DEI RICCHI

2008 - Febbraio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/02/2008 * 09/02/2008 * 10/02/2008 * 11/02/2008 * 12/02/2008 * 13/02/2008 * 14/02/2008 *

Venerdì 8 Febbraio 2008

Ebrei: black List, appello alle istituzioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2008

ROMA - Una denuncia formale alla polizia postale e un appello alle istituzioni, al ministro dell' università e della ricerca, ai rettori, agli atenei a costituirsi parte civile "per bloccare un cancro che può espandersi e colpire chiunque". Sono le misure che la comunità ebraica romana intende mettere in campo contro gli estensori del blog, che ha inserito una "black list" di 162 professori ebrei, accusati di "fare lobby" che insegnano a La Sapienza e in altre università italiane."

La reazione non può rimanere limitata ai diretti interessati come singoli e come comunità- ha detto stamani Riccardo Pacifici, portavoce della comunità- ma deve riguardare tutta la società. Una volta che si saprà chi sono gli estensori del blog, ci deve essere una risposta generale delle istituzioni, va messo un punto fermo".Pacifici ha espresso la riprovazione della comunità perché la "black list"é espressione di "un meccanismo reiterato" che si unisce a tentativi di boicottare la collaborazione tra università italiane ed israeliane, tutti aspetti che invitano "ad essere vigili e non abbassare mai la guardia".

RETTORE GUARINI,INACCETTABILE INTOLLERANZA

ROMA - "Il rettore Renato Guarini, interpretando i sentimenti di tutta la comunità universitaria, condanna la gravissima iniziativa di alcune persone che, attraverso un blog su internet, hanno commesso un inaccettabile atto di intolleranza". Così il rettore de La Sapienza ha stigmatizzato, stamani, la vicenda della "black list", la lista, comparsa su un blog, di 162 professori ebrei, che insegnano a La Sapienza e in altre università italiane, che sarebbero accusati di "fare lobby". "L'antisemitismo e comunque ogni discriminazione razziale e culturale - prosegue Guarini - è completamente in antitesi rispetto ai valori e alla missione della Sapienza Università di Roma. Il rettore - conclude la nota - esprime solidarietà a tutti coloro che sono stati personalmente coinvolti e in particolare ai colleghi docenti della Sapienza".

AMATO AVVIA VERIFICHE PER PROVVEDIMENTI

ROMA - Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato ha avviato un'immediata verifica tramite la Polizia postale in seguito alla denuncia, da parte della Comunità ebraica romana, di un blog in cui appare una 'black list' di 162 professori ebrei, accusati di "fare lobby" che insegnano alla Sapienza e in altre università italiane. Sulla base dei riscontri, saranno valutati i provvedimenti necessari

DOCENTE, INQUIETANTE LEGGERE IL MIO NOME

ROMA -"Siamo in presenza di un evento inquietante: chi si è reso autore di questa iniziativa delirante ha commesso un reato e va punito". Lo afferma la docente di Storia moderna dell'università La Sapienza di Roma, Anna Foa, presente nella lista di 162 professori universitari, in gran parte ebrei, apparsa su un sito internet. "Siamo al limite della follia - prosegue Foa - Una lista di nomi, slogan antisemiti: si tratta di un salto di qualità che sinceramente spaventa". Secondo la docente, "su internet se ne trovano a decine di siti del genere però non si era mai arrivati a vere e proprie liste. Apprezzo che la Comunità ebraica di Roma abbia subito presentato una denuncia, questi sono fenomeni che non vanno sottovalutati. Fortunatamente in Italia esistono leggi chiare in materia di antisemitismo: è il caso di cominciare ad applicare anche nei confronti di chi utilizza la rete per farsi portatore di messaggi di questo genere".

VELTRONI, OSCURARE BLOG ANTISEMITA

ROMA - "Quel blog va oscurato, ogni tentativo di dare fiato all'antisemitismo deve allarmarci e vederci reagire". Walter Veltroni, segretario del Pd commenta così la notizia che su un blog è pubblicata una black list di professori ebrei. "Ha ragione la comunità ebraica, la reazione a fatti come questo della black list vanno denunciati e immediatamente combattuti. Le liste di professori ebrei ricordano quelle delle leggi razziste del 1938, quando decine di docenti furono espulsi dall'insegnamento e migliaia di ragazzi esclusi dalle scuole. Chiunque voglia ripercorrere la strada dell'antisemitismo si scontrerà con l'opposizione e la ripulsa degli italiani. Il fatto è particolarmente grave perché avviene nel mondo dell'università e degli studi, dove invece più forte dovrebbe essere il rifiuto di ogni forma di discriminazione e di odio".

Scotland Yard: Benazir Bhutto morta in impatto da esplosione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2008

Un'inchiesta di Scotland Yard ha concluso che la leader dell'opposizione Benazir Bhutto è morta avendo battuto la testa in seguito all'onda d'urto dell'esplosione, nell'attentato suicida commesso da un solo uomo, il 27 dicembre in Pakistan, e non per un colpo d'arma da fuoco come sostiene il suo partito. Il rapporto, reso pubblico oggi a Islamabad, conferma di fatto la versione del governo pachistano e ha subito suscitato lo scetticismo e le proteste del Partito popolare pachistano (Ppp).

Gli esperti di medicina legale e balistica di Scotland Yard sono stati per due settimane in Pakistan e si sono avvalsi di alta tecnologia per ricostruire la traiettoria delle tre pallottole sparate verso la Bhutto, morta a 54 anni, dopo essere stata per due volte primo ministro. I proiettili hanno tutti mancato l'obiettivo, ma uno l'ha sfiorata facendo sollevare il velo sulla testa. Secondo Scotland Yard, lo stesso attentatore - vestito all'occidentale, con gli occhiali da sole e senza barba, che nei video amatoriali si vede mentre spara - si è quindi fatto saltare in aria. La Bhutto, che aveva partecipato a un comizio elettorale a Rawalpindi, vicino a Islamabad, e stava salutando la folla sporgendosi fuori dal tetto della sua vettura blindata, si è affrettata a rientrare nell'automobile, ma nell'impatto dell'esplosione ha sbattuto la testa, provocandosi una frattura mortale. "L'unica causa plausibile della ferita alla testa che ha portato rapidamente alla morte è stata in questo caso il risultato di un impatto dovuto agli effetti della detonazione di una bomba", scrive nel rapporto il medico legale britannico Nathaniel Cary.

La Bhutto, afferma Cary, ha battuto la testa contro il tetto apribile dell'auto. Il movimento dell'ex premier, il Ppp, insiste che la Bhutto é stata uccisa da una pallottola, versione che sosterrebbe la tesi di un assassinio deciso nelle stanze del potere di Islamabad e dai servizi segreti. Il marito si è rifiutato di permettere l'autopsia, per cui il presidente Pervez Musharraf ha chiesto aiuto alla Gran Bretagna. Il Ppp, principale partito d'opposizione, anche oggi ha respinto le conclusioni dell'inchiesta britannica e continua a chiederne una delle Nazioni Unite. Il governo ha imputato la responsabilità dell'attentato a un leader filo taleban, e legato ad al Qaida, di una zona tribale del Nord Ovest, Baitullah Mehsud, che ha sempre negato ogni coinvolgimento. Ieri, le autorità hanno annunciato l'arresto di due uomini legati a Mehsud. La morte della Bhutto ha esasperato la tensione politica in Pakistan, accrescendo i timori di instabilità nel Paese di 160 milioni di persone, unico islamico dotato di un arsenale nucleare. Le elezioni parlamentari, previste per l'8 gennaio, sono state rinviate al 18 febbraio. E, nel caso in cui il nuovo parlamento fosse ostile a Musharraf, potrebbero anche minacciare l'autorità già molto ridimensionata del presidente, alleato degli Stati Uniti, al potere dal 1999 con un colpo di Stato militare. Il Ppp dovrebbe raccogliere un buon consenso alle urne, ma la campagna elettorale è stata fino a questo momento poco vivace, con la gran parte dei candidati cauti nelle apparizioni in pubblico a causa delle minacce sulla sicurezza.

Sabato 9 Febbraio 2008

Tasse locali: 333 euro a testa, +26% in 5 anni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2008

VENEZIA - Nel 2006, a ciascun cittadino italiano, le principali tasse locali (addizionali comunali e regionali Irpef e Ici) sono costate mediamente 333 euro. Tra il 2001 e il 2006, secondo una elaborazione della Cgia di Mestre, la crescita è stata pari a 70 euro. Una variazione, in questi 5 anni, del +26,3% contro un aumento dell'inflazione, sempre nello stesso intervallo di tempo, del 12% e del 3,7% del Pil nazionale. Ma anche l'Irap (l'altra importante imposta locale che viene applicata alle aziende), sempre nel 2006, è gravata mediamente su ciascuna impresa italiana per 7.278 euro. In questo caso, però, l'incremento, sempre tra il 2001 e il 2006, é stato del +16,6%.

L'analisi della Cgia di Mestre ha riguardato anche l'andamento totale delle quattro voci di imposta prese in esame. Se, nei 5 anni considerati, l'addizionale comunale Irpef è aumentata del 81% raggiungendo la quota di 1.564 milioni di euro, quella regionale, invece, è incrementata del 28,7% portando, nel 2006, 5.954 milioni di euro nelle casse regionali. Più contenute le variazioni registrate dall'Ici e dall'Irap. Se la prima nel 2006 ha raggiunto un gettito pari a 12.024 milioni di euro (con una variazione del + 24%), la seconda si è stabilizzata sui 37.542 milioni di euro (con una variazione del + 22,8%).

Oggi - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - paghiamo meno tasse sui redditi di qualche anno fa, ma purtroppo pochi se ne sono accorti. L'aumento dei prezzi dei carburanti e delle bollette della luce e del gas hanno subito delle vere e proprie impennate. Se sommiamo anche l'incremento delle tasse locali, tutto ciò ha prosciugato abbondantemente i tagli dell'Irpef. Anzi. Il saldo è sicuramente negativo. Certo, senza le riforme fiscali fatte in questi ultimi anni la situazione sarebbe stata peggiore. Meglio di niente, ma obbiettivamente molte perplessità rimangono anche i prossimi anni se non interverrà una seria riforma fiscale in senso federale.

Irlanda, anche i bovini contaminati da mangimi alla diossina

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2008

LONDRA - L'Irlanda conferma: la diossina contenuta nei mangimi avvelenati da olii industriali che ha contaminato i maiali e' stata mangiata da alcune mandrie di bovini, finendo nelle loro carni. Gli animali verranno abbattuti, ma Dublino, nel confermare che l'allarme si estende anche agli allevamenti di bovini ci tiene a tranquillizzare: i capi interessati sono pochissimi, e i livelli di diossina sono molto piu' bassi di quelli dei suini - due-tre volte la soglia legale, contro le 80-200 volte dei maiali. Quindi, affermano, non c'e' alcun rischio per la salute umana e non ci sara' il ritiro delle carni bovine dai supermercati.

Dopo i test in 11 allevamenti, solo in tre e' emerso nelle mucche un livello ''illegalmente alto di diossina'', ha detto il ministero dell'Agricoltura dell'Eire, dopo che in mattinata, in Irlanda del Nord (GB), erano stati poste in isolamento otto mandrie che pure avevano consumato mangimi entrati in contatto con l'olio industriale finito in una macchina utilizzata per asciugare il mangime presso la Millstream Power Recycling, una ditta della contea di Carlow che trasforma prodotti alimentari di scarto in cibo per i maiali.

A tentare di rassicurare non solo i consumatori irlandesi, ma anche quelli di tutti i paesi dove viene esportata la carne bovina irlandese sono scesi in campo il ministro dell'Agricoltura Brendan Smith e lo stesso primo ministro Brian Cowen. Smith ha sottolineato che la percentuale di diossina ''rappresenta una violazione tecnica dei livelli, ma non a un livello da suscitare preoccupazioni per la salute della gente''. Tuttavia, a causa della crisi dei maiali, c'e' anche un'altra preoccupazione, quella per l'occupazione: gia' centinaia di persone sono state licenziate dalle aziende che temono danni per 500 milioni di euro.

E l'allerta che si estende ai bovini non potra' non peggiorare le cose. Il capo dei servizi veterinari al Ministero, Paddy Rogan, ha detto che si prevede di abbattere 100.000 maiali nei 10 allevamenti dove veniva usato il mangime contaminato. Cowen, rispondendo a interrogazioni parlamentari sulla crisi, ha voluto minimizzare il problema per quel che riguarda i bovini: ''Il numero di capi nelle mandrie che e' stato identificato come consumatore di questi mangimi e' meno dello 0,08% dell'1% di tutto il bestiame del Paese. E' importante conoscere i fatti e le prove scientifiche''. Per questo, argomenta, non c'e' rischio per cittadini che imponga un ritiro come quello deciso per la carne suina.

CONTROLLI TAPPETO CARNE SUINA E BOVINA

Controlli a tappeto in tutta Italia sulle carni suine con tonnellate di sequestri. Si fanno i primi bilanci sull'allarme della carne con livelli troppo alti di diossina, dopo l'allerta di sabato scorso sul mangime tossico. Il ministro della salute e del lavoro Maurizio Sacconi, rassicura spiegando che non ci deve essere ''un ingiusto allarme''.

''La sottosegretario Martini sta seguendo le cose e la situazione come si e' visto e' assolutamente sotto controllo - ha detto oggi a Venezia - l'intervento dei Nas, da noi stessi sollecitato, e' stato tempestivo. E' stato possibile identificare immediatamente i prodotti che possono in qualche modo essere sospetti - ha aggiunto il ministro - quindi c'e' assoluta tranquillita'. Per fortuna noi abbiamo, oltre a tutto, una rete di veterinari come nessun altro paese europeo ha''.

Il timore e' quello di un effetto psicosi sui consumi. Sono oltre 228 i supermercati e ipermercati in tutta Italia sottoposti fino ad ora ai controlli del Nucleo antisofisticazione (Nas) dei Carabinieri. Anche oggi gli uomini dell'Arma hanno proseguito nell'attivita' ispettiva per verificare la presenza di carne proveniente dall'Irlanda sugli scaffali della grande distribuzione.

Secondo i Nas ''la situazione e' sotto controllo, ma l'attivita' di prevenzione proseguira' in modo sistematico anche nei prossimi giorni''. I carabinieri, inoltre, hanno fatto partire i controlli anche nelle 40 piattaforme di importazione e distribuzione di carni all'ingrosso. I controlli erano partiti ieri e in via preventiva, sebbene non vi fossero ancora indicazioni dall'Unione europea, erano stati intensificato i controlli alle frontiere anche sulle carni bovine provenienti dall'Irlanda.

Il sospetto, confermato dalle stesse autorita' irlandesi, era gia' da qualche ora concreto e oggi l'Unione Europea ha avuto le informazioni sulle mandrie non in regola e sulla decisione di abbattere gli animali. Intanto i controlli hanno permesso di bloccare una novantina di partite di carni suine. ''In attesa che l'Ue possa accogliere la nostra proposta di etichettatura delle carni suine rivolgo un appello ai produttori: autoregolamentatevi sin da ora scrivendo sui prodotti che si tratta di carne italiana'', ha detto il sottosegretario al Welfare Francesca Martini.

''Siamo profondamente convinti dell'utilita' dell'etichettatura delle carni fresche - ha concluso - ma per la maggior tutela dei consumatori possiamo proporre ai produttori di autoregolarsi''. Per domani e' invece atteso un parere da parte dell'Efsa, l'agenzia sulla sicurezza alimentare europea con sede a Parma, sui rischi per salute legati al consumo di carne contaminata da diossina. In Italia, al momento si registra una sostanziale stabilita' degli acquisti di carne bovina e suina degli italiani che ogni anno in media consumano a testa 25 chili di carne bovina e 31 chili di carne suina e derivati.

''Sembrano avere avuto successo - ha spiegato la Coldiretti - le rassicurazioni delle Autorita' competenti sulla assoluta assenza di rischi in Italia anche grazie alle garanzie offerte dal capillare sistema di controllo nazionale''. D'altra parte, continua l'organizzazione, ''dall'Irlanda arriva solo lo 0,3% della carne suina importata in Italia mentre la percentuale sale al 7 per la carne bovina che tuttavia e' facilmente riconoscibile sugli scaffali dei supermercati grazie all'obbligo di indicare la provenienza in etichetta. In controtendenza sembra esserci addirittura un aumento le richieste negli allevamenti che vendono direttamente la carne e sono in grado di garantirne provenienza e alimentazione''.

Arriva il 'piccolo Ratzinger' di Spagna

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2008

(di Elisa Pinna)

CITTA' DEL VATICANO - Arriva in Vaticano il "piccolo Ratzinger", l'arcivescovo di Toledo e primate della Chiesa di Spagna, card. Antonio Canizares Llovera, protagonista in questi anni delle battaglie della Chiesa cattolica spagnola contro il governo socialista di José Luis Rodriguez Zapatero. Canizares è stato chiamato da Benedetto XVI - a cui lo lega non solo il rigore morale e teologico ma anche una certa somiglianza fisica - a ricoprire il ruolo di Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, finora guidata dal cardinale nigeriano Francis Arinze, dimissionario per raggiunti limiti di età. Sessantatré anni, di statura bassa, capigliatura bianca, alla Ratzinger appunto, l'arcivescovo di Toledo si è distinto sulla scena politica spagnola per la sua dichiarata ostilità a quelle che la Chiesa considera le "derive laiciste e anticlericali" dell'esecutivo di Madrid, dai matrimoni gay alla rimozione - è cronaca di queste ultime settimane - del crocefisso dalle aule scolastiche della provincia di Valladolid. Dicastero di media importanza sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, la Congregazione del Culto Divino ha recuperato adesso, con Benedetto XVI, un posto di primissimo piano, data la priorità strategica che Ratzinger attribuisce alla difesa e al recupero delle tradizioni liturgiche cattoliche, messe a dura prova da una cattiva interpretazione - a suo dire - delle riforme del Concilio Vaticano II.

Dalla messa in latino ai riti antichi, con il sacerdote che volge le spalle ai fedeli, ai canti, ai sacramenti, allo svolgimento delle funzioni, tutto è materia disciplinare del Dicastero che sarà presto diretto dal cardinale spagnolo. Nato a Utiel, vicino Valencia, il 15 ottobre 1945, Canizares si è laureato in teologia nel 1968 nella storica università di Salamanca, è stato ordinato sacerdote nel 1970, e nominato vescovo di Avila nel 1992, e poi di Granada nel 1996. Dal 2002 é arcivescovo metropolita di Toledo, e, in quanto responsabile della sede più importante nella gerarchia ecclesiastica del Paese, anche Primate di Spagna. Grande oratore, infaticabile scrittore di libri a articoli, opinionista richiesto dai mass media spagnoli e internazionali, Canizares ha affiancato con autorevolezza il presidente della Conferenza Episcopale spagnola, card.Rouco Varela, nel contrastare la "scristianizzazione" della Spagna. Creato cardinale il 24 marzo 2006 da Benedetto XVI, non ha esitato a parlare, in occasione della seconda vittoria elettorale di Zapatero, di "dittatura del relativismo". Poco più di due settimane fa, Canizares tuonava contro i giudici di Valladolid: "E' in atto una cristofobia", denunciava a proposito del Crocefisso rimosso. Adesso a Roma, si troverà a lavorare a stretto contatto con il suo grande amico Ratzinger. In Spagna lascia il card. Rouco Varela e gli altri vescovi cattolici a difendere il cristianesimo dalle 'insidie' dei socialisti.

Fao: quasi un miliardo di affamati, in un anno +40 milioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2008

ROMA - A pagare la crisi economica saranno i più poveri del mondo. Il numero di coloro che soffrono la fame dal 2007 è aumentato di 40 milioni, passando, da 923 a 963 milioni di persone e con la crisi c'é il rischio di dover rivedere presto questo numero al rialzo. Questa è la previsione del 'Rapporto sullo stato dell'insicurezza alimentare 2008' presentato oggi alla Fao.

