DEI RICCHI

2008 - Giugno - Settimana 3

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Domenica 15 Giugno 2008

Petrolio: l'Arabia saudita aumenta la quota a 200mila barili

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/06/2008

di Andrea Morelli

ROMA - L'Arabia Saudita è pronta ad aumentare di 200.000 barili al giorno la sua quota di produzione di greggio per calmierare il prezzo. Un prezzo più che raddoppiato nell'arco di un anno, ormai considerato "anormale" dallo stesso Re Abdullah, come ha riferito il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Ad appena ventiquattro ore dalla conclusione del G8 finanziario di Osaka, che ha invitato i Paesi produttori ad un maggiore sforzo in termini di offerta, arrivano le prime conferme ai rumors che fin da ieri volevano i sauditi pronti al passo.

I sauditi - ha detto Ban Ki moon, in visita in Arabia Saudita - hanno reagito con responsabilità alle richieste dei loro clienti. Dopo aver aumentato la produzione di 300.000 barili al giorno in giugno ora ci sarà un incremento di produzione di 200.000 barile al giorno in luglio, per arrivare a 500.000 barili al giorno in due mesi, ha spiegato Ban Ki moon citando il ministro saudita del petrolio Ali Al Nouaimi.

La nuova mossa dovrebbe portare la produzione dell' Arabia Saudita dagli attuali 9,45 milioni a 9,75 milioni di barili al giorno. Un secco uno-due che porta Riad poco al di sotto della soglia dei 10 milioni di barili prodotti al giorno, facendo chiarezza su vari interrogativi che concorrono a mantenere squilibrato il mercato. Dirsi pronti a fare tutto quello che è "in nostro potere per ricondurre i prezzi a livelli ragionevoli", come ha fatto il Re Abdullah, equivale a fugare i dubbi di quanti fra operatori e analisti non attribuivano all'Arabia la capacità tecnica di spingere la propria produzione a livelli mai testati. Toccare un ritmo produttivo di 9,75 milioni di barili "può essere sufficiente a calmare l'umore dei mercati nel breve periodo" - come spiega Raja Kiwan, un analista di Pfc Energy interpellato da Bloomberg - ma gli altri membri dell'Opec potrebbero chiedersi cosa succederebbe nella seconda metà dell'anno, quando l'evoluzione delle situazioni in atto potrebbe raffreddare la tendenza dei prezzi.

La mossa saudita potrebbe in altri termini "sparigliare" le le dinamiche in atto sul mercato, separando il peso della speculazione denunciato anche dai ministri del G8, dall'effetto reale della domanda crescente nella formazione del prezzo. Lo stesso Abdullah ha rilevato "che i prezzi del petrolio sono elevati in modo anormale a causa di motivi speculativi e della politica di alcuni Governi". Una nuova ondata di greggio sul mercato, con conseguente calo dei prezzi, potrebbe quindi togliere fiato alla speculazione.

Il Papa a Brindisi: Maria ci salvi dalla crisi di fede

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/06/2008

Papa Benedetto XVI, al termine della messa stamane nel porto di Brindisi, ha lanciato un nuovo appello alla cooperazione e alla pace tra i popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente, esortando ad evitare "l'indifferenza" e la mancanza di iniziative internazionali. Allo stesso tempo ha pero' invocato la Madonna perche' protegga l'Italia, l'Europa e il mondo intero "dalle tempeste che minacciano la fede e i veri valori".

Da un palco circondato dal mare, sulla banchina di Sant'Apollinare, Ratzinger ha celebrato il rito sacro davanti ad una folla di 60-70 mila pellegrini e fedeli provenienti da tutta la Puglia. Al momento della comunione, Benedetto XVI, cosi' come aveva fatto durante la festa del Corpus Domini a Roma, ha ripristinato un modo desueto di dare l'ostia consacrata, ovvero l'ha consegnata ai fedeli laici in ginocchio; solo i diaconi hanno ricevuto l'eucaristia in piedi.

Al termine della messa, il Papa, ispirato dallo scenario circostante, ha osservato che ogni porto "parla di accoglienza, di riparo, di sicurezza; parla di un approdo sospirato dopo la navigazione, magari lunga e difficile. Ma parla anche di partenze, di progetti e aspirazioni, di futuro".

Ricordando come Brindisi sia una base per le missioni umanitarie delle Nazioni Unite, Benedetto XVI ha rinnovato un appello "di cooperazione e di pace fra tutti i popoli, specialmente tra quelli che fanno corona a questo mare, antica culla di civilta', e quelli del Vicino e Medio Oriente". "L'azione della comunita' internazionale - ha spiegato riprendendo il suo discorso al Palazzo di Vetro dello scorso aprile - ...non deve mai essere interpretata come un'imposizione indesiderata e una limitazione di sovranita"'.

Al contrario - ha ammonito - "e' l'indifferenza o la mancanza di intervento che recano danno reale". Durante l'omelia, ha parlato della vocazione missionaria della Chiesa, che non puo' mai cadere pero' nel "pietismo" o nell"'assistenzialismo". "La compassione cristiana - ha avvertito il Pontefice - non ha niente a che vedere con il pietismo e l'assistenzialismo. Piuttosto e' sinonimo di solidarieta' e condivisione ed e' animata dalla speranza".

Il Papa ha anche ricordato ai fedeli pugliesi che nessuno nasce santo e che nemmeno lui lo e': "e' utile riflettere che i dodici apostoli non erano uomini perfetti, scelti per la loro irreprensibilita' morale e religiosa . Erano sicuramente credenti, pieni di entusiasmo e di zelo, ma segnati - ha detto - dai loro limiti umani, talora anche gravi. Dunque, Gesu' non li chiamo' perche' erano gia' santi, ma affinche' lo diventassero. Come noi, come tutti i cristiani".

La stampa USA: in mani criminali piani di una sofisticata atomica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/06/2008

Eccola, scrive il New York Times, l'impronta elettronica per la realizzazione della bomba nucleare che potrebbe collegare il padre dell'atomica pakistana, Abdul Qadeer Khand, all'Iran. L'avrebbero trovata gli esperti dell'Agenzia Internazionale Atomica per i quali i piani riconducibili a Khan sono più sofisticati, ad esempio, rispetto a quelli emersi in Libia nel 2003, quando il colonnello Muammar el-Gheaddafi rinunciò al programma nucleare nazionale e vennero alla luce documenti che rimandavano ad un modello cinese datato metà anni '60. Gli investigatori, in quel caso, risalirono a persone legate a Khan. Non ci sono prove, tuttavia, che il commercio di informazioni sullo sviluppo dell'atomica della 'rete di Khan' abbia raggiunto negli anni scorsi Teheran.

Nel 2006 sul computer di un faccendiere svizzero vennero scoperti i piani per la realizzazione di una testata nucleare estremamente sofisticata e così compatta da poter essere installata nella testata di un missile balistico. svelando ulteriori particolare sull'attivita della rete di contrabbando di armi che vendette componenti di ordigni atomici, ma molto più obsoleti, a Libia, Iran e Corea del Nord guidata da Abdul Qadeer Khan, padre della bomba atomica di Islamabad. La fonte della notizia citata dal Wp è David Albright, ispettore delle Nazioni Unite, che in un rapporto per il palazzo di Vetro ha ipotizzato che i piani potrebbero essere stati condivisi con alcuni Paesi o gruppi ribelli.

Il contenuto del computer, oltre mille gigabyte di dati sequestrati, è stato distrutto dalle autorità elvetiche sotto la supervisione dell'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica)

New York Times svela tesi del giovane McCain: il pacifismo mina la tempra dei nostri militari

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/06/2008

Il fattore più importante nella capacità di un uomo di restare credibile come prigioniero di guerra è una forte fede nella correttezza della politica estera del proprio paese. Ne era convinto già nel 1974 John McCain, tabto che in una tesi per il National War College, mai resa pubblica fino ad oggi, sostanzialmente spiegava che erano il pacifismo e l'ondata di proteste contro la Guerra in Vietnam a minare la resistenza dei prigioni americani nelle mani dei Vietcong.

Nelle menti di quei giovani, scriveva allora McCain, si instillava il germe del dubbio sulla necessità di combattere contro i comunisti. In questo modo la loro tempra di soldati venne indebolita, portando anche a episodi di collaborazionismo. E' questo in sintesi il contenuto del saggio di McCain datato 1974 e rivelato oggi dal New York Times. L'attuale candidato repubblicano alla Casa Bianca, tornato da un anno dalla lunga prigionia in Vietnam, allora era capitano di corvetta. La colpa dei cedimenti fra i giovani militare americani, scriveva, fu "di quei movimenti antiguerra che facevano sentire la loro voce ogni giorno a casa", perche', "danneggiarono il morale di alcuni prigionieri", che avevano perso la fiducia, "nella correttezza della politica estera del proprio paese".

Per eliminare il tarlo del dubbio nei soldati al fronte Mccain suggeri' di inserire nell'addestramento delle reclute un programma di indottrinamento per spiegare le ragioni della politica Usa del contenimento comunista nel sud est asiatico. L'allora giovane ufficiale riconosceva che un simile progetto si sarebbe potuto assimilare a un "lavaggio del cervello" di per se "criticabile". Ma allo stesso tempo sarebbe stato indispensabile per evitare cedimenti.

Il senatore dell'Arizona, impegnato nella campagna contro il rivale democratico Barack Obama ha commentato la pubblicazione del vecchio saggio con una mail al Nyt in cui ribadisce le sue convinzioni sui danni al morale dei prigionieri causati dal movimenti antiguerra, anche se si affretta a ridimensionare il loro effetto: "La grande maggioranza (dei soldati nelle mani dei vietcong) fece il proprio dovere con coraggio".

Altri documenti top secret lasciati su un treno, polemiche in Gran Bretagna

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/06/2008

Povero Gordon Brown. Non bastavano le Amministrative perse, la popolarità ai minimi, il record negativo del Partito Laburista nei sondaggi. Ora ci si mettono pure funzionari distratti che dimenticano documenti riservati sul treno, come un pendolare qualsiasi.

L'edizione domenicale dell'Independent scrive che i documenti in questione riguardano misure per contrastare il finanziamento del terrorismo internazionale, il traffico di droga e il riciclaggio di denaro sporco: sono stati ritrovati su un treno per Londra mercoledì scorso, lo stesso giorno del ritrovamento altri documenti analoghi su al Qaida e l'Iraq, consegnati a un giornalista della Bbc. Questa volta, invece, il materiale è stato recapitato all'Independent.

I documenti spiegano come i sistemi bancari e i siti internet commerciali possono essere manipolati per finanziare armi di distruzione di massa illegali in Iran, e forniscono dettagli sui metodi utilizzati per il finanziamento del terrorismo, come le frodi sui siti commerciali. Come la Bbc, anche The Independent ha assicurato di aver restituito i documenti, dei quali non divulgherà il contenuto. Qualche giorno fa documenti governativi classificati top secret e relativi alla rete terroristica di Al Qaida e all'Iraq erano stati trovati su un treno in partenza dalla stazione di Waterloo, a Londra, e diretto nella regione del Surrey.

In una prima, laconica, dichiarazione, il governo ammette di essere "estremamente preoccupato" e anticipa che farà "di tutto per impedire il ripetersi di simili incidenti". Del fatto parlerà il ministro degli interni Jacqui Smith, che dovrà rifernire in tempi brevi in Parlamento.

Contro Downing Street e tutto il governo si scaglia il ministro ombra per la sicurezza baronessa Neville-Jones. È urgente, ha detto, che l'esecutivo dia un giro di vite" in grado di garantire la protezione dei dati sensibili. Episodi del genere "non possono ripetersi. E' inaccettabile".

