DEI RICCHI

2007 - Settembre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/09/2007 * 09/09/2007 * 10/09/2007 * 11/09/2007 * 12/09/2007 * 13/09/2007 * 14/09/2007 *

Sabato 8 Settembre 2007

Papa: scienza atea minaccia per l'umanità

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/09/2007

Se si perde il riferimento a Dio "le grandi e meravigliose conoscenze della scienza "possono essere ambigue e diventare una terribile minaccia". Lo ha dichiarato il Papa nell'omelia al santuario mariano di Mariazell. "La nostra fede -ha detto ai 30.000 fedeli riuniti- si oppone alla rassegnazione che considera l'uomo incapace della verità. Questa rassegnazione è il nocciolo della crisi dell'Occidente, dell'Europa". Lanciando l'allarme per "un'Europa povera di bambini", ha osservato:"Se pensiamo a Dio come l'unico mediatore della salvezza,questo non significe disprezzo delle altre religioni. La nostra fede non è intollerante".

Il Papa: senza verita' la scienza rischia di minacciare l'umanita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/09/2007

MARIAZELL - Senza la verità la scienza diventa "terribile minaccia per l'uomo". Lo ha detto il Papa celebrando la messa a Mariazell. "Se per l'uomo non esiste una verità - ha detto papa Ratzinger - egli, in fondo, non può neppure distinguere tra il bene e il male. E allora le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive importanti per il bene, per la salvezza dell'uomo, ma anche, lo vediamo, diventare una terribile minaccia, la distruzione dell'uomo e del mondo".

L'Europa - ha aggunto - è diventata povera di bambini: noi vogliamo tutto per noi stessi, e forse non ci fidiamo troppo del futuro. Ma priva di futuro - ha detto - sarà la terra solo quando si spegneranno le forze del cuore umano e della ragione illuminata dal cuore, quando il volto di Dio non splenderà più sopra la terra, dove c'é Dio, c'è futuro.

Papa Ratzinger ha anche ricordato "i bambini che vivono nella povertà, che vengono sfruttati come soldati, che non hanno mai potuto sperimentare l'amore dei genitori, i bambini malati e sofferenti ma anche - ha detto - quelli gioiosi e sani". Prima dell'inizio della messa, Benedetto XVI ha compiuto un giro in papamobile tra la folla. Al termine della messa il Papa conferirà un "mandato" missionario ai fedeli, che rappresentano i circa 3000 consigli parrocchiali eletti lo scorso marzo nella Chiesa austriaca.

CASTITA' E OBBEDIENZA PER RINNOVARE LA VITA

Che la grande Madre dell'Austria e dell'Europa aiuti tutti noi a realizzare un profondo rinnovamento della fede e della vita. E' la preghiera del Papa nel santuario della Madonna di Mariazell. In un lungo discorso Benedetto XVI ha ripercorso il senso dei tre consigli evangelici di povertà, castità ed obbedienza. "Chi vuole seguire Cristo in modo radicale - ha ricordato - deve decisamente rinunciare ai beni materiali" e deve "diventare interiormente libero". "Per tutti i cristiani, ma specialmente per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, per i singoli come pure per le comunità, - ha proseguito - la questione della povertà e dei poveri deve essere sempre di nuovo oggetto di un severo esame di coscienza". A proposito della scelta della castità, papa Ratzinger ha osservato che "in mezzo a tutta la cupidigia, a tutto l'egoismo del non saper aspettare, alla brama di consumo, in mezzo al culto dell'individualismo noi - ha detto - cerchiamo di vivere un amore disinteressato per gli uomini".

E ha specificato che i religiosi "con il voto di castità nel celibato non si consacrano all'individualismo o ad una vita isolata, ma promettono solennemente di porre totalmente e senza riserve al servizio del Regno di Dio gli intensi rapporti di cui sono capaci e che ricevono come un dono". "Ascoltare Dio e obbedirgli - ha chiarito il Pontefice - non ha niente a che fare con costrizioni dall'esterno e perdita di se stesso. Solo entrando nella volontà di Dio raggiungiamo la nostra vera identità. La testimonianza di questa esperienza è oggi necessaria al mondo proprio in rapporto al suo desiderio d ìautorealizzazioné e 'autodeterminazione'".

Israeliani catturano comandante Hamas

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/09/2007

11.16 Agenti delle forze speciali israeliane, camuffati da miliziani palestinesi, sono penetrati nella notte nella Striscia di Gaza e hanno catturato un alto dirigente delle Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio armato di Hamas. Lo denunciano fonti dello stesso gruppo radicale, identificandolo come Mohawah Al-Qadi,uno dei comandanti della cosiddetta Forza Esecutiva,il corpo di polizia "parallelo", istituito da Hamas in contrapposizione all'apparato tradizionale di sicurezza del'Anp, tuttora sotto il controllo dei rivali di Al-Fatah.

Hacker cinesi attaccano Francia. Pentagono: c'e' un piano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/09/2007

Anche la Francia, come la Germania, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, è vittima di incursioni di hacker provenienti dalla Cina, che hanno attaccato dei servizi dello Stato.

Sono prudente: quando dico Cina non voglio dire governo cinese, ma l'affare è serio, dice a 'Le Monde', Francis Delon, segretario generale del Sgdn, i cui servizi, direttamente collegati al primo ministro, sono specializzati nella difesa e nella sicurezza nazionale. Meno prudente di Delon è il Pentagono: secondo un suo rapporto rivelato dal quotidiano britannico 'The Times', la Cina ha pronto - secondo il ministero della difesa americana - un piano dettagliato, elaborato dai suoi "hacker" militari per condurre un devastante attacco informatico per mettere fuori uso le portaerei statunitensi. "Non abbiamo indicazioni che si tratti di attacchi informatici che vengano dell'esercito cinese", dicono invece dalla Francia, non rivelando inoltre quali "sistemi d'informazione" siano stati vittime degli hacker. "La particolarità di questi attacchi - spiega Francis Delon - è che avvengono attraverso rimbalzi, passando da un indirizzo all'altro per meglio dissimularsi. Ma si sa che c'era un sito cinese nel ciclo". Spionaggio, volontà di danneggiare o di affermare la propria potenza? Gli hacker 'rossi' - secondo 'Le Monde' - vengono descritti come una nebulosa nazionalista tollerata, o perfino strumentalizzata, dal partito comunista cinese. Ma le motivazioni restano incerte, secondo il quotidiano francese.

A Parigi c'é comunque preoccupazione. "Quello che mi inquieta - sottolinea Delon - è lo sviluppo degli attacchi mirati di virus fatti su misura per questo o quell'indirizzo". Sono virus particolari contro i quali le protezioni si rivelano inefficaci e che prendono il controllo del computer all'insaputa del suo proprietario. Un altro esperto dei servizi francesi, Patrick Pailloux, parla di virus "invisibili, silenziosi e che si scoprono solo attraverso una grandissima vigilanza". Secondo 'le Monde', i virus hanno cominciato a toccare le reti dello Stato francese dopo l'elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della Repubblica e hanno le "stesse origini". Gli attacchi informatici contro la Francia sono in ogni caso da mettere in relazione con quelli segnalati "negli Stati Uniti e in Germania", secondo i servizi di Parigi. Il 'Financial Times' aveva scritto martedì che i militari cinesi erano riusciti a entrare nel giugno scorso nel sistema informatico del Pentagono.

Hacker cinesi, secondo i quotidiani 'The Times' e 'The Independent', avevano raggiunto anche sistemi del governo britannico, e per il settimanale 'Der Spiegel' anche quello tedesco. La Cina ha negato giovedì scorso che il suo esercito abbia condotto degli attacchi contro sistemi informatici sensibili di Paesi stranieri. Ma il Pentagono non è convinto della smentita di Pechino e torna alla carica: il progetto di mettere fuori uso le portaerei statunitensi rientra in un piano strategico della Cina per ottenere il "predominio elettronico" entro il 2050 su tutti i suoi rivali.

L'obiettivo di Pechino, secondo il ministero della difesa degli Usa, è quello di ottenere un vantaggio immediato in caso di conflitto, mettendo fuori uso le comunicazioni militari, logistiche e finanziarie del nemico.

Bush: piu' determinati dopo video Bin Laden

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/09/2007

(di Alessandra Baldini) - Sullo sfondo del video di Osama bin Laden e di una nuova strage con autobomba a Baghdad il presidente George W. Bush ha approfittato di una seduta fotografica con il primo ministro giapponese Shinzo Abe a Sydney per reagire pubblicamente al messaggio del nemico numero uno dell'America.

Il video ci deve ricordare che viviamo in un mondo pericoloso, un mondo in cui - ha detto Bush - è importante mostrare determinazione per proteggere noi stessi, negare ad al Qaida ogni asilo e appoggiare le giovani democrazie. In questo contesto - ha ribadito il presidente americano - l'Iraq "fa parte di questa guerra contro i terroristi". Bush ha osservato che Bin Laden nel video parla a lungo di Iraq: "Se al Qaida si preoccupa di parlare di Iraq è perché vogliono raggiungere i loro obiettivi in Iraq", che includono la cacciata delle truppe americane e la creazione di una base sicura per nuovi attentati. Il presidente si è messo in viaggio oggi per rientrare in una Washington dove il Congresso a maggioranza democratica lo aspetta con il fucile puntato: la prossima settimana farà un discorso alla nazione per "esporre la sua visione" sul ruolo dell'America in Iraq dopo il rapporto che il suo ambasciatore a Baghdad Ryan Crocker e il comandante delle truppe David Petraeus faranno a Capitol Hill. "Chiedo ai membri del Congresso di ascoltare con attenzione quanto hanno da dire questi stimati professionisti prima di saltare alle conclusioni", ha detto Bush nel messaggio radiofonico del sabato registrato prima della partenza dall'Australia. Petraeus è da qualche giorno negli Usa e ieri ha dato anticipazioni del tenore del suo rapporto in una lettera indirizzata ai "soldati, avieri, marines e civili" che servono in Iraq. Il generale osserva nella lettera che la violenza in Iraq è diminuita in otto delle undici ultime settimane, ma mentre "molti di noi avevano sperato che l'estate sarebbe stata un periodo di progressi politici tangibili, le cose non sono andate come si sperava".

Privatamente Petraeus ha fatto sapere di esser pronto ad accettare una riduzione simbolica delle truppe americane e il suo quartier generale a Baghdad ha cominciato a identificare i settori da cui potrebbero esser rimpatriati fino a 5.000 soldati entro la prossima primavera. Lo stesso generale - secondo fonti dell'amministrazione - intende chiedere di poter rivalutare la situazione in marzo prima di fare ulteriori riduzioni di truppe: l'idea sarebbe di dar tempo alla classe politica irachena per far passi avanti nella riconciliazione approfittando di quello che lui considera un significativo miglioramento delle condizioni di sicurezza.

Non è chiaro come la richiesta di una nuova scadenza tra sei mesi verrà presa a Washington: per settimane il presidente e i suoi consiglieri avevano indicato nella testimonianza in Congress di Petraeus e di Crocker il momento chiave per valutare l'efficacia dei rinforzi inviati in gennaio e per pianificare il futuro. A Capitol Hill il capo dei senatori democratici Harry Reid ha lasciato capire che la pazienza sta cominciato a scarseggiare: "Bush ci aveva spiegato che lo scopo della sua escalation era di dare agli iracheni lo spazio e la sicurezza per forgiare un progresso politico e per costruire un governo capace di governare. Purtroppo questo non è successo".

Le parole che hanno accompagnato l'addio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/09/2007

E' stato un addio molto triste e commosso quello che familiari, esponenti della Chiesa, personalità del mondo della politica e dello spettacolo hanno rivolto oggi a Big Luciano durante i suoi funerali nel Duomo di Modena. A salutarlo anche il Papa Ratzinger e la piccola Alice, quattro anni, in una toccante preghiera che la mamma, Nicoletta Mantovani, ha affidato all'arcivescovo Benito Cocchi.

Benedetto XVI ha reso omaggio al talento del grande tenore in un messaggio letto durante la cerimonia funebre dal segretario di Stato card. Tarcisio Bertone: "Ha onorato il dono divino della musica", ha affermato il Pontefice. "Pavarotti resterà sempre una bandiera di questa città", promette l'arcivescovo di Modena, che assicura: "La città sarà fedele alla sua memoria, saprà mantenere alta la bandiera di questo suo figlio, una bandiera che invita ad amare il bel canto, sulla scia della solidarietà e dell'amicizia".

Il premier Romano Prodi, con la voce rotta dall'emozione, prende la parola durante la messa: "E' per me un onore rendere omaggio al suo genio a nome di tutta l'Italia. Pavarotti ha fatto della musica uno strumento per la vita e contro la guerra". Altrettanto commosso il ministro della Difesa, Arturo Parisi, che ha voluto che le Frecce tricolori volassero nel cielo all'uscita della bara per rendere omaggio a "uno degli italiani più grandi". Per il vicepremier Francesco Rutelli la folla accorsa ai funerali dimostra che "é riuscito a fare incontrare la musica colta e la musica popolare. Questo vuol dire anche che la sua memoria e la sua voce non moriranno mai".E Vittorio Sgarbi riflette sulla voce del maestro, un mezzo per dimostrare "di essere un uomo che ha dato felicità al mondo". Il momento più toccante è la lettura della preghiera di saluto della figlioletta Alice: "Papà, so che mi hai tanto amata e so che mi proteggerai sempre. Ti porterò con me nel mio cuore bambino". Mentre l'arcivescovo legge il messaggio, Nicoletta non riesce a frenare i singhiozzi. Per dargli l'ultimo addio, la giovane vedova ricorda "la sua voce, la sua voglia di vivere, come ci ha insegnato ad amare e a onorare gli amici". Era ottimista per vocazione e ci ha insegnato a non giudicare mai".

