DEI RICCHI

2006 - Dicembre - Settimana 1

Indice dei giorni


01/12/2006 * 03/12/2006 * 05/12/2006 * 06/12/2006 *

Venerdì 1 Dicembre 2006

Finanziaria: salta 3% su pensioni d'oro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2006

Salta il contributo di solidarietà pari al 3% sulle pensioni che superano il limite di cinquemila euro mensili. Lo prevede un emendamento del relatore alla finanziaria. Conseguentemente, è previsto un taglio alla tabella A, sotto la voce ministero dell' Economia, di 22 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

20% SU AFFITTI, MA SOLO DOPO RECUPERO EVASIONE

Arriva la cedolare secca del 20% sugli affitti ma solo se si recupererà l'evasione nel settore delle locazioni immobiliari: è quanto prevede un emendamento alla Finanziaria del relatore di maggioranza Gianfranco Morgando. Prevista anche, in quest'ambito, una detrazione per le giovani coppie. Il punto sulle risorse disponibili si farà "a decorrere dall'anno 2008".

Il meccanismo che porta alla cedolare del 20% prevede che venga istituito presso l'Agenzia delle Entrate ''un sito Internet nel quale sono raccolti tutti i dati relativi alle locazioni abitative, non soggette a Iva'' e stipulate secondo le nuove norme che tendono al recupero dell'evasione fiscale nel settore. ''A decorrere dall'anno 2008, l'Agenzia comunica al ministero dell'Economia e delle finanze entro il 31 marzo di ogni anno - si legge nell'emendamento del relatore depositato alla Commissione Bilancio del Senato - l'ammontare della base imponibile derivante dai contratti'' stipulati secondo le nuove norme.

''Dell'eventuale recupero di base imponibile e di imposte versate si tiene conto'' per applicare sugli affitti un'imposta sostitutiva del 20%. ''In tal caso - prosegue l'emendamento - sono stabilite specifiche detrazioni in favore dei conduttori, qualora l'alloggio sia stato concesso in locazione a coppie i cui componenti siano d'eta' inferiore a 35 anni ovvero sia stato concesso a favore di soggetti in condizioni disagiate''.

La stretta sugli affitti in nero prevede la stipula dei contratti per atto pubblico o scrittura privata autenticata in cui deve esserci ''indicazione espressa dell'ammontare del canone''; nulla ogni pattuizione in cui il canone davvero pagato sia superiore a quello indicato. In caso di inosservanza delle norme il locatore rischia di dovere applicare un affitto ''pari alla media matematica tra il canone legale e la rendita catastale''. E sempre in questi casi il locatario ha diritto ''di protrarre la detenzione dell'immobile'' per sei anni , prorogabili per altri sei. Le disposizioni partono dal primo gennaio 2007 e le parti hanno un anno per mettersi in regola con le nuove disposizioni.

AUTOSTRADE, MANOVRA: CAMBIANO NORME, PALETTI E INDENNIZZI

Arrivano nuovi paletti per le concessioni autostradali e anche indennizzi in caso di revoca. A prevederlo e' un emendamento alla Finanziaria

presentato dal governo che modifica l'art. 12 del decreto fiscale, che ostacolava la fusione Autostrade-Abertis. In particolare e' previsto che le societa' concessionarie non possano attribuire i lavori a imprese ''comunque collegate che abbiano realizzato la relativa progettazione''. E' prevista poi la possibilita' di estinzione della concessione e, anche se motivata, viene fatto ''salvo il diritto di indennizzo''.

Risparmio: ok Cdm a modifiche, salta il tetto del 30% per le fondazioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2006

ROMA - Il consiglio dei ministri ha approvato le linee di modifica della riforma del risparmio. Tra le norme sono previste anche l' abolizione del tetto del 30% per le fondazioni e alcune norme sul funzionamento della Covip.

Il Tesoro cede una quota controllo di Alitalia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2006

ROMA - "Il Consiglio dei ministri ha deliberato di procedere alla cessione di una quota di controllo di Alitalia da parte del ministero dell'Economia, che attualmente detiene il 49,9% del capitale della società, mediante una procedura competitiva a trattativa diretta, rivolta a potenziali acquirenti". E' quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

La decisione - prosegue la nota - è stata assunta in coerenza agli intendimenti espressi dal governo lo scorso 10 ottobre di porre la ricerca di alleanze internazionali strategiche al centro della propria azione politica, riservandosi di effettuare entro il gennaio 2007 le scelte definitive riguardanti il futuro dell'Alitalia. "Il governo ritiene infatti che il rilancio strategico di Alitalia non possa prescindere dall'ingresso nel capitale della società di nuovi soggetti industriali e finanziari e che ciò debba necessariamente avvenire attraverso un processo trasparente e non discriminatorio.

La procedura individuata, ritenuta la più idonea tra quelle indicate nel Decreto del Presidente del Consiglio del 3 febbraio 2005 - sottolinea il comunicato - sarà curata dal ministero dell'Economia e delle finanze con il supporto di propri advisor e prenderà avvio mediante la pubblicazione sulla stampa di un avviso in cui si farà richiesta di manifestare interesse all'acquisto della suddetta partecipazione di controllo".

Messico: Calderon si insedia in fretta tra i fischi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2006

di Oliviero Pluviano

L'economista e avvocato Felipe Calderon Hinojosa ha giurato oggi da presidente del Messico nel palazzo di San Lazaro a Città del Messico,dribblando tutte le vivaci contestazioni provenienti dalla sinistra, convinta che l'esponente conservatore abbia vinto le presidenziali grazie a una frode elettorale. Per essere più sicuro del passaggio dei potri, ostacolato nel palazzo del Congresso dai parlamentari del Partito della Rivoluzione Democratica (Prd), Calderon aveva preso parte poco dopo mezzanotte a un'inedita cerimonia d'insediamento nella sede della presidenza di Los Pinos, durante la quale il presidente uscente Vicente Fox gli aveva offerto una bandiera messicana. Ma non è stato necessario questo ripiego. In 10 minuti Calderon e Fox hanno fatto il loro ingresso attraverso una porticina laterale nell'emiciclo del Congresso, dove un'ora prima erano venuti alle mani parlamentari del Prd e del partito di governo, il Partito di Azione nazionale (Pan).

In mezzo alle grida e ai fischi dell'opposizione, Calderon ha giurato in fretta e furia nelle mani del presidente della Camera, Jorge Zermeno, ha ascoltato l'inno nazionale di fronte a 94 senatori e 335 deputati che hanno assicurato il quorum stabilito dalla costituzione del 50 per cento più uno, e se ne è andato. La cerimonia dell'insediamento, a cui hanno preso parte 12 capi di stato e più di 100 invitati stranieri (a rappresentare l'Italia c'era il sottosegretario agli esteri, Donato Di Santo), non è mai stata così breve nell'intera storia del Messico.

Calderon non ha fatto il Discorso alla Nazione, previsto in tali occasioni. Il leader della sinistra, Andres Lopez Obrador, battuto da Calderon per 233 mila voti (lo 0,56 per cento dei suffragi totali), ha all'ultimo momento dirottato verso un posto lontano dal Congresso la marcia della grande folla di militanti del Prd che si era riunita nello Zocalo, la piazza principale di Città del Messico.

"Siamo qui per difendere la democrazia e per appoggiare i nostri parlamentari - ha dichiarato Lopez Obrador - Ma non esporremo la gente al rischio di affrontare la polizia e i soldati, che fanno parte del nostro popolo. Conosciamo perfettamente la differenza fra noi e questo stuolo di ruffiani: la banda che senza dubbio è il gruppo più pericoloso del Messico". Il palazzo del Congresso è rimasto bloccato per quattro giorni consecutivi. I parlamentari del Pan, il partito di Fox e di Calderon, si erano impossessati del pulpito della presidenza della Camera prevedendo che lì si sarebbe svolta la cerimonia di insediamento. Da parte loro i membri del Prd avevano bloccato tutti gli accessi alla Camera. Ma si sono dimenticati di una piccola porta che collega il salone chiamato Trasbanderas con la sala principale del Congresso. Da questo sono entrati come formichine gli invitati speciali, i parlamentari del governo, e alla fine Calderon e Fox.

