DEI RICCHI

2008 - Ottobre - Settimana 2

Indice dei giorni


08/10/2008 * 09/10/2008 * 10/10/2008 * 11/10/2008 * 12/10/2008 * 13/10/2008 * 14/10/2008 *

Mercoledì 8 Ottobre 2008

La Consulta: inammissibili i ricorsi sul caso Eluana

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2008

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Camera e Senato con i quali si chiedeva l'annullamento delle sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano sull'interruzione del trattamento che tiene in vita Eluana Englaro, la donna in stato

vegetativo permanente dal gennaio del 1992.

Il Consiglio dei ministri vara il piano anticrisi. Berlusconi: nessuna banca fallirà

Rainews24, http://www.rainews24.it, 08/10/2008

Il sistema delle banche italiane e' liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione. Lo ha affermato Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Nessuna banca italiana fallira'", ha detto il premier e ha aggiunto "Nessun risparmiatore rischia".

Noi non siamo assolutamente nella situazione di altri Paesi, dice Berlusconi. "La Gran Bretagna ha nazionalizzato le banche, anche la Francia, l'Olanda e il Belgio hanno fatto interventi di capitale. Noi non siamo in questa situazione", dice il premier. "Tutti gli italiani devono restare sereni", spiega il presidente del Consiglio, "non c'e' nessuna preoccupazione da avere", aggiunge. "Lo diciamo con totale serenita'", conclude il Cavaliere.

"Eventuali interventi di ricapitalizzazione delle banche che non troveranno investitori

sul mercato verranno prodotte dal Tesoro attraverso la sottoscrizione di azioni privilegiate senza diritto di voto".

"Non si devono neppure porre le domande 'ma devo andare in banca a ritirare il mio libretto di deposito'? - ha proseguito Berlusconi - perche' non credo che il materasso possa essere una cassaforte migliore di quella del sistema bancario italiano. Lo diciamo con totale serenita' e assoluta convinzione", ha aggiunto Berlusconi.

Tremonti: stabilità, liquidità, fiducia

"Le garanzie italiane sui depositi dei risparmiatori sono le piu' sicure in Europa", conferma il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

I datri sono confortevoli e obbiettivi. Abbiamo ragione di ritenere che il sistema bancario italiano sia sufficientemente capitalizzato. Non è la situazione degli altri Paesi. Liquidità: il sistema bancario italiano dispone di liquidità a sufficienza.

"Il sistema bancario italiano e' solido. I riflessi della crisi Usa stanno arrivando anche da noi. In questa situazione dobbiamo mettere da parte le armi, che si spera di non usare. Il decreto si fa per prudenza". Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, MarioDraghi, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm.

E alle 22.15 il ministro dell'Economia scende in sala stampa e rettifica la notizia diffusa dalle agenzie di stampa e dalle televisioni circa i 20 miliardi stanziati dal governo a favore delle banche. "Nel decreto legge non c'e' alcuna soglia predeterminata: ne' di 20 ne' di 30 miliardi di euro" e questo perche' si agira' 'caso per caso'. Quindi 'man mano si rifinanzia, e si copre caso per caso. Non esistono plafond o soglie. Quando serve si interviene".

Tremonti conferma che i depositi bancari continueranno ad avere una garanzia fino a 103mila euro. "Il fondo interbancario - dice Tremonti - sara' affiancato da una garanzia pubblica".

Giovedì 9 Ottobre 2008

Guzzanti: Carfagna mi chiede un milione di danni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2008

ROMA - E' stata recapitata a Sabina Guzzanti la citazione presentata a suo carico dal ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna per le frasi pronunciate dall'attrice nei suoi confronti nella manifestazione di luglio a piazza Navona. Lo rende noto la stessa Guzzanti sul suo blog, spiegando che il ministro "ha optato per una causa solo civile" (e dunque non per diffamazione) e chiede "un milione di euro". Ma ora, aggiunge l'attrice, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dalla Carfagna a Matrix, "posso farle causa anch'io".

"Non mi sembra una persona solida. Mi sembra fragile anche mentalmente", ha detto ieri il ministro, ospite di Enrico Mentana, dell'attrice. E ancora: "La signora Guzzanti mi fa compassione. Sarei disposta a ritirare la citazione se avesse la sensibilità di scrivere due righe di scuse ma non credo che lo farà. Lei ha costruito un pezzo della sua carriera sull'insulto". Per tutta risposta, oggi la Guzzanti sul blog scrive tra l'altro che i contenuti della citazione "sono tutto materiale per sketch satirici: si sostiene nell'atto che io abbia partecipato a una manifestazione dichiaratamente antigovernativa, come se questo fosse un'aggravante o una cosa anormale. Si sostiene che avrei dovuto parlare anche delle sue capacità, non ha nemmeno capito che non era lei l'oggetto del discorso". Per la Guzzanti, "l'atto di citazione cerca di introdurre un precedente pericoloso. Cioé che la satira debba stare entro certi limiti che l'atto di citazione stabilirebbe diventando più che una citazione una proposta di legge".

Il ministro "chiede niente popò che un milione di euro. Bella donna - commenta la Guzzanti - ma che tariffe! Naturalmente - aggiunge - dopo le dichiarazioni di ieri posso farle causa anch'io con la differenza che mentre i miei giudizi su di lei sono fondatissimi i suoi su di me sono assolutamente gratuiti".

Oms: il 20% di bambini e adolescenti ha disturbi mentali

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2008

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha presentato oggi il rapporto sulla salute mentale nel mondo, in vista della giornata mondiale che si celebra domani. L’agenzia dell’Onu ha indicato 10 aspetti importanti legati alla salute mentale, una sorta di guida per comprendere la malattia, i nodi critici e combattere lo stigma che accompagna chi ne è affetto.

Circa la metà dei disturbi mentali inizia prima dei 14 anni

Si stima che circa il 20% dei bambini e degli adolescenti di tutto il mondo abbia disturbi mentali. Ma i paesi del mondo con la piu' alta percentuale di popolazione di eta' inferiore ai 19 anni hanno i piu' bassi livelli di risorse per la salute mentale. La maggior parte dei paesi poveri hanno solo uno psichiatra infantile per 1- 4 milioni di persone.

Depressione è anche costo sociale

I depressi nel mondo sono 154 milioni. La depressione e' classificata come la settima tra le malattie con piu' alto costo sociale nei paesi poveri (al primo posto il Brasile), in quanto tende a essere invalidante, ricorrente e spesso non viene curata.

Nel mondo circa 800 mila persone si suicidano ogni anno

L'86% dei suicidi avviene nei paesi poveri. Piu' della meta' delle persone che si suicidano hanno tra 15 e 44 anni. Il piu' alto tasso di suicidi si trova tra gli uomini nei paesi dell'Europa orientale. I disordini mentali sono una delle piu' importanti e curabili cause di suicidio.

Aumentano i disturbi nelle situazioni di emergenza

In caso di emergenza si stima che il numero di persone con disturbi mentali aumenti dal 6 all'11%. Le persone in situazioni di emergenza sperimentano anche problemi psicosociali che non possono essere quantificati: le agenzie umanitarie ora si sono accordate su come affrontare tali problemi.

Disturbi mentali aprono la strada ad altre malattie e viceversa

I disturbi mentali sono tra i fattori di rischio per le malattie contagiose e, allo stesso tempo, molte condizioni di salute aumentano il rischio di disturbi mentali e complicano la diagnosi e il trattamento. Ad esempio, l'obesita' e' associata a un aumento significativo nella depressione, disturbo bipolare e disturbo di panico.

Quanto pesa essere stigmatizzati

La discriminazione contro i pazienti e le famiglie dissuadono le persone dal cercare la cura. In Sudafrica, secondo un'inchiesta, la maggior parte delle persone pensa che le malattie mentali siano collegate a stress o mancanza di volonta'. Lo stigma e' piu' forte nelle aree urbane e tra le persone con livelli piu' elevati di istruzione.

