DEI RICCHI

2002 - Gennaio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/01/2002 * 12/01/2002 * 13/01/2002 * 14/01/2002 *

Martedì 8 Gennaio 2002

Tony Blair in Afghanistan promette appoggio per la ricostruzione

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/01/2002

Prosegue la caccia a Bin Lade e al mullah Omar. Preso il capo del dipartimento Informazione dei talebani

Il premier britannico, Tony Blair, è il primo leader occidentale a visitare l'Afghanistan. Dopo una tappa in Pakistan, dove ha incontrato il presidente Pervez Musharraf, Blair è volato a Kabul. Il principale alleato del governo americano nell’operazione Enduring Freedom ha voluto esprimere il suo pieno appoggio al governo provvisorio guidato da Katami e ha promesso un impegno a lunga scadenza per la ricostruzione del paese.

Intanto, è iniziato il quarto mese dell’operazione militare in Afghanistan. Dopo la deposizione del regime talebano, si continua a dare la caccia al leader spirituale, il mullah Omar, e, naturalmente, a Osama Bin Laden. I militari avrebbero trovato chiare tracce del passaggio dello sciecco saudita sarebbero nelle caverne della regione di Tora Bora. "Ci sono prove del fatto che lui è stato lì", ha dichiarato il portavoce del comando centrale delle operazioni in Afghanistan, il contrammiraglio Craig Guigley; "ma non abbiano idea dell'arco di tempo" del suo passaggio.

E’ invece nelle mani delle autorità statunitensi il capo del dipartimento Informazione dei talebani. Abdul Hayi Motmain è stato catturato dai guerrieri tribali alleati del nuovo governo nella regione meridionale di Kandahar. Nella stessa regione, le autorità locali hanno segnalato la presenza del mullah Omar, che si nasconderebbe fra le montagne della provincia dello Helmand. Il portavoce del governatore della provincia di Kandahar ha dichiarato che "probabilmente si trova Ancora nel nord della provincia dello Helmand, nella zona di Baghran, che è molto montagnosa. E' difficile trovarlo rapidamente". Ma, ha aggiunto, "non ci può sfuggire, perché migliaia di uomini delle nostre forze lo stanno cercando".

Gli aerei americani stanno sorvolando anche la regione orientale del paese, nei dintorni del distretto di khost, dove sono stati lanciati volantini con messaggi alla popolazione locale. Secondo l’agenzia pakistana Aip, nei volantini si chiede di non dare protezione ai talebani o ai miliziani di Al-Qaeda in fuga, mettendo in guardia sulle possibili conseguenze. Prosegue anche l'azione sul terreno dei Marines, affiancati da mujaheddin afghani. E' in quella zona, a ridosso del confine pakistano, che si concentrerebbe il maggior numero di talebani ed esponenti di Al-Qaeda.

Liberta' duratura. Prossimamente si combattera' in Somalia, Yemen, Indonesia e Filippine

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/01/2002

La prossima battaglia della guerra al terrorismo, dichiarata dal governo degli Stati Uniti, si combattera' in altri luoghi dai quali bisognera' stanare il nemico: innanzi tutto Somalia e Yemen, dove si sospetta fortemente l'esistenza di basi operative della struttura agli ordini di Osama bin Laden, Al Qaeda; ma anche in paesi amici, come l'Indonesia e le Filippine, i cui governi sono gia' disponibili ad accogliere una iniziativa di Washington.

Il Pentagono, come ha spiegato in un'intervista a The New York Times il vice-ministro della difesa degli Stati Uniti, Paul Wolfowitz, sta lavorando sodo sull'ipotesi di interventi in Somalia e in Yemen, i cui governi - ha sottolineato - non sono dotati delle strutture necessarie ad estirpare il terrorismo sul loro territorio.

La Somalia

La Somalia piu' di qualsiasi altro paese, ha detto Wolfowitz, risponde alla definizione di paese senza leggi, che per la convenienza che offre e la facilita' di movimenti senza controlli attira i terroristi come un calamita. ;"Ovviamente - secondo il vice-ministro della difesa USA - la Somalia emerge come un possibile paese candidato per gli uomini di Al Qaeda in fuga, proprio perche' il suo governo e' debole o inesistente". Ma il rovescio della medaglia e' nel fatto che le possibilita' operative degli Stati Uniti sono limitate proprio dall'inesistenza di un governo o di una autorita' con cui collaborare per la lotta al terrorismo su quel territorio.

