DEI RICCHI

2006 - Maggio - Settimana 2

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Indice dei giorni


08/05/2006 * 09/05/2006 * 10/05/2006 * 11/05/2006 * 14/05/2006 *

Lunedì 8 Maggio 2006

Energia, Chavez annuncia aumenti imposte

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/05/2006

3.10 Il presidente venezuelano Chavez ha annunciato un aumento dell'imposta sul reddito per le compagnie straniere che sfruttano il greggio del bacino dell'Orinoco, che passerà dal 34 al 50%. Chavez ha inoltre annunciato la creazione di un nuovo tributo petrolifero denominato "imposta sull'estrazione". Le nuove tassazioni permetteranno al fisco di incamerare centinaia di milioni di dollari nel 2006. "Le imprese che estraggono petrolio in Venezuela guadagnano molto denaro",ha detto Chavez per giustificare il nuovo prelievo fiscale.

Iran. Oggi vertice a New York dei 5 grandi del Consiglio di Sicurezza Onu

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/05/2006

I ministri degli Esteri dei cinque paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza e della Germania si riuniranno domani a New York per arrivare a un'intesa sulla bozza di risoluzione presentata da Francia e Regno Unito, e sostenuta da Washington, sulla questione nucleare iraniana.

Il documento è stato al centro dei lavori del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell'ultima settimana, nel tentativo di appianare le divergenze sorte soprattutto sulla menzione dell'articolo VII della carta Onu, che in nome della pace e della sicurezza internazionale può aprire la via a eventuali sanzioni economiche o, in extrema ratio, al ricorso alla forza.

Menzione sostenuta dagli europei e da Washington e respinta invece da Mosca e Pechino: pur dicendosi contrari al ricorso della forza, gli europei sostengono infatti che il capitolo VII renda più vincolante il documento.

La bozza di risoluzione chiede all'Iran di sospendere il suo programma di arricchimento dell'uranio, sospettato di finalità militari dietro la copertura della produzione di energia, senza citare sanzioni. Le discussioni in seno al Consiglio proseguiranno anche domani, prima della cena di lavoro dei ministri dei cinque membri del Consiglio e della Germania.

Ieri, il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Kisliak, ha dichiarato che la bozza di risoluzione "esige grandi modifiche" e ha aggiunto che "è ancora presto per dire quali cambiamenti debbano essere apportati al progetto di risoluzione per soddisfare la parte russa".

La Cina ritiene sia inutile fare riferimento al capitolo VII perché ogni risoluzione del Consiglio di sicurezza dovrebbe avere valore vincolante. L'ambasciatore americano all'Onu, John Bolton, ha invitato Russia e Cina a cercare delle soluzioni alternative per risolvere l'impasse sulla proposta: "Lavoriamo ancora, ma non abbiamo intenzione di prolungare all'infinito questi negoziati. Stiamo lavorando per raggiungere l'unanimità dei cinque, ma siamo pronti ad andare al voto anche senza".

Calcio. Intercettazioni, Carraro si dimette dalla Figc. Moggi indagato a Roma per illecita concorrenza

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/05/2006

Franco Carraro, presidente della Federcalcio, ha deciso di dimettersi a seguito della vicenda delle intercettazioni telefoniche, dopo aver incontrato nel pomeriggio il presidente del Coni Gianni Petrucci e il segretario generale Raffaele Pagnozzi.

Carraro ha ufficializzato la sua decisione in una lettera inviata al vicepresidente Giancarlo Abete, al Consiglio Federale e ai revisori dei conti dopo aver incontrato i vertici del Coni. "Gli impegni della Federazione nei prossimi giorni e nei prossimi mesi sono tali e tanti che necessitano un vertice federale nel pieno delle proprie funzioni", ha scritto Carraro, che ha tenuto a precisare di "aver sempre rispettato le regole" e di non aver "mai" interferito con il corso della giustizia sportiva.

Il presidente dimissionario ha scritto di una giustizia sportiva della Figc "assolutamente autonoma": "Ne sono garanzia i regolamenti, conformi alle leggi dello Stato, alle norme del Coni, della Fifa e dell'Uefa, e la moralità e la professionalità dei loro componenti", ha aggiunto. Immediate le reazioni. Petrucci ha "preso atto" della decisione di Carraro convocando per le 10 di domattina Abete. Dalla Lega Calcio, invece, un invito al ripensamento. Firmato Adriano Galliani: "Il calcio italiano ha necessita' di continuare ad avere un Presidente come lui, capace, intelligente, retto", ha detto. "Per questo motivo e' mia personale speranza che egli receda dalla sua decisione". Attestati di stima anche da Massimo Cellino, vicepresidente della Lega per la serie A. "In questo particolare momento del mondo del calcio -dice- e cioe' alla vigilia del Mondiale e all'assegnazione degli Europei 2012, per me l'unico vero garante all'interno della Federazione Italiana Gioco Calcio è Franco Carraro".

Campana: serve cambiamento radicale

Per il presidente dell'Associazione italiana calciatori Sergio Campana occorre creare una federazione indipendente degli arbitri, eliminare i conflitti di interesse che riguardano persone ai vertici delle organizzazioni calcistiche e redistribuire le risorse per eliminare il divario tra grandi e piccoli club: insomma, serve "un cambiamento radicale del sistema" calcio.

Non voglio fare riferimento a persone - ha spiegato Campana - ma è l'intera organizzazione che si deve preoccupare per la sua sopravvivenza. Abbiamo il diritto di chiedere che la giustizia sia rapida e adotti sanzioni proporzionali alla gravità dei reati commessi. Credo inoltre che la Federazione abbia il dovere irrinunciabile di ridare credibilità e rinnovata fiducia al calcio.

