitato di pietra'' dopo l'arrivo a Genova del prefetto Arnaldo La Barbera, inviato dal capo della polizia De Gennaro, avrebbero determinato nella pubblica accusa la decisione di scrivere nel registro degli indagati anche il capo della polizia per istigazione alla falsa testimonianza. Dalla sinistra piu' radicale, dopo queste dichiarazioni, vennero nuovamente avanzate le richieste di dimissioni per De Gennaro e la costituzione di una commissione d'inchiesta. Intanto in procura si discuteva se iscrivere o meno De Gennaro nel registro degli indagati.

G8: CAPO POLIZIA INDAGATO, LE DICHIARAZIONI DI COLUCCI TESTE

GENOVA - L'ex questore di Genova, Francesco Colucci, dopo le dichiarazioni rese come teste il 3 maggio scorso nel corso del processo per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz, venne indagato dalla Procura per falsa testimonianza. La novita' che Colucci racconto' in tribunale fu che a coordinare l'irruzione dei poliziotti nella scuola, era stato Lorenzo Murgolo, all'epoca del G8 vicequestore vicario di Bologna. Murgolo, secondo Colucci, venne indicato dallo stesso Ansoino Andreassi, vicecapo della polizia, quale coordinatore e responsabile dell'ordine pubblico, con funzioni anche di polizia giudiziaria. Andreassi era il dirigente di polizia con il grado piu' alto in quei giorni a Genova, con il prefetto Arnaldo La Barbera. Alla luce di questa rivelazione, venuta a distanza di sei anni dai fatti, i difensori commentarono che il processo era acefalo, in quanto a rispondere di quei fatti erano funzionari dirigenti che non avevano la responsabilita' dell'irruzione.

Chiusa l'indagine, guai per Inter e Milan

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2007

MILANO - Giornata nera per Inter e Milan, che hanno visto i loro dirigenti di punta raggiunti da un avviso di chiusura delle indagini nell'inchiesta milanese sui presunti falsi in bilancio, con relative plusvalenze milionarie. Nell'avviso di chiusura delle indagini in relazione alle operazioni sospette ci sono soprattutto nomi di giocatori non di primo piano, ma scambiati a cifre sempre superiori ai due milioni di euro, quando, stando alla consulenza della Procura di Milano, il loro valore era decisamente inferiore. Capitolo Milan. Matteo Giordano, per esempio, passò dall'Inter al Milan il 26 giugno del 2003 per 3 milioni di euro, quando il valore massimo (secondo la consulenza) era di 293 mila: così il differenziale sarebbe stato di 2,7 milioni. Le plusvalenze, però, non sarebbero state realizzate dal Milan solo attraverso scambi con i cugini nerazzurri: è il caso di Ikechukwu Kalu, acquistato dalla Sampdoria per 2 milioni di euro l'11 giugno dello stesso anno e stimato 159 mila euro, tanto che il differenziale è di 1,8 milioni. Con queste operazioni il Milan ha presentato nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2003 un'esposizione di maggiori attività e passività "il cui saldo, pari a 17.287.900 euro - è scritto nell'avviso di chiusura indagini - corrisponde a circa il 48% del patrimonio netto evidenziato in bilancio e pari a 35.995.187 euro". Quanto al bilancio rossonero al 31 dicembre 2004, è registrata un'esposizione di maggiori attività e passività il cui saldo, pari a 13.624.200 euro, corrisponde a circa il 29% del patrimonio netto evidenziato in bilancio e pari a 47.416.037 euro. Capitolo Inter. Sul fronte delle presunte irregolarità nerazzurre spicca l"affairé Bernardo Corradi-Hernan Crespo, realizzato con la Lazio.

