DEI RICCHI

2008 - Maggio - Settimana 4

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Indice dei giorni


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Venerdì 23 Maggio 2008

S.Sede benedice la scelta sul nucleare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/05/2008

CITTA' DEL VATICANO - Trova plausi in Vaticano la scelta del governo Berlusconi di tornare al nucleare. A benedirla, con una punta di soddisfazione, è il card. Renato Raffele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace. "Parlando da cittadino italiano - ha affermato all'ANSA il porporato - dico che la decisione del governo di tornare al nucleare è quanto mai conveniente. Parlando da cardinale ricordo che la Santa Sede è uno dei membri fondatori dell'Aiea, l'agenzia internazionale dell'energia atomica, che si propone di promuovere l'uso pacifico dell'energia nucleare". Spiega Martino, uno degli uomini di curia dalla più ampia esperienza internazionale, ex osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu, che la decisione del governo è conveniente perché "l'Italia compra a caro prezzo l'energia elettrica prodotta con centrali nucleari dai Paesi confinanti con il nostro". Vanno poi superati, "quei timori nei confronti delle centrali atomiche originati dal disastro di Chernobyl e alla base del referendum del 1987" alla luce delle "nuove e molteplici ragioni" di oggi. Le attuali centrali nucleari sono, infatti, "molto più perfezionate e moderne di quelle dell'epoca di Chernobyl, la cui esplosione - ricorda Martino - fu comunque causata da un errore umano". E poi, si chiede il porporato -facente funzioni anche di 'ministro' dell'Ambiente vaticano - "gli italiani vanno costruendo centrali nucleari per il mondo. Perché non dovrebbero mettere le loro capacità a servizio del proprio Paese?". Tanto più che "le centrali italiane, dopo il referendum, non sono state del tutto dismesse e c'é ancora del qualificato personale che le mantiene e che ora potrà tornare a lavorarvi. Certo, è necessario senz'altro ammodernarle prima". Il Vaticano ha sempre apprezzato l'uso della "tecnologia nucleare per un autentico sviluppo, rispettoso dell'ambiente e sempre attento alle popolazioni più svantaggiate". Benedetto XVI lo ha ricordato il luglio scorso proprio in occasione dell'anniversario dell'entrata in vigore, cinquanta anni fa, dello statuto dell'Aiea. Organizzazione istituita, secondo le parole del Papa, "con il mandato di sollecitare ed accrescere il contributo dell'energia atomica alle cause della pace, della salute e della prosperità in tutto il mondo", e di cui la Santa Sede quale "membro fondatore", "ne approva pienamente le finalità e ne sostiene l'attività". Una posizione , quella sul nucleare per scopi civili, che ha consentito alla Santa Sede di tendere una mano anche all'Iran, le cui ambizioni di sviluppo del programma atomico allertano il mondo. "Sì all'uso pacifico del nucleare certamente anche per l'Iran", aveva dichiarato Martino nell'ottobre scorso, spiegando che l'energia atomica "é qualcosa che può fare del bene all'umanità" e se da un lato c'é la necessità di "difendere la pace e la sicurezza", dall'altro "va promosso lo sviluppo dei popoli".

Domenica 25 Maggio 2008

Bolletta: pesa il no al nucleare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/05/2008

(di Eva Bosco)

ROMA - Il petrolio è la voce che più incide sul costo finale delle bollette elettriche. Eppure questo 'peso', pari a 250 euro annui a famiglia, corrisponde a poco più della metà delle spese dei cittadini per avere la luce a casa. Il resto sono tasse (64,5 euro), costi di trasporto-distribuzione (64,4 euro), e oneri (38 euro); tra questi, anche quelli per l'addio al nucleare che ancora ci trasciniamo. Una serie di voci che porta la bolletta annua a 464 euro.

PER ENERGIA META' DEI COSTI - La 'radiografia' della bolletta effettuata dall'Autorità per l'energia parla chiaro. L'utente tipo (agganciato alle tariffe fissate dall'Authority, consumi 2.700 kwh, 3 kw di potenza installata) spende 297 euro annui, il 64% del totale, per l'approvvigionamento, cioé per l'energia prodotta e importata. Tolti circa 47 euro per commercializzazione, dispacciamento e per una componente legata agli aggiornamenti trimestrali delle tariffe, il restante 54% è il prezzo dell'energia vero e proprio. In valore assoluto: 250 euro annui. E qui il barile, che da gennaio 2007 è salito del 130% e in questi giorni è schizzato oltre i 135 dollari, gioca la sua parte. Soprattutto in un paese come l'Italia, che dipende dall'estero per l'85% del suo fabbisogno energetico, ben oltre la media europea, e produce il 60% dell'energia elettrica con petrolio e gas (il prezzo del gas è legato a quello del greggio).

ONERI, 4,6 MILIARDI DI GETTITO - Gli oneri rappresentano l'8,2% della spesa totale e si traducono in circa 38 euro l'anno a famiglia in bolletta. Per il 2008, si stima che produrranno un gettito di oltre 4,6 miliardi di euro. Le voci che li compongono sono molteplici. La più consistente è quella destinata agli incentivi per le fonti rinnovabili e assimilate, pari al 62% del totale degli oneri (circa 24 euro annui). Ma si contabilizzano anche il sostegno alla ricerca, ai regimi tariffari speciali concessi a particolari soggetti (industrie energivore, ferrovie, ecc.), la copertura per la fornitura di energia alle isole minori, la dismissione degli impianti a seguito del 'no' al nucleare.

IN BOLLETTA L'ATOMO CHE NON C'E - In bolletta continuiamo a pagare i costi legati allo smantellamento delle 4 centrali atomiche di Latina, Trino Vercellese, Caorso e Garigliano: oneri verso le imprese per le interruzioni dei contratti, dismissione delle centrali, chiusura del ciclo del combustibile nucleare. Attualmente, in termini di tariffa media nazionale, questa componente vale 420 milioni di euro annui. Inoltre, per compensare comuni e province in cui sono presenti rifiuti nucleari, si pagano altri 60 milioni di euro l'anno. Oggi l'entità della spesa per il singolo utente è limitata: circa 8,5 euro in un anno. Ma questo è comunque un peso che si trascina dal 1988. In base ai dati dell'Authority, fino al 2007 sono stati riconosciuti per lo più a Enel, ma anche ad altre società appaltatrici, 15 miliardi di lire per le riconversioni delle centrali e le interruzioni delle commesse, 680 miliardi di lire per lo smantellamento degli impianti nucleari e circa 1 miliardo di euro a Sogin, società creata per la gestione del dopo nucleare e delle scorie.

PER TASSE E COSTI DI RETE QUASI 30% COSTI - Tasse e costi di rete assorbono quasi il 30% della spesa elettrica totale. Per quanto riguarda le imposte, tra Iva (9,1%), accise (1%) e addizionale comunale (3,8%) se ne vanno 64,55 euro, pari al 13,9% della spesa complessiva. I costi per trasporto, distribuzione e misura consumi, pressoché incomprimibili, ammontano ad altri 64,45 euro l'anno e rappresentano il 13,89% della bolletta.

G8 Ambiente: il 'caso Napoli' a Kobe

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/05/2008

(Dall'inviato Antonio Fatiguso)

KOBE - Unione europea, Paesi emergenti e in via di sviluppo sollecitano Stati Uniti e Giappone a impegnarsi di più sui tagli alle emissioni di gas serra entro il 2020, anno di scadenza per un obiettivo di medio termine.

Al vertice del G8 sull'ambiente in corso a Kobe, dove le posizioni sembrano ancora distanti, si affaccia pure l'emergenza rifiuti di Napoli che per il ministro Stefania Prestigiacomo è un caso "emblematico di come anche in un Paese industrializzato si può arrivare al collasso del sistema. Vale come monito per tutti". Il ministro vuole inoltre rivedere lo schema raggiunto con l'Ue sul taglio delle emissioni di gas responsaibli dell'effetto serra in vista dell'accordo post Kyoto e degli obiettivi al 2020. "Il protocollo di Kyoto ci indicava una riduzione delle emissioni del 6,5% annuo fino al 2012, ma, invece di diminuirle, le stiamo aumentando del 12% annuo". Ci sono "investimenti da fare e c'é già un gap del 18% annuo. Ora - aggiunge - il governo precedente si è impegnato a un altro taglio del 18% annuo fino al 2020, nell'ambito del 20% complessivo dell'Unione Europea. Ma com'é possibile fare questo considerando che c'é pure un'economia in forte difficoltà?" "C'é già uno schema in piedi", osserva da parte sua Jos Delbeke, vicedirettore generale dell'Ambiente alla Commissione europea e capo della delegazione Ue al G8. "Il 5 giugno è in programma la prossima riunione dei ministri dell'Ambiente dell'Ue. In quella occasione - precisa - ascolteremo le ragioni dell'Italia e del governo italiano".

