DEI RICCHI

2007 - Agosto - Settimana 2

« Precedente

» Notizie » 2007 » Agosto | Commenti: Scrivi

Successiva »

Indice dei giorni


08/08/2007 * 09/08/2007 * 10/08/2007 * 11/08/2007 * 12/08/2007 * 13/08/2007 * 14/08/2007 *

Mercoledì 8 Agosto 2007

Benzina, corsa ai ribassi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2007

ROMA - Sforbiciata ai listini della benzina mentre prosegue la polemica sul caro-carburanti e si è ormai praticamente alla vigilia del tavolo con i petrolieri convocato per venerdì al ministero dello Sviluppo economico. Erg, Esso e Tamoil hanno tagliato i prezzi, con un ritocco che, nel caso della compagnia genovese, arriva a 3 centesimi di euro al litro per la benzina. Gli altri due gruppi hanno deciso una riduzione di un centesimo al litro. E adesso tocca ai distributori Api-Ip, che hanno annunciato un calo di 2 centesimi.

A fare da apripista era stata l'Eni, che ha tagliato di 4 centesimi in due tranche. Adeguamenti dovuti principalmente dall'andamento del mercato internazionale, fanno sapere dal Cane a sei zampe. In sostanza, per la benzina i prezzi consigliati dalle compagnie ai gestori oscillano ora tra 1,313 e 1,355 euro e rispetto a una settimana fa, tutti i marchi hanno messo mano ai listini, con riduzioni tra 1 e 4 centesimi, con il risultato che per un pieno di un'auto di medio-alta cilindrata servono all'incirca 2 euro in meno. Il calo dei prezzi è stato accolto dal ministero dello Sviluppo economico, come un "segnale positivo" che "attenua" il differenziale con la media europea, ma non lo elimina, sottolinea il consigliere del ministro Bersani per le questioni petrolifere, Umberto Carpi.

La riunione verterà proprio su questo: "Analizzeremo quali sono i motivi di questo divario, quali le reciproche responsabilità e le possibili soluzioni per eliminarlo. Il nostro faro è la media europea", dai cui l'Italia, nel corso dell'anno si è discostata "di 4-5 centesimi", con punte più alte negli ultimi giorni. L'analisi sarà condotta a partire dai prezzi industriali, precisa inoltre Carpi, ed è per questo che l'invito è rivolto alle compagnie e all'Unione petrolifera. I gestori dei distributori, però, si sentono esclusi. Fegica-Cisl, una delle sigle che li rappresenta, ha inviato un telegramma sia al ministro Bersani che allo stesso Carpi chiedendo di essere convocata insieme alle altre organizzazioni di settore. E il presidente di Figisc-Confcommercio, Luca Squeri, manda a dire al ministro che "sta tirando la volata alla grande distribuzione" e che l'intero caso-benzina, scoppiato in questi giorni, è stato "enfatizzato e strumentalizzato".

Sullo sfondo di queste richieste e di queste critiche c'é il pacchetto liberalizzazioni messo a punto da Bersani. Il disegno di legge, di cui il Senato riprenderà l'esame dopo la pausa estiva, contiene anche le norme per rimodellare la rete dei distributori italiani. Norme (eliminazione delle distanze minime tra impianti, apertura ai prodotto non-oil) che, nei mesi scorsi, hanno causato le proteste dei gestori con le serrate degli impianti. C'é chi ipotizza un'eventuale accelerazione, magari attraverso un provvedimento ad hoc. Una strada che al momento sembrerebbe del tutto improbabile, anche alla luce della tempistica: il testo del ddl è già in seconda lettura al Senato e lo stesso decreto rischierebbe di avere tempi di approvazione più lunghi. A tenere banco, per ora, è il nodo dei prezzi e su questo si farà il punto venerdì. Intanto i consumatori continuano a macinare cifre. Adusbef e Federconsumatori lamentano "i costi dovuti a una filiera hanno calcolato che il divario sui prezzi industriali della benzina tra l'Italia e gli altri paesi Ue arriva a 9 centesimi. Mentre Altroconsumo segnala che si può risparmiare fino al 6% scegliendo, in autostrada, di far rifornimento ai self-service, anziché agli impianti con servizio.

Il Corano come Mein Kampf, l'estrema destra olandese riaccende la questione islamica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/08/2007

Tre anni fa l'assassinio del regista Theo Van Gogh nelle vie di Amsterdam. Oggi, le polemiche seguite all'attentato nel weekend contro Eshan Jami, fondatore di un gruppo che sostiene chi abbandona la religione islamica.

In Olanda riesplode la 'questione islamica' e il deputato olandese Geert Wilders, leader populista della formazione di estrema destra 'Partito della Libertà" coglie l'occasione al volo. Il Corano, dice, va trattato come "Mein Kampf", il libro-manifesto di Adolf Hitler. "Mandiamo un segnale agli attentatori di Jami agli altri radicali islamici che il Corano non può essere usato in Olanda come un'ispirazione o un pretesto per la violenza".

Wilders ha chiesto di bandire il testo sacro dell'Islam dai Paesi Bassi perché è "fascista", esorta a uccidere i non credenti e a stuprare le donne.

In una lettera al quotidiano De Volkskrant, Wilders ha paragonato il Corano all'autobiografia di Hitler, affermando che entrambi "non hanno spazio nel nostro Stato costituzionale". "Lo dico da anni: non esiste l'Islam moderato", ha scritto il parlamentare conservatore. "Ci sono molti capitoli del Corano" - ha aggiunto - che incitano i musulmani a opprimere, perseguitare e uccidere cristiani, ebrei, dissidenti e non-credenti, a picchiare e stuprare le donne e a creare uno Stato Islamico con la forza".

Inevitabile la conclusione: "Ne ho abbastanza dell'Islam in Olanda: basta immigrati islamici. Ne ho abbastanza del culto di Allah e Maometto: basta moschee".

Il partito della libertà conta nove deputati sui 150 seggi del parlamento dell'Aja.

Jami, che non è stato ferito gravemente nell'agguato, vive ora sotto costante protezione della polizia, così come Wilders, più volte minacciato di morte.

Iraq: 3 giorni coprifuoco a Baghdad

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2007

Soprattutto nel quartiere che ospita tomba dell'imam Kadhim

(ANSA)-BAGHDAD, 8 AGO- Un coprifuoco di 3 giorni a Baghdad e' stato anticipato per proteggere i fedeli che partecipano all'annuale pellegrinaggio sciita. Lo ha annunciato la polizia. Le restrizioni per la circolazione sono state anticipate alle 5:00 locali (le 3:00 in Italia). Il provvedimento riguarda in particolare il quartiere di Kadhimiya (nord), che ospita la tomba dell'imam Musa Kadhim, dove migliaia di persone sono attese nelle prossime ore per commemorarne l'anniversario della morte.

Usa: 11/9, citate Cia e Fbi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2007

Deposizioni indispensabili per loro difesa

(ANSA)- NEW YORK, 8 AGO - Le compagnie aeree citate per danni dalle vittime dell'11 settembre vogliono citare a loro volta la Cia e l'Fbi. Le deposizioni dei testimoni agenti della Cia e dell'Fbi, dicono infatti le compagnie, sono indispensabili per la loro difesa. La motivazione e' che le aerolinee ritengono che siano necessarie le testimonianze degli agenti per provare di aver agito in maniera ''ragionevole'' in quell'occasione.

Prodi: positivo il dibattito sulle riserve auree

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2007

di Aldo Puthod

ROMA - Utilizzare l'oro di Bankitalia per ridurre il debito pubblico: l'ipotesi (contenuta nella risoluzione dell'Unione approvata insieme al Dpef) diventa motivo di scontro al calor bianco tra maggioranza e opposizione, dopo una dichiarazione possibilista di Romano Prodi. Il premier ne parla ai giornalisti dalle sue vacanze di Castiglione della Pescaia: "Il fatto che sia iniziato un dibattito serio sul tema dell'utilizzo delle riserve auree è certamente positivo". "E' bene - aggiunge Prodi - che il dibattito vada avanti. In molti paesi ci sono state scelte diverse. Alcuni hanno venduto una parte dell'oro, altri non l'hanno fatto. Ma è comunque un dibattito positivo".

Arriva a stretto giro di posta l'attacco di Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi: "Prima il tesoretto, ora l'assalto ai Bot, ai Cct e alle riserve d'oro. Prodi vuol fare il primo ministro oppure Capitan Uncino?". Bonaiuti rincara: "Dopo aver chiamato 'tesoretto' il maltolto, ovvero quanto è stato sottratto agli italiani con una gragnuola di tasse, il governo ora vuole 'armonizzare le rendite finanziarie', ovvero aumentare le aliquote su Bot e Cct e, se non dovesse bastare, utilizzare anche le riserve auree. E meno male che la sinistra chiamò il suo programma 'Per il bene dell'Italià".

Tutto il centrodestra attacca Prodi. Gianfranco Rotondi, della Dca, la derubrica a "trovata estiva". "A questa Banda Bassotti diciamo giù le mani da Bankitalia", tuona Adolfo Urso (An). Il leghista Roberto Calderoli fa un parallelo col fascismo: "C'é da aspettarsi l'obbligo per la consegna delle fedi e degli altri oggetti d'oro delle famiglie e l'obbligo di estrazione dei denti d'oro dagli estinti in onore del regime prodiano".

E il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa definisce "demenziale" che il governo voglia intaccare le riserve auree di Bankitalia, e invita ad affrontare il nodo del risanamento dei conti pubblici e del debito "senza scorciatoie". L'Unione passa al contrattacco. "Chi si scandalizza - dice il Pdci Orazio Licandro - è soltanto un fariseo, visto che fu l'allora ministro Tremonti a pensare alla vendita di riserve nel 2004 scontrandosi con il no di Bankitalia".

Con Licandro emerge tra l'altro un aspetto centrale della questione: l'Istituto, infatti, come ricordava nei giorni scorsi Lorenzo Bini Snaghi (del board Bce) non può essere obbligata a vendere. Questione ben presente anche a Tommaso Padoa-Schioppa: domenica sulla "Stampa" sottolineava che "l'indipendenza finanziaria delle banche centrali è parte costitutiva del loro statuto di indipendenza". Ma aggiungeva anche che "l'uso delle eccedenze di riserve a calo del debito è già stato deciso in altri paesi: entro questi limiti e purché lo facciano in modo corretto governo e Parlamento hanno pieno titolo ad occuparsi di queste tematiche". In ogni caso, quelle della Cdl sono polemiche "strumentali e prive di fondamento" per il sottosegretario all'Economia Paolo Cento, che invita a una discussione "senza pregiudizi". Il Verde Angelo Bonelli, sottolinea che con quell'oro si potrebbero evitare tagli alla spesa per le politiche sociali e la tutela dell'ambiente, nonché diminuire le tasse. Strumentalizzare questioni serie, dice Nello Formisano (Idv) "non fa bene all'Italia".

Ci scherza su Enrico Letta ("Discorso troppo aureo per affrontarlo qui..."), mentre Renzo Lusetti commenta: "Ma quale assalto all'oro, la Cdl ha letto troppe favole". Una polemica estiva dal sapore un po' virtuale, e non solo perché sarà Draghi ad avere l'ultima parola. Bankitalia ha nei suoi forzieri quasi 2.452 tonnellate d'oro, per un valore di oltre 38 miliardi (a fronte di un debito pubblico che è intorno ai 1.609 miliardi). Ma non tutto può essere venduto. A causa di un accordo tra 15 banche centrali, valido fino a settembre 2009, non possono essere cedute più di 500 tonnellate complessive l'anno. Per la tranche che scade a settembre 2007 ne restano a disposizione, per le 15 banche, "solo" 206 tonnellate. "Non capisco la bufera", chiosa in serata Silvio Sircana, portavoce del presidente del Consiglio: "Prodi ha solo risposto alla domanda di un giornalista a proposito di un articolo sulla questione delle riserve auree. E si è limitato a dire che è positivo che se ne discuta".

Valentino Rossi ha evaso il fisco per 60 milioni di euro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/08/2007

Valentino Rossi ha evaso il fisco per 60 milioni di euro per gli anni 2000-2004

Il centauro, che in questi giorni si trova al centro della love story con Elisabetta Canalis, ha ricevuto un accertamento milionario dall'ufficio di Pesaro. E dato l'importo molto elevato scattera', con tutta probabilita', una denuncia alla magistratura per il reato di omessa dichiarazione.

L'evasione è legata alla sua decisione di trasferire la residenza in Gran Bretagna il 15 marzo del 2000. Un' operazione, quella di emigrare, che sarebbe stata attuata con il solo scopo di non pagare le tasse in Italia. La ricostruzione effettuata sulla base delle indagini condotte dall'ufficio di Pesaro dell'Agenzia, in collaborazione con la direzione regionale delle Marche e la Direzione centrale accertamento, avrebbe certificato che Rossi in questi anni, e piu' precisamente dal 6 aprile 2000, ha presentato le dichiarazioni tributarie in Inghilterra, ma per cifre irrisorie, attestando di essere residente ma

non domiciliato.

Una situazione che gli ha permessoo di usufruire del peculiare regime dei resodenti, ma non domiciliati,che consente al contribuente di dichiarare solo i redditi prodotti in Inghilterra

Addio delfino dello Yangtze

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2007

(di Carolina Stupino)

LONDRA - Lo hanno cercato per portarlo in salvo, ma lui non c'era già più: il delfino dello Yangtze è scomparso dalla faccia del Pianeta, spinto all'estinzione dalla sempre più frenetica corsa verso il progresso del popolo cinese. E con questo mansueto cetaceo che fin dall'alba dei tempi vigilava sul lunghissimo fiume tanto da guadagnarsi il soprannome di 'dea dello Yangtze', se ne va anche un pezzo del cuore della Cina, quella che con le sue leggende sapeva ancora sognare. Nel dicembre scorso, una spedizione di biologi marini provenienti da tutto il mondo ha trascorso più di sei settimane a setacciare le acque del grande fiume che viene tradizionalmente considerato il confine tra il nord ed il sud della Cina.