Gli amici e i colleghi di Lucianissimo sono tutti molto scossi: "E' terribile, sono triste - dice il soprano Mirella Freni, che per la commozione ha difficoltà a portare a termine il compito di affiancare David Sassoli nella diretta di Raiuno dal Duomo - Mancherà non solo a me, ma a tutto il mondo". "Anche il sole sembra oggi salutare la grandezza di Luciano - dice Jovanotti - Ho avuto il privilegio di stargli accanto qualche momento della sua vita. Era un uomo generosissimo, un genio, eppure semplicissimo, di una schiettezza e di un meraviglioso spirito infantile. Quando eri con lui ti sentivi sicuro". Anche Carla Fracci, in un lungo abito bianco e una candida sciarpa di chiffon, ne ricorda "il suo dolce sorriso. Siamo diventati amici fraterni. Il suo slancio, la sua dedizione, la sua disciplina e l'umiltà nel lavoro sono il suo insegnamento, che rimarrà per sempre".

Domenica 9 Settembre 2007

Incendi: oggi 81 roghi in Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

La Calabria resta la regione piu' colpita dalle fiamme

(ANSA) - ROMA, 9 SET - Risalgono le temperature e torna ad aumentare il numero degli incendi. La Calabria resta la regione piu' colpita dalle fiamme. Nel corso della giornata sono stati 81 i roghi (ieri solo 38) divampati nella penisola - a esclusione di Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia - che hanno impegnato i mezzi e il personale del Corpo forestale dello Stato. La Centrale Operativa nazionale del Cfs ha ricevuto 1453 chiamate al numero di emergenza 1515.

Difesa della natura, polizza anti-disastri

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

ROMA - Investire uno per risparmiare sette: puntare sulla natura è vincente per fermare i guasti del clima impazzito. Per 1 dollaro investito in misure di prevenzione, infatti, si risparmiamo 7 dollari in termini di riduzione delle perdite dovute ai disastri naturali. Queste le conclusioni cui é giunto uno studio del Wwf che ha diffuso un dossier nel quale fa i conti nelle tasche del clima e traccia un piano d' azione. Il documento verrà consegnato alla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici promossa dal ministero dell'Ambiente e organizzata dall'Agenzia per la protezione dell'Ambiente (Apat) che si svolgerà a Roma, al Palazzo della Fao, il 12 e 13 settembre prossimi.

Una natura in buona salute - ha detto il direttore scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna - è una polizza contro i disastri naturali. Negli anni '90, riferisce il Wwf citando dati della Banca Mondiale e dell'Ufficio geologico Usa, le perdite economiche globali dovute ai disastri naturali si sarebbero ridotti da 280 miliardi di dollari a circa 40 se si fosse investito in misure di protezione.

Tsunami, uragano Katrina e il caso Danubio sono i simboli della non azione mentre in Vietnam contro le tempeste si è deciso, fin dal '94, di investire sul potenziamento delle foreste: con 1,1 milioni di dollari fu possibile risparmiare 7,3 milioni di dollari l'anno che si sarebbero spesi per gestire dighe artificiali.

E ancora: 30 alberi per ogni 100 metri quadrati in una fascia costiera ancora intatta profonda almeno 100 metri possono ridurre la pressione massima dell'inondazione da tsunami di oltre il 90%. Da qui le richieste del Wwf alla Conferenza di Roma. "Auspichiamo - ha affermato Bologna - che nella prossima Finanziaria siano già previsti stanziamenti per l'adattamento e che il Cipe assuma la mitigazione e l'adattamento ai mutamenti climatici quale massima priorità, ponendo la messa in sicurezza ecologica del territorio come opera prioritaria".

La depressione? in casa, Chiesa e ufficio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

Italiani tutti casa e chiesa? Meglio di no: camera da letto e strutture di culto infatti sono tra i primi luoghi considerati a rischio di depressione. Ma non solo: deprimono anche uffici, centri commerciali e addirittura discoteche. Lo rivela l'indagine, anticipata con un comunicato, realizzata da Riza Psicosomatica, in edicola da domani e condotta su circa 1000 italiani, maschi e femmine, tra i 25 e i 55 anni.

Sono 2 su 3 gli italiani il cui umore viene influenzato dal luogo in cui si trovano. Palestra, parrucchiere e parco, ha rilevato Riza, sono un toccasana per lo spirito. E, dato su cui riflettere, i problemi "di cuore" sono agli ultimi posto tra le cause di malessere: solo il 9% degli italiani infatti soffre di depressione in seguito ai tradimenti del partner (9%). Dall'indagine emerge che gli italiani sono facilmente condizionabili da tutto ciò che li circonda: il 64% degli intervistati infatti ritiene, in maniera molto (22%) o abbastanza (42%) elevata, che il luogo in cui si vive possa essere un elemento determinante per l'insorgere della depressione. Al contrario invece solo per il 23% il malessere non dipende dal luogo.

Riza ha elaborato anche una mappa dei luoghi più deprimenti. Casa (34%) e ufficio (16%) in cima a questa particolare classifica, seguite a sorpresa da chiese (12%) e centri commerciali (9%). Ma emergono anche risposte insospettabili: la discoteca (7%), luogo di divertimento per eccellenza, la casa dei propri genitori (8%) e gli aeroporti e le stazioni (4%). E a seguire i più scontati ospedali (5%), sale d'attesa (3%) e i classici cimiteri (2%). Il luogo non è comunque l'unica causa di depressione per il popolo del Bel Paese.

Tra le situazioni più a rischio due estremi, la solitudine in città durante l' estate che colpisce il 26% degli intervistati, e i luoghi molto affollati (24%). Immancabile anche la sindrome da rientro dalle vacanze (18%). Cosa fare dunque per ristorare l'animo? Gli italiani scelgono di curare il proprio spirito, curando il proprio corpo, recandosi in un centro sportivo (24%) o facendo attività all' aria aperta (23%). C'é poi chi dedica le proprie cure ad un animale (15%), chi si affida ai consigli degli amici o chi si impegna nel volontariato (10%). Vanno invece evitati l'utilizzo indiscriminato di farmaci (26%) e staccare il cellulare ed isolarsi completamente da tutto e da tutti (21%). Sarebbe proprio la solitudine, conclude l'analisi di Riza, la causa principale della depressione per il 26% degli intervistati; seguono poi la frenesia e lo stress della vita di tutti i giorni (21%), le eccessive aspettative di genitori e amici (16%). Ma come si manifesta questo disagio? Il primo segnale è una costante tendenza a isolarsi (25%), seguito da trascuratezza nella cura di se stessi (22%) e da un'irritabilità improvvisa (18%). E ancora sbalzi d'umore che portano a crisi di pianto (14%) e a una svogliatezza generale (10%). Non vanno sottovalutati infine, quei comportamenti ripetitivi, quasi maniacali (6%) che potrebbero rappresentare il campanello di allarme di uno stato depressivo.

Kabul: spari allo stadio, Karzai fugge

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

KABUL - Il presidente afghano Hamid Karzai ha rilanciato l'apertura di negoziati con i Taleban, subito dopo essere stato costretto ad abbandonare una cerimonia ufficiale a causa di spari in aria della polizia nervosa per le migliaia di persone che si affollavano fuori dallo stadio di Kabul.

Karzai, che è sfuggito almeno tre volte ad attentati dal suo insediamento, sei anni fa, dopo il crollo del regime dei Taleban, ha dovuto interrompere il suo discorso per la commemorazione di Ahmad Massud, l'eroe della resistenza afghana antisovietica e anti Taleban, ucciso in un attentato suicida di sospetti membri di al Qaida nel 2001, pochi giorni prima degli attentati negli Stati Uniti dell'11 settembre. La televisione di Stato ha mostrato il presidente, protetto dalle guardie del corpo, mentre veniva ricondotto in fretta nel palazzo presidenziale.

La gente, spaventata, è scappata in cerca di riparo, credendo fosse in corso un attacco, mentre la polizia non riusciva a dare una spiegazione: lancio di sassi o spari. Solo in un secondo tempo, un portavoce del governo ha precisato che erano colpi in aria per disperdere la folla. Massud è forse l'unico mujaheddin ancora rispettato dalla gran parte dei 26 milioni di afghani sempre più frustrati per gli scarsi risultati di questi sei anni dopo la fine dell'era dei Taleban. 25.000 persone, inclusi membri del governo e diplomatici, erano riuniti nello stadio della capitale. Nel Palazzo presidenziale, Karzai ha incontrato il presidente lettone Valdis Zatlers, con il quale ha tenuto una conferenza stampa congiunta.

Karzai non ha parlato della precipitosa fuga dallo stadio, ma ha detto che se ci fosse qualcuno con cui parlare fra i Taleban, lui è pronto: "Vorrei che ci fosse qualcuno che venisse fuori con un numero di telefono, un indirizzo, una dirigenza... se avessi un posto dove mandare qualcuno a parlare con un'autorità dei Taleban, lo farei".

Karzai ha in più occasioni offerto negoziati ai Taleban, che li hanno respinti. La violenza è in aumento in Afghanistan. Oltre 7.000 persone sono morte negli ultimi 19 mesi. Le forze occidentali - la coalizione guidata dagli Stati Uniti e l'Isaf a comando Nato - affermano che centinaia di militanti sono stati uccisi in scontri nelle ultime settimane. Un rapporto delle Nazioni Unite indica che da gennaio alla fine di agosto ci sono stati 103 attentati suicidi, contro un totale di 123 nel 2006. Oltre la metà dei kamikaze non sono afghani, l'80% - afferma un comandante Taleban intervistato nel rapporto del'Onu - è stato addestrato militarmente in Pakistan. Molti sono oppiomani, vengono da famiglie poverissime, si attendono un compenso e non credono che dovranno morire negli attacchi, aggiunge il rapporto. Gli attentati nei primi sei mesi del 2007 hanno ucciso 193 persone, 121 civili e 62 poliziotti afghani e 10 militari stranieri.

Intanto, da Sidney, dove partecipa alla riunione dell'Apec, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha minacciato le dimissioni se il suo governo non dovesse accettare un prolungamento della missione giapponese a sostegno delle truppe americane in Afghanistan. La missione logistica giapponese nell'Oceano indiano, a supporto delle truppe americane, è possibile grazie ad una legge antiterrorismo che scadrà il 1 novembre.

Gaza, sciopero Anti-hamas deciso dall'Olp

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

GAZA - Uno sciopero di protesta contro Hamas é in corso nel settore pubblico palestinese a Gaza su iniziativa dell'Olp. Fonti locali precisano che lo sciopero è particolarmente seguito nelle scuole pubbliche, negli ospedali e nei tribunali.

La protesta è stata decisa venerdì come reazione alla violenta dispersione da parte della Forza Esecutiva di Hamas di preghiere pubbliche organizzate da al-Fatah. Nei disordini, proseguiti per ore, si sono avute decine di feriti e di contusi. La Forza esecutiva ha inoltre arrestato noti dirigenti di al-Fatah.

Dura la prima reazione delle autorità di Hamas a Gaza allo sciopero il quale, affermano, "rientra in un piano concepito per riportare a Gaza lo stato di caos e per sospingere la popolazione a tumulti. Il tutto, nell'interesse di una fazione politica e a detrimento dell'interesse nazionale palestinese". Secondo Hamas, lo sciopero odierno potrebbe anche "incoraggiare Israele a compiere ulteriori aggressioni contro Gaza".

Padoa-Schioppa: 'Non aumenteremo debito ne' tasse'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

CERNOBBIO (COMO) - "Non possiamo aumentare il debito né la pressione fiscale". Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, intervenendo a Cernobbio, secondo quanto riportato. Il governo sta preparando la finanziaria e, ha spiegato il ministro, "non possiamo né

aumentare il debito né la pressione fiscale perché siamo un Paese già fortemente indebitato e sottocapitalizzato. Questi sono i problemi che ora noi dobbiamo risolvere".

"Il mio mestiere non è predicare ma razzolare, però la crisi ci dice che la rotta intrapresa va mantenuta con il bello e con il cattivo tempo".

Ha detto Padoa-Schioppa.

La formazione della Legge Finanziaria di quest'anno "parte da condizioni migliori" rispetto a quella dell'anno scorso. Lo ha detto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa che ha raccontato: "quando venni qui l'anno scorso non ero del tutto sicuro che sarei stato in grado di scrivere la Finanziaria" talmente disastrosi erano i conti. "Invece è stata fatta - ha continuato il ministro - è stata approvata ed é in vigore. Ora la seconda - ha concluso parlando della seconda Finanziaria - parte da condizioni migliori rispetto alla prima".

La seconda finanziaria del ministro Tommaso Padoa Schioppa "parte da condizioni migliori rispetto la prima" perché nel frattempo "molte cose

importanti sono state fatte", ha spiegato Padoa Schioppa.

Le cose fatte e che ora lo aiuteranno nel realizzare la nuova finanziaria sono "la legge delega sul federalismo fiscale, il lavoro sulla struttura del bilancio, la ripresa del controllo sulla spesa corrente" e soprattutto, ha specificato, "sulla sanità".

Per far rilanciare ulteriormente l'economia italiana il terreno può essere quello di agire dal lato della spesa pubblica. Lo ha evidenziato il

ministro dell'economia sottolineando però che "si può avere una spesa invariata e servizi migliori oppure servizi invariati e una spesa minore".

FASSINO, ESCLUDO DEL TUTTO AUMENTO DELLE TASSE - "Escludo nel modo più assoluto che ci sia alcun aumento della pressione fiscale": così ha detto il segretario Ds, Piero Fassino, oggi a Cernobbio".

