DEI RICCHI

2007 - Maggio - Settimana 3

« Precedente

» Notizie » 2007 » Maggio | Commenti: Scrivi

Successiva »

Indice dei giorni


15/05/2007 * 16/05/2007 * 17/05/2007 * 18/05/2007 * 20/05/2007 * 21/05/2007 *

Martedì 15 Maggio 2007

Commissione Ue: tagli a piano Italia su Kyoto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/05/2007

BRUXELLES - La Commissione Ue ha approvato "con riserve" il piano nazionale italiano di assegnazione delle emissioni di anidride carbonica 2008-2012, nel quadro dell'applicazione del protocollo di Kyoto. Lo ha apprende l'Ansa da fonti comunitarie che indicano che Bruxelles chiede all' Italia di ridurre la quantità di tonnellate di emissioni consentite. La Commissione Ue ha chiesto all' Italia di ridurre del 6,3% il totale di emissioni di Co2 attribuite dal Governo italiano all' industria. Le emissioni consentite da Bruxelles sono pari a 195,8 milioni di tonnellate di Co2, rispetto ai 209 milioni di tonnellate di Co2, che erano stati chiesti dal Governo italiano. La riduzione degli scambi di emissioni consentiti obbligherà il sistema produttivo italiano a reperire sulla Borsa delle emissioni le quote necessarie per rispettare i vincoli.

PECORARO: TAGLIO EMISSIONI DA INDUSTRIA CARBONE

Per il taglio delle emissioni chiesto dall'Ue "Chiederemo sacrifici ad industria del carbone". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, in merito ai tagli decisi a livello Ue per quanto riguarda il piano nazionale delle emissioni 2008-2012. "Se c'é un settore che deve dare una mano - ha detto Pecoraro Scanio - è quello del carbone. Il carbone costa poco, produce molta CO2 e consente i maggiori guadagni. Ne parlerò con il ministro Bersani". Secondo Pecoraro l'Ue "non ha bocciato il piano, ma ha chiesto dei tagli, era prevedibile".

PECORARO: SU PIANO TENTATA FORZATURA, NO FURBERIE

Ci sono state "pressioni" e "si è tentato di fare una forzatura" sulle quote di emissione di gas serra contenute nel piano nazionale presentato dall'Italia alla Commissione Europea. Lo ha detto, intervenendo alla presentazione del piano di efficienza energetica di Eni, il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, confermando la volontà dell'Unione Europea di accettare il piano italiano ma di proporre tagli alle emissioni per "rimanere nei parametri". Il ministro ha comunque sottolineato che "se evitiamo le furberie siamo un paese che può fare molto" soprattutto sul piano dell'efficienza energetica che "conviene all'Italia come sistema paese perché se puntiamo sull'efficienza guadagniamo due volte": attraverso di risparmi collegati ai minori consumi e con l'esportazione delle tecniche per migliorare l'efficienza.

Brasile, Lula: niente legge su aborto

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 15/05/2007

0.02 Il Presidente brasiliano Lula ha escluso che il suo governo invierà al Congresso un disegno di legge per la depenalizzazione dell'aborto. Dopo due giorni dalla partenza del Papa dal Brasile, Lula smentisce il suo ministro della Sanità, Temporao,che aveva polemizzato con Pontefice lanciando l' idea di un plebiscito per decidere se liberalizzare o meno l'aborto. "Il governo non invierà nessun progetto sull' aborto-ha detto Lula-a suo tempo i parlamentari risolveranno ciò che si deve fare in questa aerea".

Parisi: in Afghanistan nuovi mezzi ma stessi fini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/05/2007

ROMA - L'invio dei nuovi mezzi per il contingente italiano in Afghanistan 'non altera in alcun modo ne' la natura della partecipazione del nostro contingente alla missione Isaf, ne' le finalita' ultime della nostra presenza'. Lo ha detto il ministro della Difesa, Arturo Parisi, nella sua informativa alle commissioni riunite Difesa ed Esteri del Senato sulle dotazioni del contingente militare impegnato in Afghanistan. Gli equipaggiamenti aggiuntivi, ha sottolineato Parisi, 'per numero e tipologia, non potrebbero consentire un genere di missione differente da quella gia' adottata dal nostro contingente'. I nuovi mezzi, ha aggiunto, 'permetteranno pero' di migliorare le capacita' di esplorazione, la mobilita' e la protezione, quindi la sicurezza attiva e passiva, delle nostre truppe'.

PRONTI 5 MANGUSTA,8 DARDO,10 LINCE Per ampliare capacità di muoversi e operare in sicurezza del contingente italiano saranno inviati in Afghanistan cinque elicotteri Mangusta, 8 corazzati Dardo e 10 blindati Lince. Lo ha detto il ministro della Difesa, Arturo Parisi, nella sua informativa alle commissioni riunite Difesa ed Esteri del Senato sulle dotazioni del contingente militare impegnato in Afghanistan.

E' emersa l'esigenza - ha spiegato Parisi - di dotare il nostro contingente di mezzi che potessero ampliare la capacità di muoversi e operare in sicurezza, grazie ad una combinazione di elevata velocità di reazione, elevata mobilità in ogni contesto orografico, elevata protezione, ampia disponibilità di sensori di sorveglianza e di identificazione, anche a larga distanza. I nuovi mezzi poi, ha proseguito, "dovevano incrementare la sicurezza operativa grazie al loro effetto di deterrenza. Sulla base di questi criteri sono stati individuati i nuovi equipaggiamenti". I Mangusta, ha osservato il ministro, "sono mezzi agili e ben protetti, dotati di sistema di osservazione 'ogni tempo', che permetteranno di scortare gli elicotteri da trasporto già presenti in teatro, nonché di esplorare il terreno in cui operano le nostre pattuglie a terra". I corazzati Dardo, ha continuato, "sono dotati di una valida combinazione di mobilità e protezione. In assenza di strade, i Dardo permetteranno ai nostri uomini di muoversi con adeguata protezione anche fuori strada e sui percorsi più impervi". I Lince infine, ha concluso, 'sono caratterizzati da una specifica protezione antimina ed aumenteranno la sicurezza delle pattuglie su rotabili. Nel passato questi mezzi hanno dimostrato capacita' di resistere ad ordigni improvvisati".

145 UOMINI PER I NUOVI MEZZI Per rendere operativi i nuovi mezzi in dotazione al contingente italiano in Afghanistan, verranno inviati anche 145 militari. Lo ha detto il ministro della Difesa Parisi, aggiungendo che e' pari a 25,9 milioni di euro il costo dei rinforzi che verranno inviati in Afghanistan.

