DEI RICCHI

2008 - Ottobre - Settimana 4

Indice dei giorni


22/10/2008 * 23/10/2008 * 24/10/2008 * 25/10/2008 * 26/10/2008 * 27/10/2008 * 28/10/2008 *

Mercoledì 22 Ottobre 2008

Universita': Berlusconi, useremo la polizia. scoppia la bagarre

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/10/2008

di Tiziana Caroselli

ROMA - Il dipartimento di Fisica de La Sapienza sbarrato con i lucchetti; un lungo corteo funebre (come salma, ovviamente, l'università pubblica) con tanto di ceri, fiori e scialli neri inscenato dagli universitari a Bari; assemblea di studenti universitari e medi all'Orientale di Napoli per la quale è stata decisa l'occupazione; ancora occupazioni delle facoltà umanistiche a Torino... e tante, tante altre iniziative di protesta in tutta Italia, dalle scuole elementari all'università.

La rivolta contro i tagli dei finanziamenti agli atenei e contro la riforma Gelmini che ripristina il maestro unico continua. Continua anche mentre a Palazzo Chigi il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sfoderano il pugno duro: non arretreremo di un millimetro, andremo avanti nella direzione lungamente meditata, non permetteremo che pochi contestatori - perché sono pochi, assicura Berlusconi, e dietro di loro, incalza il ministro Gelmini, c'é la regia della sinistra e dei centri sociali - tengano in ostaggio i tanti, tantissimi che vogliono studiare. E ancora, non solo non saranno permesse occupazioni (che siano di università o di licei) ma i contestatori stiano attenti perché le forze dell'ordine sono pronte a intervenire. E proprio domani al Viminale è stata convocata una riunione tecnica di analisi, monitoraggio e valutazione delle proteste, "per garantire i diritti di tutti".

Insomma, chi si aspettava che le manifestazioni di questi giorni potessero indurre il Governo a qualche ripensamento si è sbagliato di grosso. "L'ordine deve essere garantito. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule" ha spiegato Berlusconi. Quanto ai contenuti delle proteste, secondo premier e ministro, sono infondati: la tenuta del tempo pieno è garantita - assicurano entrambi e rispondono con i numeri a chi lo mette in dubbio: in 5 anni avremo quasi 6.000 classi in più con il tempo pieno e sarà un tempo pieno "di qualità". Il maestro unico poi ("meglio chiamarlo prevalente" dice con tono di scherzoso rimprovero Berlusconi a Mariastella Gelmini) in classe non sarà solo: lo affiancheranno gli insegnanti di lingua straniera, di religione e di informatica.

Sul fronte degli atenei, il ministro dell'Istruzione insiste nel pensare che i manifestanti abbiano le idee confuse visto che - sostiene - "contestano un decreto che parla di scuola e non di università". Loro però, quelli che sono scesi in piazza, puntano l'indice su altro: il taglio delle risorse, l'ipotesi di trasformare le università in fondazioni, il blocco del turn over. E sull'università il ministro Gelmini attacca: "dal mondo universitario, professori e rettori - dice - mi sarei aspettata un po' più di autocritica per come è stata gestita l'università e per come è stata ridotta. Non c'é trasparenza nei bilanci. E per questo ho già avviato controlli in 5 atenei, guarda caso quelli dove le occupazioni sono più forti".

Parole dure, forti, mitigate soltanto dalla rinnovata disponibilità al confronto: lo abbiamo fatto prima di varare i provvedimenti, siamo pronti a farlo ora, ma - dice il ministro - stop alle strumentalizzazioni. Un'apertura al dialogo che però non smorza l'indignazione di sindacati ("Il governo - ha detto il segretario generale della Cgil Epifani - non può ricorrere alle minacce"), dei leader dei no global ("Berlusconi? un piccolo Putin in salsa nostrana" ha commentato Casarini) e naturalmente dell'opposizione che anche in aula, al Senato, durante il dibattito sul decreto Gelmini, ha parlato di "deriva autoritaria". Reagiscono gli studenti, messi sul banco degli imputati: "l' intimidazione non servirà a fermare la nostra lotta" assicura l'Unione degli studenti e aggiunge che "le azioni che mettiamo in atto non sono semplici provocazioni, ma sono strutturate in modo da essere costruttive, con lezioni autogestite, momenti di didattica alternativa, discussioni approfondite con esperti".

I rettori invitano il Governo a non assumere "atteggiamenti muscolari nei confronti dell'Università". "Dia invece segnali di disponibilità al dialogo per andare tutti insieme a parlare di cose concrete che possono ricondurre le ragioni della protesta a un ragionamento" esorta il rettore di Padova, Vincenzo Milanesi, che proprio ieri con i colleghi degli atenei che aderiscono all'Associazione Aquis ha presentato un documento sulla situazione drammatica dell'Università italiana alla luce dei tagli di bilancio. E in chiusura di giornata arrivano le parole del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che risponde alla lettera consegnatagli ieri dagli studenti de La Sapienza. Ribadisce che sul contestato decreto Gelmini decide il Parlamento, auspica che sui temi dell'istruzione "non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione" e invita tutti, istituzioni e forze sociali, al dialogo.

VELTRONI: PREMIER GARANTISCA UNITA', NON SOFFI SUL FUOCO - Le odierne parole di Berlusconi sulla scuola "sono molto gravi e cariche di conseguenze" mentre un presidente del Consiglio anziché "soffiare sul fuoco" dovrebbe "sforzarsi di garantire l'unità del Paese". Lo ha detto il segretario del Pd, Walter Veltroni, nel corso di una conferenza stampa. Berlusconi, ha detto Veltroni, "radicalizza una situazione fisiologica in democrazia. A tutti é capitato di stare al governo e avere un movimento di contestazione: questo è il sale della democrazia". "Il governo - ha proseguito - si assume la grave responsabilità di trasformare un problema sociale in un problema di ordine pubblico. I professori, gli studenti, i rettori sono un grande problema sociale che come tale va affrontato. Migliaia di persone hanno manifestato pacificamente per dire la loro come sempre è avvenuto nella democrazia. Il problema va affrontato dalla politica". "Mi domando - ha proseguito il segretario del Pd - se è ancora possibile dissentire. E' possibile esprimere una opinione diversa dal governo o no? Organizzare una manifestazione o no? Scrivere sui giornali un'opinione diversa dal governo o no? Se non è così, la cosa si fa seria. In Francia, nei giorni scorsi, c'é stata una gigantesca manifestazione ma non è stata chiamata la polizia. Spero che rimanga ancora la possibilità di dissentire".

BONAIUTI A VELTRONI, BENZINA SUL FUOCO PER LA MANIFESTAZIONE

Chi getta benzina sul fuoco è Veltroni che da giorni continua a saltellare da una tv all'altra, imperversa sulle radio e sui giornali, spunta come un fungo sui siti internet e sempre spara sul governo e su Berlusconi. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. "Tutto questo perché? - si chiede - Solo per portare più gente alla sua manifestazione".

DI PIETRO, PREMIER FOMENTA NUOVA STRATEGIA TENSIONE - "Per come sta affrontando il capitolo della scuola, dalla riforma Gelmini alle violenze contro gli studenti, Berlusconi sta riportando la situazione a come era negli anni '70''. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta così la decisione del presidente del Consiglio di convocare il ministro dell'Interno a Palazzo Chigi "per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine" nelle scuole e nelle università per fermare la protesta. "Berlusconi - aggiunge - in questo modo sta creando le premesse come mandante politico (e di questo dovrà assumersene la responsabilità), per creare in Italia una nuova strategia della tensione".

LA RUSSA, MAESTRO UNICO? SBAGLIATO DOPO LA TERZA - "Penso che dalla terza elementare o dopo la terza sia sbagliato un solo maestro, ma va invece bene per i primi due-tre anni di vita scolastica", quando il bambino ha bisogno, a scuola, di un punto di riferimento principale. E' l'opinione di Ignazio La Russa, ministro della Difesa e padre di un bambino di 6 anni. "Io personalmente sono d'accordo con il maestro unico, l'ho detto quando abbiamo votato in Consiglio dei ministri", dice il ministro ai giornalisti, a margine della sua visita ufficiale negli Usa. "Nei primi 2-3 anni di vita scolastica - dice La Russa - oltre agli altri insegnanti che comunque ci sono (ginnastica, lingue), credo sia importantissimo" avere un punto di riferimento principale. "Mio figlio ha 6 anni e vi assicuro che è molto importante per un bambino di quell'età il rapporto che lo lega principalmente a una persona".