La loro missione era di trovare i pochi esemplari rimasti del delfino d'acqua dolce e portarli in una riserva naturale dove il governo cinese avrebbe dato inizio ad un programma di allevamento in cattività per salvarli dall'estinzione. Ma in un rapporto pubblicato su Biology Letters, la rivista della Royal Society britannica, i ricercatori affermano di non aver trovato alcun delfino ed hanno dichiarato il baiji - come in cinese vieve chiamata questa specie talmente antica (circa 20 milioni di anni) da rappresentare una famiglia di mammifero a sé - ufficialmente estinto.

Si tratta del primo cetaceo scomparso a causa delle attività umane e la sua estinzione sottolinea il pericolo in cui si trovano molti altri suoi simili, a partire dalla balena grigia del Pacifico. A condannare a morte il baiji sono state le miriadi di navi che hanno trasformato lo Yangtze in una sorta di autostrada intasata di container, chiatte per il trasporto di carbone e barche a motore, rendendo completamente inutile il sonar che il cetaceo usa per orientarsi nelle torbide acque del fiume.

E quando non erano le reti e gli ami dei pescatori ad intrappolarlo e a ferirlo, il delfino soffriva per l'inquinamento che avvelenava il suo habitat e per la nuova diga delle Tre Gole che, dal suo completamento nel 2003, ha provocato il declino dei piccoli pesci di cui si cibava. Il delfino dello Yangtze è il primo grande vertebrato a scomparire negli ultimi 50 anni e soltanto la quarta famiglia di mammifero ad essere cancellata dalla faccia della Terra dalla conquista dell'America.

La sua scomparsa rappresenta però una perdita devastante non soltanto in termini zoologici, ma anche dal punto di vista simbolico. Per i cinesi, il baiji era infatti il simbolo dello Yangtze, un corso d'acqua talmente importante (lungo i suoi 6.380 chilometri di percorso fornisce acqua e collega alcune delle zone più popolate del pianeta) da essere chiamato semplicemente 'chang jiang', fiume lungo. Secondo le leggende locali, il delfino era la reincarnazione di una principessa che si rifiutò di sposare un uomo che non amava e che fu annegata dal padre per aver gettato la famiglia nel disonore.

"La perdita di una specie così unica e carismatica è una tragedia scioccante. Questa estinzione rappresenta la scomparsa di un intero ramo dell'evoluzione e sottolinea come dobbiamo ancora realizzare a pieno il nostro ruolo di guardiani del pianeta", ha dichiarato Sam Turvey, il biologo della Zoological Society di Londra che ha condotto la spedizione.

Documento Usa: Marco Polo scopri' l'America 200 anni prima di Colombo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/08/2007

L'America sarebbe stata scoperta da Marco Polo duecento anni prima di Cristoforo Colombo. La rivelazione arriverebbe da una carta della Biblioteca del Congresso a Washington studiata dal 1943 dall'Fbi e la cui storia è raccontata nella rivista francese Vsd in edicola oggi.

Il documento, donato alla Biblioteca nel 1933 da Marcian Rossi, un italiano naturalizzato americano, "rappresenta una nave a fianco di una mappa che mostra una parte dell'India, della Cina, del Giappone, delle Indie orientali e dell'America del Nord" riferisce il rapporto del bibliotecario dell'epoca.

Chiamata "Map-with-ship" (mappa con nave), il documento porta "uno stemma disegnato sotto la nave, un incrocio di lettere che dà il nome Marco Polo. La zona che separa la Siberia dall'Alaska è il principale soggetto della mappa", annota l'autore dell'articolo di Vsd, l'autore e regista Thierry Secretan.

Secretan riferisce che un esame realizzato nel 1943 ai raggi ultravioletti realizzato dall'Fbi, ha "permesso di stabilire la presenza di tre inchiostrazioni sulla mappa, che e' quindi stata modernizzata nel tempo".

Il rapporto propone diverse ipotesi, tra cui la possibilità che Marco Polo, che tornò a Venezia nel 1295, abbia riportato in Europa le prime informazioni sull'esistenza dell'America del Nord.

Se la mappa è effettivamente di Marco Polo, "e' arrivato in America due secoli prima di Colombo e ha disegnato la zona che separa l'Asia dall'America quattro secoli prima che apparisse sulle mappe europee" sottolinea Secretan.

Marco Polo, che non ha mai parlato nella relazione dei suoi viaggi di una qualsiasi scoperta di terra nella zona dell'Alaska, ha detto ai suoi amici dal suo letto di morte: "Io non ho scritto che la metà di ciò che ho visto" ricorda Thierry Secretan.

Traduce e mette in rete 'Harry Potter', studente nei guai

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/08/2007

PARIGI - Non si può resistere al maghetto di Hogwarts e nel suo nome anche un gesto di pirateria a buon fine può andare bene, deve avere pensato un giovane studente di 16 anni. E così di fronte al fatto che la traduzione francese del settimo e ultimo volume della saga, conosciuto anche come 'HP7', non uscirà che a fine ottobre ha voluto aiutare quelli che l'inglese non lo masticano tanto bene ed ha messe sulla rete una traduzione completa di 'Harry Potter and the Deathly Hallows'.

E così pochi giorni dopo l'uscita del volume in inglese in Francia era possibile scaricare gratis una versione francese, assai curata e stilisticamente apprezzabile. La casa editrice Gallimard e, scrive Le Parisien che racconta la vicenda, sembra anche l'autrice JK Rowling non abbiano preso alla leggera il fatto: la polizia è stata così investita di un'indagine che, visti gli interessi in gioco, doveva essere portata a termine rapidamente. Un'indagine insomma con diritto di urgenza.

Arrivare al responsabile alla fine non è stato troppo complesso. Gli agenti sono arrivati allo studente liceale di Aix-en-Provence pensando forse di trovarsi di fronte ad un'agguerrita organizzazione di fraudolenti, e hanno invece trovato un ragazzino che ha ammesso tranquillamente che all'origine di tutto c'era lui. Il fermo comunque è scattato lo stesso e per 24 ore lo studente è stato agli arresti. Altre rapide verifiche e poi il rilascio, ma con la denuncia sempre lì.

Le indagini insomma non si fermano anche perché gli investigatori vogliono capire bene se il ragazzo ha fatto proprio tutto da solo. Una cosa è comunque stata chiarita, che dietro l'immissione in rete della traduzione non c'era alcun interesse economico, nessuna vendita. Non pensando probabilmente alle possibili conseguenze il ragazzo aveva messo in rete la traduzione che si era subito diffusa nei tanti siti specializzati in Harrypotterologia, tenuti sotto controllo dalle case editrici coinvolte nell'operazione 'HP7', tante e sparpagliate in tutto il mondo. Il testo non poteva quindi sfuggire alla lunga; prima erano usciti tre capitoli e poi la traduzione completa. Il tutto fatto in tempi record perché il testo integrale era in rete già pochi giorni dopo l'uscita ufficiale dell'edizione originale. Un'exploit di prima grandezza insomma sia per qualità che per tempestivita, ma che non sottrarrà il giovane liceale a un processo e forse anche a una condanna, dato che la legislazione sulla pirateria è assai severa e prevede anche forti sanzioni pecuniarie.

Giovedì 9 Agosto 2007

Benzina: verso decreto anti caro-pieno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/08/2007

ROMA - Il Governo studia un decreto contro il caro-pieno. Il viceministro alle Finanze, Vincenzo Visco, ha dato mandato ai suoi uffici di verificare la possibilità, in base alle norme attuali, di emanare un decreto ministeriale Economia-Industria, per sterilizzare l'Iva in caso di fiammate dei prezzi della benzina. L'indicazione arriva alla vigilia dell'atteso tavolo - voluto dal ministero di Bersani - con i petrolieri che domani vedrà compagnie e Unione Petrolifera a Via Molise per fare il punto sull'andamento dei prezzi. In particolare sui motivi per cui l'Italia è ai vertici del caro-carburante europeo e ha visto crescere, proprio nel periodo clou dell'esodo estivo, il divario con le medie europee.

All'incontro affidato al consigliere del ministro per le questioni petrolifere, Umberto Carpi, i petrolieri si presenteranno dopo una corsa ai ribassi che li ha visti nell'ultima settimana limare e ri-limare i listini, fino a ridurli fino ad oltre 4 centesimi al litro. Facendo scendere il divario con le medie europee: le ultime rilevazioni della Commissione Europea mostrano infatti al 6 agosto scorso un 'abbassamento' del divario dell'Italia con la media di Eurolandia dai 5,2 centesimi del 30 agosto a 3,8 centesimi per quanto riguarda il prezzo industriale. Su quello cioé strettamente legato alla politica e alle strategie delle compagnie petrolifere.

La riunione di domani sarà "focalizzata" proprio sui prezzi industriali, su aspetti cioé "di diretta competenza" dell'industria petrolifera, ha ribadito oggi il Ministero, spiegando ai gestori di non poter accogliere la loro richiesta di partecipare all'incontro. Con loro e le altre parti interessate - è spiegato in un telegramma inviato dallo Sviluppo Economico alle organizzazioni di categoria dei benzinai - ci sarà un confronto più avanti. Domani il governo vuole vedere cioé solo i petrolieri per parlare di prezzi e, probabilmente, di margini.

Anche il nodo tasse sui carburanti è infatti una non-polemica, spiega Visco parlando di questione "sbagliata e fuorviante": "un eventuale decreto ministeriale sulle accise - dice - potrebbe riguardare solo il caso di picchi eccezionali di variazione" dei prezzi internazionali. "Le accise - afferma Visco, rispondendo ai petrolieri - si basano sulla quantità dei consumi e l'Iva incide solo per il 20% dell'aumento del prezzo. A riprova che la polemica è fuorviante e sbagliata - aggiunge - oltre alle statistiche europee, va ricordato anche che nei primi mesi dell'anno il fisco ha ottenuto un gettito inferiore dai prodotti petroliferi perché l'inverno caldo ha provocato una riduzione dei consumi e perché il calo dei prezzi internazionali ha inciso sul gettito dell'Iva".

E mentre proseguono le prese di posizione e le critiche dei consumatori che avanzano anche denuncie alle Procure su quella che definiscono una speculazione "sulla pelle degli italiani in vacanza", i ribassi degli ultimi giorni non sembrano soddisfare le associazioni a tutela degli utenti. "Non sono sufficienti: serve un taglio di almeno 10 centesimi", spiega l'Aduc sottolineando che ogni famiglia 'brucia' 1.200 euro l'anno , pari al 10% del proprio reddito. Adusbef e Federconsumatori si dicono invece soddisfatte dell'ipotesi di intervento sulle accise, ma chiedono anche che - anche attraverso lo stesso ipotizzato decreto - il governo renda trasparenti alla pompa i prezzi della benzina, non solo al dettaglio, ma anche all'ingrosso.

Dopo i ribassi dei giorni scorsi, oggi intanto hanno rimesso mano ai propri prezzi di vendita consigliati ai gestori altri 6 marchi: oltre all'Api-Ip (che già ieri avevano annunciato un ribasso di 2 centesimi) anche Esso, Shell, Tamoil e Total hanno tagliato di nuovo. Con una sforbiciata che nel caso della Total é arrivata a 2,6 centesimi al litro in meno.

Alle stelle cadenti si chiede l'estinzione del mutuo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/08/2007

ROMA - Manca pochissimo alla pioggia di stelle cadenti, che gli astronomi chiamano anche 'lacrime di San Lorenzo', e che quest'anno secondo gli esperti non capiterà domani, giorno dedicato al Santo, ma dal 12 al 14 agosto. E sembra che stavolta a piangere non sia solo il cielo, perché gli italiani avrebbero perso la voglia di esprimere un desiderio, insieme alla voglia di sognare e alla fiducia in un futuro migliore: lo dicono 40 psicologi, e lo testimoniano circa 500 italiani tra i 14 e i 45 anni, intervistati per una ricerca di marketing da una nota azienda di gelati.

E se una volta alle stelle si chiedeva l' amore che dura una vita, una villa da sogno o un conto in banca da capogiro, ora il massimo che si desidera è l'azzeramento del mutuo, un'auto un po' meno scassata del solito o un cucciolo. Infatti, per un italiano su due (55%) il desiderio più grande è una casa tutta per sé, pagata fino in fondo. Ma non una villa, o un appartamento in una capitale europea: il 40% si accontenta di qualche stanza nella città in cui si lavora. Per il 29%, invece, il massimo è avere qualche giorno di vacanza in più.

Ma niente di troppo lungo: "Come si fa a lasciare il lavoro per così tanto tempo - si chiedono in molti -, non me lo posso permettere". Al 13%, infine, basterebbe chiedere alle stelle qualche giorno di relax in una beauty farm. Per gli esperti coinvolti nell'indagine, commissionata dalla Motta, in questo appiattimento dei sogni c'é "un segnale chiaro di una grande sfiducia nel futuro, segno che i piccoli e grandi problemi di tutti i giorni sono ormai vissuti come insormontabili".

