DEI RICCHI

2007 - Novembre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/11/2007 * 09/11/2007 * 10/11/2007 * 11/11/2007 * 12/11/2007 * 13/11/2007 * 14/11/2007 *

Giovedì 8 Novembre 2007

Mons. Bregantini lascia Locri, lacrime e rabbia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2007

(di Filippo Veltri)

LOCRI (REGGIO CALABRIA) - Alla fine è arrivata la conferma ufficiale, a mezzogiorno in punto, con la nomina decisa dal Papa ad arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano. Ma l'attesa è stata tutta nella sua Locri, per l'ultima messa di mons. Giancarlo Maria Bregantini nella cattedrale della Locride, per il suo addio dopo tanti anni.

Un addio carico di rabbia, passione, lacrime, proteste, raccolte di firme da parte di chi c'era e anche da parte di chi non ha potuto assistere di persona all'ultimo atto di un vescovo così amato, così dentro il sentire profondo della sua gente. La Locride si è sentita come tradita ma il sentimento di un ennesimo abbandono è stato in verità di tutta la Calabria. Bregantini ha rappresentato, infatti, non solo e non tanto la tradizionale figura del prete antimafia ma qualcosa di più, "di molto di più", dice Sisinio Zito, oggi sindaco di Roccella Jonica ed in passato senatore socialista e uomo di governo.

Davanti all'episcopio di Locri di buon'ora si sono ritrovate decine e decine di persone, in attesa della lettura della bolla papale. Molti hanno avviato una raccolta di firme, i sindaci hanno annunciato riunioni dei consigli comunale e la gente piangeva, dentro e fuori la Cattedrale, dove alle 11 è entrato Bregantini e dove si è detto Messa per oltre un'ora è mezza dando lettura ufficiale degli atti vaticani. Un clima di commozione da parte di tutti, dello stesso Bregantini, che non ha smesso neanche oggi di indicare la via del riscatto per la Calabria, di rivolgersi ai mafiosi per chiedere loro di fare ritorno "alla pace di Dio, nelle vostre famiglie, con azioni di coraggio e di perdono, vero profumo per i nostri paesi, rinunciando apertamente alla disonestà in tutte le sue forme perché siete chiamati a più nobile bellezza".

"Per obbedienza sono venuto e per obbedienza parto": così invece aveva prima detto ai suoi fedeli Bregantini, che per 13 anni è stato vescovo di Locri ed per tanti anni è stato il punto di riferimento nella lotta alla criminalità e nel cercare la strada del riscatto sociale, fuori dai facili luoghi comuni e dalle generalizzazioni e criminalizzazioni. Di fronte al dolore manifestato dalla gente di Locri per la sua partenza, Bregantini dice che "é un reciproco dispiacere, perché obbedire non è mai facile e sempre eroico. Voglio però cercare di rasserenare gli animi, che molto di quello che ho insegnato loro è stato maturato insieme, con i giovani e con i collaboratori, cresciuti ormai fisicamente e spiritualmente. E, quindi, molte volte la mia voce era la loro voce, che io ho soltanto raccolto. Loro restano qui, ma hanno imparato un metodo, lo vivranno comunque e sempre intensamente e saranno quindi capaci, ne sono certo, di viverlo nella fede di Dio e con colui che verrà a sostituirmi".

Dopo la messa, l'incontro con i giornalisti. E lì Bregantini ha rivolto altre parole forti alla comunità, specificando di non essere mai stato parte di una certa antipolitica. E stamani la politica tutta - di centro, destra e sinistra - ha rivolto parole insieme di smarrimento per la sua partenza e di apprezzamento per quello che ha fatto in 13 anni. Parole non di circostanza, come quelle del presidente della Regione, Agazio Loiero: "il nome di Bregantini è troppo legato al cammino verso una Calabria diversa, quella che vogliamo costruire sottraendola ai bisogni sociali e ai ricatti criminali. Il vescovo si è dovuto trasformare in imprenditore per supplire alla miopia di tanti imprenditori che si tengono alla larga da aree problematiche come la Locride. Prima di trasferire il vescovo qualcuno avrebbe dovuto farle queste riflessioni. Avrebbe capito che la sua permanenza nella nostra terra era vitale".

(filippo.veltri@ansa.it).

Incendio in una discarica vicino Bolzano, nube di fumo sulla citta'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/11/2007

Allarme nella notte per una densa nube di fumo che si è sviluppata per un incendio in una discarica a Isachia Frizzi a sud di Bolzano. La popolazione e' stata invitata dalla protezione civile a non aprire le finestre. L'allarme e' poi rientrato.

Alle ore 01:35 la Centrale Provinciale Emergenza allertava il Corpo permanente vigili del fuoco di Bolzano ed il Corpo volontario di Laives per un incendio nella zona della discarica di Frizzi.

Le fiamme si sono sviluppate in un comulo di rifiuti ingombranti, mobili, divani, materassi. I vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno spento le fiamme in poche ore e sul luogo si sono recati anche gli esperti dell'Arpa che hanno effettuato i primi test per accertare se la nube sia tossica e dagli esami finora effettuati non ci sarebbe alcun pericolo per la popolazione.

Bilancio in rosso per le borse asiatiche. Petrolio sotto i 96 dollari

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/11/2007

Bilancio in rosso per la Borsa di Tokyo, intimorita dallo scivolone accusato da Wall Street. L'indice Nikkei ha terminato le contrattazioni a 15.771,57, accusando una flessione del 2,02%. Era dal 18 settembre che l'indice non violava al ribasso la soglia dei 18mila punti. Il valore del dollaro e

le notizie poco confortanti che stanno annunciando le banche Usa hanno dato il via libera agli ordini in vendita.

Avvio in ribasso per l'euro

Alle 8 la moneta unica viene scambiata a quota 1,4633 sul dollaro, in flessione rispetto alla rilevazione ufficiale della Bce fissata ieri a 1,4722.

Petrolio in calo

Petrolio in calo sul mercato elettronico after hours di New York. Il greggio con consegna a dicembre, che ieri aveva sfiorato la soglia dei 100 dollari al barile, oggi e' sceso fino a 94,93 dollari (-1,5%): a pesare e' stato il dato sulle scorte Usa diffuso ieri, che ha evidenziato un calo dimezzato rispetto a quello che si attendeva il mercato.

Oro in rialzo sui mercati asiatici

Il metallo prezioso, da giorni vicino al record di 850 dollari segnato nel gennaio 1980, e' salito fino a 834,30 dollari l'oncia (+0,4%).

Forte calo per Wall Street

Il Dow Jones ha accusato una flessione del 2,64% attestandosi a 13.300,02, mentre il Nasdaq ha perso il 2,7% piombando a 2.748,76. Le perdite colossali di Gm (-6,1%), la volata del prezzo del

petrolio ormai prossimo alla soglia dei 100 dollari e i timori di difficolta' delle banche hanno incoraggiato le vendite. Ieri il mercato ha penalizzato Morgan Stanley (-6%), dopo le indicazioni sui conti.