Gli Stati degli Otto Grandi (Usa, Gran Bretagna, Giappone, Germania, Italia, Canada, Russia e Francia) puntano alla proposta di tagli delle emissioni di anidride carbonica e di altri gas responsabili del riscaldamento del pianeta del 50% entro il 2050. Una scadenza fondamentale per la riuscita dei propositi post Kyoto è l'obiettivo di medio termine di taglio delle emissioni al 2020 che, secondo gli scienziati, è importante per evitare un aumento potenzialmente disastroso delle temperature globali di oltre due gradi.

Un obiettivo a lungo termine non è un sostituto dalla revisione intermedia. che è un momento di verifica, dice il capo della delegazione tedesca, Matthias Machnig, "Senza profondi interventi non stabilizzeremo il clima". L'Ue si è impegnata a ridurre del 20% per cento le emissioni entro il 2020 e ha offerto l'aumento al 30% se gli altri Paesi sono d'accordo. La mediazione delle Nazioni Unite ipotizzava a dicembre tagli del 25-40%, mentre gli Usa continuano a essere scettici sulla fase intermedia, chiedendo che i vertici dei Paesi (come la Cina) si impegnino a un robusto piano di riduzioni. Il Giappone, da parte sua, punta più nella sua proposta sullo scenario di lungo termine, trascurando quello a medio termine.

Le preoccupazioni sullo stato delle trattative le manifesta il capo negoziatore dell'Onu, Yvo de Boer, che teme "un calo di entusiasmo" chiedendo agli Otto Grandi un segnale più forte. Il ministro dell'Ambiente giapponese, Ichiro Kamoshita, rimarca il fatto che "i Paesi sviluppati devono assumere la guida nella riduzione delle emissioni e identificare obiettivi nazionali". Sui passaggi intermedi si esprime Jos Delbeke, che guida la delegazione Ue. "In loro assenza - rileva - avremo un bel obiettivo a lungo termine, ma nessuna implicazione politica, che è ciò di cui abbiamo veramente bisogno, data l'urgenza del cambiamento climatico". Masnellyarti Hilman, a capo della missione indonesiana, spiega che il suo Paese mira a ridurre le emissioni del 17% entro il 2020 e del 22% entro il 2025. L'Indonesia è uno dei principali responsabili delle emissioni di biossido di carbonio nel mondo a causa di una diffusa deforestazione. "Gran parte dei Paesi hanno dichiarato gli obiettivo sul lungo -, ma servono anche quelli di breve. Il Giappone dovrebbe esercitare la propria leadership per raggiunge questa meta".

Farmaci: Aifa; ora si indaga su disastro colposo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/05/2008

di Mauro Barletta

TORINO - Disastro colposo per la messa in commercio di decine di medicinali non perfetti: è questo il secondo filone dell'inchiesta della procura di Torino sull'attività dell'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) che nei giorni scorsi ha portato a otto ordini di custodia cautelare per corruzione. Per ora, tuttavia, gli accertamenti del ministero della salute non hanno evidenziato "pericoli per la salute dei cittadini". Tra le figure al vaglio dei magistrati spicca il direttore generale dell'Agenzia, Nello Martini, il cui nome compare nel registro degli indagati.

I prodotti - alcuni in circolazione, altri ancora in attesa di essere autorizzati - nel mirino dei pm Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace sarebbero almeno una trentina: psicofarmaci, antibiotici, diuretici, antipertensivi, antiasmatici a base di principi attivi che, scaduti i canonici dieci anni del brevetto, dovevano essere nuovamente sperimentati con tutti i crismi, ma che sono stati proposti con modalità poco convincenti. Una serie di test, svolti di concerto con una speciale commissione istituita dal sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio, sono stati disposti per capire se ci sono rischi per i consumatori e se, in questo caso, bisogna procedere ai sequestri

La commissione "fino a oggi e allo stato delle informazioni ricevute dalla procura di Torino, non ha riscontrato, nelle verifiche effettuate, pericoli per la salute dei cittadini", ha detto in serata lo stesso Fazio. A Roma, intanto, alcuni funzionari dell'Aifa sono stati interrogati in qualità di testimoni. Il procedimento è nato nel 2006 dopo la scoperta della falsità di uno studio, risalente a cinque anni prima, di bioequivalenza su tre generici: un singolo episodio per il quale, a Torino, sono finiti sotto accusa il professor Mario Eandi, direttore della cattedra di farmacologia dell'Università subalpina, il ricercatore Carlo Della Pepa (attuale sindaco di Ivrea) e Giuseppe Irianni, committente dello studio per conto di una casa farmaceutica.

Ma quello che sembrava un circoscritto caso di malcostume ha portato alla luce, dopo una serie di indagini dei carabinieri del Nas, prima numerose vicende di corruzione di tecnici dell'Aifa da parte dei lobbisti delle industrie e poi i problemi legati all'iter per l'autorizzazione dei medicinali e, in particolare, dei generici. Si parla di società che fanno svolgere le analisi preparatorie all'estero (in Ucraina) con modalità poco sicure, di pratiche sbrigate dall'Aifa troppo celermente, di dossier piuttosto compiacenti. La notizia dell'indagine - e della grave ipotesi di reato - ha destato più di una preoccupazione. Il farmacologo Silvio Garattini ha invitato gli inquirenti a divulgare i nomi dei prodotti, precisando comunque che "la definizione 'farmaco non perfetto' in realtà non vuol dire molto" perché "l'imperfezione potrebbe indicare una semplice anomalia nella confezione così come un aspetto ben più grave, quale un dosaggio irregolare nel principio attivo". Giacomo Milillo, segretario nazionale dei medici di famiglia (Fimmg), ha annunciato che chiederà al ministero del Welfare "chiare indicazioni" su come i dottori devono comportarsi al momento di prescrivere le medicine. Intanto è tornata in libertà la milanese Piera Campanella, una delle consulenti delle case farmaceutiche finita agli arresti domiciliari per corruzione, che questa mattina è stata interrogata senza respingere in toto le accuse.

Ponte sullo Stretto: prima pietra nel 2010

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/05/2008

(di Paolo Rubino)

ROMA - La prima pietra a metà del 2010, con l'obiettivo ambizioso di inaugurare il ponte sullo Stretto di Messina a inizio 2016: il nuovo governo vuole mantenere la promessa fatta in campagna elettorale e, tra le sue prime mosse, riavvia il progetto da 6 miliardi di euro. Il ministro Altero Matteoli, che muove i primi passi alla guida del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha immediatamente riaperto il dossier, ha studiato le carte, ed in tempi brevissimi ha scritto a Pietro Ciucci, il presidente della società "Stretto di Messina" incaricata di seguire il progetto. Matteoli è chiarissimo: premette che per il governo il progetto è di "carattere prioritario" per indicare che "é pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione".

La società Stretto di Messina, controllata dall'Anas con l'81,8%, e partecipata anche da Rfi del gruppo Ferrovie e dalle Regioni Calabria e Siciliana (dopo il riassetto di due anni fa, quando era in mano a Fintecna), torna così a lavorare, lasciandosi alle spalle l'ipotesi di scioglimento che era stata valutata sotto il precedente governo. Per Pietro Ciucci, che indica i tempi ipotizzabili per la realizzazione del ponte, inaugurare il ponte nel 2016 è "un obiettivo impegnativo ma possibile". La lettera di Matteoli riavvia ufficialmente l'iter. E' ancora valido il contratto con Impregilo, la capofila della cordata che nel 2005 si è aggiudicata la gara per la realizzazione del ponte battendo i concorrenti guidati da Astaldi) con una offerta da 3,88 miliardi. "I contratti stipulati sono tutti validi", conferma Ciucci: "Sarà necessario un aggiornamento della convenzione che lega la società Stretto di Messina con il concedente, il ministero delle Infrastrutture". Occasione per "affinare il timing e aggiustare il piano di copertura economico finanziario", ed "il prossimo anno dare l'ordine di inizio attività al contraente generale Impregilo".