La crescita dell'Italia non sarà inferiore al 2%. Piero Fassino, segretario dei Ds, lo ha confermato oggi a Cernobbio spiegando che "non possiamo rassegnarci a meno di un 2% di crescita, che è la condizione perché l'Italia non aumenti l'indebitamento". Fassino, in ogni caso, ha "escluso nel modo più assoluto" che ci sia un aumento delle tasse, anzi l'opposto. I risultati della scorsa finanziaria "onerosa e impegnativa si vedono - ha spiegato -. Si sta diminuendo il debito e il deficit e la crescita è sostenuta. Ora si tratta di cogliere le opportunità che questa stabilità ci offre". Tre sono le linee che, secondo il segretario Ds, seguirà la finanziaria: sostegno degli investimenti per garantire appunto il tasso di crescita, il proseguimento della linea di rigore dei conti pubblici e "la realizzazione di misure di redistribuzione sociale anche con l'alleggerimento della pressione fiscale intervenendo su alcune forme di tassazione". Si tratterà, ha spiegato Fassino, di un "mix intelligente" fra forte di defiscalizzazione per le imprese e per i redditi più bassi.

DI PIETRO, SPERO COMPRENDA TASSAZIONE RENDITE - Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, si augura che la finanziaria possa comprendere, tra le misure, la tassazione delle "rendite speculative". E' quanto ha detto parlando a margine del Workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio. Secondo Di Pietro "un conto è la tassazione di Bot e Cct, quelli che il buon padre di famiglia che ha lavorato, pagato le tasse e comperato pane e latte per i suoi figli, investe per mettere via qualche soldo per pagare il matrimonio della figlia". Secondo Di Pietro "tassarli ulteriormente è ingiusto". Diverso invece il caso della "tassazione da rendite speculative", che "bisogna rendere più equa rispetto al lavoro dipendente a cui deve essere equiparata". Di Pietro ha detto di augurarsi "che se ne tenga conto in finanziaria", anche se il ministro ha detto di non essere d'accordo col fatto che "ogni ministro anticipi la finanziaria a proprio uso e consumo" una manovra che, invece "va discussa collegialmente al Consiglio dei ministri".

V-day, Grillo: ha vinto la piazza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

E alla fine è arrivato: giornata del "vaffa" o "nuova woodstock" ("ma con i drogati e i figli di puttana dall'altra parte") come l'ha definita il suo stesso promotore, Beppe Grillo, il V-day ha preso il via ieri in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme. Ma il "cuore" della festa è a Bologna, città che il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive contro la "politica corrotta".

GRILLO, HA VINTO LA PIAZZA, ANDIAMO AVANTI - Una vittoria di chi fa politica ogni giorno scegliendo cosa comprare al supermercato o usando il

web per portare avanti una protesta. E una sconfitta dei partiti che "sono ormai morti". Così Beppe Grillo, nella veste di "detonatore" ha salutato la platea del v-day, il raduno organizzato a Bologna in una Piazza Maggiore stracolma, per dire no ai deputati corrotti e scelti dalle segreterie di partito.

"Siamo in 200 mila" ha urlato dal palco il comico genovese accendendo un pubblico fatto per lo più di giovani e famiglie.

Metà secondo gli organizzatori e ancora meno (circa 30 mila) per la questura. Ma il flusso, cominciato nel pomeriggio di ieri, non è scemato neppure in serata con capannelli di gente anche nelle strade vicine. Lunghe e pazienti le code di quanti hanno aderito alla raccolta firme per chiedere una nuova legge contro la corruzione politica.

Domenica (oggi, ndr) apriremo un presidio nel palazzo comunale di Bologna per andare avanti nella raccolta hanno annunciato gli organizzatori.

Un inno alla piazza contro la politica paludata (fatta di nomi e cognomi), il precariato, l'inquinamento è venuto dai ragazzi di Locri come da Biagio Antonacci, da Massimo Fini e Marco Travaglio. "Quello che stiamo facendo questa sera non è inutile" ha detto più volte Travaglio dal palco aggiungendo "speriamo che Cuffaro e Dell'Utri lavino i vetri. Così finalmente li vedremo in carcere". Per una televisione libera si è schierata poi Sabina Guzzanti. A chiudere la serata è stata la band dei Negrita facendo ballare i giovani nelle prime file. E ora cosa succederà? hanno chiesto i cronisti a Grillo.

Devo decantare un po' - ha risposto congedandosi da Bologna - anche se questa legge non verrà mai approvata l'iter che ci aspetta è tremendo. Ci vuole una gran organizzazione ma io per fortuna ce l'ho.

V-day, la parola alla politica

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

ROMA - All'indomani del V-Day indetto da Beppe Grillo e la raccolta di 300 mila firme per una legge contro l'elezione dei politici condannati, la parola passa ora alla politica. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini giudica l'evento come la piu' grande delle mistificazioni e critica chi in piazza ha fatto festa per la morte del giuslavorista Marco Biagi. Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro si dice soddisfatto della manifestazione. "Non è stata una protesta - ha detto -, ma una proposta di iniziativa popolare, che è il disegno di legge che mette con le spalle al muro il parlamento".

E' sacrosanto - commenta il sindaco di Venezia e filosofo Massimo Cacciari in un'intervista a La Repubblica - chiedere che un condannato in via definitiva non possa sedere in Parlamento così come si può benissimo pensare al ritorno al voto di preferenza, ed anche non stupirsi se un comico fa politica (pure Aristofane la faceva"), ma attenti a non scadere nel qualunquismo e alle derive populiste".

Secondo l'ex ministro Giulio Tremonti, il comico e' piu' simpatico di tanti moralisti mentre per il leader della Lega Umberto Bossi il V-Day e le richieste di Grillo sono una esagerazione. "Io sono stato condannato ma cosa vuol dire ?", commenta. "Se uno si macchia di reati troppo gravi e troppo vicini al cuore della gente per poter continuare a rappresentarla - ha aggiunto - quel parlamentare non viene più eletto". Bossi ha anche insistito sul punto che "occorre stare attenti a non esagerare se no viene avanti l'antipolitica".

VIOLANTE, ANCHE COSE GIUSTE IN QUELLE MANIFESTAZIONI - Le trecentomila firme raccolte da Beppe Grillo nel V-day fanno dire a Luciano Violante, ospite della Festa di Alleanza nazionale a Mirabello, che "in quell'atteggiamento ci sono tante componenti e, oltre all'insoddisfazione per la politica, anche cose giuste". Violante vuole però ricordare che "all'esame della Camera c'é già un provvedimento che prevede l'esclusione dalle elezioni di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva".

ROSY BINDI: RILANCIARE LA DIGNITA' DELLA POLITICA

Se manifestazioni come il V-Day di Beppe Grillo e "l'aria di protesta anche organizzata che c'é in questo momento dovessero rappresentante l'anticamera dell'antipolitica, questo metterebbe a rischio il futuro della stessa democrazia". Ne è convinta Rosy Bindi, secondo la quale "senza politica non c'é democrazia e noi vogliamo invece rilanciare il ruolo e la dignità della politica". "L'elezione dell'assemblea costituente del Pd - ha sottolineato il ministro della Famiglia rispondendo alle domande dei giornalisti a Pesaro - dovrebbe essere la risposta alle firme raccolte ieri". "Chiediamo ai cittadini di venire a votare non contro i politici e contro la politica - ha concluso la candidata alla segreteria del Pd - ma per la politica, per rilanciare la sua funzione e la sua dignità in questo paese".

Nomadi a Pavia: mille euro per chi torna in Romania

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/09/2007

PAVIA - Mille euro di incentivo ad ogni rom per farlo tornare in Romania. E' l'ultima iniziativa avviata dalle istituzioni a Pavia per risolvere l'emergenza provocata dalla distruzione (una decina di giorni fa) dell'ex area industriale Snia, dove per anni sono stati accampati decine e decine di immigrati. Centodieci rom, compresi numerosi bambini, si sono ritrovati improvvisamente senza un tetto. Così la Prefettura ha inizialmente pensato di destinarli nel comune di Torre d'Isola, in un poligono di tiro abbandonato. Ma l'immediata reazione del sindaco e dei residenti ha convinto le autorità a destinare i rom in altri due comuni del pavese, Albuzzano e Pieve Porto Morone. Anche lì le proteste dei residenti non si sono fatte attendere. Non sono mancati anche episodi di intolleranza, l'ultimo dei quali la scorsa notte a Pieve Porto Morone: un mattone è stato lanciato contro il centro diocesano, dove erano ospitati i rom. Un vetro è andato in frantumi, ma non ci sono stati feriti. Rifondazione Comunista (che nei giorni scorsi ha lasciato la maggioranza di centrosinistra del Comune di Pavia, criticando l'atteggiamento assunto dal sindaco diessino Piera Capitelli) ha duramente contestato quest'ultimo episodio. Ora si propone l'iniziativa dell'incentivo di mille euro, per invitare una parte dei nomadi a tornare in Romania. "Soldi - spiegano le istituzioni locali - che sono per buona parte assicurati dalla nuova proprietà dell'ex area Snia". Diversi nomadi hanno accettato la proposta e sono stati accompagnati dalle autorità locali all'aeroporto per tornare in Romania. Ma una trentina restano ancora nel Pavese.

Lunedì 10 Settembre 2007

Iraq, in estate possibile riduzione di truppe Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/09/2007

WASHINGTON - Il generale David Petraeus ha detto oggi al Congresso che le truppe Usa potrebbero essere ridotte la prossima estate al livello di 130 mila unità. Attualmente si trovano in Iraq 168 mila soldati americani. Secondo il generale Petraeus potrebbe essere possibile ridurre il numero dei soldati, se i progressi continueranno, al livello precedente l'aumento, cioé alla quota di 130 mila unità.Il generale ha aggiunto che gli obiettivi militari della nuova strategia "sono stati in gran parte raggiunti".

Un ritiro "prematuro" delle truppe americane dall'Iraq sarebbe "catastrofico", ha detto Petraeus.

IN ARRIVO NUOVO VIDEO DI BIN LADEN - Un nuovo video di Osama bin Laden sta per venir diffuso su siti integralisti islamici, alla vigilia dell'attacco all'America dell'11 settembre 2001. Lo rivela negli Usa il network AbcNews, citando fonti d'intelligence americane. Nel video, secondo le anticipazioni, bin Laden e' ritratto sullo stesso sfondo usato nei giorni scorsi per il suo messaggio all'America e presenta un 'testamento' di uno dei dirottatori dell'11 settembre, Walid al Shehri.

Walid (o Waleed) al Shehri era uno dei dirottatori che l'11 settembre di sei anni fa si trovava a bordo del volo American Airlines 11, da Boston a Los Angeles, che fu mandato a schiantarsi contro il World Trade Center di New York. Un sito internet utilizzato da estremisti islamici ha preannunciato il video con un 'banner' di Al-Sahab, la cosiddetta casa di produzione di Al Qaida, analogo a quello che nei giorni scorsi aveva preannunciato l'arrivo del primo messaggio di bin Laden in tre anni. "Presto in arrivo, a Dio piacendo - annuncia il banner - il testamento degli attacchi a New York e Washington, di Abu Musab Walid al Shehri, presentato dallo sceicco Osama bin Laden, che Dio lo preservi". L'annuncio mostra un'immagine di bin Laden analoga a quella del video dei giorni scorsi.

ITALIA RAFFORZA VIGILANZA- Preoccupazione anche in Italia per la ricorrenza dell'11 settembre. Non ci sono allarmi specifici, ma il terrorismo islamico potrebbe colpire in occasione del sesto anniversario dell'attacco al World Trade Center e una circolare dell'Antiterrorismo invita tutti i questori a rafforzare la vigilanza ed intensificare i controlli nei giorni che precedono la data.

Alla valutazione dei rischi di attentati è stata dedicata una riunione del Casa (Comitato di analisi strategica antiterrorismo), presieduto dal capo dell'Antiterrorismo. Nel corso dell'incontro, rappresentanti delle forze dell'ordine e dei servizi segreti hanno preso in esame i piani di sicurezza in atto, ne hanno soppesato l'efficacia ed hanno deciso di intensificare le misure di prevenzione. L'attenzione è stata rivolta ad obiettivi sensibili come ambasciate, sedi consolari e di compagnie aeree, stazioni e aeroporti, ma è stato pianificato anche il monitoraggio di ambienti vicini alle realtà islamiche.

In particolare, la circolare invita all'attenta osservazione degli ambienti legati al radicalismo islamico per prevenire, "pur in assenza di specifici segnali di minaccia", eventuali azioni terroristiche messe in atto in occasione dell'anniversario dell'11 settembre. La data, infatti, viene sottolineato, "potrebbe essere utilizzata per aumentare l'impatto mediatico e propagandistico" di "eventuali azioni terroristiche di matrice fondamentalista islamica".

A questori e prefetti si chiede dunque, "atteso il perdurare della crisi internazionale" di rafforzare "l'azione di prevenzione generalizzata e continuativa sul territorio" oltre che le misure "di vigilanza e sicurezza a tutela degli obiettivi ritenuti a rischio per la circostanza". Si raccomanda, inoltre, "incisivo impulso all'azione di raccordo dell'attività informativa" che permetta l'adozione "di ogni necessaria misura preventiva e per la tutela dell'ordine e la sicurezza pubblica". Nel documento si sottolinea anche come "le recenti operazioni di polizia portate a termine in Danimarca e Germania sembrano testimoniare un rinnovato attivismo da parte di gruppi radicali di matrice islamica in Europa". Proprio gli attentati sventati nei due Paesi hanno indotto i vertici delle forze dell'ordine ad alzare la guardia anche in Italia. Secondo quanto emerso dalla riunione del Casa, non risultano collegamenti tra gli arrestati e persone residenti in Italia, ma l'organismo ha espresso preoccupazione per la gravità degli attentati che erano in preparazione e per il fatto che i sospetti autori erano tutti immigrati ma avevano la nazionalità dei due Paesi.