Il vicepremier israeliano chiede la rimozione di El Baradei

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/11/2007

Il vicepremier israeliano Saoul Mofaz, titolare del dossier iraniano, si augura la rimozione del capo dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (AIEA) Mohamed ElBaradei, accusato di chiudere gli occhi davanti all'evidenza del programma nucleare di Teheran.

La politica seguita da El Baradei mette in pericolo la pace nel mondo. Il suo comportamento irresponsabile che consiste nel nascondere la testa sotto la sabbia in merito al programma nucleare iraniano deve portare alla sua rimozione, ha affermato Mofaz alla radio pubblica israeliana.

Mofaz parlava da Washington, dove guida una delegazione incaricata di portare avanti un "dialogo strategico" con gli Stati Uniti sul dossier nucleare iraniano. Ieri aveva incontrato il segretario di stato americano, Condoleezza Rice.

Il Times:Washington teme un intervento di Israele

Secondo quanto riferisce il quotidiano britannico Times, Washington teme che Israele possa attaccare l'Iran dopo le affermazioni di ieri di Ahmadinejad che ha annunciato che 3000 centrifughe sono attive.

Secondo il Times Washington spingerebbe per una soluzione diplomatica, mentre Israele non può tollerare che l'Iran diventi una potenza nucleare. Il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, ha dichiarato che "Le parole non hanno mai fermato e mai fermeranno i razzi".

Stampa Usa: la storia del Nobel Capecchi presenta delle incongruenze

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/11/2007

La storia ufficiale dell'infanzia di Mario Capecchi, lo scienziato nato in Italia che ha vinto il premio Nobel per la medicina 2007, potrebbe, secondo quanto riferisce il Washington Post pubblicando un servizio dell'Ap, essere un po' differente da quella riferita in occasione della premiazione. Soprattutto sulla parte che riguarda la deportazione a Dachau della madre di Capecchi non ci sarebbe alcun documento. Incongruenze per altro gia' riferite sulla stampa italiana, in particolare dal Dolomiten.

Secondo i racconti dell'infanzia fatti dallo stesso premio Nobel, a tre anni Capecchi perse la madre, la pittrice Lucy Ramberg, deportata a Dachau dalla Gestapo, e fu abbandonato dalla famiglia altoatesina che lo accudiva. Alla fine della guerra, dopo anni passati vivendo per strada, Capecchi fu ritrovato dalla madre a Reggio Emilia, e insieme partirono per gli Usa.

Da un'approfondita ricerca condotta dall'agenzia statunitense, pero', sarebbero emerse alcune contraddizioni: secondo una scheda dell'International tracing service for war victims, un'organizzazione che in Germania raccoglie i dati sui deportati, Lucy Ramberg nel 1939 fu imprigionata a Perugia, e in un secondo momento deportata in Germania, anche se non a Dachau dove le donne iniziarono ad essere rinchiuse solo nel 1943.

Un'altra incongruenza riguarda la vita condotta da Capecchi lontano dalla madre: secondo alcuni documenti trovati all'anagrafe, lo scienziato viveva in realta' a Reggio Emilia con il padre.

Come riporta la stampa Usa, lo stesso Capecchi e' interessato alle scoperte giornalistiche: in un'intervista ha dichiarato di aver saputo che la madre era a Dachau da uno zio, notizia mai confermata dalla pittrice, e di ricordare che quando era piccolo il padre lo lasciava spesso da solo per diversi giorni di seguito.

Venerdì 9 Novembre 2007

Gli agricoltori sardi aspettano Grillo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2007

CAGLIARI - In attesa di Beppe Grillo, che giunge nel pomeriggio a Decimoputzu, paese a meno di venti chilometri da Cagliari diventato la "capitale" della protesta, gli agricoltori sardi hanno attuato un assedio pacifico intorno al palazzo di Giustizia di Cagliari. La Coldiretti Sardegna ha, infatti, organizzato una manifestazione con trattori e altri mezzi agricoli a sostegno della vertenza del comparto agricolo sardo che vede oltre sette mila aziende a rischio fallimento dopo che l'Ue ha bocciato i mutui agevolati contratti 20 anni fa e si è aperto un contenzioso con le banche per la restituzione dei fondi.

Il 20 novembre è in programma una riunione a Roma, convocata dal ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro, il quale ha spiegato mercoledì scorso al Question Time alla Camera che si sta lavorando per bloccare le azioni esecutive e individuare ipotesi di abbattimento e rateizzazione degli interessi. "La colpa di questa situazione non è degli agricoltori - ha sottolineato il presidente della Coldiretti Sardegna, Marco Scalas, nel sit-in davanti al palazzo di Giustizia - ma dell'Amministrazione regionale. La prova è che la Regione non ha neanche impugnato il provvedimento dell'Ue, subendo passivamente una situazione che ora noi dobbiamo affrontare completamente da soli". La Coldiretti ha chiesto un incontro col presidente del Tribunale, Leonardo Bonsignore, per conoscere a che punto sono le pratiche per scongiurare le aste pubbliche per la vendita delle aziende pignorate agli agricoltori.

La satira rispetti la persona, condannato Forattini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2007

ROMA - Il diritto alla satira è inviolabile ma "al pari di ogni altra manifestazione del pensiero, non può infrangere il rispetto dei valori fondamentali della persona", come reputazione e dignità. A ricordarlo è la Corte di Cassazione confermando la condanna di Giorgio Forattini, della Mondadori spa e del direttore di Panorama Roberto Briglia per una vignetta pubblicata dal settimanale alla fine degli anni '90, per la quale il procuratore di Palermo Giancarlo Caselli presento' una denuncia per diffamazione. I fatti risalgono al 1998 dopo che il procuratore Capo della Pretura circondariale di Cagliari Luigi Lombardini, indagato dal pool di Palermo in relazione al sequestro di Silvia Melis, si uccise nel suo ufficio approfittando della pausa di un interrogatorio condotto da Caselli e dagli altri pm del pool.

La vignetta pubblicata da Panorama mostrava uno scheletro con un ciuffo di capelli bianchi a forma di falce, con una sciarpa rossa, e che teneva in mano (come per porgerla a qualcuno) una pistola e nell'altra mano la bilancia, simbolo di giustizia. Caselli sporse denuncia ravvisando una chiara rappresentazione di se stesso ed un riferimento al suicidio di Lombardini. In primo e secondo grado Forattini, la Mondadori SpA e l'allora direttore di Panorama Briglia erano stati condannati al pagamento di circa 50 milioni di lire per danni morali. La terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 23314 ha confermato il verdetto di appello specificando i diritti ma anche i limiti della satira. "Il diritto di critica - dice la Corte - non può essere rigorosamente obiettivo ma per essere legittimo e prevalere sul diritto alla reputazione dei singoli deve essere esercitato entro i limiti oggettivi fissati dalla logica concettuale e cioé deve essere un bilanciamento dell'interesse individuale alla reputazione con quello della libera manifestazione del pensiero garantito dalla Costituzione".

