DEI RICCHI

2007 - Giugno - Settimana 2

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Indice dei giorni


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Venerdì 8 Giugno 2007

Ici: 173 euro pro-capite, piu' cara in Liguria

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2007

ROMA - L'Ici pesa mediamente 173 euro a contribuente. L'esborso più pesante è per i cittadini della Liguria, mentre in coda alla classifica del peso dell'imposta comunale sugli immobili ci sono i contribuenti della Calabria. Sono i dati di uno studio condotto dalla Fondazione Ancot (l'Associazione Nazionale dei Consulenti Tributari) che ha rielaborato dei dati del Consorzio Anci-Cnc per la fiscalità locale.

I liguri pagano mediamente ogni anno 291 euro quasi il doppio della media nazionale che è pari invece a 173 euro. Ogni cittadino della Valle d'Aosta paga mediamente 264 euro mentre al terzo posto figurano i laziali con 260 euro. Continuando l'analisi del gettito Ici (relativo all'anno 2004) emerge che in valore assoluto il più alto gettito riscosso appartiene all'Italia Nord-Occidentale (3.102 milioni).

A livello nazionale, invece, la riscossione totale è di 9.849 milioni di euro. Prendendo a riferimento il valore pro capite, dopo i liguri e i contribuenti della Valle d'Aosta e del Lazio ciascun abitante dell'Emilia Romagna paga per l'Ici 251 euro e a seguire: Toscana (223 euro), Piemonte (206 euro), Lombardia (193 euro), Friuli Venezia Giulia (182 euro), Veneto (180 euro), Trentino Alto Adige (167 euro), Marche (148 euro), Umbria (146 euro), Abruzzo (143 euro), Molise (124 euro), Puglia (120 euro), Sardegna (111 euro), Campania (105 euro), Sicilia (90 euro) e Basilicata (76 euro). Spetta alla Calabria l'ultimo posto della graduatoria considerando che ogni cittadino paga mediamente per l'Ici 69 euro.

Sabato 9 Giugno 2007

Gaza: raid, retate e sparatorie

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2007

GAZA - Per la seconda volta in una settimana ingenti forze israeliane di terra si sono spinte all'interno della striscia di Gaza, per una profondità di alcuni chilometri, fino a raggiungere la zona di a-Nahda e l'ex aeroporto 'Arafat' a sud di Rafah. Fonti militari a Tel Aviv affermano che l'operazione ha un carattere "preventivo". Obiettivo dei militari è infatti rintracciare palestinesi attivi nella lotta armata e depositi di armi e di munizioni. A quanto pare, al termine di queste ricerche le unità israeliane dovrebbero rientrare nel proprio territorio.

Fonti palestinesi precisano che sul terreno si vedono una quindicina di mezzi blindati, protetti dal cielo da elicotteri della aviazione militare israeliana. Le ricerche sono state concentrate finora nel rione a-Nahda nelle abitazioni di alcuni clan familiari. A Gaza un portavoce della sicurezza nazionale ha affermato che i militari israeliani hanno aperto il fuoco in direzione di "basi e di campi di addestramento della sicurezza nazionale". In questo episodio, che per ora non ha conferma a Tel Aviv, non si ha notizia di vittime. Da parte sua un sito internet di Hamas riporta un comunicato del proprio Braccio armato, le Brigate Ezzedin al-Qassam, secondo cui l'incursione dei blindati israeliani è stata preceduta dalla infiltrazione di unità speciali israeliane. In un caso, sostengono le Brigate al-Qassam, i miliziani palestinesi sono riusciti a sorprendere i soldati israeliani e colpirne due da distanza ravvicinata. Questo episodio non ha conferma per ora in Israele. I militari israeliani da parte loro hanno riferito di aver colpito un miliziano palestinese di cui non ci conoscono le condizioni. Nel frattempo proseguono i lanci sporadici di razzi da Gaza verso il territorio israeliano. I Comitati di resistenza popolare affermano di aver colpito il versante israeliano del valico di Kerem Shalom. Non si ha notizia di vittime.

KISSUFIM, SVENTATO GRAVE ATTENTATO Al valico di Kissufim (fra Gaza ed Israele) è stato sventato oggi un "grave attentato", grazie alla prontezza della reazione dei militari dislocati sul posto. Lo ha affermato la radio militare israeliana. L'emittente ha smentito informazioni di fonte palestinese secondo cui uno dei militari sarebbe stato rapito dal commando di miliziani palestinesi giunti da Gaza. "Nessuno è stato rapito, nessuno è stato colpito dal loro fuoco: né fra i militari, né fra i civili israeliani", ha ribadito la radio. A Kissufim si trova un kibbutz dove abitano alcune centinaia di agricoltori. Uno dei miliziani penetrati in Israele è stato ucciso, secondo la radio militare. Altri tre sono in apparenza tornati a Gaza, mentre nella zona proseguono comunque i setacciamenti. La precedente penetrazione di miliziani palestinesi avvenne un anno fa presso il valico di Kerem Shalom, alla estremità sud della striscia di Gaza. Il 25 giugno 2006, un commando palestinese, sbucato da un tunnel, sorprese i soldati israeliani di guardia, ne uccise alcuni e rapì il caporale Ghilad Shalit che è ancora prigioniero di Hamas.

Prodi: con Usa ancora grandi passi avanti insieme

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2007

PARTITO IL CORTEO ''NO-WAR''

Gli altri appuntamenti del presidente

Bush uguale Moro, lapide profanata

Roma: proteste, sicurezza, la bandiera di Cossiga

Citta' blindata, manuale per l'uso

I coniugi Bush al Quirinale/galleria di foto

Bush ricevuto al Quirinale/VIDEO

''Credo che faremo ancora grandi passi avanti insieme'', ha detto il premier Romano Prodi nella conferenza stampa congiunta con il presidente Usa George W. Bush alla fine del loro colloquio.

''Dobbiamo lavorare ancora molto nello scacchiere del Medio Oriente che ancora non vede la fine della crisi che vive gia' da molti anni. Nello stesso Libano dove la missione di pace ha avuto esiti certamente positivi, ci sono situazioni di difficolta' ancora aperte''. Ha sostenuto Prodi dopo l'incontro con Bush.

''No, assolutamente no'': cosi' il presidente del Consiglio, Romano Prodi, risponde ai cronisti che gli domandano se Bush gli ha chiesto maggior impegno per l'Italia in Afghanistan.

