DEI RICCHI

2007 - Luglio - Settimana 4

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Domenica 22 Luglio 2007

Perugia, 'scuola di terrore' nella moschea

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/07/2007

(di Claudio Sebastiani)

PERUGIA - Era una scuola di terrorismo quella che la polizia ha individuato in una moschea alla periferia di Perugia. Una cellula "jihadista", ritenuta vicina ad Al Qaida nella quale l'imam veicolava informazioni su come fabbricare una bomba o uccidere in un corpo a corpo, ma anche come pilotare un Boeing 747. Immagini di esecuzioni e violenze mostrate anche a ragazzi e ragazze per "educarli".

Tutto questo emerge dall'indagine 'Hammam' che stamani ha portato a tre arresti. In carcere sono finiti l'imam Mostapha El Korchi, 41 anni, marocchino come Mohamed El Jari, 47 anni, e Driss Safika, 46. Un quarto loro connazionale è invece latitante. A tutti la procura della Repubblica perugina ha contestato l'articolo 270-quinquies del codice penale. Li accusa cioé di avere ricevuto, e fornito per l'imam, addestramento e istruzioni sulla preparazione e uso di esplosivi, armi e sostanze chimiche. Su come realizzare gli ordigni e collocarli in un mercato o a una fermata dell'autobus, ma anche su come pilotare un Boeing 747. Informazioni che, secondo la polizia, Korchi scaricava da siti e forum Internet protetti, utilizzando parole chiave e programmi in grado in sfuggire a qualsiasi controllo. E' lui stesso - è emerso dall'indagine - a citare una pagina web di Al Qaida.

L'imam istruiva poi gli studenti della "scuola del terrore", un locale a piano terra di una palazzina di Ponte Felcino. In orari e contesti estranei alla normale attività di preghiera (e infatti la moschea non è stata chiusa). Intorno a lui ruotavano - ritengono gli investigatori - una ventina di magrebini ora indagati a piede libero. Le loro case sono state perquisite dalla polizia che ha trovato altri 13 clandestini. Tre sono stati arrestati per avere violato la legge sull'immigrazione e otto condotti ai Cpt (altri due espulsi). Secondo polizia e pm la moschea rappresentava il centro operativo dell'addestramento ed era presidiata 24 ore su 24 da Jari e Safika. Qui si praticava - ritengono ancora gli investigatori - non solo l'adesione all'ideologia più radicale ma anche di addestramento pratico alle azioni terroristiche. Un quadro accusatorio che per gli inquirenti si è rafforzato dopo le perquisizioni di stamani. Nella cantina dell'abitazione dell'imam c'erano nitriti, acido e ferrocianuro. Sostanze che di per sé non dicono niente, hanno sostenuto gli esperti dell'antiterrorismo in attesa delle analisi. Il sospetto è comunque che potessero servire a qualche sperimentazione. I controlli hanno poi portato a recuperare quelli che la procura definisce potenziali comandi a distanza per ordigni, timer e telefonini usati sembra. Gli inquirenti ritengono che il gruppo adottasse un sistema operativo analogo a quello dei sostenitori della jihad globale, un terrorismo diffuso fatto di atti di violenza di piccole cellule non legate da strutture stabili.

Oggi il questore di Perugia Arturo De Felice ha parlato di "indagine alle prime battute". Digos e Ucigos intendono infatti chiarire a cosa dovessero servire gli insegnamenti. Al momento non è infatti emersa alcuna applicazione delle lezioni di terrore. A cosa dovevano servire le tecniche veicolate? Seguendo uno straniero che frequentava la moschea di Ponte Felcino gli investigatori hanno comunque potuto ricostruire i contatti con altri elementi legati a cellule terroriste, tra cui un gruppo sospettato di aver collaborato agli attentato di Madrid, ha spiegato dal direttore dell' Ucigos Carlo De Stefano. Aspetti che devono essere chiariti. Oggi il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha sottolineato che l'indagine "ha portato a individuare non una predicazione più o meno radicale, ma l'utilizzo della moschea a fini di attività terroristica vera e propria", confermando "la necessità di mantenere sempre alta l'attenzione verso luoghi che dovrebbero essere solo di attività religiosa".

Complimentandosi con Amato e con le forze di polizia, il premier Romano Prodi ha sostenuto che l'operazione "ha consentito al Paese di sottrarsi ad una temibile minaccia". "Dagli... Dio è grande... dagli, dagli, dagli" le parole di Korchi commentando davanti alla figlia il video di un esecuzione. "Che Allah protegga i musulmani dagli americani, ebrei e cristiani. Che Allah li distrugga, li colpisca, che Allah li faccia soffrire... che Allah protegga i muhjaheddin" le parole dell'imam al termine della preghiera nella scuola del terrore.

Intercettazioni, Bertinotti bacchetta il Gip Forleo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/07/2007

(di Anna Laura Bussa)

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti bacchetta il Gip di Milano Clementina Forleo osservando con i suoi che "la diffusione di notizie riguardanti i rapporti tra magistratura e Parlamento costituisce un problema". A Bertinotti non sembra poi essere andato giù il fatto di essere chiamato in qualche modo in causa senza neppure disporre della carte: nessuna richiesta del Gip è ancora giunta a Montecitorio.

Il presidente della Camera non è l'unico a dare addosso al magistrato al centro delle polemiche per le ordinanze nelle quali chiede al Parlamento l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di alcuni politici, tra cui Fassino e D'Alema, che definisce "complici di un disegno criminoso". Anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella infatti ribadisce la sua decisione di ieri di acquisire le due ordinanze osservando che lui vuole evitare che ci siano "conflitti, antagonismi o esasperazioni" perché basta una sola "parola detta fuori posto" che si rischia di creare un "turbamento al sano rapporto che ci deve essere tra i poteri dello Stato che devono essere svolti non come potere, ma come servizio". Critica invece tutti l'ex capo dello Stato Francesco Cossiga, da Mastella a D'Alema e Fassino, anche se in particolare se la prende con il Gip sostenendo che il suo "é solo un sofisticato modo di insabbiare tutto", perché ha fatto in modo che ora sia il Parlamento ad assumersi l'onere di porre fine alle inchieste dicendo "no" alle sue richieste, anche per come sono state formulate. Ma per le polemiche di queste ore anche i Ds finiscono sotto attacco.

Soprattutto dai socialisti ed ex tali che non gli perdonano di criticare ora le toghe dopo che per decenni, soprattutto nel periodo di Tangentopoli, le hanno difese. "Chissà se ora Violante e i suoi sodali - dichiara Stefania Craxi - ripeterebbero quello che dissero e scrissero nel '92...''. E in particolare la figlia di Bettino fa riferimento ad un articolo su 'L'Unità di Violante nel quale l'esponente della Quercia diceva che un vero leader, anche se solo toccato dall'ombra di un sospetto, aveva il dovere di dimettersi. E anche Chiara Moroni scende in campo contro i diessini dichiarandoli "garantisti a corrente alternata". Mentre il responsabile Giustizia dello Sdi-Rnp Enrico Buemi parla provocatoriamente di "unità della sinistra" visto che ora, 'finalmente', anche i socialisti di ispirazione comunista la pensano allo stesso modo di quelli di origine 'turatin-craxiana'.

E critici nei confronti del partito di Fassino e D'Alema sono i 'forzisti' Gaetano Pecorella e Francesco Nitto Palma, con il primo che chiede l'accertamento assoluto dei fatti, che se 'provati getterebbero una luce inquietante sulla politica attuale'', e con il secondo che osserva come sarebbe scoppiato il putiferio a sinistra se a fare quello che fa oggi Mastella fosse stato l'ex Guardasigilli Castelli. Proprio Castelli infatti si sente chiamato in causa e spara a zero sul suo collega di oggi accusandolo di "un'azione improvvida" visto che non si capisce bene a che titolo acquisisca le ordinanze del Gip Forleo. E in più attacca anche il centrosinistra osservando che sono stati loro "gli artefici" di questo strapotere acquisito dalla magistratura a fronte di una politica invece "sempre più debole".

Ma per quanto a sinistra si tenti di solidarizzare con gli esponenti della Quercia, dicendo che per ora non si ravvisa alcuna responsabilità penale, il Prc, con il segretario Franco Giordano e con l'ex Pds Pietro Folena, prende le distanze da una "impostazione, come quella dei dirigenti Ds, che si impegnano per costruire un potere politico-finanziario". Mentre l'Italia dei valori insiste nell'annunciare il voto favorevole a che vengano utilizzate le intercettazioni dei sei uomini politici tra cui anche due esponenti di FI, nei processi per Bnl, Antonveneta, Rcs.

In molti, infine, compresi esponenti dell'Unione, notano il silenzio di Berlusconi nella vicenda ipotizzando che, forse, il fatto che debba essere valutata quasi in contemporanea dalla Camera la vicenda di Cesare Previti spingerebbe il leader di FI ad osservare una certa prudenza...

Ignorato' fino a un terzo degli inquinanti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/07/2007

ROMA - Le liste di sostanze inquinanti pericolose stilate dalle organizzazioni internazionali potrebbero aver 'ignorato' un terzo delle molecole dannose. E' il risultato di uno studio canadese sugli animali che vivono nell'Artico pubblicato dalla rivista Science, secondo cui molti inquinanti che non si accumulano negli anelli più bassi della catena alimentare, e per questo sono considerati innocui, in realtà si trovano in grande quantità in beluga, anatre, orsi polari.

La misura più comune della tendenza di una sostanza chimica a bioaccumularsi, cioé ad aumentare la sua concentrazione man mano che si sale nella catena alimentare, si concentra sulla sua solubilità nell'acqua. I policlorobifenili (Pcb), ad esempio, molto utilizzati dall'industria come lubrificanti e isolanti, non si sciolgono nell'acqua, ed è quindi molto difficile per gli organismi marini espellerli, tanto che nei pesci se ne trovano concentrazioni fino a 100 volte superiori a quelle delle alghe.

I tossicologi dell'università canadese di Burnaby hanno analizzato una serie di sostanze che invece si sciolgono facilmente nell'acqua, e quindi non si accumulano nei tessuti degli abitanti degli oceani. La lista dei composti studiati comprende pesticidi come il lindano, ma anche composti organici presenti in profumi e detergenti. Il risultato è stato che il livello di queste sostanze non aumenta in alghe, licheni e piccoli pesci, mentre c'é bioaccumulazione negli animali più grandi.

Stiamo ignorando moltissime sostanze - sostiene Frank Gobas, che ha coordinato lo studio - bisogna cambiare il modo di valutare la pericolosità degli inquinanti e riscrivere le regole. Secondo i ricercatori la spiegazione del fenomeno sta nelle caratteristiche della respirazione dei diversi organismi studiati: quelli che respirano nell'acqua bioaccumulano le sostanze come i Pcb o il Ddt perché queste non si sciolgono, a differenza di quelle oggetto di questo studio che invece sono espulse facilmente.

Negli animali che non hanno le branchie invece sia gli inquinanti idrosolubili che quelli non idrosolubili si accumulano nei tessuti, e non vengono eliminati, anche per il lento ritmo di respirazione. Il problema riguarda anche l'uomo: nel latte umano della popolazione degli Inuit i tossicologi canadesi hanno trovato alti livelli delle sostanze studiate. L'Artico è una zona particolarmente sensibile per gli inquinanti, a causa delle correnti atmosferiche e della temperatura che ne fanno il 'deposito' degli inquinanti di tutto il mondo.

Lo scorso anno il Wwf ha lanciato un allarme sugli effetti delle sostanze chimiche sugli animali della zona, che vanno dalle malformazioni ai disordini metabolici all'infertilità. Oltre che dall'inquinamento, gli animali sono minacciati anche dagli effetti del riscaldamento globale: un ultimo esempio lo ha fornito uno studio apparso questa settimana sulla rivista Polar Biology, secondo cui gli orsi polari sono sempre più costretti a lunghe migrazioni per trovare le condizioni adatte a fare il nido a causa dello scioglimento dei ghiacci. Monitorandone gli spostamenti via satellite gli scienziati dell'Istituto americano per la Sorveglianza Geologica (Usgs) hanno trovato che sulle coste artiche ormai nidifica il 37% degli orsi rispetto al 1998, mentre gli altri si spostano sempre più all'interno.

Intercettazioni, Prodi telefona a D'Alema e Fassino

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/07/2007

BOLOGNA - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha telefonato, nel pomeriggio, al vicepremier Massimo D'Alema e al segretario dei Ds Piero Fassino. Nel corso della telefonata, Prodi ha espresso solidarietà ai due esponenti dei Ds per le vicende legate alle intercettazioni telefoniche del caso Unipol.