Avviso di garanzia a Moggi

Illecita concorrenza con minacce e violenza: con questa ipotesi di reato i pubblici ministeri di Roma Luca Palamara e Cristina Palaia hanno iscritto nel registro degli indagati Luciano Moggi, direttore sportivo della Juventus. Il reato ipotizzato e' lo stesso che gli stessi magistrati tempo fa hanno fatto per Alessandro Moggi, figlio di Luciano, nell'ambito dell'inchiesta sull'attivita' della societa' Gea che si occupa della collocazione di calciatori. Il nome di Luciano Moggi e' stato inserito nel fascicolo in seguito alla vicenda delle intercettazioni telefoniche fatte a Torino. Non è escluso che i pubblici ministeri romani possano iscrivere altre persone nel registro degli indagati.

Martedì 9 Maggio 2006

Iran. Usa sminuiscono valore della lettera di Ahmadinejad e pensano a sanzioni volontarie

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/05/2006

La lettera del presidente iraniano Ahmadinejad al presidente americano Bush non costituisce "apertura diplomatica" sulla questione nucleare. Cosi' il segretario di stato americano Condoleeza Rice ha replicato alla missiva, che chiede l'avvio del dialogo tra i due paesi.

Sanzioni volontarie

In queste ore ne parlano a New York i 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, più la Germania. Dato per scontato il veto di Russia e Cina, gli Stati Uniti pensano ad un piano alternativo in caso la risoluzione allo studio non venga approvata. Il piano prevede l'adozione di sanzioni volontarie "per aumentare la pressione sugli iraniani" ha spiegato la Rice.

Per Usa serve risposta dura

Secondo Rice, la lettera di Ahmadinejad potrebbe essere un tentativo di cambiare discorso o di "dividere la comunità internazionale" nel momento in cui il consiglio di sicurezza sta esaminando l'adozione di misure concrete. Il segretario di Stato ha spiegato che gli Stati Uniti continueranno a spingere per una risposta "dura" del consiglio di sicurezza, anche se non ha spiegato in che cosa potrebbe consistere questa risposta.

Calcio. Intercettazioni, avviso di garanzia a Chiara Geronzi e Franco Zavaglia. Figc, Consiglio federale il 16

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/05/2006

Aumenta il numero degli indagati nell'inchiesta romana sulla Gea. I pubblici ministeri di Roma hanno inviato un avviso di garanzia a Chiara Geronzi e Franco Zavaglia.

I nomi si aggiungono a quelli del presidente della società di procuratori sportivi, Alessandro Moggi, e del padre Luciano, dg della Juve. Per tutti l'ipotesi di reato, attribuita in concorso,è quella di "illecita concorrenza con minaccia o violenza".

A Roma, intanto, la riunione tra il presidente del Coni Gianni Petrucci ed il vice presidente vicario della Figc Giancarlo Abete è durata circa un'ora e mezzo: sul tavolo la situazione attuale della Federcalcio dopo le dimissioni di Franco Carraro, alla vigilia di scadenze importanti, sportive e non, come le finali del Campionato europeo Under21 in Portogallo, i Campionati del Mondo in Germania, il dossier di seconda fase per la candidatura ai Campionati europei 2012 e le iscrizione ai campionati della stagione agonistica calcistica 2006-2007.

Il vicepresidente vicario della Federcalcio, Giancarlo Abete, ha informato il Coni di volere convocare nelle prossime ore un consiglio federale per martedi' 16 maggio per una riflessione ' a 360° '.

Mercoledì 10 Maggio 2006

Emissioni di anitride carbonica cresciute di piu' del 15% in 10 anni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/05/2006

NEW YORK - Le emissioni di anidride carbonica (CO2) nel mondo sono aumentate del 15% tra il 1992 e il 2002, con un forte incremento in particolare in Cina e in India. Lo ha annunciato la Banca mondiale, nel pubblicare l' edizione 2006 del suo 'Piccolo Libro verde dell'ambiente'.

Presentato in occasione della 14/a sessione della Commissione dell'Onu sullo sviluppo durevole a New York, il 'Libro verde' precisa che le emissioni di CO2 hanno raggiunto i 24 miliardi di tonnellate nel 2002, ultimo anno per cui sono disponibili dati completi, vale a dire un aumento del 15% rispetto al 1992.

''Le economie in rapido sviluppo, quali la Cina e l'India, presentano un rapido aumento delle emissioni di CO2. La Cina, che e' gia' il secondo maggior inquinatore (nel mondo), ha aumentato le sue emissioni del 33% tra il 1992 e il 2002, mentre nello stesso periodo quelle dell'India sono cresciure del 57%'', afferma la Banca mondiale.

''Questa tendenza dovrebbe continuare di pari passo con la crescita economica'', sottolinea il 'Libro verde'.

''Un tale aumento si e' prodotto nonostante i miglioramenti nell'utilizzazione efficace dell'energia in Cina durante l' ultimo decennio. Nel 1992, l'equivalente di un dollaro di Pil comportava emissioni di CO2 per 4,8 chilogrammi, mentre nel 2002 (...) corrispondeva a 2,5 kg'', spiega il rapporto.

I principali inquinatori restano tuttavia i Paesi ricchi, con gli Stati Uniti che contribuiscono per il 24% del totale e i Paesi della zona euro per il 10%. Secondo la Banca mondiale, le Nazioni ricche consumano oltre la meta' (il 51%) dell'energia prodotta nel mondo.

Solo tra il 2000 e il 2002, le emissioni di anidride carbonica - gas considerato tra i principali responsabili dell' effetto serra, vale a dire del riscaldamento planetario del clima - sono cresciute del 2,5% all'anno, con i due/terzi dell' aumento provenienti dalle Nazioni con reddito basso e medio.

''Tutti i Paesi sono vulnerabili ai cambiamenti climatici, ma quelli piu' poveri sono i piu' esposti, avendo meno mezzi per farvi fronte'', ha sottolineato Warren Evans, direttore della Banca mondiale per l'ambiente.

