DEI RICCHI

2009 - Gennaio - Settimana 2

Indice dei giorni


08/01/2009 * 09/01/2009 * 10/01/2009 * 11/01/2009 * 12/01/2009 * 13/01/2009 * 14/01/2009 *

Giovedì 8 Gennaio 2009

Obama: gli Usa raddoppieranno la produzione di energia alternativa in 3 anni

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/01/2009

Il presidente eletto, Barack Obama s'impegna a raddoppiare nell'arco di tre anni la produzione di energia alternativa negli Stati Uniti. L'iniziativa fa parte del programma di aiuti all'economia che Obama intende avviare per far fronte alla recessione. Il piano di rilancio dell'economia predisposto dal team che entrerà alla Casa Bianca ha un costo di 775 miliardi di dollari.

Taglio fiscale da 1.000 dollari

Barack Obama s'impegna anche ad accordare un taglio fiscale da mille dollari al 95% delle famiglie Usa. E' quanto prevede il suo piano di aiuti all'economia per "spingere la gente a ricominciare a spendere". Questa misura, spiega Obama, e' "il primo passo dei tagli fiscali alla classe media che ho promesso in campagna elettorale e che sara' incluso nel prossimo bilancio".

Devastanti perdite di fiducia: serve "azione decisa" per l'economia

Se non si agisce, la recessione potrebbe durare anni. Lo ha detto il presidente eletto americano Barack Obama nel corso di una conferenza stampa, precisando che serve "un'azione decisa" per affrontare la crisi economica in atto. Nell'economia ci sono state "devastanti perdite" di fiducia: "forse ci vorranno anni ma dobbiamo ripristinare la fiducia".

Il sistema regolatorio e' "debole e datato, va riformato. Dobbiamo prevenire il catastrofico fallimento di importanti istituzioni finanziarie", ha aggiunto il presidente eletto, sottolineando che per anni i manager di Wall Street hanno assunto "decisioni imprudenti".

A Bruxelles mediazione sul gas tra Russia e Ucraina. Scajola: nessun allarme in Italia

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/01/2009

E' in corso a Bruxelles un incontro bilaterale tra i vertici dell'ucraina Naftogaz e della russa Gazprom. Lo ha riferito all'agenzia France Presse il capo della delegazione di Kiev Andriy Veselovsky. "Posso confermare - ha detto - che l'incontro ha avuto inizio su iniziativa della controparte russa". I numeri uno delle due società, Alexei Miller e Oleg Dubina, nella

mattinata hanno tenuto due incontri separati con i rappresentanti dell'Unione Europea.

E' necessario che le forniture di gas russo riprendano subito, ha detto Hryhory Nemyria, vicepremier ucraino, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente dell'Europarlamento Hans-Gert Poettering che sollecita, da parte sua l'accordo, tenendo conto che siamo in inverno e un blocco delle forniture crea disagi e rischi in tutta Europa. Il governo italiano continua invece a smorzare i toni di un allarmismo generale: La situazione è delicata, ma non c'è nessun allarme, ha affermato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola al termine della riunione del comitato e il monitoraggio e l'emergenza sul gas. "Per l'Italia - ha aggiunto- non c'è una situazione di emergenza".

Intanto la Serbia ha deciso di attingere gas dalle riserve ungheresi a partire da questo pomeriggio. Belgrado inizierà a servirsi delle riserve ungheresi a partire dalle 16:00 per un ammontare compreso tra uno e due milioni di metri cubi di gas.

Stamane nella città settentrionale di Novi sad circa 80.000 persone si sono svegliate senza riscaldamento con il termometro fisso da giorni al di sotto dello zero.

La Serbia importa gas russo via Ugheria e Ucraina e sta battendo l'utilizzo di vie alternative come quella bielorussa.

Nemyria ha inoltre sostenuto con convinzione l'utilità di una missione europea per monitorare il transito del gas russo verso l'Ue. "Va inviata immediatamente", ha detto mostrandosi anche favorevole all'ipotesi di una missione "permanente".

Marrazzo: aberrante la lista di proscrizione per i negozi degli ebrei romani

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/01/2009

L'idea di proporre il boicottaggio dei negozi gestiti da cittadini romani di religione ebraica e' aberrante e gravissima.

Lo sostiene in una nota il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Le liste di proscrizione delle attivita' commerciali - aggiunge - hanno il solo effetto di riportarci ad un passato agghiacciante, che non vogliamo piu' ripetere come se la storia non insegnasse niente".

Per Marrazzo "cosi' si accetta una logica di guerra senza fine e senza orizzonti. Non e' in questo modo che si sostiene la causa palestinese ne tantomeno oggi la gente di Gaza. Cancellando tolleranza e rispetto dal proprio codice civile si facilita solo la cultura dello scontro e della barbarie. Alla Comunita' ebraica di Roma e agli esercenti, esprimo la mia piu' forte vicinanza e solidarieta'".

La proposta di oggi da parte di un sindacato e' di una sparuta minoranza perche' sono convinto che il sentimento prevalente, anche in momenti di cosi' alta tensione, sia di solidarieta' e vicinanza alla Comunita'. Lo ha detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che, questa mattina, "con un atto simbolico di vicinanza e solidarieta"' insieme con l'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio si e' recato al ghetto dopo le dichiarazioni di ieri del sindacato Flaica-Uniti-Cub che ha proposto il boicottaggio dei negozi ebrei.

Traffico,persi in auto 10 giorni l'anno

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/11/2009

15.45 Romani e milanesi perdono mediamente 10 giorni all'anno tra ingorghi e rallentamenti nel traffico cittadino, un problema quest'ultimo che non solo non trova soluzioni, ma addirittura continua a peggiorare. E' quanto si evince dallo studio condotto dal Codacons, secondo cui nella capitale in auto si trascorrono 10,8 giorni, a Milano 240 ore, cio?? 10 giorni esatti, mentre a Napoli si perdono 8,75 giorni. Secondo il Codacons, la soluzione ?? quella di incentivare l' utilizzo dei mezzi pubblici.

Papa: Chiesa sia povera e libera

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2009

Ratzinger, parlare ad umanita' contemporanea per vincere sfide

(ANSA) - BRESCIA, 8 NOV - Il mondo ha bisogno di una Chiesa povera e libera e la Chiesa ha bisogno di un dialogo con il mondo moderno. Lo dice il Papa. In visita pastorale a Brescia, Benedetto XVI afferma che il rapporto con la modernita' e' 'assolutamente centrale', per rispondere alle sfide attuali. Ratzinger sottolinea che la Chiesa deve essere 'povera e libera per riuscire a parlare all'umanita' contemporanea' e affrontare i problemi di oggi: crisi economica, immigrazione, educazione dei giovani.

Papa, volo per Brescia con Gianni Letta

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/11/2009

9.14 Papa Benedetto XVI è partito dall'aeroporto Pastine di Ciampino, diretto a Brescia poco dopo le 8.30 con un volo speciale. Il pontefice è accompagnato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta.

Procida, veglia di pregheria contro demolizioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2009

Disposte per le case abusive. Organizzatori: solidarieta' a famiglie coinvolte

PROCIDA (NAPOLI) - La Procura dispone le demolizioni delle case abusive e la comunità di Procida organizza una veglia di preghiera contro il provvedimento. In segno di solidarietà con chi è colpito da una misura, spiegano i promotori, che lascerà la gente senzatetto.

La veglia inizierà domani sera, alle 18.30, nella chiesa di S. Antonio Abate. E' stata organizzata "come dimostrazione di solidarietà e condivisione nei confronti delle famiglie destinatarie degli ordini di abbattimento della propria abitazione", hanno spiegato i promotori, che hanno affidato il loro appello anche ad un video su youtube.

La veglia è voluta dal gruppo religioso 'Rinnovamento nello Spirito Santo' che ha invitato tutta la cittadinanza a partecipare: "Un momento per pregare insieme e augurare a queste famiglie di ritornare a vivere in maniera serena la propria vita".

Obama a Israele: 'Due Stati, una pace'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/11/2009

2.40 Il presidente americano Obama ha ribadito il suo impegno per una soluzione di pace a "due Stati" per il conflitto israelo-palestinese in un videomessaggio proiettato su un maxi-schermo davanti a decine di migliaia di israeliani riuniti a Tel Aviv a 14 anni dall'omicidio del premier Rabin. Due entità statali che,per Obama,devono vivere "fianco a fianco in pace e sicurezza"; "i legami degli Usa con gli alleati israeliani sono granitici",ha aggiunto,e con loro abbiamo un fine comune: "pace giusta e durevole" nell'area.

Contatti Usa-Anp su Stato palestina

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2009

Quotidiano Haaretz, avrebbe confini anteguerra dei 6 giorni

(ANSA) - TEL AVIV, 8 GEN - Il premier palestinese Fayad avrebbe segretamente ottenuto l'impegno Usa a riconoscere uno stato palestinese entro i confini pre-1967. Ossia quelli antecedenti la guerra dei sei giorni: Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est. Lo afferma il quotidiano Haaretz di Tel Aviv secondo cui questo sviluppo desta vivo allarme nei vertici politici israeliani. Il giornale spiega che Fayad progetta di chiedere alla Lega Araba e alle Nazioni Unite il riconoscimento dello stato palestinese.

Somalia, uomo lapidato perché adultero

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/11/2009

23.17 In Somalia gli integralisti islamici hanno lapidato un uomo giudicato colpevole di adulterio, ma hanno rinviato l' esecuzione della sua amante. La donna è incinta e sarà lapidata al termine della gravidanza, dopo che avrà dato alla luce il bambino. Lo scrive la Bbc online. L'uomo, 33 anni, è stato ammazzato a colpi di pietra davanti a una folla di circa 300 persone,nella città portuale di Merka. Il presidente della Somalia, Sheikh Sharif Ahmed, ha condannato la lapidazione.

Cina, pioggia di prestiti per l'Africa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/11/2009

13.35 La Cina stanzierà 10 miliardi di dollari in prestiti agevolati per migliorare le capacità finanziarie africane, e azzererà il debito di alcuni Paesi. L'annuncio viene dal premier Wen Jiabao al summit Cina-Africa,a Sharm el Sheikh "Il sostegno allo sviluppo dell'Africa è concreto e sarà duraturo", ha detto Wen, smentendo che il suo Paese sia interessato solo alle risorse naturali ed energetiche del continente. "Senza lo sviluppo africano non ci può essere sviluppo globale", ha aggiunto.

Santanché: per noi Maometto era poligamo e pedofilo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 08/11/2009

In tv scoppia la bagarre fra gli ospiti / VIDEO

ROMA - "Maometto per noi era poligamo e pedofilo, perché aveva nove mogli e l'ultima di nove anni", tuona in tv Daniela Santanché. La leader del movimento per l'Italia lo ha detto nel corso del programma Domenica Cinque su Canale 5 scatenando una mezza bagarre tra gli ospiti, tra i quali un attonito e silente Vittorio Sgarbi. Il dibattito affrontato in studio riguardava la polemica degli ultimi giorni sulla sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sui crocifissi nelle aule scolastiche.

''Noi vogliamo parlare di cose serie, non delle sue schifezze'', replica Ali Abu Schwaima, presidente del Centro Islamico di Milano e Lombardia, a Daniela Santanche', leader del Movimento per l'Italia, che ha affermato che ''per noi Maometto e' poligamo, con nove mogli, e l'ultima di nove anni, quindi anche pedofilo'', a conclusione della discussione sulla questione dei crocifissi in classe a Domenica 5. I due si accusano reciprocamente di non lasciarsi parlare. ''Ecco l'ignoranza sua e di tutti quelli come lei, che non hanno altri argomenti per controbattere quel che dico'' afferma sempre Schwaima, mentre la Santanche' continua a ripetere ''per noi era pedofilo'' e Vittorio Sgarbi, silenzioso, ride di gusto. Barbara D'Urso, la conduttrice scuote la testa e, prima di chiudere la discussione, dicendo tra l'altro di avere un crocefisso in camerino, Schwaima afferma che i ''mussulmani non sono quelli che mettono le bombe'', mentre la Santanche' ripete che non ''noi non ascolteremo mai Maometto che era un poligamo e pedofilo'' e invita l'Europa a ''occuparsi del fatto che in Arabia Saudita danno le bambine agli sceicchi''. E mentre tra il pubblico un arabo interviene animatamente, ma senza microfono non si sente quel che dice, il presidente del Centro islamico ribadisce che ''Cristo per noi e' uno dei cinque profeti maggiori e lo rispettiamo come il crocifisso, che, pur ritenendolo un falso storico, non chiediamo di toglierlo dalle scuole''.

In seguito alle dichiarazioni di Daniela Santanché a Domenica 5, Barbara D'Urso, a fine trasmissione di cui è conduttrice, ci tiene a dichiarare: "A Domenica Cinque si è svolto oggi un dibattito molto acceso sul crocefisso e sono state anche purtroppo usate espressioni offensive nei confronti della religione islamica che io non posso in nessun modo approvare e dalle quali mi dissocio insieme a tutto lo staff del programma". "Un dibattito anche molto acceso - conclude - deve sempre avere come limite il rispetto per le opinioni e le fedi di tutti".

Venerdì 9 Gennaio 2009

Uno stipendio per le madri casalinghe, chiede il Vaticano

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/01/2009

Uno stipendio, o meglio, un "giusto riconoscimento" economico per il lavoro delle madri casalinghe: e' quanto chiede il Vaticano al Governo italiano, ma non solo, in vista del Sesto Congresso Internazionale delle famiglie cattoliche, che si terra' a Citta' del Messico dal 13 al 18 gennaio prossimi. In una conferenza stampa di presentazione, il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha anche auspicato "una maggiore equita' nel prelievo fiscale" sui nuclei familiari numerosi.

E' importante - ha osservato - applicare equita' nel prelievo fiscale alle famiglie, un riconoscimento dovuto - ha insistito - che reca beneficio all'intera societa'. Un riconoscimento dovuto anche al lavoro domestico - ha poi sottolineato - "perche' non si capisce come possa valere di meno se svolto da una madre anziche' da una colf". Affermazione che non contrasta con il principio di gratuita' delle cure familiari - ha puntualizzato - in quanto "le cure alla famiglia sono offerte per amore, ma hanno comunque diritto ad un giusto riconoscimento".

Le parole di Antonelli sul sostegno economico alle casalinghe hanno incassato l'immediata approvazione del ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna: si tratta di un appello - ha commentato- che va "accolto con piacere e attentamente ascoltato".

Antonelli, che presiedera' il prossimo congresso mondiale insieme al segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, ha esortato i cattolici di tutto il mondo a contrastare con forza la diffusione di leggi "che permettono, con molta facilita' l'aborto, come pure il divorzio rapido e l'eutanasia". Opporsi - ha rimarcato - e' "un obbligo morale".

Tuttavia i problemi delle persone cattoliche divorziate e dei loro figli saranno affrontate con un particolare occhio di riguardo nel prossimo appuntamento di Citta' del Messico. Per la prima volta un meeting del genere sara' aperto alla testimonianza anche dei divorziati risposati, a cui la Chiesa cattolica continua a negare il permesso di accedere alla comunione. Si tratta di un tema molto delicato: da quanto si apprende da fonti vicine all' Associazione Famiglie Separate Cristiane, il card. Antonelli ricevera' una loro delegazione il prossimo 23 gennaio, di ritorno a Roma.

Israele e Hamas respingono la tregua Onu: la guerra continua. Strage di civili a Gaza

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/01/2009

L'esercito israeliano continuerà ad agire per difendere i civili israeliani e realizzerà gli obiettivi affidatigli in questa operazione. Lo ha dichiarato il premier israeliano Ehud Olmert al termine del Consiglio di Difesa del suo governo.

I lanci di razzi avvenuti oggi contro gli abitanti del Sud di Israele dimostra che la risoluzione dell'Onu non è realizzabile e non sarà comunque rispettata dalle organizzazioni omicide palestinesi.

In ogni caso, rileva Olmert riferendosi alla risoluzione dell'Onu, "lo Stato di Israele non può accettare che alcun elemento esterno stabilisca (i limiti) del diritto di Israele di difendere i propri civili".

Sia Hamas che la Jihad islamica hanno respinto la risoluzione Onu che chiede un immediato cessate fuoco e il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. Secondo fonti delle Nazioni Unite nelle ultime ore l'esercito israeliano ha ucciso in un bombardamento 30 civili di un gruppo di 110 palestinesi che aveva riunito in una casa di Gaza. Hamas intanto prosegue il lancio dei razzi su Israele, a Beer Sheva e ad Asqelon oltre 20 quelli sparati oggi. Il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni ha fatto sapere che "Israele agirà in armonia con le esigenze di sicurezza dei suoi cittadini e con il suo diritto all'auto-difesa".

La Radio Militare ha riferito che non ha avuto buon esito la missione condotta ieri al Cairo da Amos Ghilad, un rappresentante del ministero della difesa israeliano. Ghilad era stato incaricato di verificare fra l'altro se sia possibile garantire in futuro la fine del contrabbando di armi dal Sinai verso Hamas a Gaza.

La risoluzione

Dopo lunghi negoziati, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato, con l'unica astensione degli Stati Uniti, una risoluzione che chiede l'immediato cessate il fuoco tra Israele ed Hamas ed esorta a far di tutto per permettere la distribuzione di aiuti umanitari di emergenza a Gaza. Sono aiuti che le Nazioni Unite hanno sospeso per il momento, dopo la morte di due dipendenti dell'agenzia per i profughi palestinesi, l'Unrwa, ed il ferimento di un terzo.

Il voto per 14-0, con gli Usa astenuti, e' arrivato ore dopo che i paesi occidentali del Consiglio di Sicurezza hanno raggiunto un accordo con quelli della Lega Araba (rappresentati in Consiglio dalla Libia) per una risoluzione che chiede il cessate il fuoco immediato, duraturo e pienamente rispettato, che conduca a un ritiro completo delle forze israeliane da Gaza. E' una risoluzione il cui contenuto e' condiviso anche da Washington, ha spiegato il segretario di Stato Condoleezza Rice, che ha partecipato al voto, ma gli Usa hanno scelto di astenersi ritenendo "importante attendere di vedere gli esiti degli sforzi di mediazione egiziani".

Il segretario genrale Onu fa retromarcia

David Miliband, il ministro degli esteri britannico -che insieme al collega francese Bernard Kouchner, presidente di turno del Consiglio, e alla Rice, ha negoziato a tutto campo - ha definito il testo "molto forte' e che permette all'Onu di parlare "in maniera chiara e forte". Molto soddisfatto anche il segretario generale della Lega Araba Amr Mussa, che si aspettava pero' un'approvazione unanime da parte dei Quindici. Fino all'accordo c'erano due diverse bozze sul tavolo del Consiglio di Sicurezza. Un primo testo, messo a punto dai paesi arabi, era molto duro nei confronti di Israele e sarebbe stato bloccato dal veto statunitense. Il secondo testo, proposto dai paesi occidentali, veniva invece giudicato troppo poco vincolante e troppo blando dai paesi della Lega araba. Contrariamente a quanto era stato indicato in un primo tempo, come erroneamente indicato da fonti dell'Unrwa, l'attacco contro il convoglio Onu non si e' verificato durante la tregua di tre ore proclamata da Israele per permettere la distribuzione di aiuti alimentari e di emergenza. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha quindi dovuto fare una imbarazzante parziale marcia indietro, dopo aver lanciato pesantissime accuse ad Israele. Un portavoce del segretario generale, Fahran Haq, ha spiegato che le prime indicazioni fornite dalla stessa agenzia, l'Unrwa, "erano sbagliate" e che l'attacco "si e' verificato nella mattinata, mentre la tregua e' entrata in vigore nel primo pomeriggio".

La marcia indietro del Palazzo di Vetro ha obbligato il segretario generale a pubblicare una versione riveduta della prima dichiarazione di condanna dell'attacco, questa volta senza nessun riferimento alla tregua.

Nella dichiarazione, Ban condanna con fermezza l'attacco dell'esercito israeliano contro un convoglio di aiuti a Gaza, che ha provocato la morte di almeno due dipendenti dell'Unrwa e il ferimento di un terzo. Chiedendo di nuovo un cessate il fuoco immediato, il segretario generale ricorda che l'Unrwa e' stata obbligata ad interrompere la distribuzione di beni alimentari non essendo garantita la sicurezza del suo personale. Infine gli Stati Uniti, molto preoccupati per la situazione umanitaria, hanno chiesto ad Israele di ampliare il cessate il fuoco quotidiano di tre ore, per agevolare l'invio di aiuti alimentari a Gaza.

La Rice: nonostante l'astensione sosteniamo la risoluzione Onu

Nonostante la loro astensione, gli Stati Uniti sostengono la risoluzione approvata questa notte dal Consiglio di sicurezza dell'Onu che invita a un "immediato e duraturo" cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. E' quanto ha affermato il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, spiegando che l'astensione Usa trova la sua motivazione nel desiderio di attendere l'esito degli sforzi egiziani per una mediazione. "Gli Stati Uniti ritengono che sia importante osservare gli esiti degli sforzi egiziani per la mediazione, per capire quanto questa risoluzione possa essere sostenuta", ha detto Condoleezza Rice, secondo quanto si legge sullo Yediot Ahronot.

Razzi di Hamas, bombardanti israeliani

Hamas prosegue i propri bombardamenti contro Israele. Quattro razzi Grad palestinesi sono esplosi a Beer Sheva, senza provocare vittime. Altri razzi sono caduti ad Asqelon.

