DEI RICCHI

2007 - Aprile - Settimana 3

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Indice dei giorni


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Domenica 15 Aprile 2007

Ufo: 3 segnalazioni nel 2006 all'aeronautica

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2007

ROMA - Tre presunti avvistamenti di Ufo sono stati registrati, nel 2006, dall'Aeronautica militare: uno a maggio e due a settembre, secondo i dati raccolti dal Reparto generale sicurezza della Forza armata, che si occupa anche di queste cose. Tra i compiti del Reparto, infatti, c'é pure quello di "seguire e trattare le segnalazioni di oggetti volanti non identificati, per le quali viene redatto un riepilogo annuale".

Ma, viene precisato, "per uso esclusivamente statistico": non vengono cioé espresse valutazioni sull'attendibilità dei casi segnalati, provenienti da diverse fonti. Il primo avvistamento dell'anno scorso - di cui è stata data notizia all'Aeronautica militare - è avvenuto il 3 maggio, alle ore 8. Ad accorgersi di quello che in gergo aeronautico viene definito un 'Ovni', cioé un Oggetto volante non identificato, é stato un cittadino, all'isola di Procida. L'Ufo in questione aveva "forma ellittica e colore giallo". Gli altri due avvistamenti a settembre. Il 3, alle 18:47, un pilota civile ha avvistato ad 1,3 chilometri dall'aeroporto di Punta Raisi, tra i 200 e i 500 metri di quota, un oggetto volante non meglio specificato. Lo stesso giorno, alle 21:15, sempre nel palermitano, tra montagna Longa e monte Saraceno alcuni cittadini hanno detto di aver visto un oggetto volante "luminoso" solcare i cieli, in direzione Carini.

Casini al congresso dell'Udc: noi vogliamo una Chiesa scomoda

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2007

ROMA - "Noi vogliamo una Chiesa scomoda, difficile da capire qualche volta anche per noi". Lo afferma Pier Ferdinando Casini in un passaggio del suo intervento concluso al congresso dell'Udc. "La laicità dello Stato - dice - non può trasformarsi in uno sradicamento di Dio che l'uomo naturalmente ha. La Chiesa che piace è quella del politicamente corretto, silente, che si trasforma in una grande Ong". "Noi vogliamo invece una Chiesa scomoda, difficile da capire". Prosegue il leader dell'Udc confermando la partecipazione del suo partito al Family Day.

Ad Amato voglio dire: ministro non é tempo di furberie, la legge sulla cittadinanza non è merce di scambio che diamo agli immigrati, ha continuato. Casini ha sottolineato che la cittadinanza deve essere un "traguardo" per chi può essere in grado di "provare come noi orgoglio per il tricolore, per la patria". "Su questo - ha aggiunto - non ci possono essere furberie". Il leader dell'Udc è intervenuto anche sulla questione degli scontri in Via Paolo Sarpi a Milano dando la sua solidarietà a Letizia Moratti perché "il punto è che non ci può essere uno Stato nello Stato".

Da segnalare la presenza al congresso anche di Gianfranco Fini e di Arnaldo Forlani, uno dei leader storici della Dc.

Russia: l'opposizione scende ancora in piazza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/04/2007

SAN PIETROBURGO - Scontri a San Pietroburgo tra polizia e manifestanti che avevano partecipato alla manifestazione indetta da 'Un'altra Russia', un cartello di forze vaie ed eterogenee unite da una forte opposizione al presidente Vladimir Putin. Come ieri a Mosca, gli agenti hanno caricato, buttato a

terra, bastonato e arrestato decine e decine di manifestanti che stavano lasciando la piazza Pionniers dove si era svolto il raduno e si stavano dirigendo verso la stazione della metropolitana, riferisce l'agenzia Interfax. Altri scontri sono avvenuti quando manifestanti del partito Nazional bolscevico giunti vicino alla stazione ferroviaria di Vitebsk hanno cercato di sfondare il cordone di poliziotti e hanno lanciato bottiglie e pietre verso di loro. Ci sono stati diversi arresti.

Lunedì 16 Aprile 2007

Iraq, ministri di Moqtada al Sadr lasciano il governo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/04/2007

BAGHDAD - I sei ministri iracheni che fanno riferimento al leader radicale Moqtada Sadr hanno deciso di lasciare il governo, ha annunciato poco fa un esponente della stessa corrente.

La decisione e' stata presa per protestare contro il deterioramento nella situazione della sicurezza e della fornitura dei servizi sociali e per la mancata elaborazione di un calendario per il ritiro delle truppe straniere dal Paese, ha annunciato in diretta televisiva Nassar al Rubei, capogruppo dei deputati sadristi al parlamento.

Gia' dal novembre scorso per due mesi tutti i ministri e i 30 deputati della corrente sadrista avevano interrotto ogni attivita' istituzionale per protestare contro un incontro ad Amman del premier Nuri al Maliki con il presidente americano Goerge W. Bush. Questa volta, secondo quanto e' stato anticipato, i deputati continueranno tuttavia la loro attivita' parlamentare.

Fisco, pronte 300.000 lettere sugli studi di settore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/04/2007

L'amministrazione fiscale inviera' almeno 300.000 comunicazioni ai contribuenti che risultano avere immesso dati palesemente artefatti per il calcolo delle tasse del loro studio di settore. La comunicazione sara' una sorta di avviso bonario in quanto l'amministrazione ricordera', nei casi in cui sara' possibile, che occorre mettersi in regola con il cosiddetto ravvedimento operoso, che rende assai meno pesanti le sanzioni in caso di inadempimenti fiscali.

E' quanto scrive 'Il Sole 24 Ore' in un'inchiesta che apre la prima pagina di oggi. Secondo il dossier pubblicato dal quotidiano economico-finanziario, sui 4,5 milioni di autonomi, artigiani e commercianti che pagano le tasse attraverso gli studi di settore, un milione sarebbero le posizioni che presentano ''evidenti anomalie''.

Nel 2007, come annunciato nelle scorse settimane, i controlli programmati dell'Agenzia delle Entrate sugli studi di settore saranno 100.000, quasi il doppio rispetto ai 52.000 dello scorso anno. Le 300.000 comunicazioni - sempre secondo quanto scrive 'Il Sole 24 Ore' - dovrebbero raggiungere i contribuenti interessati entro il mese di maggio. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, in'audizione parlamentare di meno di un mese fa, aveva sottolineato come il ''taroccamento dei dati'' degli studi di settore fosse ormai diventato ''una moda nazionale''.

Al via l'assemblea dei soci di Telecom Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/04/2007

ROZZANO (MILANO) - Carlo Buora, il vicepresidente esecutivo di Telecom Italia ha dichiarato aperta ai lavori l'assemblea, in perfetto orario sulla convocazione, leggendo l'ordine del giorno. Tra i vari punti l'approvazione del bilancio e il rinnovo del cda.

Sulla lettera di convocazione c'e' scritto ore 11, ma a mezz'ora dall'inizio dell'assemblea la sala che ospita i soci Telecom era gia' piena. Per evitare problemi di ordine pubblico, le macchine vengono bloccate dalla pulizia municipale all'ingresso del viale che porta nella sede Telecom

dove si svolge l'assemblea. Solo chi e' in possesso della convocazione puo' entrare con la macchina, tutti gli altri a piedi. E tanti sono anche i giornalisti accreditati, quasi cento, gia' al lavoro.

