DEI RICCHI

2006 - Novembre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/11/2006 * 09/11/2006 * 10/11/2006 * 11/11/2006 * 12/11/2006 * 13/11/2006 * 14/11/2006 *

Mercoledì 8 Novembre 2006

Papa: il nostro mondo ha urgente bisogno di pace

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2006

CITTA' DEL VATICANO - "Il nostro mondo ha bisogno urgentemente di pace". Il Papa all'udienza generale, salutando i pellegrini di lingua inglese, ha ricordato il 20/o anniversario del meeting interreligioso di Assisi voluto da Giovanni Paolo II nel 1986. Benedetto XVI ha enfatizzato "la necessità di costruzione della pace" attraverso una "preghiera genuina che trasformi i cuori, ci apra al dialogo, alla mutua comprensione, alla riconciliazione".

Occorre, ha aggiunto, "abbattere i muri eretti costruiti dalla violenza e dall'odio e dalla vendetta". All'udienza anche un gruppo di giovani appartenenti a diverse fedi che in questi giorni si sono ritrovati nella cittadella umbra per un incontro promosso dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, che il Papa ha incoraggiato a tornare alle proprie "comunità religiose come testimoni dello spirito di Assisi, veri messaggeri della pace che è un grande dono di Dio quali segni viventi di speranza per il nostro mondo".

Benedetto XVI fa chiarezza sul concetto di identità cristiana e ai fedeli chiarisce: "l'identità descritta da San Paolo nella sua propria vita si compone di due elementi: il non cercarsi ma riceversi da Cristo e donarsi a Cristo" ed una "partecipazione personale alla vicenda di Cristo" fino "ad immergersi in lui e condividere con lui la sua morte e la sua vita". Per San Paolo, aggiunge il pontefice, non basta che i cristiani siano dei battezzati e dei credenti "ma è importante che siano in Gesù Cristo".

All'udienza in piazza san Pietro ad ascoltare la catechesi del pontefice vi sono oltre 15 mila persone. Con loro Papa Ratzinger insiste sulla "mutua compenetrazione tra Cristo e il cristiano". E' la fede che "unendoci intimamente a Cristo sottolinea la dimensione tra noi e Lui". San Paolo, aggiunge, arriva persino a qualificare le sue sofferenze con quelle di Cristo. Un esempio che deve fornire ai credenti il coraggio di "calare tutto questo nella vita quotidiana". "La fede - ha aggiunto - deve mantenerci in un costante atteggiamento di umiltà davanti a Dio anzi di adorazione e lode nei suoi confronti".

Strage in Medioriente, piu' di 20 morti a Beit Hanun

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2006

GAZA - In uno dei piu' gravi incidenti in sei anni di intifada, almeno 18 palestinesi (altre fonti sostengono che il bilancio degli uccisi e' di almeno 22), tra i quali donne e bambini, sono stati uccisi all' alba di stamane da colpi di cannone israeliani a Beit Hanun, nel nord della striscia di Gaza.

Altri cinque palestinesi, tre miliziani e due civili, sono stati uccisi in Cisgiordania, vicino a Jenin, dal fuoco di soldati israeliani.

Immediata la reazione dei palestinesi: in risposta alla strage di Gaza, sia Hamas che Fatah hanno annunciato la ripresa degli attentati suicidi in Israele.

Sulla tragica dinamica della strage a Bet Hanun, da dove appena due giorni fa le truppe israeliane si erano ritirate dopo un'occupazione di una settimana nel corso della quale una cinquantina di palestinesi, solo in parte miliziani, erano stati uccisi, si ha finora solo la versione delle fonti palestinesi.

Queste hanno detto che intorno alle ore cinque di questa mattina una cannonata ha centrato l'abitazione della famiglia Atamne. I vicini sono usciti dalle case limitrofe per dare i primi aiuti e su questo gruppo di persone sono poi esplose altre cannonate - alcune fonti hanno detto che sono state diverse decine - provocando il maggior numero di vittime. Queste risultano appartenere soprattutto a cinque famiglie.

Il capo dei servizi di pronto soccorso nell' area, il dottor Mawiya Abu Hassanen ha detto all' Ansa che sul terreno e tra le macerie delle delle case sono stati trovati i corpi - alcuni irriconoscibili - di 18 persone, tra le quali cinque bambini e quattro donne. Undici degli uccisi sono membri della famiglia Atamne. I feriti sono una quarantina, circa meta' dei quali in gravi condizioni.

Un portavoce militare israeliano ha detto che e' in corso una verifica di cio' che e' successo. Il ministro della Difesa Peretz ha ordinato un'inchiesta. Fonti militari hanno espresso rammarico per le vittime e hanno detto che carri armati hanno aperto il fuoco contro un'area aperta e disabitata vicino a Bet Hanun per impedire il lancio di razzi Qassam contro il territorio israeliano. Controlli sono in corso per verificare se non vi sia stato un errore nelle coordinate di tiro.

Alcune ore prima, in Cisgiordania, nel villaggio di Yamoun, vicino a Jenin, un' unita' israeliana ha aperto il fuoco su un gruppo di armati, uccidendone cinque. Tra questi il comandante locale delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa Taher Abahera. I soldati, che hanno poi perquisito uno stabile nel quale i miliziani si nascondevano, hanno detto di aver scoperto armi automatiche e munizioni.

In Israele, nel Neghev, un israeliano e' stato ferito da colpi diretti contro la sua automobile in un agguato che le autorita' sospettano sia stato attuato da palestinesi che si sono infiltrati in Israele da Hebron. Subito dopo la tragedia a Bet Hanun in tutta la striscia di Gaza - dove la furia della popolazione e' grande - dagli altoparlanti delle moschee si sono uditi versetti del Corano, mentre una folla di giovani si e' riversata nelle strade dalle scuole gridando vendetta e automobili circolavano per le vie e diffondevano con altoparlanti canzoni patriottiche. Il premier palestinese Ismail Haniyeh ha chiesto l' urgente convocazione del Consiglio di sicurezza dell' Onu. Il portavoce del governo palestinese Ghazi Hamad ha definito Israele ''uno stato abitato da bestie feroci che va cancellato''. Salah Bardawil, portavoce parlamentare di Hamas, ha detto all' Ansa che l' operazione a Bet Hanun ''e' non solo un crimine ma e' la prova che Israele non e' riuscito a piegare la resistenza palestinese''.

YNET, SI STA VERIFICANDO COSA ACCADUTO

I responsabili militari israeliani stanno verificando se sia dovuto a un difetto nel fuoco dell'artiglieria il bombardamento di case civili palestinesi a Beit Hanun (Gaza). Lo riferisce il sito Ynet del quotidiano Yediot Ahronot. Secondo il sito, che cita imprecisate fonti militari israeliane, i cannoni dell' artiglieria erano stati punti verso una zona aperta utilizzata ieri per il lancio di razzi contro la citta' israeliana di Ashqelon. Su quella zona e' stato indirizzato il fuoco della artiglieria che ha invece colpito case abitate. La distanza fra le due localita', secondo Ynet, e' di circa un chilometro. Il giornale afferma che si indaga se ci sia stato una guasto tecnico.

PERETZ ORDINA INCHIESTA

Il ministro della difesa israeliano Amir Peretz ha ordinato che una inchiesta sia condotta per determinare le circostanze in cui oggi a Beit Hanun (Gaza) almeno 18 palestinesi sono rimasti uccisi. Peretz ha ordinato la sospensione immediata del fuoco di artiglieria nella zona di Gaza. Lo riferisce la radio militare.

Fonti militari israeliane hanno detto all'Ansa che stamane effettivamente l'artiglieria israeliana ha sparato nel nord della striscia di Gaza in direzione di un'area da dove ieri erano stati lanciati razzi Qassam verso Israele. Il fuoco di stamane, hanno aggiunto le fonti, aveva un carattere ''preventivo e di disturbo''. Intendeva cioe' impedire ai miliziani palestinesi di tornare a colpire la vicina citta' israeliana di Ashqelon.

''Adesso controlliamo le informazioni sulle perdite civili palestinesi'' hanno aggiunto le fonti secondo cui vi e' una ''certa distanza'' fra la zona bersagliata dall'artiglieria e quella dove sono rimasti uccisi i civili palestinesi. Nel frattempo il ministro della difesa Peretz ha ordinato la sospsensione immediata del fuoco di artiglieria verso Gaza e ha chiesto alle forze armate di fornirgli dettagliate spiegazioni nel tempo piu' breve possibile. Il premier Ehud Olmert ha intanto convocato una consultazione urgente con responsabili alla sicurezza.

Putin 'a mano armata' critica Bush

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2006

MOSCA - Vladimir Putin non si fa scrupolo di bastonare il nemico a terra: inaugurando in pompa magna la lussuosa, ipertecnologica nuova sede del Gru - i servizi segreti militari russi - il leader del Cremlino ha dato addosso, se pure indirettamente, all' 'amico' George Bush, reduce da una cocente disfatta nelle elezioni americane di medio termine. In un discorso degno dei momenti più glaciali della 'guerra fredda', Putin ha chiaramente indicato ai suoi '007' militari chi dovranno tenere d'occhio: "alcuni paesi" che pasticciano con le 'guerre stellari', usano la forza per portare avanti le loro strategie diplomatiche, sfruttano tutti i mezzi, compreso il "monopolio dei mass media globali", per fare i loro interessi a scapito dei partner. Le spie russe devono "tenere accuratamente sotto controllo" quei "paesi che minacciano la stabilità con pratiche unilaterali e illecite e impongono senza tante cerimonie le proprie posizioni ignorando totalmente i legittimi interessi dei loro partner".

