DEI RICCHI

2008 - Giugno - Settimana 1

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Indice dei giorni


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Domenica 1 Giugno 2008

Farmaci, da generici nel 2008 risparmi per 625 milioni di euro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/06/2008

In un clima in cui tagliare i costi in ogni settore è diventata la priorità, c'é una voce che continua a far risparmiare allo Stato somme consistenti, nonostante una pubblicità non sempre positiva. I farmaci generici nel 2008 produrranno minori spese per il Servizio Sanitario Nazionale per circa 625 milioni di euro, grazie a una trentina di molecole che perderanno il brevetto nel corso dell'anno. Secondo i dati dell'Assogenerici, l'associazione che riunisce i produttori dei farmaci il cui brevetto è scaduto, nel corso di quest'anno, saranno più di 30 i principi attivi che perderanno la copertura brevettuale e che quindi potranno essere prodotti da qualsiasi azienda farmaceutica, che aggiungeranno 119 milioni di euro ai risparmi che già si ottengono dalle altre. Questo dato è molto superiore a quello dello scorso anno, quando secondo l'Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) il risparmio è stato di 450 milioni di euro.

Se per lo Stato il passaggio agli equivalenti per la fascia A, quella rimborsata integralmente, è ormai automatico, ancora molto bisogna fare per fare entrare i farmaci equivalenti tra le preferenze dei cittadini:"la percentuale di cittadini che scelgono il generico é ancora molto bassa rispetto al resto d'Europa - conferma Luciano Caprino, farmacologo dell'università La Sapienza di Roma - questo deriva probabilmente dal fatto che a consumare più farmaci sono le persone anziane, per cui è difficile lasciare la medicina che hanno usato magari per diversi anni". Secondo l'esperto, però, si è superata la 'diffidenza' nei confronti dei farmaci equivalenti, che faceva sostenere a qualcuno che in realtà non sono esattamente uguali a quelli che sostituiscono:"la tendenza al loro utilizzo è in aumento - spiega Caprino - probabilmente c'é anche un effetto 'passaparola', con chi li usa che diffonde la voce che funzionano". Sempre secondo i dati di Assogenerici, nel 2007 si è avuto un aumento di confezioni vendute per i generici del 24% (149 milioni contro i 120 dell'anno prima, circa l'8,5% sul totale) mentre dal putno di vista della spesa generata l'aumento è stato del 30%. In media il prezzo con l'introduzione del generico scende di circa il 30-40%. "Nel 2007 - scrive l'associazione - le molecole che hanno contribuito maggiormente a contenere la spesa sono il lansoprazolo (un gastroprotettore), il lorazepam (un ansiolitico) e l'antibiotico amoxicillina". Ancora molto c'é da fare comunque per avvicinarsi alla media europea, che dal punto di vista delle vendite parla di un 18,5% nel 2006 contro l'8,5% italiano. In totale in tutta la Ue risparmi dai generici superano i 13 miliardi di euro.

Libano, Hezbollah consegna salme soldati di Israele uccisi nel 2006

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/06/2008

BEIRUT - Hezbollah ha consegnato oggi al Comitato internazionale della Croce Rossa le salme di soldati israeliani uccisi durante la guerra del 2006 con lo stato ebraico. Lo ha detto oggi un responsabile di Hezbollah alla televisione libanese.

Wafik Safa, responsabile della sicurezza del movimento Hezbollah, ha annunciato il rilascio dei corpi dei soldati d'Israele a Naqoura, all'arrivo di Nissim Nasser, un libanese accusato di spionaggio e rilasciato oggi dagli israeliani dopo sei anni di carcere. "Abbiamo consegnato al Comitato internazionale della Croce Rossa le salme dei soldati israeliani uccisi durante la guerra del 2006, e lasciati dall'esercito di Israele in Libano", ha detto Wafik Safa senza aggiungere altri particolari. Safa si è rifiutato di precisare se fra la salme consegnate vi siano anche quelle dei due soldati israeliani catturati da Hezbollah il 12 luglio 2006, circostanza questa che aveva causato la guerra durata 34 giorni tra Israele e il movimento sciita.

Berlusconi al Quirinale: privacy e' primo diritto. 'Dopo Napolitano? Penso a Letta'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 01/06/2008

La legge sulle intercettazioni si deve fare e si fara'. Parola di Silvio Berlusconi che per la prima volta, da quando e' tornato a palazzo Chigi, rompe il silenzio stampa che si e' imposto con i giornalisti al di fuori delle conferenze stampa ufficiali. L'occasione e' il ricevimento offerto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della festa del 2 giugno.

In realta', il presidente del Consiglio cerca dapprima di sottrarsi in tutti i modi alle domande dei giornalisti. E in parte ci riesce, dribblando i cronisti. "Sono allergico alle feste di questo tipo, ma questa volta ho ricevuto l'invito con una particolare cordialita' e ho sentito il dovere di presenziare", si limita a dire a chi gli chiede come mai, per la prima volta da quando e' in politica, abbia deciso di venire al rinfresco nei meravigliosi giardini del Quirinale. Ma quando gli si chiede dell'Iran, ad esempio, torna il silenzio: "Serve ponderazione prima di rispondere", dice allontanandosi dai giornalisti.

Solo quando gli il segretario della Federazione nazionale della Stampa, Roberto Natale, gli si avvicina per chiedergli di tutelare il diritto di cronaca nell'eventualita' che vi sia una riforma delle norme sulle intercettazioni, il premier risponde nonostante sappia di avere intorno parecchi taccuini: capisco le ragioni della stampa, dice Berlusconi, tanto e' vero che nel provvedimento "non ci saranno cose straordinarie". Ma "il diritto alla privacy e' la prima cosa perche' tutto il popolo italiano ha diritto, quando alza la cornetta, di non sentirsi intercettato".

Questo, sottolinea, e' quello che mi chiedono gli italiani. Il Cavaliere ricorda a Natale i tanti comizi tenuti in campagna elettorale. "Quando chiedevo in piazza chi si sentisse al sicuro parlando al telefono sa in quanti alzavano le mani? Nessuno". Il segretario della Fnsi insiste, chiedendogli se i lettori non abbiano diritto ad essere informati, Berlusconi si dice pronto a discutere le misure: "Io di natura sono uno che non ha pregiudizi, come dimostra il fatto che sono il piu' liberale degli editori". Tuttavia, ricorda, "in Europa le intercettazioni si fanno sulle organizzazioni criminali e terroristiche e basta. E noi dobbiamo adeguarci a cio"'.

Il premier torna a concedersi agli invitati. In piedi, stringe la mano e saluta gli ospiti che si mettono in fila per salutarlo. Qualcuno gli chiede se non sara' lui, fra qualche anno, a fare gli onori di casa. Berlusconi replica con una frase di circostanza. Ma i cronisti orecchiano qualcosa e si rifanno sotto: "Non e' bello parlare di queste cose quando c'e' un Presidente in carica", glissa all'inizio. Poi, incalzato, rispose: "Io non penso a me, per il futuro io un nome gia' ce l'ho e questo nome e' quello di Gianni Letta".

La fila e' ancora lunga e ad ognuno, il Cavaliere dice qualcosa. I giornalisti in agguato carpiscono frasi e battute. Ad un rappresentante di un'associazione di famiglie cattoliche conferma che la parificazione della scuola privata con quella pubblica "e' una cosa da fare". A chi gli chiede delle nomine nei grandi enti pubblici, sottolinea di aver "dato prova di massima collaborazione con l'opposizione". A conferma di cio' ricorda che l'unico fra i dirigenti a non essere stato confermato si e' dimesso per sua volonta'. Altro interlocutore, altro tema: "Con un po' di tempo aggiusteremo l'Italia. E' un lavoro immenso ma ce la faremo".

Le battute non mancano, come quella alla moglie di Maurizio Lupi, vice presidente della Camera ("suo marito e' bravissimo e mi e' dispiaciuto davvero tanto non poterlo portare al governo, ma prima o poi ce lo portero"') o a Giovanni Floris ("Lei e' il piu' bravo", dice al sorpreso conduttore di 'Ballaro"). Ma non mancano neanche le conferme: Berlusconi ribadisce ad esempio di voler realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina ("lo faremo" assicura al presidente dell'Anas Piero Ciucci).

Prima di lasciare il Quirinale, il premier parla a lungo con il capo della polizia Manganelli, con Gianni Letta e con Francesco Rutelli. Per parlare con l'ex sindaco di Roma si mette al riparo da occhi indiscreti. L'unica frase che si coglie e': "Sono molto preoccupato...".

Lunedì 2 Giugno 2008

Rifiuti: il clan dei Casalesi uccide un imprenditore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/06/2008

CASERTA - Aveva testimoniato nei giorni scorsi in aula in un processo su clan e affari e giovedì era atteso di nuovo in Tribunale dove avrebbe dovuto nuovamente deporre. L'imprenditore Michele Orsi, 47 anni, è stato ucciso nei pressi di casa, a Casal di Principe, il comune della provincia di Caserta da cui prende nome il clan dei Casalesi, la più potente organizzazione della camorra.

Un delitto che, anche in considerazione dei recenti agguati e intimidazioni di cui sono state vittime i collaboratori di giustizia e i loro familiari nel Casertano, segna un momento di grave difficoltà nella lotta contro la camorra. E che sembra destinato ad alimentare accese polemiche. Il suo legale, l'avvocato Carlo Destavola, ha infatti denunciato che in questi ultimi due mesi, più volte, aveva chiesto protezione per il suo assistito, alla Dda di Napoli e ai carabinieri di Casal di Principe, segnalando i timori di possibili ritorsioni da parte della camorra.

Per Orsi non era stata disposta la protezione ma soltanto una vigilanza saltuaria. "Ora proteggete la famiglia", è l'appello lanciato dal penalista. Durante le festività pasquali, mentre il figlio di Orsi rincasava furono esplosi alle sue spalle dei colpi di fucile, che scheggiarono il portone di casa. "Sono senza parole. Ogni volta che andavamo a questuare perché fosse attribuita una qualsiasi forma di tutela a Orsi non c'erano molte persone ad ascoltare", ha detto l'avvocato. Orsi lascia moglie e lascia quattro figli, tra cui una bambina di 4 anni e un ragazzo con gravi disabilità. Contitolare della società mista Eco4 che opera nel settore della raccolta di rifiuti in 18 comuni della provincia di Caserta, Michele Orsi nell'aprile dello scorso anno fu coinvolto in una inchiesta della Dda di Napoli su infiltrazioni camorristiche. Aveva fatto delle ammissioni e deciso di collaborare con gli inquirenti.

La sua uccisione rappresenta un "salto di qualità della strategia dei Casalesi di attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i clan", ha spiegato il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti , coordinatore della Direzione distrettuale antimafia. Il magistrato ha spiegato che Orsi non si può definire un pentito "in senso tecnico", ma un imprenditore che con le sue ammissioni e le sue rivelazioni stava offrendo un importante contributo".

Per gli inquirenti è ora più che mai necessario catturare i latitanti del clan, tra cui esponenti di primo piano come Zagaria e Iovine, ma per questo occorrono rinforzi in termini di uomini e mezzi come ha spiegato Roberti che ha detto di confidare nel sostegno del Capo dello Stato. Il delitto di oggi é l'ultimo di una serie di agguati contro testimoni e familiari di collaboratori. Appena due giorni fa è stata ferita la 25enne Francesca Carrino, nipote della pentita Anna Carrino, compagna del boss Francesco Bidognetti. E' l'avvicinarsi della conclusione del secondo grado del processo 'Spartacus', il motivo per cui i casalesi "alzano il tiro" ed uccidono a ripetizione, ha spiegato al Tg1 lo scrittore Roberto Saviano, autore di 'Gomorra'.

Sindone, ostensione nella primavera 2010

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/06/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il Papa ha autorizzato una nuova ostensione della Sindone per la primavera del 2010. Lo ha annunciato personalmente ai pellegrini dell'arcidiocesi di Torino, ricevuti nell'aula Paolo VI in Vaticano. "Se il Signore mi donerà la vita e la salute spero di venire anche io". Così il Papa, a braccio, ha annunciato il proprio desiderio.

Sono lieto - ha detto il Papa dopo aver riassunto il programma pastorale della diocesi di Torino - di venire incontro alla vostra grande attesa e di accogliere il desiderio del vostro Arcivescovo, consentendo che nella primavera del 2010 abbia luogo un'altra solenne 'Ostensione della Sindone'.

Un caloroso applauso di alcuni minuti ha accolto le parole del Papa. "Sarà un'occasione quanto mai propizia - ha proseguito riferendosi alla Sindone - per contemplare quel misterioso Volto, che silenziosamente parla al cuore degli uomini, invitandoli a riconoscervi il volto di Dio".

IL TELO DI LINO VENERATO COME SUDARIO DI CRISTO - La Sindone è un lenzuolo di lino a spina di pesce di 437 cm di lunghezza e 111 di larghezza, compresa una striscia cucita longitudinalmente larga circa 8 cm. Sul tessuto è impressa un'immagine, l'impronta frontale e dorsale di un uomo crocifisso. L'impronta presenta la singolare caratteristica di comportarsi come un negativo fotografico. I fedeli venerano la Sindone come sudario di Cristo crocifisso, ma la Chiesa non si è mai pronunciata sulla autenticità del telo, considerato il più venerato simbolo della passione di Cristo. E' stata analizzata a livello anatomico, fisico, chimico, fino alla prova del Carbonio 14 e a quella dei pollini. Il Carbonio stabilì una datazione medievale mentre l'esame dei pollini rinvenuti tra la fibre del tessuto ne collocò l'origine agli anni in cui è vissuto Gesù. La storia della Sindone è documentata dal 1353, quando fu consegnata aai canonici della collegiata di Lirey, in Francia, da un crociato, forse un templare; nel 1453 passò ad Anna di Lisignano, moglie del duca Ludovico di Savoia, rimanendo di proprietà della famiglia fino al 1982, quando il re d'Italia in esilio Umberto la donò a Giovanni Paolo II. Dal 1694 è custodita nel duomo di Torino.

Il Guardian: altri casi di rendition dopo il 2006 su navi USA

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/06/2008

Il presidente americano George W. Bush assicurò che i casi erano limitati e, soprattutto, che non si sarebbero ripetuti. Ma anche dopo il 2006 gli USA hanno fatto ricorso a pratiche poco ortodosse di interrogatorio di sospetti terroristi, non in paesi alleati che 'chiudevano un occhio', ma su proprie navi da guerra. E' quanto sostiene l'ong Reprieve, che mette Washington sul banco degli imputati per nuove rendition messe in atto su 17 navi da guerra.