Martedì 17 Giugno 2008

Immigrazione, Onu: allarme profughi per guerre e clima

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/06/2008

LONDRA - Mai così alto il numero dei profughi nel mondo, arrivati nel 2007, a 37.4 milioni - un dato definito dall'ONU "senza precedenti". E se fino ad oggi sono state le guerre la causa principale di queste migrazioni di massa, ora a peggiorare la situazione è anche il cambiamento climatico - in grado di innescare conflitti e aumentare ulteriormente il numero di coloro che abbandonano le loro case. A lanciare l'allarme è Antonio Guterres, alto commissario ONU per i rifugiati, in questi giorni a Londra per lanciare una serie di eventi legati alla 'Giornata Mondiale dei Profughi' in calendario per venerdì prossimo.

Il cambiamento climatico - ha detto Guterres in un'intervista al quotidiano britannico 'The Guardian' - è oggi uno dei principali fattori che stanno alla base delle migrazioni di massa. Colpisce i popoli sia in modo diretto, a livello ambientale, impedendo alle persone di vivere nelle tradizionali zone di residenza, che in modo indiretto, scatenando conflitti e povertà estrema. Le guerre, naturalmente, continuano a mettere in fuga le vittime civili. Guterres ha messo in guardia l'Europa: "non chiudete le porte ai profughi iracheni che decidono di lasciare il loro paese".

Patto tra boss e massoni per insabbiare processi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/06/2008

PALERMO - I carabinieri hanno arrestato otto persone, in diverse città, accusate di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del procuratore Francesco Messineo, dell'aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto della Dda, Paolo Guido.

Fra le persone arrestate vi sono un'agente della polizia di Stato, un ginecologo di Palermo, imprenditori di Agrigento e Trapani, un impiegato del ministero della Giustizia in servizio ad una cancelleria della Cassazione e un faccendiere originario di Orvieto. Gli indagati sono accusati a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio.

Per l'accusa gli indagati, alcuni dei quali legati dall'appartenenza a logge massoniche, avrebbero formato una rete attraverso la quale affiliati a Cosa nostra avrebbero ottenuto di ritardare i processi in Cassazione, in modo da poter avere la prescrizione dei reati. Di questo sistema si sarebbero serviti anche professionisti, come il ginecologo di Palermo, che era stato condannato anche in appello per violenza sessuale su una minorenne. L'uomo avrebbe pagato somme di denaro per tentare di ottenere l'insabbiamento del procedimento in Cassazione, che infatti risulta pendente da tre anni, per poi accedere alla prescrizione del reato.

Le indagini che hanno portato alla scoperta dei presunti intrecci fra boss e massoni diretti a ritardare i processi di alcuni affiliati alle cosche mafiose, sono state avviate dai carabinieri nel 2006. L'indagine, denominata 'Hiram', coordinata dalla procura di Palermo, è stata coperta dal massimo riserbo, ed ha preso il via da accertamenti svolti sulle famiglie mafiose di Mazara del Vallo e Castelvetrano, in provincia di Trapani. L'inchiesta ha messo in luce un gruppo di persone, alcune legate dall'appartenenza a logge massoniche, che per l'accusa avrebbero dunque ritardato, dietro pagamento di tangenti, l'iter processuale di alcuni affiliati a Cosa nostra. Oltre alle perquisizioni, che sono ancora in corso, controlli vengono svolti anche su conti correnti bancari intestati agli indagati.

I NOMI DEGLI ARRESTATI - Questo l'elenco delle persone arrestate. Michele Accomando, 60 anni, di Mazara del Vallo, imprenditore, finito in carcere nel 2007 per un'inchiesta su appalti pubblici pilotati, è stato in seguito condannato per mafia a nove anni e quattro mesi; Renato Gioacchino Giovanni De Gregorio, 59 anni, ginecologo a Palermo, condannato anche in appello per violenza sessuale su una minorenne, dal 2005 pende in Cassazione il suo ricorso; Rodolfo Grancini, 68 anni, originario di Orvieto, è indicato dagli investigatori come un faccendiere, in contatto con diversi senatori e deputati, considerato dagli inquirenti "una personalità poliedrica inserita in un giro di amicizie altolocate, attorno alla quale ruota l'intera indagine. Grancini avvalendosi di persone "prezzolate", alcune già note agli investigatori, altre ancora ignote, all'interno della Cassazione, secondo l'accusa era riuscito a congegnare un "sistema" che gli consentiva di acquisire notizie riservate sullo stato dei procedimenti e di pilotare la trattazione dei ricorsi proposti alla suprema Corte dai suoi "clienti". Calogero Licata, 57 anni, imprenditore agrigentino, accusato di aver tentato di insabbiare in Cassazione alcuni procedimenti penali che riguardavano boss mafiosi di Agrigento e Trapani. Guido Peparaio, 55 anni, impiegato del ministero della Giustizia, addetto alla cancelleria della seconda sezione della Corte di Cassazione con la qualifica di ausiliario. Calogero Russello, 68 anni, imprenditore agrigentino che era già stato imputato di mafia. Nicolò Sorrentino, 64 anni, originario di Marsala. Francesca Surdo, 35 anni, originaria di Palermo, agente della polizia di Stato in servizio alla Direzione anticrimine di Roma.(

Scajola: class action slitta al 2009

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/06/2008

ROMA - Bisognerà attendere il 2009 per poter dare il via a cause collettive anche in Italia. L'entrata in vigore della legge che consente azioni risarcitorie a tutela degli interessi di consumatori e utenti - che molte associazioni erano già pronte a promuovere contro società e banche - slitterà infatti di sei mesi, dal primo luglio al primo gennaio 2009, come ha confermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Il provvedimento, licenziato con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi, sarà oggetto di "revisione", con le parti sociali, e verrà allargato alla Pubblica amministrazione.

Una sonora bocciatura alla decisione di rinviare la legge è immediatamente arrivata dai consumatori. "Siamo assolutamente contrari", ha affermato il Codacons. Anche la Cisl di Raffaele Bonanni ha mostrato di non essere d'accordo: "Questa altalena non fa bene al Paese", ha detto riferendosi al meccanismo di norme scritte da un esecutivo e cancellate dal successivo. La norma è comunque destinata ad essere rivista. Pur sottolineando che "il governo è favorevole al provvedimento", che è "di assoluta validità e importanza per i consumatori", Scajola ha spiegato che la legge sulla class action entrerà in vigore a gennaio del prossimo anno dopo un "percorso di revisione con le parti interessate". Perché, ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico, "abbiamo il sospetto che così com'é porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori". Dunque, per soddisfare l'obiettivo che deve essere di "dare giustizia a chi si sente danneggiato" e "per produrre effetti positivi - ha detto - ha necessità di essere ritoccata". Ritocchi che, ha sottolineato, saranno discussi insieme alle "parti coinvolte".

A tal fine già per domani ha convocato il Consiglio nazionale dei consumatori. La decisione di fermare la legge sulla class action non è piaciuta al leader della Cisl. Sollecitando una "spiegazione" del governo su "questo stop", Bonanni ha affermato: "Non mi piace che alcuni governi scrivano le norme e quelli dopo le cancellino. Questa è un'altalena che non fa bene al Paese", ha sostenuto il segretario generale della Cisl, perché "non crea un clima costruttivo e di fiducia". Da parte loro i consumatori promettono opposizione. "Ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grandi imprese italiane guidate da Confindustria", ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Più possibilista l'Adiconsum. "Se il rinvio della class action - ha detto il segretario generale Paolo Landi - dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo perfettamente d'accordo, ma temiamo non sia così, viste le pressioni di Confindustria".

Berlusconi ricusa giudice Veltroni: stop dialogo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/06/2008

ROMA - "Le conclusioni le ha tratte Berlusconi che ha strappato la tela del dialogo possibile". Così il leader del pd Walter Veltroni, in un'intervista al Tg3, spiega che il dialogo tra maggioranza ed opposizione si è interrotto dopo l'iniziativa del premier Silvio Berlusconi in materia giudiziaria.

Io avevo sperato - ricorda Veltroni - che prevalesse il senso di responsabilità e per tutta risposta sono stati presentati due emendamenti per evitare processi nei confronti del presidente del consiglio e ieri è stata inviata la lettera al presidente del Senato che riapre lo scontro nei confronti della magistratura secondo lo scenario già visto in questo paese.

PROCESSO MILLS, BERLUSCONI HA RICUSATO IL GIUDICE - E' stata depositata nella cancelleria della quinta sezione della Corte d'Appello di Milano l'istanza con la quale Silvio Berlusconi ha ricusato il presidente della decima sezione del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus. La ricusazione riguarda il processo in cui il premier è imputato per corruzione in atti giudiziari con l'avvocato inglese David Mills.

Da parte del giudice Nicoletta Gandus sarebbero state fatte "reiterate manifestazioni di pensiero" che "appalesano" una "inimicizia grave nei confronti dell'imputato Berlusconi". Lo si legge nell'istanza di ricusazione del giudice, presentata dai legali del premier. Il procuratore della Repubblica di Milano Manlio Minale, "deve con forza respingere" le "illazioni" dopo aver letto "così come riportato sulla stampa" il testo della lettera di Silvio Berlusconi al presidente del Senato, Renato Schifani, in cui si parla di "stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici" nel processo Mills-Berlusconi. Lo si legge in una nota del capo della Procura.

PM MILANO, RESPINGIAMO CON FORZA ILLAZIONI - Il procuratore della Repubblica di Milano, Manlio Minale, "deve con forza respingere" le "illazioni" dopo aver letto "così come riportato sulla stampa" il testo della lettera di Silvio Berlusconi al presidente del Senato, Renato Schifani, in cui si parla di "stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici" nel processo Mills-Berlusconi. Lo si legge in una nota del capo della Procura.

Nella nota, a firma del procuratore della Repubblica di Milano, Manlio Minale si spiega che "il procedimento per corruzione in atti giudiziari pendente dinanzi al Tribunale di Milano nei confronti dell'attuale presidente del Consiglio e dell'avvocato Mills, al quale evidentemente si fa riferimento nella lettera sopra ricordata, è stato iscritto a seguito di precise dichiarazioni rese dallo stesso avvocato Mills in data 18 luglio 2004, alla presenza del difensore nel corso di un interrogatorio quale persona indagata in altro procedimento". "Le indagini - prosegue Minale - sono state condotte nel più assoluto rispetto delle garanzie della difesa e nell'esclusiva ottica dell'accertamento della verità. All'esito delle indagini preliminari è stata esercitata l'azione penale e gli atti, superato positivamente il vaglio dell'udienza preliminare, sono pervenuti al Tribunale". "All'esito di un dibattimento iniziato in data 13 marzo 2007 e prossimo alla conclusione - conclude la nota - il tribunale deciderà in ordine alla fondazione o meno delle accuse".

LUNA DI MIELE ADDIO, SCONTRO TRA POLI - E' durata un mese e mezzo la luna di miele al Senato fra maggioranza ed opposizione. La lettera del presidente del Consiglio a sostegno degli emendamenti battezzati "salva-premier", letta dal presidente Renato Schifani in Aula, ha cambiato del tutto il clima nell'Aula del Senato dove si discute sul decreto sicurezza, riportando le lancette dell' orologio indietro ai tempi dello scontro frontale tra gli opposti schieramenti che ha contraddistinto le due precedenti legislature. Quasi tutti i senatori dell'opposizione chiedono la parola per stigmatizzare l'intervento del premier rievocando il tempo delle "leggi ad personam" che, secondo l'opposizione, ha segnato la precedente esperienza berlusconiana di governo. La linea d' attacco, concordata da Idv e Pd è la richiesta di non passaggio agli articoli considerando la presentazione ieri degli emendamenti "salva processi" come un fatto che "stravolge le finalità del decreto" come ha sostenuto il costituzionalista Stefano Ceccanti, su cui l'Aula non ha potuto pronunciarsi essendo stati depositati dopo la discussione generale del provvedimento chiusasi giovedì scorso. Dai banchi del Pd e dell'Idv si succedono parole sui "rischi di regime" oltre ad espressioni di "sconcerto, amarezza, stupore" per la lettera considerata, sopratutto dai senatori del Pd, "uno schiaffo al dialogo" fino a parlare di "insulti al Parlamento".