''Condividiamo la stessa posizione sul difficile problema dell'Iran e sul pericolo della proliferazione di armamenti atomici. E condividiamo il cammino. Possiamo operare insieme per fare pressioni sul governo iraniano perche' non vada oltre i limiti di un uso pacifico e controllato di strumenti nucleari''. Ha aggiunto Prodi.

BUSH: GRAZIE PER IMPEGNO IN LIBANO E AFGHANISTAN - Bush ha ringraziato il governo italiano per l'impegno in crisi come quelle di Afghanistan e Libano.

''Voglio ringraziarvi molto per i nostri colloqui sul Kosovo, e' una parte del mondo che lei conosce bene'': lo ha detto Bush rivolto al premier Prodi, aggiungendo che c'e' stato un ''notevole contributo da parte vostra, ne abbiamo discusso al G8, e anche oggi''.

''Con Berlusconi ci conosciamo da tempo e anche con Romano. E' un onore avere l'amicizia di due leader cosi' importanti''. Lo ha detto il presidente americano in merito all'incontro che nel tardo pomeriggio avra' con il presidente di Forza Italia a Villa Taverna.

IMPORTANTE STRETTO CONTATTO CON L'ITALIA "E' importante uno stretto contatto tra Stati Uniti ed Italia perché siamo amici, alleati, e partner commerciali". Lo ha detto il presidente George W. Bush nell'incontro al Quirinale con il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, ha riferito la Casa Bianca.

Prima un incontro di 50 minuti con il presidente Giorgio Napolitano, in cui si è tra l'altro parlato del ruolo di Nato e Ue, quindi mezz'ora di colloquio privato in Vaticano con il Papa: la visita di George W.Bush è iniziata con due dei tre appuntamenti chiave del viaggio in Italia del presidente americano. Sotto un sole estivo, la mattinata romana di Bush è iniziata pochi minuti dopo le 9:00, quando si è aperto il cancello di Villa Taverna da dove sono uscite le due limousine con a bordo il presidente e la 'first lady' Laura, scortate da un imponente corteo e apparato di sicurezza.

Poco dopo Bush è stato accolto al Quirinale da Napolitano, in quello che è stato il loro primo incontro ufficiale: cinquanta minuti di colloqui (cinque in più del previsto), in cui Napolitano ha in particolare sottolineato che l'Italia si considera un interlocutore che può avere un ruolo particolare nelle relazioni transatlantiche, in quanto protagonista testimone sia della fondazione della stessa Alleanza, sia della costruzione europea. Napolitano ha inoltre confermato l'impegno di Roma nelle missioni internazionali decise in ambito multilaterale che - ha rilevato il presidente - devono essere non solo militari, ma anche politiche e diplomatiche.

Bush ha, dal conto suo, riconosciuto che sulla missione in Libano l'Italia ha avuto un ruolo trainante, contribuendo ad un approccio unitario in seno all' Ue. Subito dopo Bush si è recato in Vaticano dove, contrariamente alla tradizione, non ha percorso via della Conciliazione. Il colloquio privato con Benedetto XVI è iniziato poco dopo le 11 e, da quanto si è potuto cogliere nelle prime frasi tra i due, rispondendo ad una domanda del pontefice, Bush si è riferito al vertice G8 chiuso ieri in Germania come ad un "successo". Il pontefice ha ricordato "la grande iniziativa a proposito degli aiuti all'Africa e per la lotta all'Aids". La Santa Sede intanto ha chiesto una soluzione negoziata per il Medio Oriente.

Alle 17 Bush incontrerà a Villa Taverna il personale dell'ambasciata Usa a Roma. Sempre nella residenza dell' ambasciatore è previsto un faccia a faccia di trenta minuiti con l'ex premier Silvio Berlusconi. Per tutta la mattinata le notizie degli incontri e degli spostamenti del capo della Casa Bianca si sono intrecciate con quelle relative alla partenza da diverse città dei dimostranti che parteciperanno a Roma alle manifestazioni anti-Bush. Nelle stazioni ferroviarie di alcune città non sono mancati i momenti di tensione. Manifestanti in partenza dal Veneto per raggiungere Roma hanno per esempio bloccato le stazioni di Padova e Venezia, dove alcuni dimostranti 'no war' hanno bloccato i binari.

Domenica 10 Giugno 2007

Bush a Sofia, ultima tappa in Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2007

Corteo ''No-war'', una decina di feriti e 8 arresti

ROMA - Il presidente americano George W. Bush e la moglie Laura sono a Sofia. La Bulgaria è l'ultima tappa della missione di Bush in Europa che lo ha visto in sei paesi in sette giorni, tra cui l'Italia e poi l'Albania. Bush incontrerà il presidente Ghiorgi Parvanov e il premier Serhie Stanishev. E' la prima visita di Bush nel Paese e la seconda di un presidente Usa dopo quella di Bill Clinton nel 1999.

Bush a Tirana c'e' stato un bagno di folla. Ha smesso l'abito ufficiale riuscendo a realizzare anche una breve tappa turistica. Lo ha fatto fermandosi nel villaggio di Fushe Kruja, piccolo centro contadino a circa 30 chilometri dalla capitale.

Accompagnato dalla moglie Laura, il presidente Bush apparso in maniche di camicia e senza giacca e cravatta, si è seduto intorno al tavolo di un modesto bar del villaggio, bevendo una tazza di caffé in compagnia di alcuni piccoli imprenditori albanesi selezionati fra coloro che in questi anni hanno avviato la loro attività grazie ai finanziamenti del fondo americano per la cooperazione internazionale (Usaid).

E qui Bush si è concesso anche il suo primo, sorprendente, bagno di folla: a dispetto delle imponenti misure di sicurezza rispettate sin dal suo arrivo questa mattina a Tirana, e infrangendo il rigido cerimoniale, il presidente americano si è lanciato in mezzo alla gente che lo acclamava assiepata sui marciapiedi, stringendo le mani a centinaia di sconosciuti, e lasciandosi scattare persino foto ricordo al loro fianco. Dribblando gli uomini della sua scorta e in preda ad un visibile entusiasmo, Bush si è addirittura messo in piedi sullo sportello della sua limousine blindatissima lanciando baci in direzione della folla.