La spesa preventivata per lo schieramento dei nuovi mezzi, ha detto Parisi, "é quantificata in 25,9 milioni di euro, di cui 7,2 milioni una tantum per le predisposizioni, i trasporti e le infrastrutture logistiche in teatro, e 18,7 milioni di costi ricorrenti, per un periodo di circa 7 mesi, fino al 31 dicembre 2007". "La relativa copertura finanziaria - ha proseguito - d'intesa con la Presidenza del Consiglio e con il ministero dell'Economia e delle Finanze, verrà apprestata in sede di adozione del disegno di legge di assestamento del bilancio per l'anno 2007".

Pedofilia: a Rignano indagata un'altra persona

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/05/2007

RIGNANO FLAMINIO - Un'altra persona e' stata iscritta nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Tivoli nell'ambito dell'inchiesta sui presunti casi di pedofilia che sarebbero stati commessi ai danni di sedici alunni della scuola materna 'Olga Rovere'. La nuova indagata, la settima, secondo quanto si e' appreso sarebbe una maestra e apparterebbe al personale dell'istituto comprensivo del paese, costituito dalla scuola dell'infanzia, dall'elementare e dalle medie. Oltre agli indagati, sono al vaglio degli inquirenti le posizione di molte altre persone che hanno avuto contatti con la scuola.

Thomson compra Reuters per 8,7 miliardi di sterline

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/05/2007

ROMA - Il gruppo d'informazione finanziaria canadese Thomson ha raggiunto un accordo per l'acquisto del gruppo Reuters per circa 8,7 miliardi di sterline (circa 12,8 miliardi di euro). Lo annuncia una nota riportata da Bloomberg. L'accordo raggiunto tra i due gruppi editoriali prevede che gli azionisti di Reuters ricevano 352,5 pence in contanti e 0,16 azioni Thomson per ogni azione Reuters posseduta. I termini sono gli stessi di quelli circolati lo scorso 8 maggio, quando le due compagnie rivelarono i propri piani.

L'acquisto della Reuters dovrebbe fare di Thomson, secondo i calcoli degli analisti, il primo fornitore di informazioni finanziarie al mondo, con una quota di mercato del 34%, appena più alta del 33% di Bloomberg. L'accordo, spiegano le due società, è stato approvato dal consiglio indipendente della Reuters, incarico di salvaguardare l'integrità editoriale dell'agenzia di stampa. L'offerta è valutata a 691,5 pence per ogni azione Reuters, in base al prezzo di chiusura di Borsa fatto registrare ieri da Thomson a Toronto, circa il 40% in più rispetto al 3 maggio, il giorno prima che la notizia di un possibile matrimonio tra i due gruppi trapelasse. L'operazione è comunque soggetta al via libera delle Autorità per la concorrenza.

Mercoledì 16 Maggio 2007

Nasa: il Polo sud si sta sciogliendo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/05/2007

WASHINGTON - Se prima era solo supposizioni attendibili, ora ci sono le prove: il Polo Sud si sta sciogliendo. Lo ha annunciato la Nasa, che ha mostrato al riguardo una precisa documentazione fotografica frutto di un'osservazione via satellite che riguarda il periodo compreso fra il 1999 e il 2005: per effetto del riscaldamento del pianeta, un'area dell'Antartico grande circa 400 mila chilometri quadrati mostra "evidenti segni di scioglimento". La ricerca, condotta nell'ambito di un progetto avviato dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e dall' università del Colorado, ha permesso un paragone fotografico costante. Grazie ad esso gli scienziati hanno potuto constatare che una zona occidentale dell'Antartide grande come l'Italia presenta modificazioni evidenti della natura morfologica di quei ghiacci. La Nasa ne parla come del "più significativo scioglimento osservato dai satelliti negli ultimi trent'anni".

E' una novità assoluta - ha spiegato il direttore dell'Istituto di Scienze Ambientali del Colorado, Konrad Steffen - anche perché a differenza di altre zone antartiche, questa penisola non aveva mai mostrato, nel recente passato, segni di scioglimento. Ma ora abbiamo la prova fotografica che lo scioglimento riguarda anche questa penisola. Lo scioglimento è stato accertato in diverse zone della penisola occidentale, dove da sempre le temperature non superano mai lo zero e i ghiacci fino ad oggi erano considerati eterni. Non è più così: la ricerca ha dimostrato che dal 2005 ad occhi per prolungati periodi di tempo le temperature hanno raggiunti anche i 5 gradi sopra lo zero. L'accertamento è stato possibile grazie a un nuovo sistema messo a punto dalla Nasa che permette di distinguere i diversi tipi di ghiaccio che si sono via via formati. E' stato così accertato che le aree in cui il ghiaccio si è sciolto in acqua (per poi tornare ghiaccio) si sono estese come non non era successo mai negli ultimi trent'anni. Il ghiaccio sciolto è rimasto sopra la superficie ghiacciata del continente antartico. Tuttavia se quell'acqua dovesse infiltrarsi negli enormi crepacci antartici fino a raggiungere il mare, le conseguenze sugli equilibri dell'ecosistema complessivo potrebbero essere significative. E' anche per questo che secondo la Nasa "é opportuno continuare a monitorare via satellite l'area, per capire se il fenomeno sia limitato nel tempo oppure a lungo termine".

Giovedì 17 Maggio 2007

In Italia troppi incidenti stradali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/05/2007

ROMA - Per incidenti stradali l' Italia è sopra la media della mortalità europea, di circa il 13 per cento, circa 900 morti in più sulla media e 2700 in più rispetto ai migliori della classe). Lo affermano i dati dell' European Transport Safety Council. Nella Penisola, motorini e motocicli rappresentano appena il 3,6% del totale della mobilità, ma incidono per il 26% sulla mortalità generale da incidenti stradali. La mortalità da 'due ruote' è in forte aumento e l'Italia ha il maggior numero di vittime di Europa. Gli incidenti sono in aumento soprattutto in ambito urbano, mentre su tutte le altre strade diminuiscono e la situazione varia da città a città.

Russia: firmato atto riunificazione Chiesa ortodossa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/05/2007

MOSCA - Il patriarca di Mosca Alessio II e il metropolita Lavr, capo della chiesa ortodossa russa all'estero, hanno firmato nella capitale russa, nella cattedrale di Cristo Salvatore, lo storico atto di riunificazione che mette fine ad uno scisma di oltre 80 anni. Alla cerimonia ha assistito, tra gli altri, anche il presidente Vladimir Putin, che nel 2003 promosse il primo passo concreto per il riavvicinamento delle due chiese consegnando al metropolita Lavr, a New York, dove ha sede la chiesa in esilio, un invito per una visita a Mosca da parte di Alessio II.

