DEI RICCHI

2005 - Marzo - Settimana 3

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Indice dei giorni


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Martedì 15 Marzo 2005

Iraq, l'annuncio di Berlusconi 'Ritiro parziale da settembre'

Repubblica, http://www.repubblica.it/2005/c/sezioni/esteri/iraq46/berlurit/berlurit.html, 15/03/2005

Il premier ospite di "Porta a Porta": "Il via tra pochi mesi"

Su Calipari Bush mi ha promesso che farà chiarezza

La Casa Bianca: la decisione non c'entra con la morte di Calipari

Fassino: "L'annuncio in tv è uno sgarbo istituzionale"

Silvio Berlusconi

ROMA - "Cominceremo a ridurre il nostro contingente in Iraq anche prima della fine dell'anno: la prima riduzione si avrà a partire da settembre". Lo ha detto il presidente del Consiglio ospite di "Porta a porta". La questione del ritiro delle nostre truppe, sottolinea Berlusconi, "dipenderà dalla capacità del governo iracheno di dotarsi di strutture di sicurezza accettabili. Ne ho parlato con Tony Blair ed è l'opinione pubblica dei nostri paesi che si aspetta questa decisione".

Berlusconi è poi tornato sul sequestro di Giuliana Sgrena. "La giornalista è rimasta in una moschea per ben quattro ore, avendo dato tutto il tempo a chi volesse organizzare una operazione di sequestro di farlo, così come poi è avvenuto" dice Berlusconi. Il premier poi, parlando della morte di Nicola Calipari, ha fissato in un mese "l' estensione massima dell'inchiesta" sulla raffica di mitra esplosa da un soldato Usa che ha ucciso il funzionario dei servizi. "C'è stato un errore grave, si deve rintracciare il responsabile", dice il premier. Anche perchè Bush "sa che non può deludere un suo alleato leale" assicura il presidente del Consiglio.

Intanto, poco dopo l'annuncio del ritiro parziale, si registra un breve ma significativo commento della Casa Bianca, secondo la quale - è un portavoce a parlare - l'annuncio del premier italiano "non ha niente a che vedere" con la morte di Nicola Calipari: "Se andate a rileggere quello che Berlusconi aveva detto la settimana scorsa, e quello che ha ripetuto oggi, il ritiro di truppe sarà motivato dalla capacità delle forze irachene e del governo iracheno di assumersi una maggiore responsabilità".

L'annuncio davanti alle telecamere irrita invece l'opposizione. Parla Piero Fassino: "E' curioso che il giorno stesso in cui il Parlamento vota il rifinanziamento della missione italiana in Iraq, il presidente del Consiglio annunci, non in quella sede, ma in una trasmissione televisiva, il prossimo avvio di un graduale ritiro delle truppe italiane dall'Iraq. E' uno sgarbo grave che conferma ancora una volta l'assoluta mancanza di rispetto del premier per le istituzioni".

Mercoledì 16 Marzo 2005

Iraq, rinforzi Londra dopo ritiro Italia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 16/03/2005

Per colmare il vuoto lasciato dal ritiro dei circa 3.000 militari italiani dall'Iraq, la Gran Bretagna invierà sul posto un maggior numero di soldati. Lo ha reso noto Charles Heyman, esperto militare britannico. Secondo Heyman, il ritiro degli italiani potrebbe causare problemi -sia per gli americani che per i britannici- in una zona, il Sud dell'Iraq, finora relativamente calma. Il governo australiano ha fatto sapere che non invierà rinforzi in Iraq.

Berlusconi: entro fine anno riduzione delle truppe in Iraq

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2005

"IRAQ: CASINI, DA PREMIER COSE MOLTO RESPONSABILI

"IRAQ: STRAW, BERLUSCONI HA RIBADITO POSIZIONE COMUNE CON GB

"IRAQ: D'ALEMA, RITIRO? DA PREMIER SOLO ANNUNCIO ELETTORALE

"IRAQ: CASA BIANCA; PRIMA IRACHENI OK, POI RITIRO

ROMA - ''Gia' da settembre cominceremo una progressiva riduzione del numero dei nostri soldati in Iraq''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha ricordato come una riduzione del nostro contingente avverra' entro la fine dell'anno.

La questione del ritiro delle nostre truppe, sottolinea Berlusconi a Porta a Porta, ''dipendera' dalla capacita' del governo iracheno di dotarsi di strutture di sicurezza accettabili''. ''Ne ho parlato con Tony Blair - ha concluso Berlusconi - ed e' l'opinione pubblica dei nostri paesi che si aspetta questa decisione''.

L'Aula della Camera ha definitivamente approvato la conversione del decreto legge che proroga di sei mesi la partecipazione dei militari italiani alla missione 'Antica Babilonia' in Iraq. Il centrosinistra ha votato contro il provvedimento, tranne l'Udeur, i cui deputati si sono espressi a favore del testo. I si' sono stati 246, 180 i no, otto gli astenuti. In particolare, ha votato a favore la Cdl e l'Udeur, contro tutti gli altri gruppi d'opposizione.

LE FORZE INTERNAZIONALI IN CAMPO

3.303 MILITARI ITALIANI PER ANTICA BABILONIA

AUTOBOMBA BAQUBA, E' STATO ATTACCO SUICIDA, TRE MORTI

BAQUBA (IRAQ) - Un'autobomba guidata da un kamikaze e' esplosa a un posto di blocco della polizia irachena a Baquba (60 km a nordest di Baghdad) uccidendo almeno tre militari iracheni, ha detto la polizia.

L'esplosione e' avvenuta nel quartiere Magraq, nel nordest della citta'.

Cinque altri soldati e tre civili sono rimasti feriti, ha aggiunto la fonte, precisando che le vittime sono state trasportate all'ospedale della base americana vicina.

