DEI RICCHI

2008 - Dicembre - Settimana 1

Indice dei giorni


01/12/2008 * 02/12/2008 * 03/12/2008 * 04/12/2008 * 05/12/2008 * 06/12/2008 * 07/12/2008 *

Lunedì 1 Dicembre 2008

Cellulare in auto pericoloso anche se con vivavoce

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

ROMA - Parlare al cellulare mentre si guida distrae molto di più che parlare con il passeggero accanto e rallenta i tempi di reazione dei giovani guidatori allo stesso livello di anziani e ubriachi. E' quanto sostiene uno studio condotto dall'università dello Utah e pubblicato sul Journal of Applied Psychology, che rileva la pericolosità di una conversazione in macchina al cellulare, anche se con il vivavoce.

Tramite un sofisticato simulatore di guida, i ricercatori hanno visto che quando l'autista della macchina parla al cellulare si salta la corsia, non rispetta la distanza di sicurezza e sbaglia le uscite in quasi la metà dei casi. Molto più frequentemente di quanto non faccia chi guida parlando con il passeggero, che non sbaglia quasi mai.

Quest'ultimo - spiega David Strayer, uno dei ricercatori - è molto importante. Aggiunge infatti anche i suoi occhi e aiuta il guidatore facendogli da navigatore e ricordandogli dove deve andare.

E anche usando cellulari con il vivavoce, il risultato è lo stesso, perché è "la conversazione la principale fonte di distrazione - aggiunge - Le reazioni degli adulti, mentre parlano al telefonino, sono più lente, diventano uguali a quelle degli anziani e sono paragonabili a chi viene trovato con un livello di alcol nel sangue superiore ai limiti di legge".

La differenza tra una conversazione al cellulare e una al passeggero sta nel fatto che il passeggero "é nel veicolo e sa quali sono le condizioni del traffico - conclude Strayer - e quindi ricorda al guidatore dove uscire e gli fa notare i pericoli".

Auto: mercato Italia affonda a novembre del 29,5%

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

di Raniero Nanni

ROMA - Ancora un novembre pesante per il mercato dell'auto mondiale. Soffrono gli Usa, dove si attende una flessione delle vendite pari al 28-35%, l'India, che dovrebbe toccare i minimi da 8 anni, e il Giappone (-27,3%). In Europa, oltre all'Italia che ha registrato un calo del 29,5% delle consegne di auto, ha fatto registrare la peggiore flessione dal 1993 anche la Spagna (-49,6%), mentre la Francia ha perso il 14%. Negli Stati Uniti gli esperti, alla vigilia della diffusione dei dati ufficiali, hanno stimato una flessione del mercato tra il 28 ed il 35% a 850 mila unita'.

Un dato, peraltro, lievemente superiore a quello di ottobre (838.156, quando le vendite si attestarono ai minimi da 25 anni) grazie al ribasso dei prezzi dei carburanti e ai super incentivi messi in campo dai costruttori Usa. Una crisi che ha portato Ford a valutare la vendita di Volvo. Male anche uno dei piu' promettenti mercati mondiali, quello indiano, che dopo cinque anni di crescita continua ha ormai invertito la rotta.

Secondo quanto riferisce il quotidiano indiano Economic Times, che riporta il parere degli analisti, a novembre si dovrebbe registrare un calo superiore a quello di ottobre (-6,69% a 98.900 vetture, la piu' consistente flessione da otto anni). Secondo il giornale gli attacchi terroristici a Mumbai porteranno inoltre un ulteriore impatto negativo. Forte flessione anche in Giappone, dove le vendite di auto sono diminuite del 27,3% portandosi a 215.783.

Non si registrava un novembre cosi' nero da 39 anni. Sempre in Asia, novembre in calo anche in Corea del Sud, dove la flessione delle vendite delle 5 case automobilistiche coreane e' stata dell'8,6% a 445.111 unita'. Non migliore la situazione in Europa, dove Italia, Spagna e Svezia hanno registrato il calo piu' forte dal 1993. In particolare in Italia sono state immatricolate 138.352 auto, con una flessione del 29,46%.

Nel Paese iberico le consegne sono ammontate a 63.068 unita' (-49,6%) a causa della debolezza economica e finanziaria che mette a rischio 50 mila posti di lavoro nel settore. Crisi che il governo sta cercando di fronteggiare: la scorsa settimana ha stanziato 800 milioni di euro di aiuti per l'industria automobilistica. In Svezia, invece, sono state immatricolate 17.616 auto. Flessione per il mercato automobilistico a novembre, infine, anche in Francia, dove e' stato registrato un calo del 14% a 145.918 unita'.

Evasore totale per 57 mln, ma a spasso con la Ferrari

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

ASCOLI PICENO - La Guardia di finanza di Ascoli Piceno ha denunciato un imprenditore della zona per un'evasione fiscale da 57,6 milioni di euro. L'uomo, titolare di due aziende per la lavorazione e il commercio di rottami ferrosi e metallici, si spostava in tutta Europa a bordo di una lussuosa Ferrari F 430 coupé ma quanto al fisco era un evasore totale.

Meno di un anno fa era già stato segnalato all'Agenzia delle Entrate e denunciato alla procura dalla Polizia tributaria di Ascoli Piceno per omessa dichiarazione dei redditi e occultamento dei documenti contabili.

All'epoca i finanzieri avevano accertato che l'imprenditore aveva sottratto all'erario 46 milioni di euro. Nel prosieguo delle indagini di polizia economica e finanziaria sono emersi altri 11.620.000 euro mai dichiarati, per un'ulteriore evasione delle imposte dirette e di quelle sul reddito da attività produttive.

A carico dell'imprenditore è scattata così una seconda denuncia, per omessa dichiarazione.

Grillo: compro casa a Lugano, qui temo censura blog

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

ROMA - Beppe Grillo ha comprato casa a Lugano anche se non pensa di trasferirsi in Svizzera: a trasferirsi potrebbe essere invece il suo blog se dovesse spuntare qualche legge volta a limitare le libertà in Rete. A sorpresa, il comico genovese fa questa confidenza al Caffé settimanale del Canton Ticino: "Sì. Mi sono scelto un angolino tranquillo e sicuro, ed è anche un posto carino. Se rischio di finire al gabbio sono pronto... Scherzi a parte, non ho paura di essere arrestato in Italia, ma il mio blog rischia veramente di essere censurato, oscurato, chiuso; e io voglio essere pronto per ripartire immediatamente in un Paese sicuro che me lo consente".

La scelta di Grillo è legata alle polemiche sollevate prima dalla legge sull'editoria presentata da Ricardo Franco Levi (Pd) e che conteneva una serie di norme sui blog. Norme poi cancellate in seguito alla protesta che si è levata dalla Rete dove il 'pacchetto' era stato ribattezzato 'ammazzablogger'. Anche il comico era intervenuto con il suo colorato lessico: "La legge ammazzablogger non va presa alla leggera. Neppure in Cina hanno osato tanto. Se passa, la Rete scompare. Ho letto molti commenti che consigliano di spostare all'estero i blog o di registrarsi con un indirizzo .com, .net o altro, non soggetto alle leggi italiane come il .it. Perché dovremmo farlo? Lo facciano loro, con i loro siti di m.. da. Sono anni che noi siamo le lepri e loro i cani. Che giochiamo in difesa. Ogni giorno una nuova porcata. E' ora di cambiare musica. Mi sento una lepre mannara, con i denti a sciabola. E' una bella sensazione. All'inseguimento invece che in fuga".

Diceva così Grillo, ma oggi evidentemente vede dei rischi ancora maggiori nonostante quelle norme siano state cancellate. Un altro parlamentare, questa volta del Popolo della libertà, Roberto Cassinelli ha elaborato un suo progetto chiamandolo 'Salvablog': "Spero di aver chiarito definitivamente perché la mia proposta è realmente salva blog, in risposta a chi invece voleva imbavagliare la libera espressione del pensiero del popolo della rete. E tuttavia anche questa bozza non è definitiva. Accoglierò le proposte che arriveranno e valuterò insieme con i blogger quando presentare il nuovo testo".

Norme già bocciate da Francesco Storace ma soprattutto dallo stesso Grillo: "Appena Levi ha 'dichiarato' di aver ritirato la sua proposta ammazzablogger, ecco che s'avanza Cassinelli con una nuova legge fottiblogger. La differenza è sostanziale. Se Levi ammazzava i blogger, Cassinelli prima li fotte dicendo che li salva e poi li ammazza. Io veramente non capisco più questi politici. A quale punto di esasperazione popolare vogliono arrivare. Riusciranno a trasformare gli italiani in conigli mannari. Le aziende chiudono, i risparmi di una vita sono bruciati, tre assassinati sul lavoro al giorno. Mentre ciò avviene, questi irresponsabili discutono dell'ammazzablogger, di Villari e della 'sorveglianza' Rai".

Ex assessore suicida: urla ai funerali, 'e' stato lasciato solo'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

NAPOLI - Rabbia e commozione ai funerali dell'ex assessore al Comune di Napoli, Giorgio Nugnes, che si e' suicidato nella mattinata di sabato nella sua abitazione di Pianura. In migliaia - tra amministratori locali, esponenti del Pd e del Popolo della Liberta' ma soprattutto tanta gente semplice - hanno voluto rendere l'ultimo saluto all'ex amministratore. All'uscita una persona, rivolgendosi ai politici e riferendosi alla vicenda della protesta contro la riapertura della discarica, a gennaio scorso, ha urlato ''lo avete lasciato solo''.

Nugnes, 48 anni, a ottobre e' stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, poi recentemente attenuta con l'obbligo di dimora, proprio per la vicenda degli incidenti avvenuti nei giorni della protesta. Con il sindaco Rosa Iervolino c'erano anche numerosi esponenti della giunta di Palazzo San Giacomo. In rappresentanza della Regione Campania, l'assessore alla Sanita', Angelo Montemarano e diversi consiglieri. Ma e' stata la gente del quartiere a fare da cordone intorno ai familiari di Nugnes, ad iniziare dalla moglie Mimma e dai due figli, Tommaso ed Andrea e a ribadire: ''Era un uomo giusto''.

Il parroco, don Claudio De Caro, dall'altare, ha urlato la sua amarezza per aver letto ''notizie non vere che stridono con la realta'''. Il sacerdote ha poi preferito ricordare l'impegno di Nugnes per la citta' di Napoli ma in particolar modo per il quartiere di Pianura ed ha invitato i cittadini a non accendere oggi la televisione. Quando la salma dalla cappella della Madonna del Rosario, dove ieri mattina e' stata allestita la camera ardente, e' giunta nella piazza antistante la chiesa di San Giorgio e' stata salutata con un lungo applauso.

Al termine del rito funebre uno dei fratelli dell'ex assessore e' salito sull'altare ma preso dalla commozione e' riuscito solo a dire poche parole: 'Grazie per avercelo dato''. Uscendo dalla chiesa il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, parlando con i giornalisti ha, ha replicato alle accuse rivolte agli amministratori di aver lasciato solo l'ex assessore: ''Qualche mestatore c'e' sempre''. Iervolino ha poi aggiunto di aver deciso di far pubblicare ieri la lettera di dimissioni di Nugnes per far capire a tutti ''i rapporti di stima e di amicizia che c'erano''.

PARROCO A FUNERALI, MEDIA BUGIARDI - "Spegnete la televisione, quello che raccontano i media di Giorgio non risponde alla verità su un uomo che ha sempre fatto del bene a questo quartiere". Don Claudio De Caro, parroco di San Giorgio martire, ha rivolto questa esortazione alle migliaia di persone assiepate all' interno e all'esterno della chiesa per i funerali di Giorgio Nugnes. Il rito, concluso da pochi minuti, è stato concelebrato, con il parroco, da sei sacerdoti e diaconi.

Don De Caro ha portato il cordoglio del vescovo di Pozzuoli (il quartiere napoletano di Pianura appartiene al territorio della diocesi flegrea, ndr), Gennaro Pascarella. Uno dei fratelli di Nugnes è salito sull'altare, al termine del rito, e tra le lacrime ha detto solo: "Grazie per avercelo dato". In un manifesto, il Pd ricorda Nugnes e sottolinea il suo "tenace impegno per la città di Napoli".

Don Claudio De Caro ha anche detto di essere stato testimone diretto "delle tante opere di carità" fatte da Giorgio Nugnes. Rivolgendosi poi ai familiari presenti ha affermato: "non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio anche se dinanzi alla morte di Giorgio avvertiamo un senso di vuoto, di ingiusto" perché "la morte è la porta per entrare nella vita eterna, ci permette di vedere Dio".

Vaticano: no alla proposta Ue sulla depenalizzazione dell' omosessualità

Rainews24, http://www.rainews24.it, 01/12/2008

L'Onu non deve depenalizzare l'omosessualità come richiesto dalla Francia perchè

ciò porterebbe a nuove discriminazioni in quanto gli Stati che non riconoscono le unioni gay verranno "messi alla gogna". E' quanto ha spiegato mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. "Tutto cio' che va in favore del

rispetto e della tutela delle persone - ha affermato l'arcivescovo - fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il Catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione".

