DEI RICCHI

2009 - Febbraio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/02/2009 * 09/02/2009 * 10/02/2009 * 11/02/2009 * 12/02/2009 * 13/02/2009 * 14/02/2009 *

Domenica 8 Febbraio 2009

Eluana: Englaro, nel 2004 scrissi a Berlusconi, non rispose

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2009

ROMA - Quando Berlusconi era presidente del Consiglio, ''nel 2004, gli scrissi una lettera chiedendogli aiuto. Non rispose. Dal momento che la politica non fece nulla e nemmeno il governo, mi rivolsi ai giudici. Chiesi loro aiuto ed essi fecero il loro dovere''. E' quanto dice Beppino Englaro in un'intervista al Pais pubblicata oggi sul sito online del giornale spagnolo.

BERLUSCONI, SENZA LEGGE E' CONDANNA A MORTE

''Mi auguro, nel buonsenso, che cio' che non e' stato fatto in tanti anni, almeno sia ritardato di qualche giorno per consentire al Parlamento di approvare una legge, altrimenti Eluana sarebbe l'unica cittadina sui cui e' prevalso lo Stato. Senza una legge sarebbe una condanna a morte''. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento all'inaugurazione del passante di Mestre.

''Sapete che il governo due giorni fa e' stato chiamato ad una grande decisione su un caso umano. In quell'occasione io vi posso garantire sul mio onore e su quello dei ministri che abbiamo preso una decisione che risponde alla nostra coscienza e ai nostri principi morali e non c'e' stato mai nessun progetto di attaccare chicchessia''.

''Ci troviamo in bilico tra due culture: una cultura della liberta' ed un'altra dello Stato che prevale sui cittadini. Una cultura della verita' contro la mistificazione e poi una cultura della vita contro una cultura del non vita''.

SACCONI, IL PADRE FERMI IL PERCORSO DI MORTE

"Certo che noi andremo a visitarla, almeno io lo ritengo giusto nel momento in cui fosse ripristinata l'alimentazione e l'idratazione. Il tutto in una condizione di regolarità che comunque deve essere sanata". Risponde così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a margine dell'inaugurazione del Passante di Mestre a chi gli chiede se sarà accolto l'appello del padre di Eluana Englaro che ieri aveva chiesto al premier Berlusconi e al capo dello Stato Napolitano di andare a visitare la figlia.

"Condivido l'appello di Schifani nel momento in cui un parlamento sta legiferando e chiede al padre di fermare un percorso di morte e di rispettare la volontà del parlamento che sappiamo essere una volontà contraria rispetto alla sua decisione".

Il tutto si svolge in una situazione irregolare perché anche la sentenza della Corte di appello di Milano parlava di Hospice oppure di una struttura sanitaria mentre qui abbiamo solo delle stanze prestate all'equipe di una associazione afferma il ministro. "C'è una situazione dunque di irregolarità - prosegue - con una struttura non idonea perché si tratta di stanze di una casa di riposo e non di una struttura sanitaria".

CONDIZIONI STABILI, PER NAS IRREGOLARITA' CLINICA

Sono definite ''stabili'' le condizioni di Eluana Englaro, al sesto giorno di ricovero alla Quiete a Udine e al terzo giorno di sospensione della nutrizione artificiale e dell'idratazione.

Intanto, proseguono le indagini dei Carabinieri dei Nas che da ieri hanno fatto ispezioni e controlli nella casa di risposo del capoluogo friulano e hanno rilevato alcune 'anomalie amministrative' che saranno notificate in una relazione da inviare alla Regione Friuli Venezia Giulia, all'Azienda sanitaria 'Medio Friuli' e alla Procura della Repubblica di Udine per le decisioni del caso.

Per i Nas, il cambio di destinazione di una stanza o di un reparto di una struttura sanitaria, oppure il cambio di una funzione, da assistenziale ad 'accompagnamento alla morte', devono essere autorizzati, ovvero rientrare in un piano deciso dalla Regione Friuli Venezia Giulia che ha competenza primaria in campo sanitario e assistenziale.

Cosa che sarebbe accaduta alla Quiete con l'arrivo di Eluana. Ma per Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, ''nell'iniziativa dei Nas non ci sono i presupposti penali per il blocco della procedura'' in atto nella clinica di Udine.

Nel frattempo, ieri sera tardi, sono stati consegnati alla Procura della Repubblica di Udine i primi risultati delle indagini che il pm Antonio Biancardi ha disposto, sulla base dei mumerosi esposti. Le forze dell'ordine, infine, stanno assicurando una 'doverosa attenzione' per garantire la sicurezza dell'anestetista Amato De Monte, che guida l'equipe che sta attuando il protocollo d'interruzione della nutrizione di Eluana Englaro.

TELEFONATA TRA BERTONE E NAPOLITANO

Un colloquio telefonico e' intercorso ieri tra il presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano e il segretario di Stato, card.Tarcisio Bertone. Si e' parlato, fra l'altro - informa la sala stampa della Santa Sede - della vicenda di Eluana Englaro.

Padre di Terri Schiavo a Beppino: e' morte dolorosa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2009

I sostenitori dell'eutanasia le diranno che far morire di fame e di sete una persona con danni cerebrali non causa dolore, sono stato testimone di questo tipo di esecuzione e possi dire che è falso. E' di gran lunga la morte più dolorosa che un essere umano possa sperimentare: il padre di Terri Schiavo, Bob Schindler, ha scritto una lettera a Beppino Englaro, di cui il Tg1 ha anticipato il testo che sarà pubblicato domani sul sito di "il sussidiario. net" quotidiano on-line della fondazione per la sussidiarietà. "Entrambi abbiamo fatto esperienza della stessa disgrazia e dello stesso dolore.

Tuttavia, vi è una differenza; sua figlia è ancora viva, la mia non più. Lei ha ancora il controllo sul futuro di Eluana io non ho potuto fare nulla per Terry". Nel 1998 viste inutili le speranze di cura, il marito chiede che siano staccati i tubi che la tenevano in vita. I genitori si opposero ma la vicenda si concluse nel 2005 con la morte della donna. "Dio ha dato a lei e a me la resposnsabilità di insegnare i principi morali ai nostri figli e di tenerli fuori dalla cattiva strada. Far morire di fame e di sete sua figlia - conclude il padre - è lontano da ciò che Dio desidera".

Crisi: Ue, in quattro mesi persi 130.000 posti lavoro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2009

BRUXELLES - In Europa dall'inizio dell'ultimo trimestre del 2008 a tutto il mese di gennaio 2009 si sono persi 130.000 posti di lavoro nel settore industriale - soprattutto l'auto e il suo indotto - e in quello delle costruzioni. Due settori che nel corso dell'ultimo anno hanno fatto registrare un crollo della produzione pari a 150 miliardi di euro.

Sono le cifre contenute in un documento riservato della Commissione europea - che l'ANSA è in grado di anticipare - che molto probabilmente sarà all'esame dei ministri finanziari europei che lunedì e martedì si ritroveranno a Bruxelles per le riunioni dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, chiamati a valutare quanto fatto per contrastare la crisi e quando fare in futuro.

La produzione in molti settori industriali e in quello dell'edilizia è stata particolarmente colpita dalla crisi finanziaria e fa registrare il declino più forte delle ultime decadi, si legge nel documento informativo della Commissione Ue, nel quale si sottolinea anche come la fiducia delle imprese sia "crollata al livelli più bassi dal 1985". Sul fronte dell'occupazione si evidenzia come dall'inizio dell'ottobre 2008 alla fine di gennaio 2009 "le riduzioni di posti di lavoro pianificate sono aumentate significativamente a 158.000 unità, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro è caduta a 25.000 unità. Da ciò - si spiega - deriva l'aspettativa di una perdita netta di 130.000 posti di lavoro". Un dato molto preoccupante, visto che ancora nel terzo trimestre 2008 il saldo tra posti persi e posti creati era leggermente positivo. E visto che la crisi economica è attesa peggiorare nei prossimi mesi, almeno fino a metà 2009. "Inoltre - spiegano ancora gli esperti della Commissione Ue - vale la pena di notare come le società in molti settori siano in questo momento propense, di fronte alla crisi, a favorire soprattutto contratti a breve termine o la chiusura temporanea delle fabbriche per tentare di trattenere gli operai più specializzati". La crisi - si sottolinea nel documento dell'esecutivo europeo - non sta risparmiando alcun settore. Dunque, se "particolarmente grave" appare la situazione per l'auto e l'edilizia, la crisi sta colpendo anche il settore meccanico, quello chimico, quello farmaceutico, quello alimentare, quello tessile e dell'abbigliamento, quello della siderurgia. E anche quello della cantieristica e dell'aeronautica.

PER AUTO E' DRAMMATICA,PESA STRETTA CREDITO

La situazione nel settore dell'auto e in quello dell'indotto è "drammatica", anche per la persistente stretta creditizia che "colpisce particolarmente" non solo le case automobilistiche, ma anche il settore delle costruzioni. E' l'allarme contenuto in un documento riservato della Commissione europea - di cui l'ANSA é in grado di diffondere i contenuti - in cui si sottolinea come "la contrazione della produzione nel settore dell'industria automobilistica ha un immediato effetto negativo anche sull'occupazione nelle aziende aziende dei fornitori".

Le preoccupazioni della Commissione Ue sono legate al fatto che "la domanda nel settore automobilistico, così come quella nel settore dell'edilizia, ha un impatto molto elevato sull'andamento del ciclo economico, e spesso in tempi di rallentamento dell'economia guida tale andamento del ciclo. E questo fatto - si legge - è stato confermato nell'attuale fase di crisi". E sul banco degli imputati c'é soprattutto la stretta creditizia seguita alla crisi finanziaria. "I dati - si legge - non mostrano tanto una riduzione complessiva del credito alle piccole imprese, in parte grazie agli sforzi effettuati dai vari governi per stabilizzare il settore bancario. Ma la situazione dé decisamente peggiore per le grandi imprese, soprattutto per quel che riguarda i crediti a lungo termine. E particolarmente colpiti sono il settore del'auto e quello dell'edilizia". Fatto sta che il settore auto, "che per parecchi anni ha fatto registrare un aumento della produzione e dell'occupazione", sarà caratterizzato da "una caduta della produzione totale di veicoli nel 2009, con una potenziale ripresa solo nel 2010 e nel 2011". Nel frattempo - si sottolinea - "c'é un significativo rischio di chiusura degli stabilimenti in diversi Stati membri". Del resto - si sottolinea - le ultime previsioni di mercato indicano che il settore europeo dell'auto farà registrare quest'anno un'ulteriore riduzione delle vendite, tra il 12 e il 18% (1,5-2,5 milioni di veicoli in meno). E il trend riguarderà anche il settore dei veicoli pesanti e quello delle moto. Nel documento, infine, si sottolinea come il credito al consumo, anch'esso in crisi, "gioca un ruolo molto importante nel settore dell'auto, rappresentando tra il 60% e l'80% dell'acquisto di nuove auto".

ALLARME PROTEZIONISMO

Di fronte a una crisi economica sempre più profonda c'é il forte rischio di una ripresa del protezionismo, che colpirebbe duramente l'industria dei Paesi dell'Ue. E' quanto si legge in un documento riservato della Commissione europea - di cui l'ANSA è in grado di diffondere i contenuti - al quale viene annessa una lista delle misure protezionistiche di recente adottate da diversi Paesi terzi. Nel mirino di Bruxelles soprattutto Cina, Russia e Brasile.

La Quiete: Nas rilevano 'anomalie amministrative'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/02/2009

UDINE - I Carabinieri dei Nas, che ieri hanno fatto ispezioni e controlli nella casa di risposo La Quiete di Udine, dove è ricoverata Eluana Englaro, hanno rilevato alcune 'anomalie amministrative'. Lo si è appreso stamani da fonti degli stessi Nas che in giornata prepareranno una relazione che sarà inviata alla Regione Friuli Venezia Giulia e all'Azienda 'Medio Friuli' per le decisioni del caso. Le "anomalie amministrative" - da quanto si è saputo - potrebbero riguardare le modalità di ricovero di Eluana e il passaggio della 'gestione' dell'assistenza della donna dall'Azienda Sanitaria Medio Friuli all'associazione 'Per Eluana' costituita per attuare il protocollo definito in base al decreto della Corte di Appello di Milano. Le decisioni sulle eventuali irregolarità rilevate dai Nas saranno prese dalla Regione o dall'Azienda sanitaria 4 'Medio Friuli' che ha competenza sulla casa di riposo 'La Quiete'.

Nucleare: Verdi, ecco dove vogliono fare le centrali

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/12/2009

Sarebbero 6 i siti idonei individuati dall'Enel per i 4 impianti

ROMA - "Ecco i siti dove si vorrebbero realizzare le 4 centrali nucleari in Italia: Montalto di Castro (Vt), borgo Sabotino ( Lt), Garigliano ( Caserta), Trino Vercellese ( Vercelli ), Caorso ( Piacenza),Oristano,Palma ( Agrigento ), Monfalcone ( Gorizia). Le ha individuate l'Enel che ha inviato il dossier al governo".

Lo dice Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi. "Le aree - aggiunge Bonelli - sono idonee secondo Enel perché vicine a zone costiere e ai fiumi perché come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare. Chiamiamo alla mobilitazione democratica le popolazioni per dire no alle centrali nucleari". "Noi Verdi - continua Bonelli - avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e si al solare . Il governo sta portando l'Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica degli italiani perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani. In tutto il mondo infatti i programmi nucleari sono pagati dallo Stato. Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel paese dura battaglia".

In merito a quanto dichiarato dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli, Enel precisa di non aver inviato al Governo alcun dossier che indica i siti per la realizzazione delle centrali nucleari in Italia. E' quanto precisa la società in una nota. "I siti - si legge nel comunicato dell'Enel - saranno individuati solo successivamente alla definizione da parte dell'esecutivo e dell'Agenzia per la sicurezza nucleare dei criteri per la localizzazione".

Napolitano:Chiesa vitale società civile

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/12/2009

12.00 "L'impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale per la società italiana". Il presidente della Repubblica, Napolitano, entra così nella polemica nata dopo l'attacco della Lega al cardinale di Milano, Tettamanzi. A margine di una visita all'Ambrosiana, insieme al cardinale Tettamanzi e al Segretario di Stato vaticano, Bertone, Napolitano ha risposto alle domande dei giornalisti se ci fosse bisogno di 'rispetto per chi parla di questioni sociali'."Certamente - ha replicato - la religione è un fatto pubblico".

Papa: 'Media intossicano le coscienze'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/12/2009

16.59 "Occorre guardare gli altri con misericordia, con tenerezza infinita,specialmente quelli più soli, disprezzati, sfruttati". E' quanto Benedetto XVI ha detto nell'omaggio alla Madonna in piazza di Spagna, per l'Immacolata. Il Pontefice ha ricordato come "nelle città spesso vivano persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina senza o con falsa pietà". "I mass media sfruttano queste persone, raccontano il male e amplificano le brutte notize,facendoci diventare insensibili e, in qualche modo,intossicando le coscienze"

Attentati a Baghdad: oltre 100 morti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/12/2009

Duecento i feriti in 5 esplosioni

BAGHDAD - Una carneficina, 127 morti e 448 feriti: questo il bilancio, ancora provvisorio, dell'esplosione di cinque autobomba in rapida successione in altrettanti quartieri di Baghdad, da cui per ore si sono levate alte colonne di fumo nero e denso. I feriti sono più di 200. Le prime immagini televisive hanno mostrato scene infernali, con cadaveri calcinati nelle strade e edifici semidistrutti dalla catena di attentati che avviene, di certo non a caso, all' indomani di un accordo faticosamente raggiunto in Parlamento sulla legge che dovrà essere applicata per le elezioni legislative in programma all'inizio del prossimo anno, probabilmente entro febbraio.

La prima esplosione, innescata da un kamikaze, è avvenuta nella parte Sud della città nel quartiere Dora, al passaggio di una pattuglia di polizia. Nell'arco di pochi minuti, sono poi avvenute le altre: un'autobomba è esplosa nella zona di Nahda, davanti ad un un edificio del ministero degli interni; un'altra nei pressi di un ufficio giudiziario, davanti ad una moschea nel quartiere al Qahiria; un'altra ancora nei pressi della storica università al Mustansiriya, poco distante dall'ingresso del ministero del lavoro. Solo in questo attentato si parla di almeno 15 morti, tra cui 12 studenti, e 25 altri feriti. Infine, la quinta esplosione è avvenuta nel distretto commerciale della piazza al Rusafi, nel centro della capitale ed ha falciato anche diverse donne e bambini. Da mesi le autorità di Baghdad e i comandanti militari americani avevano ammonito sulla possibilità di un'ondata di attentati nell'approssimarsi dell'appuntamento con le urne.

Un appuntamento per il quale a lungo nel Parlamento si è svolto un braccio di ferro sulla legge elettorale, culminato a novembre con un veto del vicepresidente sunnita Tareq al Hashimi sulla prima versione del testo. Tornato all'assemblea il disegno di legge è stato poi infine approvato domenica notte con degli emendamenti che hanno accolto solo in minima parte le richieste del vice presidente, che si è tuttavia detto soddisfatto. In base alla costituzione, ora la parola spetta dunque al consiglio presidenziale, formato dal capo dello Stato Jalal Talabani e dai suoi due vice, che dovrà fissare la data della consultazione elettorale, probabilmente entro oggi. Ieri la missione Onu in Iraq (Unami) ha affermato che la data più opportuna potrebbe essere il 27 febbraio prossimo, ovvero un mese e mezzo dopo la data del 16 gennaio prevista inizialmente.

Marchionne: settore auto da cambiare

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/12/2009

23.37 L'industria automobilistica europea ha bisogno di razionalizzazione. Il problema della sovracapacità va affrontato e risolto con "un'ottica comune" perché gli interventi unilaterali dei singoli governi rischiano di essere "pericolosi". "Se dovessi" disegnare Fiat "non realizzerei mai gli impianti dove sono ora". Così l'amministratore delegato Fiat Marchionne che si dice "ottimista" sul futuro dell'auto Usa. Marchionne annuncia poi che la Fiat 500 sarà prodotta in Messico mentre il motore negli Stati Uniti.

Guatemala, quaranta linciaggi nel 2009

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/12/2009

6.00 Sono 40, dall'inizio dell'anno, in Guatemala,le persone linciate dalla folla, che s'è fatta così "giustizia da sola". Lo rivela una fonte giudiziaria. Una decina di altre volte il linciaggio di presunti delinquenti "è stato evitato dalle forze dell'ordine". Per il portavoce della polizia,Guillermo Melgar, il governo è responsabile perché gli spetta di "prevenire il delitto" in Guatemala, paese dell'America Centrale dove una parte della popolazione, in particolare indigena, non ha fiducia nella polizia e nei giudici.

Parigi, agenti rubano carte telefoniche

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/12/2009

5.30 Col pretesto di una perquisizione, due poliziotti francesi hanno rubato carte telefoniche in un negozio di Parigi. Gli agenti sono stati filmati da una telecamera di sorveglianza.Le immagini, messe on-line sul sito di Radio Europe 1, mostrano due uomini che entrano in un esercizio di telefonia esibendo il tesserino della polizia. Testa coperta da un berretto,vanno dietro al bancone, procedono a un controllo di identità, poi asportano le tessere ed escono. Secondo gli inquirenti, avrebbero rubato anche denaro. Sono stati arrestati.

Lunedì 9 Febbraio 2009

Berlusconi: 'Grande rammarico'. Il Vaticano: 'Che Dio li perdoni'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/02/2009

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha appreso "con profondo dolore" la notizia della morte di Eluana Englaro. "E' grande il rammarico - dice-che sia stata resa impossibile l'azione del governo per salvare una vita"

Il Vaticano: il Signore li perdoni

Che il signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto: e' il primo commento del 'ministro della Salute' del Vaticano, card. Javier Lozano Barragan, alla morte di Eluana Englaro.

Un minuto di silenzio al Senato e alla Camera

Il Senato ha interrotto i lavori per un minuto di raccoglimento in memoria di Eluana Englaro. La notizia della morte e' stata data dal vicepresidente Vannino Chiti. Subito dopo il presidente Renato Schifani ha invitato l'Assemblea a un minuto di raccoglimento.

Anche la Camera, riunita per i lavori dell'aula , ha osservato un minuto di silenzio per la morte di Eluana Englaro.

Sacconi, proseguire con l'approvazione del DDL

Il ministro Maurizio Sacconi ha chiesto che il Senato approvi comunque il ddl del governo nonostante la morte di Eluana Englaro. Il presidente Renato Schifani ha convocato la Conferenza dei capigruppo ed ha convenuto sulla richiesta di Sacconi.

Borghezio: omicidio di stato

E' ora di chiamare alle loro pesantissime responsabilita' i numerosi 'dottor morte' che, anche da altissime cariche, hanno consentito questo omicidio di Stato. Lo afferma Mario Borghezio, eurodeputato della Lega, dopo la notizia della morte di Eluana Englaro.

Berlusconi - aggiunge - ne ha il preciso dovere, ma anche il diritto, perche' e' stato l'unica alta autorita' istituzionale ad essersi comportato, nel caso Eluana, da uomo di Stato degno di un paese cattolico.

Quagliariello (Pdl), è stata ammazzata

Eluana non e' morta ma e' stata ammazzata. Lo ha detto alzando la voce al Senato il vice capogruppo del Pdl Gaetano Quagliariello sollevando le proteste dell'opposizione. "Noi - ha aggiunto Quagliariello - non ci stiamo".

Gente davanti alla clinica di Udine

Decine di persone stanno cominciando a radunarsi davanti alla clinica La Quiete di Udine, dove si e' spenta Eluana Englaro. Le campane della citta' hanno accompagnato la notizia della morte. Davanti alla clinica i visi commossi e in lacrime di decine di persone che sostegno cartelli con la scritta "Udine e' vicina a Beppino Englaro". La gente sta accendendo delle fiaccole fuori dalla clinica. Alcune persone hanno contestato l'ingresso della polizia giudiziaria chiedendo che venga fatta chiarezza sulla fine di Eluana.

Ecco perche' avrebbe scelto di morire

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

di Enzo Quaratino

ROMA - Se Eluana Englaro avesse potuto scegliere rispetto al suo lunghissimo stato vegetativo, avrebbe indubitabilmente scelto di poter morire. L'accertamento sulla volontà presunta di Eluana è uno dei due argomenti-chiave - l'altro è l'irreversibilità dello stato vegetativo - sul quale si è fondato il decreto della Corte di Appello di Milano che il 9 luglio dello scorso anno aveva autorizzato l'interruzione alla donna del trattamento di sostegno vitale. Sulla "volontà presunta" di Eluana erano stati di diverso avviso altri giudici di Milano, che, in precedenza, avevano affrontato il caso e che non avevano autorizzato la sospensione dell'alimentazione forzata, ma la loro decisione non aveva superato il vaglio della Corte di Cassazione, che aveva chiesto un nuovo esame della vicenda. I "nuovi" giudici di Milano avevano voluto risentire il padre della donna, Beppino Englaro, il quale aveva fornito una rappresentazione globale della personalità di Eluana, che al collegio era parsa "lucida e precisa". Egli aveva descritto, facendo riferimento a numerosi specifici episodi, una ragazza "dalla precoce ed acuta intelligenza e dalla vibrante sensibilità - hanno scritto i giudici - responsabile, indipendente, estranea a qualunque compromesso o ipocrisia".

Questo modo di intendere la vita era stato ritenuto da Beppino Englaro del tutto inconciliabile con l'attuale condizione di Eluana e con le scelte che lei avrebbe verosimilmente fatto se avesse potuto decidere. Il padre della donna aveva poi fatto riferimento all'impatto della giovane Eluana con eventi tragici che avevano determinato il coma, o comunque condizioni di assoluta incapacità di locomozione o di percezione, di amici suoi o di personaggi noti. Eluana avrebbe manifestato "la ferma convinzione che restare in quelle condizioni non sarebbe stato, per lei, un vero vivere, perché - é scritto nel provvedimento - solo una vita piena, o comunque in condizioni di capacità di muoversi, di pensare, di comunicare e di rapportarsi con gli altri avrebbe meritato di essere vissuta, mentre non lo sarebbe stato una vita meramente biologica".

I giudici avevano poi incrociato le dichiarazioni di Beppino Englaro con le testimonianze di alcune amiche della figlia, e in particolare, il racconto della reazione di Eluana alla vicenda dell'amico Alessandro, caduto in coma dopo un incidente stradale. Eluana confidò che, secondo lei, sarebbe stato "meglio se fosse morto, perché quella non poteva considerarsi vita" ; perché una vita da passare sempre in un letto "non era vita, sia riferita ad Alessandro, sia riferita ad altre persone che avevano avuto vicende analoghe". I giudici, inoltre, avevano espresso il convincimento che, di fronte all' "indipendenza di giudizio di Eluana e alla sua insofferenza verso qualunque imposizione esterna", neppure una argomentazione di tipo religioso avrebbe potuto costituire "efficace controindicazione" ad una presumibile scelta di Eluana orientata al rifiuto del trattamento di alimentazione forzata.

In definitiva, i giudici avevano ritenuto confermata l' "interpretazione autentica" della presunta volontà di Eluana data dal padre, laddove aveva evidenziato che per Eluana "sarebbe stato inconcepibile subire non solo un trattamento invasivo finalizzato a tenerla artificialmente in vita in condizioni di totale soggezione all'altrui volontà, di necessità tale da implicare un' inevitabile esposizione allo sguardo e alla manipolazione da parte di altri soggetti, ma più in generale restare immobilizzata a letto come un 'oggetto', indefinitivamente privata della possibilità di vivere pienamente la sua vita".

Vaticano, che il Signore li perdoni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

CITTA' DEL VATICANO - "Che il signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto": è il primo commento del 'ministro della Salute' del Vaticano, card. Javier Lozano Barragan, alla morte di Eluana Englaro.

DELITTO SE MORTA PER INTERVENTO UMANO

Se l'intervento umano si fosse rivelato decisivo per la morte di Eluana "continuerei a ritenerlo un delitto". Lo ha sottolineato all'ANSA il presidente della Pastorale per gli operatori sanitari, Cardinal Javier Lozano Barragan.

ORA CERCARE VIE EFFICACI PER SERVIRE VITA

La morte di Eluana Englaro "sia motivo per tutti di riflessione pacata e di ricerca responsabile delle vie migliori per accompagnare nel dovuto rispetto del diritto alla vita, nell'amore e nella cura attenta le persone più deboli. Anche in nome di Eluana continueremo dunque a cercare le vie più efficaci per servire la vita". E' quanto afferma il portavoce della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi, appresa la notizia della morte di Eluana Englaro.

Ora che Eluana è nella pace - prosegue padre Lombardi -, ci auguriamo che la sua vicenda, dopo tante discussioni, sia motivo per tutti di riflessione pacata e di ricerca responsabile delle vie migliori per accompagnare nel dovuto rispetto del diritto alla vita, nell'amore e nella cura attenta le persone più deboli. "Quelle persone che - ha aggiunto il portavoce della sala stampa -, come ricordava il Papa all'Angelus di domenica, non possono in alcun modo provvedere a se stesse, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui". La morte di Eluana, secondo padre Lombardi, "non può non lasciarci un'ombra di tristezza per le circostanze in cui è avvenuta. Ma la morte fisica non è mai per il cristiano l'ultima parola". Padre Lombardi ha ricordato infine che "di fronte alla morte il credente si raccoglie in preghiera e affida a Dio l'anima di Eluana. Una persona - ha concluso - a cui abbiamo voluto bene e che negli ultimi mesi è diventata parte della nostra vita".

Eluana: Berlusconi, ci hanno impedito di salvarla. Napolitano: ora silenzio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

ROMA - "Dinanzi all'epilogo di una lunga tragica vicenda, il silenzio che un naturale rispetto umano esige da tutti può lasciare spazio solo a un sentimento di profonda partecipazione al dolore dei familiari e di quanti sono stati vicini alla povera Eluana". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo aver appreso la notizia della morte di Eluana Englaro

BERLUSCONI: RESA IMPOSSIBILE AZIONE PER SALVARLE LA VITA

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha appreso "con profondo dolore" la notizia della morte di Eluana Englaro. "E' grande il rammarico - dice-che sia stata resa impossibile l'azione del governo per salvare una vita".

SCHIFANI, UN MINUTO DI SILENZIO AL SENATO

Il Senato ha interrotto i lavori per un minuto di raccoglimento in memoria di Eluana Englaro. La notizia della morte è stata data dal vicepresidente Vannino Chiti. Subito dopo il presidente Renato Schifani ha invitato l'Assemblea a un minuto di raccoglimento.

PDL IN AULA URLA, 'ASSASSINI, ASSASSINI'

Finisce quasi in rissa la seduta del Senato convocata sul 'ddl Englaro' e durante la quale giunge la notizia della morte della giovane di Lecco alla quale da due giorni è stata bloccata l'alimentazione. Dopo un duro intervento del vicecapogruppo del Pdl, Gaetano Quagliariello, una parte dei senatori del Pd lascia l'aula. Poi prende la parola la capogruppo dei Democratici Anna Finocchiaro che usa toni molto duri e replica all'accusa di Quagliariello nei confronti dell'opposizione di aver perpetrato un assassinio. In aula si sfiora la rissa e, alla fine, dai banchi del Pdl parte il coro rivolto ai colleghi dell'opposizione: 'assassini, assassini'

QUAGLIARIELLO, NON E' MORTA E' STATA AMMAZZATA

Eluana non è morta ma è stata ammazzata. Lo ha detto alzando la voce al Senato il vice capogruppo del Pdl Gaetano Quagliariello sollevando le proteste dell'opposizione. "Noi - ha aggiunto Quagliariello - non ci stiamo".

Prima che il presidente del Senato Renato Schifani sospendesse la seduta per convocare una riunione dei capigruppo è scoppiata la bagarre nell'Aula quando il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, ha gridato che "Eluana non è morta, ma è stata ammazzata". Immediate le proteste dai banchi del Pd e dell'Idv e Anna Finocchiaro ha replicato con voce altrettanto alterata: "Si continua a fare l'ennesimo atto di sciacallaggio politico sulla morte di Eluana". Il clima in Aula si è fatto incandescente e il presidente del Senato ha sospeso la seduta dopo gli interventi di Quagliariello e Finocchiaro.

FINOCCHIARO, ENNESIMO ATTO SCIACALLAGGIO POLITICO

E' stato compiuto un ennesimo atto di sciacallaggio politico: lo afferma il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro intervenendo nell'aula di palazzo Madama. L'esponente del Pd dice "di aver apprezzato le parole del ministro Sacconi" ma non quelle del senatore del Pdl, intervenuto subito prima, Gaetano Quagliariello: un intervento bieco e strumentale, che ricade nel momento più triste". Finocchiaro inoltre ricorda come da parte del Pd non vi sia stato alcun atto di ostruzionismo.

Noi non ci stiamo. Non siamo più disponibili se non ad un esame compiuto del testo in commissione da parte della maggioranza e dell'opposizione e oltre a questo non ci staremo. Queste frasi la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro le urla rivolgendosi a Gaetano Quagliariello che aveva detto che Eluana Englaro è stata ammazzata. "E' solare - osserva Finocchiaro - che da parte nostra non c'é stato nessun ostruzionismo nel discutere il ddl".

BAGARRE AL SENATO PRIMA DI SOSPENSIONE SEDUTA

Prima che il presidente del Senato Renato Schifani sospendesse la seduta per convocare una riunione dei capigruppo è scoppiata la bagarre nell'Aula quando il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, ha gridato che "Eluana non è morta, ma è stata ammazzata". Immediate le proteste dai banchi del Pd e dell'Idv e Anna Finocchiaro ha replicato con voce altrettanto alterata: "Si continua a fare l'ennesimo atto di sciacallaggio politico sulla morte di Eluana". Il clima in Aula si è fatto incandescente e il presidente del Senato ha sospeso la seduta dopo gli interventi di Quagliariello e Finocchiaro.

La tensione tra i senatori della maggioranza e dell'opposizione è stata palpabile subito dopo l'annuncio della morte della ragazza di Lecco. Tra il vice capogruppo del Pdl Gaetano Quagliariello e il senatore del Pd Paolo Giaretta sono volate le accuse. Poi Quagliariello ha preso la parola in aula parlando di "assassinio" di Eluana. Alcuni senatori del Pd, tra gli altri Giorgio Tonini, Stefano Ceccanti e Riccardo Milano hanno iniziato ad abbandonare l'aula. Poi ha preso la parola Anna Finocchiaro che ha sottolineato come si sarebbe aspettata un atteggiamento diverso in aula in un momento del genere e accusando il Pdl di un atto di sciacallaggio. A quel punto un gruppo di senatori di An, tra gli altri Filippo Berselli, Benedetti Valentini, ma anche il ministro Andrea Ronchi, sono andati verso i banchi dell'opposizione e nell'emiciclo sono dovuti intervenire i commessi per riportare la calma. Al termine dell'intervento della Finocchiaro la seduta è stata sospesa, ma alcuni senatori hanno continuato comunque a scambiarsi battute al vetriolo dentro l'aula.

VOTO FINALE, SEGRETO, ALLA CAMERA MERCOLEDI'

Il voto finale della Camera al disegno di legge sulla vicenda Eluana sarà mercoledì intorno alle 14-14:30 e sarà segreto. E' quanto è emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Il disegno di legge approderà nell'Aula di Montecitorio domani alle 17. I lavori riprenderanno il giorno successivo, mercoledì mattina, ed il voto finale sarà intorno all'ora di pranzo. Dal momento che si tratta di materia in ambito sanitario, viene spiegato, il regolamento prevede il voto segreto e di conseguenza il contingentamento dei tempi.

Il provvedimento prima di arrivare in Aula sarà all'esame della commissione competente, che si riunirà domani mattina a partire dalle 10,30.

RESPINTE PREGIUDIZIALI COSTITUZIONALITA'

Il senato ha respinto per alzata di mano le pregiudiziali, prima, e la questione sospensiva, poi, sul ddl del governo sul caso Englaro. E' ora aperta la discussione generale.

1.475 GLI EMENDAMENTI, AL VOTO SOLO 70

Sono 1.475 gli emendamenti al ddl del governo sul caso Englaro, ma saranno messi al voto solo 70. E' quanto si apprende dopo l'esame da parte degli uffici del Senato delle proposte di modifica. La maggior parte degli emendamenti sara' esclusa dalla discussione e dal voto in quanto inammissibile, mentre altri verrebbero preclusi da altri messi in voto.

DDL IN AULA SENZA PARERE COSTITUZIONALITA'

Il 'ddl Englaro' approda in Aula senza il parere della commissione Affari Costituzionali. Al termine della riunione di oggi pomeriggio, infatti, a causa dei numerosi interventi, non e' stato possibile arrivare a un voto sul parere. ''E' stata una seduta molto ricca - sottolinea il presidente della commissione Carlo Vizzini - e con molti interventi. Il nostro parere alla fine e' stato rinviato all'Aula, di fatto al voto sulle pregiudiziali di costituzionalita'. Quindi si e' demandato alla sede piu' autorevole, l'Aula, con il risultato del voto che sara' un parere ancora piu' autorevole di quello della commissione''.

Avvenire: 'giustizia e' fatta'. Notizia fa giro del mondo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

ROMA - "Eluana è morta: 'giustizia' è fatta". Un titolo-choc quello scelto da 'Avvenire', il quotidiano della Cei, nella sua edizione online che riporta sulla home page solo una foto degli occhi della ragazza, con poche righe sulla morte della Englaro. "Lei non ce l'ha fatta. Non stavolta. Non ha sopportato la mancanza di cibo ed acqua, che le erano stati tolti quattro giorni fa: ha smesso di respirare e chiuso gli occhi", scrive il quotidiano dei vescovi italiani sulla prima pagina on line.

NOTIZIA MORTE SUBITO SU SITI 'MEDIA' INTERNAZIONALI

- La BBC, la Cnn, Le Monde, il Times, El Pais e altri organi di informazione internazionali stasera hanno dato tempestivamente notizia della morte di Eluana Englaro sui loro siti Internet. "Morta la donna italiana al centro di un dibattito sul diritto alla morte", titola la BBC citando il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Accanto al testo, sul sito dell'ente radiotelevisivo britannico, compare una foto di Eluana sorridente. In una 'breaking news', anche la Cnn dà notizia del decesso, sottolineando come la donna sia stata "al centro di un caso di diritto alla morte contro cui si erano pronunciati il premier e il Papa". Il Times di Londra, dal canto suo, ricorda il clamore politico che ha circondato il suo caso, sottolineando come la vicenda fosse diventata "il simbolo della campagna del Vaticano a favore della vita". La notizia, corredata da una foto di Eluana, è stata data anche sul sito dei quotidiani francesi Le Monde e Liberation. Il quotidiano spagnolo El Mundo afferma che il suo caso "ha acceso in Italia un incendiario dibattito sul diritto alla morte" e scrive che la notizia della morte di Eluana "é arrivata proprio mentre il Senato intendeva proibire la sospensione dell'alimentazione che la manteneva in vita". Un altro quotidiano spagnolo, El Pais, scrive che la notizia della morte di Eluana è stata un vero e proprio "colpo di scena" e ricostruisce il 'caso' politico scatenatosi attorno a lei. El Pais accusa poi il governo Berlusconi di avere tentato di far approvare una legge per impedirle di morire "con un esercizio di cinismo e di prepotenza".

Eluana: Berlusconi, ci hanno impedito di salvarla. Napolitano: ora silenzio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

ROMA - "Dinanzi all'epilogo di una lunga tragica vicenda, il silenzio che un naturale rispetto umano esige da tutti può lasciare spazio solo a un sentimento di profonda partecipazione al dolore dei familiari e di quanti sono stati vicini alla povera Eluana". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo aver appreso la notizia della morte di Eluana Englaro

BERLUSCONI: RESA IMPOSSIBILE AZIONE PER SALVARLE LA VITA

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha appreso "con profondo dolore" la notizia della morte di Eluana Englaro. "E' grande il rammarico - dice-che sia stata resa impossibile l'azione del governo per salvare una vita".

BAGARRE AL SENATO, PDL SCATENATO ATTACCA COLLE

Finisce quasi in rissa la seduta del Senato, sottoposto ad una corsa contro il tempo per approvare il disegno di legge su Eluana Englaro, quando piomba la notizia della sua morte. E' il Pdl a scatenarsi in un crescendo di accuse e invettive che investono il Pd ma anche il Quirinale, chiamato in causa dal capogruppo Maurizio Gasparri. Un clima incandescente che il minuto di silenzio imposto dal presidente del Senato Schifani ha sospeso appunto solo per il tempo dei sessanta secondi.

In questa vicenda peseranno le firme messe e quelle non messe..., attacca Gasparri davanti alle telecamere. Il riferimento indiretto al capo dello Stato, che non ha voluto firmare il decreto che imponeva il ripristino dell'idratazione e dell'alimentazione, solleva le immediate proteste della capogruppo del Pd Anna Finocchiaro che parla di "una cosa inaudita" e di "un chiaro riferimento" al capo dello Stato. Passa un'ora, interviene Giorgio Napolitano, chiedendo silenzio e rispetto per la tragedia di Eluana e della sua famiglia. "Non può chiederci di stare zitti", sbotta ancora Gasparri. Intanto, si infittiscono i contatti tra Palazzo Madama e il Quirinale. Schifani parla al telefono con il presidente della Repubblica. Poi reagisce, durissimo, anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che definisce Gasparri "un irresponsabile che dovrebbe imparare a tacere".

Il rispetto per la massima autorità dello Stato - bacchetta Fini il suo collega di partito - dovrebbe animare chiunque, in particolar modo il presidente del gruppo di maggioranza al Senato. In Aula, intanto, il vice capogruppo del Pdl Gaetano Quagliariello, considerato un uomo mite, grida rivolto ai banchi dell'opposizione "Eluana non è morta ma è stata ammazzata" e scoppia la bagarre. "E' stato compiuto un ennesimo atto di sciacallaggio politico", replica con tono altrettanto alterato Anna Finocchiaro che definisce l'intervento di Quagliariello "bieco e strumentale, che ricade nel momento più triste" mentre dai banchi del Pdl replicano "assassini, assassini".

Un gruppo di senatori di An, tra cui Filippo Berselli, Benedetti Valentini, ma anche il ministro Andrea Ronchi, vanno verso i banchi dell'opposizione e nell'emiciclo devono intervenire i commessi per riportare la calma mentre alcuni senatori del Pd, tra cui Giorgio Tonini, Stefano Ceccanti e Riccardo Milana lasciano l'Aula scuotendo la testa. "Noi non ci stiamo. Non siamo più disponibili se non - scandisce a voce alta Finocchiaro - ad un esame compiuto del testo in commissione da parte della maggioranza e dell'opposizione e oltre a questo non ci staremo". Dopo il botta e risposta tra Quagliariello e Finocchiaro, Schifani riporta la calma nell'emiciclo, convoca la capogruppo e sospende la seduta. Forse per la prima volta nell'Aula del Senato, non si sono visti senatori della Lega tra i duellanti. Il Carroccio ha tenuto un atteggiamento defilato assistendo allo scontro tra Pdl e Pd. La vicepresidente del Senato Rosi Mauro, ad un certo punto, ha cercato di sedare i più esagitati della maggioranza. "C'é tanta rabbia perché la morte di Eluana si poteva evitare, ma speriamo che la discussione di domani avvenga in un clima di diverso rispetto, senza scontri", commenta il capogruppo del Carroccio Federico Bricolo, precisando che l'invito a rasserenare gli animi è rivolto "anche ai colleghi della maggioranza".

In mattinata, Bricolo aveva auspicato che si potesse "ricucire al più presto lo scontro istituzionale". In questo frangente politico la Lega che ha incassato il primo via libera sul federalismo fiscale e sul ddl sicurezza vorrebbe che il tenue filo del dialogo non si spezzasse del tutto.

Pedopornografia: e' allarme, 36.000 bambini scambiati su internet

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

CATANIA - Oltre 36.000 bambini sono stati scambiati in internet 20 miliardi di volte per alimentare il turpe mercato della pedofilia on line. Il 42% ha meno di 7 anni e il 77% meno di 9 anni. Sono i dati sulla pedopornografia sul web che emergono dal 13/mo rapporto dell'Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno, resi noti alla vigilia della giornata Europea per la sicurezza in rete. "La pedofilia on line - afferma il presidente e fondatore dell'organizzazione, Giovanni Arena - è un mercato che non conosce crisi e formalmente illegale ma di fatto libera, i clienti restano pressoché impuniti per la lentezza dei processi e le giovani vittime rimangono stritolate tra i meccanismi farraginosi di una giustizia che fatica a dare risposte". Telefono Arcobaleno, in 13 anni ha effettuato 228.079 segnalazioni, con punte di oltre 300 in un solo giorno che nell'84% dei casi hanno portato alla chiusura dei siti nel giro di 48 ore. Particolarmente aggressiva, in questo ultimo anno è risultata la presenza di ben 7.639 siti legati al pedobusiness che fanno parte di una galassia ben più vasta di 42.396 siti a contenuto pedopornografico.

I vescovi italiani a papà Englaro: 'La Chiesa non impone i suoi valori'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/02/2009

Nuovo intervento dei vescovi italiani nella vicenda di Eluana Englaro. Una nota del Servizio Informazione Religiosa della Cei risponde al papà di Eluana, che aveva accusato la Chiesa di imporre i suoi valori. "Togliere cibo e acqua ad una persona ha come effetto quello di farla morire. E questo è, a tutti gli effetti, un omicidio. Si tratta di una cosa tanto grave da non poter dire che ciascuno potrebbe comportarsi come meglio creda". E ancora, chiedono i vescovi, "se Eluana morisse, per fame e per sete, che società si inaugurerebbe?". La direzione generale della casa di riposo ha fatto sapere che le stanze dove è ricoverata Eluana sono a norma di legge. "Non ci sono i presupposti per il blocco della procedura. Non c'è alcun motivo per ritenere la struttura non idonea", ha dichiarato l'avvocato. Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana, commentando gli accertamenti nella Clinica per verificare presunte 'anomalie amministrative'.

In Senato, intanto, corsa contro il tempo per l'approvazione del disegno di legge del Governo sulla ripresa della nutrizione e dell'idratazione di Eluana. La Procura della Repubblica di Udine ha convocato il direttore generale dell'Azienda per i Servizi

Sanitari (Ass) numero 4 Medio Friuli, Giorgio Ros, per ascoltarlo sulla vicenda di Eluana Englaro. Lo si è appreso da fonti giudiziarie friulane secondo le

quali Ros dovrebbe incontrare il Procuratore di Udine, Antonio Biancardi, in giornata.

L'Azienda per i Servizi Sanitari numero 4 Medio Friuli è quella competente sulla casa di riposo La Quiete nella quale è ricoverata Eluana Englaro.

La Chiesa non impone i suoi valori

Il Servizio Informazione Religiosa promosso dalla Cei rileva che "tanti" cittadini ben comprendono la ragionevolezza delle sue posizioni in difesa della vita. "La

difesa del diritto alla vita per Eluana Englaro - spiega la nota a firma del teologo Marco Doldi - non è una questione di carattere confessionale, ma una questione di etica naturale, comune a tutti gli uomini: togliere cibo e acqua ad una persona

ha come effetto quello di farla morire".

La nota ricorda che "invece, promuovere e difendere la vita è un valore sociale; comporta il prendersi cura degli altri, soprattutto se si tratta di persone deboli". Il Sir richiama poi le parole del presidente della cei Angelo Bagnasco, per il quale "si avverte intorno come se un buio stesse calando su tutti noi". "Si avverte - prosegue la nota -

un senso di insicurezza; che ne sarà delle altre e degli altri nelle condizioni di Eluana, oggi e di domani? Un Paese, dove per una sentenza si puo' essere condannati a morire di fame e di sete, appare, davvero, una casa meno sicura". "In questa

situazione - conclude il Sir - qual è la forza umana della Chiesa? Solo quella della parola: si appella a quanto Dio ha inscritto nel cuore dell'uomo e al buon senso di tutti. Tutti possono accedere a quanto la Chiesa indica. Se dicesse cose

sbagliate o fuori dalla storia, neanche verrebbe presa in considerazione. In realtà, dice cose che sono, talvolta, faticose, ma vere. Cose che fanno riflettere e inducono molti a fare scelte coerenti. Usa la forza della ragione e con la fede indica panorami superiori, che danno un senso a questa vita. Danno un senso, persino, alla malattia, suscitando una gara di solidarieta' e di amore per alleviare sofferenze e solitudini.

Ecco perche' ancora in tanti guardano alla Chiesa con fiducia e sicurezza".

Mai ricevuta la lettera

Posso assicurare di non aver mai ricevuto nessuna lettera da parte di Beppino Englaro. Non posso giurare che non sia mai arrivata in Federazione, ma senza alcun dubbio posso dire di non averla mai letta. Altrimenti avrei risposto. L'ex presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Giuseppe Del Barone, nega, come in precedenza Palazzo Chigi, di aver ricevuto la lettera che il papa' di Eluana avrebbe inviato nel 2004 alle più alte carico dello Stato e, per conoscenza, anche all'allora ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e a Del Barone, in quanto presidente della Fnomceo.

Nella lettera, Beppino faceva appello alle Istituzioni affinché trovassero una soluzione e uno sbocco alla vicenda della figlia. "Sono venuto a conoscenza di questa lettera - spiega Del Barone- solo ieri attraverso la stampa. Ci tengo a sottolinearlo - conclude l'ex presidente della Fnomceo - perché, nel caso l'avessi ricevuta e letta, avrei certamente risposto".

Ecco testo ddl, per opposizioni viola Costituzione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

ROMA - Violerebbe la Costituzione in almeno due articoli, il 3 e il 32, secondo le osservazioni mosse a Palazzo Madama dall'opposizione, il disegno di legge del governo sul caso Englaro, per lo meno nella sua formulazione approvata dal Consiglio dei ministri e giunta in Senato.

In attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita - si legge nell'unico articolo del ddl - l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun modo essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi. Il secondo comma specifica che "la presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale".

L'obbligo di somministrare l'alimentazione artificiale interesserebbe non le persone non in grado di intendere e di volere, come Eluana, bensì quelle "non in grado di provvedere a se stessi", e cioé per esempio ai disabili che però non hanno perso coscienza e sono in grado di esprimere una volontà. In questo caso - hanno sottolineato a margine della riunione dei capigruppo Emma Bonino e Anna Finocchiaro - verrebbe violato l'articolo 32 della Costituzione, che nel secondo comma afferma: "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Il secondo articolo della Costituzione che l'opposizione ritiene violato dal testo, sarebbe il numero tre che assicura l'uguaglianza tra tutti i cittadini ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"). Infatti la legge del governo si applicherebbe solo ai disabili, "non in grado di basare a se stessi", e non alle persone normodotate.

Eluana: scontro su clinica si guarda a pm e Senato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/02/2009

TRIESTE - E' scontro sulla casa di riposo La Quiete di Udine dove da sette giorni è ricoverata Eluana Englaro, la donna da 17 anni in stato vegetativo. Eluana è da tre giorni senza nutrizione e - hanno riferito stamani alcuni testimoni - è "stazionaria" e "abbastanza idratata". E mentre davanti alla casa di cura si svolge una manifestazione di solidarieta' con il padre della donna, Beppino Englaro, organizzata dalla Cgil del Friuli intorno al caso divampa lo scontro giudiziario e politico.

Il protocollo per la sospensione della nutrizione e idratazione artificiale ad Eluana Englaro "allo stato delle cose va avanti", fa sapere il neurologo Carlo Alberto Defanti, che ne ha avuto conferma dal professore Amato De Monte che guida l'equipe che si sta occupando di Eluana. Intanto nella casa di riposo sono in corso le verifiche da parte degli ispettori inviati dalla Regione sulla base della decisione assunta ieri dal presidente Renzo Tondo.

Oggi sono cominciati gli accertamenti che la Procura della Repubblica di Udine e la Regione Friuli Venezia Giulia hanno disposto per verificare la fondatezza di presunte irregolarità amministrative e penali rilevate dai Carabinieri dei Nas nell' attuazione dell'ordinanza della Corte di Appello di Milano che autorizza l'interruzione della nutrizione della donna. Un consulente, per conto del pm Antonio Biancardi, e alcuni dirigenti dell'Azienda per i Servizi Sanitari 4 medio Friuli, per conto della Regione, stanno verificando se la struttura nella quale si trova ora Eluana è, nei fatti e sul piano del diritto, "confacente" a quanto previsto nel decreto dei giudici milanesi.

Dalle loro risposte dipenderanno le decisioni, attese per stasera, della Regione Friuli Venezia Giulia e, soprattutto, della Procura della Repubblica di Udine chiamata a decidere sull'adozione di un eventuale provvedimento cautelativo, come il sequestro preventivo della stanza di Eluana, di cui si parla con sempre maggiore frequenza.

Oltre che dal pm di Udine, lo 'stop' ai medici che assistono Eluana potrebbe arrivare dal Parlamento. Oggi arriva in Senato, in Commissione prima, in Aula poi, il disegno di legge che il Consiglio dei ministri, convocato d'urgenza, venerdì sera, ha approvato per interrompere la sospensione della nutrizione di Eluana. Il voto finale sul ddl ci sarà nell'Aula domani mattina tra le 8,30 e le 9,30.

Il ministro Sacconi precisa che sara' corretto il testo del disegno di legge nella parte in cui parla di 'vietare la sospensione'. Il testo - spiega il ministro - era infatti stato scritto quando ancora non era stata iniziata la sospensione dei trattamenti vitali di idratazione e nutrizione artificiali a Eluana Englaro''.. ''Correggeremo il testo - ha continuato - in modo da applicarlo a Eluana Englaro e agli altri casi come il suo. Mi auguro che la giornata di oggi si concluda con una legge chiara, che sarebbe comunque prodotta dal Parlamento in attesa di una compiuta e organica riforma delle tematiche di fine vita''.

Secondo il ministro comunque, il ddl non e' incostituzione. Per il sottosegretario Eugenia Roccella, il ministero del Welfare ha fatto ''cio' che era nelle sue competenze, ora intervenga la Asl: ''Si tratta di ore - ha spiegato - e il ministero non puo' piu' agire''.

La Procura della Repubblica di Udine ha intanto convocato il direttore generale dell'Azienda per i Servizi Sanitari (Ass) numero 4 Medio Friuli, Giorgio Ros. L'Azienda per i Servizi Sanitari numero 4 Medio Friuli è quella competente sulla casa di riposo La Quiete. Allo stesso direttore generale la Direzione centrale della Salute della Regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di accertare con la massima urgenza se La Quiete "sia in possesso dei requisiti necessari per attivare una struttura adatta all'accoglimento di un malato terminale" e, nell'ipotesi di violazione delle disposizioni di legge, "di provvedere alla diffida immediata".

VELTRONI, VOTERO' NO CON ASSOLUTA CONVINZIONE - "Io voterò no con assoluta convinzione e dopo una lunga meditazione perché su una materia del genere né lo Stato né la politica possono intervenire. E' un disegno di legge su un caso e non su una legge che è in discussione alle camere, un caso in cui lo Stato interferisce senza riconoscere che i genitori sanno veramente cosa è giusto fare". Il segretario del Pd Walter Veltroni spiega così la sua pozione rispetto al ddl Englaro aggiungendo che "nei gruppi del Pd si discuterà e individuerà l'orientamento prevalente fermo restando naturalmente la libertà di coscienza".

A VERTICE PD PREVALE NO, MA DIVISIONI SU LINEA

L'''orientamento prevalente'' del coordinamento del Pd e' per il no al ddl Englaro, che sbarchera' stasera in aula a Palazzo Madama. Ma, al termine di una discussione che ha visto posizioni diverse, il vertice del partito ha deciso, a quanto si apprende, che era meglio affidare ai gruppi parlamentari la ricerca di una posizione di maggioranza e di lasciare comunque liberta' di coscienza. Escluse la liberta' di coscienza tout court e la proposta, sostenuta da Rosy Bindi e Giorgio Tonini di non partecipare al voto, la discussione si e' concentrata sull'opportunita' o meno di prendere una posizione netta a favore del no, pur lasciando liberta' di coscienza, dando mandato ai capigruppo di rappresentarla nelle assemblee dei parlamentari del Pd. Su questa linea erano il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e Pier Luigi Bersani.

Per il ministro ombra dell'Economia, lo scontro istituzionale che ha preceduto il voto sul ddl fa si' che ''si vota per lo stravolgimento della Costituzione e della giurisdizione con un'invadenza dello stato, mai accaduta, in dimensioni familiari con uno stravolgimento di secoli di civilta' giuridica''. Per quanto tutti i big del partito - fatta eccezione per Beppe Fioroni e Enrico Letta, che voteranno si' - motivano il no prima di tutto per ragioni politiche, il rischio di un no esplicito, ha evidenziato il vicesegretario Dario Franceschini, e' che ''i cattolici democratici si sentano ospiti nel partito''. E sulla linea dell'orientamento prevalente, da discutere dentro i gruppi senza pero' arrivare al voto finale in assemblea, si e' espresso Veltroni che ha insistito sulla necessita' di tenere molto alta l'attenzione del partito in difesa della Costituzione e ''contro il tentativo di Berlusconi di trasformare la democrazia nei poteri conferiti nelle mani di uno solo''.

DALAI LAMA, FERMARE CURE SE NON C'E' PIU' COSCIENZA - "Se c'é la possibilità di recuperare la coscienza e le funzioni mentali, "bisogna andare avanti" con le cure, "se invece si tratta di mantenere in vita un corpo, allora bisogna fermarsi". Lo ha detto il Dalai Lama - oggi a Roma per ricevere la cittadinanza onoraria - a proposito del caso di Eluana Englaro, in un'intervista al Tg5. Nel buddismo, "nei casi di male incurabile c'é una pratica che consente l'abbandono della coscienza dal corpo"; negli altri casi, al contrario, anche noi "parliamo di suicidio", ha sottolineato la guida spirituale tibetana.

Cariverona se ne va, la Libia scommette 500 milioni su Unicredit

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/02/2009

Central Bank of Lybia, già azionista di Unicredit per il 4,9%, ha aderito alla

sottoscrizione di un ulteriore prestito da 250 milioni attraverso un'operazione basata su bond convertibili 'cashes'. L'ambasciatore Hafed Gaffur ha spiegato a Reuters che "il nostro interesse è nella banca. Ce lo hanno chiesto, abbiamo valutato e abbiamo detto di si'". Complessivamente, il prestito della Central Bank of Lybia ammonterà a 750 milioni di euro.

Immediati riflessi a Piazza Affari, dove in mattinata Unicredit guida i rialzi del listino S&P/Mib con un guadagno che supera il 4%.

Per il Corriere della Sera i libici, che detengono il 4,9% di Piazza Cordusio, sarebbero pronti a sobbarcarsi 250 milioni, mentre i torinesi di Crt (ora al 3,8%) diventerebbero il primo azionista dell'istituto, mettendo sul piatto 100 milioni da iniettare in un veicolo autonomo di cui avranno la maggioranza e al quale parteciperebbe con 40-50 milioni Carimonte; ulteriori prestiti dovrebbero venire da due o tre banche per arrivare a 230 milioni, mentre le fondazioni minori dovrebbero investire i restanti 20 milioni. In questo modo - continua il quotidiano - nascerebbe una nuova governance imperniata sulla Fondazione piemontese e più sbilanciata di quanto lo sia ora verso i libici e gli emiliani; Verona, ad oggi principale azionista con il 6,8% del capitale sociale, autoescludendosi, sarebbe a questo punto isolata.

E' stato un weekend di lavori e intensi contatti a piazza Cordusio, dopo che venerdì si è consumata la rottura coi veronesi, nell'aria da tempo e legata alla complessa questione della governance. Oggi nel primo pomeriggio si riunirà il comitato nomine di Unicredit, che dovrebbe confermare tanto l'amministratore delegato Alessandro Profumo quanto il presidente Dieter Rampl; secondo quanto scrive La Stampa, entrambi erano nel mirino di Paolo Biasi e il primo, in particolare, sarebbe stato colpevole "di voler spingere la banca fuori dalla galassia Mediobanca-Generali"; al suo posto, si sarebbe pensato a Giampiero Auletta Armenise. Per giovedì è prevista invece la riunione del consiglio di amministrazione.

Allarme diabete, tra 5 anni rischio pandemia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2009

Ad Avellino presentato il settimo corso di interventistica periferica

NAPOLI - Tra 5 anni c'é il rischio che esploda una pandemia diabetica, molto più grave di quella del virus H1N1, con il numero di diabetici che è destinato a diventare il doppio di quelli attuali con effetti devastanti, sotto il profilo sanitario e dei costi per la collettività. Già oggi, peraltro, oltre il 90% delle amputazioni degli arti potrebbe essere evitata se si praticasse un intervento di angioplastica con la riapertura di una delle arterie occluse sotto il ginocchio.

E' la preoccupante previsione, accompagnata da uno sconsolato rilievo sull'assenza di interventi adeguati di prevenzione ma anche di terapia delle complicanze arteriose del diabete, del professor Paolo Rubino, responsabile del Laboratorio di Cardiologia Invasiva della Clinica Montevergine di Mercogliano (Avellino) in occasione della presentazione del settimo corso di interventistica periferica organizzato dalla casa di cura per i giorni di venerdì e sabato nel centro irpino.

Con Rubino il programma è stato illustrato da Carmine Malzoni, docente di Oncologia ginecologica. Al centro del congresso il trattamento dei problemi legati alla patologia arteriosa periferica ed a quella aortica. Saranno trattati i temi che vanno dalla stenosi carotidea a quella ostruttiva degli arti inferiori, all'aneurismo dell'aorta, sino alla stenosi valvolare aortica. Questioni per le quali è necessario un approccio multidisciplinare che interessi diverse professionalità, dal medico di medicina di base allo specialistica clinico, sia egli interventista endovascolare o chirurgo cardio-vascolare.

Saranno contestualmente presentati una serie di casi clinici, trasmessi dal vivo dal laboratorio di cardiologia invasiva della Clinica. Focus particolare sul trattamento endovascolare della patologia aortica sia essa valvolare che aneurismatica. Nel laboratorio della struttura è stata impiantata la prima valvola aortica per cutanea per via transapicale. Si tratta, come ha sottolineato Rubino, di una metodologia innovativa che permette di operare con successo anche pazienti in gravi condizioni, per i quali sarebbe improponibile sia la chirurgia tradizionale che l'approccio endovascolare percutaneo, evitando così complicanze respiratorie e riducendo sensibilmente i tempi di degenza ospedaliera.

La protesi è una valvola artificiale chiusa in un palloncino che è introdotta attraverso un piccolo foro, dal diametro inferiore al centimetro, praticato nell'arteria femorale della gamba o nel torace in corrispondenza dell'apice cardiaco. Finora la sostituzione valvolare aortica con approccio chirurgico tradizionale rappresentava l'unica terapia possibile. L'innovativa metodologia è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra l'equipe guidata da Rubino e diversi ospedali internazionali.

Paure e ricordi traumatici si possono cancellare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/12/2009

Ci sono riusciti i ricercatori americani "riscrivendo" sopra la traccia mnemonica ed eliminandola

ROMA - Cancellare un ricordo traumatico o la traccia di una paura lasciata da una brutta esperienza non è più fantascienza: ricercatori Usa ce l'hanno fatta, per di più senza intervenire con un farmaco ma solo "riscrivendo" sopra quella traccia mnemonica ed eliminandola. Reso noto sulla rivista Nature, il successo, che potrebbe portare a ideare programmi di psicoterapia mirati per cancellare i traumi, è stato ottenuto per la prima volta su persone da Elizabeth Phelps della New York University che in un precedente studio aveva testato con successo il metodo su topolini.

Per cancellare il ricordo pauroso basta prima richiamarlo alla memoria, poi, entro una finestra di tempo di sei ore, riscriverci sopra un altro ricordo non pauroso, come quando registravamo su un nastro già registrato. L'importante è farlo entro sei ore da quando il ricordo viene rievocato, perché in quel lasso di tempo la paura si riconsolida ed è quindi esposta al rischio eliminazione. Molto spesso disturbi d'ansia e stress post-traumatico sono legati a brutte esperienze che rimangono fissate nella mente e ogni volta che uno stimolo fa ricordare l'esperienza vissuta, la paura si riaffaccia e l'ansia cresce anche se lo stimolo di per sé non è pericoloso. Per esempio se i terremotati abruzzesi sentono piccole scosse di assestamento è molto probabile, anche se quelle scossette non sono pericolose, che si spaventino, ricordando la tragica notte del sei aprile scorso. In questo studio i ricercatori hanno indotto in un gruppo di volontari una paura, mostrando loro dei quadrati colorati ed associando ad essi una lieve scossa elettrica al polso non dolorosa ma fastidiosa.

Il giorno dopo hanno rievocato la paura, facendogli nuovamente vedere i quadrati colorati. Poi entro alcune ore da questo stimolo i ricercatori hanno mostrato loro più e più volte i quadrati ma senza scosse. Ed ecco che dopo questo training la paura è rimossa. Ma ciò avviene solo se il trucchetto per cancellarla è fatto entro sei ore da quando lo stimolo pauroso viene ripresentato; se questo non viene ripresentato o se il training 'cancella-paura' è fatto molte ore dopo, i volontari continua no a tenere traccia della paura cioé continuano a temere la vist dei quadrati. Secondo gli esperti questo si spiega perché quando la paura viene rievocata il ricordo ad essa associato si riconsolida ed é proprio in quel mentre che è fragile e può essere rimosso.

Martedì 10 Febbraio 2009

Procedura ordine per medico Welby fu archiviata

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2009

ROMA - L'avvio di una procedura istruttoria per un eventuale procedimento disciplinare nei confronti dell'anestesista Amato De Monte rappresenta un atto preliminare che si potrebbe concludere in due modi: l'apertura di un procedimento disciplinare ma anche in una semplice archiviazione, come avvenne per Mario Riccio, il medico che spense il respiratore il 20 dicembre del 2006 a Piergiorgio Welby. La Commissione di disciplina dell'Ordine dei Medici di Cremona, giudicò infatti che Riccio aveva agito correttamente dal punto di vista deontologico aiutando il malato a staccare la spina dello strumento che lo teneva in vita. La decisione in quel caso fu unanime. L'operato di Riccio era infatti avvenuto all'interno dei confini indicati dagli articoli 20 e 35 del codice deontologico che prevedono rispettivamente il rispetto dei diritti della persona e l'acquisizione del consenso del paziente. Terzo "blocco concettuale", quello della Costituzione che agli articoli 13 e 32 sancisce la libertà di cure e la facoltà del paziente di rifiutare la terapia. Procedimenti come questo, possono essere avviati sulla base di ipotesi penali, che però nel caso di Eluana non sono state ravvisate, o in seguito alla richiesta di qualche medico o ancora per fatti manifesti.

Eluana, ordine medici avvia procedura disciplinare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2009

TRIESTE - L'Ordine dei medici di Udine ha avviato la procedura istruttoria del procedimento disciplinare nei riguardi dei medici che hanno assistito Eluana Englaro. Il Presidente dello stesso Ordine, Luigi Conte, ha convocato l'anestesista Amato De Monte per ascoltarlo giovedì prossimo, a Udine. La convocazione è stata fatta con un telegramma inviato oggi.

L'avvio della procedura e la convocazione di De Monte sono stati confermati dal Presidente dell'Ordine dei Medici di Udine, Luigi Conte, interpellato dall'ANSA. Oltre a De Monte - ha riferito Conte - saranno convocati, per audizioni, tutti i componenti medici dell'equipe che ha assistito Eluana Englaro. La procedura avviata - ha spiegato - porterà all'istruzione del procedimento; poi si riunirà la Commissione Medici che esprimerà il proprio giudizio. L'eventuale procedimento disciplinare, infatti, è preceduto da un'audizione che è nella responsabilità del Presidente dell'Ordine che ascolta tutti i possibili incolpati. Il Presidente porta poi gli atti nella Commissione Medici che li esamina e stabilisce se si può procedere all'archiviazione del caso oppure se si può attivare un vero e proprio procedimento disciplinare, che prevede una serie di termini e atti.

PER ORA NESSUNA NOTIZIA DI REATO - "Per ora non abbiamo notizia della commissione di alcun reato": lo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, interpellato dall'ANSA sugli sviluppi giudiziari della vicenda di Eluana Englaro.

NESSUN FUNERALE, SOLO BENEDIZIONE - Non ci sarà alcun funerale per Eluana Englaro ma solo una benedizione al cimitero di Paluzza (Udine) dove verrà sepolta accanto al nonno Giobatta. Lo ha detto la curatrice speciale di Eluana, Franca Alessio, spiegando che la volontà di papà Beppino è quella di far cremare la figlia e, prima della sepoltura nel cimitero del paese di cui è originario, di farla benedire. Una funzione molto semplice in forma privatissima solo con i parenti e gli amici più cari. Sta "un po' meglio" Beppino Englaro. Raggiunto al telefono, ha pronunciato pochissime parole. "Sto un po' meglio, grazie" ma non ha voluto aggiungere altro. Ora si sta preparando a raggiungere Udine, molto probabilmente insieme alla moglie Sati, pur gravemente malata. Vuole stringere per l'ultima volta la mano di Eluana, la figlia che ha perso 17 anni fa e alla quale, come ha sempre detto, ha permesso di morire "per non continuare a subire un'indebita invasione del suo corpo e per non vivere una vita che lei stessa ha sempre reputato indegna".

GIORNALISTA RAI L'HA VISITATA, ERA IRRICONOSCIBILE - Eluana Englaro era "irriconoscibile" rispetto alle foto che tutti conoscono e vederla nel letto della casa di riposo La Quiete di Udine "é stato devastante": è la testimonianza della giornalista della Rai Marinella Chirico, che domenica pomeriggio ha visitato la donna. Nell'edizione del Friuli Venezia Giulia del Tgr della Rai, Chirico ha detto di essere stata invitata dalla famiglia Englaro a visitare Eluana e di aver trascorso circa tre ore nella sua stanza.

Romania, Italia xenofoba. Frattini stupito

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2009

(di Cristina Ferrulli)

ROMA - La Romania scende in campo in difesa dei connazionali denunciando, attraverso il ministro degli Esteri, "atteggiamenti di alcuni esponenti del governo italiano volti a incitare alla xenofobia". Una presa di posizione che fa esprimere "profondo stupore" al ministro degli Esteri Franco Frattini, per il quale "l'Italia è da sempre noto per essere luogo di grande tolleranza". Una polemica a distanza che corre parallela allo scontro in atto tra Famiglia Cristiana ed il ministro dell'Interno Roberto Maroni. E il segretario del Pd Walter Veltroni sfida il ministro leghista, facendo sue le parole del settimanale dei Paolini: "L'Italia sta scivolando verso le leggi razziali. Maroni mi denunci". Il ministro dell'Interno tira dritto e conferma l'intenzione di querelare Famiglia Cristiana per "gli insulti e le frasi infamanti". E il giorno dopo il clima da rissa sulla vicenda Englaro, oggi l'Aula del Senato si è infiammata sull'articolo di Famiglia Cristina. Per la Lega la norma, che dà facoltà ai medici di denunciare i clandestini, è un totem delle politiche della sicurezza. Ed intorno al ministro Maroni il Carroccio fa quadrato al punto di proporre, con il senatore Alberto Filippi, di boicottare Famiglia Cristiana. "Dal ministro è arrivata una reazione spropositata, credo che sia la prima volta", reagisce il direttore Don Antonio Sciortino, per il quale è in gioco "la libertà di stampa". Una posizione che trova il pieno sostegno in Parlamento delle opposizioni con il Pd pronto a dimostrare, come spiega il capogruppo Antonello Soro, che "il partito della vita è in realtà una bufala" visto che con la norma sui medici si mette a rischio la salute degli extracomunitari che vivono in Italia. Ma è Veltroni a lanciare la provocazione, sfidando Maroni a denunciare pure lui. E anche per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini la norma sui medici è da stralciare i centristi non voteranno il decreto sicurezza. "Non so - ironizza Casini - se Maroni si è arrabbiato perché è cattivo ma penso che tutti abbiano il diritto di cronaca". Ma per Maroni il punto è un altro: "Io sono sempre molto attento alle critiche, le ascolto e le faccio mie se sono fondate. Ma un altro conto sono gli insulti per i quali ho dato mandato ai miei legali". Non di razzismo ma di xenofobia parla, invece, il ministro degli Esteri romeno Cristian Diaconescu che ha espresso rammarico per "alcuni atteggiamenti, soprattutto da parte di alcuni rappresentanti del governo italiano volti, attraverso una retorica molto aggressiva e provocatrice, a incitare alla xenofobia". In difesa del governo interviene Frattini al quale "non risulta in alcun modo che membri dell'esecutivo abbiano utilizzato espressioni che possano essere considerate xenofobe". Uno stupore che il segretario generale della Farnesina, l'ambasciatore Giampiero Massolo, ha personalmente espresso in serata all'ambasciatore romeno in Italia, evidenziando come l'Italia abbia contribuito attivamente alla stesura delle regole comunitarie.

Il colera fuori controllo in Zimbabwe. Oms: a rischio un abitante su due

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2009

L'epidemia di colera, una delle più gravi mai registrate in Zimbabwe, ha ucciso 3.400 persone e ne ha contagiate 69.593 dalla sua comparsa in agosto. I dati sono stati diffusi oggi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

La malattia resta fuori controllo, secondo l'Onu, in un paese che è anche devastato da una crisi economica e politica.

L'OMS stima che è a rischio di contagio un abitante su due, vale a dire 6 milioni di persone su 12 milioni di abitanti del paese africano.

I vescovi italiani: Eluana è stata uccisa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2009

Eluana non è morta da sola: è stata uccisa da chi l'ha privata del cibo e dell'acqua; la sua non è stata, certo, una morte naturale. Per questo chi ha compiuto o favorito questa fine ha una responsabilità grave davanti a Dio e alla società. Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa della Cei.

Tutto questo - sottolinea la nota a firma del teologo Marco Doldi - è avvenuto in nome di una sentenza: occorre che lo Stato prenda posizione per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. "Dopo la morte di Eluana - rileva il Sir - c'è un'aria di insicurezza in Italia: la provano i genitori dei ragazzi nella sua stessa condizione; chi garantisce loro che un giorno, quando non ci saranno più, i loro figli non subiscano la stessa sorte, perché soli? E' scesa un'ombra, perché per una sentenza si può negare ad un cittadino il cibo e l'acqua".

La nota rileva come la grande partecipazione del "popolo della vita" alla vicenda testimonia che la scelta di far vivere o morire Eluana non è una questione della famiglia. "Chi ha pensato in questo modo - scrive - è venuto meno ad un dovere sociale: quello della responsabilità nei confronti della vita in quanto tale. Ci sono, infatti, dei beni che domandano a tutti una precisa responsabilita': lo impone l'appartenenza alla stessa famiglia umana". E la Chiesa nel sostenerlo si conferma "sicura alleata della vita".

Testamento biologico, la mozione del PdL

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2009

La mozione presentata da Pdl, Lega Nord e Mpa al senato impegna il governo "a garantire che in attesa dell'approvazione di una completa e organica disciplina

legislativa in materia di fine vita, l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non

possono in alcun caso essere negate da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi".

Nel dispositivo, invece, si premette che "è sempre più urgente la discussione e l'approvazione di norme che garantiscano la certezza di cure idonee e di adeguata assistenza nella fase terminale dell'esistenza ovvero quando le condizioni personali

non consentano di provvedere in maniera autonoma alle necessità vitali fondamentali, nella piena convinzione che nel nostro paese nessuno debba più morire di fame e di sete".

Firmatari, i capigruppo del Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, della Lega Federico Bricolo, dell'Mpa Giovanni Pistorio, dell'Udc Giampiero d'Alia.

Ddl addio, si riparte da testamento biologico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/02/2009

ROMA - Dopo la morte di Eluana Englaro, il governo rinuncia al disegno di legge presentato in extremis venerdì scorso in Consiglio dei ministri per fermare lo stop di idratazione e alimentazione della ragazza di lecco in stato vegetativo da 17 anni. Si ripartirà, quindi dal testamento biologico, provvedimento già incardinato in commissione Sanità a Palazzo Madama e che avrà tempi stretti e sul quale l'opposizione promette che non farà ostruzionismo. Intanto domani in mattinata l'Aula discuterà la mozione avanzata dal Pdl e che prevede che idratazione e alimentazione non sono considerate accanimento terapeutico. Per fare in modo, come ha detto in Aula il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, "che nessuno possa più essere fatto morire di fame e di sete". La decisione arriva in tarda serata ed è frutto di una intesa sulla proposta avanzata in Aula dalla senatrice Anna Finocchiaro. Di fronte all'insistenza della maggioranza per proseguire sul provvedimento e dopo una proposta di mediazione del presidente Renato Schifani per far slittare la discussione a domani, ma proseguendo, dunque, con l'iter del ddl, la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, prende la parola e propone che il ddl venga accantonato e che si proceda celermente sul testamento biologico, il cui iter è già avanzato in commissione. L'Aula viene sospesa e in una serie di colloqui informali si cerca un'intesa per evitare, come sottolinea Schifani in Aula, che passi una decisione sul calendario a maggioranza. Alla fine alla ripresa dell'Aula il ministro del Welfare Sacconi annuncia che si andrà avanti sul testamento biologico "vista la disponibilità delle opposizioni" a garantire un esame celere che si svolgerà in commissione a partire dal 'testo Calabro''. Domani intanto, annuncia Schifani, si discuteranno le mozioni, che verranno presentate domani mattina sul tema del 'fine vita' che, hanno, tra l'altro, come spiega il presidente dei senatori dell'Udc, Giampiero D'Alia, l'obiettivo di impegnare Palazzo Madama con "un pronunciamento politico chiaro" perché in breve tempo ci sia la legge sul testamento biologico.

Leggi razziali, Maroni querela Famiglia Cristiana. Veltroni: denunci anche me

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/02/2009

L'Italia sta precipitando verso le leggi razziali. Adesso il ministro Maroni denunci anche me. Il segretario del Pd, Walter Veltroni, interviene cosi' sulla polemica tra il titolare del Viminale e Famiglia Cristiana che ha accusato il governo di fare leggi razziali per le misure contenute nel ddl sicurezza. Accuse per le quali il ministro ha sporto querela.

Sono profondamente indignato e offeso dalle deliranti dichiarazioni di Famiglia Cristiana, dice Roberto Maroni. Accuse "tanto più inaccettabili in quanto si fondano su presupposti palesemente falsi: le norme del pacchetto sicurezza all'esame del Parlamento Italiano sono già in vigore in molti Paesi europei, senza che i governi di questi stessi Paesi siano mai stati insultati con tanta violenza come Famiglia Cristiana fa regolarmente con quello italiano".

Per questo, "per tutelare la mia onorabilità e quella della carica che ricopro ho deciso quindi di dare mandato ai miei legali di agire in ogni sede civile e pensale per contrastare questa aggressione premeditata da parte di chi usa consapevolmente

la violenza di affermazioni false per combattere chi ha opinioni diverse dalle proprie".

Famiglia Cristiana di questa settimana dedica il suo editoriale d'apertura agli ultimi provvedimenti del governo sulla sicurezza. Scrive il settimanale: "Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell'aula del Senato della Repubblica. E dire che Beppe Pisanu, ex ministro

dell'Interno con la schiena dritta, aveva messo in guardia circa quella brama di menare le mani, già colpevole attorno ai tavoli del bar. Nessuno ha colto il suo grido d'allarme e l'Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per

strada o diffonda epidemie), cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei 'Bravi' di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo

perché poveri estremi, permesso di soggiorno a punti e costosissimo. La 'cattiveria', invocata dal ministro Maroni, è diventata politica di governo, trasformata in legge.

Così, questo Paese, già abbastanza 'cattivo' con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall'accanimento

persecutorio".

Il ricatto della Lega - continua Famiglia Cristiana - di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio, mette a rischio lo Stato di diritto. La fantasia del 'cattivismo' padano fa strame dei diritti di uomini, donne e bambini venuti nel nostro Paese in fuga da fame, guerre, carestie, in attesa di un permesso di soggiorno (a margine: che credibilità ha il progetto di un'Italia federalista in mano alla Lega?). Eppure, nessuna indignazione da parte dei cattolici della maggioranza, nessun sussulto di dignita' in nome del Vangelo: peccano di omissione e continuano a ingoiare 'rospi' padani senza battere ciglio, ignari della dottrina sociale della Chiesa. E conclude: "La Lega, invece, esulta. Finalmente, il 'bastone padano', evocato da Borghezio nel 1999, oggi è strumento d'ordine autorizzato dal Parlamento".

Nel discorso di Obama contraddizioni guerra-pace

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2009

Anticipazioni sul suo intervento alla cerimonia

OSLO - Il presidente americano Barack Obama affronterà in modo diretto a Oslo, nel suo discorso in occasione della consegna del Nobel per la Pace, l'apparente contraddizione di un riconoscimento di pace dato ad un leader in guerra, hanno anticipato fonti della Casa Bianca. Un consigliere di Obama ha detto che il presidente è "ben consapevole" che il premio sarà consegnato "in una interessante coincidenza storica" cioé subito dopo l'annuncio dell'invio di altri 30 mila soldati Usa nella guerra in Afghanistan. Il consigliere ha sottolineato, in una intervista ai media americani, che in questi casi l'approccio di Obama è di "affrontare direttamente" il problema che può originare polemiche, senza spazzare la questione sotto il tappeto.

Il presidente Obama considera la guerra in Afghanistan agli estremisti di Al Qaida un elemento importante "del sua più ampia ricerca della pace", ha spiegato il consigliere della Casa Bianca. Per quanto riguarda le accuse di premio immeritato o almeno prematuro, visto che la sua presidenza è ancora nella fase iniziale, Obama riconoscerà nel suo discorso di Oslo che spesso il Nobel per la Pace è stato usato per incoraggiare iniziative in corso.

Attualmente il presidente Usa è impegnato in "una gamma ampia di iniziative nel campo della politica estera e della sicurezza nazionale" volte a migliorare la "sicurezza e la pace nel mondo", ha spiegato il consigliere della Casa Bianca, che ha chiesto di non essere identificato. Un'altra delle ragioni del premio Nobel, secondo Obama, è che in questo momento il mondo ha un grande desiderio di una "leadership americana costruttiva e responsabile" per affrontare, insieme alle altre nazioni, le sfide globali del pianeta.

Sarkozy-Brown, 'patto mondiale su banche'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2009

Leader Francia e Gb, 'tassa straordinaria su bonus'

PARIGI - Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown hanno auspicato un patto mondiale di ampio respiro per meglio regolamentare il sistema bancario internazionale in un intervento congiunto sull'edizione di giovedi del Wall Street Journal. Nel testo anticipato dall'Eliseo, Sarkozy e Brown affermano che, dopo la crisi finanziaria, è necessaria una intesa che possa costituire "una sintesi sia delle responsabilità del sistema bancario sia del rischio che presenta per il quadro economico nel suo insieme".

Sarkozy e Brown dicono di apprezzare il ruolo di pioniere avuto dall'Europa "nella ristrutturazione del nostro sistema bancario" e "nella messa a punto di un nuovo forum di cooperazione economica come il G20", oltre che nelle altre misure prese per impedire che la recessione mondiale si aggravasse.

Il presidente francese e il premier britannico propongono tra l'altro l'introduzione di una "tassa straordinaria sui bonus che nel 2009 sono stati in parte il risultato dell'appoggio fornito dagli stati al sistema bancario". Sarkozy e Brown, che oggi avranno un incontro bilaterale a Bruxelles prima dei lavori del Consiglio europeo, auspicano anche un maggiore coordinamento a livello mondiale per impedire che la ripresa sia messa a repentaglio dalla volatilità dei cambi.

Non sono Madre Teresa o Mandela'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2009

Per americani non merita il Nobel. Critiche ong, troppo buono con Cina

NEW YORK - E' consapevole di non essere né Nelson Mandela né Madre Teresa, ma per due americani su tre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non merita il Nobel della pace che gli verrà consegnato domani al municipio di Oslo, in Norvegia. Confermando che Obama affronterà nel suo intervento ad Oslo la questione dell' Afghanistan, il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che "il presidente è consapevole di non far parte della stessa categoria di Mandela e Madre Teresa, ma penso che il presidente sia fiero dei passi decisi da questa Amministrazione per riaprire il dialogo con il Mondo". Alle rivelazioni del sondaggio dell'università Quinnipiac del Connecticut fanno eco due tra le principali organizzazione di difesa dei diritti umani, Human Rights Watch (Hrw) e Amnesty International secondo le quali, visto il suo atteggiamento troppo realista nei confronti della Cina, Obama non può essere promosso a pieni voti sui diritti umani.

A giudicare che Obama non merita il Nobel, essendo tra l'altro troppo presto per stabilirlo, è il 66% degli americani, mentre il 26% condivide la decisione dei saggi norvegesi presieduti da Thorbjorn Jagland. Per circa il 41% degli intervistati la scelta di Obama, alla Casa Bianca da meno di un anno, sminuisce addirittura la portata del prestigioso premio istituito dall'industriale svedese Alfred Nobel. Se il Nobel della Pace lascia perplessi molti americani, le decisioni da presidente di guerra piacciono, e su questo fronte Obama conquista ben nove punti in meno di un mese. Il 57% degli intervistati (contro il 35%) approva per esempio il conflitto in Afghanistan, il cui obiettivo è di distruggere i terroristi di al Qaida, quelli dell'11 Settembre. E la decisione appena presa di inviare 30 mila militari supplementari viene approvata dal 58% degli americani.

Le perplessità sul presidente di pace sono condivise sia da Hrw sia da Amnesty. Obama non ripercorre, è vero, la criticata via della guerra al terrorismo del suo predecessore George W. Bush, con i detenuti del carcere cubano di Guantanamo in un limbo giuridico o gli abusi di quello di Abu Ghraib, a Baghdad. Ma sulla difesa dei diritti umani, viste le scelte obamiane di realpolitik per rilanciare la diplomazia a stelle e strisce, l'inquilino della Casa Bianca non sempre ha convinto, secondo le due organizzazioni umanitarie. Ci sono stati progressi, è vero, sul fronte dell'Iran e della Corea del Nord, i due paesi dell'asse del male bushiano, ma non su quello cinese. Obama ha finora evitato di affrontare la questione dei diritti umani in Cina (e dovrebbe a questo punto farlo ad Oslo), e ha ritardato un suo incontro con il Dalai Lama a pochi giorni da un suo viaggio a Pechino per non irritare le autorità cinesi. Secondo anticipazioni fornite dalla Casa Bianca al Wall Street Journal, Obama sta scrivendo il discorso da solo e oltre a parlare di Afghanistan, chiederà che si prosegua lungo la via del disarmo nucleare e di una politica estera morale.

La Camera nega l'arresto di Cosentino

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2009

I voti: 360 a favore dell'arresto del sottosegretario e 226 contrari

ROMA - L'Aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'arresto del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl), confermando la decisione assunta nei giorni scorsi dalla Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio. I voti a favore sul diniego dell'arresto sono stati 360, 226 quelli contrari. La votazione è stata a scrutinio segreto. Cosentino ha partecipato nell'Aula al voto.

Seduto nell'ultima fila, a pochi posti di distanza dal legale del premier Niccolò Ghedini e dal presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, Cosentino riceve gli abbracci e i baci dei colleghi della maggioranza che attraversano l'emiciclo pur di andare a congratularsi con lui per lo scampato arresto chiesto dai magistrati napoletani. Francesco Pionati lo stringe in un abbraccio affettuoso, mentre Mario Landolfi gli stringe calorosamente la mano. Ma la processione dei deputati, soprattutto campani, è lunghissima e lui sorride felice a tutti.

Non si è mai contenti di difendersi da accuse così infamanti; ma prendo atto di un voto che ha attraversato tutti gli schieramenti ed è andato oltre il numero della stessa maggioranza. Così Nicola Cosentino commenta l'esito della votazione di Montecitorio che ha respinto la richiesta della procura di Napoli di custodia cautelare nei suoi confronti.

L'INCHIESTA, FAVORI' CASALESI, VOTI DA CLAN

E' dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che è partita l'inchiesta della Dda di Napoli in seguito alla quale Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia, è destinatario di una richiesta di arresto. Al centro di tutto un'accusa: concorso esterno in associazione camorristica.

Secondo quanto scrivono gli inquirenti nelle 351 pagine della ordinanza di custodia cautelare in carcere, Nicola Cosentino, avrebbe contribuito a rafforzare i Casalesi, negli anni '90. E, nella sua carriera politica, ha sempre potuto contare sui voti del clan camorristico: e' diventato, così, consigliere provinciale, regionale, e poi deputato. Il provvedimento, firmato dal gip Raffaele Piccirillo su richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci, racconta tutto questo. Accuse pesanti, secondo le quali avrebbe "garantito la continuità dei rapporti fra imprenditoria mafiosa e le amministrazioni pubbliche" nel Casertano. Sono stati spesso i pentiti a puntare il dito contro Cosentino: tra gli ultimi verbali noti, quello con le rivelazioni di Gaetano Vassallo, imprenditore ritenuto continuo ai Casalesi che da tempo sta collaborando con la giustizia.

L'imprenditore avrebbe, fra l'altro, fatto riferimento a comunanze di interessi dei Casalesi e di Cosentino per la realizzazione dell'inceneritore di Santa Maria della Fossa, accuse dalle quali Cosentino si è difeso sostenendo di essersi sempre opposto all'impianto. Intanto per l'accusa Cosentino "contribuiva, sin dagli anni '90 a rafforzare vertici e attivita' del gruppo camorrista facente capo alle famiglie di Bidognetti e Schiavone".

Berlusconi: sovranità passata dal parlamento ai giudici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2009

Al congresso Ppe: "Cambierò la Costituzione"

BONN - "La sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici", ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al congresso del Ppe a Bonn. "In Italia succede un fatto particolare di transizione a cui dobbiamo rimediare", ha aggiunto, in cui il Parlamento "fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale" e la Corte "abroga la legge" in quanto da "organo di garanzia" si è trasformato in "organo politico". La maggioranza, ha quindi ribadito Berlusconi, "sta lavorando per cambiare situazione anche attraverso una riforma della Costituzione". Secondo Berlusconi tale composizione della Consulta è determinato anche dal fatto che ci sono stati tre presidenti della Repubblica di sinistra.

Permettetemi di parlare un secondo del mio Paese: l'Italia è la terza economia d'Europa, ha una maggioranza forte e coesa, un governo molto operativo e un premier... super, che godeva di oltre il 60% di apprezzamento dopo la soluzione del problema rifiuti, e il 68% dopo il terremoto. Purtroppo, esiste una sinistra che mi ha attaccato inventandosi calunnie di tutti i tipi che però mi hanno rafforzato perché la gente dice: 'mamma mia dove troviamo uno forte e duro con le palle come Berlusconi, ha detto Berlusconi davanti ai delegati del congresso, fra i quali diversi capi di Stato e di governo come il Cancelliere tedesco Angela Merkel. "La sinistra è allo sbando e cerca di avere ragione di me attraverso i processi", accusa Berlusconi.

Insorge l'opposizione. "Berlusconi sta stracciando la Costituzione, prima riducendo il Parlamento a servizio privato ora volendo eliminare la Consulta, ultimo baluardo. Se non è fascismo, cosa ci vuole? l'olio di ricino?", dice il leader Idv Antonio Di Pietro. "Il vaso è colmo. Il premier usa un linguaggio e lancia minacce eversive in piena regola. Attaccare la Corte Costituzionale, lanciare bordate contro i magistrati, offendere la sinistra, annunciare stravolgimenti costituzionali e fare del becero populismo è uno spettacolo indegno, oltre che pericoloso", ha affermato Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria PdCI - Federazione della sinistra. "Chiediamo al presidente della Repubblica di bloccare i disegni eversivi minacciati dal premier", ha concluso. "La deriva populista è sempre più evidente, ormai parla come un caudillo sudamericano", afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "Berlusconi ha le palle ed è l'unico che non si preoccupa della giustizia", è il commento del leader della Lega Nord Umberto Bossi.

Tre anni e 8 mesi a Fabrizio Corona

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/12/2009

Il fotografo condannato per i fotoricatti ai vip: 'mi vergogno di essere italiano'

Fabrizio Corona è stato condannato a tre anni e 8 mesi anni di reclusione nel processo milanese per i presunti fotoricatti a vip. I giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Milano hanno dunque stabilito che i fotografo dei Vip si e' reso resposabile di una serie di ricatti ai danni di personaggi famosi, chiedendo denaro per ritirare foto dal mercato del gossip. Sei i personaggi nel mirino: i calciatori Adriano, Gilardino e Francesco Coco, il motociclista Marco Melandri, l'imprenditore Gialuca Vacchi e Lapo Elkan. Ma per quanto riguara il presunto ricatto ai responsabili della Fiat proprio in merito alla vicenda di Lapo Elkan, Corona, accusato di aver tentato di estorcere 200 mila euro per non divulgare l'intervista con il trans con cui Lapo aveva passato la notte che di concluse con un'overdose nel 2005, e' stato assolto.

Mi vergogno di essere italiano. Così Fabrizio Corona ha commentato la sentenza. "Non so cosa farò, farò il carcere, non me ne frega un c..." ha aggiunto. "Quello che c'é scritto sulle aule dei Tribunali 'La legge e' uguale per tuttì non è vero. Io non ho più fiducia nella legge. Per me era una battaglia e l'ho persa". L'agente fotografico, prima di andarsene visibilmente adirato, ha detto ai cronisti: "é una vergogna. Allora devono condannare tutte le agenzie fotografiche d'Italia e quella del caso Marrazzo".

Mercoledì 11 Febbraio 2009

La crisi non ferma il caro-affitti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2009

ROMA - Continua la corsa del caro affitti che in dieci anni, dal 1999, sono cresciuti del 130% e del 145% nelle grandi città. Chi oggi si appresta a stipulare un contratto di locazione pagherà in media 1.100 euro al mese.

E' quanto emerge da una ricerca della Cgil e del Sunia (Sindacato nazionale unitario inquilini e assegnatari) su un campione di 10.000 offerte abitative. Oltre al canone sono salite anche la domanda e l'offerta di case in affitto. Aumentano le offerte per tagli piccoli e sopratutto bilocali situati in zone periferiche.

I canoni maggiori si registrano al centro di Roma e Milano (2.300 e 2.250 euro al mese). In queste due grandi città a vivere in affitto é il 25% delle famiglie (la media in Italia è del 20%). I sindacati lamentano la riduzione delle risorse a sostegno degli inquilini. Il Fondo di sostegno all'affitto dal 2000 - sottolineano - si è ridotto del 44,41% e si prevede che scenderà ancora.

Procreazione: 8 coppie su 10 si sentono abbandonate dalla legge

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2009

ROMA - Otto coppie infertili su dieci che accedono ai centri di fecondazione artificiale "si sentono svantaggiate rispetto alle coppie nelle stesse condizioni che vivono in altri Paesi. Il dato emerge dall'indagine realizzata dal Censis per la Fondazione Serono e presentata oggi a Roma. La ricerca è stata condotta su 606 coppie prese in carico da un centro di fecondazione assistita.

Risulta che l'80% delle coppie si sente svantaggiato rispetto a chi vive in altri Paesi europei e che il 77% è convinto che la legge finisca per penalizzare le coppie che hanno meno possibilità economiche. Per 77,4% delle coppie la legge 40 sulla fecondazione assistita ha ridotto le loro probabilità di diventare genitori e il 71% ritiene che la legge si preoccupi troppo degli aspetti etici. Insoddisfatto della legge anche un ampio numero di coppie cattoliche (50,2%). Obiettivo dell'indagine, ha detto il presidente della Fondazione Serono, Giovanni Scacchi, è "dare voce proprio a coloro che convivono ogni giorno con il dramma di non poter avere figli".

Alfano: Eluana e' morta di sentenza

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2009

ROMA - "Eluana non è morta di incidente, né di protocollo, ma di sentenza". Così il ministro della Giustizia Angelino Alfano durante la trasmissione 'Ballaro''. Incalzato dal conduttore Giovanni Floris che gli chiedeva se dunque intendesse dire che la morte della donna da 17 anni in stato vegetativo fosse colpa dei giudici, il Guardasigilli ha risposto: "Non faccio attribuzione di responsabilità ai giudici. Io rispetto le sentenze e quella su Eluana è motivata secondo diritto".

Alfano ha definito "doveroso" l'intervento del governo, che ha "fatto di tutto per evitare la morte di Eluana". E ha sottolineato che se ora come sembra si andrà all'approvazione del ddl sul testamento biologico, Eluana sarà l'unica persona a essere morta "di fame e di sete in base a una sentenza pronunciata in nome del popolo italiano".

Tumori:se figlio malato, un genitore su 15 perde lavoro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/02/2009

ROMA - Un genitore su quindici di bambini malati di tumore perde il lavoro a causa delle prolungate assenze fatte per assistere il figlio. Questo è uno dei risultati dell'indagine sulle famiglie realizzata dall'associazione Peter Pan, in occasione della VII Giornata Mondiale contro il cancro infantile. "Tenendo conto delle 5 fasi della malattia, diagnosi, chemioterapia, chirurgia, radioterapia e follow up - ha spiegato Raffaele Cozza, dell'Unità Operativa di Oncologia Pediatrica dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma - le giornate dedicate all'assistenza sono circa 150 all'anno". Esistono già strumenti normativi a tutela dei genitori, come la legge 104/1992 che concede congedi parentali e un assegno di accompagno ma si tratta di un provvedimento "insufficiente e inadeguato" secondo Maria Teresa Barracano Fasannelli, presidente onorario dell'associazione Peter Pan, perché garantisce tutele solo ai lavoratori dipendenti, lasciando fuori artigiani, lavoratori autonomi e i lavoratori precari. Dall'indagine emerge anche un'altra questione cardine, per la quale la Fiagop, Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica Onlus, chiede una rapida revisione della legge 104, vale a dire i tempi di attesa lunghissimi che intercorrono tra la presentazione delle domande e l'ottenimento dei benefici. Nel 26% dei casi trascorrono tra 1 e 2 mesi, nel 40% tra i 3 e i 4 mesi e nel 13% dai 6 ai 12 mesi. (ANSA)

Papa: vergogna per preti pedofili

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/12/2009

Interverremo in Irlanda, ulteriori iniziative

Papa: vergogna per preti pedofili (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 11 DIC - Il Papa e' 'sconvolto e angosciato' dal contenuto del rapporto sugli abusi su minori compiuti da preti cattolici in Irlanda.La Chiesa continuera' a seguire questa 'grave questione' con la 'massima attenzione' per capire come siano potuti accadere questi 'vergognosi eventi'. Lo afferma un comunicato diffuso dalla Santa Sede al termine di un incontro del pontefice con alcuni rappresentanti della Chiesa irlandese, presenti le massime autorita' della segreteria di Stato vaticano.

Iraq, all'asta giacimenti petroliferi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/12/2009

10.22 Le grandi aziende petrolifere mondiali sono al ministero dell'Economia, a Bagdad, per partecipare all'asta di alcuni fra i più ricchi giacimenti di petrolio dell'Iraq. Presenti, oltre alle occidentali, aziende cinesi ed indiane. Se l'affare andrà in porto, l'Iraq aumenterà la sua produzione petrolifera di milioni di barili e si piazzerà in cima alla classifica dei maggiori produttori, assieme ad Arabia Saudita e Russia. I giacimenti all'asta sono giganteschi. Le riserve sono infatti calcolate in oltre 5 miliardi di barili.

Iraq, prima asta a Shell-Petronas

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/12/2009

16.21 Le compagnie petrolifere Royal Shell e Petronas si sono aggiudicate i diritti per sviluppare il giacimento di Manjun, nel sud dell'Iraq. Le due società hanno vinto la prima asta con cui Bagdad mette all'incanto i più ricchi campi petroliferi. Prevista una remunerazione di 1,39 dollari a barile per una produzione nei prossimi 6 anni di 1,8 milioni di barili.Ai cinesi di Cnpc e Total andrà il giacimento di Halaya, con una remunerazione di 1,40 dollari a barile e una produzione di 535mila barili entro sei anni.

Scoperto un nuovo dinosauro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/12/2009

Il Tawa Hallae sarebbe vissuto 213 milioni di anni fa in America Meridionale

ROMA - La scoperta di una nuova specie di dinosauro nel Nuovo Messico, Tawa hallae, ha fatto luce sul luogo da dove questi animali hanno avuto origine, che sarebbe il Sudamerica. Il risultato, pubblicato su Science, si deve a una ricerca coordinata da Sterling Nesbitt, dell'universita' del Texas. I ricercatori hanno scoperto un fossile di dinosauro, carnivoro e molto primitivo, vissuto nel Tardo Giurassico, 213 milioni di anni fa, in quello che adesso e' il Nuovo Messico. Sitratta del piu' antico dinosauro scoperto nel Nuovo Messico, appartiene alla famiglia dei teropodi da cui poi e' disceso il Tirannosauro Rex e le sue caratteristiche, comparate con quelle dei dinosauri del Sudamerica, suggeriscono che questi animali siano nati nell'America Meridionale e poi 'emigrati' in tutto ilmondo.

A permettere questa deduzione e' la comparazione dello scheletro di Tawa hallae con lo scheletro di un altro dinosauro molto primitivo scoperto in Argentina negli anni '60, Herrerasaurus, che presenta alcuni tratti in comune con i teropodi, incluse grosse mandibole, denti da carnivoro e alcune strutture pelviche, ma manca di altri tratti comuni ai teropodi,quali le sacche aerifere vertebrali. Una caratteristica, quest'ultima molto insolita che aveva fatto escludere Herrerasaurus dall'albero genealogico dei terapodi. Ora e' stato osservato che Tawa possedeva un mix dicaratteristiche (come pelvi e sacche aerifere vertebrali)trovate stabilmente nei dinosauri terapoidi. Tuttavia, affermalo studio, le caratteristiche che Herrerasaurus dividonounicamente con i teropodi come Tawa confermano che lecaratteristiche non si presentavano indipendentemente e cheHerrerasaurus e' in realta' un progenitore dei teropodi. Undato, che secondo i ricercatori, dimostra che i dinosauri sononati nel Sudamerica, da dove sono emigrati per poidiversificarsi rapidamente in tre gruppi principali: Teropodi,Sauropodomorfi e Ornitischi, che vissero per oltre 170 milionidi anni.

Giovedì 12 Febbraio 2009

A Paluzza l'addio a Eluana, parroco: chiniamo il capo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2009

PALUZZA (UDINE) - Eluana Englaro, la donna morta lunedi' a Udine dopo 17 anni di stato vegetativo persistente, e' stata tumulata nella tomba di famiglia, nel cimitero di San Daniele, a Paluzza (Udine). Il corteo funebre ha raggiunto il cimitero, a poche centinaia di metri dalla chiesa, alla fine del rito funebre celebrato da don Tarcisio Puntel.

Eluana riposa accanto ai nonni paterni Giobatta Englaro e Iolanda Di Centa. Nella stessa tomba anche Romeno Englaro, fratello di Giobatta, ucciso a Malga Pramosio, sul Pal Grande, monte alle spalle di Paluzza, al confine con l'Austria, nel luglio del 1944. L' ultimo addio e' stato portato dallo zio Armando, che ha voluto il rito funebre, e da tanti amici di Paluzza (Udine).

OMELIA PARROCO: 'OGGI CHINIAMO IL CAPO'

''Oggi, con molto umilta', dobbiamo chinare il nostro capo. Dobbiamo chiedere a Dio che ci illumini per cercare di superare i tanti ostacoli della vita. Camminiamo dopo tanto clamore. Ora c'e' il silenzio. Parlino le coscienze'': e' il passaggio centrale dell'omelia di don Tarcisio Puntel, parrocco di Paluzza (Udine), durante la messa funebre per Eluana Englaro a cui hanno partecipato oltre 300 persone. ''Su un quotidiano - ha aggiunto il parroco rivolgendosi a Eluana - ho visto l'annuncio della tua morte con accanto un quadrato nero. Ma per noi cristiani non e' cosi'. La morte e' luce. Ora tu sei libera e puoi riposare in pace. Sei vicina a Dio e quindi conosci la verita'. Ti prego - ha aggiunto - di illuminarci tutti e soprattutto di stare vicino alla tua mamma e al tuo papa'. Dal cielo fai sentire la tua presenza. Ti porteremo sempre nel cuore. Mandi (ciao in friulano, ndr), Eluana - ha concluso don Puntel - resta in Dio''. Don Puntel ha anche letto un breve messaggio dell'arcivescovo di Udine, Pietro Brollo. ''Vi siamo sempre stati vicino - ha scritto mons. Brollo - e soprattutto siamo stati vicini a papa' Beppino e mamma Saturna. Eluana merita una grande manifestazione di affetto. Lei ci ha parlato e ci ha interrogato. Tu ora sei nella verita' - ha concluso Brollo - e conosci piu' di noi la verita'''.

PER NOI SEI COME UNA STELLA ALPINA - ''Sei come una stella alpina rinata sulle rocce dopo un lungo inverno'': e' stato l'ultimo saluto di don Tarcisio Puntel a Eluana Englaro, tumulata questo pomeriggio nel cimitero di San Daniele di Palauzza (Udine). Don Puntel ha usato anche la lingua friulana per ricordare la giovane morta dopo 17 anni di stato vegetativo persistente: ''cuo' tu ses in ta veritat (adesso sei nella verita') e ti prego da lassu' prega sempre per tutti noi''. Il rito funebre e' stato accompagnato da canti in latino dalla messa 'pro defunctis' e da diversi brani in friulano eseguiti dalla Cantoria Via Parocchiale.

Prima di arrivare in chiesa, il corteo funebre ha fatto una deviazione per l'ultimo saluto di papa' Beppino e mamma Saturna a Eluana. Papa' Beppino e mamma Saturna, che sono da martedi' sera a Paluzza, hanno deciso di non andare in chiesa, alla cerimonia funebre, per evitare quello che lo zio Armando ha definito ''l'assedio mediatico''. Hanno cosi' salutato Eluana per qualche minuto vicino alla loro casa, a ridosso del centro del paese.

ARRIVA IL PRIMO LIBRO DOPO LA MORTE

Un ''confronto concreto'' tra quanti, pur da posizioni molto distanti, intendono trovare ''risposte convincenti e condivise sulla definizione stessa di vita umana''. Questo l'obiettivo dichiarato di 'Eluana Englaro' (Meltemi, 14 euro) di Francesco Galofaro, primo libro ad uscire dopo la morte della ragazza avvenuta pochi giorni fa. Galofaro ricorda di aver seguito negli anni la storia di Eluana ed esaminato i commenti che ne ha proposto la stampa, ne ha discusso con medici che assistono persone in ''stato vegetativo persistente'' e ha osservato analogie e differenze tra i vari casi; ha studiato la legislazione italiana e quella europea in materia e ne ha confrontato efficacia e coerenza. In Italia sono circa tremila le persone che vivono in uno stato vegetativo persistente.

Per diciassette anni Eluana Englaro e' stata una di queste. ''La sua drammatica vicenda, il dolore della famiglia e le battaglie legali e civili del padre per il rispetto della volonta' di Eluana- e' detto nel libro - si sono consumati, in tutto questo tempo, sotto i riflettori dei media che, complici il silenzio della politica e i tempi lunghi della magistratura, hanno contribuito a ridurre il dibattito a uno scontro''. ''Ogni decisione irreversibile sulla conclusione della nostra vita - dice l'autore - riguarda prima di tutto la nostra coscienza; e' necessario poi che la medicina, la legge e l'etica ci sostengano, e che la politica crei le condizioni per decidere consapevolmente,senza sostituirsi alla nostra liberta' di giudizio; tra le opposte posizioni di laici e cattolici un accordo e' possibile,a partire dal riconoscimento di uno spessore etico autonomo della medicina; riflettere sulla storia di Eluana Englaro puo' aiutarci a maturare scelte che riguardano la vita di tutti''.

Crisi: 600 euro imprevisti, non ce la fa 28% famiglie

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2009

ROMA - Il 28,4% delle famiglie italiane non é in grado di affrontare una spesa imprevista di 600 euro. Si tratta del doppio delle famiglie svedesi e della metà di quelle polacche. Lo afferma l'Istat che ha illustrato al Cnel alcuni dati sulla povertà (2006) confrontati con l'Europa. L'Italia si colloca all'ottavo posto in questa drammatica classifica. La condizione migliore è vissuta in Svezia (14,9%), Lussemburgo (18,1%), Portogallo (18,2%). Il nostro paese si colloca tra Austria (27,6%) e Regno Unito (28,7%). In generale, più del 50% delle famiglie non può far fronte a una spesa imprevista in Slovacchia, Ungheria, Polonia, Lituania e Lettonia.

Tuttavia, le famiglie italiane che dicono di essere in arretrato con il pagamento delle bollette sono solo il 9,4% (valore più basso nell'Ue a 15) e per il rimborso di prestiti da banche o finanziarie il 2,2% (anch'esso valore basso, il più alto con l'11,4% in Grecia e a Cipro). Ma in Italia, il 6,2% delle famiglie non può potersi di fare un pasto adeguato (carne o pesce) almeno una volta ogni due giorni; valore analogo a quello della Francia (6,7%). Le quote più basse si trovano ancora in Lussemburgo e Danimarca (2%) e quelle più alte in Slovacchia (38,1%) e Lettonia (35,6%).

Ed ancora: le famiglie italiane che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente l'abitazione sono il 10,4%: è il valore più alto tra i paesi dell'Europa a 15 (eccetto Grecia con il 13,6% e il Portogallo con il 41,6%). Nel nostro paese poi il 38,7% delle famiglie che vorrebbe fare una settimana di ferie l'anno non può permetterselo; è un valore molto distante da quello di Lussemburgo (10,5%), Danimarca (11,5%) e Svezia (15,2%) ma prossimo a quello della Spagna (38,3%) e della Francia (32,4%). Inoltre, il 7,3% delle famiglie italiane non può acquistare un pc (in Svezia e Danimarca sono il 3%) e il 3,8% un'auto (meglio di noi solo il Lussemburgo e Cipro con circa il 2%).

Berlusconi: mai attaccati Napolitano e la Costituzione. Ma il Pd scende in piazza

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/02/2009

Né io né il Governo abbiamo mai attaccato il capo dello Stato e la Costituzione. Niente di più falso. Con Napolitano ho sempre avuto una cordialità di rapporti, che sono sicuro rimarrà tale. Il presidente del Consiglio non ha alcun interesse a non aver rapporti cordiali con il presidente della Repubblica. Dagli schermi amici di Canale 5, ospite di Panorama del giorno, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risponde così alle accuse dell'opposizione. Che oggi è pronta a scendere in piazza, a Roma, nella manifestazione 'in difesa della Costituzione' convocata dal Pd.

La Costituzione, dice Berlusconi, "io l'ho evocata e l'ho difesa - dice il premier - perché la Costituzione prevede che il Governo abbia piena responsabilità di giudizio sulla necessità e sull'urgenza di un provvedimento. La Costituzione non è poi un moloch

intoccabile. E' la stessa Costituzione che prevede con l'articolo 138 la possibilità di modifiche. In Parlamento ci sono molti progetti della sinistra che chiedono di modificare la Costituzione. La sinistra mistifica e mi attacca per nascondere le proprie divisioni interne".

La manifestazione di Roma

Nonostante le distanze dell'ultimo periodo, allargatesi proprio in seguito agli ultimi attacchi di Antonio Di Pietro a Giorgio Napolitano, stasera in piazza con il Pd ci sara' anche l'Idv. Non il leader, impegnato a Bruxelles, ma capigruppo e parlamentari perche', spiega l'ex pm, "sin dal primo momento della legislatura, l'Idv ha denunciato il pericolo per la nostra democrazia", rappresentato dal premier.Afghanistan

Obama ha intenzione di rafforzare la presenza in Afghanistan con 30mila soldati in piu' e ha chiesto agli alleati di dare una mano - ha detto Berlusconi - Noi non ci tireremo indietro. Nei prossimi mesi ci sono le elezioni e tutti devono concorrere affinche' le votazioni siano sicure e democratiche. Ieri Obama e Berlusconi hanno avuto un colloquio telefonico. "Ho parlato mezzo'ora con Obama -dice Berlusconi- e ho avuto un'ottima impressione. Obama è una persona informata, che ragiona e conosce molto bene i temi della politica internazionale; e lascia sperare che le speranze riposte in lui abbiamo seguito".

Fine vita

Il Parlamento varerà in breve una legge che, oltre a vietare qualsiasi forma di eutanasia, introdurrà norme di civiltà come il testamento biologico - ha detto Berlusconi - e il divieto di non somministrare alimentazione e idratazione per chi non sa provvedere a se stesso.

Una manifestazione per fare scudo intorno a Napolitano e perché, sostiene Finocchiaro, "il tentativo di piegare le istituzioni c'e' stato tutto e fino in fondo e purtroppo succederà ancora". E il rischio di un continuo scontro istituzionale è temuto anche da Massimo D'Alema, che, ricordando Pinuccio Tatarella, evidenzia come "siamo ben lontani da quel bipolarismo maturo e civile sia perché è incompiuto il processo delle riforme costituzionali ma perché si affaccia costantemente il rischio di un conflitto tra istituzioni dello Stato proprio quando le difficoltà del paese richiederebbero coesione e armonia".

Iraq, maxi appalto a Russia e Norvegia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/12/2009

11.22 La compagnia petrolifera russa Lukoil e quella norvegese Stratoil hanno ottenuto i diritti di sfruttamento del giacimento petrolifero di Qurna Ovest-2, il più grande del Paese e del mondo. Il consorzio russo-norvegese si è aggiudicato l'appalto grazie a un'offerta che prevede di aumentare la produzione di 1,8 milioni di barili di greggio al giorno, in cambio di un premio di 1,15 dollari per ogni barile addizionale. Il campo, nel sud dell'Iraq, dispone di riserve per 12,8 miliardi di barili.

Il boss Graviano in aula: 'Mai conosciuto Dell'Utri'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2009

Il senatore del Pdl: "Datemi la sentenza"

PALERMO - "Non ho mai detto quelle cose a Spatuzza". Lo ha detto il boss Filippo Graviano, deponendo nel processo a Marcello Dell'Utri, riferendosi alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza su un colloquio avvenuto nel 2004 nel carcere di Tolmezzo in cui, secondo il pentito, Graviano avrebbe detto: "Se non arriva nulla da dove arrivare possiamo pensare a parlare con i magistrati ma prima dobbiamo parlarne con mio fratello Giuseppe". "Nel '94 (periodo in cui, secondo Spatuzza, i Graviano avrebbero avuto assicurazioni da settori della politica ndr) - ha aggiunto Filippo Graviano - non c'era nessuno che doveva farmi promesse, perché io all'epoca dovevo scontare solo quattro mesi di carcere. Perché avrei dovuto chiedere aiuto?". "E poi - ha proseguito il boss - il discorso con Spatuzza sarebbe avvenuto nel 2004. Da allora sono passati cinque anni, se avessi voluto consumare una vendetta lo avrei già fatto. Ma queste cose mi sono estranee".

Non ho mai conosciuto il senatore Dell'Utri né direttamente né indirettamente e quindi non ho mai avuto rapporti con lui, ha detto Filippo Graviano al termine della sua deposizione rispondendo a una domanda della Corte d'Appello di Palermo.

Il boss Filippo Graviano ha testimoniato in videoconferenza nel processo al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Il capomafia di Brancaccio, citato insieme al fratello Giuseppe, sta rispondendo alle domande che gli vengono rivolte dal pg Antonino Gatto, senza avvalersi dunque della facoltà di non rispondere. Giuseppe Graviano, invece, citato come teste nel processo Dell'Utri ha dichiarato di avvalersi della facoltà di non rispondere. "Il mio stato di salute - ha detto alla Corte - non mi consente di rispondere all'interrogatorio, come ho già detto ai Pm di Firenze. Quando potrò informerò la Corte". L'avvocato di Giuseppe Graviano ha chiesto alla Corte di leggere la lettera in cui il detenuto spiegava che i suoi problemi di salute erano legati al regime carcerario duro a cui è sottoposto, ma la Corte ha ritenuto di non procedere alla lettura.

Si è conclusa con la brevissima deposizione del boss Cosimo Lo Nigro, l'udienza del processo al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. Prima di lui, aveva testimoniato il capomafia Filippo Graviano, mentre il fratello Giusppe si era avvalso della facoltà di non rispondere.

FINI, GRAVIANO? GIUSTO DARE FIDUCIA A GIUDICI - La deposizione di Graviano "dimostra che occorre avere fiducia nella volontà e nella capacità della magistratura di accertare la verità": lo dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo alla scuola di polizia di Vibo Valentia.

LEGALE DELL'UTRI: PM FIRENZE "SCORRETTI" - "I pubblici ministeri di Firenze, dopo la deposizione, a Torino, del pentito Gaspare Spatuzza, sono andati ad interrogare i fratelli Graviano. Denunciamo questa condotta della Procura che riteniamo inopportuna e priva di riguardo nei confronti della Corte e che viola la norma che vieta alle parti di assumere informazioni sui testimoni citati ex articolo 507". A stigmatizzare la condotta dei sostituti del capoluogo toscano è l'avvocato del senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, Nino Mormino che, all'apertura dell'udienza a carico del politico, in cui dovevano deporre i boss Filippo e Giuseppe Graviano, ha reso noto che la Procura aveva sentito i capi mafia dopo la deposizione del collaboratore di giustizia di venerdì scorso. Il legale, che ha suggerito alla Corte di prendere provvedimenti, ha chiesto ai giudici l'acquisizione dei verbali d'interrogatorio che sarebbero "assolutamente necessari" ai fini del controesame dei boss da parte della difesa. La Corte si è ritirata in camera di consiglio per decidere sull'istanza.

PROCURATORE FIRENZE, NOI CORRETTI - "La procura di Firenze è un ufficio giudiziario che si contraddistingue per la sua assoluta capacità di relazionarsi solo alle norme di diritto e deontologiche. Ha come suo stile il preciso e rigoroso riserbo su tutte le attività che realizza e non può permettere a nessuno di diffondere notizie assolutamente prive di fondamento e implicitamente offensive dell'attività dei magistrati". Così il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha risposto ai giornalisti che gli domandavano un commento su quanto affermato stamani da uno dei difensori di Marcello Dell'Utri, l'avvocato Nino Mormino, al processo d'appello a Palermo al senatore del Pdl, in merito all'interrogatorio dei fratelli Graviano che sarebbe avvenuto dopo l'audizione di Spatuzza a Torino. Quattrocchi ha rilevato che è stato lo stesso pg di Palermo a "precisare in sede dibattimentale quando è avvenuta l'audizione" dei Graviano, ovvero il 1 dicembre, mentre Spatuzza è stato sentito a Torino il 4 dicembre. "Nelle sedi che contano, quali quelle giudiziarie - ha detto Quattrocchi -, bisogna stare molto attenti a dire le cose senza averle controllate". "Questo signore - ha aggiunto - si è permesso di insinuare che la procura di Firenze ha interrogato i Graviano dopo l'audizione di Spatuzza, cosa assolutamente falsa e che, se non controllabile da parte di chi l'ha diffusa, avrebbe dovuto suggerire maggiore cautela".

ANCHE LO NIGRO SMENTISCE SPATUZZA - "Non sono mai stato a Campofelice di Roccella e i Graviano li ho conosciuti solo in carcere". Lo ha detto il boss Cosimo Lo Nigro, che ha accettato di deporre al processo Dell'Utri. Lo Nigro ha smentito, dunque, quanto riferito dal pentito Gaspare Spatuzza che ha raccontato di avere partecipato, alla fine del '93, a un incontro con Giuseppe Graviano e Cosimo Lo Nigro nel corso del quale il capomafia di Brancaccio gli avrebbe detto che era necessario fare l'attentato contro i carabinieri allo Stadio Olimpico di Roma "così chi si deve dare una mossa, se la dà". Frase che il pentito interpretò come riferita a una trattativa in corso tra la mafia e una parte della politica che, proprio un nuovo eccidio, avrebbe dovuto accelerare.

DELL'UTRI: DATEMI LA SENTENZA - "Mi volete dare o no questa sentenza? Altrimenti resto impiccato ai pregiudizi. E' chiaro che, continuando così le cose, ho i nervi scoperti". Lo ha detto, in uno sfogo, rivolgendosi ai giornalisti, in una pausa dell'udienza, il senatore del Pdl, Marcello Dell'Utri, sotto processo in appello a Palermo, per concorso in associazione mafiosa. "Mi sono stancato - ha aggiunto - il processo stava per finire, quando ci hanno buttato dentro tutta questa spazzatura che fa perdere solo tempo. Perché non si cercano i veri responsabili delle stragi". Riferendosi poi alla trasmissione Annozero, di ieri sera, che si è occupata anche del caso Dell'Utri, il politico ha proseguito: "Hanno detto tutte cazzate. Le date della vicenda relativa all'arresto di Vittorio Mangano erano tutte sbagliate".

Il senatore citato in quel pizzino non sono io. E' chiaro. E' tutto buttato così, queste cose sono bombe e terrorismo. Tutte chiacchiere. Lo ha detto il senatore Marcello Dell'Utri, a margine del processo d'appello in cui è imputato per mafia, commentando il contenuto di un pizzino che sarebbe stato scritto dal boss Bernardo Provenzano e indirizzato a Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo. Dell'Utri ha anche ricordato la sua conoscenza con Vittorio Mangano. "L'ho conosciuto alla Bacigalupo - ha spiegato - che non era una squadra di mafiosi ma una grande realtà palermitana. Basti pensare che ci giocava anche il procuratore Pietro Grasso".

BERLUSCONI, CI SONO STATE DELLE COMICHE... - "E che vi devo dire...?Ci sono state delle comiche". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazione di Filippo Graviano che al processo di Palermo ha detto di non avere mai conosciuto il senatore Marcello dell'Utri.

Copenaghen, sale tensione: attesi 80mila manifestanti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2009

Oggi al vertice sul clima arrivano i ministri

COPENAGHEN - I manifestanti che partecipano alla grande mobilitazione a Copenaghen in occasione del 15/o vertice Onu sul clima, stanno arrivando a gruppi nella Piazza del Parlamento da dove è prevista la partenza del corteo. Cartelli prevalentemente gialli, campeggiano sulle teste di questi primi gruppi chiedendo 'giustizia climatica' e sottolineano che 'la natura non e' un compromesso' e che il nostro 'non e' un Pianeta di serie B'.

Sul molo a ridosso del Parlamento è attraccata anche la nave di Greenpeace Artic Sunrise con bandiere e manifesti sul clima. Previste tra le 50.000 e le 80.000 persone. La polizia è in allerta e pronta ad intervenire, ha ribadito questa mattina, nel caso in cui vengano fatte violazioni alla legge danese. Un gruppo di manifestanti intanto, si è radunato davanti alla stazione centrale indossando un impermeabile blu come a rappresentare la marea. Per ora l'affluenza sembra tranquilla dopo il fermo, ieri, di un'ottantina di persone, la maggior parte stranieri, e, tra questi anche almeno 7 italiani. Alla manifestazione partecipano 516 gruppi provenienti da 67 Paesi. L'arrivo del corteo è previsto intorno alle 16:00 davanti al Bella Center, la sede del vertice Onu dove oggi arrivano i ministri, tra cui Stefania Prestigiacomo per l'Italia. Ma la catena di sicurezza è stata posizionata molto distante dalle entrate e le strade circostanti sono state chiuse e sono presidiate dalle forze dell'ordine.

La mobilitazione globale è stata organizzata da 516 gruppi provenienti da 67 Paesi. La polizia teme incidenti anche se l'iniziativa dovrebbe essere pacifica.

Copenaghen: 600-700 arresti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2009

Molti trasferiti in periferia in centro reclusione provvisorio

Copenaghen: 600-700 arresti (ANSA) - COPENAGHEN, 12 DIC - Circa 600-700 persone sono state arrestate durante la manifestazione a Copenaghen in occasione del summit mondiale sul clima. Un agente e' stato colpito al volto da una pietra e un dimostrante e' rimasto ferito da un petardo che egli stesso stava facendo esplodere. Lanci di pietre e di bottiglie molotov hanno indotto gli agenti a intervenire contro i black bloc. Molti degli arrestati sono stati trasferiti in un nuovo carcere provvisorio, allestito alla periferia della capitale.

Corteo a Copenaghen Quasi mille arresti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2009

In azione circa quattrocento black bloc

COPENAGHEN - Il popolo del clima in piazza a Copenaghen. Una manifestazione imponente da 30 mila persone, ha detto la polizia. No, siamo in 100 mila, hanno detto i manifestanti. Tre ore di marcia per chiedere ai capi di stato (attesi nella capitale danese alla fine della prossima settimana) 'giustizia climatica'. E anche scontri tra polizia e Black Bloc con quasi mille arresti. Gli agenti mobilitati erano oltre 7 mila. Dovevano garantire il regolare svolgimento di quello che è stato un corteo pittoresco e allegro. Che però è stato turbato da episodi definiti isolati dalle stesse forze dell'ordine, portati avanti dai famigerati black bloc che non hanno perso l'occasione di provocare incidenti. Secondo quanto ha reso noto la polizia in serata, sono state 968 le persone fermate dagli agenti, quasi la metà dei quali proprio 'black bloc'.

Molti, stando alla polizia, sono stranieri. Sembra che in gran parte i fermati siano stati quasi tutti rilasciati. Resta incerta la sorte di un centinaio di dimostranti che, secondo gli organizzatori della manifestazione in serata erano ancora trattenuti in strada "con le manette ai polsi nonostante il freddo intenso". Per questo, gli organizzatori di Climate Justice for Action (Cja), in un comunicato accusano la polizia danese di "violazione dei diritti umani" e di avere effettuato arresti in modo "indiscriminato". Nei tafferugli, un agente è stato colpito da una pietra in volto e un dimostrante si è ferito nel tentativo di far esplodere un petardo. Tante le vetrine infrante. Sassi scagliati contro le finestre e oggetti contro la polizia sono comparsi in mezzo a palloncini colorati, salvagenti che accerchiano palloni del pianeta terra, panda giganti e orsi polari che soffrono il caldo con in testa una fiamma, carrozzine, bambini e famiglie. Una selva di cartelloni con gli slogan più diversi sono stati agitati dai dimostranti: 'Non siamo un Pianeta di serie B', e ancora 'la natura non e' un compromessò. Per tutti una sola richiesta: 'giustizia climatica' e no alle parole inutili. 'Bla..bla..bla, agire ora' scrivono i no global sui cartelli portati a spalla per un percorso lungo sei chilometri.

La manifestazione è partita intorno alle 13.00 quando i primi gruppi di manifestanti hanno cominciato ad affluire a grosse ondate sulla piazza del Parlamento danese, davanti al Christianborg Castle. Un palco ha ospitato alcuni rappresentanti dei 516 gruppi provenienti da 67 Paesi che hanno organizzato la maxi-mobilitazione. Da lì è partito l'incitamento a credere nei diritti ad avere un accordo sul clima. Dal palco è venuto il calore per muovere i primi passi verso il Bella Center, sotto un cielo limpido per la prima volta in sei giorni, ma con una temperatura pungente che fa male a mani, naso e piedi. Ma si parte. Intorno alle 14:30 il corteo si muove. Davanti alla meta del Bella Center - oggi trasformatosi in un vero e proprio 'bunker' - tanto è grande il cordone di sicurezza che é stato predisposto per proteggere la sede del vertice Onu sul clima, il 15/o.

Lungo la strada poliziotti ovunque. Camionette e ambulanze fanno da cornice. A un tratto da questa marea pacifica è partito un tiro di sassi contro la Banca Nazionale e il ministero degli Esteri, il lancio di una molotov, oggetti scagliati contro la polizia. Compaiono i temuti black bloc, i tattici della protesta incappucciati e vestiti di nero. La polizia è pronta, li isola. Un intero gruppo di circa 200 persone è rimasto dal primo pomeriggio fino a tarda sera sorvegliato a vista da una lunga catena di uomini delle forze dell'ordine, messo alle strette e bloccato tra i palazzi e le camionette che facevano da scudo verso il resto della città. I manifestanti ritenuti più violenti sono stati ammanettati e fatti sedere sull'asfalto in fila, uno accanto all'altro. Nessuno ha dato in escandescenza. Tutto ciò mentre il corteo pacifico proseguiva la sua marcia verso il Bella Center. Il muro di poliziotti ha fermato i manifestanti ad almeno un quarto d'ora a piedi dalla sede del vertice. La polizia ha comunicato successivamente di avere attuato una "manovra a tenaglia" per fermarli. Una veglia con candele guidata dal premio Nobel vescovo Desmond Tutu, ha chiuso la giornata.

Cina: porno sul web, 3.500 arresti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2009

Nel 2009 sequestrati 1,25 mln di file, chiusi 7.000 siti

Cina: porno sul web, 3.500 arresti (ANSA) - PECHINO, 12 DIC - Giro di vite sulla pornografia online in Cina: nel 2009 sequestrati 1,25 milioni di file osceni, chiusi 7 mila siti. Arrestati in 3.500.

Nell'agosto scorso, la Cina ha fatto formalmente marcia indietro su un piano per pre-installare un software di filtro per internet su tutti i nuovi computer venduti nel paese dopo le polemiche nazionali e internazionali. Il governo tuttavia mantiene uno stretto controllo su internet, dicendo che deve farlo per proteggere i giovani da cattive influenze.

Natale, agli amici si regalano libri e dvd

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/12/2009

Se la spesa aumenta, come per tv o pc, il regalo viene fatto solo a se stessi

ROMA - Il Pc o la Tv li compra per sé. Agli amici va invece un libro o un cd; ai parenti un capo d'abbigliamento; ai conoscenti una bottiglia di vino. L'italiano alle prese con i regali di Natale non sembra avere tanti dubbi: la maggior parte dei doni viene fatta ai familiari, ma 'pesando' le diverse percentuali è possibile scoprire che, quando la spesa aumenta, l'acquisto viene fatto preferibilmente per se stesso. A curiosare tra le preferenze di acquisto degli italiani è una indagine Confcommercio-Format sui consumi degli Italiani in vista delle festività natalizie.

Si scopre così che nel 38,2% dei casi l'acquisto di Cd e Dvd é indirizzato agli amici, così come il 25,5% dei libri. La "destinazione amici" rimane alta anche per gli articoli sportivi (13,8%) ma crolla per i telefoni cellulari (2,6%) e i Pc (2,4%) che invece sono i regali che si riservano a sé (rispettivamente per il 15,6 e il 34,1%) così come gli elettrodomestici (11,6%) e gli oggetti più tecnologici (14,5%) come i-pod, mp3, play station. Ai familiari, che comunque rimangono al primo posto nei regali natalizi, si donano più volentieri capi d'abbigliamento (a loro viene destinato il 77% di questi tipi di acquisto), le calzature (71,3%), i telefoni cellulari (70,1%). Vino e generi alimentari sono invece i doni più gettonati per i conoscenti ai quali, pur senza essere vicini come gli amici o i parenti, sotto l'albero di Natale non si nega comunque un cadeau.

ITALIANI CICALE, POCO RISPARMIO IN VISTA SPESE - Italiani più vicini alla "cicala" che alla "formica" in vista della spesa che affronteranno a fine anno per fare i regali di Natale. E' quanto emerge dall'indagine realizzata da Confcommercio-Format secondo la quale nei primi tre mesi che precedono il periodo per gli acquisti di Natale il 61,4% degli intervistati ha affermato di aver risparmiato "poco" contro il 38,6% degli italiani che ha risparmiato di più. Le vere "formiche" sono però pochissime: contro il 4,3% di quelli che hanno risparmiato sostengono di averlo fatto "molto".

50% ITALIANI SPENDE 100-300 EURO - Quasi la metà degli italiani (il 48,7%) spenderà per i regali di Natale tra i 100 e i 300 euro, mentre solo un piccolo gruppo di fortunati (il 3,7%) acquisterà beni per oltre 1.000 euro. L'indicazione emerge da una indagine realizzata dalla Confcommercio-Format sui consumi degli italiani a Natale. Il 19,6% degli intervistati spenderà per effettuare i propri acquisti di Natale meno di 100 euro, il 48,7% tra i 100 ed i 300 euro e il 19,5% tra i 300 ed i 500 euro. A mettere mano in modo più deciso al portafoglio sarà l'8,5% che impegnerà tra i 500 ed i 1000 euro. Gli spendaccioni sono pochissimi: solo il 3,7% ha affermato che spenderà oltre 1000 euro per i regali di Natale. La spesa media per effettuare gli acquisti si attesterà quindi di poco sopra le 300 euro. Tra coloro che hanno un'intenzione di spesa al di sotto della media rilevata a livello nazionale, prevalgono le donne, coloro che hanno un'età compresa tra i 25 ed i 44 anni, coloro che risiedono nelle regioni del Centro e del Sud Italia. Gli uomini sono invece tra i consumatori che spenderanno di più.

Venerdì 13 Febbraio 2009

Crisi: pil 2008 Italia -0,9% premier, sono preoccupato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/02/2009

ROMA - Il 2008 chiude con un calo del Pil dello 0,9%. Lo stesso calo registrato 15 anni fa, nel 1993. Lo comunica l'Istat. Il governo stimava nell'Aggiornamento del Patto di stabilita' un calo per l'anno passato dello 0,6%.

L'effetto di trascinamento dei dati sulla crescita fra il 2008 e il 2009 e' dell'1,8%. Cioe' se nel 2009 non ci fossero variazioni nella crescita per tutto l'anno, i 12 mesi chiuderebbero con un calo dell'1,8%.

L'ultimo trimestre 2008 ha chiuso con un calo del Pil del 2,6% rispetto al 2007 e dell'1,8% rispetto al trimestre precedente. Si tratta dei cali maggiori dal 1980, cioe' dall'inizio delle serie storiche dell'Istat comparabili.

CRISI: BERLUSCONI, SIAMO PREOCCUPATI

ROMA - ''Questa crisi che ha delle dimensioni che non sono ancora del tutto definite e la dobbiamo guardare e la guardiamo con preoccupazione''. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

NEL 2008 IN EUROZONA +0,7%, IN UE +0,9%

BRUXELLES - Nel 2008 il Pil dei Paesi della zona dell'euro è cresciuto dello 0,7% e quello dell'Ue dello 0,9%. Lo rende noto Eurostat, l'ufficio europeo di statistica. I tassi di crescita annuali, sottolinea Eurostat, derivano dalle stime flash del quarto trimestre pubblicate oggi e da quelle dei tre trimestri precedenti.

CROLLA IN EUROZONA E UE, -1,5% IN IV TRIMESTRE

BRUXELLES - Nel corso del quarto trimestre del 2008 il Pil dei Paesi della zona dell'euro, così come quello dell'Unione europea, ha fatto registrare un calo dell'1,5% in rapporto al trimestre precedente. Lo rende noto Eurostat, l'ufficio europeo di statistica. Nel terzo trimestre la diminuzione era stata dello 0,2% in entrambe le zone, così come nel secondo trimestre. Ad affossare la crescita nella zona dell'euro, i risultati dei principali Paesi: Germania (-2,1%), Portogallo (-2,0%), Italia (-1,8%), Francia (-1,2%), Spagna (-1,0%). Nel quarto trimestre, rispetto allo stesso periodo del 2008, nella sua stima flash Eurostat rileva un calo del Pil nella zona dell'euro dell'1,2% e nell'Unione europea dell'1,1%, contro rispettivamente un +0,6% e un +0,8% nel trimestre precedente. L'Italia su base annua nel quarto trimestre 2008 ha registrato un crollo del Pil, segnala Eurostat, pari al 2,6%. La maggiore diminuzione in Eurolandia. Con segno meno anche Portogallo (-2,1%), Germania (-1,6%), Francia (-1,0%), Spagna (-0,7%).

30 milioni in tre anni per risarcire i militari contaminati da uranio

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/02/2009

Per la salute dei ragazzi in divisa sara' fatto tutto quello che deve essere fatto. Lo ha assicurato a Sassari il ministro della Difesa Ignazio La Russa, rispondendo ai giornalisti sulla necessita' del risarcimento per i militari contaminati da uranio impoverito. "Per questo", ha aggiunto La Russa, in visita al 152 battaglione della

Brigata Sassari, "abbiamo deciso di stanziare 30 milioni di euro in tre anni che saranno destinati a chi effettivamente, caso per caso, risultera' aver avuto un danno da situazioni come queste.

Dobbiamo sganciare questo tema da speculazioni politiche, non mi e' piaciuto che un decesso avvenuto sei mesi fa sia stato utilizzato da una piccola parte a un giorno dalle elezioni, senza che questo decesso sia stato minimamente valutato e accertato. Anzi, dalle prime informazioni, mi dicono con non vi e' probabilmente alcuna relazione con la permanenza di quel soldato in una struttura militare".

Il ministro ha poi ringraziato i militari della brigata Sassari spiegando che "l'addestramento della Sassari e' tale che qualunque compito le venisse assegnato sara' in grado di assolverlo sempre nel migliore dei modi".

Gasparri contro Santoro e Vauro: da loro solo insulti, ma presto cacciati i gestori Rai

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/02/2009

Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. Al presidente dei senatori del Pdl,

Maurizio Gasparri, la puntata di Anno Zero sul dramma di Eluana Englaro e sulla presunta deriva bonapartista del governo Berlusconi, andata in onda ieri sera non è proprio piaciuta. "L'insulto è la loro regola - dice - Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano".

Le parole di Gasparri hanno un grande pregio, quello di illuminare la strada a chi fatica ad orientarsi nel mondo della politica, commenta subito in una nota Silvana Mura, deputata di Idv.

Dall'abituale scomunica del venerdì che il presidente dei senatori del Pdl lancia su Santoro e Annozero - prosegue - tutti possiamo trarre due importanti lezioni. La prima è che la colpa gravissima di Santoro e Vauro, accusati di alimentare odio, è quella di aver riproposto le serene parole pronunciate da Gasparri sul caso Englaro. La seconda lezione è che la maggioranza si appresta ad epurare la Rai, dal momento che è lo stesso Gasparri che annuncia la 'cacciata meritata' dei vertici. Viene da dire che sulla Rai tutto procede come da copione.

Fra le vignette mostrate da Vauro in chiusura di trasmissione, una tracciava un parallelo fra le 'scalate' di Eluana Englaro e Silvio Berlusconi: il Calvario per la prima il Quirinale per il secondo. "Anche Gasparri chiede un minuto di silenzio", era il titolo di un'altra vignetta che ritraeva il senatore PdL con il fumetto: "Così si sentono meglio le stronzate che dico". E poi, ancora sul dramma di Eluana: "Morta per sentenza": "Risulta dall'autopsia su Eluana?", chiede un personaggio. "No, da quella sul cervello di alfano", risponde un altro. E Mentana che lascia Mediaset? "Matrix, staccata la spina a Mentana".

Papa: a Natale gioia anche in povertà

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/12/2009

Oggi benedizione 'bambinelli' presepe in piazza San Pietro

ROMA - Anche in tempo di crisi il Natale e il presepe svelano il "segreto della vera gioia", che non è "nell' avere tante cose", ma "nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene". Lo ha detto il Papa all'Angelus della terza domenica di Avvento, recitato a piazza San Pietro dopo la sua visita all'Hospice Sacro Cuore. La giornata è dedicata ad un'antica tradizione romana: la benedizione dei 'bambinelli'. I bambini della città portano a san Pietro le statuine di Gesù Bambino da mettere nei presepi delle loro case, delle scuole e delle parrocchie e il pontefice le benedice. "La benedizione dei 'bambinelli', come si dice a Roma - ha detto il Papa tedesco - ci ricorda che il presepio è una scuola di vita, dove possiamo imparare il segreto della vera gioia".

CURA DOLORE RISPOSTA E EUTANASIA

ROMA - La società "efficientistica" tende oggi a emarginare i malati gravi e in fase terminale, i quali, invece, "vanno rispettati e sostenuti": lo ha affermato papa Benedetto XVI, visitando, questa mattina, l' Hospice Sacro Cuore di Roma, una centro di cure palliative che fornisce assistenza gratuita a malati incurabili e in fin di vita. "Oggi la prevalente mentalità efficientistica - ha detto il Papa - tende spesso a emarginare queste persone, ritenendole un peso ed un problema per la società. Chi ha il senso della dignità umana sa, invece - ha aggiunto - che esse vanno rispettate e sostenute mentre affrontano le difficoltà e le sofferenze legate alle loro condizioni di salute".

Sappiamo come alcune gravi patologie producano inevitabilmente nei malati momenti di crisi, di smarrimento - ha ammesso il pontefice senza mai riferirsi esplicitamente alla questione dell'eutanasia - e un serio confronto con la propria situazione personale. I progressi nelle scienze mediche - ha aggiunto - spesso offrono gli strumenti necessari ad affrontare questa sfida, almeno relativamente agli aspetti fisici. Tuttavia, non sempre è possibile trovare una cura per ogni malattia, e, di conseguenza, negli ospedali e nelle strutture sanitarie di tutto il mondo ci si imbatte sovente nella sofferenza di tanti fratelli e sorelle incurabili, e spesso in fase terminale. Il Papa ha quindi incoraggiato il ricorso alle cure palliative che - ha detto - sono in grado di lenire le pene che derivano dalla malattia e di aiutare le persone inferme a viverla con dignità". Da sole, però non sarebbero sufficienti a lenire il disagio dei malati e a rispettare la loro dignità, e perciò, "accanto alle indispensabili cure cliniche, occorre offrire ai malati gesti concreti di amore, di vicinanza e di cristiana solidarietà per venire incontro al loro bisogno di comprensione, di conforto e di costante incoraggiamento".

Il "controllo del dolore" è "sicuramente una risposta concreta alla crescente 'voglia' di eutanasia che la società di oggi vuole imporci": lo ha detto il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele, rivolgendosi al Papa in visita all'Hospice Sacro Cuore, centro per le cure palliative di Roma finanziato dalla Fondazione. "Dagli insegnamenti di Sua santità Pio XII contro l'accanimento terapeutico - ha affermato Emanuele - siamo arrivati oggi a capire che la disperazione per il dolore che colpisce la persona è così grande da far desiderare che tutto finisca con la morte, con la morte provocata, con l'eutanasia". "La nostra esperienza ci porta a poter dire - ha osservato - che il controllo del dolore, senza la perdita della conoscenza, aiuta ad affrontare la morte con dignità". "Questo - ha aggiunto - è ciò che si propongono le cure palliative".

Amanda in cella: 'ho il mio mondo'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/12/2009

Non guardo la tv, quando tutto e' finito tornero' in Italia'

PERUGIA - Nella cella di Amanda Knox, condannata a 26 anni di reclusione per l'omicidio di Meredith Kercher, la televisione è spenta e non ci sono giornali. "Non li leggo e non guardo la tv. Ho il mio mondo", ha detto la giovane di Seattle. Al presidente della Fondazione Italia-Usa, il deputato del Pdl Rocco Girlanda che oggi le ha fatto visita, ha spiegato: "mi manca la mia famiglia e quando tutto sarà finito voglio stare con loro ma poi mi piacerebbe anche tornare Italia perché (questo Paese, ndr) a me piace".

Insieme all'on. Catia Polidori, anche lei componente della Fondazione, l'on. Girlanda ha visitato oggi la sezione femminile del carcere di Perugia. Accompagnati dalla direttrice della struttura, la dottoressa Bernardina Di Mario, i due parlamentari hanno preso visione delle varie aree (una struttura "con una vivibilità di alto livello", tenuta "molto bene", il loro giudizio al termine). Si sono intrattenuti con il personale della polizia penitenziaria e con alcune delle detenute, in particolare con due straniere in cella con i loro bambini. Il presidente della fondazione (sulla sua giacca una piccola spilla con unite le bandiere di Italia e Usa) ha poi incontrato la Knox: "Per verificare le sue condizioni di detenuta - ha spiegato - anche alla luce della fortissima eco che il caso ha avuto negli Stati Uniti, tanto da interessare anche il segretario di Stato Hillary Clinton".

Quando l'on. Girlanda ha spiegato il motivo della visita ad Amanda incontrata nella sua cella con, come le altre, il portoncino semi aperto e la grata chiusa, lei ha risposto con un sorriso e con poche parole in inglese: "ok, thank'". Maglione a collo alto e pantaloni neri, la Knox è apparsa tranquilla. "Sto aspettando e sperando", ha detto senza comunque entrare nel merito della sua vicenda giudiziaria come prevedono le norme del carcere. "Devo accettare - si è limitata a dire Amanda - cose che non mi sembrano giuste". Nel processo appena concluso, la Knox si è proclamata estranea all'omicidio Kercher ma secondo la procura di Perugia era lei a impugnare il coltello con il quale venne uccisa la studentessa inglese e per questo è stata condannata a 26 anni di reclusione dalla Corte d'assise di Perugia che ha inflitto anche 25 anni al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito (ora detenuto a Terni).

Che partecipò al delitto - sempre in base all'accusa - insieme a Rudy Guede (rinchiuso a Viterbo), al quale sono stati inflitti 30 anni con il rito abbreviato e nei confronti del quale è in corso il processo d'appello (la sentenza è attesa tra il 21 e il 22 dicembre prossimo). Tutti e tre i giovani si dicono comunque innocenti. Amanda ha sottolineato di "essere stata sempre trattata bene. Sono preoccupata - ha proseguito - ma mi fido dei miei avvocati e della mia famiglia. E loro dicono di stare tranquilla. Però è molto pesante sentirsi dire 'sei colpevole'". Ciò che manca di più alla giovane di Seattle - ha spiegato ancora - sono proprio i suoi familiari. "Quando tutto sarà finito voglio tornare da loro - ha affermato ancora - per rimanerci tanto. Ma l'Italia mi piace e voglio tornarci". Intanto nella struttura di Capanne la madre Edda le fa visita due volte alla settimana.

C' è sempre qualcuno dei miei che viene, ha detto ancora ai due parlamentari. In carcere Amanda ha chiesto di poter lavorare nella lavanderia del carcere e di riprendere gli studi di lingue presso l'Università di Seattle alla quale ha già scritto. Intanto il presidente e gli altri componenti della Fondazione Italia-Usa le hanno portato alcuni libri. Tra questi una biografia di Benedetto XVI e un libro di preghiere, testi in inglese scritti dallo stesso Pontefice che dopo le formalità di rito le verranno consegnati dalla polizia penitenziaria.

claudio.sebastiani@ansa.it

Il popolo di Facebook si schiera pro e contro Tartaglia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/12/2009

ROMA - "Massimo Tartaglia personaggio dell'Anno"; "Massimo Tartaglia Vergogna!". A poco più di un'ora dall'aggressione al presidente Silvio Berlusconi oggi in Piazza Duomo, il popolo di Facebook già si schiera tra chi condanna fortemente il gesto e chi lo appoggia osannando l'autore del gesto. Tanti i siti nati sul popolare social network: "Tartaglia, (ovvero colui che ha spaccato la faccia a Berlusca)"; "Vergogna a Massimo Tartaglia assalitore di Berlusconi..."; "Io sto dalla parte di Tartaglia". E ancora commenti, gruppi, pagine spontanee.

Crescono le adesioni degli utenti di Facebook al gesto di Massimo Tartaglia, l'uomo che ha aggredito in piazza Duomo a Milano il premier Berlusconi. Su una delle numerose pagine intitolate al grafico 42enne si contano già oltre 16 mila fan, a tre ore dal momento dell'aggressione. E aumentano a ritmi vertiginosi i sostenitori, fra cui anche molti stranieri. Commenti e foto ritoccate anche su altre pagine del popolare social network. Una riporta la foto del premier con lividi intorno all'occhio sinistro e alla bocca e la scritta sotto che recita: "I had a dream... Grazie Massimo Tartaglia". Ma il popolo di Facebook si schiera anche contro il gesto di Tartaglia. Contemporaneamente infatti sono stati creati altri gruppi che condannano l'aggressione al premier Berlusconi, stigmatizzando l'accaduto. Questi i nomi di alcuni gruppi: "Uccidiamo Massimo Tartaglia" e "Interniamo Massimo Tartaglia".

Scatenati gli utenti anche su 'Twitter', dove proliferano commenti sull'accaduto pro e contro, soprattutto da parte di internauti stranieri: se una ragazza in spagnolo ironizza dicendo che hanno fatto "una faccia nuova" a Berlusconi, un altro microblogger in inglese si chiede: "Cosa ha fatto il povero Berlusconi per meritarsi tutto questo?".

Sabato 14 Febbraio 2009

Crisi: da bonus redditi bassi a stop mutuo, le proposte del Pd a Palazzo Chigi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/02/2009

ROMA - I giudizi del governo sulla crisi, da quando è stato detto ad ottobre che era cosa diversa da quella del '29, le rassicurazioni sugli effetti di un calo del Pil del 2% ''sono la testimonianza della grave sottovalutazione della crisi in atto". Lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni illustrando i punti del piano 'anti-crisi' del Partito democratico. "Si tratta di giudizi sbagliati su una crisi che invece sta arrivando prepotentemente sulle imprese e sul lavoro" ha detto ancora Veltroni ricordando, la diffusione di ieri degli ultimi dati Istat sul calo del Pil. Il piano proposto dal Pd propone invece, spiega il segretario, interventi per il biennio 2010-2011 per interventi pari a un punto di Pil con misure sugli ammortizzatori sociali, interventi a sostegno dei redditi: salari e pensioni e per le imprese, soprattutto, per le Pmi la cui struttura "é per sua natura la più esposta alla crisi"

D'ALEMA, DA CONFINDUSTRIA ACQUIESCENZA A GOVERNO

BOLOGNA - "Il mondo delle imprese dovrebbe farsi un po' più sentire. C'é una singolare acquiescenza di Confindustria", rispetto al Governo. "E' impressionante". Lo ha detto Massimo D'Alema in un incontro con il mondo dell'imprenditoria locale a Bologna.

Con il passato Governo - ha detto D'Alema riferendosi alla trattativa con Confindustria del Governo Prodi - abbiamo messo sul tavolo sette miliardi per la riduzione del cuneo fiscale, una parte minore per i lavoratori e la parte maggiore per le imprese. Non hanno neanche detto grazie. Hanno detto che non bastava e hanno protestato. Da questo Governo hanno avuto quattro spiccioli e ogni giorno dicono grazie, ha affermato l'ex ministro degli Esteri sottolineando sempre di riferirsi a Confindustria e molto meno alle imprese minori. "Perché questo? Secondo me perché è il segno della debolezza dei centri maggiori del potere economico. Siccome hanno bisogno dei favori del Governo, in questo momento non hanno la forza di rappresentare in modo adeguato l'interesse del mondo delle imprese. Certo - ha rincarato D'Alema - il Governo non fa una politica verso le imprese italiane, però il presidente del Consiglio riceve investitori stranieri a casa sua in compagnia di banchieri d'affari per lanciare un chiaro messaggio, se c'é bisogno, intermediare, redistribuire". "Questa è una curiosa idea privatistica. I fondi sovrani non arriveranno alle piccole imprese - ha ironizzato D'Alema rivolto alla platea delle piccole imprese - ma qualche grande imprenditore pensa di potersene giovare. A che pro litigare col Governo se lì ci sono i rubinetti e i favori?". D'Alema ha ribadito che "se non c'é una capacità del mondo dell'impresa di difendere l'impresa e non interessi particolari, in questo momento l'impresa italiana rischia". Per questo - ha ripetuto - "la base delle imprese dovrebbe fare sentire la sua pressione rispetto a una capacità molto limitata di rappresentarne gli interessi fondamentali".

DA 'BONUS' REDDITI BASSI A STOP MUTUO,PROPOSTE PD

di Alessandra Chini

ROMA - da un bonus di 100 euro al mese per i redditi medio-bassi alla sospensione delle rate del mutuo per chi perde il lavoro fino al ripristino dei Fas, il Pd propone una contro-manovra anticrisi da 16 miliardi, circa un punto di Pil.

Ecco, in sintesi, le proposte:

MISURE PER IL SOSTEGNO A PRECARI E DISOCCUPATI - Il Pd propone una serie di misure immediate per far fronte alla disoccupazione, da accompagnare a una riforma degli ammortizzatori sociali da realizzare organicamente sul modello europeo. Intanto chiede l'introduzione di una misura temporanea di sostegno al reddito di precari e di chi perde il lavoro; a questi ultimi andrebbe inoltre sospeso il pagamento delle rate del mutuo per la casa; nel piano si prevede anche l'innalzamento della copertura della Cassa integrazione straordinaria. In prospettiva si prevede una riforma degli ammortizzatori e l'istituzione di un sussidio unico di disoccupazione.

BONUS 100 EURO PER REDDITI MEDIO-BASSI - Attraverso il meccanismo delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente, autonomo e da pensione, il Pd propone di arrivare a dare, alla fine della legislatura, 100 euro in più al mese per i redditi fino a 30.000 euro l'anno. Intervento che comprende anche gli incapienti attraverso i trasferimenti.

OCCUPAZIONE FEMMINILE - Meno costi per l'impresa che assume una donna; meno tasse sul reddito da lavoro delle donne e sostegno all'imprenditoria femminile.

GREEN ECONOMY - L'investimento sull'economia eco-compatibile, secondo il Pd, potrebbe portare a un milione di posti di lavoro nei prossimi cinque anni. Il partito propone una serie di interventi tra i quali un piano di riqualificazione degli edifici pubblici; rendere permanenti le agevolazioni fiscali al 55% per gli interventi di efficienza energetica delle abitazioni; la costruzione di 100 mila nuovi alloggi a basso consumo energetico; incentivi per la rottamazione e per l'acquisto di elettrodomestici 'verdi'; un piano di 1.000 treni per i pendolari, con 300 milioni di euro all'anno per cinque anni; raddoppiare nei prossimi 10 anni l'energia prodotta con le fonti rinnovabili.

INFRASTRUTTURE - Il Pd propone un aumento degli investimenti pubblici in infrastrutture, con priorità per le opere immediatamente cantierabili e per le quali i Comuni possono essere parzialmente svincolati dal patto di stabilità interno. Secondo il partito vanno anche ripristinate le risorse Fas.

IMPRESE - Rafforzamento dei Confidi; accelerazione del pagamento dei debiti delle p.a. alle imprese fino a 250 dipendenti, usando anche le risorse della gestione separata della Cassa depositi e prestiti. Sostegno con interventi fiscali (dall'innalzamento del limite del fatturato alla riduzione della ritenuta d'acconto sui ricavi dei professionisti) a lavoro autonomo e imprese.

MADE IN ITALY - Difesa e valorizzazione del made in Italy anche con la tutela di marchi e denominazioni contrastando il dumping sociale e lo sfruttamento del lavoro minorile.

COPERTURE - Il piano costa 16 miliardi da coprire nel 2009 per la metà con l'innalzamento del Pil, con il riavvio di politiche anti-evasione, con l'assorbimento delle risorse impiegate per il 'bonus famiglia' e la 'social card', con i risparmi dovuti all'attivazione di una centrale unica per gli acquisti.

Europee: Mastella candidato con il Pdl

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/02/2009

di Alessandra Chini

ROMA - Torna in campo Clemente Mastella. Il leader dell'Udeur, Guardasigilli del governo Prodi che lasciò tra le polemiche il suo incarico dopo la richiesta di arresti domiciliari per la moglie Sandra, di fatto accelerando la conclusione della legislatura, correrà con il Pdl per Strasburgo. Dopo qualche abboccamento con l'Udc di Pier Ferdinando Casini nei mesi scorsi e dopo aver fatto sapere che si sarebbe presentato con chi gli avesse offerto ospitalità, il politico di Ceppaloni sigla un'intesa con il centrodestra che comprende anche l'uscita dell'Udeur dalle giunte di centrosinistra, a partire da quella della Campania.

L'accordo è stato sottoscritto a Roma dai coordinatori regionali della Campania di Forza Italia e An, Nicola Cosentino e Mario Landolfi e dal segretario campano dell'Udeur Antonio Fantini e prevede di proseguire "anche dopo il voto di giugno, lungo un percorso fatto di programmi e scelte condivise". "Spero in una campagna elettorale senza veleni e cattiverie - fa sapere Mastella - senza cose come quelle successe contro di me nel recente passato dalle parti di Catanzaro". Ma alla notizia della sua candidatura, sono già scintille, in particolare con l'Idv. "Dini - attacca il partito di Di Pietro con Felice Belisario - lo candidarono subito. Mastella era indagato e non poterono mantenere la promessa alle politiche, ora con la candidatura alle europee l'accordo per le prossime amministrative è chiuso.

Berlusconi ha finalmente pagato il debito a chi lo ha aiutato a far cadere il governo Prodi". Accuse "da farabutti", ribatte infuriato l'ex Guardasigilli. Anche il 'prodiano' Franco Monaco è critico: Mastella e Berlusconi "non potevano che incontrarsi sul mercato della politica nel tempo dei saldi". Il ministro ombra del Pd del Welfare Enrico Letta, dopo questa notizia, invita pragmaticamente il suo partito a "presidiare il centro". Il Pdl, invece, fa quadrato. La candidatura di Mastella, "qualificherà le nostre liste", dice il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. Si tratta, per Cosentino di una intesa che "apre nuove prospettive", e che, aggiunge Landolfi, "é in linea con la collocazione dell'Udeur a livello europeo all'interno del Ppe".

Berlusconi ferito al viso, arrestato l'aggressore

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

Mi sento miracolato. La prognosi è di 20 giorni

MILANO - Silvio Berlusconi colpito da un oggetto, probabilmente una miniatura del Duomo, dopo il comizio a Milano. Fermato, e successivamente arrestato, l'autore del gesto. Dopo l'aggressione subita al termine del comizio alla manifestazione del Pdl, Berlusconi è stato portato all'ospedale San Raffaele.

Sono stati interamente ripercorsi, durante l'interrogatorio in Questura, i momenti dell'aggressione al premier Silvio Berlusconi ad opera di Massimo Tartaglia, il quarantenne con problemi psicologici che è stato dichiarato in stato di arresto. Dalle prime notizie sulla ricostruzione è emerso che Tartaglia si trovava dietro le transenne, un paio di file indietro rispetto alla gente che si accalcava per salutare il presidente del Consiglio. Quando Berlusconi, circondato dalla scorta, si è avvicinato, in particolare a un sostenitore con una bandiera di Forza Italia per stringergli la mano, da dietro la gente è saltato fuori Tartaglia, che si è praticamente inerpicato sulle spalle di quelli che aveva davanti e lanciato il souvenir che ha colpito il premier tra il naso e il labbro. Al momento del lancio, grazie al suo salto, Tartaglia si è trovato quasi faccia a faccia con Berlusconi anche se a una distanza di due-tre metri. Immediatamente dopo è stato bloccato da un uomo della scorta del presidente del Consiglio e da due agenti in borghese del Commissariato Centro, immobilizzato e portato via a forza tra i molti sostenitori di Berlusconi che volevano aggredirlo.

IL RACCONTO DI UN TESTIMONE - Era al fianco di Silvio Berlusconi quando il premier è stato colpito da un oggetto scagliato da un aggressore al termine del comizio a Milano, Gabriele Cartasegna, dirigente del movimento giovanile del Pdl Giovane Italia. "Ero al suo fianco - ha raccontato - e ho visto un uomo che, senza dire nulla, da dietro le transenne gli ha scagliato contro, da vicinissimo, un souvenir del Duomo di Milano. Non so se l'oggetto fosse di pietra o ferro". L'oggetto, poi recuperato dalle forze dell'ordine, ha colpito il presidente del Consiglio "sul naso e la bocca - ha spiegato il giovane - nella parte destra del volto. Ha iniziato a perdere molto sangue". L'aggressore, Massimo Tartaglia, "non ha detto nulla, né prima, né dopo - ha aggiunto Cartasegna - E' stato immediatamente aggredito verbalmente dalla folla e placcato dagli agenti della scorta e dalle forze dell'ordine".

MASSIMO TARTAGLIA, ARRESTATO - Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l'uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi dopo il comizio in piazza Duomo. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza profferire parola. Tartaglia risulta sconosciuto alla Digos. Risiede nell'hinterland milanese. L'uomo è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Lo si apprende da fonti investigative. Tartaglia è stato formalmente arrestato durante l'interrogatorio tenuto in questura dal procuratore aggiunto Armando Spataro. Le accuse sono di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. Tartaglia, infatti, aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, ma soprattutto una bomboletta di spray urticante al peperoncino.

Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato. L'uomo si trova in questura, sentito dai funzionari della Digos che hanno contemporaneamente avviato una perquisizione nella sua abitazione a Cesano Boscone (Milano).

Massimo Tartaglia lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si e' appreso, conduce una vita sociale normale. E' stato lui stesso a dire agli investigatori, che lo sentivano in questura, di essere in cura al Policlinico. Ora l'interrogatorio dovrebbe essere condotto direttamente dal procuratore aggiunto Armando Spataro capo del pool antiterrorismo.

Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi. Così ha detto Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande attraverso il citofono. Massimo Tartaglia vive infatti ancora con i genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e digos hanno terminato la perquisizione in casa. "Massimo è una psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno - ha mormorato il padre sconvolto - Anzi lui non ha mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf". Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa stamattina verso le 11. "Ciao a tutti - ha salutato i genitori - vado a trovare un amica non so quando torno". In casa nessuno ha sospettato nulla. "Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei provato a farlo desistere - ha detto il padre - Penso che questo episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in Italia". "In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica - ha detto ancora Alessandro Tartaglia - ma nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare".

ESEGUITA TAC, LA PRIMA DIAGNOSI - Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. E' questa la prima diagnosi, che, secondo fonti mediche, è stata fatta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'ospedale san Raffaele dopo l'aggressione subita al termine del comizio di Milano. Le stesse fonti riferiscono che il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto ad una tac precauzionale e per decisione dei medici sarà tenuto sotto osservazione per 24 ore. Secondo quanto hanno riferito agenti della polizia di stato davanti al pronto soccorso del San Raffaele, il premier è stato portato all'interno sdraiato su una barella. "Berlusconi aveva - hanno riferito i testimoni - una borsa di ghiaccio sul volto ed appariva cosciente".

Il premier ha una prognosi di 20 giorni, secondo quanto riferito dal primario del reparto di anestesia e rianimazione del San Raffele, Alberto Zangrillo. Zangrillo è il medico di fiducia del presidente ed era con lui al momento dell'aggressione. Il premier secondo quanto emerso da una tac, ha riportato anche una frattura del setto nasale, oltre ad una ferita lacero-contusa che ha richiesto punti di sutura al labbro inferiore. "E' molto scosso, abbattuto e dispiaciuto", ha detto il primario.

Il presidente è apparso ai medici che lo hanno in cura scosso e abbattuto ma sta reagendo con la sua solita tempra. Lo fa sapere dell'ospedale San Raffaele, Paolo Klun, il direttore della comunicazione della Fondazione San Raffaele-Monte Tabor. "Il presidente del Consiglio - è stato spiegato - ha subito un trauma contusivo importante al massiccio facciale con una ferita interna ed esterna al labbro superiore. Due denti, uno dei quali in modo serio, sono fratturati". "Il prof. Alberto Zangrillo - continuano dall'ospedale - ha ritenuto opportuno effettuare una tac al presidente che ha evidenziato una infrazione dell'elemento osseo del setto nasale (piccola frattura al naso, ndr). Questo ha portato i sanitari del San Raffaele a trattenere cautelativamente il presidente per la notte. La prognosi è di 20 giorni". "Il presidente - hanno concluso dal San Raffaele - è apparso ai medici che lo hanno in cura scosso e abbattuto ma sta reagendo con la sua solita tempra". Silvio Berlusconi è ricoverato in una stanza nel reparto solventi che si trova al settimo piano della struttura.

Il premier Berlusconi non avrà bisogno di nessuna operazione ma sarà trattenuto in ospedale per almeno 48 ore. Lo ha detto il medico personale del premier Alberto Zangrillo, che è anche primario di anestesia e rianimazione all'ospedale San Raffaele, dove il presidente del Consiglio è ricoverato. "Dal punto di vista clinico - ha spiegato il medico - è tutto tranquillo, ma sarà necessario un periodo di osservazione di uno o due giorni". Il premier, ha proseguito il medico, non ha perso mai conoscenza e non è stato sedato. Dal punto di vista psicologico, ha detto ancora Zangrillo, "mi è parso molto affrancato dall'affetto che l'ha circondato. Lui stesso ha rincuorato i figli che erano molto preoccupati". "Adesso è tranquillo - ha concluso il primario - ma è senz'altro molto amareggiato per quello che è successo".

LE VISITE IN OSPEDALE DI PARENTI E AMICI - Le visite in ospedale: i suoi figli, Marina accompagnata dal marito, Piersilvio, Barbara con il compagno ed Eleonora. E ancora Adriano Galliani, Emilio Fede, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, quello del Turismo, Vittoria Brambilla e quello della Cultura Sandro Bondi, il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. Insomma, oltre ai suoi figli, un via vai di amici e politici a lui molto legati per esprimergli il calore del loro affetto e la loro solidarietà.

PREMIER A FEDE, SONO MIRACOLATO - "Sono miracolato": così ha detto Silvio Berlusconi al direttore del Tg4 Emilio Fede che lo è andato a trovare all'ospedale. "Mi ha detto di sentirsi miracolato - dice Fede - perché un centimetro più su e avrebbe perso l'occhio. Naturalmente è dolorante, gli sono stati somministrati analgesici e non credo proprio - sottolinea Fede - che si tratterà di una cosa di sole 24 ore perché ha la frattura del setto nasale, due denti fratturati, ferite alle labbra". Ma, riferisce il direttore del Tg4 il premier si è detto soprattutto "preoccupato perché c'é una eccessiva atmosfera di violenza. Non è spaventato - precisa Fede - ma preoccupato. Faccio questo mestiere da cinquant'anni ma una cosa del genere, con un capo del governo fatto oggetto di un'aggressione non l'avevo mai vista". Poi l'affondo di Fede sui nemici politici: "D'altra parte - dice Fede - se ecciti alla violenza le piazze... e naturalmente faccio riferimento a Di Pietro mi chiedo come faccia a dire quello che ha detto oggi". Secondo Fede si tratta di un "atto di delinquenza che dovrebbe far riflettere tutti quelli, politici e giornalisti, che a vario titolo hanno fatto certi interventi. Credo che bisognerebbe smetterla e spero che dal male possa magari nascere qualcosa di positivo cioé un rapporto più civile all'interno del confronto politico".

MARONI, E' PROVATO MA SERENO - "L'ho trovato fisicamente provato ma sereno. Certo la botta è stata seria": lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Interno Roberto Maroni che in questo momento è in visita al premier all'ospedale San Raffaele.

Radiazioni da tomografia aumentano casi cancro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

Ricerca Usa, solo nel 2007 responsabili di almeno 29mila casi

WASHINGTON - Le tomografie effettuate negli Stati Uniti nel corso del 2007 causeranno circa 29 mila casi di cancro e uccideranno quasi 15 mila persone, afferma una ricerca pubblicata oggi sugli 'Archivi Internazionali di Medicina'. La ricerca critica la facilità con cui i medici Usa prescrivono esami tomografici anche quando non sono indispensabili. Nel 2007 vi sono stati circa 70 milioni di tomografie negli Usa. La ricerca sottolinea che in alcuni casi la tomografia espone i pazienti a dosi di radiazioni fino a cento volte più alte degli esami con i raggi-X.

E' stato scoperto che vi è stato un aumento significativo di casi di cancro nel 2007 dovuto alle radiazioni delle tomografie - ha detto Rita Redeberg, direttrice della rivista medica - Le morti causate dalle tomografie potrebbe avere raggiunto nel 2007 quota 15 mila. L'entusiasmo dei medici per le tomografie ha fatto salire il numero annuale negli Usa da 3 milioni nel 1980 a 70 milioni nel 2007. "Mentre alcuni di questi test possono essere incredibilmente importanti e salvare vite umane - ha affermato la Redeberg - è possibile affermare con sicurezza che alcune delle tomografie richieste non erano indispensabili".

Bankitalia: continua crescita del debito

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

Toccati 1801 miliardi di euro

ROMA - Continua a salire il debito. Secondo i dati della Banca d'Italia a ottobre ha raggiunto quota 1801,6 miliardi di euro rispetto a 1786,8 di settembre. In crescita a ottobre le entrate tributarie che, secondo i dati della Banca d'Italia, si attestano a 28,4 miliardi di euro rispetto ai 20,1 di settembre.

Le entrate risultano però in calo rispetto al risultato di un anno prima: ad ottobre 2008 erano state infatti pari a 29,3 miliardi cioé 0,9 miliardi in più rispetto ad ottobre scorso, con un calo tra i due mesi considerato del 3%. Entrate in calo anche nel dato cumulato dei primi 10 mesi: tra gennaio e ottobre 2008 si sono infatti attestate a 308,8 miliardi contro i 299,1 dei primi 10 mesi 2009 (-3,1%).

Intercettazioni e sentenze, scandalo story

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

Dopo giustizia sportiva Gup Napoli condanna Giraudo ed ex arbitri

ROMA - Dalla scoperta delle intercettazioni alle dimissioni di alcuni big, dalle sentenze della giustizia sportiva alle condanne di oggi con i tre anni inflitti a Giraudo dal Giudice per le indagini preliminari di Napoli. Calciopoli può essere considerato il quarto grande scandalo del calcio italiano, dopo i due legati alle scommesse e quello dei passaporti falsi. Tutto comincia nel 2004, in seguito ad alcune intercettazioni operate dai Tribunali di Torino e Napoli nei confronti delle dirigenze di Juve, Fiorentina, Lazio e Milan. Nel mirino degli investigatori anche, in un secondo filone d'indagine, anche Reggina e Arezzo. Ma della vicenda si apprende solo due anni più tardi, il 2 maggio 2006.

L'accusa principale per la giustizia sportiva - mentre le procure di Napoli e Roma per altre vie proseguono le loro indagini - per i grandi indagati è di illecito sportivo, finalizzato all'aggiustamento delle designazioni arbitrali, alla corruzione o all'intimidazione per favorire alcune squadre, ma si parla anche di frode sportiva. Le accuse coinvolgono Luciano Moggi e Antonio Giraudo, per la Juventus; i patron della Fiorentina, Diego Della Valle, e della Lazio, Claudio Lotito; il presidente della Reggina, Pasquale Foti; l'addetto agli arbitri per conto del Milan, Leonardo Meani. Coinvolti nello scandalo anche i due designatori arbitrali dell'epoca, Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, oltre ad alcuni arbitri, soprattutto Massimo De Santis, ma anche Paolo Dondarini, Paolo Bertini, Domenico Messina, Gianluca Rocchi, Paolo Tagliavento e Pasquale Rodomonti. Accusati gli stessi vertici della Federcalcio, in particolare Franco Carraro e Innocenzo Mazzini; dell'Aia, come Tullio Lanese.

Tutti vengono deferiti al Giudice sportivo. Il 2 maggio del 2006 escono i primi nomi dei personaggi coinvolti nelle intercettazioni: sono quelli di Moggi, Giraudo, Pairetto. L'11 maggio il Cda della Juventus rimette il proprio mandato agli azionisti. Il processo sportivo è veloce: il procuratore federale Stefano Palazzi chiederà durissime pene per gli imputati, quella di retrocessione in C per la Juve piomba sul ritiro della nazionale ai Mondiali. Il 19 maggio il ct azzurro Marcello Lippi è ascoltato dai pm dell'inchiesta romana sulla Gea, in pieno svolgimento di ritiro mondiale. Parte dell'opinione pubblica ne chiede le dimissioni per il coinvolgimento del figlio Davide, procuratore, nell'inchiesta romana.

Il 14 luglio la prima sentenza sportiva: Juve retrocessa in B con 30 punti di penalizzazione, revocati due scudetti; Milan -44 punti per il campionato finito, Fiorentina e Lazio meno 30, inibizioni a raffiche per i dirigenti: Moggi e Giraudo 5 anni e proposta di radiazione, Della Valle 4 anni, Carraro 4 anni e sei mesi, Pairetto e Lanese 2 anni e sei mesi. Il 26 luglio 2006, all'indomani delle sentenze di secondo grado, la Figc assegna lo scudetto 2005/2006 all'Inter. Lo scudetto 2004/2005 viene revocato alla stessa Juve e rimane non assegnato.

In appello sportivo, la Juve si vede ridurre la penalizzazione da 30 a 17 punti, la Fiorentina a -19, la Lazio a -11; ridotte anche le squalifiche di Galliani (9 mesi), Della Valle (3 anni e 9 mesi). Per Carraro solo una multa da 80 mila euro e i 5 anni a Moggi e Giraudo. Nel marzo 2007 spunta un secondo filone d'inchiesta, legato al traffico di schede telefoniche svizzere tra Moggi e alcuni arbitri, sulla base dell'inchiesta di Napoli; la Juve patteggia e viene multata di 300 mila euro, divisi in tre rate da 100 mila annui; gli arbitri coinvolti, Paolo Bertini, Gianluca Paparesta e Tiziano Pieri, sospesi in via cautelare nell'aprile 2007 e in maniera definitiva dall'Aia nel luglio 2008. Nell'ottobre 2008 Moggi e altri 25 imputati dell'inchiesta Calciopoli, vengono rinviati a giudizio.

Il processo comincia il 20 gennaio 2009. Il giudice proscioglie l'ex presidente Carraro e l'ex segretario Figc Francesco Ghirelli. Oggi la condanna a tre anni di reclusione per Antonio Giraudo nell'ambito del procedimento nei confronti degli imputati di Calciopoli che hanno scelto il rito abbreviato. L'accusa aveva chiesto, per l'ex dirigente juventino, 5 anni. Inflitti due anni di reclusione ciascuno anche all'ex presidente dell'Aia Lanese e all'ex arbitro Dondarini, due anni e quattro mesi è la condanna per l'ex arbitro Pieri.

Virus e hacker ora anche sui social network

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

Attacco a dignita' utenti social network, non contro hard disk

NEW YORK - Le nuove frontiere degli attacchi informatici si chiamano Twitter e Facebook, due tra i più popolari social network, mettendo soprattutto a rischio la credibilità e la dignità degli utenti, non più gli hard disk dei pc, come succede o succedeva negli attacchi tradizionali. Secondo il New York Times, un numero crescente di hacker riesce ad introdursi nei conti Twitter (il servizio di micromessaggi) o Facebook spesso indovinando le password, soprattutto quando sono (troppo) semplici come abc123, qwerty001 o abcdefg1. I risultati sono devastanti perché un utente, senza saperlo e senza accorgersene, inizia a consigliare agli amici una serie di prodotti o a suggerire link su internet, come quelli per fare test sul quoziente di intelligenza o aumentare i propri guadagni lavorando da casa.

Il Nyt cita il caso di un giovane di San Francisco che lavora per una ditta di pubbliche relazioni, Matt Marquess, il cui conto su Twitter è recentemente finito in mano a pirati. Senza saperlo Matt ha fatto pubblicità, presso i suoi numerosi amici della rete, per la Victoriàs Secret, una nota marca di lingerie femminile. L'uomo ha fatto proprio una brutta figura mettendo a rischio la propria credibilità, visto anche il suo mestiere, che lo mette a contatto con aziende e comunicatori. E' stato imbarazzante, ma tutto sommato non ci sono stati troppi danni per Marquess, piratato a causa di una password molto semplice da indovinare. In altri casi, invece, gli utenti dei social network hanno avuto a che fare con veri e propri truffatori, che indirizzano le persone verso falsi siti di e-commerce per poi spennarli o rubar loro il numero della carta di credito. La truffa scatta attraverso un link segnalato da un amico del social network. Un amico di cui uno tende a fidarsi: peccato che l'amico in questione non abboa consigliato nulla e sia stato un hacker ad inserire il collegamento a sua insaputa. Poi, dopo la truffa, ecco l'imbarazzo. Quando la prima vittima, quella del link, scopre di essere stato il veicolo inconsapevole della truffa, inizia ad inviare messaggi di scuse a tutti i suoi amici, molti dei quali sono nel frattempo diventati ex. Secondo la russa Kaspersky Labs, una delle principali ditte di sicurezza informatica, il fenomeno si sta espandendo, e un link Twitter su 500 porta ormai al sito di un hacker.

Mantovano: monitoraggio su siti web di 'campagna d'odio'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

ROMA - La polizia postale controllerà i siti internet in cui si esalta l'aggressione di Massimo Tartaglia al premier per cercare di risalire agli eventuali responsabili della "campagna d'odio" che corre sul web. Lo ha detto il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, intervenendo a La Telefonata, su Mattino Cinque.

Ci sarà adesso un monitoraggio di questi siti, ha affermato Mantovano. "La nostra polizia postale e le altre forze di polizia - con tutti i limiti che un intervento di questo tipo comporta, sia tecnici, sia di normativa - cercheranno di capire e di risalire" a chi ha lanciato messaggi di minaccia o di odio. "Ci proviamo, non sarebbe la prima volta che si arriva a dei risultati", ha detto il sottosegretario, assicurando che "lo sforzo sicuramente ci sara". Alla domanda, poi, se la "campagna d'odio" sia stata alimentata anche dalle dichiarazioni del pentito Spatuzza, Mantovano risponde "prendendo in prestito quanto affermato dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che ha parlato di 'modalita' inusualé. Ci siano trovati in una partita, l'appello di Dell'Utri, di cui stava per essere fischiata la conclusione e al 93' viene fatto scendere in campo un aspirante collaboratore di giustizia che dice cose che non erano state riscontrate. Tutto ciò in un'udienza che sembrava invece una mega conferenza stampa da parte di un soggetto il cui curriculum é noto a tutti".

Calciopoli: Giraudo condannato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

3 anni a ex ad Juve, accusa voleva 5 anni

NAPOLI - Tre anni di reclusione per Antonio Giraudo: e' la sentenza pronunciata oggi dal giudice per le indagini preliminari, De Gregorio, nell'ambito del procedimento nei confronti degli imputati di Calciopoli che hanno scelto il rito abbreviato. L'accusa aveva chiesto, per l'ex dirigente della Juventus, cinque anni.

Il gup ha inoltre inflitto due anni di reclusione ciascuno all'ex presidente dell'Aia, Tullio Lanese e all'ex arbitro Paolo Dondarini mentre due anni e quattro mesi e' la condanna per l'ex arbitro Tiziano Pieri. Tutti gli altri imputati sono stati assolti.

Il gup De Gregorio ha disposto per l'ex ad della Juve, Antonio Giraudo e gli ex arbitri Tiziano Pieri e Paolo Dondarini come pena accessoria il divieto per tre anni di accedere nei luoghi dove si svolgono competizioni sportive o si accettano scommesse e l'interdizione dagli uffici direttivi di societa' sportive.

Sette gli imputati assolti: si tratta dell'arbitro Gianluca Rocchi, degli ex arbitri Stefano Cassara', Marco Gabriele e Domenico Messina e degli ex assistenti Duccio Baglioni, Giuseppe Foschetti e Alessandro Griselli

Aggressione premier, condanna bipartisan

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

Napolitano: stop spirale violenza, Bossi: e' terrorismo

ROMA - Condanna da parte delle forze politiche dell'aggressione a Silvio Berlusconi dopo il comizio in Piazza Duomo a Milano.

NAPOLITANO, STOP A SPIRALE DI VIOLENZA -Il capo dello Stato GiorgioNapolitano ha espresso la 'piu' ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio' al quale ha manifestato la sua personale solidarieta'. Napolitano ha poi rivolto il "piu' netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza".

BOSSI: E' TERRORISMO -"Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo": lo ha detto all'ANSA il ministro Umberto Bossi. "Si sentiva un clima pesante da tempo - ha detto Bossi all'ANSA - E quello che è accaduto oggi é un segnale preoccupante". "Silvio è un amico - ha aggiunto il leader del Carroccio - e mi aveva appena espresso in pubblico, nel suo discorso in piazza Duomo, ancora una volta la sua stima". "Dopo quel che è accaduto oggi - ha concluso Bossi - bisogna alzare la guardia. Ci sono in giro troppe persone pronte a gesti delinquenziali. La Lega si mobilita e si prepara per combattere contro ogni rischio di terrorismo".

Può anche essere il gesto di un matto ma è il clima che preoccupa e il clima è quello del terrorismo: lo ha detto Umberto Bossi, interpellato dall'ANSA, commentando gli sviluppi dell'aggressione a Berlusconi. Bossi ha spiegato di essersi tenuto informato sulle condizioni del premier attraverso il telefono e parlando con il ministro Maroni che è andato a far visita a Berlusconi in ospedale.

BERSANI: GESTO INQUALIFICABILE - "Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta l'episodio di violenza di cui è stato vittima il presidente del Consiglio a Milano.

CASINI: SOLIDARIETA' SENZA SE E SENZA MA - "La violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma". Lo ha affermato il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.

FINI: ITALIA NON RIVIVA ANNI VIOLENZA - "E' un brutto giorno per l'Italia e tutte le forze politiche hanno il dovere di fare in modo che il Paese non riviva gli anni di violenza": è quanto afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini in collegamento telefonico con il tg1 commentando l'aggressione subita dal premier. Fini esprime la propria "condanna" per quanto accaduto, "un gesto di violenza - dice - che non può essere giustificato".

CEI: EPISODIO DI ESECRABILE GRAVITA' - "La violenta aggressione subita dal presidente del Consiglio costituisce un episodio di singolare ed esecrabile gravità". Lo afferma la presidenza della Conferenza episcopale italiana in un comunicato diffuso in serata. "Mentre esprimiamo sincera vicinanza al presidente Berlusconi - prosegue la nota - auspichiamo per il nostro Paese un clima culturale più sereno e rispettoso al fine di realizzare nella coesione sociale e nella responsabilità politica il bene di tutti e di ciascuno".

DI PIETRO: DEPLORIAMO LA VIOLENZA - "Come al solito quando si tratta di criticare l'Idv i soliti 'Soloni' capiscono fischi per fiaschi. Ribadisco allora che noi tutti deploriamo e condanniamo l'aggressione subita dal presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro!". Così il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta l'aggressione al premier a Milano.

L'AUGURIO DI BARROSO - Il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ha inviato un messaggio al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi augurandogli "una rapida guarigione" dopo l'aggressione subita.

Bindi: il premier non faccia la vittima

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/12/2009

Capezzone: Bindi peggio del leader dell'Italia dei valori

ROMA - "Solidarietà al premier", ma "resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c'é anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima". Per la presidente del Pd Rosy Bindi "questi gesti vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta, però, sono spiegabili". "Motivi di esasperazione ce ne sono molti, legati alla crisi economica che alcuni pagano con prezzi altissimi", dice Bindi in un'intervista alla Stampa. "La sensazione più diffusa è che non sai più a chi rivolgerti, chi ti tutela. C'é perfino una rottura in parte creata ad arte del movimento sindacale. E poi c'é uno scontro politico che si porta dietro sicuramente frange estremiste o persone che perdono la testa, ma - sottolinea - chi ha più responsabilità fa di tutto per dividere il paese".

CAPEZZONE: BINDI PEGGIO DI IDV - "Le dichiarazioni di Rosy Bindi lasciano esterrefatti, perché sono ancora peggiori di quelle di Di Pietro", dice Daniele Capezzone commentando le affermazioni fatte oggi. "Che la Vicepresidente della Camera, oltre che la Presidente del Pd, pronunci parole di questo tipo fa pensare che nella politica ci siano irresponsabili desiderosi di gettare benzina sul fuoco. Spero che Pierluigi Bersani voglia dissociarsi. Se non lo farà, sarà una pagina bruttissima per il Pd e per la sinistra italiana. Che altro deve succedere perché tra i dirigenti della sinistra si faccia strada un comportamento minimamente responsabile?".

DI PIETRO, NON SONO BUONISTA IPOCRITA - "Non intendo dare alcuna scusante all'aggressore. E' un malato di mente che deve rispondere del suo gesto criminale. Ma non intendo iscrivermi al club dei buonisti di convenienza e degli ipocriti". Così Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, è intervenuto a "24 Mattino" su Radio 24 per parlare dell'aggressione a Berlusconi. Di Pietro ha reagito alle critiche piovutegli addosso: "E' vero che il clima di odio deve cessare - ha aggiunto Di Pietro - ma non può essere usato ciò che è accaduto per fare da lavacro, da spugna nei confronti di una politica governativa irresponsabile nei confronti dei cittadini". Di Pietro non ha chiesto scusa per le parole di ieri, quando ha definito Berlusconi un istigatore: "Vedo che anche la Bindi ha detto la stessa cosa che ho detto io oggi su 'la Stampa', ma se lo dico io è una cosa vergognosa, se lo dice qualcun altro . Io faccio parte di chi dissente totalmente dalle politiche del governo Berlusconi. Dissentivo ieri e oggi, anche dopo quello che è successo. Non intendo cambiare la mia posizione per un fatto grave, che condanno e deploro, e dire che dobbiamo avallare le politiche governative. Questa è ipocrisia allo stato puro". Poi l'affondo finale: "Questo è un governo che sta portando avanti una politica piduista perché fa interessi di persone che hanno occupato il potere per ragioni personali, fascista e un po' xenofoba perché applica due pesi e due misure a seconda del colore della pelle, dello stato sociale".

DA MANCINO CONDANNA, ABBASSARRE TONI - "La più ferma condanna per il grave episodio dei violenza di ieri a Milano" di cui è rimasto vittima il presidente del Consiglio è stata espressa dal vice presidente del Csm Nicola Mancino. "Torna di grande attualità - ha detto aprendo i lavori del plenum - l'invito pressante del capo dello Stato ad abbassare i toni della polemica e a considerare di massima utilità per il Paese il civile confronto istituzionale sulle riforme".

ANEDDA ACCUSA TOGHE, SCONTRO A CSM - Il consigliere laico del Csm Gianfranco Anedda , esprimendo la sua "esecrazione" per l'aggressione al presidente del Consiglio parla del "clima d'odio" che c'é nel Paese, dicendo che a questo clima "non sono estranei i magistrati". Parole che provocano lo scontro a Palazzo dei marescialli: sono "inaccettabili" sostengono i rappresentanti degli altri gruppi.

SCAJOLA: SEMINARE ODIO PORTA A VIOLENZA - "Sentimenti di vicinanza e solidarietà" sono stati rivolti al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola dal forum Italia-India in corso a New Delhi. "Desidero portare un saluto al presidente del Consiglio e esprimere a lui in questo momento a nome di tutti sentimenti di vicinanza e solidarietà per l'aggressione di cui è stato vittima, insieme - ha detto Scajola nel suo discorso conclusivo del forum - all'augurio di una pronta guarigione. Non si può non constatare - ha affermato Scajola - che quando si semina odio verso l'avversario, si giustifica intolleranza, quando si passa dalla critica politica all'aggressione personale, si finisce inevitabilmente per seminare violenza".

BONAIUTI, TUTTO NASCE DA CLIMA ODIO - "Silvio Berlusconi non fa altro che difendersi, le cose che dice non sono mai attacchi ma risposte alle accuse più insensate e incredibili". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, parlando a 'Mattino5', inquadra il clima che - dice- ha in qualche modo ha "favorito" l'aggressione di ieri al presidente del Consiglio. "Il premier - prosegue il suo portavoce - è rimasto molto male per l'accaduto. E' una persona molto sensibile e mi diceva, ieri , nel tragitto in auto da Arcore alla manifestazione di piazza Duomo, 'C'é una tale spirale di odio, non pensi possa succedere qualcosa?'. Un dato di fatto così vero tanto che il presidente aveva previsto quanto poi sarebbe successo".

SCHIFANI: A RISCHIO LA CONVIVENZA DEMOCRATICA - "Fatti come quelli di ieri preoccupano: provano che si intravedono rischi" per una convivenza democratica, "e vanno contrastati con fermezza da parte di tutti": lo afferma il presidente del Senato Renato Schifani al Gr1 Rai riferendosi all'aggressione di ieri a Silvio Berlusconi a Milano. Secondo Schifani, "da alcune settimane si registra l'accentuarsi di una tensione dovuta ad atteggiamenti della politica che andrebbero tenuti sotto un maggiore controllo. Credo che sia giunto il momento che la politica si interroghi sull'esigenza non solo di abbassare i toni ma di concentrarsi sul confronto costruttivo e non su contrapposizioni che sfiorano l'attacco alla persona, addirittura con rischi per l'incolumità personale".

PREMIER RICEVE TELFONATA DI SARKOZY - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso, ha ricevuto stamane una telefonata del presidente francese Nicolas Sarkozy. Nella lunga e cordiale conversazione, Sarkozy si è sincerato delle condizioni del premier italiano dopo l'aggressione subita ieri a piazza Duomo.