DEI RICCHI

2005 - Ottobre - Settimana 4

Indice dei giorni


23/10/2005 * 25/10/2005 * 26/10/2005 * 27/10/2005 *

Domenica 23 Ottobre 2005

Politica. Berlusconi: Rockpolitik solo l'ultimo attacco al governo. Prodi: ricomincia con le liste di proscrizione

Rai.it, http://www.rai.it/news, 23/10/2005

E' soltanto l'ultimo episodio di un sistema della comunicazione, televisiva ma anche stampa, che dal 2001 ha sistematicamente attaccato l'operato del governo e il presidente del Consiglio. Così Silvio Berlusconi commenta il programma 'Rockpolitik' nell'ultimo libro di Bruno Vespa, di cui è stata diffusa una anticipazione. Dura la reazione dell'opposizione, affidata prima alla replica di Renzo Lusetti, vicepresidente dei parlamentari della Margherita, poi al leader dell'Unione Romano Prodi: "Berlusconi - dice il Profesore - ricomincia con le liste di proscrizione.Al di là di queste parole che mi sembrano suonare ridicole, è l'unico imprenditore che si lamenta della sua azienda ma fa sempre più soldi", conclude Prodi. "Prodi ama tanto la liberta' che lavuole tutta e soltanto per se' e per la sinistra, a Berlusconi non concede neanche la libertà di replicare", ribatte Paolo Bonaiuti portavoce del premier.

Non c'era bisogno di Adriano Celentano - spiega Berlusconi - per avere ventate di libertà in televisione. Basta guardare ogni giorno i canali Rai per vedere battute contro il presidente del Consiglio da parte di Serena Dandini e Sabina Guzzanti, Gene Gnocchi e Enrico Bertolino, Dario Vergassola, Corrado Guzzanti e altri che cerco di non tenere a mente. Oltre, è ovvio a Rockpolitik.

E' preoccupante l'aggiornamento da parte di Berlusconi dell'editto bulgaro che portò alla estromissione dalla RAI di Enzo Biagi e Michele Santoro. Prendersela con Celentano, non è altro che il solito modo del premier di ribaltare la realta', occultando il suo gigantesco conflitto di interessi e attaccando chi fa una televisione libera, priva di condizionamenti e premiata dagli ascolti, ribatte Lusetti.

Sono giorni ormai in cui tra la destra è tornata la tentazione di toccare la 'par condicio'. Tema su cui la maggioranza troverà una opposizione ferma, determinata, compatta su una questione che riguarda le regole del gioco democratico e la parita' di accesso ai mezzi di informazione. Le grottesche accuse rivolte a Rockpolitik come agli altri citati nella lista nera del premier sono il segno - conclude Lusetti - della verticale distanza di Berlusconi dal Paese, della sua paura in vista delle elezioni e del modo proprietario di disporre dei media.

A Prodi, che dalle pagine del Corriere della Sera denuncia il rischio di lottizzazioni in Rai, risponde da Napoli, in serata, il presidente dell'azienda Claudio Petruccioli: "Sono molto contento ogni volta che sento che fra i politici qualcuno parla contro le lottizzazioni". All'inaugurazione dell'auditorium restaurato del centro di produzione Rai del capoluogo campano, Petruccioli aggiunge: "Noi lavoreremo in modo tale da fornire a chi non vuole le lottizzazioni del buon materiale di giudizio. Per quel che mi riguarda non sto certo li' a fare il presidente dell'azienda per certificare il passaggio da due a uno, da uno a due, e mettere il timbro su spartizioni di questo tipo. Se si vuole un notaio che certifichi cose del genere, si cerchi un altro. Io non sono il tipo".

Martedì 25 Ottobre 2005

Iraq. Approvata la Costituzione con il 78 per cento dei si'

Rai.it, http://www.rai.it/news, 25/10/2005

Il risultato del referendum che si è svolto il 15 ottobre sul progetto di costituzione irachena è stato approvato con il 78% di sì e il 21% di voti contrari. L'annuncio è arrivato dalla Commissione elettorale.

