DEI RICCHI

2006 - Gennaio - Settimana 4

Indice dei giorni


22/01/2006 * 23/01/2006 * 24/01/2006 * 25/01/2006 * 26/01/2006 * 27/01/2006 * 28/01/2006 *

Domenica 22 Gennaio 2006

Gas: ancora cali nell'import, via autorita'a interrompibilita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/01/2006

»GAS: SALTA GASDOTTO RUSSO, GEORGIA E ARMENIA AL GELO

»GAS: ESPLOSIONE GASDOTTO RUSSO, GEORGIA ACCUSA MOSCA

ROMA - Il gas russo continua ad arrivare in quantità inferiore alle necessità e l'Autorità per l'energia ha attivato il sistema dell'interrompibilità delle forniture alle industrie, mentre si avvicina il periodo considerato più a rischio, i giorni a cavallo tra fine mese e i primi di febbraio.

La stima dell'Eni per oggi è quella di una riduzione di tre milioni di metri cubi rispetto ai 74 milioni richiesti alla Russia, cioé un taglio del 4,1%. Rispetto all'insieme dei consumi italiani la riduzione è dello 0,9%. Oggi quindi dovrebbe esserci un calo minore dell'import rispetto a ieri, quando comunque è andata meglio delle previsioni. Infatti per ieri ci si attendeva che l'import dalla Russia diminuisse dell'8,1%, mentre invece i dati effettivi mostrano che il calo è stato limitato al 6,8%. Tra le 6 di ieri e le 6 di oggi alla richiesta abituale di 74 milioni di metri cubi ne sono mancati effettivamente 5 milioni invece dei 6 milioni che ci si attendeva.

La riduzione dell'import è stata compensata con gli stoccaggi, ma da giorni ormai dalla Russia arriva meno gas di quanto ne serve. Martedì 17 il 5,4% in meno, mercoledì il 6,9%, giovedì il 12,2%, il calo più alto, venerdì il 4,1%, sabato il 6,8%, oggi di nuovo il 4,1%. E i prossimi giorni sono considerati quelli più a rischio, perché tra la prossima settimana e i primi giorni di febbraio aumenterà lo stress cui sono sottoposte le riserve e l'ondata di freddo in Russia e nel resto d'Europa ridurrà le importazioni e farà aumentare le richieste e i prezzi del gas naturale. Così mentre il governo sorveglia la situazione e si prepara alla riunione straordinaria del consiglio dei ministri che martedì dovrà affrontare la crisi del gas, tra l'altro con una deroga ambientale che permetterà di bruciare nelle centrali elettriche olio combustibile più inquinante del gas, oggi l'Autorità per l'energia ha varato il sistema che permetterà una sorta di razionamento soft attraverso il sistema dell'interrompibilità della fornitura alle industrie. Un razionamento che non tocca il riscaldamento delle case né gli altri consumi domestici, né le centrali che producono elettricità e che sono diventate i principali consumatori di gas.

Con una riunione durata tutta la giornata di ieri e finita a mezzanotte e mezza l'Autorità presieduta da Alessandro Ortis ha varato il provvedimento, previsto dal decreto del Ministro Scajola, che attiva un sistema transitorio (scade il 24 marzo) di 'interrompibilita'' delle forniture gas alle industrie, "basato su principi di mercato" e volontario.

Il provvedimento definisce un sistema di gare e di rimborsi per gli operatori industriali disponibili ad interrompere i loro prelievi di gas naturale. Per finanziare i rimborsi l'Autorità aveva previsto in dicembre l'istituzione di un fondo ad hoc già alimentato attraverso la tariffa di trasporto.

Il nuovo meccanismo di forniture industriali interrompibili, disposto per contribuire a ridurre i correnti consumi di gas, si aggiunge a quello di tipo commerciale (già attivato dal 'Comitato tecnico di monitoraggio di emergenza' del Ministro delle Attività Produttive) a cui aderiscono volontariamente circa 80 aziende che beneficiano anche di uno sconto nella tariffa di trasporto, stabilito dall'Autorità in luglio. Ad effettuare le gare sarà Snam Rete Gas in quanto impresa maggiore di trasporto e sono previste penali per disincentivare quelli che vengono definiti eventuali "comportamenti opportunistici".

Ponte sullo Stretto. In 10mila in corteo a Messina per dire 'no'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 22/01/2006

Sono oltre 10.000 i manifestanti - secondo dati della questura, almeno 15.000 quelli degli organizzatori della rete No-ponte -, che stanno sfilando a Messina contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Il corteo è partito alle 11 da Piazza Cairoli e solo un'ora dopo la coda si è cominciata a muovere dalla stessa piazza. Gli organizzatori, al contrario delle manifestazioni precedenti, hanno dovuto raddoppiare il percorso cittadino della manifestazione abbracciando l'intero centro prima di raggiungere Palazzo Zanca, sede del Comune. Al corteo partecipano molte rappresentanze istituzionali locali siciliane, calabresi e della Val di Susa.

Rissa in tv a domenica in, del Noce: avviero' un'inchiesta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/01/2006

ROMA - Il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce "deplora vivamente" la lite avvenuta oggi in onda durante la prima parte di Domenica In, "oltretutto in un orario protetto e tradizionalmente destinato ad un pubblico familiare" e sottolinea che si sarebbe dovuta interrompere la trasmissione.

Del Noce "deplora anche che la lite sia stata lasciata degenerare e la trasmissione non sia stata interrotta in quanto questi spettacoli sono assolutamente incompatibili con la linea editoriale di Raiuno e con i principi del servizio pubblico".

Domani - continua Del Noce - verrà avviata un'inchiesta interna per accertare la dinamica e le responsabilità di quanto é accaduto. E' stata data comunque disposizione che sin da ora coloro che sono stati protagonisti della lite televisiva non siano più invitati nelle trasmissioni di Raiuno.

LA RISSA VERBALE TRA PAPPALARDO E ZEQUILA

E' stata una rissa verbale incontrollata a Domenica in su Raiuno quella tra Adriano Pappalardo e Antonio Zequila, durante la prima frazione condotta da Mara Venier.

Il tema della puntata era 'la raccomandazione', lanciato proprio da dichiarazioni dello stesso Pappalardo domenica scorsa. Dietro le quinte, prima di entrare in studio, all'insaputa di autori e conduttrice, i due si erano 'beccati' e , a quanto sembra, lo stesso Pappalardo si sarebbe rivolto a Zequila con espressioni non simpatiche (del tipo: "per avere successo passeresti sul corpo di tua madre", secondo quanto riferiscono alcuni).

In puntata poi Zequila, alla prima occasione, si è rivolto con violenza a Pappalarado: 'come ti permetti di dire certe cose? Io ti spacco la testa, ti uccido....non ti permetere piu' di parlare di mia madre...".

Venier non è riuscita a mantenere la calma e si è approfittato di una stacco pubblicitario per ricomporre l' atmosfera, quando Pappalardo orami non c'era più.

MARA VENIER SI SCUSA CON I TELESPETTATORI PER LA RISSA

Voglio scusarmi con i bambini e le famiglie, vi chiedo scusa per quello che è successo: così Mara Venier, alla fine della sua parte di Domenica In, si è rivolta al pubblico dopo la rissa verbale in diretta tra Adriano Pappalardo e Antonio Zequila.

Anche Rocco Casalino sta bene - ha aggiunto, con riferimento all'ex ragazzo del Grande Fratello che si era sottoposto ad un esperimento di ipnosi con Guicas Casella -. Purtroppo a volte accadono cose che anche per la padrona di casa sono incontrollabili. Farò il possibile - ha concluso Venier - perché non accada mai più una cosa simile, cercherò di controllare sempre in prima persona quello che accade anche dietro le quinte. Chiedo ancora scusa.

PRESIDENTE SOCIOLOGI: BASTA CON QUESTI PERSONAGGI

L'Autorità per le Comunicazioni è tenuta a dimostrare che le istituzioni sono credibili: lo dice il presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Sociologi, Pietro Zocconali, commentando la rissa a Domenica In.

Davanti ad una costante reiterazione domenicale - dice Zocconali - la normativa contempla la sospensione della trasmissione e così sia. Sempre gli stessi contenitori e sempre gli stessi personaggi, che a tal punto la Rai dovrebbe limitare. Qualcuno spieghi alla società civile perché si debba continuare a pagare un canone per avere immondizia in casa.

OSSERVATORIO MINORI: ORA TOCCA A CALABRO'

Tocca adesso all' Autorità per le Comunicazioni dimostrare la credibilità istituzionale: lo sostiene. dopo la rissa a Domenica in, Antonio Marziale, presidente dell' Osservatorio sui diritti dei minori.

Lo spazio domenicale Rai del primo pomeriggio è stato oggetto più volte di attenzione da parte delle autorità istituzionali preposte all applicazione del Codice Gasparri per l'autoregolamentazione TV e Minori. Alla luce di quanto accaduto oggi pomeriggio - dice Marziale - , ci sono i presupposti per l applicazione dell articolo 6.3 che prevede sanzioni pecuniarie pari al pagamento di una somma da 10.000 a 250.000 euro con, in caso di grave e reiterata violazione, come appunto nel caso di Domenica In..., la sospensione o la revoca della licenza o dell' autorizzazione. Tocca all' Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni far rispettare le norme recepite dall'articolo 10 della Legge per il riordino dell'assetto radiotelevisivo. In caso di mancata applicazione verrebbe compromessa senza appello la credibilità istituzionale.

Marziale inoltre si dice "dispiaciuto per la mancanza di rispetto alle recenti sollecitazioni del direttore generale, Alfredo Meocci, riguardo al Codice Tv e Minori. Credo che a questo punto lo stesso farebbe meglio ad abbandonare le vie epistolari e passare all adozione di provvedimenti concreti. Il rispetto dovuto ai minori - conclude il presidente dell'Osservatorio - non è questione soltanto normativa.

Trasgredire il Codice, dunque, significa venir meno ad una responsabilità civile sovente e vanamente richiamata dallo stesso Capo dello Stato".

Bmw: l'auto all'idrogeno e' una realta'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/11/2006

BERLINO - L'auto all'idrogeno e' una realta' che puo' usufruire di una normale stazione di servizio per riempire il proprio serbatoio. Lo ha dimostrato oggi la Bmw che a Berlino, con una Hydrogen 7, ha mostrato per la prima volta, in un collegamento televisivo via satellite nella manifestazione H2Roma, come si potrebbero rifornire in futuro le vetture con questo tipo di alimentazione.

La dimostrazione e' avvenuta nell'ambito della presentazione internazionale della nuova vettura alla stampa specializzata. La nuova Hydrogen 7 sara' infatti prodotta a partire da fine anno nello stabilimento tedesco di Dingolfing e messa su strada nella prossima primavera utilizzando cento 'vip' che la testeranno in tutto il mondo. La berlina Bmw serie 7 a idrogeno, monta un 12 cilindri a 260 Cv con un'accelerazione da o a 100 km/h in 9,5 secondi. La velocita' massima e' limitata elettronicamente a 230 km/h.