Una "compravendita incrociata" - è definita nell'avviso notificato dai militari della Guardia di Finanza - che avrebbe visto "diritti ipervalutati per un importo almeno pari a 6.669.491,80 euro". Le "compravendite incrociate" con il Milan, invece, sarebbero state caratterizzate da "corrispettivi falsamente ipervalutati" per un totale di 10 milioni e 770 mila euro. Tutte operazioni che, tira le somme il consulente del pm Carlo Nocerino, hanno portato, nel bilancio chiuso al 30 giugno 2004 a "un maggior patrimonio nettò", pari a 22.393.927 euro che "corrisponde a circa il 27% del patrimonio netto risultante dal bilancio", pari a 82.826.675 euro; mentre per il periodo fino al 30 giugno 2004 si è determinata un'esposizione "di un maggior patrimonio netto pari a 32.459.713 euro che corrisponde a circa il 104% del patrimonio netto risultante dal bilanci", pari a 31.201.367 euro. Al di là dei dati contabili, la Procura contesta a Massimo Moratti, al vicepresidente dell'Inter Rinaldo Ghelfi e all'ex manager nerazzurro Mauro Gambaro, di aver fatto tutto ciò "con l'intenzione di ingannare i soci e il pubblico e al fine di conseguire l'ingiusto profitto, di evitare di evidenziare perdite che avrebbero comportato l'obbligo di ripianare e/o di ridurre il capitale sociale entro il successivo esercizio". Altro obiettivo: "evitare di rappresentare alla Covisoc l'esatta situazione patrimoniale ai fini delle verifiche propedeutiche all'ammissione dei campionati di calcio 2004-2005 e 2005-2006 e di rientrare finanziariamente nei parametri richiesti dalla Figc per la regolare iscrizione al campionato 2005-2006". Per Adriano Galliani, stesse accuse, anche se senza quel 'fastidioso' riferimento alla regolarità dell'iscrizione al campionato 2005-2006. All'ad e vicepresidente rossonero si contesta di aver "determinato il superamento delle soglie del cinque per cento del risultato economico e dell'uno per cento del patrimonio netto, nonché l'alterazione sensibile della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società". L'avviso di chiusura delle indagini prelude di norma alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm al gup. Gli indagati hanno da ora venti giorni di tempo per presentare memorie e farsi interrogare.

MORATTI: TIFOSI STIANO TRANQUILLI

Ai tifosi dell'Inter dico di stare molto tranquilli, sui bilanci e sull'aumento di capitale siamo sereni. Così Massimo Moratti spiega il suo stato d'animo sull'inchiesta delle presunte plusvalenze gonfiate per l'ammissione ai campionati 2004-2005 e 2005-2006, prima di entrare nella sede della Figc, per il consiglio federale che prevede tra l'altro all'ordine del giorno, l'approvazione del codice di giustizia sportiva e la nomina dei cinque saggi della Commissione di garanzia della giustizia sportiva (già nominati due del Coni, Capotosti e Squitieri). "La vita nel calcio è così - ha aggiunto Moratti - ogni giorno devi rispondere a qualcosa, ci fai presto l'abitudine. Ribadisco di essere tranquillo per quello che riguarda i nostri bilanci, il giudice e la Guardia di Finanza hanno tutto il diritto di guardarci dentro, così come noi abbiamo il diritto di difenderci". Il presidente nerazzurro incontrerà tra poco l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, dopo la nota vicenda del trasferimento dell'attaccante del Cagliari Suazo: "Sarà una battaglia con Galliani, - ha concluso Moratti scherzando - sul giocatore vedremo se ci lasciano qualche speranza".

GALLIANI: QUELLI MILAN SONO REGOLARI

Confermo nella maniera più assoluta che i bilanci del Milan, relativi alle iscrizioni ai campionati 2004-2005 e 2005-2006, sono completamente regolari. Così l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, chiarisce la sua posizione sull'inchiesta del pm di Milano, Carlo Nocerino, in merito alle presunte plusvalenze gonfiate che riguardano i bilanci della società rossonera al 30 giugno 2003, 31 dicembre 2003 e 31 dicembre 2004. Prima di entrare nella sede della Federcalcio a via Allegri, dove a breve ci sarà il Consiglio Federale, Adriano Galliani ha concesso anche una battuta sul tema Suazo, "ormai conoscete tutti la vicenda".

« Precedente

» Notizie » 2007 » Giugno | Commenti: Scrivi

Successiva »