BAGHDAD, AUTOBOMBA A CHECK POINT POLIZIA, MOLTI FERITI

Un'autobomba e' esplosa oggi a Baghdad a un posto di blocco della polizia irachena, si temono molti feriti tra gli agenti, hanno detto polizia e testimoni. Numerose ambulanze si sono precipitate sul luogo dell'esplosione. I feriti, numerosi ma dei quali non si conosce ancora il numero ne' se siano tutti militari o anche civili, sono stati trasportati all'ospedale di una vicina base americana.

Iraq: le forze internazionali in campo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2005

ROMA - Entro 30 giorni, l'Olanda completera' il ritiro dei suoi circa 1.400 uomini dall'Iraq, circa 150 dei quali sono gia' rientrati ieri, e si andra' cosi' ad aggiungere alla lista dei Paesi che hanno deciso di disimpegnarsi dalle attivita' operative in territorio iracheno.

La mappa della forza multinazionale presente in Iraq cambiera' ulteriormente nei prossimi mesi. L'Ucraina ha annunciato che iniziera' il ritiro dei suoi 1.600 uomini entro marzo e lo completera' entro ottobre, mentre la Polonia ridurra' entro luglio il numero dei suoi soldati da 2.500 a 1.700. Allo stesso tempo, il presidente della Bulgaria oggi ha detto chiaramente che un eventuale ritiro del contingente bulgaro deve essere deciso assieme ai partner della coalizione, mentre l'Australia ha deciso di mandare altri 450 uomini per rimpiazzare gli olandesi in partenza.

Le forze della coalizione dislocate in Iraq dopo l'intervento militare anglo-americano del marzo 2003 contano al momento oltre 160.000 mila uomini.

I contingenti piu' numerosi sono quelli di Stati Uniti (145.000), Gran Bretagna (8.500); Corea del Sud (3.600) e Italia (3.303).

L'Iraq e' stato diviso in tre zone - Centro-Nord, Centro-Sud e Sud - il cui comando militare e' affidato rispettivamente a Stati Uniti, Polonia e Gran Bretagna. Ecco la dislocazione di alcune delle forze internazionali:

- CENTRO-NORD (USA) - E' un vasto settore che si estende dal confine iraniano alla frontiera giordana, dal confine turco a quella siriano, e include il Kurdistan, Baghdad e il famigerato 'triangolo sunnita' (Tikrit, Falluja e Ramadi), teatro di frequenti

- CENTRO-SUD (POLONIA) - Il comando della zona, in precedenza controllato dai marines americani, e' stato assunto nel settembre 2003 dalla Polonia, con un sostegno logistico della Nato, che cosi' controlla cinque province dell'Iraq. La divisione multinazi

Il settore include le citta' sante sciite di Najaf e Karbala. Tra i Paesi che forniscono soldati alla divisione: Ucraina (250), Bulgaria (480), El Salvador (361), Ungheria (300), Mongolia (170), Lettonia (120), Lituania (118), Slovacchia (102). Spagna, Honduras e Repubblica Dominicana hanno ritirato i propri contingenti.

- SUD (GB) - Il controllo della zona che gravita attorno a Bassora, e comprende anche Nassiriya, dove opera il contingente italiano (3.303 militari), e' affidato alle forze britanniche (circa 9.000 soldati). Anche questa regione e' abitata in prevalenza d

La Gran Bretagna ha spostato a ottobre 850 uomini al nord, nel 'triangolo della morte', su richiesta americana per liberare forze Usa impegnata nell'offensiva di Falluja.

Regionali. Altre inchieste sulle liste. Si indaga anche a Torino, Pisa e Savona

Rai.it, http://www.rai.it/news, 16/03/2005

Sono aperte inchieste in varie parti d'Italia sulla formazione delle liste per le elezioni regionali, dopo l'esclusione della lista di Alessandra Mussolini dalle regionali del Lazio. La Procura di Roma indaga anche su tre liste collegate a Storace. Nel mirino i pubblici ufficiali che hanno autenticato le firme. Ieri ad entrare in campo nella vicenda firme false sono state le Procure di Torino, Pisa e Savona, mentre a Roma sono stati indagati due esponenti di An. La Mussolini continua lo sciopero della fame davanti al Tar del Lazio dove i suoi legali hanno depositato il ricorso contro l'esclusione.

Il Tar del Lazio dice no alla sospensione provvisoria. Alessandra Mussolini, al secondo giorno di sciopero della fame, chiedeva al tribunale di sospendere fino a venerdì, giorno di discussione del suo ricorso, il provvedimento di esclusione dalle elezioni.

Indagati due esponenti di An

Altri due indagati nel fascicolo d'inchiesta del pm Francesco Ciardi sul caso delle firme false per la presentazione delle liste in occasione delle prossime

elezioni regionali. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio sarebbero stati iscritti due consiglieri comunali di Alleanza nazionale i quali avrebbero avallato la raccolta del Mis-Idea sociale e dei Verdi ecologisti. Il riserbo degli inquirenti è comunque stretto e si tiene a ribadire che l'iscrizione sul registro degli indagati è un "atto dovuto" e a garanzia della persona o delle persone coinvolte.

Su alcuni organi di stampa il consigliere di An Sergio Marchi ha spiegato che la sua collaborazione nella raccolta delle firme dell'Mis si è limitata al vistare alcuni verbali.

Benzina alle stelle: a febbraio impennata del gasolio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/03/2005

ROMA - Torna a correre il prezzo della benzina. Dopo il rallentamento di inizio anno (-3,3% a gennaio rispetto a dicembre), a febbraio i listini della verde hanno registrato un aumento rispetto al mese precedente del 2,6%. Incremento che porta la variazione annuale su febbraio 2004 al 7,6%.