Ma qui - ha aggiunto Migliore in riferimento alla proposta che la Francia ha intenzione di presentare all'Onu in favore della depenalizzazione dell'omosessualita' nel mondo intero - la questione e' un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni.

Per esempio - ha detto l' arcivescovo - all'agenzia cattolica I-Media - gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni".

Monsignor Celestino Migliore si è detto anche rattristato dal progetto di introdurre l'aborto tra i diritti umani promosso da alcune associazioni all'Assemblea generale dell'Onu. L'aborto - ha detto mosnignor Celestini - rappresenta "la barbarie moderna che, dal di dentro, ci porta a smantellare le nostre società".

Vaticano: no a proposta Ue per depenalizzare omosessualita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

CITTA' DEL VATICANO - Il Vaticano è contrario alla proposta che la Francia, a nome dei 25 paesi della Ue, si appresta a fare all'Onu per la depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo. Lo ha affermato, in una intervista all'agenzia francofona I.Media, mons. Celestino Migliore, rappresentante della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York.

"Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spiritualé, ha precisato mons. Migliore. "Il Catechismo della Chiesa cattolica - ha ricordato - dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione".

"Ma qui - ha avvertito - la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni".

Per esempio - ha osservato mons. Migliore - gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.

Nei mesi scorsi, in quanto presidente di turno della Ue, la Francia aveva annunciato di voler presentare alle Nazioni Unite un'iniziativa per la "depenalizzazione universale dell'omosessualità". Ciò dovrebbe avvenire, secondo quanto anticipato dal segretario di Stato francese ai diritti umani, Rama Yade, il prossimo 10 dicembre, in occasione del 60/esimo anniversario della dichiarazione dei diritti umani.

ARCIGAY, VATICANO VUOLE PENA MORTE PER OMOSESSUALI

Il Vaticano ha davvero superato il segno!: così Arcigay commenta la notizia che la Santa Sede si é espressa contro la proposta del governo francese di depenalizzare l'omosessualità nel mondo. "Grazie allo status particolare di cui gode il medioevale stato Vaticano presso le Nazioni Unite - afferma il presidente nazionale, Aurelio Mancuso - la lobby clericale preme su tutti gli stati affinché non siano di volta in volta riconosciuti diritti civili e di libertà, alleandosi con i regimi dittatoriali, di ogni colore, compresi quelli islamici. La richiesta di depenalizzazione, che è stata sottoscritta anche dal nostro governo, vuole cancellare la vergogna per cui in ben 91 paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale (10 paesi islamici) contro le persone omosessuali". Secondo Mancuso "é di una gravità inaudita che il Vaticano, e quindi la chiesa cattolica tutta, si adoperi affinché questa richiesta non passi, e si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay e di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari". Quello che il Vaticano vuole, conclude, è "mantenere la pena di morte e il carcere per le persone omosessuali" e perciò Arcigay, insieme alle altre associazioni lgbt italiane, valuterà nelle prossime ore "come reagire a questo inaudito attacco della gerarchia reazionaria cattolica".

I pisolini rafforzano la memoria

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

WASHINGTON - Avanti tutta con i pisolini pomeridiani: solo 12 minuti o una ora e mezza con gli occhi chiusi nel pomeriggio possono fare miracoli per rafforzare la memoria e 'sedimentare' nozioni appena apprese mentre al contrario, la mancanza di un sonno continuato la notte affligge pesantemente le capacità mnemoniche. Lo rivela uno studio Usa realizzato dal neuroscienziato William Fishbein della 'City university' di New York che ha sottoposto a test sugli effetti della 'penichella' pomeridiana più di 20 studenti universitari di lingua inglese.

Ai giovani, prima del riposino, sono state insegnate parole in cinese, una lingua di cui non sapevano assolutamente nulla: subito dopo la metà dei volontari ha fatto un pisolino di 90 minuti mentre l'altra metà no.

Lo stesso pomeriggio, gli scienziati hanno sottoposto tutti gli studenti coinvolti a test e quiz su altre parole cinesi mai viste prima e la differenza nell'apprendimento dei ragazzi è apparsa evidente.

I giovani reduci dalla dormitina hanno mostrato di intuire la composizione in sillabe e persino l'origine semantica delle nuove parole cinesi nonché di riuscire a collegarle a quanto imparato prima molto meglio dei ragazzi che erano rimasti svegli.

In pratica chi aveva fatto un riposino ha capito subito il senso dei quiz mentre per gli altri la memoria faceva cilecca, ha osservato Fishbein. Secondo lo studioso ciò che conta nel rafforzare le memorie è la fase del sonno chiamata 'ad onda lenta' che si raggiunge velocemente una volta chiusi gli occhi in quanto precede la fase Rem in cui si manifestano i sogni.

Web: proposta legge Pdl su blog

ANSA.it, http://www.ansa.it, 01/12/2008

Roberto Cassinelli mette on- line un video con tutte le novita'

(ANSA) - ROMA, 1 DIC - Il parlamentare del Pdl, Roberto Cassinelli, mette sul suo blog la seconda bozza della proposta di legge 'salva blog'. Su robertocassinelli.blogspot.com compare un video in cui il parlamentare risponde a suggerimenti ed accoglie emendamenti dal mondo di internet. 'Ho preferito rivolgermi direttamente a chi mi ha contattato on line - dice Cassinelli - invece che fare una conferenza stampa: oltre 2000 e-mail e migliaia di commenti meritavano una risposta senza mediazioni'

Martedì 2 Dicembre 2008

Crisi:tesoro:in Dl nessun blocco tariffe gas,luce,autostrade

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2008

ROMA - Nel decreto legge 'anti-crisi' non c'é alcun blocco tariffario per autostrade, luce e gas. E' quanto si legge in una nota del Ministero del Tesoro, rilasciata per "evitare la diffusione di interpretazioni devianti, strumentali ed interessate" della parte del testo che riguarda diritti e tariffe.

In particolare, il Ministero ribadisce che "il disposto dell'articolo 3 comma primo, riguarda esclusivamente il blocco di diritti e tariffe vari dovuti a fronte di servizi erogati direttamente dalla Pubblica Amministrazione. Un esempio per tutti? I diritti e le tariffe dovuti in materia di motorizzazione".

Allo stesso tempo, "in materia di Autostrade, energia elettrica, gas, etc, non si applica il blocco di cui sopra, essendo nel decreto stesso espressamente confermato il meccanismo di determinazione dei prezzi da parte delle Authorities".

Gay, 'noi siamo Chiesa': Vaticano, ne' buonsenso ne' carita'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2008

ROMA - A giudizio della sezione italiana di Noi siamo Chiesa, '''dopo il fantasma 'eutanasia', che ha innescato la campagna della Cei sul caso Englaro, ora e' il fantasma 'matrimonio omo' ad allontanare il Vaticano dal buonsenso e dalla carita' cristiana e a fargli assumere una posizione odiosa e incomprensibile come quella di osteggiare la depenalizzazione universale dell'omosessualita', proposta all'ONU dalla Francia con il consenso di tutti i paesi dell'Unione Europea''.

''Per chiarezza nella definizione delle responsabilita', - afferma in una nota il portavoce nazionale dell'organizzazione, Vittorio Bellavite - sembra impensabile che una tale linea non sia diretta espressione di una decisione di Benedetto XVI, di cui l'arcivescovo Celestino Migliore e' un semplice portavoce. Mi chiedo - prosegue Bellavite - se questa e' la messa in pratica, all'oggi, delle tanto conclamate e sollecitate 'radici cristiane' dell'Europa; mi chiedo perche' si dicono cose di cui la Chiesa si dovra' pentire in un futuro, magari non troppo lontano''. Ora ''Noi Siamo Chiesa'' e, in generale, i cattolici ''del dissenso'' o ''critici'', conclude la dichiarazione, ''sperano che si esprimano con chiarezza e ad alta voce, individualmente o mediante le tante associazioni, i molti credenti che si trovano a disagio di fronte a questa presa di posizione, che e' estranea ad una autentica sensibilita' evangelica, oltre che molto dannosa dal punto di vista pastorale''.

Ieri il Vaticano aveva espresso contrarieta' alla proposta che la Francia, a nome dei 25 paesi della Ue, si appresta a fare all'Onu per la depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo.

Cisgiordania, tensione alle stelle a Hebron

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2008

GERUSALEMME - A Hebron la tensione è oggi alle stelle, dopo una notte di ripetuti scontri tra coloni, palestinesi e forze del' ordine. Nella città palestinese sono affluiti centinaia di ultranazionalisti ebrei in seguito a voci su un'imminente azione di polizia e esercito per sgomberare dai coloni occupanti una casa sulla cui proprietà è in atto una controversia con i palestinesi.

Durante la notte e ancora stamane coloni hanno lanciato sassi contro le abitazioni di palestinesi. Una casa, abitata da una sessantina di persone appartenenti a un prominente clan palestinese, quello dei Jabari, risulta essere assediata da ieri da gruppi di coloni che hanno ripetutamente lanciato sassi contro l' edificio, gridando frasi ingiuriose.

Almeno cinque palestinesi, tra i quali un ragazzo di 12 anni, sono stati feriti negli scontri, secondo fonti ospedaliere locali. Sui muri di una moschea - e anche in quattro villaggi in Cisgiordania - sono apparse scritte offensive nei confronti di Maometto. Le autorità israeliane si sono impegnate a sgomberare la casa al centro della controversia, in ossequio a un ordine dell' Alta Corte di Giustizia e in attesa di una sentenza su chi abbia la proprietà dell' immobile.

Il ministro della difesa Ehud Barak si è detto fautore di una linea dura nei confronti dei coloni, ma finora le truppe presenti a Hebron sembrano dare prova di grande cautela nel cercare di reprimere le violenze dei coloni. Hebron (160 mila abitanti) è per due terzi sotto il controllo dell'Autorità palestinese e per un terzo di Israele.

Nella parte israeliana - dove si trova la tomba dei Patriarchi, sacra agli ebrei e ai musulmani - si sono stabiliti circa 600 coloni, ultranazionalisti religiosi, che vivono nell' antico rione ebraico. Le relazioni tra questi ultimi e i vicini palestinesi sono notoriamente caratterizzate da un clima di violenza e di odi, a stento controllati da una nutrita presenza dell' esercito e della polizia israeliani.

Caso De Magistris, perquisizioni in procura generale Catanzaro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2008

CATANZARO - Perquisizioni sono in corso in alcuni uffici della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. A disporle, secondo quanto si è appreso, è stata la Procura di Salerno, competente sulle indagini che riguardano magistrati del distretto di Catanzaro.

Le perquisizioni vengono effettuate anche negli uffici di singoli magistrati. Alla Procura di Salerno sono aperti più fascicoli, tra cui alcuni che riguardano una serie di denunce presentate contro l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris ed altre, invece, su un presunto piano per delegittimare lo stesso De Magistris, poi trasferito dal Csm a Napoli al termine di un procedimento disciplinare.

Anche il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella ed i sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, si trovano negli uffici della Procura generale di Catanzaro.

SEQUESTRATI ATTI AVOCAZIONE INCHIESTA WHY NOT - Gli atti dell'avocazione dell'inchiesta Why not e della revoca di Poseidone, sono stati sequestrati dai carabinieri nell'ambito della perquisizione disposta dalla Procura di Salerno negli uffici di magistrati della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. Le inchieste Why not e Poseidone erano condotte dall'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Oggi i carabinieri hanno perquisito gli uffici del procuratore generale Enzo Jannelli; dell'avvocato generale dello Stato Dolcino Favi , che in qualità di procuratore generale facente funzioni avocò Why not e che sta rientrando in Calabria per assistere alla pequisizione; dei sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo e del pm Salvatore Curcio, che stanno conducendo l'inchiesta Why not (Curcio anche Poseidone); l'ex procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, che revocò la delega per Poseidone a De Magistris; il procuratore aggiunto vicario di Catanzaro Salvatore Murone. Le perquisizioni hanno riguardato anche le abitazioni di alcuni indagati dalle quali sono stati prelevati anche computer.

L'inchiesta Why not fu avocata dalla Procura generale dopo che De Magistris iscrisse nel registro degli indagati l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella che a sua volta aveva chiesto il trasferimento del pm. Il Csm aprì un procedimento disciplinare che si concluse con il trasferimento di De Magistris al Tribunale del riesame di Napoli. La posizione di Mastella fu poi archiviata dal gip di Catanzaro su richiesta della Procura generale. In precedenza, l'allora procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, revocò la delega a De Magistris per l'inchiesta Poseidone che passò a Curcio.

PERQUISIZIONI: CSM ATTENDE ATTI DA SALERNO - Il Csm attende una comunicazione ufficiale da parte della procura di Salerno per occuparsi, forse già oggi, del caso dei magistrato di Catanzaro indagati nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al sequestro degli atti dell'avocazione dell'inchiesta Why not e della revoca di Poseidone. La comunicazione dovrebbe far seguito ai contatti informali che ci sono stati oggi stesso con Palazzo dei marescialli. "Stiamo aspettando gli atti per convocare la Prima Commissione" dice il presidente Ugo Bergamo, che non esclude una riunione dedicata alla vicenda già nella giornata di oggi.