''Il motore a combustione a idrogeno - hanno spiegato i tecnici della casa tedesca - e' stato sviluppato a partire dal motore a benzina montato sulla Bmw 760i che vanta raffinatezze tecnologiche avanzatissime e molto sofisticate, ad esempio come il sistema di fasatura variabile valvetronic per la gestione delle valvole, e il variatore di fase doppio Vanos per il controllo dell'albero a canne. La tecnologia chiave e' nelle valvole di iniezione necessarie per erogare la giusta miscela di combustibile/aria, immettendo nell'aria aspirata esattamente la quantita' di idrogeno necessaria, il tutto in frazioni di secondo''.

Per offrire un'autonomia di guida quanto piu' elevata possibile, la Bmw, serie 7 ad idrogeno monta sia un convenzionale serbatoio di benzina da 74 litri, sia un serbatoio supplementare in grado di contenere circa 8 chilogrammi di idrogeno liquido. Con la prima alimentazione, la vettura puo' percorrere 500 km circa, mentre con l'idrogeno circa 200. In ogni caso e' possibile passare, schiacciando un pulsante, da un'alimentazione

all'altra mentre la macchina e' in marcia senza neanche accorgersene. ''Il serbatoio dell'idrogeno - hanno commentato i tecnici Bmw - e' composto da una struttura a doppia parete formata da due piastre di acciaio inossidabile spesse 2 mm e da uno strato superisolante sottovuoto spesso 30 mm che separa il serbatoio interdo da quello esterno. La tecnologia isolante garantisce il mantenimento di una temperatura costante, con

risultati di fatto mai raggiunti prima. Per fare un semplice esempio - hanno raccontato - basta pensare che se un serbatoio di questo tipo venisse riempito con caffe' bollente questo resterebbe bollente per piu' di 80 giorni prima di raggiungere una temperatura adatta per essere bevuto.

Rifornirsi di idrogeno liquido alla stazione di servizio e' molto semplice, dopo aver collegato l'attacco della pompa del serbatoio, quest'ultimo viene riempito automaticamente senza alcun intervento da parte del guidatore. Tutto cio' che resta da fare e' aprire il bocchettone di rifornimento del serbatoio premendo un pulsante dell'abitacolo. Poi il guidatore puo' collegare l'attacco per il rifornimento al bocchettone del serbatoio semplicemente unendo i due elementi mentre il successivo processo di riempimento avviene in circa 8 minuti. Quella di Berlino e' una stazione semplicissima ed in funzione dall'inizio dell'anno. Entro breve tempo una nuova stazione sara' realizzata a Monaco, vicino al centro di ricerca

della Bmw, che andra' a sostituire la prima realizzata al mondo nel 2000 nei pressi dell'aeroporto di Monaco. Ma l'obiettivo della casa tedesca e' trovare, insieme agli altri costruttori, una sensibilita' da parte dei governi di tutto il mondo per promuovere l'idrogeno. In molti paesi, tra cui l'Italia, si

stanno muovendo i primi passi, ma il cammino e' ancora molto lento.

Francia: 18 bambini segregati da setta biblica

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/11/2006

PARIGI - Un'infanzia passata senza giocare, guardare la televisione e nemmeno andare a scuola. E' così che sono cresciuti i bambini della comunità biblica francese Tabithàs place, nei Pirenei: un'inchiesta della commissione parlamentare sulle sette ne ha scoperti 18, dai 6 ai 16 anni, che sono vissuti fino ad oggi tagliati fuori dal mondo. Con grande stupore degli inquirenti "non sanno nemmeno chi è Zidane".

Internet, cinema, televisione sono tre parole che questi bambini non conoscono. Non sono stati vaccinati, non possono giocare con i bambini del mondo esterno ma anche il significato del verbo giocare è piuttosto misterioso per loro. Nella comunità di Tabithàs place i bimbi sono infatti educati in maniera rigorosissima a seguire una disciplina severa e a rispettare orari molto pesanti. Non vanno nemmeno a scuola, in quanto gli adulti della comunità, circa un centinaio, sostengono che "dare al sistema scolastico una parte di responsabilità nell'istruzione dei nostri figli significa non seguire i precetti di Dio".

Ogni tipo di collaborazione con il sistema educativo significherebbe accettare di compromettere la nostra coscienza affermano i seguaci di Tabithàs place, che fa parte del movimento fondamentalista americano Comunità del regno del nord-est dei fratelli di Plymouth. Sono 12 come le tribù d'Israele le comunità di questo gruppo nel mondo: quattro negli Usa, le altre in Francia, Brasile, Argentina, Gran Bretagna, Canada, Spagna, Australia e Germania. Quella francese è stata fondata una ventina d'anni fa nella tenuta di Navarrenx vicino a Pau, nei Pirenei, e si considera l'erede della tribù biblica di Ruben. Le regole base di questa comunità sono molto semplici: "obbedire alla Bibbia e vivere come ai tempi della fondazione della Chiesa". E quindi, cercare di preservarsi il più possibile dal mondo esterno. I bambini infatti non solo non escono mai dalla comunità se non per accompagnare gli adulti a vendere frutta, verdura e prodotti di artigianato nei mercati, ma sono stati educati a temere il mondo oltre le mura della tenuta di Navarrenx.

Della loro istruzione si fa carico la comunità, ma già nel rapporto 2005 dell'Unità interministeriale di vigilanza e lotta contro le derive settarie (Miviludes) era segnalato il caso di questo gruppo biblico. Il problema è che, per il momento, non c'é modo di rompere il muro di isolamento: infatti i membri della comunità hanno, per la legge francese, il diritto di scolarizzare i bambini a domicilio. E gli inquirenti della commissione parlamentare hanno potuto constatare, grazie a qualche verifica, che i bambini sanno leggere anche se non sempre comprendono il senso di quello che hanno appena letto. Per trovare il modo di portare i 'figli' di Tabithàs place nel tanto temuto mondo esterno (che loro chiamano "casa vostra") si aspetta il rapporto dell'Unità di vigilanza, che verrà presentato il 19 dicembre e conterrà alcune proposte per "trovare il modo di liberare questi bambini dalla prigione psicologica".

Nigeria: blitz, morto un ostaggio britannico ferito un italiano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/11/2006

ROMA - E' finito nel sangue, in Nigeria, il sequestro di sette tecnici petroliferi tra cui un italiano, Pietro Caputo. Forze speciali nigeriane hanno dato l'assalto al luogo in cui la banda di rapitori custodiva gli ostaggi e nel blitz uno di essi e' stato ucciso, mentre l'italiano e' rimasto ferito, ma non in modo grave. Fonti della Farnesina hanno riferito che l'ostaggio deceduto e' di nazionalita' britannica. Secondo le stesse fonti l' italiano, seppure ferito, non e' in pericolo di vita. Ormai da diversi anni l'area del delta del Niger vede all'opera gruppi che, spesso con motivazioni politiche, prendono di mira operai e tecnici che lavorano negli impianti di estrazione del petrolio. La notte scorsa un commando di uomini armati si e' avvicinato a bordo di piccole imbarcazioni ad una nave-piattaforma della Saipem, la FPSO Mystras, ancorata sul giacimento di Okono, circa 55 chilometri a largo di Port Harcourt, e ha preso d'assalto la struttura, sulla quale si trovavano 83 persone tra membri dell' equipaggio e tecnici. I guerriglieri sono poi fuggiti portando con se' un italiano dipendente dell' Eni e altri sei tecnici stranieri: due finlandesi, un britannico, un polacco, un romeno e un filippino. Non e' la prima volta che degli italiani vengono coinvolti in episodi di violenza nella zona petrolifera del delta: nell' agosto scorso un altro tecnico italiano, Mario Pavesi, anch' egli dipendente della Saipem, e' stato rapito a a Port Harcourt, la principale citta' della zona, e rilasciato dopo una settimana. A ''firmare'' il sequestro era stato il Movimento per l' emancipazione del Delta del Niger (il Mend). Prima di lui, l' 11 maggio di quest' anno, era stato sequestrato Vito Macrina, rimasto nelle mani dei sequestratori poco meno di 24 ore.

Scrigno petrolifero della Nigeria, il quinto produttore al mondo di 'oro nero', la regione del delta sembra sfuggire al controllo delle autorita' di Lagos. Negli ultimi anni in questa zona, poverissima nonostante la presenza di enormi giacimenti petroliferi, si sono moltiplicati i rapimenti e gli assalti. Nell' agosto del 2000 furono rapiti 99 dipendenti di una societa' subappaltatrice della Shell, poi tutti liberati nel giro di quattro giorni. Talvolta i guerriglieri attuano veri e propri attacchi alle strutture petrolifere. Nell' aprile del 2004 due impiegati americani della compagnia Chevron Texaco (Usa) e tre soldati nigeriani furono uccisi in una imboscata. Nel gennaio scorso, in poco piu' di due settimane, i guerriglieri hanno messo a segno una serie di assalti a piattaforme e istallazioni petrolifere. Lo scorso ottobre un commando armato ha assalito il complesso residenziale di Eket, in cui ha sede la ExxonMobil, multinazionale nordamericana che esporta ogni giorno circa 800mila barili di greggio nigeriano, uccidendo due guardie e sequestrando tre britannici e due malaysiani. Molti dei sequestri di persona in Nigeria sono stati rivendicati dal Mend, una formazione che si batte per cacciare le compagnie straniere dalla zona e affinche' i proventi dell'industria petrolifera vadano all'etnia locale degli Ijaw. Lo stesso movimento ha, nei mesi scorsi, intimato a tutti gli stranieri di lasciare la zona minacciando nuovi attacchi contro oleodotti e piattaforme petrolifere.

Lunedì 23 Gennaio 2006

Violenza sessuale su suora, arrestato padre Bisceglia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/01/2006

COSENZA - La polizia di Stato ha arrestato a Cosenza un sacerdote, Francesco Bisceglia di 69 anni, con l'accusa di violenza sessuale, singola e di gruppo, nei confronti di una suora.

Bisceglia, conosciuto come ''Padre Fedele'', appartenente all'ordine dei Minimi e fondatore della struttura di accoglienza Oasi Francescana di Cosenza, e' noto anche per il suo impegno missionario in Africa.

Insieme a lui e' stato arrestato il suo piu' stretto collaboratore, Antonio Gaudio, di 39 anni, accusato di violenza sessuale di gruppo ai danni della stessa suora.

Bisceglia e Gaudio sono stati arrestati stamattina dallo Sco e dalla squadra mobile di Cosenza. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Cosenza, Giusy Ferrucci, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Claudio Curreli.