CAPO INTELLIGENCE, AL QAIDA MIRA A STRAGI DI MASSA - I servizi segreti americani ritengono che Al Qaida resterà per diverso tempo "la più seria minaccia" agli Usa e che la sua leadership storica continui a mirare ad attentati che provochino "stragi di massa, distruzione visivamente drammatica e significative conseguenze economiche".

Lo ha detto al Senato il Direttore nazionale dell' intelligence Usa, Michael McConnell, descrivendo i rischi per il paese a sei anni dall'11 settembre 2001. Al Qaida, ha detto McConnell, riportando le conclusioni della comunità d'intelligence americana e dei paesi alleati, "ha protetto o rigenerato elementi chiave della propria capacità di attacco, tra i quali: un rifugio sicuro nelle zone tribali in Pakistan, luogotenenti operativi e la propria leadership di vertice". Nonostante i successi nella lotta al terrorismo di questi anni, ha aggiunto lo 'zar' dell'intelligence americana, restano i rischi di infiltrazione di terroristi di Al Qaida negli Usa e il paese rimane "un ambiente ad alto rischio", anche per la continua ricerca da parte dell'organizzazione di Osama bin Laden di "materiale chimico, biologico e nucleare" per compiere attacchi.

Bertinotti: ''Grillo riempie vuoti della politica''

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/09/2007

ROMA - "Una vecchia regola della politica é che i vuoti si riempiono. Certo, non sempre i materiali che riempiono il vuoto sono eccellenti, ma non possiamo prendercela con chi li riempie". Così il presidente della Camera Fausto Bertinotti, a margine di un incontro avuto nel suo studio di Montecitorio con Claudio Baglioni, ha commentato il 'V-day' di Beppe Grillo sabato scorso a Bologna.

Per il presidente della Camera Fausto Bertinotti iniziative come quella tenuta da Beppe Grillo a Bologna e nelle piazze di tutt'Italia si spiegano nella generale incapacità della politica di riformare se stessa. "Non ci possono essere soluzioni al di fuori della politica - ha ammonito - ma non possiamo cadere nella vecchia questione del dito e della luna. D'altra parte il protagonismo dei comici in politica non è un caso senza precedenti, ne ha parecchi in Europa".

Non possiamo ridurre l'evento di Grillo al dito - ha proseguito, ma è evidente che la luna è altrove, è nella condizione di crisi sociale del Paese e dell'Europa e nella mancanza di risposte convincenti da parte della politica.

Per Bertinotti la crisi della politica è strettamente legata alle questioni del mondo del lavoro: "Se il lavoro nella società contemporanea viene degradato e la politica non dà risposte su di essa cadono addosso fattori di complemento della crisi stessa". "Comunque dal mondo dello spettacolo vengono anche supplenze generose e stimolanti - ha concluso - come l'iniziativa che Claudio Baglioni terrà a Lampedusa con un concerto a favore dei migranti che su quell'isola sbarcano numerosi. Anche se da sole non possono supplire ai compiti della politica".

GRILLO, E' COMINCIATO IL RINASCIMENTO - "Ieri è iniziato il nuovo rinascimento": così con un ultimo riferimento al V-Day Beppe Grillo ha concluso il suo show a Sabaudia. Il comico non ha mancato di rilevare che nonostante il grande successo dell'iniziativa nessun telegiornale ne ha parlato e partendo da questa considerazione ha lanciato la proposta di togliere il canone alla televisione pubblica. D'altra parte invece ha continuato a magnificare le opportunità del web e ha raccontato che il suo blog, a fine mese parlerà anche in giapponese. Dopo una carrellata sui temi che gli sono cari i rifiuti, l'energia, l'acqua riferendosi anche ai problemi del territorio di Latina sui quali ha invitato a pronunciarsi alcuni giovani che collaborano con lui Grillo ha concluso con un attacco alla chiesa: "Questo amministratore delegato tedesco non mi convince - ha detto - bisognerebbe obbligare i preti a sposarsi e a fare figli così finalmente, quando parlano di famiglia sapranno di che cosa parlano?"

Test universitari, fino a 30.000 euro per superarli

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/09/2007

Atenei nella bufera. Si sta allargando il filone delle inchieste per presunte irregolarità nelle prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso. Sono quattro finora le università nell'occhio del ciclone (tutte per l'accesso a Medicina) ma non è escluso che altre se ne aggiungano nelle prossime ore. Dopo il caso di Catanzaro, dove la scorsa settimana è stata denunciata un'impropria apertura dei plichi dei test per l'ammissione al corso di Medicina, oggi ha avuto un' accelerazione l'indagine avviata un anno fa nelle Università di Bari, Chieti e Ancona.

La Guardia di Finanza ha effettuato in questi atenei perquisizioni e sequestri. Ma le verifiche nelle università sulla correttezza degli esami di ammissione non finiscono qui.

Da Città del Capo, dove ha inaugurato un centro di ingegneria genetica e biotecnologia, il ministro dell'Università e della Ricerca, Fabio Mussi, fa sapere che in un altro ateneo potrebbero essersi verificati illeciti. Non fa il nome dell'università; si limita a dire: "Ci sarebbero buste aperte prima di un concorso in un'altra università, a segnalare che qualcosa non andava è stato il rettore".

Il ministro cita però il caso dell' Università di Messina dove si concentrerebbero i migliori risultati nei test per l'ammissione ai corsi di medicina e, per Mussi, "quando ci sono delle anomalie statistiche bisogna capire il perché".

Al rientro a Roma, il ministro, che attende una relazione dai suoi collaboratori, prenderà le decisioni del caso. A Messina, intanto, la Guardia di Finanza ha sequestrato la documentazione relativa ai test svolti nel 2005 per l'ammissione alla facoltà di Medicina, che accoglie ogni anno 200 matricole. Questa indagine è stata aperta dopo la denuncia per irregolarità di un candidato escluso.

A Catanzaro, si sta indagando sull'ipotesi di sottrazione dei documenti dai plichi, così da far conoscere a qualcuno, in anticipo, le domande contenute nei test di ammissione. Nei prossimi giorni gli investigatori potrebbero chiamare a deporre alcune persone informate dei fatti. Secondo il rettore di Ancona, Marco Pacetti, le procedure dei test sono blindate e la vicenda può essere spiegata come un caso di millantato credito: "si sa che ci sono soggetti che aiutano gli studenti nella preparazione e, in qualche caso, garantiscono addirittura il risultato. Forse, qualcuno deluso dell'esito, si è rivolto alle forze dell'ordine".

Mentre le inchieste giudiziarie seguono il loro corso - sette gli indagati e una cinquantina gli studenti coinvolti nell' indagine della Procura della repubblica di Bari - il mondo universitario e politico è in fermento. C'é chi come Pietro Folena, presidente della Commissione cultura della Camera, propone l' abolizione di questo tipo di esame: "Gli scandali "siano l'occasione per abolire un sistema che non funziona". Fra l'altro, per Folena, "i test di ingresso rappresentano una limitazione del diritto allo studio che è un bene garantito costituzionalmente".

Dello stesso avviso anche il deputato dell'Udeur Pasquale Giuditta che ha presentato sulla questione un'interrogazione al ministro Mussi.

Secondo Azione Universitaria, il caso dei test "é l' esempio che tutto il sistema accademico italiano è marcio e di pessima qualità. L'accademia italiana è la negazione della meritocrazia e della trasparenza". "Le prove si devono ripetere" sollecita Loredana De Petris, senatrice dei Verdi, secondo la quale "quello che è avvenuto quest'anno è la punta di un iceberg che nelle università italiane si protrae da troppo tempo". Per l'Unione degli universitari, lo scandalo dei test d'ingresso "testimonia come il sistema dei quiz per selezionare l'ingresso all'Università sia fallimentare e vada superato".

L'organizzazione studentesca ne è così convinta che sta organizzando un ricorso collettivo per chiedere l'annullamento del test svoltosi lo scorso 4 settembre. "Non è più possibile - avverte l'Udu - continuare con questo assurdo meccanismo di sbarramento nei confronti di chi vuole formarsi!". Intanto, si teme una valanga di ricorsi da parte di quegli studenti che hanno svolto regolarmente i test in atenei non coinvolti dallo scandalo e che ora potrebbero essere costretti a ripeterli.

Mutui, il Fmi tagliera' le stime di crescita mondiale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/09/2007

ROMA - Il Fondo monetario internazionale taglierà le previsioni per la crescita mondiale a causa dell'impatto della crisi dei mutui 'subprime' negli Usa. Lo ha detto il numero uno del Fmi, Rodrigo de Rato, secondo quanto riporta la Bloomberg. "E' troppo presto per quantificare" - ha detto de Rato secondo quanto riporta la Bloomberg - e anche se ad essere più intaccata sarà la crescita degli Usa, "prevediamo conseguenze in Europa e Giappone, ma probabilmente molto più limitate". Rato, intervenendo a Lisbona a una conferenza stampa, ha definito "seria" la situazione, aggiungendo che "possiamo aspettarci che in qualche modo abbia un impatto sull'economia mondiale".

ALMUNIA: "RISCHI DI RIBASSO DEL PIL 2008"

I rischi al ribasso per la crescita europea nel 2008 "sono effettivamente aumentati" dopo la recente crisi dei mutui subprime. Lo ha detto il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Joaquin Almunia. Secondo il commissario europeo "date le turbolenze sui mercati e le loro conseguenze, è ancora troppo presto per valutare le conseguenze per l'economia reale, visto che non sappiamo quanto durerà questa situazione sui mercati finanziari". Tutto dipenderà, secondo Almunia, da "questa alta volatilità e dagli spread aumentati nei mercati finanziari. Ci sarà in ogni caso un inasprimento delle condizioni di credito". Prima di valutare con certezza l'impatto sulla crescita dei Tredici - ha spiegato Almunia - "abbiamo bisogno di vedere come reagirà l'economia statunitense", in particolare "la parte dell'economia che risente direttamente della crisi del mercato immobiliare".

BORSE EUROPEE INCERTE IN ATTESA DI WALL STREET

Borse europee incerte a metà della mattinata. I timori sulla reale entità della crisi dei mercati innescata dai mutui subprime Usa e sulle conseguenze per l'economia reale, fanno oscillare gli indici. I mercati attendono l'apertura di Wall Street per la quale i futures indicano un avvio poco mosso. Gli investitori puntano così su settori più 'difensivi', meno soggetti cioé al ciclo economico quali le utilities (+0,31% l'indice Stoxx del comparto). Bene l'energia (+0,56%) mentre rimangono dietro le auto (-0,5%) come la DaimlerChryslwer (-1,5%) e i finanziari (-0,55%) dove Fortis cede l'1%. I risultati positivi spingono invece la Philips (+2,4%).

Nella tabella l'andamento degli indici dei titoli guida delle principali piazze finanziarie europee: - Londra +0,07% - Parigi -0,10% - Francoforte -0,31% - Milano +0,51% - Madrid -0,16% - Amsterdam +0,12% - Stoccolma -0,45% - Zurigo -0,06%.

E' mentre sarà massima la vigilanza delle banche centrali, pronte ad intervenire per dare liquidità al mercato, la questione sarà esaminata anche dai governatori del G-10, riuniti come ogni primo lunedì del mese a Basilea. In settimana, infatti, dovranno essere rifinanziati oltre 113 miliardi di dollari di commercial paper, un importo superiore ai 100 miliardi che andarono in scadenza a metà agosto e che innescarono la crisi e che metteranno a dura prova la gestione della liquidità delle banche.

GIAPPONE: L'ECONOMIA VA MALE (PIL -0,3%), CROLLA LA BORSA

L'economia giapponese ha registrato a sorpresa la più grave contrazione trimestrale da oltre quattro anni e la Borsa, ancora attanagliata dalle conseguenze della crisi dei mutui facilitati americani, è tornata oggi sotto la 'soglia psicologica' dei 16.000 punti dell'indice guida Nikkei. L'imprevista serie di elementi negativi, che di fatto esclude qualsiasi rialzo dei tassi di interesse nel prossimo futuro, è stata attribuita dagli esperti soprattutto a un indebolimento degli investimenti, unito a un calo dei consumi e delle esportazioni.

Il governo ha pertanto annunciato che nel primo trimestre finanziario del 2007, conclusosi a giugno, il Pil si è contratto dell'1,2% in termini reali annuali invece di espandersi dello 0,5% come previsto, e dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. E' stato il primo calo da tre trimestri e la notizia si è subito ripercossa sui mercati azionari, anche sulla scia dei ribassi registrati alla fine della settimana scorsa: il principale indice di Borsa è tornato così sotto la 'soglia psicologica' dei 16.000 punti.

Durante la seduta del mattino il Nikkei è giunto a perdere oltre il 2,9% rispetto a venerdì, raggiungendo i livelli più bassi da tre settimane, ma poi si è lievemente ripreso chiudendo a -2,22%. Il governo, che pure non guarda con favore a un rialzo dei tassi di interesse, è sollecitamente intervenuto per dissipare ogni eccessiva preoccupazione circa gli ultimi dati. Il ministro delle Finanze Fukushiro Nukaga ne ha minimizzato la portata, pronosticando una netta ripresa degli investimenti nel prosieguo dell'anno, ma nei tre restanti trimestri il Pil dovrà crescere a un ritmo annuale del 2,7% reale se si vorrà raggiungere l'obiettivo del governo di un'espansione del 2,1%.

Questa meta appare allontanarsi anche per le ripercussioni sulle esportazioni di un sensibile rafforzamento dello yen, che in giornata è stato a lungo sotto quota 113 rispetto al dollaro per risalire solo in chiusura. Quanto ai tassi di interesse, quello base in Giappone è attualmente allo 0,50%, livello cui era stato portato in febbraio con un aumento di un quarto di punto dopo che nel luglio 2006 era stato deciso di abbandonare per la prima volta da anni la politica antideflazionistica a tasso zero. Il direttivo della Banca del Giappone dovrebbe riunirsi verso metà della settimana prossima per pronunciarsi sul tasso base: ultimamente l'Istituto di emissione era apparso propenso a un nuovo rialzo, che però appare ormai escluso dalle ultime circostanze.

