DEI RICCHI

2007 - Marzo - Settimana 2

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Indice dei giorni


08/03/2007 * 09/03/2007 * 10/03/2007 * 11/03/2007 * 12/03/2007 * 13/03/2007 * 14/03/2007 *

Giovedì 8 Marzo 2007

Giordano: Kabul, sbaglia chi vota no

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/03/2007

11.41 La sinistra radicale alla Camera voterà a favore del decreto legge per rifinanziare la missione militare in Afghanistan, salvo qualche dissidente. "Il Prc voterà compattamente sì perché -dice Giordano- investiamo con grande forza sulla conferenza di pace". E chi vota no tipo Cannavò?"Credo che sia uno sbaglio", osserva. Anche Grazia Francescato (Verdi) dice sì. "Serve una soluzione politica al conflitto e il decreto -nota- va verso questa direzione". Sì anche da Galante (Pdci) "con convinzione e spirito di responsabilità".

Arrestato ex marine Usa: era una spia di al-Qaeda

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/03/2007

Al Qaeda ha spie all'interno della Marina militare americana. Una di esse, un ex marinaio convertito all'Islam, è stato arrestato a Phoenix, in Arizona, per aver fornito alla rete di Osama bin Laden informazioni sui movimenti e punti deboli di alcune navi da guerra statunitensi.

Hassan Abujihaad, che prima di abbracciare la fede musulmana si chiamava Paul R. Hall, avrebbe pubblicato sul sito Azzam.com informazioni sul gruppo navale impegnato in missioni contro al Qaeda e i Talebani.

Secondo una nota del ministero della Giustizia, Abujihaad sarà trasferito a New Haven, in Connecticut, per essere processato per terrorismo insieme ai due gestori del sito Azzam, attualmente in Gran Bretagna in attesa di essere estradati negli Usa.

L'accusa ritiene che tra il 2000 e il 2001, mentre era imbarcato sulla 'USS Benfold', Abujihaad abbia fornito ad Azzam informazioni riservate sui movimenti della flotta dalla California al Golfo Persico.

Venerdì 9 Marzo 2007

Papa: distruttivi molti contenuti web e tv

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/03/2007

CITTA' DEL VATICANO - Troppi messaggi 'distruttivi' arrivano ogni giorno nelle case di miliardi di persone in tutto il mondo attraverso internet, tv, radio. Papa Ratzinger e' partito da questa denuncia per tornare a chiamare in causa, oggi durante un discorso in Vaticano, le responsabilita' degli oligopolisti che controllano il mercato dei nuovi mass media: a loro il pontefice ha chiesto di agire per difendere la dignita' della persona umana e i diritti della famiglia. Degli scenari e delle sfide insidiose che pone il mercato mediatico internazionale non solo alla Chiesa, ma anche ai responsabili politici e ai padri e alle madri di famiglia, Benedetto XVI ha parlato stamane in un intervento che ha concluso l'assemblea plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali. L'analisi di Ratzinger e' partita dai rapidi mutamenti in corso nel mondo delle comunicazioni. ''Mentre la carta stampata lotta per salvare la sua diffusione, nuove forme di media, come la radio, la televisione ed internet si stanno sviluppando ad una velocita' straordinaria'', ha spiegato, usando la lingua inglese. ''Sullo sfondo della globalizzazione, questa affermazione dei media elettronici - ha aggiunto il pontefice - coincide con la sua crescente concentrazione nelle mani di poche multinazionali, la cui influenza oltrepassa ogni confine sociale o culturale''. ''Quali sono gli effetti di questa crescita dell'industria mediatica?'' si e' chiesto Ratzinger. E' una domanda - ha aggiunto - che riguarda ''chiunque abbia a cuore il bene comune della societa' civile''e non solo la Chiesa: i media infatti - ha osservato - ''invadono e permeano la cultura'' moderna. La risposta che il Pontefice ha offerto e' stata duplice. ''Senza dubbio - ha esordito infatti Ratzinger - i vari componenti dei mass media hanno dato un grande contributo al processo di civilizzazione. Basti pensare ai documentari di qualita', ai notiziari, all'intrattenimento generale, ai dibattiti, alle riflessioni, alle interviste. Inoltre, per quanto riguarda in particolare Internet, deve essere doverosamente riconosciuto che (la rete, ndr) ha aperto un mondo di conoscenze e possibilita' di imparare a molti che prima avevano difficolta' di accesso , o non ne avevano per niente''.

''Tali contributi al bene comune - ha osservato - meritano plauso e devono essere incoraggiati''. ''D'altra parte - ha tuttavia proseguito - e' anche chiaramente evidente che molto di cio' che e' trasmesso in varie forme nelle case di milioni di famiglie in tutto il mondo e' distruttivo''. ''Le mie preoccupazioni - ha aggiunto - non sono differenti da quelli di una madre, di un padre, di un insegnante o di un responsabile pubblico''. E a nome di tutti questi soggetti, oltre che come capo spirituale di un miliardo circa di cattolici, Benedetto XVI si e' rivolto ai tycoon dei media. ''Mi appello - ha detto - ai leader dell'industria mediatica perche' sollecitino chi fa i programmi a difendere il bene comune, a salvaguardare la verita', a proteggere la dignita' umana individuale ed a promuovere il rispetto per i bisogni della famiglia''. Ad applaudirlo, sotto gli alti soffitti a volta della Sala Clementina nel Palazzo apostolico, vi erano in tutto una settantina di persone, vescovi e prelati responsabili per conto della Santa Sede del settore delle Comunicazioni sociali. A loro fa capo la galassia dei mass media cattolici e vaticani sparsi in tutto il mondo, una realta' significativa, ma sempre piu' assediata e sopraffatta dalle grandi multinazionali mediatiche. Ai suoi collaboratori del Pontificio consiglio, il Papa ha consegnato un messaggio particolare: ''fate che la luce della verita' di Cristo illumini le ombre''. Le ombre, s'intende, prodotte da altri comunicatori di massa.

Sicurezza: sindaco Milano ai cittadini, scendiamo in strada

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/03/2007

MILANO - "Scendiamo nuovamente nelle strade di Milano e chiediamo al Governo di impegnarsi subito per ritrovare una città nella quale vivere liberi dalla paura". E' una lettera aperta ai cittadini quella del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che spiega così di rispondere alle "migliaia" di segnalazioni che giungono ogni giorno e che confermano "la sensazione" che a Milano "stia avanzando, a macchia d'olio, una ondata di illegalità ". "Io - aggiunge il sindaco - sono vicina a tutti coloro che subiscono queste violenze e questi abusi. Tutta Milano deve far sentire la propria voce. Non dobbiamo abbassare la guardia. Dobbiamo essere uniti nel chiedere al governo di Roma più sicurezza per la nostra città. Un anno fa, il 16 marzo 2006, la città intera ha camminato, unita, in Corso Buenos Aires, per ricordare che diritti e doveri, legalità e sicurezza devono valere per tutti e devono essere fatti rispettare sempre e dovunque fino in fondo". Quindi l'appello: "In strada, insieme, per la sicurezza. Più sicurezza per una città più solidale che possa offrire a tutti una migliore qualità della vita".

Sabato 10 Marzo 2007

Mastrogiacomo: governo afghano, nulla di certo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/03/2007

Inviato Repubblica in mani talebane

KABUL - Il portavoce del ministero dell'Interno afghano Zemaray Bashary ha detto oggi all'ANSA che il suo governo e' attivo nelle due province di Helmand e Kandahar per trovare l'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, ''ma non sappiamo ancora chi lo ha rapito''. ''Non possiamo dare credito alle affermazioni dei Taleban'', ha aggiunto Bashary, contattato per telefono. ''Non sappiamo neanche esattamente dove, come e quando e' stato rapito'', ha detto.

TALEBAN: CONDIZIONE RILASCIO E' RITIRO TRUPPE

I taleban hanno chiesto oggi il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan come condizione per il rilascio di Daniele Mastrogiacomo, secondo quanto riferisce la Reuters citando un loro portavoce. Ieri i taleban avevano riferito che avrebbero liberato l'inviato di Repubblica se avesse dimostrato di non essere una spia.

Il portavoce dei taleban mullah Hayatullah Khan ha detto oggi che gli studenti coranici hanno cambiato idea dopo il voto della Camera italiana a favore del rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan: ''Questo voto - ha detto il portavoce con un telefonata alla Reuters da un luogo non identificato - mette in pericolo la vita del reporter''.

Il corrispondente si trova a Spin Boldak, una localita' nel sud dell'Afghanistan, vicino al confine con il Pakistan. Khan ha aggiunto che la richiesta di ritirare le truppe italiane viene dal mullah Dadullah, il capo talebano le cui milizie sembrano avere in mano Mastrogiacomo. ''Stiamo aspettando la risposta dei governi italiano e afghano'', ha concluso il portavoce.

MONTA LA TENSIONE SUL CASO

Altre 24 ore ad alta tensione per le sorti di Daniele Mastrogiacomo, con voci e smentite che si sono rincorse per tutto l'arco della giornata e che hanno spinto in serata la Farnesina ad appellarsi a tutti i media affinche' non divulghino ''notizie confuse e non verificate'' sul sequestro del giornalista italiano, che rischiano di ingarbugliare ancora di piu' ''un caso gia' di per se' molto complesso''. L'invito partito dal ministero degli Esteri ad usare ''estrema cautela'' nella diffusione di ''ipotesi, illazioni e commenti non suffragati dai fatti'' - ribadito al Tg1 da Massimo D'Alema in persona che parla di situazione ''molto confusa'' - arriva dopo una ridda di voci convulse e incontrollate, culminate nella diffusione delle presunte condizioni poste dai talebani per il rilascio di Mastrogiacomo.

Il diktat, hanno fatto sapere da Kabul nel primo pomeriggio, sarebbe contenuto in un video, le cui immagini sono a camera fissa su un afghano. Ritiro delle truppe italiane da Kabul e Herat e immediata cessazione dei bombardamenti della Nato nella provincia di Helmand, roccaforte della guerriglia nel sud del Paese, sarebbero le condizioni, dettate in lingua pashtun. Mentre il giornalista italiano, questo e' certo, non comparirebbe mai. Omissione che farebbe mancare la prova che l'Unita' di Crisi della Farnesina aveva chiesto giovedi' ai rapitori per avviare un qualsiasi contatto. E che indurrebbe anche il Sismi, impegnato a cercare un segnale concreto tra i mille tentativi di speculazione, a prendere con le molle una richiesta non suffragata da prove concrete.

Prima di appellarsi ai media, anche il ministero degli Esteri aveva infatti fatto sapere di non aver avuto conferme del contenuto del messaggio, e di non poterne quindi accertare ne' l'affidabilita' ne' la veridicita'. A quattro giorni dal rapimento di Mastrogiacomo, manca ancora quindi quel tassello fondamentale per seguire un determinato canale piuttosto che un altro: la certezza di quale tra i diversi gruppi di mujaheddin che operano nella regione abbia effettivamente in mano il giornalista italiano. Ed anche la telefonata in mattinata all'agenzia di Reuters di un sedicente portavoce talebano, il mullah Hayat Khan, secondo cui ci sarebbero ''buone possibilita' '' che Mastrogiacomo venga rilasciato una volta dimostrato di non essere una spia al servizio degli inglesi viene contraddetta da un'intervista rilasciata al 'Corsera' da un altro portavoce, che sebbene assicuri che al reporter non sia stato fatto ''alcun male'', dall'altra ribadisce l'accusa di spionaggio e puntualizza: per il suo rilascio ''non abbiamo chiesto ancora nulla, neanche il ritiro dei soldati italiani. Non abbiamo ancora un piano, decideremo piu' avanti''.