LITE MASTELLA-DI PIETRO. CDL DIVISA(di Anna Laura Bussa)

E' ancora scontro tra il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro e il Guardasigilli Clemente Mastella. La decisione di quest'ultimo di far acquisire dai suoi uffici le ordinanze del Gip Clementina Forleo ravvisando una possibile "violazione della Costituzione" non riesce ad andare giù al leader dell'Italia dei Valori che torna ad attaccare il collega di governo affermando che è lui semmai che "attenta alla Costituzione". Al vetriolo anche la replica di Mastella: "Non sono io ad attentare alla Costituzione - ribatte - ma è l'ex Pm che spesso attenta al buon senso".

E mentre si consuma l'ennesimo incontro di boxe tra i due ministri del governo Prodi, Massimo D'Alema, uno dei sei politici per i quali il Gip chiede l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni, lancia un allarme: "Non si può crocifiggere in questo modo un cittadino formulando un giudizio che pare già una sentenza. Così salta per aria il sistema democratico". Quindi definisce "fragili, molto fragili" le argomentazioni del giudice di Milano "anche da un punto di vista giuridico". La vicenda Forleo-intercettazioni agita le acque anche nella Cdl che si divide, con Forza Italia che ribadisce il suo essere garantista e An che invece prende le difese del magistrato e chiede al Csm di 'censurare' l'operato del ministro della Giustizia, come afferma l'ex magistrato e senatore di An Alfredo Mantovano. Il vice-coordinatore di FI Fabrizio Cicchitto invece ritiene che sia in azione quel 'circo-mediatico-giudiziario' che si è già visto all'epoca di Tangentopoli e invita "chi è stato garantista ad esserlo anche oggi". Il presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere Carlo Giovanardi intanto si associa alle critiche di ieri dei presidenti delle Camere e si lamenta che "gli unici organi costituzionalmente preposti a pronunciarsi su queste ordinanze sono gli unici a non conoscerle" visto che a Montecitorio e a Palazzo Madama "nonostante siano da giorni sui giornali" non é ancora arrivato nulla.

Ma è la guerra a distanza tra Mastella e Di Pietro a tenere banco, soprattutto per i toni usati. "Continuare ad infierire su Mastella - dichiara nel pomeriggio il leader dell'Idv - sarebbe come sparare sulla Croce Rossa visto che non conosce i fondamentali del diritto". Quelli di un magistrato infatti, sottolinea, "sono atti giurisdizionali" sui quali può intervenire solo un organo giurisdizionale e non certo il governo che così facendo "violerebbe la Costituzione". Mastella però non ci sta e ribadisce che lui la legge la rispetta "come sa bene l'ex Pm che tentò inutilmente di crearmi difficoltà giudiziarie su fatti inesistenti...". Pronto l'affondo di Di Pietro che accusa il Guardasigilli di aver "colto al volo" la situazione solo per "ingraziarsi forze politiche di destra e sinistra in vista di scenari politici futuri".

Lo scontro tra i due ministri piace poco a Unione e Cdl. Il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli invita Di Pietro e Mastella a comunicare "di più tra loro invece che attraverso gli organi di stampa" per il "bene del governo". Mentre il presidente dei senatori di An Altero Matteoli invita Prodi a prendere posizione dando ragione all'uno o all'altro "visto lo scontro violento in atto". "La politica eviti invece di dividersi", è l'appello che lancia il segretario Dc Gianfranco Rotondi visto che le intercettazioni "fin qui note non hanno rilevato un particolare coinvolgimento dei dirigenti diessini". Giovanardi invece si stupisce poco della rissosità dei due visto che "tutti i ministri del governo Prodi litigano sempre su tutto".

Esordio Usa da star, delirio per Beckham

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/07/2007

CARSON - Appena un quarto d'ora in campo, ma è bastato per far andare in delirio i 27.000 accorsi allo stadio di Carson. L'avventura americana di David Beckham è cominciata da star: il campione inglese ha fatto il suo esordio con la maglia dei Galaxy di Los Angeles nell'amichevole di lusso con il Chelsea, vinta però dal club londinese 1-0 grazie alla rete al 4' della ripresa di John Terry.

Il dolore alla caviglia aveva tenuto con il fiato sospeso i tanti appassionati del pallone a stelle e strisce: giocherà o non giocherà, si chiedevano ancora i tifosi che hanno affollato le tribune dell'Home Deport Center nella cittadina californiana, fino ad esplodere in un boato quando al 33' del secondo tempo, al posto di Gordon, è entrato in campo lo Spice Boy. Capelli cortissimi e nuova casacca, Beckham, che non giocava da oltre un mese, ha toccato poche volte il pallone, ma i suoi interventi sono stati sempre accompagnati da calorosi applausi. "Sono veramente onorato di aver potuto giocare anche solo per quindici minuti - ha detto l'inglese - Mi sono allenato da quando sono arrivato qui (il 13 luglio ndr)".

E per vedere Beckham in campo sono arrivati in tanti, anche tra i personaggi famosi: la tribuna vip del piccolo stadio era degna della passerella di Hollywood. Ad applaudire Beck c'erano tra gli altri, oltre alla moglie Victoria, Sharon Stone, Eva Longoria, neo sposa del cestista Tony Parker, Katie Holmes, moglie di Tom Cruise grande amico dei Beckham e lo stesso governatore della California Arnold Schwarzenegger. Per l'amichevole di prestigio con i londinesi, il club californiano aveva anche messo il tappeto rosso all'ingresso dell'impianto nel sobborgo di Los Angeles. L'ennesimo omaggio all'ex stella del Real Madrid, sbarcata in Usa a suon di milioni e entrata subito nei cuori dei tifosi americani: la 'Beckhamania' è già scoppiata.

Lunedì 23 Luglio 2007

Freni e gomme inquinano piu' dei motori

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/07/2007

ROMA - Per quanto basse si possano rendere le emissioni del motore di un'auto, questa rimane sempre un pericolo per l'ambiente ma i maggiori colpevoli sono, secondo quanto afferma uno studio apparso sulla rivista Environmental Science and Technology della Società Chimica Americana, freni e pneumatici, maggior fonte di emissione di metalli inquinanti.

I ricercatori dell'università di Kalmar, in Svezia, hanno confrontato diverse fonti di metalli inquinanti nella città di Stoccolma, dalle automobili, alle costruzioni, alle verniciature. In particolare per le automobili è stato separato il contributo dovuto al tubo di scappamento da quello causato dall'usura di freni e pneumatici e dall'attrito sull'asfalto.

Il risultato è stato che in città le auto, anche senza il contributo della combustione del motore, sono i principali inquinanti (poco più del 50% del totale). In particolare freni e gomme costituiscono la più larga fonte di zinco (5 tonnellate all'anno emesse nella sola città di Stoccolma), rame (3,8 tonnellate) e antimonio (0,8 tonnellate).

"Da molti punti di vista Stoccolma è una città nella media, con 700mila abitanti distribuiti su un'area di 190 chilometri quadrati - scrivono gli autori nell'articolo - per cui i risultati possono essere estesi a molti altri centri urbani".

Ricerche simili sono state fatte anche in Italia, e hanno rivelato che freni e pneumatici contribuiscono molto di più del motore anche al totale delle polveri sottili: "Per i motori a benzina il 90% delle emissioni di Pm10 è dovuto all'attrito - conferma Stefano Caserini, docente del Politecnico di Milano che ha seguito uno studio su questo tema per l'Arpa della Lombardia - un po' meno per i diesel. C'é da dire che la natura è diversa, quelle del motore sono più tossiche, ma di fatto una buona percentuale di particelle pericolose sono state trovate anche nelle emissioni da freni e pneumatici. Inoltre bisogna tener presente che queste ultime nei conteggi fatti dalle centraline sono già calcolate".

Prosciolto medico che interruppe trattamento Welby

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/07/2007

ROMA - L'anestesista Mario Riccio che interruppe la ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire è stato prosciolto dall'accusa di 'omicidio del consenziente'. La decisione è del gup di Roma Zaira Secchi. Non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato. E' la formula utilizzata dal gup Secchi per sentenziare il proscioglimento di Mario Riccio. In pratica, il giudice ha stabilito che Piergiorgio Welby aveva il diritto di chiedere di interrompere il trattamento medico cui era sottoposto, e l'anestesista che interruppe la ventilazione artificiale aveva il dovere di assecondare questo diritto. Piergiorgio Welby, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, morì a Roma nel dicembre scorso.

L'8 giugno il gup di Roma Renato Laviola respinse la richiesta di archiviazione della posizione di Riccio, chiedendo alla procura di Roma di formulare un 'capo di imputazione coatto' e chiedere il rinvio a giudizio del medico per il reato di 'omicidio del consenziente'. Il procuratore Giovanni Ferrara ed il sostituto Gustavo De Marinis, titolari dell'inchiesta, preannunciarono che, in sede di esame della richiesta di rinvio a giudizio, la loro posizione sarebbe stata la stessa. Oggi, infatti, il pm Francesca Loy ha sostenuto davanti al gup che con l'interruzione della ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby praticata da Riccio é stato attuato un diritto del paziente che "trova la sua fonte nella Costituzione e in disposizioni internazionali recepite dall'ordinamento italiano e ribadito in fonte di grado secondario dal codice di deontologia medica", sollecitando il proscioglimento dell'indagato.

Era un dovere di Riccio - ha detto a conclusione dell'udienza l'avvocato Giuseppe Rossodivita, difensore dell'anestesista - staccare il respiratore perché così aveva chiesto il paziente. E' una sentenza molto importante che riconosce il diritto del malato di rifiutare la terapia o la prosecuzione di terapie non volute.

Costa D'Avorio, rimpatriati i peacekeeper dell'Onu accusati di violenze sessuali

Rainews24, http://www.rainews24.it, 23/07/2007

Ogni operatore umanitario marocchino che abbia commesso abusi sessuali durante la missione Onu di peacekeeping in Costa d'Avorio sarà rimpatriato e punito secondo le leggi del suo Paese. Lo ha riferito Margherita Amodeo, portavoce delle Nazioni Unite.

Un battaglione di 730 peacekeeper marocchini di stanza nella città settentrionale di Bouake è stato confinato nel proprio quartier generale, dopo le accuse di violenze sessuali. Solo un'unità del battaglione, ha specificato la portavoce, è finita sotto accusa.

Non si conoscono i dettagli delle imputazioni. L'Onu ha fatto soltanto sapere che gli abusi sessuali sarebbero stati commessi su ragazze di età inferiore ai 18 anni.

Le Nazioni Unite avevano annunciato venerdì di aver sospeso tutte le attività del loro contingente di stanza in Costa d'Avorio, dopo che un'investigazione interna aveva messo in luce "accuse schiaccianti per ripetuti abusi sessuali" nei confronti di un gruppo di peacekeeper.

In Costa d'Avorio, gli 8.000 caschi blu dell'Onu sono affiancati dai soldati francesi dell' "Operazione Liocorno" per vigilare sul rispetto del cessate il fuoco tra il sud, sotto il controllo delle forze governative, e il nord, in mano ai ribelli delle Forze Nuove.

Funzionari dell'Onu hanno detto che più di 300 membri delle missioni di peacekeeping sono stati messi sotto accusa negli ultimi tre anni per abusi sessuali, in Paesi come Congo, Cambogia e Haiti.

Padre della nazione afghana' - Scheda

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/07/2007

ROMA - L'ex re afghano Mohammed Zahir Shah, il 'padre della nazione afghana', è morto oggi all'età di 92 anni. Fece rientro in Afghanistan il 21 marzo 2001, dopo 29 anni di esilio trascorsi a Roma. L'ex monarca visse in Italia da quando fu detronizzato, nel 1973, da un colpo di stato organizzato dal cugino e suo ex primo ministro Mohammad Daoud, mentre si trovava a Capri per cure termali con la moglie. Zahir Shah viene da una lunga dinastia di re pashtoun che risale al 1747, ed era parente alla lontana dell'attuale presidente afghano Hamid Karzai. Il suo regno è ricordato come uno dei più pacifici nella turbolenta storia del paese asiatico. Nato a Kabul il 15 ottobre del 1914, Zahir Shah ha ricevuto parte della sua educazione in Francia, tornò poi in patria per l'addestramento militare.

