DEI RICCHI

2006 - Marzo - Settimana 2

« Precedente

» Notizie » 2006 » Marzo | Commenti: Scrivi

Successiva »

Indice dei giorni


08/03/2006 * 09/03/2006 * 10/03/2006 * 12/03/2006 * 13/03/2006 * 14/03/2006 *

Mercoledì 8 Marzo 2006

Aviaria, manifestazione Coldiretti davanti a palazzo Chigi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/03/2006

ROMA - Centinaia di allevatori della Coldiretti, manifestano davanti a Palazzo Chigi anche con l'offerta di pollo arrosto e mimose Made in Italy a rappresentanti delle istituzioni e a cittadini, per sostenere la definitiva approvazione del provvedimento 'salva pollo italiano' in discussione alla Camera nel pomeriggio.

Il provvedimento contiene anche una serie di altre misure: la riduzione dello smog nelle città con l'obbligo di utilizzare biocarburanti, derivanti dalle coltivazioni nazionali; la lotta alla contraffazione e alle frodi con l obbligo di etichettatura di origine per il miele, e il divieto per i pubblici esercizi di proporre al consumo olio di oliva in contenitori non etichettati; l occupazione nei campi con la riduzione del costo del lavoro e la sospensione degli aumenti automatici per oltre duecentomila imprese agricole italiane che assumono.

Sul nucleare probabile ultimatum dell'Onu all'Iran

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/03/2006

VIENNA - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite probabilmente chiederà all'Iran di porre fine all'arricchimento dell'uranio o dovrà "far fronte a conseguenze". Lo afferma una dichiarazione degli Stati Uniti alla riunione del Board dell'Aiea oggi a Vienna.

Il delegato statunitense intervenendo alla riunione del Consiglio dei governatori dell'Agenzia atomica internazionale ha sottolineato che l'Iran "ha portato avanti aggressivamente il suo programma di arricchimento" dell'uranio. Inoltre l'Iran ha informato l'Aiea di "voler installare 3.000 centrifughe (per l'arricchimento dell'uranio) quest'anno a Natanz" (Iran meridionale).

Teheran infine - ha proseguito il delegato americano, secondo il testo del suo intervento di cui è venuta a conoscenza l'Ansa - "ha già riserve di 85 tonnellate di UF6 (gas di uranio) che, se arricchito, potrebbe produrre sufficiente materiale per circa 10 testate nucleari".

Per quanto Teheran continui a definire i suoi sforzi di arricchimento come "innocente ricerca e sviluppo", è ampiamente chiaro che l'Iran è "determinato a raggiungere capacità di arricchimento su larga scala quanto prima possibile".

Il rappresentante americano alle Nazioni unite a Vienna ha quindi sottolineato nel suo intervento alla riunione della Aiea che già nella scorsa risoluzione dell'Agenzia il 4 febbraio si conveniva che il dossier iraniano sarebbe stato "immediatamente" inviato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo la nuova riunione di questi giorni.

Adesso è arrivato il momento che il Consiglio di sicurezza agisca, ha detto, aggiungendo che l'Iran, se non adempierà ai suoi obblighi, "afronterà conseguenze".

Secondo gli Stati Uniti, l'Iran ha una quantità di gas di uranio che, se arricchito, basterebbe a costruire dieci bombe atomiche. Lo ha detto una fonte diplomatica a Vienna, in margine alla riunione dell'Aiea sul nucleare di Teheran.

IRAN MINACCIA RITORSIONI CONTRO USA

VIENNA - Gli Usa potrebbero provare "Danno e dolore" se il dossier arriverà al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo ha detto oggi il delegato iraniano alla riunione del Board dell'Aiea a Vienna.

Gli Stati Uniti "hanno i mezzi per procurare danni e dolore, ma a loro volta potrebbero provare danno e dolore", ha minacciato.

Il delegato ha sottolineato che l'Iran ha i mezzi per rispondere direttamente alle minacce americane. Inoltre ha ribadito che l'Iran proseguirà il suo programma di ricerca e sviluppo dell'energia nucleare.

Al via negli Usa le nuove misure contro il terrorismo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/03/2006

WASHINGTON - La Camera degli Stati Uniti ha definitivamente approvato la nuova e definitiva versione del Patriot Act, il pacchetto di leggi antiterrorismo varato dopo gli attacchi terroristici dell'11 Settembre 2001.

Il Senato s' era espresso a larghissima maggioranza la settimana scorsa.

La Camera dei rappresentanti ha votato in serata, con 280 sì e 138 no.

La Casa Bianca ha subito fatto sapere che il presidente George W. Bush intende firmare al più presto il Patriot Act II - la proroga in atto scade il 10 marzo -.

Il rinnovo del Patriot Act, che richiedeva alla Camera una maggioranza dei due terzi, è una vittoria politica del presidente Bush e della maggioranza repubblicana, mentre l' opposizione democratica, dopo aver cercato di bloccare il provvedimento, s'é contentata di modifiche marginali, che dovrebbero comunque ridurre le violazioni 'legali' dei diritti civili.

Salta la sfida Rai Premier-Prodi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/03/2006

»CARELLI: SKYTG 24 SI OFFRE COME TERRENO NEUTRO

ROMA- La sfida tv Prodi-Berlusconi sembra sempre più lontana, ma intanto i leader delle due coalizioni battibeccano a distanza. Sul faccia a faccia televisivo, appunto. Ieri in mattinata Paolo Bonaiuti e Silvio Sircana, che per Berlusconi e Prodi hanno trattato, nei giorni scorsi, sul confronto, fanno sapere che i due leader hanno dato le proprie risposte al presidente della Rai Claudio Petruccioli che aveva proposto che il 13 marzo ci fosse il primo incontro. Un sì da parte del premier. Un no, almeno alle condizioni stabilite dal regolamento della Vigilanza, dal Professore.

