DEI RICCHI

2005 - Giugno - Settimana 2

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Indice dei giorni


08/06/2005 * 10/06/2005 * 11/06/2005 * 13/06/2005 * 14/06/2005 *

Mercoledì 8 Giugno 2005

USA. Blair e Bush uniti nella lotta al debito dei Paesi africani. Ma le differenze restano

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/06/2005

Non ha ottenuto quanto sperava, ma Tony Blair non riparte da Washington a mani vuote. Stati Uniti e Gran Bretagna lavorano a un piano per azzerare il debito dei Paesi dell'Africa più poveri che, ha riconsociuto George W. Bush, "non dovrebbero essere schiacciati da montagne di debiti".

Alla Casa Bianca è emerso quanto si sapeva: l'approccio di Bush sul debito non è così aperto come quello di Blair, che vorrebbe eliminarlo in toto, ma il presidente americano ha insistito sul fatto che gli Stati Uniti hanno triplicato i loro aiuti all'Africa. E ha annunciato di avere impegnato 647 milioni di dollari (circa 520 milioni di euro) per affrontare le emergenze umanitarie nel Corno d'Africa, specie in Etiopia e in Eritrea.

Stiamo facendo progressi storici per aiutare l'Africa, ha detto Bush. "Siamo a buon punto", aveva rivelato più prudentemente Blair prima dell'incontro. Il presidente americano ha insistito: "Aiutare coloro che soffrono è un impegno centrale della mia presidenza. E siamo impegnati a fare ancora di piu' in futuro".

Del piano anti-debito si discuterà nel prossimo fine settimana in una riunione a Londra dei ministri delle finanze del G8 che deve preparare il Vertice dei Grandi a Gleneagles, in Scozia, dal 6 all'8 luglio, sotto la presidenza di turno britannica.

Restano tuttavia contrasti sui modi per agire sul debito: britannici ed europei in genere sono favorevoli al ricorso - almeno parziale - alle riserve d'oro del Fondo Monetario internazionale. Gli americani vorrebbero invece recuperare risorse riducendo i programmi d'aiuto della Banca Mondiale.

Blair, che intende mettere l'Africa al centro delle discussioni fra i leader del G8, ha citato poi, fra gli altri temi discussi alla Casa Bianca, i problemi dell'ambiente e l'Iraq e l'Afghanistan, con l'avanzata della democrazia nel Grande Medio Oriente, e la comune visione della pace tra israeliani e palestinesi basata sull'esistenza di due Stati, Israele e Palestina, che vivano in pace uno accanto all'altro.

Rispondendo a una domanda, entrambi i leader hanno dovuto difendere la loro scelta di attaccare l'Iraq: "Non e' vero che abbiamo manipolato l'intelligence - ha detto Bush -. Ne' io né Tony volevamo ricorrere alla forza: era la nostra ultima opzione". E Blair: "I fatti non sono stati manipolati in nessun modo".

L'incontro tra Bush e Blair è stato preceduto da un colloquio telefonico, "caloroso" e "amichevole", di Bush con il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi.

Referendum. Fini: diseducativo indurre al non voto. Alemanno: inaccettabile, astensionismo scelta forte. E An si divide

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/06/2005

Il vicepremier Gianfranco Fini, in una intervista al Corriere della Sera, torna a far discutere dopo la dichiarazione con cui aveva reso noto il suo sì al referendum del 12 e 13 giugno. Fini ha detto di essere cattolico e rispettare la Chiesa, ma di ritenere diseducativo spingere i cittadini all'astensione, poichè la legge in discussione appartiene a uno Stato laico. Parole che hanno subito acceso una reazione all'interno del suo partito, An, e del centrodestra. "Mi sembra evidente che ormai o Fini lascia An o An lascia Fini", attacca il vicepresidente della Camera Publio Fiori. Per il quale "si è verificata un'incompatibilità assoluta tra quello che sostiene Fini e i valori del partito. Quindi o lui se ne va o annunceremo la morte di An. Con alcuni colleghi di partito abbiamo deciso che promuoveremo delle iniziative. La convocazione, ad esempio, degli Stati generali di An, ma senza alcuna mediazione burocratica, visto che ormai il partito è nelle mani di un'oligarchia correntizia che non convoca più gli organismi. Non c'è più infatti dentro An alcun rispetto delle garanzie democratiche..".

I premi Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini, intanto, sperano in un esito positivo della consultazione. E a sostegno del sì hanno firmato un documento insieme a 130 fra i maggiori esperti europei di ricerca sulle cellule staminali.

L'intervista a Fini

Non c'è contraddizione tra il sostegno espresso in Parlamento alla legge 40 e la volontà di modificarla perché "è una legge andava approvata per porre fine al Far West". Il vice premier e leader di An, Gianfranco Fini, in una intervista al Corriere della Sera, difende la sua scelta sui referendum: quella dei 'tre sì e un no' che ha spiazzato il suo partito, riempiendo di meraviglia anche le gerarchie ecclesiali.

Fini ribadisce la sua scelta sulla fecondazione assistita e sui quesiti referendari. Per il leader di An è "falsa la tesi secondo cui se vincessero i sì torneremmo all'assenza di regole o peggio apriremmo la via all'eugenetica. In realtà - dice - le regole permangono, evitano pratiche come l'utero in affitto, o che ci siano altre nonne-mamme".

Fini sostiene, inoltre, di essersi sentito 'al pari di tanti altri vittima di attacchi. E denigrare posizioni diverse dalla propria con argomentazioni che prescindono dal merito, offende. Invece di discutere - aggiunge - si è usata la clava. Proprio su un tema in cui i politici avrebbero dovuto fare un passo indietro è accaduto il contrario. La furia degli opposti estremismi non ha risparmiato nemmeno il Pontefice, strumentalizzato dai pasdaran di entrambi gli schieramenti. I favorevoli al referendum lo hanno accusato insieme al cardinale Camillo Ruini di essere un capo-partito. I contrari sono arrivati, senza vergogna, a pubblicare dei volantini con su scritto 'Benedetto chi si astiene'".

Quando Rocco Buttiglione e Marco Follini dicono di non voler cambiare la legge sull'aborto - prosegue il vice premier - io ci credo, rispetto la loro posizione. Mentre se io annuncio di votare sì al quesito sulla ricerca, vengo tacciato di essere un seguace di Mengele. Mi chiedo perché. E allo stesso tempo me lo chiedo, per esempio, quando i radicali annunciano di voler denunciare i preti che invitano all'astensione.

Io ho sempre avuto rispetto verso la Chiesa - continua nell'intervista Fini - né intendo polemizzare con chi, nel nome dei valori in cui crede, cerca di indirizzare le coscienza dei cattolici. Ma nello stesso momento in cui esistono contraddizioni così palesi, o si segue l'insegnamento della Chiesa di vietare l'aborto e la pillola del giorno dopo, oppure si deve intervenire. E noi stiamo parlando della legge di uno Stato laico.

Alemanno: astensionismo scelta forte

In merito all'intervista rilasciata da Gianfranco Fini al Corriere della Sera, è necessaria una netta presa di posizione. Come da parte nostra c'è sempre stato rispetto per le posizioni del vicepresidente del Consiglio, così pretendiamo un rispetto non di maniera per le posizioni di chi si e' schierato sul fronte dell'astensionismo attivo. E' quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno: "Termini come 'diseducativo' e 'deresponsabilizzazione', indirizzati agli esponenti politici che hanno scelto per l'astensione, non possono essere accettabili". "La posizione dell'astensionismo attivo indicata da un vasto fronte di realta' non solo religiose ma anche politiche, sociali e culturali, è espressione di un forte spessore etico e politico e di un autentico spirito di impegno civile. E' fin troppo evidente - aggiunge Alemanno - che chiunque scelga di votare "No" in uno o più quesiti referendari rischia di consentire ad una minoranza di voti espressi per il "si" di manomettere in modo irreversibile questa legge". "Pertanto - conclude il Ministro - rifiutare di andare a votare per un referendum inaccettabile come quello del 12 giugno, è una scelta forte, chiara e consapevole, oltre che implicitamente prevista dalla nostra Costituzione.