Pakistan: l'ex premier Sharif rimandato in esilio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/09/2007

ISLAMABAD - L'ex premier pachistano Nawaz Sharif, tornato oggi in patria dall'esilio per tentare di sfidare Pervez Musharraf alle presidenziali, è stato messo dapprima in stato di custodia cautelare e poi rimandato in esilio in Arabia Saudita.

Atterrato all'aeroporto di Islamabad, Sharif e' rimasto sull'aereo per circa novanta minuti. Sul velivolo, mentre a Islamabad erano in corso violenti scontri fra polizia e sostenitori dell'ex premier, rimosso da Musharraf nel colpo di stato del 1999, sono poi saliti agenti della polizia. Sharif è quindi sceso circondato da uomini del suo partito e da sostenitori. Dopo essere stato messo in custodia cautelare, Sharif e' ora a bordo di un aereo alla volta del paese saudita.

Martedì 11 Settembre 2007

Acque troppo calde, Mediterraneo a rischio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

ROMA - Acque troppo calde nel Mediterraneo e non solo d'estate. La temperatura aumenta anche in inverno e coinvolge anche le acque profonde, che registrano un aumento di due gradi. Un'anomalia che fa saltare gli equilibri dell' intero bacino. A rischio in particolare la corrente dell' Adriatico, una delle tre correnti mediterranee che assicurano la vitalità del nostro mare.

Nel 2003 questa corrente si è già "spenta". Questi i dati dell' allarme clima, resi noti oggi in una conferenza stampa al ministero dell' Ambiente, emersi da un'elaborazione dell'Istituto per la ricerca sul mare (Icram) e provenienti dal gruppo di lavoro sull' ambiente marino della Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, che si terrà il 12 e 13 settembre a Roma, alla Fao. In particolare, si legge nel rapporto, l'inverno scorso la temperatura del Tirreno fino a 100 metri di profondità è stata di due gradi sopra la media stagionale: 15 gradi contro i 13 che si misurano abitualmente nella colonna d'acqua. Dati registrati per la prima volta.

Sul fronte adriatico, dai cinque gradi della media invernale dell' ultimo secolo, già nel 2003 si è passati (sempre in inverno) a 13 gradi. Pesanti le conseguenze: diminuisce la biomassa marina e diminuisce l'assorbimento di anidride carbonica, il maggiore dei gas serra.

Gas: siamo a rischio freddo e buio, peggio del 2005

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

Siamo ancora a rischio di rimanere al freddo e al buio. Siamo ancora più fragili di due anni fa". A lanciare l'allarme black-out è l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti. Due anni fa il sistema energetico italiano ha corso rischi di approvvigionamento a causa della crisi russo-ucraina.

Lo scorso anno, ha spiegato l'ad di Enel durante un seminario sull'energia dei deputati dell'Ulivo, "ci siamo salvati ma non so se potremo salvarci quest'anno. Siamo ancora più fragili di due anni fa perché aumentano i consumi e perché si sono ridotti gli stoccaggi per una errata interpretazione del Ministero dell'ambiente". Il Ministero ha infatti bloccato lo stoccaggio di circa 500 milioni di metri cubi di gas. Secondo il numero uno del gruppo elettrico i prezzi della materia prima sono inoltre destinati ad aumentare: "Il gas costerà sempre di più, sarà sempre più legato al petrolio, e non è possibile immaginare che anche con i rigassificatori si stacchi dal prezzo del petrolio. Non sta succedendo in Francia dove ne stanno facendo quattro, né in Spagna dove ne stanno facendo sette". I rigassificatori, ha continuato, sono comunque "importanti perché riducono i rischi fisici di approvvigionamento da soli tre tubi".

Marcia anti Islam a Bruxelles, Borghezio (Lega) fermato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

A Bruxelles il leghista Borghezio fermato durante la marcia anti Islam.

MARCIA ANTI-ISLAM BRUXELLES, DECINE I FERMATI Sono almeno una cinquantina le persone fermate dalla polizia di Bruxelles nell'ambito della manifestazione contro l'islamizzazione dell'Europa, vietata dal sindaco della città. Tra i fermati, anche l'europarlamentare della lega Mario Borghezio, il leader e il presidente del partito fiammingo di estrema destra Filip Dewinter e Frank Vanhecke. Fin dalla mattina, il quartiere comunitario è stato circondato da poliziotti in assetto anti sommossa a cui si sono affiancati anche poliziotti a cavallo mentre un elicottero ha sorvolato dall'alto la zona. Diverse persone fermate si sono ribellate alla polizia che ha immobilizzato i protestanti con manette di plastica. I fermati sono stati fatti salire su un furgone con i vetri oscurati e portati al Palazzo di giustizia. Pochi i manifestanti e pochissimi i giovani con indosso magliette del movimento anti-islam. Molti invece i poliziotti, che hanno bloccato anche l'accesso alle stazioni delle metropolitane del quartiere, e i giornalisti.

IL RACCONTO - "Siamo nei sotterranei del palazzo di giustizia, credo. Siamo tre o quattro per ogni cella". Così Mario Borghezio racconta all'Ansa, quanto sta avvenendo dopo il suo fermo questa mattina a rondpoint Schuman, prima di unirsi alla manifestazione anti-islam. "Siamo trenta-quaranta, inclusi due deputati fiamminghi e un francese", ha detto l'europarlamentare della Lega, il quale ha spiegato che al momento non sono in corso accertamenti sui fermati da parte della polizia. "Quando siamo arrivati gli ho fatto vedere il passaporto e il documento da europarlamentare, ma non gliene frega niente", ha detto Borghezio, che ha riferito di aver parlato con l'ambasciatore d'Italia presso il Belgio Sandro Maria Siggia. Borghezio ha anche raccontato che uno dei fermati, "un uomo anziano", si è sentito male ed è stato assistito con l'ossigeno, spiegando le voci forti e concitate che si sentivano al telefono. "Quanto è avvenuto oggi dimostra il timore europeo degli islamici. Nemmeno Oriana fallaci si era immaginata tanto. Si stanno avverando le nostre peggiori previsioni", ha affermato l'eurodeputato.

Razzo colpisce base israeliana, una settantina i feriti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

TEL AVIV - Una settantina di soldati israeliani sono stati feriti oggi, in gran parte in modo lieve o non grave, dalle schegge di un razzo Qassam che, sparato da Gaza, è scoppiato dentro una base militare, usata per l' addestramento di reclute. L' attacco è stato rivendicato a Gaza dalla Jihad Islamica e elogiato da Hamas, il cui portavoce Fawzu Barhum ha detto che "é stata una vittoria divina". Il premier israeliano Ehud Olmert ha iniziato una serie di consultazioni con ministri e alti ufficiali per decidere una risposta israeliana all' attacco, mentre aumentano le pressioni sul governo perché autorizzi una vasta offensiva a Gaza che porti anche a un'eventuale rioccupazione di aree usate per tirare i razzi contro Israele.

La possibilità di una grande operazione militare in questo momento è tuttavia ritenuta bassa in considerazione della forte tensione con la Siria nel nord e delle festività ebraiche. Esercito e aviazione hanno comunque effettuato già stamane diversi raid - che le fonti militari definiscono di routine - nel corso dei quali sono stati feriti quattro palestinesi. Il riuscito attacco - apparentemente dovuto a un colpo di fortuna - si è verificato poco dopo le due del mattino (le una in Italia). Il Qassam è esploso accanto alle tende in cui dormivano i soldati che sono stati investiti dalle schegge. Dei 67 feriti solo uno risulta in fin di vita, altri quattro sono in condizioni gravi; per tutti gli altri le ferite sono state lievi o comunque non preoccupanti. Una parte dei soldati sono stati dimessi già poche ore dopo il ricovero. Ma decine di genitori infuriati si sono raccolti davanti alla base di Zikkim, distante circa un chilometro da Gaza, chiedendo di riprendersi i figli e denunciando asserite carenti misure di protezione dell' accampamento malgrado la giornaliera caduta di razzi su tutto il territorio israeliano a ridosso della Striscia a portata di tiro.

Abu Omar, procura Brescia chiede archiviazione per pm Milano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

BRESCIA - La procura di Brescia ha chiesto l'archiviazione del procedimento a carico degli inquirenti milanesi che hanno condotto le indagini sul sequestro dell'ex imam di Milano, Abu Omar, rapito il 17 febbraio del 2003. Per quel rapimento è cominciato, nei mesi scorsi, il processo che, però, è stato sospeso in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal governo.

Il procedimento bresciano era nato su denuncia di due funzionari del Sismi, Lorenzo Pillinini e Raffaele Di Troia. Il primo è stato prosciolto nel procedimento sul sequestro di Abu Omar, mentre il secondo è tuttora imputato. Tra gli indagati per i quali è stata chiesta l'archiviazione del procedimento a Brescia, figurano i procuratori aggiunti di Milano Armando Spataro e Ferdinando Pomarici, il pm Nicola Piacente, il vicequestore di Milano Bruno Megale, Gianmaria Sartorio della Digos di Torino e alcuni giornalisti di 'Repubblica', 'Corriere della Sera' e del 'Piccolo' di Trieste. Nel procedimento bresciano, la procura aveva chiesto una proroga delle indagini, negata dal gip, e ha poi chiesto l'archiviazione, alla quale i funzionari del Sismi potranno opporsi. Nel procedimento si ipotizzavano, tra le altre cose, la violazione del segreto d'ufficio e di alcune norme riguardanti il segreto di Stato.

Afghanistan: Osama non e'nascosto qui

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

KABUL - Il ministro degli esteri afghano, Rangeen Dadfar Spanta, ha detto che il capo di al Qaida, Osama bin Laden, non si nasconde in Afghanistan. "So che non è in Afghanistan, anche se non ho informazioni su dove si trovi", ha detto Spanta in un'intervista alla Reuters. "Le nostre informazioni di intelligence e le attività di al Qaida...oltre alle informazioni di afghani (impegnati) nella guerra contro il terrore...indicano tutte che (bin Laden) non si trova in Afghanistan", ha detto ancora il ministro afghano.

Data l'inimicizia fra lui (bin Laden) e la popolazione afghana...in quanto lui era il principale fautore di un regime terrorista e dittatoriale contro il popolo afghano, è impossibile che possa trovare appoggio fra la gente dell'Afghanistan, ha detto Spanta alla Reuters. "Questa è la ragione principale per cui ritengo che non si trovi qui", ha aggiunto il capo della diplomazia di Kabul, secondo il quale la cattura di bin Laden "non è importante" in confronto all'obiettivo più vasto di distruggere la rete terroristica internazionale attiva nella regione. La caccia a bin Laden è una delle priorità della guerra al terrorismo lanciata da George W. Bush dopo l'11 settembre 2001.

Lo sceicco del terrore loda kamikaze

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

Il leader della rete terroristica di al Qaida Osama bin Laden, responsabile degli attentati dell'11 settembre 2001, ha celebrato il sesto anniversario lodando "le gesta eccezionali" di uno dei kamikaze degli attacchi che fecero negli Stati Uniti oltre tremila morti.

L'esperto americano di terrorismo Laura Mansfield ha detto in un'intervista alla rete americana CNN che la registrazione dura 47 minuti. Bin Laden vi appare in una immagine fissa molto simile a quella del video reso pubblico l'8 settembre, con barba nera su volto più paffuto rispetto al passato e abiti civili. Nei primi 15 minuti della registrazione, con sottotitoli in inglese, è bin Laden che parla, ha detto la Mansfield, il resto é il 'testamento' di Walid al Shehri, uno dei 15 dirottatori sauditi dell'11 settembre, che si schiantò con l'aereo di linea sulla torre Nord del World Trade Center di New York. "E' giunto il momento di fare il nostro dovere", afferma bin Laden, lanciando un appello ai giovani affinché seguano l'esempio delle "gesta eccezionali" di al Shehri, "fino alla vittoria di dio".

Il messaggio non è ancora comparso sui siti Internet e la rete televisiva del Qatar al Jazira ne ha trasmesso solo pochi secondi. Vi si vede al Shehri, con abito e turbante bianco che legge, apparentemente, il suo testamento. Ieri uno dei siti usati dai fondamentalisti islamici aveva annunciato un video di bin Laden.

Non si sa quando il messaggio sia stato fatto, né è possibile verificarne l'autenticità, ma il video porta il logo di Al Sahab, l'organo di propaganda di al Qaida. L'unico riferimento temporale è la morte del leader di al Qaida in Iraq Abu Musab al Zarqawi, ucciso in un raid americano nel giugno 2006. L'uomo più ricercato del pianeta, con una taglia sulla sua testa raddoppiata a luglio a 50 milioni di dollari, negli ultimi tre anni, fino a venerdì, aveva diffuso solo messaggi audio. In quel video, bin Laden esortava gli americani a convertirsi all'islam. Il ministro degli Esteri afghano Rangeen Dadfar Spanta ha escluso in un'intervista oggi all'agenzia di stampa internazionale Reuters che bin Laden si nasconda in Afghanistan. Una telefonata anonima, ieri sera, ha minacciato un attentato alla base Usa in Germania di Spangdahlem. Le forze americane in Germania hanno detto di prendere "molto sul serio" le minacce.

11/9, nuovo video: la voce e' di Bin Laden

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

E' di Osama bin Laden la voce che accompagna il nuovo video di Al Qaida diffuso in occasione del sesto anniversario dell'11 settembre 2001. Lo ha stabilito l'intelligence americana, confrontando la registrazione con i brani audio di bin Laden che la Cia colleziona fin dagli anni Novanta.