L'oggetto del contendere è, come sempre, la conferenza stampa finale del leader del centrodestra. Se non verrà accantonata - fa sapere Prodi - non se ne farà nulla. "Se c'é una rinuncia alla conferenza stampa finale - ribadisce però in serata il leader dell'Unione - vengo a piedi a fare il dibattito, non ho problemi". Potrebbe essere questo un punto di mediazione per arrivare al faccia a faccia e l'argomento sarà certamente affrontato domani all'ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Anche perché, al momento, come si trova a dover riconoscere Petruccioli in una lettera al presidente della commissione Paolo Gentiloni, "la Rai si trova nella evidente impossibilità" di fare la sfida. Viste le risposte di Bonaiuti e Sircana, concorda Gentiloni, è "oggettivamente" impossibile che si tenga il faccia a faccia "a meno che non intervengano fatti nuovi". E non è nemmeno possibile, specifica Gentiloni, che il confronto lo faccia uno solo dei due leader. "Non è ipotizzabile - scrive a Petruccioli l'esponente Dl - sostituire alla conferenza-dibattito una diversa formula di trasmissione elettorale che contrasterebbe con l'articolo 11 del regolamento". Passaggio che va letto così: nessun comizio solitario del premier di fronte alla sedia vuota del Professore.

Io ci sarò comunque - va all'attacco però il presidente del Consiglio - e spero che ci sia anche il mio competitore: è illegittimo e irresponsabile l'atteggiamento di Prodi. Se non viene esigerò dalla Rai di avere il tempo stabilito dalla commissione di vigilanza per illustrare quanto fatto dal mio governo. E se il leader centrista Pier ferdinando Casini si dice poco interessato al dibattito ("penso che non dormirò stanotte - ironizza - all'idea che Prodi non si presenti..."), un po' tutto il centrodestra incalza dicendo che la trasmissione va fatta comunque. E c'é chi la butta in farsa. L'ex-ministro leghista Roberto Calderoli, per esempio, suggerisce di mettere "un pupazzo" al posto del Professore, mentre il senatore azzurro Lucio Malan propende per la sedia vuota del tutto, che tanto "é più credibile, simpatica ed efficace di Prodi". E dalla Cdl si attacca anche la Rai di Petruccioli il cui compito é "solo applicare le regole".

Bene ha fatto il presidente della Rai - è la replica di Prodi - a garantire condizioni di parità. Insomma, via la conferenza finale. Ma il Dl Enzo Carra ed il diessino Beppe Giulietti avanzano una seconda ipotesi: Berlusconi faccia pure la sua conferenza finale, ma si dia la stessa possibilità a Prodi. Si offre così un compromesso che non costringerebbe nessuno dei due leader a contraddirsi. Un timido segnale distensivo, al quale ha corrisposto una frase di Berlusconi che è stata anch'essa letta come un gesto rasserenante: "La nostra storia è stata caratterizzata da molti contrasti, che continuano anche oggi, ma che siamo sempre riusciti a ricomporre e sono convinto che li ricomporremo anche oggi".

Intanto, venerdì ci sarà comunque il "duello" tra il leader azzurro e il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. Un faccia a faccia che a molti nell'Unione fa piacere quanto un prurito allergico. "Si dovrebbe riconoscere a Romano Prodi la titolarità di essere l'unico avversario di Berlusconi in tv", dicono in coro il segretario e il presidente dei Ds Piero Fassino e Massimo D'Alema. Anche perché, si fa notare sempre dal centrosinistra, in assenza del faccia a faccia Professore-premier, Diliberto rischia di passare per l'esponente (l'unico) titolato a rappresentare tutta l'Unione di fronte a Berlusconi. "Venerdì - si allarma Emma Bonino della Rosa nel pugno - avremo da una parte Berlusconi e dall'altra noi tutti rappresentati da Diliberto. Lo dico con tutto il rispetto: io non voglio essere rappresentata da Diliberto, che è il volto meno accattivante. Ma non a caso Berlusconi ha scelto lui". Il segretario del Pdci non ha però intenzione di arretrare di un millimetro dalla sua decisione. E dal quartier generale del suo partito si fa sapere che, anzi, si sta 'studiando' in vista del confronto.

Forse per via della festa della donna di oggi, dall'ex-ministra della Margherita Rosy Bindi arriva una proposta originale: Berlusconi in tv contro tre donne. "Sfido Berlusconi - butta lì la Bindi - ad un confronto con tre donne del centrosinistra" tra cui lei e Livia Turco. E chissà, galante com'é, che il premier non decida pure di accettare.

Si studiera' l''intelligenza' delle piante

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/03/2006

FIRENZE - Se un giorno il ficus del salotto si mette a fare autocoscienza, oppure dichiara guerra alla camelia, non vi meravigliate: e' tutto nella norma. Lo sostiene Stefano Mancuso, associato di fisiologia delle specie arboree alla facolta' di agraria di Firenze, che dirigera' il costruendo Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, il primo al mondo specializzato nello studio dell' intelligenza verde che avra' sede nel polo scientifico universitario di Sesto Fiorentino, vicino a Firenze, e che sara' finanziato dall'Ente Cassa di risparmio di Firenze.

''Ormai e' chiaro che anche le piante ragionano - ha detto Mancuso -. In sostanza si arrovellano per risolvere lo stesso identico problema di tutti gli esseri viventi, quello di sopravvivere. Per questo, benche' non si veda, si muovono molto con le estremita' delle radici perennemente alla ricerca di cibo. Ora abbiamo anche capito che dormono, allevano i figli, comunicano, imparano''. Tutto questo grazie alla zona 'di transizione', che si trova all' estremita' delle radici, spessa non piu' di un millimetro, che possiede cellule con caratteristiche neuronali capaci di trasmissioni sinaptiche analoghe a quelle del cervello di un animale inferiore, insetto o celenterato che sia.