L'aumento e' ancora piu' significativo per il gasolio: su base congiunturale l'incremento e' stato infatti dello 0,8%, mentre su base annua c'e' stata una vera e propria impennata del 16,6%.

I dati, diffusi dall 'Istat con le stime definitive sull' inflazione, si riferiscono alle rilevazioni effettuate dall' istituto il 1 e il 15 febbraio, prima cioe' delle piu' recenti fiammate del prezzo del petrolio, che hanno portato il greggio a nuovi massimi.

Giovedì 17 Marzo 2005

Iraq. Berlusconi: il ritiro delle truppe a settembre e' un auspicio

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/03/2005

Berlusconi corregge il tiro sul graduale rientro del contingente militare italiano dall'Iraq.n Il presidente del Consiglio parla di "un auspicio" e conferma "che questa prospettiva dipendera' dalla crescente capacita' del governo iracheno di provvedere alla sicurezza e all'ordine pubblico del Paese, in pieno accordo con lo stesso governo iracheno e con i governi alleati". La precisazione arriva dopo il netto intervento del presidente americano Bush, secondo cui ogni iniziativa deve essere presa consultando gli alleati. Toni analoghi da Londra, dove il premier Tony Blair ha dichiarato che ne' Gran Bretagna ne' Italia hanno fissato una data per il ritiro.

Il presidente del Consiglio, in un articolo sul Foglio in edicola oggi, ha aggiunto: si puo' cominciare a parlare di missione compiuta, siamo felici di essere stati dalla parte giusta.

Fini: non e' una nuova linea, ma l'Italia non prendera' decisioni unilaterali. Follini: premier coerente con la linea del governo. Casini: da Berlusconi cose molto responsabili. D'Alema: un annuncio elettorale. Rutelli: Berlusconi ha messo in difficolta' Blair.

Iraq. Berlusconi: non riferiro' in Parlamento una non notizia

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/03/2005

Che cosa dovrei andare a riferire in Parlamento, una non notizia?. E' questa la risposta di Silvio Berlusconi al leader dell'opposizione Romano Prodi che chiedeva un chiarimento in Parlamento sulla questione del ritiro delle nostre truppe dall'Irak.

Mica staremo lì a vita: stiamo lì, in Iraq, per assicurare la libertà e la sicurezza al popolo iracheno. Dopo aver chiarito che non c'è alcuna polemica tra il governo italiano e quello americano e inglese, Silvio Berlusconi ha chiarito il senso della sua proposta di graduale ritiro dall'Iraq. "Basti pensare - ha aggiunto - l'importanza che ha per quel Paese la prima riunione del Parlamento".

Berlusconi:mai fissata data ritiro da Iraq e non e' propaganda elettorale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2005

IL TESTO DELL'ARTICOLO SUL 'FOGLIO'

ROMA - Silvio Berlusconi ''bacchetta'' i cronisti per aver ''costruito castelli in aria'' sulle sue parole di ieri da Vespa a proposito del ritiro dall'Iraq. E fa presente che nessuna data sul rientro delle nostre truppe ''e' stata mai fissata''. ''Era un auspicio: il ritiro dev'essere concordato con gli alleati'', ha detto il premier che, avvicinato dai cronisti a Palazzo Grazioli, per corroborare la propria tesi ha anche letto la trascrizione delle sue parole a 'Porta a Porta' di ieri sera.

''Se Bush e Blair - hanno chiesto i cronisti - che a settembre non e' possibile il ritiro?''. ''Se non e' possibile non e' possibile - ha risposto Berlusconi - si concorda tutto con gli alleati: faremo tutto in maniera concordata''. Alla domanda se l'Italia possa agire come ad esempio hanno fatto unilateralmente la Spagna e la Polonia, Berlusconi ha risposto: ''Assolutamente no, se c'e' un vero alleato su cui l'America puo' fare affidamento e' il governo italiano''.

''Se c'e' qualcuno che e' un reale alleato degli Usa - ha ribadito ancora Berlusconi - che ha cambiato la politica dell'Italia, sempre ballerina, e su cui Bush puo' fare affidamento, questo e' Silvio Berlusconi e il governo italiano''.

Il presidente del Consiglio ha quindi sottolineato che il nostro paese ''non e' una forza di occupazione'' e che all'Iraq ''sta dando tutto il possibile supporto: stiamo addestrando i loro poliziotti'', ha sottolineato il premier.

Il presidente degli Stati Uniti, prosegue la nota, ''ha rinnovato al presidente Berlusconi i suoi sentimenti di amicizia e il suo pieno apprezzamento per il contributo dell'Italia al processo che deve assicurare all'Iraq un futuro di liberta' e democrazia''.

CON BLAIR NESSUN MISUNDERSTANDING

''Con Blair non c'e' stato nessun misunderstanding'': cosi' Silvio Berlusconi ha risposto ai giornalisti che chiedevano se con Blair ci fosse stato un fraintendimento a proposito dell'Iraq. ''Con il primo ministro inglese - ha ribadito Berlusconi - - ci siamo capiti benissimo''.

''Orgoglio per il lavoro compiuto fin qui e attenzione meticolosa a non ostacolare in alcun modo la ricostruzione pacifica dell'Iraq: con questi sentimenti e a queste condizioni politiche l'Italia puo' cominciare a discutere con le autorita' di Baghdad e con gli alleati della coalizione la possibilita' di un graduale ritiro della sua missione militare di pace a Nassiriyah, a partire dal prossimo mese di settembre''. Lo scrive Silvio Berlusconi, aprendo il suo intervento sul 'Il Foglio'.