"Stiamo protestando per la frode elettorale del 2 luglio - ha detto ancora Lopez Obrador - Siamo qui perché non accettiamo l'imposizione e vogliamo che nel nostro paese ci sia democrazia.Non siamo ribelli senza una causa". Calderon, di 43 anni, è nato nella città coloniale di Morelia, nel Messico occidentale. Si dichiara conservatore di destra e profondamente religioso; si oppone ai matrimoni fra omosessuali e all'aborto. Gli piace cantare. Sua moglie,Margarita Zavala, dalla quale ha avuto tre figli, è stata deputato per il Pan nella scorsa legislatura.

Con Fox il Pan era riuscito ad interrompere 71 anni ininterrotti di governo del Partiro Rivoluzionario istituzionale (Pri), che è oggi la terza forza parlamentare dopo Pan e Prd. Lopez Obrador definisce Calderon un "usurpatore". Il leder della sinistra messicana è stato nominato "presidente legittimo" dalla convenzione democratica nazionale. Il primo di settembre aveva con i suoi sostenitori impedito al presidente Fox di leggere il suo ultimo rapporto annuale al Congresso. Oggi a un'ora dall'insediamento i deputati del Prd scandivano lo slogan "No a Calderon" prima di venire alle mani con gli avversari. "Non ignoro la complessità della situazione politica e le nostre divergenze - ha affermato Calderon - Ma sono convinto che oggi dobbiamo porre fine ai nostri disaccordi".

Domenica 3 Dicembre 2006

Card.Hummes: celibato preti non e' dogma

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2006

CITTA' DEL VATICANO - Il celibato dei sacerdoti "non è un dogma", e il calo delle vocazioni potrebbe indurre la Chiesa a "riflettere su tale questione". Faranno sicuramente discutere le affermazioni del cardinale Claudio Hummes, il porporato brasiliano nominato il 31 ottobre scorso da Benedetto XVI nuovo prefetto della Congregazione per il Clero. Partendo per Roma per assumere il suo nuovo incarico, Hummes, grande amico del presidente brasiliano Lula, in un'intervista al quotidiano 'Estado de Sao Paulo' ha affermato che "anche se i celibi fanno parte della storia e della cultura cattoliche, la Chiesa può riflettere sulla questione del celibato, perché non é un dogma, ma una norma disciplinare".

Hummes, 72 anni, francescano dei Frati minori, finora arcivescovo di San Paolo del Brasile, ha ricordato che alcuni apostoli erano sposati e che la proibizione del matrimonio è stata adottata solo secoli dopo l'istituzione del sacerdozio. "La Chiesa - ha insistito - non è stazionaria, ma un'istituzione che cambia quando deve cambiare". Certo, ha aggiunto, non è una decisione facile che possa essere presa in fretta: "la Chiesa deve prima discutere se è necessario ridiscutere le norme sul celibato". Il nuovo capo-dicastero per il Clero, che prende il posto del cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, ha definito una "sfida" la diminuzione dei preti in Europa e in altre parti del mondo, e ritiene che potrebbero esservi nuove pressioni per l'ordinazione di preti sposati. Inoltre ha ribadito che le denunce di pedofilia a carico di molti sacerdoti preoccupano la Chiesa.

Anche se si trattasse di un unico caso - ha detto al quotidiano brasiliano -, sarebbe già una grande preoccupazione, soprattutto riguardo alle vittime. Ma è ingiusto e ipocrita generalizzare gli scandali di pedofilia, perché il 99% dei preti non ha nulla a che fare con la pedofilia. Secondo il cardinale uscente di San Paolo, "la pedofilia non è un problema solo dei sacerdoti, ma di tutta la società; ci sono casi di abuso sessuale di bambini persino nelle famiglie". Tocca ai vescovi, ha specificato Hummes, investire sempre più nella "selezione rigorosa e nella formazione esigente" dei candidati al sacerdozio, per combattere la pedofilia. "I preti sono un gruppo strategico per la Chiesa - ha concluso -, sono loro che danno vita alla Chiesa e, perciò, meritano l'appoggio e l'affetto dei cattolici".

Le affermazioni di Hummes sul celibato arrivano nel momento in cui per la Santa Sede è ancora aperta la spinosa questione dell'arcivescovo Emmanuel Milingo, lui stesso sposato con Maria Sung e scomunicato 'latae sententiae' il 26 settembre scorso dopo aver ordinato vescovi quattro sacerdoti sposati negli Stati Uniti. In un vertice del Papa con i capi-dicastero vaticani lo scorso 16 novembre, tra l'altro è stato "riaffermato il valore della scelta del celibato sacerdotale secondo la tradizione cattolica ed è stata ribadita l'esigenza di una solida formazione umana e cristiana, sia per i seminaristi che per i sacerdoti già ordinati". Proprio oggi, comunque, Milingo ha protestato contro il Vaticano per il diverso trattamento da lui ricevuto con la scomunica, rispetto ai vescovi patriottici cinesi e - a suo dire - i vescovi cattolici polacchi nazionali, "che sono stati consacrati in due cerimonie separate il 30 novembre e non sono stati scomunicati per aver ordinato vescovi senza un mandato papale". Milingo sostiene in una nota, diffusa in Italia dal prete sposato Giuseppe Serrone, di essere discriminato dalla Santa Sede per ragioni razziali. Intanto si prepara alla nuova convention del suo movimento 'Married Priests Now' che si svolgerà a Parsippany, nel New Jersey, dall'8 al 10 dicembre. Ha già annunciato che in quell'occasione ordinerà al sacerdozio tre uomini sposati, rinnovando così la sua sfida alla Santa Sede.

Card. Hummes: celibato dei preti non all'ordine del giorno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2006

ROMA - La questione dell'abolizione del celibato sacerdotale "non è attualmente all'ordine del giorno delle autorità ecclesiastiche". E' quanto ha chiarito il cardinale Claudio Hummes a proposito delle polemiche sollevate dall'intervista rilasciata a un giornale brasiliano.

Nella Chiesa è sempre stato chiaro che l'obbligo del celibato per i sacerdoti non è un dogma ma una norma disciplinare. Il cardinale Claudio Hummes in una dichiarazione diffusa dalla sala stampa vaticana chiarisce che questa norma disciplinare "vale per la Chiesa latina ma non per i riti orientali dove anche nelle comunità unite alla chiesa cattolica è norma che vi siano sacerdoti sposati".

Hummes appena arrivato in Italia dal Brasile chiarisce anche che "la norma del celibato per i sacerdoti della Chiesa latina è molto antica e poggia su una tradizione consolidata e su forti motivazioni, di carattere sia teologico-spirituale sia pratico pastorale ribadite anche dai papi". Orientamento emerso anche durante il recente sinodo dei vescovi: l'opinione diffusa tra i padri era che "un allargamento della regola del celibato non sarebbe stato una soluzione neppure per il problema della scarsità delle vocazioni che è da collegare piuttosto ad altre cause, a cominciare dalla cultura secolarizzata moderna, come dimostra l'esperienza anche delle altre confessioni cristiane che hanno sacerdoti o pastori sposati". Hummes ha, infine, concluso che la questione non è all'ordine "del giorno delle autorità ecclesiastiche" come "recentemente ribadito dopo l'ultima riunione dei capi dicastero col Papa.

RNP, CELIBATO? E' SCELTA POLITICA E NON TEOLOGICA

Non possiamo che accogliere con speranza le aperture del cardinale Claudio Hummes, ma "non possiamo neppure astenerci dal formulare ai vertici della Chiesa di Roma i nostri complimenti più sinceri per l'abilità con cui hanno dimostrato di essere maestri nel fare di necessità virtù, giustificando sul piano teologico scelte fatte a livello canonico per ragioni di governo della comunità dei fedeli". Maurizio Turco, deputato della Rosa nel pugno, e Sabrina Gasparrini, componente della direzione nazionale Rnp, intervengono così nel dibattito sul celibato sacerdotale.