In pratica, si tratta di un meccanismo di auto difesa: se si rinuncia ad esprimere grandi desideri che non si realizzeranno mai, si eviteranno anche grandi delusioni. "Sicuramente la crisi e i problemi concreti che le famiglie affrontano ogni giorno sono una causa importante di questo inaridimento della fantasia - sottolinea Vera Slepoj, psicologa e scrittrice - ma non sono certo la sola. Oggi i nuovi modelli di riferimento sono le veline, gli sportivi di successo, i protagonisti dei reality, o degli scandali: tutti modelli che spingono verso il basso e il banale, due elementi che certo non aiutano a sognare". Le stelle d'agosto, insomma, sono state battute dalle stelle della tv.

NASO ALL'INSU', MEGLIO IL 12

Quest'anno anche la luna darà una mano, e si 'spegnera'' per l'occasione, ma il rischio per chi vorrà vedere le stelle cadenti quest'anno è di sbagliare giorno: secondo gli astronomi la notte di San Lorenzo si è 'spostata' al 12 agosto.

Il fenomeno delle stelle cadenti è legato al passaggio del nostro pianeta in una zona ricca di polveri piccolissime - spiega Angioletta Coradini, direttrice dell'INAF-Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Roma - queste polveri per effetto della radiazione solare migrano, e questo determina uno spostamento anche del periodo di 'picco' degli avvistamenti di stelle.

Secondo i calcoli dell'Unione Astrofili Italiani, il massimo di attività sarà nella mattina del 13, quindi invisibile da noi, ma anche la notte precedente dovrebbe essere propizia, complice la luna nuova, quindi completamente oscura.

L'unico pericolo per le decine di desideri che potranno essere espressi potrebbe venire dalle nuvole, anche se è troppo presto per sapere che tempo farà in quei giorni:"Sapere se ci saranno o no nubi è più difficile che prevedere la pioggia - conferma Luca Mercalli, presidente della Società Metereologica Italiana - per cui bisogna aspettare i giorni immediatamente precedenti". Anche quest'anno gli osservatori di tutta Italia saranno aperti per poter seguire il fenomeno: sul sito dell'Unione Astrofili Italiani (http://divulgazione.uai.it/perseidi/nottidellestelle2007.htm) c'è la mappa dettagliata per coloro che non si accontenteranno di una spiaggia o di un semplice spazio aperto.

Altre tre persone accusano Don Gelmini, in tutto sono dieci

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/08/2007

Ci sono altri tre testi che accusano don Pierino Gelmini. A quanto si e' appreso da indiscrezioni, le loro dichiarazioni sono state raccolte nei giorni scorsi e portano a dieci il numero dei testi d'accusa.

Il sostituto procuratore Barbara Mazzulo era anche stamani al lavoro nel suo ufficio della procura della Repubblica, a Terni, ma non e' stato possibile sapere se stia lavorando sulle carte di questa inchiesta, dal momento che per le ferie del procuratore Carlo Maria Scipio fa capo a lei il controllo di tutta l'attivita' della procura.

A quanto si era appreso dalle indiscrezioni raccolte nei giorni scorsi e dalle poche dichiarazioni delle fonti ufficiali, l' indagine era gia' considerata dagli inquirenti praticamente conclusa anche se l'orientamento del pm sarebbe stato di attendere la fine del periodo feriale, che blocca la decorrenza dei termini processuali, per depositare, dopo il 15 settembre, l'atto di chiusura delle indagini e la probabile richiesta di rinvio a giudizio. Circola pero' anche l'ipotesi che in tempi stretti il magistrato possa invece avanzare una richiesta di provvedimenti che limitino la liberta' d'azione del sacerdote,

soprattutto per il timore di inquinamento delle prove.

Prezzi: e' allarme materie prime, boom latte e farine

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/08/2007

ROMA - Anche il termometro degli artigiani segna rosso lungo l'indice sempre più caldo dei prezzi delle materie prime. L'andamento di voci importanti, come farine, grano, latte, frutta e cacao, rischia di incidere in maniera considerevole sul costo finale dei prodotti alimentari: è quanto denuncia una rilevazione realizzata da Confartigianato Alimentazione in tutte le regioni italiane su un campione delle sue 24 mila imprese associate.

Gli artigiani denunciano in particolare variazioni sensibili, verificatesi nel periodo giugno 2006-giugno 2007, dei prezzi all'ingrosso degli ingredienti necessari per la produzione di pasta fresca, pane, gelato e pasticceria.

Nel caso della pasta fresca, il prezzo della semola di grano duro nel periodo esaminato è passato da 0,43 euro al kg a 0,53, pari ad un rincaro del 23%. Nello stesso periodo la farina per pasta è aumentata da 0,59 a 0,69 euro al kg, con un rialzo del 17%. "Per quanto riguarda il pane, il prezzo della farina di grano tenero è salito da 0,34 euro al kg a 0,40 al Kg, facendo registrare un aumento del 18% - denuncia il presidente dei Panificatori di Confartigianato Enzo Mengoni - mentre le nostre imprese sono riuscite a contenere gli aumenti del prezzo del pane entro il 6%, in linea con l'andamento inflazionistico. Infatti - aggiunge - in media il prezzo del pane è passato da 2,44 a 2,60 euro al Kg. Inoltre, poiché il consumo pro capite giornaliero è di 80-100 grammi, l'incremento di prezzo è veramente irrisorio e incide mediamente tra 1,3 e 1,6 centesimi di euro al giorno a persona".

Significativi aumenti anche per le materie prime del gelato e dei prodotti di pasticceria. Ad esempio, sempre da giugno 2006 a giugno 2007, il prezzo di un barattolo di confettura di amarene del peso di 1,5 Kg è passato da 12 a 12,30 euro (+2,5%), mentre il prezzo del cacao è aumentato da 4,5 a 5 euro al kg (+ 12%). Come accennato, la corsa agli aumenti ha toccato anche il latte, con rincari oscillanti tra il 5 e il 10% (destinati a pesare non poco sugli acquisti delle imprese del settore, che fino allo scorso anno spendevano almeno 100 milioni di euro l'anno per le produzioni, soprattutto nelle pasticcerie e gelaterie, ma anche nei panifici e pastifici). Peggio poi per i suoi derivati, dove si passa da un minimo di incremento del 15-20% per il burro fino ad un massimo del 50% per il latte in polvere.

Inoltre, segnala ancora Confartigianato Alimentazione, negli ultimi 5 anni il prezzo della pasta di nocciola (molto usata nelle pasticcerie) è passato addirittura da 7,7 a 20 euro (+150%). Forti rincari anche per ingredienti come ad esempio le fragole, il cui prezzo è aumentato dagli 8 euro alla cassetta del giugno 2006 ai 14,80 di giugno 2007 (+85%). "A questi rialzi dei prezzi delle materie prime - spiega Giacomo Deon, presidente di Confartigianato Alimentazione - si aggiungono quelli che abbiamo registrato per elementi determinanti nella produzione come l'energia elettrica, il gas e l'acqua. Senza dimenticare l'aumento della pressione fiscale a livello nazionale e locale. Nonostante ciò - prosegue - gli artigiani dell'alimentazione, 81.467 imprese con 238.596 addetti, finora si sono impegnati ad assorbire gli aumenti e, a costo di comprimere i profitti, si sforzano di non scaricarli sui consumatori che sono i migliori testimoni della qualità dei prodotti artigiani. Tuttavia saremo costretti a ritoccare i nostri listini prezzi dal prossimo settembre. Se questa rincorsa agli aumenti non cesserà, molte aziende, soprattutto quelle di minori dimensioni, proprio perché cercano di mantenere un corretto rapporto qualità-prezzo e intendono contenere il costo dei prodotti in linea con l'inflazione, si troveranno in forte difficoltà a restare competitive sul mercato".

Ecco di seguito una tabella, realizzata da Confartigianato Alimentazione sulla base di una rilevazione realizzata su un campione nazionale delle sue 24 mila imprese associate, con la top ten degli aumenti medi delle materie prime registrati tra giugno 2006 e giugno 2007.

----------------------------------------------------------------

- PRODOTTI AUMENTI (giugno 2006-giugno 2007)

- Fragole (cassetta) +85%

- Latte in polvere +50%

- Uova +30%

- Semola di grano duro +23%

- Farina di grano tenero +18%

- Farina per pasta fresca +17%

- Burro +15-20%

- Cacao +12%

- Latte +5-10%

- Confettura amarene(1,5kg)+2,5%.(ANSA).

Caruso attacca leggi Treu-Biagi, e' bufera

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/08/2007

ROMA - Marco Biagi e Tiziano Treu con le loro leggi sono gli "assassini" di due giovani morti sul lavoro ieri a Mugnano e Bolzano. Poche righe di comunicato e sul deputato no global del Prc, Francesco Caruso, scoppia una vera bufera politica, che arriva fino all'intervento del Quirinale. Da ambienti della presidenza della Repubblica trapela infatti il biasimo del capo dello Stato per quello che viene considerato un "indegno vaneggiamento". E il presidente del Consiglio Romano Prodi chiama l'ex ministro del Lavoro per manifestargli la solidarietà ed esprimere la ferma condanna delle parole di Caruso.

Da destra e da sinistra non si contano le prese di posizione che stigmatizzano l'atteggiamento del deputato 'disobbediente',mentre nel Prc l'imbarazzo è fortissimo.

E' il presidente del gruppo di Rifondazione alla Camera Gennaro Migliore, che si incarica per primo di prendere le distanze. "Le sue parole sono sconcertanti - dice Migliore - e spero si renda conto del danno che producono anche a chi lotta contro la precarietà, credo che si debba ricredere al più presto". Il capogruppo del Prc sottolinea anche il "pessimo gusto" di Caruso nel citare Biagi "barbaramente ucciso dalle Br" e "in relazione a un dramma che dovremmo contribuire a risolvere". Sulla stessa linea il ministro Paolo Ferrero che definisce l'esternazione di Caruso "sbagliata e sconcertante".

Il deputato di Rifondazione, quasi sorpreso dalla reazione provocata, tenta di correggere: "E' un polverone, mi dispiace, ma io non volevo dire che sono assassini, piuttosto che con le loro leggi hanno fornito le armi agli assassini e cioé agli imprenditori senza scrupoli". Ma la precisazione non basta. Il segretario del Prc Franco Giordano, in vacanza all'estero, prende il telefono per intervenire e isolare il no global. "Le parole di Francesco Caruso - scandisce - sono culturalmente incompatibili con l'impostazione da sempre adottata dal partito della Rifondazione Comunista: sono parole in libertà di cui il solo responsabile è il deputato Caruso". Una presa di distanze che serve anche da replica agli attacchi che per tutto il pomeriggio arrivano al deputato, ma soprattutto al Prc, da destra come da sinistra.

Tutta la Cdl è compatta nel condannarlo. Si va dal capogruppo della Lega alla Camera Roberto Maroni, collaboratore del giuslavorista bolognese assassinato dalle Br nel 2001, che chiede che Caruso sia "cacciato dal Parlamento" a Luca Volonté (Udc) che definisce "allucinanti" le sue parole.

Dopo le parole di apprezzamento di Cascella alle denunce di Grillo della legge Biagi, denunce simili a quelle delle Br - afferma - non poteva mancare all'appello il compagno fumatore Caruso.

Il capogruppo dell'Udc fa riferimento alla polemica sulla risposta del consigliere per l'informazione del presidente della Repubblica inserita da Grillo sul suo blog. Una risposta della quale, in una lettera pubblicata oggi dal 'Corriere', Cascella si assume personalmente la responsabilità della risposta, prendendo però nettamente le distanze da campagne contro "scelte di governo e provvedimenti legislativi", tra cui la legge Biagi.

In ogni caso, tutti nel centrodestra chiedono che il Prc stigmatizzi duramente le parole di Caruso e in molti sostengono che non ci sia posto in Parlamento per il deputato no global, chiedendo un intervento anche del presidente della Camera e leader del Prc, fino alle elezioni politiche di aprile 2006, Fausto Bertinotti. Intervento ufficiale che tuttavia non è arrivato.

Ma anche tutto il centrosinistra critica duramente Caruso. Il diretto interessato dall'attacco del deputato disobbediente, il dielle Tiziano Treu, parla di un'uscita "delirante e irresponsabile". "Simili parole - attacca l'ex ministro del Lavoro - servono solo ad avvelenare il clima e sono tanto più gravi in quanto rivolte anche a Marco Biagi che non può replicare perché vittima di terroristi assassini". E quelle di Caruso sono parole di "intollerabile superficialità" anche per il ministro delle Riforme Vannino Chiti.

Unico a non prendere totalmente le distanze dal deputato del Prc sembrerebbe essere l'eurodeputato dei Comunisti Italiani Marco Rizzo. "E' giusto - è il suo ragionamento - condannare le politiche liberiste che sono all'origine delle morti bianche. E' sbagliato puntare l'indice contro le singole persone perché così si offre il fianco alla destra e ai 'perbenisti della politica' per una campagna che omette il disastro di tali 'politiche senza cuore' verso i lavoratori". Ma Rizzo è subito bacchettato dal compagno di partito Paolo Guerrini: "Le parole di Caruso non fanno il gioco della destra, ma delle Br", dice il componente della segreteria del Pdci.

Il vicepresidente del Consiglio e presidente della Margherita, Francesco Rutelli, ha avuto nel pomeriggio ''un colloquio telefonico affettuoso e di totale vicinanza e solidarieta', con Tiziano Treu, a seguito - si legge in una nota - delle sconcertanti polemiche rivolte nei confronti suoi e di Marco Biagi'' dal deputato del Prc, Francesco Caruso.