Come a dire, non sappiamo ancora cosa farne e se usarlo, ipotesi che e' stata ventilata, come pedina di scambio per i due portavoce del movimento arrestati di recente in Afghanistan e Pakistan. Insomma, la confusione e' ancora molta, tanto che l'unica certezza diventa l'inaffidabilita' di molte delle richieste avanzate. ''Stiamo operando - assicura D'Alema -, abbiamo determinati canali che abbiamo attivato e vorremmo pero' essere aiutati, noi e soprattutto quelli che stanno operando - e' l'auspicio - da una estrema cautela nel trattare notizie che non hanno conferma''. Da Roma (nella cui moschea si e' recato nel pomeriggio Walter Veltroni) e Milano intanto partono gli appelli delle comunita' islamiche per la liberazione del reporter italiano: ''Liberate Mastrogiacomo - ha scandito l'imam di Roma in mattinata rivolto ai sequestratori -, un giornalista che e' andato in Afghanistan per lavorare. L'Islam e' una religione di misericordia e clemenza che nega la violenza''.

Domenica 11 Marzo 2007

Churchill: ebrei in parte responsabili delle persecuzioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/03/2007

LONDRA - L'ex premier britannico Winston Churchill pensava che gli ebrei fossero in parte responsabili dell'ostilità e delle persecuzioni di cui rimasero vittima ad opera dei nazisti a causa della loro "diversita" Questa tesi fu argomentata in un articolo scritto nel 1937, tre anni prima di arrivare alla guida del governo, ma mai uscito su nessun giornale. Richard Toye, uno storico dell'Università di Cambridge, lo ha scoperto e ha ora deciso di renderlo pubblico.

Nell'articolo, intitolato 'Come gli ebrei possono combattere le persecuzioni', Churchill ricorda che dal 1933 gli ebrei avevano cominciato ad avere vita difficile sotto il Terzo reich. "Sarebbe facile attribuire (questa ostilità) solo alla malvagità dei persecutori ma questa non sarebbe tutta la verita", scriveva tra l'altro lo statista. L'antisemitismo è presente anche in quei paesi "dove ebrei e gentili sono uguali davanti alla legge e dove numerosi ebrei hanno trovato asilo e opportunita".

"Gli ebrei in particolare dovrebbero tenerne conto", proseguiva Churchill, "é possibile che loro stessi alimentino ... l'ostilità di cui sono vittima". "Il punto centrale dei rapporti tra ebrei e non ebrei è che l'ebreo è un diverso - scriveva ancora - ha l'aria di un diverso, pensa in modo diverso, proviene da una tradizione e da un patrimonio culturale diversi, non vuole essere assimilato". Nell'articolo, tuttavia, Churchill sottolineava anche che gli ebrei sono gente "sobria, lavoratrice e rispettosa della legge" e chiedeva ai suoi concittadini di condannare le persecuzioni che , qualche anno dopo, dovevano culminare nei sei milioni di morti dell'Olocausto.

Secondo lo storico inglese che ha ritrovato lo scritto negli archivi dell'Università di Cambridge, fu il segretario particolare dello statista a insistere con lui che pubblicarlo non sarebbe stato "consigliabile".

Giustizia: gli uffici stringono la cinta, premi a chi risparmia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/03/2007

ROMA - Le cartucce già utilizzate per stampanti e fotocopiatrici? Non vanno buttate, ma ricaricate; le auto di servizio? non saranno più "ammiraglie" ma utility car destinate solo ai capi degli uffici, che dovranno abituarsi a condividerle; gli acquisti di codici e riviste giuridiche? si devono contenere al minimo; e per le spese che non si possono evitare meglio ricorrere a uno sponsor.

L'anno più drammatico per gli uffici giudiziari è ormai alle spalle, ma non è ancora tempo di vacche grasse. Per questo il ministero della Giustizia invita tribunali e procure a tirare ancora la cinghia, promettendo, a quelli che saranno più oculati nelle spese, premi in termini di maggiori stanziamenti per l'anno venturo, che potranno arrivare sino al 50% in più di quello che spetta.

L'invito è in una lettera che il capo del Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria Claudio Castelli ha inviato a tutti gli uffici giudiziari, anche per ringraziarli degli sforzi fatti per far fronte alle "enormi difficoltà" che l'anno scorso hanno reso "quanto mai travagliato" il loro funzionamento. Quest'anno "siamo in fase di miglioramento", scrive Castelli, rispetto al taglio di risorse contenuto nella legge Finanziaria 2006 ( si è passati dai 152 milioni di euro dell'anno scorso a 306,9 del 2007); ma "gli stanziamenti previsti per le spese di ufficio non ci consentono di andare molto oltre quanto previsto per lo scorso anno". Di qui la necessità di "verificare tutti gli strumenti di risparmio" e l'idea di premiare chi si conterrà di più.

STRETTA SU CARTUCCE E CODICI "Laddove non esistano già contratti di assistenza" bisogna pensare alla "ricarica di cartucce di stampanti e fotocopiatrici", suggerisce via Arenula. E per le spese per libri giuridici e pubblicazioni, la richiesta è di "contenere al minimo le necessità"; per risparmiare il ministero pensa infatti di "centralizzare" a livello di distretto l'acquisto di riviste giuridiche e codici.

AUTO SOLO PER CAPI,UTILITARIE AL POSTO DI AMMIRAGLIE Il diritto all'auto di servizio è solo dei Presidenti di Corte di Appello e di Tribunale e dei Procuratori generali e della Repubblica, che comunque devono farne un "uso non esclusivo". Stretta ancora più forte sulle macchine blindate: "dati gli elevati costi di acquisto e mantenimento, vanno riservate ai magistrati protetti". E le auto più lussuose saranno sostituite da utilitarie: il ministero ha appena acquistato 416 autovetture (in gran parte Fiat Punto) "meno prestigiose" di quelle attualmente in uso, "ma perfettamente funzionanti".

SPESE CON LO SPONSOR Per le necessità degli uffici giudiziari é "possibile ricorrere a sponsorizzazioni", fa presente via Arenula, che invita però a prestare "la massima attenzione alla natura del contraente e all'immagine dell'ufficio". L'idea lanciata da Castelli qualche mese fa ha trovato applicazione al Palazzo di giustizia di Genova, che con i soldi di un'azienda privata ha realizzato una nuova segnaletica e un sito internet .

PREMI PER GLI UFFICI PARSIMONIOSI Per "premiare i comportamenti virtuosi" gli uffici che faranno risparmi su quanto stanziato "verranno incentivati l'anno successivo con uno stanziamento ulteriore fino al 50% oltre alle quote spettanti in via ordinaria".

Viminale: subito 2 nuovi commissariati a Milano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/03/2007

ROMA - A Milano saranno aperti entro due settimane 2 commissariati; arriveranno inoltre 110 uomini delle forze dell' ordine ed altri seguiranno successivamente. E' quanto si apprende al Viminale.

Per Milano, spiegano al Viminale, il ministero dell' Interno sta dando attuazione alle misure convenute lo scorso autunno, quando il ministro ha presieduto in città una riunione del Comitato per la sicurezza. In particolare, in quell' occasione, si era parlato dell' apertura di due nuovi commissariati e dell' afflusso di nuove 100 unità.

Il primo dei due commissariati, quello di Lorenteggio, sarà operativo entro questa settimana. Il secondo, di Villa San Giovanni, lo sarà entro la settimana successiva. Per i primi di aprile, al termine cioé dei corsi di formazione che si stanno effettuando, è previsto poi l' arrivo di 110 uomini di rinforzo agli attuali organici.

E altre unità saranno presto disponibili in relazione alla soppressione della Direzione interregionale prevista in Finanziaria proprio per liberare uomini per il controllo del territorio. In questo modo, sottolineano al Viminale, si rafforzerà ulteriormente un dispositivo di contrasto al crimine, che già prevede 11.278 uomini, con una media di 1 unità ogni 162 abitanti, contro la media nazionale di 1 ogni 250. Forze che, aggiungono, "lavorano con grande efficacia in difesa della sicurezza dei cittadini, come dimostra del resto l' operazione antiterrorismo che ha portato recentemente all' arresto dei 15 Br, che ha avuto Milano come centro propulsivo delle indagini".

Iraq: conferenza 'un successo', ma continuano le stragi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/03/2007

BAGHDAD - La Conferenza internazionale di pace di Baghdad è stata "un grande successo", ha affermato con evidente soddisfazione il governo iracheno. Ma si tratta di un entusiasmo che è durato poco, subito stroncato da una serie di attentati che anche oggi, come ogni giorno, hanno causato decine di vittime, soprattutto tra i fedeli sciiti di ritorno dal pellegrinaggio a Kerbala.

La riunione che si è svolta ieri nella capitale - e che ha coinvolto i Paesi della regione più i cinque membri permanenti dell'Onu - ha potuto "rompere il ghiaccio", ha detto oggi il ministro degli esteri Hoshiar Zebari alla Cnn. E' servita a creare "un clima propizio alle discussioni" impegnando i Paesi del Medio Oriente e le grandi potenze, perché, ha detto Zebari, "nessun Paese può essere immune da un fallimento in Iraq".

Mentre parlava, però, lo 'Stato islamico in Iraq', vale a dire l'alleanza di gruppi sunniti che fanno capo all'ala irachena di al Qaida, sosteneva a sua volta via internet che la conferenza aveva solo lo scopo di "erigere un bastione per garantire la sicurezza di Israele" e, allo tempo, entravano in azione i terroristi e gli attentatori suicidi. In serata la lista degli attacchi di cui si è avuta notizia é lunga. Il più micidiale è stato messo a segno nel quartiere Karrada di Baghdad, dove un'autobomba è esplosa al passaggio di un camion carico di fedeli sciiti che tornavano da Kerbala, nel Sud del Paese. Il bilancio è di almeno 19 morti e una ventina di feriti.

E prendendo di mira ancora gli sciiti, un kamikaze si é fatto esplodere, sempre a Baghdad, su un minibus carico di pellegrini. Anche in questo caso il bilancio è pesante: almeno dieci morti e sette feriti, che si vanno ad aggiungere alle centinaia di vittime di innumerevoli attentati con cui, da almeno una decina di giorni, sono stata prese di mira le processioni dirette o di ritorno dalla città santa sciita di Kerbala, dove sabato alla presenza di almeno tre milioni di fedeli si è celebrata l'importante ricorrenza dell'Arbain. Ma oltre che contro gli sciiti, esplosioni e attentati di vario genere sono stati messi a segno anche contro altri obiettivi in varie città; come a Mossul, dove quattro persone sono morte in un attentato contro la sede del Partito islamico, una delle maggiori formazioni politiche sunnite.

O a Baghdad, sempre nel quartiere Karrada, dove una bomba ha ucciso due civili e ne ha feriti sei. E ancora, a Musayab, a una quarantina di km a Sud della capitale, dove tre agenti di polizia sono morti nell'esplosione di una bomba e due civili sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco esplosi da un'auto in corsa. Il governo però insiste che ora l'atmosfera è cambiata, e sottolinea che tutti i partecipanti alla riunione di ieri hanno sottoscritto un documento in cui esprimono il loro "sostegno alla sovranità irachena e al principio di non ingerenza". Certo, ha detto Zebari, ora bisognerà vedere il riscontro dei fatti, perché "gli atti hanno molto più peso delle parole".

Giappone: 'donne di conforto', il premier fa marcia indietro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/03/2007

TOKYO - Sotto pressione di Stati Uniti e Cina il premier giapponese Shinzo Abe ha fatto marcia indietro sulla controversa questione delle 'donne di conforto' e ha parlato di "sentite scuse" in proposito.

La settimana scorsa il premier aveva sollevato un vespaio definendo prive di fondamento le richieste di scuse rivolte a Tokyo in nome delle straniere che furono forzosamente arruolate nei postriboli di stato per le truppe di invasioni nipponiche durante la seconda guerra mondiale. Sfidando le critiche rivoltegli anche dalla stampa americana, Abe aveva espresso scetticismo sul "grado di coercizione" cui queste donne furono sottoposte e aveva avallato l'apertura di un'inchiesta in proposito.

