DEI RICCHI

2007 - Luglio - Settimana 3

« Precedente

» Notizie » 2007 » Luglio | Commenti: Scrivi

Successiva »

Indice dei giorni


15/07/2007 * 16/07/2007 * 17/07/2007 * 18/07/2007 * 19/07/2007 * 21/07/2007 *

Domenica 15 Luglio 2007

Chiesa Usa, risarcimento record per vittime pedofilia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/07/2007

LOS ANGELES - L'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles pagherà un indennizzo record di 660 milioni di dollari, più di un milione a testa, a circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a partire dagli anni 1940. Lo hanno detto gli avvocati dei querelanti. L'accordo dell'ultimo minuto (l'inizio del processo era fissato per domani) è il più dispendioso negli ultimi anni per la Chiesa cattolica, bersagliata da richieste di indennizzi finanziari per numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti nei confronti di minori. Ray Boucher, capo del collegio di difesa delle vittime, ha detto che oggi ci sarà un annuncio congiunto con l'Arcidiocesi di Los Angeles sull'accordo.

Pakistan: 16 morti in un attentato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/07/2007

ISLAMABAD - Quattro devastanti esplosioni hanno investito oggi un convoglio militare nel nord-ovest del Pakistan uccidendo almeno 16 persone, ultime vittime sommerse dall'ondata di violenza terroristica di matrice islamica seguita al sanguinoso blitz con cui il presidente Pervez Musharraf martedì scorso ha chiuso la partita con l'ultraradicale Moschea Rossa di Islamabad. La strage odierna è stata compiuto nei pressi di Matta, nella Provincia della Frontiera di Nord Ovest (Nwfp), dove stava transitando una colonna di mezzi. Il suo bilancio - ancora provvisorio - è di 16 morti, di cui 12 membri delle forze di sicurezza pachistane e quattro civili, investiti da un inferno di fuoco scatenato dall'azione combinata di due ordigni di "stile iracheno", nascosti sul ciglio della strada, e di due autobomba guidate da altrettanti kamikaze, secondo quanto ricostruito dal portavoce dell'esercito, gen. Eaheed Arshad, che non ha chiarito se la conta includa i due terroristi suicidi.

Molti associano la strage - che segue l'attentato di ieri nella regione tribale del Waziristan del Nord, in cui hanno perso la vita ucciso 24 soldati - al lungo assedio e al blitz finale di martedì scorso delle forze di sicurezza contro le centinaia di estremisti armati asserragliati all'interno della Moschea Rossa (Lal Masjid) della capitale, trasformata in una fortezza del radicalismo violento e filo-talebano. Un assalto conclusosi con almeno 75 morti, definito dal leader del Muttahida Majlis-e-Amal (Mma, principale alleanza di partiti religiosi), la "pagina più nera della storia del Pakistan" e per la quale molti avevano giurato vendetta. Fra questi il numero due di al Qaida, Zayman al-Zawahri in un video diffuso mercoledì. Venerdì un'ondata di manifestazioni, sebbene modeste numericamente, aveva attraversato tutte le principali città del Paese, contro Musharraf e gli Stati Uniti. Alleato degli Usa nella guerra al terrorismo dal 2001, Musharraf si trova a governare un Paese instabile e, per gran parte del territorio, fuori dal suo controllo.

Se l'estremismo islamico è tutto sommato minoritario e nella politica di fermezza Musharraf, secondo molti analisti, gode del sostegno della maggioranza del Paese, ha rischiato di uscire dal controllo l'onda di protesta e di sanguinosi scontri seguiti, in primavera, alla rimozione, da lui decisa, del presidente della Corte suprema del Paese, giudice Iftikhar Mohammed Chaudhary, considerato un difensore dei diritti umani.

TRIBU' WAZIRISTAN: FINE ACCORDO CON GOVERNO

Il consiglio dei capi tribali filo-taleban della regione del Waziristan del Nord, al confine con l'Afghanistan, ha dichiarato oggi la fine dell'accordo che dallo scorso anno aveva sancito uno stato di non belligeranza fra il governo di Islamabad le tribù locali. "Mettiamo fine oggi all'accordo", ha annunciato il consiglio in una nota diffusa a Miranshah, capoluogo del distretto del Nord Waziristan. I locali capi tribù avevano chiamato la popolazione alla guerra senta contro il governo di Islamabad dopo il sanguinoso blitz dei militari nella ultraradicale Moschea Rossa (Lal Masjid) della capitale. Ieri il comandante filo-taleban locale, Abdullah Farhad, ha minacciato una guerra di guerriglia contro l'esercito: un proposito al quale è stata attuazione fra ieri e oggi con due stragi di militari che hanno fatto finora, secondo un bilancio provvisorio, almeno 40 morti. L'accordo del quale oggi si è dichiarata la denuncia unilaterale risale al settembre 2006, quando il governo, dopo anni di scaramucce militari, firmò un "trattato di pace" con le tribù filo-talebane, considerate supporto e porto franco dei Taleban afghani con i quali condividono l'etnia pashtun. L'Occidente aveva criticato Islamabad per quell'accordo, nel quale i capi tribali si erano tuttavia impegnati a cacciare i militanti "stranieri" di al Qaida. Ora per il presidente pachistan, Pervez Musharraf, potrebbe essersi riaperto questo remoto e insidioso fronte.

Putin sospende trattato su armi in Europa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/07/2007

di Claudio Salvalaggio

MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin passa dalle parole ai fatti nella nuova guerra fredda, fino a ieri tutta verbale, tra Mosca e l'Occidente, innescata dal progetto Usa di scudo spaziale nell'Europa dell'est. Oggi il leader del Cremlino ha firmato un decreto che sospende la partecipazione della Russia al Cfe, trattato chiave che nel 1990 limitò il numero delle forze convenzionali nella vecchia Europa uscita dalla cortina di ferro. Vale a dire, oltre alle truppe, carri armati, artiglieria, mezzi blindati, aerei da combattimento e elicotteri da attacco. Una mossa preannunciata il 26 aprile scorso dallo stesso Putin e che segue il fallimento del recente summit di Vienna per trovare una soluzione alla mancata ratifica da parte della Nato della versione definitiva del trattato, adattato nel 1999 per tener conto del crollo dell'Urss e del dissolvimento del Patto di Varsavia. La Nato ha subordinato la firma al ritiro delle truppe russe da Georgia e Moldavia, ma Mosca sostiene che le due cose non sono collegate tra loro. La moratoria decisa oggi, e che entrerà in vigore 150 giorni dopo la notifica ai Paesi interessati, è "una misura senza precedenti nella storia recente della Russia" ma "non significa che abbiamo chiuso la porta del dialogo", ha sottolineato il ministero degli affari esteri russo.

Nel frattempo Mosca chiuderà però la porta alle ispezioni straniere, sospenderà lo scambio di informazioni, muoverà liberamente truppe e mezzi militari all'interno del proprio territorio. L'iniziativa del Cremlino, accolta con unanimi consensi interni, ha già suscitato le preoccupate reazioni della Nato, della Ue e di alcune cancellerie europee, da Berlino a Tallinn. Il portavoce dell'Alleanza Atlantica James Appathurai ha espresso "rammarico e disappunto" per una decisione che segna "un passo indietro" di fronte a quello che la Nato considera "la pietra miliare della stabilità in Europa". "Rammarico" ha espresso anche portavoce dell'alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza Javier Solana. Ma Putin sembra tirare dritto per la sua strada, coerente con la requisitoria contro l'imperialismo e l'unilateralismo americano lanciata lo scorso febbraio a Monaco di Baviera. E ricordando, inoltre, che sono stati gli Usa i primi a rilanciare il rischio di una nuova corsa agli armamenti dopo essere usciti unilateralmente nel 2001 dal tratto Abm del 1972 che limita le capacità dei sistemi antimissili dei Paesi firmatari. Il capo dello Stato russo continua a giocare su più piani la sua lunga partita a scacchi sullo scudo spaziale e sul progressivo allargamento della Nato verso est, tenendo conto anche degli umori nazionalistici sullo sfondo della duplice campagna elettorale (legislative a dicembre 2007 e presidenziali a marzo 2008).

Dopo aver attaccato frontalmente il progetto di scudo spaziale Usa in Polonia e Repubblica Ceca, definendolo "inutile" e una "pura minaccia ai confini della Russia", Putin ha cambiato strategia ed ora pare lavorare ai fianchi Washington: dapprima con la proposta al G8 di uno scudo comune, addirittura con una base russa in Azerbaigian sulla quale il presidente Usa George W. Bush si è riservato una risposta dopo il summit di inizio luglio nel Maine con il presidente russo; ed oggi con la moratoria del Cfe che bussa alla porta di un' Europadivisa, ed ora costretta ad una risposta. Un'Europa, come ha sottolineato il consigliere del Cremlino presso la UeSerghei Iastrzhembski, che "parla semplicemente dell'importanza del Cfe ma non lo ratifica". La mossa è calcolata, anche se rischiosa, perché può inasprire le già tese relazioni tra Mosca e l'Occidente, divisi tra l'altro su Kosovo e politiche energetiche. Ma Putin, secondo Gleb Pavloski, un politologo vicino al Cremlino, avrebbe già pronta anche la prossima mossa "se il messaggio di oggi fosse ignorato: il trattato sulle forze nucleari a medio raggio".

Arcidiocesi di Los Angeles: risarcimenti record alle vittime dei preti pedofili

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/07/2007

L'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles pagherà un indennizzo record di 660 milioni di dollari, più di un milione a testa, a circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a partire dagli anni 1940. Lo hanno detto gli avvocati dei querelanti.

