DEI RICCHI

2008 - Giugno - Settimana 2

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Indice dei giorni


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Domenica 8 Giugno 2008

Papa: la vera religione consiste nell'amore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2008

CITTA' DEL VATICANO - "La vera religione consiste nell'amore di Dio e del prossimo. Ecco ciò che dà valore al culto e alla pratica dei precetti": lo ha detto Benedetto XVI durante l'Angelus. In una preghiera alla Vergine, il pontefice è tornato poi sul tema del peccato e del perdono, citando le Confessioni di sant'Agostino: "Abbi pietà di me, Signore! Ecco, io non nascondo le mie ferite: tu sei il medico, io il malato; tu sei misericordioso, io misero...Ogni mia speranza è posta nella sua misericordia".

MISERICORDIA E NON SACRIFICIO PER I PECCATORI - Un richiamo alla misericordia per i peccatori e a "non condannare persone senza colpa" è stato al centro delle parole del Papa pronunciate prima dell'Angelus, al quale assistono numerosi pellegrini, nonostante la pioggia. Partendo da una espressione del profeta Osea, Benedetto XVI ha rimarcato le parole del Vangelo: "Voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più che gli Olocausti". Un passaggio - ha osservato il pontefice - ribadito nel Vangelo di Matteo a proposito dell'osservanza del sabato, dove Gesù "si rivela 'Signore' delle stesse istituzioni legali". Ai farisei scandalizzati già aveva detto: "Non sono i sani ad aver bisogno del medico, ma i malati...Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatorì". E in un altro passaggio, sempre ai farisei: "'Se aveste compreso cosa significa 'Misericordia io voglio, e non sacrificiò, non avreste condannato persone senza colpa". Un richiamo all'amore e al Verbo fatto uomo che questo messaggio - ha concluso il Papa"ha fatto proprio con tutto il suo cuore e l'ha realizzato con il suo comportamento, a costo persino di urtare la suscettibilità dei capi del suo popolo".

PREGHIERA PER MINATORI POLACCHI MORTI A BORYNIA - Una preghiera è stata rivolta dal Papa, subito dopo l'Angelus domenicale in piazza San Pietro, ai "minatori che mercoledì scorso hanno perso la vita nella catastrofe della miniera di Borynia". "Supplico per loro la grazia dell'eterno riposo, spirituale conforto per le loro famiglie e pronta guarigione per i feriti. Che Dio misericordioso ci preservi dalla morte improvvisa. Egli vi protegga vi guidi e vi benedica", ha detto Benedetto XVI, salutando "cordialmente" tutti i polacchi presenti.

Due ex suore di clausura si incatenano per protesta davanti a San Pietro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/06/2008

Ci sono un'ispezione eccelesiale e un'inchiesta della procura dietro alla vicenda che ha portato oggi due suore di clausura del convento delle Carmelitane di Camerino a incatenarsi davanti a San Pietro. Le due religiose, sedute su delle sedie, hanno mostrato cartelli, rivolti al Papa, con scritto: 'Santita' ci hanno cacciate e denunciate, vergogna' e 'Santita' non siamo ne' prostitute, ne' violente, ne' ladre, ne' malate di mente'.

Suor Albina Locantore, 73 anni, lucana, era la priora del convento, prima di esserne allontanata dopo che un'ispezione ecclesiale del 2005 aveva scoperto varie irregolarita', compresa la presenza di un uomo, un ex appartenente alle forze dell'ordine, ospitato come custode nella struttura. Alcune religiose avevano sostenuto che la presenza dell'uomo era indispensabile, visto che il convento ospitava suore molto

anziane.

Dall'ispezione, pero', erano emersi anche ammanchi di denaro, sui quali era stata aperta un'inchiesta della magistratura.

Quest'ultima, nel 2007, ha chiesto il rinvio a giudizio dell'uomo per truffa e circonvenzione di incapace.

Inchiesta banche, ministri S.Marino: ''E' assurdo''

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2008

S. MARINO - E' "assurda e inverosimile", per il Governo sammarinese, l'iniziativa del procuratore della Repubblica di Forlì, Fabio di Vizio, che indaga su alcuni responsabili della Cassa di Risparmio di San Marino e del Monte dei Paschi di Siena per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. In una conferenza stampa alcuni Segretari di Stato del Titano hanno ribadito le proteste della Repubblica per gli sviluppi dell'inchiesta della procura di Forlì che ha portato al sequestro, giovedì, da parte della Guardia di Finanza, di 2,6 milioni di euro che erano a bordo di un furgone portavalori diretto verso San Marino.

Quattro persone sono state indagate per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Stefano Macina (Segretario di Stato per le Finanze), Fiorenzo Stolfi (Segretario di Stato per gli Affari Esteri), Tito Masi (Segretario di Stato per l'Industria), e Ivan Foschi (Segretario di Stato per la Giustizia), con a fianco il Direttore di Banca Centrale, Luca Papi, hanno spiegato di non accettare di veder trasformata "una normale attività interbancaria in un'operazione di riciclaggio" perché "così non è". Vedono, hanno detto, tutta la vicenda come un tentativo di destabilizzazione dell'intero sistema bancario e finanziario del Titano, di fronte al quale il Governo non resterà inerte, ma è intenzionato a percorrere, se serviranno, le vie legali, "chiedendo un cospicuo risarcimento" per il danno di immagine arrecato alla piccola Repubblica.

Magistrati: no a stretta sulle intercettazioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2008

ROMA - No alla stretta sulle intercettazioni che sono uno strumento "indispensabile" per "il contrasto delle forme più insidiose di criminalita"; il legislatore piuttosto intervenga per tutelare la privacy, con regole precise che impediscano che nei fascicoli processuali finiscano conversazioni che attengono alla vita privata delle persone e che non hanno nulla a che fare con le indagini. Il giorno dopo l'annuncio del premier che il governo vuole limitare le intercettazioni alle sole indagini su mafia e terrorismo, l'Associazione nazionale magistrati conferma la sua contrarietà a un simile intervento.

Nella giornata conclusiva del suo ventinovesimo congresso torna a bocciare con l'approvazione di una mozione unitaria l'introduzione del reato di clandestinità (sarà un "fallimento inevitabile"), e il decreto sui rifiuti ("complicherà ulteriormente la già difficile situazione della giustizia nella regione")."Prudente soddisfazione" invece dei magistrati per il nuovo clima nei rapporti con il governo, in attesa della "realizzazione degli impegni" annunciati dal ministro Alfano e nella speranza che parta "davvero" una stagione di riforme. E' il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini a tirare le somme dei tre giorni dell'assise. A dire che le intercettazioni sono "irrinunciabili" non solo nelle indagini su mafia e terrorismo, ma anche per colpire tutta una serie di reati( omicidi, sequestri di persona, riciclaggio, corruzione ,criminalità economica, usura, estorsione e pedofilia). E a proporre una soluzione alternativa, visto che si tratta comunque di uno "strumento investigativo invasivo":"i fatti relativi alla vita privata degli indagati , e a maggior ragione , delle persone estranee alle indagini, le cui conversazioni siano casualmente captate, non possono e non debbono essere divulgati e pubblicati. Occorre prevedere con un intervento normativo una selezione del materiale necessario per il processo e la eliminazione del materiale che non serve".

Pollice verso anche per il reato di clandestinità: è destinato a un "inevitabile fallimento" , e se l'Anm sta indicando le "difficoltà" che graveranno sugli uffici giudiziari è per "evitare che un domani, come già avvenuto altre volte in passato", la responsabilità ricada sulla magistratura. C'é spazio anche per un richiamo ai magistrati: "sobrietà e misura" dovrebbero caratterizzare "sempre" il loro comportamento nella comunicazione con l'esterno; occorre inoltre "rigore nella redazione dei provvedimenti" e "attenta vigilanza" per evitare la diffusione sui giornali del materiale raccolto nel corso delle indagini. Il codice deontologico dell'Anm già contiene sul punto "indicazioni chiare e precise", ma queste norme,lamenta Cascini, "così, come altre, non sempre sono rispettate dai magistrati".

MAGISTRATI: ''REATO IMMIGRAZIONE SARA' UN FALLIMENTO'

L'Associazione nazionale magistrati ha indicato le "difficoltà" che graverebbero sugli uffici giudiziari con l'introduzione del reato di immigrazione clandestina anche per evitare di vedersi un domani attribuire la colpa dell'"inevitabile fallimento" cui è destinata questa scelta legislativa. E a dirlo è il segretario del sindacato delle roghe Giuseppe Cascini. Vogliamo "evitare che un domani si possa indicare la magistratura , come già avvenuto altre volte in passato, quale responsabile dell'inevitabile fallimento della scelta di risolvere attraverso lo strumento del diritto penale il fenomeno dell'immigrazione clandestina". E lo stesso, spiega Cascini, "abbiamo fatto con riferimento al decreto legge in materia di rifiuti in Campania, rappresentando che le misure straordinarie previste rischiano di complicare ulteriormente la già difficile situazione della giustizia nella regione".La nuova presa di posizione, all'indomani della difesa del provvedimento da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano e del suo collega per le Riforme Umberto Bossi. Se per Angelino Alfano il sistema delle espulsioni "ha fallito" e occorre accentuare "un profilo di deterrenza", per Umberto Bossi è addirittura "un muro per far capire che non è più come prima". Parole, quelle dei due ministri, che hanno sollevato qualche polemica a partire dal leader del Pd Walter Veltroni che ribadisce il suo no all'introduzione del reato di clandestinità perché "é un provvedimento demagogico e non applicabile: le carceri scoppiano e gli uffici giudiziari sono in affanno. Bisogna distinguere lo straniero che viene in Italia per lavorare dal criminale".

Lunedì 9 Giugno 2008

Caro gasolio, esplode la protesta: Tir spagnoli e francesi bloccano il traffico

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/06/2008

Una quindicina di camion venuti da Perpignan, nel sud della Francia, da stamani alle 06:15 sta bloccando, per protestare contro il caro-gasolio, il valico di frontiera di Perthus con la Spagna, che sul lato spagnolo è ostruito dalla protesta dei camionisti spagnoli, in sciopero dalle 22:30 di ieri per gli stessi motivi. I camionisti spagnoli hanno rifiutato come "insufficiente" un'offerta del governo di Madrid.

I camionisti francesi, radunatisi in precedenza vicino a Perpignan su iniziativa del sindacato dei trasportatori Union nationale des organisations syndacales (Unostra), alla frontiera stanno bloccando solo il traffico pesante, lasciando libero l' accesso ai mezzi leggeri, come fanno anche i camionisti spagnoli dall'altro versante.