INDAGATI ANCHE IMPRENDITORI,C'E' PURE SALADINO - Imprenditori e professionisti sono indagati nell'inchiesta della Procura di Salerno che oggi ha perquisito, notificando avvisi di garanzia, gli uffici di alcuni magistrati della Procura generale e della procura della Repubblica di Catanzaro. Tra gli indagati figura anche Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere, l'imprenditore attorno al quale ruota l'inchiesta Why not. Oltre a lui, secondo quanto è trapelato, sono indagati anche un commercialista di Rende (Cosenza) ed un altro imprenditore.

Onu: il Vaticano non firma la Convenzione sui diritti dei disabili

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/12/2008

Il Vaticano non intende firmare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilita', entrata in vigore l'8 maggio scorso. La Santa Sede aveva gia' annunciato il proprio rifiuto, ma e' stato confermato oggi, alla vigilia della giornata internazionale delle persone con disabilita', promossa dalle Nazioni Unite sul tema "Dignita' e giustizia per tutti noi".

La Convenzione Onu sui diritti dei disabili e' il primo trattato sui diritti umani del Terzo Millennio ed e' stato approvato dall'Assemblea generale dell'Onu nel 2006. Il Vaticano ha partecipato attivamente ai lavori per la stesura del testo, durati cinque anni ma, alla conclusione, si e' rifiutata di firmarlo perche' il documento non ha inserito un divieto esplicito nei confronti dell'aborto.

Mumbai:Usa avvertirono India. Pakistan per inchiesta congiunta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2008

NEW DELHI - I servizi segreti degli Stati Uniti avrebbero avvisato due volte l'India circa un possibile attacco terroristico a Mumbai che sarebbe arrivato dal mare, l'ultima volta circa un mese fa. Lo rivela l'agenzia di stampa indiana PTI, riportando notizie di stampa americana che citerebbero fonti dell'antiterrorismo americano. Un ufficiale americano avrebbe dichiarato, dietro anonimato, alla CNN che il governo a stelle e strisce avrebbe informato due volte quello indiano dell'attacco a Mumbai, indicando che un gruppo terrorista sarebbe potuto entrare nel paese via mare e lanciare un attacco a Mumbai, citando come obiettivi anche gli alberghi, tra i quali il Taj Mahal Palace.

Secondo la CNN, riportata dalla PTI, le forze di sicurezza indiane avrebbero confermato di aver ricevuto le informazioni e gli avvisi da parte americana e per questo avrebbero innalzato le misure di sicurezza a Mumbai, ma mantenute solo per pochi giorni. Il 18 novembre, inoltre, l'intelligence indiana ha intercettato una telefonata effettuata tramite dispositivo satellitare verso un numero in Pakistan che si sa essere usato dai leader del gruppo terrorista di stanza in Pakistan Lashkar-e-Taiba, ritenuto dietro gli attentati della settimana scorsa. Lo avrebbe rivelato alla ABC un ufficiale dei servizi indiani. Lo stesso ufficiale avrebbe detto alla televisione che nell'intercettazione si parlava di un possibile attacco arrivato dal mare.

PAKISTAN PER INCHIESTA CONGIUNTA CON INDIA

NEW DELHI - Il Pakistan ha proposto all'India una inchiesta congiunta sui fatti di Mumbai e, più in generale, un meccanismo congiunto per l'anti terrorismo. Lo ha detto alla stampa a Islamabad il ministro degli esteri pachistano Shah Mahmood Qureshi, al termine di un incontro con 36 diplomatici stranieri ai quali ha spiegato la posizione del suo paese nei confronti del terrorismo e degli attentati a Mumbai. Qureshi ha detto che il mondo intero è sotto la minaccia del terrorismo del quale sia Pakistan che India sono vittime.

PAKISTAN RISPONDERA' A RICHIESTA INDIA PER TERRORISTI

NEW DELHI - Il Pakistan ha deciso di rispondere alla richiesta indiana di consegnare a New Delhi una ventina di sospetti terroristi. Lo ha detto oggi il ministro dell'informazione pachistano Sherry Rehman ai giornalisti. La richiesta era stata presentata ieri dal governo di New Delhi in una nota consegnata all'ambasciatore pachistano in India.

GM chiede 18 miliardi al Congresso Usa. 31 mila posti a rischio da qui al 2012

Rainews24, http://www.rainews24.it, 02/12/2008

General Motors chiede al Congresso americano 18 miliardi di dollari, di cui 12 per evitare la

bancarotta nel 2009. Il piano presentato dal colosso di Detroit mostra come la situazione della prima casa automobilistica al mondo sia peggiore di quanto ci si aspettasse e che senza un intervento immediato è destinata a complicarsi ulteriormente: i 18 miliardi richiesti, infatti, sono una cifra superiore di circa 6 miliardi a quanto dichiarato solo poche settimane fa.

Del totale richiesto, la casa di Detroit intende utilizzare 4 miliardi subito per sopravvivere al 2008. Gm intende iniziare a ripagare il prestito a partire dal 2011. Il ritorno alla redditività

passa anche per una drastica cura dimagrante della forza lavoro: entro il 2012 Gm sopprimerà 31.500 posti di lavoro.

Per convincere il Governo a intervenire con fondi d'emergenza, Gm presenta un piano che prevede compensi 'simbolici' di 1 dollaro all'anno per presidente e amministratore delegato, ma anche una riflessione sui marchi Saab e Saturn, per i quali non viene esclusa una cessione.

Nel piano sono previsti fra il 2009 e il 2012 investimenti per 2,9 miliardi in energie e tecnologie alternative. Nell'ambito del piano la casa automobilistica si impegna a ridurre significativamente il debito e prevede di avviare negoziati con i sindacati e coloro che posseggono obbligazioni.

Esplosione all'aeroporto di Bangkok: un morto, 20 feriti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 02/12/2008

BANGKOK - Tutti i sei partiti della coalizione al potere in Thailandia formeranno un nuovo governo. Lo ha detto un portavoce, dopo che la corte costituzionale ha praticamente azzerato oggi l'attuale governo. Lo ha detto il portavoce governativo Nattawut Saikuar. La corte ha ordinato oggi lo scioglimento dei tre maggiori partiti della coalizione per brogli elettorali, e ha interdetto il premier Somchai Wongsawat e gli altri principali leader dei tre partiti dall'attività politica per cinque anni. I partiti disciolti sono il Partito del potere del popolo (Ppp, di Somchai), il Chart Thai e il Matchima Thipataya

Mercoledì 3 Dicembre 2008

Mumbai: disinnescate bombe a stazione centrale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2008

L'India ha consegnato agli Stati Uniti le prove che gli attentatori di Mumbai sono arrivati dal Pakistan. Lo ha detto il ministro degli esteri Pranab Mukherjee al termine dell'incontro con il segretario di stato americano Condoleeza Rice. Il segretario americano ha ribadito l'impegno americano a collaborare nelle indagini sugli attentati, dichiarando che ''l'India non e' sola in questa battaglia''.

TV ABC: 14 ANCORA ALLA MACCHIA, TIMORI PER DELHI

L'unico attentatore catturato vivo a Mumbai ha detto agli investigatori che solo dieci dei 24 uomini del suo 'corso di addestramento' sono stati spediti la settimana scorsa all'attacco, lasciando 14 ancora alla macchia in Pakistan. Lo riporta oggi la Abc secondo cui fonti di intelligence americane hanno messo in guardia l'India per la possibilita' di un seconda ondata di attentati, stavolta a New Delhi. Le fonti Usa hanno puntato i riflettori sul ruolo dell'organizzazione terroristica Lashkar-e-Taiba, un gruppo basato in Pakistan e legato ad Al Qaida. Secondo la Abc un avvertimento inviato dalle agenzie americane di intelligence all'India a meta' ottobre suggeriva che gli Stati Uniti conoscono l'ubicazione precisa dei campi di addestramento del gruppo in Pakistan. Il terrorista catturato avrebbe detto agli interrogatori che aveva cominciato ad addestrarsi ala fine del 2007 con 23 altre reclute: l'uomo sarebbe passato attraverso quattro sessioni trimestrali di addestramento in resistenza fisica, corsa, armi e esplosivi e manovre navali. A condurre l'addestramento, secondo l'attentatore, sarebbero stati ex militari pakistani, tra cui uno soprannominato Cha-Cha (zio).

DISINNESCATE BOMBE NELLA STAZIONE CENTRALE

MUMBAI - Ordigni esplosivi sono stati trovati e disinnescati nella principale stazione ferroviaria di Mumbai. Lo hanno riferito i canali televisivi locali. La stazione e' uno dei siti attaccati la scorsa settimana dai terroristi islamici. Secondo la polizia, le bombe trovate oggi sarebbero state collocate li' il 26 novembre scorso, il giorno che gli attacchi cominciarono. Secondo la rete Ndtv, il primo ministro (dimissionario) della provincia del Maharashtra (di cui Mumbai e' capitale), Vilasrao Deshmukh, aveva in programma di visitare la stazione stasera.

POLIZIA, TROVATA BORSA A STAZIONE CON 8 KG ESPLOSIVO

La polizia di Mumbai ha spiegato alla televisione di aver trovato stamani alla stazione centrale di Mumbai una borsa con dentro otto chili di esplosivo, dello stesso tipo usato negli attentati della settimana scorsa. L'esplosivo secondo gli investigatori faceva parte probabilmente dell'arsenale dei terroristi islamici che hanno assaltato la capitale economica indiana. La stazione centrale della citta' e' uno dei siti colpiti dagli attentatori.

Tremonti fa dietrofront: sarà tolta la retroattività sui bonus energetici

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/12/2008

Il governo fa dietrofront: il Parlamento toglierà la retroattività dalla norma che introduce modifiche al bonus fiscale del 55% sugli interventi in merito al risparmio energetico. Lo ha detto, durante un'audizione alla Camera, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, "La retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà - ha detto Tremonti - ma voglio sul futuro ribadire un criterio: il crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat".

Tremonti, infatti, definito "incivile" l'introduzione di crediti di imposta che poi non sono sufficientemente coperti e ha assicurato che "questo non accadrà con il nostro governo". Tremonti, illustrando i contenuti principali del piano anti-crisi del governo, ha anche ribadito che "le bollette devono scendere" e ha ricordato che al terzo articolo del provvedimento, c'è il blocco delle tariffe dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione, ma per le tariffe energetiche ha spiegato che "abbiamo attivato dei meccanismi all'interno delle Authority per farle scendere".

Visto l'andamento in calo delle materie prime, infatti, "se avessimo bloccato le tariffe avremmo ottenuto un effetto negativo", ma il Governo "pensa che stanno già scendendo per effetto del mercato e dei meccanismi di calcolo ma noi vogliamo che scendano di più".

Dal ministero dell’Ambiente emendamento salva-bonus

Il ministro Stefania Prestigiacono tenta di far ripristinare gli ecoincentivi tolti da Tremonti con il decreto anticrisi. “Il ministero dell'Ambiente ha depositato la proposta di emendamento governativo soppressivo della norma contenuta del decreto anticrisi con la quale si modifica la disciplina della detraibilità fiscale degli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio”, rende infatti noto un comunicato del dicastero guidato da Prestigiacomo.

Roma, operazione in campo rom: sequestrati beni per un milione di euro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/12/2008

Beni mobili e immobili per un valore di oltre un milione di euro sono stati sequestrati ad un gruppo di nomadi provenienti dalla ex Jugoslavia, nel corso di una operazione cominciata all'alba dei carabinieri del Ros nel più grande campo nomadi d'Italia, il Casilino 900 di Roma. All'operazione partecipano anche reparti territoriali dell'Arma e sono in corso perquisizioni con oltre 150 carabinieri.

I carabinieri del Ros hanno accertato che il gruppo di nomadi oggetto di indagine, pur vivendo in una baracca, disponeva di appartamenti, auto di grossa cilindrata e 26 conti correnti bancari. I militari hanno eseguito il decreto di sequestro di beni emesso da tribunale ordinario di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le persone indagate, hanno accertato i carabinieri, pur non esercitando attività lavorativa e non dichiarando redditi, disponevano di un patrimonio di ingenti proporzioni e movimentavano somme di denaro di cui non potevano giustificare la provenienza.

