DEI RICCHI

2005 - Novembre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/11/2005 * 13/11/2005 * 14/11/2005 *

Martedì 8 Novembre 2005

Iraq. L'Onu prolunga la missione di un altro anno. Bush: ritiro sarebbe tradimento

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/11/2005

Con un voto all'unanimità, il Consiglio di Sicurezza ha esteso di un anno il mandato della missione Onu in Iraq (UNAMI) che scadeva domani. L'Unami è stata creata con la risoluzione 1500 del Consiglio di Sicurezza il 14 agosto 2003: ne dovrebbero far parte 344 funzionari civili internazionali e 472 locali ma al 30 giugno scorso erano sul campo solo 190 funzionari internazionali, 366 locali e 4 consiglieri militari presenti in Iraq, Giordania e Kuwait. "Un ritiro avventato o prematuro delle nostre truppe equivarrebbe a tradire il popolo iracheno" ha commentato il presidente George W. Bush, dal suo ranch di Crawford, nel Texas, durante una conferenza stampa, insieme al segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e al segretario di Stato Condoleezza Rice.

Il WSP: impossibile ritiro prima dell'estate 2006

Secondo il Washington Post, che cita come fonte un alto ufficiale degli stati Uniti in Iraq, i leader iracheni e l'apparato militare iracheno non saranno in grado di condurre, da soli, la lotta contro gli insorti almeno fino all'estate del 2006 "al più presto". Le dichiarazioni dell'alto ufficiale, scrive il giornale, "temperano le speranze che un ritiro delle truppe americane su larga scala sia imminente". La fonte del WP dice che "è importante calibrare le attese" su quanto avverrà dopo la stagione delle elezioni in Iraq di qui alla fine dell'anno. "Io dico alla gente: ci sarà ancora un'insurrezione, ci saranno ancora infrastrutture fatiscenti. E ci saranno ancora davanti decenni di sviluppo difficili sui fronti sia economico che politico". Per l'alto ufficiale, dopo le elezioni poco potrà cambiare dal punto di vista della presenza militare americana, nonostante fonti anonime, al Pentagono e a Baghdad, continuino a dire che un significativo ritiro la prossima primavera "è ancora possibile".

Al Qaeda minaccia i cittadini

Intanto, in un comunicato diffuso su Internet, il gruppo di riferimento di al-Qaeda in Iraq ha minacciato di uccidere coloro che stanno lavorando alla stesura della nuova costituzione e tutti coloro che parteciperanno al referendum per approvarla.

Domenica 13 Novembre 2005

Iraq: Martino a Jaafari, il nostro impegno non diminuira'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2005

NASSIRIA - "Voi rappresentate l'Italia che non scappa, che non viene meno agli impegni, che non tradisce gli alleati", dice il ministro Martino ai soldati di Nassiriya. E agli iracheni assicura: "non ce ne andremo via un minuto prima del necessario. Questa missione non è a tempo indeterminato e un giorno finirà, ma un fatto è certo: non la lasceremo a metà e il nostro impegno, anche con una riduzione di uomini, non diminuirà". La frase che più di tutte aspettava il governatore di Nassiriya: "se gli italiani andassero via adesso - dice infatti Aziz Kadum Al Ohely - questa terra sarebbe a rischio terrorismo e anarchia".

Quello di Martino è stato un blitz di mezza giornata in Iraq: prima a Baghdad, dove ha incontrato il premier Ibrahim Al Jaafari, poi a Nassiriya, per il ricordo delle vittime della strage del 12 novembre 2003. Era stato lo stesso Presidente Ciampi, ieri, durante la cerimonia della consegna delle Croci d'Onore ai famigliari dei caduti, a chiedere al ministro di portare il saluto, insieme "alla gratitudine di tutti gli italiani", ai militari impegnati in Iraq. Martino lo ha fatto: "l'Italia intera che due anni fa si è stretta attorno ai nostri caduti adesso è al vostro fianco", dice. E poi, guardando al plotone di soldati iracheni, addestrati dagli italiani, che chiude lo schieramento, assicura: "ci siamo assunti una responsabilità e la porteremo fino in fondo. Solo quando il governo dell'Iraq ce lo chiederà, d'accordo con gli alleati, metteremo termine alla missione". Ma per ora, non se ne parla.

Né il premier Jaafari, né il governatore di Nassiriya hanno ipotizzato una data di questo possibile disimpegno. Dopo aver raggiunto la sede del governo, a Baghdad, a bordo di un elicottero Black Hawk americano e tra severe misure di sicurezza, Martino ha parlato per oltre mezz'ora con Jaafari, ma la questione del ritiro non è stata affrontata. Anzi. Le parole di Martino circa la prosecuzione dell' impegno italiano nell' area "fino a quando lo riterrà il governo iracheno legittimamente eletto", ha detto Al Jaafari, hanno suscitato l' apprezzamento ed il ringraziamento del premier iracheno nei confronti del nostro governo.