Roccella: l'aborto non puo' essere un percorso ad ostacoli

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2008

ROMA - "L'aborto non può essere un percorso a ostacoli né una punizione per la donna, che anzi va accompagnata e non lasciata sola". E' secondo questo spirito che bisogna agire sul fronte dell'interruzione gravidanza, coinvolgendo i medici obiettori in quello che è un problema sociale, e intervenendo per realizzare la funzione preventiva contenuta nella legge 194, finora non applicata fino in fondo. Ne è convinta il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, intervenuta ad un convegno organizzato dalle società di ginecologia Sigo e Aogoi. E in fatto di prevenzione tanto c'é da fare, hanno rilevato i medici, visto il boom di pillole del giorno dopo, ormai diventate il contraccettivo di prima scelta delle giovanissime, e la carenza generalizzata di informazioni.

- 'OBIETTORI NON POSSONO LAVARSI LE MANI': Ginecologi e anestesisti, anche se esercitano l'obiezione di coscienza, che é un diritto fondamentale, "non possono lavarsi le mani di quello che è un problema sociale, come l'aborto - ha detto Roccella - Bisogna trovare il modo di coinvolgerli".

- LINEE GUIDA SULLA LEGGE 194: La legge sull'aborto è una buona legge, ma attuata solo in parte. Per questo sarebbero opportune delle linee guida che diano un orientamento applicativo e interpretativo uniforme a livello nazionale. L'idea è quindi "molto concreta - ha chiarito Roccella - Da valutare invece se ripresentare le linee guida che l'ex ministro della Salute, Livia Turco, aveva tentato di far approvare alle Regioni".

- BOOM DI PILLOLA DEL GIORNO DOPO TRA GIOVANISSIME: Anche se arrivata sul mercato da pochi anni, la pillola del giorno dopo ha conosciuto un vero boom tra le giovanissime, che ormai la utilizzano come contraccettivo di prima scelta. Dai dati presentati da Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia del S.Raffaele di Milano, emerge che il 55% delle confezioni acquistate viene usato adolescenti con meno di 20 anni e il 45% da donne fra i 20 e i 50 anni. Negli ultimi due anni la crescita è stata ancora più evidente, come ha confermato Giorgio Vittori, presidente della Sigo, visto che "si è passati dalle 220mila confezioni acquistate nel 2006 alle 270mila del 2007".

- GENITORI DA BOCCIARE: Genitori e figli sembrano abitare su due pianeti sempre più lontani. Non solo sono "ignoranti e danno informazioni sbagliate sull'educazione sessuale", ma spesso non hanno veramente idea di chi siano i loro figli e dei rischi corrono, come evidenzia Graziottin. "Basti pensare che solo il 5% di loro pensa che le loro figlie con meno di 15 anni abbiano rapporti sessuali, quando in realtà di tratta del 38%". Nonostante il 90% dei ragazzi abbia rapporti sessuali prima dei 20 anni, solo il 40% delle madri parla di contraccezione alle proprie figlie. Una 'latitanza' che vede protagonisti anche i padri, che invece potrebbero essere "il miglior veicolo di informazioni per i loro figli maschi sul preservativo - prosegue - Il messaggio che dovrebbe passare è che usarlo è 'fico' e permette di non far correre rischi alla salute propria e della partner".

- EPIDEMIA DI PAPILLOMI E CLAMIDIA: Se qualche anno fa i casi di papilloma virus e clamidia erano molto rari, ora non è più così. Nel giro di un decennio il loro numero è aumentato di sei se non 10 volte. Con effetti disastrosi. "Più le ragazze si ammalano di tali patologie - conclude Graziottin - minori saranno le possibilità di rimanere incinta quando lo vorranno. La clamidia, insieme al gonococco, è la principale causa di lesione dell'endometrio e delle tube. E' venuto il momento di pensare a campagne di contraccezione di corresponsabilità, dove le femmine si preoccupino della pillola e i maschi del preservativo".

Famiglia Cristiana: 'Pd partito fantasma, il Cavaliere stritola tutto'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2008

CITTA' DEL VATICANO - "Il vero capolavoro il Cavaliere l'ha fatto con Veltroni: l'ha abbracciato fino a stritolarlo. Ora l'Italia è lui: il Cavaliere": è questa la critica che il settimanale Famiglia Cristiana rivolge al Pd, in un editoriale dal titolo "Il Partito fantasma", che apparirà sul prossimo numero.

L'anarchia dei valori, teorizzata da Berlusconi, è trasmigrata ed ha infettato anche il Pd, scrive la rivista, osservando che sul reato di immigrazione clandestina ad essersi opposti chiaramente sono stati solo i cattolici. "Ad eccezione dei cattolici, chi ha sollevato un'obiezione seria contro il reato di immigrazione clandestina?", si chiede la testata-ammiraglia dei Paolini. "Il voto dei cattolici conta, e molto. L'ha capito bene il Cavaliere che, prima d'incontrare il Papa, ha disinnescato qualche mina", osserva ancora il settimanale.

Purtroppo, "con i radicali Veltroni ha tradito il PD e le attese dei cattolici", scrive Famiglia Cristiana che suggerisce a Veltroni di dare il benservito a "Pannella e soci" prima che i deputati della Margherita lascino il partito. "Ciò sanerebbe il 'peccato originale' di Veltroni e rilancerebbe il Pd". Il settimanale aggiunge inoltre che "una parte consistente dei deputati dell'ex Margherita si sta interrogando sul perché della loro permanenza nel Pd, con il rischio che possano prendere la stessa decisione degli elettori. Perché dovrebbero fare la "riserva indiana"?

Dario Franceschini, vicesegretario del partito democratico, smentisce Famiglia Cristiana, definendo come "fantasia" l'ipotesi di una uscita della Margherita. Interviene anche Paola Binetti. "In questo momento - ha detto - siamo impegnati a creare nel Pd una prospettiva in cui i valori abbiano cittadinanza dentro il partito. Non c'é alcuna remota intenzione né di uscire dal Pd né di promuovere una scissione". "Noi - spiega la parlamentare teodem - vogliamo giocare tutta la nostra competenza, collaborazione e sensibilità".

Secondo Marco Follini, esponente cattolico liberale del Pd, "le considerazioni di Famiglia cristiana forse contengono una punta di severità di troppo. Noi però siamo chiamati ad una riflessione che non può essere indulgente, prima di tutto verso noi stessi".

Famiglia Cristiana' definisce "una pagliacciata" il Gay Pride di Roma, dove "gli insulti alla Chiesa e al Vaticano" si sono sprecati. Il destinatario delle critiche del settimanale cattolico non é però la manifestazione degli omosessuali quanto il leader del Pd, Walter Veltroni, che ha mandato un suo rappresentante al corteo della capitale. Pronta la replica del socialista Franco Grillini. "Famiglia cristiana - commenta - si allinea alle posizioni più reazionarie della gerarchia vaticana sposando la politica della diffamazione e dell'insulto verso gli omosessuali".

La rivista critica quindi la "pax veltroniana, diventata un "alibi per evitare ogni confronto interno", e si chiede se non sia giunto il momento nel Pd di interrogarsi sulla sua leadership. "All'Assemblea costituente del Pd (20 e 21 giugno), forse, sarà bene interrogarsi - si legge nell'articolo - sulla leadership e una gestione poco collegiale. Altrimenti, avrebbe ragione padre Sorge: Veltroni ha così semplificato la politica italiana da far sparire anche il partito dell'opposizione".

Sondaggio: cresce il consenso per il governo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2008

ROMA - Cresce il consenso per Silvio Berlusconi e per il suo governo, che incassa la fiducia della maggioranza assoluta dei cittadini (55%). Tra i ministri, Tremonti balza in testa con il 62%, superando di un soffio (61%) la coppia formata da Frattini e Brunetta: quest'ultimo cresce di ben 16 punti nell'ultimo mese. E' quanto emerge dal sondaggio che Ipr Marketing ha effettuato per conto di Repubblica.it. La rilevazione è stata realizzata intervistando un campione di 1.000 italiani rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente. La maggioranza assoluta (59%) degli italiani ha molta o abbastanza fiducia nell'azione di Silvio Berlusconi come primo ministro. Il consenso verso il presidente del Consiglio è cresciuto di sei punti rispetto al mese scorso; e riscuotendo una fiducia vicina al 60%, il premier riceve consenso anche da una parte di elettorato che non ha votato il suo schieramento alle scorse elezioni politiche.

Anche l'Esecutivo viene trascinato da un effetto positivo che lo porta a conquistare anch'esso la maggioranza assoluta: rispetto allo scorso mese, infatti, il Governo sale al 55% (+6%). Per quanto riguarda i ministri, si registrano veri e propri exploit. Svetta in testa alla graduatoria il titolare dell'Economia Giulio Tremonti che guadagna 6 punti percentuali e sale fino al 62%; lo segue ad un punto di distanza (61%), la coppia formata da Franco Frattini (Ministro degli Esteri), che mantiene inalterato il suo consenso, e Renato Brunetta (Ministro della Funzione Pubblica). Per Brunetta si può parlare di vero e proprio exploit; infatti, oltre a guadagnare ben 16 punti percentuali per quanto riguarda la fiducia ha quasi raddoppiato (grazie alla intensa esposizione mediatica dell'ultimo periodo legata alle iniziative anti- fannulloni) il suo livello di notorietà, passando dal 30% al 51%. Anche Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, si segnala per un aumento consistente della fiducia, cresciuta del 7% fino all'attuale 60%. E' da notare come sono ben 6 i ministri che ricevono un livello di fiducia pari o superiore al 60%. Subito dietro, con il 56%, si piazza questa volta la leader della graduatoria dello scorso mese, Giorgia Meloni.

In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti (da non confondere con le intenzioni di voto), che sono oggi presenti in Parlamento, si nota come il buon giudizio sul Governo si riflette anche nella fiducia al maggior partito della coalizione di maggioranza. Il Pdl, infatti, aumenta del 4% ed arriva solitario al primo posto con il 50% (nello scorso mese divideva il primato con Idv). La Lega, al contempo, subisce una lieve flessione di un punto. Difficoltà, invece, per tutti i partiti di opposizione che sono in decremento. La perdita maggiore è dell'Udc (-4%) ma anche il Pd ed Idv perdono rispettivamente 2 ed 1 punto.

Arrestati medici della clinica S. Rita a Milano: omicidio, lesioni e truffa al sistema sanitario

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/06/2008

La Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti

di primari, ex primari e altri medici della clinica privata Santa Rita. Tra le accuse contestate dai pm, c'è anche l'omicidio volontario aggravato da crudeltà, oltre alle ipotesi di reato di lesioni personali gravissime, truffa al sistema sanitario nazionale e falso.

Le ordinanze di custodia cautelare, delle quali alcune in carcere e molte ai domiciliari, sono state firmate dal Gip Micaela Curami su richiesta dei Pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, titolari delle inchieste.