Il ricorso a navi utilizzate come 'prigioni galleggianti' dagli USA dopo il 2001, apre nuove interrogativi sulla posizione legale dei sospetti terroristi e sul rispetto delle norme internazionali da parte dell'Amministrazione Bush, che avrebbe fatto riscorso, ad esempio, alla USS Bataan e alla USS Peleliu come 'camere di interrogatorio' per prigionieri non di guerra.

Altre 15 unità potrebbero avere ospitato sospetti terroristi al largo di Diego Garcia, possedimento britannico nell'Oceano Indiano, scrive il Guardian. Nel mirino della ong anche la USS Ashland che nel 2007 incrociò al largo delle coste somale dove erano in corso operazioni anti terrorismo di cattura di sospetti aderenti ad al Qaeda.

Hillary Clinton stravince a Portorico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/06/2008

di Alessandra Baldini

NEW YORK - Hillary Clinton stravince a Portorico e si ritrova in testa al voto popolare ma potrebbe essere il preludio di una sconfitta imminente. L'accordo del Comitato delle Regole su Florida e Michigan lacera i democratici e nel campo della ex First Lady c'é chi minaccia di passare a John McCain. "Farà la cosa giusta in nome dell'unità e della vittoria a novembre", le ha mandato a dire Barack Obama arrivato con il fiatone in vista del traguardo.

Sono gli ultimi fuochi di una gara quasi al capolinea: partito di slancio, Obama da marzo ha rallentato la corsa vincendo solo sei stati su 14. Numeri alla mano, il senatore dell'Illinois resta matematicamente irraggiungibile quanto a delegati eletti dopo il verdetto su Florida e Michigan che ha riammesso, dimezzandoli, i delegati degli stati ribelli alla Convention di agosto. L'effetto pratico del compromesso è stato un aumento del 'numero magico' di delegati per la candidatura: non più 2.026 ma 2.118.

Non era quello che voleva Hillary, ma neanche Obama: la meta spostata in avanti, mixata con il successo della rivale a Portorico, significa che difficilmente il senatore potrà vantare una vittoria certa il 3 giugno quando chiuderanno i seggi nei due ultimi stati in palio, Montana e South Dakota. La soluzione manda alla Convention di Denver 105 delegati della Florida pro-Hillary e 67 pro-Obama; dal Michigan rispettivamente 69 e 59: ciascuno con potere di mezzo voto.

Il campo di Hillary ha contestato la decisione sul Michigan perché Obama non figurava sulla scheda del voto di gennaio e minacciato di far ricorso arrivando se necessario fino alla Convention. L'elettorato della ex First Lady è in fermento: fischi e proteste hanno accolto il verdetto su Florida e Michigan fuori dall'albergo di Washington dove si è tenuta la riunione. Gli stessi umori sono emersi dal voto di Portorico dove il 72 per cento dei clintoniani ha storto la bocca alla possibilità - ormai quasi certezza - che Obama sia il candidato. Poco meno di 180 delegati separavano prima del voto nell'isola caraibica Hillary da Obama. Meno di una settantina staccano il senatore dell'Illinois dal traguardo della nomination.

Obama, che ha prenotato per martedì sera l'arena Excel di St. Paul in Minnesota, teatro a fine agosto della Convention repubblicana, si è detto convinto che la rivale e il marito Bill accetteranno l'inevitabilità della sconfitta. Sia Hillary che Bill "amano questo paese e amano il partito. Credono fermamente che i democratici devono vincere in novembre. Sono sicuro che faranno la cosa giusta", ha detto Obama. La palla è dunque adesso nel campo di Hillary.

Il suo rivale si aspetta che, concluse martedì le operazione di voto, i superdelegati ancora incerti (179 secondo un calcolo Cnn) passeranno dalla sua parte. Ma anche Hillary, secondo fonti a lei vicine citate dal New York Times, starebbe rassegnandosi all'ineluttabilità della sconfitta: "Tornerà probabilmente a New York ad annunciare l'appoggio a Obama", hanno detto al quotidiano collaboratori della senatrice. Ma non è detta l'ultima parola: annunci come quello di ieri che Obama ha lasciato la chiesa nera Trinity United a cui era stato affiliato per 20 anni sono la prova di una corsa piena di colpi di scena. Ancora oggi, in interviste tv, il portavoce della ex First Lady Howard Wolfson ha giocato la carta dello "storico" voto popolare, in cui la candidata è salita in vantaggio anche grazie a Portorico dove hanno votato oltre 325.000 persone: "Oltre 17 milioni di voti, non era mai successo nella storia delle primarie".

Tremonti: 'Tassare i petrolieri? E' un'idea'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/06/2008

Tassare i petrolieri? "E' un'idea". Così il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha risposto a chi gli chiedeva se ci sia anche questa tra le misure allo studio del governo per far fronte al caro-greggio.

A margine della cerimonia per i 10 anni della Bce e della riunione dell'Eurogruppo, nel corso della quale la proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy di mettere un tetto all'Iva per contenere gli effetti dell'aumento del petroli,o è stata sostanzialmente bocciata dai ministri europei, Tremonti ha spiegato che "è iniziata una discussione" sulle misure per rispondere ai rincari.

Avanti con il piano Prodi, pareggio nel 2011

Per il consolidamento dei conti pubblici il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato: "Applichiamo il piano Prodi-Padoa-Schioppa". E ha aggiunto: "Manteniamo il 2011" come obiettivo per l'azzeramento del deficit.

Il Vaticano: no alla prigione per gli immigrati clandestini

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/06/2008

Gli immigrati clandestini "non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa". Arriva da Nairobi, in Kenya, la presa di posizione della Santa Sede sulle misure del governo Berlusconi in tema di immigrazione. Per il segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei migranti, intervistato dalla Radio Vaticana in occasione del Congresso panafricano dei delegati delle Commissioni episcopali per le migrazioni, non è opportuno prevedere nell'ordinamento il reato di immigrazione clandestina.

Ho appena studiato - ha detto l'arcivescovo - il Progetto di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di Paesi terzi soggiornanti illegalmente, attualmente in fase di elaborazione e la Relazione su tale Proposta, con molti distinguo e con impegno a migliorare il testo dal punto di vista del rispetto dei diritti umani degli immigrati, nelle varie loro espressioni, e specialmente dei rifugiati, dei minori. E debbo comunque dire, e così arriviamo all'Italia, però inserita nel contesto europeo, nell'impegno cioè ad avere una politica comune in materia di migrazione che io chiamo 'irregolare', che mi ritrovo personalmente nell'opinione espressa dalla minoranza, a Bruxelles, e cioè che i cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa.

Marchetto ha unito la sua voce a quella della Cei nel sostenere che sicurezza e accoglienza sono esigenze che debbono compenetrarsi. "Se avessi la formula magica dell'armonizzazione - ha spiegato - di quell' 'et - et', congiunzione cattolica per eccellenza, opposta all' 'o - o', la userei subito. In una recente intervista - ha ricordato l'arcivescovo - auspicavo in Italia, e non solo naturalmente, un equilibrio tra sicurezza e accoglienza. Possiamo ora dilatare questo auspicio introducendo solidarietà, senso umano e giustizia". Secondo mons. Marchetto, i Governi debbono esprimere "la loro competenza in tutto ciò, con dialogo multilaterale, perché nessuno oggi puo' risolvere questioni così complesse unilateralmente. Da parte nostra, della Chiesa - ha concluso - vi è il compito di analizzare la situazione 'hic et nunc', qui e adesso, e con giudizio storico, alla luce dei valori umani e divini che in Cristo essa offre da duemila anni, pur nelle incoerenze e nei peccati dei suoi figli, e additare con forza e umiltà dove manca l' equilibrio, nella tensione soggiacente agli anzidetti valori. Stiamo calando nell'accoglienza? E' li' che la Chiesa deve insistere".

Martedì 3 Giugno 2008

Tremonti: Robin Hood tax sul petrolio in Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/06/2008

LUSSEMBURGO - "La gente che ha fame non aspetta": è il Tremonti versione Robin Hood che parla, e fa capire che la "tassa straordinaria" sui petrolieri "per dare burro pane e pasta a chi ha più bisogno" in Italia potrebbe arrivare presto. Inserita nel provvedimento legislativo che anticiperà la Finanziaria e accompagnerà il Dpef che è atteso tra fine mese e luglio: "E' un'ipotesi su cui stiamo ragionando", spiega. E dalla Commissione Ue, come dai ministri finanziari europei, sembra arrivare un via libera alla proposta: "E' una questione di esclusiva competenza degli Stati membri e non crea distorsioni del mercato", ha assicurato il commissario Ue al mercato interno, Charlie McCreevy. Parere sostanzialmente favorevole anche dal commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, e dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker.

Dunque, appare scongiurato il pericolo che di fronte alla misura ideata da Tremonti si possa opporre Bruxelles nel ruolo di Sceriffo di Nottingham, quasi sempre ostile verso misure che ritiene possano recare danno alla libera concorrenza: "Se così fosse, direi allo sceriffo di andarlo a fare da un'altra parte", scherza il ministro dell'Economia, determinato più che mai a portare in porto quella che definisce "un'imposta etica che è materia di sovranità nazionale". "Io sono convinto che è una cosa giusta e in Italia la faremo, dobbiamo farla", sostiene il ministro, indipendentemente da come si svilupperà il dibattito europeo apertosi ieri all'Eurogruppo di Francoforte e oggi all'Ecofin di Lussemburgo. "In tempi straordinari - spiega Tremonti riferendosi alla crisi legata all'aumento dei prezzi dei generi alimentari - servono forme di prelievo straordinarie" . Dunque, avanti con la messa a punto di una supertassa che grava sui profitti di chi produce e distribuisce prodotti petroliferi. "Sarà una tassazione generalizzata - assicura - non distorsiva della concorrenza. Sarà applicata a tutti i petrolieri, di qualunque parte siano, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità".

Tremonti fa capire che i tecnici sono già al lavoro da tempo: "La stiamo studiando, stiamo ragionando", afferma, anche se ci vuole un po' di tempo. "Perché anche Robin Hood - scherza - prima si è trovato la foresta, la strada, e poi si è organizzato". Sui tempi il ministro afferma quindi che quella di veder nascere la Robin Hood tax entro l'estate "é una delle ipotesi". La proposta di Tremonti - a differenza di quella del presidente francese Nicolas Sarkozy di tagliare l'Iva sui carburanti - è stata accolta abbastanza favorevolmente dai ministri finanziari europei. "Quella di Tremonti - ha detto Juncker - è una delle idee sul tavolo, una delle possibilità. Personalmente, comunque, non dico di no". E anche il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, apre: "Si tratta di una proposta sensata, anche se bisogna valutare bene l'impatto sugli investimenti delle compagnie". Qualche perplessità è arrivata invece dalla Germania, con il sottosegretario all'Economia Thomas Mirow, che invita a "fare attenzione, perché le compagnie trovano sempre il modo di trasferire sui consumatori le maggiori tasse". Sul fronte della Commissione Ue, oltre al sostanziale via libera di McCreevy, Almunia ricorda come gli accordi di Manchester del 2005 prevedono di evitare sgravi fiscali generalizzati e nazionali, ma nulla hanno a che vedere con specifiche proposte di nuove imposte.

Dall'Unione Petrolifera, invece, per ora si preferisce non commentare la proposta di Tremonti: "Aspettiamo che si concretizzi,perché per ora sappiamo solo le cose che leggiamo", ha detto il presidente dei petrolieri italiani, Pasquale De Vita. Perplessità, invece, da parte dell'opposizione, con Pierluigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra, che parla di "bluff di Tremonti in delirio demagogico". "Il solo annuncio di un aggravio fiscale sui petrolieri è già stato trasferito alla pompa. E da una settimana il differenziale del prezzo della nostra benzina con la media europea ha toccato la punta massima".

Usa: condanna di un miliardo per Dow Chemical e Boeing

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/06/2008

DENVER (USA) - Le aziende americane Boeing e Dow Chemicals sono state condannate a pagare 926 milioni di dollari di risarcimento ad alcuni abitanti dello stato del Colorado per una contaminazione causata da un impianto che fabbricava elementi per armi nucleari. Lo si apprende da fonte giudiziaria.

Boeing e Dow Chemical erano state citate in giudizio in una causa civile da migliaia di proprietari di terreni situati intorno all'ex impianto nucleare di Rocky Flats, che fabbricò elementi per bombe atomiche per il dipartimento americano alla difesa fino alla sua chiusura, nel 1989. Dopo una causa durata 15 anni nel febbraio 2006 un giurì federale a Denver aveva riconosciuto le due aziende responsabili per danni, sul piano della salute e per la perdita di valore dei terreni.

Roma fra zona rossa e proteste, ebrei in corteo contro Ahamadinejad

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/06/2008

ROMA - Giovani, donne e bambini ebrei stanno sfilando nel centro di Roma, diretti al palazzo della Fao, dove e' in corso il vertice internazionale e attorno al quale le forze dell'ordine hanno istituito una zona rossa accessibile soltanto alle delegazioni, per protestare contro il presidente dell'Iran Mahmoud Ahamadinejad e la sua politica contro l'esistenza dello stato di Israele. I manifestanti sono partiti dal Portico d'Ottavia, nel cuore del ghetto, con l'intenzione di arrivare in piazza di Porta Capena. La manifestazione e' stata organizzata a sorpresa e, a quanto si e' appreso, in maniera spontanea.

Gia' stamani sono state messe in atto proteste nella capitale contro il leader iraniano. 'Ahmadinejad terrorista, assassino del popolo iraniano. Ahmadinejad vattene fuori dall'Italia', e' lo slogan urlato in Piazza di Spagna da alcuni sostenitori del Cnri (Consiglio nazionale della resistenza iraniana).

Al Colosseo, inoltre, intorno a mezzogiorno, sono stati lanciati alcune centinaia di volantini con la scritta ''non ti vogliamo'' e la foto di Ahmadinejad inserita al centro di un cartello di divieto di accesso. L'inziativa e' stata organizzata da giovani ebrei, saliti al primo livello degli archi dell'anfiteatro Flavio.

Circa 10 attivisti di Action Aid, l'organizzazione internazionale impegnata nella lotta alla fame e alla poverta', volevano esporre stamani sempre davanti al Colosseo uno striscione con la scritta 'Stop al business della fame', ma non hanno ottenuto l'autorizzazione a farlo da parte delle forze dell'ordine.

Il vertice alla Fao ha creato disagi per gli automobilisti in viaggio nei pressi nel Palazzo e nell'area cosiddetta 'rossa'. ''Sono in auto da due ore, sto impazzendo e i vigili si contano sulle dita di una mano'', si sfoga uno dei tanti automobilisti romani. Pesanti ripercussioni nella zona del Lungotevere e del centro. Le difficolta' maggiori si registrano, ovviamente, intorno alla 'red zone'.