La provincia di Ninive ha bocciato la costituzione irachena ma con il 55% dei voti, al di sotto quindi della soglia che avrebbe bloccato l'approvazione della Carta costituzionale.

Per bloccare la costituzione era necessario che tre province bocciassero il testo con una maggioranza di due terzi. Secondo i risultati, due province sunnite hanno detto no al testo con una percentuale superiore al 66 %, mentre quella di Ninive, il cui risultato è giunto oggi, ha bocciato il testo solo con il 55 per cento dei voti.

Il tasso di partecipazione al referendum è stato del 63%.

Al Qaeda rivendica l'attentato agli hotel dei giornalisti

Il gruppo che fa capo al giordano Abu Musab al Zarqawi, luogotenente in Iraq di Osama Bin Laden, ha rivendicato gli attacchi di ieri contro lo Sheraton e il Palestine. Nel documento, pubblicato su un sito internet, si legge che "i leoni del monoteismo hanno colpito nel cuore della sicurezza costruita dai crociati nel centro di Baghdad, dove ci sono agenti dei servizi segreti e contractor americani, britannici e australiani". Nel comunicato i terroristi si vantano di "essere riusciti a compiere l'attacco nonostante tutte le misure di sicurezza prese per proteggere la zona". A facilitare il successo dell'attentato, secondo la rivendicazione, "le informazioni ottenute" da fiancheggiatori. Al Qaeda spiega di avere "diffuso il comunicato con ritardo per poter garantire il ritiro dei fratelli che si trovano nella zona, circondata dai crociati".

Mercoledì 26 Ottobre 2005

Immigrazione. Centinaia di arrivi nelle ultime 24 ore, cpt di Lampedusa vicino al collasso

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/10/2005

Alcuni dicono di essere libici; altri iracheni o palestinesi. Sono 659 gli immigrati approdati nelle ultime 24 ore in Sicilia tra Siracusa e Lampedusa, dove è sbarcato il maggior numero di extracomunitari e dove il centro di prima accoglienza è nuovamente al collasso.

Sull'isola, dove nel pomeriggio di ieri erano sbarcati 111 stranieri tra i quali 16 donne e 13 bambini, durante la notte sono arrivati altri due consistenti gruppi. Il primo, di 213 persone tra le quali 11 donne, e' stato soccorso da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza a una ventina di miglia dalla costa dove un peschereccio aveva segnalato la presenza del barcone.

Il secondo, di 160 immigrati tra i quali 8 donne, era su un natante avvistato mentre si concludeva la precedente operazione di soccorso e raggiunto a 25 miglia a Sud di Lampedusa per essere poi rimorchiato in porto.

A Siracusa sono invece arrivate nella notte a bordo della nave militare "Urania" le 175 persone che viaggiavano su un'imbarcazione intercettata a 43 miglia dalla citta', nel Canale di Sicilia. Motovedette della Guardia Costiera salpate anche da Catania hanno affiancato lo scafo ma le cattive condizioni del mare hanno poi suggerito il trasbordo degli extracomunitari sull'unita' della Marina, che e' arrivata in porto alle tre. Tra i 175 immigrati, 20 donne e 22 bambini, la metà dei quali neonati. Una donna e un bambino apparsi in condizioni particolarmente debilitate sono stati ricoverati nell'ospedale "Umberto I".

Politica. Fini si candida per Palazzo Chigi: premier sara' chi prende piu' voti. Nessun condono in finanziaria

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/10/2005

Il candidato premier va indicato prima, il programma bisogna presentarlo quando si sciolgono le Camere. La coalizione composta da Tizio o Caio indica Silvio Berlusconi come candidato premier qualora Berlusconi vinca. Ma "se poi dalle urne esce un risultato per cui An o l'Udc prendono più voti di Forza Italia, lo stesso Berlusconi ha detto che il leader di quel partito è il candidato premier". Negli studi di 'Porta a Porta' Gianfranco Fini non rinuncia all'ambizione di competere per Palazzo Chigi: d'altronde, dice, anche Casini ha già detto che farà altrettanto.