L'arrivo del convoglio presidenziale era stato accolto da centinaia di abitanti di Fushe Kruja in festa, tuttora increduli per il fatto che il capo della Casa Bianca abbia scelto proprio il loro villaggio per questa breve gita fuori porta. Fushe Kruja vive quasi esclusivamente di agricoltura, e non ha davvero nulla per essere considerata una meta turistica.

Uno degli ospiti al tavolino del presidente è il proprietario di una piccola sartoria: "Grazie al vostro finanziamento ho potuto avviare la mia attività e far studiare le mie due figlie" dice l'uomo. E Bush lo incoraggia ad investire ancora: "Anche negli Stati Uniti le piccole imprese come la sua sono il cardine dell'economia" dice.

Bufera su Selva, finge malore per autostop su ambulanza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2007

ROMA - Bufera su Gustavo Selva, il senatore di An che sabato ha finto un malore per farsi trasportare da un'ambulanza negli studi de La7 superando così tutti gli ostacoli al traffiso causati dalla visita di Bush a Roma. Il ministro della Salute Livia Turco è stata durissima, e non ha lesinato aggettivi: "Vergognoso, irresponsabile e indegno".

Mi auguro - ha aggiunto il ministro - che le autorità competenti verifichino se un tale comportamento non configuri ipotesi di fatti illeciti, sia in sede civile che penale. Dobbiamo infatti pensare che il bilancio di questa 'arrogante goliardata' poteva anche essere tragico nel caso in cui, e poteva accadere, un'altra persona avesse avuto realmente bisogno di quell'ambulanza.

Dal centrosinistra si è levato un coro con la richiesta di una censura dal presidente del Senato, ma anche dal leader del suo partito, Gianfranco Fini. E la vicenda potrebbe avere sviluppi davanti alla magistratura. A raccontare l'episodio è stato lo stesso Selva, in diretta, durante la trasmissione dedicata alla visita di Bush. Il parlamentare di An é rimasto bloccato in piazza del Parlamento visto che il centro di Roma era chiuso al traffico. Inutili le insistenze del senatore con gli agenti di Polizia perché permettessero il passaggio ad un taxi o alla vettura dell'emittente. Niente da fare, Ed ecco il colpo di genio: Selva ha finto di sentirsi male e si è fatto portare dall'ambulanza a via Nogaro dal suo cardiologo: in realtà alla sede de La 7.

Un trucco da vecchio giornalista per farmi portare qui, si é vantato in diretta Tv. La notizia, pubblicata dai quotidiani, ha suscitato l'indignazioni di molti parlamentari. Roberto Giachetti (Dl) ha chiesto al leader di An di condannare il suo senatore. Anche il senatore verde Tommaso Pellegrino ha chiamato in causa Fini, ma anche il presidente del Senato Franco Marini, a cui chiede di prendere "i dovuti provvedimenti di censura". E il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, ha chiesto la censura da parte di An e dell'intera Cdl.

Numerosi voci si sono levate dai colleghi senatori di Selva. Diversi di essi, come Massimo Villone (Sd), hanno sottolineato che atteggiamenti del genere "confermano che quella della politica è diventata ormai una 'casta' a tutti gli effetti". Mentre da un parlamentare della Repubblica, ha rimarcato il leghista Roberto Calderoli, "dovrebbero invece arrivare il buon esempio". "Selva si scusi pubblicamente in aula", hanno chiesto cinque senatori dell'Unione, Francesco Ferrante e Andrea Ranieri (Ulivo), Loredana De Petris (Verdi), Nuccio Iovene (SD), Tommaso Sodano (Prc). Impietoso Piergiorgio Stiffoni (Lega): "A 65 anni bisognerebbe andare in pensione".

E il verde Angelo Bonelli ha chiesto alla magistratura di aprire un'inchiesta. A fronte dell'imbarazzato silenzio di An, una voce in difesa di Selva si é levata dalle file di Fi. Quella di Francesco Giro che ha assicurato: "Gustavo Selva è un uomo integerrimo e se i fatti si sono svolti come ci vengono riferiti dalla stampa chiederà senz'altro scusa". In serata, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha annunciato una denuncia alla procura della Repubblica di Roma, se sarà confermata la vicenda che ha coinvolto il senatore Selva: "Ho già chiesto al direttore dell'Ares 118, Vitaliano De Salazar - ha detto Marrazzo - una relazione dettagliata sull'episodio che attendo per domani mattina". De Salazar, dal canto suo, ha assicurato che "domani mattina, ha convocato i responsabili di tutti i servizi coinvolti, al fine di stilare una dettagliata relazione al Presidente Marrazzo per le azioni doverose ed opportune" e si è detto "amareggiato per quanto è accaduto".

Lunedì 11 Giugno 2007

Corte d'appello USA: illegale detenzione di sospetto terrorista senza incriminazione formale

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/06/2007

Una corte d'appello federale in Virginia ha stabilito che l'amministrazione Bush non può legalmente detenere un immigrato che sospetta di legami con al Qaida, senza incriminarlo formalmente.

La sentenza per 2 a 1 dei giudici del quarto circuito delle corti d'appello a Richmond, è una bocciatura dell'applicazione da parte del governo americano della definizione di 'combattente nemico' e ordina di rimuovere dal sistema di detenzione militare Ali al-Marri, accusato di essere un terrorista 'in sonno'.

Al-Marri è stato designato dal presidente George W.Bush come combattente nemico, al pari dei detenuti di Guantanamo, privandolo quindi dei diritti previsti per gli imputati nel sistema giudiziario ordinario che si trovano sul suolo americano.

Per il dipartimento di Giustizia americano Ali al Marri, originario del Qatar, è un militante di al Qaida, ha completato il suo addestramente da terrorista ed ha incontrato Osama bin Laden e Khalid Sheik Mohammed, rispettivamente il mandante e l'architetto degli attentati dell'11 settembre 2001 contro New York e Washington. Ma secondo la corte d'appello del quarto distretto degli Stati Uniti il governo americano non ha comunque il diritto di detenere un immigrato senza formale incriminazione e l'uomo dovrà lasciare la prigione militare.

al Marri è l'unico 'nemico combattente' detenuto sul suolo americano. "Riconoscere al presidente l'autorita' di ordinare all'esercito di detenere a tempo indeterminato civili, anche se il presidente li chiama 'nemici combattenti', avrebbe conseguenze disastrose per la Costituzione e per il paese".