Gianfranco Fini di nuovo papa' a dicembre

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2007

ROMA - Sarebbe al termine dell'ottavo mese di gravidanza Elisabetta Tulliani, la showgirl e avvocato legata sentimentalmente al leader di An Gianfranco Fini che, quindi, tra qualche settimana diventerà padre per la seconda volta, pare, di una bambina. Dopo il servizio di Striscia la notizia di ieri, è il sito del settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, www.sorrisi.com ,a dare ulteriori dettagli. Il leader di An ha già una figlia, Giuliana, 21 anni, nata dal matrimonio con Daniela Di Sotto, dalla quale si è separato lo scorso giugno. Ad annunciare, allora, la fine del matrimonio e a confermare la gravidanza di Elisabetta Tulliani è l'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Fini. Da parte della futura mamma, 35 anni, romana, riserbo. Fino a sei mesi fa curava una rubrica di cucina all'interno della trasmissione Mattina in famiglia su Raidue; in passato è stata tra l'altro presidente della Sambenedettese, squadra di calcio di proprietà di Luciano Gaucci, l'ex patron del Perugia al quale la Tulliani, è stata legata.

Sembra sia una femminuccia e la nascita e' prevista a dicembre: queste le indiscrezioni del settimanale ''Tv Sorrisi e Canzoni'' sulla prossima paternita' del leader di An Gianfranco Fini. La compagna di Fini, la showgirl Elisabetta Tulliani, sarebbe infatti ''addirittura al termine dell'ottavo mese di gravidanza''. Il settimanale, dopo aver ricordato che la notizia del lieto evento atteso da Gianfranco Fini e' stata confermata da Giulia Bongiorno, parlamentare di An e celebre avvocato, che ha curato anche il recente divorzio del leader del suo partito, ammette che si e' dovuto arrendere di fronte al ''tanto riserbo'' delle prossima mamma, 35 anni, romana, personaggio televisivo oltre che avvocato. Ma ha raccolto tra gli amici l'assicurazione che Elisabetta Tulliani e' ''contentissima''. A Tiberio Timperi, che ha lavorato in Tv con la compagna di Fini, il settimanale ha chiesto un ricordo di Elisabetta Tulliani, della quale si ricorda il precedente legame con Luciano Gaucci, l'ex patron del Perugia. ''Certo che me la ricordo - ha risposto Timperi al giornale - anche se non ho mai avuto molto a che fare con lei. Era una che stava al suo posto, faceva quello che doveva fare e andava via. Il suo atteggiamento era amichevole, stava abbastanza allo scherzo, non faceva bizze e, a differenza di molte sue colleghe, non cercava di allargarsi. Se mi ero accorto che era incinta? No, era magra. E poi, va bene che ho gli occhi verdi, ma non faccio i raggi x''

Primo Natale da cattolico per Blair. La stampa cinese lo attacca: venale

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/11/2007

La conversione dell'ex premier al cattolicesimo è "questione di settimane". Il cardinale Cormac Murphy O'Connor, arcivescovo di Westminster, e primate della Chiesa di Inghilterra e Galles, accoglierà Tony Blair 'oltre Tevere', assicura l'autorevole rivista cattolica 'The Tablet'.

Secondo la direttrice, Catherine Pepinster, la cerimonia avverrà nel corso di una messa privata nella residenza ufficiale del cardinale, alle spalle della cattedrale di Westminster, nel centro di Londra. Nel suo percorso spirituale, Blair è stato accompagnato da un cappellano dell'aeronautica, John Walsh, e dal segretario del cardinale, Mark O'Toole.

Blair è di fede anglicana, ma da anni si vocifera del suo passaggio alla Chiesa cattolica, a cui appartengono la moglie, Cherie Booth, e i quattro figli. Pressato dagli obblighi costituzionali, quando era a Downing Street non ha mai voluto affrontare in via ufficiale il tema, anche se sesso ha frequentato insieme alla famiglia la messa domenicale ed è arrivato anche alla Comunione (passo, quest'ultimo, che gli aveva attirato gli strali del cardinale Basil Hume).

Nonostante le simpatie cattoliche, durante gli anni al governo Blair ha appoggiato una serie di leggi invise al Vaticano: dalle coppie di fatto alla ricerca sulle cellule staminali, passando per il diritto all'adozione riconosciuto agli omosessuali. Sotto il suo governo, la Gran Bretagna è entrata in guerra contro l'Iraq e la legge per l'aborto non è stata resa più stringente.

Lo stesso Blair, peraltro, è in questi giorni nell'occhio del ciclone sulla stampa cinese, che lo attacca per aver accettato un compenso di 237mila sterline per visitare un complesso turistico di lusso a Dingguan, nella provincia meridionale del Guangdong. Il gruppo Guangda a cui appartiene l'investimento immobiliare avrebbe anche offerto all'ex premier una villa in regalo, dal valore di 38 milioni di yuan. Troppo, per il Guanzhou Daily e per l'organo ufficiale dei giovani comunisti: il discorso pronunciato da Blair a Dongguan, attaccano, è vuoto, totalmente privo di contenuti. "Non c'era nulla di nuovo in quello che ha detto, il discorso allora valeva la grande somma di denaro che è stata pagata da esponenti dell'amministrazione e compagnie?", si legge nell'articolo in cui si prendono di mira i sempre più numerosi inviti a celebrità straniere in Cina. A pagamento, naturalmente.

Gli USA liberano 9 iraniani in Iraq ma aumentano la pressione sulle multinazionali: lasciate l'Iran

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/11/2007

Segnali contrastanti nella crisi iraniana. Nove iraniani, arrestati dall'esercito americano in Iraq con l'accusa di sostegno alla guerriglia, sono stati consegnati oggi alle autorità irachene. Washington, però, non allenta la presa affinché Teheran abbandoni il suo programma nucleare. E aumentano le pressioni sulle imprese europee con interessi in Iran.

Le multinazionali in affari con Teheran, scrive oggi il quotidiano britannico Guardian, sono di fronte alla minaccia di ripercussioni negative sul mercato americano se continueranno a impegnarsi in Iran. Ecco perché ieri sera si è venuti a sapere che

Siemens, uno dei primi gruppi ingegneristici al mondo, ha interrotto ogni trattativa per nuovi affari in Iran, su richiesta del governo tedesco, pressato da quello americano. La decisione segue l'addio all'Iran di Deutsche Bank, Commerzbank e Dresdner, tre grosse banche tedesche, dopo le parole del vicepresidente americano Dick Cheney: chi resta a Teheran rischia problemi negli USA.