Lo Yemen

Anche lo Yemen, ha detto ancora Wolfowitz, ha sacche territoriali di assenza di autorita', dalle quali e' escluso l'esercizio del potere da parte del governo centrale: quelle regioni yemenite, ha spiegato, "sono un esempio di una parte ingovernata di un paese". E Washington ha gia' esercitato pressioni sul governo di Sana'a perche' faccia il possibile per sopprimere eventuali cellule di Al Qaeda presenti sul suo territorio.

Argentina. Washington invita a trovare soluzioni insieme al Fmi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/01/2002

Senza commentare direttamente la fine della parita' peso-dollaro, il governo Bush ha invitato ieri l'Argentina a lavorare con il Fondo monetario internazionale per un piano di rilancio dell'economia. Michele Davis, portavoce del Dipartimento americano del tesoro, ha dichiarato che Washington e' "impaziente di vedere il governo argentino lavorare con il Fmi per trovare soluzioni che rimetteranno l'Argentina sul cammino della prosperita'".

Il Fmi ha approvato una linea di credito di 22 miliardi di dollari (oltre 24 miliardi di euro), ma, sotto pressione americana, aveva rifiutato il mese scorso una estensione di 1,23 miliardi di dollari e sospeso i finanziamenti. Domenica, il segretario al tesoro Paul O'Neill, che aveva violentemente criticato i programmi di salvataggio adottati su domanda del governo Clinton al momento della crisi finanziaria asiatica del 1997-1998, ha dichiarato che Washington deve lavorare con il Fmi e la Banca mondiale "per perfezionare le loro operazioni, al fine di non avere altre Argentine davanti a noi".

Euro. A gennaio sara' difficile scongiurare l'inflazione

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/01/2002

Sembra ormai chiaro che il changeover all'euro si riflettera' sull'inflazione. Quel che resta da chiarire e' in che misura la moneta unica provochera' un rialzo dei prezzi, e se l'incremento, fisiologico, verra' o meno riassorbito nel corso dell'anno. Le associazioni dei consumatori, che hanno indetto una conferenza stampa per denunciare un incremento dei prezzi medio del 14%, concomitante all'introduzione dell'euro, parlano di un incremento previsto dell'inflazione compreso tra lo 0,4 e lo 0,7%. Per Confcommercio, invece, i prezzi aumenteranno, a gennaio, su base congiunturale, dello 0,4%. Di questa cifra, solo lo 0,1-0,2% e' addebitabile al changeover.

Ieri banche chiuse per uno sciopero indetto per il rinnovo del contratto. Allo sciopero, secondo i sindacati, ha aderito il 90% circa dei bancari. Accuse dall'Abi che riconosce in una nota, il diritto ai sindacati di indire uno sciopero, ma evidenzia che "si e' scelto un giorno estremamente delicato ed importante per il buon funzionamento del change over dalla lira all'euro. Soddisfatto il presidente della Bce, Wim Duisenberg, per il quale "l'euro sta superando brillantemente il suo esame finale".

Giu' prezzi alla produzione in zona Euro

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/01/2002

In Eurolandia i prezzi alla produzione industriale sono scesi a novembre dello 0,4% rispetto al mese precedente. Lo rende noto Eurostat rilevando inoltre che il calo e' piu' consistente su base annua: l'1,3% nell'area euro, l'1,1% nell'Ue. Determinante la discesa del prezzo del petrolio. Dati peggiori del previsto per le vendite al dettaglio, scese ad ottobre nella zona euro dell'1,1% rispetto a settembre, con una flessione annua dello 0,5%. Mentre a dicembre risale, per la prima volta dall'ultimo trimestre del 2000, l'indice di fiducia nei '15'. Lo afferma la Commissione europea.

Nucleare. Washington Post: possibile una ripresa dei test sotterranei

Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/01/2002

Il quotidiano statunitense Washington Post riporta l'intenzione di riprendere i test nucleari sotterranei da parte dell'amministrazione Bush per provare la sicurezza dell'arsenale atomico strategico.

Secondo quanto riferisce il quotidiano, oggi verra' presentata davanti al Congresso la proposta dell' eventuale ripresa dei test.

Citando la rivista Nuclear Posture Review, una pubblicazione che ha informazioni altamente confidenziali in materia, il Washington Post sottolinea che gli Usa ridurranno nel corso dei prossimi dieci anni, cosi' come ha proposto il presidente Bush, le ogive nucleari da 6.000 a 1.700/2.100.

Nel 1992 George Bush padre, l'ex presidente Usa, aveva imposto una moratoria ai test nucleari sotterranei che finora e' stata mantenuta.