L'accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dall'aver agito per percepire il profitto si riferisce a cinque casi di pazienti, in particolare anziani in condizioni di forte debilitazione, operati nonostante non fosse necessario. Secondo le indagini in conseguenza dell'intervento i cinque sono morti. Il reato di lesioni gravissime, si riferisce invece a operazioni ritenute dagli inquirenti inutili su malati terminali o comunque con prognosi infausta.

L'inchiesta che riguarda la clinica di via Jommelli era cominciata nella primavera del 2007. Le fiamme gialle avevano sequestrato migliaia di cartelle cliniche su richiesta dei pm, ritenute non veritiere o comunque alterate in modo tale da permettere rimborsi maggiori rispetto a quelli dovuti.

Intercettazioni, Alfano: testo forse in Cdm venerdi'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2008

di Alessandra Chini

ROMA - Il governo è deciso ad andare avanti speditamente sull'annunciato giro di vite sulle intercettazioni. Il Guardasigilli, Angelino Alfano, fa sapere che presto, forse già nel Cdm di venerdì, verrà messo a punto un disegno di legge da presentare poi alle Camere. Ma sul provvedimento non c'é accordo nella maggioranza con la Lega che da due giorni sta mantenendo una posizione decisamente tiepida sulla questione. "Ho letto solo - osserva in proposito il ministro dell'Interno Roberto Maroni - delle anticipazioni sui giornali. Venerdì ci sarà il Consiglio dei ministri e vedrò il provvedimento. Poi saprò valutarlo".

La linea, insomma, per quanto riguarda il Carroccio è quantomeno attendista: "é una questione delicata - osserva la responsabile Giustizia, Carolina Lussana - bisogna da un lato salvaguardare i diritti dei cittadini e dall'altro garantire ai magistrati la possibilità di svolgere le indagini". Toccherà al ministro Alfano fare un giro di consultazioni con gli alleati per trovare soluzioni condivise visto che al momento Carroccio e Pdl restano distanti almeno per quanto riguarda i reati per i quali escludere le intercettazioni e la soluzione tecnica da adottare per farlo. Se Pdl e Lega stanno ancora cercando una 'quadra' sulla questione nemmeno l'opposizione per ora sembra avere una linea univoca. Infatti da un lato il Partito Democratico, apre al divieto di pubblicazione sui giornali, dall'altro l'Italia dei Valori è durissima e annuncia che presenterà un referendum se il disegno di legge dovesse passare.

Mentre l'Udc avverte: "non bisogna passare dalla padella alla brace", insomma, sottolinea Pierferdinando Casini, "é giusto regolamentare ma non imbavagliare, ci vuole equilibrio". "Le intercettazioni - sottolinea il leader dei democratici, Walter Veltroni - sono uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale ma non è accettabile che tutto questo finisca sui giornali". Insomma, aggiunge, "il magistrato ha il diritto di poter fare le intercettazioni ma poi ha il dovere di tenerle segrete". Diverso l'atteggiamento dell'Italia dei Valori: "le intercettazioni - attacca Antonio Di Pietro pronto a presentare un referendum abrogativo del ddl - stanno alla lotta alla criminalità come il bisturi sta al chirurgo in sala operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male".

L'ex pm, quindi se la prende con l'atteggiamento "tentennante" dei democratici. Il Pd lavorerà in Parlamento per una "legge che abbia un equilibrio tra tutti i diritti coinvolti", è la replica dei democratici affidata al ministro 'ombra' della Giustizia, Lanfranco Tenaglia. Insomma, aggiunge, "nei suoi giudizi Di Pietro dovrebbe tenere conto di questa che è la realtà anziché aprire polemiche infondate. Comunque è bene su questo punto che il governo giunga ad una proposta e la formalizzi immediatamente perché la materia richiede un esame sereno e approfondito non proclami o polemiche urlate".

E' intervenuto anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino: "Le intercettazioni non si possono usare come una rete gettata a mare per prendere tutto. Bisogna disciplinare la materia".

Martedì 10 Giugno 2008

Nucleare: Iran, risposta 'molto dolorosa' se Israele attacca

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2008

TEHERAN - Il ministro della Difesa iraniano Mostafa Mohamad Najjar ha detto che Israele riceverà una risposta "molto dolorosa" se lancerà un attacco all'Iran a causa del suo programma nucleare. Lo ha riferito oggi il quotidiano ufficiale iraniano Iran. Venerdì scorso il vicepremier israeliano Shaul Mofaz aveva detto di ritenere inevitabile un attacco all'Iran per bloccare il suo programma nucleare, sospettato di aver fini militari, a causa dell'inefficacia delle sanzioni dell'Onu contro Teheran. Najjar, sollecitato a commentare queste dichiarazioni, ha detto che "Le nostre forze armate sono all'apice della loro reattività e se qualcuno vorrà mettersi in un gioco così folle, la risposta sarà molto dolorosa".

Najjar ha comunque detto che dichiarazioni come quelle di Mofaz ''scaturiscono dai problemi interni al regime sionista'', cioe' Israele. ''Dopo la vergognosa sconfitta ad opera degli Hezbollah in Libano (nella guerra dell'estate 2006) - ha aggiunto il ministro della Difesa iraniano - Israele si trova a fronteggiare molti problemi psicologici al suo interno, e molti giovani vogliono lasciare il Paese. Per questo non c'e' speranza per l'esistenza di questo regime, e i suoi dirigenti reagiscono con dichiarazioni che sono solo stupidi proclami''.

Bush: Iran nucleare straordinario pericolo per pace

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2008

(Dell'inviato Cristiano Del Riccio)

LUBIANA (SLOVENIA) - Il presidente americano George W. Bush ha detto oggi a Lubiana che un Iran in possesso di armi nucleari sarebbe "una minaccia straordinaria" alla pace mondiale. Il problema Iran ha trovato molto spazio oggi nel vertice Ue-Usa che ha visto l'inquilino della Casa Bianca discutere un'ampia gamma di temi: dal mutamento del clima alla pace in Medio Oriente, dall'Iraq e l'Afghanistan alle importazioni di polli Usa in Europa (al momento bandite). Ma è stata la questione Iran a dominare la conferenza stampa post-vertice che ha visto Bush sul podio accanto al presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso e al premier sloveno Janez Jansa (la Slovenia è presidente di turno della Unione Europea).

Il presidente americano ha detto che la scelta spetta agli iraniani: "possono andare avanti sulla strada dell'isolamento o possono invece avere relazioni migliori con tutti noi". Bush ha sottolineato che "é adesso il momento giusto per lavorare tutti insieme" per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari prima che sia troppo tardi e "prima che il mondo cominci a chiedersi: perché non siamo intervenuti prima?". Il comunicato finale del vertice minaccia ulteriori sanzioni nei confronti dell'Iran, soprattutto finanziarie, se Teheran "non sospenderà in modo verificabile" il suo programma di arricchimento dell'uranio. Il vertice Ue-Usa, l'ottavo e l'ultimo per Bush, ha dedicato ampio spazio anche al problema del mutamento del clima dove le posizioni degli Stati Uniti e della Unione Europea non coincidono. Il presidente americano ha espresso la convinzione che "un accordo globale sui mutamenti del clima possa essere raggiunto durante la mia presidenza", cioé il gennaio 2009. Ma nello stesso tempo l'inquilino della Casa Bianca ha sottolineato che nessun accordo in materia può essere raggiunto, con speranza che sia efficace, senza la partecipazione della Cina e dell'India.

Mentre l'Unione Europea è favorevole a obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni dei gas inquinanti responsabili del riscaldamento globale del pianeta, il presidente Bush è disposto ad accettare solo obiettivi volontari. Tra i temi del vertice sottolineati oggi da Bush c'é quello della 'Agenda della Liberta'': dai Balcani, alla Palestina, a Cuba. Bush ha detto che a Cuba "tutti i prigionieri politici devono essere liberati" prima che il regime di Castro possa affermare di avere mutato il suo comportamento. Sul fronte del Medio Oriente si è parlato di Israele-Palestina, Libano, Siria e della stabilizzazione dei governi dell'Iraq e dell' Afghanistan. Come sempre si è discusso di commercio e di apertura della barriere che ostacolano la libera circolazione delle merci con la speranza di progressi sul fronte del Doha Round. Bush ha detto che gli Stati Uniti "credono fortemente" che la Turchia dovrebbe diventare membro della Unione Europea. Durante il vertice al Castello di Brdo è stato discusso anche un problema che sta molto a cuore all'Unione Europea: la concessione del programma Usa di esenzione dei visti a tutti i 27 stati membri dell'Ue (al momento 12 ancora sono esclusi). Il presidente Bush ha espresso la disponibilità della Casa Bianca a favorire la estensione "il più presto possibile" del privilegio a tutti i paesi della Unione Europea.

Il vertice Usa-Ue ha segnato l'inizio del Grande Addio del presidente Bush all'Europa. L'inquilino della Casa Bianca ha confermato oggi durante il suo incontro col presidente sloveno Danilo Turk che questod sarà il suo ultimo viaggio nel Vecchio Continente. "Il mio primo viaggio in Europa come presidente è iniziato in Slovenia, così come il mio ultimo viaggio in Europa da presidente", ha detto oggi Bush durante l'incontro. Le tappe successive del viaggio in Europa del presidente americano sono Berlino, Roma, Parigi e Londra. Il viaggio è stato concepito come un saluto di Bush, che a gennaio lascerà la Casa Bianca, ai leader delle maggiori potenze europee. Nel corso del 2008 Bush ha in programma almeno altri tre viaggi ma sono tutti itinerari extra-europei: in luglio si recherà in Giappone per partecipare al suo ultimo G8, in agosto andrà a Pechino per le Olimpiadi, a novembre si recherà in Perù per il vertice annuale dell' APEC (la organizzazione dei paesi che si affacciano sul Pacifico). In questa ultima occasione l'America avrà già scelto il successore di Bush alla Casa Bianca e la sua presenza in Perù sarà già quella di un presidente ormai senza potere.

Bombardamenti turchi in Iraq contro i curdi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/06/2008

Secondo giorno di bombardamenti turchi in territorio iracheno a caccia delle basi della resistenza curda.

La notizia viena dall'agenzia curda Pna (Pyamner News Agency), senza precisare se gli attacchi abbiano provocato vittime.

Secondo la Pna una guardia di frontiera irachena, coperta dall'anonimato, ha precisato che gli aerei turchi hanno bombardato alcuni villaggi della zona di Nirorikan, nella regione di Amadiya, provocando panico e preoccupazioni tra gli abitanti. Gli attacchi hanno coinvolto anche gli abitati di Dirluk e Shilidizi.