Tutte le principali reti italiane per l'occasione hanno approntato anche un piccolo set sul prato fuori l'auditorium, i camper delle televisioni satellitari e le telecamere delle tv locali: dalla Rai a Mediaset, dalla Tv svizzera a Telelombardia. In sala stampa i quotidiani e i settimanali e anche due rappresentanti del comune di Rozzano. Sul piazzale le bandiere dei sindacati, oltre 50 i sindacalisti presenti, che gia' da un paio d'ore scandiscono slogan e accolgono con fischi l'ingresso nel parcheggio interno delle macchine blu dei manager.

PRESENTI 284 SOCI PARI 36% CAPITALE,INVARIATE QUOTE

Sono arrivati in 284 per partecipare all'assemblea dei soci di Telecom. Anche il vicepresidente Carlo Buora ha notato ''un'affluenza di azionisti decisamente superiore alla media''.

I soci rappresentati sono 832 portatori di 4.824.959.170 azioni ordinarie pari al 36,06% del capitale ordinario. Senza variazioni, rispetto alla situazione data dalla Consob settimana scorsa, la mappa dell'azionariato con, oltre a Olimpia al 17,99%, Hopa al 3,72%, Generali al 4,06% e Brandes al 5,43%. Invariata inoltre, tra i soci sotto il 2%, Banca d'Italia all'1,69% circa. Il capitale sociale, secondo la lettura data dal presidente in apertura dell'assemblea, e' di 19.406.465.543 azioni.

PASSERA, POSSIBILE UN INVESTIMENTO

Telecom Italia ''e' una societa' molto importante, potremmo considerare una partecipazione azionaria, se ci sembrasse un investimento conveniente per la nostra azienda e per i nostri azionisti e se fosse coerente con lo sviluppo di Telecom''. Lo ha detto il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Il manager ha ricordato precedenti esperienze del gruppo di ''investimenti su base temporanea''. ''Lo abbiamo fatto in altri casi - ha detto -, non vedo perche' non possiamo farlo in questo caso''.

''Telecom Italia e' una societa' dall'enorme potenziale - ha aggiunto Corrado Passera -. Come sempre opereremo solo e soltanto per il bene dei nostri azionisti e non c'e' da fare eccezioni per Telecom''.

GRILLO, TRONCHETTI NON E' VENUTO NEANCHE STAVOLTA

Piccolo show del comico Beppe Grillo prima dell'avvio dei lavori assembleari di Telecom Italia. Grillo, presente come azionista, ha incontrato la stampa fuori dai cancelli della sede della Telecom a Rozzano. ''Tronchetti non c'e' - ha spiegato -, non e' venuto neanche questa volta, la prima fu due anni fa a Siena in cui doveva parlare di etica dell' informazione con Andreotti!''. Grillo ha anticipato alcuni argomenti del suo intervento in assemblea: ''Chiedero' - ha detto - dove sono finiti i 45 miliardi espropriati ai piccoli azionisti e perche' questi non possono avere una rappresentanza vera''. Il comico ha quindi ricordato come la Consob ''mi ha mandato tre lettere dicendo che posso creare turbativa, con il presidente della Consob Cardia ormai ho un rapporto di affetto''. Grillo ha quindi mostrato il bilancio Telecom giudicandolo come ''una cosa da neuropsichiatria, si sono venduti tutto''.

A chi gli chiedeva come giudicasse la possibile offerta della cordata formata dagli americani di At&T e dell'America Movil del miliardario messicano Carlos Slim, il comico ha risposto: ''Figurati se uno degli uomini piu' ricchi del mondo si compra un cadavere simile, comunque con il 13% del capitale della societa' la controllerebbe, una percentuale ancora inferiore a quella di cui disponeva Tronchetti''. Rivolto poi al presidio dei sindacati che stazionano davanti ai cancelli Grillo ha spiegato: ''Dovevate venire qui in 80 mila perche' se arriva il messicano caccera' 30 mila di voi''.

Le altre stragi nelle scuole statunitensi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/04/2007

ROMA - La sparatoria di oggi nel campus della università Virginia Tech si aggiunge ad altri drammatici episodi avvenuti in scuole e università degli Stati Uniti. Ecco alcuni dei precedenti più gravi degli ultimi 10 anni:

1 AGO 1966: Charles Whitman si appostò su una torre dell'Università del Texas, ad Austin, e uccise 15 persone, tra cui sua madre e sua moglie, e ne ferì 31.

1 DIC 1997: uno studente di 14 anni spara all'impazzata nell'atrio della Heath High School a Paducah (Kentucky). Otto muoiono sul colpo, tre poco dopo.

24 MAR 1998: due ragazzini di 11 e 13 anni attirano, con un falso allarme incendio, i compagni all'esterno di una scuola media di Jonesboro (Arkansas). Sparano solo sulle ragazze, uccidendone quattro, oltre a un'insegnante. Undici i feriti.

20 APR 1999: due studenti della Columbine High School di Denver (Colorado), di 17 e 18 anni, aprono il fuoco e uccidono 12 compagni ed un insegnante prima di togliersi la vita. Dall'inchiesta emerge la loro simpatia per le idee neonaziste.

16 GEN 2002: Alla Appalachian School of Law, piccola università della Virginia, uno studente straniero bocciato uccide a colpi di pistola il rettore, un insegnante ed una studentessa. Durante la fuga il ragazzo ferisce gravemente altri tre studenti prima di essere bloccato e consegnato alla polizia.

21 MAR 2005: un ragazzo di 16 anni uccide il guardiano e poi spara su compagni e insegnanti del liceo Red Lake High School, nella riserva indiana di Red Lake (Minnesota), uccidendone sei e ferendone 14 prima di suicidarsi. Le vittime appartenevano alla tribù Chippewa. Prima di compiere l'incursione nella scuola, il ragazzo aveva ucciso suo nonno e la sua compagna.

27 SET 2006: un uomo di 54 anni, armato, prende in ostaggio sei studentesse nel liceo Platte Canyon High School di Bailey (Colorado). L'uomo libera quattro ragazze, ma la polizia compie un blitz dopo aver saputo che il sequestratore aveva abusato sessualmente di una ragazza. Alla vista degli agenti l'uomo uccide uno degli ostaggi e poi si suicida.

2 OTT 2006: un uomo di 32 anni, armato, prende in ostaggio alcuni studenti della scuola di Nickel Mines, un villaggio Amish della contea di Lancaster (Pennsylvania), fa uscire i ragazzi e gli adulti e lega le ragazze con funi e manette. Prima dell' intervento della polizia, l'uomo, che non appartiene alla comunità Amish, uccide cinque giovani alunne e ne ferisce altre cinque, infine si suicida con un colpo di pistola alla testa.

Yemen, morti in mare almeno 130 clandestini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/04/2007

NAIROBI - Almeno 130 clandestini africani, in maggioranza etiopici e somali, sono morti al largo delle coste yemenite lo scorso 12 aprile. Lo riferiscono i leader della comunita' somala a Sanaa, e ne da' notizia oggi l'Irin, agenzia di stampa semiufficiale dell'Onu per il Corno d'Africa. Tre barconi carichi di clandestini, circa 460, erano salpati da Bossaso, nel nord della Somalia, il 9 aprile.

Sono entrati nelle acque territoriali dello Yemen il 12 mattina e subito la guardia costiera yemenita - riferiscono le fonti - ha aperto il fuoco contro di esse. In particolare e' stata colpita piu' volte una delle tre imbarcazioni -numerose le donne etiopiche che vi erano a bordo- creando un movimento di panico e di spostamento delle persone che ha fatto rovesciare l'imbarcazione. Nessun sopravvissuto, a quanto pare. Le altre due sono riuscite ad avvicinarsi alla costa, ma i passeggeri sono stati costretti ad abbandonarle dai marinai: 35 affogati ed alcuni scomparsi in uno dei barconi, solo 35 i sopravvissuti nell'altro. In totale, stando alla fonte citata dall'Irin, Sadat Mohamed, responsabile del problema dei profughi nella comunita' somala di Sanaa, i morti sicuri sono almeno 130, ma si teme un bilancio molto peggiore. Che, come quasi sempre in questi casi, probabilmente non verra' mai accertato. La scorsa settimana l'Unhcr (organismo Onu per i profughi) aveva segnalato l'arrivo in Yemen di 365 clandestini, precisando pero' che almeno altri 34 erano affogati dopo essere stati costretti dai mercanti di schiavi che compiono queste operazioni di trasporto a buttarsi in acqua.