Parlando della finanziaria 2006, Fini ha spiegato che "non possiamo penalizzare oltre misura la cultura, un settore in questo Paese che ha una storia e anche grandi potenzialità di ritorno economico. Quindi dovranno esserci delle correzioni, come dovremo fare interventi correttivi per i settori collegati alla sicurezza e alla Difesa: servono piu' risorse di quelle inizialmente previste".

Non ci saranno condoni di sorta nell'ultima Finanziaria di legislatura, ha aggiunto lo stesso Fini a Radio 24. "Confermo che il governo è contrario a provvedimenti che possono essere giustificati solo quando sono interventi che non si ripetono nel corso del tempo. Altrimenti - ha sottolineato - sono diseducativi".

Fini ha anche ribadito che il suo partito è favorevole, per quanto riguarda l'utilizzo del fondo sociale, ad un intervento strutturale più che a interventi a pioggia: "Penso che non sarebbe utile una mancia a fine anno o un bonus straordinario -ha precisato il ministro degli Esteri- meglio invece mettere a regime strutturalmente alcuni interventi che dovranno essere centrati alle famiglie, e in particolare a quelle giovani, e sui minori".

Quanto alla legislatura che va terminando, per Fini sono stati la mancata riforma dell'art.18 e il Patto per l'Italia gli errori maggiori commessi dal governo di centrodestra in questi cinque anni: "Il Patto per l'Italia non è stato tradotto in realtà ma è una delle ragioni -spiega Fini- per cui Tremonti lascio' poco dopo il governo". Il ministro degli Esteri ha poi ribadito che comunque la Cdl ha "una maggiore omogeneita' rispetto al centrosinistra. Credo che all'Italia serva piu' destra".

Terremoto in Pakistan. Islamabad: 54mila i morti. E ora il freddo potrebbe provocare un'altra strage

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/10/2005

Con l'inverno rigido che si preannuncia, siamo impegnati in una corsa contro il tempo per salvare le persone e noi abbiamo chiesto loro di lasciare le zone di alta montagna. Nelle parole del ministro dell'Interno pachistano Aftab Sherpao la paura di una nuova, silenziosa ecatombe dopo quella provocata dal sisma. Che, fa sapere Islamabad, ha provocato 54.000 morti e 77.000 feriti.

Sherpao ha detto che questo bilancio potrebbe aggravarsi perché le ricerche per trovare corpi sotto le macerie di edifici crollati proseguono, e perché il freddo che aumenta di giorno in giorno nelle zone di montagna rischia di mietere altre vittime.

Universita'. Approvata la riforma Moratti, continuano manifestazioni e polemiche

Rai.it, http://www.rai.it/news, 26/10/2005

Mentre gli schieramenti politici continuano a dividersi e polemizzare sulla riforma Moratti, la polizia replica alle accuse per la presunta carica ai danni dei dimostranti, ieri, in piazza Montecitorio e il mondo dell'Università si interroga sulle conseguenze più immediate della riforma. A Venezia, come in molte città italiane, continua la mobilitazione degli studenti, che annunciano per oggi altri cortei e manifestazioni.

Per la Questura di Roma "gli unici momenti di tensione si sono avuti quando, al passaggio degli studenti davanti al contingente schierato a Piazza Colonna, alcuni manifestanti hanno oltraggiato le forze dell' ordine e due agenti sono intervenuti nel tentativo di identificare gli autori del gesto". A questo episodio "sono conseguiti brevi tafferugli al termine dei quali risultano contuse cinque persone, due operatori dell' informazione e tre studenti".

La riforma Moratti, come del resto qualsiasi tentativo di riforma dell'università avanzato negli ultimi 30 anni, suscita ampie ed aspre critiche nel mondo accademico: "Con l'approvazione della riforma sulla docenza gli atenei si troveranno di fronte al baratro finanziario", accusa, fra gli altri, il rettore della Sapienza di Roma, Renato Guarini. Che in un'intervista al Messaggero denuncia che "la riserva dei posti a chi insegna da almeno 15 anni non è che una 'ope legis' mascherata" e che "si blocchera' l'accesso ai giovani".