Al Marri, arrestato nella sua casa di Peoria, in Illinois, nel dicembre del 2001 è detenuto in isolamento in una prigione della Marina militare a Charleston, in Carolina del Sud dal giugno del 2003. In un primo tempo era stato accusato di truffa ma gli agenti federali hanno poi denunciato il legame con al Qaida definendo il detenuto un pericolo per la sicurezza nazionale.

Martedì 12 Giugno 2007

Intimidazioni a Bagnasco: indagata la Lioce

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2007

ROMA - La brigatista Nadia Desdemona Lioce, é indagata dalla procura dell'Aquila per l'ipotesi di reato di associazione con finalità di terrorismo, in relazione alle intimidazioni al presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco. Secondo quanto si è appreso, l'11 aprile scorso la cella della Lioce è stata perquisita da personale della polizia penitenziaria. E' stata sequestrata una busta bianca con un testo di due righe: nelle quali si legge "...ne do...asco ne..." e nella seconda riga "religios...'.

L'inchiesta e' condotta dal pm della procura della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini che ha convalidato il sequestro della busta. La vicenda e' finita al vaglio del Tribunale del Riesame dell'Aquila ed ora sara' un incidente probatorio, chiesto dal pm, e fissato nei prossimi giorni, a chiarire la natura delle scritte e se la busta sia riconducibile alla Lioce.

Nel decreto di convalida del sequestro il pm scrive che Nadia Lioce e' indagata perche' ''partecipava all'associazione denominata br al fine di organizzare con attivita' anche di attentati con finalita' di terrorismo mantenendo contatti con persone da identificare che agiscono in stato di liberta' comunicando a mezzo di messaggi cifrati dalle carceri dove e' detenuta''.

Nel verbale di sequestro, redatto dalla polizia penitenziaria, si legge che la perquisizione - fatta nella cella della Lioce unica detenuta, in regime di 41 bis, nella zona cosiddetta 'Gialla' del carcere dell'Aquila - e' stata sequestrata 'una busta bianca da lettera non utilizzata, senza timbri di censura, ne' in arrivo, ne' in partenza, recante sulla parte superiore, quella che si ripiega per la chiusura, una piccola striscia di carta sovrapposta alla busta stessa''. La striscia ''ricopre un rettangolo annerito con un testo dattiloscritto di due righe in gran parte illeggibile. Le uniche lettere comprensibili sono contenute nella parte centrale del testo, ovvero nella prima riga: '...ne do...asco ne...' e nella seconda riga 'religios'''.

''Tale sequestro - continua il verbale - si e' reso necessario dal momento che in tali parole possono ravvisarsi elementi di reato, tenuto conto della posizione processuale della Lioce e alla luce dei recenti fatti di cronaca in materia di terrorismo riportati dai mezzi di comunicazione''.

DIFENSORI LIOCE: E' ASSURDA STRUMENTALIZZAZIONE

E' assurdo che da pezzi di frasi incomprensibili si sia formulata un'accusa assurda, come quella di essere in qualche modo mandante delle minacce a monsignor Bagnasco, nei confronti di Nadia Desdemona Lioce. Un'accusa che a nostro giudizio è strumentale per poter sostenere ancora l'esigenza del regime di 41 bis. E' quanto hanno spiegato i difensori della brigatista Lioce, gli avvocati Caterina Calia e Carla Serra, in merito all'inchiesta della procura dell'Aquila. "Nessuno ha mai visto quella lettera, a parte il pm che l'ha chiusa in cassaforte - spiegano gli avvocati Serra e Calia - è grave che tale accusa sia stata confermata dal Riesame e che debba essere necessario un incidente probatorio. Un'accusa che viene smentita dalla stessa Lioce che ha depositato un documento al Riesame". A giudizio dei difensori l'ipotesi accusatoria "non sta in piedi soprattutto sul piano oggettivo". "Sono frammenti di frasi scollegate a cui si è dato credito - spiegano gli avvocati - oltretutto Lioce non può comunicare con l'esterno, né ricevere comunicazioni dall'esterno del carcere. Fino a poco tempo fa non poteva neppure portare all'aria, l'acqua in bottiglia che prende dalla cella". "Siamo sicuri - concludono i legali della Lioce, condannata all'ergastolo per gli omicidi di Biagi e D'Antona e per quello del sovrintendente di polizia Petri - che l'incidente probatorio farà chiarezza".

Gaza: Hamas e al Fatah verso lo scontro finale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2007

GERUSALEMME - La Palestina sembra ormai proiettata in uno scenario da guerra civile e a Gaza fra Hamas e Fatah è forse cominciata la resa dei conti finale, da molti osservatori considerata da tempo ineluttabile.

Come nel dicembre scorso, quando la Striscia è stata il teatro degli incidenti più sanguinosi, i miliziani del braccio armato di Hamas hanno attaccato le caserme delle forze di sicurezza fedeli al presidente Abu Mazen, leader di Al Fatah.

A Gaza City e nelle altre città della Striscia ci sono stati combattimenti violenti, strada per strada, tetto per tetto. La reazione delle forze di sicurezza Anp, perlomeno a Gaza City, è stata più forte del previsto. I blindati delle forze fedeli al presidente sono scese in campo. La gente ha disertato le strade. I civili non escono di casa. I negozi sono chiusi.

Per ora gli sforzi dell'Egitto, che negli ultimi mesi è riuscito più volte a imporre un cessate il fuoco fra i due campi, sono stati vani. Hamas ha rifiutato l'invito dei mediatori del Cairo ad una riunione con Fatah. Gli integralisti sembrano determinati a imporre la propria supremazia nella Striscia. Hamas ha dimostrato in dicembre di essere più forte al nord e al sud. Ora si combatte per il centro della Striscia, in particolare a Khan Yunis. Se non ci sarà un cessate il fuoco - che con ogni probabilità sarà comunque provvisorio - l'ultima fase dello scontro potrebbe giocarsi a Gaza City, dove la capacità di resistenza delle forze Anp è più forte, e dove si trovano i simboli del potere, il palazzo presidenziale, le sedi di governo e parlamento.

La presidenza palestinese ha denunciato un tentativo di golpe da parte della dirigenza di Hamas. Fonti del Fatah hanno accusato implicitamente l'Iran e la Siria di essere dietro a un tentativo di destabilizzazione del rais moderato.