De Magistris: aperta pratica a Csm

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2008

ROMA - Il Csm ha aperto una pratica sulla vicenda dei magistrati di Catanzaro indagati dalla Procura di Salerno per le avocazioni delle inchieste Why not e Poseidone al pm Luigi De Magistris. Lo ha reso noto il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, spiegando che il fascicolo è stato affidato alla prima commissione di Palazzo dei Marescialli. La pratica riguarda sia le notizie di stampa, ha spiegato Mancino, sia la lamentela avanzata dal procuratore generale di Catanzaro al Csm, Vincenzo Iannelli, sul sequestro compiuto ieri "di un intero fascicolo, relativo all' inchiesta Why not". Un problema quest'ultimo sollevato da Iannelli in un colloquio telefonico ieri mattina con lo stesso vicepresidente del Csm. Dopo questa conversazione la Procura generale di Catanzaro ha inviato a Palazzo dei Marescialli "una documentazione, non ancora completa", ha detto ancora Mancino, spiegando che l'ufficio requirente aveva annunciato l'invio di altre carte "a giustificazione della lamentela del pg" che non sono giunte ancora al Csm. Carte che sono attese dalla Prima commissione per potere cominciare ad esaminare il caso. Mancino ha anche reso noto di aver chiamato ieri il procurate generale di Salerno per avere notizie sull'accaduto, notizie che il suo interlocutore però non sarebbe stato in grado in quel momento di dargli.

MANCINO: MIO COINVOLGIMENTO? STAREMO A VEDERE, MAI AVUTI RAPPORTI CON SALADINO

Io non ne so nulla, staremo a vedere. Così il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento circa le indiscrezioni di stampa su un nuovo possibile filone di indagine della Procura di Salerno che lo riguarderebbe anche per presunti legami con l'imprenditore Antonio Saladino. "Abbiamo fatto un altro ufficio istruttorio", ha aggiunto Mancino riferendosi ancora alle notizie di stampa.

''Con Saladino non ho mai avuto rapporti di alcun genere''. Il vice presidente del Csm Nicola Mancino smentisce l'ipotesi di presunti legami con l'ex presidente della Compagnia delle Opere. Di lui dice, ''lo conosco solo di nome , come e' inevitabile per chi come me anche per le sue attivita', pregresse e recenti, legge i giornali''.

SEQUESTRO BLOCCA INCHIESTE WHY NOT E POSEIDONE

Sono bloccate le inchieste Why Not e Poseidone dopo il sequestro degli atti delle due indagini disposto dalla Procura di Salerno. I fascicoli delle due inchieste, sequestrati in originale, sono stati conservati in una stanza al primo piano dove ha sede la Procura generale di Catanzaro ed alcuni carabinieri di Salerno, rimasti nel capoluogo calabrese, stanno provvedendo ad indicizzare tutte le carte.

Con il sequestro degli atti e' praticamente bloccata l'attivita' del pool di magistrati della Procura generale e della Procura ordinaria che avevano praticamente concluso l'inchiesta Why Not su presunti illeciti nell'utilizzo di finanziamenti nazionali e comunitari. I magistrati, infatti, avevano gia' definito le posizioni dei singoli indagati ed erano attese, nei prossimi mesi, le richieste di rinvio a giudizio e di archiviazione. Anche l'inchiesta Poseidone, condotta dal pm Salvatore Curcio, e' allo stato bloccata. Pure in questo caso, secondo quanto trapelato da fonti giudiziarie, il magistrato era sul punto di chiudere l'attivita'.

Berlusconi propone di regolamentare Internet. Protesta la Rete

Rainews24, http://www.rainews24.it, 03/12/2008

Sky, l'opinione di Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera

Vedi anche ~ Iva su Sky, per l'Ue il caso è chiuso, giusta la correzione del governo italiano

"Su internet manca una regolamentazione internazionale uniforme. Credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo questa proposta" di riforma. Silvio Berlusconi visita il Polo tecnologico di Poste italiane all'Eur e propone per il G8 di cambiare le regole relative ad internet.

Porteremo sul tavolo del G8 -insiste- una proposta di regolamentazione di internet per tutto il mondo, visto che internet e' un forum aperto a tutto il mondo.

Un annuncio, quello del premier, che ha fatto scatenare l'ira del popolo della rete, come il gruppo di Facebook "Salva i blog! No al DDL Levi n.1269", che ha avviato la mobilitazione della rete italiana per bloccare il progetto di legge dell'onorevole Ricardo Franco Levi attualmente in discussione alla VII commissione cultura della Camera.

Il nostro gruppo chiede ormai da settimane al Parlamento italiano il ritiro immediato del ddl - scrivono gli organizzatori - e che, senza formule suscettibili di interpretazione, tutti i mezzi internet usati per esprimere e diffondere informazioni e opinioni, se utilizzati in forma amatoriale, siano sottratti alla legislazione sull'editoria, indipendentemente dalla loro capacità di produrre profitti.

Conferenza auto-organizzata con parlamentari e blogger

Per domani è previsto uno sciopero con lutto di blog e siti e per la fine di gennaio 2009 il NormaCamp, una conferenza auto-organizzata per discutere con parlamentari e blogger l'eventuale tipo di regolamentazioni da proporre. "Invitiamo anche il Premier a partecipare e a confrontarsi in quella sede con il mondo del web" concludono i fondatori del gruppo sul social network.

Coodinamento dei Comitati BoBi (Boicotta il Biscione): ci opporremo in tutte le maniere "Appoggiamo la campagna di mobilitazione sollecitata dal gruppo su Facebook 'Salva i Blog', che ha superato le 23mila adesioni, che prevede tra l'altro per domani l'autoscuramento dei siti e dei blog con una pagina nera, il logo, il video ed il messaggio della campagna ".

E' Gianfranco Mascia, coordinatore dei 'Comitati BOBI BOicotta il BIscione', ad annunciare che "ci opporremo in tutte le maniere a qualsiasi tentativo censorio della Rete ed attiveremo tutte le campagne necessarie ad una mobilitazione internazionale contro il libero scambio delle idee su Internet".

Internet libero ha fatto conoscere Barack Obama

Le parole di Berlusconi di oggi sulla necessita' di regolamentare Internet - aggiunge in una nota - sono il frutto di una cultura che mette al centro il controllo e la censura della libera informazione. Mascia osserva che "proprio Internet libero e senza regole ha consentito ad un outsider come Obama di farsi conoscere, creare comunita' e raccogliere fondi per la sua campagna elettorale vincente.

Se l'Italia e' all'avanguardia nel mondo, non lo e' certo per la liberta' di informazione, come dimostra - afferma - il consolidato monopolio televisivo del Premier ed il tentativo di distruggere i concorrenti alzando le tasse sulla pay tv. Proprio questo Parlamento sta tentando di mettere la museruola a Internet, con proposte di legge che vorrebbero ridurre alla clandestinita' i blog ed i siti liberi di informazione".

Appello di Cento (Verdi): Premier lasci stare almeno il web

Preoccupa che dopo il violento attacco ai quotidiani adesso Berlusconi si dedichi alla rete. Non vorremmo che questo fosse il primo passo per la limitazione della liberta' di espressione di chi usa internet per comunicare: Berlusconi lasci liberto almeno il web. Lo afferma Paolo Cento, esponente dei Verdi, commentando le affermazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che propone una regolamentazione di Internet a livello mondiale.

Voglio sperare che il prossimo G8 abbia ben altri argomenti a cui dedicarsi, come la pesantissima crisi economica globale o la questione climatica che e' in cima all'agenda mondiale, ma non italiana, come dimostra l'opposizione al pacchetto energia - clima della Ue. Semmai il prossimo G8 dovrebbe decidere di rendere internet completamente libero, gratuito ed accessibile in ogni parte del globo, eliminando il 'digital devide' delle economie piu' povere.

Internet: per Italia tema da G8

ANSA.it, http://www.ansa.it, 03/12/2008

Domanda cardine: si discute di regole o di liberalizzazione?

(ANSA) - ROMA, 3 DIC - Il governo italiano proporra' al G8 del 2009 a La Maddalena, il tema delle regole generali di accesso ad Internet. Ad annunciarlo e' stato stamane il premier Berlusconi partendo dal presupposto che un fenomeno globale come la rete web non puo' che essere discusso a livello globale. Il tema richiede la massima concertazione. L'Italia non ha pronto al momento alcun documento al riguardo ma chiedera' se si intende discutere di regole o liberalizzazione di internet.

Giovedì 4 Dicembre 2008

Il Vaticano: sì a nuove moschee in Italia, ma lo Stato le controlli

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/12/2008

Il Vaticano e' favorevole alla costruzione di nuove moschee in Italia, purche' ci sia un controllo dello Stato sulle effettive finalita' religiose, e non si trasformino in luoghi per altri fini. Lo ha affermato, a proposito della richiesta della Lega di bloccare l'edificazione di nuovi centri di culto musulmani, mons. Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio consiglio della Cultura della Santa Sede.

Il luogo di culto in quanto tale e' sempre sorgente di comunione e di dialogo ma "il problema" nasce - ha detto Ravasi - quando "il luogo di culto assume tipologie che sono eterogenee alla propria identita': in questo caso la convivenza sociale e lo stato in particolare esigono una verifica, un controllo".

La questione, ha spiegato Ravasi, presenta due facce della medaglia. "Da un lato - ha detto il 'ministro' vaticano della Cultura - bisogna riconoscere la legittimita' del luogo di culto che deve essere sede di una presenza spirituale autentica; d'altra parte - ha aggiunto - questo non deve diventare un modello diverso".

Se diventa qualcosa di diverso infatti, la societa' civile ha diritto di intervenire e verificare, ha sottolineato, parlando con i giornalisti a margine del convegno su "Culture e Religioni in dialogo", promosso dai Pontifici Consigli della Cultura e per il Dialogo Interreligioso, in Vaticano.

Tremonti: debito record, ma attenti a quello privato

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/12/2008

ROMA - L'Italia ha un debito pubblico record "il terzo del mondo", ma limitarsi a valutare questo è una visione "ragionieristica, occhiuta e retrò". Bisogna invece fare attenzione al "debito privato" che è "altrettanto pericoloso" e che deve entrare nelle valutazioni, anche nei rating dei Paesi. In questo caso l'Italia sarebbe posizionata in modo migliore. Ad affermarlo è stato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti durante l'audizione davanti alle commissioni Bilancio e in commissioni Politiche Europee della Camera.

"Il debito pubblico - ha spiegato Tremonti - è soggetto ad un controllo molto forte, sull'assunzione che sia la grandezza più rilevante, più critica e più pericolosa. La lezione di questa crisi è che, certo è rilevante il debito pubblico, ma anche il debito privato". Tremonti ha spiegato come il debito pubblico si trasferisce sul settore pubblico. "Un passo ulteriore degli interventi fatti per gestire la crisi sono considerati, in termini di colossali trasferimenti, una sorta di swap dal debito privato al debito pubblico". Tremonti ha quindi sostenuto che vista questa osmosi "la valutazione di un Paese va fatta consolidamento le voci di debito, non solo per il settore pubblico, ma anche per quello privato. In questi termini il rating andrebbe rideterminato considerando anche i fattori di attivo o di minor debito privato. In questi termini la nostra posizione consolidata dovrebbe essere consolidata diversa da altri Paesi, dove magari é più basso il debito pubblico ma è più alto quello privato".

SACCONI PREOCCUPATO,MA NESSUN RISCHIO BANCAROTTA

Bisogna mantenere la guardia alta sul debito pubblico italiano, ma non c'é alcun rischio di default, di bancarotta per l'Azienda Italia. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi parla, nel corso della trasmissione Economix, davanti ad una platea di giovani e sintetizza in modo deciso i pericoli, teorici, delle difficoltà che potrebbero arrivare dall'aver un debito pubblico troppo alto, un rischio-Argentina. Subito ne nasce una polemica politica, con il Pd a sollecitare chiarimenti da parte del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che in giornata aveva sì parlato del pesante debito italiano ("il terzo del mondo") senza però usare toni allarmistici e anzi ricordando che la crisi ha mostrato come pericoloso sia anche il debito privato, che vede esposti altri Paesi e non l'Italia.

Ad Economix Sacconi risponde ad una domanda della giornalista che gli chiede se è vero che, a differenza di Tremonti attento ai conti pubblici, lui avrebbe voluto altri interventi. "Non è per nulla vero. Sono anche io legato al vincolo del debito pubblico e preoccupato per il rischio di default del Paese, con il debito che ha. C'é qualcosa di peggiore della recessione: é la bancarotta dello Stato, una ipotesi improbabile ma comunque possibile" in linea teorica. Come italiani - ha aggiunto il ministro spiegando ai giovani presenti - "non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un'asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensione e stipendi e faremmo come l'Argentina".

La polemica politica è subito montata così che Sacconi è tornato a precisare il senso delle proprie frasi."Sono costretto - afferma - a intervenire dalla disinvoltura con cui alcuni hanno interpretato una considerazione più volte ripetuta circa la necessità di tenere alto il livello di guardia sul debito pubblico, attribuendomi addirittura un presunto 'rischio bancarotta'. Non ho mai detto né lasciato intendere che vi può essere un rischio di tale natura,ma solo che il debito pubblico costituisce per la sua dimensione un vincolo ineludibile per le politiche di spesa. La robusta politica di controllo della finanza pubblica, che abbiamo realizzato con la manovra di giugno, ci mette quindi al riparo da ogni pericolo ed è quindi all'interno di essa che abbiamo definito il pacchetto di misure per sostenere la crescita e proteggere il disagio sociale".