Come in occasione di ogni messaggio attribuito al capo di Al Qaida, gli esperti dell'antiterrorismo Usa hanno confrontato l' impronta vocale con quelle già attribuite con certezza a bin Laden (provenienti da interviste e video del passato). Nei giorni scorsi, come ha reso noto il Consigliere per la sicurezza interna alla Casa Bianca, Frances Townsend, la Cia aveva già verificato l'attendibilità del primo video di bin Laden emerso dopo tre anni. La voce del capo di Al Qaida, nel messaggio emerso in queste ore, loda l'operato di uno dei 19 dirottatori che eseguirono l'attacco all'America e precede un videotestamento del terrorista.

11/9: su Liberation rapporto Fbi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

Ricostruisce le attivita' degli attentatori per 18 mesi

(ANSA) - PARIGI, 11 SET - Il francese Liberation ha pubblicato un rapporto dell'Fbi che descrive le attivita' degli attentatori dell' 11 settembre. Il documento, descritto come inedito, ricostruisce i diciotto mesi che hanno preceduto gli attentati. Il rapporto, intitolato 'Twinbom-Pentbom', dettaglia tutte le attivita' significative dei 19 terroristi prima degli attentati: alias utilizzati, documenti veri o falsi, telefoni, spostamenti, operazioni bancarie, incontri con complici o amici, indirizzi.

Scoperta evasione milionaria a Bergamo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

BERGAMO - Decine di milioni di euro evasi al fisco e 330 operai assunti irregolarmente. E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza in provincia di Bergamo al termine di una vasta operazione contro l'evasione fiscale. L'attività delle Fiamme gialle, partita nella primavera del 2006, ha permesso di accertare che l'amministratore di fatto di un'impresa edile di Dalmine (Bergamo), la Planet Work, non ha presentato le dichiarazioni dei redditi, nonostante avesse appalti per la realizzazione di alberghi, strade, ferrovie ed altri edifici in tutta la Lombardia. L'analisi della documentazione contabile e i controlli incrociati hanno consentito la ricostruzione del reale volume d'affari sottratto a tassazione negli anni 2003 e 2004, quantificato in oltre 28 milioni di euro in materia di imposte sui redditi e 4,5 milioni ai fini dell'Iva.

Per l'anno 2005, dopo essere stati scoperti, i responsabili della società hanno cercato di sanare la propria posizione presentando una dichiarazione annuale di circa 25 milioni di euro, ma non versando però le relative imposte, anche in questo caso per importi milionari. I finanzieri hanno sequestrato 108 mila euro in contanti che il consulente amministrativo della società aveva cercato di nascondere in un cestino dei rifiuti e che, per sua stessa ammissione, sarebbero serviti per pagare le ore prestate in nero dagli operai in un mese. Grazie all'esame dei files contenuti nella memoria di un computer, è stato scoperto che, nel solo 2005, tutte le ore di straordinario prestate da centinaia di lavoratori erano state pagate in nero per una somma di quasi sei milioni di euro. Le conseguenti ritenute d'acconto non versate sono state calcolate invece in oltre 1,8 milioni.

Il servizio si è concluso con la denuncia di quattro persone che, a vario titolo, sono risultate coinvolte nei reati di omessa dichiarazione ed omesso versamento di Iva. Si tratta dell'amministratore di fatto della società, un cinquantenne ufficialmente nullatenente, ma che in realtà viveva in una lussuosa villa di Arcene (Bergamo), la moglie, il consulente amministrativo della società e il prestanome che risultava l'amministratore delegato dell'azienda.

Giallo di Garlasco: ancora nessun elemento decisivo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/09/2007

Nessun elemento indicativo e decisivo è emerso nel corso degli accertamenti tecnici non ripetibili effettuati sulle auto sequestrate a casa Stasi, il giorno in cui Alberto è stato iscritto nel registro degli indagati per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Lo ha spiegato Marzio Capra, consulente dei Poggi, che ha partecipato, insieme ai consulenti di difesa e accusa, agli accertamenti che si stanno svolgendo nella sede del Ris a Parma. Oggi i consulenti hanno finito di analizzare la Golf di Alberto e hanno esaminato anche l'altra automobile e un furgoncino da lavoro.

E proprio sul volante, sui pedali, sulle maniglie e in altri punti delle portiere di queste due autovetture sono stati effettuati alcuni prelievi a campione ("sono le zone che uno abitualmente tocca quando sale in macchina") che dovranno essere analizzati in laboratorio. Anche dall'esame dei bagagliai non è emerso nulla di significativo. Nel pomeriggio intanto proseguono gli esami sulle tracce repertate nella villetta di Garlasco mercoledì scorso, villetta dove domani i consulenti ritorneranno. I risultati sono previsti per giovedì prossimo. Sempre oggi, nella caserma dei carabinieri di Vigevano si è recata la mamma di Chiara, la signora Rita.

Mercoledì 12 Settembre 2007

Islamici tentano distruggere Buddha gigante in Pakistan

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/09/2007

MINGORA (PAKISTAN) - Emuli del gesto dei Taleban afghani a Bamyan, militanti islamici pachistani hanno cercato di far saltare in aria un Buddha gigante di 40 metri scolpito nel VII secolo d.C. in una montagna vicino a Mingora, capoluogo della Swat Valley, in Pakistan. "Un gruppo di uomini mascherati ha cercato di distruggere la scultura ieri", ha detto oggi un dirigente provinciale della sovrintendenza archeologica, Aqleem Khan."I militanti hanno trapanato la roccia e riempito i buchi di dinamite che hanno fatto quindi saltare.

L'esplosione ha danneggiato la parte superiore della parete di roccia, senza però danneggiare l'immagine stessa", ha detto Khan, che ha paragonato il gesto iconoclasta a quello dei Taleban del 2001, quand'erano al potere a Kabul, che distrussero con la dinamite le due statue giganti dell' "Illuminato", in stile ellenistico, della valle di Bamyan, in Afghanistan, giudicandole "offensive per l'Islam", malgrado fossero state scolpite secoli prima che l'Islam nascesse e a dispetto degli appelli da tutto il mondo. Khan ha quindi detto che la polizia è informata e che per ora non è prevista una sorveglianza particolare alla grande statua.

Giovedì 13 Settembre 2007

Petrolio record a 80 dollari al barile. L'euro apre sul filo di quota 1,39 dollari

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/09/2007

Ottanta dollari al barile. E' il valore che il petrolio e' arrivato a testare ieri per la prima volta in assoluto durante le contrattazioni di New York, pochi minuti prima di chiudere al massimo di chiusura pari a 79,91 dollari al barile, in crescita di 1,68 dollari (+2,2%) rispetto all'ultima rilevazione. Precisamente, le quotazioni sono salite fino al massimo intraday di 80,05 dollari al barile. Che i prezzi del greggio fossero orientati a un ennesimo poderoso rialzo si era visto gia' nella giornata precedente quando il barile aveva testato un record di chiusura a quota 78,23 dollari. Ma la vera sorpresa c'e' stata quando la rincorsa ha portato il greggio a toccare anche la soglia psicologica degli 80 dollari.

Oggi il petrolio in lieve calo sotto gli 80 dollari. Il greggio con consegna a ottobre, sul mercato elettronico after hours di New York, e' scambiato a 79,62 dollari al barile, 29 cent in meno rispetto alla chiusura di ieri.

La performance di ieri del petrolio dimostra come la decisione che e' stata presa dall'Opec non abbia sortito alcun effetto sui mercati petroliferi. I trader hanno guardato d'altronde ai dati settimanali che sono stati resi noti oggi dal dipartimento dell'Energia Usa, e che hanno messo in luce un quadro non proprio rassicurante sul fronte dell'offerta.

Nella settimana terminata il 7 settembre, le scorte di petrolio hanno segnato infatti un ribasso di 7,1 milioni di barili, a 322,6 milioni. Il calo e' stato quasi triplo rispetto alle previsioni degli analisti, che stimavano un ribasso di 2,7 milioni di barili (dopo il calo di 3,9 milioni di unita' precedente). Sono scese inoltre per la terza settimana di fila le scorte di benzina, calate di 700.000 barili a 190,4 milioni di unita'. Gli analisti avevano previsto una flessione di 500.000 barili (ultima lettura in ribasso di 1,5 milioni di barili). Infine le scorte di distillati, all'ottavo rialzo consecutivo, sono aumentate di 1,8 milioni di barili a 134 milioni di unita'. Le previsioni parlavano di un dato in rialzo di 1,4 milione di barili (ultima lettura in crescita di 2,3 milione di barili).

I dati, ha commentato a MarketWatch John Person, direttore generale di NationalFutures.com, "sono stati un grande shock per i mercati petroliferi".

Subito dopo la pubblicazione dei dati il petrolio ha incrementato dunque i guadagni, superando prima la soglia dei 79 dollari e poi arrivando fino agli 80 dollari.

Il cartello dei paesi produttori dell'oro nero aveva reso noto che, a partire dal prossimo primo novembre, aumentera' l'offerta di petrolio di 500.000 barili al giorno. Commentando l'annuncio, gli analisti si sono pero' interrogati sulla reale efficacia della manovra. A tal proposito Tobin Gorey, strategist del mercato delle commodities presso la Commonwealth Bank of Australia, a Sidney, si e' cosi' espresso. "Mezzo milione di barili al giorno non e' niente; ma la domanda che si pone il mercato e': sara' abbastanza?".

C'e' la sensazione - ha continuato Gorey - che nel quarto trimestre la domanda sara' abbastanza forte. Alla fine, tutto dipendera' da quanto sara' freddo l'inverno negli Stati Uniti.

Il punto, stando a quanto scrive il Wall Street Journal, e' che "con l'economia in rallentamento, ci si aspetta un calo della domanda di energia, e dunque una pressione sui prezzi (relativi)". Ma questo, continua la Bibbia della Finanza, "non sta avvenendo". Basta pensare anche alle scorte di benzina degli Stati Uniti, che recentemente hanno testato il minimo dal settembre del 2005.

Altro fattore che porta le quotazioni del greggio a puntare verso l'alto e', stando a quanto ha spiegato la Energy Security Analysis, gruppo di ricerca sull'energia, la domanda delle economie cinese e indiana, che continua a essere molto resistente.. "Continueremo ad avere un mercato rigido", ha commentato dunque Sarah Emerson, analista della societa' di ricerca.

Da segnalare tuttavia che, nonostante il forte balzo, il petrolio, tenendo conto dell'impatto dell'inflazione, rimane inferiore ai valori massimi testate agli inizi del 1980. Il petrolio a 38 dollari al barile del 1980 corrisponderebbe infatti a un valore compreso tra 96 e 101 dollari, che non e' stato in effetti ancora testato.

Wall street chiude piatta

Dopo le incertezze della giornata, con gli indici azionari che hanno oscillato attorno alla parita, la sessione a Wall Street si e' chiusa con andamenti poco mossi, con gli investitori che guardano alla riunione della Federal Reserve della prossima settimana e sono sempre piu' convinti che saranno tagliati i tassi di interesse. A invitare alla cautela e' stato anche il rialzo dei prezzi del petrolio, che ha toccato per la prima volta la soglia degli 80 dollari al barile, e il calo del dollaro, che ha toccato il minimo storico sull'euro.

Alla fine della giornata di contrattazioni, il Dow Jones ha perso 16,74 punti (-0,13%), a quota 13.291,65 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto 5,40 punti (-0,21%), a 2.592,07 punti. In rialzo lo S&P 500, che e' avanzato di 0,07 punti (+0,01%), a 1.471,56 punti.

Nonostante molti economisti attendano un ribasso dei tassi, permangono incognite su quelle che saranno le prossime mosse della Fed. Molti sperano che, in occasione della riunione del 18 settembre, decida di abbassare il costo del denaro di 50 punti base dal 5,25% attuale, ritenendo che una riduzione di 25 punti base non sarebbe probabilmente sufficiente. Ad alimentare preoccupazione e cautela e' il rialzo dei prezzi del petrolio.

Record dell'euro sul dollaro

L'attenzione degli investitori ieri e' stata rivolta anche al dollaro. L'euro ha testato infatti il record di sempre sulla divisa statunitense oltre quota 1,39, sulla scia delle speculazioni degli investitori, che guardano a piu' di una manovra di politica monetaria espansiva da parte della Fed.

L'euro chiude a livello record verso quota 1,39 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3891 dollari, dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 1,3895, stracciando a più riprese il precedente picco di 1,3852 toccato lo scorso 24 luglio.

Oggi l'euro apre sul filo di quota 1,39 dollari, dopo essere salito ieri al nuovo record storico a 1,3915 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3899 dolari contro 1,3885 dolari delle indicative della Bce. Euro/yen a 158,87 contro 158,14 delle rilevazioni ufficiali. Dollaro/yen poco mosso a 114,32. I mercati continuano ad aspettarsi un taglio dei tassi Usa alla riunione della Fed della prossima settimana.

Gas di scarico auto ''soffocano'' il cuore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/09/2007

I gas di scarico delle automobili sono un pericolo non solo per i polmoni ma per il cuore perché ne influenzano l'attività elettrica e ne diminuiscono l'ossigenazione mettendo a rischio soprattutto persone già reduci da problemi cardiaci. E' quanto dimostrato in uno studio dell'Università di Edimburgo pubblicato sul New England Journal of Medicine da Nicholas Mills e David Newby.

Questo studio - sottolinea Mills - fornisce una spiegazione al fatto che il numero di ricoveri per pazienti con problemi cardiaci si impenna nei periodi in cui i livelli di inquinamento atmosferico aumentano. Gli esperti hanno analizzato gli effetti dei gas di scarico delle vetture, concentrandosi sui motori diesel perché sono quelli che rilasciano maggiori quantità di particelle inquinanti (fino a 100 volte di più dei motori a benzina) e perché la loro diffusione è in aumento in Europa e nel mondo intero.