Malattia mentale e diritti negati

Violazioni dei diritti umani dei pazienti psichiatrici sono regolarmente segnalate nella maggior parte dei paesi: contenzione fisica, isolamento, negazione dei bisogni fondamentali e della privacy. Pochi paesi hanno un quadro giuridico che tuteli adeguatamente i diritti delle persone con disturbi mentali.

Meno cure nel sud del mondo

Carenza di psichiatri, infermieri, psicologi e operatori sociali sono tra i principali ostacoli alle cure e all'assistenza nei paesi poveri, dove ci sono 0,05 psichiatri e 0,16 infermieri ogni 100.000 persone a fronte dei 200 nei paesi ricchi.

Cinque ostacoli alle cure evidenziati dall’Oms

L'assenza della salute mentale dall'agenda della sanita' pubblica per carenza di fondi; l'attuale organizzazione dei servizi di salute mentale; mancanza di integrazione con le cure primarie; inadeguatezza delle risorse umane; mancanza di leadership nella salute mentale pubblica.

Secondo il rapporto, i governi, i lavoratori del settore, i pazienti e le loro famiglie devono lavorare insieme per aumentare i servizi di salute mentale, in particolare nei paesi poveri. Le risorse finanziarie necessarie sono relativamente modeste: 2 dollari a persona all’anno nei paesi a basso reddito e 3-4 dollari nei paesi poveri.

Berlusconi: 'Ridurre le tasse. Nessun dialogo con la sinistra'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2008

La crisi avrà conseguenze pure sull'economia reale. A sottolinearlo è il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Il premier si dice "preoccupato" per il fatto che "le banche potrebbero" limitare l'ossigeno alle imprese per "un eccesso di prudenza" dovuto all'attuale momento di crisi. Il Cavaliere lancia un invito: "Le banche continuinino a fare le banche, offrendo il supporto indispensabile alle aziende. In questa direzione va il provvedimento varato ieri dal governo". Secondo il Cavaliere ora "bisogna avere il coraggio di ridurre le tasse e sostenere l'economia reale".

Nessuna possibilità di dialogo con la sinistra

Nessuna possibilità concreta di dialogo con l'opposizione. Il premier Berlusconi sembra così chiudere definitivamente la porta a Veltroni. "Sono una persona concreta, pronto al dialogo -spiega-. Ma non sono più disponibile a farmi prendere in giro. Non bastano le parole, contano i fatti".

Berlusconi poi torna anche sulla questione dei decreti legge: "Governare con i Dl non significa dittatura. Non ne esce uno se non ha un vaglio preventivo del presidente della Repubblica". "Come possiamo andare a parlare - incalza il presidente del Consiglio - con chi dice che stiamo portando il paese verso un regime e stiamo andando verso una dittatura e che durante una crisi come questa fa una manifestazione nazionale il 25 di ottobre?". A rendere così sicuro Berlusconi sono anche i dati degli ultimi sondaggi: "Gli italiani stanno premiando l'azione di governo. Se sono veri i sondaggi che ho letto stamattina siamo al 69,3% e con una crisi in corso", sottolinea il presidente del Consiglio.

Abbiamo detto basta con l'anarchia

Gli italiani avevano voglia di avere uno Stato che facesse lo Stato. Chi vuole occupare un'università, un aeroporto non lo potrà fare più. Basta con l'anarchia. Continuamo in questa direzione.

Rai, "non se ne esce"

Siamo in panne, ma agli italiani non gliene può importare di meno, sulla Presidenza della Commissione di vigilanza sulla Rai. E' prassi che la maggioranza elegga Presidente un membro dell'opposizione. La maggiorenza, però, chiede che il candidato dell'opposizione abbia dei requisiti, che possano far ritenere questo voto non insensato. Continuano a presentare delle persone che hanno fatto della televisione un obiettivo da attaccare. Non se ne esce.

Bush smentisce la data di martedì per il G8

La Casa Bianca nega che il presidente George W. Bush abbia convocato per martedì a Washington un vertice dei capi di Stato del G8 sulla crisi finanziaria "Come abbiamo detto il presidente è aperto all'idea di un incontro tra i leader quando sarà il tempo per discutere dei problemi del mercato finanziario ma (al momento) non c'è in programma alcun vertice per martedì", ha riferito il portavoce Tony Fratto.

Non vendete le azioni

Terminata la conferenza stampa a conclusione del vertice Italia-Romania, oggi, il premier Silvio Berlusconi è tornato sulla crisi: "Consigliamo agli italiani - dice - di non vendere le proprie azioni, ma di mantenerle, perché tra 18-24 mesi il prezzo delle azioni tornerà ad un livello giusto". Quello che sta succedendo in queste settimane, ha spiegato Berlusconi, "è l'opposto della crisi del '29: allora azienda che valevano 10, attraverso speculazioni arrivavano a valere 100, poi le azioni venivano vendute e si verificò un disastro che ebbe riflessi terribili sull'economia reale". Oggi, ha sottolineato, "abbiamo aziende che funzionano molto bene, che producono utili, come Enel ed Eni e c'è una Borsa che è staccata dalla realtà, a causa del panico che si è scatenato, le azioni vengono valutate meno del loro valore reale".

Berlusconi aveva riferito di una telefonata nella quale ci si era accordati su quella data per il G8. "Bush mi ha telefonato indicando come data preventiva per il G8 martedì prossimo. Io mi sono detto disponibile per quella e altre date", aveva detto Berlusconi, aggiungendo che Bush sta sondando gli altri 6 leader del G8 e che l'ipotesi è di tenere il vertice a Washington o a New York.

Alitalia, via l'emendamento salva manager dal decreto

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2008

Si va verso il ritiro dell'emendamento al dl Alitalia "salva-manager", sul quale il ministro

dell'Economia Giulio Tremonti ha minacciato oggi le dimissioni. La decisione sarà formalizzata al Senato che all'esame il provvedimento.

L'aut aut di Tremonti

Se si immagina che la linea del governo sia quella prevista da un emendamento che prevede una riduzione della soglia penale per alcune attività di amministratori, si sbaglia. Dopo la denuncia di Report, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parlando al Senato della crisi dei mercati e della moralità degli amministratori, interviene sull'emendamento salva manager per Alitalia.

L'emendamento è stato approvato a sorpresa nel passaggio in Senato. "E' un emendamento - ha detto - fuori dalla logica di questo governo. O va via l'emendamento o va via il ministro dell'Economia". "Questo elemento - ha detto - della moralità degli amministratori è considerato di fondamentale importanza da questo governo".

Il Tesoro Usa pronto a diventare azionista delle banche. Paulson: presto summit G20

Rainews24, http://www.rainews24.it, 09/10/2008

Gli USA come la Gran Bretagna: il Tesoro americano doop aver provato senza successo a far ripartire il credito con vari interventi sui mercati sta prendendo in considerazione l'ipotesi di acquisire in prima persona azioni delle banche in crisi. Lo scrive oggi il New York Times, anticipando una mossa che se confermata costituirebbe un altro passo epocale nel Paese che ha sempre fatto dell'indipendenza dei liberi mercati uno dei cardini del proprio credo economico.

Per il segretario al Tesoro americano Henry Paulson neanche il via libera al piano da 800 miliardi di dollari da parte del Congresso segnerà "la fine immediata delle attuali difficoltà". Le turbolenze sui mercati finanziari "non finiranno rapidamente" e "di fronte a noi ci sono ancora importanti sfide". Paulson ha anche previsto ulteriori fallimenti di istituzioni finanziarie negli Usa e annunciato una riunione straordinaria del G20 a breve per discutere una risposta coordinata alla crisi finanziaria.

Alcune fonti governative sentite dal Times sostengono che il Piano Paulson, dopo le ultime modifiche approtate dal Congresso, consente al Tesoro di diventare azionista delle banche nelle quali inetta liquidità. Una sorta di interpretazione 'estensiva' del piano, che a questo punto si avvicinerebbe molto a quello adottato in Gran Bretagna per salvare le prime otto banche del Paese: 87 miliardi di sterline per ricapitalizzare ma altri 430 miliardi per sostenere il rifinanziamento del debito e i bisogni di liquidità.

