DEI RICCHI

2008 - Marzo - Settimana 4

« Precedente

» Notizie » 2008 » Marzo | Commenti: Scrivi

Successiva »

Indice dei giorni


22/03/2008 * 23/03/2008 * 24/03/2008 * 25/03/2008 * 26/03/2008 * 27/03/2008 * 28/03/2008 *

Sabato 22 Marzo 2008

Di Pietro: Berlusconi su Alitalia fa insider trading

Rainews24, http://www.rainews24.it, 22/03/2008

Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, entra nella polemica scatenata dalle affermazioni di Silvio Berlusconi su Alitalia e sottolinea che quest'ultimo "sta facendo insider trading ( abuso di informazioni privilegiate) facendo credere contrariamente al vero che c'e' qualcuno che vuole comprare Alitalia". Secondo Di Pietro queste "operazioni prima si fanno poi si annunciano. Annunciare per creare distorsione del mercato e' un reato e io ritengo che farlo soprattutto sotto elezioni sia immorale e illegale".

E' difficile immaginare che qualcuno voglia comprarsela - ha aggiunto Di Pietro - e neppure i figli del Cavaliere. Se lui vuole se la compri, ma non puo' fare la mattina il presidente del consiglio e il pomeriggio si compra i beni dello Stato con i soldi degli italiani, e' una illogicita', una presa in giro che e' bene smascherare.

Di Pietro, infine, spiega che il disastro di Alitalia ha nomi ben precisi e "sono quelli degli amministratori delegati che Berlusconi ha messo durante il suo governo, amministratori che hanno messo sul lastrico Alitalia perche' non hanno saputo fare e portare avanti alcun piano industriale".

Le Monde: per non perdere i voti del Nord Berlusconi rifiuta l'offerta di Air France

Rainews24, http://www.rainews24.it, 22/03/2008

"L'acquisto di Alitalia da parte di Air France - Klm si complica seriamente". Cosi' 'Le Monde' intitola un articolo dedicato alla vicenda Alitalia e nel quale evidenzia come la questione degli esuberi previsti dall'offerta del gruppo franco-olandese, " si complica con l'ipoteca della politica, a tre settimane dalle elezioni italiane del 13 e 14 aprile".

E' difficile per il candidato premier del centrodestra, Silvio Berlusconi, "in piena campagna elettorale", scrive il quotidiano francese, "accettare tale e quale il piano di ripresa di Air France - Klm, in particolare perche' prevede un disimpegno dell'aeroporto di Milano-Malpensa a favore di Roma-Fiumicino".

Per Berlusconi e' difficile "non condividere il parere del suo alleato, la Lega Nord, e soprattutto, del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, un peso massimo del proprio partito, Forza Italia, che chiede una 'moratoria' di tre anni per la soppressione delle rotte non redditizie. Per non perdere il Nord, il suo serbatoio di voti, 'il Cavaliere' ostenta la sua resistenza" all'offerta di Air France - Klm.

Ancora piu' sorprendente, scrive il quotidiano, "e' la posizione della Confindustria, che si e' pronunciata a favore di una moratoria per salvare Malpensa. Come dire, sara' compito della futura Alitalia, azienda privata quotata in borsa, continuare a sfruttare rotte deficitarie, ossia perdere volontariamente soldi, fino a quando le autorita' politiche e il gestore dell'aeroporto milanese troveranno delle soluzioni alternative. Da qui il commento sarcastico di Spinetta che giovedi' ha affermato: 'credevo che gli aeroporti erano al servizio delle compagnie e non il contrario"'.

Domenica 23 Marzo 2008

L'Onu: gli incidenti stradali uccidono come l'Aids, la malaria e la Tbc

Rainews24, http://www.rainews24.it, 23/03/2008

Gli incidenti stradali uccidono quando Aids, tubercolosi e malaria. A lanciare l'allarme e' l'Onu, che la prossima settimana terra' un vertice per discutere una ricerca condotta dall'Organizzazione mondiale della Sanita' (Oms), secondo cui tra il 2000 e il 2015 la strada potrebbe causare 20 milioni di morti e 200 milioni di feriti gravi. Nello stesso arco di tempo, a livello globale, saranno un miliardo le persone morte, ferite o colpite da lutto a causa della strada.

Il vertice Onu e' stato organizzato dietro forti pressioni della Commissione per la sicurezza stradale globale, un'organizzazione nata su iniziativa di personalita' di primo piano come l'ex Segretario generale della Nato, Lord Robertson, rappresentanti dell'Oms e della Banca Mondiale, e l'ex campione della Formula Uno Michael Schumacher. Il gruppo chiedera' all'Onu di approvare un forte incremento di fondi per affrontare la questione della sicurezza delle strade, prevedendo la spesa del 10% dei fondi destinati alla costruzione delle strade per misure di sicurezza.

Ognuno di questi numeri e' un singolo essere umano - ha detto Robertson all'Observer - si sta parlando del principale killer dei giovani in tutto il mondo. Il tasso di mortalita' e' pari a quello di malaria e tubercolosi, su cui si riversano grandi attenzioni ed enormi finanziamenti. Si tratta di una crisi sanitaria globale trascurata.

Secondo l'Oms, ogni anno muoiono sulle strade 1,2 milioni di persone, dato che rende gli incidenti stradali la settima causa di morte nel mondo, prima di diabete e malaria. Entro il 2010, diventera' la terza causa di morte, dopo malattie cardiache e suicidio, sebbene l'Aids rimanga la principale minaccia di morte.

Il Papa: soluzioni di pace per il Medio Oriente, l'Iraq, il Tibet e l'Africa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 23/03/2008

Benedetto XVI, nel messaggio di Pasqua seguito dalla benedizione "Urbi et Orbi", ha chiesto "la ricerca di soluzioni che salvaguardino il bene e la pace" nelle regioni del pianeta tormentate da conflitti, nelle quali include il Darfur e la Somalia, il "martoriato Medioriente", la Terra Santa, l'Iraq, il Libano, "e infine il Tibet".

Anche la difficile situazione in Tibet, dopo l'appello lanciato mercoledi' scorso al termine dell'udienza generale, e' tornata dunque nelle parole di Benedetto XVI.

Il Papa, nel suo messaggio pronunciato dal sagrato vaticano e non dalla loggia centrale della basilica a causa della pioggia, ha auspicato che "la forza rinnovatrice del Mistero pasquale si manifesti in ciascuno di noi, nelle nostre famiglie, nelle nostre citta' e nelle nostre Nazioni. Si manifesti in ogni parte del mondo".

Come non pensare in questo momento - ha aggiunto -, in particolare, ad alcune regioni africane, quali il Darfur e la Somalia, al martoriato Medioriente, e specialmente alla Terrasanta, all'Iraq, al Libano, e infine al Tibet, regioni per le quali incoraggio la ricerca di soluzioni che salvaguardino il bene e la pace!.