L'accordo dell'ultimo minuto (l'inizio del processo era fissato per domani) è il più dispendioso negli ultimi anni per la Chiesa cattolica, bersagliata da richieste di indennizzi finanziari per numerosi casi di abusi sessuali commessi da preti nei confronti di minori.

Ray Boucher, capo del collegio di difesa delle vittime, ha, detto che oggi ci sarà un annuncio congiunto con l'Arcidiocesi di Los Angeles sull'accordo.

Iraq, Al Maliki: pronti 'in ogni momento' a sostituire le truppe Usa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/07/2007

Londra è determinata a ridurre drasticamente la propria presenza militare in Iraq prima della fine dell'anno. Entro dicembre, riporta il quotidiano 'The Observer', il governo di Gordon Brown vuole portare da settemila a non più di 1.500 il numero di soldati dispiegati nel Paese, soprattutto nell'area intorno a Bassora. L'obiettivo della manovra, secondo il giornale, è di far fronte al crescente scontento in patria nei confronti della missione irachena e di disporre di più uomini da mandare in Afghanistan.

Da parte sua il premier iracheno Nouri al-Maliki ha assicurato che le forze di sicurezza sono pronte "in ogni momento" a prendere il posto delle truppe straniere, anche se hanno bisogno di più addestramento. Durante una conferenza stampa, al-Maliki ha sottolineato l'importanza di puntare alla qualità della polizia e dell'esercito iracheni, "così che le forze siano meglio preparare, quando le truppe internazionali decideranno di ridurre la presenza o di ritirarsi".

Autobomba a Baghdad: 10 morti

Un'autobomba è esplosa in una piazza affollata del centro di Baghdad, provocando la morte di almeno dieci persone. Altre 35 persone sono rimaste ferite nella deflagrazione, che ha danneggiato diversi negozi e ristoranti di piazza Hussein, a Jadriya, distretto a prevalenza sciita.

Oltre 150 miliziani palestinesi accettano l'accordo con Israele

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/07/2007

L'ufficio del primo ministro israeliano ha confermato che Ehud Olmert incontrerà domani a Gerusalemme il presidente palestinese Abu Mazen.

Circa 189 miliziani delle Brigate dei martiri di al Aqsa, il braccio armato di al Fatah, hanno accettato di cessare le loro attività terroristiche anti-israeliane in Cisgiordania, in cambio di una sorta di perdono da parte di Israele, che a sua volta smetterà di ricercarli. Lo ha riferito oggi un responsabile della sicurezza palestinese.

Tutte le 189 persone indicate su una lista presentata da Israele hanno accettato di porre fine alle loro attività, ha detto il responsabile. Tra questi c'è anche Zakaria Zubeidi, un capo militare di al Fatah, in testa nella lista delle persone ricercate da Israele in Cisgiordania.

L'accordo tra i miliziani e Israele rappresenta un ulteriore gesto di buona volontà da parte del governo israeliano nei confronti del presidente palestinese Abu Mazen. Già la scorsa domenica il governo israeliano aveva approvato la liberazione di 250 detenuti di al Fatah, non coinvolti in attività terroristiche.

Due attentati suicidi in Pakistan: oltre 20 morti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 15/07/2007

Almeno 11 agenti delle forze di sicurezza pachistane e tre civili sono stati uccisi e altri 40 rimasti feriti oggi quando alcuni ordigni piazzati sul ciglio della strada sono esplosi colpendo un convoglio nel nord ovest del paese, e nella sparatoria con sospetti militanti integralisti che ne è seguita. Il nuovo bilancio è stato fatto da una fonte dei servizi di intelligence pachistani.

Il bilancio dei morti potrebbe aumentare", ha detto la fonte. L'attacco è stato fatto mentre il convoglio attraversava la città di Matta, nei pressi della zona collinare di Swat, una nota roccaforte dei taleban nella Provincia della Frontiera di nord ovest (Nwfp).

Un secondo attentato suicida in Pakistan è costato la vita ad almeno 12 persone; decine i feriti. L'attentato è avvenuto nel nord ovest del paese, in un centro di reclutamento della polizia. E' il terzo attentato di questo genere in nel fine settimana.

Ieri in un attentato suicida 18 paramilitari erano stati uccisi e 24 feriti nella regione tribale del Nord Waziristan, lungo il confine con l'Afghanistan.

Brasile: favelas, abitanti sono il doppio delle stime

ANSA.it, http://www.ansa.it, 15/07/2007

SAN PAOLO - Gli abitanti delle 'favelas', le baraccopoli brasiliane centro di violenze di ogni genere, ma a volte di grande creatività ed umanità, sono il doppio di quanto riteneva il governo, che ha dovuto ammettere l'errore e sta correndo ai ripari. Lo scrive il quotidiano Folha di San Paolo.

Finora, ricorda il giornale, i dati governativi indicavano l'esistenza di 6,3 milioni di persone, appartenenti a 1,4 milioni di famiglie che avevano il loro domicilio nelle favelas delle grandi città brasiliane come Heliopolis a San Paolo o Rocinha a Rio de Janeiro. Ma da una elaborazione dei dati del censo della popolazione realizzato nel 2000 dalla Fondazione Istituto brasiliano di geografia e statistica (Ibge) è emerso che in realtà si tratta di 12,4 milioni di persone che vivono in condizioni ai limiti dell'umano in 3,2 milioni di case.

Lunedì 16 Luglio 2007

In via di estinzione le colture di riso e mais

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/07/2007

PARMA - La più assetata resta l'agricoltura che, beneficiaria del 73% dei prelievi dal Po, è il settore più a rischio a medio termine, tanto che, per effetto dei cambiamenti climatici e in mancanza di politiche agricole adeguate, si dovranno abbandonare progressivamente le colture che richiedono più acqua come riso, mais e kiwi.

E' quanto emerge dal workshop in corso a Parma sugli effetti del clima sul bacino del principale fiume italiano promosso dall'Apat dall'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) per conto del ministero dell'Ambiente. Secondo i dati dell'Autorità di bacino ogni anno 2,5 chilometri cubi di acqua del grande fiume sono destinati a uso potabile, pari al 11% del totale contro il 73% che va all' agricoltura (16 chilometri cubi e mezzo), l'8,9 per usi elettrici e il 6,7% destinato all'industria.

Necessità a parte, le perdite non mancano. Anzi, dagli studi condotti sulla rete degli acquedotti padani risulta che ogni 1000 litri di acqua prelevata, 40 si perdono al momento dell'immissione in rete, 200 nelle condutture e 150 in fase di distribuzione. Risultato: di 390 litri d'acqua non c'é più traccia perché si infiltra nel terreno.

A rischio anche le irrigazioni dei campi, che in stagioni particolarmente secche richiedono circa il 15% di acqua in più. Una soluzione può essere, quindi, pianificare un uso più razionale della risorsa adottando sistemi irrigui più efficienti e individuando specie vegetali meno esigenti di acqua. Per effetto degli 'scompensi' climatici a rischio, secondo Lucio Botarelli, agrometerologo dell'Arpa Emilia- Romagna, anche le colture non irrigue come il grano, diffusissimo nella pianura padana: il ciclo vegetativo può accorciarsi e quindi i cereali hanno meno giorni a disposizione per accumulare sostanza secca nella spiga (la parte commestibile).

Sicurezza su strade, governo verso pugno di ferro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/07/2007

Basta alla carneficina quotidiana sulle strade italiane, occorre il pugno di ferro: 36 morti nel weekend. Dopo i recenti incidenti a Pinerolo e a Salerno, il governo ha scelto la linea dura: i ministri dell'Interno Amato, della Giustizia Clemente Mastella dei Trasporti Bianchi, invocano il pugno di ferro, soprattutto per chi si mette alla guida ubriaco. E il ministro della solidarietà Sociale Ferrero presenterà già domani in pre-consiglio dei ministri un disegno di Legge che regolamenta la pubblicità dei superalcolici, rendendo più stringenti le regole in materia.

AMATO, SEQUESTRO AUTO A CHI GUIDA IN STATO DI EBBREZZA: Il titolare del Viminale annuncia che il governo proporrà di introdurre nel disegno di legge sulla sicurezza stradale il sequestro del veicolo a chi viene sorpreso ubriaco al volante di un'auto. I recenti incidenti, spiegano al Viminale, hanno riproposto all'opinione pubblica il problema della guida in stato di ebbrezza. E' un comportamento che il governo ha voluto punire severamente nel suo Ddl prevedendo la confisca o almeno il sequestro del veicolo in questi casi. Alla Camera, però, i deputati hanno tolto dal disegno di legge del governo sia la confisca sia il sequestro del veicolo, prevedendo il semplice fermo, e lasciando il sequestro solo per la guida sotto l'effetto di droghe. Il ministro dell'Interno riproporrà quindi al Senato le norme originarie, chiedendo di tornare a equiparare la guida sotto l'effetto di alcolici a quella sotto l'effetto di droghe, prevedendo, anche nel primo caso, come era stato indicato dal Governo, almeno il sequestro del veicolo.

MASTELLA, SENATO APPROVI INASPRIMENTO PENE:A dare manforte ad Amato arriva anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella. "Farò tutto quello che mi sarà possibile affinché il disegno di legge che inasprisce le sanzioni e le pene per chi guida ubriaco o sotto l effetto di stupefacenti al Senato passi al più presto", afferma il guardasigilli riferendosi al provvedimento sulle disposizioni in materia di circolazione e sicurezza stradale approvato dal consiglio dei ministri e già licenziato dalla Camera.

BIANCHI, PENE PIU' SEVERE: "E' un'emergenza nazionale", dichiara il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi secondo il quale occorrono "pene più severe e arresto obbligatorio".