L'ambasciatore statunitense a Tokyo, Thomas Schieffer, aveva tuttavia avvertito il premier ultraconservatore che "nessun amico avrebbe voluto vedere il Giappone rinnegare" una serie di ammissioni già fatte in passato, soprattutto una dichiarazione governativa del 1993 sulla responsabilità nipponica negli arruolamenti delle 'donne di conforto'. E' così che, in un'intervista diffusa dalla televisione pubblica 'Nhk', Abe ha chiarito che non intende minimamente ritrattare la dichiarazione del 1993, pubblicata dall'allora segretario generale del governo Yohei Kono.

Il premier è giunto anzi ad avallare alcune parole di scusa pronunciate dal suo predecessore Junichiro Koizumi nel 2001: "abbiamo espresso le nostre sentite scuse alle 'donne di conforto' che soffrirono molto e patirono nel loro cuore - ha detto Abe - voglio dire che questo sentimento non è cambiato affatto".

Lunedì 12 Marzo 2007

Scudo spaziale, 'l'Italia non sarebbe protetta'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/03/2007

BRUXELLES - Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, in un'intervista al Financial Times, ha messo in guardia sui rischi che la proposta Usa di installare un sistema di difesa missilistico in Polonia e Repubblica Ceca, potrebbe creare divisioni in Europa.

In materia di difesa missilistica non ci possono essere paesi di serie A e paesi di serie B, all'interno della Nato. Per me l'indivisibilità della difesa è il principio guida, afferma de Hoop Scheffer. Il sistema progettato dagli Stati Uniti sarebbe in grado di di coprire gli Usa e di portare benefici a molti paesi dell'Europa centro occidentale, mentre altri paesi, tra cui Italia, Grecia e Turchia, resterebbe esposti ed avrebbero bisogno di un sistema aggiuntivo a corto raggio per via della loro vicinanza all'Iran.

Per il segretario generale della Nato sarebbe praticabile e abbordabile estendere la protezione a questi paesi entro del 2010, affiancando allo scudo Usa un sistema missilistico europeo 'di teatro'. "Stiamo già procedendo con lo sviluppo dei sistemi per proteggere le forze schierate, così come la popolazione e i territori", afferma de Hoop Scheffer. "In una fase successiva si potrebbe mettere in atto una correlazione tra i due sistemi". Per De Hoop Scheffer, l'Europa deve fare fronte ad un rischio missilistico reale: "Ci sono tutte le ragioni per crederlo, considerato i test della Nord Corea, la capacità potenziale iraniana e quello che gli iraniani vanno predicando".

Il segretario generale Nato respinge anche l'opposizione russa al progetto americano, affermando che i dieci missili intercettori di cui è prevista l'installazione "non diminuiscono la capacità della Russia di colpire per prima". Nel vertice Ue di giovedì e venerdì scorso, il presidente francese Jacques Chirac ha messo in guardia sul rischio che il programma missilistico Usa possa riaprire vecchie divisioni nel continente europeo. Il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, all'ultimo consiglio degli esteri a Bruxelles, ha auspicato che la proposta degli Usa venga discussa in sede europea, sia dalla Ue che dalla Nato.

Zimbabwe, in manette leader opposizione

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/03/2007

5.33 Morgan Tsvangirai, il principale leader dell'opposizione al regime di Robert Mugabe, è stato arrestato ad Harare, capitale dello Zimbabwe. L'arresto è avvenuto durante una manifestazione non autorizzata, repressa dalla polizia con gas lacrimogeni e con proiettili veri, tanto che una dimostrante è rimasta uccisa. La protesta era stata indetta da esponenti politici, religiosi e della società civile, proprio per contestare il divieto di adunate decretato un mese fa

Ambasciatore Israele trovato nudo e ubriaco nel Salvador

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/03/2007

GERUSALEMME - Ha destato grande scandalo nel ministero degli esteri di Gerusalemme - secondo il quotidiano 'Maariv' - la disavventura di un "ambasciatore israeliano in un Paese latino-americano", che due settimane fa è stato trovato da una pattuglia di polizia nudo, ubriaco, con le mani legate ed indossava strumenti che facevano pensare che in precedenza avesse preso parte "ad attività sessuale", aggiunge il giornale.

La vicenda è stata confermata dalla radio militare secondo cui si tratterebbe dell'ambasciatore di Israele nel Salvador. Il diplomatico, di cui non è stata resa l'identità, è stato subito richiamato in patria, ha concluso l'emittente.

Inchiesta Woodcock, arrestato Fabrizio Corona. Divieto di espatrio per Lele Mora

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/03/2007

Il fotografo Fabrizio Corona è stato arrestato stamani, all'alba, a Milano, dalla Polizia di Stato, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock, in cui sono coinvolte anche personalità dello spettacolo.

L'arresto di Corona è stato disposto dal gip di Potenza, Alberto Iannuzzi.

Divieto di espatrio per Lele Mora

Sono in totale 18 le ordinanze emesse dal gip di Potenza, Alberto Iannuzzi - su richiesta del pm, Henry John Woodcock - eseguite stamani, in particolare a Milano, dalla Polizia, nell'ambito dell'inchiesta in cui sono coinvolti oltre al fotografo Fabrizio Corona, Lele Mora, l'agente di numerosi personaggi dello spettacolo.

Per tre persone, fra le quali proprio Corona, il gip ha disposto l'arresto e la detenzione in carcere; nove persone rimarranno agli arresti domiciliari, mentre ad altre sei (fra le quali Mora, che non potrà espatriare) sono state notificate ordinanze interdittive.

A vario titolo, le accuse sono per tutti gli indagati quelle di sfruttamento della prostituzione ed estorsione, ma vi sono anche reati connessi allo spaccio e all'uso di droga.

Sigilli alla società gestita dal fotografo

Gli agenti della squadra mobile della Questura di Potenza - che hanno svolto le indagini - oltre ad aver arrestato Corona, hanno anche posto i sigilli alla sede della Corona's-Carlos, una società gestita dal fotografo. L'ordinanza del gip di Potenza, inoltre, prevede il sequestro preventivo di alcuni conti correnti bancari intestati a Fabrizio Corona.

Interrogate decine di persone, ramificazioni anche all'estero

Le indagini hanno ricostruito la "rete" che - secondo l'accusa - gli indagati avevano allestito, con ramificazioni anche all'estero, per sfruttare la prostituzione e spacciare droga, ma vi sono anche accuse di riciclaggio.

La Polizia e il pubblico ministero hanno interrogato decine di persone e hanno ascoltato anche le dichiarazioni spontanee fatte da Corona. Ma l'inchiesta è basata anche su intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Stamani, contestualmente all'esecuzione delle ordinanze emesse dal gip, la Polizia ha eseguito numerose perquisizioni e ha sequestrato atti utili alle indagini.

Corona e Mora erano indagati dalla Procura di Potenza dal dicembre scorso per associazione a delinquere finalizzata all'estorsione. Erano accusati di aver

ricattato persone famose e di aver chiesto loro denaro in cambio

dei negativi di foto compromettenti. Il fascicolo su Corona e Mora, invece, era stato aperto nella primavera 2006, pochi giorni dopo l'arresto del principe Vittorio Emanuele di Savoia.

Quest'ultimo, in un colloquio con un amico intercettato, aveva raccontato di un pranzo con il vicesindaco di Campione al quale era stato invitato da Mora. Dalla LM di Mora il Pm Woodcock è risalito ai contatti con alcuni fotografi sospettati di aver ricattato personaggi famosi per costringerli a comprare foto che altrimenti sarebbero state vendute a giornali di gossip.

Inchiesta sui vip, arrestato Fabrizio Corona

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/03/2007

POTENZA - Il titolare di un'agenzia di fotografie per vip, Fabrizio Corona, al secondo arresto in una settimana, in carcere insieme ad altri due uomini, lo scopritore di pornostar, Riccardo Schicchi, agli arresti domiciliari insieme ad altre undici persone: cosi', stamani, e' tornata alla ribalta ''vallettopoli'', l'inchiesta del pm di Potenza, Henry John Woodcock, che due mesi fa fece tremare lo star system italiano.

Associazione per delinquere finalizzata alla prostituzione e al riciclaggio e reati connessi allo spaccio di droga sono le accuse contestate, a vario titolo, alle persone arrestate, nell' ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Potenza, Alberto Iannuzzi. Oltre a Corona, sono finiti in carcere Andrea Carboni, collaboratore del noto fotografo (che e' marito di Nina Moric), e Marcello Silvestri: Carboni avrebbe avuto un ruolo nel ''giro'' delle ''ragazze immagine'', cioe' della prostituzione; Silvestri una parte nel riciclaggio dei guadagni.

La piu' nota delle persone finite agli arresti domiciliari e' Riccardo Schicchi, patron di Diva futura e regista di tante pornostar: anche per lui l'accusa si riferisce alla prostituzione. Oltre agli arresti, il gip ha emesso anche sei misure interdittive: una riguarda l'agente di tanti personaggi dello spettacolo, Lele Mora, gia' finito in prima pagina due mesi fa, quando lo scandalo e' scoppiato coinvolgendo numerosi vip. L' inchiesta coordinata da Woodcock e' un'altra di quelle avviate dopo l'arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, il 16 giugno 2006. Gli investigatori capirono che alcuni degli indagati parlavano di ''ragazze immagine'' e dello ''sfruttamento'' di quella che consideravano una miniera d'oro, cioe' il casino di Campione d'Italia. Le indagini portarono allo scoperta di ben altro: numerosi vip - fra i quali famosi calciatori - erano finiti negli obiettivi delle macchine fotografiche di Corona e non avrebbe di sicuro gradito la pubblicazione su giornali di gossip di quelle immagini.

Niente di piu' facile: pagare alcune decine di migliaia di euro per avere i negativi. Tutti hanno smentito con forza (a cominciare da Francesco Totti, sorpreso con la soubrette Flavia Vento prima del matrimonio con Italy Blasi), ma altri hanno raccontato al pm circostanze che hanno confermato le accuse (ed alcuni, come Simona Ventura, avevano lasciato la scuderia di Lele Mora). Ad ogni modo, gli arresti di oggi e le misure interdittive decise dal gip hanno anche riaperto la polemica ''politica'', dal momento che l'inchiesta trovo' ampio spazio sui giornali due mesi fa. Stamani, il penalista Gaetano Pecorella, parlando a Telereporter-Tv7, si e' detto ''perplesso su misure tanto drastiche. Non vorrei - ha aggiunto - che fosse come accaduto altre volte: un gran clamore che poi finisce in poco e nulla''.

BERLUSCONI PAGO' PER FOTO DELLA FIGLIA BARBARA

L'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fu costretto a pagare 20 mila euro per evitare che alcune foto della figlia Barbara fossero pubblicate su giornali di gossip. Questo episodio - di cui erano trapelate indiscrezioni già a dicembre - fa parte delle accuse che vengono mosse ad alcuni degli indagati. Barbara Berlusconi fu fotografata all'uscita di una discoteca, a Milano. La donna era accompagnata da un uomo che aveva con lei un atteggiamento di grande vicinanza. Successivamente, una delle persone che curano l'immagine della famiglia Berlusconi fu contattata e le fu proposto di acquistare le foto che ritraevano Barbara e l'uomo e che furono definite "compromettenti".

TREZEGUET FU FOTOGRAFATO E PAGO' 25 MILA EURO

David Trezeguet - centravanti della fato con una donna che non era la moglie e per evitare la pubblicazione delle immagini pagò 25 mila euro. L'episodio è emerso durante le indagin all'arresto di 12 persone (tre detenute in carcere e nove si domiciliari). Oltretutto - secondo quanto si è appreso a Potenza - Trezeguet fu fotografato in un momento particolare della sua vita personale e familiare e pagò per evitare le conseguenze gravi che sarebbero derivate dalla pubblicazione delle foto. Il gip di Potenza, Alberto Iannuzzi, ha già disposto il trasferimento alla Procura della Repubblica di Torino del fascicolo che riguarda l'estorsione ai danni dell'attaccante bianconero.