Preghiamo che la gioia sia presente tra di noi nonostante queste circostanze. Benedetto XVI, con queste parole pronunciate 'a braccio' indicando il cielo nel corso del suo messaggio pasquale, ha voluto esorcizzare la pioggia scrosciante che cade su Piazza San Pietro.

A causa del maltempo, il Papa non ha letto il suo messaggio dalla loggia centrale della basilica ma dal sagrato vaticano dove aveva presieduto la messa pasquale. "Anche queste tenebre - ha aggiunto, indicando le nubi cariche di pioggia - oggi sono come luce".

Seguono l'evento 102 televisioni per 67 paesi diversi.

Piu' impegno contro i conflitti e le piaghe dell'umanita'

"Quante volte le relazioni tra persona e persona, tra gruppo e gruppo, tra popolo e popolo, invece che dall'amore, sono segnate dall'egoismo,

dall'ingiustizia, dall'odio, dalla violenza!". Questo il monito di Benedetto XVI, pronunciato nel suo messaggio pasquale seguito dalla benedizione "Urbi et Orbi", invitando all'impegno dei cristiani in tutti i luoghi di conflitto e dovunque si manifestino le "piaghe dell'umanita"'.

Secondo papa Ratzinger, queste piaghe sono "aperte e doloranti in ogni angolo del pianeta, anche se spesso ignorate e talvolta volutamente nascoste; piaghe che straziano anime e corpi di innumerevoli nostri fratelli e sorelle". Il Pontefice ha esortato a che esse vengano "lenite e guarite" anche dalla "solidarieta"' di quanti, sulle orme e in nome di Gesu', "pongono gesti d'amore, si impegnano fattivamente per la giustizia e spargono intorno a se' segni luminosi di speranza nei luoghi insanguinati dai conflitti e dovunque la dignita' della persona umana continua ad essere vilipesa e conculcata". "L'auspicio - ha aggiunto - e' che proprio la' si moltiplichino le testimonianze di mitezza e di perdono!".

Auguri di Pasqua in 63 lingue

Accogliete con fiducia la luce e la grazia del Signore Risorto - ha proseguito papa Ratzinger -, per far rinascere la speranza. Il Signore entri nelle vostre case e induca ciascuno a quella rinascita umana e spirituale che costituisce lo splendore di ogni famiglia, rinnovando sentimenti, propositi e opere di bene.

Oltre che in italiano e in tutte le lingue europee tra cui il russo, il Pontefice ha rivolto il suo "cordiale augurio" in lingue come l'arabo, l'ebraico, l'aramaico, il cinese, il turco, il birmano, il vietnamita, il cambogiano, il romanes (idioma del

popolo rom), il mongolo, l'esperanto, e varie lingue africane. La conclusione e' affidata al latino con l'annuncio pasquale: "Resurrexi, et adhuc tecum sum. Alleluja!" (Sono risorto, sono sempre con te. Alleluja!).

Benedetto XVI nel pomeriggio a Castel Gandolfo

Nel pomeriggio, verso le 16.30, il Papa si traferira' nella residenza di Castel Gandolfo, sulle pendici del lago albano di Castel Gandolfo, per qualche giorno di riposo. Domani recitera' da li' l'angelus festivo (che nel periodo che va da Pasqua a Pentecoste assume il nome di Regina Coeli).

Ieri il battesimo di Magdi Allam

Benedetto XVI ha impartito ieri il battesimo a sette catecumeni - due uomini e cinque donne provenienti da Italia, Camerun, Cina, Stati Uniti e Peru' - durante la Veglia pasquale della Notte santa nella basilica di San Pietro. Tra di essi anche il giornalista e saggista di origine egiziana Magdi Allam, vicedirettore del Corriere della Sera. "Perplessita'" e' stata espressa da Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis, (Comunita' Religiosa Islamica) italiana."Una scelta personale", ha commentato Issedin Elzir, portavoce dell'Ucoii.

Il vicepresidente americano Cheney: uno stato palestinese avrebbe dovuto esistere da tempo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 23/03/2008

Uno stato palestinese avrebbe dovuto essere stato creto già da tempo ha detto il vice presidente americano, Dick Cheney, in una conferenza stampa oggi a Ramallah, in cui ha aggiunto che gli attacchi contro Israele "nuocciono alle aspirazioni nazionaliste" del popolo palestinese.

C'è una verità dolorosa che è necessario ripetere, bisogna sapere che il terrorismo e i razzi non uccidono soltanto dei civili innocenti, ma anche le speranza e le aspirazioni legittime del popolo palestinese, ha detto Cheney a fianco del presidente palestinese Abu Mazen.

Cheney ha ricordato, inoltre, che per giungere a un accordo di pace

tra israeliani e palestinesi sono necessarie "dolorose concessioni" da parte di entrambe le parti.

Il presidente Abu Mazen a sua volta ha denunciato il proseguimento della colonizzazione israeliana in Cisgiordania e anche i raid dell' esercito israeliano che, a suo giudizio, ostacolano progressi nel processo di pace con Israele. Abu Mazen ha anche chiesto la revoca dei posti di blocco stradali dell' esercito israeliano attorno alle citta' e villaggi palestinesi in Cisgiordania.

Ieri sera a Gerusalemme il vicepresidente americano ha incontrato il premier israeliano Ehud Olmert.

Lunedì 24 Marzo 2008

Inaspettato aumento nella vendita di case negli Usa a febbraio: +2,9%

Rainews24, http://www.rainews24.it, 24/03/2008

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti a febbraio hanno segnato un rialzo del 2,9% al tasso annualizzato di 5,03 milioni di unita'. Il dato e' in controtendenza rispetto alle attese degli analisti che si aspettavano una flessione dello 0,8% a un tasso di 4,85 milioni di unita'.

Le vendite di case esistenti hanno segnato un inaspettato aumento, evidenziando la prima crescita da sette mesi a questa parte. Una inversione di rotta riconducibile principalmente al crollo dei prezzi delle case.

Il prezzo medio delle abitazioni - riferisce l'agenzia Bloomberg - e' infatti crollato dell'8,2% rispetto a febbraio 2007, che rappresenta il ribasso piu' forte da 40 anni a questa parte, dal 1968, ossia da quando e' stata istituita la statistica.

Il numero delle abitazioni in vendita alla fine di febbraio e' sceso a 4 milioni indicando che i tempi di attesa per vendere un immobile sono diminuiti a 9,6 mesi da 10,3 mesi del mese prima.

