DEI RICCHI

2004 - Agosto - Settimana 2

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Indice dei giorni


10/08/2004 * 11/08/2004 * 12/08/2004 * 13/08/2004 *

Martedì 10 Agosto 2004

Parmalat. Gli obbligazionisti chiedono 3 mld. Bondi alle banche:molti crediti inesistenti, numeri da rivedere al ribasso

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/08/2004

Sono 56.000 le domande di insinuazione al passivo pervenute al 30 luglio scorso dagli obbligazionisti, pari ad un valore nominale delle obbligazioni di 3,126 miliardi di euro. L'esame delle domande è stato condotto in collaborazione con Bond Holders Communication Group, secondo cui gli investitori statunitensi 'non istituzionali' sono molto pochi. Il commissario straordinario della Parmalat Enrico Bondi, intanto, nella sua relazione sullo stato di insolvenza inviata al tribunale di Parma, getta pesanti ombre sulle banche non italiane che appoggiarono il Gruppo di Collecchio: pretendono crediti inesistenti in base alla contabilità Parmalat.

Per i risparmiatori informazioni utili sul sito Parmalat

Parmalat ha pubblicato su alcuni quotidiani i documenti relativi ai decreti del giudice delegato datati 3 e 6 agosto 2004, la proposta di concordato e la sintesi del programma di ristrutturazione. Il giudice delegato - si legge - ha fissato per il 18 settembre 2004 il termine per il deposito da parte degli aventi di diritto, delle osservazioni sull'elenco dei creditori e sulle eventuali esclusioni. I decreti, unitamente alla proposta di concordato, sono in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Questi documenti, l'estratto della relazione del Commissario Straordinario sulle cause di insolvenza e il programma di ristrutturazione approvato dal Ministro delle Attivita' Produttive d'intesa con col Ministro delle Politiche Agricole e Forestali con i relativi allegati, sono disponibili anche sul sito Parmalat.

Bondi punta l'indice sulle banche straniere

Dei 13,2 miliardi di euro forniti direttamente o procurati dal sistema bancario l' 80% circa è stato fornito o procurato da banche di credito o banche d'affari estere, si legge nella relazione sullo stato di insolvenza del commissario straordinario. Soltanto il restante "è stato fornito da banche italiane". Questo spiega l'offensiva del management di Collecchio verso gli istituti di credito esteri. Il gruppo ha assorbito circa 14,2 miliardi di euro di risorse finanziarie tra il 31 dicembre 1998 e il 31 dicembre 2003.

Bondi scrive che molte banche non saranno ammesse al passivo Parmalat o lo saranno per somme molto inferiori a quelle richieste. Banche che spesso, sottolinea il commissario respingendo le loro richieste, "presentano garanzie di cui non vi è traccia nella contabilità Parmalat".

Così, le richieste avanzate da Abn Amro si fermano a un credito chirografo riconosciuto da 10,4 milioni con esclusione di soli 23 mila euro circa, mentre Citibank ha crediti riconosciuti pari a circa 2 milioni, dopo un'esclusione di 42,9 milioni, mentre la tedesca Deutsche Bank risulta avere crediti riconosciuti per 16,9 (esclusi 75 milioni).

Merrill Lynch e Morgan Stanley non hanno crediti riconosciuti e si vedono escludere rispettivamente 25,7 milioni e 35,5 milioni. A San Paolo Imi sono stati riconosciuti come crediti 163,1 milioni mentre gli importi esclusi sono 87,9 milioni. 30,1 milioni (praticamente la somma intera) sono, invece, riconosciuti a Royal Bank of Scotland, mentre 40 milioni risultano esclusi per Ubs.

I conti in tasca alle banche italiane

La Antoniana Popolare Veneta si vede riconoscere da Bondi crediti per 15,47 milioni e respingerne 16. Peggio è andata alla Banca di Roma, che a fronte di totale chirografo di 205,3 milioni- sempre vantati nei confronti di Parmalat spa - si vede escludere un importo di 47,49 milioni.

Intesa, poi, ha come credito chirografo verso la societa' 51,28 milioni, ma viene esclusa per 88,65, mentre Monte Paschi ha come chirografo un credito di circa 30 milioni ma non molto inferiore è l' importo escluso (21,42 milioni).