Ancora, sempre restando nelle ultime settimane, il 22 marzo 35 emigranti erano morti, e 113 risultavano dispersi sempre per un'analoga tragedia nelle stesse acque. Stando all'Unhcr -e sembrano cifre molto prudenti- nel 2006 tra le acque somale e quelle yemenite sono morte almeno 330 persone, accertate; ed altre 300 sono scomparse, ed ormai debbono essere considerate anche loro morte.

Ddl intercettazioni: scontro sul carcere per i giornalisti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/04/2007

di Anna Laura Bussa

ROMA - Il decreto sulle intercettazioni arriverà domani all'esame dell'Aula della Camera. Tra maggioranza e opposizione è ancora braccio di ferro sulle sanzioni per i giornalisti. La Cdl (in particolare An e Forza Italia) propone una pena detentiva anche fino a un anno, mentre l'Unione punta all'applicazione dell'articolo 684 del codice penale, quello che prevede l'arresto fino a 30 giorni o l'ammenda da 51 a 258 euro. In più si discute sul ruolo dell'Authority. Secondo Forza Italia, questa dovrebbe intervenire, in caso di condanna, per chiedere la pubblicazione su numerose testate della 'trasgressione' avvenuta. Ma ad An, che propone il carcere per i giornalisti 'rei' fino a sei mesi, interessa di più un'altra battaglia : quella che nel momento della disposizione delle intercettazioni sia un organo collegiale a decidere e non un singolo magistrato. "Perché in questo modo - spiega il deputato di An Giulia Buongiorno - si eviterebbe una sovrabbondanza di intercettazioni". E di conseguenza, aggiunge, "essendoci meno intercettazioni in giro sarebbe anche minore il rischio di pubblicazioni illegali". Ma la maggioranza, almeno per il momento, non vuole (come chiedono An e FI) che la pubblicazione delle intercettazioni si trasformi da contravvenzione in delitto con conseguente previsione della pena detentiva. Così, si starebbe pensando di presentare al Comitato dei 9 della commissione Giustizia della Camera, convocato per domani alle 10,45, un emendamento per inasprire la pena, ma senza esagerare.

Si starebbe pensando cioé, dichiara il deputato dell'Ulivo Paolo Gambescia, di prevedere una sanzione che vada dai 10mila ai 100mila euro, più l'intervento dell'Authority". Se la maggioranza non proponesse condanne più severe, spiega un altro esponente dell'Ulivo, nella speranza di arrivare ad un accordo con l'opposizione, si correrebbe il rischio di dover votare in Aula gli emendamenti della Cdl che propongono il carcere. E sulle proposte di modifica in materia di sanzioni il voto alla Camera è segreto... E nel segreto dell'urna tutto può accadere. Così oggi la parola d'ordine nella maggioranza è presentarsi al tavolo del Comitato dei nove con una proposta che risulti convincente anche per il centrodestra. E in questo fine settimana il relatore Lanfranco Tenaglia (Dl) e gli altri componenti Giustizia della maggioranza, starebbero lavorando proprio a questo, al modo migliore cioé per scongiurare una pena detentiva severa per i cronisti. Ma non è detto che ci riescano e non solo perché nel centrosinistra non tutti sono convinti dell'opportunità di usare sanzioni 'morbide' contro chi pubblica il contenuto di intercettazioni, ma anche perché anche sull'entità delle sanzioni il divario tra i poli è troppo ampio. Il capogruppo di FI in commissione Giustizia Gaetano Pecorella infatti chiede per i 'trasgressori' il pagamento fino a un milione e mezzo di euro, l'equivalente cioé di quasi tre miliardi di lire. Forza Italia poi avanza anche un'altra richiesta: prevedere il controllo della Corte di Conti su ogni singolo procedimento laddove vengono disposte delle intercettazioni. Ma formalmente nessuno di questi problemi esiste perché nell'ultimo Comitato dei 9 della Commissione la maggioranza aveva dato parere negativo a tutti gli emendamenti. Per la prossima settimana però la Cdl annuncia battaglia puntando tutto sul voto segreto.

Martedì 17 Aprile 2007

Bonaiuti: foto di Berlusconi? tutto alla luce del sole

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/04/2007

ROMA - Paolo Bonaiuti arriva a Palazzo Grazioli conoscendo già le foto che il settimanale Oggi pubblica nel numero uscito questa mattina in edicola, nelle quali si ritrae Silvio Berlusconi in compagnia di cinque ragazze nella sua villa in Sardegna, e non si sorprende quindi per le domande del cronista che gli va incontro. La reazione del portavoce di Berlusconi è duplice: da una parte sottolinea l'innocenza delle immagini, dall'altra solleva dubbi sul perché della loro pubblicazione. "Che dire?", esordisce e prosegue: "quel giorno c'era il solito via vai di tutte le feste, in particolare quelle di Pasqua. Gente che va a vederlo, a salutarlo; giovani di Forza Italia, ragazze e ragazzi; simpatizzanti di Berlusconi e del partito... Le foto, come si può vedere, sono scherzose, quasi fossero messe in posa, e ci immaginiamo i sorrisi e le battute... Insomma, una visita normale in un giorno di festa, con Berlusconi contento e orgoglioso di mostrare agli ospiti le meraviglie del suo parco: i fiori, le piante, le cascate...". "Tutto all'aperto - tiene a sottolinea Bonaiuti - tutto alla luce del sole, con un mare di gente intorno, di fronte alle scorte sempre vicine a lui, di fronte ai giardinieri e al personale di servizio, di fronte a tutte le altre persone che erano presenti in quel momento e che non a caso non si è voluto far apparire nelle foto". Già, perché Bonaiuti non sembra convinto che sia un caso se si sono scelti solo quegli scatti. "Si è voluto invece buttare tutto quanto in malizia - accusa - proponendo soltanto le foto del gruppo delle ragazze". "Lascio a voi - conclude il portavoce di Berlusconi - giudicare il direttore di Oggi, sia per il suo comportamento di oggi, sia per quello di ieri... E ci siamo capiti".

GHEDINI ANNUNCIA AZIONI PENALI E CIVILI

Un settimanale ha pubblicato una serie di fotografie, dopo essersele procurate tramite soggetti che, entrati senza autorizzazione alcuna e in violazione di precisi divieti normativi in una proprietà del Presidente Silvio Berlusconi ed in dispregio di ogni diritto alla privacy, le avevano acquisite a mezzo di teleobiettivi, costituendo una interferenza illecita nella vita privata, interferenza prevista e punita come reato ai sensi dell' art. 615 bis del codice penale: il senatore Niccolò Ghedini (FI), avvocato difensore di Silvio Berlusconi, annuncia azioni penali e civili contro il

settimanale Oggi che ha pubblicato un servizio fotografico sul Cavaliere nella sua villa in Sardegna.

VERONICA NON AGGIUNGE NULLA A SUA LETTERA

''La signora non ha nulla da aggiungere rispetto a quanto scritto nella lettera a 'Repubblica''': cosi' la segretaria di Veronica LarioVeronica Lario, con riferimento alla lettera di due mesi e mezzo fa, risponde a chi le chiede un commento della signora sulle foto che sono pubblicate da 'Oggi' che ritraggono il marito.