RESISTENZA IRANIANA 'SOTTO CHOC' PER AHMADINEJAD A ROMA - Si sono detti "toccati e scioccati" a nome degli iraniani di tutto il mondo per la presenza di Mahoumud Ahmadinejad in Italia i membri del Cnri, Consiglio nazionale della resistenza iraniana, e hanno annunciato, in una conferenza stampa questa mattina, diverse manifestazioni di protesta a Roma. Dopo un primo appuntamento sulla scalinata di Trinità dei Monti, un secondo nella piazza di San Giovanni, la "convocazione" finale per tutti è alle 20:00 in Campidoglio perché, come ha sottolineato il parlamentare radicale Antonio Stango, moderatore dell'incontro con la stampa, "c'é unanimità da parte di tutti sul fatto che l'Iran sia una dittatura sanguinaria".

Cecchi Gori arrestato per bancarotta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/06/2008

ROMA - Tre fallimenti nel giro di pochi anni: prima quello della Fiorentina Calcio, poi due anni fa Finmavi, la ex cassaforte del suo gruppo, e infine la bancarotta della Safin che controllava le centinaia di sale cinematografiche sparse in tutta Italia. L'ex Tycoon, ex produttore e ex patron della Fiorentina Calcio Vittorio Cecchi Gori è in isolamento nel carcere di Regina Coeli a Roma. Le porte del penitenziario di via della Lungara si sono spalancate per l'ex produttore cinematografico dopo la terza bancarotta ed una esposizione di circa 25 milioni di euro che ha convinto il Gip del tribunale di Roma Guicla Mulliri ad accogliere la richiesta di custodia cautelare in carcere sollecitata dai pm Stefano Rocco Fava e Lina Cusano che già indagavano sul crac Finmavi e che avevano chiesto quindici giorni fa in relazione a a questa vicenda, il giudizio per l'ex senatore per il reato di bancarotta. Insieme con Cecchi Gori sempre con l'accusa di bancarotta è finito in carcere Luigi Barone stretto collaboratore dell'ex produttore ed ex amministratore di alcune società del suo gruppo.

La Safin secondo il gip aveva una esposizione debitori di circa 25 milioni di euro e controllava tramite la consociata 'Cecchi Gori cinema spettacolo' - società già finita nel mirino dei magistrati - centinaia di sale cinematografiche tra cui il cinema Adriano, il multisala di Roma considerato uno dei gioielli del patrimonio dello stesso Cecchi Gori. Il gip Mulliri ha giudicato sussistenti le richieste dei pm che avevano chiesto la misura in carcere per Cecchi Gori: per i magistrati, infatti, il terzo fallimento dell'ex produttore necessitava la misura estrema, ossia il carcere. Il 15 maggio scorso la stessa procura della repubblica di Roma aveva chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Cecchi Gori e Barone ipotizzando il reato di bancarotta patrimoniale nell'ambito dell'inchiesta di Finmavi, la cassaforte e holding operativa del gruppo dichiarata fallita il 23 ottobre 2006 e gli arresti sono stati eseguiti dal nucleo tributario della Guardia di Finanza di Roma. Cecchi Gori è stato ammanettato dai finanzieri nella sua abitazione romana, il celebre palazzetto Borghese. La stessa lussuosa residenza - finita nell'inchiesta sulla bancarotta - dove gli anni scorsi Cecchi Gori fu sorpreso insieme con Valeria Marini che all'epoca conviveva con lui.

Nel luglio del 2001 infatti durante una perquisizione dopo l'inchiesta del fallimento della Fiorentina Calcio, la polizia giudiziaria trovò, celata da specchi e stucchi, un consistente quantità di cocaina che l'ex produttore definì davanti alle domande incalzanti dai giornalisti e inquirenti "Zafferano". "State tranquilli è certamente un disguido". Così Cecchi Gori si sarebbe rivolto ai suoi più stretti collaboratori al momento dell'arresto. Nell'ambito della stessa indagine il gip del tribunale di Roma ha emesso una terza ordinanza di custodia cautelare, stavolta ai domiciliari, nei confronti Giorgio Ghini, presidente del collegio sindacale della Safin. Dalle inchieste giudiziarie sui fallimenti della società del gruppo Cecchi Gori è scaturita, infine, una indagine aperta dalla procura di Perugia che riguarderebbe la posizione di alcuni magistrati romani che l'ex produttore avrebbe avvicinato dopo il fallimento del suo gruppo.

Genetica, ecco acqua potabile gm: purificata da germi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/06/2008

ROMA - Ecco l'acqua potabile gm, nella quale frammenti di materiale genetico sono utilizzate per bloccare la replicazione di virus e batteri, e quindi per purificarla. La tecnica, ancora sperimentale, è stata presentata a Boston nel congresso della Società Americana di Microbiologia. Nei test finora eseguiti nella Duke University, i ricercatori che l'hanno messa a punto sono riusciti a bloccare l'attività di un fungo molto comune nell'acqua. Un metodo come questo, secondo gli studiosi, permetterebbe di risolvere il problema della sicurezza dell'acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo. Per i ricercatori potrebbe essere una soluzione anche per i Paesi avanzati, come alternativa a cloro e raggi ultravioletti.

La tecnica si chiama interferenza dell'Rna e consiste nell'azionare interruttori molecolari chiamati micro-Rna per accendere o spegnere i geni. Finora utilizzata in molti campi della ricerca biomedica, per la prima volta questa tecnica viene applicata in campo ambientale. "I nostri dati dimostrano che è possibile silenziare l'azione di uno specifico gene in un fungo che vive nell'acqua", ha detto la responsabile del progetto, Sara Morey. "Riteniamo - ha aggiunto - che l'interferenza dell'Rna promette di diventare uno strumento per silenziare geni al fine di controllare la proliferazione di batteri e virus che vivono nell'acqua".

Via libera di Olmert alla costruzione di 884 alloggi a Gerusalemme

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/06/2008

Il via libera alla costruzione di 884 alloggi a Gerusalemme e' stato dato dal primo ministro israeliano Ehud Olmert prima della sua partenza per gli

Stati Uniti, ieri sera. Lo ha reso noto oggi il ministro dell'Edilizia, Zeev Boim.

Il primo ministro e' stato tenuto informato e ha dato la sua autorizzazione alla costruzione di questi alloggi ha detto Boim alla radio pubblica. Si tratta di 121 alloggi a Har Homa e 763 a Pisgat Zeev.

La decisione (gia' resa nota nei giorni scorsi dal ministro) e' stata criticata dagli Stati Uniti. "Pensiamo che nuove colonie non debbano piu' essere costruite" ha detto ieri sera la portavoce della Casa Bianca Dana Perino. Olmert deve

incontrare a Washington il presidente George W. Bush

Male il mercato auto: immatricolazioni in calo del 17% in un anno

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/06/2008

E' tonfo pesante a maggio per il mercato dell'auto italiano. Le nuove immatricolazioni infatti sono scese del 17,56%, attestandosi a 204.607 unità, contro le 248.194 di un anno fa. Si tratta del quinto mese consecutivo di trend negativo. Lo rende noto il ministero dei Trasporti.

Ad aprile il mercato era calato del 2,86%, a 201.844 unita'. Nei primi cinque mesi dell'anno sono state immatricolate in Italia 1.073.570 unita', segnando una flessione del 10,04% rispetto alle 1.193.342 dello stesso periodo del 2007.

Male anche il gruppo Fiat: le immatricolazioni sono scese del 12,6%, a 66.827 unita', contro le 76.463 di maggio 2007. Ad aprile le immatricolazioni del gruppo torinese erano salite dell'1,43%, a 67.742 unita'.

Nei primi cinque mesi dell'anno Fiat Group ha immatricolato in Italia 342.114 nuove autovetture, in calo del 9,34 rispetto alle 377.373 dello stesso periodo di un anno fa.

A maggio la quota di mercato del gruppo si è attestata al 32,67%. Ad

aprile era al 33,6%. Nei primi cinque mesi dell'anno la quota del gruppo torinese ha segnato il 31,87%, rispetto a 31,63% dello stesso periodo di un anno fa.

Google accusato di aver evaso il fisco per 50 milioni di euro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/06/2008

Il più importante motore di ricerca internet del mondo, Google, avrebbe nascosto al fisco italiano introiti per circa 240 milioni evadendo così 50 milioni di tasse.

E' quanto viene contestato nell'avviso di chiusura delle indagini notificato, in questi giorni, dal pm di Milano a due manager del colosso del web: Kent Walker e Graham Law, rispettivamente, all'epoca dei fatti contestati, rappresentante legale di Google inc. California e Google Ireland.

La procura ipotizza nei loro confronti il reato di omessa dichiarazione dei redditi sulla base di un articolato rapporto della Guardia di Finanza. Google avrebbe mascherato le proprie attività italiane dietro lo schermo delle due società madre - la Google inc. e la Google itd. – violando la normativa che obbliga a dichiarare al fisco italiano i redditi generati da aziende che abbiano "stabile organizzazione" nel nostro Paese.

Unipol, richiesta a parlamento europeo uso telefonate D'Alema

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/06/2008

MILANO - La Procura di Milano ha chiesto al Parlamento europeo "l'autorizzazione alla integrale utilizzazione", ai fini processuali, delle due telefonate intercorse nel luglio 2005 tra l'ex ministro Massimo D'Alema e l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, intercettate nell'ambito dell'inchiesta sul tentativo di scalata da parte di Unipol a Bnl.

La richiesta e' stata inoltrata al presidente del Parlamento Europeo, Hans-Gert Pottering, e riguarda le conversazioni tra D'Alema (non indagato), ai tempi parlamentare europeo, e l'ex numero uno della compagnia assicuratrice che invece era gia' indagato nelle inchieste milanesi.

In contemporanea, il pm milanese Luigi Orsi, con i colleghi Giulia Perrotti ed Eugenio Fusco, ha chiesto il rinvio a giudizio per 45 indagati coinvolti nella vicenda del tentativo di acquisizione della Banca Nazionale del Lavoro.

Tra le persone per cui e' stato chiesto il processo al gup Luigi Varanelli, oltre a Consorte e al suo vice Ivano Sacchetti, ci sono tra gli altri l'ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, l'ex capo della vigilanza di via Nazionale, Francesco Frasca, i manager all'epoca presidenti o amministratori di Bpi (come Gianpiero Fiorani) e delle Popolari di Reggio Emilia, Vicenza e di Carige, il finanziere Emilio Gnutti, e anche le societa' (iscritte per la legge 231/2001) tra cui Unipol, Bpi, Credit Suisse, First Boston e Nomura Bank.

Le telefonate tra D'Alema e Consorte, la scorsa estate, vennero fatte trascrivere per l'autorizzazione dal gip Clementina Forleo, insieme a quelle fra altri parlamentari e alcuni indagati nell'inchiesta sulle scalate bancarie, e furono al centro di parecchie polemiche. Le intercettazioni che riguardano la vicenda Bnl-Unipol sono quelle di Piero Fassino, Nicola Latorre e Massimo D'Alema. La Camera aveva dato l'autorizzazione all'utilizzo solo per le telefonato di Fassino mentre il Senato non si e' ancora pronunciato per quelle di Latorre.

Per D'Alema, essendo ai tempi delle telefonate parlamentare europeo, il pm Orsi ha inviato la richiesta direttamente a Strasburgo senza passare attraverso il giudice in quanto si ritiene che la legge Boato non e' applicabile in questo caso. A seconda di quel che decideranno il Parlamento europeo e Palazzo Madama, la Procura stabilira' il da farsi nei confronti di D'Alema e di Latorre.

Mercoledì 4 Giugno 2008

Nucleare: incidente in Slovenia, scatta l'allarme ma nessuna fuga radioattiva

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/06/2008

LUBIANA - Un allarme nucleare è stato lanciato nel tardo pomeriggio dalla Commissione europea per un incidente verificatosi nella centrale nucleare di Krsko, nella Slovenia sud-occidentale, a circa 130 km da Trieste, ma è subito rientrato. E l'incubo di una nuova Chernobyl è così durato solo pochi minuti.

Il Dipartimento della Protezione civile italiana fa sapere che non vi e' stata nessuna emissione radioattiva sul territorio italiano. Dal Dipartimento fanno anche sapere che l'Apat ha comunicato che non c'é stata alcuna fuga radioattiva.

L'incidente è stato segnalato dalle autorità slovene a Bruxelles alle 17.38. In seguito a una perdita riscontrata nel circuito di raffreddamento è scattata la procedura di allerta rapida battezzata 'Ecurie', ma subito è stato segnalato che non ci sono state fughe di radioattività e quindi effetti nocivi né per l'ambiente né per la popolazione. Anche in Friuli Venezia Giulia la situazione è apparsa subito sotto controllo e tranquillizzante. La protezione civile locale - in costante contatto con quella slovena - non ha ricevuto alcuna richiesta di allerta. La Protezione Civile italiana, in serata, ha reso noto che non c'é stata "nessuna emissione radioattiva sul territorio italiano".

Dopo l'incidente di Chernobyl, nel 1987, l'Euratom, la comunità europea per l'energia atomica, ha reso operativo il sistema di risposta rapida d'emergenza 'Ecurie'. Questo sistema prevede che i Paesi membri informino la Commissione europea e tutti gli altri Paesi partner potenzialmente interessati quando si possa presentare l'esigenza, se necessario, di adottare misure di protezione della popolazione in seguito a incidenti a carattere radiologico o nucleare. Il sistema 'Ecurie', ha detto un portavoce della Commissione europea, viene utilizzato abbastanza di frequente, ma è invece raro che Bruxelles decida di rendere pubblico l'incidente verificatosi.

La direzione dell'impianto di Krsko, dopo l'incidente, ha deciso di intervenire a titolo preventivo fermando il reattore per permettere al personale addetto di individuare la cause della perdita e di effettuare i necessari interventi per porvi rimedio. Il completo arresto del reattore, avvenuto secondo procedure standard e non d'emergenza, si è verificato alle 19.30 circa. La centrale di Krsko è cogestitata da Slovenia e Croaiza, è stata costruita da un consorzio guidato dall'americana Westinghouse ed è entrata in funzione nel 1983. Al momento dell'incidente il reattore nucleare, che ha una potenza complessiva di 696 megawatt era ridotta al 22%. L'energia prodotta dalla centrale copre il 20% dei consumi di energia elettrica sloveni e il 15% di quelli croati. Secondo gli esperti dell'Enea interpellati, eventuali perdite nel circuito di raffreddamento di questo tipo di centrali non sono periocolose. "Le centrali di questo tipo - ha spiegato Stefano Monti - hanno un contenitore primario di sicurezza che contiene eventuali perdite nei circuiti di raffreddamento".

NUCLEARE: SLOVENIA; APAT, UE COMUNICA FINE EMERGENZA

ROMA - ''E' giunta tramite il Sistema di notifica delle emergenze radiologiche e nucleari della Commissione Europea (Ecurie) la notizia della fine dell'emergenza causata dall'incidente avvenuto oggi nella centrale nucleare slovena di Krsko''. Lo rende noto un comunicato dell'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente.