Bombardamenti vengono compiuti con una certa regolarita' da aerei militari turchi sulle zone di confine irachene del Kurdistan, per distruggere basi del Pkk (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), che i turchi accusano di terrorismo.

Nel conflitto tra il Pkk - che ha cominciato a combattere nel 1984 per l'indipendenza di aree della Turchia abitate da curdi, al confine con l'Iraq - sono morte finora alcune decine di migliaia di persone.

Violata la privacy dei parlamentari, condannate 'le Iene'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2008

ROMA - La Cassazione ha confermato la condanna per violazione della privacy dei parlamentari nei confronti dei due giornalisti delle 'Iene' Davide Parenti e Matteo Viviani 'colpevoli' di avere "con un comportamento ingannevole e fraudolento" prelevato tamponi di sudore di 50 deputati e 16 senatori per accertare la positività all'uso di stupefacenti.

La pena è solo pecuniaria in quanto le due Iene avevano ottenuto dal Gip di Roma la commutazione, in multa, della pena detentiva pari a cinque mesi e dieci giorni. Senza successo Parenti e Viviani hanno sostenuto di non aver leso la privacy degli onorevoli dal momento che "i loro accertamenti non permettevano di associare l'esito del test a persone note".

Ad avviso della Cassazione la circostanza che nel servizio televisivo andato in onda su Italia 1, le 'Iene' avessero diffuso la notizia che alcuni onorevoli, pur rimasti anonimi, erano positivi al test antidroga ha fatto sicche' ''tutti i parlamentari potevano essere indiscriminatamente sospettati di assumere stupefacenti con la conseguenza che ogni membro del Senato o della Camera dei deputati, nonche' la istituzione parlamentare, ha subito un nocumento alla sua immagine pubblica ed alla sua onorabilita'''.

Parenti e Viviani si erano serviti di una truccatrice che con un tampone raccoglieva il sudore dei parlamentari. Da questi ''campioni organici'' le analisi avevano evidenziato 16 test positivi alle droghe, 12 dei quali riferiti al consumo di cannabis e 4 a quello di cocaina. La Suprema Corte - con la sentenza 23086 della III Sezione Penale - ha sottolineato che i giornalisti devono rispettare ''i limiti del diritto di cronaca'' e possono trattare ''i dati personali'' solo se riguardano fatti e abitudini ''rese note direttamente dagli interessati o attraverso un loro comportamento pubblico''. Non attenendosi a questa regola gli 'ermellini' hanno confermato per le Iene, la condanna per violazione della ''normativa in materia di protezione dei dati personali''.

Mercoledì 11 Giugno 2008

Ue-Usa: uniti su sanzioni Iran, divisi su clima e Cuba

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2008

dell'inviata Marisa Ostolani

LUBIANA (SLOVENIA) - George W.Bush ha ottenuto al suo ultimo vertice bilaterale con la Ue a Lubiana il pieno appoggio degli europei per imporre, se necessario, ''misure aggiuntive'' contro l'Iran nucleare, ma non e' riuscito a convincerli sulla necessita' di mantenere il gelo nelle relazioni diplomatiche con Cuba. Il summit sloveno, pieno di sorrisi e ringraziamenti reciproci, ha riaffermato l'importanza delle relazioni transatlantiche, nella convinzione espressa da entrambe le parti che le sfide mondiali possono solo essere combattute insieme o perse, ma non ha fatto registrare significativi risultati, in linea con le basse aspettative della vigilia. Non poteva essere altrimenti, con un Bush in scadenza (''vicino alla pensione'', come ha ricordato lui stesso) e i leader europei gia' sintonizzati sulle novita' della prossima amministrazione americana.

Bush non ha evitato pero' di mettere un piede dentro gli affari europei, ribadendo che gli americani ''sono fermamente convinti che la Turchia debba diventare un futuro membro della Ue''. Sulla lotta al cambiamento climatico, a Lubiana le posizioni di Ue ed Usa sono rimaste distanti, mentre sulla questione della liberalizzazione dei visti per i 12 paesi europei che ancora soffrono di questa restrizione - quasi tutti dell'ex blocco comunista - le concessioni americane sono state minime. Gli Usa si sono impegnati ad estendere le facilitazioni a tutti e 27 i paesi europei ''il piu' presto possibile'', ma entro il 2008 solo i cittadini di Ungheria e Repubblica Ceca potranno probabilmente viaggiare liberamente verso gli Stati Uniti.

Verso la fine della conferenza stampa, svoltasi all'aperto nel parco del castello di Brdo, sotto un sole inclemente, Bush ha sorpreso il premier sloveno Janez Jansa, presidente di turno della Ue, e il presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Durao Barroso, dicendo di essere pronto a scommettere che un accordo globale sul clima potra' essere raggiunto sotto il suo mandato, cioe' entro il gennaio 2009. Poco prima aveva pero' fissato precisi paletti: nessuna intesa potra' essere raggiunta, con la speranza che sia efficace - aveva detto - senza la partecipazione anche di Cina ed India. Jansa ha invece insistito sulla necessita' che i paesi sviluppati assumano ''la guida'' nella lotta ai cambiamenti climatici, accettando ''impegni vincolanti'' per la riduzione dei gas ad effetto serra.

''Il tempo sta scadendo'', ha messo in guardia. E anche Barroso ha insistito sull'urgenza di un accordo nella conferenza sul clima a Copenaghen anche per dare una risposta ''alla corsa dei prezzi energetici e dei prodotti alimentari''. Le conclusioni scritte prendono atto delle distanze, affermando che Ue e Usa si impegnano a combattere il cambiamento climatico ''in accordo con le rispettive politiche''. Su Cuba, la diversita' e' apparsa meno evidente, ma non meno profonda. Bush ha prima ringraziato i paesi europei per il summit tenuto in America Latina e per le ''espressioni usate su Cuba''. Poi ha precisato: ''Detto questo, prima che le relazioni possono andare avanti, tutti i prigionieri politici devono essere liberati. Se l'amministrazione di Castro e' veramente diversa, il primo modo per dimostrare questa differenza al mondo e' di liberare i prigionieri politici. Sono sicuro che questo e' qualcosa che lei, signor presidente, puo' capire molto bene'', ha aggiunto Bush rivolto a Jansa che 20 anni fini' dietro le sbarre per le sue idee politiche.

Nonostante il rimbrotto di Bush, l'Unione europea sembra molto vicina ad una decisione sulla fine delle sanzioni diplomatiche imposte a Cuba il 5 giugno del 2003, in seguito all'arresto di alcuni dissidenti e alla fucilazione di tre dirottatori che cercavano di fuggire negli Usa a bordo di imbarcazioni. Le misure (tra cui restrizioni delle visite ufficiali e invito dei dissidenti alle feste nazionali nelle ambasciate dei Paesi Ue a Cuba) sono state ''sospese'' nel gennaio del 2005 per iniziativa della Spagna, ma mai tolte definitivamente, per l'opposizione degli ex paesi europei comunisti, Repubblica ceca in testa. Le sanzioni, che vengono confermate di sei mesi in sei mesi, potrebbero pero' essere tolte gia' lunedi' prossimo dai ministri degli Esteri che si riuniranno a Lussemburgo.

Intercettazioni, governo precisa: nessun decreto, sara' ddl

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2008

dell'inviato Milena Di Mauro

NAPOLI - Napoli è sullo sfondo, con il mare azzurro ed il Vesuvio disegnati sulla gigantesca quinta di cartone alle spalle di Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Salerno dopo una giornata di incontri sull'emergenza rifiuti. Ma quella che il premier si trova a dover arginare è una valanga, una slavina. L'annuncio che nel consiglio dei ministri di venerdì ci sarà un decreto legge sulle intercettazioni, messo nero su bianco in un comunicato di Palazzo Chigi del primo pomeriggio, diventa in breve una minacciosa palla di neve sempre più grande, che rimbalza dal Colle ai Palazzi romani e rotola fino alle vie ancora sommerse dai rifiuti della città partenopea.

E' lo stesso Cavaliere che deve fermarla. "Mi ha telefonato Gianni Letta e mi ha avvertito che nel comunicato di palazzo Chigi il provvedimento sulle intercettazioni telefoniche giudiziarie che andrà in Consiglio dei ministri venerdì è stato definito decreto legge per un mero errore materiale, mentre all'ordine del giorno ci sarà un disegno di legge", mette subito in chiaro prevenendo la sfilza di domande che i giornalisti si apprestano a fare, ormai distratti dalla emergenza rifiuti e interessati invece a chiarimenti del premier sui contenuti del decreto, su eventuali attriti con alleati, sul coinvolgimento dell'opposizione e, soprattutto, sul punto di vista del Quirinale. Il premier lo capisce e per primo smentisce. Si è trattato di un "mero errore materiale", dice usando le stesse parole che in una nota ufficiale Palazzo Chigi mette in contemporanea nero su bianco. Di più. Berlusconi motiva la scelta del governo di procedere senza accelerazioni sulle intercettazioni, proprio così come invitava a fare il Quirinale auspicando un largo accordo.

"Io non credo - spiega per dare forza alla tesi dell'errore appena accreditata - che sarebbe stato pacifico, anche davanti ad una situazione che si protrae da diverso tempo, individuare in questo provvedimento le caratteristiche di urgenza e necessità necessarie per fare un decreto". Non che la questione intercettazioni paia per questo meno grave al premier. Sul loro utilizzo, punta anzi il dito, "c'é stata una degenerazione del sistema". Presto perciò ci sarà "un disegno di legge molto atteso dai cittadini, perché la democrazia non è tale se non viene rispettata la privacy". Le intercettazioni "saranno possibili solo per reati per i quali i codici prevedono pene edittali da dieci anni in su". Quindi non solo quelli legati alla criminalità organizzata ed al terrorismo internazionale, come in un primo momento lo stesso Berlusconi aveva auspicato restringendo il campo. "Mi sembra giusto che siano inclusi anche reati gravi come la pedofilia e l'omicidio - ha mutato giudizio il premier -. Seguiamo la regola europea, come in altri Paesi, come nella vicina Austria". Quanto ai tempi, Berlusconi aggiunge che "le intercettazioni non potranno essere prolungate indefinitivamente, ma dovranno essere effettuate nell'ambito di un periodo di tre mesi". Ad autorizzarle "sarà un collegio di tre giudici e non un giudice monocratico". "Questo - conclude - è il minimo che i cittadini italiani devono attendersi da uno Stato che vuole tutelare il loro diritto alla privacy e quindi la loro libertà"

INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI NEGA BLITZ, E'GIALLO

di Federico Garimberti

E' diventato un giallo il comunicato stampa con cui palazzo Chigi annuncia a sorpresa un decreto legge sulle intercettazioni e non un disegno di legge come si era sempre ipotizzato. Una decisione, quella di usare uno strumento legislativo che fa entrare immediatamente in vigore le norme in esso previste, del tutto inattesa e che scatena l'immediata reazione dell'opposizione e del Quirinale, che senza mezzi termini fa sapere di attendersi un Ddl, e dunque una discussione in Parlamento, su questa delicata materia. Dopo la presa di posizione del Colle, il governo fa marcia indietro, parlando di semplice "errore materiale". Per cercare di capire cosa sia effettivamente successo occorre ripercorre passo dopo passo i fatti per come si sono svolti. Alle 15.30 viene diffuso un comunicato della Presidenza del Consiglio dei ministri: è il consueto ordine del giorno del Consiglio dei ministri previsto per venerdì. Vi si legge che fra i temi in esame ci sarà un "decreto-legge concernente norme sulle intercettazioni telefoniche giudiziarie". Circostanza che viene confermata da palazzo Chigi, appositamente contattato. Le agenzie battono la notizia. Da notare che anche dal ministero della Giustizia cadono dalle nuvole, così come nei partiti della maggioranza. Solo Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere del premier in materia di giustizia, si dice sorpreso e buttà là l'ipotesi di un errore nella nota stampa. Intanto, nel giro di qualche minuto, arrivano le reazioni critiche dall'opposizione. Perplessità si segnalano anche nella Lega (l'ex ministro Roberto Castelli definisce l'uso di quello strumento una "assolutà novità"). Intervengono persino eminenti costituzionalisti, come il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida che sottolinea la necessità che vi siano i requisiti di necessità e urgenza. Alle 17.15 arriva la presa di posizione del Quirinale. Dal Colle si rimanda alle parole del Capo dello Stato che ieri a Venezia aveva detto espressamente di attendersi un disegno di legge. Un evidente stop all'ipotesi del Dl. Alle 17.40, e cioé oltre due ore dopo la nota di palazzo Chigi, arriva la 'correzione' del governo. E' Berlusconi stesso, in diretta da Napoli, a dire che si tratta di un "mero errore materiale" sfuggito nel comunicato, sottolineando che ad avvertirlo della svista è stato il sottosegretario Gianni Letta. Al Cdm, assicura quindi il presidente del Consiglio, approderà un ddl. Proprio la cronistoria della vicenda fa insorgere l'opposizione, che parla apertamente di forzata retromarcia dopo lo stop del Quirinale e i forti dubbi della Lega Nord che poi, in serata conferma le perplessità, facendo parlare il suo leader Bossi: un accordo sulle intercettazioni non c'é ancora nella maggioranza. Il più esplicito, è Antonio Di Pietro che ironizza sul fatto che il governo ci ha "provato" ed è stato preso "con le mani nella marmellata". Ma se le cose stessero così, se cioé non si è trattato di una svista come denuncia l'opposizione, resta da capire quali ragioni avrebbero spinto Berlusconi a forzare la mano su un tema così delicato, con un triplice rischio: buttare alle ortiche il rapporto faticosamente costruito con il Quirinale, soprattutto all'indomani dell'apertura dello stesso Napolitano sulla necessità di riformare le norme sulle intercettazioni; scatenare le ire della Lega; chiudere la porta al dialogo con il Pd dopo che lo stesso Walter Veltroni sembrava disponibile ad un confronto. Domande senza risposta che sono usate proprio da chi, nell'entourage di Berlusconi, si sforza di spiegare che si è trattato di un banale equivoco. Che interesse avremmo a forzare la mano ben sapendo che un Dl non sarebbe mai firmato dal Colle, é la spiegazione fornita dai più stretti collaboratori del premier. Dentro il Pdl, però, regnano sorpresa e disorientamento. In An ci si interroga sulle ragioni di una simile strategia (in pochi credono alla spiegazione ufficiale). Linea, quella del refuso, che viene invece ribadita, anche se non senza imbarazzo, dentro Forza Italia. Solo nell'opposizione si offre una lettura così sintetizzata da Di Pietro: "Mi piacerebbe sapere quale processo debba essere bloccato".

Giovedì 12 Giugno 2008

Bush a Napolitano, dopo elezioni c'e' clima nuovo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2008

di Alberto Spampinato

ROMA, 12 GIU - E' un'Italia diversa quella che George W. Bush ha trovato nella sua sesta visita a Roma in soli otto anni: un Paese che, grazie alla nuova situazione creatasi con le elezioni di aprile scorso, permette un nuovo approccio internazionale grazie alla palese condivisione degli indirizzi fondamentali della politica estera. Ma soprattutto grazie ad un "clima più costruttivo nella vita politica". Con questa convinzione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accolto il presidente americano al Quirinale. George W. Bush si è detto colpito dalle bellezze del Quirinale e ha definito "meravigliose" le due ore trascorse stamani al Colle in un clima cordiale ed amichevole, ospite di Giorgio Napolitano, che lo ha trattenuto a colloquio per 40 minuti, poi a colazione davanti a un raffinato menù italiano (cavatelli alla verdura, lombata di vitella, millefoglie) e a un bicchiere di spumante Ferrari. Il presidente americano è stato accolto con gli onori militari da un reparto di Granatieri di Sardegna e da un drappello di corazzieri in alta uniforme. E' apparso rilassato e sorridente, davanti a Napolitano che sotto i lampadari di Murano della Sala del Bronzino lo accolto con un amichevole "how are you?" e una calorosa stretta di mano e lo ha accompagnato nello Studio alla Vetrata. Come un anno fa al Quirinale e lo scorso dicembre alla Casa Bianca, il colloquio si è svolto in inglese, senza interprete, in un'atmosfera definita di cordiale affabilità. Nel suo 'fluent english', Napolitano ha innanzitutto ringraziato Bush per aver solennemente riconosciuto il ruolo della comunità di origine italiana che vive negli Stati Uniti, proclamando il 2 giugno "Italian Independence Day". Poi gli ha dato conto della situazione politica creatasi in Italia con le elezioni di aprile. Sono convinto, ha detto, che si consoliderà la condivisione degli indirizzi fondamentali della nostra politica estera. Bush, che ben conosce con quali difficoltà in passato sono state approvate in Italia alcune missioni internazionali, si è compiaciuto della novità. Il resto del colloquio, a quanto riferito, è stato dedicato soprattutto ai problemi di economia internazionale che assumono sempre più dimensione globale: materie prime, alimentari, energia. I presidenti hanno riflettuto sulla necessità di sviluppare azioni concertate da sottoporre al prossimo G8 e, in modo più approfondito, al G8 che si svolgerà nel 2009 in Italia, nel quale si dovrebbe tornare a riflettere, come nel 2001 a Genova, sulla responsabilità delle potenze industriali verso i problemi dell'Africa. Insieme hanno anche avuto uno scambio di vedute sugli esiti del recente vertice della Fao tenutosi a Roma. Altri temi affrontati, in una rapida carrellata: le crisi internazionali, con una particolare attenzione alle perduranti difficoltà del processo di pace in Medio Oriente; la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Dopo la colazione, Bush ha guardato l'orologio. Visto che l'agenda gli concedeva una pausa, ha chiesto a Napolitano di mostragli le meraviglie del Palazzo tanto decantate nei racconti dei suoi genitori, George senior e Lady Barbara, che hanno avuto in passato il tempo di ammirarle. "Sure", ha detto Napolitano, trasformandosi, detto-fatto, in cicerone per illustrare col suo accento british gli affreschi del Salone dei Corazzieri e gli stucchi della Cappella Paolina e mostrando, en passant, l'ala storica del Quirinale fresca di restauri. "Grazie, e stata una visita veramente meravigliosa", ha detto Bush congedandosi da quel presidente che già sei mesi fa, alla Casa Bianca gli aveva ispirato simpatia.

Bush: contro Usa pregiudizi, siamo paese aperto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2008

di Luigi Ambrosino

ROMA - Contro gli Stati Uniti c'é un mare di "propaganda e disinformazione", ma chi varca l'Atlantico scoprirà "il vero volto" dell'America, "un Paese aperto, solidale, che ha a cuore i destini delle persone". Affabile, sorridente e rilassato, George W. Bush si è presentato con questo messaggio ai giovani borsisti italiani della 'Fulbright Best' che ha incontrato stamattina in una tavola rotonda all'American Academy, a Villa Aurelia. Poco prima del suo arrivo, proprio alcuni studenti del prestigioso istituto americano avevano affisso sulla facciata principale dell'Academy striscioni contro Bush e inneggianti al candidato democratico Barack Obama. Ma blindato nel suo corteo di decine di auto, con tiratori scelti che presidiavano ogni tetto del Gianicolo e centinaia di poliziotti ad ogni angolo delle strade, probabilmente l'inquilino della Casa Bianca non deve averci neanche fatto caso. Tanto che davanti agli intimiditi dottorandi che hanno goduto di un periodo di cinque mesi di 'full immersion' nella Silicon Valley - per respirare lo spirito imprenditoriale a stelle e strisce nel cuore dell' 'American Dream' - Bush ha sfoggiato buon umore e battute a raffica. Indirizzando anche una confidenziale strizzatina d'occhio al sindaco di Milano Letizia Moratti, presente tra gli ospiti assieme a rappresentanti delle aziende sponsor dell'iniziativa lanciata nel 2006 dall'ambasciatore americano Ronald Spogli. "Non sono qui per parlarvi da politico", ha detto Bush ai giovani cervelli italiani, secondo quanto ha riferito chi è stato presente a tutto l'incontro. Nel discorso dell'inquilino della Casa Bianca, tutto 'buiseness-oriented', è mancato infatti qualsiasi riferimento ai dossier di politica estera. Il cuore del messaggio è stato centrato sul "fare impresa", perché - ha ripetuto Bush - "se qualcuno ha un sogno e lavora duro per realizzarlo, dà anche un contributo alla società e crea opportunità di lavoro". E poi - è venuto a dire Bush in un Paese, l'Italia, dove gli imprenditori lamentano l'elefantiasi burocratica che blocca l'industria - "per mettere su un'impresa non ci può volere una vita", con mille "scartoffie" e permessi di ogni risma che scoraggiano "chi ha un'idea". Un concetto, questo, ripetuto in tutte le salse in questi anni dall'ambasciatore Spogli, che infatti annuiva vistosamente al suo fianco. "Venite ad osservare in prima persona la verità dell'America", si è rivolto il presidente agli ospiti in sala. Non solo perché "capirete che gli Stati Uniti amano lo spirito imprenditoriale". Ma anche per aiutare a combattere il pregiudizio anti-americano. Perché, ha concluso Bush lodando l'iniziativa lanciata da Spogli, "la miglior diplomazia dell'America è far venire la gente nel nostro Paese".