Valentino Rossi denunciato a Pesaro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/08/2007

ESARO - Valentino Rossi è stato denunciato alla procura della Repubblica di Pesaro per le ipotesi di reato di omessa dichiarazione dei redditi e dichiarazione infedele, sulla base del Decreto legislativo n. 74 del 2002. Un atto dovuto, che l'Agenzia delle Entrate ha compiuto nei tempi di legge, molto ristretti, dopo la notifica al campione di motociclismo - che vive a Londra dal 2000 - dell'avviso di accertamento per una somma pari a 60 milioni di euro di imponibile evaso, relativa agli anni 2000-2004. La procura di Pesaro non conferma né smentisce la notizia, che è però certa.

''Il fisco - commenta Valentino Rossi - fa giustamente il proprio mestiere, i miei consulenti stanno già esaminando la questione". Il campione aggiunge poi di stupirsi della 'leggerezza' utilizzata per affrontare argomenti diversi che in questi giorni lo hanno riguardato. Il viceministro Vincenzo Visco si dice dispiaciuto "per Rossi, del quale sono un grande tifoso. Ma le leggi devono essere rispettate. Piuttosto - ha aggiunto -, va segnalata la singolare situazione che si è venuta a creare e che è resa possibile dal fatto che, in base alle leggi britanniche, una più o meno fittizia residenza a Londra permette di non versare tasse nel proprio paese. Ho chiesto di verificare la rispondenza di queste norme allo spirito dell'Unione europea e di verificare se ci sono gli estremi per un eventuale ricorso a Strasburgo".

Dall'aprile del 2000, il campione avrebbe presentato dichiarazioni tributarie in Gran Bretagna, per cifre irrisorie, attestando di essere residente, ma non domiciliato, in Inghilterra. Dopo essere in ritardo nel motogp, a caccia di Casey Stoner, ecco un'altra brutta notizia per Rossi. La notizia è arrivata oggi, ma Graziano Rossi, padre del campione è caduto dalle nuvole: "Non so niente, un mio amico mi ha letto qualcosa poco fa, da un sito web, ma io di questa storia non so nulla, e non so neppure dove sia Valentino adesso". Le cronache riportano che il pilota della Yamaha sia in Sardegna a godersi un meritato riposo in compagnia di Elisabetta Canalis, ma può anche darsi che l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate abbia potuto guastare la vacanza a Rossi.

Cinquecento euro di redditi da fabbricati, dichiarati nel modello '730' del 2002, notificato a Rossi a Tavullia, il 3 agosto: è su dichiarazioni al fisco come queste che l'Agenzia per le Entrate ha deciso di andare a fondo, con l'avviso di accertamento relativo ai redditi degli anni 2000-2004. E pensare che già nel 2002 Rossi era finito nel mirino della Guardia di Finanza di Pesaro, ma il campione di Tavullia risultò all'epoca assolutamente in regola con il fisco. Dall'aprile del 2000, il campione avrebbe presentato dichiarazioni tributarie in Gran Bretagna, per cifre irrisorie, attestando di essere residente, ma non domiciliato, in Inghilterra. In questo modo, ha potuto avvalersi del regime dei residenti non domiciliati, che permette ai contribuenti di dichiarare soltanto i redditi prodotti in Inghilterra, nel caso di Rossi minimi.

Mentre in Italia, nei cinque anni presi in esame, il pilota avrebbe continuato a dichiarare soltanto i redditi da fabbricati. Dalla tassazione sarebbero perciò rimaste fuori le sponsorizzazioni, i cui contratti sarebbero intestati, secondo l'Agenzia, a società estere. Anche se, stando agli ispettori del fisco Valentino Rossi avrebbe sempre mantenuto in Italia la sede principale dei suoi affari, e i propri interessi economici, oltre a un "solido legame di natura sociale e familiare".

Brivido sui mercati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/08/2007

MILANO - Il fantasma dei mutui 'subprime' è tornato a colpire sulle borse del Vecchio e del Nuovo Continente dopo due giorni di tranquillità che avevano fatto recuperare terreno ai vari listini. In chiusura le maggiori piazze finanziarie europee hanno recuperato parzialmente le perdite dimezzando in alcuni casi i valori negativi che a Parigi e Stoccolma avevano superato i tre punti percentuali, 'bruciando' comunque 160 miliardi di capitalizzazione.

Nella mattinata le borse asiatiche avevano chiuso con il segno positivo con Tokyo in rialzo dello 0,83% e Hong Kong dello 0,91%, allentando le tensioni sulla crisi dei mutui 'subprime', ma già all'apertura le Borse europee avevano mostrato segnali di nervosismo anche se le previsioni peggiori su Wall Street (che tuttavia cede un punto percentuale) nel pomeriggio non si sono avverate e gli indici hanno recuperato in parte il terreno.

Nel Vecchio Continente la scintilla alle vendite è scoppiata con la notizia che la francese Bnp ha congelato 3 fondi esposti nel settore, a cui sono seguiti gli allarmi lanciati dalla Bce. L'istituto di Francoforte nel bollettino mensile diffuso oggi, ha indicato per il mercato europeo dei prestiti "alcune analogie con il mercato statunitense dei mutui ipotecari di qualità non primari che potrebbero dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di una svolta avversa nel ciclo del credito". La Bce ha inoltre immesso liquidità sui mercati per 94 miliardi di euro allo scopo di fronteggiare la crisi, mentre la Fed ha fornito 12 miliardi di dollari.

Le parole della Banca centrale sono state interpretate dagli investitori come un invito a vendere, soprattutto i titoli del comparto bancario ed assicurativo. E così è stato, con vendite concentrate in Europa, dove l'indice Stoxx è sceso dell'1,9% e l'Euro Stoxx del 2%. I bancari sono stati maggiormente esposti alla cessione con Dexia (-5,42%), Bnp (-4,6%) e Natixis (-5,57%).

Gli investitori rimarranno scettici fino a quando non sarà ben chiaro se il problema, legato al mercato creditizio, che ha colpito alcune compagnie come Bnp, avrà delle reali conseguenze economiche, ha spiegato un operatore alla Bloomberg. A Francoforte arretrano Commerzbank (-4,5%), nonostante il raddoppio degli utili nel secondo trimestere e Deutsche Bank (-3,5%). Il calo di Ing (-3,47%) ad Amsterdam ha di fatto azzerato il guadagno della vigilia sui dati trimestrali favorevoli.

Oltre alle banche, poi, hanno sofferto i titoli assicurativi, tradizionalmente legati a doppio filo con l'andamento degli indici di Borsa, che hanno scontato l'elevata esposizione sui mercati azionari dei loro portafogli titoli. Scendono Standard Life (-6,52%) e Royal & Sun Alliance (-3,83%).

Difficoltà anche per la svizzera Nobel Biocare (-8,4%), International Power (-4,2%) e la svedese Orkla (-12%). A Stoccolma ha chiuso in rialzo Omx (+6,5%) la società che gestisce la borsa svedese, che beneficia dell'offerta da parte del mercato finanziario di Dubai per acquistare il 25% del suo capitale. In calo anche i titoli delle materie prime, con a Londra, dopo i recenti rialzi, sulla scia delle quotazioni dei metalli, con Salzgitter (-7,66%), Bhp Billiton (-4,18%) e Rio Tinto (-3,61%), penalizzate da vendite inferiori alle attese. Di seguito, l'andamento dei titoli guida delle principali borse europee.

- Londra -1,91%

- Parigi -2,17%

- Francoforte -2,00%

- Madrid -1,11%

- Milano -1,45%

- Amsterdam -2,47%

- Stoccolma -2,70%

- Zurigo -1,77%

- New York (in corso) -1,17%

Crisi mutui subprime contagia l'Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/08/2007

ROMA - La crisi dei mutui immobiliari ad alto rischio ('subprime'), esplosa negli Stati Uniti, ha contagiato oggi l' Europa, innescando il ribasso dei mercati azionari e proponendo alcuni interrogativi sull' esposizione delle istituzioni finanziarie del vecchio Continente su questo fronte.

L' allarme è partito dalla decisione del colosso bancario francese BNP Paribas di 'congelare' tre suoi fondi, Parvest Dynamic ABS, ABS Euribor e ABS Eonia, con circa due miliardi di euro di asset alla fine di luglio, di cui 700 milioni legati proprio al 'subprime'. Una decisione che di fatto contrasta con quanto affermato appena qualche giorno fa dallo stesso istituto di credito, il quale aveva definito "del tutto trascurabile" l' esposizione su questo tipo di strumenti.

Sempre oggi è arrivata la notizia relativa alle perdite pari a 137 milioni di euro accusate dalla banca d' investimento olandese NIBC, sempre a valere sul credito immobiliare ad alto rischio. Infine, alla Bundesbank si è tenuto un vertice dei maggiori istituti coinvolti nel salvataggio di IKB, la banca pesantemente coinvolta sempre nel 'subprime', con la decisione di costituire un gruppo di salvataggio guidato da KfW, la banca pubblica che nei giorni scorsi ha garantito coperture pari a 3,5 miliardi di perdite potenziali.

E' bastato questo per far scattare appunto le vendite sui mercati azionari, tanto più che la Bce è dovuta intervenire attraverso un pronti contro termine di circa 95,0 miliardi di euro per garantire la liquidità necessaria nell' Eurosistema. Anche la Federal Reserve è intervenuta, sia pure in misura più ridotta, per 24,0 miliardi di dollari.

La crisi legata al 'subprime' è cominciata ai primi di aprile negli Usa, con la messa in bancarotta di New Century Financial, società specializzata nella concessione di finanziamenti alla clientela più a rischio. Il 18 luglio una delle maggiori banche statunitensi, Bear Stearns, ha poi comunicato che due suoi hedge fund esposti su questo versante versavano in gravi difficoltà. Questi ultimi sono poi finiti in bancarotta, liquidati alle Isole Cayman, mentre appena qualche giorno fa anche un' altra società specializzata - American Home Mortgage - ha chiesto di essere ammessa al Chapter 11, le norme che negli Usa regolano la bancarotta protetta.

Il 19 luglio, dopo il primo allarme di Bear Stearns, il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, aveva stimato fra i 50 ed i cento miliardi di dollari le perdite legate al collasso finanziario dei mutui ad alto rischio.

La crisi finanziaria innescata dal 'subprime' è legata al tracollo dei prezzi delle CDO, cioé le 'collateralized debt obligations'. Queste ultime sono emissioni obbligazionarie garantite dai flussi di cassa generati dai mutui stessi. E' ovvio che in presenza di una situazione di mancato pagamento delle rate di prestito, anche gli strumenti derivati - appunto le obbligazioni collegate - finiscano per andare a rotoli.

La situazione europea appare peraltro differente da quella statunitense, nel senso che la presenza di questo tipo di obbligazioni nei portafogli degli investitori del vecchio Continente dovrebbe essere minima. Restano però aperti - alla luce di quanto deciso da BNP Paribas, ma anche di analoghe mosse recenti di due fondi tedeschi - gli interrogativi circa un possibile effetto-domino anche in Europa.

Venerdì 10 Agosto 2007

Bankitalia: debito record a 1.626 mld

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/08/2007

ROMA - Il debito pubblico italiano continua a crescere e in maggio ha raggiunto il livello record di 1.626,316 miliardi di euro contro i 1.605,6 miliardi di aprile. E' quanto risulta dal supplemento Finanza pubblica del Bollettino statistico di Bankitalia.

Argentina: bimbi indigeni muoiono di inedia e malattie

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/08/2007

di Maurizio Salvi

BUENOS AIRES - Lontano dai riflettori e dal benessere che dopo la crisi del 2001 è ricominciato a fluire in Argentina grazie ad un sostenuto ritmo di sviluppo economico, un dramma affligge le popolazioni indigene delle province del nord del paese, dove decine di persone, per lo più bambini, sono morte di recente di malattie legate alla denutrizione.

Senza raggiungere i picchi statistici del 2002, quando l'organizzazione umanitaria 'Save The Children' denunciò la morte in Argentina, ed in particolare nella provincia di Tucuman, di 359 bambini in sei mesi, una nuova emergenza è stata ora segnalata nella provincia del Chaco, dove nelle ultime quattro settimane undici persone, quasi tutti bambini, sono morte e altre 80 sono in pericolo di vita. In una recente intervista, il Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel ha evocato la tragedia delle popolazioni autoctone, senza nascondere la sua indignazione: "A volte li considerano come dei poveretti, anziché come un popolo". "E Intanto - ha ricordato - l'Argentina cresce dell'8-9% all'anno. Ma a chi va tanto benessere?".

Nel Chaco l'ultima vittima conosciuta non è un bambino, ma una donna di 56 anni, appartenente all'etnia Toba che, vittima della fame, è deceduta nel momento in cui era arrivata a pesare soltanto 24 chili. Secondo una recente inchiesta del ministero della Sanità, in Argentina il 15% dei bambini soffre di denutrizione cronica, il 5% presenta sintomi acuti ed il 2% è malato in forma grave. Nel Paese ha provocato grande commozione il caso riportato dai media di un adolescente di 16 anni di Santiago del Estero (capoluogo della omonima provincia) che usava come abitazione la carcassa di un vecchio frigorifero legato a un albero e che al momento di essere ritrovato dagli agenti di polizia pesava appena 16 chili. Un'inchiesta realizzata da una tv ha rivelato che nella provincia di Corrientes un bambino su due ha problemi di denutrizione (e quelli che presentano una situazione grave superano il 7%).

Situazione che si ripete a La Rioja, Tucuman e Jujuy. A Santa Fe, poi, la preside di una scuola ha denunciato che circa 40 bambini di etnia Mocovì presentano uno stato di "massima denutrizione". Da parte sua, il Centro per i diritti umani 'Nelson Mandela' ha studiato a lungo il dramma dei popoli indigeni del Chaco, giungendo alla conclusione che si tratta di "un genocidio lento e silenzioso". "A qualcuno sembrerà esagerato - ha dichiarato il ricercatore Rolando Nunez - ma ci troviamo davanti ai peggiori indicatori sociali dell'Argentina: i 50.000 indigeni di questa provincia stanno vivendo un disastro umanitario".