Capezzone: una nuova Fiuggi

Il coraggio e la determinazione con cui il Vicepremier ha confermato la sua posizione favorevole ai tre sì, e la qualità tollerante, ragionevole, seria degli argomenti che ha scelto, fanno di questo suo atto politico un evento importante come la svolta di Fiuggi. Secondo me, può essere l'atto di nascita di una possibile destra alla Aznar, liberale, aperta, moderna. Lo afferma il segretario dei Radicali italiani, Capezzone.

E' una grande occasione - aggiunge - che spero sarà colta da tanti. Certo, su un altro piano, fa una certa impressione ripensare a quel ballotaggio per la carica di Sindaco di Roma nel '93, quando l'appoggio decisivo giunse a Rutelli da Pannella e dai radicali, contro Fini, proprio in nome delle grandi battaglie referendarie sui diritti civili. Allora, si poteva dire (ed era vero) che Rutelli incarnava la continuità con quelle lotte, e Fini la continuità nell'ostilità a quelle conquiste. Oggi le parti si sono rovesciate, ed è cosa che lascerà - conclude - un segno profondo.

Dulbecco e Levi Montalcini firmano per la ricerca sulle staminali

Ci sono anche le firme dei Nobel Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini sul documento con cui i maggiori esperti europei di ricerca sulle cellule staminali esprimono solidarietà ai colleghi italiani impegnati in questo stesso settore, auspicando l'esito positivo del referendum del 12 e 13 giugno, e affermano l'importanza della ricerca in questo campo.

Alla luce della legge sulla fecondazione artificiale, rilevano i ricercatori nel documento, gli scienziati italiani rischiano di essere tagliati fuori dal circuito scientifico internazionale. Nello stesso documento affermano che "compito degli scienziati è studiare le cellule staminali embrionali e adulte in parallelo, con rigore metodologico e senza pregiudizi".

Di conseguenza, rilevano, "da un punto di vista scientifico non vi è alcuna giustificazione all'affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali e quella sulle cellule staminali adulte si escludano l'una con l'altra. Rifiutiamo quindi completamente l'affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non sia indispensabile".

Tra le firme,quella di Ann McLaren, dell'istituto di Biologia dello sviluppo dell'università di Cambridge e membro del comitato europeo di Bioetica, quelle di autorevoli esperti della ricerca sulle cellule staminali e il sostegno dell'ex commissario europeo alla Ricerca Philippe Busquin. "L'Italia - si legge nel documento - deve essere in prima linea nella ricerca biomedica, in modo da ricevere pienamente i benefici derivati dalla scoperta di nuovi farmaci e trattamenti". Per questi motivi, concludono i firmatari del documento, "auspichiamo vivamente che il referendum del 12-13 giugno porti un sì per il diritto dei nostri colleghi a condurre la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane. Sosteniamo, quindi, la loro azione decisiva in favore di questo risultato che interessa l'intera comunità scientifica".

De Vita:attesi valori alti del petrolio

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/06/2005

I prezzi del petrolio resteranno su valori "cospicui" e saranno soggetti a fiammate e rimbalzi anche del 50%, con possibili punte "fino a 60 dollari al barile ed oltre". Questa la stima del presidente dell'Unione petrolifera, De Vita, all'Assemblea annuale dell'Up. Secondo De Vita, la bolletta petrolifera, il costo cioè dell'approvvigionamento di oro nero all'estero, rischia di arrivare a 19,6 miliardi, un rincaro di 2,7 mld rispetto al 2004. L'euro, sottolinea,ha fatto comunque risparmiare più di 8 mld in due anni.

De Vita: attesi valori alti del petrolio

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/06/2005

I prezzi del petrolio resteranno su valori "cospicui" e saranno soggetti a fiammate e rimbalzi anche del 50%, con possibili punte "fino a 60 dollari al barile ed oltre". Questa la stima del presidente dell'Unione petrolifera, De Vita, all'Assemblea annuale dell'Up. Secondo De Vita, la bolletta petrolifera, il costo cioè dell'approvvigionamento di oro nero all'estero, rischia di arrivare a 19,6 miliardi, un rincaro di 2,7 mld rispetto al 2004. L'euro, sottolinea,ha fatto comunque risparmiare più di 8 mld in due anni.

Fini: nessuna preoccupazione sui conti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/06/2005

"Non c'è nulla di cui essere preoccupati se non la preoccupazione doverosa dell'economia non solo dell'Italia, ma di tutta l'Europa". Lo ha affermato il vicepremier Fini stamane in una trasmissione tv, parlando della procedura di infrazione avviata da Bruxelles sul rapporto deficit-pil, salito oltre il 3%."L'Italia - ha detto - è nelle stesse condizioni di Francia e Germania". Il ritorno alla lira? "Non avrebbe senso alcuno".E inoltre, "non è possibile" perchè comporterebbe per l'Italia "costi spaventosi".

Venerdì 10 Giugno 2005

Ex Cirielli. Cassazione: con la legge dal 41% al 49% dei processi cadrebbero in prescrizione

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/06/2005

Secondo la Cassazione Sono tra il 41 e il 49% i processi che cadrebbero in prescizione anticipata con l'approvazione della della legge 'ex Cirielli', più nota come "salva-Previti". In particolare cadrebbero in prescrizione tra l'81 e l'88% dei reati di corruzione, tra il 52,7 e il 65,3 dei reati di truffa (il 73% di quelli per truffa aggravata), fino al 67,1% dei reati di maltrattamenti in famiglia e il 64% dei reati di usura.

I dati della Cassazione sono quindi ancora più allarmanti rispetto a quelli forniti da uno studio del Ministero della Giustizia, secondo il quale un procedimento su tre pendente davanti alle Corte d'Appello a rischio di prescrizione anticipata. Seppure parziali, anche le stime, fanno discutere e sono alla base della decisione di uno dei partiti di maggioranza, l'Udc, di chiedere agli alleati una pausa di riflessione prima di votare il testo in Parlamento. Il diessino Giovanni Kessler, componente della commissione Giustizia della Camera, parla di "dati scioccanti": "I dati che vengono dal primo presidente della Corte di Cassazione smascherano il tentativo del ministro Castelli di fornire numeri parziali e addomesticati". "Sono percentuali scioccanti. La 'salva-Previti' - denuncia - fa piazza pulita dei processi per un'intera serie di reati e nega perciò il diritto alla giustizia che spetta alle vittime e il diritto alla verità".

Le stime della Cassazione sono ora al vaglio dei tecnici di via Arenula. Intanto, nel pomeriggio il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha chiesto in una lettera al ministro Castelli di trasmettere le valutazioni e le stime della Cassazione al Parlamento.

Piccato il ministro: "Il fair play istituzionale imporrebbe che il Ministro della Giustizia venisse a conoscenza del contenuto di una lettera a lui inviata solo nel momento in cui tale missiva finisce sul suo tavolo e non da quanto anticipato agli organi di stampa".

Calcio. Per il Liverpool la UEFA cambia idea: Reds ammessi ai preliminari di Champions' perche' detentori della coppa

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/06/2005

La notizia era nell'aria da settimane. Almeno dalla serata stregata di Istanbul, quando i Reds hanno battuto ai rigori il Milan conquistando la Champions' League in una finale che al 45' li vedeva sotto per 3-0. Ora c'è la conferma ufficiale: il Liverpool potrà difendere quel titolo la prossima stagione, perché la UEFA è tornata all'antico e ha ammesso il diritto del detentore a partecipare all'edizione successiva della Champions' League.

Il Liverpool, infatti, a differenza del Milan, finendo quinto in campionato non si era guadagnato sul campo la qualificazione ai preliminari della prossima Champions' League. Ma dopo il trionfo di Istanbul, le pressioni sul governo del calcio europeo sono aumentate e con argomenti convincenti: in fondo ogni competizione riconosce il diritto del campione a riconfermarsi tale; in fondo il Liverpool ha conquistato la Champions' 2005 partendo dai preliminari; in fondo, ma non troppo in fondo, anche per le tv è meglio rivedere in Champions' il Liverpool piuttosto che un'eliminatoria fra una squadra lettone e la quarta del campionato turco...

Tutti contenti, insomma, cassiere del Liverpool incluso: in Coppa quest'anno sarebbe andata solo l'altra squadra della città, quella dei cugini dell'Everton. Oltre al danno (da decine di milioni di euro), la beffa.