Viene così dissepolto il progetto considerato inserito tra le grandi opere della Legge Obiettivo dal precedente governo Berlusconi, poi congelato dal governo Prodi che nell'assegnazione delle risorse disponibili aveva preferito dare priorità ad altre opere, ed oggi rilanciato dal ritorno di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Un altro segnale delle determinazione del nuovo governo potrebbe arrivare, nei prossimi giorni, con una specifica "delega al ponte" ad un sottosegretario alle Infrastrutture: un incarico che dovrebbe andare a Giuseppe Reina, esponente del Movimento per l'Autonomia che ha improntato la campagna elettorale anche su questa promessa. Reina ha voluto, oggi, sgomberare il campo dall'ipotesi che ci potesse essere un problema nel reperimento di risorse. Ed in particolare, come riportato da indiscrezioni di stampa, che il dirottamento di risorse verso altri impieghi, come il taglio dell'Ici, potesse pregiudicare l'obiettivo di garantire tempi rapidi. "Le risorse di cui si parla - ha detto il sottosegretario - non potrebbero materialmente essere utilizzate ai fini della realizzazione sia del Ponte sia di altre opere infrastrutturali per le quali il pregresso governo ne aveva ipotizzato l'utilizzo. Le risorse che, al contrario, servono per la realizzazione del Ponte e quelle che occorreranno per le altre infrastrutture saranno trovate necessariamente e introdotte nella programmazione economica di questo governo".

Papa: comunita' internazionale non risolve problema fame

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/05/2008

CITTA' DEL VATICANO - I cristiani non possono "restare indifferenti dinanzi a chi, anche ai nostri giorni, è privo del pane quotidiano". Un problema che "la comunità internazionale fa grande fatica a risolvere". Lo ha affermato il Papa durante l'Angelus, ricordando che "tanti genitori riescono a malapena a procurarlo per sé e per i propri bambini". "E' un problema sempre più grave - ha aggiunto - che la comunità internazionale fa grande fatica a risolvere".

Dal 3 al 5 giugno, ha probabilmente presente il Papa, si svolgerà a Roma il vertice della Fao, con in agenda l'emergenza cibo e una annunciata partecipazione di Paesi e governi. Benedetto XVI ha mosso la sua riflessione dalla festa del Corpus Domini, che in Italia si celebra oggi, per ricordare che "l'Eucaristia è scuola di carità e di solidarietà. Chi si nutre del Pane di Cristo - ha sottolineato - non può restare indifferente dinanzi a chi, anche ai nostri giorni, è privo del pane quotidiano". Papa Ratzinger ha anche ricordato che la Chiesa non solo prega "dacci oggi il nostro pane quotidiano", "ma, sull'esempio del Signore, si impegna in tutti i modi a 'moltiplicare i cinque pani e due pesci' con innumerevoli iniziative di promozione umana e di condivisione, perché nessuno manchi per vivere".

BENEDETTO XVI: ALLA CINA LA SOLIDARIETA' DI TUTTI - Il Papa rinnova la propria "vicinanza personale a quanti stanno vivendo ore di angoscia e tribolazione" in Cina a causa del terremoto e spera che "grazie alla fraterna solidarietà di tutti" le popolazione di quelle zone "possano tornare presto alla normalità della vita quotidiana". Benedetto XVI lo ha detto durante la preghiera dell'Angelus recitata dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro, davanti a circa diecimila persone

Il Papa prega la Madonna di Sheshan affinché sostenga la testimonianza dei cristiani del grande paese asiatico e perché questi siano sempre legati al Papa e a Roma. Lo ha detto dopo la preghiera dell'Angelus, dopo aver ricordato i terremotati in Cina. "Insieme con voi - ha detto . chiedo a Maria, aiuto dei cristiani, nostra Signora di Sheshan, di sostenere 'l'impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesu", rimandendo 'sempre testimoni credibili del suo amore e mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui e' costruita la Chiesà". Benedetto XVI ha preso le mosse per questa riflessione dalla presenza in piazza di numerosi pellegrini cinesi, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Cina, celebrata ieri dai cattolici di ogni Paese.

SALUTO A MOTOCICLISTI, CAVALIERI E BANDE - Il Papa ha rivolto un saluto ai motociclisti delle Forze di polizia e ai cavalieri che hanno percorso a cavallo la via Francigena, giunti di prima mattina in piazza San Pietro. Nei saluti in tedesco ha invece ringraziato alcune bande musicali dalla Germania, e ha anche accompagnato sottovoce il loro canto.

Lunedì 26 Maggio 2008

Cardinale Bagnasco: no ghetti immigrati, risposte su sicurezza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/05/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il card. Angelo Bagnasco sulle questioni della immigrazione chiede un "patto di cittadinanza che mettendo in chiaro diritti e doveri non ricerchi scorciatoie illusorie". Dice no a ipotesi di "enclave", soluzione di emergenza che diventano "ghetti intollerabili". Chiede ai "pubblici poteri" di "dare risposte calibrate ed efficaci" sul "crescente bisogno di sicurezza" dei cittadini, emerso anche in "campagna elettorale". Lo ha detto nella prolusione alla assemblea della Cei, apertasi oggi in Vaticano.

RIFIUTI, SALARI,FAMIGLIA,AGIRE IN FRETTA

Il "tempo" è "decisivo" per una "politica buona" in ordine a problemi quali "rifiuti in Campania", "stipendi, pensioni, difesa del potere d'acquisto", "famiglia". Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco nella prolusione alla 58.ma assemblea della Cei, appoggiando inoltre l'iniziativa "un fisco a misura di famiglia". "Ci sono - ha detto - lungaggini e palleggiamenti che, oltre che irrazionali e autolesionistici, offendono i cittadini che attendono risposte" su beni essenziali a "vita" e "dignità". Dopo l'esito delle elezioni, ha detto Bagnasco "ci si attende un periodo di operosa stabilità, al quale costruttivamente partecipino tutte le forze politiche, nei ruoli loro assegnati". E ci si aspetta da "tutti" una "più forte responsabilità" sui grandi problemi che affliggono il Paese". Su alcuni temi Bagnasco chiede rapidità, su altri, quelli bioetici, chiede invece di confermare la "cautela" della campagna elettorale. Il porporato vuole "insistere sul fattore tempo, che - spiega - anche moralmente è un elemento decisivo in ordine ad una politica buona: ci sono lungaggini e palleggiamenti che, oltre ad essere irrazionali e autolesionistici, offendono i cittadini, che attendono risposta in ordine ai beni che sono essenziali alla vita e alla dignità umana". "Oltre al problema gravissimo e urgente dei rifiuti urbani della Campania, per la cui soluzione all'intervento delle pubbliche autorità deve corrispondere la responsabile collaborazione delle popolazioni, - sottolinea - una serie di attese si apposta sul fronte degli stipendi e delle pensioni, per una difesa reale del potere d'acquisto, un'altra serie riguarda la famiglia: dall'emergenza abitativa alle iniziative di sostegno della maternità". Quindi Bagnasco ha apprezzato "molto l'iniziativa 'Un fisco a misura di famiglia'".