Le indagini che hanno portato all'arresto di Bisceglia e Gaudio hanno preso spunto dalla denuncia presentata nei mesi scorsi dalla suora che avrebbe subito le violenze sessuali, che sarebbero avvenute all'interno dell'Oasi Francescana, dove la religiosa ha lavorato per un periodo.

Le dichiarazioni della donna hanno trovato poi riscontro nelle indagini dello Sco e della squadra mobile di Cosenza. La suora e' stata anche sottoposta, secondo quanto si e' appreso, a perizie psichiatriche, che hanno accertato il possesso da parte sua delle piene facolta' mentali. Gli elementi d'accusa sono basati anche sul contenuto di intercettazioni telefoniche e ambientali.

Secondo l'accusa, la religiosa avrebbe subito ripetute violenze sessuali singole da parte di Bisceglia. In un' occasione, inoltre, sarebbe stata sottoposta a violenze di gruppo cui, insieme a Bisceglia, avrebbero partecipato Antonio Gaudio ed altre persone, che la polizia sta tentando di identificare.

Nell'ordinanza di custodia cautelare, riguardo Padre Fedele, si fa riferimento anche a presunte violenze sessuali che il religioso avrebbe commesso nei confronti di altre tre donne. Violenze che pero' non vengono contestate formalmente, perche' le relative querele non sono state presentate entro il termine di sei mesi previsto dalla legge.

Ruini: elezioni, Chiesa non si schiera ma indica valori

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/01/2006

ROMA, 23 gen - La Chiesa non sceglie "alcun schieramento politico o partito", e anche così spera di "contribuire" a "rasserenare il clima" politico. Ma chiede agli elettori e ai futuri parlamentari un "supplemento di attenzione" sui temi come la "famiglia fondata sul matrimonio" e la difesa della vita dal concepimento al suo termine naturale. Il cardinale Camillo Ruini nella prolusione al consiglio permanente della Cei, riflette sulle prossime elezioni politiche in Italia, deprecando il continuo "innalzarsi del livello della conflittualità". Il porporato riflette anche sugli scandali bancari e finanziari, segnala la necessità di "migliorare e accelerare" il funzionamento della giustizia e di rilanciare lo "sviluppo del Mezzogiorno" e inserisce come tema "prioritario" la "riduzione della grave dipendenza energetica del nostro Paese". "In vista del prossimo appuntamento elettorale - spiega il presidente della Cei - confermiamo in primo luogo quella linea di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi anche come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito". Ma la Chiesa ritiene proprio "dovere riproporre, con rispetto e chiarezza, agli elettori e futuri eletti" alcuni "contenuti irrinunciabili" che, con il Papa, considera non "norme della morale cattolica" ma "verità elementari che riguardano la nostra comune umanità". La preoccupazione del vicario del Papa è che si affermi la "tendenza" a "introdurre normative che, mentre non rispondono ad effettive esigenze sociali, comprometterebbero gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale". Questa tendenza "richiede un supplemento di attenzione a questi temi - sottolinea Ruini - nelle scelte degli elettori e poi nell'esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari". In un passaggio precedente il presidente della Cei aveva anche criticato la recente approvazione da parte della Ue di una risoluzione che "sollecita una equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle vere e legittime famiglie". "Conforta il fatto - aveva commentato - che gran parte degli europarlamentari italiani si è opposta a tale risoluzione". A proposito di Bancopoli il cardinale Ruini, citate le dimissioni di Fazio da governatore di Bankitalia e la scelta di Mario Draghi come successore nell'incarico, osserva che "rimangono aperte le vicende giudiziarie di alcuni esponenti del mondo bancario e di quello cooperativo, sulle quali si è innestato un aspro dibattito politico". Il "forte auspicio" espresso dal porporato è che "in questo come in altri campi, i comportamenti censurabili, o comunque gravemente discutibili, trovino un freno e un limite nella coscienza delle persone prima ancora che nelle norme giuridiche e amministrative". Tra i problemi del Paese segnalati: sviluppo del Mezzogiorno, cura del territorio, potenziamento e modernizzazione delle infrastrutture, "riduzione della grave dipendenza energetica del nostro Paese". Anche se "molti episodi anche recenti e assai noti" segnalano "scarsa efficienza di alcuni servizi pubblici essenziali e tenace difesa di interessi corporativi", il card. Ruini invita a ricordare che tra gli italiani sono comunque "largamente presenti" "la volontà di ripresa, l'impegno quotidiano nel lavoro, la creatività e la consapevolezza crescente della necessità di innovare". Molto ampia anche la sezione dedicata alla situazione internazionale, con al primo posto la necessità di proseguire la "pacificazione" in Medio oriente nonostante la "grave malattia" di Sharon e di "isolare i fanatici del terrorismo" in Iraq. In un passaggio sul rapporto tra verità e pace inoltre Ruini segnala come siano "degni di gratitudine i tanti militari impegnati in delicate operazioni di composizione dei conflitti e ripristino delle condizioni di pace".

Nigeria: i ribelli attaccano la piattaforma Agip, polizia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/01/2006

LAGOS - Ribelli nigeriani hanno attaccato oggi una piattaforma petrolifera dell'Agip.

Lo ha detto un responsabile della polizia. Fonti della compagnia hanno detto che l'attacco e' stato respinto dalle guardie della sicurezza e che la produzione non e' stata intaccata.

Berlusconi, due settimane in piu' o salta data 9 aprile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/01/2006

»D'ALEMA A CASINI, NON CANDIDATE CUFFARO; ED E' SCONTRO

»NOME DI CASINI IN SIMBOLO UDC,CESA BACCHETTA BERLUSCONI

»ELEZIONI:CAMERA; CAPIGRUPPO CDL PER SCIOGLIMENTO 10 FEBBRAIO

»PRODI, NON ACCETTO PIU' LE MENZOGNE DI BERLUSCONI

»BERLUSCONI: NESSUNO SCONTRO CON CIAMPI, ATTENDIAMO FIDUCIOSI

»RUINI:ELEZIONI, CHIESA NON SI SCHIERA MA INDICA VALORI

»ELEZIONI: CASINI, STASERA CAPIGRUPPO, FARO' IL NOTAIO

ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è pronto a rivedere l'accordo con il Quirinale per andare alle urne il 9 aprile se il capo dello Stato non concederà un paio di settimane in più di lavoro al Parlamento rispetto alla data inizialmente concordata del 29 gennaio per lo scioglimento delle Camere.

La sfida è stata lanciata durante la trasmissione di Paolo Bonolis, su Canale 5, 'Il senso della vita', nella quale Berlusconi è tornato a criticare gli alleati che lo lasciano "da solo" nella sua battaglia contro gli eredi del comunismo. Il format della trasmissione è una "video-intervista" nella quale il Cavaliere è chiamato a commentare in tutta libertà una serie di immagini che lo riguardano. Alla fine ne viene fuori qualcosa di simile alla brochure che prima delle elezioni del 2001 Berlusconi inviò a tutte le famiglie italiane: il parco di Macherio, con le rose e gli alberi; i cinque figli, la moglie Veronica, la mamma novantacinquenne; il Milan con i suoi trionfi; i successi imprenditoriali come Milano Tre o la stessa Mediaset. In questa confidenziale auto-presentazione non mancano poche ma importanti battute politiche.

La prima riguarda proprio la querelle sulla data dello scioglimento delle Camere. Berlusconi ammette che effettivamente con Ciampi era stata concordata la data del 9 aprile per le elezioni, che però richiedono uno scioglimento anticipato delle Camere, visto che la scadenza naturale sarebbe il 30 maggio. "Avevamo concordato uno scioglimento anticipato per il 29 gennaio - racconta Berlusconi - però poi l'opposizione della sinistra ha ritardato l'approvazione di molte leggi o con l'ostruzionismo o facendo mancare il numero legale".

Insomma, sarebbe "irragionevole ed insensato" chiudere le Camere il 29 gennaio, quando basterebbero un paio di settimane per approvare definitivamente alcuni importanti provvedimenti. E qui Berlusconi, con non chalance lascia cadere la battuta: "Se si ritenesse di non dare le due settimane, potremmo anche chiedere di spostare la data del 9 aprile, visto che nessuno ci obbliga, e arrivare alla scadenza naturale". Non passa inosservata nemmeno la reiterata accusa agli alleati di lasciarlo da solo nella sua battaglia contro il comunismo. Dopo aver ricordato che nel 1994 la madre lo invitò ad aver coraggio quando doveva scendere in campo, Berlusconi ha aggiunto: "Io il coraggio l'ho trovato ma ora sono da solo a combattere contro quelli che hanno letto il capitale di Marx e non l'hanno capito; purtroppo non ci sono molte persone a fianco a me, dalla mia parte".

Sembra rivolta anche agli alleati, e non solo agli avversari, la rivendicazione del premier di essere un editore liberale, viste le polemiche di questi giorni sulla par condicio: "Striscia la notizia e le Iene - ha detto il premier - sono la prova provata che Mediaset non si comporta come talvolta fa la tv pubblica e come sempre fa la terza rete Rai: fanno satira, ma non aggrediscono gli avversari politici e certe volte fanno satira anche contro quello che è ancora il loro editore e che é l'editore più liberale".

Sempre alla coalizione sembra diretto un altro passaggio della video-intervista, quando Berlusconi parla del proprio futuro. Ad una precisa domanda di Bonolis, se aspira a diventare capo dello Stato, il premier replica sicuro: "No, no, bisogna prima concludere il lavoro intrapreso".

Drammatica giornata a Baghdad, 160 morti e circa 257 feriti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/11/2006

BAGHDAD - E' salito a 160 morti e 257 feriti il bilancio degli attentati compiuti oggi con sei autobombe a Sadr City, il popoloso sobborgo sciita di Baghdad. Lo ha reso noto in serata la polizia irachena.Un coprifuoco di una durata indeterminata, con il blocco totale del traffico, e' entrato in vigore dalle 19 italiane a Baghdad.

ASSALTATO IL MINISTERO DELLA SANITA'

Uomini armati hanno assaltato a colpi di mortaio e con fucili il ministero della sanita' nel centro di Baghdad. Lo ha detto una fonte del

ministero dell'interno iracheno e il viceministro della sanita' iracheno precisando che sono in corso scontri.

Hakim al-Zamily, viceministro della sanità, ha detto che poteva vedere uomini armati fuori dall'edificio a Bab al-Muadham che stavano sparando verso lo staff del ministero. Il viceministro ha detto che sono stati sparati anche colpi di mortaio. Gli uomini armati hanno circondato il ministero della sanità

e si stanno scontrando con le forze di sicurezza irachene. Alcuni feriti sono stati trasportati in ospedale, ha detto la fonte del ministero dell'interno.