L'obiettivo del Millennio di dimezzare la fame entro il 2015 appare ormai irraggiungibile, se si pensa che proprio la Fao aveva annunciato, pochi mesi fa, che il numero degli affamati, a causa dell'impennata dei prezzi dei prodotti alimentari, era aumentato di 75 milioni tra il 2005 e il 2007, il peggior incremento mai registrato fino a quel momento. "Ci vuole volontà politica per raggiungere l'obiettivo del Millennio - ha detto il direttore generale della Fao Jaques Diouf - sono necessari 30 miliardi di dollari all'anno per raddoppiare la produzione agricola mondiale ed eliminare la crisi, stiamo parlando di un investimento pari all'8% dei finanziamenti destinati all'agricoltura nei Paesi Ocse, se teniamo presente questo paragone mi sento di dire 'yes we can', possiamo farcela". Il tempo però stringe, al 2015 mancano solo sette anni e si sta per raggiungere un nuovo record: un miliardo di persone che soffre la fame e la causa resta sempre l'aumento dei prezzi alimentari. "L'attuale crisi finanziaria ed economica in corso - avverte Diouf, che invita la comunità internazionale a non dimenticare la crisi alimentare, - potrebbe far lievitare ulteriormente la cifra delle persone che soffrono la fame. Invito la comunità internazionale a non interrompere le loro donazioni". Dal vertice internazionale sull'emergenza cibo, tenutosi a giugno si era raggiunta quota 11 miliardi di finanziamenti. "Io non li ho ancora visti - ha aggiunto Diouf - ma sono stati promessi e sono solo una goccia rispetto a quello che il mondo spende ogni anno per le armi o per l'agricoltura nei Paesi sviluppati".

Le conseguenze della crisi, a partire da una domanda ridotta nei Paesi sviluppati, secondo la Fao minaccia i redditi dei Paesi in via di sviluppo attraverso le esportazioni. Sono a rischio le rimesse di denaro, gli investimenti privati e gli aiuti pubblici allo sviluppo. Nei Paesi in via di sviluppo il calo dei prezzi non ha portato il sollievo sperato e non si è rivelato un'opportunità per i produttori. I prezzi dei principali cereali sono calati di oltre il 50% rispetto al picco raggiunto agli inizi del 2008 ma rimangono alti rispetto agli anni precedenti. L'indice Fao dei prezzi alimentari, nell'ottobre 2008 era ancora un 20% più alto rispetto all'ottobre 2006. E con i prezzi delle sementi e dei fertilizzanti più che raddoppiati rispetto al 2006 i contadini poveri non hanno potuto aumentare la produzione, mentre gli agricoltori più ricchi nei Paesi sviluppati sono riusciti a espandere le semine. La produzione cerealicola dei Paesi sviluppati, infatti, è probabile che aumenti di almeno il 10% nel 2008 ma l'aumento nei Paesi in via di sviluppo potrebbe non essere superiore all'1%. Secondo il rapporto Fao, la maggioranza delle persone sottonutrite vive nei Paesi in via di sviluppo. Nell'Africa sub-sahariana una persona su tre, vale a dire circa 236 milioni é affetta da fame cronica. La Repubblica Democratica del Congo, da sola, ha guidato l'incremento a causa della situazione di conflitto, facendo aumentare la percentuale delle persone che soffrono la fame nel Paese, dal 29 al 76%.

Domenica 10 Febbraio 2008

Gli USA agli europei: in Afghanistan a rischio il futuro della NATO

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2008

Duro monito del segretario alla Difesa americano Robert Gates, che da Monaco di Baviera si è rivolto alla scettica platea europea chiamando in causa il futuro stesso dell'Alleanza atlantica: "Non possiamo diventare un'allenaza di coloro che sono pronti a combattere e di quanti si tirano indietro", ha detto davanti ai vertici militari degli alleati europei.

Una tale evoluzione, con le sue implicazioni in termini di sicurezza collettiva, distruggerebbe in pratica l'Alleanza.

Per il Segretario Usa i leader della Nato devono "spiegare all'opinione pubblica europea l'importanza della missione in Afghanistan e il suo legame con la piu' vasta minaccia terroristica". Gates ha piu' volte sollecitato gli alleati della Nato a offrire maggiore collaborazione nelle regioni meridionali afgane dove sono piu' attivi i guerriglieri talebani. "Nella Nato, alcuni alleati non possono avere il lusso di poter scegliere solo operazioni civili di stabilizzazione, costringendo gli altri alleati a sopportare il peso della battaglia e dei caduti", ha sottolineato.

Berlusconi: il Pdl e' al 50%, il Pd al 26%

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2008

Noi abbiamo un vantaggio che viene fuori dai dati elettorali: il partito del Popolo delle Libertà oggi è al doppio del Partito democratico di Prodi. Lo ha detto il leader azzurro Silvio Berlusconi parlando al Tg4 e rivelando: "Siamo al 50% e Prodi è al 26%. Questo dicono i sondaggi".

Il leader 'azzurro' osserva che "questi sono gli ultimi sondaggi che mettono d'accordo quasi tutti i sondaggisti, e questo si capisce perché tutti hanno chiaro a cosa ci ha portato il governo Prodi, che ha fallito. L'Ulivo ha fallito, l'Unione ha fallito, la sinistra ha fallito e dopo un risultato elettorale alla pari, nonostante la nostra offerta di collaborazione si sono presi tutte le istituzioni e nonostante questo hanno fallito e scontentato tutti, famiglie, giovani, anziani, operai, professionisti e Chiesa".

Voglio che il mio programma sia estremamente concreto e prevedrà "tolleranza zero con i rom, con i clandestini e i criminali. Reintrodurremo inoltre subito il poliziotto e il carabiniere di quartiere in tutte le città dai 15 mila abitanti in sù".

Diliberto (Pdci): 'Veltroni e Berlusconi promessi sposi, per evitare l'obbrobrio votare a sinistra'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2008

Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme. Lo afferma il leader del Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, sostenendo che "per evitare questo patto scellerato bisogna dare più forza alla sinistra". Il segretario del Pdci torna a parlare anche della decisione del Pd di correre da solo: una scelta che "è autolesionismo e lesionismo allo stesso tempo: una pulsione omicida e una suicida".

Per evitare "l'obbrobrio Pd-Pdl" votare a sinistra

Dini e Mastella hanno votato contro la fiducia al Governo Prodi e, citando Leonardo Sciascia, possiamo dire che sono stati i 'pugnalatori', e non a caso adesso stanno nelle liste del nuovo partito di Berlusconi, ha detto il segretario dei Comunisti italiani a margine di un comizio elettorale del suo partito a Catania. Alla domanda dei giornalisti di cosa pensa del Pdl, Diliberto replica: "Tutto il male il possibile...". Il leader del Pdci sottolinea come "l'appello di Berlusconi a votare Pdl e Pd la dice lunga sull'oggettiva convergenza che c'è tra il Partito democratico e Berlusconi. E l'unico vero voto che può impedire domani un governo di largo intese - aggiunge Diliberto - cioè un obbrobrio Berlusconi-Veltroni è votare a sinistra". Il segretario dei Comunisti italiani parla anche della posizione dei Radicali osservando che, "visto che hanno sempre sostenuto una politica all'americana, la loro collocazione naturale è il Partito democratico, che va in quella direzione, ma - aggiunge - capisco che non li vogliono perché se no la Binetti si offende".

Bertinotti sarà il candidato premier

Oliverio Diliberto, aprendo la campagna elettore del suo partito a Catania, conferma che alle prossime elezioni nazionali il Pdci "si presenterà con le liste della Sinistra unita e il candidato presidente del Consiglio sarà il capo del partito più grande, cioè Fausto Bertinotti".

Austria, sindaco avvelenato da un cioccolatino alla stricnina

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2008

Il sindaco di una cittadina austriaca è stato avvelenato da un cioccolatino alla stricnina, lasciato sul parabrezza della sua automobile con un biglietto d'amore.

Hannes Hirtzberger, 56 anni, primo cittadino di Spitz-an-der-Donau, è tenuto da ieri in coma farmacologico e le sue condizioni sono "stazionarie".

I medici hanno riferito che è stato avvelenato da un cioccolatino 'Mon Cheri' al liquore, accompagnato da una nota anonima: "Voglio dirti qualcosa di importante. Per me sei una persona speciale".

Pechino 2008, a atleti britannici proibito denunciare abusi dei diritti umani

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2008

Gli atleti britannici che si qualificheranno per le olimpiadi di quest'estate a Pechino dovranno impegnarsi a non sollevare mai - con interviste, dichiarazioni o altro - la questione della situazione dei diritti umani in Cina. Il Mail on Sunday rivela oggi che la Boa (la British Olympic Association) avrebbe messo a punto una sorta di contratto da far sottoscrivere agli atleti. Tra le clausole una prevede appunto il 'bavaglio' sulla faccenda diritti umani. Chi non volesse firmare, libero di farlo, ma - spiega il giornale - restera' a casa rinunciando di fatto alle Olimpiadi.

Secondo quanto scrive il quotidiano, il paragrafo 4 del documento recita esplicitamente: "gli atleti si impegnano a non fare nessun commento o dichiarazione su argomenti delicati di carattere politico", mentre il paragrafo 51 ricorda che la Carta Olimpica esclude la possibilita' di "propaganda o dimostrazioni politiche" nei luoghi di competizione olimpica.

La faccenda innescherà prevedibili polemiche. Il tabloid ricorda la posizione già assunta dal principe Carlo - che si è già dichirato indisponibile a recarsi in Cina in occasione dei giochi - ed evoca un cupo precedente. Il ditkat del 1938 quando, a Berlino, il Comitato Olimpico chiese alla squadra di calcio

britannica di fare il saluto nazista.

Berlusconi: pronti a porre il veto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2008

(dell'inviato Luigi Ambrosino)

BRUXELLES - Tutela delle industrie manifatturiere; flessibilità nel raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020; clausola di revisione generale all'indomani della Conferenza di Copenaghen del 2009. Sono queste le tre 'red-lines' sulle quali l'Italia non è disposta a transigere

sul pacchetto clima-energia dell'Ue e per le quali, al decisivo Consiglio europeo che si apre domani a Bruxelles, è pronta a esercitare il diritto di veto. A mettere le cose in chiaro, in serata, è stato direttamente il premier Silvio Berlusconi: "Abbiamo raggiunto un accordo" ma, ha rimarcato il presidente del Consiglio senza giri di parole, "se vedrò che sono colpiti gli interessi italiani in modo eccessivo intendo usare il diritto di veto e non avrò nessuna esitazione nel farlo".

Il via libera di Roma dunque - che ancora ieri sembrava molto più a portata di mano dopo che consiglio ed europarlamento avevano accolto la richiesta italiana sulla possibilità di rivedere nel 2014 la strategia sulle fonti rinnovabili - torna improvvisamente ad allontanarsi.

Ad un tavolo di negoziato non si arriva dichiarandosi soddisfatti di quanto si è già raggiunto, ma la minaccia di eto che nei giorni scorsi era comparsa dalle dichiarazioni del governo fa alzare la temperatura di un vertice che si annunciava già caldissimo.

La linea dura con la quale l'Italia si appresta a partecipare alla due giorni del Consiglio si rintraccia anche nelle parole di Franco Frattini e Andrea Ronchi, due dei ministri che in questi mesi hanno seguito più da vicino le trattative: "Ci sono passi avanti verso un compromesso equilibrato ma l'Italia non è ancora soddisfatta" e "allo stato, i passi avanti non sono sufficienti", ha avvertito in mattinata il titolare della Farnesina. Insomma, sintetizzerà poco dopo Ronchi, "molto resta ancora da fare".

Le "preoccupazioni" di Roma, ha chiarito il responsabile degli Affari europei, riguardano "la tutela del sistema delle imprese e del manifatturiero". In particolare, secondo il governo, "mancano garanzie sufficienti su alcuni settori importanti per l'Italia, come ceramiche, vetro e carta. Su queste posizioni non ci può essere un compromesso". L'obiettivo di Roma, per usare le parole di Frattini, non è quello di "scassare" i tre pilastri di fondo del cosiddetto 'pacchetto 20-20-20' (riduzione emissioni Co2, più efficienza energetica, aumento dei consumi da energie rinnovabili entro il

2020) bensì salvaguardare l'industria in un momento di profonda crisi economica globale; in particolare quella italiana che, secondo le stime del governo, pagherebbe una bolletta molto più salata rispetto ad altri partner europei.

Per questo vuole che le sue industrie più esposte al rischio 'delocalizzazione' siano sottratte - in tutto o in parte - dal principio di 'chi inquina paga' che al momento scatterebbe indicriminatamente per tutti dal 2013.

Domani Berlusconi e Frattini punteranno anche a rendere "flessibili" - ovvero "non vincolanti" ma solamente "indicativi" - gli obiettivi intermedi dei singoli Stati da qui al 2020. Con l'aggiunta di una "clausola di revisione" generale all'indomani della Conferenza di Copenaghen, convocata

alla fine del 2009 per disegnare le strategie energetico-ambientali a livello globale. Solo allora si capirà infatti se anche i "grandi inquinatori" - Usa, Cina e India in testa - saranno disposti a tagliare le emissioni di gas serra oppure se l'Europa rimarrà un' avanguardia isolata - e a quel

punto ininfluente - nella lotta al cambiamento climatico. Al tavolo del Consiglio l'Italia potrà contare sulla sponda della Germania, della Polonia e di un altro blocco di Stati dell'est-europeo, tutti - per ragioni diverse - insoddisfatte dell'ultima bozza di accordo presentata stasera dalla presidenza

francese di turno.

In patria, invece, la minaccia di veto di Berlusconi ha raccolto subito il plauso di Confindustria: "Se dovessero prevalere posizioni massimaliste e anti-imprese, allora bene farebbe il presidente del Consiglio a porre il veto dell'Italia su un provvedimento sbagliato in un momento difficilissimo come quello che viviamo", ha osservato il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Il Papa: i diritti umani sono fragili se non sono fondati su Dio

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2008

I diritti dell'uomo sono per il Papa "ultimamente fondati in Dio creatore" e "se si prescinde da questa solida base etica, i diritti umani rimangono fragili perche' privi di solido fondamento".

Benedetto XVI lo ha ribadito dopo il concerto in Vaticano per celebrare il 60.mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo proclamata dall'Onu.

La legge naturale, scritta da Dio nella coscienza umana, - ha detto papa Ratzinger - e' un denominatore comune a tutti gli uomini e a tutti i popoli; e' una guida universale che tutti possono conoscere e sulla base della quale tutti possono intendersi.

"La celebrazione del 60esimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo "costituisce un'occasione per verificare in quale misura gli ideali, accettati dalla maggior parte della comunita' delle Nazioni nel 1948, siano oggi rispettati nelle diverse legislazioni nazionali e, piu' ancora, nella coscienza degli individui e delle collettivita'". Lo ha affermato Benedetto XVI concludendo con un discorso le celebrazioni tenute in Vatcano.

Indubbiamente - ha riconosciuto il Pontefice - un lungo cammino e' stato gia' percorso, ma ne resta ancora un lungo tratto da completare: centinaia di milioni di nostri fratelli e sorelle vedono tuttora minacciati i loro diritti alla vita, alla liberta', alla sicurezza; non sempre e' rispettata l'uguaglianza tra tutti la dignita' di ciascuno, mentre nuove barriere sono innalzate per motivi legati alla razza, alla religione, alle opinioni politiche o ad altre convinzioni.

Dunque, ha concluso, "non cessi il comune impegno a promuovere e meglio definire i diritti dell'uomo, e si intensifichi lo sforzo per garantirne il rispetto. Accompagno questi voti con la preghiera perch Iddio, Padre di tutti gli uomini, ci conceda di costruire un mondo dove ogni essere umano

si senta accolto con piena dignita', e dove i rapporti tra gli individui e tra i popoli siano regolati dal rispetto, dal dialogo e dalla solidarieta'".

Bertone: in pericolo il diritto alla vita e alla libertà religiosa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2008

"Oggi, di fronte ad un preoccupante quadro globale che e' anzitutto il riflesso di strutture economiche non rispondenti al valore dell'uomo, i diritti basilari sembrano dipendere da anonimi meccanismi senza controllo e da una visione che si rinchiude nel pragmatismo del

momento". Lo ha detto il segretario di Stato Tarcisio Bertone, intervenuto questo pomeriggio in Vaticano al Congresso celebrativo del 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. "E' l'universalita' della persona" ha aggiunto il porporato citando il discorso di Benedetto XVI all'Onu lo scorso 18 aprile, il criterio "che fornisce ai diritti umani la caratteristica di essere universali, così da evitare applicazioni parziali o visioni relative". La loro mancata tutela "che spesso si evidenzia nell'atteggiamento di tante istituzioni e funzioni dell'autorita' - ha osservato - , e' il frutto della disgregazione dell'unita' della persona intorno alla quale si pensa di proclamare diritti diversi, di costruire ampi spazi di liberta' che per rimangono privi di ogni fondamento antropologico". Ribadendo la non gerarchia e l'indivisibilita' di questi diritti, Bertone ha sottolineato l'"attenzione particolare" riservata dalla Chiesa ai diritti alla vita e alla liberta' religiosa contemplati nella Dichiarazione.

Per il segretario di Stato, "quando viene meno il riconoscimento del diritto alla vita" e di quello "alla liberta' religiosa anche il rispetto per gli altri diritti vacilla". Dopo aver ripercorso gli interventi all'Assemblea generale dell'Onu di Paolo VI (1965), Giovanni Paolo II (1995) e Benedetto XVI, Bertone ha osservato che la Dichiarazione fa discendere "l'esatta natura" dei diritti umani "dalla dignita' che e' comune ad ogni essere umano" e ha precisato che "difendere i diritti fondamentali significa non confonderli con semplici e spesso limitati bisogni contingenti".

Anche una volta riconosciuti e perfino fissati in una eventuale convenzione, i diritti umani - ha concluso - hanno sempre bisogno di essere difesi, e "rispettare e rinvigorire i diritti fondamentali sara' un modo concreto attraverso cui contrastare le forme, differenti e diffuse, di abbandono dei cardini di ordine morale nei rapporti sociali, dalla dimensione interpersonale sino a quella delle relazioni internazionali".

Ricucci: patteggia 3 anni reclusione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2008

Accolta dal tribunale la richiesta dell'imputato

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - L'immobiliarista Stefano Ricucci e' stato condannato, previo patteggiamento, a tre anni di reclusione (pena indultata). La sentenza, nell'ambito del processo in cui era imputato per la fallita scalata ad Rcs, la vicenda legata alla compravendita fittizia dell'immobile in via Lima, a Roma, la gestione dei fondi previdenziali e la gestione dell'assegnazione della gara d'appalto del patrimonio immobiliare Enasarco. Il tribunale di Roma ha accolto la richiesta dell'imputato.

Grecia: sciopero generale, verso paralisi del paese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2008

Lo sciopero generale di 24 ore proclamato dai sindacati contro la politica economica del governo, semiparalizzerà le principali città greche e in particolare Atene. Vi saranno anche problemi per il traffico aereo e per i collegamenti marittimi con le isole. Ad Atene i trasporti pubblici subiranno interruzioni parziali, ma una grande mobilitazione sindacale davanti al parlamento costringerà la polizia a chiudere gran parte del centro. Il premier Costas Karamanlis aveva chiesto di annullare la mobilitazione sindacale, ma la risposta è stata negativa.

Il timore delle autorità è che possa degenerare provocando nuovi incidenti. Lo sciopero, dichiarato dalla Confederazione dei lavoratori (Gsee) e dall'Unione degli impiegati statali (Adedy) vuole spingere l'esecutivo a cambiare la sua politica di privatizzazioni, fiscale e di riforme della burocrazia statale in un momento di grave impoverimento della popolazione indotto dalla congiuntura finanziaria internazionale. Ma allo sciopero aderiscono anche i docenti universitari e gli studenti che protestano in particolare contro l'equiparazione dei college privati agli atenei pubblici.

FOLLA A FUNERALI DEL GIOVANE UCCISO, RABBIA E DOLORE

di Giulio Gelibter

ATENE - L'opposizione politica greca ha chiesto oggi le dimissioni del premier Costas Karamanlis ed elezioni anticipate nel quarto giorno di scontri tra polizia e manifestanti dopo l'uccisione del giovane Alexis Grigoriopoulos sabato scorso ad Atene, del quale sono stati celebrati oggi i funerali tra rabbia e dolore. "L'unico servizio che questo governo può fare al Paese è andarsene e lasciare la parola al popolo" ha detto oggi Giorgio Papandreou, leader del principale partito di opposizione, il socialista Pasok. Papandreou, dopo un incontro con Karamanlis che reclamava solidarietà politica per porre fine alle proteste di una minoranza radicale, ha affermato che "il governo non ha più la fiducia del popolo" perché "non è in grado di difendere i cittadini" e rappresenta ormai un pericolo per la stabilità nazionale. Quando il Pasok sarà al potere, ha assicurato Papandreou, "saprà proteggere la società e la democrazia".