Se la definizione risultasse vagamente ambigua, Putin si affretta a precisare: "alcuni paesi che vogliono le mani libere per portare nello spazio armamenti nucleari". Giusto a scanso di equivoci: perché è vero che "restano importantissimi problemi collegati con la proliferazione delle armi di distruzione di massa", una "minaccia globale reale, che tocca in particolare la Russia, dato che le regioni critiche sono vicine ai suoi confini". Anche quelli vanno controllati, per cui "vi chiedo - ha detto ai suoi 'spioni' in divisa - di tenere d'occhio le questioni connesse alle armi nucleari, chimiche, biologiche e alle tecnologie missilistiche". Ma la vera fonte di preoccupazione per il presidente russo è altrove: "Anche se la minaccia di un conflitto globale è ridotta al minimo e il sistema delle relazioni internazionali - concede - garantisce un livello altissimo, inedito di controllo reciproco e di fiducia nella sfera militare, noi vediamo che certe superpotenze non solo non rinunciano ai loro arsenali, palesemente superiori ai livelli necessari per la difesa, ma anzi continuano a perfezionarli".

Attenzione, dunque: anche perché c'é pure "il problema dei mezzi economici, politici, diplomatici, di monopolio dei mass media globali usati da certi paesi per giustificare inopportuni usi della forza". E' difficile credere a una casuale concomitanza di questo 'redde rationem' con la sconfitta repubblicana nel voto di ieri. I sassolini che oggi Putin si è tolto dalla scarpa sono altrettanti macigni lanciati contro la politica estera dell'attuale amministrazione Usa, responsabile secondo gli analisti russi della deludente prestazione dell' 'elefante'. Oggi il presidente della commissione esteri della Duma russa Konstantin Kosaciov ha chiaramente parlato di "un voto di sfiducia nei confronti di George W. Bush", basato sulle sue "sconfitte nel campo della politica estera". Un voto che pone serie ipoteche anche per le presidenziali americane del 2008, "se l'amministrazione attuale non riuscirà a correggere almeno alcuni degli errori commessi". Dello stesso avviso è Serghei Karaganov, capo del 'think-tank' Consiglio per la politica estera e di difesa, per il quale i risultati del midterm americano pongono le basi per un ritiro dal pantano iracheno: "Sarà più facile per i democratici, dato che non hanno nessuna responsabilità nell'invio di truppe americane in Iraq". D'altro canto "la campagna irachena ha diviso la società Usa come non succedeva dai tempi della guerra in Vietnam": se l'ultimo bastione del senato crollerà, "i democratici vinceranno anche le presidenziali del 2008".

Bush fa fuori Rumsfeld, i Democratici conquistano anche il Senato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2006

WASHINGTON - I democratici hanno conquistato il controllo del Congresso, Camera e Senato, nelle elezioni di Midterm del 7 novembre, riferiscono oggi i media americani.

Dopo avere strappato ai repubblicani la Camera, con ampio margine, i democratici hanno ottenuto anche il controllo del Senato vincendo in Virginia il 51/o seggio, necessario per potersi garantire la maggioranza. Il seggio decisivo e' giunto dalla Virginia dove lo sfidante democratico James Webb si e' imposto sul senatore repubblicano George Allen solo per una manciata di voti.

Anche se la Virginia non e' stata ancora ufficialmente assegnata a Webb le operazioni di conto indicano un vantaggio per il democratico di almeno settemila voti (su un totale di oltre 2,3 milioni), un margine esiguo ma sufficiente a decretare la vittoria del democratico e a regalare ai democratici anche il controllo del Senato.

Il senatore Allen avrebbe deciso di fare giovedi' una dichiarazione pubblica prendendo atto del risultato ed evitando di trascinare la battaglia elettorale in Virginia ad una serie infinita di conti e riconti, riferiscono i media americani. La vittoria dei democratici sia alla Camera che al Senato ribalta dopo dodici anni l'assetto del Congresso, trasferendo il centro del potere dai repubblicani ai democratici, conferendo cosi' dimensioni sensazionali al successo del partito di opposizione.

Per il partito repubblicano del presidente George W. Bush si tratta di una sconfitta storica destinata a segnare profondamente i due ultimi anni di permanenza di Bush alla Casa Bianca. Anche il futuro della strategia americana in Iraq e' destinato ad essere influenzato profondamente dal risultato del voto del 7 novembre. I primi risultati e le prime conseguenze sono gia' evidenti con la decisione del presidente Bush di accettare le dimissioni del ministro della difesa Donald Rumsfeld, considerato l'architetto della strategia del conflitto in Iraq, sostituendolo con l'ex-capo della Cia Robert Gates.

Mo: probabile rinvio gay parade

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2006

Per timore attentati, e' in programma venerdi' a Gerusalemme

(ANSA) - GERUSALEMME, 8 NOV - La controversa gay parade in programma per venerdi' prossimo a Gerusalemme sara' probabilmente rinviata per il timore di attentati.In Israele e' in vigore lo stato di allerta nel timore di un'ondata di attentati in reazione all'uccisione stamane di 18 palestinesi in un bombardamento di artiglieria israeliano a Beit Hanun, nella striscia di Gaza. Lo ha riferito il secondo canale della tv israeliana. Contro la gay parade si era schierato il Vaticano.

Giovedì 9 Novembre 2006

False reliquie di Papa Wojtyla in vendita vicino al Vaticano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2006

CITTA' DEL VATICANO - False reliquie di papa Wojtyla in vendita nei pressi del Vaticano, insieme con statue

di ''san Giovanni Paolo II'', quando il processo per canonizzarlo e' ben lontano dalla conclusione.

A pochi metri da uno degli ingressi della Citta' del Vaticano un negozio di souvenir ha messo in vendita, - per 3, 4,50 e 5,25 euro, a seconda delle dimensioni - medaglie che contengono un pezzetto di tessuto che sarebbe stato strofinato contro la tomba del papa polacco e statuette in marmo del Papa defunto, con la scritta che lo considera gia' santo.

Interpellato dall'agenzia I-media per capire se le reliquie avessero avuto il riconoscimento dell'autorita' competente il proprietario del negozio non ha dato risposta.

Dal canto suo il postulatore della causa di beatificazione del papa polacco, mons. Slawomir Oder, ha spiegato che gli oggetti in vendita non hanno avuto ''alcuna autorizzazione'' ne' da parte sua ne' del Vicariato di Roma: ''sono reliquie non riconosciute - ha precisato - e comunque se si trattasse veramente di abiti di Giovanni Paolo II non sarebbe necessario che fossero stati strofinati sulla sua tomba''.

Mons. Oder ricorda inoltre che e' possibile ottenere, del tutto gratuitamente, reliquie ''riconosciute'' del Papa polacco, semplicemente rivolgendosi alla postulazione, presso il Vicariato di Roma, che mette a disposizione immaginette di papa Wojtyla contenenti un frammento di tessuto di una delle tonache indossate dal Pontefice.

Afghanistan: Nato, uccisi in raid 22 Taleban

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2006

(ANSA-REUTERS) - KANDAHAR, 9 NOV - Le forze della Nato hanno ucciso più di 22 combattenti taleban in un attacco aereo nella provincia meridionale di Kandahar, Afghanistan. Lo hanno reso noto fonti dell'alleanza e afghane. Testimoni hanno detto che nel raid, sferrato ieri sera nel distretto di Zari, è morta anche una donna, e che sono state sganciate bombe a grappolo. Una fonte Nato a Kabul ha parlato di 20 morti, mentre il capo del distretto di polizia ha detto che i ribelli uccisi sono 22. Ma non sono stati aggiunti particolari sull'operazione. I taleban affermano invece di aver avuto solo due vittime tra i loro combattenti. Ieri nella provincia di Zabul, adiacente a Kandahar, sono morti diversi poliziotti e taleban in scontri tra le parti. (ANSA-REUTERS)

Olmert: Beit Hanun? e' stato un 'errore tecnico'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2006

GERUSALEMME - Il premier israeliano Ehud Olmert ha affermato che l'uccisione di 18 palestinesi vittime di fuoco d'artiglieria israeliano, ieri a Beit Hanun, nella striscia di Gaza, è stata un "errore tecnico". Olmert, in un intervento trasmesso dalla radio statale, si è così espresso: "E' stato un errore tecnico dell'artiglieria israeliana. Ho controllato e verificato". Colpire palestinesi innocenti, ha aggiunto, "non è la nostra politica".

OLMERT PRONTO A INCONTRO CON ABU MAZEN Il premier israeliano Ehud Olmert ha dichiarato di essere pronto a incontrarsi con il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) per negoziati di pace senza condizioni preliminari. Abu Mazen, ha affermato Olmert, "sarà sorpreso di vedere quanto avanti io sia disposto ad andare nei colloqui".

BEIT HANUN, DECINE MIGLIAIA AI FUNERALI DELLE VITTIME DELLA STRAGE Decine di migliaia di palestinesi hanno partecipato a Beit Hanun ai funerali delle vittime della strage. I corpi dei 18 uccisi, fra cui 8 bambini e 5 donne, avvolti nella bandiera gialla del movimento al Fatah del presidente Abu Mazen, sono stati accompagnati dalla folla fino al "cimitero dei martiri" della città. Beit Hanun, che prima del tragico cannoneggiamento israeliano

di ieri mattina contro un quartiere residenziale era stata occupata per una settimana dall'esercito di Gerusalemme - negli scontri erano stati uccisi 60 palestinesi - è stata ribattezzata "la città martire" da molti partecipanti ai funerali. Il corteo funebre è stato seguito da molti miliziani dei vari gruppi armati, che hanno sparato per aria per commemorare le vittime e gridato vendetta contro Israele.