E' salito al trono nel 1933 dopo l'assassinio del padre da parte di uno studente squilibrato. Divenuto re giovanissimo, per due decadi rimase pressoché in ombra, lasciando a tre zii la responsabilità di condurre il governo del paese, ma poi gradualmente acquistò sicurezza, fino a prendere il controllo totale dell'Afganistan nel 1953, quando ne iniziò una cauta modernizzazione. Nel 1956 avviò un piano di riforme dando vita ad una monarchia costituzionale, favorendo l'elezione del primo parlamento. Appoggiò la fine del 'purdah' (l'obbligo del velo per le donne) e usò fondi stranieri per sviluppare le infrastrutture allora ancora medioevali del paese, cercando di trovare un equilibrio tra gli interessi del confinante gigante sovietico e quelli occidentali. Non riuscì tuttavia a evitare gli attriti col vicino Pakistan e a placare le lotte tribali e le rivalità tra i partiti del paese.

Le grandi carestie del 1971 e 1972 portarono l'Afghanistan alla disperazione e indebolirono enormemente il prestigio dell'allora re che poi venne deposto da Daud, il quale, a sua volta, fu poi ucciso in un altro colpo di stato cui fece seguito nel 1979 l'ingresso delle truppe sovietiche nel paese, in appoggio a un governo di ispirazione comunista. Durante il lungo esilio a Roma, Zahir mise in piedi più volte iniziative di pace, soprattutto per dare una voce all resistenza rimasta fino esclusa dal negoziato avviato dall'Onu sull'Afghanistan. Il suo ritorno al fare politica fu però aspramente criticato da esponenti dei guerriglieri islamici radicali che minacciarono di morte l'ex sovrano. Già dal 1993 l'ex monarca aveva indicato nella convocazione della Loya Jirga - la grande assemblea intertribale che nella tradizione afghana riunisce i principali esponenti del mondo politico e sociale - una possibile soluzione alla guerra civile. Negli ultimi mesi di permanenza in Italia, la residenza romana di Zahir fu teatro di numerosi incontri con la diplomazia internazionale e con esponenti della resistenza contro il regime taleban, fino a quando si arrivò all'accordo del 5 dicembre 2001 tra le varie fazioni afghane nella conferenza di Bonn, con la designazione di Hamid Karzai alla guida di un'amministrazione provvisoria del Paese, che spianò anche la strada per un suo ritorno a Kabul.

L'ira di Fassino contro il gip Forleo: precostituisce giudizi infondati

Rainews24, http://www.rainews24.it, 23/07/2007

Condivido ogni parola del discorso del Presidente Napolitano e mi auguro che tutti ne facciano tesoro, chi fa politica e chi è impegnato in incarichi e compiti istituzionali delicati da cui deriva la credibilità dell'Istituzione dello Stato. Così il segretario Ds Piero Fassino alla Festa dell'Unita' di Carpi (Modena), dopo l'intervento del Capo dello Stato per stemperare i toni della battaglia politica.

Il caso Unipol

Nel pomeriggio, lo stesso Fasssino aveva chiuso la sua relazione al comitato politico dei Ds con un duro attacco al gip di Milano Nioletta Forleo. "Alla dottoressa Forleo riconosco il diritto di chiedere al Parlamento l'utilizzo delle intercettazioni. Ma non le riconosco il diritto di precostituire giudizi infondati senza accertamenti". "In Italia - ha aggiunto - lo Stato di diritto è ancora fondato sulla presunzione di innocenza e non su quella di colpevolezza".

Queste vicende si commentano da sole - ha poi ribadito il leader dei Ds - e non serve aggiungere altro. Dopo aver ringraziato "tutti i compagni per le dimostrazioni di solidarieta"', Fassino ha insistito: "Nessuno di noi è stato parte di progetti criminosi, ed è offensivo solo pensarlo, per chi ci conosce. Non abbiamo nulla da rimproverarci o da nascondere, siamo sereni e possiamo continuare a fare politica come l'abbiamo fatta fin qui, dando serenità a tutto il partito".

Due anni fa - ha ricordato citando il suo intervento a una direzione della Quercia del 2005 - ebbi modo di dire che un partito, soprattutto quando è grande, può anche sbagliare. ma il nostro è un partito di gente per bene, che fa ciò in cui crede e che crede in quello che fa. Cosi' abbiamo conquistato forza, stima e credito.

Innocente tre anni in carcere, ma niente risarcimento

ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/07/2007

BOLZANO - Niente risarcimento per Florian Sulzenbacher, il 35 enne altoatesino rimasto tre anni ingiustamente in carcere con l'accusa di aver ucciso l'austriaca Carmen Wieser, 19 anni, delitto poi confessato da un camionista tedesco che è stato poi condannato.

La corte di appello di Bolzano ha infatti respinto la richiesta di un risarcimento che i legali dell'uomo avevano quantificato in 516 mila Euro. Anche l'avvocatura generale aveva dato parere favorevole ad un risarcimento però non superiore a 350 mila Euro. La decisione della Corte d'Appello è stata resa nota dall'avvocato Mauro De Pascalis, legale di Sulzenbacher. Per il legale la Corte ha basato la sua decisione "su una ricostruzione del tutto inesatta della vicenda".

Martedì 24 Luglio 2007

Pensioni: ''restano rischi per sostenibilita' dei conti''

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/07/2007

Anche dopo la riforma la spesa per le pensioni, attualmente già al 14% del Pil, rimarrà tra le più alte nell' Unione europea e i rischi per la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche restano: lo afferma il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, a proposito dell'accordo sulle pensioni raggiunto tra Governo e sindacati. Per Almunia, comunque, è positivo che "i requisiti per il pensionamento vengono gradualmente allineati con quelli degli altri Paesi europei" e che la riforma verrà finanziata all'interno dello stesso sistema previdenziale.

MARINI, IN SENATO SARA' DURA MA SERVE TROVARE VIA - "Sarà dura, non c'é dubbio che il dibattito sarà forte, ma occorre trovare una via per evitare la rottura". Così il presidente del Senato, Franco Marini, risponde durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio, a chi gli chiede delle difficoltà della maggioranza sulla riforma previdenziale che potrebbero diventare di particolare ostacolo quando il dossier pensioni approderà a palazzo Madama. Marini non nega, dunque "le difficoltà" ma mostra anche ottimismo e assicura: "Con il nostro lavoro ce la faremo".

DA CGIL SI'TRAVAGLIATO,SI ATTENDE CONFINDUSTRIA - La Cgil firmerà per senso di responsabilità il protocollo presentato dal governo sul nuovo Welfare, ma esprimerà tutto il suo dissenso in particolare per quanto riguarda la parte sul mercato del lavoro. E lo farà con un atto formale: una lettera al premier, Romano Prodi. Al termine di un lungo direttivo notturno durato circa sei ore, cominciato ieri sera, il parlamentino di Corso d'Italia ha approvato con 92 voti a favore il documento presentato dal leader confederale, Guglielmo Epifani, a nome della maggioranza della segreteria, favorevole alla sottoscrizione del protocollo. Ventidue voti, invece, sono andati ad un documento alternativo presentato da Nicola Nicolosi ('Lavoro e Società, Cambiare Rottà), firmato dal segretario confederale Paolo Agnello Modica e dal segretario nazionale della Fiom (metalmeccanici), Giorgio Cremaschi (leader di 'Rete 28 Aprile') nel quale si chiedeva di non firmare. Mentre tra gli otto astenuti c'é il segretario generale delle 'tute blu', Gianni Rinaldini. Un sì sofferto, dunque, da parte della Cgil, che ritiene responsabile firmare l'accordo per non perdere tutto, anche quindi ciò che di positivo ha portato il lavoro di questi mesi. In particolare, gli interventi annunciati sulla rivalutazione delle pensioni basse, sugli ammortizzatori sociali e sui giovani. Le critiche, invece, sono indirizzate soprattutto alla parte riguardante la modifica dello scalone, lo staff leasing (su cui la scelta del governo è considerata 'ambigua'), i contratti a termine e la sovra-contribuzione degli straordinari. Lo staff leasing, infatti, non sarà eliminato come chiesto dalla Cgil, ma la sua ridefinizione sarà decisa da una commissione. Intanto per oggi è prevista la riunione unitaria degli esecutivi di Cgil, Cisl e Uil per stabilire la consultazione dei lavoratori. E, nei prossimi giorni, è attesa la decisione di Confindustria se firmare o meno il protocollo presentato ieri dall'Esecutivo. Sulla questione gli industriali riuniranno il direttivo.

Libia, rilasciati infermiere e medico bulgari

Rainews24, http://www.rainews24.it, 24/07/2007

Sono stati rilasciati le infermiere e il medico bulgari detenuti in Libia con l'accusa di avere infettato con il virus dell'Aids oltre 400 bambini dell'ospedale di Bengasi, alcuni dei quali sono morti. Il gruppo è tornato a Sofia su un aereo della presidenza francese. La liberazione è avvenuta grazie alla mediazione della moglie del presidente francese, Cecilia Sarkozy, che si trova sul velivolo. Le infermiere ed il medico erano stati condannati in un primo momento alla pena capitale commutata poi all'ergastolo dopo un accordo sull'indennizzo alle famiglie delle vittime.

Una vicenda lunga otto anni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/07/2007

ROMA - La vicenda delle cinque infermiere bulgare e del medico di origine palestinese, liberati oggi dalla Libia e ritornati in Bulgaria, è iniziata oltre otto anni fa. Ecco una cronologia essenziale dei fatti:

16 febbraio 1999 - Valya Chervenyashka, Snezana Dimitrova, Nasya Nenova, Valentina Siropulo, Kristiana Valceva e Ashraf Ahmad Jum'a vengono arrestati in Libia con l'accusa di aver inoculato deliberatamente il virus dell'Aids in 426 bambini nell'ospedale di Bengasi.

16 giugno 2001 - Viene richiesta la pena di morte, ma i sei si dichiarano non colpevoli.

26 agosto 2002 - Tre delle accusate sostengono di essere state maltrattate e torturate per estorcere loro la confessione.

3 settembre 2003 - Deposizione del professore italiano Vittorio Colizzi e del francese Luc Montagnier. A loro parere la contaminazione è il risultato delle cattive condizioni igieniche dell'ospedale. Sulla vicenda intervengono famosi scienziati, che lanciano appelli e pubblicano studi per tentare di scagionare gli operatori sanitari.

6 maggio 2004 - Le infermiere e il medico vengono condannati a morte e fanno richiesta di appello. La Corte suprema libica, a fine anno, annulla la sentenza e ordina un nuovo processo.

11 maggio 2006- Inizio del nuovo processo a Tripoli.

19 dicembre - Gli imputati vengono nuovamente condannati a morte e presentano appello contro la sentenza.

31 maggio 2007 - Idriss Lagha, portavoce dei familiari delle vittime riferisce che "i rappresentanti delle famiglie dei bambini e il primo ministro britannico Tony Blair hanno raggiunto un accordo per giungere ad una soluzione con la comunità internazionale che sia soddisfacente per tutte le parti coinvolte e metta fine alla crisi.

10-11 giugno - Negoziati fra gli emissari europei e i diplomatici libici.

19 giugno - Sofia annuncia di aver concesso la cittadinanza bulgara al medico palestinese.

20 giugno - Comincia processo d'appello.

27 giugno - Le infermiere e il medico vengono processati a Tripoli per diffamazione, per aver detto di essere stati picchiati, torturati con gli elettrochoc e minacciati con cani. Un mese prima, gli imputati erano già stati assolti al termine di un processo per diffamazione intentato da tre poliziotti e un medico.

10 luglio - La Fondazione Gheddafi annuncia di aver ottenuto l'accordo delle famiglie dei bambini contaminati, che hanno accettato risarcimenti in vista di una soluzione del caso delle infermiere e del medico condannati in Libia.

11 luglio - La Corte suprema conferma la condanna a morte.

12 luglio - Visita a sorpresa in Libia della 'first lady' francese Cecilia Sarkozy, che incontra le infermiere e i familiari di alcuni dei bambini contaminati ed è ricevuta dal colonnello Gheddafi.

15 luglio - La Fondazione Gheddafi conferma che i familiari dei bambini contaminati hanno accettato un risarcimento di un milione di dollari per ognuna delle vittime.

17 luglio - Le famiglie incassano il risarcimento e rinunciano alla pena di morte per i sei imputati. Il Consiglio superiore per le istanze giudiziarie annuncia che la condanna alla pena capitale viene commutata in ergastolo. 24 luglio - I sei bulgari vengono liberati e consegnati a una delegazione di negoziatori composta dal commissario Ue Benita Ferrero Waldner, dalla moglie del presidente francese Cecila Sarkozy e dal segretario generale dell'Eliseo Claude Gueant, che si sono recati a Tripoli. Un aereo della presidenza francese li riporta in patria, dove il presidente Giorgi Parvanov li grazia.