4000 i soldati americani morti in Iraq, Bush 'addolorato'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 24/03/2008

A cinque anni dall'inizio della guerra in Iraq sono 4000 le vittime fra gli americani. Gli ultimi a morire sono stati 4 soldati il cui veicolo è saltato in aria a causa di una bomba esplosa sulla strada ieri. E ieri è stata una giornata di sangue, una quarantina le vittime tra Baghdad, dove è stata presa di mira la Zona verde, sede del comando americano e degli uffici dei ministri iracheni, e Mosul dove le vittime tra i civili sono state 12. Per gli Stati Uniti, Mosul rappresenta l'ultima roccaforte urbana di al Qaida in Iraq guidata dai sunniti.

Nella serata di ieri la polizia irachena ha annunciato il ritrovamento di 12 corpi crivellati di proiettili in diverse zone del paese. Gli americani dal canto loro a Baquba hanno ucciso 12 persone che stavano preparando attentati suicidi. Il bagno di sangue rompe una tregua che durava dal giugno scorso e che aveva visto una ruiduzione della violenza.

Gli attacchi contro la Zona verde dimostrano, secondo il New York Times, quanto fragile siano le condizioni di sicurezza e sarebbero dovuti a contrasti interni tra gli sciiti. Un portavoce militare nel fare le condoglianze alle famiglie delle vittime ha spiegato che si erano fatti dei progressi, ma il nemico resiste: "C'e' ancora tanto lavoro da fare".

Il presidente George W. Bush si e' detto "addolorato" che il numero dei soldati statunitensi caduti in Iraq abbia raggiunto quota 4.000. Bush ha detto che i loro sacrifici "hanno gettato le fondamenta della pace per le generazioni future".

Martedì 25 Marzo 2008

Bassora, attacco finale alle milizie di Moqtada al Sadr. Decine di morti, caccia GB in azione

Rainews24, http://www.rainews24.it, 25/03/2008

Anche i caccia dell'aviazione britannica hanno partecipato alle operazioni militari in corso oggi a Bassora contro le milizie fedeli all'imam sciita Moqtada al-Sadr. Lo riferisce la Bbc, nella sua edizione online: nella battaglia sono coinvolte migliaia di soldati in forza a tre brigate dell'esercito iracheno. Il maggiore Tom Halloway, portavoce delle Forze armate del Regno Unito, ha affermato che i militari britannici non partecipano invece alle operazioni sul terreno.

L'offensiva governativa è iniziata la notte scorsa. Secondo il primo ministro Nouri al-Maliki, a Bassora per seguire lo svolgimento della battaglia, il governo punta a "riaffermare la legge" in città. I combattimenti di oggi avrebbero già provocato più di 20 morti e decine di feriti. Nella provincia di Bassora, principale snodo petrolifero dell'Iraq, la responsabilità della sicurezza è passata nel dicembre scorso dal contingente britannico alle Forze armate locali.

A Baghdad, intanto, diversi razzi lanciati dai sobborghi sciiti della capitale hanno colpito oggi il complesso che ospita gli uffici del primo ministro Nouri al-Maliki. Gli uffici di al-Maliki sorgono nel cuore della cosiddetta Green Zone: un'area super-fortificata sulla riva occidentale del Tigri, che ospita anche le ambasciate di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Chi è Moqtada al Sadr

Ad appena 34 anni è a capo di una milizia di decine di migliaia uomini, di un blocco parlamentare di 30 deputati e può contare su un sostegno popolare dal forte sentimento antioccidentale di oltre tre milioni di iracheni. Sayyed Moqtada Sadr, il giovane leader sciita radicale guida le violente proteste di oggi in molte province meridionali dell'Iraq, emerge agli onori della cronaca nella primavera 2003, subito dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, quando a capo di un centinaio di miliziani, estende la sua autorità su un grande e degradato sobborgo sciita di Baghdad (Sadr City), e si propone come il principale oppositore all'occupazione militare straniera dell'Iraq.

Pochi mesi dopo, Sadr organizza la sua milizia, l'Esercito del Mahdi (dal nome dell'imam scomparso che secondo una scuola sciita riapparira' prima del giorno del giudizio), forte oggi - secondo alcune fonti - di circa 60.000 uomini e presente, oltre che a Baghdad, anche a Bassora e in tutte le province del sud dell'Iraq.

Figlio del defunto Ayatollah Sadeq as-Sadr, ma anche nipote del Grande Ayatollah Muhammad Baqr as-Sadr, giustiziato nel 1980 da Saddam, e cugino dell'imam libano-iraniano Musa Sadr, scomparso nel 1978, il giovane leader sciita vanta la diretta discendenza del Profeta Maometto (da qui il titolo di 'sayyed'), ma non ha ancora scalato i gradi della gerarchia clericale sciita per sfidare l'autorita' dell'attuale Grande Ayatollah iracheno, il moderato Ali al-Sistani, né quella del suo più acerrimo nemico, Abd al-Aziz al-Hakim, leader del Supremo consiglio islamico iracheno.

Dopo i violenti scontri a Najaf con le forze americane e quelle filogovernative irachene nella primavera e nell'estate 2004 e dopo esser scampato per miracolo nel 2006 ad un attacco a colpi di mortaio contro la sua abitazione, lo scorso agosto Sadr decise di sospendere per sei mesi l'attività della sua milizia, sparendo di fatto dalla scena politica irachena.

La tregua è stata prorogata di altri sei mesi lo scorso 22 febbraio, mentre fonti ben informate assicurano che il giovane Sadr si trovi a Teheran (e non a Qom) dove starebbe studiando, al riparo da tentativi di eliminazione, per diventare Ayatollah e interprete del Corano, ed aspirare così a contare di più nell'Iraq di domani.

La denuncia dell'Oxfam: i soldi per l'Afghanistan non arrivano a destinazione

Rainews24, http://www.rainews24.it, 25/03/2008

Grave denuncia da parte dell'ong Oxfam: dieci miliardi di dollari di aiuti promessi all'Afghanistan non sono ancora giunti a destinazione. Inoltre, solo due terzi dei soldi per la ricostruzione passano attraverso il governo e le amministrazioni locali, e il 40% torna nelle tasche dei paesi donatori sotto forma di compensi per consulenze e stipendi di personale espatriato.

La ricerca condotta da Oxfam per conto di 94 agenzie umanitarie che operano in Afghanistan conclude che "i paesi occidentali non fanno quanto assicurato", che vi e' un enorme divario tra quanto promesso e quanto effettivamente consegnato e che il modo in cui il denaro e' utilizzato e' per lo piu' sbagliato.

Gli Stati Uniti - riferisce la Bbc - sono di gran lunga in testa alla classifica fra i paesi donatori. Ma dal 2001 sono stati inviati solo due terzi dei soldi promessi (un taglio di 8,5 miliardi di dollari) con la scusa della mancanza di sicurezza a tutela dei progetti in corso.

Oxfam spiega con un paragone la situazione attuale: l'esercito Usa spende 10 milioni di dollari al giorno in Afghanistan, mentre la media di denaro speso fra tutti i paesi donatori e' di soli 7 milioni di dollari al giorno dal 2001.

