DEI RICCHI

2005 - Febbraio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/02/2005 * 09/02/2005 * 11/02/2005 * 13/02/2005 * 14/02/2005 *

Martedì 8 Febbraio 2005

USA. Rice: grazie Italia. In Iraq non siamo occupanti, c'e' una risoluzione ONU. Fini: Sharm un fatto di enorme portata

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/02/2005

Lotta alla tirannia, processo di pace e medio Oriente. Questi alcuni dei temi al centro dell'incontro di questa mattina a Roma, a villa Madama, fra il segretario di Stato americano Condoleeza Rice e il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, che ha registrato la convergenza dei due Paesi sui maggiori dossier di politica estera. Fini ha parlato al segretario di Stato americano della possibilità di un seguito della Conferenza di Sharm el Sheik, ossia un ulteriore incontro per monitorare la situazione da oggi a fine anno.

Per Fini l'annunciato cessate il fuoco fra israeliani e palestinesi "è un fatto di enorme rilievo, va dato atto alla leadership palestinese di aver assunto impegni per bloccare gli attentati. E' importante che l'incontro di Sharm si svolge per il ruolo degli USA, dell'Ue, ma soprattutto di Paesi arabi moderati come Egitto e Giordania". "dobbiamo ricordarci che in quell'area il conflitto non riguarda solo israeliani e palestinesi, la comunità internazionale deve impegnarsi per la pace fra Israele e il mondo arabo: tutti sanno che Mosca esercita un'influenza su Damasco, che deve essere più coinvolta in alcuni scenari, avere comportamenti più coerenti circa il dovere di garantire sicurezza ad Israele per arrivare ad una situazione di sicurezza allargata all'intera Regione".

L'Italia svolge un ruolo particolarmente importante non solo in Afghanistan ma anche in Medio Oriente - ha detto la Rice nella conferenza stampa congiunta al termine dei colloqui - Noi e le Nazioni Unite dovremo appoggiare il popolo iracheno nel modo in cui ce lo chiedono. Abbiamo parlato anche dello scacchiere dei Balcani, dobbiamo lavorare alla preparazione della conferenza sul Kosovo e i Balcani: ringrazio l'Italia per l'appoggio dato e l'amicizia.

Non dobbiamo imporrre la democrazia, si impone la tirannia. Gli USA sono uno stato di diritto con valori fondamentali in cui crediamo, ma questo non significa che non abbiamo problemi, come ha mostrato Abu Ghraib, risponde la Rice ai giornalisti che le ricordano i fatti di violenza delle carceri irachene e di Guantanamo. "La settimana scorsa gli iracheni hanno preso il controllo politico del Paese, ora dobbiamo addestrare e formare forze di sicurezza, l'esercito, le forze di frontiera, in modo che gli iracheni possano gestire la propria sicurezza. Siamo bollati come forza occupante, ma siamo in Iraq sulla base di una risoluzione delle Nazioni Unite e della richiesta del governo iracheno".

Mai parlato di strategia di uscita

Non abbiamo mai parlato di strategia di uscita, ma di strategia di successo dell'Iraq: lo ha detto il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, nella conferenza stampa a Roma, nella quale ha aggiunto che "il popolo iracheno ha dimostrato di voler correre dei rischi personali per avere una vita libera in Iraq".

Gli Usa credono in una riforma dell'Onu di grande respiro

L'amministrazione americana crede nella necessità di una riforma delle Nazioni Unite che sia "di ampio respiro" ha affermato il segretario di Stato

americano Condoleezza Rice, nella conferenza stampa a con il ministro degli Esteri Gianfranco Fini. La Rice ha aggiunto che in ogni caso gli Stati Uniti valuteranno con attenzione i rapporti degli esperti sulla riforma dell'Onu.

Fini: 'Non dobbiamo imporre democrazia'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2005

'Non dobbiamo imporre la democrazie e la libertà. Quella che si impone è la tirannia. La democrazia è un desiderio interno ai popoli'. E' quanto ha detto il ministro degli Esteri Fini, al termine dell'incontro con il Segretario di Stato Usa, Rice. Fini ha ricordato che per la riuscita dell'incontro di Sharm El Sheikh 'c'è stato un ruolo oggettivo degli Stati Uniti e dell'Europa, ma anche dei Paesi arabi moderati che possono essere determinanti per la pace in Medioriente'.

Chiusa in casa e plagiata, fermato a Roma finto santone

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2005

ROMA - Era costretta a rimanere segregata dentro un appartamento nel quartiere romano dei Parioli, insieme al suo convivente, plagiata da un uomo conosciuto qualche mese prima in un locale della capitale e che si spacciava per 'santone', in grado di liberare lei e la figlia di quattro anni dal ''male che le pervadeva''. Vittima del raggiro, una donna di 36 anni di origine campana, salvata da alcuni parenti - la sorella, l'ex marito e il suocero - che hanno denunciato quello che stava accadendo agli agenti del commissariato Villa Glori.

Il finto santone, la costringeva a rapporti sessuali con lui per ''allontanare il male occulto'' e pretendeva soldi, tanto che la donna a piu' riprese gli aveva consegnato 27 mila euro.

L'uomo, F.L di 41 anni, senza fissa dimora abituato a vivere di espedienti, e' stato fermato: dovra' rispondere di estorsione continuata e violenza carnale. I parenti della vittima hanno raccontato agli agenti che da circa due mesi la donna, contro la propria volonta', era costretta a vivere in quell' appartamento, non rientrava piu' nella vecchia abitazione, non si presentava al lavoro e aveva affidato la bimba ai nonni.

Partita l'indagine, la polizia ha scoperto che a tenere chiusa in casa la donna era un uomo che dopo aver conosciuto la vittima e il suo convivente trentaduenne, li aveva convinti ad ospitarlo nel loro appartamento a Villa Glori, dove si era trasferito con la propria compagna e la figlia di tre mesi.

La coppia e' stata liberata e ha raccontato la triste vicenda agli investigatori. In quella casa il finto santone li aveva ridotti in completa schiavitu' psicologica: l'uomo, attribuendosi poteri paranormali aveva fatto credere ai due di essere in grado di mettersi in contatto con le anime dei defunti.

In trance, cambiando voce e dicendo parole senza alcun significato, il malvivente aveva completamente il pieno dominio sui due, convinti che ''le anime cattive volevano far loro del male'', come gli ripeteva di continuo il 'santone', che dettava loro regole di vita in casa, minacciandoli, obbligando la donna a rimanere chiusa nell' appartamento senza poter disporre del suo cellulare.

Era sempre il 'santone' a scrivere preghiere che le vittime dovevano recitare di continuo, soprattutto quando lui era assente. Il quarantunenne infatti ogni sera alle 22 si allontanava dicendo di recarsi nei cimiteri a pregare per le anime buone.

Arabia saudita: funerali austeri per Re Fahd, secondo tradizione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2005

RIAD - Il quinto re dell'Arabia Saudita Fahd bin Abdul Aziz, morto ieri a 82 anni, e' stato sepolto questa sera nella nuda terra in un cimitero pubblico di Riad, al termine di una cerimonia funebre semplice e breve, nel rispetto della tradizione wahabita che impone di accettare di buon grado la volonta' di Dio. Nel primo pomeriggio, mentre nel resto del Paese la vita procedeva al normale ritmo di ogni giorno, la salma del sovrano, avvolta in un sudario di cotone grezzo e' stata trasportata alla grande moschea al centro della capitale saudita per il servizio funebre, officiato dal gran mufti sheikh Abdul Aziz al Sheikh, massima autorita' religiosa del regno, che ha esortato i sauditi a rispettare i loro doveri di fedelta' al nuovo re.

Alle esequie hanno partecipato migliaia di sudditi e numerosi alti dignitari giunti a Riad dal mondo intero, in particolare dai Paesi arabi e islamici per porgere l'estremo saluto al sovrano che oltre al titolo di Altezza reale aveva quello di custode delle due sacre moschee, quella di Mecca e Medina, verso le quali un miliardo e 200 milioni di fedeli musulmani devono prostrasi in preghiera cinque volte al giorno.

Titolo che, con la corona, e' passato ieri al suo fratellastro e successore, Abdullah bin Abdul Aziz, che ha gia' iniziato a svolgere il suo nuovo ruolo accogliendo i numerosi capi di Stato e di governo in arrivo tra oggi e domani a Riad per porgergli di persona le condoglianze, tra i quali il presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai, il premier e il presidente dell'Iraq Ibrahim Jaafari e Jalal Talabani, il presidente egiziano Hosni Mubarak, quello del Pakistan Pervez Musharaf e il vice presidente degli Stati Uniti Dick Cheney.