Crisi mutui: Spagna fuori da summit, pressing diplomatico

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/10/2008

di Martino Rigacci

MADRID - Nervi saldi e pressing diplomatico su tutti i fronti: la Spagna non ci sta a rimanere fuori dalla porta del summit G8 allargato sulla crisi finanziaria di metà novembre negli Usa, fatto che a Madrid viene vissuto con grande preoccupazione e che per il premier José Luis Zapatero è ormai quasi una sfida personale. Il governo spagnolo ha oggi accolto con grande soddisfazione le dichiarazioni fatte dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, il quale si è detto "convinto che, tenendo conto del suo peso nell'economia mondiale, la Spagna avrà un posto nel prossimo vertice". Sarkozy si è pertanto impegnato a "difendere la causa della partecipazione spagnola con gli anfitrioni americani del summit". Per la Moncloa, la partita non è quindi del tutto persa. Ieri, era stato proprio Sarkozy a gelare Madrid, quando in un discorso all'Europarlamento il presidente di turno Ue aveva osservato come un eventuale invito di Madrid poteva "creare problemi con la Polonia e con i suoi 38 milioni di abitanti" (la Spagna ha infatti circa la stessa popolazione, e cioé 40 milioni), puntualizzando inoltre di non essere lui a "decidere quali siano i paesi membri del G8". L'esclusione al prossimo 'conclave' dei grandi negli Usa è aggravata dal fatto che insieme ai paesi G8 al vertice con ogni probabilità ci saranno anche Cina, India, Brasile, Sudafrica e Messico, nell'ambito dei paesi del G20: il club dei 'grandi' apre insomma la porta a quelli che per molti versi ormai sono stati ex emergenti (nel caso di Pechino e Delhi, vere potenze), mentre Madrid - ottava economia del mondo - potrebbe rimanere fuori dall'uscio. La ferita brucia ancora di più se si pensa che quello del 'super G' non sarà un summit qualsiasi, ma l'occasione per ridisegnare il capitalismo dei prossimi anni. A confermare che il 'dossier G8' è ormai tra le priorità della politica estera di Madrid c'é d'altra parte l'annuncio che Zapatero parteciperà al vertice Ue-Asem questo fine settimana a Pechino, al posto della vice premier Maria Teresa Fernandez de la Vega: l'obiettivo è proprio quello di ottenere il sostegno degli altri leader europei. Di certo c'é per ora che Zapatero conta sull'appoggio del premier britannico, Gordon Brown, oltre alla chiara apertura annunciata oggi da Sarkozy. La questione dell'ingresso del Paese nel G8 (ma anche in altri organismi e 'club' internazionali) è un problema con il quale, in realtà, la nuova super-Spagna di questi anni, rampante in economia e stabile politicamente, si confronta da tempo. Ieri, Zapatero ha riconosciuto che formati come quelli del G8 sono in realtà difficili da cambiare, aggiungendo subito dopo che quando lui è arrivato al governo il problema era già sul tavolo: un chiaro riferimento ai suoi predecessori, in particolare José Maria Aznar. L'attuale leader del Partido Popular, Mariano Rajoy, ha subito risposto, sottolineando che è inutile guardare al passato: "la Spagna è una delle principali potenze" del mondo e il vero problema, ha detto lanciando una frecciata a Zapatero, è quello di "sapersi conquistare il rispetto" a livello internazionale.

Europa brucia 270 mld, vertice 15/11 negli Usa

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/10/2008

MILANO -Nuovo crollo delle Borse di tutto il mondo, euro ai minimi da 20 mesi sul dollaro e petrolio in brusca frenata. Lo spettro della recessione torna ad agitare i mercati, pronti ora a calcolare e ricalcolare l'impatto della difficile congiuntura economica atteso anche sugli utili aziendali, con massicce vendite sull'azionario. A fine giornata, dopo un tonfo del 6,79% a Tokyo nel mattino, i listini europei hanno mandato in fumo altri 270 miliardi di euro di capitalizzazione, Wall Street viaggia con perdite vicine ai tre punti percentuali e l'Argentina è travolta da una crisi finanziaria che rievoca lo spettro del default di sette anni fa.

A rimarcare la gravità della situazione è intervenuto oggi, tra gli altri, il governatore della Banca d'Inghilterra, Mervyn King, sottolineando che il Paese probabilmente già si trova in recessione. Per l'agenzia di valutazione Standard & Poor's anche Eurolandia si trova in tali condizioni, visto che tutti i segnali parlano di una contrazione economica dei Quindici che dal secondo trimestre si è trascinata anche nel terzo. L'euro é sceso fino a 1,2743 dollari, toccando nuovi minimi dall'aprile 2004, sulle attese che la Banca centrale europea taglierà i tassi per reagire alla frenata dell'economia.

Sulla Borsa di Madrid (-8,16%) il contraccolpo è stato poi amplificato dalla crisi della Borsa argentina, dopo che il presidente Cristina Fernandez de Kirchner ha annunciato un progetto di legge per nazionalizzare il sistema dei fondi pensione privati innescando già ieri un crollo della Borsa superiore al 10,99% (attorno alle 19 cede il 16,3%) e apprensioni per un possibile nuovo default del Paese. A livello delle singole aziende quotate, la situazione di incertezza nel Regno Unito ha innescato vendite soprattutto sui bancari, con Royal Bank of Scotland in calo dell'11%, Barclays del 6% e Prudential del 4,7%. Giù del 9% Bhp Billiton, dopo che il colosso minerario ha parlato di persistenti incertezze attese in Cina sulla scia del rallentamento dell'economia globale. Lo scenario cupo, amplificato dalla stretta generale sul credito, si sta tra l'altro traducendo in un'apprensione crescente per la tenuta delle grandi aziende europee. Crescono a nuovi record, infatti, i credit default swap, gli strumenti cioé a copertura del rischio insolvenza delle grandi emissioni aziendali. Secondo i dati rilevati da JpMorgan Chase i contratti sul Markit iTraxx Crossover Index delle 50 società a maggior rischio per i bond ad alto rendimento hanno guadagnato 20 punti base a quota 790, dopo aver aperto ai livelli record i 795.

Anche Wall Street ha fatto i conti con la prospettiva di una dura recessione, che sta mandando a picco soprattutto le quotazioni delle materie prime e con il petrolio sceso a 67,5 dollari. Hanno perso così terreno titoli come Exxon Mobil (-3,48 dollari a 68,02) o ConocoPhillips (-7,7% a 49,79 dollari), nonostante un utile trimestrale al al di sopra delle attese degli analisti. Freeport-McMoRan ha ceduto invece il 9,9% anch'essa sul calo delle commodity. Fra i tecnologici, vistoso il ribasso di SanDisk, che rotola, -4,33 dollari a 10,43. Il colosso sudcoreano Samsung ha infatti ritirato l'offerta da 26 dollari per azione sul conto del maggiore produttore di memory card utilizzate nelle camere digitali. Ed è crollato anche l'assicuratore sanitario Coventry Health (-13,04 dollari a 15,46) dopo un utile trimestrale fortemente inferiore alle attese degli analisti.

Nella tabella l'andamento degli indici di riferimento dei listini mondiali: - Dow Jones -4,05% (in corso) - S&P 500 -4,72% (in corso) - Nasdaq -3,64% /(in corso) - Brasile -5,58% (attorno alle 19) - Argentina -16,34% (attorno alle 19) - Londra -4,46% - Parigi -5,105 - Francoforte -4,46% - Milano -3,57% - Madrid -8,16% - Amsterdam -5,30% - Stoccolma -3,69% - Zurigo -4,20% - Mosca -7,17% - Tokyo -6,79% - Hong Kong -5,15% - Sydney -3,40%.

VERTICE IL 15 NOVEMBRE A WASHINGTON

La Casa Bianca ha annunciato ufficialmente che un summit del G-20 sarà tenuto a Washington il 15 novembre per discutere la crisi economica.

FED AUMENTA LA REMUNERAZIONE DEPOSITI BANCHE

La Federal Reserve ha deciso oggi di aumentare la remunerazione della liquidità in eccesso che le banche depositano presso le sue casse. La Banca centrale americana ha alzato il tasso di interesse che paga sui depositi portandolo a 0,35 punti percentuali al di sotto del tasso sui Fed Funds, attualmente all'1,5%. In precedenza il tasso applicato era 0,75 punti percentuali al di sotto di quello di riferimento. Il provvedimento - preso per avvicinare i tassi di mercato al tasso target dell'1,5% - entrerà in vigore da domani, si legge in un comunicato della Fed, che questo mese ha iniziato a pagare gli interessi dopo il via libera del Congresso Usa al piano di salvataggio del sistema finanziario.

S&P, EUROPA IN RECESSIONE, GELATA TERZO TRIMESTRE+0,5%

Eurolandia "sembra essere in recessione" e i segnali indicano che la contrazione economica dei Quindici nel secondo trimestre "si è trascinata anche nel terzo". A dirlo è Standard & Poor's, i cui analisti Jean-Michel Six e Armelle Sens puntano l'indice sulla discesa degli investimenti da parte delle imprese, e rimproverano alla Banca centrale europea di essersi mossa con ritardo tagliando i tassi lo scorso ottobre. Si aspettano per Eurolandia un 2008 in crescita dell'1,5%, in decisa frenata l'anno prossimo ad appena lo 0,5%. Notando la flessione del prodotto interno lordo di Francia, Germania e Italia nel secondo trimestre, S&P nota - guardando ai successivi tre mesi - che "la produzione industriale misurata da Eurostat è scesa del 2,4% in Germania, del 2,8% in Francia e del 3,1% in Italia", mentre anche in gran Bretagna i dati "indicano decisamente che la crescita è divenuta negativa nel terzo trimestre". Le previsioni di S&P, per l'Italia, indicano una crescita dello 0,1% quest'anno, che diventa crescita zero nel 2009. Mentre Germania e Francia dovrebbero restare in crescita (rispettivamente +1,7% e +0,5% per la prima e +0,9% e +0,5% per la seconda), secondo l'agenzia di rating i fanalini di coda della crescita saranno la Spagna (che dall'1,3% di crescita quest'anno passerà ad un -0,2% nel 2009), la Gran Bretagna (da +1% a -0,2%) e l'Irlanda (in contrazione economica dello 0,5% sia nel 2008 che nel 2009). A evitare una crescita negativa nel 2008 saranno dunque Francia e Germania: per quest'ultima S&P ha previsioni più rosee rispetto agli istituti tedeschi di ricerca economica (che in media prevedono una crescita dello 0,2% nel 2009). "Continuiamo a credere che la forza dei fondamentali economici della Germania contribuirà alla tenuta della sua attività", con un indebitamento medio delle aziende non finanziarie (61% del Pil) ben al di sotto della media europea (88% nel primo trimestre 2008), che renderà meno dolorosa la riduzione dell'indebitamento delle aziende tedesche.

Pena di morte in Texas, la prima di 10 esecuzioni in un mese

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/10/2008

WASHINGTON - Un uomo di 29 anni, Joseph Ray Ries, è stato giustiziato in serata con una iniezione letale in un penitenziario del Texas. Si tratta della prima di dieci esecuzioni capitali programmate nei prossimi trenta giorni nello stato. Ries era stato condannato per l'omicidio di un uomo di 64 anni. La concentrazione di esecuzioni in un mese è "eccezionale anche per il Texas", ha commentato il presidente della coalizione texana per la pena di morte, Rick Halperin.