Tremonti nel primo pomeriggio aveva invece ricordato che il debito italiano è il "terzo del mondo" e spiegato che i pericoli più che dalla finanza pubblica vengono dal mercato. "Il nostro vincolo non è il Patto - ha detto il ministro ripetendo un concetto già altre volte espresso - come spesso leggo sui giornali, ma il nostro unico vincolo è il mercato finanziario". I parlamentari del Pd, in particolare, hanno messo in evidenza le parole di Sacconi. "Tremonti chiarisca", ha chiesto il Senatore Tiziano Treu.

I pessimisti sono al Governo, che non riesce a mettere in campo provvedimenti coraggiosi, gli ha fatto eco il compagno di partito Giorgio Tonini. "Sacconi - ha aggiunto il portavoce del Pd, Andrea Orlando - di fatto smentisce le affermazioni di Tremonti secondo il quale la finanza pubblica era stata messa al sicuro con la manovra finanziaria di luglio. Per fortuna che per il governo i pessimisti eravamo noi".

La stampa israeliana: si lavora a raid su centrali iraniane anche senza l'ok Usa

Rainews24, http://www.rainews24.it, 04/12/2008

La scorsa settimana, ricorda il 'Jerusalem Post', il capo del programma nucleare iraniano Gholam Reza Aghazadeh ha ammesso che la Repubblica Islamica ha oltre cinquemila centrifughe operative nell'impianto di Natanz e che continuerà a installare centrifughe e ad arricchire uranio per produrre combustibile nucleare.

Anche per questo le forze di sicurezza israeliane stanno mettendo a punto tutte le opzioni per un attacco contro gli impianti nucleari iraniani che non preveda il coordinamento con gli Stati Uniti. Lo scrive oggi il quotidiano israeliano The Jerusalem Post. Lo Stato ebraico, precisa il giornale, "preferisce coordinarsi con gli Stati Uniti, ma funzionari dell'apparato della Difesa hanno spiegato che Israele si sta preparando per un'ampia gamma di opzioni". "E' sempre meglio coordinarsi", ha detto un alto funzionario del ministero della Difesa israeliano. "Ma stiamo anche preparando opzioni che non prevedono il coordinamento", ha aggiunto.

Ipotesi di scuola

Secondo i funzionari israeliani, sarà difficile, ma non impossibile, lanciare un attacco contro l'Iran senza coordinarsi con gli Stati Uniti, che controllano lo spazio aereo iracheno. "Ci sono molti rischi a cui si va incontro quando ci si imbarca in simili operazioni", ha ammesso un alto funzionario dello Stato ebraico. "Di recente in molte notizie si è detto che il presidente statunitense George W. Bush non ha voluto dare a Israele luce verde per un attacco contro gli impianti israeliani", scrive il Jerusalem Post, citando anche un articolo pubblicato lo scorso settembre dal britannico Guardian in cui si diceva che il premier israeliano Ehud Olmert aveva chiesto lo scorso maggio il via libera statunitense per attaccare la Repubblica Islamica e che Bush non aveva dato il suo consenso.

Radar anti missile

Il giornale israeliano cita poi una notizia di 'Defense News' in cui si parla della fornitura, da parte gli Stati Uniti a Israele, di un sistema radar per difendersi da eventuali attacchi missilistici. Sull'argomento aveva scritto anche il magazine 'Time', secondo cui con l'attivazione del sistema radar, gli Stati Uniti vorrebbero controllare lo spazio aereo israeliano, in modo da non essere colti di sorpresa se Israele dovesse attaccare l'Iran.

Iran in difficoltà

Il problema, per Israele, è che le sanzioni economiche decise contro Teheran dalla comunità internazionale stanno avendo effetto, anche se l'Iran non ha bloccato il suo programma nucleare. "C'è ancora tempo e non c'è bisogno in questo momento di buttarsi in un'operazione", ha detto un altro funzionario israeliano citato dal 'Jerusalem Post'.

Gaza: il mondo arabo si mobilita contro il blocco

ANSA.it, http://www.ansa.it, 04/12/2008

di Remigio Benni

IL CAIRO - Dalle vivaci proteste nelle università egiziane, annaffiate dagli idranti e disperse dai manganelli della polizia, alle navi cariche di medicinali e generi alimentari, che non arrivano a destinazione, passando per le tensioni tra gli integralisti di Hamas e gli intransigenti di Fatah: tutto il mondo arabo è mobilitato a tentare di forzare il blocco imposto da Israele ormai da due anni sulla Striscia di Gaza. Con particolare impegno per la grande festa musulmana del 'Gran Bayram' (secondo l'espressione turca) o Eid el Ahda (più marcatamente islamica) che chiude il periodo del gran pellegrinaggio alla Mecca. Già la Libia aveva tentato di inviare la nave Al Marwa con 3.000 tonnellate di aiuti a Gaza, proprio per rifornire i palestinesi della Striscia con generi che non hanno la possibilità di importare diversamente. Il battello è stato, però, dirottato dalla marina israeliana verso il porto egiziano di Al Arish. L'ambasciatore libico all'Onu, Giadallah Ettalhi, ha accusato allora Israele di aver compiuto "un atto di pirateria", chiedendo al Consiglio di Sicurezza di "prendere le misure necessarie". La Lega Araba si è subito manifestata solidale con la Libia invitando il Consiglio Onu ad "adottare misure per mettere fine al blocco" ed a garantire al cargo libico ed al suo equipaggio la continuazione del suo viaggio "in sicurezza" e lo sbarco dei suoi generi di assistenza a Gaza. Nelle stesse ore arrivano da Doha e da Amman notizie secondo le quali un'associazione qatariota e i Fratelli Musulmani giordani stanno preparando navi da inviare a Gaza, Il capo della confraternita giordana, Hamam Saaid, ha annunciato per il 20 dicembre la partenza di un cargo dal porto di Aqaba, invitando i cittadini a donare cibo, medicine e fondi per il viaggio, nell'ambito della "Campagna Nazionale per rompere l'embargo su Gaza", definito "operazione di pulizia etnica e crimine contro l'umanità". Le azioni arabe fanno riferimento anche alle dichiarazioni di agenzie dell'Onu, l'Unrwa in particolare, secondo le quali a Gaza si rischia una "catastrofe umanitaria", perché gli aiuti che arrivano nella Striscia non sono sufficienti. Ma i governi dell'area sembrano prendere le distanze dall'attivismo dei sostenitori. Camion carichi di merci per la Striscia di Gaza organizzati al Cairo dai Fratelli Musulmani sono stati bloccati dalla polizia e hanno dovuto fare marcia indietro. Hamas ha fatto fallire di recente i colloqui interpalestinesi per i quali il capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleiman, aveva tessuto una faticosa trama di impegni, arenatisi sullo scoglio del riconoscimento da parte degli integralisti del ruolo del capo di Al Fatah e presidente dell'Autorità palestinese, Mahmud Abbas (Abu Mazen), come capo assoluto del popolo palestinese e interlocutore unico di Israele. E su questo stesso fronte l'integralista Hamas è arrivata a bloccare i pellegrini di Gaza che dovevano transitare per l'Egitto alla volta della Mecca, accusando Abbas di aver dato i visti per l'Arabia Saudita solo ai suoi seguaci: 3.000 su 19.000 abitanti di Gaza. Piccolo numero rispetto ai 2 milioni e mezzo di pellegrini che Riad si prepara ad accogliere.

Venerdì 5 Dicembre 2008

Cambia il colore delle citta', meno smog piu' verde-muschio

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2008

ROMA - E' finita l'era delle città europee e americane dalle tonalità noir e cupe, che hanno reso celebri, e talvolta più tristi o inquietanti edifici famosi come la Torre di Londra, l'Empire State Building o il Pentagono. Per via di un mix di fattori, che vede la combinazione dell'innalzamento delle temperature, l'aumento delle piogge e dell'umidità e l'uso di carburanti più verdi, i palazzi delle nostre metropoli diventeranno più colorati, perdendo la loro crosta di fuliggine per tonalità più chiare, come giallo, bruno rossastro e verde brillante.

E' quanto sostiene uno studio pubblicato sulla rivista 'Science of the total environmental'. Nel 19/simo e 20/simo secolo le città di Europa e Stati Uniti sono state dominate da edifici grigi e neri, spesso costruiti in pietre come il calcare, coperte da una crosta nera di fuliggine. Ma l'era in cui l'inquinamento danneggiava i materiali di costruzione dei palazzi pare essere finita.

I cambiamenti dell'inquinamento stesso, le piogge più frequenti e le folate di vento laveranno via la tipica fuliggine da carbone che ha caratterizzato il secolo passato, rendendo più colorate e luminose le nostre città. Secondo i ricercatori Peter Brimblecombe e Carlotta Grossi dell'università dell'East Anglia, a contribuire a questo nuovo volto metropolitano saranno anche i carburanti più 'verdi', che faranno crescere più facilmente muschi e licheni, dando un colorito verde ai palazzi.

Una conclusione cui sono giunti studiando come questi danni siano cambiati, nell'arco di 900 anni, negli edifici di Londra e come dovrebbero evolversi nel futuro prossimo, quando la fuliggine prodotta dalle stufe a carbone non ci sarà più ma i cambiamenti climatici si saranno comunque prodotti. Per calcolare ciò si sono serviti dei dati storici sul clima e l'inquinamento, insieme ad equazioni che descrivono gli effetti dei diversi tipi di inquinamento sui materiali dei palazzi. "Sembra che gli ultimi due secoli - spiega Brimblecombe - siano stati una bizzarra anomalia. In un certo senso ora siamo tornati indietro all'Inghilterra medievale". I modelli climatici prevedono che le regioni temperate saranno più piovose, per via dei cambiamenti climatici. Il che significa che città come Londra diventeranno più luminose, perché la pioggia 'lavera' via la crosta di fuligginé. I ricercatori hanno già visto ad esempio che con la modifica dei carburanti a carbone, la Torre di Londra ha assunto sfumature gialle e rosso-brunastro, per via del processo di ossidazione dei composti organici presenti nei fumi di diesel e petrolio.

A contribuire, oltre alle piogge 'pulitrici', saranno anche i nuovi carburanti per macchine e camion, che emettono meno solfati. Sostanze che bloccavano la crescita di muschi e licheni, che quindi potranno crescere più facilmente rendendo i palazzi più verdi. "I palazzi non saranno tutti di un solo colore - aggiunge Grossi - ma saranno come una sorta di puzzle di colori diversi. I muschi e licheni infatti preferiscono gli ambienti umidi, quindi andranno a colorare angoli e crepe".

Finanziaria: governo, ripristiniamo fondi scuole private

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2008

ROMA - In arrivo 120 milioni per la scuola, ma senza distinzioni al momento dei destinatari: sarà il ministero dell'Istruzione, di concerto con il dicastero degli Affari regionali e dell'Economia, a valutare successivamente, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge finanziaria, la quota da destinare agli istituti scolastici privati. E' quanto stabiliscono due diversi emendamenti dei relatori al disegno di legge finanziaria e al bilancio approvati dalla commissione Bilancio del Senato.

Sono due gli emendamenti che intervengono sulla scuola e che sono stati approvati oggi dalla commissione Bilancio del Senato: uno è una modifica al disegno di legge Bilancio ed è una tabella, l'altro è una novità introdotta alla legge finanziaria e riguarda il decreto con il quale il governo potrà stabilire i criteri per la distribuzione alle regioni delle risorse finanziarie".

In questo ultimo emendamento, a firma del relatore, si legge che "fermo restando le prerogative regionali in materia di istruzione scolastica, con decreto del ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il ministro degli Affari regionali e il ministro dell'Economia, sentita la Conferenza Stato-regioni, sono stabiliti entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i criteri per la distribuzione alle regioni finanziarie occorrenti alla realizzazione delle misure". Per quanto riguarda invece la tabella inserita nel ddl Bilancio, il testo provvede a un incremento di 120milioni per il 2009 per "interventi in materia di istruzione" coperto con un taglio corrispondente ai fondi del ministero dell'Economia.

Il tema del finanziamento alle scuole private e' stato rilanciato dalla Cei, preoccupata per il destineo delle scuole pubbliche non statali. Dopo aver annunciato la mobilitazione delle federazioni delle scuole cattoliche, la Conferenza episcopale si e' detta fiduciosa negli impegni presi dal governo in materia.

Il ripristino quasi totale dei fondi originariamente tagliati, che ammontava a 130 milioni, era stato anticipato dal sottosegretario all'Economia Vegas. ''C'e' un emendamento del relatore che ripristina - dice Vegas - il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini''.

PAAP: AIUTO A GENITORI PER SCELTA SCUOLA DIRITTO INALIENABILE

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha invocato "l'adozione di misure a favore dei genitori che li aiutino nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose, come pure la promozione della gioventù". Di ciò , Benedetto XVI ha parlato al nuovo ambasciatore argentino presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero, che ha presentato oggi le sue credenziali. Le parole del Papa, pur se non riferite difrettamente al dibattito in corso in Italia tra Cei e governo sugli aiuti alle scuole cattoliche, delineano tuttavia il punto di vista generale della Chiesa su tale problema.