Sabato 12 Gennaio 2002

I dannati di Guantanamo

Rai.it, http://www.rai.it/news, 12/01/2002

Sono sbarcati sull'isola cubana i primi 'prigionieri' di guerra talibani o di 'Al Qaeda'. Gli Usa hanno costruito per loro 'X-Ray' un campo di prigionia con luce artificiale 24 ore al giorno

A Guantanamo le telecamere non sono ammesse per lo spettacolo di venti uomini in processione, tuta arancione e capelli rasati, tappi alle orecchie, maschere chirurgiche sulla bocca che scendono da un aereo militare e scompaiono inghiottiti nel nuovissimo "X-Ray' il campo di prigionia costruito apposta per loro, i nemici principali degli Usa, militanti talebani o fedelissimi di 'Al Qaeda', l'organizzazione del miliardario saudita Osama Bin Laden

Arrivati dall’Afghanistan a bordo del C-141 sono sbarcati sull’avanposto cubano a stelle e a strisce di Guantanamo, ad attenderli, oltre ai marines, solo i curiosi giornalisti con taccuino, per uno spettacolo che dura mezz'ora, trenta minuti che passano lenti e noiosi sotto migliaia di occhi curiosi di vedere che faccia hanno i dannati di Guantanamo, il peggio del peggio scelto tra i nemici principali dell’America di J. W Bush.

Le loro condizioni di vita saranno umane, ma non comode - avverte il comandante del campo, generale Michael Lehnert - abbiamo chiesto di avere i più cattivi per primi. ed eccoli, i peggiori, che scendono uno ad uno dal colossale velivolo che li portati a Guantanamo da una base segreta in Europa, dove erano giunti da Kandahar.

Il primo ospite di ‘Camp x-ray’ zoppica e ha una vistosa fasciatura a una gamba. il secondo cerca di resistere all'imponente agente della polizia militare che lo scorta; il sesto deve essere trascinato in ginocchio. "Alcuni di loro - dice il colonnello Bill costello - non sono mai saliti su un aereo". Gli occhialini sono oscurati per ragioni di sicurezza, mentre la mascherina e' stata imposta perché alcuni prigionieri sono risultati positivi alla tubercolosi. il cappellino, infine, e' servito a proteggerli dal freddo a bordo dell'aereo. Si sentono delle urla: sono le disposizioni in arabo, gridate perché i prigionieri hanno i tappi alle orecchie per reggere per 12 ore al rombo del c-141.

A vigilare sulle operazioni di sbarco ci sono quattro fuoristrada corazzati con mitragliatrici; un plotone di 40 agenti della polizia militare in tenuta antisommossa e un elicottero che ronza sulla scena. Uno ad uno i prigionieri vengono identificati da due impiegati dell'esercito e fatti salire su due pullman bianchi con i finestrini oscurati. quando l'operazione e' conclusa, il convoglio si imbarca sul Ferry che porta all'altra sponda della base, dove sorge il campo vero e proprio. Ad attendere i prigionieri ci sono gabbie d'acciaio di un metro e ottanta per due metri e quaranta con il pavimento di cemento e il tetto in legno. Avranno tre pasti al giorno, due dei quali caldi. non avranno coperte, ma due asciugamani, uno per l'igiene personale e un altro per la preghiera e poi un sapone, shampoo, spazzolino e dentifricio, uno strofinaccio e un paio di ciabatte.

Sulle 100 gabbie di x-ray (presto saranno 220, nell'attesa che sia costruita una prigione di massima sicurezza per 2.000 detenuti) non sarà mai buio: al tramonto si accenderanno le fotoelettriche. Se anche qualcuno riuscisse a fuggire dalle gabbie, dovrebbe scampare al fuoco delle mitragliatrici pesanti montate sulle torrette di avvistamento, superare due recinzioni di filo spinato e la ronda dei marines in tenuta da assalto per poi perdersi in una radura di cactus o finire tra le braccia del guardie di confine di Fidel castro. che non ha fatto mistero di non nutrire alcuna simpatia per gli uomini di Osama Bin Laden.

Domenica 13 Gennaio 2002

Tra fumo, smog ed elettrosmog

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/01/2002

La salute degli italiani

Piccolo monitoraggio delle condizioni dell'aria, e non solo, nel nostro Paese.