A Gaza si sta giocando una partita incrociata per il potere fra i due grandi movimenti palestinesi che coinvolge anche Israele, e potrebbe avere riflessi per l'intera regione medio-orientale. Dall'inizio del 2006, e dal trionfo di Hamas alle politiche palestinesi, è iniziato nella Striscia un processo di presa di controllo militare del territorio da parte degli integralisti che il Fatah del presidente Abu Mazen e le forze di sicurezza fedeli al rais non sono riusciti a fermare. Dopo gli scontri di dicembre la deriva verso la guerra civile era stata bloccata dall'Arabia saudita, che aveva imposto al rais e al capo di Hamas, Khaled Meshaal, gli accordi della Mecca di febbraio e la formazione di un governo di unità nazionale.

Ma il giuramento a "non versare il sangue palestinese" non ha resistito più di qualche settimana. L'intelligence di Israele da tempo avverte che Hamas vuole prendere il controllo della Striscia di Gaza e trasformarla in un 'Hamastan', vicino a Iran e Siria. Questo, secondo il direttore del ministero della difesa Amos Gilad, "umiliando e sconfiggendo Fatah", "nel tentativo di destabilizzare tutti i regimi del Medio Oriente". Sul piano militare Fatah non ha smesso di perdere colpi a Gaza da oltre un anno. Le forze di sicurezza Anp sono male addestrate e armate, la loro motivazione è in calo. I miliziani di Hamas hanno armi nuove e abbondanti, passate di contrabbando nei tunnel sotto il confine con l'Egitto e combattono in nome della supremazia dell'Islam.

Pensioni: 200.000 in piazza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2007

ROMA - Aumentare le pensioni, perché decine di migliaia di anziani non riescono più ad arrivare alla fine del mese. Rivalutarle cominciando da quelle più basse e da quelle da contribuzione. Queste - insieme alla richiesta di una legge e di un fondo per la non autosufficienza - le parole d'ordine dello sciopero nazionale dei pensionati organizzato da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che, nelle principali piazze italiane, ha visto sfilare e gridare la loro protesta oltre 200.000 pensionati.

Decine di manifestazioni pacifiche, turbate solo a Roma dall'intervento delle forze dell'ordine che, nei pressi di Palazzo Chigi, ha disperso piccoli gruppi di pensionati che intendevano portare la loro protesta fin sotto le finestre del Governo. Un intervento che ha provocato l'immediata reazione del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni (che l'ha definito "inqualificabile") e indotto il leader dell'Fnp Antonio Uda a scrivere una lettera di protesta al premier Romano Prodi e al ministro degli Interni Giuliano Amato. Un episodio, quello di Roma, che non ha mancato di provocare reazioni sia nella maggioranza che nell'opposizione.

Per il resto, lungo tutto lo Stivale, le manifestazioni dei pensionati si sono limitate a voler sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto sia faticoso campare con poche centinaia di euro al mese. Così, ai circa 12.000 di Roma, nel corso della mattinata si sono aggiunti i 20.000 di Torino, i 5.000 di Cagliari, gli 8.000 scesi in piazza in Sicilia, gli oltre 10.000 di Bologna. E poi ancora a Milano, Ancona, Napoli, Terni, Trento, L'Aquila e Genova, dove i manifestanti hanno bloccato il centro cittadino. Esprimendo il suo "apprezzamento" per il lavoro dei sindacati, lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sottolineato - in una lettera inviata alle segreterie di categoria e resa nota dalle stesse - che gli anziani "rappresentano un prezioso punto di riferimento per l'intera società e, grazie alla loro esperienza di vita e alla disponibilità del loro tempo, assolvono un ruolo insostituibile nella famiglia e nella società. E' doveroso, dunque riconoscere e valorizzare questa grande risorsa del Paese".

La protesta è invece "un segnale specifico che il sindacato manda al Governo per orientare il confronto con le parti sociali", secondo il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. Mentre più in là si è spinto il leader della Cisl Bonanni che, individuando nell'innalzamento delle pensioni più basse, in coefficienti di trasformazione più "affidabili" e nel definitivo decollo della previdenza integrativa gli obiettivi da centrare, non ha usato mezze misure: "o otteniamo questi risultati - ha detto - o non siamo disposti a discutere nessun altro accordo". La rivalutazione delle pensioni - ha ribadito invece il segretario confederale della Uil Domenico Proietti, "deve partire da quelle più basse e da quelle da contribuzione". E se il segretario generale dell'Ugl Renata Polverini per i pensionati chiede a gran voce "un segnale forte e concreto, già a partire dal prossimo Dpef", la Cisal, con Francesco Cavallaro reclama "una rivalutazione di tutte le pensioni" e "politiche di sostegno agli anziani".

Intercettazioni: giudici, cautele rispettate

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2007

MILANO - Il presidente della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Grechi, ha la coscienza a posto di fronte alle polemiche suscitate dalla pubblicazione di intercettazioni in cui compaiono parlamentari, nell'ambito dell'inchiesta sul fallito tentativo di scalata ad Antonveneta. Ognuno ha fatto il proprio dovere, e anche più, è la sintesi del suo pensiero. E ce l'ha non solo perché l'ufficio Gip "ha preso cautele mai viste" per evitarlo ma perché i giudici hanno agito in base alla cosiddetta legge Boato. "Pertanto - ha scritto in un comunicato firmato insieme con il presidente del Tribunale, Livia Pomodoro - legittimamente è stato consentito alla parti processuali di prendere visione delle trascrizioni depositate con le sole limitazione ricavabili dalle suddette norme".

In altre parole, spiega ai cronisti l'alto magistrato, con il suo marcato accento toscano, "forse abbiamo fatto più di quello che dovevamo". Nel senso che ogni avvocato non ha potuto avere copia delle intercettazioni ma solo prendere appunti, è stato annotato scrupolosamente l'orario di entrata e di uscita dei legali. "Dovremo studiare il modo - sottolinea ancora - di adottare cautele uguali per tutti, per il parlamentare e per il comune cittadino".

Le trascrizioni sono uscite e sono state pubblicate. "Non so come siano uscite - dice Grechi, allargando le braccia - questo lo sapete meglio voi". Quanto al fatto che siano finite sui giornali "non appartiene alla responsabilità degli uffici giudiziari - ha scritto nella nota, sua e di Livia Pomodoro - la valutazione preventiva circa le modalità di esercizio della libertà d'informazione, in presenza di limita alla pubblicabilità di atti giudiziari".