Diverse fazioni armate ieri hanno minacciato di riprendere gli attentati sul territorio israeliano per rappresaglia dopo la strage di Beit Hanun. Il ministro della difesa israeliano Amir Peretz ha ordinato una inchiesta. Il premier Olmert ha espresso "dolore" per le vittime civili e il ministro degli esteri Tzipi Livni ha parlato in un colloquio con il ministro italiano Emma Bonino ieri di un "malaugurato incidente durante una operazione militare". "Beit Hanun, il nostro sangue sarà versato per te" ha gridato la folla ai funerali delle vittime. I servizi di sicurezza israeliani sono in stato di massima allerta, nel timore di attentati. Secondo l'intelligence israeliano 80 attacchi sarebbero in preparazione contro lo stato ebraico. Tra poco la questione di Gaza sarà discussa dal consiglio di sicurezza Onu.

Budget scarso per meta' italiani, 2400 euro spesa mese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2006

ROMA - In 5 anni il grado di soddisfazione degli italiani per la loro situazione economica è crollato. Oggi circa la metà considera scarso il suo budget di spesa e si definisce "insoddisfatto". E in un solo anno infatti, dal 2005 a 2006, la spesa media mensile delle famiglie italiane è salita a quasi 2.400 euro, con un aggravio di 17 euro (0,7%). E' quanto emerge dall'Annuario Statistico 2006 dell'Istat, che sottolinea come la percentuale di chi si lamenta delle proprie possibilità finanziarie sale vertiginosamente nel Mezzogiorno, portandosi al 58,1%. "Nel 2006 - si legge nell'Annuario - la percentuale di persone di 14 anni e oltre che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per la propria situazione economica è pari al 50,2% (era il 64,1% nel 2001), mentre le persone per niente o poco soddisfatte sono il 47,5% (33,2% nel 2001)".

Una 'fotografia' che l'istituto nazionale di statistica definisce "articolata territorialmente" e che vede crescere l'insoddisfazione man mano che si scende lungo lo Stivale: 39,6% di insoddisfatti al Nord, 46,8% al Centro e 58,1% a Sud. In peggioramento, in questo ultimo biennio, anche il giudizio delle famiglie sulle loro disponibilità economiche. "Tra il 3005 ed il 2006 - spiega infatti l'Istat - la quota di famiglie che considerano ottime o adeguate le proprie risorse economiche passa dal 56,4% al 54,9%". Del resto l'indagine campionaria sui consumi condotta dall'Istat, fissa "la spesa media mensile familiare in 2.398 euro, 17 euro in più rispetto all'anno precedente (+0,7%)" e poiché tale aumento incorpora sia la dinamica inflazionistica sia la crescita del valore del fitto figurativo (stima), "si deduce come la spesa per consumi in termini reali sia diminuita". Il valore medio di spesa mensile delle famiglie, varia in modo consistente fra le varie aree del Paese.

Al Centro si attesta a 2.478 euro, al Nord sale a 2.689, mente al Sud crolla a 1.913. Nel 2005 la spesa mensile per generi alimentari, mediamente, si è mantenuta allineata con i valori del 2004 (456 euro contro 453); mentre tra le spese non alimentari, quelle per l'abitazione, che incidono per oltre il 25% sul bilancio familiare, sono cresciute del 2%: da 606 a 619 euro. Alla voce 'servizi', in aumento la spesa per i trasporti (14,3% del budget), salita da 338 a 343 euro. La bolletta che invece pesa di più sul budget degli italiani é - secondo l'Istat - quella del gas, che incide per il 2% sul totale delle spese, seguita dal quelle del telefono (1,7%) e da quella dell'elettricità (1,6%). Ma nonostante mediamente gli italiani facciano sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, ad alcuni beni di consumo sembra proprio non riescano a rinunciare. E' il caso del totem-telefonino, diffuso nel 78,4% delle famiglie (72,9 nel 2004); del condizionatore d'aria, installato nel 22,9% delle case (20,9% nel 2004) e del personal computer, presente nel 41,4% delle famiglie italiane.

Bankitalia: Draghi, deficit istruzione Italia preoccupante

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2006

(ANSA) - ROMA, 9 NOV - "Il deficit di istruzione resta preoccupante, per il ritardo con cui si è dato avvio in Italia alla scolarizzazione di massa e per le più sfavorevoli dinamiche demografiche". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, nella lectio magistralis tenuta all'università La Sapienza in occasione dell'inaugurazione del centesimo anno accademico. "I nostri problemi - ha sottolineato - non dipendono da un ammontare inadeguato di risorse pubbliche destinate all'istruzione scolastica. La spesa per studente nella scuola dell'obbligo e in quella secondaria è anzi più elevata rispetto alla media dei Paesi dell'Ocse, per effetto non già di maggiori retribuzioni pro-capite del personale docente, bensì in un più alto rapporto numerico tra docenti e studenti". Draghi ha messo in evidenza come "il divario con gli altri Paesi rimane elevato, riflettendo fra l'altro la frammentazione degli insegnamenti e non si traduce in una migliore qualità dei risultati scolastici. Pesano carenze nell'organizzazione e nella motivazione personale". (ANSA).

Universita': i rettori, mancano i soldi per tutto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2006

ROMA - Si può "stringere la cinghia". Ma non fino a restare "soffocati" dalla stretta della mancanza di risorse finanziare che mettono a serio rischio il funzionamento quotidiano degli atenei. Il grido d'allarme è stato lanciato dal presidente della Conferenza dei rettori Guido Trombetti. Un'analisi impietosa, quella del presidente della Crui, secondo il quale l'università "sta consumando le sue riserve auree" in uno stato di crisi che dal punto di vista finanziario coinvolge l'intero sistema universitario.

"Mancano i soldi per il giorno per giorno, per pagare i fitti, comprare i sussidi didattici. Va bene la parte normativa (pacchetto serietà, ipotesi di modifica del sistema dei concorsi, agenzia per la valutazione) ma la parte finanziaria non c'è proprio", spiega Trombetti in occasione della presentazione della Relazione 2006 sullo stato delle università italiane.

"Il problema non è stringere la cinghia. Il fatto è che a forza di stringerla si rischia il soffocamento. E i sacrifici - aggiunge - non possono diventare mortali". Secondo il presidente della Crui, oltre ai 250 milioni di euro fatti fuori dal decreto taglia-spese di Bersani ne mancano almeno altri 200 sul fondo di finanziamento ordinario per il 2007: "Il decreto taglia-spese è uno schiaffo per la comunità universitaria, è punitivo e privo di logica". E con questa situazione non è difficile prevedere, dice Trombetti, che "tutte le università saranno in difficoltà, dalla Val d'Aosta alla Sicilia e alcune non riusciranno a chiudere i bilanci".

Tutto questo, aggiunge, mentre per tornare al livello di cinque anni fa manca un miliardo e mentre sul fronte degli investimenti il nostro Paese non brilla rispetto al resto d'Europa. L'Italia spende per ogni studente universitario 7.241 euro contro i 9.135 della Francia e i 9.895 della Germania. Il risultato è che i servizi agli studenti altrove sono migliori che da noi. Un ritmo che in pochi anni porterà "al blocco degli atenei, alla cancellazione del futuro per i nostri giovani". Eppure la riforma del sistema universitario del 2001-2002, dice Trombetti, ha prodotto buoni risultati: prima della riforma gli immatricolati erano il 70% dei diplomati della scuola media superiore, nell'anno accademico 2004-2005 si è arrivati al 76,8%; in cifre assolute gli immatricolati erano circa 295.000 nel 2000 e sono diventati circa 350.000 nel 2004.

Ma non tutto ha funzionato: si registra, infatti, una proliferazione dei corsi, una eccessiva frammentazione degli insegnamenti e il calo del numero medio di docenti di ruolo per corso di laurea. E nell'ultimo anno accademico (2005-2006) la percentuale dei fuori corso sarebbe di circa il 46%: il valore più alto registrato nell'ultimo decennio. Sul versante dei tagli l'allarme del presidente della Crui trova sponda nelle posizioni del ministro dell'università e della ricerca Fabio Mussi, secondo il quale "il taglio ai consumi intermedi delle università è un errore madornale: "C'é ancora qualcosa nella Finanziaria che si può modificare ed è soprattutto il taglio del 20% ai consumi intermedi, una batosta pesantissima che toglie elementi fondamentali di vita quotidiana agli atenei. Con un risparmio tutto sommato modesto - ha aggiunto il ministro - si provocano danni non affatto modesti".

Annullata la gay parade in Israele, ci sara' un raduno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2006

GERUSALEMME - La controversa gay parade in programma per domani a Gerusalemme e' stata annullata e al suo posto ci sara' invece un raduno nello stadio dell' universita' ebraica.

Secondo quanto ha riferito la radio statale questa soluzione di compromesso e' emersa oggi a conclusione di un incontro tra alti ufficiali di polizia e gli organizzatori della manifestazione e dopo che i rappresentanti della comunita'

ebraica ultraortodossa cittadina hanno rinunciato alle dimostrazioni in programma per protestare contro la gay parade.

La polizia ha percio' ridotto lo spiegamento di agenti senza precedenti per assicurare l' ordine pubblico nella citta'.