"Oggi la revisione del divieto si rende necessaria non a fronte di una presa di coscienza della nocività della linea intransigentemente sessuofobica tenuta finora rispetto al matrimonio dei preti come ad altre questioni attinenti la vita dei fedeli, bensì - spiegano in una nota congiunta - del calo delle vocazioni. Chapeau". "Seguiremo con interesse il dibattito preannunciato dal cardinal Hummes che, diversamente dalle più autorevoli testate giornalistiche internazionali, è riuscito a fornirci anche una stima precisa, che sarebbe pari all'1%, dei casi di pedofilia che vedono coinvolti esponenti del clero. Sua Eminenza ci scuserà, ma se il fenomeno è così circoscritto, perché - concludono i due esponenti della Rosa nel pugno - il Vaticano nel mondo continua a sottrarre surrettiziamente alla magistratura la competenza ad indagare e giudicare in merito a simili casi?".

PRETI SPOSATI, HUMMES COME RATZINGER NEL'67

I preti sposati italiani mostrano scettiscismo sulle affermazioni del nuovo prefetto della Congregazione per il Clero, il cardinale brasiliano Claudio Hummes, che alla vigilia dell'arrivo a Roma per assumere l'incarico di Curia ha dichiarato a un quotidiano del suo paese che il celibato dei sacerdoti "non è un dogma" e che il calo delle vocazioni potrebbe indurre la Chiesa a "riflettere su tale questione". Don Giuseppe Serrone, dell'Associazione sacerdoti lavoratori sposati, diventato una sorta di portavoce italiano dell' arcivescovo scomunicato Emmanuel Milingo, sostiene anzi che tale posizione ricorda quella espressa nel '67 dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, ma che "a distanza di quasi 40 anni nulla è cambiato nella prassi delle gerarchie vaticane".

"Il problema rimane quello della democraticità nella Chiesa - commenta don Serrone -. Le decisioni vengono prese ancora solo dall'alto". Il divieto del matrimonio "deriva da una legge 'positiva' che può essere cambiata", aggiunge, e quelle del cardinale di San Paolo del Brasile "sono dichiarazioni di principio che non contribuiscono a cambiamenti effettivi". "Già papa Ratzinger nel 1967 - ricorda don Serrone -, in un libro pubblicato dalla Queriniana dal titolo 'Problemi e risultati del concilio Vaticano II', lasciava apparire chiaramente la sua posizione favorevole ai preti sposati".

L'ex parroco definisce "ancora attualissima, ma disattesa" l'analisi del futuro Benedetto XVI che sul tema del possibile affidamento del ministero sacerdotale a uomini sposati scriveva: "di fronte alla penuria di sacerdoti, che in molte parti della Chiesa si fa sentire in misura sempre più crescente, non si potrà fare a meno di esaminare un giorno con tutta tranquillità questa questione: l'evitarla non sarebbe conciliabile con la responsabilità per l'annunzio della Parola di salvezza nel nostro tempo".

Preti sposati, retromarcia del cardinale Hummes

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2006

ROMA - Non appena sbarcato a Fiumicino proveniente da San Paolo del Brasile, il cardinale Claudio Hummes ha voluto mettere subito le cose in chiaro: "Non ho nessuna nuova dottrina del celibato dei sacerdoti. Quello che dico si rifà alla Dottrina Sociale della Chiesa". Poi a scanso di equivoci, ha aggiunto: "Il Papa guida la Chiesa e io sono al suo servizio volentieri".

Poche parole per smorzare sul nascere il polverone originato da una intervista rilasciata a un giornale brasiliano che dava ampio risalto al fatto che il celibato sacerdotale non è un dogma. Il nuovo prefetto della Congregazione per il Clero scelto da Papa Ratzinger per sostituire il colombiano Dario Castrillon Hoyos andato in pensione per raggiunti limiti di età, inizia l'incarico in curia costretto a spiegare meglio cosa intendeva dire sulla dibattuta questione dell'abolizione del celibato. Tema, questo, che ciclicamente torna d'attualità. In questi mesi è affiorato con prepotenza per le prese di posizione di monsignor Milingo che in America - dove si trova con la moglie Maria Sung - ha fondato un movimento impegnato per l'abolizione del celibato. Il mese scorso il Papa aveva affrontato l'argomento convocando un summit con tutti i capi dicastero del Vaticano e dal quale era emerso che all'orizzonte non ci sono cambiamenti sostanziali. Anzi.

L'occasione era stata propizia per esprimere la validità della norma celibataria anche per fronteggiare la sfida della secolarizzazione. Il cardinale Hummes prossimo a insediarsi al timone del dicastero che governa tutti i sacerdoti del mondo, qualche ora più tardi al suo arrivo, ha concordato con la Segreteria di Stato una dichiarazione per non lasciare spazio ai dubbi e, di conseguenza, stroncare sul nascere ogni tipo di speranze. L'abolizione del celibato sacerdotale "non è attualmente all'ordine del giorno delle autorità ecclesiastiche".

Il celibato non si tocca e almeno con Papa Ratzinger non vi saranno aperture di sorta. Anche se non è un dogma è una prassi così antica che è impossibile venga ritoccata. Lo ha spiegato bene il cardinale Julian Herranz, uno dei massimi giuristi d'Oltretevere e presidente del Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei Testi Legislativi.

"Il celibato sacerdotale è legge da 17 lunghi secoli. Fermo restando che una cosa sono i dogmi e un'altra le leggi - che di per sé (e non solo per la Chiesa) possono anche essere sottoposte a modifiche - ciò non significa che sia opportuno o conveniente farlo". "Le ragioni che vengono date da coloro che vorrebbero procedere a modificare il celibato sono sbagliate: non è vero, infatti, che vi saranno più sacerdoti se si abolisce questa norma. Basta vedere cosa succede all'interno delle chiese protestanti che nonostante abbiano soppresso il celibato 5 secoli fa, hanno molte meno vocazioni che non la Chiesa cattolica. Penso, dunque, che l'abolizione del celibato impoverirebbe tremendamente la vita della Chiesa. La gente ama di più un sacerdote che ha fatto della sua vita una donazione completa. Il mondo non è tutto eros e sesso".

Martedì 5 Dicembre 2006

Bush, in Iraq agiremo in fretta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2006

WASHINGTON - Il presidente americano George W. Bush ha detto che il rapporto dell'Iraq Study Group contiene "un giudizio molto duro" sulla situazione in Iraq. Il presidente ha detto che intende "agire rapidamente" per risolvere i problemi esistenti in Iraq. Bush ha parlato dopo avere ricevuto alla Casa Bianca i dieci membri della commissione autori di un atteso rapporto su come mettere fine alla guerra in Iraq.

Per Bush il rapporto dell'Iraq Study Group contiene "proposte molto interessanti" su come mettere fine alla guerra in Iraq. Bush ha detto che intende esaminare le proposte del rapporto "con grande attenzione": le proposte saranno "prese molto seriamenté.

Le maggioranza delle truppe americane in Iraq entro il 2008 devono essere impegnate in attività di supporto e addestramento all'esercito iracheno e non prendere parte a combattimenti: è una delle raccomandazioni del rapporto dell'Iraq Study Group, intitolato 'The Way Forward' (il cammino in avanti), consegnato al presidente George W.Bush e al Congresso. Il rapporto non contiene scadenze precise per il ritiro delle truppe Usa dall'Iraq. Gli esperti della commissione bipartisan, guidata dall'ex segretario di Stato James Baker e dall'ex deputato democratico Lee Hamilton, hanno messo in guardia l' amministrazione Bush sul fatto che qualsiasi politica estera è "condannata al fallimento" se non accompagnata da un ampio consenso internazionale.