Di vero e proprio "bisogno della presenza dei soldati italiani", ha parlato il governatore di Nassiriya il quale ha ripetuto che il ritiro "deve essere graduale e concordato con il governo centrale, in modo che non ne risentano la stabilità e la sicurezza della provincia". Tema, quest' ultimo, che il governatore ha sottolineato prospettando il rischio caos se i soldati italiani andassero via adesso: "ci sarebbero problemi, il rischio di anarchia e la provincia potrebbe diventare rifugio di terroristi. In questo modo tutto quello che è stato fatto finora dagli italiani verrebbe meno".

E la sua gratitudine il governatore l' ha espressa anche durante la cerimonia in ricordo delle vittime della strage, alla quale ha partecipato il ministro Martino: "Oggi - ha detto il rappresentante della provincia di Nassiriya, parlando davanti ai militari schierati - ricordiamo i nostri fratelli italiani caduti nella strage e i nostri figli caduti insieme a loro in questo atto terroristico. Il sangue versato insieme fa capire quanto le forze italiane stanno lavorando per questo Paese. Grazie dunque al popolo italiano, al governo, e al premier Berlusconi per quanto hanno dato a questo Paese".

Giordania. Confessione della terrorista mancata suicida, choc in tv ad Amman: 'Non sono riuscita a farmi esplodere'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/11/2005

La donna non riuscì a far detonare l'esplosivo nell'attacco di mercoledi' sera contro un albergo di Amman compiuto da altri tre kamikaze e ha reso questa sera una confessione davanti alle telecamere della tv giordana indossando una cintura esplosiva. La donna, visibilmente nervosa, ha riferito di essere nata a Ramadi, in Iraq, nel 1970, e di essere entrata in Giordania con il marito il 5 novembre con un passaporto iracheno falso.

Quindi ha descritto l'attacco di mercoledì all'hotel Raddison: "Mio marito ha fatto esplodere la sua bomba e io ho provato a far esplodere la mia cintura senza riuscirci. La gente intorno scappava e anche io ho iniziato a correre". I resti del marito della donna, Ali Hussein Ali al-Shamari, 35 anni, sono stati identificati oggi. La donna è stata identificata come la sorella dell'ex braccio destro di Abu Musab al Zarqawi, a capo dell'organizzazione terroristica al Qaida in Iraq, nella provincia irachena di al Anbar.

L'arresto della donna era stato annunciato da re Abdallah II in persona, in un convegno giornalistico nella capitale. Gli altri tre integralisti autori degli attentati suicidi che hanno provocato la morte di 57 persone, sono stati identificati. La mancata attentatrice, aveva anticipato il ministro dell'Interno Muasher, è sorella di uno stretto collaboratore dello stesso Zarqawi.

Di una kamikaze che avrebbe preso parte alle stragi, restando uccisa al pari dei tre complici di sesso maschile, si era parlato nella primissima fase delle indagini, anche perché a lei si faceva esplicitamente cenno nel comunicato di rivendicazione dei tre attacchi dinamitardi firmato dall'Organizzazione di 'al-Qaeda' per la Jihad in Giordania: il gruppo terroristico più pericoloso tra quanti sono attivi in Iraq, facente capo al super-terrorista di origini giordane Au Musab al-Zarqawi, luogotenente locale di Osama bin Laden.

Ieri peraltro fonti governative giordane avevano puntualizzato, in via riservata, come non si avesse alcuna prova circa la partecipazione di una terrorista agli attentati, che hanno causato 57 morti oltre ai kamikaze.

Lunedì 14 Novembre 2005

Iraq. Fosforo bianco su obiettivi umani a Falluja, conferme da una rivista dell'esercito Usa

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/11/2005

Il fosforo bianco è stato usato durante la battaglia di Fallujah contro obiettivi umani. Dopo l'inchiesta di Rainews 24, questa volta ad affermarlo è una rivista specializzata dell'esercito americano, 'Field Artillery'.

Le munizioni al fosforo bianco, definite efficaci e versatili, sono state usate a Fallujah negli attacchi soprannominati 'shake and bake', letteralmente 'scuoti e cuoci' un'espressione comune in America per i polli da infilare nel forno. Munizioni dall'alto impatto psicologico contro gli insorgenti in trincea, usate quando le armi tradizionali non facevano effetto.

Lo scrive, con grande precisione e dovizia di particolari, il numero di marzo –aprile 2005 di 'Field artillery', la rivista ufficiale dell'artiglieria americana con sede in Oklaoma. Gli autori del memorandum for record, un atto ufficiale, pubblicato sotto forma di articolo, sono il capitano James Cobb, il tenente colonnello Cristoper la Court, e il sergente Higt. L'editore della rivista è l'esercito degli Stati Uniti.

I tre militari hanno partecipato con aeronautica e marines alla battaglia di Fallujah tra l'8 novembre e il 20 novembre 2004, quella raccontata dall'inchiesta di Sigfrido Ranucci per Rainews24.

La battaglia di Falluja viene definita la piu' feroce condotta dai marines in un centro urbano dopo quella di Hue in Vietnam, nel 1968.

Il fosforo bianco è stato dunque usato si come cortina fumogena, ma anche contro obiettivi umani come si scrive nel rapporto, quale potente arma psicologica. I tre relatori scrivono anche che si rammaricano di aver sprecato il fosforo migliore come fumogeno, quando sarebbe stato meglio, scrivono, conservarlo per le missioni letali.