I vantaggi di questa opzione anche a Washington sarebbero percepiti come evidenti soprattutto sotto il profilo della maggior fiducia fra le banche, un elemento determinante per riabbassare i tassi di interesse interbancari e ripristinare la fiducia.

Quanto alle assicurazioni, la Federal Reserve ha annunciato altri 37,8 miliardi di dollari di prestiti per AIG.

Boom di stranieri nel 2007, in testa romeni

ANSA.it, http://www.ansa.it, 09/10/2008

ROMA - E' un vero e proprio boom per i cittadini stranieri residenti in Italia: al primo gennaio 2008 erano 3.432.651, con un aumento rispetto ad un anno prima di 493.729 unità (+16,8%). E' la fotografia sulla popolazione straniera residente nel nostro paese fatta dall'Istat che rileva come l'incremento sia il "più elevato mai registrato nel corso della storia dell'immigrazione nel nostro Paese". Un "forte aumento" che ha risentito in particolare del massiccio arrivo degli immigrati romeni che sono cresciuti in un anno di ben 283.078 unità (+82,7%) e la cui comunità diventa così, per numero, la più numerosa nel nostro paese. Gli stranieri rappresentano il 5,8% (un anno prima era il 5%) della popolazione totale. Un andamento del tutto in linea con i grandi paesi europei come Francia e Regno Unito. L'incremento registrato in Italia è analogo a quello spagnolo anche se in questo paese gli stranieri sono l'11,3%. Quasi la metà degli stranieri (47,1%) proviene dai paesi dell'Est europeo. Il 5,6% delle famiglie in Italia (1.366.835) ha per capo famiglia uno straniero.

- QUASI IN 60 MILIONI GRAZIE A STRANIERI: Si tratta di un cambiamento che inizia ad avere un peso specifico sempre maggiore: l'aumento della popolazione italiana che arriva a sfiorare i 60 milioni (da 59.131.287 a 59.619.290) è dovuto alla presenza di stranieri. Il saldo naturale della popolazione straniera (+60.379) compensa quasi per intero il saldo naturale negativo di quella italiana (-67.247). I nati da genitori stranieri sono stati 64.049 nel 2007 (+10,9%), pari all'11,4% del totale dei nati.

- PIU' PRESENTI AL NORD: Gli immigrati sono più presenti al Nord; in queste regioni risiede il 62,5% (8 stranieri ogni 100 residenti), al centro il 25%, mentre al sud il 12,5%. A livello regionale, spicca l'Emilia-Romagna (8,6% degli abitanti), la Lombardia (8,5%), il Veneto (8,4%). In alcune province, su 100 residenti almeno 10 sono stranieri; accade a Prato e Brescia (oltre l'11%), a Reggio Emilia, Mantova, Treviso e Piacenza.

- AUMENTANO LE NUOVE CITTADINANZE: Nel 2007, sono aumentati gli stranieri diventati italiani attraverso l'acquisizione della cittadinanza. Si stima (dati del ministero dell'interno) che siano stati 261 mila (la maggior parte avviene a seguito di matrimoni). Un numero importante visto che, ad esempio, in Francia nei soli anni 2005 e 2006 sono state concesse complessivamente 303 mila cittadinanze.

- ROMENA COMUNITA' PIU' NUMEROSA: Con un incremento record, la comunità romena è diventata la più numerosa nel nostro paese. In un solo anno (2006-2007), i romeni in Italia sono passati da 342.200 unità a 625.278 (+82,7%), scalzando così il primato dell'Albania (da 375.947 a 401.949) che al momento si colloca al secondo posto. Al terzo posto, c'é il Marocco con 365.908 unità (erano 343.228). I primi cinque paesi della graduatoria - Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina - rappresentano circa la metà di tutti gli immigrati residenti, con 1.682.000 unità, pari al 49% del totale.

- PAESI NEOCUMUNITARI LA NUOVA 'FRONTIERA': Si registra una lieve diminuzione per gli ingressi di cittadini provenienti dall'Africa settentrionale e, nell'area dell'Europa centro orientale, dall'Albania. Al contrario fanno registrare un incremento i flussi dai "Paesi Ue di nuova adesione" (al primo gennaio 2004 e al primo gennaio 2007): da 63 mila nel 2005 a 124 mila nel 2006 e 319 mila nel 2007. Il 23,2% degli immigrati proviene da un paese africano mentre il 16,1% da uno asiatico.

- FLUSSI NON PIU' DOVUTI A REGOLARIZZAZIONI: L'Istat segnala che il trend dei flussi migratori nel triennio 2005-2007, non risente più delle perturbazioni causate dalle iscrizioni anagrafiche successive ai provvedimenti di regolarizzazione del 2002.

Venerdì 10 Ottobre 2008

La deforestazione brucia piu' soldi della crisi economica globale

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/10/2008

L'economia globale perde più denaro a causa della deforestazione che per l'attuale crisi finaziaria, questo il verdetto di uno studio commisionato dall'Unione secondo cui la deforestazione ci costa dai 2 ai 5 trilioni di dollari (un trilione è un miliardo di miliardi).

Le cifre sono calcolate sul valore dei vari servizzi offerti dalle foreste, come produrre ossigeno, assorbire anidride carbonica o purificare l'acqua. Lo studio è sato diretto da un economista della Deutsche Bank e lo studio, riportato dalla Bbc on line, sta ad indicare le nuove strategie degli ecologisti che usano ora le leve finanziarie per fare pressione sui politici per ottenere una maggior tutela dell'ambiente.

Afghanistan: Pentagono, 'sempre peggio'

Agi, http://www.agi.it/estero/notizie/200810100923-est-rt11008-art.html, 10/10/2008

Corruzione e traffico di droga fanno crollare la fiducia in Karzai

Le cose in Afghanistan vanno sempre peggio. Lo aveva anticipato il comandante delle forze britanniche nel Paese e lo ha confermato l'intelligence statunitense in un rapporto anticipato dal New York Times e dal Washington Post. Il documento, messo a punto da tutti i servizi segreti dei vari ministeri e forze armate, avverte che l'anno prossimo le cose sono destinate a peggiorare, come ha confermato il capo di stato maggiore congiunto americano dopo le indiscrezioni sul rapporto. Le agenzie di intelligence puntano il dito contro la corruzione, il traffico di droga e l'insorgenza che sono una minaccia concreta al fragile governo di Hamid Karzai. "Le cose su tutto lo scacchiere non vanno nella giusta direzione" ha detto l'ammiraglio Michael Mullen, "e l'anno prossimo, se non faremo fronte a tutte queste sfide, andranno peggio". Il New York Times riporta le valutazioni del National Intelligence Estimate (Nie) che mette in dubbio le capacita' di Karzai di far fronte alla guerriglia talebana. Un portavoce del Nie non ha voluto riconoscere l'esistenza del rapporto, mentre una fonte dell'intelligence ha detto che e' ancora in una fase di sviluppo e che e' "troppo presto per trarre alcuna conclusione". Condoleezza Rice, che ha detto di aspettarsi di essere aggiornata al piu' presto sulle valutazioni dei servizi, si e' limitata a un commento laconico: "posso solo dire che l'Afghanistan e' un posto difficile che dal 2001 ha fatto progressi. Tutti abbiamo parlato delle nuove circostanze che si sono create e stiamo facendo una revisione per stabilire cosa si puo' fare" ha detto. La Casa Bianca ha gia' affidato al generale Douglas Lute, del Consiglio di sicurezza nazionale, il compito di rivedere la strategia americana in Iraq e Afghanistan. Il Dipartimento di stato si e' impegnato a fare di piu' per i Provincial Reconstruction Team - esperti civili che, scortati dai militari, si occupano della ricostruzione del Paese - ma il generale David McKiernan, comandante in capo in Afghanistan, aspetta ancora le quattro brigate operative e le forze di supporto (per un totale di 20mila uomini) che ha chiesto al Pentagono. I militari sono gia' consapevoli della necessita' di una soluzione politica, specie ora che la corruzione e il traffico di droga hanno minato la fiducia dell'opinione pubblica nel governo di Kabul. Il crollo dell'autorita' centrale, avverte il Nie, e' stato accelerato dalla corruzione che impera nel governo Karzai e dagli attacchi sempre piu' numerosi e sofisticati che vengono dai rifugi su cui la guerriglia puo' contare in Pakistan. Il Washington Post si spinge oltre e riporta la distinzione tracciata dal Nie sulla guerriglia che fa base in Pakistan: estremisti locali alleati dei miliziani del Kashmir; Talebani afghani; gruppi tribali alleati di altre fazioni. "Al Qaeda" si legge nella bozza del Nie, "e' composta perlopiu' da arabi, e sempre di piu' da uzbeki, ceceni e altri originari dell'Asia centrale. Sta in cima alla piramide, fornisce denaro e mette a disposizione campi di addestramento in cambio di rifugi sicuri". - Washington, 10 ott. -

Crisi finanziaria, Napolitano: i media mantengano equilibrio

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/10/2008

Sulla crisi finanziaria internazionale è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha celebrato questa mattina al Quirinale la giornata nazionale sull'informazione.Tutti devono avvertire la responsabilita' di "non alimentare l'allarmismo", ha detto. I media mantengano la loro libertà ma con equilibrio.