La lettera di Berlusconi - osserva il vice presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda - spiega in modo spudorato che l'emendamento ha un obiettivo specifico: escludere dal giudizio dei magistrati i comportamenti del presidente del Consiglio. Il capogruppo dell'Idv Felice Belisario parla di un tentativo di "dittatura dolce" con "l'evidente volontà di mettere il bavaglio alla magistratura". Per Belisario l'iniziativa di Berlusconi è "la pietra tombale di questa legislatura". Dai banchi della maggioranza qualcuno irride, Belisario non si scompone e replica "governerete o sgovernerete per cinque anni ma non ci sarà nessun dialogo e soprattutto salirà la protesta nel paese perché tornate ad occuparvi delle vicende personali del premier considerandole problema di rilevante urgenza e necessità". "In nessun altro paese europeo - tuona Emma Bonino - si potrebbe assistere per decreto alla sospensione dei processi, qualsiasi siano le motivazioni. Tutto questo conferma lo scarso senso istituzionale del premier". Intervengono anche gli ex pm Gerardo D' Ambrosio e Felice Casson che non nascondono le loro preoccupazioni per il "vulnus alle regole della democrazia". "Quando ho visto l'emedandamento - confessa Casson - sono saltato sulla sedia. Qui si stravolge la Costituzione. Siamo in fortissimo contrasto con i principi fondamentali del nostro ordinamento, con particolare riferimento al principio dell'obbligatorietà dell'azione penale e della separazione e dell'autonomia della magistratura rispetto al potere politico in senso lato, in particolare al Governo ed al Parlamento". Schifani dà la parola a tutti facendo rispettare rigorosamente i tempi di intervento e spegne d'autorità il microfono quando si eccede il minuto, minuto e mezzo concesso mentre i senatori della maggioranza rimasti in Aula non prendono la parola seguendo con aria distratta i lavori. Poi, a fine seduta, il presidente mette in votazione la richiesta di "non passaggio agli articoli" che il Senato boccia con tondo 159 contro i 122 a favore. I lavori riprenderanno nel pomeriggio con l'esame dei contestati emendamenti.

NORMA BLOCCA-PROCESSI PER REATI FINO A GIUGNO 2002

ROMA - Tutti i processi per reati commessi fino al 30 giugno 2002 che si trovino in una fase che va dall'udienza preliminare alla chiusura del dibattimento di primo grado e che non riguardino reati gravissimi, come mafia, terrorismo o incidenti sul lavoro, saranno sospesi per un anno. E' quanto prevede uno degli emendamenti presentati dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini, rispettivamente presidente delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, al decreto sicurezza. La norma, tanto annunciata come 'apripista' al cosiddetto 'Lodo Schifani', alla fine trova una sua collocazione nel provvedimento che da domani sarà all'esame dell'Aula di Palazzo Madama. E fa insorgere l'opposizione che parla di "indulto mascherato" e di incongruenza visto che il decreto sicurezza così aumenterebbe le pene per gli stessi reati per i quali impedisce che si celebrino i processi. "Non è possibile - replica Berselli - che ogni volta che si presenta una proposta in materia di giustizia tutti pensino che possa servire a Berlusconi. Io non so nemmeno se questa misura potrà giovargli in qualche modo. So solo che si tratta di un'iniziativa che velocizzerà i processi e costituirà una corsia preferenziale per tutti i procedimenti penali per reati di grave allarme sociale. E' inutile continuare a intasare i tribunali con processi che intanto si concluderanno solo con prescrizione o indulto...".

Nelle due proposte di modifica presentate da Vizzini e Berselli si prevede, infatti, non solo la sospensione dei processi, ma anche l'indicazione ai magistrati su quali siano i procedimenti che dovranno essere affrontati prima degli altri. Si dice cioé che i Tribunali italiani dovranno occuparsi prima di tutto di reati punibili con l'ergastolo o con condanne superiori ai 10 anni, o che riguardino criminalità organizzata, la riduzione e il mantenimento in schiavitù, la tratta di persone, l'acquisto o la vendita di schiavi, il sequestro a scopo di estorsione, il terrorismo, le stragi, l'omicidio. E altri reati di grave allarme sociale, tra cui quelli relativi agli incidenti sul lavoro. In più, le toghe dovranno sempre dare la precedenza a tutti quei procedimenti con imputati detenuti o con rito direttissimo. Chi non vorrà avvalersi della sospensione, ovviamente lo potrà chiedere e continuare arrivando a sentenza. Ma, entro tre giorni dalla sospensione, si potrà anche arrivare a patteggiamento benché il processo sia già iniziato. Ed è questa una delle misure più discusse del testo. In questo modo, infatti, si introduce una sorta di patteggiamento 'allargato' che potrà essere chiesto e concesso anche se c'era già stato un rifiuto in questo senso da parte di Pm e giudice. Durante la sospensione, poi, anche la prescrizione subirà una battuta d'arresto, e riprenderà il suo corso "dal giorno in cui è cessata". Ma questo, commentano esponenti dell' opposizione, non avrebbe grossa importanza visto che, durante l'anno di 'sospensione', gli uffici giudiziari saranno costretti a trasformare completamente il proprio ruolo d'udienza per seguire le priorità indicate dal decreto, e così i "processi che la maggioranza considera minori" si potranno celebrare chissà quando: senz'altro dopo che la prescrizione li avrà cancellati. "I processi che riguardano la corruzione però - spiega il capogruppo dell'Udc Giampiero D'Alia - non mi sembra siano tanto 'minori'...". La parte civile del processo sospeso potrà, infine, "trasferire l'azione in sede civile".

I PROCESSI SOSPESI E CON PRECEDENZA

I processi che saranno sospesi per un anno, se l'emendamento presentato diverrà legge, sono quelli per un'ampia gamma di reati tra cui, per fare degli esempi, l'omicidio colposo, il furto (compresi scippi e borseggi), le lesioni, la rissa, la truffa (anche a danno della pubblica amministrazione), l'usura, il sequestro di persona (ma non se è a fine di estorsione o rapina), la corruzione (compresa quella in atti giudiziari), i delitti contro l'inviolabilità dei segreti (dalle intercettazioni abusive alla rivelazione del contenuto di corrispondenza anche se da parte di personale delle poste e dei telefoni). I processi per i quali l'altro emendamento prevede invece una corsia preferenziale, indicati come "relativi ai delitti puniti con l'ergastolo o una pena superiore a dieci anni, ai delitti di cui agli articoli 51 comma 3 bis e 3 quater e 407 comma 2 lettera a del codice di procedura penale", sono tutti i più gravi, dai delitti di mafia a quelli di terrorismo, per i quali la competenza è assegnata alle direzioni distrettuali antimafia ed ai tribunali dei capoluoghi (ad esempio l'omicidio volontario, il sequestro di persona a scopo d'estorsione o di rapina, la rapina), ma anche, è espressamente indicato nel testo dell'emendamento, "i procedimenti con imputati detenuti anche per reati diversi".

Mercoledì 18 Giugno 2008

Nature: oceani cresciuti in piu' di quanto stimato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2008

ROMA - Gli oceani si sono riscaldati e si sono alzati molto di più di quanto stimato dagli scienziati Onu. Lo afferma uno studio pubblicato da Nature, secondo cui temperatura e volume sono aumentati del 50% in più tra il 1961 e il 2003 rispetto a quanto stimato dall'Ipcc. I ricercatori hanno ricalcolato i parametri degli oceani utilizzando anche le misure fatte fino ad una profondità di 700 metri, tenendo conto del contributo di diversi fattori come lo scioglimento dei ghiacciai di montagna, il minore volume di ghiacci di Artide e Antartide e l'espansione dovuta all'aumento della temperatura, ed eliminando errori dovuti agli strumenti.

La somma di questi contributi è risultata essere una crescita di 22 millimetri, il 50% più alta di quanto stimato dall'Ipcc. Il maggior contributo è risultato venire dallo scioglimenti di ghiacci e neve, quattro volte più alto di quello dei poli che però è segnalato in rapido aumento negli ultimi anni. "Per la prima volta siamo riusciti a separare i contributi dei singoli processi - spiega Catia Domingues, del Centro perle ricerche sul clima australiano - un puzzle che si cercava di risolvere da dieci anni".

Clima: Nature, cosi' la Cina 'comanda' la pioggia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2008

di Pier David Malloni

ROMA - Un esercito di trentaduemila persone, armato di settemila cannoni, cinquemila lanciamissili e trentacinque aereoplani, che spende sessanta milioni di dollari l'anno, con un unico obiettivo: 'conquistare' il meteo e ridurlo in proprio potere. A metterlo in campo è la Cina, che secondo un articolo pubblicato da Nature è l'unico paese che sembra aver raggiunto dei buoni risultati nel campo della manipolazione del clima, almeno in alcuni aspetti. Secondo le cifre ufficiali, riportate dalla rivista, tra il 1999 e il 2006 gli scienziati cinesi sarebbero riusciti a far cadere 250 miliardi di tonnellate d'acqua grazie ai loro metodi, con una produzione annua di 30 miliardi di tonnellate che verrà, nelle intenzioni di Pechino, portata a 50 entro il 2010. Anche se secondo alcuni esperti le cifre sono gonfiate, spiega la rivista, tentativi simili a quello cinese ma su scala molto più bassa sono in corso in tutto il mondo, dall'Australia all'Iran: "La California ad esempio - si legge nella rivista - sostiene che l'investimento di 3 milioni di dollari nelle tecniche di fertilizzazione delle nuvole ha portato ad una maggiore produzione di pioggia di 490 milioni di metri cubi all'anno". Le 'danze della pioggia' in chiave moderna attualmente in sperimentazione sono molte, e quasi tutte prevedono di cospargere nuvole già formate di sostanze chimiche che favoriscono le precipitazioni. Nelle nuvole molto fredde, ad altitudini maggiori, si usano degli 'agenti glaciogenici', in genere ghiaccio secco o ioduro d'argento, che accelerano l'aggregazione dell'acqua per formare le gocce. Se invece si è a quote più basse si usano sali di litio, sodio o potassio. Un esperimento molto promettente è quello in corso in Wyoming:"Ci sono risultati molto positivi - spiega Daniel Breed, del centro nazionale per le ricerche atmosferiche di Boulder, in Colorado - soprattutto se il giusto materiale viene usato sul giusto tipo di nuvole".

Dove la guerra cinese al meteo, che è forte di 34 uffici sulla manopolazione del meteo disseminati in tutto il paese, diventa ossessione è nel tentativo di impedire che piova durante la cerimonia inaugurale delle prossime olimpiadi, che si terrà l'8 agosto nella capitale Pechino. Lo sforzo di Pechino deve contrastare una probabilità di pioggia prevista al 47%. Per cercare di evitare un'apertura 'bagnata' è pronto un 'ombrello chimico' per la città:le nuvole eventualmente presenti verranno 'bombardate' con lo ioduro d'argento, che usato in questo frangente particolare dovrebbe dissiparle. In caso di fallimento si passerà all'azoto liquido, che dovrebbe fare in modo che le gocce siano più piccole, e evaporino prima di arrivare a terra. "Siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati nel caso di nuvole piccole - ha dichiarato recentemente Zhang Qian, capo della manipolazione atmosferica dell'ufficio meteorologico cinese - ma siamo ancora indietro su quelle più grandi". Oltre alla pioggia, i ricercatori in tutto il mondo si stanno impegnando per controllare altri fenomeni atmosferici, purtroppo ancora con scarsi successi: è il caso degli uragani, che secondo alcuni studi teorici potrebbero essere mitigati se fertilizzati con polveri, della nebbia, che viene abbattuta da agenti chimici solo se prossima al congelamento, o dei fulmini. In quest'ultimo caso gli esperimenti più interessanti non li eliminano, ma li 'deviano' con dei cavi metallici portati in aria da missili.