Il presidente americano ha detto che intende prende "molto seriamente" il rapporto ricevuto oggi dall'Iraq Study Group, un rapporto che dà "un giudizio molto duro" sulla situazione in Iraq. Il presidente, dopo avere ricevuto questa mattina alla Casa Bianca i dieci membri della commissione Baker/Hamilton, ha detto che il rapporto "contiene proposte molto interessanti" ed ha anticipato la sua intenzione di "agire in modo rapido" dopo avere valutato il contenuto. Il presidente Bush ha detto che probabilmente "non saremo d' accordo con tutte le proposte fatte" ma che questa è una opportunità per "lavorare insieme" con i democratici su questo importante problema. La commissione guidata dall'ex segretario di Stato repubblicano James Baker e dall'ex deputato democratico Lee Hamilton è bipartisan, composta da cinque membri repubblicani e cinque democratici. "Questo rapporto ci dà la possibilità di trovare terreno comune per il bene del Paese - ha aggiunto Bush -, ma questo richiederà un duro impegno e una strategia che sia efficace". Ieri il ministro della Difesa designato Robert Gates ha detto al Congresso che gli Stati Uniti non sanno vincendo la guerra in Iraq.

COLPI MORTAIO SU CENTRO BAGHDAD, 8 MORTI, 40 FERITI

Quattro o cinque proiettili di mortaio sono piovuti stamani sul distretto commerciale di Midan, nel centro storico di Baghdad, facendo almeno 8 morti e 40 feriti. Lo rende noto la polizia irachena.

SADDAM PRESENTE IN AULA UDIENZA PROCESSO SU CURDI

L'ex rais iracheno Saddam Hussein è comparso stamani sorridente in aula nella 28/esima udienza del processo in cui è imputato con sei suoi ex gerarchi per il genocidio dei curdi, malgrado avesse annunciato ieri in una lettera al presidente della corte di voler boicottare il processo, che giudica una farsa, e di non voler più essere presente in aula. "Quando cerco di svelare la verità voi me lo impedite, ed io non posso sopportarlo", aveva scritto ieri l'ex rais al presidente del tribunale Mohammed Oreibi al-Khalifa, aggiungendo: "Dopo quest'ultimo insulto vi chiedo di dispensarmi dall'essere presente alle prossime udienze. Dio è il più grande e i peccatori saranno dannati". Stamani è stato ascoltato in aula un testimone dell'accusa, il dottor Faiq Mohammed Ahmed, che prestò cure mediche ai curdi vittime di attacchi con armi chimiche.

Nucleare, l'Iran minaccia di 'rivedere' le relazioni con l'Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2006

TEHERAN - L'Iran "rivedrà le sue relazioni" con alcuni Paesi europei se questi "insisteranno a porre ostacoli" al programma nucleare di Teheran. Lo ha detto il presidente Mahmud Ahmadinejad. L'avvertimento del presidente, il quale parlava in un comizio nella provincia settentrionale iraniana del Mazandaran, è arrivato poche ore prima di una riunione a Parigi del sestetto di Paesi che conduce in prima persona il confronto con Teheran sul suo programma nucleare: Usa, Russia, Cina, Francia, Germania e Gran Bretagna.

Il ministro degli Esteri francese, Philippe Douste-Blazy, ha detto ieri che un accordo dovrebbe essere raggiunto in questa sede per sanzioni contro la Repubblica islamica, che ha ignorato una richiesta del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di sospendere entro il 31 agosto scorso l'arricchimento dell'uranio. Ahmadinejad ha lanciato il suo monito a quelli che ha definito "due o tre Paesi europei che da anni resistono contro il diritto del popolo iraniano" a dotarsi di un programma nucleare completo del ciclo per l'arricchimento. "Vi dico esplicitamente - ha detto - che se insisterete su questa strada, il popolo iraniano lo considererà come un atto di inimicizia e rivedrà le sue relazioni con voi".

A Sheffield tutto esaurito al ristorante 'Polonium'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2006

LONDRA - Il ristorante 'Polonium' a Sheffield (Inghilterra centrale) ha visto aumentare in maniera strabiliante i propri clienti in seguito alla vicenda del mortale avvelenamento, con polonio 210 - una sostanza altamente radioattiva - dell'ex agente segreto russo Aleksandr Litvinenko. Lo rivela il 'Sun'. Il proprietario del locale, Boguslaw Sidorowicz, di origine polacca, ha detto al quotidiano britannico di aver voluto dare al suo ristorante il nome di un complesso musicale in cui suonava una trentina d'anni fa.

"E' Maria Curie (nella foto) che ha scoperto il polonio, e lei era polacca", ha rilevato Sidorowicz. "Nel 1978, un mio amico che studiava chimica all'università di Sheffield suggerì questo nome per il gruppo. Abbiamo quindi optato per questo nome, senza sapere fino a che punto tale sostanza fosse tossica", ha aggiunto. Dopo la vicenda Litvinenko, "siamo stati sommersi di telefonate da tutto il mondo", ammette il proprietario del ristorante.

Nasa, come sara' la prima base sulla Luna

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2006

WASHINGTON - I primi alloggi sperimentali avranno l'aspetto un po' precario di una casa mobile della protezione civile, ma quantomeno saranno più ampi di quelli della Stazione spaziale internazionale. La Luna sta per essere colonizzata e dalla Nasa arrivano le prime indicazioni su come sarà la base permanente che gli uomini potrebbero cominciare ad abitare in modo stabile dal 2024.

L'agenzia spaziale americana preme l'acceleratore sul futuro dell'esplorazione e da Houston, dove ha riunito in questi giorni scienziati di ogni parte del mondo, la Nasa rompe gli indugi e annuncia: "La decisione è presa, ci sarà una base sulla Luna". Il progetto viene definito ad 'architettura aperta', pronto a raccogliere i contributi delle altre agenzie spaziali. I rappresentanti di 13 paesi - tra cui l'Italia - e un migliaio di esperti sono coinvolti nella nuova conquista della Luna. Equipaggi di quattro astronauti, secondo le anticipazioni della Nasa, cominceranno ad arrivare sulla Luna dal 2020 - per la prima volta dal 1972 - per missioni di una settimana, destinate alla costruzione della base. L'area dove dovrebbe sorgere l'installazione permanente è quella di uno dei due poli, probabilmente quello sud, vicino allo Shackleton Crater, per poter sfruttare al massimo la luce solare e attingere alle risorse che si ritiene siano disponibili (ossigeno, idrogeno, minerali e materiali da costruzione).

La struttura dovrà infatti dimostrare di essere quanto più possibile autosufficiente. Dal 2024 la permanenza umana dovrebbe salire fino a 180 giorni per missione e la base da quel momento dovrebbe essere pienamente operativa. Entro il 2027, la Nasa immagina di avere al lavoro un veicolo 'rover' pressurizzato che possa portare gli astronauti a spasso sul suolo lunare, per esplorare soprattutto le regioni lunari, lontane da quelle equatoriali raggiunte dalle missioni Apollo degli anni '60 e '70. "Sui due poli lunari sappiamo meno di quello che sappiamo su Marte", ha detto Scott Horowitz, responsabile delle esplorazioni alla Nasa.

L'agenzia spaziale americana per il momento non ha fornito indicazioni sui costi dell'intero progetto, limitandosi a garantire che al momento la Nasa non chiederà di aumentare il proprio budget attuale di 17 miliardi di dollari l'anno (metà del quale al momento è destinato alla ricerca scientifica). Dal 2010 gli Usa potranno risparmiare somme consistenti per la fine dell'avventura degli shuttle, per i quali è previsto il pensionamento. Nel frattempo verrano sviluppati nuovi veicoli spaziali teoricamente meno costosi, perché basati su un ritorno al concetto razzo-capsula dell'epoca dell'Apollo e alla possibilità di assemblare i vari componenti direttamente nello spazio.