Bulgari liberati: presidente ha firmato decreto grazia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/07/2007

SOFIA -Poco prima delle 10:00 ora locale, le cinque infermiere bulgare e il medico di origine palestinese condannati a morte in Libia con l'accusa di aver contagiato con Aids centinaia di bambini libici, sono rimpatriati a Sofia dopo un calvario di otto anni. Subito dopo l'arrivo, la loro condanna, già commutata in ergastolo da Tripoli, è stata revocata con decreto di grazia firmato dal presidente bulgaro Giorgi Parvanov.

Appena scese la scaletta dell'aereo messo a disposizione dalla presidenza francese, le cinque donne, in lacrime, hanno abbracciato per lunghi minuti i familiari giunti ad accoglierle. Sull'aereo che ha riportato a Sofia i sei bulgari c'erano anche Cecilià Sarkozy, la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy che in questi giorni ha fatto valere tutto il suo peso in Libia per una soluzione del caso e che domani si recherà in visita a Tripoli, la commissaria per gli affari esterni dell'Ue, l'austriaca Benita Ferrero-Waldner e il segretario generale dell'Eliseo Claude Gueant.

Quello che in cui non sono riusciti in otto anni decine di uomini, ci sono riuscite due donne in tre giorni, ha commentato la tv pubblica bulgara Btv nella diretta. Dietro una mobilitazione internazionale senza precedenti, il caso delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese, che qualche settimana fa ha acquisito la cittadinanza bulgara, ha avuto una svolta pochi giorni fa con la commutazione della condanna a morte in ergastolo da parte del Consiglio supremo di giustizia libico. I sei erano stati condannati a morte con l'accusa, da loro respinta, di avere deliberatamente inoculato in un ospedale di Bengasi il virus dell'Aids in oltre 400 bambini libici, decine dei quali sono morti.

Secondo pareri concordi di rinomati esperti internazionali, mai presi in considerazione dalla giustizia libica, il contagio era dipeso invece dalle pessime condizioni igieniche dell'ospedale. Prima di arrivare alla commutazione della pena la Libia aveva negoziato con la comunità internazionale un indennizzo di 400 milioni di dollari alle famiglie delle vittime (un milione di dollari, 725.000 euro, per bambino). A Parigi oggi Sarkoky ha assicurato che né la Francia né l'Ue hanno pagato la Libia per ottenere il rilascio. Oltre a lodare la moglie per la sua missione, il presidente francese ha poi confermato che domani si recherà in Libia assieme al ministro degli esteri Bernard Kouchner. La commissaria Ue ha annunciato, in dichiarazioni a Sofia, che "la loro liberazione apre la strada a nuove, approfondite relazioni fra Ue e Libia".

Sollevato il presidente Parvanov per la soluzione del "drammatico caso delle innocenti infermiere condannate in Libia". Soddisfatto anche il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso che assieme a Sarkozy ha "salutato il gesto di umanità della Libia". La tv Btv ha riportato anche un commento di una delle infermiere: "non posso ancora credere che tutto sia finito", ha detto Kristiana Vulceva assicurando che non vorrà serbare solo ricordi negativi della Libia né rancore.

Doping, assolto Petacchi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/07/2007

ROMA - La Commissione Disciplinare della federciclismo ha assolto Alessandro Petacchi. Al ciclista era stato riscontrato in un controllo del 23 maggio scorso un quantitativo di salbutamolo superiore al consentito e la Procura antidoping aveva chiesto nei suoi confronti un anno di stop.

PETACCHI,VITTORIA TRA PIU' BELLE DELLA VITA - "E' una delle più belle vittorie della mia vita": Alessandro Petacchi è scoppiato in un pianto a dirotto insieme alla moglie Anna Chiara, subito dopo la lettura della sentenza che lo ha assolto respingendo la richiesta della procura antidoping di un anno di squalifica. E quando il presidente della disciplinare della Federciclismo Vincenzo Ioffredi ha terminato la lettura, lo sprinter non ha retto all'emozione: "Non auguro a nessuno di soffrire quello che ho sofferto io perché questa è stata la più brutta esperienza dalla mia vita", ha aggiunto Petacchi, gli occhi rossi dal pianto.

Ho sempre creduto di non aver fatto niente, e ora esco a testa alta - ha ancora aggiunto Petacchi -. La decisione delle disciplinare dà più credibilità a tutti, perché dimostra che c'é giustizia, e c'é chi è colpevole e chi no. Potevo rovinare una squadra intere invece sono stato giudicato molto seriamente. "Non avevo fatto niente di male e questa decisione dimostra che da un lato la lotta al doping è giusta e che dall'altra la situazione è molto migliorata. io ho trovato una disciplinare all'altezza", ha concluso Petacchi.

PER PETACCHI FARMACO A FINI TERAPEUTICI - Le tracce di 'salbutamolo' trovate nelle urine di Alessandro Petacchi erano "il frutto di un'assunzione del farmaco a fini terapeutici e per via inalatoria". Ritenendo "provata" questa circostanza, la Disciplinare della Federciclismo, come informa la Fci in una sua nota, ha deciso il proscioglimento del velocista spezzino dalle accuse di doping, respingendo così la richiesta di un anno di stop. Il salbutamolo è un betastimolante che esplica una spiccata attività broncodilatatrice, usato dunque per il trattamento delle crisi da broncospasmo, ovvero contro l'asma o le allergie delle vie respiratorie; è il principio base di farmaci come Ventolin o Broncovaleas. Nella lista dei farmaci dopanti dell'agenzia mondiale antidoping (WADA) è considerato un farmaco a restrizione d'uso: ovvero è assumibile solo dietro prescrizione medica e con una soglia di 1000 nanogrammi.

La Disciplinare della federciclismo era presieduta oggi dall'avvocato Vincenzo Ioffredi, dai componenti avvocati Michele Signorini e Salvatore Sciacchitano, assistita dal segretario della Commissione Alessandro Bezzi; a rappresentare la procura antidoping del Coni c'era l'avvocato Cesare Micheli, con un consulente. Petacchi, deferito il 2 luglio scorso, si è presentato all'udienza presso la Curva Nord dello stadio Olimpico assistito dagli avvocati Maria Laura Guardamagna, Agostino Guardamagna e Virginio Angelini, e da tre consulenti di parte. Hanno testimoniato inoltre il medico del team Milram dottor Claudio Sprenger e il compagno di squadra Brett Lancaster.

VINOKOUROV POSITIVO AL TOUR - Il kazako Alexander Vinokourov è risultato positivo ad un controllo antidoping dopo la cronometro di Albi del Tour de France. Lo rivela il sito internet del quotidiano L'Equipe. Il prelievo sanguigno a cui è stato sottoposto il kazako dell'Astana dopo la gara avrebbe rivelato la presenza di due tipi differenti di globuli rossi, segno che Vinokourov si sarebbe sottoposto a trasfusione con un sangue compatibile. L'analisi sanguigna è stata effettuata dal laboratorio parigino di Châtenay-Malabry.

Il controllo antidoping positivo di Vinokourov è avvenuto dopo la tappa a cronometro di sabato scorso che il kazako aveva vinto ad Albi. Il corridore, 33 anni, ha subito un altro controllo sanguigno ieri a Loudenvielle al termine della 15/a tappa, egualmente vinta. Prima del Tour il presidente dell'Uci Pat Mc Quaid aveva stigmatizzato i suoi rapporti con il medico italiano Ferrari. Vinokourov è attualmente 23/o in classifica a 28'11" dal leader Ramussen. Prima di lui erano stati trovati positivi lo statunitense Tyler Hamilton e lo spagnolo Santi Perez per trasfusione omologo, metodo vietato dal 2004.

Mercoledì 25 Luglio 2007

Gargano brucia ancora, oltre 4.000 sfollati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/07/2007

PESCHICI (FOGGIA) - Hanno continuato a bruciare per tutta la notte i boschi del Gargano tra Peschici e Vieste, anche se, secondo quanto riferito dal coordinamento regionale del Corpo forestale dello Stato, la situazione è sotto controllo. Sono oltre 4.000 i turisti evacuati da campeggi e villaggi vacanza. L'incendio, che ieri aveva provocato due morti, paura e distruzione, soprattutto in territorio di Peschici, si è spostato nella zona di Vieste, dove vengono segnalati stamani numerosi focolai; altri focolai più piccoli sono in atto a Cagnano Varano, dove l'opera di spegnimento è resa difficile dalle condizioni impervie della zona, a Sant'Agata di Puglia e a San Marco in Lamis.

Anche a Vieste, così come era avvenuto a Peschici, le fiamme hanno danneggiato numerosi campeggi e strutture turistiche, raggiungendo in alcuni punti la spiaggia del lungomare. Circa 1.800 turisti di Vieste, con l'aiuto del Comune, del 118 e della Protezione civile, hanno trascorso la notte nelle cinque scuole e negli asili nido del Paese. In 700 erano stati trasferiti invece ieri sera in alberghi a San Giovanni Rotondo insieme a circa 1.500 turisti che si trovavano a Peschici. Sempre a Peschici, in 200 hanno dormito nella scuola media, adibita ieri per tutto il giorno a centro di accoglienza per gli sfollati. Stamani si tenterà di spegnere definitivamente i focolai rimasti sul Gargano. Dipenderà anche dal vento che ieri, soffiando forte e cambiando spesso direzione, ha creato molte difficoltà a Forestale e Vigili del Fuoco.

BERTOLASO, ANCHE OGGI DIFFICILE, GIA' 50 RICHIESTE - "Anche oggi è una giornata molto difficile sul fronte incendi: ci sono già arrivate oltre 50 richieste di intervento aereo: più della metà sono state esaudite". Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. La situazione, comunque, ha aggiunto "la stiamo fronteggiando molto meglio di ieri che è stata la giornata peggiore: stiamo intervenendo soprattutto su Sardegna, Sicilia e Calabria. Tutti i nostri mezzi stanno volando".

Disgelo con gli USA, passo di Teheran: pronti a colloqui diretti ad alto livello

Rainews24, http://www.rainews24.it, 25/07/2007

I due Paesi non hanno normali relazioni diplomatiche dall'occupazione dell'ambasciata Usa a Teheran, nel novembre '79, anno della Rivoluzione Islamica khomeinista. Ma ora, dopo aver inaugurato ieri una seconda tornata di colloqui con gli Stati Uniti sulla sicurezza in Iraq e sulle soluzioni per normalizzare la situazione nel Paese arabo, l'Iran ha annunciato di essere disposto incontri a livello di vice ministri degli Esteri.

L'idea di colloqui tra Iran e Stati Uniti sull'Iraq a livello di vice ministri degli Esteri puo' essere valutata, ha dichiarato all'agenzia di stampa 'Irna' il capo della diplomazia di Teheran, Manouchehr Mottaki. "Se l'America farà una richiesta ufficiale in tal senso, è possibile esaminarla", ha aggiunto il ministro degli Esteri.

Peres boccia D'Alema: nessuna differenza fra Hamas e al Qaeda

Rainews24, http://www.rainews24.it, 25/07/2007

Mentre Massimo D'Alema incassa il voto favorevole in Senato alla politica estera del governo Prodi, dal presidente israeliano e premio Nobel per la Pace arriva una bocciatura senza appello: non si corre il rischio di "regalare Hamas a al Qaeda", come ha sostenuto il ministro degli Esteri italiano, perché tra il movimento di resistenza islamica e l'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden non c'è "nessuna differenza".

In un'intervista concessa al 'Corriere della Sera', al Times di Londra e al tedesco 'Die Zeit', Peres afferma senza mezzi termini che Israele deve puntare "sulla combinazione Abu Mazen (presidente dell'Anp e leader moderato di Fatah) e il primo ministro Salam Fayyad", che "al contrario di Hamas, sono seri razionali e vogliono la pace con Israele".

Secondo il presidente dello Stato ebraico "Hamas non sta piu' lottando per la nascita di uno Stato palestinese. La loro ideologia vuole imporre l'egemonia islamica fondamentalista su tutto il Medio Oriente".

Finte adesioni alla democrazia

Peres non concorda con il capo della diplomazia italiana neanche sul fatto che Hamas sia "anche un' organizzazione popolare", che grazie alle elezioni ha espresso "un governo democraticamente eletto": "La partecipazione alla democrazia deve durare piu' di ventiquatt'ore. Se corri alle elezioni non significa che diventi un membro permanente del club. Bisogna dimostrare giorno per giorno, dopo il voto, di essere un movimento democratico", ha sostenuto il presidente israeliano, che cita la vittoria in Turchia degli islamici moderati del premier Recep Tayyp Erdogan come esempio positivo: "E' una forma differente di Islam. Non fanatico, aperto, moderno, con una base nella classe media".