SOCIETA' ANESTETIZZA ANIME DEI GIOVANI

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco denuncia la "grande anestesia degli spiriti" in cui la "cultura nichilista" fa piombare i "nostri giovani". E rimarca che "lo stesso bullismo è anche un segno di un vuoto dell'anima e di una implicita richiesta di aiuto". Lo ha detto nella prolusione alla 58.ma assemblea generale della Cei a proposito dell'"habitat" in cui sono immersi i ragazzi e della azione dei "media". "Specialmente in questo momento storico, - ha detto il card. Bagnasco davanti alla assemblea della Cei - i giovani sono i primi bersagli della cultura nichilista che li invita, li incoraggia, li sospinge a coltivare soltanto le 'passioni tristi'". Si tratta di "una cultura che instilla in loro la convinzione che nulla di grande, bello, nobile ci sia da perseguire nella vita, ma che ci si debba accontentare di un "qui ed ora", di obiettivi di basso profilo, di una navigazione di piccolo cabotaggio, perché vano è puntare la prua verso il mare aperto. L'esito finale della cultura nichilista - denuncia il porporato - è una sorta di grande anestesia degli spiriti, incapaci di slanci e quindi inerti", come risulta dalle "cronache del nostro Paese" con "vicende amare che hanno per protagonisti gli adolescenti". , "I sogni e i desideri tipici dei giovani - rimarca Bagnasco - vengono frantumati proprio mentre chiedono invece di essere protetti, coltivati nel lavoro educativo, e sospinti verso mete nobili e alte, che noi sappiamo essere a misura dei giovani". Ricordata la necessità di affrontare questa situazione con "percorsi di evangelizzazione ed educazione" per i giovani e citato l'atteggiamento di papa Ratzinger e di papa Wojtyla verso i ragazzi ("come il suo grande predecessore, non mortifica i giovani né li giudica") il card. Bagnasco ha osservato che "lo stesso bullismo tuttavia è anche segno di un vuoto dell'anima e un'implicita richiesta d'aiuto".

SU BIOETICA PRUDENZA. NON STRAVOLGERE LEGGE 40

Il card. Angelo Bagnasco chiede che sui temi bioetici si mantenga la "complessiva cautela" tenuta "durante le campagna elettorale", per mettere la "comunità nazionale al riparo da iniziative imprevidenti e precipitose". E che non venga stravolta la legge 40 sulla fecondazione assistita. Lo ha detto nella prolusione alla assemblea generale della Cei, apertasi oggi in Vaticano, criticando, senza citare l'ex ministro Livia Turco, "l'intervento operato sulle Linee guida relative alla legge sulla fecondazione assistita": "da vari e qualificati osservatori - afferma Bagnasco - si è già eccepito sul merito e sui tempi del provvedimento; infrangendo un delicatissimo bilanciamento delle esigenze in campo, esso comporta oggettivamente il rischio di promuovere una mentalità eugenetica, inaccettabile ieri al pari di oggi". "E' da auspicare - ha concluso - che i criteri ispiratori e le disposizioni della legge 40 non siano oggetto di interventi volti a stravolgere il punto di equilibrio raggiunto dal Parlamento, e poi chiaramente confermato dall'esito referendario, ma al contrario possano trovare piena attuazione in uno spirito di condivisa attenzione alla vita".

CONTRO MORTI LAVORO ORA AGISCANO IMPRENDITORI

Contro i morti sul lavoro, "luttuosi fatti che si vanno ripetendo con cadenza stupefacente" e sono una "frontiera di impegno particolarmente urgente", il card. Angelo Bagnasco afferma che "é dagli imprenditori in particolare che si attendono quelle provviste e quelle innovazioni strutturali che sole possono garantire il successo degli altri interventi". "Bisogna - ha detto il porporato aprendo i lavori della assemblea generale della Cei - saper passare con prontezza dalle denunce ai fatti concreti, agli investimenti precauzionali, alle verifiche e ai controlli; tutti i soggetti devono fare la loro parte, con un supplemento di responsabilità, ma è dagli imprenditori, in particolare" che ci si aspetta che facciano la loro.

MALA INFORMAZIONE SU OTTO PER MILLE CHIESA

Il sistema di finanziamento della Chiesa attuato in Italia, rileva il card. Angelo Bagnasco, "é affidato unicamente alla volontà dei cittadini italiani, alla loro generosità e alla loro fiducia nella Chiesa" e si ispira a criteri di "trasparenza e partecipazione". Dal 1988 la Chiesa ha rinunciato "a ogni automatismo e garanzia" e "i recenti casi di mala-informazione" "non distoglieranno i fedeli dal contribuire alla vita della loro Chiesa e i cittadini pur non praticanti dal partecipare anche solo a livello simbolico ad una missione che ha la loro stima". Il presidente dei vescovi italiani lo ha detto nella prolusione ai lavori della 58.ma assemblea della Cei, aperta oggi in Vaticano. Tocca comunque alla Chiesa raccogliere su questo punto la "sfida" di informare correttamente sul sistema di finanziamento.

IN TV MODELLI DISTORTI, VIGILARE SU DIGITALE

Il card. Angelo Bagnasco denuncia il 'vuoto spinto a cui certi programmi televisivi arrivano'', i "modelli distorti" che a volte veicolano, le responsabilità dei media e di "grandi network" nell'insinuare un "sottile habitat" che anestetizza soprattutto i giovani e chiede che con l'avvento del digitale televisivo, "le autorità competenti sappiano fin da ora vigilare su questo delicato processo, e all'occorrenza intervenire per indirizzarlo su binari di effettivo valore pubblico". Lo ha detto nella prolusione alla 58.ma assemblea generale della Cei, apertasi oggi in Vaticano.

ESPRIMERE FEDE NON E' MINACCIA A LAICITA' STATO

Esprimere liberamente la fede non è mai una minaccia alla laicità dello Stato: lo ha detto il presidente della Cei Angelo Bagnasco nel suo intervento di apertura all'assemblea generale della Conferenza dei vescovi italiani. "Esprimere liberamente la propria fede, partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico, portare serenamente il proprio contributo nella formazione degli orientamenti politico-legislativi, accettando sempre le decisioni prese dalla maggioranza: ecco ciò che non può mai essere scambiato per una minaccia alla laicità dello Stato. Né in America - ha precisato il cardinale riferendo ai vescovi del recente viaggio del Papa negli Stati Uniti - né in Europa". "La Chiesa - ha proseguito Bagnasco - non vuole imporre a nessuno una morale 'religiosa': infatti essa enuncia da sempre - insieme a principi tipicamente religiosi - i valori fondamentali che definiscono la persona, cuore della società. Proprio perché fondativi, essi sono di ordine naturale, radicati cioé nell'essere stesso dell'uomo, anche se il Vangelo li assume e rilancia - ha concluso - illuminandoli di luce ulteriore e piena".

Cosa sono i 'caveat' per le truppe italiane

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/05/2008

ROMA - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ribadito oggi da Bruxelles la disponibilità ad una modifica dei 'caveat' delle truppe italiane in Afghanistan. I cosiddetti 'caveat' sono quelle limitazioni che il governo pone all' impiego dei circa 2500 italiani schierati tra Kabul ed Herat nell'ambito della missione Nato 'Isaf'.

Nella situazione attuale, i militari italiani non possono essere impiegati fuori dalla loro area di competenza - ad esempio a sud, dove è più forte la guerriglia taleban - se non in casi eccezionali e dopo l'autorizzazione del governo, che deve pronunciarsi entro 72 ore dalla richiesta del comandante della missione. Oggi, sia il titolare della Farnesina che il responsabile della Difesa, Ignazio La Russa, hanno affermato che l'obiettivo del governo italiano è introdurre, entro la fine di giugno, una maggiore "flessibilità", portando da 72 a 6 ore il tempo di risposta del governo ad un'eventuale richiesta di spostamento temporaneo delle truppe proveniente dagli alleati.

A rischio poverta' in Italia un minore su 4

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/05/2008

ROMA - Un minore su 4 esposto a rischio povertà, 900 mila giovani che abbandonano gli studi, e poi lavoro minorile, prostituzione, pedopornografia on line. Ancora, la tendenza a utilizzare il carcere preventivo per i minori, soprattutto stranieri. E' il desolante quadro che emerge dal Rapporto su I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia, presentato alla vigilia dell'anniversario della ratifica italiana della Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Ccr), avvenuta il 27 maggio 1991.

Nel dossier sull'Italia e sul rispetto della Convenzione - redatto dal Gruppo Crc, composto da 73 organizzazioni e coordinato da Save the Children Italia - si raccomanda l'adozione di un Piano Nazionale Infanzia e l'istituzione di un Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza.

PIANO NAZIONALE SULL'INFANZIA - In Italia non esiste, nonostante le sollecitazioni dell'Onu e contrariamente alla normativa, che ne prevede l'adozione ogni due anni; l'ultimo risale al 2002-04.

RISORSE ECONOMICHE - I fondi destinati all'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e al Centro nazionale di documentazione e analisi sono 1,5 mln di euro per il 2008. Una sostanziale disparità rispetto all'Osservatorio sulla famiglia che ha avuto il doppio degli stanziamenti.