Gli affari sono affari, ma anche la leva militare resta uno strumento di pressione diplomatica impiegato da Washington. USAToday scrive oggi che fonti militari americane hanno fatto sapere che i piani per un eventuale attacco all'Iran sono già pronti e che neppure la concomitanza di impegni gravosi per le forze armate come Iraq e Afghanistan rappresenta un problema insormontabile in caso di necessità. Sia la Marina che l'Aviazione hanno forze sufficienti nel Golfo per colpire in Iran installazioni nucleari, siti della Guardia Rivoluzionaria o caserme dell'esercito.

Pakistan, arrestata Bhutto. Un kamikaze si fa esplodere nella casa di un ministro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/11/2007

Aumenta la tensione in Pakistan. Un kamikaze si è fatto esplodere, nella città di Peshawar, davanti alla residenza di Amir Muqam, il ministro degli affari politici che è rimasto illeso. Secondo notizie successive della polizia, nell'esplosione sono rimaste uccise due persone, e non quattro come precedentemente detto. Lo stesso ministro ha detto di aver visto a terra i corpi di due sue guardie del corpo e che suo fratello è rimasto ferito.

Sempre oggi l'ex premier pachistano Benazir Bhutto ha cercato di uscire dalla sua abitazione di Islamabad per partecipare a un vertice del suo movimento politico, ma è stata fermata dagli agenti dispiegati da questa mattina attorno alla sua casa. "Ha cercato di uscire da casa, ma la polizia l'ha costretta a rientrare - ha detto alla France presse un esponente del suo partito, Naheed Khan - cerchereno di trovare un altro mezzo per farla uscire".

L'abitazione dell'ex premier è circondata da decine di agenti, alcuni in tenuta anti-sommossa, e mezzi blindati della polizia. I poliziotti hanno creato recinzioni di filo spinato e hanno eretto barriere, impedendole così di partecipare alla manifestazione di protesta indetta per oggi a Rawalpindi contro lo stato di emergenza, imposto sabato scorso da Pervez Musharraf.

Non è possibile stabilire se lo stato di fermo le sia stato notificato formalmente o meno, ma di fatto quello che è certo è che le è stato impedito di uscire di casa. "E' libera di andare ovunque, ma se prova a partecipare alla marcia sara' fermata", ha detto una fonte del governo che ha preferito mantenere l'anonimato.

Il Partito Popolare di Benazir Bhutto ha riferito dell'arresto di circa 5.000 suoi sostenitori negli ultimi tre giorni. Ieri il presidente Musharraf ha confermato che le elezioni si svolgeranno entro meta' febbraio, senza pero' fare cenno all'abbandono delle cariche militari e il ripristino della vita democratica del paese.

Sabato 10 Novembre 2007

Usa e Germania: soluzione diplomatica per crisi con l'Iran. Merkel: possibili nuove sanzioni

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/11/2007

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e il cancelliere tedesco Angela Merkel concordano sulla necessità di una soluzione diplomatica alla crisi provocata dal programma nucleare iraniano. I due leader si sono incontrati a Crawford, in Texas.

Il responsabile tedesco però ha anche sottolineato che l'atteggiamento di sfida dell'Iran potrebbe rendere necessarie nuove sanzioni internazionali.

Se Teheran non accoglierà le richieste dalla comunità internazionale, “dobbiamo pensare a ulteriori possibili sanzioni".

Mutui, boom pignoramenti nel 2007

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/11/2007

ROMA - E' boom dei pignoramenti immobiliari, complici l'aumento dei mutui e la difficoltà delle famiglie di far fronte ai crediti. Tra il 2006 e il 2007 l'incremento ha superato il 20% in tutte le principali città italiane, a cominciare da Roma (+21%) e Milano (+22%), con aumenti che sfiorano il 29% a Napoli e Venezia e arrivano al 27% a Macerata, al 26% a Como, al 25% a Firenze e Monza, al 24% a Torino e Bari, toccando un picco del 41% a L'Aquila. Dove l'incremento è più contenuto, si tocca comunque una percentuale di aumento del 18-19%, come a Padova, Rovigo e Mantova. Il quadro emerge dalle cifre raccolte dall'Adusbef attraverso un monitoraggio in alcuni dei maggiori Tribunali italiani. Se il trend resterà questo, a fine anno lo scarto medio rispetto al 2006 dovrebbe attestarsi al 23%. Secondo i calcoli dell'associazione dei consumatori, le procedure immobiliari o i pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, corrispondente, in valori assoluti, a circa 120 mila casi su 3,5 milioni di mutui erogati.

Il tema mutui è al centro di forti tensioni in questi giorni. La mappa tracciata dall'associazione, infatti, arriva alla vigilia del tavolo convocato lunedì al ministero dello Sviluppo economico per rimettere attorno a un tavolo l'Abi, i notai e gli stessi consumatori dopo la rottura che si è consumata nei giorni scorsi sulla portabilità dei mutui, cioé la possibilità di trasferire senza costi da una banca all'altra il mutuo prevista dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni.

In base all'analisi effettuata dall'Adusbef, su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91%, sono a tasso variabile e quindi, osserva l'associazione, "suscettibili a ogni ritocco del costo del denaro".

Secondo i calcoli dell'Adusbef, dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005, che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, le famiglie italiane si sono viste aumentare le rate di ben 116 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro. Un rialzo che, calcolato su base annua, vale 1.400. E rispetto a due anni fa, la rate per pagare i mutui sono aumentate del 40 e anche del 50%. Una situazione, rileva l'associazione, che ha portato un numero crescente di famiglie a non poter onorare le rate dei mutui. Tanto più che oggi, la cifra media chiesta in prestito attraverso un mutuo si è portata a 130.000 euro, mentre si è allungata la durata media dei nuovi mutui erogati: nel 2004, era pari a 18,4 anni, mentre nel 2006 si è attestata a 22,2 anni, il 19,4% in più.

Il fenomeno delle insolvenze è destinato ad allargarsi, secondo l'Adusbef. Per questo l'associazione chiede interventi finalizzati a rinegoziare i mutui senza oneri con allungamento della vita residua o provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più deboli, anche con l'attivazione di fondi di rotazione da parte degli enti locali e del governo, anche utilizzando i cosiddetti conti dormienti delle banche.

D'Alema: intesa di massima con la Libia, compiuto importante passo avanti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/11/2007

Il lungo e complesso negoziato bilaterale tra Italia e Libia ancora non è concluso, ma è ormai in dirittura d'arrivo, dopo "l'intesa di massima e di principio" che il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha raggiunto oggi a Tripoli in un lungo colloquio di due ore e mezzo con il leader libico Muammar Gheddafi.

Abbiamo compiuto un importante passo in avanti, ha sintetizzato il titolare della Farnesina in una conversazione telefonica con l'agenzia Ansa dalla capitale libica.