DI PIETRO, GALERA PER CHI GUIDA UBRIACO: il collega alle Infrastrutture Antonio Di Pietro E' convinto che serve "una sana repressione", e per chi provoca incidenti mortali sotto l'effetto dell'alcol o degli stupefacenti "é opportuna la galera". Anche il ministro della Salute Livia Turco si è mobilitato: "Tra i giovani di età compresa tra i 14 e i 17 anni, l'abitudine a bere fuori dai pasti è raddoppiata dal 1994 al 2006. Serve repressione e prevenzione: penso a delle etichette da apporre sui superalcolici simili a quelle già stampate sui pacchetti delle sigarette: Vietato guidare in stato di ebbrezza. E poi favorire la distribuzione gratuita di kit per verificare il proprio tasso alcolico prima di mettersi alla guida e abbassare i limiti legali di alcol per i neopatentati". L'associazione dei consumatori Codici ha calcolato che dal 30 al 50% degli incidenti è causato dall'abuso di alcol.

RAGAZZA UCCISA DA UBRIACO: MARTEDI' IL PROCESSO ALL'AUTISTA, sarà processato per direttissima l'uomo che ieri ha tavolto e ucciso Caludia Moro, 16 anni, all'uscita di una discoteca di san secondo di pinerolo. corrado varo comparirà domani dvanti al tribunale di Pinerolo, quasi in contemporanea ai funerali della vittima, a Pasta di rivalta (To).

PATENTE A PUNTI, I VENTENNI I PIU' INDISCIPLINATI: il 30% dei giovani fra i 20 e i 29 anni ha la patente segnata dalla decurtazione di punti. Questa la fotografia scattata dal Ministero dei Trasporti nel bilancio a quattro anni dal debutto della patente a punti.

Offensiva Usa a sud di Baghdad

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/07/2007

Operazione militare statunitense in Iraq a caccia di infiltrati di al-Qaeda: circa

8.000 soldati Usa sono stati impegnati nelle zone agricole a sud della capitale.

Secondo l'esercito Usa, l'operazione - a cui è stato dato il nome in codice di 'Marne Avalanche'- punta a tagliare i rifornimenti di armi e miliziani nella zona, dove le forze della coalizione stentano a snidare i guerriglieri infiltrati.

Prima ancora dell'alba, i militari trasportati dagli elicotteri sono penetrati nella zona considerata una roccaforte di al-Qaeda, nella valle del fiume Eufrate, 35 km a sud di Baghdad. Il terreno, attraversato da una fitta rete di canali

irrigativi, già nel passato è stato il teatro di violenti scontri.

Bush: conferenza internazionale con Israele e paesi arabi in autunno

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/07/2007

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, in un discorso dedicato alla crisi in Medio Oriente, oggi, chiederà una conferenza internazionale con Israele e Paesi arabi per rilanciare il negoziato di pace. Bush lo farà in un intervento alla Casa Bianca in programma alle 13,15 ora di Washington, le 19,15 in Italia.

Gli Stati Uniti aiuteranno la leadership palestinese del presidente Mahmud Abbas (Abu Mazen) con finanziamenti pari a 190 milioni di dollari in questo anno fiscale. Lo hanno annunciato fonti della Casa Bianca poco prima dell'annuncio del presidente George W. Bush.

Alla conferenza regionale proposta dalla Casa Bianca sono invitati Israele e alcuni dei suoi vicini arabi. Il segretario di stato Condoleezza Rice, che doveva partire per l'Africa, ha oggi annunciato un rinvio della missione per concentrarsi sul dossier Medioriente.

La Rice, a cui sarà affidato il coordinamento della conferenza di autunno, sarà giovedi' alla riunione del Quartetto a Lisbona, la prima dopo la nomina dell'ex premier britannico Tony Blair a inviato speciale del gruppo per la regione.

Caso Litvinenko. No all'estradizione di Lugovoi: la Gran Bretagna espelle 4 diplomatici russi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/07/2007

Il Ministero degli Esteri britannico ha deciso di espellere quattro diplomatici russi dopo il rifiuto di Mosca di concedere l'estradizione di Andrei Lugovoi, principale indiziato nell'omicidio dell'ex agente dell'Fsb Alexander Litvinenko, avvelenato a Londra nel novembre scorso. Il ministro degli Esteri britannico David Miliband ha inoltre reso noto di aver ordinato la sospensione dei negoziati in corso con la Russia per le facilitazione dei visti di ingresso e sta valutando ulteriori provvedimenti in altri settori della cooperazione bilaterale; il titolare del Foreign Office ha anche osservato che l'estradizione di Lugovoi e' ancora possibile, se questi dovesse lasciare il territorio russo.

Il governo russo non ha capito ne' quanto seriamente trattiamo questa vicenda ne' la gravita' della stessa, nonostante i negoziati ad alto livello nei quali abbiamo chiaramente spiegato i motivi della necessita' di una risposta chiara, ha spiegato Miliband, che non ha dato dettagli sull'identita', il grado o i compiti dei quattro diplomatici russi che dovranno lasciare il Paese. L'atto di rappresaglia dimostra che il governo Brown intende usare il pugno duro per dimostrare a Mosca il suo disappunto. Mosca ha giustificato il suo rifiuto - reso ufficiale la settimana scorsa - con l'articolo della Costituzione che vieta l'estradizione per i cittadini della Federazione, salvo accordi bilaterali non in vigore con la Gran Bretagna; Londra da parte sua ha respinto la proposta di far processare Lugovoi dalla giustizia russa.

Bankitalia: salgono debiti famiglie (+11%)

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/07/2007

ROMA - I debiti finanziari delle famiglie italiane continuano ad aumentare, al punto che nel marzo scorso hanno toccato i 493 miliardi di euro, con una crescita dell' 11,0% rispetto all' anno precedente. E' quanto osserva Bankitalia nel bollettino economico diffuso oggi in cui aggiunge che "in un anno il rapporto tra debito e reddito disponibile è aumentato di tre punti, al 48 per cento". Si tratta peraltro - sottolinea il bollettino - di un valore "ancora contenuto nel confronto internazionale".

Il bollettino economico evidenzia con riferimento allo scorso mese di maggio un rallentamento al 9,6% della crescita dei mutui bancari, che costituiscono quasi l' 80,0% del debito familiare. Questo per via della frenata nelle compravendite di immobili e dell' aumento dei tassi d' interesse. Anche l' incremento dei prestiti al consumo - rileva Bankitalia - è diminuito, pur rimanendo elevato, al 10,8 per cento. Il bollettino afferma infine che gli oneri sostenuti dalle famiglie per il cosiddetto servizio del debito (pagamento degli interessi e restituzione del capitale) sono aumentati al 7,1% del reddito disponibile, un decimo di punto in più rispetto alla fine del 2006; per poco meno della metà questo aumento è dovuto alla salita dei tassi verificatasi lo scorso anno.

PIL 2007 +2,0%, NEL 2008 +1,7% Il prodotto interno lordo italiano nel 2007 crescerà in media d'anno del 2,0%. Nel 2008 il tasso di crescita sarà invece dell' 1,7%. Sono queste le indicazioni date da Bankitalia nel Bollettino Economico diffuso oggi. Nella prima metà dell' anno in corso si stima inoltre un tasso di crescita "di circa l' 1,5%". Bankitalia precisa che a partire dalla scorsa primavera e per l' intero 2008 "l' economia italiana è prevista svilupparsi a tassi in linea o lievemente superiori a quelli da noi stimati per il prodotto potenziale".

Bankitalia spiega che la previsione di crescita relativa all' anno in corso risente dell' effetto di trascinamento indotto dalla forte accelerazione del Pil nell' ultimo trimestre del 2006. La ripresa dell' attività produttiva - aggiunge il bollettino - trainata come nei passati trimestri dall' export e dagli investimenti, "trae sostegno anche dall' accelerazione della spesa delle famiglie". Più in dettaglio, le esportazioni quest' anno dovrebbero aumentare del 3,7% (+5,5% nel 2006 e +3,3% l' anno prossimo), contribuendo per un punto percentuale alla crescita del Pil. Al riguardo, Bankitalia fa notare peraltro che "gli effetti ritardati della prolungata perdita di competitività derivante dal rafforzamento dell' euro e dall' elevata dinamica dei nostri prezzi all' export continuano a frenare le vendite all' estero". Il bollettino economico aggiunge in ogni caso che le previsioni di crescita si basano sul "graduale arresto del deterioramento delle posizione competitiva dei produttori italiani, grazie al pieno dispiegarsi degli effetti dei processi di ristrutturazione iniziati negli ultimi anni".

CONSUMI PRIVATI +1,9% SOSTENGONO RIPRESA I consumi delle famiglie nel 2007 sono destinati a crescere dell' 1,9%, consolidando la ripresa già delineatasi lo scorso anno e contribuendo a sostenere il quadro congiunturale. Questo anche perché "dopo il forte aumento del prelievo registrato nel 2006, la pressione tributaria tende a stabilizzarsi". E' quanto si afferma nel bollettino economico di Bankitalia.

Dpef, Draghi: ridurre il debito pubblico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 16/07/2007

ROMA - "Come si rileva nel Dpef è necessario ampliare l'"orizzonte temporale di riferimento dell'azione politica. Ridurre il debito pubblico e aggiungo: garantire la sostenibilità del sistema previdenziale, devono essere il primo investimento dello stato a favore dei giovani e delle generazioni future". Lo afferma il governatore Mario Draghi nella sua audizione al Senato sul Dpef.

RINUNCIATARI SU CONTI, CORREZIONE AL 2011 "I programmi confermano l'obiettivo di pareggio di bilancio nel medio periodo, ma rinunciano a sfruttare il miglioramento delle previsioni tendenziali per accelerarne il conseguimento". Lo afferma Mario Draghi nella sua relazione sul Dpef. Per Via Nazionale "l'obiettivo di medio termine è confermato ma gran parte della correzione è rimandata al 2011".