Presto su bus di Londra poster ateo: 'Dio probabilmente non esiste, goditi la vita'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 22/10/2008

In genere pubblicizzano film in uscita o l'ultimo profumo di Armani, ma ora sugli autobus di Londra campeggieranno poster con la scritta: "Dio probabilmente non esiste, quindi smettila di preoccuparti e goditi la vita". La campagna, naturalmente ad opera di associazioni atee, ha ricevuto offerte record per un totale di 113mila dollari, superando di ben sette volte gli obiettivi prefissati.

Tra i donatori vip c'è il professore di biologia della Oxford University Richard Dawkins che ha donato novemila dollari. La British Humanist Association, che gestisce i fondi, ha spiegato che l'iniziativa - che dovrebbe durare per tutto il mese di gennaio - ha ricevuto un tale successo che potrebbe estendersi anche a Manchester e Edimburgo.

A capo della campagna è la sceneggiatrice inglese Ariane Sherine, che ha spiegato di aver pensato all'iniziativa dopo aver visitato un sito cristiano in cui si spiegava che i non credenti finiranno all'inferno. "Ho pensato che sarebbe stato positivo presentare un messaggio incoraggiante, per gli atei questa è l'unica vita che abbiamo e dovremmo godercela non vivere del terrore".

La campagna è anche una risposta a quello che gli atei definisco un trattamento preferenziale dato alla religione nella società britannica.

Contro la Gelmini ora si muovono gli universitari. Sacconi: 'Presuntuosi'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 22/10/2008

Proseguono anche oggi le iniziative di protesta degli studenti universitari contro la riforma Gelmini ed i tagli agli atenei previsti dalla legge finanziaria. Ricercatori, dottorandi e studenti

di Lettere a filosofia dell'Universita' di Palermo chiedono al Consiglio di facolta' il blocco dell'attivita' didattica fino al 31 ottobre, quando è prevista la discussione del decreto legge

137 in Senato "a sostengno delle ragioni della mobilitazione in corso in tutta Italia".

A Catania si segnala una manifestazione di dissenso degli studenti nella Facolta' di Lingue, organizzata dall'Udu-Catania. A L'Aquila assemblea con la partecipazione degli studenti di Scienze, Medicina, Psicologia, Biotecnologie, Scienze Motorie.

A Perugia assemblea nella Facoltà di Lettere, dove e' previsto un consiglio di Facoltà aperto a tutti gli studenti. Anche a Teramo e a Macerata gli studenti parteciperanno ad assemblee organizzate dall'Udu-Teramo e dalla Officina Universitaria per esprimere contrarietà alla legge finanziaria. Mobilitazioni, infine, sono previste anche a Napoli, a Roma, a Firenze, a Bologna.

Per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, intervistato a VivaVoce su Radio24, le proteste sono dettate dal "pregiudizio: "si tratta di minoranze politicizzate, con giovani presuntuosi che talora guidano queste manifestazioni. Presuntuosi perché presumono di avere capito tutto. Sono politicizzati: peccato però che non facciano il loro interesse e quello della loro generazione, che dovrebbe essere quello di contestare una scuola e un'università molto autoreferenziali, rese cosi' dai loro padri" negli anni Settanta, che vi hanno introdotto "una sorta di nichilismo nella nostra societa"'. Secondo il ministro, inoltre, "non è un caso che le maggiori criticità si trovino nel sistema educativo dove c'è una generazione di docenti cinica e autoreferenziale". Bisognerebbe invece preoccuparsi del fatto, conclude, che "in Italia ci si laurea mediamente a 28 anni, ma non in ingegneria: in scienze della comunicazione".

Scuola, Berlusconi: non permetteremo occupazioni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/10/2008

ROMA - Non permetteremo che vengano occupate scuole università. Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "E' una violenza, convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine".

Sulla scuola troppe cose divorziano con la realtà. Afferma il premier. "La sinistra è contro il decreto Gelmini, che, ricordo, è un decreto e non la riforma della scuola. Tenta di costruire un'opposizione di piazza su un terreno circoscritto, perché come governo siamo inattaccabili su tutta una serie di provvedimenti".

VELTRONI, GOVERNO RITIRI DECRETO - Alle proteste così ampie e diffuse contro la riforma della scuola, il governo dovrebbe "ritirare il decreto Gelmini e le misure con i tagli alla scuola e all'università", dandosi comunque degli "obiettivi di finanza pubblica" che affrontino il problema della diminuzione della spesa. Lo ha detto il segretario del Pd, Walter Veltroni, intervenendo a Radio anch'io.

LA RUSSA, MAESTRO UNICO? SBAGLIATO DOPO LA TERZA - "Penso che dalla terza elementare o dopo la terza sia sbagliato un solo maestro, ma va invece bene per i primi due-tre anni di vita scolastica", quando il bambino ha bisogno, a scuola, di un punto di riferimento principale. E' l'opinione di Ignazio La Russa, ministro della Difesa e padre di un bambino di 6 anni. "Io personalmente sono d'accordo con il maestro unico, l'ho detto quando abbiamo votato in Consiglio dei ministri", dice il ministro ai giornalisti, a margine della sua visita ufficiale negli Usa, conclusasi oggi. "Nei primi 2-3 anni di vita scolastica - dice La Russa - oltre agli altri insegnanti che comunque ci sono (ginnastica, lingue), credo sia importantissimo" avere un punto di riferimento principale. "Mio figlio ha 6 anni e vi assicuro che è molto importante per un bambino di quell'età il rapporto che lo lega principalmente a una persona".

SACCONI, GIOVANI PRESUNTUOSI, MONDO AUTOREFERENZIALE - Le proteste di questi giorni contro il decreto Gelmini sono guidate da "giovani presuntuosi e politicizzati", frutto di una scuola e di una università "autoreferenziali" nate negli anni Settanta. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso di VivaVoce su Radio24. Secondo Sacconi le proteste sono dettate dal "pregiudizio: si tratta di minoranze politicizzate, con giovani presuntuosi che talora guidano queste manifestazioni. Presuntuosi perché presumono di avere capito tutto. Sono politicizzati: peccato però che non facciano il loro interesse e quello della loro generazione, che dovrebbe essere quello di contestare una scuola e un'università molto autoreferenziali, rese così dai loro padri" negli anni Settanta, che vi hanno introdotto "una sorta di nichilismo nella nostra società". Secondo il ministro, inoltre, "non è un caso che le maggiori criticità si trovino nel sistema educativo dove c'é una generazione di docenti cinica e autoreferenziale". Bisognerebbe invece preoccuparsi del fatto, conclude, che "in Italia ci si laurea mediamente a 28 anni, ma non in ingegneria, in scienze della comunicazione".

(di Tiziana Caroselli)

ROMA - La miccia l'ha accesa il Governo - prima con i tagli della Finanziaria poi con il decreto che ripristina il maestro unico alle elementari - e ora il mondo dell'istruzione è una polveriera pronta ad esplodere. Partita in sordina, la protesta - alimentata anche dalla rigidità della maggioranza su alcune questioni e da incursioni a gamba tesa come quella della Lega che ha proposto classi "a parte" per gli studenti immigrati - sta dilagando, dalle elementari alle università. E oggi il livello del contrasto si è alzato: a Milano, in uno scontro tra studenti e forze dell'ordine ci sono scappati feriti e contusi. Insomma, dalle scaramucce si rischia di passare al conflitto vero. Una gatta da pelare non da poco per il ministro Mariastella Gelmini che sapeva, sì, di occupare una poltrona scomoda, ma forse non si aspettava che le sue "riforme" avrebbero sollevato un polverone simile. Forse per questo ora, dopo aver parlato fino a ieri di "frange minoritarie" di contestatori, torna sui suoi passi. In un'intervista a un settimanale assicura che le ragioni della protesta le interessano: "So fare autocritica, mi va bene il confronto anche quando è aspro. Sono una donna determinata, non una panzer ottusa". Oggi a dare man forte al ministro Gelmini è sceso di nuovo in campo il Premier, Silvio Berlusconi, puntando l'indice sulla disinformazione - "é una cosa inaccettabile che si strumentalizzino anche i bambini e che su molti mezzi di informazione si dicano tante falsità, come quelle sul tempo pieno" - e sottolineando come "i problemi si risolvono solo in un modo, nel nostro modo, lavorando tutte le ore, tutti i giorni, tute le settimane. Non è andando in piazza per manifestare contro non si sa che cosa o contro le riforme per ammodernare il Paese che si risolvono i problemi".

La situazione è critica e una delegazione di studenti, incontrando stamani a "La Sapienza" di Roma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha consegnato una lettera in cui chiede al Capo dello Stato di "prendere posizione, affinché il carattere pubblico della formazione non venga definitivamente dismesso". Il presidente, pur assicurando che l'università "é una priorità del Paese", ha ribadito che la sua funzione "non è politica", promettendo di rispondere ai ragazzi, secondo quanto riferito dal rettore Frati, "con la sua responsabilità morale, nei modi consentiti". Intanto, però, la protesta continua: un centinaio di studenti ha fatto irruzione nel rettorato dell'università di Bologna e poi ha occupato simbolicamente il primo binario della stazione; oltre 40 mila persone hanno sfilato a Firenze ("la ricerca si fa non si distrugge", "Gelmini sei, sei, sei rimandata"); lezioni a singhiozzo in molte scuole superiori e occupazioni in altre a Trieste; occupati anche molti istituti superiori della Capitale dove da oggi fino a giovedì gli insegnanti del I circolo didattico Pietro Maffi simuleranno il modello Gelmini: maestri unici nelle classi con orario ridotto (8.30-12.30); autogestioni e manifestazione a Napoli e, nel pomeriggio, assemblea permanente nella facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II con all'ordine del giorno il blocco della didattica. Se non bastasse il "no" della piazza, contro le politiche scolastiche del Governo si sono scagliati oggi anche il presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, e il settimanale "Famiglia Cristiana". La prima facendo notare al ministro Gelmini che dal prossimo anno la materia dell'istruzione passa alle Regioni e dunque "il piano brutale di tagli che vanno fino al 2011 andavano concordati con i soggetti interessati". Il secondo attaccando la proposta delle classi-ponte per i bambini immigrati: "la mozione della Lega fa scivolare pericolosamente la scuola verso la segregazione e la discriminazione" scrive il settimanale, per il quale "la fantasia padana non ha più limiti, né pudore".