Ma l'UEFA poteva pensarci prima della fase finale dell'ultima Champions' League...

Politica. Berlusconi: se non passa la riforma elettorale salta l'alleanza. Giusto liste bloccate, no a preferenze

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/06/2005

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in merito alla riforma della legge proporzionale ribadisce di ritenere "giusto" che si punti su liste bloccate senza preferenze.

Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se così a suo giudizio si sarebbero evitati candidati di seria A e serie B, ha dichiarato: "Appunto per quello. Ci sembrerebbe una cosa massimamente ingiusta quella di avere una discriminazione tra i vari deputati, tra chi deve andare a conquistarsi il voto in circoscrizioni molto vaste con spese anche preoccupanti e chi invece viene direttamente nominato dalle segreterie dei partiti".

La precisazione arriva dopo l'ultimatum del Presidente del Consiglio agli alleati: Berlusconi ha ribadito, dopo le indiscrezioni filtrate nelle ultime ore che parlavano di un premier deciso ad andare ad elezioni antipate nel caso di mancata approvazione del nuovo sistema elettorale, che se non passa la legge che reintroduce il sistema proporzionale si aprirà la crisi di governo.

Lo appoggia anche il ministro degli Esteri e leader di An Gianfranco Fini, che parla di "conseguenze politiche" qualora non arrivasse in porto la modifica del 'Mattarellum' proposta dal centrodestra. Facile prevedere quali possano essere, lascia intendere il titolare della Farnesina, visto che siamo ormai al termine della legislatura.

L'opposizione intanto continua a non fare sconti. Romano Prodi esclude ogni ipotesi di voto su emendamenti della maggioranza tesi a introdurre le preferenze, chiama a raccolta il popolo dell'Unione per la manifestazione di domenica prossima a Roma e ribadisce che "l'opposizione sarà durissima perché solo in Italia e in Iraq si cambiano le regole elettorali quando si sta per andare a votare".

Istat. Al Sud una famiglia su quattro vive in condizioni di poverta'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/06/2005

Cresce la povertà al Sud e per le famiglie numerose. Nel 2004 sono aumentate le famiglie povere residenti al Sud, in particolare quelle numerose (5 o più componenti) e quelle con figli minori o con anziani nel Centro e nel Mezzogiorno. E' questo il quadro che emerge dal rapporto Istat "La povertà relativa in Italia nel 2004", presentato oggi che segnala inoltre che le famiglie che vivono in condizioni di povertà relativa sono il 13,2% dell'intera popolazione.

Nel Mezzogiorno una famiglia su quattro è povera

Una famiglia su quattro vive in condizioni di indigenza nel Mezzogiorno d'Italia. Si è passati, infatti dal 21,6% del 2003 al 25% nel 2004. Basilicata (28,5%) e Sicilia (29,9%) sono le regioni più colpite dalla povertà. Si salvano in parte l'Abruzzo e la Sardegna comunque al di sotto della media delle regioni centro-settentrionali.

La soglia convenzionale di povertà relativa

La spesa media equivalente delle famiglie relativamente povere risulta pari a circa 719 euro al mese. La soglia convenzionale di povertà relativa per una famiglia di due componenti, che è rappresentata dalla spesa media mensile pro capite, risulta, nel 2004, di 919,98 euro, il 5,2% in più rispetto al valore dell'anno precedente. Quindi le famiglie di due persone che sostengono una spesa media mensile pari o inferiore a tale soglie sono classificate come povere.

Ricostruita in germania la vera storia di Biancaneve

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2005

BERLINO - La Germania del terzo millennio, in cerca delle sue radici nel passato prenazista, si rivolge al mondo delle favole, come sempre avviene peraltro nei periodi di depressione economica o politica.

In attesa che esca nei cinema tedeschi i 'Fratelli Grimm' dell'ex Monty Python americano (ma vive a Londra) Terry Gilliam (64 anni) con Monica Bellucci nella parte della strega cattiva, ci pensa la televisione pubblica tedesca a raccontare la vera storia di Biancaneve. La ragazza molto bella, cresciuta dopo la morte della madre con una matrigna gelosa della sua avvenenza, che ad un certo punto viene mandata a vivere lontano e finisce anche avvelenata (nelle favole dopo avere addentato una mela offerta dalla strega), nella realta' si chiamava Margaretha von Waldeck, ed e' vissuta nel XVI secolo.

A lei e' dedicata la prima puntata della serie 'Favole e saghe', in onda dal 9 ottobre con il titolo 'Biancaneve e l'omicidio di Bruxelles'.

Anche Margaretha era cresciuta con una matrigna dopo la morte della madre e con il crescere era diventata di una bellezza travolgente. Per questo motivo a 16 anni il padre la mando' via da Waldeck, un paesino dell'Assia, su istigazione della seconda moglie. Nella favola dovette attraversare le foreste ''dei sette monti'', nella realta' la catena del Siebengebirge (che significa appunto Sette Monti) per arrivare alla corte imperiale di Brabante, l'odierna Bruxelles. Qui sarebbe dovuta diventare dama di corte, ma la sua bellezza attrasse l'attenzione anche dell'erede al trono spagnolo, il futuro Filippo II, e improvvisamente la sua salute comincio' a peggiorare, fino alla morte avvenuta quando aveva 21 anni. Dai documenti trovati negli archivi statali di Bad Wildungen, una localita' di cure termali tuttora in funzione a pochi km da Waldeck, da un ricercatore di tradizioni popolari in Assia, Eckhard Sander, risulta che la giovane Margaretha mori' avvelenata. Forse costituiva un rischio per il futuro dinastico di Filippo?

In anni di ricerche, usate ora per la produzione del documentario del secondo canale pubblico Zdf, Sander ha messo insieme tutti i particolari della povera Margaretha. Ed ha scoperto anche come la storia sia arrivata alle orecchie dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, che nel 1812 pubblicarono per la prima volta la favola di Biancaneve ed i sette nani, diventata uno dei prodotti di maggiore successo mai esportati dalla cultura tedesca.

Alcuni parenti stretti dei Grimm trascorrevano regolarmente periodi di cure termali a Bad Wildungen, ed e' risaputo che i due fratelli per le loro storie si rifacevano ai racconti popolari, raccolti di persona oppure ottenuti da intermediari, attingendo ad ampie mani alle storie tramandate oralmente.

Per la stessa serie, sara' trasmessa poi la ricostruzione del 'Pifferaio magico di Hamelin'. Hamelin (Hameln, in tedesco) era una citta' sede di un importante mercato da dove sparirono 130 bambini in modo inspiegabile, e secondo la ricostruzione storica la favola si basa su un avvenimento del 1284 quando, nell'ambito della ripopolazione dell'Europa centro-orientale, banditori in vestiti sgargianti con tamburi e pifferi andavano per citta' sovraffollate a cercare gente disposta ad emigrare.

In quel caso non furono 130 bambini ma giovani uomini, che si trasferirono nell'attuale Brandeburgo o Pomerania, per fondare paesi che ancora portano i nomi di antiche localita' dei dintorni di Hameln.

Terrorismo. Bush: Siria e Iran hanno obiettivi comuni contro di noi. Dall'11 settembre sventati 3 attentati negli Usa

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/06/2005

Fa il punto sulla guerra al terrorismo George W. Bush, parlando a Washington davanti alla platea del National Endowment for Democracy, un'associazione per la diffusione della democrazia, creata dall'amministrazione Reagan come strumento per estendere l'influenza degli Stati Uniti durante gli anni della Guerra Fredda.

Iran e Siria: obiettivi comuni contro gli Usa

L'Iran e la Siria - ha sottolineato il presidente - hanno obiettivi comuni contro gli Stati Uniti. Il governo americano ha a più riprese accusato Damasco e Teheran di ingerenze e sostegno agli insorti iracheni che si oppongono al nuovo governo filo-americano di Baghdad.

Sventati dieci attentati dall'11 settembre 2001

Bush ha poi passato in rassegna i "successi" americani nella lotta al terrorismo. Dopo l'11 Settembre 2001 gli Stati Uniti e i loro alleati hanno bloccato dieci attacchi terroristici in tutto il mondo, di cui tre sul territorio Usa, e hanno intercettato cinque attentati in preparazione e diversi traffici d'armi.