SCELTE SU PENSIONI CRUCIALI PER EQUILIBRIO CONTI "Le scelte in materia previdenziale sono cruciali nell'assicurare un riequilibrio duraturo dei conti pubblici". Lo sottolinea il governatore di Bankitalia mettendo in evidenza come "in un contesto in cui, secondo le stime dell'Istat, il rapporto tra ultrassesantenni e popolazione in età da lavoro raggiungerebbe il 53% nel 2020 e l'83% nel 2040".

Dpef, l'allarme della Corte dei Conti: spesa pubblica preoccupante

Rainews24, http://www.rainews24.it, 16/07/2007

L'andamento della spesa pubblica nel 2007 dimostra che i risultati del risanamento dei conti sono "precari" e permangono "rischi". Lo ha detto dinanzi alle Commissioni bilancio di Camera e Senato il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, nel'audizione sul Dpef.

Priorità

La ripresa a giudizio della Corte dei Conti offre al paese l'opportunità di "politiche in grado di favorire lo sviluppo" e di "una politica di bilancio più rigorosa, che dovrebbe avere come riferimento prioritario il percorso di riduzione del debito". In questo contesto, ha detto Lazzaro, "appare rischioso non cogliere appieno le occasioni offerte da un ciclo economico particolarmente favorevole".

Da dove vengono i soldi

Ancora nel 2007 l'atteso miglioramento ei conti pubblici è per intero ascrivibile all'aumento delle entrate e della pressione fiscale che raggiungerebbe il 42,4% al netto del Tfr, ha detto Lazzaro nell'audizione parlamentare sul Dpef.

Spesa difficile da controllare

Una lettura attenta delle stime di finanza pubblica per il 2007 sospinge ad un giudizio più allarmato sulle tendenze in atto, confermando tutte le preoccupazioni sulle difficolta' di controllo della spesa pubblica, denuncia la Corte dei Conti

Manovre correttive

Nel 2008, secondo le stime del governo, non sarà necessaria una manovra correttiva del deficit, ma, dice Lazzaro, "la prossima legge finanziaria dovrà disporre una manovra in grado di ottenere risorse fino a 21 miliardi di euro". Tale cifra servirà a far fronte agli impegni sottoscritti, a prassi consolidate e a nuove iniziative. Ai 21 miliardi, ha spiegato il presidente dei magistrati contabili, Tullio Lazzaro, andranno poi aggiunti "i mezzi, non quantificati, per la copertura dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego".

Caccia agli evasori

Lo strumento degli studi di settore rischia di restare sostanzialmente inapplicato "proprio per la logica sulla quale necessariamente si fonda di voler obbligare milioni di contribuenti a doversi contemporaneamente e visibilmente adeguare ad un grado piu' elevato di adempimento dell'obbligazione tributaria", ha ammonito il presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro. L'adeguamento degli studi diventa cosi' "un'operazione politicamente sensibile, la cui concreta attuazione viene di fatto a essere condizionata da considerazioni di effetti di ricaduta sul piano del consenso. Ciò - ha sottolineato - rischia di produrre effetti di paralisi e di rinvio e quindi di sostanziale disapplicazione e di inefficacia dello strumento".

Martedì 17 Luglio 2007

Sisma devastante in Giappone, morti e fuga radioattiva

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/07/2007

TOKYO - Un violento terremoto di magnitudo 6,8 gradi Richter ha colpito ieri la provincia di Niigata, nel centro-ovest del Giappone, provocando almeno nove morti - sei donne e tre uomini tutti anziani - e quasi 1.000 feriti e un incendio nella più grande centrale nucleare del mondo, dove c'é stata una lieve fuga radioattiva. La prima scossa - una delle più forti registrate nel Paese negli ultimi anni - ha fatto oscillare a lungo anche i grattacieli di Tokyo.

Circa 12 ore dopo un altro sisma, di magnitudo 6,6 Richter, ha scosso la stessa zona dell'arcipelago, senza apparentamente aver provocato vittime né danni. La prima scossa, nel Mar del Giappone al largo della provincia di Niigata, è stata invece devastante, in particolare nella città portuale di Kashiwazaki, 100.000 abitanti, la zona più duramente colpita dal sisma. Sette anziani - quattro donne e tre uomini, tutti fra i 70 e gli 80 anni - sono morti, alcuni uccisi nel crollo delle loro case di legno. Un altro anziano è dato per disperso. Più di 800 persone sono rimaste ferite e l'ospedale cittadino ha dovuto lanciare un appello all' intervento di medici di altre regioni. Centinaia di case sono state distrutte o danneggiate, circa 10.000 persone sono rimaste senza tetto, mentre nella prefettura di Niigata migliaia di persone sono rimaste senza luce e gas, e in tutta la città di Kashiwazaki è stata interrotta la fornitura d'acqua. Nella centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, vicina all'epicentro del sisma, la scossa ha innescato un incendio, spento in breve tempo, in un trasformatore di elettricità.

La compagnia elettrica Tepco (Tokyo electric power) che gestisce l'impianto ha detto in serata che il sisma ha provocato anche una fuoriuscita di "acqua contenente materia radioattiva". L'acqua contaminata, circa un litro e mezzo - ha detto la compagnia in un comunicato - è finita in mare senza danni per l'ambiente e senza contaminare nessuno. La Tepco ha anche detto che i reattori della centrale non sono stati progettati per far fronte a un terremoto così forte. Le tv hanno mostrato immagini del fumo nero che si innalza dalla centrale, e anche di case di legno crollate, ponti danneggiati e grandi crepacci nel terreno in un parco. I treni a grande velocità Shinkansen sono stati fermati su diverse linee ed è anche stato chiuso l'aeroporto di Niigata per controllare che le piste non abbiano subito danni. Quasi tutte le strade della zona hanno subito gravi deformazioni dell'asfalto. Secondo l'Ente meteorologico, la prima scossa di terremoto è avvenuta alle 10:13 locali (le 03:13 in Italia), 17 chilometri sotto il fondo del Mar del Giappone, al largo delle coste della provincia di Niigata. Si tratta della stessa zona che già il 23 ottobre 2004 per un sisma di magnitudo 7,3 pagò un tributo di 65 morti e 3.000 feriti. Il sisma ha causato piccoli tsunami di 50 cm circa ed è stato seguito da numerose repliche, di cui la più forte è stata di 5,6 gradi Richter.

Alle 23:18 locali poi una nuova forte scossa di 6,6 gradi Richter, con epicentro a 370 km di profondità sotto il mare, ha investito un'altra zona dell'arcipelago; anche questa è stata avvertita fino a Tokyo, ma al momento non si ha notizia che abbia provocato vittime o danni. Il governo giapponese ha attivato una cellula di crisi e il premier Shinzo Abe, che era a Nagasaki per la campagna elettorale in vista delle elezioni per il Senato del 29 luglio, ha deciso di rientrare immediatamente a Tokyo. Nei giorni scorsi il sud del Giappone era stato aggredito con venti a 220 km orari e piogge torrenziali dal tifone Man-yi, che, prima di allontanarsi ieri, ha lasciato dietro di sé tre morti, un disperso, 73 feriti e ingenti danni.

Sisma in Giappone, scoperchiati fusti di scorie nucleari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 17/07/2007

TOKYO- Circa 100 fusti contenenti scorie nucleari a bassa radiazione sono stati rovesciati ieri dal terremoto che ha colpito la centrale di Kashiwazaki-Kariwa, in Giappone centro occidentale, e alcuni di essi sono stati scoperchiati. Lo ha scritto oggi l'agenzia di informazione giapponese Kyodo. L'agenzia ha detto che sono in corso accertamenti per verificare le possibili conseguenze sull'ambiente. Non è stato possibile per ora ottenere commenti da qualche responsabile. Nella centrale, la più grande del mondo, gestita dalla Tokyo electric power Co. (Tepco), ieri in seguito al terremoto di 6,8 gradi Richter c'é stato un incendio e una fuga di acqua radioattiva. Il terremoto ha fatto nove morti e più di 1.000 feriti e ha provocato gravi distruzioni nella città di Kashiwazaki e nella regione circostante.

PIU' INGENTE PERDITA ACQUA RADIOATTIVA E' stata più grande di quanto reso noto in precedenza - 1.200 litri e non un litro e mezzo - la fuga di acqua contenente materiale radioattivo dalla centrale atomica di Kashiwazaki-Kariwa, nel Giappone centro occidentale, in seguito al terremoto che ha colpito ieri la regione. Lo ha rettificato l'agenzia Reuters. Ieri l'agenzia britannica aveva detto che la Tokyo electric power Co. (Tepco), la compagnia che gestisce la centrale, in un comunicato aveva reso noto che in seguito al sisma dall'impianto era fuoriuscito un litro e mezzo contaminata da materiale radioattivo, che si era riversata in mare senza danni per le persone o per l'ambiente. Oggi viene precisato che la quantità di acqua radioattiva fuoriuscita indicata nel comunicato della Tepco è di 1.200 litri (315 galloni o 1,2 metri cubi).

Mercoledì 18 Luglio 2007

Giappone, nuove ammissioni su incidente nucleare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/07/2007

TOKYO - La Tepco (Tokyo Electric Power Co.), la compagnia che gestisce la megacentrale nucleare giapponese di Kashiwazaki-Kariwa, duramente colpita dal terremoto di lunedì, ha ammesso nuove reticenze riguardo alla quantità di acqua radioattiva dispersa in mare - 1.200 litri, secondo l'ultima ammissione, risalente a ieri. Lo rende noto l'agenzia di stampa Kyodo, secondo cui il problema è dovuto ad errori di calcolo. La Tepco non ha reso noto a quanto ammonti la perdita secondo la nuova stima, ma ha assicurato che si tratta sempre di un quantitativo al di sotto del livello di allarme previsti per legge.