Iraq, autobomba a Baghdad: bilancio si aggrava, 63 morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2008

BAGHDAD - E' salito a 63 il numero delle persone morte in seguito all'esplosione di un'autobomba che ieri pomeriggio ha devastato un mercato ed una stazione di autobus del quartiere di Baghdad Al Hurriya. Lo hanno reso noto fonti di polizia, secondo le quali 75 persone sono ricoverate con ferite in ospedale. Secondo queste fonti tra le persone uccise erano cinque donne e sei bambini ed a quell'ora il mercato era affollatissimo. Una forte condanna dell'episodio è stata espressa dal governo iracheno, che due giorni fa aveva fatto costruire un muro di separazione tra Al Hurriya, a maggioranza sciita, e l' adiacente quartiere di Adel, popolato da aderenti a gruppi sunniti estremisti, alcuni dei quali vicini ad al Qaida. Nei mesi scorsi molte famiglie sciite erano state costrette con la violenza a lasciare Adel e spostarsi altrove, trasferendosi nei quartieri di Hurriya e di Khadimiya. "Questo crimine conferma che i capi del terrorismo e gli estremisti islamici (Takfiris) sono tornati ai vecchi metodi - si dice in un comunicato del governo - e puntano sul tentativo di incitare contrasti settari dopo aver assaporato l'amarezza di continue sconfitte a Baghdad. Questo episodio ci spinge ancor più a ripulire la capitale e le altre province da terroristi, assassini e fuorilegge".

Terrorismo, arresti in tutta Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2008

NAPOLI - Ventotto persone accusate di far parte dell'organizzazione terroristica delle Tigri Tamil dello Sri Lanka denominata Ltte (Liberation Tigers of Tamil Eelam) sono state arrestate all'alba dalla Digos di Napoli in sette diverse regioni italiane. L'operazione, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli, ha coinvolto oltre 200 agenti ed ha interessato le città di Napoli, Genova, Biella, Novara, Milano, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Roma.

Agenti della Digos di Palermo hanno fermato otto tamil accusati di associazione finalizzata al terrorismo. Si tratta di un gruppo di persone che avrebbe raccolto negli ultimi anni somme di denaro per finanziare l'organizzazione terroristica Ltte (Liberation tigers of tamil eelam), le tigri liberatrici del Tamil Eelam. Si tratta di una organizzazione paramilitare responsabile di azioni di guerriglia e attentati nell'intera Sri Lanka. Il pm Antonio Igroia della procura di Palermo ha disposto cinque fermi, mentre gli altri tre sono stati ordinati dai pm di Napoli, in una inchiesta congiunta fra i due uffici giudiziari.

DIGOS, FONDI ERANO ESTORTI A CONNAZIONALI

Sono in stato di fermo le 28 persone accusate di far parte delle Tigri Tamil dello Sri Lanka, del gruppo terroristico denominato Ltte (Liberation Tigers of Tamil Eelam). L'operazione della Digos di Napoli ha riguardato sette regioni italiane e dieci città, fra cui Palermo, dove sono stati fermati tre uomini dai pm di Napoli. A Palermo, precisano gli inquirenti napoletani, in un'indagine analoga, sono state fermate cinque persone dal pm di Palermo Antonio Ingroia, che si aggiungono quindi (ma si tratta di un'altra operazione, contestuale e separata) ai 28 fermati.

Si tratta di una operazione contro le Tigri Tamil che parte dalla Digos di Napoli, - ha spiegato il capo della Digos di Napoli Sbordone - che ha colpito individui attivi nel procacciamento di risorse per finanziare il terrorismo nello Sri Lanka. I soldi venivano procacciati per lo più attraverso l'estorsione a connazionali.

Mutui: continua corsa al rialzo, a maggio 5,75%

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2008

ROMA - Continua senza sosta il rialzo del tasso sui mutui applicato dalle banche italiane. A maggio, secondo l'ultimo bollettino mensile dell'Abi, il tasso sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni si è posizionato al 5,75%, record degli ultimi cinque anni.

Il dato, che sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni a tasso fisso e variabile, si è collocato al 5,75% rispetto al 5,66% del mese precedente. Nel corso degli ultimi dodici mesi il tasso ha subito un'accelerazione passando dal 5,39% di maggio 2007 al 5,71% di ottobre, dopo continui ritocchi al rialzo. Il saggio applicato è quindi sceso nel mese successivo per toccare un nuovo record quinquennale a dicembre con il 5,72% per poi scendere in linea con le previsioni a gennaio, febbraio e marzo fino al 5,61%. Ad aprile si è registrata una nuova tendenza al rialzo al 5,66%, per poi toccare un nuovo picco il mese scorso.

Manovra: Tremonti, approvazione entro l'estate

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2008

C'é l'impegno del governo e dei gruppi parlamentari per arrivare all'approvazione della manovra in parlamento prima dell'estate. Lo avrebbe detto in occasione dell'incontro con le parti sociali il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Tremonti avrebbe confermato che la manovra per il 2009 sarà di 13 miliardi, nel 2010 di 7,1 mld e nel 2011 di 14,6 mld. La manovra triennale sarà di 34,8 miliardi.

Il deficit del 2008 si attesta al 2,5% mentre la crescita del Pil è allo 0,5%. Nel 2009 verranno reperite risorse da entrate fiscali per quattro miliardi.

Tremonti ha anche anticipato che tutto il patrimonio del Demanio andrebbe a Comuni e Regioni e che A settembre inizierà la sessione del Parlamento dedicata al federalismo fiscale.

Sempre secondo quanto si apprende dopo gli incontri di natura tecnico-politica di queste ore la manovra potrebbe prevedere, oltre al taglio di sei miliardi per la sanità (un miliardo nel 2009, due nel 2010 e tre nel 2011), anche la reintroduzione dei ticket sanitari a partire dal 2009.

La manovra del 2009 prevederebbe l'obbligo per le Regioni di istituire misure di compartecipazione alla spesa che determinino lo stesso importo di entrate aggiuntive pari a 834 milioni di euro. Nel caso di inadempienza scatterebbe automaticamente il ticket di 10 euro, che è attualmente sospeso fino al 31 dicembre 2008.

Il Consiglio dei ministri per il varo del Piano triennale di finanza pubblica è stato convocato oggi pomeriggio alle 17.30, a Palazzo Chigi. All'ordine del giorno anche un disegno di legge delega che riguarda il settore della pubblica amministrazione e un disegno di legge sugli atti persecutori, il cosiddetto stalking.

Il Consiglio dei Ministri è convocato per mercoledì 18 giugno 2008 alle ore 17.30 a Palazzo Chigi, per l'esame del seguente ordine del giorno:

- PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI: Disposizioni per lo sviluppo economico, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria (ECONOMIA - SVILUPPO ECONOMICO);

- DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico (PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE);

- DISEGNO DI LEGGE: Misure contro gli atti persecutori (PARI OPPORTUNITA' - GIUSTIZIA);

- LEGGI REGIONALI. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.

SCAJOLA: CLASS ACTION SLITTA AL 2009

ROMA - Bisognerà attendere il 2009 per poter dare il via a cause collettive anche in Italia. L'entrata in vigore della legge che consente azioni risarcitorie a tutela degli interessi di consumatori e utenti - che molte associazioni erano già pronte a promuovere contro società e banche - slitterà infatti di sei mesi, dal primo luglio al primo gennaio 2009, come ha confermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Il provvedimento, licenziato con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi, sarà oggetto di "revisione", con le parti sociali, e verrà allargato alla Pubblica amministrazione.

Una sonora bocciatura alla decisione di rinviare la legge è immediatamente arrivata dai consumatori. "Siamo assolutamente contrari", ha affermato il Codacons. Anche la Cisl di Raffaele Bonanni ha mostrato di non essere d'accordo: "Questa altalena non fa bene al Paese", ha detto riferendosi al meccanismo di norme scritte da un esecutivo e cancellate dal successivo. La norma è comunque destinata ad essere rivista. Pur sottolineando che "il governo è favorevole al provvedimento", che è "di assoluta validità e importanza per i consumatori", Scajola ha spiegato che la legge sulla class action entrerà in vigore a gennaio del prossimo anno dopo un "percorso di revisione con le parti interessate". Perché, ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico, "abbiamo il sospetto che così com'é porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori". Dunque, per soddisfare l'obiettivo che deve essere di "dare giustizia a chi si sente danneggiato" e "per produrre effetti positivi - ha detto - ha necessità di essere ritoccata". Ritocchi che, ha sottolineato, saranno discussi insieme alle "parti coinvolte".

A tal fine già per domani ha convocato il Consiglio nazionale dei consumatori. La decisione di fermare la legge sulla class action non è piaciuta al leader della Cisl. Sollecitando una "spiegazione" del governo su "questo stop", Bonanni ha affermato: "Non mi piace che alcuni governi scrivano le norme e quelli dopo le cancellino. Questa è un'altalena che non fa bene al Paese", ha sostenuto il segretario generale della Cisl, perché "non crea un clima costruttivo e di fiducia". Da parte loro i consumatori promettono opposizione. "Ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grandi imprese italiane guidate da Confindustria", ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Più possibilista l'Adiconsum. "Se il rinvio della class action - ha detto il segretario generale Paolo Landi - dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo perfettamente d'accordo, ma temiamo non sia così, viste le pressioni di Confindustria".

Senato approva norma 'sospendi-processi'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/06/2008

ROMA - L'aula del Senato ha approvato l'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi fino al giugno 2002. I senatori del Pd e dell'Idv hanno lasciato l'aula, mentre sono rimasti nell'emiciclo gli esponenti dell'Udc e i radicali.

L'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza per sospendere i processi per reati commessi fino al giugno 2002 è passato nell'aula del Senato con 160 sì e 11 no. Al termine della votazione i senatori dell'opposizione stanno rientrando nell'emiciclo.

I senatori dell'opposizione infatti avevano lasciato l'Aula prima che si votasse l'emendamento. Gli esponenti del centrosinistra hanno lasciato l'aula subito dopo l'intervento del capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, che è stato di critica alla norma cosiddetta 'salva-premier'.

VELTRONI RICEVUTO DA NAPOLITANO

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale il segretario del Partito Democratico, on. Walter Veltroni. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

L'incontro all'indomani della rottura con l'opposizione del possibile dialogo sulle regole. E proprio sulle regole, cioe' laddove il Pd si riprometteva il confronto, e' avvenuto, secondo Veltroni lo strappo da parte di Silvio Berlusconi. "Io e il Pd in questi mesi - ha detto Veltroni in un'intervista al TG1 - abbiamo cercato di portare l'Italia fuori dal passato, e nessuno potrà dire che l'opposizione ha avuto un atteggiamento pregiudiziale o ideologico, anzi, abbiamo anche sopportato delle critiche, legittime". "Io sono convinto - ha proseguito Veltroni - che le regole del gioco si scrivano insieme, ma quando è proprio sulle regole del gioco che si producono gli strappi come quelli prodotti in queste ore, è evidente che si riprecipita il Paese verso il passato; e invece l'Italia avrebbe il diritto d avere un presente e un futuro diversi da quello che abbiamo conosciuto fino ad oggi".

BONAIUTI A VELTRONI, TELA DIALOGO L'HAI STRAPPATA TU - "Ma Veltroni crede di essere Penelope? Dice di aver tessuto la tela del dialogo e invece è lui che l'ha strappata non appena è cresciuta l'opposizione di sinistra". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti risponde alle affermazioni del segretario del Pd Walter Veltroni sul dialogo interrotto tra maggioranza e Partito democratico.