Giovedì 23 Ottobre 2008

Ministro israeliano: 'Il tentativo di far diventare santo Pio XII è inaccettabile'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 23/10/2008

Rivedere il giudizio storico su papa Pio XII? Per il ministro per gli Affari sociali di Israele Isaac Herzog, nonché responsabile degli Affari della Diaspora, della lotta all'antisemitismo e dei rapporti con le comunità cristiane, non se ne parla.

Durante il periodo dell'Olocausto il Vaticano sapeva molto bene quello che stava accadendo in Europa - ha dichiarato Herzog al quotidiano israeliano Hareetz - e non vi è alcuna prova, per ora, di alcun provvedimento preso dal Papa che, come Santa Sede, avrebbe potuto ordinare. Poi il ministro ha guardato al processo di beatificazione in corso in Vaticano e ha affermato: "Il tentativo di far diventare santo Pio XII è una forma di "sfruttamento dell'oblio" rispetto a quei fatti e testimonia "una assenza di consapevolezza". "Invece di essere coerente con il verso biblico nel quale si afferma 'Tu non permetterai che si versi il sangue del vicino' - ha detto ancora il ministro - il Papa rimase in silenzio e forse fece anche peggio".

Parole durissime pronunciate questa volta non da un esponente di qualche organizzazione ebraica o da un rabbino, ma da un rappresentante del governo in carica di Israele che, peraltro, ha anche per mandato governativo il compito di gestire le relazioni con le comunità cristiane. Le affermazioni di Herzog arrivano dopo settimane di polemiche intorno alla figura di Pio XII e ai ripetuti interventi del Papa e del Segretario di stato vaticano in difesa di Pacelli e del suo operato durante la seconda guerra mondiale.

Venerdì 24 Ottobre 2008

L'Opec corre ai ripari: tagli alla produzione. Ma il petrolio continua a scendere. Giù anche l'euro

Rainews24, http://www.rainews24.it, 24/10/2008

Il prezzo del petrolio scende sotto 65 dollari sui circuiti elettronici. Il greggio con consegna a novembre è scambiato a 64,84 dollari, in calo di 3 dollari. Oggi l'Opec ha deciso di tagliare la

produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili al giorno a partire dal primo novembre.

Dopo l'annuncio dell'Opec un barile di greggio Wti con consegna a dicembre viene ora trattato a 63,82 dollari, in ribasso del 5,9% rispetto alla chiusura di ieri; il Brent con analoga consegna scende invece del 6% a 61,95 dollari. Le quotazioni sono comunque in lieve ripresa dai minimi di giornata (63,07 dollari per il WTi e di 61,08 dollari per il Brent). Secondo gli analisti, il prezzo scende perché l'Opec ha spiegato di non valutare ulteriori tagli oltre a quello annunciato oggi.

Euro in picchiata

La moneta unica scivola sotto quota 1,26 dollari, passando di mano a 1,2593 dollari, dopo essere sceso fino a 1,2583, e tocca i minimi da sei anni nei confronti dello yen a 117,21.

Il ministro Gelmini: convoco gli studenti. Berlusconi: mai detto polizia nelle scuole

Rainews24, http://www.rainews24.it, 24/10/2008

Il ministro dell'Istruzione apre al dialogo con gli studenti e il premier Silvio Berlusconi sostiene da Pechino di non avere mai pensato ad usare le forze dell'ordine per impedire le occupazioni degli atenei e delle scuole.

Ma, gli studenti non mollano, continuando ad organizzare sit-in, cortei, manifestazioni, assemblee e lezioni aperte. Oltre ad altre forme di protesta meno 'convenzionali' come il soft walking e le lezioni nei luoghi della camorra.

E' una Italia costellata da Nord a Sud da cortei e manifestazioni studentesche, che e' stata 'sorpresa' dall'apertura fatta dal ministro dell'Istruzione che, ieri in Senato, ha annunciato che da oggi convochera' "nuovamente" una per una, "tutte le associazioni degli studenti, degli insegnanti e dei genitori, con la volonta' di creare le condizioni di un confronto pacato, costruttivo e sereno, ma a due condizioni: che si discuta sui fatti e sui contenuti del provvedimento e non sulla falsificazione della realta'".

Un ramoscello d'ulivo, quello teso dalla Gelmini, che pero' non sono disposti a cogliere in molti: la Rete degli Studenti Medi ha ribadito la propria disponibilita' a discutere ma a condizione che il ministro "sia disponibile a discutere su tutto l'impianto alla base dei provvedimenti e non solo su alcuni di essi", sottolineando che le mobilitazioni, quindi, non si placheranno fin quando il ministro "non si fermera' ad ascoltarci, dopo aver fatto la 'Panzer' per 6 mesi".

Stessa reazione da parte dei sindacati dell'universita', della ricerca, dei conservatori e delle accademie che hanno lanciato 'ufficialmente' lo sciopero nazionale del settore che si terra' il prossimo 14 novembre con una manifestazione a Roma avvertendo, pero', che "se si aprira' un tavolo di confronto lo sciopero viene annullato: non si tratta di un problema ideologico, vogliamo entrare nel merito delle decisioni prese che per noi sono sbagliate ed equivalgono a un 'killeraggio' del sistema universitario e della ricerca".

Turchia: 'Erdogan fu coinvolto in attivita' antilaiche'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/10/2008

ANKARA - La Corte Costituzionale turca ha stabilito che il primo ministro Tayyip Erdogan, insieme con figure chiave del suo partito (Akp, filo-islamico al potere), tra cui il ministro dell'Istruzione Huseyin Celik, furono coinvolti in attività antilaiche. La Corte costituzionale, la massima istanza giudiziaria turca, ha oggi pubblicato la motivazione della sentenza con la quale in luglio decise di non chiudere il partito di Erdogan Ak per attività islamiche, tagliando però della metà i fondi pubblici ad esso destinati.

Il partito è diventato il centro focale di attività antisecolari a causa della sua decisione di cambiare alcuni articoli della costituzione, si legge nel documento della Corte che si riferisce al tentativo di abolire il divieto ad indossare il velo nelle università, bloccato da un'altra pronuncia della Corte a giugno.

La critica che emerge dalla sentenza contro il premier, che secondo gli ultimi sondaggi resta comunque il politico più popolare in Turchia, rischia di riaccendere la tensione nel paese alle prese con le gravi conseguenze della crisi dei mercati finanziari mondiali. Nella motivazione della sentenza resa nota oggi, anche il ministro dell'istruzione Huseyin Celik viene citato tra chi ha svolto attività antilaiche.

Sabato 25 Ottobre 2008

Bankitalia: per garantire pil allungare eta' pensione

ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/10/2008

ROMA - La ricetta è semplice: "lavorare di più, in più e più a lungo". Perché allungare l'età pensionabile e aumentare la produttività del lavoro sono le uniche vie percorribili per "il mantenimento e l'espansione del livello di vita raggiunto nel nostro paese". L'appello arriva dal vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, che sottolinea come nel lungo periodo l'invecchiamento della popolazione costringerà a ritoccare nuovamente al rialzo l'età in cui si entra in pensione. "E' necessario sfruttare appieno i margini ancora inutilizzati dell'offerta di lavoro, in particolare nella componente femminile, e quelli che, per l'allungamento della speranza di vita ed il miglioramento delle condizioni di salute in età più avanzate, si renderanno disponibili in futuro, rimuovendo ad esempio vincoli quali quello di un'età di pensionamento prefissata e costante nel tempo". Adesso è fondamentale "agire se si vuole evitare che il nostro Paese non riesca a mantenere negli anni futuri l'attuale livello di benessere economico e si allontani dai livelli di reddito delle economie oggi simili alla nostra". L'azione deve muoversi su due direttive: migliorare la qualità dei fattori produttivi, lavoro e capitale, e aumentarne l'efficienza, la produttività.

Due campi in cui "l'Italia è da tempo in ritardo rispetto agli altri paesi industrializzati". Va male la costruzione della qualità, soprattutto di quella umana. In primo luogo, "la qualità dell'istruzione fornita dal nostro sistema scolastico è inadeguata", ha spiegato Visco, e "il livello medio di istruzione della popolazione è ancora basso, in quantità e in qualità, e inferiore a quello di quasi tutte le economie avanzate". Ma "anche il rendimento dell'istruzione è relativamente basso nel confronto internazionale".

- SCUOLA E' UNA PRIORITA', INCENTIVARE INSEGNANTI: per Visco é quindi necessario mettere mano a scuola e università con "interventi importanti". Vanno "rivisti gli incentivi che guidano l'apprendimento come l'attività di insegnamento, va apprezzato e compensato il merito, è necessaria una migliore valutazione dei programmi, dei metodi e dei risultati". Non va certo meglio sul fronte della produttività: in primo luogo, ha ricordato Visco, negli ultimi dieci anni la produttività totale dei fattori ha ristagnato a fronte di una crescita media annua attorno all'1% negli altri principali paesi europei e all'1,5% negli Stati Uniti. "Una parte significativa di questo ritardo - ha spiegato - può essere ricondotta ai vincoli al corretto funzionamento dei mercati", all'eccesso "di regolamentazione e all'introduzione di barriere all'entrata o di misure volte a proteggere le quote di mercato delle imprese esistenti". E se l'Italia ha fatto passi avanti rispetto alla fine dello scorso decennio, quando il nostro paese aveva "il più alto livello di regolamentazione in senso anti-competitivo" fra i paesi sviluppati, "esistono margini per ulteriori miglioramenti".

