DEI RICCHI

2007 - Dicembre - Settimana 1

Indice dei giorni


01/12/2007 * 02/12/2007 * 03/12/2007 * 04/12/2007 * 05/12/2007 * 06/12/2007 * 07/12/2007 *

Sabato 1 Dicembre 2007

Eni: progressi su giacimento Kashagan, intesa entro il 20

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2007

ROMA - Il consorzio guidato dall'Eni per lo sfruttamento del giacimento del Kashagan parla di "buoni progressi" nelle trattative con il governo del Kazakhstan e comunica che la scadenza per raggiungere una intesa è stata fissata per il 20 dicembre.

Enciclica: applausi da cattolici, atei 'offesi'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2007

CITTA' DEL VATICANO - Non si fanno attendere, con voci di critica da un lato e di apprezzamento dall'altro, le reazioni del mondo della cultura e della religione alla seconda enciclica di Benedetto XVI, 'Spe Salvi', pubblicata oggi, che invita i fedeli a cercare la salvezza nella speranza cristiana contro il vuoto di senso del mondo contemporaneo e lo strapotere dell'ideologia e della politica. Secondo il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, la 'Spe Salvi' si rivolge specialmente all'Europa. "Abbiamo davvero bisogno di questa speranza che proviene da Dio - è stato il commento del porporato -, ne ha bisogno in particolare la nostra Europa. Il continente europeo registra segni, fenomeni e fatti concreti di speranza umana che si smarrisce e crolla, che non ha più la forza di volgere lo sguardo progettuale al futuro, dopo aver abbandonato e rinnegato la propria storia". "Interesse" per la Lettera ai fedeli del Papa è stato espresso dal protestante Daniele Garrone, decano della facoltà valdese di teologia. Garrone sottolinea il valore positivo dell'enciclica "anche per la riflessione ecumenica", da condursi però "in un approfondito dibattito, che sappia presentare sullo stesso piano un numero di voci realmente diverse, capaci di esprimere realmente il pluralismo della cultura europea degli ultimi secoli, di cui il nostro Paese è purtroppo orfano". E voce diversa è senz'altro quella degli atei che, al passaggio dell'enciclica in cui Benedetto XVI imputa all'ateismo di essere la "premessa" cui "siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia" rispondono con accento critico, nelle parole di Raffaele Carcano, segretario dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che "gli atei non si sentono senza speranza. Anzi vivono benissimo così, nell'orizzonte attuale della loro vita terrena, senza Dio ma con la ragione". Agli atei fa eco Piergiorgio Odifreddi, matematico e autore del libro 'Perche' non possiamo dirci cristianì, secondo cui la religione non ha il diritto di imporre l'etica alla scienza. "E' ovvio - afferma - che questa debba avere dei fondamenti etici, ma nessuno li può imporre dall'esterno". Tantomeno, attacca Odifreddi, Ratzinger giacché "l'etica che lui rappresenta non è molto migliore, visto che ha portato a fenomeni sanguinosi come le crociate e l'Inquisizione". Di autocritica del cristianesimo moderno che deve imparare di nuovo cosa sia la speranza in Dio, parla invece, citando un passaggio dell'enciclica, il portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. "Abbiamo tanto apprezzato i 'mea culpa' risonati spesso nei discorsi dei Papi precedenti - osserva padre Lombardi - qui abbiamo probabilmente un 'mea culpa' caratteristico di questo pontificato, in cui dimensione pastorale e culturale si uniscono profondamente". L'Osservatore Romano da parte sua, in un editoriale a firma del direttore Gian Maria Vian, dal titolo 'L'attesa che abita già il cuore dell'uomò, segnala che l'enciclica di Ratzinger vuole rispondere "alle domande che si agitano nel cuore di ogni donna e di ogni uomo del nostro tempo". Infine la 'Spe salvi' viene salutata con gioia dal presidente della Acli, Andrea Olivero. "Contro le ondate di pessimismo e sfiducia che sembrano sommergerci quotidianamente - dice - Benedetto XVI vuole riaccendere nei cuori degli uomini e dei popoli la fiducia nel futuro e in un futuro in comune".

Papa: denuncia, relativismo morale domina Onu

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2007

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha denunciato la logica del ''relativismo morale' che domina ormai l'Onu e gli altri organismi internazionali. C'e' un rifiuto, ha detto, a riconoscere la centralita' della ''legge morale naturale'' e della difesa della ''dignita' dell'uomo''. Le regole internazionali - si e' lamentato - si basano solo su una ragione politica e non etica, e cio' porta ad ''amari risultati''. Di cio' Ratzinger ha parlato ricevendo, nel Palazzo Apostolico, un centinaio di rappresentanti dell'Ong cattoliche piu' importanti del mondo e accreditate presso le istituzioni delle Nazioni Unite.

I rappresentanti delle Ong cattoliche sono stati convocati ieri in Vaticano dal segretario di Stato , card. Tarcisio Bertone, in un summit destinato a creare una rete internazionale di coordinamento e pressione cattolica per sostenere, nell'Onu e negli altri organismi associati, la politica internazionale della Santa Sede a difesa della vita e dei diritti umani. ''Questa unita' di obiettivi puo' essere raggiunta solo con una varieta' di azioni e ruoli'', ha spiegato oggi Benedetto XVI. Pur lodando i progressi fatti in materia di diritti umani dalla comunita' mondiale, Papa Ratzinger ha osservato che ''le discussioni internazionali sembrano spesso segnate da una logica relativistica e il rifiuto di ammettere la verita' sull'uomo e la sua dignita' viene considerata come la sola garanzia di una coesistenza pacifica tra i popoli''. ''Per tacere - ha aggiunto - della possibilita' di un'etica basata sul riconoscimento della legge naturale morale''. Cio' ha portato - ha ammonito il Papa - all'imposizione di ''una nozione di legge e di politica che in definitiva fa del consenso tra gi Stati la sola reale base delle norme internazionali''. ''Gli amari frutti della logica relativistica - ha detto - sono tristemente evidenti: per esempio il tentativo di considerare i diritti umani come la conseguenza di stili di vita autoreferenziali; la mancanza di preoccupazione per i bisogni economici e sociali delle nazioni piu' povere; il disprezzo per la legge umanitaria, e una difesa selettiva dei diritti umani''. I principi etici ''non sono negoziabili'', ha ribadito con forza, esortando le Ong cattoliche a un impegno ''adeguato'' sulla scena internazionale. Le parole del Papa riecheggiano le recenti polemiche tra Chiesa Cattolica e alcuni organismi internazionali, tra cui Amnesty, che vorrebbero inserire il diritto all'aborto tra i diritti umani riconosciuti a livello mondiale. All'indomani dell'enciclica 'Spe Salvi', (La speranza ci rende liberi), Benedetto XVI ha voluto poi ribadire che anche le Nazioni Unite non possono agire come se Dio non ci fosse. Un tema che probabilmente riprendera' nell'aprile 2008, quando, nell'ambito di una visita negli Stati Uniti, pronuncera' un discorso davanti all'Assemblea Generale dell'Onu, nel Palazzo di Vetro a New York.

L'Onu al Papa: siamo fondati sui diritti umani

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2007

NEW YORK - Le Nazioni Unite nascono ''da un accordo tra Stati'' e ''si fondano sui diritti dell'uomo'': per le Nazioni Unite ''una delle pietre miliari della sua storia e' la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo''. In questi termini il portavoce del Palazzo di Vetro, Farhan Haq, in una dichiarazione all'Ansa, ha commentato oggi quanto detto da Papa Benedetto XVI, secondo il quale l'Onu e altri fori internazionali sono segnati da una logica di ''relativismo morale''.

Il portavoce delle Nazioni Unite ha spiegato che il fine dell'Onu e' quello di mediare tra le diverse posizioni, ma avendo sempre presente che ''i diritti dell'uomo sono il suo valore fondante''. ''Le Nazioni Unite nascono da un accordo tra Stati - ha ribadito Farhan Haq, numero tre della sala stampa del Palazzo di Vetro - ma non dimenticano che una delle pietre miliari dell'Onu e' la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo''.

Secondo il portavoce delle Nazioni Unite, il documento firmato a Parigi quasi sessant'anni fa, il 10 dicembre 1948, ha

''innestato nel dna'' dell'Onu quegli stessi principi etici di cui parla il Papa, e che secondo Benedetto XVI ''non sono

negoziabili per loro natura e per il loro ruolo di fondamento della vita sociale''.

Nella Sala Clementina a Roma, davanti ad un centinaio di rappresentanti di Organizzazioni non governative di ispirazione

cattoliche accreditate all'Onu, il Papa in mattinata aveva detto che spesso nel dibattito internazionale ''viene di fatto ad

imporsi una concezione del diritto e della politica il cui consenso tra gli Stati risulterebbe la sola fonte delle norme internazionali''.

A queste osservazioni, Haq ha risposto in serata da New York sottolineando che le Nazioni Unite, pur essendo una

organizzazione dove gli Stati sono i principali protagonisti, ''ascoltano anche i popoli, le ong, gli attivisti per i diritti

umani e i singoli parlamentari''. ''Dobbiamo fare di piu' - ha ammesso - ma l'Onu cerca sempre di includere il maggior numero

possibile di interlocutori''.

Il prossimo 18 aprile il Pontefice visitera' il Palazzo di Vetro. ''Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon vuole

parlare con il Papa di una grande varieta' di argomenti'' ha riferito Haq. L'agenda dell'incontro deve essere ancora discussa

in dettaglio, ha precisato il portavoce, ma Benedetto XVI e Ban Ki Moon potrebbero discutere anche del ''relativismo morale''

delle organizzazioni internazionali.

PAPA: RELATIVISMO MORALE SEGNA L'ONU

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha denunciato la logica del ''relativismo morale' che segna ormai l'Onu e gli altri organismi internazionali. C'e' un rifiuto, ha detto, a riconoscere la centralita' della ''legge morale naturale'' e della difesa della ''dignita' dell'uomo''. Le regole internazionali - si e' lamentato - si basano solo su una ragione politica e non etica, e cio' porta ad ''amari risultati''. Di cio' Ratzinger ha parlato ricevendo, nel Palazzo Apostolico, un centinaio di rappresentanti dell'Ong cattoliche piu' importanti del mondo e accreditate presso le istituzioni delle Nazioni Unite.

I rappresentanti delle Ong cattoliche sono stati convocati ieri in Vaticano dal segretario di Stato , card. Tarcisio Bertone, in un summit destinato a creare una rete internazionale di coordinamento e pressione cattolica per sostenere, nell'Onu e negli altri organismi associati, la politica internazionale della Santa Sede a difesa della vita e dei diritti umani. ''Questa unita' di obiettivi puo' essere raggiunta solo con una varieta' di azioni e ruoli'', ha spiegato oggi Benedetto XVI. Pur lodando i progressi fatti in materia di diritti umani dalla comunita' mondiale, Papa Ratzinger ha osservato che ''le discussioni internazionali sembrano spesso segnate da una logica relativistica e il rifiuto di ammettere la verita' sull'uomo e la sua dignita' viene considerata come la sola garanzia di una coesistenza pacifica tra i popoli''. ''Per tacere - ha aggiunto - della possibilita' di un'etica basata sul riconoscimento della legge naturale morale''.

Cio' ha portato - ha ammonito il Papa - all'imposizione di ''una nozione di legge e di politica che in definitiva fa del consenso tra gi Stati la sola reale base delle norme internazionali''. ''Gli amari frutti della logica relativistica - ha detto - sono tristemente evidenti: per esempio il tentativo di considerare i diritti umani come la conseguenza di stili di vita autoreferenziali; la mancanza di preoccupazione per i bisogni economici e sociali delle nazioni piu' povere; il disprezzo per la legge umanitaria, e una difesa selettiva dei diritti umani''. I principi etici ''non sono negoziabili'', ha ribadito con forza, esortando le Ong cattoliche a un impegno ''adeguato'' sulla scena internazionale.