Cei: scuola, con governo e' crisi. presto mobilitazione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2008

CITTA' DEL VATICANO - I nuovi tagli agli istituti scolastici paritari, previsti dalla finanziaria del governo Berlusconi, aprono una "crisi" e presto "le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese": è quanto ha affermato mons. Bruno Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale della Cei per l'educazione, la scuola e l'università, in un'intervista ad alcuni giornalisti.

In questa situazione di tagli alla scuola paritaria - ha spiegato mons. Stenco - "non si tratta di restituzione: a questo punto si è aperta una crisi molto più profonda e le federazioni delle scuole cattoliche presto si mobiliteranno in tutto il Paese". Secondo mons. Stenco "qui si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici". "Tra stato e mercato - si è chiesto il vescovo - perché colpire proprio il privato sociale?". "Non è il taglio da 130 milioni di euro di adesso che fa scoppiare la scuola cattolica - ha aggiunto mons. Stenco -. Il punto è che sono dieci anni che il finanziamento si è inceppato. Può una scuola parrocchiale, ad esempio, permettersi ogni anno una passività di 20,25 mila euro? Dopo 10 anni che cosa è divenuta? 250 mila euro. E il contributo dello Stato - ha concluso - serve a malapena a pagare gli stipendi".

Da questo governo "noi non ci aspettavamo nessun taglio. Al contrario ci aspettavamo degli incrementi. Mettere le scuole paritarie nel capitolo degli sprechi da tagliare è inconcepibile". E' quanto ha affermato mons. Stenco a proposito dei tagli in finanziaria alla scuola paritaria cattolica. "Speriamo che i tagli possano essere ritirati", ha detto aggiungendo che "il problema però non è la restituzione" ma che "il governo ha messo in discussione la legge sulla parità scolastica del 2000", una legge che "non si vuole applicare" incrementando i contributi che sono previsti".

Bce: taglio record dei tassi. Tremonti: l'Italia e' solida

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2008

BERLUSCONI, CON DL FATTO MASSIMO POSSIBILE

''Per quanto riguarda il decreto a sostegno delle banche e delle imprese credo sia il massimo che potevamo fare avendo ereditato una gravissima situazione debitoria dal precedente governo''. Lo afferma Silvio Berlusconi rispondendo a chi gli chiedeva se sara' necessario rivedere gli interventi contro la crisi.

TREMONTI: ALTRI FARANNO FINE ARGENTINA

La decisione della Bce di tagliare il costo del denaro al 2,5% ''va nella direzione giusta'' ed ha portato il tasso ad un livello ''che comincia ad essere ragionevole''. Questo il commento del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante la registrazione della trasmissione Porta a Porta.

''Sono convinto che alla fine della crisi, l'Argentina saranno gli altri. L'Italia ha in se' elementi di grandissima forza''. E' quanto dichiarato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, parlando di debito pubblico italiano 'assolutamente solido'. "La Repubblica garantisce per quel debito''. ha aggiunto il ministro sottolineando che ''quello che e' successo oggi su alcuni giornali e' inqualificabile. Non esiste paese al mondo dove si fanno queste cose''.

''Comprate i titoli di Stato italiani che sono la cosa migliore del mondo. Bot e Cct sono la cosa piu' sicura e piu' solida'', ha affermato Tremonti, ribadendo piu' volte la qualita' dei titoli di Stato italiano: ''State tranquilli. Comprateli, perche' sono anche semplici'', ha aggiunto, facendo un paragone con altre obbligazioni societarie a maggiore complessita', come ad esempio lo erano le Lehman Brothers.

Tremonti ha annunciato poi altre misure di sostegno all'economia e alle famiglie o, se verranno recuperate le risorse, maggiori finanziamenti ai fondi di sostegno all'economia. Nel dl anti-crisi ''ci sono gia' molte misure di sostegno, ce ne saranno altre perche' il mondo che vediamo davanti e' difficile. La nostra scelta e' dare piu' soldi possibili a chi ha meno soldi in casa, in tasca'', ha detto il ministro spiegando che ''non e' detto che ci siano necessariamente ulteriori misure. Se troviamo i soldi arricchiamo i fondi'' a sostegno dell'economia.

DA CALO PETROLIO 2000 EURO IN MENO A FAMIGLIA - ''Con il petrolio che scende, e alcune leggi del governo, le famiglie italiane, secondo i calcoli che si fanno nel mondo, risparmieranno circa duemila euro il prossimo anno''. Questa la stima del ministro Tremonti , in merito ai possibili vantaggi per i consumatori italiani dalla riduzione del prezzo del petrolio, che impattera' su benzina e gasolio, e la riduzione delle rate dei mutui. ''E' tanto? E' tanto anche quello che ci ladravano prima con la speculazione'', ha sottolineato Tremonti.

VIGILEREMO SU AUMENTI PANE E PASTA - Il governo ha intenzione di vigilare sui continui aumenti del prezzo del pane e della pasta, un fenomeno tutto italiano che non trova corrispondenti negli altri paesi del mondo. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e sottolineando che ''dal primo gennaio le tariffe, o non salgono quelle pubbliche, o si riducono. Non ho capito perche' il pane e la pasta continuano a salire, ma e' un abuso che stiamo cercando di capire. In tutto il mondo scendono mentre in Italia continuano ad aumentare''.

ATTIVATE GIA' 60 MILA SOCIAL CARD - ''Le poste, dopo 36 ore di attivita', hanno attivato 60 mila posizioni sulla carta acquisti, uno strumento con cui fare un po' di acquisti''. Lo ha detto, nel corso della registrazione della trasmissione Porta a Porta, il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, sottolineando che il governo e' ''consapevole dell'utilita' della social card per la vita di tanta gente che ha bisogno''.

Tremonti ha ammesso che il meccanismo per l'attribuzione della social card ''e' un po' complicato. Quasi ci scusiamo, ma non c'erano modi diversi per dare la carta a chi ne avesse bisogno''. Tremonti, ribadendo la necessita' di evitare di parlare di ''elemosina'' ha sottolineato come la

social card dia un aiuto tangibile alle famiglie in difficolta'. ''E' una goccia - ha spiegato - ma con 80 euro in piu' ogni due mesi una settimana di spesa te la sfanghi, magari andando nei supermarket con lo sconto. Stiamo parlando di famiglie che hanno 516 euro al mese e 40 euro in piu' sono una cifra sensibile. Non condivido il commento di tanti che dicono che e' un'elemosina perche' cosi' si manca di rispetto a tanta gente''

VIA SILENZIO-DINIEGO SU BONUS 55% ENERGIA - La norma relativa ai bonus per le ristrutturazioni efficienti dal punto di vista energetico ''si puo' modificare'' nella nuova disposizione che prevede il silenzio-diniego, cioe' il rigetto automatico della domanda di sconto fiscale se l'amministrazione non risponde entro 30 giorni. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sottolineando che ''quella e' una procedura, pero' su una cosa saro' assolutamente fermo: se dai un credito di imposta, ed e' giusto darlo, giustissimo in quel settore, poi pero' lo devi coprire''

AUTO, 'NON CREDO AIUTI INGENTI A LIVELLO UE' -- ''Se ci sara' qualcosa di grosso e serio, e non credo avendo parlato con francesi e tedeschi, sara' qualcosa di coordinato a livello di continente''. Lo ha detto, intervenendo alla registrazione della trasmissione Porta a Porta, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sottolineando come al momento Francia, Germania e Stati Uniti non hanno adottato grandi misure per la salvaguardia del settore dell'auto. ''In Usa - ha spiegato - non hanno fatto niente: hanno solo chiesto a Ford e General Motor di vendere gli aerei privati e pagare un dollaro i propri manager''

BCE: TAGLIO TASSI DELLO 0,75%

BRUXELLES - La Banca centrale europea ha tagliato i tassi di interesse di 75 punti base, portandoli dal 3,25% al 2,50%, ossia al minimo da maggio 2006. Lo ha deciso oggi il Consiglio direttivo dell'istituto centrale a Francoforte. La manovra e' stata piu' ampia rispetto al taglio dello 0,50% atteso dalla maggior parte degli economisti. Il tasso sui depositi scende quindi dal 2,0% e quello marginale dal 3,0%.

TRICHET: IL PIU' GRANDE TAGLIO TASSI DI SEMPRE

''Il piu' grande taglio di sempre'': cosi' il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha commentato in conferenza stampa la decisione di tagliare i tassi di tre quarti di punto. ''Una cosa mai fatta'', ha detto, sottolineando le ''circostanze eccezionali''

''Il livello di incertezza in questa fase resta eccezionalmente elevato'', ha detto ancora Trichet, spiegando che ci sono ''rischi di una ulteriore contrazione dell'attivita' economica'' in Eurolandia. La Bce - ha aggiunto - si aspetta un ulteriore calo dell'inflazione di Eurolandia nei prossimi mesi; ''le aspettative sull'inflazione restano ben ancorate''.

Trichet sottolinea come in questa fase di grave crisi ''esiste un margine di manovra per le politiche di bilancio'' dei paesi europei. Ma al contempo - ha ammonito - ''e' essenziale mantenere la disciplina e una prospettiva di medio termine''. ''E' estremamente importante - ha aggiunto - salvaguardare la fiducia dell'opinione pubblica sulla solidita' delle politiche di bilancio'', attenendosi al Patto di stabilita' e di crescita dell'Ue e non andando oltre la flessibilita' concessa.

''Su gennaio non dico nulla'', ha concluso il presidente della Bce rispondendo a chi gli chiedeva se fosse previsto un altro taglio dei tassi il prossimo mese. Trichet ha comunque assicurato come la Bce ''vigila attentamente sulla situazione dei mercati e dell'economia e, se necessario, e' sempre pronta ad intervenire''.

EUROLANDIA: PIL IN CALO

Il Pil della zona dell'euro nel terzo trimestre dell'anno è diminuito dello 0,2%, così come nel secondo. La conferma della recessione tecnica, dopo la stima flash resa nota il 14 novembre scorso, arriva oggi dalle nuove stime di Eurostat, l'ufficio europeo di statistica, che conferma un calo dello 0,2% anche nell'Ue-27 dopo la crescita zero del secondo trimestre.

Su base annua invece, quindi rispetto al terzo trimestre 2007, il Pil corretto secondo le variazioni stagionali nel terzo trimestre ha registrato una crescita dello 0,6% nella zona dell'euro e dello 0,8% nell'Ue-27, rispettivamente contro un +1,4% ed un +1,7% del secondo trimestre. Rispetto al trimestre precedente, nel terzo trimestre 2008 segnano un meno 0,5% Italia, Germania e Gran Bretagna.

Per l'Italia Eurostat indica un meno 0,9% anche nel rapporto con il terzo trimestre dell'anno precedente. Nel terzo trimestre dell'anno, le spese per i consumi delle famiglie sono rimaste stabili nella zona dell'euro mentre sono aumentate dello 0,1% nell'Ue (rispettivamente dopo un -0,2% e un -0,1% del trimestre precedente). Gli investimenti sono calati dello 0,6% nella zona dell'euro e dello 0,8% nell'Ue (dopo un -0,9% e un -1,0%). Le esportazioni sono cresciute dello 0,4% nella zona dell'euro e dello 0,3% nell'Ue-27 (dopo -0,1% nelle due zone). Le importazioni hanno visto invece un aumento dell'1,7% nella zona euro e dell'1,3% nell'Ue-27 (dopo -0,4% in entrambe le zone).

Negli Usa il Pil, sottolinea ancora Eurostat, è diminuito dello 0,1% nel terzo trimestre 2008, dopo +0,7% del secondo trimestre. In Giappone c'é stato invece un aumento dello 0,1% dopo un -0,9% del trimestre precedente.

Gai Mattiolo arrestato per bancarotta fraudolenta

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2008

ROMA - Lo stilista Gai Mattiolo è stato arrestato e posto ai domiciliari per bancarotta fraudolenta e con lui il suo consulente l'avvocato Giancarlo Tabegna. Il provvedimento è stato eseguito oggi dai militari del nucleo di polizia tributaria di Roma in esecuzione di un'ordinanza emessa emessa dal gip della capitale.

Le indagini di polizia giudiziaria, ha reso noto il comando provinciale della guardia di finanza di Roma, sono state coordinate dal sostituto procuratore Luca Tescaroli.

Secondo gli investigatori, Gaetano (Gai) Mattiolo e l'avvocato Tabegna ''hanno concertato e realizzato diversi atti gestionali, formalmente corretti, con il fine fraudolento di sottrarre dalle casse aziendali della Gai Mattiolo spa'', sublicenziataria della griffe, ''i proventi derivanti dallo sfruttamento del marchio prima dell' ammissione della societa' alla procedura di concordato preventivo''. Le indagini della guardia di finanza sono ancora in corso.

Censis: per crisi meta' famiglie a rischio default

ANSA.it, http://www.ansa.it, 05/12/2008

ROMA - La crisi finanziaria mette "potenzialmente in pericolo" una famiglia italiana su due: sono quasi 12 milioni, il 48,8% del totale, le famiglie che "denunciano un concreto rischio di default". E' quanto emerge dal 42/o Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, che evidenzia anche come sette italiani su dieci pensi che "il terremoto nei mercati possa ripercuotersi direttamente sulla propria vita". A determinare il rischio concorrono "investimenti in prodotti rischiosi", mutui, credito al consumo e assenza di risparmio accumulato.

Tra le famiglie "potenzialmente in pericolo, che denunciano un concreto rischio di default", il Censis indica prima di tutto i 2,8 milioni di famiglie (pari all'11,8% del totale) che hanno investimenti in prodotti rischiosi, come azioni o quote di Fondi comuni: di queste, 1,7 milioni (circa il 7,1% delle famiglie italiane) vi hanno collocato più della metà dei propri risparmi. Ci sono poi i quasi 2 milioni di famiglie (l'8,2% del totale) impegnate nel pagamento del mutuo dell'abitazione in cui vivono: di queste, sono quasi 250 mila (l'1%) quelle che dichiarano di non riuscire a rispettare le scadenze di pagamento o che hanno avuto molte difficoltà nel pagare le rate.

Vanno poi aggiunti i 3,1 milioni di famiglie (il 12,8%) che risultano indebitate per l'acquisto di beni al consumo: di queste, 971 mila (il 4% del totale) hanno un debito superiore al 30% del reddito annuo famigliare. Infine 3 milioni e 873 mila famiglie (il 16% del totale) non posseggono un risparmio accumulato in alcuna forma e "potrebbero trovarsi - afferma il Censis - nella condizione di non saper fronteggiare eventuali spese impreviste o forti rincari di beni di primaria necessità".

Il Censis evidenzia anche la preoccupazione delle famiglie di fronte alla crisi: interpellati ad ottobre 2008, il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto in corso possa avere delle ripercussioni dirette sulla propria vita, mentre solo il 28,3% dichiara di poterne uscire indenne: "una sensazione che colpisce trasversalmente" giovani e anziani, uomini e donne, al nord come al sud, secondo il Censis, "ma che risulta più profondamente avvertita da quei segmenti già duramente messi alla prova in questi ultimi anni come le famiglie a basso reddito e con figli" (è preoccupato l'81,3% delle famiglie con livello economico basso, contro il 66,2% delle famiglie con livello medio).

PER CRISI E' 'PANICO GENERALIZZATO'

Dopo le paure il panico. E' quello che provano gli italiani con l'arrivo della crisi finanziaria internazionale. Il timore, generalizzato, e' quello di perdere il proprio tenore di vita. Questo allarme si affianca alle paure gia' note: per gli immigrati e i rom, per le rapine, per gli incidenti stradali causati da droghe e alcol, per il precariato. Insomma, e' stato ''l'anno della paura'', rileva il Censis che oggi ha presentato il Rapporto 2008 sulla situazione sociale del paese, alla sua 42/a edizione. Alla crisi (paura che e' ''strumentalizzate'' dalla politica e dai media) gli italiani ci credono e non ci credono; comunque sia, il paese e' stato ''segnato''.

La societa' italiana mostra ancora di non avere una ''consapevolezza collettiva'' e di possedere una fragilita' sociale (il primato e' per le emozioni): a conferma del fatto che ''restiamo una societa' 'mucillagine'''. Comunque si veda la crisi, il Censis pensa che essa abbia il merito di aver creato un ''salutare allarme collettivo'' dove e' vietato adagiarsi e rimuovere: si apre un periodo di adattamento, una sfida, che puo' innovare la societa' italiana: ''l'allarme e la paura non devono incuterci terrore per l'imponderabile futuro, non basta pero' una reazione puramente adattativa, dobbiamo fare un passo in piu'''.

La speranza? E' nella ''seconda metamorfosi'', dopo quella degli anni fra il '45 e il '75, e verso la quale - rileva il Censis - l'Italia ''e' gia' silenziosamente in marcia''. Si prevede un adattamento innovativo (exaptation, per usare un termine mutuato dalla biologia), ossia non automatico, che godra' sia dei vecchi processi sia di nuovi elementi; tra questi, la presenza degli immigrati, una nuova gestione dei consumi e dei comportamenti, la crescita di nuove competizioni sul territorio (come le mega citta').

Sabato 6 Dicembre 2008

Sit in in Vaticano sulla depenalizzazione dell'omosessualità

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/12/2008

Oggi a Roma in Piazza Pio XII, al confine tra ll Repubblica Italiana e lo Stato della Città del Vaticano è in corso fiaccolata sit-in "sulla grave posizione decisa dal Vaticano che, non firmando il documento che la Francia ha proposto all'Onu per chiedere la depenalizzazione dell'omosessualita', di fatto, sostiene gli oltre 80 paesi del mondo che perseguitano gli omosessuali" (in 9 di questi è prevista la pena di morte).

Una manifestazione, per ricordare tutti gli omosessuali che ancora, in 80 paesi del mondo, vengono uccisi, torturati, imprigionati. Una manifestazione che avviene a pochi giorni dal 60esimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo che si celebra il 10 dicembre.

In prima fila c'é Vladimir Luxuria, con il cappio al collo, a simboleggiare la solidarietà verso quelle persone che, a causa del proprio orientamento sessuale, vengono uccise.

La manifestazione, è promossa dalle associazioni Certi Diritti, Arcigay e Arcilesbica, hanno aderito Radicali Italiani, le associazioni lgbt Mario Mieli, DjGayProject, GayLib, Libellula, Rosa Arcobaleno, oltre alle Associazioni Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino. In piazza anche personalità politiche, della società civile e del movimento

Sono state impiccate circa 5.000 persone per reati di opinione o per i loro orientamenti. E' scandaloso - ha aggiunto Luxuria - che proprio il Vaticano, pronto a difendere la vita nel caso dell'embrione e dell'eutanasia, dall'altro non firmi un documento che salvaguarda la vita ad altri esseri umani. Chiediamo alla Santa Sede - ha quindi affermato Luxuria - che faccia venir meno la sua accecante omofobia.

La posizione del Vaticano

Monsignor Migliore, intervenuto qualche giorno fa, aveva bocciato il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell'Unione europea all'Onu per la depenalizzazione

universale dell'omosessualita'. "Tutto cio' che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale", aveva detto. "Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - aveva aggiunto - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni".

Alessio II sospetto informatore del Kgb. Compromessi da vescovo nella Russia sovietica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/12/2008

Mentre prosegue l'omaggio dei russi alla salma di Alessio II nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca, continuano a rincorrersi gli interrogativi sul passato del patriarca di tutte le Russie come sospetto informatore del Kgb.

Secondo alcuni esperti, il capo della chiesa ortodossa sarebbe stato un assiduo informatore della polizia politica del regime sovietico, reclutato nel 1958 con il nome di "Drozdov".

Quello di Alessio II sarebbe stato un destino comune a quasi tutti i vescovi russi nell'era sovietica, secondo quanto affermato da padre Gleb Iakunin, dissidente e difensore dei

diritti dell'uomo, che ha studiato gli archivi del Kgb negli anni '90. "Erano tutti informatori. Ma Alessio si distingueva particolarmente. Era molto attivo nell'esercizio di questa professione", ha affermato. E molti di questi vescovi parteciperanno, adesso, all'elezione del successore di Alessio II, morto ieri all'età di 79 anni.

La prova più convincente della collaborazione di Alessio II con il Kgb sarebbe un documento scoperto in Estonia negli anni '90 dallo storico Indrek Jurjo, direttore delle pubblicazioni degli

archivi di stato. "E' la descrizione dell'assunzione dell'agente Drozdov. Il suo vero nome non è indicato, ma tutto corrisponde alla biografia del patriarca Alessio II, tra cui l'anno della sua

nascita", ha dichiarato Jurjo. "Il Kgb non ha esercitato forti pressioni su di lui. Non ci sono documenti compromettenti. Gli hanno appena offerto la possibilità di fare carriera e se avesse

opposto un rifiuto sarebbe probabilmente rimasto un sacerdote ordinario", ha commentato ancora Jurjo.

Alessio non ha mai ammesso di essere stato un informatore del Kgb e la Chiesa ortodossa ha smentito tutte le accuse di infiltrazione nella polizia politica sovietica anche dopo la

pubblicazione di alcuni articoli a tal proposito negli anni '90. Il patriarca ha tuttavia chiesto "perdono" per le azioni compiute dai vertici della chiesa, in un'intervista concessa al quotidiano

russo Izvestia nel 1991. Spiegando come, da vescovo in Estonia, aveva ottenuto che nessuna chiesa locale venisse chiusa, aveva ammesso: "Difendendo una cosa, è necessario cedere su un'altra. Chiedo perdono, comprensione e preghiere a coloro i quali hanno ricevuto danno da compromessi, silenzio, passività forzata o espressioni di onestà tollerate dai vertici della Chiesa".

Secondo Oleg Kalouguin, ex generale del Kgb e autore di alcuni libri sui servizi segreti sovietici, Alessio II avrebbe ritenuto opportuno collaborare per salvare la chiesa ortodossa. L'ex

ufficiale ha raccontato di avere chiesto nel 1991 all'allora vescovo le ragioni della sua scelta. "Che cos'altro avrei potuto fare? Dovevo scegliere tra emigrare, essere ucciso, andare in un

campo di concentramento o collaborare. Ho cooperato per salvare la chiesa e me stesso", avrebbe risposto Alessio II.

D'altra parte, la direttrice dell'Istituto Keston di Oxford, Ksenia Dennen, afferma di non essere affatto stupita dalla collaborazione di Alessio II con il Kgb: non vedo "nulla di straordinario", ha confessato. "Tutto il mondo ne era a conoscenza e quello era l'unico modo che aveva la chiesa per sopravvivere come organizzazione non clandestina".

Calo dei consumi, tredicesime al palo ma in Italia non si rinuncia a telefonini e lotto

Rainews24, http://www.rainews24.it, 06/12/2008

Calo anche ad ottobre per i consumi italiani che registrano cosi' l'ottava flessione consecutiva, chiudendo i primi dieci mesi dell'anno con una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E' quanto emerge dall'indicatore dei Consumi Confcommercio secondo cui ad

ottobre si evidenzia una flessione del 2,1% in termini di quantita' acquistate, con l'auto tra i settori piu' in sofferenza. La voce 'beni e servizi ricreativi' va in controtendenza con con una forte crescita della spesa per giochi e premi.

Tredicesime al palo, o addirittura in leggera flessione sul dicembre 2007, per i lavoratori

dipendenti italiani. Lo afferma un'analisi della Cgia di Mestre, che ha preso che ha fatto i conti in tasca a due categorie tipo: un operaio specializzato, e un impiegato, entrambi occupati nel

settore privato.

Secondo le stime della Cgia, l'operaio nel 2007 ha portato a casa mediamente 1.310 euro netti; quest'anno la tredicesima sara' di 1.307 euro (3 euro in meno) pari ad una contrazione

dello 0,19%. Per l'impiegato, la tredicesima netta incassata l'anno scorso e' stata mediamente di 1.740 euro. In questi giorni lo stesso lavoratore si ritroverà 0,53%. La tredicesima 2008 sarà più leggera - osservano dalla Cgia - a causa dell'aumento dell'inflazione registrato quest'anno che, in assenza della restituzione del fiscal drag, ha rosicchiato qualche euro rispetto all'importo ricevuto l'anno scorso.

Per il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, questo quadro mette a rischio "non solo gli acquisti natalizi ma anche i saldi invernali di gennaio. "Peccato - aggiunge - che nel

pacchetto di misure anti crisi approvato dal Governo non sia stata introdotta l'agognata detassazione della tredicesima. Mai come in questo momento c'è la necessità di lasciare in tasca

più soldi possibili alle famiglie italiane".

Il Csm: trasferimento per i Pg di Salerno e Catanzaro

ANSA.it, http://www.ansa.it, 06/12/2008

ROMA - La prima commissione del Csm all'unanimità ha aperto la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale nei confronti del procuratore di Salerno Luigi Apicella e del procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli. La decisione è stata presa a conclusione delle audizioni dei vertici dei due uffici giudiziari.

Sono emerse "cose sconcertanti": questo il giudizio che - a quanto è stato riferito - avrebbe espresso il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, dopo le audizioni dei vertici degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro.

PM CATANZARO DENUDATI PER PEQUISIZIONI - Avrebbero avuto modalità sconcertanti le perquisizioni ordinate dalla Procura di Salerno nelle abitazioni dei pm di Catanzaro. Alcuni di loro sarebbero stati addirittura denudati, secondo quanto avrebbe riferito al Csm il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli.

ALFANO, BENE CSM, MI ATTIVERO' DOPO ATTI

Apprezzo la tempestività del Csm, spero che con altrettanta tempestività mi inviino le documentazione per i profili di mia competenza. Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, commenta all'ANSA la decisione della prima commissione di Palazzo dei Marescialli di aprire una procedura per i trasferimento d'ufficio nei confronti del procuratore di Salerno Luigi Apicella e del procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli. Il Guardasigilli, titolare dell'azione disciplinare assieme al pg della Cassazione, chiede dunque al Csm di avere le trascrizioni delle audizioni di oggi per decidere su eventuali atti di incolpazione.

PROCURATORE LOMBARDO, COSCIENZA A POSTO

Noi abbiamo la coscienza a posto e speriamo di spegnere l'incendio. Così il Procuratore capo di Catanzaro, Antonio Lombardo.

PROCURATORE APICELLA SI DICE TRANQUILLO

''Quando si ha la coscienza tranquilla si e' sereni''. Cosi' il procuratore di Salerno, Luigi Apicella spiega per la prima volta, tramite l'agenzia ANSA, la decisione di effettuare il sequestro degli atti della vicenda De Magistris alla procura di Catanzaro.

''Non abbiamo violato alcuna norma ne' aperto alcun conflitto con la procura generale di Catanzaro, non contestando la competenza di quell'ufficio a trattare il procedimento 'Why Not'''. Cosi' il procuratore di Salerno, Luigi Apicella spiega le iniziative adottate dal suo ufficio da cui e' scaturita la cosiddetta guerre tra procure. ''Questa procura della Repubblica - ha disposto il sequestro penale del procedimento Why Not al solo fine di acquisire copia di atti in esso contenuti che, secondo elementi gia' in nostro possesso potevano essere rilevanti in ordine a reati contestati ai magistrati che gestivano quel fascicolo processuale''.

''Se la procura generale di Catanzaro riteneva che la nostra richiesta di acquisizione di documenti dell'inchiesta Why Not era illegittima avrebbe dovuto fare ricorso al Tribunale del Riesame''. Risponde con voce pacata, dietro la scrivana del suo studio al terzo piano del Palazzo di Giustizia di Salerno il procuratore Apicella alle domande dell'ANSA e in particolare replica cosi' all'affermazione del procuratore generale di Catanzaro che aveva bollato come eversiva la richiesta di sequestro degli atti della procura salernitana. Sulla sua scrivania il procuratore ha appena di finito di limare il comunicato stampa, in cui ha precisato le motivazioni del suo ufficio.

''Appare opportuno ricordare - scrive il procuratore nella nota - che il nostro sistema processuale penale in conformita' dell'articolo 111 della Costituzione, nel caso di provvedimenti ritenuti illegittimi, garantisce i diritti dei cittadini indagati anche se magistrati con l'impugnazione nelle sedi giudiziarie competenti''. Sedi giudiziarie che il procuratore poi precisa essere ''il tribunale del riesame''.

Domenica 7 Dicembre 2008

L'inquinamento riduce la virilità di uomini e animali

Rainews24, http://www.rainews24.it, 07/12/2008

L'inquinamento da sostanze chimiche colpisce soprattutto i maschi delle specie animali, riducendo la loro fertilità e la loro viriltà, rimpicciolendo i loro organi sessuali e aumentando i casi di ermafroditismo (la presenza di organi sessuali di entrambi i sessi).

Lo denuncia una ricerca della ong britannica Chemtrust, che ha esaminato più di 250 studi scientifici da tutto il mondo, come riferisce oggi il quotidiano The Independent.

I maschi delle specie di ciascuna delle classi principali di animali vertebrati (pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) - spiega la ricerca - sono stati colpiti da sostanze chimiche nell'ambiente. La femmilizzazione dei maschi di numerose specie vertebrate è oggi un evento largamente diffuso.

Si va dei pesci dei fiumi britannici che sviluppano uova nei loro testicoli (pare per la presenza di ormoni femminili delle pillole anticoncezionali scaricati nelle fogne) alle rane rospo maschio della Florida, che nelle zone più coltivate (e riempite di pesticidi) diventano ermafrodite nel 40% dei casi.

Sempre in Florida, gli alligatori esposti a pesticidi hanno livelli più bassi di testosterone, testicoli anormali, peni più piccoli e difficoltà riproduttive. Gli storni del sudovest dell'Inghilterra che mangiano vermi contaminati da ormoni femminili delle fogne cantano con una voce più acuta e maggior virtuosismo.

Sintomi di femminilizzazione (presenza di ormoni femminili, organi sessuali maschili rimpiccioliti) sono stati trovati in pesci di tutti i mari del mondo, dal Giappone al Mediterraneo, nelle tartarughe dei Grandi Laghi, fra Usa e Canada (zona ad alta densità industriale), nei gabbiani e nei falchi pellegrini.

Al Polo Nord, sono stati scoperti orsi bianchi ermafroditi. Le lontre e i topi esposti all'inquinamento da policlorobifenili (PCB, al bando, ma ancora diffusi) hanno testicoli e peni

rimpiccioliti. I beluga e le orche canadesi più esposte ai PCB hanno difficoltà a riprodursi.

Le prove della ricerca suonano un campanello d'allarme ha commentato l'endocrinologo dell'Università di Exeter Charles Tyler. "Abbiamo lanciato 100 mila prodotti chimici contro un

sistema ormonale finemente bilanciato - ha aggiunto uno dei maggiori esperti al mondo di sostanze mutagene, il professor Pete Myers -. Non è sorprendente che vediamo gravi risultati".

Il professor Lou Gillette dell'Universita' della Florida commenta che "se vediamo problemi nella vita in natura, possiamo preoccuparci che qualcosa di simile stia avvenendo ad una percentuale dei maschi umani".

The Independent cita a proposito altre ricerche, che rivelano che i figli di madri esposte agli ftalati hanno peni più piccoli e testicoli non discesi, che le comunità più inquinate da sostanze mutagene (fra le quali l'Italia) generano più femmine che maschi e che perfino la produzione di sperma in venti paesi è crollata in 50 anni da 150 milioni di millilitri a 60.

Gaza isolata, polizia Israele sequestra aiuti

ANSA.it, http://www.ansa.it, 07/12/2008

TEL AVIV - La polizia israeliana ha sequestrato oggi nel porto di Jaffa (Tel Aviv) una imbarcazione diretta a Gaza con sette tonnellate di aiuti umanitari per la popolazione palestinese, fra cui viveri, medicinali e giocattoli. A bordo della imbarcazione dovevano salire diversi deputati arabi israeliani che speravano di poter esprimere così la propria solidarietà con gli abitanti della Striscia, i cui valichi restano chiusi da oltre un mese. La polizia ha spiegato di essere stata costretta ad impedire la navigazione perché la legge vieta a cittadini israeliani di entrare a Gaza, in quanto area "ostile". I deputati cercano intanto di intraprendere una azione legale che consenta loro di inoltrare egualmente gli aiuti raccolti. Nei giorni scorsi la marina militare israeliana aveva impedito anche ad una nave libica carica di aiuti di raggiungere la striscia di Gaza. Nel frattempo ai margini della striscia di Gaza resta elevata la tensione militare. Dalla Striscia sono stati sparati oggi verso il Neghev un razzo e diversi colpi di mortaio che non hanno provocato vittime. Nel Sud della Striscia due miliziani palestinesi sono stati feriti da una cannonata. Il vicepremier Shaul Mofaz (Kadima) ha dichiarato che i continui lanci di razzi palestinesi su Israele (oltre 200 in un mese) non possono restare senza una adeguata riposta militare. In prospettiva, ha aggiunto, Israele dovrebbe cercare di abbattere il regime di Hamas a Gaza.

Pd: Berlusconi, c'e' assolutamente una questione morale

ANSA.it, http://www.ansa.it, 07/12/2008

PESCARA - "E' innegabile che ci sia, e c'é assolutamente", una questione morale all'interno del Pd. Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, arrivando a Pescara per una passeggiata in città a sostegno del candidato Pdl alla presidenza della regione Gianni Chiodi.

LA SINISTRA NON HA L'ESCLUSIVA DELL'ETICA - Siamo alla vigilia di una nuova tangentopoli? "Non amo questo nome, non lo amo proprio e spero non sarà così - risponde il premier - certamente la sinistra italiana sbagliava quando pretendeva di avere l'esclusiva dell'etica. Non ce l'ha e non l'ha mai avuta".

DOMENICI? MI SAREI DOVUTO INCATENARE TUTTI GIORNI - I giornalisti hanno chiesto al premier di commentare la notizia del sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, incatenato a Roma davanti alla sede di Repubblica. "Cosa volete che vi dica. E allora io chissà per quanto tempo mi sarei dovuto incatenare. Avrei dovuto farlo tutti i giorni", risponde il Premier.

SCENDE DALLA SCALA E FA JOGGING - Il premier, dopo essere salito su una scala in piazza Salotto in mezzo alla folla, per eludere i fan ha cominciato a correre in giacca blu e seguito da telecamere, fotografi e giornalisti, lungo corso Umberto quasi fino a piazza Sacro Cuore, nella grande sorpresa di tutti.

COMPRARE ITALIANO? COMPRARE EUROPEO! - "Comprare italiano? comprare europeo. Perché non è soltanto dai cittadini italiani che dipende l'estensione e la profondità della crisi, ma è dai cittadini di tutta Europa". E' l'invito rivolto da Silvio Berlusconi, rispondendo a Pescara alle domande dei giornalisti. "Prendiamo per esempio la Germania, Paese verso cui esportiamo massimamente; se i cittadini tedeschi diminuiscono l'acquisto dei nostri prodotti - ha aggiunto il presidente del Consiglio - questo è negativo anche per le nostre aziende".

CONTRARIO A CENTRO OLI ENI IN ABRUZZO - "Sull'iniziativa del Centro Oli Eni io sono negativo". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ai giornalisti che gli chiedevano la posizione del Pdl sulla realizzazione dell'impianto per il trattamento degli idrocarburi a Ortona (Chieti). "Ne ho parlato anche con il nostro candidato presidente, Gianni Chiodi - ha aggiunto il capo del Governo -. Noi siamo assolutamente negativi".

PD: VELTRONI,NESSUNA INDULGENZA. NO LEZIONI DA BERLUSCONI

di Chiara Scalise

Il partito democratico può uscire dalle sabbie mobili delle inchieste giudiziarie solo se saprà resistere alla "tentazione di difendere l'indifendibile": il segretario dei Democratici Walter Veltroni, con una lettera al Corsera, assicura infatti che non vi sarà spazio per "l'indulgenza" nei confronti di chi ha sbagliato. Riconoscere che una 'questione morale' vi sia, seppure circoscritta ad alcuni casi locali, non vuol dire, spiegano però i big del partito, accettare lezioni da Silvio Berlusconi e dalla sua maggioranza in fatto di etica e affari. Così come, sempre nel Pd, c'é chi non è disposto a accettare quelli che considera 'processi' mediatici.

E il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, finito al centro della bufera, sceglie un gesto eclatante per manifestare la propria rabbia e al contempo affermare la propria innocenza: decide di incatenarsi davanti alla redazione romana di Repubblica. Un gesto pensato e organizzato in totale autonomia: Domenici arriva a Roma di buon mattino e passa quasi due ore ammanettato a una catena attorcigliata a un palo e chiusa con un lucchetto. La ragione di una scelta così estrema? Attirare l'attenzione per un'informazione corretta. Insomma, sottolinea, niente lotta ai magistrati. Nonostante questa cautela, la reazione dei colleghi di partito non è delle più calorose. Anche se poi, complice il 'caso, a sbloccare l'impasse è comunque il segretario Veltroni.

Due diverse telefonate, la prima per interposta persona, e poi una a tu per tu, servono per ribadire il sostegno del segretario, ma anche a invitare il sindaco a sciogliere il presidio. L'onorabilità lesa, il fango gettato addosso - avrebbe detto Veltroni - si capisce facciano male. Però è ora di tornare a casa. Poi nella seconda telefonata, a catene ormai sciolte, sarebbe stato ribadito l'invito a non mollare, a andare avanti nell'impegno politico di sempre. Gesto a effetto da parte del sindaco di Firenze, reazione altrettanto dura da parte del Pdl. "Speriamo - afferma il coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini - che il sindaco perda la chiave del lucchetto con cui si è incatenato". Quella di Leonardo Domenici "é la reazione di una persona per bene e che oggi si sente colpita nella sua dignità e da questo punto di vista - dice il portavoce del Pd Andrea Orlando - comprendiamo e interpretiamo il suo gesto".

Questione morale dunque ancora in primo piano. In attesa della direzione del 19 dicembre, i Democratici cercano quindi di resistere. La situazione è di quelle davvero scivolose, con la maggioranza e il governo che evocano una 'nuova tangentopoli'. "La questione morale nel Pd c'é, è innegabile", dice il presidente del Consiglio. Parole che fanno scattare la difesa dei big del partito: "Il Cavaliere dovrebbe fare un grande esame di coscienza - replica il numero uno dei senatori del Pd Anna Finocchiaro - prima di parlare di questione morale per gli altri partiti". Berlusconi, è la stoccata del vice segretario del Pd Dario Franceschini, "provi a ripetere la stessa frase davanti allo specchio e vedrà che non ci riuscirà neppure lui per la vergogna". Franceschini, è la controreplica del presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, "riscopre un giustizialismo da quattro soldi per insultare Berlusconi, ma non capisce che cavalcando questa tematica si dà la zappa sui piedi".