Da mercoledi', dopo una cerimonia di investitura ufficiale, il nuovo re, che ha 81 anni, dovra' tornare a confrontarsi con i numerosi problemi interni ed internazionali che egli gia' ben conosce, essendo stato in qualita' di reggente gia' da circa un decennio alle redini del suo Paese, da quando cioe' la salute malferma ha allontanato re Fahd dalla gestione del potere.

Una circostanza che garantisce una transizione morbida, senza sorprese, ma che pero' non lascia spazio alla nuova generazione di principi, che con la consolidata ricchezza del regno hanno avuto l'opportunita' di compiere studi approfonditi nelle migliori universita' del mondo.

La famiglia reale ha evidentemente scelto la continuita', come hanno sottolineato i maggiori commentatori arabi, che nei loro articoli hanno ricordato l'abilita' di re Fahd nel guidare il suo ricco regno petrolifero attraverso tre conflitti regionali, ma hanno anche sottolineato che da lungo tempo ai vertici della Lega Araba e delle organizzazioni regionali Riad era rappresentata dal principe Abdullah, al quale allo stesso modo viene attribuita la gestione della lotta al terrorismo islamico che affligge il suo Paese e la scena internazionale cosi' come la gestione e la paternita' delle riforme sul quale lentamente si e' da un paio d'anni avviata l'Arabia Saudita.

Segreto stato: Prodi, sia limitato a interesse comune

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2005

BOLOGNA - Il problema del segreto di Stato va affrontato in maniera organica, affinche' esso sia ''limitato e funzionale all'interesse comune''. Partecipando alle celebrazioni del 25mo anniversario della strage di Bologna, e rispondendo a una domanda sulla richiesta dei parenti delle vittime di abolire il segreto di Stato, il leader dell'Unione Romano Prodi ha risposto che il problema va affrontato in maniera globale. C'e' ancora il segreto di Stato - e' stato detto a Prodi - a impedire ancora il completo accertamento della verita' sulla strage alla stazione di Bologna: ''Questo e' un capitolo - ha risposto Prodi - che riguarda in generale la nostra legislazione, non solo il problema della strage di Bologna. Non dobbiamo tirarlo fuori solo nelle occasioni singole, frammentate. E' un problema che va affrontato in modo serio, organico e generale''. Dunque uno Stato trasparente sempre e comunque?, gli e' stato chiesto: ''Si' - ha risposto Prodi - uno Stato piu' trasparente sempre e comunque, in cui il segreto di Stato e' limitato e funzionale all'interesse comune''.

RAI. Siniscalco in Commissione Vigilanza: privatizzazione entro l'anno, e' una garanzia contro ingerenze politiche

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/02/2005

L'advisor scelto dal ministero dell'Economia per avviare l'operazione di collocamento della Rai "ritiene che la privatizzazione sia fattibile e ben impostata" e per questo il Cipe predisporrà entro marzo una delibera-quadro sulla privatizzzazione della Rai in modo che l'operazione possa essere attuata entro l'anno. Il Cda attuale resterà in carica nel pieno delle sue funzioni "fino all'approvazione del bilancio". Lo ha detto nell'audizione di oggi in Commissione Vigilanza Rai il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco, per il quale la privatizzazione è "un elemento di garanzia contro l'ingerenza della politica".

Il prossimo 10 febbraio, in particolare, sarà emanata una delibera dell'Autorità per le comunicazioni sul modello di separazione contabile da adottare per la Rai.

Siniscalco ha precisato che il c ollocamento in borsa "potrà essere avviata subito a valle della semestrale". I tempi per la relazione semestrale delle aziende sono generalmente quelli di settembre.

Nell'audizione Siniscalco ha anche rimarcato la necessità di passare dalla determinazione annuale del canone Rai ad una "fissazione pluriennale".

Petrolio: ripiega da record, arriva stangata 500 euro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2005

ROMA - Il petrolio ripiega dai livelli record toccati ieri, ma per i prossimi mesi si annuncia una stangata da 500 euro per famiglia. A stimare l'effetto dei continui aumenti del greggio sui cittadini e' un comunicato congiunto delle 4 associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc.

La giornata dell'oro nero e' stata improntata a un ribasso generalizzato, dopo i massimi storici toccati ieri a New York, dove il Wti e' arrivato a quotare 62,30 dollari al barile, e Londra, piazza sulla quale il Brent ha raggiunto al quotazione di 60,98 dollari al barile.

Gia' nell'after hours newyorkese, nelle prime ore della mattina italiana, il barile di greggio aveva segnato un -0,3%, assestandosi a 61,38 dollari. L'apertura odierna del Wti ha poi riportato i prezzi sotto quota 61, con il future in consegna a settembre che ha lasciato sul terreno oltre l'1%, a 60,87 dollari al barile, per poi tornare a 61,15. Perdita di circa un punto percentuale anche per il Brent, il greggio di riferimento europeo, che nel pomeriggio era sceso sotto quota 60, con un prezzo di 59,86 dollari al barile.

Nonostante i ribassi rispetto ai livelli record di ieri, le quotazioni dell'oro nero restano comunque molto alte, tanto da indurre le associazioni dei consumatori a prevedere una ''maxi stangata da 500 euro l'anno'' per le famiglie italiane. Secondo Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, le quotazioni del greggio innescheranno ''effetti a catena sui prezzi dei prodotti energetici'', che causeranno aumenti immediati e a breve termine per benzina, gasolio, luce, gas e riscaldamento.

La conclusione delle associazioni e' stata una presa di posizione contro l'esecutivo. ''Il governo e Scajola - si legge nella nota - che avevano promesso provvedimenti concreti per contrastare gli aumenti, sono latitanti''. Per questo motivo, le quattro organizzazioni invitano i ministri economici a prendere urgenti provvedimenti, minacciando in caso contrario un taglio dei consumi: ''I consumatori si dovranno difendere avviando campagne di autoriduzione dei consumi - e' la conclusione - e per l'economia nazionale ci sara' poco da sorridere''.

25 anni fa la strage Bologna: Ciampi, sgomento per tanta ferocia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2005

»STRAGE BOLOGNA: BOLOGNESI, COMM. MITROKHIN MESTA NEL TORBIDO

ROMA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al Signor Paolo Bolognesi, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, il seguente messaggio: ''A un quarto di secolo dall'infausto 2 agosto 1980, giorno in cui fu perpetrato il criminale attentato alla stazione ferroviaria di Bologna, lo sgomento e lo sdegno per tanta inaudita ferocia rimangono vivi nella coscienza civile degli italiani, cosi' come rimane viva la solidarieta' per i familiari delle vittime innocenti. La citta' di Bologna fu allora e rimane nel presente, per la Nazione tutta, un esempio mirabile di coraggio nel trarre dall'immenso dolore per la ferita subita la determinazione di rappresentare un presidio a difesa della democrazia repubblicana, cosi' gravemente aggredita con la nefanda strage che oggi ricordiamo. In questa giornata sono particolarmente vicino ai familiari delle vittime e alla citta' di Bologna, con il sentimento della mia affettuosa solidarieta'''.

PRODI, PAESE SA RICORDARE SENZA ODIARE

Il paese sa ricordare senza odiare. E' il pensiero di Romano Prodi sulla strage del 2 agosto 1980. ''Oggi voglio far prevalere - ha detto il leader dell'Unione arrivando a Palazzo d'Accursio, sede dell'Amministrazione comunale, dalla sua abitazione di via Gerusalemme - il ricordo di tutti questi ragazzi. Sono morti dei giovani che stavano andando in vacanza. Il dato che tutta la citta' si ritrovi cosi' numerosa dopo 25 anni vuol dire senza odio, senza tensioni, senza causare divisioni, ma proprio con il grande senso di un paese che riesce a far fronte anche alle emergenze piu' gravi''. ''Mi ricordo - ha aggiunto Prodi - che stavo lavorando dove passavano le Croci verdi, le sirene per i soccorsi, ricordo l' angoscia di quella mattina, la paura che tutto il paese cedesse. E poi invece questa forza della democrazia che sa ricordare, ma e' anche capace di non odiare''. ''Mi ha colpito la ragazza che ricorda le proprie vicende senza odiare, ancora con le tracce delle ferite sul proprio corpo''. Prodi e' stato avvicinato da una donna che resto' ferita nello scoppio e che gli ha raccontato il suo dramma. E Prodi e' rimasto colpito dalla serenita' di quella che allora era solo una ragazza: ''Questo - ha detto l'ex presidente della commissione Ue - deve essere il significato della giornata. Questo e' il significato della giornata di oggi. Vorrei proprio che avesse questo significato''. Poi Prodi si e' incamminato verso la stazione conversando a lungo con il presidente del gruppo Ds alla Camera Luciano Violante.

CASINI, CON ODIO NON SI ONORANO MORTI

''Con l'odio e con gli insulti non si onorano i nostri morti! Ancora una volta il macabro rituale dei fischi offende Bologna e i suoi cittadini e rende il 2 agosto un giorno ancora piu' nero e triste''. Lo afferma in una nota il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che esprime ''la piu' sentita solidarieta' al vicepresidente del Consiglio, Giulio Tremonti.