Contattata telefonicamente dalla segretaria, Veronica Lario, assente per il pomeriggio dalla villa di Macherio, dove vive con i figli Barbara e Luigi, non ha voluto rilasciare ulteriori commenti sull'argomento. Berlusconi a suo tempo aveva risposto alla sua lettera su Repubblica, dove chiedeva, in relazione ad alcuni apprezzamenti fatti dall'ex premier nel corso di una cena ad alcune soubrette, pubbliche scuse a difesa della sua dignita' di moglie e di madre. Ma la signora non e' un po' delusa da questa nuova vicenda? e' stato chiesto insistentemente alla segretaria, che non puo' che ripetere: ''ha gia' detto tutto quello che doveva dire nella lettera''.

Corea Nord: preparativi per disattivare reattore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/04/2007

SEOUL - Vi sono segni che la Corea del Nord stia preparandosi a disattivare la sua centrale nucleare di Yongbyon, come previsto dall'accordo internazionale firmato il 13 febbraio scorso a Pechino. Ne dà oggi notizia da Seoul l'agenzia 'Yonhap', citando un funzionario dei servizi di informazione sudcoreani che ha chiesto di non essere identificato. "Il reattore di Yongbyon è ancora in funzione, ma la settimana scorsa ci sono stati segni di attività insolite nelle sue vicinanze", ha detto il funzionario. Da parte loro fonti diplomatiche sudcorane hanno detto all'agenzia di non potersi ancora pronunciare con certezza in merito. Pyongyang si era proclamata pronta a procedere a una disattivazione immediata e verificabile appena avesse avuto disponibilità di suoi fondi per 25 milioni di dollari congelati nel 2005 in una banca di Macao per iniziativa americana.

La disattivazione sarebbe dovuta avvenire entro 60 giorni dalla firma dall'accordo, cioé sabato scorso, ma l'effettivo sblocco dei fondi nordcoreani è stato dilazionato da 'questioni tecniche' di natura mai chiarita. Ultimamente la banca di Macao in cui erano depositati i fondi ha preannunciato un'iniziativa legale contro il governo statunitense. A Washington la questione è stata sempre minimizzata, al pari che a Pechino, ma nelle ultime ore anche fonti americane hanno manifestato qualche segno di preoccupazione. La disattivazione di Yongbyon dovrebbe essere il primo passo in vista di un suo totale smantellamento in cambio di forniture energetiche e assistenziali, nonché di una revoca delle sanzioni internazionali contro Pyongyang. Unica tra i firmatari dell'accordo (due Coree, Usa, Cina, Russia e Giappone), Tokyo si è sempre mostrata scettica sui suoi risultati e si è chiamata fuori dal rispetto delle sue clausole, aggiungendovi la precondizione di una soluzione di un'annosa e oscura controversia bilaterale su una serie di rapimenti.

Dinanzi all'impasse sulla restituzione alla Corea del Nord della somma pur relativamente esigua, dal 22 marzo i colloqui sull'attuazione dell'accordo a sei avevano dovuto segnare il passo e il Giappone ne aveva attribuito l'intera responsabilità a Pyongyang. Oggi però il ministro degli esteri nipponico Taro Aso ha dichiarato di attendersi una loro sollecita ripresa, appena sarà interamente risolta la questione dei 25 milioni di dollari. "Non sarei sorpreso se fosse anche domani", ha detto il ministro ai giornalisti.

TELEFONATA RICE-SONG

Il segretario di stato americano Condoleezza Rice ha avuto oggi una conversazione telefonica con il collega sudcoreano Song Minsoon a proposito dei prerduranti contrattempi nell'applicazione dell'accordo internazionale del 13 febbraio scorso sul nucleare di Pyongyang. Lo ha annunciato a Seoul il ministero degli Esteri, in concomitanza con alcune indicazioni che la Corea del Nord starebbe preparandosi a disattivare la sua centrale nucleare di Yongbyon, come previsto dall'intesa a sei di Pechino. Nella telefonata, secondo il ministero, le due parti hanno ribadito che ormai Pyongyang dovrebbe ormai poter disporre pienamente dei suoi fondi per 25 milioni di dollari, depositati a Macao e congelati nel 2005 per iniziativa statunitense. Il ministero ha aggiunto che Rice e Song si sono detti d'accordo di attendere "ancora alcuni giorni" dopo che sabato scorso sono scaduti i 60 giorni previsti dall'accordo per una disattivazione della centrale atomica nordcoreana di Yongbyon. La restituzione dei fondi nordcoreani è stata lungamente dilazionata da 'questioni tecniche' di natura mai chiarita. Ultimamente la banca di Macao in cui era depositata la somma ha preannunciato un'iniziativa legale contro il governo statunitense. La disattivazione di Yongbyon dovrebbe essere il primo passo in vista di un suo totale smantellamento in cambio di forniture energetiche e assistenziali, nonché di una revoca delle sanzioni internazionali contro Pyongyang.

Istat: migliora bilancia commercio estero

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/04/2007

ROMA - Il saldo commerciale italiano a febbraio è risultato negativo per 1.832 milioni di euro contro un deficit di 2.994 milioni di euro dello stesso mese 2006. Lo rende noto l'Istat. Le esportazioni sono aumentate del 12,9% e le importazioni del 7,4%. Si tratta, rileva l'Istat, del quarto mese consecutivo di crescita più accentuata per l'export rispetto all'import. Per le esportazioni l'andamento è stato positivo in ogni raggruppamento per tipologia di beni, con incrementi più elevati per l'energia (+23,9%) e per i beni strumentali (+17,3%). Andamento tendenziale positivo in ogni raggruppamento anche per le importazioni, che però registrano un -11,9% per l'energia. Guardando ai vari settori di attività economica, le esportazioni crescono soprattutto per metalli e prodotti in metallo (+30%) e per i mezzi di trasporto (+27,1%).

Le vendite all'estero calano leggermente solo per tessile e abbigliamento (-0,1%). Le importazioni crescono in modo più significativo per metalli e prodotti in metallo (+42,3%), e per macchine e apparecchi meccanici (+20,3%). In calo invece i prodotti petroliferi raffinati (-35,7%) e i minerali energetici (-8,2%). Analizzando soltanto l'interscambio con l'Unione Europea il saldo commerciale è stato negativo a febbraio per 88 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto al deficit di 401 milioni del febbraio 2006. Per il settimo mese consecutivo le esportazioni sono aumentate più delle importazioni (+12,1% contro +9,9%). Tra i principali partner commerciali l'export è aumentato soprattutto verso Spagna (+19,3%), Germania (+9,1%), Regno Unito (+7,9%) e Francia (+6,6%). Tra tutti i paesi spicca in particolare l'aumento registrato dall'export verso la Finlandia (+83,7%), grazie alla vendita di una nave della Fincantieri.

SENZA PETROLIO E GAS SALDO 2 MESI +2,7 MLD

Petrolio e gas incidono ancora in modo determinante sulla bilancia commerciale italiana, anche se il loro peso durante i primi mesi dell'inverno 2007 è leggermente diminuito rispetto al 2006. Al netto dei minerali energetici, spiega l'Istat, il saldo commerciale italiano con il resto del mondo risulta infatti a gennaio e febbraio positivo per 2.708 milioni di euro (contro il deficit di 1,8 Mld complessivo) in miglioramento rispetto al surplus 1.638 milioni di euro dei primi due mesi 2006. Il peso sul totale delle importazioni nel primo bimestre di quest'anno è sceso al 14,3% dal 16,5 del primo bimestre 2006. Complice un inverno piuttosto mite, nel solo mese di febbraio le importazioni di greggio sono diminuite del 10,7% e quelle di gas naturale del 4,2%.