Guerra in Iraq fino alla completa vittoria

Bush ha infine negato che l'invasione militare Usa in Iraq abbia fomentato il terrorismo islamico e ha lanciato un appello agli americani, chiedendo loro di considerare quella in Iraq una battaglia cruciale nella lotta contro il terrorismo.

Vi ricordo che non eravamo in Iraq l'11 settembre 2001 - ha spiegato Bush - e Al Qaeda ha attaccato ugualmente. L'odio di quegli estremisti esisteva prima che si parlasse dell'Iraq ed esisterà anche quando l'Iraq non rappresenterà più un pretesto per gli attentati. Noi non ci arrenderemo mai in questa guerra. Non esiste altra opzione se non la completa vittoria.

Il presidente americano ha ammesso che nei prossimi mesi e settimane dovranno essere affrontate nuove difficoltà nella guerra in Iraq, ma ha anche sottolineato che "il pessimismo non è giustificato. Gli ideali della democrazia e della libertà - ha chiosato Bush - una volta condivisi, portano frutti duraturi".

Usa, no ampliamento diplomazia Iran

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2005

Gb lancia accuse a Teheran, la tensione si alza

(ANSA) - WASHINGTON, 06 OTT - La Casa Bianca esclude che l'Amministrazione Bush abbia in programma di entrare in rapporto diplomatici diretti con l'Iran. Smentite le voci secondo cui l'Amministrazione intenderebbe aprire contatti diplomatici con gli iraniani per indurre Teheran a riprendere i negoziati con gli europei sui programmi nucleari. Dopo le accuse lanciate dalla Gran Bretagna all'Iran di fornire esplosivi per gli attentati in Iraq ,il ministro Straw ha detto di volerne discutere con Teheran.

Sabato 11 Giugno 2005

Nucleare: Iran chiede il riavvio dei negoziati con l'Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2005

TEHERAN - L'Iran ha formalmente chiesto oggi a Francia, Germania e Gran Bretagna di riprendere le trattative sul programma nucleare iraniano, interrotte dall'agosto scorso dopo la decisione di Teheran di riavviare l'attività di conversione dell'uranio. L'agenzia Irna scrive che una lettera in tal senso è stata inviata agli ambasciatori dei tre Paesi europei a Teheran dal segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, responsabile dei negoziati.

FINI: NESSUNO VUOLE ISOLARE L'IRAN

Il portavoce del ministero degli esteri iraniano "sembra non aver compreso il pur chiaro messaggio espresso dal Ministro Fini: nessuno vuole isolare l'Iran, anzi tutti noi auspichiamo che Teheran, adottando comportamenti responsabili, voglia giocare un ruolo di stabilizzazione nella sua regione, ma è l' Iran che inevitabilmente isola se stesso nel momento in cui nega il diritto all'esistenza di un altro Stato e di un altro popolo". E' quanto si rileva alla Farnesina osservando che le affermazioni del portavoce Hamid Reza Asefi vanno respinte al mittente, perché il Ministro Fini non può certo accettare lezioni di comportamento provenienti da un portavoce estero.

Lunedì 13 Giugno 2005

Iraq. Diplomatico Usa sfugge ad un attacco kamikaze. Diffuso nuovo video di Saddam

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Un alto diplomatico statunitense è sfuggito a un attentato-kamikaze contro un convoglio Usa stamane in Iraq. Lo hanno riferito alcune fonti della polizia, senza chiarire se l'obiettivo dell'azione fosse proprio il rappresentante americano. L'episodio non è stato confermato dall'ambasciata Usa: un portavoce ha detto di non sapere nulla dell'incidente, e di non aver avuto notizia di alcun convoglio diplomatico colpito dai terroristi.

Secondo una fonte del Partito islamico iracheno, uno dei più importanti gruppi sunniti, un alto funzionario Usa aveva appena lasciato i loro uffici quando c'è stata l'eplosione. Poco prima, fonti del ministero dell'Interno e della polizia avevano dato notizia di un convoglio Usa attaccato da un kamikaze: l'attentato, avvenuto nel primo pomeriggio (le 12 in Italia), aveva causato la morte di due civili. Testimoni locali avevano raccontato che nell'attentato, era andato a fuoco un veicolo Humvee statunitense e che tre soldati Usa feriti erano stati portati via dalla zona, con un elicottero accorso sul luogo.

Diffuso un video di Saddam Hussein

Un nuovo video mostra Saddam Hussein durante un interrogatorio: è stato reso pubblico dal Tribunale speciale iracheno creato per il processo all'ex dittatore. Il filamto mostra l'ex rais iracheno mentre è sotto il fuoco delle domande dei magistrati.

L'ex dittatore, che deve affrontare un processo per crimini contro l'umanità, ha la barba lunga e indossa un vestito scuro con una camicia aperta. Non ci sono indicazione di dove e quando la pellicola sia stata girata. Assieme a Saddam vengono interrogati quattro dei suoi ufficiali.

Un comunicato che accompagna il video afferma che Saddam viene interrogato nel filmato riguardo a reati collegati all'esecuzione di almeno 50 iracheni nel 1982 nella città scittia di Dujai, a nord di Baghdad, in rappresaglia dopo un fallito tentativo di assassinarlo. La scorsa settimana gli avvocati della difesa avevano protestato perchè Saddam Hussein li ha potuti incontrare solo 2 volte da quando è stato arrestato in Iraq, nel mese di dicembre del 2003. Il nuovo video è la prova che Saddam si è presentato davanti ai magistrati una seconda volta dal luglio dello scorso anno.

Referendum. Alle 22 affluenza del 18,7%

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Alle 22 in Italia per i referendum sulla fecondazione assistita ha votato il 18,7% degli aventi diritto. Il dato riguarda solo l'Italia e non gli italiani all'estero. I seggi riaprono oggi dalle 7 alle 15. La fonte è il ministero dell'Interno.

Il quarto quesito sulla fecondazione eterologa ha un quorum più basso rispetto agli altri tre: 18,6% contro il 18,7% dei primi tre quesiti.

Il dato definitivo del Viminale riguardante l'affluenza ai seggi al termine della prima giornata di voto, segnala un'affluenza bassa soprattutto se si considera che per raggiungere il quorum è necessario che voti il 50 per cento degli elettori più uno.

Il primo dato diramato alle 12 di ieri si era attestato al 4,6% e subito erano arrivate le dichiarazioni polemiche di Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, che metteva in dubbio la correttezza del Viminale affermando che "le due rilevazioni, e cioè quella delle 12 e delle 19, erano falsate a favore degli astensionisti" , perchè, secondo Capezzone, "relative entrambe a un'ora prima e dunque sottostimate".

Basso anche il dato relativo agli italiani residenti all'estero: ha votato il 20% degli aventi diritto. Il Presidente della Repubblica Ciampi ha votato di buon mattino nel seggio della scuola Mazzini a Roma, nel quartiere Trieste. Telecamere puntate anche su Gianfranco Fini che ha votato, così come aveva annunciato. Le sue dichiarazioni contro l'astensione hanno scatenato aspre critiche soprattutto all'interno di An.

Referendum. Ha votato il 25,9%, Ruini: vince la coscienza morale degli italiani. AN, leadership di Fini in discussione

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Cosa c'entra la politica con i quesiti referendari? Il presidente di AN Gianfranco Fini smentisce le voci di sue dimissioni e cerca di minimizzare l'esito referendario, che ha registrato la bassissima affluenza alle urne. Secondo i dati finali del Viminale ha votato poco più di un quarto degli aventi diritto, il 25,9%. "Personalmente - aggiunge Fini - non mi sono mai chiesto se votare fosse politicamente utile. Ero e resto convinto che fosse moralmente giusto". Ma a seggi chiusi le reazioni politiche più gravide di consequenze sono proprio quelle interne ad AN, mentre l'alfiere dell'astensionismo, il card. Camillo Ruini, si schernisce "Ho fatto solo il mio dovere", dice ai giornalisti che lo aspettavano a Fiuggi, al Convegno della Caritas italiana. Ed e' "una favola", aggiunge, l'ipotesi di ricadute sulla legge 194 sull'aborto.