Il compromesso e' stato apparentemente facilitato dallo stato di massima allerta esistente in tutto Israele per la

possibilita' di attentati suicidi palestinesi in reazione all' uccisione di 18 palestinesi colpiti da fuoco d'artiglieria israeliano ieri a Beit Hanun, nella striscia di Gaza.

Venerdì 10 Novembre 2006

Iraq: 150.000 iracheni morti da marzo 2003

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/11/2006

BAGHDAD - Almeno 150.000 iracheni sono morti per le violenze dall'invasione delle forze anglo-americane nel marzo 2003 in poi, vittime di guerra, di terrorismo e di assassinii: lo dichiara oggi una fonte del ministero della sanità iracheno.

Qualcosa come 75-80 persone in media vengono uccise ogni giorno in Iraq, per lo più vittime di violenze interconfessionali fra sciiti e sunniti, ha detto la fonte, che ha chiesto l'anonimato, citando cifre ufficiali del ministero.

Secondo uno studio apparso in ottobre sulla rivista medica britannica 'Lancet' e condotto da medici dell'americana John Hopkins University e della scuola irachena di medicina al-Mustansiriya di Baghdad, fra il marzo 2003 e il luglio del 2006 i civili iracheni morti sarebbero circa 655.000.

Queste stime sono però state giudicate "poco attendibili" ed "esagerate" da Stati Uniti, Gran Bretagna e dai dirigenti iracheni.

''Noi - ha detto la fonte del ministero della sanita' iracheno all'Afp - stabiliamo delle statistiche quotidiane, che invieremo ad un dipartimento specializzato al ministero, e renderemo attuali le nostre cifre ogni mese, facendo un nuovo bilancio ogni sei mesi''.

La media dei morti giornalieri, ha spiegato, puo' subire delle impennate in conseguenza di alcuni eventi particolari, come fu il caso del 31 agosto 2005, quando quasi 1.000 pellegrini sciiti morirono in una volta sola su un ponte di Baghdad, cadendo nel Tigri o finendo travolti dalla folla, presa dal panico per la voce di un attentato.

Nucleare: Iran, verso crisi con Aiea

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/11/2006

Se Onu adottera' bozza risoluzione Ue senza modifiche russe

(ANSA) - MOSCA, 10 NOV - Teheran minaccia di riesaminare le sue relazioni con l'Aiea se l'Onu adottera' la bozza della risoluzione Ue senza le modifiche russe. Lo avrebbe affermato il negoziatore iraniano sul nucleare, Ali Larijani, a Mosca. La bozza, che prevede sanzioni contro Teheran per non aver congelato l'arricchimento dell'uranio, e' stata presentata al Consiglio di sicurezza da Gb, Francia e Germania, incontrando pero' l'opposizione della Russia, che ha proposto alcune modifiche.

Sabato 11 Novembre 2006

Papa: Avvenire contro comico Crozza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/11/2006

Giu' le mani da Ratzinger, con Napolitano c'e' piu rispetto

(ANSA)-ROMA, 11 NOV- Maurizio Crozza finisce nel mirino dell'Avvenire. Motivo: 'svillaneggia' Papa Ratzinger imitandolo e facendone una caricatura 'isterica'. 'Sul presidente della Repubblica nessuno si permette qualcosa di simile', scrive il giornale dei vescovi, che dedica ben due editoriali a quella che viene definita 'una satira fallimentare non priva di vigliaccheria'. E ancora: 'se questo e' il circo, allora chiediamo ai clown, giu' le mani dal Papa', sul 'fondamentalismo satirico' c'e' poco da 'scherzare'.

Domenica 12 Novembre 2006

Manovra: verso la cancellazione della tassa di soggiorno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2006

ROMA - La Camera passa un colpo di spugna sulla tassa di soggiorno. Il balzello sui turisti - che nelle grandi citta' poteva arrivare fino a 5 euro - scompare dalla manovra finanziaria. Ma non e' l' unica novita' di una finanziaria che appare sempre di piu' come una ''tela di Penelope''. Il governo, su spinta della maggioranza, riproporra' la rottamazione della auto e delle moto, molto probabilmente con l' esenzione biennale del bollo cancellata alla Camera.

L' obiettivo e' quello di favorire l' acquisto di auto piu' ecologiche. Ci sono poi i nuovi fondi per la ricerca (110 milioni), la ricostituzione dell' 5 per mille, e l' arrivo della tassa di scopo. Si paghera' solo sopra i 20.000 euro. La potranno introdurre i comuni con un aumento dell' Ici che puo' arrivare al massimo allo 0,5 per mille e che servira' a finanziarie la costruzione di metropolitane, scuole e spazi per eventi. La tassa sul turismo viene affondata all'unanimita'.

La decisione, presa in mattinata dalla maggioranza e dal governo, viene proposta in aula dal ministro per i rapporti col parlamento, Vannino Chiti, che accoglie le proposte dell' Udc. Ma nel voto vengono poi riunite tutte le proposte dei partiti dell' opposizione che ne chiedevano la cancellazione. Il vice-premier Francesco Rutelli, con delega sul Turismo, commenta: ''e' una decisione saggia''. Ma tutti i partiti vantano il merito della cancellazione, dalla Casa delle Liberta' a Rifondazione Comunista. Meno contenti sono i comuni piu' interessati dal turismo: per loro potrebbero pero' arrivare la parte piu' consistente del fondo per la mobilita' previsto dalla manovra.

E, poi, non e' detto: tramontato il varo in Finanziaria, non e' escluso che l' ipotesi del balzello sui turisti possa tornare a far capolino in un altro provvedimento, magari una volta chiusa la sessione di bilancio. Buone nuove arrivano anche per chi pensa di acquistare una nuova auto. Il governo punta a reintrodurre, durante il passaggio al Senato della Finanziaria, una norma che favorisce il ricambio di vecchie carrette con nuove auto Euro 4 o 5, oppure di moto Euro 3. Una parte delle risorse sono gia' state trovate e il governo ha gia' espresso un assenso politico alle richieste della maggioranza. Nella prima versione la rottamazione prevedeva l' esenzione di 2 anni per il bollo auto, un tributo che e' ora diventato piu' caro proprio per le vetture inquinanti. Il ricambio di auto, inoltre, potrebbe essere un volano per sostenere la crescita economica. Ad alleggerire le tasche dei cittadini potrebbe invece essere la tassa di scopo.

La Camera l' ha votata con l' articolo 8 della Finanziaria. I comuni avranno la possibilita' di introdurla per finanziare fino al 30% della costruzione di nuove opere, dalle metropolitane alle scuole. Arrivera' con un incremento dell' Ici che non potra' superare lo 0,5 per mille e che il comune dovra' restituire se entro 2 anni non apre i cantieri. Inoltre, modifica introdotta con un emendamento dell' opposizione, non si applichera' sotto la soglia dei 20 mila euro di reddito. Sul fronte dei tributi locali, cancellata l' imposta sul turismo e addolcita la tassa di scopo, e' in arrivo anche un mitigamento dell' addizionale Irpef che possono applicare i comuni. ''Al Senato - ha annunciato Chiti - porremo la possibilita' ai comuni di decidere su una possibile gradualita' ed esenzione rispetto all' addizionale Ici''.

La ''tela'' della manovra registra modifiche anche su altri fronti, dall' 8 per mille alla ricerca, dalle pro-loco alla ''mobilita' lunga'' che aiutera' la Fiat. Un incontro a Palazzo Chigi tra il ministro dell' Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e il collega dell' Universita', Fabio Mussi ha consentito di avviare la chiusura anche del nodo ''fondi alla ricerca''. Vengono stanziati complessivamente 110 milioni di euro. Mussi li definisce ''un passo positivo'' ma chiede ''ancora un ultimo, definitivo sforzo''. Alla ricerca saranno destinati, poi, anche i fondi che decideranno di assegnare i contribuenti con il 5 per mille. Il meccanismo, che servira' a finanziare anche il mondo del no-profit, e' stato reintrodotto.

Anche l' 8 per mille, fratello maggiore del 5 per mille, cambia faccia: negli ultimi anni era stato utilizzato per finanziare le ''missioni di pace'' in Iraq e Afganistan. Tornera' a dare fondi per la fame nel mondo, per i beni culturali e per la ricerca. Con emendamenti della Commissione Bilancio, poi, scattera' un' esenzione per le tasse pagate dalle pro-loco (cioe' dalle ''associazioni che partecipano o realizzano manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale legate agli usi e alle tradizioni delle comunita' locali'') e una modifica alla norma sulla ''mobilita' lunga'': delle 6.000 unita' massime di dipendenti che potranno essere messi in mobilita' lunga, almeno 1.000 saranno destinate a grandi imprese in regime di amministrazione straordinaria o in stato di insolvenza.

Governo: Prodi, siamo come squadra calcio che parte da -26

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2006

ROMA - La fiducia sulla Finanziaria e' ancora evitabile, secondo Romano Prodi, ma solo se la Cdl cessera' di usare 'tattiche dilatorie'. Intervistato da Sky Tg24, il premier si sfoga: 'basta con le corporazioni, ora bisogna fare gli interessi del paese', e ancora ''basta con le frammentazioni, io non sono uomo per tutte le stagioni e sono giunto a Palazzo Chigi dopo le primarie e con il voto degli italiani. Italia e governo - dice - sono come una squadra di calcio che parte da meno 26''.