La Corte Suprema Usa riconosce i diritti dei detenuti di Guantanamo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/06/2008

La Corte Suprema degli Stati Uniti, pronunciandosi per la terza volta su Guantanamo, ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro

la loro detenzione.

La sentenza è stata decisa con una maggioranza minima, per 5-4, indicando ancora una volta la spaccatura all'interno del massimo organo giudiziario americano nel valutare la legalità di Guantanamo. Si tratta della terza sconfitta dal 2004 per l'amministrazione Bush sul tema della legittimità costituzionale dell'apparato giudiziario militare messo in piedi dopo l'11 settembre 2001, per detenere e processare presunti terroristi.

La Corte Suprema ha ribaltato una decisione prese da una Corte federale d'appello, che aveva confermato la legittimità di una legge del Congresso che nel 2006 aveva definito le modalità dei processi militari.

La sentenza potrebbe avere effetti immediati sui processi in programma a Guantanamo, tra cui quello ai presunti responsabili dell'11 settembre, e sul futuro dei circa 270 detenuti ancora presenti nella base. La scelta dei giudici di Washington offrirà nuove armi agli oppositori di Guantanamo e anche ai due candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, che sono entrambi a favore della chiusura della prigione nella base militare a Cuba.

In malattia per ernia ma ballava in tv, licenziato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2008

TRENTO - Era in malattia, per i postumi della riduzione di un'ernia inguinale, ma ballava in tv: l'ha visto comparire sullo schermo proprio il datore di lavoro, in una trasmissione in onda su un'emittente privata del Trentino. Si tratta di un operaio di 49 anni, O.P., di origini sarde, licenziato in tronco e denunciato. L'uomo era a casa, con la motivazione di non poter sollevare pesi, e il datore di lavoro, pur stupito, dopo aver constatato la sua presenza in televisione l'ha denunciato per truffa aggravata. L'uomo, di fronte all'evidenza, non ha cercato di negare e ieri è comparso in tribunale a Rovereto, per una prima udienza. La sentenza è attesa all'inizio di luglio.

Intercettazioni: accordo su ddl, ok anche a reati contro P.a

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2008

Ok alle intercettazioni per le indagini sui reati da 10 anni in su, ma saranno consentite anche per i reati contro la Pubblica amministrazione. Questo, secondo quanto si apprende da fonti governative, l'accordo di massima che sarebbe stato raggiunto oggi a Palazzo Grazioli tra il premier Silvio Berlusconi ed i ministri della Lega sul disegno di legge sulle intercettazioni che andra' domani in Consiglio dei ministri.

FINO A 3 ANNI A CHI PUBBLICA INTERCETTAZIONI - Chiunque pubblica il testo di intercettazioni o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata la pubblicazione rischia il carcere fino a tre anni. Sarebbe questa una delle norme inserite nel disegno di legge sulle intercettazioni, secondo quanto riferito dal deputato del Pdl Niccolo' Ghedini rispondendo ai cronisti a Montecitorio. Da uno a tre anni di carcere scatterebbero anche per ''chiunque prenda illecitamente cognizione di atti del procedimento penale coperti da segreto''. Nel ddl si pensa infatti di modificare l'articolo 617 del codice penale, cosi' come era stato riformato dal ddl Mastella. Si tratta di una norma che riguarderebbe anche i funzionari di cancelleria o chiunque prenda visione di questi atti e li renda noti. Il governo, tuttavia, starebbe ancora limando la norma e non e' detto che non venga ulteriormente rivista.

I giornalisti, insomma, rischiano fino a tre anni di carcere o l'ammenda fino ad un milione. Il ddl del governo, infatti, punta a modificare anche l'articolo 684 del codice penale, quello che ora prevede il carcere fino a 30 giorni o l'ammenda da 51 a 258 euro per la pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Fonti del ministero della Giustizia, comunque, fanno sapere che l'intenzione e' quella di colpire non solo i giornalisti, ma ''ogni anello della catena'' che consente di arrivare alla pubblicazione del testo di intercettazioni o di atti che non si possono pubblicare: dagli operatori della giustizia che li portano a conoscenza di altri, agli editori.

BOSSI, ACCORDO? ABBASTANZA, TETTO A 10 ANNI - ''Abbastanza''. Cosi' il leader della Lega Umberto Bossi risponde ai cronisti che, sotto il ministero delle Riforme, gli chiedono come sia andato il vertice con il premier Silvio Berlusconi. Rimarra' la possibilita' di fare intercettazioni per i reati di corruzione e concussione? ''C'e' il tetto a 10 anni - replica Bossi - quindi rientra tutto''. ''Ma - specifica poi il leader del Carroccio - io sono andato via prima dei miei dalla riunione''. Bossi sottolinea che comunque l'incontro e' andato ''bene''. ''Abbiamo parlato di tutto - sorride - anche di voi giornalisti e dei magistrati...''

VELTRONI: ITALIA S'IMPOVERISCE,GOVERNO PENSA INTERCETTAZIONI - ''A due mesi dalle elezioni c'e' una totale sottovalutazione sui problemi principali della societa' italiana. Nell'azione di governo si stanno addensando molte contraddizioni dal reato di immigrazione clandestina all'Alitalia, dai rifiuti alla vicenda del refuso sul provvedimento delle intercettazioni''. Il segretario del Pd Walter Veltroni critica, al termine della riunione del governo ombra, l'azione del governo. ''Si e' arrivati a pensare a un decreto sulle intercettazioni - afferma Veltroni - ma e' davvero questa l'emergenza del Paese? L'emergenza sono i salari e le condizioni di vita degli italiani che rischiano l'impoverimento''. Anche sulla vicenda dei rifiuti, Veltroni sostiene: ''E' un problema che fa fatica a risolversi, benissimo i volontari, ma serve individuare e far funzionare le discariche''.

VELTRONI,REFUSO? DA GOVERNO MARCIA INDIETRO - ''Non credo che sia stato un refuso ma e' una chiara marcia indietro dettata dalla consapevolezza che un provvedimento di urgenza su questa materia sarebbe stato istituzionalmente impensabile''. Il leader del Pd, Walter Veltroni, afferma di non credere alla versione del governo sul provvedimento per le intercettazioni.

''Si puo' raccontare di tutto - aggiunge Veltroni - ma non che su una materia cosi' delicata si possa dire che e' saltato un articolo. Un decreto di urgenza sarebbe stato istituzionalmente impensabile primo perche' ci sono nel paese altre urgenze e poi perche' per cercare un punto di equilibrio ci vuole una discussione parlamentare seria''. La posizione del Pd sulla questione delle intercettazioni resta, ribadisce il segretario, ''quella scritta sul programma: si' alle intercettazioni per qualsivoglia reato ma limiti perche' alla possibilita' di pubblicazione senza che questo sia inerente alla vicenda processuale''. Veltroni evidenzia come le intercettazioni siano state fondamentali ''per scoprire, ad esempio, la vicenda milanese'' di malasanita'.

ICI: PROPOSTA PD PER NUOVA COPERTURA,NO TAGLI SUD - ''Proporremo, in occasione della presentazione del decreto sull'Ici, interventi radicali per cambiare la copertura che oggi prevede tagli consistenti alle infrastrutture del sud, soprattutto della Sicilia e del trasporto locale''. Il leader del Pd Walter Veltroni, al termine del governo ombra, annuncia ''battaglia'' parlamentare in occasione dell'arrivo del decreto in Aula e avanza le soluzioni proposte dai democratici. ''La nostra proposta - ha spiegato il segretario del Pd - e' di sostituire la copertura con interventi su assicurazioni, banche e strutture finanziarie perche' allargando la base imponibile si puo' ottenere una parte dei fondi e un'altra puo' arrivare dalla rimodulazione delle modalita' di acquisto per la pubblica amministrazione

Venerdì 13 Giugno 2008

Bush dal Papa, Casa Bianca: meraviglioso incontro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2008

PARIGI - La Casa Bianca ha definito oggi "meraviglioso" l'incontro del presidente George W. Bush col Papa.

Questo è il loro terzo incontro in un anno - ha detto la portavoce della Casa Bianca Dana Perino durante un briefing sull'Air Force One in volo da Roma a Parigi - Il presidente Bush ha avuto un incontro meraviglioso col Papa. I due hanno formato un legame stretto e personale. "Il presidente Bush ha detto di essere molto onorato per aver fatto con il Papa una passeggiata nei giardini dove Benedetto XVI trascorre del tempo ogni sera - ha aggiunto la Perino - E' stata una occasione molto speciale. Hanno avuto una buona conversazione come sempre hanno avuto in passato, specie dopo la visita in aprile negli Usa che li ha portati a conoscersi ancora meglio".

CITTA' DEL VATICANO - E' stato un commiato tra vecchi amici quello stamane tra Papa Ratzinger e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in un'atmosfera familiare e rilassata, complice il bellissimo scenario dei giardini vaticani, tra aiuole fiorite e possenti alberi secolari. Spazio anche alle battute: quando, ad un certo punto, Bush ha chiesto quanto è grande il Vaticano, qualcuno gli ha risposto "non quanto il Texas"; al che, lui pronto, "ma è sicuramente più importanté. Chi però si aspettava una preghiera o un momento di raccoglimento pubblico davanti alla Grotta della Madonna di Lourdes, che sancisse la loro profonda sintonia spirituale davanti alle telecamere di tutto il mondo o addirittura una ventilata conversione di Bush al cattolicesimo, è rimasto deluso.

Benedetto XVI e il presidente statunitense hanno passeggiato, hanno scherzato, hanno ammirato le piante della Santa Sede, ed hanno ascoltato insieme, in modo molto "laico", i mottetti sacri intonati dal Coro della Sistina, prima di salutarsi. Sul colloquio privato, avvenuto nella Torre di San Giovanni, non è stato ancora distribuito alcun comunicato. La limousine nera del presidente americano è giunta davanti alla Torre di San Giovanni verso le 10:55 circa,scoarta da un imponente corteo della sicurezza. Cosa insolita, in un cerimoniale tutto speciale, Benedetto XVI ha atteso il suo ospite per qualche minuto, mentre il suo fedele segretario, don George, gli aggiustava sorridendo la croce sul petto. "Che onore, che onore, che onore": ha esclamato un Bush felice e emozionato, scendendo dalla auto e stringendo la mano a Benedetto XVI, seguito dalla moglie Laura, in completo scuro. Subito, i due uomini sono saliti al primo piano della Torre medioevale, dove si trova una studio; la First Lady ha invece atteso nel salotto al pianterreno, insieme all'ambasciatrice statunitense presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, raggiunte poi, con una ventina minuti di ritardo, dal cardinale segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone.