Noi - dice il cardinale Ruini - non abbiamo combattuto contro nessuno. Semmai speriamo che vinca la coscienza morale del nostro popolo e il futuro dell'uomo stesso. Sul risultato ottenuto "al di sopra delle previsioni" il porporato non ha dubbi: "Esprime la saggezza del popolo italiano". Devono essersi astenuti anche non cattolici, gli è stato fatto notare: "Certamente non è solo cattolico questo voto - risponde Ruini - Coloro che hanno lavorato per ottenere questo risultato sono stati anche i non cattolici. Non è vero che è un paese tanto scristizzanizzato come dicono spesso i mezzi di comunicazione. Il Paese ha un radicamento profondo nel cattolicesimo, senza con questo voler dire che tutti sono pienamente cattolici".

In An si apre un confronto serrato

Non possiamo far finta che non sia successo niente all'interno di Alleanza nazionale - attacca il ministro per Politiche Agricole, Gianni Alemanno - Questa mattina ho scritto una lettera al presidente Fini e ho rassegnato le dimissioni da vicepresidente del partito.

Dentro An c'è un evidente problema politico - ammette il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - a causa della divaricazione seria che si è prodotta tra la posizione assunta e confermata dal leader Fini e quella larghissimamente prevalente fra i quadri del partito e praticamente in tutta la base. Un problema, ribadisce Mantovano, che "non puo' essere messo sotto il tappeto, come se nulla fosse accaduto".

E' fallito - dice da parte sua Publio Fiori - il tentativo laicista di emarginare i cattolici per sradicare la politica dall'etica in una visione modernista che rappresenta la forma più avanzata di relativismo morale e di nichilismo.

Oggi non è il giorno dei coltelli - dichiara invece Marco Follini (Udc) - E' il giorno, per chi ha sempre sostenuto le sue posizioni, di grande soddisfazione. Si sono espressi tanti cittadini, oggi è il giorno da dedicare al loro ascolto.

Fi e Udc: lieti per 'non voto'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

'Siamo lieti che la maggioranza degli italiani abbia scelto il 'non voto attivo''. Lo afferma il presidente dei senatori di Fi, Schifani, riguardo al referendum sulla procreazione assistita, aggiungendo: mai esclusa l'opportunità di 'un approfondimento su alcuni soltanto dei quesiti referendari'. Il ministro Buttiglione (Udc) difende i presidenti delle Camere, Pera e Casini, 'oggetto di una campagna violenta' che vuole'delegittimare le istituzioni' E il ministro Giovanardi: 'Ha vinto il Parlamento'. 'Grazie' a Pera e Casini.

Opposizione su referendum: Prodi resta

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

L'esito del referendum sulla fecondazione assistita, per il centrosinistra non metterà in discussione la leadership di Prodi. 'Non vedo ripercussioni -nota Violante (Ds)- sulla leadership di Prodi.Né Prodi né Rutelli hanno fatto delle loro posizioni sul referendum un motivo di rottura'.Analogo giudizio da Dini (Margherita):'Non ci sarà nessuna ripercussione sul centrosinistra'. Il vincitore 'è sicuramente' il cardinale Ruini, ma ora è necessario che 'si apra un confronto serio', dice Bindi (Margherita).

Fini: 'Ho agito secondo coscienza'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

'Ho la certezza di aver agito secondo coscienza'. Questo il commento del leader di An quando il raggiungimento del il quorum per il referendum appare ormai lontanissimo. Fini,che aveva lasciato libertà di coscienza nel suo partito ma aveva annunciato che lui avrebbe votato tre sì ha sottolineato:'Non mi sono mai chiesto se votare sì era politicamente utile, ma se era moralmente giusto'.

Referendum. Alle 22 affluenza del 18,7%

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Alle 22 in Italia per i referendum sulla fecondazione assistita ha votato il 18,7% degli aventi diritto. Il dato riguarda solo l'Italia e non gli italiani all'estero. I seggi riaprono oggi dalle 7 alle 15. La fonte è il ministero dell'Interno.

Il quarto quesito sulla fecondazione eterologa ha un quorum più basso rispetto agli altri tre: 18,6% contro il 18,7% dei primi tre quesiti.

Il dato definitivo del Viminale riguardante l'affluenza ai seggi al termine della prima giornata di voto, segnala un'affluenza bassa soprattutto se si considera che per raggiungere il quorum è necessario che voti il 50 per cento degli elettori più uno.

Il primo dato diramato alle 12 di ieri si era attestato al 4,6% e subito erano arrivate le dichiarazioni polemiche di Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, che metteva in dubbio la correttezza del Viminale affermando che "le due rilevazioni, e cioè quella delle 12 e delle 19, erano falsate a favore degli astensionisti" , perchè, secondo Capezzone, "relative entrambe a un'ora prima e dunque sottostimate".

Basso anche il dato relativo agli italiani residenti all'estero: ha votato il 20% degli aventi diritto. Il Presidente della Repubblica Ciampi ha votato di buon mattino nel seggio della scuola Mazzini a Roma, nel quartiere Trieste. Telecamere puntate anche su Gianfranco Fini che ha votato, così come aveva annunciato. Le sue dichiarazioni contro l'astensione hanno scatenato aspre critiche soprattutto all'interno di An.

Referendum. Ha votato il 25,9%, Ruini: vince la coscienza morale degli italiani. AN, leadership di Fini in discussione

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Cosa c'entra la politica con i quesiti referendari? Il presidente di AN Gianfranco Fini smentisce le voci di sue dimissioni e cerca di minimizzare l'esito referendario, che ha registrato la bassissima affluenza alle urne. Secondo i dati finali del Viminale ha votato poco più di un quarto degli aventi diritto, il 25,9%. "Personalmente - aggiunge Fini - non mi sono mai chiesto se votare fosse politicamente utile. Ero e resto convinto che fosse moralmente giusto". Ma a seggi chiusi le reazioni politiche più gravide di consequenze sono proprio quelle interne ad AN, mentre l'alfiere dell'astensionismo, il card. Camillo Ruini, si schernisce "Ho fatto solo il mio dovere", dice ai giornalisti che lo aspettavano a Fiuggi, al Convegno della Caritas italiana. Ed e' "una favola", aggiunge, l'ipotesi di ricadute sulla legge 194 sull'aborto.

Noi - dice il cardinale Ruini - non abbiamo combattuto contro nessuno. Semmai speriamo che vinca la coscienza morale del nostro popolo e il futuro dell'uomo stesso. Sul risultato ottenuto "al di sopra delle previsioni" il porporato non ha dubbi: "Esprime la saggezza del popolo italiano". Devono essersi astenuti anche non cattolici, gli è stato fatto notare: "Certamente non è solo cattolico questo voto - risponde Ruini - Coloro che hanno lavorato per ottenere questo risultato sono stati anche i non cattolici. Non è vero che è un paese tanto scristizzanizzato come dicono spesso i mezzi di comunicazione. Il Paese ha un radicamento profondo nel cattolicesimo, senza con questo voler dire che tutti sono pienamente cattolici".

In An si apre un confronto serrato

Non possiamo far finta che non sia successo niente all'interno di Alleanza nazionale - attacca il ministro per Politiche Agricole, Gianni Alemanno - Questa mattina ho scritto una lettera al presidente Fini e ho rassegnato le dimissioni da vicepresidente del partito.

Dentro An c'è un evidente problema politico - ammette il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - a causa della divaricazione seria che si è prodotta tra la posizione assunta e confermata dal leader Fini e quella larghissimamente prevalente fra i quadri del partito e praticamente in tutta la base. Un problema, ribadisce Mantovano, che "non puo' essere messo sotto il tappeto, come se nulla fosse accaduto".

E' fallito - dice da parte sua Publio Fiori - il tentativo laicista di emarginare i cattolici per sradicare la politica dall'etica in una visione modernista che rappresenta la forma più avanzata di relativismo morale e di nichilismo.

Oggi non è il giorno dei coltelli - dichiara invece Marco Follini (Udc) - E' il giorno, per chi ha sempre sostenuto le sue posizioni, di grande soddisfazione. Si sono espressi tanti cittadini, oggi è il giorno da dedicare al loro ascolto.