In piu, sempre secondo la teoria di Mancuso, le piante ''riescono a risolvere un problema in modo sempre piu' efficiente e sono capaci perfino di autocoscienza. E, proprio come gli esseri umani, sanno difendersi, difendere il proprio territorio e le proprie fonti di sostentamento, minacciare, aggredire''.

Anche i vegetali hanno dunque istinti bellicosi. Una delle piu' sorprendenti scoperte di Mancuso e' in effetti che le piante hanno ben chiaro il proprio confine territoriale, sono intolleranti alle invasioni e anche un pochino razziste: radici di piante diverse si fanno guerra se si avvicinano troppo l' una all' altra. Invece se la pianta e' la stessa, volentieri cooperano. Le piante attaccate da insetti o agenti patogeni danno l'allarme alle colleghe vicine che subito si preparano a respingere l'assalto. Alcune, come il pomodoro, si rendono repellenti fino a diventare indigeribili. Altre, molto piu' furbe, attraggono i nemici naturali dei patogeni facendo in modo che si eliminino a vicenda. Insomma, alle piante manca solo - fortunatamente - la parola.

Il laboratorio potra' dunque studiare il modus vivendi delle piante, ''un universo del tutto inesplorato - ha detto Mancuso -. Ma il laboratorio ci consentira' di conoscere meglio la misteriosa intelligenza delle piante e i molti fenomeni correlati. Non ho idea di cosa troveremo - ha concluso Mancuso -, o meglio: non voglio fare facili previsioni''.

La nascita del laboratorio sara' ufficializzata nel quadro della settimana della cultura scientifica, nel corso di una conferenza pubblica in programma per lunedi' prossimo a Firenze durante la quale verranno presentati anche altri tre progetti di ricerca.

Giovedì 9 Marzo 2006

Religione islamica a scuola, il Vaticano favorevole

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/03/2006

»ISLAM: UCOII, BENE CARD. MARTINO SU ORA RELIGIONE ISLAMICA

»SCIALOJA A CARD.MARTINO, MEGLIO ORA STORIA RELIGIONI

Via libera del Vaticano all'ora di religione nelle scuole italiane per insegnare il corano agli studenti musulmani. "L'Italia non faccia marcia indietro. Il rispetto non deve essere selezionato", ha ammonito il cardinale Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, a margine del convegno "Le vie della pace" apertosi oggi al centro culturale San Luigi dei Francesi. "Se ci sono delle necessità, se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare la loro religione. Questo è il rispetto dell'essere umano e il rispetto non deve essere selezionato", ha affermato il cardinale.

Commentando così la recente richiesta della Consulta islamica il porporato ammonisce dunque l'Italia "a non fare marcia indietro" poi aggiunge: "Se attendiamo la reciprocità nei paesi rispettivi dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere sullo stesso piano di quelli che negano questa possibilità", sostiene. "Ma l'Europa, l'Italia è arrivata a dei punti di democrazia e il rispetto dell'altro che non può fare marcia indietro. Se quindi ci sono persone di altra religione nella realtà italiana, bisogna rispettarle nella loro identità culturale e religiosa", ha insistito.

E ha proseguito: "Solo il dialogo e la libertà religiosa possono evitare il fondamentalismo, sia quello politico-laico che quello religioso. Tutte le religioni sono di pace e la via per trovare una coesistenza e la collaborazione laddove è possibile, ad esempio sul piano sociale", ha concluso il cardinale Martino".

CARD.MARTINO, PER PACE SERVE MENTALITA' PREVENTIVA

La pace nel mondo è minacciata da nuovi scenari di guerra sempre più diffusi. Per disinnescare la miccia serve una "mentalità preventiva che riporti l'uomo al centro del sistema". Ne è convito il cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, intervenuto all'apertura del convegno "Le vie della pace", in corso al centro culturale San Luigi dei Francesi fino all'11 marzo.

Il conflitto e la guerra stanno cambiando la propria fisionomia, sono più orizzontali che verticali, più diffusi che concentrati, più frammentati che unitari, più quotidiani che eccezionali, più vicini che lontani, più immateriali che materiali, ha spiegato il porporato. "L'11 settembre ha dimostrato che la morte di 3 mila persone è alla portata di tutti. A questo riguardo, un attento osservatore ha parlato di guerre democratiche", ha detto. Il cardinale denuncia una "recrudescenza di guerre civili, etniche, tribali, locali, di micro conflitti, e un incremento di insicurezza civile". Unico antidoto è "una mentalità preventiva" e il recupero di una "ecologia umana internazionale".

Il futuro richiederà sempre di più una maggiore prevenzione dei conflitti piuttosto che una riparazione posteriore, ha ribadito sollecitando ancora una volta di "potenziare e riorganizzare gli organismi internazionali". L'urgenza di riportare l'uomo al centro del sistema: "Non solo l'ambiente naturale, ma anche l'ambiente umano, la famiglia, la società, l'economia e la politica richiede il rispetto di una sua propria ecologia, di un suo funziona,mento fisiologico dove la dignità della persona sia veramente posta al centro", ha aggiunto. Un valido contributo arriverebbe dalle religioni per le quali il cardinale rivendica "il diritto ad un ruolo pubblico". "La libertà religiosa non è causa di guerra, anzi è la condizione per evitare il fondamentalismo sia laico che religioso, le due principali forme di intolleranza religiosa nel mondo di oggi", ha concluso il porporato

Usa. Il deficit cresce del 5,3% e raggiunge quota 68,51 miliardi di dollari

Rai.it, http://www.rai.it/news, 09/03/2006

Cresce del 5,3% il deficit della bilancia commerciale degli Stati Uniti che raggiunge quota 68,51 miliardi di dollari. Il dato è stato reso noto dal dipartimento del Commercio ed è superiore alle attese degli analisti che alla vigilia ipotizavano una crescita non superiore a quota 66,8 miliardi.

