DEI RICCHI

2009 - Febbraio - Settimana 3

Indice dei giorni


15/02/2009 * 16/02/2009 * 17/02/2009 * 18/02/2009 * 19/02/2009 * 20/02/2009 * 21/02/2009 *

Domenica 15 Febbraio 2009

Incentivi auto vanno, +70% preventivi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2009

ROMA - L'effetto incentivi già si fa vedere sui concessionari: contestualmente alla loro entrata in vigore il 7 febbraio, secondo il decreto legge 'salva auto' diposto dal governo, le concessionarie già hanno segnalato un risveglio di interesse agli acquisti dopo il gelo di gennaio in cui il mercato italiano ha segnato un crollo del 32,6%.

Lo scorso week-end già c'é stato un aumento dei preventivi su eventuali acquisti del 60-70% - nota Piero Mocarelli, titolare del gruppo concessionarie Car World Italia e vicepresidente di Federaicpa, la federazione dei concessionari - L'arrivo degli incentivi ha finalmente riportato un po' di movimento nelle nostre aziende, vediamo in che misura si concretizzeranno gli ordini. Anche gli incentivi messi in campo direttamente dalle singole case automobilistiche contribuiscono a movimentare il flusso clienti.

"Tutto ciò fa ben sperare - prosegue Mocarelli - dopo l'anno nero alle spalle. E anche il mese scorso è stato un vero disastro, visto che l'attesa degli incentivi ha paralizzato il mercato". "Considerato che la gente ha sempre meno soldi in tasca - conclude Mocarelli - è importante vedere se risulteranno veramente efficaci ed estese le contro garanzie della Sace alle finanziarie per l'acquisto di auto previste dal decreto legge sugli incentivi. Lo scorso anno ho visto tanti rifiuti al finanziamento".

Bankitalia: siamo un Paese statico, difficile la scalata sociale

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/02/2009

Classi impermeabili, quasi immobili, da cui e' difficile emanciparsi e in cui e' ancora piu' difficile entrare. L'immagine della societa' italiana e' sempre piu' quella di una collettivita' statica, dove la mobilita' va progressivamente scomparendo. E, nell'arco di dieci anni, la famiglia ricca rimane ricca, la povera povera.

A delineare un quadro ben poco promettete, nel quale la sfida sociale non esiste, e' uno studio realizzato da un ricercatore di Bankitalia, Andrea Neri, pubblicato tra i temi di discussione di via Nazionale.

L'indagine fotografa due diversi periodi - gli anni 1989-1998 e 1995-2004 - e mostra che, con il passare degli anni, la possibilita' di muoversi sulla scala sociale si e' ridotta, facendo dell'Italia un Paese ingessato.

Nei nove anni tra il '95 e il 2004 infatti, "la mobilita' e' stato un fenomeno che ha interessato meno di un quarto delle famiglie italiane: - scrivono i ricercatori - circa il 13% ha sperimentato movimenti verso l'alto, mentre circa l'11% e' precipitato in una classe inferiore". Il dato piu' significativo e' pero' che nel complesso il 44% delle famiglie italiane e' rimasto, per tutti i nove anni presi in considerazione, nel segmento piu' basso della societa', senza mai distaccarsi, neanche per un anno o due, dalla classe piu' povera.

I pochi passaggi che si verificano avvengono generalmente tra livelli contigui, mentre le famiglie al top della scala sociale, cosi' come quelle al fondo, hanno appena il 5% delle possibilita' di spostarsi in modo permanente ai due estremi della societa', saltando i gradi intermedi.

In dettaglio, secondo i dati di Bankitalia, il 75,3% delle famiglie che nel 1995 si trovavano della classe piu' bassa della societa' (divisa in 4 classi) mantenevano nel 2004 la stessa posizione sociale (pur con qualche minimo e temporaneo scostamento nella classe superiore). Allo stesso modo il 75% delle famiglie piu' ricche si e' ritrovato a nove anni di distanza esattamente allo stesso livello. Il 19,9% e' sceso di un gradino e il 4,1% di due gradini. Appena l'1% e' precipitato all'ultimo scalino della scala sociale, ancora meno del 3,6% che e' invece saltato in alto dal livello piu' povero a quello piu' ricco.

La probabilita' di muoversi dipende fortemente dalla posizione che si occupa all'inizio - commentano i ricercatori - che e' strettamente legata alla situazione economica dei genitori. Si tratta di un fattore particolarmente importante quando si parla di mobilita' verso l'alto. L'accesso alla classi superiori sembra infatti quasi impossibile per le famiglie che si trovano al gradino piu' basso della scala sociale. Niente da fare invece per le altri variabili socio-economiche: il livello di istruzione, la professione o l'eta' del capofamiglia - secondo quanto risulta dall'indagine - non riescono a spiegare la mobilita' tra classi sociali.

Usa: cittadinanza piu' in fretta per chi si arruola

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2009

Provate dall'impiego di uomini ormai da anni in Afghanistan e Iraq, le forze armate degli Stati Uniti cominceranno ad arruolare anche immigrati con visti temporanei, coloro cioé che risiedono nel Paese da un tempo limitato, offrendo in cambio un'accelerazione nell'iter per ottenere la cittadinanza americana: così in soli sei mesi potrebbero ottenere il passaporto Usa.

Lo riferisce oggi il New York Times. Al momento possono già arruolarsi nell'esercito degli Stati Uniti gli immigrati residenti permanentemente nel Paese (in possesso cioé della cosiddetta 'green card'), la novità consiste invece nel fatto che le forze armate aprano, per la prima volta dalla guerra in Vietnam, anche ai residenti temporanei, a condizione che risiedano nel Paese da almeno due anni, stando a quanto riferisce il New York Times nell'articolo pubblicato sul suo sito online.

E proprio dagli eventuali militari stranieri si punta per un 'salto di qualita' tra le file dei militari: i reclutatori ritengono infatti che gli immigrati abbiano un livello d'istruzione più alto, conoscano le lingue straniere e abbiano esperienze professionali tali da sopperire alle mancanze dei settori medico, delle attività d'intelligence e per le necessità di traduttori e interpreti. Secondo le fonti citate dal Nyt, il piano partirà su base sperimentale e riguarderà per iniziare solo l'esercito con 1000 persone reclutate nel primo anno. Se il progetto pilota funzionerà, il Pentagono è già disposto ad allargarlo a tutte le forze armate prevedendo il reclutamento in media di 14.000 volontari all'anno.

Giustizia. Le procure sono al collasso, in alcune le scoperture sono al 100%

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/02/2009

Ci sono ormai procure, come quelle per i minorenni di Caltanissetta e Reggio Calabria in cui non c'e' nemmeno un sostituto,ma solo il capo dell'ufficio. E altre, come quella di Gela, dove l'unico sostituto presente su un un organico di cinque persone, sta per andar via, assieme a due colleghi 'prestati" temporaneamente da altri uffici giudiziari. Annunciato da tempo dall'Associazione magistrati, il rischio chiusura per diversi uffici requirenti sta diventando realta', e non solo nel Mezzogiorno, visto che le procure di Pavia e Alba sono nella stessa situazione che si registra ad Enna: su 4 sostituti previsti ce n'e' uno solo in servizio.

E i prevedibili effetti saranno devastanti. 'Non solo sara' impossibile indagare e fare i processi alle grosse organizzazioni criminali -spiega il presidente dell'Anm Luca Palamara- ma anche ai responsabili di reati comuni di allarme sociale, dalla pedofilia alla violenza sessuale. E dunque se si va avanti cosi', si arrivera' allo sfascio totale". Che ormai si stia arrivando alla paralisi lo dice l'elenco dei posti senza titolare negli uffici requirenti pubblicato dal Csm e aggiornato al 10 febbraio.

Dati impietosi: se la scopertura e' gia' del 100% nelle procure per i minorenni di Caltanissetta e Reggio, alla procura di Gela (che ha vacanze pari all'80% per ora mitigate dalle due applicazioni) si sta arrivando allo stesso risultato. Percentuali da brivido anche per le procure di Enna e Patti (75%, mancano in ogni ufficio 3 sostituti su 4), Nicosia, Ragusa e Nuoro (67%). E in tutta Italia sono oltre una ventina le procure nelle quali manca almeno la meta' dei sostituti previsti. Tanti gli uffici del Nord con scoperture da allarme rosso :se Pavia e Alba sono al 75%, Gorizia e' al 60%; mentre Vercelli, Aosta, Crema, Casale Monferrato, e Brescia (procura per i minori) sono tutte al 50%. .

Spesso i numeri nascondono realta' ancora piu' gravi, visto che non tengono conto delle toghe in aspettativa o in permesso per maternita'. A Tempio Pausania la scopertura, secondo i dati del Csm, e' del 50 %, ma in realta' in servizio "c'e' solo il procuratore capo" riferisce Paolo Auriemma, presidente della sezione romana dell'Anm.E anche alla procura ordinaria di Caltanissetta la situazione sarebbe piu' tragica di quello che dicono le cifre ufficiali (44% i posti vacanti). La ragione del problema e' che sinora le carenze nelle procure venivano colmate con l'invio dei magistrati di prima nomina, ora impossibile, visto il divieto di assegnare le toghe che hanno appena superato il concorso a funzioni monocratiche, come quelle di pm o di giudice fuori da un organo collegiale.

E' incredibile che sia stato impedito ai magistrati di prima nomina di svolgere funzioni monocratiche penali - dice Auriemma che segnala il paradosso per cui una toga a inizio carriera puo' invece nel settore civile decidere da sola su questioni delicate e disporre persino il sequestro di un'azienda - Questa bomba ad orologeria ben programmata sta creando le condizioni di un reclutamento straordinario.

Il problema - secondo i magistrati che chiedono di mitigare il divieto e che ora pensano anche a forme di protesta per far sentire la loro voce- non si risolve ne' con gli incentivi previsti per chi va nelle sedi disagiate, ne' con i trasferimenti d'ufficio, cioe' 'd'autorita' . "E' immaginabile una valanga di ricorsi al Tar" prevede a proposito degli spostamenti forzati Fiorella Pilato, presidente della Terza Commissione del Csm, che segnala come la norma sui giovani magistrati stia creando 'disfunzioni" anche nei tribunali, costretti a 'rimozioni di massa dei giudici civili piu' esperti , da riconvertire al settore penale, per far posto ai magistrati a inizio carriera".

Dopo 4 secoli la Chiesa celebra Galileo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/02/2009

CITTA' DEL VATICANO - Avrebbe voluto essere presente anche il segretario di Stato vaticano, il card. Tarcisio Bertone, alla messa solenne che è stata celebrata oggi da mons. Gianfranco Ravasi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in onore di Galileo Galilei, 445 anni dopo la sua morte.

Davanti alla platea di scienziati della World Federation of Scientists (Wfs), promotori dell'iniziativa, tra cui figuravano anche una delegazione cinese e una russa, mons. Ravasi ha infatti letto un messaggio inviato dal card. Bertone che ha voluto esprimere "ricordo ammirato e venerazione per questo insigne uomo di scienza e uomo di fede, Galilo Galilei. Uomo divino - ha aggiunto - come è stato giustamente definito".

Attraverso il messaggio del card. Bertone anche il Papa ha espresso la sua benedizione all'iniziativa e ha dato il suo benvenuto, in particolare, ai rappresentanti dell'accademia della scienza della Cina. Mons. Ravasi, nell'omelia, ha spiegato come lo scienziato del Seicento distinguesse "le verità scientifiche" da quelle che "sono necessarie alla nostra salvezza", cioé le verità di fede. Il professor Antonino Zichichi, intervenendo alla fine della celebrazione, si è riferito a Galileo come 'padre della sciesnza' ed ha annunciato che i membri cinesi della WFS doneranno alla Basilica di Santa Maria degli Angeli una statua raffigurante Galileo Galilei di uno scultore cinese.

Auto, vola mercato europeo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2009

Incremento del 26,6%. La crescita in Italia è del 31,2%

ROMA - Vola a novembre il mercato dell'auto in Europa (27 Paesi Ue+Efta) segnando una crescita del 26,6% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Le immatricolazioni di auto nuove - rende noto l'Associazione costruttori europei (Acea) - hanno segnato 1.182.082 unità, contro le 933.458 del novembre 2008. Ad ottobre le immatricolazioni erano cresciute dell'11,2%. In Italia l'incremento è stato a novembre del 31,2% a 182.976 unità.

EUROPA, +27,7% IMMATRICOLAZIONI GRUPPO A NOVEMBRE

Fiat Group Automobiles a novembre ha immatricolato in Europa (27 Paesi Ue+Efta) 97.074 unità, segnando un incremento del 27,7% rispetto alle 76.020 unità registrate un anno fa. Ad ottobre il Lingotto aveva segnato un incremento nelle immatricolazioni in Europa del 16,1%. A novembre Fiat Group Automobiles ottiene in Europa (Ue a 27+Efta) una quota di mercato dell'8,2%, contro l'8,1% di un anno fa. Ad ottobre la quota del Lingotto era all'8,7%.

Musei italiani sempre più giù

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2009

Nella classifica mondiale cede il Palazzo Ducale di Venezia, bene i Vaticani. Primo il Louvre di Parigi

ROMA - Musei italiani sempre più in basso nella classifica mondiale dei più visitati, con gli Uffizi, da sempre l'italiano più visitato, che nel 2008 scende dal 21esimo esimo al 23esimo posto. Guadagnano invece una posizione, passando dal settimo al sesto posto, i Musei Vaticani.

Lo rileva Federculture nel suo VI rapporto annuale, presentato oggi a Roma nell'auditorium del Maxxi, il museo delle arti del XXI secolo progettato dall'archistar anglo irachena Zaha Hadid, che aprirà le porte al pubblico nella primavera del 2010.

Scivolano in basso anche il Palazzo Ducale di Venezia (che passa dal 27esimo al 31esimo posto), le Galleria dell'Accademia di Firenze (era 31esima, nel 2008 e 35 esima), il Museo del Risorgimento di Roma (era 44esimo diventa 55 esimo), il Museo di Castel Sant'Angelo ancora a Roma scivola infine dal 45esimo al 63esimo. Nel confronto internazionale, nota nell'appendice statistica del Rapporto federculture Emanuela Berna Berionni, "é interessante notare come Londra, presente in classifica con 5 istituti museali, e Parigi, presente con 4, raccolgano rispettivamente circa 19 e 17 milioni di visitatori, ben oltre il triplo dei cinque musei italiani riportati in classifica".

Di seguito, la classifica pubblicata da Federculture:

N MUSEO VISITATORI 2008 VARIAZ.2008-2007

1) Louvre (parigi) 8.500.000 +2,4%

2) British Museum (Londra) 5.930.000 +9,8%

3) National Gallery (N.Y) 4.964.000 +9,9%

4) Tate Modern (Londra) 4.950.003 -4,7%

5) Metropolitan (N.Y) 4.821.079 +6,0%

6) Musei Vaticani 4.441.734 +3,1%

7) National Gallery (Londra) 4.382.614 +5,4%

8) Museo D'Orsay (Parigi) 3.025.141 -4,5%

9) Musee d'art Moderne(Parigi) 2.981.000

10) Museo of Modern art (NY) 2.900.157 +30,7%

11) Museo National Prado(Madrid) 2.759.029 +4,0%

12) Centre Pompidou (Parigi) 2.750.000

13) Hermitage (San Pietroburgo) 2.359.600 -1,5%

14) National Museum (Taipei) 2.244.284 -15,3%

15) Tokio National Museum 2.137.992 +20,6%

16) Victoria Albert(Londra) 2.065.300 -15,2%

17) De Young Museum (S.Francisco)1.860.772

18 National Portrait (Londra) 1.843.266

19) Reina Sofia (Madrid) 1.818.202 20) Musei Cremlino (Mosca) 1.727.000 +4,7%

23) Uffizi Corridoio Vasariano 1.554.256 -3,8% 31) Palazzo Ducale (Venezia) 1.358.186 -7,4%

35) Galleria Accademia(Firenze) 1.234.435 -4,1% 55) Museo Risorgimento (Roma) 810.000 -8,0%

63) Castel Sant'Angelo 734.583 -12,9%

Tartaglia, 'Mi scuso' Lettera a Berlusconi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2009

Colle: c'è esasperazione della polemica politica Il feritore: "Agito da solo, non sono killer"

ROMA - Massimo Tartaglia, l'uomo arrestato per l'aggressione al premier, ha inviato una lettera di scuse a Berlusconi in cui esprime il suo dispiacere "per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto". La lettera di scuse al presidente del consiglio è stata inoltrata tramite i difensori di Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino. Tartaglia, esprimendo il proprio "sentito dispiacere", come si legge in una nota firmata dai suoi legali - "ha dichiarato di non riconoscersi" in quello che lui stesso nella missiva ha definito come "un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto". Ecco la nota integrale firmata dai legali di Massimo Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino."Quali difensori del sig. Massimo Tartaglia, comunichiamo che il nostro assistito nel corso dell' interrogatorio reso davanti al Pm dott.Spataro, ha ammesso la propria responsabilità in ordine alle lesioni causate al presidente del Consiglio, on.le Silvio Berlusconi, dichiarando di aver agito da solo ed escludendo qualsiasi militanza o appartenenza politica". "Comunichiamo, inoltre - scrivono gli avvocati - che, in data odierna, il sig.Massimo Tartaglia, ha inoltrato, nostro tramite, una lettera di scuse al presidente del consiglio esprimendo il proprio sentito dispiacere per 'un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto' nel quale ha dichiarato di non riconoscersi". "Le condizioni di salute del sig.Massimo Tartaglia, in corso di accertamento - conclude la nota -, ci impongono di mantenere, allo stato, la massima discrezione e riservatezza a tutela degli interessi del nostro assistito".

No, non l'abbiamo ancora vista". Così il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, risponde, in diretta a Porta a Porta, alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto la lettera di scuse da parte del suo aggressore Massimo Tartaglia. Alla domanda di Bruno Vespa se Berlusconi s'interroga sul perché lo odiano, Bonaiuti ha precisato: "No, Berlusconi non si chiede 'perche' mi odianò ma perché quella persona l'ha fatto. Non riesce a capacitarsi del gesto. Lui è uno della gente, con la gente e non capisce come possa corrispondere un atteggiamento di violenza". Il portavoce del presidente del Consiglio ha poi spiegato che Berlusconi non ha voluto rivedere le immagini dell'aggressione: "Ieri sera per un momento ha avuto la possibilità di accendere la tv, ma ha detto che non le voleva vedere più; in sostanza, un rifiuto".

APPELLO DI NAPOLITANO "TORNI CIVILE CONFRONTO" - "Ho fatto quella dichiarazione nella convinzione" che ci sia una "esasperazione pericolosa della polemica politica" e "bisogna fermarla. Non è la prima volta che lo dico". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Tg2 a chi gli chiedeva del suo allarme fatto in passato sui toni della politica che vanno abbassati. "Non ha senso - ha aggiunto - che gli uni accusino gli altri per il clima che si è creato. Si deve tornare a un normale e civile confronto tra le forze politiche e le istituzioni". "Non si alimentino tensioni, si misurino le parole: nelle piazze, nei congressi di partito e in tv, ciascuno - ha concluso Napolitano - faccia la sua parte restando nei limiti fissati dalla Costituzione".

BERLUSCONI RESTA RICOVERATO - Resta in ospedale Berlusconi. "Domani decideremo, non si parla di dimissioni per le prossime 24 o 36 ore", ha affermato il primario e medico di fiducia Alberto Zangrillo dopo aver letto il bollettino medico. ''Il presidente del consiglio - ha proseguito - si nutre a fatica ed è sottoposto a terapia antibiotica e analgesica''. Comunque "l'intervento - ha detto il medico - è scongiurato".

IL PREMIER: PERCHE' TANTO ODIO? - ''Ho trovato il Presidente umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l'odio. Mi ha detto: 'Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perche' mi odino a questo punto'', racconta don Luigi Verze', presidente del San Raffaele. ''Stamattina - racconta don Verze' - ho detto al premier che quanto avvenuto ieri sera in Piazza del Duomo e' un monito a lui e al Paese. Occorre modificare la Costituzione''. ''Il resto che mi ha detto - conclude - appartiene a lui e a me. Posso dire che ci vogliamo un gran bene perche' e' un uomo capace di amare cosi' come io non voglio che altro che amare''.

TARTAGLIA: HO AGITO DA SOLO, NON SONO IL KILLER

L' ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno: lo ha detto Massimo Tartaglia agli agenti del carcere di San Vittore. L'aggressore è in cella da solo, in "alta sorveglianza". Si terrà domani l'udienza di convalida dell'arresto. Massimo Tartaglia è stato ricoverato in day hospital per cinque o sei volte nel reparto di psichiatria del Policlinico di Milano. Nella borsa aveva uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo. Per l'aggressione rischia oltre cinque anni di carcere.

ALFANO, NON E' SOLO GESTO DI UN FOLLE

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si dice "molto preoccupato" per quanto successo. "Il fatto non può essere derubricato al gesto di un folle - ha detto il ministro - è una questione più complessa".

MARONI: VALUTIAMO OSCURAMENTO DEI SITI

Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza. Lo ha detto il ministro degli Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Milano. "Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso", ha proseguito il ministro. Nonostante questo , afferma Maroni, "un esponente del Pd (Bindi, ndr) non ha trovato di meglio che dire 'non faccia la vittima'".

Le persone addette alla sicurezza di Berlusconi sono dei professionisti - ha detto Maroni -. Bisogna però sapere che la sicurezza del presidente del consiglio è demandata ai servizi segreti e non al ministero dell'Interno. Valuteremo come fare per il futuro. "Condivido le parole del presidente della Repubblica e sottoscrivo l'appello affinché si ritorni a un clima di reciproco rispetto".

LA PROCURA INDAGA SU DUE GRUPPI DI FACEBOOK

La procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo sui gruppi sorti su Facebook dopo l'aggressione al premier. I magistrati procederebbero per istigazione alla violenza. Le autorità investigative italiane si sono già attivate per chiedere che vengano rimosse le pagine e che vengano individuati coloro che hanno costituito i gruppi.

Il fascicolo si riferisce in particolare a due gruppi: "Dieci, cento, mille Massimo Tartaglia" ed un altro che inneggia genericamente all'uomo e che reca la scritta "Berlusconi a morte". Il fascicolo prende in esame il reato di istigazione a delinquere. Gli inquirenti hanno affidato alla polizia postale il compito di accertare la fonte da cui sono partiti questi due forum. Ulteriori iniziative nei confronti del social forum potrebbero essere adottate dalla magistratura romana tramite rogatorie internazionali. La Procura di Roma nell'ottobre scorso aveva aperto un fascicolo su un gruppo aperto su Facebook chiamato "Uccidiamo Berlusconi". Il reato ipotizzato era minacce gravi.

LUNGA VISITA DELLA FIGLIA MARINA IN OSPEDALE

Marina Berlusconi ha lasciato il San Raffaele ed è salita in macchina senza fermarsi né rilasciare dichiarazioni, dopo una lunga visita al padre. La figlia del presidente del Consiglio era arrivata in tarda mattinata all'ospedale milanese.

In ospedale per una visita anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.