La grave situazione, che vede almeno altri 80 bambini indios in pericolo di vita, è stata denunciata anche dalla Pastorale degli aborigeni, che in un comunicato sostiene che "la gente soffre la fame per vari motivi: manca assistenza, i piani sociali per salute e alimentazione non arrivano a destinazione o lo fanno solo sporadicamente, i diversi organismi dello Stato lavorano in modo isolato e molte volte in stato di conflitto e competizione tra di loro".

maurizio.salvi@ansa.it

Yediot Ahronoth: per Barak i colloqui di pace con i palestinesi sono 'fantasie'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/08/2007

Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Olmert, ha definito "fantasie" i recenti colloqui con i palestinesi per un rilancio del processo di pace, aggiungendo che prima che Israele si ritiri dalla Cisgiordania ci vorranno "dai tre ai cinque anni".

Il Ministro avrebbe rilasciato queste dichiarazioni durante "una conversazione privata", secondo quanto riporta il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.

Si tratta di dichiarazioni sorprendenti, visto che Barak è il leader del Partito laburista. Sette anni fa, quando era primo ministro, cercò anche di giungere a un accordo di pace con i palestinesi in un serrato negoziato a Camp David. L'ufficio del ministro della Difesa non ha rilasciato commenti su quanto riferito dallo Yedioth.

Rallenta il pil nel secondo trimestre, +1,8%

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/08/2007

Nel secondo trimestre il pil ha registrato una crescita dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (+0,3% nel trimestre precedente). Lo ha reso noto l'Istat sulla base delle stime preliminari. Su base annua nel secondo trimestre la crescita del pil rallenta all'1,8% rispetto al più 2,3% del primo trimestre.

Con questa crescita nel secondo trimestre, il Pil acquisito 2007 è dell'1,5%, sottolinea l'Istat. Dalle analisi delle tabelle diffuse emerge che la variazione congiunturale registrata nel secondo trimestre 2007 é la più bassa dal quarto trimestre del 2005 (che si era chiuso con -0,1%). La variazione tendenziale, invece, è la minore dal terzo trimestre 2006 (che si era chiuso con un +1,6%). In termini tendenziali "c'é un rallentamento", spiegano all'Istat. "Nel secondo trimestre del 2007 il Prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,8% rispetto al secondo trimestre del 2006", si legge nel comunicato diffuso dall'Istat, dove si precisa che "il risultato congiunturale del Pil è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dei servizi e di una diminuzione di quello dell'agricoltura e dell'industria. Il secondo trimestre del 2007 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata in più rispetto al secondo trimestre del 2006". Nella nota l'Istat ricorda come nel secondo trimestre dell'anno il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,8% nel Regno Unito e negli Stati Uniti. In termini tendenziali, il Pil è cresciuto del 3% nel Regno Unito e dell'1,8% negli Stati Uniti.

Tardelli: 'Domenech, mente corrotta'

La Stampa, http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/200708articoli/9983girata.asp, 10/08/2007

+ La Figc su Domenech: "Pensiamo alla partita"

+ Il ct: "Con l'Italia c'èrischio di arbitri comprati"

La spiegazione più normale è che ha paura

FABIO VERGNANO

Marco Tardelli non è affatto stupito. L’ultima sparata di Domenech non lo lascia indifferente, ma neppure gli rovina le ultime ore di vacanza. Aeroporto di Linate: Tardelli sbarca dalla Sardegna con la compagna Laura e prende atto. Lui Domenech lo conosce bene, gli incontri ravvicinati con il tecnico che parla male di tutti e non piace neppure ai suoi giocatori, (Zidane l’ha sempre chiamato soltanto il «coach») sono stati più di uno. Prima come vice di Cesare Maldini sulla panchina della Under 21, poi come responsabile numero uno della seconda Nazionale italiana.

Tardelli, Domenech ha sparlato del calcio italiano. Sorpreso?

«Mi sarei sorpreso del contrario. Lui è abituato a sparlare. Ma questa volta cosa è successo?»

Ha detto che, in vista di Italia-Francia, non teme tanto la squadra di Donadoni, quanto l’arbitro, perché in Italia non è la prima volta che compriamo le partite. Che fa, ribatte?

«Non meriterebbe risposta. A lui con noi è andata sempre male, l’ultima volta un anno fa a Berlino. Prima di parlare farebbe bene a vincere qualcosa. Non mi pare che il suo palmares sia molto ricco».

Eppure i buoni giocatori non gli sono mai mancati, vero?

«Mi ricordo quando era ct della Under 21. Aveva squadre con grandi campioni come Henry, Silvestre, Sagnol. E all’ultimo Mondiale? Eppure quando affrontava l’Italia gli andava sempre male. E non per colpa degli arbitri».

Ricorda una partita particolare?

«Sì, quella dell’Europeo 2000 che valeva anche per la qualificazione olimpica. Pareggiammo 1-1 in Francia e poi vincemmo 2-1 a Taranto. Ma fu la prestazione di Creteil che mi resta scolpita nella mente. Fu una partita bellissima, alla fine andai negli spogliatoi dei francesi per congratularmi con gli avversari. Indovinate chi fu l’unico che non mi rivolse neppure la parola?».

Dice che lei gli è antipatico. Come mai?

«Mi pare che se c’è uno che pochi sopportano è proprio Domenech. In ogni caso la sua stima non mi interessa. Forse non va d’accordo con quelli che lo battono».

Fra le varie accuse, il ct francese cita proprio la partita del 2-1 di Taranto con un gol annullato a Henry. Ricorda quell’episodio che, probabilmente, gli ha fatto parlare di gare truccate?

«A parte che non mi ricordo che sia successo nulla di scandaloso, mi chiedo cosa voglia Domenech da noi. Ripeto: ha preso batoste a tutti i livelli, non è nella posizione di poter fare lo sbruffone e accusare».

Ma allora perché?

«Certe affermazioni sono proprie di una mente corrotta. Io non ce l’ho e non capisco. Anche se nel calcio a livello mondiale purtroppo non mancano i casi di partite truccate».

Lui ha anche qualcos’altro da farsi perdonare. Ricorda, Usa 1994, quei biglietti omaggio venduti sotto costo che gli costarono una notte in guardina?

«Io sarà l’antipatico, ma biglietti omaggio, come dicono abbia fatto lui, non ne ho mai venduti».

Questa improvvisa aggressione verbale è un segnale di cosa?

«La spiegazione più normale è che ha paura. Sa che adesso l’Italia è forte e che a San Siro la sua Francia potrebbe anche fare una figuraccia».

Una più una meno. Non le pare abbia già una bella collezione?

«Infatti. Ripeto: non ha alibi. Patisce la pressione».

Sabato 11 Agosto 2007

Ny, sos per potenziale attacco radioattivo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/08/2007

NEW YORK - La polizia di New York ha rafforzato le misure di sicurezza antiterrorismo a Manhattan, ma anche su ponti e tunnel, in risposta a quella che è stata definita una "minaccia non verificata" di possibile attentato con armi radioattive, cioé con bombe "sporche". Il livello di allarme nella città, fa sapere la polizia, resta comunque fermo al colore "arancione". Veicoli, barche ed elicotteri con sensori per le radiazioni sono stati messi in circolazione e posti di controllo sono stati creati in diversi punti. Le informazioni ricevute dalla polizia, rende noto il sindaco di polizia della Grande Mela, Michael Bloomberg, sono state raccolte su Internet e fanno riferimento a un possibile attentato con "bomba sporca" nella zona della 34/esima Strada, dove sorgono, fra l'altro, l'Empire State Building, il Madison Square Garden e i grandi magazzini Macy's. Un portavoce del Dipartimento federale per la Sicurezza nazionale di Washington ha a sua volta parlato di minaccia "non supportata da prove" su Manhattan.

RESTANO IN CARCERE I MAROCCHINI ARRESTATI A PERUGIA

Restano in carcere i tre marocchini arrestati a Perugia dalla Polizia per la presunta attività di addestramento terroristico di matrice islamica svolta - secondo gli investigatori - nella moschea di Ponte Felcino: lo ha deciso il tribunale del riesame di Perugia. I giudici hanno infatti respinto i ricorsi presentati dai difensori degli stranieri contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere in base alla quale sono stati arrestati il 21 luglio scorso. Per la conferma del provvedimento nell'udienza di ieri si era invece espresso il pubblico ministero Alessandro Cannevale.

Bankitalia: debiti famiglie aumentano

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/08/2007

ROMA - Famiglie sempre più indebitate e con una passione per azioni e obbligazioni, protagoniste del portafogli italiani. I titoli di Stato, come Bot e Cct, invece, riscuotono sempre meno successo, arrivando a rappresentare, nel 2006, solo il 4,8% delle attività finanziarie delle famiglie, contro il 7,2% del 2004 e l'8,4% del 2002. A scattare la fotografia delle abitudini finanziarie delle famiglie è la Banca d'Italia nelle Questioni di economia e finanzia dedicate all'economia delle regioni italiane nel 2006. In base ai dati diffusi da Palazzo Koch, lo scorso anno la ricchezza finanziaria netta delle famiglie era pari a 2,7 volte il reddito disponibile, "valore invariato rispetto al 2005 e superiore a quello della media dell'area euro", sottolinea Palazzo Koch, precisando come alla fine del 2006 il 28% delle disponibilità finanziarie era costituito da liquidità (circolante e depositi), il 20% da obbligazioni, il 34% da azioni e quote di fondi comuni e il 18% da fondi pensione e prodotti assicurativi. In particolare, la quota di ricchezza finanziaria investita in azioni, obbligazioni e quote di fondi comuni era decisamente superiore al Centro nord rispetto alle regioni meridionali (rispettivamente 48,2% e 28,9%).

La crescente quota di ricchezza finanziaria investita in azioni - aggiunge Bankitalia - "risente dell'andamento dei corsi azionari: dopo aver toccato il massimo nel 2000, è scesa fino al 2003 per poi tornare a risalire". "La scarsa propensione delle famiglie meridionali a investire in strumenti rischiosi riflette molteplici fattori: un livello di ricchezza complessiva inferiore alla media, la percezione di un'elevata incertezza nei flussi futuri di reddito, un più basso livello di istruzione, di capitale sociale e di fiducia reciproca fra gli agenti economici", spiega Via nazionale, osservando come alla fine del 2006 la ricchezza finanziaria lorda pro capite in Italia ammontava a 57,3 migliaia di euro e risultava nettamente superiore al nord (80), rispetto al centro (56,2) e al mezzogiorno (28,9). Le famiglie italiane - prosegue lo studio - risultano sempre più indebitate (il rapporto fra passività delle famiglie e reddito disponibile è salito al 47% nel 2006), anche se meno della media europea. Lo scorso anno i debiti finanziari pro capite ammontavano a 9,8 migliaia di euro, anche se l'importo relativo alle regioni meridionali risultava quasi la metà di quello delle regioni del Centro nord. I mutui sono risultati essere la quota più consistente dei debiti delle famiglie, anche se il credito al consumo continua a crescere : il suo peso sul totale delle passività è salito al 14,2%. Dalla Cgia di Mestre, intanto, uno studio fotografa a quasi 15 mila euro l'indebitamento medio della famiglia italiana con punte nella maggiori città: guidano la classifica Roma e Milano sopra 20 mila euro l'anno a nucleo tra rate e mutui. Ecco di seguito una tabella che riporta la composizione delle attività finanziarie delle famiglie (valori percentuali) nel 2006 per aree geografiche:

ADUSBEF, IN ITALIA PERDITE PER 130 MLD EURO DA SUBPRIME

"La crisi dei mutui americani ha già prodotto in Italia nell'ultimo mese perdite pari a 130 miliardi di euro, 74 dei quali ascrivibili alla capitalizzazione di borsa, 56 miliardi alle perdite su obbligazioni (eccetto i titoli di Stato che si sono rivalutati), fondi comuni e fondi pensioni". Lo afferma l'Adusbef, a proposto della crisi dei mutui sub prime. "E' come se - dice in una nota Elio Lannutti, presidente Adusbef - ogni famiglia italiana che abbia investito in borsa, nei fondi comuni o nei fondi pensioni, abbia visto bruciare nel giro di 30 giorni, una somma tra 6.500 ed 8.200 euro dei propri sudati risparmi, ma il peggio dovrà ancora avvenire la prossima settimana alla riapertura dei mercati". "I mercati infatti, nonostante iniezioni massicce di liquidità (circa 200 miliardi di euro in due giorni) non sembrano fidarsi delle assicurazioni delle banche centrali, né delle agenzie di rating, a fronte della seconda 'Caporetto', dei mercati azionari europei che in soli due giorni ha visto bruciare 468 miliardi di euro di capitalizzazione di borsa" dice ancora l'Adusbef. "Eppure - annotta Lannutti - le principali agenzie di rating avevano emesso rapporti lusinghieri, spesso da tripla A su prodotti finanziari confezionati con i mutui sub-prime ad altissimo rischio. Le Autorità monetarie e di borsa, se voglio davvero riportare un clima di fiducia, devono cominciare a fare pulizia, monitorando la reale situazione degli strumenti derivati,ma soprattutto, verificando le pagelle da tripla 'A' date dalle agenzie di rating spesso a prodotti che si rivelano essere spazzatura".