Islanda in bancarotta, nella voragine precipitano gli enti locali inglesi: buco da 1 mld

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/10/2008

Un piccolo Paese, un grande problema. L'Islanda è sull'orlo del fallimento: crolla anche l'ultima grande banca, la corona è in caduta libera, la Borsa è chiusa. Il presidente, Olafur Ragnar Grimsson, va in ospedale per problemi cardiaci. E il premier Geir Haarde davanti alle telecamere ammette: per il sistema bancario islandese c'è un concreto "rischio di bancarotta". Non bastasse, la crisi avvelena i rapporti con Londra.

Banche nazionalizzate

Il governo islandese ieri ha assunto il controllo di Kaupthing Bank, il primo istituto di credito della nazione. Neanche l'intervento della Svezia, che aveva messo a disposizione un prestito di emergenza da circa cinque miliardi di corone per sostenere la divisione svedese di Kaupthing, è

servito a evitare il collasso dell'istituto sotto il peso dei debiti. Nel giro di poche ore si e' cosi' completato il 'takeover' del sistema bancario da parte del governo: Kaupthing era infatti

l'unica grande banca dell'Islanda rimasta indipendente dopo che gli altri due maggiori istituti, Landsbanki e Glitnir, erano finiti sotto il controllo dell'Authority finanziaria.

Borsa chiusa

L'Authority di vigilanza ha garantito integralmente i depositi di Kaupthing e la regolare operatività della banca, ma intanto sono state sospese tutte le contrattazioni della Borsa

fino a lunedì per le "eccezionali condizioni" di mercato. La moneta islandese è in caduta libera dopo che la banca centrale ha tentato invano di ancorarla all'euro e gli scambi sono stati sospesi.

Stiamo fallendo

Per il sistema bancario islandese c'è un concreto "rischio di bancarotta", ha ammesso il primo ministro Geir Haarde. Stando ai calcoli dell'agenzia Bloomberg, l'Islanda ha accumulato un debito pari a 61 miliardi di dollari, una cifra 12 volte superiore al Pil del Paese. Nel corso degli ultimi anni, d'altra parte, le banche islandesi si sono lanciate in operazioni finanziarie sempre più ardite, che hanno portato ad un rapporto fra gli impegni e il Pil (ovvero, fra gli investimenti e la ricchezza prodotta in un anno) di 10 a 1. Reykjavik sta affannosamente cercando di ottenere un prestito dalla Russia - si parla di 4 miliardi di euro - e un incontro fra i rispettivi leader potrebbe esserci martedì. Contemporaneamente, il governo potrebbe chiedere aiuto al Fondo Monetario Internazionale per far fronte alle garanzie sui depositi.

Non è un paese per deboli di cuore

Il presidente islandese Olafur Ragnar Grimsson, intanto, è stato ricoverato all'inizio della settimana per problemi cardiaci: lo ha reso noto un portavoce della presidenza, spiegando che

comunque Grimsson ha ripreso la maggior parte delle sue attività.

La rabbia inglese

Contro l'Islanda punta il dito il premier britannico Gordon Brown, affatto impietosito dalla crisi del Paese dei ghiacci. Brown ha definito "inaccettabile" il comportamento delle autorità dell'isola, e ha minacciato "azioni legali" contro il governo islandese se la questione della tutela dei depositi dei cittadini o degi enti britannici non sarà risolta. In particolare, il premier critica la decisione islandese di congelare i conti dei clienti britannici sulla banca online Icesave, filiale della Landsbanki, che e' stata nazionalizzata.

A irritare - per usare un eufemismo - Brown è il 'buco' da un miliardo di sterline che si ritrovano in cassa, ora, gli enti locali britannici, attirati negli ultimi anni dagli ottimi rendimenti garantiti dalle banche islandesi. I 'council' britannici hanno investito fino a pochi mesi fa e ora enti come l'agenzxia dei trasporti di Londra o la polizia del Sussex si ritrovano con seri problemi nel far quadrare i conti: aumentaranno per i cittadini britannici i costi dei servizi erogati, è la previsione funerea dell'Independent.

Libia: via dalla Svizzera i nostri soldi e il nostro petrolio

cittaoggiweb, http://www.cittaoggiweb.it/notizie-in-rete/10-10-2008/Libia-via-dalla-Svizzera-i-nostri-soldi-e-il-nostro-petrolio_20532.html, 10/10/2008

Dal Web La Libia ha annunciato il blocca della fornitura di petrolio alla Svizzera. La crisi diplomatica si era innescata dopo l'arresto, lo scorso luglio, di Hannibal, uno dei figli di Muammar Gheddafi, da parte delle autorità di Ginevra.

L'annuncio del blocco, dopo diverse minacce nelle scorse settimane, è stato dato da Essam el-Zanati, capo della Tamoil, il quale ha anche ricordato che la Svizzera produce, con una raffineria, il 20% del fabbisogno nazionale e ha 320 stazioni di servizio. "Niente conseguenza per le forniture in Italia e in Germania" ha precisato el-Zanati.

A questo si aggiunge l'annunciata decisione della Libia di voler ritirare i propri fondi dalle banche svizzere, di cui ha dato notizia l'agenzia ufficiale libica Jana nella sua edizione online. Si tratterebbe di circa 7 miliardi di dollari americani.

Gates lancia la exit strategy per l'Afghanistan: riconciliazione nazionale con i Talebani

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/10/2008

La soluzione militare, ormai è chiaro, non c'è. Ecco perché sette anni dopo l'invasione

dell'Afghanistan anche gli Stati Uniti ora sono pronti a sostenere trattative tra il governo di Kabul e i talebani, a patto che dai negoziati sia esclusa al Qaeda. Lo ha detto al vertice dei

ministri della Difesa Nato di Budapest il segretario alla Difesa Usa Robert Gates, dopo l'appello al dialogo lanciato la scorsa settimana dal presidente afghano Hamid Karzai al mullah Omar e il successivo via libera di Londra.

Secondo il capo del Pentagono un'opera di riconciliazione in Afghanistan gestita da Kabul potrebbe porre fine alla guerra. Questo solo se i talebani rispetteranno i termini posti

dal governo afghano alla cui sovranità i talebani dovranno sottomettersi "Ci deve essere infine, e sottolineo infine, una riconciliazione come parte di un risultato politico a questo (negoziato)", ha spiegato Gates perché la riappacificazione "sara' la definitiva exit strategy per tutti noi".

Il segretario alla Difesa ha comunque chiarito che gli eventuali negoziati non potranno mai includere chiunque faccia parte di al Qaeda: "Dobbiamo essere sicuri di non

parlare con loro", ha chiarito Gates.

Gli Usa dopo l'11 settembre 2001 invasero a dicembre l'Afgfhanistan per abbattere il regime talebano che aveva ospitato Osama bin Laden e i vertici della sua organizzazione. In Afghanistan gli americani hanno circa 32.000 soldati, divisi nell'operazione Enduring Freedom

(18.000) e nel contingente Isaf della Nato (14.000). Le vittime americane sono state finora 610.