Dopo la firma dell'atto di comunione canonica, è cominciata una cerimonia liturgica della durata di tre ore concelebrata da Alessio II e da Lavr, durante la quale il clero delle due chiese prenderà la comunione dallo stesso calice. La cattedrale, distrutta da Stalin nel 1931 e ricostruita nei primi anni novanta dal primo presidente russo Boris Ieltsin dov'era e com'era, è gremita da migliaia di persone. Per assistere alla storico evento centinaia di fedeli hanno atteso in coda fin dall'alba, sfidando una pioggia torrenziale. Per l'occasione sono state aperte le porte reali della cattedrale, un evento eccezionale che si verifica solo a Pasqua.

Con la firma dell'atto di comunione canonica, il patriarca Alessio II è diventato il Capo della Chiesa riunificata ma la chiesa in esilio manterrà una sua autonomia: continuerà a nominare i suoi preti, manterrà il controllo delle sue proprietà e dei suoi affari quotidiani, e avrà diritto ad essere rappresentata alla conferenza annuale dei prelati a Mosca. Il patriarca della capitale russa avrà tuttavia il diritto di approvare le nomine dei nuovi capi della chiesa all'estero. Inoltre i preti delle due chiese potranno concelebrare l'eucarestia. La cerimonia, trasmessa in diretta dalla tv nazionale, rappresenta un tentativo della Russia di riconciliarsi con il suo passato pre-rivoluzionario e di rimarginare le ferite della rivoluzione bolscevica, della guerra civile e di decenni di ateismo propugnato dallo Stato comunista. Lo scisma si produsse negli anni venti, in seguito alle persecuzioni religiose del regime sovietico e ad una guerra civile nella quale l'armata bianca, e con essa gli ortodossi filozaristi, ebbero la peggio. Parte del clero si stabilì dapprima in Turchia e poi in Serbia, dichiarandosi Chiesa ortodossa russa all'estero nel 1921. Ma lo scisma si consumò nel 1927, dopo il proclama con cui il patriarca Serghi dichiarò la fedeltà della chiesa ortodossa al regime sovietico. Da allora si interruppe ogni legame tra le due chiese, fino alla ripresa del dialogo nel 2003.

Iran, bicicletta islamica per le donne

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/05/2007

TEHERAN - L'Iran fabbricherà delle biciclette islamiche per le donne, concepite per dissimulare il più possibile le forme. Lo riferisce il quotidiano governativo Iran. "La bicicletta comprende una cabina che coprirà metà del corpo della ciclista", precisa il quotidiano che cita anche uno dei responsabili del progetto, Elaneh Sofali, secondo il quale "questo permetterà di incoraggiare lo sport femminile.

A metà degli anni '90 Faezeh Hashemi, presidente della Federazione sportiva femminile e figlia dell'ex presidente pragmatico Akbar Hashemi Rafsanjani, fece una dura lotta perché fosse garantito alle ragazze il diritto di andare in bicicletta. Alcuni gruppi di integralisti arrivarono ad aggredire fisicamente giovani donne su due ruote in un parco di Teheran, e la stessa Faezeh fu insultata apertamente. Oggi l'uso della bicicletta è consentito alle ragazze, che però se ne servono praticamente solo in qualche parco con piste ciclabili, come del resto gli uomini.

Mastella vuole la verifica. replica di Prodi e alleati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/05/2007

ROMA - Il governo compie un anno e Clemente Mastella pronuncia la parola che nessun presidente del Consiglio vorrebbe mai sentire dai propri alleati, chiede la "verifica di governo e maggioranza". Il leader dell'Udeur annuncia astensione sul conflitto di interessi, alza la voce sulla Rai, denuncia che non esistono più luoghi di confronto tra i partiti dell'Unione. Romano Prodi, diversi ministri e gli alleati bocciano la richiesta del Guardasigilli e l'opinione prevalente nel centrosinistra è che Mastella si stia agitando per evitare possibili accordi sulla riforma della legge elettorale, che potrebbero penalizzare l'Udeur. "Dopo le amministrative - dice il ministro - bisogna fare un tagliando del primo anno di governo. Mi pare evidente che non c'é più un luogo in cui si discute, tranne il Consiglio dei ministri". Secondo Mastella, invece, il confronto è solo a giorni alterni, sul conflitto di interessi si dovrebbe "cercare un'intesa generalizzata" e sulla legge elettorale "c'é un'intesa per fregare i partiti più piccoli". Una posizione che in ambienti di governo non è particolarmente apprezzata, anche perché domani si raggiunge il traguardo di un anno dall'insediamento dell'esecutivo e il premier e il ministro per l'Attuazione del programma Giulio Santagata terranno una conferenza stampa proprio per tracciare un bilancio. Secondo Prodi, sarà l'occasione per dimostrare i risultati raggiunti, anche grazie al metodo di lavoro del governo, che è quello, si sottolinea a Palazzo Chigi, di "una verifica permanente".

Sulla linea del premier anche Santagata che risponde a Mastella: "Il tagliando lo facciamo domani. Non so cosa intenda il Guardasigilli". E il titolare delle Riforme Vannino Chiti taglia corto: "Risponderanno domani Prodi e Santagata". Anche alla Camera le parole del leader dell'Udeur non vengono accolte nel migliore dei modi. Il presidente dei deputati dell'Ulivo Dario Franceschini (Margherita) ricorda che con i gruppi parlamentari dell'Unione si lavora e ci si confronta ogni giorno collegialmente. E la vicepresidente del gruppo Marina Sereni (Ds) invita Mastella a non anteporre gli interessi delle singoli partiti a quelli più generali del Paese. E questa è un po' la lettura che diversi alleati, non solo nell'Ulivo, danno della presa di posizione dell'Udeur: si agitano, è la riflessione, perché temono per la legge elettorale e poi, proseguono, mancano pochi giorni alle amministrative e quindi c'é l'esigenza di distinguersi per raccogliere qualche voto in più. Qualche sponda Mastella la trova invece negli nei Verdi e in Rifondazione comunista. Per Alfonso Pecoraro Scanio, si può fare una verifica, che deve però servire soltanto a rilanciare il programma del centrosinistra e a preparare un Documento di programmazione economica e finanziaria, che risponda alle esigenze dei cittadini. Sulla legge elettorale è invece il presidente dei senatori del Prc Giovanni Russo Spena ad assicurare l'Udeur anche sui tempi dell'esame parlamentare che possano evitare il referendum: "Mastella dovrebbe stare più tranquillo, faremo in tempo. Anche il Prc vuole una legge sul modello tedesco, che rispetti in modo proporzionale le rappresentanze". Insomma, anche quando si festeggia un compleanno (il primo del governo Prodi) le fibrillazioni nel centrosinistra non mancano. Domani in Consiglio dei ministri ci sarà l'occasione per un primo confronto: Santagata illustrerà infatti il 'Rapporto sul monitoraggio dell'attività del primo anno di governò.(ANSA).