Altre notizie negative, per l'economia statunitense arrivano dal fronte del lavoro, le richieste per i sussidi di disoccupazione sono salite di 8.000 unità a quota 303.000 unità. Il dato, riportato dal dipartimento del Lavoro, è in controtendenza con le stime degli analisti, che avevano stimato un calo di 4.000 unità.

L'attivo commerciale dell'Italia nei confronti degli Stati Uniti e' salito in gennaio a quota 1,58 miliardi di dollari, in rialzo rispetto agli 1,44 miliardi di dollari del mese di dicembre. Anche questo dato viene dal dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

Venerdì 10 Marzo 2006

Forbes: Bill Gates e' il piu' ricco del mondo, Berlusconi d'Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/03/2006

NEW YORK - Bill Gates, fondatore della Microsoft, vince ancora a man bassa, per la dodicesima volta consecutiva, il titolo di Paperone del pianeta con un patrimonio salito a 50 miliardi di dollari contro i 46,5 del 2005.

Non c'é il sorpasso al vertice della classifica 2006 dei miliardari mondiali curata dalla rivista Forbes: il guru degli investimenti Warren Buffett non è riuscito nell'impresa di scavalcare il presidente (nonché suo grande amico) del gruppo di Redmond visto che gli asset in portafoglio scendono a 42 miliardi contro i 44 miliardi della scorsa edizione.

Il distacco tra Gates e Buffett passa così da 2,5 a ben 8 miliardi. Il più ricco degli italiani è ancora Silvio Berlusconi con 11 miliardi (dai 12 del 2005) che lo collocano al 37mo posto, dodici posizioni più in basso rispetto all'anno scorso. La speciale classifica, giunta alla ventesima edizione, ha un accento sempre meno americano rispetto al 2005: le prime dieci posizioni vedono la presenza di appena tre statunitensi rispetto ai 5 precedenti. Alle spalle di Gates e Buffett, irrompe il magnate della telefonia messicana, Carlos Slim Helu (con beni per 30 miliardi dai 23,8 miliardi del 2005), che è seguito da Mister Ikea, lo svedese Ingvar Kamprad, il primo europeo in classifica con una fortuna salita da 23 a 28 miliardi.

Cede due posizioni il re dell'acciaio mondiale, l'indiano Lakshmi Mittal - ma londinese di adozione - con beni stimati in 23,5 miliardi (contro i 25 del 2005) che stacca di 1,5 miliardi il co-fondatore di Microsoft, Paul Allen (sesto con 22 miliardi dai 21 precedenti). Sorpresa al settimo posto con la comparsa di Bernard Arnault, il numero uno della LVMH, il polo della lusso che spazia dalla moda allo champagne passando per i più prestigiosi cognac e vini di Bordeaux: 21,5 miliardi contro i 17 miliardi che nel 2005 valevano la 17ma posizione.

Scivola dal quinto all'ottavo posto il principe Alwaaled Bin Talal Alsaud con 20 miliardi dai precedenti 23,7, precedendo rispettivamente Kenneth Thomson (il Murdoch canadese) che sale di sei gradini con 19,6 miliardi (da 17,9) e Li-Ka Shing, il numero uno della Hutchinson Whampoa, con asset per 18,8 miliardi (da 13 miliardi). Escono dalla Top 10, tra gli altri, il magnate tedesco dei supermercati Karl Albrecht, con un portafoglio sceso da 18,5 a 17 miliardi, Lawrence Ellison (il patron della Oracle) con beni per 16 miliardi (da quota 18,4), mentre i cinque componenti della famiglia Walton occupano dalla 17ma alla 21 ma posizione con un patrimonio complessivo per 78,9 miliardi.

Risale da dieci a 14 (ma sempre meno dei 21 turchi, dei 16 brasiliani e dei dei 23 indiani e dei 22 canadesi) il numero della pattuglia di miliardari italiani guidata da Berlusconi: il premier è tallonato da Leonardo Del Vecchio, il patron di Luxottica, e da Michele Ferrero & family, l'inventore della Nutella, con 10 miliardi. Entrambi sono 44mi in classifica, mentre avevano beni per 8,5 miliardi nel 2005, che li collocava entrambi al 33mo posto. Seguono, in successione, Giorgio Armani (158mo con 4,1 miliardi), Francesco Gaetano Caltagirone (258mo con 2,7 miliardi) e Miuccia Prada che divide il 292mo con 2,5 miliardi con i fratelli Benetton (Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano) possessori appunto di un patrimonio di 2,5 miliardi ciascuno.

Chiudono la lista, Ennio Doris (350mo con 2,2 miliardi) e Stefano Pessina (428mo con 1,8 miliardi), mentre le new entry italiane sono Mario Moretti Polegato (350mo con 2,2 miliardi) e Silvio Scaglia (746mo con 1 miliardo). In uscita rispetto al 2005, Steno Marcegaglia, mentre due italiani (ormai svizzeri) il patron della Serono, Ernesto Bertarelli, e l'armatore della Mediterranean Shipping Company, Gianluigi Aponte, si piazzano rispettivamente al 72mo e 224mo posto con fortune per 7,1 e 3 miliardi. "La classifica di quest'anno dimostra che l'economia nel mondo è solida da almeno un biennio", ha affermato Steve Forbes, l'ad dell'omonima casa editoriale presentando l'edizione 2006 che annovera 793 miliardari (dai 691 miliardari del 2005), di cui 114 new entry, per un patrimonio salito di 400 miliardi a quota 2.600 miliardi.