El Pais: una Ong denuncia il cattivo utilizzo dei fondi inviati in Afghanistan

Rainews24, http://www.rainews24.it, 25/03/2008

La Ong Oxfam Internacional, scrive El Pais, ha denunciato ieri che circa 10 milioni di dollari, pari a 6500 milioni di euro di aiuti destinati all'Afghanistan rischia di andare perduto. I portavoce della Ong hanno assicurato che due terzi degli aiuti economici forniti al governo del paese non raggiungono i settori più poveri della popolazione.

La cattiva gestione, l'inefficenza e la mancanza di coordinmamento sono le cause, secondo la Ong, per cui coloro che più hanno bisogno di questi soldi non riescono a beneficiarne. E segnalano anche che il 40% delle donazioni ritorna ai paesi donatori.

La pace in Afghanistan è minata proprio da questa mancanza, sostiene la Oxfam, perchè le promesse iniziali dei paesi occidentali non sono state mantenute. C'è una reale discrepanza tra quanto è stato promesso e ciò che è stato realizzato.

Iraq: violenti scontri a Bassora

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/03/2008

BASSORA - Violenti scontri sono scoppiati questa mattina a Bassora tra le forze di sicurezza irachene e alcuni combattenti della milizia sciita dell'esercito di al Mahdi. Lo ha riferito il corrispondente dell'Afp dalla città del sud dell'Iraq, dove ieri sera era stato imposto il coprifuoco. La polizia ha confermato che una vasta operazione è stata lanciata nella notte contro il quartiere di Al-Tamiyah, baluardo delle milizie che fanno capo a Moqtada Sadr. Il movimento sadrista ha accusato le forze di sicurezza di volerlo eliminare.

Abbiamo iniziato a intervenire alle 05:00 (le 03:00 italiane). I combattimenti vedono fronteggiarsi le forze di sicurezza e l'Esercito del Mahdi (la milizia di Sadr), ha detto un portavoce della polizia, il maggiore Karim al-Zubaidi. Fonti mediche della città hanno detto che ci sono "numerosi feriti fra i civili". L'operazione è stata lanciata dopo che il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki ha visitato ieri Bassora e ha riaffermato la volontà del governo di imporre di nuovo la sua autorità sulla grande città del sud, dai cui campi petroliferi proviene la maggior parte delle entrate dell'Iraq. Ieri sera nella città era stato imposto il coprifuoco dal tramonto all'alba fino a nuovo ordine.

Il premier iracheno Nuri al-Maliki è a Bassora oggi per supervisionare una operazione militare lanciata dalla forze di sicurezza. Lo ha detto un portavoce militare britannico. Il portavoce, maggiore Tom Holloway, non ha fornito particolari ma stamani a Bassora sono scoppiati violenti combattimenti e una fonte militare irachena aveva detto che era scattata una vasta operazione per "ripulire" la città dai gruppi armati e dalle milizie che se ne contendono il controllo.

Il primo ministro è venuto da Baghdad a Bassora ieri con una delegazione. E' nella città di Bassora per supervisionare questa operazione. Si trova in una base militare irachena, ha detto il maggiore Holloway, citato dalla France Presse. Oltre che contro i gruppi armati legati alla criminalità, l'operazione militare delle forze di sicurezza è rivolta anche contro quelli legati a fazioni religiose, in particolare l'Esercito del Mahdi, la potente milizia del leader radicale sciita Moqtada Sadr. Da ieri sera e fino a nuovo ordine in città è in vigore un coprifuoco dal tramonto all'alba, con il divieto a persone e veicoli di circolare. Il generale Mohan al-Furayji, responsabile della sicurezza nel sud dell'Iraq, aveva spiegato che il provvedimento è stato preso per "imporre la legge e cacciare i criminali". La grande città del sud dell'Iraq, dai cui campi petroliferi proviene la maggior parte delle entrate del Paese, è teatro di una lotta di potere fra diverse formazioni sciite da quando a metà dicembre le truppe britanniche ne hanno ceduto il controllo alle forze di sicurezza irachene. Un altro militare britannico, che ha chiesto l'anonimato, ha detto che l'operazione odierna è interamente condotta dalle forze irachene e che i soldati del Regno unito non vi partecipano. Un portavoce del movimento sadrista, Harith al-Athari, ha chiesto di intavolare un negoziato.

Mercoledì 26 Marzo 2008

Liechtenstein: 390 indagati, atti a 37 procure

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/03/2008

ROMA - Sono ufficialmente indagati i 390 titolari di conti correnti in Liechtenstein. L'iscrizione é stata fatta dalla procura di Roma ma sulla vicenda dai prossimi giorni indagheranno 37 procure. Gli atti sulle posizioni delle procure di competenza sono partiti oggi. La maggior parte delle posizioni, oltre 100, riguardano Milano, seguono Roma (circa 60), Bolzano (40) e Firenze (20). Altre procure cui Roma ha inviato gli atti, secondo indiscrezioni, sarebbero Venezia, Genova, Varese, Vicenza e Pordenone. Napoli sarebbe l'unica procura del sud destinataria di atti con due posizioni. E proprio dalla procura partenopea trapela la notizia della iscrizione sul registro degli indagati per l'ipotesi di reato di riciclaggio per la vicenda Liechtenstein del parlamentare ex Udc, ora Pdl, Vito Bonsignore, e l'ex moglie del ministro Gianni De Michelis, Stefania Tucci. Il pm Vincenzo Piscitelli era già giunto ai conti in Liechtenstein indagando in altre vicende. Dalle indagini su Stefania Tucci sono state avviate nei mesi scorsi altre inchieste, tra le quali quella su Rai Fiction - con il coinvolgimento dell'ex premier Silvio Berlusconi e del dirigente di Rai Fiction Agostino Saccà - nonché il procedimento sugli appalti della sede della Regione Campania a New York. Tramite il suo avvocato Grazia Volo, Stefania Tucci precisa però "di non essere mai stata titolare di conti in Liechtenstein, né da sola né in società con il parlamentare Vito Bonsignore" e di non aver "mai effettuato operazioni all'estero né tantomeno per conto della Regione Campania a New York, né per la sede della Regione a Napoli". I reati ipotizzati nei confronti dei 390 indagati sono l'infedele e omessa dichiarazione dei redditi, previsti negli articoli 4 e 5 della legge n.74 del 2000 in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. L'inchiesta delle procure tuttavia rischia di finire presto in archivio: i reati in questione decadono, infatti, in sette anni e mezzo e il periodo a cui si fa riferimento è il 2002. Le somme depositate nel Liechtenstein variano da un minimo di 200 mila ad un massimo di 400 milioni di euro. La procura di Roma, per gli indagati di competenza (quasi tutti del mondo imprenditoriale), ma altrettanto faranno anche le altre procure coinvolte, si attiverà ora con il ministero della Giustizia per chiedere una rogatoria internazionale alle autorità del Liechtenstein. Ma, dopo il rischio prescrizione, la richiesta di collaborazione con il Liechtenstein potrebbe rivelarsi vana. Oltre all'indagine della procura di Roma è in corso un'inchiesta della procura nazionale antimafia e dello Scico della Guardia di Finanza che dovrà accertare eventuali profili di riciclaggio di denaro sporco, e la presenza di eventuali prestanome. Il nome di Bonsignore, insieme a quello dell'ex manager Montedison Carlo Sama, alla cantante Milva, erano già emersi nei giorni scorsi come titolari di conti nel principato di Vaduz. Altri nomi filtrati, quelli del presidente di Italcementi, Giampiero Pesenti; dell'industriale del farmaco (Menarini) Alberto Aleotti; di Pasquale de Vita, presidente dei petrolieri italiani. Tutti o hanno smentito o rivendicato la correttezza della loro posizione davanti al fisco e alla legge. Sulla vicenda è intervenuto oggi Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, dicendo di essere sicuro che tra gli evasori fiscali vi siano candidati alle prossime elezioni. "Sarebbe bene, soprattutto per una questione di trasparenza democratica - ha affermato - che questi signori uscissero allo scoperto. Loro infatti sapevano benissimo di aver commesso reati così gravi prima di accettare la candidatura, ma nonostante questo hanno accettato". Secondo il parlamentare di Forza Italia, l'avvocato Gaetano Pecorella, invece,"gli elenchi con i nomi di titolari italiani di conti correnti in Liechtenstein sono inutilizzabili perché si tratta di prove raccolte illecitamente. Il funzionario di banca che ha fornito tale dossier ha commesso un illecito visto che si tratta di informazioni coperte da segreto bancario". Pecorella attacca Di Pietro in modo esplicito:"Se lui conoscesse davvero quei nomi significherebbe che qualche rappresentante delle forze dell'ordine o dell'autorità giudiziaria glieli ha comunicati e questo non sarebbe legale perché si tratta di informazioni coperte da segreto. Di Pietro è nato pm e morirà pm. Fa politica come fosse un pm e vorrebbe fare il ministro dela Giustizia per tornare a fare il pm anche al governo".