SBLOCCATA IRPEF COMUNI: POSSIBILE AUMENTO

Salta il blocco dell' Irpef comunale e sale la soglia di possibile incremento per questa addizionale: passa da un massimo dello 0,5% ad uno dello 0,8%. E' questa una della norme previste dall' articolo 7, approvato stamane alla Camera, che dispone la ''variazione dell' aliquota di compartecipazione dell' addizionale comunale dell' Irpef'' e sblocca quindi il congelamento dell' addizionale stabilito a partire dal 2005.

DOPO CARO-BOLLO ARRIVA CARO-PATENTE

Avere un duplicato della patente sara' piu' caro: e' infatti in arrivo un emendamento del Governo che prevede di aumentare da 45 a 50 milioni le entrate che arriveranno dall'incremento delle ''tariffe applicabili per le operazioni in materia di motorizzazione''. L'emendamento, appena una riga, aumenta quindi da 5 a 10 milioni di euro, la spesa per la predisposizione del piano del piano generale di mobilita'. L'articolo 118 che verrebbe cosi' modificato prevede gia' che il ministero dei trasporti a decorrere dal primo gennaio incrementi le tariffe.

MINISTERO: TICKET PRONTO SOCCORSO DIMINUISCE

Il ticket sul pronto soccorso non aumenta, ma ''in realta' diminuisce del 35% mentre crescono le esenzioni'': il ministero della Salute precisa cosi' in una nota il contenuto dell'emendamento presentato in Finanziaria sul ticket sulle prestazioni di pronto soccorso. Prima dell'emendamento presentato ieri alla Camera le quote a carico dei non esenti erano cosi' composte: 23 euro per le prestazioni da codice bianco e 41 euro per le prestazioni non urgenti da codice verde, con esclusione dei traumi e degli avvelenamenti.

Con l'emendamento viene invece unificata a 27 euro la quota, sia per i codici bianchi sia per quelli verdi ed in piu' vengono esentati tutti i bambini fino a 14 anni di eta' indipendentemente dal reddito di famiglia. Prima erano esenti solo fino a 6 anni e con un reddito inferiore ai 36.151,98 euro. Complessivamente le entrate dalla manovra da questo ticket passeranno dai 100 milioni di euro a 65 milioni con una riduzione del gettito del 35%.

ARRIVA PERMUTA BENI DIFESA CON ENTI TERRITORIALI

Arriva la possibilita' per il ministero della Difesa di permutare beni immobili con gli enti territoriali. E' quanto prevede un emendamento alla Finanziaria del Governo che, dichiarato ieri inammissibile, e' stato riformulato e presentato stamane all'aula della Camera. La norma prevede che, per perseguire ''preminenti finalita' istituzionali individuate dalla Presidenza del Consiglio'', il ministero della Difesa potra' ''individuare beni immobili di proprieta' dello Stato mantenuti in uso al medesimo dicastero per finalita' istituzionali suscettibili di permuta con gli enti territoriali''. Le attivita' di permuta saranno effettuate dall'Agenzia del Demanio, d'intesa con il ministero della Difesa, ''nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico contabile''.

Non esiste un problema di coesione della maggioranza che induca a chiedere la fiducia. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, a margine dei lavori della Finanziaria in corso alla Camera. "Non contano le chiacchiere ma i fatti e i fatti dimostrano che Governo e maggioranza - sottolinea Chiti - lavorano in modo coeso. Non stiamo modificando la struttura portante della manovra ma stiamo apportando solo dei miglioramenti e abbiamo accolto anche miglioramenti proposti dall'opposizione. Penso che entro il 19 si chiuderà, ci sono tutte le condizioni per farlo senza chiedere la fiducia".

Fiducioso anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta: "Sono ottimista - ha detto a margine dei lavori alla Camera sulla Finanziaria - penso che le cose stanno andando in un modo tale che si potrà evitare la fiducia. Emerge anche dal dibattito di questa sera".Critica, invece, l'opposizione. "Tanto varrebbe che la smettessero di prendere in giro i parlamentari della maggioranza e dell'opposizione e che mettessero la fiducia sulla finanziaria". E' questo il commento di Guido Crosetto, deputato di Forza Italia, alla serata di lavori parlamentari sulla manovra finanziaria. "Il problema - ha aggiunto polemicamente l'esponente 'azzurro' conversando in Transatilantico - è che non sono nemmeno d'accordo sul testo su cui porre la fiducia".

Avvocati scioperano contro la legge Bersani

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2006

ROMA - Da lunedì, e fino alla fine della settimana, gli avvocati tornano a incrociare le braccia contro la legge Bersani, la carenza di risorse per la giustizia, e contro "l'azzeramento della distinzione delle funzioni" tra giudici e pubblici ministeri operato dalla legge Mastella. La protesta è unitaria e vede in prima fila l'Organismo unitario dell'avvocatura, l'Unione delle Camere penali e l'Associazione italiana giovani avvocati, che hanno deciso un'azione convergente di fronte all' "indifferenza" della politica e soprattutto del governo verso, e alla "gravità" della situazione. Proprio per questo è prevedibile che l'agitazione porterà al blocco di tutte le udienze: civili, penali, amministrative e tributarie.

Al centro dell'attenzione c'é innanzitutto la questione della disciplina della professione forense. Gli avvocati ritengono la legge Bersani lesiva dell'autonomia e della dignità del difensore e invocano una riforma professionale che invece punti su qualificazione, rigore deontologico e "specializzazione effettiva". Chiedono anche la tutela dei giovani avvocati, con forme di sostegno per l'avvio della professione. "La nostra preoccupazione non è venuta meno con il disegno di legge delega sulla riforma delle professioni presentato da Mastella - dice il presidente dell'Oua Michelina Grillo - il progetto risente di un vento bersaniano, visto che contiene modifiche peggiorative rispetto al testo che ci era stato sottoposto ad ottobre e che ancora una volta è mancata la concertazione". Ma le preoccupazioni dei legali riguardano anche la carenza di risorse: "non c'é stato nessun provvedimento per migliorare le dotazioni della giustizia - lamenta Grillo - anzi la situazione si è aggravata con la Finanziaria". Insomma nell'insieme "non ci sono ragioni per sospendere la protesta". Tra le richieste degli avvocati c'é anche "il rispetto e la piena attuazione dei principi costituzionali", a cominciare da quello del giusto processo, da cui discende la "separazione delle carriere in magistratura". Un tasto su cui insistono soprattutto i penalisti, che denunciano l' "invadenza dell'Anm nella politica della giustizia", come "causa dei gravi squilibri nell'individuazione dei problemi e delle loro soluzioni".

Scandalo alle medie: supplente sorpresa nuda con alunni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2006

NOVA MILANESE (MILANO) - Saranno interrogati tra qualche giorno, e in forma molto protetta, i cinque studenti di terza media coinvolti in uno scandalo a luci rosse nella loro scuola insieme alla supplente di matematica. Sono stati sorpresi mentre lei, precaria di 33 anni, dava una lezione pratica di sesso ai cinque alunni durante l'ora di sostegno. Un "fatto gravissimo", così l'ha definito il procuratore della repubblica di Monza, Antonio Pizzi, che sta indagando sull'incredibile episodio, in una scuola media di Nova Milanese, un comune brianzolo che quasi sicuramente passerà sotto la provincia di Monza. Lunedì scorso i cinque ragazzi e la loro supplente sono stati sorpresi da un' altra insegnante, in un' aula, impegnati in qualcosa di più simile ad un film di serie B degli anni '70, che a quanto si svolge in genere in una scuola.

La supplente si stava infatti dedicando ad un rapporto orale con il piu' grande dei suoi ragazzi, altri due si stavano (o li stava) masturbando. Gli ultimi due guardavano in attesa del loro turno. A parte il primo, 15enne ripetente e descritto da tutti come un ragazzo che dimostra una età maggiore, gli altri sono tra i 13 e i 14 anni.

Non mi sembrava di fare nulla di male - si è difesa in seguito la supplente, in dichiarazioni spontanee ai carabinieri - Quei ragazzi sono molto più grandi della loro età, soprattutto il maggiore che dimostra almeno 17 anni ed è molto attraente... Per lei in ogni caso è subito scattata l'accusa di violenza sessuale aggravata e corruzione di minorenni. Corruzione perché non si esclude che quelle 'lezioni' supplementari avessero come contropartita una valutazione più o meno negativa nella materia da recuperare. Una storia boccaccesca e drammatica che ha gettato nello

sconforto gli insegnanti di una scuola media di Nova Milanese. Circa 160 studenti e un corpo docente che sta facendo da anni di tutto per predisporre un'ottima offerta formativa. Piani di accoglienza, attività alternative, laboratori, giornalini, teatro. "E poi arriva una così - ha detto una professoressa della scuola - e getta discredito su tutti noi e su questa scuola".

La supplente, una giovane insegnante residente in un paesino della provincia di Campobasso, era infatti arrivata da poche settimane come sostituta della titolare di matematica. Nessuno, almeno a quanto si è appreso, aveva mai notato qualcosa di strano nel suo atteggiamento. Fino a lunedì scorso, quando la supplente si presenta in palestra e dice all' insegnante di educazione fisica che cinque alunni della classe, impegnata

nell' ora di ginnastica, devono fare un'ora di sostegno di matematica. I cinque, invece di seguirla corrucciati, come farebbe qualunque coetaneo costretto a occuparsi di espressioni e problemi invece che esercizi in palestra, vanno dietro la supplente felici e contenti. Un atteggiamento che desta qualche sospetto nell'insegnante che però, in quel momento, torna a dedicarsi al resto della classe.