DEBITO PUBBLICO: 105,4% NEL 2007, 102,5% NEL 2009

L'Italia accelera nella riduzione del debito. A fine 2007 il governo italiano punta a ridurre il debito pubblico scendendo al 105,4% del pil. Nel 2008 il debito scenderà al 104,1% per poi attestarsi al 102,5% del pil nel 2009. Le nuove previsioni sono contenute nella versione definitiva della Relazione Unificata sull' Economia e la Finanza Pubblica, il documento che ha sostituito la trimestrale di cassa. La stima 2007 conferma quanto già preannunciato dal ministro dell'Economia durante una recente audizione parlamentare. La previsione di un debito al 105,4% a fine 2006 rappresenta un'accelerazione di un punto e mezzo del calo rispetto alla precedente valutazione del 106,9% (inserita nella Previsionale e Programmatica) e rappresenterebbe una contrazione di 1,4 punti percentuali rispetto al risultato del 106,8% del pil, raggiunto a fine 2006.

Berlusconi e' paperone, Prodi deputato piu' 'povero'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/04/2007

ROMA - Anche quest'anno Silvio Berlusconi si conferma il più ricco tra i leader politici alla Camera. Per il 2005 il presidente di Forza Italia ha dichiarato 28.033.122 euro. Per il 2004 il suo reddito era di 3.550.391 euro. Il leader più 'povero' è invece il presidente del Consiglio Romano Prodi: ha dichiarato 89.514 euro. E' quanto si evince dalle dichiarazioni dei redditi per il 2005 dei deputati. Fra i leader alla Camera, Berlusconi è seguito da Francesco Nucara (Pri, 289.255), dall'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini (Udc, 214.787), e da Gianfranco Fini (An, 200.677). In fondo alla classifica, Prodi è preceduto solo da Franco Giordano (Prc, penultimo con 129.569 euro) e Francesco Rutelli (Dl, terzultimo con 132.500).

AMATO IL MINISTRO PIU' RICCO, IL PIU' POVERO FERRERO

Il ministro più ricco del governo Prodi è Giuliano Amato, che nella dichiarazione dei redditi per il 2005 ha denunciato oltre 420 mila euro. Per un pagamento di imposte pari a circa 172 mila euro. Il più povero invece è Paolo Ferrero (Prc), che ha dichiarato appena 20.245 euro con un'imposta netta 2.755. Nella top ten dei ministri più facoltosi ci sono anche il responsabile delle Politiche Agricole Paolo De Castro, con 346.369 euro (imposta netta 137.719); e Linda Lanzillotta con 312.638 euro (imposta netta 124.192). La media nello staff del governo Prodi supera di poco i cento mila euro (si oscilla dai 129 mila di Vannino Chiti ai 191 mila di Fabio Mussi). Ma a far compagnia a Ferrero, per reddito più basso, è Cesare Damiano (Ds) che ha denunciato al fisco poco più di 64 mila euro, per un pagamento di 20.378 euro di imposta. Decisamente superiore alla media del governo è la dichiarazione dei redditi del portavoce del governo Silvio Sircana, che ha un reddito imponibile di 254.575 euro (imposta netta 106.128).

Strage in campus in Virginia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/04/2007

WASHINGTON - E' di 33 morti il bilancio della sparatoria nel campus della Virginia Tech , una delle più grandi università d'America. Un killer ha aperto il fuoco in due diverse aree del campus, che ospita 26 mila studenti, uccidendo due persone in un dormitorio e altre trenta due ore dopo in un edificio dove erano in corso le lezioni. La polizia non ha ancora rivelato la identità dell' assassino - un ventenne dai lineamenti asiatici - che si è tolto la vita con un colpo di pistola alla testa dopo avere completato la strage.Il presidente George W. Bush ha detto che l'America "é sotto shock" per il massacro.

E' la più grande strage avvenuta negli Stati Uniti per una sparatoria di questo tipo, in un campus o altrove. Le autorità della Virginia Tech sono state criticate per il ritardo con cui è stato lanciato l'allarme agli studenti, due ore dopo la prima sparatoria. "Pensavamo che fosse un litigio personale e che lo sparatore fosse fuggito via dal campus - ha ammesso il capo della polizia dell'università, Wendell Flinchum - Abbiamo capito solo troppo tardi cosa stava accadendo". Dopo avere ucciso le prime due persone il killer si è diretto verso la Norris Hall chiudendo le uscite con le catene e cominciando a sparare a tutte le persone che incontrava.

E' entrato nella nostra classe ed ha aperto il fuoco - ha raccontato un superstite - Ha ucciso il professore con un colpo alla testa poi ha colpito con calma quasi tutti gli studenti nell'aula, eravamo una quindicina. Io mi sono salvato fingendomi morto. Quando la polizia è giunta sul luogo della seconda strage il killer si è sparato alla testa. Le lezioni sono state cancellate a tempo indeterminato alla Virginia Tech e per oggi pomeriggio è stata organizzata un cerimonia in memoria delle vittime. La scorsa settimana per due volte erano giunte telefonante anonime che minacciavano un'esplosione, rivelatesi infondate. La Virginia Tech occupa oltre mille ettari di verde in un angolo suggestivo della Virginia. E' situata a circa 400 chilometri da Washington.

NON TUTTE LE VITTIME IDENTIFICATE

Non tutte le 33 vittime, compreso l'assassino, della doppia strage del Virginia Tech, ieri, sono state ancora identificate: lo ha indicato in una conferenza stampa in serata all'ateneo americano il responsabile della polizia locale Wendell Finchum. Secondo Finchum, che ha incontrato i giornalisti insieme al preside dell'Universita Charles Steger, i feriti sarebbero 15 in tutto. Il capo della polizia del campus ha dato pochissimi dettagli, tra cui il ritrovamento di due armi (non ha voluto precisare di che tipo), e non ha rilasciato nessuna identità, limitandosi a dire che dell'assassino "abbiamo un'identità di massima". Finchum ha anche precisato che è stata identificata "una persona di interesse" nella vicenda delle due sparatorie, ma non ha aggiunto dettagli, aumentando ancora di più la confusione. Il capo della polizia non ha neppure voluto confermare al cento per cento che le due sparatorie sono legate, come tutti -inquirenti e responsabili universitari- sembrano convinti sia stato il caso.

Mercoledì 18 Aprile 2007

In fiamme lo stabilimento De Longhi a Treviso, diossina sulla citta'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 18/04/2007

Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato nello stabilimento della De Longhi, in zona Fiera, a Treviso. Altissime lingue di fuoco stanno interessando la zona e un'enorme nube di fumo si alza dallo stabilmento, verso il cielo, ricoprendo parte della città. Non si conoscono al momento le cause dell'incendio.

La nube sta portando su Treviso un'abbondante quantità di diossina. Lo ha detto il comandante dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) per il Nord Italia, Michele Sarno,uscendo dallo stabilimento dopo un sopralluogo.

E' un fatto naturale - ha aggiunto - quando si bruciano materie plastiche. In questo caso la quantità di materiale andato in fumo e' notevolissima.

Una prima ipotesi è che le fiamme siano state innescate da una esplosione di alcune bombole di gas presenti nel reparto verniciatura. Da lì, dopo alcune esplosioni, le fiamme si sono propagate a tutto lo stabilimento arrivando a lambire anche i capannoni attigui alla De Longhi. Non si registrano vittime.