I sondaggi danno ai socialisti un vantagio di cinque punti su Nuova Democrazia (ND) di Karamanlis il cui governo con una maggioranza di appena un seggio è piagato dagli scandali, da una fronda interna e assediato dalle conseguenze della crisi finanziaria internazionale. Ma finora Papandreou, al contrario di altre forze politiche, aveva evitato di chiedere un ritorno anticipato alle urne. Forse per timore di ereditare troppe crisi tutte insieme. Ma oggi ha rotto gli indugi. Karamanlis si era incontrato con Papandreou dopo avere avuto un colloquio col presidente Karolos Paoulias ed averne ottenuto un implicito sostegno al suo tentativo di convincere le altre forze politiche a far fronte comune contro i disordini.

"Giorni difficili, signor primo ministro" lo aveva salutato Papoulias, e Karamanlis aveva risposto : "Si difficili, ma anche di responsabilità per tutti". Ed al termine dell'incontro aveva rivolto un appello a tutte le forze politiche affinché condannassero la violenza per contribuire alla pace sociale. Ma se ha raccolto appelli alla calma e una distinzione chiara tra radicali incappucciati e studenti, non è riuscito nell'intento principale, ovvero quello di allentare la pressione politica su di lui. Tutto al contrario.

Paradossalmente, forse, la richiesta di elezioni avviene in quella che è apparsa la giornata meno violenta da sabato scorso. Sono proseguiti anche oggi gli scontri tra manifestanti e polizia, sia ad Atene che a Salonicco e a Patrasso, dove è stato attaccata la centrale di polizia, ma non vi sono stati incidenti gravi. Ad Atene tafferugli davanti al Politecnico occupato mentre agenti e giovani si sono affrontati per tutta la giornata nel centro della città, davanti al parlamento, con lanci di sassi, bastoni bottiglie di plastica ed altri oggetti, e ricevendo in cambio gas lacrimogeni e qualche carica.

Alcuni manifestanti hanno tentato la notte scorsa di penetrare all'interno dell'Istituto italiano di cultura, che sorge nei pressi del Politecnico, per lanciarvi bombe incendiare ma sono stati bloccati dalla polizia. Durante gli scontri, i poliziotti hanno mostrato un grande controllo e si sono limitati a contenere le due ali della manifestazione per impedir loro di raggiungere il parlamento. Una strategia che è stata criticata dalla stampa e dall'opposizione, secondo le quali avrebbe lasciato la capitale e le principali città del paese in mano a poche migliaia di facinorosi.

Ma ormai la violenza seguita alla morte di Alexis si è saldata con la protesta giovanile ed è difficile distinguere l'una dall'altra. Inoltre la polizia non é considerata tra le più preparate ad affrontare questo tipo di situazioni, da qui la scelta difensiva. Il funerale di Alexis, nel quartiere periferico di Paleo Faliro, verso il Pireo, si è svolto in una sostanziale calma, interrotto appena da slogan che gridavano 'Vendetta!' e 'Poliziotti assassini'. Poi, dopo la conclusione della cerimonia, qualche incidente, ma più lontano mentre un gruppo di giovani che inseguiva dei cameramen si sono scontrati con la polizia che ha lanciato qualche candelotto lacrimogeno.

Incidenti, si, ma niente di paragonabile a quelli dei giorni scorsi. La scelta di Karamanlis di far mantenere alle forze dell'ordine un profilo basso dopo l'uccisione del ragazzo, potrebbe allora pagare sul medio termine. Ammesso che il premier abbia tutto questo tempo a disposizione. E domani lo sciopero generale rischia di metterlo con la schiena al muro. Non a caso Karamanlis ha chiesto ai sindacati di cancellare la grande marcia prevista contro il carovita e la politica economica del governo. Ma la risposta è stata senza appello: "Lo faremmo solo se il premier cambiasse la sua politica economica", ha detto il presidente della Gsee Yannis Panagopoulos.

Berlusconi: se Veltroni rompe con Di Pietro dialogo possibile. Per Casini porte del PdL aperte

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2008

Con il Veltroni del Lingotto, che diceva basta alla demonizzazione dell'avversario politico, il dialogo sembrava possibile. Poi si è alleato con Di Pietro e ne ha seguito l'esempio, accusandomi di regime. Quando si vuole dialogare, ci vuole lealtà e rispetto dell'avversario. In politica contano i comportamenti. Così Silvio Berlusconi in un' intervista al mensile free press Pocket.

Veltroni torni alle origini del Pd

Il Pd non è ancora riuscito a diventare un partito socialdemocratico. Se Veltroni e i suoi volessero rendersi credibili, dovrebbero prima rompere con Di Pietro, come hanno detto di voler fare più volte, ma senza alcun seguito nei fatti. Sul Pdl, Berlusconi dice: "In politica contano i valori. Berlusconi si ispira alla libertà come valore fondante della sua azione politica e rappresenta la concreta alternativa politica e di governo ad una sinistra non liberale, non garantista, non riformatrice. Questo lo capiscono tutti gli italiani, qualunque sia la loro età. Ho ricordato spesso che la mia ambizione politica era quella di costruire e lasciare in eredità agli

italiani un partito unico dei moderati e dei riformisti, dei laici e dei cattolici. Il Popolo della Libertà è esattamente questo: una costola del Partito Popolare Europeo, un grande

partito destinato a segnare per decenni la politica nazionale e a garantire all'Italia benessere, libertà e riforme".

Aspettando l'Udc

Per Casini le porte del Popolo della Libertà non sono aperte, sono spalancate, dice ancora Berlusconi. "Casini ha deciso di non far parte del Popolo della Libertà e ha scelto una strada che lo sta portando su posizioni che hanno deluso molti suoi elettori e buona parte degli ex dirigenti dell'Udc. Speriamo cambi idea. Le porte del Popolo della Libertà non sono aperte, sono spalancate".

Vivere altri 50 anni

I miei figli in politica? Io basto e avanzo. Il presidente del Consiglio a Pocket esclude la 'discesa in campo' dei figli e parla del suo sogno: "Il sogno più bello è quello di portare fino a 120 anni l'aspettativa di vita media in Italia, un progetto avveniristico di medicina predittiva nel

quale sono stato coinvolto da don Luigi Verzé".

Conflitto di interessi

E' bene ricordare che non mi occupo del gruppo che ho fondato da quando, nel 1994, ho deciso di occuparmi del mio Paese.

Come va l'informazione

L'hanno ormai capito tutti come funzionano i giornali e come lavorano alcuni giornalisti: isolano una frase e una parola dal contesto e ci costruiscono sopra una fantasia e spesso un attacco. dice ancora Berlusconi a Free Press Pocket.

In televisione, certi programmi della Rai e non solo, fanno peggio. Ho consigliato ai miei ministri di non prestarsi più alla rissa con gli oppositori in tv. Ma resta un fatto: comunicare agli italiani in modo corretto ciò che di buono ha fatto il governo, a cominciare dal contenuto di alcune leggi, è davvero un'impresa. Sulla scuola e l'università - continua il premier -la sinistra e i suoi giornali, in pratica l'85% di ciò che si stampa in Italia, sono riusciti per settimane a ribaltare la realta' e a far credere che ci sarebbe stato la fine del tempo pieno e una marea di licenziamenti, invece abbiamo più tempo pieno e nessun licenziamento.

Scuola e università

Siamo davanti ad un disastro culturale - dice Berlusconi - e a un pezzo di carta che in molti casi non vale nulla. E la colpa non è dei giovani ma di quella sinistra che per decenni ha fatto della scuola e dell'universita' soltanto un ammortizzatore sociale. "Con la nostra riforma - prosegue - molte cose cambieranno in meglio: meno privilegi ai baroni, più spazio agli studi e alle

ricerche di qualità e alle lauree che aiutano davvero a trovare un lavoro. E alla fine, ne sono convinto, anche quei giovani che poche settimane fa erano in piazza a criticarci non

poteranno che prenderne atto".

Tredicenne si suicida dopo uno stupro. Due sedicenni reiconfessi non subiranno il processo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2008

Hanno confessato: ad appena sedici anni, un anno e mezzo fa, hanno violentato una ragazzina di 13 che qualche mese dopo si è suicidata lanciandosi dal balcone di casa. Ma non subiranno il processo e non rischiano alcuna condanna.

Il gup del Tribunale per i minorenni di Taranto Laura Picaro, infatti, contro il parere del pm, Enrico Bruschi, e dell'avvocato difensore della famiglia della ragazza, ha deciso di non optare per il rinvio a giudizio ma per la 'messa alla prova'. I due ragazzi saranno sottoposti per 15 mesi ad un periodo di osservazione nel corso del quale saranno impegnati in un programma di rieducazione e di assistenza agli anziani. Se in questo periodo rispetteranno gli impegni, il processo a loro carico sara' cancellato.

La vicenda si era consumata nel rione Paolo VI alla periferia di Taranto, uno dei quartieri piu' a rischio della citta'. La ragazzina, che a causa di una situazione di disagio familiare e a causa di problemi psichici, era affidata ad un istituto per minorenni, si suicido' nell'aprile del 2007 lanciandosi dal un balcone al settimo piano della casa dei suoi dove era tornata per il fine settimana. Nella sua stanza nell'istituto che la ospitava gli investigatori trovarono il diario in cui la ragazza raccontava nel dettaglio dello stupro subito dai due minorenni nel novembre del 2006. Nel diario la ragazza raccontava anche di un'altra violenza subita qualche giorno prima da altre tre persone, tutte maggiorenni, per le quali e' stato chiesto il rinvio a giudizio e si attende a breve la decisione del gup.

Agli investigatori apparve evidente la connessione tra il suicidio e lo stato di prostrazione in cui si trovava la ragazza a causa delle violenze subite.

La richiesta di messa alla prova da parte dei due ragazzi era stata avanzata dai difensori nell'udienza dello scorso ottobre.

Oggi il gup ha deciso di accoglierla, contro il parere del pm secondo cui, invece, esistevano le condizioni sufficienti per il rinvio a giudizio. Ai genitori della ragazza, trasferitisi a

Napoli dopo l'accaduto e giunti a Taranto apposta per l'udienza, non e' rimasto altro che esprime rammarico tramite il loro avvocato.

Scoperti 10mila resti di desaparecidos argentini in un centro di tortura

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2008

Il tempo continua a dissotterrare gli scheletri della dittatura argentina: oltre 10mila resti di ossa umane calcificate e un grande muro recante i segni di oltre 200 colpi di arma da fuoco, evidentemente utilizzato per le fucilazioni, sono stati scoperti in un vecchio centro clandestino di detenzione e sterminio risalente al periodo della dittatura argentina (1976-1983), noto come "Il pozzo del ragno".

Lo stato delle ossa rivela che i corpi furono cremati, per questo l'identificazione delle vittime non sara' facile, fanno sapere gli esperti. I resti, scrive il quotidiano Clarin, sono stati scoperti dagli uomini della squadra argentina di antropologia forense che su mandato giudiziario hanno condotto delle ricerche nel centro, che si trova nella citta' di La Plata (60 chilometri a sud di Buenos Aires), dal 25 febbraio al 15 settembre scorsi.

Le cremazioni sono la prova materiale che rafforza le testimonianze delle vittime e dei teste, ha spiegato uno dei membri della squadra, Daniel Bustamante. Il titolare del gruppo di esperti, Luis Fondembrider, ha detto che nel 2009 la squadra cerchera' di "recuperare il materiale genetico delle ossa" ritrovate. La segretaria dei diritti umani di Buenos Aires, Sarah Derotier De Cobacho, ha affermato che "e' la prima volta che frammenti delle ossa dei desaparecidos vengono trovati in un centro clandestino di tortura".

In questo centro clandestino finirono molti desaparecidos come Jorge Julio López, ex-militante sopravvissuto alla dittatura, e gli adolescenti sequestrati nell'episodio noto come la Notte delle matite spezzate, quando il 16 settembre del 1976 diversi giovani vennero fatti sparire e torturati. Secondo cifre ufficiali furono 18mila le persone scomparse in Argentina durante l'ultima dittatura, ma secondo le organizzazioni per la difesa dei diritti umani furono almeno 30mila.

Anm: con ddl sulle intercettazioni piu' difficile indagare su mafia e terrorismo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/12/2008

Con la riforma delle intercettazioni messa a punto dal governo sara' sempre piu' difficile indagare sulla mafia. A lanciare l'allarme e' il segretario dell'Associazione nazionale magistrati

Giuseppe Cascini, nel corso della sua audizione in commissione Giustizia della Camera sul ddl intercettazioni. "Formalmente le indagini sulla criminalita' organizzata si possono fare - ha aggiunto Cascini - ma poi nella pratica questo si rivelerebbe impossibile visto che con il provvedimento del governo diventeranno intercettabili solo reati con condanne superiori ai 10 anni". E questo significa che "l'indispensabile strumento delle intercettazioni" non potra'

essere usato per tutta una serie di reati compiuti normalmente dai mafiosi come, ad esempio, la turbativa d'asta, l'estorsione ecc. ecc.". "A meno che - ha proseguito Cascini - non si voglia

sostenere che la mafia sia solo narcotraffico e omicidio".

Con questo ddl, ha poi - sottolineato l'esponente dell'Anm - sara' impossibile intercettare i detenuti mafiosi quando telefonano in carcere o durante i colloqui con i familiari.

Cascini, nel corso della sua audizione in commissione Giustizia della Camera, ha ribadito anche

la contrarieta' dell'Anm all'ipotesi di estendere il campo di applicazione delle intercettazioni preventive rispetto a quelle processuali. "Abbiamo espresso delle perplessita' molto serie -

ha detto il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini - sull'ipotesi di ampliare il novero dei casi in cui sia possibile procedere con intercettazioni preventive a scapito delle intercettazioni

processuali".

Questa soluzione ridurrebbe le garanzie fondamentali dei cittadini e - ha affermato ancora il pm - contemporaneamente comporterebbe anche una drastica riduzione dei possibili accertamenti di gravi fatti illeciti. "Abbiamo ribadito che l'Anm e' favorevole a una disciplina molto rigorosa sulla possibilita' di diffondere e di pubblicare intercettazioni telefoniche

contenenti fatti non rilevanti per l'accertamento nel processo penale attraverso il meccanismo del filtro anticipato che esclude il materiale non rilevante da custodire in archivi riservati".

L'Anm ribadisce anche che "la riduzione della possibilita' di utilizzare lo strumento delle intercettazioni, determinerebbe oggettivamente la riduzione della capacita' di contrasto dei

fenomeni criminali da parte di forze dell'ordine e magistratura".

Riducendo il novero dei reati - conclude Cascini - e' nelle cose che si riduca anche la capacita' di indagare sulla mafia e sul terrorismo

Lunedì 11 Febbraio 2008

Pentagono: 6 condanne a morte per l'11 settembre

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/02/2008

Il Pentagono ha annunciato ufficialmente l'incriminazione di sei presunti terroristi detenuti a Guantanamo per l'attacco all'America dell'11 settembre 2001, che provocarono la morte di 2.973 persone. Per tutti e sei è stata chiesta la condanna a morte.

Gli atti di incriminazione, secondo quanto ha reso noto in una conferenza stampa al Pentagono il generale Thomas Hartmann, riguardano in primo luogo l'attività di Khalid Sheikh Mohammed, accusato di aver proposto il progetto d'attacco già nel 1996 a Osama bin Laden e di averne poi seguito tutte le fasi fino all'attuazione.

I detenuti incriminati dovrebbero ora venir processati dalle 'commissioni militari' create dal Pentagono, che non sono mai entrate in azione a Guantanamo.

Gli altri cinque incriminati sono Mohammed al-Qahtani (in passato indicato come il possibile 20mo dirottatore mancante dell'11 settembre); lo yemenita Ramzi Binalshibh (un membro della cosiddetta 'cellula di Amburgo'); Ali Abd al-Aziz Ali (noto come Ammar al-Baluchi, nipote di Mohammed e ritenuto il braccio operativo del piano); Mustafa Ahmed al-Hawsawi (braccio destro di al-Baluchi); Walid bin Attash, noto con il nome di battaglia di Khallad, che avrebbe scelto e addestrato alcuni dei dirottatori.

Venezuela senza cibo, Chavez all'attacco di Parmalat e Nestle': portano via il nostro latte

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/02/2008

Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha minacciato di occupare ed espropriare gli impianti della Nestlé e della Parmalat presenti in Venezuela se le attività delle due aziende straniere dovessero ostacolare la produzione di latte delle cooperative locali e delle compagnie statali.

Se è provato - ha detto Chavez - che Nestle' o Parmalat, con diversi mezzi di pressione o ricatto, come quello offrire denaro in anticipo, stanno portando via latte non lavorato e stanno lasciando gli impianti statali a corto del latte di cui abbiamo bisogno, questo si chiama sabotaggio. La Costituzione deve essere applicata e il governo deve intervenire ed espropriare gli impianti.

Nel consueto appuntamento settimanale in tv Chavez, ha descritto "una cospirazione economica" di fronte alla quale il Venezuela è chiamato ad agire per "difendere la sicurezza nazionale". Da mesi il Paese è a corto di beni alimentari primari come latte,uova, zucchero e carne.

Ecofin, Barroso: non ci sono ragioni per temere la recessione Ue

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/02/2008

In Europa, "non abbiamo alcun motivo razionale di temere la recessione". Lo ha detto il Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Durao Barroso, che si prepara a partecipare alla riunione mensile dell'Eurogruppo.

In una dichiarazione diffusa oggi a Bruxelles, l'ex premier portoghese, riferendosi alla riunione del G7 a Tokyo, ha detto tra l'altro: "L'Europa ovviamente non è immune dai problemi degli Stati Uniti. Ma le nostre circostanze non sono le stesse". Tra i consigli sul da farsi, Barroso ha ribadito "la necessità di contenere i deficit di bilancio", e di limitare al massimo, sui mercati, "gli effetti della recente tempesta".

No a stimoli artificiali per aiutare la crescita

Non ci sono motivi razionali per temere una recessione: lo assicura il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, sottolineando come all'attuale crisi dei mercati finanziari non si deve rispondere con misure che "stimolino artificialmente l'economia". "Le fondamenta dell'euro e della strategia di Lisbona sono solide", afferma Barroso, che oggi a Bruxelles ha incontrato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, prima di partecipare alla riunione dell'Eurogruppo. "Ma c'è ancora molto lavoro che deve essere fatto per non danneggiare la stabilità di queste fondamenta - ha aggiunto - e per questo dobbiamo fare più sforzi per assicurare crescita, posti lavoro, basso tasso di inflazione e bassi tassi di interesse. Evitando ogni tentazione di tipo protezionistico e stimoli all'economia che siano artificiali".

Non dobbiamo dunque prendere decisioni che potrebbero peggiorare la situazione, ha proseguito, "mentre dobbiamo cercare di contenere il più possibile all'interno dei mercati finanziari gli effetti delle recenti turbolenze. Se cercheremo invece di accelerare il passo con misure istintive, finiremo per minare i fondamentali solidi sui quali si basa la fiducia nella nostra economia".

Barroso è quindi tornato ad invitare gli Stati membri dell'Ue a "tenere bassi i loro deficit". "In tempi di crescita - ha detto - non bisogna sprecare l'opportunita' di consolidare i propri bilanci". E deficit bassi - ha ricordato - permetteranno agli Stati di poter attivare senza problemi gli stabilizzatori automatici per fronteggiare le conseguenze della crisi.

Il comitato olimpico britannico ci ripensa: nessun limite alla liberta' di opinione degli atleti. Anche sulla Cina

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/02/2008

Precipitosa retromarcia del Comitato Olimpico britannico, che nelle ultime ore aveva guadagnato visibilità planetaria grazie al 'decalogo' imposto ai propri atleti in vista delle Olimpiadi di Pechino: la partecipazione ai Giochi era condizionata alla sottoscrizione di un impegno ad astenersi da commenti su temi "politicamente sensibili" quali diritti umani, pena di morte, Tibet, inquinamento, etc...