Secondo il 'Libro verde', l'aumento dei prezzi del petrolio incoraggera' l'uso del carbone, che e' gia' la principale fonte per la generazione di energia elettrica. Nei Paesi poveri, la quota di elettricita' prodotta dal carbone e' passata dal 41% nel 1990 al 46 nel 2003. Nello stesso arco di tempo, in Cina si e' passati dal 71 al 79%, in India dal 65 al 68%.

Nei Paesi ricchi, il consumo di energia 'pro capite' e' in media 11 volte superiore rispetto ai Paesi poveri.

Putin: Russia, motore energetico Europa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/05/2006

11.41 "La Russia vuole essere promotrice e parte integrante di una strategia energetica comune per l'Europa".Lo ha detto il presidente russo Putin nel discorso annuale sullo stato della Federazione. Il capo del Cremlino ha citato Gazprom come modello di impresa russa in grado di conquistare un importante ruolo sui mercati internazionli. Putin ha anche detto di voler creare in Russia una borsa per la compravendita di gas e petrolio,con il rublo moneta corrente.Tra i problemi da affrontare, la lotta alla corruzione e il calo demografico.

Londra, record di impopolarità per Blair

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/05/2006

3.10 Fa un altro passo indietro il consenso verso il premier britannico Blair, capo di governo laburista più impopolare dagli anni '60, secondo un sondaggio pubblicato oggi dal "Daily Telegraph".Soltanto il 26% degli interpellati, infatti, si è detto soddisfatto del premier. Il sondaggio,disastroso per Blair,segue di un giorno quello apparso sul "Times" secondo cui il partito laburista ha raggiunto il livello minimo di popolarità da 14 anni e solo 30 persone su 100lo voterebbero.

Diritti umani Onu, Cuba: 'Netta vittoria'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/05/2006

7.09 L'elezione di Cuba nel nuovo Consiglio dei Diritti dell'uomo delle Nazioni Unite viene definita dall'Avana "una vittoria del Paese" e "un fallimento degli Usa". Lo sottolinea il ministero cubano degli Esteri. La dissidenza cubana parla invece di "errore". Il Consiglio per i diritti umani,eletto ieri al posto della Commissione per i Diritti dell'uomo di Ginevra, si insedierà il 19 giugno. Tra i 47 Paesi del Consiglio, sono entrati anche Cina e Arabia Saudita.Fuori l'Iran.Per gli Usa l'organismo non dà garanzie sufficienti

Trieste, maxi frode all'Iva: 11 arresti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/05/2006

10.35 Una frode all'Iva nel commercio di auto di lusso, con un giro di affari di circa 500 milioni di euro di fatture false, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia. Undici le persone arrestate per violazione della legge cosiddetta "manette agli evasori", truffa ai danni dello Stato, associazione per delinquere.Circa 20 le società coinvolte in Italia e in altri Paesi Ue. La frode si realizzava attraverso la creazione di società di comodo e mediante un sistema di false dichiarazioni emesse dalle aziende.

Spagna. Nove arresti in due societa' filateliche, panico fra i piccoli investori: si teme truffa da 1 mld e mezzo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/05/2006

A tremare sono almeno 350mila spagnoli, che potrebbero trovarsi presto con carta straccia al posto dei promessi rendimenti finanziari, dopo che ieri la polizia ha fatto irruzione nelle sedi di due imprese di investimenti filatelici, Afinsa e Forum, in diverse città, fermando nove persone accusate di irregolarita' fiscali, falso documentario e riciclaggio di capitali.

Tutta la stampa spagnola, oggi, parla in prima pagina di "grande truffa filatelica" ed avverte che centinaia di migliaia di risparmiatori "rischiano di perdere i propri risparmi". Alcuni media hanno creato 'blog' per accogliere le confessioni disperate delle presunte vittime e secondo El Pais il buco nelle due societa' sarebbe di 3,5 miliardi di euro, con debiti nei confronti del fisco di altri 1,5 miliardi.

Il governo ha detto che un'eventuale frode non è coperta da garanzie assicurative statali e che il controllo delle società è di competenza delle regioni non di Madrid, ma il Partito socialista (Psoe) ha assicurato che principale preoccupazione delle autorità centrali è "aiutare il piu' possibile" i risparmiatori e castigare senza remore gli eventuali responsabili.

La magistratura ha assicurato che le indagini sono solo all'inizio e gli arrestati non sono ancora accusati di truffa, ma decine di migliaia di persone hanno cominciato da ieri a subissare di telefonate la polizia e a formare lunghe file davanti alle sedi delle imprese, sia Forum Filatelico che Afinsa. Entrambe hanno smentito la presunta truffa assicurando di aver sempre mantenuto i propri impegni con gli investitori.

Nell'abitazione di uno degli arrestati a Madrid sono stati rinvenuti 10 milioni di euro in contanti. I detenuti non sono per ora accusati di truffa ma secondo fonti citate dai media, gli inquirenti sospettano che l'imbroglio potesse consistere nel promettere un rendimento intorno al 10% annuale per l'acquisto di francobolli, con la garanzia del loro valore sul mercato. Le presunte vittime investivano una media di 300 euro con la promessa di facili e sicuri guadagni. Ma, come nella classica truffa 'piramidale', gli alti interessi promessi non sarebbero stati garantiti da trasparenti operazioni finanziarie ma pagati con i soldi degli ultimi entrati nella catena.

Il Partito Popolare (PP, opposizione di centrodestra) ha chiesto al governo di spiegare in parlamento la situazione delle due imprese e i rischi che corrono i risparmiatori.