Per quanto riguarda Bnl, riconosciuta è la somma di 17,15 milioni, mentre 13,37 è la somma esclusa. La popolare di Lodi ha crediti chirografi riconosciuti per oltre 31 milioni, ma sono stati esclusi 47,5 milioni. Bpm ha come credito 5,9 milioni, dopo esclusione per 21,2 milioni. La Popolare di Verona e Novara registra, invece, crediti chirografi per 7,6 milioni a fronte di un'esclusione di 18,86 milioni, mentre Bipop Carire ha crediti per 25,8 milioni, dopo un'esclusione di 11,2 milioni.

Infine, Unicredit Banca d'Impresa si vede riconoscere un credito di 53,9 milioni ed escludere altri 55 milioni.

Turchia. Gruppo vicino a al-Qaeda rivendica gli attentati e minaccia l'Italia. Rivendicazione anche da curdi Pkk

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/08/2004

Le brigate Abu Hafs al-Masri, gruppo terrostico legato ad Al-Qaeda che ha recentemente rivolto minacce anche all'Italia, ha rivendicato gli attentati di stanotte ad Istanbul che hanno provocato due morti ed otto feriti.

La notizia della rivendicazione, comparsa dapprima su un sito internet islamico - e la cui autenticità non è ancora stata confermata - è stata data anche dalla tv araba Al-Jazeera. "I mujaheddin delle Brigate Abu Hafs (al-Masri) - si legge nel testo della rivendicazione - hanno eseguito le prime di una serie di operazioni che saranno lanciate contro i Paesi europei dopo che essi hanno respinto la tregua offerta dal nostro sceicco", ovvero Osama bin Laden. "Istanbul è l'inizio della guerra santa che abbiamo promesso agli europei", recita il messaggio pubblicato sulla rete, che aggiunge che "l'amarezza che i musulmani stanno provando in Iraq e Palestina verrà provata anche da tutti coloro che vivono in Europa, ad Istanbul, Roma e nel resto dei Paesi che stanno seguendo la politica degli Stati Uniti".

Rivendicazione curda

Successivamente una rivendicazioni degli attentati della scorsa notte è arrivata anche da un gruppo armato curdo legato al fuorilegge Pkk. Il gruppo, legato al movimento curdo che resta noto col nome di Partito dei lavoratori del Kurdistan (formalmente abolito), si definisce 'Falchi della libertà del Kurdistan', sigla finora sconosciuta. Lo ha annunciato l'agenzia di stampa curda Mha, che spesso diffonde i comunicati del Pkk. In un documento che contraddice la rivendicazione in precedenza fatta da un gruppo islamico vicino ad al Qaeda, si afferma che gli attentati di oggi sono da considerare una rappresaglia per le recenti operazioni militari contro i curdi da parte delle forze armate turche.

Mercoledì 11 Agosto 2004

Iraq. Attaccata pattuglia italiana a Nassirya. al Jafari: americani, via subito da Najaf. Rapito un altro giordano

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/08/2004

Agguato notturno ai danni di una pattuglia di carabinieri della Msu (Multinational Specialized Unit), formata da quattro mezzi blindati e due mezzi della polizia irachena. La colonna è stata attaccata con due colpi di rpg e raffiche mentre svolgeva attività di controllo nella zona sud di Nassiriya. Non ci sono stati feriti, né danni ai mezzi. Un altro cittadino giordano, intanto, è stato rapito in Iraq: si tratta del secondo in 24 ore. E per la seconda volta in pochi giorni il vice presidente iracheno a interim Ibrahim al-Jafari critica l'operazione militare americana a Najaf e chiede alle forze americane di lasciare la città "in modo che restino in città solo le forze irachene".

Le forze irachene - ha aggiunto al-Jafari - possono amministrare Najaf per por fine a questo episodio di violenza nella città che è sacra a tutti i musulmani. Il 7 agosto Jafari, sempre su al Jazira, aveva criticato gli americani e il governatore della città, che aveva chiesto ai miliziani di andarsene.