Secondo Guarini "anche se volessimo prendere per buona la legge non ci sono le condizioni per applicarla -dice- perche' la legge non prevede investimenti, viene varata a costo zero". E mentre "gli atenei dovranno sostenere gli oneri finanziari", il rettore dell'università romana sottolinea che "cinque anni fa il primo ateneo di Roma riceveva solo il 9,1% del Fondo nazionale. Ora, invece, ci dobbiamo accontentare dell'8% in tutto. Significa che in cinque anni -conclude- i nostri stanziamenti sono scesi di 69 milioni di euro".

Giovedì 27 Ottobre 2005

Iraq. Oil for food, il rapporto Volcker cita anche Formigoni. Presidente della Lombardia: mai preso un centesimo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 27/10/2005

Documenti ufficiali iracheni e del ministero del petrolio indicano che il governo iracheno ha accordato oltre 27 milioni di barili di petrolio in undici fasi nel nome di Roberto Formigoni, presidente della Lombardia. E' quanto riporta il rapporto finale della Commissione Indipendente Volcker che ha indagato sullo scandalo "Oil for food".

Il ruolo di Roberto Formigoni

Il rapporto, quinto e ultimo in 18 mesi di lavoro della Commissione, è stato distribuito oggi alla stampa.

Oltre 24,1 milioni di questo petrolio sono stati utilizzati. Queste quote di petrolio tuttavia non furono trattate da Formigoni, ma da Marco Mazzarino De Petro, amico di Formigoni da trent'anni, che a quei tempi stava lavorando come consulente pagato nell'ufficio del presidente della Regione, si afferma nel rapporto.

L'esame delle informazioni ottenute dal comitato "non rivela che Formigoni ricevette profitti dalla vendita di questo petrolio", si afferma nel rapporto in cui si nota peraltro che "nonostante molti tentativi il comitato non è stato in grado di ottenere la cooperazione di Formigoni o della Cogep" e che "Formigoni ha negato di aver ricevuto quote di petrolio".

Formigoni: mai né una goccia né un centesimo

Confermo di non aver mai ricevuto dall'Iraq né una goccia di petrolio né un solo centesimo. E' quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in relazione alla vicenda oil for food e alle conclusioni del rapporto Volcker.

Come ho sempre dichiarato, nelle mie missioni internazionali (parecchie decine in questi anni) ho accompagnato e segnalato i nomi di aziende lombarde e italiane, grandi e piccole, desiderose di lavorare con l'estero. Se queste aziende hanno ottenuto lavoro, come spesso e' capitato, ne sono orgoglioso, ma le modalità con cui ciò è avvenuto sono sotto la loro totale responsabilità.

Nel caso dell'Iraq - aggiunge Formigoni - sono doppiamente orgoglioso in quanto mi sono mosso in risposta ad un appello umanitario dell'ONU che invitava a comprare petrolio dall'Iraq per salvare dalla fame quelle popolazioni, dal momento che l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva gia' denunciato la morte di un milione di bambini.

Le società esterne all'Onu coinvolte nello scandalo

Con oltre 1500 pagine tra testo e tavole, il dossier fa i nomi delle società esterne all'Onu coinvolte nello scandalo "Oil for food". "Attraverso un accordo con una compagnia locale Costieri Genovesi Petroliferi (Cogep) De Petro ricavò almeno 800 mila dollari di profitti dalla vendita di questo petrolio attraverso una serie di conti a nome Candonly Ldt., il nome dato a tre compagnie di facciata che lui controllava", si afferma nel capitolo che riguarda il presidente della Regione Lombardia.

De Petro - prosegue il rapporto - ha detto di aver contattato l'ufficio di Tareq Aziz per fare altri acquisti di petrolio nell'ambito del programma. De Petro ricordò che Formigoni menzionò la Cogep a funzionari iracheni durante la loro visita ufficiale in Italia nel 1998, ma asserì di non aver dato una lira da questa attività a Formigoni.

Fra le compagnie incriminate anche Volvo e Daimler Chrysler

Nel rapporto Volcker spiccano anche i marchi di colossi automobilistici come la Volvo e la Daimler Chrysler, assieme ad altre 4.500 compagnie che versarono tangenti al deposto dittatore iracheno Saddam Hussein.