Il comunicato conferma che ''la centrale e' stata spenta in sicurezza; la situazione e' pienamente sotto controllo in una condizione di impianto stabile. Non si e' avuta alcuna conseguenza per l'ambiente esterno, ne' vi e' stata necessita' di misure di emergenza esterna sul sito''. ''L'incidente, iniziato intorno alle ore 15,00 di oggi - aggiunge l'Apat - e' consistito nella fuoriuscita di acqua di raffreddamento del reattore. L'acqua e' rimasta comunque confinata all'interno dell'edificio di contenimento di cui la centrale, di progettazione americana, e' dotata''.

''Ovviamente - conclude il comunicato - non vi e' alcun rischio per il territorio italiano. L'Apat, che aveva ricevuto tramite il sistema Ecurie, del quale e' punto di contatto nazionale, la notizia dell'incidente, prontamente comunicata alle autorita' di protezione civile secondo le procedure

previste, continua a seguire la situazione, anche al fine della ricostruzione delle cause tecniche dell'evento''.

Napolitano, camorra ha portato rifiuti tossici dal Nord

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/06/2008

dell'inviato Alberto Spampinato

NAPOLI - Non c'é più tempo da perdere per affrontare seriamente la questione dei rifiuti, e neppure per una più decisa azione di sostegno alla lotta contro la camorra. Queste emergenze sono "due facce della stessa medaglia". Occorre agire, "non si può tergiversare", ammonisce Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica è tornato a Napoli, la sua città, dalla quale mancava da alcuni mesi, per dare una scossa e allo stesso tempo una iniezione di fiducia ai suoi concittadini, e per assicurare il suo sostegno. L'occasione è stata la commemorazione del giovane giornalista del "Mattino" Giancarlo Siani, assassinato dalla camorra nel 1985, al quale la scuola di giornalismo dell'Istituto Suor Orsola Benincasa ha intitolato un'aula.

Ma è stato subito evidente, dall'animato intervento a braccio, che il capo dello Stato voleva dire la sua sui temi caldi di queste settimane a Napoli che "sono sotto gli occhi di tutto il mondo". In particolare, Napolitano ha voluto incoraggiare chi ancora esita ad accettare come inevitabili, per la questione rifiuti, le soluzioni prospettate dal governo. Il presidente della Repubblica ammette che ci sono stati "ritardi ed errori" anche da parte della politica a Napoli, in Campania, a livello nazionale. Ma, aggiunge, la situazione è insostenibile e "ormai non si può più attendere alcunché. Ogni chiarimento puòessere utile anche sulle scelte fatte col recente decreto all'esame del Parlamento, ma non si può più rinviare". Ai cittadini della Campania chiede "comprensione e disponibilità" per affrontare l'emergenza dei rifiuti, magari "chiedendo gli opportuni chiarimenti, ma senza smarrire mai il senso dell'urgenza e della legalità, nel modo più assoluto". Non era difficile immaginare da che parte sta Napolitano. Lo dice da due anni, instancabilmente. "Mi sono anche ripetuto - ha fatto notare, e non solo per esternare ansia, affetto e fiducia nei rappresentanti pubblici, ma per evitare che la situazione precipitasse come è precipitata, per far prevalere visioni lungimiranti e non localistiche".

Napolitano fa anche l'avvocato della sua Napoli di fronte a un'opinione pubblica del Nord che accusa la Campania di essere la palla al piede dello sviluppo del paese e di aver trafficato perfino rifiuti tossici. Scusate, fa osservare il capo dello Stato, ma ci sono fior di atti parlamentari che documentano che sono state le imprese del Nord a mandare qui, per loro convenienza, gli scarti altamente tossici. Ce n'é anche per chi non vorrebbe altri rifiuti sotto casa per motivi igienico sanitari. Se si vuole tutelare la salute pubblica, non si può farlo solo in una piccola zona, ma in tutto il paese, e si può fare solo mettendo in campo finalmente un ciclo razionale e ordinato di smaltimento. E' questa la vera urgenza. "Sono sicuro che anche la magistratura sta facendo e farà la sua parte", ha sottolineato tagliando così le polemiche sulle inchieste che hanno avuto clamorosi sviluppi nei giorni scorsi.

Forte il richiamo all'impegno contro la criminalità. Se non si sconfigge la camorra, ha detto, non c'é futuro, non ci può essere sviluppo economico e civile in queste terre. Alla magistratura Napolitano ha dato atto di aver sviluppato recentemente, insieme alle forze dell'ordine, un'azione "più efficace e più serrata" nella lotta alla camorra, che è la forma di criminalità "più agguerrita e criminale", e anche per uscire dall'emergenza rifiuti. Alla magistratura però, ha aggiunto, bisogna fornire i mezzi e le risorse necessarie. "Mi farò portavoce di questa esigenza, ha concluso, presso il governo e il Csm". Ai napoletani a ai campani una raccomandazione: convincersi che quel che riguarda una parte della città e della regione riguarda tutti, si deve sentire una responsabilità comune.

IMPRENDITORE UCCISO: I FUNERALI IN MATTINATA

Si terranno alle 10 a Casal di Principe, nella chiesa di Santissima Maria Preziosa, i funerali di Michele Orsi, il dichiarante di giustizia ucciso domenica scorsa dalla camorra. La località casertana anche è sotto il controllo dei carabinieri della locale compagnia, con posti di blocco fissi e volanti e perquisizioni di vetture e di moto. Negli speciali servizi di controllo delle zone centrali e periferiche della città, ormai da anni roccaforte della potente organizzazione camorristica dei 'Casalesi', sono state sequestrate una decina di auto prive di assicurazione ed altrettante moto guidate in prevalenza da giovani senza casco.

Intanto nell'istituto di Medicina Legale del Policlinico di Napoli è stata effettuata nel pomeriggio l'autopsia dell'ex imprenditore nel ramo rifiuti, contro il quale, due o tre sicari, utilizzando due pistole calibro 9, hanno esploso almeno 18 colpi, l'ultimo dei quali, quello di grazia, alla testa. I carabinieri della locale compagnia, diretta dal capitano Alfonso Pannone, oltre ai servizi di sorveglianza in città, hanno effettuato altre perquisizioni in abitazioni di pregiudicati o di persone che graviterebbero nell'orbita della criminalità organizzata aversana. Gli investigatori cercano un pur minimo indizio per tentare di risalire al movente dell'agguato di domenica scorsa, che segue quello del mese scorso di Umberto Bidognetti, cugino del boss Francesco, detto 'Cicciotte e Mezzanotte'; di Domenico Noviello, imprenditore di Castelvolturno, che si era ribellato al racket facendo arrestare i suoi estorsori; e da ultimo al ferimento, a Villaricca, della nipote di Anna Carrino, moglie di 'Cicciotte e mezzanotte', anche lei dissociatasi dalla cosca. A Casal di Principe, intanto, secondo quanto si è appreso, si sta attrezzando la villa confiscata a Dante Apicella, in via Casella, a poca distanza da Corso Umberto, per ospitare una sede di un presidio della Squadra Mobile di Caserta.

Il Vaticano lancia un musical su Maria

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/06/2008

di Elisa Pinna

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano lancia un musical sulla Madonna che sarà presentato ufficialmente il prossimo 10 giugno nella Sala Stampa della Santa Sede. Poi il debutto, il 17 giugno nell'Aula Nervi, settemila posti a sedere ed ottima acustica. La presenza del Papa non è al momento prevista, ma chissà se non ci siano ripensamenti.

Maria di Nazareth, una storia che continua non approderà forse a Broadway o nella West End londinese, ma la Chiesa cattolica sembra contarci, tanto che ben due dicasteri pontifici, quello della Cultura e quello delle Comunicazioni, hanno deciso di patrocinare l'iniziativa: la Santa Sede non finanzierà lo spettacolo direttamente, ma lo sponsorizzerà con il suo avvallo, e non è poco. Sembra che il libretto del Musical dedicato alla Madonna, scritto a due mani da Maria Pia Liotta (l'ideatrice) e da Adele Dorothy Ciampa, abbia entusiasmato le alte sfere vaticane. La storia è quella di Maria: la sua giovinezza ebraica , l'annunciazione, il matrimonio con Giuseppe, la nascita di Gesù e via via fino all'ascesa in cielo, per poi tornare ancora sulla terra come portatrice di pace e di consolazione. L'interprete sarà Alma Manera, giovane attrice cantante soprano, che ha già lavorato in spettacoli prodotti dal Teatro dell'Opera di Roma, anche insieme a Carla Fracci.

Le musiche sono state composte dal maestro Stelvio Cipriani, le coreografie portano la firma di Salvator Spagnolo con la supervisione di Luciano Cannito, le scenografie di Antonella Luberti e Fernando Miglietta. La regia è delle due autrici del musical, Liotta e Ciampa. In un'operazione delicata, come quella di trasferire su un palcoscenico, tra canti e balletti, la vita della Madonna, l'Aimar, la società realizzatrice dell'opera, ha preferito evitare passi falsi ed affidarsi a teologi di gran prestigio. Così, padre Stefano De Fiores, uno dei più noti esperti mondiali di Mariologia e docente all'Università Gregoriana di Roma, e don Antonio Tarzia, direttore responsabile Area Ragazzi del Gruppo Periodici San Paolo, hanno supervisionato l'intera operazione.

A dare la benedizione finale, in attesa della "prima", ci penseranno martedì prossimo, 10 giugno, due "ministri" vaticani: mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio consiglio delle Comunicazioni sociali. Quello dedicato a Maria non è certo il primo musical di carattere religioso, ma è abbastanza inusuale che il Vaticano sostenga con tale convinzione un'operazione artistica di questo tipo. Lo scorso anno, mons. Marco Frisina, compositore del vicariato molto apprezzato da Giovanni Paolo II, aveva ideato un musical sulla 'Divina Commedia', che sta girando ancora in teatri italiani ed europei. Ma si era trattato di una iniziativa singola, non patrocinata in prima persona dalla Santa Sede.

P.a., licenziato statale in esubero che rifiuta mobilita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/06/2008

ROMA - I lavoratori pubblici in esubero che rifiutano di essere spostati in un'altra amministrazione saranno licenziati. Lo prevede il documento del ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che riguarda la riforma del lavoro pubblico e della contrattazione collettiva.

Stop anche ai premi a pioggia "a prescindere dalla qualita' del lavoro svolto", ma che dovranno essere corrisposti secondo la "valutazione della qualita' del prodotto e dei servizi resi". La produttivita' - e' scritto - "dovra' essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti". Limitazioni anche per la carriera sulla base di automatismi dovuti all'anzianta' di servizio. Quanto agli esuberi, dunque, l'idea e' di introdurre un sistema di rilevamento delle unita' di personale in piu' "perche' non piu' funzionali alla struttura o perche' inutili sotto il profilo della competenza e della professionalita'". In questa seconda ipotesi "tali unita' - e' scritto ancora nel documento - sono collocate a disposizione, con l'erogazione della sola retribuzione di base, riqualificate e riassegnate ad altra amministrazione. In caso di rifiuto il rapporto di lavoro si risolvera' di diritto".

Per la prima volta - dice il documento - ''si ancora il sistema di valutazione del personale e dei dirigenti pubblici agli standard qualitativi dei servizi erogati che costituiscono criterio oggettivo e controllabile anche dall'esterno, dato l'obbligo di pubblicita' degli indicatori di produttivita' e delle operazioni di valutazione, del rendimento dei dipendenti''. La valutazione si svolgera' si' nelle singole amministrazioni, ma sara' ''validato e controllato'' da un organismo centrale presso la Funzione Pubblica ''per garantire omogeneita' ed efficacia''.

Si prevede, quindi, il riordino degli organismi di controllo interno per renderli adeguati alle nuove procedure, prevedendo requisiti di elevata professionalita' e autonomia di giudizio. Brunetta vuole riordinare anche la dirigenza pubblica sempre piu' manageriale - secondo il suo progetto - nel gestire le risorse umane e finanziarie. I passaggi di carriera avverranno attraverso concorsi, valutati rigorosamente. Le indennita' di risultato saranno attribuite ad un numero limitato di dirigenti in base, appunto, ai risultati conseguiti. Gli incarichi saranno conferiti seguendo principi di trasparenza; e sara' rivista anche la disciplina delle incompatibilita', mentre si prevede un meccanismo di 'congelamento' delle indennita' di risultato in attesa del concreto avvio del nuovo procedimento di valutazione.

Obama-McCain, e' gia' sfida e parte dall'Iran

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/06/2008

di Marco Bardazzi

WASHINGTON - Neanche il tempo di smaltire l'entusiasmo della notte della vittoria su Hillary Clinton, e Barack Obama si è trovato subito immerso nella sfida contro John McCain. La corsa alla Casa Bianca è entrata nel vivo, con il portabandiera dei democratici impegnato a mostrarsi un 'duro' sull'Iran e amico di Israele: un terreno su cui McCain lo ha immediatamente attaccato, invitandolo tra l'altro a discuterne in un'inedita maratona di dibattiti in giro per l'America. "Non scenderò mai a compromessi quando si tratta della sicurezza di Israele", ha detto Obama alla lobby filo israeliana Aipac.

La sicurezza di Israele è sacrosanta e non negoziabile, ha aggiunto tra gli applausi di una platea che aveva bisogno di rassicurare, dopo gli interrogativi suscitati dalle sue aperture al dialogo con il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. "Gerusalemme resterà la capitale di Israele - ha aggiunto - e deve restare non divisa". ("E' un nemico degli arabi", ha subito reagito Hamas da Gaza, e anche il presidente dell'Anp Abu Mazen ha respinto le affermazioni su Gerusalemme) Quanto all'Iran, "farò tutto quello che è in mio potere - ha detto Obama - per impedirgli di ottenere un'arma nucleare, e sottolineo tutto".

Parole suonate quasi in sintonia con quelle pronunciate poco dopo nello Studio Ovale dal presidente George W.Bush e dal primo ministro israeliano Ehud Olmert. Ma che non hanno frenato McCain dall'attaccare Obama per le sue "ingenue e pericolose" aperture sul dialogo con Ahmadinejad e per il voto in Congresso contro le legge che dichiara organizzazione terrorista la Guardia Rivoluzionaria iraniana. Il senatore dell'Illinois, emerso vincitore dopo cinque mesi di battaglia contro l'ex First Lady, ha già reimpostato la campagna per prepararsi all'assalto dei repubblicani. Il primo afro-americano che si giocherà la presidenza ha ancora una mole di problemi da risolvere dentro il proprio partito, primi tra tutti cosa fare di Hillary e come riunire due eserciti finora contrapposti. Con la Clinton, che punta alla vicepresidenza, Obama ha detto che ci sarà un incontro "nelle prossime settimane", spostando così in avanti la difficile scelta se accettare o meno la senatrice (e il marito ex presidente) come compagni d'avventura. Il senatore ha affidato un incarico esplorativo in questo senso a una commissione di tre 'saggi', di cui fa parte anche Caroline Kennedy, figlia di Jfk. Ma McCain e i repubblicani non intendono aspettare che riorganizzi le truppe. Il senatore dell'Arizona, così come Bush, si è congratulato con Obama per la nomination, e Condoleezza Rice ha definito "straordinario" che un nero sia arrivato al traguardo.