Inquinamento atmosferico e fumo i killer principali secondo le correnti di pensiero più accreditate, antenne e ripetitori da adeguare probabili elementi di pericolo per la salute secondo esperti ritenuti più “allarmisti”. Ma su una cosa non c’è dubbio: la compromissione della salute.

Un piccolo monitoraggio per capire con cosa ci troviamo a che fare, tra vecchi e nuovi nemici.

Il fumo: In Italia ci sono 14 milioni di fumatori. Per loro il rischio di contrarre malattie, anche mortali, aumenta di almeno 70 volte. La sigaretta provoca il 30 % di tutti i tumori, il 90 % di quelli al polmone , il 75 % delle bronchiti croniche e degli enfisemi. E' inoltre tra le maggiori cause di ictus e infarto. Ogni anno, 90mila i morti per malattie legate al tabacco.

L'inquinamento elettromagnetico: E' causato da telefonini, ripetitori radiotelevisivi e per telefoni cellulari, cavi elettrici per l'alta tensione e apparecchi elettrodomestici. Provocherebbe danni all' udito, alla vista, agli organi riproduttivi maschili e all'apparato neurovegetativo. In Italia ci sono almeno 500 tra scuole, asili e parchi gioco esposti a pioggia elettromagnetica, concentrate prevalentemente in Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

L'inquinamento ambientale in genere: Lo smog provoca 15 mila morti ogni anno e oltre 1 milione di casi di bronchite cronica. A rischio per inquinamento acustico, il 98% della popolazione. In Italia, quasi l'80% dei rifiuti è abbandonato in discariche, sono 33.500 le costruzioni abusive. Quasi 2 milioni di tonnellate di fertilizzanti vengono impiegate ogni anno. 1500 i comuni colpiti da alluvioni in 50 anni per dissesto idrogeologico.

Smog Lombardia, treni regolari martedi'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/01/2002

E' stato rinviato lo sciopero alle Ferrovie Nord Milano, previsto per martedi' prossimo. Lo ha deciso l'Ucs,l'organizzazione sindacale che lo aveva indetto, per evitare che i pendolari siano costretti ad usare le auto peggiorando la situazione dell'inquinamento. La nuova data dello sciopero non e' stata decisa. In tutta la Lombardia e' stata vietata per oggi la circolazione alle auto, per l'inquinamento.Il presidente Formigoni, rilevando che i cittadini hanno rispettato il divieto, ha detto che domani si decidera' se disporre un nuovo blocco per mercoledi'. A Cremona, il blocco potrebbe potrarsi per altri due giorni.

Emergenza smog: domenica senza auto in centinaia di città

Rai.it, http://www.rai.it/news, 13/01/2002

Italiani appiedati, solo Roma “graziata” in extremis

Emergenza smog, inquinamento da polveri sospese - anche in centri minori - da nord a sud Italia; la soluzione? Blocco del traffico, con conseguente malumore degli automobilisti. Colpa della mancanza di pioggia, del freddo intenso o responsabilità dei sindaci? Sono oltre cento i comuni dove il freddo , l’aria immobile e l’assenza di precipitazioni da settimane hanno determinato il blocco della circolazione di auto private nella giornata di domenica.

A Milano città e in mezza Lombardia, a Firenze come a Torino, a Bari, a Napoli, persino a Trento tutti a piedi a godersi la domenica a piedi, tra lo shopping di fine stagione e le passeggiate in bicicletta. Il gas di scarico delle auto ristagna nell’atmosfera priva di vento, gli impianti di riscaldamento accesi per ore non fanno che aumentare la percentuale di inquinanti nell’aria e le misure tampone come le domeniche a piedi diventano inevitabili.

“La responsabilità è soprattutto dei sindaci, incapaci pigri e irresponsabili” tuona Legambiente, secondo cui le nostre città in questi giorni scontano anni e anni di incapacità amministrativa: “I primi cittadini di quasi tutti i centri urbani non hanno fatto niente per migliorare la mobilità, il trasporto pubblico, per ridurre gli ingorghi e l’inquinamento”, dichiara Ermete Realacci, presidente nazionale dell’associazione ambientalista. Il provvedimento più drastico, quindi, resta il blocco della circolazione nella giornata di domenica, di per sé la meno convulsa della settimana.

In Lombardia, dalle 8 alle 20 si è deciso di fermare le auto e le moto in 97 comuni, compresi quattro capoluoghi (Milano, Brescia, Mantova, Cremona) per ridurre la concentrazione di Pm10 (polveri sottili sospese nell’aria), che supera il livello d’allarme, di 75 mcg per metro cubo in praticamente tutta la regione. Alcune restrizioni sono state adottate anche per gli impianti industriali e per il riscaldamento cittadino.