Ma quando l'ora è scaduta e dei cinque ragazzi non c'é nessuna traccia, decide di andare a cercarli nell' aula di sostegno e si trova di fronte a quella scena a luci rosse con tre ragazzini seminudi e la prof impegnata in esercitazione pratica. Sconvolta, l'insegnante di ginnastica corre dalla

preside. La supplente e i cinque ragazzini si ricompongono e se ne vanno.

Qualche ora dopo la supplente molisana viene convocata in presidenza. E' presente anche l'insegnante di educazione fisica. Devono decidere cosa fare. E, considerando che la supplente sta per finire la sostituzione e pensando di proteggere così i ragazzi dalle conseguenze di una inevitabile pubblicità, propendono per l'inevitabile rapporto al provveditorato scolastico. Ma non hanno fatto i conti con le voci che subito

corrono per la scuola tra gli studenti, e arrivano anche alle orecchie dei genitori di quelli coinvolti nello scandalo. Genitori che infuriati si precipitano in presidenza e quindi dai carabinieri per la denuncia. Per la supplente scatta una denuncia a piede libero. Sull' episodio ha aperto indagini la Procura della Repubblica di Monza, affidata al Pm Francesca Vullo. La vicenda passerà presto per competenza al nuovo 'pool' appena costituito da procuratore Antonio Pizzi, per indagare proprio sui reati di violenza sessuale in cui sembra rientrare a pieno titolo.

Un episodio gravissimo considerando anche dove è accaduto - ha detto Pizzi - un luogo deputato all'educazione, protagonista propria un educatore. Anche se si tratta di una supplente. Proprio come in certi film di un tempo, vietati ai minori.

Lunedì 13 Novembre 2006

Aids: scoperta super-mutazione dell'Hiv

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2006

GLASGOW - Una mutazione particolarmente "cattiva" del virus HIV, la più pericolosa finora identificata nei pazienti con resistenza ai farmaci, è statas coperta grazie allo studio italiano condotto presso l'Istituto Spallanzani di Roma, nel quale sono stati considerati i dati relativi a circa 800 pazienti nell'arco di 7 anni. La nuova mutazione, chiamata V118I, è stata descritta nel congresso internazionale sulla terapia delle infezioni da HIV in corso a Glasgow.

Il nuovo dato conferma che, nei pazienti con un virus resistente ai farmaci, la comparsa di un alto numero di mutazioni è direttamente correlata sia al più rapido passaggio verso l'Aids conclamato, sia ad una maggiore probabilità di mortalità a breve, hanno detto i ricercatori, coordinati da Mauro Zaccarelli. Del gruppo fanno parte Andrea Antinori, il virologo Carlo Federico Perno e inoltre Giuseppina Liuzzi, Valerio Tozzi, Silvia Mosti e Paolo Narciso.

La mutazione V118I è stata individuata in 114 pazienti su 792, sulla base delle informazioni contenute nella banca dati dell'istituto Spallanzani e sui dati relativi a pazienti che hanno fallito la terapia e fatto almeno un test sulla resistenza. "I dati - hanno osservato i ricercatori - sono ancora preliminari e hanno bisogno di ulteriori conferme, ma la presenza di questa mutazione sembrerebbe indicare che il virus si è rafforzato molto ed è diventato più aggressivo". In pratica, la presenza di questa sola mutazione potrebbe essere un marcatore della gravità della malattia.

ESPERTI: LA PIU' GRANDE EPIDEMIA DEL PROSSIMO DECENNIO

L'Aids è destinato a rimanere la più seria malattia infettiva nel mondo almeno per i prossimi dieci anni. Non hanno dubbi in proposito gli esperti riuniti a Glasgow, nel congresso internazionale sulla terapia dell'infezione da HIV, il più importante appuntamento scientifico sull'Aids in Europa organizzato dalla International Aids Society (IAS) e da istituti europei prestigiosi come l'University College di Londra e l'Istituto Karolinska di Stoccolma.

"Siamo lontani dal controllare l'epidemia", tanto "per la prossima decade l'Aids resterà la più importante malattia infettiva e continuerà ad avere un'importanza notevole nel mondo", ha detto aprendo i lavori del congresso Kevin De Cock, dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. "In alcuni Paesi, soprattutto africani, i nuovi casi della malattia continuano ad aumentare - ha proseguito - e il dilagare dell'infezione sta causando una vera e propria epidemia di orfani". Senza contare le gravissime conseguenze che l'epidemia sta avendo a livello economico. Rendere le terapia disponibili in tutto il mondo è una delle priorità indicate da tutti. "Anche per i prossimi dieci anni l'Africa continuerà a restare il Paese più colpito dall'Aids", ha detto ancora De Cock, e nonostante ciò nell'Africa Sub-Sahariana il 70% delle persone colpite dall'infezione non ha ancora accesso alle cure. Una delle sfide più importanti è, quindi, "distribuire in modo omogeneo, in tutto il mondo, l'accesso alle cure".

Anche per Roy Gulick, della Cornell University di New York, é rendere la terapia disponibile in tutto il mondo, riuscendo a risolvere i problemi legati alla tossicità e alla comparsa di ceppi del virus resistenti ai farmaci. Nei Paesi industrializzati come quelli in via di sviluppo le terapie antiretrovirali hanno funzionato bene, "é perciò importante proseguire su questa strada e conservare i benefici ottenuti", ha detto ancora Gulick.

Ma per aumentare ulteriormente l'efficacia e per riuscire a ritagliare terapie su misura a seconda delle caratteristiche e della risposta del paziente sono necessari nuovi studi che mettano a confronto i farmaci esistenti. Servono anche nuovi strumenti per la diagnosi, soprattutto per interpretare precocemente la risposta ai farmaci e servono test genetici che permettano di calibrare la cura nel modo più sicuro ed efficace. Un'altra priorità è la lotta alla tubercolosi, attualmente la più seria malattia che colpisce le persone sieropositive: soprattutto in Africa si riscontra un aumento dei casi, insieme alla comparsa di ceppi di tubercolosi resistenti ai farmaci.

Accanto alla terapia, non c'é dubbio che la lotta all'Aids debba passare attraverso la prevenzione che, ha osservato De Cock, dovrà basarsi su grandi investimenti in campagne di informazione, uso di profilattici per rapporti sessuali protetti, uso di farmaci antiretrovirali, circoncisione, microbicidi e vaccini. Bisognerà inoltre considerare che "con l'aumentare del numero di persone che avranno accesso alle cure, saranno necessarie ulteriori risorse e questo - ha concluso - renderà necessario promuovere misure di prevenzione efficaci e studiare metodi di finanziamento innovativi".

Papa: convocato summit su Milingo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2006

Il 23 novembre primo incontro con arcivescovo di Canterbury

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV - Benedetto XVI ha convocato per giovedi' prossimo tutti i capi dei dicasteri per consultarsi sul caso di monsignor Milingo. A far da sfondo alla riunione il rischio di uno scisma. Il Papa avrebbe posto all'ordine del giorno anche il tema dei 'viri probati' e quello dei lefebvriani. Intanto e' di oggi la notizia che Ratzinger incontrera' l'arcivescovo di Canterbury Roman Williams il 23 novembre. Si trattera' del primo incontro ufficiale tra il leader anglicano e Benedetto XVI.

Iraq: Bush chiude a Iran, apre a Siria, aspetta Baker

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2006

WASHINGTON - Il presidente statunitense George W. Bush esclude negoziati "diretti" con l'Iran, sull'Iraq o sulle ambizioni nucleari militari iraniane, fin quando Teheran non rinuncia all'arricchimento dell'uranio. E il Dipartimento di Stato avalla, ovviamente, il 'niet' della Casa Bianca.

Bush, invece, non chiude la porta a negoziati con la Siria, se Damasco vorrà "contribuire ai progressi verso la pace" e si comporterà bene in Libano.

Sull'Iraq, il presidente non prende decisioni, in attesa di conoscere le conclusioni dei Saggi del Gruppo di Studio bipartisan presieduto da James Baker e Lee Hamilton: il fine, però, resta quello "di vincere" e il ritiro delle truppe rimane subordinato alla situazione sul terreno, mentre l'ipotesi

di un calendario non fa breccia. Alla fine di una giornata estenuante di incontri e consulti, al presidente americano deve girare la testa: i suoi consiglieri e i suoi alleati -il premier israeliano Ehud Olmert, che gli fa visita alla Casa Bianca, e il premier britannico Tony Blair- lo martellano di pareri in contrasto l'uno con l'altro. E, domani, gli tocca partire per una missione d'una settimana in Asia, che lo porterà, dopo una sosta a Mosca e una tappa a Singapore, in Vietnam, ad Hanoi, là dove ancora s'aggirano i fantasmi dell'ultima, e forse unica, guerra finora perduta dagli Stati Uniti. Di che ravvivare, sulla stampa americana, i paragoni tra Iraq e Vietnam, che Bush cerca, inutilmente, di tenere lontani dopo averli ammessi, affermando che fra i due conflitti ci sono più differenze che similitudini.

UNA GIORNATA SCHIZOFRENICA - Alla Casa Bianca, gli impegni si succedono a tambur battente: di buon'ora, Bush viene informato sullo stato d'avanzamento dei lavori dei Saggi guidati da Baker, l'ex segretario di Stato della Guerra del Golfo del 1991, quando presidente era suo padre, e dall'ex deputato democratico Hamilton.