Industria: produzione agosto -14,3%, su mese +1,4%

ANSA.it, http://www.ansa.it, 10/10/2008

ROMA - La produzione industriale ad agosto é diminuita del 14,3% rispetto ad agosto 2007, mentre l'indice destagionalizzato ha registrato un aumento dell'1,4% rispetto a luglio 2008. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che l'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato, sempre in agosto, una diminuzione tendenziale del 5,3% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di agosto 2007).

La produzione industriale tra gennaio ed agosto ha registrato una diminuzione del 2,4% rispetto al corrispondente periodo del 2007. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che l'indice corretto per i giorni lavorativi, nella media dei primi otto mesi dell'anno ha segnato un calo dell'1,9% rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso (i giorni lavorativi sono stati 168 contro i 170 del 2007).

La produzione industriale di autoveicoli ad agosto ha registrato un calo del 66,8% rispetto ad agosto del 2007. Lo fa sapere l'Istat, aggiungendo che l'indice corretto per i giorni lavorativi ha segnato una diminuzione tendenziale del 49,3%. Nel periodo gennaio-agosto il dato grezzo, sempre relativo agli autoveicoli, è risultato pari a -9,9%, quello corretto per i giorni lavorativi pari a -8,5%, rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso.

Cosenza, operazione contro la prostituzione: sfruttate anche minorenni e donne incinte

Rainews24, http://www.rainews24.it, 10/10/2008

Operazione della Polizia di Stato a Cosenza, contro un'organizzazione criminale composta da italiani e romeni dedita allo sfruttamento della prostituzione.

Avrebbero sfruttato, per farle prostituire, anche ragazze minorenni e donne incinte, i componenti dell'organizzazione. L'operazione, coordinata dalla Questura di Cosenza, e' stata chiamata Ursaru, che in romeno significa sfruttatore.

Il personale del commissariato di Castrovillari, sotto le direttive del questore di Cosenza, Raffaele Salerno, sta eseguendo dieci ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di altrettanti presunti componenti dell'organizzazione, che avrebbe avuto la sua base logistica a Sibari, nella zona dell'alto Jonio cosentino. Agli arrestati viene contestata l'associazione per delinquere finalizzata all'induzione e allo sfruttamento della prostituzione. L'organizzazione che e' stata sgominata avrebbe avuto diramazioni anche in Emilia Romagna.

L'indagine che ha portato all'emissione delle ordinanze di custodia cautelare si basa su una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali dalle quali e' emersa la fitta rete di rapporti e complicita' tra i componenti dell'organizzazione per lo sfruttamento nell'attivita' di prostituzione nella quale erano coinvolte decine di donne, molte delle quali romene.

Sabato 11 Ottobre 2008

Da Fmi a agenzie, in i Italia prezzi delle case caleranno del 15%

Rainews24, http://www.rainews24.it, 11/10/2008

I prezzi delle case in Italia dovrebbero calare, nel prossimo biennio, fino al 15% secondo stime effettuate dalle agenzie immobiliari. Gia' alla fine di quest' anno la diminuzione dei prezzi delle abitazioni potrebbe aggirarsi intorno al 5-6 %.

Le principali agenzie immobiliari, da Gabetti a Tecnocasa, concordano con le stime del Fondo Monetario Internazionale, secondo le quali nei prossimi anni, in Italia, e' possibile una correzione dei prezzi delle case dal 10% al 20%.

La minore disponibilita' di spesa da parte delle famiglie e la crisi finanziaria internazionale gia' nel 2008 avra' riflessi pesanti sul mercato della casa e nel primo semestre nelle grandi citta' si e' registrata una contrazione dei prezzi del 2,7%. L'unico barlume di speranza per il settore - investito anche da un brusco calo delle compravendite (-14% nei primi sei mesi di quest'anno) - e' nel taglio dei tassi deciso qualche giorno fa dalle banche centrali dall'attesa che un'analoga decisione si possa ripetere.

In Italia dunque si comprano meno case e si limano i prezzi di quelle in vendita ma chi riesce ad acquistare punta sull'abitazione comoda: nei primi sei mesi dell'anno - secondo gli ultimi dati dell'Agenzia del Territorio - il 30% delle case acquistate e' medio-grande e comunque 4 abitazioni su 10, sempre tra quelle comprate dagli italiani nel primo semestre, sono grandi almeno 100 metri quadrati. Se il Fondo Monetario Internazionale stima una correzione dei prezzi per gli immobili in Italia nell'ordine del 10-20% nei prossimi anni, le agenzie immobiliari italiane non sono da meno. "Il calo dei prezzi delle case - spiega Guido Lodigiani, direttore dell'Ufficio Studi di Gabetti - e' legato alla minore disponibilita' di spesa. Una ripresa del mercato, se tutto va bene, ci sara' dal 2011. Con il taglio dei tassi migliorano comunque anche le prospettive del settore". Da gennaio a giugno di quest'anno i prezzi delle case nelle grandi citta' sono diminuiti del 2,7% e "per la seconda parte dell'anno - dice Lodigiani - ipotizziamo un'ulteriore flessione del 3%. Questa dinamica potra' continuare anche nel 2009 e nel 2010 per arrivare dunque ad un calo complessivo delle quotazioni nell'ordine di grandezza del 15%".

Per l'Ufficio Studi di Tecnocasa "si sta andando verso una progressiva normalizzazione di un mercato che da anni e' sempre cresciuto". E infatti quest'anno gia' si e' registrato un calo dei prezzi nelle grandi citta' ed "e' la prima volta che succede che tutte le grandi metropoli - fa notare ancora Tecnocasa - chiudano il semestre con una contrazione delle quotazioni". Cala il mercato immobiliare ma in Italia chi riesce a comprare non bada a spese e punta sull'abitazione medio-grande: dai 100 ai 130 metri quadrati. Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia del Territorio la tipologia di abitazione piu' acquistata (il 29,8% del totale) nel primo semestre di quest'anno e' 'medio-grande'. Sfiorano il 10% del totale invece gli acquisti di case 'grandi', oltre i 130 metri quadrati. A conti fatti 4 case su 10, acquistate da gennaio a giugno di quest'anno non sono inferiori ai 100 metri quadrati.

Domenica 12 Ottobre 2008

Papa: quattro nuovi santi, tra loro la prima da India

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2008

CITTA' DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI, al termine di una solenne messa in Piazza San Pietro in cui ha proclamato la prima santa indiana, ha rivolto oggi un appello ai fondamentalisti indù perché rinuncino alle loro violenze contro i cristiani in India e si uniscano ai loro "fratelli e sorelle per costruire insieme una civiltà d'amore". Il pontefice ha anche espresso "allarme e grande sofferenza" per le persecuzioni contro i cristiani in Iraq: è di ieri la notizia di migliaia di famiglie cristiane fuggite da Mosul, dopo che le loro case erano state date alle fiamme. Davanti ad una folla di 40 mila persone, e a una distesa di bandiere indiane, Benedetto XVI, parlando in inglese prima della preghiera dell'Angelus, ha ricordato la figura di Santa Alfonsa dell'Immacolata Concezione, la prima santa nativa dell'India, portata agli onori degli altari insieme oggi ad altri tre personnaggi della Chiesa, tra cui l'italiano Gaetano Errico, sacerdote borbonico.

Nel momento in cui i cristiani dell'India ringraziano Dio per la loro prima figlia nativa portata agli onori delle pubblica venerazione, desidero assicurare loro le mie preghiere in questo periodo difficile, ha detto il Papa. "Mentre raccomando alla protezione provvidenziale dell'Onnipotente coloro che si battono per la pace e riconciliazione - ha aggiunto - chiedo con forza ai responsabili delle violenze di rinunciare a questi atti e di unirsi ai loro fratelli e sorelle per costruire insieme una civiltà di amore". "Dio - ha concluso - vi benedica tutti ". Ad ascoltarlo, tra migliaia di indiani, anche una delegazione ufficiale inviata da New Delhi, guidata dal ministro del lavoro". Da mesi, la minoranza cristiana, specie nello Stato dell'Orissa, è vittima di violenze e persecuzioni da parte di fondamentalisti indù che vorrebbero eliminare la presenza di altri gruppi religiosi dal 'loro' territorio. Decine di morti e decine di migliaia di sfollati tra i cristiani è il bilancio di una sorta di pulizia religiosa che non accenna a attenuarsi.