Fi e Udc: lieti per 'non voto'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

'Siamo lieti che la maggioranza degli italiani abbia scelto il 'non voto attivo''. Lo afferma il presidente dei senatori di Fi, Schifani, riguardo al referendum sulla procreazione assistita, aggiungendo: mai esclusa l'opportunità di 'un approfondimento su alcuni soltanto dei quesiti referendari'. Il ministro Buttiglione (Udc) difende i presidenti delle Camere, Pera e Casini, 'oggetto di una campagna violenta' che vuole'delegittimare le istituzioni' E il ministro Giovanardi: 'Ha vinto il Parlamento'. 'Grazie' a Pera e Casini.

Opposizione su referendum: Prodi resta

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

L'esito del referendum sulla fecondazione assistita, per il centrosinistra non metterà in discussione la leadership di Prodi. 'Non vedo ripercussioni -nota Violante (Ds)- sulla leadership di Prodi.Né Prodi né Rutelli hanno fatto delle loro posizioni sul referendum un motivo di rottura'.Analogo giudizio da Dini (Margherita):'Non ci sarà nessuna ripercussione sul centrosinistra'. Il vincitore 'è sicuramente' il cardinale Ruini, ma ora è necessario che 'si apra un confronto serio', dice Bindi (Margherita).

Fini: 'Ho agito secondo coscienza'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

'Ho la certezza di aver agito secondo coscienza'. Questo il commento del leader di An quando il raggiungimento del il quorum per il referendum appare ormai lontanissimo. Fini,che aveva lasciato libertà di coscienza nel suo partito ma aveva annunciato che lui avrebbe votato tre sì ha sottolineato:'Non mi sono mai chiesto se votare sì era politicamente utile, ma se era moralmente giusto'.

Cambi: euro debole su dollaro e yen

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

Euro sotto quota 1,21 dollari all'apertura dei mercati valutari. La moneta europea passa di mano a 1,2088 dollari contro l'1,2229 della quotazione Bce di venerdì scorso. L'euro perde terreno anche nei confronti dello yen ed è scambiato a 131,28 yen rispetto ai 131,42 precedenti.

Iran. Attentati: Teheran accusa gli Stati Uniti

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Nove persone sono morte e circa 90 sono rimaste ferite ieri in una serie di attentati dinamitardi avvenuti in Iran a cinque giorni dalle elezioni presidenziali e la cui responsabilità è stata addossata da Teheran a "terroristi" e separatisti filo-arabi sostenuti dagli Stati Uniti.

I primi quattro attentati che ieri ad Ahvaz, nel sud ovest dell'Iran, hanno fatto almeno otto vittime sono stati rivendicati da un gruppo separatista filo-arabo. Lo ha detto all'Agenzia France Presse Ali Agha Mohammadi, un alto funzionario dei servizi di sicurezza iraniani. "I terroristi che hanno colpito ad Ahvaz si sono infiltrati da Bassora", città nell'Iraq meridionale, ha aggiunto il funzionario, secondo cui dietro vi sarebbero gli Stati Uniti.

Gli appelli al boicottaggio delle elezioni hanno fatto presa, i gruppi terroristi con base in Iraq cercano così di impedire il regolare svolgimento delle elezioni presidenziali, in programma in Iran il prossimo venerdì, ha detto il funzionario. "Questi terroristi si muovono sotto l'egida degli Stati Uniti". "Noi chiediamo agli americani e ai britannici di prendere posizione su questi attentati e di consegnarci la lista dei membri dei gruppi terroristici in Iraq".

Oltre alle quattro attentati di ieri ad Ahvaz, una forte esplosione è avvenuta in serata a Teheran. Secondo quanto ha riferito una fonte della prefettura all'agenzia ufficiale iraniana Irna, l'esplosione ha provocato due morti.

Iran: Al Arabiya: nuova esplosione nei pressi della capitale

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Un'esplosione ha scosso oggi la città industriale iraniana di Karaj, vicino a Teheran. Lo ha detto un funzionario dell'ufficio del governatore della capitale.

Non sono note per ora le cause dell'esplosione, all'indomani della serie di attentati che hanno colpito Teheran e la città petrolifera sudoccidentale Awhaz uccidendo nove persone e facendo decine di feriti.

Iran. Attentati: Teheran accusa gli Stati Uniti

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Nove persone sono morte e circa 90 sono rimaste ferite ieri in una serie di attentati dinamitardi avvenuti in Iran a cinque giorni dalle elezioni presidenziali e la cui responsabilità è stata addossata da Teheran a "terroristi" e separatisti filo-arabi sostenuti dagli Stati Uniti.

I primi quattro attentati che ieri ad Ahvaz, nel sud ovest dell'Iran, hanno fatto almeno otto vittime sono stati rivendicati da un gruppo separatista filo-arabo. Lo ha detto all'Agenzia France Presse Ali Agha Mohammadi, un alto funzionario dei servizi di sicurezza iraniani. "I terroristi che hanno colpito ad Ahvaz si sono infiltrati da Bassora", città nell'Iraq meridionale, ha aggiunto il funzionario, secondo cui dietro vi sarebbero gli Stati Uniti.

Gli appelli al boicottaggio delle elezioni hanno fatto presa, i gruppi terroristi con base in Iraq cercano così di impedire il regolare svolgimento delle elezioni presidenziali, in programma in Iran il prossimo venerdì, ha detto il funzionario. "Questi terroristi si muovono sotto l'egida degli Stati Uniti". "Noi chiediamo agli americani e ai britannici di prendere posizione su questi attentati e di consegnarci la lista dei membri dei gruppi terroristici in Iraq".

Oltre alle quattro attentati di ieri ad Ahvaz, una forte esplosione è avvenuta in serata a Teheran. Secondo quanto ha riferito una fonte della prefettura all'agenzia ufficiale iraniana Irna, l'esplosione ha provocato due morti.

Iran: Al Arabiya: nuova esplosione nei pressi della capitale

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/06/2005

Un'esplosione ha scosso oggi la città industriale iraniana di Karaj, vicino a Teheran. Lo ha detto un funzionario dell'ufficio del governatore della capitale.

Non sono note per ora le cause dell'esplosione, all'indomani della serie di attentati che hanno colpito Teheran e la città petrolifera sudoccidentale Awhaz uccidendo nove persone e facendo decine di feriti.

Guantanamo,Cheney esclude chiusura

Tgcom24.it, http://www.tgcom.it/mondo/articoli/articolo261765.shtml, 13/06/2005

Dichiarazioni del vice presidente Usa

Dick Cheney esclude che il centro di detenzione di Cuba, dove sono rinchiusi numerosi prigionieri legati ad Al Qaeda, verrà chiuso. Lo ha detto durante una intervista affermando che "la cosa importante da capire è che quelli che stanno a Guantanamo sono i cattivi". La dichiarazione di Cheney ridimensiona quanto già affermato dal presidente Bush che aveva detto: "Stiamo esaminando tutte le alternative".

Nucleare, Riad: sì a ispezioni limitate

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

L'Arabia Saudita ha affermato la sua intenzione di firmare una convenzione internazionale che permetta di limitare le ispezioni dei suoi impianti nucleari esprimendo con questo la sua volontà di collaborare con l'Aiea di Vienna. 'Il regno desidera insistere sulla sua volontà permanente di collaborare con l'Aiea - ha dichiarato un responsabile degli Affari esteri citato dall'agenzia ufficiale Spa - e sul suo impegno nelle convenzioni internazionali'.

Nucleare, Riad: sì a ispezioni limitate

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2005

L'Arabia Saudita ha affermato la sua intenzione di firmare una convenzione internazionale che permetta di limitare le ispezioni dei suoi impianti nucleari esprimendo con questo la sua volontà di collaborare con l'Aiea di Vienna. 'Il regno desidera insistere sulla sua volontà permanente di collaborare con l'Aiea - ha dichiarato un responsabile degli Affari esteri citato dall'agenzia ufficiale Spa - e sul suo impegno nelle convenzioni internazionali'.

Martedì 14 Giugno 2005

Irap. Siniscalco: al via sgravi per 1,5 miliardi nel 2005. Dal 2006 tagli anche per banche e assicurazioni

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/06/2005

Domani il Consiglio dei ministri varerà un decreto legge sugli sgravi Irap per un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro (impatto di cassa) e relativo esclusivamente all'anno in corso. E' quanto ha detto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco alle parti sociali nel corso dell'incontro in corso a Palazzo Chigi. Siniscalco ha sostenuto che il decreto legge potrebbe eventualmente comprendere anche il taglio degli oneri impropri il cui impatto sarebbe di un ulteriore miliardo di euro.