I medici hanno coinvolto nello studio 20 persone reduci da un attacco di cuore, ma prive di angina o aritmie. L'esperimento consisteva nell'esposizione dei 20 individui a aria filtrata o aria contenente gas di scarico di motori diesel. Durante l'esposizione i partecipanti dovevano pedalare su una cyclette per eseguire uno sforzo fisico, durante il quale la funzione elettrica del loro cuore era monitorata costantemente. Alla fine dell'esperimento i 20 sono stati sottoposti ad esami del sangue. Ebbene è emerso che lo stress cardiaco è triplicato in condizioni di inquinamento, e che nel loro sangue si riduce di oltre un terzo la quantità dell'attivatore del plasminogeno tissutale, una molecola che previene la formazione di trombi. In pratica questo significa, sostengono gli autori, che l'inquinamento da traffico riduce l'ossigenazione del cuore, soprattutto se sotto sforzo come durante l'esercizio fisico, mettendo a rischio infarto gli individui già interessati da patologie cardiovascolari.

La maggior parte delle persone - conclude Mills - pensa che l'inquinamento abbia unicamente effetti sui polmoni, questo studio dimostra invece che ha anche un forte impatto sulla funzione cardiaca.

Trasferito procuratore di inchiesta su don Gelmini

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/09/2007

Trasferito dal Csm il procuratore di Terni Carlo Maria Scipio che con il sostituto Barbara Mazzullo conduce l'inchiesta nei confronti del fondatore della Comunita' Incontro don Pierino Gelmini accusato di presunti abusi sessuali su alcuni ex ospiti della struttura.

Il plenum di Palazzo dei marescialli ha deciso che il suo posto sarà preso dall'ex pm di Perugia Fausto Cardella che contro la nomina di Scipio a procuratore di Terni, decretata dal Csm un anno e mezzo fa, aveva presentato ricorso. Prima dell'estate il Consiglio di Stato aveva annullato la delibera del Csm, sostenendo che non era adeguatamente motivata. Di qui la nuova pronunzia di oggi.

VIA PROCURATORE DON GELMINI, SPACCATURA IN PLENUM - La decisione di nominare Cardella alla guida della procura che sta indagando su Don Gelmini in sostituzione di Carlo Maria Scipio ha spaccato il plenum del Csm. I voti a favore dell'ex pm perugino, ora in Cassazione, sono stati 16: con lui si sono schierati il vice presidente del Csm , Nicola Mancino, i togati di Magistratura Indipendente, di Magistratura democratica e del Movimento per la Giustizia, oltre ai laici di centro-destra (ad eccezione di Michele Saponara, di Fi) e quelli di centro-sinistra (escluso Vincenzo Siniscalschi, dei Ds, relatore della proposta pro-Scipio). Per la riconferma del procuratore di Terni si è schierata Unità per la Costituzione, convinta- come ha spiegato per il gruppo Giuseppe Maria Berruti- che la sentenza del Consiglio di Stato non imponesse affatto la nomina di Cardella, ma semplicemente di motivare meglio la scelta di Scipio. Si sono astenuti il primo presidente Vincenzo Carbone e il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli.

Sulla decisione di oggi, afferma Siniscalchi, non ha pesato l'inchisetsa su don Gelmini:" non ha pesato ed escludo che vi possano essere ripercussioni su questa inchiesta delicatissima". Al Csm c'é chi sostiene, chiedendo di non essere citato, che pressioni a favore della sostituzione siano venute da esponenti della Margherita e dell'Udc.

Calderoli lancia il 'maiale-day' contro la moschea di Bologna

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/09/2007

Metto a disposizione il mio maiale per una passeggiata sul terreno destinato alla moschea di Bologna. E’ l’ennesima provocazione del vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, contro la costruzione di luoghi di culto islamici in Italia.

A fronte dell'inversione di rotta dell'amministrazione comunale bolognese - ha spiegato - che ha dato il via libera alla realizzazione di una nuova grande moschea, metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea. Calderoli ha detto che lo stesso fece “a suo tempo in quel di Lodi, dove la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale, fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile.

In futuro potremo organizzare "il maiale-day, ovvero concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luoghi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica".

La stampa USA: la Siria lavora a impianto nucleare. Con l'aiuto della Corea del Nord

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/09/2007

Chiusa almeno per il momento la pericolosa falla nordcoreana, se ne apre un'altra. Per alcuni versi ancor più minacciosa in Medio Oriente. Secondo il Washington Post, che cita fonti di intelligence americana, la Corea del Nord starebbe collaborando con la Siria per la costruzione di un impianto nucleare.

Le rivelazioni del quotidiano americano arrivano all'indomani di quelle del New York Times, secondo cui Israele avrebbe condotto di recente una serie di voli di ricognizione in territorio siriano, fotografando quelle che sembrerebbero essere installazioni nucleari.

Le prove, che arriverebbero principalmente da Israele, includono anche immagini satellitari che dimostrerebbero come questo impianto potrebbe essere utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari.

Le informazioni, in particolare le immagini ricevute negli ultimi 30 giorni, sarebbero in possesso di un numero ristretto di funzionari statunitensi che fanno capo direttamente al consigliere per la Sicurezza nazionale, Stephen Hadley, scrive il Washington Post, mentre la maggior parte della comunità di intelligence non ne sarebbe al corrente. E comunque tra gli esperti ci sarebbe scetticismo sull'ipotesi di una cooperazione tra Damasco e Pyongyang - che hanno una collaborazione nel campo della tecnologia missilistica - nel settore nucleare.

No comment della Casa Bianca, dell'ambasciata israeliana a Washington e dell'ambasciata siriana.

Bce: per Italia a rischio pareggio bilancio fino a 2011

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/09/2007

L'Italia potrebbe non raggiungere il pareggio di bilancio fino al 2011. Lo afferma Bce, precisando che quest'anno il disavanzo dovrebbe scendere sotto il 3%. "In Italia il governo ha presentato il Documento di Programmazione economico-finanziaria per gli anni 2008-2011. Il Dpef integra gli effetti di un provvedimento teso a erogare nel 2007 maggiori spese, per un ammontare pari a circa lo 0,4% del pil, a favore sia di destinatari di pensioni basse e sia di famiglie e giovani. Alcune di queste spese saranno di natura strutturale - spiega la Bce -. Queste spese aggiuntive dovrebbero essere finanziate solo in parte dalle entrate maggiori del previsto.

Nel complesso, il governo si pone ora come obiettivo un disavanzo pari al 2,5% del pil nel 2007, al 2,2% nel 2008 e all'1,5% nel 2009. Sulla base di tali presupposti, l'Italia non raggiungerebbe il proprio obiettivo di medio periodo di un bilancio in pareggio fino al 2011".

EVITARE ERRORI 1999-2000 - La Bce invita gli stati membri di Eurolandia ad evitare gli errori compiuti nel 1999-2000 e andare avanti con il risanamento dei conti pubblici, sfruttando il buon momento congiunturale. "Il risanamento strutturale delle finanze pubbliche continua a progredire con lentezza - avverte la Bce - ed esiste il rischio che alcuni paesi perseguano politiche procicliche di tipo espansivo". Secondo l'Eurotower occorre "utilizzare interamente le entrate maggiori delle attese per accelerare la riduzione del disavanzo e del debito".

In particolare, per quanto riguarda l'Italia, la Bce osserva come il deficit 2007 dovrebbe scendere sotto il 3% ma come il raggiungimento del pareggio di bilancio é a rischio fino al 2011. "In Italia il governo ha presentato il Documento di Programmazione economico-finanziaria per gli anni 2008-2011. Il Dpef integra gli effetti di un provvedimento teso a erogare nel 2007 maggiori spese, per un ammontare pari a circa lo 0,4% del pil, a favore sia di destinatari di pensioni basse e sia di famiglie e giovani. Alcune di queste spese saranno di natura strutturale - spiega la Bce -. Queste spese aggiuntive dovrebbero essere finanziate solo in parte dalle entrate maggiori del previsto. Nel complesso, il governo si pone ora come obiettivo un disavanzo pari al 2,5% del pil nel 2007, al 2,2% nel 2008 e all'1,5% nel 2009. Sulla base di tali presupposti, l'Italia non raggiungerebbe il proprio obiettivo di medio periodo di un bilancio in pareggio fino al 2011". La Bce ricorda che durante la riunione informale dell'Eurogruppo del 20 aprile 2007 a Berlino, i ministri dele finanze dell'area euro hanno raggiunto un accordo sulle linee guida per le politiche di bilancio: "riveste ora cruciale importanza che questo accordo venga attuato pienamente e che tutti i paesi conseguano, quanto prima, e comunque non oltre il 2010, i propri obiettivi di medio termine, conseguendo posizioni di bilancio solide".

Più in generale, la Bce evidenzia come i programmi di bilancio del 2008 degli stati membri "dovrebbero tenere conto della necessità, presente ancora in diversi paesi, di compiere ulteriori progressi nel risanamento dei conti pubblici, includendo misure concrete di riduzione dei disavanzi, preferibilmente dal lato della spesa". In particolare "la politica di bilancio per il 2008 e per gli anni successivi dovrebbe pertanto continuare a considerare il risanamento come parte integrante di una più ampia strategia di medio termine che migliori la sostenibilità e la qualità delle finanze pubbliche. Il contenimento della spesa e la riforma dei sistemi di previdenza sociale dovrebbero non soltanto favorire il conseguimento degli obiettivi fissati per il disavanzo e per il debito, ma anche permettere - precisa la Bce - una diminuzione della pressione fiscale al fine di migliorare gli incentivi all'occupazione". Il riferimento ad evitare gli errori del passato è agli anni 1999-2000 quando "era atteso il perdurare delle favorevoli prospettive economiche e di bilancio; ciò ha spinto i governi - ricorda la Bce - a ridurre l'imposizione tributaria e ad aumentare la spesa in modo permanente, senza predisporre interventi compensativi di natura strutturale dal lato della spesa". "Alla luce dell'attuale positivo quadro economico, è fondamentale che gli errori del passato non vengano ripetuti e che tutti i governi dei paesi dell'area euro mettano in pratica gli insegnamenti tratti dall'episodio del 1999-2000. In primo luogo, essi dovrebbero sfruttare le attuali opportunità per correggere rapidamente gli squilibri dei conti pubblici, così da conseguire solide posizioni di bilancio nel medio periodo. In secondo luogo, i governi dovrebbero evitare interventi fiscali discrezionali di carattere espansivo, sia sotto forma di maggiori spese e/o di minore tassazione di misura permanente".

RIDOTTA CRESCITA 2007 EUROLANDIA,MA RISCHI NUOVO RIBASSO - La crescita di Eurolandia per il 2007 é stata rivista al ribasso, dal 2,6% previsto in giugno al 2,5%, mentre resta invariata al 2,3% la stima 2008. Queste previsioni sono "soggette a rischi verso il basso, principalmente connessi a un impatto potenziale più ampio della rivalutazione del rischio in atto sui mercati finanziari, agli squilibri mondiali e alle spinte protezionistiche, nonché a ulteriori rincari del petrolio e delle materie prime". Lo afferma la Bce, ribadendo le previsioni macroeconomiche diffuse la scorsa settimana nella conferenza stampa seguita alla riunione del consiglio direttivo che ha lasciato i tassi invariati al 4%.

L'Espresso: Mastella e Rutelli al Gp di Monza con un volo di Stato

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/09/2007

I magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia. Cosi' il settimanale "L'Espresso" in un servizio sul prossimo numero in edicola domani 'accusa' il ministro della Giustizia Clemente Mastella, ma anche il vice premier Francesco Rutelli di essersi recati "una bella gita domenicale" al Gran Premio di Monza (Mastella da Salerno a Milano) con l'aereo di Stato. "Non un jet qualunque - scrive l'Espresso -, ma l'Air Force One italiano: uno dei lussuosi Airbus presidenziali, praticamente una suite con 40 poltrone e ogni genere di comfort.

Le immagini del viaggio

Un velivolo di alta rappresentanza, roba da far invidia a sceicchi e magnati: la Rolls Royce con le ali costa oltre 55 milioni di euro. Poi dalla zona militare di Linate, in teoria una fortezza inaccessibile, il ministro e' passato all'area Vip dello scalo milanese, quella dove sono di casa i Falcon di Berlusconi e di Tronchetti Provera, quella riservata a chi i privilegi li paga di tasca sua. Li' Mastella si e' accomodato su un meraviglioso elicottero privato, un potente Agusta 109 con salottino interno, diretto verso l'autodromo. Nessuno sa chi ha saldato il conto per questa navetta, prenotata per uso esclusivo del leader Udeur".

Sul jet dell'Aeronautica militare, c'erano, secondo il settimanale anche il giovane figlio "Elio, un portaborse e due uomini di scorta". "Lo stesso gruppo - si legge nell'articolo - ripreso dalle foto de 'L'espresso' mentre cammina allegramente dall'aereo governativo verso l'Agusta a noleggio". Elio Mastella, sottolinea sempre il settimanale e' "al centro, insieme con il fratello Pellegrino, dell'inchiesta 'Casa nostra' de 'L'espresso' per l'acquisto a prezzi modici di due appartamenti sul lungotevere Flaminio e della dimora in via Arenula dove ha sede la rivista dell'Udeur".

Il vizietto del volo blu - mette in risalto il settimanale - non e' prerogativa del Guardasigilli. L'Airbus presidenziale ha trasportato anche la comitiva di Francesco Rutelli, ospite d'onore al Gran Premio. A quanto risulta a L'espresso", i due uomini di governo avevano chiesto due differenti voli di Stato, da Salerno a Milano con ritorno a Roma negli stessi orari. Al che l'Aeronautica avrebbe deciso di unificare i viaggiatori su un unico jet, per non creare uno spreco nello spreco".