A Firenze come a Bari, la fa da padrone il biossido d’azoto, prodotto in gran parte dagli impianti di riscaldamento domestico. Nel capoluogo pugliese il sindaco non ha disposto il blocco ma ha comunque invitato i cittadini a limitare l’uso delle automobili. Situazione di stallo a Trento, dove già si prospetta il fermo per domenica prossima, mentre a Napoli, in situazione critica per quanto riguarda l’inquinamento, non sono state previste nuove misure anti smog.

Roma è stata “graziata” in extremis dal blocco della circolazione domenicale, per la gioia dei cittadini già pronti a dare l’assalto ai negozi, nella seconda giornata di saldi invernali. “L'inquinamento da monossido di carbonio nella città è tornato sotto i livelli di guardia”, ha spiegato l’assessore all’Ambiente Dario Esposito. Revocato quindi il blocco nella 'fascia verde', all’interno del grande raccordo anulare, dalle 15 alle 20, annunciato nei giorni scorsi come inevitabile.

Francia,bocciata legge su licenziamenti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/01/2002

Doccia fredda per il governo Jospin. La Corte costituzionale parigina ha bocciato la legge con cui l'esecutivo intendeva rendere piu' difficili le norme sul licenziamento. I giudici affermano che la legge e' contro la Costituzione perche' vincola troppo la liberta' delle imprese. La norma era stata voluta fortemente dai comunisti. L'opposizione di centrodestra e la Confindustria esultano. la Corte aveva gia' bocciato una parte della legislazione sulle 35 ore.

Lunedì 14 Gennaio 2002

Bush al bivio

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/01/2002

Stati Uniti all'attacco

"La bombe americane in Afghanistan favoriscono il terrorismo, non lo abbattono”. In un corsivo di domenica 13 gennaio del “Times” i dubbi degli alleati nell’operazione “Enduring Freedom prendono corpo a tal punto da trovare spazio su un prestigioso quotidiano europeo. L’America cambia nemico ma non cambia strategia, la politica del “carpet bombing” (bombardamento a tappeto) ha accompagnato le campagne di guerra dalla seconda guerra mondiale in poi. La storia ci ha insegnato che il rispetto non si misura dall’ampiezza delle voragini lasciate al suolo, come non si pesa dal cumulo delle macerie che le incursioni seminano di giorno in giorno. Alla base di Guantanamo (Cuba) qualche centinaio di talebani vicini (non si quanto) ad Al Qaeda attendono il giudizio di un tribunale civile mentre la favolistica dal fronte racconta del mullah Omar fuggito a bordo di una motocicletta pochi minuti l’irruzione dei seals in un covo terroristico. Di bin Laden nemmeno l’ombra, mentre il conflitto si allarga al confine tra India e Pakistan. Bush, intanto, apre l’anno con lo spettro della recessione, lo scandalo Enron (la compagnia petrolifera texana in bancarotta troppo vicina alla famiglia del Presidente Usa e ai repubblicani) e la campagna elettorale che a Novembre decidera’ i futuri rappresentanti di Camera e Senato. E per la prima volta il bilancio americano si chiude in rosso. Adesso la battaglia e’ su due fronti (a quello afgano si aggiunge quello interno, non meno insidioso) mentre i sondaggi di gradimento non bastano piu’ a soddisfare l’attesa dell’americano medio che vuole un futuro fatto di risposte e non di promesse.

Unicef: 100 mila bimbi afghani rischiano di morire

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/01/2002

La fuga dalle bombe occidentali, la fame di chi scappa senza cibo, il freddo del duro inverno ormai alle porte: ecco perché centomila bambini afghani rischiano la morte nei prossimi due mesi.

Una previsione, quella dell’Unicef, che lascia senza parole, un’enormità morale non commensurabile da nessuna coscienza civile. Una previsione che inoltre rischia di tramutarsi in facile verdetto, se non arriveranno in tempo gli aiuti umanitari necessari agli abitanti di uno dei paesi tra i più poveri del mondo.

Il direttore generale dell'Unicef Carol Bellamy ha fornito il quadro della situazione: "7,5 milioni di afghani dipendono dagli aiuti internazionali per sopravvivere; il 70 per cento di questi sono donne e bambini, circa un milione e mezzo sono bambini di età inferiore a 5 anni. Dobbiamo aiutarli".