Venerdi' nero, in Europa bruciati 268 mld

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/08/2007

MILANO - MILANO, 10 AGO - Lo 'Tsunami' dei mutui Usa 'subprime' affonda ancora una volta i mercati globali. Un'ondata che ha travolto tutte le piazze finanziarie, da Tokyo a Wall Street, senza risparmiare l'Europa. Insomma, un vero e proprio venerdì nero che ha spinto, per la seconda volta in due giorni, la Bce e la Fed, ma anche altre banche centrali mondiali, a far fronte all' 'Sos' liquidità lanciato dagli istituti di credito con ulteriori maxi-iniezioni di denaro. E in questo contesto le Borse Ue hanno mandato in fumo altri 266,8 miliardi, quasi 430 miliardi in due sedute.

L'effetto domino è scattato in mattinata sulle Borse dell'area Asia-Pacifico, trascinate a loro volta dalla chiusura in calo di Wall Street. Giù il Nikkei 225 che a Tokyo ha lasciato sul terreno il 2,3%. Più pesanti il Kospi a Seul (-4,2%) e l'Hang Seng a Hong Kong (-3,15%). Tra i titoli maggiormente penalizzati, l'australiana Macquarie (-7%), che a fine luglio aveva annunciato di avere due fondi altamente esposti ai mutui 'subprime'.

Hanno proseguito in rosso i listini del Vecchio Continente, con lo Stoxx 600 che ha perso il 3,07%, registrando la peggiore seduta degli ultimi quattro anni. Ad aggiudicarsi la maglia nera dei mercati Ue è stata Londra, con il Ftse che ha segnato un calo del 3,7%. Male anche il Cac a Parigi (-3,13%), lo S&P/Mib a Milano (-2,65%) e il Dax a Francoforte (-1,48%).

Tutto questo mentre Wall Street stava limitando i cali (-0,5%). E così le Banche centrali sono tornate anche oggi a prendere provvedimenti d'urgenza. La Bce, che ieri aveva finanziato 94,8 miliardi di euro per fronteggiare la crisi, oggi ha emesso altri 61,05 miliardi, avvisando di "continuare a monitorare con attenzione" il mercato. Lo stesso hanno fatto la Fed, che ha erogato altri 19 miliardi di dollari dopo i 24 miliardi di ieri, la Banca del Giappone (6,2 miliardi di euro) e la Reserve bank of Australia (3 miliardi di euro).

Intanto, a gettare acqua sul fuoco è stata Standard & Poor's, secondo cui "la qualità del credito della banche europee non dovrebbe deteriorarsi in maniera significativa" a causa dei mutui 'subprime' e per le tensioni dei mercati. S&P ritiene infatti che la solidità finanziaria degli istituti di credito non dovrebbe essere troppo minacciata dalla crisi in atto. Cauti anche gli analisti di Ing, secondo i quali i cali sono "una normale correzione tecnica in un mercato al rialzo. In ogni caso - hanno precisato - non consideriamo l'attuale correzione l'inizio di una lunga fase ribassista del mercato". Per il responsabile della ricerca macroeconomica di Intesa Sanpaolo, Luca Mezzomo, inoltre "la crisi mutui avrà conseguenze in Europa solo sui mercati e su quei settori che utilizzano maggiormente la leva finanziaria, ma la crescita economica del Continente appare solida". Un operatore ha fatto poi notare che questa situazione può essere anche "un occasione favorevole per fare acquisti visti i bassi prezzi". D'altro canto, è stato precisato che non ci sono state "vendite condizionate dall'effetto-panico, come accaduto in precedenti occasioni". E così a perdere quota sono stati soprattutto i titoli del comparto finanziario.

A Piazza Affari sono scese Unicredit (-3,5%), Capitalia (-3,9%) e Fiat (-5,5%). Male anche a Parigi, Societé Generale che ha lasciato il 5%. Sulla piazza tedesca ha chiuso in negativo Deutsche Bank (-3,5%), e ad Amsterdam Abn Amro (-3,4%), che nel corso della giornata è arrivata a perdre l'11% sulle voci di un possibile ritiro dell'offerta di Barclays (-6,38%). Giù anche la cordata concorrente: Rbs (-3,85%), Fortis (-3,35%) e Santander (-3,24%). Nella City è crollata poi Man Group (-8,2%), colpita dalle indiscrezioni su un probabile rinvio del collocamento di un fondo negli Usa. Sempre a Londra in calo anche le materie prime con Bhp Billiton (-5,9%) e Rio Tinto (4,2%). Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali borse mondiali:

- Tokyo -2,37%

- Seul -4,20%

- Hong Kong -3,15%

- Londra -3,71%

- Parigi -3,13%

- Francoforte -1,48%

- Madrid -2,59%

- Milano -2,65%

- Amsterdam -3,05%

- Stoccolma -3,29%

- Zurigo -2,72%

- Wall Street (alle 18,00) -0,55%

Domenica 12 Agosto 2007

Afghanistan: Musharraf e Karzai uniti in lotta comune

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/08/2007

KABUL - Una minaccia comune e dunque una lotta comune contro i terroristi, siano essi taleban o militanti di al-Qaida. E' l'appello rivolto dai due presidenti di Afghanistan e Pakistan alla Jirga per la pace, l'assemblea di 700 fra capi tribali e autorevoli esponenti religiosi sia dell'Afghanistan sia delle regioni frontaliere pachistane, in corso a Kabul da tre giorni. Al discorso di ieri del presidente afghano Karzai, che ha invitato il suo paese e il Pakistan ad unire le proprie forze per sbarazzarsi dei taleban e di al Qaida, ha risposto oggi Musharraf, anch'egli facendo appello a lottare insieme per assicurare pace e stabilità nella regione contro tutti i terroristi. "La Jirga per la pace riconosce fortemente che il terrorismo é una minaccia comune ai due paesi e la guerra al terrorismo dovrà continuare ad essere una parte integrante delle politiche nazionali e delle strategie di sicurezza di entrambi gli stati", si legge nella dichiarazione finale dell'assemblea approvata dai delegati. Musharraf, molto atteso ai lavori dell'assemblea fin dal primo giorno, è riuscito a raggiungere Kabul solo oggi, per motivi di politica interna, ed ha accettato di parlare ai delegati dopo la conclusione dei lavori.

Non vi è altra strada per i due paesi che la pace e l'unità, la fiducia reciproca e la cooperazione. Se lavoreremo insieme, se lotteremo insieme, non ho alcun dubbio che riusciremo a pervenire alla pace e alla stabilità necessarie ai nostri due paesi e alla regione, ha detto il presidente pachistano aggiungendo: "Se non proviamo a comprendere le radici del'insicurezza e i suoi problemi e se non smettiamo di accusarci l'un l'altro non riusciremo a fare nulla". Musharraf ha parlato a tratti in lingua urdu e in inglese, e il suo discorso è stato tradotto in pashtun. "Non vi è alcuna giustificazione per ricorrere al terrorismo", ha infine sottolineato. Afghanistan e Pakistan hanno relazioni tormentate e a volte tese, esacerbate dai problemi dei taleban e dei loro alleati terroristi di al Qaida che sarebbero rifugiati nelle aree montagnose pachistane lungo la frontiera. Kabul, appoggiata da Washington, accusa Islamabad di non fare abbastanza per combatterli. I pachistani a loro volta, sotto pressione crescente degli islamici radicali, ritorcono le accuse affermando che i taleban sono anzitutto afghani. Prendendo la parola, per un breve discorso, il presidente Karzai ha accolto l'invito di Musharraf. " E' davvero un evento felice che tra i due paesi si sia tenuta la jirga. Musharraf ha parlato di fiducia. L'Afghanistan darà senza il minimo dubbio fiducia al Pakistan, paese amico e fraterno", ha detto il presidente afghano. L'assemblea "si è conclusa con buoni risultati e un messaggio per i due paesi", ha indicato Karzai.

Arafat infettato con Aids e avvelenato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/08/2007

RAMALLAH (Cisgiordania) - Il leader palestinese Yasser Arafat sarebbe stato infettato deliberatamente con il virus dell'Aids prima di morire, anche se la vera causa del suo decesso sarebbe stato un avvelenamento: lo sostiene il dottor Ashraf al-Kurdi, giordano, per 18 anni medico personale del rais. Intervistato dalla stampa araba, le sue dichiarazioni sono rimbalzate in Israele dove da tempo circolano svariate interpretazioni sulle cause dell'improvvisa morte di Arafat. "Nel sangue di Arafat era presente il virus dell'HIV - afferma al-Kurdi - ma questo gli venne iniettato deliberatamente poco prima della sua morte, mentre la vera causa del decesso è stata una pozione di veleno".

Al-Kurdi rileva che, a differenza di quanto accaduto per anni in passato, nelle ore in cui le condizioni di salute del rais improvvisamente peggiorarono, nessuno della famiglia lo chiamò. "La moglie - aggiunge - mi impedì persino di visitarlo nell'ospedale di Parigi dove era ricoverato", così come gli sarebbe stato proibito di ispezionare il cadavere dopo il decesso. Sulle cause della morte di Yasser Arafat, avvenuta nel novembre del 2004 quando il rais aveva 75 anni, l'Autorità palestinese costituì una commissione di inchiesta che si concluse con un nulla di fatto. Gli esperti palestinesi esclusero sia l'Aids che l'avvelenamento, ma ammisero di non essere stati in grado di accertare cause alternative.

A Palinuro muore la Grotta Azzurra

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/08/2007

ROMA - Sos per la Grotta Azzurra di Palinuro. A lanciare l'allarme gli scienziati che da anni studiano i fenomeni 'paranaturali' che fanno di questo angolo di costa campana, e di tutto il mare nazionale, un eco-paradiso unico al mondo. Nella grotta proprio sotto 'casa nostra', infatti, si verificano gli stessi eventi che sono stati documentati a ben 3.500 metri di profondità sulle dorsali oceaniche.

Spugne grandi quanto un pallone da calcio, madrepore tre volte più sviluppate e tutta una serie di organismi che in una grotta non dovrebbero vivere. Ma ora tutto questo è sotto seria minaccia. "Troppe barche che entrano e senza regole, troppi sub, troppa pesca. Le visite vanno contingentate. Occorre istituire nella grotta una zona di tutela biologica". Ad affermarlo il docente di ecologia all'Università di Pisa, Francesco Cinelli, che dal '92, anno della scoperta del fenomeno, segue da vicino le evoluzioni della Grotta Azzurra di Palinuro sulla quale c'é stato anche uno studio internazionale di 5 anni al quale hanno partecipato ricercatori italiani, inglesi, olandesi, greci, danesi e francesi.

Cinelli è appena tornato da un sopralluogo nella Grotta Azzurra ed è intenzionato a dare battaglia. L'esperto ha già scritto una memoria al sindaco di Palinuro, datata 3 agosto, che ripercorre le tappe della vicenda e fa il punto del rischio, e ha annunciato "un esposto per bloccare la distruzione di questo patrimonio dell'umanità". In sostanza, la Grotta Azzurra di Palinuro, è unica al mondo perché, a differenza di tutte le grotte dove man mano che si procede la vita diminuisce, contiene organismi e anche molto vitali, molto più grandi di quelli che si incontrano all' imboccatura esterna della grotta. In più è piena di colori. "Nel buio totale appare una visione unica, un'esplosione di vita che in una grotta non esiste", ha raccontato Cinelli. "Questo - ha spiegato - è dovuto alla chemiosintesi.

La grotta é piena di idrogeno solforato che funziona da fonte di energia di particolari tipi di batteri bianchi, i solfobatteri, che ne approfittano per produrre sostanze organiche, né più e né meno di quello che fanno le piante verdi utilizzando la luce solare per la fotosintesi". Ed è lo stesso fenomeno, ha quindi sottolineato Cinelli, registrato dal sommergibile "Alvin" della Woods Hole Oceanographic Institution di Boston a largo delle Isole Galapagos a 3.500 metri di profondità.

Erano le famose oasi di vita di cui, prima di allora, si ignorava completamente l' esistenza. Anzi si pensava che i fondi abissali degli oceani fossero completamente privi di vita. Come era possibile invece una vita così ricca ed abbondante, con tanti fenomeni di esseri giganti a quelle profondità, con pressioni di diverse centinaia di bar, al buio più assoluto ed a temperature di circa 2 gradi? La spiegazione - ha proseguito Cinelli - venne dalla constatazione che in quelle zone c'erano delle sorgenti di acque calde che provenivano dalla crosta sottostante a temperature di circa 300 gradi ma che, soprattutto, erano ricche di vari tipi di solfuri, in particolare di idrogeno solforato.

Ecco spiegate le cozze enormi e i vermi di tre metri degli abissi. "Ora tutto questo succede a pochi metri e nelle nostre acque - ha detto Cinelli - un laboratorio naturale dove possiamo studiare gli stessi fenomeni che gli americani, per studiare le stesse cose, osservano essendo costretti a scendere a 3.500 metri di profondità". "Ma, sembra che si stia facendo di tutto per distruggere questo patrimonio pregiato e insostituibile - ha concluso Cinelli - e per salvarlo sono disposto anche ad andare in tribunale".

Italiani troppo presto in pensione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/08/2007

BRUXELLES - Gli italiani vanno in pensione troppo presto. Ed è troppo alta la differenza tra l'età di pensionamento ufficiale e quella in cui effettivamente ci si ritira dal lavoro. Senza contare il divario che ancora permane tra l'età di vecchiaia degli uomini (65 anni) e quella delle donne (60 anni). A puntare il dito sulla Penisola è di nuovo l'Unione europea, dopo che la Commissione nelle scorse settimane aveva rivolto all'Italia un chiaro richiamo: l'età pensionabile nel vostro Paese è tra le più basse d'Europa.