La Tepco ha ammesso che il livello di radioattività dell'acqua finita in mare dopo il terremoto di lunedì era superiore di un terzo a quanto dichiarato ieri, anche se resta sotto il livello di pericolo. "C'é stato un errore nel calcolo della radioattività dell'acqua riversatasi in mare", dice la società in un comunicato. Il livello stimato, afferma la Tepco, è di 90.000 becquerel e non di 60.000 becquerel, come era stato detto ieri. "Ma il livello di radioattività, anche così rivisto, resta sotto il limite fissato per legge e non avrà effetti sull'ambiente", dichiara la compagnia elettrica. La Tepco ha ammesso ieri che il terremoto ha causato alla megacentrale di Kashiwazaki-Kariwa ben 50 problemi tecnici, fra cui l'incendio, la dispersione in mare di acqua radioattiva, la fuga di piccole quantità di materiale nell'atmosfera e lo scoperchiamento di alcuni bidoni di scorie.

Scudo spaziale: Cfe; Russia, modernizzarlo o nuovo accordo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/07/2007

MOSCA -Il ministero della difesa russo propone un nuovo accordo sulle armi convenzionali in Europa o di modernizzare il Cfe già adattato, che nei giorni scorsi il leader del Cremlino Vladimir Putin ha deciso di sospendere per la mancata ratifica da parte della Nato. Lo riferisce l'agenzia Interfax, citando il generale Ievgeni Buzhinski, capo del dipartimento del ministero della difesa per gli accordi internazionali.

"Il trattato Cfe nella versione adattata è obsoleto e non corrisponde alla realtà odierna", ha spiegato Buzhinski. A suo avviso, è meglio sviluppare un nuovo documento che corrisponda alla nuova realtà", ha proseguito. "Ciò potrebbe essere fatto in due modi: o tutte le parti adeguano il trattato Cfe dopo averlo ratificato o si dimostra la volontà politica e si cominciano consultazioni e colloqui per definire un nuovo accordo", ha aggiunto il generale. Il generale ha anche detto di non vedere per ora la necessità di installare missili a corto e medio raggio nelle regioni occidentali della Russia, in particolare in quella di Kaliningrado. Buzhinski ha infine ribadito che la moratoria del Cfe non significa automaticamente l'ammassamento di truppe ai confini con l'Occidente.

MOSCA BOCCIA PROPOSTA CONFERENZA NATO

Il ministero della difesa russo boccia la proposta della Nato di una conferenza straordinaria sui problemi del trattato sulle armi convenzionali in Europa (Cfe), dopo quella fallita a Vienna il 12/15 giugno. Lo riferisce l'agenzia Interfax, citando il generale Ievgheni Buzhinski, capo del dipartimento del ministero della difesa per gli accordi internazionali. "Non vedo molto senso in tale conferenza, perché la posizione della Nato non è mutata", ha spiegato. Nei giorni scorsi il leader del Cremlino Vladimir Putin ha deciso di sospendere la partecipazione di Mosca al Cfe per la mancata ratifica da parte dei Paesi aderenti alla Nato. Il generale Buzhinski ha detto di non vedere "elementi per l'inizio di una nuova guerra fredda", ma ha ribadito le preoccupazioni della Russia per il progetto Usa di installare lo scudo spaziale nell'Europa dell'est e basi militari in Romania e Bulgaria, come riferiscono le agenzie.

L'alto dirigente del ministero della difesa ha ribadito l'offerta di Mosca per uno scudo spaziale comune con l'utilizzo della base radar azera di Gabala e di quella russa di Armavir, che potrebbero aiutare a monitorare i progressi di programmi missilistici da parte di Teheran e di altri Paesi del Medio Oriente. "Al momento non esiste alcuna minaccia di missili iraniani, e non esisterà per 15-20 anni. La base industriale e scientifica dell'Iran non è in grado di creare né missili balistici intercontinentali né missili a lungo raggio", ha sostenuto il generale, ricordando che dal primo test di lancio "avremo almeno cinque anni per prepararci insieme a respingere la minaccia missilistica". Buzhinski ha infine confermato che l'esercitazione russo-americana Torgau-2007 si svolgerà in Germania ma seguirà uno scenario semplificato" e avrà come obiettivo "verificare la compatibilità operativa" dei numerosi battaglioni coinvolti.

Alitalia: gara fallita ma il governo rilancia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/07/2007

ROMA, - E' sostanzialmente fallita la gara per la privatizzazione di Alitalia. Dopo l'abbandono di ieri da parte di Air One, oggi anche il fondo Matlin Patterson, l'ultimo possibile candidato su cui puntava almeno formalmente il Tesoro, ha annunciato che non proseguirà. Un doppio colpo che ha fatto affondare il titolo della compagnia aerea in Borsa, dove ha aperto con un crollo di oltre l'8% per poi ridurre la flessione al 5%. In seguito all'addio alla gara da parte della compagnia di Carlo Toto, stamani il Tesoro in una nota aveva annunciato che la procedura di gara rimaneva aperta "in presenza di altro partecipante, il fondo Matlin Patterson, cui è stato trasmesso il testo contrattuale sulla base del quale formulare l'offerta vincolante entro il 23 luglio 2007".

A stretto giro, tuttavia, é arrivata la precisazione della stessa cordata (che comprende anche Tpg e Mediobanca), che avvertiva di non essere più in gara. A questo punto, dunque, la palla torna al Tesoro, che già nel comunicato di stamani si era riservato "come previsto dalla lettera di procedura, ogni decisione circa il proseguimento della procedura di privatizzazione". "C'é un ventaglio di possibilità", ha spiegato a questo proposito il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, aggiungendo però che la liquidazione è "l'ultima tra le ipotesi sul tavolo". Dalla partita, intanto, torna a chiamarsi fuori Air France, che ribadisce di non essere interessata "alle condizioni attuali".

PALAZZO CHIGI: SI VALUTANO IPOTESI, AZIENDA HA LIQUIDITA'

Il governo "sta valutando il da farsi" e prende in considerazione "tutte le ipotesi" sulla vicenda Alitalia. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi spiegando che, comunque, "c'é tempo fino al 23 luglio", data di scadenza della presentazione delle offerte vincolanti. Sul rischio di un eventuale ricorso alla legge Marzano, le stesse fonti spiegano che "bisogna comunque tener presente che si tratta di un'azienda che ha liquidità". Per quanto riguarda la possibilità di una trattativa privata "il governo valuta tutte le ipotesi".

SINDACATI: FORTE PREOCCUPAZIONE,GOVERNO CI CONVOCHI

C'é "fortissima preoccupazione", nei sindacati, in un momento delicatissimo per le sorti di Alitalia. Dalle sigle la richiesta al Governo di aprire "immediatamente" un "confronto serrato". Dalle notizie che da ieri sera si susseguono sulle sorti della gara per la privatizzazione, indica Mario Rossi, segretario nazionale Filt Cgil, "sembra che in questo momento tutti siano in attesa che il Tesoro definisca con più chiarezza la sua posizione". E' "urgentissima una convocazione dei sindacati da parte del governo per chiarire quali sono, a questo punto, le intenzioni dell'Esecutivo". Per la Filt Cgil "di certo arrivare fin qui con una azienda senza una guida industriale non ha certo contribuito a migliorare la situazione di Alitalia". Rossi si riferisce alla scelta di nominare ai vertici della compagnia un "presidente traghettatore" per gestire la fase transitoria in vista del passaggio del controllo ai privati. Serve invece anche in questa fase, sostiene il sindacato, "una forte guida sul fronte delle strategie industriali, anche per avere una compagnia che possa avere più voce contrattuale con chi potrebbe essere interessato. E a noi risulta che di interessati, a condizioni diverse, ce ne sarebbero molti". Dalla Filt Cgil la richiesta di gestire questa fase con "un confronto serrato governo-sindacato". E' un "momento di fortissima preoccupazione", sottolinea Marco Veneziani, segretario nazionale Uil Trasporti. "Purtroppo rileva - questa gara è finita male. E dopo molti mesi, il tempo che è passato così, nell'attesa della privatizzazione, sembra servito solo a far accumulare più perdite alla compagnia". Per la Uil Trasporti "il Governo ed il Tesoro ora devono farsi veramente carico, seriamente, del problema, perché parliamo di una azienda che ha migliaia di dipendenti, e che così rischia il fallimento".

Libia: pena di morte infermiere commutata in ergastolo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/07/2007

ROMA- Con un verdetto definitivo che alimenta le speranze di una liberazione dei condannati dopo otto anni di carcere, la Libia ha commutato oggi in ergastolo la pena di morte contro cinque infermiere bulgare e un medico di origine palestinese per avere deliberatamente infettato 438 bambini libici. La decisione è stata presa in tarda serata a Tripoli dal Consiglio superiore delle istanze giudiziarie, dopo che le famiglie avevano annunciato di rinunciare alla pena di morte, avendo ricevuto oggi l'indennizzo di un milione di dollari per vittima, prassi prevista dalla legge islamica. Sofia, apprezzando il "passo avanti" ha detto che da domani stesso chiederà l'estradizione, in base al trattato bilaterale firmato nel 1984. La tv pubblica ha però sottolineato che nei confronti delle infermiere pendono altre tre cause civili in Libia e ciò potrebbe far ritardare il loro rientro. "E' un passo in avanti ma per noi il caso sarà veramente concluso solo quando le nostre connazionali torneranno in Bulgaria", ha detto il ministro degli Esteri bulgaro Ivailo Kalfin.