Ma le cordialità finiscono qui. McCain ha lanciato subito il guanto della sfida, proponendo a Obama una serie di 10 dibattiti in 10 settimane, a partire dal 12 giugno, con la formula del 'town hall meeting', un'assemblea dove il pubblico fa liberamente domande. Un colloquio con la gente che vada oltre le barriere dei tre dibattiti formali, moderati da giornalisti, in programma in autunno. "Gli americani sono stanchi di questo modo di far politica, dobbiamo cambiare la modalità di queste campagne", ha scritto McCain in una lettera formale a Obama. L'idea di McCain è di andare in giro per l'America a dibattere con l'avversario: "Possiamo anche viaggiare sullo stesso aereo - ha scherzato - così facciamo anche un po' di risparmio energetico". Obama non si è tirato indietro e ha rilanciato: "Facciamo dibattiti alla Lincoln-Douglas", ha mandato a dire. Un riferimento ai sette storici dibattiti sul tema della schiavitù che il repubblicano Abraham Lincoln e il democratico Stephen Douglas ebbero nel 1858.

La Clinton aveva proposto in aprile la stessa idea a Obama, che però aveva rifiutato. Le due campagne discuteranno nei prossimi giorni cosa fare, ma nel frattempo le frecciate si sprecano. Obama in realtà ha aperto per primo le ostilità, scegliendo provocatoriamente per il discorso della vittoria la stessa arena sportiva in Minnesota dove i repubblicani terranno la convention che incoronerà McCain. E quando il senatore dell'Arizona ha fatto recapitare la lettera formale di sfida al quartier generale di Obama a Chicago, lo staff del democratico non ha resistito a una battuta per evidenziare il divario d'età tra i due: "Ma non poteva mandarci un'e-mail?".

marco.bardazzi@ansa.it

Ambiente: Russia, salute a rischio per 40 milioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/06/2008

di Claudio Salvalaggio

MOSCA - Quaranta milioni di persone "che vivono in condizioni ambientali al di sotto della norma" e un milione "costretto a vivere in aree con livelli pericolosi di inquinamento", in tutto oltre un terzo della popolazione: sono cifre da brivido quelle rivelate dal presidente russo Dmitri Medvedev alla vigilia della giornata internazionale dell'ambiente.

Un intervento per lanciare l'ennesima sfida che attende un Paese del G8 in pieno boom economico: il superamento di tecnologie obsolete che fanno della Russia uno dei Paesi con alcuni dei luoghi più inquinati del pianeta, come ha denunciato Greenpeace, ricordando che il volume dei rifiuti tossici sta aumentando più velocemente del pil del Paese, con un ritmo del 15%-16%. Mentre il disboscamento illegale e il fenomeno degli incendi cancellano le foreste con un tasso allarmante.

Un problema molto serio, ha ammesso Medvedev, come si legge nel testo integrale - riportato sul sito presidenziale - con cui il leader del Cremlino ha messo a nudo altri talloni d'achille del gigante russo. Il primo è nel settore energetico, dove la Russia rivaleggia con l'Arabia Saudita per l'estrazione e l'export di petrolio.

Il nostro Paese è al primo posto nel mondo per le perdite dell'energia legata al riscaldamento: un deplorevole record, ha confessato. E ancora: "come livello di efficienza energetica, la maggioranza delle nostre industrie sono tra dieci e 20 volte meno efficienti di quelle del mondomoderno". Tutto a causa di "tecnologie obsolete ancora in uso", che non solo minacciano non solo la salute dei cittadini ma "incidono anche sulla competitività internazionale" del Paese. Per questo oggi ha firmato un decreto che mira ad aumentare l'efficienza dell'economia russa in campo energetico e ambientale, "riducendo entro il 2020 il consumo energetico del pil almeno del 40% in rapporto al 2007".

Certo, l'eredità sovietica in termini di inquinamento (anche nucleare) è pesante, ma se non si trovano rimedi, secondo il Wwf, i danni ambientali rischiano di aggravarsi e di diventare permanenti in un economia che sta crescendo a ritmi record. Medvedev ha chiesto che nel budget federale, a partire dal 2009, siano stanziati fondi per l'uso di energie rinnovabili e di tecnologie ecologiche. Ma ha anche auspicato l'approvazione dal prossimo anno di una legge sull'impatto ambientale già in fase di definizione e l'introduzione di un sistema di responsabilità in materia. Qualcosa si comincia già a muovere, anche in virtù dell'adesione di Mosca, nel 2004, al protocollo di Kyoto dal 2004.

Alcune grandi società, come Gazprom, Rusal e Transneft stanno già aprendo ai progetti ecologici. Ma la strada appare ancora lunga, e tutta in salita, se un mese fa il sindaco di Ciapaievsk, sul Volga, ha proposto seriamente di evacuare la popolazione e di chiudere la città di fronte ai danni irreparabili causati dal pluridecennale inquinamento di alcune fabbriche militari. Inquinamento che negli ultimi 15 anni avrebbe causato la riduzione degli abitanti da 100.000 a 75.000, con un'incidenza della tubercolosi e di varie forme di cancro tre volte più alta che nel resto della regione.

claudio.salvalaggio@ansa.it

Strage a Baghdad 16 morti tra i quali un bambino

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/06/2008

Un camion bomba e' esploso a Baghdad, nel quartiere sciita al Shaib, nella zona nord-orientale della citta'. Alla guida della vettura c'era un kamikaze. Secondo la polizia della capitale irachena, la deflagrazione ha ucciso almeno 16 persone, fra cui un bambino, e provocato il ferimento di altre cinquanta. A riferirlo e' stata la tv satellitare araba al Jazeera.

L'esplosione e' avvenuta vicino alla residenza di un generale della polizia irachena, che e' rimasto illeso. Si tratta del piu' sanguinoso attentato con autobomba avvenuto a Baghdad da meta' aprile scorso.

Il quotidiano israeliano Yediot Ahronot: 'Olmert a Bush: attaccare in Iran':

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/06/2008

Olmert a Bush: attaccare in Iran: questo il drammatico titolo di prima pagina del quotidiano Yediot Ahronot, a poche ore da un incontro a Washington fra il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro di Israele.

Secondo un inviato del giornale, il premier israeliano si accinge a dire che vanno inasprite le iniziative internazionali per impedire all'Iran - che minaccia di cancellare Israele dalle carte geografiche - di dotarsi di armi nucleari. Fra queste iniziative deve essere inclusa anche una eventuale operazione militare contro installazioni nucleari iraniane, hanno detto a Yediot Ahronot fonti imprecisate vicine ad Olmert.

Da parte sua la radio militare ha aggiunto che Olmert ha portato con se' informazioni aggiornate dell'intelligence di Israele circa il potenziale nucleare dell'Iran e la possibilita' che esso sia utilizzato a fini militari.

Ieri Olmert ha affermato che i progetti atomici di Teheran "devono essere fermati con ogni mezzo possibile". In un discorso di fronte ai delegati della Aipac (la lobby filoisraeliana a Washington) ha accennato a "misure drastiche"

che dovrebbero essere adottate nei confronti dell'Iran ma non ha parlato esplicitamente di azioni militare concrete.

La Banca mondiale: la fame non e'una catastrofe naturale, subito giu' le barriere protezionistiche

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/06/2008

Bisogna rimuovere le barriere commerciali che contribuiscono all'inflazione del prezzo dei generi alimentari e "colpiscono le popolazioni più povere". Nella conferenza stampa a margine del vertice Fao sulla sicurezza alimentare, il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick ha invocato "la revoca dei divieti e delle restrizioni internazionali alle esportazioni".

No al protezionismo

Questi controlli incoraggiano l'accaparramento delle merci, fanno schizzare i prezzi e colpiscono quelle popolazioni che in tutto il mondo devono lottare per sfamarsi. E ha aggiunto: "Restrizioni e dazi devono essere revocati almeno per gli acquisti e il trasporto di cibo a scopo umanitario per conto del Pam".

Zoellick ha sollecitato queste misure "entro il G8 di luglio per almeno venti dei Paesi più vulnerabili". E' d'accordo il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon: "Centinaia di milioni di persone non aspettano altro: il nostro dovere è agire subito. Dobbiamo fare in modo che il sistema internazionale di scambi sia più efficiente affinché il cibo sia disponibile a prezzi ragionevoli".

No al fatalismo

La fame non e' "una catastrofe naturale", ha continuato Zoellick, "ma è stata creata dall'uomo e dall'uomo deve essere sconfitta. Noi tutti sappiamo bene che cosa dobbiamo fare". L'alternativa, ha avvertito, è che peggiori una situazione gia' "grave" ed è per questo che bisogna agire subito."Rivolte per il pane in 30 Paesi", ha ricordato Zoellick snocciolando i numeri degli ultimi dati della Banca mondiale sulla povertà, "30 milioni di africani, 100mila persone nel mondo a rischio povertà, 850 milioni di affamati, 2 miliardi di persone che ogni giorno fanno fatica a mettere il cibo in tavola". Due le ricette del presidente della Banca mondiale: "Garantire prezzi più bassi a coloro che sono piu' colpiti dalla crisi e poi fare dell'aumento dei prezzi un'opportunita' per il rilancio dello sviluppo agricolo, soprattutto quello dei piccoli agricoltori del sud del mondo". E ha concluso: "Se non agiamo ora, quando?".

Giovedì 5 Giugno 2008

Giornata mondiale per l'ambiente, il principe Carlo: salviamo le foreste pluviali

Rainews24, http://www.rainews24.it, 05/06/2008

Arriva dal principe Carlo d'Inghilterra l'ultimo accorato appello per salvare le foreste pluviali, nella Giornata mondiale dell'ambiente organizzata dalle Nazioni Unite ogni 5 giugno per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche ambientaliste.

Cambiamo le nostre abitudini!

Lo slogan scelto per la Giornata Mondiale per l'Ambiente 2008 è "Kick the habit! Towards a low carbon economy" (Cambiamo le nostre abitudini! In favore di un'economia a bassa emissione di carbonio). Con la consapevolezza che il cambiamento climatico sta diventando il tema centrale della nostra epoca, l'Unep (United Nations Environment Programme, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, chiede a Stati, imprese e società di focalizzare l'attenzione sulle emissioni dei gas serra e su come poterle ridurre. La Giornata metterà quindi in evidenza risorse e iniziative volte a promuovere economie a bassa emissione di carbonio e stili di vita che tendono a migliorare l'efficienza energetica, alla ricerca di fonti alternative di energia, alla conservazione delle foreste e al consumo eco-sostenibile.

Tagliare, tagliare, tagliare...

Ogni anno, in tutto il mondo si perdono 13 milioni di ettari di foreste e nel periodo tra 1984 e 2004 ne sono stati distrutti addirittura 250 milioni, otto volte la superficie territoriale italiana. Un fenomeno che riguarda in particolare i Paesi tropicali, dal Brasile all'Indonesia, dalla Papua New Guinea al Congo. Solo negli ultimi quattro mesi del 2007 sono stati distrutti 700 mila ettari di foreste in Brasile (di cui la meta' nella zona del Mato Grosso) e nel 2008 la situazione potrebbe peggiorare.

L'appello del principe

Dalle pagine del Telegraph il pricipe Carlo d'Inghilterra lancia un appello per la tutela delle foreste pluviali:

Oggi è la Giornata mondiale dell'Ambiente, un giorno che dovrebbe ricordarci che abbiamo ancora una piccola finestra disponibile per bloccare i catastrofici cambiamenti climatici. La spaventosa realtà è che le conseguenze del riscaldamento globale si manifestano con rapidità molto superiore a quanto prevedevano gli scienziati appena 18 mesi fa. Oggi lancio il sito per il mio Progetto foreste pluviali. Ci sono tre film, i riusltati di alcuni studi (...) sulle implicazioni della deforestazione. In meno della metà della mia vita, abbiamo perso la metà delle foreste pluviali del mondo. Ogni anni l'equivalente del territorio dell'Inghilterra è distrutto o rovinato. Il messaggio è chiaro: il nostro mondo è in estremo pericolo, rischia di perdere il suo supporto vitale. "Le foreste pluviali - conclude il principe Carlo - sono forse il nostro bene naturale più grande, perché assicurano enormi e insostituibili benefici. E' tempo che cominciamo a pagare per tutto questo"..

In Brasile foto satellitari contro i latifondisti

Dal sito di Misna si apprende intanto che multe pari a oltre 32 milioni di euro sono state comminate a 16 'fazendeiros' (latifondisti) colpevoli di aver disboscato illegalmente 23mila ettari di foreste protette nello stato amazzonico brasiliano del Parà.

L'Istituto brasiliano dell'ambiente precisa che i deforestatori sono stati colti in flagrante durante un'operazione condotta a maggio da ispettori dell'Ibama e dalla polizia federale. Nella maggior parte dei casi sono stati riscontrati gravi danni alla 'riserva legale' del sud del Para' per installare fattorie abusive nei comuni di Cumaru' do Norte, Santana do Araguaia e Sao Felix do Xingu, che fanno parte delle 36 localita' dello stato in cui e' maggiore l'indice di deforestazione. Tonnellate di legname pregiato sono state confiscate durante sopralluoghi in 40 proprieta' con estensione superiore ai 400 ettari, il cui degrado è stato rilevato dal sistema di monitoraggio satellitare dell'Amazzonia.

Clima, Prestigiacomo: da Kyoto alle auto, si cambia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/06/2008

dell'inviata Marisa Ostolani

LUSSEMBURGO - L'Italia farà la sua parte per rispettare gli impegni globali assunti a livello europeo per ridurre i gas ad effetto serra del 20% entro il 2020, rispetto al 1990, ma chiede un "tavolo tecnico" per rivedere i criteri di ripartizione tra Stati membri, "troppo onerosi ed iniqui per il nostro paese". Alla sua prima partecipazione ad un consiglio europeo dei ministri dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo chiarisce le condizioni dell'impegno italiano, assicurando innanzitutto il commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas, che sta esaminando il decreto del governo per affrontare l'emergenza rifiuti in Campania, che l'Italia parlerà con una sola voce.