Tutte le altre misure previste dall'esecutivo per il taglio dell'Irap, ha spiegato il ministro Siniscalco secondo quanto ha riferito una fonte presente all'incontro confluiranno nella legge finanziaria.

Il governo sta studiando inoltre ulteriori tagli per 7,5 miliardi di euro nel 2006 e che diventeranno 5 miliardi a regime.

Anche le banche e le assicurazioni potranno beneficiare degli sgravi Irap (un terzo del costo del lavoro dalla base imponibile), ma solo dal 2006. Lo riferiscono fonti presenti alla riunione con le parti sociali a Palazzo Chigi. Siniscalco avrebbe poi confermato l'esenzione anche per gli imprenditori senza organizzazione.

Referendum sulla procreazione, il giorno del bilancio

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/06/2005

Dopo il fallimento della consultazione

Un risultato peggiore delle previsioni più pessismistiche. Con un'adesione al 25,9% il referendum del 12 e 13 giugno si fissa come una vera e propria debacle. I commenti del mondo politico e religioso

Un risultato "al di là di quello che era presumibile". Parole piene di soddisfazione quelle del cardinal Camillo Ruini, uno dei grandi vincitori del referendum sulla fecondazione, ispiratore del movimento pro astensione. E’ stato lui a sollecitare la costituzione del comitato dei 120 saggi che hanno difeso il principio in base al quale “sulla vita non si vota”.

Ma non tiene affatto a considerarsi un vincitore: "Io non ho combattuto per vincere, non ho vinto- ha detto il capo dei vescovi- ho cercato soltanto di fare il mio dovere di vescovo e di ascoltare la mia coscienza di uomo, di cristiano, di cittadino. Gli italiani si sono dimostrati un popolo maturo"; e sul futuro della legge 40, che con il mancato quorum resta inalterata, aggiunge: "Tutto può essere migliorato, ma non certo stravolto e non radicalmente peggiorato".

E’ il giorno delle riflessioni. Il risultato ottenuto dal Referendum sulla procreazione si fissa come la peggiore performance di un istituto che da qualche anno a questa parte sembra davvero aver perso il suo significato più vero. Da strumento che consente agli italiani di intervenire sulle decisioni prese dal Parlamento, pare essersi trasformato in una scocciatura. Sarà forse, come dice il leghista e ministro del Welfare Roberto Maroni, per colpa “dell’abuso che se ne fa su argomenti che i cittadini non sentono".

Ma resta il fatto che è andata peggio delle peggiori previsioni: "Siamo mille chilometri lontano dalle peggiori previsioni dei sondaggisti piu' pessimisti- commenta il segretario dei Radicali Daniele Capezzone- ora dobbiamo fare una riflessione spietata, senza sconti". Capezzone non crede "che abbiano prevalso le ragioni degli astensionisti”, pensa, semmai, "a qualcosa di piu' preoccupante, ovvero a un riflesso generalizzato di indifferenza e sfiducia di tanti onesti cittadini circa la loro possibilita' di poter cambiare le cose con il proprio voto". Il timore, poi, è rivolto ai “troppi becchini frettolosi, tanto desiderosi di sottrarre questo istituto di democrazia diretta ai cittadini". La collega di partito Emma Bonino trae conclusioni anche più nefaste: “Con l’insuccesso del referendum si sancisce la fine della laicità dello Stato”. Non da meno la preoccupazione per la legge sull’aborto: “Ho fondati motivi per credere che il prossimo passo saranno ricorsi alla Consulta su una legge di civilta' (la 194, n.d.r) che e' passata in Italia nell'81 e che oggi rischia di essere messa in discussione".

Fondati, sì. Almeno stando alle dichiarazioni rese a ‘La Stampa’ da Enrico La Loggia, deputato di Forza Italia e ministro per gli Affari Regionali: "Sulla 194 si puo' cominciare ad aprire una riflessione perche' l'Italia di oggi si e' dimostrata diversa da quella di ieri, piu' attenta ai valori della tradizione cattolica".

In casa Cdl, intanto, l’esito referendario rischia di avere pesanti ripercussioni. Almeno in Alleanza Nazionale. Nel partito, allineato sull’astensionismo, le frizioni sono cominciate qualche settimana fa, quando Gianfranco Fini espresse pubblicamente le sue intenzioni di voto. Da quei “tre sì e un no” si è scatenata una ridda di malumori tale da far ipotizzare, a referendum fallito, le sue dimissioni da segretario del partito. Oggi, non a torto, Fini si domanda "cosa c'entri la politica con i quesiti referendari". Personalmente, spiega, "non mi sono mai chiesto se votare fosse politicamente utile. Ero e resto convinto che fosse moralmente giusto, per tutelare la ricerca scientifica e la salute della madre. Dopo l'esito del referendum non ho cambiato idea, non sara' qualche polemica politica a turbare la certezza che ho di essere in pace con la mia coscienza". E non pensa affatto alle dimissioni.

Il 12 e il 13 giugno non sono la rivincita su Porta Pia ma la vittoria del buon senso, da gestire con grande sobrieta' e misura è il commento del ‘collega’ di coalizione Marco Follini, segretario dell’Udc. Per il leader centrista "e' la vittoria di un'Italia profonda, che non si mette in vetrina ma custodisce i valori del buon senso e della prudenza". "La vittoria dell'astensionismo non e' la vittoria dell'integralismo- spiega- credo che questo risultato imponga una misura che in alcuni casi e' stata travalicata durante la campagna elettorale. Partiamo dal principio che Veronesi (per il sì, n.d.r) non e' la reincarnazione del dottor Mengele e che ne' Pera ne' Casini ne' Rutelli (pro astensione, n.d.r) sono i nipotini dell'inquisitore Torquemanda. Togliamo di mezzo gli eccessi e recuperiamo il senso della misura".

Non è d’accordo il leader dell'Unione di centrosinistra, Romano Prodi. Nonostante il risultato negativo del referendum difende la posizione di chi, come lui, e' andato a votare. "Io sono andato a votare - e l'ho dichiarato prima ancora che ne nascessero delle polemiche, lo vorrei sottolienare ancora una volta - e ritengo oggi, anche dopo il risultato, che un uomo pubblico impegnato in politica, quando viene chiamato a votare debba andare a votare". “Avevo ripetutamente chiesto- precisa- un riesame parlamentare della legge dato che io ero contrario e lo dichiarai fin dall'inizio che non si doveva affrontare un problema cosi' complesso con un referendum. Questo non e' stato concesso. Siamo arrivati al referendum, e come in tutti gli ultimi referendum- conclude- non si e' raggiunto il quorum. Quindi io ne traggo una conseguenza importante: noi dobbiamo fare una riflessione sull'istituto referendario".

Sull’esito referendario concorda, invece, con Follini, il leader della Margherita Francesco Rutelli, che nella partita in corso con i prodiani si presenta più forte alla resa dei conti, che pare a un passo. "Una grande prova di buon senso" ha commentato salutando la vittoria del fronte astensionista. Ma si dici convinto, anche, che "sarà possibile già da domani lavorare insieme per migliorare la legge senza stravolgerla, perche' il giudizio degli italiani è chiaro".

L'astensione ha reso inutile il referendum, ma non ha reso intoccabile la legge 40 e quindi la parola torna al Parlamento. Li' noi ci batteremo per migliorarla. Questo, d’altro canto, il punto della situazione fatto dal segretario dei Ds, Piero Fassino. In un’intervista a ‘Repubblica’, assicura che "non c'e' alcun automatismo tra le vicende referendarie e la dialettica politica. Io e Fini abbiamo votato nello stesso modo, ma non faremo insieme una maggioranza. Pera e Rutelli - prosegue - si sono astenuti e anche loro non stringeranno nuove alleanze". “Dieci anni dopo la fine della Dc- commenta- qualcuno puo' essere indotto, sulla base del voto di ieri e della partecipazione attiva della Chiesa, a far tornare di attualita' l'unita' politica dei cattolici. E’ un'illusione perche' la societa' italiana e' piu' avanti e piu' laica".