La conversazione a quattr'occhi è durata una trentina di minuti. Subito dopo, il Papa ha accompagnato l'amico Bush sulla terrazza della Torre per mostrargli il magnifico panorama su San Pietro e su Roma che da lì si gode. Giù nel salotto poi, il tradizionale scambio di doni: Benedetto XVI ha regalato al suo ospite una grande foto autografata ritraente sia il Papa sia il presidente Bush che la moglie Laura, tutti e tre sorridenti e felici. L'inquilino della Casa Bianca ha ricambiato con un 'altra foto autografata da lui che lo mostrava insieme a Ratzinger nell'atto di un saluto. Insieme hanno riso di aver avuto la stessa idea; poi, il presidente ha consegnato a Benedetto XVI anche un album fotografico del suo trionfale viaggio negli Usa, avvenuto dal 15 al 20 aprile scorso.

Regalo molto apprezzato. Dopo le foto di rito, Ratzinger Bush si sono incamminati a piedi nei viali vaticani fino alla Grotta di Lourdes. Qui era stato allestito un a salotto all'aperto, un tavolino di legno chiaro e quattro poltroncine all'ombra di un gigantesco cedro. Qui si sono accomodati il papa, il presidente, la moglie Laura e il card. Bertone, per ascoltare i mottetti intonati dal coro della Sistina. Bush non ha resistito a battere il ritmo ad un brano di Palestrina. Infine i saluti finali, cordialissimi: un arrivederci, più che un addio, anche se nel futuro Bush non sarà più l'uomo più potente del mondo.

BUSH-BERLUSCONI, 'SINTONIA TOTALE'

di Fabrizio Finzi

ROMA - ''Sintonia totale'' su tutti i principali dossier internazionali, rapporti bilaterali eccellenti e un nodo ancora da sciogliere: la posizione americana sull'entrata dell'Italia nel '5+1' (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu piu' la Germania), il gruppo che sta negoziando sul nucleare iraniano. Questa e' la sintesi politica della visita di George W. Bush a Roma dove, sia il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che il premier, Silvio Berlusconi, hanno potuto presentare al presidente statunitense ''il nuovo clima'' dell'Italia, un Paese dove oggi sembra possibile portare avanti scelte bipartisan, almeno in politica estera. Resta pero' un'ombra da dissolvere per il Governo Berlusconi che forse sperava in qualcosa di piu' dall '''amico'' George, una presa di posizione piu' decisa sulla necessita' di inserire rapidamente l'Italia nel '5+1'. ''Sto considerando seriamente questa situazione'', si e' limitato a rispondere Bush ad una domanda diretta in proposito passando subito a declinare il credo americano sull'Iran, cioe' la necessita' di rafforzare le sanzioni contro Teheran. Aspetto, questo delle sanzioni, assai duro da digerire per l'Italia che, come primo partner commerciale europeo dell'Iran, si troverebbe a sopportare durissimi sacrifici economici. Ma la prudenza di Bush sul tema era gia' stata in parte metabolizzata dal Governo dopo che Washington aveva ieri frenato sul tema facendo capire che al momento la possibilita' di vedere Roma dentro il '5+1' era ''poco realistica''. E soprattutto dopo che questa mattina la Germania ha confermato un 'nein' senza sfumature al desiderio di Roma. ''Non ci si poteva aspettare che il giorno dopo il colloquio con Angela Merkel il presidente americano sancisse ufficialmente ed in una conferenza stampa l'ingresso dell'Italia nel gruppo'', ha spiegato una fonte diplomatica facendo capire che la partita e' ormai solo a due e sara giocata martedi' prossimo a Berlino quando il ministro degli Esteri Franco Frattini porra' la questione sul tavolo del suo collega tedesco Frank Walter Steinmeier. Ma al di la' dell'ingresso nel '5+1' che resta una delle priorita' della politica estera italiana, la sintonia tra Roma e Washington e' davvero profonda trainata cosi' come e' oggi da Silvio Berlusconi che con Bush ha un feeling davvero straordinario, costruito sin dall'inizio della prima presidenza di George. Se per George W. Bush la visita in Europa ha avuto un sapore di commiato dal vecchio Continente, Silvio Berlusconi e' all'inizio del suo nuovo mandato a palazzo Chigi. Ed oggi non ha saputo resistere alla tentazione di schierarsi con McCain, seppure a suo modo, con una battuta. ''Non posso esprimere preferenze riguardo ad un altro Paese dove c'e' la campagna elettorale, ma voglio esprimere la mia personale preferenza per il candidato repubblicano e per un motivo egoistico: cosi' non sarei io il piu' vecchio ai G8, perche' McCain e' piu' vecchio di me di un mese'', ha detto a villa Madama con accanto un Bush divertito. In ogni caso oggi e' stata anche l'occasione per presentare all'alleato americano la decisione presa di rendere piu' flessibile la missione militare italiana in Afghanistan alleggerendo i 'caveat' e annunciando l'invio di altri carabinieri nel Paese centrasiatico. Un gesto di buona volonta' che Bush ha gradito: ''ringrazio il governo italiano per aver annunciato al Parlamento che la restrizione sulle forze in Afghanistan e' stata rimossa e saranno inviati altri carabinieri per addestrare i poliziotti afgani'', ha osservato il presidente Usa. Il presidente del Consiglio non ha mancato di confermare pubblicamente la sua vicinanza al presidente Usa uscente. E Berlusconi ha voluto, poco prima della cena conclusiva a villa Madama, esprimergli la sua riconoscenza: ''Bush e un amico mio personale e un grande amico dell'Italia; ha dato a Roma il privilegio di essere la capitale europea dove e' venuto piu' volte onorandoci della sua presenza per ben sei volte''. Ma non solo: ''George Bush e' persona rara, che non mente mai, il cui 'si' e' un 'si' e il cui 'no' e' un 'no'''., ha detto ancora citando il Vangelo.

Bush da Berlusconi, 'mai migliori rapporti Italia-Usa'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2008

(di Fabrizio Finzi)

ROMA - ''Sintonia totale'' su tutti i principali dossier internazionali, rapporti bilaterali eccellenti e un nodo ancora da sciogliere: la posizione americana sull'entrata dell'Italia nel '5+1' (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu piu' la Germania), il gruppo che sta negoziando sul nucleare iraniano. Questa e' la sintesi politica della visita di George W. Bush a Roma dove, sia il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che il premier, Silvio Berlusconi, hanno potuto presentare al presidente statunitense ''il nuovo clima'' dell'Italia, un Paese dove oggi sembra possibile portare avanti scelte bipartisan, almeno in politica estera. Resta pero' un'ombra da dissolvere per il Governo Berlusconi che forse sperava in qualcosa di piu' dall '''amico'' George, una presa di posizione piu' decisa sulla necessita' di inserire rapidamente l'Italia nel '5+1'. ''Sto considerando seriamente questa situazione'', si e' limitato a rispondere Bush ad una domanda diretta in proposito passando subito a declinare il credo americano sull'Iran, cioe' la necessita' di rafforzare le sanzioni contro Teheran. Aspetto, questo delle sanzioni, assai duro da digerire per l'Italia che, come primo partner commerciale europeo dell'Iran, si troverebbe a sopportare durissimi sacrifici economici. Ma la prudenza di Bush sul tema era gia' stata in parte metabolizzata dal Governo dopo che Washington aveva ieri frenato sul tema facendo capire che al momento la possibilita' di vedere Roma dentro il '5+1' era ''poco realistica''. E soprattutto dopo che questa mattina la Germania ha confermato un 'nein' senza sfumature al desiderio di Roma. ''Non ci si poteva aspettare che il giorno dopo il colloquio con Angela Merkel il presidente americano sancisse ufficialmente ed in una conferenza stampa l'ingresso dell'Italia nel gruppo'', ha spiegato una fonte diplomatica facendo capire che la partita e' ormai solo a due e sara giocata martedi' prossimo a Berlino quando il ministro degli Esteri Franco Frattini porra' la questione sul tavolo del suo collega tedesco Frank Walter Steinmeier. Ma al di la' dell'ingresso nel '5+1' che resta una delle priorita' della politica estera italiana, la sintonia tra Roma e Washington e' davvero profonda trainata cosi' come e' oggi da Silvio Berlusconi che con Bush ha un feeling davvero straordinario, costruito sin dall'inizio della prima presidenza di George. Se per George W. Bush la visita in Europa ha avuto un sapore di commiato dal vecchio Continente, Silvio Berlusconi e' all'inizio del suo nuovo mandato a palazzo Chigi. Ed oggi non ha saputo resistere alla tentazione di schierarsi con McCain, seppure a suo modo, con una battuta. ''Non posso esprimere preferenze riguardo ad un altro Paese dove c'e' la campagna elettorale, ma voglio esprimere la mia personale preferenza per il candidato repubblicano e per un motivo egoistico: cosi' non sarei io il piu' vecchio ai G8, perche' McCain e' piu' vecchio di me di un mese'', ha detto a villa Madama con accanto un Bush divertito. In ogni caso oggi e' stata anche l'occasione per presentare all'alleato americano la decisione presa di rendere piu' flessibile la missione militare italiana in Afghanistan alleggerendo i 'caveat' e annunciando l'invio di altri carabinieri nel Paese centrasiatico. Un gesto di buona volonta' che Bush ha gradito: ''ringrazio il governo italiano per aver annunciato al Parlamento che la restrizione sulle forze in Afghanistan e' stata rimossa e saranno inviati altri carabinieri per addestrare i poliziotti afgani'', ha osservato il presidente Usa. Il presidente del Consiglio non ha mancato di confermare pubblicamente la sua vicinanza al presidente Usa uscente. E Berlusconi ha voluto, poco prima della cena conclusiva a villa Madama, esprimergli la sua riconoscenza: ''Bush e un amico mio personale e un grande amico dell'Italia; ha dato a Roma il privilegio di essere la capitale europea dove e' venuto piu' volte onorandoci della sua presenza per ben sei volte''. Ma non solo: ''George Bush e' persona rara, che non mente mai, il cui 'si' e' un 'si' e il cui 'no' e' un 'no'''., ha detto ancora citando il Vangelo.