Bondi: ogni mezzo contro strappo Unione

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/05/2006

11.58 Dopo il fallimento di ogni trattativa tra CdL e Unione, secondo Bondi (Fi), "da parte della CdL non c'è stata nessuna pregiudiziale ideologica o politica, ma la richiesta di concordare insieme il nuovo capo dello Stato". "La debolezza dell'Unione -nota Bondiha portato all'imposizione di loro rappresentanti ai vertici di tutte le istituzioni". "Questo è lo strappo istituzionale che si consuma". Noi "utilizzeremo tutti i metodi,compreso lo sciopero fiscale, per far valere le ragioni di oltre metà del popolo italiano".

Giovedì 11 Maggio 2006

Medio Oriente. Ahmadinejad: Israele e' un regime demoniaco, un giorno scomparira'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 11/05/2006

Il presidente dell'Iran Ahmadinejad lancia nuove minacce allo Stato di Israele. Ricorrendo alla terminologia religiosa, il capo della repubblica islamica ha detto che Israele è il "regime del diavolo e che un giorno scomparirà".

Il nuovo attacco è arrivato durante un discorso pronunciato all'Universita' di Giacarta, durante la visita ufficiale in Indonesia, il Paese musulmano più popoloso al mondo.

Più volte nelle scorse settimane, aveva negato l'Olocausto e invitato l'Europea a "riprendersi" gli ebrei.

Poi Ahmadinejad ha ribadito il programma nucleare dell'Iran ha finalità civili e "non ha niente a che fare con le armi nucleari o con propositi militari".

Ha criticato chi parla di opzioni militari "E' difficile dialogare con chi ti pianta una pistola alla tempia" ha detto. In ogni caso "l'Iran ha la capacità di difendere i suoi interessi" ha concluso.

Il prossimo 19 maggio i Cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza più la Germania, torneranno ad occuparsi della questione nucleare iraniana. Dopo mesi di scontro diplomatico e minacce di sanzioni, ora è allo studio un pacchetto di incentivi che spinga Teheran a sospendere le operazioni di arricchimento dell'uranio. Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan ha lanciato un appello a Teheran perche' rinunci all'aggressività e si apra al dialogo.

Vicenda Abu Omar: governo, sdegno per accusa a Calipari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/05/2006

ROMA - La Presidenza del Consiglio ribadisce l'estraneità del Governo e dei servizi nella vicenda del sequestro di Abu Omar e, in un comunicato, esprime "profondo sdegno" per la "vile accusa" riportata da alcuni quotidiani all'allora Direttore della Divisione Operazioni del Sismi, Nicola Calipari.

A poche ore di distanza - si legge in una nota di Palazzo Chigi - la Presidenza del Consiglio dei Ministri avverte il dovere di tornare ancora una volta sul clamore mediatico che, con ostinata pervicacia, si tenta di alimentare intorno alla vicenda del sequestro di Abu Omar. Palazzo Chigi non ha nulla da aggiungere in merito all'assoluta estraneità dell'Esecutivo e dei Servizi di Informazione e Sicurezza rispetto al sequestro, che anche oggi si intende ribadire con lo stesso vigore e con la stessa forza di sempre, a dispetto dei reiterati tentativi con cui si cerca di insinuare dubbi e sospetti, che non hanno e non possono avere cittadinanza alcuna.

Sono evocati - prosegue la nota - direttamente o obliquamente, appartenenti al SISMI, indicati talvolta nominativamente talaltra per riferimento all'incarico rivestito, che sapranno quali contegni mantenere nel rispetto dell'ordinamento. Il Governo della Repubblica non intende però sottrarsi all'imperativo morale di manifestare il più profondo sdegno per l'ignobile e vile offesa specificamente recata in alcuni di quegli articoli al Direttore dell'epoca della Divisione Operazioni del SISMI, che purtroppo non può più agire in giudizio, essendo scomparso. Questi era infatti Nicola Calipari, che si legge, con incredulità pari solo alla costernazione, accusato di aver organizzato il sequestro o, addirittura, di averlo potuto fare all'insaputa dei suoi superiori, fino al Governo.

La memoria di Nicola Calipari - viene ribadito da Palazzo Chigi - non ha bisogno di difese d'ufficio, perché è presidiata dalla sua storia personale e dal ricordo reverente e riconoscente dell'Italia intera, di tutti gli Italiani, che non hanno dimenticato e che mai dimenticheranno il suo coraggio e la sua generosità, la limpidezza dei suoi comportamenti, la visione etica del proprio dovere. Ad illazioni calunniose ed aberranti nel vilipendio di un Eroe e di un'Istituzione, così come deliranti nella speranza di trovare seguito, si risponde additando al popolo italiano chi ne è responsabile perché si comprenda sin dove può spingere un anelito distruttivo, che non si arresta nemmeno innanzi al rispetto dovuto a chi ha donato la propria vita per salvarne un'altra.

Intervista all'ex arbitro Pirrone: 'quei sorteggi cosi' strani...'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/05/2006

ROMA - Letteralmente preso a calci dal sistema. Riccardo Pirrone aveva una colpa: non era un arbitro omologabile.

E per questo il calcio che ricevette dal collega Ayroldi nel ritiro di Coverciano nel giugno del 2001 non fu solo 'Un episodio un po' casuale, come ce ne sono di piu' importanti anche tra giocatori'', come disse il designatore arbitrale Pierluigi Pairetto. Quella lite con Ayroldi, la totale assenza di solidarieta' dei vertici arbitrali dell'epoca, la sensazione di essere al di fuori di 'quel sistema', lo spinsero al gran rifiuto. Pirrone rimase solo e disse no.

Si dimise dalla Can nel 2001, poi dall'Aia. Aveva davanti altri dieci anni di calcio: ''E rifiutai di conseguenza anche altri lauti guadagni: avevo gia' fatto 70 partite in B e cosi' mi chiusi la possibilita' di andare oltre. Per me arbitrare era una passione e non una fonte di lucro. Non potevo piu' stare in un ambiente nel quale non mi riconoscevo''.