Ho avuto un incontro di conoscenza con il Commissario e lui mi ha rappresentato la difficoltà di rapportarsi, con il passato governo, con un ministro dell'Ambiente che affermava una cosa e un ministro dell'Industria che ne affermava una opposta, ha riferito Prestigiacomo, parlando con i giornalisti. "Io gli ho spiegato che con l'attuale governo non ci sono e non ci saranno divisioni di questo tipo".

L'Italia è intenzionata "a sostenere una politica dell'ambiente che non sia considerata un freno alla politica dello sviluppo. Per questo bisogna riconsiderare una serie di posizioni e di scelte che erano state fatta sulla questione del clima. Abbiamo la sensazione che in passato si sia accettato di avallare scelte non corrispondenti alla situazione nazionale".

A Lussemburgo, Prestigiacomo conferma anche la scelta del nuovo governo di procedere verso il nucleare (l'incidente in Slovenia "per noi non cambia nulla"), pur assicurando massimo impegno per la ricerca nel settore delle energie alternative (che però - osserva - "potranno coprire solo il 10% del fabbisogno energetico nazionale"). Parlando di emissioni di gas ad effetto serra, Prestigiacomo ha chiesto ai colleghi Ue di modificare il criterio che ripartisce gli sforzi di riduzione di CO2 sulla base del Pil procapite, seguendo il criterio: 'chi e' più ricco più taglià. "I paesi che hanno maggiori emissioni devono assumersi maggiori responsabilità", ha detto invece la Prestigiacomo, proponendo che per calcolare la dimensione dell'impegno venga usato anche il criterio delle emissioni pro capite.

"A questo proposito, voglio sottolineare che le emissioni pro capite dell'Italia sono inferiori alla media europea". Anche per la riduzione delle emissioni degli autoveicoli, Prestigiacomo ha chiesto che venga privilegiato un criterio che possa orientare il mercato europeo delle auto verso veicoli più efficienti e a minori emissioni. "Non è accettabile per l' Italia la proposta di direttiva europea che, al contrario, premia le auto di maggiore cilindrata e consumo", ha detto ai colleghi. "In questo modo non si tutela l'ambiente e si penalizzano le industrie europee, tra cui quella italiana, che produce autoveicoli efficienti e a basse emissioni".

Con i videogiochi, artritici gia' da ragazzi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/06/2008

LONDRA - Stare incollati ai videogiochi non solo farebbe male agli occhi ma anche alle ossa: secondo una ricerca, la maggior parte dei ragazzi della 'generazione PlayStation', ovvero coloro che passano gran parte del tempo seduti davanti a uno schermo, oggi soffre di dolori alle articolazioni solitamente patiti dai loro nonni. E' quanto emerge da uno studio svolto dalla Mbt (Masai Barefoot Technology) società di calzature ortopediche.

E' un fenomeno preoccupante, ha detto al tabloid britannico Daily Express Joshua Wies, fisioterapista e direttore del reparto che forma i commessi dei negozi Mbt. "Gli adolescenti di oggi - ha proseguito - sembrano soffrire di patologie che solo 10 anni fa erano prerogativa degli ultrasessantenni". L'indiziato numero uno è naturalmente lo stile di vita: sedentarietà eccessiva, posture dannose, e poca attività fisica.

Secondo i dati forniti dal rapporto, il 63% degli under-18 soffre di dolori alle ginocchia, più del 50% lamenta problemi al bacino e il 53% trascina i piedi quando cammina. Ma anche la tipologia di vita 'metropolitana' è sul banco di accusa: l'84% dei giovani, infatti, nella giornata tipo, cammina solo su superfici lisce di cemento, i marciapiedi, non sviluppando così i muscoli in maniera sufficiente ad adattarsi alle diverse situazioni.

L'Independent: ecco il piano Bush per mantenere l'Iraq sotto il controllo USA

Rainews24, http://www.rainews24.it, 05/06/2008

Il ministro degli Esteri degli Emirati arabi uniti Sheikh Abdullah bin Zayed al-Nahayan è arrivato oggi a Baghdad: è la prima visita di un ministro degli Esteri di un Paese del Golfo in Iraq dall'invasione americana del 2003.

Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni sui governi arabi sunniti affinché sostengano il governo di Baghdad cancellando i debiti e stabilendo relazioni diplomatiche ad alto livello con Baghdad.

Più soldati

Il Pentagono ha rivisto al rialzo, aumentandole di circa 2.000 unità, le stime sul numero delle truppe americane che resteranno presenti in Iraq dopo che sarà completato a luglio il rientro di parte dei rinforzi inviati nel paese lo scorso anno.Il ministero della Difesa americano, come ha spiegato il generale John Campbell, direttore delle operazioni agli Stati maggiori, ritiene adesso che a fine luglio ci saranno ancora 142.000 militari americani in Iraq, rispetto agli attuali 151.000. Finora il Pentagono parlava di circa 140.000 uomini presenti quando sarà completata la fase attuale di rientro.

Presenza massiccia

Il quotidiano britannico The Independent rivela oggi che un piano segreto sarebbe stato negoziato a Baghdad per perpetuare l'occupazione militare americana dell'Iraq, indipendentemente dall'esito delle elezioni presidenziali Usa di novembre. In Iraq, "i termini dell'accordo potrebbero avere conseguenze esplosive sulla situazione politica".

L'accordo, in base al quale gli Usa potrebbero mantenere 50 basi militari permanenti, condurre operazioni militari nel paese, arrestare iracheni e godere dell'immunità rispetto alla legge locale, "destabilizzerebbe la posizione dell'Iraq nel Medio oriente e porrebbe le basi per un conflitto infinito all'interno del paese", secondo l'opinione di esponenti di spicco della classe politica irachena.

Riflessi sulla corsa alla Casa Bianca

Ma l'accordo potrebbe provocare una crisi anche negli Usa, scrive sempre l'Independent: il presidente americano George W. Bush vorrebbe infatti riuscire a siglarlo entro la fine del prossimo mese, così da poter proclamare la vittoria definitiva e coronare l'invasione del 2003. Questo darebbe un notevole slancio al candidato repubblicano John McCain, che in campagna ha annunciato piu' volte la vittoria in Iraq e minerebbe le intenzioni dell'avversario democratico Barack Obama di avviare il ritiro delle truppe dal paese.

Governo debole a Baghdad

Il primo ministro Nouri Al Maliki sembrerebbe essere contrario ai termini dell'accordo, ma ha poche possibilità di manovra, poiché, senza il sostegno americano, sarebbe immediatamente spodestato. L'unico uomo con l'autorità necessaria per bloccare l'accordo è il leader spirituale della maggioranza sciita, l'ayatollah Ali al Sistani, che però deve tenere conto dell'eventuale drastica perdita di influenza della sua comunità nel caso in cui il sostegno americano venisse a mancare.

Continua la pioggia di razzi Qassam su Israele, un morto e tre feriti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 05/06/2008

Un israeliano è morto per le ferite riportate dopo un attacco con razzi dalla Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche israeliane. Secondo la tv panaraba al Jazeera ci sarebbero anche tre feriti, di cui due gravi.

Il razzo Qassam è caduto a Nir Oz, nel quadro di una evidente escalation di attacchi dalla Striscia negli ultimi giorni. Nel solo mese di maggio, del resto, gli attacchi con razzi o colpi di mortaio verso il territorio israeliano sono stati più di 300, anche se alcuni ordigni sono poi caduti di qua dal confine.

Guantanamo: Mohammed show, 'pronto a morire'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/06/2008

di Marco Bardazzi

WASHINGTON - Era sparito dal mondo cinque anni fa, lasciandosi alle spalle solo una foto diffusa dagli americani che lo mostrava stravolto, in canottiera, al momento dell'arresto in Pakistan. Khalid Sheikh Mohammed e' ricomparso ora per la prima volta in pubblico, a Guantanamo, con un look 'alla bin Laden', per accusare l'America e per dirsi pronto a morire per Allah da condannato a morte, come stratega dell' attacco dell'11 settembre 2001. In un'aula di Camp Justice, una struttura per i processi ai terroristi costruita nella base navale a Cuba, Mohammed ha dominato la scena in un'udienza convocata per incriminare lui e altri quattro presunti leader di Al Qaida per la morte di 2.973 persone. Un processo e' atteso solo tra alcuni mesi, forse a settembre, e puo' sfociare nella condanna a morte degli imputati. Mohammed, un pachistano che si e' autoaccusato di aver pianificato l'11 settembre ''dall'A alla Z'', ha fatto sapere di non volere l'assistenza dei legali scelti del Pentagono e di accettare solo la sharia, la legge islamica. Il giudice che lo ha esaminato, il colonnello dei Marines Ralph Kohlmann, gli ha fatto notare che si tratta di un processo complesso nel quale rischia la morte, e il suo avvocato militare lo ha definito ''non competente'' a difendersi da solo. Ma Mohammed non si e' scomposto: ''Il mio unico scudo e' Allah l'altissimo'', ha detto, spiegando di essere pronto a diventare ''un martire''. L'udienza preliminare a Guantanamo e' una tappa decisiva in vista delle 'commissioni militari', i processi speciali disegnati dal Pentagono e ancora mai celebrati. Per l'amministrazione Bush e' importante accelerare i tempi contro i piu' pericolosi tra i circa 250 detenuti di Guantanamo e cercare di dare un'immagine di legalita' e trasparenza all'attivita' della prigione piu' contestata al mondo. Una sessantina di giornalisti sono stati ammessi all'udienza, insieme a rappresentanti di organizzazioni internazionali e a una disegnatrice giudiziaria assunta dai media (che si e' vista bocciare da Mohammed il suo ritratto, perche' a dire dell' imputato gli aveva fatto ''il naso troppo grosso''). Gli osservatori hanno potuto seguire il dibattimento da una saletta divisa da una vetrata e collegata con l'aula via video e audio, quest'ultimo ritardato di 20 secondi per permettere all' intelligence di intervenire per eventuali censure. 'KSM', come lo chiamano i militari, e gli altri quattro jihadisti non hanno avuto esitazioni nell'appropriarsi del palcoscenico offerto per la prima volta dal Pentagono, dopo aver passato anni nell'invisibilita' delle prigioni segrete della Cia e poi a Guantanamo. Mohammed e' comparso con una lunga barba grigia simile a quella del suo ex boss Osama, e occhiali dalla spessa montatura nera. Oltre a dichiararsi pronto a morire, KSM si e' lanciato in un attacco contro George W.Bush per le ''crociate'' in Iraq e Afghanistan e ha sostenuto di essere passato ''dalla tortura all'inquisizione'' durante la prigionia. In aula, Mohammed ha mostrato un ruolo da leader, parlando ripetutamente con gli altri imputati vestiti di bianco (Ramzi Binalshibh, Mustafa Ahmed al Hawsawi, Ali Abd al Aziz Ali, Walid bin Attash) e dando l'impressione di dettare la 'linea'. Tra risate e gesti di sfida, il gruppetto e' sembrato spesso disinteressato alla procedura in corso. Il piu' inquieto e' apparso Binalshibh, uno yemenita che faceva parte della 'cellula di Amburgo' e che per l'Fbi doveva essere nel commando dei dirottatori, se gli Usa non gli avessero respinto il visto. Unico del gruppo, Binalshibh e' stato ristretto con cavigliere. Dall'udienza, che dovrebbe proseguire anche nella giornata di venerdi', arriveranno indicazioni sulla data del processo, che il Pentagono vorrebbe celebrare a settembre. Ma su tutta la procedura pende un'imminente sentenza della Corte Suprema, che potrebbe bocciare Guantanamo come incostituzionale. E nel lungo termine la prigione sembra avere poco futuro: entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, intendono chiuderla.

marco.bardazzi@ansa.it

Molecola 'buon umore' controlla aggressivita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/06/2008

ROMA - La 'molecola del buon umore', ossia la serotonina implicata in disturbi gravi come la depressione, ha un ruolo importante nel controllo dell'aggressività. Lo studio di Trevor Robbins, dell'università britannica di Cambridge e pubblicato sulla rivista Science, dimostra che la serotonina è importante per prendere decisioni che coinvolgono altre persone e per tenere sotto controllo l'aggressività. Quando i livelli di serotonina scendono, per esempio se si è digiuni (per produrre serotonina servono 'materie prime' dal cibo), si è più impulsivi nelle decisioni e più aggressivi verso gli altri. Gli esperti lo hanno dimostrato con un gioco: due persone hanno a disposizione una somma di denaro ma solo uno dei due può ripartirla, l'altro può solo decidere se accettare o meno la cifra che il partner di gioco gli vuol cedere. Se non accetta perché la ritiene troppo bassa, nessuno dei due avrà nulla. Una volta su due il partner che riceve offerte troppo basse decide di non accettare il denaro facendolo perdere anche all'altro, scelta dettata da risentimento e senso di rivalsa per un'offerta giudicata iniqua. Quando i giocatori sono digiuni e il livello di serotonina è ridotto, l'offerta è rifiutava in otto casi su dieci.

LOCALIZZATA AREA DEL SARCASMO - Affronta le radici nell'emisfero sinistro del cervello, la capacita' di cogliere battute e frecciatine sottili. A indicare per la prima volta le basi neurologiche del sarcasmo e' la ricerca condotta da Katherine Rankin presso l'Universita' della California a San Francisco, presentata nel congresso dell'Accademia Americana di Neurologia e riferita dal New York Times. Contrariamente a quanto si credeva, l''area del sarcasmo' non ha nulla a che vedere con i centri del linguaggio finora ritenuti cruciali per la comprensione di frasi pungenti o ironiche. Dipende invece dall'emisfero sinistro in una zona neurale importante per la percezione visiva, chiamata giro paraippocampale destro. L'esperta lo ha scoperto osservando con la risonanza magnetica nucleare il cervello di persone con una forma di demenza caratterizzata da perdita di memoria nella quale le parole e il loro significato cadono nell'oblio piu' cupo.Chi soffre di questo disturbo non riconosce il senso di battute e frasi ironiche. Finora si pensava cio' fosse dovuto a perdita di capacita' di comprensione linguistica. Ma non e' cosi', l'assenza di sensibilita' al sarcasmo ha le sue radici in quest'area paraippocampale lontana dai centri del linguaggio. Mentre le persone piu' sagaci e con piu' senso dell'umorismo, ha concluso l'esperta, devono questo loro dono al lobo frontale destro del cervello, per comprendere le loro battute c'e' bisogno di quest'altra area, non connessa al linguaggio, il cui legame con la percezione del sarcasmo resta dunque tutto da capire

Venerdì 6 Giugno 2008

Carlo Rubbia. I reattori nucleari ? Insicuri e già vecchi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/06/2008

I reattori nucleari di terza generazione, cioe' l'ultimissimo modello di centrali che potrebbero tornare a essere costruite anche in Italia, sono in realta' basati su una tecnologia gia' vecchia, e presentano

ancora notevoli problemi di sicurezza. In un'intervista a 'Repubblica', il Nobel per la Fisica Carlo Rubbia sottolinea tutti i dubbi nati dopo l'incidente in Slovenia, per fortuna senza conseguenze.