Il Comitato olimpico britannico aveva imposto questa clausola in una sorta di protocollo che gli atleti selezionati dovevano tassativamente firmare prima di partire. Chi lo avesse vietato sarebbe stato richiamato in patria.

Travolto dalle critiche, il numero uno del Comitato olimpico britannico, Simon Clegg, ha precisato che non era intenzione "restringere la libertà di parola degli altleti" e che il 'contratto' per Pechino 2008 sarà rivisto e corretto.

Tim Hancock, di Amnesty International, è passato all'attacco: "La gente in cina non può parlare di diritti umani senza paura di rappresaglie ma in Gran Bretagna non è così. Spetta ad ogni singolo atleta decidere cosa intende dire o non dire sui diritti umani in Cina".

La Sezione 51 della Carta del Comitato Olimpico Internazionale, peraltro, prevede che gli atleti si astengano da dismostrazioni politiche, religiose o di propaganda sui siti olimpici. Ma questa volta il Comitato olimpico britannico, lascia intendere oggi il Telegraph, ha davvero esagerato.

Ebrei: lista nera, identificato luogo dove parti' blog

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2008

La polizia postale ha identificato il luogo da cui è partita la connessione del blog contenente la lista con i nomi di 162 docenti universitari additato come appartenenti ad una lobby ebraica. Secondo quanto si è appreso, non si tratta di un internet point. Gli accertamenti puntano ora all'identificazione del responsabile della collocazione della lista. Sulla vicenda, la procura di Roma ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di violazione della privacy. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Franco Ionta e dal sostenuto Giuseppe Corasaniti. Il fascicolo processuale è stato aperto sulla base di una segnalazione fatta alla magistratura dalla polizia postale. Gli inquirenti devono ora valutare se possano configurarsi anche i reati di istigazione all'odio razziale, diffamazione e calunnia.

Secondo quanto si è appreso, il luogo di attivazione della connessione non è a Roma, ma in un'altra città italiana. Gli uomini della polizia postale stanno ora accertando a chi è attribuibile l'inserimento della lista nella rete telematica. Non necessariamente, infatti, deve trattarsi del proprietario del computer, o di chi lo ha in affidamento. L'immissione della cosiddetta 'lista nera' potrebbe essere stata fatta anche da qualcuno che ha utilizzato l'apparecchiatura all'insaputa del titolare. Intanto all'orizzonte dell'inchiesta non sembrano configurarsi i reati di istigazione all'odio razziale e di calunnia. Più aderente allo stato dei fatti sembra essere l'ipotesi di diffamazione, ma per procedere in questa direzione é necessaria la presentazione di una querela da parte di almeno uno dei 162 docenti chiamati in causa.

FORUM PALESTINA, ESISTE UN'ALTRA BLACK LIST

Su Internet - oltre alla lista nera di docenti universitari filoisraeliani diffusa da un blog nei giorni scorsi - ne circola un'altra di ebrei ed israeliani ritenuti "traditori o minaccia" per Israele e di "ebrei che odiano se stessi". Lo segnala oggi il Forum Palestina fornendo l'indirizzo del sito del gruppo ultrasionista (http://masada2000.org/list-Ahtml).

Nella black list segnalata dal Forum Palestina compaiono autori e personalità molto conosciute nel nostro Paese come Norman Filkestein, Ilan Pappe (che verrà in Italia nei prossimi mesi), Naomi Klein, il musicista Gilad Atzmon, Nuri Peled e centinaia di altri. "Il vizio delle liste nere non appartiene solo ai circoli neonazisti e antiebraici" afferma il Forum Palestina intervenendo, con un comunicato, sulla vicenda della black list di "docenti universitari filoisraliani" diffusa da un blog. "Sospettiamo - sostiene il Forum Palestina - che la scoperta, in questi giorni di aspre polemiche sulla Fiera del Libro di Torino, di una lista nera di docenti che nel 2005 sottoscrissero un appello contro il boicottaggio delle relazioni tra università britanniche e israeliane, non sia del tutto casuale, ma strumentale". "Quel documento - ritiene il Forum Palestina - era inserito anonimamente da tempo in un blog, ma solo adesso è stato notato e intercettato". In qualsiasi caso, gli attivisti del Forum Palestina "condannano senza mezzi termini qualsiasi discriminazione o attacco di tipo razziale o religioso nei confronti di chiunque. Condanniamo - sostengono - queste discriminazioni e attacchi soprattutto quando essi passano da odiosi pregiudizi a veri e propri sistemi legislativi".

Le accuse contro gli uomini di al Qaida

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2008

WASHINGTON - L'incriminazione da parte del Pentagono di sei presunti terroristi ritenuti coinvolti nell' attacco all'America dell'11 settembre 2001, ha fatto venire alla luce nuovi elementi sull'indagine sulle stragi. Fino a ora negli Usa è stato celebrato un solo processo per l'11 settembre, contro il francese Zacarias Moussaoui, e i documenti d'indagine pubblici sono in buona parte legati a quel dibattimento. L'Fbi ha però continuato a raccogliere indizi in tutto il mondo, alcuni dei quali emergono nelle 90 pagine dell' incriminazione, divisi in nove capi d'imputazione e 169 circostanze e fonti di prova elencati dalle autorità militari. Per Khalid Sheikh Mohammed vengono dettagliati incontri con Osama bin Laden nei quali, a partire dal 1996, sarebbero state messe a punto le linee di fondo degli attacchi. KSM, come viene chiamato dagli investigatori, è anche accusato di aver seguito tutte le fasi e gestito il reclutamento dei terroristi. Lo stesso KSM, in un'udienza a Guantanamo, si è auto-accusato per l'11 settembre e per una lunga serie di progetti di stragi. Walid bin Attash avrebbe gestito il campo d'addestramento di Logar, in Afghanistan, dove si prepararono due dei dirottatori. Inoltre si sarebbe recato nel 1999 in Malaysia a studiare le modalità di imbarco degli aerei americani. Ramzi Binalshibh, un membro della 'cellula di Amburgo', doveva essere tra i kamikaze e avrebbe preparato anche un video in vista del suo 'martirio', ma il suo visto negli Usa fu respinto e fu costretto a svolgere un ruolo di organizzatore e addetto ai finanziamenti. Ali Abd al-Aziz Ali è accusato di aver mandato 120.000 dollari ai dirottatori per finanziare i loro corsi nelle scuole di volo negli Usa. A Mustafa Ahmed al-Hawsawi vengono contestate una lunga serie di operazioni finanziarie dagli Emirati Arabi Uniti a favore dei terroristi negli Usa, oltre ad averli forniti di contanti, carte di credito, vestiti, traveler's checks e altro. Mihammed al-Qahtani secondo il Pentagono nell'agosto 2001 ha tentato senza successo di entrare negli Usa, per unirsi agli altri 19 dirottatori. Quando fu respinto all'aeroporto di Orlando, dove ad attenderlo c'era Mohamed Atta - circostanza provata da tabulati telefonici e dagli spostamenti dell'auto presa a noleggio da Atta -, Qahtani aveva in tasca 2.800 dollari e il numero telefonico di Hawsawi che anche gli altri dirottatori hanno chiamato più volte.

Election day: Berlusconi, no decreto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2008

Pdl ha tre volte le possibilita' di vittoria rispetto a Pd

(ANSA) - ROMA, 11 FEB - 'Voler imporre per decreto l'election day mi sembra un pessimo inizio di dialogo' afferma Silvio Berlusconi in una intervista a 'Tempi'.'In alcuni casi - aggiunge - i cittadini si troveranno in mano sei schede elettorali, con sistemi elettorali diversi e quasi certamente con alleanze politiche diverse.Una mossa disperata per confondere le acque'.Quanto alle decisioni che prendera' l'Udc l'ex premier osserva: 'La scelta spetta a loro. Conoscono quanto noi il sistema elettorale in vigore'

Serbia: nulla secessione Kosovo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2008

Accordo tra Tadic e Kostunica

(ANSA) - BELGRADO, 11 FEB - Belgrado dichiarera' 'nulla' la imminente dichiarazione unilaterale di indipendenza della provincia a maggioranza albanese del Kosovo.Lo hanno concordato oggi il presidente serbo, l'europeista Boris Tadic, e il primo ministro conservatore Vojislav Kostunica. Lo si legge in una nota diffusa stasera, a conclusione di un incontro convocato per sbloccare la crisi politica in atto in Serbia e al quale ha partecipato anche lo speaker del Parlamento, Oliver Dulic.

Totti: Inter non ruba, ma aiutini ci sono

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2008

ROMA - "Non voglio attaccare l'Inter, perché l'Inter società penso non c'entri niente, poi i giocatori sono bravi e vincono in campo. Però, qualcosa sotto penso che ci sia. Qualcosa sotto nel senso che hanno dei piccoli aiutini". Francesco Totti va all'attacco: all'indomani del gol in fuorigioco convalidato ai nerazzurri, il capitano della Roma ci tiene a dire la sua anche sul comportamento degli arbitri, spesso accusati di parteggiare per i nerazzurri. "Per come la penso io - ha detto Totti intervistato da Sky - c'é un pizzico di sudditanza psicologica, di tutti, perché hanno paura a parlare male in questo momento dell'Inter".

Il capitano della Roma ci tiene a spiegare il suo pensiero, e dice che la sudditanza degli arbitri non è una novità. "Per come la penso io, c'é un pizzico di sudditanza psicologica, di tutti, - continua Totti - perché hanno paura a parlare male in questo momento dell'Inter, perché poi se avessero il coraggio e la lealtàdi dire quello che vedono, sarebbe molto più facile. E, invece, loro negano e negare l'evidenza penso che sia un po' difficile. Quello, purtroppo, c'é sempre stato, fa parte del calcio, come la Juve tanto tempo fa, adesso c'é l'Inter". Ma il capitano romanista non vuole fare semplici paralleli. "Io non penso che l'Inter abbia fatto quello che ha fatto la Juve - prosegue -. Purtroppo, sono uscite tutte le intercettazioni e abbiamo capito la verità, quello che c'era dietro. Io non penso che l'Inter abbia fatto la stessa cosa, anche perché loro vincono sul campo, poi gli arbitri possono sbagliare perché non è semplice gestire 90 minuti e non sbagliare almeno una volta. Però, sbagliare sempre allo stesso modo e sempre dalla stessa parte, un po' ti fa pensare. Questo é quello che volevo dire, non che rubano le partite o l'aiutano". "Mi dispiace - conclude Totti - perché tu ti alleni tutta la settimana e poi sai che tanto loro, o perché sono forti o perché succede qualcosa, vincono sempre".

Chiesa e' per depenalizzazione omosessualita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/12/2008

CITTA' DEL VATICANO - "La Chiesa è certo per una depenalizzazione della omosessualità, non è per riconoscere leggi penali che considerino crimine l'omosessualità". Lo ha ribadito il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi, aggiungendo che "allo stesso tempo la Chiesa non ritiene che tutti gli orientamenti sessuali vadano posti sullo stesso piano rispetto a tutte le situazioni e a tutte le norme".

Un esempio in questo senso, ha spiegato Lombardi, interpellato durante la presentazione del messaggio del Papa per la giornata della pace, è quello del matrimonio. "Il matrimonio tra uomo e donna - ha spiegato padre Lombardi - è quello che la Chiesa sostiene, e non accetta di mettere sullo stesso piano quello tra persone dello stesso sesso". Lombardi, che rispondeva a una domanda sulla contestata intervista di mons. Celestino Migliore alla agenzia I-media, ha osservato che comunque non c'é ancora nessun testo sulla depenalizzazione della omosessualità presentato a nessuna "sede o all'Onu" e che per questo "stiamo parlando un po' di un oggetto misterioso, stiamo costruendo un po' sul vago".

La crisi non ferma italiani, vacanze pagate a rate

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/12/2008

MILANO - C'è chi farà una crociera sul Nilo e chi si accontenterà di un weekend vicino a casa, chi passerà il Capodanno a mollo alle Maldive e chi approfitterà di un pacchetto-convenienza sul Mar Rosso, ma una cosa è certa: arrivano le feste di Natale e gli italiani non rinunciano a viaggiare, nonostante la crisi dell'economia.

Piuttosto riducono la durata del viaggio (il 26% si limiterà a un weekend) o, sempre di più, pagano a rate le ferie, una pratica cresciuta del 2-3% rispetto all'anno scorso per un importo medio di 1.500 euro. Nonostante questo ci sarà anche una buona percentuale di italiani (il 40%) che per le feste rimarrà a casa.

A disegnare questo scenario è una ricerca dell'Adoc (Associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori), i cui dati sono stati diffusi a Milano durante la presentazione della Bit 2009. Per alcuni segmenti del settore turistico è prevista addirittura una crescita. L'8% degli italiani, ad esempio, sceglierà le stazioni termali e gli agriturismi con strutture dedicate al benessere, con soggiorni di 3-4 giorni e una spesa media di 750 euro a persona, il 10,2% in più rispetto al 2007.

Un diffuso ottimismo si registra anche tra le voci di molti operatori del settore, intervistati a campione dalla Bit, che si dicono soddisfatti per la tenuta del mercato. Resiste bene, in particolare il segmento del lusso con una spesa indicativa di 3.000 euro per i viaggi nelle mete esotiche. Tra quelle più gettonate per il prossimo Natale figurano i Caraibi, Malta, la Giordania, Dubai e, ultima novità, la Libia.

"Le prenotazioni per le festività risultano leggermente in ritardo, eccetto che per il prodotto di alto livello - dice ad esempio Alessandro Biasi, direttore marketing di Hotelplan - ma stiamo recuperando velocemente". In particolare, Hotelplan ha registrato un tutto esaurito per il Capodanno alle Maldive, e ottimi risultati negli Usa, soprattutto a New York.

La capacità di spesa è diminuita - commenta invece Massimo Zanon, direttore commerciale de I Grandi Viaggi - ma piuttosto che rinunciare alla vacanza molti scelgono mete più vicine all'Italia oppure periodi più brevi. Per quanto riguarda i classici 'pacchetti natalizi', Zanon esprime soddisfazione sull'andamento delle prenotazioni. Anche in questo caso "bene le Maldive, Zanzibar, Kenya, Seychelles e Dubai" ma anche "l'Italia e le sue mete di montagna, come Gressoney e Madonna di Campiglio, che hanno praticamente fatto il pieno". Le prenotazioni sono "sostanzialmente stabili" rispetto allo scorso anno, anche per la Settemari Spa.

"Una differenza -commenta il direttore vendite Guido Ostana - riguarda il raggio delle vacanze: le più scelte dalla nostra clientela per il periodo risultano le destinazioni a medio raggio, in particolare Mar Rosso e Tunisia, spinte dal caldo e dai prezzi competitivi". "Ottimo", infine, è il trend di prenotazioni per Leonardo Massa, direttore commerciale Sud Europa di Msc Crociere: "Abbiamo avuto risultati notevoli ovunque - dice - ma le mete più gettonate restano Grecia, Egitto, Spagna e Portogallo".

Cambio la costituzione, poi parola alla gente

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/12/2008

(di Milena di Mauro)

ROMA - "Fin quando sarò al governo non mi siederò mai ad un tavolo con questi individui". Per l'ennesima volta Silvio Berlusconi sbatte risoluto la porta del dialogo in faccia alla sinistra. Sulla giustizia come su tutto il resto. "Marxisti leninisti", li bolla il premier, citando Dante per dire invece che il suo governo è "un nuovo inizio, il Paradiso che promette all'Italia il cambiamento necessario". A partire da una riforma della giustizia, da fare anche mettendo mano alla Costituzione, che "si può cambiare dando poi l'ultima parola ai cittadini, perché questa è la democrazia".

Assai irritato dalle parole durissime pronunciate ieri da Walter Veltroni, Berlusconi affonda convinto che il Pd non si smarcherà mai da Di Pietro. Avanti da soli, sprona perciò deciso il premier. Anche se è "difficile" che la riforma possa farsi entro Natale. Una proposta arriverà presto in

Parlamento e "garantirà i cittadini con la separazione degli ordini, perché un pubblico ministero deve avere gli stessi diritti doveri di un avvocato, andare dal giudice, bussare la porta e prendere un appuntamento".

Dialogo non ci sarà, dunque. "Non accetto di parlare con questo tipo di persone - argomenta fermo Berlusconi mentre presenta il nuovo libro di Bruno Vespa - Non posso dialogare con chi accusa l'avversario di essere Hitler, il diavolo, di non avere voce in capitolo sulle questioni morali. Questa sinistra non è democratica, non è riformista". E chi ora chiede al Cavaliere un ripensamento sull'Iraq, sappia che "l'Italia non ha partecipato alla guerra. Semmai è stato D'Alema ad autorizzare le bombe sulla Serbia".

Solo al mattino, Berlusconi scherzava in una lunga intervista ad un rotocalco patinato: "Non vi libererete di me tanto presto, mi sento ancora un ventenne nello spirito e nella voglia di fare. Non ho mai avuto defaillances". Un piglio decisionista che, poche ore più tardi, confermerà seduto accanto al conduttore di 'Porta a Porta', per presentarne il "grande affresco che ricorda il poema dantesco", dove il Paradiso si incarna nel Berlusconi IV.

Così il premier, alla vigilia del Consiglio europeo che discuterà di clima, annuncia che porrà "senza nessuna esitazione il veto, se saranno colpiti gli interessi italiani in modo eccessivo". E in un giro di orizzonte a 360 gradi, garantisce deciso che "non ci sarà nessun aumento delle truppe

italiane in Afghanistan", sostiene sicuro che "per la nuova Alitalia siano da preferire accordi commerciali con partner stranieri ad ingressi nel capitale", promette che penserà "ad un aumento degli amortizzatori sociali con fondi Ue se la crisi di estenderà".

E ancora Berlusconi torna a bacchettare "la scandalosa tv pubblica, dove il dileggio del premier è all'ordine del giorno". E ribadisce di non aver nulla a che fare con le scelte in Vigilanza e ai vertici Rai: "Non me ne sono interessato e non me ne voglio interessare. Villari? Mai conosciuto, anche se un certo Orlando mi accusa di aver lavorato per la sua lezione". Quanto a Sky, nel mirino sono ancora "le becere accuse ricevute per aver riportato alla norma l'Iva di un'azienda che ha superato in utili sia Rai che Mediaset ed ha già agevolazioni come il monopolio satellitare e nessun vincolo sulla pubblicita".

C'é ancora spazio per ricordare con fermezza all'Udc di Pier Ferdinando Casini che "le porte sono spalancate, ma dentro al Pdl" e dire che la legge elettorale per le europee resta quella attuale, senza preferenze. Anche l'Italia, Paese tanto amato, merita il rimbrotto del premier, che la vede "provinciale", "non più caput mundi" e la sprona al cambiamento.

Parole tenere solo per la moglie Veronica, tornando sulla solitaria presenza di lei alla prima scaligera domenica scorsa. "Volevo farle una sorpresa, ero tornato a casa per accoglierla al suo ritorno ma mi sono ritrovato solo da solo". E a Vespa che galante sottolinea l'eleganza della mise della first lady: "Ho visto. Ed anche molto apprezzato".

IL PREMIER CHIAMA L'UDC MA PALETTI DA AN, NO MANI LIBERE

Silvio Berlusconi 'chiama' l'ex alleato Pier Ferdinando Casini e gli srotola davanti tappeti rossi in nome della vecchia amicizia politica, ma Alleanza

nazionale si mette di traverso e fissa dei paletti non avendo alcuna intenzione di facilitare un rientro dei centristi e senza che paghino pegno. Per parte sua, l'Udc sembra compiacersi per il corteggiamento ma non appare al momento intenzionata a cedere alle lusinghe. Intanto però Casini si è seduto con il ministro Angelino Alfano attorno al 'tavolo' per la riforma della giustizia suggellando così la dichiarata volontà di contribuire al disegno riformatore. Ed è proprio questo il tema che sta più a cuore a Berlusconi che di certo ha apprezzato la disponibilità manifestata dal leader dell'Udc che peraltro ha avuto parole sprezzanti per l'inviso Di Pietro e il suo "giustizialismo".