IL TEMA DELL'IRAN CONTINUA A DOMINARE IL VIAGGIO EUROPEO DI BUSH

Il presidente americano George W. Bush ha proseguito a Roma anche nel suo incontro con Silvio Berlusconi il tema conduttore del suo viaggio finale nel Vecchio Continente: spingere gli alleati europei lungo il sentiero di un inasprimento delle sanzioni verso l'Iran. Un sentiero che richiederà "dure decisioni" soprattutto da parte dei paesi, come l'Italia, che hanno i più stretti rapporti commerciali con Teheran. Una strategia, quella di Bush, che richiede una forte sintonia sulle azioni da prendere se l'Iran, come gli Usa danno per scontato, respingerà anche le nuove proposte del 5+1 che saranno presentate dal negoziatore Javier Solana. In questa situazione un dissidio tra gli alleati europei sulla questione Iran è l'ultima cosa al mondo che Bush in questo momento desidera. E questo spiega la posizione apparentemente contraddittoria assunta dal presidente americano sulla richiesta italiana di entrare a far parte del 5+1, il gruppo di contatto (formato dai cinque membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania) che sta trattando la delicata questione del programma nucleare iraniano. Alla conferenza stampa romana dopo il colloquio con Berlusconi, Bush ha risposto che sta "seriamente considerando" la questione del possibile ingresso italiano nel 5+1 ma è scivolato via più rapidamente possibile dalla domanda, lanciandosi invece in una lunga spiegazione della necessità che la Comunità Internazionale "invii lo stesso messaggio" all'Iran, a prescindere dalla inclusione o meno nel gruppo di contatto. In una intervista al TG1, aveva espresso pochi giorni fa il suo appoggio alla richiesta italiana. Ma dopo il colloquio di Bush con il cancelliere tedesco Angela Merkel (la più decisa avversaria della richiesta italiana) l'umore della Casa Bianca sembra essere decisamente cambiato. Oggi il consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley aveva spiegato che Bush "non ha ancora deciso" sulla richiesta italiana e che per il momento il presidente Usa "é in fase di consultazioni" e che parlerà della questione anche a Parigi e Londra, le prossime tappe del suo viaggio europeo. Bush è stato comunque ben lieto di incassare a Roma anche la disponibilità dell'Italia a modificare il suo contributo in Afghanistan con più flessibilità sulle regole di ingaggio e l'impiego dei Carabinieri per compiti di addestramento polizia. Il presidente Usa ha incassato anche molti complimenti da parte di Berlusconi sul suo ruolo di difensore della libertà e della democrazia nel mondo che ha ricambiato di buon cuore non perdendo occasione per mostrare la sua simpatia personale per il ' vecchio amico' Silvio, una stima che lo ha spinto a tornare in Italia a solo un anno dalla sua ultima visita del giugno scorso. In questo suo viaggio di addio all' Europa Bush ha mostrato una certa tendenza a pensare già al giudizio della Storia, a parlare della sua imminente carriera di pensionato e turista, ad ammettere per la prima volta qualche errore (come il linguaggio troppo aggressivo sulla guerra in Iraq). E anche nella conferenza stampa con Berlusconi vi è stato un momento in cui Bush ha dovuto fare i conti con la precarietà della sua situazione: quando il premier italiano ha dovuto indicare le sue preferenze sul successore del presidente Usa, Berlusconi se l'é cavata con una battuta di spirito indicando McCain perché è più vecchio di lui, anche se di poco. Ma per Bush è stata un inevitabile richiamo al fatto che la gente, in Europa e altrove, guarda già con sempre maggiore interesse alla fine del suo mandato e all'inevitabile cambio della guardia col suo successore alla Casa Bianca.

BUSH INCONTRA NAPOLITANO

L'incontro Berlusconi-Bush conclude la giornata cominciata con il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Qurinale.

Nel corso del colloquio nello studio alla vetrata, che è durato 40 minuti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso al presidente George W. Bush la convinzione che nella nuova situazione creatasi con le elezioni di aprile si consoliderà la condivisione degli indirizzi fondamentali della politica estera, anche grazie ad un clima più costruttivo nella vita politica italiana. Il tema prevalente del colloquio ha riguardato la situazione economica internazionale in vista del G8 che si svolgerà in Italia nel 2009. Lo si è appreso al Quirinale. Altri temi trattati: il processo di pace in Medio Oriente e le conclusioni del recente vertice della Fao a Roma. Nell'agenda dei colloqui c'era anche il tema della lotta al terrorismo e al crimine organizzato. Sotto la pioggia, con il traffico in tilt e la contestazione di un piccolo gruppo di dimostranti che cantavano 'Bush go home', il presidente americano George W. Bush ha cominciato, prima dell'incontro con Napolitano, la sua prima mattinata romana all'American Academy, a Villa Aurelia, dove ha tenuto una tavola rotonda con otto borsisti italiani del programma 'Fulbright Best'. A Villa Aurelia erano presenti, tra gli altri, l'ambasciatore Usa Ronald Spogli, il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo e quello di Poste Italiane Massimo Sarmi. Sugli Stati Uniti d'America c'é "tanta disinformazione e propaganda", - ha detto Bush - ma in realtà "siamo un Paese aperto, solidale, che ha a cuore i destini delle persone". Non é mancato un gesto scherzoso del presidente Usa che, mentre l'ambasciatore Spogli ringraziava il sindaco Moratti, le ha strizzato confidenzialmente l'occhio.

Rivolgendosi ai borsisti italiani che hanno seguito una full immersion di 5 mesi nella Silicon Valley, il presidente ha sottolineato che "la miglior diplomazia dell'America è far venire la gente nel nostro Paese" ad osservare "in prima persona la verità dell'America". La giornata romana di Bush proseguirà con l'incontro a Palazzo Madama, nel pomeriggio con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a cui seguirà una conferenza stampa e una cena. Tra i temi in agenda, l'Afghanistan - sul quale gli Usa chiedono una maggiore disponibilità dell'Italia - e l'Iran. L'Italia chiede di entrare nel '5 + 1' (i cinque membri del Consiglio di Sicurezza più la Germania) che negozia sul nucleare iraniano, ma da Berlino, questa mattina, è arrivata la doccia fredda: il no della Germania, da sempre contraria, all'entrata dell'Italia nel gruppo. "Rispetto all'Iran non c'é nessun bisogno di cambiarne il formato", ha confermato Berlino.

BUSH VISITA DUE SALE QUIRINALE, NAPOLITANO 'CICERONE'

Al termine della colazione di lavoro nella Sala degli Specchi, George W. Bush ha chiesto di visitare la parte storica piu' celebrata del Palazzo del Quirinale. Giorgio Napolitano ha fatto da cicerone, nel suo ''fluent english'' accompagnandolo al Salone dei Corazzieri e poi alla Cappella Paolina. Durante il tour, che ha reso visibile la cordiale affabilita' che si e' stabilita fra i due presidenti, a Bush sono state mostrate le parti del palazzo che sono tornate a splendere in seguito ai recenti restauri. Nel congedarsi, il presidente americano ha espresso con entusiasmo il suo apprezzamento. ''E' stata una visita veramente impressionante e meravigliosa'', ha detto, secondo quanto riferito.

A PRANZO CON NAPOLITANO, CAVATELLI E MILLEFOGLIE

Dopo 40 minuti di colloquio, definito molto cordiale ed affabile, grazie anche alla facilità con cui Giorgio Napolitano si esprime in inglese, George W. Bush è stato accompagnato nella Sala degli Specchi del Quirinale dove è stata imbandita una tavola con 16 coperti. Alla colazione per la parte italiana partecipano tra gli altri l'ambasciatore a Washington Gianni Castellaneta, il consigliere diplomatico del Quirinale Rocco Cangelosi, il capo della Segreteria di Napolitano Carlo Guelfi. La colazione è iniziata davanti a un piatto di cavatelli alla verdura. La seconda portata sarà una lombata di vitello con contorno di melanzane parmigianine e patate novelle. Per il dolce un millefoglie. A tavola sono serviti Fiano di Avellino e Flaccianello della Pieve. Si brinderà con spumante Ferrari.

Sabato 14 Giugno 2008

Afghanistan, oltre 1.200 detenuti evadono da un carcere: 15 guardie uccise

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/06/2008

L'esercito afgano e le truppe straniere sono impegnate in una vera e propria caccia a centinaia di prigionieri, tra cui diversi miliziani, fuggiti ieri dalla prigione di Kandahar dopo una incursione dei talebani. Sono oltre 1.100 i detenuti evasi: è quanto si apprende da fonti della Nato.

Finora nessuno dei prigionieri evasi dalla carcere è stato arrestato, ha detto il vice ministro della giustizia Mohammad Qasim Hashimzai.

I funzionari governativi sono impegnati a scoprire ciò che realmente accaduto. Stiamo cercando di capire che se vi è stato un aiuto dall'interno, ha spiegato Hashimzai aggiungendo che si è trattato di "un grande attacco senza precedenti e ora, insieme con le forze straniere, è stata lanciata un'operazione per rintracciare e arrestare i prigionieri".

Il vice ministro ha quindi spiegato che nel carcere di Kandahar, tra i 1.100 detenuti, almeno 400 erano talebani.

Almeno 15 guardie uccise nel corso dell'assalto al carcere

Almeno 15 guardie sono rimaste uccise ieri nell'esplosione di un'autobomba e nel successivo attacco dei Talebani che ha consentito la maxi-evasione. Lo rende noto il deputato afghano Walid karzai, fratello del presidente, Hamid Karzai.

Abbiamo scoperto i corpi di 15 guardiani uccisi nell'attacco alla prigione. Potrebbero essercene ancora degli altri, ha detto Walid Karzai, che presiede il consiglio della provincia di Kandahar ed è viceministro. "Nel carcere c'erano circa mille detenuti e la maggior parte di loro è fuggita", ha aggiunto. "Non posso ancora fornire cifre precise perché l'inchiesta è ancora in corso e stiamo ancora contando i detenuti rimasti nella prigione. Stando alle ultime informazioni, però, diverse centinaia di detenuti sono rimasti nel carcere". Il fratello del presidente Karzai ha poi ricordato che "le forze di sicurezza afghane hanno lanciato una vasta caccia all' uomo per ritrovare gli evasi. Stanno setacciando la città (di Kandahar) oltre alle strade principali e secondarie" del distretto.

La rivendicazione dei talebani

I talebani hanno rivendicato oggi l'attacco di ieri al carcere di Kandahar. I ribelli affermano che l'assalto è stato condotto da combattenti a bordo di moto con l'uso anche di un'autocisterna-bomba. "Rivendichiamo l'attacco contro la prigione", ha detto all'agenzia France Presse un portavoce della guerriglia integralista. "Abbiamo prima lanciato due veicoli imbottiti di esplosivo, fra cui un camion cisterna, contro il muro di cinta. Poi i nostri mujaheddin (combattenti per la fede, ndr) alla guida di motociclette sono penetrati nella prigione uccidendo i guardiani. Siamo riusciti a liberare tutti i prigionieri, fra i quali c'erano i nostri fratelli talebani', ha detto ancora il portavoce.

Uccisi 4 soltati della coalizione

Quattro soldati della coalizione sotto comando statunitense sono rimasti uccisi nell'esplosione di una bomba nel sudovest dell'Afghanistan. LO ha annunciato un portavoce dell'esercito Usa.

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