Venerdì 18 Maggio 2007

Wolfowitz lascia Banca Mondiale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/05/2007

NEW YORK - Paul Wolfowitz si dimette, lascia la presidenza della Banca Mondiale. L'uscita di scena, effettiva dal 30 giugno, sono accettate ''con riluttanza'' da George W. Bush e giunge al termine di un'altra giornata convulsa di confronto e scontro tra lo stesso ex numero due del Pentagono e il Board dell'istituto. Alla fine, la quadratura del cerchio per l'onore delle armi si gioca tutta sulla sottile limatura del comunicato della Banca che annuncia l'accordo raggiunto. Wolfowitz, si legge nel testo, ''ci ha assicurato di aver agito in linea con i principi etici e in buona fede sulla base di quello che gli e' apparso essere nell'interesse dell'istituto e noi accettiamo questo''.

Il Board, che rimarca le incomprensioni reciproche (''su entrambi i lati'') nel caso di nepotismo che ha visto Wolfowitz

intervenire nel 2005 direttamente per la promozione e l'aumento di stipendio della sua compagna Shaha Riza, preannuncia l'avvio immediato (''subito'') della ricerca del successore, a conferma della volonta' dei 24 componenti del Board di voltare pagina dopo mesi di aspre e dure polemiche, a tutela dell'immagine dell'istituto. ''I piu' poveri nel mondo aspettano tutto cio' che di meglio possiamo fare. Adesso e' necessario trovare una via per andare avanti'', e' il commento che lo stesso Wolfowitz affida a un comunicato.

Il presidente Bush accetta ''con riluttanza'' le dimissioni di Wolfowitz, indicano fonti della Casa Bianca, secondo le quali

il presidente avrebbe preferito che l'ex sottosegretario alla Difesa, sotto tiro da diverse settimane, rimanesse al suo posto. Bush proporra' un suo successore nei prossimi giorni, precisano le stesse fonti. ''Ho grande stima di Paul e credo che tutte le parti abbiamo agito in buona fede. Mi dispiace che siano arrivati a questo punto'', ha appena affermato in mattinata Bush, nel corso della conferenza stampa con il premier britannico Tony Blair, tra i leader indicati nella rosa del toto-successore. ''Di Paul ammiro l'impegno per aiutare i poveri'', ha aggiunto il capo della Casa Bianca: ''Tutto quello che posso dire e' che il presidente Wolfowitz ha l'interesse di fare tutto quello che e' meglio per la Banca''. Che l'esperienza di Wolfowitz fosse al capolinea era anche intuibile, oltre che per la forte opposizione del fronte dei Paesi europei (Germania in testa), anche per la spaccatura sulla vicenda nell'Amministrazione Bush.

Malgrado le prese di posizioni pubbliche a difesa dell'architetto della guerra in Iraq, il potente segretario al Tesoro, Henry Paulson, ha spinto per le dimissioni rilevando il fatto - secondo il Financial Times - che il caso Wolfowitz

rischiava di mettere a rischio i rapporti con i partner europei oltre che la stessa credibilita' degli Usa in seno alla Banca. Per il vicepresidente Dick Cheney e Karl Rove, senior strategist di Bush, la difesa doveva andare ad oltranza e soprattutto per evitare di 'piegarsi' alla campagna europea. Il terzo e ultimo fronte vedeva i cosiddetti 'conservatori non ideologici', cioe' il segretario di Stato, Condoleezza Rice e Josh Bolten, capo dello staff della Casa Bianca, che spingevano per l'uscita di Wolfowitz, timorosi del fatto che la resistenza a oltranza possa indebolire in futuro la posizione di Bush.

Il percorso sembrava tracciato, dato che le dimissioni (date come imminenti gia' da martedi') erano l'unica via praticabile dopo che Wolfowitz aveva preso atto dell'impossibilita' di continuare a guidare la Banca, scontando le accuse di violazioni del codice etico e il conflitto di interessi per la promozione della sua compagna Shaha Riza.

Il caso Wolfowitz aveva tutte le caratteristiche per rubare la scena del G8 finanziario (con l'assenza eccellente di Paulson) che da oggi vedra' riuniti i ministri economici dei Sette Grandi piu' la Russia nei pressi di Potsdam, in Germania, vicino Berlino. Proprio il Governo del Cancelliere Angela Merkel e' quello che piu' si e' speso per le dimissioni di Wolfowitz come unica soluzione per salvare la credibilita' della Banca Mondiale. Secondo l'agenda dei lavori, l'ex vice del Pentagono avrebbe dovrebbe presentare a Potsdam le strategie dell'istituto contro la corruzione. Il ministro dello Sviluppo tedesco, Heidemarie Wieczorek-Zeul, appena mercoledi', aveva chiesto ancora le dimissioni di Wolfowitz con un avvertimento: ''Non gli consiglierei di partecipare se sara' ancora in carica''

Domenica 20 Maggio 2007

Papa: basta violenze a Gaza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/05/2007

CITTA' DEL VATICANO - 'Faccio appello al senso di responsabilita' di tutte le Autorita' palestinesi affinche', nel dialogo e con fermezza, riprendano il faticoso cammino dell'intesa, neutralizzando i violenti'. E' l'appello sulla situazione nella Striscia di Gaza lanciato da Benedetto XVI alla recita del Regina Coeli. 'Invito il Governo israeliano - ha aggiunto - alla moderazione ed esorto la Comunita' internazionale a moltiplicare l'impegno a favore del rilancio del negoziato'.