RIESPLODE CONFLITTO PREMIER-MAGISTRATI MILANO

(di Stefano Rottigni)

MILANO - Gli anni delle battaglie furenti tra magistratura milanese e Silvio Berlusconi sembravano acqua passata, in un clima politico rasserenato e improntato al dialogo. La battaglia è invece riesplosa, in tutta la sua crudezza. Il premier ha ricusato il giudice Nicoletta Gandus davanti al quale è imputato, con l'avvocato inglese David Mills, per corruzione in atti giudiziari, e la Procura di Milano, con il suo capo, Manlio Minale, ha definito "illazioni" le parole di Berlusconi che, in una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani, per difendere l'emendamento sospendi-processi, bollava il dibattimento in corso come uno "stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici". Nell'istanza di ricusazione, sulla quale i giudici della quinta sezione della Corte d'Appello di Milano saranno chiamati a decidere entro cinque giorni, i legali del premier, Niccolò Ghedini e Piero Longo, sostengono che la Gandus, con una serie di interventi su siti internet, ha dimostrato "grave inimicizia" nei confronti dell'imputato. In particolare per un appello sottoscritto, con altri, nel febbraio del 2006 in cui si auspicava che la nuova coalizione che sarebbe uscita qualche mese dopo dalle urne, abrogasse alcune leggi del governo Berlusconi, oggetto di pesanti critiche nel documento.

Altri argomenti del presidente del Consiglio: il fatto che sul sito di Magistratura Democratica il giudice avesse definito la legge sulla fecondazione assistita "un concentrato di barbarie giuridica" e che il magistrato avesse avuto in passato azioni Mediaset. Questo la metterebbe tra "i soggetti potenzialmente danneggiati" nel processo, collegato a quello Mills-Berlusconi, sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti tv e cinematografici da parte del gruppo televisivo, altro procedimento in cui il premier è imputato. "La personalizzazione dell'inimicizia - scrivono i due avvocati - non può essere negata solo con l'osservare che il giudice avrebbe contestato le leggi e non il Presidente del Consiglio che le avrebbe ispirate o volute, perché in questi anni tutta l'opinione pubblica e tutti gli avversari politici hanno di questa personalizzazione fatto bandiera costantemente garrente".

E allora - proseguono i legali del premier - la dottoressa Gandus non poteva non sapere, anche se avesse potuto diversamente divisare, che i suoi strali sarebbero stati, oggettivamente, indirizzati in via diretta alla persona di Silvio Berlusconi, e che come tali sarebbero stati da tutti recepiti. Il premier, insomma, "avversario politico in tutti i campi". Alle parole di Berlusconi che invece riguardano i suoi pm, risponde, in uno dei rarissimi comunicati emessi da quando è a capo dell'ufficio, il procuratore di Milano, Manlio Minale: "illazionì quelle che ha letto nella lettera del premier a Schifani. Il procedimento, osserva, "é stato iscritto a seguito di precise dichiarazioni rese dallo stesso avvocato Mills in data 18 luglio 2004, alla presenza del difensore nel corso di un interrogatorio quale persona indagata in altro procedimento". "Le indagini - conclude secco Minale - sono state condotte nel più assoluto rispetto delle garanzie della difesa e nell'esclusiva ottica dell'accertamento della verità. All'esito delle indagini preliminari è stata esercitata l'azione penale e gli atti, superato positivamente il vaglio dell'udienza preliminare, sono pervenuti al Tribunale". Scontro, dunque. E, a completamento del quadro, il Csm, nel frattempo, ha aperto una pratica a tutela dei magistrati coinvolti nel processo Mills-Berlusconi.

Il governo vara la manovra: più tasse per i petrolieri, aiuti per gli anziani

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/06/2008

Il Consiglio dei Ministri ha varato la manovra economica triennale e i provvedimenti collegati. Si tratta in particolare di un disegno di legge, di un decreto legge e del Dpef, il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria.

L’obiettivo è il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2011, che comporta una manovra complessiva di 35 miliardi. Nel 2009 la correzione ammonta a 13,1 miliardi di cui 4 da maggiori entrate e il resto da tagli alla spesa. Nel 2010 la correzione sara' di 7,3 miliardi e di 14,6 miliardi nel

2011.

La novita' riguarda l'articolazione della Robin Hood tax sui petrolieri, per i quali l'aliquota sale dal 27,5% al 33%.Confermata la rimodulazione della base imponibile per banche e assicurazioni con una stretta sulla deducibilita' degli

interessui passivi.

Le maggiori entrate andranno ad aiutare anziani e fasce deboli nell'acquisto dei beni di prima necessità e nel pagamento della bolletta elettrica.

Nella conferenza stampa tenuta al termine della riunione del governo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha sottolineato che i proventi della Robin Tax, ovvero il prelievo fiscale su banche, petrolieri e assicurazioni, "avranno una destinazione sociale".

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha spiegato che verrà creato un Fondo di sostegno alle persone anziane e deboli "per acquisti di prodotti di base alimentari ed energetici". In sostanza viene attivata "una carta prepagata per gli sconti sulle bollette energetiche e sugli acquisti di beni alimentari".

La 'card' per gli anziani sarà "anonima" e sarà "consegnata alla posta insieme alla pensione".

Giovedì 19 Giugno 2008

Scoperti tremila evasori fiscali nei primi cinque mesi del 2008

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/06/2008

Nelle 12.800 verifiche fiscali concluse al 31 maggio scorso, la Guardia di Finanza ha individuato circa 3.000 evasori totali, vere e proprie microimprese completamente sconosciute al fisco, ed oltre 16.500 tra lavoratori irregolari ed "in nero". Sono state denunciate all'Autorita' Giudiziaria 3.600 persone per reati tributari e frodi fiscali.

Venerdì 20 Giugno 2008

Arriva la neuropolitica, i geni 'decidono' il voto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/06/2008

ROMA - Sei di destra o sinistra, progressista o conservatore? A deciderlo, in una certa misura, potrebbero essere i geni di ognuno di noi. Almeno stando ai fondamenti della Neuropolitica, branca di studio che sta vedendo un vero e proprio 'boom' soprattutto negli Stati Uniti, ma che interessa sempre di più anche i ricercatori europei. Nei geni, dunque, potrebbe essere scritta la 'propensione politica' di ognuno. Un approccio del quale si è parlato oggi in occasione del convegno 'Il problema mente-cervello. Filosofia e neuroscienze a confronto', organizzato presso il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) dal Centro di studi biogiuridici 'Ecsel'. Gli esperti, però, avvertono: è necessaria estrema prudenza nel valutare questo tipo di ricerche. Studi, come quelli degli americani Christopher Dawes e James Fowler dell'Università della California, già pubblicati su riviste scientifiche e che affermano, appunto, l'esistenza di una correlazione tra basi genetiche e inclinazioni politiche. Come l'ultimo lavoro dei due ricercatori Usa che, ha sottolineato lo studioso di scienze cognitive Andrea Lavazza, ha puntato i riflettori sul legame geni-atteggiamento progressista. Analizzando un campione di alcune migliaia di giovani, ha spiegato Lavazza, "i ricercatori hanno osservato che nei soggetti che presentavano la mutazione di un particolare gene, il DRD4, si evidenziava una propensione verso l'irrequietezza, la ricerca continua di stimoli e situazioni nuove o inesplorate. I ricercatori hanno quindi condotto uno studio parallelo sull'orientamento politico del campione di giovani, ed è emerso che i soggetti che presentavano la mutazione genetica erano anche quelli che si dichiaravano vicini all'orientamento liberal-progressista". Un approccio affascinante ma verso il quale, ha commentato l'esperto, "é opportuna molta prudenza: si tratta infatti di correlazioni statistiche e sono necessari ulteriori dimostrazioni scientifiche". (ANSA).

Lozano, niente processo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/06/2008

di Margherita Nanetti

ROMA -Non ci sarà mai alcun processo, in Italia, che possa chiarire in quali circostanze e con quali regole di ingaggio il soldato americano Mario Lozano - la sera del quattro marzo 2005, al checkpoint 541 della strada per l'aereoporto di Baghdad - ha sparato una sventagliata di colpi dalla sua mitragliatrice automatica uccidendo l'alto funzionario del Sismi Nicola Calipari, ferendo un altro agente dell'intelligence e l'inviata del 'Manifesto' Giuliana Sgrena, appena liberata. Lo ha deciso la Prima sezione penale della Cassazione al termine di una camera di consiglio tutto sommato breve, di circa tre ore. Sintomo che i supremi giudici non hanno avuto esitazioni né divisioni. Il consigliere che scriverà le motivazioni è Giovanni Canzio, direttore dell'Ufficio del massimario, uno dei migliori giudici di Piazza Cavour. Sua - tra molte - la sentenza sulle 'Fosse Ardeatine'. Amareggiata la reazione di Rosa Villecco, la moglie di Calipari. "Sono profondamente addolorata e delusa: si è resa evidente l'impotenza delle nostre istituzioni. Questa sentenza riduce la morte di mio marito ad una vicenda e ad un dolore strettamente privati". "Nicola - ha ricordato - era un funzionario dello Stato ed era in Iraq per svolgere un compito affidatogli dal Governo italiano. Che doveva difenderci mentre oggi l'Avvocato dello Stato, facendo marcia indietro rispetto alla precedente richiesta di processare Lozano in Italia, ha scelto una posizione agnostica rimettendosi ai giudici!". Sulla stessa linea l'avvocato Franco Coppi, legale dei familiari di Calipari. "La decisione della Cassazione ci lascia con l'amaro in bocca", ha detto. "In questa vicenda che ha visto così tragicamente morire un alto agente del Sismi - ha proseguito - viene negata la possibilità di capire, con un approfondimento che andava fatto all'interno del processo, il come e il perché di questa morte. Non ci volevamo accanire contro Lozano, ma capire quali ordini gli erano stati dati". Per l'avvocato Alessandro Gamberini, legale della Sgrena, "l'Italia doveva fare di più di fronte alla morte di un alto funzionario dei servizi: invece non siamo stati capaci di ottenere dagli Stati Uniti niente di più che un piccolo procedimento amministrativo per valutare il comportamento di Lozano, uscito immacolato". Soddisfazione invece da parte del Pentagono. "La morte del signor Calipari fu una tragedia e il governo degli Stati Uniti ha espresso le proprie condoglianze", ha detto il portavoce del ministero della Difesa americano, il tenente colonnello Mark Wright. La posizione ufficiale del Pentagono non cambia, ha aggiunto. "Noi restiamo alle conclusioni dell'indagine condotta dalle forze della coalizione nella primavera del 2005, inclusi i risultati ufficiali che raccomandavano che non venisse intrapresa alcuna azione ulteriore contro i soldati che si trovavano al checkpoint". Solo la Sgrena - insieme alla Procura di Roma - aveva fatto ricorso contro la dichiarazione di "carenza di giurisdizione" pronunciata dalla Corte di Assise di Roma lo scorso 25 ottobre, mentre i familiari di Calipari sono solo intervenuti con memorie. Per questo la sola Sgrena è stata condannata al pagamento delle spese di giustizia, come sempre addebitate alla parte che 'perde'. Con l'eccezione delle vittime di stragi terroristiche rimaste impunite alle quali la stessa Suprema Corte - dopo le polemiche per la condanna alle spese dei familiari delle vittime di Piazza Fontana, nel 2003 - ha concesso l'esenzione dal balzello. Il verdetto di Piazza Cavour risponde alla reguisitoria del sostituto procuratore generale Alfredo Montagna che aveva chiesto di confermare il 'no' al processo per Lozano ritenendo che il militare debba godere della "immunità" per aver agito come "organo funzionale" del governo degli Stati Uniti.

New York Times: all'inizio di giugno esercitazione nucleare israeliana

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/06/2008

Israele avrebbe fatto una massiccia esercitazione militare nella prima settimana di giugno, secondo fonti americani, come prova generale per un attacco al potenziale nucleare iraniano.