Sul posto le Forze dell'ordine ed i vigili del fuoco che stanno cercando di spegnere l'incendio. Il fumo che si leva dalla fabbrica potrebbe essere tossico e i cittadini sono stati invitati a chiudere le finestre delle case, vista anche la bella giornata. La colonna di fumo, alta decine e decine di metri, è ben visibile anche ad alcuni km dalla città.

Una vasta zona attorno a dove è avvenuto l'incidente è stata circoscritta e interdetta al traffico.

Turchia, dubbi su attacco anti-cristiano

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/04/2007

15.51 "Potrebbe non essersi trattato di un attacco, ma di uno scontro interno alla casa editrice". Così il governatore di Malatya, Dasoz, commenta l'attacco armato contro una casa editrice cristiana della città. Dasoz ha poi ridimensionato il bilancio dell'attacco: le tre vittime sono state "legate, bendate e sgozzate con coltelli", una quarta, creduta morta dopo che era caduta da una finestra, è in fin di vita, e un'altra persona è grave dopo essere stata accoltellata alla gola. Sotto interrogatorio cinque persone.

Iraq: attentati a Bagdad, 127 morti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 18/04/2007

15.37 Almeno 127 morti e decine di feriti. E' il bilancio di quattro esplosioni avvenute oggi a Bagdad. Ottantadue vittime e 31 feriti per un' autobomba esplosa in un mercato di Al Sadriyah. Una seconda ha ucciso 28 civili nel quartiere di Sadr City. Nella zona ovest di Bagdad un'altra auto è esplosa, uccidendo quattro poliziotti e ferendo sei civili. Sempre un ordigno, esploso in centro, ha provocato tre vittime e cinque feriti.

Il premier iracheno: controllo totale del paese entro il 2007

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/04/2007

AMARA (IRAQ) - L'Iraq prevede di avere il controllo sulla sicurezza dell'intera nazione entro la fine di quest'anno. Lo ha annunciato il primo ministro iracheno Nuri al Maliki. Su Maliki esiste una crescente pressione da parte del leader radicale sciita Moqtada al Sadr, perché venga fissato un calendario di ritiro dei circa 150 mila uomini che gli Stati Uniti hanno in Iraq.

L'annuncio è contenuto in un discorso letto dal Consigliere della sicurezza nazionale Mowaffaq al-Rubaie, durante una cerimonia che celebrava la consegna del controllo della provincia del sud Maysan da parte delle truppe britanniche a quelle irachene. "Oggi il governo della provincia di Maysan e le forze irachene assumono la responsabilità della sicurezza della sua popolazione", ha dichiarato il generale Jonathan Shaw, comandante delle forze britanniche in Iraq nel corso della cerimonia svoltasi ad Amara capitale della provincia. "Maysan... sarà seguita da altre tre province del Kurdistan, entro un mese da ora", ha scritto Maliki. "Dopo questo le province di Kerbala e Wasit. E poi provincia per provincia finché raggiungeremo" il trasferimento del controllo "prima della fine dell'anno", ha aggiunto. Gli iracheni con la provincia di Maysan controllano ora quattro delle 18 province del paese. Lunedì sei ministri appartenenti al movimento dello sciita Sadr si sono dimessi dal governo presieduto da Maliki per fare pressioni affinché sia fissato un calendario per il ritiro delle truppe Usa. Il premier iracheno ha detto più volte che le truppe degli Stati Uniti lasceranno il paese solo quando le forze irachene saranno pronte ad assumere il controllo della sicurezza.

Ahmadinejad: taglieremo le mani agli aggressori

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/04/2007

TEHERAN - Le forze armate iraniane sono pronte a "tagliare le mani di qualsiasi aggressore". Lo ha detto il presidente Mahmud Ahmadinejad durante una parata per la giornata delle forze armate. Ahmadinejad ha aggiunto che "la nazione iraniana vuole relazioni amichevoli con tutte le altre nazioni e governi, eccetto il falso regime sionista", cioé Israele.

Le forze armate iraniane, ha detto Ahmadinejad, citato dall'agenzia Isna, "hanno una natura difensiva, non aggressiva", ma sono "pienamente preparate a fare fronte a qualsiasi compito" e quindi anche "a resistere e a tagliare le mani di qualsiasi aggressore". L'avvertimento viene mentre permane alta la tensione per la sfida dell'Iran alla comunità internazionale sul suo programma nucleare. Teheran ha già ignorato tre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che le chiedevano di sospendere l'arricchimento dell'uranio e ha anzi accelerato queste attività. "Alcune potenze che usano la forza - ha detto ancora Ahmadinejad - pensavano che con le sanzioni sulle vendite di armi le nostre forze armate sarebbero state indebolite, ma la nostra gioventù, i tecnici e i manager rivoluzionari sono stati in grado di fornire alle nostre forze armi avanzate e provvedere alle necessità in ogni campo". "Oggi - ha aggiunto - le nostre forze sono autosufficienti".

Abu Omar: Consulta, si' a conflitto governo-magistrati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/04/2007

ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili, secondo quanto si e' appreso, i due ricorsi presentati dal governo Prodi contro i pm e il gup di Milano sul caso del rapimento dell'ex imam Abu Omar per il quale sono stati rinviati a giudizio l'ex direttore del Sismi, Nicolo' Pollari, e altre 34 persone (tra cui 26 agenti Cia). Solo in un secondo momento, presumibilmente dopo la pausa estiva, i giudici della Consulta decideranno nel merito se i magistrati di Milano abbiano o meno violato il segreto di Stato.

Nel due ricorsi presentati dall' Avvocatura dello Stato, il governo Prodi contesta la violazione del segreto di Stato in almeno tre circostanze: con l'acquisizione agli atti della versione integrale di un documento riservato sequestrato nell'ufficio del Sismi di via Nazionale, a Roma, gestito da Pio Pompa; con intercettazioni telefoniche a tappeto di 180 utenze telefoniche (sia direttamente che indirettamente) che hanno svelato l'identita' di ben 85 agenti del Sismi e di altri '007' stranieri; con la ''non commendevole pressione esercitata dal pm sugli indagati perche' rivelassero il segreto di Stato da loro opposto''. Il governo chiede alla Corte Costituzionale di annullare una serie di atti 'viziati' della procura e l'ordinanza di rinvio a giudizio di Pollari e degli altri 34 indagati. L'effetto di un'eventuale decisione della Consulta sfavorevole ai magistrati di Milano sarebbe l'azzeramento del processo sul rapimento dell'ex imam Abu Omar. Ma il superamento del vaglio preventivo di ammissibilita' dei ricorsi si ripercuotera' nell'immediato con la prevedibile richiesta, da parte degli avvocati del gen. Pollari o di altri imputati, di far slittare l'inizio del processo (fissato l'8 giugno prossimo) a dopo il verdetto finale della Corte Costituzionale.

Prodi: scorretto dire governo intervenuto sul caso Telecom

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/04/2007

SEOUL - "Non è corretto dire che vi sia stato un intervento del Governo nel caso di Telecom Italia". Lo ha detto il premier Romano Prodi oggi a Tokyo. L'ambasciatore Usa in Italia Ronald Spogli ha fatto sapere al governo che "il suo pensiero è stato travisato". Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi questa sera a Seoul.

PRIMO GIORNO DI LAVORO PER PISTORIO

Primo giorno di lavoro per Pasquale Pistorio, neo presidente di Telecom Italia. Pistorio è giunto intorno alle 9 nella sede del colosso telefonico a piazza Affari a Milano con la sua auto. Il manager, eletto ieri dal cda, non ha rilasciato dichiarazioni.