Anche l' "Infantry Magazine", un'altra rivista militare, aveva pubblicato una storia sull'uso di proiettili al fosforo bianco da parte delle forze speciali contro la Guardia repubblicana di Saddam Hussein nei dintorni della citta' curda di Erbil, nell'aprile del 2003:"Gli iracheni cercarono di fuggire, ma furono bloccati, dal fuoco del fosforo bianco. E ancora quando cercavano di fuggire nuovamente, proiettili di fosforo hanno colpito il veicolo e lo hanno incendiato", si legge sulla rivista.

Gli Usa hanno sempre negato di aver usato il fosforo bianco contro obiettivi umani, ma anche il Dipartimento di Stato americano ha corretto la pagina del proprio sito internet dopo le smentite ufficiali: "Abbiamo appreso - è scritto - che alcune delle nostre informazioni non erano corrette".

Papa: la Chiesa rispetta la laicita' dello stato italiano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/11/2005

»CAMERA: TARGA IN LEGNO RICORDA GIOVANNI PAOLO II IN AULA

ROMA - ''La Chiesa in Italia e in ogni paese non intende rivendicare per se' alcun privilegio ma adempiere alla propria missione in legittimo rispetto della laicita' dello Stato''. Cosi' il Papa Benedetto XVI in un messaggio alla cerimonia in ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II, tre anni fa, alla Camera.

Ricordando la visita di Giovanni Paolo II al Parlamento, Ratzinger ha detto che "in questo felice anniversario non mi resta, per tanto, che auspicare che tale spirito di sincera e leale collaborazione si approfondisca sempre di più". Il Papa, "nell'assicurare il costante impegno in tal senso della Santa Sede", ha voluto ancora "una volta ribadire che la Chiesa, in Italia ed in ogni paese, come pure nei diversi contesti internazionali, non intende rivendicare per sé alcun privilegio, ma soltanto avere la possibilità di adempiere la propria missione, nel rispetto della legittima laicità dello Stato.

Questa, del resto, se bene intesa, non è in contrasto con il messaggio cristiano, ma piuttosto è ad esso debitrice, come ben sanno gli studiosi della storia delle civiltà". Benedetto XVI ha ricordato anche "la commossa e calorosa accoglienza" che fu riservata dal Parlamento a Giovanni Paolo II, che costituì il "tributo più solenne di stima che i rappresentanti del popolo italiano abbiano conferito a quel grande Pontefice".

Cervello: per confrontare numeri usiamo un righello virtuale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/11/2005

ROMA - Come fa il cervello a decidere se un numero o la quantita' che esso indica e' di poco oppure molto piu' grande di un'altra? Lo fa utilizzando una linea virtuale sulla quale i numeri piu' piccoli vengono immaginati alla sinistra di quelli piu' grandi. In pratica, un righello virtuale. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani la cui ricerca e' stata pubblicata su Nature Neuroscience.

Nella nostra mente proiettiamo infatti una sorta di righello graduato, simile a quelli usati a scuola, e grazie a questo decidiamo il valore dei numeri che prendiamo in considerazione. Con uno studio svolto presso il Centro Ricerche di Neuropsicologia della Fondazione Santa Lucia, Fabrizio Doricchi e i suoi collaboratori della Facolta' di Psicologia dell'Universita' La Sapienza di Roma, hanno per la prima volta individuato le aree cerebrali che consentono l'uso di questo righello mentale numerico, localizzate nel lobo frontale destro.

L'indagine ha inoltre evidenziato che la capacita' di confrontare quantita' numeriche diverse dipende fortemente da quella di ricostruire mentalmente la collocazione degli oggetti nello spazio. Per il loro studio i ricercatori hanno esaminato alcuni pazienti con una lesione dell'emisfero destro, i quali tendono a trascurare tutto cio' che fisicamente o mentalmente e' collocato alla loro sinistra. A tali pazienti e' stato chiesto di rispondere a delle semplici domande come, ad esempio, 'quale numero sta a meta' tra 3 e 9?'. Attraverso un'accurata procedura di localizzazione e misurazione delle lesioni cerebrali e' stato osservato che solamente i soggetti nei quali queste coinvolgevano la parte anteriore destra del cervello - il lobo frontale - spostavano il centro dell'intervallo compreso tra i due numeri verso la cifra piu' grande collocata a destra, trascurando la parte sinistra di tale intervallo. Gli stessi pazienti mostravano di avere gravi difficolta' nel ricordare semplici itinerari spaziali (come la serie di caselle sulle quali era stata appena spostata una pedina) ma non nell'individuare il centro di linee visive orizzontali o nel ricordare delle serie di numeri casuali.

La ricerca effettuata da Doricchi e dai suoi collaboratori presso il Centro Ricerche di Neuropsicologia diretto dal Luigi Pizzamiglio, ha potuto avvalersi dell'impiego clinico e sperimentale di sofisticate tecniche di visualizzazione del cervello, tra cui la risonanza magnetica cerebrale.