A scriverlo nell'edizione online è il New York Times Più di un centinaio di F-16 e F-15 israeliani avrebbero partecipato alle manovre, che sono stati effettuate tra il Mediterraneo orientale e la Grecia.

Nell'esercitazione - scrive il giornale - sono stati coinvolti anche elicotteri per l'eventuale salvataggio dei piloti. Gli elicotteri e le navi cisterna di rifornimento hanno viaggiato per piu' di 900 miglia, che e' poi la stessa distanza tra Israele e l'impianto iraniano per l'arricchimento dell'uranio di Natanz.

Israele ha rifiutato qualsiasi commento sui dettagli dell'operazione. Un portavoce militare israeliano ha però affermato che la forza aerea del Paese "si addestra regolarmente in diverse missioni al fine di affrontare e vincere le sfide poste dalle minacce che Israele deve affrontare".

Un alto funzionario del Pentagono, informato delle manovre e che ha parlato sotto anonimato a causa della delicatezza politica della questione, ha detto che le esercitazioni sembrano servano a diversi scopi. Uno di questi è quello di mettere in pratica le tattiche di volo, gli aerei di rifornimento e di tutti gli altri dettagli di un possibile attacco contro gli impianti nucleari iraniani. L'altro obiettivo è stato quello di inviare un chiaro messaggio agli Stati Uniti e agli altri paesi e cioé che Israele è pronto ad agire militarmente se gli sforzi diplomatici, per fermare le mire nucleari dell'Iran, continueranno a indebolirsi.

Il Codacons: l'ampliamento della base Usa di Vicenza non ci sarà

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/06/2008

L'ampliamento della base Usa di Vicenza non ci sarà. Lo annuncia il Codacons, secondo il quale il Tar del Veneto avrebbe "accolto in pieno" il ricorso presentato dall'associazione. Il deposito della sentenza, attesa in un primo tempo per ieri, è avvenuto stamane.

"Siamo in attesa di leggere le motivazioni della decisione - spiega il presidente, Carlo Rienzi - ma ci sembra una sentenza di grande sensibilità giuridica e civile che da' ragione a tutta quella parte di popolazione che lamentava si volesse modificare l'habitat e l'ambiente della città di Vicenza senza nessuna partecipazione dei cittadini".

Nel motivare la decisione - spiega il Codacons in una nota - il Tar Veneto sottolinea che è mancata la consultazione della popolazione interessata, nonostante fosse prevista dal memorandum Usa-Italia.

L'associazione dei consumatori elenca poi "i danni gravi" che con la richiesta di pronunciamento da parte del Tar ha voluto impedire, a partire dal "forte impatto sulla situazione ambientale ed urbanistica e rischi di danneggiamento delle falde acquifere" che l'allargamento della base avrebbe potuto creare.

Secondo il Codacons, il Tar avrebbe accolto in particolare i dubbi manifestati sulla Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) depositata dalla Regione che - sottolinea l'associazione - "pur intitolata 'Progetto ovest', sembra riferirsi al vecchio progetto e non tenere in alcun conto il progetto alternativo richiesto dal Commissario Costa che prevedeva accesso alla base da nord". Sempre secondo il Codacons è da ritenersi "illegale anche l'autorizzazione del direttore generale del Ministero della Difesa senza la previa verifica ex ante delle condizioni apposte all'autorizzazione stessa".

L'Onu condanna lo stupro come arma di guerra

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/06/2008

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato oggi nei termini più forti l'uso dello stupro come arma di guerra, minacciando azioni repressive contro i responsabili delle violenze contro le donne.

I Quindici, raccogliendo la proposta degli Stati Uniti, hanno approvato all'unanimità la risoluzione 1820, sponsorizzata da oltre 30 paesi tra cui l'Italia. I lavori del Consiglio sono stati presieduti dal segretario di Stato Usa Condoleezza Rice. Il testo, minacciando indirettamente di portare i colpevoli di fronte alla Corte penale internazionale de L'Aja (Cpi), chiede "a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato". La risoluzione, definita dall'organizzazione non governativa Human Rights Watch un "atto storico", chiede al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di preparare un rapporto (che verra' pubblicato entro dodici mesi dall'approvazione) per individuare "i conflitti armati dove la violenza sessuale è stata usata ampiamente o sistematicamente contro i civili".

A margine delle discussioni sulla risoluzione contro gli stupri in guerra, la Rice aveva partecipato anche ad una riunione informale sulla situazione in Zimbabwe, dove è stata espressa profonda preoccupazione per il prossimo ballottaggio presidenziale del 27 giugno. "Con le sue azioni il regime del presidente Robert Mugabe ha abbandonato ogni pretesa che le elezioni del 27 giugno potranno procedere in maniera equa e libera", aveva detto il segretario di Stato Usa.

Il Belgio ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza si riunisca sullo Zimbabwe nei prossimi giorni. Ma l'ambasciatore Usa all'Onu Zalmay Khalilzad, in qualità di presidente di turno dei Quindici, ha detto che il Consiglio è diviso sulla richiesta del dibattito.

Maxi-indagine Fbi a un anno da inizio crisi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/06/2008

NEW YORK - A poco più di un anno dallo scoppio della crisi dei mutui subprime, innescata lo scorso luglio dal fallimento di due hedge fund di Bear Stearns, arrivano la maxi indagine federale sulla crisi e i primi arresti, anche eccellenti. Ma nel frattempo le teste cadute a Wall Street a causa dei subprime sono già molte, così come le società che sono state travolte dall'onda lunga della crisi. In manette nelle ultime ore sono finiti proprio i due gestori degli hedge fund di Bears Stearns, Ralph Cioffi e Matthew Tannin, che hanno provocato poi l'effetto domino sul mercato, dichiarando l'avvio della crisi. E quasi in contemporanea con i primi due arresti eccellenti, sui quali gravano - e questa è la novità - accuse penali, il Dipartimento di Giustizia e l'Fbi hanno reso nota la propria maxi-indagine che, apertasi lo scorso marzo, ha già portato alla condanna di 173 persone su 283 arresti e 406 incriminati. Di vittime, negli ultimi dodici mesi, la crisi dei mutui subprime ne ha fatte molte. Fra queste Bear Stearns, la più piccola delle banche d'affari statunitense, sull'orlo del fallimento e salvata in extremis da un'azione congiunta JpMorgan-Fed. Alcuni nomi di primo piano di Wall Street sono stati costretti a cedere i posti di comando, travolti dalle ingenti perdite e svalutazioni ammesse: fra questi Marcel Ospel (Ubs), Charles 'Chuck' Prince (Citigroup) e Stanley O'Neil (Merrill Lynch). Determinante nella crisi il ruolo giocato dalla Fed che, modificando il proprio consueto atteggiamento, è intervenuta massicciamente sia sul mercato (concendendo alle banche d'affari di accedere alla finestra di tasso di sconto) sia a supporto dell'economia (riducendo drasticamente i tassi di interesse al 2%). La crisi e il crollo di Bear Stearns hanno acceso un forte dibattito sulla normativa in vigore negli Usa e soprattutto sul ruolo della Fed, per la quale in molti chiedono più poteri e maggiore accesso alle informazioni delle banche d'affari. Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, lo ha ribadito anche nelle ultime ore: alla Fed devono andare più poteri per garantire la stabilità dei mercati. Nelle ultime ore le novità, soprattutto legali, legate alla crisi si sono succedute: - Le autorità newyorkesi arrestano due ex manager di Bear Stearns, accusandoli di frode. I legali di Cioffi e Tannin respingono le accuse ma per i loro assistiti il rischio è di oltre 20 anni di prigione. Tannin, infatti, rischia 20 anni per frode e complotto, mentre Cioffi ne rischia 40 in quanto su di lui grava anche l'accusa di insider trading. - L'Fbi e il Dipartimento di giustizia rendono noti i primi risultati dell'operazione 'malicous mortgage', che dal 1 marzo ha portato all'arresto di 273 persone, di cui oltre 170 già condannate, su 406 incriminanti. Solo nelle ultime 24 ore gli arresti sono stai 60. L'indagine Fbi-Dipartimento di Giustiza non è collegata con quella che ha portato alla cattura dei due ex manager Bear Stearns. - Dibattito in Senat sul piano casa che prevedrebbe la creazione di un fondo da 300 miliardi di dollari. la casa Bianca minaccia il veto sulla proposta.

Usa, Fbi indaga per frode sui mutui Subprime

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/06/2008

NEW YORK - La scure dell'Fbi si abbatte sulla crisi dei mutui, assumendo le dimensioni di una vera e propria retata su Wall Street, ritenuta da piu' parti la responsabile della crisi dei mutui subprime. L'operazione 'malicious mortgage', lanciata il 1 marzo dalle autorita' federali e dal dipartimento di giustizia, ha portato all'arresto di 283 persone, di cui 173 gia' condannate, su un totale di 406 incriminati. Solo nelle ultime ventiquattro ore gli arresti sono stati 60. A finire ammanettati, nell'ambito di un'altra indagine avente per oggetto sempre i mutui subprime, sono stati anche due ex manager di Bear Stearns, accusati di frode, complotto e insider trading. Ralph Cioffi e Matthew Tannin, gestori di hedge fund falliti che facevano capo a Bear Stearns, sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni a Manhattan e nel New Jersey e ora si trovano a dover rispondere davanti alle autorita' del fallimento dei fondi speculativi che hanno acceso la miccia della crisi subprime. I dati diffusi dal Dipartimento di Giustizia e dall'Fbi non lasciano adito a dubbi sulla volonta' delle autorita' di volerci vedere chiaro su una crisi che ha messo in ginocchio l'economia e i mercati americani. ''Le frodi relative ai mutui e ai titoli collegati rappresentano una minaccia per la nostra economia, per la stabilita' del mercato immobiliare e per la tranquillita' di milioni di americani'', spiega il viceprocuratore generale, Mark Filip, sottolineando che l'operazione dimostra ''l'impegno e la determinazione del Dipartimenti di giustizia nel combattere schemi criminali e aiutare il ripristino della stabilita' e della fiducia nei mercati immobiliari e del credito. L'operazione ha fatto emergere 144 casi di frode, con perdite per 1 miliardo di dollari, con arresti solo nelle ultime 24 ore di 60 persone a Chicago, Houston, Miami e altre decine di localita' statunitensi. ''L'operazione mira a distruggere individui e gruppi coinvolti in frodi sui mutui. L'Fbi - spiega Robert S. Mueller, direttore del Fedral Bureau of Investigation - continuera' a dirigere le indagini e combattere contro le frodi che minacciano la nostra economia''. Nell'ambito di un'altra indagine, sempre incentrata sui mutui subprime, sono finiti in manette Cioffi e Tannin sui quali pesa l'accusa di inganno a scapito degli investitori: dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori. A inchiodare Ciotti e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail: Tannin dal suo indirizzo di posta elettronica privato proponeva a Ciotti di discutere della chiusura degli hedge fund. Proposta che Cioffi accettava invitandolo nella sua casa in New Jersey. Ambedue erano a conoscenza delle difficolta' dei fondi ma, nonostante questo, quattro giorni dopo, nel corso di una conference call, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c'erano problemi di liquidita' e che il portafoglio titoli era solido. Il fallimento dei fondi e' costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari. ''Il suo fondo e' stato il primo a fallire e questo lo rende una preda facile, ma non significa che abbia fatto qualcosa di sbagliato'', spiega l'avvocato di Cioffi, Edward Little, sottolineando che ''perdere soldi non e' un crimine''. ''Il mio cliente e' innocente ed e' il capro espiatorio per un'estesa crisi dei mercati'', afferma invece uno dei legali di Tannin, Susan Brune. ''C'e' molta pressione politica ad andare avanti nelle indagini in questo settore'', constata Dan Richman, ex pubblico ministero e ora professore alla Columbia Law School. Nell'illustrare i risultati preliminari dell'indagine e spiegare le motivazioni alla base dell'arresto di Cioffi e Tannin, le autorita' sottolineato che ''gli arresti degli ex manager di Bear Stearns danno un segno della enormita' e della grossolanita' della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica'', tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell'andamento reale dei propri investimenti. Cioffi e Tannin non sono i primi a scivolare su uno scambio di e-mail: prima di loro si erano cacciati nei guai con la posta elettronica Henry Blodget (Merrill Lynch), Jack Grubman (Citigroup) e Frank QUattrone (Credit Suisse First Boston).