Voto Usa, imbarazzo Hillary per bugie viaggio in Bosnia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/03/2008

(di Emanuele Riccardi)

Hillary ha mentito è ciò potrebbe costarle caro in un paese come gli Stati Uniti, dove la bugia non viene (quasi mai) perdonata. L'ex first lady ha raccontato di essere sbarcata da un aereo militare, il 25 marzo del 1996 a Tuzla, in Bosnia, sotto il fuoco dei cecchini, ma non era vero niente. Se cecchini c'erano, si trovavano sulle montagne e non stavano affatto sparando in quel momento. Dopo la diffusione delle immagini che la Cbs aveva girato insieme con lei (e la cantante rock Sheryl Crow, l'ex del ciclista Lance Armstrong, una delle più popolari negli Usa), la Clinton -che punta alla nomination democratica per la Casa Bianca- ha dovuto fare una imbarazzante marcia indietro. Nel filmato -che la Cbs ha perfidamente abbinato alla recente dichiarazione dell'ex first lady- si vede Hillary (capelli a caschetto, impermeabile militare) mentre esce tranquillamente dall'aereo con la figlia Chelsea e saluta una ragazza.

Durante una recente manifestazione elettorale, Hillary aveva detto di ricordare di essere atterrata sotto il fuoco dei cecchini. "Era in programma una piccola cerimonia di saluto all'aeroporto - aveva raccontato la senatrice di New York- ma invece corremmo tutti a testa bassa verso i veicoli che dovevano portarci alla nostra base". Hillary è sempre più in difficoltà, ma si torna a parlare dell'eventuale dream-ticket per la Casa Bianca formato dall'ex first lady e dal senatore nero dell'Illinois Barack Obama. Difficilmente però si farà: lo scrive oggi con ampio rilievo Usa Today, il più diffuso quotidiano degli Stati Uniti, prendendo spunto da un sondaggio della Gallup, secondo cui l'idea non dispiace al 75% degli elettori democratici. Il 30% circa degli intervistati considera il dream-team, (sia quello Hillary-Obama sia quello con Obama alla Casa Bianca) la loro potenziale prima scelta, mentre l'ipotesi risulta accettabile a circa il 45% del totale.

Un quarto dell'elettorato considera invece l'ipotesi inaccettabile. Come spiega al quotidiano un esperto del partito, Matt Bennett, il ticket probabilmente rimarrà soltanto un sogno, viste le passioni che ambedue i candidati hanno sollevato in campagna elettorale. Il rischio è che i sostenitori dell'eventuale candidato vicepresidente la prendano così male da non recarsi proprio alle urne, favorendo il candidato del Partito Repubblicano John McCain. Un altro stratega democratico, Mark Mellman, teme però il prolungarsi, ancora per mesi, della guerra tra i due candidati Hillary ed Obama."Sono convinti che i Democratici siano messi molto bene per conquistare la Casa Bianca nel 2008. Solo noi stessi potremmo sconfiggerli, e temo che possa davvero succedere". Nel frattempo Hillary continua a far campagna in Pennsylvania, dove si voterà per le primarie il 22 aprile. Obama raggiungerà lo Stato di Filadelfia nei prossimi giorni, dove è previsto un suo lungo giro elettorale in pullmann. Oggi Hillary ha parlato di nuovo dell'Iraq, definendo ancora una volta "un fallimento" la strategia seguita dal presidente Usa George W. Bush, visto che non può riportare la maggior parte delle truppe a casa. Forse per distrarre il pubblico da una campagna elettorale che diventa un po' ripetitiva, la New England Historic Genealogical Society ha reso noto che Barack Obama ha come lontano cugino Brad Pitt, mentre Hillary è una parente di Angelina Jolie, la sua compagna.

Giovedì 27 Marzo 2008

Manca copertura Finanziaria, salta il piano vaccini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2008

ROMAR - Il piano nazionale vaccinazioni 2008-2010 "é stato ritirato perché non è sufficiente la copertura finanziaria". Lo ha detto, al termine della Conferenza Stato-Regioni il sottosegretario alla Sanità Serafino Zucchelli. "Si rimane dunque alla situazione precedente - ha aggiunto il sottosegretario - dal momento che il nostro piano non può andare avanti". Il sottosegretario ha poi aggiunto che è stato approvato il riparto di 45 milioni di euro di cui beneficeranno, tra gli altri, l'Istituto per l'infanzia Garofalo di Trieste, l'Istituto nazionale tumori di Aviano, Irccs per i tumori di Milano, l'Istituto Giovanni Paolo II di Bari, l'Istituto superiore di sanità e l'Irccs - Fondazione Santa Lucia di Roma

Il Piano nazionale vaccini 2008-2010 aveva avuto l'ok delle regioni ma con la richiesta di verificarne il costo economico. Il piano avrebbe portato da nove a dodici i vaccini gratuiti.