Le parole del Papa riecheggiano le recenti polemiche tra Chiesa Cattolica e alcuni organismi internazionali, tra cui Amnesty, che vorrebbero inserire il diritto all'aborto tra i diritti umani riconosciuti a livello mondiale. All'indomani dell'enciclica 'Spe Salvi', (La speranza ci rende liberi), Benedetto XVI ha voluto poi ribadire che anche le Nazioni Unite non possono agire come se Dio non ci fosse. Un tema che probabilmente riprendera' nell'aprile 2008, quando, nell'ambito di una visita negli Stati Uniti, pronuncera' un discorso davanti all'Assemblea Generale dell'Onu, nel Palazzo di Vetro a New York.

PADRE LOMBARDI, INTERPRETAZIONI FORZATE

Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha definito ''forzate'' le interpretazioni giornalistiche , secondo cui il Papa, nel discorso di oggi, avrebbe denunciato un ''dominio'' del relativismo morale sull'Onu e su altre organizzazioni internazionali. In realta', spiega padre Lombardi, Benedetto XVI ha testualmente detto ''che spesso il dibattito internazionale appare segnato da una logica relativistica''.

Cgia Mestre: 2,6 milioni di famiglie povere

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2007

VENEZIA - Sono duemilioni e 600mila famiglie italiane a vivere sotto la soglia di povertà in Italia, ma la maggior parte non è rappresentata da anziani, bensì da famiglie con minori a carico: emerge dai dati elaborati dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. "Forse bisognerà rivedere la nostra spesa sociale: meno pensioni e più aiuti alle famiglie con figli", commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia mestrina, il quale ssegnala che il disagio riguarda in particolare i nuclei con tre figli a carico.

In Italia - afferma - il 30% dei nuclei di questa dimensione vive al di sotto della soglia di povertà, più del doppio delle coppie di anziani: 'solo' il 12,5% di questi ultimi vive in gravi ristrettezze economiche. Secondo i dati riportati da Cgia, il 20% delle famiglie più numerose, con tre minori a carico, arriva a fine mese con molte difficoltà, il 30,9% non riesce a sostenere le spese impreviste, il 26,6% è in arretrato con le bollette, il 10,9% non ha avuto soldi per mangiare, il 14,7% per curarsi e quasi il 30%o per vestirsi. Invece, "solo" il 3,4% delle coppie di ultrasessantacinquenni non rispetta le scadenze di pagamento delle bollette, l'11% ha difficoltà ad arrivare a fine mese, il 4% non ha avuto soldi per i generi alimentari, il 12,4% per gli abiti e il 13,1% per le spese mediche. Per i single, ricorda la Cgia, la soglia di povertà è di 582,20 euro al mese, per chi vive in coppia di 970,34, per nuclei di tre persone di 1.290,55 e di quattro persone 1.581,65. "Un nitido scenario: le famiglie con minori a carico hanno grossi problemi per arrivare a fine mese - conclude la Cgia - molto più che gli ultrasessantacinquenni, da sempre considerati le fasce più deboli".

Berlusconi: Pdl ci unira', Fini e Bossi non ci stanno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2007

PALERMO - ''Questo governo ha fatto troppo danno e deve andare a casa. Bisogna tornare alle urne il piu' presto possibile e dare voce ai cittadini''. L' ha detto a Palermo Silvio Berlusconi, rivolgendosi alla folla radunata in piazza Politeama davanti ai gazebo per la raccolta delle firme. L'ex premier ha attaccato l'esecutivo affermando che ''tutti i provvedimenti presi hanno una radice di estrema sinistra: hanno aperto le porte agli immigrati creando insicurezza nei cittadini''.

'Ci impegneremo per riuscire entro marzo a dare vita a questa nuova legge elettorale, approvata la quale non ci sara' anno che tenga, si dovra' ritornare alle urne'.

''Con gli alleati dobbiamo stare insieme''., ha continuato Berlusconi. ''La via Liberta' - ha detto l'ex premier indicando la strada vicina alla piazza - ha molto a che fare con il nostro progetto''.

Le dichiarazioni di Palermo, all'indomani dell'incontro con Walter Veltroni. Pd e Pdl, ha detto il Cavaliere, sono due grandi soggetti politici. La mia e' un'iniziativa nata per unire il centrodestra: "da Palermo parte l'avventura del piu' grande partito di chi vuole stare insieme''.

FINI A BERLUSCONI, UNITA' NON SI COSTRUISCE PER ADESIONE

NAPOLI - ''Berlusconi faccia chiarezza. Non e' stata Alleanza Nazionale ad aver definito la Cdl un ectoplasma e non siamo stati noi a dare a Veltroni la disponibilita' ad una legge elettorale che non preveda espressamente per i partiti l'obbligo di dichiarare le alleanze prima del voto''. Gianfranco Fini risponde da Napoli all'appello all'unita' del centrodestra lanciato da Silvio Berlusconi da Palermo. ''Credo che il presidente Berlusconi - dice ancora Fini - debba contribuire a fare chiarezza. L'unita' e' chiaro che si costruisce non per adesione agli appelli, ma per condivisione di obiettivi, programmi e strategie''.

'Nessuno ci ha sdoganati, noi abbiamo avuto il consenso diretto della gente', ha ribadito Fini. 'Non c'e' legge elettorale o coalizione che tenga. An non ha nulla da temere. Siamo tutt'altro che intimiditi e spaventati'. Convinto che An debba 'continuare sulla strada di Fiuggi, Fini candida il suo partito a 'motore delll'alleanza di centrodestra'.

L. ELETTORALE: BOSSI; NON VEDO NULLA SCRITTO,SONO SOSPETTOSO

TORINO - ''Non ho visto nulla di scritto, io sono sospettoso''. Cosi' Umberto Bossi ha commentato l' esito dell' incontro di ieri fra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. ''Quando non vedo nulla di scritto - ha aggiunto - comincio ad avere sospetti, perche' se si incontrano per parlare di legge elettorale bisogna uscire con un documento scritto. Se no non vuol dire niente''.

''Se la nuova legge elettorale ci lascia fuori, noi che abbiamo cosi' tanti voti, vuol dire innescare un processo rivoluzionario in tempi brevissimi''. Usa parole forti il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, rispondendo a una domanda sull'eventualita' di una soglia di sbarramento regionale nella futura legge elettorale.

Sul Pdl Bossi ha precisato: ''Non cambia nulla perche' litigano all' interno. E' meglio avere ognuno un suo partito, invece che unirsi e poi essere separati in casa. Non conviene, perche' non combini niente''.

VELTRONI,CON BERLUSCONI CONVERGENZA NUOVO BIPOLARISMO - Con Silvio Berlusconi ''c'e' stata la condivisione che bisogna passare ad un nuovo bipolarismo, da un bipolarismo forzoso ad un bipolarismo fondato sulla coesione programmatica''. Ad evidenziarlo e' il leader del Pd Walter Veltroni che evidenzia come ''nel merito della riforma della legge elettorale c'e' un territorio su cui si puo' lavorare, cioe' sulla necessita' di un sistema proporzionale, che non rinunci al bipolarismo''. ''La riforma della legge elettorale e le altre riforme istituzionali sono legate. Tutto si tiene secondo una coerenza''. Lo ha detto il segretario del Partito democratico Walter Veltroni durante la conferenza stampa seguita all'incontro.

MAI COME OGGI RIFORME POSSIBILI IN 12 MESI - ''Mai come oggi e' di fronte a noi la possibilita' di dare a questo paese, nei prossimi 12 mesi, riforme certe e nuove. Questa e' la condizione che si e' creata''. Lo ha detto il segretario del Partito democratico Walter Veltroni durante la conferenza stampa seguita all'incontro con il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi su legge elettorale e riforme.

CONFRONTO LEGGE ELETTORALE POI SUBITO VOTO - ''Sono disponibile ad un confronto sulla legge elettorale per andare poi subito al voto''. Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi al termine dell'incontro con il segretario del Pd Walter Veltroni. ''La legge elettorale e' la regola del gioco e non credo che debba essere il frutto di un accordo tra le due forze maggiori ma cerco un consenso piu' vasto possibile'', ha detto il leader di Forza Italia. ''Dissenso per i tempi che richiedono''. Cosi' Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa dopo l'incontro con Walter Veltroni, parla delle riforme istituzionali. Il leader di FI ritiene tuttavia che le riforme siano necessarie, ''e infatti noi le avevamo approvate nella scorsa legislatura''. ''Mi auguro che il clima del colloquio di oggi dia la possibilita' di un confronto normale, e uso un vocabolo caro a qualcuno, come e' giusto che sia tra forze protagoniste che si rispettino'', ha detto Berlusconi. ''Il calendario del confronto tra le forze politiche deve avere tempi brevissimi, strettissimi, per poi porre fine a questa esperienza di governo'', ha aggiunto.

''Abbiamo cercato di essere pragmatici e di confrontarci sul modello proposto da Veltroni che presenta punti di convergenza e altri di divergenza ma a mio avviso risolvibili''. Cosi' il leader azzurro Silvio Berlusconi si dice disponibile a discutere sulla proposta 'Vassallum', un proporzionale con correttivi maggioritari. ''Non si e' parlato di grosse koalition nel modo piu' assoluto. E preciso che anche in passato non ho mai parlato di governo di coalizione, se non quando mi hanno chiesto cosa avrei fatto in caso di una nostra vittoria risicata dopo il voto e io ho detto, come avevo gia' fatto dopo le elezioni del 2006, che avrei scelto di condividere le responsabilita' di governo con l'altra parte'', ha detto Silvio Berlusconi.

''Non e' un'ipotesi realistica''. Cosi' Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa dopo l'incontro con Walter Veltroni, risponde a chi gli chiede se sia disposto a confrontarsi sulle riforme istituzionali nel caso in cui il governo durasse e la legislatura proseguisse normalmente. ''Il governo - aggiunge - ha esaurito la sua maggioranza parlamentare''. Sul ''piano politico'' resta la ''contrapposizione aperta al governo Prodi'' per andare al piu' presto al voto; sul ''piano istituzionale'', invece, ''disponibilita' a discutere di una nuova legge elettorale'' e quanto alle riforme ''dissenso per i tempi che richiederebbero''. ''Non abbiamo posto alla maggioranza una data pregiudiziale sulla data del voto ben sapendo che cio' non compete a loro ma al Presidente della Repubblica. Tuttavia siamo convinti dentro di noi che si debba andare al voto dopo l'intesa sulla legge elettorale'', ha detto il leader di Forza Italia.

FINI, NEGATIVO NO BERLUSCONI AD ALLEANZE PRIMA VOTO - ''E' positiva la volonta' di Berlusconi di discutere per arrivare a varare una nuova legge elettorale che renda possibile il ritorno rapido alle urne. E' negativa la sua indisponibilita' ad una nuova legge elettorale che preveda la dichiarazione delle alleanze prima del voto''. E' quanto afferma il leader di An, Gianfranco Fini, commentando l'esito dell'incontro tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni sulla legge elettorale e le riforme.

Occhetto, sinistra rischia scomparsa dopo formazione Pd

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2007

PESCARA - In Italia "é necessario rifondare la sinistra, dar vita ad una sinistra che non esiste più", a giudizio di Achille Occhetto, il quale - intervenuto a Pescara ad un incontro organizzato da Sinistra Democratica - ha sostenuto che "con la formazione del Partito Democratico la sinistra in Italia rischia di scomparire". Il parlamentare europeo ha sottolineato che "la sinistra deve essere plurale, unitaria; qualcosa che non è mai esistito", e deve esse, inoltre, "femminista, libertaria ed ambientalista". A proposito della destra e del Partito democratico, Occhetto ha sostenuto che "la destra ha dato vita ad un partito che ha cercato con Berlusconi di rimettere al centro proprio il leader di Fi in un momento in cui era criticato dai suoi alleati". "Veltroni - ha poi aggiunto Occhetto - gli ha dato una mano a riportalo al centro della scena politica italiana. Quello che però non funziona è che in tutto ciò mancano i temi fondamentali del Paese, dei giovani, della flessibilità, di coloro che non hanno lavoro". Occhetto ha ribadito che è un momento difficile per la sinistra, "anche se in movimento". "L'importante - ha sottolineato - è che rinasca dalle ceneri di questa situazione grave", che sia una sinistra liberal e non una "fusione fredda" di partiti, né, tanto meno, un "cartello elettorale".