Per Casini le porte del Popolo della Libertà non sono aperte, sono spalancate, ha quindi esordito Silvio Berlusconi rivolto all"amico ritrovatò (almeno sul versante della giustizia). "Casini - non ha mancato di recriminare il premier - ha deciso di non far parte del Popolo della Libertà e ha

scelto una strada che lo sta portando su posizioni che hanno deluso molti suoi elettori e buona parte degli ex dirigenti dell'Udc". Ma il tempo sana le ferite e "speriamo cambi idea". In serata, poi, Berlusconi è tornato a tendere la mano all'ex amico Pier, circostanziando l'offerta anche alla luce

delle prese di posizione giunte da An.

Porte spalancate nel Pdl "che si formerà e avrà vita con il congresso che pensiamo di poter celebrare nella seconda parte del mese di marzo", ha detto il Cavaliere facendo presente all'Udc che ha l'opportunità di tornare all'ovile ma fondendosi nel Pdl, non restandone al di fuori come ad esempio la Lega. E il nodo è proprio questo, quello mai sciolto e che determinò la rottura in prossimità delle elezioni politiche.

Casini non ha mai avuto intenzione di sciogliersi nel contenitore unico e anzi tiene molto alla identità centrista che non solo non intende barattare, ma vuol far crescere e moltiplicare nel progetto a lui caro della Costituente, tenendosi le mani libere.

E An lo sa. E infatti dal partito di Fini giunge quasi un altolà: "L'Udc è benvenuta" - afferma il reggente Ignazio La Russa - a patto però che "si ravveda" e eviti di "fare la politica dei due forni alleandosi una volta con noi e una volta con la sinistra", altrimenti, conclude liquidatorio il ministro della Difesa, "ognun per sé e Dio per tutti". Anche Andrea Ronchi appare problematico: porte aperte? "solo se scelgono il bipolarismo" e condividono un "progetto politico". Inoltre, "l'Udc deve entrare nel progetto del centrodestra a livello nazionale e a livello locale, senza indulgere nella linea terzoforzista delle mani libere". Prima il congresso di fondazione del Pdl, poi si apre all'Udc, dice Adolfo Urso che suggerisce la linea del passo dopo passo.

Ma, come si diceva, il partito di Casini non si mostra malleabile e le reazioni sono centellinate e all'insegna della freddezza. Rocco Buttiglione, dice che l'Udc non intende rinunciare alla sua identità e con l'occasione recrimina: "Berlusconi dice che le porte sono spalancate? Quindi è disponibile a fare alleanze con l'Udc in tutte le province italiane? Quello che non ho capito è proprio questo. Sembra che per Berlusconi noi siamo bravissimi se entriamo nel partito suo, ma se invece abbiamo un partito nostro siamo dei lebbrosi con cui non si possono fare le alleanze". "Ovviamente - è la

conclusione del ragionamento del presidente del partito - noi non rinunciamo alla nostra autonomia e alla nostra identità".

Martedì 12 Febbraio 2008

Vaticano, ecco l'Enciclopedia della preghiera

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2008

CITTA' DEL VATICANO - La politica è "costruzione della città per l'uomo, quella che dovrebbe realizzare il bene comune". Ma cosa è la città per l'uomo e chi deve partecipare alla costruzione? "I costruttori non possono che essere i cittadini, tutti i cittadini...". Bisogna poi "saper pensare politicamente", "formare, educare" a fare politica e contribuire al "formarsi di una idea alta e non strumentale della politica". C'é anche la voce "preghiera e politica" nella Enciclopedia della preghiera che verrà presentata dal cardinale Tarcisio Bertone all'università Lateranense il prossimo 19 febbraio. L'Enciclopedia, a cura di Rossini e Sciadini, edita dalla Libreria editrice vaticana, vuole presentare i diversi aspetti del mondo della preghiera e s'inserisce nella linea di continuità del Dizionario di mistica e del Nuovo dizionario di spiritualità che la Libreria Editrice Vaticana ha pubblicato nel 1998 e nel 2003. Politica è dunque "la più alta forma di attività umana, quella che dovrebbe realizzare quel bene comune che è da intendere quale condizione per il massimo sviluppo di ogni persona".

Politica come "costruzione", spiega l'Enciclopedia della preghiera, vuole "indicare un lavoro insieme" e parlare di "città dell'uomo" vuole dire richiamare sia il concetto aristotelico di "polis" che quello tomistico di "civitas", che non indicano lo Stato ma una "realtà naturale" che ha "per fine il bene di tutti i suoi membri, lo sviluppo della persona al di fuori e al di sopra di qualsiasi ideologia". I "costruttori" di questa città devono essere tutti i cittadini, con i compiti più svariati" sia "quelli che portano maggiori responsabilità" che quelli che "compiono servizi meno appariscenti" e per questo "possono sembrare, e in un certo senso sono, estranei al cantiere". Il "pensare politicamente", anche se può sembrare uno "slogan", in realtà "per il cristiano laico deve essere molto di più e di diverso: è infatti una idea che annuncia un progetto che ancora prima di essere progetto politico è un progetto di vita pienamente umana": "un progetto per arrivare ad una umanizzazione plenaria". Per questo può cambiare "qualche aspetto secondo i luoghi e le circostanze diverse" ma il suo obiettivo resta "sostanzialmente valido nel tempo e nello spazio". Da qui, spiega il testo vaticano, "la necessità di formarsi un'idea alta e non strumentale della politica".

La voce su "preghiera e politica" spiega però che "pensare politicamente" è "difficile" perché "il giudizio politico è un giudizio sintetico che deve tenere conto di vari fattori", valutarli tutti insieme e non uno alla volta, e tenere conto della situazione storica e deve sapere che "le proposte politiche valide sono quelle che, al di là delle validità tecniche, hanno validità storica". Per sapere come i cristiani devono stare in politica "da cristiani", il testo spiega che "il ricorso a Maritain è d'obbligo": se il cristiano "agisce in quanto cristiano" "impegna la Chiesa", se agisce "da cristiano" "impegna solo se stesso". Visto che la politica è una "attività laica" il cristiano la pratica "perché credente, cioé quale uomo fra gli uomini anche se animato e motivato dalla fede". E per questo "va riconosciuta l'importanza della mediazione, che - spiega l'Enciclopedia della preghiera - si realizza sia come cooperazione sia come dialogo". Infine c'é "un nesso strettissimo tra laicità cristiana e pratica politica" perché i laici sono quelli che "per vocazione divina e non per statuto sociologico" sono chiamati a "cercare il regno di Dio trattando le realtà temporali".

Casa infestata da fantasmi, il comune paga esorcismo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2008

Strani suoni su nella soffitta, bisbigli e persino una mano gelata che si posa sulla spalla, salvo poi sparire senza lasciare traccia. Sabrina Fellon, madre di tre figli residente nei pressi di Durham, Gran Bretagna, superati i primi scetticismi non ha avuto più dubbi: la casa popolare assegnata alla sua famiglia dal comune di Easington era infestata dai fantasmi.

La soluzione? Un esorcista - la cui parcella è stata pagata in parte dalle casse comunali stesse. Tutto è cominciato con degli strani rumori in soffitta. Sabrina, spaventata, ha chiamato la polizia. Che però non ha rilevato nessun segno d'effrazione. "Saranno i fantasmi, signora", avevano concluso divertiti gli agenti di pattuglia. Sabrina però non ha riso per niente quando, qualche tempo dopo la visita dei poliziotti, s'é ritrovata a zonzo per casa l'immagine diafana di una bambina piccola. E ha deciso di chiamare gli acchiappafantasmi. Ovvero l'esperta Suzanne Hadwin. La diagnosi: un poltergeist di nome Peter scorrazzava libero per casa, e anzi, per tornare in vita, puntava a possedere la più piccola delle figlie di Sabrina. Il rimedio: 120 sterline per praticare un esorcismo a prova di bomba. Troppe per le modeste finanze dei Fellon - il marito di Sabrina, infatti, aveva lasciato il lavoro di autista per proteggere lei e i bambini. E allora si è rivolta al comune, dove le hanno raccontato un'oscura storia. "Mi hanno detto che in quella casa, circa 50 anni fa, un uomo aveva ucciso sua moglie sul pianerottolo con un attizzatoio. Poi si è impiccato. Non ci potevo credere", ha raccontato Sabrina al tabloid britannico Daily Mail. L'addetto comunale ha quindi deciso di pagare la metà dell'esorcismo, pur di tranquillizzare i Fellon. Che, da quando il rito è avvenuto, non hanno più denunciato 'anomalie'. Secondo il comune di Easington, gli addetti hanno deciso di cofinanziare l'esorcismo perché i Fellon si trovavano in una condizione di "stress estremo" e, sopratutto, perché l'alternativa era pagare 40 sterline a notte per un'abitazione d'emergenza.

Aborto in ospedale a Napoli, blitz della polizia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2008

Un aborto alla ventunesima settimana di gravidanza. C'era il rischio concreto che il bambino nascesse con gravi malformazioni, è la spiegazione della mamma e dei sanitari che hanno eseguito l'intervento. No, ci troviamo di fronte a un caso di aborto fuorilegge, è l'ipotesi formulata, sulla base di una denuncia, della procura della Repubblica di Napoli che ha aperto un'inchiesta. La polizia ieri pomeriggio per indagare sulla regolarità dell'aborto si è recata presso la clinica ostetrica del policlinico dell'università Federico II.

Gli agenti hanno acquisito la cartella clinica della paziente, S.S., di 39 anni, che è stata interrogata insieme con un'altra degente, più alcuni medici e infermieri. E' stato anche sequestrato il feto, del peso di 460 grammi. Anche il direttore generale del Policlinico della Federico II, Giovanni Canfora, ha avviato una indagine conoscitiva allo scopo di accertare tutti i risvolti della vicenda. Il primario del reparto e direttore del Dipartimento di Ostetricia, prof. Carmine Nappi, ha consegnato stamattina alla direzione una relazione sulle modalità di svolgimento dell' aborto. "Si è trattato di un aborto praticato nel secondo trimestre, alla ventunesima settimana di gravidanza, che è previsto dall' articolo 6 della legge 194/78, eseguito con un' iniezione di prostaglandine", ha detto il prof. Nappi. "Il feto presentava un' alterazione cromosomica. Se la gravidanza fosse stata portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un deficit mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della stessa struttura universitaria sul rischio di 'grave danno alla salute psichica', che ha autorizzato l' intervento".

La donna che ha praticato l' aborto è stata dimessa questa mattina. "Si è trattato di un aborto terapeutico. Una decisione difficile, sofferta", ha spiegato la donna. "Mi è stato chiesto se per abortire avevo pagato - aggiunge S. S. - ed ho spiegato che non era stato così. I risultati dell'amniocentesi, ritirata lo scorso 31 gennaio, avevano accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter, un'anomalia cromosomica. Ero alla ventesima settimana, inizio della ventunesima". S. S. era stata ricoverata venerdì 8 febbraio. "Nonostante 5 candelette di prostaglandina venerdì non c'é stata alcuna espulsione del feto - spiega il dottor Francesco Leone, responsabile del servizio Ivg -. Abbiamo ripreso la stimolazione lunedì mattina, ed alle 12 il feto era già morto. La paziente è scesa in sala parto verso le 18 e quando è risalita intorno alle 20 ha trovato gli agenti ad aspettarla". L'inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore Vittorio Russo che ha disposto i primi accertamenti eseguiti in ospedale dagli investigatori.

Pace con Valentino Rossi, jackpot da 35 milioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2008

Valentino Rossi fa pace con il Fisco, e l'Agenzia delle Entrate lo addita agli altri vip come esempio. E' l'epilogo della vicenda suggellata dalla conferenza stampa tenuta oggi a Pesaro dal campione e dai vertici dell' Agenzia (presenti, fra gli altri, il dg Massimo Romano e il direttore dell'accertamento Villiam Rossi), durante la quale sono stati resi noti i termini dell'accordo raggiunto: 19 milioni di euro, più interessi, per il periodo 2001-2004, a cui si aggiungerà una somma per il biennio 2005-'06 in via di definizione. L'importo complessivo del periodo 2001-2006 dovrebbe essere di circa 35 milioni. Il 'dottor Rossi ritrova cosi' la serenità per uscire dalle "stalle" della riprovazione in cui l'ha precipitato la nomea di evasore e tornare, con la concentrazione necessaria, alle "stelle" della gloria motociclistica. E l'Agenzia ne decanta il ravvedimento, ammonendo nel contempo chi si è lasciato fuorviare "da cattivi consiglieri" e ha preso residenza all'estero per sfuggire alle tasse, a rientrare in Italia, perché tanto, prima o poi, i 'segugi' del fisco arrivano, per non mollare più la presa. Come è accaduto già a Pavarotti, Tomba e ora a Rossi. Il campione di Tavullia dovrà pagare i 19 milioni concordati in tre anni (con un aggravio di interessi del 3% annuo). Anno 2000 condonato, mentre per il biennio 2005-2006 la trattativa è in corso di definizione: altri 16 milioni di euro circa, per un totale, dal 2001 al 2006, di 35 milioni, euro più euro meno. E dal 2007, dichiarazione dei redditi, e residenza, di nuovo rigorosamente italiani. "Avevo già intenzione di tornare in Italia - ha detto Valentino - e questa vicenda non ha fatto altro che affrettare i tempi. Avessi avuto qualche mese in più, la cosa sarebbe avvenuta da sé". "Mi sento pulito nella coscienza - ha continuato - e in tutti questi mesi non mi sono mai sentito solo, con la gente che è sempre stata al mio fianco".

Rossi, accompagnato in conferenza stampa dal padre Graziano e dalla consulente commercialista Francesca Mainardi, ha spiegato di non avere avuto dubbi tra la prospettiva di un lungo contenzioso fiscale dall'esito incerto (ma che secondo il prof. Victor Uckmar, suo altro consulente, oggi assente, avrebbe potuto essergli favorevole) e la fine dello stress psicologico: "non voglio nemmeno sapere come sarebbe andata a finire se avessi percorso la via del contenzioso, ma so che è molto più importante essere sereni per guidare meglio la moto". "Cercherò di andare sempre più forte - ha aggiunto -, perché quando ci sono io in pista, la gente si diverte e segue di più le gare". Insomma, una scelta, quella della pace col fisco, dettata dall'infinita passione per le corse e dalla voglia di continuare a gareggiare, con la mente sgombra da pensieri, ancora per vari anni. Ma non più con il patema a ogni rientro a Tavullia: "sto in giro per il mondo per più di metà dell'anno e già da un po' sentivo sempre più forte il bisogno di stare di più a casa, in famiglia". Valentino non ha scaricato su altri la responsabilità delle scelte compiute: "Io c'ero a dire sì sin dal primo momento in cui sono andato a Londra", ma "quando si è giovani a volte ci si lascia consigliare da gente che lavora per te".

Londra - ha ammesso - è stata una bella esperienza, però avevo sempre più bisogno di tornare a casa. "Ora, conclusa questa faccenda con il fisco, sto molto meglio". Per Rossifumi, adesso, la prospettiva di un campionato del mondo senza più preoccupazioni d'altro genere se non sportive, e di una residenza "normale" a Tavullia, ma in casa da solo, e non, come si ventilava, dalla mamma, per non sembrare anche lui un "bamboccione". Un esempio di "linearità e correttezza", l'ha definito Romano, capace di sborsare 35 milioni di euro mantenendo per tutto il tempo dell'incontro con i giornalisti un bel sorriso gioviale. Un'allegria non gradita a sindacalisti e dipendenti dell' Agenzia, che, cogliendo l'occasione, hanno inscenato una protesta contro il ritardo di oltre due anni del rinnovo del contratto (le loro grida di "vergogna!" e "contratto!" hanno accompagnato, dall'esterno della sala stampa, l'incontro con i giornalisti), e in un volantino hanno condannato "sconto" concesso al campione pari al 90% della cifra contestata. "L'unico obiettivo - è la replica dell'Agenzia - è di applicare con scrupolo le leggi e garantire che tutti i cittadini, in base alle loro possibilità, concorrano alle finanze pubbliche".

D'Alema: abbiamo gia' vinto parte della sfida

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2008

"Noi abbiamo già vinto una parte della sfida, abbiamo creato la nuova forza di cui ha bisogno l'Italia. Il centrodestra si presenta con lo spirito del '94, noi abbiamo cercato di proporre agli italiani lo spirito dell'anno prossimo". Così il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha risposto ai giornalisti che,all'inaugurazione della nuova sede del Consorzio cooperative costruzioni di Bologna gli ha chiesto quale fosse la sua previsione in vista delle elezioni.

Io - ha detto D'Alema - ho condiviso pienamente la forza dell'idea di un Pd che si candida a guidare un paese al di fuori della vecchia logica delle coalizioni rissose in cui ci si organizza più per essere contro l'avversario che non per sostenere un progetto di governo. Questa è la scelta del Pd. Noi abbiamo messo in campo un grande progetto nuovo per il paese e abbiamo costruito una forza politica nuova a cui si guarda con interesse da tante parti del mondo. Questa è la nuova politica di cui ha bisogno il paese. Questo sarà sufficiente per vincere ad aprile? "Può darsi - ha risposto D'Alema - io ritengo che la sfida sia aperta. Ma credo che abbiamo la nuova forza di cui ha bisogno l'Italia, anche perché dall'altra parte Berlusconi rincorre con abilità: ha messo insieme una parte dei pezzi del centrodestra, ma al di là di questo c'é una rincorsa affannosa. C'é, come ha detto Berlusconi stesso, lo spirito del '94, soltanto che adesso siamo nel 2008''.

Irruzione della polizia a Napoli per un aborto, Turco: 'Caccia alle streghe'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

La polizia fa irruzione in ospedale, avuta notizia di un 'feticidio', ma si trattava di un aborto regolare. A denunciare l'accaduto l'Unione Donne in Italia.

Sono profondamente turbata - ha detto il ministro della Salute, Livia Turco - da quanto e' accaduto al Nuovo Policlinico di Napoli. E' un episodio che penso debba farci riflettere tutti, perche' rispecchia il clima di tensione inaccettabile che si e' venuto a creare attorno a una delle scelte piu' drammatiche per una donna come quella di rinunciare ad una maternita'.

Siamo arrivati al punto - sottolinea il ministro - di fare ed usare denunce anonime, con il risultato di porre sul banco degli accusati una donna che aveva appena effettuato un'interruzione di gravidanza nell'ambito della legge 194 in un ospedale pubblico e i sanitari che l'hanno assistita. Non ho mai rifiutato il confronto sul tema dell'aborto, ma - ci tiene a precisare - rifiuto categoricamente l'apertura di quella che non esito a definire come una nuova caccia alle streghe. Esprimo la mia piena solidarieta' e vicinanza alla signora e l'apprezzamento ai medici e agli altri operatori sanitari che, al di la' delle loro convinzioni personali, applicano correttamente la legge 194.

L'Udi spiega in una nota: "Nel reparto di Ivg del II Policlinico di Napoli, nella serata di ieri alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione, senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di 'feticidio'. Si trattava di un aborto terapeutico alla IV settimana regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l'intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto". "I medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente - prosegue l'Udi - Gli agenti hanno poi intimidito la vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice denunciamo il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso".

Mobilitazione il 14 febbraio

La libertà femminile ha reso inevitabile l'agonia del patriarcato che, ottenebrato, mostra la sua faccia feroce contrapponendosi alle donne con l'intimidazione - afferma l'Udi - Tutte le donne , l'Unione Donne in Italia, l'Assemblea permanente delle donne di Napoli, si danno appuntamento giovedì 14 febbraio a Napoli piazza Vanvitelli alle ore 17. La nostra mobilitazione partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d'Italia. "Autodenciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita", esorta l'Udi.

Oltre alla cartella clinica sequestrato anche il feto

Oltre ala cartella clinica della paziente, anche il feto - del peso di 460 grammi - è stato sequestrato dalla polizia, su disposizione del pm, nell'ambito dell'ispezione effettuata ieri nel nuovo policlinico di Napoli, subito dopo un aborto. "Si è trattato di un aborto terapeutico. Una decisione difficile, sofferta", spiega il dottor Francesco Leone, responsabile del servizio Ivg.

S. S., la donna di 39 anni ascoltata ieri dalla polizia subito dopo l'interruzione volontaria di gravidanza, ripete oggi quanto spiegato agli agenti, intervenuti nel reparto di ostetricia del policlinico per verificare la regolarità di quanto stava avvenendo, in seguito a una denuncia.