E' l'effetto del rialzo dei mercati finanziari e dell'aumento dei prezzi delle commodity, come petrolio, gas e materie grezze, ha rilevato Forbes, secondo cui si avrà nei prossimi anni una nuova e forte presenza di Paperoni da India e Cina. A guidare la carica dei miliardari sono gli Stati Uniti (371 contro i 341 del 2005), mentre in Europa i primi sono i tedeschi (55) con la componente russa in aumento (da 27 a 33). L'Asia fornisce 115 ricconi (119 nel 2005), con il Giappone in testa (27 invece di 24), seguito da India (23) e Hong Kong (17). Nella classifica di Forbes che certifica miliardari di 49 differenti nazioni, New York è la capitale dei Paperoni (40), seguita da Mosca (25) e Londra (23).

Ecco i primi 10 ricchi (in miliardi di dollari) censiti da Forbes: NOME ATTIVITA' 2006 2005 1) Bill Gates Microsoft (Usa) 50 46,5 2) Warren Buffett investimenti (Usa) 42 44 3) Carlos Slim Helu telefonia (Messico) 30 23,8 4) Ingvar Kamprad Ikea (Svezia) 28 23 5) Lakshmi Mittal acciaio (India) 23,5 25 6) Paul Allen Microsoft (Usa) 22 21 7) Bernard Arnault LVMH (Francia) 21,5 17 8) Alwaleed investimenti(Arabia) 20 23,7 9) Kenneth Thomson editoria (Canada) 19,6 17,9 10) Li Ka-Shing investimenti (Hong Kong)18,8 13

Domenica 12 Marzo 2006

Autopsia, Milosevic e' morto per infarto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/03/2006

»MILOSEVIC: MORTO D'INFARTO, RESTANO LATI OSCURI

L'AJA - L'ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic e' morto per un infarto. Lo afferma il Tribunale nell'Aja in un comunicato emesso dopo l'autopsia.

'Slobodan Milosevic e' morto per un infarto del miocardio'', precisa un comunicato del Tpi, nel quale si sottolinea che il Tribunale ha ricevuto 'una breve sintesi dei risultati dell'autopsia' realizzata all'Aja. 'I medici hanno rilevato' in particolare - prosegue la nota -'due problemi cardiaci che sono quelli che spiegherebbero l'infarto del miocardio'.

Lunedi' il corpo di Milosevic sara' consegnato alla famiglia.

Milosevic: morto d'infarto, restano lati oscuri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/03/2006

L'AJA - Un infarto, un classico infarto del miocardio. E' stata questa la causa della morte di Slobodan Milosevic: oltre 24 ore dopo il ritrovamento del corpo ormai senza vita dell'ex presidente della Jugoslavia, e' stata in tarda serata la Corte dell'Aja ad annunciare ufficialmente la causa del decesso, dopo la conclusione dell'autopsia fatta dai periti. Preceduta dalle voci diffuse a Belgrado dalla Tv serba, la conferma da parte del Tribunale che alla base della morte di Slobo ci sia stato il suo traballante cuore e' giunta al termine di una giornata nel corso della quale si era andata invece rafforzando la tesi del suicidio. A dare spazio a quest'ultima possibilita' erano state soprattutto le dichiarazioni alla stampa del procuratore capo della Corte dell'Aja, Carla Del Ponte, che nel difendere con fermezza il proprio operato, un po' a sorpresa non aveva scartato il suicidio, definendo invece ''voci che mi rifiuto di commentare'' la tesi dell'avvelenamento. La domenica si e' chiusa quindi con un dato di fatto incontestabile, cioe' che il sessantaquattrenne Slobo -malato da tempo di ipertensione e problemi cardiaci - e' stato tradito proprio dal suo cuore. Risultato che e' stato reso noto dall'equipe di medici forensi olandesi, coadiuvata da due esperti serbi, al termine di una autopsia durata alcune ora realizzata nel pomeriggio sul corpo di Milosevic. Se questa e' quindi praticamente una certezza (per togliere ogni residuo dubbio si dovranno attendere i risultati delle analisi tossicologiche), non e' da escludere che a partire da domani l'attenzione sara' puntata - soprattutto da parte dei familiari di Slobo, oltre che dal fronte serbo e della Russia - su altre domande chiave: quali sono state le cause dell'infarto? quanto hanno pesato lo stress o le mancate cure a Mosca? Interrogativi che rimandano a quello che e' stato un altro dei temi dominanti della convulsa giornata all'Aja: le dichiarazioni fatte nel primo pomeriggio da Zdenko Tomanovic, uno dei consiglieri giuridici di Slobo, che ha reso noto il testo di una lettera, di quattro pagine, fatta recapitare venerdi' dall'imputato all'ambasciata russa dell'Aja, nella quale denunciava che gli venivano somministrate medicine utilizzate contro la lebbra e la tubercolosi. In un passaggio della missiva, Slobo precisa di ''non aver mai usato antibiotici di questo tipo perché non ho mai avuto né lebbra né tbc''. Il mistero s'infittiva ancora di piu' in serata, quando una tv olandese ha diffuso la notizia che esami medici fatti all'epoca avevano confermato la presenza nel sangue dell'imputato di residui di tali medicine. Tutte dichiarazioni che, accompagnate dall'esito dell'autopsia, lasciano in un modo o in un altro la porte aperte alle polemiche dal fronte dei familiari e sostenitori dell'ex uomo forte di Belgrado. Sul piano processuale, il tema chiave ancora da risolvere e' quale sara' il destino dei quattro anni di lavoro del procedimento contro Slobo, che rimarra' senza un verdetto formale. Le migliaia di atti e il materiale emerso durante le udienze del processo contro Slobo potranno per esempio essere in qualche modo utilizzate per gli eventuali procedimenti contro i due grandi latitanti dell'Aja, Ratko Mladic e Radovan Karadzic ? Il presidente del Tpi, il giudice italiano Fausto Pocar, ha sottolineato che la morte di Slobo non cancella lo sforzo per accertarne le responsabilita'. Pocar ha tenuto a mettere in risalto che sul decesso di Slobo sono in corso due inchieste: la prima e' a carico delle autorita' locali, come prevedono le norme del Tpi e l'altra disposta dallo stesso presidente della Corte, che pero' non e' obbligatoria. "Ieri, appena avuta la notizia della morte di Milosevic, ho subito ordinato di procedere, incaricando un collega di condurla", ha sottolineato. Fuori dalle indagini, oggi ce' stato anche il gesto di un gruppo di serbi residenti in Olanda che hanno reso omaggio a Slobo depositando tre mazzi di fiori davanti alla sede del Tpi. A Scheveningen, invece, e' stata una normale giornata domenicale, allietata dal sole. Attorno al carcere ragazzini in bicicletta e sulla vicina spiagge abitanti a passeggio.