'Gli scontri tra fazioni palestinesi nella Striscia di Gaza - ha sottolineato Benedetto XVI dinanzi alle migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro - e i lanci di razzi contro gli abitanti delle vicine citta' israeliane, ai quali si e' reagito con l'intervento armato, stanno provocando un sanguinoso deterioramento della situazione, che lascia sgomenti'. 'Una volta ancora, in nome di Dio - ha proseguito -, supplico che si ponga termine a questa tragica violenza, mentre alle provate popolazioni palestinese e israeliana desidero esprimere la mia solidale vicinanza ed assicurare il mio orante ricordo'. 'Il Signore - ha concluso il Papa - susciti e sostenga gli operatori di pace!'.

Carter: Bush il peggiore in politica estera

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/05/2007

WASHINGTON - La Casa Bianca di George W. Bush e' 'la peggiore nella storia' sul piano delle relazioni internazionali: parola di uno dei predecessori di Bush, l'ex presidente Jimmy Carter, che in una sola giornata e' riuscito a far parlare di se' sia in Gran Bretagna sia negli Usa, per attacchi ai leader dei due paesi.

In un'intervista a un quotidiano americano, l'Arkansas Democrat-Gazette, Carter ha criticato duramente le scelte di Bush sulla guerra in Iraq, la diplomazia in Medio Oriente e la politica ambientale. La guerra dimostra, ha detto l'ex presidente, che gli Usa 'hanno ora abbracciato il concetto di guerra preventiva contro un'altra nazione anche quando non siano stati minacciati direttamente', con un cambio di atteggiamento radicale rispetto a tutte le precedenti amministrazioni. 'L'aperto ribaltamento dei valori di base dell'America - ha detto Carter - quali erano stati espressi in passato dalle precedenti amministrazioni, incluse quelle di Richard Nixon, Ronald Reagan e George H.W. Bush, e' qualcosa che mi turba profondamente'. L'ex presidente ha anche puntato l'indice contro Bush per avere avuto 'zero colloqui di pace' sul conflitto israelo-palestinese e per aver chiuso la porta alle discussioni internazionali sulle armi nucleari e l'ambiente. In un'intervista alla Bbc, Carter aveva attaccato anche il primo ministro britannico Tony Blair, per aver appoggiato 'ciecamente' la guerra in Iraq ed essersi comportato 'in modo servile' nei confronti degli Usa.

Rincari no-stop per la benzina

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/05/2007

ROMA - Rincari no-stop per il prezzo della benzina che sale ancora, seguendo quasi pedissequamente le quotazioni del petrolio. La verde e' arrivata a superare, in alcuni distributori, 1,35 euro al litro e le sorprese, non certo favorevoli, per gli automobilisti arrivano anche dal gasolio. Il diesel, che, probabilmente proprio per i costi piu' contenuti, caratterizza ormai circa la meta' del parco circolante, ha scavalcato infatti 1,16 euro al litro.

I rialzi sono iniziati alla fine di aprile, in coincidenza con i ponti del 25 aprile e del primo maggio, e sono continuati ininterrotti per quasi tutti i marchi. Cosi', anche i week end al mare di inizio stagione cominciano a prospettarsi come un po' piu' cari del previsto. Nel dettaglio, secondo il consueto monitoraggio del ministero (che da qualche tempo non riporta pero' i dati relativi ai prezzi consigliati dalla Q8), i listini piu' cari sono quelli della Shell, dell' Api e dell' Ipi: la verde e' arrivata a 1,354 euro. La Shell ha il primato anche per il gasolio e' salito a 1,164 euro al litro. Piu' contenuti i prezzi consigliati dalle altre compagnie: Total e' a 1,349 euro per la verde e a 1,155 per il diesel, segue Esso a 1,348 euro al litro per la benzina e ancora 1,155 per il gasolio. La Erg e' a 1,332 euro per la verde, mentre solo Agip resta sotto questa soglia, a 1,328 al litro. La compagnia dell'Eni e' la piu' economica anche per il diesel, fermo a 1,148 euro al litro, lo stesso livello che si paga anche nei distributori Api e Ip. Gli aumenti che si fanno sentire sulle tasche degli automobilisti fanno seguito ai rincari del prezzo del petrolio che a New York sfiora i 65 dollari al barile, ma che in Europa e' salito molto di piu'. Spinto dai timori di una diminuzione delle scorte americane, dato fondamentale per il mercato, il Brent, il greggio del Mare del Nord preso come riferimento nel vecchio continente, e' arrivato infatti quasi alla soglia psicologica dei 70 dollari, il livello piu' alto dal settembre 2006.

Polemiche su Santoro, per video Bbc su preti pedofili

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/05/2007

ROMA -Fiducia nella libertà della Rai e prese di posizione contro ogni censura preventiva, da una parte, cui, dall'altra, si risponde con una levata di scudi, per impedire la messa in onda della discussa e forte inchiesta della Bbc Sex crimes and the Vatican su alcuni casi di preti pedofili in Usa, Irlanda e Brasile, che Michele Santoro vuole acquistare per la sua trasmissione Annozero.

Naturalmente, a eccitare gli animi, in questo momento già caldo dei rapporti tra Stato e Chiesa, è che ben si conosce la posizione durissima del Vaticano su quell'inchiesta Bbc, che, tra l'altro, accusa l'allora cardinal Ratzinger, oggi Papa Bendetto XVI, di essersi dato da fare per coprire tutto. Santoro ha solo confermato di aver compiuto la necessaria trafila burocratica Rai per comprare e poi trasmettere l'inchiesta, ma questo è bastato per far scattare le polemiche: lui dichiara che si aspetta gli arrivi l'Ok definitivo, visto che non ha bisogno di permessi per questo tipo di acquisti.

Mario Landolfi, con al forza del suo ruolo di presidente della commissione di Vigilanza invita il direttore generale Cappon a non aderire alla richiesta. E' circolata anche la voce che Santoro avesse avuto il via libera da Antonio Di Bella, direttore del Tg3 che ha la vigilanza su Annozero, solo però relativamente alla par-condicio in questo periodo pre elettorale, visto che non se la è voluta prendere Mauro Mazza, direttore del Tg2, cui sarebbe spettata per contiguità di rete. Il nulla osta quindi non riguarda contenuti e giudizio sull'opportunità di trasmettere il servizio Bbc, ma solo il fatto che questi non influisce sugli equilibri della nostra par-condicio.

Una valutazione editoriale se la può assumere solo il direttore generale Claudio Cappon, che si troverà quest'altra grana, di ritorno da Nairobi, dove venerdì si è inaugurata una sede Rai, alla vigilia anche dell'assemblea che dovrebbe revocare il consigliere Petroni. "Un'evidente ragione di opportunità dovrebbe consigliare al direttore Cappon di non aderire all richiesta di Santoro", afferma Landolfi, aggiungendo ironico: "gli lasci pure la palma del martirio, ma eviti di trasformare il Serrvizio pubblico in un plotone mediatico di esecuzione pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa", definendo calunniosa e lacunosa la ricostruzione dei fatti realizzata dalla Bbc.