La Nasa, inoltre, con la fine delle missioni delle navette conta di ridurre il proprio coinvolgimento nel progetto della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), il cui futuro è incerto. Per il momento, però, deve essere finita la costruzione della base orbitante e il Discovery è in partenza da Cape Canaveral per una missione di 12 giorni che servirà ad aggiungere un altro grosso pezzo alla Iss. Il conto alla rovescia è partito in Florida per un lancio previsto per la sera di giovedì (le prime ore di venerdì in Italia). Le condizioni meteo potrebbero però provocare un rinvio.

Lele Mora: 'sono sui giornali ma non ne so niente'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2006

ROMA - Associazione per delinquere finalizzata all' estorsione, sfruttamento della prostituzione e traffico di stupefacenti: accuse ''classiche'' per la criminalita', rivolte - a vario titolo e in una gravita' ancora tutta da verificare - ad alcuni fra i protagonisti della star system italiano, con il coinvolgimento di Lele Mora (agente di numerosi vip) e di Fabrizio Corona, marito della modella Nina Moric e titolare di un' agenzia di fotografi, che negano tutto. Un vero e proprio terremoto, il cui epicentro e' ancora una volta negli uffici della Procura della Repubblica di Potenza, in particolare nella stanza del pm, Henry John Woodcock, negli ultimi tempi piu' spesso a Milano (e a Roma) che nel capoluogo lucano. Per ora, tuttavia, fonti vicine alla Procura hanno escluso che il pm sia sul punto di procedere ad arresti o denunce: l' inchiesta e' in pieno svolgimento e per completarla occorreranno forse ancora alcuni mesi.

Davanti al magistrato e agli investigatori della Polizia di Stato, in una stanza della Questura di Milano, si sono svolti gli interrogatori di volti notissimi: Simona Ventura (che quasi un anno fa abbandono' la scuderia di Mora, secondo quest' ultimo proprio perche' forse non gradi' alcune foto scattate da Corona), Michelle Hunziker, Manuela Arcuri, Francesca Lodo, Aida Yespica e Ana Laura Ribes, Emilio Fede, i calciatori Adriano e Montella ed altri, la maggior parte dei quali ascoltati come persone informate sui fatti. Gli investigatori avrebbero scoperto un' organizzazione che prima scattava foto ai vip e poi, per evitare che finissero sui giornali di gossip, vendeva i negativi ai diretti interessati, incassando somme rilevanti (alcune decine di migliaia di euro). Tutto e' cominciato quando Woodcock indagava su Vittorio Emanuele di Savoia, arrestato il 16 giugno scorso e rimasto nel carcere di Potenza quasi una settimana. In un colloquio fra il principe e Ugo Bonazza emergono elementi che aprono davanti al pm potentino uno scenario finora inesplorato, in cui hanno un loro posto preciso - forse persino nei ricatti - anche la prostituzione e la droga. Bonazza, 62 anni, e' uno dei protagonisti principali dell' inchiesta che porto' in carcere Vittorio Emanuele: e' fra i collaboratori piu' stretti del principe, e' lui che - secondo l' accusa - organizza alcuni incontri ''galanti'' di Vittorio Emanuele.

E' accusato di aver fatto parte a pieno titolo della ''holding del malaffare'' che aveva capito il ''valore'' del casino' di Campione d' Italia e della miniera d' oro rappresentata dai nullaosta concessi dai Monopoli di Stato per regolarizzare videogiochi vietati. Infine, e' accusato delle minacce fatte al direttore di Novella 2000, Luciano Regolo, che, dopo la pubblicazione di articoli sgraditi a Sua Altezza, ricevette una lettera con timbro di partenza da Messina, contenente un foglio strappato da un quaderno di terza elementare: ''Sei morto'', vi era scritto semplicemente.

Il mondo dei vip oggi ha reagito con stupore alle notizie sull' inchiesta ''irresponsabilmente divulgate'' da alcuni giornali, secondo gli avvocati Marcello D' Onofrio e Nicola Avanzi, difensori di Mora: ''Mi pare che mi stia passando un caterpillar sopra'', ha detto quest' ultimo, spiegando di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia e di essere comunque a disposizione del pm. D' Onofrio e Avanzi, comunque, hanno sottolineato la ''totale indipendenza'' della LM di Mora dalla Corona's srl di Fabrizio Corona, uno degli aspetti invece al centro dell' inchiesta. Anche Corona ha spiegato di non aver saputo nulla dalla Procura di Potenza, contestando ''con forza gli addebiti ascrittigli''. Fede, invece, ha parlato di una ''coincidenza di attenzione, giornalistica da parte mia, giudiziaria da parte del pm Woodcock'', sull' attivita' proprio dell' agenzia di Corona, e ha criticato la pubblicazione di una notizia su ''una vicenda ancora in fase di costruzione''.

LELE MORA, MAI CONVOCATO NE' RICEVUTO AVVISI

''Mi sono ritrovato questa mattina sui giornali ma non so niente'': con un filo di voce Lele Mora, l'impresario di tanti attori e personaggi televisivi commenta l'inchiesta vip avviata dal pm di Potenza John Woodcock (lo stesso tra l'altro di Vallettopoli) in cui sarebbe accusato di associazione a delinquere ed estorsione. ''Non ho niente da dire non sono stato né convocato né ascoltato e non ho ricevuto avvisi di garanzia'', aggiunge prima di bloccare ogni dichiarazione e affidarsi ai suoi legali. Questa mattina in un'intervista a RTL 102.5 aveva aggiunto ''dico solo che sono esterefatto dalle indagini in corso. Stanno arrivando i miei avvocati e io sono a disposizione della magistratura se mi dovra' interrogare, ma per ora non so nulla''. Ma lei l'ha saputo dalla tv? ''Questa mattina mi hanno chiamato al telefono, ho acceso la tv e ho saputo''. Quindi lei non ha avuto nessuna notizia da Potenza. Come si sente ora? ''Mi pare che mi stai passando un caterpillar sopra, io sono all|oscuro di tutto, di certo so che non ho fatto niente di tutto cio' che i giornali scrivono. Non ho nessun tipo di accusa da parte dei magistrati''. Ma le accuse all'interno degli articolo ci sono. ''Si', ma ci penseranno i miei legali e oggi vedremo cosa fare''. Gli avvocati Marcello D'onofrio del foro di Trani e Nicola Avanzi del foro di Verona sono i difensori di fiducia di Dario (Lele) Mora. ''In attesa di ricevere documentazioni ufficiali da parte degli Organi Competenti, comunichiamo - scrivono i due legali - la assoluta estraneita' del Sig. Mora alle ipotesi di reato ascrittegli ed irresponsabilmente divulgate dagli organi di Stampa, evidenziando che il Sig. Mora e' incondizionatamente a disposizione della Magistratura Competente per far chiarezza sulla vicenda. Si precisa altresi' la totale indipendenza della LM MANAGEMENT s.r.l., societa' autonoma e priva di collegamento, di qualunque natura e specie, con la CORONA'S s.r.l. Ogni notizia infondata e/o diffamatoria sulla persona e/o sulla attivita' del Sig. Mora sara' perseguita sia in sede civile che penale''. Quest'ultimo passaggio e' in riferimento alla societa' di Fabrizio Corona, fotografo specializzato in gossip (e marito della modella Nina Moric).

Anoressia: la top Riccobono accusa stilisti e agenzie

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2006

ROMA - L' anoressia miete vittime in passerella: "la colpa è di stilisti, casting director, agenzie di moda che scelgono modelle giovanissime e sottopeso che influenzano il mercato". A lanciare l' accusa è Eva Riccobono, alta, bionda, occhi azzurri, è una delle poche protagoniste italiane delle passerelle internazionali. Sul settimanale Grazia in edicola domani, la top parla del problema delle modelle minorenni che digiunano per lavorare e diventano anoressiche mettendo a rischio la propria salute e la propria vita.