Coinvolto anche padre Benjamin

Nello scandalo sarebbe coinvolto anche padre Jean-Marie Benjamin, dal 1991 al 1994 assistente del segretario di Stato vaticano, il cardinale Agostino Casaroli. Dal 1988, il sacerdote fu amico dell'allora vicepremier iracheno, Tareq Aziz. Quattro pagine del rapporto stilato dalla Commissione Onu sono dedicate alla vicenda che interessa padre Benjamin e Alain Bionda, un avvocato e petroliere svizzero che avrebbe utilizzato la sua amicizia con padre Benjamin per ottenere dal Governo di Baghdad oltre due milioni di barili di petrolio nell'ambito del programma 'Oil for Food'.

Sia padre Benjamin che Bionda hanno negato che il religioso avesse degli interessi nel petrolio iracheno o nei proventi delle vendite. Tuttavia, dopo aver venduto i diritti sul petrolio, Bionda avrebbe offerto centoquarantamila dollari del ricavato al sacerdote come donazione. Il religioso ha affermato di averli accettati come tale, senza conoscerne la provenienza.

Finanziaria. Si' al decreto di fiscale: confessioni religiose e no-profit esentati dall'Ici

Rai.it, http://www.rai.it/news, 27/10/2005

La Commissione finanze del Senato ha dato il via libera al decreto fiscale collegato alla Finanziaria. La principale novità introdotta è l'emendamento per cui la Chiesa cattolica, le altre confessioni che hanno siglato un'intesa con lo Stato italiano e le associazioni no-profit non pagheranno l'Ici sia per gli immobili adibiti al culto sia per le attività commerciali.

Tra altre le modifiche introdotte, ci sono: la possibilità per commercialisti e ragionieri di compilare i moduli 730 (che ora potevano essere inviati solo dai Caf) e una disposizione che prevede l' istituzione di rappresentanze dei contribuenti presso le amministrazioni fiscali. Un'altra novità riguarda la composizione delle commissioni medici per valutare le invalidità, nelle quali potranno ora essere previsti anche medici delle associazioni degli invalidi.

Il 7 novembre il decreto fiscale, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 29 settembre insieme al ddl Finanziaria, approderà in aula al Senato con la manovra.

Conti pubblici. Berlusconi alla Ue: rivedere il rapporto deficit-pil, nessun aumento tassazione su rendite finanziarie

Rai.it, http://www.rai.it/news, 27/10/2005

Smentisco nella maniera più decisa le voci su un possibile aumento delle imposte sulle rendite finanziarie. Lo ha affermato Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo informale a Hampton Court, in Gran Bretagna.

Spesa pubblica in deficit

Parlando dei temi del vertice, il premier ha assicurato che "non c'è alcuna preoccupazione per le finanze pubbliche. La preoccupazione dominante della Bce è quella di contenere l'inflazione, ma con un'economia in stagnazione bisogna cambiare prospettiva. L'economia va sostenuta anche con interventi di spesa pubblica in deficit".

Superare rapporto deficit-pil

Oggi l'eccezione è rappresentata dal rispetto del rapporto deficit-pil al 3% mentre la regola è lo sfondamento di questa percentuale, anche se a questo rapporto si da' una grande importanza. Ma grande importanza in realtà non ha, perché un sistema in deficit non da' automaticamente una crescita dell'inflazione.

Nessun rischio di declassamento

Il premier è certo che "non c'e' nessun rischio di 'down rating' per l'Italia. L'economia da' segnali di ripresa, sta aumentando la fiducia delle famiglie. Non bisogna fare del disfattismo, perché così si fa il male dell'Italia. I menagramo, oltretutto, allontanano gli investitori. Mi auguro che la smettano".

Iran. Ue: forte condanna delle parole di Ahmedinejad su Israele. Teheran: Europa indifferente ai crimini sionisti

Rai.it, http://www.rai.it/news, 27/10/2005

I leader europei condannano fermamente le dichiarazioni sullo Stato di Israele attribuite al presidente iraniano Ahmadinejad. Lo si legge in una dichiarazione della presidenza britannica dell'Ue, che raccoglie il consenso dei

Venticinque capi di stato e di governo europei riuniti nel vertice informale di Hamtpon Court, alle porte di Londra.