PERA, IL TERRORISMO NON VINCERA'

''Il terrorismo non e' un fenomeno legato al passato, ne' e' mai possibile abbassare la guardia. Cosi' oggi, a pochi giorni dalle stragi che hanno colpito l'Inghilterra e l'Egitto, abbiamo nuovamente conferma che i terroristi minacciano ancora lo svolgersi quotidiano e ordinato delle nostre democrazie. Il terrorismo non vincera'''. Cosi' il presidente del Senato, Marcello Pera, in un passo del messaggio inviato al Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, in occasione del 25esimo anniversario della strage alla stazione. ''Il sacrificio delle vittime delle stragi passate e recenti - aggiunge Pera - ci impone di non permettere che tali episodi possano cambiare la nostra vita e la nostra democrazia: cedere significherebbe dimenticare una lezione appresa ad un costo troppo elevato. ''Anche quest'anno - scrive il presidente del Senato - sento il bisogno di rinnovare il sentimento di solidarieta' di tutto il Senato della Repubblica e mio personale ai famigliari delle vittime e all'intera cittadinanza. Bologna non dimentica, come testimonia l'orologio della stazione, fermo all'ora della strage e che i cittadini non hanno mai voluto venisse ripristinato. La Repubblica non dimentica: gli eventi di 25 anni fa sono testimoni di un periodo in cui la sicurezza dell'intera nazione era messa a dura prova da gruppi che non avevano alcuna remora a sacrificare persone innocenti per abbattere la liberta' e la democrazia''. ''Ma - prosegue Pera nel messaggio - una reazione vi fu: Bologna torno' gradualmente alla vita normale, lo Stato italiano pose ogni sforzo affinche' terminassero tali attacchi. Il mio augurio va dunque a tutti voi, ai famigliari delle vittime e ai cittadini di Bologna, affinche' sentiate che questa Assemblea, della quale vi invio la voce, e' accanto a ciascuno di voi, con forza e serenita'''.

BORDATA DI FISCHI A TREMONTI

Quando lo speaker ha annunciato dal palco l' imminente intervento del vice premier Giulio Tremonti, dalla piazza davanti alla stazione di Bologna e' partita una bordata di fischi e di insulti, proseguita anche mentre Tremonti parlava. ''Bella piazza'', ha esordito ironico il vice presidente del Consiglio, rivolgendosi al sindaco di Bologna Sergio Cofferati. Poi e' cominciato il suo discorso, senza che parte della grande folla di Piazzale Medaglie d'Oro smettesse di fischiare e di gridare ''vergogna''. I fischi sono continuati per tutta la durata del suo intervento, mentre un timido applauso si e' levato dal palco.

Fischi erano giunti da una frangia della piazza - nella parte in cui si trovavano Bologna social forum, Rappresentanze sindacali di base (che avevano gia' riavvolto le loro bandiere) e alcuni esponenti di Collettivi e Disobbedienti - anche mentre Sergio Cofferati si stava congedando, al termine del suo intervento, per passare la parola a Tremonti. Subito dopo, gli esponenti del Bsf e parte della piazza ha cominciato ad allontanarsi, ma quando il sindaco ha annunciato il vice premier, Disobbedienti e altre persone hanno cercato di avvicinarsi al palco, davanti al quale era schierato un cordone di forze di polizia, gridando ''Verme, verme'' all' indirizzo di Tremonti.

Iran. Teheran: nessun rinvio, il programma nucleare va avanti. WPost: almeno 10 anni per arrivare all'atomica

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/02/2005

Il Consiglio supremo iraniano per la sicurezza nazionale ha fatto sapere oggi che la decisione di riprendere l'arrività di riconversione dell'uranio alla centrale di Isfahan è irreversivile. "La decisione politica è stata presa. Abbiamo recapitato la lettera all'Aiea, l'Agenzia internazioale per l'energia atomica. La ripresa dell'attività è irreversibile e nego qualsiasi notizia di rinvio", ha detto il portavoce del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Aghamohammadi.

Ieri i tecnici iraniani avrebbero dovuto togliere i sigilli all'impianto e ai macchinari, posti dagli ispettori dell'Aiea, ma poi si era sparsa la voce, oggi smentita, di un rinvio di quarantott'ore concesso da Teheran in seguito alle pressioni del segretario generale dell'Aiea, Mohammed ElBaradei, di Gran Bretagna, Francia e Germania e le minacce degli Stati Uniti di portare il contenzioso al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Teheran: la contropartita finora è povera

Teheran insiste nel dire che il programma nucleare è a scopi civili e che è un proprio diritto portarlo avanti. In cambio di un congelamento del programma fino a una definizione del problema, oltre a contropartite economiche e commerciali, chiede un patto di non-aggressione con gli Stati Uniti, di cui l'Ue dovrebbe farsi promotrice. Il vicedirettore dell'Agenzia iraniana per l'energia nucleare, Saidi, citato dalla televisione di Stato, ha affermato che l'Iran riprenderà l'attività di conversione dell'uranio nell'impianto di Isfahan tra uno o due giorni. "L'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'Aiea - secondo quanto detto da Saidi - ha comunicato che saranno installate nuove apparecchiature di sorveglianza e che le operazioni saranno concluse entro 24 ore. Quindi fra uno o due giorni potremo cominciare l'attività". Una fonte delle Nazioni Unite aveva, invece, detto in precedenza che le operazioni per l'installazione delle nuove apparecchiature sarebbero durate fino alla settimana prossima.

Villepin invita l'Iran a mantenere gli impegni

Se l'Iran non si attiene agli impegni presi verrà investito della questione il Consiglio di sicurezza dell'Onu. Questo è quanto ha affermato oggi il premier francese Dominique De Villepin, dopo che Teheran ha annunciato di voler riavviare il proprio programma nucleare al di fuori del quadro negoziale concordato con Francia, Germania e Regno Unito. "Bisogna che l'Iran rispetti gli impegni presi" ha detto il premier. Questi impegni sono "la sospensione di ogni attività di conversione, ritrattamento e arricchimento dell'uranio" ha ricordato Villepin. In caso contrario "bisogna che la comunità internazionali ne tragga le conseguenze". Gli Usa hanno più volte ribadito che se fallissero gli sforzi diplomatici europei la Repubblica islamica dovrebbe essere denunciata all'organo deliberativo delle Nazioni Unite.

Washington Post: almeno 10 anni per l'atomica

Finora fonti dell'amministrazione Bush avevano lasciato capire che Teheran era molto vicina all'arma atomica. Ma ora il National Intelligence Estimate sembra allontanare nel tempo la minaccia nucleare iraniana. Il Washington Post, citando più fonti dell'amministrazione Bush, spiega oggi che il rapporto dei servizi mette in guardia su un'azione clandestina dell'Iran, sulla quale pero' mancano ancora informazioni sufficienti per collegarla direttamente al programma nucleare.

L'intelligence americana, peraltro, non si sbilancia sui futuri equilibri politici nella Repubblica islamica: nessuno può dire se l'attuale leadership religiosa controllera' ancora il Paese nel momento in cui Teheran sara' in grado di sviluppare il materiale necessario per la bomba, intorno al 2015. E il Washington Post ironizza: è dal 1995 che gli Stati Uniti sostengono che "entro cinque anni" l'Iran avra' l'arma nucleare.

Brasile, nuove accuse corruzione a Lula

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/12/2005

Il 'mago' brasiliano della pubblicità che ha portato Lula alla vittoria presidenziale ha accusato il partito del presidente di averlo pagato su un conto estero alle Bahamas. La rivelazione aggrava la posizione del presidente brasiliano Lula e del suo 'Partido dos trabalhadores' al centro di scandali di corruzione. Il pubblicitario ha detto di aver ricevuto parte del suo compenso (quasi 3 milioni di euro) in un paradiso fiscale.

Terrorismo: Usa, allarme autobotti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/12/2005

Fbi, al Qaida potrebbe usarle per attaccare alcune citta'

Autobotti per il rifornimento di carburante potrebbero essere usate da al Qaida per attaccare citta' come New York, Chicago e Los Angeles. Le autobotti potrebbero essere usate come proiettili. E' l'Fbi ad avvertire la polizia americana, precisando pero' che le minacce non sono suffragate da elementi convalidanti. Le informazioni dell'Fbi giungono da Washington, ma non hanno potuto essere verificate. E' inconsueto che possibili minacce vengano segnalate, senza che possano essere dettagliate.

Mercoledì 9 Febbraio 2005

Usa. L'uragano Katrina fa danni per 50 miliardi di dollari. La stampa accusa Bush

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/02/2005

New Orleans era, giovedi' notte, una citta' in preda all'anarchia: sparatorie, saccheggi, risse, stupri, cadaveri abbandonati nelle strade, principi d'incendi, mentre l'80% dell'abitato resta inondato, nonostante una falla nelle dighe apertasi dopo il passaggio dell'uragano Katrina sia stata praticamente colmata (l'altra non ancora).