Domenica 26 Ottobre 2008

Greenpeace protesta contro il carbone a Genova. I lavoratori manifestano contro gli ambientalisti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 26/10/2008

Tripla azione di Greenpeace contro la centrale Enel di Genova. I climber hanno scalato stamattina il faro della "Lanterna" di Genova, storico monumento e simbolo della citta', per aprire uno striscione da 64 metri quadri con su scritto "Enel chiudi la centrale". Altri attivisti di Greenpeace, nel frattempo, sono entrati all'interno dell'impianto dell'Enel e hanno incominciato a scrivere "Enel clima killer" sulla facciata dell'edificio. Un terzo team, a bordo di gommoni, ha scritto "Enel quit coal" sulla fiancata di una nave carboniera che scaricava carbone per la centrale. Sul posto sono intervenute le motovedette della Capitaneria di Porto e la Polmare.

Nella centrale si protesta contro Greenpeace

I lavoratori della centrale Enel di Genova hanno manifestando all'interno dell'impianto storico della zona portuale della citta', contro l'irruzione di Greenpece. "Si al lavoro", "Basta Ecoballe", "Quit Greenpeace" e "Andate a Lavorare" sono gli slogan che compaiono su grandi striscioni appesi sulla facciata della centrale Enel.

Rivendichiamo il diritto al lavoro per questa nostra centrale che 80 anni fa era la centrale piu' grande d'Europa e che tanto ha contribuito allo sviluppo della nostra citta'. Oggi, con tutti gli adeguamenti ambientali che sono stati fatti, opera nel pieno rispetto delle severe normative europee in materia di emissioni, dichiarano i lavoratori.

L'azione di Greenpeace, concludono, "e' il frutto di un pregiudizio ideologico che danneggia il mondo del lavoro, in un momento di grandi difficolta' economiche. Venendo a Genova hanno proprio sbagliato indirizzo: in Germania si costruiscono centrali a carbone 15 volte piu' grandi della nostra, in Cina ne costruiscono una alla settimana. Perche' accanirsi contro di noi? E' una cosa assurda e ingiusta".

L’assessore all’Ambiente: il problema c’è, la centrale va chiusa

Credo che l'azione di Greenpeace sia utile a riportare all'attenzione della nostra comunita' questo problema molto grave. Lo ha detto stamani l'assessore regionale all'Ambiente Franco Zunino. "La Regione Liguria - ha proseguito Zunino - e' ben conscia della necessita' di favorire al massimo le energie alternative rinnovabili in sostituzione delle fonti fossili da molto presenti nella nostra Regione. Quindi sta concordando con Provincia e Comune di Genova un'azione per chiudere anticipatamente la centrale a carbone sotto la Lanterna rispetto ai tempi prestabiliti".

Appello del Papa: in Iraq e India finiscano le violenze

ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/10/2008

CITTA' DEL VATICANO - Basta ''intolleranze e violenze'', uccisioni, messa in fuga dei cristiani inermi in Oriente, e ''soprattutto in Iraq e India''. La ''comunita' internazionale, tutti i leader religiosi e tutti gli uomini di buona volonta''' facciano ''sforzi per ripristinare legalita', convivenza civile e ''adeguata protezione per i cittadini onesti e leali'' e le ''autorita' civili'' abbiano ''considerazione nei confronti delle minoranze'', non solo cristiane. E' l'accorato e deciso appello del Papa durante l'Angelus recitato in piazza San Pietro davanti ad alcune decine di migliaia di fedeli.

Un appello che ''fa proprio'' quello lanciato due giorni fa dai patriarchi d'Oriente che partecipavano al sinodo dei vescovi sulla bibbia, per portare al centro dell'interesse internazionale una tragedia che si consuma quotidianamente, spesso nel silenzio e nella inazione delle autorita' politiche. Solo due dati sui Paesi citati oggi da papa Ratzinger: la meta' della comunita' cristiana di Mosul, nel nord dell'Iraq, ha abbandonato la citta' per le minacce di morte e gli attentati, mentre in India dalla scorsa estate e' in atto una campagna anticristiana che ha portato all'uccisione di almeno 35 persone e alla distruzione di numerose chiese.

Facendo proprie le parole dei patriarchi, dunque, Benedetto XVI ha rimarcato che ''i cristiani sono vittime di intolleranze e crudeli violenze, uccisi, minacciati e costretti ad abbandonare le loro case e a vagare in cerca di rifugio. Penso in questo momento - ha aggiunto - soprattutto all'Iraq e all'India''. Dopo aver ricordato che i cristiani anche li' ''non domandano privilegi ma desiderano di poter continuare a vivere nel loro Paese insieme ai loro concittadini, come hanno fatto da sempre''. ''Alle autorita' civili e religiose interessate - ha detto nell'appello, uno dei piu' dettagliati che abbia pronunciato - chiedo di non risparmiare alcuno sforzo affinche' la legalita' e la convivenza civile siano presto ripristinate e i cittadini onesti e leali sappiano di poter contare su una adeguata protezione da parte dello Stato.

Auspico poi che i responsabili civili e religiosi di tutti i Paesi, consapevoli del loro ruolo diguida e di riferimento per le popolazioni, compiano dei gesti significativi ed espliciti di amicizia e di considerazione nei confronti delle minoranze, cristiane o di altre religioni, e si facciano un punto d'onore della difesa dei loro legittimi diritti''. Se in Oriente per i cristiani, come per altre minoranze religiose, e' la vita ad essere a rischio, il Papa oggi ha accennato anche alle limitazioni alla liberta' religiosa in Cina, rivolgendo durante la messa ''un pensiero speciale'' ai vescovi della Cina continentale, impediti a partecipare al sinodo conclusosi oggi, apprezzandone la fedelta' al Papa e ribadendo la comunione loro e dei loro fedeli con la chiesa cattolica universale. Ancora con un occhio alla Cina, infine, il Pontefice nei saluti dopo l'Angelus ha ricordato il centenario della nascita di padre Ginepro Cocchi, morto in Cina nel 1939 ''per la fedelta' a Cristo''.

Raid di elicotteri Usa in Siria, 8 morti

Rainews24, http://www.rainews24.it, 26/10/2008

Elicotteri americani hanno attaccato una zona al confine tra Siria e Iraq, facendo otto morti e cinque feriti. La notizia è stata confermata da un portavoce del governo siriano.

Alcuni testimoni contattati dall'Associated Press hanno riferito di nove persone uccise e di altre cinque ferite.

L'attacco è avvenuto nei pressi della città siriana di Abu Kamal, al confine con l'Iraq, stando a quanto riferito da funzionari siriani citati dalla televisione di Stato.

Nel corso del raid, effettuato con 4 elicotteri, un commando Usa sarebbe sbarcato da un velivolo e avrebbe preso d'assalto un edificio civile in costruzione sparando all'interno sugli operai.

Damasco convoca incaricato d'affari di Usa e Iraq

Damasco ha convocato l'incaricato d'affari statunitense e l'omologo iracheno per "protestare" contro il raid effettuato dai commando americani a Al Sukkariya che ha causato otto vittime civili. Ne ha dato notizia l'agenzia siriana Sana citando ministero degli Esteri.

La Siria condanna e denuncia questa aggressione, di cui addossa tutte le responsabilità e tutte le conseguenze che ne deriveranno alle forze americane - ha affermato un responsabile del governo citato dall'agenzia di stampa Sana - la Siria chiede inoltre al governo iracheno di assumersi le sue responsabilità e di avviare immediatamente un'indagine su questa pericolosa violazione, e di vietare l'utilizzo del territorio iracheno per lanciare aggressioni contro la Siria.

Lunedì 27 Ottobre 2008

Petrolio ancora in calo. Russia Iran Qatar pronte a fare cartello sul gas

Rainews24, http://www.rainews24.it, 27/10/2008

Prezzi del petrolio ancora in flessione. Prosegue il calo del petrolio, con il barile di Brent che scende sotto i 60 dollari spinto in basso dai timori di una recessione globale e del relativo impatto sulla domanda di energia. A New York, sul circuito elettronico, il greggio cede 1,08 dollari a 63,07. Questo nonostante la decisione dell'Opec di tagliare la produzione di 1,5 milioni di barili al giorno a partire dal primo novembre.

Ma si fa largo sulla scena mondiale anche la formazione di una OPEC del gas annunciata martedì scorso a Teheran: una specie di troika che riunirebbe Russia-Iran-Qatar per una stabile cooperazione tra i tre massimi produttori di gas naturale. Un'ipotesi che sta allarmando i paesi consumatori, in primo luogo europei.

Per ora è l'Iran a spingere sull'acceleratore. " I tre grandi detentori di riserve di gas che, insieme, dispongono di circa il 60% delle riserve mondiali di gas, sono decisi a formare un'organizzazione dei paesi esportatori di gas. C'è un consenso tra i tre paesi per accelerare la sua costituzione e preparare i suoi statuti", ha dichiarato il ministro iraniano per il petrolio ed il gas, Gholam Hussein Nozari, subito dopo la riunione di martedi' a Teheran, a cui hanno partecipato per la Russia, Alexei Miller, presidente della compagnia di stato russa del gas 'Gazprom', e il ministro dell'Energia del Qatar, Abdallah ben Hamad al-Attiyah.

Il rappresentante russo e quello qatariota hanno cercato di gettare acqua sul fuoco. " Abbiamo concordato di tenere incontri periodici. Il dialogo tripartito è utile per l'insieme del mercato del gas" - ha glissato il presidente di Gazprom aggiungendo che la prossima riunione al vertice è prevista "a Mosca tra 4 mesi".