PRIMA SANTA PER INDIA, UN ESEMPIO NELLE SOFFERENZE - La prima santa nativa dell'India, Anna Muttathupadathu, vissuta in epoca coloniale dal 1910 al 1946, è "oggi offerta al popolo dell'India" , come un esempio di una "vita di estrema sofferenza fisica e spirituale". Lo ha detto Benedetto XVI nell'omelia pronunciata dopo la proclamazione, oggi in una Piazza San Pietro pavesata di bandiere indiane, di quattro nuovi santi della Chiesa cattolica. Tra di loro, appunto, la suora del Kerala, che si mutilò pur di non sposarsi e per dedicarsi alla preghiera ; il Papa l'ha definita "una donna eccezionale", la cui santificazione avviene in un momento particolarmente difficile per la minoranza cristiana del subcontinente indiano, obiettivo di violenze e persecuzioni da parte di gruppi fondamentalisti indù. Nessun accenno, nel discorso di Ratzinger, alla situazione attuale dei cristiani in India. Solo una forte accentuazione sulla sofferenza e la croce, come mezzo per giungere a Dio.

Le parole del profeta Isaia 'il Signore Dio asciughera' le lacrime su ogni voltò contengono - ha spiegato Ratzinger ad una piazza S. Pietro piena di indiani - 'la promessa che sostenne Alfonsa dell'Immacolata Concezione (questo fu il suo nome da religiosa ndr.) nel corso di una vita di estram sofferenza fisica e spirituale". "Questa donna eccezionale, che oggi è offerta al popolo dell'India come sua prima santa canonizzata - ha aggiunto - era convinta che la sua croce fosse il vero mezzo per raggiungere il banchetto eterno". "Possiamo - ha auspicato benedetto XVI - noi imitarla nel porare sulle spalle le nostre croci per poterci un giorno unire a lei in Paradiso". Gli altri canonizzati sono il sacerdote italiano Gaetano Errico (1791-1860), fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria; Maria Bernarda Buetler (1848-1924), vergine e fondatrice della Congregazione delle Suore Francescane Missionarie di Maria Ausiliatrice; Narcisa Di Gesù Martillo Moràn, laica ecuadoriana (1832-1869). Di grande spessore la vita di don Errico, sacerdote borbonico ma sopratutto uomo che cercò di trasmettere il vangelo "sulla strada e nel confessionale", ha ricordato il Papa. "Quante ferite dell'anima egli ha così sanato", ha esclamato Ratznger con ammirazione.

Bush: risposta globale a crisi, Fmi: vicino collasso

ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/10/2008

WASHINGTON - Una "seria risposta globale" per affrontare una crisi globale, che non si risolverà in una notte: alla Casa Bianca il presidente americano George W. Bush riceve i ministri finanziari del G7 per discutere le attuali turbolenze finanziarie, mentre il direttore generale del Fondo Monetario internazionale, pur appoggiando il comunicato dei Sette Grandi, lancia un nuovo allarme: "Il sistema finanziario globale è sull'orlo di un collasso sistemico per l'intensificarsi dei problemi di solvibilità delle maggiori finanziarie americane e europee. Le azioni dei prossimi giorni saranno cruciali". "Siamo davanti a una grave crisi globale che richiede forti risposte globali. Siamo insieme in questa crisi, ne usciremo insiemé afferma Bush, invitando al massimo coordinamento così da evitare che 'le azioni prese da un paese contraddicano o danneggino le azioni di altri paesi'. 'Faremo tutto quello che deve essere fatto per risolvere la crisi, l'economia mondiale uscirà più forte da tutto questò, ha aggiunto il presidente americano, constatando come nella passate crisi alcuni paesi avevano scelto di isolarsi, mentre 'stavolta le cose sono differenti: i leader riuniti a Washington questo fine settimana stanno lavorando tutti insieme'.

All'incontro alla Casa Bianca ha partecipato anche il presidente del Financial Stability Forum e governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che ha valutato come "molto importante" la riunione. Secondo il presidente del Financial Stability Forum 'serve cooperazione: il comunicato del G7 dimostra che c'é volontà di interazione e questo è stato apprezzato dai mercatì e dà un 'segnale giusto'. 'Ora abbiamo bisogno di azione, un'azione congiuntà, ha constato Draghi, non volendo ricorrere al termine 'coordinamento perche' troppo ambiziosò. Di fronte a una crisi come quella attuale, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ritiene necessario 'estendere il G8 ad altri Paesi', tenendo così conto delle nuove realtà economiche emergenti. Parlando all'ambasciata italiana al termine degli incontri del G7 e del Fondo Monetario, Tremonti ha spiegato come 'il vecchio G7, poi G8, controllava l'80% del pil del mondò, mentre ora si ferma al 50%. Di fronte alla crisi che 'e' globalé e senza precedenti, secondo Tremonti 'va data una risposta non solo tecnica ma anche politica'. La crisi in atto, la più seria da 1930, sta 'spingendo gli Usa sull'orlo della recessione - ha osservato il commissario europeo agli Affari Economici Joaquin Almunia -, mentre l'attività economica europea si sta contrarendò. Pur privilegiando una soluzione privata, Almunia ritiene che data l'ampiezza 'dei problemi sistemici, un' azione pubblica decisiva é stata necessaria e lo è ancora per rompere il circolo di svalutazioni degli asset, pressione sui titoli e crisi delle banché. Almunia ha promosso l'intervento coordinato delle banche centrali sui tassi e ha precisato che, se venissero confermate le indicazioni sull'inflazione, ci sarebbe spazio in Europa per ulteriori tagli del costo del denaro.

RIFLETTORI SU PARIGI, E' MOMENTO VERITA' - Trovare un'intesa su interventi cruciali in grado di ridare fiducia ai mercati e disinnescare il rischio di collasso del sistema finanziario internazionale: questo il delicatissimo compito a cui sono chiamati oggi i leader dei 15 Paesi dell'Eurogruppo a poche ore dalla riapertura de mercati.

Dopo i risultati del G7 di Washington e gli avvertimenti lanciati dal Fondo monetario internazionale tocca ora ai 15 Paesi che condividono la moneta unica europea, riuniti sotto la regia del presidente di turno dell'Ue, il francese Nicolas Sarkozy, dimostrare di essere compatti nel passare all'azione. Il premier inglese, Gordon Brown, che nel primo pomeriggio incontra Sarkozy prima della riunione dell'Eurogruppo ( di cui egli non fa parte) è stato esplicito: l'appuntamento di Parigi rappresenta il "momento della verità". La posta in gioco, ha aggiunto, "non potrebbe essere più alta".

Brown nei giorni scorsi ha sottolineato più volte la necessità di un "approccio globale" che è invece venuto a mancare una settimana fa, quando la riunione del G4 svoltasi sempre a Parigi si concluse rimarcando ancora una volta divisioni interne, soprattutto a causa della contrarietà della Germania alla nascita di un fondo comune per il salvataggio del settore bancario. Ma oggi lo scenario è mutato. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, dopo lo tsunami che ha investito i mercati finanziari nel corso della settimana, approda alla riunione dell'Eurogruppo con un atteggiamento più conciliante. Lei e Brown, secondo le informazioni filtrate sulla stampa, si appresterebbero a varare, domani, a livello nazionale, importanti misure destinate a salvare le banche in crisi e ridare fiato al sistema creditizio. In questo scenario ha quindi preso quota la possibilità che da Parigi scaturiscano precise indicazioni operative. Innanzitutto per sbloccare la crisi di liquidità che ha colpito il sistema fornendo garanzie pubbliche comuni sui prestiti interbancari. E ufficializzando le modalità di intervento pubblico nel settore bancario sull'esempio di quanto già deciso e annunciato da Londra nei giorni scorsi. Ma anche ammettendo la necessità di intervenire rapidamente per creare un unico sistema di sorveglianza europeo su un settore creditizio e finanziario ormai integrato e prendendo atto che il costo della crisi peserà negativamente sul rispetto dei vincoli in materia di finanza pubblica fissati dal Patto di stabiltà.