Il sindaco Ray Nagin ha lanciato "un disperato SOS". E il governatore della Louisiana Kathleen Blanco stima che siano almeno 200 mila le persone da allontanare dall'area della capitale del jazz.

Intanto, a Washington, il Senato degli Stati Uniti, tornato in anticipo dalle ferie, ha approvato lo stanziamento di 10,5 miliardi di dollari per le vittime dell'uragano. La misura e' stata varata all'unanimita', presenti i pochi senatori giunti a Washington apposta. La Camera si riunira' alle 12.00 locali, le 18.00 italiane, per approvare lo stesso provvedimento.

L'ok ai fondi coprira' interventi della protezione civile: e' un primo stanziamento, perche' i danni provocati da Katrina sono molto superiori e potrebbero raggiungere i 50 miliardi di dollari, se si prendono in considerazione le infrastrutture da riparare, secondo l'agenzia di rating Standard and Poor's. Le stime dei danni coperti da assicurazione sono ad oggi superiori ai 25 miliardi di dollari. Ma Standard and Poor's raddoppia la stima, considerando ponti, strade, scuole, edifici e strutture pubbliche.

Prosegue a rilento l'evacuazione del SuperDome, lo stadio del football di New Orleans dove arriva piu' gente di quanta non ne parta, cercando uno scampo alla citta' invivibile dopo il passaggio dell'uragano. Cosi', il numero dei presenti si mantiene tra i 20 e i 30 mila. Molti vanno li' sperando di potere lasciare la citta': la coda per gli autobus diretti al Texas e' lunga quasi un chilometro. Houston, Dallas e San Antonio ospiteranno 25 mila evacuati ciascuna.

Molti sono li' da cinque giorni, senza cibo, acqua e servizi sanitari, e hanno assistito, o sono stati protagonisti, di episodi di violenza, stupri, almeno un suicidio. Sette i cadaveri che attendono di essere portati via, secondo quanto riferiscono testimoni oculari.

Nella giornata di giovedi', la polizia ha cercato d'assumere il controllo della struttura, ma e' stata respinta da una folla inferocita e malintenzionata. Ci sono stati scontri e momenti di tensione. Un poliziotto militare e' stato ferito a una gamba, mentre qualcuno cercava d'impossessarsi della sua arma.

In serata, il servizio d'ordine e' stato rinforzato da 300 militari della Guardia Nazionale, la cui unita' e' reduce dall'Iraq.

L'obiettivo della ricostruzione, nelle aree devastate, non suscita consensi unanimi. Secondo lo Speaker della Camera Dennis Hastert, un repubblicano dell'Illinois, non ha senso spendere miliardi di dollari per ricostruire una citta' come New Orleans che sta due metri sotto il livello del mare.

"Sembra piuttosto che quella citta' andrebbe in gran parte rasa al suolo con un bulldozer", dice il leader intervistato dal Daily Herald, un quotidiano del suo Stato. Per Hastert, non c'e' dubbio che gli abitanti di New Orleans vorranno vedersi restituire la loro citta', ma "bisognerebbe ripensarci", specie perche' la ricostruzione richiedera' fondi federali. "Ma, sapete, abbiamo costruito Los Angeles e San Francisco sopra una faglia sismica e le abbiamo anche ricostruite. Questa e' cocciutaggine".

Auto: in Usa cedono vendite Gm, bene Ford

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/02/2005

Il mercato dell'auto negli Usa segna il passo in agosto, dopo la corsa dei mesi precedenti, scontando anche gli effetti dell'impennata dei prezzi della Benzina Prosegue invece la marcia delle auto giapponesi come Toyota, Honda e Nissan. La campagna promozionale 'special employee discount' di GM,Ford e Chrysler, che consente al pubblico di acquistare le vetture agli stessi prezzi riservati ai dipendenti, perde smalto e inverte quasi del tutto la rotta.La General Motors segna un calo nel nord America del 3%.Segna,invece,un rialzo la Ford:+6,3%

Iraq. Attacco a un convoglio americano, forte esplosione nel centro di Baghdad. Bassora, razzi sul consolato GB

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/12/2005

L'agguato, avvenuto nella zona di Karrada alle 8.10 locali, ha provocato una violenta esplosione nel centrop della capitale irachena, senza provocare vittime, stando al ministero dell'Interno iracheno.

A Bassora, nella notte, uno dei palazzi presidenziali di Saddam Hussein, oggi sede deli consolati americano e britannico, è stato attaccato con razzi di fabbricazione cinese, senza provocare morti o feriti.

Ieri, sempre a Bassora, un militare britannico era stato ucciso e altri tre feriti dallo scoppio di una bomba, sei giorni dopo che altri due soldati inglesi erano stati uccisi nella stessa città.

Congo. Missionario italiano ucciso dalla folla a colpi di machete. Aveva investito una bimba

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/12/2005

Una persona sarebbe stata fermata con l'accusa di aver ucciso il missionario francescano Fra' Angelo Redaelli, 40 anni, aggredito e colpito a morte stamani dopo aver investito una bambina con la sua auto nel nord della Repubblica del Congo, circa 500 chilometri dalla capitale Brazzaville.

A riferirlo a Misna, l'agenzia che fornisce quotidianamente notizie dal Sud del mondo, che lo ha appreso da fonti sul posto, secondo le quali il presunto assassino starebbe per essere trasferito nella capitale su un elicottero della polizia, a bordo del quale verra' trasportata anche la salma del missionario ucciso, appartenente all'Ordine dei Frati minori (Ofm) francescani.

A dare la notizia della morte di Fra' Angelo Redaelli è stato padre Gianfranco Pinto Ostuni, portavoce dell'Ofm, (ordine dei frati minori) precisando che il sacerdote, 40 anni, originario della provincia di Varese e in Congo-Brazzaville dal settembre 2003, era alla guida di un fuoristrada con a bordo nove persone, missionari francescani e suore clarisse, di cui alcuni locali.

Pur non procedendo a forte velocità, fra' Redaelli non è riuscito a evitare la piccola, uccidendola sul colpo. I religiosi sono scesi dall'auto per prestare immediatamente soccorso alla vittima, ma gli abitanti del luogo, tra cui familiari e parenti della bambina, hanno avuto una reazione istintiva quanto violenta, aggredendo il sacerdote a colpi di machete fino a provocarne la morte.

Gli altri religiosi sono scappati nella foresta e hanno trovato rifugio presso il vescovato di Owando, mettendosi tutti in salvo. La salma del missionario, che risiedeva nella città di Makua, sta per essere trasportata nella capitale Brazzaville, dove verranno celebrate le esequie, e poi sarà trasferita in Italia per la sepoltura.

Fra' Angelo Redaelli

Nato il 19 maggio 1965 a Tradate, in provincia di Varese, fra' Angelo Redaelli apparteneva alla provincia lombarda di San Carlo Borromeo. Nel 1992 aveva fatto la professione dei voti e nel 1995 era stato ordinato sacerdote. Era laureato in teologia morale ed era stato cappellano agli Ospedali Civili di Brescia.

Economia. Record del debito pubblico. A giugno 1.542,4 miliardi di euro

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/12/2005

Nuovo record del debito pubblico italiano. Secondo il bollettino di Bankitalia a giugno, il deficit dei conti pubblici del nostro paese e' arrivato a 1.542,4 miliardi di euro, ovvero 25 miliardi in piu' rispetto allo scorso maggio.

In calo le entrate tributarie

Nel mese di luglio lo Stato ha incassato 15 miliardi in meno rispetto allo stesso periodo del 2004. A luglio, infatti, le entrate tributarie si sono attestate a 31,48 miliardi di euro da 46,17 miliardi un anno prima e 36,56 miliardi a giugno. Nonostante questo, secondo via Nazionale, le entrate dei primi 7 mesi dell'anno si sono rivelate in linea con quelle dello scorso anno.

Medio Oriente. L'esercito israeliano si ritira dopo 38 anni, l'Anp prende il controllo della Striscia di Gaza

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/12/2005

Questa è una occasione storica per i due popoli. Il comandante della regione militare meridionale, generale Dan Harel parla ai giornalisti mentre i carri israeliani sfilano alle sue spalle al valico di Kissufim, fra Israele e Gaza, e arriva una jeep palestinese con bandiere della Jihad islamica. Subito dopo la mezzanotte, forze palestinesi sono entrate nelle ex colonie ebraiche di Gush Katif, segnando l'inizio del passaggio dell'intera Striscia di Gaza all'Autorita' nazionale palestinese dopo 38 anni di occupazione israeliana.