Bankitalia: volano le entrate fiscali, ma torna a salire il debito pubblico

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/06/2007

Gettito fiscale a gonfie vele nei primi quattro mesi dell'anno. Le entrate tributarie di cassa tra gennaio e aprile 2007 sono aumentate di 6,7 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2006, con un incremento percentuale pari al 6,9%. A fare i conti e' la Banca d' Italia nel supplemento Finanza Pubblica del proprio bollettino statistico.

Secondo Palazzo Koch, al netto dei fondi speciali della riscossione (cioè dei fondi registrati ma non ripartiti) nei primi quattro mesi dell'anno, sono stati incassati 103.815 milioni di euro contro i 97.118 del gennaio aprile 2006.

Torna invece a salire il debito pubblico, ora giunto a 1.603,9 miliardi. La Banca d’Italia a febbraio indicava invece un debito a 1.596 miliardi.

Rispetto al marzo del 2006, quando il debito delle amministrazioni pubbliche si era attestato a 1.560,7 miliardi, l'incremento è di 43 miliardi, pari al 2,7%.

Mercoledì 13 Giugno 2007

Ambiente, 91mila morti l'anno in Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2007

GINEVRA - In Italia si registrano almeno 91mila decessi l'anno legati a cause ambientali, secondo le stime rese note a Ginevra dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Insieme alla maggioranza dei Paesi dell'Europa occidentale, l'Italia risulta tra le nazioni del mondo che sono meno colpite dall'impatto dei fattori ambientali sulla salute, ma questo non significa che non abbia problemi o progressi da compiere, hanno insistito gli esperti dell'Organizzazione.

I dati raccolti dall'Oms rivelano che nel mondo si registrano ogni anno 13 milioni di decessi per cause ambientali che si potrebbero altrimenti prevenire. I Paesi maggiormente colpiti sono Angola, Burkina Faso, Mali e Afghanistan. In 23 Paesi, inoltre, oltre il 10 % dei decessi sono legati a due soli rischi ambientali: l'acqua insalubre e la mancanza di igiene da una parte, e l'inquinamento all'interno delle case causato dall'impiego di combustibili solidi per cucinare dall'altra.

Benedetto XVI ai fedeli: nella chiesa non cercate gli scandali ma le tracce dell'amore di Dio

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/06/2007

Un invito a "contemplare nella storia le grandi opere di Dio per la salvezza degli uomini". Lo ha rivolto questa mattina il Papa agli oltre 30 mila fedeli presenti in San Pietro per l'udienza generale.

Il nostro atteggiamento di interesse verso la chiesa non deve mai essere dettato solo da semplice curiosità, o peggio dalla ricerca del sensazionale e dello scandalistico. Al contrario deve essere un atteggiamento aperto al mistero, ha detto il Papa nel corso dell'udienza generale. Deve, al contrario, essere un "atteggiamento pieno d'amore, e aperto al mistero,di chi sa - per fede - di poter rintracciare nella storia della Chiesa i segni dell'amore di Dio e le grandi opere della salvezza da lui compiute". "Se questo è il nostro atteggiamento - ha osservato Benedetto XVI - non possiamo non sentirci stimolati a una risposta più coerente e generosa, a una testimonianza più cristiana di vita".

Opere

C'è un mistero, non si stancava di ripetere quell'eminente studioso dei Padri che fu il Cardinale Jean Danielou" ha proseguito il Papa: "un contenuto nascosto nella storia", ovvero "il mistero delle opere di Dio che costituiscono nel tempo la realtà autentica, nascosta dietro le apparenze? Ma questa storia che Dio realizza per l'uomo, non la realizza senza di lui. Arrestarsi alla contemplazione delle grandi cose di Dio significherebbe vedere solo un aspetto delle cose. Di fronte ad esse sta la risposta degli uomini".

Conversione

A tanti secoli di distanza, ha concluso il Pontefice, "anche oggi Eusebio di Cesarea invita i credenti a stupirsi, a contemplare nella storia le grandi opere di Dio per la salvezza degli uomini. E con altrettanta energia egli ci invita alla conversione della vita".

Parmalat: rinvio a giudizio per 4 banche

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2007

MILANO - Rinvio a giudizio per quattro istituti di credito coinvolti, insieme ad alcuni loro funzionari, nella vicenda del crack Parmalat e accusate di presunto aggiotaggio. Le quattro banche, Citigroup, Ubs, Deutsche Bank e Morgan Stanley sono state rinviate a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare di Milano, Cesare Tacconi.

La prima udienza, si terrà il prossimo 22 gennaio davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Milano. Il prossimo 18 giugno, invece, il gup milanese dovrebbe decidere sulla richiesta di patteggiamento di Nextra e dei suoi quattro funzionari, già avanzata nelle scorse settimane.

PM GRECO, DECISIONE POSITIVA PER RISPARMIATORI

La decisione del giudice "è positiva per i risparmiatori". A sostenerlo è il pubblico ministero Francesco Greco il quale, tuttavia, non si nasconde sul fatto che il procedimento relativo a queste banche "sarà molto difficile". "E' la prima volta - ha osservato il magistrato - che si fa un processo alle banche accusate di avere manipolato il mercato". Secondo Greco, oltre che positiva per i piccoli investitori, la decisione del gup di Milano mostra anche la tenacia mostrata nel corso degli anni dalla procura meneghina di fronte alle vicende finanziarie emerse negli ultimi tempi.

CITIGRUOP: ACCERTERANNO L'ESTRANEITA' AI FATTI

Citigroup si dice convinta che "il vaglio dibattimentale consentirà di accertare l'estraneità ai fatti contestati". E' quanto si legge in una nota diffusa dall'istituto di credito americano. "Citigroup - si legge nella nota - e il proprio dirigente, Paolo Botta, certi che la decisione del Gup sia stata determinata dalla ben nota limitazione probatoria che caratterizza l'udienza preliminare, ribadiscono la loro totale fiducia nella giustizia. Essi sono infatti certi - viene spiegato ancora - che il vaglio dibattimentale consentirà di accertare la loro totale estraneità ai fatti contestati e confermerà che Citi fu parte offesa della più grave bancarotta fraudolenta della storia italiana del dopoguerra".