Secondo le stime dell'assessore al Bilancio della regione Lombardia, il costo sarebbe andato da un minimo di 180 ad un massimo di 280 milioni di euro l'anno. Il Piano prevede l'introduzione di tre nuove profilassi gratuite: papilloma virus umano, meningite e pneumococco, che si aggiungono così alle nove già garantite. In questo modo si arriva al totale di 12.

Attualmente le vaccinazioni obbligatorie per legge e gratuite su tutto il territorio sono quelle contro tetano, difterite, poliomielite ed epatite B. Le vaccinazioni raccomandate sono invece per morbillo, parotite, rosolia, a cui si aggiungono quelle antihaemophilus (batterio responsabile di una forma di meningite) e antipertosse.

Allam, la santa sede 'non sposa le sue idee'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha spiegato - riferendosi al battesimo di Magdi Allam - che "accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni". "Magdi Allam - ha aggiunto - "ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei n alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede".

In una lunga dichiarazione alla Radio Vaticana, diffusa contestualmente anche nella Sala stampa della Santa Sede, padre Lombardi risponde alle osservazioni critiche fatte sul battesimo di Allam dal prof. Aref Ali Nayed, portavoce dei "138 saggi" musulmani promotori di una nuova fase di dialogo con il mondo cristiano. "Questo itinerario - afferma innanzitutto il portavoce del Papa - deve continuare, è di estrema importanza, non va interrotto, ed è prioritario rispetto ad episodi che possono essere oggetto di malintesi". Quanto al significato del battesimo, padre Lombardi ricorda che amministrarlo ad una persona "implica riconoscere che ha accolto la fede cristiana liberamente e sinceramente, nei suoi articoli fondamentali, espressi nella 'professione di fede' ". "Questa - aggiunge - viene pubblicamente proclamata in occasione del battesimo". "Naturalmente - avverte padre Lombardi - ogni credente è libero di conservare le proprie idee su una vastissima gamma di questioni e di problemi di cui vi è fra i cristiani un legittimo pluralismo". "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente - afferma il portavoce vaticano nel passaggio più significativo della dichiarazione - sposarne tutte le idee e le posizioni, in particolare su temi politici o sociali". "Il battesimo di Magdi Allam - continua - è una buona occasione per ribadire espressamente questo principio fondamentale. Egli ha diritto di esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventare in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni della Papa o della Santa Sede".

Aref Ali Nayed, in una nota diffusa nei giorni scorsi, si era chiesto se il battesimo "di alto profilo" di Magdi Allam, impartito nella veglia pasquale da Benedetto XVI in persona, dovesse essere considerato dai musulmani come un "avallo papale ai discorsi di Allam sulla natura dell'Islam". Nayed osservava tra l'altro che il messaggio dell'articolo di Magdi Allam pubblicato il giorno di Pasqua dal "Corriere della Sera" era "proprio lo stesso dell'imperatore bizantino citato dal Papa" nella sua controversa lezione di Ratisbona. Nella dichiarazione di oggi, Lombardi replica che le spiegazioni "sulla corretta interpretazione" di quel discorso in Germania "sono state date da tempo e non vi è motivo di rimetterle in questione". "Allo stesso tempo - spiega - alcuni dei temi allora toccati, come il rapporto fra fede e ragione, fra religione e violenza, rimangono naturalmente oggetto di riflessione e dibattito e di posizioni diverse, dato che si riferiscono a problemi che non possono venire risolti una volta per tutte". Padre Lombardi esprime all'esponente del comitato dei 138 saggi musulmani la sua "altissima stima" e si dice fiducioso nella prosecuzione del dialogo. Non accetta però le critiche fatte dal prof. Nayed circa il rischio di proselitismo nelle scuole cristiane in terra islamica.

"Ci sia permesso di manifestare a nostra volta dispiacere per quanto il prof. Nayed dice circa l'educazione nelle scuole cristiane nei Paesi a maggioranza musulmana, obiettando sul rischio di proselitismo", afferma il portavoce vaticano. "Ci sembra che la grandissima tradizione di impegno educativo della Chiesa cattolica anche nei Paesi a maggioranza non cristiana (non solo in Egitto, ma anche in India, in Giappone, ecc.), dove da moltissimo tempo la gran maggioranza degli studenti delle scuole e università cattoliche sono non cristiani e lo sono tranquillamente rimasti, pur con vera stima per la educazione ricevuta, meriti ben altro apprezzamento". "Non pensiamo - puntualizza ancora padre Lombardi - che l'accusa di mancanza di rispetto per la dignità e la libertà della persona umana sia meritata oggi da parte della Chiesa. Ben altre sono le violazioni di essa a cui dare attenzione prioritaria. E forse anche per questo - conclude - il Papa si è assunto il rischio di questo battesimo: affermare la libertà di scelta religiosa conseguente alla dignità della persona umana".

Iraq: Bassora, in fiamme oleodotto colpito da attentato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2008

BAGHDAD - Un commando armato ha compiuto nei pressi della città di Bassora, in Iraq meridionale, un attentato contro un tratto dell'oleodotto che trasporta il petrolio fino al terminale nelle acque del Golfo. Lo riferisce l'agenzia Aswat al Iraq citando testimoni nella cittadina di al Zubeir, secondo cui "alcuni uomini armati hanno collocato dell'esplosivo sotto l'oleodotto e poi lo hanno fatto detonare, innescando così un vasto incendio". I vigili del fuoco sono rapidamente giunti sul posto per spegnere le fiamme, ha aggiunto l'agenzia senza fornire ulteriori dettagli.

I miliziani sciiti dell'esercito del Mahdi e le truppe regolari irachene si stanno scontrando anche oggi a Bassora, nell'Iraq meridionale, per il terzo giorno consecutivo. Esplosioni di proiettili di artiglieria e di razzi si sentono provenire dal quartiere centrale di Jumhuriyah, insieme a raffiche di armi automatiche. Secondo le testimonianze degli abitanti, la città appare deserta e sia gli uffici pubblici che i negozi sono rimasti chiusi. Le truppe governative hanno lanciato martedì scorso un'operazione nei quartieri in mano alle milizie a Bassora e gli scontri si sono immediatamente estesi ad altre città irachene, Baghdad compresa, con un bilancio tra i 40 e 60 morti.

L'operazione del governo ha come obiettivo la milizia del capo sciita radicale Moqtada Sadr che contesta la legittimità del governo di Nuri al Maliki e chiede un più stretto coinvolgimento nella gestione del potere. Ieri il premier ha dato un ultimatum di 72 ore ai miliziani per deporre le armi In un altro episodio di violenza questa mattina prima dell'alba tre agenti di polizia sono morti in un attentato con un'autobomba diretta contro il convoglio del capo della polizia di Bassora, il generale Abdul Jalil Khalaf.