MARINES SPARANO A MINIBUS: QUATTRO MORTI

Soldati americani hanno aperto il fuoco contro un minibus nel quartiere sciita Sadr City a Baghdad, uccidendo quattro persone. Lo hanno detto testimoni, secondo cui le vittime sono tutte operai e non guerriglieri. I testimoni hanno detto che altre otto persone sono state ferite dalle raffiche sparate dagli americani contro il veicolo. Le forze armate americane hanno detto che stanno verificando la notizia.

Alle sei del mattino, gli americani hanno sparato a sangue freddo contro un autobus che trasportava dei lavoratori in via Al-Falah a Sadr City, provocando un certo numero di morti, ha detto da parte sua l'imam Abdula Zahra al-Zuwaidi, un dirigente del movimento guidato dal leader sciita radicale Moqtada Sadr.

Quattro persone sono state uccise. Otto persone sono state ferite, fra cui due donne. Alcuni dei feriti sono in gravi condizioni, ha detto una fonte medica. Secondo una fonte della sicurezza, l'incidente è avvenuto alle 06:00, ora in cui termina il coprifuoco notturno - che inizia alle 21:00 - in vigore nella capitale. Gli operai a bordo del bus si recavano a lavorare al grande mercato di Jamila, a Baghdad est.

Intanto Tre marine americani sono morti per le ferite riportate durante un combattimento nella provincia di Anbar, nella parte occidentale dell'Iraq.

Ne dà notizia un comunicato del comando americano.

Brogli elettorali, inchiesta sul film di Deaglio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/11/2006

ROMA - Una indagine su un film-documentario, ma soprattutto per verificare una tesi che se dimostrata in un'aula giudiziaria potrebbe avere effetti impensabili. La tesi è nel film 'Uccidete la democrazia!', un dvd, che sarà in edicola con il settimanale "Il Diario", in cui si sostiene che le elezioni politiche di quest' anno sarebbero state truccate tramite un programma informatico, inserito nella rete di trasmissione dati del Viminale, che avrebbe in automatico trasferito una quota delle schede bianche nei voti di Forza Italia. Su questa denuncia indaga la procura della Repubblica di Roma che ha incaricato la Digos della capitale di acquisire il film documentario.

Il fascicolo aperto dal pm Salvatore Vitello è intestato "atti relativi a", ossia senza indagati. Vitello sentirà quasi sicuramente come testimoni gli autori della denuncia in dvd, il giornalista Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani autori della denuncia che se non sarà dimostrata da una verità giudiziaria potrebbe, tuttavia, trasformarsi in un boomerang, trasformando gli accusatori, in accusati, magari di diffamazione. Secondo la sceneggiatura di 'Uccidere la democrazia!', il processo di acqusizione delle schede bianche dal sistema informatico del Viminale si sarebbe però interrotto in extremis nella notte elettorale lasciando alla coalizione di Romano Prodi un margine di 24 mila voti alla Camera.

La procura, che ha già aperto una inchiesta da mesi su presunti brogli elettorali sulla denuncia stavolta di esponenti della Casa delle Libertà (nello specifico, per presunte irregolarità nella raccolta delle preferenze sul voto degli italiani all'estero), acquisirà probabilmente anche un libro da cui ha tratto ispirazione il lavoro di Deaglio: il volume è intitolato 'Il broglio' ed è firmato da un anonimo autore che si cela sotto il 'nom de plume' di Agente italiano. "Sono colpito favorevolmente per la rapidità e l'interesse dimostrato dalla magistratura per un argomento per noi così importante ma che in sei mesi è stato oggetto di tanto silenzio" ha commentato il direttore di "Diario" Enrico Deaglio.

L'apertura del fascicolo da parte della procura di Roma, si sottolinea a Piazzale Clodio, è un atto dovuto, data la portata della denuncia sui presunti brogli che avrebbero caratterizzato, secondo il documentario, la notte tra lunedì 10 aprile 2006 e martedì 11, quando con il risultato in bilico, si bloccò il flusso dei dati elettorali, mentre, secondo la tesi del film, a Palazzo Grazioli, quartier generale di Berlusconi, giungeva l'allora ministro dell'Interno Beppe Pisanu. Una convocazione "irrituale" secondo gli autori del documentario che lasciano intuire che nei confronti dello stesso Pisanu vi sarebbe stato un tentativo di condizionare il risultato elettorale.

Secondo 'Uccidete la democrazia!', alla fine il "grande imbroglio informatico" sfuma, non si attua il programma che prevedeva di 'trasformare'' le schede bianche in preferenze a Forza Italia. Io narrante di "Uccidete la Democrazia" e fonte riservata dell'inchiesta di Deaglio è l'attore Elio De Capitani, il Berlusconi di morettiana memoria de "Il Caimano". Non si sa se i magistrati convocheranno anche lui a Piazzale Clodio, in una vicenda che è difficile catalogare, almeno per ora, tra i confini netti della fantasia o della realtà.

Martedì 24 Gennaio 2006

Gas: ok a Dl su riduzione, riapriranno centrali combustibile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/01/2006

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge che consentirà di ridurre il consumo di gas anche grazie alla riapertura di centrali, chiuse un paio di anni fa, che lavorano con combustibili senza zolfo o a basso tenore di zolfo. Lo ha reso noto il ministro delle attività produttive Claudio Scajola.

Senza interventi l'Italia rischierebbe di "intaccare le riserve strategiche di gas entro metà febbraio". "Stiamo utilizzando 100-140 milioni di metri cubi al giorno" di scorte che a questo ritmo hanno "ancora possibilità di arrivare a metà febbraio, dopodiché si dovrebbero intaccare i 5 miliardi di metri cubi della riserva strategica".

"Chiederemo di abbassare di un grado la temperatura dei riscaldamenti" attualmente consentita e di "ridurre di un ora la durata di ore giornaliere" in cui è consentito accendere gli impianti. Questa misura si dovrebbe tradurre in un risparmio di 5-10 milioni di metri cubi al giorno di gas. Dalla misura - ha confermato - sono esclusi edifici come gli ospedali e scuole materne.

SCAJOLA, POSSIBILE QUALCHE PICCOLO RINCARO BOLLETTE

Le misure previste per affrontare l'emergenza gas potrebbero comportare qualche ritocco alle bollette dell'energia. Lo ha detto il Ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola a margine del Cdm. "La bolletta è fatta di diversi elementi collegati ai costi. Non credo ci sarà un costo particolare ma forse qualche piccolo aumento. Ma - ha concluso - non inciderà più di tanto".

Sfratti: Caldoro, approvato decreto proroga blocco

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/01/2006

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto di proroga degli sfratti. Lo ha reso noto il ministro per l'attuazione del programma Stefano Caldoro.

Sei mesi di blocco degli sfratti, nelle città più popolose, per le famiglie disagiate, e agevolazioni fiscali per alcune tipologie di proprietari: per quanto riguarda l'Ici e l'addizionale comunale Irpef. Lo prevede il decreto varato oggi dal Consiglio dei ministri.

Come avere successo con le donne? farle ridere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/01/2006

ROMA - L'umorismo è il segreto del vero Don Giovanni. Infatti due studi di Eric Bressler del Westfield State College, Massachusetts e Sigal Balshine della McMaster University di Hamilton, ad Ontario, dimostrano che le donne sono attratte da uomini dotati di ironia e capacità di sorprendere con il proprio humour. D'altro canto, ha spiegato Bressler sulla rivista Evolution & Human Behavior, l'uomo cerca la donna capace di capire e apprezzare il frutto del suo umorismo.

L'idea che le persone dotate di un buon senso dell'umorismo piacciano può sembrare scontata ma, hanno detto gli esperti, ci sono stati pochi studi scientifici finora per dimostrarne la veridicità. Gli esperti hanno dunque voluto verificare l'importanza del senso dell'umorismo nella scelta del partner. Nel primo studio hanno coinvolto oltre 200 studenti universitari di entrambi i sessi e hanno proposto loro vari potenziali partner, mostrandogli foto di uomini e donne. Ogni foto riportava anche una frase legata al soggetto protagonista, talvolta una battuta, talvolta una frase neutra come 'vado all'università a piedi piuttosto che in bus'.

I partecipanti dovevano dire chi trovavano più simpatico, più attraente, chi supponevano essere più popolare tra amici e conoscenti, insomma chi avrebbero scelto come potenziale partner. I risultati parlano chiaro: le donne scelgono sempre il soggetto che sembra loro più simpatico, indipendentemente da fattori quale l'attrazione fisica suscitata. Gli uomini invece non mostrano preferenze dettate dallo humour della donna protagonista della foto. Nel secondo studio i ricercatori hanno coinvolto poco meno di 150 studenti in un altro 'gioco delle coppie'.

Hanno detto loro di immaginare una coppia di persone, alternativamente un uomo ironico e dotato di uno spiccato spirito e una donna in grado di apprezzarne il senso dell'umorismo, e viceversa, una donna di pronto spirito e un uomo ben disposto ad apprezzare l'umorismo di lei. Anche in questo caso gli psicologi hanno chiesto a ciascun partecipante di scegliere un partner potenziale. Gli uomini sceglievano sempre donne interessate ad ascoltare e cogliere l'umorismo del maschio piuttosto che donne ironiche e dalla battuta pronta, viceversa il gentil sesso sceglieva sempre l'uomo di spirito piuttosto che quello pronto a recepire e apprezzare le di lei battute.

Insomma una suddivisione dei 'ruoli' compare costantemente quando si chiama in gioco l'umorismo di lui e di lei nella scelta del partner, hanno osservato gli psicologi. La spiegazione? Probabilmente l'umorismo è percepito dalla donna come segno di sagacia, sottigliezza, intelligenza, ovvero alcuni dei connotati che lei più di tutti cerca il un potenziale partner, perché a livello evolutivo questo assicura che una eventuale prole sia più intelligente a sua volta e quindi abbia successo nella vita. Probabilmente alla lunga questa preferenza femminile ha fatto sì che l'uomo a sua volta tendesse ad accettare meglio una partner capace di apprezzarne lo humour.

Ex spia russa muore dopo misterioso avvelenamento

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/11/2006

ROMA - L'ex colonnello del Kbg Aleksandr Litvinenko, 43 anni, è morto giovedi' sera a Londra dopo tre settimane di agonia in seguito a un misterioso avvelenamento che familiari e amici imputano ai vertici del Cremlino. L'annuncio è stato dato da un portavoce dell'University College Hospital, il nosocomio londinese dove l'uomo, da sei anni esule in Gran Bretagna, era stato ricoverato una settimana fa in condizioni disperate. "Abbiamo fatto di tutto per salvarlo ma non c'e stato niente da fare", ha detto il portavoce dell'ospedale, Jim Down. L'ex spia mercoledi era stato colto da una grave crisi cardiaca da cui non si era più ripreso.