Più tardi, Bush accoglie Olmert, un amico e un alleato: il presidente vuole parlare del processo di pace in Medio Oriente, che è in stallo e che lo resta; ma il premier gli testimonia le sue preoccupazioni per i programmi nucleari militari iraniani e per le ipotesi di dialogo tra Washington e Teheran, oltre che Damasco, propugnate -si dice- dai Saggi. L'idea di coinvolgere Iran e Siria nella questione irachena piace, di sicuro, a Blair, che lancia un appello a Teheran e Damasco perché lavorino per la pace in Iraq e in Medio Oriente e cessino di sostenere i terroristi e d'ingerirsi nelle vicende dei vicini.

Certo, può apparire singolare che Washington, che ha 150mila uomini in armi in Iraq, e Londra, che ne ha circa 9mila, chiedano ad altri di non ingerirsi. Ma la diplomazia è abituata a non usare la logica come metro della bontà delle iniziative e delle proposte: l'importante, per Blair, più che per Bush, che é rassegnato a sguazzarci per altri due anni, è tirarsi fuori dal pantano iracheno.

LE PREOCCUPAZIONI DI ISRAELE - La prospettiva di un'apertura di credito americana a iraniani e siriani preoccupa Israele che si sente minacciata sia dall'Iran, il cui regime è aggressivo nei suoi confronti, che dalla Siria. Olmert lo dice a Bush, chiedendo fermezza nel contrastare i programmi nucleari militari iraniani. Stati Uniti e Israele, del resto, giudicano all'unisono "inaccettabile" che Teheran si doti dell'atomica, com'é già riuscita a fare Pyongyang. L'americano tranquillizza, in parte, l'israeliano, cercando di non sbattere la porta in faccia a Blair e ai Saggi. Dice no al dialogo "diretto" con l'Iran -quello indiretto è affidato agli Ue3, Gran Bretagna, Francia, Germania-, fino a che Teheran non rinuncerà all'arricchimento dell'uranio; e minaccia "conseguenze", cioé sanzioni, economiche, e l'isolamento, se l'Iran non si fermerà, perché la voce del Mondo -sostiene- è

unita e deve restarlo. Ma socchiude uno spiraglio nei confronti della Siria. Olmert si adegua: "Non siamo contro negoziati con la Siria", dice, auspicando una politica di Damasco "responsabile" in Libano e in Iraq. "Spero -aggiunge OLmert- che si creino le condizioni per contatti tra noi e loro, ma per essere onesti non vedo per ora la loro volontà".

DANNO COLLATERALE - La politica mediorientale dell'Amministrazione Bush è fra i danni collaterali dell'invasione dell'Iraq: fin quando c'é il bubbone, è difficile che gli americani possano esercitare influenza nel Mondo arabo ed islamico in generale per l'abbandono della violenza e la ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi. Anche per questo, trovare una via discuta dall'Iraq è importante: entro la fine dell'anno, il Gruppo di Studio deve raccomandare cambiamenti di rotta nel Paese alla ricerca della pace e della stabilità. Lo Stato Maggiore della difesa Usa, sotto la guida del suo capo, il generale Peter Pace, sta vagliando, a sua volta, la strategia e le tattiche in Iraq. Bush, subito dopo la sconfitta nel voto di midterm di una settimana fa, ha dato una scossa all'apparato militare, accettando le dimissioni del segretario alla difesa Donald Rumsfeld, che, a gennaio, sarà rimpiazzato da Robert Gates, se il Senato ne confermerà la nomina, e che si tiene ai margini dalle analisi in atto.

Il portavoce della Casa Bianca Tony Snow minimizza, per ora, l'esercizio: "Si fanno scenari, non si discutono alternative", dice, perché non ha decisioni da annunciare. Ma le cronache dall'Iraq accentuano l'urgenza: violenze, attacchi, attentati, stragi e già almeno 30 perdite americane a novembre.

Medio Oriente: D'Alema respinge accuse di unilateralismo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2006

PECHINO - L'Italia ha applicato l'embargo ad Hamas."Non abbiamo nessuna relazione con quel governo e non lo riconosciamo come interlocutore".

Con queste parole, dalla Cina il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, respinge le accuse sulla gestione della politica estera da parte della Farnesina scaturite dalla sua intervista al quotidiano 'L'Unita''.

Quale unilateralismo? Chi dice queste cose, dice cose assurde che dimostrano una assoluta incompetenza della realtà , ribatte il vicepremier.

L'Italia - ricorda D'Alema - applica l'embargo ad Hamas, "non lo riconosce come interlocutore". Da questo punto di vista "la nostra posizione non è equanime: è a favore di Israele".

Ma l'opposizione continua ad incalzare. "D'Alema si assuma le sue responsabilità e non liquidi come pretestuose le giuste proteste di chi, non solo nella Comunità ebraica, gli ha contestato una posizione unilaterale e faziosa circa i rapporti dell'Italia con Israele e Hamas": lo afferma Gianfranco Fini, presidente di An ed ex ministro degli Esteri. "Se persino l'Unità di oggi con un pregevole articolo di Furio Colombo scrive che 'Israele e' vista dal capo della diplomazia di Roma con una serie di giudizi severi e senza appello', è perché effettivamente le parole di D'Alema confermano che la Farnesina ha una posizione sbagliata e di parte perché unilaterale. Ciò - conclude - potrà piacere alla sinistra radicale, ma certo non aiuta l'Italia ad essere considerata credibile agli occhi di Israele nel difficile cammino verso la pace in Medio oriente".

Sciopero avvocati adesione compatta, saltano i processi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/11/2006

ROMA - Aule giudiziarie semideserte sin da metà mattinata: si celebrano solo i processi con detenuti, quelli in cui è imminente la prescrizione e pochi altri. E' questo lo scenario che si è presentato oggi nei principali uffici giudiziari per effetto del primo dei cinque giorni di sciopero degli avvocati. Una protesta unitaria,che ha visto fianco a fianco - come accade raramente - l'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), l'Unione delle Camere penali e l' Associazione dei giovani avvocati, che parlano di "grande successo" e di adesione "quasi totale" all'astensione.

Nel mirino degli avvocati ci sono la legge Bersani, la riforma delle professioni che il ministro della Giustizia si accinge a presentare al Consiglio dei ministri, i tagli delle risorse per la giustizia, l' "azzeramento" della distinzione delle funzioni tra giudici e pubblici ministeri operato dalla legge Mastella che ha in parte sospeso e in parte modificato la riforma dell'ordinamento giudiziario. Ed è proprio il padre della legge sulla competitività a criticare la protesta: più che uno sciopero è una manifestazione contro di me, ha osservato il ministro per lo Sviluppo economico, dicendo peraltro di "non capire uno sciopero in cui non si comprende bene se ci rimette il consumatore o chi sciopera".

ADESIONE AL 90 PER CENTO - E' il dato medio che si è sfiorato in tutta Italia, secondo l'Oua. La punta più alta si é registrata a Napoli, dove l'adesione ha superato la percentuale nazionale, e dove gli avvocati torneranno a incrociare le braccia il 21 novembre per protestare contro il trasferimento nella nuova sede al Centro direzionale. Adesione massiccia anche a Palermo e aule semideserte a Roma, dove i legali si sono riuniti in assemblea. Partecipazione più bassa a Torino, anche se molti processi sono saltati per la protesta, e a Milano, dove l'adesione si è attestata al 75 per cento e qualche processo si è celebrato in tribunale.

I PROCESSI SALTATI - Aperto e subito rinviato a Perugia il processo per la cosiddetta "Tangentopoli 2" su un presunto giro di tangenti per l'assegnazione di lavori per grandi opere; se ne riparlerà l'11 gennaio. Stessa sorte a Palermo per il processo che vede l'ex assessore comunale dell'Udc Domenico Miceli accusato di concorso in associazione mafiosa. A Torino é saltata l'udienza relativa alla truffa alla Regione Piemonte

che ha come imputato l'ex assessore leghista Matteo Birgandì.

GLI ORGANIZZATORI, GOVERNO VUOL COLPIRE LIBERE PROFESSIONI - Gli avvocati protestano per la "grave crisi" in cui è lasciata la giustizia, i tagli contenuti nella Finanziaria mentre nei tribunali "manca pure la carta", la riforma dell' ordinamento giudiziario, ma soprattutto contro la legge Bersani e il ddl delega Mastella sulle professioni. C'é il "tentativo del governo di colpire le libere professioni",denuncia il presidente dell'Oua,Michelina Grillo. Un tentativo messo in atto con la legge Bersani che "propone una concezione aziendalistica della professione forense, svilendone la rilevanza sociale", come accusa il leader dei penalisti Oreste Dominioni; ma anche con il progetto Mastella di riforma delle professioni, "che sembra - lamenta l'Oua - la 'fase 2' del decreto Bersani", visto che non contiene "nessuna inversione di marcia".

Martedì 14 Novembre 2006

Per colpa degli estrogeni si riduce l'organo sessuale maschile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/11/2006

PADOVA - Imparano il sesso da amici, cinema,televisione, riviste e libri senza parlarne con medici e tantomeno con la famiglia. Per loro stessa ammissione hanno scarse conoscenze in tema di contraccezione e malattie sessuali e mediamente le dimensioni del loro pene sono leggermente inferiori a quelle dei loro coetanei di una generazione fa, nonostante la loro statura sia notevolmente aumentata, senza però conseguenze per la loro vita sessuale.