Dal quel momento l'ex direttore di gara Pirrone, che oggi ha 41 anni, ha cancellato la sua immagine pubblica di arbitro, per tornare ad essere un tranquillo imprenditore nella sua Messina. Disse di no per non compromettersi, per non tradire i suoi ideali.

Quanto sta succedendo in questi giorni non lo stupisce per niente: ''Io penso di poter parlare a testa alta perche' a differenza di altri miei ex colleghi che in questo sistema ci sono stati dentro fino al collo, io ne sono stato sempre stato ai margini, perche' avevano capito che con me non c'era niente da fare.

E alla prima occasione mi hanno messo nelle condizioni di mollare: io non facevo parte di un sistema 'di garanzie'. Le lamentele degli arbitri che ho letto in questi giorni mi fanno ridere: finche' sono stati dentro, erano aggrappati con le unghie e con i denti al sistema'', ripete da Messina Pirrone.

''Mi viene da ridere: io certe cose le avevo denunciate ai miei tempi - attacca Pirrone - Favoritismi, lobby, figli e figliastri: furono queste considerazioni che mi portarono alle dimissioni. L'episodio di Ayroldi fu solo la goccia che fece traboccare il vaso: non fui affatto tutelato. Non facevo parte di quella famiglia... I designatori Pairetto e Bergamo, sotto i quali ho sofferto due anni, non si curarono affatto di me. Chi sta dentro, sa che in quel mondo o sei schierato o sei fatto fuori. Tutto quello che ho sempre sospettato, ora sta emergendo''.

Inchieste di Procure, intercettazioni, la stessa Figc sta ascoltando arbitri e funzionari del settore arbitrale come Maria Grazia Fazi: ''Anche in quel caso si puo' parlare di Triade... arbitrale. E quella signora era la terza forza, era in perfetta sintonia con Bergamo e Pairetto. Fortunato chi entrava nelle sue grazie. Ricordo i frenetici preparativi quando si organizzava il sorteggio, all'interno della segreteria con i due capi...''.

Era l'epoca del sorteggio. Ha mai avuto dubbi? ''Anche di piu'. Avevamo, io e altri colleghi arbitri, strane sensazioni. Ricordo che spesso si verificavano dei problemi con delle palline, che appena inserite nell'urna di aprivano. La sensazione generale era che questo sistema fosse utilizzato per avere dei riferimenti. Eppoi c'erano anche altri sistemi. Me ne accorgevo perche' assistevo ai sorteggi nell'aula magna di Coverciano - racconta Pirrone - Tutto questo destava maggiore impressione considerato che questo inconveniente si verificava spesso: un estraneo o un giornalista che assisteva saltuariamente non ci faceva caso''.

Ma non poteva essere casuale? ''Casuale? Mah... Bastava abbinarci poi il gioco delle preclusioni, e zac, era un gioco da ragazzi. Era sistematico. Le mie sensazioni sono supportate dall'esperienza. Da quello che ho visto con i miei occhi. E io non sono assimilabile ad altri ex arbitri... Io ho provato sulla mia pelle cosa voglia dire essere emarginato''.

E neanche avrebbe potuto chiedere conto a chi di dovere: ''Ero l'ultima ruota del carro... - ripete l'ex direttore messinese - Parlare avrebbe decretato la mia fine, e io mi illudevo che andando bene avrei fatto carriera per meriti miei. Eppoi c'era il gioco dei commissari: quando volevano stroncarti, ti mandavano un commissario che non era tuo amico, che non faceva parte del tuo giro e che nel referto ti stroncava, a prescindere dalla prestazione. La mia tomba fu quando in Coppa Italia a S.Siro ritornai sulla decisione di dare un rigore a favore dell'Inter contro il Parma: l'avevo fischiato, ma d'accordo con il guardalinee tornai sui miei passi perche' il fallo era stato fatto fuori. E pensare che all'andata era finita 6-1 per il Parma...''.

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Domenica 14 Maggio 2006

Cina-Vaticano: insediato vescovo non approvato dal Papa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/05/2006

PECHINO - Sfidando l' ira del Vaticano, la Cina ha installato oggi in una diocesi della provincia del Fujan un vescovo non approvato dal Papa. La decisione viene dopo due nomine unilaterali di vescovi alla fine di aprile, le prime non concordate con la Santa Sede dopo tre anni di discreta collaborazione tra la Chiesa ''patriottica'' legata al governo di Pechino e quella ''clandestina'' fedele al Vaticano.

Il vescovo, Zhan Silu, ha celebrato oggi una messa nella piccola citta' di Ningde, sulla costa orientale della Cina, per celebrare la ''presa di possesso'' della diocesi di Mindong. Zhan e' stato ordinato vescovo nel 2000, senza l' approvazione del Papa, ma finora non aveva assunto la responsabilita' di una diocesi. Il suo caso e' quindi, dal punto di vista formale, diverso da quelli verificatisi tra la fine di aprile e l' inizio di maggio, quando due vescovi sono stati ordinati dall' Associazione delle Chiese Cattoliche cinese, la cosidetta Chiesa ''patriottica''.

Pechino e la Santa Sede non hanno relazioni diplomatiche dal 1951, quando il Nunzio Apostolico in Cina fu espulso e si rifugio' sull' isola ''ribelle'' di Taiwan. Negli ultimi anni i nuovi vescovi sono stati nominati dall' Associazione ma solo dopo essere stati approvati dal Vaticano. Le nomine unilaterali sono state definite ''una grave violazione della liberta' religiosa'' da Papa Bendetto XVI.