MORGAN STANLEY, NON SAPEVAMO DELLA LORO INSOLVENZA

Morgan Stanley ribadisce la proprie estraneità ai fatti. "Morgan Stanley ha condotto un riesame approfondito delle proprie operazioni con Parmalat - dichiara la società - incluso il private placement effettuato nel giugno 2003. Morgan Stanley ritiene che queste operazioni, e la condotta dell' azienda e dei suoi dipendenti, siano state del tutto corrette e che ciascuna di queste transazioni sia stata avviata e portata a termine dopo un'appropriata due diligence e non essendo a conoscenza dell'insolvenza di Parmalat". Morgan Stanley, conclude la società, "contesterà vigorosamente questo provvedimento".

UBS, NOSTRI COMPORTAMENTI CORRETTI ED EQUI

Ubs e alcuni suoi impiegati ed ex impiegati, insieme ad altre istituzioni finanziarie straniere che hanno concluso operazioni con Parmalat e loro impiegati o ex impiegati, sono sottoposti ad accuse di aggiotaggio davanti al tribunale di Milano. Così scrive Ubs in una nota che sottolinea come l' istituto "rimane dell'avviso che l'operazione nella quale è stata coinvolta sia valida e che non abbia alcun comportamento da parte sua o da parte di suoi dipendenti che possa qualificarsi come concorso in un reato di aggiotaggio". Ubs e i suoi impiegati ed ex impiegati di conseguenza "predisporranno una vigorosa difesa contro le accuse. Parmalat era valutata da agenzie di rating indipendenti come società finanziariamente solida, e questa posizione era confermata da società di revisione". Ubs, quindi, "non ha assolutamente evidenza che alcuno dei suoi impiegati abbia commesso azioni fraudolente, ingannevoli o illecite nei suoi rapporti con Parmalat, né che fosse a conoscenza del reale stato delle

Intercettazioni: Prodi, campagna pericolosa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2007

ROMA - "Pagine intere di giornali e ore di trasmissioni televisive dedicate alla trascrizione e alla diffusione di intercettazioni telefoniche che nulla mostrano e dimostrano rischiano di alimentare un clima di scontro e di disagio verso le istituzioni e la politica che è inopportuno e pericoloso". Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio Romano Prodi. "Nel ribadire la totale fiducia verso gli esponenti politici toccati da questa sgradevole polemica e sottolineando ancora una volta il rispetto per l'operato dei giudici - prosegue il premier - non posso che auspicare la più rigorosa discrezione nel pubblicizzare aspetti privati dei singoli, distinguendo gli atteggiamenti e i comportamenti dai fatti realmente compiuti".

Roth: con Hostel 2 liberi di urlare dalla paura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2007

LOS ANGELES - Eli Roth è tornato alla storia che lo ha portato al successo con Hostel II, un horror splatter in cui tre ragazze in vacanza in un ostello in Slovacchia vengono torturate per il divertimento di alcuni uomini d'affari americani. Il film, che uscirà il 22 giugno in Italia, vede tra i produttori Quentin Tarantino ed è interpretato da Bijou Phillips, star in ascesa negli Stati Uniti. "E' stato più duro sentire le ragazze urlare ha detto Roth rispetto a quando ho raccontato la storia dal punto di vista maschile, nel primo film. Non credo a chi dice che il corpo delle donne è fatto per sopportare il dolore, penso piuttosto che abbia ragione un personaggio del Dottor Stranamore di Stanley Kubrick: nessuno è davvero portato per resistere alla tortura". Negli Stati Uniti Hostel II è vietato ai minori di 17 anni non accompagnati dai genitori, ma Roth ha spiegato che sono soprattutto le ragazze di 14 anni che amano i suoi film: "Vanno al cinema in gruppo per urlare tutte insieme ha spiegato il regista -. I film horror sono l'unica occasione in cui la gente ha il permesso di avere paura, ormai anche solo salire in aereo ti porta a pensare che ci potrebbe essere un terrorista a bordo, ma dobbiamo restare calmi, non ci possiamo lasciare andare a quello che sentiamo". Nonostante Hostel II sia un horror, Roth é riuscito a paragonarlo a Borat: "Borat è la mia ossessione, e penso che i due film si assomiglino: partono da un paese straniero per parlare dell'America. Tutti gli europei in Hostel sono uno stereotipo, mi interessava rendere l idea che hanno di loro gli americani". Le tre protagoniste sono a Roma per un viaggio studio quando decidono di fare una pausa e passare qualche giorno in un ostello slovacco: "Sono abituate al mondo dei college americani ha continuato Roth dove tutti sono sottomessi alle regole. Negli Stati Uniti ormai non si può più neanche parlare in un certo modo a una ragazza senza finire nei guai. Quando si trovano a Roma, dove non valgono più le regole e i ragazzi sono molto più liberi, non sanno cosa fare e sentono il bisogno di fare una vacanza dalla vacanza. A un certo punto una di loro lo dice: qui non possiamo mica lamentarci con il rettore". Oltre a portare sullo schermo lo stereotipo dell'uomo latino, Roth è riuscito ad avere il cameo di un mito del cinema italiano anni '70: ''Edwige Fenech mi ha detto che non voleva più recitare, si dedica solo alla produzione, ma per me ha fatto un'eccezione. stato incredibile lavorare con lei, io sono cresciuto con film come I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino e Cannibal Holocaust, di Ruggero Deodato". Il regista, a cui si deve anche Cabin Fever, ha però smentito il mito dell'artista con l'infanzia infelice: "I miei genitori mi sono sempre stati vicini, sono con me anche oggi, ma penso che sia proprio per questo che invento storie horror. Se nella mia vita mancasse qualcosa forse cercherei degli scenari più sereni. C'é da dire che ormai in televisione si vede ogni tipo di violenza, per questo nei miei film preferisco la paura, l'anticipazione di quello che succederà piuttosto che i dettagli. Voglio che gli spettatori si divertano, non che stiano male o che si sentano in colpa se il film gli piace. Mi sono ispirato più ad Halloween che a un altro genere di horror: lì c'erano donne assassinate, ma per quanto fosse una cosa orribile il film era godibile".