Il negoziato è molto grande e molto complesso e non abbiamo ancora concluso, ma abbiamo raggiunto un'intesa di massima e di principio. Sui principi siamo d'accordo e adesso dobbiamo affrontare questioni di dettaglio.

Giovedì e venerdì prossimi sarà a Roma una delegazione libica per proseguire il negoziato sulle diverse questioni ancora aperte. Ma la speranza, ha confidato D'Alema, e' quella che si possa "concludere" in tempi molto brevi.

Il titolare della Farnesina, nella capitale libica, ha prima incontrato il primo ministro Al Baghdadi Ali al Mahmudi e il ministro degli Esteri, Abdelrahm Shalgam e ha, quindi, concluso i suoi colloqui con una cena con il leader libico. Nel lungo incontro, D'Alema e Gheddafi hanno affrontato diversi argomenti di politica estera, dalla recente proposta francese per l'Unione Mediterranea al prossimo vertice euro-africano. Ma, chiaramente, il piatto forte e' stato l'andamento del negoziato bilaterale che si trascina da lunghissimi anni.

Domenica 11 Novembre 2007

Papa: mondo puo' trovare pace solo con condivisione risorse

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/11/2007

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI, durante l'Angelus in piazza San Pietro, ha lanciato oggi un nuovo appello per un "modello mondiale di autentica solidarietà", in grado di garantire a tutti gli abitanti del pianeta cibo, acqua, risorse energetiche, cure mediche e lavoro.

Ispirandosi alla festività liturgica odierna di san Martino, il vescovo di Tours che donò metà del suo mantello ad un povero viandante intirizzito dal freddo, Ratzinger ha sottolineato che "soltanto attraverso la logica della condivisione , è possibile rispondere alla grande sfida del nostro tempo: quella cioé di costruire un mondo di pace e giustizia, in cui ogni uomo possa vivere con dignità".

" Questo può avvenire - ha detto ancora Benedetto XVI - se prevale un modello mondiale di autentica solidarietà, in grado di assicurare a tutti gli abitanti del pianeta il cibo, l'acqua, le cure mediche necessarie, ma anche il lavoro e le risorse energetiche, come pure i beni culturali, il sapere scientifico e tecnologico".

Prodi: sul prezzo del petrolio pesano le speculazioni, intensificare la ricerca sul nucleare

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/11/2007

Squilibri e speculazioni generano una forte volatilità nei prezzi del petrolio. Lo ha detto il premier Romano Prodi inaugurando il Congresso Mondiale dell'Energia.

Oggi ad influenzare la determinazione del prezzo del petrolio non sono più solo le tradizionali variabili legate alla domanda e all'offerta ma "grande pressione è stata certo esercitata dall'ingente attività finanziaria che utilizza come strumento sottostante lo stesso prezzo del petrolio".

Le sfide sono molte ed estremamente complesse: vi è il tema della sicurezza degli approvvigionamenti, quello delle speculazioni economico finanziarie e quello del rapporto tra energia ed ambiente. Temi, tutti, di straordinaria rilevanza politica. La sicurezza energetica è sempre più connessa a condizioni di stabilità nei rapporti internazionali tra i paesi ed all'eliminazione di tutte quelle tensioni che minacciamo la pace e la prosperità nel mondo.

Prodi ha poi ribadito la necessità di "intensificare la ricerca nel nucleare di nuova generazione".

Oratorio prestato ai musulmani Il vescovo di Treviso: 'Mai più'

Il Giornale, http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=219734, 11/11/2007

di Marino Smiderle - domenica 11 novembre 2007, 09:39

Giurano che non è stata una trovata pubblicitaria di Oliviero Toscani, anche se Ponzano Veneto ospita il quartier generale degli United Colors of Benetton. No, nessuno spot, solo carità cristiano-musulmana, farina del sacco di don Aldo Danieli, 69 anni, parroco appunto di Ponzano, che ha messo a disposizione i locali dell’oratorio ai tanti musulmani della zona perché potessero, il venerdì e durante il periodo del Ramadan, pregare inginocchiati verso la Mecca.

La cosa è andata avanti per almeno un paio d’anni, senza alcun clamore, e senza nemmeno fare troppa pubblicità, alla faccia di Toscani. Poi, in occasione del convegno nazionale dell’Auser, associazione della Cgil che segue gli anziani e il sociale in genere, don Aldo è stato citato ad esempio, ovviamente positivo, del sacerdote che apre le porte della chiesa cattolica ai riti musulmani.

La notizia, a quel punto, è rimbalzata sulle agenzie, è finita sui giornali e don Aldo è stato pure intervistato a Radiodue da quei buontemponi di Cirri e Solibello, conduttori della trasmissione Caterpillar. «Siamo tutti figli di Dio», ha detto alla radio il sacerdote. Aggiungendo: «Li chiamiamo a Treviso, li inseriamo nelle nostre fabbriche a fare quello che nessun nostro giovane vuole più fare e poi pretendiamo che scompaiano nel buio. Io vedo musulmani con i calli sulle mani che entrano in oratorio, in silenziosa adorazione, come i cristiani non fanno più».

Anche il vicepresidente del Veneto, il leghista Luca Zaia, vede tanti musulmani, ma a colpirlo non sono tanto i calli, quanto altre caratteristiche meno onorevoli. Morale della favola: Zaia diffonde un comunicato in cui invita il vescovo di Treviso, mons. Andrea Bruno Mazzocato, a «chiarire la posizione del parroco», sicuro che l’atteggiamento di don Aldo non sia in linea con il «comune sentire della Chiesa». Ieri mons. Mazzocato è andato a far visita al parroco di Ponzano, per capire gli esatti termini della questione. E così, dopo un incontro «fraterno e cordiale», il vescovo ha ribadito che l’oratorio di Ponzano non sarà mai più una moschea, nemmeno il venerdì, nemmeno durante il Ramadan.

«Mai la chiesa parrocchiale è stata data alla comunità islamica per incontri di preghiera - ha ribadito ieri in una nota la Diocesi di Treviso -. Il vescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha incontrato don Danieli per avere chiarimenti e don Aldo ha ribadito la sua obbedienza al vescovo e la piena disponibilità a trovare una soluzione al problema».

Lunedì 12 Novembre 2007

Mar nero: navi-cargo affondate, 3 morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2007

MOSCA - I corpi di tre persone con addosso il salvagente, presumibilmente marinai, sono stati recuperati sulla costa vicino all'isolotto di Tuzla, nel mare d'Azov, nella Russia meridionale: lo ha riferito il centro regionale del ministero russo per le emergenze, citato dalle agenzie. I soccorritori presumono si tratti di tre membri dell'equipaggio della nave cargo Nakhichevan, che trasportava un carico di zolfo e che è una delle cinque navi affondate ieri nel mare d'Azov e nel mar Nero a causa di una forte tempesta. Continuano intanto le ricerche per trarre in salvo altri cinque dispersi.