Più perentorio Marco Satderini (Udc), consigliere Cda Rai: "Mi batterò per impedire a tutti costi la messa in onda, che sarebbe solo un attacco volgare e inaccettabile al Papa". Naturalmente la risposta, a sinistra, non si fa attendere e Russo Spena e Migliore del Prc in Vigilanza affermano che "é grave esortare Cappon alla censura preventiva" e aggiungono che "parlare di questo fenomeno, da parte della Rai, è normale" e che se si dovessero "accettare imposizioni dalle autorità ecclesiastiche sarebbe davvero un fatto gravissimo".

E' con loro il consigliere Cda Sandro Curzi, che ricorda la serietà della Bbc, sempre invocata a modello nel nostro paese, e annota che "il tema è delicato, ma l'importante è che il servizio sia serio", aggiungendo che quel che è successo negli Usa a proposito dei preti pedofili "é ormai di pubblico dominio".Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, da parte sua richiama al rispetto delle regole e ribadisce che "non esistono argomenti che non si possono trattare".

Lunedì 21 Maggio 2007

Rifiuti, nel napoletano cumuli in fiamme

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/05/2007

ROMA - Mentre la Campania è soffocata da montagne di spazzatura non raccolta e solo nella scorsa notte i vigili del fuoco di Napoli hanno avuto 100 interventi per incendi di immondizia, nel giorno della festa delle oasi del WWF, l'emergenza rifiuti trova concordi esponenti del governo e dell'opposizione, destra e sinistra.

Il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio sottolinea che è "impensabile affrontare le emergenze trovando delle alternative in zone protette", ma "adesso -dice- la priorità é togliere i rifiuti dalle strade" e gli fa eco il sindaco di Orbetello Altero Matteoli, di An: "Sulla questione dei rifiuti il governo deve prendere decisioni definitive. Ad esempio, ogni provincia deve avere una sua discarica".

E comunque, dice, "non è corretto scaricare la responsabilità sull'attuale governo". Il problema si è posto anche ai governi precedenti. Ma adesso, ha detto ancora, sono necessari provvedimenti definitivi ed è è necessario potenziare la raccolta differenziata, per mettere in riciclaggio dei rifiuti e trattare i rifiuti non riciclabili con i termovalorizzatori.

"Lo sforzo su Serre è servito", ha detto Pratesi a Orbetello, principale centro della festa delle oasi naturalistiche in corso in tutta Italia. Quella della gestione dei rifiuti, ha aggiunto Pratesi, "é una strada che stiamo tracciando da anni" e che va affrontata in una prospettiva globale, articolata in almeno tre direzioni: la riduzione del volume dei rifiuti, soprattutto degli imballaggi e della plastica; la raccolta differenziata, che andrebbe incoraggiata in pari misura in tutto il Paese, mentre adesso ci sono disparità che vanno da l7% del Napoletano al 40% del Veneto; promuovere il riciclaggio di tutti i materiali per cui ciò è possibile, come alluminio, vetro, carta e legno.

Festa anche all'oasi di Persano, a poche centinaia di metri da Valle della Masseria di Serre, il sito scelto inizialmente dal commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti per la realizzazione della discarica e poi sostituito da quello di Macchia Soprana. All'ingresso la bandiera con il panda a mezz'asta, per sottolineare che la protesta continua per evitare che Valle della Masseria sia anche solo deposito temporaneo per la spazzatura destinata al nuovo sito che occorrerà tempo per preparare. A Valle della Masseria intanto continua e la sorveglianza di centinaia di poliziotti e carabinieri, autoblindo delle forze dell'ordine ed il presidio degli abitanti della zona guidati dal loro sindaco.

Aspettiamo gli eventi - ha detto il sindaco Palmiro Cornetta, annunciando che "Insieme al ministero dell'Ambiente e alla Provincia faremo quello che la Regione non è stata in grado di fare per sei anni: la bonificheremo in 15 giorni. Quanto ci hanno chiesto affinché possa essere utilizzata".

Intanto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso è a Napoli per cercare di trovare con le autorità locali le possibili soluzioni alternative alla chiusura della discarica di Villaricca, l'unico impianto che attualmente si fa carico dell'intera produzione regionale e ormai quasi saturo, in cui vengono sversate attualmente circa duemila tonnellate al giorno di spazzatura, che chiuderà il prossimo 26 maggio. Bertolaso dovrà dunque affrontare con i tecnici la predisposizione di un piano che consenta di coprire la mancanza di una discarica dal 26 maggio fino all'apertura dei nuovi siti indicati dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri una settimana fa.

Tre cerchi nel grano segnalati ad Ancona

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/05/2007

ANCONA - Tre cerchi nel grano, di dieci metri circa di diametro l'uno, sono stati scoperti in un campo alla periferia di Ancona e segnalati ai carabinieri. All'interno di uno dei tre 'cropcircle' - che si trovano dietro una palestra, all'incrocio tra il quartiere del Pinochio e la frazione di Candia - c'é una depressione del terreno, come se vi fosse atterrato sopra un oggetto pesante.

Non si esclude nulla, ma al momento l'ipotesi più probabile é che qualcuno abbia tratto spunto da un recente puntata di "Striscia la notizia", in cui sono stati spiegati i metodi per schiacciare il grano nelle forme volute. Non risultano al momento segnalazioni di Ufo o oggetti misteriosi nei giorni scorsi.

Bagnasco: politici non possono ignorare Family Day

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/05/2007

CITTA' DEL VATICANO - Voce pacata, tono fermo, che non lascia trapelare particolari emozioni. Mons. Angelo Bagnasco, alla sua prima assemblea episcopale generale come presidente della Cei, avverte i politici italiani che non possono ignorare le indicazioni date dal Family Day del 12 maggio, respinge come calunniose le accuse di omofobia, ed afferma allo stesso tempo che la Chiesa non vuole attentare alla laicità della società civile.

Quando ci appelliamo alle coscienze - afferma rivolto ai suoi 247 confratelli seduti negli scranni dell'Aula del Sinodo in Vaticano - non è per essere intrusivi, ma per richiamare quei contenuti pregnanti senza i quali cessa il presidio ultimo di ogni persona, anzitutto per i meno fortunati.