Berlusconi: aiuti di Stato non più vietati, anzi indispensabili

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/10/2008

La nostra posizione è ottimale, molto meglio degli altri Paesi. Questo il commento del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi al termine del vertice dell’Eurogruppo.

Il premier si è detto "particolarmente soddisfatto per il fatto che il peso della nostra esperienza e della nostra saggezza e' diventato determinante".

Con le decisioni prese oggi "si sospende la regola del mark to market secondo cui le aziende dovevano abbattere il valore patrimoniale in bilancio e possono rimanere sui valori precedentemente dichiarati".

Quanto deciso oggi servirà "ridare fiducia agli investitori: immagino che i mercati possano prendere atto e che i provvedimenti decisi oggi possano ridare fiducia agli investitori".

Inoltre, secondo il premier "dopo Unicredit” non ci sono “necessità di ulteriori ricapitalizzazioni".

Per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, una delle novità più importanti dell'accordo è che ora gli aiuti di Stato non solo non solo più vietati, ma sono "indispensabili".

I quindici Paesi hanno trovato l'accordo per contrastare questa crisi che non e' solo europea, ma globale. Hanno deciso di agire ciascuno nel proprio Paese in un modo tuttavia coordinato con gli altri.

La novità più importante, che qualcuno ha definito storica, è che mentre fino a ieri gli aiuti di Stato all'economia, in questo caso alle banche, erano vietati, da oggi gli aiuti di Stato sono ritenuti indispensabili affinché la crisi della finanza non diventi una crisi di tutta l'economia e per far sì che nessuna banca possa andare verso un fallimento e nessun risparmiatore possa spendere dei soldi.

Banca mondiale: 100 milioni di poveri in più causati dalla crisi economica

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/10/2008

La crisi finanziaria in atto, la peggiore dal 1930, rischia di mettere in ginocchio i Paesi emergenti, già alle prese con il caro energia e l'impennata dei prezzi degli alimentari. Dall'inizio dell'anno il numero dei poveri è aumentato di 100 milioni e il rischio "e' che la cifra salga ulteriormente". A lanciare l'allarme è il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, spiegando come questa "catastrofe è stata creata dall'uomo e sta noi ora trovare le risposte".

I Paesi in via di sviluppo, molti dei quali già colpiti dagli elevati prezzi di energia e alimentari, rischiano di vedere andare in fumo i propri sforzi di miglioramento della qualità della vita della popolazione se ci sarà un prolungato rallentamento della crescita globale e una stretta del credito, spiega Zoellick, sottolineando come "sono le fasce di popolazione più povere e vulnerabili a rischiare i danni più gravi in alcuni casi permanenti".

Ma la Banca Mondiale, il Fmi e altri organismi utilizzeranno tutte le risorse finanziarie a loro disposizione per sostenere i Paesi in via di sviluppo nel rafforzare le proprie economie e dei propri sistemi finanziari. Proprio in quest'ottica Zoellick ha annunciato che la Banca sta valutando la possibilità di creare un fondo per aiutare la ricapitalizzazione delle banche nei Paesi emergenti colpite dalla crisi finanziaria.

Nella conferenza stampa di chiusura del Development Committeee, Zoellick sottolinea come "la crisi in corso si è manifestata prima negli Usa e poi in Europa, con una reazione da parte della gente di confusione, poi di frustrazione, poi di rabbia e poi di paura. Queste reazioni naturali si diffonderanno nel mondo, visto che l'impatto della crisi di amplia.

Queste reazioni vanno prese seriamente". Gli eventi degli ultimi mesi "hanno evidenziato la necessità di modernizzare il multilateralismo e i mercati per una nuova economia globale. E' questo, e non di meno, quello che ci si aspetta da noi". "La crisi attuale - conclude - deve assorbire tutte le nostre energie e la nostra attenzione".

Varese, marocchina picchiata sull'autobus: aveva occupato un posto 'italiano'

Rainews24, http://www.rainews24.it, 12/10/2008

Una ragazza marocchina di 16 anni è stata picchiata da alcuni suoi coetanei, almeno sette, durante un raid punitivo, a Varese. La sua 'colpa' sarebbe stata quella, il giorno prima, di aver occupato sul bus un posto 'non suo' in quanto non italiana.

E' accaduto, secondo quanto ha denunciato il padre, venerdì pomeriggio ma se ne è avuta notizia oggi. I carabinieri per ora hanno denunciato in stato di libertà, con accusa di lesioni, una delle presunte ragazze del gruppo. Ha 15 anni e vive nell'hinterland varesino.

Al momento non c'è contestazione di aggravanti come le finalità di discriminazione razziale, perché in ambiente investigativo si tende a ritenere la violenza un episodio di bullismo fra adolescenti.

La vittima, aggredita vicino alla stazione ferroviaria di Varese, è stata soccorsa dai volontari dei City Angels che operano nella zona ed è quindi stata portata al pronto soccorso dell'ospedale Circolo per diverse contusioni. Il gruppo l'ha circondata per strada e pare che a picchiarla più pesantemente sia stata proprio una delle ragazze.

Lunedì 13 Ottobre 2008

Del Turco libero ma con obbligo di dimora: tornero' in politica

ANSA.it, http://www.ansa.it, 13/10/2008

L'AQUILA - Da un lato l'obbligo di dimora a Collelongo (L'Aquila) predisposto dal Tribunale del Riesame dell'Aquila perché "si sono affievolite le esigenze della misura cautelare, anche se permangono i gravi indizi di colpevolezza".

Dall'altro la ritrovata libertà di parola fa dire a Ottaviano Del Turco che vuole tornare a fare politica anche se lontano dall'Abruzzo perché anche "pezzi della maggioranza" di centrosinistra regionale lo volevano far fuori. A tre mesi dagli arresti di Sanitopoli, l'inchiesta della Procura pescarese che ha decapitato la Giunta regionale abruzzese, l'ex governatore, Ottaviano Del Turco, non è più ai domiciliari. E identico provvedimento riguarda le altre quattro persone, delle 10 coinvolte, che erano ancora sottoposte alla stessa misura restrittiva, l'ex segretario dell'ufficio di presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta, l'ex presidente della Fira Giancarlo Masciarelli, l'ex consigliere regionale Camillo Cesarone, e l'ex assessore regionale Antonio Boschetti, tutti ai domiciliari da agosto. Il Riesame ha quindi accolto, in parte, l'appello presentato dai legali contro l'ordinanza del Gip del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, con cui il 19 settembre scorso erano state respinte le richieste di scarcerazione.

E pare che in settimana i legali dei cinque, che si sono incontrati oggi, intendano tornare alla carica e chiedere la libertà per tutti. "Considerando il tempo trascorso - si legge nell'ordinanza - non avendo più gli indagati incarichi istituzionali e alla luce dell'incidente probatorio già consumato, non essendoci più il pericolo di inquinamento delle prove, sono venute meno le esigenze cautelari". In una delle due ordinanze del Riesame - quella che risponde al ricorso dell'avvocato Giuliano Milia, difensore di Del Turco, Quarta e Masciarelli -, in relazione a quest'ultimo si parla di "spiccata capacità a delinquere" in quanto ha rappresentato "il trait d'union" tra figure delle due precedenti Giunte regionali, pur se di opposto segno politico". Alla luce "di tale versatilità a delinquere", non si esclude quindi "che l'indagato sia in grado di continuare a delinquere".

Di qui l'obbligo di dimora. Per Del Turco, dimessosi da presidente della Regione con una lettera nella quale spiegava che "se ci sono responsabilità sono di natura personale e non collettive", quello a Collelongo (L'Aquila), il suo paese, sarà "un esilio d'oro", dopo 28 giorni trascorsi nel carcere di Sulmona (L'Aquila) (tre dei quali in isolamento) e due mesi ai domiciliari.