Questi commenti, continuano i 25 riuniti nel vertice di Hamtpon Court, "causano preoccupazione riguardo al ruolo dell'Iran nella regione". La condanna si riferisce a quanto dichiarato ieri dall'ultaconservatore Mahmoud Ahmadinejad, che, nel corso di una conferenza intitolata 'Il mondo senza il sionismo', aveva detto che "Israele deve essere cancellato dalla carta geografica".

Esortazioni alla violenza e alla distruzione di un qualsiasi stato - prosegue la dichiarazione dei Venticinque della Ue - sono manifestamente incoerenti con la pretesa di essere un membro della comunità internazionale maturo e responsabile.

Dura risposta di Teheran: "Europa indifferente ai crimini sionisti"

L'Iran ha reagito all'indignazione suscitata dalle affermazioni del presidente Mahmoud Ahmedinejad sottolineando "l'indifferenza" dell'Europa di fronte ai "crimini sionisti".

E' quanto si legge sull'agenzia di Stato iraniana Irna: in un comunicato del ministero degli Esteri, Teheran denuncia la "recrudescenza dei crimini del regime sionista", in particolare la "repressione dei palestinesi e la violazione dei diritti dell'uomo nei territori occupati". Il documento aggiunge che "il sostegno incondizionato occidentale al regime sionista complica ancor di più la situazione in Medio Oriente".

Israele chiede l'espulsione dell'Iran dall'Onu

Oggi, Israele ha intensificato le richieste per una espulsione dell'Iran dalle Nazioni Unite.

Un portavoce del primo ministro israeliano Ariel Sharon: "Crediamo che questo paese non debba avere un posto nelle Nazione Unite, perchè minaccia da lungo tempo l'esistenza dello stato d'Israele con il suo programma nucleare e i suoi missili". "L'Iran - ha concluso - è il nostro nemico più pericoloso e minaccia il mondo libero".

Dure anche le parole di Shimon Peres, vice primo ministro israeliano e premio Nobel per la pace: "E' la prima volta dai tempi della creazione dell'Onu nel 1945 che uno dei suoi membri chiede la distruzione di un altro (stato membro)".

Le intenzioni dell'Iran sono pericolose, - ha continuato Peres - perché questo paese vuole sviluppare armi nucleari e missili a lunga gittata.

In Olanda e in Germania

Il governo olandese ha convocato al ministero degli Esteri l'ambasciatore di Teheran per protestare contro le dichiarazioni anti-israeliane del presidente iraniano Ahmadinejad. Parlando a nome del capo della diplomazia olandese Bernhard Bot, un alto funzionario del ministero ha sottolineato che si tratta di dichiarazioni "totalmente inaccettabili", che danneggiano il processo di pace in Medio oriente e pongono interrogativi sulla politica nucleare iraniana.

La stessa cosa è accaduta in Germania, dove il ministro degli Esteri uscente, Joschka Fischer (Verdi), ha convocato oggi un diplomatico dell'ambasciata iraniana per sottolineare l'opposizione della Germania davanti all'appello del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

La Russia non cambia posizione sul nucleare iraniano

La Russia ha condannato oggi come "inaccettabili" le parole del presidente iraniano Ahmadinejad, ma ha avvertito che rimane contraria ad un deferimento della questione nucleare iraniana al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in visita ad Amman.

A Mosca l'ambasciatore di Teheran è stato convocato "per spiegazioni" al ministero degli Esteri, ma in generale la Russia ha indicato che non ha cambiato posizione e si è detta tuttora convinta che la questione delle presunte ambizioni atomiche dell'Iran vada affrontata e risolta a livello dell'Agenzia atomica internazionale e non dell'Onu.

La Russia sta costruendo in Iran una centralenucleare ed è interessata a costruirne altre, malgrado le forti riserve degli Stati Uniti che ne temono un utilizzo improprio.

Kofi Annan si è detto "costernato"

Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha espresso oggi costernazione per l'invettiva contro Israele del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.