KOUT: DECINE DI MORTI IN SCONTRI

KOUT (IRAQ), 27 MAR - Combattimenti la notte scorsa fra forze di sicurezza governative e milizie sciite hanno fatto 44 morti a Kout, 170 km a sud est di Baghdad. Lo ha detto il capo della polizia locale, generale Abdul Hanin Al-Amara.

AUTOBOMBA ESPLODE A KIRKUK, VITTIME

BAGHDAD - Un cittadino iracheno è stato ucciso e altri sei sono rimasti feriti questa mattina nella città settentrionale irachena di Kirkuk in seguito all' esplosione di un'autobomba condotta da un attentatore suicida. Lo ha riferito l'agenzia irachena Nina citando fonti di polizia, secondo cui l'attentatore suicida ha fatto esplodere l'autobomba davanti alla caserma degli Asaiesh (le forze delle sicurezza Curde) nel quartiere centrale di al-Quds. L'esplosione ha provocato diversi danni alle abitazioni vicine, hanno aggiunto le fonti, precisando anche che i feriti sono stati trasferiti all'ospedale Azadi di Kirkuk (255 km a Nord di Baghdad).

I Clinton come Nader, faranno vincere Mccain

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/03/2008

di Emanuele Riccardi

NEW YORK - L'accusa è pesantissima e viene da una delle voci più ascoltate del New York Times, il columnist Nick Kristof, un esperto di politica internazionale: i Clinton, Bill e Hillary, si stanno comportando come Ralph Nader, l'ex paladino dei consumatori che ha sancito la sconfitta di Al Gore nel 2000, portando alla Casa Bianca il repubblicano George W. Bush, poi rieletto trionfalmente nel 2004.

Se la rissa prosegue - scrive Kristof - lei e suo marito potrebbero essere ricordati da molti di quelli che li hanno ammirati per anni come coloro che hanno avuto su Barack Obama questo novembre lo stesso effetto che ebbe Ralph Nader su Al Gore nel 2000. Vogliono davvero i Clinton rischiare di divenire i Nader del 2008?.

Si attribuisce alla Speaker della Camera Nancy Pelosi, che presiederà la Convention di Denver, in Colorado, alla fine di agosto, l'intenzione di chiedere a Hillary di ritirarsi dalla gara, offrendo la nomination al senatore nero dell'Illinois, Barack Obama. La Pelosi finora ha parlato soltanto di rispetto degli elettori (che fino ad oggi sembrano preferire Obama alla Clinton), ma i sostenitori di Hillary, infuriati le hanno scritto una lettera, chiedendole di rimanere fuori dalla gara. Com'é noto, la battaglia si svolgerà probabilmente a livello dei cosiddetti superdelegati, che sono circa 800 e sono parlamentari o leader del partito, visto che nessuno dei due candidati alla nomination sarà in grado di ottenere la nomination con le primarie.

Per risolvere la questione della nomination, il governatore del Tennessee, Phil Bredesen, propone di organizzare una mini-convention a giugno, in una città facile da raggiungere come Dallas in Texas. La mini-convention di Dallas sarebbe dedicata solo ai superdelegati come Bredesen, per evitare di giungere divisi a Denver, favorendo ancora di più McCain, leggermente in testa nei sondaggi. Ma come ha riconosciuto lo stesso Bredesen, invitato in queste ore da tutte le tv all-news, la proposta non sembra però raccogliere molto entusiasmo ai vertici del partito, dove si rimane convinti che la vicenda delle candidature verrà risolta nelle prossime settimane.

Hillary, comunque, non ha l'intenzione di mollare, nonostante gli ultimi sondaggi non le siano affatto favorevoli, dopo che l'ex first lady ha riconosciuto pubblicamente di avere fatto un errore raccontando di essere finita sotto il fuoco dei cecchini in Bosnia nel 1996. Secondo la Nbc, la popolarità della candidata alla nomination democratica è scesa di ben otto punti in una settimana, assestandosi ora a un 37% di pareri positivi (e 48% di negativi). Anche la popolarità del suo avversario Barack Obama è leggermente calata, dal 51% al 49%. Pochi giorni or sono Obama aveva preso le distanze dal suo pastore Jeremiah Wright e dai suoi sermoni razzisti e dai toni di fuoco, pronunciando un discorso sul superamento delle tensioni razziali.

Secondo il 32% degli interrogati il senatore ha risposto in maniera adeguata alla polemica, mentre il 26% sostiene che potrebbe fare di più. Oggi, ambedue i candidati sono tornati a parlare di economia (mentre McCain è più sui temi di politica estera, difendendo la politica attuata in Iraq, anche se accompagnata da aperture agli alleati europei). Hillary, attaccando McCain, afferma di temere una crisi come quella che ha investito il Giappone negli anni Novanta, Obama parla apertamente di "recessione". Lo fa a New York, con accanto il sindaco Mike Bloomberg, che sarebbe pronto ad appoggiarlo.

Venerdì 28 Marzo 2008

Liechtenstein: in lista imprenditori, cantanti e scrittrici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/03/2008

(di Nicoletta Tamberlich)

C'é anche una studiosa di Santa Caterina da Siena, catalogata come "professoressa e scrittrice", nella "lista italiana" dei conti in Liechtenstein: Adriana Cartotti Oddasso. A fianco del suo nome la cifra di 34 milioni di euro. Alla donna vengono attribuite proprietà immobiliari a Monaco possedute attraverso strutture offshore. E' una delle titolari dei 157 conti - molti dei quali però riconducibili a più persone, spesso della stessa famiglia o gruppo industriale - su cui si sta concentrando l'attenzione della GdF.

L'ammontare complessivo del 'tesoro' italiano in Liechtenstein è di 1 miliardo 337 milioni 250mila euro. La magistratura di Roma ha distribuito a 37 procure in tutta Italia, per competenza territoriale, gli atti relativi ai titolari di depositi nel Liechtenstein. Complessivamente sono 390 gli indagati per omessa e infedele denuncia dei redditi, ma il rischio prescrizione, trattandosi di fatti risalenti ad un'epoca che finisce nel 2002, è concreto poiché i reati configurati decadono in sette anni e mezzo. Tra le persone in elenco, comunque, diversi potrebbero già aver sanato la loro posizione, anche attraverso la legge del cosiddetto scudo fiscale, mentre per altri, magari residenti all'estero o non cittadini italiani, potrebbe non ravvisarsi alcun reato. Tra i conti più ricchi contenuti nell'elenco quelli che fanno riferimento al gruppo farmaceutico Menarini che assommerebbero a 476 milioni, mentre depositi riconducibili al gruppo Mian (che opera nello stesso settore) sono pari a 200 milioni.