Sinora, spiega sempre l’Unicef, è stato raccolto solo il 24 per cento dei fondi necessari, e in Afghanistan sono già giunti generi di soccorso (alimentari, sanitari, coperte e tende) per il fabbisogno di 1 milione e 250mila persone. “Tuttavia - spiega il presidente di Unicef-Italia, Giovanni Micali, mancano ancora i fondi necessari per completare gli invii di generi di prima necessità, per aiutare i bambini e le donne a superare il terribile inverno afgano, ormai alle porte".

Sul sito italiano dell’agenzia dell’Onu si possono trovare notizie e dati più dettagliati per avere un’idea di quanto si sta già facendo per evitare la catastrofe umanitaria, che, bisogna ripeterlo, riguarda l’Afghanistan da ben prima l’inizio dell’attacco Usa del 7 ottobre. Ecco i principali dati:

almeno il 50 per cento dei bambini afghani soffre di malnutrizione cronica;

il tasso di mortalità infantile è di 165 su mille nel primo anno di vita e di 257 su mille per i bambini tra 0 e 5 anni;

la mortalità materna è di 1.700 su 100.000 parti (la più alta nel mondo dopo la Sierra Leone);

solo l'11 per cento della popolazione rurale ha accesso all'acqua potabile.

Caso Enron: con il crack anche l'insider trading

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/01/2002

Preannunciate due inchieste della Camera

Il titolo è stato sospeso a Wall Street per eccesso di ribasso. Lo scandalo investe anche la società di consulenza internazionale Arthur Andersen accusata di aver distrutto numerosi documenti pochi giorni prima della bancarotta.

Una delle commissioni della camera si appresta ad aprire formalmente un nuovo capitolo nella vicenda della società che ha dichiarato bancarotta lo scorso 2 dicembre. John Dingell, deputato del Michigan, ha preannunciato che la commissione per il commercio della camera intende investigare la possibilità che i vertici di Enron si siano resi responsabili di insider trading.

Ci sono prove piuttosto forti, secondo Dingell, sulla possibilità che sia avvenuto dell'insider trading. Lo scandalo si allarga fino ad arrivare alle porte della Casa Bianca. Da più parti sono arrivate richieste di rendere pubblici tutti i contatti avvenuti, con ogni modalità, tra i vertici del governo e il presidente di Enron, Kenneth Lay, buon amico di Bush. Fleischer ha spiegato che non sono in corso ricerche di questo genere.

La Casa Bianca, ha detto il portavoce di Bush, sarà disponibile a dare risposte di fronte a "domande reali e specifiche", ma non se ci saranno richieste di conoscere "ogni contatto con chiunque riguardo qualsiasi cosa".

Il titolo Enron, in avvio negativo a Wall Street è stato sospeso. Inquientanti retroscena stanno emergendo. Il 12 ottobre 2001, quattro giorni prima del primo clamoroso annuncio pubblico dei guai finanziari della Enron, un avvocato al quartier generale della Arthur Andersen mandò un memorandum ai revisori di conti al lavoro sul caso Enron ordinando di distruggere tutto il materiale relativo al gigante dell'energia "con l'eccezione di quello più essenziale al lavoro".

Migliaia di e-mail e di altri documenti elettronici e su carta che avrebbero potuto illuminare sulle azioni e le motivazioni dei top manager Enron sono stati distrutti quindi alla luce di questo memo. Se il memorandum dovesse essere confermato la Andersen "rischia un processo penale", ha dichiarato il senatore democratico del Connecticut Joe Lieberman. I contenuti dell'ordine di Chicago sarebbero stati ripetutamente confermati ai dipendenti della Andersen nelle settimane successive. Lieberman ha dichiarato Arthur Andersen "è una grossa società con un grande nome. Questo nome è stato infangato nella vicenda Enron e rischia di venire schiacciato".

La Andersen ha ammesso giovedì scorso che un numero "significativo, ma indeterminato" di documenti sull'attività di Enron è stato distrutto. La società è stata presa di mira da una serie di azioni legali civili da parte di investitori coinvolti nel crack della Enron.

Si iniziano così a vedere i primi effetti negativi: la Northern Trust ha registrato un calo del 18% dell' utile nel quarto trimestre, a causa della cancellazione dei crediti che erano stati concessi al colosso dell' energia Enron, in bancarotta. Northern Trust è la quarta banca dell' Illinois ed i suoi utili netti sono scesi a 102,4 milioni di dollari, ossia 45 cents per azione, contro 125,5 milioni di dollari e 54 cents per azione del corrispondente trimestre di un anno fa. In borsa Northern sta perdendo 1,75 dollari, a 59,76 dollari per azione. La banca ha proceduto a cancellare finanziamenti per 41,5 milioni di dollari, di cui piu' della metà concessi alla Enron, in quanto difficilmente esigibili.