POVERTA' - I minori residenti in Italia al primo gennaio 2007 erano 10.089.141, di cui 666.393 di origine straniera. La maggioranza sono maschi e vivono al Nord. E se è a rischio povertà il 24% dei minori, si sale al 35% se si considerano i minori che vivono in famiglie numerose e al 40% per quelli che vivono in famiglie monoparentali. Tra le famiglie monoreddito, l'esposizione a rischio di povertà per i figli è del 30%, mentre avere due genitori che lavorano riduce il rischio al 7%. La quota di famiglie povere al Sud è cinque volte quella del resto del Paese. Preoccupante è la correlazione forte tra il rischio di povertà minorile e l'investimento percentuale in spesa sociale: facendo riferimento al Pil, escludendo le pensioni, la media Ue di investimento sociale si attesta al 14% e ad essa corrisponde un 19% di rischio di povertà minorile; in Italia si investe meno del 10% (rischio povertà 24%).

DISPERSIONE SCOLASTICA - E' grave in Italia: sono 900.000 i giovani che abbandonano gli studi, il 20,6% della popolazione tra i 18 e i 24 anni, più i ragazzi che le ragazze (rispettivamente il 23,9% e il 17,1%).

PROSTITUZIONE - La prostituzione minorile straniera femminile coinvolge ragazze provenienti soprattutto da Romania, Albania, Moldova e Nigeria. Quella maschile è esercitata da adolescenti provenienti dall'Europa dell'Est e in misura inferiore dal Maghreb; sono stati registrati anche casi di coinvolgimento di bambini di 8-9 anni, principalmente di origine rumena e rom. La prostituzione minorile italiana riguarda di solito o minori appartenenti a famiglie con condizioni molto disagiate, che utilizzano la prostituzione come strategia di sopravvivenza per sé e per il proprio nucleo familiare; oppure ragazzi e ragazze che occasionalmente si prostituiscono per soddisfare bisogni non primari, come acquistare beni di consumo o droghe.

CARCERE - Su 393 minori presenti negli Istituti Penali Minorili a giugno 2007, 341 erano detenuti in misura cautelare e 52 in espiazione pena; quelli stranieri erano 198, mentre gli italiani erano 195, più della metà del totale, nonostante le denunce a loro carico fossero poco più di un quarto del totale.

SPORT - E' il secondo luogo di aggregazione, dopo la scuola. Pratica sport il 22,5% dei bambini tra i 3 e i 5 anni, il 59,5% tra i 6 e i 10 anni, il 65% dei ragazzi tra gli 11 e 14 anni e il 61,9% tra i 14 e i 17 anni, per un totale di circa 3 milioni tra i 6 e i 18 anni. Dal Rapporto emergono forti preoccupazioni per il doping: la percentuale di giovani tra i 14 e i 19 anni che assumono sostanze dopanti oscilla tra l'1% e il 3%, mentre il 15% fa uso di integratori.

Martedì 27 Maggio 2008

Orchidee sexy, api attratte dall'esotismo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/05/2008

ROMA - Un profumo seducente o un odore particolare possono essere molto afrodisiaci nell'approccio con il sesso opposto, soprattutto quando c'é il fascino dell'esotismo e paesi lontani. Ma tavolta possono giocare anche brutti scherzi, almeno se si tratta di insetti.

Le orchidee infatti emettono un profumo così esotico e irresistibile da far quasi 'sbavare' i maschi delle api, che si precipitano sul fiore convinti di trovare una compagna, desiderosa di accoppiarsi con loro e 'straniera', cioé appartenente ad un altro gruppo.

Un tiro mancino che consente alle orchidee, spiega lo studio pubblicato sulla rivista 'Pnas', di essere impollinate dal maschio, che scambia il fiore per l'insetto. Nicolas Vereecken e Florian Schiestl dell'università di Zurigo hanno studiato le variazioni geografiche nei mix di ferormoni in 15 diverse popolazioni di api, e quello prodotto dall'orchidea Ophrys exaltata, scoprendo così che i fiori profumano in modo quasi identico alle api.

Secondo gli studiosi accoppiarsi con un'ape 'straniera' è una soluzione scelta dalle api per variegare il patrimonio genetico del gruppo. Ecco perché i maschi si eccitano tanto per un profumo esotico. Nei test si è visto che se possono scegliere tra il profumo a base di ferormoni dall'ape della 'porta accanto' e quello della femmina di un'altra popolazione, scelgono il profumo nuovo nel 50% dei casi.

Mercoledì 28 Maggio 2008

Cina punita dal sisma, Sharon Stone rischia il boicottaggio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

I film di Sharon Stone rischiano di essere boicottati in Cina, in seguito alle dichiarazioni dell'attrice, che in un'intervista al Festival di Cannes pubblicata sul sito Hollywood Scoop, aveva definito la tragedia del terremoto a Sichuan un evento "interessante", accaduto per una sorta di "punizione divina" in risposta alla repressione in Tibet da parte del governo cinese. Sharon Stone aveva azzardato che l'ecatombe del terremoto che il 12 maggio scorso ha sconvolto la Cina causando oltre 70.000 morti, sia stata l'effetto di un "karma sfavorevole". "Dopo aver visto la violenza e il sangue in Tibet - aveva detto l'attrice - mi sono interrogata e non riuscivo a capire. Poi c'é stato il terremoto e allora mi sono resa conto che si trattava di karma", il principio che nelle filosofie orientali regola la vita dell'universo. Insomma, secondo la Stone il terremoto non sarebbe stato altro che la punizione meritata dai Cinesi per aver soffocato le rivendicazioni dei monaci buddisti. La risposta della Cina non si è fatta attendere: i giornali, le televisioni e l'opinione pubblica hanno espresso giudizi molto duri nei confronti dell'attrice 50enne e in molti hanno invitato a boicottare lei e i film che la vedono protagonista, rari, a dire il vero. Alcuni hanno replicato che, in base a questa filosofia, anche lo tsunami del 2004 e gli attacchi dell'11 settembre del 2001 dovrebbero essere semplicemente un karma sfavorevole, altri invece hanno detto che persino il Dalai Lama si starà vergognando per la Stone e che nessuno si può permettere di lasciarsi andare a congetture del genere. Si sta alzando un polverone anche in rete: oltre a migliaia di commenti durissimi su YouTube, dove appare il video dell'intervista, ed é stato creato un sito apposito per lanciare critiche contro la Stone.

IL LAGO FA PAURA, OLTRE 150MILA EVACUATI Sono circa 160mila le persone che sono state evacuate dalle zone minacciate dal possibile straripamento di un lago nel Sichuan, la regione della Cina sudoccidentale colpita da un devastante terremoto il 12 maggio scorso. Lo affermano i mezzi d'informazione cinesi. Il pericolo immediato è rappresentato da un lago formato dalle frane quattro chilometri a nord di Beichuan, uno dei centri più vicini all' epicentro del sisma.

Il terremoto è stato del grado 7.9 della scala Richter e ha provocato la caduta di interi pezzi di montagna, alcuni dei quali hanno interrotto il corso del fiume Qianjiang creato l'enorme lago. Da ieri duemila tra soldati ed ingegneri sono al lavoro per creare un canale che permetta di svuotare gradualmente il bacino che racchiude quasi 150milioni di metri cubi d'acqua. Il lavoro dovrebbe essere completato entro al massimo cinque giorni. Nel caso in cui lo straripamento diventi inevitabile, le autorità hanno un piano per far evacuare 1,3 milioni di persone, tra cui gli abitanti della città di Mianyang e i coloro che hanno perso la casa e vi hanno trovato rifugio dopo il terremoto.

Nucleare: Scajola,bollette piu' basse per chi ospita impianti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

ROMA - "Bollette più leggere" per i cittadini dei comuni che ospiteranno gli impianti nucleari. E' l'idea del ministro per lo Sviluppo Claduio Scajola, intervistato da SkyTg24 e interpellato sulle possibili resistenze delle comunità locali rispetto alla realizzazione di centrali atomiche. "Non si dovrà solo premiare le comunità locali, che dovranno certamente avere delle royalty - ha detto il ministro - ma i cittadini delle località in cui sorgeranno gli impianti dovranno pagare l'energia molto meno".