La Ue revoca le sanzioni a Cuba. Delusi i dissidenti e gli Stati Uniti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/06/2008

I dissidenti cubani hanno in maggioranza condannato la decisione dell'Europa di togliere definitivamente le sanzioni contro Cuba. La decisione secondo i dissidenti rischia di incoraggiare i settori più duri del regime. "Dobbiamo attenderci cose orribili per l'opposizione. Prima dell'eliminazione (delle sanzioni), il governo era già incredibilmente aggressivo nei nostri confronti e contro il popolo. Ora che sono state tolte, la sua aggressività si decuplicherà" ha detto Martha Beatriz Roque, oppositrice radicale del regime, liberata dal carcere nel 2004. "E' la Spagna la causa di tutto questo, è la Spagna che ha fatto pressione, è un favore agli spagnoli che fanno affari a Cuba" ha aggiunto, sicura che "il governo si sentirà più libero di violare i diritti dell'uomo, di incarcerare". I ministri degli esteri dei 27 paesi dell'Unione Europea hanno preso la decisione di principio durante una cena a margine del vertice europeo a Bruxelles. Le sanzioni, decise dopo l'ondata di repressione del 2003 contro la dissidenza, erano già sospesa dal 2005. Per Oscar Espinosa, economista dissidente, liberato dal carcere nel 2004, la notizia è "inquietante, perché potrebbe incoraggiare i settori più duri del governo".

La delusione degli Stati Uniti

L'Amministrazione statunitense ha espresso "delusione" per la revoca delle sanzioni Ue contro Cuba, decisa durante il Consiglio europeo di Bruxelles. "Riteniamo che (Fidel e Raul) Castro debbano intraprendere un numero di iniziative per migliorare il rispetto dei diritti umani a Cuba, prima che sia revocata qualsiasi sanzione", ha affermato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Gordon Johndroe.

Sabato 21 Giugno 2008

Scandalo farmaci, sospeso il direttore dell'Aifa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

TORINO - Il direttore dell' Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, Nello Martini, secondo quanto appreso da fonti qualificate, è stato sospeso dai pubblici uffici, e quindi anche dal suo ruolo nell'agenzia, su disposizione del Gip di Torino. Martini è indagato dalla procura di Torino per disastro colposo nell'ambito dell' inchiesta condotta dal sostituto procuratore Raffaele Guariniello su alcuni farmaci che sarebbero stati immessi in commercio dopo controlli irregolari. E' stato lo stesso Guariniello, che ha coordinato l' indagine condotta dai carabinieri del Nas, a chiedere la misura di sospensione al gip di Torino.

La sospensione cautelare riguarda anche una seconda persona, Caterina Gualano, dirigente dell'ufficio autorizzazioni e immissione in commercio dell' Aifa, considerata la numero 2 dell'agenzia e indagata nell' ambito della stessa inchiesta. Per entrambi ha la durata della sospensione decisa dal Gip è di due mesi Tra i motivi che hanno spinto il gip ad accogliere la richiesta di Guariniello c'é la risoluzione delle pendenze, con più di mille richieste di variazione relative ai farmaci che giacevano all'Aifa, ma anche il ritiro delle scorte che venivano autorizzate allo smaltimento anche in sei sette o anni e soprattutto "l' eliminazione del pericolo" costituito dall'attuale assetto dell'Aifa.

GUARINIELLO: SERVIVANO INIZIATIVE URGENTI

Il "grave quadro indiziario" emerso dall' inchiesta torinese sui farmaci, che ha portato alla sospensione del direttore dell'Aifa Nello Martini, "richiede iniziative organizzative urgenti". Così il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha spiegato stamani la richiesta, accolta dal gip, di sospensione cautelare del direttore dell' Aifa e della dirigente Caterina Gualano. "Una misura adeguata - ha detto Guariniello - a fronteggiare esigenze cautelare". La misura è stata notificata ieri a entrambi i dirigenti dell'Aifa e, ha detto il magistrato, è stata comunicata anche al ministro del lavoro, salute e politiche sociali Maurizio Sacconi e per competenza trasmesso anche alla procura di Roma, al quale è stato già trasferito uno spezzone dell'inchiesta. L' ipotesi di reato per Martini è disastro colposo con colpa cosciente

Ruini, l'addio: combattiamo uniti con il Papa per la fede

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

di Elisa Pinna

ROMA - In una Basilica di San Giovanni stracolma di sacerdoti, uomini, donne e personalità politiche, Camillo Ruini, il "cardinal sottile" che con la sua intelligenza e volontà ha segnato la vita italiana nell'ultimo ventennio, pronuncia il suo "addio" alla diocesi di Roma, di cui è stato vicario dal 17 dicembre 1991. La nomina del suo successore, con ogni probabilità il card. Agostino Vallini, deve ancora arrivare. Ma Ruini rompe gli indugi e si accomiata dalla città, scusandosi se talvolta, sopraffatto dai doveri e dagli impegni, ha mostrato poco amore ed è stato "mediocre" nella preghiera. Lascia alla diocesi, ma anche all'Italia un testamento; "piccolo", minimizza lui, ma in realtà molto impegnativo: quello di mostrare forza, coraggio, unità con il Papa nel combattere le sfide ai comportamenti e al pensiero della fede cristiana. Rimprovera i vescovi che hanno provocato danni alla Chiesa con le loro divisioni, la loro debolezza, la loro "sudditanza" ai mass media e all'opinione pubblica. A lui, ricorda, "le pallottole di carta" non hanno mai fatto paura ed anzi talvolta anche "fisicamente" ha percepito quanto "era ingiusto lasciare da soli" Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI dopo. Un discorso da combattente della fede, cosciente di aver seguito talvolta il "dovere" di vescovo, la "fortezza" dice, a scapito dell'aspetto umano e pastorale. Se ne rammarica e recupera nell'omelia ringraziando tutti per l'amore ricevuto, per la solidarietà, e salutando infine, in quei gesti a sorpresa di cui è capace il cardinale, persino la sua "tata", Pierina, che lo seguirà nel prossimo trasloco dal Palazzo di San Giovanni al Seminario Maggiore. Alla messa partecipano in prima fila il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, uomini cattolici di entrambi gli schieramenti. L'occasione del rito è in realtà la celebrazione dei 25 anni di episcopato di Ruini. Lui stesso però aveva preannunciato che il 21 giugno, solstizio d'estate, sarebbe stata anche l'occasione giusta per il commiato. Dopo la lettura di un messaggio del Papa, che lo ringrazia sopratutto per il suo "impegno al servizio della Chiesa di Roma", il cardinale sorride e prende la parola. E' "terminato il mio servizio di Cardinal vicario", afferma; un "dono grandissimo" fattogli da papa Wojtyla e confermato poi da papa Ratzinger. Nel lasciare, consegna un "piccolo testamento", ricordando che il "regno del peccato" pone sfide radicali alla Chiesa. "Guardiamo alla grande sfida che oggi dobbiamo affrontare, rendiamocene conto, non nascondiamoci davanti a lei, cerchiamo di coglierla nella sua forza, spessore, pervasività, capacità di penetrazione, quella capacità e quell'attrattiva che essa esercita specialmente verso le nuove generazioni", esorta. I vescovi devono sopratutto "essere a fianco del Papa nell'annuncio e testimonianza della fede, specialmente quando questi sono scomodi e richiedono coraggio". "Mi permetto di dire - prosegue - che se tutto il Corpo episcopale fosse stato forte ed esplicito sotto questo profilo, varie difficoltà, nella Chiesa, sarebbero state meno gravi e che anche per il futuro questa può essere una via efficace per ridimensionarle e superarle". Quanto a lui, continuerà nel suo "piccolo" e se "il Signore lo permetterà" a "lavorare, in una forma diversa, perché i romani e gli italiani di oggi sappiano guardare al mondo e alla vita con l'occhio della fede, e così non si affliggano 'come gli altri che non hanno speranza'". Ruini si occuperà a tempo pieno del Progetto culturale della Cei; il vicario uscente promette però di dedicarsi anche alla preghiera. "Il rammarico più grande - ammette con accenti di grande umiltà e sincerità - riguarda la mia debolezza e mediocrità in quello che è il primo compito di ogni Vescovo: la preghiera". "Quante volte - aggiunge - ho ricevuto dalla gente richieste di preghiera, nella giusta convinzione e certezza che il Vescovo é anzitutto uomo di Dio e quindi uomo di preghiera. Specialmente di questa debolezza chiedo perdono e il mio primo proposito per il futuro è quello di porvi, con la grazia di Dio, in qualche modo rimedio". Scroscianti applausi salutano la sua omelia. La messa è finita. Probabilmente anche un'era.

Dossier nucleare, el Baradei: se attaccano Iran mi dimetto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

DUBAI - Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia nucleare (Aiea), Mohamed El Baradei, ha detto che si dimetterà se ci sarà un attacco militare contro l'Iran e ha ammonito che un tale intervento metterebbe la regione "a ferro e a fuoco". "Non credo che ciò che vedo oggi in Iran sia un pericolo attuale, grave ed urgente. Se un attacco militare fosse condotto contro l'Iran in questo momento, per me sarebbe impossibile proseguire il mio lavoro", ha detto ElBaradei in un'intervista trasmessa in nottata dalla televisione Al Arabiya.

Maturita': Gelmini, scuse agli studenti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

ROMA - Non è finita con l'addio all'ispettrice Caterina Petruzzi, capo del team che elabora le tracce per l'esame di maturità la vicenda dell'errore nella traccia per il tema su Montale e le altre imprecisioni segnalate in altri testi forniti dal ministero dell'Istruzione ai maturandi. Si cercano ancora i responsabili per i quali, con una nota, si preannunciano "sanzioni". Ecco il testo del comunicato ministeriale: "Contestualmente alla nomina del nuovo presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato, il professor Luciano Favini, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sta accertando le responsabilità dei dirigenti preposti all'elaborazione delle tracce d'esame al fine di adottare le opportune sanzioni".

"E' necessario chiedere scusa agli studenti" lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini riferendosi agli errori riscontrati nelle tracce proposte per le prove scritte degli esami di maturità in corso. "Quanto è accaduto nella prova di italiano di ieri e anche in altre prove nella giornata di oggi - ha osservato il ministro - non è scusabile ed è inaccettabile".

Ieri intanto secondo giro di boa, con le seconde prove scritte, specifiche per ogni indirizzo. La maratona si chiudera' lunedi' con il cosiddetto 'quizzone', poi gli orali.

Usa, Obama sempre piu' ricco: 287 milioni di dollari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

WASHINGTON - Il candidato democratico alla presidenziali Usa, Barack Obama, è sempre più ricco. Nel solo mese di maggio ha raccolto 22 milioni di dollari, e secondo quanto comunicato ufficialmente dispone oggi di 43 milioni di dollari di contanti. Dall'inizio della campagna Obama ha raccolto finora la cifra record di 287 milioni di dollari, contro i 115 complessivi raccolti dal candidato repubblicano, che peraltro nel mese di maggio ha raccolto quasi la stessa cifra del concorrente.

Meredith: indagati i familiari di Sollecito

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

PERUGIA - Anche alcuni stretti familiari di Raffaele Sollecito sarebbero indagati nell'inchiesta avviata dalla procura di Perugia in seguito alla trasmissione da parte della tv pugliese Telenorba delle immagini dei sopralluoghi della polizia scientifica nell'abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher che mostravano tra l'altro il corpo della studentessa inglese.