E' stata però costituita una commissione tecnica trilaterale che si vedrà prossimamente in Qatar. A temere la formazione di un cartello internazionale del gas sono soprattutto i paesi europei che importano ogni anno 300 miliardi di metri cubi di gas naturale e che hanno recepito con apprensione la recente "previsione" della Gazprom di un prezzo del gas per il 2009 a 500 dollari per 1.000 metri cubi, contro gli attuali 400 circa.

La posizione della Commissione Europea è che "tutte le fonti energetiche devono essere vendute sul mercato libero". "Certamente i paesi produttori vorrebbero costituire un'Opec del gas. Ma vi sono ostacoli oggettivi. Il maggiore è che il mercato del gas naturale, a differenza di quello petrolifero, dipende totalmente da infrastrutture stabili ed e' vincolato, anche per questo, a contratti pluriennali. E' perciò difficile agire sull' offerta chiudendo i rubinetti internazionali del gas, come avviene con il petrolio e con l'Opec" - afferma un esperto europeo di politiche energetiche ad Istanbul.

L'Iran, nonostante le sue grandi riserve, è un piccolo esportatore di gas ed il Qatar certamente non intende irritare i suoi protettori occidentali, in specie gli Usa - ha dichiarato a sua volta Charles Esser, uno specialista in affari energetici dell'International Crisis Group di Bruxelles.

Secondo gli osservatori, l'interesse strategico russo è quello di conservare, ed anzi aumentare, la dipendenza europea dal gas russo (che attualmente è al 60%) e di rassicurare l'Europa circa l'affidabilità degli approvvigionamenti russi.

Sarebbe molto strano - secondo gli osservatori - che Mosca si impegnasse in un progetto di un "Opec del gas", che non farebbe che aumentare le preoccupazioni europee e favorire i progetti di vie di approvvigionamento alternative a quella russa.

Blitz nel Waziristan contro un capo talebano, fatte altre 19 vittime

Rainews24, http://www.rainews24.it, 27/10/2008

Haji Omar Khan, un comandante talebano attivo in Pakistan, e' stato ucciso in un raid aereo nel Waziristan meridionale, vicino al confine con l'Afghanistan. Secondo funzionari di Islamabad, i missili sganciati da un drone, probabilmente statunitense, hanno fatto altre 19 vittime, la maggior parte dei quali miliziani talebani

di nazionalita' pachistana. Khan, ex combattente di Jalaluddin

Haqqani, il capo della guerriglia anti-sovietica, era ritenuto

uno degli organizzatori degli attentati alle truppe Usa e Nato

in Afghanistan.

Raid in Siria, fonti Usa confermano: 'Siamo stati noi'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 27/10/2008

Gli Stati Uniti hanno confermato oggi la paternità del raid aereo in territorio siriano. Una fonte governativa anonima americana ha confermato a Washington che il raid aereo di ieri è stato compiuto da truppe americane, precisando che si è trattato di "un successo" nella lotta contro al Qaida.

Omicidio a sangue freddo e "crimine di guerra". La Siria ha reagito con parole molto dure al raid militare compiuto da forze statunitensi domenica nel villaggio di al-Sukkiraya, località a soli otto chilometri dal confine iracheno. A Damasco il governo ha convocato gli ambasciatori americano e iracheno mentre da Washington non sono giunti commenti sull'accaduto. Secondo quanto riferito dai media internazionali, il blitz americano condotto con quattro elicotteri ha provocato otto morti

Scuola: cresce la mobilitazione verso lo sciopero di giovedi'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/10/2008

ROMA - ''Una legge successiva puo' sempre modificare quella precedente''; ''i fatti dimostreranno che quello che vuole fare il Governo (maestro unico e conferma, anzi aumento, del tempo pieno) e' tecnicamente impossibile''; ''quel che viene approvato deve essere poi applicato e li' si vedra' che tra il dire e il fare...''.

Non sara' il si' del Senato al decreto 137 a fermare il movimento di protesta contro le politiche scolastiche del Governo: ne' l'opposizione, ne' i sindacati e tanto meno gli studenti intendono cedere alla rassegnazione. Intanto, il 30 ottobre c'e' lo sciopero generale della scuola e l'auspicio di chi lo ha promosso e' quello di riempire le piazze. Ed e' atteso un bis per il 14 novembre quando a scendere in piazza sara' il mondo dell'universita' e della ricerca, ma non solo, vista la saldatura tra i due fronti della protesta. L'opposizione non ha alcuna intenzione di accogliere l'invito al riposo arrivato dal Presidente Berlusconi.

''Non ci riposeremo affatto perche' noi, come la maggioranza, rappresentiamo gli italiani e dunque non possiamo smettere di fare il nostro lavoro. Finora - spiega il ministro ombra dell'Istruzione, Mariapia Garavaglia - abbiamo cercato di contrastare i tagli (discutendo un po' piu' a lungo nelle commissioni, assai poco, purtroppo, in aula). Passato il decreto confidiamo nel fatto che con i disegni di legge il Parlamento e' costretto a parlare. E allora nei prossimi mesi si vedra' se c'e' la volonta' del Governo di partecipare a una riforma condivisa della scuola oppure se l'esecutivo vuole superbamente continuare a fare tutto da solo''. ''Una legge successiva puo' modificare quella precedente'' fa notare Garavaglia e lancia una frecciata al ministro Gelmini: ''Ha parlato di Obama, ma forse non sa che negli Stati Uniti non si vuole 'tagliare' ma investire milioni di dollari nell'istruzione''.

Un ''dopo'' costruttivo e' assicurato anche dal segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima, che per il 30 preannuncia una manifestazione ''imponente''. ''Rivolgo un invito pressante al Governo affinche' venga sospesa la discussione di questo contestato provvedimento. Ma se l'esecutivo vorra' continuare con protervia sulla strada intrapresa, allora sara' necessario, poi, aprire un tavolo di confronto, magari a Palazzo Chigi, per studiare interventi che sterilizzino gli effetti del decreto 137. Perche' - aggiunge Scrima - non ce la faranno tecnicamente a garantire quello che hanno promesso: se tutte le famiglie chiederanno il tempo pieno a 27 ore i nodi verranno al pettine. Soltanto chi non conosce i meccanismi della scuola puo' essere cosi' arrogante''.

Quanto agli studenti, da qui al 14 novembre, continueranno a far sentire la loro voce. ''Andremo avanti con le proteste e stiamo pensando a una consultazione tra gli studenti per far emergere proposte alternative a quelle messe sul tappeto dalla Gelmini. Ci stiamo coordinando con le altre associazioni studentesche; pensiamo a una assemblea nazionale, il 31 ottobre, dove far convergere le varie anime della protesta''. Anche gli studenti attendono il decreto alla prova dei fatti e sono pronti a dar man forte alle famiglie: ''Quando ci saranno le iscrizioni e i genitori chiederanno, in tanti, il tempo pieno vedremo cosa' sapra' rispondere il Governo che ha ventilato aumenti del 50% e oltre'' dice il portavoce della Rete Luca De Zolt secondo il quale la portata del dissenso emerge con evidenza dalla sua natura: ''questo movimento di protesta e' poco politicizzato, decisamente trasversale, accomuna destra e sinistra, famiglie, insegnanti e ragazzi''.

FAMIGLIA CRISTIANA: SOSPENDERE O RITIRARE DECRETO GELMINI

''Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini'', invoca Famiglia Cristiana nell'editoriale del prossimo numero intitolato ''Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa''. ''Non si garantisce cosi' il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s'abbozza una farsa di dialogo'', scrive il settimanale dei paolini.

Per la scuola solo tagli. Il Paese in crisi ''trova i soldi per Alitalia e banche'', ma per la scuola si richiedono ''sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti'', scrive ancora il giornale. ''Studenti e professori - osserva la rivista, diffusa in tutte le parrocchie italiane - hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che 'colpiscono il cuore pulsante di una nazione', come dice il filosofo Dario Antiseri.

Nel mirino c'e' una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura e' roboante: 'Riforma della scuola'; piu' prosaicamente 'contenimento della spesa', a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti''. E di fronte alle proteste nelle scuole non ''si potra' pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e 'baronie', nonche' le 'allegre e disinvolte gestioni'''. ''Un Paese in crisi - commenta ancora Famiglia cristiana - trova i soldi per Alitalia e banche: perche' non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori restano intatti''.

CEI, DANNOSO AGITARE LE PIAZZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT - ''E' una scelta difficile procedere su questi problemi a colpi di decreti legge, ma dall'altra parte mi sembra inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze''. Lo afferma mons. Diego Coletti, presidente della commissione Cei per la scuola, intervistato dalla Radio vaticana sul decreto Gelmini e i tagli scolastici.

''Il problema dei risparmi e' certamente sul tavolo ed e' ineccepibile, - afferma mons. Coletti - pero' bisogna anche dire che le riforme che si sono susseguite negli anni passati non hanno avuto la possibilita' di una verifica e alcune questioni come il maestro prevalente o il controllo disciplina e del profitto sono state abbandonate a qualche intuizione. Bene ha fatto il ministro - rimarca il monsignore - a mettere i puntini sulle i su queste questioni, la risposta poteva essere anche un po' piu' ragionata e pacata da parte di chi non fosse d'accordo''. A proposito della parita' scolastica, infine, Coletti osserva che ''non e' possibile continuare a ragionare in termini di contrapposizione tra scuola pubblica statale e scuola pubblica non statale; la scuola pubblica non statale ha tutto il diritto di essere riconosciuta paritariamente come una istituzione di servizio pubblico rivolta a tutti''.