RIGETTATE MISURE PER GILARDINO E FLAVIA VENTO

Il pm di Potenza, Henry John Woodcock, aveva chiesto il divieto di espatrio per il calciatore del Milan e della nazionale, Alberto Gilardino e l'obbligo di dimora per la soubrette Flavia Vento, misure che però non sono state accolte dal gip, Alberto Iannuzzi. A carico del bomber rossonero e della show girl vi è un'ipotesi di reato che però - secondo quanto si è appreso a Potenza - il gip non ha valutato tale da richiedere misure cautelari.

Martedì 13 Marzo 2007

Papa:politici cattolici non votate leggi contro natura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/03/2007

CITTA' DEL VATICANO - "Politici e legislatori cattolici consapevoli della loro grave responsabilità sociale" non devono votare leggi che vanno contro "la natura umana". Il Papa nell'Esortazione post-sinodale Sacramentum Caritatis richiama i cattolici alla coerenza anche in Parlamento, chiedendo di sostenere "valori fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana", della "famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna". "Valori non negoziabili".

Nel testo del documento Benedetto XVI sottolinea la necessità, da parte dei cattolici che ricoprono ruoli pubblici, di dare "pubblica testimonianza della propria fede". Soprattutto quando è il momento di prendere "decisioni in proposito di valori fondamentali" e per "la promozione del bene comune in tutte le sue forme". Inoltre, ha aggiunto il Papa, i vescovi sono "tenuti a richiamare costantemente" i valori non negoziabili dato che "ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato".

NON AMMETTERE ALLA COMUNIONE I DIVORZIATI RISPOSATI

Benedetto XVI ha ribadito che la prassi della Chiesa è di "non ammettere" ai sacramenti i divorziati risposati. E questo a causa "del loro stato e la loro condizione di vita" che "oggettivamente contraddicono quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa che é significata ed attuata nell'eucarestia". Lo spinoso e delicato problema pastorale è stato ancora una volta affrontato nel testo. Quello dei divorziati risposati è "una vera piaga - ha aggiunto il pontefice - dell'odierno contesto sociale che intacca in misura crescente gli stessi ambienti cattolici. I pastori per amore di verità sono obbligati a discernere bene le diverse situazioni, per aiutare spiritualmente nei modi adeguati i fedeli coinvolti". Nonostante la situazione personale i divorziati risposati "continuano ad appartenere alla Chiesa che li segue con speciale attenzione nel desiderio che coltivino, per quanto possibile, uno stile cristiano di vita attraverso la partecipazione alla santa messa, pur senza ricevere la comunione, l'ascolto della Parola di Dio, l'adorazione eucaristica, la preghiera, la partecipazione alla vita comunitaria, il dialogo confidente con un sacerdote o un maestro di vita spirituale, la dedizione alla carità vissuta, le opere di penitenza, l'impegno educativo verso i figli".

PRESERVARE LA DOMENICA, L'UOMO NON IDOLATRI IL LAVORO

Preservate la domenica: "il lavoro è per l'uomo e non l'uomo per il lavoro". "Ci auguriamo vivamente", ha affermato Benedetto XVI nell'esortazione che la domenica, giorno del Signore, giorno del "riposo dal lavoro", resti "riconosciuto come tale anche dalla società civile, così che sia possibile essere liberi dalle attività lavorative, senza venire per questo penalizzati". "Il lavoro - si legge - riveste primaria importanza per la realizzazione dell'uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell'umana dignità e al servizio del bene comune. Al tempo stesso è indispensabile che l'uomo non si lasci asservire dal lavoro che non lo idolatri, pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo delal vita. E' nel giorno consacrato a Dio che l'uomo comprende il senso della sua esistenza ed anche dell'attività lavorativa".

LA CULTURA ATTUALE STA CANCELLANDO IL SENSO DEL PECCATO

La cultura dominante "tende a cancellare il senso del peccato" favorendo "un atteggiamento superficiale che porta a dimenticare la necessità di essere in grazia di Dio per accostarsi degnamente alla comunione sacramentale". "Perdere la coscienza del peccato - si legge nel documento - comporta sempre anche una certa superficialità nell'intendere l'amore stesso di Dio".

PIU' LATINO IN CHIESA, FEDELI E PRETI NE FACCIANO USO

I futuri preti si preparino "a comprendere e celebrare la messa in latino" a "utilizzare i testi latini e a eseguire il canto gregoriano". I fedeli, invece,"siano educati a conoscere le più comuni preghiere in latino come anche a cantare in gregoriano certe parti della liturgia". Papa Ratzinger spezza una lancia per una liturgia più vicina alla tradizione e per una valorizzazione della lingua latina. Servirebbe, ha spiegato "ad esprimere meglio l'unità e l'universalità della Chiesa" in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II. "Eccettuate le letture, l'omelia e la preghiera dei fedeli - si legge nel testo - è bene che tali celebrazioni siano in lingua latina, così pure siano recitare in latino le preghiere più note della tradizione della Chiesa ed eventualmente eseguiti brani in canto gregoriano".

IN CHIESA IL GREGORIANO, NON TUTTI I CANTI SONO UGUALI

Il canto più adatto in chiesa? Il gregoriano. Papa Ratzinger fine musicofilo ma soprattutto rigoroso e attento ai canoni tradizionali della liturgia evidenzia che durante la messa non tutti i canti sono uguali. "In liturgia - ha scritto - non possiamo dire che un canto vale l'altro". Per questo, raccomanda, occorre "evitare la generica improvvisazione o l'introduzione di generi musicali non rispettosi del senso della liturgia". In quanto elemento liturgico il canto "deve integrarsi nella forma propria della celebrazione". Va da sé che il canto gregoriano dovrebbe essere "adeguatamente valorizzato".

Putin in Italia: al Quirinale, dal Papa e domani a Bari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/03/2007

ROMA - Comincia oggi la visita del presidente russo Vladimir Putin in Italia. In mattinata Forum di dialogo italo-russo a villa Madama, apre i lavori il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Nel primo pomeriggio Putin incontrera' al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e poi in Vaticano il Papa. Domani vertice italo-russo a Bari.

CON IL PAPA CERCHERA' DI ACCELERARE IL DIALOGO

Non ci saranno pope ortodossi nella delegazione che varchera' oggi la soglia del portone di Bronzo vaticano, per il primo incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il pontefice tedesco Joseph Ratzinger. Tuttavia molti si attendono che il passaggio nel Palazzo apostolico del leader del Cremlino possa imprimere un'accelerazione al dialogo tra i due principali poli della cristianita' europea. ''Cambiamenti positivi nelle relazioni fra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa russa potrebbero avvenire sotto l'attuale pontificato'' ha proclamato oggi con fiducia uno degli esponenti piu' filo-latini del Patriarcato ortodosso, Hilarion, rappresentante di Alessio II presso le istituzioni europee e vescovo di Vienna e dell'Austria.

''La Russia e il Vaticano hanno molte cose da fare insieme per difendere i valori morali tradizionali, e spero che l'incontro fra il presidente Putin e papa Benedetto XVI contribuira' alla nostra causa comune'', ha detto il prelato in un'intervista all'agenzia Interfax. Sara' ''un incontro fra due cristiani che portano il peso di alte responsabilita' per le vite altrui'', ha aggiunto. Sulla stessa lunghezza d'onda di Hilarion, ieri il nunzio vaticano a Mosca, mons. Antonio Mennini, aveva detto che i rapporti con lo Stato russo, sono oggi ''improntati a una sostanziale correttezza e a uno spirito di intesa'' e nelle sedi internazionali come Ocse e Consiglio d'Europa ''i rappresentanti della Federazione russa hanno appoggiato tutte le mozioni della Santa Sede in difesa della famiglia e contro l'eutanasia''.

Dopo un lungo passato burrascoso, la visita di Putin arriva in un momento di relativa schiarita tra la Chiesa cattolica e il patriarcato ortodosso russo. Non e' un mistero - notano fonti moscovite - che il disegno di riavvicinamento con l'Europa del presidente russo passi anche attraverso il dialogo ecumenico, e il patriarcato sa bene che il Cremlino vede con favore la creazione di un asse spirituale con la Santa sede. Nondimeno i collaboratori del patriarca Alessio II hanno voluto puntigliosamente precisare che la visita di Putin in Vaticano si colloca in una sfera interstatale, quella dei rapporti tra Russia e Santa Sede e non interconfessionale. Nessun vescovo patriarcale fara' parte della delegazione ufficiale in Vaticano. Tutt'al piu', e per motivi privati, ci sara' il cappellano personale del capo di Stato russo.

Mosca non si vuole sbilanciare. Perche' se da un lato e' vero che, con la morte del papa polacco, i dissidi sull'uniatismo (termine spregiativo per definire gli ortodossi tornati nell'alveo della Chiesa di Roma) o sul presunto proselitismo cattolico in Russia si sono attenuati, e' altrettanto vero che Alessio II non vuole fare passi falsi o avventati. Il patriarcato russo e' infatti alle prese con una nascente dissidenza interna proprio sul terreno dell'ecumenismo, con una parte del clero schierata attorno al nazionalista e integralista vescovo di Ciukotka (estremo Est), Dionide.

Oggi Putin incontrera' papa Ratzinger nel tardo pomeriggio. L'udienza si svolgera' in tedesco. Per il presidente russo sara' la terza udienza pontificia della carriera: nel 2000 e nel 2003 fu ricevuto dal papa polacco Giovanni Paolo II e in entrambe le occasioni, a differenza dei suoi predecessori Gorbaciov e Eltsin, Putin non rivolse a Wojtyla l'invito a recarsi a Mosca. Vi e' dunque attesa per come si comportera' il presidente russo con il pontefice tedesco, anche se - nel caso di Mosca - gli inviti di Stato poco valgono se non sono sostenuti da una volonta' di pace del Patriarcato. Premessa per un viaggio di Ratzinger in Russia rimane quella di un suo preventivo incontro chiarificatore con Alessio II. Potrebbe avvenire nel 2008, azzardano, con una buona dose di ottimismo, alcuni presuli in Vaticano.

DALLA CHIESA DI BARI PACE O NUOVI DISSENSI

La Chiesa Russa di Bari potrebbe diventare la 'Assisi degli ortodossi russi'. E' l'auspicio del sindaco del capoluogo pugliese, Michele Emiliano che annuncia: ''Il Comune di Bari e' disposto a cedere la proprieta' della Chiesa Russa di Bari in cambio di un sostegno nel percorso di ristrutturazione della ex caserma Rossani''. La proposta sara' presentata nell'ambito nel vertice italo-russo di domani al presidente russo Vladimir Putin, coinvolgendo nell'ipotesi di cessione anche il governo italiano. Per Emiliano ''il progetto ha moltissime implicazioni e mira a far individuare Bari, dove c'e' la tomba di San Nicola protettore di tutte le Russie, come la Assisi dei russi''.

Il progetto pero' potrebbe scatenare un nuovo contenzioso tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa russa ortodossa all'estero (la cosiddetta Chiesa sinodale) a meno che non si trovi presto tra le due Chiese un accordo, come auspica padre Vladimir Kuchumov, rettore del Patriarcato di Mosca a Bari. Padre Vladimir Kuchumov, tuttavia, commenta positivamente la proposta del sindaco: ''Non mi occupo di politica ma per noi ottenere la proprieta' della Chiesa e' una cosa desiderata e importantissima per i rapporti tra Italia e Russia. Un occasione unica per favorire tutti i rapporti, non solo quelli religiosi, visto che la Chiesa non e' una cosa solo di Bari e di tutta l'Italia ma e' un centro di cultura per tutta l'Europa''.