LOMBARDI (MEDIOLANUM) NON SIAMO INTERESSATI A TELECOM

Nessun interesse da parte di Mediolanum alla partecipazione ad un eventuale cordata di investitori bancari e istituzionali per rilevare una quota di Telecom. "Noi siamo concentranti sulla nostra attività - ha infatti spiegato Edoardo Lombardi, vicepresidente di Mediolanum, a margine di un convegno sulle assicurazione a Milano - e non facciamo nessuna diversificazione".

Tratta di esseri umani: 31 fermi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/04/2007

CROTONE - E in corso, su parte del territorio nazionale, un operazione, condotta dalla Polizia di Stato di Crotone e Catanzaro, coordinate dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, che ha consentito di disarticolare un'agguerrita organizzazione criminale transnazionale accusata di avere gestito una tratta di esseri umani. La Polizia sta eseguendo 31 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi nei confronti di altrettanti trafficanti di uomini a Crotone, Milano, Perugia, Agrigento, Caltanissetta, Isernia e Cosenza, ritenuti responsabili di aver organizzato viaggi illegali di migliaia di clandestini dal nord Africa verso le coste siciliane.

I provvedimenti di fermo sono stati emessi dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistrris. L'organizzazione criminale che èstata sgominata avrebbe gestito una tratta di esseri umani dalla Libia all'Italia. Ai fermati viene contestata l'associazione per delinquere finalizzata ai sequestri di persona a scopo estorsivo, alla riduzione in schiavitù, all'ingresso illegale ed alla successiva illecita permanenza nel territorio di immigrati clandestini. Nell'operazione sono coinvolti stranieri di varia nazionalità, tra cui egiziani, marocchini, libici, sudanesi, palestinesi ed algerini, alcuni dei quali domiciliati presso il Centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese. L'organizzazione avrebbe avuto cellule operative in Egitto ed in Libia e, per quanto riguarda l'Italia, a Crotone, Milano, Firenze e Rieti.

AGEVOLAVANO FUGHE DA CENTRI ACCOGLIENZA

Le indagini condotte dalle Squadre mobili di Crotone e Catanzaro hanno consentito di accertare che l'organizzazione criminale, ricevuto il carico umano, agevolava le fughe dei clandestini dai Centri di accoglienza di Isola Capo Rizzuto (KR) e Caltanissetta. Dopo la fuga i clandestini venivano presi in carico da altri trafficanti e segregati, in condizioni di vera e propria schiavitù, sino al pagamento del riscatto. I parenti delle vittime, in Italia o nei Paesi di origine, erano costretti a pagare la libertà dei congiunti versando 500 euro a persona. I fermati appartengono a due cellule criminali, composte da cittadini eritrei e marocchini, con basi operative in Egitto ed in Libia, e ramificate principalmente in Calabria, in Sicilia ed in Lombardia.

GESTITI DIECI SBARCHI CLANDESTINI

Sono almeno 10 gli sbarchi attribuiti nell'ultimo anno all'organizzazione criminale sgominata dalla Polizia. Le persone coinvolte nella tratta di esseri umani sono state migliaia. L'operazione è stata chiamata Harig, che nell'idioma magrebino significa "superare clandestinamente la frontiera".

AMATO: CRIMINALITA'NOSTRO VERO BERSAGLIO

Bravissimi. Brava la Polizia, bravi i magistrati. E' contro questi criminali che bisogna intervenire per fermare la tratta degli esseri umani. E' questa criminalità cinica il nostro vero avversario. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, si è congratulato oggi con la Polizia di Stato e con la magistratura per l'importante operazione che ha portato all'arresto di 31 persone coinvolte nel traffico degli esseri umani.

La strategia impostata la scorsa estate contro la tratta di esseri umani sta portando sempre migliori frutti, ha proseguito il ministro. "Le nuove modalità organizzative messe a punto con il viceministro Minniti, con il ministero della Giustizia, con i vertici della Polizia di Stato e con il Procuratore Grasso- ha aggiunto il ministro - ci permettono di perseguire finalmente con efficacia questo tipo di reato".

Giovedì 19 Aprile 2007

Apocalisse a Baghdad, 191 morti in tre attentati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/04/2007

BEIRUT/BAGHDAD - Su Baghdad si sono spalancate ieri le porte dell'inferno: una raffica di autobombe e' stata fatta esplodere in vari quartieri sciiti, e ha causato la morte di 191 persone e il ferimento di oltre 250, in una delle peggiori stragi registrata nella capitale irachena dall'intervento militare americano di quattro anni fa. ''La strada si e' trasformata in una piscina di sangue'', ha detto Ahmed Hamid, un negoziante che ha assistito all'esplosione piu' micidiale, quella che ha devastato un mercato del quartiere Sadriya, sulla riva Est del Tigri. E pensare che la giornata era cominciata con una cerimonia in cui il premier Nuri al Maliki aveva fatto sapere che le autorita' irachene intendono assumere la responsabilita' della sicurezza in tutto il Paese entro la fine dell'anno. Mentre ancora le agenzie stavano riferendo le sue parole, dopo una serie di attentati 'minori', c'e' stata la prima devastante esplosione, nel quartiere Karrada: un'autobomba che ha causato la morte di una ventina di persone e il ferimento di altre decine. Meno di un'ora dopo, e' stata la volta dell'immenso quartiere Sadr City, dove vivono oltre due milioni di sciiti: qui i morti sono stati piu' di 30, e i feriti due volte tanti. Poi, nelle prime ore del pomeriggio, l'apocalisse di Sadriya: all'inizio si parlava di otto morti ma e' stato subito chiaro che era appena una vaga indicazione. Col passare delle ore la polizia ha via via aggiornato il bilancio fino ad arrivare ad ''almeno 140 morti e 150 feriti''. Le emittenti Tv sul posto hanno mostrato scene terribili: nel fumo degli incendi, mescolato all'atmosfera pesante della tempesta di sabbia che sta raggiungendo la citta', un uomo ha raccontato di aver personalmente contribuito a recuperare ''almeno cinquanta di corpi. Gran parte di essi erano assolutamente irriconoscibili, mutilati, carbonizzati''. Nello stesso luogo, il 3 febbraio scorso e' stato segnato il macabro record del maggior numero di vittime in una singola esplosione dall'inizio della guerra: 135 morti e 300 feriti, con un camion-bomba imbottito con oltre una tonnellata di esplosivo. Meno di due settimane dopo e' poi cominciata a Baghdad l' operazione antiterrorismo Imporre la Legge, che, considerata un po' come una sorta di 'ultima spiaggia', e' ancora in corso e contempla l'utilizzo di circa 90 mila uomini tra iracheni e americani, tra cui gran parte dei rinforzi il cui invio in Iraq e' stato disposto dal presidente statunitense George W. Bush nell'ambito della sua nuova strategia annunciata all'inizio dell'anno. In un primo tempo gli omicidi di carattere interconfessionale erano sensibilmente diminuiti, ma nelle ultime settimane anche su questo fronte la tendenza e' tornata al rialzo. Oggi e' stato reso noto il ritrovamento di 25 cadaveri gettati nelle strade. E anche nel resto del Paese la situazione non e' molto incoraggiante. In mattinate le forze britanniche hanno consegnato ufficialmente alle autorita' irachene la responsabilita' della sicurezza nella provincia meridionale di Maysan e quindi mantengono ora il controllo solo della provincia di Bassora. Quel capoluogo vive da giorni una notevole tensione, espressa in ripetute manifestazioni popolari e sit-in per chiedere le dimissioni del governatore Mohammed al Waili accusato di corruzione. Dopo Al Muthanna, Dhi Qar e Najaf, Maysan e' la quarta delle 18 province del Paese che torna sotto il controllo delle autorita' di Baghdad. Il consigliere per la sicurezza nazionale Moaffaq al Rubei, presente alla cerimonia per il passaggio di consegne, ha detto oggi a nome del premier al Maliki che tra un mese sara' la volta delle tre province del Kurdistan a passare sotto la totale responsabilita' delle autorita' locali. Dopo tocchera' a quelle di Karbala e Wassit e entro la fine dell'anno tutte le province saranno sotto la responsabilita' irachena. Un'affermazione che potrebbe spianare la strada al ritiro delle forze straniere che, secondo quanto ha piu' volte detto al Maliki, se ne andranno quando le forze irachene saranno pronte ad assumere il controllo della sicurezza. Controllo che pero', questa sera non sembra molto a portata di mano.