Un convoglio di soldati israeliani ha lasciato i territori attraversando il passaggio di frontiera di Kissufim tra la Striscia e Israele. Per il presidente palestinese Abu Mazen è un giorno di gioia per tutti i palestinesi. Ieri la maggioranza dei ministri israeliani ha evitato di ordinare la demolizione di 22 sinagoghe erette dove sorgevano gli insediamenti.

A Netzarim (Gaza), Kfar Darom (deir el-Ballah) e Neve' Dekalim (Khan Yunes) i dimostranti hanno presto dato l'assalto alle ex sinagoghe dei coloni e le hanno date alle fiamme. Alcuni dimostranti avevano con sé bandiere di varie organizzazioni politiche palestinesi, altri avevano portato pesanti mazze con cui hanno ripetutamente colpito le pareti.

Ieri la cerimonia di ammainabandiera era stata celebrata nel Comando generale della zona di Gaza, a breve distanza dalle rovine della colonia di Neve' Dekalim, dal capo di stato maggiore generale Dan Halutz alla presenza di poche decine di soldati. Halutz aveva detto che "Israele esce a testa alta e di propria iniziativa" e che si attende adesso che i palestinesi siano responsabili del proprio destino", aggiungendo che Israele "non tollererà " futuri atti di terrorismo.

Venerdì 11 Febbraio 2005

Usa, Senato a porte chiuse su Cia-gate

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/02/2005

Tensioni al Senato Usa in merito al Cia-Gate.I democratici hanno chiesto,su proposta del senatore Henry Reid, una seduta a porte chiuse per far chiarezza sull'iter che ha condotto alla guerra in Iraq. I repubblicani hanno tacciato la riunione come una 'manovra' politica per sollevare un polverone. Alla fine maggioranza e opposizione hanno trovato una soluzione: una task force di tre membri di ciascun partito sarà incaricata di esaminare i progressi o la mancanza di progressi nella seconda fase dell'inchiesta parlamentare.

Su Famiglia Cristiana prima pubblicita' di nudo femminile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2005

ROMA - Un nudo femminile tagliato ad altezza natiche che, bagnate, compaiono attraverso i vetri di una doccia. Sotto la foto una didascalia a pubblicizzare una fabbrica di aeratori: "Se vuoi vedere chiaro, chiama subito il tuo elettricista. Un vetro appannato può anche essere poetico...". L'immagine, quasi casta rispetto agli standard che dominano su tv e riviste, ha suscitato curiosità perché compare su Famiglia Cristiana, il settimanale italiano più venduto, grazie anche alla capillare diffusione nelle parrocchie.

La rivista dei paolini ha spiegato che anche questa immagine aveva superato il vaglio di una valutazione di compatibilità con il proprio stile, ma qualcuno ha pensato che fosse stato rotto un tabù.

Niente di grave per questa immagine - commenta il massmediologo Klaus Davi - anzi, mi sembra che Famiglia cristiana si apra a un discorso a cui gli italiani sono ormai assuefatti: dai reality show alla tv del pomeriggio siamo abituati a cose ben più forti e 'pepate'. "A mio avviso - prosegue Davi - il caso c'é effettivamente, perché Famiglia Cristiana si apre e registra ciò che in Italia c'é già da anni; non è una cosa di cattivo gusto né oltraggiosa, né scandalosa, anche se da domani la rivista dovrà sentire il polso dei propri lettori: per loro forse potrebbe essere un problema".

Per suor Paola, nota al pubblico televisivo calcistico, la pagina pubblicitaria è "una cosa che va contro la tradizione di Famiglia cristiana, una rivista che non ha mai fatto cose del genere".

Se ci si ferma a questo - prosegue suor Paola - non è che si possa essere d'accordo, ma si può sopportare, quello che non vorrei è che fosse l'inizio di qualcosa che va oltre, di un iter verso la perdita dei valori. "Una rivista come Famiglia cristiana - sottolinea suor Paola, che è dell'ordine delle suore francescane - si è sempre distinta per una certa moralità, ma se continua su questa strada diventa una rivista come tutte le altre, quelle che vediamo tutti i giorni, senza più attenzione ai valori".

Di fronte a queste reazioni il direttore di Famiglia cristiana don Antonio Sciortino puntualizza: "Mi sembra che si stia montando un caso - commenta - su una cosa che non ha ragione di essere, su qualcosa che non merita tanta attenzione dai media che invece non si occupano di tanti temi molto più importanti di questo". "Non abbiamo né rotto un tabù - aggiunge - né compiuto una inversione di marcia: non mi pare che una sagoma di figura femminile attraverso un vetro appannato e sporco possa creare particolari turbamenti: forse potrebbe urtare la sensibilità di qualche lettore, come è avvenuto in passato, e allora si creerà un dibattito tra i lettori". "Mi pare - prosegue don Sciortino - che si sia montato un caso che a mio parere non c'é, e resto meravigliato di tutta questa attenzione per una vicenda di questo tipo". "Famiglia cristiana - conclude - meriterebbe l'attenzione dei media per ben altri temi, vicende, iniziative, come per esempio la pubblicazione dei libri sulla storia del cristianesimo, una iniziativa coraggiosa quando si dibattete delle radici cristiane, ma questo agli altri media non interessa".

Fmi: Italia in ripresa, puo' centrare gli obiettivi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2005

ROMA - Il Pil italiano nel 2005 crescera' dello 0,2%, mentre nel 2006 e' atteso salire oltre l'1,5%. E' quanto prevede il Fmi nel Rapporto a conclusione della missione in Italia. Il Fondo invita il paese a ''mantenere nel breve termine gli impegni sulla finanza pubblica''.

TARGET DEFICIT 4,3% POSSIBILE DA RAGGIUNGERE

L'obiettivo di un deficit-Pil al 4,3% quest'anno ''e' possibile da raggiungere''. Lo ha detto Alessandro Leipold, capomissione del Fmi in Italia, nel corso della conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

FINANZIARIA, E' RESPONSABILE MA CON RISCHI DEFICIT

La Finanziaria messa a punto dal governo italiano ''e' responsabile, ma siamo preoccupati per la dinamica sottostante di spesa che puo' mettere a repentaglio gli obiettivi''. Lo ha detto Alessandro Leipold capomissione del Fmi in Italia, precisando che ''bisogna fare tutto il possibile perche' la Finanziaria esca dal Parlamento piu' forte di quanto e' entrata''. E le misure messe a punto, ha aggiunto, ''vanno gia' in questo senso''.

TREMONTI, RAPPORTO POSITIVO

''Il rapporto del Fmi e' positivo, sia nel merito, che nel metodo''. E' il commento del ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, al Rapporto del Fmi sull'economia italiana appena consegnato a via XX Settembre. ''La prima reazione la voglio esprimere in inglese: We welcome'', ha detto Tremonti.

FINANZIARIA: TREMONTI, OGNI SFORZO PER CHIUDERE CONTRATTI 2005

''Ci sforzeremo per chiudere quanto piu' possibile i contratti nel 2005, siamo convinti che e' un obiettivo da realizzare e realizzabile''. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti mel corso della conferenza stampa al Tesoro con la delegazione del Fmi, precisando che ''e' fondamentale per alleggerire il 2006''.

Domenica 13 Febbraio 2005

Un'altra notte di scontri razziali sulle spiagge di Sydney

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/12/2005

SYDNEY - Sydney è esplosa in una seconda notte di scontri razziali lungo la cintura delle celebri spiagge del surf, a sud-est della metropoli, con altri 7 feriti e 11 arresti, e decine di auto sfasciate con spranghe di ferro e mazze da baseball. Sui due fronti opposti, surfisti e bagnanti decisi a difendere il loro 'territorio' e gruppi di giovani di origine mediorientale che ogni weekend vi convergono dai sobborghi ovest causando spesso molestie ai locali.

La battaglia per il lungo tratto di spiaggia, culla dele tribù del surf, era cominciata domenica mattina quando circa 5000 giovani locali si erano raccolti sulla spiaggia di Cronulla per 'proteggerla' dal numero crescente di visitatori, dopo un attacco a due bagnini volontari la domenica prima. Oltre 20 persone sono rimaste ferite e 12 sono state arrestate durante il giorno, ma di sera la violenza si era allargata alle spiagge vicine dove decine di giovani 'di aspetto mediorientale' armati di mazze da baseball si erano 'vendicati' spaccando i finestrini di un centinaio di auto. Ieri sera di nuovo bande di giovani provenienti dai quartieri ovest sono discese a est, attaccando a caso i passanti e i negozi, e danneggiano decine di auto.

Nonostante la massiccia presenza della polizia, che oggi ha stabilito un'unità di comando operante 24 ore, pronta a dispiegare unità antisommossa, si attendono nuovi scoppi di violenza, specie nel prossimo weekend. Sono già in circolazione centinaia di sms, su ambedue i fronti, che lanciano dichiarazioni di guerra. Oggi la polizia ha scoperto decine di bottiglie molotov e casse di pietre sui tetti dei quartieri del lungomare, pronti ad essere lanciati nel corso di nuovi scontri.