Bagnasco ha ben presenti le minacce rivolte contro di lui da quando ha assunto la guida dell'episcopato italiano. Ringrazia per la solidarietà il Papa e il presidente Napolitano. Tra le tante, gli brucia la critica "calunniosa e ideologica" di "omofobia" mossa contro la Chiesa. Ma ciò che lo preoccupa di più è "il rischio di una contrapposizione strumentale tra laici e cattolici". "Questa contrapposizione - dice - in realtà non trova riscontro nel sentire della stragrande maggioranza del nostro popolo". "Guardo - aggiunge - al nostro amato Paese e ripeto a tutti che i vescovi rinnovano il gesto semplice e vero dell'amicizia. Non parliamo dall'alto, né vogliamo fare in alcunché da padroni. Ci preme Cristo e il suo Vangelo, null'altro". "Se come vescovi rileviamo, magari più spesso - ammette - di quanto sarebbe gradito, i fondamenti etici e spirituali radicati nella grande tradizione del nostro Paese, non è perché vogliamo attentare alla laicità della vita pubblica, sfigurandola, ma per innervare questa delle inquietudini che possono garantire il futuro".

Tuttavia, il presule non fa sconti sul significato del "Family Day": "é la società civile che si è espressa in maniera inequivocabile e che ora attende un'interlocuzione istituzionale commisurata alla gravità dei problemi segnalati", afferma. La manifestazione di San Giovanni è "stato un fatto molto importante" "consolante per noi vescovi", e con "un'ottima riuscita": "una testimonianza forte e corale - incalza - a favore del matrimonio quale nucleo fondante e ineguagliabile per la società". "Se a livello di media laici - prosegue - non c'é stata sempre prontezza nel cogliere la novità e la portata di questo evento, non di meno esso rimarrà come un segno forte nell'opinione pubblica e come un appello decisamente non trascurabile per la politica". La Nota della Cei contro le iniziative legislative in materia di unioni di fatto (leggi 'Dico') "ha trovato nella manifestazione pubblica del laicato il commento attendibile e l'eco più adeguata". E' di quel documento così contestato da una parte dell'opinione pubblica, il presule rivendica con orgoglio tutta la necessità e importanza. Si è trattato di un "gesto di premura episcopale verso il nostro popolo", gesto che resta "valido e attuale", contro i "travisamenti che il concetto di famiglia sta subendo". A Bagnasco, che legge il suo discorso seduto tra i due vicepresidenti della Cei mons. Benigno Papa e mons. Giuseppe Chiaretti, arrivano, a più riprese, applausi di approvazione e incoraggiamento.

Nel suo intervento di 9 pagine, ricorda la visita del Papa in Brasile, torna a rendere omaggio al suo predecessore cardinal Ruini, denuncia la crescente povertà in Italia, difende la vita in tutta la sua interezza, dal concepimento alla morte naturale.

L' ITALIA E' SEMPRE PIU' POVERA

L'Italia e ' sempre piu' povera: di fronte all'assemblea generale dei vescovi italiani, il neopresidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, ha fatto proprio e rilanciato il grido d'allarme che giunge da tutte le parrocchie del Paese e dai centri della Caritas. Il presule ha anche rivolto un appello alle autorità politiche e alle parti sociali affinché prendano misure per garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro e pongano un freno alle morti bianche.

Riguardo all'emergenza povertà - ha detto Bagnasco - un numero crescente di pensionati, persone sole, famiglie non arrivano "a fine mese": così sacerdoti e volontari cattolici si ritrovano a distribuire quei 'pacchi viveri', che "parevano definitivamente superati", appartenenti ormai ad un passato di fame lontano.

La nostra esperienza diretta - ha detto mons. Bagnasco ai suoi 247 confratelli riuniti nell'Aula del Sinodo in Vaticano - registra una progressiva crescita del disagio economico sia di una larga fascia di persone sole e pensionate, sia delle famiglie che fino a ieri si sarebbero catalogate nel ceto medio.

E proporzionalmente - ha aggiunto - c'é un ulteriore schiacciamento delle famiglie che avremmo definite povere. Dalle segnalazioni ricevute, ha spiegato il presidente della Cei, "la situazione attualmente più esposta sembra essere quella della famiglia monoreddito con più figli a carico". "Spesso con difficoltà si arriva alla fine del mese. E' da questa tipologia di famiglie che viene oggi alle nostre strutture una richiesta larga e crescente di aiuto- anche con i 'pacchi viveri' che parevano definitivamente superati per lo più mascherata e nascosta per dignità".

Bagnasco, invitando la comunità cristiana ad una rinnovata solidarietà verso questi nuovi poveri, ha delineato un quadro cupo della situazione: disoccupati che si abbandonano all'alcolismo ed altre "dipendenze", madri sempre più in difficoltà con i figli piccoli, giovani "senza futuro", che nonsi possono comprare la casa o pagare un affitto. "Situazioni varie, dunque, che - ha commentato - ci stanno dinanzi e che ci interpellano per intensificare la testimonianza della carità evangelica e per far crescere la sensibilizzazione generale".

Il presidente della Cei si è soffermato in particolare sulla condizione del Mezzogiorno, dove alla povertà si affianca il male endemico della criminalità organizzata. Bagnasco ha ribadito l'impegno dei vescovi, tramite il cosidetto 'Progetto Policoro'', contro le "devastazioni e le intimidazioni che vengono inflitte dalla malavita locale".

Libano: salta tregua, battaglia divampa secondo giorno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/05/2007

BEIRUT - E' subito saltata la tregua tra esercito libanese e miliziani integralisti di Fatah al-Islam, che dopo poco più di un'ora di cessate il fuoco sono tornati a darsi battaglia a Nahr al-Bared, il campo profughi palestinese alla periferia di Tripoli, nel nord del Libano, teatro per il secondo giorno consecutivo di combattimenti senza esclusione di colpi. Il bilancio provvisorio degli odierni combattimenti, riferito dall'agenzia libanese Nna, è di una trentina di morti e una novantina di feriti, che si sommano agli almeno 38 morti di ieri (23 soldati), mentre l'artiglieria governativa continua a martellare senza sosta il campo profughi alla periferia della città portuale 91 km. a nord di Beirut e i miliziani di Fatah al-Islam - che la Siria ha smentito di appoggiare - a opporre un'accanita resistenza con un fuoco di sbarramento di mitragliatrici e il lancio di razzi anticarro.