L'esito del referendum sulla fecondazione, "ci dà l'assoluta certezza che i moderati in Italia sono maggioranza". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, interviene invece per la prima volta sull’argomento referendum e a giochi conclusi. Ha scelto il silenzio per “non dividere il Paese”. Il premier si è astenuto dal voto. Oggi, rileva che "le persone di buon senso e di buona volonta' in Italia sono la maggioranza, siamo maggioranza nel paese”.

Politica. Berlusconi: 'A settembre fusione dei gruppi parlamentari di Fi, An e Udc'. Invito anche alla Margherita

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/06/2005

I gruppi parlamentari di Forza Italia, Udc e An, dovrebbero operare una "fusione" alla ripresa dei lavori, anche mischiandosi fisicamente sui banchi di Camera e Senato. Lo ha proposto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo al seminario del Gruppo di Todi.

I partiti della Cdl - ha precisato Berlusconi - pur dando vita a un soggetto nuovo, dovrebbero però presentarsi con simboli separati alle elezioni del 2006 "per ragioni tecniche", perché la legge elettorale non consente il simbolo unico. "Il leader del partito deve essere diverso dal candidato premier", ha aggiunto.

L'invito a costruire una casa comune è esteso anche "a quegli italiani che finora non ci hanno dato la loro fiducia e che stanno altrove, magari nella Margherita, e vivono con profondo disagio l'alleanza con la sinistra radicale e antagonista".

Berlusconi è intervenuto dopo che Bruno Tabacci aveva sollevato dei dubbi sulla proposta lanciata stamani dallo stesso premier di posticipare a dopo le elezioni la nascita effettiva del partito unico. "Si tratta di un fatto tecnico - ha spiegato Berlusconi - legato alla legge elettorale. Certo - ha proseguito - se trovassimo le condizioni per cambiarla, potremmo anche anticipare i tempi. Ma il fatto tecnico non cambia in nulla il percorso, che è quello di arrivare a un partito nuovo". "Io sono un utopista - ha proseguito il premier - ma sono saldamente ancorato con i piedi per terra. Bisogna essere immaginifici ma anche concreti". "Nel 2001 - ha quindi ricordato Berlusconi - tra maggioritario e proporzionale abbiamo perso l'11% dei voti perché gli elettori cercavano nella scheda maggioritaria il simbolo del loro partito e non lo trovavano".

Portevoce di Rutelli: "Basta con le sciocchezze"

Berlusconi si occupi dei problemi del Paese che, da quando è al governo, si sono nettamente aggravati. E' la secca replica del portavoce di Francesco Rutelli, Michele Anzaldi, al Presidente del Consiglio. "Quanto alle sue dichiarazioni nei confronti della Margherita hanno la stessa probabilità di realizzarsi che la rielezione a premier di Berlusconi; cioè zero", prosegue Anzaldi che taglia corto: "Ora basta con le sciocchezze".

Politica. Berlusconi: 'A settembre fusione dei gruppi parlamentari di Fi, An e Udc'. Invito anche alla Margherita

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/06/2005

I gruppi parlamentari di Forza Italia, Udc e An, dovrebbero operare una "fusione" alla ripresa dei lavori, anche mischiandosi fisicamente sui banchi di Camera e Senato. Lo ha proposto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenendo al seminario del Gruppo di Todi.

I partiti della Cdl - ha precisato Berlusconi - pur dando vita a un soggetto nuovo, dovrebbero però presentarsi con simboli separati alle elezioni del 2006 "per ragioni tecniche", perché la legge elettorale non consente il simbolo unico. "Il leader del partito deve essere diverso dal candidato premier", ha aggiunto.

L'invito a costruire una casa comune è esteso anche "a quegli italiani che finora non ci hanno dato la loro fiducia e che stanno altrove, magari nella Margherita, e vivono con profondo disagio l'alleanza con la sinistra radicale e antagonista".

Berlusconi è intervenuto dopo che Bruno Tabacci aveva sollevato dei dubbi sulla proposta lanciata stamani dallo stesso premier di posticipare a dopo le elezioni la nascita effettiva del partito unico. "Si tratta di un fatto tecnico - ha spiegato Berlusconi - legato alla legge elettorale. Certo - ha proseguito - se trovassimo le condizioni per cambiarla, potremmo anche anticipare i tempi. Ma il fatto tecnico non cambia in nulla il percorso, che è quello di arrivare a un partito nuovo". "Io sono un utopista - ha proseguito il premier - ma sono saldamente ancorato con i piedi per terra. Bisogna essere immaginifici ma anche concreti". "Nel 2001 - ha quindi ricordato Berlusconi - tra maggioritario e proporzionale abbiamo perso l'11% dei voti perché gli elettori cercavano nella scheda maggioritaria il simbolo del loro partito e non lo trovavano".

Portevoce di Rutelli: "Basta con le sciocchezze"

Berlusconi si occupi dei problemi del Paese che, da quando è al governo, si sono nettamente aggravati. E' la secca replica del portavoce di Francesco Rutelli, Michele Anzaldi, al Presidente del Consiglio. "Quanto alle sue dichiarazioni nei confronti della Margherita hanno la stessa probabilità di realizzarsi che la rielezione a premier di Berlusconi; cioè zero", prosegue Anzaldi che taglia corto: "Ora basta con le sciocchezze".

Irap. Siniscalco: al via sgravi per 1,5 miliardi nel 2005. Dal 2006 tagli anche per banche e assicurazioni

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/06/2005

Domani il Consiglio dei ministri varerà un decreto legge sugli sgravi Irap per un valore complessivo di 1,5 miliardi di euro (impatto di cassa) e relativo esclusivamente all'anno in corso. E' quanto ha detto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco alle parti sociali nel corso dell'incontro in corso a Palazzo Chigi. Siniscalco ha sostenuto che il decreto legge potrebbe eventualmente comprendere anche il taglio degli oneri impropri il cui impatto sarebbe di un ulteriore miliardo di euro.

Tutte le altre misure previste dall'esecutivo per il taglio dell'Irap, ha spiegato il ministro Siniscalco secondo quanto ha riferito una fonte presente all'incontro confluiranno nella legge finanziaria.

Il governo sta studiando inoltre ulteriori tagli per 7,5 miliardi di euro nel 2006 e che diventeranno 5 miliardi a regime.

Anche le banche e le assicurazioni potranno beneficiare degli sgravi Irap (un terzo del costo del lavoro dalla base imponibile), ma solo dal 2006. Lo riferiscono fonti presenti alla riunione con le parti sociali a Palazzo Chigi. Siniscalco avrebbe poi confermato l'esenzione anche per gli imprenditori senza organizzazione.

Arrestati in Nepal cento giornalisti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/06/2005

Circa cento giornalisti che protestavano contro le restrizioni imposte alla stampa sono stati arrestati in Nepal. Gli arresti sono scattati quando il corteo di reporter ha tentato di avvicinarsi al palazzo reale a Kathmandu. Il re Gyanendra ha imposto il bavaglio ai media lo scorso primo febbraio, contemporaneamente a una nuova ondata di arresti da parte delle forze di sicurezza. Il Nepal è da anni alle prese con una rivolta di ispirazione maoista, che solo oggi ha provocato 14 morti.

Iran, nuovi attentati: numerosi feriti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/06/2005

Tre attentati dinamitardi hanno provocato numerosi feriti leggeri a Zahedan, nella zona orientale dell'Iran, in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali. Lo rende noto l'agenzia ufficiale Irna. Gli attacchi sono stati tutti compiuti con autobomba a basso potenziale. Domenica scorsa diversi attentati, i primi in Iran da anni, hanno causato la morte di 9 persone e una novantina di feriti a Ahvaz,nel Sud-Ovest del Paese, e a Teheran.

Iran, nuovi attentati: numerosi feriti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/06/2005

Tre attentati dinamitardi hanno provocato numerosi feriti leggeri a Zahedan, nella zona orientale dell'Iran, in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali. Lo rende noto l'agenzia ufficiale Irna. Gli attacchi sono stati tutti compiuti con autobomba a basso potenziale. Domenica scorsa diversi attentati, i primi in Iran da anni, hanno causato la morte di 9 persone e una novantina di feriti a Ahvaz,nel Sud-Ovest del Paese, e a Teheran.

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» Notizie » 2005 » Giugno | Commenti: Scrivi

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