Il problema sta nel fatto che la Chiesa del Patriarcato di Mosca non e' l'unica chiesa russa a Bari. Ci sono anche gli Ortodossi sinodali, che anzi nella Chiesa russa di Bari ci stavano ben da prima di quelli del Patriarcato. La Chiesa Russa di Bari fu costruita tra il 1913 e il 1917 da una societa' che faceva capo allo zar Nicola II. Dopo la rivoluzione di Ottobre in Russia e il fallimento della societa' costruttrice, la Chiesa passo' nel '37 tra le proprieta' del Comune di Bari. La Chiesa sinodale, costituita negli anni Venti in netto dissenso con il Patriarcato di Mosca, era dunque nel tempio barese da tempo quando nel '98 l'allora sindaco di Bari, Simeone di Cagno Abbrescia, stipulo' a Mosca col metropolita di Smolensk, Kirill, un accordo sulla disponibilita' dei locali della chiesa russa di Bari.

L'accordo prevedeva che al Patriarcato fosse attribuita la facolta' di utilizzazione del piano superiore, del giardino e dei locali esterni del complesso immobiliare che, dall'epoca della sua costituzione, erano stati invece occupati dalla Chiesa sinodale all'estero. Contro tale accordo la Diocesi russa all'estero presento' persino un ricorso al Tribunale civile di Bari: il giudice ordino' cosi' al Comune di ridare alla Chiesa sinodale la disponibilita' dei locali del piano terra e al contempo dispose che i locali del piano superiore fossero utilizzati dal Patriarcato.

Per l'unico campanile della struttura fu disposto l'utilizzo comune da parte di entrambe le Chiese. Intanto padre Kuchumov spera che presto non vi siano piu' due Chiese russe a Bari: ''Tra due mesi - spiega - dovrebbe tenersi l'incontro tra il Patriarcato di Mosca e la Diocesi per l'Europa occidentale della Chiesa Ortodossa russa per definire definitivamente la situazione, anche grazie all'impegno del presidente Putin che sara' qui da noi in visita''.

L'Agenzia del Demanio sbarca al Mipim

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/03/2007

Il progetto di valorizzazione degli immobili della Difesa e il portale immobiliare pubblico www.demaniore.com sono portati dall'Agenzia del Demanio al Mipim, il più importante appuntamento del settore immobiliare che si tiene a Cannes da oggi fino al 16 marzo, dove il Palais des Festivals ha acceso i riflettori sul real estate mondiale. I lavori prenderanno il via con l'architetto Daniel Libeskind.

L' agenzia sarà presente al Mipim 2007 mercoledì 14 marzo alle ore 14,30 con l'evento 'Fare Sistema nel Real Estate: servizi evoluti e risposte innovative per raccogliere le sfide del mercato', dedicato alla stampa e agli operatori del settore immobiliare".

Nel corso del Mipim, l' Agenzia del Demanio "illustrerà i principali progetti per il 2007-2008 e le importanti innovazioni introdotte dall'ultima Legge Finanziaria per la gestione del patrimonio immobiliare pubblico. In particolare, sarà presentato il progetto di valorizzazione degli ex immobili della Difesa, che stanno confluendo nel patrimonio immobiliare dello Stato, offrendo nuove opportunità di utilizzo nei maggiori contesti urbani italiani.

Proprio su questo progetto sarà possibile visitare le pagine di www.demaniore.com, il portale dell'immobiliare pubblico dell'Agenzia del Demanio che, con sette milioni di accessi finora ottenuti e un flusso costante di notizie grazie alla partnership editoriale con Ansa e Il Sole 24 ore, farà da vetrina per le importanti iniziative di dismissione e riqualificazione delle caserme". L'Agenzia del Demanio gestisce dal 2001 il patrimonio immobiliare dello Stato, realizzando progetti di razionalizzazione e valorizzazione del portafoglio immobiliare pubblico.

Tutti gli aggiornamenti sono consultabili sul sito www.demaniore.com

Telecom Italia in mano straniere, Bersani: e' piu' che un rischio

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/03/2007

Telecom Italia non più italiana. Non è uno scenario fantascientifico, ma vicino, perché secondo il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani siamo "ben oltre il rischio" che possa passare in mani straniere. Bersani, a margine del vertice italo-russo in corso a Roma, ha allargato l'analisi dal futuro di Telecom Italia all'intero panorama industriale italiano: "E' evidente che l'ossatura dei nostri protagonisti industriali e finanziari non è in grado di raccogliere una sfida di questa portata. E' un dato di paesaggio. Bisogna riconoscerlo come tale".

A giudizio di Bersani, "in attesa dei fondi pensione dobbiamo trovare un modo attraverso il quale dotare i nostri progetti industriali di punti di stabilità strategici cosi' come avviene negli altri Paesi. Non vedo altra prospettiva". Questa prospettiva sottolinea Bersani "dovrebbe essere accompagnata da un'evoluzione della normativa ad esempio sui conflitti di interesse e la separazione delle competenze". E, a chi si affaccia in Italia il ministro Bersani tiene a dire che "mentre gli diamo il benvenuto gli diciamo anche che nel competere ci piacerebbe che si applicassero le migliori esperienze europee e non qualche cosa di stantio che abbiamo anche in casa nostra". E ciò, spiega, "sia che si tratti di soggetti finanziari che di banche".

Sui movimenti intorno a Telecom Italia, sostiene oggi Il Messaggero, il presidente di Capitalia Cesare Geronzi, è "il personaggio chiave". Lo è perché nella decisione del patto di sindacato e del Cda di Pirelli di cedere il controllo di Telecom, è lui che "convince Tronchetti che è il momento di passare la mano", appoggiato "da FonSai, Generali, Benetton". Per Il Messaggero nei giorni scorsi, Geronzi avrebbe fatto da mediatore sulla intricata vicenda Pirelli-Telecom, incontrando Giovanni Bazoli, Gabriele Galateri di Genola,Alberto Nagel, parlando con lo stesso Tronchetti Provera e probabilmente anche con Guido Rossi. Ora, secondo Il Messaggero, "le idee sul da farsi non sono completamente chiare". Allo studio ci sarebbe una cordata di banche che sostituisca Pirelli e Benetton in Olimpia, una sorta di operazione "Fiat 2" ma accenna anche ad eventuali interessi di Mediaset, Telefonica, ma anche "ai russi o gli indiani con l'appoggio delle banche".

Droga solo a donne con perizoma e per sesso

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/03/2007

BISCEGLIE (BARI) - Per ottenere e consumare sostanze stupefacenti con i componenti di una banda di spacciatori alle donne veniva imposto di presentarsi con indosso il perizoma e munite di fazzolettini di carta per essere pronte a consumare rapporti sessuali: è quanto emerge da un'indagine su un clan di spacciatori che i carabinieri stanno smantellando in queste ore a Bisceglie, nel nord barese.

Nel corso dell'inchiesta - coordinata dalla magistratura di Trani (Bari) - è stato anche sequestrato un elenco di 'dieci comandamenti' che i componenti della banda dovevano rispettare: dal decalogo emerge chiaramente - a detta dei carabinieri - che le donne erano ammesse nel monolocale in cui si consumava e spacciava la droga solo se indossavano i "peri" e se portavano "i fazzoletti".

L'elenco dei 'comandamenti', scritto a mano e affisso nel locale, aveva anche la firma: 'La direzione, i tre angioletti'. Nell'operazione - coordinata dal comandante provinciale di Bari dei carabinieri, col.Gianfranco Cavallo - viene eseguita una decina di arresti per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle indagini, avviate nel 2004, oltre al ritrovamento del 'vademecum', i militari hanno sequestrato foto che ritraggono gli spacciatori mentre innaffiano piantagioni di marijuana e mentre confezionano sostanze stupefacenti. Sono state inoltre sequestrati ingenti quantitativi di cocaina, eroina, hascisc e marijuana, e accertati centinaia di scambi di droga spacciata da minorenni e da giovani donne.

Nei confronti di tre degli indagati vengono contestati anche i reati di concorso in lesioni personali aggravate e violenza privata per aver pestato un loro cliente per costringerlo a ritirare una denuncia presentata a carabinieri. La vittima fu picchiata selvaggiamente e fu minacciata: se non avesse seguito l'invito del clan, avrebbe subito l'incendio della propria abitazione.

Viacom cita Google e YouTube: 'Massiccia e intenzionale violazione del copyright'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/03/2007

Il gruppo mediatico Viacom - che controlla Mtv, Paramount Pictures e oltre 130 network televisivi mondiali - ha annunciato di aver fatto causa a Google e YouTube per "violazione grave e intenzionale del diritto d'autore", chiedendo oltre 1 miliardo di dollari di risarcimento per danni e un'ingiunzione contro le due compagnie.

Secondo Viacom, YouTube ha "costruito un redditizio business sfruttando la devozione dei fan nei confronti del lavoro creativo di altri allo scopo di arricchire se stesso e la sua casa madre Google". "Il loro modello di business è chiaramente illegale e in chiaro conflitto con la legge sul copyright", si legge in un comunicato del colosso mediatico americano.

Il mese scorso Youtube aveva garantito che avrebbe rimosso più di 100 mila clip illegali di programmi televisivi prodotti da Viacom e aveva assicurato che sarebbe stato installato un sistema di protezione. Viacom ha detto di non aver avuto scelta dopo una serie di "negoziati improduttivi".

Secondo Viacom circa 160mila filmati non autorizzati dei suoi programmi sono stati caricati sul sito di YouTube e visti per oltre 1 miliardo e mezzo di volte.

Google: Viacom non ci impedirà di crescere

Google serra i ranghi di fronte all'attacco di Viacom. Il colosso del web è convinto che YouTube abbia rispettato il copyright e soprattutto assicura che l'azione di Viacom non ostacolerà la "crescita" della compagnia e la "forte performance" del suo nuovo gioiello. "Non abbiamo ricevuto alcuna citazione - ha detto un portavoce in una nota via e-mail - ma siamo sicuri che YouTube abbia rispettato i diritti d'autore e crediamo che il tribunale ci darà ragione".

Caso 'Annozero' arriva in Cda, Cdl contro Cappon

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/03/2007

di Elisabetta Stefanelli

Il caso della puntata di 'Annozero' e lo scontro con il Ministro della Giustizia Clemente Mastella arrivano all'attenzione del Consiglio di amministrazione della Rai di oggi, ma le critiche espresse dal direttore generale Claudio Cappon al giornalista non soddisfano i consiglieri del centrodestra che lo attaccano apertamente. Anzi il consigliere Giuliano Urbani si spinge oltre e spiega: "Siamo al blocco totale, dò sempre più ragione a Prodi", anche se poi aggiunge che "La Rai e il Cda non sono autobloccati".

A suo avviso a bloccare il consiglio è "una doppia spada di Damocle: da una parte la riforma Gentiloni di cui non si conoscono bene i contenuti", dall'altra "una direzione generale, quella di Claudio Cappon, che non è più in sintonia con il Cda". Quindi Urbani si spinge a dire: "a questo punto o il Parlamento cambia il Cda o il Cda cambia il direttore generale perché il Cda gli dà indirizzi che lui non segue". Il consiglio oggi comunque è durato per oltre tre ore e mezza, tutte dedicate alla vicenda di Santoro e la prossima riunione ci sarà solo il 28 marzo.