Lunedì 13 Marzo 2006

Fmi: continuera' forte crescita pil mondo, +4,8% in 2006

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/03/2006

ROMA - La crescita mondiale "ha continuato ad eccedere le aspettative" e per il futuro è previsto che la forte crescita prosegua, nonostante permangano alcuni rischi. E' quanto si legge nella bozza del World Economic Outlook che sarà diffuso a fine aprile e che l'ANSA è in grado di anticipare. Secondo il Fmi l'economia mondiale crescerà quest'anno del 4,8%, 0,5 punti percentuali in più rispetto alle ultime previsioni ufficiali di settembre scorso. Il Fondo cita però tra i rischi per il futuro gli squilibri mondiali, la volatilità dei prezzi e del petrolio e anche l'eventualità di una pandemia di aviaria

EUROPA MIGLIORA MA VULNERABILE A CHOC, PIL 2006 +2%

La ripresa in Europa si sta rafforzando, ma continuerà a dipendere dalla domanda globale e resta "vulnerabile agli choc interni ed esterni". Nella bozza del World Economic Outlook che l'Ansa è in grado di anticipare il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto a settembre le previsioni di crescita per Eurolandia il cui Pil quest'anno si attesterà al 2%. Il Fmi avverte tuttavia che sullo sfondo di tale scenario permangono alcuni rischi, tra cui il riaccendersi dei prezzi petroliferi e l'apprezzamento dell'euro. E ai governi il fondo chiede di adottare "politiche di bilancio più ambiziose" e di fare le riforme".

PIL ITALIA CRESCERA' DELL'1,5% NEL 2006 E 2007

Il Prodotto interno lordo dell'Italia crescerà dell'1,5% quest'anno e il prossimo: la previsione stilata dal Fondo Monetario Internazionale nella bozza del World Economic Outlook ricalca sostanzialmente quanto riportato nell'Article IV del mese scorso. Il Fmi non manca tuttavia di citare l'Italia assieme al Portogallo come i due paesi di Eurolandia nei quali nel 2005 "il deficit fiscale è cresciuto bruscamente". In particolare il Fondo stima che il disavanzo italiano si attesterà quest'anno al 3,9% per tornare al 4% il prossimo. Quanto al debito, è atteso che nel 2006 si collochi al 108,8% del Pil e nel 2007 risalga al 109,1%.

GOVERNI EUROPEI RESISTONO A OPA STRANIERE

Il Fondo Monetario Internazionale denuncia la deriva protezionista di molti governi europei. Nella bozza del World Economic Outlook che l'Ansa è in grado di anticipare il Fmi rileva infatti la tendenza a "opporsi alle opa dall'estero di numerosi paesi fra i quali Francia, Italia, Lussemburgo, Polonia e Spagna". Il Fondo scrive in particolare che "raggiungere un consenso per realizzare le riforme si è rivelato difficile. Quando il mercato comune tocca alcune aree più sensibili - sostengono gli economisti Usa - la resistenza alle riforme è aumentata", come dimostrato dalla direttiva sui servizi e, appunto, dall'opposizione di alcuni governi ai takeover stranieri.

A BCE, NON C'E' FRETTA DI RIALZARE TASSI

Con le pressioni inflazionistiche di fondo contenute e la domanda ancora fragile, non sembra che ci si debba affrettare per normalizzare i tassi di interesse in Eurolandia. E' il suggerimento indirizzato dal Fondo Monetario Internazionale alla Banca Centrale Europea nella bozza del World Economic Outlook anticipata dall'ANSA. Il Fmi ricorda infatti che la Bce ha rialzato il costo del denaro di un quarto di punto per due volte a dicembre e marzo e "il mercato si aspetta ulteriori mosse nel corso dell'anno".

Martedì 14 Marzo 2006

Gerico: Saadat si e' arreso a Israele dopo l'assedio al carcere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2006

»MO: ISRAELE ASSALTA CARCERE GERICO, CATTURA LEADER FPLP

DUBAI - Rabbia, violenza, sequestri di stranieri e minacce di vendetta contro lo Stato ebraico, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, mentre le trattative sul governo palestinese sembrano giunte a un punto morto : e' il caos nei territori palestinesi, in particolare nella Striscia di Gaza, dopo l'attacco sferrato dall'esercito israeliano alla prigione palestinese di Gerico (Cisgiordania), per prelevare il leader del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) Ahmed Saadat.

La situazione e' talmente a rischio che il presidente dell'Autorita'nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha deciso di rientrare immediatamente, interrompendo il suo viaggio in Europa. Intanto il suo portavoce, Saeb Erekat, ha dichiarato che l'Autorita' nazionale palestinese considera Israele, la Gran-Bretagna e gli Stati Uniti responsabili della sorte di Ahmed Saadat. Di fuoco le dichiarazioni del Fplp: ''faremo pagare caro ad Israele cio' che e' successo oggi'', ha tuonato Abu Jbarah, un dirigente delle Brigate Ali Mustafa, l'ala armata del Fronte, intervistato per telefono dalla televisione al Arabiya.