Membro della folta schiera di oppositori anti-Putin rifugiatisi in Gran Bretagna, ultimamente si stava occupando dell'omicidio di Anna Politkovskaia, una giornalista assassinata il 7 ottobre scorso a Mosca che con le sue inchieste sulla Cecenia aveva causato non pochi imbarazzi alle autorità russe. Litvinenko era stato anche un informatore della Commissione Mitrokhin, l'organismo creato dal parlamento italiano per far luce sulle attività del Kbg in Italia negli anni della guerra fredda. Mario Scaramella, un ex consulente della Commissione, lo scorso 1 novembre lo aveva incontrato in un 'sushi bar' di Piccadilly, a Londra, per chiedergli chiarimenti su un documento in suo possesso, come lo stesso professore napoletano ha riferito nei giorni scorsi in una conferenza stampa. Il giorno successivo, dalla moglie, aveva appreso che il suo informatore "era molto malato".

Secondo Scotland Yard, prima di vedere Scaramella Litvinenko si era incontrato in un albergo londinese con due russi. Oleg Gordieski, ex capo del Kgb anche lui transfuga in Gran Bretagna, ha raccontato ai giornali inglesi che l'amico era stato avvelenato con una dose di tallio, una micidiale sostanza presente nei topicidi, versata nella sua tazza di té. Le condizioni di Litvinenko da quel giorno sono progressivamente peggiorate: ha perso tutti i capelli ed ha accusato malesseri sempre più debilitanti. Venerdi scorso il quotidiano Times ha riferito che prima di perdere conoscenza l'ex spia avrebbe mormorato: "Quei bastardi me l'hanno fatta". L'ipotesi del tallio è stata formulata inizialmente da un tossicologo britannico ma un portavoce dell'ospedale dove era ricoverato l'aveva invece esclusa, affermando che erano necessari ulteriori approfondimenti.

Del caso si sta occupando anche l'anti-terrorismo ma per il momento gli inquirenti non hanno raggiunto nessuna conclusione. "Stiamo indagando, per noi a questo stadio si tratta di una morte le cui cause sono ancora da accertare", ha detto un portavoce della polizia dopo la notizia del decesso. Le autorità russe hanno negato a più riprese qualsiasi coinvolgimento. Un portavoce dello Svr, la sezione dei servizi segreti russi che opera all'estero, mercoledi ha definito le accuse mosse a Mosca "assolutamente prive di senso".

Mercoledì 25 Gennaio 2006

Gas. ENI: -8,1% forniture russe. Il decalogo di Scajola per consumare meno. I Ds: bolletta piu' cara di 30 euro

Rai.it, http://www.rai.it/news, 25/01/2006

Secondo i dati dell'Eni oggi mancano l'8,1% dei 74 milioni di metri cubi di gas importati dalla Russia, pari all'1,4% dei consumi nazionali. Anche ieri non erano stati consegnati 6 milioni di metri cubi di gas. Il ministro delle Attività Produttive Scajola, intanto, ha consegnato a Roma a tutti i sindaci della provincia, ai dirigenti degli uffici pubblici statali, alla Camera di commercio e all'Unione industriali il decalogo per il risparmio di gas.

Come consumare meno

Il primo dei dieci capitoletti è il risparmio del gas per il riscaldamento. Per questo non bisognerebbe superare i 18-19 gradi per la temperatura del riscaldamento nelle case, sia autonomo che centralizzato. Ma il decalogo include anche il consiglio di non coprire i termosifoni, di usare i paraspifferi e di abbassare le tapparelle per evitare la dispersione del calore.

Consigli per chi sta in cucina: utilizzare, ad esempio, pentole a pressione, e coprire pentole e padelle durante la cottura con il coperchio. Ma anche preferire la doccia al bagno, senza inutili prolungamenti. E se è possibile installare pannelli solari.

E ancora: sostituire le lampadine tradizionali con quelle a basso consumo e non tenerle accese inutilmente, ad esempio la notte negli uffici. Gli ultimi cinque punti del decalogo riguardano poi l'utilizzo più corretto per il frigorifero, la lavatrice, la lavastoviglie, il forno e tutto quello che sono televisori, videoregistratori, lettori cd e computer. I suggerimenti emanati dal ministero sono stati trasmessi dal prefetto a tutti gli uffici decentrati e da qui arriveranno nelle case di tutti i cittadini.

I Ds: bolletta più cara

La prossima bolletta del gas sarà più salata per 30 euro, avvertono i Ds, basandosi su una stima del deputato Erminio Quartiani, membro della Commissione Industria della Camera. I cittadini spenderanno 28 euro per ogni megawatt prodotto con combustibile ad olio e non a gas. Calcolando che si prevede una produzione di 4.000 megawatt, la spesa si aggirerà sui 5-600 milioni di Euro. In pratica, sarà un aggravio per ogni utente all'incirca di 25-30Euro. A questo calcolo, ha precisato Quartiani, ci siamo arrivati ascoltando "varie fonti" e numerose aziende.

La sintesi dell'enciclica 'Deus caritas est'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/01/2006

'Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui' (/ Gv 4,16). Queste parole, con cui inizia l'Enciclica, esprimono il centro della fede cristiana. In un mondo nel quale al nome di Dio a volte viene coliegata la vendetta o perfino l'odio e la violenza, il messaggio cristiano del Dio Amore è di grande attualità.

L'Enciclica è articolata in due grandi parti. La prima offre una riflessione teologico-filosofica sull'«aniore» nelle sue diverse dimensioni - eros, philia, agape - precisando alcuni dati essenziali dell'amore di Dio per l'uomo e dell'intrinseco legame che tale amore ha con quello umano. La seconda parte tratta dell'esercizio concreto del comandamento dell'amore verso il prossimo.

PRIMA PARTE

II termine «amore», una delle parole più usate ed anche abusate nel mondo d'oggi, possiede un vasto campo semantico. Nella molteplicità di significati, però, emerge come archetipo di amore per eccellenza quello tra uomo e donna, che nell'antica Grecia era qualificato col nome di eros. Nella Bibbia, e soprattutto nel Nuovo Testamento, il concetto di «amore» viene approfondito - uno sviluppo che si esprime nella messa ai margini della parola eros in favore del termine agape per esprimere un amore oblativo. Questa nuova visione dell'amore, una novità essenziale del cristianesimo, non di rado è stata valutata in modo assolutamente negativo come rifiuto dell'eroi- e della corporeità. Anche se tendenze di tal genere ci sono state, il senso di questo approfondimento è un altro.

L'eros, posto nella natura dell'uomo dal suo stesso Creatore, ha bisogno di disciplina, di purificazione e di maturazione per non perdere la sua dignità originaria e non degradare a puro «sesso», diventando una mercé. La fede cristiana ha sempre considerato l'uomo come essere nel quale spirito e materia si compenetrano a vicenda, traendo da ciò una nuova nobiltà. La sfida dell'eros può dirsi superata quando nell'uomo corpo e anima si ritrovano in perfetta armonia. Allora l'amore diventa, si, «estasi», però estasi non ne! senso di un momento di ebbrezza passeggera, ma come esodo permanente dall ' io chiuso in se stesso verso la sua liberazione nel dono di sé, e proprio così verso il ritrovamento di sé, anzi verso la scoperta di Dio: in questo modo l'eros può sollevare l'essere umano «in estasi» verso il Divino.

In definitiva, eros e agape esigono dì non essere mai separati completamente l'uno dall'altra, anzi quanto più ambedue, pur in dimensioni diverse, trovano il loro giusto equilibrio, tanto più si realizza la vera natura dell'amore. Anche se Yeros inizialmente è soprattutto desiderio, nell'avvicinarsi poi all'altra persona si porrà sempre meno domande su di sé, cercherà sempre più la felicità dell'altro, si donerà e desidererà «esserci per» l'altro: cosi si inserisce in esso e si afferma il momento dell'agape.

In Gesù Cristo, che è l'amore incarnato di Dio, Yeros-agape raggiunge la sua forma più radicale. Nella morte in croce, Gesù, donandosi per rialzare e salvare l'uomo, esprime l'amore nella forma più sublime. A questo atto di offerta Gesù ha assicurato una presenza duratura attraverso l'istituzione dell'Eucaristia, in cui sotto le specie del pane e del vino dona se stesso come nuova manna che ci unisce a Lui.

Partecipando all'Eucaristia, anche noi veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione. Ci uniamo a Lui e allo stesso tempo ci uniamo a tutti gli altri ai quali Egli si dona; diventiamo cosi tutti «un solo corpo». In tal modo amore per Dio e amore per il prossimo sono veramente fusi insieme. Il duplice comandamento, grazie a questo incontro con Vagape di Dio, non è più soltanto esigenza: l'amore può essere «comandato» perché prima è donato.

SECONDA PARTE

L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio, oitre che compito per ogni singolo fedele, lo è anche per l'intera comunità ecclesiale, che nella sua attività caritativa deve rispecchiare i'arnore trinitario. La coscienza di tale compito ha avuto rilevanza costitutiva nella Chiesa fin dai suoi inizi (cfr Al 2, 44-45) e ben presto si è manifestata anche la necessità di una certa organizzazione quale presupposto per un suo più efficace adempimento. Così nella struttura fondamentale della Chiesa emerse la «diaconìa» come servizio dell'amore verso il prossimo esercitato comunitariamente e in modo ordinato - un servizio concreto, ma al contempo anche spirituale (cfr Al 6,1-6).

Con il progressivo diffondersi della Chiesa, questo esercizio della carità si confermò come uno dei suoi ambiti essenziali. L'intima natura della Chiesa si esprime così in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio (kerygma-martyrià), celebrazione dei Sacramenti (leiturgia), servizio della carità (diakonia). Sono compiti che si presuppongono a vicenda e non possono essere separati l'uno dall'altro.

Fin dal secolo XIX, contro l'attività caritativa delia Chiesa è stata sollevata un'obiezione fondamentale: essa sarebbe in contrapposizione- s'è detto-con la giustizia e finirebbe per agire come sistema di conservazione dello status qua.

Con il compimento di singole opere di carità la Chiesa favorirebbe il mantenimento del sistema ingiusto in atto rendendolo in qualche sopportabile e frenando così la ribellione e il potenziale rivolgimento verso un mondo migliore. In questo senso il marxismo aveva indicato nella rivoluzione mondiale e nella sua preparazione la panacea per la problematica sociale - un sogno che nel frattempo è svanito.

Il magistero pontificio, a cominciare con l'Enciclica Rerum novarum di Leone XIII (1891 ) fino alla trilogia di Encicliche sociali di Giovanni Paolo II (Laborem exercens [1981], Sulliciludo rei socialis [1987], Centesimus annus [1991]) ha affrontato con crescente insistenza la questione sociale, e nel confronto con situazioni problematiche sempre nuove ha sviluppato una dottrina sociale molto articolata, che propone orientamenti validi ben al dì là dei confini della Chiesa.