Finora sono stati salvati 35 membri dei vari equipaggi. Delle cinque navi affondate una, la petroliera Volganeft-139, costruita nel 1978 e battente bandiera russa, si è spezzata in due al largo del porto di Kavkaz disperdendo in mare oltre mille tonnellate di petrolio greggio. Altre quattro navi cargo trasportavano zolfo, mentre una materiali ferrosi. Le autorità russe hanno parlato ieri di "un disastro ambientale di proporzioni serie" e stanno intervenendo per limitare i danni insieme a quelle ucraine.

DISASTRO AMBIENTALE - Una tempesta di inusitata violenza si é abbattuta ieri sulla regione del Mar Nero con venti a oltre 100 chilometri orari e onde alte cinque metri che hanno spezzato una petroliera in due tronconi e fatto colare a picco quattro mercantili in una catena di incidenti che ha fatto gridare alla catastrofe ecologica.

Nella zona colpita dello stretto di Kerch, che collega il Mare di Azov e il Mar Nero, in rapida successione sono finite in acqua tra le 1.300 e le 2 mila tonnellate di gasolio fuoriuscite dalla petroliera russa 'Volganeft-139' e migliaia di tonnellate di zolfo trasportate dai mercantili russi Nakhitchev, Volnogorsk e Kovel, questi ultimi spinti l'uno contro l'altro dalla furia della bufera.

La portata dei danni provocati all'ambiente da gasolio e zolfo, un mix potenzialmente devastante, non è ancora chiara ma a parlare di "catastrofe" sono già in molti.

Ha usato questo termine anche Oleg Mitvol, il vice-direttore dell'agenzia russa per l'ambiente, Rosprirodnazdor. "Ora potrebbero volerci anni per bonificare l'area - ha spiegato alla Tv 'Vesti-24' - il gasolio è pesante e tende a depositarsi sui fondali".

Commenti preoccupati sono venuti anche dall'Italia, dove il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha proposto "una task force europea anti-inquinamento e di controllo" in coordinamento con i paesi non europei e ha assicurato "la disponibilità dell'Italia" per i soccorsi. Il maltempo, secondo gli esperti, durerà per altri tre giorni almeno e il bilancio potrebbe non fermarsi a quello pur pesante fatto registrare ieri.

Secondo la capitaneria di porto di Kavkaz, ci sarebbero altre navi in difficoltà. Un'altra petroliera, la 'Volganeft-123', ieri è stata investita da un'ondata talmente poderosa da subire uno squarcio nella chiglia. Un funzionario russo ha assicurato tuttavia che le cisterne non sono danneggiate e che non vi sono fuoriuscite. "Il problema ambientale è serio e non solo per gli idrocarburi", ha commentato Silvio Greco, direttore scientifico dell'Istituto per la ricerca applicata al mare del ministero dell'Ambiente (Icram). Lo zolfo trasportato dai mercantili affondati "potrebbe alterare la composizione chimica dell'acqua e diventare velenoso per le specie marine", ha detto. L'ecosistema dell'area è chiuso e complesso e per il Mar Nero, ha osservato, "non è stata sicuramente una bella giornata".

Afghanistan, battaglia nella provincia di Helmand: uccisi 15 ribelli e tre civili

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/11/2007

Tre civili, tra cui una donna e i suoi due figli, e quindici ribelli sono stati uccisi nel corso di un'offensiva condotta ieri dalle forze della coalizione internazionale in Afghanistan nella provincia meridionale di Helmand. Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza, nel corso di un raid in un covo segnalato dai servizi di 'intelligence' sono stati uccisi quindici ribelli talebani.

Diversi militanti barricati in un edificio hanno ingaggiato una sparatoria contro le forze della coalizione, si legge in una nota, "Le forze della coalizione hanno sparato un singolo colpo di granata che ha ucciso i militanti e distrutto l'edificio". Tra i cadaveri sono stati recuperati i corpi di una donna e dei due bambini. La scorsa notte militanti hanno attaccato una postazione di sicurezza distante quattro chilometri dall'ufficio del governatore provinciale nella città di Ghazni, circa 130 chilometri a sud della capitale Kabul. Nell'attacco sono stati uccisi quattro poliziotti e altri due sono rimasti feriti.

Tifoso ucciso, guerriglia a Roma: decine di poliziotti feriti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/11/2007

Vedi anche Oggi l'autopsia di Gabriele Sandri~ Ucciso tifoso della Lazio. Amato: tragico errore. Capo della Polizia: sapremo assumerci responsabilita'~ Tifoso ucciso, Abete: vietare le trasferte~ Tifoso ucciso, gli amici gli dicono addio sul suo blog

E' stata guerra aperta tra gli ultras di Lazio e Roma e le forze dell'Ordine, tra le cui file si sono contati decine di feriti. Nella capitale non è stato sufficiente rinviare la partita Roma-Cagliari per motivi di sicurezza: la rabbia dei tifosi per la morte di Gabriele Sandri, rimasto ucciso in un autogrill nei pressi di Arezzo da un colpo esploso da un agente della stradale, si è scatenata ugualmente.

Le due tifoserie, per una volta unite, si sono date appuntamento davanti allo stadio Olimpico dove hanno ingaggiato una vera e propria guerriglia contro le forze dell'Ordine, assaltando prima la caserma 'Maurizio Giglio' che ospita il reparto volanti della polizia di Stato, poi il posto di polizia 'Porta del Popolo', in via Fuga.

Successivamente, la rabbia si è diretta verso il Coni, la cui sede è stata assalita da circa 800 ultras e, infine, contro lo stadio, dove un gruppo di circa 200 facinorosi è riuscito a superare il cordone della polizia e ad entrare nell'area dell'Olimpico.

Contro i poliziotti, in tenuta anti sommossa sin dai primi scontri, sono stati lanciati sassi e bottiglie. La caserma è stata attaccata da un gruppo di ultras a volto coperto che, armati di spranghe e bastoni, hanno letteralmente divelto parti di cancellata e distrutto i vetri dell'edificio.

Il bilancio comprende un pullman della polizia alle fiamme, il lancio di diverse bombe carta e petardi, la devastazione di alcuni uffici del Coni, la distruzione di diversi motorini e scooter. La polizia, che ha dovuto effettuare una carica durante il primo attacco per disperdere i manifestanti, ha anche proceduto all'arresto di due persone, un uomo e una donna, armati di bastoni e con il volto coperto.

All'interno del Coni è anche stata lanciata una bomba carta che, oltre ad avere danneggiato i marmi dell'atrio, ha distrutto l'orologio che segnava il count down in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008. I manifestanti, che evidentemente avevano 'un piano', hanno bloccato con delle transenne l'accesso dal ponte Duca D'Aosta all'area del Foro italico dove sorge l'Olimpico, per impedire alla polizia di 'caricare'.