Anche la aviazione israeliana ha proseguito le proprie incursioni a Gaza, provocando la morte di almento sei palestinesi. Il bilancio dei palestinesi uccisi a Gaza dall' inizio della operazione 'Piombo fuso' e' di oltre 770. Nel frattempo Israele ha adottato oggi misure di sicurezza rafforzate a Gerusalemme est e in Cisgiordania per prevenire manifestazioni di protesta palestinesi al termine delle preghiere del venerdi' nelle moschee.

L'Onu: uccisi 30 civili in una casa

L'esercito israeliano ha ucciso in un bombardamento 30 civili che facevano parte di un gruppo di 110 palestinesi che avevano riunito in una casa di Gaza. Lo afferma oggi l'Onu citando testimoni. "Secondo diverse testimonianze, il 4 gennaio, dei soldati hanno evacuato e raggruppato circa 110 palestinesi in una sola casa a Zeitun (di questi la meta' erano bambini) ordinando loro di restare all'interno dell'immobile", afferma l'ufficio Onu per il coordinamento umanitario (Ocha) in un comunicato. "Ventiquattr'ore piu' tardi, le forze israeliane hanno bombardato a piu' riprese quella casa, uccidendo circa 30" persone, aggiunge il comunicato.

Papa: preti sposati, caso per caso

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/11/2009

12.19 Nel documento "Anglicanorum coetibus" pubblicato oggi e rivolto ai fedeli della Chiesa d'Inghilterra intenzionati a riavvicinarsi a Roma, il Papa detta la disciplina sul celibato: i sacerdoti anglicani possono infatti sposarsi, a differenza di quelli ordinati a Roma. Sì a vescovi, sacerdoti e diaconi anglicani sposati, "se non impediti da irregolarità", ma no agli ordini per chi si trova in "situazioni matrimoniali irregolari". Porta chiusa anche per chi, ordinato nella Chiesa cattolica, abbia poi aderito a quella anglicana.

Cei: basta odio, Italia in pericolo, serve un disarmo

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/11/2009

Bagnasco ai partiti, superare ideologie e rigurgiti del passato

09 novembre, 17:47

ASSISI - Basta con un clima di odio 'pericoloso' per l'Italia e con una 'conflittualita' sistematica', chiede la Cei. Un forte appello al 'disarmo' nella vita pubblica e' venuto dal presidente dei vescovi italiani, card.Angelo Bagnasco, che ha aperto ad Assisi la sessantesima assemblea generale della Cei.

I vescovi italiani chiedono anche al governo di reintegrare i finanziamenti per le scuole cattoliche e ribadiscono le loro riserve sull'ora di religione islamica. A tutti gli schieramenti politici, la Cei chiede dunque 'onesta' intellettuale', 'buona volonta' e il superamento di 'matrici ideologiche' che sembrano 'rigurgitare da un passato che non vuole realmente passare'.

Anche perche', ha ammonito Bagnasco, occorre rimboccarsi le maniche e individuare 'scelte risolutive' sulle annose questioni che rendono 'debole il sistema-Italia': e' unaresponsabilita' grave -ha detto- che ricade su tutti e in primis sulla classe politica ed economico-imprenditoriale'.

Un passaggio anche sulla sentenza della corte di Strasburgo sul crocifisso nelle aule scolastiche italiane, definita da Bagnasco una 'impostura' di minoranze esigueche rischiano di far allontanare l'Europa dalla gente, e, infine, un appello all'obiezione di coscienza di fronte all'uso della pillola Ru 486.

Vent'anni fa cadeva il Muro, festa a Berlino

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2009

Un enorme domino il culmine delle celebrazioni

di Gateano Stellacci

BERLINO - Una nuova barriera si snoda in questi giorni a Berlino su un percorso di 1,5 km davanti alla Porta di Brandeburgo, fra il Bundestag e la Potsdamer Platz, là dove una volta si ergeva il Muro di cemento che ha diviso per 28anni l'attuale capitale della Germania. Ieri per tutto il giorno una folla festosa si è aggirata intorno alla barriera, scattando foto ricordo o bevendo un vino caldo per combattere il freddo.

Il nuovo muro è fatto da 1000 tessere da domino alte 2,5 metri, larghe 1 metro e profonde 40 cm per un peso totale di 20 kg ciascuna, quasi tutte colorate e piene di disegni con temi che ricordano l'apertura del muro avvenuta il 9 novembre 1989. Alla loro realizzazione hanno partecipato 240 scuole tedesche con circa 500 classi, oltre a 210 associazioni e privati, più 220 iniziative internazionali. L'idea ha avuto il patrocinio di un centinaio di personalità internazionali, tra cui Nelson Mandela, Michael Gorbaciov, Muhammad Yunus o Lech Walesa.

Con la spettacolare caduta delle mille tessere che questa sera sarà trasmessa in diretta dalla tv, gli organizzatori vogliono ricordare il crollo del vero muro che 20 anni fa diede l'avvio alla riunificazione della Germania, la fine della guerra fredda e la chiusura di una ferita che divideva l'Europa e il mondo intero. Senza dimenticare l'implosione e la scomparsa dell'Unione Sovietica e l'inizio di una nuova epoca. Oggi, davanti alla Porta di Brandeburgo tornata a splendere nel suo pieno fulgore e nuovamente circondata da edifici di ogni genere, della tensione nervosa e anche della gioia della folla in quella notte di 20 anni fa è rimasto solo un vago ricordo. Davanti alla nuova ambasciata degli Stati Uniti, tra le casette in legno che vendono wurstel, birra o vino caldo, c'era una folla variopinta, di tutte le età, occupata a riconoscere motivi disegnati sulle tessere o a ritrovare quelle disegnate da persone conosciute. Tutto intorno le transenne su ambedue le parti del muro di tessere hanno tenuto a distanza i curiosi,mentre le telecamere sistemate a tutte le altezze, una anche su un filo per seguire dall'alto la spettacolare caduta, venivano provate per vedere se funzionavano.

La caduta delle tessere è il momento culminante della festa per i 20 anni dalla rivoluzione pacifica e dalla apertura del muro. Per questo Berlino ha invitato i capi di Stato e di governo del 27 paesi membri dell'Unione Europea (per l'Italia éatteso il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi) ma anche il presidente russo Dmitri Medvedev, e altri. L'avvenimento centrale della commemorazione 2009 per i 20 anni dall'apertura del muro sarà quando la cancelliere tedesca Angela Merkel (cresciuta lei stessa nella ex Germania comunista) attraverserà l'ex passaggio di frontiera della Bornholmer Strasse, il primo apertonella fatidica notte, insieme con l'ex presidente sovietico Michael Gorbaciov e l'ex polacco Lech Walesa. I grandi assenti saranno l'ex cancelliere e padre della riunificazione Helmut Kohl (ancora alle prese con problemi di salute dopo una rovinosa caduta a febbraio 2008) e il presidente americano Barack Obama.

MERKEL, '9 NOVEMBRE,IL GIORNO PIU' FELICE'

Il "giorno più felice della storia recente della Germania": la cancelliera tedesca Angela Merkel ha descritto così, nel suo videomessaggio internet settimanale, il 9 novembre 1989, il giorno della caduta del Muro. Già da venerdì scorso la capitale è invasa da migliaia di visitatori e oltre 100.000 persone sono attese. "Questo giorno ha cambiato la vita di molta gente - ha proseguito la Merkel nel suo messaggio -, inclusa la mia vita". Per la cancelliera, si è trattato di un "giorno incredibile", che sarà "molto commovente per molta gente in Germania", ha commentato. La riunificazione tedesca e l'Unione europea sono sempre state, e lo saranno sempre, due facce della stessa medaglia. "Noi tedeschi - ha proseguito -, non dimenticheremo i nostri vicini e i nostri alleati, che hanno reso possibile la strada verso la riunificazione". Per questo, la Merkel ha invitato domani nella capitale decine di capi di Stato e di governo di tutto il mondo e il governo tedesco ci tiene affinché tutti i governi dell'Ue siano rappresentati. Ieri è arrivata nella capitale Hillary Clinton e la Merkel ha ricevuto l'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov: con lui, e con l'ex presidente della Polonia Lech Walesa, farà una passeggiata simbolica domani pomeriggio sul ponte Boesebruecke, ex passaggio di confine della Bornholmer Strasse, che veniva utilizzato per l'ingresso dei cittadini della Repubblica federale a Berlino Est. Meno di un anno dopo la caduta del Muro, il 3 ottobre 1990, la Germania festeggiò la riunificazione ufficiale del Paese. Da allora, i vari governi non hanno mai interrotto il processo che ancora oggi punta a cancellare le differenze tra le regioni orientali e occidentali del Paese.

Picchia figlia perché sta con straniero

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 09/11/2009

6.02 Picchia la figlia perché contrario alla sua relazione sentimentale con uno straniero. Il figlio impedisce alla madre di soccorrere la ragazza.E'successo a Falerna (CZ).Ora il padre,49 anni,con precedenti specifici, è agli arresti domiciliari, mentre il figlio, 27 anni, incensurato, è sottoposto all'obbligo di dimora. La lite familiare e le percosse alla ragazza risalgono allo scorso settembre,I Carabinieri di Falerna hanno ricostruito l'accaduto e denunciato i due uomini all'autorità giudiziaria.

Minzolini e il vulnus alla Costituzione

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/11/2009

La politica sottomessa alla Magistratura.

Roma, 09-11-2009

L'abolizione dell'immunita' parlamentare e' stata "un vulnus" alla Costituzione, e "c'e' da auspicare che sia sanato".

E' l'opinione del direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che ha dedicato all'argomento un editoriale nell'edizione delle 20.

Per Minzolini la riforma costituzionale del '93 fu "un atto di sottomissione" della politica alla magistratura, confermata dall'elezione di numerosi magistrati in Parlamento, con la conseguenza che "il Parlamento non e' riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia".

Lo spunto per l'editoriale sono state le dichiarazioni del pm Antonino Ingroia, che Minzolini definisce "un programma politico che Ingroia ha giustificato con la difesa della Costituzione.

Solo che la Costituzione che Ingroia vuole salvaguardare - afferma Minzolini - almeno su un punto sostanziale non e' quella originale.

Nella Carta infatti, insieme all'autonomia della magistratura, i padri costituenti, cioe' i vari De Gasperi e Togliatti, inserirono l'istituto dell'immunita' parlamentare: non lo fecero perche' erano dei malandrini, ma perche' ritenevano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico". Insomma, a giudizio del direttore del Tg1, "l'immunita' parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare nella nostra Costituzione un equilibrio dei poteri.

Non fu certo un'idea stravagante: strumenti diversi ma con lo stesse finalita' sono previsti in Germania, Inghilterra e Spagna e di un'immunita' beneficiano anche i parlamentari di Strasburgo: D'Alema e Di Pietro ne hanno usufruito recentemente". Dal '93 invece, prosegue l'editoriale di Minzolini, "l'immunita' e' stata cancellata dalla nostra Carta costituzionale. Motivo? In quegli anni la classe politica e i partiti per via di Tangentopoli avevano perso la fiducia della gente e l'abolizione dell'immunita' fu un modo per dimostrare che i costumi sarebbero cambiati.

Quell'operazione mediatica si trasformo pero' nei fatti in un atto di sottomissione alla magistratura.

Da allora i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono addirittura partiti fondati da magistrati". Inoltre, e' ancora l'opinione di Minzolini, "governi di destra e di sinistra sono caduti sull'onda delle inchiesta della magistratura, e il Parlamento non e' riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia.

Ma a parte le conseguenze, l'abolizione dell'immunita' parlamentare ha provocato un vulnus nella Costituzione, si e' rotto l'equilibrio tra i poteri e non se ne e' creato un altro. Ora c'e' da auspicare che quel vulnus, al di la' delle dispute nominali su immunita', lodi e riforme del sistema giudiziario, sia sanato".

Minzolini, immunita' ripara vulnus

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/11/2009

Il direttore del Tg1 ribatte a tesi procuratore Palermo Ingroia

(ANSA) - ROMA, 9 NOV -Abolire l'immunita'parlamentare e' un 'vulnus nella Costituzione',ha rotto un equilibrio tra poteri senza crearne altri.Cosi'Augusto Minzolini.Il direttore del Tg1 ha espresso la sua opinione con un editoriale questa sera.'Ora c'e' da auspicare che quel vulnus, al di la' delle dispute nominali sia sanato'. Minzolini ha criticato le tesi di Antonio Ingroia, procuratore a Palermo dette in una tavola rotonda a Napoli.Minzolini ha poi detto che l'immunita' e' stata voluta dai padri della Costituzione.

Sabato 10 Gennaio 2009

Manifestazioni contro l'offensiva israeliana a Gaza in tutta Europa. In Italia cortei e scritte antisemite

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/01/2009

Mentre nel centro di Milano migliaia di persone oggi hanno manifestato contro gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza e a Roma un corteo è previsto per stasera, in tutta Europa decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per condannare Israele.

FRANCIA. A Parigi almeno 30mila persone (100.000 per gli organizzatori) hanno scandito 'Israele assassino' e 'Stop al massacro'. I 4.000 poliziotti schierati non hanno evitato incidenti e vandalismi: nessuna auto bruciata ma molte vetrine infrante. In numerose altre città vi sono stati 80 cortei, tutti organizzati dal Collettivo nazionale per una pace giusta e durevole tra palestinesi e israeliani.

GB. In 12mila hanno sfilato a Londra, partendo da Hyde Park e arrivando all'ambasciata israeliana. Diversi gli scontri, iniziati quando i dimostranti hanno tentato, senza riuscirci, di forzare il cancello d'ingresso dell'ambasciata.

GERMANIA. A Duisburg hanno marciato circa 10mila dimostranti, per gran parte appartenenti alla comunità turca. Un altro corteo è stato organizzato a Berlino.

GRECIA. Cortei ad Atene e Salonicco, dove in duemila sono scesi in piazza per gridare 'Libertà per la Palestina'.

UNGHERIA. A Budapest circa in mille hanno sfilato esponendo striscioni con scritte come "No alla sofferenza degli innocenti".

BOSNIA. Circa 800 persone, molti dei quali studenti arabi e palestinesi, sono scese in piazza a Sarajevo. Sono state esposte diverse foto di bambini uccisi durante gli attacchi.

NORVEGIA. Scontri a Oslo, durante una manifestazione di circa duemila persone. I dimostranti hanno sparato alcuni petardi e hanno lanciato pietre, provocando due feriti. La polizia ha risposto con i gas lacrimogeni. Due gli arresti.

SVEZIA. Nel centro di Stoccolma hanno sfilato in circa quattromila, arrivando davanti all'ambasciata israeliana. Il corteo, a cui ha preso parte anche il segretario del partito socialdemocratico svedese Mona Sahlin, è stato organizzato dalla più grande comunità islamica del Paese.

DANIMARCA. Manifestazioni pro-Palestina ma anche pro-Israele a Copenaghen. Circa duemila i dimostranti schierati con i palestinesi. A breve distanza, in 400 hanno manifestato per il diritto alla difesa di Israele. "Il responsabile del massacro è Hamas, che utilizza i civili come scudi umani", ha detto il presidente dell'Alleanza filo-israeliana, organizzatrice della contro-manifestazione.

SVIZZERA. A Berna, su appello del Collettivo Urgenza Palestina, sono giunti in 7mila per manifestare contro 'Israele terrorista'. Domani sono previsti altri cortei in Belgio e Spagna. Oggi, anche la protesta islamica si è fatta nuovamente sentire.

In particolare in LIBANO. 'Morte a Israele!', 'Morte all'America' hanno gridato decine di migliaia di dimostranti a Nabatiyeh, roccaforte di Hezbollah nel sud del Paese. Su alcuni striscioni era scritto "Qualunque cosa accada, Gaza, i Katiuscia sono pronti".

In Italia manifestazioni ma anche provocazioni

Contro l'offensiva israeliana nella striscia di Gaza sale la protesta in Italia: tra cortei pacifici, chi si riunisce in preghiera e chi brucia bandiere di Israele, come avvenuto a Torino e a Milano. Ma non sono mancate, provocazioni di stampo razzista: a Roma scritte e svastiche su negozi di ebrei ma anche contro il sindaco Alemanno.

I cortei di oggi rimandano alla mobilitazione per la manifestazione che si terrà domani alle 10.30 a Napoli e alla manifestazione nazionale che si terrà sabato 17 gennaio a Roma. Mentre Forza Nuova, il gruppo di estrema destra, domani sarà in a Bologna per protestare contro 'le menzogne dei politicanti del centrodestra, e per manifestare la propria solidarietà al popolo palestinese e alle sue famiglie martoriate".

TORINO: momenti di tensione davanti al Comune della città italiana gemellata con Gaza, durante la manifestazione di solidarietà promossa dall'Assemblea Free Palestine. Davanti al Municipio, dei manifestanti hanno pronunciato slogan contro Israele e cercato di issare verso l'alto una bandiera della Palestina. Successivamente hanno bruciato bandiere israeliane davanti alla sede dell'Associazione Italia-Israele.

MILANO: Diversi i cori contro lo Stato d'Israele,definito "terrorista e responsabile di genocidio". Molte le bandiere palestinesi con falce e martello e le foto di persone massacrate. Dopo il corteo un migliaio di musulmani si sono riuniti davanti alla stazione centrale e hanno pregati rivolti verso la mecca.

FIRENZE: Hanno circondato il Duomo le bandiere palestinesi sventolate dai partecipanti al corteo promosso dalla comunità palestinese. Il corteo, composto, secondo gli organizzatori, da almeno cinquemila persone, è stato aperto da una decina di bambini palestinesi che, tra le mani, reggevano un involucro bianco macchiato di rosso, a ricordare i piccoli morti per l'operazione piombo fuso.

VENEZIA: Scritte a vernice rossa contro Israele nel centro di Mestre. 'Israele assassino, brucerai' è lo slogan tracciato con lo spray da sconosciuti sulla parete di un gazebo. Accanto alla scritta, il simbolo della falce e martello e quello di una stella a cinque punte. Circa 400 persone hanno invece preso parte a Venezia al corteo promosso da Rifondazione Comunista in segno di solidarietà con la popolazione di Gaza.

ROMA: svastiche e stelle di David e scritte inneggianti ad Hamas, tracciate con uno spray di colore nero, sono state trovate questa mattina sulle saracinesche di negozi di commercianti ebrei a Roma, oltre che contro il sindaco Alemanno, nelle vicinanze di piazza Bologna e in via Catania. Domani nella capitale una catena umana per la pace in medio oriente. Il 17 sarà la volta di quella nazionale.

90 anni da divo, simbolo potere che non logora

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/01/2009

(di Marco Dell'Omo)

E' sulla scena politica da più tempo della regina Elisabetta. E' il politico italiano più blasonato, sette volte alla guida del governo, uno dei leader democristiani più votati; ma per i suoi nemici e detrattori è stato "Belzebù", circondato da una fama di politico cinico e machiavellico che lui stesso, in fondo, amava coltivare. In più di mezzo secolo di vita pubblica, più di ogni altro governante, Giulio Andreotti è stato identificato come l'emblema di un potere che nasce e si alimenta nelle zone d'ombra. Quando Tommaso Buscetta raccontò la storia del bacio a Totò Riina i colpevolisti erano di gran lunga più numerosi. Si illudevano se pensavano che Andreotti sarebbe uscito politicamente distrutto dalla vicenda: ma lui, passato dall'altare alla polvere nel giro di poche ore, affrontò la prova con animo da combattente, sfidò i giudici andando a tutte le udienze del processo che lo vedeva imputato, la testa china sui suoi appunti, contestando l'accusa fino alla sentenza definitiva di assoluzione. Andreotti è nato a Roma il 14 gennaio 1919. "Quell'anno sono nati il Ppi di Sturzo, il fascismo e io. Di tutti e tre sono rimasto solo io", si è gloriato ultimamente. Da giovane, era un ragazzo religioso, studioso, molto serio, la schiena già lievemente incurvata e le idee chiare sul suo futuro. Unici divertimenti le partite della Roma (al vecchio stadio di Testaccio) e le corse dei cavalli all'ippodromo delle Capannelle. Si dice che fu il Papa in persona, Pio XII, a volerlo alla presidenza della Fuci , l'organizzazione degli universitari cattolici, al posto di Aldo Moro. Dopo pochi anni si ritrovò catapultato nelle stanze dei bottoni grazie all'ottima impressione che aveva fatto al leder dela Dc Alcide De Gasperi. Nel 1946, a 28 anni, era già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con una delega particolare per lo spettacolo.

La "legge Andreotti" del 1949 servì a finanziare il cinema italiano. Di quegli anni si ricorda la polemica con Vittorio De Sica, accusato dal giovane sottosegretario di aver reso "un pessimo servizio all'Italia" con il suo pessimistico film "Umberto D". Ma l'ambizione lo spingeva verso altri palcoscenici. Nel 1954 fece il salto e diventò ministro. Il suo feudo elettorale era la campagna a sud di Roma, da dove proveniva la sua famiglia: Fiuggi, Anagni, Alatri, antichi possedimenti delle nobili famiglie capitoline, diventarono centri della sua rete elettorale e clientelare. Politicamente rappresentava l'ala più conservatrice e clericale della Dc, i suoi avversari interni erano i fautori del centrosinistra, come Moro e Fanfani. Ottime le sue entrature in Vaticano, estesissima la sua rete di contatti internazionali. Fu nel 1972 che riuscì ad arrivare alla presidenza del Consiglio. Lo scelsero con scarsa convinzione, per dar vita a un governo di centro dalle scarse prospettive. E infatti fu il governo più breve della storia repubblicana: solo 9 giorni, dalla fiducia alle dimissioni. Ma il nostro non si scoraggiò. Già allora sapeva che "il potere logora chi non ce l'ha" e che "a pensare male si fa peccato ma di solito ci si indovina". Queste due massime rappresentano la sintesi perfetta del pensiero politico andreottiano e sono ormai espressioni comuni. Per una di quelle curiose alchimie della politica che caratterizzavano la Prima Repubblica, fu lui, l'uomo della destra Dc, a essere chiamato a guidare i governi di solidarietà nazionale, alla fine degli anni Settanta, con l'appoggio esterno del Pci. I leader della Dc avevano capito quale era la sua più grande dote: conciliare gli opposti, smussare gli angoli, digerire le difficoltà. Emblematico il suo rapporto con Craxi. Il leader socialista non lo vedeva di buon occhio e fui lui a coniare il soprannome di Belzebù. Andreotti era "la volpe che finirà in pellicceria". Ma qualche anno dopo dopo, di nuovo a Palazzo Chigi, Andreotti strinse un patto di ferro proprio con Craxi: erano gli anni del "Caf" (dalle iniziali di Craxi , Andreotti e Forlani) e l'opposizione di sinistra lo considerava come il peggio del peggio della politica italiana. La seconda Republica non lo ha mai convinto. Con Sergio D'Antoni ha tentato di resuscitare una forza di centro fuori dagli schieramenti. Fu un flop elettorale. Ma l'indole andreottiana, mobile nelle alleanze e allergica agli schieramenti precostituiti, non è mai venuta meno. Accettò la candidatura del centrodestra come sfidante di Franco Marini alla presidenza del Senato. Perse. Ma al momento di votare la fiducia a Romano Prodi, si espresse con un sì. Il film "Il Divo" di Paolo Sorrentino lo ritrae come responsabile o complice di mille nefandezze. Lui stava per querelare, ma poi ha preferito lasciar correre: era più andreottiano così: forse anche perché, altra sua perla di cinica saggezza, "una smentita è una notizia data due volte...".

L'archivio nel caveau blindato dello Sturzo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/01/2009

(di Paolo Cucchiarelli)

E' una leggenda politica. Un mito archivistico. Il "grande armadio" della Prima repubblica. Per ora è ancora chiuso, tranne particolari autorizzazioni, alla consultazione pubblica e ci vorrà ancora del tempo anche perché Giulio Andreotti continua ad "alimentarlo" quotidianamente e a consultarlo per i suoi libri, interventi, discorsi. Eccolo l'archivio più temuto e ambito della Repubblica depositato nel caveau blindato dell'Istituto Don Sturzo dove tutti i principali esponenti della Dc hanno lasciato le loro carte. L'ANSA ha avuto la possibilità di visitarlo e, per la prima volta, di fotografarlo. Ci sono voluti due mesi per trasferirlo in via delle Coppelle 35 nell'antico Palazzo Baldassini (opera dell'architetto Sangallo il giovane) da via Borgognona 47 dove in uno appartamento era custodito l'Archivio per antonomasia. Sono 3.500 grandi faldoni - "buste" secondo la denominazione archivistica - conservati in due grandi archivi a scomparti mobili che hanno occupato due stanze dei sotterranei dell'Istituto che già accoglie le 1.400 buste di Luigi Sturzo, l'intero archivio della Dc, quello di Flaminio Piccoli, le trecento "buste"Giovanni Gronchi e le 350 di Mario Scelba. L'Archivio Andreotti è già stato definito due anni fa di "interesse storico particolarmente importante".

Il lavoro di classificazione è quasi definito per le prime carte, quelle del giovanissimo sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giulio Andreotti che aveva la delega per il cinema e lo spettacolo tra il '47 e il '53. Sulle singole scaffalature dei due grandi armadi che scorrono su rotaie appare la scritta "G.A." e alcune sezioni recano la scritta "riservato" per le carte di natura personale. Ancora oggi la scheda di Giulio Andreotti sul sito del Senato reca, alla voce professione, la dicitura "giornalista" e questo è l'archivio di un politico che non ha mai dimenticato il suo mestiere. Infatti, da ogni faldone spuntano ritagli di giornali, appunti, foto, discorsi, documenti vari ed anche, in molti casi, libri, pubblicazioni inerenti l'argomento. Spiega l'archivista che sta lavorando alla classificazione, Luciana Devoti, che si tratta di un archivio che copre circa 600 metri lineari.

E' stata raggiunta un'intesa con Andreotti per stabilire, tenendo conto della attuale normativa, le "linee di azione rispetto alla conservazione, tutela, accesso e valorizzazione del complesso documentario". "Quello che colpisce è la cura con cui si sono archiviati documenti vari per evidenti fini di studio o di documentazione personale che l'Istituto ha solo ordinato per seguendo lo schema pratico ma efficace di archiviazione che via via si è adottato", dice l'archivista. Il tutto era poi sintetizzato nelle schede collocate in due grandi classificatori a schede da cui spuntano riferimenti a grandi fatti storici (Alleanza atlantica, comunismo, De Gasperi ecc.) ma anche le piccole annotazioni dei rapporti di Andreotti con il suo elettorato. Una mole incredibile di carte, ma c'é chi ancora oggi giura di camion di faldoni arrivati in Vaticano quando Andreotti abbandonò definitivamente il dicastero della Difesa. Due sono le sezioni principali dell'archivio; quella seriale divisa in 15 argomenti (Camera dei Deputati, Cinema, Dc, Discorsi, Divorzio, Elezioni, Europa, Fiumicino, Governi, Parlamento, Personale, Trieste, Scritti, Senato e Vaticano). Si tratta di circa 110 "buste". Ci sono poi le "Pratiche numeriche", cioé la seconda sezione corrispondenti a pratiche numerate da 1 a 10.560 ( 2400 "buste" circa). Ad ogni pratica, comunque, possono corrispondere uno o più fascicoli, contenenti documentazione relativa ad affari diversi. Ad esempio ci sono 80 fascicoli dedicati agli Usa e 200 al Vaticano, con relativi "incartamenti" riguardanti i Papi dello scorso secolo.

Otto decimi delle carte sono disponibili in buste ma c'é anche un grande archivio fotografico, uno sonoro e audiovisivo e perfino una raccolta dei menu e dei cartoncini degli inviti ai vertici e pranzi ufficiali a cui il sette volte Presidente del Consiglio ha partecipato. Ci sono fascicoli annuali, come quello sul 1978, l'anno della morte di Aldo Moro e della elezione di due Papi dopo la morte di Paolo VI°. Andreotti molto spesso chiede questa o quell'incartamento ma anche, con cadenze varie, le fa avere all'istituto che incrementa così uno dei suoi "giacimenti" più importanti, certamente il più ambito per storici e giornalisti.

Ancora sbarchi, in 1.500 a centro di Lampedusa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/01/2009

ROMA - Chi ha pagato fino a cinquemila dollari per scappare dalla guerra e dalla fame, mettendo a rischio la propria vita per raggiungere l'Italia a bordo di una carretta del mare, poco sa e poco gli importa della polemica scoppiata sulla proposta della Lega di far pagare agli immigrati una 'tassa' di 50 euro sul permesso di soggiorno: e così anche a Lampedusa sono sbarcati altri 500 disperati, 300 recuperati dalla nave 'Spica' della Marina Militare a 60 miglia dalla costa e 200 sbarcati direttamente sulle spiagge. Clandestini che, trasferiti nel Centro di prima accoglienza, hanno fatto salire il numero degli ospiti a 1.500, poco meno del doppio di quelli che può contenere la struttura. Per loro, però, sarà dura andare oltre i confini dell'isola, dove quest'anno sono sbarcati quasi 37mila clandestini, il 75% in più dell'anno scorso: il Viminale ha ribadito oggi, con una nota, la linea annunciata ieri proprio a Lampedusa dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. D'ora in avanti i clandestini che arrivano sull'isola - ad eccezione dei minori e dei richiedenti asilo - saranno rimpatriati direttamente, senza essere prima trasferiti in altri centri perché l'obiettivo è quello di chiudere nel 2009 l'emergenza sbarchi. "C'é una regia precisa dietro questi sbarchi - ha detto il titolare del Viminale ieri - il racket che li gestisce fa partire le carrette del mare in modo da riempire il centro di Lampedusa così che i clandestini vengono smistati in altre strutture in Italia da dove poi possono far perdere le proprie tracce". E dunque la soluzione è che "tutti quelli che sono arrivati a Lampedusa e arriveranno in futuro rimarranno sull'isola, dove saranno identificati e rimpatriati nel giro di poche settimane. Entro la fine di febbraio gli ospiti del centro saranno tutti rimpatriati". Per raggiungere l'obiettivo di fermare gli sbarchi, però, molto dipende dalla Libia, che ancora non ha dato applicazione agli accordi raggiunti nell'agosto scorso. Su questo Maroni ha sottolineato che nell'ultimo incontro con l'ambasciatore libico ha avuto ampie rassicurazioni e ha auspicato che il pattugliamento misto Italia-Libia (con sei motovedette inviate dall'Italia) lungo le coste del paese africano possano partire già alla fine di gennaio. Anche i due appuntamenti in programma nei prossimi giorni - l'incontro che il ministro avrà martedì con i colleghi di Cipro, Malta e Grecia, e la riunione dei ministri dell'Interno e della Giustizia a Praga due giorni dopo - rappresentano altre due tappe su cui Maroni punta per fare fronte comune contro gli sbarchi. Soprattutto alla luce delle critiche rivolte sempre ieri all'Ue, accusata di essere "troppo debole" e di lasciare soli i paesi membri. Quel che è comunque certo è che ancora una volta l'Italia e Lampedusa in particolare si confermano il principale 'porto' d'arrivo per chi vuole raggiungere l'Europa: secondo l'Unhcr, su oltre 67mila persone giunte via mare nel 2008, circa 36.000 sono sbarcate in Italia.

Aconcagua: superstiti raccontano incubo, presto in Italia

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/01/2009

(dell'inviato Martino Rigacci)

MENDOZA - La morte dell'amica Elena, che sono stati costretti a lasciare, e della guida argentina Federico. E quella maledetta strada sbagliata presa per la discesa. Sono i due punti sui quali si concentrano i racconti dei tre superstiti italiani alla tragedia in cima all'Aconcagua, quasi 7 mila metri di altezza, definito oggi dalla stampa argentina come 'il colosso d'America'.

Per Marina Attanasio, Matteo Refrigerato e Mirko Affasio, i medici dell'Ospedale Italiano di Mendoza dove sono ricoverati da ieri, prevedono altre 48 ore in terapia intensiva; poi ancora qualche giorno in clinica, quindi il rientro in Italia, forse già il prossimo fine settimana. I tre hanno passato una notte tranquilla. Lo hanno assicurato all'ANSA i medici dell' 'Hospital Italiano', oltre a raccontarlo gli stessi alpinisti. Stamani verso le 9 ore locali (le 12 in Italia) i tre hanno fatto colazione, scambiando qualche parola fra di loro e con i medici che li assistono. L'incidente delle Ande ha fatto due morti, Elena Sanin, deceduta già mercoledì, e la guida Federico Campanini, deceduto successivamente, dopo l'arrivo dei soccorritori. "Fin da stamani presto ci stavamo dicendo quanto siamo stati fortunati", ha commentato Marina, che già ieri ha raccontato la vicenda e che da oggi ritiene quanto avvenuto "lassù ormai una cosa intima, personale". I fatti sono "noti", aggiunge, mentre dal letto dove si trova dà uno sguardo alla finestra dello stanzone che condivide con i due compagni di spedizione.

Rispetto a ieri, oggi c'é stato meno silenzio, e anche qualche sorriso, nella stanza: alcune visite o telefonate di familiari e amici, l'andirivieni dei medici, la richiesta dei pazienti di shampoo e altri prodotti per l'igiene personale. La drammaticità di quelle lunghe ore a pochi metri dalla vetta riaffiora nei racconti, in primo luogo della morte di Elena. A un certo punto, subito dopo aver raggiunto vetta, "la nostra compagna Elena era in ipotermia totale, non era più gestibile. Abbiamo dovuto prendere una decisione: o rimanevamo accanto a lei e rischiavamo di morire tutti quanti o dovevamo salvarci. La forza di sopravvivenza del gruppo era troppo forte", racconta Matteo, che ricorda inoltre come uno dei fattori determinanti della tragedia sia stato il malore di Campanini, oltre ad un'inaspettata tempesta di neve, fatti sui quali coincidono in pieno anche i racconti di Marina e Mirko. Assistiti da Antonella Targa, un'altra delle componenti della cordata che però si è sganciata dal gruppo poco prima dell'assalto finale alla vetta, e dal console italiano a Mendoza, Pietro Tombaccini, i tre sono stati visitati in mattinata dal dottor Roberto Furnari, primario e presidente dell'Ospedale, il quale ha assicurato che si può già incominciare a pensare al rientro in Italia: "Saranno ancora altre 48 ore nel reparto della terapia intensiva, ma il prossimo fine settimana potrebbero già ritornare a casa". Molto più in forma di ieri, Mirko non esclude d'altra parte di tornare in alta quota: "Per ora solo qualche passeggiatina, io sono un ex paracadutista e mi piacciono questi sport. La passione per la montagna non passerà mai", spiega ricordando inoltre come poco prima dell'ascensione "Matteo - con il quale ci conosciamo da una vita, per intenderci basta uno sguardo - era nervoso". Fatto confermato dallo stesso Matteo, il quale ricordando quei momenti prima della decisione di partire alla conquista della cima dell'Aconcagua, afferma: "Sì, è vero, quella mattina ero agitatissimo. E di solito io sono molto sensitivo".

Cei:cremazione non annulla resurrezione

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

15.47 "Cremandosi il corpo non va nel nulla". E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, a proposito della pratica della cremazione, che, ha sottolineato, "si ammette nella convinzione che, come la Chiesa celebra e canta, 'questa mia carne risorgerà'". Mons. Crociata considera inoltre "legittima" la richiesta avanzata dai musulmani in Italia di destinare un'area dei cimiteri alle sepolture islamiche. "Starà al legislatore -ha concluso- accogliere questa legittima esigenza".

Cei:i mafiosi sono esclusi dalla Chiesa

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

14.44 Mafiosi e appartenenti alla criminalità organizzata sono automaticamente esclusi dalla Chiesa cattolica, non c'è bisogno di scomuniche esplicite."Chi vive nelle organizzazioni criminali è fuori dalla comunione anche se si ammanta di religiosità". Lo ha detto Mons.Crociata, segretario Cei,rispondendo a domande sul documento Chiesa e Mezzogiorno.Per risolvere questo dramma sociale esteso a tutta l'Italia-ha aggiunto-non basta l'esclusione dalla Chiesa,serve l'impegno di tutti,delle istituzioni,della magistratura

Firenze, condannato prete per pedofilia

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

14.25 Il Sant'Uffizio ha riconosciuto colpevole di molestie sessuali e psicologiche a danno di minori un ex parroco di Firenze. Disposta "per otto anni la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi, per un percorso di recupero spirituale e terapeutico". La Congregazione per la dottrina della fede ha anche stabilito che in questo periodo il sacerdote venga escluso da ogni attività pastorale.

Opposizioni: no ad amnistia camuffata

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

15.33 "Inaccettabile". Così il presidente dei senatori del Pd, Finocchiaro, definisce l'ipotesi di abbreviare i tempi di prescrizione nei processi, perchè "sarebbe un'amnistia".Tuttavia si dice favorevole ad abbreviare "i tempi dei processi" Anche il leader dell'Udc,Casini, seppur con qualche distinguo,dice sì alla "ragionevole durata dei processi" se ciò non impedisce di fare i processi,altrimenti sarebbe "un'amnistia mascherata". Per Di Pietro, (IdV), "è un atto criminale che solo questo Parlamento può pensare di emanare".

H1N1, nel Lazio in arrivo 115 mila dosi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

2.50 Tra l'11 e il 18 novembre, come indica una nota del ministero della Salute,arriveranno 60 mila dosi di vaccino e altre 55 mila dal 20 novembre nel Lazio. Non è prevista la distribuzione del vaccino per l'influenza A- comunica la Regione Lazio- nelle farmacie,perché il farmaco "arriva contingentato e destinato alla vaccinazione di categorie a rischio". Al momento sono cinque le Asl della Regione che hanno già cominciato la distribuzione delle dosi ai medici di famiglia per i vaccini.

Pensioni, Tremonti: no tagli finché ci sarò io

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/11/2009

Conti pubblici: "Non dobbiamo fare nuove manovre, ma confermare la finanziaria che c'è"

BRUXELLES - "Se la parola è tagli, mai finché ci sarò io": lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a proposito di un eventuale nuovo intervento sul sistema previdenziale.

Non dobbiamo fare nuove manovre, ma dobbiamo confermare la finanziaria che c'é, così Tremonti commentando il giudizio della Commissione Ue sui conti pubblici italiani. "Siamo convinti - ha spiegato - che la nostra finanziaria triennale si integra pienamente con gli obiettivi assegnati dall'Europa per il rientro del deficit in Italia. Non dobbiamo fare qualcosa di più, non possiamo fare qualcosa di più". "Nei numeri della Commissione Europea c'é il rientro dell'Italia nella normalità, sia come crescita dell'economia, sia come deficit, sia come debito che cresce meno degli altri", ha proseguito il ministro commentando la posizione di Bruxelles che domani raccomanderà al nostro Paese di risanare i propri conti pubblici entro il 2012.

Per ora dall'Unione europea é stato approvato il bilancio triennale italiano. E questo costituisce un presupposto per tutto. Poi vedremo: così il ministro ha risposto a chi gli chiedeva se, dopo il giudizio di Bruxelles sui conti pubblici italiani, ci fosse ancora spazio per un'ipotesi di taglio dell'Irap.

Uil: in 10 mesi Cig aumentata del 387%

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

13.55 Il ricorso alla cassa integrazione tra gennaio e ottobre 2009 è aumentato del 387% ripetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo rileva il 10?? rapporto Uil che ha analizzato i dati diffusi dall'Inps sull'utilizzo della Cassa integrazione. Mediamente, da inizio anno ad ottobre 2009, spiega Loy, segretario confederale Uil, oltre 421mila lavoratori sono stati collocati, mensilmente, in Cig, a fronte degli 86mila dello stesso periodo del 2008. Ad ottobre 2009,rispetto a ottobre 2008,l'aumento è stato del 322%

Malati Sla proseguono sciopero fame

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

23.40 Continua lo sciopero della fame di 5 malati di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) che rivendicano un'assistenza sanitaria adeguata alla loro situazione L'associazione "Viva la vita onlus",che rappresenta malati di Sla e familiari, critica la latitanza del ministero della Salute. La richiesta è di "un'assistenza domiciliare",di badanti esperte che si prendano cura dei malati e consentano ai familiari di lavorare. Il Ministero,in serata,ha fatto sapere che il viceministro Fazio promuoverà le misure per il superamento delle criticità

Honduras: ucciso Jose' Callejas

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/11/2009

Fratello ex presidente raggiunto da colpi sparati da 2 killer

(ANSA) - TEGUCIGALPA, 10 NOV - Jose' Eduardo Callejas, fratello dell'ex presidente Rafael Leonardo Callejas, e' stato ucciso a Tegucigalpa da due killer in moto.Gli assassini hanno bloccato Callejas mentre era in auto, lo hanno fatto uscire dalla macchina e gli hanno sparato alla testa. Ignoto finora il movente. L'uccisione del fratello dell'ex presidente, attualmente deputato del Partito Nazionale, di destra, all'opposizione, fa seguito a una serie di omicidi e attentati a funzionari pubblici o loro familiari.

Obama: con Tokyo alleanza da rinforzare

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

7.49 Venerdì 13,Barack Obama volerà in Giappone per la sua prima visita ufficiale nel Paese del Sol levante. Proprio in vista di questo evento, il presidente Usa ha dichiarato in un'intervista televisiva, il desiderio di rafforzare l'alleanza con Tokyo. Al centro dei colloqui,anche il progetto di riorganizzazione della base aerea Usa ad Okinawa che ha creato forti tensioni in Giappone. Obama ha inoltre affermato di voler visitare in un futuro viaggio, e sarebbe la prima volta di un presidente Usa, Hiroshima e Nagasaki.

Usa, oggi giustiziato cecchino Maryland

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 10/11/2009

9.04 John Allen Mohammed, il "cecchino di Washington" responsabile, nel 2002, di oltre 10 omicidi, verrà giustiziato questa sera alle 21 (ora Usa) nella prigione di Jarrat in Virginia. Armato di fucile, con un complice all' epoca minorenne, Allen sparava a persone qualsiasi dall'interno della sua auto appositamente modificata. Veterano della prima guerra del Golfo, il "cecchino" era membro della Nazione dell'Islam, il movimento estremista afroamericano.

Domenica 11 Gennaio 2009

Casa: 57% sono modeste ma sono 2.400 i castelli abitati

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

di Manuela Tulli

ROMA - Vivere in un castello come ai tempi delle fiabe: accade a 2.404 famiglie italiane. Molti di più sono poi i nuclei che abitano in case 'tipiche', dai trulli della Puglia alle baite delle Dolomiti: 15.568. Sono queste alcune delle curiosità delle ultime statistiche catastali (aggiornate al 2007) diffuse dall'Agenzia del Territorio. Al di là delle case un po' fuori dalla norma c'è comunque nei nuovi dati la conferma che la maggior parte delle abitazioni italiane, oltre il 57%, sono modeste, dai 2 ai 5 vani, compresi bagno e cucina.

Lo stock complessivo delle unità immobiliari italiane, residenziali e non, ammonta, secondo i dati dell'ultimo censimento del Territorio, a 62,5 milioni di unità, di cui più del 50% sono abitazioni (gruppo A al catasto). Metà delle costruzioni sono al Nord e lo stock risulta dal 2006 al 2007 aumentato del 2,8%. Ma ecco in sintesi la fotografia delle case italiane secondo l'ultimo aggiornamento del catasto.

- CASE DI LUSSO CHE PAGANO ICI IN TUTTO SONO LO 0,23%. Su 31,4 milioni di abitazioni, sono 42.361 le case nelle categorie catastali A1, A8, A9 (case di pregio, ville e castelli). Quindi le case-vip sono 1 ogni circa 740 case 'normali'.

- CASA MEDIA E' OLTRE 113 MQ, DA 2 A 21 VANI. Non è proprio piccola l'abitazione media degli italiani ma come al solito il dato contiene dal monolocale alla quasi-reggia. Il numero di stanze in cui si vive va dalle 2,39 medie delle abitazioni ultrapopolari ai 21 vani (ma anche questa è solo una media e c'é dunque anche chi ha un maggior numero di stanze a disposizione) delle case nelle categorie A9, ovvero castelli e palazzi eminenti.

- 18 MLN CASE MODESTE. Si tratta del 57,4% del complesso delle unità immobiliari residenziali che ammonta complessivamente a 31,4 milioni. In Italia ci sono 11,1 milioni di abitazioni economiche, 5,6 milioni di abitazioni popolari e 1,1 milioni di abitazioni ultrapopolari. La categoria catastale più diffusa è proprio quella delle abitazioni 'economiche' (A3) dove si risparmia su tutto, dai materiali impiegati alle rifiniture, dagli impianti tecnologici ai servizi. Le case di bassissimo livello (le ultrapopolari della categoria A5) si trovano quasi tutte al Sud: su 1.174.479 case di questo tipo 705.789 sono infatti al Mezzogiorno.

- UN ITALIANO SU 2.000 HA CASA 'TIPICA'. Vive in un 'sasso' a Matera o in un trullo ad Alberobello. Ma in questa categoria catastale (la A11) ci sono anche rifugi e baite di montagna.

Il Papa: i figli non sono proprieta' dei genitori

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

CITTA' DEL VATICANO - Ne' una ''proprieta''' dei genitori da ''plasmare'' secondo ''desideri e aspirazione'' di questi, ne' qualcuno da soddisfare ''in ogni desiderio'' e far crescere in ''piena autonomia'' secondo un atteggiamento considerato ''libertario''. I figli invece sono persone e verso di loro, suggerisce il Papa, i genitori devono avere un atteggiamento educativo che conduca i piccoli alla ricchezza della vita e della vera liberta'.

A questa liberta' contribuisce il battesimo, che non e' ''una violenza'' o una imposizione alla coscienza dei figli. Come ogni anno, e come un qualsiasi parroco, Benedetto XVI, nella splendida cornice della Sistina, ha amministrato il battesimo a 13 neonati, 9 maschi e 4 femmine, tra cui gli eredi di due gendarmi vaticani e di una guardia svizzera.

Tra vesti bianche, biberon, vagiti di neonati e pianto di qualche fratello maggiore desideroso di attirare l'attenzione, papa Ratzinger ha approfittato dell'occasione per riflettere sul rapporto genitori figli e sul sacramento dell'iniziazione cristiana. ''Il bambino - ha detto - non e' proprieta' dei genitori, ma e' affidato dal Creatore alla loro responsabilita', liberamente e in modo sempre nuovo, affinche' essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio: solo se i genitori maturano tale consapevolezza riescono a trovare il giusto equilibrio tra la pretesa di poter disporre dei propri figli come se fossero un privato possesso plasmandoli in base alle proprie idee e desideri, e l'atteggiamento libertario che si esprime nel lasciarli crescere in piena autonomia soddisfacendo ogni loro desiderio e aspirazione, ritenendo cio' un modo giusto di coltivare la loro personalita' ''.

''...Quando, secondo la tradizione cristiana come oggi facciamo, si battezzano i bambini introducendoli nella luce di Dio e dei suoi insegnamenti, - ha detto poi - non si fa loro violenza, ma si dona loro la ricchezza della vita divina in cui si radica la vera liberta' che e' propria dei figli di Dio; una liberta' che dovra' essere educata e formata con il maturare degli anni, perche' diventi capace di responsabili scelte personali''.

Sul senso del battesimo Benedetto XVI e' tornato anche durante l'Angelus e, ricordando l'importanza della famiglia nell'educare ai valori evangelici, ha rivolto gli auguri al VI incontro mondiale delle famiglie che si terra' a Citta' del Messico la prossima settimana. Per la messa dei battesimi il Papa anche quest'anno, come gia' aveva fatto l'anno scorso, ha celebrato di spalle ai fedeli, come impone l'antico altare pre-conciliare appoggiato al muro della Cappella Sistina sotto al Giudizio Universale dipinto da Michelangelo.

Fino a due anni fa le cerimonie nella Sistina si erano svolte con un altare post-conciliare posto su una pedana di legno al centro dell'area riservata ai riti. La scelta di tornare al vecchio altare, aveva spiegato l'ufficio delle celebrazioni papali, e' stata fatta per ''non alterare la bellezza e l'armonia di questo gioiello'' che e' la Sistina e per ''preservarne'' l'architettura.

giovanna.chirri@ansa.it

Card.Silvestrini, suo 'capolavoro' concordato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

(di Elisa Pinna)

CITTA' DEL VATICANO - Un amico, un consigliere, un interlocutore, quasi una persona di famiglia. Allo stesso tempo qualcosa di molto di più: l'uomo che avuto il coraggio e la forza, a cavallo tra i turbolenti anni '70 e '80, di condurre in porto il nuovo Concordato tra Stato italiano e Vaticano, il documento che ha sostituito quello del 1929, e che ha ridefinito il quadro dei rapporti tra le due sponde del Tevere. Così il cardinale Achille Silvestrini, in occasione dell'imminente 90/esimo compleanno del senatore a vita, vuole rendere omaggio al "divo" Giulio: "per me - afferma in una conversazione con l'ANSA - vale sopratutto quello che ha costruito nella storia tra Italia e Santa Sede. " Silvestrini, uno dei personaggi più influenti della Curia romana negli ultimi decenni, 'Ministro degli Esteri' vaticano, poi "Prefetto per le Congregazioni delle Chiese Orientali" e , in versione informale, contatto-chiave nella città leonina dei governi italiani che si sono succeduti nel secondo dopoguerra, conosce Andreotti da una vita. Dal 1953, quando l'uomo politico italiano era già collaboratore di De Gasperi e suo "inviato" oltre-Tevere, e Silvestrini un giovane prete della Segreteria di Stato di Pio XII. "Sono felice per i 90 anni di Andreotti, gli auguro di arrivare a 100 e oltre. Siamo amici e ci sentiamo spesso", spiega il porporato, ormai in pensione. Al di là dei tanti ricordi personali (che vuole, per l' appunto, mantenere personali), il cardinale individua nel nuovo Concordato il "capolavoro" del senatore. Fu firmato il 18 febbraio del 1984 dall'allora presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal segretario di Stato Vaticano Agostino Casaroli. Dietro, c'era un lavoro di quasi otto anni voluto tenacemente da Andreotti, per rimpiazzare il vecchio concordato che, nel post-sessantotto della legge sul divorzio e sull'aborto, appariva superato, ammuffito. Se nella forma. e nel preambolo del protocollo, cadeva ogni riferimento all'Italia come Stato confessionale cattolico, nei diversi paragrafi del testo si garantiva spazi e diritti alla Chiesa e si apriva la strada al successivo accordo per il finanziamento al clero, attraverso l'otto per mille Irpef. Con il concordato del 1984, entrava in scena anche un nuovo protagonista, l'episcopato italiano, con il quale - da allora - lo Stato avrebbe dovuto trattare.

E' merito di Andreotti - dichiara Silvestrini - di aver avviato e condotto in porto la riforma del concordato. "Questo è ciò che voglio sottolineare di lui, ad altri - aggiunge - lascio gli aneddoti". Che , certo, sui rapporti tra Andreotti e Vaticano non mancano. Basta ricordare che il senatore ha conosciuto "da vicino" sei papi. Vide Pio XI quando aveva 12 anni. in una circostanza abbastanza drammatica: Ratti "gridava e si mise pure a piangere perché tutti lo accusavano di aver sbagliato a fare il concordato con Mussolini", ricorderà in seguito Andreotti, rimasto talmente atterrito dalla scena che svenne. Da bambino conobbe pure il futuro Pio XII; poi Giovanni XXIII, che gli fece fare una pennichella nel letto di Pio X. Paolo VI, Giovanni Paolo II, e, naturalmente, Benedetto XVI. Non riuscì invece a conoscere di persona Giovanni Paolo I, il cui pontificato durò solo un mese. Più che uomo dei Papa, il senatore è stato tuttavia sopratutto uomo di Curia, uomo "vaticano". E la Curia non lo ha mai abbandonato nemmeno nei momenti più difficili, quando Andreotti si trovò sotto processo con accuse infamanti di collusione alla mafia. Memorabile l'applauso,da parte di cardinali e vescovi, che lo accolse nell'Aula Nervi durante un convegno nel 1999, quando molta stampa italiana lo dipingevano come un "Belzebù". Una standing ovation che fece notizia. E fu il 14 gennaio di quell'anno che Andreotti perse per un attimo la sua proverbiale impassibilità, quando lesse , per i suoi 80 anni, un messaggio di Wojtyla che, nel fargli gli auguri, auspicava che le sue "pene e sofferenze" giudiziarie si rivelassero alla fine un "bene" per lui e la società. Gli si inumidirono gli occhi. Oggi a 90 anni può tornare a brindare, vittorioso, con la sua "famiglia" di Oltre-Tevere.

Gaza, volantini Israele annunciano terza fase campagna militare

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

GAZA - Il leader politico di Hamas Khaled Meshaal ha ribadito ieri sera che il suo movimento non accettera' mai una tregua se Israele non porra' fine alla propria offensiva e non riaprira' i valichi con Gaza e ha accusato lo Stato ebraico di avere perpetrato 'un olocausto' a Gaza, dove - ha detto - i militari israeliani sono solo riusciti a far scorrere 'fiumi di sangue'.

Meshaal ha parlato da Damasco dove vive in esilio da anni, e il suo discorso e' stato trasmesso in diretta da diverse reti tv arabe. "Che prima Israele si ritiri, che l'aggressione abbia fine, che i valichi vengano riaperti e poi potremo affrontare il problema con calma", ha affermato.

GERUSALEMME - Fonti militare israeliane hanno reso noto stasera che dall'inizio dell'Operazione Piombo Fuso, giunta al suo 15/mo giorno, nella Striscia di Gaza sono stati uccisi più di 550 miliziani palestinesi.

(di Furio Morroni).

TEL AVIV/GAZA - Le tre ore di tregua umanitaria, che ieri mattina erano state confermate da Israele per consentire alla popolazione palestinese di rifornirsi di viveri e altri generi di prima necessità, sono state interrotte da ripetuti tiri delle artiglierie israeliane, mentre velivoli con la stella di David hanno lanciato su Gaza volantini in cui si diceva che le forze armate "stanno per entrare in una nuova fase nella lotta al terrorismo". Lasciando quindi presagire ai palestinesi una temuta "terza fase" dell'operazione 'Piombo fuso', entrata oggi nel 16/o giorno.

Prosegue frattanto l'attività diplomatica nel tentativo di arrivare ad un cessate il fuoco. Al Cairo continuano i colloqui tesi a trovare una via di uscita. Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha incontrato il presidente egiziano Hosni Mubarak e ha ribadito la sua richiesta per un cessate il fuoco immediato. Nella capitale egiziana sono giunte anche due delegazioni di Hamas mentre domani arriverà, per la seconda volta in una settimana, il generale Amos Ghilad, un dirigente del ministero della difesa israeliano.

In una lunga dichiarazione diffusa da varie emittenti il leader politico di Hamas Khaled Meshaal ha ribadito dal suo esilio di Damasco che prima di parlare di tregua Israele deve 'fermare la sua offensiva' e 'riaprire i valichi con Gaza', accusando lo Stato ebraico di avere perpetrato un 'olocausto' a Gaza. Meshaal ha detto anche che Israele sul piano militare ha fallito tutti i suoi obiettivi. 'Noi comunque non accetteremo una tregua permanente - ha poi aggiunto - perche' la resistenza deve continuare fino a quando ci sara' un'occupazione'.

Una fonte militare israeliana ha detto ieri sera che in 15 giorni di offensova aerea e terrestre oltre 550 miliziani sono stati uccisi.

Nel pomeriggio di ieri si sono verificati intensi scambi a fuoco tra israeliani e palestinesi e durante la tregua tra le 13:00 e le 16:00 (ora locale) si sono uditi numerosi colpi d'artiglieria israeliana. "Hanno sparato come pazzi", hanno detto testimoni all'Ansa. Dal canto suo, il portavoce dell'Unrwa a Gaza, Adnan Abu Hasna, ha affermato che la situazione umanitaria è vicina al crollo "perché la gente che fugge dalle proprie case è in continuo aumento. Da una nostra ultima stima, sono oltre 27.500 i profughi che si sono rifugiati nelle nostre scuole e nei nostri edifici. Ma hanno bisogno di tutto: cibo, vestiti, coperte ma soprattutto acqua". "In questo momento nella Striscia di Gaza ci sono un milione di persone senza corrente elettrica e almeno 750 mila senza acqua - ha aggiunto il portavoce - A noi è rimasto materiale umanitario solo per pochi giorni".

Durante la giornata di ieri l'esercito israeliano ha inferto due duri colpi ai militanti integralisti uccidendo due loro capi. Il primo a cadere sotto il fuoco israeliano è stato Shams Omar, uno dei capi militari delle Brigate al-Quds, rimasto ucciso quando l'abitazione in cui si trovava è stata colpita da un bombardamento compiuto sul campo profughi di Ash-Shati, sulla costa settentrionale della Striscia di Gaza. Il secondo a morire é stato Emir Mansi, un responsabile militare di Hamas che, secondo la radio militare, era il coordinatore dei lanci verso Israele di razzi di tipo Grad da 122 mm. Mansi è stato identificato dalle forze di terra e subito colpito da un razzo sparato da un velivolo mentre era impegnato a manovrare un mortaio.

Anche i civili palestinesi continuano a morire. Otto membri della stessa famiglia sono deceduti ieri mattina dopo che un proiettile esploso da un carro armato israeliano è caduto in una strada del campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi, ma le autorità militari israeliane hanno smentito qualunque coinvolgimento dell'esercito in questo episodio. Sempre secondo fonti mediche, un missile israeliano è caduto all'interno di una struttura ospedaliera nel centro di Gaza City provocando il ferimento di una persona. Sempre a Gaza City, è rimasto ucciso un miliziano di Hamas mentre un membro della Jihad islamica è morto in uno scambio di colpi nel campo profughi di Beach Camp, nella parte Nord della Striscia. Ieri sono comunque proseguiti anche i lanci di razzi palestinesi in direzione del territorio israeliano, in particolare sul Neghev e sulla città di Ashqelon, che hanno provocato 20 feriti leggeri in quest'ultima località. Sirene di allarme sono risuonate anche nella città di Ashdod (35 km a sud di Tel Aviv) dove, secondo fonti locali, due razzi esplosi da Gaza sono poi caduti in zone disabitate senza fare vittime.

ULTIMO BILANCIO OFFENSIVA, 854 PALESTINESI UCCISI

Il bilancio dei morti nell'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza è ulteriormente aumentato ieri, arrivando a 854 palestinesi deceduti. Lo hanno reso noto i soccorritori che oggi hanno recuperato altri cadaveri tra le macerie. Tra le vittime vi sono 270 bambini. Il numero dei feriti è salito a 3.490. L'ultimo bilancio parlava di 828 morti e 3.350 feriti. I corpi recuperati oggi sono stati trovati sotto le macerie a Jabaliya e Beit Lahya, due località nel nord della Striscia di Gaza dove i combattimenti sono più violenti.

FRATTINI, HO PARLATO CON LIVNI DI FORZA INTERPOSIZIONE

Ho sentito anche la collega israeliana (Tzipi Livni, ministro degli Esteri di Israele) per comprendere quale è la reale situazione. Stiamo in queste ore ragionando per una forza di interposizione fra l'Egitto e Gaza, in territorio palestinese, con la partecipazione di personale palestinese e dei Paesi europei e l'Italia è pronta a fare la sua parte. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di 'Neveazzurra', la kermesse di Fi-Pdl a Roccaraso.

Gaza: vernice rossa in sedi giornali e Rai a Roma

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

ROMA - Come in un copione studiato da tempo e in omaggio ad una regia ben orchestrata, la protesta vandalica contro l'intervento di Israele a Gaza stasera a Roma ha colpito sedi di giornali, un'agenzia di stampa e la sede Rai di Saxa Rubra. Quasi in contemporanea in diverse zone della capitale gruppi di vandali che si sono firmati con la sigla "Free Palestine, stop occupation" hanno lanciato secchi di vernice rossa sulle sedi del quotidiano La Repubblica, in Largo Fochetti e sulla Colombo, in via di Torre Maura, nella sede stampa del quotidiano Il Messaggero, dove sono sono stati fatti esplodere due grossi petardi e lasciate delle interiora di animali.

La vernice, lanciata da ignoti, ha anche imbrattato la sede dell'Agi, che si trova accanto a quella di Repubblica. La protesta anti media si è spinta fino a Saxa Rubra, alla sede della Rai dove il rosso ha sporcato una vetrata di uno degli ingressi. La polizia da questa sera sta presidiando le sedi degli organi di stampa nel mirino dei vandali, ed è stata rafforzata la vigilanza nella zona del ghetto a Roma dove al momento non si segnalano atti razzisti, mentre la Digos sta esaminando i volantini lasciati in un sacco nero della spazzatura davanti alla sede della Repubblica. Due striscioni firmati "Militia", una sigla di matrice neofascista, sono stati intanto esposti sempre questa sera sulla tangenziale est di Roma. Su uno degli striscioni compare la scritta: "Israele: uno stato inventato da assassini verì. Su un altro striscione si legge: "Hamas, fino alla vittoria". Gli striscioni sono stati esposti sulla tangenziale in prossimità della Stazione Tiburtina in direzione San Giovanni. La comparsa delle scritte antisemite, anche temporalmente, appare agli inquirenti come una medesima strategia che ha indotto i vandali, ma da una matrice ideologica opposta, a imbrattare di vernice le sedi dei giornali. Nei volantini lasciati da chi ha gettato vernice rossa tuttavia si spiegava di "Diffidare dalle imitazioni fasciste", come in una sorta di rivendicazione di esclusività dell'azione anti Israele. Sul volantino fatto trovare questa sera si legge che non sarebbe stata fornita adeguata informazione da parte degli organi di stampa italiani sui "16 giorni di offensiva militare a Gaza da parte dello stato d'Israele". Nel volantino si parla del "massacro della popolazione civile" e del "culmine di uno sterminio che dura da più di 40 anni" e del "genocidio che si sta perpetrando nei confronti del popolo palestinese". "Storia - si legge - che i mezzi di informazione main-stream si sono ben guardati dal riportare". Ieri a Roma erano comparse svastiche e scritte antisemite sulle vetrine e le saracinesche di molti negozi appartenenti a commercianti ebrei.

A Roma per sostenere Israele e la pace

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

ROMA - 'Sosteniamo Israele, sosteniamo la pace', c'é scritto sul grande schermo della mega sala che accoglie in un albergo romano più di un migliaio di persone accorse all'appello dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), della Comunità romana (Cer) e di altre organizzazioni ebraiche sulla guerra in corso nella striscia di Gaza.

Una platea che riserva subito un applauso a Piero Fassino, tra i primi a intervenire, quando dice che la responsabilità "é di Hamas. Ha violato la tregua". E subito aggiunge: "Non c'é alternativa ad una pace negoziata. Oggi non bisogna rassegnarsi al conflitto. Tutti sappiamo che una soluzione di pace non deriva da una scelta militare, ma da un negoziato tra le parti. E l'obiettivo - ripete - non può che essere quello di due popoli, due Stati e due democrazie". Tornando a Hamas, Fassino ribadisce che anche a guerra finita l'organizzazione resterà un soggetto sul terreno". Ma, avverte, che, se Hamas vuole essere un interlocutore, "deve riconoscere il diritto di Israele ad esistere", come fece già l'Olp negli anni Ottanta. Infine, Fassino rivolge un appello alla comunità internazionale, e quindi anche all'Italia: "Non deve appellarsi alle parti, invocare la pace, ma deve entrare in campo con tutte le sue forze possibili, in modo che il passaggio drammatico di queste ore sia superato e sia ripreso il cammino di pace".

Il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi, in rappresentanza del Governo, entra subito in merito: "Sono qui per testimoniare la solidarietà mia e del Pdl agli aggrediti contro gli aggressori", "contro - spiega - gli infami degli striscioni e contro gli sciacalli che hanno invitato al boicottaggio dei negozi degli ebrei". Ronchi, tra gli applausi, conclude dicendo: "Non ci può essere pace finché ci sarà Hamas, non ci può essere pace finché ci sarà chi nega l'esistenza di uno Stato democratico". Un ragionamento ripreso anche da Fernando Adornato, dell'Udc: "Non sono qui per generica solidarietà, sono qui per difendere me stesso, la democrazia italiana, la democrazia dell'Occidente". E prosegue: "Molti governanti non vogliono capire che Israele siamo noi. Se cade Israele, cade l'Occidente". E poi conclude il suo intervento con una battuta relativa alle polemiche di questi giorni dicendo che "per queste ragioni, non ha senso la parola equidistanza".

Da parte dell'ambasciatore di Israele, Gideon Meir, più volte interrotto dagli applausi, c'é il riconoscimento all'Italia per aver "dimostrato ancora una volta il suo sostegno e la sua profonda e antica amicizia nei confronti di Israele". Meir ricorda quindi che su Israele in questi sei anni sono caduti oltre 9.200 missili e razzi, "tutti mirati direttamente contro la nostra popolazione civile". "Noi - afferma - non siamo in guerra contro il popolo palestinese" e quindi definisce "non facile aver dato il via all'operazione militare a Gaza. Ma era chiaro - conclude l'ambasciatore - che non avevamo altra scelta". Sia Gattegna (Ucei), sia Pacifici (Cer) rivendicano il diritto di Israele a difendersi. Il primo sottolinea che "gli ebrei italiani sono vicini a Israele non solo per motivi affettivi, sentimentali e culturali, ma anche per un'analisi ragionata, il più possibile obiettiva e scevra da preconcetti". Pacifici definisce la manifestazione "una grande lezione per chi in questi giorni nella piazze ha gridato il nome di Hamas per la distruzione di Israele". Poi ringrazia "coloro che hanno reso possibile il cambiamento dell'opinione degli italiani" nei confronti di Israele, citando tra questi Fiamma Nirenstein, Furio Colombo, tutti e due presenti in sala insieme a molti altri, tra cui Gianni Vernetti, Maurizio Gasparri, Clemente Mimun, Daniele Capezzone, Fabrizio Cicchitto, Olga D'Antona e Gustavo Selva. Poco prima il gruppo Martin Buber-Ebrei per la pace aveva chiesto "una vera tregua", preludio a un accordo di lungo termine per mettere fine alle azioni terroristiche contro Israele e per l'interruzione del blocco economico causa della situazione d'emergenza umanitaria a Gaza.

Gaza: Israele, vicina fine operazioni, in Italia atti vandalici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

di Furio Morroni

TEL AVIV/GAZA - Le truppe israeliane hanno oggi continuato la loro avanzata in direzione dei principali centri abitati della Striscia di Gaza, compresa

Gaza City dove si sono registrati violenti scontri a fuoco in cui sono rimasti uccisi una trentina di palestinesi, la meta' dei quali civili. Tra i combattenti rimasti sul terreno ce ne sarebbe anche uno di origine saudita che si chiamava Abu Muhammed al-Mari ed era residente a Medina. A quanto pare era entrato a Gaza passando attraverso i tunnel per il contrabbando scavati sotto i 15 km di confine con l'Egitto.

In giornata sono proseguiti anche i lanci di razzi palestinesi verso Israele, ma in misura molto minore che nei giorni scorsi. Razzi Grad da 122mm sono esplosi presso Beer Sheva e Netivot, a decine di chilometri dalla Striscia, senza provocare vittime. L'ultimo bilancio di morti e feriti, riferito dall'agenzia di stampa palestinese Maan, sarebbe di almeno 878 persone uccise e circa 3.700 ferite da quando, il 27 dicembre, Israele ha lanciato l'offensiva militare 'Piombo fuso' contro Hamas.

Si tratta comunque di stime approssimative in quanto si presume che altri cadaveri si trovino sotto le macerie di edifici bombardati. Il governo israeliano, dal canto suo, ha detto oggi di essere deciso a continuare le operazioni militari contro Hamas, nonostante le pressioni internazionali, ma ritiene anche - cosi' ha detto il premier Ehud Olmert - ''di essere vicino alla realizzazione degli obiettivi che aveva stabilito''. Olmert ha aggiunto che Israele deve dar prova di tenacia e pazienza per evitare una conclusione delle ostilita' che possa dare a Hamas il pretesto per affermare il pur minimo successo.

Da parte sua, il generale israeliano Yoav Galant, responsabile dell'operazione 'Piombo fuso', ha chiesto a Olmert e al ministro della difesa Ehud Barak di dare il nullaosta all'avvio della ''terza fase'' dell'operazione che prevede il dispiegamento di decine di migliaia di riservisti richiamati alle armi nei giorni scorsi. Galant ha inoltre ventilato la possibilita' che l'esercito possa occupare di nuovo - ma per un periodo limitato - interi settori della Striscia di Gaza, in particolare il tratto di frontiera con l'Egitto al di sotto del quale passano oltre un migliaio di tunnel utilizzati per il contrabbando di armi verso il territorio palestinese.

Proprio oggi schegge provocate da bombe israeliane cadute su questa linea di confine hanno ferito cinque poliziotti e due bambini egiziani residenti nella parte egiziana della citta' di Rafah. Sul terreno inoltre, si e' appreso oggi che negli ultimi giorni i miliziani di Hamas a Gaza hanno fatto ricorso alla contraerea contro l'aviazione militare israeliana utilizzando cannoncini e forse anche razzi anti-aerei.

Si tratta di una minaccia che viene tenuta in seria considerazione in particolare dai piloti degli elicotteri da combattimento. Il capo dello Shin Bet (i servizi di sicurezza interna di israele) Yuval Diskin ha intanto reso noto oggi che ''i dirigenti di Hamas a Gaza restano nascosti in bunker, ospedali e in rappresentanze diplomatiche'' delle quali non ha pero' fatto il nome.

A quanto ha riferito il segretario del governo, Oved Yehezkel, Diskin ha inoltre accusato Hamas di aver requisito aiuti umanitari destinati alla popolazione civile palestinese per distribuirli ai suoi sostenitori. Diskin ha affermato anche che ci sono testimonianze secondo le quali miliziani di Hamas hanno approfittato dei combattimenti a Gaza per uccidere decine di attivisti di Al Fatah, l'organizzazione palestinese della quale e' leader il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas).

A suo dire, inoltre, scuole palestinesi sono state deliberatamente minate da Hamas per diventare trappole esplosive in caso di avanzata delle truppe israeliane. Un incidente si e' verificato anche sulla frontiera settentrionale di Israele con la Siria dove oggi colpi di arma da fuoco sono stati sparati dal territorio siriano contro soldati israeliani impegnati in lavori di ingegneria vicino al reticolato di confine sulle alture del Golan. Lo ha riferito un portavoce militare israeliano, secondo il quale nessun militare e' stato colpito mentre un automezzo e' stato danneggiato. Lo Stato ebraico ha denunciato l'incidente all'Undof, la forza di osservatori dell'Onu nel Golan.

Le date di una vita tra politica e inchieste

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/01/2009

Novant'anni, la gran parte dei quali ai vertici della politica italiana. La vita di Giulio Andreotti é una lunga sequenza di date che scandiscono prima il suo "cursus honorum", poi la sua odissea giudiziaria. Queste le principali tappe:

1919- Nasce a Roma il 14 gennaio

1941- Si laurea in Giurisprudenza, specializzandosi in Diritto canonico

1942- Presidente nazionale degli universitari dell'Azione cattolica

1944- Consigliere nazionale della Dc

1945- Si sposa con Livia Danese

1946- Deputato Costituente con oltre 25 mila voti

1947-'54- Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Alcide De Gasperi

1954- Ministro dell'Interno nel primo governo Fanfani

1955-'58- Ministro delle Finanze

1959-'65- Ministro della Difesa

1966-'68- Ministro dell'Industria

1969-'72- Presidente dei deputati della Democrazia cristiana

1972-'73- Presidente del Consiglio nei due governi di centro-destra

1972- Record di preferenze personali alle elezioni politiche: 367 mila

1974-'76- Ministro della Difesa e del Bilancio nei governi Rumor e Moro

1976-'79- Presidente del Consiglio nei tre governi di solidarietà nazionale

1979-'83- Presidente della commissione Esteri della Camera

1983-'89- Ministro degli Esteri nei governi Craxi, Fanfani, Goria e De Mita.

1989- Record di preferenze alle elezioni Europee: 500 mila nella circoscrizione Nord- est

1989-'92- Presidente del Consiglio per la sesta e settima volta

1991- E' nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga

1993- 27 marzo. Al Senato arriva la richiesta di autorizzazione a procedere per concorso in mafia: è avanzata dalla Procura di Palermo

1995- 20 luglio. La Procura di Perugia chiede l'autorizzazione a procedere per Andreotti con l'accusa di omicidio nei confronti del giornalista Carmine Pecorelli.

1999- 26 settembre. Comincia nell'aula bunker dell'Ucciardone, a Palermo, il "processo del secolo". L'accusa si è trasformata in associazione mafiosa

1999- 30 aprile. Al processo Pecorelli i Pm chiedono l'ergastolo per tutti gli imputati.

1999- 24 settembre. Dopo oltre 100 ore di camera di consiglio arriva il verdetto per lì omicidio Pecorelli: tutti assolti per non aver commesso il fatto.

1999- 23 ottobre. Al processo di Palermo Andreotti è assolto con la formula "dubitativa".

2001- 19 aprile. Inizia il processo di appello a Palermo.

2002- 17 novembre. La Corte di Assise di appello di Perugia condanna a 24 anni di reclusione Giulio Andreotti e Tano Badalamenti per l'omicidio Pecorelli.

2003- 2 maggio. La Corte di appello di Palermo conferma, con alcune modifiche, la sentenza di assoluzione per Giulio Andreotti dall'accusa di associazione mafiosa.

2003- 30 ottobre. La Cassazione annulla senza rinvio la sentenza sull'omicidio Pecorelli: di fatto è l'assoluzione piena da qualsiasi responsabilità per Andreotti e Badalamenti che sono estranei alla uccisione del giornalista avvenuto il 20 marzo

1979.

2004- 28 dicembre. La Cassazione conferma la sentenza di assoluzione nel processo per mafia : la sentenza di Palermo diviene così definitiva. Prescrizione per il delitto di associazione a delinquere fino alla primavera del 1980 e l'assoluzione per il reato di associazione mafiosa dal 1980 in

poi. I magistrati annotano che è dubbio il ruolo di Andreotti per i rapporti con Cosa Nostra prima del 1980, visti anche gli incontri con il boss Stefano Bontade, i legami con Vito Ciancimino e con i cugini Nino e Ignazio Salvo: ma la questione non può essere approfondita dato che i fatti sono coperti da prescrizione.

2009- 14 gennaio. Giulio Andreotti compie 90 anni.

Abu Mazen: lotta per confini Palestina

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/11/2009

17.33 "Lo Stato palestinese è una istanza riconosciuta dal mondo intero.Adesso conduciamo una lotta per ottenere il ricoscimento dei suoi confini". E' quanto ha detto il presidente palestinese Abu Mazen nel discorso pronunciato alla Muqata nel quinto anniversario della morte di Yasser Arafat. Abu Mazen ha aggiunto che "l'Anp si rifiuta di riprendere le trattative con Israele finché non abbia ottenuto un impegno al congelamento di tutte le attività di colonizzazione".

Immunità, PdL presenta proposta legge

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/11/2009

19.01 E'stata presentata a firma di Margherita Boniver, deputato del PdL, una proposta di legge costituzionale per il ripristino dell'immunità parlamentare. "Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall'Assemblea di Palazzo Madama nell'ottobre del 1993 in clima di pesante intimidazione. La proposta di legge composta di un solo articolo ripristina -conclude la Boniverun un istituto volto a tutelare l'interesse della collettività".

Black out enorme in Brasile e Paraguay

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/11/2009

4.43 Un gigantesco black out ha colpito stanotte, a partire dalle 22 (le 1 in Italia), 9 stati del Brasile lasciando milioni di persone senza luce. L'interruzione della corrente è stata provocata dal blocco delle attività della centrale idroelettrica di Itapù,alla frontiera tra il Brasile e il Paraguay. Problemi si sono verificati nelle comunicazioni, metro e rete ferroviaria. Per una ventina di minuti l'elettricità è saltata anche in tutto il Paraguay.

Gigantesco black out in Brasile

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/11/2009

Oltre 40 milioni di persone senza luce

SAN PAOLO - Gigantesco black out in Brasile. A partire dalle 22 ora locale (l'1:00 in Italia), almeno 40 milioni di persone sono rimaste al buio. Sono nove gli stati rimasti al buio. A causare il blocco e' stata un'interruzione delle attivita' della centrale idroelettrica di Itaipu', alla frontiera tra il Brasile e il Paraguay. Lo ha reso noto il direttore della centrale Jorge Samek: ''Itaipu' e' paralizzata'', ha detto, precisando che gli stati colpiti dalla mancanza dell'elettricita' sono San Paolo, Rio de Janeiro, Espiritu Santo, Goias, Parana, Santa Catarina, Rio Grande do Sul, Mina Gerais, Mato Grosso do Sul.

Itaipu', rilevano i media locali, e' la seconda centrale idroelettrica piu' grande del mondo dopo quella delle Tre Gole in Cina. A indagare le cause del black out sono ora impegnati i tecnici del ministero per le risorse minerarie e l'energia, hanno precisato i media locali, rilevando che a San Paolo e Rio ci sono problemi nel sistema delle comunicazioni, cosi' come nella metro e nella rete ferroviaria.

ITAIPU': CAUSA FORSE E' FORTE TEMPESTA - La causa del 'black out' che ha colpito nove stati del Brasile e' molto probabilmente una tempesta particolarmente violenta in qualche punto della rete di trasmissione elettrica. Lo ha reso noto il presidente della centrale idroelettrica Itaipu', Jorge Samek. Itaipu' continua a produrre energia, e il blocco sarebbe dovuto a problemi nella rete di trasmissione dell'elettricita', ha precisato Samek, rilevando di non sapere quando il servizio della fornitura di energia verra' ripreso.

ANCHE PARAGUAY AL BUIO PER 20 MINUTI - Il black out che ha colpito stanotte nove stati del Brasile ha provocato per una ventina di minuti l'interruzione dell'energia elettrica anche in tutto il Paraguay. Il blocco nella fornitura della luce e' dovuto a ''problemi nelle linee di trasmissione di alta tensione nello stato brasiliano di San Paolo'', ha riferito Luis Villordo, della direzione dell'Ente elettrico di Asuncion.

''Sulla base dei dati di cui disponiamo finora, c'e' stato un problema nella parte brasiliana della rete elettrica, fatto che ha attivato il sistema di protezione della centrale di Itaipu', che a sua volta ha avuto una ricaduta in Paraguay'', ha aggiunto d'altra parte Nery Chaparro, tecnico dell'Ente di Asuncion.

A SAN PAOLO LA LUCE TORNA DOPO ORE - E' tornata solo dopo ore l'elettricita' a San Paolo, dopo il black out di questa notte in Brasile. La fornitura dell'elettricita' e' ripresa tra l'altro nella Avenida Paulista, principale arteria della citta', cosi' come in gran parte di Belo Horizonte, la terza citta' piu' importante del Paese.

Molti ristoranti di San Paolo hanno chiuso subito dopo il black out, che ha reso difficile, a causa del blocco dei semafori, la circolazione nelle principali arterie della citta'. A Rio de Janeiro, Copacabana e Ipanema, due dei principali quartieri turistici della citta' carioca, sono rimaste completamente al buio, cosi' come il Cristo Redentor, monumento simbolo di Rio. Nelle fermate di autobus e della metro ci sono lunghe file di passeggeri.

Il governatore dello stato, Sergio Cabral, ha d'altra parte ordinato l'allerta della polizia. Il sindaco della citta', Eduardo Paes, ha a sua volta convocato per oggi alle 7 ora locale una riunione d'emergenza, mentre il governatore Cabral ha deciso di inviare gli uomini della Bope (Battaglione operazioni della polizia speciale) a presidiare le principali arterie della citta', alcune delle quali costeggiano nel loro percorso le favelas della citta'.

Stampa:Blackwater pagò mazzette in Iraq

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/11/2009

12.31 La società americana Blackwater avrebbe offerto mazzette per oltre un milione di dollari per tentare di zittire le testimonianze dei funzionari iracheni sull'episodio che rese tragicamente famosa la sua presenza in Iraq: la strage di Bagdad nel 2007, con l'uccisione di 17 civili. E' quanto scrive il "New York Times", citando 4 ex alti dirigenti della compagnia militare privata americana. La strage di Bagdad ha portato alla revisione dell'attività di Blackwater.

Gruppo Pam,evasione per 600 mln di euro

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/11/2009

3.30 Gruppo Pam,evasione per 600mln di euro Un'evasione di 600 milioni di euro è stata accertata dalla Guardia di finanza di Venezia al gruppo Pam, la società proprietaria, tra l'altro, degli ipermercati Panorama. Il vertice dell'azienda, secondo quanto appreso dall'Ansa, è indagato per frode fiscale. Alla società è stata inoltre contestata un'evasione all'Iva per 120 milioni di euro.

Canada, contestato principe Carlo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/11/2009

Manifestazione di 200 anti-monarchici,urla e slogan

(ANSA) - MONTREAL (CANADA), 11 NOV - Il principe Carlo d'Inghilterra e la moglie Camilla sono stati contestati ieri a Montreal, in Canada. Circa 200 manifestanti hanno gridato slogan: ''Maesta', tornatene a casa'' e ''Viva il Quebec libero''. Gli agenti in servizio d'ordine hanno dovuto chiamare i colleghi della squadra anti-sommossa per spingere i contestatori a un centinaio di metri di distanza dalla caserma dove Carlo era atteso.

Mills,fu corrotto dopo le testimonianze

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 11/11/2009

12.12 La corruzione dell'avvocato inglese Mills, condannato per corruzione in atti giudiziari, fu "susseguente" e non "antecedente" alle testimonianze, ritenute false e reticenti, rese per favorire Silvio Berlusconi. E' quanto spiega il giudice Rosario Spina nelle motivazioni della Corte di Appello di Milano relative alla sentenza di condanna di Mills.I giudici hanno ritenuto "genuina e credibile" la confessione di Mills in cui spiegava di aver aiutato Berlusconi con le testimomonianze rese nei processi al premier.

Giustizia, intesa Fini-Berlusconi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/11/2009

ROMA - Raggiunto l'accordo sulla necessità che il processo penale non duri più di sei anni in totale, ma caduta l'ipotesi della prescrizione 'breve' dei reati con pena massima non superiore a dieci anni, l'imminente ddl di iniziativa parlamentare frutto dell'intesa tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini riguarderà tre punti, l'ultimo dei quali introdurrà una norma transitoria che inciderà sui processi Mediaset e Mills in cui è imputato il premier.

Il primo articolo della bozza di ddl, sostanzialmente già pronta, modificherà la legge Pinto che, approvata nel 2001, introduce un'equa riparazione per chi ha subito processi troppo lunghi: per la prima volta verrebbe esplicitato che il processo, per non essere ingiusto, ma in linea con le sollecitazioni del Consiglio d'Europa, non deve durare più di due anni in primo grado, due anni in appello e altri due in Cassazione. Prima della richiesta di indennizzo, però, la 'vittima' dovrebbe presentare al giudice un'istanza di accelerazione che farebbe scattare una corsia preferenziale per definire il processo in tempi brevi, con tanto di sentenza motivata in modo sintetico. Per i processi pendenti al momento dell'entrata in vigore della legge, l'istanza acceleratoria deve essere presentata entro 60 giorni. Il secondo punto del ddl riguarderà la prescrizione processuale con la creazione di una nuova norma del codice di procedura penale (l'articolo 346 bis).

La bozza prevede che, in caso di processi per reati con pene non superiori a 10 anni (ad eccezione dei reati di mafia, terrorismo o grave allarme sociale come rapina, omicidio, estorsione), ciascuna fase del processo non possa durare più di due anni (sei in totale), altrimenti scatterà la prescrizione. Tale norma non si applicherà ai recidivi e ai delinquenti professionali o abituali. Il terzo punto è la norma transitoria grazie alla quale la 'tagliola' della prescrizione sarà applicata anche ai processi in corso, ma limitatamente a quelli pendenti in primo grado. In questo modo, potrebbero rientrare nella previsione sia il processo sui diritti tv Mediaset (in cui il premier è imputato per reati societari), sia quello Mills (nel quale Berlusconi deve rispondere per corruzione in atti giudiziari). Non essendoci però il via libera di Fini sulla cosiddetta prescrizione 'breve' (taglio di un quarto dei termini di prescrizione per i procedimenti pendenti relativi a reati di non grave entità commessi prima dell'indulto del 2006 e con pena non superiore a 10 anni) in ambienti della maggioranza si fa capire che non si riuscirebbe a garantire la 'salvezza' dell' avvocato inglese David Mills o a mettere lo stesso premier al riparo dall'inchiesta Mediatrade di cui si attende la conclusione delle indagini da parte della procura di Milano.

A tale riguardo - fanno capire nel centrodestra - il legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini, potrebbe mettersi di nuovo al lavoro per individuare soluzioni alternative. In ogni caso, per consentire ai magistrati di celebrare celermente i processi, così come previsto dall'intesa Fini-Berlusconi, il presidente della Camera ha reso noto che in Finanziaria saranno stanziate più risorse per il settore giustizia. L'intenzione del centrodestra, intanto, è quella di avviare un confronto a 360 gradi anche con la magistratura: la consulta della giustizia del Pdl dovrebbe incontrarsi domani con i vertici dell'Anm.

Google News: se Murdoch via, 25% traffico in meno

ANSA.it, http://www.ansa.it, 11/11/2009

Parola dell'esperto Bill Tancer

NEW YORK - Rupert Murdoch non ha nessun interesse ad abbandonare gli aggregatori di notizie tipo Google News, come l'editore anglo-americano minaccia di fare, perché testate come il Wall Street Journal, una delle principali del suo gruppo, perderebbero fino al 25% del traffico. Lo sostiene un esperto, Bill Tancer, della Experian Hitwise, la principale società mondiale di gestione e di misura del web.

La stessa Google risponde indirettamente alle accuse di Murdoch - secondo cui gli aggregatori sono veri e propri ladri di notizie - ma senza mai citare il suo gruppo NewsCorp. Il gigante del web ricorda che "Google News e le ricerche su internet rappresentano una eccezionale fonte di promozione per gli organi di stampa, con circa 100mila click al minuto". Il colosso di Mountain News sostiene di rispettare tutte le leggi in materia di copyright, dato che "mostriamo il necessario ai nostri utenti in modo che possano identificare gli articoli che a loro interessano - un titolo, un capoverso e il link con il sito dell'editore - e li dirigiamo verso questi siti di notizie in modo che possano leggere gli articoli".

Google ricorda infine che gli editori hanno il diritto di chiedere di essere rimossi dall'aggregatore, basta soltanto farne la richiesta e "li toglieremo in quanto fonte". In una lunga intervista a Sky Australia Murdoch aveva lanciato accuse dirette ai portali come Google News, Msn o Yahoo, non escludendo di proibir loro l'accesso ai quotidiani o alle tv del gruppo. Le ipotesi allo studio della NewsCorp sono sostanzialmente due: quella radicale, con i titoli dei quotidiani del gruppo totalmente esclusi dai link degli aggregatori (come prevede appunto Google News), e il modello del Wall Street Journal.

Il Wsj online è l'unico quotidiano della NewsCorp a far attualmente pagare le proprie notizie su abbonamento. A parte pochi articoli accessibili a tutti, della maggior parte dei 'pezzi' si possono leggere soltanto titolo e prime righe senza pagare. Se si vuole l'accesso completo occorre abbonarsi. Murdoch vuole comunque una serie di limiti e non esclude ricorsi in futuro. "C'é una dottrina chiamata dello fair use che a mio avviso deve essere osteggiata in tribunale per farla finita una volta per tutte, ma lo faremo pian piano", spiega il magnate nell'intervista. Negli Stati Uniti, in base alla regole dello 'fair use', cioé l'utilizzo leale, non esistono limiti alla pubblicazione di articoli di altri, grazie al primo emendamento della Costituzione sulla libertà di espressione. Ed è questa nozione che sfruttano gli aggregatori di notizie per proporre gli articoli di altri, con un atteggiamento che l'editore anglo-americano definisce "da ladri".

Lunedì 12 Gennaio 2009

Donna incinta Terra' bimbo con due teste

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2009

di Patrizio Nissirio

LONDRA - Una donna inglese che è incinta di un raro tipo di gemelli siamesi dicefali - ovvero un corpo con due teste - ha deciso di non ricorrere all'aborto, nonostante il parere dei medici. Lisa Chamberlain, fervente cattolica, intervistata dal Sun (al quale ha dato anche le immagini dell'ecografia, visibili sul sito) dice di aver escluso l'interruzione di gravidanza dopo aver parlato con il fidanzato Mike Pedace: "La gente mi dice, darai vita a un freak. Ma per me i miei gemelli sono un dono di Dio, e noi siamo determinati a dar loro una possibilità di vivere".

I medici avevano detto a Lisa che era per lei difficile restare incinta, a causa di cisti alle ovaie. I gemelli siamesi sono stati osservati la scorsa settimana al St Mary's Hospital di Portsmouth, dove la donna si era presentata con forti dolori alla schiena. "Dopo i risultati dell'ecografia, i medici e le infermiere continuavano a chiedersi se i due bambini fossero vicinissimi, o 'qualcos'altrò. Poi l'ostetrica ha detto che avevano un solo corpo. Quando me l'hanno detto sono rimasta scioccata, ma dopo un solo giorno ho deciso che li avrei tenuti. Il personale dell'ospedale ci ha dato un grande sostegno".

"Qualcuno potrà pensare che i miei gemelli sono strani, ma per me sono solo speciali. Tutto accade per una ragione. Io e Mike abbiamo passato sette anni a tentare di avere figli, e potremmo non avere un'altra possibilità", aggiunge, precisando di aver già scelto i nomi: "Layla e Kelsey, perché sono certa che saranno due bambine". Ma per Lewis Spitz, uno dei massimi esperti di gemelli siamesi della Gran Bretagna, la gravidanza dovrebbe essere interrotta: i gemelli, dice, "avranno forte rischio di contrarre infezioni, e ci saranno due teste a controllare gli impulsi nervosi del corpo, con seri problemi per qualsiasi attività. Non so come potranno sopravvivere" I gemelli siamesi dicefali rappresentano il 4% di tutti siamesi nati al mondo. Se nasceranno vivi, i figli di Mike e Lisa saranno i primi in Gran Bretagna. I genitori sperano di seguire le orme delle due gemelle americane Abigail e Brittany Hensel, che dopo 18 anni hanno mostrato di poter vivere con un solo corpo (che però condividono dall'ombelico in giù).

Le ultime siamesi britanniche, Faith e Hope Williams, sono morte dopo pochi giorni di vita il mese scorso, dopo un disperato tentativo di separarle: unite dallo sterno in giù, avevano un fegato solo ma due cuori. Lisa è rimasta incinta il 18 dicembre, e i sanitari dicono che solo alle 20.ma settimana si potrà stabilire se alcuni organi verranno sviluppati separatamente. Al momento hanno registrato un solo battito cardiaco.

Cambia il 'paniere' dei peccati, crisi confessioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2009

CITTA' DEL VATICANO - Come muta il paniere dei prezzi, che si adegua alle abitudini dei consumatori, cambia anche quello delle confessioni.

Benche' resti una 'preoccupante crisi', sono radicalmente cambiati i pentimenti che approdano alla grata del confessionale, secondo il Vaticano. 'Archiviate' ormai parolacce e magari qualche bestemmiuccia, ad angosciare i fedeli sono piuttosto i peccati di natura sociale: dall'evadere le tasse alle vessazioni sui colleghi o piu' al furto sul luogo di lavoro.

Davanti al confessionale, in molti chiedono perdono per questi comportamenti che a livello di opinione pubblica sembrano invece molto piu' sottovalutati. A sottolinearlo e' il 'viceministro vaticano per le confessioni', mons. Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria apostolica, alla vigilia del simposio sulla penitenza che il suo dicastero terra' da domani al 14 gennaio per indagare la storia e le prospettive pastorali di questo sacramento in crisi (il 30% dei cattolici ritiene addirittura inutili i confessori).

La penitenza per chi ruba o non paga le tasse o sottrae materiali sui luoghi di lavoro, spiega mons. Girotti, deve bilanciare l'esigenza di restituire in qualche modo ai singoli o alla societa' cio' che si e' sottratto, con quella di non mettere il penitente in condizione di essere individuato.

Gaza: Olmert, pugno di ferro fin quando non finiranno razzi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2009

GINEVRA - Riunito in sessione straordinaria a Ginevra, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato oggi una risoluzione che ''condanna con forza'' l'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza. Il testo chiede inoltre l'invio di una missione internazionale indipendente di inchiesta per indagare sulle violazioni dei diritti umani e della legge umanitaria internazionale da parte di Israele. Il testo e' stato approvato dai 47 Paesi membri del Consiglio con 33 voti a favore, un voto contrario e 13 astensioni. I Paesi dell'Ue membri del Consiglio, tra cui l'Italia, si sono astenuti, giudicando la risoluzione squilibrata. Il Canada ha votato contro.

ISRAELE, PUGNO DI FERRO. HAMAS, VITTORIA VICINA

di Aldo Baquis

TEL AVIV - Giunta alla sua terza settimana l'operazione 'Piombo Fuso' resta anche oggi in una fase stagnante, mentre i soldati israeliani rafforzano le posizioni attorno a Gaza City (800 mila abitanti) e sono impegnati in perlustrazioni nelle zone già occupate alla ricerca di depositi di armi e di bunker di Hamas.

"Utilizzeremo il pugno di ferro" a Gaza fintanto che Hamas continuerà a sparare razzi contro il territorio israeliano, ha detto il premier israeliano Ehud Olmert. Hamas ha ribattuto: "Siamo vicini alla vittoria". In un comunicato diffuso oggi il governo di Hamas nella Striscia di Gaza ha affermato che la "vittoria" sull'esercito israeliano è "più vicina che mai" e ha fatto sapere che non accetterà nemmeno di esaminare progetti di tregua finché Israele non avrà cessato le operazioni, non avrà ritirato le truppe e non avrà riaperto i valichi. Mentre ricompare anche il leader di Hamas: Ismail Haniyeh, in un discorso registrato trasmesso stasera dalla televisione al-Aqsa di Hamas, ha affermato che gli attacchi di Israele a Gaza non hanno spezzato Hamas.

L'aviazione israeliana ha lanciato contro di noi 2.200 attacchi - ha esclamato Haniyeh - eppure continuiamo a lottare. Israele sostiene che Hamas sta attraversando una crisi molto grave. "Sta in pratica crollando" ha assicurato il ministro delle infrastrutture Benyamin Ben Eliezer. Secondo il premier Ehud Olmert Israele è vicino alla realizzazione di due obiettivi principali: la fine dei lanci di razzi palestinesi su Israele e il blocco del contrabbando di armi dal Sinai verso Hamas. L'Egitto - ha stimato Ben Eliezer - ha un ruolo chiave.

Una volta che avrà stabilito che è suo interesse nazionale impedire che a Hamas giungano armi, sigillerà il confine con Gaza. Secondo Israele è appunto quello il canale utilizzato da Hamas per rifornirsi di razzi di lunga gittata, di quantità di esplosivi e di altre armi. Se la 'falla' restasse aperta, dice Israele, in un futuro non lontano Hamas potrebbe minacciare anche Tel Aviv, distante 70 chilometri da Gaza. Un dirigente del ministero della difesa israeliano, Amos Ghilad, doveva recarsi in questi giorni al Cairo per discutere dettagli relativi alla chiusura ermetica del confine: ma per il momento ha avuto istruzione di restare a Tel Aviv. La cosa lascia pensare che una intesa sia ancora lontana.

Nel frattempo il braccio armato di Hamas continua a sparare razzi contro le città israeliane. Ne sono esplosi oggi una ventina, in particolare nelle città di Beer Sheva, Ofakim, Sderot, Ashqelon, Ashdod. Non si sono avute vittime: ma complessivamente un milione di israeliani restano anche oggi esposti alla minaccia di quei razzi. Israele ha smentito informazioni divulgate da Hamas su un presunto rapimento di un soldato israeliano da parte di miliziani palestinesi.

"Non c'é stato alcun rapimento" ha detto un portavoce militare. Hamas accusa intanto Israele di aver fatto ricorso ad armi che provocano incendi ed ustioni. Ciò sarebbe avvenuto in particolare nella zona centrale e meridionale della Striscia. Da domenica, secondo Hamas, il numero dei palestinesi uccisi dal fuoco israeliano sarebbe di circa 30. Se fra di essi vi siano miliziani (e quanti), Hamas non lo precisa. Dall'inizio dei combattimenti è stato molto restio a riferire delle proprie perdite che in Israele sono stimate in circa 360 uomini.

Fonti mediche a Gaza riferiscono da parte loro che finora nella operazione 'Piombo fuso' sono stati uccisi 900 palestinesi. I feriti sono più di 3400, secondo le fonti. Anche oggi Israele ha interrotto, per ragioni umanitarie, i combattimenti per tre ore durante le quali sono stati inoltrati alla popolazione palestinese di Gaza 165 camion carichi di aiuti.

L'addio di Bush, per Obama rischio maggiore e' il terrorismo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2009

NEW YORK - Su richiesta del presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama, il presidente George W. Bush chiederà al Congresso di stanziare la seconda 'tranche' di 350 miliardi di dollari destinati ad aiutare il sistema finanziario in difficoltà. La ha indicato la portavoce della Casa Bianca Dana Perino.

BUSH SI CONGEDA.TERRORISMO RESTA MINACCIA MAGGIORE

di Cristiano Del Riccio

"Mercoledì 21 gennaio mi sveglierò al ranch in Texas e porterò il caffé a Laura". George W. Bush, nella sua ultima conferenza stampa da presidente, ha fatto oggi un bilancio dei suoi otto anni alla Casa Bianca, difendendo con vigore le sue scelte ma ammettendo anche qualche errore. E ha avvertito Barack Obama: la minaccia più grande resta quella di un attacco terroristico in patria. Bush è apparso particolarmente animato nel negare che sotto il suo mandato sia stato danneggiato "il prestigio morale dell'America" con vicende come Guantanamo e le torture ai presunti terroristi. "La gente sa che l'America sta sempre dalla parte della libertà - ha replicato - Certo c'é chi in Europa ha detto che non avremmo dovuto iniziare la guerra in Iraq senza un mandato, ma si tratta di pochi paesi".

"Guantanamo ha creato controversie ma quando è giunto il momento di prendere alcuni di quei detenuti, quei paesi che hanno criticato l'America non hanno voluto aiutarci - ha detto Bush - Sarebbe stato facile per me essere più popolare: in certe parti d'Europa si può essere popolari addossando ad Israele la responsabilità di ogni problema del Medio Oriente. Ma Israele ha il diritto di difendersi". Bush ha detto che la Corea del Nord e l'Iran "sono ancora paesi pericolosì. E che se la democrazia riuscirà a sopravvivere in Iraq anche nel lungo termine resta una questione aperta. Alla richiesta di indicare i suoi maggiori errori, una domanda che in passato Bush ha spesso cercato di eludere, il presidente Usa ha indicato stavolta alcuni esempi: lo striscione 'Missione Compiuta' pochi mesi dopo l'inizio della guerra in Iraq, il linguaggio a volte troppo aggressivo (tipo "lo prenderemo vivo o morto"), le torture del carcere di Abu Ghraib e il mancato ritrovamento delle armi di distruzione di massa in Iraq (definiti entrambi da Bush 'cose che ci hanno preso alla sprovvista' piuttosto che 'errori'), una battaglia per la riforma della Sicurezza Sociale che non è andata da nessuna parte. Bush ha sottolineato che la minaccia di un attacco terroristico contro l'America resterà "il rischio più grave" anche per la nuova amministrazione Obama. Parlando della successione Bush ha detto di essere rimasto colpito da quante persone, intervistate alla Tv, abbiano detto (a volte piangendo) che "non avrebbero mai pensato di vedere il giorno in cui il paese avrebbe avuto un presidente afro-americano".

"Mi considero fortunato per avere un posto in prima fila - ha detto Bush parlando dell'Inauguration Day - per quello che sarà un momento storico, incredibile per tutto il paese. L'elezione di Obama dice molto sui progressi degli Usa nel campo delle relazioni razziali: ma c'é ancora molto lavoro da fare". Bush ha sottolineato che un presidente non è mai in vacanza: il fardello della carica ti segue ovunque. "Obama scoprirà che i problemi a volte ti costringono a prendere decisioni che uno non avrebbe mai pensato di prendere", ha detto senza fare però esempi concreti. "Ma quando uscirò da qui, il 20 gennaio, lascerò le luci della ribalta - ha detto Bush - I riflettori d'ora in avanti saranno tutti per Obama". Bush ha detto di non avere ancora deciso cosa fare in futuro. "Ma non sono il tipo che ama stare sdraiato su una spiaggia con una bibita ed una camicia hawaiana - ha aggiunto - So però che quando mi sveglierò mercoledì 21 nel ranch in Texas porterò il caffé a Laura". L'ultima conferenza stampa alla Casa Bianca di Bush risaliva a sei mesi fa. L'ultima all'estero risaliva al 14 dicembre a Baghdad quando Bush era stato preso di mira da un giornalista iracheno che gli aveva lanciato contro le sue scarpe.

Madoff: niente carcere ma braccialetto elettronico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/01/2009

NEW YORK, 12 gen - Per il momento Bernard Madoff, autore di una truffa da 50 miliardi di dollari, riesce ad evitare il carcere ed a restare nella sua lussuosa penthouse dell'Upper East Side di Manhattan agli arresti domiciliari, sotto sorveglianza 24 ore su 24, con un braccialetto elettronico alla caviglia. Lo ha deciso un tribunale di New York, che non ha accolto le richieste del pubblico ministero di incarcerarlo immediatamente, non avendo Madoff rispettato i termini dell'accordo stipulato per ottenere i domiciliari in cambio di una cauzione di 10 milioni di dollari. Madoff ha inviato gioielli, per circa un milione di dollari, a suoi familiari ed amici in Florida, e nel cassetto della sua scrivania c'erano assegni firmati per oltre 150 milioni. Il legale del faccendiere autore di una gigantesca catena di Sant'Antonio che ha rovinato banche, investitori e risparmiatori, sostiene che Madoff non si è reso conto di quello che ha fatto e di essere convinto di non avere fatto niente di male. (ANSA).

Chiusi in Cina 91 siti internet accusati di volgarita'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/01/2009

La Cina ha chiuso 91 siti web e un popolare blog che si occupava di politica, in quella che e' stata descritta come un'offensiva contro la diffusione di materiale "volgare" su Internet. Il portale del governo cinese China (http://www.china.com.cn/) precisa che i siti sono stati chiusi "dall'8 al 10 gennaio" perche' avevano "violato le leggi".

Tra gli altri e' stato chiuso il portale di blog Bullog.cn che e' stato usato in passato da alcuni dei blogger piu' conosciuti del Paese, tra cui i promotori di Carta 08, un documento che chiede l'instaurazione di un sistema politico democratico che e' stata firmato da oltre settemila cittadini.

Le autorita' hanno affermato che nella campagna contro la "volgarita"' sono stati esaminati anche i contenuti di importanti portali stranieri come Google e Msn, e cinesi come Baidu. Nessuno di questi compare nella lista dei siti internet chiusi.

Cliccare su Google inquina. Studio di Harvard ripreso dal Times scatena la polemica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/01/2009

Cliccare su Google puo' essere inquinante. Lo rivela uno studio realizzato da Alex Wissner-Gross, fisico della prestigiosa Università di Harvard. Ma c'è dell'altro, ogni query eseguita sul motore di ricerca piu' famoso al mondo, immetterebbe nell'atmosfera 7 grammi di anidride carbonica, equivalenti a circa metà della Co2 generata dal riscaldamento di una teiera. La ricerca, e' stata pubblicata sul sito del Times, ed ha subito scatenato le reazioni di blogger ed esperti, fino al commento ufficiale del motore di Mountain View, tutti concordi nell'affermare l'inesattezza delle cifre mostrate e una certa malafede nell'esporre il tutto.

Per arrivare alla cifra di 7 grammi, il fisico di Harvard ha calcolato l'ammontare di energia spesa affinché l'interrogazione arrivi dal computer dell'utente ai server del motore di ricerca e ritorno. A causare la maggior parte dei consumi è il funzionamento di Google che, come molti altri servizi della rete, provvede a mandare una stessa interrogazione a più server dislocati in tutti il mondo, permettendo al navigatore di ricevere risposta da quello "più veloce".

Google è molto efficiente, ma il suo interesse primario è fornire ricerche velocemente, il che porta a bruciare una vasta quantità di energia, ha proseguito il fisico che nella sua ricerca ha anche calcolato quanto "costa" al pianeta una pagina vista sul web con un normale browser, trovando come risposta una cifra che si aggira tra gli 0,02 g e gli 0,2 grammi di Co2 al secondo, in base alla presenza o meno di video e immagini.

L'articolo del quotidiano londinese, dopo aver riportato il parere di altri esperti che hanno leggermente ridimensionato le cifre, si chiude ammonendo che ogni nuovo servizio del web, con riferimento particolare al sito di microblogging Twitter, non è solo "divertimento e aria calda", ma ha anche un prezzo ambientale.

La risposta di Google.

Il motore di ricerca californiano non è rimasto fermo. Dalle pagine del suo blog, la società di Mountain View ha infatti smentito le cifre di Wissner-Gross, ricalibrando il peso di una ricerca a circa 0,2 grammi di Co2 ovvero 35 volte meno di quanto affermato dal fisico di Harvard e ricordato gli sforzi fatti per diminuire l'impatto ambientale sempre più gravoso dell'industria dell'information technology, che secondo gli analisti di Gartner emette nell'atmosfera la stessa quantità di gas serra del trasporto aereo, circa il 2% del totale.

In effetti Google è riconosciuta come una delle società più attente e "verdi", fatto dimostrato dal suo investimento di 45 milioni di dollari (attraverso la fondazione Google.org) nelle fonti rinnovabili e dall'installazione di macchine server tra le più efficienti e "parsimoniose" al mondo. L'impegno del gigante californiano è poi confermato dalla co-fondazione, con la "nemica" Microsoft e i grandi produttori di pc, del "Climate Savers Computing Iniziative", un gruppo con l'obiettivo di ridurre l'energia della metà l'energia elettrica usata dai computer.

Le critiche dei blog.

Prima ancora che Google intervenisse nel dibattito, i blog e i siti tecnologici avevano già ripreso la ricerca preoccupandosi, nella maggior parte dei casi, di smontarla pezzo per pezzo. La più forte critica al Times è arrivata dal blog della Silicon Valley TechCrunch, che ricorda come Wissner-Gross sia anche il fondatore di Co2stats, non un sito di informazione ma una startup che si occupa di fornire a pagamento consulenze e certificazioni sull'impatto ambientale dei siti web.

Dalla blogosfera in generale, ma anche dagli stessi commenti degli utenti sul sito del Times, emerge l'insofferenza per questi proclami allarmistici. Ed in tanti si chiedono invece se Google non stia aiutando l'ambiente, permettendo con un click di non dovere andare fino a una biblioteca (consumando tempo e benzina) per consultare un libro che costa all'ambiente 2 chili e mezzo di anidride carbonica, uguali a circa 12mila ricerche.

Ambiente: Italia rischio dissesto

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2009

Sottosegretario Menia,necessari 44 mld per far fronte a problemi

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - In Italia il 10% del territorio e' a rischio idrogeologico e servono 44 mld per risanare il dissesto. Lo dice il sottosegretario Menia. In un'informativa sulle politiche relative all'assetto idrogeologico, Menia ha sottolineato che, sul totale dei fondi necessari, 27 miliardi servirebbero per il centro-nord, 13 per il mezzogiorno e 4 per il recupero e la salvaguardia delle coste. E la spesa dello Stato per gestire le emergenze dovute ai danni idrogeologici e' pari, ogni anno, a circa 3 mld.

Bertone: leggi Stato difendano vita

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2009

Alla Camera, a commemorazione anniversario visita papa Wojtyla

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - Il segretario di Stato Vaticano, Card.Tarcisio Bertone, ribadisce la necessita' che le leggi dello Stato promuovano la difesa della vita. Intervenendo alla Camera, alla commemorazione del VII anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II a Montecitorio, il cardinale sollecita la 'difesa dei diritti fondamentali della persona umana, specialmente di quella piu' debole', sia essa embrionale o morente'.

Fini: nostra identità è cattolicesimo

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2009

20.09 "Nella identità culturale italiana non si può fare a meno di individuare il segno tangibile della presenza della Chiesa e del cattolicesimo". Lo ha detto il presidente della Camera, Fini, in occasione della presentazione del documentario 'Credo', nel VII anniversario della visita di Papa Wojtyla al Parlamento italiano. "E' anche per questo -ha sottolineato che la senteza della Corte europea, che ha messo in discussione la presenza del Crocifisso a scuola,ha destato una diffusa contrarietà nel nostro Paese".

Crocifisso,Cei: decidano istituzioni Ue

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2009

14.05 La Chiesa italiana spera che le istituzioni europee facciano "una riflessione seria sulla decisione sbagliata" adottata dalla Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle aule scolastiche. E' quanto ha detto il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, al termine dell'assemblea generale dei vescovi a Assisi. Più che al ricorso del governo italiano,o all'ipotesi di una legge comunitaria, Bagnasco ha auspicato un pronunciamento delle istituzioni europee.

Terrorismo: Bin Laden e' vivo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2009

Secondo l'ex premier afghano Hekmatyar

(ANSA) - NEW DELHI, 12 NOV - ''Osama Bin Laden e' ancora vivo''.Lo ha detto l'ex primo ministro afghano Hekmatyar, in un video della televisione pachistana Aaj Tv . Gul Badin Hekmatyar, che ha assicurato sull'esistenza in vita del leader talebano ha detto pero' di non sapere dove si trovi. Per lui, eroe della lotta contro l'Urss, Bin Laden si trova in Afghanistan e gli Usa non potranno avere successo nella guerra in Afghanistan anche se dovessero portare sul territorio 400.000 mila uomini.''

Tremonti:Banca del sud? Progetto al via

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2009

13.40 Sulla Banca del Sud "problemi non ce ne sono",il Senato oggi "approva l'emendamento alla Finanziaria", mentre questa mattina "abbiamo dato il colpo di manovella per l'avvio della Banca". Così il ministro dell'Economia, Tremonti. Il ministro affronta il tema del diverso contributo che i soggetti privati daranno all'iniziativa. "I rapporti saranno definiti quando ci sarà la legge" ovvero se Camera e Senato la approveranno in Finanziaria. "C'è chi metterà capitale e chi la propria rete".La partecipazione di Poste è "ipotizzata".

Taranto,dissesto comune:danno per 22mln

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2009

9.46 Danno erariale di oltre 22 milioni di euro.Lo hanno scoperto le Fiamme gialle di Bari incaricate di far luce sul dissesto finanziario del comune di Taranto. 12 persone, fra ex amministratori e dirigenti, sono state segnalate alla procura regionale della Corte dei Conti Accertati rinnovi contrattuali con aumenti fino al 237%, che hanno causato un maggiore esborso per il comune, pari a 9 mln di euro. Scoperto inoltre il meccanismo con cui gli amministratori coprivano, attraverso "gravi artifici contabili",un deficit di 13 mln di euro

Obama e Hu Jintao i piu' potenti, Berlusconi 12/o

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/11/2009

Forbes stila hit parade sui ''world most powerful people'', c'è anche Bin Laden

NEW YORK - Quando la prossima settimana il presidente americano Barack Obama e il collega cinese Hu Jintao si incontreranno a Pechino, sarà un vertice tra i due leader più potenti della terra: Obama e Hu sono rispettivamente al primo e al secondo posto di una 'hit parade' di Forbes sui "world most powerful people". Al terzo posto nella lista c'é il premier russo Vladimir Putin davanti al presidente della Fed Ben Bernanke. Papa Benedetto XVI è all'undicesimo posto, Silvio Berlusconi al dodicesimo. Ma è una hit parade con luci ed ombre. Tra i potenti del globo c'é anche un signore della droga messicano alla macchia sulle montagne a nord del paese: Joaquim 'El Chapo' Guzman, professione 'narcotrafficante' è al 41/o posto, davanti al presidente francese Nicolas Sarkozy e al russo Dmitri Medvedev. E' c'é il nemico numero uno dell'America Osama Bin Laden, stretto al 37/o 'gradino' tra il primo ministro indiano Manhmohan Singh e il premier pakistano Syed Yousaf Raza Gilani. El Chapo, arrestato nel 1993 per omicidio e narcotraffico ma evaso nel 2001 e da allora latitante, è considerato il capo del cartello della droga di Sinaloa.

Una lista delle persone più ricche del mondo pubblicata in marzo valutava il suo patrimonio personale in un miliardo di dollari. Per Forbes, l'entrata nella graduatoria vuole essere innanzitutto "motivo di discussione": Guzman - scrive la rivista - è 'un criminale ripugnante''. La classifica di Forbes contiene 67 nomi: uno per ogni cento milioni di abitanti del pianeta. "Essere potenti in un settore non basta per guadagnarsi il posto", ha scritto il magazine che a questo proposito cita il caso del "pittoresco" Berlusconi, "allo stesso tempo politico, monopolista dei media e proprietario della potenza calcistica Milan", o di Oprah Winfrey, regina dei salotti capace di trasformare un libro in bestseller e un candidato alle elezioni in presidente. La lista definisce il potere nelle sue quattro sfaccettature: sfera di influenza, risorse finanziarie, molteplicità di aspetti, esercizio diretto. I fondatori di Google Sergei Brin e Larry Page, con una fortuna netta stimata in 30 miliardi di dollari, sono arrivati al quinto posto mentre l'amministratore delegato di Wal-mart Mike Duke, che negli Stati Uniti è il maggior datore di lavoro nel settore privato, è arrivato ottavo.

Completano la top ten il miliardario messicano Carlos Slim (sesto), il padrone di News Corp., Rupert Murdoch (settimo), il re dell'Arabia Saudita Abdullah bin Abdul Aziz al Saud (nono) e Bill Gates (decimo). Tra i grandi assenti c'é l'ex presidente americano George W. Bush. Non ce l'ha fatta a entrare nei 67 'grandi' a differenza del suo predecessore Bill Clinton, piazzatosi al 31/o posto. Ma anche Clinton ha avuto ragione di masticare amaro: sua moglie Hillary, diciassettesima, lo ha battuto di parecchie lunghezze.

L'ambasciatore avverte Obama: il problema è Karzai

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/11/2009

Riserve sull'invio di altre truppe

Washington, 12-11-2009

Giovedì 19 novembre la cerimonia di insediamento riconfermerà ufficialmente Hamid Karzai presidente afgano per altri 5 anni. E proprio questo sta diventando

'il problema' per l'America: tanto che l'ambasciatore americano a Kabul, Karl Eikenberry, già comandante delle forze Usa in Afghanistan tra il 2005 e il 2007, ha inviato la scorsa settimana due cablogrammi classificati al presidente Barack Obama.

Pesanti le riserve di Eikenberry: attenzione ad inviare ora rinforzi nel Paese asiatico, prima che il presidente afgano Hamid Karzai non dimostrerà concretamente la sua volontà di combattere la corruzione e la cattiva amministrazione, che hanno favorito l'ascesa dei talebani.

L'attuale comandante delle forze Usa in Afghanistan, il generale Stanley McChrystal, ha chiesto l'invio di 40mila soldati, in aggiunta ai 68mila gia' dispiegati. I consiglieri militari di Obama hanno presentato al presidente varie opzioni per il dispiegamento di un minimo di 10mila uomini e un massimo di 40mila. Nessuna delle strategie proposte ad Obama, che dovrà prendere una decisione finale nei prossimi giorni, prevede comunque una riduzione del contingente militare.

Ieri, al termine dell'ennesima riunione sull'Afghanistan - l'ottavo Consiglio di guerra solo nell'ultimo mese - in cui Barack Obama secondo Foxnews ha di fatto bocciato le opzioni di nuova strategia - il presidente ha lanciato un chiaro avvertimento ad Hamid Karzai e ai suoi uomini. Una fonte della Casa Bianca ha fatto sapere che Obama non ha ancora preso alcuna decisione in merito, ma ha aggiunto: "Il presidente ritiene che noi dobbiamo chiarire al governo afghano che il nostro impegno non è a tempo indeterminato".

Quando sono passato a destra è iniziata la mia fine

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/11/2009

Il sottosegretario indagato per presunti rapporti con la Camorra

Napoli, 12-11-2009

Non lascio né il posto di sottosegretario né la candidatura alla Regione Campania. Devo tutto al presidente Berlusconi, come gli devono tutto coloro che ricoprono incarichi più o meno importanti. Questa la posizione ribadita dal sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, in un'intervista a Il Giornale, dopo la richiesta di misure cautelari nei suoi confronti avanzata dalal Procura di Napoli che lo indaga per concorso esterno in associazione mafiosa.

L'unico che può decidere sul mio futuro al governo e sulla Campania è il premier - ha aggiunto - Decide lui per la corsa alla presidenza della regione perché è stato lui a togliere quella vergogna dei rifiuti. Decide lui anche per il governo perché sono sua espressione diretta. A me Silvio ha dato tutto, credo profondamente nell'amicizia e nella gratitudine che non è un sentimento della vigilia....

Ho sentito piu' volte Silvio Berlusconi - ha aggiunto - mi ha detto di tenere duro: 'Stai su col morale, guarda che mi stanno facendo a Palermo e Milano, andiamo avanti. E io vado avanti. "Tutti sanno che le accuse che mi stanno rivolgendo arrivano da un sistema di potere che ha bloccato la Campania per decenni - ha continuato Cosentino - Io non credo assolutamente che Bocchino si sarebbe dovuto dimettere nel caso Romeo, credo che per farsi una ragione su chiunque quantomeno occorra una sentenza di primo grado. Fra le cose che mi hanno molto amareggiato una riguarda il suo giornale, il 'Roma' che ha seguito l'inchiesta molto da vicino rivelando dettagli coperti dal segreto istruttorio che i miei avvocati nemmeno conoscevano. Il 'Roma' sembrava il 'Fatto' di Travaglio".

Quanto all'inchiesta, il sottosegretario all'Economia ha sottolineato che "quelle carte riportano propalazioni di pentiti facilissime da smentire". Se mi avessero sentito, ha detto, "avrei potuto ricostruire la mia storia politica e far capire ai magistrati che nessun boss mi poteva dare voti per essere eletto perché essendo fra i capolista ce la facevo in automatico".

Avrei potuto dimostrare -conclude- che se a Casal di Principe nel 1990, con il Psdi, prendevo 1800 voti, non potevo aver fatto il pieno di voti mafiosi nel 1996 (con Forza Italia) prendendo solo 16 voti in più rispetto alla precedente tornata elettorale. Quando stavo a sinistra non mi ha toccato nessuno, quando sono passato a destra è iniziata la mia fine.

Processo breve, 'scontro inevitabile'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/11/2009

Idv punta al referendum abrogativo

Roma, 12-11-2009

Il disegno di legge sul processo breve "dice che dopo due anni il processo non si deve fare più e per questa ragione migliaia di processi dei maggiori scandali italiani andranno tutti dichiarati estinti. E' la più grossa amnistia mascherata della storia e ancora una volta l'Italia dei valori, dal 5 dicembre si impegnera' a raccogliere le firme per un nuovo referendum". Antonio Di Pietro, parlando con i giornalisti a Montecitorio, anticipa la nuova iniziativa dell'Italia dei Valori, perché, dice "anche questa volta questa legge è incostituzionale, immorale e contro gli interessi del Paese".

L'Anm, forti dubbi di costituzionalità

Una riforma con "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia": cosi' l'Associazione nazionale magistrati giudica il ddl sul processo breve. E parla di "inevitabile prescrizione per reati gravi", esprimendo "forti dubbi di costituzionalita"'.

Gli unici processi che potranno essere portati a termine saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni (articolo 2, comma 5 del disegno di legge) che pone forti dubbi di costituzionalita'. Lo sottolineano il presidente e il segretario dell'Anm Luca Palamara e Giuseppe Cascini, in merito al ddl sul processo breve. "E' impensabile - aggiungono - che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti dell'imputato incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una truffa da pochi euro, commessa da una persona gia' condannata, magari anni prima, per altro reato".

Il presidente emerito della Consulta Antonio Baldassarre che giudica il provvedimento "incosituzionale" e "imbarazzante".

Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone afferma: "L'Anm e' ormai ridotta a partitino ideologizzato e fazioso, che interviene abusivamente nel dibattito politico". Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, allarga il campo: "Nel quadro della riforma della giustizia, che comprendera' anche interventi costituzionali, va anche aperta una riflessione sull'immunita' parlamentare". Ma frena il suo collega del Senato, Maurizio Gasparri: "Abbiamo un decalogo sulla giustizia dove non c'e' la riforma dell'immunita' parlamentare".

Dall'opposizione il segretario Pd, Pier Luigi Bersani rileva: "Serve attenzione se la proposta prevede di fare processi brevi, ma farli, va bene; se e' una norma per non fare processi o per non farne alcuni, non siamo d'accordo. Quanto all'immunita': "Non e' un tema da porre". Furente Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori Pd, che in sala stampa a palazzo Madama ha letteralmente sbattuto il testo del ddl contro il muro: "Cosi' per il rom che ruba il processo rimarra', mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero".

L'Italia dei valori e' pronta a chiedere il referendum

Lo dice Antonio Di Pietro: "Il 5 dicembre con la manifestazione a piazza Navona annunceremo l'impegno a raccogliere le firme per un referendum contro una legge

incostituzionale, immorale e contro gli interessi degli italiani. Migliaia di processi, tra cui quelli sui maggiori scandali italiani da Parmalat ai bond argentini, andranno tutti estinti: e' la piu' grande amnistia mascherata della storia".

Per Di Pietro "la giustizia deve essere più breve possibile, nel senso che nel più breve tempo possibile dobbiamo avere una sentenza di merito, non per avere invece l'estinzione del processo, questa sarebbe somma ingiustizia. Per fare il processo nel tempo prestabilito ci vogliono più mezzi, più strutture e non l'estinzione del processo".

Giulia Bongiorno stupita per l'immigrazione clandestina

Suscita un certo stupore la scelta di includere nell'elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e terrorismo, l'immigrazione clandestina che e' una semplice contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda, ha detto il presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno a proposito del ddl sul 'processo breve' appena presentato al Senato da Pdl e Lega.

Secondo Di Pietro la legge proposta dal Pdl è "incostituzionale, perché mette alcune persone in condizione di rimanere per sempre incensurate, anche se commettono tanti reati. Per loro il processo non si farà più, è la più grossa truffa realizzata ai danni della Costituzione".

Come aveva chiesto la Lega Nord non si estinguono "i reati previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina della immigrazione e norme sulle condizioni dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, M.286". E' quanto si legge nel V comma dell'art. 2 del ddl sul processo breve.

La estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole abbraccia anche una serie di altri reati di particolare gravita' non applicandosi nei

processi in cui l'imputato ha gia' riportato una precedente condanna appena detentiva per delitto, anche se e' intervenuta la riabilitazione, o e' stato dichiarato delinquente o contravventore abituale o professionale per delitto consumati o tentati. Questi riguardano il delitto di associazione a delinquere previsto dall'art. 416 codice penale; delitto di incendio; i delitti di pornografia minorile; il delitto di sequestro di persona; il delitto di atti persecutori; il delitto di furto quanto ricorre la circostanza aggravante prevista dall'articolo 4 della legge 533 del '77, o taluna delle circostanze aggravanti previste dall'art. 625 codice penale. Inoltre non vengono estinti i reati per delitti di furto previsti dal 624 bis del codice penale; il delitto di circonvenzione di persone incapaci; i delitti riguardanti la violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni; i delitti legati all'immigrazione clandestina ed i delitti legati ad attivita' organizzate per il traffico illecito di rifiuti.

Anm:riforma PdL? A vuoto molti processi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2009

23.01 Se diventasse legge il ddl sul processo breve, il risultato sarebbe quello di "buttare a mare un enorme numero di processi e dire alle vittime dei reati, abbiamo scherzato". E' la posizione dei vertici dell'Associazione nazionale magistrati. "Già oggi -rileva l'Anm- sono decine di migliaia i processi che si concludono con la prescrizione. Questo numero con la riforma sarebbe destinato ad aumentare".Tra l'altro, la magistratura"verrebbe indicata come la responsabile del cattivo funzionamento della giustizia".

Ira da Finocchiaro, lancia ddl processi

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 12/11/2009

13.08 Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, contesta il disegno di legge sui processi brevi, appena depositato al Senato. E non nasconde la sua irritazione quando, davanti ai giornalisti,sbatte letteralmente il testo del ddl contro il muro della sala stampa. "Il ddl non si applicherà per il furto aggravato. Così per il rom che ruba il processo rimarrà, mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero".Si tratta,aveva detto prima del gesto di stizza,"di una sorta di salviamo tutti per salvare uno".

Martedì 13 Gennaio 2009

Rignano, l'accusa del pm: sequestro di persona, violenza sessuale aggravata

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/01/2009

Le violenze, i soprusi. E' una lunga discesa verso l'orrore quella descritta nei capi d'imputazione per il caso degli abusi a Rignano Flaminio in cui gli inquirenti non risparmiano nulla. Sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, atti osceni, maltrattamenti verso bimbi. E ancora violenza sessuale di gruppo, corruzione di minore, turpiloquio o atti contrari alla pubblica decenza. Questi i reati per cui la Procura di Tivoli ha chiuso l'inchiesta nei confronti di tre ex insegnanti della scuola materna 'Olga rovere' di Rignano Flaminio per una serie di presunti abusi avvenuti a danno di un gruppo di bambini nell'anno 2005-2006. Il pm Marco Mansi ha compreso nell'atto d'accusa le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e per il marito di quest'ultima, l'autore tv Gianfranco Scancarello.

La Procura si prepara a chiedere l'archiviazione per un'altra insegnante, Assunta Pisani, e per la bidella Cristina Lunerti e per l'immigrato cingalese Kelum Weramuni Da Silva.

Affidati alle maestre Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci "per ragioni di

istruzione", gli indagati sottoponevano i bambini "ad atti di sevizie e crudelta". E' quanto scrive il pm Marco Mansi . Secondo l'accusa i bambini sono stati indotti "anche con l'uso della violenza o minacce di danni fisici o di morte anche ai rispettivi genitori - a praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti e con l'inserimento di questi nei genitali femminili delle bambine e con uso lesivo dei suddetti strumenti in danno dei minori di sesso maschile".

Secondo il magistrato i reati, oltre che dalle maestre e dell'autore televisivo Gianfranco Scancarello, sarebbero stati commessi in concorso con "soggetti non identificati in numero di cinque o piu"'.

Alle maestre, inoltre, viene contestata l'aggravante dell' abuso di autorita' o relazione domestica o di ufficio

derivante dal fatto di essere in servizio appunto come maestre alla Rovere e inoltre si contesta loro l'abuso del rapporto di custodia in relazione ai 21 bambini (di eta' all'epoca dei fatti dai tre ai cinque anni).

E' una lunga enumerazione di episodi dolorosi, quella che la Procura di Tivoli riporta nell'atto di chiusura delle indagini per il caso di Rignano Flaminio. In molta parte la ricostruzione appare molto simile all'ordinanza di custodia cautelare del gip Elvira Tamburelli eseguita nell'aprile del 2007 e poi successivamente annullata dal tribunale del riesame di Roma.

Entro 20 giorni i difensori delle persone alla quale sono state fatte oggi le notifiche potranno sollecitare attivita' istruttoria, depositare atti e chiedere eventualmente l'interrogatorio dei loro assistiti. Conclusa questa fase il pubblico ministero Marco Mansi potra' fare le sue richieste finali che, come si e' detto per 4

dovrebbero essere di rinvio a giudizio.

La Storia

L'inchiesta sulla materna "Olga Rovere" inizia nel 2006, con una mamma che nota "strani comportamenti" nella figlia, la filma, si confida con altri genitori. Video, denunce, indagini. Fino al 24 aprile dell'anno successivo, quando i carabinieri arrestano le maestre Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio) e il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Un'altra insegnante, Assunta Pisani, è solo indagata. Le manette fanno rumore, ma il caso esplode davvero quando, dopo un paio di settimane, gli arrestati riguadagnano la libertà. Il 10 maggio del 2007 il Tribunale del riesame annulla gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolisce le ipotesi dell'accusa: "indizi insufficienti e anche contraddittori", scrivono i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema Corte aggiunge che i bambini potrebbero essere stati manipolati dagli adulti. "Interrogati con domande inducenti - osservano - i piccoli tendono a conformarsi alle aspettative dell'interlocutore".

Due giorni fa il colpo di scena nel caso. I carabinieri hanno individuato e passato al setaccio il cosiddetto "terzo sito" nel quale, secondo l'ipotesi di lavoro degli inquirenti, potrebbero essere avvenuti alcuni episodi di pedofilia. Si tratta di un casolare che si trova nella periferia di Rignano Flaminio cui sono risaliti gli agenti della polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Tivoli. In precedenza i carabinieri avevano perquisito e effettuato prelievi in una delle abitazioni delle maestre indagate e successivamente in un altro casolare.

Della necessità di un processo per fare luce sul caso sono convinti i responsabili dell'Associazione genitori Rignano Flaminio (Agerif). "È certo - ha detto oggi - che alcuni alunni dell'asilo Olga Rovere hanno subìto traumi di natura sessuale. Lo hanno certificato molti psicologi, tra i quali quelli dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, cui si sono rivolti i genitori. La circostanza è stata confermata anche dai consulenti della procura di Tivoli. Quindi è indispensabile arrivare al dibattimento per stabilire chi e dove ha inflitto tali traumi ai bambini".

Calciopoli: Moggi cita 498 testi, tra cui il premier Berlusconi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/01/2009

C'e' anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella lista di 498 possibili testimoni citati da Luciano Moggi e dal suo legale Paolo Trofino, in vista del processo su Calciopoli che si aprira’ il 20 gennaio al tribunale di Napoli.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino, l'ex direttore generale della Juventus ha citato praticamente tutti i presidenti delle squadre di A dei campionati sotto la lente dei pm, quelli 2004/05 e 2005/06, ma anche i vertici federali di allora.

Lunga la lista anche dei pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, che hanno citato 108 testimoni: dal maggiore dei carabinieri Attilio Auricchio (l'ufficiale che ha condotto per due anni l'inchiesta sul mondo del calcio) fino ad allenatori come Carlo Ancelotti, Carlo Mazzone e Zdenek Zeman, oltre ad Adriano Galliani e Roberto Mancini.

Il processo dovra' stabilire se esistesse un "sistema" capace di garantire un cammino sportivo agevolato alla Juventus attraverso la corruzione di arbitri e guardalinee.

Rabbini, con Ratzinger cancellati 50 anni di dialogo

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2009

ROMA, 13 GEN - Con Benedetto XVI, la Chiesa sta cancellando i suoi ultimi "cinquanta anni di storia" nel dialogo tra ebraismo e cattolicesimo: a lanciare la critica è il rabbino capo di Venezia, Elia Enrico Richetti, che - in un editoriale per il mensile dei gesuiti "Popoli", ha spiegato i motivi che hanno portato il rabbinato italiano a non partecipare alla prossima Giornata sull'ebraismo, indetta per il 17 gennaio dalla Confrenza episcopale italiana.

Il rabbino di Venezia ricorda innanzitutto la decisione di Benedetto XVI di reintrodurre, con il messale pre-conciliare, la preghiera del Venerdì Santo per la conversione degli ebrei. Il rabbinato italiano - riferisce Richetti - ha chiesto spiegazioni ed un ripensamento: con risposte ufficiose, "una risposta della Conferenza episcopale, sia pure sollecitata, è mancata", la Chiesa - afferma l'esponente ebraico - ha fatto presente che "gli ebrei non hanno niente da temere", in quanto "la speranza espressa dalla preghiera 'Pro Judaeis' è 'puramente escatologica', è una speranza relativa alla 'fine dei tempi' e non invita a fare proselitismo attivo". "Queste risposte - osserva tuttavia rav. Richetti - non hanno affatto accontentato il Rabbinato italiano. Se io ritengo, sia pure in chiave escatologica, che il mio vicino debba diventare come me per essere degno di salvezza, non rispetto la sua identità. Non si tratta, quindi, di ipersensibilità: si tratta del più banale senso del rispetto dovuto all'altro come creatura di Dio".

"Se a ciò aggiungiamo - aggiunge - le più recenti prese di posizione del Papa in merito al dialogo, definito inutile perché in ogni caso va testimoniata la superiorità della fede cristiana, è evidente che stiamo andando verso la cancellazione degli ultimi cinquant'anni di storia della Chiesa". "In quest'ottica, l'interruzione della collaborazione tra ebraismo italiano e Chiesa è la logica conseguenza del pensiero ecclesiastico espresso dalla sua somma autorità", ha concluso.

Il fisco sorprende i vip. Nella rete Valentino, Little Tony, Umberto Tozzi

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/01/2009

Riparte l'offensiva del fisco contro i Vip che hanno scelto di spostare la propria residenza fiscale all'estero, in localita' a basso livello di tassazione. Nella rete sono cosi' finiti lo stilista Valentino Garavani ma anche i cantanti Umberto Tozzi e Little Toni. A tutti e' stata contestata proprio lo spostamento della residenza e la cartella esattoriale che e' stata loro recapitata reca molti zero.

Il mondo della moda e' da sempre al centro dell'obiettivo del fisco. Nelle maglie dei controlli dell'erario sono rimasti imbrigliati nel passato Dolce & Gabbana e Gai Mattiolo, ma ora e' toccato a Valentino e al suo manager, per un ammontare complessivo di 55 milioni di euro. La contestazione e' partita dall'Agenzia delle Finanze del Lazio che - secondo quanto reso noto da una anticipazione del settimanale Diva e Donna - avrebbe obiettato allo stilita la residenza a Londra, considerandola fittizia. Gli avrebbe cosi' notificato una multa da 33 milioni tra imposte, sanzioni e interessi dovuti. Ma nei controlli sarebbe incappato anche il socio dello stilista, Giancarlo Giammetti: nei suoi confronti le richieste dell'Agenzia delle Entrate ammonterebbero a 22 milioni di euro.

Dal loro ufficio di Londra, con una nota firmata dal managing director Ronald Feijen, lo stilista e il suo storico braccio destro spiegano che da "da oltre dieci anni, ceduta la loro Maison, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti hanno trasferito la loro residenza e tutti i loro interessi a Londra. Gia' in precedenza, la loro posizione a tale riguardo era stata oggetto di verifiche e giudicata, sotto ogni profilo, legittima e regolare. Se oggi si vuole, con una iniziativa inattesa e sorprendente, riprendere il caso, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti - conclude la breve nota - saranno come sempre a disposizione per fornire tutti i chiarimenti eventualmente richiesti dagli organi competenti". Un accertamento legato sempre a residenze fittizie spostate all'estero e' stato notificato dall'Agenzia delle Entrate, alla fine del 2008, anche ai cantanti Umberto Tozzi e Little Tony, in relazione a quanto dichiarato negli anni 2001-2005.

A Umberto Tozzi il fisco avrebbe presentato un conto da 3,4 milioni di euro contestando la residenza a Montecarlo, uno dei Paesi a fiscalita' ridotta sul quale il fisco ha sempre tenuto acceso un faro, anche dopo la multa miliardaria (in lire) al tenore Luciano Pavarotti. Meno alta, invece, le 'cartelle' che sono state recapitate a Little Tony, nelle quali viene contestata la residenza a San Marino: la prima presenta un conto di 250.000 euro, la seconda di 100.000 euro. "Sono un cittadino della Repubblica di San Marino da sette generazioni e ho sempre pagato le tasse - ha commentato a caldo Little Tony, nome d'arte di Antonio Ciacci - Il fisco mi contesta di stare in Italia piu' di 180 giorni all'anno: secondo loro, sono da considerare come residente in Italia e come tale assoggettato alla partita Iva, all'Irap e alle tasse regionali. Per questo mi ha comminato una multa da 160 mila euro, relativa agli ultimi cinque anni. Il problema - conclude - e' che non mi sono mai messo a contare per quanti giorni all'anno sto realmente in Italia e quindi e' difficile per me contestare questa decisione. Sto valutando pero' un ricorso al Garante per la Privacy, visto che gli atti contengono informazioni relative anche alla mia famiglia".

Cervello, ecco area che dirige il traffico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/01/2009

ROMA - Non possiamo rievocare un ricordo e apprendere cose nuove contemporaneamente: il nostro cervello è dotato di una 'leva di scambio' tra i due binari di apprendimento e memoria, che spegne le funzioni della memoria e accende quelle dell'apprendimento o viceversa.

Resa nota sulla rivista PLoS Biology, la scoperta è di Sander Daselaar dell'Università di Amsterdam e Roberto Cabeza della Duke University. Gli studiosi sospettavano da tempo che nel nostro cervello due funzioni importanti come apprendimento e memoria non possono attivarsi contemporaneamente, ovvero se siamo presi dal richiamare alla memoria un fatto, difficilmente in quello stesso istante potremo incamerare nella memoria un fatto nuovo di zecca.

Restava da capire come fa il cervello a passare da una funzione all'altra senza che il traffico di informazioni vecchie e nuove vada in tilt. I ricercatori hanno monitorato il cervello di un gruppo di giovani con la risonanza magnetica funzionale mentre i volontari erano alle prese con un gioco, in cui dovevano imparare delle parole e contemporaneamente ricordare immagini.

E' emerso prima di tutto che le due attività svolte insieme mandano 'in tilt' il cervello che non si mostra capace di portarle a termine contemporaneamente. E poi si è anche visto che quando si passa dalla 'modalita' apprendimentò a quella memoria, o viceversa, si attiva una regione della parte frontale sinistra del cervello, una 'leva di scambio' che gli permette di passare rapidamente dalla funzione memoria a quella apprendimento e viceversa.

Iran: Usa rinnovano sanzioni

Rainews24, http://www.rainews24.it, 13/11/2009

Iniziativa contro fondazione islamica che finanzia Teheran

(ANSA) - TOKYO, 13 NOV - Il presidente americano Barack Obama ha rinnovato ancora per un anno le sanzioni economiche contro Teheran. Intanto le autorita' Usa stanno per sequestrare un grattacielo a New York, di proprieta' di una fondazione islamica sospettata di finanziare l'Iran. Quello delle sanzioni e' un fatto tecnico: vanno rinnovate di anno in anno per evitare che scadano. Il sequestro del grattacielo e' legato invece al mancato rispetto della legge sul riciclaggio del denaro.

Nato: evitare Kabul paradiso talebani

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/11/2009

1.20 Il segretario della Nato, Rasmussen, ha detto a Londra che gli alleati devono intensificare l'addestramento delle truppe afghane, perchè il paese non diventi il paradiso dei terroristi. "Siamo in Afghanistan per evitare che diventi una base operativa dei terroristi per l'Asia centrale, con la possibilità di destabilizzazione del Pakistan ed il conseguente rischio nucleare". "Ho detto a Gordon Brown - ha concluso Rasmussen - che per continuare l' impegno internazionale ci vuole un buon governo, che combatta la corruzione".

Cina, sotto accusa le prigioni segrete

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/11/2009

2.40 A pochi giorni dall'arrivo del presidente americano Obama per la sua prima visita in Cina, l'associazione per il rispetto dei diritti umani, Human Rights Watch, ha denunciato l'esistenza sul territorio cinese di prigioni segrete. In questi luoghi, secondo la testimonianza di decine di ex detenuti, normali cittadini che denunciano soprusi subiti da parte di funzionari del governo invece di essere aiutati,vengono imprigionati e torturati.

Mercoledì 14 Gennaio 2009

Osama bin Laden su internet esorta alla Jihad contro l'offensiva a Gaza

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/01/2009

Video ~ Gaza, l'offensiva continua

Vedi anche ~ Razzi dal Libano verso Israele. Gaza, 975 morti: si sveglia la Lega araba

Osama bin Laden ha esortato i musulmani alla Jihad contro l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. L'appello e' contenuto in un messaggio audio divulgato da alcuni siti islamisti che riporta la data dell'attuale mese del calendario musulmano. Non e' stato ancora appurato se il messaggio audio attribuito ad Osama bin Laden sia effettivamente una nuova registrazione.

Il leader di Al Qaeda chiama "la gioventu' araba e musulmana alla jihad per riprendersi al Aqsa e la Palestina" e prevede la prossima caduta dell'impero americano.

Sono qui per dirvi la verita' su quanto sta avvenendo a Gaza, una verita' che "non e' la stessa" proposta "dai ministri, in quanto non riconosce il diritto internazionale falso": con queste parole inizia il messaggio audio dedicato alla crisi di Gaza attribuito ad Osama Bin Laden.

Si tratta di un documento della durata di 22 minuti e diffuso oggi dai principali forum islamici in internet. Rivolgendosi alla "cara nazione musulmana" il leader di al Qaeda sottolinea che "uno dei problemi che riguardano gli sforzi per liberare la Palestina e' quello dei governanti arabi che tradiscono come e' avvenuto nel 1948 quando tutti i re erano asserviti ai britannici". Oggi, continua Bin Laden, con un diretto riferimento all'Iraq post-Saddam "in ogni capitale araba c'e' un Bremer e un Allawi che esegue gli ordini" delle potenze straniere. I governanti arabi, per il leader di al Qaeda ""sono tutti nemici della nostra comunita': controllano i media e i sermoni del venerdi'".

Hillary: duri con Hamas; Iran, nuovo approccio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/01/2009

(di Alessandra Baldini)

Linea dura con Hamas finché non riconosce Israele ma un nuovo approccio con Teheran per evitare lo spettro di un Iran nucleare. L'America da sola non può risolvere i problemi del mondo ma gli Stati Uniti di Barack Obama possono tornare ad essere leader globali attraverso un mix di 'smart power', di diplomazia e di difesa: lo ha detto Hillary Clinton che oggi ha mosso i primi passi in Senato verso la conferma a segretario di Stato. "Smart Power, potenza intelligente, è l'intera gamma degli strumenti a nostra disposizione. Con lo smart power la diplomazia sarà all'avanguardia della politica estera", ha detto Hillary secondo cui la politica estera deve essere basata "su un matrimonio di principi e pragmatismo, non su una rigida ideologia". Citando il poeta latino Terenzio sulla "diplomazia degli uomini saggi" che "si applica anche alle donne", l'ex First Lady e senatrice di New York si era seduta al tavolo dei testimoni in un aula gremita: alle sue spalle la figlia Chelsea, non il marito Bill, la cui fondazione ha attirato gli strali dei repubblicani della Commissione. "E' una complicazione che dovrà essere affrontata con massima trasparenzà, ha detto Richard Lugar, il più alto in rango tra i membri dell'opposizione chiedendo una totale rinuncia da parte dell'ex presidente ad ogni contributo proveniente dall'estero. Secondo John Kerry, il nuovo presidente della Commissione Esteri ed ex candidato poresidenziale nel 2004, la ratifica della collega al timone della diplomazia Usa dovrebbe essere scontata.

Il voto in Commissione potrebbe arrivare già dopodomani e, se positivo come è previsto, Hillary potrebbe diventare la terza donna segretario di Stato (dopo Madeleine Albright e Condoleezza Rice) in tempo per l'Inauguration il 20 gennaio. Medioriente, Iran, Iraq, Corea del Nord, terrorismo, effetto serra, non-proliferazione, rapporti con Cina e Russia e con l'Europa : Hillary è stata categorica su no al dialogo con Hamas fintanto che il gruppo radicale palestinese non rinuncia alla violenza e riconosce Israele. Più vaga invece, rispondendo alle domande dei senatori, sull'Iran. "Stiamo studiando una gamma di opzioni. Non vogliamo che niente che dico oggi colga i nostri amici e alleati di sorpresa", ha detto sulla possibilità di un dialogo diretto e l'apertura di una sezione di interessi a con Teheran. In nome della continuità con l'amministrazione Bush la senatrice ha detto che "nessuna opzione verrà tolta dal tavolo" anche se dopo il 20 gennaio si cercherà di tentare un approccio "nuovo e diverso" per impedire che l'Iran diventi una potenza atomica. Quanto all'Iraq e al ritiro delle forze Usa, arriverà entro il 2011 "nel contesto dell'accordo di sicurezza" firmato recentemente dall'amministrazione Bush.

Alcune delle truppe saranno spostate in Afghanistan, una nazione che la Clinton ha definito 'la maggiore priorita' del presidente eletto". Grande attenzione anche ai rapporti con Cina e Russia sui temi del terrorismo, della non-proliferazione (rinegoziare quanto prima con Mosca il trattato Start-1 sulle armi strategiche che scade a fine anno) e della riforma dei mercati. Quanto all'Europa, l'America di Hillary (e di Obama) "tenderà la mano attraverso l'Atlantico ai leader di Francia, Germania e Gran Bretagna e ad altri, comprese specialmente le nuove democrazie".

Usa-Cuba: Clinton, no restrizioni viaggi

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/01/2009

WASHINGTON - L'amministrazione Obama è impegnata a rimuovere le restrizioni sui viaggi a Cuba per famiglie di esuli cubani che dall'America vogliono visitare parenti sull'isola: lo ha detto Hillary Clinton, nel corso dell'audizione in Senato per la conferma alla sua nomina a segretario di Stato.

Barack Obama, ha detto la Clinton, ''ritiene che i cubani-americani siano i migliori ambasciatori di democrazia, liberta' ed economia di libero mercato'' e vuole quindi rendere possibili loro viaggi a Cuba. Il prossimo segretario di Stato ha esortato il governo dell'Avana a compiere passi nella stessa direzione, mostrando la disponibilita' a liberare prigionieri politici e agli scambi economici.

Russia pronta a sanzioni contro Teheran

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/11/2009

10.52 Fonti vicine all'amministrazione del presidente russo Medvedev affermano che la Russia sarebbe "pronta" a sostenere sanzioni contro l'Iran.E' quanto afferma oggi il quotidiano russo Kommersant. I presidenti di Russia e Stati Uniti, Medvedev e Obama. si incontreranno al vertice Apec di Singapore e, sempre secondo il quotidiano russo, discuteranno sia della questione del programma nucleare iraniano, sia delle eventuali nuove sanzioni da imporre a Teheran.

Bari,non pagano pizzo:immigrati pestati

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/11/2009

10.16 Si erano rifiutati di pagare il "pizzo" e il no aveva scatenato l'ira del loro aguzzino che,sabato scorso,in compagnia di altri due complici ha organizzato un raid punitivo contro tre cittadini del Bangladesh, venditori ambulanti.u Ai tre malcapitati avevano anche incendiato la casa, dopo averla cosparsa di benzina. I carabinieri di Bari sono riu sciti a raccogliere inconfutabili prove a carico dei responsabili:arrestato un 30enne barese e denunciati i suoi complici. Dovranno rispondere di estorsione continuata,lesioni e incendio doloso

Obama: regolarizzare 12 mln clandestini

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/11/2009

22.02 L'amministrazone Obama tenta dove nel 2007 fallì il presidente Bush: regolarizzare 12 milioni di persone che vivono e lavorano senza documenti. Janet Napolitano, ministro della Sicurezza interna, ha detto che "le attuali condizioni fanno ben sperare per la riforma del'immigrazione clandestina, anche se il cammino sarà duro". In due anni sono state costruite 600 miglia di barriere alla frontiera messicana, pattigliate di 20mila uomini. "Ci sono stati progressi -spiega- nella lotta alla delinquenza e al traffico umano".

Calcio,protesta ultras contro 'tessera'

Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 14/11/2009

11.53 Protesta degli ultras a Roma contro la "tessera del tifoso". I manifestanti, appartenenti a oltre 300 tifoserie, si muovono in corteo tra le strade del centro, diretti alla Bocca della Verità. "Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti" e "Gabriele è uno di noi" sono alcuni degli slogan in mostra lungo il percorso. I supporter protestano contro il provvedimento voluto dal ministero dell'Interno per la regolamentazione dell'accesso agli stadi.