La creazione, tuttavia, di un giusto ordine della società e dello Stato è compito centrale della politica, quindi non può essere incarico immediato della Chiesa. La dottrina sociale cattolica non vuole conferire alla Chiesa un potere sullo Stalo, ma semplicemente purificare ed illuminare la ragione, offrendo il proprio contributo alla formazione delle coscienze, affinchè le vere esigenze della giustizia possano essere percepite, riconosciute e poi anche realizzate. Tuttavia non c'è nessun ordinamento statale che, per quanto giusto, possa rendere superfluo il servizio dell'amore. Lo Stato che vuole provvedere a lutto diventa in definitiva un'istanza burocratica che non può assicurare il contributo essenziale di cui l'uomo sofferente - ogni uomo - ha bisogno: l'amorevole dedizione personale. Chi vuole sbarazzarsi dell'amore si dispone a sbarazzarsi dell'uomo in quanto uomo.

Nei nostri tempi, un positivo effetto collaterale della globalizzazione sì manifesta nel fatto che la sollecitudine per il prossimo, superando i confini delle comunità nazionali, tende ad allargare i suoi orizzonti al mondo intero. Le strutture dello Stato e le associazioni umanitarie assecondano in vari modi la solidarietà espressa dalla società civile: si sono così formate molteplici organizzazioni con scopi caritativi e filantropici. Anche nella Chiesa cattolicae in altre Comunità ecclesiali sono sorte nuove forme di attività caritativa. Tra tutte queste istanze è auspicabile che si stabilisca una collaborazione fruttuosa. Naturalmente è importante che l'attività caritativa della Chiesa non perda la propria identità dissolvendosi nella comune organizzazione assistenziale e diventandone una semplice variante, ma mantenga tutto lo splendore dell'essenza della carità cristiana ed ecclesiale. Perciò:

L'attività caritativa cristiana, oltre che sulla competenza professionale, deve basarsi sull'esperienza di un incontro personale con Cristo, il cui amore ha toccato il cuore del credente suscitando in lui l'amore per il prossimo.

L'attività caritativa cristiana deve essere indipendente da partiti ed ideologie. Il programma del cristiano - il programma del buon Samaritano, il programma di Gesù - è «un cuore che vede». Questo cuore vede dove c'è bisogno di amore e agisce in modo conseguente.

L'attività caritativa cristiana, inoltre, non deve essere un mezzo in funzione di ciò che oggi viene indicato come proselitismo. L'amore è gratuito; non viene esercitato per raggiungere altri scopi. Ma questo non significa che l'azione caritativa debba, per così dire, lasciare Dio e Cristo da parte. Il cristiano sa quando è tempo di parlare di Dio e quando è giusto tacere di Lui e lasciar parlare solamente l'amore. L'inno alla carità di San Paolo (ctr 1 Cor 13) deve essere la Magna Carta dell'intero servizio ecclesiale per proteggerlo dal rischio di degradare in puro attivismo.

In questo contesto, e di fronte all'incombente secolarismo che può condizionare anche molti cristiani impegnati nel lavoro caritativo, bisogna riaffermare l'importanza della preghiera. Il contatto vivo con Cristo evita che l'esperienza della smisuratezza del bisogno e dei limiti del proprio operare possano, da un lato, spingere l'operatore nell'ideologìa che pretende di fare ora quello che Dio, a quanto pare, non consegue o, dall'altro lato, diventare tentazione a cedere all'inerzia e alla rassegnazione. Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione sembra spingere unicamente all'azione, né pretende di cambiare o di correggere i piani di Dio, ma cerca - sull'esempio di Maria e dei Santi - di attingere in Dio la luce e la forza dell'amore che vince ogni oscurità ed egoismo presenti nel mondo.

Berlusconi: voto il 9 aprile, 14 giorni in piu' di legislatura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/01/2006

ROMA - "Si voterà il 9 aprile, come annunciato, e anche avendo alle spalle un lavoro di due settimane in più: la decisione è prerogativa del Capo dello Stato ma mi sembra che stia andando in questa direzione". Lo ha detto Berlusconi intervistato da Sky Tg 24. 'Repubblica titola che Ciampi non ha più fiducia in lei', ha sottolineato il conduttore di Sky Tg 24 pomeriggio che ha intervistato stamane il premier. "Non credo - ha risposto il premier - si possa dire che se c'é la parola del presidente del Consiglio il Capo dello Stato poi non si fidi, 'pacta sunt servanda'".

Rotondi (Democrazia Cristiana): bene il prolungamento se servirà per fare leggi utili per il Paese. Cento (Verdi): se verrà rimandato lo scioglimento delle Camere. si rischierà una dittatura mediatica di Berlusconi.

L'idea del premier di votare a maggio è durata meno di una giornata. Il muro alzato dall'opposizione, ma soprattutto il no dell'Udc, ha messo la parola fine all'ipotesi di uno slittamento del voto. E si è aperta la possibilità di un'intesa che vede Berlusconi ottenere un breve rinvio dello scioglimento delle Camere, assicurando in cambio la contestualità con il decreto che indice i comizi elettorali, e cioé l'inizio della campagna elettorale e l'applicazione della par condicio.

I due decreti dovrebbero quindi essere emanati al ritorno di Ciampi da Torino, dove parteciperà il 10 febbraio alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali.

Reati di opinione, si' definitivo del Senato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/01/2006

ROMA - Sì definitivo del Senato alla legge che modifica il codice penale in materia di reati di opinione. Il testo approvato è quello che aveva ricevuto il sì della Camera lo scorso 6 luglio ed elimina o riduce la condanna al carcere per molti reati regolamentati finora in base al codice Rocco.

Nessuno potrà essere più perseguito per aver criticato il capo dello Stato attribuendogli la responsabilità di misure prese dal Governo. Il vilipendio alla bandiera non sarà più condannato con il carcere, ma una multa che potrà arrivare fino a 10 mila euro.

Giappone, un poligamo a Tokyo con mantra incantatore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/01/2006

TOKYO - Con un mantra incantatore suggeritogli in sogno non si sa da quale benevola divinità, un giapponese di 57 anni si è costruito un harem di una decina di giovani donne, sui 20-30 anni, e numerosi figli, a Higashi Yamato, una cittadina semirurale alla periferia occidentale di Tokyo.

Così almeno ha cercato di giustificare la sua singolare 'famiglia allargata' il poligamo davanti alle domande della polizia, avvertita da un' ex-concubina fatta segno a minacce e ritorsioni dopo aver cercato di fuggire dall'harem. La singolare vicenda è stata resa nota oggi dall'agenzia di stampa 'Kyodo'. Stando alle prime risultanze dell'inchiesta avviata dalla polizia, l'uomo si era stabilito nella tranquilla cittadina nel 1995 con la legittima consorte e i figli. Una vita del tutto normale, fino al 1999 quando l'aspirante poligamo divorzia e dà inizio alla sua nuova esistenza con l'arma 'segreta' del mantra incantatore."Mi bastava recitarlo a donne giovani e quelle mi seguivano come in trance" ha cercato di darla da bere agli inquirenti.

Il poligamo ha sposato una ad una le sue concubine (in Giappone basta firmare una carta e depositarla in comune per il matrimonio), salvo divorziare dopo uno-due mesi. Mantenendosi però in casa tutte le donne conquistate, che continuavano a fregiarsi del suo cognome e a dargli figli. Secondo la 'Kyodo', l'harem al momento è composto di nove concubine e un numero imprecisato di bambini, che fanno vita comune con il poligamo: le donne escono a mattina e tornano la sera, impegnate non si sa ancora bene in quali attività lavorative. Tutti i componenti dell'harem evitano qualsiasi rapporto con i vicini.

L'uomo avrebbe negato di aver mai usato la forza e le minacce per costringere le donne a restare con lui. Un particolare smentito però dalla 'ribelle' che ha deciso di denunciare tutto alla polizia.

Giovedì 26 Gennaio 2006

Una ragazza musulmana racconta: frequento un italiano e mio padre mi picchia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/11/2006

BOLZANO - "Mio padre mi ha picchiato perché non vuole che frequenti un italiano, uno che è solo un amico, un compagno di scuola": è quello che ha raccontato una ragazza minorenne musulmana che la scorsa notte si è presentata al Pronto soccorso dell'ospedale di Bolzano. I medici le hanno riscontrato la frattura di un perone oltre a varie altre ferite ed escoriazioni. La prognosi di guarigione è di 35 giorni.

La ragazza, una 17 enne di un Paese asiatico, si era presentata in ospedale con i genitori ma aveva poi chiesto di venire visitata e medicata da sola. Ai sanitari ha fatto il suo racconto dicendo anche che il padre aveva allontanato la madre mentre la picchiava. Il padre, sentito dagli agenti della Questura, ha negato tutto dicendo che invece la figlia si era fatta male cadendo dalle scale di casa. Nell'appartamento della famiglia in effetti, come hanno accertato gli agenti, vi è una scala molto ripida. Per i sanitari, invece, le ferite della ragazza sarebbero compatibili con lesioni procurate da una bastone o da una sbarra. La madre della giovane non ha voluto fare dichiarazioni dicendo di non essere stata presente al momento dei fatti. Tutta la vicenda è stata segnalata alla magistratura ed alla Procura dei minori. La ragazza, intanto, resta in ospedale.

Venerdì 27 Gennaio 2006

Istat: ogni giorno 15 morti su strade italiane

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/11/2006

ROMA - Quindici morti al giorno sulle strade italiane. E oltre 800 feriti. Si tratta soprattutto di giovani che perdono la vita durante il weekend: i giorni più neri sulle strade sono infatti venerdì, sabato e domenica. Ma c'é anche un dato positivo: in un anno le vittime sono diminuite del 4,7% il che significa 266 vite risparmiate. Il bilancio sugli incidenti stradali in Italia nel 2005 è dell'Istat, parla di 5.426 vittime in un anno e individua il mese più a rischio: luglio, con una media di 19 vittime al giorno.

OGNI GIORNO 15 'MORTI DI INCIDENTI': La media è di 617 incidenti stradali al giorno, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di altre 860. Nel 2005, secondo i dati dell'Istat, gli incidenti sulle strade italiane sono stati 225.078, le vittime 5.426 ed i feriti 313.727. Il maggior numero di incidenti è avvenuto sulle strade urbane (76,6%), con il 44,5% di morti. Al contrario, sulle autostrade il 6,3% degli incidenti con il 10,7% dei morti. E tra le principali cause di incidenti (oltre il 50%), per l'Istat, ci sono il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata.