Martedì 14 Ottobre 2008

Conti pubblici: Bankitalia, debito sale a 1.654,7 miliardi. Calano le entrate tributarie

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/10/2008

Riprende a crescere il debito pubblico: a luglio, segnala Bankitalia nel supplemento statistico di finanza pubblica, è salito a 1.654,7 miliardi. A giugno, era di 1.651,6 miliardi, a luglio 2007 si era attestato a 1.625 miliardi. In calo le entrate tributarie: gli ultimi dati di Bankitalia, relativi ad agosto, segnalano che sono scese a 31,6 miliardi rispetto ai 40,4 miliardi di luglio. Complessivamente, le entrate totali sono ammontate a 33,7 miliardi ad agosto (41,7 mld a luglio). Ad agosto 2007, le entrate tributarie furono 34,5 mld e le entrate totali a 35,4 mld.

Piano anti crisi di Obama: aiuti alla middle class. McCain: tagli alle tasse per 52 mld

Rainews24, http://www.rainews24.it, 14/10/2008

La palla è nel suo campo, e da questa mossa potrebbe dipendere l'esito della corsa alla Casa Bianca. Ecco perché il candidato repubblicano alla presidenza John McCain presenterà oggi stesso un piano da oltre 52 miliardi di dollari per aiutare gli Americani colpiti dalla crisi finanziaria: al centro tagli alle tasse, soprattutto per i pensionati.

Ad anticipare l'iniziativa di McCain il suo consigliere 'principe' in tema di economia, Doug Holtz-Eakin. McCain illustrerà il suo piano, non a caso, in Pennsylvania, uno degli Stati dove la crisi si fatta sentire di più. E non a caso all'indomani del piano anti crisi presentato dal candidato democratico Barack Obama a Toledo, in Ohio.

Secondo Holtz-Eakin, McCain proporrà di ridurre l'aliquota massima sulle pensioni al 10% per gli anni 2009 e 2010, per una spesa di 36 miliardi di dollari. Altri 10 miliardi serviranno a finanziare la riduzione del 50% della tassazione sui capital gain, dal 15 al 7,5%, nello stesso biennio; e altri 6,5 miliardi andranno a coprire l'esenzione fiscale nel 2009-2010 delle indennità di

disoccupazione, un provvedimento che interessa oltre tre milioni e mezzo di americani.

L'obiettivo, ha detto il consigliere di McCain, è "mettere i soldi in mano alla gente".

Il piano Obama: lavoro per la middle class

Il piano da 60 miliardi di dollari in due anni di Barack Obama per il rilancio dell'economia americana "comincia con una parola che sta nella testa di tutti: occupazione". Il piano prevede una moratoria di 90 giorni sui pignoramenti, sgravi fiscali nei prossimi due anni fino 3.000 dollari per ogni nuovo posto di lavoro creato negli Stati Uniti, la possibilità di prelevare fino a 10mila dollari dai fondi pensione senza dover pagare penalità.

Per Obama c'è bisogno, insomma, di sostenere la classe media, e "subito": "non possiamo aspettare di aiutare i lavoratori e le famiglie che stanno combattendo contro la crisi adesso, che non sanno se il loro lavoro o la loro pensione ci sarà ancora domani".

Cosa dicono i sondaggi

Alla vigilia del terzo e ultimo dibattito televisivo con John McCain, Barack Obama si conferma in netto vantaggio rispetto all'avversario nelle intenzioni di voto degli elettori americani: secondo l'ultimo sondaggio in ordine di tempo, realizzato dall'istituto demoscopico 'Zogby' per l'agenzia di stampa 'Reuter's' e per il notiziario telematico 'C-Span', il candidato democratico alle presidenziali Usa del 4 novembre ha infatti un margine di 6 punti percentuali rispetto a McCain. Per la precisione, il senatore dell'Illinois e' accreditato del 49% delle intenzioni di voto contro il 43% attribuito all'aspirante repubblicano. E' vero che il margine di errore è valutato nell'ordine del 2,9% circa, ma il risultato del sondaggio è in linea con la tendenza ormai evidente da tempo. Inoltre, il metodo adottato prevede di effettuare i rilevamenti per quattro giorni consecutivi, aggiungendo al risultato complessivo i dati relativi al giorno più recente di raccolta, mentre quelli del giorno piu' distante sono via via eliminati: ebbene, rispetto a ieri Obama ha guadagnato un ulteriore punto in più.

Ricerche su internet palestra per il cervello

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/10/2008

ROMA - Internet ci rende stupidi? Sbagliato: uno studio unico nel suo genere mostra che le performance cognitive di adulti e anziani che navigano sul web migliorano e che il cervello viene positivamente stimolato dalle ricerche on line e acquisisce migliori funzionalità. Pubblicata sull'American Journal of Geriatric Psychiatry, la ricerca è di Gary Small, dell'Istituto di Neuroscienze e comportamento Umano dell'Università di Los Angeles.

Le ricerche su Internet - spiega Small - richiedono una complicata attività cerebrale, e potrebbero aiutare ad allenare e migliorare le funzionalità del cervello. Pochi mesi si è acceso un vivace dibattito su cosa significhi per il cervello l' 'era Google': il dubbio instillato da esperti è che le nuove tecnologie impigriscano la memoria e appiattiscano le nostre possibilità cognitive. Ma a giudicare da questo studio non è vero che Internet ci renda stupidi, anzi. Gli esperti hanno eseguito per la prima volta uno studio con la risonanza magnetica funzionale sul cervello di volontari tra 55 e 76 anni mentre questi navigavano sul web e facevano ricerche on line; come test di controllo la risonanza è stata effettuata anche mentre leggevano un libro. Solo una parte dei volontari era già pratica di Internet.

E' emerso è che l'uso di Internet attiva aree cerebrali in più rispetto alla lettura, soprattutto aree frontali e temporali, sedi decisionali del cervello e fulcri del ragionamento complesso. A risentire più positivamente dell'uso di Internet erano i volontari già abituati ad usarlo: il loro cervello si attiva tantissimo, molto più che quello dei novizi per la prima volta 'caduti nella rete'. Secondo i neurologi, quindi, l'uso di Internet, con un po' di esperienza, può essere un buon esercizio per tenere allenato il cervello e migliorarne le performance cognitive.

Tra politici ci si puo' dare del 'rimbambito'

ANSA.it, http://www.ansa.it, 14/10/2008

ROMA - Ai politici è consentito dare del "rimbambito" all'avversario, specie se l'epiteto è proferito dopo una estenuante opera di mediazione che sta per essere messa in discussione da una mozione tardivamente presentata. Lo sottolinea la Cassazione che ha assolto Alberto Tognoni, sindaco di un piccolo comune spezzino, Castelnuovo Magra, condannato in secondo grado a risarcire i danni a un consigliere della sua giunta al quale aveva detto "lei è il solito rimbambito". Tognoni era uscito dai gangheri - durante la seduta del 26 marzo 1999 - e si era lasciato andare all'improperio nel momento in cui il consigliere d'opposizione Ino Cecchinelli annunciò la presentazione di una sua mozione sulla guerra del Kosovo. Il sindaco era appena riuscito, dopo una lunga 'maratona' diplomatica, a convincere tutto il consiglio a votare un documento unitario sul conflitto balcanico. Con successo in Cassazione, Tognoni - condannato dalla Corte di Appello di Genova nel maggio 2007, dopo l'assoluzione di primo grado - ha sostenuto che l'espressione "rimbambito, usata come indicativa della perdita della capacità di ragionare" era una legittima critica politica di fronte a un atto che "appariva provocatorio". La Suprema Corte - sentenza 38747 - gli ha dato ragione rilevando che "il linguaggio della polemica politica può assumere toni più pungenti e incisivi rispetto a quelli comunemente adoperati nei rapporti tra privati così che espressioni, riferite a personali connotazioni intellettuali, perdono una connotazione offensiva se utilizzate nell'ambito della polemica tra contrapposte posizioni politiche".