Domenica di sangue in Iraq

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/05/2006

BAGHDAD - Domenica di sangue oggi in Iraq. Due autobomba guidate da due kamikaze sono esplose oggi all'entrata dell'aeroporto di Baghdad, dove si trova anche la base americana, e hanno causato almeno 14 morti iracheni. Lo hanno annunciato fonti militari americane. Una bomba artigianale fatta esplodere contro una pattuglia della polizia irachena nel centro di Baghdad, nella zona di Beirut Square, ha provocato la morte di cinque civili e il ferimento di altre quattro persone, tra cui due agenti.

Sempre nella capitale irachena, un altro ordigno ha colpito un convoglio della sicurezza, ferendo cinque poliziotti.

Tre agenti hanno invece perso la vita in un attacco a Adhamiyah, a nord di Baghdad, in cui sono state ferite anche tredici persone. Tre civili sono morti e altri 15 sono stati feriti per l'esplosione di un ordigno artigianale in un mercato di Zafaraniyah, a sud della capitale. A Mossul, a 370 chilometri a nord di Baghdad, un poliziotto e' stato ucciso e altri tre feriti in una serie di scontri con ribelli. Un civile e' morto in un agguato a Baiji, a 200 chilometri da Baghdad. Otto poliziotti, tra cui un colonnello, erano stati feriti in nottata a Kirkuk, a 250 chilometri a nord di Baghdad.

BASSORA; UCCISI DUE SOLDATI GB E UN TERZO FERITO

Due soldati britannici sono stati uccisi e un terzo ferito da una bomba esplosa mentre stavano pattugliando un rione della citta' di Bassora. L'attacco - hanno affermato fonti ufficiali britanniche - e' avvenuto nella serata di ieri.

DISTRUTTE DA DUE BOMBE DUE MOSCHEE A NORDEST DI BAGHDAD

Due piccole moschee sciite sono state distrutte dall'esplosione di bombe in una zona rurale a 60 km a nord est di Baghdad in quello che appare come un ennesimo atto di violenza settaria in Iraq. Lo ha annunciato la polizia precisando che nessuno e' rimasto ferito e che le moschee interessate sono quella di Abdullah Bin Ali, nel villaggio di Wajihiya, e quella di Tamim nella stessa zona.

La prima moschea e' andata completamente distrutta e gli abitanti della zona (30 km a est di Baquba) hanno reagito con rabbia agli attacchi sostenendo che i due luoghi sacri all'Islam erano usati come luoghi di preghiera anche per i musulmani sunniti della zona. Dopo la distruzione della Moscha d'oro di Samarra sono state decine le moschee sciite, grandi e piccole, distrutte da attacchi a sfondo settario.

Bankitalia: famiglie con piu' debiti,+45 mld in un anno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/05/2006

»CODACONS: DATI PREOCCUPANTI, FAMIGLIE STREMATE

ROMA - Le famiglie italiane sono sempre piu' indebitate. Che sia per un mutuo per l'acquisto di una casa o per un piu' ridotto prestito per comprare un'auto nuova o l'ultimo schermo al plasma, gli italiani hanno bussato negli ultimi 12 mesi sempre piu' spesso alla porta di banche e societa' finanziarie: in un anno si sono indebitate per 45,9 miliardi in piu'. E per il solo credito al consumo con durata superiore ai 5 anni il balzo e' stato del 36,5%.

I prestiti concessi alle famiglie aumentano infatti di mese in mese a ritmi vertiginosi, facendo degli italiani un popolo sempre piu' indebitato. Secondo gli ultimi dati di Bankitalia, pubblicati nel Supplemento al Bollettino Statistico di questo mese, ad aprile il totale dei prestiti concessi alle famiglie ha superato la soglia dei 400 miliardi di euro. Si e' arrivati a quota 403,8 miliardi di euro, in aumento del 12,8% rispetto a ai 357,9 miliardi del marzo 2005. L'incremento e' significativo anche nel confronto con i 397,4 miliardi di febbraio: in un solo mese i prestiti sono infatti aumentati dell'1,6%.

Alle prese con il carovita (e con prezzi degli immobili che si mantengono su livelli decisamente alti, soprattutto nelle grandi citta'), le famiglie fanno insomma sempre piu' ricorso a rate e mutui, in aumento anche negli ultimissimi mesi, nonostante il rialzo dei tassi di interesse seguito ai due ritocchi della Bce.

A registrare l'ennesimo boom e' soprattutto il credito al consumo, che si sta allargando a macchia d'olio per le poche disponibilita' finanziarie delle famiglie, ma anche per il diffondersi di offerte sempre piu' vantaggiose. Gli acquisti si fanno con i prestiti: a tutto marzo ammontavano ad oltre 45,8 miliardi di euro contro i 39,5 di marzo 2005. A crescere a ritmi accelerati sono soprattutto i crediti superiori ai 5 anni: in base ai dati raccolti da Bankitalia (in realta' ancora provvisori per l'ultimo mese di analisi), a marzo i prestiti concessi da banche e societa' finanziarie erano in totale pari a 17,2 miliardi di euro, il 36,5% in piu' rispetto ai 12,6 miliardi dello stesso mese del 2005.

La crescita' e' esponenziale e, basta pensare che i consumi interni languono, per capire che i debiti non sono solo per acquisti voluttuari. Ma a pesare sui portafogli degli italiani sono anche i prezzi astronomici delle case. I mutui immobiliari mostrano una crescita a due cifre e confermano la propensione degli italiani per gli investimenti immobiliari. A dispetto dei prezzi poco abbordabili, le famiglie continuano a considerare il mattone un investimento indispensabile e continuano quindi a comprare accendendo mutui anche consistenti. I prestiti oltre 5 anni per l'acquisto di abitazioni, si legge tra i dati del bollettino di Via Nazionale, ammontavano a marzo scorso a circa 221 miliardi, con un aumento del 2% rispetto a febbraio e del 20,2% rispetto a marzo 2005.