Un problema che "non e' stato particolarmente grave, ma si e' trattato dell'ennesimo campanello d'allarme. Siamo di fronte - attacca Rubbia - a una tecnologia che e' gia' vecchia e sta diventando obsoleta". E

nei reattori di terza generazione "i miglioramenti sono marginali, non vanno a intaccare il cuore del problema".

Che e' la sicurezza, ma non solo: "I punti critici riguardano le scorie, l'approvvigionamento dell'uranio, l'efficienza delle macchine". Tutti fattori che appesantiscono una tecnologia "che risale agli anni sessanta, ai tempi dei primi sottomarini nucleari.

Ma veramente - si chiede il Nobel - vogliamo tenerla in vita fino al 2050, quando avra' quasi un secolo di vita alle spalle?". Per guardare avanti, secondo Rubbia, bisognerebbe invece "investire sulla ricerca, puntare sulla quarta generazione".

Piu' efficienti, per i quali "basta una tonnellata l'anno di torio", e dove "la sicurezza fa un salto a

tutti i livelli, anche a quello delle scorie. Si passa da una radioattivita' che dura milioni di anni a un problema che si misura nell'arco dei secoli".

Per fronteggiare "scenari segnati da un livello di inquinamento agghiacciante" occorre insomma

scommettere sulla scienza. Non possiamo accontentarci di soluzioni vecchie e pericolose, dobbiamo investire risorse ne intelligenza nella costruzione di un sistema energetico che sia al tempo stesso efficiente e sicuro.

Il governo minimizza gli allarmi sul ritorno al nucleare.

Intervistata dal Giornale, il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo dice che l'incidente alla centrale slovena e' stato strumentalizzato e punta il dito contro "chi ha giocato davvero sporco per condizionare la scelta del governo a favore della ricerca sull'energia nucleare" e ribadisce: "Il governo non ha tentennamenti".

Valorizzeremo al massimo la ricerca anche nelle energie rinnovabili - spiega - ma, seppure spinte al massimo, queste non riusciranno a coprire piu' del 10% del fabbisogno energetico.

Stefania Prestigiacomo e' convinta che "la soluzione albanese (l'Albania si è offerta di realizzare sul suo territorio le centrali che servono all'Italia - non possa risolvere i problemi" e che l'Italia "deve assumersi le proprie responsabilita"'. La politica del 'non nel mio giardino', dice, "non e' piu' giustificabile".

L'Italia vuole sconti su Kyoto

L'Italia ha chiesto ieri di rinegoziare la quota di riduzione delle emissioni di gas serra che le e' stata assegnata dalla Commissione europea nella sua proposta sul 'pacchetto sul clima'.

Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha comunicato le sue richieste al commissario europeo Stavros Dimas durante un incontro a margine del Consiglio Ambiente, che si è svolto ieri a Lussemburgo.

La riduzione delle emissioni da parte dell'Italia, che dovra' contribuire all'obiettivo complessivo europeo per il 2020 di tagliare il 20% rispetto al 1990, secondo il ministro e' "troppo onerosa" ed e' stata stabilita, "senza tenere conto della realta'" dal precedente governo, secondo la Prestigiacomo.

La ripartizione dello sforzo di riduzione paese per paese e' stata proposta dalla Commissione in base al criterio del Pil: chi e' piu' ricco paga di piu' e taglia piu' emissioni. L'Italia propone invece di basare la chiave di ripartizione anche sul criterio delle emissioni pro capite: in questo modo, ridurrebbe di piu' chi

inquina di piu'.

Rifiuti: Napolitano alla Lega, 'leggere gli atti'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/06/2008

NAPOLI - "Basta leggere la relazione della commissione parlamentare sui rifiuti" dice Giorgio Napolitano, commentando le dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, che interpretano la sua denuncia di ieri come un modo per scaricare le colpe dell'emergenza rifiuti sui "soliti cattivoni del Nord".

Sono stati i giornalisti a sollecitare il commento del capo dello Stato facendogli osservare che alcuni esponenti leghisti si sono dipinti come i "soliti cattivoni del Nord" dalle parole pronunciate ieri.

Io sono venuto qui - tiene a precisare il presidente della Repubblica - per sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che è determinato da varie componenti tra le quali anche quella del traffico di rifiuti tossici dal Nord. Napolitano ha risposto ad una domanda dei giornalisti a Palazzo Serra di Cassano, sede dell'Istituto di studi filosofici, dove ha consegnato il Premio 'Francesco Saverio Nitti' ad Antonio Maccanico. "Al Quirinale, nell'istituzione Presidenza della Repubblica nella quale attualmente svolgo il mio mandato, è ben visibile l'impronta straordinaria che ha lasciato Antonio Maccanico, incomparabile segretario generale di Sandro Pertini" ha detto il presidente della Repubblica. Maccanico é parso commosso. "Per la prima volta - ha detto il presidente della Repubblica - io scoprii il suo nome nel 1947, leggendo un suo articolo meridionalistico sull'Unità. Poi seppi che era anche un 'normalista' e per me diventò un mito".

CASTELLI: NAPOLITANO CI TRANQUILLIZZA MA COMPRENDA POSIZIONI LEGA - ''Prendo atto delle dichiarazioni del Capo dello Stato e registro con favore che il Presidente Napolitano auspica una soluzione al problema rifiuti sul territorio campano, come del resto vuole la legge''. Cosi' il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli, commenta le parole di Napolitano da Napoli. ''D'altro canto - aggiunge il leghista - il presidente deve anche comprendere la posizione della Lega, che troppe volte ha visto il nord pagare le inefficienze di altre parti del Paese''. ''Queste dichiarazioni del presidente Napolitano - dice ancora - ci tranquillizzano. Se, come risulta dagli atti dell'inchiesta parlamentare, ci sono stati episodi di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi in Campania, tutto cio' attiene alla sfera del crimine e pertanto se ne deve occupare la magistratura, cosa che non sembra in questi anni abbia fatto e che solo ultimamente sta facendo, ma a rovescio, arrestando chi cerca di risolvere i problemi''. ''Che ci siano profonde problematiche sulla questione rifiuti - prosegue Castelli - e' attestato anche dalla stupefacente 'scoperta' di una discarica abusiva in Puglia di 500 mila metri cubi. Ricordo che tutto cio' corrisponde a una collina di 20 metri di altezza e 50 metri di lato, che non puo' essere certo nata in pochi giorni. Questo significa che manca la sorveglianza minima sul territorio da parte delle autorita' competenti. Tutti questi problemi li abbiamo avuti anche al nord e li abbiamo superati con la presa di coscienza da parte delle nostre popolazioni che se produci rifiuti poi li devi anche smaltire. Bisogna che tutti prendano atto di questo assunto''.

ALESSANDRI: NAPOLITANO LEGGA MEGLIO, SERVE UNITA'

Forse non ha letto bene, se vuole gli do una mano io in commissione a capire meglio. Così il presidente della commissione Ambiente della Camera Angelo Alessandri, della Lega, commenta le dichiarazioni di Napolitano. "Bisogna capire - prosegue - a chi passano i rifiuti tossici perché se un'azienda del Nord paga ad un' azienda con tanto di certificato legale e poi questa fa affari con la camorra, non si può dare la colpa a chi ha anche pagato. Per 20 anni a Napoli hanno scaricato di tutto ed i napoletani sono stati a guardare. Al Nord - sottolinea ancora - le discariche ci sono e non uccidono se sono fatte bene, ora sono sature perché hanno raccolto anche i rifiuti del Sud".

Se è vero, e non ho motivo di pensare il contrario, che nei siti campani ci sono le malattie, allora - osserva ancora - bisogna chiedersi cosa c'é dentro, qualcuno ci ha buttato robaccia. Se lo Stato interviene fa un'opera doppia, perché fa anche una bonifica. I campani dovrebbero interrogarsi su 14 anni di inefficienze che hanno nomi e cognomi, chi ha amministrato ma anche i cittadini.

Il presidente della commissione Ambiente della Camera annuncia dunque la presentazione al dl rifiuti di alcuni emendamenti della Lega: "Chiediamo che lo Stato intervenga, ma che sia l'ultima volta e sotto forma di prestito che la Campania dovrà restituire. Dobbiamo dare un segnale, il Nord non può più ricevere i rifiuti del Sud. La Campania deve assumersi le sue responsabilità". "Ora però - conclude Alessandri- non dobbiamo dividere il Nord dal Sud, e noi da nordisti stiamo cercando una soluzione per risolvere la situazione. Una soluzione che unisca, serve serenità".

RUSSO: SPAZZATURA 'COPRE' PROBLEMA RIFIUTI SPECIALI - La polemica sui rifiuti urbani serve strumentalmente a nascondere la vera emergenza italiana: otto milioni di tonnellate di rifiuti speciali che, pur prodotti dal nostro sistema industriale, non si ritrovano nelle forme ordinarie di smaltimento. Lo ha sostenuto Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, nel corso del convegno "Rifiuti, ambiente e salute", organizzato all' Università di Padova. "Quello del Presidente Napolitano - ha rilevato Russo, già Presidente della Commissione anti ecomafia - è stato un tentativo di distinguere due questioni italiane". La prima è quella dei rifiuti urbani, che deriva, per Russo, "da una incapacità gestionale e politica". "La seconda, la vera emergenza talvolta sottaciuta - ha affermato - è quella che riguarda otto milioni di tonnellate di rifiuti speciali che, pur prodotti dall'industria, non si ritrovano nelle forme ordinarie di smaltimento". L'ecomafia, secondo Russo, è il frutto più nocivo "di una imprenditoria deviata, senza scrupoli, che nel massimizzare i profitti chiude gli occhi sul fronte ambientale".

FORMIGONI: SUI RIFIUTI PAROLE DI NAPOLITANO ACCORATE

Le parole di Napolitano sui rifiuti in Campania sono state "particolarmente accorate e dense di preoccupazione per una situazione difficile": così le ha definite il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Anche la parte in cui il Capo dello Stato ha parlato di "corresponsabilita" sottolineando che gran parte dei rifiuti tossici sono arrivati dal Nord, non ha scosso il governatore lombardo. "Ha ricordato dati già conosciuti", ha osservato Formigoni, dati che riguardano "azioni di tipo criminale" con cui "le istituzioni non hanno nulla a che fare, ma sono parte lesa". "Certo spiace notare che pochissimi di questi atteggiamenti criminali che si suppone siano numerosi sono stati rilevati e puniti - ha concluso -. C'é ancora un'attività di investigazione che deve essere fatta perché i colpevoli siano assicurati alla giustizia".

FORMISANO (IDV), DA NAPOLITANO INDICAZIONE CHIARA - "Grazie al presidente a Napolitano. Non avevamo dubbi, ma dalle sue parole, in questi giorni a Napoli, è venuta netta e chiara l'indicazione della strada da seguire." Lo afferma l'onorevole Nello Formisano , coordinatore Regionale dell'Italia dei Valori , in una nota, il quale aggiunge: "Noi dell'Idv faremo la nostra parte fino in fondo per consentire ad un popolo nobile e colto, quale è quello napoletano, di uscire fuori dalla situazione di difficoltà in cui si trova. Grazie ancora Presidente".

Berlusconi dal Papa: il governo non può che compiacere la Chiesa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/06/2008

E' durato quaranta minuti minuti il colloquio privato tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Papa in Vaticano. All'incontro a porte chiuse ha preso parte anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Iniziato attorno alle 11.05, il colloquio si è concluso attorno alle 11.45. Il resto della delegazione di Berlusconi è poi entrato nella biblioteca papale per i saluti di rito.

L'attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa, ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a poche ore dalla sua visita a Papa Benedetto XVI. "Intendo ringraziare - ha esordito Berlusconi - l'apprezzamento che il Papa ha voluto dare al nuovo clima politico creatosi dopo l'avvento della nostra parte politica al governo. Del resto - ha aggiunto rispondendo a Maurizio Belpietro - rappresentiamo il partito dei popoli europei. Siamo a favore della Chiesa, crediamo nei valori della dignità umana e nel rispetto degli ultimi. Siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa. Ad ogni modo - prosegue Berlusconi - ribadiamo il nostro concetto di Stato laico e la necessità, confermata dalla Costituzione, di rispettare profondamente il dialogo tra Stato e Chiesa".

Sabato 7 Giugno 2008

Vola il petrolio, a picco le borse

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/06/2008

Il petrolio ha superato ieri i 139 dollari al barile, per poi chiudere poi a 138,44. In 24 ore il greggio ha guadagnato 10,75 dollari a New York, l'aumento giornaliero più elevato di sempre.

Petrolio e disoccupazione affondano Wall Street e alimentano i timori di una recessione americana. Il Dow Jones chiude la seduta lasciando sul terreno il 3,27% a 12.192,47 punti (-411,98 punti), il Nasdaq arretra del 2,96% a 2.474,56 punti, mentre lo S&P 500 cala del 3,14% a 1.359,96 punti.

A spingere i listini in territorio negativo fin dall'apertura è stato il dato sulla disoccupazione, salita a maggio al 5,5%, dal 5,0% di aprile, superando nettamente il 5,1% previsto dagli economisti. Si tratta del maggior rialzo mensile dal febbraio 1986: il livello raggiunto dalla disoccupazione americana risulta cosi il più alto in oltre 3 anni e mezzo, da ottobre 2004. La situazione degli indici è poi andata peggiorando con il petrolio a passo di record: dopo aver infranto quota 137 e 138, le quotazioni del greggio si sono spinte fino a 139,12 dollari, il nuovo record storico. In una sola seduta, l'oro nero è balzato di 10,75 dollari, segnando così il maggior rialzo giornaliero.

La fiammata delle quotazioni petrolifere penalizza le compagnie aeree: Northwest cede l'8,93% a 7,34 dollari, Continentale perde l'8,75% a 13,87 dollari, mentre Delta arretra del 7,89% a 6,30 dollari. In pesante flessione anche i finanziari, con Citigroup che perde il 5,47% a 20,06 dollari, Washington Mutual il 12,54% a 7,83 dollari. Ancora sotto pressione Lehman Brothers, -4,61% a 32,29 dollari. Male gli automobilistici: Ford -5,63% a 6,04 dollari e Gm -4,87% a 16,22 dollari. Soffrono anche i titoli retail, con Wal Mart in calo del 2,39% a 58,87 dollari.