ZUCCOLI, SERVE CONSORZIO ITALIANO ENEL E PRODUTTORI - Una ''road map'' per far tornare l'energia nucleare in Italia, con il primo impianto pronto tra 12 anni. E' quanto propone il presidente di A2a Giuliano Zuccoli, che ha presentato oggi alla stampa i risultati di un sopralluogo in Finlandia di Energy Lab, la fondazione a sostegno della ricerca energetica creata da Regione Lombardia, Universita' Bocconi, Universita' Bicocca, Universita' Cattolica, Politecnico, Statale, Fondazione Aem e Fondazione Edison. ''Vediamo Enel come soggetto principale per il ritorno al nucleare in Italia'' ha aggiunto Zuccoli, precisando pero' che si tratta di una ''opinione personale, da cittadino''. La tappa successiva, secondo Zuccoli e' un ''accordo con i produttori e i consumatori di energia'' sul modello del consorzio finlandese che gestisce l'impianto in costruzione di Olkiluoto, dove sono gia' attive 2 centrali nucleari con il consenso della popolazione locale.

MATTEOLI, BENE MA SERVONO ANCHE RIGASSIFICATORI- ''Il nucleare risolvera' i problemi di produzione energetica dell'Italia, ma solo nel lungo periodo, in 10-15 anni''. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli nel suo intervento all'assemblea annuale dell'Unione industriale pratese. Nel frattempo, ha aggiunto il ministro, ''siccome non e' pensabile che con le fonti alternative si possa risolvere il problema della produzione di energia, andiamo avanti con l'eolico ed il solare, ma occorre un mix per produrre energia: i rigassificatori vanno fatti, non e' possibile tenerli bloccati. Ora bisogna partire, l'uso del gas e' indispensabile, cosi' come il carbone pulito, che non ha piu' l'impatto ambientale di una volta''

Almirante, Alemanno: strada solo con consenso ebrei. Fini lo condanna, poi ne fa padre Patria

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

(di Milena Di Mauro)

Gianfranco Fini probabilmente sapeva che sarebbe arrivato un giorno così. Un giorno in cui da presidente della Camera, dopo averlo fatto per anni da leader della destra, si sarebbe di nuovo trovato a fare i conti con la condanna delle "infami leggi razziali volute dal fascismo". La sorte ha voluto che l'ennesima abiura Fini abbia dovuto compierla prendendo le distanze, nell'Aula di Montecitorio, dalle frasi "vergognose" e "razziste" scritte da Giorgio Almirante su 'La Difesa della razza'. E proprio nel giorno in cui il leader missino, nel ventennale della sua scomparsa, sarebbe stato ricordato alla Camera dal suo ex delfino, con una solenne cerimonia di presentazione dei discorsi parlamentari di Almirante. Quando il caso scoppia, al mattino, il dibattito politico è già ampiamente in corso per la proposta del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di intitolare una strada in città ad Almirante, ostacolata dal secco no degli ebrei romani. In Aula é il deputato del Pd Emanuele Fiano a chiedere a Fini di pronunciarsi sulle posizioni espresse nel 1942 dal leader missino sulla rivista della quale era vicedirettore, imponendo "un altolà al meticciato e all'ebraismo" ed istigando a fare del "razzismo cibo di tutti e per tutti". Il presidente della Camera replica deciso e senza reticenze. "Posso dire senza esitazioni che sono frasi vergognose, che esprimono un sentimento razzista", scandisce Fini, forte delle numerose revisioni storiche compiute nel tempo, dello stretto rapporto con la comunità ebraica, della storica visita in Israele e delle condanne ribadite fino al punto di catalogare come "male assoluto" le persecuzioni razziali volute dal fascismo.

Certo, Fini aggiunge che il razzismo "in quegli anni dopo la guerra albergava in tanti, troppi esponenti che si collocavano a destra e, in altri casi, in altre formazioni politiche". Sarà il 'Secolo' a puntualizzare che in quei tempi "il demone dell'antisemitismo si era purtroppo impadronito di molti intellettuali e politici italiani", da Giovanni Spadolini ad Amintore Fanfani, da Giorgio Bocca ad Eugenio Scalfari. Alleanza Nazionale fa quadrato attorno ai due leader storici della destra, Almirante e Fini, per dire che il presidente della Camera ha ragione a definire "vergognose" le frasi razziste pronunciare non solo da Almirante ma da tutti; ma che in ogni caso Almirante resta soprattutto "l'uomo della pacificazione nazionale", un leader di cui andare fieri. Intanto, però, la polemica monta. Marco Follini si incarica di definire, a nome del Pd, "un errore storico e politico" la celebrazione di Almirante da parte della destra, mentre l'ex ministro Barbara Pollastrini giudica "deplorevole procedere ad un revisionismo strisciante anche attraverso la toponomastica".

Donna Assunta si inalbera. "Mio marito di strade intitolate ne ha più di duecento. Facciamo una cosa: intitoliamo al presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici la strada romana che Alemanno avrebbe voluto dedicare ad Almirante, così forse si calmerà e penserà a cose più serie, invece che a queste fesserie", chiude provocatoriamente la querelle la vedova del leader missino. Pacifici ribatte caustico: "Forse quando donna Assunta parla di una strada intitolata a Riccardo Pacifici intende riferirsi a mio nonno, morto a 39 anni ad Auschwitz e che non ho mai conosciuto". Ma mentre clamore e frastuono per tutto il giorno montano, a sera nel silenzio ovattato della Sala della Lupa a Montecitorio Almirante viene solennemente commemorato da Fini a vent'anni dalla scomparsa, di fronte a Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Luciano Violante, Fausto Bertinotti e a tutta la comunità della destra riunita, dai militanti semplici a ministri, sottosegretari e parlamentari in grisaglie. E' qui che Fini bilancia le parole forti (per qualcuno anche troppo) pronunciate al mattino. E dipinge il leader missino, "marginalizzato e anche perseguitato dalla politica italiana", come un protagonista del '900, un padre della democrazia italiana ''rimasta solida e non scivolata nel baratro della guerra civile" anche grazie a lui, oltre che ad uomini come Aldo Moro ed Enrico Berlinguer. Almirante "intuì il valore della pacificazione nazionale", lo onora Fini, suo delfino e ora terza carica dello Stato.

Pur sperimentando su di sé la "conventio ad excludendum" interpretò lealmente il ruolo di oppositore e "si conquistò sul campo la sua patente democratica". La cerimonia si chiude, Andreotti assicura che i discorsi parlamentari di Almirante - raccolti in cinque volumi e presentati oggi - "aiutano a capire la tormentata e complessa vita della nazione". Tocca a Violante ricordare che fu Almirante stesso a prendere le distanze dalle sue antiche posizioni razziste, mentre per Cossiga "Fu eccellente e capì per primo che l'unica via percorribile era quella della parlamentarizzazione". Gianni Alemanno se ne va insistendo sull'idea di intitolargli una strada, ma solo con il placet degli ebrei italiani. "Non dipende solo da noi ma dalle diverse sensibilità presenti nel nostro Paese", allontana il progetto Riccardo Pacifici.