Dati che confermano un andamento in corso da mesi e che non accenna ad attenuarsi, nonostante l'aumento dei tassi di interesse che ha seguito i ritocchi decisi dalla Bce. Il tasso medio sui nuovi prestiti per l'acquisto di abitazioni e' infatti salito a marzo per la prima volta sopra il 4% al 4,04% (era al 3,65% a marzo 2005 e al 3,94% a febbraio 2006). Ecco una tabella con la consistenza in miliardi di euro del prestiti e dei mutui alle famiglie:

MARZO 2005 MARZO 2006 DIFF.

(in mld) (in mld) IN MLD (%)

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TOTALE PRESTITI 357,8 403,8 +45,9 (+12,8%)

di cui:

- CREDITO AL CONSUMO

(OLTRE 5 ANNI) 12,6 17,2 +4,6 (+36,5%)

- MUTUI CASA

(OLTRE 5 ANNI) 183,9 221,0 +37,1 (+20,2%)

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Brasile: attacchi contro la polizia a S.Paolo, e' strage

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/05/2006

»DOMENICA DI SANGUE IN IRAQ

SAN PAOLO - Il Primeiro Comando da Capital (Pcc), la maggiore fazione della criminalità organizzata in Brasile, ha dichiarato guerra allo Stato di San Paolo: sono stati messi a segno cento attentati, che hanno causato la morte di 52 persone, tra forze dell'ordine, civili e malviventi.

Il Pcc, in questa guerra dichiarata, ha messo in campo tutti i suoi "bin laden", cioé i debitori per droga o per favori, veri kamikaze pronti a tutto. Sono ormai arrivati a cento gli attentati del crimine contro obiettivi legati allo Stato e allo forze dell'ordine, in tutto lo stato di San Paolo, da quando ieri le autorità hanno trasferito i principali boss del crimine e i peggiori malviventi in un unico penitenziario di massima sicurezza, con regime durissimo.

Oltre agli attentati, il Pcc ha scatenato alla rivolta tutti i suoi affiliati - che sono migliaia -, detenuti nelle 74 carceri dello Stato di San Paolo.

La rivolta nelle carceri continua ad estendersi a macchia d'olio: dalle 21 rivolte di ieri, sono già 64 le prigioni fuori dal controllo delle autorità al terzo giorno della ribellione. Dallo stato di San Paolo, la rivolta si è estesa nel pomeriggio di domenica al Mato Grosso, dove in cinque carceri sono segnati scontri. La polizia è in allarme massimo in tutto il Paese, perché si teme che il Primeiro Comando da Capital, la maggiore fazione del crimine organizzato del Brasile, decida di estendere la rivolta anche al di là delle frontiere dello stato di San Paolo, non solo nelle carceri, ma anche negli attentati contro le forze dell'ordine.

Al terzo giorno di sommosse, quello attuale è già il più grave movimento di sollevazione dei carcerati mai registrato in Brasile, dove pure le rivolte in carcere sono all'ordine del giorno. Fino a venerdì scorso, le ribellioni nelle prigioni di San Paolo fino a quel momento erano state 42. Oggi ce ne sono in corso 64 e altre possono scoppiare con il passare delle ore.

Come è inevitabile in Brasile, il Pcc è nato con il calcio: nel 1993 nel carcere di Taubaté, allora la prigione più sicura del Brasile, otto detenuti di San Paolo formarono una squadra di calcio per affrontare quelli di Rio, allora dominanti, e la chiamarono Comando da Capital. Essendo anche impegnati politicamente, i fondatori si diedero poi come missione "la lotta all'oppressione nel sistema carcerario" e "la vendetta per il massacro del Carandirù" (l'eccidio di 111 detenuti in rivolta in un carcere di San Paolo). Da allora il Pcc è diventato la vera espressione mafiosa della criminalità in Brasile (rispetto alle effimere bande di narcos di Rio de Janeiro), in grado persino di sfidare lo Stato.

Chiti: squadra in via di definizione, Cdl taccia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/05/2006

ROMA - "Come ha detto Prodi, le questioni dell'assetto di governo sono in via di definizione. Poche ore dopo l'affidamento dell'incarico da parte del presidente della Repubblica, la lista sarà consegnata e il governo nascerà". Lo afferma il coordinatore della segretaria dei Ds Vannino Chiti, che respinge con nettezza le critiche che stanno venendo dalla Cdl.

La destra italiana, che aveva avuto nel 2001 la più grande maggioranza in Parlamento che mai ci fosse stata nella storia repubblica - sottolinea polemicamente - ora pretenderebbe di pontificare e dare lezioni al centrosinistra. Gli italiani - polemizza ancora Chiti - non hanno dimenticato le divisioni della destra, i ministri degli Esteri, degli Interni e del Tesoro che si sono dovuti dimettere, l'eredità pesante che lasciano al paese per lo sviluppo e per i conti dello Stato; hanno sotto gli occhi le divisioni clamorose che si sono mostrate in occasione dell'elezione del presidente della Repubblica, e quindi dal loro pulpito non c'é da imparare. "E' augurabile che la destra - afferma poi Chiti - faccia la sua parte sconfiggendo gli estremisti, che oggi si annidano soprattutto in Forza Italia".

Sul futuro dell'Unione, Chiti è invece sereno: "Le priorità programmatiche - osserva - sono contenute nel programma di legislatura che abbiamo presentato agli italiani nel corso della campagna elettorale. Lungo quelle linee chi muoveremo con pazienza e coesione politica per costruire un'Italia migliore".

Anche la discussione sui vice presidenti del Consiglio - sottolinea infine Chiti - non è una discussione sulle poltrone, é una riflessione sulla funzionalità migliore per il governo, e noi Ds abbiamo detto che questa scelta era Prodi che doveva prenderla perché sarà lui il presidente del Consiglio.