Domenica 2 Dicembre 2007

Papa: scienza non basta, mondo ha bisogno drammatico di Dio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2007

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI, durante la preghiera dell'Angelus a piazza San Pietro, ha rilanciato il significato piu' profondo della sua nuova enciclica sulla speranza: il mondo ha un bisogno ''drammatico'' di Dio, la scienza non e' in grado ''di redimere l'umanita''', ed anzi ha ''confinato la fede in una sfera individuale''.

Prima di affacciarsi alle 12:00 dalla finestra del suo appartamento, il pontefice si era recato, in prima mattinata, all'ospedale ''San Giovanni Battista'' alla Magliana, dove aveva celebrato la messa tra malati colpiti da ictus o usciti da un coma. Un incontro intenso e commovente. ''Gli ospedali e le case di cura, proprio perche' abitati da persone provate dal dolore, possono diventare luoghi privilegiati dove testimoniare l'amore cristiano che alimenta la speranza e suscita propositi di fraterna solidarieta''', aveva detto.

Della speranza e' poi tornato a parlare davanti ai fedeli convenuti, nonostante il maltempo, nella piazza vaticana per la tradizionale preghiera di mezzogiorno. ''La parola speranza - ha detto - e' strettamente connessa con la parola fede''. ''Lo sviluppo della scienza moderna ha confinato sempre piu' la fede e la speranza nella sfera individuale cosi' che - ha spiegato - oggi appare in modo evidente e drammatico, che l'uomo e il mondo hanno bisogno di Dio - del vero Dio! - altrimenti restano privi di speranza''.

''La scienza - ha continuato papa Ratzinger - contribuisce molto al bene dell'umanita', ma non e' in grado di redimerla''. ''L'uomo - ha detto - viene redento dall'amore, che rende nuova e bella la vita personale e sociale''. ''La storia - ha anche osservato - muta e chiede di essere costantemente evangelizzata: ha bisogno di essere rinnovata dall'interno e l'unica vera novita' e' Cristo''. Temi trattati ampiamente nell'enciclica 'Spe Salvi'' (la speranza ci rende salvi), firmata da Benedetto XVI e presentata al grande pubblico lo scorso 30 novembre.

Il Papa ha pero' voluti riproporli la prima domenica dell'Avvento, inizio del calendario liturgico, perche' siano motivo di riflessione per i cattolici nel prossimo periodo natalizio. Anche ai malati, ai familiari, al personale medico e infermieristico del San Giovanni Battista, papa Ratzinger aveva consegnato la sua enciclica. ''In ogni malato, chiunque esso sia, sappiate riconoscere e servire Cristo stesso; fategli percepire, con i vostri gesti e le vostre parole, i segni del suo amore misericordioso'', aveva esortato durante la messa celebrata in un padiglione del nosocomio.

L'ospedale di proprieta' del Sovrano Ordine di Malta, si trova alla periferia ovest di Roma, ed e' specializzato nel recupero e nella riabilitazione di persone cerebrolese. Il senso della sofferenza era percepibile nella cappella improvvisata, una struttura luminosa, con ampie finestre ad arco, la moquette blu sul pavimento. Il Papa, vestito con la tradizionale casula viola del Tempo liturgico dell'Avvento, aveva dato personalmente l'ostia della comunione a ciascuno dei pazienti, portati davanti a lui sulle sedie a rotelle. Poi, dopo il rito religioso, Ratzinger si era recato, in forma assolutamente privata, a visitare gli ospiti piu' gravi del Reparto Unita' di Risveglio: ''momenti struggenti'' hanno riferito poi alcuni familiari dei malati, in tutto una quindicina, tra cui una ragazza vittima di un incidente stradale e un anziano colpito da un ictus.

Mutui: consumatori;allarme rate, fino a +1000 euro anno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2007

ROMA - Un nuovo salasso attende gli italiani sotto l'albero di Natale: mentre i prezzi volano ai massimi del 2004, la rata del mutuo si fa sempre più salata sulla scia della corsa dell'Euribor. L'aumento sarà, già da questo mese, compreso fra i 32 e gli 84 euro mensili, il che significa che in un anno dovranno sborsare fino a 1.000 euro in più a seconda dell'ammontare e della durata del mutuo acceso. A fare i calcoli nelle tasche delle famiglie italiane è l'Adusbef, che avverte: la situazione nel 2008 potrebbe peggiorare ancora per coloro che hanno un mutuo a tasso variabile visto che, se si confermeranno le previsioni degli analisti, la Bce prima o poi alzerà il costo del denaro. In novembre il tasso di inflazione è salito al 2,4%, ai massimi degli ultimi tre anni. E questo rende le prossime festività natalizie più costose dello scorso anno. Il potere d'acquisto, spiega l'Adusbef, quindi si riduce e con lo stipendio si arriva a malapena a fine mese.

E la nuova brutta sorpresa è la volata dell'Euribor a un mese, il che vuol dire che gli interessi calcolati sulla somma residua del mutuo saranno più alti, anche se il tasso di riferimento della Bce resta invariato al 4%. Secondo i calcoli dell'Adusbef, chi ha accesso un mutuo a tasso variabile pari a 100.000 euro della durata di 10 anni dovrà farsi carico di pagare 33 euro in più ogni mese, cioé 396 euro in più l'anno: alla fine dei dieci anni, l'esborso in più, senza contare gli aumenti della Bce, sarà di 3.960 euro. Se la durata, invece, è maggiore la situazione si complica: per un mutuo variabile l'aumento è di 38 euro già da questo mese. Il che significa 456 euro l'anno in più, mentre alla fine delle 240 rate il mutuo sarà risultato più salato di 18.144 euro.

Coloro che hanno sottoscritto un mutuo da 200.000 euro a tasso variabile dovranno sborsare fino a 1.008 euro in più l'anno. "La corsa impazzita dei tassi Euribor, a causa della micidiale miscela esplosiva derivante dalla sfiducia reciproca delle banche che si tengono il denaro raccolto ben stretto, costerà cara ai 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche", afferma il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, sottolineando che "a trend di crescita costante e invariato, e la situazione non potrà che peggiorare nel 2008, le famiglie indebitate con il variabile già in grave sofferenza, dovranno mettere in conto rate più pesanti, con un salasso che può superare i 1.000 euro l'anno".

Presto all'asta 16 orologi donati da Berlusconi a Blair

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2007

LONDRA - Sedici orologi regalati da Silvio Berlusconi a Tony Blair finiranno presto all'asta e i soldi ricavati della vendita saranno dati in beneficenza. Gli orologi fanno parte dei moltissimi regali che Blair ha lasciato a Downing Street quando a fine giugno si è dimesso dalla carica di primo ministro. Il suo successore Gordon Brown ha deciso un bel repulisti: a Downing Street c'é poco spazio e i regali accumulati da Blair in dieci anni di potere tengono troppo posto. Secondo il domenicale 'Sunday Times' più di 160 doni ricevuti da Blair saranno presto venduti al miglior offerente e dovrebbero realizzare nel complesso almeno 150.000 sterline (220.000 euro) che saranno devoluti "a favore di buone cause". Tra gli oggetti destinati all'asta c'é un po' di tutto: dagli orologi di Berlusconi (16 su un totale di 20) ai tappeti mediorientali fatti a mano (18), da due spade dell'Oman ad un gonnellino dati ai leader durante un vertice G8. Blair ha lasciato a Downing Street la maggior parte dei regali perché in base alle regole deontologiche in vigore nel Regno Unito il primo ministro non può disporre come meglio crede dei regali che gli fanno: se un oggetto vale più di 140 sterline ha diritto di portarselo a casa soltanto se paga a pieno il prezzo di mercato. A quanto ha indicato oggi il 'Sunday Times' sulla base di fonti anonime del governo, l'ex-primo ministro di Sua Maestà ha messo mano al portafoglio per poter incamerare un servizio da té e da caffé avuto dal presidente russo Vladimir Putin (300 sterline) e una penna stilografica che gli ha dato in omaggio l'ex-presidente francese Jacques Chirac. Oltre agli orologi di Berlusconi, Blair non ha invece riscattato né uno scooter elettrico donato dal defunto re Hussein di Giordania (4.000 sterline il valore di mercato) né una scena di natività data da Yasser Arafat. Non ha creduto nemmeno conveniente spendere 195 sterline per far proprie alcune bottiglie di vino rosso 'Chateau Mouton Rotshschild' offerte da Chirac.

Lunedì 3 Dicembre 2007

Rifiuti: boom da 32 mln di tonnellate

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2007

ROMA - Gestione "arretrata" dei rifiuti, "grave emergenza" in cinque regioni (Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia), produzione boom con 32 milioni di tonnellate nel 2005 contro i 26 milioni del '96, ancora primato assoluto della discarica con il 54% dei rifiuti urbani raccolti. Intanto la raccolta differenziata divide l'Italia in tre con il 38,1% al nord, il 19,4% al centro e l'8,7% al sud.

Grave il quadro sulla gestione dei rifiuti speciali e pericolosi: "Ben 26 milioni sono scomparsi nel nulla nel 2004". Questa la fotografia scattata in un dossier al centro domani dell'8/o Congresso nazionale di Legambiente in un convegno dal titolo "Emergenza rifiuti, fuori dal tunnel - Le luci, le ombre e le proposte per superare la crisi" e che l'Ansa è in grado di anticipare. In particolare dal Congresso di Legambiente emerge un'Italia con molte ombre e qualche luce. Negli ultimi 4 anni la novità negativa più importante, si afferma nel dossier, è il Codice ambientale (ora in revisione dall'attuale Governo) che tra l' altro punta a ridurre il ricorso alla discarica con l' incenerimento che viene equiparato al riciclaggio; ridicolizza il concetto di raccolta differenziata; minaccia il modello dei consorzi; contiene eccessive semplificazioni per i rifiuti pericolosi.

Tra le ombre anche il mancato avvio operativo per il sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech e le "incomprensibili proroghe" sul divieto di smaltire in discarica rifiuti indifferenziati non pretrattati, divieto previsto inizialmente dal 1/o gennaio 2000. Per le luci Legambiente sottolinea la crescita del numero dei comuni virtuosi: i "ricicloni" con oltre il 35% di differenziata premiati nel 2007 sono stati 1.150 contro i 300 del 2000.

Dietrofront Cia, programma nucleare iraniano fermo dal 2003

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2007

WASHINGTON - Due anni dopo aver affermato che l'Iran era impegnato in una corsa contro il tempo per dotarsi di un'arma nucleare, l'intelligence Usa ha compiuto un netto dietrofront. Un rapporto che raccoglie le conclusioni della Cia e delle altre 15 agenzie d'intelligence americane, afferma che Teheran ha interrotto il programma nell'autunno 2003, sotto l'effetto della pressione internazionale. Il rapporto, inviato dai servizi segreti al Congresso, aggiunge che l'Iran continua ad arricchire uranio e teoricamente potrebbe sviluppare un'arma tra il 2010 e il 2015.

Ma nel complesso la Cia manda un segnale rassicurante, che provoca un grattacapo alla Casa Bianca, dove solo lo scorso ottobre il presidente George W.Bush ha sollevato lo spettro della 'Terza Guerra Mondiale' se il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad non viene fermato. Gli uomini del presidente sono entrati in azione pochi minuti dopo la diffusione del rapporto: "E' una conferma che eravamo nel giusto ad essere preoccupati", ha sostenuto il consigliere per la sicurezza nazionale, Stephen Hadley, aggiungendo che le conclusioni dimostrano la necessità di "continuare a mantenere la pressione internazionale" sull'Iran.