Da segnalare che, in coincidenza, nelle stesse ore, la Commissione di Vigilanza discuteva su Lucia Annunziata e il suo "In mezz'ora", in seguito ad una risoluzione di Francesco Storace per violazione del pluralismo. Vigilanza che domani ascolterà in audizione proprio il dg Cappon e il presidente Claudio Petruccioli. In Cda Cappon ha riferito di aver incontrato il giornalista insieme al direttore di Raidue Antonio Marano e al vicedirettore Giancarlo Leone e di avergli mosso critiche che formalizzerà in una lettera. Il direttore generale avrebbe criticato fortemente alcuni punti della trasmissione andata in onda giovedì scorso, ovvero in particolare la messa in onda del filmato sul Gay Pride in orario di fascia protetta, come anche il fatto che la 'posta prioritaria' di Marco Travaglio - che prevederebbe una risposta - sia stata proposta solo all'ultimo momento del programma.

Inoltre per il direttore generale è da criticare la reazione che il conduttore ha avuto dopo che il ministro Mastella aveva lasciato lo studio. Santoro da parte sua fa sapere di aver ribadito al direttore generale "l'assoluta correttezza dei miei comportamenti prima, durante e dopo la trasmissione. Attendo ora - dice - la sua lettera con fiducia per rispondere nel merito agli appunti che mi verranno rivolti e apportare tutte le modifiche eventuali che potranno migliorare la qualità del programma".

Ma i consiglieri della Cdl non sono soddisfatti. Il consigliere Angelo Maria Petroni sostiene che "le spiegazioni e le proposte avanzate sulla questione 'Annozero' dal direttore generale nella seduta consiliare di oggi sono state inadeguate, e comunque sono largamente insufficienti di fronte all'obbligo di far rispettare le norme che garantiscono il pluralismo, la correttezza e l'obiettività dell'informazione del servizio pubblico radiotelevisivo". Gli fanno eco Giovanna Bianchi Clerici, Gennaro Malgieri, Marco Staderini e Giuliano Urbani, che giudicano "lacunosa, inadeguata e gravemente insufficiente la relazione del direttore generale sul caso Santoro". Dal centrosinistra replicano Nino Rizzo Nervo e Carlo Rognoni, che puntano il dito sopratutto sulle parole di Urbani.

"Dà ragione a Prodi? Questa si che è una notizia", sottolinea ironico Rizzo Nervo che aggiunge: "se poi Urbani ritiene che il direttore generale debba essere cambiato, faccia la proposta al prossimo Cda che la voterà. Ma questa volta, come in tutte le società per azioni, a voto palese". Ironizza anche Rognoni che parla di "urla da tribù di indiani". "Mi pare che da parte della Cdl in Cda - dice - ci sia una sfida plateale al Governo e al direttore generale, dopo l'episodio della riconferma della fiducia da parte dell'azionista a Cappon. Ma non capisco dove vogliano arrivare".

Mercoledì 14 Marzo 2007

Vertice Italia-Russia dominano temi energetici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2007

Ex ministro ceceno chiede asilo politico a Prodi

Le notizie dall'Italia

BARI - Si è concluso il lungo incontro bilaterale (durato oltre 1 ora) tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il presidente russo Vladimir Putin alla prefettura di Bari. Un colloquio si è appreso dedicato ai temi bilaterali e dominato dalle questioni energetiche. Il capo del Cremlino ha svolto "una lunga analisi settoriale sulle varie componenti energetiche", affrontando così tutti i dossier più strettamente economici aperti: Prodi e Putin hanno infatti parlato degli accordi Eni-Gazprom; dell'accordo tra Alenia e Sukoy, dell'accordo tra Enel e Rosatom anche per la costruzione di centrali nucleari in Russia e paesi terzi, non chiederà lo sviluppo della collaborazione nei sistemi bancari. "Il presidente Putin si è mostrato molto informato e preciso", hanno riferito fonti presenti al colloquio. Più in particolar per l'accordo tra Alenia e Sukoy i due leader si sono trovati d'accordo nel ritenere che "é una occasione unica sia per la Russia che per l'Italia di entrare in questo segmento di mercato". L'incontro tra Prodi e Putin nella prefettura di Bari si è svolto con l'ausilio degli interpreti e alla presenza solo dei più stretti collaboratori dei presidenti. Concluso il bilaterale Prodi e Putin si sono spostati al castello svevo, dove, raggiunti da tutti gli altri ministri, si sono riuniti per una plenaria.

PRODI: CON RUSSIA PARTNERSHIP STRATEGICA

Il vertice italo-russo e' ''straordinario ed e' la migliore testimonianza della partnership strategica fra l'Italia e la Russia'': lo ha detto il premier Romano Prodi in una conferenza stampa con il presidente russo, Vladimir Putin. Nell'incontro si e' parlato anche di diritti umani, di liberta' di stampa, di associazione e di espressione come ''valori fondanti'' della societa'.

''L'intesa tra Eni e Gazprom e' un modello'' ha detto il presidente del Consiglio. ''Abbiamo condiviso la necessita' di rafforzare i rapporti tra l'Unione europea e la Russia, possibilmente con un accordo e una partnership di cooperazione piu' ampia possibile, anche per l'energia''.

'L'ex chiesa russa di Bari e' stata restituita al governo di Mosca' ha annunciato il premier , precisando che si tratta di ''un gesto importante, di grande attenzione verso i nostri amici russi''.

CITTA' BLINDATA

E' una città blindata e insolitamente tranquilla quella che ospita il vertice intergovernativo italo russo di Bari. Nelle strade della zona del centro dove si trovano i palazzi che ospiteranno i principali incontri bilaterali tra i leader e i ministri, circola pochissima gente: l'assenza di automobili parcheggiate conferisce alle strade quasi l'aspetto di una domenica estiva. La tranquillità è rotta dal rumore degli elicotteri che sorvolano il centro della città. Sui tetti sono appostati i tiratori scelti mentre da mare la zona è sorvegliata da motovedette della polizia e della guardia costiera e dei carabinieri che in onore degli ospiti russi hanno innalzato il gran pavese. Per garantire la sicurezza in città sono sono impegnate oltre 1500 unità delle forze di polizia. Il presidente russo Vladimir Putin e quello italiano Romano Prodi sono gia' giunti nel capoluogo pugliese. Il programma della giornata prevede sia appuntamenti politici sia momenti per visitare alcune mostre.

PROTESTA GIOVANI COMUNISTI

Circa 200 persone in piazza Ferrarese si preparano a "contraccogliere" il presidente della Russia, Vladimir Putin a Bari per il vertice intergovernativo italo-russo. Sono i rappresentanti di quelli che sono stati chiamati ironicamente Cccp (Comitati che contraccolgono Putin), ai quali aderiscono giovani comunisti di Prc, comitati e associazioni studentesche. Alla manifestazione sono presenti anche i giovani del Partito marxista-leninista italiano e del Partito di alternativa comunista. "Saremo noi con le nostre voci e i nostri corpi - dice il portavoce dei giovani comunisti baresi del Prc, Nicola Carella, a ricordare l'omicidio di Anna Politkoskajia, le violenze e le torture in Cecenia. Siamo per la libertà di stampa e chiediamo anche la liberazione del giornalista di Repubblica sequestrato dai Taleban in Afghanistan".

Saremo noi - continua Carella - a chiedere conto al signore del Cremlino dei 7.000 desaparecidos, dei 30.000 morti in Cecenia, degli oltre 200.000 sfollati e profughi che il conflitto ha prodotto. Tanti gli slogan contro Putin: "No Putin, no party", ma anche un invito calcistico: "Lascia la Cecenia, comprati il Bari".

Messico, proteste contro visita Bush

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/03/2007

5.33 Centinaia di manifestanti hanno marciato verso l'ambasciata americana a Città del Messico per protestaare contro laal visita del presidente Bush. Tre agenti e alcuni dimostranti sono stati feriti Molte bandiere americane sono state bruciate mentre la folla ha gridato slogan contro Bush, contestato per l'inasprimento della politica sull'immigrazione e per il progetto di erigere una barriera di centinaia di chilometri lungo la frontiera messicana. Bush è a Merida, nello Yucatan, per colloqui con il presidente Calderon.

Inchiesta vip: Berlusconi, inaccettabili gogne mediatiche

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2007

ROMA - ''Da come si stanno mettendo le cose, proprio le vittime che hanno subito dei ricatti vengono messe alla berlina e diventano oggetto di aggressioni mediatiche di vario tipo: e questo non e' ammissibile''. Cosi' Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, ha commentato lo scandalo di vallettopoli.''Mi sembra - osserva il leader di Forza Italia in un comunicato - che questo ulteriore scandalo della cosiddetta vallettopoli stia imbarbarendo la vita civile in modo inaccettabile. Da come si stanno mettendo le cose, proprio le vittime che hanno subito dei ricatti vengono messe alla berlina e diventano oggetto di aggressioni mediatiche di vario tipo: e questo non e' ammissibile''. ''Davvero - conclude il Cavaliere - un fenomeno assolutamente deprecabile, tanto piu' che si tratta di fango non supportato da alcuna prova''.

'VELINA ROSSA' CHIEDE DIMISSIONI SIRCANA

''L'onorevole Sircana lo riteniamo una persona retta, ma di fronte a determinate accuse non puo' che compiere un atto dovuto: rassegnare subito le dimissioni da portavoce''. E' quanto sostiene la ''Velina rossa'', la nota politica quotidiana di Pasquale Laurito, dopo la pubblicazione da parte del ''Giornale'' di alcuni stralci dei verbali della ''inchiesta vip'' che coinvolgerebbero il portavoce del governo. La ''Velina'' sostiene che le dimissioni sarebbero gia' state presentate, e ricorda quindi alcuni precedenti: da Fabrizio Rondolino, che si dimise da portavoce di D'Alema per lo scandalo suscitato da un suo romanzo, al ministro Attilio Piccioni che lascio' il governo quando il figlio venne coinvolto nel ''caso Montesi''.

P.CHIGI, NO DIMISSIONI SIRCANA, SI AGGIUNGE FANGO A FANGO

Fonti di Palazzo Chigi smentiscono categoricamente le voci sulle dimissioni di Silvio Sircana da portavoce del Governo. Inoltre si dicono ''stupefatte'' per i tentativi, con voci ed illazioni, di ''aggiungere fango a fango'' su questa vicenda.Silvio Sircana, secondo quanto si apprende, tornera' al lavoro a Palazzo Chigi domani dopo aver completato gli accertamenti clinici a cui si sta sottoponendo al Policlinico Gemelli.

PAISSAN (PRIVACY), NO A MASSACRO DIGNITA'

'No, non si puo' gettare in pasto ai lettori in questo modo un nome e cognome in un contesto di scandali, prostituzione, ricatti e estorsioni. Il solo accostamento a questo mondo configura un massacro dell|identita' e della dignita' di una persona|: lo dice Mauro Paissan, componente del Garante privacy e giornalista, che cosi' commenta la pubblicazione del nome dell|on. Silvio Sircana sul 'Giornale' di oggi nell|ambito della cronaca sull|inchiesta giudiziaria di Potenza. |A prescindere da eventuali violazioni della disciplina riguardante il segreto istruttorio - dice Paissan -, in questo caso siamo di fronte a un cittadino a carico del quale non risulterebbe nulla se non una conversazione tra due fotografi e la dichiarata volonta' di ordire un ricatto'.

SILVIO SIRCANA E' PARTE LESA

Il portavoce del governo Silvio Sircana e' parte lesa nell'inchiesta del pm di Potenza Henry John Woodcock sulle foto e i ricatti ai danni di numerosi personaggi. Lo si e' appreso a Potenza. Sircana, infatti, e' considerato una delle vittime dell'associazione per delinquere capeggiata in particolare da Fabrizio Corona che avrebbe allestito un archivio di foto per ricattare noti personaggi.