007: PROTEZIONE ADEGUATA, PRUDENZA IN BAGNI FOLLA

Atteggiamenti più prudenti in caso di manifestazioni di piazza o in incontri con i cittadini, almeno fino a quando il clima politico non sarà più tranquillo. E' l'invito che i responsabili degli apparati della sicurezza hanno rivolto in queste ore all'entourage del premier Silvio Berlusconi dopo l'aggressione di ieri a Milano, ribadendo che contro il "gesto sconsiderato di un folle" l'unica difesa é la prudenza. Gli uomini dell'intelligence hanno infatti passato al setaccio tutte le fasi dell'aggressione avvenuta alle spalle del Duomo, traendone la conclusione che il livello di protezione del Cavaliere è adeguato e ai massimi livelli e che poco di più si può fare dal punto di vista tecnico. Ecco dunque l'invito all'entourage di Berlusconi ad assumere atteggiamenti più prudenti. Eventuali decisioni su misure di sicurezza ulteriori potranno uscire dal vertice in corso in prefettura a Milano presieduto dal ministro Maroni. Nelle riunioni di questa mattina, inoltre, i vertici dell'intelligence hanno ribadito che al momento non ci sono "riscontri reali" di minacce nei confronti del premier. Né da parte del radicalismo islamico né da ambienti dell'estremismo. L'unico, serio, pericolo, ripetono gli 007 - segnalato due mesi fa nell'informativa inviata a palazzo Chigi - arriva dunque da mitomani e folli.

CARTELLO FUORI OSPEDALE: SIAMO CON TE - "Presidente Berlusconi una pronta guarigione. Gli italiani veri sono con te sempre": è quanto è scritto su un cartello, accompagnato da una bandiera italiana, apparso nella notte sulle recinzioni esterne del pronto soccorso dell'ospedale San Raffaele di Milano, dove da ieri il presidente del Consiglio, dopo l'aggressione al termine del comizio di piazza Duomo, è ricoverato. Il punto clinico sullo stato di salute del premier verrà comunicato intorno alle ore 12 dal personale medico. All' esterno della struttura è massiccia la presenza delle forze dell'ordine.

Il matrimonio fa bene, studio in 15 Paesi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/12/2009

La conferma scientifica viene da uno studio su oltre trentamila persone

SYDNEY - Nonostante le battute dei comici e le spettacolari rotture documentate nelle riviste di gossip, il matrimonio in realtà fa bene alla salute. La conferma scientifica viene da uno studio di quasi 34.500 persone in 15 paesi, coordinato da studiosi dell'università di Otago in Nuova Zelanda, secondo cui la vita di coppia riduce i rischi di depressione e ansia, mentre questi disturbi colpiscono quando la relazione finisce.

La ricerca, guidata dalla psicologa clinica Kate Scott e pubblicata sul British Journal of Psychological Medicine, è basata su sondaggi condotti dall'Organizzazione mondiale della sanità nel corso dell'ultimo decennio. Essa indica che la fine di un matrimonio, in seguito a separazione, divorzio o decesso del coniuge, è legata ad un maggior rischio di disturbi di salute mentale.

Le donne inoltre hanno una maggiore probabilità di ricorrere all'abuso di alcool o droghe, mentre gli uomini sono più a rischio di depressione. "Cio - che rende unica e più solida questa indagine, è che il campione è così vasto e comprende tanti paesi, e il fatto di poter disporre di dati non solo sulla depressione, ma anche su ansia e sui disturbi da abuso di sostanze", scrive la studiosa. "Inoltre abbiamo potuto esaminare cosa accade alla salute mentale nel matrimonio, sia a confronto con chi non si è mai sposato, sia con i casi in cui il matrimonio è finito". Il matrimonio poi fa bene alla salute mentale di entrambi i sessi, e non solo delle donne, come indicano studi precedenti.

Lunedì 16 Febbraio 2009

Nancy Pelosi: Italia miglior alleato degli Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2009

ROMA - Gli Stati Uniti non hanno miglior partner dell'Italia all'interno della Nato: lo ha ribadito oggi a Montecitorio lo speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi. "Sabato siamo stati alla base di Aviano per incontrare i nostri aviatori e prendere consapevolezza della cooperazione con l'Italia - ha detto Pelosi nel corso dello speech sulla sicurezza internazionale a Montecitorio - il giorno dopo abbiamo portato l'omaggio al cimitero americano a Firenze e abbiamo ringraziato i funzionari italiani che aiutano a mantenere viva la memoria dei nostri caduti". Pelosi ha poi ringraziato l'Italia per l'impegno in Afghanistan, "dove le truppe italiane aiutano il Paese a risollevarsi".

Sulla situazione in Afghanistan il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, "definirà una linea politica che non sarà imposta agli altri", ma "a ogni passo del cammino cercherà la collaborazione degli alleati - ha aggiunto Nancy Pelosi - Anche negli Stati Uniti c'é preoccupazione per l'incremento delle truppe, bisogna dare altre risposte all'Afghanistan, perché un'operazione militare potrebbe essere senza fine", ha aggiunto, ribadendo che "il presidente è impegnato sul fronte della collaborazione, non della condiscendenza".

Pelosi e' stata ricevuta stamattina dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale, e a Montecitorio e' stata accolta dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. La speaker Usa e' accompagnata da una delegazione parlamentare del suo paese. In programma tra l'altro una conferenza della Pelosi nella sala della Lupa, dal titolo: ''Strong allies for a secure future''.

A Montecitorio ha ricevuto un omaggio a sorpresa del presidente della Camera: i certificati di nascita dei nonni italiani. ''Sappiamo quanto sia orgogliosa delle sue radici italiane'', ha detto Fini, consegnando l'omaggio a titolo personale ad una commossa Pelosi: ''Oh, mamma mia, non me lo aspettavo davvero, e' un'emozione travolgente'', ha ringraziato con gli occhi lucidi. Il nonno paterno di Nancy Pelosi, Tommaso Fedele D'Alessandro, nacque l'11 settembre 1868 a Montenerodomo in provincia di Chieti, mentre la nonna, Maria Petronilla Foppiani, a Rovegno, nel Genovese, nel 1894. Insieme ai certificati di nascita e battesimo del nonno, ''all'insegna della parita' tra uomo e donna, c'e' anche l'atto di nascita di sua nonna'', ha sottolineato Fini in un clima cordiale ed amichevole. ''Quando gli italiani sono andati in America, hanno fatto l'America piu' America'', ha detto la speaker della Camera Usa. L'omaggio comprendeva anche una fotografia d'epoca di Montenerodomo e una lettera del sindaco di Rovegno che invita Pelosi a visitare la citta' natale della nonna.

Per quanto riguarda la parte più strettamente privata della visita a Roma, prima di spostarsi a Napoli, la Pelosi dovrebbe recarsi a cena in un ristorante del centro vicino al Parlamento, e martedì sera forse alla terrazza dell'Eden. Tra gli impegni di mercoledì mattina è probabile anche un incontro con papa Benedetto XVI ed una visita ai Musei Vaticani.

CON OBAMA UNA NUOVA ERA DI RAPPORTI CON L'UE

di Cristiano Del Riccio

WASHINGTON - Nancy Pelosi non ha dubbi: ''con Barack Obama e' cominciata una nuova era nei rapporti tra Europa e Stati Uniti, basata sulla cooperazione e sul rispetto e non piu', come con Bush, sulla condiscendenza e sulla indifferenza. Obama vuole veramente vedere un miglioramento dei rapporti transatlantici''.

E' il dodicesimo viaggio in Italia per la Pelosi, che ha sempre parlato con orgoglio delle sue profonde radici italiane, ma e' il primo da speaker (presidente) della Camera, la terza carica istituzionale degli Stati Uniti, e non nasconde il suo entusiasmo, in una intervista con alcuni giornalisti italiani, per questa visita di una settimana destinata a portarla ad Aviano (Pordenone), Firenze, Roma e Napoli.

Rispondendo alle domande parla anche della vicenda Eluana che ha molti punti in comune con il caso Usa di Terri Schiavo (''Sono decisioni molto difficili che non spettano al Congresso o ai tribunali ma ai familiari: nel caso della Schiavo ho sempre sostenuto il diritto del marito di esaudire il desiderio della vittima'') e della questione Fiat-Chrysler: ''C'e' ostilita' nel Congresso a dare altri soldi alla Chrysler perche' i proprietari sono speculatori e non azionisti, io intendo esaminare la questione senza preclusioni e senza decisioni precipitose''.

Spiega che la visita in Italia, dove incontrera' le piu' alte cariche istituzionali, ha un doppio scopo: ringraziare le autorita' italiane per l' intensa collaborazione con l'America e ascoltare le idee del suo paese d'origine sulle maggiori sfide mondiali, a partire da ''crisi economica, sicurezza, ambiente, clima, promozione dei diritti umani''. Ha chiesto di cominciare la sua visita incontrando le truppe Usa della base di Aviano.

''Non so quanti americani sanno che non abbiamo miglior amico nella Nato dell'Italia, non so quanti sanno che 14 mila dei nostri militari sono ospitati dall'Italia, non so quanti sanno della leadership dell'Italia nella lotta alla proliferazione nucleare, al terrorismo, alla crisi alimentare, alla crisi del clima - ha detto la Pelosi - ma vogliamo che lo sappiamo e cercheremo di metterlo in evidenza durante questo mio viaggio''.

La speaker della Camera, partita per l'Italia venerdi' poche ore dopo il successo della approvazione del piano di stimolo dell'economia, ha definito Obama ''un grande leader''. ''Nessun presidente prima di lui era riuscito, a tre settimane dall' arrivo alla Casa Bianca, a far approvare misure economiche di cosi' ampie dimensioni con centinaia di miliardi di dollari destinati alla sanita', all' educazione, alla scienza e tecnologia, ad ammodernare le infrastrutture, a dare alla classe media la piu' ampia riduzione fiscale della storia'', ha affermato la Pelosi.

Anche se il piano e' stato approvato quasi esclusivamente con i voti dei democratici, per la speaker della Camera il tentativo di Obama di creare un nuovo spirito bipartisan non e' defunto. ''Obama ha teso la mano piu' volte ai repubblicani al Congresso, pronto ad ascoltare nuove idee - ha detto la Pelosi - ma i loro suggerimenti erano la copia delle politiche fallite di Bush, le stesse che ci hanno messo in questa grave crisi economica''. La Pelosi ha sottolineato che il piano non comprende norme protezioniste: ''Niente di cio' che e' nel piano viola gli accordi commerciali stipulati dagli Stati Uniti. Non temete: l'America non vuole tornare al protezionismo''.

Guantanamo, Pelosi: accogliere detenuti scelta singoli paesi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2009

ROMA - "Non vogliamo incoraggiare l'Italia ad accogliere gli ex detenuti di Guantanamo, ma dopo una verifica sarà discrezione di ogni singolo Paese decidere il da farsi. Quello che è certo è che la prigione Guantanamo verrà chiusa nel modo più corretto possibile". Lo ha detto Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti Usa, in una conferenza stampa oggi a Montecitorio, ricordando che il presidente americano Barack Obama ha annunciato che "ogni singola situazione sarà sottoposta a revisione per verificare gli elementi di fatto" che riguardano ogni detenuto. Dal canto suo, il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha dichiarato di "non vedere conseguenze per il nostro Paese" dalla chiusura della base Usa di Guantanamo, ricordando che nel nostro paese si può essere detenuti solo in seguito ad una sentenza della magistratura, oppure per accordi bilaterali con altri Paesi. "Il governo lo sa bene", ha aggiunto il presidente della Camera.

FINI, DETENUTI SOLO PER DECISIONE MAGISTRATURA

La chiusura della prigione di Guantanamo non dovrebbe portare ''conseguenze per il nostro Paese'' in quanto ''in Italia si puo' essere detenuti solo in seguito a una pronuncia della magistratura o per accordi bilaterali'' con altri Paesi in materia di giustizia. Lo ha ricordato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in una conferenza stampa oggi a Montecitorio al fianco di Nancy Pelosi, la speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. ''Il governo lo sa bene - ha sottolineato Fini - e questa sara' la risposta del Parlamento'' qualora l'esecutivo ponesse la questione dell'accoglienza degli ex detenuti di Guantanamo in Italia. ''Inoltre non mi risultano cittadini italiani tra i detenuti di Guantanamo'', ha aggiunto il presidente della Camera.

Chavez sarà rieleggibile a vita, vince il sì al referendum

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/02/2009

I sì al referendum costituzionale sull'abolizione del limite a due soli mandati per il Presidente della Repubblica e di altre cariche pubbliche si si sono imposti con il 54,36% . Una modifica della costituzione fortemente voluta da Hugo Chavez che gli permettera' di ricandidarsi per un terzo mandato nel 2012. La Costituzione limita infatti a due i mandati presidenziali: sulla base dell'attuale Carta Magna, Chavez (54 anni) dovrebbe quindi lasciare il potere nel 2012, visto che e' stato gia' rieletto nel 2006.

Subito dopo aver votato, e' stato lo stesso Chavez a riferire alla stampa il significato del referendum: "oggi si decide il mio destino politico", ha detto, ricordando che quello in corso in Venezuela e' un "processo storico".

Il paese sapra' infatti "andare avanti" lungo la strada della "rivoluzione socialista", ha proseguito Chavez, che con il voto odierno ha in sostanza chiesto 'tempo' ai 17 milioni di elettori, per portare a termine le trasformazioni 'bolivariane' promosse negli ultimi dieci anni dal suo governo.

Nei giorni scorsi, Chavez si e' prodigato con determinazione soprattutto contro il fantasma dell'astensione, uno dei dati chiave che nel referendum del 2 dicembre del 2007 portarono i 'no' alla vittoria, ma solo per un soffio, mandando in cantina la riforma costituzionale del presidente, che includeva tra l'altro proprio una rielezione illimitata.

Le operazioni di voto stanno procedendo bene; si sa solo di inconvenienti marginali. Hanno invece suscitato piu' attenzione gli scambi di accuse tra i due fronti su iniziative di propaganda politica in parallelo con le operazioni di voto.

Piu' che in altre occasioni, a preoccupare Chavez oggi e' la situazione economica. Anche il presidente deve infatti fare i conti con la crisi internazionale. Caracas non e' piu' la 'Venezuela saudita' dei tempi in cui il greggio era vicino a 150 dollari il baril, mentre oggi e' quota 37. Proprio questo aspetto riduce sensibilmente i margini di

manovra della finanziaria per il 2009, pari a 77 miliardi di dollari. In parte grazie al fiume di petrodollari degli ultimi anni, tra il 2002 e il 2007 - afferma la Cepal (commissione Onu per l'America Latina) - la poverta' nel paese e' scesa dal 51% al 28%, mentre l'indigenza e' passata dal 25% all'8,5%.

Oltre all'economia, l'altro elemento completamente diverso rispetto al passato e' la fine dell'era Bush, e l'arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca. Ieri, Chavez ha per esempio 'aperto' ad un possibile dialogo con gli Usa. E qualche timido segnale in questa direzione e' giunta anche da Washington.

Il voto se da una parte premia Chavez dall'altra infligge un duro colpo all'opposizone che aveva punato su questo referendum per delegittimare lo stesso presidente. I sondaggi della vigilia avevano già confermato la grande popolarita' del leader bolivariano, vicina al 70 per cento.

Intercettazioni: ora si rischia il carcere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2009

ROMA - Via libera dalla commissione Giustizia della Camera a due emendamenti al ddl intercettazioni, entrambi del Pdl, che introducono una nuova figura di reato, quella della pubblicazione di intercettazioni per le quali "sia stata ordinata la distruzione". Per questa nuova fattispecie di reato (finora punita con una 'contravvenzione'), si prevede il carcere da uno a tre anni. La stessa sanzione è stabilita per la pubblicazione di intercettazioni "espunte" perché riguardanti terzi estranei alle indagini e "irrilevanti".

STOP ANCHE A PUBBLICAZIONE NOMI MAGISTRATI

Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati", fatto salvo il caso in cui l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca. Lo prevede un emendamento a prima firma di Francesco Paolo Sisto (Pdl) al ddl intercettazioni che è stato approvato oggi in commissione Giustizia alla Camera. "L'obiettivo - spiega Sisto - è quello di far sì che il giudice abbia il volto del suo provvedimento e non viceversa. Sono molto soddisfatto che sia stata approvata questa modifica".

Israele, bombe sui tunnel di Gaza e condizioni per lo scambio di prigionieri con Hamas

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/02/2009

L'aviazione israeliana ha bombardato i tunnel che passano sotto al valico di Rafah, usati per il contrabbando dall'Egitto. Il raid aereo è la risposta al lancio di due razzi verso il sud di Israele che non hanno fatto vittime: il primo è caduto su una zona desertica, l'altro su una fattoria, ma ha provocato solo lievi danni. Il lancio è stato rivendicato dalle Brigate Hezbollah Palestina, una sigla poco conosciuta che ha fatto sapere di aver voluto onorare Imad Mugnieh, un leader di Hezbollah ucciso un anno fa a Damasco.

Altre morti

Nelle stesse ore un palestinese è morto a Al-Atatra, nel nord della Striscia di Gaza, mentre maneggiava esplosivo. Inizialmente fonti mediche avevano collegato il decesso a un raid israeliano, ma le forze armate dello Stato ebraico hanno escluso di aver compiuto azioni in quella zona.

La trattativa

I leader terroristici palestinesi che potrebbero essere liberati in cambio del rilascio di Gilad Shalit non potranno tornare a Gaza o in Cisgiordania, ma dovranno andare in esilio in Siria o in Libano. E' la condizione su cui continua a insistere Israele, mentre si continua a lavorare all'accordo con Hamas, secondo quanto scrive il quotidiano arabo edito a Londra al-Hayat.

Il giornale ricorda che il movimento di resistenza islamico deve ancora rispondere a questa richiesta dello Stato ebraico, ma venerdi' scorso si e' espresso il capo dell'intelligence egiziana Omar Suleiman - che media i negoziati tra Israele e Hamas - sostenendo che il Cairo è contrario a questa condizione.

Secondo quanto riporta il giornale libanese al-Safir, lo scambio di prigionieri dovrebbe avvenire in tre fasi principali. La prima prevede la liberazione di 350 detenuti palestinesi scelti tra le persone considerate meno pericolose dagli israeliani insieme all'apertura dei valichi di frontiera con Gaza. La seconda fase invece prevede la consegna del caporale israeliano Shalit da parte di Hamas ai mediatori egiziani in cambio della liberazione di altri 550 palestinesi definiti di 'media pericolosità'.

La terza e ultima fase prevede invece il ritorno di Shalit in Israele in cambio della liberazione di altri 400 palestinesi la cui pericolosità risulta essere maggiore rispetto a quelli rilasciati in precedenza. Anche per il giornale libanese le divergenze tra le parti si ridurrebbero ai nomi di quattro dirigenti palestinesi per i quali Israele chiede l'allontanamento dai territori occupati.

Torture a Guantanamo, pressioni USA per il silenzio inglese

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/02/2009

Il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, ha mentito. E' questa l'accusa che si legge oggi fra le righe del Guardian, chedi sulle presunte torture subite da Binyam Mohammed, un detenuto di Guantanamo, residente in Gran Bretagna, non molla la presa.

Per il Guardian ora ci sono le prove che Washington ha effettivamente esercitato pressioni su Londra per impedire la divulgazione dei documenti sulle torture subite da Mohamed. Funzionari del Foreign Office avrebbero sollecitato gli Stati Uniti a mettere nero su bianco in una lettera che se le prove fossero state rivelate, Washington avrebbe smesso di scambiare informazioni di intelligence con il Regno Londra. Proprio l'esistenza di questa lettera avrebbe persuaso i due giudici dell'Alta Corte inglese il 4 febbraio scorso a bloccare la pubblicazione dei documenti denunciando delle minacce degli Stati Uniti. Minacce che erano state appunto smentite da Miliband.

Arrestato nel 2002 e successivamente trasferito in Marocco, Binyam - secondo i suoi legali - subì interrogatori e torture e poi fu deportato nella prigione militare Usa a Cuba. Mohamed Binyam, in sciopero della fame da quasi un mese, è uno degli ultimi detenuti di Guantanamo, dopo il via libera del presidente Usa Barack Obama alla chiusura della famigerata struttura militare sull'isola di Cuba. Il suo rientro nel Regno Unito è atteso a giorni dopo che le accuse di terrorismo e collaborazionismo con al Qaeda sono state ritirate.

Fini in videochat risponde a cittadini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/02/2009

ROMA - Torna la videochat con il Presidente della Camera dei deputati. Domani alle ore 15,30, Gianfranco Fini risponderà in diretta alle domande dei cittadini. Per porre quesiti basterà collegarsi con il sito di Montecitorio, www.camera.it. Le domande potranno essere formulate già da domani a partire dalle ore 12. La videochat, voluta dal Presidente per avvicinare i cittadini alle Istituzioni, è una delle nuove modalità di comunicazione che stanno caratterizzando l'attività della Camera dei deputati. Si sta lavorando, infatti, anche all'arricchimento del palinsesto del canale satellitare di Montecitorio e alla presenza su YouTube di un canale interamente dedicato alla Camera dei deputati. Dopo il grande riscontro avuto l'uno dicembre scorso, per la seconda volta Gianfranco Fini risponde ai cittadini attraverso la videochat.

Sindone: trovato sudario dell'epoca di Cristo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2009

Trovati dei capelli, tracce di Dna svelano piu' antico caso di lebbra finora noto

ROMA - Un sudario dell'epoca di Cristo è stato scoperto nella Città Vecchia di Gerusalemme e le sue caratteristiche risultano essere molto diverse rispetto a quelle della Sindone conservata a Torino. Le tracce genetiche che ancora conserva hanno inoltre permesso di identificare il più antico caso di lebbra finora noto. E' quanto emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista scientifica online Plos One. E' il risultato di quasi 10 anni di lavoro di un gruppo internazionale composto da biologi, genetisti, antropologi e archeologi dell'Università Ebraica di Gerusalemme, dell'University College di Londra, dell'università canadese di Lakehead e quelle statunitensi di New Haven e North Carolina.

- LA DATAZIONE: Il sudario è stato scoperto ad Akeldamà, l'area che corrisponde al Campo di sangue acquistato da Giuda con i 30 denari e dove Giuda si suicidò. Considerando che la tomba si trova vicino a quella del sacerdote Anna, secondo gli esperti è probabile che appartenesse ad un altro sacerdote o a un aristocratico. Secondo la datazione al radiocarbonio la tomBa risale al periodo compreso fra l'1 e il 50 dopo Cristo.

- TESSUTI DIVERSI: tra frammenti di telo funebre sono stati scoperti nella stessa tomba in cui nel 1998 era stato trovato un altro sudario. Tutti i tessuti trovati della tomba hanno una trama molto più semplice rispetto a quella della Sindone, come ha rilevato lo storico dei tessuti, Orit Shamir. Le caratteristiche del sudario, la cui datazione corrisponde perfettamente a quella dell'epoca di Cristo, sono per gli studiosi motivo di dubbio sull'effettiva originalità della Sindone.

- CAPELLI: gli scavi hanno portato alla luce anche dei capelli, tagliati prima della sepoltura secondo il rituale dell'epoca e alcuni di essi nel telo funebre. Si sono conservati in buono stato nonostante l'umidità di quell'area.

- SIGILLI: contrariamente all'usanza del tempo, l'uomo non ha mai ricevuto la seconda sepoltura (a circa un anno dalla morte i resti erano trasferiti in un ossario) e l'ingresso della tomba era stato sigillato con il gesso probabilmente perché l'uomo era malato di lebbra ed era morto di tubercolosi, come ha rivelato l'analisi del suo Dna.

- IL PIU' ANTICO CASO DI LEBBRA: l'analisi del Dna, dalla quale risulta che l'uomo era malato di lebbra, rivoluziona le ipotesi sull'origine della malattia, che si riteneva fosse originaria dell'India e che da lì avesse raggiunto Medio Oriente e Mediterraneo.

Crocifisso: Barrot, competenza nazionale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2009

Il commissario Ue, all'Europarlamento, risponde all'interrogazione del leghista Borghezio

STRASBURGO - La Commissione Ue "non può agire se non nell'ambito di applicazione del diritto europeo" e le leggi nazionali sui simboli religiosi negli edifici pubblici "competono ai paesi membri". Così il commissario Ue a Giustizia, Sicurezza e Libertà Jacques Barrot ha risposto, in un'aula semideserta dell'Europarlamento, all'interrogazione presentata dal leghista Mario Borghezio con la quale chiede alla Commissione di impugnare la sentenza della corte dei diritti umani di Strasburgo contro la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche in nome del principio della sussidiarietà.

In quanto custode dei trattati la Commissione non può intervenire in un dibattito che riguarda il Consiglio d'Europa e la Corte dei diritti dell'uomo, ha sottolineato Barrot. A sostegno della posizione illustrata da Borghezio sono intervenuti esponenti del Ppe, fra i quali Antonio Cancian, Mario Mauro, Carlo Casini e Magdi Allam. Contrari eurodeputati dell'S&d e dei liberaldemocratici.

Microsoft finisce la guerra con l'Ue, il browser sarà libero

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2009

Sì definitivo dell'antitrust alle proposte del colosso informatico

BRUXELLES - Termina la lunga e costosa guerra Microsoft-Ue con il sì definitivo dell'antitrust europeo alle proposte del colosso informatico per mettere fine alla guerra dei browser e garantire ai consumatori Ue di poter esplorare la rete con navigatori diversi da Internet Explorer (IE).

Milioni di consumatori europei potranno beneficiare della libertà di scelta sul tipo di browser per web da utilizzare, ha detto oggi il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes. Microsoft si è impegnata a garantire agli utenti Windows europei la scelta sui browser e consentire ai produttori di pc e agli utenti di disinstallare Internet Explorer, laddove fino ad oggi era invece selezionato dalla casa madre come software predefinito per esplorare la rete.

In base agli impegni presi con la Commissione Ue, Microsoft dovrà ora equipaggiare i pc che utilizzano Windows con una finestra che consentirà di scegliere tra diversi browser. Si chiamerà 'Choise Screen' e comparirà su tutti i pc che utilizzano i sistemi operativi Windows XP, Vista o Windows 7, grazie agli aggiornamenti automatici previsti dai sistemi. Quindi anche i vecchi utenti, cioé quelli che hanno già un pc con Internet Explorer installato di default, avranno la possibilità di scegliere tra Firefox di Mozilla, Chrome di Google e Opera (per citare i più diffusi) e avranno due opzioni: 'maggiori informazioni' o 'installa'. E se ne potrà anche installare più di uno. Ai produttori di pc la Microsoft consentirà addirittura di scegliere se disinstallare del tutto IE prima di mettere in vendita i pc o se affiancargli altri browser che quindi saranno già parte della dotazione software del pc prima che finisca sugli scaffali.

Strasburgo condanna l'Italia No a semiliberta' per Angelo Izzo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2009

Le autorita', secondo la Corte, hanno violato il diritto alla vita delle vittime

STRASBURGO - La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia per aver concesso la semilibertà al mostro del Circeo, Angelo Izzo. Concedendo nel 2004 la semilibertà a Izzo, sottolinea la Corte di Strasburgo, le autorità italiane hanno violato il diritto alla vita di Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, uccise da Izzo il 28 aprile 2005 mentre godeva di questo beneficio. La Corte ha anche stabilito che le autorità italiane dovranno risarcire i familiari delle vittime con 45mila euro per danni morali.

I familiari di Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, avevano presentato ricorso nel luglio del 2006. I ricorrenti hanno sostenuto che, concedendo la semilibertà ad Izzo, era stato violato il diritto alla vita, sancito dall'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, delle due donne. Oggi i giudici di Strasburgo hanno dato loro ragione. Nello stabilire che le autorità italiane hanno violato il diritto alla vita delle due donne concedendo la semilibertà ad Angelo Izzo, la Corte sottolinea che "non vi è una critica del sistema di reinserimento dei detenuti" ma come questo è stato applicato nel caso di Izzo. La sentenza resa pubblica oggi diventerà definitiva tra tre mesi, se il governo italiano e i ricorrenti non chiederanno e otterranno un rinvio davanti alla Grande Camera della stessa Corte (ultimo grado di giudizio).

Maroni, domani a Cdm norme su manifestazioni e Internet

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/12/2009

Sono ''misure urgenti'' e' possibile che si agisca per decreto

ROMA - "Stiamo valutando misure più adeguate che intendo proporre giovedì" al Consiglio dei Ministri. Così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, replica in Transatlantico alla Camera, a chi gli chiede della proposta avanzata ieri e ribadita dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di inasprire le misure anti-contestazione alle manifestazioni, ed estenderle anche ai periodi che non riguardano la campagna elettorale. A questo, ribadisce Maroni, si dovrebbero aggiungere le norme riguardanti Internet. "Sono misure che stiamo valutando - dice Maroni - per garantire ai cittadini e a chi ha compiti istituzionali di poter svolgere tranquillamente la propria azione".

Maroni sottolinea che si tratta di "misure urgenti" e dunque è ipotizzabile che il governo intenda agire per decreto. "Farò la proposta - sottolinea - in Consiglio dei Ministri, giovedì vediamo". Il ministro dell'Interno non si sofferma sui particolari, sottolineando: "Ho detto che sono allo studio misure ma non ho intenzione di dire quali: lo dirò prima al Consiglio dei Ministri, essendo misure delicate, che riguardano terreni delicati come la libertà di espressione sul web e quella di manifestazione, ancorché in luoghi aperti, pubblici". Secondo il ministro è in ogni caso necessario "trovare un equilibrio tra la libertà di manifestazione del proprio pensiero in campagna elettorale e quella di manifestare la propria critica. Tutte queste sono norme che stiamo valutando, per vedere se servono e cosa serve alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni".

Martedì 17 Febbraio 2009

Eluana, per Binetti fu 'suicidio assistito'. Quagliariello: no, non ha mai espresso volontà di morire

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/02/2009

E' stato un "suicidio assistito", che il nostro codice penale riconosce e punisce come un reato. Sulla tragedia di Eluana Englaro la deputata del Pd Paola Binetti non ha cambiato idea: "Con la somministrazione di sedativi per ridurre una sofferenza che c'era- spiega a Repubblica-hanno di fatto anticipato intenzionalmente la morte". Per questo si può parlare "di una forma di suicidio assistito". Eluana ammazzata, come dice Quagliariello? "No, io parlo di suicidio assistito", precisa Binetti.

La conferenza dei capigruppo del Senato ha messo in calendario giovedì 5 marzo, in aula, la discussione sul testamento di fine vita.

Tutti sapevamo che il Pd nasceva da culture, da anime diverse. Stiamo provando a resistere con la maggiore lealtà e schiettezza possibile, lo faremo fin dove si potrà arrivare - dice Binetti - Laddove non dovesse più essere possibile se i dirigenti riconosceranno che non ci saranno piu' spazi per la convivenza, ognuno andrà per la sua strada.

La vita non è bene disponibile

Sosterremo il ddl del centrodestra - chiarisce - perché sancisce il principio di indisponibilità della vita, esprime un no tondo all'eutanasia in tutte le sue forme e qualifica l'interruzione dell'alimentazione come causa di morte. Nel caso di Eluana, prosegue, "con la somministrazione di sedativi per ridurre una sofferenza che c'era, hanno di fatto anticipato intenzionalmente la morte", una forma, insomma di

suicidio assistito.

No al referendum

Binetti sconsiglia al collega Marino "una nuova campagna referendaria. Ricordi come andò nel 2005 con la legge 40". Anche perché "minacciare il referendum vuol dire essere indisponibili al dialogo". Binetti si dice poi sorpresa che "si sia pretesa una dichiarazione di equidistanza" da Dorina Bianchi, che ha preso il posto di Marino come capogruppo in commissione Sanità del Senato, "mentre a Marino, che pure ha

portato avanti a spada tratta una proposta di parte, non è mai stata chiesta alcuna garanzia di imparzialità".

Quagliariello: ma Eluana non ha mai detto che voleva morire

Il vicepresidente vicario dei senatori del PdL Gaetano Quagliariello prende atto delle

numerose convergenze registrate fra il suo gruppo e la senatrice Paola Binetti sulla questione del fine vita, ma sottolinea un punto di dissenso: "Eluana Englaro - spiega Quagliariello - non è morta per suicidio assistito. E questa è la grande differenza

che separa il suo dramma da quello di Piergiorgio Welby. Eluana non ha mai espresso con certezza la sua volontà, tant'è vero che i giudici hanno preteso di ricostruirla ex post per via indiziaria basandosi sul suo presunto stile di vita".

Noi, fermo restando il divieto di sospendere idratazione e alimentazione, con le dichiarazioni anticipate di trattamento vogliamo garantire - ha aggiunto - che sia sempre la persona la protagonista dell'alleanza terapeutica con il medico: la sua volontà sull'attivazione o meno di determinate terapie deve essere certificata, affinché non accada mai più che sia qualcun altro, anche se animato dalle migliori intenzioni, a stabilire quando una vita sia degna o meno di essere vissuta.

Gli avvocati: no a forzature

Una trentina di soci dell'Associazione civilisti italiani, intanto, promuove un appello al legislatore, primo firmatario Guido Alpa, professore alla Sapienza e presidente del Consiglio nazionale forense. Il testo dice no a "forzature inaccettabili" come

quelle che ci sono state sul caso di Eluana Englaro. In tema di testamento biologico il Parlamento eviti di "espropriare la persona del diritto elementare di accettare la morte che la malattia ha reso inevitabile, di combattere il male secondo le proprie misure, senza rimanere prigioniera, per volontà di legge, di meccanismi artificiali di prolungamento della vita biologica".

La maggioranza pare intenzionata ad una discussione rapida di un testo fortemente limitativo del fondamentale diritto all'intangibilita' del corpo - scrivono i professori di diritto civile - Verso questo obiettivo si procede a passi spediti, senza tener conto dei principi costituzionali di diritto interno e sovranazionale ed ignorando l'esigenza di rispetto di posizioni morali diverse.

Obama firma il pacchetto anti-crisi e decide di inviare 12mila soldati in più in Afghanistan

Rainews24, http://www.rainews24.it, 17/02/2009

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato oggi a Denver il pacchetto di stimolo per l'economia da 787 miliardi di dollari.

Il capo della Casa Bianca ha detto che è "l'inizio della fine" della crisi e permetterà di "creare posti di lavoro" e di "dare le basi di una nuova economia".

E adesso cominciamo a lavorare, ha poi aggiunto il presidente.

Visibilmente soddisfatto e affiancato dal suo vice, Joe Biden, Obama ha usato a Denver toni molto ottimistici, in netto contrasto con i taglienti allerta che aveva lanciato nei giorni scorsi, quando il piano faticava a trovare il consenso necessario per il 'via libera' al Congresso.

Non ho la pretesa di dire che questa e' la fine dei nostri problemi ne' che questo e' tutto quello che dobbiamo fare per rimettere in moto l'economia, ha aggiunto.

Ma oggi segna l'inizio della fine, l'inizio di quello che dobbiamo fare per creare i posti di lavoro di cui gli americani hanno bisogno. L'inizio di cio' di cui abbiamo bisogno per dare sollievo alle famiglie preoccupate di non riuscire a pagare i conti a fine mese. L'inizio dei primi passi per rifondare la nostra economia, per spianare la strada a una crescita di lungo termine e alla prosperità.

Wall Street non trae alcun beneficio dalla firma del presidente e chiude in calo. Il Dow Jones cede il 3,76% a 7.555,23 punti, il Nasdaq perde il 4,02% a 1.472,76 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 4,53% a 789,41 punti.

In Afghanistan 12mila soldati in più

Il presidente Obama aveva ordinato a suo tempo al Pentagono una 'revisione' della

strategia Usa in Afghanistan.

L'invio di nuove truppe dovrebbe essere annunciato dalla nuova amministrazione oggi o domani.

Secondo le fonti del Pentagono l'invio di truppe addizionali dovrebbe includere per il momento una brigata dell'esercito ed una quantita' imprecisata di marine.

Ulteriori aumenti di truppe Usa in Afghanistan sono previsti per i mesi a venire.

Intercettazioni, Mancino: ddl distrugge strumento

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2009

ROMA - Il ddl della maggioranza sulle intercettazioni "distrugge" questo strumento investigativo. Lo ha detto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino nel corso del dibattito sul parere del Csm sul provvedimento.

Nel mirino di Mancino c'é soprattutto la norma che autorizza le intercettazioni solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza. "Tutto questo distrugge la stessa possibilità delle intercettazioni - ha detto - la limita fortemente".

Eccessiva la sanzione penale prevista per i giornalisti dal ddl sulle intercettazioni per la pubblicazione di atti di procedimenti. Lo ha sostenuto il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, che ha parlato di un contrasto con l'articolo 21 della Costituzione.

La sanzione penale per i giornalisti è eccessiva e unilaterale ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione, quello sulla libertà di stampa, ha detto Mancino. "Il venir meno del segreto - ha aggiunto - è opera unilaterale del giornalista o c'é qualcuno che ha concorso nella consumazione del reato con lui"?.

Cappellacci, ha vinto la Sardegna reale su quella virtuale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2009

CAGLIARI - "La Sardegna è una terra particolare anche in materia di sondaggi evidentemente. E' successo semplicemente che i sardi hanno compreso attraverso la Sardegna reale quella con tanti problemi con una crisi senza precedenti rispetto ad una Sardegna virtuale che era quella che veniva rappresentata dal centrosinistra, un paese dei balocchi in realtà inesistente".

E' la spiegazione di Ugo Cappellacci, neo presidente della Regione, risponendo a "Panorama del giorno" su Canale5, a Maurizio Belpietro che gli chiedeva cosa fosse successo alla luce di sondaggi che fino all'ultimo lo davano perdente su Soru. Il neo Governatore ha aggiunto che i sardi hanno compreso che questi cinque anni sono stati veramente fallimentari e hanno scelto la proposta del centrodestra. "Poi hanno compreso che questa vicinanza , questa attenzione del presidente Berlusconi sulla quale si è tanto strumentalizzato - ha osservato - in realtà è una grandissima opportunità per la nostra terra e quindi hanno premiato questo".

Cappellacci che ha ringraziato il premier ("per quello che ha fatto non in campagna elettorale e non solo in campagna elettorale ma per quello che sta facendo per la Sardegna") ha ribadito che il programma dei primi cento giorni sarà incentrato "sull'attenzione agli ultimi e quindi ai 190 mila disoccupati, ai 370mila sardi che vivono sotto la soglia della povertà, a quei cassintegrati che stanno diventando veramente un popolo. Poi metteremo mano a quelle norme che in questo momento hanno incatenato la Sardegna". In questo contesto rientreranno le modifiche al contestato piano paesaggistico:"lo modificheremo ma sempre in nome della tutela del territorio che é la nostra più grande e straordinaria risorsa". Infine, per la nuova Giunta ha annunciato tempi molto stretti. "Mi auguro entro una settimana - ha concluso - di aver già definito tutto.

di Roberta Celot

CAGLIARI - Il centrodestra strappa la Sardegna allo schieramento avversario e Ugo Cappellacci diventa il nuovo governatore, scalzando Renato Soru che nel 2004 vinse con il 50,13%. Il dato pressoché definitivo (91% di sezioni scrutinate) arriva intorno alle 6 e mezza del mattino - 15 ore dopo la chiusura dei seggi - e assegna a Cappellacci il 51,86% dei consensi, mentre il presidente uscente si ferma al 42,9, un distacco di 9 punti che pesa come un ko.

Crolla la coalizione di centrosinistra inchiodata al 38,67% contro il 56,66 del centrodestra. Ma Soru si conferma vincente nella leadership conquistando quasi cinque punti in più della sua coalizione. Cappellacci ne ha presi esattamente 5 in meno. Il Pdl diventa il primo partito nell'isola superando il 30%, il Pd al contrario affonda e non arriva al 25% (un anno fa alle Politiche si attestò al 33% e nelle Regionali del 2004 la somma dei tre partiti confluiti nel Pd, Ds-Dl-Progetto Sardegna, portò una dote attorno al 32%).

In ordine all'andamento degli spogli e ai risultati delle elezioni in Sardegna, sino ad ora non ho rilasciato alcuna dichiarazione. Le frasi che mi sono state attribuite sono pura invenzione. Così ha detto stamani il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una dichiarazione all'ANSA a proposito di quanto attribuitogli da organi di stampa riguardo al risultato del voto in Sardegna.

Nelle fila del centrodestra crescono i Riformatori (dal 6 al 7% circa), si conferma la potenza dell'Udc che viaggia sempre sul 9-10%, mentre il contestato debutto del Psd'Az nello schieramento guidato dal Pdl premia la scelta dei suoi dirigenti (dal 3,83% del 2004 al 4,35 di oggi). Nella casa degli avversari, netto balzo in avanti dell'Idv che passa dallo 0,99% del 2004 all'attuale 5%. Al contrario, scende di un punto il Prc che si attesta al 3%.

I dissidenti del Psd'Az, invece, raggruppati con i Verdi nella lista dei Rosso Mori si fermano al 2%. I Socialisti, cinque anni fa alleati con Soru, hanno fatto una corsa solitaria che li ha portati a superare di poco il 2% contro il 3,76 del 2004: una scommessa persa quella di rompere con il centrosinistra, perché il partito vede sfumare la possibilità di conquistare anche solo un seggio.

L'Irs dell'indipendentista Gavino Sale si conferma intorno al 2% come dato di lista, ma la sorpresa è il successo personale del leader che ha superato il 3% nella lista regionale. Irrompe un inedito "partito", quello dell schede nulle che diventano la terza forza della Sardegna: sono quasi 15.000, a cui si aggiungono le schede annullate volontariamente dall'elettore (circa 3300) e quelle bianche (più di 5000). A risultato ormai acquisito, una prima proiezione dei seggi ne assegna 54 al centrodestra e 26 al centrosinistra per un totale di 80 consiglieri che andranno a comporre la nuova Assemblea regionale contro gli 85 della precedente legislatura.

La schiacciante vittoria dello schieramento guidato da Cappellacci non fa infatti scattare il premio di maggioranza che determina l'eventuale aumento del numero minimo di 80 consiglieri previsto dalla legge. Nella nuova maggioranza 26 seggi verrebbero attribuiti al Pdl, 7 all'Udc, 5 ai Riformatori, 3 al Psd'Az, 2 a Sardegna Unita-Uds e 2 all'Mpa. Nello schieramento dell'opposizione 17 seggi andrebbero al Pd, 3 all'Idv, 2 al Prc, uno ai Rosso Mori, uno al Pdci e uno a La Sinistra. Rispetto al Consiglio regionale uscente, il rapporto si capovolge: nel 2004 il centrosinistra aveva ottenuto 51 seggi (grazie al premio di maggioranza) contro i 34 dell'opposizione.

Mani dei boss sull'eolico, arrestati imprenditori e politici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/02/2009

TRAPANI - I boss mafiosi avrebbero messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. E' quanto emerge dall'inchiesta che stamani ha portato all'arresto di imprenditori e politici trapanesi. Si tratta di otto provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Piero Padova e Gino Cartosio. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Reparto operativo di Trapani e dagli agenti della polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Trapani.

L'indagine mette in luce le dinamiche politiche e imprenditoriali che si sarebbero formate in questi anni per la realizzazione di "parchi eolici" in Sicilia, in particolare nel trapanese.

L'operazione antimafia che stamani ha portato all'arresto di otto persone, fra cui un imprenditore di Trento, si basa sui risultati delle indagini condotte da polizia e carabinieri di Trapani su una serie di progetti per la realizzazione di vari impianti eolici nel Trapanese. L'indagine é stata denominata "Eolo", ed analizza le dinamiche politiche e imprenditoriali che, in particolare, hanno spinto l'amministrazione comunale di Mazara del Vallo (ma anche altre amministrazioni locali) ad optare per un programma di progressiva espansione dell'energia eolica.

Alla base dell'inchiesta vi è un'imponente attività d'intercettazione. Il risultato più rilevante consiste nell'aver appurato che l'attività illegale di imprenditori e politici avrebbe avuto un imprimatur mafioso. I boss avrebbero controllato gli affari sull'energia alternativa, anche mediante l'affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici (scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti) per un affare di centinaia di milioni di euro ai quali si aggiungono, per la stessa entità, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese hanno beneficiato.

Vertice di Copenaghen, Cina: nessun accordo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2009

Ieri scontri e oltre 250 arresti, tra i fermi anche tre italiani

COPENAGHEN - Dozzine e dozzine di capi di Stato e di Governo sono in arrivo in queste ore a Copenaghen per dire l'ultima parola su un negoziato che dura ormai da oltre due anni. Tra oggi e domani, salvo proroghe dell'ultima ora, i leader del pianeta dovranno decidere come e quanto impegnarsi nella lotta al cambiamento climatico. Saranno presidenti e primi ministri a dover riempire di contenuti - ma soprattutto di cifre - una bozza di accordo che a 48 ore dalla fine annunciata del vertice dell'Onu sul riscaldamento del pianeta ancora non c'é, logorata e riscritta dai veti incrociati e dagli interessi contrapposti.

Il vertice delle divisioni, l'ha definito ieri la Chiesa cattolica: un summit che divide invece di unire, che contrappone Paesi ricchi a Paesi poveri. La neve che cade copiosa a Copenaghen non ha scoraggiato ieri gli ambientalisti che protestano e che vorrebbero far giungere la loro voce - spesso un disperato appello all'azione - nei blindatissimi spazi del Bella center, il centro fieristico che ospita questo mega-vertice delle Nazioni Unite. E con tutta probabilità non li scoraggerà neanche oggi: amplificando così il caos organizzativo che sta ormai caratterizzando quest'appuntamento di Copenaghen. Misure ancora più ferree sono state infatti annunciate dalla polizia per oggi: giornata importante che vedrà la presenza di personaggi del calibro del segretario di Stato americano Hillary Clinton (precederà di un giorno il presidente Obama), del presidente iraniano Ahmadinejad, di quello brasiliano Lula, o del cinese Hu; senza contare la contemporanea presenza di tutti i leader europei. Non ci sarà solo il premier italiano che è convalescente a Milano dopo l'aggressione subita a piazza Duomo. L'Italia sarà rappresentata dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Ieri diverse manifestazioni e scontri nei pressi del Bella center: manganelli e lacrimogeni usati dalla polizia con un bilancio di oltre 250 fermi. Tra questi anche tre italiani. Oggi replica scontata davanti alla passarella dei leader del mondo. Intanto nella notte si è lavorato alla bozza dell'accordo da sottoporre ai capi di Stato e di Governo: la presidenza danese sta disperatamente cercando di semplificare e ridurre il testo (circa 60 pagine) nella consapevolezza che già in molti parlano di fallimento storico.