Martedì 13 Novembre 2007

Israele, test escalation palestinese. Scetticismo sulla conferenza di Annapolis

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/11/2007

L'esercito israeliano sosterrà la prossima settimana esercitazioni in cui verrà simulata un'escalation del confronto tra israeliani e palestinesi in Cisgiordania. La data delle manovre è stata stabilita lo scorso luglio, ma le manovre cadono ad una settimana dalla conferenza internazionale di pace sul Medio Oriente ad Annapolis. Sulla quale, scrive il New York Times, è bene non farsi illusioni.

Nelle esercitazioni sarà preparato uno scenario in cui gruppi terorristici lanciano massicci attacchi prima della conferenza per farla fallire. Le forze militari israeliane chiamate ad intervenire saranno limitate, nello scenario ipotetico (ma non troppo) di concomitante tensione al confine siriano.

NYTimes: Annapolis poco più che 'photo opportunity'

Povero nel contenuto - scrive il quotidiano americano - l'appuntamento servirà soprattutto come palcoscenico per avviare negoziati formali su un trattato di pace tra Israele e i palestinesi. "Siccome non possiamo accordarci sulla sostanza di un documento congiunto, preferiamo dire che stiamo soltanto iniziando a negoziare", ammette una fonte israeliana vicina al premier Ehud

Olmert. Di fatto, osserva il quotidiano americano, se il documento che

uscirà da Annapolis resterà vago, la conferenza sarà presentata

come "un altro sforzo per portare a termine la prima fase della

moribonda road map per la pace del 2003", fase che chiede sforzi

simultanei dei palestinesi per costruire istituzioni statali e lottare

contro il terrorismo e degli israeliani per bloccare gli insediamenti

in Cisgiordania.

La diplomazia sembra, ancora una volta essersi arenata: da un lato i palestinesi vogliono che siano stabiilti nel dettaglio i confini del loro futuro Stato, ma chiedono di restare nel vago per quanto riguarda la questione dei profughi, nel timore che non venga accolto il principio del loro "diritto a tornare" nelle terre da cui furono cacciati. Dall'altra, gli israeliani vogliono restare nel vago per quanto riguarda i confini, ma vogliono essere specifici sulla questione dei

rifugiati. In sostanza, e' l'analisi del "New York Times", sia Olmert che il presidente palestinese Abu Mazen hanno più o meno cognizione della direzione che prenderanno i negoziati, ma non vogliono metterlo per iscritto o dirlo pubblicamente "a causa del costo politico di qualsiasi concessione". Il problema, dice una fonte vicina al premier israeliano, "è in che modo Olmert e Abbas possono presentarsi con un documento e sopravvivere politicamente".

Aerei turchi bombardano il nord dell'Iraq

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/11/2007

Aerei da guerra turchi hanno colpito delle postazioni di ribelli curdi in territorio iracheno all'alba di oggi. Gli aerei turchi hanno colpito un edificio in una localita' del Nord Iraq. Lo ha reso noto la rete televisiva turca Ntv, senza dare ulteriori precisazioni.

L'attacco avviene dopo che il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan aveva informato ieri sera i suoi colleghi di partito dell'imminenza di un attacco oltre-confine, secondo quanto riferito da un parlamentare turco.

Why not, nessun reato di Mastella. De Magistris: inchiesta avocata per sottrarmela

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/11/2007

Non saranno trasmessi al tribunale dei ministri gli atti dell'inchiesta 'Why not' che chiama in causa il Guardasigilli Clemente Mastella. Lo ha deciso la procura di Roma ritenendo che nelle carte del procedimento, fino a poco tempo fa condotto dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris, non emergono reati ministeriali attribuibili a Clemente Mastella, indagato per finanziamento illecito ai partiti, truffa e abuso d'ufficio.

Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio, parte dei fascicoli pervenuti a Roma sono già stati ritrasmessi a Catanzaro. Nella Capitale, comunque, si continuerà ad indagare sul periodo in cui Mastella non aveva ancora incarichi di governo.

Secondo quanto si e' appreso dall'esame dei documenti e del fascicolo trasmesso dal pg di Catanzaro, e dall'interrogatorio dell'ex consigliere regionale Pino Tursi Prato sentito dal procuratore di Roma Giovanni Ferrara e dal pm Sergio Colaiocco, non sarebbero emersi elementi penalmente rilevanti tali da indurre la trasmissione del fascicolo al Tribunale dei Ministri.

Mastella resta indagato anche a Roma per truffa, finanziamento illecito e abuso d'ufficio.

De Magistris: inchiesta avocata per sottrarmela

Ho sempre sostenuto che l'avocazione era per sottrarmi l'inchiesta. Continuo a pensarla così e lo dimostrerò nelle sedi competenti. Così il pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla decisione della procura di Roma di non inviare al Tribunale dei Ministri gli atti relativi al ministro Mastella.

Mercoledì 14 Novembre 2007

WEC: nel 2030 meta' dell'energia sara' assorbita dall'Asia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/11/2007

L'Asia che cresce ha sete di energia. E nel 2030 assorbirà da sola la metà dei consumi mondiali. La previsione è di Uriel Sharef, vice presidente esecutivo di Siemens, intervenuto al World Energy Congress a Roma. "Ci aspettiamo di vedere i più alti tassi di crescita dei consumi di energia in Asia - ha spiegato Sharef - e gli esperti pronosticano una crescita annuale del 4% fino al 2030. Per allora, l'Asia peserà per quasi la metà dei consumi totali del pianeta".

A dare ragione a Sharef, un dato: la Cina "ha già superato gli Stati Uniti diventando la principale emittente di Co2", ha detto il direttore esecutivo dell'Agenzia Internazionale dell'energia, Nabuho Tanaka, nel suo intervento al Wec. Tanaka ha aggiunto che "nel 2030 sarà l'India la principale emittente di Co2".

Per soddisfare l'enorme domanda di energia, ha spiegato Sharef, l'Asia "necessiterà di una capacità aggiuntiva installata di 100 gigawatt l'anno fino al 2030; il che comporta investimenti per circa 70 miliardi di euro l'anno". Secondo Sharef, la regione sfamerà questa pressante domanda di energia con un 14% di risorse rinnovabili mentre l'energia nucleare rimarrà una "parte fissa" del mix regionale, anche perché sempre piu' Paesi del continente si stanno spostando verso questa tecnologia. "Due terzi dell'energia, tuttavia, continueranno a provenire dai carburanti fossili, con un 'focus' sul carbone".

Questa materia prima, ha però avvertito il manager Siemens, presenterà forti problemi di disponibilità, "visto che l'Asia ne consuma in misura superiore alla propria quota di riserve mondiali". L'impatto sui prezzi del carbone, a livello globale, sarà quindi inevitabile. In secondo luogo, il carbone "inquina". Il "dilemma - ha concluso - è dunque che la maggiore risorsa di energia, sarà anche la maggiore fonte di inquinamento. A meno che l'industria non faccia qualcosa per risolvere il problema".