SCHICCHI, IL MIO LAVORO ALLA LUCE DEL SOLE

Il patron di Diva Futura e scopritore di pornostar, Riccardo Schicchi - agli arresti domiciliari da lunedì scorso nell'ambito dell'inchiesta su foto e ricatti - è stato interrogato dal gip di Potenza, Alberto Iannuzzi. Secondo l'accusa, nell'organizzazione, Schicchi aveva un ruolo nel "ramo d'azienda" dello sfruttamento della prostituzione.Corona è stato "un grande amico, ma abbiamo due strade diverse": ha detto Schicchi al termine dell'interrogatorio di garanzia. "Il mio lavoro - ha aggiunto - è alla luce del sole, le ragazze sono determinate da una scelta di libertà ma allo stesso tempo non sono assolutamente disponibili a prostituirsi. Il mondo delle ragazze immagine invece è diverso, é più nascosto, si sta scoprendo in questi giorni ed è esageratamente diverso dal mio. Io e Corona siamo molto diversi".Ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle dichiarazioni rilasciate da Nina Moric e da Eva Henger, Schicchi ha detto di aver visto "l'intervista di ieri a 'Studio Aperto' - ha spiegato - in cui mia moglie era molto solidale con me. Non tutte le mogli sono uguali".

I LEGALI CHIEDONO LA SCARCERAZIONE

Abbiamo chiarito la nostra posizione davanti al gip, che credo abbia capito che il signor Schicchi non ha nulla a che vedere con il reato contestato e quindi abbiamo fatto un'istanza di scarcerazione. I tempi tecnici sono cinque giorni, siamo molto fiduciosi: lo ha detto il legale di Riccardo Schicchi, Michele Cianci, al termine dell'interrogatorio del patron di Diva Futura, che è agli arresti domiciliari. "Già dalla lettura dell'ordinanza - ha aggiunto Cianci - si capiva che non era possibile addebitare alcun reato a Schicchi. Abbiamo chiarito comunque il tenore di due telefonate soltanto intercorse tra il mio assistito e Fabrizio Corona. Adesso siamo in attesa, ma davvero molto fiduciosi, del responso del gip".

Tre giornate di squalifica per Guidolin

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2007

MILANO - Francesco Guidolin era l'unico, fra i tesserati del Palermo, che ancora non aveva trovato posto nella lista dei 'cattivi' stilata dal Giudice sportivo della Lega nazionale professionisti. Da oggi c'e' anche lui. Guidolin va a fare compagnia al deferito Maurizio Zamparini e all'inibito Rino Foschi, il direttore sportivo allontanato dall'arbitro Nicola Ayroldi, durante Messina-Palermo del 4 marzo scorso.

Guidolin, dopo la squalifica odierna, nelle prossime tre partite non potra' andare in panchina, al suo posto siedera' Renzo Gobbo, ex centrocampista del Como, che dunque guidera' la squadra rosanero nelle trasferte contro Sampdoria e Torino, ma anche nella sfida casalinga contro il Cagliari; Guidolin potra' tornare a bordocampo solo a San Siro, il 15 aprile prossimo, contro l'Inter.

L'allenatore di Castelfranco Veneto, che l'altro ieri pomeriggio era fuori di se' dopo il gol di Adrian Mutu, realizzato approfittando dell'infortunio del mediano del Palermo, Roberto Guana, ieri aveva confermato di essere lucido al momento della protesta. L'unica cosa di cui si era pentito Guidolin riguardava la sfuriata contro il collega della Fiorentina, Claudio Cesare Prandelli. ''Avrei dovuto parlargli in privato'', aveva detto.

E oggi, dopo avere appreso della lunga squalifica inflittagli dall'organo di primo grado della giustizia sportiva, Guidolin ha prima riflettuto, quindi si e' limitato a un laconico commento: ''Pago per i toni inadeguati, che sicuramente non riproporrei. Continuo a credere nelle mie idee e soprattutto proseguira' il mio impegno per un calcio piu' leale, ma soprattutto piu' corretto''. Insomma, niente di nuovo. O quasi. Guidolin ha scelto la strada della coerenza e della moralita', condannando sotto traccia, ma solo dopo averlo fatto pubblicamente, l'atteggiamento di Mutu, in gol nonostante il crollo di Guana. Del resto, gia' domenica scorsa, nella sala stampa dello stadio 'Barbera', l'allenatore del Palermo aveva indicato il suo bersaglio.

''Io non ce l'ho con i giocatori della Fiorentina - aveva tuonato - ma con il loro allenatore. Noi ci riempiamo la bocca di belle parole, ma quando si viene sul concreto uno deve far valere queste qualita'; se capitera' a me, spero di non comportarmi cosi'. C'e' un invito da parte della categoria arbitrale a farci andare avanti, pero' se mi si blocca un giocatore davanti agli occhi, non posso prendere un vantaggio''.

Un vero atto d'accusa, che Guidolin non ha mai smentito. Di certo, dopo le ripetute sfuriate della dirigenza (poco importa se seguite da scuse piu' o meno spontanee) e in seguito a decisioni piu' o meno opinabili degli stessi giocatori (lungo silenzio stampa), a questo punto sarebbe difficile negare che il Palermo e' sempre piu' una squadra sull'orlo di una crisi di nervi. I giorni esaltanti del primato in classifica e delle prodezze di Amauri, che facevano sognare a occhi aperti i tifosi di fede rosanero, sembrano lontanissimi.

Sircana: 'Io non c'entro nulla'

magazine.excite.it, http://magazine.excite.it/news/1829/Sircana_Io_non_centro_nulla, 14/03/2007

Stanno provando a rovinarmi. Io con quelle foto con c'entro niente.

Silvio Sircana, portavoce di Romano Prodi, è sconvolto. Al quotidiano "Il Giornale" rivendica la sua innocenza anche se non ne sentirebbe il bisogno visto che "non sono io il politico importante del quale parlano Corona e il fotografo".

La notizia che nel mirino dei fotografi della Corona's c'è finito anche un politico, beccato mentre con la macchina approcciava un trans, lo riguarda da vicino. O almeno così dicono i verbali della procura di Potenza.

Non sono io, non so niente di questa storia. Nessuno mi ha avvertito. Nessuno mi ha messo in guardia. Dove sono questi verbali?.

Silvio Sircana è sconvolto e preoccupato visto che il suo nome è finito in una storia sporca, accanto a quello di un fotografo che si chiama Max Scarfone che parla al telefono con Fabrizio Corona e che gli riferisce: "Ti dico un personaggio importantissimo della politica ..a transessuali... ti dico solo questa...".

Nessuno mi ha ricattato, nessuno mi ha chiesto nulla, continua Sircana che poi aggiunge: "Io non ho queste abitudini. E' fango che mi buttano addosso. Ma ti rendi conto? Cosa devo dire adesso a mia moglie e ai miei figli? Io sono una brava persona".

Intanto sono arrivate le prime reazioni politiche alla notizia di un possibile coinvolgimento di Silvio Sircana nella vicenda di Vallettopoli.

Ad uscire allo scoperto è stata la 'Velina rossa' di Pasquale Laurito che ha chiesto le dimissioni del portavoce del governo Prodi.

Una richiesta che ha suscitato l'immediata reazione di Palazzo Chigi che ufficiosamente ha "in modo categorico" smentito la possibilita' di dimissioni denunciando il tentativo di "aggiungere fango a fango".

Nella Velina si sottolinea che "quando viene coinvolto in una faccenda di cronaca piuttosto dolorosa, il portavoce di un governo deve venire incontro al suo dovere... rassegnare subito le dimissioni".

Si ricorda poi che "il capo ufficio stampa dell'allora Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, il giornalista Fabrizio Rondolino, per le critiche ricevute in seguito alla pubblicazione di un suo libro sull'eros, ha sentito la necessita' di rassegnare le dimissioni dal suo incarico".

Il diessino Peppino Calderola ha difeso Sircana: "Da quello che si sa - afferma - a me sembra che si tratti di una cosa tra il banale e il goliardico" per questo "di sicuro non c'e' alcun obbligo per Sircana di fare un passo indietro: si tratta di una decisione assolutamente personale".

Una teoria italiana mette in crisi la cosmologia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2007

ROMA - La cosmologia classica è in pericolo, e a metterla in crisi è un gruppo di scienziati italiani. La prima mappatura della materia oscura, il 'riempimento' dell'universo, pubblicata da Nature, sembra infatti dare ragione a Luciano Pietronero, dell'Istituto di Sistemi Complessi dell'università La Sapienza di Roma, che ipotizza che la distribuzione della materia nelle galassie non sia continua ma segua la geometria frattale.

Le teorie classiche della cosmologia, che discendono direttamente dalle equazioni di Einstein, sostengono che l'universo sia 'liscio', cioé che la distribuzione della materia sia uniforme. Per giustificare il fatto che le galassie si presentano sotto forma di aggregati discontinui gli astronomi hanno ipotizzato la presenza della 'materia oscura', una sostanza che riempirebbe il 95% dello spazio. "La materia oscura però è più che altro un rattoppo che giustifica le teorie - sostiene Pietronero - noi ci siamo limitati ad applicare le leggi della statistica, di cui siamo esperti, ai dati disponibili sulla distribuzione della materia nell'universo lontano. Non vogliamo rifare la cosmogonia, ma semplicemente sosteniamo che la geometria frattale spiega molto meglio questi fenomeni".

Tra i principali 'avversari' di questa teoria c'é il gruppo di astronomi dell'Università di New York guidato da David Hogg. Secondo Hogg la teoria dei frattali "Crea più problemi di quanti non ne risolva", a cominciare dal fatto che andrebbero ripensate tutte le leggi fondamentali della cosmologia. "Io non sono d'accordo con questa impostazione - ribatte Pietronero, protagonista con Hogg di un lungo articolo su questo dibattito apparso sull'ultimo numero della rivista New Scientist - non si può dire che finché non proponiamo un modello alternativo le nostre teorie non sono valide. Noi proseguiamo con i nostri studi man mano che arrivano nuovi dati, e se c'é qualche legge che deve cadere che cada".

Fra i nuovi dati a cui si riferisce il fisico italiano c'é anche la prima mappatura della materia oscura in una parte dell'universo, operata da Richard Massey del California Institute of Technology e pubblicata da Nature. Il risultato di Massey è stato che anche questa 'sostanza misteriosa' sembra essere distribuita con le stesse discontinuità di quella conosciuta. "Questo risultato sembrerebbe darmi ragione - sostiene Pietronero - ma io aspetterei prima di dare sentenze definitive. La mia posizione è semplicemente questa: l'analisi statistica dei dati è quella, e non è possibile confutarla, tant'é vero che anche chi ci avversa comincia a darci ragione. Sulle teorie poi si possono fare tutte le elucubrazioni che vogliamo". Altre prove in un senso o nell'altro verranno nei prossimi mesi, quando nuovi dati delle misurazioni di Massey verranno resi noti.

Il pioniere del genoma umano insegue quello del mare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2007

NEW YORK - Life Aquatic con J. Craig Venter: sulle orme del Beagle di Charles Darwin, il pioniere del genoma umano ha circumnavigato gli oceani del globo all'inseguimento del genoma marino. Il risultato del viaggio della goletta Sorcerer Due è stato sorprendente: in un colpo solo il censimento ha portato a raddoppiare il numero di geni conosciuti del regno biologico della Terra. L'impresa di Venter è durata due anni: straordinari i risultati pubblicati sulla rivista PLoS Biology.

La ricerca ha messo in luce una gamma vastissima di vita al microscopio, un mondo di micro-organismi in fermento e migliaia di nuove forme di vita che potranno un giorno essere utilizzate nella sintesi di nuovi antibiotici e come fonti di energia alternative. Che potranno forse un giorno offrire la chiave per capire e correggere i meccanismi dei cambiamenti climatici. Il progetto non si è concentrato solo sui microbi: ha preso in esame il loro Dna, facilmente estraibile dalle cellule e decodificato una volta che il Sorcerer è arrivato in porto: "Siamo agli stadi iniziali della scoperta", ha detto Venter, presidente di un istituto no profit di ricerca sul genoma che porta il suo nome.