CINA: NESSUNA POSSIBILITA' DI ACCORDO - La Cina ha detto ai partecipanti al vertice di Copenaghen di non intravedere alcuna possibilità di raggiungere un accordo operativo sul clima in questa settimana. Lo ha riferito un funzionario che partecipa ai colloqui. Il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha detto che la Cina avrebbe proposto, in alternativa, "una breve dichiarazione politica di qualche tipo".

Brasile: bimbo con 50 aghi nel corpo. Magia nera, patrigno confessa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/12/2009

Il piccolo, di due anni, con due aghi anche nel ventricolo destro del cuore, è stato trasferito d'urgenza in un'ospedale di Salvador

SAN PAOLO - Ad infilare 50 aghi nel corpo di un bimbo brasiliano di due anni di Ibotirama, un paese di Bahia, sarebbe stato il patrigno, che ha confessato di averlo fatto "per ragioni religiose". Il bambino, con due aghi anche nel ventricolo destro del cuore, è stato trasferito d'urgenza in un'ospedale di Salvador. L'uomo è stato arrestato oggi e ha confessato di essere il responsabile del folle gesto, come aveva subito sospettato la madre, Maria de Souza Santos, 38 anni, impiegata domestica e madre di altri otto figli. Ha infilato decine di aghi nel corpo del piccolo per un rituale di magia nera, per vendicarsi di un torto fattogli dalla sua donna. Sarebbe stata una sacerdotessa woodoo ad incitarlo a uccidere in questo modo il figliastro.

L'uomo si era dileguato subito dopo che il bambino era stato portato d'urgenza in ospedale con una crisi di vomito e con forti dolori all'addome, ma è stato rintracciato dalla polizia, alla quale ha fornito subito solo spiegazioni vaghe sul perché l'abbia fatto. Il piccolo è ricoverato in terapia intensiva, e il suo stato desta preoccupazione. Con aghi piantati nel cuore, nei polmoni, nello stomaco, nel fegato e nelle gambe, è cosciente, è nutrito via flebo e respira normalmente. I medici hanno per ora rinunciato ad operarlo perché preferiscono che si rinforzi prima di rimuovere almeno parte degli aghi all'interno del suo corpo.

Pay tv, Pd: regalo di Natale a Mediaset

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 17/12/2009

21.42 "Il 'decreto Mediaset' approvato oggi dal Consiglio dei ministri consente alle reti del premier di incrementare la loro quota pubblicitaria che già raggiunge il 64% della torta tv".Così,Gentiloni responsabile comunicazioni Pd. "I canali Sky subiranno invece una riduzione di un terzo della pubblicità in 3 anni: il primo caso di rateizzazione del conflitto di interessi",dice. Poi precisa:"E'inaccettabile che un vero e proprio ribaltone della normativa italiana sulla tv venga adottato con il solito decreto natalizio".

Mercoledì 18 Febbraio 2009

Papa a Nancy Pelosi: cattolici difendano vita umana

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2009

CITTA' DEL VATICANO - La "legge naturale" e "il costante insegnamento della Chiesa" "impongono a tutti i cattolici" di "proteggere la vita umana in ogni suo momento": è il messaggio del Papa a Nancy Pelosi, speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ricevuta oggi "brevemente" in udienza in Vaticano. Lo riferisce un comunicato stampa della Santa Sede.

Benedetto XVI - si afferma nella nota - "ha colto l'occasione per illustrare che la legge morale naturale e il costante insegnamento della Chiesa sulla dignitA' della vita umana dal concepimento alla morte naturale impongono a tutti i cattolici, e specialmente ai legislatori, ai giuristi e ai responsabili del bene comune della società, di cooperare con tutti gli uomini e le donne di buona volontA' per promuovere un ordinamento giuridico giusto, inteso a proteggere la vita umana in ogni suo momento".

Berlusconi: 'Sul tema della fine della vita spero in una soluzione condivisa'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/02/2009

Il tema della fine della vita è un problema che non è assolutamente di parte ma riguarda tutti, quindi l'auspicio è che si possa trovare una soluzione condivisa. Lo ha detto il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, al termine del ricevimento all'ambasciata italiana presso la Santa Sede con cui si è celebrato l'80esimo anniversario della firma dei Patti del Laterano.

Con il Vaticano "ci sono delle comuni visioni", ha detto il presidente del Consiglio, ai giornalisti che gli chiedevano se durante i colloqui con le alte gerarchie vaticane si fosse affrontato il caso di Eluana Englaro.

Veltroni? Volevo chiamarlo ma mi è passata la voglia

Silvio Berlusconi commenta con "un pizzico di birichinaggine" quanto detto stamane da Walter Veltroni. "Volevo telefonargli oggi, ma dopo aver letto le sue dichiarazioni me ne è passata la voglia", ha detto il presidente del Consiglio lasciando il ricevimento per l'anniversario dei Patti Lateranensi.

Berlusconi ha comunque premesso che le dimissioni del segretario del Pd "è un fatto che non richiede commenti perché riguarda un'altra casa e io, per abitudine, non sono mai entrato nelle cose di interesse di altre forze politiche".

Mi auguro di avere presto la possibilità di trovare dall'altra parte, nell'opposizione, un interlocuzione con cui posso lavorare, ha aggiunto il premier.

Io e Napolitano auspichiamo collaborazione Entrambi abbiamo auspicato assoluta e piena collaborazione": con queste parole Silvio Berlusconi ha sintetizzato il suo incontro di ieri sera con Giorgio Napolitano.

Israele: si liberi Shalit e saranno riaperti valichi Gaza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2009

GERUSALEMME - La liberazione del caporale Ghilad Shalit è una condizione del governo israeliano per la riapertura dei valichi di Gaza. Lo ha detto il ministro Meir Shitrit al termine della seduta del consiglio di difesa del governo di Ehud Olmert.

Il ministro Shitrit ha aggiunto che la decisione è stata presa alla unanimità. "Sarebbe impensabile giungere ad un accordo qualsiasi (su Gaza, ndr) senza la liberazione di Shalit", ha osservato il ministro. La "massima priorità per Israele", ha ribadito, resta il suo rilascio da parte di Hamas, che lo detiene dal giugno 2006.

HAMAS: ISRAELE CAMBIA CARTE TAVOLA, MA NOI NON CEDIAMO

Il portavoce di Hamas a Gaza, Fawzi Barhum, ha ribadito oggi il no della sua parte a ogni collegamento diretto fra la tregua nella Striscia di Gaza, con annessa riapertura dei valichi, e la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, catturato da Hamas nel 2006. Interpellato dall'ANSA ha accusato Israele di cambiare la carte in tavole e di voler ''imporre nuove condizioni solo per bloccare a un passo dalla conclusione la trattativa'' mediata dall'Egitto per una tregua duratura a Gaza e la riapertura dei varchi con la Striscia. Nonche' di farlo per ragioni di politica interna legati alla laboriosa formazione del nuovo governo israeliano dopo le elezioni del 10 febbraio.

''L'occupante sionista non vuole prendere impegni con i palestinesi e non vuole farci vivere come esseri umani'', ha tuonato il portavoce, imputando a Israele di ''utilizzare la questione di Shalit e della tregua nel quadro dei suoi giochi politici interni''. Hamas - ha sottolineato Barhum - ''resta comunque fermi sul punto che il caso Shalit (che il movimento islamico radicale al potere a Gaza vuole risolvere nell'ambito di uno scambio di prigionieri, ndr) deve restare separato dalla questione della tregua e della riapertura dei varchi''.

Marcegaglia: bloccare per un anno il Tfr in azienda

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2009

FOGGIA - "Si potrebbe arrivare alla decisione che per un anno i flussi di Tfr non vadano all'Inps, ma vengano tenuti all'interno delle imprese". Oppure i flussi del Tfr potrebbero servire a "creare un fondo di garanzia che aiuti il sistema del credito alle piccole e medie imprese". E' una delle proposte lanciate dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per superare la crisi economica in Italia. Marcegaglia lo ha detto incontrando i giornalisti a Foggia dopo una riunione con gli imprenditori locali.

Il tema del credito è fondamentale - ha aggiunto - servono decisioni concrete perché se non c'é credito si blocca il sistema delle imprese, ancor più nel Sud. Per il leader di Confindustria "é assolutamente necessario che, come sta accadendo in tutti i Paesi europei e anche negli Stati Uniti e in Cina, il governo italiano sostenga l'economia. Comprendiamo - ha spiegato - il problema del debito pubblico, ma riteniamo che in un momento come questo serva un sostegno all'economia, senza il quale rischiamo veramente che molte imprese non riescano ad andare avanti". Oltre a quella sul Tfr, Marcegaglia ha avanzato la proposta che la Cassa Depositi e Prestiti anticipi i crediti delle imprese con le pubbliche amministrazioni e che venga reso al più presto operativo il Fondo di garanzia di 450 milioni di euro previsto nel Decreto 185 per le Confidi.

SCAJOLA A CONFINDUSTRIA: BASTA CORVI

I "centri studi nazionali si compiacciono di diffondere il pessimismo, rivedendo sistematicamente al ribasso di mezzo punto percentuale le stime effettuate dagli istituti internazionali". Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola in occasione di un suo intervento ad un convegno della Fim-Cisl. "Finiamola con questi corvi che passano per strada - ha sottolineato Scajola - Sono perplesso per gli scenari diffusi da Confindustria ogni volta che escono valutazioni di organismi internazionali tipo Ocse o Fmi. Vedo sempre posizioni dure di Confindustria e ogni volta c'é un carico", ha detto il ministro riferendosì alle ultime previsioni sul Pil riviste ulteriormente al ribasso dal centro studi di Confindustria (oltre il 2,5% in corso d'anno).

Scajola ha invitato a non "cedere alla rassegnazione" anche perché lo stesso Fondo ha sottolineato che "nel nostro Paese la crisi si è manifestata con caratteri meno accentuati rispetto ad altri Paesi industrializzati. Abbiamo certo un problema di crescita ma - ha aggiunto Scajola - non si è verificata l'implosione del mercato finanziario né il collasso del settore immobiliare e il governo sta facendo il possibile, ne rispetto dei vincoli di bilancio, per salvaguardare la struttura produttiva del Paese".

Gm e Chrysler annunciano tagli e chiedono 21,6 mld

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2009

NEW YORK - General Motors e Chrysler consegnano al governo americano i propri piani di ristrutturazione che prevedono tagli drastici ma anche richieste consistenti: le due case automobilistiche potrebbero avere complessivamente bisogno di ulteriori 21,6 miliardi di dollari, oltre a quelli finora stanziati.

L'esame dei progetti partirà - ha assicurato il segretario al Tesoro Timothy Geithner - alla fine della settimana. Valutando l'alleanza strategica con la Fiat come "l'opzione migliore" per Chrysler, la più piccola delle case automobilistiche di Detroit presenta al governo un piano dettagliato, che prevede il taglio di ulteriori 3.000 posti di lavoro. Chrysler, allo stesso tempo, sottolinea la necessità di avere bisogno di aiuti supplementari: oltre ai 4 miliardi già incassati, ne chiede altri 5 entro il 31 marzo. Di questi 3 erano previsti nel precedente accordo e condizionati al piano, due invece sono nuovi.

Complessivamente Chrysler punta ad ottenere dal governo 9 miliardi di dollari, cioé due miliardi in più rispetto alla richiesta iniziale. Senza gli ulteriori fondi, e in mancanza di concessioni da sindacati e creditori, Chrysler - spiega la società nel piano - potrebbe essere costretta a chiedere la bancarotta. Un'operazione che potrebbe arrivare a costare 24 miliardi di dollari. Il Chapter 11 - ha comunque rassicurato l'amministratore delegato Bob Nardelli nel corso di una conference call - "non è necessaria" per la sopravvivenza di Chrysler. Gm mette sul piatto riduzioni ben più pesanti ma chiede anche un cifra decisamente maggiore.

Promettendo un'accelerazione nelle operazioni di ristrutturazione (12 impianti chiusi entro il 2012 e 47.000 posti di lavoro in meno entro il 2009), Gm chiede al governo aiuti ulteriori fino a 16,6 miliardi di dollari, che vanno a sommarsi ai 13,4 miliardi di dollari già ottenuti, portando così - stima il colosso di Detroit - a 30 miliardi le risorse necessarie per il salvataggio, cioé una cifra inferiore a un'eventuale cessione che costerebbe in media 100 miliardi di dollari. In particolare chiede un prestito da 4,6 miliardi entro marzo-aprile, portando così il prestito totale a 18 miliardi, la cifra inizialmente richiesta. Inoltre, la casa domanda una linea di credito da 7,5 miliardi e lo slittamento del pagamento di una linea di credito da 4,5 miliardi in scadenza nel 2011.

Atene, disinnescata bomba davanti a uffici Citibank

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/02/2009

Un'auto imbottita di una potente carica di esplosivo è stata disinnescata all'ultimo momento dalla polizia nelle prime ore di stamattina davanti ad una sede della Citibank in un quartiere residenziale di Atene.

Secondo la polizia, citata dall'agenzia Ana, se la bomba fosse esplosa avrebbe semidistrutto l'edificio che ospitava anche appartamenti. Gli agenti sono intervenuti dopo la telefonata del guardiano dell'edificio che aveva notato movimenti sospetti.

Il fallito attentato segue l'attacco a mano armata di ieri sera, da parte di quattro uomini mascherati contro la sede della tv Alter ad Atene. Il tipo di armi automatiche utilizzate fa pensare, secondo la polizia, che gli autori possano far parte di una delle due organizzazioni terroristiche che hanno recentemente compiuto attentati contro la polizia, Lotta Rivoluzionaria o Setta dei Rivoluzionari.

La svolta 'socialista' della Merkel: nazionalizzazione della banca HRE anche a costo di espropriazioni

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/02/2009

Il Governo tedesco potrà, almeno fino al prossimo 30 giugno, nazionalizzare le banche anche a costo di espropriare, se necessario, gli azionisti degli istituti di

credito. E' quanto prevede il progetto di legge presentato oggi al Governo, che intende avvalersene per nazionalizzare Hypo Real Estate, la banca che da settembre ha chiesto e ottenuto dallo stato 102 miliardi di euro per non dichiarare bancarotta.

La possibilità di varare una procedura di espropriazione scade il 30 giugno 2009. La nazionalizzazione è una soluzione di ultima istanza, si legge nel testo del provvedimento adottato oggi dal consiglio dei ministri presieduto dal cancelliere Angela Merkel. Limitando nel tempo la possibilità di espropriare gli azionisti, il governo può sperare che Hypo Re sia l'unico istituto toccato da un'eventuale espropriazione.

L'addio di Veltroni: non e' Pd che sognavo, chiedo scusa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2009

(di Cristina Ferrulli)

ROMA - Liberato. Appare così, camicia sbottonata senza cravatta, Walter Veltroni che, dopo aver tratto il dado delle sue dimissioni, lascia la scena "senza sbattere la porta", ma senza rinunciare a denunciare le mine sul suo percorso e su quello che ora aspetta il Pd. "Non è il partito che sognavo, chiedo scusa", ammette le sue responsabilità il primo segretario democratico, che fa un appello a chi verrà per "non fare ad altri quello che è stato fatto a me"; e raccomanda che "non si torni indietro" ai vecchi partiti, rischio da tutti negato ma al tempo stesso temuto. Non è una conferenza stampa quella convocata da Veltroni al Tempio di Adriano. E' più un commiato nel suo stile, un discorso di prospettiva e generoso verso un progetto, il Pd, che "é stata la speranza e il sogno politico della mia vita".

Da solo, parla per tre quarti d'ora in una sala gremita di parlamentari, amministratori locali, ministri ombra. In prima fila c'é Pier Luigi Bersani, molto preoccupato, e tutti i big del partito, da Piero Fassino a Enrico Letta, mentre spicca l'assenza di Massimo D'Alema e Francesco Rutelli. Veltroni non si cura degli assenti e ringrazia pochi presenti: Dario Franceschini "per la lealtà, virtù rara in un uomo politico", Goffredo Bettini, le alte cariche istituzionali, come Gianfranco Fini e Renato Schifani, per poi passare a chi ha vissuto più vicino a lui in questi mesi, collaboratori e giornalisti. "In questi mesi ci ho messo anche il fisico, ma non ce l'ho fatta a corrispondere alla spinta di innovazione e a creare un partito nuovo e aperto", chiede scusa il leader democratico, ammettendo per sé un profilo "più da uomo delle istituzioni e di governo che non da capo partito" e l'errore madre di mesi di tensioni e polemiche, quel "riflesso antico, che considero un valore ma forse è uno sbaglio, di cercare di tenere tutti uniti".

Ed è proprio l'unità il valore che ora più vacilla nella fase che si apre del dopo-Veltroni. "Ai dirigenti voglio dire: amate di più il Pd, innaffiate la pianta e state uniti", è l'appello di Veltroni che traccia quella che a suo avviso è la rotta da seguire nei prossimi mesi: la reggenza di Dario Franceschini e poi, "senza concitazione, si deve svolgere un congresso con una vera discussione politica". Un congresso dal quale, si augura, "avanzino forze e energie nuove, esperienze legate ai territori". Una discussione "non imbrigliata" che rilanci il progetto del Pd, che per l'ex segretario resta lo stesso: innovazione e vocazione maggioritaria "perché il Pd non deve fare da Vinavil ma andare casa matta per casa matta e cambiare nella società i rapporti di forza nel Paese".

Così come è necessario "superare divisioni e personalismi per passare da una sinistra giustizialista e salottiera ad una sinistra moderna che recuperi il rapporto con la vita reale". Veltroni assicura che darà il suo contributo ma in una "posizione assolutamente discreta". In realtà, dopo 30 anni, dice di voler guardare oltre la politica, a cominciare dal fatto che ha chiesto di non avere più la scorta. "Comincia per me un tempo nuovo", annuncia l'ex sindaco di Roma che lascia intravedere un'esperienza in Africa: "Si è spesso ironizzato - dice - ma l'Africa è un luogo naturale per chi ha una coscienza civile e ora ho la possibilità di scoprirlo".

Non luogo a procedere nell'inchiesta sugli immobili Unipol

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/02/2009

Non luogo a procedere per l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, per l'ex vicepresidente Ivano Sacchetti, per l'imprenditore Vittorio Casale e per altri tre amministratori di societa' che erano stati coinvolti nell'inchiesta sulla cessione degli immobili Unipol. Lo ha deciso il gup del tribunale di Roma Valerio Savio.

Berlusconi scherza sui deseparecidos e Buenos Aires convoca l'ambasciatore italiano

Rainews24, http://www.rainews24.it, 18/02/2009

Sabato scorso, durante la campagna elettorale a Cagliari, il premier Silvio Berlusconi ha "scherzato" sulla vicenda dei desaparecidos in Argentina e sulla fine delle persone sequestrate dai militari. Lo afferma stamani il quotidiano di Buenos Aires Clarin, in una corrispondenza da Roma che cita un servizio dei giorni scorsi del quotidiano l'Unita'.

Erano belle giornate, li facevano scendere dall'aereo...', avrebbe detto, secondo quanto scrive Clarin basandosi sul servizio dell'Unita', il premier. Il riferimento e' ai 'voli della morte', tramite i quali i militari nell'ultima dittatura (1976-83) gettavano nelle acque del Rio de la Plata i sequestrati ancora vivi e addormentati. Fonti del Governo italiano, interpellate in proposito, precisano che si tratta di un grande equivoco. Il presidente del Consiglio voleva proprio sottolineare l'efferatezza dei crimini commessi contro i dissidenti e la tragedia dei desaparecidos per spiegare, aggiungono le fonti, come si sentisse offeso ed insultato da quei suoi oppositori che lo paragonano ai dittatori. Convocato l'ambasciatore italiano Il ministero degli esteri argentino ha convocato l'ambasciatore italiano, Stefano Ronca, per esprimere la profonda preoccupazione" per le presunte frasi attribuite al premier Silvio Berlusconi sulla tragedia dei desaparecidos.

Desaparecidos, palazzo Chigi: attacco calunnioso a Berlusconi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/02/2009

''Un attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato, che provoca indignazione''. E' questa la reazione di Palazzo Chigi alle ''polemiche gonfiate su un finto 'caso Argentina''', si legge in una nota diffusa dalla presidenza del Consiglio che fa riferimento ad un servizio del quotidiano 'Clarin' in merito ad alcune affermazioni del presidente del Consiglio sui desaparecidos. ''Le parole del Presidente del Consiglio sono state, infatti, completamente stravolte e addirittura rovesciate, quando era chiarissimo che egli stava sottolineando la brutalita' dei 'voli della morte' messi in opera dalla dittatura argentina di quel tempo'', conclude la nota.

BUENOS AIRES, CONVOCATO AMBASCIATORE ITALIANO

BUENOS AIRES - Il ministero degli Esteri argentino ha convocato stamani l'ambasciatore italiano, Stefano Ronca, per esprimere "la profonda preoccupazione" per le presunte frasi attribuite al premier Silvio Berlusconi sulla tragedia dei desaparecidos.

Nell'incontro avuto con il capo gabinetto del ministero Alberto D'Alotto, rendono noto fonti del ministero citate dalle agenzie locali, l'ambasciatore Ronca si è impegnato a verificare i fatti. Nel corso del colloquio, Ronca ha poi ricordato che da sempre i governi italiani, a prescindere dal loro orientamento, sono stati tra i più forti sostenitori delle attività delle associazioni argentine per la difesa dei diritti umani, sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello accademico. Più di quelli di altri paesi, ha proseguito l'ambasciatore, i tribunali italiani hanno perseguito i responsabili dei crimini commessi negli anni della dittatura militare a Buenos Aires, infliggendo pesanti condanne, fino all'ergastolo.

SU YOUTUBE LA FRASE DI BERLUSCONI

"Quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva: 'c'é una bella giornata fuori andate un po' a giocaré ". E' questa la frase pronunciata dal premier Berlusconi al centro di un incidente diplomatico con l'Argentina, che stamane ha convocato l'ambasciatore italiano per avere spiegazioni. Ma il premier, a giudicare dal video che circola già su Youtube, si affretta a precisare: "fa ridere ma é drammatico". Berlusconi ha parlato a Cagliari, nell'ultimo giorno di campagna elettorale per le regionali. E, a quanto si vede nel breve video, ha usato l'aneddoto per spiegare che "senza ironia, senza capacità di saper trarre il bene da ogni male non si va da nessuna parte". Ed assicurare, di non aver mai insultato il candidato del Pd alle regionali Renato Soru: "lo prendo in giro -ha detto- nei limiti della decenza".