Capisco che gli agenti fossero lì per fare il proprio lavoro, ma in un momento tanto delicato e doloroso per una donna era necessario avere un po' più di riguardo per la mia paziente. Era appena uscita dalla sala parto per un aborto, dice il dottor Francesco Leone, responsabile del servizio Ivg. "Mi è stato chiesto se per abortire avevo pagato - aggiunge S. S. - ed ho spiegato che non era stato così. I risultati dell'amniocentesi, ritirata lo scorso 31 gennaio, avevano accertato che il feto soffriva della sindrome di Klineferter, un'anomalia cromosomica. Ero alla ventesima settimana, inizio della ventunesima". Una decisione sofferta, quella di S.S.: "Al centro Ivg ho ricevuto anche la consulenza psichiatrica", assicura la paziente.

La donna era stata ricoverata venerdì 8 febbraio. "Nonostante 5 candelette di prostaglandina venerdì non c'è stata alcuna espulsione del feto - spiega Leone -. Abbiamo ripreso la stimolazione lunedì mattina, ed alle 12 il feto era già morto. La paziente è scesa in sala parto verso le 18:00 e quando è risalita intorno alle 20:00 ha trovato gli agenti ad aspettarla".

Ferrara: liste 'per la vita' alle prossime elezioni. Bindi: un errore strumentalizzare certi temi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

Giuliano Ferrara scende in campo e annuncia una sua lista per le prossime elezioni. Intervistato dal Corriere della Sera l'ex eurodeputato Psi (nell'89), e ministro del primo governo Berlusconi (nel '94) annuncia il ritorno all'impegno politico attivo.

Avviate le trattative con Berlusconi per un apparentamento ("Ma non mi ha ancora risposto"), Ferrara spiega di aver avuto la controproposta "di mettermi nel Pdl insieme ad altri tre, quattro con la collocazione di numero due in qualche circoscrizione", e di aver risposto "no grazie". Anzi, la risposta è che sia Berlusconi ad "apparentarsi con noi in alcune regioni al Senato".

Nella squadra, alcuni collaboratori del 'Foglio', di cui Ferrara e' direttore, e, negli auspici, nomi come Susanna Tamaro. L'anchorman annuncia l'addio a La7 e colloca così la sua lista: "Il centrodestra sarebbe il luogo naturale. Il sondaggista Pagnoncelli ha rilevato che una lista come la nostra avrebbe sicuro il 4%, forse il 6. Se Berlusconi rispondesse si' all'apparentamento lo sbarramento sarebbe al 2%: riuscirei ad andare in Parlamento con un gruppo di persone - sottolinea - che farebbe questa battaglia culturale. Se invece Berlusconi resiste, per chissa' quali ragioni che non saprà spiegare né a me né a se stesso, andrò avanti". In altri termini, Ferrara si dice pronto a rinunciare, giocoforza, alla presentazione della lista alla Camera ma vuole andare avanti "al Senato in alcune regioni, come Lazio, Lombardia, Sicilia e Sardegna". E se neanche questo bastasse a superare la soglia sbarramento "pazienza, ci sono splendide vittorie e splendide sconfitte".

Appunto, ma per quale battaglia questo colpo di scena? "C'è chi parla delle licenze dei tassisti, chi della privatizzazione di Alitalia, chi delle aliquote che vanno abbassate, l'aborto è almeno altrettanto importante". "Primo, nessuna donna è obbligata a partorire; secondo, nessuna donna deve essere perseguita legalmente perché abortisce; terzo, l'aborto è un male, va srdaicato, non può essere utlizzato cone strumento di controllo delle nascite, come avviene quando le donne sono obbligate o incentivate ad abortire".

La lista Ferrara, sostiene Rosi Bindi ospite del Caffé di Rainews24, “finirà per far entrare un tema importante nello scontro politico. Intorno al tema aborto si può fare un giornale, creare un movimento, chiamare a riflettere sull’accoglienza della vita… Ma se tutto questo si trasforma in una lista, anziché aiutare a trovare una soluzione comune, aumenterà solo i rischi di strumentalizzazione”.

Per Cirino Pomicino, “il problema di Ferrara è che in tutta la sua vita è sempre stato un fondamentalista. Lo è anche questa volta, e anche questa volta sbaglia. Perché il tema richiede un’offensiva di persuasione più che un’offensiva di condanna. Il valore della vita in sé è talmente forte che se lo si riassume sul piano politico si scivola su anatemi che non hanno mai risolto il problema”.

Olmert: l'Iran lavora per l'arma atomica. Con Teheran nessuna opzione va esclusa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

L'Iran e la situazione a Gaza erano sul tavolo dei colloqui in Cancelleria a Berlino tra il capo del governo israeliano, Ehud Olmert, e la collega tedesca, Angela Merkel. E Olmert, che già ieri sera aveva incontrato Merkel nella foresteria tedesca a Meseberg (70 km da Berlino), ha ribadito la richiesta di un inasprimento della posizione europea sulle sanzioni all'Iran. Perché, ha detto il premier israeliano, l'Iran sta lavorando in segreto all'arma atomica.

A nostro giudizio gli iraniani stanno continuando a portare avanti i piani per dotarsi di armi non convenzionali, ha affermato Olmert a Berlino nel corso di una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel: "Nulla che abbiamo visto finora ci ha fatto cambiare idea su questo punto". Chiaro il riferimento al rapporto dell'intelligence Usa di inizio dicembre secondo il quale Teheran non lavora più a un programma finalizzato alla bomba atomica dal 2003. "Siamo certi che gli iraniani stanno ora lavorando seriamente a un'arma non convenzionale e meta' di queste operazioni avviene in segreto", ha aggiunto Olmert.

Israele preme per una bozza di risoluzione più dura contro l'Iran da presentare al Consiglio di sicurezza dell'Onu nelle prossime settimane.

La Cina spiava la Nasa, quattro arresti negli Usa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

Le autorita' americane hanno arrestato di quattro persone per spionaggio a favore della Cina, compreso un ex-dipendente della Boeing che avrebbe fornito a Pechino segreti riguardanti lo shuttle.

Gli arresti si riferiscono a due casi diversi. Nel primo l'ex-ingegnere della Boeing Dongfan Chung - nato in Cina e poi diventato cittadino Usa - avrebbe consegnato alla Cina diversi documenti segreti nel settore aero-spaziale, compresi alcuni manuali di volo e documenti riguardanti lo shuttle.

La seconda indagine ha visto l'arresto di Tai Shen Kuo e Yu Xin Kang, entrambi residenti a New Orleans (Louisiana), per avere ottenuto documenti segreti da un dipendente del Pentagono, Greeg Williams Bergersen, a sua volta arrestato, al fine di consegnare tali documenti all'intelligence cinese.

Le autorita' Usa hanno spiegato che Chung, 72 anni, ha lavorato prima per la Rockwell International (dal 1972) e quindi per la Boeing (dal 1996). L'ingegnere aveva accesso a documenti segreti riguardanti lo shuttle e velivoli militari Usa.

Tra il materiale segreto trasmesso da Chung alla Cina, oltre allo shuttle, figurano informazioni sull'aereo da trasporto militare C-17 e sul missile Delta IV. Chung si e' recato nell'arco di 18 anni piu' volte in Cina per tenere conferenze su temi aerospaziali.

I dirigenti di Pechino avevano discusso con Chung la possibilita' di invitare la moglie, che e' un'artista, in Cina per eventi culturali dando cosi' all'ingegnere la possibilita' di viaggiare nel paese, accompagnandola, senza destare sospetti.

Chung e' stato accusato di otto reati di spionaggio economico al termine di una indagine condotta dall'Fbi con l'aiuto degli inquirenti della Nasa.

Il secondo caso presenta aspetti inquietanti per gli Usa perche' vede la partecipazione di un dipendente del ministero della difesa, Bergersen, un esperto in sistemi di armamento.

La maggior parte dei documenti segreti venduti da Bergersen ai cinesi per somme di denaro non precisate riguardavano "le vendite di materiale militare statunitense a Taiwan", ha rivelato oggi il ministero della giustizia Usa.

I documenti ottenuti da Tai Shen Kuo erano poi trasmessi a Yu Xin Xiang che aveva il compito di far poi giungere il materiale segreto allo spionaggio cinese. "Questi casi mostrano che lo spionaggio straniero continua ad essere una grave minaccia nel mondo post-Guerra Fredda", ha notato un funzionario del ministero della giustizia Usa illustrando le due vicende.

I casi mostrano comunque che "il problema dello spionaggio rimane una minaccia seria anche dopo la fine della Guerra Fredda", ha detto il viceministro della Giustizia Kenneth Wainstein in una nota.

No degli Usa al bando delle armi nello spazio

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

Gli Stati Uniti hanno respinto oggi una proposta della Russia, per un trattato che proibisca le armi nello spazio, affermando che sarebbe "impossibile" garantirne il rispetto.

La portavoce della Casa Bianca Dana Perino ha detto oggi che gli Stati Uniti "si oppongono allo sviluppo di nuovi dispositivi legali o di altre restrizioni miranti a proibire o a limitare l'accesso all'uso dello spazio".

Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha proposto oggi alla Conferenza sul Disarmo a Ginevra una proposta di bando delle armi nello spazio e all'uso della forza contro oggetti spaziali. La proposta di Mosca ha anche il sostegno della Cina.

L'Australia volta pagina, dal premier scuse agli aborigeni. Che aprono la legislatura

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

Mai successo in 107 anni. Una cerimonia tradizionale di benvenuto degli aborigeni, i proprietari originari della terra su cui sorge Canberra, ha aperto oggi i lavori del Parlamento australiano per la prima volta da quando esiste, inaugurando una nuova era nelle relazioni razziali nel Paese-continente.

L'evento, al quale hanno assistito tribu' di tutto il Paese e che ha preceduto l'inaugurazione della sessione di legislatura, segna un cambio sostanziale nella politica di Canberra verso gli indigeni. A guidare la cerimonia, la leader dei Nganbri, la tribu' che era proprietaria dei terreni su cui sono stati costruiti gli edifici del Parlamento: accompagnata dalla musica tradizionale (il 'didgeridoo') e da due nipoti, Matilda House-Williams ha dato il "benvenuto nel Paese" al premier, Kevin Rudd e gli ha consegnato il bastone del comando con un messaggio "sulla storia della nostra unione".

Domani il governo laburista, che cerca la riconciliazione, chiederà perdono agli aborigeni per le sofferenze arrecate dai bianchi durante la colonizzazione del secolo XX. E sorpattutto, per la cosiddetta 'generazione rubata", circa 100.000 bambini e giovani, figli di aborigeni che tra il 1910 e il 1970 furono strappati ai genitori e consegnati alle famiglie bianche o alle istituzioni per essere allevati e favorire l'integrazione.

Il precedente premier John Howard aveva tenacemente rifiutato di presentare le scuse per conto del governo, affermando che non bisogna far sentire in colpa la generazione di oggi per gli errori del passato.

L'attuale premier, il laburista Kevin Rudd, ha escluso risarcimenti alle vittime, promettendo invece forti stanziamenti nei campi della sanità e dell'istruzione.

Mentre il 42esimo parlamento australiano teneva la prima seduta, all'esterno migliaia di persone sfilavano in corteo per protestare contro l'intervento militare e di polizia nelle remote comunità aborigene, deciso dal precedente governo per combattere la pedofilia, l'abuso di alcool e la pornografia. I manifestanti hanno chiesto l'abolizione di misure legate all' intervento, come il controllo sui sussidi previdenziali per assicurare che almeno metà sia spesa in cibo e generi di necessità, e l'acquisizione forzata di territori.

Da An e Lega ok all'election day. 'Si risparmiano soldi'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

Alleanza nazionale dice sì all'election day. Lo annuncia, al termine dell'ufficio politico, Altero Matteoli, presidente dei senatori di An: "Tutto il partito è favorevolissimo all'election day. Anche la Lega, solo Forza Italia ha qualche perplessità. Anche Berlusconi - ha spiegato Matteoli - si sta convincendo. L'ho sentito ieri sera e mi ha detto che stava ancora riflettendo".

Matteoli spiega la decisione del partito di Gianfranco Fini sostenendo che "ci sono motivi di opportunità. Con l'election day si risparmiano tanti miliardi e non credo che possa creare confusione nelle urne, perché l'elettorato italiano è maturo".

Matteoli ha poi confermato che dopo la decisione di confluire nella lista del Pdl, gli impegni di An non cambiano: "La nostra campagna elettorale sarà svolta con il simbolo del Pdl, perché dobbiamo far abituare fin da subito gli elettori". Quanto al rapporto con l'Udc, l'esponente di via della Scrofa esclude che si possa andare verso una alleanza conservando ciascun partito il proprio simbolo. "L'operazione politica - ha concluso - è quella di andare tutti insieme".

Calderoli (Lega): saggio accorpare politiche e amministrative

La Lega è favorevole all'election day. "In un momento di difficoltà per le famiglie italiane, con il loro potere d'acquisto dimezzato, sarebbe veramente un contro senso gettare centinaia di milioni per tenere due diverse tornate di votazioni: un simile dispendio - spiega il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli - non sarebbe compreso dal popolo e a questo si aggiungerebbe, in alcune realtà, uno stop delle scuole per tre fine settimana ed il disagio per alcuni elettori di dover andare a votare per ben tre volte nell'arco di poco tempo. Pertanto è sicuramente più economico, semplice e meno disagevole andare al voto nella stessa giornata del 13 e 14 di aprile sia per le elezioni Politiche che per le Amministrative".

Bertinotti: la semplificazione è una cosa buona

Capisco la fatica che possa dare a parte degli elettori, ma la semplificazione e la riduzione dei costi è una cosa buona. Lo dice il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, riferendosi alla possibilità che siano accorpate le elezioni politiche e quelle amministrative.

Operazione Thai, oltre cento indagati per pedofilia in tutta Italia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2008

L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Siracusa Giuseppe Toscano e dai sostituti Antonio Nicastro e Anna Trinchillo, è partita da una serie di denunce presentate dall'associazione Telefono Arcobaleno. Il lavoro degli inquirenti ha portato alla luce non solo lo scambio di video pedopornografici su Internet, ma anche turismo sessuale e un giro di pedofilia in tutta Italia. Nell'operazione denominata "Thai" sono state arrestate tre persone e eseguite perquisizioni a carico di 110 indagati.

Gli arrestati sono un funzionario di banca di 62 anni di Imperia, un operaio di Varese e un metalmeccanico cinquantenne di Brescia. Una persona è stata fermata dal Nit all'aeroporto di Fiumicino, appena sbarcata da un volo proveniente da Bangkok: è un docente universitario italiano di 55 anni al quale sono stati sequestrati video girati artigianalmente in Thailandia e di cui egli stesso è protagonista.

Tra gli indagati anche insegnanti, sociologi, dirigenti di azienda residenti in varie regioni: 16 in Sicilia, 12 in Campania, 11 in Lombardia, 12 in Toscana, 11 in Emilia Romagna, 9 in Veneto, 6 in Liguria, 5 in Friuli, 5 in Calabria, 4 nel Lazio, 4 in Piemonte, 4 in Abruzzo, 4 nelle Marche, 2 in Puglia, 2 in Sardegna, 2 in Basilicata, 1 in Trentino. I reati ipotizzati per tutti sono di divulgazione di materiale pedopornografico e associazione per delinquere.

L'indagine è condotta dal Nit, il Nucleo investigativo telematico istituito presso la Procura di Siracusa, e nel blitz sono stati impegnati oltre 500 uomini di Carabinieri, Polizia postale e Guardia di finanza.

Gas: Ucraina-Russia, per ora guerra scongiurata

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2008

(di Beatrice Ottaviano)

Non verranno chiusi i rubinetti del gas russo destinato al vicino ucraino: dopo tre ore di colloqui a tutto campo a Mosca su questo e sui tanti altri contenziosi bilaterali, i presidenti russo Vladimir Putin e ucraino Viktor Iushenko hanno annunciato un accordo per il ripianamento del debito di Kiev nel settore energetico. Nel lungo scambio, è probabile che baratti anche politici siano stati fatti: lo indica il durissimo ammonimento col quale Putin ha messo in guardia Iushenko dal possibile ingresso dell'Ucraina nella Nato, le cui conseguenze "solo a pensarci, fanno paura". E, sul piano commerciale, l'assicurazione del presidente ucraino di non porre ostacoli, ma anzi di voler facilitare l'ingresso di Mosca nel Wto, il trattato sul commercio mondiale. Mentre Putin ha attribuito alla legislazione ucraina i tanti contenziosi sorti fra gli uomini d'affari dei due paesi, senza che l'ospite replicasse. A Gazprom, il colosso monopolista russo direttamente interessato, "convengono le proposte ucraine", ha detto lo stesso Putin. Una nuova guerra del gas è stata quindi per il momento scongiurata, anche se l'immagine che Gazprom aveva voluto dare della disputa, come di un fatto puramente commerciale, risulta un po' offuscata dagli aspetti politici emersi.

Di fatto, il gigante russo continuerà ad applicare per le forniture già inviate il prezzo di favore di 179 dollari per 1.000 metri cubi risultante dal mix con le forniture centrasiatiche, molto meno care dei 314 dollari per 1.000 metri cubi che Gazprom aveva annunciato per il suo metano.

L'Ucraina per parte sua comincerà già giovedì a ripagare il debito del 2007, e una commissione congiunta russo-ucraina lavorerà alle tappe dei successivi versamenti. Gazprom e l'ente ucraino Naftogaz coopereranno direttamente, senza quindi l'intermediazione di Rosukrenergo, la società a capitale misto che finora aveva gestito gli scambi energetici fra i due paesi, e che la premier di Kiev Iulia Timoshenko, capofila degli anti-russi, ha voluto sin dall'inizio eliminare. "Vogliamo cooperare con l'Ucraina - ha detto Putin - per farne un giocatore significativo sul mercato europeo". Anche perché, ha ammonito il presidente, "l'adempimento netto degli accordi in materia energetica è importante non solo nelle relazioni bilaterali, ma anche un fattore basilare per la sicurezza energetica europea". L'Europa ha guardato in effetti con preoccupazione alla nuova puntata del contenzioso energetico fra le due repubbliche ex sovietiche, memore delle decurtazioni provocate dalla 'guerra del gas' del gennaio 2006, che aveva spinto l'Ucraina a prelevare abusivamente dai flussi destinati ai clienti occidentali. Stavolta, la causa scatenante del nuovo conflitto é stata la minore produzione dall'Asia centrale - che costituisce la maggioranza dell'import ucraino - a causa di una forte ondata di gelo che ha colpito quella regione. Non è comunque ancora chiaro quando verrà istituito il gruppo di lavoro misto per superare l'attuale contenzioso, né quali prezzi Gazprom intenda praticare al vicino sul suo metano: i 179 dollari per 1.000 metri cubi riguardano, stando alle dichiarazioni odierne, solo le forniture pregresse.

Nuova bozza dell'Unione europea sul clima, si' a 3 richieste dell'Italia su 4

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/12/2008

La presidenza di turno dell'Ue ha presentato, questa notte a Bruxelles, la nuova bozza di compromesso sul 'pacchetto clima' per il Consiglio europeo, che riprendera' in mattinata, accogliendo tre del ultime quattro richieste dell'Italia, secondo l'interpretazione di una fonte diplomatica francese.

La bozza, di cui Apcom ha preso visione, prevede innanzitutto una criptica formula aggiuntiva per la definizione dei settori industriali a rischio di delocalizzazione ('carbon leakage'), che secondo le fonti dovrebbe finalmente comprendere, come voleva l'Italia, anche i comparti produttivi della siderurgia con forno elettrico, del vetro, della ceramica e della carta. Il nuovo testo rende poi definitiva la decisione di concedere il 100% dei diritti di emissione gratuiti (a cui si opponeva la Gran Bretagna) per tutti i settori industriali identificati e definiti 'a rischio'.