Ora l'ultimo studio di Eurostat conferma che, nonostante le riforme fatte dall'inizio degli anni '90, in Italia l'età effettiva di pensionamento resta la più bassa di tutta l'Ue: poco più di 58 anni per gli uomini e circa 57 anni per le donne. Solo in Belgio presenta dei numeri di poco inferiori. Il recente accordo raggiunto tra il Governo Prodi e i sindacati per riformare ulteriormente il sistema previdenziale non cambia di molto la situazione. Infatti, non solo l'età per la pensione di vecchiaia rimane invariata (65 anni per gli uomini e 60 per le donne), ma il cosiddetto 'scalone' della riforma Maroni viene ammorbidito, rendendo più graduale il cammino verso l'innalzamento dell'età pensionabile.

Lo studio di Eurostat sottolinea come l'età ufficiale per la pensione sia simile in quasi tutti i Paesi europei, variando tra tra i 62 e i 65 anni per gli uomini e tra i 60 e i 65 anni per le donne. Ma l'età in cui effettivamente ci si ritira dal mercato del lavoro varia da Paese a Paese, e in molti di essi "é ben al di sotto" dell'età ufficiale.

E' questo il caso dell'Italia - evidenzia l'istituto europeo di statistica - dove "l'età media della pensione per le donne è solo di 57,2 anni, 3 anni più bassa dei 60 anni ufficiali"; e dove "anche gli uomini si ritirano dal lavoro ad un'età relativamente giovane, che si attesta sui 58,4 anni, circa 7 anni prima dei 65 anni ufficiali". Questi dati pongono l'Italia in fondo alla classifica di Eurostat, ben distante da altri Paesi. Basti pensare che in Germania l'età effettiva di pensionamento è in media di 59,9 anni per le donne e di 61,6 anni per gli uomini; in Spagna di 59,5 e 62,6 anni; in Olanda di 59,3 e 60,5 anni; in Svezia di 63,3 e 63,9 anni. Del resto, gli esperti dell'istituto di statistica sottolineano come dal 1998 l'età media effettiva di pensionamento sia gradualmente aumentata in quasi tutti i Paesi dell'Unione Europa. Ma non in Italia, dove anzi "si è registrata una caduta".

Anche se dall'attuazione della riforma Maroni l'Ue si attendeva un'inversione di tendenza che ora dovrà essere confermata dalla riforma Prodi. Infine, lo studio di Eurostat mette in evidenza come sono ancora troppo pochi in Europa i lavoratori che scelgono la via del part-time o dell'orario ridotto in alternativa al pensionamento anticipato. Anche in questo caso l'Italia è agli ultimi posti. Inoltre, nel nostro Paese quasi tutte le persone che vanno prima in pensione non rientrano più nel mercato del lavoro - anche se ancora giovani - sia per scelta personale sia per difficoltà nel trovare una nuova attività. Fermo restando che non sono pochi quelli che scelgono la strada del lavoro sommerso, soprattutto nel Mezzogiorno.

Hacker penetrano nel sito web dell'Onu

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/08/2007

ROMA - Sito internet delle Nazioni Unite, ultime dichiarazioni del segretario generale Ban Ki-Moon: "Questa è una cyber-protesta contro Israele e gli Stati Uniti: non uccidete bambini e altre persone. Pace per sempre, no alla guerra! ". Ma quella che possono ancora leggere gli internauti aprendo la pagina web dell'Onu non è un' inaspettata presa di posizione agostana del capo del Palazzo di Vetro contro la politica americana e israeliana in Medio Oriente, bensì la beffa di hackers.

I tre sono riusciti a violare lo spazio internet dell'Onu, a diffondere il loro messaggio e a firmare la bravata: Kerem 125, Mosted e Gsy, gli pseudonimi dei tre.

Lunedì 13 Agosto 2007

Hamas: bene Prodi sul dialogo, gelo da Israele

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/08/2007

(di Paola Tamborlini)

ROMA - Plauso da Hamas, gelo da Israele. Se l'invito al dialogo lanciato ieri da Romano Prodi, convinto che sia necessario il coinvolgimento del movimento integralista nel processo di pace in medio Oriente, ha raccolto la soddisfazione di Hamas, le parole del Premier non sono piaciute al Governo israeliano che ha reagito con "stupore e preoccupazione" per l'apertura nei confronti di un movimento che non deve certo essere "premiato" per il suo "carattere terroristico".

Una polemica, quella sulla necessità o meno di un dialogo con Hamas, che irrompe nella pausa estiva della politica suscitando l'indignazione dell'opposizione, che chiede al Premier di riferire in Parlamento su questo nuovo "caso internazionale". Ma pronta arriva la replica del Governo: "dialogo -precisa il portavoce Silvio Sircana- non vuol dire negoziato", perciò "non c'é alcun cambio di rotta del governo ma solo dichiarazioni di buon senso: chiudere il dialogo con Hamas potrebbe portare alla radicalizzazione della situazione".

Ma l'invito al dialogo lanciato da Prodi non raccoglie solo polemiche: oltre al sostegno della sinistra di governo, incassa anche l'appoggio, a distanza, della commissione esteri del parlamento inglese che ha pubblicato un rapporto sul Medio Oriente nel quale definisce un "errore" il rifiuto della Gran Bretagna e dell'Unione europea di dialogare con Hamas. Quella esplosa ieri con le parole pronunciate da Prodi a Castiglion della Pescaia, del resto, è solo l'ultima tappa di una querelle iniziata un mese fa sempre in Toscana, quella volta a San Miniato. Ad innescare la miccia, durante la festa dell'Unità, fu il ministro degli esteri Massimo D'Alema, ventilando, per la prima volta, la possibilità di un dialogo con Hamas. Immediata la polemica. Con reazioni durissime dall'opposizione, ma anche da Israele che disse un "no" secco ad ogni ipotesi di "dialogo con i terroristi". Una polemica feroce, tanto che D'Alema, tornando sull'argomento, commentò: "sono stato attaccato come un pericoloso terrorista".

Ma ricordò anche che la sua posizione era la stessa contenuta nella lettera inviata dai ministri degli esteri dell'Europa mediterranea al neoeletto inviato del quartetto Tony Blair. L'ipotesi di allargare il dialogo ad Hamas cominciava quindi a prendere corpo. E non solo in Italia. Pochi giorni dopo fu lo stesso premier a tornare sull'argomento parlando di "dialogo necessario con tutte le parti in causa, Hamas compreso". Una posizione che il premier sostiene con forza da tempo e che ha voluto ribadire anche ieri.

Se il risultato, come un mese fa, è stata una pioggia di polemiche e la puntuale replica piccata di Israele, il vero elemento di novità è nella risposta di Hamas: il movimento integralista, ha detto il portavoce a Gaza, Sami Abu Zuhiri "é pronto ad aprire un dialogo franco con la comunità internazionale come auspicato dal presidente italiano del consiglio Romano Prodi". Sì al dialogo, dunque, e "apprezzamento" per il ruolo dell'Italia che "testimonia il desiderio europeo di riconsiderare la sua posizione verso Hamas". Esattamente quello che teme Israele. Il direttore generale del ministero degli esteri Aaron Abramovich ha infatti definito "preoccupanti" le parole di Prodi perché "giustificano il timore di Israele circa una progressiva erosione nella posizione europea di chiusura a Hamas fino a quando questo non avrà riconosciuto il diritto di Israele all' esistenza".

Trattare con Hamas, del resto, per il portavoce della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, significherebbe "condannare Abu Mazen" che "grazie al coraggio con il quale ha deciso di intraprendere una pace definitiva con Israele, sta rischiando la sua stessa sopravvivenza politica e fisica". Hamas, taglia corto l'ex presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, 'Amos Luzzatto, 'deve essere giudicato per la sua realtà presente e non per auspici futuri".

Antitrust: in 6 mesi 2 mln multe per truffe-consumatori

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/08/2007

ROMA - L'Antitrust affina le armi contro le truffe ai consumatori, soprattutto quelle per pubblicità ingannevole. Solo nei primi 6 mesi di quest'anno, il Garante ha inflitto multe per 2,18 milioni portando a quota 7,729 milioni il totale delle sanzioni degli ultimi due anni (344 le violazioni riscontrate dal 2005 tra i 385 casi di pubblicità ingannevole esaminati). Nella lista nera delle 'truffe' ai primi posti le telecomunicazioni, il turismo, le finanziarie ed i prodotti dimagranti. Per combattere il fenomeno il Garante annuncia l'aumento - grazie ai nuovi poteri attribuiti dal Governo - delle sanzioni, che potranno essere raddoppiate da 100 mila a 200 mila euro e la nascita di una direzione ad hoc.

Ancora troppe pubblicità ingannevoli per la telefonia fissa e mobile. Un "elevato livello di scorrettezza" nelle pubblicità del turismo. Anche un "pericolo per la salute" dagli spot di prodotti dimagranti che troppo spesso "omettono informazioni". L'Antitrust non usa mezzi termini nel descrivere "i settori più a rischio" nella "lista nera dei raggiri". E rafforza le sue armi: con i nuovi poteri conferiti da due decreti legislativi in materia di tutela dei consumatori ha attivato, il 3 agosto scorso, la nuova Direzione Pratiche Commerciali Sleali e messo a punto un'analisi dei primi due anni e mezzo della legge Giulietti sulla pubblicità ingannevole. I due provvedimenti recentemente approvati dal governo, che entreranno in vigore a dicembre 2007 per adeguare la normativa italiana alle direttive europee, dando più poteri (possibilità di agire d'ufficio anche con specifiche ispezioni e aumento delle sanzioni fino a 200.000 euro dalle attuali 100.000), "metteranno in condizione gli uffici del Garante, approvati i regolamenti interni, di effettuare interventi più efficaci e rapidi".

TELECOMUNICAZIONI -"Ancora troppe pubblicità ingannevoli", indica l'Antitrust: "Un fenomeno particolarmente grave vista l'estrema varietà ed evoluzione delle offerte che generano disorientamento nel consumatore". L'Autorità "continuerà a vigilare con particolare attenzione" e "ribadisce la necessità che gli operatori predispongano messaggi completi e chiari". Le "maggiori lacune informative" riguardano "costi mimetizzati (costi e condizioni dell'offerta pubblicizzata che il messaggio omette)", il "livello tecnologico necessario per usufruire di alcuni servizi", per esempio la copertura del segnale nel caso dei servizi Umts o per la la tv su cellulare, le offerte "cosiddette 'per sempre', ingannevoli perché in realtà è previsto un termine", e gli "obblighi nascosti".124 casi esaminati in due anni, con multe per 2,78 milioni. Solo 11 "assoluzioni", dato "che indica l'alto livello di scorrettezza dei messaggi pubblicitari del settore". (17 su 19 i casi ingannevoli nei primi 6 mesi e multe da 696.500 euro).

TURISMO - Anche in questo caso "elevato livello di scorrettezza, in grado, di pregiudicare il comportamento economico e il benessere dei consumatori". 19 su 20 i casi "conclusi con una decisione di ingannevolezza nell'ultimo anno e mezzo". Nel mirino "messaggi su strutture alberghiere, villaggi turistici, centri benessere, tariffe aeree, crociere, pacchetti vacanze", ed in particolare siti internet dove "la descrizione delle strutture appare omissiva o completamente falsa, in ogni caso induce in errore il consumatore, che non ha elementi per valutare l'offerta o addirittura ha informazioni false". Tra i casi più frequenti, le "strutture che si sono attribuite 'stelle' in più", mentre "numerosi altri procedimenti riguardano la descrizione dei villaggi turistici sui cataloghi dei tour operator' che "spesso si discostano in maniera eclatante dalla realtà". Nel turismo le multe dal 2005 a giugno 2007 ammontano a 201.600 mila euro.

PRODOTTI DIMAGRANTI E PSEUDO FARMACI - Sotto accusa la pubblicità di "prodotti in grado di produrre effetti dimagranti o tonificanti" senza diete né sport: molti "omettono informazioni". Per l'Antitrust "non fornire indicazioni sulla necessità di consultare preventivamente un medico e altre avvertenze, come attenersi alle dosi consigliate e non fare un uso prolungato del farmaco, può indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza, con conseguente pericolo per la salute. In un caso specifico l'Autorità ha valutato anche la "particolare debolezza psicologica" in cui si trovano i i consumatori con problemi di peso e cellulite". Dunque "consumatori deboli da tutelare con sanzioni più alte". In due anni per 35 casi sono state comminate sanzioni per 1,14 milioni di euro.

Subprime, Fed immette liquidita' per 2 mld di dollari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/08/2007

ROMA - La Fed immette 2 miliardi di dollari di liquidità nel sistema, con una nuova operazione di rifinanziamento pronti contro termine.

Questa mattina anche la Banca Centrale Europea ha immesso liquidità nel mercato per 47,665 miliardi al fine di apportare liquidità al mercato. La Bce continua a monitorare da vicino gli andamenti del mercato e l'asta serve a supportare ulteriormente la normalizzazione. La Banca Centrale lo ha indicato specificando, secondo quanto riporta Bloomberg, che le condizioni del mercato monetario "si stanno normalizzando". Nell'asta odierna, così come era avvenuto giovedì scorso 9 agosto, la Bce ha accettato il 100% delle richieste. Il tasso medio ponderato è pari al 4,07%, quello marginale al 4,06%. Il collocamento a tre giorni deciso venerdì 10 agosto (61,05 miliardi), intanto, è giunto oggi a maturazione. Il drenaggio netto è di 13,39 miliardi. L'intervento odierno è il terzo da giovedì 9 agosto. Solo la scorsa settimana la Bce ha iniettato nel mercato la cifra record di 156 miliardi.