La mia interpretazione personale è che la decisione sia equivalente alla grazia perché in islam l'indennizzo è il 'compenso del sangue' che implica il perdono, ha detto il portavoce delle famiglie Idriss Lagha. La liberazione dei bulgari rimuoverebbe uno dei maggiori ostacoli che si frappongono al ritorno della Libia del colonnello Moammar Gheddafi sulla scena internazionale, dopo decenni di isolamento. L'accordo sull'indennizzo era stato raggiunto dalla Fondazione Gheddafi, presieduta da Seif al Islam, il trentaquattrenne figlio di Moammar che dirige la diplomazia sotterranea del Paese. Il denaro proviene da un Fondo speciale d'aiuto di Bengasi, creato nel 2005 da Tripoli e Sofia, sotto l'egida dell'Unione Europea. Le infermiere Kristiana Valtcheva, Nassia Nenova, Valia Tcherveniachka, Valentina Siropulo e Snejana Dimitrova e il medico Ashraf Jumaa Hajuj, di origine palestinese, sono accusati di aver inoculato deliberatamente il virus dell'Aids a 438 bambini di Bengasi, 56 dei quali sono morti. 22 madri dei piccoli sono anche state infettate. Tutti gli imputati si sono dichiarati innocenti e hanno denunciato di avere confessato sotto tortura. Alcuni dei bambini avevano contratto la malattia prima dell'arrivo dei bulgari nell'ospedale di al Fatih. Al massimo, dicono gli osservatori, potrebbero essere accusati di negligenza. La Bulgaria e gli alleati dell'Unione Europea e gli Stati Uniti sostengono che la Libia ha usato i medici bulgari come capri espiatori su cui riversare le critiche alla malasanità del regime.

La commutazione della pena "é un passo avanti, ma non la fine del tormento", ha detto a Washington David Welch, del Dipartimento di Stato americano, e anche secondo la Commissione europea la decisione libica è "un primo sollievo", ma l'obiettivo finale resta il rimpatrio "il più presto possibile" delle infermiere e del medico. Comprensibile l'ansia e l'irritazione dei familiari: Zdravko Georgiev, marito di Khristiana Valtcheva, ha detto alla televisione bulgara che la scelta era ormai tra "cattiva o pessima notizia... La pessima sarebbe stata la conferma della condanna a morte. Credo che ci stiamo avviando alla fine della storia, ma quando sarà tutto superato non lo so". "Quanto tempo ci vorrà per farle tornare in patria? Fino a che sarà lasciato libero Megrahi?" (il principale condannato in Gran Bretagna per l'attentato di Lockerbie - Ndr): si è chiesta Gergana Uzunova, figlia di nasia nenova, aggiungendo che le infermiere "sono state imbrogliate e costrette a firmare un documento che le priva di ogni possibilità di rivalersi in futuro contro la Libia". "Le famiglie dei bambini hanno preso i soldi e cosa abbiamo avuto noi in cambio? L'ergastolo? E chissà quanto tempo ci vorrà per farle rientrare in Bulgaria", ha incalzato.

Pechino sceglie vescovo, apertura della Santa Sede

ANSA.it, http://www.ansa.it, 18/07/2007

CITTA' DEL VATICANO - Per la nomina a vescovo di Pechino di mons. Joseph Li Shan, scelto dalla 'comunita'' della diocesi cinese, è opportuno che venga chiesta l'"approvazione" della Santa Sede: tuttavia la scelta effettuata è "molto buona e idonea" e la nomina sarebbe "un segno molto positivo". Il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, oggi in visita a Benedetto XVI sui monti del Cadore, ha sintetizzato così l'atteggiamento della Santa Sede sulla vicenda che segna un nuovo banco di prova sui rapporti tra Cina e Vaticano, a neanche tre settimane dalla pubblicazione della lettera del Papa ai cattolici cinesi.

Bertone conferma indirettamente che padre Li Shan, 43 anni, attualmente parroco della chiesa di san Giuseppe, nella zona dello shopping di Pechino, a Wangfujin, era tra coloro la cui nomina ad arcivescovo della capitale non avrebbe sollevato obiezioni a Roma, pur in assenza di un vero accordo. "A rigore, non abbiamo una comunicazione ufficiale di questa elezione - ha detto durante una conferenza a Pieve di Cadore -. Sembra che essa sia avvenuta secondo i canoni della Chiesa cinese ufficiale. Di solito - ha aggiunto - successivamente entrano in contatto con i rappresentanti della Santa Sede e chiedono l'approvazione: speriamo che questo avvenga". "Certo - ha proseguito Bertone - il vescovo scelto è un soggetto molto buono ed idoneo e questo è certo un segno molto positivo". Nella sua lettera ai cattolici cinesi Benedetto XVI ha proposto un compromesso sulla questione della nomina dei vescovi, che è attualmente il principale motivo di disaccordo tra la Chiesa cattolica ed il governo di Pechino. Intuibile, quindi, l'"attenzione" vaticana sulla vicenda di padre Li Shan, scelto due giorni fa dall'assemblea della diocesi, comprendente sacerdoti, suore e laici, e non nominato dal Papa. Se l'elezione verrà confermata dal "Consiglio dei vescovi", egli prenderà il posto che fu di mons. Fu Tieshan, arcivescovo patriottico di Pechino, morto lo scorso aprile.

Presidente nazionale dell'Associazione Patriottica, il precedente vescovo si è sempre schierato con il governo e contro la Santa Sede. Fonti cattoliche cinesi citate dall'agenzia AsiaNews, del Pontificio Istituto Missioni Estere, sottolineano invece come padre Joseph Li Shan sia considerato da tutti "un vero pastore", un "uomo di fede, capace di rapporti con tutti, coi fedeli e con le autorità politiche". Nel suo rapporto con l'Associazione Patriottica è sempre stato molto netto, cercando di rintuzzarne il potere. Rispondendo a un'altra domanda durante la conferenza nel Bellunese, Bertone ha detto oggi di essere "ottimista" sulle reazioni della Cina alla lettera di Benedetto XVI e ha informato che finora essa non ha prodotto una reazione ufficiale da parte del Governo cinese. "Reazioni dal governo - ha spiegato - per ora non ce ne sono; pensiamo che stia studiando e approfondendo il testo, riflettendo con prudenza e ponderazione e questo è un atteggiamento molto positivo". Il segretario di Stato ha voluto anche ricordare la grande tradizione culturale con la quale "Confucio ha plasmato la società cinese nei secoli" e ha invitato a tenere presenti i criteri di dialogo insegnati da Matteo Ricci, il gesuita che tentò di portare il Vangelo in Cina, "per arricchirsi reciprocamente, nel rispetto e nella valorizzazione sia della tradizione del grande popolo cinese che del Cristianesimo". Ha, infine, invitato "Chiesa clandestina e Chiesa ufficiale in Cina ad un cammino di unità verso un'unica Chiesa".

Giovedì 19 Luglio 2007

Mosca espelle quattro diplomatici britannici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2007

MOSCA - Interruzione dei rapporti tra i servizi segreti dei due Paesi nella lotta al terrorismo, con blocco dello scambio di dati e informazioni: è questo l'effetto più concreto, per Mosca, delle reciproche misure diplomatiche tra Russia e Gran Bretagna nella vicenda Litvinenko. Una conseguenza che tocca in particolare un nervo scoperto della Gran Bretagna, soprattutto in questi ultimi anni, anche se appare difficile pensare che tra MI6 e Fsb esistesse un clima di piena fiducia dato il numero di cittadini russi rifugiatisi a Londra per motivi politici e rimasti protetti dalle richieste di estradizione.

Ci dispiace profondamente che le misure annunciate da Londra rendano impossibile sviluppare la cooperazione anti terrorismo tra Russia e Gran Bretagna, ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli esteri Mikhail Kaminin. Alla richiesta di ulteriori dettagli, l'ufficio stampa del ministero ha rimandato al proprio sito, dove sono riportate le dichiarazioni rese l'altro ieri dal vice ministro degli esteri Aleksander Grushko. Quest'ultimo aveva ricordato che Londra, tra l'altro, aveva "annunciato il rifiuto di contatto minimo o di collaborazione con i servizi federali di sicurezza (Fsb, ndr)" e che "nello stesso tempo i responsabili ufficiali continuano ad affermare che la Gran Bretagna è sempre pronta a collaborare sull'insieme dei dossier, compresa la lotta al terrorismo".

Dichiarazioni contradditorie, secondo il ministero, "che si escludono a vicenda, tenendo conto del ruolo centrale dell'Fsb nella lotta al terrorismo, sia all'interno della Russia, sia a livello internazionale". Per Mosca, insomma, le tensioni diplomatiche con Londra e le misure prese dalla Gran Bretagna rendono impossibile, sia sul piano operativo che della fiducia, una cooperazione nella delicata lotta al terrorismo.

LA RISPOSTA SIMMETRICA DI MOSCA

Mosca ha dato una risposta simmetrica alle misure diplomatiche decise nei giorni scorsi da Londra per il rifiuto russo di estradare l'uomo d'affari Andrei Lugovoi, ritenuto da Scotland Yard il principale sospettato dell'avvelenamento con polonio radioattivo dell'ex spia del Kgb Aleksander Litvinenko. Queste i provedimenti annunciati oggi da Mikhail Kaminin, portavoce del ministero degli esteri russo:

ESPULSIONI DI QUATTRO DIPLOMATICI GB: all'ambasciatore britannico a Mosca, "in connessione con l'azione non amichevole della Gran Bretagna verso la Russia", è stata consegnata una "nota ufficiale che dichiara quattro membri dello staff dell'ambasciata britannica come persone non gradite e che essi devono lasciare la Russia entro 10 giorni". Una misura analoga era stata decisa da Londra.