Finanziaria, arriva il condono fiscale 2003-2004 per imprese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/12/2005

ROMA - Arriva anche un condono fiscale vero e proprio tra le misure della Finanziaria 2006: riguarderà - si apprende in ambienti della maggioranza alla Camera - gli anni 2003-2004. Insieme al concordato, cioé la cosiddetta pianificazione fiscale per gli anni 2005-2007, dovrebbe dare, in base alle previsioni, un gettito complessivo di tre miliardi di euro.

Arriva quindi anche il concordato fiscale per lavoratori autonomi e professionisti: il Governo - confermano stamane alla Camera fonti della maggioranza dopo il lungo vertice notturno - avrebbe infatti deciso di inserire la misura in Finanziaria attraverso il maxiemendamento.

Continua nell'Aula della Camera la discussione generale sulla Finanziaria. Gli iscritti a parlare oggi sono 20. Nel pomeriggio, al termine degli interventi, dovrebbero iniziare le votazioni sul Bilancio.

Oggi sarà la giornata cruciale per la definizione del testo alla cui stesura hanno lavorato in nottata, al ministero dell'Economia, il ministro Tremonti col viceministro Vegas e i tecnici del ministero. La manovra 2006 è approdata ieri mattina in Aula a Montecitorio. Stamani Tremonti presenterà il testo ad alcuni dei ministri in rappresentanza dei diversi partiti della Cdl. Se riceverà l'ok, il maxiemendamento potrebbe essere depositato già oggi in Aula a Montecitorio. Per quanto riguarda i contenuti del maxiemendamento, si profila l'orientamento di definire un tetto, 45 mila euro, per il bonus bebé esteso per il 2006 anche al primo figlio.

MAXIEMENDAMENTO, RESTA PORNO TAX MA MODIFICATA

La pornotax 'sopravvive' agli aggiustamenti del Tesoro: la misura - chiesta dal relatore Daniela Santanché - sarebbe però stata modificata nel corso del lavoro notturno per mettere a punto le ultime correzioni. Ambienti della maggioranza spiegano che sarebbero state tolte la finalizzazioni del provvedimento e tra queste gli sgravi fiscali per le baby sitter.

ARRIVA TASSA ANCHE SU FILM VIOLENTI

Oltre alla tassa sul materiale a luci rosse arriva anche un tributo speciale per i film violenti. Questo si sarebbe deciso - spiegano fonti della maggioranza alla Camera - dopo la riunione di stanotte per le ultime limature al maxiemendamento del governo.

Il Papa: il terrorismo nega la pace, basta con le armi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/12/2005

CITTA' DEL VATICANO - Nonostante alcuni segnali di speranza, il mondo è ancora lontano dalla "verità della pace", minacciata dalla "menzogna", dal terrorismo figlio di nichilismo e fondamentalismo, dalle discriminazioni, dalla violenza, dalle troppe armi, specie quelle nucleari, in circolazione. Per questo il Papa conferma la "ferma volontà" della Chiesa Cattolica di lavorare per la pace e chiede per questo la collaborazione di tutti i cristiani, delle altre religioni e degli "uomini di buona volontà".

Il primo messaggio per la giornata della pace (che ricorre il primo gennaio 2006) di Benedetto XVI ha affrontato un tema caro a Joseph Ratzinger, declinato più volte in questi mesi e che il papa-teologo tiene a portare su un piano concettuale prima di quello concreto. Senza per altro risparmiarsi riferimenti ad una attualità che angoscia il pontefice, che invita a non lasciarsi trascinare da un "ingenuo ottimismo", indotto dai pur "promettenti segnali nel cammino della costruzione della pace" in alcune aree del mondo, Palestina in particolare. Il messaggio, intitolato "Nella verità, la pace", affronta anche il ruolo dell'Onu, delle missioni militari di pace, del disarmo e del diritto internazionale.

- FERMA VOLONTA' DI PACE: Il Papa ha confermato la "ferma volontà della Santa Sede di continuare a servire la causa della pace", chiedendo al mondo di fermare le menzogne che, come ci hanno insegnato le ideologie del secolo scorso, portano soppressioni e stermini. Benedetto XVI ha chiesto che "nessuna falsità inquini i rapporti tra gli uomini, che appartengono tutti "ad un unica e medesima famiglia. L'esaltazione esasperata delle proprie differenze contrasta con questa verità di fondo".

- LA MENZOGNA DEI REGIMI DEL NOVECENTO: In relazione alla "menzogna" e al "dramma del peccato", il Papa ha detto: "Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità e hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionate di uomini e donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità".

- LA MINACCIA DEL TERRORISMO: La "verità della pace" continua ad essere "compromessa e negata in modo drammatico dal terrorismo" che è in grado di "tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza". Terrorismo figlio di "nichilismo e fondamentalismo" accomunati "da un pericoloso disprezzo per l'uomo e per la sua via e, in ultima analisi, per Dio stesso". Il papa ha ricordato le parole di Paolo VI e Giovanni Paolo II che hanno denunciato "la tremenda responsabilità dei terroristi" e condannato "l'insensatezza dei loro disegni di morte".

- NICHILISMO E FONDAMENTALISMO: i terroristi sono "ispirati da un nichilismo tragico e sconvolgente" a fianco del quale c'é un "fanatismo religioso", un "fondamentalismo" che "può ispirare e alimentare propositi e gesti terroristici". Da una parte di nichilismo nega l'esistenza di Dio e la sua "provvidente presenza nella storia; il fondamentalismo ne sfigura il volto amorevole e misericordioso, sostituendo a Lui idoli fatti a propria immagine".

- DISARMO NUCLEARE: "In una guerra nucleare non vi sarebbero dei vincitori, ma solo delle vittime". Il Papa ha chiesto alla comunità internazione di fermare le spese militari e di "rilanciare in maniera convinta e congiunta il disarmo", che porterà vantaggi ai paesi poveri. Anche se Benedetto XVI non ha citato alcun paese in particolare, ha chiesto a tutti i governi che in "modo dichiarato o occulto possiedono armi nucleari, sia quelli che intendono procurarsele" di invertire "congiuntamente la rotta con scelte chiare e ferme, orientandosi verso un progressivo e concordato disarmo nucleare". Disarmo che dovrà interessare complessivamente le spese militari di cui si assiste ad un "aumento preoccupante".

- FIDUCIA NELL'ONU: la Santa Sede riconferma la "propria fiducia" nei confronti dell'Onu, auspicando un "rinnovamento istituzionale ed operativo che la metta in grado di rispondere alle mutare esigenze dell'epoca odierna, segnata dal vasto fenomeno della globalizzazione".

- SOLDATI IMPEGNATI IN OPERAZIONI DI PACE: "Come potrei dimenticare i tanti soldati impegnati in delicate operazioni di composizione dei conflitti e di ripristino delle condizioni necessarie alla realizzazione della pace?".

- SEGNALI PROMETTENTI: Il Papa registra con "piacere" alcuni "promettenti segnali nel cammino della costruzione della pace", in particolare "per le popolazioni martoriate della Palestina, Terra di Gesù, e per gli abitanti di talune regioni dell'Africa e dell'Asia".Percorsi di pacificazione, ricorda il Papa che sono "segnali consolanti",ma che chiedono di "essere confermati e consolidati attraverso una concorde ed infaticabile azione, soprattutto dalla comunità internazionale".

- NO INGENUO OTTIMISMO: Ma il Papa invita a non indulgere in un "ingenuo ottimismo" visto che proseguono "ancora sanguinosi conflitti fratricidi e guerre devastanti". Da qui il monito alle autorità che "invece di porre in atto quanto è in loro potere per promuovere efficacemente la pace, fomentano nei cittadini sentimenti di ostilità verso altre nazioni", caricandosi in questo modo di "una gravissima responsabilità: mettono a repentaglio, in regioni particolarmente a rischio, i delicati equilibri raggiunti a prezzo di faticosi negoziati, contribuendo a rendere così più insicuro e nebuloso il futuro dell'umanità". Anche se non è citato direttamente, le parole del papa non possono non far pensare al caso dell'Iran, già criticato in occasione delle parole del presidente, Mahmud Ahmadinejad contro Israele.

Lunedì 14 Febbraio 2005

Fiat. Accordo con general Motors per 2 mld di dollari. Montezemolo: ora l'azienda e' tutta italiana

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/02/2005

La Fiat incassa due miliardi di dollari che le consentono di "guardare avanti" e torna tutta italiana. L'amministratore delegato Sergio Marchionne chiude la dura partita con General Motors sull'opzione put e porta a casa un accordo che Torino e il Paese giudicano all'unisono positivo. Un'intesa che non risolve i problemi, ma - sottolinea il presidente, Luca Cordero di Montezemolo - permette di tornare a concentrarsi sulla questione del rilancio di Fiat Auto.