Affittasi villa sul lago, 120mila euro a settimana

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

COMO - La privacy, si sa, è un valore da preservare sia per la gente comune che per i Vip. Solo questi ultimi, però, sono disposti a pagare per una casa in affitto 120 mila euro la settimana, il che equivale a 17mila euro al giorno. Tanto costerebbe, infatti, affittare la villa La Cassinella di Lenno, che si affaccia sulle acque del Lago di Como, anche se i responsabili della struttura si trincerano dietro un fermo no comment anche sulla destinazione della dimora in cui è tuttavia percepibile il lavoro a ritmi serrati per restaurare le 37 stanze, le due darsene, la casa del custode, il campo da tennis che trova posto nel parco di oltre 30mila metri quadrati in cui è mimetizzata anche una piscina. Alla villa si arriva solo via lago e i fornitori hanno il permesso solo di attraccare e scaricare la merce e non si possono attardare. Questo per non avere la tentazione di ficcare il naso sullo stato dei lavori e, in futuro, sull'identità dei futuri, riservatissimi ospiti. Gli anziani di Campo, la piccola frazione di Lenno da cui salpano i piccoli, veloci motoscafi che portano i lavoratori alla villa color mattone, circondata da una rigogliosa vegetazione, ricordano quando l'ingegner Mantegazza, e i suoi famigliari, ex proprietari, andavano e venivano dalla villa a bordo di due 'Lucie', le tradizionale imbarcazione del Lago di Como che deve il nome alla protagonista dei promessi sposi di Alessandro Manzoni. "Sembra che quando l'hanno venduta ci sia stato anche Schumacher per vederla - spiega un anziano pescatore -. Io, però, di personaggi famosi non ne ho mai visti". La Cassinella fu costruita nel 1926 da Carlo Mantegazza e dal 2004 è di proprietà di una società cipriota che farebbe capo (anche qui no comment da parte dei responsabili dei lavori) al numero uno della multinazionale Virgin, Richard Branson. In passato, anche Brad Pitt, Kevin Costner e altre star si sarebbero interessati all'acquisto. Nel Comasco esistono altre dimore da sogno; a Laglio, per esempio, poco distante da Lenno, ha comprato casa George Clooney. Nessuna di queste, però, raggiunge il prezzo d'affitto de La Cassinella. I vip possono affittare splendide ville a un prezzo che oscilla tra i trenta e cinquantamila euro la settimana, ma il fatto che la dimora di Lenno sia raggiungibile solo via lago (salvo che da una piccola, nascosta stradina pedonale in caso di difficoltà per via del maltempo) la rende ancor più appetibile per chi vuole sfuggire alla curiosità della gente comune. Sembra che non siano pochi i vip che hanno già prenotato la villa e che potrebbero arrivare nei prossimi giorni. Top secret, ovviamente i loro nomi.

Allerta e incendi per la prima ondata di calore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

PALERMO - Continua a bruciare la provincia di Messina, da 24 ore interessata da decine di roghi alimentati dal forte vento di scirocco soffiato sull'isola per 48 ore. Sono tre gli incendi più estesi: a Cattafi, San Filippo del Mela e Spadafora. Restano gravi le condizioni di Michele Russo, l'uomo di 68 anni di Venetico (Messina), ustionato mentre tentava di spegnere l'incendio. Nel Messinese ieri sono stati venti gli intossicati. In provincia di Palermo i vigili del fuoco hanno già ricevuto numerose chiamate: quattro squadre sono in azione a Sant'Erasmo, sulla strada tra Giacalone e Borgetto, a Misilmeri, e in una vasta zona compresa tra Sciara e Termini Imerese, dove le fiamme divampano da ieri sera. Altre segnalazioni sono giunte da Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia, dove già ieri le fiamme avevano lambito alcune abitazioni.

Tra i 12 e i 15 gradi in più in una settimana a Roma, Napoli, Grosseto, Lecce, Treviso: basta questo dato per delineare la prima ondata di calore del 2008 che ha investito l'Italia in questo scorcio di maggio, con temperature al di sopra della media stagionale e un fastidioso senso di afa. Situazione che ha portato ad una allerta della Protezione civile per 13 città: allarme prosegue mentre bisognerà aspettare giovedì per avere pioggia al Nord e al Centro, e nel fine settimana un'aria meno calda e irrespirabile anche al Sud e nelle isole, dove già è allerta per gli incendi.

- PREVISIONI: l'Aeronautica militare prevede temperature senza variazioni di rilievo sulle estreme aree nord-occidentali; in ulteriore aumento sul resto del paese, con valori ben al di sopra delle medie specie al centro-sud. A partire da giovedì, in generale diminuzione sia nei valori massimi che minimi.

- TEMPERATURE: record della giornata è andato a Palermo con 38 gradi, contro i 23 di massima registrati il 20 maggio. Da record anche i 33 di Roma (una settimana fa la massima era 17 gradi), Napoli, Lecce, i 32 di Perugia, i 31 di molte città della Toscana, i 29 gradi di Treviso.

- ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE: riguarda in totale 13 città. A Bari segnalato il livello 2, che indica temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio (anziani, bambini e soggetti con patologie cardiovascolari). Ma giovedi' si toccherà il livello 3, che segnala un'ondata di calore in corso, la prima dell'anno. L'ondata di calore è una situazione di caldo patologico che determina un aumento della mortalità nella popolazione. Questa la situazione nelle altre città per cui è scattato l'allerta caldo al livello 2: Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma.

- ALLARME AGRICOLTORI, RISCHIO SICCITA' AL SUD: "Nelle regioni del Sud il rischio siccità si fa sempre più concreto". Il quadro del Mezzogiorno non è certo "confortante, con i livelli dei bacini deficitari". In particolare, "desta preoccupazione la situazione in Puglia, Basilicata e in alcune zone della Campania. Anche in Sicilia le prospettive non sono certo incoraggianti".

- INCENDI ANCHE IN SARDEGNA: Un vasto rogo è divampato a Villasor, nel cagliaritano, dove da per ore sono state impegnate quattro squadre dei Vigili del Fuoco, con l'ausilio di un elicottero del servizio regionale antincendio. Le fiamme, alimentate dal forte vento, hanno distrutto anche il magazzino di una falegnameria. Altri incendi sono scoppiati a Nuraminis e Monastir, sempre in provincia di Cagliari, dopo i primi fuochi nell'Oristanese, dove le fiamme hanno divorato decine di ettari di macchia mediterranea e lambito le case e la pineta della borgata marina di Torregrande.

Sisma in Cina: il lago fa paura, oltre 150mila evacuati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

PECHINO - Sono circa 160mila le persone che sono state evacuate dalle zone minacciate dal possibile straripamento di un lago nel Sichuan, la regione della Cina sudoccidentale colpita da un devastante terremoto il 12 maggio scorso. Lo affermano i mezzi d'informazione cinesi. Il pericolo immediato è rappresentato da un lago formato dalle frane quattro chilometri a nord di Beichuan, uno dei centri più vicini all' epicentro del sisma.

Il terremoto è stato del grado 7.9 della scala Richter e ha provocato la caduta di interi pezzi di montagna, alcuni dei quali hanno interrotto il corso del fiume Qianjiang creato l'enorme lago. Da ieri duemila tra soldati ed ingegneri sono al lavoro per creare un canale che permetta di svuotare gradualmente il bacino che racchiude quasi 150milioni di metri cubi d'acqua. Il lavoro dovrebbe essere completato entro al massimo cinque giorni. Nel caso in cui lo straripamento diventi inevitabile, le autorità hanno un piano per far evacuare 1,3 milioni di persone, tra cui gli abitanti della città di Mianyang e i coloro che hanno perso la casa e vi hanno trovato rifugio dopo il terremoto.

Rifiuti, i tecnici a Chiaiano. indagato prefetto di Napoli

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

NAPOLI - Venticinque persone, tra cui funzionari e dipendenti del commissariato per l'emergenza in Campania, agli arresti domiciliari; una ordinanza notificata a una dei vice di Bertolaso; un avviso di garanzia inviato al prefetto di Napoli. E accuse che vanno dal traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Sono i risultati clamorosi di una operazione dei carabinieri del Noe denominata "Rompiballe", un termine mutuato dall'espressione utilizzata in una intercettazione telefonica: tra le accuse c'é infatti quella di aver consentito in alcune occasioni che le balle di spazzatura - teoricamente rifiuti trattati e resi così idonei allo smaltimento in un termovalorizzatore - venissero aperte, e il contenuto inviato in discarica.

Sono circa 650 le pagine dell'ordinanza di custodia emessa dal gip Rosanna Saraceno, su richiesta del procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Si tratta degli stessi magistrati che hanno indagato sui presunti illeciti contestati nei mesi scorsi al governatore della Campania Antonio Bassolino e ai vertici dell'Impregilo, tutti già a giudizio. Proprio il "monitoraggio" sulle attività del Commissariato dopo la gestione Bassolino ha portato ai nuovi provvedimenti. Un colpo inferto anche alla "squadra" dell'ex commissario e attuale sottosegretario Guido Bertolaso. I titolari dell'inchiesta hanno escluso le voci su una presunta iscrizione nel registro degli indagati dello stesso sottosegretario.