Greenpeace, accordo è un fiasco totale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2009

COPENAGHEN - "Questo presunto accordo è un fiasco totale, è anche un passo indietro rispetto al protocollo di Kyoto". E' durissima la reazione del direttore generale di Greenpeace, il francese Pascal Husting, alla prima lettura del testo finale dell'accordo di Copenaghen. "Se un capo di stato proverà a dire che questo accordo è un successo - ha aggiunto Husting - vincerà la Palma d'Oro per la comunicazione più menzognera dell'anno". Nella bozza circolata spariscono gli impegni vincolanti e collettivi, al loro posto un elenco delle disponibilità di ogni singolo stato. "Non c'é un solo punto - ha continuato il responsabile di Greenpeace - in cui si parla di obbligatorietà degli accordi. Il protocollo di Kyoto era insufficiente, ma almeno era vincolante. Questo testo è la prova che gli egoismi nazionali prevalgono ed è anche la versione più debole tra quelle circolate oggi". "I dati scientifici sono certi e non possono cambiare - ha concluso Husting - Ma se dopo tanti anni si arriva a questo significa che la politica ha fallito. Allora ci sono solo due possibilità: o si cambia la politica o si cambiano i politici".

Cassazione: e' reato fare la linguaccia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2009

Condannato agricoltore per 'offesa' a un vicino

ROMA - Fare la linguaccia, per dileggiare qualcuno, è un reato. Lo sottolinea la Cassazione che ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti di un agricoltore marchigiano che era entrato nel campo del vicino, con il quale aveva frequenti litigi, e gli aveva fatto al linguaccia. L'altro, prontamente, lo aveva fotografato e con l'immagine dello spernacchio in mano era andato a denunciarlo davanti al giudice di pace di Fabriano (Ancona).

Senza successo, Carlo O., il contadino autore dello sberleffo, ha sostenuto in Cassazione che il suo gesto era solo una 'smorfia' che non aveva alcun valore offensivo. Ma la Cassazione - con la sentenza 48306 - gli ha dato torto e ha convalidato la decisione emessa, il 13 febbraio 2008, dal giudice di pace. Adesso, Carlo O., dovrà risarcire il vicino per avergli mostrato la lingua. L'entità della riparazione sarà decisa nel corso di una causa civile. Intanto l'imputato si tiene la condanna penale, per il reato di ingiuria, la cui entità non è riportata in sentenza. Per ora, comunque, Carlo O., deve rifondere con 1.300 euro le spese legali sostenute dalla 'vittima' della sua linguaccia per i vari gradi di giudizio.

Lotta all'evasione, 30 miliardi non dichiarati nel 2009

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/12/2009

Bilancio dell'anno delle Fiamme Gialle: iva evasa per 5 miliardi

ROMA - Lotta senza sosta all'evasione fiscale per la Guardia di Finanza che ha scoperto quest'anno redditi non dichiarati per 30 miliardi di euro e iva evasa per 5 miliardi: individuati oltre 8 mila evasori. Sono solo alcune delle cifre che verranno rese note dalle Fiamme Gialle nel tradizionale incontro di fine anno con la stampa che avrà luogo questa mattina a Roma.

Nell'occasione sarà tracciato il bilancio di un anno di attività, compendiato nel pratico e completo "Rapporto Annuale" della Gdf. Non si parlerà solo di lotta all'evasione - dove sono stati raggiunti i risultati più alti degli ultimi decenni - ma anche di tutela della spesa pubblica, di contrasto alla contraffazione, alla pirateria, alla criminalità organizzata, ai traffici illeciti ed all'immigrazione clandestina.

La panoramica su quanto fatto dalle Fiamme Gialle nel corso del 2009 sarà poi arricchita dall'illustrazione delle progettualità per il 2010 che costituiranno il tema centrale dell'intervento del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Generale di Corpo d'Armata Cosimo D'Arrigo.

Giovedì 19 Febbraio 2009

Testamento biologico: Englaro, legge barbarie

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2009

ROMA - Il disegno di legge Calabrò sul testamento biologico, ovvero il testo della maggioranza, ha raccolto questa mattina il suo primo voto: la commmissione Sanità del Senato lo ha scelto come testo base per arrivare a una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat). Un testo che non prevede la possibilità per il soggetto di decidere sui trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale e che raccoglie varie critiche, a partire da quelle di Beppino Englaro: la legge che il Parlamento si appresta ad approvare, ha detto, "é una vera e propria barbarie".

Il via libera al ddl Calabrò è arrivato con la votazione di stamane: 13 i sì della maggioranza, mentre il Pd si è diviso, con 6 senatori che hanno votato no e 3 che si sono astenuti, tra cui il capogruppo Pd Dorina Bianchi. Un voto su cui la direzione del Pd, con la commissione Sanità, ha cercato di ricompattarsi.

Intanto a Micromega, Beppino Englaro afferma la propria posizione: la legge sul testamento biologico che il parlamento si appresta ad approvare, dice, "é una vera e propria barbarie. Una legge assurda, incostituzionale e contro la quale é assolutamente necessario che i cittadini facciano sentire la propria voce e scendano in piazza a manifestare".

Beppino Englaro ha inoltre aderito alla manifestazione "Sì alla vita, no alla tortura di Stato", che si svolgerà a Roma sabato 21 febbraio in piazza Farnese. Per il momento, comunque, la polemica è innanzitutto sul voto di oggi: "E' un primo passo e sono molto contento che sia questo il testo sul quale lavorare con gli emendamenti - ha commentato Raffaele Calabrò (Pdl), relatore del ddl - fatti salvi il no ad eutanasia, accanimento terapeutico e suicidio assistito, credo che si possa migliorare tutto nel tentativo di fare una buona legge". Per Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, "l'approvazione in commissione sanità del ddl Calabrò è un passo avanti importante, che premia il nostro sforzo di sintesi e boccia le posizioni estremiste". Sul fronte Pd la giornata è stata più intensa.

Mentre Dorina Bianchi ha spiegato che "il voto di astensione è stato un atto di fiducia verso il relatore, che ha mostrato delle aperture agli emendamenti dell'opposizione", Ignazio Marino e altri senatori sono di tutt'altro avviso: "Il senatore Calabrò ha mostrato una chiusura totale sui punti indicati dalla opposizione - ha detto Marino - se questo è l'atteggiamento, ne prendiamo atto e porteremo avanti un'azione di contrasto parlamentare rigorosa". Ed un altro fronte si è aperto con le dichiarazioni di Paola Binetti che, rispetto alla "minaccia" del referendum annunciato da Marino contro la futura legge sul testamento biologico, lancia nel Paese una "mobiolitazione e battaglia culturale" per "ricostruire il tessuto dei valori in favore della vita".

Anche Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, presidente e vicepresidente del Pd al Senato, valutano il testo Calabrò come "un arretramento rispetto a quello approvato all'unanimità in commissione nel 2005". Dopo una riunione nel pomeriggio sembra comunque che, almeno per il momento, il Pd sia riuscito a trovare un accordo. I senatori Ignazio Marino e Daniele Bosone lavoreranno alla redazione e selezione degli emendamenti del gruppo, il cui termine di presentazione scade lunedì 23 alle 11. A fare da raccordo e coordinamento saranno Dorina Bianchi, e la direzione del gruppo al Senato con Finocchiaro, Zanda e Latorre. La cifra degli emendamenti ancora non si conosce, "ma saranno chiari, netti e in numero congruo - precisa Bosone - tra i punti su cui interverremo c'é senz'altro la nutrizione e idratazione artificiale, la durata della dat, la sua vincolatività, l'uso del notaio e l'obiezione di coscienza del medico". E Dorina Bianchi aggiunge che "se il ddl rimarrà tale il nostro voto sarà di dissenso".

Lefebvriani: Argentina, Williamson lasci il paese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2009

BUENOS AIRES - Le autorità argentine hanno ordinato al vescovo negazionista lefebvriano Richard Williamson di lasciare il Paese entro dieci giorni, pena l'espulsione. Il ministro degli Interni argentino, Florencio Randazzi, secondo fonti citate dall'agenzia DyN, "ha intimato Richard Nelson Williamson di abbandonare il territorio nazionale in un termine perentorio di dieci giorni", a causa di "irregolarità nella sua documentazione". Il dicastero argentino precisa che Williamson ha dichiarato il falso ripetutamente sul "vero motivo della sua permanenza nel Paese, giacché dichiara essere un impiegato amministrativo dell'Associazione Civile 'La Tradizione', quando in realtà la sua vera attività era di sacerdote e direttore del Seminario lefebvriano che la Fraternità San Pio X possiede nella località di Moreno", nei dintorni di Buenos Aires.

Il Vaticano non ha voluto fare nessun commento sulla decisione del governo argentino di chiedere al vescovo negazionista Richard Williamson di lasciare il Paese (pena l'espulsione) entro dieci giorni. "No comment", si è limitato a dire padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede.

Iraq: lancio' scarpe contro Bush, aperto processo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2009

BAGHDAD - E' stato aggiornato al 12 marzo il processo iniziato questa mattina al giornalista iracheno che nel dicembre scorso lanciò le sue scarpe contro l'allora presidente americano George W. Bush, nel corso di una conferenza stampa a Baghdad. L'udienza, nel tribunale all'interno della Zona Verde, è durata poco più di due ore, durante le quali sono state svolte le normali procedure ed è stato ascoltato un primo testimone, ovvero un impiegato del Consiglio dei ministri, e quindi è stato chiamato a parlare l'imputato, Muntazar al Zaidi. Ai giornalisti iracheni, a cui è stato impedito l'accesso all'aula, il presidente del tribunale Faek al Zeidan, ha poi riferito che la prossima udienza avrà luogo il 12 marzo. "Abbiamo deciso di prendere contatto con il governo per sapere se la visita del presidente Bush fosse una visita ufficiale o meno", ha detto, precisando che si tratta di una decisione presa su richiesta della difesa. L'avvocato che dirige il collegio di 25 legali che assicura la difesa del giornalista, ha detto che "ci sono ragioni psicologiche, sociali e politiche per il suo gesto. Voleva esprimere il suo rifiuto per l'occupazione". All'uscita dell'aula, l'imputato, che è in prigione da dicembre e rischia quindici anni di reclusione, è stato salutato applausi e grida di incoraggiamento da una piccola folla che ha assistito all'udienza.

Berlusconi: l'Italia uscirà dalla crisi meglio di altri paesi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2009

L'Italia se la sta cavando e se la cavera': sono sicuro uscira' meglio degli altri dalla crisi. E' quanto ha sottolineato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi giungendo a Villa Madama per l'incontro con il premier inglese Gordon Brown.

L'Italia, secondo Berlusconi, potra' uscire quindi meglio di altri Paesi dalla crisi finanziaria globale, perche' - ha spiegato il premier - "oltre ad essersi

dotata di un governo ottimista e fiducioso", condizione che "credo sia un asset economico importante", ha anche "un popolo risparmiatore e un sistema bancario molto solido".

Berlusconi ha spiegato che il Paese "soffre la crisi meno degli altri" e ha fatto un confronto con quel che succede negli Usa: "Se pensate cosa succede ad un americano che, se perde il lavoro, non ha la cassa integrazione, non ha un conto in banca,

mentre la gran parte delle famiglie italiane ha un conto in attivo, magari con pochi soldi, perche' siamo un popolo di non spenditori sul futuro ma di risparmiatori".

"Abbiamo un'assistenza sanitaria completa, mentre loro non ce l'hanno", ha concluso il premier, sempre riferendosi ad un confronto con quello che succede negli Stati Uniti d'America.

Servono interventi condivisi

Non ci sono ancora interventi che sono condivisi, invece e' necessario agire "in modo coordinato". Silvio Berlusconi torna ad invocare la necessita' che i paesi dell'Europa si muovano tutti insieme per fronteggiare la crisi economica. "Come combatterla? E' quello che tutti si stanno domandando. Non e' facile, certo l'auspicio e' che ci siano delle misure prese da tutti. Occorrera' introdurre nuove

regole nel mondo della finanza e soprattutto non cadere nel protezionismo" osserva il premier. Berlusconi, quindi, torna ad invocare "un coordinamento internazionale" perche' "la crisidell'economia e' globale e deve avere una risposta globale".

E sul Pd: sono andati a casa 7 leader, se ne andrà anche l'ottavo

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dice di non essere preoccupato da quanto sta accadendo nel Pd e dunque dall'eventualita' dell'assenza di

un'opposizione strutturata.

Rispondendo a una domanda in tal senso dei giornalisti a margine dell'incontro con il premier britannico Gordon Brown, Berlusconi ha infatti detto: "No, ormai e' una abitudine. Sono quindici anni che sono in politica. Mi sono confrontato con sette leader diversi che poi sono andati a casa. Arrivera' l'ottavo e credo non vorra' tradire la regola della sinistra".

Ubs: il fisco Usa chiede 52.000 nomi, banca dice no

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2009

GINEVRA - Ubs si prepara a un braccio di ferro con il fisco americano: le autorità statunitensi presentano un'azione legale nella quale chiedono a un giudice federale di costringere la banca svizzera a fornire informazioni su 52.000 conti segreti intestati ad americani. Ma Ubs non ci sta e annuncia la propria intenzione di "contestare vigorosamente" in tribunale la richiesta: le informazioni oggetto dell'azione legale - spiega l'istituto in una nota - sono protette dalla legge sulla privacy finanziaria svizzera e la giustizia americana, nell'esprimersi, deve tenere conto delle leggi straniere.

A poche ore dall'accordo raggiunto fra le autorità americane e Ubs, in base al quale la banca ammettendo le proprie responsabilità si era impegnata a pagare 780 milioni di dollari e a svelare i nomi di 250 americani, il Dipartimento della Giustizia statunitense annuncia un'azione legale per costringere Ubs a rivelare all'Internal Revenue Service, il fisco americano, informazioni su 52.000 clienti Usa, per un totale di 14,8 miliardi di dollari, che hanno tenuto illegalmente i loro conti segreti al governo americano: secondo le autorità, l'azione legale è l'unico modo per ottenere le informazioni necessarie per perseguire gli americani 'evasori'. Ma proprio l'accordo raggiunto ieri offre a Ubs - spiega la stessa banca respingendo la richiesta di fornire informazioni - delle argomentazioni per contestare la richiesta che "riguarda informazioni su un numero sostanziale di conti segreti intestati ad americani presso Ubs in Svizzera, dove le informazioni sono protette dalla legge elvetica".

L'accordo fra Ubs e le autorità americane ha da subito aperto un ampio dibattito perché si è trattato di una decisione senza precedenti che rischia di far vacillare l'istituzione elvetica del segreto bancario. Ieri l'Autorità federale svizzera dei mercati finanziari (Finma) ha acconsentito all'accordo con gli Usa, spiegando che in gioco c'era la sopravvivenza della stessa Ubs: le conseguenze di un "minaccioso procedimento penale" a carico della banca di Zurigo - ha detto la Finma - avrebbero potuto essere "drammatiche" per l'istituto di credito e il sistema bancario elvetico. Oggi il ministro delle Finanze svizzero, Hans-Rudolf Merz, ha rincarato la dose, spiegando che il dipartimento di Giustizia americano, in assenza di un accordo entro il 18 febbraio, aveva minacciato un'incriminazione a carico di Ubs, che avrebbe messo a rischio l'esistenza della banca e danneggiato l'intera economia del Paese. La Finma ha approvato il compromesso, spiegando che un mancato accordo con gli Usa avrebbe potuto mettere a repentaglio la liquidità, e dunque l'esistenza stessa, della banca. Per scongiurare la minaccia, la Finma ha ordinato a Ubs l'immediata consegna di un "circoscritto numero di dati di clienti, che ha inoltrato alle autorità Usa", afferma la nota.

L'apertura, tuttavia, rischia di aprire un breccia alle numerose richieste di far cadere il segreto bancario da parte di molti Paesi, che vedono nella normativa svizzera uno scudo per l'evasione fiscale. La Commissione europea, per esempio, potrebbe chiedere di estendere alla Svizzera la richiesta di maggiore trasparenza sui conti dei cittadini dei 27 Paesi membri. Inevitabili, dunque, le preoccupazioni per il futuro del settore bancario elvetico: il punto di forza della 'cassaforte' svizzera, che al contrario degli Usa non punisce penalmente l'evasione fiscale, é proprio la confidenzialità delle informazioni relative a chi apre un conto in una banca della confederazione, nei confronti dei privati e delle amministrazioni, sancita dalla legge sulle banche che risale al 1934.

La Svizzera è così riuscita ad attrarre il 27% di tutti i conti offshore detenuti a livello globale. Lo stesso Merz, oggi, ha messo le mani avanti: il segreto bancario resta intatto - ha ribadito - ma, come previsto dalla normativa svizzera, non copre coloro che si macchiano di frode fiscale che, a differenza dell'evasione, è un reato in Svizzera. E il presidente di Ubs, Peter Kurer, ha spiegato che il contenzioso con gli Usa era "chiaramente legato a un caso di frode fiscale", dato che alcuni clienti americani della banca avevano reso per iscritto false dichiarazioni. Numerosi quotidiani svizzeri, tuttavia, hanno commentato con preoccupazione la vicenda. Il 'Neue Zuercher Zeitung' parla di "kapitulation", e descrive la piazza finanziaria elvetica con le spalle al muro. "'Washington frattura il segreto bancario svizzero'', ha reagito La Tribune de Geneve, mentre Le Temps titola: "Ubs cede alle pressioni americane".

Berlusconi, tra le idee nazionalizzazione delle banche

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2009

ROMA - Tra le diverse ipotesi sul tavolo per contrastare la crisi economica c'e' anche quella della nazionalizzazione delle banche. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa congiunta con il premier britannico Gordon Brown a Villa Madama. ''Per ora e' solo un'ipotesi avanzata da qualcuno, qualcosa su cui ci stiamo esercitando''. Successivamente il premier ha precisato: "E' solo un'ipotesi e certamente non riguarda le banche italiane".

BERLUSCONI E BROWN, EVITARE TRAPPOLA PROTEZIONISMO - Berlusconi e Brown concordano con la necessita' di non cedere al protezionismo, definito dal presidente del Consiglio ''una trappola''. Per affrontare la crisi, ha aggiunto Berlusconi, e' necessario ''riscrivere le regole''. Il premier britannico ha sottolineato che ''se un Paese impone delle tariffe il commercio si deteriora, le aziende perdono posti di lavoro'' e si scatena una reazione a catena negli altri Paesi. Bisogna al contrario ''mantenere un sistema commerciale mondiale''. Il nostro invito ai cittadini italiani e' di non avere paura della crisi economica mondiale, ha Berlusconi. ''Solo avendo paura - ha aggiunto - si puo' determinare una maggiore enfasi della crisi e un prolungamento nel tempo della crisi stessa''.

MARCEGAGLIA: 'NON SONO UN CORVO, SI PUO' FARE DI PIU' - "Sì, sempre": ha risposto così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a chi le chiedeva se il governo potesse fare di più per contrastare gli effetti della crisi. "Noi - ha detto la Marcegaglia a margine dell'inaugurazione della Bit a Fiera Milano - abbiamo fatto alcune proposte specifiche sulle infrastrutture, sul tfr, sul credito. Sugli ammortizzatori sociali abbiamo riconosciuto che un risultato positivo è stato fatto". "Pensiamo quindi - ha concluso - che in un momento come questo in cui il tema del debito è essenziale serva su alcuni temi specifici fare di più, come stanno facendo gli altri paesi europei".

La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha spiegato, nel corso del suo intervento all'inaugurazione della Bit, di condividere le preoccupazioni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sul debito pubblico. Per contrastare la crisi, ha sottolineato, "certo non possiamo fare manovre da 50 miliardi come in altri Paesi". Di conseguenza è necessario individuare "due o tre punti essenziali su cui stanziare un po' di soldi da spendere subito" e contemporaneamente lavorare sulle politiche strutturali "come le pensioni e il taglio della spesa pubblica improduttiva" per individuare risorse che possono andare a sostegno del sistema.

"Non penso di essere un corvo ma anzi una delle poche che ancora crede che a fine 2009 si possa vedere un po' di miglioramento in questo Paese": così la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, risponde al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che aveva lanciato pesanti accuse contro l'associazione degli industriali. "Spingiamo - ha detto la Marcegaglia a margine dell'inaugurazione della Bit a Milano - affinché si possa uscire da questa crisi il prima possibile". La numero uno degli industriali ha comunque rivendicato la validità delle previsioni formulate dal centro di Confindustria, che definisce "autorevole e riconosciuto da tutti". "Le nostre previsioni - conclude - sono assolutamente in linea con quelle di altri istituti internazionali. Qui non si tratta di diffondere pessimismo, ma di fare le previsioni in base a come sono i dati attuali".

Nuovo Cda Rai, per Di Pietro è 'l'omicidio dell'informazione'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2009

Con il voto di ieri sera che ha eletto il nuovo Cda della Rai si è perpetrato un vero e proprio "omicidio dell'informazione". Fedele ai consueti toni soft, Antonio Di Pietro, in conferenza stampa a Montecitorio, parte all'attacco dei nuovi vertici Rai.

Contestiamo, deploriamo - ha scandito il leader dell'Italia dei Valori affiancato da Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Beppe Giulietti e Pancho Pardi - l'ennesima spartizione lottizzatoria della Rai. Al di là delle chiacchiere su maggioranza e opposizione infatti, abbiamo potuto constatare che sulla gestione del 'poltronificio' italiano c'è un partito unico, a maggioranza assoluta.

Immancabile l'affondo su Walter Veltroni, colpevole di aver negoziato con la maggioranza la nomina dei consiglieri Rai, che in Vigilanza peraltro richiede per legge e per prassi istituzionale un'ampia intesa: "Un segretario che lascia trova il tempo di scegliere i suoi consiglieri - tuona Di Pietro - Per le sue poltrone un Pd ormai inanimato rinuncia al ruolo di opposizione". Opposizione che per Di Pietro doveva continuare a dire 'no' paralizzando la Rai.

Di Pietro pone poi una serie di domande retoriche: "Non si poteva rivedere la legge Gasparri? E soprattutto: non si poteva aspettare il parere della Corte Costituzionale sul caso Petroni e sulla possibilità che i governi possano nominare i consiglieri di amministrazione?". Insomma, per Di Pietro, "commissione di vigilanza e nomina del Cda sono stati due sequenze di delitti seriali che proseguiranno con le nomine dei direttori generali e a cascata con le nomine degli altri dirigenti". Anche sulla eventuale riconferma di Claudio Petruccioli a presidente della Rai Di Pietro ha qualcosa da dire: "Non ne faccio una questione di persone, ma di metodo. Noi dell'Idv riteniamo che queste persone non debbano essere nominate in questo modo, con i partiti che scelgono i vicini di ombrellone. E' il metodo che non funziona, ma per il momento - scherza - non ho ancora la maggioranza relativa. Quando l'avrò mi comporterò di conseguenza". Ma allora come si doveva procedere? L'IdV, risponde Di Pietro, avrebbe voluto che il Cda "fosse stato eletto direttamente dai giornalisti della Rai,

senza che i partiti potessero metterci bocca".

Le prime reazioni

Di Pietro ignora totalmente lo spirito della legge 112/04 (legge Gasparri) che coltiva la condivisione quale metodo indispensabile per eleggere il Cda e per esprimere il gradimento del presidente del Cda stesso che deve essere garantito dai 2/3 della commissione - dice Alessio Butti, capogruppo Pdl in commissione di Vigilanza sulla Rai - Da tempo Di Pietro, proprio per la sua incapacità politica -conclude- ricopre il ruolo della volpe e non ricorda più il sapore dell'uva.

Russia: Politkovskaia; giuria, tutti innocenti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/02/2009

MOSCA- La giuria ha dichiarato innocenti tutti e quattro gli imputati per l'uccisione della giornalista d'opposizione Anna Politkovskaia. I dodici giurati, dopo circa tre ore di camera di consiglio, hanno ritenuto non provate le responsabilità degli imputati. Si tratta dell'ex dirigente della polizia moscovita Serghei Khadzhikurbanov, accusato di essere l'organizzatore del delitto per conto di un mandante non ancora identificato; dei fratelli ceceni Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, presunti 'pedinatori' della giornalista - un terzo fratello, Rustan, è ricercato all'estero come presunto killer). Al quarto imputato, l'ex colonnello dei servizi segreti Pavel Riaguzov, erano contestati reati minori insieme allo stesso Khadzhkurbanov: abuso d'ufficio ed estorsione. Riaguzov, in particolare, avrebbe fornito l'indirizzo della Politkovskaia al gruppo ceceno secondo l'accusa, che esce però sonoramente sconfitta dal verdetto.

L'accusa ha già annunciato ricorso. "Abbiamo intenzione di impugnare la sentenza per le violazioni verificatesi nel corso del processo", ha dichiarato all'agenzia Itar-Tass il procuratore Vera Paskovskaia, aggiungendo che a suo avviso tali violazioni ci sono state praticamente tutti i giorni.

L'AVVOCATO DELLA FAMIGLIA CRITICA GLI INQUIRENTI - "Nessuna sorpresa": è la prima reazione di Anna Moshalenko, uno degli avvocati della famiglia Politkovskaia, al verdetto di non colpevolezza espresso oggi dalla giuria nei confronti di tutti gli imputati. Commentando la decisione alla Radio Eco di Mosca, il legale ha criticato l'operato degli inquirenti nella fase di acquisizione delle prove, per la mancata individuazione del mandante e per non aver saputo portare sul banco degli imputati il killer. L'avvocato ha annunciato una conferenza stampa nella sede dell'agenzia Interfax.

IMPUTATI LIBERI, CHIEDERANNO DANNI

Il presidente della corte militare Ievgheni Zubov ha deciso di liberare gli imputati del processo per l'ucccisione della giornalista Anna Politkovskaia dopo che la giuria ha pronunciato il verdetto di non colpevolezza. Lo riferisce l'agenzia Interfax. Uno dei loro difensori, Murat Musiaev, ha annunciato che chiederanno un risarcimento per essere stati ingiustamente incarcerati.

La nuova pena dell'assassino di Rabin: condannato a vedere una foto della vittima tutti i giorni

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2009

Yigal Amir, l'assassino dell'ex primo ministro israeliano Yitzhak Rabin, avrà di fronte agli occhi per tutta la vita l'immagine dell'uomo che uccise nel novembre '95, durante una manifestazione di piazza a Tel Aviv.

Per disposizione della Direzione dei Servizi Penitenziari dello Stato ebraico, infatti, una foto che ritrarre Rabin è stata collocata esattamente di fronte all'ingresso della cella in cui l'estremista sionista è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di 'Ramon', nel sud d'Israele, dove fu trasferito per punizione dopo aver concesso lo scorso ottobre

due interviste televisive non autorizzate.

Un funzionario della prigione nella quale Amir dovrà scontare la pena dell'ergastolo, ha riferito al quotidiano 'Haaretz' che il ritratto fotografico del defunto premier e' stato appeso in quella posizione proprio per "disturbare" l'omicida. Amir, "nonostante cerchi di ignorarla", ha sottolineato il pubblico ufficiale, "ne è chiaramente infastidito".

Ubs chiude il capitolo evasori: 780 milioni agli USA. E i nomi di chi ha frodato il fisco

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/02/2009

Alla fine ha patteggiato. E con 780 milioni di dollari ha chiuso una pagina non certo onorevole della sua storia, la banca svizzera Ubs, che aveva aiutato alcuni facoltosi clienti statunitensi ad evadere le tasse e ad occultare i propri patrimoni in conti offshore.

Caccia agli evasori

L'accordo con le autorità americane Usa prevede inoltre che la banca riveli i nomi di

alcuni clienti, che potranno cosi' essere perseguiti penalmente, rivela oggi il New York Times. Ad andare alla sbarra, scrive il quotidiano elvetico Le Temps, saranno in 250. La banca svizzera si è impegnata a non fornire più servizi a cittadini americani con conti non dichiarati.

Crolla uno dei cardini dell'impenetrabilità delle banche svizzere

La procedura, che viola il diritto svizzero, aggiunge Le Temps, "è contestata". In cambio gli Stati uniti rinunceranno a reclamare i nomi di altri 19mila clienti.

L'impensabile sta accadendo

Il New York Times ha in apertura nell'edizione on line la notizia dell'accordo di Ubs con la corte federale di Fort Lauderdale, in Florida, che prevede il pagamento di 780 milioni

di dollari da parte dell'Ubs per chiudere il procedimento. Questi ultimi sviluppi intervengono , "non a caso", alla vigilia della pubblicazione, da parte del Senato americano, di una lista di testimoni chiamati a comparire per fornire spiegazioni

sull'affaire Ubs. Fra questi, lo stesso presidente della Banca, Peter Kurer.

Evitare la sbarra

La decisione dunque sembra essere detttata dall'urgenza di trovare un accordo con le autorità americani prima che il numero uno di Ubs si ritrovasse indagato dalla giustizia americana. Ma soprattutto, in questo modo, Ubs vuole evitare che in futuro

le autorità americane mettano in opera una minaccia ben più grave, quella di ritirargli la licenza bancaria americana.

Perché anche Berna dice sì

Il Consiglio federale, che ha tenuto una riunione straordinaria ieri sera, dovrebbe annunciare ufficialmente la notizia questa mattina. Per motivi di forza maggiore, come la salvaguardia degli interessi nazionali, il governo può prendere misure urgenti e decidere di derogare al segreto bancario. Dopo il piano di salvataggio - deciso il 16 ottobre 2008 dal governo e dalla Banca nazionale Svizzera - sarebbe quindi la seconda volta che le autorità federali intervengono in modo decisivo per assicurare la sopravvivenza del piu' grande istituto bancario elvetico.

La cassaforte svizzera

Secondo il Dipartimento di Giustizia americano, i clienti di Ubs che avrebbero frodato l'Internal Revenue Service (Irs, l'Agenzia delle Entrate a stelle e strisce) sarebbero dai 17mila ai 20mila e avrebbero occultato asset per 20 miliardi di dollari. "Ci prendiamo la totale responsabilità di queste attività illecite", ha dichiarato il presidente di

Ubs, Peter Kurer.

Gola profonda

A far esplodere lo scandalo sui giornali americani, lo scorso giugno, Bradley Birkenfled, l'ex funzionario Ubs che confessò di aver aiutato un facoltoso cliente americano a nascondere 200 milioni di dollari all'Irs e accetto' di collaborare con le autorità Usa. Intanto, sulla borsa di Zurigo, i titoli Ubs salgono del 3%. La Finma, l'autorità finanziaria svizzera, non condivide però l'ottimismo dei mercati, ed è convinta che il patteggiamento, uno dei più costosi della storia, possa

mettere a rischio l'esistenza stessa dell'istituto elvetico.

Conferenza Onu sul clima, approvato l'accordo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 19/12/2009

Maratona notturna

Copenhagen, 19-12-2009

Il vertice Onu ha approvato questa mattina a Copenaghen, dopo una maratona notturna, il documento sul clima.

La discussione e' stata tra l'altro infiammata dall'intervento del Sudan che ha accusato gli estensori della bozza di documento finale di "olocausto" e di voler condannare alla morte "milioni di persone". Numerose le incertezze di procedura durante la discussione notturna, che e' stata sospesa due volte.

Un accordo senza cifre sulle riduzioni della Co2, con il riconoscimento dei dati scientifici che stabiliscono a 2 gradi il massimo di aumento della temperatura, e con una certezza solo sui fondi, 30 miliardi di dollari nel triennio 2010-2012 e 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020.

A vincere e' la Cina che aveva rifiutato il target di emissioni globali al 2050 del 50% per tutti i paesi. L'Ue accetta, anche se in modo timido, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy esprime "delusione" per il mancato riferimento al taglio delle emissioni globali e annuncia una nuova Conferenza a Bonn entro 6 mesi. Ma proprio nella notte sul documento si accendono gli animi. Nella sessione Plenaria della Conferenza, quando tutto sembrava scontato, parte il fuoco di fila dei paesi latini che contestano la procedura che ha portato al testo.

A capitanare la 'rivolta' e' ancora una volta il simbolo della Conferenza, il piccolo Arcipelago del Pacifico, Tuvalu, che rischia di affondare sotto la spinta dei cambiamenti climatici. Il primo ministro Apisai Ielemia mette in chiaro che il futuro del suo piccolo stato "non e' in vendita" e cita i 30 denari di Giuda. Un applauso spontaneo e scrosciante ha sottolineato il suo intervento. Sulla stessa linea d'onda intervengono a raffica Venezuela, Cuba, Costa Rica, Bolivia. Quindi prende la parola il Nicaragua 'strappandola' agli Stati Uniti. Il Nicaragua presenta una mozione, poi ritirata. Nel pomeriggio di ieri l'asse Usa-Cina aveva messo il sigillo sul vertice.

La mattina, al suo arrivo a Copenaghen, il presidente americano, Barack Obama, aveva subito precisato: "Siamo qui non per parlare ma per agire" chiamando il mondo a un accordo anche "se imperfetto". Obama aveva anche detto che "l'America e' pronta a prendersi le sue responsabilita' in quanto leader". "Non sareste qui se non foste convinti che il pericolo e' reale. Il cambiamento climatico non e' fantascienza, ma e' scienza, e' reale". Ma dagli Usa non sono arrivati nuovi impegni. Il presidente americano ieri ha confermato la posizione interna e gli aiuti ai paesi in via di sviluppo ma nulla di piu'. Certo, ha ribadito la riduzione di C02 del 17% entro il 2020 rispetto al 2005, cosi' come previsto dalla legislazione pendente davanti al Congresso.

Mini-accordo sul clima, manca ancora l'ok

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2009

Intesa solo tra Usa, India, Sudafrica e Cina

COPENAGHEN - Maratona notturna ma all'alba il vertice Onu sul clima non ha ancora un documento ufficiale approvato. Sul tavolo un'ipotesi di accordo che per alcuni è una enunciazione di principi che nascondono in realtà disaccordo, mentre per altri - la stragrande maggioranza - è un successo anche se non perfetto.

A notte fonda il 15/o vertice Onu, dopo 12 giorni di trattative tra 193 paesi e, per la prima volta, oltre 110 capi di stato e premier, 45.000 richieste di accredito, non ha ancora varato alcun testo nonostante intorno alle 22,00 il presidente americano, Barack Obama, insieme ad altri quattro paesi (Cina, India, Sudafrica e Brasile), più l'Ue, abbia sposato un accordo "significativo" anche se non basta.

Un accordo senza cifre sulle riduzioni della Co2, con il riconoscimento dei dati scientifici che stabiliscono a 2 gradi il massimo di aumento della temperatura, e con una certezza solo sui fondi, 30 miliardi di dollari nel triennio 2010-2012 e 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020. A vincere è la Cina che aveva rifiutato il target di emissioni globali al 2050 del 50% per tutti i paesi. L'Ue accetta, anche se in modo timido, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy esprime "delusione" per il mancato riferimento al taglio delle emissioni globali e annuncia una nuova Conferenza a Bonn entro 6 mesi. Ma proprio nella notte sul documento si accendono gli animi.

Nella sessione Plenaria della Conferenza, quando tutto sembrava scontato, parte il fuoco di fila dei paesi latini che contestano la procedura che ha portato al testo. A capitanare la 'rivolta' é ancora una volta il simbolo della Conferenza, il piccolo Arcipelago del Pacifico, Tuvalu, che rischia di affondare sotto la spinta dei cambiamenti climatici. Il primo ministro Apisai Ielemia mette in chiaro che il futuro del suo piccolo stato "non è in vendita" e cita i 30 denari di Giuda. Un applauso spontaneo e scrosciante ha sottolineato il suo intervento. Sulla stessa linea d'onda intervengono a raffica Venezuela, Cuba, Costa Rica, Bolivia. Quindi prende la parola il Nicaragua 'strappandola' agli Stati Uniti. Il Nicaragua presenta una mozione, poi ritirata.

Nel pomeriggio di ieri l'asse Usa-Cina aveva messo il sigillo sul vertice. La mattina, al suo arrivo a Copenaghen, il presidente americano, Barack Obama, aveva subito precisato: "Siamo qui non per parlare ma per agire" chiamando il mondo a un accordo anche "se imperfetto". Obama aveva anche detto che "l'America è pronta a prendersi le sue responsabilità in quanto leader". "Non sareste qui se non foste convinti che il pericolo è reale. Il cambiamento climatico non è fantascienza, ma è scienza, è reale". Alla fine l'applauso è freddo e più di cortesia che di giubilo. Dagli Usa infatti non sono arrivati nuovi impegni. Il presidente Usa ieri ha confermato la posizione interna e gli aiuti ai paesi in via di sviluppo ma nulla di più. Certo, ha ribadito la riduzione di C02 del 17% entro il 2020 rispetto al 2005, così come previsto dalla legislazione pendente davanti al Congresso.

Clima, Wwf: 'E' tutto ancora da fare'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/12/2009

19.53 "Quello che è uscito da Copenaghen è quasi nulla, un accordo che mette pochissimo nero su bianco. Quindi è tutto da fare: sarà un lavoro molto pesante". Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, commentà così a Televideo l'accordo al summit sul clima "Ma per la prima volta abbiamo avuto la presenza di oltre cento capi di Stato e di governo, e in qualche maniera si è aperta una nuova era: per 8 anni gli Stati Uniti avevano bloccato qualsiasi iniziativa e impegno di riduzione".

Wojtyla verso la beatificazione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2009

Il papa firma il decreto che ne riconosce le "virtù eroiche"

CITTA' DEL VATICANO - Benedetto XVI ha firmato il decreto che riconosce le "virtù eroiche" di papa Wojtyla, ossia la sua santità spirituale. Perché possa essere ufficialmente proclamato beato dalla Chiesa cattolica e portato agli onori degli altari manca l'accertamento ufficiale di un miracolo da attribuire alla sua intercessione.

Benedetto XVI ha firmato oggi anche il decreto delle virtù eroiche di Pio XII. Con la sua firma papa Ratzinger ha così sbloccato la strada verso la beatificazione di papa Eugenio Pacelli, il cui pontificato è stato oggetto di perplessità e critiche, specie da parte di alcune organizzazioni ebraiche, a causa di presunti silenzi sulla Shoah. Per Pacelli, come per Giovanni Paolo II, è necessario ora il riconoscimento di un miracolo, prima che possa venire portato agli onori degli altari.

Iran: 'Raid in Iraq è solo propaganda'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/12/2009

12.48 "Una notizia fabbricata dai media stranieri contro le relazioni bilaterali". E' questo il commento del capo della Commissione Esteri del Parlamento di Teheran, il giorno dopo il presunto sconfinamento iraniano in Iraq. Il governo di Bagdad ieri aveva protestato per il raid di soldati iraniani nella zona petrolifera di Maysan, al confine tra i due Paesi. Secondo la tv irachena, l'ambasciatore iraniano a Bagdad ha incontrato le autorità per discutere dell'accaduto.

Usa: si' a legge per spese militari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/12/2009

Via libera del Senato a stanziamento di 636 miliardi di dollari

Usa: si' a legge per spese militari (ANSA) - WASHINGTON, 19 DIC - Il Senato Usa approva una legge che stanzia 636 mld di dollari per spese militari, incluse quelle per l'Iraq e l'Afghanistan. La legge, che e' stata approvata per 88 voti a 10, aveva gia' avuto il via libera della Camera tre giorni fa ed e' stata adesso inviata al presidente, Barack Obama, per la firma finale.

Venerdì 20 Febbraio 2009

Mediterraneo, inquinamento cambia sesso ai molluschi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2009

ROMA - L'inquinamento nel Mediterraneo sta cambiando il sesso ai molluschi. E' solo uno degli effetti del degrado ambientale che sta modificando profondamente il nostro mare. Il responsabile della "mascolinizzazione della popolazione" di murici (molluschi bioindicatori) è un composto presente nella vernice delle imbarcazioni (il tributilsragno, Tbt) che causa la comparsa di veri e propri organi sessuali maschili nelle femmine sottoposte alle concentrazioni più elevate.

Non solo: l'abbattimento delle barriere biogeografiche (canale di Suez) sta provocando il cambiamento della biodiversità. E' quanto emerge dalle analisi effettuate dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (l'Ispra, ex Icram), nell'ambito del progetto europeo MonItaMal, in collaborazione con l'università di Malta e il parco scientifico e tecnologico della Sicilia, sull'ambiente marino Mediterraneo, con particolare riferimento alle isole di Malta e Lampedusa.

Secondo lo studio nel canale di Sicilia si registra una buona qualità delle acque che però si riempie di inquinanti (pesticidi), come il Ddt (ormai bandito), in aree antropizzate come gli scarichi fognari di Malta. In tutto il Mediterraneo si contano ben 110 specie esotiche, pari a circa il 15% dell'intera ittiofauna, circa 50 specie a affinità termofila in espansione verso nord, e nell'area del canale di Sicilia si registrano 10 nuove specie provenienti dal mar Rosso e 12 dall'oceano Atlantico.

Testamento biologico: Mons.Fisichella, bene il primo si' del Senato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2009

ROMA - Il primo voto favorevole giunto ieri dalla commissione Sanità di Palazzo Madama sul ddl Calabrò per il fine vita "é certamente un buon passo", secondo il presidente della Pontificia accademia per la Vita, mons. Rino Fisichella. "Dobbiamo soltanto creare un clima in cui il Parlamento possa lavorare con serenità in un saggio confronto - ha detto a margine di un convegno su "Genetica o eugeneticà promosso dalla stessa Accademia - perché su questi temi non c'é bisogno di conflitto. C'é soltanto bisogno di saggezza - ha aggiunto - di capacità di ascoltarsi gli uni gli altri per il bene del paese e soprattutto per il bene del progresso di tutti: il progresso della scienza e della tecnologia e anche per il rispetto di tutte quelle situazioni che appartengono alla dimensione etica".

Secondo Fisichella il caso Englaro ha rappresentato "un momento molto triste per il Paese" ma anche una "incredibile e positiva provocazione" per entrare nel dibattito sul fine vita e per "porre le basi di una cultura della vita" nella società.

VERONESI, NON E' LEGGE, E' OBBROBRIO - Beppino Englaro ha definito, scatenando le polemiche, la legge sul testamento biologico passata in Commissione al Senato come "una barbarie", oggi il senatore del Pd Umberto Veronesi la definisce "pessima". "Non è una legge" ha detto Veronesi a margine della presentazione della sede milanese del Mpa, perché da un lato dà la possibilità di esprimere la propria volontà, ma dall'altra non garantisce operativamente che questa venga rispettata. "Si cannibalizza - ha aggiunto -. E' un obbrobrio giuridico". E' invece "un peccato" che in Commissione al Senato Ignazio Marino non sia più capogruppo del Pd, un ruolo dove è stato sostituito dall'ex Udc Dorina Bianchi che nella votazione si è astenuta. "Marino è un amico - ha concluso il professor Veronesi - e sostiene una legge intelligente".

GASPARRI, ENGLARO OFFENDE PARLAMENTO - "Le parole di Beppino Englaro dimostrano che non eravamo soltanto di fronte ad un dramma umano e familiare, ma ad una precisa iniziativa politica. Englaro da un lato voleva che la politica non si occupasse di questa vicenda, dall'altro invade il campo con espressioni offensive nei confronti del Parlamento, dove esiste invece una forte maggioranza schierata in difesa della vita". Lo sostiene il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che parla di "campagna politica in favore dell'eutanasia". "Non ci faremo intimidire - dice Gasparri - e il rispetto per le singole persone, anche se dedite a speculazioni politiche, non ci impedirà di esprimere la nostra volontà. La commissione del Senato si è già pronunciata in maniera chiara così come l'Aula di Palazzo Madama ha approvato con una amplissima maggioranza la mia mozione affinché l'idratazione e l'alimentazione siano garantite comunque a tutti in ogni condizione". "Andremo avanti. Senza subire le minacce di chi evidentemente agisce in base a logiche che non sono personali o individuali, ma di ben altra natura", conclude Gasparri.

FINOCCHIARO, DA PDL OFFESE A ENGLARO - "Trovo inaccettabile che dal Governo e dalla maggioranza vengano lanciate in queste ore, dopo le strumentalizzazioni di una vicenda tragica fatte nelle scorse settimane, accuse e offese a Beppino Englaro". La capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, difende il padre di Eluana che ha definito "una barbarie" la bozza di maggioranza sul testamento biologico approvata ieri dalla commissione Sanità del Senato. La famiglia Englaro ha vissuto con dolore e responsabilità una vicenda umana da rispettare. E credo sia necessario usare proprio maggiore rispetto per le opinioni, anche dure, dei cittadini" sottolinea Anna Finocchiaro che esprime l'augurio che "il confronto parlamentare si svolga nelle prossime settimane con il fine di trovare una soluzione all'altezza senza cercare la strumentalizzazione di vicende umane cariche di sofferenza".

Questo deve essere il compito della politica e del Parlamento dice la capogruppo del Pd al Senato che ribadisce le sue critiche al testo Calabrò come "un arretramento rispetto al testo che fu approvato, all'unanimità, nel 2005". "Lavoreremo - conclude Anna Finocchiaro - per presentare i nostri emendamenti che riassumeranno la posizione prevalente espressa nel nostro partito e ci impegneremo per ottenere una legge che rispetti il dettato costituzionale e vada incontro alle aspettative dei cittadini italiani".

La Santa Sede chiede e ottiene la censura di un programma tv in Israele

Corriere.it, http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_20/vaticano_censura_tv_israele_9ce4e2ae-ff54-11dd-a1d5-00144f02aabc.shtml, 20/02/2009

In onda sull'emittente privata channel 10

Oscurato un programma in cui «venivano ridicolizzati con immagini blasfeme Gesù e la Vergine Maria»

CITTÀ DEL VATICANO - Dopo la revoca della scomunica del vescovo lefebvriano Williamson e a pochi giorni dall'annuncio della visita del Papa in Israele, un nuovo scandalo rischia di incrinare i rapporti tra il Vaticano e Gerusalemme. La provocazione arriva dalla tv privata Channel 10, e in particolare dal programma «The Tonight Show» del comico Lior Shlein. In una puntata di qualche giorno fa (intitolata «Like a Virgin») Shlein è partito proprio dalle teorie negazioniste di Williamson per ribaltare la situazione e negare alcuni dogmi del cristianesimo.