Due Palestine

Per Peres Israele non dovrebbe intervenire nella frattura tra Hamas e Fatah, ancora piu' profonda da quando il 15 giugno scorso, dopo una settimana di sanguinosi scontri il movimento di resistenza islamica ha preso il controllo della Striscia di Gaza: "Non è Abu Mazen che si è separato da Gaza, sono loro (Hamas) che si sono separati da Abu Mazen. Ammazzando gli uomini di Fatah, gettando gli ufficiali dai tetti per ucciderli".

Missioni estero: Senato approva documento maggioranza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/07/2007

La maggioranza tiene al Senato sulla politica estera e ricaccia in soffitta i fantasmi dello scorso febbraio, quando proprio a Palazzo Madama, sempre sulla politica estera, si consumo' uno psicodramma che porto' il governo alle dimissioni. Rispetto ad allora, stavolta il copione e' diverso: con 159 voti favorevoli (156 senatori eletti, piu' tre dei senatori a vita Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini e Giulio Andreotti) contro i 153 dell'opposizione, l'Unione scansa l'ennesimo scoglio al Senato e veleggia - anche se non proprio con il vento in poppa - verso la pausa estiva. Con uno slalom tra le 13 risoluzioni presentate, tra polemiche, contestazioni e grida che condiscono le oltre sei ore tra intervento di D'Alema, dibattito e votazioni, il governo incassa quindi una vittoria 'politica', pur non raggiungendo il quorum invocato dall'opposizione dei 158 voti di soli senatori eletti.

Escludendo ''la cavalleria pesante'' dei senatori a vita infatti - come l'aveva definita Schifani in mattinata -, il vantaggio dell'Unione rimane comunque di tre voti, malgrado le defezioni dell'ex comunista italiano Fernando Rossi e del trotzkista Franco Turigliatto, che anzi da Parigi invita i pacifisti a votare contro le direttrici esposte da D'Alema in Aula. La relazione del responsabile della Farnesina - chiamato a rendere conto al Parlamento sulle missioni estere una volta ogni sei mesi per un emendamento voluto proprio dalla sinistra radicale lo scorso marzo - dura piu' di un'ora, e abbraccia puntigliosa non solo gli scenari che vedono impegnati i militari italiani come il Libano e l'Afghanistan, ma anche gli ultimi sviluppi in Medio Oriente e le prospettive di una ripresa del processo di integrazione europea dopo il compromesso raggiunto a Bruxelles a giugno.

L'Unione plaude, la Cdl critica, le mozioni - dietro la regia del temutissimo Calderoli, artefice dello scivolone di febbraio - lievitano fino a raggiungere quota 13. Marini dichiara inammissibili quelle riguardanti la Base Usa di Vicenza, il dissidente Rossi ritira la sua che anche ad Ederle si riferiva, dai banchi dell'opposizione arrivano accuse di stravolgere il gioco democratico. La confusione cresce, Calderoli non fa altro che prendere la parola per contestare, la Cdl si appiglia ad un voto che boccerebbe la politica estera del governo sull'Afghanistan, ma alla fine la risoluzione dell'Unione - quella appunto dove si contavano i voti - passa con un margine non solo numerico ma 'politico': ''Il Senato, udite le comunicazioni del governo, le approva''. Si puo' tornare a casa, e stavolta con uno spirito ben diverso da quello di febbraio.

D'ALEMA, BENE MALGRADO IL RIDICOLO - 'E' stata una discussione interessante, mi sembra anche con un esito positivo, al di la' della strumentalizzazione abbastanza ridicola di un voto che e' maturato per errore materiale dichiarato da alcuni senatori e che era apertamente contraddittorio con la votazione''. Cosi' il ministro degli Esteri Massimo D'Alema commenta il voto di Palazzo Madama sulle missioni italiane all'estero. ''Mi sembra che la posizione sostenuta all'unanimita' del Senato spiega qual e' il punto di vista del governo e del Senato stesso. Non aveva senso rivotare sull'Afghanistan. Strumentalizzare quel voto e' un'indecenza dal punto di vista politico ed etico''. Il ministro si lascia poi andare ad una battuta invitando tutti ''ad andare a casa'', ''a casa - puntualizza D'Alema - a cenare''.

D'Alema fa appello a quel ''largo consenso'' necessario per portare avanti una politica estera coerente con gli impegni assunti dal'Italia, ma non rinuncia a fissare paletti dopo le polemiche alimentate nei giorni scorsi dalla Cdl su Hamas: ''Non ho mai proposto che la comunita' internazionale apra negoziati diretti con Hamas'', scandisce il capo della diplomazia italiana, ma ''bisogna evitare l'isolamento di Gaza e un suo collasso umanitario'', lavorando nel contempo ad una ricomposizione tra i palestinesi. E' la posizione del Parlamento europeo contenuta nella lettera dei dieci ministri degli Esteri dell'area mediterranea, osserva D'Alema, che in Italia viene strumentalizzata solo per ragioni di ''polemica interna''. Il rilancio della conferenza di pace in Afghanistan come ''obiettivo strategico'' dell'Italia, che pure sa di dover restare nell'ex regno dei Taleban per un periodo ''non breve'' e' l'altro passaggio qualificante del discorso di D'Alema, prima che la parola passi all'Aula.

''Si e' votato sull'Afghanistan dove all'unanimita' si e' confermato l'impegno italiano per la pace e la stabilita'. A un certo punto si e' rivotato sull'Afghanistan in un clima abbastanza confuso e per l'errore materiale di alcuni senatori che lo hanno anche immediatamente dichiarato e' risultato un voto negativo''. Massimo D'Alema ricostruisce cosi', al termine del voto dell'aula, le fasi del voto che, secondo l'opposizione avrebbe portato il governo in minoranza sull'Afghanistan.

MAI PROPOSTO NEGOZIATI DIRETTI CON HAMAS

(di Eloisa Gallinaro)

Non ho mai proposto che la comunità internazionale apra negoziati diretti con Hamas. Massimo D'Alema affronta il difficile dibattito in Senato sulle missioni italiane all'estero senza arretrare di un millimetro e ribadisce puntigliosamente le sue posizioni sulla "necessità di evitare l'isolamento di Gaza e di evitare di spingere Hamas tra le braccia di Al Qaida" oggetto, nei giorni scorsi, di polemiche infuocate. Dopo gli interventi, che portano la temperatura dell'aula di Palazzo Madama ai livelli dell'afa esterna, il titolare della Farnesina è durissimo.

E nella replica precisa: "trovo singolare che il dibattito sulla politica estera debba trasformarsi in una palestra per le polemiche legate al quadro nazionale". Poi l'affondo: "Non voglio entrare nel dibattito sulla natura di Hamas o di Hezbollah (che non è un movimento terrorista), "ma sono colpito per il fatto che l'iniziativa dell'Europa mediterranea (la lettera dei dieci ministri degli Esteri, ndr), che ha avuto nel Parlamento europeo un così largo sostegno anche da Alleanza nazionale e dai capi del Ppe, debba diventare qui per ragioni di politica interna un discrimine tra maggioranza e opposizione". A chi, tra i banchi dell'opposizione, gli contesta la mancata esposizione di una strategia di politica estera D'Alema risponde che "non sarebbe ragionevole che ogni sei mesi io venga qui a riesporre la strategia di politica estera" presentata all'inizio del mandato", ma riafferma l'importanza di "fare il punto sulle principali questioni".

Il capo della diplomazia italiana sottolinea la scelta multilaterale della politica estera insieme alla "valorizzazione" costante del "coordinamento" con l'Europa e alla affermazione netta che "l'idea di fermare il terrorismo con la guerra si è rivelata controproducente". Dall'appoggio al presidente palestinese Abu Mazen e al nuovo governo del premier Salam Fayyad alla necessità di evitare il "collasso umanitario a Gaza" e alla riaffermazione dell'amicizia con Israele, la cui sicurezza dipende dalla "pace con gli arabi", D'Alema passa al setaccio i nodi della crisi mediorientale e ricorda che una conferenza internazionale è tra le priorità dell'Italia. Sull'Afghanistan, altro dossier sensibile non solo per i rapporti con la Cdl, ma anche per gli equilibri interni alla maggioranza, D'Alema riafferma la necessità di una conferenza di pace come "obiettivo strategico". Nel frattempo si dovrà rimanere per un periodo che "non sarà breve", ma attenzione, avverte: è "inaccettabile sul piano morale" continuare a causare vittime civili in Afghanistan nell'ambito di operazioni contro il terrorismo. Positivo il giudizio del ministro degli Esteri sul dispiegamento di Unifil che "é stata una decisione utile e giusta", anche se "l'Italia è consapevole dei rischi" che il contingente corre in Libano e "il governo italiano ha predisposto misure di sicurezza per i nostri soldati". D'Alema in aula spende parole positive per "i nostri militari impegnati all'estero" che "sono fra quelli più apprezzati in questo tipo di lavoro" perché "sanno combinare efficienza militare e grande capacità politica". Ricordando un'altra area dove l'impegno italiano è forte, quella dei Balcani, D'Alema auspica una soluzione condivisa per il futuro del Kosovo e ribadisce l'importanza dell'aggancio all'Europa anche per la Serbia "Paese amico e vicino". Ma le aree di crisi e di guerra non fanno dimenticare al ministro degli Esteri i problemi dell' Europa la cui "paralisi", però, è finita grazie al compromesso sul nuovo trattato raggiunto nel Consiglio europeo di giugno e al lancio, ieri, della Cig, che dovrebbe avere "tempi rapidi". Una parola, infine, per la battaglia dell'Italia a favore della moratoria sulla pena di morte la cui risoluzione dovrebbe essere presentata dall'Ue all'Assemblea generale dell'Onu entro fine ottobre. eloisa.gallinaro@ansa.it

BERLUSCONI, ITALIA IN BALIA DI MINORANZA ESTREMISTI - ''Tutto il paese purtroppo con il Governo Prodi e' in balia di un' esigua minoranza di estremisti''. Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che intrattenendosi con i senatori azzurri dopo il voto a Palazzo Madama ha accusato Prodi di essere ''ostaggio dei partiti dell' estrema sinistra, anche fondamentalisti, a loro volta in balia di movimenti estremisti''. Per Berlusconi, in queste condizioni, l' unica soluzione e' un rapido ritorno alle urne: ''Bisogna farlo prima possibile, perche' ogni giorno che passa e' un danno per l' Italia''.

''Anche questa sera la maggioranza e' stata in difficolta' al Senato, come sempre". Per il leader dell'opposizione "e' sempre meglio fare una nuova legge: abbiamo gia' depositato un disegno di legge che apporta delle correzioni alla norma attuale, che e' una buona legge, malgrado la sinistra lo dimentichi. Quella attuale e' una buona legge elettorale. Si puo' migliorare con una settimana di lavoro alla Camera e una al Senato. Poi si va alle elezioni. Questo governo - ha aggiunto Berlusconi - non puo' durare perche' e' in balia della sinistra estrema che ancora si dichiara orgogliosamente comunista''.

SCHIFANI, OGGI SENATORI A VITA SALVERANNO GOVERNO - "E' in arrivo la cavalleria pesante, i salvatori del governo: i senatori a vita... i vecchietti". Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, alla vigilia del dibattito del pomeriggio sulla politica con il responsabile della Farnesina Massimo D'Alema già prefigura un salvataggio dell'esecutivo perché a suo avviso "sulla politica estera non vi sarebbero i numeri dei parlamentari eletti per far passare la risoluzione di maggioranza". "In ogni caso mancheranno i famosi 158 voti dei senatori eletti e questo è un fatto", ribadisce Schifani che al termine della conferenza dei capigruppo accusa: "La presidenza del Senato si accinge a impedirci di votare la nostra mozione sulla base di Vicenza. Ma noi insisteremo perché se ne discuta e per impedire questo tentativo maldestro". "Siamo ormai giunti - sostiene Schifani - al capolinea perché la maggioranza ha paura di qualsiasi voto in Senato, visto che il governo è caduto proprio qui sulla politica estera".

DINI, MAGGIORANZA AVRA' CONSENSO NECESSARIO - "La maggioranza sulla propria risoluzione avrà il consenso necessario". E' quanto prevede il presidente della Commissione Esteri del Senato Lamberto Dini che dice di "condividere la relazione del ministro D'Alema". Alla domanda di un cronista se Prodi stasera può dormire sonni tranquilli, Dini sorride e risponde: "Sì, sulla politica estera può dormire sonni tranquilli".