Il sequestro del cittadino giordano risale a ieri. Il giorno prima un uomo d'affari, il 63enne Jamal Sadek al-Salaymah, era stato portato via dalla sua abitazione nella capitale irachena da tre individui che indossavano uniformi da poliziotti. Stando a quanto riferito da uno dei tre figli del rapito, questi si sarebbe messo in contatto con un amico per comunicare che i sequestratori pretendevano il pagamento di un riscatto di 250.000 dollari. In luglio furono sette i giordani rapiti nel Paese confinante, tutti liberati negli ultimi giorni. Tra loro anche un imprenditore rilasciato dietro riscatto.

Borsa. Il caro petrolio minaccia la ripresa, ma Greenspan ci crede: tassi su dello 0,25%. Positivi i mercati

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/08/2004

La chiusura in rialzo dei principali mercati sudamericani ed asiatici (Tokyo +0,87%) ha seguito di poche ore quella di Wall Street, che ieri ha registrato positivamente la decisione della Federal Reserve di alzare il costo del denaro di un quarto di punto, chiudendo con il Dow Jones in rialzo dell'1,29%, a 9.941 punti. Anche il Nasdaq del nuovo mercato ha guadagnato 1,78%, chiudendo a 1.806 punti. A dettare l'ottimismo dei mercati l'orientamento dell' Open Market Committee della Fed, che nonostante la corsa dei prezzi del petrolio, ieri oltre i 45 dollari al barile, ha deciso di portare i tassi di interesse all'1,50%.

Sono complessivamente positive, insomma, le indicazioni fornite dalla banca centrale sulle condizioni di salute dell'economia americana. Nonostante il rallentamento generale della crescita e della ripresa occupazionale, fenomeni che la Fed ritiene temporanei, già dai prossimi mesi la crescita economica degli USA dovrebbe riprendere a ritmi sostenuti. Ieri, peraltro, il dipartimento al Lavoro ha pubblicato il dato relativo alla produttività del secondo trimestre, che ha registrato un rialzo del 2,9%, il più lento degli ultimi 18 mesi.

La spesa dei consumatori a giugno ha segnato una frenata dello 0,7%, il calo più consistente dall' attacco alle Torri Gemelle, come conseguenza il tasso di crescita dell' economia nel secondo trimestre è sceso al 3%, ai minimi da quasi un anno a questa parte.

In questo contesto, il caro-petrolio sta pesando sull'andamento dei prezzi al consumo, che sempre a giugno sono saliti del 3,3% su base annua, l' incremento maggiore da quasi tre anni, anche se i cosiddetti prezzi 'core' (depurati da energia ed alimentari) si sono attestati sull' 1,9%.

Sul versante petrolifero, il barile ha concluso in ribasso a 44,52 dollari, 32 centesimi in meno rispetto alla chiusura di ieri. A determinare il calo del prezzo del greggio che in apertura, aveva stabilito un nuovo record superando per la prima volta la soglia dei 45 dollari, sono le notizie in arrivo dall'Iraq dove il governo avrebbe raggiunto un accordo con la milizia dello sceicco al-Sadr e avrebbe ripreso a produrre petrolio a pieno regime.

Giovedì 12 Agosto 2004

Iraq. Najaf, i marines lanciano l'offensiva finale contro al Sadr

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/08/2004

Combattimenti molto violenti sono in corso questa mattina dalle 7:00 locali , dove tiri incessanti sparati dai carri di mitragliatrici pesanti dei Marines sono stati indirizzati sul centro della città dove sono asserragliati i miliziani del capo sciita radicale Motqada al Sadr. Il vice governatore della provincia, Jawdat Kadam Najem al-Kuraishi, ha rassegnato le proprie dimissioni in segno di protesta contro l'offensiva finale americana. "Mi dimetto dall'incarico- ha annunciato Kuraishi - per denunciare tutte le operazioni terroristiche che gli americani stanno perpetrando in questa santa città".

L'offensiva è accompagnata dal passaggio di due elicotteri sopra il cimitero della città santa sciita, postazione forte degli insorti.

I combattimenti nella vecchia città e nella zona del cimitero lascerebbero pensare a una operazione a tenaglia delle forze americane e della guardia nazionale irachena contro i miliziani di Sadr.