Mentre oggi i cingolati e i cannoni israeliani assediavano il carcere di Gerico, e' stato un crescendo di violenze nei territori. Miliziani delle 'Brigate Che Guevara', assieme ad altri di varie fazioni, si sono lanciati all'assalto del British Council, il centro culturale del Regno Unito a Gaza city, e lo hanno dato alle fiamme in rappresaglia per l'abbandono della sorveglianza della prigione di Gerico da parte delle guardie private britanniche che, secondo i palestinesi, avrebbe dato il via all'inizio delle operazioni militari israeliane.

Sono state prese di mira anche le sedi di altre istituzioni internazionali, tra cui la Croce Rossa, non solo a Gaza ma anche in alcune localita' della Cisgiordania. La polizia palestinese ha fatto uso delle armi da fuoco per allontanare i miliziani e, hanno riferito fonti locali, in un caso un giovane e' rimasto ucciso.

Nello stesso momento e' scattata, in particolare nella Striscia di Gaza, una vera e propria caccia all'occidentale. In poche ore almeno una dozzina di stranieri sono stati rapiti da uomini armati che in cambio della loro liberazione hanno chiesto la fine dell'assedio israeliano in corso in quel momento a Gerico.

Due donne francesi di 'Medicins du Monde' sono state rapite a Beit Hanun, a nord di Gaza e poi rilasciate in serata, mentre Khan Younis, nel sud della Striscia, e' stato sequestrato un cittadino svizzero capo missione locale della Croce Rossa.

In un hotel di Gaza city invece sono stato rapiti un reporter sudcoreano e una giornalista francese. La polizia ha anche riferito del rapimento di due insegnanti australiani da giovani armati in una scuola americana a nord di Gaza.

Un altro insegnante, di nazionalita' statunitense, e' stato bloccato nel suo ufficio a Jenin (Cisgiordania) da uomini armati ma e' stato liberato poco dopo. Continua invece il sequestro di due britannici a Nablus (Cisgiordania), riferito dal sito online del quotidiano israeliano Yediot Ahronot.

In serata la Croce Rossa e le Nazioni Unite hanno ordinato l'evacuazione temporanea del loro personale da Cisgiordania e Gaza. Una misura che e' stata seguita dalle Ong ed associazioni straniere.

La Farnesina ha invitato gli italiani residenti a Gaza a lasciare la zona. Si tratta di sei cooperanti responsabili di progetti di sviluppo e di aiuto umanitario che in serata sono stati portati al valico di Rafah con l'Egitto per essere rimpatriati via Cairo.

La situazione nei territori resta in serata estremamente tesa. Manifestazioni di rabbia continuano ad attraversare stasera il centro di Gaza, mentre gli israeliani hanno bombardato il nord della striscia, in risposta ad un lancio di razzi. Per domani movimenti palestinesi hanno proclamato uno sciopero generale a Gaza.

A giudizio di osservatori occidentali il modo umiliante in cui Saadat si e' consegnato agli israeliani - dopo aver per ore dichiarato ai media esteri che mai si sarebbe arreso - avranno l'effetto di rovinare l'immagine delle organizzazione laiche palestinesi agli occhi dell'opinione pubblica locale, di rafforzare invece quella di Hamas e di screditare ancora di piu' l' Autorita' palestinese.

Una previsione che viene fatta e' che Abu Mazen e l' Autorita' palestinese cercheranno di sfruttare al livello internazionale i fatti di Gerico nella speranza di riproporre l'intero discorso dei rapporti con Israele.

Il comandante degli osservatori dell'Unione europea a Rafah, generale Pietro Pistolese, da parte sua ha comunicato che il valico di confine oggi e' stato chiuso in anticipo come misura di precauzione.

UE, CONDANNA PER BLITZ ISRAELE A CARCERE

L'Unione europea ''condannera''' il blitz di Israele di oggi nella prigione di Gerico in Cisgiordania: lo ha detto all'Ansa Cristina Gallach, portavoce dell'Alto rappresentate Ue per la politica estera Javier Solana, confermando la chiusura anticipata del valico di Rafah e rassicurando che tutto il personale europeo nei territori palestinesi e' al sicuro. ''E' chiaro che la responsabilita' per la sicurezza nei Territori e' dell'Autorita' palestinese, ma gli eventi di oggi partono da una catena che comincia con l'attacco di Israele a Gerico.'', ha spiegato la portavoce. In ogni caso ''tutto il personale Ue sul campo e' al sicuro'', sia quello della missione di Rafah, sia quello della missione di polizia a Gerico. ''Se gli osservatori dell'Ue non sono sul campo, il valico di Rafah non funziona. In ogni caso gli osservatori non saranno schierati finche' non ci sono le condizioni di sicurezza'', ha aggiunto Gallach.

ANNAN CONDANNA VIOLENZE E RAPIMENTI

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha condannato le violenze di oggi a Gaza e in Cisgiordania, affermandosi ''profondamente preoccupato''. In una dichiarazione diffusa dal suo portavoce Stephane Dujarric, Annan chiede la fine immediata delle violenze, con diversi morti e feriti, oltre al rilascio immediato degli ostaggi occidentali.

FPLP, ISRAELE PAGHERA' CARO

Il Fronte popolare di Liberazione della Palestina ''fara' pagare caro ad Israele'' l'assalto al carcere di Gerico e si dichiara pronto a rappresaglie se al leader del Fplp, Saadat, sara' fatto del male . Lo ha dichiarato un esponete del movimento alla televisione satellitare al Arabiya.