Hanno conti al di sopra dei 10 milioni la famiglia Bax (20 milioni di euro); la famiglia di industriali Ryan (15 milioni di euro); gli industriali Pichler (35 milioni), gli imprenditori Amenduini (15.500.000); il gruppo familiare (moglie, figlio, madre ed una persona indicata come il suo "migliore amico") che fa capo all'ex direttore sportivo della Ferrari Marco Piccinini (60 milioni); le famiglie Groppo (13 milioni) e Garbagnati (15 milioni), Alessandra ed Enrico Marcora (20 milioni), il gruppo Ferrazzini (30 milioni) e quello Italcementi (33 milioni). Nell'elenco anche gli industriali Manini (l'azienda di cancelli automatici Faac spa) che sarebbero titolari di conti per 18 milioni e la famiglia di origini albanese Ferra (31 milioni); i titolari del Gruppo Pessina (costruzioni) sono indicati con conti per 32 milioni e Gianpaolo Corabi con 15 milioni. Tra gli altri nomi quello di Raoul Konstandt (650 mila euro) che avrebbe "proprietà immobiliari in Israele", mentre Julian Astolfoni (250mila) in Germania; ci sono poi Clotilde Baretieri Sforza (650 mila), di una "antica famiglia nobile di Milano", il medico Carlo Mazzi (5 milioni), i De Polo (1 milione 200 mila) del Museo nazionale Alinari della fotografia, gli orafi Vaschieri (6 milioni) e Sbragi (650 mila), i gioiellieri Vittorio Boni (3 milioni) e Chimento (6 milioni e 300mila), il cittadino di origini iraniane Massoud Mowlazadeh (650 mila) indicato come presidente della Vercellese Calcio, che figura nell'elenco insieme alla moglie e a due figli; gli imprenditori Facchini (7 milioni e mezzo), gli allevatori di cavalli Bonora (650 mila euro); Paul Prast, attivo nel settore macelleria (5 milioni e mezzo), l'imprenditrice Cecilia Conti (3 milioni), i pellicciai Barbieri (9 milioni e 300 mila), l'ex presidente dell'Ordine degli agenti di cambio Gian Paolo Gamba (2 milioni). Insieme a Piero Mascherpa, "ingegnere", risultano titolari dello stesso conto da 3 milioni di euro anche due "pensionate Inps", così come pensionato è Stefano D'Archino (700 mila euro). Sotto l'indicazione di Gruppo Dell'Acqua (650 mila euro) sono indicati il docente universitario Paolo Nanni e Lorenzo Nanni che "percepisce reddito dall'Istituto per il sostentamento del clero". Non è stato invece meglio identificato Denis O'Conner (3 milioni e 800 mila) con proprietà immobiliari a Campione d'Italia, yacht e Mercedes. Tra i nomi già trapelati quello Maria Ilvia Biolcati, in arte Milva - insieme alla figlia e alla sorella risulta titolare di un conto di 7 milioni e mezzo di euro - e quello di Mario D'Urso, con 250 mila euro, indicato come "politico con residenza in Gran Bretagna".

E ancora: Tommaso Addario e la moglie (650 mila), la stilista romana Simonetta Colonna (2 milioni) con il figlio fotografo; Pasquale De Vita (1 milione) presidente dell'Unione petrolifera, gli imprenditori Zanussi (con somme di diversa entità), il conte Pietro Arvedi D'Emili, Enrico Giuliano (5 milioni e 500 mila) del Partito Italiani nel mondo, esponenti delle famiglie Sama e Ferruzzi (5 milioni 250mila); Francesco, Vito e Luca Bonsignore (5 milioni 600mila), Luigi Grillo (650 mila). Le procure alle quali la magistratura di Roma ha trasmesso gli atti e che, oltre a quella della capitale, dovranno indagare sono: Alba, Arezzo, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Busto Arsizio, Castrovillari, Como, Ferrara, Firenze, Genova, Grosseto, La Spezia, Lanciano, Lucca, Mantova, Milano, Modena, Montepulciano, Monza, Napoli, Orvieto, Padova, Pisa, Pordenone, Prato, Reggio Emilia, Savona, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verona e Vicenza. Il maggior numero di "soggetti" (non necessariamente singole persone) al centro di indagine da parte della Guardia di Finanza si trova nella provincia di Milano: sono 97. A Roma e provincia risultano 37, 33 a Bolzano, 18 a Firenze, 11 a Vicenza e altrettanti a Bergamo, 10 a Verona. I controli della Guardia di Finanza - in particolare quelli delegati dalla Direzione Nazionale antimafia allo Scico - riguardano anche eventuali ipotesi di riciclaggio di denaro sporco, anche attraverso l'utilizzo di prestanome, e collegamenti con organizzazioni criminali.

Ciclismo, trovato morto ex atleta Valentino Fois

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/03/2008

BERGAMO - L'ex ciclista Valentino Fois, 34 anni, è stato trovato morto stamattina nella sua abitazione di Villa D'Almé, in provincia di Bergamo. Ancora non sono chiare le cause del decesso ma, secondo i primi rilievi, l'uomo sarebbe stato colpito da un malore. L'ex corridore era stato coinvolto in passato in un'inchiesta sul doping. Il corpo senza vita di Fois è stato rinvenuto dalla madre con la quale l'ex ciclista viveva nel piccolo centro della provincia di Bergamo. Sul posto sono presenti i carabinieri della Compagnia di Zogno (Bergamo). Per fare chiarezza sulle cause della morte sarà disposta un'autopsia da parte della magistratura.

Valentino Fois era tornato al professionismo con il team Amore&Vita-McDonald's quest'anno dopo 5 stagioni di stop seguite al suo coinvolgimento in casi di doping. In passato il corridore bergamasco aveva militato in formazioni di alto livello come Mapei e Vini Caldirola senza però confermare i buoni risultati ottenuti da dilettante: in sette stagioni di professionismo effettivo, a cui era approdato nel 1996, Fois ha ottenuto quattro successi tra cui spicca una tappa al Giro di Polonia nell'anno del debutto nella massima categoria. Fois era nato a Bergamo, il 23 settembre 1973, era stato tesserato con la Mobilvetta Design e poi con la Mercatone Uno. Dal novembre scorso aveva firmato con la Amore e Vita McDonalds, spiegando di avere rinunciato a un ingaggio di 3 mila euro al mese, che gli era stato proposto da una squadra dilettantistica, pur di proseguire la propria carriera fra i professionisti. Pantani nel 2002 lo aveva voluto fortissimamente nella Mercatone Uno. Fois si era sempre vantato dell'amicizia che lo legava al 'Pirata'.

« Precedente

» Notizie » 2008 » Marzo | Commenti: Scrivi

Successiva »