FINI: L'ITALIA NON PRENDERA' DECISIONI UNILATERALI SULL'IRAQ

''L'Italia non prendera' decisioni unilaterali, ma lo fara' all'interno delle forze di coalizione, di cui fa' parte e con il doveroso coinvolgimento delle autorita' irachene''. Cosi' il ministro degli esteri, Gianfranco Fini, a proposito delle dichiarazioni del premier Berlusconi sull'ipotesi di ritiro graduale e progressivo delle truppe italiane dall'Iraq. Fini ha poi aggiunto che il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq e' condizionato alle ''effettive condizioni di sicurezza che l'Iraq raggiungera' nei prossimi mesi''. La decisione sul ritiro ''va' presa insieme agli altri e sulla base delle condizioni di sicurezza''.

'Non c'e' motivo ne' per esprimere sorprese ne' di parlare di chissa' quale nuova linea del Governo italiano''. Fini ha detto di essersi sentito stamattina con il primo ministro.

IRAQ: MILITARE MORTO, SALMA GIUNTA A BARI

BARI - E' giunta questa notte, pochi minuti dopo l'una, all'aeroporto militare di Bari-Palese, la salma di Salvatore Marracino, il sergente della Folgore, di 28 anni, di San Severo, morto a Nassiriya durante un' esercitazione. Il velivolo che ha trasportato il feretro, un C-130 dell'Aerobrigata di Pisa, era partito da Kuwait City alle 18. In un primo momento l'atterraggio era previsto all'aeroporto militare di Amendola, ma la densa nebbia che in serata si era levata sullo scalo foggiano ha indotto al cambio di programma. Nello scalo barese sono giunti i parenti del giovane militare. Ad accogliere la salma anche il sottosegretario alla Difesa Berselli, il gen. Cecchi, comandante operativo interforze, il Capo di Stato maggiore dell'esercito, gen. Fraticelli, il prefetto di Bari, Blonda, e il comandante della terza regione aerea, gen.Mazzone. Un reparto di paracadutisti e' schierato per rendere gli onori. La salma sara' ora condotta a Foggia, all'obitorio degli Ospedali Riuniti, dove nelle prossime ore sara' eseguita l'autopsia. I funerali del giovane militare si svolgeranno venerdi' prossimo alle 11, nella cattedrale Santa Maria dell'Assunta. Per quel giorno il sindaco della cittadina dauna, Michele Santarelli, ha proclamato il lutto cittadino.

Cirio. Dal Tesoro pioggia di multe ai vertici delle banche

Rai.it, http://www.rai.it/news, 17/03/2005

Sono arrivate le sanzioni pecuniarie per i vertici di dieci banche attive nel collocamento di bond Cirio (e per Banca Intesa anche per i tango bond). Le ha comminate il ministero del Tesoro per importi che arrivano a sfiorare i 53 mila euro, come nel caso dell'ex numero uno del Sanpaolo Imi, Rainer Masera, per alcune singole contestazioni.

Le multe riguardano anche molti esponenti del mondo finanziario, che all'epoca delle operazioni, erano componenti dei consigli di amministrazione delle banche, come, tra gli altri, Roberto Colaninno, Marco Tronchetti Provera, Sergio Pininfarina. L'entità delle multe è segnalata nel bollettino Consob. Tra i 'colpiti' anche l'ex presidente della Commissione Enzo Berlanda.

La decisione del Tesoro, a cui spetta formalmente l'applicazione delle sanzioni che sono state proposte dalla Consob che ha svolto l'istruttoria, riguarda nel dettaglio i componenti del board della ex Banca di Roma, di Carifirenze, Ambroveneto-Cariplo e Comit oggi tutte confluite in Banca Intesa, Unicredit (Crt), Banca Popolare di Ancona, Sanpaolo Imi, Banca Agricola Mantovana, Credem, Antonveneta, Bnl.

Considerato alla luce degli atti acquisiti - è scritto nel provvedimento - e valutata ogni circostanza di rilievo, di poter condividere quanto rappresentato dalla Consob. Conseguentemente, viene spiegato, le autorità competenti "hanno ritenuto di poter procedere all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, nei termini di cui alla proposta, la quale tiene conto della gravità obiettiva di ciascuna infrazione accertata, della carica sociale ricoperta da ciascun esponente e della permanenza nella stessa e dell'eventuale ravvedimento operoso". Le sanzioni inflitte ai singoli amministratori vedono obbligata in solido la banca a cui, infatti, è stata inoltrata l'ingiunzione di pagamento.

Regionali: denunce in tutt'Italia, primi indagati per firme

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2005

News - In primo piano

ROMA - Lo scandalo delle firme false per autenticare le liste elettorali in vista della prossima scadenza elettorale continua ad allargarsi a macchia d'olio, dopo il Lazio, anche a numerose altre regioni italiane.

In Piemonte il coordinatore nazionale di An, Ugo Martinat, e il presidente del partito a Torino, Agostino Ghiglia, hanno sostenuto che anche in quella regione Alternativa sociale sarebbe una lista civetta voluta dai Ds per togliere voti al centrodestra. ''Ben 458 firme della lista di Alternativa sociale - ha affermato oggi Ghiglia - sono state autenticate dal capogruppo dei Ds in Provincia di Torino, Stefano Esposito, e 265 dal consigliere provinciale di Asti della Margherita, Claudio Cavaleggio''. Inoltre due terzi delle firme dela lista torinese della Mussolini sarebbero state autenticate dalle segretarie del Gruppo Ds in Provincia.