Giovedì 14 Giugno 2007

Finmeccanica: scelto C-27j,Alenia vince maxigara in Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/06/2007

ROMA - Nuova vittoria della tecnologia made in Italy negli Stati Uniti. La Finmeccanica fa il bis e, dopo aver piazzato l'elicottero Us 101, Marine One, vince nuovamente una gara miliardaria con l'aereo da trasporto tattico C-27J Spartan, un prodotto pensato e realizzato dalla controllata Alenia Aeronautica che ha partecipato in cordata con L-3 e Boeing. Le più potenti forze armate del mondo riceveranno nei prossimi anni 145 velivoli per un valore complessivo di 6 miliardi di dollari, quasi 4,5 miliardi di euro. Il protocollo d'intesa fra Esercito e Forza Aerea Usa nell'ambito della gara denominata Joint Cargo Aircraft (Jca) prevede la richiesta degli aerei per sostituire l'attuale flotta vecchia di 30 anni. Ma la fornitura potrebbe superare i 200 velivoli e sfondare i sei miliardi di dollari, nel caso l'Air Force confermasse la scelta del C-27J per ulteriori impieghi operativi. La prima tranche del contratto prevede la fornitura di 78 Spartan per un valore iniziale di circa due miliardi di dollari.

L'aereo sarà costruito in Italia e sara completato entro il 30 giugno 2012, ha reso noto il Pentagono. La produzione del velivolo sara effettuata, per la parte americana, a Waco (Texas). Finmeccanica torna, dunque, ad affermarsi con successo negli Usa con uno dei più grandi contratti mai avuti in campo aeronautico. Dopo la vittoria nel 2005 della controllata AgustaWestland con l'elicottero Us101 che prevalse sulla statunitense Sikorsky nella gara per fornire il Marine One al successore di George W.Bush alla presidenza, è ora la volta di un'altra controllata, Alenia Aeronautica, che con uno sforzo specifico su questo programma, a cui ha cominciato a lavorare sin dalla fine degli anni Novanta con il forte supporto della holding, ha sbaragliato la concorrenza. La vittoria del C-27J può aprire le porte nelle gare in corso in Canada e Australia con rispettivi ordini fino a 18 unità e 20 unita . Nel rush finale tutto europeo, non c'é stato nulla da fare per l'unico concorrente rimasto in gara, il C-295 degli spagnoli di Eads Casa in cordata con gli statunitensi di Raytheon. Le altre due offerte, il CN235 sempre di quest'ultimo consorzio e il C-130J short del grande fornire del Pentagono, Lockheed Martin, erano state già escluse perché non soddisfacevano i criteri minimi. Partner strategico per Alenia, questa volta in campo militare, si è dimostrato ancora una volta Boeing che, sinora, ha contribuito ad elevarne volumi di attività e redditività nei programmi aeronautici commerciali. La scelta del C-27J (30 milioni di dollari base a macchina), avvenuta a circa due anni dall'avvio della gara, è stata basata su capacità tecniche, riduzione dei rischi nella gestione del programma, produzione e costi. Ed è la conferma per un velivolo che nella precedente versione C-27A era stato già scelto dal Pentagono nella metà degli '80, erede del G222, fra i piu' apprezzati negli anni '70 e '80. Il programma Jca è stato sviluppato per le necessità operative emerse in Iraq e Afghanistan. Numerosi e severi i test di Army e Air Force su C-27J e C-295.

Il team italo americano ha risposto con elementi di superiorità rispetto ai rivali. Già ordinato dalle Forze Aeree greca (cliente di lancio, 12 esemplari), italiana (12 per l'aeronautica, di cui 3 già entrati in servizio e 6 saranno consegnati entro il 2007), bulgara (5) e lituana (3), per un totale di 32 unità, lo Spartan è stato selezionato a dicembre 2006 dalla Romania che ha programmato di ordinarne sette. La vittoria del C-27J negli Usa assicura lavoro per almeno un quinquennio nei siti di eccellenza di Alenia in Campania, Puglia e Piemonte: nello stabilimento di Caselle confinante con l'aeroporto cittadino, uno speciale hangar è dedicato al montaggio finale e all'integrazione dei sistemi avionici del C-27J. (ANSA).

G8: ''alla Diaz fu operazione da macelleria''

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/06/2007

GENOVA - "Fu un'operazione da macelleria messicana". E' stata definita così dal vicequestore Michelangelo Fournier, la sanguinosa irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova, nel corso del suo interrogatorio al processo in cui è imputato con altri 28 colleghi.

Fournier, all' epoca vice questore aggiunto del primo reparto mobile di Roma comandato da Vincenzo Canterini, a sua volta imputato, dopo aver ribadito la colorita definizione dell'irruzione, già contenuta nei verbali, per la prima volta ha invece ammesso che al momento della sua irruzione al primo piano dell' istituto erano in atto ancora veri e propri pestaggi di no global inermi a terra. Precedentemente aveva detto ai pm che al suo ingresso non aveva visto aggressioni in corso.

Alla contestazione dei pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini sul perché oggi abbia cambiato versione, Fournier ha spiegato: "Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza". Con un moto di orgoglio ha aggiunto:"Faccio parte di una famiglia di poliziotti". Fournier non ha neppure escluso che qualche agente del suo reparto abbia picchiato. "Sono rimasto terrorizzato e basito - ha raccontato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo che stesse morendo anche perché mi sembrò di vedere attorno grumi di materia cerebrale". Fu a quel punto, come hanno anche confermato dodici dei no global presenti al primo piano, che il poliziotto, togliendosi il casco, gridò:"Basta,basta" e allontanò i poliziotti ancora intenti a picchiare. Poi Fournier fece chiamare le ambulanze e ordinò ai suoi uomini di uscire dalla scuola. Quindi si occupò di trasferire i fermati "quelli ancora interi" nella caserma di Bolzaneto.

La testimonianza di Forunier ha sollevato polemiche e spinto diversi esponenti della sinistra a rinnovare la richiesta di una commissione d'inchiesta sui fatti del G8. Secondo Heidi Giuliani, madre di Carlo, "la coraggiosa testimonianza dell'ex vice questore sulla mattanza compiuta dalla polizia ha rotto finalmente l'intreccio di menzogne e coperture indegne di un paese civile". "E' urgente istituire una commissione parlamentare d'inchiesta per identificare i responsabili".

Analoga richiesta arriva, tra gli altri, da Francesco Caruso, sempre di Rifondazione comunista; Paolo Cento, sottosegretario all'economia; da Pino Sgobio (Pdc) e Carlo Leoni(Sinistra Democratica). Per Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum all'epoca del G8:"finalmente dopo sei anni un poliziotto trova il coraggio di dire la verità e conferma che alla Diaz fu un vero e proprio massacro. Ora il governo non ha più nessuna scusa: bisogna costituire una commissione d' inchiesta". Per Ermete Realacci dell' esecutivo della Margherita, "si è fatto un passo avanti importante per l' accertamento della verità".

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