Da Doha, dove partecipa - primo presidente iraniano ad essere invitato - ad un vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), Ahmadinejad ha fatto sapere che il dossier nucleare iraniano "é chiuso", aggiungendo che la questione del nucleare "é giunta al termine" e che l'Iran "non si sente assolutamente minacciato. "Ci siamo preparati per qualsiasi evenienza e circostanza", ha assicurato.

Il National Intelligence Estimate (Nie), il rapporto che offre la nuova valutazione sul programma nucleare iraniano, sembra ora destinato a influenzare lo scenario del dibattito internazionale e avrà con ogni probabilità un peso anche nella campagna elettorale per la Casa Bianca, nella quale l'Iran compare spesso tra i temi discussi. La sintesi del rapporto resa pubblica afferma tra l'altro che la comunità d'intelligence americana ritiene "con alto livello di fiducia, che nell' autunno 2003 Teheran ha interrotto il proprio programma di armamento nucleare". Nell'ottobre 2003 l'Iran si era impegnato con l'Unione europea a sospendere temporaneamente l'arricchimento dell'uranio.

L'Iran "come minimo sta mantenendo aperta l'opzione di sviluppare armi nucleari", aggiungono gli analisti americani, sottolineando però che lo stop al momento è reale ed è in buona parte dovuto alla pressione internazionale. "L'Iran probabilmente - aggiunge il Nie - sarebbe capace tecnicamente di produrre abbastanza uranio altamente arricchito per un'arma in un arco di tempo tra il 2010 e il 2015", ma attualmente sembra aver accantonato la possibilità, sulla base anche di "un'analisi costi-benefici". Nel 2005, in un precedente Nie, l'intelligence americana descriveva uno scenario assai diverso. Il vicedirettore nazionale dell'intelligence, Donald Kerr, ha spiegato che proprio perché i servizi segreti "si sono pronunciati pubblicamente più volte sulla base delle valutazioni del 2005", è stato deciso di rendere pubbliche le nuove conclusioni, nonostante i Nie siano tra i documenti più riservati del governo americano.

La Cia sembra impegnata a percorrere la strada della prudenza, cinque anni dopo che un altro National Intelligence Estimate pose le basi per la guerra in Iraq, concludendo che Saddam Hussein disponeva di armi biochimiche ed era forse impegnato in un programma nucleare. Accuse che si sono rivelate prive di fondamento e che ora costituiscono un precedente, che frena l'intelligence Usa dal presentare conclusioni sull'Iran che non siano accompagnate da prove solide.

Forleo: il Csm verso il trasferimento d'ufficio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2007

ROMA - Il Csm va verso l'apertura della procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità per il gip di Milano Clementina Forleo. E' questo l'orientamento della Prima Commissione di Palazzo dei marescialli, che da un mese si sta occupando delle intimidazioni e pressioni legate all'inchiesta sulle scalate bancarie che il magistrato avrebbe ricevuto anche da parte di "ambiti istituzionali".

Mi pare che ci sia una convergenza di opinioni in senso positivo per l' apertura della procedura - ha detto la vice presidente della Commissione, Letizia Vacca, laica del centrosinistra -. Domani dobbiamo precisare i capi di contestazione e votare. A provocare l' intervento del Csm sono state proprio le dichiarazioni del gip Forleo sulle presunte intimidazioni ricevute.

Siamo tutti allarmati dall' impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime - spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell' immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione.

Lo spirito che ci muove - puntualizza la vice presidente - non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano. Secondo Vacca, la procedura potrebbe essere aperta sia per incompatibilità ambientale, sia per quella funzionale. Il che significa che sarebbe in discussione non solo la permanenza di Forleo a Milano, ma anche il fatto che il magistrato continui a esercitare funzioni monocratiche.

VACCA, LEI E DE MAGISTRIS CATTIVI MAGISTRATI

Credo che sia necessario che emerga che sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici. La vicepresidente della prima commissione del Csm, Letizia Vacca, parla con i giornalisti del caso del gip di Milano, Clementina Forleo, ma anche di quello del pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. La sua analisi impietosa parte dal gip milanese, di cui oggi si è occupata la prima commissione del Csm: "Dire 'ho fatto il nome di D'Alema e per questo mi perseguitanò, non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria - incalza Vacca -, e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi". E quando i giornalisti le chiedono se questo discorso vale anche per De Magistris, lei non si tira indietro. "Sì, anche per lui. Lui è comunque diverso, molto più lucido, ma ne parleremo domani", conclude riferendosi al fatto che la prima commissione discuterà domani del caso del pm di Catanzaro.

GIP, 'COSA DEVO DIRE? NIENTE'

Nessun commento da parte del gip Clementina Forleo alla notizia dell'orientamento del Csm circa l' apertura di una procedura per il suo trasferimento d'ufficio.Raggiunta al telefono mentre era in una riunione, Clementina Forleo ha affermato di essere al corrente di tutto, e alla richiesta di una considerazione si è limitata a rispondere: "Cosa devo dire? Niente. Niente da dire".

Iran, in carcere attivista femminista

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2007

TEHERAN - Un'attivista iraniana per i diritti delle donne è stata arrestata per ordine della Corte rivoluzionaria di Teheran, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Etemad. La femminista, Jalveh Javaheri, è stata convocata dalla Corte e interrogata per ore, prima di essere dichiarata in arresto con le accuse di 'iniziative contro la sicurezza nazionale' e "turbamento dell'opinione pubblica'. La donna è quindi stata trasferita al carcere di Evin.

Dall'inizio dell'anno altre otto femministe hanno subito condanne fino a quattro anni di reclusione - in parte sospese - inflitte loro dalla Corte rivoluzionaria per aver preso parte nel giugno del 2006 ad una manifestazione nel centro di Teheran per chiedere l'abolizione degli articoli della legge islamica che limitano i diritti delle donne. Il raduno venne disperso dalla polizia, che arrestò 70 persone, tra le quali diversi uomini. La Javaheri è una delle attiviste impegnate in una campagna volta a raccogliere un milione di firme per ottenere queste riforme legislative.

In Venezuela vince il no al referendum: Chavez sconfitto

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/12/2007

I venezuelani hanno bocciato la riforma costituzionale voluta dal presidente Hugo Chavez, che avrebbe tolto ogni limite al mandato presidenziale. Il presidente venezuelano ha ammesso la sconfitta.

Il referendum e' stato bocciato per un soffio: secondo la commissione elettorale, il 50,7 dei venezuelani ha votato contro il primo blocco degli articoli e il 49,29 a favore; il 51,05 ha rifiutato il secondo blocco, approvato dal 48,94 per cento. Forte l'astensione, che ha toccato il 44,9 per cento.

Chavez: il referendum e' stato un esercizio di democrazia

Il presidente della repubblica Hugo Chavez ha definito il risultato del referendum che lo ha visto sconfitto, come "un esercizio della democrazia".

La democrazia venezuelana sta maturando - ha osservato un Chavez visibilmente deluso - ed ogni processo elettorale permette il consolidamento di questa maturazione.

Accetto la sconfitta - ha quindi detto con una punta di orgoglio - ma io una vittoria di Pirro come questa non l'avrei voluta. Osservando che i risultati si riferiscono al 90% dei voti, Chavez ha indicato che "il restante 10% sono relativi a seggi in cui si e' votato manualmente, e che arriveranno con grande

ritardo".

La presidente del Cne - ha proseguito - ha detto che 'la tendenza e' irreversibile' e ovviamente io la rispetto. "Da questo pomeriggio - ha concluso - sono stato torturato da un dilemma: quello di aspettare comunque il conteggio di tutti i seggi, o di accettare il giudizio del Cne. Alla fine mi sono detto che non potevo sottoporre il paese ad ulteriori ore o giorni di tensione. Quindi, va bene cosi"'.

Russia: elezioni, trionfo di Putin

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2007

MOSCA - Trionfo di Vladimir Putin alle elezioni russe. Il partito del presidente, 'Russia unita' ha ottenuto il 63,3% dei voti secondo uno scrutinio parziale, che coinvolge l'85% delle schede votate. Lo comunica la Commissione elettorale centrale. I comunisti sono all'11,7%.

L'esito del voto e' stato duramente contestato dall'opposizione, che parla di brogli. Garry Kasparov, campione di scacchi e leader del movimento di opposizione Altra Russia, ha invalidato la scheda in segno di protesta. E i comunisti (Kprf), prima ancora che chiudessero le urne, hanno annunciato ricorso alla corte suprema contro

''violazioni di un livello senza precedenti''. Anche la Casa Bianca ha esortato le autorita' russe a indagare sulle accuse di brogli che sono emerse nell'ambito delle elezioni politiche in Russia che hanno dato una vasta maggioranza al partito del presidente Vladimir Putin. ''Le prime notizie dalla Russia includono accuse di violazione delle regole elettorali'', ha detto Gordon Johndroe, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca. ''Esortiamo le autorita' russe a indagare su queste affermazioni''.

PUTIN DA KGB A DUMA, PASSANDO PER CREMLINO

(di Beatrice Ottaviano)

MOSCA - Ha portato i suoi ex colleghi dell'intelligence ai vertici del potere russo, ora si prepara a portare il potere stesso fuori dalle mura del Cremlino: a giudicare dai risultati preliminari e dagli exit poll, Vladimir Putin restera' il perno di una Russia che vuole buttarsi alle spalle le ''umiliazioni'' dell'immediato periodo post-sovietico.

Il plebiscito ottenuto come capolista del partito Nostra Russia nelle elezioni per il rinnovo della Duma implichera' probabilmente un passaggio di consegne dalla cittadella moscovita (preclusa a Putin da una costituzione che vieta due mandati presidenziali consecutivi) a un potere-ombra piu' consono all'eccellente allievo della prestigiosa scuola del Kgb, i servizi segreti sovietici.

Proprio nel Kgb Putin, 55 anni compiuti il 7 ottobre, aveva mosso i primi passi negli anni '80, dopo una laurea in giurisprudenza e il matrimonio con una bella hostess dell'Aeroflot, Liudmila. Dalla natia San Pietroburgo (all'epoca ancora Lenigrado) era stato spedito nel 1985 a Dresda, nell'allora Germania Est(Rdt), come promettente 007 del servizio di punta, il 'Primo ufficio' incaricato della raccolta di informazioni all'estero. Quel soggiorno, durato cinque anni, gli ha lasciato in eredita' un'ottima conoscenza del tedesco che ha contribuito non poco al grande sviluppo dei rapporti economici con Berlino, ma lo ha messo in prima linea, con la caduta del muro del 1989, nel registrare il crollo politico dei suoi datori di lavoro.

Un evento araldo della caduta dell'Urss, che Putin presidente definira' poi ''la piu' grande catastrofe geopolitica del secolo'', con buona pace delle tragedie della prima e della seconda guerra mondiale, dell'olocausto e dei regimi assolutisti della prima meta' del '900. Tornato in patria nel 1990, il cauto Putin si era scelto una carriera negli enti locali, nell'amministrazione della natia San Pietroburgo, in attesa del suo momento: che era arrivato con il passaggio all'amministrazione presidenziale e poi, nel 1998, a capo del Fsb, erede del Kgb sovietico.

Quali rapporti, quali contatti, protezioni e mentori abbia ottenuto da quella posizione si e' chiarito nel 1999, quando il quasi sconosciuto ex 007 fu chiamato dall'allora presidente Boris Ieltsin a ricoprire la carica di premier. Un ruolo che apriva una vittoria a tavolino nelle presidenziali del 2000, anticipate dalle dimissioni di uno stanco e ormai impopolare 'zar Boris'. Il patto di ferro con cui il presidente dimissionario si era garantito da eventuali persecuzioni giudiziarie per lui e per la sua 'affaristica' famiglia ha sollevato illazioni infinite su un presunto baratto. Judoka di alto livello, fisico non imponente ma atletico, dizione precisa e ineccepibile preparazione su qualunque dossier di attualita', occhi di ghiaccio che gli hanno catturato il pubblico femminile, pugno di ferro interno ed esterno che gli ha assicurato il sostegno dei tanti russi umiliati dalla sconfitta della guerra fredda e provati dai costi sociali della transizione al libero mercato, Putin e', volente o nolente, erede del tradizionale culto della personalita'.