Per quanto riguarda i falsi, Martinat e Ghiglia hanno portato ad esempio il caso di un ex consigliere comunale di An di Mercenasco (Torino), la cui firma per la presentazione di Alternativa sociale sarebbe stata autenticata quattro giorni dopo la sua morte. An ha gia' presentato denunce in Provincia di Torino e in quella di Biella per irregolarita' nell'autenticazione delle firme della lista di Alessandra Mussolini. Anche a Vercelli sarebbero emerse irregolarita' nelle firme a sostegno di candidature per le regionali e l'ufficio elettorale comunale, controllando la posizione di tutti i sottoscrittori, avrebbe scoperto la firma di una persona deceduta e di una immigrata.

In Abruzzo e' stato il candidato presidente per la Regione di Alternativa Sociale, Fabrizio Bosio, a presentare un esposto-denuncia presso le Procure di tutti i capoluoghi di Provincia abruzzesi chiedendo ''accertamenti completi e organici'' per verificare la regolarita' nella raccolta e autenticazione delle firme per le liste relative alle elezioni regionali. Anche in Liguria e' stata la lista Alternativa Sociale della Mussolini a partire al contrattacco. Il presentatore del listino regionale di AS, Andrea Pescino, indagato dalla procura di Imperia per le presunte firme false, ha infatti rivelato che dopo l'esposto fatto ieri alla Spezia contro le firme raccolte da An, ha presentato stamane una denuncia sempre contro An a Savona, mentre a Genova nei confronti della lista Di Pietro, Italia dei Valori. Pescino ha annunciato inoltre che lunedi' presentera' una denuncia anche contro la lista del governatore Biasotti.

A Milano il nome di una consigliera comunale del centrosinistra, Giuliana Carlino, e' stato iscritto nel registro degli indagati: sarebbe stata lei ad autenticare le 2.800 firme riguardanti nominativi che, a quanto si e' saputo, sono stati tratti in gran parte da albi professionali. ''Ho svolto solo un servizio pubblico, non ho raccolto io le firme, le ho semplicemente certificate'', ha replicato Carlino Italia dei Valori), subito dopo aver ricevuto la notizia.

Ritardo riforme: Calderoli si dimette ma Berlusconi rassicura:si faranno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/03/2005

News - In primo piano

ROMA - ''Come ministro delle Riforme Istituzionali, avendo, fin dal luglio 2004, vincolato il mio mandato alla realizzazione del progetto di riforma della Costituzione, ho rimesso il mio mandato, che da lui avevo ereditato, nelle mani del Segretario Federale della Lega Nord, Umberto Bossi, e del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi'': cosi' Roberto Calderoli ha annunciato di aver rimesso il suo mandato di ministro nelle mani del leader della Lega, Umberto Bossi, e del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, visti i ritardi sulle riforme.

Fa sul serio la Lega? Quando il ministro Calderoli annuncia di aver rassegnato le sue dimissioni - spazientito dall'ingorgo che al Senato blocca le riforme e fa mancare il numero legale - risolini di scetticismo si levano nella stessa maggioranza. Ma stavolta Calderoli fa sapere che le dimissioni saranno ritirate solo dopo il voto al Senato. ''Vado avanti sulla mia decisione, che e' definita'', si blinda il ministro, che non sembra accontentarsi delle ennesime rassicurazioni che Berlusconi offre di persona e mette anche nero su bianco in una dichiarazione.

Chiamato in causa come garante, il premier assicura: ''Non ci saranno ritardi sulle riforme, non ci sara' bisogno di rimettere alcun mandato. Sono sicuro che il Senato approvera' le riforme costituzionali nei tempi previsti nonostante l'ostruzionismo senza limiti dell'opposizione''.

Le dimissioni, tiene duro pero' Calderoli, sono ''contro chi vuole bloccare le riforme, contro quei portavoce del vecchio che agiscono in Parlamento''. E capofila di chi frena il cambiamento, confida il ministro leghista sottovoce a chi parla con lui, non e' certo il premier ne' gli alleati. Nel mirino del ministro sembra ci sia invece, tra gli altri, il presidente del Senato Marcello Pera, che proprio oggi ha scritto al governo che il decreto sulla competitivita' contiene norme disomogenee e creera' difficolta' al Parlamento.

Calderoli dice di avere ''la benedizione di Umberto Bossi''. ''Silvio mi ha detto di non farlo - racconta - ma io gli ho spiegato che la mia azione e' contro chi vuole bloccare non solo le riforme, ma anche l'attivita' di governo. A partire dal provvedimento sulla competitivita'. Per questo motivo e' Berlusconi che mi deve dare una mano, anche nel suo interesse''.

Il Carroccio, insomma, e' sul piede di guerra. ''Se la maggioranza tradisce l'impegno preso non c'e' piu' la maggioranza, ciascuno di noi al governo fara' cio' che ha fatto Calderoli'', detta da Treviso Roberto Maroni. Calderoli stesso, poco prima, aveva annunciato ''dimissioni a cascata'' in risposta ai ''sabotatori'' che nella Cdl frenano il cammino della devolution e costringono la Lega ad ''ingoiare troppi bocconi amari''.

I primi commenti degli alleati sono pero' poco incoraggianti. ''Sono abituato a commentare dimissioni date e non annunciate'', si limita a dire il vicepremier e leader dell'Udc Marco Follini. ''I maestri delle sceneggiate sono i napoletani. Ai padani non riescono un granche' bene'', dice il vicepresidente di An Ignazio La Russa, seppure con ''il sorriso sulla bocca''. La Russa spunta pero' le armi dell'opposizione quando afferma che ''le riforme interessano tutti e sbaglia chi pensa che le votiamo per fare piacere alla Lega''.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi prova a rasserenare il clima. ''Quella di Calderoli va letta come una forte sollecitazione, a Pasqua mancano ancora quindici giorni''. Del resto, osserva Giovanardi ''la Lega vuole le riforme e se Calderoli si dimette le riforme non si fanno piu'''. Percio' il ministro di An Maurizio Gasparri spinge Calderoli a ''tornare sui suoi passi'', deplorando l'assenteismo che ha tanto amareggiato la Lega.