I reati ipotizzati nel fascicolo sono violazione della privacy, diffamazione, pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e violazione della norma sul trattamento di dati giudiziari da parte di privati. I familiari di Raffaele Sollecito avrebbero inoltre contattato alcuni politici affinché intervenissero 'da Roma' per fare pressioni sugli inquirenti perugini che indagano sulla morte di Meredith.

La circostanza, secondo quanto si apprende, emergerebbe dalle intercettazioni dei familiari di Sollecito contenute nelle migliaia di atti depositati dai pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi dopo la chiusura delle indagini. I politici di cui parlano i familiari di Sollecito nelle telefonate, e che sarebbero stati anche contattati almeno in un caso - si apprende da fonti qualificate - sarebbero Domenico Nania del Pdl e Nello Formisano dell'Idv. Gli stessi parenti, in un'altra telefonata avrebbero valutato l'ipotesi di coinvolgere nella difesa di Raffaele, come poi è stato, l'avvocato e deputato del Pdl, Giulia Bongiorno.

Nelle conversazioni, sempre secondo quanto si apprende, i familiari parlerebbero della necessità di rivolgersi ai politici per fare pressioni sulla Cassazione in occasione del ricorso contro la custodia cautelare in carcere presentato da Raffaele e di intervenire per far trasferire o spostare alcuni investigatori della questura di Perugia che si sono occupati in questi mesi dell'omicidio della studentessa inglese.

Riguardo al filmato della scientifica, il 5 aprile scorso la polizia perquisì la redazione dell'emittente pugliese sequestrando il video. Vennero quindi denunciato il direttore della tv e un giornalista. Un fascicolo è stato aperto anche dalla procura di Bari. Ora i due uffici giudiziari dovranno decidere a chi spetta la competenza a proseguire l'indagine. Dalle intercettazioni delle due inchieste emergerebbe che alcuni familiari di Sollecito avrebbero chiesto dei soldi per fornire il video della scientifica alla televisione. Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Puglia, il 27 marzo scorso, aveva deciso di sospendere per sei mesi dall'attività professionale il direttore dell'emittente di Conversano (Bari) Telenorba, Vincenzo Magistà. La decisione fu presa proprio a seguito della messa in onda di immagini tratte dai filmati sul luogo dell'omicidio, in cui vengono mostrati dettagliatamente i particolari sulla ferita al collo della ragazza e il corpo nudo della vittima. Immagini che avevano provocato da più parti reazioni polemiche.

Berlusconi attacca i giudici, l'Anm: ci riceva Napolitano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

di Alessandra Chini

ROMA - E' guerra totale tra Silvio Berlusconi e i magistrati. Dopo la lettera della settimana scorsa al presidente del Senato Renato Schifani, nella quale parlava di "fantasiosi processi intentati" nei suoi confronti da "magistrati di estrema sinistra", il presidente del Consiglio torna all'attacco di una parte della magistratura. E, da Bruxelles, subito dopo la riunione del Consiglio europeo, torna a prendersela con certe toghe che "infiltrandosi nel potere giudiziario, vogliono sovvertire la democrazia in Italia". Accuse pesantissime alle quali i giudici replicano altrettanto duramente. "Basta con gli insulti alla magistratura - tuona il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini - che sono un danno per la democrazia e il Paese. Il premier parla di Pm sovversivi? Faccia i nomi o si continua con invettive prive di aggancio con le vicende concrete". Non solo, i magistrati, chiamano in causa direttamente il presidente della Repubblica, come "garante della legalità costituzionale", chiedendo di essere ricevuti al Quirinale.

Un'iniziativa per la quale l'Anm attende ora una risposta dal Colle, visto che oggi non ne sono arrivate, almeno di ufficiali, con il capo dello Stato che era in vista privata a Lione, prima di un appuntamento europeo che si svolgerà domani. Gli attacchi del premier "nei confronti dell'intera istituzione giudiziaria", scrivono intanto nella lettera al capo dello Stato Cascini e il presidente dell'Anm, Luca Palamara, "ci allarmano e ci preoccupano perché rischiano di minare alla radice la credibilità delle istituzioni e di compromettere il delicato equilibrio tra funzioni e poteri dello Stato democratico di diritto". E lunedì la prima commissione del Csm inizierà a discutere delle accuse di Berlusconi ai pm del processo Mills. A fianco dei giudici si schiera subito l'ex pm di 'Mani pulite', Antonio Di Pietro: "Berlusconi - attacca il leader dell'Idv - accusa la magistratura di fare ciò che in realtà sta facendo lui: sovvertire l'ordine democratico". Mentre Sinistra Democratica propone a tutte le opposizioni, dentro e fuori dal Parlamento, di chiedere un incontro urgente a Napolitano perché, attacca il coordinatore di Sd, Claudio Fava, "le accuse lanciate sono troppo gravi per essere derubricate al gusto di battute di un capo di governo in trasferta". Ma non è meno pesante la reazione dei democratici. "Le nuove dichiarazioni di Berlusconi sui magistrati - accusa il 'ministro ombra' della Giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia - sono gravissime. Siamo davanti a denigrazioni e invettive inaccettabili da chi riveste una carica istituzionale così importante". Parole "prima che gravi, semplicemente ridicole", è invece il commento tranchant di Anna Finocchiaro. Secondo i democratici, in ogni caso, l'obiettivo è chiaro: "Si tratta - per Tenaglia - di una drammatizzazione che punta giustificare il nuovo lodo Schifani".

D'altra parte, su questo punto, il Cavaliere è determinato a tirare dritto, tanto che il ministro della Giustizia Angelino Alfano è già al lavoro sul provvedimento. Il premier, tra l'altro, sembra avere il via libera di tutta la maggioranza, che si schiera compatta in sua difesa a partire dal Carroccio, che sembrerebbe aver messo da parte per un giorno il malumore sui temi del Trattato Europeo e dei rifiuti. "Bisogna fare una norma - dice l'ex Guardasigilli, il leghista Roberto Castelli - che metta al riparo le più alte cariche e forse così l'Italia diventa un Paese normale e ci liberiamo dal sospetto che i magistrati agiscano sempre in modo politico". In effetti, si associa il vice presidente dei deputati del Pdl Italo Bocchino, "per l'Anm Berlusconi è l'unico imputato". E, conclude l'ex colonnello di An, la sinistra va all'attacco su questi temi perché "l'antiberlusconismo è l'unico dato che li tiene uniti".

LA RICUSAZIONE NON FERMA IL PROCESSO MILLS

di Stefano Rottigni

L'unico argomento sul quale accusa, difesa e giudici si sono trovati d'accordo, nell'aula del processo Mills-Berlusconi al pianoterra del palazzo di Giustizia di Milano, è stato l'uso dell'aria condizionata. Per il resto, c'é stata la conferma che tra i legali del premier e la magistratura milanese è finita la tregua, se mai c'é stata. Il presidente della Decima sezione, Nicoletta Gandus, con un'ordinanza emessa dopo un paio d'ore di camera di consiglio, ha sostanzialmente bocciato tutte le richieste degli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, ma, soprattutto, non ha sospeso il dibattimento a causa della ricusazione presentata nei suoi confronti dal premier qualche giorno fa.

Il processo riprenderà il 7 luglio, quando saranno interrogati alcuni consulenti che riferiranno di alcune movimentazioni bancarie. In realtà, gli avvocati di Berlusconi volevano che i consulenti fossero sentiti dopo la deposizione del manager di Arner Bank Paolo Del Bue che, però, dall'estero ha fatto sapere di non voler venire a deporre in Italia, dove è imputato in procedimento connesso (quello sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti cinematografici e televisivi da parte di Mediaset). Niente da fare, il presidente ha stabilito che la testimonianza di Del Bue non è così strettamente correlata a quella dei consulenti e, pertanto, si potrà fare più avanti. L'udienza è stata anche vivacizzata dalla polemica tra gli avvocati del premier e il pm Fabio De Pasquale, perché il pm aveva sollecitato chiarimenti allo studio Marrache, i cui titolari sono testimoni nel processo. Per gli avvocati, in questo modo il pm continuerebbe a fare indagini senza sottostare al controllo del Tribunale. Alla fine i giudici si sono ritirati in camera di consiglio, complici anche della martellate assordanti provenienti da lavori al piano di sopra, e sono usciti con la decisione: il processo va avanti, perché l'istanza di ricusazione "non sospende la prosecuzione dell'istruttoria dibattimentale", e sono state fissate altre date, oltre a quella del 7 luglio.

La decisione non è piaciuta agli avvocati di Berlusconi. Per Ghedini, "questo processo non si può fare davanti a questo collegio" perché la Gandus "ha svolto attività di contrasto politico nei confronti di Silvio Berlusconi per tutta la legislatura 2001-2006". L'avvocato parlamentare non ha risparmiato stoccate anche al sostituto pg Laura Bertolé Viale, la quale ha espresso parere negativo sull' istanza di ricusazione che sarà discussa il prossimo 10 luglio. "I pg a Milano sono molti e si poteva sceglierne uno che non avesse condiviso le tesi di Borrelli". Il riferimento è al "resistere, resistere, resistere" dell'ex procuratore generale di Milano durante l'inaugurazione dell'Anno giudiziario del 2002. Un appello che Laura Bertolé Viale disse di condividere in alcune mail mandate sulla mailing-list della corrente 'Movimenti'.

Ustica: pm Roma sente Cossiga e Amato e riapre indagine

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/06/2008

ROMA - Le dichiarazioni ai magistrati della procura della Repubblica di Roma di un testimone eccellente come il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga potrebbero dopo 28 anni ridare slancio alla ricerca della verità sulla strage di Ustica. La procura di Roma ha, infatti, riaperto l'inchiesta sull'abbattimento del Dc 9 dell'Itavia in cui morirono 81 persone, dopo aver convocato e sentito come testimoni due dei protagonisti del tempo: il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Giuliano Amato, ai tempi sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

L'iniziativa dei pm Maria Monteleone e Erminio Amelio fa seguito alle dichiarazioni dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga secondo il quale ad abbattere il DC 9 dell'Itavia il 27 giugno del 1980 sarebbe stato un missile "a risonanza e non ad impatto" lanciato da un aereo della Marina militare francese. La apertura della nuova indagine - di cui ha dato notizia il Tg3, dopo l'archiviazione disposta del giudice istruttore Rosario Priore - verificherà anche attraverso una rogatoria con la Francia, fatta anche per identificare i responsabili militari transalpini, le dichiarazioni di Cossiga. Quest'ultimo nel febbraio dello scorso anno spiegò a vari emittenti, radiofoniche e televisive che "furono i nostri servizi segreti che, quando io ero Presidente della Repubblica, informarono l'allora Sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi, con un aereo della Marina, a lanciare un missile non ad impatto, ma a risonanza. Se fosse stato ad impatto non ci sarebbe nulla dell'aereo".

Cossiga spiegò ai media che "i francesi sapevano che sarebbe passato l'aereo di Gheddafi. La verità è che Gheddafi si salvò perché il Sismi, il generale Santovito, appresa l'informazione, lo informò quando lui era appena decollato e decise di tornare indietro. I francesi questo lo sapevano e videro un aereo dall'altra parte di quello italiano e si nascose dietro per non farsi prendere dal radar". Nel gennaio dello scorso anno la prima sezione penale della Cassazione chiuse definitivamente una vicenda giudiziaria parallela a quella della strage, ovvero il processo ai generali dell'aeronautica sui cosiddetti depistaggi. La suprema corte dichiarò inammissibile il ricorso avanzato del Procuratore generale della Corte d'Appello di Roma che aveva chiesto una riformulazione della sentenza d'assoluzione, che avrebbe lasciato uno spiraglio per il risarcimento. I generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di aver omesso al governo informazioni sul disastro avvenuto 26 anni fa, furono assolti, in maniera definitiva "perché il fatto non sussiste".

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