PRIMA MISSIONE AI SARGASSI - L'impresa della goletta è stata salutata come "uno straordinario risultato tecnico" da Mitchel Sogin, direttore del Laboratorio di Biologia Marina di Woods Hole in Massachusetts: i microbi costituiscono il 90 per cento della biomassa degli oceani e controllano i cicli biologici e geo-chimici che mantengono i equilibrio di ecosistemi terrestri: è dunque importante conoscerne la natura e sapere dove e come vivono.

Lo studio ha preso le mosse da una prima missione di Venter al Mar dei Sargassi, una regione marina considerata in precedenza relativamente priva di vita. Nelle reti dei 'pescatori di microbi' del pioniere del genoma sono finiti oltre un milione di geni finora sconosciuti alla scienza, la prova che gli oceani del pianeta sono molto più ricchi di forme di vita di quanto finora sospettato.

SEI MILIONI NUOVE PROTEINE - Il nuovo viaggio sul Sorcerer ha perso le mosse in Nova Scotia, attraversato il canale di Panama, toccato le Galapagos, la Polinesia, il Corno d'Africa, i Caraibi per riapprodare sulla Costa Est degli Usa. Ogni 300 chilometri i biologi di bordo filtravano 200 litri di acqua marina attraverso un sistema di filtraggio che separava virus e altri tipi di cellule classificandole per dimensioni.

L'analisi finora ultimata copre un quarto circa del materiale, quello raccolto dalla Nova Scotia alle Galapagos, e solo le cellule di più piccole dimensioni. Detto questo, l'analisi del Dna al supercomputer del California Institute for Telecommunications and Information Technology ha dato risultati strabilianti: è stato determinato il codice genetico di sei milioni di nuove proteine, il doppio del numero già tabulato dei geni del mondo.

Alcuni dei nuovi geni, condivisi liberamente sul Web, sembrano progettati per aiutare l'organismo a ottenere energia dall'anidride carbonica dell'aria, una prospettiva allettante al petrolio e al carbone. I ricercatori del Team Venter hanno auspicato che scoperte come queste possano un giorno portare a ripulire l'atmosfera dagli effetti perniciosi dei gas serra.

Inchiesta vip: insorgono i politici, e' barbarie

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2007

INCHIESTA VIP: MARONI, MI CHIESERO DI COMPRARE FOTO,DISSI NO

ROMA - ''Ora basta!''. Non c'e' nessuna distinzione tra destra e sinistra nel condannare l'ennesimo scandalo legato alle nuove intercettazioni telefoniche sul caso 'vallettopoli' che, questa volta, annovera una 'vittima' illustre: Silvio Sircana portavoce del governo Prodi, colpito da un malore e ricoverato all'ospedale Gemelli. Da Romano Prodi a Silvio Berlusconi, senza escludere nessuna forza politica dell'arco parlamentare, la solidarieta' al portavoce di Palazzo Chigi e' unanime, cosi' come e' compatta, la condanna verso le nuove intercettazioni, bollate come ''l'ennesima barbarie''.

La notizia, riportata sulle pagine di tutti i quotidiani, ma solo dal Giornale con tanto di nome e cognome del portavoce del governo, diventa subito, sin dalle prime ore della mattina, l'argomento principale di cui discutono i deputati impegnati nelle votazioni alla Camera. Non c'e' capannello in cortile o divano in Transatlantico dove non si parli del 'caso Sircana'. Le dietrologie sono le piu' diverse, ma la conclusione e' sempre la stessa: ''Bisogna porre un freno all'uso delle intercettazioni in questo modo''. In tanti paventano una nuova ondata di ''antipolitica''. E in parecchi, soprattutto le deputate, si ribellano a questa intrusione nella vita privata, indipendentemente dalla fondatezza delle accuse: ''E foss'anche?'', chiedono retoricamente ai colleghi.

Delle dichiarazioni di solidarieta', nel giro di poco tempo, non si riesce piu' a tenere il conto, e la vicinanza a Sircana aumenta quando si viene a sapere che e' stato male, tanto da dover andare all'ospedale. Le notizie che circolano in Transatlantico sono le piu' disparate, piu' o meno drammatiche, ma questo non fa che inasprire i sentimenti contro il miscuglio tra inchieste giudiziarie e gossip. In serata, al termine del vertice italo-russo, a 'dire la sua' ci pensa anche Romano Prodi. ''Sono vicino a Silvio - dice il premier - con il mio affetto e la mia stima. La sua persona esce ulteriormente rafforzata dopo questo attacco di cui e' stato vittima, attacco indegno di un paese serio''.

Prima di Prodi, da Palazzo Chigi e' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Micheli a rompere il silenzio e dichiarare le sua solidarieta'. Ricordando un'amicizia ventennale, Micheli cosi' descrive Sircana: ''Una delle persone piu' oneste e perbene che abbia incontrato, non solo da quando sono in politica, ma anche nella mia vita professionale''.

Sempre da Palazzo Chigi poi parte la smentita alla Velina Rossa, il foglio di Pasquale Laurito in cui si diceva che Sircana era pronto a lasciare il suo incarico. E Massimo D'Alema prende le distanze dalla ''Velina'', che abitualmente viene considerata a lui molto vicina, mentre l'altro vice premier, Francesco Rutelli, manifesta il suo ''disgusto per l'azione diffamatoria'' ai danni di Sircana fatta da ''chi si riempie la bocca ogni giorno col garantismo''. Se la politica fa quadrato intorno al portavoce del governo, il 'caso' serve anche per lanciare una nuova offensiva verso l'uso 'illecito' delle intercettazioni. Ad aprire il fuoco di fila e' l'ex premier Silvio Berlusconi che non esita a bollare come ''una gogna mediatica'' il caso, visto che 'le vittime che hanno subito dei ricatti vengono messe alla berlina e diventano oggetto di aggressioni mediatiche di vario tipo''.

D'accordo con Berlusconi e' il leader di An Gianfranco Fini che trova ''disgustoso gettare nel tritacarne anche le vittime di ricatti ed estorsioni''. Concorda con il leader di Forza Italia, in un'alleanza inedita, anche Giulio Santagnata, ministro per l'Attuazione del Programma e stretto collaboratore del Professore. Santagata non nasconde la preoccupazione per ''la barbarie generalizzata verso cui si sta andando''. Giovanna Melandri, come l'ex premier, parla di''gogna mediatica'', mentre Alfonso Pecoraro Scanio invita ad ''agire per bloccare le macchinazioni di chi vuole lucrare o acquisire immoralmente posizioni di potere con il ricatto e la minaccia''.

Ministri a parte, e' tutto il mondo politico a far sentire la sua voce. Solidale con Sircana e' il capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini che legge la vicenda come ''la costruzione di un caso per gettare fango su di lui e sul ruolo che attualmente ricopre''. Di ''imbarbarimento indegno'' parla anche il vice presidente della Camera Carlo Leoni. Unica voce fuori dal coro e' quella del senatore di An Francesco Storace che domanda il perche' ''si debbano censurare le notizie su Sircana''. ''E' evidente - sostiene - che il portavoce del governo e' parte lesa, ma e' altrettanto ipocrita pensare che 'Il Giornale' dovesse nascondere una notizia che qualche fonte ha rivelato''. Si affida invece ad una spiegazione tecnica l'ex pm Antonio di Pietro che ricorda come ''tutto questo accada'' perche' manca una norma che ''preveda l'utilizzo limitato delle intercettazioni alle parti in causa''.

SCHICCHI RISPONDE, SIRCANA PARTE LESA

Riccardo Schicchi che risponde ai giornalisti e Silvio Sircana in ospedale, dopo la notte forse peggiore della sua vita: puo' racchiudersi in due nomi - con ruoli nettamente diversi - il terzo giorno dell'inchiesta su foto e ricatti del pm di Potenza, Henry John Woodcock, che oggi ha decisamente imboccato anche la via della politica. Di sicuro, comunque, l'attesa per l'interrogatorio dell'ex marito di Eva Henger e scopritore di tante pornostar - che alla fine del colloquio con il gip ha risposto alle domande dei giornalisti, davanti al portone del Palazzo di giustizia di Potenza - e' stata offuscata dall'ombra gettata sul portavoce del governo, che e' pero' parte lesa nell'inchiesta.

Tutto comincia da un'intercettazione telefonica: il fotografo Massimo (detto Max) Scarfone telefona e Fabrizio Corona e gli dice di aver appena fotografato ''un personaggio importantissimo'' della politica che va ''a transessuali''. Per rivelare al presunto capo dell'associazione a delinquere specializzata in ricatti il nome del personaggio, Scarfone utilizza un sms, intercettato. Stamani, Sircana e' stato ricoverato per accertamenti in ospedale e intorno alla sua posizione si e' animata una parte del dibattito politico: ma il portavoce di Palazzo Chigi restera' al suo posto, perche' vittima della ''banda'' capeggiata da Corona.

Tale circostanza e' confermata dalla convinzione degli investigatori secondo la quale Corona e i suoi amici avevano allestito un ''archivio segreto'' di foto (che, se esiste davvero, non e' stato trovato, almeno per il momento) anche di uomini politici: oltre a Sircana, di sicuro vi sono degli scatti che riguardano il capogruppo della Lega a Montecitorio ed ex Ministro dell'Interno, Roberto Maroni: ''Le voglio in mano io quelli li' eh!'', dice Lele Mora a Fabrizio Corona. E' una parte dell'inchiesta che potrebbe portare lontano. Intanto, Schicchi - reduce dall'interrogatorio di garanzia - ha detto di aver preso ''strade diverse'' da quelle percorse da Corona e ha precisato ai giornalisti di aver trovato ''molto solidale'' l'intervista di Eva Henger con ''Studio Aperto'', trasmessa ieri: ''Non tutte le mogli sono uguali'', ha aggiunto, riferendosi alle dichiarazioni di Nina Moric, non certo tenera con Corona.

L'avvocato di Schicchi, Michele Cianci, poi, ha detto che il suo assistito ha chiarito ogni cosa e ha chiesto per lui la remissione in liberta'. Nel pomeriggio, inoltre, Marcello Silvestri - accusato di aver riciclato quasi 650 mila euro datigli da Corona per sottrarli all'autorita' giudiziaria - e' stato nuovamente interrogato. E' stato lui stesso a chiedere di essere risentito da Woodcock, per aggiungere alcuni particolari che gli erano sfuggiti ieri, nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip, Alberto Iannuzzi. Silvestri - ha spiegato il suo avvocato - non sta bene e per lui e' stata chiesta la remissione in liberta' o gli arresti domiciliari. L' interrogatorio ha rappresentato una pausa nell'approfondimento di alcuni atti avviato dal pubblico ministero: l'inchiesta, infatti, deve anche fare chiarezza fra foto compromettenti vere e false: ad esempio, e' emerso che per Loredana Lecciso, gia' legata sentimentalmente al cantante Al Bano, un altro indagato aveva pensato ad un ''bacio finto da fare andare in copertina sui giornali''.

Erano veri, invece, i 25 mila euro pagati dal calciatore della Juventus, David Trezeguet, per evitare che le foto che lo ritraevano con una ragazza finissero sui giornali: gli atti relativi alla posizione del centravanti bianconero sono stati trasferiti a Torino e la Procura del capoluogo piemontese ha aperto un fascicolo per identificare l'uomo che fece da intermediario nel passaggio del denaro. Diverse parti dell'inchiesta sono gia' state trasferite ad altre Procure. A Roma sono finiti gli atti relativi all'estorsione ai danni del calciatore giallorosso, Francesco Totti (in cui sono indagati Corona, Flavia Vento e Mora), e quelli riguardanti un caso di prostituzione. La Procura di Milano si occupera' delle estorsioni a Francesco Coco (difensore del Torino), Alberto Gilardino (attaccante del Milano) e a un imprenditore, di casi di prostituzione e di cessione di cocaina ed ecstasy a diverse persone, soprattutto soubrette televisive molto note al grande pubblico.

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