Ma mentre da Nahr al-Bared, al primo calare della sera, si levano dense colonne di fumo nero con cui i miliziani cercano di ostacolare i cannoneggiamenti dell'esercito, cresce il timore che i combattimenti possano estendersi ad altri campi profughi palestinesi. E soprattutto a quello di Ain al-Hilweh, che alla periferia di Sidone (41 km. a sud di Beirut) è con i suoi 70.000 profughi il più grande dei 12 sparsi in Libano e la roccaforte degli altri due gruppi integralisti di Jund al-Sham (Soldati del Levante) e Usbat al-Ansar (Lega dei Partigiani). L'estensione dei combattimenti "al di fuori di Tripoli", se non verranno sospesi i bombardamenti contro Nahr al-Bared, è stata minacciata da un portavoce di Fatah al-Islam, Abu Salim Taha, dopo che a Ain al-Hilweh le scuole sono state chiuse e Jund al-Sham ha dichiarato lo "stato d'allerta" per i suoi miliziani, che nei mesi scorsi si sono più volte scontrati con l'esercito libanese. A Tripoli, nell'altro campo profughi di Beddawi, è stata invece inscenata una manifestazione contro i bombardamenti e a sostegno dei rifugiati intrappolati nel vicino Nahr al-Bared.

Ma la novità più inquietante è stata forse la minacciosa messa in guardia di Anwar Raja, portavoce del Fronte popolare di liberazione della Palestina-Comando generale (Fplp-Cg), guidato di Ahmed Jibril e legata a doppio filo alla Siria. I palestinesi di Nahr al-Bared, ha detto Raja, "non sono orfani". E se un solo colpo verrà sparato contro l'esercito ad Ain al-Hilweh, ha oscuramente ammonito, "la stessa situazione si creerà" anche nel campo profughi a sud di Beirut.

Il rischio di un'estensione dei combattimenti sembra essere stato preso in seria considerazione dal leader cristiano d' opposizione Michel Aoun, alleato del movimento sciita Hezbollah (appoggiato da Siria e Iran), che ha invitato l'esercito a liquidare Fatah al-Islam. "Speriamo che le forze armate finiscano il lavoro", ha detto Aoun. "Appoggiamo pienamente l' esercito e le forze di sicurezza, ma non possiamo esprimere solidarietà al governo, che deve andarsene", ha tuttavia aggiunto, accusando l'esecutivo del premier Fuad Siniora di aver lasciato proliferare indisturbato il gruppo integralista.

Il premier libanese ha dal canto suo avuto una girandola di contatti telefonici con il presidente egiziano Hosni Mubarak, con re Abdallah II di Giordania, con il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, e - novità assoluta - anche con il palestinese Khaled Meshal, capo dell'ufficio politico di Hamas e in esilio a Damasco. All'indomani dell'esplosione che ha devastato un centro commerciale nel cuore cristiano di Beirut, provocando due morti, nella capitale libanese il timore di nuovi attentati in luoghi affollati rischia intanto di trasformarsi in psicosi e molti negozi e locali pubblici sono rimasti deserti.

Nasce la superbanca, si chiamera' Unicredit

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/05/2007

MILANO - Il doppio si è giunto da Roma e da Milano. I Cda di Unicredit e Capitalia hanno dato il via libera alle nozze. Nasce così la prima banca di Eurolandia per capitalizzazione. Manterrà il Unicredit. E sarà ambiziosa. Punta ad una crescita media annua degli utili per azione pari a circa il 17% da qui al 2009, una progressione che fa presumere agli analisti un utile aggregato di oltre 8 miliardi di euro pro forma già a partire dalla fine del 2007. Prevede poi un dividendo per azione in progressiva crescita negli anni con l'aumentare degli utili e l' integrazione degli sportelli.

PROFUMO,UTILE 10 MLD PRIMA DI 2010

Unicredit ritiene di poter realizzare un utile netto di 10 miliardi prima del 2010. Lo ha detto l'amministratore delegato Alessandro Profumo rispondendo alla domanda di un analista nel corso della presentazione della fusione con Capitalia. ''Lei si attende un utile netto a 10 miliardi per il 2010 analizzando i dati che abbiamo fornito - ha detto Profumo -. Ci attendiamo di poter fare prima questo risultato''. ''Tutte le partecipazioni che non rientrano nel core business saranno cedute'', ha aggiunto l'amministratore delegato di Unicredit-Capitalia.

FLOTTANTE 74% DEL CAPITALE

Unicredit-Capitalia avra' il 74,1% del capitale flottante sul mercato. Lo ha indicato l'amministratore delegato, Alessandro Profumo, illustrando agli analisti uno schema con la proiezione delle quote dei maggiori azionisti della superbanca, guidati - come gia' annunciato ieri - da Fondazione Cariverona (3,9% del capitale).

SEMPRE INTERESSE PER EST EUROPA

''Il consolidamento nel Paesi dell'Est e' in corso e non vedo perche' non dovremmo cogliere eventuali opportunita' se si presentassero''. Cosi' l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, ha ribadito l'interesse del gruppo, anche dopo la fusione con Capitalia, ad acquisizioni nella Nuova Europa. ''Con Capitalia rafforziamo la squadra di giovani manager motivati che saranno contenti di lavorare a un allargamento del gruppo'', ha aggiunto.

LIBONATI NON AVRA' STESSI POTERI GERONZI

Se Cesare Geronzi passera' al vertice di Mediobanca il suo posto sara' preso da Berardino Libonati che non avra' tuttavia gli stessi poteri (''le stesse caratteristiche'') del vicepresidente vicario designato nel nuovo gruppo Unicredit-Capitalia. E' quanto emerso dalle slide illustrate dall'amministratore delegato Alessandro Profumo agli analisti.

Parmalat: Tanzi chiede patteggiamento

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/05/2007

MILANO - I legali di Calisto Tanzi, ex patron della Parmalat, hanno chiesto davanti al tribunale di Milano un patteggiamento a due anni e otto mesi per il loro assistito. La richiesta è superiore di due mesi rispetto alla precedente richiesta di applicazione della pena, di due anni e sei mesi, su cui non era stato trovato l'accordo con i pubblici ministeri.

La richiesta odierna di un patteggiamento a due anni e otto mesi, è stato spiegato in aula dai legali di Tanzi, rispetta il bilanciamento tra attenuanti ed aggravanti. La richiesta è stata avanzata nell'ambito del processo milanese per il crac della Parmalat, che vede imputati l'ex patron del gruppo di Collecchio e 19 altre persone.

« Precedente

» Notizie » 2007 » Maggio | Commenti: Scrivi

Successiva »