Occupazione, tutti a rapporto da Ciampi

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/01/2002

Dopo Palermo le manifestazioni di piazza dei lavoratori hanno toccato la Puglia. I sindacati del trasporto aereo confermano lo stop di otto ore per il 18 gennaio prossimo

Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha convocato per mercoledì prossimo i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

A chiedere un incontro al capo dello stato erano stati i tre leader sindacali con l'intento di illustrare i motivi della mobilitazione di contro le politiche sociali del governo.

La rottura governo sindacati arriva al Quirinale nel tentativo di trovare una mediazione e riavviare il dialogo dopo lo scambio di battute velenose tra il Ministro del Welfare Roberto Maroni e il segretario della Cigl Sergio Cofferati.

Il giro d'orizzonte di Ciampi sui problemi dell'occupazione si allarga: insieme ai sindacati, alla Confindustria e al Ministro Maroni, il capo dello stato ha convocato nei prossimi giorni anche il vice presidente del consiglio Gianfranco Fini, il ministro dell'economia Giulio Tremonti e il ministro della funzione pubblica Franco Frattini

Intanto la mobilitazione inizia a far sentire e vedere gli effetti di una protesta che è partita dal Sud. L' adesione allo sciopero è stata "entusiasmante" - come riferiscono i promotori e, dopo l' iniziativa di sabato scorso a Palermo per il mezzogiorno, le manifestazioni in Puglia rappresentano la risposta concreta al governo che "vuole smantellare i diritti acquisiti dei lavoratori a vantaggio degli industriali".

La mobilitazione, che proseguirà a scaglioni nelle altre regioni, culminerà con lo sciopero del settore trasporti il 30 gennaio prossimo e lo sciopero generale dei dipendenti pubblici il 15 febbraio con una manifestazione a Roma in piazza San Giovanni.

E i sindacati del trasporto aereo hanno confermato lo sciopero di otto ore dei lavoratori del trasporto aereo previsto per venerdì prossimo, 18 gennaio. Lo si è appreso da fonti sindacali. L'astensione dal lavoro si svolgerà dalle 10 alle 18.

Emergenza smog: il costo sociale dell’inquinamento

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/01/2002

La salute a rischio, i soldi sprecati, i fondi insufficienti

La legge finanziaria 2002 ha stanziato per lo sviluppo del trasporto pubblico metropolitano circa 39 milioni di euro (75 miliardi di lire). “Briciole”, dice Legambiente, “se paragonate alle risorse destinate alla costruzione di strade e autostrade”. E secondo l’associazione ambientalista, è di circa 6 miliardi di euro la spesa sociale annuale causata dagli ingorghi del traffico sulle città italiane, e non solo sui grandi centri.

Ormai quasi tutti i capoluoghi di provincia vivono in stato d’emergenza per sostanze inquinante prodotto dai gas di scarico delle automobili. Con le condizioni atmosferiche avverse, mancanza di ventilazione, piogge scarse e termosifoni in funzione a pieno ritmo, si determinano le condizioni perché anche in piccoli paesi l’aria diventi irrespirabile. Dopo ogni domenica di blocco del traffico arriva un lunedì di polemiche: quale soluzione per non morire di mal d’aria, per non perdere ore nel traffico, per non sprecare milioni in combustibile? Ecco alcuni numeri del traffico, diffusi dagli ambientalisti, su cui è bene riflettere:

103: sono le auto circolanti in Italia per chilometro di strada, contro le 65 in Germania, 57 in Gran Bretagna, 29 in Francia.

54: le auto circolanti ogni 100 abitanti in Italia.

280: è l’aumento percentuale del traffico in Europa dal 1970 ad oggi.

122: i chilometri di metropolitana di Roma, Milano, Genova e Napoli. In Francia sono 330, in Gran Bretagna, 531 e in Germania, 717. Dietro l’Italia c’è solo il Portogallo, che comunque nel 2006 avrà completato i lavori di ampliamento della rete.

10: sono gli anni, in media, degli autobus circolanti in Italia. La palma della vetustà va ai mezzi di Matera (19 anni); quelli di Roma superano i 12 anni, quelli di Milano ne hanno più di 9.