Benedetti dal caro petrolio e da una aggressiva politica di espansione economica, gli otto anni della sua presidenza hanno rappresentato una svolta per il paese: piu' stabile, piu' ricco, meno democratico. Perche' il costo della rinascita russa e' stato pagato principalmente sul fronte della liberta' di stampa e dei diritti civili, con l'occupazione delle televisioni, la cosiddetta 'verticalizzazione del potere' (l'abolizione delle elezioni dirette per i governatori degli enti locali, ora nominati dal Cremlino) e la rinazionalizzazione, anche a colpi di controverse sentenze giudiziarie come insegna il caso Yukos, dei settori strategici del paese, idrocarburi in testa.

Ha contribuito al successo di Putin anche la 'pace armata' in Cecenia, dopo una ripresa bellica condotta nel 1999 senza mezze misure e con la vincente idea di appoggiarsi a uno dei clan piu' potenti per eliminare gli altri. Non hanno invece avuto drammatiche conseguenze i fallimenti che pure hanno costellato la luminosa carriera al Cremlino dell'ex agente segreto, come la tragedia del sottomarino Kursk o i drammatici esiti delle prese di ostaggi da parte dei terroristi ceceni nel teatro Dubrovka di Mosca e nella scuola numero uno di Beslan, in Ossezia, o i delitti eccellenti che hanno fatto scandalo nel mondo, dal caso Anna Politkovskaia a quello Aleksandr Litvinenko per citarne due. Da deputato e leader di partito, sempre che non scelga altri ruoli, Putin potra' comunque tenersi al riparo da scacchi simili e continuare ad alimentare il consenso di cui innegabilmente gode fra i concittadini.

ZIUGANOV GRIDA A BROGLI,KASPAROV INVALIDA SCHEDA

MOSCA - Urne mobili per un numero anomalo di invalidi e di villaggi senza seggi, persone che votano in piu' seggi, elettori di liste supplementari che usano una ''parola chiave'' per votare in seggi specifici, studenti che fotografano con il cellulare il proprio voto: sono alcune delle irregolarita' del voto legislativo in Russia denunciate oggi da alcuni partiti di opposizione e dall'ong Golos, la principale organizzazione russa di monitoraggio delle elezioni. Irregolarita' segnalate sulla base di testimonianze di elettori o propri osservatori e che si aggiungono alle accuse contro una campagna elettorale a senso unico a favore di Russia Unita, il partito che aveva come capolista il presidente Vladimir Putin: abuso della tv, con ripetute violazioni della par condicio, e delle risorse amministrative, con pressioni, intimidazioni e ricatti nei confronti dei dipendenti; soldi o premi di varia natura in cambio del voto, boicottaggio dei partiti di opposizione con perquisizioni, fermi, arresti. E ostacoli agli osservatori, non solo quelli internazionali, drasticamente ridotti da Mosca ad una presenza simbolica, ma anche a quelli dei partiti avversari e delle ong, a cui e' stato impedito di controllare il voto, come denunciato oggi da Golos e dai comunisti (Kprf). Quest'ultimi, prima ancora che chiudessero le urne, hanno annunciato ricorso alla corte suprema contro ''violazioni di un livello senza precedenti'': i suoi 300 mila osservatori ne hanno registrato 100.000. ''In tutto il territorio della Russia hanno cercato di impedire ai nostri osservatori di recarsi nei seggi'', ha sostenuto Andrei Klitchkov, vice capo dell'ufficio giuridico del Kprf. A suo avviso 'le violazioni piu' grossolane'' hanno riguardato l'uso delle urne mobili. A Derbent, in Daghestan, ha aggiunto, e' stato visto un bus con 70 persone che passavano a votare da un seggio ad un altro. Grigori Melkoniants, vice presidente di Golos, ha riferito casi di studenti che immortalavano il loro voto con il video telefonino per incassare poi qualche ricompensa. E di un uso ''senza precedenti'' dei certificati che consentono di votare in un luogo diverso dal domicilio, mezzo solitamente usato per costringere i dipendenti pubbblici a votare nel luogo di lavoro, sotto il controllo dei lori capi. ''Nel 2003 non erano state riscontrate tali pressioni sugli elettori'', ha spiegato. Anche la linea telefonica 'rossa' istituita dalle autorita' ha registrato circa 4000 violazioni. ''Non stanno solo manipolando il voto, ma devastando l'intero sistema elettorale'', ha commentato il campione di scacchi Garry Kasparov, leader del movimento di opposizione Altra Russia, che oggi ha invalidato la scheda in segno di protesta. ''Queste elezioni sono un ricordo di quelle sovietiche quando non c'era scelta'', ha aggiunto. ''Putin avra' tempi duri provando a governare come Stalin e vivere come Abramovic'', ha proseguito, riferendosi al magnate patron del Chelsea, l'uomo piu' ricco di Russia. ''L'opposizione ha le prove di frodi elettorali'', ha accusato Kasparov, invitando i suoi sostenitori a portare fiori davanti alla commissione elettorale come segno del ''funerale della costituzione russa''.

Osce: elezioni in Russia 'non corrette'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2007

MOSCA - Gli osservatori dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa hanno giudicato "non corrispondenti agli standard dell'Osce" le elezioni legislative tenutesi ieri in Russia. La missione dell'Assemblea parlamentare dell'Osce, ha detto il capo della delegazione Goran Lennmarker, ritiene che il voto "non sia stato corretto"."Innanzitutto devo notare che le elezioni non potevano corrispondere a molti criteri approvati da noi in Europa", ha detto Lennmarker in una conferenza stampa riferita dalle agenzie russe. "E' inammissibile l'influenza dello stato e di forze politiche che si è verificata", ha aggiunto: "non c'era parità fra i partiti in lizza, c'é stato un gran numero di notizie su persecuzioni contro l'opposizione". Il presidente della commissione elettorale centrale russa Vladimir Ciurov aveva detto stamane che "non si sono registrate violazioni che possano inficiare i risultati", e che la consultazione era stata "corretta".

BOCCIATE ANCHE DA CONSIGLIO D'EUROPA

Dopo quelli dell'Osce, anche gli osservatori dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa bocciano le elezioni legislative russe di ieri: il capo della delegazione Luc Van Der Brande ha sottolineato in una conferenza stampa che "non si sono svolte elezioni giuste". "Se nella federazione russa la democrazia è pilotata, anche queste elezioni sono state pilotate", ha detto il capo della delegazione.

FERRERO-WALDNER DENUNCIA VIOLAZIONI

L'Unione europea ha criticato le elezioni legislative tenutesi ieri in Russia sostenendo che le libertà di espressione e associazione sono state violate nel corso della campagna che ha preceduto il voto. Lo ha detto il Commissario Ue per le relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, oggi in una conferenza stampa a Berlino. Ferrero-Waldner ha precisato di voler attendere l'esito del monitoraggio delle elezioni prima di esprimersi sul voto in sé, ma ha sottolineato che problemi erano emersi in maniera evidente durante la campagna elettorale: "Abbiamo osservato violazioni dei diritti fondamentali, come libertà di espressione e di associazione".

Donatella Dini condannata a 2 anni e 4 mesi per bancarotta

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/12/2007

E' stata condannata a 2 anni e 4 mesi Donatella Pasquali Zingone, moglie dell'ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, per il reato di bancarotta fraudolenta in relazione ad un falso in bilancio. La sentenza emessa dal presidente della X sezione penale del tribunale di Roma, Luigi Fiasconaro, comprende anche una assoluzione, perche' il fatto non sussiste, per una seconda ipotesi di bancarotta preferenziale. E' stata comminata poi alla signora Pasquali Zingone una pena accessoria che impone l'interdizione dall'esercizio di cariche societarie per la durata di 10 anni. La pena accessoria e' stata sospesa in via condizionale.

Il pm Paolo Auriemma, in sede di requisitoria, nel luglio scorso, aveva chiesto la condanna a 4 anni per 'Lady Dini', imputata per la vicenda del fallimento della societa "Sidema srl" coinvolta in un crack di 40 miliardi di lire, avvenuto nel 2002. Anche l'ex amministratore Italo Mari, per cui l'ufficio dell'accusa aveva chiesto una pena di 3 anni e 6 mesi, e' stato condannato, stamane, a 2 anni e 4 mesi. Un altro manager della societa', Enrico Pozzo, aveva patteggiato in udienza preliminare la pena a due anni. Donatella Pasquali Zingone ha sempre respinto le accuse dicendosi estranea ad ogni contestazione.

La pena e' stata condonata, per effetto dell'indulto, ad entrambi gli imputati.

La societa' fallita "Sidema srl" era la capofila del comparto italiano del Gruppo Zeta, la holding con testa in Costarica e braccia nel nostro Paese di cui la signora Zingone e' sempre stata indicata come amministratrice di fatto. Il processo si fonda sul dissesto della srl e sulla gestione di alcuni terreni tra Riano Flaminio e Castelnuovo di Porto, a nord della Capitale. Una tentata speculazione edilizia non andata a buon fine ha fatto saltare l'azienda e tutti i suoi soci. Proprio in relazione alla gestione di questi terreni, ed all'affare andato a male, oggi, i giudici della X sezione penale, hanno riconosciuto colpevole la signora Dini e Italo Mari. I difensori, attese le motivazioni della sentenza, hanno annunciato che presenteranno appello.

Udeur: vertice di maggioranza sulla legge elettorale o la Finanziaria non va avanti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/12/2007

Il vertice di maggioranza sulla legge elettorale sia convocato in tempi rapidi, altrimenti l'Udeur non siederà al tavolo della Finanziaria, minaccia il capogruppo del partito di Clemente Mastella alla Camera, Mauro Fabris. Che precisa: non siamo solo noi a chiederlo, sono stati tutti i gruppi dell'Unione non appartenenti al Pd a porre la questione, all'inizio della riunione dei capigruppo di maggioranza sulla Finanziaria.

Sempre parlando della legge elettorale e riferendo di una "scazzottata iniziale" in avvio di riunione, Fabris spiega il motivo della tensione: "Si viene a sapere che il leader del Pd ha consegnato i testi di riforma della legge elettorale a Violante e Bianco. Vorremmo sapere chi l'ha deciso. Non esiste che continuiamo a lavorare sulla finanziaria mentre loro inciuciano con l'opposizione per la legge elettorale".

Quanto alle singole misure della finanziaria, Fabris riferisce invece che "ancora non è stato deciso nulla sulla rottamazione delle auto mentre abbiamo aperto una discussione sui servizi pubblici locali. Ma non si è ancora deciso nulla".

Ma Antonello Soro, capogruppo del Pd, secondo quanto riferisce sempre Fabris, "si è impegnato a chiedere un vertice di maggioranza sulla legge elettorale e quindi ci aspettiamo di sapere entro oggi quando ci sarà il vertice".

Martedì 4 Dicembre 2007

Nucleare Iran, Bush: tutte le opzioni sono ancora sul tavolo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/12/2007

di Cristiano Del Riccio

WASHINGTON - "L'Iran era pericoloso. E' pericoloso. E lo sarà in futuro se impara a fare armi nucleari". Facendo buon viso a cattivo gioco, il presidente americano George W. Bush ha elogiato oggi un rapporto dell'intelligence Usa che ha rivelato ieri che Teheran ha rinunciato fin dal 2003 al tentativo di creare ordigni atomici. Il presidente Bush, in una conferenza stampa appositamente convocata, ha affermato che il documento dell'intelligence non cambia niente nella politica americana verso Teheran. Il rapporto "è un segnale di avvertimento che avevano un programma e che hanno interrotto il programma" - ha detto Bush - ma "la ragione per cui è una segnale di avvertimento, è che potrebbero riavviarlo". Per l'inquilino della Casa Bianca "la migliore diplomazia" é quella di "lasciare tutte le opzioni sul tavolo". "Dal mio punto di vista questo rapporto dell'intelligence offre una opportunità per continuare a sollecitare la comunità internazionale di continuare a fare pressioni sull'Iran perché sospenda il suo programma nucleare", ha aggiunto Bush.