In secondo luogo, sempre nel paragrafo sul 'carbon leakage', la bozza contiene un nuovo riferimento alla valutazione dei risultati della conferenza Onu sul clima che si terra' a Copenaghen nel dicembre 2009. Secondo il nuovo testo, la Commissione europea potra' proporre la concessione di nuove quote di CO2 gratuite ai settori esposti a un rischio significativo di delocalizzazione, "anche alla luce dei risultati della negoziazione internazionale", in un rapporto atteso nel giugno 2010. Questa formulazione, dovrebbe accontentare l'Italia, che aveva chiesto inizialmente una clausola di 'rendez-vous' al 2010. Ieri sera, fonti diplomatiche italiane avevano spiegato che sarebbe stata sufficiente "una dichiarazione di carattere generale che ci consenta di stabilire un collegamento fra i nostri impegni e quelli che saranno eventualmente presi dai paesi terzi" con un eventuale accordo internazionale, ovvero "che la Commissione europea presenti un rapporto di valutazione sulla natura degli impegni di Copenaghen" e sul loro impatto sull'Ue.

La terza richiesta italiana accolta riguardava i 12 impianti dimostrativi con l'applicazione della tecnologia Ccs ('Carbon capture and storage', cattura e stoccaggio geologico del CO2), che saranno finanziati con una parte dei proventi delle vendite dei diritti di emissione. L'Italia - che ha gia' individuato alcuni siti adatti allo stoccaggio geologico - chiedeva che fosse meglio definita la distribuzione dei finanziamenti ai diversi paesi membri, per evitare sperequazioni (si sa che Gran Bretagna e Olanda sono molto interessate a realizzare progetti Ccs e a ricevere i finanziamenti).

La nuova bozza aumenta il ricavato dei diritti di emissione da destinare ai progetti Ccs da 150 a 200 milioni di tonnellate di CO2, e aggiunge una frase che dovrebbe soddisfare pienamente le esigenze italiane, prevedendo "una distribuzione geografica equa" dei progetti da finanziare, e imponendo un limite massimo ai finanziamenti per ciascun progetto pari al 15% del totale disponibile.

Unica richiesta italiana non accolta e' quella che riguarda l'aumento ulteriore dei 'crediti esterni' (generati da progetti realizzati dalle aziende nazionali fuori dall'Ue) utilizzabili per conseguire 'in patria' gli obiettivi di riduzione delle emissioni nei settori non industriali. La bozza precedente aveva gia' concesso all'Italia e ad altri 10 paesi membri un incremento del limite di utilizzo di questo 'strumento flessibile'. La nuova bozza si limita ad aggiungere un altro paese, il Belgio, all'elenco dei beneficiati di quest'aumento.

Il premier a tutto campo, attacca Murdoch e Di Pietro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2008

BRUXELLES - Silvio Berlusconi a tutto campo. Il premier, al termine della prima giornata dei lavori del Consiglio europeo si rilassa con i giovani di Forza Italia che lo festeggiano nel corso di un ricevimento organizzato proprio nell'albergo dove è ospitata la delegazione italiana a Bruxelles. Circa un'ora, durante la quale, tra una battuta e un brindisi, il premier fa anche il punto sul pacchetto clima allo studio dei 27 e trova lo spunto per sferrare un duro attacco a Rupert Murdoch sulla questione dell'Iva per le pay tv e al leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, accusato di essere "giustizialista" e di condurre un' azione eversiva.

Da qui lo stop a qualsiasi tipo di dialogo, anche con il Pd che si allea con l'Idv e quindi è anch'esso giustizialista, scandisce. Niente dialogo diretto con l'opposizione, anche se il Cavaliere lascia sempre la porta aperta al confronto tra i gruppi parlamentari, alla Camera e al Senato, sulla spinosa questione della riforma della giustizia.

Il presidente del Consiglio prende di petto Sky, definendola "un monopolista del satellite che non ha limiti di pubblicità ed è posseduta da un cittadino straniero il quale si porta via tutti i soldi". "Mi sembra che abbia ancora dei privilegi - aggiunge - tali da poter essere non contento ma super contento".

Poi l'affondo contro la magistratura. "I pm ed i giudici culo e camicia? Sì è proprio cosi...'", afferma ribadendo la necessità di separare gli ordini, con la magistratura che deve tornare ed essere "un ordine" dello Stato e non "un potere". Berlusconi ritorna anche sul tema delle intercettazioni, spiegando meglio un concetto espresso ieri, al termine del vertice del Ppe: vanno ristrette ai reati di terrorismo e mafia, ma per il primo anno. Successivamente si potrà discutere un ampliamento. Resta lo spirito garantista che lo spinge a tutelare i cittadini: "Preferisco un colpevole in libertà piuttosto che un innocente sottoposto alla gogna mediatica".

La finanza creativa del 're' del Nasdaq: catena di S.Antonio per una truffa da 50 miliardi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/12/2008

La procura di New York e l'Fbi hanno annunciato ieri l'arresto di Bernard Madoff, trader di Wall Street ed ex presidente del Nasdaq. Madoff è accusato di aver ideato una gigantesca frode per un valore di circa 50 miliardi di dollari.

Madoff, 70 anni, rischia fino a 20 anni di carcere e una multa di cinque milioni di dollari - precisa un comunicato congiunto del Procuratore Lev Dassin e dell'Fbi - se sarà riconosciuto colpevole.

Madoff avrebbe ideato una sorta di piramide finanziaria, definita dagli americani 'schema Ponzi': una sorta di catena di Sant'Antonio che assicurava alti ritorni finanziari a breve ai primi investitori, grazie ai soldi forniti dai nuovi investitori.

Alla lunga, se non ci sono nuovi ingrssi, gli ultimi arrivati restano a secco, poiché il sistema destinato ad accumulare perdite gigantesche, che in questo caso ammonterebbero a 50 miliardi di dollari. Madoff è noto per essere stato il presidente del Nasdaq, il listino dei titoli finanziari Usa e per aver fondato nel 1960 la società finanziaria Bernard L. Madoff Investment Securities.

Secondo gli inquirenti la frode sarebbe stata perpetrata attraverso un altro hedge fund gestito sempre da Madoff. Se le accuse nei suoi confronti verranno accertate, sarà portata alla luce una delle piu' grosse truffe finanziarie della storia.

Mercoledì 13 Febbraio 2008

Consulta: illegittime tasse su lusso in Sardegna

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/02/2008

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le cosiddette 'tasse sul lusso' introdotte dalla Sardegna con le leggi regionali del 2006 e del 2007. La bocciatura riguarda però solo le imposte regionali per chi non risiede nell'isola e possiede una seconda casa per uso turistico e quelle per le plusvalenze sulle compravendite di tali case. Le altre questioni sono state dichiarate in parte non fondate, mentre in altra parte la Consulta ha investito del caso la Corte di giustizia europea.

La Corte costituzionale - si legge in una nota di Palazzo della Consulta - ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità, sollevate dal governo Prodi l'estate scorsa, che riguardano l'imposta di soggiorno che i comuni possono autonomamente applicare dal prossimo anno, e l'imposta regionale sullo scalo turistico degli aeromobili e delle unità da diporto. Per quest'ultima imposta, però, la pronuncia di non fondatezza - precisa la Corte - "non riguarda né l'ipotesi di scalo effettuato da unità da diporto esercite a fini di luco né le ipotesi di scalo effettuato da aeromobili che svolgono operazioni di 'aviazione generale di affari' (cioé, operazioni di trasporto di persone compiute senza remunerazione per motivi attinenti all'attività di impresa". In merito a queste ultime due ipotesi, la Corte Costituzionale ha sospeso il giudizio e ha chiesto alla Corte di giustizia europea di "pronunciarsi in via pregiudiziale sulla compatibilità dell'imposta con le norme del Trattato" dell'Unione europea. E' la prima volta - viene sottolineato nella nota della Consulta - che la Corte Costituzionale "effettua il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia europea". Le motivazioni della decisione della Corte, presa nella camera di consiglio di oggi, saranno rese note nelle prossime settimane.

La superstizione costa, solo negli Usa 900 milioni di dollari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/02/2008

ROMA - Forse la sfortuna non esiste, ma sicuramente costa molto. Lo dimostra uno studio pubblicato dal Journal of Consumer Research, che ha indagato su come la superstizione influenza i consumi. Secondo i ricercatori, solo negli Usa ogni anno di venerdì 13 i consumi calano di 900 milioni di dollari, mentre in Cina, dove il numero 8 porta fortuna, una stessa radio viene venduta di più se costa 888 dollari invece di 777. Oltre ai dati di vendita, due esperimenti hanno confermato che le credenze popolari influenzano i giudizi sugli acquisti.

Nel primo alcuni studenti taiwanesi dovevano usare due padelle uguali in tutto tranne che per il colore: il rosso, che in Asia porta fortuna, ha fatto dare giudizi molto migliori del verde, che invece è neutro. In un altro esperimento invece si è visto che gli americani di venerdì 13 evitano qualsiasi rischio, e non fanno scommesse anche se la possibilità di vittoria è molto alta.

"La superstizione può agire sia in positivo che in negativo - spiegano Lauren Block e Thomas Kramer del Baruch College di New York - e può essere sfruttata. In Cina ad esempio una compagnia aerea ha speso 2,4 milioni di Yuan (225mila euro) per avere il numero 88888888. Non sorprende che le Olimpiadi a Pechino verranno inaugurate l'8 agosto 2008".

Aborto, sei consigliere del Csm chiedono un intervento sul caso di Napoli

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/02/2008

Le sei consigliere che siedono nel Consiglio Superiore della Magistratura hanno chiesto l'intervento del Csm, in merito al blitz della polizia di lunedì al Policlinico di Napoli durante un aborto terapeutico. Gli agenti avevano fatto irruzione dopo una segnalazione anonima, rivelatasi poi falsa, di un intervento fuori legge.

Nel documento presentato al comitato di presidenza le sei donne togate affermano che l'iniziativa deve servire per "riflettere sulle modalità dell'intervento dell'autorità giudiziaria e sulla tutela dei valori costituzionalmente protetti". La riflessione, a parere delle consigliere, "si impone a seguito delle notizie di stampa odierne che riferiscono di una operazione di polizia giudiziaria autorizzata dal pubblico ministero di Napoli che avrebbe comportato, sulla base di una segnalazione anonima, un intervento in ambiente ospedaliero, da parte di numerosi agenti, che avrebbero proceduto all'esame di una donna sottoposta pochi minuti prima ad una interruzione volontaria di gravidanza e al sequestro, oltre che della documentazione, del feto".

Il documento presentato dalle consigliere, "ha trovato - si legge in una nota - generalizzato consenso all'interno del Consiglio". Da quanto riferito, aggiungono le togate e le laiche dell'organo di autogoverno della magistratura, "sembrerebbe essere stata pretermessa ogni considerazione della particolarissima e traumatica situazione imprescindibilmente correlata ad ogni interruzione volontaria di gravidanza".

Un fatto, questo, che "se troverà conferma - osservano Maccora, Pilato, Napolitano, Cesqui, Tinelli e Vacca - merita l'attenzione del Consiglio soprattutto se si considera che la legge 194, disciplinando le condizioni e le modalita' per l'interruzione, prevede una procedura che consente di verificare documentalmente l'osservanza delle condizioni di legge".

Infatti, "l'obbligo di accertamento degli illeciti penali impone spesso la compressione della sfera più privata delle persone - rilevano le sei consigliere - ma in tali casi, vista la delicatezza degli interessi costituzionalmente protetti in gioco, appare indispensabile una verifica rigorosa della sussistenza delle condizioni di legge e l'adozione di modalità esecutive compatibili con il rispetto della persona, specie se in situazione di difficoltà o debolezza".

Il Cardinale Crescenzio Sepe chiede una Green-Quaresima a Napoli

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/02/2008

Dopo il progetto di Greenpeace sui rifiuti a Napoli, si moltiplicano le iniziative della gente per promuovere la raccolta differenziata porta a porta e il Cardinale Crescenzio Sepe chiede una Green-Quaresima a 21 parrocchie per una raccolta domiciliare organizzata dagli stessi fedeli.

A gennaio l'organizzazione ambientalista con "Differenziamoci" aveva coinvolto cinquanta famiglie napoletane nella zona Colli Aminei per una raccolta differenziata porta a porta che aveva avuto un grande successo, raggiungendo il 73 per cento di rifiuti differenziati.

L'esperimento si era concluso con un'azione davanti il palazzo della Regione di Bassolino e la partecipazione di Lello Arena per proporre alla Campania e al Comune di Napoli una soluzione all'emergenza rifiuti vantaggiosa per salute, ambiente e posti di lavoro.

Durante la Quaresima, nel cortile della parrocchia "Santa Teresa del Bambin Gesù" del quartiere Colli Aminei, protagonista dell'iniziativa di Greenpeace, il lunedì e il mercoledì si potranno portare plastica, metallo, carta e vetro differenziati. "Santa Teresa" raduna 18 mila fedeli.

A questa, il Cardinale Sepe ne ha aggiunte altre 20, coinvolgendo un numero enorme di fedeli. Soltanto la Cappella Cangiani, nel Vomero Alto, ne conta più di 30 mila. Il Cardinale Crescenzio Sepe si era già pronunciato in passato a favore della raccolta differenziata, proponendo anche di formare delle cooperative di giovani per gestirla.

Morgan Stanley licenzia mille persone nel settore mutui

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/02/2008

Morgan Stanley ha deciso di tagliare 1.000 posti di lavoro nella sua divisone mutui residenziali destinata ad essere ridimensionata alla luce della crisi del mercato immobiliare Usa.

La decisione del gigante finanziario americano implichera' infatti la completa chiusura della controllata britannica Advantage Home Loans e la riduzione dell'organico negli Stati Uniti dove continuera' a erogare mutui residenziali solo attraverso la sua Saxon Mortgage Services.

Nel dicembre 2007 il 10% della banca di affari è stato acquistato dal governo cinese tramite China Investment Corporation, la stessa società che ha acquistato il 10% del fondo americano di private equity Blackstone e il 3% della banca londinese Barclays.

Kosovo: Russia e Serbia chiedono riunione Onu

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/02/2008

MOSCA - La Russia e la Serbia hanno chiesto oggi una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell'Onu sul Kosovo, dopo le voci su una imminente dichiarazione di indipendenza il 17 febbraio. Lo riferisce l'agenzia Interfax citando l'emissario per i Balcani del ministero degli esteri russo, Aleksandr Botsa-Kharcenko, che ha sottolineato come l'iniziativa sia partita da Belgrado e abbia ottenuto l'appoggio di Mosca. La Russia, ha detto il diplomatico, spera che la riunione si possa tenere entro la settimana.

Traffico esseri umani: piaga globale, milioni vittime

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/02/2008

(di Flaminia Bussotti)

Una piovra gigantesca con un buisiness trasversale in tutto il pianeta, milioni di vittime e profitti ingenti: il traffico di esseri umani, una piaga che ha assunto ormai dimensioni globali, è al centro di una conferenza delle Nazioni Unite apertasi oggi a Vienna, con la partecipazione di 1.200 delegati, fra rappresentanti di governi, esperti, ong. Ai lavori, da oggi a venerdì, partecipano anche personalità politiche e dello spettacolo impegnate nella difesa dei diritti umani: dalla moglie del presidente egiziano, Suzanne Mubarak, all'attrice inglese Emma Thompson, al cantante portoricano Ricky Martin.

La conferenza, la prima del genere mai tenuta dall'Onu, é stata aperta dal responsabile dell'Ufficio Onu per la lotta alla droga e al crimine, Antonio Maria Costa. Per l'Italia partecipa il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, che interverrà venerdì. Stime delle Nazioni Unite parlano di fino a 2,7 milioni di persone in tutto il mondo vittime della tratta umana di cui l'80% donne e bambini. Il fenomeno comprende lo sfruttamento sessuale, il lavoro forzato, il traffico di organi, delle adozioni e i matrimoni forzati. Molto spesso questa forma di crimine va di pari passo con altri fenomeni di illegalità, come l'emigrazione clandestina, la pedofilia, lo sfruttamento di bambini. Accanto a quello di armi e di stupefacenti, il traffico di esseri umani è una delle fonti più lucrative di proventi della criminalità organizzata, con massimi profitti e minimi rischi. Secondo stime dell'Onu il volume di utili complessivo si aggira cui 32 miliardi di dollari l'anno. In dichiarazioni all'ANSA a margine dei lavori, Grasso ha sottolineato che la legislazione italiana al riguardo "é all' avanguardia". Anche in tema di repressione l'Italia registra successi: solo lo scorso gennaio sono state arrestate 75 persone, per lo più originarie di Nigeria e Ghana.

L'andamento dei processi è costante, il che vuol dire che la "repressione viene fatta con molto impegno". "Abbiamo leggi che aiutano nella prevenzione e anche nell'assistenza delle vittime". Le organizzazioni che operano nel nostro Paese sono tutte straniere ma hanno addentellati locali, la cooperazione internazionale, con i paesi di origine "é difficile", ha detto. Fra i paesi in prima fila in questa rete del crimine particolarmente disumana figurano Albania, Romania, Ucraina, Moldavia, Bosnia, Nigeria, Ghana, e Amaerica Latina. In Africa si calcola che due milioni di persone siano pronte a tutto per di sfuggire alle loro condizioni di vita: tutte vittime potenziali di trafficanti senza scrupoli. "Nessun paese può risolvere da solo" il problema della tratta umana: la chiave per la soluzione sarebbe, dice, riuscire a invertire lo scenario attuale: anziché grossi profitti e pochi rischi, pochi profitti e grossi rischi. "Le parole non bastano più, dobbiamo intervenire, e subito", ha detto il ministro degli esteri austriaco Ursula Plassnik intervenendo ai lavori.

La signora Mubarak, sociologa, ha insistito sull'importanza di rafforzare l'attenzione sulle vittime: il traffico umano non è più solo una forma di criminalità ma una minaccia per la sicurezza degli stati, ha detto. Costa ha da parte sua rilevato che questa di Vienna non é una conferenza intergovernativa né un foro di discussione bensì una corsa "alla lotta al traffico di esseri umani a cui tutto il mondo corre assieme". L'attrice britannica Thompson si é invece appellata ai media a interessarsi di più dei destini delle vittime. Parallelamente alla conferenza è allestita a Vienna una mostra con sette container che illustrano il martirio esemplare di una moldava di 18 anni costretta per quattro anni a prostituirsi in Gran Bretagna, inclusa la ricostruzione di una stanza del bordello dove la ragazza doveva accontentare fino a 40 clienti al giorno per 20 euro a quarto d'ora.

Il Senato Usa vara la legge sulle intercettazioni antiterrorismo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/02/2008

Il Senato americano ha approvato una legge che amplia le capacità dell'intelligence di intercettare conversazioni e email come nuove misure antiterrorismo. Un provvedimento giudicato positivamente dal presidente, George W. Bush, sottolineando che l'America rischia attacchi terroristici "da far impallidire l'11 settembre" e per questo l'intelligence americana ha bisogno di leggi che ne aumentino le capacità di azione.

In un discorso pronunciato dallo Studio Ovale, Bush ha esortato il Congresso a varare la legge sulle intercettazioni antiterrorismo e ha poi giudicato positivamente l'approvazione della legge da parte del Senato. "Dobbiamo essere in grado di sapere a chi parlano i terroristi", ha detto il presidente Bush, esortando la Camera a seguire la strada del Senato e ammonendo che non approverà proroghe temporanee del programma di intercettazione, ma solo una legge di lungo termine.

Giovedì 14 Febbraio 2008

Emanuele Filiberto,chiedo scusa a italiani su risarcimento

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/02/2008

PALERMO - "Chiedo scusa agli italiani per il disagio che ha procurato loro la mia richiesta di risarcimento". A dichiararlo è stato Emanuele Filiberto di Savoia che in un'intervista all'ANSA è tornato su una questione che ha acceso polemiche nel nostro paese, la richiesta milionaria di risarcimento danni allo stato italiano per l' esilio vissuto. L'esponente di casa Savoia ha assicurato che il giudizio non andrà avanti: "Non voglio andare al risarcimento, non voglio andare a processo, non mi interessa. La mia, come già ho detto altre volte, è stata una lettera di richiesta danni inviata per bloccare la prescrizione, era mio diritto farlo. Mi scuso però per tutto il disagio procurato, gli italiani avevano ragione nel reagire così, non cerco scusanti. L'Italia non aveva bisogno di questo ulteriore problema, io non voglio dare problemi all'Italia". "Sappiano però gli italiani - ha tenuto a dire - che per 31 anni hanno proibito a me e mio padre di mettere piede sul suolo italiano. E la motivazione? Solo per il nome che portiamo. Per me questo non è giusto e gli italiani devono sapere che quella legge era un torto. Il nostro è stato un esilio, anche se 'dorato'". Secondo Emanuele Filiberto le istanze avanzate con la richiesta dei danni "sono state più capite dagli italiani all'estero".