Di Pietro: ''Mastella? A uscieri non replico''

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/07/2007

''Non replico agli uscieri che, peraltro, sono persone importanti''. Cosi' il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ribatte al Guardasigilli Clemente Mastella. Nei continui botta e risposta tra i due, Mastella aveva sarcasticamente affermato che a ogni esternazione dell'ex pm contro di lui avrebbe replicato non piu' il titolare del dicastero di Via Arenula ma un usciere.

Nel corso della trasmissione 'Omnibus', stamani, su La7, dedicata al 'caso' delle ordinanze del gip Clementina Forleo, Di Pietro ha insistito di non voler essere ''tirato per la giacchetta'' nella polemica con Mastella: ''la si butta sul personale per non affrontare il problema vero'' che e' la necessita' di accertare se vi sia una rilevanza penale o meno nei rapporti tra alcuni parlamentari e gli esponenti del mondo economico indagati nell'ambito delle inchieste sulle tentate scalate ad Antonveneta, Bnl e Rcs. Sempre nel corso della trasmissione, alla quale hanno partecipato Fabrizio Cicchitto (Fi), Felice Casson (Ds) e Alfredo Mantovano (An) - Di Pietro e' tornato a difendere la legittimita' dei provvedimenti del gip di Milano con cui si chiede il via libera all'utilizzazione di 68 intercettazioni: ''Il Parlamento dovrebbe correre a dare l'autorizzazione. Certo - ha aggiunto il ministro con una battuta - bisogna essere innocenti, altrimenti non conviene...''.

E IERI, MASTELLA A PRODI: INTERVIENI SU DI PIETRO - La misura è "oramai colma" e "così non si può più andare avanti": il ministro della Giustizia Clemente Mastella scrive così al presidente del Consiglio Romano Prodi al quale chiede un "autorevole e definitivo intervento" affinché dirima la continua querelle con il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

Dopo i continui botta e risposta con l'ex pm (l'ultimo in ordine di tempo sul 'caso' del gip Clementina Forleo), Mastella ha inviato la preannunciata lettera al premier, per chiedergli una "parola chiara" non più rinviabile. In una paginetta, recapitata nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi, Mastella si dice stanco di continuare a vivere in una situazione dove viene costantemente "tirato per la giacca da un collega di governo che non perde occasione per intervenire e sproloquiare su ogni mia iniziativa e atto per trascinarmi, mio malgrado, in polemiche da comari di antica memoria". In questa situazione il Guardasigilli dice di trovarsi in continua difficoltà perché "se non replico, rischio di offuscare il mio ruolo istituzionale", mentre "se rispondo, contribuisco ad offrire anche io un'immagine di litigiosità". Insomma, tutto ciò - scrive Mastella - "indebolisce l'esecutivo da te presieduto, del quale intendo continuare a far parte con grande lealtà". Il ministro della Giustizia non manca di fare cenno all'ultimo episodio, vale a dire il 'caso' Forleo, rispetto al quale Di Pietro si è mosso in maniera divergente alle iniziative del Guardasigilli e del procuratore generale della Cassazione, tanto da arrivare a criticare addirittura il capo dello Stato. "No, caro Romano, così non va". Mastella auspica che Prodi intervenga per "porre fine ad uno stato di cose che, per quanto mi riguarda, non sono più disponibile a subire e che danneggia seriamente la mia immagine pubblica e quella della coalizione che anche io ho contribuito a far vincere".

Cervello, la prima ''foto'' di un ricordo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/07/2007

Ecco una 'foto-souvenir' senza precedenti al mondo: con nuovissime tecniche di microscopia è stata infatti fotografata per la prima volta la formazione di un ricordo nel cervello dei topolini, immortalando cioé il cambiamento strutturale che si verifica nel cervello al momento della registrazione della memoria.

Scattata da esperti dell'Università di Irvine in California, l'istantanea mostra la riorganizzazione delle sinapsi, ovvero dei ponti di comunicazione tra neuroni, subito dopo la fase di apprendimento di una nuova nozione. Questa tecnica potrebbe aprire la strada alla mappatura della distribuzione dei ricordi nelle aree cerebrali, ovvero alla realizzazione dei cosiddetti 'engrammi', tracce mnemoniche depositarie di un certo contenuto informativo e conservate nel tessuto nervoso. Il traguardo, reso noto sul Journal of Neuroscience, è stato raggiunto usando la microscopia con 'deconvoluzione ristorativa', tecnica nuovissima, spiega il responsabile della ricerca Gary Lynch, che potrebbe rendere realizzabile ciò che finora era ritenuto impossibile, disegnare appunto la 'mappa' della memoria.

La registrazione dei ricordi nel cervello è un processo articolato e ancora pieno di misteri da scoprire. Di certo finora sono state raccolte numerose prove a favore del fatto che apprendere nuove cose o imprimere nella memoria fatti o situazioni richiede il rimodellamento strutturale di alcune parti del cervello con la formazione di nuove sinapsi. Ma finora queste modifiche dell'architettura cerebrale non erano mai state viste dal vivo nel cervello di animali. Con sofisticate tecniche di microscopia, gli esperti hanno dunque superato un limite che sembrava invalicabile e immortalato questi cambiamenti cruciali e la formazione di nuove sinapsi senza le quali il ricordo non può essere registrato. Gli esperti hanno immerso i topi in un ambiente a loro sconosciuto, muovervisi implicava che gli animali apprendessero cose nuove. I ricercatori hanno quindi osservato cosa avveniva nel loro ippocampo, regno dei ricordi nel cervello, durante questa fase di apprendimento e sono riusciti a fotografare la formazione di nuove sinapsi.

Con farmaci 'blocca crescita' delle sinapsi, i ricercatori hanno verificato che quando queste non si formano neanche il ricordo si crea. Disegnare gli engrammi non è quindi più una meta fantascientifica, concludono gli esperti, che stanno creando un consorzio di laboratori per produrre le prime mappe della memoria.

Infermiere liberate, Bulgaria pronta a cancellare i debiti della Libia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 25/07/2007

La Bulgaria cancellerà parte del debito estero della Libia nel quadro degli aiuti umanitari: lo ha annunciato oggi il primo ministro bulgaro Sergei Stanishev, per il quale la cancellazione di 39,04 milioni di euro di debito non è un rimborso a Tripoli per il rilascio delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese. Non è "il pagamento di un riscatto, o l'ammissione della colpevolezza (delle infermiere e del medico), ma piuttosto un gesto umanitario", ha dichiarato.

Il leader libico Muammar Gheddafi, intanto, ha ringraziato l'emiro del Qatar Hamad bin Khalifa al Thani per il suo ruolo nella vicenda, la cui conclusione resta poco chiara. Prima di Gheddafi, anche la Francia e la Commissione europea avevano espresso profonda gratitudine nei confronti dell'emiro per la sua "mediazione che ha permesso questo esito felice".

Le cinque infermiere e il medico palestinese naturalizzato bulgaro sono stati liberati ieri ed estradati in Bulgaria, dopo otto anni di carcere in Libia con l'accusa di aver deliberatamente inoculato il virus dell'Aids in 438 bambini.

Il contenuto della mediazione del Qatar non e' stato divulgato ufficialmente, ma secondo fonti vicine a Tripoli, il presidente francese Nicolas Sarkozy avrebbe chiesto all'emiro di fare da intermediario per sbloccare i negoziati sull'estradizione.

Una frase pronunciata dal presidente francese Nicolas Sarkozy sull'"iniziativa umanitaria" del Qatar fa sospettare i principali quotidiani arabi di 'un ruolo' dell' emirato nel pagamento del risarcimento alle famiglie dei bambini infetti, "confermata da Tripoli" ma smentita dall'Europa.

Fmi: cresce Eurolandia ma non l'Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/07/2007

NEW YORK - L'economia mondiale è tonica al punto che le stime di crescita del 2007 e del 2008 sono riviste al rialzo dello 0,3% (al 5,2%), sulla scia della spinta di Cina, India e Russia, mentre l'Italia che, con Eurolandia in fase di accelerazione al 2,6% nell'anno in corso, si ferma all'1,8% e all'1,7% nel 2008. Sono le stime del Fondo monetario internazionale, aggiornate rispetto a quelle del World Economic Outlook di aprile, secondo cui l'economia globale "continua a espandersi con vivacità nel primo semestre". Se gli Usa registrano una frenata nel primo trimestre (nel secondo gli indicatori danno segnali di ripresa), Eurolandia e Giappone allungano il passo (+0,3% al 2,6%, "ci sono finalmente elementi che la domanda domestica sta avendo un ruolo importante nell'espansione") con Paesi emergenti (come Cina, India e Russia) segnati da revisioni in forte crescita. "Abbiamo tenuto le proiezioni dell'Italia immutate e naturalmente continueremo a monitorarle e a seguire gli sviluppi della situazione.

Forse le rivedremo in occasione del prossimo Outlook", dice Charles Collyns, vicedirettore del Dipartimento ricerche che presiede alla stesura del World Economic Outolook, durante la presentazione degli aggiornamenti (novità assoluta) del Weo di aprile. "I dati attuali - aggiunge Collyns motivando il perché della crescita al rialzo del Fondo sui principali Paesi di Eurolandia (Germania, Francia e Spagna) a differenza del Belpaese - riflettono semplicemente le rilevazioni che giungono dall'Italia in questo momento e che sono relative a investimenti, consumi, inflazione e produzione". La riforma delle pensioni è "questione di lungo termine che non influenza e non influenzerà la performance macroeconomica di quest'anno. E' ovviamente importante nel medio termine", conclude. In luce la Germania, locomotiva dell'economia europea: +2,6% (+0,8%) e +2,4% (+0,5%) nel 2007 e nel 2008.

Nell'anno in corso, Eurolandia e Giappone dovrebbero staccare gli Usa dello 0,6%, le cui stime (tagliate dello 0,2%, al 2%), mentre le posizioni si invertiranno nonostante tutto nel 2008: 2,8% degli Stati Uniti contro il 2,5% della zona dell'euro e il 2% dell'area dello yen. La Cina, che guida l'avanzata del Paesi emergenti, crescerà del 10,5% nel 2008 (con un ritocco verso l'alto dell'1%), mentre l'India si attesterà al 9% e all'8,4% nel 2007 e nel prossimo anno grazie al rialzo ipotizzato nel biennio nell'ordine dello 0,6%. Quanto alla Russia, la stima è del 7% per fine anno (+0,6% su aprile) e del 6,8% nel 2008, grazie a un +0,9%. Pochi timori sull'inflazione, "generalmente ben contenuta nonostante la forte crescita globale": nelle economie avanzate non dovrebbe superare il 2% nel 2007 (+0,2% rispetto ad aprile) e il 2,1% il prossimo. Tensioni si registrano "specialmente a causa dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari" che nei Paesi emergenti faranno salire il costo della vita del 5,7% in media nel 2007 e del 5% nel 2008.

Lo scenario è positivo, con la "bilancia dei rischi inclinata leggermente verso il basso, come ad aprile", si legge ancora nell'Update dell'Fmi. Restano alcuni elementi di preoccupazione, come altre strette monetarie, elevati prezzi del petrolio oltre (ed è forse la parte più critica) a deterioramento e maggiore volatilità dei mercati finanziari. Passi in avanti contro gli squilibri globali anche se "le pressioni protezionistiche continuano a essere una fonte di preoccupazione".

Libia-Bulgaria, proteste dopo liberazione medici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/07/2007

ROMA - Esplode la rabbia tra i parenti degli oltre 400 bambini libici che hanno contratto il virus dell'Aids all'ospedale di Bengasi alla notizia della liberazione delle cinque infermiere e del medico bulgari, graziati subito dopo il loro arrivo a Sofia dal presidente della Bulgaria, Georgi Parvanov. I familiari hanno diramato oggi un comunicato contro "lo spregio del capo di stato bulgaro verso il diritto internazionale e il sangue dei bambini" e "reclamano l'arresto delle infermiere (e del medico) perché scontino il resto delle loro pena".

La liberazione dei sei, detenuti per otto anni nelle carceri di Tripoli e condannati a morte per tre volte con l' accusa di aver deliberatamente iniettato il virus Hiv ai bambini, "dimostra che è vera l'affermazione di Osama bin Laden, secondo cui l' Occidente disprezza il sangue dei musulmani". I parenti dei piccoli che dopo il pagamento del cosiddetto "prezzo del sangue", 460 milioni di dollari, un milione per ogni vittima, avevano rinunciato alla richiesta di condanna a morte permettendo al Consiglio superiore delle istanze giudiziarie libico di commutare la pena capitale in ergastolo, nel comunicato "chiedono al governo libico di rivolgersi all'Interpol affinché i sei vengano nuovamente arrestati", ma anche "di rompere ogni relazione con la Bulgaria e di espellere i cittadini e le società bulgare" dal territorio libico. "La Libia e la Bulgaria hanno siglato anni fa un accordo di estradizione.