DOGMI RIBALTATI - Il comico ha preso di mira la Madonna e Gesù, con gag pseudo comiche e «scoop» del tipo «Maria non è vergine, anzi è andata a letto con un sacco di uomini», mettendo in dubbio che Cristo abbia camminato sulle acque e affermando che è diventato obeso per aver mangiato troppo pane (video). Immediata la reazione della Santa Sede, che ha chiesto (e ottenuto) la censura del programma in cui - si legge nel comunicato - «venivano ridicolizzati con parole e immagini blasfeme il Signore Gesù e la Beata Vergine Maria». Il responsabile di Channel 10 Avi Cohen ha chiesto scusa dicendo che l'intenzione non era quella di ferire i sentimenti della popolazione cristiana in Israele. Ma questo non è bastato per intiepidire lo sdegno del Vaticano.

LA DENUNCIA DEI VESCOVI - La denuncia è partita dai cattolici di Terra Santa e il governo israeliano ha preso provvedimenti. «Le autorità governative, subito interessate dal Nunzio apostolico, hanno prontamente assicurato il proprio intervento al fine di interrompere tali trasmissioni e ottenere pubbliche scuse dalla stessa emittente» spiega la nota della Santa Sede, deplorando «come vengano offesi in modo così grave proprio dei figli di Israele, quali erano Gesù e Maria di Nazareth». I vescovi della Terra Santa hanno parlato di «offese orribili» e «attacchi ripugnanti» in un documento firmato da dodici leader religiosi, tra cui il patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, l’emerito Michel Sabbah, il custode di Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa e monsignor Elias Chacour, arcivescovo greco-melchita di Akka.

«OFFESA AI CRISTIANI» - Anche Daniel Rossing, direttore del Jerusalem Center for Jewish-Christian Relations, attacca la trasmissione parlando di «deplorevole attacco al cuore della fede cristiana» e di «offesa ai cristiani di tutto il mondo e specialmente alla minoranza in Terra Santa». «Fatti del genere non possono essere giudicati come isolati e riguardanti solo uno sparuto gruppo di gente ignorante o un canale tv, ma piuttosto è un'ulteriore manifestazione di disprezzo per il cristianesimo nella società ebraica israeliana - dice Rossing al Sir (Servizio informazione religiosa) -. Per quanto a qualcuno potrebbe sembrare comprensibile, anche alla luce della storia triste dei rapporti ebraico-cristiani e del caso del vescovo Williamson, questo atteggiamento è deplorevole e offensivo dei cristiani e rappresenta una minaccia per i cristiani locali e per la società ebraico-israeliana». Un atteggiamento che, secondo Rossing, non si limita al programma di Channel 10 e che andrebbe estirpato con un «lavoro educativo a lungo termine».

Calisto Tanzi, condannato per il crac si mette a fare i muffin

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2009

Calisto Tanzi riparte dai dolci. L'uomo del crac Parmalat, condannato a dieci anni di reclusione per il reato di aggiotaggio e ostacolo all'attivita' di vigilanza, ha ricominciato a lavorare nel settore alimentare. Lo scrive il sito Internet di Parma del quotidiano La Repubblica precisando che "da cinque giorni il cavaliere mattina e pomeriggio va in

ufficio: c'e' un nuovo progetto da realizzare, una azienda di dolciumi a quattro passi dalla sua villa in localita' Fontanini".

L'azienda, ancora in via di allestimento, si trova in strada Martinella, alle spalle della casa dell'ex re del latte. La nuova 'ditta di Tanzi', come l'hanno ribattezzata gli operai che lavorano nella zona, sta sorgendo negli ex magazzini Italarchivi. I lavori, negli 800 mq situati nella prima periferia di Parma, sono iniziati in novembre e sono in un buono stadio di avanzamento. Sembra ci sia gia' anche qualche macchinario.

Da quattro giorni il Cavaliere si fa vedere spesso, detta ordini, gestisce i lavori. E' qui mattina e pomeriggio. In tanti ci siamo chiesti cosa ci facesse, hanno detto al sito web di Repubblica Parma alcuni dipendenti che lavorano al piano superiore del capannone industriale, al momento occupato da uffici di architettura, arredamento e lavorazione marmi.

Fra i 'vicini' di casa ci sarebbe qualcuno a cui la possibile presenza di un'azienda di Tanzi non appare prospettiva gradita. "Se il cavaliere lavora qui, io me ne vado", dice qualche imprenditore. Calisto Tanzi, reduce da una bancarotta da 14 miliardi di euro, non puo' essere titolare di alcuna attivita' imprenditoriale propria.

Finanza: Fbi scova Stanford, sud America corre ai ripari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2009

WASHINGTON - Il miliardario texano Robert Allen Stanford, accusato di frode, è stato rintracciato dall'Fbi in Virginia, si è appreso oggi. Stanford, secondo la denuncia presentata dalla Sec, la Consob americana, ha messo in piedi una truffa da otto miliardi di dollari attraverso la Stanford International Bank, ad Antigua, vendendo certificati di deposito con "improbabili e insostenibilmente alti tassi di interesse". La polizia federale ha reso noto che a Stanford è stata notificata l'accusa della Sec, ma che il miliardario non è stato arrestato. L'accusa di frode a carico di Stanford, definito da alcuni un nuovo Madoff, intanto ha creato un'ondata di panico in molti Paesi dell'America Latina. Con la quasi sola esclusione di Brasile e Argentina, partendo dalla isola Antigua dove aveva aperto la sua principale sede regionale, il banchiere miliardario texano aveva infatti installato filiali un po' ovunque: tant'é che, oggi, il governo venezuelano ha commissariato la Stanford Bank locale, in Ecuador e Perù le rispettive Borse Valori hanno sospeso per 30 giorni le operazioni delle succursali di Quito e Lima, mentre a Città del Messico e a Bogotà, con le relative autorizzazioni statali, le succursali locali non hanno aperto le porte. Il ministro dell'economia venezuelano, Alì Rodriguez, ha affermato che la banca "sarà subito messa in vendita" e che ci sono "diversi gruppi" interessati. Nonostante ciò, nelle ultime 48 ore, parte dei 15.000 clienti della Stanford Bank di Caracas hanno ritirato depositi per 57 milioni di bolivares 'forti', 26,5 milioni di dollari. Non hanno potuto fare lo stesso i clienti di Stanford a Quito, Lima, Città del Messico e Bogotà, dove fra la generale preoccupazione è costante la ressa davanti alle banche. Secondo Edgar Hernandez, titolare della Superintendencia Nacional de Bancos del Venezuela, "molti venezuelani hanno effettuato operazioni con la Stanford Bank Antigua, per almeno, sembra, 2,5 miliardi di dollari". Analisti latinoamericani mettono in evidenza le affinità fra Stanford e Madoff: entrambi facevano controllare le loro operazioni a piccoli studi contabili. Per Madoff la Friehling&Horowitz di sole tre persone e per Stanford la Cas Hewlett&Co, con sede ad Antigua. Entrambi inoltre hanno imposto alle rispettive organizzazioni il loro cognome. Quanto a Stanford, comunque, secondo il quotidiano 'El Cronista' di Buenos Aires, fino agli ultimi mesi dello scorso anno ha tentato invano di aprire una succursale anche nella capitale argentina. Ad adoperarsi a suo nome è stato l'argentino Franco Moccia, ex presidente del Citibank in Colombia, che operava come direttore esecutivo della Stanford Financial Group Latin America, con base a Miami. Moccia, che avrebbe tentato inutilmente di entrare anche nel mercato brasiliano, sempre secondo 'El Cronista', avrebbe rinunciato all'incarico di responsabile di tutte le filiali latinoamericane lo scorso dicembre. (ANSA).

Un venerdi' nero per le borse

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2009

di Alfonso Neri

MILANO - Il crollo delle Borse europee e mondiali non si ferma: nell'ennesimo venerdì nero, nel quale sono stati bruciati 154 miliardi di euro di capitalizzazione, i listini continentali sono scesi ai minimi degli ultimi sei anni. L'indice Dow Jones Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sul Vecchio Continente, ha infatti perso il 3,52%, tornando sui livelli della primavera del 2003. E quella che si è chiusa con una giornata contraddistinta da vendite da panico è stata una settimana di scivoloni simili a quelli dello scorso novembre, uno dei periodi più neri per le piazze di ogni parte del mondo, con Milano che si è mostrata particolarmente debole e ha ceduto con l'indice S&P quasi il 6%. Ribassi di oltre quattro punti per Parigi e Francoforte, di oltre tre per Londra, Amsterdam, Madrid e Stoccolma.

Tra i listini europei principali, si è tenuto sotto questa soglia solo quello di Zurigo, che comunque ha chiuso in perdita di oltre due punti e mezzo. Solo leggermente più contenuto il pessimismo degli operatori statunitensi: nella prima metà di seduta, il Dow Jones ha ceduto due punti e mezzo, mentre il Nasdaq circa un punto e mezzo.

Le prime avvisaglie dell'ennesimo venerdì nero sono arrivate dalle Borse asiatiche, con Tokyo che ha ceduto quasi due punti anche a causa di alcuni titoli industriali, come Bridgestone, in chiaro affanno. Ma sono state le voci di una possibile nazionalizzazione di colossi del credito statunitensi a far partire la girandola delle vendite sulle banche, le assicurazioni e i titoli europei dei servizi finanziari. Bank of America ha detto di "non vedere motivo per una nazionalizzazione" e Citigroup non avrebbe discusso con il governo di Washington l'ipotesi di essere nazionalizzata, ribadendo che il proprio capitale è solido. Ma ormai nelle Borse europee tutti alleggerivano i portafogli, anche per il timore di un weekend che potrebbe portare annunci inattesi.

Gli operatori affermano di non volersi tenere in tasca titoli ritenuti a rischio durante il fine settimana e hanno venduto in massa, ancora una volta. Il risultato è stato che l'indice Dow Jones dei titoli assicurativi europei è crollato in un giorno di oltre il 6%, con Axa scesa del 18,41%, Ing il 12,39%, Allianz l'8,98%. Pesanti anche gli italiani Alleanza (-8,96%), Unipol (-7,21%) e Generali (-6,26%). Simile la chiusura dell'indice Dow Jones stoxx dei titoli bancari ed è stato il comparto del credito, con i suoi ingenti volumi, a trascinare al ribasso la generalità dei listini.

Oltre allo scivolone di oltre il 15% di Intesa SanPaolo, spiccano i cali di Ubs (-14,06%) per l'azione legale dell'amministrazione Usa contro l'evasione fiscale dei clienti del gruppo, Deutsche bank (-9,58%), Credit Agricole (-9,23%) e Commerzbank (-8,55%). In difficoltà inoltre il settore delle costruzioni e dell'automobile: in quest'ultimo comparto Porsche ha perso il 7,90%, Daimler il 6,79%, Peugeot il 5,76% e Renault il 5,74%. Tra i titoli principali del settore auto il calo minore è stato accusato da Bmw, che ha pur lasciato sul terreno il 3,14% del suo valore. Fiat, scesa del 3,65%, non ha potuto beneficiare della notizia dell'avvio di una linea di credito da un miliardo, uscita a mercati chiusi. L'unico comparto che ha cercato di limitare le perdite è stato quello delle telecomunicazioni (-1,07% l'indice Dj di settore), nel quale le perdite più rilevanti sono state accusate da Telecom Italia (-3,02%), Deutsche Telecom (-1,52%) e Telefonica (-1,44%). In controtendenza del 3,44% Mobistar dopo la conferma dell'ingresso nel capitale di Goldman Sachs, mentre France Telecom, in positivo per quasi tutta la seduta, ha registrato la limatura finale dello 0,60%. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse mondiali: - Londra -3,22% - Parigi -4,25% - Francoforte -4,76% - Madrid -3,46% - Milano -5,88% - Amsterdam -3,59% - Stoccolma -3,97% - Zurigo -2,79% - Tokyo -1,87% - Dow Jones -1,34%, Nasdaq -0,11%.

INDUSTRIA: FATTURATO E ORDINI ANCORA GIU', AUTO A PICCO

di Mila Onder - Non si arresta la caduta dell' industria italiana. La curva disegnata da fatturato e ordinativi nell'ultimo scorcio del 2008 è drammaticamente rivolta verso il basso. I due indici hanno infatti mostrato a dicembre un altro calo a due cifre, dopo quello già registrato nel mese di novembre, con una vera e propria gelata sull'auto, sempre più colpita dalla crisi economica. Per il settore autoveicoli l'emorragia pre-incentivi statali é stata grave: il fatturato è diminuito nell'ultimo mese dell'anno del 29,6% e gli ordini, che forniscono indicazioni sull'andamento del settore nell'immediato futuro, sono crollati del 33,3% rispetto a dicembre 2007.

Numeri che lasciano il segno e che portano il consuntivo 2008 a -7,6% per le vendite e a -11,4% per gli ordinativi, i dati più neri, calcola l'Istat, dall'inizio degli anni '90 (dal '93 nel primo caso e dal '92 nel secondo). Il peggio sembra comunque essere alle spalle dopo il decreto salva-auto dello scorso 6 febbraio. Per il Centro studi Promotor, infatti, ''secondo le prime indicazioni provenienti dal mercato gli incentivi dovrebbero consentire di contenere in maniera significativa le perdite". Al di là dell'industria automobilistica, a dicembre nessun settore è stato risparmiato dalla crisi, ad eccezione degli alimentari, gli unici che hanno tenuto e che hanno mostrato ancora a dicembre il segno positivo, con un +11,4% che ha tenuto a galla le vendite complessive dei beni di consumo. Il fatturato é invece precipitato per le raffinerie di petrolio (-28,3%, complice anche il calo dei prezzi alla produzione del comparto energetico) e per l'estrazione dei minerali (-26,5%). Male anche la fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche, crollate del 18,1%, la produzione di mezzi di trasporto e quella di metallo e prodotti in metallo (entrambe -17%).

Meglio non è andata per gli ordinativi: "tutti i settori di attività economica - evidenzia l'Istat - hanno registrato rispetto a dicembre 2007 variazioni negative", con le diminuzioni più marcate nella produzione di metallo e prodotti in metallo (-21,4%), nell'industria del legno e prodotti in legno (-20,1%) e nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (-19,8%). Guardando all'intero 2008, i dati sono meno drammatici. Gli ordinativi sono diminuiti infatti del 3,2% mentre il fatturato é sceso di un quasi impercettibile 0,3%. Su quest'ultimo dato, misurato a prezzi correnti, influiscono in particolare i prezzi alla produzione che, sottolinea l'Istat, sono aumentati considerevolmente nel corso del 2008. Considerando le vendite al netto dell'aumento dei prezzi, il calo sarebbe decisamente maggiore. La contrazione è peraltro concentrata soprattutto nell'ultima parte dell'anno: nel quarto trimestre il fatturato é infatti diminuito dell'8,3% e ancora peggiore è stata la performance degli ordinativi, scesi del 14,3%.

Vaticano: no alle ronde, manca stato di diritto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/02/2009

di Domitilla Conte

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano boccia l'ultimo decreto del governo sulla sicurezza, e in particolare l'idea delle ronde di volontari riproposte in funzione antistrupro, e anche il prolungamento dei tempi di permanenza degli irregolari nei centri di identificazione (Cie). Appena due giorni fa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva sottolineato l' "identità di vedute" con il Vaticano, riferendosi soprattutto alla politica internazionale ma anche, implicitamente, alla bioetica. Su sicurezza e immigrazione, però, la distanza sembra aumentare.

L'istituzione delle ronde di volontari a tutela della sicurezza nelle città "rappresenta una abdicazione dello Stato di diritto", ha commentato oggi all'ANSA il segretario del pontificio consiglio dei Migranti, mons. Agostino Marchetto, aggiungendo che "quella dei volontari civili non è la strada da percorrere" nella tutela della sicurezza che, per il Vaticano, "spetta sempre alle autorità costituite". Il pericolo che le ronde scatenino una incontrollabile caccia al clandestino e alimentino un clima di intolleranza preoccupa profondamente il Vaticano, secondo il quale - dice Marchetto - "é bene dare ai cittadini la possibilità di dare un contributo ad aumentare la sicurezza delle loro città, ma se questo serve ad alimentare un clima di criminalizzazione dei migranti, certamente questo non trova il consenso della Chiesa".

E il fatto che il decreto legge introduca un "ruolo prevalente" per ex appartenenti alle forze dell'ordine ed escluda l'uso di armi, non cambia la posizione dell'esponente della Santa Sede. "Cercano così di far passare una norma che aveva già sollevato critiche, anche da parte del capo dello Stato". Ronde a parte, il Vaticano ribadisce le critiche nei confronti dell'invito rivolto da governo a medici e ospedali affinché denuncino i clandestini, e guarda con allarme al prolungamento dei tempi di permanenza nei Cie.

"Se gli irregolari si fanno prendere dalla paura - avverte - perderanno la fiducia e, non conoscendo i propri diritti, potrebbero preferire non curarsi, o favorire la creazione di strutture illegali". E, più in generale, "criminalizzare le migrazioni irregolari e trattarle come reati comuni significa non riconoscere il diritto ad emigrare" - sottolinea Marchetto - ricordando come questo sia invece tutelato dalla dichiarazione sui diritti umani e difeso dalla dottrina della Chiesa. Convinzioni che invitano ad una maggiore "moderazione" spiega il presidente del Pontificio consiglio per i migranti, che plaude comunque alle parole pronunciate oggi dal presidente della Camera Gianfranco Fini contro l'equazione 'immigrati-criminali'. Che non bastano, però, a bilanciare l'effetto di provvedimenti che rischiano, secondo la Chiesa, di esacerbare paure e intolleranze. "Il clima che si respira nel nostro Paese - denuncia il servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia - è sempre più teso. Crescono gli episodi di intolleranza e xenofobia, ma soprattutto le frasi fatte, gli insulti sugli autobus, l'insofferenza verso il diverso", confortate - rimproverano - dalle "dichiarazioni ad effetto di alcuni politici".

Cura Schwarzenegger per la California in crisi: più tasse, meno spesa pubblica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/02/2009

Dopo una maratona notturna, appelli alla responsabilità e una dura battaglia politica, il Parlamento della California ha approvato la manovra finanziaria che cerca di chiudere un 'buco' da 42 miliardi di dollari nel bilancio statale.

Il governatore Arnold Schwarzenegger si era impegnato personalmente per raggiungere un compromesso sulla legge che aumenta le tasse e taglia la spesa pubblica nella ottava economia del mondo. E alla fine anche i Repubblicani, fermi per settimane nel 'no' all'aumento delle tasse, hanno ceduto. "Ora possiamo ripartire, è quello di cui il Paese aveva bisogno", ha commentato soddisfatto Schwarzenegger.

La manovra ha ottenuto a fatica, in Parlamento, la maggioranza dei due terzi richiesta e prevede 12.8 miliardi in maggiore imposizione fiscale, 15,1 miliardi di tagli alla spesa pubblica, altri miliardi per rilanciare prestiti e investimenti in un'economia in profonda crisi. L'obiettivo è riportare il bilancio in parità entro l'estate 2010.

Nelle ultime settimane Schwarzenegger è stato obbligato a licenziare 10mila dipendenti pubblici e a chiedere a 200mila impiegati delle strutture federali di prendersi ferie non pagate. Ma non basta: i tagli alla spesa pubblica in California incideranno su scuola, sanità, servizi sociali. Una cura dimagrante imposta da un bilancio schizzato nella 'zona rossa', tanto da indurre Standard & Poor's a collocare le obbligazioni della California al livello più basso di rating negli USA.

Gli iraniani si ritirano dai pozzi dell'Iraq

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2009

Li avevano occupati da venerdi'

Baghdad, 20-12-2009

Le forze iraniane si sono ritirate nella notte dai pozzi petroliferi di Fakka, nel sud dell'Iraq, che avevano occupato da venerdi'. Lo afferma il capo del comitato di sicurezza e difesa del Consiglio della provincia de governatorato di Missane. Secondo il responsabile locale Mayssam Lafta, "le forze iraniane si sono ritirate nella notte e gli operai della compagnia petrolifera del sud oggi hanno potuto riprendere possesso del pozzo".

Venerdi' una decina di militari e tecnici iraniani avevano occupato il pozzo numero 4 nel campo petrolifero di Fakka alla frontiera tra i due paesi, nel primo incidente serio di questo genere dalla caduta del regime iracheno di Saddam Hussein. Entrambi i paesi rivendicano il possesso del pozzo.

Berlusconi: 'Il clima d'odio ha influenzato le menti labili'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 20/12/2009

Il premier torna sull'aggressione subita

Roma, 20-12-2009

Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del Consiglio si dice che e' corruttore di minorenni, un corruttore di testimoni, uno che uccide la liberta' di stampa, che e' un mafioso o addirittura uno stragista, un tiranno, e' chiaro' che in qualche mente labile, e purtroppo ce ne sono in giro parecchie, possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi e diventarlo vuol dire essere degli eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisire un merito e una gloria importante.

Cosi' Silvio Berlusconi, in un passaggio dell'intervento telefonico con una manifestazione a Verona, e' tornato sull'aggressione subita a Milano da parte di Massimo Tartaglia. Il presidente del Consiglio ha poi sottolineato che da quanto avvenuto si deve trarre l'insegnamento di "rispettare" gli avversari politici senza considerarli "nemici".

Berlusconi ha parlato in collegamento telefonico da Arcore con una manifestazione di solidarieta' organizzata dal Pdl a Verona. Il premier, secondo quanto si ascolta nell'audio di Matteo Crimi, un giovane sostenitore del Pdl che ha registrato l'intero intervento del presidente del Consiglio, ha proseguito il suo ragionamento: quanto avvenuto, ha detto il Cavaliere, "deve avvisarci del fatto di come sia davvero pericoloso guardare agli altri con sentimenti che non siano di rispetto e di solidarieta' ". "Quindi - ha aggiunto Berlusconi - da quest'ultima esperienza dobbiamo essere ancora piu' convinti di quanto abbiamo praticato fino ad oggi e cioe' che sia giusto il nostro modo di considerare gli avversari come persone che la pensano in modo diverso da noi, ma che hanno il diritto di dire tutto cio' che pensano, che noi dobbiamo difenderli per far si' che lo possano dire e che non sono nemici o persone da combattere in ogni modo, ma sono persone da rispettare". "Lo facciamo noi con gli altri - ha detto Berlusconi - e ci piacerebbe che lo facessero gli altri nei nostri confronti".

Livorno-Samp: slogan contro premier

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/12/2009

Partita sospesa e poi ripresa per lancio di petardi

LIVORNO - Intorno al 38' del primo tempo di Livorno-Sampdoria, prima che la partita fosse interrotta per due minuti per il lancio di petardi, dalla curva occupata dai tifosi livornesi sono partiti alcuni slogan contro il premier Silvio Berlusconi. Oltre a quello consueto che da anni accompagna le partite del Livorno, questa volta gli ultrà hanno anche aggiunto una variazione sul tema riguardante l'attualità inneggiando a Massimo Tartaglia, autore dell'aggressione del presidente del consiglio a Milano. "Tartaglia uno di noi" e "Spinelli compraci Tartaglia" sono stati gli slogan scanditi dagli ultrà amaranto.