14: sono i km/ora di velocità media dei bus nelle città. I più veloci, a Trento, raggiungono i 22 km/h. A Milano si muovono a 14km/h, a Roma a 12km/h (6km/h nelle ore di punta).

1/1.307: è il rapporto tra autobus e cittadini a Palermo. A Roma, il rapporto è 1/1.104, a Napoli 1/815, a Firenze 1/812, a Milano 1/450.

5,5: i milioni di passeggeri/km in meno rispetto a quelli trasportati dal servizio pubblico nel 1980.

80.000: i morti ogni anno in Europa per cause che potrebbero essere legate all’esposizione alle micropolveri sospese (Pm 10) prodotte dal traffico.

1.187: i ricoveri annui in ospedale per problemi respiratori causati dallo smog a Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

3.472: i decessi per cause che potrebbero essere state determinate dall’esposizione all’inquinamento a Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo.

40: il percentuale di malattie respiratorie dei bambini causate dallo smog da traffico.

Fonte: Legambiente

Emergenza smog: ozono e Co2 causa di malformazioni fetali

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/01/2002

La conclusione di uno studio americano. A rischio lo sviluppo degli organi

L’inquinamento dell’aria aumenta il rischio di malformazioni del feto. La conclusione è dei ricercatori dell’Università della California a Los Angeles (Ucla), in base ad uno studio condotto sul tasso di smog e le sue ricadute sulla salute delle donne in gravidanza. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica American journal of epidemiology, dimostra per la prima volta il legame tra il livello di inquinamento atmosferico e l’incidenza di nascite di bambini con malformazioni.

Due gli elementi sotto accusa, ritenuti dannosi per lo sviluppo del feto soprattutto durante il secondo mese della gravidanza: ozono e anidride carbonica (CO2). Più elevate è l’esposizione della madre a queste sostanze, maggiore è la possibilità che il neonato porti gravi problemi al cuore o ad altri organi vitali. Il rischio di avere un bambino cardiopatico o con malformazione dell'aorta polmonare è tre volte superiore per le donne che vivono in zone inquinate rispetto a quelle che abitano in zone dall'aria pulita. E’ la riprova che i danni compaiono nel periodo critico per lo sviluppo del feto, tra la quarta e l’ottava settimana.

Lo studio prende in esame dati dal 1987 e il 1993 nei distretti di Los Angeles, Orange, San Bernardino e Riverside e mette in correlazione i dati dell’inquinamento rilevati dalle 30 stazioni ufficiali di monitoraggio e eventuali handicap fisici dei 9.000 nascituri del periodo, figli di donne residenti nella regione in esame.

Emergenza smog: Matteoli annuncia pacchetto di misure

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/01/2002

Torino, città con il record di Co e No2, corre ai ripari con le targhe alterne

Uscire dall’emergenza per uscire una volta per tutte dall’inquinamento nelle città. Il ministro dell’Ambiente Matteoli intende presentare un pacchetto di misure che prevedono, tra l’altro, incentivi alle due ruote ecologiche, l’obbligo di disporre di un parcheggio per possedere un’automobile, sviluppo del telelavoro, tempi differenziati per le attività nei centri urbani.

Matteoli, infatti, si è detto poco convinto della bontà delle domeniche a piedi, che “agiscono solo nel breve periodo e servono solo ad affrontare l’emergenza”. E’ necessario, secondo il titolare del dicastero dell’Ambiente, passare alla logica della prevenzione, colpendo l’inquinamento all’origine.

Ecco, in sintesi, alcuni dei provvedimenti annunciati:

Carburanti, auto e motorini: puntare all’uso del metano, del Gpl e del biodiesel; accelerare la ricerca sul motore a idrogeno, incentivare l’utilizzo di mezzi ecologici e mano inquinanti come i motorini di categoria Euro2.

Riscaldamento: controlli sull’efficienza delle caldaie e sulle emissioni; mettere al bando gli impianti a carbone che a Roma, per esempio ancora vengono usati.

Trasporto pubblico: studio di percorsi adeguati per eliminare le cause di microingorghi che poi si ripercuotono su tutta la città.

Telelavoro: l’attività lavorativa si può fare da casa o da stazioni decentrate con validità legale e firma garantita, una formula che va incentivata.

Parcheggi: vincolare il possesso di una vettura alla disponibilità di un parcheggio per ridurre il congestionamento. La sosta nelle aree più ricercate sarà soggetta a pagamento.

Orari di lavoro: tempi diversi per gli accessi e le uscite dai posti di lavoro, orari scaglionati per le scuole e per il commercio.