"La moda italiana può fare molto per difendere la salute delle modelle-bambine che prima vengono scelte perché 'trasparenti' e poi crescono e non piacciono più. I modelli proposti sono sbagliati: i giornali mostrano ragazzine con la faccia triste. La magrezza non è brutta se è sana. Ma se tante minorenni digiunano per lavorare, occorre intervenire". E "la responsabilità di questa tendenza è di chi crea i canoni da seguire - spiega la top model - E il look anoressico dilaga. Se le icone della moda sono super-magre, le ragazzine le imitano. Ma non tutte hanno lo stesso metabolismo, o la stessa costituzione. Io ad esempio ho una taglia 40, ma nessuno mi chiede di dimagrire o mi ribellerei. Sono fortunata perché conosco i miei diritti. Ho un agente intelligente, Piero Piazzi dell' agenzia Women, che la pensa come me. Figuriamoci, mangiamo cannoli siciliani in ufficio".

Una ragazza brasiliana - ricorda Riccobono riferendosi al caso di Ana Carolina, modella brasiliana morta di recente di anoressia - mi ha raccontato che nel suo Paese, quando un' agenzia ti mette sotto contratto, sei tartassata: gli agenti chiamano i genitori imponendo diete ferree e minacciando di non farti lavorare se ingrassi. E' un meccanismo malato. In Brasile o nei Paesi dell' Est, gli agenti cercano bambine di 15 o 16 anni con 36 o 38 di taglia, promettendo il paradiso. Anche i genitori sono colpevoli perché non pensano alla salute delle figlie, ma le sfruttano per cambiar vita. Sofia, anche lei brasiliana, mi ha raccontato che l' agenzia di Rio de Janeiro minacciava sua madre dicendo che se fosse ingrassata non avrebbe più lavorato. La giovane età e la provenienza da paesi in difficoltà economica aggravano dunque il problema. "Non si può far lavorare una bambina sradicata dalla famiglia - sostiene la top model - portata all' estero come fosse una donna adulta. Si deve vietare d' ingaggiare minorenni. Una volta ho visto una sedicenne su un set: doveva farsi fotografare seminuda con un gruppo di uomini, è scoppiata in lacrime dalla vergogna. Non aveva mai nemmeno baciato un ragazzo, era timidissima, moriva dall' imbarazzo".

Dal Brasile e dall' Europa dell' Est - racconta Riccobono - arrivano 'bambine' tutte pelle e ossa. Se non ci si nutre ci si ammala e non solo di anoressia. E poi il corpo di una ragazza di 15 anni non è quello di una donna: tante lavorano per una o due stagioni, poi escono dal giro perché crescono, si sviluppano, si trasformano, non piacciono più a chi le aveva scelte per la loro trasparenza. Per le modelle un ruolo determinante è ricoperto dalle agenzie. "Spesso fanno richieste terroristiche - spiega Eva Roccobono - impongono la magrezza in cambio di lavoro. Ho visto ragazze arrivare al limite della sopravvivenza, vivendo di soli liquidi per non aumentare di un etto, per poi bere champagne nei backstage e dimenticarsi di consumare un pasto per settimane. C'é una piccola ragazza macedone che mi chiama mami perché la sgrido se non mangia". Ma anche la tv ha le sue colpe. "I programmi sono - secondo Eva Roccobono sono terrificanti - le bambine aspirano a fare le veline e le indossatrici, anche se la natura non ha regalato loro quel fisico". "La moda dovrebbe impegnarsi - conclude Riccobono - per promuovere una bellezza vera. Non si può prendere una ragazzina povera, illuderla e farle sognare un domani agiato, e in realtà ucciderla distruggendo il suo futuro. Quando si permette a chi fa moda di dire 'quest' anno l' immagine è questà, vuol dire che il meccanismo va cambiato".

Mercoledì 6 Dicembre 2006

Sette sataniche: e' emergenza giovani

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2006

ROMA - L'occulto irretisce sempre più i giovani, e non solo, e i danni alla collettività aumentano. A lanciare l'allarme sull'emergenza satanismo è don Aldo Bonaiuto, responsabile del numero verde 'anti sette occulte' fondato nel 2002 dalla comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi. "In poco tempo - spiega il sacerdote - le richieste di aiuto giunte al nostro numero 800228866 sono triplicate. Le persone irretite da guru, maghi, ciarlatani ma anche vittime di satanisti raccontano tragiche storie di manipolazioni, abusi, violenze, e sottrazione di denaro". Sono i giovani, secondo don Bonaiuto, i più a rischio, "irretiti da movimenti 'acidogiovanili' in cui la droga è parte integrante dei riti, e in particolare l'lsd25 è considerata la 'comunione di Satana'". Contro queste pericolose realtà scende in campo la Polizia che, come anticipato oggi da 'la Stampa' ha istituito un gruppo speciale d'indagine presso il Servizio centrale operativo che opererà in stretto collegamento con le squadre mobili. Il nucleo antisette sataniche della Polizia di Stato lavorerà in accordo con le realtà del volontariato e della società civile che da tempo combattono questi fenomeni, e in particolare con il numero verde della comunità Papa Giovanni XXIII. "Segnaleremo i casi alla squadra speciale - spiega don Bonaiuto - perché vengano accompagnati nel percorso di denuncia e di indagine".

Sono il Piemonte, il Veneto e l' Emilia Romagna, al nord, le regioni più colpite da fenomeni satanisti. "Fenomeni di spiritismo si rilevano - spiega don Aldo Bonaiuto - tra Toscana e Umbria, in centro Italia ed anche tra Puglia e Calabria, al sud". Oltre ai giovani, "per loro natura curiosi e più facilmente suggestionabili - aggiunge il sacerdote - vittime delle sette sono le donne, utilizzate in riti sacrificali". Spesso si viene in contatto con questa realtà, spiega, "attraverso schegge impazzite del mondo della scuola e della medicina. Malati che, bisognosi di aiuto e speranza, vengono indirizzati verso cure alternative, stregoni e ciarlatani". Per piegare la coscienza delle vittime si fa uso di sostanze, come la chetamina, inodore e incolore, che rende mansueti e spersonalizza. "Le persone manipolate - dice ancora il sacerdote - vengono progressivamente allontanate dal loro ambiente, irretite e spogliate di tutto perché dietro allo spiritismo spesso si cela l'interesse economico". La decisione del Dipartimento di pubblica sicurezza di creare un gruppo di indagine ad hoc nasce, dunque, dall'evidenza che, come è scritto nella circolare del capo della Polizia che istituisce la nuova squadra,"negli ultimi anni, l'esponenziale diffusione del fenomeno delle sette esoteriche di 'aggregazione' religiose o pseudo tali, di gruppi dediti a pratiche di magia, di occultismo e satanismo, ha assunto in tutto il paese, dimensioni e connotazioni da richiamare l'attenzione anche sotto il profilo della sicurezza". "Il fenomeno è oggi più diffuso di quanto si possa pensare - è detto ancora nella circolare - fa leva sulla fragilità, lo smarrimento interiore e l'ignoranza delle persone, soprattutto tra le giovani generazioni, alimentando una cultura di odio e di morte". Da qui la decisione di affidare l'analisi del fenomeno alla Dac (Direzione centrale anticrimine) e per "garantire un'efficace azione di prevenzione e di contrasto" l'istituzione di un gruppo di indagine ad hoc presso lo Sco (Servizio centrale operativo) che lavorerà in collaborazione con le squadre mobili.