Per Cina e India efficienza energetica e controllo della domanda rappresentano "la strada migliore" per il contenimento della crescita delle emissioni di gas serra, e i paesi industrializzati possono contribuire a questo obiettivo "mettendo a disposizione le migliori tecnologie disponibili" ai due gigante asiatici, ha detto il segretario di Stato per l'Energia dell'India, Anil Razdan, oggi, al XX World Energy Congress.

In Cina e India vive una parte sostanziale della popolazione mondiale che il secolo scorso è rimasta esclusa da sviluppo e industrializzazione, ma ora - ha detto - si sta facendo avanti. "Le legittime aspirazioni" di crescita e sviluppo di India e Cina "avranno un impatto sul resto del mondo", per consumi energetici e emissioni di CO2, tenendo presente che i due paesi, ha proseguiti Razdan, fanno un ampio uso di impianti a carbone. Per questo "la strada migliore passa per l'efficienza energetica e il controllo dei consumi. E i paesi industrializzati - ha concluso Razdan - possono cooperare mettendo a disposizione le migliori tecnologie".

In rete i segreti di Guantanamo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/11/2007

Per un errore è finito in rete sul sito Wikileaks un documento segreto, destinato ai soli ufficiali, in cui si descrivono"le procedure per il trattamento, la sicurezza e la cura richieste" per i sospetti terroristi detenuti dal 2002 all'interno del campo di prigionia di Guantanamo. Immediatamente il testo è stato ripreso dai maggiori siti di informazione americani come Abc o la celebre rivista Wired e internazionali.

LEGGI IL DOCUMENTO INTEGRALE

Il documento di 238 pagine dal titolo «Camp Delta Standard Operating Procedures», è datato 28 marzo 2003 ed è firmato dal generale

Geoffrey Miller che, secondo i media, ha introdotto a Guantanamo metodi più duri come tenere i detenuti in posizioni scomode e usare cani da guardia, un'abitudine ripresa dal primo comandante in Iraq il Gen. Ricardo Sanchez che faceva leva sulla paura che gli arabi hanno dei cani. Una sezione intitolata "Deterrenza psicologica" suggerisce di far "passeggiare i MWD (Military Working Dogs) per la strada principale del campo durante i turni d'aria per mostrare la loro presenza fisica ai prigionieri".

Il Pentagono, che da sempre non ha reso note le attività nel campo di prigionia, non ha commentato in alcun modo l'accaduto.

All'interno del documento, sei pagine dettagliate su come processare un prigioniero, la descrizione dei confort che possono essere loro assegnati, come per esempio, la carta igienica, istruzioni per manipolare psicologicamente i detenuti e come fare per gestire eventuali scioperi della fame o anche come utilizzare i cani per intimidire i prigionieri.

Il manuale mostra anche come i militari identificano ogni prigioniero, consentendo alla Croce Rossa di visitarli in base a quattro livelli di classificazione:

Nessun accesso

Accesso visivo, la Croce Rossa può dare uno sguardo alle condizioni fisiche del detenuto.

Accesso ristretto, la Croce Rossa può solo chiedere alcune informazioni circa le condizioni di salute del detenuto.

Accesso senza restrizioni.

Il principio base del documento consiste nel fatto che le regole facilitano il controllo dei detenuti, per questo il manuale descrive nel dettaglio quello che si deve fare per controllare un prigioniero. La cella va controllata due o tre volte al giorno e ogni volta che il detenuto lascia la cella o rientra in cella. Chi è di ronda la notte deve controllare visivamente le celle ogni dieci minuti, camminando all'interno del blocco.

Una pagina intera è dedicata al Corano

Il Corano va maneggiato esclusivamente con i guanti e sempre con due mani in segno di rispetto e devozione. Il testo non deve essere toccato da personale militare e quando è necessario ispezionare le scritte, che il detenuto ha appuntato, va chiamato un cappellano che faccia da interprete. Tutto questo per non urtare la suscettibilità del prigioniero che, intanto, va osservato con grande attenzione quando il suo Corano viene ispezionato. Ogni detenuto ha diritto a tenere in cella una copia del Corano.

I detenuti hanno diritto alla doccia due volte a settimana e 30 minuti per il pranzo. Non possono avere il tagliaunghie, ma sono autorizzati ad usare il rasoio sotto sorveglianza. Al ritorno dalla doccia possono pulire la cella con una scopa, se si rifiutano di fare la doccia non hanno diritto a pulire la cella. Se non vogliono mangiare la guardia deve annotarlo su un' apposita scheda, quando un detenuto ha rifiutato il cibo per nove volte consecutive , viene considerato in sciopero della fame.

Veto di Bush a legge per sanita' e educazione, maxi assegno per il Pentagono

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/11/2007

E' uno dei cavalli di battaglia dei Democratici. Ecco perché il pacchetto sanità & educazione sul quale George W. Bush ha posto il veto, ufficialmente per le spese che comportava, rischia di trasformarsi in nuovo terreno di scontro fra presidente e Congresso.

Il 'no' di Bush è arrivato proprio mentre il Pentagono otteneva un nuovo maxi assegno per coprire le spese per la guerra ed è stato annunciato mentre il presidente, a bordo dell'Air Force One, raggiungeva New Albany, nell' Indiana, per tenere un discorso molto critico nei confronti del Congresso a maggioranza democratica.

Bush si è lamentato dei tagli imposti alla Difesa, che non hanno impedito un incremento del 9% negli stanziamenti per il Pentagono ($460 miliardi per l'anno fiscale iniziato il 1 ottobre).

Per la Casa Bianca i condinui emendamenti al pacchetto educazione e sanità avevano portato il costo delle misure a $606 miliardi (414 miliardi di euro): troppo. E' il sesto veto posto da Bush ad un provvedimento emanato dal Congresso.

Mastella: contro Grillo, vie legali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/11/2007

ROMA - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha dato mandato ai suoi legali di "intraprendere le vie giudiziarie necessarie a tutelare la sua onorabilità a fronte degli attacchi gratuiti ed inaccettabili mossi nei suoi confronti" dal comico Beppe Grillo, intervenuto a Strasburgo con il pm di Catanzaro Luigi De Magistris, il magistrato che ha iscritto nel registro degli indagati Mastella e il premier Romano Prodi nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'. "Il risarcimento dei danni richiesto - si legge in una nota dell'ufficio stampa dell'Udeur - sarà devoluto alle vittime delle mafie". L'attore genovese ieri aveva affermato, tra l'altro, che dare i fondi europei all'Italia è "come darli a Bokassa" e che i giudici italiani, quando intervengono, "vengono bloccati dal governo e dai partiti". Ma a mandare su tutte le furie Mastella é un'altra frase di Grillo, riportata da diversi quotidiani: "La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia".