DEI RICCHI

2009 - Giugno - Settimana 2

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Indice dei giorni


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Lunedì 8 Giugno 2009

Lenti rosa e il mondo sembra veramente piu' bello

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2009

ROMA - Uno studio dell'Università di Toronto fornisce la prima prova diretta che il nostro umore cambia letteralmente il nostro sistema di filtri nell'esperienza percettiva, suggerendo che 'guardare il mondo attraverso lenti rosa' aiuti a vederlo meglio non sia solo una metafora ma anche un fatto biologico. Lo studio è pubblicato sul 'Journal of Neuroscience'. "Buon umore e cattivo umore cambiano letteralmente il modo di operare della nostra corteccia visuale e di come noi vediamo", dice Adam Anderson, professore di psicologia e responsabile della ricerca.

Specificatamente il nostro studio mostra come quando si è di buon umore, la nostra corteccia visuale capta più informazioni, mentre il cattivo umore porta a una visione più limitata. I ricercatori dell'Università di Toronto hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per esaminare come la corteccia celebrale processa le informazioni visive quando il soggetto è di buon umore, di umore neutro e di cattivo umore, scoprendo che fornendo 'gli occhiali rosa del buon umore' si accrescono le percezioni visive. Lo studio è stato condotto facendo vedere ai soggetti in esame immagini che suscitassero stati d'animo diversi e studiandone le reazioni attraverso il monitoraggio di specifiche parti del cervello. In uno stato d'animo positivo, la gente 'processa' un maggior numero di cose presenti, il che dovrebbe essere una buona cosa, ma può anche portare a maggiori possibilità di distrazione", dice un altro degli autori dello studio, Taylor Schmitz.

Il buonumore letteralmente allarga la finestra attraverso la quale guardiamo il mondo. Il buono è che così vediamo le cose in un contesto più globale e integrato. Il cattivo e che questo può portare a distrazione, soprattutto quando siamo impegnati in qualcosa che richiede un 'fuoco piu' ristrettò, come quando si usano macchinari pericolosi o si controllano i bagagli dei passeggeri in un aeroporto.

Dopo un sogno ci svegliamo piu' creativi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2009

ROMA - I sogni sono un propulsore della creatività, del pensiero creativo che porta alla soluzione ai problemi, infatti è durante la fase REM del sonno, quella in cui si sogna appunto, che il nostro cervello massimizza le sue capacità di elaborazione creativa. Lo dimostra uno studio coordinato da Sara Mednick della Università di San Diego che suggerisce che la fase cosiddetta dei movimenti oculari rapidi (Rapid Eye Movement - REM) aiuta a raggiungere soluzioni a problemi che richiedono l'associazione di idee, concetti e parole tra loro scollegate, più in generale che richiedono integrazione e creazione di collegamenti tra informazioni nel cervello. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Numerosi studi hanno dimostrato che il sonno è importantissimo per consolidare i ricordi e immagazzinare le informazioni importanti introdotte nel cervello di giorno e scartare invece quelle superflue. Questo studio mostra qualcosa in più che non ha a che fare con la memoria: quando sogniamo ci svegliamo più creativi e capaci di risolvere problemi che richiedono collegamenti di idee e concetti. I ricercatori hanno chiesto a un gruppo di persone di eseguire un test di creatività chiamato Remote Associates Test (RAT), simile al gioco della ghigliottina nel quiz 'L'eredita": si danno tre parole e si chiede di cercarne una quarta che sia collegata a tutte e tre. Confrontate le performance dei volontari al RAT dopo una 'pennichella' con o senza fase REM oppure dopo un periodo di riposo senza dormire, è emerso che solo dopo il riposino con fase REM i partecipanti ottengono migliori risultati al RAT. "Il nostro studio - concludono i ricercatori - mostra che la fase REM potenzia l'integrazione di informazioni non associate per la soluzione di problemi, un processo che, ipotizziamo, potrebbe essere facilitato dalla modulazione dei neurotrasmettitori attivi nella fase REM".

Inps: Cig maggio +609% su base annua

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2009

Frena la crescita su aprile (+15, 8%)

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - La Cig ordinaria a maggio scresce del 609,28% su base annua, ma registra una frenata rispetto alla crescita di aprile. Lo rileva l'Inps. Anche a maggio le aziende italiane hanno continuato a chiedere il ricorso alla cassa ma 'si tratta di un aumento che accentua la dinamica di 'crescita frenata' rispetto allo scorso mese (+15,8% rispetto ad aprile). Quanto alla straordinaria le richieste sono risultate inferiori ad aprile con un calo dell'1,14% e sono salite del 90,29% su base annua.

Allergia da nichel cellulari per 10.000 italiani

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2009

ROMA - Sono ormai oltre 10 mila gli italiani che soffrono di dermatite da telefono cellulare, scatenato dal nichel o, meno spesso, dal cromo nelle parti metalliche del telefonino a contatto con la pelle di viso e orecchio. Metalli presenti, secondo uno studio americano, in almeno la metà dei telefonino. Nonostante esistano norme europee che ne regolano le quantità massime in alcuni prodotti, come la bigiotteria, questo non avviene per i cellulari che restano a contatto con la pelle molto tempo durante la giornata. Più colpiti, infatti, proprio i giovanissimi che li usano per più di un'ora e mezza al giorno. Il dato sarà presentato all'84esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), che si terrà a Firenze la prossima settimana. "Sono sempre più numerosi i casi di pazienti che arrivano dal dermatologo con una dermatite localizzata intorno all'orecchio e sull'orecchio stesso - rivela Torello Lotti, presidente del Congresso e neoeletto presidente dell'International Society of Dermatology - e i segni sono quelli di una dermatite da contatto classica: arrossamento, prurito, vescicole. E la zona, molto circoscritta, aiuta a sospettare subito del cellulare". La causa è la presenza di nichel o, in forma minore, dal cromo nelle parti metalliche del telefonino a contatto con la pelle di viso e orecchio. Praticamente tutti i casi si registrano infatti in soggetti allergici a uno di questi metalli, che secondo le stime più recenti, non sono tollerati da circa il 20 per cento della popolazione. E i due metalli sono spesso impiegati nei cellulari: secondo un'indagine recente condotta da un gruppo di ricercatori della Brown University del Rhode Island, negli Stati Uniti, un telefonino su due contiene nichel nel metallo attorno allo schermo, nella tastiera, nel logo. "Le normative della Comunità Europea impongono limiti ai contenuti di nichel in alcuni prodotti, ad esempio la bigiotteria, ma non esistono regole specifiche per i telefoni cellulari - prosegue Annarosa Virgili, direttrice della Clinica Dermatologica dell'Ospedale Universitario Sant'Anna di Ferrara - ma purtroppo è molto difficile, quando si acquista un telefonino, sapere se contiene nichel o cromo: meglio comunque, soprattutto se già è stata diagnosticata un'allergia da contatto, preferire cellulari che abbiano le parti esterne in plastica. In ogni caso si può fare un piccolo test per la presenza di nichel: in commercio sono disponibili semplici kit che consentono di rilevare la presenza del metallo. E se il telefonino dei desideri è a rischio e proprio non se ne può fare a meno, è meglio rivestirlo con una copertura protettiva in plastica o tessuto". Per ridurre il rischio la soluzione è semplice: diminuire l'uso del cellulare e magari utilizzare gli auricolari, che generalmente non danno problemi di allergia. Una volta che la dermatite si è manifestata, bisogna intervenire con i classici farmaci impiegati in caso di allergie cutanee, come creme a base di antistaminici o cortisonici.

Israele sequestra alcuni fondi Chiesa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/06/2009

14.19 Il delegato della Custodia di Terrasanta,padre Jaeger,conferma la notizia,anticipata ieri da alcune fonti, del sequestro dei fondi di una importante istituzione della Chiesa cattolica da parte del ministero delle Finanze israeliano.Lo riferisce l'agenzia Ansa. Il dicastero israeliano avrebbe così fatto valere unilateralmente le sue pretese in materia fiscale, oggetto di un negoziato in corso da 16 anni.Il gesto,che rischia di condizionare i negoziati bilaterali, non ha finora trovato riscontri ufficiali,neanche in Vaticano

Israele,revocato sequestro fondi Chiesa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/06/2009

15.00 Il congelamento di fondi di una istituzione cattolica in Israele "è stato frutto di un errore tecnico" e di "un malinteso" ed è stato già revocato. Lo riferisce all'agenzia Ansa una fonte del ministero degli Esteri israeliano. Il provvedimento -precisa la fonte- è stato assunto "a livello di funzionari" senza un avallo politico. Le informazioni sul sequestro ,riferite da fonti ecclesiastiche, rischiavano di condizionare i negoziati in corso tra Israele e Vaticano in materia fiscale.

Corea N: condannate giornaliste Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2009

A 12 anni lavori forzati: sono entrate illegalmente nel paese

(ANSA)- PYONGYANG, 8 GIU -Le 2 giornaliste Usa arrestate a marzo in Corea del Nord sono state condannate a 12 anni di lavori forzati per ingresso illegale nel paese. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa Kcna.Euna Lee and Laura Ling, americane di origini asiatiche della Current Tv dell'ex vicepresidente Al Gore,erano state fermate il 17/3 al confine tra la Cina e la Corea del Nord e accusate di essere entrate illegalmente nel Paese con intenti 'ostili'.Stavano realizzando un reportage sui rifugiati nordcoreani in Cina.

Europee: bene Sarkozy in Francia, giu' Merkel e Zapatero

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/06/2009

BRUXELLES - E' un'Europa che guarda decisamente verso il centro-destra del Partito popolare europeo (Ppe) quella rappresentata dal Parlamento europeo uscito dalle elezioni che si sono svolte in questi ultimi giorni nei 27 Paesi Ue. Elezioni che hanno fatto registrare un nuovo calo dell'affluenza alle urne. Sebbene non ci sia stato il temuto tracollo, la media dei votanti è comunque passata dal 44,4% del 2004-2007 (anno in cui si è votato in Romania e Bulgaria) al 43,39%, un nuovo minimo storico per una consultazione chiamata a scegliere questa volta 736 componenti del settimo Parlamento europeo eletto a suffragio universale. Il successo della destra non è però l'unico elemento che ha caratterizzato le elezioni europee 2009. I socialisti hanno accusato il colpo, ma la sorpresa maggiore, almeno rispetto alle previsioni, è venuta dal risultato conseguito dalle formazioni ecologiste. In Francia il movimento guidato da Daniel Cohn-Bendit ha più che raddoppiato i suoi consensi, così come accaduto anche in Danimarca e Grecia. Tanto che nel nuovo emiciclo di Strasburgo, il gruppo dei Verdi viene dato in crescita. E visto che il nuovo Parlamento Ue subirà una marcata cura dimagrante rispetto ai 785 componenti della passata legislatura, si tratta di un risultato tutt'altro che trascurabile. L'avanzata dell'estrema destra e dei movimenti euroscettici, preannunciata dalla travolgente vittoria registrata in Olanda dal movimento xenofobo e anti-islamico di Geert Wilders, c'é stata, ma in misura meno marcata di quanto avesse fatto temere il risultato olandese. La destra estrema ha comunque ottenuto il sostegno necessario per mandare suoi rappresentanti a Strasburgo in diversi Paesi. In Gran Bretagna con il Bnp, in Romania con il partito della Grande Romania (Prm), in Slovacchia con la formazione Sns, in Ungheria con il partito Jobbik e anche in Danimarca. Per non parlare dell'Austria, dove la formazione euroscettica di Hans Peter Martin è stata segnalata come la vera vincitrice delle elezioni raccogliendo ben il 18% dei consensi. "Il Ppe ha davvero stravinto", ha esultato Joseph Daul, capogruppo del Partito popolare europeo nella sesta legislatura. I successi registrati dai conservatori al governo in Germania, Francia e Italia sono lì a indicarlo. Ma anche i sorpassi realizzati dall'opposizione di destra ai danni dei socialisti al governo in Spagna e Portogallo e i progressi dei conservatori in Gran Bretagna, Slovenia, Ungheria e Austria sono altri elementi che hanno caratterizzato questa vittoria. A fronte di questa avanzata del centro-destra raccolto nel Ppe, i socialdemocratici, oltre alla sostanziale tenuta messa a segno in Italia, hanno conseguito risultati positivi in Grecia, Slovacchia e a Malta. Troppo poco per arginare un'emorragia di seggi a Strasburgo che si annuncia importante. In attesa di conoscere quale sarà l'assetto definitivo dei rapporti di forza all'interno dell'Europarlamento (dove figurano al momento oltre 80 'non iscritti'), grazie alla conferma delle leadership alla guida di Francia e Germania, appare comunque acquisita la riconferma di José Manuel Barroso a capo della Commissione europea per un nuovo quinquennio. Nicolas Sarkozy, Angela Merkel e Silvio Berlusconi hanno già garantito il loro sostegno e salvo colpi di scena la designazione di Barroso sarà sancita dal prossimo vertice Ue in programma a Bruxelles il 18 e 19 giugno prossimi.

FRANCIA: IN TESTA PARTITO SARKOZY

Arriva nettamente in testa il partito del presidente Nicolas Sarkozy al voto per le Europee, severa sconfitta per il partito socialista di Martine Aubry, grande successo dei Verdi di Daniel Cohn-Bendit. Secondo i primi exit poll, l' Ump è al 28%, un risultato "al di la' delle speranze", dice il segretario del partito Xavier Bertrand, mentre il premier Francois Fillon parla di "ottimo risultato della maggioranza". Crollo dei socialisti - dati fra il 16,4 e il 17,5% - sotto quella soglia del 20%, definita destabilizzante per il partito. I socialisti parlano di "delusione" per il voto, di un partito "indebolito" dalle tante divisioni, a partire da quella che ha visto a lungo l'una contro l'altra l' Aubry e l'ex candidata all'Eliseo Segolene Royal. Il partito socialista e la lista verde Europe Ecologie, guidata da Daniel Cohn-Bendit, avrebbero lo stesso numero di voti e di seggi, secondo gli ultimi exit poll sul voto per le Europee in Francia. I due partiti otterrebbero il 16% di voti, e 14 seggi ciascuno.

GERMANIA: SCENDE CDU/CSU, SPD AL MINIMO STORICO

L'Unione (Cdu/Csu) della cancelliera tedesca Angela Merkel (Cdu) si conferma la prima formazione politica in Germania, ma perde 6,3 punti rispetto al 2004, e i socialdemocratici della Spd registrano un nuovo minimo storico al 21,1%: la Grande Coalizione soffre alle europee 2009, che vedono avanzare ancora i liberali della Fdp, con i quali la Merkel spera di formare una nuova alleanza dopo le politiche di settembre. Il voto, secondo le proiezioni diffuse dall'emittente Zdf, vede una Cdu/Csu indebolita con il 38,2% (44,5% nel 2004) e una Spd sempre più in basso, -0,4 punti in meno rispetto al 21,5% del 2004, mentre guadagnano terreno gli altri principali partiti: i Verdi si confermano al terzo posto con il 12,2% (+0,3 punti), i liberali volano al 10,3% (+4,2) e Linke sale di 1,2 punti al 7,3%. Secondo queste proiezioni, la Cdu/Csu avrebbe 43 seggi (-6), la Spd 23 (invariata), i Verdi 14 (+1), la Fdp 11 (+4) e la Linke 8 (+1).

La Merkel, che si aspettava lo scivolone della Cdu/Csu e l'ascesa della Fpd (le previsioni davano rispettivamente il 39% e il 10%), già pensa alle politiche del 27 settembre: "Siamo nel mezzo di una crisi economica mondiale - ha detto alla Bild am Sonntag prima del voto -. Da questa depressione, possiamo uscire al meglio con un governo di coalizione tra Unione ed Fdp". Un'eventuale futura coalizione, questa, che nei piani della Merkel dovrebbe sostituirsi a quella attuale con la Spd: "Unione ed Fdp vogliono dare nuovi impulsi alla crescita economica - ha sottolineato la cancelliera -. Mentre l'Spd presta troppo poca attenzione agli aspetti economici". Tuttavia, Cdu/Csu e Fdp si fermerebbero insieme al 48,5% e non avrebbero quindi i numeri per escludere la Spd. L'affluenza, inoltre, è stata del 42,5% (64,3 milioni di elettori aventi diritto), in lieve calo rispetto al 43% del 2004 (45,2% nel 1999) e il peggior risultato dal Dopoguerra. Per il momento, i liberali non commentano le parole della Merkel e si concentrano sul voto europeo: "La Fdp ha conseguito il miglior risultato di sempre nelle elezioni europee", ha detto Guido Westerwelle, segretario generale del Partito. "Con queste elezioni, i cittadini hanno rafforzato i partiti di centro - ha proseguito -: un segno per le prossime elezioni politiche e anche per la crescita della Fdp in Germania". La Spd, invece, si lecca le ferite: "I risultati sono peggiori di quello che ci aspettavamo", ha detto Franz Muentefering, segretario generale del Partito, commentando gli exip poll delle 18:00, che davano un dato molto simile a quello preliminare di questa sera. Con un'affluenza così bassa, gli analisti politici non si avventurano in previsioni per le politiche, ma sembra che la strada del vice cancelliere tedesco e candidato di punta della Spd - Frank-Walter Steinmeier - verso la cancelleria, sia sempre più in salita.

SPAGNA, ZAPATERO SCONFITTO

Il Partido Popular (opposizione) ha battuto il Psoe del premier José Luis Zapatero con il 42,03% contro il 38,66% in base ai risultati parziali (all'89%) letti dalla vicepremier Maria teresa de la Vega.

Il Partido Popular ottiene 23 seggi su 50 contro 21 al Psoe. La coalizione Ceu (nazionalisti moderati) conquista 2 seggi con il 4,88%, come pure la coalizione di sinistra Izquierda unida-Verdi, con il 3,78%. La coalizione nazionalista di sinistra Edp-V e il piccolo partito centrista Upyd ottengono un seggio con rispettivamente il 2,62% e il 2,86%. L'affluenza alle urne è stata del 45,81%, analoga a quella del 2004. Nel 2004 il Psoe aveva vinto le elezioni europee con il 43,46% davanti al Pp con il 41,21%.

GB, LABOUR A PICCO

Il Labour Party e' calato a terzo partito in Gran Bretagna. Questo il verdetto della tornata elettorale stando alle proiezioni del voto nazionale elaborate dalla Bbc. A trionfare sarebbero invece i Conservatori di David Cameron e il partito euroscettico UK Independent Party (UKip). Le proiezioni danno i Tory al 27%, l'UKip al 17%, il partito laburista al 16% e i Liberal Democratici al 14%. Chiudono i Verdi con il 9% e il British National Party con il 6%.

PORTOGALLO, BENE IL CENTRODESTRA

Il principale partito di opposizione di centrodestra in Portogallo è in leggero vantaggio nelle elezioni europee secondo i primi exit poll sul Ps del premier José Socrates. Per il sondaggio all'uscita dalle urne per la Tv privata Sic il Psd otterrebbe il 30-31% contro il 29-30% per il Ps. L'exit poll della Tvi assegna al Psd una forchetta dal 30,4% al 34,4% e del 24,1% al 28,1% al Ps, quello della Tv pubblica Rtp prevede per il Psd fra il 29 e il 34% e per il Ps fra il 28 e il 33%.

IRLANDA, CROLLA PARTITO DI GOVERNO

La crisi economica e il risentimento dei cittadini irlandesi verso il modo in cui il governo ha deciso di affrontarla hanno assestato un colpo largamente pronosticato al Fianna Fail, il partito conservatore al governo dal 1997, che secondo i dati provvisori pubblicati sul sito dell'Europarlamento, crolla dal 30 al 24% dei voti circa e scivola al secondo posto, facendosi sorpassare dal centrista Fine Gael, che ha intorno al 29%. Terzo partito, con il 13%, il Labour, che si conferma terzo partito. Buon risultato, a sinistra, per lo Sinn Fein (oltre 11%) e per gli euroscettici di Libertas (5,6% circa), una "new entry". Non dovrebbe farcela a ottenere un euroseggio il milionario euroscettico Declan Ganley, animatore della vittoria del no nel referendum sulla ratifica del Trattato di Lisbona nel 2008. Insomma, un risultato che, se confermato, è coerente con quello delle concomitanti elezioni amministrative, un voto contro il governo che non sembra però tradursi stavolta in un voto contro l'Europa. Secondo un sondaggio pubblicato oggi, il 54% degli elettori irlandesi oggi sarebbe disposto a votare a favore del Trattato di Lisbona, dopo la bocciatura al referendum dello scorso anno, quando il 53,5% si era pronunciato contro e il 46,6% a favore. A fare cambiare idea agli irlandesi, tentati comunque alle europee a dare il loro voto ai partiti anti-Trattato, sarebbe stata secondo il sondaggio soprattutto l'economia e la realizzazione che una ripresa dipenderà anche molto dal rapporto tra Irlanda e Ue. Per quanto riguarda le consultazioni elettorali, a pesare sul Fianna Fail del premier Brian Cowen non è soltanto la perdita di uno o più dei 12 europarlamentari che Dublino elegge, ma anche il risultato disastroso ottenuto dal partito alle ultime elezioni locali dove la sua coalizione ha ottenuto soltanto il 23% dei voti contro il 31% incassato dal Fine Gael. Da un exit poll condotto dall'emittente statale Rte e dal domenicale Sunday Independent emerge che il 55% degli elettori sarebbe addirittura pronto ad andare alle urne già quest'anno mentre il Fine Gael, ha annunciato che martedì presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del governo.

GRECIA, EXIT POLL: SI PROFILA VITTORIA SOCIALISTI

Netta vittoria in Grecia, secondo i primi exit polls, del partito socialista di opposizione Pasok che avrebbe tra il 37% e il 39% alle elezioni per il Parlamento europeo. Il partito conservatore Nuova Democrazia (Nd) del premier Costas Karamanlis avrebbe tra il 30,5% e il 33%.

DANIMARCA, EXIT POLL: AVANTI ESTREMA DESTRA-SINISTRA

In Danimarca, paese con 13 seggi al parlamento europeo, avanzano, secondo gli exit poll, due partiti agli estremi degli schieramenti di destra e di sinistra: il partito del Popolo Danese, nazionalista e xenofobo, e il Partito del Popolo Socialista. Entrambi conquisterebbero un seggio in piu' ottenendone rispettivamente 2, con il 15,1% dei voti il primo e il 15% il secondo.

I socialdemocratici sono in forte calo ma resterebbero il primo partito del paese con il 22,3% e 4 seggi. La coalizione di governo liberali-conservatori otterrebbero il primo il 20,8% e il secondo l'11,6% mantenendo il primo tre seggi e il secondo uno.

Il Movimento del Popolo contro l'UE manterrebbe il suo unico seggio, con un 7% di voti.

Nessun seggio verrebbe assegnato, secondo gli exit poll, ai radicali, al Movimento di Giugno e ad Alleanza liberale.

SORPRESE E AVANZATA DESTRA IN CENTRO EUROPA

Parecchie sorprese dall'Europa centro-orientale alle europee oggi, con trend comuni nella maggior parte dei Paesi: bassa affluenza e, in generale,avanzata della destra e estrema destra, in primo luogo in Ungheria.

AUSTRIA - Il primo posto e' stato a sorpresa conquistato dal partito junior nella grande coalizione al governo a Vienna, la Oevp (popolari), col 29,7% davanti ai socialdemocratici (Spoe) del cancelliere Werner Faymann al 23,8%, il peggior risultato dal 1945. Al terzo posto e' arrivato l'eurodeputato ribelle Hans-Peter Martin col 17,9% e al quarto l'estrema destra Fpoe che ha raddoppiato il risultato con il 13,1%. Verdi al quinto in calo al 9,5% e estrema destra Bzoe al 4,7% sotto la soglia del 5%. L' affluenza e' stata del 42,42%.

UNGHERIA - Affermazione plebiscitaria dell'opposizione di destra Fidesz, dell'ex premier Viktor Orban che con ogni probabilita' riconquistera' l'incarico alle prossime politiche, arrivata al 56,37% e con 14 dei 22 deputati ungheresi al Pe. Forte successo anche del partito xenofobo di estrema destra Jobbik che dal nulla conquista il 14,77% dei voti e tre seggi. Batosta invece per i socialisti Mszp al governo che ottengono il 17,38% e quattro seggi a Strasburgo. Il Foro democratico Mdf arriva al 5,3% e un seggio. L'affluenza era 36,3%.

ROMANIA - Le ultime proiezioni indicano un testa a testa dei due partiti della coalizione di governo: il partito democratico liberale Pdl (Ppe) al 30,5% e i socialdemocratici al 30,8%. Al contempo viene registrata un'avanzata della destra, col partito nazionalista Grande Romania (Prm) che ha conquistato i 7,2% e almeno due seggi. Record negativo di affluenza al 27,21%. Chance di farcela a strappare un seggio anche la bella figlia del presidente Traian Basescu, Elena Basescu, ex modella, 29 anni, che ha conquistato come indipendente il 3,5%.

BULGARIA - Nessuna sorpresa dal Paese balcanico: come nelle previsioni ha vinto il partito Gerb del sindaco di Sofia Boyko Borissov con il 25,26% e cinque dei 17 seggi in quota bulgara. Al secondo posto i socialisti del premier Serghei Stanishev col 18% e quattro seggi, seguiti dal partito della minoranza turca Mdl col 17,2% e 3-4 seggi. Il partito nazionalista Ataka si conferma al 10,1% e due seggi mentre la Coalizione azzurra, di destra, arriva al 7,4% ed conquista per la prima volta con un seggio. Il partito dell'er Re Simeone Ndsv (centro destra) ottiene il 7,1% e un seggio. L'affluenza era del 37,73%. In margine al voto ci sono stati peraltro arresti per compravendita di voti.

REPUBBICA CECA - In dirittura d'arrivo del suo turbolento semestre di presidenza dell'Ue, ha vinto il partito conservatore Ods (Civici democratici) dell'ex premier silurato Mirek Topolanek col 28,82%. Al secondo i socialdemocraitci (Cssd) col 24,59%, seguiti da comunisti (Kscm) col 15,5% e i popolari (Kdu-Csl) con l'8%. I seggi sono 22, l'affluenza era 26,3%.

SLOVACCHIA - Vincitore e' il partito socialdemocratico Smer del premier Robert Fico con il 32,02% e cinque seggi su 13 in tutto. Seguono lo Sdku (cristiano democratici) col 16,99% e due seggi, il Smk (minoranza magiara) col 11,34% e due seggi, il Kdh (cristiano democratici) col 10,87% e due seggi, l'Hzds (movimento per la Slovacchia democratica)con l'8,98% e un seggio e lo Sms (nazionalisti) 5,55% e un seggio. L'affluenza era del 19.64%.

POLONIA - Nel maggiore dei nuovi membri Ue si conferma una vittoria del partito liberale del premier Donald Tusk Po con il 45,3%, seguito da quello conservatore all'opposizione Pis dei gemelli Kaczynski al 29,5%, dall'Alleanza della sinistra democratica con l'Unione del pavoro (Sld-Up) col 12% e il Partito dei contadini Psl col 7,9%. Affluenza: 27,4%.

PAESI BALTICI, DOPO CRISI VOTO ANTI-GOVERNO

Dopo una campagna elettorale dominata dalla pesante crisi economica, i Paesi baltici maggiormente colpiti hanno mandato un segnale forte ai propri governanti, preferendogli l'opposizione. Di seguito i risultati di ognuno dei tre Paesi, indipendenti dal 1991 dopo 50 anni di dominazione sovietica.

ESTONIA. Gli 1,08 milioni di elettori hanno accordato la vittoria al più grande partito di opposizione, il liberale Eesti Keskerakond (26%, 3 seggi), che trionfano sui liberali al governo e sui socialdemocratici in caduta libera. Dei sei seggi estoni, 3 vanno quindi al Keskerakond, uno ai liberali, uno ai socialdemocratici e uno ad un candidato indipendente, Indrek Tarand, ex viceministro degli esteri ora anchorman tv.

LETTONIA. Con un'affluenza record per il Paese (53%, ovvero +11,6% del 2004) vince la destra del Pilsoniska Savienibas con il 24,3% dei voti, ma per la prima volta nella storia della Lettonia indipendente è un partito russo a fare incetta di seggi arrivando secondo. A Saskanias Centrs, coalizione di partiti che rappresentano la minoranza russa, è andato il 16,7% dei voti, espressione di quei cittadini delusi dal Governo e dalle sue leggi restrittive sulla cittadinanza ai russi. Grazie a tale risultato, Alfreds Rubiks, l'ultimo leader della Lettonia sovietica, incarcerato per aver tentato di rovesciare il primo governo democratico, e Ivars Godmanis, leader dell'indipendenza del Paese, siederanno insieme al Parlamento europeo. Il partito del premier popolare Valdis Dombrovskis, Jaunais Laiks, è solo sesto.

LITUANIA. Bassa l'affluenza alle urne: solo il 20,57% dei cittadini lituani si è presentato ai seggi. Primo è il partito conservatore del premier Andrius Kubilius, con il 26% dei voti che gli valgono 4 dei 12 seggi del Parlamento Ue. Al secondo posto i socialdemocratici con il 18,99% dei voti e tre seggi. Seguono i partiti più piccoli: Ordine e giustizia, con il 12,55%, e due seggi, mentre si sono aggiudicati un seggio ciascuno il partito della minoranza polacca, il Labor Party e i liberali.

CIPRO; VINCE CENTRO-DESTRA, COMUNISTI SECONDI

Con il 35,65% delle preferenze il partito Adunata Democratica (Disy, centro-destra) si e' aggiudicato la vittoria alle elezioni europee svoltesi a Cipro, rinnovando il successo delle consultazioni del 2004 in cui ottenne il 28.23%. Dei sei eurodeputati ciprioti (quattro uomini e due donne), due sono del Disy, due del partito al governo Akel (Partito dei lavoratori, comunista), uno del Partito Democratico (Diko, centro) e uno del Partito Edek (socialdemocratico). Per il Disy si e' riconfermato Ioannis Kassoulides, 61 anni, ex ministro degli Esteri, e con lui e' stata eletta Eleni Theocharus, 56 anni, medico e parlamentare. Per l'Akel, che ha ottenuto il 34.90 delle preferenze (27.89% nel 2004), andranno a Bruxelles Kyriakos Triantaphillides, 65 anni - al secondo mandato - e Takis Chatzigeorgiou, 53 anni, deputato. L'europarlamentare del Diko (che ha avuto il 12.28% contro il 17.09% del 2004) e' Antigoni Pericleous Papadopoulou, 55 anni, chimica e deputata, e quello dell'Edek (9.85% delle preferenze contro il 10.79% del 2004) e' Kyriacos Mavronicolaos, 54 anni, oftalmologo e vice presidente del partito. Gli aventi diritto al voto erano 526.060 (di cui circa 1.300 turco-ciprioti) e 6.458 cittadini europei da 23 Paesi. Insolitamente molto bassa l'affluenza alle urne che e' stata solo del 41.12% contro il 71.19% del 2004.

Martedì 9 Giugno 2009

Calvi: interrogato Ciancimino su Ior

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2009

Da conti ex sindaco fu dirottato denaro per Provenzano e Riina

(ANSA) - PALERMO, 9 GIU - Il pm di Roma ha interrogato per oltre 4 ore il dichiarante Massimo Ciancimino nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Roberto Calvi. Nel libro 'Vaticano spa' Ciancimino parla dei rapporti fra il padre e lo Ior. L'ex sindaco di Palermo aveva cassette di sicurezza e conti allo Ior intestati a prestanome. Da questi conti sarebbe stato dirottato denaro a beneficio di Provenzano e Riina. Il pm di Roma sta ricostruendo i rapporti che Vito Ciancimino aveva con Licio Gelli e Roberto Calvi.

Iraq: museo virtuale grazie all'Italia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/06/2009

18.07 E' stato inaugurato alla Farnesina il museo virtuale di Bagdad. Il progetto, opera multimediale realizzata dal Consiglio nazionale delle ricerche su iniziativa del ministero degli Esteri italiano, raccoglie in rete 8 sale tematiche,dalla preistoria fino all'età islamica. (www.virtualmuseumiraq.cnr.it). "L'Italia vuole essere un attore primario a livello internazionale nella salvaguardia di un patrimonio che non è solo dell'Iraq ma di tutto il mondo",ha detto il ministro degli Esteri Frattini, presentando il museo.

Quando l'Italia salvo' la vita al colonnello

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2009

ROMA - "Salvare Gheddafi nell'86 dalle bombe Usa fu una decisione giusta". Il senatore a vita Giulio Andreotti ribadisce oggi che l'avvertimento alla Libia, da parte italiana, prima del raid americano del 14 aprile 1986, fu un atto giusto. La conferma ufficiale della dinamica della vicenda è arrivata solo nell'ottobre scorso, per bocca di due protagonisti dell'epoca: l'attuale ministro degli Esteri libico Abdel-Rahman Shalgam, allora ambasciatore a Roma, e il senatore a vita Giulio Andreotti, capo della diplomazia del secondo governo targato Craxi. Le cose, più di vent'anni fa, andarono così. Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti, aveva deciso di punire il colonnello per l'attentato - attribuito ad agenti libici - del 5 aprile 1986 alla discoteca 'La Belle' di Berlino, piena di militari americani in Germania (il bilancio fu di tre morti e circa 250 feriti). La rappresaglia si tradusse in un bombardamento di 12 minuti nella notte tra il 14 e il 15 aprile di quell'anno: bombardieri Usa F-111 decollati dalle basi di Lakenheat e Upper Heyford, in Gran Bretagna, colpirono a Tripoli alcune installazioni militari, la caserma Bab el Azizia, la residenza dello stesso Gheddafi e alcuni quartieri civili. Nello stesso momento aerei della Sesta flotta presero di mira a Bengasi una caserma e una base militare. Nell'attacco furono uccise una ventina di persone, tra cui una figlia adottiva del colonnello. Ma Gheddafi riuscì a scampare alla morte. Quella notte, riparato in un bunker, il colonnello sapeva già che sarebbero cadute le bombe americane. Lo avevano avvertito gli italiani. Secondo il racconto di Shalgam, in un convegno alla Farnesina nell'ottobre 2008,"due giorni prima dell'aggressione, Craxi mi mandò un amico comune italiano (secondo più fonti, si trattava del consigliere diplomatico Antonio Badini) per dirmi: "attenti, il 14 o il 15 aprile ci sarà un raid americano contro di voi". In quell'occasione, - ha aggiunto Shalgam - gli Stati Uniti usarono la stazione di Lampedusa, ma contro la volontà del governo italiano, perché Roma era contraria all'uso dei cieli e dei mari per l'aggressione". Quell'operazione, ha confermato Andreotti, fu "un'iniziativa del tutto impropria", peggio, "un errore di carattere internazionale". Per questo Roma mise in guardia Tripoli.

Calcio: Kaka': addio al Milan, ha firmato per Real

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/06/2009

MILANO - Sbarcato in Italia con la faccia da liceale e la valigia piena di biglietti portafortuna scritti dai parenti, sei anni dopo Kakà saluta il Milan. Con la stessa faccia da bravo ragazzo e la valigia che ora è piena di trofei, parte alla volta di Madrid, dove Florentino Perez lo ha scelto come primo dei nuovi Galacticos. La firma del contratto per sei anni è stata annunciata in serata dal sito del Real. Alle merengues sarà l'erede di Zinedine Zidane. Finché ci fosse stata condivisione di obiettivi con il club di via Turati, o la società lo avesse messo sul mercato, nessun addio avrebbe avuto senso. Kakà, 27 anni ad aprile, lo ha ripetuto come un mantra, decine e decine di volte negli ultimi mesi. Le due condizioni si sono concretizzate, e una trattativa piuttosto rapida ha messo d'accordo tutti: il Milan, il Real, il brasiliano e il suo papà-procuratore, Bosco Leite, che tratta un prima persona gli interessi del figlio. Lo aveva fatto anche a gennaio, quando il Manchester City dello sceicco Mansour mise sul tavolo una cifra da capogiro. Ma non un progetto altamente competitivo, quale invece aveva già prospettato Perez. Anche per questo pare sia maturato il grande rifiuto al City. Non solo per la fedeltà che il fantasista sbandierò con la sua maglietta rossonera dalla finestra di casa per la gioia dei tifosi in ansia assiepati sotto. Era solo questione di tempo. Forse Kakà già sapeva che quella di Firenze sarebbe stata la 270/a e ultima partita con la maglia rossonera e che quel piatto destro con cui ha restituito la Champions ai compagni, sarebbe stato il suo 95/o e ultimo gol. Semplice, ma importante, come la sua prima rete, dopo 46' del suo primo derby. Su cross di Gattuso, solissimo, di testa mise la palla alla destra di Toldo: un paio di mesi ed era già l'idolo del popolo rossonero. I suoi dieci gol nella stagione del debutto sono importanti per la vittoria dello scudetto 2004, a cui seguono una Supercoppa e la cocente delusione nella finale di Champions persa nel 2005 a Istanbul contro il Liverpool. L'anno dopo lui illumina, ma il Milan ancora non lo segue, come capita invece nel 2006/07, la stagione della consacrazione. Guida i suoi alla Champions, con 10 gol nel torneo (capocannoniere), tre nella semifinale con il Manchester United; e ad Atene in finale, pur senza reti, è trascinatore contro il Liverpool. Incamerata anche la Supercoppa Europea, a fine 2007, nelle sue mani finiscono il pallone d'oro, il Fifa World Player, e subito dopo la coppa del Mondo per club. E' l'ultimo dei suoi cinque trofei, e in questi anni di digiuno le offerte si sono fatte sempre più pressanti. Su Kakà piombano Real Madrid e Chelsea. Nel luglio 2006 ci avevano provato entrambi, offrendo rispettivamente 70 e 100 milioni, ma senza troppa convinzione. Un anno dopo dalla Spagna ci riprovano, ancora invano. A inizio 2008 arriva il prolungamento del contratto fino al 2013, seguito dall'assalto più pericoloso: in estate il Chelsea rilancia fino a 150 milioni, ma resta tutto sulla carta. Più concreta è l'iniziativa del Manchester City, che riesce a riunire al tavolo il Milan e il giocatore. "I soldi non sono tutto", sorride il campione annunciando il gran rifiuto. I tifosi si illudono di una dichiarazione d'amore eterno. E anche Berlusconi annuncia a chiare lettere che "Kakà è incedibile". Ma, inutile dirlo, nel calcio le parole valgono poco. Così ora Kakà indosserà un'altra maglia, nel suo conto in banca finirà uno stipendio (circa 9 milioni) diciottomila volte superiore ai 500 euro che incassava 19enne al San Paolo, e il Milan ripianerà il rosso di bilancio. (ANSA).

Cei: aumentano disuguaglianze sociali

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/06/2009

13.47 A seguito della crisi economica, in Italia il tessuto sociale si va "sfilacciando" e le disuguaglianze "aumentano, invece di diminuire". E' allarme lanciato dalla Cei. "Nessuno ignora il pesante impatto della sfavorevole congiuntura economica internazionale" né "si intende minimizzare l'impegno profuso da chi detiene l'autorità. Resta però evidente-notano i vescovi nel comunicato finale dell' assemblea generale-che i costi del difficile momento presente ricadono in misura prevalente sulle fasce più deboli"

Primo detenuto da Guantanamo a New York

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/06/2009

12.58 Un presunto terrorista legato ad Al Qaeda, Ahmed Ghailani, è stato trasferito dal carcere speciale di Guantanamo a New York. Ghailani sarà processato per gli attentati alle ambasciate americane in Kenya e in Tanzania, in cui rimasero uccise 224 persone. Si tratta del primo detenuto della prigione statunitense a Cuba, ad essere trasferito negli Usa.

Berlusconi: no a sostegno referendum

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/06/2009

10.29 "Non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 giugno". E' quanto afferma una nota della Presidenza del Consiglio che sintetizza così la posizione del premier Berlusconi, a conclusione di una riunione con il segretario della Lega Nord, Bossi. I due leader hanno anche condiviso la necessità di "un comune e forte impegno a sostegno dei candidati nei ballottaggi per completare eccezionale successo" della maggioranza e garantito "un coinvolgimento nella campagna elettorale".

Ue, Barroso accetta proposta 2° mandato

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/06/2009

12.06 "Sono onorato che il presidente del Consiglio Ue mi abbia chiesto di proporre il mio nome per un secondo mandato"alla guida della Commissione europea Lo dice il presidente dell'Esecutivo Ue, Barroso, al termine di un incontro con il presidente di turno, il premier ceco, Fischer. "Ho dato una risposta positiva a questa domanda", conferma Barroso,sottolineando di puntare per i prossimi 5 anni "a una Commissione forte in una Ue forte" per uscire dalla crisi.

Mercoledì 10 Giugno 2009

A Palau gli uiguri di Guantanamo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/06/2009

Altri trasferimenti dalla base cubana

Gli uiguri non sono più considerati dal Pentagono un pericolo e sono pronti per la scarcerazione, ma il governo di Washington non aveva trovato sino ad ora un Paese disponibile a ospitarli.

New York, 10-06-2009

La repubblica di Palau, uno Stato insulare nel Pacifico, ha accettato il trasferimento sul proprio territorio di un gruppo di cinesi di etnia uigura che si trovano da anni detenuti nel carcere speciale americano di Guantanano.

Abbiamo accettato la richiesta degli Stati Uniti di accogliere 17 detenuti uiguri, ha detto oggi il capo dello Stato, Johnson Toribiong, citato dall'edizione online della Bbc.

Gli uiguri non sono più considerati dal Pentagono un pericolo e sono pronti per la scarcerazione, ma il governo di Washington non aveva trovato sino ad ora un Paese disponibile a ospitarli.

Secondo la stampa americana, l'accordo con la repubblica di Palau, uno stato che abbraccia un arcipelago del Pacifico a circa 500 chilometri dalle Filippine, prevederebbe in cambio un consistente aiuto economico da parte del governo americano.

La Cina ha più volte dichiarato la sua forte opposizione all'accoglimento degli uighuri di Guantanamo da parte di qualsiasi Paese, e vuole processarli per attività separatiste e terrorismo.

Gli uiguri sono una spina nel fianco di Pechino, una minoranza musulmana turcofona che abita una regione ricca di petrolio, da tempo in lotta contro il potere centrale e in cerca di indipendenza.

Pil primo trimestre -6% annuo, -2,6% congiunturale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2009

ROMA - Il prodotto interno lordo italiano nel primo trimestre è calato del 6% rispetto allo stesso trimestre del 2008 e del 2,6% rispetto al trimestre precedente. Lo comunica l'Istat che ha corretto la stima preliminare diffusa a maggio secondo la quale il calo tendenziale era del 5,8% e quello congiunturale del 2,4%.L'andamento del prodotto interno lordo italiano nel primo trimestre si confronta con un calo congiunturale del 4,0% del Giappone, del 3,8% della Germania, dell'1,9% del Regno Unito, dell'1,5% degli Usa e dell'1,2% della Francia. In termini tendenziali il Pil è diminuito del 9,1% in Giappone, del 6,9% in Germania, del 4,1% nel Regno Unito, del 3,2% in Francia e del 2,5% negli Usa. Nel complesso il Pil dei paesi dell'area euro è diminuito del 2,5% in termini congiunturali e del 4,8% in termini tendenziali. Nel riferire i nuovi dati sul trimestre l'Istat annuncia inoltre che in termini congiunturali le importazioni sono diminuite del 9,2% e le esportazioni dell'11,8%. La spesa delle famiglie residenti è diminuita dell'1,1%. In termini tendenziali l'export è sceso del 21,7%, l'import del 17,0% e la spesa delle famiglie residenti è diminuita del 2,6%

TORNA A CRESCERE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE - Torna a crescere la produzione industriale ad aprile. Il dato congiunturale registra un aumento dell'1,1% rispetto a marzo. Lo comunica l'Istat che registra tuttavia una diminuzione molto forte del dato di aprile rispetto ad un anno fa: l'indice grezzo risulta in calo del 25,4%. Il dato congiunturale della produzione industriale ad aprile, che vede un rialzo del 1,1%, é il primo dato positivo dopo 11 mesi di caduta continua. L'Istat sottolinea d'altra parte che il dato tendenziale è il peggiore di tutta la serie storica, e cioé dal 1991, primo anno di confronto dopo l'introduzione dal 1990 del nuovo indice di produzione industriale.

Nonostante la ripresa di aprile, la variazione congiunturale del trimestre febbraio-aprile su quello novembre-gennaio risulta abbondantemente negativa con un calo del 9,3%. Secondo i tecnici dell'istituto il dato trimestrale è più indicativo della tendenza perché stabilizza possibili picchi in positivo o negativo. Per quanto riguarda invece le variazioni tendenziali il dato di aprile corretto per gli effetti di calendario mostro un calo del 24,2% (i giorni lavorativi sono stati gli stessi del 2008 ma la variazione dipende dal fatto che lo scorso anno Pasqua è capitata di marzo).

Nei primi quattro mesi dell'anno, rispetto agli stessi del 2008, la variazione tendenziale 'grezza' è stata negativa del 22,7%, quella corretta in calo del 21,8%. In termini congiunturali, ad aprile ci sono state variazioni positive per i beni di consumo, in rialzo del 2,2%, soprattutto per la crescita dei beni non durevoli. In un anno sono risultati invece in calo tutti i principali raggruppamenti di industria con un -33,1% per i beni intermedi, -13,1% per l'energia, -12,7% per i beni di consumo. Nei settori di attività economica le variazioni tendenziali 'corrette' più marcate hanno riguardato la metallurgia e i prodotti in metallo (-38,3%), la fabbricazione di macchinari (-33,9%) e la fabbricazione di apparecchi elettrici e per uso domestico (-38,1%). Cali più contenuti si registrano nei prodotti farmaceutici (-1,6%) e alimentari (-3,2%).

AUTO: PRODUZIONE, AD APRILE -31,2% ANNUO

L'indice grezzo di produzione di autoveicoli è calato ad aprile del 31,2% rispetto ad un anno fa. Lo comunica l'Istat aggiungendo che il calo nei primi quattro mesi dell'anno è stato del 37,9%. I dati in termini corretti dai giorni di calendario portano il calo produttivo annuo al -30,5% e a -37,7% la diminuzione tendenziale dei primi quattro mesi.

Ecco i punti salienti dell'accordo Italia-Libia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2009

IMMIGRAZIONE, ITALIA CONTROLLA FRONTIERE TERRESTRI LIBIA - Investimenti per 5 miliardi di dollari in cambio di un rinnovato impegno della Libia a collaborare nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all'immigrazione clandestina, obiettivi peraltro già stabiliti dall'accordo del 2000, in vigore dal 22 dicembre 2002. Per contrastare l'immigrazione clandestina, è previsto un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, che verrà effettuato dalla parte italiana. Il costo dell'operazione sarà per metà a carico dell'Italia, per l'altra metà sarà chiesto un concorso di spesa dell'Unione europea.

DA ITALIA 200 ABITAZIONI E RESTITUZIONE REPERTI ARCHEOLOGICI - L'Italia si impegna a realizzare alcune iniziative speciali tra le quali la costruzione di 200 abitazioni, l'assegnazione di 100 borse di studio universitarie e post-universitarie a studenti libici, la cura delle persone colpite dallo scoppio di mine in Libia presso istituti italiani, il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra ai titolari libici e la restituzione di manoscritti e di reperti archeologici trasferiti in Italia in epoca coloniale.

150 MLN A ESULI ITALIANI E VISTI PER TORNARE IN LIBIA - Gli italiani espulsi dalla Libia nel 1971, dopo che il colonnello Gheddafi prese il potere con un colpo di Stato che detronizzò re Idriss, potranno tornarvi con Visto turistico, ma anche per lavoro o altre finalità. Agli esuli dalla Libia si riconosce un indennizzo complessivo di 150 milioni da corrispondere nella misura di 50 milioni l'anno dal 2009 al 2011.

MANOVRE MILITARI CONGIUNTE E ACCORDI INDUSTRIA DIFESA - Con successive discipline saranno definiti i tempi e i modi per lo svolgimento di manovre congiunte e scambio di esperti e tecnici. La collaborazione in questo settore riguarda anche le industrie militari. Italia e Libia si impegnano anche a collaborare nel settore della non proliferazione delle armi di distruzione di massa e del disarmo.

L'ENI FINANZIERA' ACCORDO ATTRAVERSO PIU' IRES - L'Eni, in qualità di principale operatore nel settore della ricerca e della coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, dovrà versare un'addizionale all'imposta sul reddito delle società (Ires) pari al 4% dell'utile prima delle imposte. Tale addizionale è dovuta dal 31 dicembre 2008 al 31 dicembre 2028, coprendo così la durata ventennale del rimborso di 5 miliardi di dollari.

Show di Grillo durante un'audizione al Senato

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/06/2009

Dal comico satira e insulti ai parlamentari

Roma, 10-06-2009

Il vocabolario è quello di Beppe Grillo. I senatori? "Antistorici e vecchi". Alcune delle elette in parlamento? "Zoccole". Il premier? Uno "psiconano". I senatori della commissione Affari costituzionali hanno ascoltato senza batter l’audizione-show di Beppe Grillo, ma non tutto è passato inosservato. Così la vicepresidente della commissione, la senatrice del Pd Maria Fortuna Incostante, non ha perdonato al comico qualche espressione di troppo: "Se vogliamo insultarci, usciamo dall'Aula e ci insultiamo" la sua replica al comico genovese. Allora niente insulti. Ma Grillo rimane convinto, come dirà più avanti, che i parlamentari che lo ascoltano sono non solo vecchi e antistorici, ma anche incostituzionali e illegali.

Il comico genovese contro gli "eletti per meriti giudiziari"

È un Parlamento di nominati – dice Grillo – in cui sono stati scelti amici, avvocati e qualche zoccola. E poi i condannati, incalza senza increspare la voce neanche di un tono: da Totò Cuffaro a Marcello Dell'Utri. "Tutti eletti per meriti giudiziari", sentenzia. E poi quei senatori che lo ascoltano. Anzi, lo guardano, come precisa subito, perché di 20 che sono "in 18 state leggendo il giornale". Capisce, aggiunge rivolto a un senatore non inquadrato dal circuito interno, "lei sta leggendo il Resto del Carlino, io - e Grillo alza il computer - ho questo. Lei è fuori dalla storia". Ma Grillo non trascura di fare le pulci al provvedimento sulle intercettazioni contro il quale annuncia disobbedienza civile. "Sono incazzato come una bestia", spiega parlando a margine dell'audizione.

Contro il ddl intercettazioni annuncia "disobbedienza civile"

Dovranno arrivare al dunque, mandarmi i Carabinieri, l'esercito, dovranno colloquiare con me. Oggi i cittadini - insiste il comico - colloquiano con le istituzioni attraverso un poliziotto in assetto antisommossa. Alla domanda se pensa che saranno in molti a seguirlo nella disobbedienza civile, risponde: "Se saremo tanti, vedremo chi è che poi combina un reato se chi fa la disobbedienza o chi fa le leggi. Teniamo presente che noi abbiamo un centinaio di parlamentari che fanno le leggi ma loro sono dei fuorilegge".

La legge di iniziativa popolare

Tutto e tutti sono fuori posto. Lo show di Grillo si conclude con un'intimazione alla commissione: "Datemi una data di quando sarà discussa l'iniziativa popolare per l'elezione dei parlamentari, per lasciare fuori i condannati e scegliersi il parlamentare anziché trovarselo nominato, e mi manderete via contento". Domanda destinata a rimanere senza risposta. Non per la cattiva volontà del Parlamento, spiega la senatrice

Incostante, ma per la semplice ragione che il ddl va incardinato in commissione per essere discusso insieme ad altre iniziative parlamentari.

Referendum: Berlusconi, nessun sostegno diretto ma votero' si'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/06/2009

ROMA - Il no al sostegno diretto al referendum elettorale? "Ne rimango convinto, ma comunque voterò sì": Silvio Berlusconi, in un colloquio con "Il Giornale" durante una passeggiata la notte scorsa a piazza Navona, chiarisce la sua posizione sul referendum pur ribadendo la scelta (espressa ieri nel comunicato ufficiale sull'incontro con Umberto Bossi) di non dare un "sostegno diretto" al voto sui quesiti elettorali.

Desidero ringraziare i milioni di donne e di uomini che sabato e domenica si sono recati ai seggi e hanno confermato nelle urne la loro fiducia nel Popolo della Libertà e nella mia persona. So che non era facile farlo dopo una campagna elettorale tesa a colpirmi con tante calunnie. Anche per questo, vi ringrazio di cuore perché - in modo democratico - al di là del conforto mio personale, avete sancito la nostra vittoria sia nelle elezioni europee sia in quelle per le amministrazioni locali, cambiando a nostro favore la geografia politica in moltissimi Comuni e Province da sempre dominati dalla sinistra. Così il premier Silvio Berlusconi ringrazia gli elettori per i risultati ottenuti dal Pdl alle elzioni europee ed amministrative.

E' un risultato che ci rende orgogliosi, perché conferma una volta di più che il nostro governo ha saputo affrontare meglio di altri in Europa la crisi economica. Mentre in altri Paesi i governi hanno perso consenso, noi i nostri consensi li abbiamo confermati e consolidati e la stabilità del governo ne esce rafforzata. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi nella nota. "Il nostro governo si è impegnato a non lasciare nessuno solo di fronte alla crisi. Continueremo a farlo, e procederemo con passo ancora più spedito nell'attuare le riforme necessarie per ammodernare l'Italia".

Con il voto avete confermato che il Popolo della Libertà è il primo partito in Italia in tutte e cinque le Circoscrizioni europee, con un vantaggio più che raddoppiato rispetto ad un anno fa sul maggiore partito d'opposizione. Grazie a questo successo, 29 europarlamentari eletti nelle liste del Popolo della libertà- prosegue il premier - difenderanno gli interessi dell'Italia nel Parlamento europeo come secondo gruppo del Partito Popolare Europeo, la grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa. E' un risultato che ci rende orgogliosi, perché conferma una volta di più che il nostro governo ha saputo affrontare meglio di altri in Europa la crisi economica. Mentre in altri Paesi i governi hanno perso consenso, noi i nostri consensi li abbiamo confermati e consolidati e la stabilità del governo ne esce rafforzata. "Il nostro governo si è impegnato a non lasciare nessuno solo di fronte alla crisi. Continueremo a farlo, e procederemo con passo ancora più spedito nell'attuare le riforme necessarie per ammodernare l'Italia. Dunque grazie di nuovo a tutti i nostri elettori. Per alcuni di voi, c'é ancora l'appuntamento per i ballottaggi. Non dovete mancarlo. Per quanto ci riguarda dopo la fiducia che ci avete rinnovato, il nostro impegno sarà sempre più determinato ed appassionato", conclude.

Parlamento Pulito in Commissione al Senato

Blog di Beppe Grillo, http://www.beppegrillo.it/2009/06/in_diretta_dal.html, 10/06/2009

Beppe Grillo alla Commissione Affari Costituzionali

Oggi alle ore 14.30 sono stato ricevuto dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato per discutere della proposta di legge di iniziativa popolare "Parlamento Pulito" che giace al Senato da 18 mesi.

Il testo del mio intervento:

Quasi due anni dopo la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito ho l'onore di essere ricevuto e ascoltato come primo firmatario della proposta di legge. Due anni per parlare alla Commissione Affari Costituzionali. Una Commissione che valuterà le tre richieste: nessun condannato in Parlamento, limite di due legislature per ogni parlamentare, elezione nominale del candidato. Due anni di attesa per una legge firmata da 350.000 persone. E' uno scandalo che 350.000 cittadini italiani non siano stati neppure considerati per due anni. E' uno scandalo che in Parlamento siano presenti 20 condannati in via definitiva e prescritti come Berlusconi, D'Alema, Andreotti. E' uno schifo che 70 tra i nostri rappresentanti siano condannati in primo e secondo grado o indagati. Cuffaro e Dell'Utri sono senatori per meriti giudiziari, condannati in primo grado per relazioni mafiose. Questa Commissione, questo Parlamento, non hanno nulla a che fare con la democrazia. sei persone hanno deciso i nomi di chi doveva diventare deputato e senatore. Hanno scelto 993 amici, avvocati e scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti. Li hanno eletti loro, non i cittadini che non hanno potuto scegliere il loro rappresentante. Cari membri della Commissione, siete illegali, incostituzionali, anti democratici, Per rispetto a voi stessi e agli italiani dovreste dimettervi al più presto. Luigi De Magistris e Sonia Alfano sono due italiani per bene eletti da tanti cittadini per bene. Dovreste cominnciare a preoccuparvi di questi cittadini. De Magistris ha avuto 450.000 voti, il secondo in Italia, Alfano 165.000 voti, la prima donna in Italia. Chi si è recato alle urne ha potuto sceglierli. Perchè questo non deve essere possibile anche per il Parlamento italiano? I partiti hanno occupato la democrazia, è tempo che tolgano il disturbo. La politica non è un mestiere. Due legislature sono dieci anni. Un lungo periodo, più che sufficiente per servire il Paese, lo fu per De gasperi, poi si ritorna alla propria professione. Voi che mi ascoltate sapete molto bene che molti deputati e senatori hanno il doppio stipendio come Mavalà Ghedini che prende i soldi da deputato e da avvocato dello psiconano. I parlamentari percepiscono un lauto stipendio pagato con le nostre tasse per lavorare per noi in Parlamento, non per lavorare in nero. Oggi, mentre sono qui per chiedere la semplice attuazione della democrazia e il rispetto della Costituzione, oggi viene approvata in Parlamento una legge che limita le inttercetttazioni e mette il bavaglio all'informazione. Io farò disubbidienza civile. Il primo pensiero dello psiconano non è il Paese, ma sempre e solo non farsi beccare. Avete approvato il Lodo Alfano per evitare che Berlusconi finisse in galera e adesso volete limitare il diritto del cittadino di essere informato. La marea sta montando, lo psiconano può fare comizi ormai solo nelle piazze chiuse, in cui fa entrare, come a Firenze, come a Prato, solo la sua claque. Lo difendono la sua scorta e gli avvocati. Gli sono rimastti solo quelli insieme a uno stuolo di giornalisti definiti servi" dalla stampa estera. Gli italiani non stanno più con lui e tanto meno con chi gli ha permesso come Violante e Fassino per quindici anni di superare ogni conflitto di interessi.

Lì fuori c'è qualche milione di persone che vuole restaurare la democrazia. Non vi chede di dargli ascolto. Ve lo ordina. Vi ordina, perchè voi siete loro dipendenti, di portare la proposta di legge Parlamento Pulito al più presto in Senato e di farla discutere pubblicamente. In modo che ogni italiano tragga le sue conclusioni e sappia chi è contro la democrazia e chi no. E' una delle ultime occasioni che avete per salvarvi almeno la faccia. Io ho fiducia negli italiani. Sapranno cacciare, spero con metodi democratici, chi oggi occupa abusivamente le istituzioni e ci rende lo zimbello del mondo. Il tempo e gli eventi stanno precipitando. La disoccupazione è diventate un'epidemia. Mentre voi incassate il vostro stipendio per girarvi dall'altra parte operai e imprenditori si suicidano. Persino il Gran Consiglio seppe cacciare Mussolini per istinto di sopravvivenza. Ascoltate la voce del Paese finchè siete ancora in tempo."

Gasparri:così Csm disattende Napolitano

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/06/2009

14.35 Gasparri, presidente dei senatori del PdL, definisce "sconcertante" l'uscita del Csm su alcune norme contenute nel 'pacchetto sicurezza'. "Un parere - afferma - che è ancora più stridente oggi, all'indomani dell'appello del capo dello Stato che ha invitato a mettere da parte i protagonisti" e ha richiamato lo stesso Csm a "maggiore rigore e imparzialità". "Il Parlamento è sovrano" ma allora è lecita, chiede Gasparri, "questa continua interferenza?". Noi,sottolinea,"andiamo avanti con una legge giusta".

Giovedì 11 Giugno 2009

Nuova influenza: l'Oms dichiara pandemia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2009

STOCCOLMA - L'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) ha innalzato il grado di allerta sulla nuova influenza (A/H1N1) al massimo livello di 6, cio' significa 'pandemia'. Lo ha annunciato oggi il governo svedese in un comunicato.

Il ministro della sanità svedese Maria Larssson ha annunciato che terrà oggi una conferenza stampa "a seguito dela decisione dell'Oms di innalzare il suo livello di pandemia a 6 per l'influenza A/H1N1", ha annunciato il governo svedese in un comunicato. La conferenza stampa dell'Oms in cui ci si aspetta l'annuncio ufficiale del 'livello 6' è attesa a Ginevra per le 18:00 di oggi.

Il livello sei della fase di allerta pandemica corrisponde ad un aumento della diffusione geografica del virus, ma non ad un aumento della sua gravità.

Abusi sui bambini, Papa a Chiesa irlandese: giustizia sia fatta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2009

(di Domitilla Conte)

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI sollecita i vescovi e tutta la Chiesa irlandese a "stabilire la verità" sugli abusi commessi in alcuni istituti di correzione irlandesi gestiti da religiosi dagli anni '30 agli anni '80 denunciati nel cosiddetto "rapporto Ryan", e chiede che "sia fatta giustizia per tutti". Raccomanda che sia dato conforto ai superstiti e che simili fatti non si ripetano.

Lo aveva già fatto per gli scandali di pedofilia venuti alla luce in Australia e Stati Uniti, e lo ha affermato con forza ancora maggiore per l'Irlanda, dove, secondo il rapporto della Child abuse commission, non si è trattato solo dell'"errore di alcuni", ma di maltrattamenti sistematici scambiati per mezzi di correzione. E dove i risarcimenti, una volta appurati i fatti, potrebbero superare il miliardo di euro, portando al tracollo economico la Chiesa irlandese. Il 5 giugno scorso papa Ratzinger ha avuto in Vaticano un incontro riservato con il presidente della Conferenza episcopale irlandese, Sean Brady, e l'arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, che ora rivelano il contenuto del colloquio, al centro in questi giorni dell'assemblea generale estiva della Conferenza episcopale. Nel comunicato finale riferiscono che Benedetto XVI, intervenendo per la prima volta sulla vicenda irlandese, ha chiesto ai vescovi e a tutta la Chiesa di "stabilire la verità su cosa è successo e perché"; poi, occorrerà "assicurare che giustizia sia fatta per tutti", "vigilare affinché le misure poste in essere per prevenire che si ripetano simili abusi siano pienamente applicate", e "portare conforto alle vittime degli abusi sopravvissute". Molte di loro, infatti, hanno ormai nascosto nella tomba le proprie sofferenze. I vescovi irlandesi, da parte loro, hanno ammesso il "fallimento delle istituzioni della Chiesa nel proteggere i bambini e nel prevenire il dilagare degli abusi sessuali, fisici ed emozionali" e la 'negligenza'' documentati nel rapporto stilato dal giudice Sean Ryan.

Abbiamo vergogna, siamo umiliati e chiediamo scusa - hanno dichiarato - se il nostro popolo si è allontanato così tanto dagli ideali cristiani. "Umiliati e pentiti", i presuli di Dublino hanno partecipato ieri con una propria delegazione ad una marcia di circa 5.000 persone indetta per esprimere sostegno e chiedere giustizia per le vittime. Scarpe da bambini e corone di fiori sono stati deposti davanti ai cancelli del parlamento irlandese, che oggi avrebbe dovuto aprire un dibattito di due giorni sulla vicenda, appuntamento poi cancellato per fare posto alla discussione di una mozione di sfiducia al governo. Appresa la notizia, i manifestanti hanno espresso la loro rabbia davanti al parlamento. Davanti ai cancelli restano le corone di fiori: bianchi per i superstiti della violenze e neri per chi non c'é più.

Gheddafi: da archivi e diari Reagan retroscena bombe '86

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2009

di Marco Bardazzi

WASHINGTON - Il 21 aprile 1986, pochi giorni dopo l'attacco americano contro la Libia, Ronald Reagan perse la pazienza con "quel pagliaccio di Gheddafi". "Quando la farà finita di piagnucolare che le nostre bombe hanno ucciso una ragazzina?", annotò il presidente degli Stati Uniti sul diario personale. "Che dovremmo dire del neonato volato giù da un aereo Twa a 5000 metri di quota? O della bambina di 11 anni abbattuta a sangue freddo all'aeroporto di Roma?".

Le pagine di diario di Reagan pubblicate di recente e la continua declassificazione dei documenti con cui ordinò l'attacco a Muammar Gheddafi, sollevano veli sui retroscena dell'operazione 'El Dorado Canyon', come il Pentagono battezzò il raid della notte tra il 14 e 15 aprile 1986 in Libia. Gli attacchi cioé che Gheddafi, nel suo intervento a Palazzo Giustiniani, ha ricordato per paragonare l'America a bin Laden. Le basi per il blitz furono poste da Reagan l'8 gennaio 1986 con una 'National security decision directive' (Nsdd), una direttiva top secret ora in parte declassificata. "Le prove del sostegno di Gheddafi al terrorismo, inclusi gli attacchi del 27 dicembre a Roma e Vienna, sono inconfutabili", scriveva Reagan, riferendosi alle stragi negli aeroporti del mese precedente. "Sono giunto alla conclusione - aggiungeva - che il sostegno del governo libico al terrorismo internazionale è una minaccia straordinaria alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti".

Per questo, Reagan ordinava sanzioni immediate. Ma le conseguenze principali per Gheddafi erano contenute in un allegato segreto, nel quale il presidente metteva in azione un gruppo navale nel Mediterraneo e ordinava al Pentagono di preparare piani d'attacco. I dettagli sono ancora in buona parte classificati. Gli ordini esecutivi di Reagan resi pubblici svelano vari aspetti, ma il governo americano non ha ancora tolto il segreto agli Nsdd numero 217, 218 e 224 che raccontano come fu gestito l'attacco. Ma i diari di Reagan offrono molti retroscena. La sera del 7 gennaio, prima di firmare l'ordine esecutivo, il presidente affidò alcune riflessioni alle pagine private sul "pagliaccio libico". "Se Gheddafi decide di non compiere un altro atto di terrorismo, tutto Ok, vuol dire che la nostra minaccia implicita è bastata", scriveva Reagan. "Se invece la scambia per una nostra debolezza e lo rifà, abbiamo in mente i bersagli e risponderemo con un colpo micidiale". A marzo la situazione peggiorò, prima di precipitare con l'attentato del 5 aprile in una discoteca di Berlino Ovest nel quale morirono militari americani. "C'é la prova che il cattivo è Gheddafi - scriveva Reagan - nonostante quello che quell'ipocrita va dicendo in Tv". Varie riunioni alla Casa Bianca prepararono l'attacco e Reagan nei diari lasciava trasparire tensioni nella trattativa con gli europei, soprattutto Margaret Thatcher.

Gli alleati alla fine negarono l'uso dello spazio aereo agli F-111, costringendo il Pentagono a organizzare una complessa serie di rifornimenti in volo. Ma dopo l'attacco, con l'opinione pubblica Usa solidamente dietro a Reagan, da più parti in Europa arrivò sostegno. "La Thatcher è solidamente dietro di noi - annotava Reagan il 17 aprile - mentre sono sorpreso che il premier Chirac in Francia sia violentemente contro di noi. Mitterand, Craxi e Kohl stanno cedendo: Kohl e Craxi hanno indicato che se accade di nuovo, potremo sorvolare i loro Paesi".

marco.bardazzi@ansa.it

Gheddafi ai senatori italiani: nell'86 Usa come Bin Laden

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2009

ROMA - "Fateci parlare, fateci parlare". Così un gruppo di studenti dell'Onda ha brevemente protestato nell'aula magna dell'Università La Sapienza, interrompendo il leader libico Gheddafi che stava rispondendo ad una domanda. Poco prima ad una studentessa che si era qualificata come appartenente al movimento dell'Onda, era stato tolto il microfono da alcuni uomini dello staff di Gheddafi, mentre si apprestava a fare una domanda al leader libico. Superato qualche attimo di tensione, dopo che era stata fatta un'altra domanda da parte di una persona del pubblico, Gheddafi ha cominciato a rispondere ed è partita la contestazione dal gruppo di studenti dell'Onda con urli, fischi e la richiesta "fateci parlare". Gheddafi, coperto dal suo staff, che aveva cominciato ad applaudire per coprire i fischi, è uscito e ha lasciato la sala in anticipo, rispetto al previsto. Fuori del rettorato, non c'é stata, invece, alcuna contestazione all'uscita del leader libico.

Nell'ateneo la protesta contro il leader libico infuriava gia' da ore: gli studenti hanno lanciato fumogeni e secchi di vernice rossa alla vista di alcune auto blu. Alcuni fumogeni sono stati lanciati anche contro uomini delle forze dell'ordine. Polizia e carabinieri hanno tentato di fare indietreggiare gli studenti che poi sono fuggiti verso la scalinata della facolta' di Lettere, a pochi metri dal Rettorato. Le forze dell'ordine hanno blindato la piazza del Rettorato, dove sorge la statua della Minerva.

USA NELL'86 COME BIN LADEN

Quale differenza c'é tra l'attacco degli americani nel 1986 contro le nostre case e le azioni terroristiche di Bin Laden? E' l'interrogativo provocatorio posto dal leader libico Muammar Gheddafi nel suo intervento nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. "Se Bin Laden non ha uno Stato ed è un fuorilegge, l'America è uno Stato con regole internazionali", ha aggiunto il colonnello, che ha rincarato la dose contro Washington: ''Grazie agli Stati Uniti oggi l'Iraq e' diventato ''un'arena aperta'' per i terroristi di al Qaida - ha aggiunto - L'Iraq era una fortezza contro il terrorismo, con Saddam Hussein al Qaida non poteva entrare, ora grazie agli Usa e' un'arena aperta e questo e' un beneficio per al Qaida''.

''Siamo contro il terrorismo e lo condanniamo'' ha aggiunto il leader libico, ma ''dobbiamo cercare di capire le ragioni vere di questo fenomeno pernicioso''. Dobbiamo ''dialogare anche con il diavolo, se necessario per capire il terrorismo''.

SERVONO MILIARDI PER ARGINARE IMMIGRAZIONE

La Libia ha bisogno di diversi miliardi di euro per poter efficacemnte frenare i flussi di immigrati che vogliono raggiungere l'Italia e l'Europa. Lo ha detto il leader libico Muammar Gheddafi nel suo intervento alla sala Zuccari di palazzo Giustiniani. "Sono necessari tanti miliardi di euro per arginare i flussi di immigrati verso il Mediterraneo" ha sottolineato Gheddafi dopo aver definito "insufficiente" il miliardo di di euro che l'Unione Europea dà alla Libia per contenere l'immigrazione. Intervenendo alla sala Zuccari a Palazzo Giustiniani, Gheddafi ha parlato dell'immigrazione come di "una grande sfida". Quindi, ha sottolineato che "Italia e Libia non possono affrontare questo problema da sole" pur avendone la "responsabilità maggiore". "Se La Libia è un Paese di transito, l'Italia - ha detto Gheddafi - è la prima meta per migliaia di africani. Poi però il problema riguarda tutta l'Europa". Della questione immigrazione debbono interessarsi l'Ue, l'Onu, l'Ua e tutte le organizzazioni internazionali.

GHEDDAFI AL SENATO, MA NON IN AULA

Senato trasformato in un fortilizio per l'arrivo del leader libico Muammar Gheddafi che ha incontrato nella Sala Rossa di Palazzo Giustiniani il Presidente Renato Schifani e sta parlando nella Sala Zuccari come deciso nella serata ieri dalla Conferenza dei capigruppo dopo le proteste dell' opposizioni contrarie alla presenza del Colonnello nell' Aula del Senato.

Oltre duecento uomini, tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, sin dalle prime ore del mattino, hanno 'bonificato' l'intera area intorno a Palazzo Madama ed i palazzi senatoriali Cenci, Beni Spagnoli e Giustiniani. Ci sono artificieri, reparti cinofili, tiratori scelti all'opera per vigilare sulla sicurezza del leader libico. E' stata creata una 'zona rossa' protetta da un sorte di 'cordone sanitario' che circonderà la zona del Senato. Particolarmente impegnati per la sicurezza anche una cinquantina degli uomini e donne dell'Ispettorato della Polizia di Stato del Senato che fra i loro compiti avranno anche quello di 'vigilare' sui servizi di sicurezza libici che hanno il compito di proteggere il Colonnello, fra cui le famose "Amazzoni" fiore all' occhiello della sua guardia personale. Nessuno, infatti, potrebbe entrare armato nei palazzi, ma quasi sempre le delegazioni straniere 'violano' questa regola. In questo caso ogni body-guard armata che riesce a portare all'interno un'arma addosso viene, con discrezione, tenuta sotto controllo da due uomini della sicurezza, armati a loro volta. Per il controllo anti-armi gli agenti indossano speciali guanti metal-detector che vibrano in caso 'scoprano' un'arma. La sicurezza di Muammar Gheddafi è garantita dai Nocs. Altro particolare: la limousine con la quale arriverà Gheddafi per le dimensioni non potrà entrare nel portone di Palazzo Giustiniani. Il leader libico, quindi, dovrà scendere dalla sua auto blindata davanti al

Vietato spiare, ecco il nuovo testo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/06/2009

ROMA - Ecco il nuovo testo del ddl intercettazioni, frutto del maxi-emendamento presentato dal governo. Il pacchetto di modifiche, che porta la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, recepisce di fatto il testo approvato in commissione Giustizia il 19 febbraio più alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel 'comitato dei nove' della commissione.

EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA - Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.

VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.

OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".

DIVIETO PUBBLICAZIONE - Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di ché se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.

RETTIFICHE SENZA COMMENTO - Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet. NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.

CARCERE PER I GIORNALISTI - Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioé trasformabile in sanzione pecuniaria.

REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori.

INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.

LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.

RELAZIONE SU SPESE E 'TETTO' - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.

PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.

ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.

NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.

STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.

Onu,intesa su nuove sanzioni Nord Corea

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/06/2009

23.42 I cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, affiancati da Corea del Sud e Giappone, hanno raggiunto un accordo per ampliare le sanzioni alla Corea del Nord, in risposta al recente test nucleare. La bozza di accorde prevede una estensione "significativa" delle rstrizioni alle esportazioni e alle operazioni finanziarie. Si lascia inoltre aperta la possibilità di ampliare le ispezioni alle navi di Pyongyang, che potranno essere intercettate e ispezionate. Il votopotrebbe avvenire già domani.

Di Pietro: scempio sì a intercettazioni

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/06/2009

21.51 "Oggi si è consumato lo scempio più efferato nella storia della Repubblica". Così il leader di IdV, Di Pietro, commenta il via libera della Camera al ddl sulle intercettazioni. In un colpo solo,afferma,"si sono spezzate via l'obbligatorietà dell'azione penale e il diritto ad essere informati". Inoltre,sostiene,"sono state strumentalizzate e distorte" le parole di Napolitano che "almeno ora dovrebbe indignarsi, non avendo raccolto l'appello per fermare questa scellerata votazione". "Serve la piazza".

Venerdì 12 Giugno 2009

Guantanamo, trasferiti due detenuti

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/06/2009

7.39 Altri due detenuti del carcere militare americano di Guantanamo sono stati trasferiti ai loro Paesi di origine, Iraq e Ciad. Le autorità Usa hanno fornito i moni dei due, rispettivamente Jawad Jabber Sadkhan e Mohammed El-Gharani. In precedenza era stato già annunciato il trasferimento a Bermuda di quattro detenuti di Guantanamo appartenenti alla minoranza etnica cinese degli Uiguri. Al momento, nel carcere restano 232detenuti.

Microsoft: Windows 7 in Europa senza Explorer preinstallato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/06/2009

NEW YORK - Nell'Unione europea, la Microsoft venderà il futuro sistema operativo Windows 7 senza il suo browser Explorer installato automaticamente. Lo ha annunciato ieri sera il colosso di Redmond. Così facendo, la Microsoft risponde alle critiche della Commissione europea, secondo cui preinstallando Explorer ma non i concorrenti come Firefox o Safari il gruppo di Bill Gates avrebbe abusato della propria posizione dominante. In passato la Microsoft era stata multata da Bruxelles proprio per ragioni di questo tipo. Il gruppo di Redmond ha ripetutamente indicato, in queste ultime settimane, la propria volontà di rispettare appieno la legislazione comunitaria in materia di concorrenza.

La Commissione europea ha criticato l'annuncio di Microsoft di voler vendere in Europa il nuovo sistema operativo Windows 7 senza il programma di navigazione internet Explorer. L'esecutivo Ue, in un comunicato, ha ricordato che deve "decidere presto" se Microsoft "operi in maniera abusiva" dal 1996 vendendo Windows con il browser Explorer preinstallato. Se così fosse, viene aggiunto, i "potenziali rimedi" che il gigante americano sarebbe chiamato ad attuare dovrebbero permettere di "avere una scelta fra navigatori, non che Windows sia distribuito senza alcun navigatore".

Sabato 13 Giugno 2009

Iran,Khamenei lancia appello alla calma

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2009

14.23 La rielezione di Mahmud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica iraniana è "una vera festa" e "una benedizione divina". Questo il commento della Guida suprema della Rivoluzione, ayatollah Ali Khamenei, che definisce "un grande successo" la massiccia affluenza alle urne. L'erede di Khomeini, massima autorità del Paese, ha detto che Ahmadinejad è "il presidente di tutta la Nazione" ed ha invitato i sostenitori degli altri candidati "alla calma e alla pazienza".

Iran: Ahmadinejad vince, proteste nelle piazze e su internet

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2009

TEHERAN - La Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha detto che Mahmud Ahmadinejad, dichiarato vincitore delle elezioni di ieri, è "il presidente di tutta la nazione" e ha invitato alla "calma e pazienza" i sostenitori dei candidati sconfitti.

Al termine di una votazione con affluenza record (oltre l'82% di partecipazione), le presidenziali sono state dunque vinte nettamente dal presidente in carica con oltre il 60,63% dei consensi.

Ma il suo principale avversario di dubbi ne ha, e neppure pochi: il candidato moderato Mir Hossein Mussavi infatti denuncia brogli e promette che il popolo "non si piegherà a chi prende il potere con gli imbrogli". Già dopo il primo annuncio che dava Ahmadinejad in testa la tensione è salita nel paese. Ieri sera Mussavi si era dato per vincitore. Sin dai primi dati sullo spoglio è invece apparso chiaro che l'esito sarebbe stato favorevole ad Ahmadinejad.

Non mi arrenderò a questa farsa pericolosa ha detto Mussavi, rifiutando il risultato comunicato dal ministero dell'interno e reso noto dalla televisione. Già prima che Mussavi intervenisse direttamente, i suoi sostenitori - riuniti davanti al quartier generale della sua campagna elettorale - hanno cominciato a protestare nella centrale piazza Fatemi della capitale. La polizia antisommossa ha risposto con una carica. "Resteremo qui, moriremo qui" ha gridato una donna colpita con una manganellata da un poliziotto. Negli scontri è rimasta coinvolta anche una troupe del Tg3. Ben prima della dichiarazione del risultato ufficiale è intanto arrivata ad Ahmadinejad una telefonata di congratulazioni dall'estero: il primo a chiamare è stato il presidente venezuelano Hugo Chavez. "Questa è una vittoria di tutto il mondo e delle nazioni che lottano per la libertà contro l'arroganza globale" ha detto.

Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che gli Stati Uniti stanno monitorando notizie di possibili irregolarità nelle elezioni in Iran.

Mafia: giudici Palermo annullano arresto per Badalamenti Jr

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2009

PALERMO - Il tribunale del riesame di Palermo ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Leonardo Badalamenti, alias Carlos Massetti, arrestato in Brasile per disposizione del Gip di Palermo. Badalamenti junior, figlio del boss di Cinisi (Palermo) Gaetano Badalamenti, è coinvolto nell'operazione "Centopassi", riferita al film che ha descritto e raccontato la vicenda di Peppino Impastato, il militante di democrazia proletaria fatto uccidere dal capomafia del paese.

A Badalamenti i magistrati palermitani contestano una serie di truffe, di corruzioni e di falsi aggravati dall'aver agevolato la mafia. Secondo i pm Marcello Viola e Maurizio Bonaccorso sarebbero state realizzate una serie di operazioni finanziarie in Sudamerica con la vendita di bond venezuelani falsi. Leonardo Badalamenti, difeso dagli avvocati Carmelo Franco e Antonella Basile aveva negato la propria identità, sostenendo di essere l'uomo di affari brasiliano Carlos Massetti. L'uomo era rinchiuso provvisoriamente in una cella a San Paolo.

Milano, pronte le 'ronde nere'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/06/2009

15.43 Camicia grigia o kaki, basco con aquila imperiale romana, fascia nera al braccio,con impressa la "ruota solare",simbolo del nascente Partito nazionalista italiano, che sarà guidato da Gaetano Saia. Pantaloni neri o grigi. Questa la divisa della nascente "Guardia nazionale", presentata a Milano, in un convegno dell'Msi, composta da 2.100 volontari,pronti a pattugliare le strade 24 ore su 24. Secondo gli organizzatori, le "ronde nere" saranno operative non appena entrerà in vigore il disegno di legge del governo sulla sicurezza.

Berlusconi, dietro le calunnie un progetto eversivo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/06/2009

SANTA MARGHERITA LIGURE (GENOVA) - Dietro le calunnie c'era un progetto eversivo. Silvio Berlusconi, parlando all'assemblea dei giovani industriali, e' tornato sulle recenti elezioni accusando: 'volevano sostituirmo con un non eletto dal popolo'.

Berlusconi si e' detto dunque certo di poter governare tranquillamente per i prossimi quattro anni. Ed ha paragonato il governo ad un consiglio di amministrazione validissimo. 'Stiamo lavorando sull'Italia come fosse l'azienda Italia, ha detto dal palco di Santa Margherita Ligure.

In Italia ci sono pochissime persone che a causa della crisi sono a rischio - ha ribadito - Nessuno ha il timore di morire di fame. In Italia nessuno che perde il posto di lavoro, ha il timore di non avere lo Stato vicino. abbiamo attuato sistemi velocissimi per interventi a favore di chi ha bisogno. Abbiamo stanziato 34 miliardi a disposizione per gli ammortizzatori sociali, questo sia per il 2009 che per il 2010.

Berlusconi ha quindi chiesto 'fiducia e ottimismo' tornando ad attaccare la stampa 'pessimista' e invitando a 'non dare pubblicita'' ai media che 'tutti i giorni cantano canzoni imprtontate al pessimismo'.

Sulla scena internazionale l'Italia oggi ha "un suo preciso ruolo, di influenza e considerazione, contro tutte le critiche di chi dice che si dovrebbe comportare in modo diverso", ha detto il presidente del Consiglio che ha parlato del suo approccio con gli altri capi di Stato, indicando che bisogna "saper raccogliere stima e rispetto degli altri, ed in molti casi si può trasformare in affetto".

Ha quindi citato "per esempio" gli ottimi rapporti "anche di amicizia" con Erdogan, Bush, Aznar, Blair. Leader che "hanno considerazione verso di me come politico ma prima ancora come uomo di azienda che ha dato prova delle sue capacità", ha aggiunto e, commentando la visita di Gheddafi a Roma, ha sottolineato: '"Muammar Gheddafi é stato trattato come un cliente originale, sapendo che è un po' originale. Ma se trovi la chiave per trattare un cliente originale te lo conquisti per tutta la vita".

Berlusconi e' poi tornato a commentare il risultato delle elezioni amministrative che - ha detto - è stato "un cataclisma" per l'opposizione. "Possiamo governare per i prossimi quattro anni", ha sottolineato: abbiamo ottenuto"risultati straordinari, che sono andati oltre il 50% dei consensi in molte situazioni, con una media del 42%".

Le elezioni hanno confermato che la maggioranza c'é, possiamo continuare a governare tranquillamente per altri 4 anni., ha aggiunto il premier tornato ad accusare la stampa di "dipingere un'Italia che non e' vera , che non è quella reale". "Faccio dichiarazioni scritte- ha proseguito- e mi trovo sui giornali dichiarazioni che non ho mai detto o pensato. E se poi correggo scrivono che il presidente del consiglio ha fatto marcia indietro", ha tra l'altro detto.

Berlusconi ha poi osservato, parlando della recente consultazione europea, che "nelle citta' dove non c'erano i ballottaggi i cittadini hanno dimostrato un calo di attenzione nei confronti dell'Europa che non aiuta i cittadini e le sue Istituzioni pongono lacci e lacciuoli a chi ha imprese".

Ha poi auspicato un presidente italiano dell'Europarlamento. "Noi abbiamo un ottimo candidato che è Mario Mauro: abbiamo un competitore, la Polonia", ma l'Italia - secondo il premier - è in una situazione favorevole.

Berlusconi ha parlato anche del terremoto in Abruzzo. "Entro fine novembre - ha detto - completeremo la consegna delle case agli sfollati. Un miracolo. Siamo sicuri che riusciremo a farlo - aggiunge il premier - è una sfida che abbiamo voluto lanciare". La consegna delle case inizierà "a partire dal 15 settembre", ribadisce il premier.

Sul fronte dei lavori pubblici, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla platea di industriali del convegno di Santa Margherita Ligure, "tutto prosegue". Dopo il via libera del Cipe, "avrò il piacere di inaugurare 19 nuovi importanti cantieri, dal 1 settembre alla fine di novembre".

Domenica 14 Giugno 2009

Procura Milano: indagine su ronde nere

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/06/2009

12.42 La Procura di Milano ha disposto un' indagine tramite la Digos sulle ronde nere presentate ieri da Gaetano Saya, per possibile violazione della legge sull'apologia di fascismo del 1952. L'iniziativa arriva poche ore dopo la presentazione, avvenuta ieri a Milano, della 'guardia nazionale italiana' il gruppo di ronde nere composto per un terzo da ex membri delle forze dell' ordine legate al nuovo Msi di Gaetano Saya.

Iran,Usa: dubbi su vittoria Ahmadinejad

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/06/2009

19.46 Secondo il vicepresidente degli Usa, Joe Biden, esistono "forti dubbi" sulla vittoria elettorale, di venerdì scorso, del presidente iraniano Ahmadinejad. In un'intervista alla tv Nbc, Biden afferma di avere bisogno di più tempo per analizzare i risultai, prima di dare un giudizio sul voto. L'interesse degli Usa, ha precisato il vicepresidente, è fermare la corsa agli armamenti nucleari di Teheran e interrompere il sostegno alle organizzazioni terroristiche.

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