Prodi: 'c'e' accordo sui Vicepremier', mercoledi' l'incarico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/05/2006

»CHITI: SQUADRA IN VIA DI DEFINIZIONE, CDL TACCIA

ROMA - E' stata una domenica di lavoro per i leader del centrosinistra,impegnati in fitte consultazioni per mettere a punto il nuovo governo. C'e' "un accordo senza problemi anche sui vicepremier", ha detto il leader dell'Unione Romano Prodi. "Il fatto che la destra spari appartiene al rito. Dichiareremo ufficialmente l'accordo quando sarà pronto l'inquadramento di tutto il governo".

Domenica di lavoro anche per il presidente eletto della Repubblica Giorgio Napolitano, alla vigilia del suo insediamento al Quirinale. Il nuovo presidente ha lavorato quindi al discorso che pronuncerà nel pomeriggio in Parlamento durante la cerimonia del giuramento. Un discorso non rituale, in cui si presenterà per la prima volta alla nazione.

Napolitano, che ha già detto che vuole essere il presidente di tutti gli italiani, farà un forte richiamo ai principi fondamentali della Costituzione come ancoraggio per tutta la nazione. Un tema molto sentito da Napolitano, come dimostra anche la richiesta di "sostegno morale" ai quattordici componenti della Costituente ancora in vita (da Giulio Andreotti a Oscar Luigi Scalfaro, da Vittorio Foa a Antonio Giolitti).

Molti di loro, tra l'altro, hanno telefonato a Napolitano per ringraziarlo e per assicurargli che il sostegno non mancherà. Altro argomento che ha impegnato Napolitano è stato quello delle consultazioni di martedì 16 per la formazione del nuovo governo. Saranno consultazioni "sprint" e bipolari: non una lunga sequela di incontri di gruppi parlamentari, ma un numero concentrato di colloqui con i rappresentanti delle due coalizioni.

Entro martedì sera Napolitano avrà esaurito il ciclo degli incontri: i presidenti di Camera e Senato , gli ex presidenti della Repubblica (quindi anche Ciampi, che tornerà al Quirinale il giorno dopo esserne uscito) e le due coalizioni, rappresentate dai loro capigruppo in Parlamento. Al termine, altri due incontri, questa volta con i leader dei due poli Romano Prodi e Silvio Berlusconi.

L'incarico a Prodi di formare il nuovo governo di centrosinistra, secondo la tabella di marcia, dovrebbe arrivare mercoledì. Domani mattina, Napolitano riguarderà ancora il testo del suo discorso. Resterà nella sua abitazione privata al rione Monti, insieme alla moglie Clio. Il cerimoniale per il giuramento del capo dello Stato prevede infatti che il presidente della Repubblica appena eletto aspetti a casa sua il segretario generale della Camera. Su una delle auto blu di Montecitorio, Napolitano si trasferirà a Montecitorio. Al termine della cerimonia, si sposterà al Quirinale per l'insediamento con un corteo di auto, motociclisti e corazzieri a cavallo. Sarà un trasloco non solo politico: Giorgio e Clio Napolitano hanno infatti deciso di seguire l'esempio dei coniugi Ciampi e andranno ad abitare nel palazzo del Quirinale.

BERTINOTTI: SI' A SEGNO DI CLEMENZA VERSO I DETENUTI

Toccherà al legislatore, nella sua autonomia, decidere se e come intervenire. Ma vorrei manifestare anche pubblicamente la mia condivisione di questa sollecitazione. Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti commenta la proposta rilanciata in questi giorni di aprire la strada all'amnistia. "Nei giorni scorsi è giunto un ulteriore e autorevole invito al Parlamento ad adottare un atto di clemenza per i detenuti", sottolinea il presidente di Montecitorio. Una richiesta che è arrivata "in questi anni, ripetutamente, dalla società civile, da autorità laiche e religiose, da molte soggettività politiche e culturali". "In particolare - osserva Bertinotti - tutti coloro che si sono dedicati, grazie a compiti istituzionali o per scelta volontaria, al mondo delle carceri hanno dovuto constatare che i detenuti subiscono per la condizione in cui sono tenuti un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura. Lo stesso personale che opera nelle carceri è costretto ad un disagio prodotto dal sovraffollamento". Secondo il presidente della Camera, dunque, si "capiscono le sollecitazioni che si sono venute manifestando verso 'un segno di clemenza a vantaggio dei detenuti'".

DI PIETRO: RISPETTO LE SCELTE PRODI ANCHE NON CONDIVISE

''Noi dell' Italia dei Valori ci siamo rimessi, fin dal primo momento, al senso di responsabilita' di Romano Prodi nell' individuazione della migliore squadra di governo. E rispetteremo le scelte che lui fara' anche con riferimento a quelle scelte che non dovessimo condividere. Soprattutto quelle che non condividiamo affatto, nel caso dovessero essere effettuate, come quella dei vicepremier che dovrebbero affiancarlo nell' azione di Governo''. A dirlo e' stato il leader di Idv, Antonio Di Pietro, parlando con i giornalisti a Reggio Calabria.

''Noi non condividiamo questa soluzione - ha aggiunto Di Pietro - perche' la riteniamo un escamotage voluto soltanto da una nomenclatura di vertice dei partiti maggiori per potersi dare una visibilita' in piu', una poltrona leggermente piu' grande rispetto agli altri partner della coalizione. Non la individuiamo come una necessita' e un' opportunita', ma solo come una manifestazione di muscoli, del tutto fuori luogo in questo momento e in questo contesto. Ma se questo deve servire per riportare pace o per dare serenita' all' azione di governo di Romano Prodi, scelga lui secondo la sua responsabilita' e discrezionalita'''.

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» Notizie » 2006 » Maggio | Commenti: Scrivi

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