ALLA SAPIENZA STUDENTI NUDI, NO A CHI SPOGLIA RICERCA

Sono rimasti nudi, coperti solo da un boxer o da reggiseno e mutandine, per protestare contro chi ''spoglia la ricerca''. E' la protesta-spogliarello inscenata da una trentina di studenti e studentesse della facolta' di Psicologia de La

Sapienza

di Roma davanti al rettorato dell' universita', dopo essere arrivati in corteo assieme ad altri trecento manifestanti, tra cui anche ricercatori e docenti. All'interno del corteo hanno anche sfilato persone vestite con un sacco di immondizia con la scritta ''Io mi rifiuto'', altri studenti e ricercatori si sono travestiti da badanti, baristi, cameriere o prostitute, inscenando ironicamente il loro futuro lavoro. ''La ricerca viene spogliata e ci spogliano dei nostri diritti? Noi rimaniamo in mutande'', hanno gridato i manifestanti durante la sfilata e davanti all'insolito spogliarello.(

UDS, RAGAZZI DESTRA SI SONO PRESI LA TESTA DEL CORTEO

Si è spaccato all'altezza di via Cavour il corteo degli studenti medi che era partito alle 9 da piazza della Repubblica diretta a piazza Venezia. Lo ha fatto sapere l'Unione degli studenti (Uds). "Ad un tratto - ha raccontato Stefano dell'esecutivo nazionale dell'Uds, che partecipava al corteo - militanti di Blocco Studentesco, formazione vicina alla Fiamma Tricolore, a bordo di un camioncino con il megafono, hanno preso con la forza la testa del corteo, che era stato organizzato in maniera spontanea dagli studenti degli istituti del IV municipio". I promotori della manifestazione hanno tentato allora di distanziarsi dalla testa del corteo e, giunti a via dei Fori imperiali, invece di voltare verso piazza Venezia hanno tentato di voltare a sinistra verso il Colosseo, ma la deviazione non è stata autorizzata dalle forze dell'ordine, molti studenti non hanno capito che cosa stava succedendo e hanno continuato a seguire Blocco studentesco che ha organizzato un sit-in davanti al Senato. "Un corteo di un movimento in lotta contro la riforma Gelmini e i tagli alla finanziaria - conclude l'Uds - é stato strumentalizzato da gruppi di estrema destra, che hanno tentato di mettere il cappello ad un movimento antifascista, proprio loro che hanno votato chi sta al governo".

STUDENTI, DOMANI PRONTI A DORMIRE DAVANTI SENATO

ROMA - ''Se in Senato la discussione del decreto 137 e la sua votazione slitteranno da domani a dopodomani, siamo pronti a dormire davanti a Palazzo Madama''. Lo hanno annunciato gli studenti dell'universita' di Roma Tre, che domani si riuniranno in assemblea nella facolta' di Lettere per poi sfilare in corteo, nel pomeriggio, fino alla sede del Senato, per protestare contro il decreto Gelmini e i tagli all'universita'. Ad aspettarli a Palazzo Madama ci sara' un altro corteo di studenti che domani pomeriggio partira' da La Sapienza. Gli organizzatori hanno annunciato, sempre per domani sera, rappresentazioni teatrali e altre esibizioni previste in piazza Navona, proprio di fronte alla sede del Senato, dove contemporaneamente potrebbero svolgersi le votazioni del decreto 137.

Tokyo, Borsa ai minimi da 25 anni. Europa giù, banche colpite da ondata di vendite

Rainews24, http://www.rainews24.it, 27/10/2008

La Borsa di Tokyo precipita ancora, in una seduta durante la quale ha anche sfiorato i livelli delle quotazioni di 25 anni fa. L'indice Nikkei dei 225 titoli guida alla chiusura ha registrato una perdita di 486,18 punti, pari al 6,36%, scendendo a 7.162,90 punti. In Europa apertura molto negativa delle maggiori borse europee: in avvio Londra lascia sul terreno il 5,62%,

Parigi il 5,12%, Madrid il 4,81%. A Milano Mibtel in ribasso del 3,58% e poi subito a -6%) a causa

del pesante andamento dei bancari. Unicredit lascia il 6,45% in avvio, Mediobanca il 2,75%. Intesa Sanpaolo è sospesa dalle contrattazioni quando il titolo cedeva l'11%.

In Asia

Tra i listini peggiori quello delle Filippine dove gli scambi nel corso della seduta sono stati sospesi per 15 minuti dopo che gli indici di riferimento perdevano oltre il 10% per

chiudere poi in calo del 12%. A Seul Hyundai Heavy ha perso il 7,4%, Samsung Heavy Industries il 125. Mitsubishi Ufj ha lasciato l'11%, Mizuho Financial l'8% e Sumitomo Mitsui Financial l'11%. Tonfo di Taiwan trascinata al ribasso da Hon Hai Precision (-6,9%), Quanta

Computer (-7%) e Cathay Financial Holding (-6,9%).

In attesa della riunione della Federal Reserve che potrebbe abbassare il costo del denaro all'1% già mercoledì, aumentano le pressioni sulle altre Banche centrali, a cominciare da Bce e Bank of England, per un deciso taglio dei tassi di interesse.

Ancora un ribasso anche per il prezzo del petrolio in Asia, dopo il forte calo di venerdi' a New York e nonostante gli annunciati tagli alla produzione decisi dall'Opec. Nel dopomercato elettronico che fa riferimento al Nymex, la Borsa merci di New York, a Singapore il greggio per consegna a dicembre è stato trattato oggi a mezzogiorno (ora locale) a 63,83 dollari

a barile, con un ribasso di 0,32 dollari. A New York venerdì sera il greggio per consegna a dicembre aveva fatto registrare un ribasso di 3,69 dollari a barile portando il prezzo a 64,15

dollari.

Le api sanno contare ma solo fino a 4

ANSA.it, http://www.ansa.it, 27/10/2008

SYDNEY - Le api sono più intelligenti di quanto finora ritenuto e possono anche imparare a contare, ma solo fino a quattro. Possono anche imparare a distinguere colori e odori, ed essere addestrate a volare attraverso intricati percorsi.

Il prof. Mandyam Srinivasan dell'Istituto di ricerca cerebrale dell'università del Queensland, assistito dalla ricercatrice svedese Marie Dacke, ha addestrato le api a contare sistemando dei segnali a intervalli frequenti dentro un tunnel, con del nettare in uno solo di essi. Le api liberate nel tunnel volavano verso il segnale con il cibo, e tornavano allo stesso segnale anche quando il cibo era stato tolto.

"Quando sono state addestrate a raggiungere il terzo segnale, continuano a cercare il terzo segnale", spiega Srinivasan. "Se sono addestrate al quarto segnale, cercheranno il quarto. La loro capacità di contare però sembra arrivare solo a quattro, non sanno contare oltre". "Più studiamo queste creature che hanno un cervello quasi microscopico, più ci meravigliamo", ha detto lo studioso alla radio nazionale Abc.

"Hanno veramente molte delle capacità che noi cosiddetti esseri superiori possediamo, compresa la memoria avanzata e l'apprendimento". Secondo Srinivasan, le api riconoscono qualsiasi numero sopra il quattro come 'uno di molti'. Oltre il quarto, "le api cercavano in misura uguale presso tutti i segnali, come se non sapessero quale fosse quello con il nettare".

Martedì 28 Ottobre 2008

Somalia: lapidata adultera in roccaforte islamici

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/10/2008

di Luciano Causa

NAIROBI - Una giovane donna è stata lapidata ieri pomeriggio davanti a centinaia di persone, nello stadio di Chisimaio, importante città del sud della Somalia. Era stata condannata a morte in applicazione della 'sharia', la legge islamica, per adulterio. Ciò mentre sterilmente si dibatte sull'ennesima intesa di pace, che attori senza alcun reale peso sugli eventi hanno firmato domenica sera a Gibuti. Aisha Ibrahim Dhuhulow aveva 23 anni.

Era stata accusata di adulterio, e quindi condannata alla lapidazione, come prevede la 'sharia'. Ieri pomeriggio è stata portata al supplizio - mani e piedi legati, velo verde sul capo, volto coperto da un panno nero - nello stadio di Chisimaio, dove era già stata scavata una buca. Vi è stata sepolta, tranne il collo e la testa. Poi, davanti a centinaia di persone, è stata colpita da nugoli di pietre, fino alla morte. Per accertarsi della quale sembra sia stata anche parzialmente disseppellita due volte: ma era ancora viva, e quindi la tortura è continuata.

Qualcuno, forse un familiare, mosso a pietà ha tentato di soccorrerla: gli scherani islamici hanno sparato contro la folla senza pietà, si parla di un bimbo ucciso. Fonti ufficiali di Chisimaio hanno poi avuto l'ardire di dichiarare che più volte alla 'adultera' era stato chiesto di ravvedersi, di rendere una confessione diversa per salvarsi. Ma lei, stando ai torturatori islamici, avrebbe detto di no, che voleva essere punita come prevede la sharia.

Testimonianze sul posto segnalano viceversa che la giovane gridava terribilmente mentre veniva trascinata verso la buca, e mentre era lapidata. E' la prima esecuzione di questo tipo da oltre due anni, quando le corti coraniche controllavano quasi tutta la Somalia. Ed è la misura esatta di ciò che i fondamentalisti islamici, una volta preso il potere, intendono fare.

Chisimaio, come tutto il sud della Somalia, e come ampie parti strategiche del Paese, è controllata dagli 'al Shabaab, (gioventu' in arabo), che sono considerati il braccio armato somalo di al Qaida. Hanno ormai egemonizzato la sanguinosa rivolta che ha letteralmente distrutto il Paese: dai primi mesi dello scorso anno circa 10.000 civili morti, ed oltre tre milioni - quasi la metà della popolazione - di profughi in condizioni umanitarie disperate. Ciò mentre - in maniera quasi surreale - si discute dell' applicazione dell'ennesima intesa che prevede cessate il fuoco, pacificazione, ritiri di truppe etiopiche. Firmato, sotto l'egida dell'Onu, dal Governo Federale di Transizione somalo, debolissimo malgrado gli appoggi internazionali, e la parte moderata dell'opposizione politica, minoritaria. L'ala 'dura della stessa opposizione, maggioritaria, ha invece sconfessato l'intesa.

E gli shabaab', che controllano il territorio, neanche si pongono il problema: per loro non esiste la via negoziale. Dell'accordo sta discutendo anche un vertice dell'Igad (organismo che raggruppa i sette stati regionali) in corso a Nairobi. Ma intanto la realtà è che in Somalia gli 'shabab' impongono la loro legge, ed estendono sempre più il controllo sul territorio. Mentre le organizzazioni internazionali, impotenti sul piano pratico, non possono fare altro - come oggi la presidenza di turno dell'Ue, detenuta dalla Francia - che condannare "un'esecuzione particolarmente ignobile, alla quale gli islamici insorti che hanno preso il controllo della città di Chisimaio hanno deliberatamente dato una pubblicità insostenibile".

Il ministro Prestigiacomo: Italia in forte ritardo sui parametri di Kyoto

Rainews24, http://www.rainews24.it, 28/10/2008

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo assicura: il governo è impegnato a rispettare i parametri di Kyoto. L'Italia, ammette il ministro, e' "fortemente in ritardo sull'obiettivo previsto dal protocollo di Kyoto di riduzione del 6,5% delle emissioni di anidride carbonica" ma l’esecutivo punta ad evitare la multa da 450 milioni di euro.

L'applicazione delle misure costerebbe moltissimo all'Italia - ha detto il ministro in un’intervista televisiva - intanto perche' non rispettando Kyoto avremo delle penalizzazioni che potrebbero ammontare a circa 450 milioni di euro all'anno da qui al 2012, mentre noi siamo intenzionati a rispettare gli obiettivi".

Paccheto clima dell'Ue: serve equita'

In merito al pacchetto clima-energia dell'Ue, Prestigiacomo ha ribadito la necessita' dell'equita': "In Europa si stanno discutendo gli obiettivi al 2020, obiettivi molto onerosi ai quali noi non ci vogliamo affatto sottrarre. Ma, all'interno del pacchetto, questi obiettivi devono essere equamente ripartiti tra i paesi dell'Unione europea perche' quello che e' accaduto per Kyoto e' sorprendente. Sono stati penalizzati infatti i paesi che inquinavano di meno e sono stati favoriti quelli che inquinavano di piu'. L'Italia e' tra i paesi che inquinano di meno perche' non ci sono le centrali al carbone come in Germania e Francia. La nostra e' quindi una battaglia per l'equita'".

problema dei cambiamenti climatici, ha proseguito, "si risolvera' se tutti i paesi, i grandi paesi iquinatori, faranno una politica di riduzione della Co2. Oggi soltanto l'Europa si e' data obiettivi molto ambiziosi, gli Stati Uniti non hanno aderito al protocollo di Kyoto e cosi' paesi in via di sviluppo come Cina, India, Brasile".

Gas, carbone, nucleare: nessuna preclusione ideologica

In merito all'autorizzazione per la costruzione di impianti a gas e a carbone, Prestigiacomo ha chiarito che "in campo ambientale, abbiamo una legislazione rigidissima. Oltre ad avere recepito tutte le normative europee abbiamo sempre messo in di piu' nel nostro ordinamento. Noi autorizzeremo tutto quello che e' compatibile con l'ambiente e che e' rispettoso delle leggi vigenti. Non si puo' orientare politicamente, come purtroppo e' accaduto in passato, l'autorizzazione, o meno, a un impianto sulla base di spinte ideologiche, perche' questo paralizza il paese".

Riguardo all'energia nucleare, il ministro ha ricordato che "l'Italia e' fortemente impegnata sul fronte delle energie rinnovabili e non c'e' nessuna preclusione nei confronti del nucleare che e' l'energia piu' pulita per l'ambiente e, con le nuove centrali, prodotta in maniera sicura. Stiamo lavorando in tandem con il ministro Scajola perche' il nostro intento e' quello di vedere realizzato il primo impianto nei prossimi cinque anni.

Sul clima l'Italia ribadisce: 'Costi insostenibili'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 28/10/2008

Il pacchetto clima ha costi "insostenibili" per il nostro apparato produttivo. Per l'Italia i costi sarebbero "superiori del 40% alla media degli altri Paesi". Il Governo italiano ribadisce la sua linea sul pacchetto clima in discussione alla Ue.

Si è svolta questa sera a Palazzo Chigi una riunione interministeriale sull'Ambiente, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Vi hanno partecipato i ministri Stefania Prestigiacomo (Ambiente) ed Andrea Ronchi (Politiche comunitarie) ed i sottosegretari Adolfo Urso (Sviluppo) e Luigi Casero (Economia). Al centro della riunione - si legge in un comunicato di palazzo Chigi - la volontà del governo di ribadire la linea espressa a livello europeo in difesa delle posizioni italiane sulle direttive Ue. Interventi che, se introdotti, finirebbero per appesantire i bilanci delle nostre imprese. Nell'incontro è stato stimato che l'impatto delle misure di controllo dell'anidride carbonica comporterebbe, in rapporto al pil, un aumento dei costi superiori del 40% alla media degli altri Paesi.

Un livello insostenibile per il nostro apparato produttivo, proprio alla luce dell'attuale crisi economica internazionale. Nella riunione è stata anche confermata la veridicità delle cifre offerte dall'Italia sugli effetti delle direttive Ue e ribaditi gli impatti economico-industriali sulle aziende.

Ogm: 78% italiani ha paura e vuole piu' notizie dai media

ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/10/2008

di Alessandra Moneti

ROMA - Gli italiani vogliono capirne di più sugli organismi geneticamente modificati (Ogm) perché hanno grandi timori sui possibili rischi per la salute e, comunque, gradirebbero maggiori approfondimenti da parte dei media sui temi del rapporto tra alimentazione e salute. E' quanto è emerso da tre indagini commissionata dalla Fondazione Diritti Genetici. Riguardo agli Ogm, secondo un'indagine condotta dall'istituto nazionale di ricerche Demopolis, il timore per i rischi sulla salute è tra le principali ragioni della contrarietà espressa dal 78% degli intervistati.

E, nella spesa quotidiana, il 36% dichiara che nell'acquisto dei prodotti agro-alimentari si orienta anche sulla base delle informazioni contenute nelle etichette. Ma tali indicazioni sembrano non essere sufficienti visto che oltre 9 italiani su 10 hanno sete di informazioni sui temi della qualità del cibo e sul rapporto tra alimentazione e salute. Attenzione che cresce ulteriormente tra le donne e tra gli over 54. In particolare, il 76% dichiara che seguirebbe un programma televisivo o radiofonico di approfondimento su questi argomenti.

Ma, in base ad una seconda indagine di Datalab, presentata al convegno promosso oggi a Roma dalla Fondazione Diritti Genetici, risulta che nel medium più fruito dell'informazione, la Tv, su 30 ore di programmazione, soltanto due nel palinsesto, cioé il 6,7% del totale, sono state dedicate a notizie sulla qualità del cibo, la sicurezza alimentare e gli Ogm. "Poiché l'80% degli intervistati vorrebbe avere specifiche rubriche settimanali informative su questi temi, già domani - ha annunciato il presidente della Fondazione Diritti Genetici Mario Capanna - chiederò, sia alla Rai che all'Ordine dei giornalisti, più spazi dedicati per approfondire i temi della qualità agroalimentare, la sicurezza a tavola e quello degli Ogm e delle loro ricadute".

Del resto, a fronte di questo interesse diffuso "manca una divulgazione davvero adeguata alla forte istanza informativa dei consumatori", ha sottolineato la ricercatrice dell'Università degli studi di Salerno Grazia Basile. Dal monitoraggio dell'attenzione della carta stampata per i temi della qualità del cibo, nell'autunno 2007 durante la Consultazione nazionale su Ogm e modello agroalimentare promossa dalla Coalizione 'ItaliaEuropa Liberi da Ogm, emerge che giornali e periodici offrono ai lettori un'informazione discontinua, spesso poco approfondita e con tecnicismi senza spiegazioni.

"Le fonti - afferma la ricercatrice - spesso non sono menzionate e il taglio degli articoli è quasi esclusivamente politico, con metafore belliche o sportive che evocano guerra, più che un sano confronto tra le parti. La maggior parte degli articoli poi, su un tema che incide sull'alimentazione quotidiana di tutti, presuppone da parte del lettore un livello di conoscenze medio, se non medio-alto, e ha come protagonisti i politici (46,8%) e rappresentanti di organizzazioni".

Dati alla mano, sugli Ogm, ha osservato il presidente della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi) Roberto Natale, "é prevalsa la dimensione politica della questione, altre volte quello dello 'strano ma vero', con la cronaca che sul 'cosa finisce nel piatto' sembra aver perso il metro della rilevanza sociale".

Causa Mediaset-Di Pietro, il tribunale dà ragione all'ex magistrato

Rainews24, http://www.rainews24.it, 28/10/2008

Quando Mediaset denuncio' Di Pietro per aver osato definire come abusiva Retequattro, un coro di Tg pubblici e privati e i giornali di famiglia diedero ampio risalto al coraggioso gesto delle aziende di proprieta' di Silvio Berlusconi. Nei giorni scorsi, come ha sottolineato in quasi beata solitudine Marco Travaglio dalle colonne dellUnita", il giudice istruttore ha archiviato la denuncia non tanto perche' infondata, quanto perche' le parole di Di Pietro affondavano nella concretezza delle sentenze della corte costituzionale, nella pronuncia delle autorita' europee, nella recente sentenza della corte di giustizia, e persino in qualche timido atto delle nostre autorita' di garanzia". Lo dice Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 e deputato eletto nelle liste Idv.

La notizia della archiviazione e' stata sepolta, anche perche' l'Italia si prepara a compensare Europa7, alla quale e' stato negato il diritto alla esistenza, non con le eventuali frequenze abusive, ma con quelle del servizio pubblico. In ogni caso dal momento che le motivazioni del giudice non sono note quasi a nessuno, Articolo 21 ha deciso di pubblicarle sul proprio sito, e di metterle a disposizione di quanti vorranno scaricare il documento e consentirne la piu' ampia circolazione, conclude Giulietti.