BLOCCO VISTI PER FUNZIONARI GB: Kaminin ha annunciato che i funzionari russi "non chiederanno visti britannici, mentre lerichieste di visto del governo britannico non sarano prese in considerazione".

STOP A COLLABORAZIONE SU LOTTA ANITERRORISMO: "Ci dispiace profondamente che le misure annunciate da Londra rendano impossibile sviluppare la cooperazione anti terrorismo tra Russia e Gran Bretagna", ha spiegato Kaminin. L'effetto sarà l'interruzione dei rapporti tra i servizi segreti dei due Paesi nella lotta al terrore, con blocco dello scambio di dati e informazioni.

Mo: Tsahal avverte, Hamas a Gaza prepara un esercito

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2007

di Carlo Bollino

GERUSALEMME - "Non basteranno le pressioni americane, né quelle dell'Unione europea e neppure le aperture moderate di Abu Mazen". L'ufficiale isreliano non ha dubbi, per fermare Hamas occorre un intervento militare. E loro, i comandanti di Tsahal desiderosi di riscatto dopo il fallimento della guerra di un anno fa in Libano, studiano piani, mostrano analisi, addestrano reparti. "Hamas sta creando a Gaza un vero e proprio esercito", denunciano i militari, che si dicono certi come dopo il loro ritiro (due anni fa) dalla Striscia, i miliziani siano riusciti a importare dall'Egitto armamenti sempre più sofisticati. "Non ci sono molte 'finestre' di tempo per intervenire - spiega un ufficiale che parla a condizione dell'anonimato - bisogna decidere solo quando farlo: se prima che la formazione dell'esercito di Hamas sia completata, o dopo, quando a Gaza ci troveremo di fronte milizie forti come gli Hezbollah". Secondo gli analisti israeliani, negli ultimi mesi Hamas sarebbe riuscito a portare illegalmente a Gaza 20 tonnellate di esplosivo, razzi anticarro più moderni di quelli mai avuti finora e missili antiaereo, mentre presto potrebbe ricevere i primi, temutissimi, katiusha destinati a rimpiazzare i più artigianali e imprecisi 'qassam'.

L'esercito di Hamas conta già fra 12 e 15.000 uomini - denunciano ancora gli ufficiali israeliani - e se non tutti sono addestrati, è solo questione di tempo: ogni 20 miliziani inviati a formarsi Iran, ce ne sono altri 400 che potranno essere addestrati al loro ritorno. L'intelligence militare crede che in questo momento Hamas non abbia ancora intenzione di aprire il confronto militare su larga scala contro Israele, ma semplicemente perché si starebbe preparando a farlo. E così nel frattempo gioca la sua sfida sul piano politico. Mahmoud Zahar, anziano leader del movimento integralista, oggi ha diffidato il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) dal convocare elezioni politiche anticipate, secondo una decisione che il consiglio centrale dell'Olp da ieri riunito a Ramallah si appresterebbe a deliberare. "Noi e il popolo palestinese le faremo fallire" ha avvertito Zahar, secondo il quale né l'Olp, né Abu Mazen, hanno l'autorità politica e morale per prendere iniziative di questo tipo. Il Consiglio centrale dell'Olp, finora incurante delle diffide di Hamas, ha preparato una bozza di delibera che nelle prossime ore dovrà essere sotoposta al voto dell'assemblea, con la quale affida al presidente Abu Mazen l'incarico di convocare nuove elezioni, politiche e presidenziali, e chiede al movimento islamico di "tornare sui propri passi" restituendo in pratica al controllo dell'Autorità palestinese tutte le istituzioni strappate con le armi un mese fa. Invito evidentemente destinato a cadere nel vuoto, perché se Hamas ha fatto sapere due giorni fa di essere pronto a restituire le istituzioni civili, non intende invece cedere il controllo di quelle della sicurezza.

Un altro elemento che secondo gli esperti dell'intelligence israeliana dimostrerebbe le intenzioni degli integralisti islamici: guadagnare tempo sul piano politico, in vista di un confronto che potrebbe diventare solo militare. Sospetto che a dire il vero Hamas nutre a sua volta verso Israele, e che ha spinto oggi Mahmoud Zahar ad accusare di complicità addirittura Abu Mazen: è lui, dice il leader politico da Gaza, a spingere gli israeliani a preparare un grande attacco contro la Striscia credendo in questo modo di annientare Hamas. E quindi se loro si armano, sarebbe solo per autodifesa.

Preoccupano fondi Russia e Cina, Ue indaga su fenomeno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2007

di Marisa Ostolani

BRUXELLES - Le enormi riserve di denaro a disposizione di Cina e Russia per fare shopping finanziario in Europa sono una fonte di preoccupazione per la Commissione Ue, che ha deciso di raccogliere la richiesta del cancelliere tedesco Angela Merkel e del presidente francese Nicolas Sarkozy di "un approccio comune" per controllare le acquisizioni sui mercati europei dei fondi stranieri a partecipazione pubblica. La riflessione è già cominciata e in autunno arriveranno le prime proposte. Il lavoro non è semplice perché la Ue vuole evitare di diventare preda di interessi politici o illegali, camuffati dalla semplice ricerca di profitto, evitando al tempo stesso di cadere nella tentazione di un nuovo protezionismo e di innescare guerre commerciali con partner importanti. "In Europa stiamo assistendo ad un fenomeno nuovo di investimenti significativi che possono contare su enormi quantità di denaro", ha detto Oliver Drewes, portavoce del commissario al mercato interno Charlie McCreevy. "E' qualcosa di nuovo che desta la nostra preoccupazione e che seguiamo con grande attenzione. Abbiamo già avviato una riflessione e in autunno saremo in grado di fare una prima verifica". La questione sarà affrontata da un pool di commissari. Oltre a McCreevy, saranno coinvolti Peter Mandelson (commercio estero), Neelie Kroes (concorrenza), Joaquin Almunia (affari monetari), Andris Piebalg (energia).

Il mercato unico europeo poggia su determinati principi di libertà. Noi vogliamo assicurarci che tutti i soggetti che operano sul nostro mercato siano animati da questi stessi principi di libertà. La preoccupazione è per il fatto che certi investitori possano agire con intenti diversi. Il portavoce non ha indicato fatti concreti e neppure i Paesi che destano maggiori preoccupazioni, ma è chiaro che ad inquietare le capitali europee è soprattutto il capitalismo di Stato russo e cinese che gode di grandi capacità finanziarie e di grandi coperture politiche. Il fondo cinese per gli investimenti strategici, ad esempio, ammonta a 200-300 miliardi di dollari, mentre la Russia ha annunciato che destinerà ad investimenti una buona parte dei 357 miliardi di dollari delle sue riserve monetarie. Attraverso Fondi controllati pubblicamente, i governi di Russia e Cina potrebbero acquisire asset fondamentali dell'economia europea ed entrare nelle stanze dei bottoni per esercitare influenza politica in determinati settori. Facile pensare al comparto dell'energia e alla capacità di investimento del gruppo monopolista pubblico russo Gazprom, che potrebbe coniugarsi con la tentazione delle autorità russe di usare il petrolio come arma di ricatto politico. Come difendere i mercati europei non è però ancora chiaro: "Per ora non abbiamo risposte concrete. E' una situazione senza precedenti, che stiamo analizzando", ha ammesso il portavoce. La cosa certa è che "questi investitori pubblici sono un elemento del tutto nuovo e sconosciuto di fronte ai quali non si può reagire come se fossero fondi normali o capitali privati" qualsiasi.

Fmi:boom economia,bene Europa con Germania e ottima Bce

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2007

WASHINGTON - "Ci avevano accusati di un eccessivo ottimismo sulle previsioni di crescita dell'economia mondiale e ora possiamo dire che siamo lieti di essere stati tanto ottimisti, l'economia globale è difatti in pieno boom". A sostenerlo - riferendosi alle ultime stime di primavera dell'Fmi e anticipando nuovi dati che verranno resi pubblici la prossima settimana - è stato Simon Johnson, capoeconomista del Fondo Monetario Internazionale nel corso di un breakfast con la stampa a Washington. "A parte segnali di debolezza provenienti dall'economia statunitense legati anche alle ricadute della crisi dei mutui subprime che avevamo peraltro anticipato, il quadro è buono - ha precisato Johnson - l' economia europea è andata molto bene anche grazie all'ottimo lavoro fatto dalla Banca centrale europea nel contenere le aspettative inflazionistiche, la Germania ha fornito un'ottima performance così come l'economia di Paesi emergenti quali Cina ed India".

Il responsabile economico del Fondo ha sottolineato i positivi effetti dei "notevoli cambiamenti strutturali" attuati in Europa e si è soffermato sull'unico fattore emerso da Aprile ad oggi non previsto nell' ultimo 'World economic outlook' dell'Fmi: "Siamo in presenza di un'impennata-shock nel prezzo del cibo a livello globale, la cui entità ci ha preso di sorpresa". I due fattori che hanno contribuito maggiormente al balzo dei prezzi alimentari sono stati l'imprevista crescita della domanda di cibo da parte dei Paesi emergenti specialmente dell'Africa, e l'esplodere della questione etanolo negli Stati Uniti che ha avuto pesanti ricadute sui prezzi del mais in Messico e in America Latina. Rispondendo ad una domanda sull' euro, Johnson ha osservato come vi sia "una percezione errata della valutazione dell'euro che in termini effettivi, ossia nel confronto con l'intero paniere degli altri Paesi, è salito dall'inzio dell'anno solo del 2%".