Dai capi d'accusa emerge "un sistema imperniato su una attività di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia". I rifiuti che uscivano imballati dai cdr presentavano, secondo i magistrati, "identiche caratteristiche fisico-chimiche" rispetto alla spazzatura d'origine. Dall'inchiesta viene fuori inoltre che la frazione umida dei rifiuti non sarebbe stata sottoposta ad alcun trattamento di "stabilizzazione", procedura necessaria a eliminare i cattivi odori e a "igienizzare" la spazzatura. In pratica si sarebbero persi tempo e denaro per produrre "finte" ecoballe, che in realtà sarebbero state solo spazzatura impacchettata. Una indagine basata in particolare su intercettazioni telefoniche, dalle quali si evince che in talune circostanze sono state illecitamente smaltite in discarica proprio le cosiddette ecoballe: l'involucro plastico veniva lacerato, e camion e trattori passavano più volte sul contenuto, al fine di far apparire il tutto come "un mero scarto composto da inerti" e dunque formalmente autorizzato per finire in una discarica. Il tutto avveniva alla luce del sole, sul piazzale degli impianti per la produzione del cdr. Dall'inchiesta sono emerse anche analisi false per "accompagnare" questi rifiuti nei siti di smaltimento. Per gli inquirenti si era instaurata una "consolidata e articolata rete di complicità all'interno della struttura commissariale" da parte di pubblici funzionari e dipendenti che violavano "i precisi compiti di vigilanza sulle attività di lavorazione dei rifiuti affidata alle società Fibe e Fisia", dando direttive che di fatto violavano le ordinanze commissariali. Il tutto "con l'assoluta complicità di dipendenti e collaboratori" di Fibe e Fisia, che determinava una realtà "di mancata lavorazione dei rifiuti, falsa qualificazione degli stessi e illecito smaltimento nelle discariche, con grave pregiudizio per l'ambiente e la salute pubblica". Al centro dell'inchiesta anche le irregolarità riscontrate nel trasferimento sui treni diretti in Germania dei rifiuti campani.

L'elenco degli indagati agli arresti domiciliari comprende, tra gli altri, Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti i responsabili dei sette impianti di Cdr in Campania, l'ad Roberto Cetera e il direttore tecnico Lorenzo Miracle dell'Ecolog, l'azienda incaricata dei trasporti in Germania e il maresciallo dei carabinieri, Rocco De Frenza, distaccato presso la protezione civile. L'avviso di garanzia al prefetto Alessandro Pansa si riferisce a una ordinanza del 18 dicembre dello scorso anno, con la quale si stabiliva l'opportunità di regolare le prestazioni che doveva effettuare la Fibe e in cui si sarebbe omesso di indicare che la Fibe era interdetta dal trattare con la pubblica amministrazione.

Video di al Qaida su armi biochimiche, Fbi minimizza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

WASHINGTON - Al Qaida si appresta a diffondere un video che esorta gli estremisti islamici a ricorrere ad armi nucleari e biochimiche per attaccare l'occidente. Lo rivelano fonti dell'Fbi, citate dal network Abc. Ma le stesse fonti hanno anche sottolineato che all'intelligence americana non risultano informazioni sul possesso, da parte dei terroristi, di armi di distruzione di massa.

Ci sono state varie indicazioni - ha detto il portavoce dell'Fbi, Richard Kolko - secondo le quali Al Qaida diffonderà un nuovo messaggio che esorta all'uso di armi di distruzione di massa contro civili. Il video, secondo l'Fbi, dovrebbe venire alla luce entro 24 ore. Messaggi simili sono già circolati in precedenza, ha sottolineato il portavoce dell'Fbi, interpellato dalla Abc, "ma l'Fbi e il ministero della Sicurezza interna non hanno alcuna informazione di piani specifici o indicazioni di alcuna minaccia agli Stati Uniti".

L'intelligence americana, hanno sottolineato fonti a Washington riprese dai media, "valuterà ogni messaggio che abbia un valore investigativo". Pur sottolineando di non avere segnali di minacce specifiche, l'Fbi ha inviato un'informativa a 18.000 uffici di polizia e investigativi negli Usa, "per eccesso di cautela", mettendoli in guardia sull'arrivo del messaggio di Al Qaida.

Istat: meta' delle famiglie italiane vive con meno di 1900 euro al mese

Rainews24, http://www.rainews24.it, 28/05/2008

Rapporto Istat. Lo stato di salute del paese

Vedi anche Mutui e "quarta settimana" secondo la foto dell'Istat~ Istat: rapine e borseggi, mai cosi' tanti da 50 anni. Aumentano i reati commessi da stranieri

In sei anni il reddito per abitante degli italiani e' crollato del 13% rispetto alla media europea: se nel 2000 era del 4% piu' alto della media dell'Unione, nel 2006 e' crollato a oltre 8 punti sotto la media.

Lo si legge nel rapporto dell'Istat presentato questa mattina alla Camera. Tra il 1995 e il 2006 le retribuzioni orarie reali aumentano in totale solo del 4,7%, un incremento decisamente inferiore a quello registrato in altri paesi europei.

Se infatti per un ristretto numero di paesi (oltre all'Italia anche Spagna, Paesi Bassi e Germania) le retribuzioni aumentano in misura molto contenuta, in altri, in particolar modo in Francia e Svezia, la crescita e' di cinque o sei volte piu' consistente.

Calo di produttivita'

L'origine degli scarsi aumenti dei redditi degli italiani, spiega l'Istat, e' da ricercare nella crisi della produttivita' dell'economia, che ha frenato la crescita pro capite in Italia mentre gli altri paesi hanno continuato a crescere.

Tra il 1995 e il 2006, infatti, la produttivita' italiana e' aumentata di appena

il 4,7% (una crescita esattamente uguale a quella delle retribuzioni), incremento di poco superiore a quello registrato in Spagna (4,3%), mentre la media dell'Unione europea segna una crescita del 18%.

Aumenta il costo della vita

Il carovita si fa sentire di piu' al Sud rispetto alle regioni del Nord Italia. Secondo l'Istat il differenziale tra le due zone e' stato di circa un punto percentuale. In particolare, nell'ultimo trimestre del 2007 il tasso di inflazione piu' elevato si e' registrato nelle Isole (3%) e nel Mezzogiorno (2,7%) mentre quello piu' basso e' stato misurato nel Nord-est (2,1%). Anche nei primi tre mesi dell'anno in corso, con l'intensificarsi delle spinte al rialzo dei prezzi, soprattutto alimentari ed energetici, i maggiori rialzi dei prezzi al consumo si sono registrati sempre nelle Isole (3,7%)e al Sud (3,5%), a fronte di una media nazionale del 3,1%.

Inflazione

Hanno un "forte impatto" su famiglie e imprese italiane gli aumenti dei prezzi di petrolio e cereali sui mercati internazionali. In generale, in Italia i prezzi al consumo sono cresciuti nella media del 2007 dell'1,8%, meno rispetto al 2006.

Impulsi di origine esterna, tuttavia, hanno iniziato a spingere la dinamica inflazionistica gia' nei mesi finali dell'anno scorso. Il tasso di crescita tendenziale e' salito infatti al 2,4% nel quarto trimestre per poi portarsi al 3,3% a marzo e aprile 2008. Come conseguenza di tale andamento, l'inflazione acquisita per l'anno in corso e' pari, ad aprile, al 2,6%.

Incendiato l'ex campo rom di Ponticelli

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/05/2008

NAPOLI - Un incendio è stato appiccato in uno dei campi Rom ormai vuoti del quartiere di Ponticelli, a Napoli. Sul posto, in via Virginia Woolf, stanno intervenendo i vigili del fuoco, all'opera con due squadre e due autobotti. Ponticelli è il rione popolare della periferia est di Napoli, in cui nei giorni scorsi la popolazione aveva attaccato i campi dei nomadi, armandosi di molotov spranghe e sassi, dopo il tentato rapimento di una bimba di pochi mesi da parte di una ragazzina Rom, poi arrestata. Proprio in seguito a queste manifestazioni di intolleranza, i campi dell'area sono stati sgomberati e i nomadi si sono dispersi sul territorio. Aveva accolto una settantina di Rom il campo nomadi di via Virginia Woolf, ed era uno dei pochi dell'area a non aver subito agguati incendiari, nei giorni della rivolta di Ponticelli. Le fiamme avrebbero distrutto soltanto una piccola parte dell'insediamento: nel mirino sono finite, ancora una volta, le baracche abbandonate, dove i nomadi avevano lasciato vestiti ed effetti personali. Il campo, uno dei sette presenti nel quartiere della periferia est di Napoli, si trova su un terreno di proprietà privata che appartiene a una società. Le operazioni di spegnimento dell'incendio sono tuttora in corso.

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