233 morti ieri in Iraq

Rai.it, http://www.rai.it/news, 19/04/2007

Drammatica giornata di sangue ieri in Iraq. E' di almeno 183 morti il bilancio dei quattro attentati dinamitardi che hanno colpito ieri a Baghdad zone a maggioranza sciita. La giornata e' stata la piu' sanguinosa in Iraq dal febbraio scorso, quando comando americano e governo locale lanciarono il "piano per la sicurezza" nella capitale e nella provincia sunnita di Anbar.

In tutto il Paese ieri sono state 233 le persone uccise e i cadaveri ritrovati: secondo l'Associated Press, che ha iniziato a raccogliere dati a livello nazionale nel 2005, e' la cifra piu' alta registrata da allora.

Wolfowitz, spunta lavoro 2003 a compagna

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 19/04/2007

4.35 Nuova grana per Paul Wolfowitz: la sua compagna Shaha Riza ha ricevuto un incarico da parte di Science applications international corp (Saic), una delle società che più lavorano con il Pentagono, nel 2003, quando l'attuale presidente della Banca Mondiale era il numero due del dipartimento della Difesa. E' stata la stessa compagnia a confermare l'ipotesi lanciata da indiscrezioni di stampa, mentre un portavoce del Pentagono ha reso noto che sono in corso accertamenti per far luce sul caso.

Venerdì 20 Aprile 2007

Il Papa abolisce ufficialmente il Limbo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 20/04/2007

CITTA' DEL VATICANO - Da tempo nella Chiesa nessuno credeva più al limbo, e ora è abolito ufficialmente. Nell'84, Joseph Ratzinger affermò che "personalmente" avrebbe lasciato "cadere questa che è sempre stata soltanto una ipotesi teologica". E da Papa ne ha approvato la definitiva abolizione: il limbo riflette "una visione eccessivamente restrittiva della salvezza", afferma la Commissione teologica internazionale, e la misericordia di Dio è più grande anche del peccato originale non sanato dal battesimo.

La Chiesa dunque non pensa più a quel non-luogo in cui avrebbero speso l'eternità, privati della visione di Dio, i bimbi morti senza essere stati battezzati. "La nostra conclusione - si legge nel testo di cui pubblica ampi stralci l'agenzia dei vescovi americani Cns - è che i molti fattori che abbiamo considerato (...) danno serie basi teologiche e liturgiche alla speranza che i bambini morti senza battesimo siano salvi e godano della visione beatifica".

Il documento che abolisce ufficialmente il limbo e che era alla discussione della Commissione teologica internazionale dal 2004, quando questa era presieduta dal cardinale Ratzinger, è stato sottoposto al Papa dall'attuale presidente della Commissione, il cardinale William Levada, che ha incontrato il Papa lo scorso 19 gennaio. Benedetto XVI ha approvato il testo e ne ha autorizzato la pubblicazione.

Nel documento, di 41 pagine e intitolato "La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere battezzati", gli esperti vaticani spiegano che l'abolizione del limbo non è un fatto solo teorico bensì "un problema pastorale urgente", perché il numero dei bimbi morti senza battesimo è in aumento sia perché molti genitori non sono cattolici sia perché molti piccoli sono "vittime di aborti". Il testo presenta con chiarezza le questioni dottrinali che in passato hanno spinto i teologi a ipotizzare l'esistenza del limbo, e i motivi che consentono oggi di mettere da parte queste formulazioni, senza compromettere la fede della Chiesa. E si tratta di questioni non da poco, come la necessità del battesimo proclamata da Gesù, il concetto di peccato originale, la volontà di Dio di salvare, il valore dei sacramenti.

Mai definito come dogma dalla Chiesa e non citato nel Catechismo del '92, il limbo e' sempre più difficile da comprendere oggi quando, spiega la Commissione teologica, "la gente trova sempre più difficile accettare che Dio sia giusto e misericordioso e che gli escluda i bambini, che non hanno peccati personali, dalla felicità eterna". E "in particolare i genitori - commentano gli esperti vaticani - sperimentano dolore e senso di colpa se dubitano che i loro figli non battezzati siano con Dio". Il documento osserva che non si ha "nessuna esplicita risposta" a questo problema "dalla Scrittura e dalla tradizione".

Nel V secolo sant'Agostino concluse che i piccoli morti senza battesimo erano destinati all'inferno, dal 13.mo secolo i teologi hanno cominciato a parlare di "limbo dei bambini" come luogo dove sarebbero stati privati della visione di Dio, ma non avrebbero sofferto, perché non consapevoli di tale privazione. La Commissione sottolinea che papi e concili, nei secoli, sono stati sempre attenti a non definire il limbo come questione dottrinale lasciandolo come questione aperta. E questo, rimarca, é importante nella evoluzione dell'insegnamento.

Una "questione chiave" è quella del battesimo necessario per la salvezza, che può essere risolta considerando che "i bimbi non pongono alcun ostacolo personale nella via della grazia redentrice". "Dio - afferma il testo - può sempre dare la grazia del battesimo anche senza che sia conferito il sacramento, e questo va considerato in particolare quando il conferimento del battesimo fosse impossibile".

Ciò non nega, spiegano gli esperti, che la salvezza viene da Cristo e in qualche modo dalla Chiesa, ma richiede una più attenta comprensione di come ciò possa accadere. Il testo, che elenca anche una serie di vie attraverso le quali i bimbi morti senza battesimo sono "uniti a Cristo", ricorda il concetto biblico della "sovrabbondanza" della grazia sul peccato e che liturgicamente dal 1970 la speranza di questa salvezza è sancita nel funerale per bimbi non battezzati.

Sabato 21 Aprile 2007

Somalia: bombardamenti nella notte a Mogadiscio, vittime

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/04/2007

MOGADISCIO - Proiettili di mortaio sono caduti si Mogadiscio tutta la notte e ancora questa mattina, facendo altre vittime civili e inducendo centinaia di persone ad abbandonare la capitale somala in quello che è il più grande esodo di massa dal 1991, quando cadde la dittatura. "Ci sono molti morti. Io ora trasporto i corpi dei membri di due famiglie con la mia auto", ha detto ai giornalisti uno dei residenti ancora visibilmente sconvolto. Gli scontri in corso da mercoledì tra le truppe somale affiancate dai soldati di Addis Abeba e gli insorti islamici hanno ucciso almeno 131 persone - secondo stime odierne di un gruppo per i diritti umani - ma dopo i bombardamenti di questa notte il bilancio è destinato sicuramente ad aggravarsi. In analoghi combattimenti durati quattro giorni nel marzo scorso morirono oltre mille persone. Le Nazioni Unite dicono che 321 mila persone, un terzo circa della popolazione stimata di Mogadiscio, ha abbandonato la città da febbraio, in quella che le organizzazioni di aiuto definiscono una catastrofe umanitaria.

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