L'Eurotower, comunque, non è stata l'unica a intervenire: sia la Fed sia la banca centrale del Giappone hanno deciso iniezioni di liquidità. L'attenzione è alta anche nel resto dell'Asia, con le banche centrali della Corea del Sud, delle Filippine, di Singapore, Indonesia e Malesia che si sono definite pronte a intervenire se il sistema lo richiederà. Il ministro dell'Economia sud coreano ha messo in evidenza la disponibilità a intervenire nel caso di necessità. Il governatore della banca centrale malese ha invece osservato che "c'é un elevato livello di liquidità" nei paesi in via di sviluppo dell'Asia.

Subprime: altro cash sul mercato, Bce rassicura

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/08/2007

ROMA - Altro denaro, altro cash, per sostenere i mercati alle prese col virus-subprime. Dopo un week end vissuto in apnea in attesa della riapertura delle piazze borsistiche, le grandi banche centrali del mondo, ad iniziare dalla Bce e della Fed, non hanno esitato ad intervenire ancora una volta con consistenti iniezioni di liquidità: 47,665 miliardi di euro dall' Eurotower e due miliardi di dollari dalla Federal Reserve.

Un segnale di attenzione e vigilanza, ma anche che la crisi va presa terribilmente sul serio. Sono state assicuranti, comunque, le parole della Bce che hanno accompagnato la nuova tranche di liquidità. Le condizioni del mercato monetario - ha detto Francoforte - "si stanno normalizzando". Parole cui ha fatto eco la Commissione Europea: "monitoriamo attentamente la situazione. Seguiamo gli sviluppi, anche se adesso sembra che i mercati si siano calmati, visto che le azioni intraprese hanno avuto gli effetti sperati".

Dal primo banco di prova, costituito dalla chiusura delle borse asiatiche e dall' apertura di quelle europee, sono infatti giunti segnali positivi: Tokyo ha chiuso a +0,22%; Seul a +1,14%; Shanghai a +1,34%. In terreno positivo anche le aperture in Europa, con Londra a segnare un +1,30% dopo le prime battute, Parigi +1,10%, Francoforte +0,50% e Piazza Affari +0,8%. L' asta odierna della Bce, la terza in tre giorni (il 9 agosto immessi 94,841 miliardi, il 10 agosto 61 miliardi), è stata decisa per "supportare ulteriormente la normalizzazione dei mercati". Si è trattato di un intervento in ogni caso minore rispetto a quello dei giorni precedenti, a dimostrare che la situazione si sta avviando alla "normalità". Terza operazione di rifinanziamento anche per la Fed: due miliardi immessi ma a fronte di richieste superiori ai 58 miliardi. Sempre al di là dell' Atlantico, è intervenuta nuovamente la Bank of Canada, con un' immissione di liquidità pari a 640 milioni di dollari.

Per ora, invece, nessun intervento da parte della Bank of England che sta a guardare ma si dice pronta ad intervenire in caso di necessità. Le nuove mosse di Fed e Bce alimentano le speculazioni sul futuro andamento dei tassi di interesse. I futures sui Fed Funds continuano ad esprimere una probabilità del 100% di taglio dei tassi d' interesse dal 5,25% al 5% in occasione della riunione del Fomc del 18 settembre. Sul fronte Eurotower, invece, gli analisti appaiono più divisi, anche se la maggioranza continua a scommettere in un rialzo al 4,25% il prossimo mese. La percentuale di coloro che ritiene, invece, che la Bce lasci i tassi invariati al 4% continua però a crescere. "Tutto dipenderà da cosa accadrà nelle prossime settimane", spiegano alcuni economisti.

La guardia per evitare i rischi legati ai subprime è alta anche in Asia. Se la Bank of Japan interviene con circa quattro miliardi di liquidità, gli altri istituti centrali guardano e valutano, dicendosi pronti a prendere le misure necessarie qualora ce ne fosse bisogno. Dalla Corea del Sud alla Malesia, dall' Indonesia a Singapore i governatori osservano che, grazie anche all' elevato livello di liquidità disponibile, sono pronti a soccorrere il sistema se sarà necessario.

Barca: tra un anno cedera' Ronaldinho al Milan

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/08/2007

ROMA - Il presidente del Barcellona Joan Laporta ha deciso: tra un anno cederà Ronaldinho al Milan. Lo scrive, sia nell'edizione cartacea che su quella on-line, il quotidiano sportivo spagnolo Marca, precisando che "il magnate, ed ex primo ministro, italiano ha ricevuto una promessa formale da Laporta per negoziare il trasferimento del brasiliano". Tutto però, e della cosa è già stato messo al corrente il fratello-procuratore dell'asso di Porto Alegre, Roberto de Assis, è rimandato all'estate del 2008, per una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai sessanta milioni di euro.

Berlusconi e i suoi collaboratori sono tornati alla carica per Ronaldinho - scrive Marca - facendo un'offerta di 60 milioni al club e anche al fratello di Ronaldinho. Il Barcellona ha detto di no in modo deciso, ma non così l'entourage del giocatore. In ogni caso i colloqui tra Milan e Barcellona sono sempre stati molto cordiali e l'ultimo è finito con una promessa concreta di Laporta: al termine della stagione entrante tratteremo, per questa è impossibile.

Il Barcellona sarebbe arrivato alla decisione di cedere Ronaldinho dopo l'esplosione, in questi match estivi, del suo nuovo talento Giovani Dos Santos, il messicano di origini brasiliane che ha segnato quattro gol e dato letteralmente spettacolo. Molto si conta anche sul sedicenne attaccante spagnolo Bojan Krkic, l'altro grande talento delle giovanili 'blaugrana' che in questa stagione farà il salto in prima squadra.

Usa, Bush perde braccio destro: si dimette Karl Rove

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/08/2007

WASHINGTON - L'amministrazione Bush perde un altro pezzo, e questa volta è un pezzo da novanta: Karl Rove, il fidato consigliere politico del presidente George W.Bush e lo stratega delle sue vincenti campagne presidenziali del 2000 e 2004, ha annunciato oggi al Wall Street Journal le dimissioni, che saranno effettive il 31 agosto. Rove ha motivato la decisione con ragioni familiari, e del resto è normale che verso la fine di un mandato presidenziale (negli Usa si vota nel novembre 2008) ci sia un esodo di funzionari dell'amministrazione in carica, che cercano più lucrosi impieghi nel settore privato. "Penso semplicemente che è arrivato il momento" di andarsene, ha detto Rove al Wall Street Journal.

C'é sempre qualcosa che può trattenervi qui e io avrei certo voluto restare (ma) devo farlo per la mia famiglia, ha aggiunto. Tuttavia la posizione di Rove negli ultimi mesi si era fatta difficile alla Casa Bianca, dopo essere stato coinvolto fin dal 2003 nel Ciagate (sarebbe stato lui a rivelare alla stampa che Valerie Plame, moglie di un ambasciatore critico della guerra in Iraq, era un agente segreto della Cia sotto copertura). Nelle scorse settimane inoltre Bush aveva dovuto avvalersi di una sua prerogativa presidenziale per bloccare un'audizione nel Congresso a maggioranza democratica del suo consigliere, tirato in ballo per la vicenda di nove procuratori federali licenziati dal ministro della Giustizia Alberto Gonzales. Una vicenda al centro di un duro scontro fra Casa Bianca e opposizione secondo la quale i licenziamenti sono stati un'epurazione politica.

Il Wall Street Journal ha detto che Rove meditava di andarsene già l'anno scorso, e che si è deciso adesso dopo che il capo dello staff della Casa Bianca Joshua Bolten ha avvertito tutti i funzionari più importanti che chi non lasciava prima di settembre avrebbe dovuto restare in carica fino alla fine del mandato di Bush, nel gennaio 2009. Fisiologico o meno, la perdita di Rove è un altro colpo per Bush, dopo le dimissioni di diversi ministri e alti funzionari, molti dei quali legati ai neocon, tra cui lo stesso ministro della Difesa Donald Rumsfeld. A una domanda del Wall Street Journal, se pensava di aver fatto errori nei suoi anni a fianco di Bush, Rove ha risposto: "Da settembre mi riposerò, e ci rifletterò su".

Un esercizio su 2 senza scontrino, chiusura per 313

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/08/2007

ROMA - Più di un commerciante o un artigiano su due non emette lo scontrino fiscale: a fronte di 81.184 controlli effettuati in 45.781 casi si è dovuto ricorrere infatti a "atti di contestazione" per la mancata emissione. E' l'ultimo dato dell'Agenzia delle Entrate secondo cui l'attività di controllo contribuisce a far "lievitare gli incassi" degli esercizi: dopo la 'visita' del fisco, infatti, i ricavi crescono mediamente del 25% nei quindici giorni successivi rispetto alle due settimane precedenti. E registrano un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo del 2006. Secondo gli ultimi dati, gli esercizi 'chiusi' - quelli cioé che sono stati trovati per la terza volta consecutiva a non emettere lo scontrino - sono saliti così a 313 alla fine del luglio scorso dall'avvio dei controlli nel novembre 2006 (erano 205 a fine giugno).

Martedì 14 Agosto 2007

Bronzi Riace: ritrovati 35 anni fa, ma forse erano tre

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/08/2007

di Francesco Gerace

ROMA - I due famosi Bronzi di Riace erano forse tre. E' questa l'ipotesi che si fa strada a 35 anni dal ritrovamento dei due guerrieri greci, avvenuto il 16 agosto 1972 nel mare di Riace, a un centinaio di chilometri da Reggio Calabria. L'ipotesi di una terza statua è legata alle scoperte di un ricercatore di Vibo, Giuseppe Braghò, secondo il quale mancano vari reperti che erano con i bronzi. Ma soprattutto una foto inedita mostrerebbe la presenza di una statua diversa da quelle che conosciamo. Sulla vicenda indaga la magistratura e Braghò ha indicato ai carabinieri il nome di una persona che all'epoca casualmente avrebbe assistito alla trafugazione di uno scudo e una lancia e che è pronta a testimoniare. Ma non è tutto, perché Braghò é venuto in possesso anche delle bobine registrate con la voce di un uomo che nel 1981 sosteneva di essere stato il mediatore tra emissari del Getty Museum americano, interessati a reperti archeologici venuti in possesso di alcuni pescatori.

Il fatto, se fosse vero, sosterrebbe la tesi, peraltro sempre rigettata dal Getty Museum, che alcuni reperti archeologici legati ai Bronzi di Riace abbiano preso la via dell'America. Ogni cosa andrà dimostrata, naturalmente. Ma della storia dei Bronzi di Riace molte domande sono ancora senza risposta. Ad esempio, non è chiaro da dove provenissero. Forse un porto greco, ma quale? E dove erano diretti? A Roma? E quando sono finiti in fondo al mare? Perfino il ritrovamento delle due statue, il 16 agosto '72, da parte del turista romano Stefano Mariottini, sub dilettante che trascorreva le vacanze a Riace, fu messo in discussione da quattro ragazzi del posto che dicevano di averle avvistate per primi. La storia fini' in tribunale e vinse Mariottini. Erano statue di straordinaria bellezza, forse del V secolo a.C. Alte 2 metri e 1,98 , raffigurano due guerrieri nudi. Uno barbuto, atletico, di colore nero. Il secondo più robusto, con il corpo verdastro e più lucido, privo di un occhio. Le statue trasmettono una sensazione di potenza e armonia. Con scarsa fantasia, per distinguerle vennero denominate statua A e statua B. Da allora questi sono i loro nomi. Restaurate prima a Reggio e poi a Firenze, nel 1980 il Presidente Pertini le volle al Quirinale, dove accorsero migliaia di visitatori. Un milione di persone le videro a Reggio fra il 1981 e il 1982. Uno dei bronzi raffigura Tideo, eroe dell'Etolia, figlio di Ares. L'altro sarebbe Anfiarao, guerriero che profetizzò la propria morte a Tebe.

Secondo gli esperti, le due statue forse facevano parte di un gruppo di bronzi collocato nella piazza principale di Argo, un monumento agli eroi che fallirono nella conquista di Tebe, e ai loro figli che riuscirono poi nell'impresa. Il gruppo di Argo comprendeva dunque i bronzi di Riace e altre statue, una quindicina in tutto. Ma che ci facevano i Bronzi nel mare di Calabria ? E' probabile che le due statue fossero in viaggio verso Roma, ma un naufragio ha rovinato tutto. E le altre 13 statue erano tutte insieme ai Bronzi? Ed erano altrettanto belle? Qualche dubbio potrebbe toglierlo un'indagine approfondita sulla presenza di materiali metallici rilevata nel 2004 da una nave americana nella zona del ritrovamento. Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha appena dato il via libera a una spedizione scientifica per verificare che cosa c'é sotto i fondali di Riace. Torniamo al terzo bronzo. Secondo la ricostruzione di Braghò, Mariottini, in una relazione del 17 agosto 1972, parlava di "un gruppo di statue" e affermava che "le due emergenti rappresentano due figure maschili nude... sono di colore bruno scuro (...) e si conservano perfettamente, il modellato è privo di incrostazioni evidenti".

A parte lo scudo che non c'é più - sottolinea Braghò - c'é una foto inedita che mostra un bronzo totalmente irriconoscibile per le incrostazioni, mentre le due statue sono definite dallo stesso Mariottini senza incrostazioni, anzi con modellato pulito. La foto mostra come il bronzo A non fosse affatto riconoscibile nei tratti. Allora qual è la seconda statua pulita cui fa riferimento Mariottini? Del resto, dell'esistenza del terzo bronzo si è sempre parlato senza però poterne dimostrare l'esistenza.

« Precedente

» Notizie » 2007 » Agosto | Commenti: Scrivi

Successiva »