MUOIONO SOPRATTUTTO I GIOVANI, A RISCHIO IL WEEKEND: il venerdì è il giorno con il maggior numero di incidenti (34.918, pari al 15,5% del totale); il sabato quello con più feriti (48.871, pari al 15,6%) e la domenica quello con più vittime (1.014, pari al 18,7%). L'orario più a rischio è tra le 17 e le 19, anche se la notte (dalle 22 alle 6 del mattino) é il periodo con il più alto tasso di mortalità (doppio rispetto al giorno). I giovani continuano ad essere i più colpiti: tra i 25 e i 29 anni si registrano 637 morti e 41.230 feriti, se consideriamo, poi, la classe d'età 16-29, allora, si contano 1.636 morti (il 30% del totale) e 109.361 feriti (pari al 35% del totale).

MENO MORTI RISPETTO AL 2004, MA E' ANCORA POCO: Gli incidenti sono diminuiti dell'1,8%, le vittime degli scontri del 4,7% e i feriti del 2,7%. Rispetto al 2004, a diminuire sono stati sopratutto gli scontri mortali: 4.918 nel 2005 contro i 5.082 dell'anno precedente, con 266 vite risparmiate. Un trend positivo iniziato nel 2003 e da attribuire anche, secondo l'istituto di ricerca, all'entrata in vigore del decreto che ha introdotto la patente a punti. Ma, avverte l'Istat, "resta ancora lontano l'obiettivo fissato dall'Unione Europea che prevede la riduzione del 50% dei morti entro il 2010: per raggiungere questo risultato l'Italia non dovrebbe superare i 3.100 morti per incidenti stradali annui, ciò equivale ad una riduzione ogni anno di circa il 9%".

CODACONS, DATI ALLARMANTI SERVONO PIU' CONTROLLI: Il presidente del Codacons Carlo Rienzi, chiede di "aumentare i controlli, non solo per punire le violazioni del codice, ma soprattutto per l'importante funzione deterrente rappresentata dalla presenza delle forze dell'ordine sulle strade" e di installare i 'tutor', i nuovi strumenti di rilevazione degli eccessi di velocità, che, dice Rienzi "nelle tratte sperimentate ha determinato una diminuzione dell'8% della velocità di percorrenza delle auto".

Napolitano: stato e Chiesa comune missione educativa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/11/2006

NAPOLI - A Napoli e non solo a Napoli, lo Stato e la Chiesa hanno ''una comune missione educativa'' e sono ''chiamati a servire gli stessi valori di moralità e di eticita'''. Nei quartieri piu' problematici, dove la societa' e' ferita, devono combattere insieme ai giovani la battaglia per riaccendere la speranza, far vincere la legalita' e la solidarieta', per riaprire la prospettiva di un lavoro sano. E' il massimo rappresentante e difensore dello Stato laico, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano a proclamare pubblicamente la necessita' e la fondatezza di questa alleanza sul piano sociale. Napolitano si e' recato nella Basilica di Santa Maria della Sanita', nel cuore del Rione Sanita', uno dei quartieri piu' problematici della sua Napoli. Il cardinale Crescenzio Sepe, vescovo di Napoli, e tutto il capitolo dell'archidiocesi, lo hanno accolto con solennita' e calore.

Hanno preso posto vicino, nei banchi della prima fila, mentre nella navata grande si diffondevano le note soavi del ''Cantate Domini'' di Haendel e poi dell'Ave Maria di Raffaele Cimmaruta. E' stato come assistere a una grande funzione laica. La musica ha fatto da tratto d'unione fra la fede religiosa del cardinale e la coscienza laica del presidente. Con Napolitano, c'erano il sindaco Iervolino e il presidente ella Regione Bassolino, che da tre giorni non si allontanano da lui piu' di un passo. C'era il ministro dell'Innovazione Luigi Nicolais. Il cardinale ha detto poche significative parole. Ha parlato dell'impegno per ''la formazione e l' educazione dei giovani, per avviarli all' occupazione'' come di ''un dovere irrinunciabile per un futuro degno della nostra tradizione culturale e religiosa''.

Un dovere che la Chiesa di Napoli vuole assolvere insieme alle autorità laiche. Poche ore prima in Prefettura, davanti a Napolitano, erano stati firmati due protocolli d'intesa fra lo Stato, gli enti locali e le associazioni di volontariato laico e cattolico per combattere l'evasione e la dispersione scolastica. Un milione di euro e' stato assegnato a un progetto telematico di formazione dei giovani che colleghera' fra loro in videoconferenza tredici centri multimediali localizzati nelle parrocchie dei quartieri piu' a rischio. Napolitano e il Cardinale hanno inaugurato il primo nodo con un collegamento fra la Basilica del Rione Sanita' e la parrocchia del quartiere Salicelle, alla periferia orientale della Citta'. Ha parlato il parroco, Due ragazzi hanno chiesto al capo dello Stato: Come si fa a restare a Napoli, trovando un onesto lavoro? Come si fa a credere nella solidarieta' quando la violenza detta legge scorrono fiumi di sangue? Napolitano ha chiesto di credere nella ''comune missione educativa'' che lo Stato e la Chiesa devono svolgere. Ha ricordato di averne parlato una settimana fa in Vaticano con il Papa (''in una sede piu' solenne'', ha detto testualmente). ''Negli anni qualcosa si e' perduto'' nella concezione della moralita', ha affermato, rispondendo ai ragazzi. S'e' persa la consapevolezza, la consequenzialita'. Perche' ''la morale del lavoro presuppone che ci sia lavoro, ed e' proprio vero che la morale della solidarieta' e' difficile da praticare mentre scorre il sangue. Ma dobbiamo e possiamo ritrovare queste cose.

La politica deve fare la sua parte per evitare a voi ragazzi di esser costretti a lasciare Napoli o di perdervi qui, di restare vittime della violenza o della suggestione di bande spietate. Dobbiamo preoccuparci quando modelli di comportamento violento cominciano a diffondersi anche in ambienti che nulla hanno a che fare col mondo della criminalita'. E la politica ha le sue responsabilita''', ha riconosciuto il capo dello Stato. In mattinata era andato al Polo Biomedico del Cnr per far riflettere sul fatto che Napoli e' anche questo: centro di eccellenza nella ricerca. A dire che ''purtroppo'' le ondate di violenza oscurano e fanno dimenticare la parte buona di Napoli. Poco dopo in Prefettura ha definito adirittura ''suicida'' mettere sempre ed esclusivamente l'accento sulla parte peggiore della citta'. Cio' detto, il presidente e' il primo ad ammettere che quella faccia negativa esiste e va combattuta con determinazione e con coraggio, come fecero a Palermo due eroi civili che ha voluto indicare a esempio: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Prodi, da dicembre militari italiani tutti a casa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/11/2006

MILANO - "A Nassiriya rimangono solo 60-70 soldati italiani per la consegna delle caserme alla polizia irachena. Tra il primo e il due dicembre anche questi saranno tutti a casa". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervistato a Telelombardia. Prodi ha anche spiegato che il grosso del contigente italiano ha già lasciato l'Iraq: "Senza tanti proclami un convoglio lungo dieci chilometri è arrivato nel Kuwait". Infine ha spiegato di aver parlato anche con il presidente americano George Bush: "Mi ha detto che gli dispiaceva ma che sapeva che ce ne saremmo andati dall'Iraq perché lo avevo detto in campagna elettorale".

'LEGGE ELETTORALE VA CAMBIATA MA DURERO' 5 ANNI'

La legge elettorale va cambiata, ma come le leggi costituzionali bisogna cambiarla a larghissima maggioranza: lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervistato a Telelombardia. "I governi - ha precisato - devono durare cinque anni. Io sono contento che Berlusconi sia durato cinque anni però lui ha fatto una legge elettorale per farmi durare di meno, ma io durerò cinque anni". Alla domanda cosa farà dopo, Prodi ha replicato: "Vorrei dedicarmi alla famiglia, questo è quello che spero, ma la vita é complicata".

'BRIATORE CHE VUOLE? IL PARTITO DELL'EVASORE?'

Ha detto che non esclude di entrare in politica. Mi chiedo quale partito vuole fare Briatore, il partito dell'evasore?. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, commentando una recente intervista di Flavio Briatore secondo il quale è possibile non pagare le tasse quando una persona giudica che il prelievo dello Stato è eccessivo. "Ma stiamo scherzano? - ha detto Prodi - le tasse sono lecite. Non si danno come se si trattasse di un dono alla San Vincenzo. Non è possibile che ogni persona decida quanto si debba pagare". Prodi ha quindi spiegato che le tasse saranno abbassate: "Certamente saranno abbassate quando il bilancio dello Stato sarà in ordine. Io devo rispondere alla Comunità internazionale che mi chiede il risanamento dei bilanci dello Stato". A proposito delle contestazioni alla finanziaria da parte di molte categorie, tra cui quella dei commercianti, il premier ha replicato: "Non si può scendere in piazza a gridare contro lo scontrino fiscale".

L'impatto della Finanziaria sale a 35,4 mld

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/11/2006

ROMA - Il governo sta studiando una misure per incentivare la fusione delle piccole imprese. Lo annuncia il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, comunicando che si tratterà di "un incentivo fiscale molto robusto" perché "la piccola dimensione delle imprese è un limite alla competitività".

L'incentivo arriverà sotto forma di emendamento alla Finanziaria. Alla domanda se la crescita delle dimensione aziendale delle imprese comporti poi un limite per quanto riguarda la norma sul Tfr, visto che la devoluzione al fondo Inps è per le imprese sopra i 50, Grandi ha risposto che la questione non si pone perché si tratta di imprese molto piccole e non si arriva dunque a quel tetto.

L'impatto complessivo della manovra cresce a 35,4 miliardi: è quanto risulta dai dati forniti dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa alla commissione Bilancio del Senato. L'impatto della manovra come presentata alla Camera era di 34,7 miliardi. Tra le voci che cambiano quella relativa alla sviluppo: da 19,5 a 20,2 miliardi.

PRODI: A SENATO MODIFICA PER FAMIGLIE NUMEROSE

''Al Senato ci sara' un' ulteriore modifica per le famiglie numerose''. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, parlando a Brescia della Legge Finanziaria. Prodi, parlando della manovra, ha affermato: ''la Finanziaria non e' come Sant'Antonio. Non e' il luogo dei miracoli. Abbiamo fatto un programma di cinque anni, oggi misuriamo il lavoro di sei mesi''. Poi scherzando ha aggiunto: ''Lasciateci un po' di lavoro per gli altri quattro anni e mezzo di governo''. Il presidente del Consiglio anche a Brescia, come aveva fatto a Milano, ha spiegato che in Finanziaria e' stato fatto il possibile ''per iniziare a dare un pochino di redistribuzione dei redditi. Dico un pochino perche' non abbiamo ridistribuito tantissimo. Abbiamo pero' iniziato a correggere quello che sembrava un'ingiustizia. L'Italia e' al 24/mo posto in Europa nella redistribuzione del reddito, quindi e' un paese ingiusto''. Prodi, parlando della Finanziaria e del suo programma, ha spiegato che non chiede l'impossibile: ''Siamo al 24/mo posto in Europa come sviluppo, non dico che voglio conquistare il primo posto, ma voglio almeno rimanere a meta' del gruppo''.