Penso che questo rapporto sottolinei con chiarezza che l'Iran deve essere considerato una seria minaccia alla pace. La mia opinione in materia non è cambiata. Se l'Iran dovesse entrare in possesso di un'arma nucleare, il mondo diventerebbe un posto molto più pericoloso, ha affermato il presidente americano. Nessuna marcia indietro quindi da parte di Bush. Che ha elogiato l'intelligence Usa per il "buon lavoro" fatto col rapporto sull'Iran. "Dopo i fallimenti di intelligence sull'Iraq - ha detto Bush - abbiamo effettuato una ampia riforma dei servizi segreti. Le cose stanno funzionando". Bush ha negato che il rapporto crei un nuovo problema di credibilità agli Stati Uniti che già avevano accusato l'Iraq di essere in possesso di armi di distruzione di massa mai trovate. L'inquilino della Casa Bianca, che in ottobre aveva agitato lo spettro della Terza Guerra mondiale parlando dell'Iran e del suo programma nucleare, ha sottolineato di avere appreso solo la scorsa settimana il contenuto del rapporto dopo essere stato informato a grandi linee in estate di nuove stime della intelligence Usa in arrivo. "Un problema è che con l'Iran abbiamo a che fare con un regime non molto trasparente - ha detto Bush - In Iran non abbiamo avuto una buona presenza dal 1979. E' uno dei motivi che mi ha spinto a chiedere all'intelligence di rafforzare le nostre operazioni in quella regione". Per quanto riguarda il documento in questione "l'intelligence ha fatto una grande scoperta, che é stata analizzata e che è stata adesso inglobata nella nostra politica", ha detto Bush.

L'inquilino della Casa Bianca ha confermato di avere dedicato alla questione iraniana gran parte della sua telefonata odierna col presidente russo Vladimir Putin. "Gli ho spiegato il contenuto del documento della nostra intelligence, che ha confermato la efficacia della nostra cooperazione", ha detto Bush. Secondo il presidente Usa il rapporto dell'intelligence rafforza la necessità di mobilitare la comunità internazionale per accentuare le pressioni su Teheran perché rinunci ad ogni proposito di armamento nucleare rendendo ancora più importante l'uso delle sanzioni.

PER GB RESTA UN PROBLEMA SERIO

La minaccia nucleare iraniana resta "un problema molto serio", nonostante l'ultimo rapporto dell'intelligence americana sostenga che Teheran ha sospeso la realizzazione di armi atomiche nel 2003. E' quanto ha affermato oggi un portavoce del premier britannico Gordon Brown, sottolineando che "in termini generali" il governo di Londra "ritiene che il documento confermi che avevamo ragione a temere che l'Iran cercasse di sviluppare armi nucleari". Il rapporto, che il governo britannico a detta del portavoce deve ancora esaminare "nei dettagli", dimostrerebbe secondo Londra che, nonostante "le sanzioni e le pressioni internazionali abbiano avuto un qualche effetto", "il rischio che l'Iran acquisisca un'arma nucleare resta una questione molto seria".

Montezemolo: costa un punto pil assenteismo Pa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/12/2007

ROMA - "L'assenteismo è l'emblema dell'inefficienza e del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, il fenomeno più evidente e clamoroso". Il presidente di Confindustria Luca di Montezemolo lo ha sottolineato partecipando all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Luiss. "Azzerare le assenze diverse dalle ferie - dice - porterebbe ad un risparmio di quasi un punto di Pil, 14,1 miliardi: 8,3 negli enti centrali e 5,9 in quelli locali". Montezemolo spiega che "portare la quota di assenze totali, comprese le ferie, al livello di quelle nel settore privato darebbe un risparmio di 11,1 miliardi". Il presidente di Confindustria ha anche tracciato una sorta di classifica dell'assenteismo. "Tra ferie e permessi vari un pubblico dipendente è fuori ufficio mediamente un giorno di lavoro su cinque. Tra i ministeri il top si raggiunge al ministero della Difesa, con 65 giornate di assenza in un anno, seguiti da ministero dell'Economia e da quello dell'Ambiente, entrambi con oltre 60 giorni. Altrettanto elevato è l'assenteismo nell'Agenzia delle Entrate. All'Inpdap si sfondano i 67 giorni". Negli enti locali, aggiunge Montezemolo, "spicca il Comune di Bolzano con 74 giorni di assenza all'anno, pari al 29% delle giornate lavorative. Oltre 70 giorni anche il Comune di La Spezia e la Provincia di Ascoli Piceno".

Come si deve reagire?, si domanda Montezemolo. La sua risposta è che "occorre anzitutto tornare a remunerare di più chi lavora di più, sia nel pubblico che nel privato. E sanzionare chi non produce pur essendo pagato per farlo. Nel pubblico impiego serve poi una verifica oggettiva dell'impegno. Basta con premi di risultato uguali per tutti". E' necessario per affrontare il nodo dell'assenteismo, ma più in generale costi ed inefficienze della pubblica amministrazione. Al problema delle "assenze", dice il presidente degli industriali, "si aggiungono i costi generati dalla bassa o nulla produttività di quella parte dei dipendenti pubblici, minoritaria ma non piccola, che svolge poco e male la sua attività, pur essendo ufficialmente presente sul posto di lavoro". Non tutto è negativo, "nella pubblica amministrazione così come in ogni parte della nostra società ci sono eccellenze che dobbiamo fare emergere. Persone straordinarie il cui entusiasmo viene ogni giorno mortificato da un sistema che ha come obiettivo portare tutti alla velocità del più lento".

Consigliere della Lega di Treviso: con gli immigrati usare i metodi delle SS. La Menapace 'mi agghiaccia'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/12/2007

Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino. Ha usato queste parole, a quanto scrive "La Tribuna", il consigliere leghista di Treviso Giorgio Bettio, intervenuto durante il consiglio comunale per dare il suo appoggio all'ordinanza anti-sbandati e chiedere metodi piu' duri contro gli stranieri che abitano in città.

Non e' possibile che gli immigrati vengano a vivere nei nostri condomini e poi comincino a comportarsi come Ras di quartiere o terroristi - dice Bettio - dovrebbero rispettare le regole e invece prima fanno finta di non capire poi, se redarguiti, passano alla minacce. Il decreto e' troppo tenero.

Gli immigrati che chiedono la residenza, se in possesso dei requisiti, dovrebbero essere messi sotto osservazione per sei mesi. E ancora: "Nel momento in cui ottengono la residenza - dice - la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi - continua Bettio - se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi".

Poi l'affondo: "Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari".

Per il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo si tratta di "una provocazione che lascia il tempo che trovo assurda e da rimproverare nella maniera più assoluta".

Sappiamo benissimo - spiega Gobbo - che queste sono cose che non si devono fare. Inoltre, Bettio non è più iscritto alla Lega Nord anche se è nella maggioranza in consiglio comunale.

L'ira della Menapace

Che chiede l'applicazione dei metodi nazisti per i reati compiuti dagli immigrati "mi agghiaccia". La senatrice Lidia Menapace, ex partigiana, insorge.

Ho vissuto l'occupazione nazista - dice in una nota - ho vissuto le cosiddette rappresaglie naziste che applicavano la regola di dieci italiani uccisi per ogni soldato tedesco. Non posso pensare che proposte del genere, anche se fatte provocatoriamente, trovino spazio in un consiglio comunale di questo paese.

Per il Csm la Forleo ha creato 'allarme' nell'opinione pubblica e 'disagio' negli ambienti giudiziari

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/12/2007

Il giudice Forleo ha creato "allarme" nell'opinione pubblica e "disagio" negli ambienti giudiziari milanesi. e le sue dichaiarazioni alla stampa si sono rivelate del tutto "prive di riscontro". Questo il duro atto d'accusa del Consiglio Superiore della magistratura che ha aperto la procedura di traferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale nei confronti del magistrato titolare dell'inchiesta sulle scalata bancarie.

Due pagine fitte fitte dense di considerazioni e di riscontri per dire che Clementina Forleo ha compromesso la sua possibilità di svolgere le funzioni cui è preposta con pienezza di indipendenza e di autonomia: l'incompatibilità ambientale, dunque. Al magistrato milanese, che ha indagato sulla scalata di Unipol a Bnl e su Antonveneta ed Rcs vengono contestate innanzi tutto le sue dichiarazioni pubbliche sull'esistenza di poteri forti, politici economici e giudiziari, scesi in campo per ostacolare la sua attività giudiziaria: le famose "pressioni istituzionali" subite a proposito della scalata unipol, che per la Prima Commissione del Csm si sono rivelate "del tutto prive di riscontro".

Il Csm le imputa un'interpretazione distorta anche dei fatti di per sè non indicativi, come quando chiama in causa il procuratore generale di Milano Blandini, che l'avrebbe invitata alla cautela nell'impiego delle intercettazioni telefoniche, circostanza peraltro smentita proprio da Blandini. E come quando denuncia pressioni sul procuratore generale di Cassazione delli Priscoli, perchè avvii- come poi farà- un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Anche qui dichiarazioni attribuite a terzi, all'ex giudice Imposimato, che smentisce pure lui.

Ma sotto accusa non sono soltanto le dichiarazioni televisive: ci sono anche gli interventi pubblici a proposito dell'ufficio Gip di Milano, i presunti "appiattimenti" delle decisioni dei giudici- critiche non documentate, spiega il Csm- che hanno creato profondo disagio tra i colleghi. E qui è l'accusa di funzionalità.

Che potrebbe impedire alla Forleo di ricoprire incarichi monocratici come e' appunto quello di giudice per le indagini preliminari. Accuse da cui Clemetina Forleo dovrà dar conto davanti al Csm il prossimo 18 dicembre, quando la prima commissione la ascolterà di nuovo, questa volta insieme ad un avvocato. E lo farà proprio il giorno dopo la convocazione della commissione disciplinare, chiamata a esprimersi sul Pm di Potenza Luigi De Magistris. A meno che anche la sua questione non si risolva nell'ambito della prima Commissione che ha deciso di affrontare il caso il prossimo giovedì.

Mercoledì 5 Dicembre 2007

Padoa Schioppa: pareggio di bilancio entro la legislatura. Senza nuove tasse e con meno spesa pubblica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 05/12/2007

Non possiamo, non vogliamo far fronte a questo impegno aumentando le tasse. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa ribadisce che l'obiettivo del governo Prodi è l'annullamento del disavanzo pubblico entro fine legislatura, ma senza aumento della pressione fiscale.

Le entrate che stiamo recuperando con i successi sul fronte della lotta all'evasione, ai quali il vostro corpo contribuisce in maniera egregia - ha proseguito Padoa-Schioppa nel discorso per l'inaugurazione dell'anno accademico della scuola di polizia tributaria - Le dobbiamo destinare in maniera predominante a ridurre le tasse sulle famiglie e le imprese.

"Per annullare il disavanzo dovremmo, in ogni anno dal prossimo triennio (2009-2011), compiere correzioni strutturali di bilancio pari a circa mezzo punto percentuale di Pil rispetto all'andamento a legislazione vigente: circa 7-8 miliardi", ha spiegato Padoa-Schioppa. "Se consideriamo poi alcune spese aggiuntive che lo Stato non può evitare e che non sono incluse nel cosiddetto tendenziale a legislazione vigente (ad esempio spese per infrastrutture o i contratti di servizio con Poste e Ferrovie o il rinnovo del contratto del pubblico impiego) l'ammontare di risorse che dovremmo recuperare nonsarà inferiore ai 10 miliardi annui".