E' la fotografia "andrologica", in proiezione, dei 18/enni italiani uscita da uno studio realizzato tra marzo e maggio di quest'anno dall'università di Padova e l'Ulss 16 attraverso un questionario compilato da 504 studenti di 46 istituti superiori della provincia di Padova. Di questi, 372 hanno accettato di sottoporsi inoltre a visita andrologica i cui esiti hanno permesso di perfezionare il quadro complessivo.

"La riduzione del pene - ha spiegato il coordinatore della ricerca Carlo Foresta, direttore del centro di crioconservazione dei gameti maschili del dipartimento di Istologia - è l'indicatore più evidente dell'influenza dell'ambiente nei cambiamenti della strutture gonatiche. Un ambiente profondamente minato dalla crescente presenza di estrogeni".

Per i ricercatori, la riduzione della lunghezza del pene e l'aumento di statura sono "i due segnali molto forti" di un allarme ambientale che può innescare gravi patologie genetiche: dai tumori del testicolo all'infertilità. Il fenomeno, sostengono gli andrologi, non è solo italiano. I primi a evidenziare i cambiamenti sono stati i Paesi europei, Svezia e Norvegia in testa. "Diserbanti, diossine, farmaci veterinari - ha indicato il professor Foresta - purtroppo sono prodotti anti androgenici e di estrogeni purtroppo sono ricche anche tutte le nostre acque". A parziale consolazione la ricerca evidenzia comunque che il 92,5% dei giovani giudica normale la propria risposta sessuale. Il 7,5% denuncia invece problemi patologici dall'orgasmo precoce (6,2%) alle difficoltà erettive (1,2%).

Stress, per vincerlo imitare zebre e babbuini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/11/2006

ROMA - Per vincere lo stress l'uomo deve imparare da zebre e babbuini. Parola del professor Robert Sapolsky, biologo e neurologo all'Università di Stanford. Secondo la teorie dello studioso infatti - che saranno pubblicate da Grazia in edicola domani, di cui è stata data un'anticipazione - "quello che rende pericoloso lo stress psicologico è che diventa spesso cronico: l'uomo ha la propensione a preoccuparsi fino a stare male".

Mentre, spiega Sapolsky, nel caso di zebre o babbuini "lo stress dura poco: o finisce la crisi o l'animale non sopravvive". Quindi, sostiene il professore, gli uomini con la tendenza a "rodersi il fegato" e complicarsi la vita devono andare a scuola dai migliori maestri in materia.

Allarme in Usa per sindrome da dipendenza web

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/11/2006

NEW YORK - Internet sta creando una forte dipendenza tra i suoi navigatori abituali, provocando vere e proprie crisi di astinenza e compromettendo le relazioni con il prossimo. E' quanto conferma uno studio dell'Universita' di Stanford, in California, uscito su CNS Spectrums, una autorevole rivista americana di neuropsichiatria.

Il problema non e' nuovo nei circoli scientifici, ma lo studio offre per la prima volta una panoramica analitica completa su quello che si e' soliti definire 'la sindrome da dipendenza dal Web'. Su un campione di 2581 persone intervistate nel 2005, quasi il 14% ha ammesso di non poter fare a meno di Internet per piu' di due-tre giorni; numeri che stanno facendo seriamente riflettere l'American Psychiatric Association (Apa), l' associazione che raccoglie i psichiatri americani, sull' opportunita' di inserire ufficialmente la sindrome nella prossima edizione del loro manuale diagnostico. Come tutte le malattie, quella originata da Internet avrebbe le sue specifiche sintomatologie: occhi arrossati, lesioni alle mani, facile irritabilita' tra quelle piu' comuni. Ma sono soprattutto le conseguenze a preoccupare i medici.

Circa il 6 % degli intervistati ha confessato che l'uso eccessivo di Internet ha fortemente compromesso le proprie relazioni familiari e sociali, portando in casi estremi anche alla separazione tra coppie prima ben affiatate. Aumenta anche l' assenteismo al lavoro e si finisce addirittura col trascurare l'igiene personale e i figli. Emblematico e' il caso di Carla Toebe, casalinga di Richland, nello stato di Washington, che era arrivata a trascorrere davanti al monitor circa 15 ore al giorno.

''Non bisogna considerare le ore spese al computer, ma quelle perse nelle altre attivita'', spiega Maressa Orzach, docente all'Universita' di Harvard. Statisticamente, infatti, un' ora di Internet diminuirebbe i contatti con i familiari di 24 minuti, mentre ridurrebbe il sonno di quasi 12 minuti. Gli intervistati hanno dichiarato che circa meta' del tempo trascorso online lo si passa a controllare o scrivere e-mail ed a 'chattare' su programmi come Messenger o Skype. Tra i giovanissimi sono invece molto diffusi i giochi on line, che a fronte di un piccolo abbonamento mensile permettono di sfidare in simultanea concorrenti da tutti i continenti. Non tutti sono d'accordo a puntare il dito contro il Web. Per Jonathan Bishop, ricercatore da anni impegnato nello studio delle comunita' virtuali, ''Internet e' uno sfondo, un ambiente. Non si puo' essere dipendenti di un ambiente''. Lo studioso suggerisce che sui 'malati della Rete' si debba semplicemente svolgere un lavoro psicologico che li aiuti a ricollocare secondo il giusto ordine le priorita' della vita.

Facile ridicolizzare il Papa

Opinione.it, http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=245&id_art=4712&aa=2006, 14/11/2006

di Paolo Pillitteri

Qualche settimana fa, la trasmissione di Giuliano Ferrara su la 7, Otto e mezzo, ha tentato di capire e farci capire per quale motivo si (diventato) così difficile scherzare sopra l’Islam. In quell’occasione - una delle poche invero in un paese dei balocchi televisivi dove si scherza su tutto e tutti - s’è capito che la nostra satira è tale ma solo se indirizzata in ben precise direzioni e, sopratutto, non è tale se si tratta delI’slam, in primis perché, semplicemente, tiene famigia, cioè ha paura e secondariamente perché la satira all’italiana è sostanzialmente antiUsa, antiBerlusconi, antiCapitalista e,dunque, l’Islam non va toccato per via dell’Iraq invaso dagli yankee, della Palestina bombardata da Israele protetta da Bush e così via. Da un po’ di tempo, peraltro, i nostri umoristi non fanno più ridere, perchè essendo quasi tutti di sinistra, non sono capaci di prendere in giro la loro adorata gauche al governo, e ciò nonostante le gaffe, le comiche e gli slapstiks quotidiani messi in evidenza quotidianamente. Bisognerà dunque che il Cavaliere torni in fretta a Palazzo Chigi se vogliamo tornare a ridere, si fa per dire, altrimenti continuerà quella penosa parodia di Papa Benedetto XVI che Maurizio Crozza da qualche settimana mette in onda su La 7.

Ciò che ha più colpito gente laica come noi- che non saremmo capaci di censurare nemmeno il più trucido dei satiri-non è l‘intervento, per quanto motivato, dell’organo della Cei che ha domenica definito “satira vigliacca” quella rappresentata da Crozza, ma che tale intervento sia giunto così tardivamente come se “L’Avvenire” avesse avuto fino ad ora una certa quale pruderie, una sorta di prudente attesa, di wait and see, per stroncare uno dei teatrini più banali della parodia papale che, pure, ha avuto ben altre e convincenti espressioni in passato. Il bello è che neppure l'Auditel, il Totem cui si immolano anche le menti più fertili, e dentro ci mettiamo pure Crozza, ha dato fino ad ora ragione a “Crozza Italia” che sembra arrancare, un po’ come questo suo Papa Ratzinger ridotto ad una macchietta in mezzo a due pseudocardinali che parlano come deficienti alle prese, appunto, con uno smanioso di andare in Tv per vedere l’effetto che fa. Disastroso, in verità, ma per l’autore.

Infatti, a parte che non è affatto divertente-il che dovrebbe suggerire una qualche autocritica al buon Crozza-il siparietto che ridicolizza il Papa ha in sè un limite vistoso. Che è non solo o non tanto il livello di gratuita insulsaggine nei confronti di un personaggio di altissimo livello culturale che non possiede nemmeno uno degli appigli o difetti o tic cui s'appunta la parodia,ma l'insensibilità culturale prima ancora che politica di una satira che colpisce il simbolo religioso di milioni di persone, offendendole non per la satira in sè ma per il modo irrispettoso con cui viene trattato. Non siamo peraltro mai riusciti ad ottenere,da parte dei nostri coraggiosissimi e avanzatissimi satirici, un qualche intermezzo comico, una sia pur lieve parodia, una ancorchè timida satira di un qualche Iman che irride al nostro Crocefisso o Santone che minaccia il Papa o Muezzin che invita a sterminare Israele o Vice Profeta- perché del titolare,guai a pensarla la satira o la rappresentazione per immagine o su vignette&magliette guai e poi guai.Già, perché questo silenzio dei satiri? Che sia per quel motivo riferito a Don Abbondio e al coraggio che manca? La paura, ecco.

Ferrovie: Moretti, Trenitalia e' sull' orlo del fallimento

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/11/2006

(ANSA) - ROMA, 14 nov - "Per Trenitalia la ricapitalizzazione è assolutamente necessaria: siamo sull'orlo del fallimento". Così l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, ha spiegato la situazione finanziaria in cui versano le Fs alla Commissione Lavori Pubblici del Senato nel corso di un'audizione. Moretti ha detto che i vertici Fs hanno chiesto al governo "lo sblocco della questione Ispa, che ha congelato anche la partita dei pedaggi che potrebbero invece rappresentare la leva per poter fare operazioni finanziarie". (ANSA).