MARINI: DA SENATO USCIRA' DIVERSA

''Lasciate uscire la finanziaria dal Senato, non penso che uscira' come e' entrata''. Lo ha detto il presidente del Senato, Franco Marini, intervenendo a 'Otto e Mezzo' su La7 rispondendo a Giuliano Ferrara che gli chiede se sia soddisfatto dell'entita' della manovra. Sottolineando la sua soddisfazione ''per il bel lavoro di non porre la fiducia sul dl fiscale'', Marini auspica che ''su due priorita' si trovi un'intesa tra le forze politiche, innanzitutto sulla sicurezza, poi sulla ricerca e universita', un campo su cui dobbiamo spendere di piu' perche' siamo indietro''.

Doping, allo studio la depenalizzazione per gli atleti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/11/2006

STRASBURGO - Il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, sta studiando, insieme al ministro per le Politiche Giovanili Giovanna Melandri, un progetto di legge sul doping che preveda anche la depenalizzazione per gli atleti. Lo ha reso noto lo stesso Ferrero, a bordo dell'aereo che lo ha portato stamani a Strasburgo, dove parteciperà alla Conferenza ministeriale del Gruppo Pompidou del Consiglio d'Europa.

Il punto - ha spiegato il ministro - è quello di costruire un conflitto di interessi tra l'atleta e il circuito del doping. Far sì, insomma, che l'atleta denunci chi lo induce al consumo di sostanze per la pratica sportiva. L'atleta infatti, ha concluso Ferrero, "deve essere sottoposto alla giustizia sportiva".

Sabato 28 Gennaio 2006

Attenzione ai videogiochi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/11/2006

ROMA - I videogiochi violenti alterano l'attività cerebrale, provocando uno stato emotivo sovraeccitato e inibiscono l'autocontrollo. L'effetto è anche quello di ridurre la concentrazione e le capacità razionali e funzionali, cosa che potrebbe lasciare il segno anche a lungo termine sui giovani che amano questo passatempo sempre più popolare e altrettanto discusso. E' quanto riferito al meeting annuale della Radiological Society of North America (RSNA) da Vincent Mathews, della Indiana University School of Medicine ad Indianapolis.

L'effetto della violenza virtuale propinata dai videogame è di aumentare l'attività del centro delle emozioni (amigdala) e viceversa sopire quella dei centri funzionali ed esecutivi del cervello, spiega Mathews, con potenziali effetti sui comportamenti di giovani e giovanissimi. I videogiochi hanno conquistato il mercato dei giocattoli con un fatturato solo negli Usa pari a 10 miliardi di dollari per lo scorso anno. Tuttavia i videogiochi, per la violenza che tendono a proporre molti di loro, sono sempre più spesso oggetto di preoccupazione da parte di psicologi, genitori, istituzioni. Alcuni sono stati messi di recente sotto accusa perché potenzialmente capaci di fomentare atti di bullismo sempre più frequenti anche nelle scuole italiane. Così i neurologi hanno voluto vedere l'effetto della violenza di alcuni videogiochi sul cervello dei teenager, per cui hanno coinvolto 44 ragazzini dividendoli in due gruppi.

Uno doveva giocare con videogiochi violenti, l'altro con videogame altrettanto eccitanti e divertenti ma non violenti. Successivamente ai giochi gli esperti hanno 'filmato' il cervello dei ragazzi mentre i giovani si cimentavano in una serie di test per misurare la loro concentrazione, il loro autocontrollo e le loro performance cognitive. E' emerso che rispetto a quelli che avevano giocato coi videogiochi non violenti, i giovani che avevano giocato con i videogame violenti presentavano un maggior grado di attivazione del centro delle emozioni, l'amigdala, e invece un minor grado di attivazione dei centri che governano la nostra concentrazione, la capacità di autocontrollo e di ragionamento, ovvero la corteccia prefrontale. Sebbene servano ulteriori ricerche per dimostrare che a queste differenze di attivazione neurale indotte dalla violenza dei videogame corrispondano alterazioni della capacità di autocontrollo e di concentrazione e quindi modifiche concrete dei comportamenti, questo studio sembra suggerire che la violenza proposta da certi videogame abbia un effetto deleterio anche a lungo termine sui giovani fruitori dei giochi.

L'Ocse sulla Finanziaria: 'pochi tagli alla spesa'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/11/2006

ROMA - Le tasse aumentano più dei tagli alla spesa. E' il giudizio dell'Ocse sulla Finanziaria per il 2007, una manovra in cui "l'aggiustamento dei conti pubblici è principalmente legato all'aumento delle tasse, mentre servono più sforzi per ridurre la spesa". Un giudizio segnato anche da un duello sul deficit: è al 3,2% per gli economisti di Parigi, no, è in linea con le stime Ue al 2,9%-3%, ha replicato il ministero dell'Economia. Ciò che più preoccupa l'Organizzazione parigina e che viene ribadito in diverse parti del suo Economic Outlook, è la composizione della manovra, troppo incentrata sull'aumento delle entrate e poco sui tagli alle uscite. I timori dell'Ocse riguardano soprattutto la possibilità che le maggiori entrate fiscali attese dalla lotta all'evasione si rivelino inferiori alle attese dell'esecutivo.

SI RISCHIA EFFETTO SU CONSUMI - Si rischia così "un effetto depressivo sulla crescita dei consumi", mentre potrebbero "aumentare i disincentivi

al lavoro ed agli investimenti", con effetti negativi sulla crescita economica complessiva. Non stupisce quindi il richiamo al "contenimento della spesa, soprattutto nel campo delle pensioni, del pubblico impiego, delle amministrazioni locali e della sanità", temi indicati dal Governo nel Dpef. L'attenzione, quindi, torna sul tema della riforme: è lo stesso capoeconomista Jean Philippe Cotis a sottolineare che "il problema di bilancio dell'Italia si risolverà solo grazie a vaste riforme" sulle quali si gioca "la sopravvivenza del Paese". Secondo Cotis, le intenzioni del Governo "sono buone, la dottrina è buona. Adesso bisogna vedere come viene applicata".

DEFICIT/PIL SOPRA IL 3% NEL 2007 - Per il quinto anno consecutivo l'Italia potrebbe violare i limiti del Patto di Stabilità, chiudendo il 2007 con un deficit al 3,2% del Pil, che salirebbe poi al 3,3% nel 2008. E' questa l'indicazione peggiore fornita dall'Ocse, anche se le stime dell'organizzazione rappresentano un unicum nella comunità finanziaria, visto che Fmi, Ue e Banca d'Italia si attendono tutti un deficit 2007 sotto il 3% del Pil.

TESORO REPLICA, DEFICIT IN LINEA CON COMMISSIONE UE - Il Ministero ha sottolineato che la definizione di spesa per interessi usata dall'Ocse deriva dalla contabilità nazionale e non dai criteri di Maastricht. Nel 2005, questa differenza ha rappresentato lo 0,15-0,2% del Pil. Se ne deduce, spiega il Ministero, che il deficit, calcolato dall'Ocse con i criteri Ue, si attesterebbe nel 2007 al 3%, "sostanzialmente in linea con il 2,9% previsto dalla Commissione Ue".

BENE CRESCITA E OCCUPAZIONE - L'Italia, scrive l'Ocse, con la crescita dell'1,8% con cui si avvia a chiudere il 2006, ha messo la parola "fine a quattro anni e mezzo di quasi stagnazione". Per il 2007 l'Ocse prevede una frenata dell'economia, ma la stima di crescita dell'1,4% è comunque superiore al +1,3% previsto a maggio. Per il 2008, inoltre, è atteso un rimbalzo della crescita del Pil all'1,6%. Positivo il contributo dell'export e della crescita occupazionale, che "ha di nuovo superato quella della produzione nella prima metà del 2006". L'Ocse prevede un aumento dell'occupazione dell'1,7% nell'anno in corso, contro la stima di un +0,6% rilasciata in precedenza. Alzata dallo 0,4% allo 0,8% anche la stima per il 2007, mentre nel 2008 l'aumento è atteso all'1%.

IN UE LIEVE FRENATA NEL 2007 - La crescita dell'economia nell'Eurozona si attesterà al 2,6% nel 2006, per scendere al 2,2% nel 2007 e risalire al 2,3% nel 2008. L'andamento positivo dell'area euro giustifica le mosse che la Bce, nelle previsioni dell'Ocse, potrebbe adottare sul tasso di rifinanziamento, portandolo al 4% all'inizio del 2008. L'Europa, inoltre, non deve temere il rafforzamento dell'euro sul dollaro, mentre deve 'accontentarsi' della riduzione vista sinora sul prezzo del petrolio: "appare improbabile che il greggio possa scendere nel breve termine ai livelli di diversi anni fa", si legge nel rapporto.

Domani si decide sul conteggio delle schede bianche

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/11/2006

ROMA - La giunta delle elezioni della Camera domani dovrà decidere se ricontare tutte le schede bianche e nulle, che sono circa un milione, o effettuare controlli a campione. Il presidente della giunta Donato Bruno nella riunione di ieri sera ha infatti lanciato la proposta di istituire un comitato di verifica nazionale sulle schede bianche e nulle delle ultime elezioni politiche.

Per avviare l'operazione però potrebbe volerci tempo perché la maggioranza punta a concludere prima la verifica fatta circoscrizione per circoscrizione con la consegna delle 27 relazioni. E questo, spiegano esponenti della maggioranza, potrebbe avvenire non prima di gennaio. "In realtà - sostiene il capogruppo di FI in giunta, Gregorio Fontana - la maggioranza sta dando una singolare interpretazione del regolamento perché nella precedente legislatura si procedette subito al controllo delle schede per rispondere alle varie contestazioni che erano state sollevate e poi si fecero le relazioni.

Oggi invece vorrebbero fare diversamente, forse perché così si perde più tempo...". In giunta ieri sera si è invece parlato poco del caso Deaglio. Il direttore di Diario è indagato dalla procura di Roma per diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico. Secondo quanto si è appreso, ci sarebbe stata solo una presa di distanze da parte dei Ds, criticata però dai deputati della Cdl che hanno ricordato come subito dopo la presentazione del film ci furono "oltre 40 dichiarazioni di sostegno da parte di esponenti della sinistra" e che venne "persino proposta una commissione d'inchiesta sui brogli". Per non parlare poi del commento "del portavoce di Prodi Silvio Sircana, in prima fila alla proiezione del film-documentario".

Donato Bruno, sempre domani, dovrebbe presentare anche una proposta di calendario dei lavori, una specie 'tabellina di marcia' nella quale si punterebbe ad accelerare i tempi di consegna delle relazioni sulle singole circoscrizioni.