Dentro Forza Italia, si mette subito all'opera un esercito di pompieri, che assicura l'approvazione delle riforme entro Pasqua e chiede a Calderoli di ripensarci. Dal ministro Enrico La Loggia al coordinatore Sandro Bondi, al capogruppo dei senatori Renato Schifani arrivano complimenti e riconoscimenti a Calderoli, per la ''autorevolezza e capacita' del suo ruolo''. Ma a sera, il ministro tiene il punto. E fin dal mattino aveva ammonito: ''Pacta sunt servanda. Stiamo marciando con il passo del gambero, o si rispettano i patti o salta tutto''. E Maroni dice a chiare lettere: ''Se Berlusconi non riesce a far rispettare gli accordi, non ci sara' nessun governo e nessun accordo nelle varie regioni''.

L'opposizione non sembra prendere troppo sul serio l'annuncio di dimissioni del ministro leghista. Dai Ds il segretario Piero Fassino le giudica ''il solito tentativo della Lega di ricattare la propria maggioranza alla vigilia di un appuntamento elettorale''. Per Gavino Angius le dimissioni del ministro, se fossero serie, sarebbero state rassegnate nelle mani del capo dello Stato. Mentre, sceneggiata a parte, il vero problema per Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, resta quello di ''impedire che vengano approvare le pessime riforme della Cdl''.

E tutti nell'opposizione concordano comunque che l'atto del ministro e' un grave sintomo del malessere della Cdl: come per i Verdi con Stefano Boco secondo il quale le dimissioni dimostrano la crisi della Cdl, e per Renzo Lusetti per la Margherita che si spinge provocatoriamente a prevedere che il governo Berlusconi ''non mangera' la colomba pasquale''. ''Le dimissioni di Calderoli - dice il vicepresidente dello Sdi Roberto Villetti sono un ulteriore atto di una vera e propria commedia che non e' affatto divertente''. ''Magari fosse vero - chiosa Antonio Di Pietro - in realta' e' solo un ricatto al governo''.

Cina, la censura cede il passo alla Bbc

Rai.it, http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,104929,00.html, 17/03/2005

Esteri

Il network britannico avvia i suoi programmi

Il Paese ha incominciato ad aprirsi anche nel campo della comunicazione e i controlli sui media e in particolare sui siti Internet si vanno via via esaurendo.

Dopo un anno di trattative con il governo cinese, la Bbc avvia i suoi programmi in Cina con la garanzia di non essere censurata e di poter lavorare liberamente come nel resto del mondo in cui opera. Sembra quindi che il forte controllo che il governo cinese esercitava fino a qualche mese fa sui media si stia allentando.

Dopo l'entrata della Cina della World Trade Organisation, il Paese ha incominciato ad aprirsi anche nel campo della comunicazione e i controlli sui media e in particolare sui siti Internet si vanno via via esaurendo.

In questi mesi sono sbarcati in Cina molti grandi gruppi editoriali occidentali: News Corp., che irradia la sua pay tv Start Tv in gran parte del Paese; Time Warner, che attraverso la Cnn ha incominciato a produrre programmi televisivi in loco; Viacom, autorizzata a rendere visibili alcuni canali della televisione musicale Mtv.

Di pari passo, il governo di Pechino ha introdotto nuove regole che favoriscono la realizzazione di joint venture anche nei media e ha annunciato che presto molti giornali stranieri potranno essere stampati in Cina.

La vicenda Bbc pero' resta la piu' emblematica e costituisce un importante passo in avanti verso la liberta' di espressione. Gli inglesi hanno lavorato a lungo per realizzare lo sbarco del loro sistema (dalla radio al web, all' agenzia di notizie), dovendo fare approvare tutti i loro programmi dal ministero degli Esteri.

Al centro delle difficolta' che hanno causato una cosi' lunga trattativa, ma che alla fine hanno portato un risultato tanto importante e' stata proprio la discussione sulla censura.

La Bbc ha insistito strenuamente sul fatto di non voler accettare bavagli e sulla possibilita' di poter parlare di qualsiasi argomento, come quelli sino oggi tabu' per i media che operano in Cina, come Tibet e diritti umani.

Una delle trasmissioni piu' sensibili alla liberta' di espressione e' ''Question Time'', programma di opinione condotto dal presentatore David Dimbleby ogni giovedi' dagli studi di Shanghai. ''Sara' molto interessante vedere come parteciperanno i cinesi alla discussione'' ha detto Dimbleby.

Il programma e' in preparazione da dicembre ed e' stato sottoposto agli organi di controllo del ministero degli Esteri che, ultimamente, sono sembrati molto rispettosi delle posizioni e non hanno apportato modifiche.

Ric Bailey, direttore esecutivo del programma, ha sottolineato che la BBC riportera' sempre il punto di vista del Governo nei dibattiti, ''ma non accetteremo mai delle aree di censura o di silenzio''.

Grazie alle ultime aperture, la Cina, con i suoi 400 milioni di televisori e i 500 milioni di radio, sta diventando un mercato molto ambito anche nel settore dei media e sembrano ormai lontane le tensioni con la stampa internazionale durante i giorni delle manifestazioni di piazza Tienanmen.

Con il via libera dal Governo, la Bbc si prepara a rinforzare la redazione cinese con l' ingresso di 20 nuovi giornalisti che lavoreranno al notiziario in mandarino. David Dimbleby ha preparato il suo Question Time sul cammino delle riforme con ospiti come Liu Jianchao, portavoce del governo cinese, Chris Patten, ex governatore di Hong Kong, Jung Change (autore di ''Wild Swans'', un libro molto critico sul comunismo), Long Yongtu, ambasciatore dell'organizzazione per lo sviluppo industriale delle Nazioni Unite e David Tang, imprenditore, tutte personalita' che mai fino ad ora avrebbero discusso in pubblico della delicata questione.