EMANUELE FILIBERTO IN POLITICA? 'PERCHE'NO? FRA 5 ANNI'

Emanuele Filiberto di Savoia sta pensando di impegnarsi in politica: "Perché no? Tra 5-10 anni. Dopo che avrò studiato, quando sarò pronto". Lo ha detto all'ANSA lo stesso esponente di casa Savoia che si trova a Palermo per partecipare ad un convegno internazionale promosso dalla Croce Rossa Italiana sull'immigrazione delle donne nel Mediterraneo. Anche se l'appuntamento con la politica attiva non é imminente, Emanuele Filiberto ha ben chiaro però dove si impegnerebbe già da subito, "per gli italiani all'estero".

Il suo interesse per la politica é motivato dal fatto che "solo così è possibile cambiare e far evolvere le cose in Italia. Ecco perché non mi sento di escludere questa ipotesi". Destra o sinistra? "Per me - ha risposto - destra o sinistra non dovrebbero esistere, andrebbero cancellati gli estremi sia a destra che a sinistra. Anche se riconosco che ci sono persone per bene in ogni schieramento. Oggi serve una coalizione per il bene degli italiani". Positivo in tal senso l'esempio del presidente francese Sarkozy. Emanuele Filiberto ha giudicato poi "un grande errore" tornare a votare con l'attuale legge elettorale: "Non ha senso, il cittadino non può scegliere un suo rappresentante, è una legge che non rappresenta il paese. Spero che il nuovo governo modifichi le norme e faccia ritornare presto i cittadini a votare. Sono convinto che quello che uscirà ad aprile non è il voto degli italiani ma delle segreterie di partito".

Libano, ucciso super ricercato di Hezbollah

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/02/2008

Israele ha elevato il livello di allerta nel territorio nazionale e nelle sue rappresentanze all' estero dopo la uccisione a Damasco di Imad Mughniyeh, un responsabile militare degli Hezbollah libanesi. Ieri il governo di Ehud Olmert si è detto estraneo a quell' episodio, ma per gli Hezbollah non resta dubbio che egli sia stato ucciso dal Mossad, il servizio di spionaggio israeliano. Nel timore di attacchi da parte degli integralisti sciiti, i servizi di sicurezza hanno rafforzato la protezione attorno ai principali dirigenti di Israele: innanzi tutto Olmert e il ministro della difesa Ehud Barak. Misure cautelative straordinarie sono state imposte anche alle rappresentanze diplomatiche di Israele. Non viene peraltro esclusa la possibilità di attacchi terroristici contro istituzioni ebraiche nel mondo. Un maggiore livello di allerta si nota inoltre nelle ultime ore al confine fra Israele e Libano. Nel frattempo proseguono i lanci sporadici di razzi palestinesi da Gaza verso il Neghev. Due razzi sono stati sparati verso la città di Sderot dove sono esplosi senza provocare vittime.

LIBANO: UCCISO SUPER RICERCATO DI HEZBOLLAH

(di Giorgio Raccah)

Israele, primo ma non unico sospettato, esulta per l'uccisione dell'arciterrorista Imad Mughniyeh, ma, come è buona regola in casi del genere, al tempo stesso respinge, come afferma l'ufficio del premier Ehud Olmert, "ogni tentativo di elementi terroristici di implicarlo in questo caso". Al di là di questa posizione, del resto prevedibile, si può essere certi che dentro il superprotetto vasto campo recintato dove hanno sede i servizi segreti, sulla strada costiera pochi chilometri a nord di Tel Aviv, si sono stappate oggi numerose bottiglie di champagne. E probabilmente nel mausoleo che ricorda gli agenti segreti caduti in missione, corone di fiori sono state deposte sotto i nomi di quelli uccisi in più di un ventennio di intensa caccia a Mughniyeh. La soddisfazione era visibile sul volto del premier Ehud Olmert, al quale fanno capo il Mossad e lo Shin Bet. Insolitamente, Olmert si è a lungo soffermato nel ristorante della Knesset, dove molti si sono felicitati con lui, e anche in aula, dove l'ex ministro per le questioni strategiche Avigdor Lieberman lo ha ostentatamente abbracciato.

L'ex capo del Mossad, Dany Yatom, ha definito Mughniyeh "uno dei terroristi più pericolosi al mondo" - "altrettanto pericoloso quanto Osama Bin Laden" - che ha agito "con la piena cooperazione dei servizi segreti iraniani". Di tutti i numerosi nemici emersi nei 60 anni di vita dello Stato ebraico, Mughniyeh è stato uno dei più micidiali. A lui é attribuito l'attentato dinamitardo che nel 1983 distrusse il comando israeliano a Tiro, in sud Libano, con la morte di decine di militari e di agenti dei servizi di sicurezza. Israele gli attribuisce anche nel 2000 il rapimento e l'uccisione di tre soldati al confine col Libano e nel 2006 di altri due, sempre sul confine libanese, innescando il conseguente conflitto.

Le riconosciute capacità operative degli Hezbollah libanesi sono in gran parte merito di Mughniyeh, vera primula rossa del terrorismo, sfuggito per più di vent'anni alla caccia che gli hanno dato, oltre al Mossad, i servizi segreti americani e di una quarantina di altri paesi, inclusi alcuni Stati arabi. Nella lista dei ricercati dagli Usa Mughniyeh occupava il secondo posto dopo Bin Laden. Mugniyeh - ha detto una fonte israeliana - "é stato un esperto nella progettazione e attuazione di attentati e nel mantenere un basso profilo riuscendo per venti anni a sfuggire ai numerosi tentativi di molti di liquidarlo". Secondo fonti informate, Mugniyeh era l'unico terrorista a godere della personale fiducia della Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khameney, e di Osama Bin Laden. La sua uccisione é perciò un duro colpo inferto anche a loro oltre che agli Hezbollah. Sami Abuy Zuhri, portavoce di Hamas a Gaza ha affermato che l'uccisione di Mughniyeh è un messaggio che Israele ha rivolto ai leader del movimento islamico ospiti a Damasco. Hamas, ha aggiunto, non si lascia però intimorire.

(giorgio.raccah@ansa.it).

UNA VITA IN FUGA A ORDIRE ATTENTATI

(di Lorenzo Trombetta)

"Superterrorista" per molti, "martire dei martiri della resistenza" per molti altri: sarà così ricordato Imad Mughniyeh, l'alto ufficiale del movimento sciita libanese Hezbollah ucciso da un'autobomba ieri sera a Damasco, dopo essere riuscito per 22 anni a sfuggire all'arresto e all'eliminazione fisica da parte di Stati Uniti e Israele. Anche noto come 'il Camaleonte' per le sue capacità trasformiste (si dice si sia sottoposto a una plastica facciale), Mughniyeh lega il suo nome a una quindicina di devastanti attentati compiuti dai primi anni '80: gli attacchi contro l'ambasciata Usa, una caserma dei marines a una dei parà francesi a Beirut tra il 1983 e il 1984 (362 vittime), il dirottamento di un aereo della Twa in linea tra Roma e Atene nel 1985, le esplosioni di Buenos Aires contro l'ambasciata israeliana nel 1992 (29 morti) e contro la sede dell'associazione argentino-israeliana nel 1994 (85 vittime). Mughniyeh, nome di battaglia Hajj Radwan, nasce 46 anni fa da una rispettata famiglia di giureconsulti sciiti del sud del Libano.

Dopo essersi unito, all'età di 15 anni, alle milizie palestinesi di Al Fatah, figura come uno dei fondatori dell'allora clandestino movimento sciita Hezbollah. Rifugiatosi per anni in Iran per scappare dall'Interpol e, dal 2001, presente nella lista Fbi dei "22 terroristi più ricercati al mondo", Mughniyeh è riuscito a sfuggire dal 1986 a numerosi tentativi di cattura o uccisione da parte dei servizi segreti Usa e israeliani, che non hanno invece risparmiato i suoi due fratelli, Jihad e Fuad, eliminati rispettivamente nel 1985 e nel 1994. Mughniyeh, indicato come ufficiale di collegamento tra Hezbollah e servizi segreti iraniani, per molti sarebbe anche dietro all'uccisione a Beirut nel 1985 del capo della Cia in Medio Oriente, William Francis Buckley e alla fornitura di armi a Teheran in cambio della liberazione di ostaggi occidentali in Libano (vicenda che dette vita allo scandalo Iran-Contras del 1987).

Nel corso degli anni, il 'camaleonte' è stato anche additato da fonti di intelligence e di stampa quale 'anello di congiunzione' tra i servizi iraniani e la rete di Bin Laden, o tra Hezbollah e Al Qaida. Sarebbe quindi stato coinvolto in varia misura negli attentati del 1996 a Khobar, in Arabia Saudita e a quelli del 1998 contro le ambasciate Usa in Kenya e Tanzania; all'attacco nel 2000 contro la cacciatorpediniere Usa 'Cole' in Yemen; degli attentati di New York e Washington dell'11 settembre 2001; all'invio di armi all'Autorità nazionale palestinese (Anp) sequestrate dall'esercito israeliano nel 2002 sulla nave 'Karine-A'. E' stato chiamato in causa anche quale 'mente' dell'attacco nel novembre 2003 contro la base militare di Nassiriya, in Iraq, che causò la morte di 19 italiani; degli attentati a Istanbul, sempre nell'autunno 2003, contro le sinagoghe, il consolato e una banca britannici. Un "medagliere" che potrebbe far invidia allo stesso Bin Laden e che si sarebbe potuto addirittura arricchire di nuove "imprese" nel prossimo futuro. Proprio due settimane fa il settimanale Usa Newsweek avvertiva che Mughniyeh era coinvolto nella pianificazione di nuovi attentati.

Bce, sulla crescita del Pil incombe 'incertezza insolitamente elevata'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/02/2008

Sulla crescita economica dell'area dell'euro incombe "una incertezza insolitamente elevata" e la Banca centrale europea rileva "la possibilità che gli andamenti dei mercati finanziari abbiano ricadute più estese del previsto". La Bce mette in guardia sul rischio di un rialzo dei prezzi, sul rallentamento della crescita economica ed invita a tenere sotto controllo i salari per una "possibile crescita più vigorosa del previsto".

Gli esperti della Bce, dunque, rivedono al ribasso le stime di crescita del Pil della zona euro, che quest'anno si attesterà solo all'1,8 per cento (la precedente previsione era 2,1 per cento) per arrivare al 2 per cento nel 2009 (precedentemente era pari a 2,2 per cento).

Permangono anche rischi e pressioni al rialzo sull'inflazione, che "non si devono propagare al medio termine", ribadisce l'istituzione di Francoforte con il bollettino mensile diffuso a sette giorni dalla decisione di lasciare il costo del danaro invariato al 4%.

Per gli economisti il costo della vita in Eurolandia è destinato a collocarsi al 2,5 per cento (2 per cento la precedente previsione). Resta stabile al 2 per cento la stima per il 2009 e si prevede un tasso di inflazione di medio e lungo termine al 2 per cento (1,9 per cento la stima precedente).

Case, prezzi in calo ma non in Italia

La Bce rileva che i prezzi delle case in Italia non sono diminuiti nel 2007. Mentre in Eurolandia "i prezzi degli immobili hanno mostrato una moderazione della dinamica dei prezzi - spiega la Banca centrale europea - in Italia il costo delle abitazioni è rimasto in linea con quello registrato nel 2006". In particolare, si legge nel bollettino, nel Belpaese "gli aumenti dei prezzi delle case sono stati del 6,6 per cento nel primo semestre del 2007, dal 6,7 per cento riscontrato nel 2006". Quanto alla zona euro, prosegue la Bce, la moderazione della dinamica dei prezzi delle abitazioni è stata "più accentuata in Paesi come Belgio, Irlanda Spagna, Francia e Malta, ma non in Italia, Paesi Bassi e Austria". Inoltre, conclude il bollettino mensile dell'Eurotower, "in Eurolandia si riscontra un rientro delle tensioni sui mercati degli immobili residenziali dopo la lunga fase di cospicui aumenti dei prezzi" e una "marcata diminuzione della domanda di mutui alle famiglie".

Uil: su salari rischio di deriva tecnocratica

C'è un rischio concreto di deriva tecnocratica nelle indicazioni della Banca Centrale Europea. Lo afferma in una nota il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, commentando l'allerta dei banchieri centrali riguardo ai "presunti effetti che una 'crescita salariale più vigorosa del previsto' avrebbe sull'inflazione". "Rischio - continua - che le istituzioni politiche europee dovrebbero evitare. C'è la necessità di attuare un controllo maggiore sulle dinamiche dei prezzi, e di indicare politiche per lo sviluppo e per una più ampia diffusione della ricchezza. Tutte cose - prosegue - di cui sicuramente ha bisogno l'Italia. Per questo oggi, come la Uil chiede da tempo, aumentare salari e pensioni attraverso una riduzione delle tasse è un preciso disegno di politica economica che coniuga le esigenze di milioni di cittadini con il sostegno alla crescita economica del Paese".

Bush a sorpresa in Iraq. 'La guerra non è ancora finita'.

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/12/2008

La guerra in Iraq non e' ancora finita ha detto oggi da Baghdad il presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel corso di una visita a sorpresa nel Paese . Le cose in Iraq "non sono state facili", ma l'intervento americano era "necessario per la sicurezza degli Stati Uniti" ha aggiunto Bush.

Un uomo gli lancia contro le sue scarpe

Un piccolo incidente senza conseguenze ha disturbato l'incontro di Bush con il premier iracheno Nuri al-Maliki. Un uomo, immediatamente fermato dai servizi di sicurezza, ha tentato di colpire il presidente degli Stati Uniti lanciandogli due scarpe. Quindi, prima di rispondere alle domande dei giornalisti, Bush, scherzando, ha detto: "So solo che erano di taglia 10", cioè 44,5.

Quella di oggi è la quarta visita di Bush in Iraq da quando il regime di Saddam Hussein è stato rovesciato. Ieri era arrivato in Iraq il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, che conserverà lo stesso incarico anche con la presidenza di Barack Obama a partire dal prossimo mese di gennaio.

Il presidente, ha precisato la Casa Bianca, ha incontrato i leader iracheni, ringraziato le truppe e celebrato il nuovo accordo sulla sicurezza raggiunto con il governo iracheno.

Si tratta delle quarta visita di Bush dall'invasione americana del Paese nel 2003.

Al suo arrivo a Baghdad Bush è stato accolto con gli onori militari dal presidente iracheno Jalal Talabani, secondo quanto mostrato dalle immagini della Cnn.

Ricostruzione un flop, rapporto governativo Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2008

ROMA - Un rapporto redatto dal governo americano non ancora reso pubblico ma di cui il New York Times è venuto a conoscenza rivela che la costosissima ricostruzione dell'Iraq è stata un fallimento è che ha inghiottito senza alcun risultato oltre cento miliardi di dollari.

Raccogliendo elementi e stralci di questa 'bozza' il giornale afferma che tutti gli sforzi rivolti a ricostruire il paese mediorientale dopo l'invasione del 2003 e in particolare a ridare forza alla polizia e all'esercito sono stati paralizzati da dispute burocratiche e dalla pessima conoscenza della società irachena.

Il Pentagono, denuncia chiaramente il rapporto che conta ben 513 pagine, ha cercato di nascondere il fallimento gonfiando e modificando le cifre. Ad esempio vengono citate, tra virgolette, alcune parole pronunciate dall'ex segretario di stato Colin Powell, secondo il quale il Pentagono nei mesi successiva all'invasione "ha continuato a inventarsi in numeri sui membri delle forze di sicurezza: questo numero aumentava di 20mila unità alla settimana". Ricardo Sanchez, ex comandante delle truppe americane in Iraq, ha confermato questa affermazione.

La conclusione del rapporto è che ora gli Stati Uniti non hanno né la capacità tecnica, né la visione politica, né la struttura organizzativa per portare a compimento il più grande piano di ricostruzione elaborato dai tempi del Piano Marshall. Fino alla metà del 2008 sono stati spesi in Iraq 117 miliardi di dollari, si dice nel rapporto, ma non è stato avviato nulla di davvero innovativo. Al massimo è stato rimesso in piedi ciò che le cannonate del 2003 e i successivi saccheggi avevano distrutto.

Una scarpa per Bush

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/12/2008

Il presidente George W. Bush ha fatto una sorpresa ai soldati americani in Iraq, offrendo loro l'ultima visita da presidente. Un giornalista iracheno ha pensato inopinatamente di farne una anche lui e, durante la conferenza stampa congiunta che Bush stava tenendo con il suo omologo Nouri al-Maliki, ha lanciato contro l'inquilino della Casa Bianca entrambe le proprie scarpe, urlando: "È un bacio d'addio, cane!". Va ricordato che il lancio delle scarpe è, nel mondo arabo, un gesto di estrema disapprovazione.

Minimizzando l'episodio, il presidente Bush ha dato prova di una grande presenza di spirito: "Posso solo dire che era una taglia 10" ha scherzato dopo aver schivato entrambi i colpi.

Pensioni: Brunetta ribadisce, bisogna obbedire a Corte Ue

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2008

ROMA - ''Una battaglia di liberta''' della quale sara' informato il prossimo Consiglio dei ministri e il premier, Silvio Berlusconi. In ogni caso bisogna ''obbedire'' alla sentenza della Corte di Giustizia Ue. Il ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta va avanti sulla necessita' di unificare l'eta' pensionabile a 65 anni per uomini e donne nel pubblico impiego.

E spiega - intervenendo a 'Brunetta della domenica' su Rtl - che non si tratta di una scelta, ma che bisogna appunto ''obbedire'' alla sentenza della Corte di Giustizia Ue che impone all'Italia di superare questa differenza. Una sentenza che ''comunque condivido'' dice il ministro. Il giorno dopo le polemiche che hanno accolto la sua esternazione resa durante un convegno a Stresa il ministro risponde cosi' ai critici. Innanzitutto il collega di Governo, il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, che parlando dell'idea del ministro l'aveva liquidata con una battuta (''Brunetto-scherzetto''): ''Calderoli e' un simpaticone, una persona intelligente, - risponde Brunetta - ma probabilmente non ha studiato il dossier''.

Il ministro poi punta il dito contro i suoi critici e in particolare contro ''la sinistra sindacale che perde questa occasione per una battaglia di liberta', uguaglianza e pari opportunita''' e che invece ''difende posizioni ipocrite, insopportabili''. Ma anche parte della destra - dice quando gli si fa notare la contrarieta' espressa dal segretario dell'Ugl, Renata Polverini - ''si arrocca su posizioni conservatrici''. Brunetta risponde anche al numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani: ''si studi bene il dossier. Io l'ho fatto perche' sono una persona seria e quando dico le cose, e questo lo dico anche a Calderoli, lo dico perche' ho studiato il dossier che e' di mia competenza. Studiatevi i dossier, signori miei che parlate!''. Il ministro torna poi a parlare piu' in dettaglio della sua posizione: ''non bisogna rispondere'' alla sentenza della Corte di Giustizia Ue ''ma obbedire''. E per far questo - ribadisce - ''c'e' gia' un comitato interministeriale all'opera''.

L'equiparazione dell'eta' pensionabile nel pubblico impiego, al di la' della sentenza europea, e' comunque - secondo il ministro - ''una battaglia di liberta'''. Non si tratta di ''mettere mano alla riforma delle pensioni - rassicura il ministro - che e' un tormentone che angoscia gli italiani, ma dobbiamo obbedire alla sentenza. Tutti sappiamo che le donne non fanno carriera , che hanno meno salario e che non arrivano ai vertici delle varie professioni'' e questo perche'svolgono un doppio o triplo ruolo (lavoratrici, madri, ecc). Lo Stato ''per tutta compensazione dice loro di andare in pensione prima, magari per accudire i nipoti o gli anziani perche' lo stesso Stato non fornisce i servizi necessari. Ma chi l'ha detto che le donne devono fare le badanti o le infermiere? - si chiede Brunetta - questa e' una battaglia di liberta'''.