La questione non riguarda più Tripoli ma Sofia", ha detto all'ANSA, Saleh Abdu Salam, direttore della Fondazione Gheddafi, sottolineando di "non essere informato sulle decisioni prese dalle famiglie". "I parenti delle vittime sono cittadini", ha commentato Othmane Al-Bizanti, uno degli avvocati difensori dei sei bulgari, "non possono dire ad uno Stato, la Libia, come comportarsi". Idriss Lagha, rappresentante delle famiglie, aveva detto subito prima della liberazione delle infermiere e del medico, che "la cosa importante è la salute dei bambini. Quello che conta è l'accordo siglato dall'Europa che garantisce la modernizzazione dell'ospedale di Bengasi e cure in Europa per tutta la vita ai bambini malati".

Giovedì 26 Luglio 2007

Missionari Gesuiti vogliono andare su 'Second Life'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/07/2007

CITTA' DEL VATICANO - I gesuiti di 'Civilta' Cattolica' lanciano una sfida e una proposta alla Chiesa di Roma: anche Internet deve essere ormai terra di missione. Occorre - si spiega in un articolo della prestigiosa rivista pubblicata dalla Compagnia di Gesù - avere il coraggio di avventurarsi nel mondo di "Second Life", il sito web dove è possibile vivere in maniera simulata una seconda vita 'digitale', e dove una crescente popolazione mondiale di internauti ha bisogno di ricevere un messaggio di fede.

La nota di Civiltà cattolica valuta i rischi e l'opportunità del fenomeno planetario di 'Second Life', e ne sottolinea anche gli elementi religiosi: la seconda vita virtuale si sta arricchendo di luoghi di preghiera, moschee, chiese, cattedrali, chiostri e conventi, sempre più popolati da 'avatar' (così si chiamano gli abitanti del pianeta Web) , desiderosi di meditare e di ritrovare Dio. Personaggi virtuali dietro cui però ci sono essere umani in carne ed ossa. Ecco perché - affermano i gesuiti - "ogni iniziativa capace di animare positivamente questo luogo (web) è da considerare opportuna". "La terra digitale - affermano - è, a suo modo, anch'essa terra di missione".

Ozono a bassa quota accelera l'effetto serra

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/07/2007

ROMA - Fra le cause dei cambiamenti climatici ce n'é una che è stata 'dimenticata' dagli scienziati: l'ozono a livello del terreno. Lo sostiene uno studio pubblicato da Nature, secondo cui il contributo di questo gas, che impedisce alle piante di assorbire la CO2, è doppio rispetto a quanto stimato in precedenza. Gli effetti dell'ozono ad alta quota sull'effetto serra erano già noti: questo gas intrappola il calore che altrimenti sarebbe disperso nello spazio. I ricercatori dell'università inglese di Exeter si sono concentrati invece su quello a bassa quota, e sugli effetti indiretti che può avere nel riscaldamento globale dovuti all'azione sulle piante.

"L'ozono troposferico danneggia le piante, riducendo la loro produttività - spiega Peter Cox, che ha coordinato lo studio - il suo impatto però non è considerato dai modelli sui gas serra. Noi abbiamo invece sviluppato un modello che ne tiene conto, e abbiamo scoperto che l'effetto indiretto è della stessa grandezza di quello diretto". I danni provocati dall'ozono sono visibili soprattutto sulle foglie. Questa sostanza, che si forma per reazione fotochimica tra l'ossigeno dell'aria e altri gas serra come metano e monossido di carbonio, entra nelle foglie attraverso i pori e danneggia le cellule producendo sostanze dannose, e diminuendo l'efficienza della fotosintesi, cioé il meccanismo con cui la CO2 viene catturata. Una diminuzione della produttività si traduce quindi in una maggior quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.

Secondo il nostro modello - continua Cox - da qui al 2100 l'impatto dell'ozono sulla produttività delle piante sarà tra il 14 e il 23 per cento, e in certe regioni toccherà il 30 per cento. Le zone più colpite saranno Nord America, Europa, Cina e India, ma anche gli ecosistemi tropicali. Per quantificare i diversi effetti dell'ozono i ricercatori hanno usato la misura della 'forza radiativa', cioé la differenza tra le radiazioni che arrivano sulla Terra e quelle che escono. Un valore positivo di questa misura indica che la terra si scalda, e viceversa. Il contributo dato fino al 2100 dall'ozono nell'alta atmosfera è valutato dal modello in 0,89 Watt su metro quadrato, mentre quello dell'ozono a quote basse tra 0,62 e 1,09. Questi numeri sono comunque molto alti, se si pensa che nell'era preindustriale questo valore era 0,05, mentre fino al 2000 è indicato dall'Ipcc intorno a 0,38.

Terrorismo: Manganelli, offensiva Salafita, Italia a rischio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/07/2007

ROMA - L'attivismo delle cellule salafite mette a rischio anche l'Italia. Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, intervenendo alla commissione Affari costituzionali della Camera. Il terrorismo internazionale, ha spiegato Manganelli "preoccupa perché l'Italia è oggetto di invettive. La novità é il particolare attivismo delle cellule terroristiche salafite collegate in qualche modo ad al Qaeda. Negli ultimi tempi - ha aggiunto - questa offensiva ha comportato un deterioramento palese della sicurezza nella regione Nordafricana e temiamo che i 'nostri vicini di casa' possano riservare attenzione anche al nostro paese".

Quanto al dibattito se il pericolo venga da Al Qaeda o dal cosiddetto terrorismo 'fai da te', il capo della polizia ha richiamato le parole di un ideologo nordafricano che parla di "sistema e non organizzazione: significa che non esiste un'organizzazione strutturata come Cosa nostra che ha le sue filiali ufficiali nei vari paesi, ma c'é un sistema operativo non meno pericoloso, una sorta di franchising, c'é il marchio di Al Qaeda, il che non significa che tutto quanto viene fatto viene preventivamente benedetto dal vertice di un'organizzazione che riteniamo non esiste". Esiste, invece, ha aggiunto "un sistema che si va organizzando come vediamo nel Magreb". Manganelli ha quindi riferito sull'operazione antiterrorismo che ha coinvolto alcuni nordafricani a Perugia. Quella cellula, ha spiegato "si era organizzata quanto meno per l'addestramento, si davano istruzioni per l'uso che andavano dalla difesa personale fino ad elementi chimici compatibili con la composizione di esplosivi. Si tratta di un modo di operare simile a quello riscontrato nei progetti di attentati di Londra, dove non si usa tanto trasportare tritolo o dinamite, ma viene utilizzata una miscela di prodotti legali, come fertilizzanti ed altro, acquistabili anche al supermarket".

MANGANELLI: GUAI A CONSIDERARE CHIUSO CAPITOLO BR

Non so dire se le Br sono state completamente sconfitte, di certo sono state disarticolate. Guai però a considerare chiuso il capitolo. Lo ha detto il capo della Polizia, Antonio Manganelli, riferendo alla Commissione Affari Costituzionali della Camera. "C'é - ha spiegato Manganelli - il brigatismo legato all'ala movimentista, alla vecchia seconda posizione, che fa propaganda armata. Con l'operazione dello scorso febbraio abbiamo arrestato una serie di persone che avevano anche scelto obiettivi: su alcuni c'erano state vere e proprie inchieste". In proposito, ha aggiunto - "é emersa una diffusa solidarietà verso gli arrestati. Penso che ciò sia riconducibile al fatto che i temi affrontati sono quelli che la gente sente (precariato, occupazione) piuttosto che una voglia di rivoluzione scollegata dalle masse. E il fenomeno della solidarietà è non solo italiano, ma più ampio, europeo. Riguardo agli anarco-insurrezionalisti, ha proseguito il capo della polizia, "c'é stata una riduzione dell'offensiva negli ultimi tempi. C'é tuttavia un manifesto programmatico con progetti bellicosi: si parla di pareri favorevole alla propaganda armata, quindi ciò non ci lascia tranquilli".

Maturita': bocciati 6 su cento, il doppio dell'anno scorso

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/07/2007

ROMA - Gli studenti che non hanno superato l'esame di maturità quest'anno sono il doppio di quelli dell'anno scorso, 6,6% degli scrutinati contro il 3,3%. E i ragazzi che oltre a un voto alto incasseranno anche la lode, novità introdotta in questa edizione dell'esame di Stato, saranno circa tremila. E' quanto emerge da una ricognizione fatta dal ministero della Pubblica istruzione sui risultati dell'esame che conclude il ciclo degli studi superiori.

Dai dati emerge pure un calo dei voti alti: la percentuale dei voti superiori a 90 è scesa dal 20 al 17% (in particolare quelli con 100 sono diminuiti dal 9,7 al 7,5%) mentre è aumentata la percentuale di studenti con una votazione compresa tra 61 e 80, passando da 51,6% a 54,6%. Si conferma il vantaggio femminile in termini di risultati e di regolarità dei percorsi, anche nelle eccellenze: ha preso la lode il 60% delle femmine contro il 40% dei maschi. "La scuola ha risposto al cambiamento di rotta che ha aiutato a rendere l'esame più serio e credibile", ha commentato il ministro Fioroni sottolineando che quest'anno le rinunce da parte di presidenti e commissari sono stati inferiori a quelle dei primi anni delle commissioni miste: si è passati dal 33% di rinunce dei commissari del 2000 al 22,7% di quest'anno.

FIORONI A RAI E MEDIASET: CAMBIATE PROGRAMMAZIONE

Cambiate programmazione: è l'appello che ha rivolto il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, durante la trasmissione 'Radioanch'iò, alla Rai e a Mediaset. "Sarà anche importante il bollino giallo, verde e rosso, però - ha fatto notare Fioroni - è un pannicello caldo sulla nostra coscienza. Credo che ci sia la possibilità che la tv, che è comunque una grande baby sitter, possa, allocando le risorse in maniera diversa, aiutarci a educare e a formare i nostri ragazzi. Non è il bollino - ha spiegato il ministro - che ci fa stare tranquilli, ma una diversa programmazione e una diversa allocazione delle risorse. E credo che sia la tv pubblica che quella privata potrebbero dare un grande segnale non facendo sui ragazzi un auditel di quantità ma puntando a fare un auditel di qualità. Forse spenderanno di più - ha concluso - ma investiranno sul futuro nelle nuove generazioni".

IN ARRIVO ALBO DEI 'SECCHIONI' E BUONI-ACQUISTO

Per gli studenti da '100 e lode' in arrivo un Albo nazionale e buoni-acquisto. Lo prevede una direttiva firmata oggi dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. "Lo scopo - ha spiegato in una conferenza stampa il ministro - è incentivare l'eccellenza e promuovere un innalzamento dei livelli di apprendimento nelle diverse discipline garantendo a tutti pari opportunità per vedere valorizzate le proprie capacità". Ogni scuola, statale o paritaria, sede di esami di maturità, predisporrà un registro ad hoc che verrà poi trasmesso al dicastero di viale Trastevere, in cui saranno registrati gli studenti che hanno ottenuto un punteggio di 100 e lode negli esami di Stato 2006-2007. I 'superbravi' saranno quindi inseriti in un Albo nazionale che sarà pubblicato sul sito del ministero per essere utilizzato da università e aziende. Nello stesso Albo saranno inclusi anche gli studenti vincitori di competizioni scolastiche come, ad esempio, le Olimpiadi della matematica. Agli alunni 'lodati' verranno, inoltre, assegnasti buoni da utilizzare per l'acquisto di libri e altri sussidi scolastici. L'iniziativa ha per ora carattere sperimentale e dunque per quest'anno l'entità degli importi dei buoni verrà stabilita con un provvedimento successivo. "Ma - ha assicurato Fioroni spegnendo sul nascere eventuali polemiche sulle risorse - i finanziamenti per i '100 e lode' di quest'anno già ci sono all'interno delle risorse del ministero. Il 24 settembre, in occasione della cerimonia inaugurale dell'anno scolastico al Quirinale, consegneremo i primi buoni a una delegazione rappresentativa dei circa 3.000 ragazzi che quest'anno si sono distinti all'esame e dunque hanno diritto al premio".