Nuvole di fumo nero sono visibili nel cuore storico di Najaf dove si trova il mausoleo dell'imam Ali, luogo santo degli sciiti. Ieri l'esercito americano aveva affermato che stava preparando con le forze di sicurezza irachene l'assalto finale contro i miliziani sciiti di Sadr.

Venerdì 13 Agosto 2004

Iraq. Najaf, Moqtada al Sadr ferito. Rapito giornalista britannico, i miliziani:se i marines non si fermano lo uccidiamo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/08/2004

Il leader radicale sciita Muqtada al Sadr secondo il portavoce Ahmed al Shaibany, intervistato da al Jazeera, è stato ferito in tre parti del corpo durante il combattimento in corso nella città santa di Najaf, dove si è asserragliato da giorni insieme ai suoi seguaci nel mausoleo di Ali. Il colonnello Adnan Abdulrahman, portavoce del ministero dell'interno iracheno, ha detto di aver ricevuto notizia che al Sadr è stato ferito al torace e alle gambe. A Bassora, intanto, è stato rapito nel suo hotel un giornalista britannico del Sunday Telegraph e in un video i rapitori, che gli hanno già sparato ad una gamba, minacciano di ucciderlo se gli americani non fermeranno l'offensiva su Najaf.

Sono un giornalista, scrivo solo di quello che succede in Iraq... Sono James Brandon del Sunday Telegraph, dice il giornalista britannico rapito nel video diffuso dai suoi sequestratori. Il giornalista appare fortemente scosso ed è a torso nudo. Accanto a lui si vede un militante armato e incappucciato che dice: "Chiediamo che le forze americane si ritirino da Najaf entro 24 ore oppure uccideremo questo ostaggio britannico". Un altro ostaggio, l'uomo d'affari giordano Jamal Sadek al-Slaymeh, rapito lunedì in Iraq, è stato liberato.

Un altro portavoce di Moqtada al Sadr ha precisato che il capo religioso è rimasto ferito questa mattina vicino al vecchio cimitero nel centro della città. Proseguono, intanto, i contatti fra Moqtada al Sadr e i vertici militari americani, finora senza progressi verso una soluzione negoziata.

Le forze americane hanno lanciato da circa 24 ore l'offensiva finale contro i miliziani di Moqtada al Sadr, ma l'esito della battaglia resta incerto e i combattimenti infuriano in tutta la città. Si combatte ovunque, tranne che attorno al mausoleo dell'imam Ali. Secondo alcune fonti, i guerriglieri lo hanno minato, ma in ogni caso le forze americane hanno affermato che non intendono farvi irruzione. I soldati americani sono invece entrati in forze nella casa di Moqtada Sadr, che poco prima era stata anche bombardata dall'aviazione. L'altro ieri il leader sciita aveva esortato i suoi miliziani a combattere fino alla morte.

Il premier iracheno Iyad Allawi ha intimato ai miliziani dell'Esercito del Mahdi, come si fanno chiamare i sostenitori di Sadr, di deporre le armi e lasciare Najaf, ma senza nessun risultato. L'offensiva americana contro i ribelli non si limita alla città santa e il bilancio delle vittime in tutto il Paese è pesante. Secondo quanto ha riferito il ministero della sanita' nelle ultime 48 ore sono rimaste uccise 165 persone ed oltre 600 ferite.

Migliaia, in tutto il Paese, ma in particolare a Bassora, gli sciiti scesi in strada per protestare contro gli americani. Tensione alta anche a Nassiriya, dove il clima si stia surriscaldando e la fragile tregua concordata venerdì scorso tra gli uomini del leader radicale sciita Moqtada Al Sadr e le autorità locali potrebbe franare da un momento all'altro. La situazione resta "non facile", come ammettono dal contingente italiano, e potrebbe peggiorare nelle prossime ore se a Najaf i guerriglieri di Al Sadr dovessero avere la peggio. Ecco perché dal contingente italiano si continua a prestare molta attenzione alle notizie che arrivano da Najaf. E con attenzione verrà seguito anche il sermone del venerdi' per capire come gli imam reagiranno all'attacco americano.

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