Le foto de 'L'espresso' "documentano che al seguito di Rutelli c'erano almeno tre uomini tra portavoce e portaborse, piu' un paio di agenti di scorta. Ma le immagini mostrano un via vai impressionante di insoliti passeggeri". Il costo del viaggio? secondo l'Espresso circa 20 mila euro tra spese di benzina (7mila litri) e stipendi domenicali del personale.

Gip Forleo: complicita' istituzionali nella scalata di Bpi ad altri istituti bancari

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/09/2007

Banca Popolare Italiana stava conducendo la scalata ad "altri istituti bancari in totale spregio delle regole poste a presidio del mercato - e, con esso, dei medi e soprattutto piccoli risparmiatori e investitori - con la complicita' di esponenti del mondo istituzionale, alcuni dei quali pervicacemente riluttanti ad ammettere le proprie 'debolezze' e ad accettare dignitosamente che in uno stato di diritto debba valere il principio" dell'articolo 3 della Costituzione".

Lo ha scritto il gip Clementina Forleo nelle motivazioni del patteggiamento di Bpi e di Bpl Swisse avvenuto lo scorso 28 giugno.

Venerdì 14 Settembre 2007

Accordo petrolifero Iran Cina

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/09/2007

Il ministro dell'Interno iraniano, Mostafa Pour Mohammadi, ha dato oggi a Pechino l'annuncio della conclusione di un accordo con la Cina, relativo a progetti nelsettore petrolifero e del gas.

Secondo il ministro, l'accordo odierno si inquadra in un contesto di grande fermento dei rapporti commerciali, con un interscambio che quest'anno toccherà quota 14.4 miliardi di euro.

In un incontro con i giornalisti, Mohammadi ha detto che, tra i due paesi, sono in ballo "diversi grossi progetti", ed ha precisato che i settori interessati sono quelli petrolifero, degli investimenti e del trasporto di carburanti.

I rapporti economici sino-iraniani già interessano settori come quelli della costruzione di centrali elettriche, minerario, della costruzione di linee metropolitane e della realizzazione di fabbriche di automobili.

L'atomica iraniana entro il 2009

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/09/2007

L'Iran avrà la sua bomba atomica entro il 2009. Lo sostiene l'Iran Press News (Ips) che cita uno studio realizzato dall'Istituto internazionale per gli studi strategici di Londra.

La Repubblica Islamica, secondo quanto è scritto in questa relazione, ha completato i lavori di sistemazione di 3.000 centrifughe collegate a cascata negli impianti di Natanz e sarebbe nelle condizioni di arricchire l'uranio per la costruzione della sua prima bomba atomica entro la fine del 2009, o al massimo un anno dopo.

Nel rapporto dell'Istituto internazionale per gli studi strategici di Londra si fa cenno anche alla forte preoccupazione dei paesi arabi della regione, che si sentono fortemente minacciati dalla bomba iraniana. Gli esperti britannici

definiscono "una vera sfida i tentativi diplomatici per fermare l'atomica

iraniana", sostenendo che la diplomazia europea ha solo 12 mesi di tempo per

fermare la costruzione della bomba.

Mastella: il presidente della Rai vada all'opposizione

Rai.it, http://www.rai.it/news, 14/09/2007

"Il presidente della Rai vada all'opposizione". E' quanto propone Clemente Mastella, parlando alla festa dell'Udc a Chianciano Terme. "Altrimenti - aggiunge - il centrodestra avra' l'alibi per non dialogare e fare le riforme".

Mi ha fatto molto piacere ascoltare Berlusconi che ha detto che rifarebbe l'indulto. A quelli che attaccano me, d'ora in poi rispondero' con le parole di Berlusconi. Il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, ospite della festa dell'Udc a Chianciano, si sfoga con i cronisti e attacca ancora una volta Beppe Grillo.

"Mi dispiace - ha aggiunto Mastella - che su una certa stampa di sinistra, che negli anni passati chiedeva che finanche i terroristi uscissero dalle patrie galere, per incitare ad un atteggiamento di indulgenza plenaria, non ho visto riportata nessuna parola per quanto riguarda le affermazioni di ieri di Berlusconi leader dell'opposizione".

Il ministro della Giustizia ricorda che ci troviamo in presenza di "Berlusconi che rappresenta 10 milioni di elettori" e di "un savonaroliano laico che utilizza strumentalmente questa occasione per riportarsi alla ribalta (da quando faceva ridere oggi non fa piu' sorridere)". Rispetto "ai 300 mila che hanno sottoscritto le firme, per quanto mi riguarda valgono i 10 milioni di voti rappresentati dall'onorevole Berlusconi", ha concluso.

Vaticano: acqua e cibo anche alle persone in stato vegetativo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/09/2007

Anche se in "stato vegetativo permanente", il paziente "è una persona, con la sua dignità umana fondamentale". Lo afferma la Congregazione della Dottrina della Fede in risposta ad un quesito della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, sottolineando che dunque anche al paziente che si trovi in questa situazione "sono dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali".

Tale somministrazione, spiega il dicastero vaticano, "è quindi obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità propria, che consiste nel procurare l'idratazione e il nutrimento del paziente". Secondo l'ex Sant'Uffizio, "in tal modo si evitano le sofferenze e la morte dovute all'inanizione e alla disidratazione".

Tale risposta del dicastero vaticano e' stata approvata da Benedetto XVI, nel corso di un'udienza concessa al prefetto, card. William Joseph Levada. E il Papa, precisa il testo, "ne ha ordinato la pubblicazione".

Khamenei: processare Bush per le atrocita' in Iraq

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/09/2007

George W. Bush un giorno sara' processato per le "atrocità commesse in Iraq". A dirlo, senza mezzi termini, è stato l'ayatollah supremo dell'Iran, Ali Khamenei, in un discorso pronunciato alla televisione.

Io credo profondamente che un giorno l'attuale presidente americano e i responsabili americani saranno giudicati da un tribunale internazionale indipendente per le atrocità commesse in Iraq.

Oggi gli americani sono condannati dall'opinione pubblica delle nazioni islamiche.

Morti 2 dei 7 soldati che hanno criticato Bush per la guerra in Iraq

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/09/2007

Due dei sette militari americani in servizio attivo in Iraq che il 19 agosto firmarono sul New York Times un articolo critico della guerra sono morti a Baghdad in un incidente stradale.

I sergenti Yance Gray di 26 anni e Omar Mora di 28 sono rimasti uccisi quando il camion da cinque tonnellate su cui viaggiavano si è rovesciato.

Assieme a altri cinque commilitoni i due soldati avevano criticato l'occupazione e le operazioni delle forze Usa in Iraq denunciando il "miserabile fallimento" della strategia della contro-insurrezione.

Quattro anni di occupazione e siamo venuti meno a ogni promessa, mentre abbiamo sostituito alla tirannia del partito Baath la tirannia degli integralisti islamici, delle milizie e della violenza criminale, avevano scritto i militari, che facevano parte della 82esima divisione aerotrasportata e che presto avrebbero fatto ritorno in patria.

Dei sette militari, un terzo, il sergente Jeremy Murphy, è stato ferito alla testa nei giorni in cui l'editoriale veniva pubblicato sul New York Times: rimpatriato in un ospedale militare negli Usa, è ancora in condizioni gravi.

Bush avvia il ritiro dall'Iraq: 30mila soldati a casa per luglio

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/09/2007

Chi dice che la guerra in Iraq sta andando male sbaglia, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, nel messaggio alla nazione di questa notte ha detto agli americani che il vento, anche se tardi, e' finalmente girato e l'operazione si sta rivelando un successo. Il termine usato piu' spesso da Bush, nel suo messaggio televisivo dallo Studio Ovale della Casa Bianca, e' stato "successo". Una parola inserita non solo nel titolo della nuova strategia - "Ritorno nel successo" - ma anche usata per giustificare la decisione del presidente di ordinare il rimpatrio di 30 mila soldati americani (4.000 Marines e cinque brigate di fanteria) entro il luglio 2008, seguendo alle lettera i suggerimenti del generale David Petraeus.

I primi soldati americani potranno tornare a casa entro Natale, un 'contentino' da 5.700 uomini per il Congresso che in rivolta chiede da mesi la fine della guerra in tempi brevi. 2200 marine e una brigata da combattimento, primo atto di un ritiro piu' sostanzioso che dovrebbe essere completato entro luglio 2008. Il che significa che si andra' alle presidenziali con una presenza militare massiccia nel Paese.

Di abbandonare l'Iraq non si parla: "Un alleato degli Stati Uniti sta combattendo per la sopravvivenza" e gli americani sono chiamati a non voltare le spalle. "Nel cammino verso la riconciliazione politica, gli iracheni devono sentirsi sicuri nelle loro case e nelle strade". Bush ha parlato per 18 minuti, usando 10 volte la parola successo, e altre tre il verbo "succeed", ottenere il successo. Il nemico, nel messaggio agli americani dallo Studio Ovale, nell'ora di massimo ascolto televisivo, e' chiaro: al Qaida, citata ben 13 volte.

Il successo nella missione ci consente di cominciare a ritirare i nostri soldati. E pur in pochi mesi la strategia che ha mobilitato oltre 20.000 soldati in piu' per combattere le squadre della morte a Baghdad e nell'Anbar funziona. Se le cose continueranno di questo passo, entro il mese di luglio la presenza militare americana in Iraq "passera' da 20 brigate da combattimento a 15". E' in sostanza il piano delineato dal generale David Petraeus, il comandante delle forze americane in Iraq, che porterebbe il numero dei soldati al livello del gennaio 2007, dagli attuali 168.000 a 130.000 o 135.000 entro l'estate. E' la prima volta in quattro anni che il presidente parla di un piano per ridurre il numero dei soldati al fronte.

Da dicembre cominceremo la nuova fase. Dopo la sconfitta dei terroristi, la societa' civile mettera' le radici, gli iracheni prenderanno il controllo della loro sicurezza e il nostro ruolo si evolvera'. La presenza militare sara' minore, ma comunque necessaria nel lungo periodo. Bush ha detto di vedere una presenza americana massiccia ben oltre la fine della sua presidenza, nel gennaio 2009, e ha parlato di un accordo con Baghdad per la permanenza di basi americane nel Paese, come accade in Corea del Sud, a 50 anni dalla fine della guerra nella penisola.

I critici volevano il ritiro perche' la guerra era senza via d'uscita, Bush ha offerto un ritiro che si basa sulla vittoria in atto. Come si misura il successo? "Un anno fa gran parte di Baghdad era sotto assedio", ha notato il presidente degli Stati Uniti, "le scuole erano chiuse, i mercati deserti e la violenza di matrice confessionale era in una spirale fuori controllo". Ma "oggi gran parte dei quartieri di Baghdad sono pattugliati dalle forze americane e irachene che vivono tra le persone che proteggono. I cittadini tornano a farsi avanti con informazioni di intelligence cruciali, le violenze di matrice interconfessionale diminuiscono e la vita di tutti i giorni ritorna".

Bush non esita a snocciolare qualche cifra per convincere gli americani che l'impopolare guerra in Iraq sta andando per il meglio, in barba a quel che dicono i democratici del Congresso e coloro che chiedono di battere in ritirata. "Le nostre truppe si stanno comportando in maniera fantastica - ha detto - al fianco delle forze irachene, hanno catturato o ucciso una media di piu' di 1.500 combattenti nemici ogni mese da gennaio".

Il presidente ha anche chiesto ai democratici del Congresso di salire sul carro dei vincitori, il suo. Chiedono il ritiro dall'Iraq, ma solo il successo nell'operazione e' a suo avviso lo strumento per ottenerlo, "e piu' successo avremo, piu' soldati potremo far tornare a casa". E finche questo non avverra' anche i critici della guerra dovranno accontentare le richieste dei generali nel mantenere alta la presenza sul campo. "Questa sera - ha detto Bush - voglio rivolgermi ai membri del Congresso. Dobbiamo trovare un terreno comune con una politica forte per il Medio Oriente. Vi chiedo di unirvi a me nell'accogliere le richieste del generale David Petraeus sulla presenza militare sul campo".

Difficile che questo accada. A caldo i democratici hanno risposto con una secca bocciatura al piano annunciato da Bush. Nella replica al discorso, affidata al senatore democratico del Rhode Island Jack Reed, la maggioranza del Congresso promette di "cambiare radicalmente il volto alla missione in Iraq".

Il mini ritiro di Bush mette solo le basi per "una presenza senza fine delle forze americane in Iraq" e a questa i democratici si opporranno. "Ancora una volta il presidente non ci ha dato un piano per porre fine alla guerra, ne' un buon motivo per continuare a farla".

Bush ha tuttavia ammesso che la missione resta difficile. Una ammissione che trova conferma nell'assassinio di un leader tribale dell'Anbar, lo sceicco sunnita Abdul Sattar Buzaigh al Rishawi. Bush lo aveva incontrato la settimana scorsa insieme ai leader sanniti che hanno deciso di ribellarsi contro i combattenti di al Qaida alleandosi alle forze americane.

Il governo cinese ai magistrati: usare meno la pena di morte

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/09/2007

Il governo cinese vuole che si limiti il ricorso alla pena capitale. La Corte suprema di Pechino ha infatti esortato i magistrati a fare un uso meno frequente della pena di morte: l'invito è ad assicurare clemenza ai responsabili di omicidi che prestano collaborazione e ai funzionari corrotti che aiutano a recuperare i fondi sottratti.

La pena capitale dovrebbe essere utilizzata solo per un numero estremamente ridotto di criminali, si legge in un comunicato diffuso sul sito-web della Corte Suprema, che spiega la decisione.