Tour: doping senza fine, maglia gialla Rasmussen va a casa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/07/2007

ROMA, 25 LUG - I sospetti sulla maglia gialla Rasmussen costano al danese l'esclusione dal Tour de France. E' stata la stessa squadra, la Rabobank, a decidere di ritirare il suo leader dalla corsa, in attesa di capire se anche gli altri corridori del team olandese verranno mandati a casa. Finisce cosi' dunque una giornata terribile per il Tour, dopo le positivita' dei giorni scorsi di Sinkewitz (venuta fuori al Tour, ma accertata l'8 giugno scorso), di Vinokourov e dell'italiano Moreni, positivo che rinuncia alle controanalisi e spinge la sua squadra Cofidis a lasciare il Tour. Non si ferma dunque la tempesta doping, e la Grande Boucle e' sempre piu' nel caso. Il sit-in di protesta delle squadre francesi contro il doping, ma anche i continui blitz delle forze dell'ordine alla ricerca di sostanze dopanti nei pullman e negli alberghi delle squadre. I ritiri dei team Astana e Cofidis, ma anche i due ordigni esplosi in territorio spagnolo a 50 metri dal percorso, probabilmente firmati dall'Eta. I forti contrasti tra Uci e organizzatori del Tour, ma pure l'evidente disparita' di trattamento riservata negli ultimi anni da entrambe le 'istituzioni' ciclistiche alle diverse federazioni nazionali. Quanto basta per dire che la 94/a edizione del Tour de France non passera' facilmente nel dimenticatoio, e non certo per le imprese sportive dei protagonisti, che comunque non sono mancate, bensi' per le solite vicende di doping, che da anni ormai caratterizzano lo svolgimento della corsa ciclistica piu' importante del mondo.

E allora torna il giudizio di sempre: questa e' la fine del ciclismo (lo dice ad esempio Eddie Merckx), si e' toccato il punto di non ritorno. Ma basta guardarsi un po' indietro. Dal 1998 (l'anno del 'trionfo' di Marco Pantani), con l'esplosione del caso Festina e l'arresto del massaggiatore Willy Voet, che al Tour de France con scadenza annuale torna l'incubo del doping. Ma allora il sit-in di protesta dei corridori veniva inscenato per protestare contro l'accanimento nei loro confronti di forze dell'ordine e media: quello di stamani, al via della 16/a tappa, promosso da sei squadre francesi (Agritubel, AG2r, Francaise des Jeux, Bouygues Telecom, Cofidis, Credit Agricole) e 2 tedesche (Gerolsteiner and T-Mobile), voleva essere un segnale lanciato, all'indomani del caso Vinokourov, per dimostrare come una parte dei corridori voglia ripulire questo sport. Bersaglio della protesta lo stesso Rasmussen, escluso per decisione della sua federazione dai prossimi mondiali per aver evitato alcuni controlli antidoping non comunicando i luoghi dei suoi allenamenti. Poche ore dopo la protesta, arrivava la conferma della positivita' di Moreni (anche lui nel sit-in), con la conseguente estromissione della squadra francese della Cofidis.

Dopo il '98 e' stato un continuo scandalizzarsi. Dai sospetti sulle imprese di Lance Armastrong (7 volte vincitore del

Tour), all'arresto di 'lady Rumsas' nel 2002, moglie del ciclista lituano 3/o in quell'edizione (anche lui poi arrestato nel '05); dall'esclusione di Ullrich e Basso dello scorso anno per il loro coinvolgimento nell'Operacion Puerto' (mentre Valverde e altri erano regolarmente al via), alla positivita' del vincitore Floyd Landis; dalle recenti confessioni Zabel e Riis, vincitori rispettivamente della maglia verde e di quella gialla nel '96, ai tre casi di quest'edizione culminati nella clamorosa positivita' del kazako, Alexandre Vinokourov, colpevole di aver fatto una trasfusione con sangue non suo, che ha portato la squadra ad abbandonare la corsa. Come se non bastasse a tutto questo si e' aggiunta l'esclusione di 'Rasmussen', che dopo giorni di sospetti, con il corridore danese schiacciato ormai tra Uci (federciclismo mondiale) e Aso (organizzatrice del Tour), viene mandato a casa direttamente dalla sua squadra: ''Ha violato le regole della squadra - ha spiegato un portavoce della Rabobank - Non abbiamo ancora deciso se il team continuera' la corsa anche senza Rasmussen''. ''Dal prossimo anno, sara' una corsa piu' ristretta; non piu' 189 corridori ma 100, basta col sistema ProTour'', ha sentenziato Clerc. E la guerra e' appena iniziata.

TOUR: RITIRO RASMUSSEN; PRUDHOMME, CACCIATI VIA I SOSPETTI

''Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per scacciare via i sospetti dal Tour'''. Questa la reazione a caldo, dopo l'esclusione della maglia gialla Rasmussen, del direttore del Tour de France, Christian Prudhomme. ''Almeno non saremo disonorati - ha aggiunto il numero 1 della Grande Boucle - nessuno potra' parlare ora di impunita' al Tour de France''.

TOUR: RABOBANK ANNUNCIA SOSPENSIONE RASMUSSEN, 'HA MENTITO'

Il team Rabobank ha annunciato di aver ufficialmente sospeso il corridore danese Michael Rasmussen, che di conseguenza viene ritirato dal Tour domani non prendera' parte alla 17/a tappa. E' stato il portavoce, Jacob Bergsma, a comunicarlo, spiegando che il danese aveva dato false informazioni al team riguardanti i luoghi dei suoi allenamenti: ''Rasmussen ci ha mentito - ha spiegato Bergsma nell'albero della squadra olandese - A differenza di quanto comunicato a noi, non era in Messico nel mese di giugno. Ha dato informazioni non corrette alla squadra. E di conseguenza e' stato deciso che non prendera' parte alla tappa di domani''. Non si sa ancora se la Rabobank sara' al via domani: ''La situazione e' tremendamente complicata - ha concluso - i corridori stanno discutendo per decidere se partire o meno''.

''Rasmussen - ha spiegato il portavoce della Rabobank, Jacob Bergsma, aveva indicato quale luogo per gli allenamenti il Messico, Paese di sua moglie, mentre, invece, si trovava in Italia, dove e' stato visto e riconosciuto da un ex corridore, Davide Cassani, ora commentatore televisivo. Theo De Rooy, manager della Rabobank, ha parlato ieri pomeriggio con Rasmussen il quale, secondo quanto riferito dal portavoce, avrebbe riconosciuto le sue mancanze. Detto addio alla maglia gialla, l'equipe Rabobank e' ancora riunita per decidere se proseguire o meno la corsa. In serata, nell'albergo dove alloggia la squadra aveva fatto irruzione la polizia del corpo speciale per la difesa dell'ambiente e della salute pubblica, ma Rasmussen se ne era gia' andato. Leader del Tour de France, 33 anni il corridore aveva vinto due tappe, una sulle Alpi il 15 luglio, l'altra mercoledi' sui Pirenei. In passato aveva gia' ricevuto vari richiami per non essersi fatto trovare nei luoghi convenuti e per aver disertato vari controlli antidoping. Anche per questo, sul corridore e' calata l'ombra del sospetto.

TOUR: NUOVA CLASSIFICA; CONTADOR IN GIALLO

Con il ritiro della maglia gialla Rasmussen, mandato a casa dalla sua squadra, cambia la classifica generale del

Tour de France con lo spagnolo Alberto Contador (Discovery Channel), fino a ieri secondo a 3'10'' dal danese, che passa al comando e da domani partira' in giallo. Senza il dominatore danese la corsa francese si riapre: cambiano infatti le prospettive dell'australiano Cadel Evans e dell'americano Levi Leipheimer, che passano rispettivamente al 2/o e 3/o posto con 1'53'' e 2'49'' di ritardo dallo spagnolo, da domani leader della generale. - Classifica generale: 1. Alberto Contador (Spa) 2. Cadel Evans (Aus) a 1'53'' 3. Levi Leipheimer (Usa) a 2'49'' 4. Carlos Sastre (Spa) a 6'02'' 5. Haimar Zubeldia (Spa) a 6'29'' 6. Alejandro Valverde (Spa) a 10'18'' 7. Kim Kirchen (Lus) a 11'36'' 8. Yaroslav Popovych (Ucr) a 12'50'' 9. Mauricio Soler (Col) a 13'31'' 10. Mikel Astarloza (Spa) a 13'42''.

TOUR: CRISTIAN MORENI NON E' PIU' IN STATO DI FERMO

Non e' piu' in stato di fermo dalle 0:30 di oggi il ciclista italiano della squadra francese Cofidis Cristian Moreni, risultato positivo al test del testosterone esogeno il 19 luglio scorso al Tour de France. Lo si e' appreso da fonti vicine all'inchiesta. Il corridore era stato fermato in serata a Pau, dopo la rivelazione dei risultati positivi del test. ''Gli interrogatori sono finiti per ora - ha precisato la stessa fonte, riferendosi anche ad altre persone sentite sulla vicenda - ma proseguiranno nella mattinata di oggi''. La polizia francese ha proceduto mercoledi' sera a una serie di perquisizioni nell'albergo della Cofidis a Lescar, vicino a Pau, nella regione dei Pirenei. Oltre alle camere occupate dai corridori, avrebbero controllato anche i veicoli della squadra francese. Il procuratore della Repubblica di Pau aveva confermato ieri sera di aver chiesto le perquisizioni per cercare di scoprire eventuali sostanze illecite dopo l'annuncio della positivita' al test di Cristian Moreni.

Venerdì 27 Luglio 2007

Intercettazioni, Fassino: bene il si' della Giunta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/07/2007

ROMA - Piero Fassino, in una lettera al presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Carlo Giovanardi, conferma di essere interessato, nella vicenda delle intercettazioni sul caso Unipol-Bnl, solo all'accertamento della verità. E sottolinea dunque che accetterà "ogni decisione che in questa direzione la Giunta voglia assumere, ivi compreso l'accoglimento dell'istanza della dottoressa Forleo", che chiede l'utilizzo delle intercettazioni.

Fassino, nella lettera torna a ribadire la sua "assoluta estraneità a qualsiasi atto illecito o illegale che sia maturato nella vicenda Bnl-Unipol". E, "in modo ancora più fermo - aggiunge - respingo la affermazione contenuta nell'istanza della Dott.ssa Forleo di essere 'complice di un progetto criminoso di ampia portata'. Parole - sottolinea il segretario dei Ds - che peraltro la Dott.ssa Forleo scrive senza averne titolo e senza dimostrarne in alcun modo il minimo fondamento".

D'ALEMA, OK AD OGNI DECISIONE DELLA GIUNTA

In una lettera inviata al presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Carlo Giovanardi, Massimo D'Alema si dice "turbato e preoccupato" per le accuse "tanto gravi quanto palesemente infondate" che gli sono rinvolte nelle ordinanze del Gip di Milano Clementina Forleo. Conferma la sua "assoluta estraneità ad atti illeciti o disegni criminosi". Sottolinea di essere "interessato più di ogni altro" all'accertamento della verità e pronto a collaborare con la magistratura "indipendentemente dalle conclusioni della giunta". Per questo, il vicepresidente del Consiglio sottolinea che condividerà "ogni decisione che il Parlamento intenda prendere, compreso l'accoglimento dell'istanza della dottoressa Forleo".

BERLUSCONI: FORZA ITALIA VOTERA' NO

Forza Italia voterà contro la richiesta del gip Forleo di utilizzare le intercettazioni telefoniche che riguardano sei parlamentari. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi ieri sera ad una cena con i deputati 'azzurri'. Abbiamo dei principi - avrebbe motivato l'ex premier - che non mutano, indipendentemente dalle persone che sono coinvolte.

DI PIETRO, ATTENZIONE ALLA TRAPPOLA DI BERLUSCONI

Il centrosinistra non cada nella trappola tesa da Berlusconi e dai suoi. E' quanto dichiara il ministro delle Infrastrutture e leader dell'Idv Antonio Di Pietro. "Farsi paladino nel dire no alle intercettazioni dei giudici di Milano - continua Di Pietro - è solo il tentativo per mettere, sullo stesso piano, i parlamentari direttamente interessati di Forza Italia e quelli del centrosinistra. A me pare, invece, che ci sia una bella differenza; non fosse altro per il fatto che alcuni di essi che militano nelle fila del partito di Berlusconi sono già indagati". "Inoltre - dice ancora l'ex pm - la sua intenzione è anche quella di uniformare, centrodestra e centrosinistra, alla stessa logica di un attacco ai magistrati, piuttosto che indurre ad una doverosa sottomissione alla legge e alla giustizia. E la maggioranza faccia anche attenzione a non rimandare a dopo le ferie il voto per autorizzare l'utilizzo delle intercettazioni depositate". "Dare subito il parere positivo alla richiesta avanzata dal Gip Forleo - conclude Di Pietro - scongiurerebbe tali pericoli e darebbe un chiaro segnale che la pubblica opinione accoglierebbe con favore".

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