"Sono 8 mila le sette sataniche in Italia con oltre 600 mila adepti, un fenomeno in crescita esponenziale che preoccupa e contro il quale siamo felici che la Polizia abbia deciso di lottare". Lo dichiara don Oreste Benzi, fondatore della comunità Papa Giovanni XXIII che da 4 anni gestisce il servizio anti sette occulte(Sas), un numero verde attivo 24 ore su 24 che raccoglie le richieste di aiuto e le segnalazioni delle vittime dell'esoterismo. Il nuovo gruppo d'indagine voluto dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato che lavorerà, in collaborazione con le squadre mobili, nella prevenzione del fenomeno utilizzerà anche le segnalazioni che arriveranno al numero verde di don Benzi. (segue)

Il Papa: in moschea ho pregato l'unico Dio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2006

CITTA' DEL VATICANO - "Possano tutti i credenti", cristiani e musulmani, "dare testimonianze di vera fraternita". Durante l'udienza generale, Papa Ratzinger parla del suo viaggio in Turchia e rende grazie alla Divina Provvidenza che gli ha "concesso di compiere un gesto inizialmente non previsto". Benedetto XVI si riferisce alla visita alla Moschea Blu dove, afferma, ha "sostato per qualche minuto in raccoglimento". Ed é "in quel luogo di preghiera che mi sono rivolto all'unico Signore del Cielo e della terra, padre misericordioso dell'intera umanità". Il Papa non manca di ringraziare il popolo turco per la "cordialità e simpatia" che gli ha riservato durante il soggiorno in Turchia.

"Che la Turchia possa essere un ponte di amicizia e di fraterna collaborazione tra l'Occidente e l'Oriente". E' l'auspicio espresso da Benedetto XVI al termine del suo discorso nell'udienza generale, dedicato al sua viaggio in Turchia dal 29 novembre al primo dicmebre scorsi. Il Pontefice ha elevato un preghiera a Dio perché "aiuti il popolo turco, i suoi governanti, i rappresentanti delle diverse religioni a costruire insieme un futuro di pace" e perché "renda fecondo questo viaggio apostolico e animi nel mondo intero la missione della Chiesa per annunciare a tutti i popoli il vangelo della verità della pace e dell'amore".

Dello storico viaggio in Turchia, Benedetto XVI pone in evidenza "i frutti che ne possono scaturire sia per il rapporto con i fratelli ortodossi sia per il dialogo con i musulmani". Il Papa lo ha affermato nel corso dell'udienza generale nell'Aula Paolo VI, durante la quale ha ripercorso le tappe della sua visita apostolica della scorsa settimana. "Come vi avevo chiesto di preparala e accompagnarla con la preghiera - ha detto ai fedeli - ora vi chiedo di unirvi a me per rendere grazie al Signore".

Papa Ratzinger ha voluto esprimere ringraziamenti al presidente della repubblica turca, al primo ministro e alle altre autorità, oltre che al patriarca ecumenico Bertolomeo I, "che mi ha ricevuto nella sua casa", e agli altri capi delle Chiese armena e siro-ortodossa. "Lungo tutto il vaggio - ha spiegato - mi sono sentito spiritualmente sostenuto dai miei predecessori Paolo Vi e Giovanni Paolo II, che hanno compiuto entrambi una memorabile visita in Turchia e soprattutto dal beato Giovanni XXIII, che fu rappresentante pontificio in quel nobile paese dal 1935 al '44 lasciandovi un ricordo di grande affetto''.

India: in marcia gli ultimi della Terra

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2006

NEW DELHI - Almeno ottocentomila persone si sono radunate oggi a Chaityabhoomi, nella zona centrale di Mumbai (la ex Bombay) per rendere omaggio ad Ambedkar, considerato il padre dei dalits (gli intoccabili), nel giorno del cinquantesimo anniversario della sua morte. Massima allerta e ingente il dispiegamento delle forze di sicurezza dopo le violenze e gli scontri dei dalits con la polizia della scorsa settimana, a seguito della profanazione della statua di Ambedkar a Kampur, che hanno provocato la morte di due persone e il ferimento di un'altra quarantina. In ricordo dell'eroe dalit oggi il Governo ha dichiarato una giornata di festa per scuole e uffici.

Molti anche i negozi e le aziende private che sono rimaste chiuse, anche per motivi precauzionali. Sin dalle primissime ore del mattino migliaia di persone si sono messe in fila per partecipare alla manifestazione nella zona di Shivaji Park dove Ambedkar, uno dei principali artefici della costituzione indiana, fu cremato. La polizia ha predisposto, sin da ieri, numerosi dispositivi di sicurezza chiudendo al traffico strade in zone considerate a rischio. "Tutte le strade coinvolte nella manifestazione resteranno chiuse al traffico fino alla mezzanotte di mercoledì - aveva dichiarato ieri sera Satish Mathur, commissario di polizia a Mumbai - e il parcheggio sarà proibito in tutta la zona fino a giovedì 7 dicembre". Contrariamente alle previsioni e ai timori della vigilia,tuttavia, oggi non sono stati segnalati incidenti a Mumbai e nelle città vicine. Nell'Università di Allahabad nello stato settentrionale dell'Uttar Pradesh, tuttavia, un'altra statua raffigurante Ambedkar è stata trovata danneggiata.

In segno di protesta contro la nuova profanazione un gruppo di studenti ha manifestato dinanzi all'Università, bruciando una immagine di Mulayam Singh Yadav, il Primo Ministro dello Stato, accusandolo di essere responsabile "degli insulti all'orgoglio dalit". Nonostante la costituzione indiana abbia abolito la divisione in caste tuttora in India, di fatto, esiste una forte discriminazione sociale basata sull'appartenenza di casta. Una larga parte di cittadini indiani appartenenti alle caste inferiori continua a dover combattere contro i pregiudizi e le minori possibilità concesse loro rispetto a quelle riservate agli indiani di casta più elevata (come ad esempio i bramini). Nonostante il passare degli anni, Ambedkar rimane per i dalits il simbolo più importante delle loro lotte di classe. Dalit lui stesso, grazie alle sue capacità, Ambedkar riuscì a studiare e a farsi ammettere al college ma subì comunque sempre umiliazioni e discriminazioni dovute alla sua origine. Dopo aver studiato a New York alla Columbia University tornò in India dove si unì al movimento indipendentista e fu nominato membro della commissione incaricata di redigere la costituzione indiana, battendosi per la abolizione del sistema delle caste.

Giunta elezioni del Senato: ricontare bianche e nulle

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2006

ROMA - Il Senato ricontera' le schede elettorali. La giunta per le elezioni di Palazzo Madama ha infatti deciso a stragrande maggioranza di scrutinare nuovamente le schede nulle, bianche e contestate di sette regioni: Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia e Toscana. Ma la giunta ha inoltre deciso di ricontare anche un campione di schede valide, concentrandosi sulle sezione ''sospette'': quelle dove e' sparito il verbale o dove c'erano rappresentanti di lista di una sola coalizione.

Se i dati mostrassero uno scostamento significativo rispetto ai risultati ufficiali, si estendera' il riconteggio alle altre regioni e alla circoscrizione estero. La giunta sara' impegnata a riesaminare circa 700 mila schede: per la precisione 292 mila bianche e 395mila nulle, alle quali si aggiungono 250 schede contestate.

Il plauso all'iniziativa e' stato bipartisan (solo l'ulivista Manzione ha votato contro) e ha unito i due schieramenti nel giudizio positivo. Silvio Berlusconi definisce il voto della giunta ''un primo passo positivo'', soprattutto per l'unanimita' della decisione: ma insiste per ricontare tutte le schede delle elezioni di aprile, e non solo le nulle e le bianche. Plaude anche l'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu, colui che tenne le redini dell'organizzazione elettorale dell'ultima consultazione. A suo giudizio la giunta ha preso ''una decisione quanto meno opportuna, perche' rivedendo le schede, seppure con un campionamento, si avra' modo di fugare qualsiasi dubbio''. Del resto, anche Giuliano Amato, suo successore al Viminale, e' convinto che si tratti di un'iniziativa ''utile''. Per il capogruppo di An Altero Matteoli, il via libera al riconteggio delle schede rappresenta ''una vittoria della democrazia e del Parlamento''.

La capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro mette in evidenza il si' unanime, un fatto che puo' portare ''un elemento di pacificazione'' tra le due coalizioni, fin qui contrapposte sulla questione dei brogli elettorali. Ma non mancano gli scettici, come il leader della Lega Umberto Bossi (''Il lavoro della giunta non approdera' a nulla'') o il socialista Giovanni Crema, che prevede un lavoro di ''alcuni anni, se non l'intera legislatura''. Ognuno dei due poli spera comunque di trovare conferme alle sue tesi sul voto di aprile. Il centrodestra ritiene che il voto sia stato alterato dai sostenitori dell'Unione, che invece, specie dopo il film di Deaglio sul sospetto aumento delle schede bianche, vuole veder chiaro su quello che accadde al Viminale.

Lo scontro, dunque, si riproporra' nella giunta, come gia' dimostrano alcune reazioni ''muscolari'': il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani chiede di ''fare piena chiarezza sul voto di aprile'', mentre Anna Finocchiaro assicura che ''il centrosinistra non ha minimamente paura''. La votazione, come racconta il presidente dei senatori del Prc Russo Spena, ha visto la maggioranza far confluire i suoi dodici voti sulla proposta della Cdl, sostenuta da dieci senatori. ''Eravamo di piu' noi - spiega - potevamo respingerla, invece l'abbiamo approvata, e questo dimostra come siano infondate le polemiche sui brogli alimentate da Berlusconi''. Nel frattempo Andrea Tajani, capogruppo azzurro al Parlamento europeo, auspica che la procura di Roma vada avanti nel suo lavoro, ''perche' alla fine si vedra' che ci sono state tante irregolarita' da falsare il risultato elettorale''. E la richiesta di riconteggio arriva anche alla Camera: a proporla e' il capogruppo di Fi nella giunta della Camera Gregorio Fontana.

Sicurezza: manganelli e spray, cosi' le citta' si difendono

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2006

ROMA - Per l'uso corretto dello sfollagente, il bastone distanziatore da oggi in dotazione del corpo di polizia municipale, i vigili urbani dovranno seguire corsi di addestramento. Le lezioni pero' non cominceranno prima di gennaio. In attesa della scuola di esercitazione e' stato raccomandato agli agenti che ne hanno gia' in dotazione uno, la massima prudenza.

Da oggi i 'ghisa' di Milano tornano quindi ad avere un'arma di difesa a disposizione. Il bastone distanziatore o mazzetta di segnalazione. Uno strumento di 60 centimetri, bianco, 400 grammi di peso. In realta' i vigili urbani di Milano appartengono a quel 50% di corpi di polizia municipale in Italia che hanno una pistola. Arma pero' che possono usare solo in caso di pericolo di vita, per difendere quella altrui o in situazioni di gravissimo pericolo. Vietato, se non in casi eccezionali, tirarla fuori in mezzo alla gente, col rischio di colpire qualche passante. Per difendersi, quindi, solo le mani. Come le due vigilesse picchiate qualche mese fa nei pressi dei Navigli, durante un controllo contro i venditori abusivi. Alcuni extracomunitari le colpirono alla schiena con le casette sulle quali tenevano sistemata la merce contraffatta. Finirono al pronto soccorso.

Allungando l'elenco dei circa 300 vigili che annualmente, ricorda il sindacato di categoria Sulpm, rimangono vittime di aggressioni. ''Ci auguriamo che questo strumento, peraltro a bassa intensita' offensiva, possa ridurre il numero delle aggressioni fisiche - afferma il segretario del sindacato Daniele Vincini - Sono anni che chiediamo di avere a disposizione uno strumento di difesa, per garantire la necessaria sicurezza a chi istituzionalmente deve garantirla: come vogliamo assicurare la cittadinanza che il ruolo e i compiti dei ghisa milanesi non cambieranno e rimarranno, a prescindere dagli equipaggiamenti, quelli di pertinenza di una vera e propria forza di polizia di prossimita'''. I primi vigili con lo sfollagente in mano o attaccato alla cintura entrano in servizio in serata, quando scatta il via libera per l'occupazione delle zone riservate alle bancarelle degli Oh Bej Oh Bej. Il posizionamento della tradizionale fiera di Sant'Ambrogio, anno dopo anno, assomiglia sempre di piu' ad una sfida all'ultimo spazio disponibile. I posti sono 400, ma ogni anno arrivano quasi il doppio di venditori, extracomunitari e non, abusivi, che spesso litigano tra di loro e con i regolari. Ad andarci di mezzo spesso sono proprio i vigili. Ma il debutto dei vigili con lo sfollagente, in una serata che dovrebbe essere di festa, sta gia' provocando delle polemiche.

''Qualche altro sindacato ha affermato che non era opportuno cominciare proprio nei giorni della festa del patrono di Milano - ha detto Vincini - Sono sindacalisti che poco o nulla sanno del nostro lavoro''. ''Noi invece sosteniamo che bisogna potenziare i corsi di difesa personale e tecniche operative - ha aggiunto il segretario del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale - Continueremo la nostra azione affinche' il personale venga dotato anche dello spray al capsicum''. Si tratta dello spray al peperoncino o urticante che il comune di Milano sollecita in dotazione, da tempo, per i suoi vigili. Per adottarlo tuttavia occorre una modifica della normativa vigente in materia. Nel frattempo, tra corsi e pratica, i 3180 vigili urbani di Milano avranno imparato tutte le potenzialita' del loro bastone distanziatore. A Roma la questione è antica, ma la decisione se riarmare o meno i vigili urbani non ha ancora trovato una risposta. La questione è tornata di attualità, non solo a Roma ma in tutte le città italiane, dopo la decisione del sindaco di Milano, Letizia Moratti, di restituire al "ghisa" lo sfollagente, strumento di autodifesa che agli inizi del secolo scorso era un po' l'identità della polizia municipale meneghina. Il tema della sicurezza urbana è stato uno dei punti al centro della riforma del titolo V, anzi della cosiddetta devolution voluta dalla Lega.

In attesa di una definizione normativa sul piano nazionale, alcuni Comuni hanno già intrapreso la strada del "riarmo" della polizia municipale per rispondere a una rinnovata domanda di sicurezza, particolarmente forte nelle grandi aree urbane.

A PALERMO la polizia municipale è dotata di una calibro 9 d'ordinanza.

A ROMA la questione è ancora aperta: una delle ipotesi in campo è di rendere facoltativa la dotazione di un'arma. Della polizia municipale solo la cosiddetta "squadretta", vale a dire gli uomini che accompagnano il sindaco, è armata.

A MILANO torna lo sfollagente. La decisione riguarda alcune centinaia di uomini, ma è prevista l'estensione a tutta la polizia municipale nel giro di alcuni mesi. Lo sfollagente però non è una prerogativa meneghina.

Perché a SALERNO la stessa idea l'ha avuta il sindaco di centrosinistra, De Luca. La polizia municipale di quella città è stata dotata di sfollagente da alcuni mesi.

Pistola d'ordinanza anche per la polizia municipale di TORINO. Tutti i vigili girano armati e alle pattuglie che operano nei pressi di Porta Palazzo, zona considerata ad alto rischio sociale, è stata fornita una dotazione aggiuntiva: si tratta dello spray al peperoncino da utilizzare in caso di aggressione improvvisa o per un intervento d'emergenza in caso di rissa.

A VENEZIA la pistola è facoltativa mentre lo sfollagente è una dotazione d'ordinanza.

Figlia lesbica di Cheney attende un figlio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2006

WASHINGTON - Il vice-presidente Dick Cheney sta per diventare doppiamente nonno: Mary, la figlia lesbica, è in attesa di un bimbo, mentre l'altra figlia Elizabeth è in attesa del quinto figlio per la prossima estate.

Mary Cheney, 37 anni, e la sua partner Heather Poe hanno fatto sapere di essere "al settimo cielo" per la lieta notizia, rivela oggi il quotidiano 'Washington Post'. Mary Cheney è stata una importante collaboratrice del padre durante la campagna elettorale del 2004. In tale occasione era stata comunque criticata dagli attivisti gay per non essere stata più attiva nel suo sostegno ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso. Il vicepresidente Cheney e la moglie Lynne hanno fatto sapere "di attendere con grande trepidazione l'arrivo del sesto nipotino".