Petrolio a 140 dollari spaventa, allarme Usa e Asia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 07/06/2008

di Antonio Fatiguso

AOMORI (GIAPPONE) - All'indomani del 'piu' veloce e ampio rialzò dei prezzi nella storia del mercato petrolifero, il Gruppo dei Cinque - gli Stati Uniti e le potenze economiche asiatiche di Giappone, Cina, India e Corea del Sud - esprime "forte preoccupazione", rappresentando il 50% dei consumi energetici su scala globale. Le quotazioni del greggio, a ridosso dei 140 dollari al barile grazie a un impressionante balzo di quasi 11 dollari in una sola seduta, sono uno choc per l'economia Usa, dice il segretario Usa all'Energia, Sam Bodman, che non vede però una crisi petrolifera all'orizzonte. Ad Aomori nel nord del Giappone, dove è iniziato il weekend dei lavori che vedrà impegnati i ministri dell'Energia del G8 (domani alla riunione interverrà il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola), Bodman ammette che gli Usa "hanno difficoltà sul piano economico. Non è un bene per gli altri Paesi: gli Stati Uniti sono un motore fondamentale dell'economia mondiale". La riunione del G5, la seconda dopo l'esordio di Pechino del dicembre 2006, è l'occasione per un esame sulla crisi energetica ma, "per la complessità delle tematiche coinvolte - si legge nella nota congiunta - si rinvia all'approfondimento del G8 dei ministri delle Finanze del 13-14 giugno".

I cinque Paesi invitano le maggiori economie a lavorare per la trasparenza e stabilità del mercato energetico, per aumentare gli investimenti ecocompatibili e per diversificare il mix delle energie disponibili e rispondere ai cambiamenti climatici. "Questi prezzi - si legge ancora nel comunicato - sono senza precedenti e vanno contro gli interessi sia dei paesi consumatori di petrolio sia dei paesi produttori. Oltre a costituire un pesante fardello in particolare sui paesi in via di sviluppo e privi di risorse risorse". Il gruppo dei Cinque chiede che siano "gradualmente" eliminate le sovvenzioni ai carburanti, malgrado l'aumento del petrolio, perché, come riassume Bodman, "sono causa di forte distorsione dei mercati". "Ci rendiamo conto che nel prossimo futuro, sarebbe bene rinunciare gradualmente e progressivamente alle sovvenzioni ai prezzi dell'energia convenzionale che dovrebbero essere sostituite, ove possibile, attraverso politiche ben mirate per alcuni beneficiari". Cina e India, inoltre, sono disponibili ad agire più che in passato con l'Aie, l'Agenzia internazionale dell'energia che fa capo all'Ocse (di cui fanno parte i 27 paesi più industrializzati), collaborando nei casi di emergenza. Come novità del meeting, quindi, i due Paesi forniranno maggiori dati all'Aie e parteciperanno, aumentando le riserve, alle azioni che saranno intraprese in caso "di squilibri negli approvvigionamenti di petrolio". Nel corso del vertice, Giappone e Stati Uniti hanno annunciato due iniziative bilaterali: la prima riguarda la cooperazione nel settore degli idrati di metano (risorsa sottomarina considerata promettente), con la valutazione delle potenzialità produttive nel 'North Slope' dell'Alaska. La seconda, invece, interessa il nucleare (preso di mira da una manifestazione organizzata intorno al luogo del vertice dagli ambientalisti), inclusa la possibilità di finanziamenti giapponesi per facilitare la costruzione di nuovi impianti negli Usa.

Medvedev attacca Usa su crisi economia mondiale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 07/06/2008

SAN PIETROBURGO - Gli Stati Uniti si sono arrogati un ruolo nel sistema economico mondiale che non corrisponde alle loro reali possibilità, e sono fra i primi responsabili della crisi globale in corso: il nuovo presidente russo Dmitri Medvedev ha aperto il Forum economico internazionale di San Pietroburgo con una dura requisitoria contro la "politica aggressiva" e il "protezionismo" di Washington, proponendo nel contempo il suo paese come attore di primo piano sui mercati finanziari internazionali. L'attacco è stato a tutto campo, con una prima bordata densa di nere premonizioni: "Per i mercati finanziari globali il 2007 é stato uno dei più pesanti degli ultimi decenni, la crisi più profonda dalla grande depressione degli anni '30. E' dovuta alla sottovalutazione dei rischi da parte delle grandi compagnie e dalla politica aggressiva della maggiore economia mondiale", quella degli Usa appunto. Che a ben guardare, per il nuovo leader del Cremlino, non è affatto solida: il "ruolo formale" di Washington nel sistema economico mondiale "non corrisponde alle sue reali possibilità, e questa è un'altra causa della crisi corrente". Si rischia di tornare "al periodo più nero della storia mondiale, quando per alcuni anni certi paesi avevano un tasso di crescita del meno 5%".

La mazzata non colpisce soltanto le solite nazioni in via di sviluppo, ma porta un impoverimento generale della popolazione "anche nei cosiddetti paesi ricchi". Poi Medvedev ha parlato della crescita mondiale dei prezzi dei generi alimentari, per la quale vorrebbe un coinvolgimento più incisivo dell'Onu: anche lì c'é a ben guardare lo zampino degli Usa e il loro sempre più massiccio ricorso alle bioenergie, che tolgono i prodotti al mercato tradizionale. "Le limitazioni all'export e il ricorso agli organismi geneticamente modificati possono stabilizzare nel breve periodo la situazione sui mercati interni, ma a lungo termine rafforzano soltanto i fenomeni mondiali di crisi". Contrapposta al corso "egoista" dei paesi protezionisti, la Russia si offre come partner per azioni comuni volte a superare la carenza alimentare: dando la precedenza, in materia di energie alternative, all'idroelettrico e al nucleare. Medvedev è stato molto diretto nell'indicare la strada: la Russia vuole un ruolo di primo piano nell'economia globale, "non per ambizioni imperialistiche, ma perché abbiamo le risorse e le capacità reali".

Le crisi odierne - ha detto l'ex delfino di Putin in un intervento tutto presidenziale - dalla penuria alimentare, alla crescita dei prezzi, alle catastrofi naturali che sempre più spesso si verificano, evidenziano che il sistema di istituzioni internazionali per dirigere l'economia non corrisponde alle sfide. Si registra un certo vuoto istituzionale, mancano organismi per la soluzione di problemi concreti. : l'idea che un paese (gli Usa, ndr) possa prendersi il ruolo di governatore globale si è rivelata illusoria, e occorre una profonda riforma dell'architettura finanziaria mondiale, a partire dal Fondo monetario internazionale. Medvedev vuole tenere entro l'anno in Russia una conferenza internazionale con le maggiori compagnie finanziarie e i migliori esperti, che potrebbe diventare un appuntamento permanente. Se il predecessore Vladimir Putin aveva messo l'accento sui muscoli bellici della nuova Russia, Medvedev preferisce esibire quelli economici. Che non sono da poco, visto l'8,1% di crescita del pil registrata nel 2007, e previsioni che parlano di una crescita attorno all'8% anche quest'anno.

Intercettazioni, Berlusconi: 5 anni ai trasgressori

ANSA.it, http://www.ansa.it, 07/06/2008

SANTA MARGHERITA LIGURE (GENOVA) - "Noi intendiamo introdurre il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, escludendo quelle che riguardano la criminalità organizzata e il terrorismo e nel prossimo Consiglio dei ministri porteremo un nuovo provvedimento": lo dice il premier Silvio Berlusconi, intervenendo al convegno dei Giovani imprenditori. "Saranno previsti cinque anni di carcere per chi le eseguirà e chi le propagherà ", aggiunge il Cavaliere.

ALFANO: INTERCETTAZIONI INCIDONO PER 33% SPESA ED E' TROPPO

Le intercettazioni oggi costano il 33% dell'ammontare complessivo delle spese per la giustizia. Questo è un eccesso e occorre porvi rimedio. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano a Catania, rispondendo ai cronisti sul progetto annunciato dal premier Berlusconi di predisporre una norma sulle intercettazioni telefoniche. Il ministro ha incontrato in giornalisti prima di entrare nel palazzo di Giustizia per incontrare i capi degli uffici giudiziari, giudicanti e requirenti. "Occorre porvi rimedio - ha aggiunto Alfano - tutelando la privacy dei cittadini, non debilitando la forza delle indagini".

UNCI: TORNA LA MINACCIA DEL CARCERE PER CRONISTI

Torna la minaccia del carcere per i cronisti che svolgono il loro lavoro correttamente riferendo le notizie di cui sono venuti in possesso. Addirittura la pena di 5 anni di reclusione, ha anticipato oggi il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sarà prevista, per chi propagherà il contenuto di intercettazioni telefoniche, da un provvedimento che sarà presentato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Lo sottolinea in una nota l'Unione Nazionale Cronisti Italiani, che "in attesa di conoscere nei dettagli il testo del provvedimento annunciato, sottolinea che non è possibile fare confusione tra intercettazioni realizzate in modo abusivo e quelle disposte dalla magistratura e che il contenuto di queste ultime, quando è allegato nei provvedimenti di richiesta di rinvio a giudizio, e quindi è stato portato a conoscenza dell'indagato, diventa pubblico". L'Unci sostiene pertanto che "iniziative proposte per tutelare la privacy, come ha detto l'altro ieri il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, non possono essere utilizzate per ridurre la libertà di stampa e il diritto dei cittadini di essere informati in modo completo e tempestivo sull'andamento delle indagini giudiziarie". L'Unione Cronisti quindi, "invita Fnsi, Ordine dei giornalisti e l'intera categoria a vigilare per evitare che si ripeta il tentativo di eliminare il diritto-dovere di cronaca contenuto nel provvedimento proposto dall'ex ministro Mastella nella scorsa legislatura".

BONGIORNO: INTERCETTAZIONI NON SIANO USATE COME RETE PESCA

Le investigazioni non possono essere usate come una rete da pesca. E una parte della magistratura ne ha fatto un uso eccessivo. Per questo Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, ritiene che vadano ristrette "a monte" e lo si può fare, affidando il vaglio sulle intercettazioni a un giudice collegiale. "Già oggi il codice richiede che siano disposte solo quando indispensabili. Il problema è nella prassi: oggi il pm le chiede e il giudice le dispone senza avere conoscenza del fascicolo". Un inconveniente che si potrebbe evitare se il vaglio fosse affidato a un giudice collegiale".

LIEVE MALORE PER BERLUSCONI POI SI RIPRENDE

SANTA MARGHERITA LIGURE (GENOVA) - Leggero malore per il premier Silvio Berlusconi appena terminato il suo intervento al convegno dei giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure. Appena sceso dal palco, il premier, secondo quanto riferito, ha chiesto un bicchier d'acqua e si è allargato il nodo della cravatta. Il presidente di Confindustria Marcegaglia ha chiesto se in sala c'era un medico; subito dopo il premier è stato accompagnato in una stanza attigua dove e' stato visitato.E' stato il sindaco di Santa Margherita Ligure, Claudio Marsano, cardiologo e iscritto nelle liste del Pd, il primo a soccorrere il premier Silvio Berlusconi dopo il leggero malore che lo ha colpito al termine del suo intervento al convegno di Confindustria. Berlusconi ha comunque goduto delle cure anche del suo medico personale che, come consuetudine, lo segue sempre nei suoi spostamenti. Secondo quanto riferito da chi era in sala e ha seguito passo passo l'evolversi della situazione, il presidente del Consiglio, appena terminato il suo discorso (durato circa mezz'ora) si è seduto al suo posto in prima fila nella sala accanto al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sussurrandole nell'orecchio: "parla poco Emma che fa caldo". Pochi minuti dopo aver preso la parola, Marcegaglia ha interrotto il suo discorso per assicurarsi delle condizioni del premier che nel frattempo si era slacciato il nodo della cravatta e aveva chiesto un bicchiere d'acqua. Quando Berlusconi si è alzato per lasciare la sala, ha avuto un mancamento e ha barcollato sorretto dalla scorta. A quel punto Marcegaglia,di nuovo interrompendo il discorso, ha chiesto se ci fosse un medico in sala. Il premier è rientrato dopo 15-20 minuti, sorridente e tranquillizzante, con una camicia aperta e senza cravatta.Scherzando ha elargito battute, rassicurato la platea e la Marcegaglia, prima di recarsi nella sua residenza di Portofino.

CARO PETROLIO PREOCCUPA - lI presidente del Consiglio Silvio Berlusconi arriva alla due giorni dei giovani imprenditori e viene accolto da molte strette di mano, saluti, applausi. A un giovane imprenditore che subito approfitta dell'occasione e chiede al premier come stia, il Cavaliere replica: "Sto come si può stare con una situazione di caro petrolio così", non nascondendo quindi una certa preoccupazione per l'aumento del prezzo dell'oro nero.

GIU' TASSE PER FAMIGLIE, LAVORO E IMPRESE - Il premier Silvio Berlusconi ribadisce, davanti alla platea dei giovani industriali, la propria linea in politica economica, ricordando la ormai celebre "equazione del benessere: meno tasse per le famiglie, il lavoro, le imprese vuol dire più consumi, più produzione, più posti di lavoro, più soldi nelle casse dell'erario. Il che consente di investire nelle infrastrutture e anche di ridare qualcosa a quella parte della società più emarginata"."Per pagare tutti meno tasse, bisogna che tutti le paghino e quindi dobbiamo continuare la lotta all'evasione fiscale": lo dice il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al convegno dei giovani imprenditori. Il presidente del Consiglio cita alcuni dati: "Dobbiamo continuare la lotta all'evasione se è vero che ci sono 100 miliardi di euro in meno nelle casse dello Stato".

'SIAMO IN LUNA DI MIELE, GRADIMENTO AL 65%' - Il Popolo delle libertà è al 65% di gradimento tra i cittadini. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aprendo il suo intervento a Santa Margherita Ligure. Davanti al parterre di Confindustria, che lo ha accolto con un calorosissimo applauso, il premier ha ricordato le difficoltà che ha in questi giorni a camminare per le strade e ad entrare nei negozi per il grande abbraccio di folla che sempre lo attende. "Siamo in luna di miele, siamo al 65% di gradimento ma se vi deludiamo - ha chiosato con una battuta - cosa succede...?

SERVONO NUOVE CENTRALI NUCLEARI - Procedere con celerità alla messa in cantiere di centrali nucleari nuove è una necessità": lo dice il premier Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento al convegno dei giovani imprenditori.

ENTRO LUGLIO PROBLEMA RIFIUTI RISOLTO - "Ho la certezza che il problema rifiuti sarà risolto. Entro luglio sbarazzeremo le strade di Napoli dai rifiuti". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando ai Giovani imprenditori di Confindustria.

SACCONI: AIUTEREMO PESCATORI E AUTOTRASPORTATORI - "I pescatori sono tra color che in questo momento più pagano le conseguenze del caro petrolio insieme agli autotrasportatori e agli agricoltori. E credo che qualcosa di specifico per loro sarà fatto". Questa la promessa del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, alla luce dell'ennesimo rialzo record del petrolio che sta penalizzando alcune categorie produttive.

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» Notizie » 2008 » Giugno | Commenti: Scrivi

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