E' semplicemente impensabile che l'economia possa riprendere slancio se il settore pubblico non aumenta in modo significativo la propria produttività, in rapporto tra quanto spende e quanto rende.

Di fronte a servizi pubblici insoddisfacenti, a infrastrutture cadenti, i cittadini si indignano - ha rilevato il ministro - chiedono migliori servizi da parte dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni; a tale legittima richiesta le parti politiche, le amministrazioni, i centri di responsabilità a livello centrale e locale rispondono per lo più chiedendo maggiori risorse, maggiori stanziamenti: Ebbene, questo modo di affrontare la questione non può continuare, per il semplice motivo che non ce lo possiamo permettere, abbiamo l'esigenza opposta, quella di risparmiare. Si possono spostare risorse da un settore a un altro, da un ufficio all'altro, ma, ha avvertito Padoa-Schioppa: "Non possiamo pensare di destinare, in rapporto a quanto produciamo, maggiori risorse al settore pubblico".

I soldi dei Narcos sui mondiali di calcio argentini nel 1978

Rainews24, http://www.rainews24.it, 05/12/2007

Fu mio padre a corrompere il Peru' per far vincere l'Argentina nell'ultima gara del girone B dei mondiali d'Argentina del 1978: a rivelarlo in un libro e' Fernando Rodriguez Mondragon, figlio di Gilberto Rodriguez Orejuela, uno dei boss piu' potenti della narcomafia colombiana, conosciuto anche come 'Lo scacchista' (da cui prende il nome il libro).

Mondragon racconta come il 'Cartello di Cali" riusci' a corrompere con un'ingente somma di denaro la nazionale peruviana, la quale spalanco' la porta per ben 6 volte lasciando qualificare l'Argentina per la finale, poi vinta, per differenza reti a danno del Brasile.

Scuola: Ocse 2007, studenti Italia piu' somari in Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2007

ROMA - Matematica, scienze ma anche comprensione e lettura: gli studenti italiani non riescono a migliorarsi, anzi si confermano fanalino di coda dell'Unione Europa e i tra i piu' ''somari'' a livello dei paesi Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). La pagella per la scuola italiana viene dal prestigioso rapporto Ocse-Pisa (Progress in International Reading) 2006, giunto alla terza edizione che fotografa la situazione degli studenti di 15 anni di eta' in 57 paesi di tutto il mondo, tra aderenti all'Ocse o con rapporti di partenariato I risultati non lasciano dubbi: l'Italia e' al 33/mo posto per competenze di lettura, al 36/mo per cultura scientifica, al 38/mo posto per quella matematica. Con risultati che sono peggiorati rispetto alle precedenti rilevazioni triennali, avvenute nel 2000 e nel 2006. Risultati ancora piu' pesanti se si considera il livello di Pil del paese e il numero dei progetti di ricerca. Quello che il rapporto evidenzia e', soprattutto, l'alto numero (un quarto o piu') di studenti che hanno raggiunto un risultato sotto il livello 2, in pratica l'insufficienza.

- CULTURA SCIENTIFICA: Di male in peggio. Se nel 2003 i quindicenni italiani figuravano al 27mo posto per le loro competenze nelle materie scientifiche, nel 2006 sono slittati al 36mo posto. In cima alla lista figurano gli studenti della Finlandia, Paese che non solo continua a mantenere buoni risultati (da 548 punti a 563), ma in cui tutti gli alunni raggiungono livelli di buon rendimento. Dietro l'Italia si piazzano Portogallo (474), Grecia (473) e Israele (454). Fra i Paesi al di sotto della media Ocse, oltre all'Italia, si posizionano Croazia, Slovacchia, Lituania, Norvegia. E peggio dei nostri ragazzi, oltre ai coetanei di Portogallo e Grecia, fanno gli studenti di Bulgaria (434 punti) e Romania (418), fra gli ultimi entrati nella Ue.

- LETTURA: L'Italia si posiziona al 33/mo posto, totalizzando un punteggio totale di 469, che la posiziona al di sotto della media Ocse nella classifica che vede ai primi cinque posti Corea, Finlandia, Hong Kong, Canada e Nuova Zelanda. Di paesi dell'Unione Europea, soltanto Repubblica Slovacca, Spagna e Grecia hanno fatto peggio del nostro paese, oltre alle nuove entrate Bulgaria e Romania. L'Ocse, inoltre, rileva come l'Italia abbia peggiorato il proprio risultato rispetto al primo rapporto Ocse-Pisa del 2000. Per quanto riguarda la differenza tra maschi e femmine, le ragazze di tutti i paesi interessati dalla ricerca hanno fatto meglio dei loro coetanei: in particolare, per quanto riguarda l'Italia lo scarto è di 41 punti a favore delle studentesse.

- CULTURA MATEMATICA: Italia al 38/mo posto (con 462 punti) della classifica che vede ai primi cinque posti Taiwan, Finlandia, Hong Kong, Corea e Olanda. Peggio dell'Italia, tra i paesi dell'Unione europea soltanto la Grecia che si posiziona al 39/mo posto e Bulgaria e Romania. Anche per la cultura matematica, come per la capacità di lettura, almeno un quarto degli studenti che hanno partecipato al progetto non ha raggiunto la ''sufficienza'' del secondo livello di conoscenza, classifica in cui siamo superati anche dalla Grecia. L'Italia, infatti, è fuori anche dalla ''classifica'' che vede almeno il 70% degli studenti raggiungere il secondo livello. Come per le altre due rilevazioni Ocse-Pisa, anche per quella matematica i risultati ottenuti nel 2006 sono peggiori di quelli del 2003. A differenza della classifica per capacità di lettura, per la matematica i ragazzi si sono comportati meglio delle loro colleghe studentesse.

Giovedì 6 Dicembre 2007

Mutui: Bush congela i tassi, in campo procura New York

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2007

di Antonio Fatiguso

NEW YORK - Gli aiuti ''sono per i proprietari di case in difficolta', non per gli speculatori immobiliari''. George W. Bush annuncia il piano anti-pignoramenti a va incontro ai mutuatari in difficolta' con i pagamenti delle rate, proponendo il congelamento quinquennale dei tassi di un'ampia gamma di subprime, i temuti prestiti finiti nella bufera. E questo, all'indomani della discesa in campo della procura dello Stato di New York, guidata da Andrew Cuomo, che ha acceso il faro sull'operato delle grandi banche di Wall Street, come Merrill Lynch, Bear Stearns e Deutsche Bank, nella vendita di strumenti finanziari ad alto rischio legati proprio ai subprime. ''Gli interventi vogliono evitare che ulteriori pignoramenti possano colpire duramente l'economia, sufficientemente forte per superare questa fase'', aggiunge Bush, per il quale la crisi del mercato immobiliare, che va verso una ''fase di cambiamento, e' motivo di preoccupazione'' e mette in ombra ''elementi solidi dell'economia, come bassa inflazione ed elevata occupazione''. Il piano di aiuti, messo a punto attraverso l'opera negoziale del segretario al Tesoro Henry Paulson con i grandi operatori del settore, prevede il blocco del tasso variabile di cinque anni per i mutui erogati dal primo gennaio 2005 a luglio 2007 sulla base di requisiti vincolanti: il titolare del prestito, ad esempio, non deve avere ritardi nei pagamenti oltre i 60 giorni e non deve essere nelle condizioni di sostenere i maggiori oneri legati al rialzo dei tassi. I beneficiari del piano di aiuti potrebbero toccare le 1,2 milioni di unita', osserva da parte sua Paulson, in merito al potenziale delle misure anti-pignoramenti. ''Il congelamento dei tassi - spiega - vuole ridurre al minimo gli effetti del calo del mercato immobiliare, pur nella consapevolezza che non si tratta della soluzione di tutti i mali''. L'essenza del piano, nel giorno in cui la Mortgage Bankers Association (Mba) annuncia pignoramenti record nel trimestre luglio-settembre in rialzo dello 0,78% (dal +0,65% dei tre mesi precedenti), e' favorire il passaggio a mutui piu' abbordabili, erogati sia da privati e da agenzie federali, con l'invito di Bush rivolto al Congresso perche' faccia ''passi in avanti per aiutare i proprietari di case, con l'approvazione di una legge per modernizzare la Federal Housing Administration (Fha) in favore dell'erogazione di mutui, con la modifica delle norme fiscali su estinzione dei mutui e rafforzamento dei regolamenti delle agenzie semipubbliche Fannie Mae e Freddie Mac''. Intanto, il procuratore Cuomo vuole fare luce sui controlli della qualita' dei mutui, che venivano comprati dai colossi del credito, cartolarizzati e collocati sul mercato. Tra gli aspetti piu' controversi figurano i rapporti tra banche e agenzie di rating, come Standard and Poor's e Moody's. Relazioni 'potenzialmente pericolose', che interessano Wall Street, pratiche di sottoscrizione con gli operatori dei mutui e le societa' incaricate di effettuare le due diligence ed di emettere i rating sul debito, sulle quali Cuomo vuole fare chiarezza.

BCE: PIL, STIME AL RIBASSO PER PIL ITALIA 2008

FRANCOFORTE - La Bce ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'area euro, che il prossimo anno dovrebbe crescere in una forchetta compresa fra l'1,5% e il 2,5%, in rallentamento quindi rispetto all'1,8%-2,8% stimato in settembre. Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nel corso della conferenza stampa che segue il consiglio direttivo, che ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro al 4%.

RIVISTA AL RIALZO INFLAZIONE 2007 E 2008

La Bce ha rivisto al rialzo le stime di inflazione sia per quest'anno che per il 2008. Il 2007 dovrebbe chiudersi con un tasso di inflazione al 2,1%, mentre il prossimo anno la stima è compresa in una forchetta fra il 2 e il 3%. Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nel corso della conferenza stampa che segue il consiglio direttivo, che ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro al 4%.

TRICHET,CONTRO INSTABILITA'PREZZI AGIREMO IN MODO FERMO

Per favorire la stabilità dei prezzi la Bce "agirà in modo fermo e tempestivo". Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nel corso della conferenza stampa che segue il consiglio direttivo, che ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro al 4%. Una decisione - ha sottolineato Trichet, presa non all'unanimita' dal board della Bce.

OCSE: "CONVINCERE GLI ITALIANI SULLA NECESSITA' DEL CALO DEL DEFICIT"

Il governo italiano "deve convincere l'opinione pubblica che i suoi piani di riduzione del deficit e del debito pubblico devono essere mantenuti e, preferibilmente, rafforzati". La sollecitazione arriva dall'Ocse, che nell' Economic Outlook, sottolinea come "il promettente miglioramento" visto nel bilancio nel 2006 e nella maggior parte del 2007 "é rallentato nella revisione per il 2007 e per il 2008".

DEFICIT-PIL ITALIA 2,2% NEL 2007, 2,3% NEL 2008, 2% NEL 2009

Il deficit-pil italiano si attesterà nel 2007 al 2,2% nel 2007, al 2,3% nel 2008 e al 2% nel 2009. Lo si legge nell'Economic Outlook dell'Ocse.

PIL ITALIA APPENA SOTTO 1,5% IN 2008 E 2009

Il pil italiano crescerà nel 2008 e nel 2009 "vicino al proprio tasso potenziale, giusto sotto l'1,5%". Lo si legge nel capitolo dedicato all'Italia dell'Economic Outlook dell'Ocse. Per quanto riguarda il 2007, dopo il rallentamento della prima metà dell'anno, e il rimbalzo del terzo trimestre, il pil "potrebbe indebolirsi ancora nel quarto trimestre".