Venerdì 18 Marzo 2005

Usa, Senato vara bilancio contro Bush

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/03/2005

Il Senato degli Stati Uniti ha approvato, con 51 sì e 49 no, un bilancio da 2.600 miliardi di dollari circa, che non rispetta le priorità del presidente Bush e dei leader repubblicani. Caseco. Tra le tesimonianze, quella di Il documento finanziario 2005/06 elimina i previsti tagli all'assistenza sanitaria e all'istruzione, mentre raddoppia, a sorpresa, i tagli delle tasse su scala quinquennale. Il bilancio approvato dal Senato è diverso da quello già varato dalla Camera, più consono ai desideri della Casa Bianca. Occorrerà una procedura di conciliazione.

Domenica 20 Marzo 2005

Iraq: Rumsfeld, sapremo presto la verita' sul caso Sgrena

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/03/2005

News - In primo piano

WASHINGTON - Sapremo presto la verita': lo ha detto il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld, rispondendo, in un'intervista alla Fox, a una domanda sui tempi dell'inchiesta in corso sull'uccisione, il 4 marzo, a Baghdad, di Nicola Calipari e il ferimento di Giuliana Sgrena.

L'intervistatore ha chiesto a Rumsfeld se e' vero che gli italiani avevano informato gli americani del loro passaggio, quella notte, sull'autostrada che collega la capitale irachena all'aeroporto internazionale.

Rumsfeld ha risposto: ''C'e' un'inchiesta in corso ed e' il modo giusto di trattare questa vicenda. Abbiamo fatto una cosa inconsueta, includendo italiani, scelti dal premier, nell'indagine. Non andra' avanti all'infinito. Avremo le risposte a tutte le domande''.

Il capo del Pentagono ha proseguito: ''Sappiamo che e' stata una tragedia, che una persona e' stata uccisa e che altre sono state ferite. Mi sembra giusto aspettare di vedere che cosa viene fuori dall'inchiesta''.

L'intervistatore ha insistito sui tempi dell'indagine. E Rumsfeld ha risposto: ''Sapremo presto'' i risultati.

Lunedì 21 Marzo 2005

Patto di stabilita'. Intesa raggiunta all'Ecofin

Rai.it, http://www.rai.it/news, 21/03/2005

I ministri delle finanze dei Venticinque hanno centrato l'obiettivo di chiudere la riforma sul Patto di stabilità con un testo sostanzialmente completo da presentare ai leader dell'Ue per la sua approvazione finale.

Il risultato è arrivato dopo 12 ore di riunione straordinaria, al termine delle quali tutti i ministri hanno potuto trarre un bilancio positivo per gli interessi del proprio Paese. Per il presidente di turno dell'Ue e dell'Ecofin, il premier del Lussemburgo Jean-Claude Juncker, è un buon risultato anche per l'Europa, in quanto "ci siamo potuti accordare senza cambiare le regole di fondo dell'Unione economica e monetaria". Per Mister euro il grosso del lavoro è stato fatto e al vertice di martedì e mercoledì tra i capi di stato e di governo "non ci sarà un grande dibattito o controversie accese".

Esplicito anche il titolare del Tesoro, Domenico Siniscalco, che uscendo dal palazzo del Consiglio Ue di Bruxelles ha sottolineato che "tutte le proposte che l'Italia ha fatto sono state accolte" e che "le ragioni della crescita andranno insieme a quelle della credibilità". "Contento" il ministro delle Finanze tedesche, Hans Eichel, che grazie alla considerazione generica "dell'unificazione europea" ottiene un trattamento favorevole delle spese sostenute per la riunificazione del Paese nel trattamento del deficit.

Soddisfatto anche il ministro francese, Thierry Breton, per il quale tra le eccezioni per un trattamento più morbido del disavanzo di uno stato ci saranno anche la "ricerca e lo sviluppo, le spese per le missioni umanitarie e quelle per le operazioni (di peacekeeping, ndr) sotto mandato Onu". La riforma è stata accolta con favore ("nonostante non sia la migliore") anche da colui che ha rischiato di farla arenare, l'austriaco Karl-Heinz Grasser.

Sul debito pubblico, a parte il generico impegno a tenerlo maggiormente sott'occhio, in pratica non ci saranno inasprimenti rispetto alle regole attuali. I paesi con un deficit oltre il 3% del Pil potranno godere di una serie di elementi grazie ai quali non scatterà la procedura Ue (a patto che lo sfondamento sia temporaneo e lieve). Per i governi che, nonostante le eccezioni, saranno colpiti dalla procedura per deficit eccessivo ci sarà più tempo rispetto ad oggi per rientrare sotto la soglia del 3%. L'ultima parola spetta ora ai capi di stato e di governo, ai quali i ministri hanno lasciato il minor margine possibile per mettere le mani nei contenuti della riforma.

Patto di stabilita'. Bce 'seriamente preoccupata dalle proposte di modifica'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 21/03/2005

La Bce è "seriamente preoccupata dalle proposte di modifica del Patto di stabilità e crescita ". E' quanto si legge in un comunicato della Banca centrale europea che commenta il risultato di ieri dell'Ecofin. "Bisogna evitare che i cambiamenti del braccio correttivo minino la fiducia nel quadro fiscale dell'Unione europea e la sostenibilità delle finanze pubbliche dei membri dell'Euro area". La Bce comunque prende atto che, per quanto riguarda il braccio preventivo del Patto, "alcuni cambiamenti sono in linea con un possibile rafforzamento".