Oggi il pagamento della prima tranche

Entro oggi Gm verserà 1 miliardo di euro ed entro 90 giorni gli altri 550 milioni, ha detto Sergio Marchionne. Con la firma dell'intesa, il Lingotto ottiene due miliardi di dollari per risolvere il Master Agreement, l'accordo del 2000, inclusa la cancellazione della put option, il diritto di vendere tutta la Fiat Auto agli americani che la casa torinese dal 2 febbraio avrebbe potuto esercitare: un miliardo sarà pagato subito, entro 90 giorni arriveranno gli altri 550 milioni.

L'intesa scioglie tutte le joint venture e prevede la restituzione del 10% detenuto dagli americani nella Fiat Auto Holding. Gm potrà continuare ad usare alcune tecnologie diesel Fiat e acquisirà una quota del 50 per cento dello stabilimento polacco di Bielsko Biala, dove si producono i motori diesel 1,3.

Condividerà la proprietà della tecnologia del motore Jtd, e continuerà ad avvalersi in Europa dei motori prodotti nello stabilimento Fiat di Pratola Serra. Non potrà pero' produrre al di fuori dell'Europa il propulsore multijet per destinarlo ai mercati europei.

Montezemolo: ora la Fiat è tutta italiana

Adesso la Fiat è tutta italiana. Lo ha detto il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo nella conferenza stampa al Lingotto.

L'amministratore delegato - ha aggiunto - potrà districare i diversi marchi per posizionarli razionalmente sul mercato. Con Gm rimarrano ottimi rapporti. Ho avuto pochi minuti prima della conferenza stampa una lunga telefonata con Wagoner molto serena e costruttiva. E' importante essere arrivati ad una conclusione serena e positiva che tiene aperte forme di collaborazione. Montezemolo ha poi precisato che Wagoner ha riconosciuto in Marchionne un "negoziatore molto duro ma leale".

Le reazioni politiche

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha espresso la soddisfazione sua personale e del governo "per una soluzione che apre nuove prospettive per lo

sviluppo dell'azienda italiana". Per il ministro del Welfare Roberto Maroni "e' un accordo positivo che risolve nel modo migliore una questione difficile e rischiosa". Per il segretario dei Ds, Piero Fassino, "si chiude una fase di incertezza che aveva pesato non poco sui destini della Fiat e sui tanti che vi lavoravano". Anche per il segretario della Cgil, Sergio Epifani, l'accordo è un fatto positivo, anche se la situazione di mercato resta difficile". "E' la soluzione che attendevamo, è un'iniezione di fiducia. Ora si può guardare avanti: per Fiat e per i suoi lavoratori comincia la partita del rilancio", commenta Luigi Angeletti, segretario generale della Uil.

Il cellulare fa male

Rai.it, http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,101248,00.html, 14/02/2005

Scienze

Un'equipe di medici irlandesi sostiene di avere raccolto le prime prove che l'uso del telefonino puo' danneggiare la salute

Tra i disturbi, nausea, mal di testa e cambiamenti d'umore. Secondo l'Associazione Ambientale dei Medici Irlandesi, fino al 5% degli utenti di telefonini presenta questi sintomi

Un'equipe di medici irlandesi sostiene di avere raccolto le prime prove che l'uso del cellulare puo' fare male alla salute provocando disturbi come nausea, mal di testa, senso di vertigini, stanchezza, confusione e ronzio alle orecchie.

Secondo l'Associazione Ambientale dei Medici Irlandesi (IDEA) che ha svolto la ricerca, fino al 5% degli utenti di telefonini presenta questi sintomi e sulla scia di questi risultati l'uso dell'apparecchio, in particolare da parte dei bambini, dovrebbe essere limitato. Lo studio e' stato effettuato su un campione di 16 persone che avevano lamentato questi disturbi a causa del cellulare.

I 16 sono stati oggetto di mesi di osservazione, durante i quali hanno fornito informazioni dettagliate sull'uso del telefonino e sono stati sottoposti ad esami medici, inclusi prelievi del sangue ed analisi al fegato. Tredici di questi presentavano i suddetti sintomi in forma marcata e gli studiosi ritengono che fossero l'effetto diretto delle radiazioni emanate dagli apparecchi.

''Le radiazioni causano menomazioni in larghe fette della popolazione. Stiamo raccogliendo fondi per una ricerca piu' ampia, ma riteniamo che le prove raccolte finora siano sconvolgenti'', ha dichiarato al pomeridiano londinese Evening Standard Philip Michael, presidente di IDEA. ''Questi disturbi sono molto difficili da affrontare. Una persona del nostro studio era praticamente segregata in casa per via dei sintomi'', ha aggiunto lo studioso, il quale suggerisce a tutti coloro che presentano disturbi analoghi di limitare l' uso del telefonino e di stare lontano dai ricevitori.

La ricerca e' stata presentata questa settimana ai parlamentari irlandesi. IDEA e' un'associazione di 30 influenti medici irlandesi ed e' legata all'Organizzazione Mondiale della Sanita'.

In Rete la mappa degli armamenti nucleari

Rai.it, http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,101620,00.html, 14/02/2005

Cronache

L'Italia possiede 40 testate attive

In Europa secondo lo studio del Natural Resources Defence Council (www.nrdc.org) consultabile sul web, sono presenti 480 bombe atomiche. Ghedi, Aviano e Chiasso i luoghi di stoccaggio delle testate italiane

Se vuoi sapere se hai nascosta da qualche parte sotto casa una bomba atomica basta che consulti Internet e vedere quante e quali armi tattiche attive l'Europa possiede ancora stivate nei suoi arsenali.

Si scopre cosi' che l'Italia ha a disposizione 40 bombe atomiche nascoste a circa 100 chilometri da Chiasso al confine con la Svizzera. Lo studio pubblicato la settimana scorsa dal Natural Resources Defence Council (www.nrdc.org), un'organizzazione ambientalista americana, si puo' scaricare dalla Rete.

La stima e' di 480 testate nucleari Usa presenti in Europa. La ricerca rivela che armi nucleari sono stivate anche nei bunker di Aviano, in provincia di Pordenone, e a Ghedi Torre, vicino a Brescia.

La presenza di bombe nucleari a Ghedi Torre è relativamente recente e posteriore alla guerra fredda. Il campo di aviazione a capacità di offesa atomica più vicino al Ticino ha infatti ricevuto a metà degli anni 90 le testate in precedenza schierate a Rimini: secondo lo studio la responsabilità operativa è passata dagli Stati Uniti all'Italia, gli ordigni sono destinati ad essere lanciati dai Tornado della 102esima e della 154esima squadriglia, appartenente al sesto stormo.

Sempre stando al rapporto il caso di Ghedi Torre è notevole perché è l'unico in Europa di una base nazionale con oltre 20 bombe e perché le capacità di stoccaggio di ordigni sono utilizzate ad un tasso molto elevato, il 90%.

Le bombe in questione sono le B61, dei tipi B61-3, B61-4 e B61- 10. Sono ordigni tattici affusolati (per essere trasportati, fissati alle ali, dai cacciabombardieri), lunghi circa 3,5 metri e con un peso di 320 chilogrammi.

Possono essere lanciate sia a bassa quota che in altitudine, anche con paracaduti per rallentarne la discesa, e possono esplodere a varie altezze o con l'impatto al suolo. La potenza può variare da 0,3 a 170 chilotoni (quella di Hiroshima era di circa 15 chilotoni).

Libano. Gruppo terrorista rivendica assassinio dell'ex premier Hariri: 'Non e' che l'inizio'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/02/2005

L'omicidio dell'ex premier libanese Rafik Hariri è stato rivendicato dal gruppo "Nasra (partigiani) e Jihad della Terra di Shaam", ovvero il territorio che comprende Libano e Siria, in un messaggio inviato alla tv satellitare araba al Jazeera. "Per vendicare i nostri fratelli mujahidin nei Paesi dei due Haramain (i luoghi santi della Mecca e Medina), che sono stati uccisi dalle forze di sicurezza del regime saudita - si afferma nel video, la cui autenticità è ancora da verificare - noi abbiamo deciso di infliggere la giusta punizione all'agente e al vile strumento di questo regime nella Grande Siria. Questa operazione di martirio è il preambolo a nostre altre numerose operazioni contro gli infedeli, gli apostati e i tiranni nella Grande Siria". Con questa espressione, in arabo el-Cham, si indica una regione che comprende la Siria, il Libano, la Palestina e la Giordania.