BENE CRESCITA EUROLANDIA, INUTILE AUMENTO TASSI

Le previsioni sulla crescita di Eurolandia rimangono "relativamente buone", soprattutto a partire dalla seconda metà del 2008. Lo afferma l'Ocse nell'ultimo Economic Outlook sottolineando che è previsto che la crescita ritorni "al suo tasso potenziale", dopo qualche leggero rallentamento nel breve termine. Nonostante il rialzo dell'inflazione degli ultimi mesi, il tasso di aumento dei prezzi dovrebbe scendere sotto il 2%. Per questo "ulteriori aumenti dei tassi di interesse non sono necessari a questo punto".

312 militari ammalati di tumore maligno di cui 77 morti, Parisi parla dell'uranio impoverito

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/12/2007

Sono 312 i militari italiani che si sono ammalati di tumore maligno negli ultimi 11 anni (1996-2006) nei Balcani, in Iraq, Afghanistan e Libano; 77 di questi sono morti.

Il numero complessivo dei militari malati di tumore, tra impiegati in missione e non, e' invece di 1.703. Sono questi gli ultimi dati in possesso della Difesa: il ministro Parisi li ha comunicati oggi al Senato, davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito. Ma c'e' gia' chi parla di dati "al ribasso".

Il risultato di questo lavoro (in attesa di creare una "organizzazione centralizzata e informatizzata") e' un bilancio di soldati morti o ammalati piu' pesante di quello fornito in precedenza dallo stesso Parisi, che davanti alla Commissione aveva parlato di 255 casi, con 37 morti, tra i militari in missione - contro i 312 e 77 di oggi - e di 1.682 malati in totale (1.703).

Difformita' - ha spiegato il ministro, con particolare riferimento alle missioni - dovuta soprattutto al fatto che alcune decine di malati o morti per tumore allora indicati nell'elenco dei militari che non avevano preso parte alle missioni, invece vi avevano partecipato.

E comunque - ha aggiunto Parisi, facendo per la prima volta questo raffronto - la percentuale dei militari che si e' ammalata di tumore dopo aver partecipato a missioni e' inferiore a quella della popolazione maschile italiana. Si tratta di "dati e comparazioni molto grezzi", ha premesso il ministro, ma e' un dato di fatto che nel quinquennio 2002-2006 sono stati 216 su 56.600 i militari italiani impiegati all'estero che si sono ammalati, "con una incidenza di 380 casi ogni 100.000".

Uno studio effettuato in base ai dati dell'Airt (Associazione italiana registri tumori) sul totale della popolazione maschile italiana per il quinquennio 1998-2002, indica invece che "in media vengono ogni anno diagnosticati nel nostro Paese 754 casi ogni 100.000 abitanti".

L'informativa di Parisi non ha soddisfatto Falco Accame, presidente di una delle associazioni piu' attive su questo fronte, secondo cui "non si tiene conto dei casi di morte e malattia nella guerra del Golfo del '91, in Somalia nel 1993, nei poligoni di tiro a partire dal 1977, dei civili e del personale in congedo e delle altre gravi malattie diverse dai tumori".

Fini e Casini a pranzo con Montezemolo per discutere di riforme

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/12/2007

L'incontro con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini "è andato molto bene. Ma non meravigliatevi, perchè ho già avuto una colazione la settimana scorsa con Walter Veltroni". Così il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, commenta il pranzo di oggi con i leader di An e Udc nella foresteria dell'associazione.

Montezemolo spiega che per Confindustria "riforme dello Stato, legge elettorale, fisco e class action sono temi importanti", per questo "ci confrontiamo con maggioranza e opposizione e con chiunque abbia piacere". Alla domanda se discuterà sui grandi temi delle riforme anche con Silvio Berlusconi, Montezemolo risponde: “Se avrà piacere e se sarà necessario, con molto piacere".

Soddisfatti del pranzo anche Fini e Casini. I due negano che ci sia un asse fra An e Udc, ma non nascondo le posizioni comuni su diverse questioni. "Sono d'accordo con Casini, a prescindere”, ha scherzato Fini al termine dell’incontro. Con Montezemolo, ha aggiunto il presidente di An, "abbiamo discusso di legge elettorale e di riforme istituzionali. Non è un mistero che Confindustria chieda da tempo alla politica di farsi carico dell'efficienza del sistema Italia, di un assetto di Stato, di una forma di Governo e di una legge elettorale".

Ma questo non preluderebbe una discesa in campo di Montezemolo. Alla domanda di un suo possibile futuro in politica, infatti, il leader di Confindustria ha risposto spazientito: “Giorni fa ho visto Veltroni, oggi ho visto due persone, domani ne vedrò altre. Ci stiamo confrontando”.

Venerdì 7 Dicembre 2007

Mastella: o salta l'emendamento sull'omofobia o e' crisi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/12/2007

"Se Rifondazione dice che questo aspetto non si tocca per l'Udeur e' crisi di governo, togliamo la fiducia al governo e l'esperienza politica finisce qui". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella, a Bruxelles a margine della riunione con i collegi europei, riguardo all'emendamento sull'omofobia del dl sicurezza.

Il ministro, parlando a Bruxelles, ha spiegato che queste dichiarazioni sono legate alle notizie che gli giungono da Roma, ricordando che "ieri sera vi era stato l'impegno a modificare quel tipo di inserzione che per noi era una forzatura". Se Rifondazione non rispetta questo impegno, ha avvertito Mastella, "l'Udeur apre la crisi e non c'e' neanche la possibilita' di verifica" perche' "se sono queste le condizioni, non ci sono piu' condizioni e tolgo la collaborazione con il Prc".

Ho parlato con il mio capogruppo alla Camera - ha detto Mastella - se Rifondazione comunista o altri partiti della sinistra, nonostante l'impegno preso dal ministro Chiti ieri sera e da me stesso per evitare gia' ieri la crisi di governo, che ci sarebbe stata senza l'impegno di modificare alcuni elementi che nulla hanno a che fare con la vicenda della sicurezza, come i temi di genere e natura sessuale, se Rifondazione comunista dice che non si toccano e viene lasciato tutto inalterato, per noi - e mi rivolgo al presidente del Consiglio e il capo dello stato - e' crisi di governo. Se e' cosi', togliamo la fiducia al governo. Se, viceversa, Rifondazione e gli altri accettano l'idea che su questioni di rilevanza di valori non si puo' mortificare il Parlamento conducendolo, in prigionia politica, attraverso strumenti da cavallo di Troia come quello del voto di fiducia, si discute liberamente.

Di Pietro: la maggioranza politica non c'e' piu'

''Dopo il voto di fiducia di ieri la maggioranza politica non c'e' piu'. Piaccia o non piaccia. Di tutto questo va preso atto e noi di Italia dei Valori chiediamo non solo una verifica politica, ma che si avvii un nuovo processo costituente affinche' la prossima coalizione sia 'del fare' sullo stesso programma e non della logica dello stare insieme solo contro qualcuno". Lo ha detto il ministro alle infrastrutture, Antonio Di Pietro, a margine della conferenza nazionale delle infrastrutture in corso a Catania. "Non se ne puo' piu' - ha aggiunto - di litigiosita'. Meglio scomporre e poi ricompoprre i poli in maniera piu' omogenea".

Il voto di ieri. Il nodo dell'emendamento sull'omofobia

Dopo il si' del Senato sulla sicurezza - 160 voti a favore e 158 contrari sulla fiducia, due no in meno sul decreto - il ministro della Solidarieta' sociale Ferrero ha affermato che, se la verifica a gennaio sara' negativa, il Prc uscira' non solo dal governo, ma anche dalla maggioranza. Ieri sera a Palazzo Madama e' stato decisivo il voto di Cossiga. Un altro senatore a vita, Giulio Andreotti, e la senatrice Paola Binetti hanno votato no perche'‚ contrari all'emendamento sull'omofobia. Poco dopo, il ministro Chiti ha annunciato che la clausola sarebbe stata cancellata.

Vladimir Luxuria e Titti de Simone (Prc): sull'omofobia niente ricatti

Lo stralcio della norma antiomofobia dal decreto sicurezza dimostrerebbe ancora una volta come questo governo rischia di essere succube dei ricatti di una Chiesa intollerante, Vladimir Luxuria e Titti de Simone rispondono "sdegnate" alle dichiarazioni del ministro Chiti "in merito alle intenzioni del governo di cancellare la norma contro l'omofobia inserita nel pacchetto sicurezza approvato ieri al Senato".

La sicurezza - proseguono le deputate Prc - e' un problema generale che riguarda la microcriminalita', la mafia, i luoghi di lavoro ma anche il diritto per gay, lesbiche e transessuali di poter vivere liberi la propria vita senza paura e senza criminalizzazioni. Migliaia di ragazzi in eta' adolescenziale vivono nel terrore, vengono additati nelle scuole come diversi" e quindi emarginati". "I reati di omofobia nona sono reati di opinione ma una offesa alla dignita' umana. Norme contro l'omofobia sono presenti in tutta Europa. Nessuno ha mai gridato allo scandalo perche' un conto e' esprimere le proprie idee, un altro e' offendere e incitare alla violenza. Ci opporremo a qualsiasi iniziativa che il governo dovesse prendere - concludono - per stralciare l'emendamento contro l'omofobia dl sicurezza che approdera' alla Camera".

Ministri della sinistra scrivono a Prodi: ripensaci sulla base Usa di Vicenza

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/12/2007

Ti scriviamo per sollecitare un ripensamento sulla base militare statunitense di Vicenza. Lo scrivono al presidente del Consiglio Romano Prodi, in una lettera a firma congiunta, i ministri Paolo Ferrero, Fabio Mussi, Alessandro Bianchi e Alfonso Pecoraro Scanio.

Come sai non abbiamo mai condiviso la decisione di dare il via libera all'ampliamento della base. La questione non rappresenta però solo un elemento di conflitto tra forze politiche. Il punto riguarda i rapporti tra il governo e la popolazione di Vicenza; riteniamo non sia possibile continuare come se nulla fosse, in una situazione in cui la sacrosanta richiesta dei cittadini vicentini di avere un referendum popolare sull'opportunità o meno di ampliare la base, è stata disattesa da chi aveva il potere di organizzare la consultazione.

Ti chiediamo quindi un ripensamento anche alla luce dell'ordine del giorno che impegna il governo ad organizzare entro i primi sei mesi del 2008 una Conferenza nazionale sulle Servitù militari. In questa situazione, in cui crescono le tensioni internazionali e i venti di guerra, aprire una interlocuzione vera con le popolazioni che si oppongono all'allargamento della base statunitense è un punto decisivo per un governo progressista e democratico. Per questo ti chiediamo di prendere ogni iniziativa utile per ricercare una soluzione rispettosa della dignità, della qualità della vita e dei diritti dei cittadini vicentini.

Terrorismo, Abc: la Cia distrusse i nastri di interrogatori sotto tortura

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/12/2007

E' bufera sulla Cia. Al quartier generale di Langley sono stati distrutti i nastri degli interrogatori dei sospetti terroristi effettuati utilizzando i sistemi piu' duri, denunciati come vere e proprie torture dall'organizzazioni umanitarie.

E' quanto sostiene il sito web della Abc che cita un memo interno del direttore della Cia, Mike Hayden, in cui lamenta che "la stampa ha saputo" che l'agenzia riprendeva gli interrogatori dal 2002 e che questi sono stati distrutti nel 2005. Il generale si e' difeso affermando che la Cia non ha eliminato i video perche' voleva nascondere qualcosa ma perche' "non erano piu' utili per l'intelligence o rilevanti per qualsivoglia inchiesta interna, parlamentare o giudiziaria".

Il presidente George W. Bush fu costretto a rivelare solo lo scorso anno l'esistenza delle prigioni segrete della Cia all'estero e delle operazioni di 'extraordinary rendition' ma non rivelo' mai i particolari delle tecniche di interrogatorio.

Ma Abc afferma di aver saputo da agenti in servizio che queste prevedono sei diversi passaggi progressivamente piu' duri, fino alla tecnica dell'affogamento simulato (waterboarding).

Amnesty International ha denunciato che le la Cia ha distrutto i video di questi interrogatori ha distrutto prove di torture.