Al 41' del primo tempo di Livorno-Sampdoria l'arbitro Celi ha sospeso la partita per un ripetuto lancio di fumogeni e bombe carta da parte degli ultrà livornesi. Anche il tecnico Cosmi è andato sotto la curva dei tifosi amaranto a chiedere l'interruzione dei lanci. Dopo due minuti di sospensione il gioco è ripreso regolarmente.

Sabato 21 Febbraio 2009

Giovani che fumano prima dei 17 anni: rischio quasi triplo di sclerosi multipla

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/02/2009

ROMA - I giovanissimi che iniziano a fumare prima dei 17 anni potrebbero quasi triplicare il proprio rischio di ammalarsi di sclerosi multipla. Lo rivela uno studio che sarà presentato al 61/imo Meeting Annuale della American Academy of Neurology che si terrà a Seattle, da Joseph Finkelstein della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora. Gli esperti hanno considerato un gruppo di pazienti con sclerosi multipla, malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso, e visto innanzitutto che ben il 32% di questi malati fumava da adolescente e aveva iniziato prima dei 17 anni, mentre in media solo il 19% delle persone sane inizia a fumare prima dei 17 anni. Già queste percentuali suggeriscono un'associazione tra fumo precoce e sclerosi multipla. Poi gli esperti hanno diviso il loro gruppo di studio in tre sottogruppi costituiti da fumatori precoci (che hanno iniziato prima dei 17 anni), fumatori tardivi (dopo i 17 anni), non fumatori. Facendo i dovuti calcoli è emerso che i fumatori precoci hanno un rischio quasi triplo (2,7 volte in più) di ammalarsi di sclerosi multipla, segno che il fumo in tenera età è un fattore ambientale di notevole peso nel favorire la comparsa di questa grave patologia.

Scambio di razzi tra dal Libano e Israele

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/02/2009

Una donna e' rimasta lievemente ferita per l'esplosione di un razzo lanciato dal Libano contro il nord di Israele. Lo ha annunciato la radio pubblica israeliana.

La donna ferita leggermente stamani da un razzo lanciato dal Libano sul nord di Israele si trovava nella sua abitazione nei pressi della citta' di Maalot (vicino alla frontiera) ed e' stata raggiunta da frammenti di vetro. Lo ha reso noto la radio pubblica israeliana. Il razzo lanciato stamani era di tipo katiusha. Fonti della sicurezza libanese hanno reso noto che dal Libano sono stati lanciati due razzi verso Israele e che uno e' ricaduto in Libano.

Tre razzi israeliani sono caduti stamani su una localita' nel sud del Libano. Lo ha annunciato alla France Presse l'esercito libanese.

Il curriculum di Franceschini

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/02/2009

Dario Franceschini e' nato a Ferrara il 19 ottobre 1958. E' sposato dal 1986 con Silvia ed ha due figlie, Caterina e Maria Elena. Si e' laureato in Giurisprudenza presso l'Universita' degli Studi di Ferrara con una tesi in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni politiche.

Sul piano politico si iscrive alla Dc dopo l'elezione a segretario di Benigno Zaccagnini e dopo due anni viene eletto Delegato Provinciale dei giovani DC. Nel 1980 viene eletto Consigliere Comunale di Ferrara e nel 1983 capogruppo consiliare. Alle successive elezioni amministrative del 1985 e del 1990 e' capolista della DC e primo degli eletti.

Nel 1984 entra nella Direzione Nazionale del Movimento giovanile dc per il quale fonda la rivista mensile "Nuova Politica". Chiusa l'esperienza dei giovani Dc entra negli organismi provinciali e regionali del partito e dirige a Roma il mensile "Settantasei" che raccoglie i giovani quadri della sinistra dc.

Viene chiamato anche alla vicedirezione del mensile "Il Confronto" e nella redazione del settimanale del partito "La Discussione". Nella fase di trasformazione della DC in PPI invita il partito, all'Assemblea Costituente di Roma del 1993, a scegliere con determinazione, come conseguenza del nuovo sistema elettorale maggioritario, la via dell'alleanza tra centro e sinistra.

Conseguentemente, dopo la decisione del PPI di candidarsi alle elezioni del 1994 come "terzo polo", aderisce ai Cristiano Sociali, fondando il movimento a Ferrara e divenendone Consigliere Nazionale. Nel 1994 diventa Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Comune di Ferrara. Nel 1995, a seguito di una spaccatura nel centrosinistra della provincia, accetta di candidarsi a Sindaco per una lista composta da Cristiano Sociali, Laburisti e Verdi e raccoglie il 20% dei voti.

Dopo la scissione del PPI e l'adesione dello stesso all'Ulivo rientra nel partito. Dal 1997 al 1999 e' chiamato all'incarico di vicesegretario nazionale. Nell'ultimo Congresso nazionale del PPI e' fra i tre candidati all'incarico di Segretario Politico e successivamente entra a far parte della Direzione nazionale e dell'Ufficio di segreteria con l'incarico per le politiche della Comunicazione.

Entra nel secondo Governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Riforme Istituzionali e viene confermato nello stesso incarico nel successivo governo Amato.

A nome del Governo segue in particolare il tema della legge elettorale, e sino all'approvazione definitiva, la legge costituzionale di riforma degli Statuti delle Regioni a Statuto speciale, l'introduzione del Diritto di voto per gli italiani all'estero e le modifiche al Titolo V della Costituzione.

Alle elezioni politiche del 2001 e' candidato dell'Ulivo alla Camera dei Deputati nel Collegio maggioritario di Ferrara e capolista della Margherita nella quota proporzionale nelle Marche.

Tra i fondatori della Margherita, nel luglio 2001 entra a far parte del Comitato Costituente del partito, del quale diventa Coordinatore dell'Esecutivo Nazionale. Viene confermato in Direzione e in Assemblea Federali e nell'incarico di Coordinatore al Congresso Costituente di Parma del 2002 e al Congresso di Rimini del 2004.

E' membro del Direttivo del Partito Democratico Europeo. Alle elezioni politiche del 2006 e' capolista dell'Ulivo nella circoscrizione Lombardia II e candidato in Emilia-Romagna, per la quale opta. E' stato Presidente del nuovo gruppo parlamentare "L'Ulivo" alla Camera dei Deputati dal maggio 2006 all'ottobre 2007. Fino a ieri ha ricoperto l'incarico di vicesegretario del Partito Democratico, da oggi ne assume la guida.

Casini: dobbiamo fare un partito della Nazione

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/02/2009

Noi dobbiamo fare un partito della nazione, in un Paese che ha molto più bisogno di unità di quanto pensano i protagonisti della politica. Così Pier Ferdinando Casini nella relazione conclusiva del seminario della Fondazione Liberal dedicato al progetto politico dell'Udc dal titolo 'Liberi e forti'.

I 'Liberi e Forti' sono dappertutto - ha detto Casini - noi non pensiamo di essere i soli, ma cerchiamo a 360 gradi di dare il nostro contributo; si tratta di fare non un nuovo partito, ma favorire un progetto che non esiste nella politica italiana.

Partendo dal presupposto che c'è "bisogno di una forza identitaria", il leader dell'Udc ha spiegato: "Dobbiamo avere consapevolezza delle nostre radici che non significa essere nostalgici, ma capire che esse sono una grande forza per un disegno che non può essere aleatorio".

Casini non ha risparmiato critiche nè al Pd, "la grande ingenuità di Veltroni - ha detto - è avere pensato di essere l'avversario di comodo di Berlusconi", nè al Pdl in cui "esistono contraddizioni". Nel ribadire che il progetto politico dell'Udc ha una valenza "trasversale", Casini ha sottolineato: "Guai a ipotizzare un centro che ha uno strabismo a sinistra, noi non vogliamo fare la Margherita del 2020, abbiamo ambizioni più alte. Popolo e nazione i poli entro cui lavorare, perché con le suggestioni non si governa".

Papa, sconvolgente la visita allo Yad Vashem

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2009

Benedetto XVI, dare spazio alle altre religioni e agli atei

CITTA' DEL VATICANO, 21 DIC - La visita allo Yad Vashem, memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme, è stata "un incontro sconvolgente con la crudeltà della colpa umana, con l'odio di un'ideologia accecata" ha detto Benedetto XVI nel suo discorso alla Curia romana per gli auguri natalizi. Il memoriale - ha detto il pontefice nel suo discorso, che giunge a pochi giorni dal riconoscimento delle 'virtu' eroiché di Pio XII e del conseguente riaccendersi del dibattito sulla sua beatificazione - "é in primo luogo un monumento commemorativo contro l'odio, un richiamo accorato alla purificazione e al perdono, all'amore". Nel museo dello Yad Vashem è esposta una targa che condanna i presunti "silenzi" di Pio XII sulla Shoah.

La visita a Yad Vashem - ha detto il Papa ricordando il suo viaggio in Terra Santa e in particolare la visita al memoriale avvenuta l'11 maggio scorso - ha significato un incontro sconvolgente con la crudeltà della colpa umana, con l'odio di un'ideologia accecata che, senza alcuna giustificazione, ha consegnato milioni di persone umane alla morte e che con ciò, in ultima analisi, ha voluto cacciare dal mondo anche Dio, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e il Dio di Gesù Cristo. "Così - ha proseguito - questo è in primo luogo un monumento commemorativo contro l'odio, un richiamo accorato alla purificazione e al perdono, all'amore. Proprio questo monumento alla colpa umana ha reso poi tanto più importante la visita ai luoghi della memoria della fede e ha fatto percepire la loro inalterata attualità". "In Cristo - ha detto il Papa ricordando il suo pellegrinaggio - Dio è disceso fin nell'ultima profondità dell'essere umano, fin nella notte dell'odio e dell'accecamento, fin nel buio della lontananza dell'uomo da Dio, per accendere lì la luce del suo amore. Egli è presente perfino nella notte più profonda: anche negli inferi". "La fede - ha concluso - non è un mito. E' storia reale, le cui tracce possiamo toccare con mano. Questo realismo della fede ci fa particolarmente bene nei travagli del presente". E Cristo "sempre pone nella nostra vita personale e comunitaria il compito della riconciliazione". Ricordando il viaggio in Medio Oriente, papa Ratzinger ha anche ringraziato il governo d'Israele "per tutto ciò che ha fatto affinché la visita potesse svolgersi pacificamente e in sicurezza". Subito dopo, ha ringraziato anche l'Autorità palestinese "che mi ha accolto, anch'essa, con grande cordialità". "Tutto ciò che si può vedere in quei Paesi - ha detto - invoca riconciliazione, giustizia e pace". Nel maggio scorso, Benedetto XVI volle iniziare proprio dallo Yad Vashem la sua visita in Israele. Tuttavia visitò il memoriale e non il museo dove è esposta la controversa targa su Pio XII. Nel suo discorso, avvenuto dopo la "ferita" delle dichiarazioni negazioniste del vescovo lefebvriano Richard Williamson, disse che le sofferenze della Shoah "non devono essere mai negate, sminuite o dimenticate". Alcuni esponenti della comunità ebraica israeliana, incluso il direttore del memoriale, lamentarono il fatto che non avesse mai citato la parola "nazismo" e giudicarono non sufficiente la sua condanna dell'antisemitismo.

APRIRE ALLE ALTRE RELIGIONI E AD ATEI - La Chiesa cattolica dovrebbe "aprire una sorta di 'cortile dei gentili' dove gli uomini possano in qualche maniera agganciarsi a Dio" e "al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea" ha aggiunto il Papa ha auspicato, citando il profeta Isaia, la creazione di uno "spazio di preghiera per tutti i popoli", anche per quelli ai quali "Dio è sconosciuto".

CHIESA NON CEDA ALLA TENTAZIONE DI FARE POLITICA - I vescovi e i sacerdoti non devono "cedere al tentazione di prendere personalmente in mano la politica", ma praticare e interpretare "nel modo giusto" "una laicità positiva". Papa Ratzinger ha ricordato il recente Sinodo per l'Africa, cogliendo l'occasione per spiegare l'atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti della cosa pubblica. "La questione molto concreta davanti alla quale i pastori si trovano continuamente - ha detto - è, appunto, questa: come possiamo essere realisti e pratici, senza arrogarci una competenza politica che non ci spetta? Potremmo anche dire: si trattava (al Sinodo per l'Africa, ndr) del problema di una laicità positiva,praticata e interpretata in modo giusto". Un concetto - ha sottolineato - sviluppato nell'enciclica Caritas in veritate, che ha chiarito "la collocazione teologica e concreta della dottrina sociale della Chiesa". Chiesa alla quale spetta piuttosto - ha poi aggiunto il pontefice - innescare i processi "pre-politici" finalizzati alla pace e allo sviluppo, primo fra tutti quella "riconciliazione con Dio", presupposto della pace con sé stessi, con il prossimo e con il creato.

L'Afghanistan non è una guerra degli USA

Rainews24, http://www.rainews24.it, 21/12/2009

Gli auguri del presidente ai militari all'estero

Roma, 21-12-2009

L'impegno in Afghanistan "non è una guerra o una missione americana", ma "un impegno della comunità internazionale e delle Nazioni Unite con l'unico scopo di proteggere il mondo dal terrorismo internazionale". Lo ha detto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, durante il tradizionale scambio di auguri con i militari italiani impegnati nelle missioni all'estero, che si è tenuto stamattina al Comitato operativo interforze.

Quando ho sentito le parole di Obama a West Point - ha aggiunto il presidente della Repubblica - la mia reazione è stata che i suoi orientamenti sono quelli che in realtà l'Italia ha espresso sempre, nei limiti delle sue responsabilità nelle missioni. E cioè "combinare il presidio militare e l'impegno della forza con la vicinanza alla popolazione e la ricostruzione civile". E' un impegno che l'Italia ha fatto "con grande discrezione e umanità".

Il capo dello Stato ha ribadito la centralità delle missioni internazionali nella politica estera dell'Italia. "Per quanto siano serie le problematiche finanziarie - sottolinea - non possiamo in nessun modo far venire meno il nostro impegno"; e questo perché il modo in cui "stiamo assolvendo alle missioni è fondamentale per la reputazione internazionale dell'Italia".

Pochi giorni fa il Parlamento ha votato il rifinanziamento delle missioni militari all'estero e l'unità che è stata raggiunta è motivo "di grande conforto" per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Sono particolarmente soddisfatto istituzionalmente di ciò che è avvenuto in Parlamento - ha spiegato il presidente - Di solito l'immagine è quella di un Parlamento sempre diviso e di una politica rissosa, il fatto che su questo tema il Parlamento si sia mostrato unito è motivo di grande conforto per me".

Bertolaso il piu' amato dopo Napolitano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2009

Sky Tg24: terzo dietro al Capo dello Stato e a Obama. Il terremoto la notizia piu' importante

ROMA - L'Italia, almeno dal punto di vista del rapporto con le notizie veicolate dai media, sembra essere un paese concreto, che bada al sodo e che sceglie, tra i personaggi pubblici più importanti, Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile. E' quanto emerge da una ricerca dal titolo 'Sky Tg24: un anno in 101 notizie' presentata oggi a Roma. Un sondaggio commissionato dal canale all news di Emilio Carelli, che rispetto al 2008 cresce negli ascolti (+8,1%), alla Coesis Research su un campione di 1000 persone.

Dalla ricerca emerge che tra le figure più importanti dell'anno per gli italiani, alle spalle però dei presidenti Barack Obama e Giorgio Napolitano, c'é proprio Bertolaso, che precede anche Papa Benedetto XVI. Seguono: Fiorello, Angela Merkel, Aung San Suu Kyi, Paolo Bonolis, Emma Marcegaglia, Sergio Marchionne seguiti da un terzetto politico composto da Renato Brunetta, Gianfranco Fini e Giulio Tremonti (rispettivamente dall'undicesimo al tredicesimo posto) mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è 18/o. L'indagine, che ha considerato le notizie più importanti tra quante hanno aperto le 39 edizioni quotidiane di Sky Tg24, dà risultati in parte sorprendenti.

Il terremoto in Abruzzo, la riforma sanitaria di Obama e l'aggressione a Berlusconi sono le tre notizie del 2009 che hanno colpito di più, mentre le rivelazioni della D'Addario, il caso Marrazzo, l'annuncio del divorzio fra Veronica Lario e Berlusconi e la partecipazione del premier alla festa dei 18 anni di Noemi Letizia sarebbero tra quelle a cui gli italiani hanno dato meno importanza. Per quanto riguarda la politica italiana, al primo posto c'é il 'pacchetto sicurezza' che inasprisce le pene per stupro e introduce il reato di stalking, il caso di Eluana Englaro e la dichiarazione d'incostituzionalità del lodo Alfano.

Nella categoria esteri, è prima la riforma sanitaria di Barack Obama, il suo giuramento a Washington come 44/o presidente degli Stati Uniti e le celebrazioni del ventennale dalla caduta del muro di Berlino. Fra i personaggi che ci hanno lasciato nel corso del 2009, gli italiani rimpiangono soprattutto Mike Bongiorno. "Tutti i politici - commenta il direttore di SkyTg24 Emilio Carelli - vanno abbastanza male nei sondaggi, tranne quelli legati al 'fare' come Brunetta e Tremonti, mentre è chiaro, sempre in politica, il fallimento della parola per la parola".

Il sesso in età giovane raddoppia rischio cancro alla cervice

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2009

Lo afferma una ricerca britannica: nessun legame con il numero di partner o con il fumo

LONDRA - Fare sesso in età molto giovane raddoppia il rischio di sviluppare il cancro della cervice: ad affermarlo è uno studio britannico pubblicato sul British Journal of Cancer e riportato oggi sulle pagine della Bbc online. L'incidenza della malattia è da sempre stata prominente tra le donne meno abbienti e con redditi bassi, ma fino ad oggi si pensava che la differenza fosse dovuta alle scarse attività di prevenzione contro il Papillomavirus umanus (Hpv) nelle aree più povere.

I risultati dello studio, condotto su un campione femminile di bassa fascia sociale, hanno invece rivelato che il motivo è che le donne con minori risorse economiche arrivano ad avere i primi rapporti sessuali molto prima delle altre. La ricerca ha dunque rivelato che tra le donne meno abbienti l'alto numero di casi di cancro del collo dell'utero non è dovuto a livelli più alti d'infezione Hpv, ma all'inizio precoce dell'attività sessuale e all'età della prima maternità, mentre non è stato trovato alcun legame con il numero di partner della donna o con il fumo. La coordinatrice della ricerca, Silvia Franceschi, afferma che i risultati non riguardano solo le adolescenti, ma che il rischio di cancro della cervice era più alto anche nelle donne che avevano avuto il primo rapporto sessuale a 20 anni anziché a 25: "Nel nostro studio, le donne delle classi meno ricche iniziavano in media la vita sessuale quattro anni prima delle donne abbienti". Leslie Walker, del Cancer research, ha aggiunto in un'intervista alla Bbc che il vero problema è "che le infezioni sviluppate in età molto giovane sono particolarmente pericolose in quanto hanno più tempo per condurre al cancro".

Depressione e' corto circuito aree del piacere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2009

Lo dimostra uno studio statunitense pubblicato da Pnas

ROMA - La depressione è un corto circuito delle aree che elaborano i pensieri positivi e gli aspetti piacevoli della vita: nei depressi queste aree si accendono ma poi di fatto non riescono a funzionare, come se andassero in corto, così, dopo un primo momento di apparente normale funzionamento, la loro attività cala precipitosamente, lasciando la persona nel 'buio' emotivo più fitto.

E' quanto dimostra uno studio coordinato da Richard Davinson dell'Università del Wisconsin-Madison e pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS'. Un tratto tipico dei pazienti depressi è l"anedonia", ossia l'incapacità di provare piacere e appagamento, gioia e benessere da cose o situazioni che normalmente fanno felici le persone sane. Gli esperti hanno osservato con la risonanza magnetica funzionale per immagini un gruppo di pazienti e un campione sano di controllo mentre questi guardavano foto di situazioni che suscitano una reazione emotiva positiva o negativa. Poi hanno anche chiesto loro di immedesimarsi in quelle scene per amplificare la risposta ad esse. E' emerso che nei depressi le scene positive che trasmettono piacere e appagamento accendono brevemente le aree neurali deputate a elaborare risposte di appagamento rispetto a situazioni esterne, ma poi queste aree repentinamente, come se entrassero in corto, si disattivano, lasciando l'individuo depresso incapace di godere dei piaceri della vita.

Cassazione sconfessa studi di settore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/12/2009

Standard per misurare evasione da soli non provano nulla

ROMA - Gli studi di settore - spauracchio dei contribuenti che hanno un'attività in proprio - non sono più un parametro certo in base al quale l'Agenzia delle entrate può inoltrare la cartella di accertamento fiscale sulla presunzione che lo scostamento, dai parametri di reddito introdotti dalla legge finanziaria del 1996, nasconda l'elusione dell'imposta dovuta. Lo sottolineano le Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza 26635 destinata a rivoluzionare - a favore del contribuente - la formazione della prova nelle cause con il fisco.

D'ora in poi - questo il senso della decisione della Suprema Corte - gli studi di settore, anche se frutto della diretta collaborazione con le categorie interessate, sono da considerare solo "una elaborazione statistica, il cui frutto é una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice". D'ora in poi - quindi - sono da considerarsi nulli gli accertamenti fiscali che si poggiano solo sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore.

Anche nelle cause con il fisco la prova si forma in dibattimento e il contribuente "ha la più ampia facoltà di prova" per contestare "l'applicabilità degli standard al caso concreto". Così è stato respinto il ricorso con il quale l'Agenzia delle entrate sosteneva che gli studi del settore 'parrucchiere da uomo' fossero applicabili - tout-court - anche nel caso del gestore di un piccolo salone dell'entroterra lucano che già da anni aveva ammortizzato i costi riferiti a minime quantità di beni e servizi, acquistati in tempi remoti, e ormai obsoleti.

- ''La sentenza della Cassazione ribadisce quello che la Confesercenti ha sempre sostenuto, valea dire che gli studi di settore sono un punto riferimento ma chenon vanno considerati esaustivi riguardo alla fedeltà delcontribuente rispetto ai suoi impegni con il fisco". Così Mauro Bussoni, vicedirettore generale della Confesercenti,commenta il pronunciamento della Corte di Cassazione sugli studidi settore, giudicandolo "un passaggio importante".

Certo, ora bisognerà capire bene il contenuto dellasentenza e vedere il caso nello specifico ma comunque lasentenza ribadisce un concetto importante, cioé - prosegueBussoni - che lo scostamento dagli studi di settore non vuoldire che il contribuente sia in dolo, e comunque vi è per ilcontribuente o l'azienda la possibilità di un contraddittorio,indicando i motivi di tali scostamento. Una sentenza insomma -conclude - che non può che migliorare il rapporto tracontribuente e fisco.