Nel video, un uomo sullo sfondo di un lenzuolo nero legge un comunicato: "Per il bene dei nostri fratelli mujaheddin in Arabia Saudita... abbiamo deciso di mettere in atto la giusta esecuzione di quanti appoggiano questo regime", afferma un uomo con la barba nel filmato trasmesso dall'emittente. Sullo sfondo dell'inquadratura una bandiera nera con su scritto "Gruppo per la Vittoria e la Guerra Santa nel Levante". "Abbiamo vendicato i nostri valorosi martiri ed abbiamo deciso di eseguire la giusta punizione" contro "uno dei criminali nella Terra di Shaam, realizzando un'operazione fragorosa di martirio". Si tratta quindi secondo la rivendicazione di un attentato suicida.

Il comunicato lancia una minaccia: "Questo non è che l'inizio di una serie di operazioni che avverranno". Secondo lo speaker di al Jazeera, in una parte del video non trasmessa l'uomo legge anche il nome dell'esecutore dell'attentato, Ahmed Abu Adass.

Chi era Rafic Hariri

Imprenditore prima, primo ministro, protagonista della ricostruzione del Libano dopo 15 anni di guerra civile, Hariri assunse il potere nel 1992 con un obiettivo: far rinascere l'ex Svizzera del Medio Oriente dalle rovine del conflitto. Un sogno coronato solo in parte. Il suo slancio di riformista e privatizzatore è stato infatti frenato dalle accuse di conflitto d'interessi e dalla corruzione che non ha saputo sradicare.

Hariri ha governato il Libano quasi ininterrottamente (a parte una breve pausa dal 1998 al 2000) fino all'ottobre scorso, quando si è dimesso dopo l'ennesimo scontro con il presidente cristiano Emile Lahoud, appena prorogato di altri tre anni. Ha pagato l'aver sfidato l'occupante siriano facendo appello alla Francia contro il colpo di mano del rivale.

Nato nel 1944 nella provincia meridionale di Sidone da una famiglia sunnita di modesti agricoltori, a 18 anni Hariri era emigrato in Arabia Saudita, entrando nel campo dell'edilizia e facendosi apprezzare dal principe Fahd. Da li' un'ascesa vertiginosa, fino a diventare uno dei 100 uomini piu' ricchi del mondo. Nel 1979 fonda la Oger, con sede a Parigi dove può contare sul legame con Jacques Chirac. Alla fine della guerra civile torna in Libano e scende in campo in politica e nei media (acquista due tv e un quotidiano). Amico di Silvio Berlusconi, nell'estate del 2002 fu suo ospite in Sardegna. Hariri -premier controlla il consorzio che ricostruisce il centro storico di Beirut, un progetto da oltre sette miliardi di dollari. Il suo patrimonio personale è stimato in 10 miliardi di dollari e a un giornalista che una volta gli chiese quanto fosse ricco, rispose: "All'inizio o alla fine della sua domanda?".

Iraq: Zarqawi annuncia offensiva

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2005

Minaccia rivolta ai 'bastioni degli apostati'

(ANSA) - PARIGI, 14 DIC - Il ramo iracheno di al-Qaida guidato da Abu Musab al Zarqawi ha annunciato sul web l'apertura di un'offensiva in Iraq. La minaccia arriva proprio alla vigilia delle elezioni ed e' rivolta contro 'i bastioni degli apostati' con il fine di 'perturbare le nozze democratiche dell'empieta' e della prostituzione'. In un'altra dichiarazione, peraltro, al Qaida afferma: 'I sunniti devono sapere che le elezioni sono una bestemmia ma noi non ci opporremo a loro'.

Juve: assolti Giraudo e Agricola

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2005

Processo appello scagiona medico e Ad da frode sportiva

(ANSA) - TORINO, 14 DIC - Il medico della Juve Riccardo Agricola e l'ad Antonio Giraudo sono stati assolti in appello dall'accusa di frode sportiva. Agricola e Giraudo sono stati assolti perche' il fatto non costituisce reato. Assolti anche dall'uso di Epo. Giraudo e' stato condannato a duemila euro per violazione della legge 626 del '94 sulla sicurezza sul lavoro.

Acqua, reti colabrodo e 40% italiani non beve dal rubinetto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2005

ROMA - Italiani spreconi in fatto di acqua ma anche snob nei confronti del rubinetto. Il 40% non beve l' acqua del servizio pubblico e preferisce la minerale. Alla Sardegna il primato della sfiducia: solo il 19% si disseta con la rete idrica nazionale. Intanto gli acquedotti continuano a fare acqua con il 40% di perdite mentre un italiano su 4 è senza depuratori con il primato della Sicilia ma il 96% può contare sul servizio idrico e l' 83,6% dispone di fognature.

La tariffa in Italia invece resta sempre la più bassa d'Europa a fronte di investimenti di risanamento valutati in circa 38.250 miliardi di euro. Questa la fotografia dell'Italia dell'acqua potabile scattata nella Relazione al Parlamento sullo stato dei servizi idrici nel 2004 presentata a Roma dal Presidente del Comitato per la Vigilanza sull'uso delle Risorse Idriche, Ettore d'Elia, alla presenza del Ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli.

Stiamo lavorando per ottenere un servizio efficiente ed efficace - ha detto il ministro Matteoli - la strada però non é facile, siamo ancora di fronte a una frammentazione del servizio, a gestioni poco efficienti e trasparenti, a infrastrutture obsolete, a reti colabrodo che perdono fino al 40% dell'acqua trasportata. Secondo Matteoli occorre "approfondire gli aspetti culturali. Le norme - ha sottolineato - aiutano ma bisogna coinvolgere i cittadini a un uso diverso per far capire che l'acqua è un bene di tutti e tutti dobbiamo contribuire a non sprecarla e a preservarla per le generazioni future".

La Relazione è composta da cinque capitoli su contesto fisico e macroeconomico del settore; stato di attuazione della Legge n. 36/1994, la cosiddetta "Galli"; investimenti e tariffe; affidamenti e gestione del servizio; attività del Comitato. "Molto c'é ancora da fare, specie per completare ed aggiornare i Piani d'Ambito e per regolarizzare gli affidamenti delle gestioni secondo la normativa europea", ha dichiarato il Presidente d'Elia. Ecco nel dettaglio il pianeta acqua in Italia:

- SERVIZIO: Il servizio di acquedotto copre mediamente il 96% della popolazione, ma sotto questa media si collocano la Toscana con il 92%, il Friuli-Venezia Giulia con il 94,2%, la Sicilia con il 94,4%, il Veneto con il 92,2%. Per il servizio di fognatura la percentuale di copertura scende ad un valore medio dell'83,6% con ben otto Regioni (Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna) al di sotto della media; ancora più bassa la copertura del servizio di depurazione, per il valore medio scende infatti al 74,8% con una punta minima del 49% rilevata in Sicilia.

- DOTAZIONE: La dotazione idrica prevista dalle Autorità di Ambito, a livello nazionale, è 286 litri per abitante al giorno mentre il consumo medio in alcune delle principali città italiane è di 213 litri per abitante al giorno.

- TARIFFE: La tariffa media rilevata per l'intero Servizio Idrico Integrato è pari a 0,90/1000 litri con un valore minimo a Milano ( 0,47) e massimo a Livorno con un prezzo di ( 1,40).

- STATO ATTUAZIONE LEGGE GALLI: Al 31 dicembre 2004 erano insediate 87 Autorità d'Ambito nei 91 ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) delimitati dalle Regioni, che interessano il 97% della popolazione nazionale. Le Autorità non sono ancora insediate in quattro ATO (uno in Piemonte e tre in Friuli Venezia Giulia). Per quanto riguarda i Piani d'Ambito, la ricognizione sullo stato delle infrastrutture, presupposto per la redazione dei Piani, è stata ultimata in 84 ATO e che solo 66 hanno approntato e approvato il Piano d'Ambito.

- INFRASTRUTTURE: Dai dati ricavati dall'analisi dei Piani d' Ambito, risulta che la rete totale di acquedotto nell'intero Paese ha un'estensione di circa 291.900 km, quella di fognatura di circa 131.000 km e sono presenti ben 14.360 impianti di depurazione. Viene però segnalato che "le reti appaiono in situazione alquanto precaria sia per l'epoca della loro realizzazione sia per lo stato d'uso".

- AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO: Gli affidamenti ad oggi realizzati interessano 47 ATO su un totale di 91 nei quali é insediato circa il 60% della popolazione nazionale residente. Tutti gli ATO ricadenti in 6 Regioni su 19 (Toscana, Umbria, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sardegna), hanno concluso, pur se solo formalmente, l'iter attuativo della riforma dei servizi idrici.

- INVESTIMENTI: relativamente alla gestione dei servizi idrici nel 2004 emerge che i ricavi da tariffa sono stati 2.432.611.640 di euro; i costi operativi 2.162.860.000 euro; gli investimenti totali 850.060.470; la quota parte di investimenti realizzati con finanziamenti pubblici 216.859.900 euro.