Guardare ai tassi di cambio bilaterali euro-dollaro fornisce un impressione imprecisa - ha sostenuto Johnson - secondo il Fondo monetario difatti la moneta europea è al momento correttamente valutata e la Banca centrale europea ha fatto un ottimo lavoro. Annunciando l'aggiunta ai due 'World economic outlook' preparati dal Fondo due volte l'anno, ad Aprile e a Ottobre, di altri due rapporti ad interim sullo stato dell'economia del mondo, il capoeconomista ha citato tra le preoccupazioni esistenti quella di un risorgere di sentimenti protezionistici sia negli Usa che in Europa, in particolare nei confronti della politica monetaria di Pechino. Johnson ha difeso il ruolo svolto dalla Cina "nel contribuire alla crescita globale" ed ha sostenuto che Pechino ha preso impegni precisi con la comunità internazionale nella direzione di un ordinato e lento allinemento dello yuan. Quanto al dollaro, secondo Johnson il deprezzamento del suo valore nel medio termine che dovrebbe aiutare la ripresa dell'economia.

Lampedusa, Cpa al collasso al via ponte aereo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 19/07/2007

PALERMO - Sono circa 900 gli immigrati che si trovano in questo momento nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, dopo l'ultimo maxi sbarco di 259 extracomunitari avvenuto questa mattina. La prefettura di Agrigento ha già predisposto un ponte aereo per l'evacuazione della struttura, che ha una capienza di 190 posti. Fino ad ora sono previsti quattro voli verso altri Cpt, con il trasferimento di circa 320 persone.

Un barcone con 259 clandestini, tra cui 16 donne, è arrivato nel porto di Lampedusa. A dare l'allarme alla Capitaneria, segnalando l'arrivo della carretta, è stato un motopeschereccio. Ieri sull'isola erano giunti un centinaio di immigrati, in tre sbarchi successivi. Intanto sono stati trasbordati all'alba sulla nave Sfinge della Marina Militare i 14 superstiti del naufragio avvenuto in acque libiche tratti in salvo dal peschereccio italiano Monastir, che ha recuperato anche un cadavere mentre 11 immigrati risultato dispersi. Sull'unità della Marina si trovano anche i 22 sopravvissuti e i 4 cadaveri dell'altro naufragio avvenuto ieri a 40 miglia a sud di Lampedusa, durante la manovra di soccorso da parte della corvetta militare. La nave sta facendo adesso rotta verso Porto Empedocle.

INTERCETTATI ALTRI CLANDESTINI

Ventisette clandestini a bordo di una imbarcazione sono stati intercettati a 22 miglia da Lampedusa. Gli immigrati sono stati trasbordati su mezzi della guardia di finanza.

RISOLTA VICENDA PESCHERECCIO 'DIROTTATO'

Si è risolta positivamente la vicenda del peschereccio tunisino 'dirottato' ieri da un gruppo di clandestini, che si erano ribellato di fronte alla prospettiva di essere riportati indietro dopo che alcuni di loro erano riusciti a salire su una motovedetta italiana. I 24 extracomunitari, tra cui quattro donne e due bambini, dopo una lunga trattativa hanno accettato di salire a bordo di una motovedetta tunisina che sta facendo rotta verso le coste nordafricane. Il peschereccio aveva navigato tutta la notte in acque internazionali, tra Lampedusa e Malta, in attesa di una soluzione. Gli immigrati facevano parte di un unico gruppo, composto da numerosi nuclei familiari che erano stati separati al momento dei soccorsi. Gli uomini rimasti sul gommone si erano infatti rifiutati di salire sul motopesca, dirigendosi verso una motovedetta della Guardia di Finanza. Terrorizzati dalla prospettiva di tornare in Tunisia, le persone a bordo del peschereccio avevano minacciato i componenti dell'equipaggio intimando loro di dirigersi verso Lampedusa per ricongiungersi con i familiari.

Sabato 21 Luglio 2007

Vietato spiare dipendente, anche se fannullone

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/07/2007

ROMA - Il dipendente non può essere controllato sul posto di lavoro con mezzi tecnologici che annullino "ogni forma di garanzia e di dignità". Anche se il lavoratore in questione è considerato un fannullone. La Corte di Cassazione, con una sentenza, ha infatti annullato il licenziamento di un dipendente dell' Eni per assenteismo.

L' uomo era stato allontanato dall' azienda nel 2002 perché, in base agli accertamenti compiuti dall' azienda, timbrava il cartellino, usando il suo badge magnetico, ma veniva poi ripreso dalla telecamera di sicurezza del garage mentre si allontanava a piedi o in auto quando risultava al posto di lavoro. Ma secondo la sentenza redatta da Paolo Stile, "la vigilanza sul lavoro, ancorché necessaria nell' organizzazione del lavoro", deve essere comunque "mantenuta in una dimensione umana e cioé non esasperata dall' uso di tecnologie" le quali possono violare la privacy. Inoltre, la Cassazione ricorda che l' installazione di sistemi di controllo per esigenze di sicurezza deve sempre essere effettuata con l' accordo delle rappresentanze sindacali.

Il dipendente dell' Eni aveva presentato ricorso contro il licenziamento ed in primo e secondo grado il provvedimento era stato confermato. L' ulteriore ricorso in Cassazione è stato accolto e secondo i giudici l' uomo deve essere ora reintegrato nel suo posto di lavoro.

Harry Potter non muore, sollievo per i fan

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/07/2007

LONDRA - La 'Pottermania' ha toccato il suo culmine alla mezzanotte e un minuto ora di Londra quando ai quattro angoli del Pianeta migliaia e migliaia di librerie hanno messo in vendita il settimo e ultimo romanzo della saga di J K Rowling con al centro Harry Potter. A Londra gente di tutte le età,con molti ragazzi vestiti da mago e molte ragazze da strega in puro stile Halloween, hanno formato con ore di anticipo code chilometriche davanti alle librerie, riaperte apposta alle 24 per il colossale lancio di 'Harry Potter and the Deathly Hallows'.

Pochi, tra gli aficionados grandi e piccoli, quelli che dopo l'acquisto si sono messi subito a sfogliare febbrilmente le ultime pagine per sapere la sorte che la Rowling ha riservato al maghetto. Il grosso vorrebbe gustarsi il volume a fuoco lento, senza sapere in anticipo il finale che - gli hackers avevano ragione - è un classico Happy End hollywoodiano. Dopo 36 capitoli ricchi di colpi di scena, di morti ammazzati e di epiche battaglie contro il malefico lord Voldemort la scrittrice fa infatti un balzo di 19 anni in avanti e presenta ai lettori un Mister Potter felicemente sposato con Ginny e padre di tre figli, come era già trapelato da 48 ore su molti siti pirata di Internet.

Contrariamente ai timori della vigilia non fanno una brutta fine nemmeno Ron e Hermione, che nell'epilogo troviamo sposati e con due figli anch'essi in partenza - come quelli di Harry - per la scuola di magia di Hagwarts. In molte librerie di Londra c'era la scorsa notte un'incredibile aria di festa per il lancio di 'Harry Potter and the Deathly Hallows' e a mezzanotte e un minuto - quando gli inservienti hanno preso le copie del romanzo stivate in depositi sigillati e le hanno trascinate in sala per l'inizio della vendita, ci sono stati fragorosi applausi.

Molti giovani, alcuni dei quali giunti appositamente per il lancio del libro da altri Paesi e pronti a sfidare una pioggia torrenziale, si sono messi a saltellare e ballare come se fossero ad un concerto rock. La catena Waterstonés, la più importante del Regno Unito, ha riaperto per l"occasione tutte le sue 280 librerie e punta a stabilire un record e cioé a vendere tre milioni del nuovo Harry Potter (un volume di 609 pagine, divise in 36 capitoli e un epilogo) in 24 ore. La campagna pubblicitaria, attentamente orchestrata per far precedere l'uscita del libro dal massimo della suspense, ha rivelato stanotte i suoi effetti, da Tokyo a New York e da Taiwan all'Australia, con veglie prolungate o sveglie all'alba per conquistare le prime copie messe in vendita.

A New York, un misto di eccitazione e rimpianto, tra i fan in fila, per l'infanzia perduta di un Harry Potter ormai adulto. A Sidney, circa 1.500 persone hanno attraversato la città in treno a vapore per raggiungere per primi il luogo dove i distributori si stavano apprestando alla consegna dei libri nei negozi. A Canberra un seguace di Harry è stato soccorso mentre rischiava di annegare in un lago dove aveva perso una ricevuta di prenotazione che serviva per ritirare il libro. A Mumbai, l'ex Bombay, molti ragazzi vestiti come i protagonisti della saga facevano il punto sulle scommesse dei giorni scorsi circa l'eventuale morte del maghetto. Pur essendo a lieto fine, il romanzo ha passaggi che possono essere scioccanti per i più piccini ed è funestato da parecchie morti come quelle dell'elfo domestico Dobby e del professore Severus Piton.

Camilla fa 60 anni, Carlo le regala un montone e una pecora

ANSA.it, http://www.ansa.it, 21/07/2007

LONDRA - Il principe Carlo d'Inghilterra ha optato per un regalo davvero originale per il sessantesimo compleanno di sua moglie Camilla: un montone ed una pecora. Secondo il quotidiano britannico Daily Mail la duchessa di Cornovaglia e' entusiasta.

L'erede al trono d'Inghilterra ha speso circa 300 sterline per ogni animale (446 euro). Non sono i primi animale che il principe di Galles accoglie nella residenza scozzese. In passato aveva preso un pony di una specie rara, pagando 10 mila sterline.

Anche se forse il miglior regalo per Camilla finora rimane la sorpresa riservatale dai sudditi di sua Maestà: da un sondaggio pubblicato lo scorso martedì, il giorno esatto del compleanno della duchessa, è emerso che il 28% dei britannici sarebbe favorevole al titolo di regina per Camilla quando Carlo sarà Re succedendo a Elisabetta II.

« Precedente

» Notizie » 2007 » Luglio | Commenti: Scrivi

Successiva »