Rincara la dose la Bundesbank, la banca centrale tedesca, la cui influenza sulla Bce è nota, sottolineando il rischio di un deciso indebolimento del Patto.

Barroso : compromesso rimarchevole

Per il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Durao Barroso l'accordo raggiunto è invece "un compromesso degno di nota, rimarchevole". Lo ha affermato in un incontro stampa alla vigilia del vertice Ue. "Il Patto così riformato darà un contributo a raggiungere gli obiettivi di crescita e lavoro dell' Agenda di Lisbona, salvaguardando i grandi principi e rispettando rigore e parità di trattamento". Barroso ha anche sottolineato che la riforma salvaguarda il diritto di iniziativa della Commissione, aumentandone anzi la responsabilità.

Arabia: sì a aumento produzione greggio

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 21/03/2005

L'Arabia Saudita si è detta disponibile ad aumentare la produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili al giorno per abbassare il prezzo del greggio. Lo ha detto il Primo ministro saudita del petrolio Ali Al-Naimi a Manila,dove si trova in visita di 3 giorni nel corso della quale incontrerà anche il presidente delle Filippine Gloria Arroyo. Oggi il barile di greggio ha toccato i 56,75 dollari, tre centesimi in più della quotazione ottenuta alla chiusura della borsa di New York venerdì scorso.

Giornata mondiale acqua: allarme Oms per i bambini nell'Ue

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/03/2005

ROMA - Grido d'allarme per l'oro blu del Pianeta che il 22 marzo ha indetto la giornata dell'acqua. Sprechi, cattiva gestione del patrimonio idrico potabile e inquinamento le cause numero uno di decessi non solo nei Paesi in Via di Sviluppo ma anche in Europa. L'Sos riguarda i bambini: l'ufficio Ue dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha calcolato che i problemi sanitari legati alle acque, nel Vecchio Continente, provocano ogni anno la morte di oltre 13mila ragazzi sotto i 14 anni, 11.000 di questi solo nella ex Jugoslavia e nei Paesi dell'Est. Inoltre il 16% della popolazione Ue, pari a circa 140 milioni di persone, dice l'ufficio Ue dell'Oms non e' connesso all'acqua potabile, a 41 milioni (5%) e' negato perfino l'accesso.

A livello mondiale, circa un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile e ogni settimana le malattie legate a fattori evitabili causano almeno 30mila decessi soprattutto tra i bambini dei paesi in via di sviluppo.

Bere, cucinare o lavarsi sono gesti normali per molte popolazioni che dispongono dell'acqua pulita mentre resta un problema per le persone che utilizzano sorgenti insalubri.

Anche in Italia la sfida non e' da poco. I consumi sono ancora troppo alti e l'agricoltura, secondo la Fao, e' la piu' grande prosciugatrice di risorse. Contro il rischio stress idrico nazionale il ministero dell'Ambiente ''e' a lavoro - ha detto il ministro Altero Matteoli - per riportare in positivo il bilancio idrico italiano''. Depurazione finalizzata al recupero delle acque reflue a scopi irrigui; attuazione della riforma strutturale; accordi di programma con le Regioni; legge Delega il pacchetto di misure messe in atto dal ministero dell' Ambiente.

''L'Italia - ha affermato il ministro - e' tra quei Paesi che hanno una domanda alta rispetto alle proprie risorse ed e' quindi suscettibile di soffrire di stress idrico: un problema che porta il nostro Paese, a volte, a un'eccessiva estrazione di acque sotterranee con conseguente impoverimento dell'acqua potabile e intrusione di acqua salata nelle falde acquifere costiere''. Secondo stime del ministero, il 29% dell' attuale fabbisogno irriguo del comparto agricolo potrebbe essere coperto da acque reflue recuperate mentre sull'attuazione della riforma, nel 2003 il 96% degli ambiti territoriali ottimali sono stati insediati.

Dati di rilievo se rapportati all'uso dell'acqua in Italia: il 48% del prelievo e' a scopo irriguo; a pari merito con il 19% l' uso civile e industriale; il 14% va invece per l'energia, come rileva il Compendio 2005 dello stato di salute dell'ambiente del Ministero. I prelievi sono per il 48,6% da pozzi, il 37,9% dalle sorgenti, l'8,1% da bacini artificiali, il 4,8% da corsi d'acqua superficiali, lo 0,4% da laghi naturali e lo 0,3% da acque marine o salmastre di superficie.

Per la Fao proprio l'agricoltura e' la ''piu' grande consumatrice'' d'acqua: una tonnellata per produrre un chilo di grano. L'appello e' quindi quello di modernizzare gli impianti irrigui. ''Per riuscire a soddisfare la richiesta di cibo nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2030 - ha affermato il direttore della divisione Fao 'Valorizzazione delle Acque e delle Terre' Kenji Yoshinaga - la produzione alimentare nei Paesi in via di sviluppo dovra' aumentare del 67%. Allo stesso tempo, la continua crescita della produttivita' dovrebbe rendere possibile limitare l'aumento dell'impiego di acqua per l' agricoltura a circa il 14%''.

La crisi idrica apre anche scenari preoccupanti sulle scorte. Secondo l'Associazione nazionale bonifiche irrigazioni (Anbi), si accentua sull'Italia la variabilita' idrologica per cui, con l'arrivo della primavera, Nord si preannuncia un nuovo rischio siccita', al Sud gli invasi sono quasi colmi. Preoccupazioni vengono segnalate in Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre in Lombardia e' gia' stata dimezzata la portata di scarico del lago di Garda, nel cui invaso mancano 166 milioni e mezzo di metri cubi d'acqua.

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