FARNESINA INVITA ITALIANI A LASCIARE STRISCIA GAZA

La Farnesina ha invitato gli italiani nella Striscia di Gaza a lasciare l'area, teatro oggi di forti tensioni seguite all'assalto israeliano alla prigione palestinese di Gerico. Lo ha riferito il capo del servizio stampa della Farnesina Pasquale Terracciano. L'unita' di crisi ha contattato tutti gli italiani della cui presenza si ha notizia nella Striscia di Gaza, invitandoli a lasciare quanto prima l'area, per motivi di sicurezza. Terracciano ha precisato che alla Farnesina risulta che al momento sarebbero circa una decina i cooperanti italiani presenti nella Striscia.

Mo: Israele assalta carcere Gerico, cattura leader Fplp

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/03/2006

TEL AVIV - Dopo dieci ore di assedio e violenti scontri, che hanno innescato un'ondata di rapimenti di stranieri a Gaza e forti proteste in tutti i territori, Israele ha catturato stasera Ahmed Saadat, il leader del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) detenuto nel carcere cisgiordano di Gerico dove era recluso da quattro anni per il suo ruolo nella uccisione del ministro israeliano Rehavam Zeevi. Assieme con Saadat Israele ha catturato quattro miliziani del Fplp che asseritamente realizzarono l'attentato a Zeevi. Israele ha preso inoltre in custodia Fuad Shobaki, il consigliere economico di Yasser Arafat coinvolto nell'acquisto della nave Karine A che, nelle prime fasi della intifada, fu intercettata in alto mare mentre cercava di trafugare armi iraniane destinate a miliziani palestinesi. I drammatici eventi sono iniziati alle nove di mattina ora locale quando i guardiani britannici e statunitensi hanno lasciato Gerico per rientrare definitivamente a Gerusalemme, come preannunciato in una lettera-ultimatum in cui si chiedeva all'Autorita' nazionale palestinese di prendere immediati provvedimenti per garantire la sicurezza degli osservatori. Nella loro partenza Israele ha visto la fine di un accordo vecchio di quattro anni in base al quale Saadat e i suoi compagni venivano custoditi in condizioni relativamente agevoli a Gerico, purche' sorvegliati da inglesi e americani. Sei minuti appena dalla partenza dei guardiani britannici lo Yamam, una unita' speciale israeliana, e' sopraggiunto nei pressi del carcere di Gerico e ne ha isolato gli accessi. Nei minuti successivi sono sciamate a Gerico ingenti forze israeliane di terra, che erano state predisposte per tempo dato che la liberazione di Saadat era data per imminente, nel contesto dei contatti di governo fra Hamas e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Per tutta la mattinata duri scontri a fuoco si sono protratti fra i guardiani del carcere e le forze israeliane che li stringevano da assedio. Dalla sua cella Saadat - che ha conquistato un seggio nelle elezioni del 25 gennaio vinte da Hamas - rilasciava intanto drammatiche interviste in cui ribadiva di essere pronto alla morte e di non aver alcuna intenzione di consegnarsi agli israeliani. Nel corso di questi scontri | a cui hanno preso parte anche elicotteri della aviazione militare - due agenti palestinesi sono rimasti uccisi dal fuoco israeliano. Altri dieci palestinesi sono rimasti feriti. Gli incidenti di Gerico hanno colto di sorpresa sia il presidente Abu Mazen - che si trovava in missione in Austria | sia il premier incaricato Ismail Haniyeh (Hamas), che prevedeva per oggi nuovi contatti politici con al-Fatah in vista della formazione del nuovo governo palestinese. Haniye si e' limitato a lanciare da Gaza un ammonimento ad Israele affinche' non osasse attentare alla vita di Saadat, cosa che | ha notato | ''rischierebbe di avere ripercussioni gravi''. Ma ancora Haniye e' privo di poteri reali e non ha dunque potuto intervenire nella crisi. Nel vuoto di potere istituzionale palestinese si sono inseriti i miliziani del Fronte popolare e delle 'Brigate Guevara Gaza' che, dopo aver attaccato edifici legati ad interessi occidentali a Gaza hanno preso a rapire sistematicamente ogni civile occidentale in cui si imbattevano. In serata il numero dei sequestrati era sceso a una decina, dopo aver raggiunto la cifra di venti. Nel frattempo la crisi proseguiva a Gerico dove oltre 200 fra agenti e detenuti palestinesi si erano arresi alle forze israeliane. In queste ore Israele ha proseguito la pressione psicologica su Saadat, sparando un razzo contro il cortile del carcere e ordinando alle ruspe di demolire un muro dopo l'altro in direzione della palazzina dove si trovava il leader del Fronte popolare. In serata, alle ore 19 locali, al-Jazira ha informato che Saadat aveva deciso di arrendersi. Poco dopo la sua bianca chioma e' stata notata dalle telecamere: vestito di abiti chiari, accompagnato dai presunti uccisori del ministro Zeevi, Saadat camminava a testa bassa diretto verso una vicina postazione israeliana. Testimoni hanno riferito che Saadat e gli altri sono usciti dal carcere con le braccia alzate e che hanno ricevuto l'ordine di spogliarsi da alcuni altoparlanti. Concludendo la operazione il generale israeliano Yair Naveh ha espresso compiacimento per la ''cattura degli assassini, avvenuta con il minimo di perdite umane''. Naveh ha espresso rammarico per la morte dei due agenti palestinesi ma ha aggiunto che se le sue forze avessero agito con maggiore celerita' le perdite sarebbero state molto piu' ingenti. Nel carcere di Gerico si trovavano oggi circa 300 persone, fra guardiani e detenuti. Il messaggio per il nuovo governo di Hamas ? ''Il messaggio | ha risposto - e' che Israele resta determinato ad inseguire ovunque chi uccida un ministro di Israele, o anche un suo semplice cittadino''.

« Precedente

» Notizie » 2006 » Marzo | Commenti: Scrivi

Successiva »